Quel che non sono

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SCENA 1 - paravento
“QUEL CHE NON SONO”
di Andrea Biagini e Jonathan Mannucci

commedia - due atti

In ognuno di noi c'è una componente che appartiene all'altro sesso. Scopriamola insieme

SCENA 1 - paravento

(Brunetto e Simone sono vestiti normalmente)

BRUNETTO:Quello che cercheremo di fare stasera non è un esperimento ma una semplice riflessione, alla quale vi invitiamo a partecipare tutti. In ognuno di noi c'è una componente che appartiene all'altro sesso. Sì proprio così, per il nostro modo di fare e a volte di pensare, diamo vita ad un nuovo personaggio di sesso opposto. Agli altri il compito, guardandoci da fuori, di attribuirci il nome che più ci rappresenterebbe.

SIMONE: Un po’ come gli scout, ognuno viene soprannominato ma in questo caso non gli vengono dati un sostantivo ed un aggettivo, come toro seduto ma un nome del sesso opposto, come Aldo o Maria. Provate anche voi fidanzati , sposati, amici ma una raccomandazione: non dovete mai discutere il nome che vi attribuiscono.

BRUNETTO: … e soprattutto non litigate. Durante le prove, infatti, ha divorziato una coppia che stava per raggiungere il traguardo delle nozze d’oro.

SIMONE: Magari gli abbiamo fatto un piacere.

BRUNETTO: Ecco sei sempre la solita tentatrice.

(Brunetto inizia a cambiarsi il costume. Poi lo seguirà Simone)

SIMONE: Tentatrice io ma se sono appena agli inizi. Certo non cercherò di rimanere casta e pura come te. Si e no avrai avuto due avventure nella tua vita, una con il tuo fidanzato e una con il tuo marito, che poi era il tuo ex fidanzato.

BRUNETTO: Senti bellina, mi sembra che tu sia come quelle che non buttano via nulla, della serie basta che respiri.

SIMONE: Macchè io lo voglio alto, bello, palestrato, glabro, ricco e intelligente.

BRUNETTO: Ecco allora rimani casta e pura come me. Ai miei tempi non c’era bisogno di sedurre, gli uomini ci provavano comunque, ed eri tu che sceglievi.

SIMONE: … e tu che sei sempre stata saggia, hai scelto bene. Hai scelto il più fedele e il più galantuomo. È proprio per questo che da ora tu sarai Iole.

BRUNETTO: È vero erano altri tempi e forse eravamo più fortunate. Non c’erano distrazioni, disorientamenti culturali, si doveva lavorare e basta. Oggi di lavoro ce n’è poco e di divertimento quanto se ne vuole, anche se dopo un po’ stanca. Gli uomini sono cambiati e le donne di più. Gli uni non si sa cosa cercano e le altre non si sa cosa vogliono, insomma l’è un gran casino. E in mezzo a tutta questa gran confusione ci sei tu, tentata da ogni dove ed è per questo che da ora tu sarai Eva.

Un ti piacciono per caso le mele?

SCENA 2 – due sedie, un appendi abiti con alcuni abiti appesi

VFC:  SEDUCIBILE, che può essere sedotto.

Lucrezia ed Elisabetta parlano e rimettono a posto alcuni abiti.

LUCREZIA: Come sono stanca, cara Elisabetta ma ne valeva la pena. Quanta nobiltà ieri sera nel salone delle feste del Circolo Ufficiali per la festa del Congedo dei Generali di Corpo d’Armata. Ma non è servito a niente, perché ero la più ammirata. Ho vinto anche stavolta.

ELISABETTA: Si al massimo ha vinto la  mummia d’oro

LUCREZIA: Ebbene si, Giorgio il mio sarto personale, mi aveva creato un “modesto” corpetto di raso misto toulle blu oltreoceano.

ELISABETTA: Oltre che?

LUCREZIA: Oltreoceano, verso l’ora del tramonto

ELISABETTA: Sì è ancora un po’ provata dalla festa.

LUCREZIA: … abbinato ad un “semplicissimo” scialle ricamato a mano dell’inizio del secolo scorso

ELISABETTA: Si, insomma, il centrino della nonnetta.

LUCREZIA: … e per finire una “sobria” gonna lunga, semivaporosa arricchita di Swarowsky a formare un motivo floreale.

ELISABETTA: Si insomma la palla della discoteca.

LUCREZIA: … un abito che farà innamorare il principe Luciano, mica come quei due straccetti che ti ritrovi addosso.

Entra Luciano

LUCIANO: Madonna Lucrezia … signorina Elisabetta … volevo invitarle al ricevimento per il centenario della nascita della mia casata, che si terrà domenica nella mia villa.

LUCREZIA: Molto volentieri, anche se in confidenza sono molto contesa dal marchese Treossi per la sua festa di compleanno.

ELISABETTA: Ah e quanti anni compie, 150?

LUCREZIA: No solo 73.

ELISABETTA: Mmm, novello di patente. Comunque caro principe la ringrazio per l’invito e le assicuro che non mancherò.

LUCIANO: Sarò molto felice della vostra presenza che darà lustro alla cerimonia. Madonna Lucrezia, complimenti per il suo splendido abito, la rende quasi immortale.

ELISABETTA: Infatti, quasi non ce ne accorgiamo ma è già morta da un po’.

LUCIANO: Con permesso, se mi volete scusare vado a terminare gli ultimi

preparativi  del ricevimento. A domenica.

Luciano esce.

ELISABETTA: Che uomo affascinante, dinamico, sicuro di se’ il principe Luciano, proprio l’uomo della mia vita.

LUCREZIA: Peccato che sceglierà me.

ELISABETTA: Ecco ho proprio bisogno di qualcuno con dei valori, propositivo, altruista, insomma un uomo con un obbiettivo nella vita. Uno di quelli coerenti che, se tra il rosso e il nero sceglie il rosso, è rosso per sempre.

Entra Marcello, tifoso romanista.

MARCELLO: Forza Roma forza lupi! Son finiti i tempi cupi!

LUCREZIA: Questo più che rosso, ha scelto il giallorosso

MARCELLO: A’ bella! … A’ fata!

LUCREZIA: … desidera?

MARCELLO: Piace’ so’ Marcello, er capocoro della curva suuuuud (gridando con le mani sulla faccia). No siccome che me se sposa mi’ sorela Jessica, me devo da comprà un vestito elegante. Voi ce n’avete?

LUCREZIA: Certo. Venga pure, si accomodi.

MARCELLO: Però bello st’ambientino. Comodo, me ce farei na’ dormita, so’ molto stanco, ho fatto a’ notte all’ospedale.

LUCREZIA: (Verso Elisabetta) Vedi, è anche altruista, farebbe per te.

MARCELLO: Sono molto preoccupato, ce sta’ er nostro terzino che l’hanno operato ar ginocchio e io tutte le notti sto all’ospedale.

LUCREZIA: … ah in camera ad assisterlo.

MARCELLO: Mannaggia sti’ infami, nu me ce fanno salì in camera e me tocca sta sotto  pe’ vedello. Quando qualche volta si affaccia dalla finestra, allora tiro fuori er bandierone e me faccio riconosce (lo grida tre volte tipo stadio battendo le mani).

LUCREZIA: (Verso Elisabetta) Vedi è perfetto, un uomo con un obbiettivo nella vita. (Verso Marcello) La lascio in buone mani. Prego Elisabetta, questo signore ha bisogno di te.

Elisabetta schifata va da lui.

MARCELLO: Sto’ vestito è importante perché c’ho sudato tanto per arrivare a convince mi’ sorela a sposa’ “Mimmo”…pe’ fortuna; se stava a’ avvicina’ ad un laziale.

LUCREZIA: Torna tutto, quando si dice i valori. (Verso Elisabetta) Vai è tuo.

Elisabetta prende le misure sempre più distaccata, lanciando delle occhiatacce a Lucrezia, che continua imperterrita.

Lucrezia esce.

ELISABETTA: Ecco fatto, abbiamo preso le misure. Può tornare domani a scegliere l’abito

MARCELLO: Ammazza già fatto? Ma c’hai du’ mani de’ velluto. Se me fai fa’ na’ bella figura te regalo la sciarpa della trasferta col Borussia Dortmund del 1985. Ao’ me costa dattella!

ELISABETTA: La ringrazio.

MARCELLO: Ma de che’ aho! Ma’ damoci del “te”.

ELISABETTA: sì…e del caffè! Del “tu”!

MARCELLO: Sì, insomma: me pare che ormai tra noi ce stia na’ certa confidenza. Ce vedemo domani (lo grida tre volte tipo stadio battendo le mani).

Marcello esce ed Elisabetta rima sola.

ELISABETTA: Mamma che tipo odioso e chi lo sopporta più di dieci minuti… certo però un po’ di spavalderia non guasta. Mi ricordo come ero timida qualche tempo fa, bastava che qualcuno mi guardasse, che io diventavo rossa come il fuoco. E poi se mi piaceva un uomo, me ne facevo subito accorgere. A volte, mi capitavano delle strane reazioni. Una sera inseguo quest’uomo fino al suo lavoro per farlo mio, chissà cosa mi era successo. Lo vedo per strada con la sua auto e lo rincorro sfrecciando sui viali della circonvallazione. Si ferma, va verso il suo ufficio, sale le scale ed io per precederlo prendo l’ascensore ma a metà mi si ferma. Ecco ero timida ma anche sfigata. Tutta la mia spavalderia se ne andò in un attimo e ritornai quella di prima, rossa ed impacciata. Per non farmi scoprire rimasi lì dentro per tutta la notte e al mattino, a quelli che mi vennero a salvare dissi: “Cielo le zucchine sul fuoco!”

La scena va al buio ma sul proscenio si scorgono tre comari.

SCENA 3 – proscenio

ANTONELLA: Si si, le zucchine sul fuoco sono sempre state un’ottima scusa. Comunque ragazze dovete sapere che la seduzione è una cosa seria, se possedete quest’arma, per voi il gioco dell’amore sarà vincente. Riuscirete a dominare gli uomini ottenendo tutto.

OLIVIA: Che bello! Riuscirò a far mangiare i cannelloni al mio uomo

TAMARA: Cannelloni? Cosa essere cannelloni?

ANTONELLA: Lascia perdere, non quello che pensi tu. Olivia ma che c’entrano i cannelloni?

OLIVIA: Sì, lui mangia solo spinaci

ANTONELLA: E chi è Braccio di ferro? Beh certo tu sei Olivia

OLIVIA: Si è fissato che gli spinaci fanno bene, sono indispensabili per il fabbisogno della persona e rendono forti. E non vuol mangiare altro.

ANTONELLA: Vabbè guarda il lato positivo. A casa l’uomo di fatica ce l’hai.

OLIVIA: Sì…nel senso che gli fa fatica fare tutto in casa…l’altro giorno ha sollevato uno scatolone di libri e gli è venuto il colpo della strega.

TAMARA: Cosa essere colpo alla strega?

ANTONELLA: Colpo della strega…non alla strega. Comunque lascia perdere è quello che pensi tu. (Verso Olivia) Voglio darti allora un consiglio su uno dei miei metodi infallibili dell’essere donna: quando lui torna dal lavoro ti fai trovare nuda sul letto tutta ricoperta di panna e fragole. Vedrai che la voglia degli spinaci passerà.

Però avete visto Lucrezia? Snob, non si concede più di tanto, lei è un tipo che aspetta ed è sicura del suo successo. Chissà se fosse un uomo come si chiamerebbe?

OLIVIA: Invece Elisabetta ancora un poco indecisa, a volte sfigatella, ha sempre una marcia in meno ed è come se andasse a singhiozzo.

ANTONELLA: Non mi parlare di singhiozzo che mi è venuto stamattina  e non mi voleva andare via.

OLIVIA: Ma basta bere un bicchiere d’acqua tutto d’un sorso, un colpo e via.

TAMARA: Cosa essere un colpo e via?

ANTONELLA: Lascia perdere non quello che pensi te. Oh ma questa capisce solo quello!

OLIVIA: A proposito di singhiozzo. Fu proprio grazie ad un singhiozzo che Cinzia conobbe il suo bel marinaio, ricordi? Lui era sul volo per Londra quando colpito da un singhiozzo insistente chiede aiuto all’hostess e Cinzia si precipita a soccorrerlo.

SCENA 4 - panchina

VFC: SEDURRE, trascinare al male con l’inganno. Lusingare, allettare, tentare. Corrompere.

Angelo è disteso sulla panchina con un libro aperto in faccia e Cinzia le si siede accanto. Squilla il cellulare di Cinzia.

CINZIA: (parlando al cellulare) pronto! Sì, sì mamma sono appena arrivata alla stazione. Lui dovrebbe essere qui fra poco. Certo! Anche se  lavora su una nave, arriverà col treno. Perché lo sai che qui a Firenze, arrivare in nave, sarebbe stato un problema…Che sciocca! E dove avrebbero parcheggiato la nave!?  Macchè: lo sai anche te il problema dei parcheggi in centro! (sbuffa e scuote la testa) (verso Angelo) sa’, oggi arriva … e non vedo l’ora! (cambiando tono) ma mi scusi: sta dormendo?Hei! Sta dormendo? Signore! Dorme!?

ANGELO: (svegliandosi ed alzandosi) Il mio sogno è quello, un giorno, di poter capire cosa spinge una donna a svegliare un uomo per chiedergli se sta dormendo!?

 

CINZIA: mi scusi, ma avevo paura di averla disturbata mentre parlavo al telefono…(con aria frivola) Ma stava leggendo! (prendendo il libro in mano) che libro è?

ANGELO: si intitola “come vivere fino a 100 anni in salute e con gli altri”

CINZIA: è interessante?

ANGELO: non so

CINZIA: come non sa? non lo sta leggendo?

ANGELO: no…lo ho solo rubato a mia suocera per paura che lo potesse studiare lei…quella vipera! Ma lei che ci fa accanto a me?

CINZIA: sto aspettando Riccardo. (enfatica) già lo vedo scendere dalla nave: alto, muscoloso, con la sua giacca brizzolata e i suoi capelli blù.

ANGELO: come!? È sicura?

CINZIA: certo che sono sicura: sarà quasi un metro e novanta! (annusa l’aria)

ANGELO: che fa?

CINZIA: annuso l’aria…sentirei l’odore di Riccardo anche a chilometri di distanza!

ANGELO: Dica però ai suo Riccardino di lavarsi un po’…

Ma Riccardo sarebbe il suo fidanzato?

CINZIA: ma scherza!? Riccardo è l’amico del mio fidanzato Luca. Il mio fidanzato è un tipo magrolino che, da quindici anni, fa il ragioniere su una nave da crociera, un tipo metodico, tranquillo, preciso…il mio fidanzato è un tipo noiosissimo: ripete sempre le stesse cose, sempre le stesse cose, sempre le stesse cose…

E’ un tipo che, fino a due anni fa, mi inviava un milione e mezzo di vecchie lire a casa, affinché io le mettessi da parte per il nostro matrimonio, per i nostri tre maschietti e le nostre tre femminucce che dovremmo avere, per la cuccia del cane, per la gabbia del canarino ed il resto su questi fondi previdenziali che mi mettano ancora più angoscia della gabbia del canarino o dei sei figli ..  è un tipo talmente pignolo che, dal milione e mezzo di due anni fa, da buon ragioniere, adesso mi invia settecentosettantaquattro Euro e sessantanove centesimi: né un centesimo in più, né un centesimo in meno.

E poi, le ripeto, il mio fidanzato è noiosissimo: ripete sempre le stesse cose, sempre le stesse cose, sempre le stesse cose…mi capisce cosa intendo vero?

ANGELO: certo…certo…ma con tutti i soldi che le dà,  perlomeno è generoso…

CINZIA: generoso!? L’anno passato, per il mio compleanno e il Natale, mi ha regalato il rasoio e il dopobarba…

ANGELO: e cosa se ne fa lei di un rasoio e di un dopobarba!?

CINZIA: io niente!…ma il mio ragazzo pensa che, se un giorno ci dovessimo lasciare, potrà usarli lui…

(sbuffando) ma io cosa me ne faccio di uno così!? (gesticolando mentre parla) io voglio un tipo carnale, passionale, focoso… uno che mi faccia attraversare – con la fantasia – monti, vallate, deserti misteriosi… un avventuriero che sappia prendere la vita al volo! Uno che sappia prendere la vita di petto…perché anche il fisico è importante per affrontare la vita…ed il mio uomo deve avere anche un bel fisico, proprio come Riccardo…dovrà essere uno sportivo…lei ad esempio è uno sportivo?

ANGELO: mi considero uno sportivo nello stesso modo in cui uno che guarda il telegiornale potrebbe considerarsi giornalista…

CINZIA: non è sportivo…

ANGELO: no

CINZIA: va bè…comunque ecco cosa voglio: un uomo! Un uomo vero! Ma non le sta un po’ grande codesto vestito?

 

ANGELO: scherza!? Mi calza come un guanto!

CINZIA: ma se ha le maniche così lunghe che le coprono completamente le mani!?

ANGELO: (imbarazzato) appunto: mi calza che sembra un guanto…vede? (Si guarda e si aggiusta le maniche) Ma scusi, se posso permettermi, ma quando è che ha capito che la sua storia col suo ragazzo necessitava una svolta?

CINZIA: sinceramente non subito…fu una sera, dopo circa un anno che stavamo insieme: stavamo facendo l’amore, di colpo mi svegliai e così, senza una valida motivazione, realizzai e gli dissi che forse il nostro rapporto aveva bisogno di una svolta…

ANGELO: e lui capì?

CINZIA: non proprio. Da sotto passo sopra di me e continuò a fare l’amore.

ANGELO: e con Riccardo c’è stata una passione?

CINZIA: diciamo che Riccardo è stata una delle tante passioni…E’ da poco che lo conosco…forse due settimane…e già mi sta iniziando a fare domande strane…

ANGELO: tipo il matrimonio!?

CINZIA: noooo, tipo: (imitandolo nella voce e nei gesti) “come ti chiami”, “quanti anni hai”…(sbuffa)

ANGELO: oltre a Riccardo ha conosciuto anche altri compagni di Luca?

CINZIA: ultimamente, mi sono invaghita di Riccardo. Ma ancor prima di lui, è stata la volta (cercando di ricordare) di Mario, Franco, Giacomino piè veloce, Giacomino veloce e basta, Alfredo, Ernesto…

ANGELO: (bloccandola) mi scusi, so che non sono fatti miei: ma perché continua a stare con Luca?

CINZIA: sa, io penso che i soldi nella vita non contano (con aria furba)…ma se hai in mano quasi ottocento euro per un matrimonio, per i 6 figli, per un cane e un canarino che non vuoi…(alzando la testa con slancio) allora certo che contano! E posso spendermeli come voglio! E poi, il mio fidanzato è noiosissimo: ripete sempre le stesse cose, sempre le stesse cose, sempre le stesse cose…

ANGELO: (dopo una pausa, trova il coraggio e dice) ma mi scusi se mi permetto di nuovo: il suo comportamento affettivo e sentimentale non mi sembra troppo lucido…non crederebbe giusto provare ad essere aiutata da qualcuno in codeste sue scelte? Mi perdoni: ma perché non prende un appuntamento con uno psicologo?

CINZIA: (risentita) Ma scherza!? Sinceramente preferisco un bel marinaio…sa, sono molto più focosi…

ANGELO: ma è possibile che non vi sia niente che le possa piacere del rapporto col suo ragazzo?

CINZIA: ma scherza!? (Riflette un po’) Eppure…eppure…eppure qualcosa ci dev’essere: ah! Ci sono: ad esempio, adoro le meravigliose cartoline che mi manda da lontani paesi esotici…mari profondi, spiagge cristalline…(respira profondamente con aria sognante) mi ricordano tanto il mio vecchio lavoro…

ANGELO: lavorava in un villaggio turistico?

CINZIA: No. Alle poste. E lì di cartoline belle ne passano tantissime…

(con aria mesta) ma non so se, tradire il mio ragazzo così, sia la cosa più giusta…anche per me…perché, in fondo, è stata forse, con tutti i lati del suo carattere, la persona più bella della mia vita…

ANGELO: che vita di merda allora!…ophs: mi scusi.

E lui cosa dice di lei?

CINZIA: Sinceramente il mio fidanzato è noiosissimo e mi ripete sempre le stesse cose, ripete sempre le stesse cose, ripete sempre le stesse cose…mi ripete sempre che dovrei provare ad ascoltarlo di più…o che dovrei ascoltarlo meglio…oppure si lamenta perché non ascolto mai quello che dice…ooo…boh: insomma, qualcosa del genere…

Ma adesso non mi faccia venire i sensi di colpa però…e mi spieghi invece perché lei è qui?          

ANGELO: ho perso il lavoro tre giorni fa…e a casa tengo una moglie, il mutuo, la mamma, la suocera, il cane e sei figli…sono disperato!

CINZIA: non saprei che dirle, mi dispiace… ma, se vuole, posso consigliare a sua moglie un ottimo contraccettivo.

ANGELO: ma che contraccettivo! Sono disperato per il lavoro! Sono tre giorni che vengo qui alla stazione perché non so come dirlo in casa.

CINZIA: certo… affrontare mamma e suocera insieme…!? Ma come fa a sopravvivere? Chi sa che litigi scoppieranno tra sua mamma e sua suocera.

ANGELO: ma che litigi! Non possono litigare tra loro: una è sorda e l’altra è muta… il vero problema è mia moglie…che ci sente e, soprattutto, parla benissimo! Non mi dà respiro…è assillante…poi pretende sempre troppo da me…”Angelo fai qui, Angelo fai là, Angelo dai da mangiare al cane, Angelo porta dal parrucchiere mamma”…che non è proprio un cane ma ci assomiglia… Ma sa: il nonno di mia moglie era politico e padre sindacalista…perciò può capire bene come lei in casa sia abituata a chiacchierare tanto e a non voler mai fare un cazzo…

CINZIA: e lei ha il coraggio di chiedermi perché sto insieme a Luca…!? Lei, piuttosto, come ha fatto a sposare una persona come sua moglie…?

ANGELO: ma sa, la mia è stata una storia particolare…quando ho fatto quella scelta ero abbagliato

CINZIA: vuole dire che era innamorato?

ANGELO: voglio dire che, quando conobbi quella che sarebbe poi diventata mia moglie, ero in un periodo di depressione, ero allo sbando…ero tutte le sere perso nell’alcool, sempre alla ricerca della perdizione, alla ricerca del tormento, alla ricerca dell’auto-martiriazione…e allora un giorno ho pensato che fosse l’ora che questa assurda ricerca dovesse finire…e mi sono detto: “sai cosa? Mi sposo: così tutte queste disgrazie smetterò di cercarle…”.

CINZIA: ed ha smesso di ricercare?

ANGELO: Certo…me le sono ritrovate tutte in casa…e in un’unica persona!

 

Squilla il cellulare e Cinzia si allontana per rispondere. La conversazione è brevissima con lei molto contrariata

ANGELO: mi scusi Signorina… c’è qualcosa che non va?

CINZIA: qualcosa che non va!? Quel farabutto di Riccardo mi ha appena detto che non può venire: ed io che avevo fatto tutti i progetti!… ma pazienza: vorrà dire che con lui ho chiuso. Tra l’altro non era neppure questo Marcantonio che soleva sembrare …

Vorrà dire (alludendo ad Angelo) che questi biglietti che ho avuto grazie al mio lavoro…

ANGELO: che lavoro fa?

CINZIA: faccio un lavoro che mi permette di viaggiare gratuitamente in aereo.

ANGELO: non sarà forse una terrorista di Al Queida?

CINZIA: ma che dice!? Diciamo che, grazie al mio lavoro, occupo un posto molto in alto nella società.

ANGELO: allora potrebbe aiutarmi a trovare un lavoro! Che lavoro fa?

CINZIA: l’hostess d’aereo. Anche 3.000 metri d’altezza! E questi biglietti con volo e sistemazione settimanale tutto compreso…ma proprio tutto compreso…(Angelo inizia a sudare e ad essere imbarazzato) nel migliore albergo di Tenerife… ma vorrà dire che dovrò cercare adesso qualche vero uomo che mi possa accompagnare (parlando le si avvicina provocante)

Dovrò trovarmi un grande uomo… un uomo che, con la fantasia, sappia farmi attraversare monti, valli, deserti misteriosi… un avventuriero… uno che possa prendere la vita al volo!

ANGELO: (imbarazzato) sa… sa… sa cosa faccio oggi? Oggi torno a casa e sputo in faccia a mia moglie tutta la verità! (si alza in piedi e si dà forza). Le dirò che mi sono già divertito di lei e di come mi tratta!

CINZIA: (meravigliata) uhm! che uomo!

ANGELO: le dirò che mi sono divertito di andare ogni mattina al supermercato e dover fare la spesa anche per mia madre e per quel cane del nostro cane!

CINZIA: (meravigliata) che uomo!

ANGELO: le dirò che adesso basta! Che mi rifiuterò di alzarmi la notte per portare il cane a fare pipì! Che quando mi alzo io, la notte, per andare al bagno, ha poi il coraggio di incazzarsi perché accendo la luce! Gli farò vedere io chi comanda! E, da ora in poi, se li comprerà da sola gli yogurt, le martellatine, le fette biscottate al cacao, o integrali, o ai 5 cereali, o al frumento, o alla crusca, o…quel che vuole lei che non si capisce più un cazzo! Andrà lei, da oggi in poi, a comprare le Simmenthal in mille modi per i bambini

CINZIA: anche i suoi bambini, come me, adorano la Simmenthal?

ANGELO: all’inizio non proprio…ma da quando ho iniziato ad aprirgli le scatolette, le adorano. (riprende con impeto) Ed oggi, non andrò neppure a dare da mangiare al cane no Signore!

CINZIA: ma povero cane!

ANGELO: allora vorrà dire che al cane gli darò dieci Euro e andrà a mangiare al bar se vuole mangiare!

CINZIA: (meravigliata) che uomo!

ANGELO: Le dirò che l’auto se la laverà da sola! E a quella gallina di mia suocera le dirò, che se il sabato mattina continua a svegliarmi alle sette per essere portata dal parrucchiere… la prendo a pedate nel culo che se le ricorderà per il resto della sua schifosa – e spero breve – vita!

CINZIA: ma se tua suocera è sorda!?

ANGELO: glielo scrivo! E poi tornerò da mia moglie e, se ancora non avrà capito chi comanda ed avrà il coraggio di ribattere, prenderò di nuovo a pedate in culo anche lei e le dirò che me ne potrei anche andare!

CINZIA: (meravigliata) che uomo!

ANGELO: anzi: me ne vado via quasi certamente!

CINZIA: (meravigliata) che uomo!

ANGELO: anzi: me ne vado di sicuro! E poi sai cosa faccio!? Adesso che andrò a casa, prenderò subito a calci in culo mia moglie…

CINZIA: ancora!? E perché?

ANGELO: boh! Poi il motivo poi lo trovo! Così mi avvantaggio col daffare…

CINZIA: (meravigliata) che uomo! Sabato mattina ore otto… (alzandosi in piedi) prendiamo il treno per l’aeroporto e poi voleremo verso la felicità…

ANGELO: (incantato) felicità, felicità, felicità!

E adesso che cosa racconto a casa!?

SCENA 5 - proscenio

ANTONELLA : Certo, povero il marinaio di Cinzia…

OLIVIA : Povero il ragazzo di Cinzia vorrai dire! Se quel giorno, in aereo, per il singhiozzo repentino anziché chiamare l’hostes lo avessero abbattuto subito con due colpetti da dietro…

TAMARA : Cosa significa battere con due colpetti  da dietro?

OLIVIA : Non quello che pensi tu!

ANTONELLA : A proposito: hai provato il mio consiglio di farti trovare nuda ricoperta di panna e fragole da tuo marito?

OLIVIA : Sicuro…

TAMARA : Cosa essere “si – culo”?

OLIVIA : Sicuro! Ho detto sicuro, Tamara! Si-cu-ro! (verso Antonella) Ma capisce davvero tutto in quel senso

TAMARA : Che sesso?

ANTONELLA e OLIVIA : Aaahhh!

ANTONELLA : Ma non è possibile!

OLIVIA : Finisco dopo di raccontarti…

ANTONELLA : sono tutta eccitata di sapere come sia andata a finire con tuo marito…

TAMARA : Chi essere eccitata?

ANTONELLA e OLVIA : (spingendo Tamara fuori) bastaaa!

SCENA 6 – casa di ciro

VFC: SEDUCENTE, che seduce. Amabile, attraente.

Ciro si trova sul divano con le gambe distese leggendo il giornale

SONIA:  (entrando) babbo babbo!!!

Ciro continua a leggere il giornale in silenzio come se niente fosse.

SONIA: babbo ! (si avvicina ancora a lui) babbooooo!

CIRO: mi spieghi cosa c’è di così importante da dover interrompere l’unico momento interessante della mia giornata? E’ proprio vero: voi giovani avete proprio perso il senso della lettura del giornale…della cultura non ve ne importa proprio niente…. Ignoranti!

SONIA: (con tono sbeffeggiante gli prende il giornale di mano) Milan – Cagliari 2 a 0, Juventus - Genoa 3 a 1…

CIRO: (le strappa il giornale dalle mani) e dammi il giornale! Che anche questa è cultura.

SONIA: Sì, con tutti questi campi da gioco, più che cultura, è coltura. O meglio: agricoltura! Comunque, volevo informarti che tra un po’ verrà l’insegnante per darmi lezione… (con aria più dolce e caritatevole) e sai com’è…

CIRO: No. Com’è?

SONIA: e lo sai com’è…

CIRO: no, com’è?

SONIA: Eeeeee…. Com’è, com’è…

CIRO: se non mi dici  com’e, come faccio a sapere com’è!

SONIA: 50 Euro a lezione.

CIRO: (irritato) e allora dimmi subito: “50 Euro”!

SONIA: (felice e ansiosa) allora è sì?

CIRO: no!

SONIA: come no? ma questa insegnante è tanto brava.

CIRO: Ecco, se è davvero così tanto brava come dici, senti se le lezioni te le fa gratis…più brava di così!?

SONIA: ma babbo!

CIRO: no. 50 Euro…ma neppure fosse Mortisia .

SONIA: chiii?

CIRO: Mortisia…quel cantante famoso.

SONIA: Mozart! Mozart babbo… ed era un compositore, non un cantante… Mozart.  Mo-o-o-za-a-a-rt !

CIRO: ni-e-e-e-nte-e-e ci-i-i-in-qu-an-ta  e-e-e-u-ro!

SONIA: (con voce più dolce e carina) babbino! Ma lo sai che questa insegnante è molto…(fa gesto con la mano come per dire carina)

CIRO: molto come?

SONIA: e comeee!

CIRO: ma come?

SONIA: e come come!

CIRO: si…. Ma com’è?

SONIA:  è molto carina.

CIRO: (risposta secca e con aria scocciata) e allora dimmi subito molto carina… invece di muovere codesta mano che sembri a fare la maionese! (la imita con la mano)

SONIA: allora è sì?

CIRO: no.

SONIA: ma babbo! Questo è un investimento per la mia cultura!

CIRO: l’ultima volta che mi hai chiesto soldi per un investimento, sei riuscita, in un colpo solo, ad investire il concessionario dell’auto, il meccanico dell’auto e il barboncino del meccanico dell’auto.

SONIA: ma solo il barboncino si è rotto le zampe.

CIRO: sì, infatti, è l’unico barboncino che cammina come Robocob e si blocca quando gioca nelle pozzanghere……(Mentre continua a leggere indifferente il giornale) ma guarda quà: a Firenze, ogni due giorni, un pensionato viene derubato della pensione. Eh dove andremo a finire!? …. certo, però, sarà sfortunato ad essere sempre derubato, ma se prende la pensione ogni due giorni, non sta poi così male…

Suona il campanello

SONIA: ecco, è lei! Dei soldi ne parliamo dopo… ma mi raccomando…a modo…

CIRO: che modo?

SONIA: Aaah…lascia fare….

La figlia va ad aprire la porta ed entra con l’insegnate. Ciro continua a leggere imperterrito il giornale ignorando tutto il resto

Serena: Buonasera. E’ permesso, posso entrare?

CIRO: ormai è già entrata: cosa continua a chiedere se può entrare!?

SONIA: Babbooo!

Ciro scuote le spalle con superficialità

SERENA: (con aria impacciata) ma che casa… che casa…. che casa…. carina

CIRO: senti bellina: se hai tanto da prendere per i fondelli, invece di suonare il pianoforte in casa, esci e continua a suonare il campanello fuori!

SONIA: (con aria imbarazzata) babbo, ma vuoi stare zitto!?! 

Lui è Ciro. Lei è Serena. Lo scusi, è un po’ animale: si è involgarito a forza di leggere quel giornale… Lui la chiama coerenza…

CIRO: Infatti! Chi può definirsi più coerente di me che, da 25 anni, torno a casa, mi siedo in poltrona e decido, ogni volta, e sottolineo decido, di non voler far niente!?

SONIA: insomma, ha visto…. Mio padre è difficile smuoverlo dalle sue idee… e soprattutto dal suo divano!

CIRO: un “abituè”, come direbbero a Parigi …

SONIA: un lavativo, come dicono al circolino…ma forse sarà l’aria del Paese che lo contagia…o forse ci sarà qualcosa nell’aria di casa…

CIRO: sì…nell’aria ci sono i tuoi bacilli, se continui a dire bischerate!

SERENA: Ciro: ma che bel nome! E’ greco?

CIRO: no!

SERENA: è latino?

CIRO: no!

SERENA: e di che origine è?

CIRO: È di origine tedesca. E significa “attenzione”

SERENA: come attenzione?

CIRO: sì, attenzione a rompermi le balle che sto leggendo!

SONIA: babbo! Ma insomma! (verso l’insegnante) lo scusi, a volte fa così per scherzare: ma non è una cattiva persona…basta saperlo prendere…

CIRO: sì!, infatti: ma non per il culo! Per favore…

Risata disimpegnata dell’ insegnante e figlia imbarazzata

SONIA: Babbooo! (verso Serena) insomma: il suo incantevole nome…

Ciro ride forte, facendosi sentire, dietro il giornale

SONIA: (verso Ciro) babbo!, ora ti tolgo il giornale e sintonizzo la tivù sullo speciale “cultura ed arte” di Piero Angela! Ok!?

Ciro torna serio e si rimette a rileggere il giornale

SERENA: lascia fare: non ti preoccupare che, dopo otto ore di conservatorio, ci vuole qualcuno che riesca a sdrammatizzare un po’ la giornata…

SERENA: comunque (riferendosi a Sonia) ho cercato su Internet ed ho scaricato quelle due sonate che mi avevi chiesto…

CIRO: (verso il pubblico, indicando Sonia e Serena) ecco le sonate: una e due!  

           

SERENA: ed ho trovato le note per quella musica che volevi: (cantando) do - mi - fa - sol - mi - re - la - mi - reee!

CIRO: (verso il pubblico) que – sta – è – grul – laaa! (verso Sonia e Serena) Ma – non – ve – de – te – sto – le – ggen – dooo!?

 

SERENA: … comunque, domani, da casa, con internet cercherò anche le altre canzoni che volevi…perché, in effetti, oggi è fondamentale il computer anche per la musica.  Infatti, gran parte del mio repertorio è stato scaricato da Internet (verso Ciro). Non pensa anche lei che sia fondamentale oggi il mondo di internet?

CIRO: nooo!: due anni fa sono riuscito a scaricare mia moglie anche senza internet…perché rompeva le balle!

SERENA: sono sconsolata, mi dispiace, non lo sapevo…. Era davvero orrendo il rapporto con sua moglie?

CIRO: nooooo!, tutt’altro: talvolta era anche piacevole. Infatti mi ricordo tutti i viaggi che abbiamo fatto assieme…. pensi che tutte le domeniche la portavo ovunque: al mare, in montangna, nei boschi.. (silenzio, Ciro scuote il capo) ma poi lei ritrovava sempre la strada di casa

SERENA: Ah! Ah! Ah!

SONIA: ma babbo, invece di dire codeste cretinate, fai accomodare l’insegnante e chiedile se ha bisogno di qualcosa…che ne so, offrile qualcosa da bere… mentre io vado a cercare i miei spartiti.

Sonia esce di scena

CIRO: senta, le andrebbe un aperitivo?

SERENA: adesso?

CIRO: sì, adesso. Le andrebbe un aperitivo?

SERENA: maaa…non saprei…

CIRO: le andrebbe o no?

SERENA: sì, va bene: grazie.

CIRO: ecco, le consiglio di andare al circolino qui di fronte…Se le dice che la mando io forse le faranno anche lo sconto…

Serena asseconda Ciro e si mette ad osservare la stanza. Cammina per la stanza e tocca i curiosi oggetti

SERENA: Ma come sono graziosi questi fiori…. Sono primule…. Veramente deliziosi (si avvicina e li annusa mentre Ciro continua ignaro a leggere il giornale). Sa, adoro i fiori: diciamo proprio che ho il pollice verde…

CIRO: di là c’è il bagno…

SERENA: come scusi?

CIRO: ho detto che di là c’è il bagno…Se deve lavarsi le mani, di là c’è il bagno…

SERENA: no!,… dicevo che ho il pollice verde nel senso che sono amante delle piante …

CIRO: e allora dica più semplicemente che è amante delle piante!  (verso il pubblico) questa è davvero strana…ma non sarà mica un extraterrestre!?!

SONIA: (voce fuori campo) no, perché se fosse un extraterrestre venuto a cercare forme di vita intelligenti sulla terra, non si sarebbe fermato a casa tua!

CIRO: (sforzato) Ah! Ah! Ah!

SERENA: sono amante delle piante e degli animali…a casa ho 2 gatti, quattro cani e 2 stupendi canarini…a lei piacciono i canarini?

CIRO: in umido penso che siano deliziosi…Insomma: ma mi dica: cos’è questa storia delle lezioni di pianoforte a mia figlia?

SERENA: (mentre osserva le stranezze della casa) come le dicevo prima, spero di iniziare sua figlia al mondo della musica…perché per me il pianoforte è stato il mio primo grande amore: (sospira) ed è proprio vero che i primi sono sempre i migliori….

CIRO: non è vero che i primi sono sempre i migliori: se viene alla mia pizzeria scoprirà che ci sono anche buonissimi secondi e dei dolci eccezionali!

SERENA: Ah! Interessante: lei ha una pizzeria….

CIRO: una signora pizzeria…. Da me mangia la pizza più buona del mondo… perché la pizza deve entrarti nel cuore ed uscire dal forno…Perché la pizza va sentita. La pizza va toccata. La pizza va amata. La pizza è come una donna…mozzarelle, capperi, mais, melanzane…Non sono altro che elementi di decoro di questo meraviglioso corpo femminile che è la pizza… perché la pizza è la pizza (a questo punto, si è girato quasi completamente verso Serena e la inquadra per la prima volta. Cambia il tono di voce e modo di fare) però …. però….. però….. forse la donna è la donna…. E che donna! (alzandosi in piedi e ricomponendosi) senta, le andrebbe ancora l’idea dell’aperitivo?

Da fuori scena, la figlia chiama gridando Serena

SONIA: signora Serena! Venga pure, è tutto pronto!

SERENA: mi spiace (togliendosi dall’imbarazzo) ma devo andare, sua figlia mi sta chiamando…

CIRO: allora potrà rimanere a cena da noi domani sera….

SERENA: non saprei. (Scherzosamente) non le ha mai detto nessuno che non si invita una donna a cena senza un buon motivo ?

CIRO: ha ragione: aspetti un attimo (va ad accendere la radio sintonizzandola  su una tarantella e torna). Ecco: (mentre escono assieme) le andrebbe di rimanere a cena da noi domani sera?

              

-------------------FINE 1° ATTO ---------------------------


SCENA 7 - paravento

BRUNETTO: Ed eccoci di nuovo qui ad avvertirvi che siamo arrivati pressappoco a metà del nostro esperimento…

SIMONE: Esperimento!?… ma sai Iole che è orribile codesto termine:esperimento!? Riflessione andava già meglio…Esperimento richiama l’idea a qualcosa di razionale, di già provato, di conosciuto… ed invece nel gioco della seduzione tutto è irrazionale, tutto viene provato per la prima volta senza calcoli, tutto è misterioso, tutto…

BRUNETTO : Tutto è un gioco! Sì, hai ragione: la seduzione è un gioco. (verso il pubblico) Insomma: siamo arrivati a metà del nostro percorso e vogliamo riflettere insieme sul fatto che il gioco della seduzione non può essere scinto da equivoci doppi sensi e costanti capovolgimenti di prospettive…E stasera proviamo a vedere la seduzione nelle più e diverse situazioni, nelle sue varie prospsttive…e cosa di meglio, per capirne un po’ di più, se non invertirsi i panni maschili e femminili, girovagando alla ricerca del senso nascosto della seduzione…

SIMONE : Già: come un’alchimica giostra che corre imperterrita e, ad ogni fine corsa, ti invoglia a risaltare su e tirar fuori dalle tue tasche nuovi biglietti da corsa, nuove aspettative, nuove scommesse, nuove emozioni… Ben sapendo - però - che le aspettative saranno ogni volta differenti, che alterato sarà il rischio della nuova scommessa, modificate le emozioni       

BRUNETTO : La seduzione - insomma – non è squadrata. No. E’ tonda: forse non di un tondo perfetto ma pur sempre tonda.

E così, stasera, abbiamo voluto far ruotare i vari episodi che vi stiamo presentando quasi a voler rappresentare questa enorme giostra, questo gioco della seduzione come un tondo… un tondo che smussi gli angoli dai pregiudizi sul sesso dei protagonisti, sulla loro classe sociale, sulle loro aspettative, sul loro livello culturale, sulle loro speranze, sulle loro classi economiche…(sfuma mentre si spengono le luci e si chiude il sipario).

SCENA 8 – negozio Lucrezia

Elisabetta e Lucrezia stanno lavorando sedute

LUCREZIA: insomma, non male

ELISABETTA: cosa?

LUCREZIA: dico: la festa, non male

Elisabetta: ah! No, no…accipicchia!

LUCREZIA: cosa accipicchia?

ELISABETTA: dico, accipicchia…accipicchia… accipicchia che festa!

LUCREZIA: bella. Bella da vero! Poi così tanta gente.

ELISABETTA: eee… quanta gente, sì, sì,sì… tanta gente…così simpatica.

LUCREZIA: Oddio…proprio così simpatica, non direi. Forse potremmo dire gente elegante, gente socievole…

ELISABETTA: socievole!? diciamo che forse erano eleganti…ecco, eleganti: non proprio socievoli ma eleganti sì

LUCREZIA: sì, insomma, siamo sincere una buona volta: una festa del cavolo!

ELISABETTA: una festa orribilante

LUCREZIA: orri che!?

ELISABETTA: orribilante…nel senso…sì, insomma: terribile…

LUCREZIA: una delle più brutte feste dopo quella dei 95 anni di zio Niccolino che, poverino, morì colpito dal tappo del suo spumante…(si fa il segno della croce e guarda verso l’alto) pace all’anima sua.

ELISABETTA: la festa più noiosa alla quale abbia mai partecipato…

LUCREZIA: e poi il culmine è stato toccato quando il Signor Luciano se n’è uscito fuori con (storpiando la voce): “volevo presentarvi Anna: il mio amore, il mio motivo di vita, la mia principessa…”

ELISABETTA: sì…sul pisello

LUCREZIA: magari! almeno avrebbe avuto una serata più movimentata!

ELISABETTA: ma Signora Lucrezia!?          

LUCREZIA: e quando ci vuole ci vuole! Una serata a giocare a Monopoli sarebbe stata più allegra!

ELISABETTA: di gran lunga

LUCREZIA: il pisello?

ELISABETTA: no, il Monopoli signora Lucrezia!

LUCREZIA:  ma forse è stata anche un po’ colpa nostra: dovevamo provare a ravvivare la serata con un po’ di auto iniziative, con un po’ di fantasia

ELISABETTA: si riferisce alla stessa sua fantasia che, otto anni fa, volle chiamare questa sartoria “Mani di Fata”!?

LUCREZIA: non era poi così orrendo come nome…

ELISABETTA: infatti, è quello che pensò la Finanza quando ci interrogò per quattro ore consecutive convinti del nostro coinvolgimento in quel famoso giro di prostituzione…

LUCREZIA: e tu piuttosto che, con la tua enorme fantasia, sei riuscita a vedere interessante anche quel bradipo del Signor Luciano…

ELISABETTA: in effetti ha ragione… il Signor Luciano è eccitante come un lassativo preso prima di andare a letto…

Ma anche lei, se non sbaglio, era convinta di poter fare breccia sul suo cuore…

LUCREZIA: nooo! Ma che dici? Avevo già deciso di lasciarlo tutto a te… dato che eri tu quella che voleva “un uomo pieno di valori, propositivo, altruista” (viene interrotta da alcuni passi pesanti che stanno arrivando)

Si sentono da fuori alcuni passi pesanti e Marcello che entra

MARCELLO: Forza Roma forza lupi! Son finiti i tempi cupi!

LUCREZIA: l’eleganza della parlata mi fa pensare subito a quel tifoso romanista…

MARCELLO: A’bella! A’ fata!

LUCREZIA: Buongiorno

ELISABETTA: Buongiorno

LUCREZIA: ma mi toglie una curiosità: perché quando entra qui grida così forte?

MARCELLO: questione de’ sopravvivenza (lo grida tre volte tipo stadio battendo le mani)!

ELISABETTA: di sopravvivenza!?

MARCELLO: sì, insomma, prima, quando ero sposato, ero abituato a dire le cose sottovoce a mia suocera…poi, nell’arco di mezz’ora,sarebbero arrivate alle orecchie di tutto il quartiere… ma da quando mi’ suocera c’ha lasciati, pè famme sentì, me sono abituato a gridà (lo grida tre volte tipo stadio battendo le mani)!

LUCREZIA: come? vi ha lasciati vostra suocera!?

MARCELLO: sì… è morta l’infame…senza lascià niente, infatti, ogni domenica, spero di trovarla nell’inferno della curva sud!

A proposito de morti fisiche e morali: è pronto il vestito per la cerimonia?

ELISABETTA: certo, adesso le faccio (Lucrezia la blocca per un braccio)

LUCREZIA: ma no: non si preoccupi Elisabetta…stia pure seduta che ci penso io a fargli vedere il vestito al signor Marcello. (verso Marcello) ricordo bene il nome, vero?

MARCELLO: nà mente da Nobeeel!

ELISABETTA: ma no, insisto, non ci sono davvero problemi

LUCREZIA: ma dolce Elisabetta

Nel frattempo Marcello ha trovato il suo abito

MARCELLO: Ah!  Ecco: penso sia questo er gioiellino per er matrimonio der secolo!

Veramente più esagerato di un rigore dato al 90° su fuorigioco!

Mentre guarda l’abito si gratta le natiche e si pulisce le orecchie. Lucrezia ed Elisabetta continuato a guardarlo volendo convincersi di trovarlo interessante

LUCREZIA: sai cosa ti dico? Forse non sarà il garbo fatto in persona… ma questa schiettezza nel parlare…

ELISABETTA: (risposta secca)…e nel muoversi! Sì, insomma, questa mascolinità è quello che forse mancava al tuo bel Luciano…

LUCREZIA: Al tuo bel Luciano!

ELISABETTA: mi posso permettere di chiederle quanto guada…ophs! Che lavoro fa?

MARCELLO: che lavoro fò? Lavoro alla televisione!

ELISABETTA: (a Lucrezia) hai visto? E’ anche una persona famosa...(verso Marcello) E dove di preciso?

MARCELLO: ar reparto HI-FI del supermercato ner centro da’ capitale!

LUCREZIA: la notorietà non è importante e poi ha sempre questo modo diretto di parlare…schietto, sincero (viene interrotta da Marcello)

MARCELLO: A’ Signo, c’è qui un cesso? che la vescica m’è stà a scoppia’ (lo grida tre volte tipo stadio battendo le mani)!

ELISABETTA: certo, è lì davanti. (verso Lucrezia)Che uomo!

MARCELLO: grazie dottò (Marcello esce dalle quinte come per andare al bagno)

LUCREZIA: “Dottò”…hai sentito Elisabetta? Dottore ti ha chiamata! Anche se è così modesto, si vede che è abituato anche a gente di un certo livello…

ELISABETTA: è davvero umile.

Penso proprio che sia il tipo giusto per me. Ho proprio bisogno di qualcuno con dei valori, propositivo, altruista, insomma un uomo con un obbiettivo nella vita. Uno di quelli coerenti che, se tra il rosso e il nero sceglie il rosso, è rosso per sempre.

LUCREZIA: mi sembra di averle già sentite queste parole! Peccato però che poi sceglierà me

ELISABETTA: anche queste parole mi sembra di averle già sentite…e poi che vuole? non aveva deciso di accettare finalmente l’invito ad uscire insieme con Ernesto, il ragioniere di quella ditta di saponette fuori città?

LUCREZIA: macchè, siamo usciti assieme mercoledì scorso

ELISABETTA: ecco. Vede? E com’è andata?

LUCREZIA: sembrava che finalmente si fosse svegliato. Serata carina. Ristorante accogliente. Atmosfera curata. Chiacchierata piacevole…mentre stavamo tornando in macchina mi chiese se avessi avuto voglia di salire da lui a bere qualcosa che mi avrebbe mostrato la sua esposizione di farfalle esotiche.

ELISABETTA: la solita scusa!

LUCREZIA: allora, io, un po’ imbarazzata ma stuzzicata dall’idea, decido di salire sù da lui.

ELISABETTA: Perfetto. E lui?

LUCREZIA: …e lui si incazza perché non gliene compro neppure una.

ELISABETTA: Ah!Ah!Ah!  Che fiuto che hai per gli uomini! Gli uomini…a volte gli offri una mano e ti prendono tutto il braccio…altre volte gli offri tutto il braccio e si meriterebbero una manata!

LUCREZIA: capisci, allora, dopo la delusione di Ernesto e del Signor Luciano, come mi possa intrigare un tipo così diverso come Marcello!?

Tu, piuttosto, timida e composta come sei, come faresti a stare con uno come Marcello? Per te farebbe meglio un tipo come Luciano.

ELISABETTA:  ma scherza!? Un tipo tranquillo come me, assieme ad uno pacato come Luciano!? Dalla nostra unione non nascerebbero bambini…ma infusi di camomilla!

Un tipo come Marcello riuscirebbe invece a movimentare le mie giornate.

Rientra Marcello abbottonandosi i pantaloni

MARCELLO: insomma, a’ bellezze, ma chi è che devo ringrazzià per ‘sto capolavoro de vestito?

ELISABETTA: diciamo che il lavoro ha richiesto un po’ di tempo, ma alla fine…

LUCREZIA: alla fine è toccato a me prendere per mano la situazione ed ho cucito…

ELISABETTA: ed ho cucito l’abito.

LUCREZIA: io ho cucito l’abito!

MARCELLO: va bè Signò, non vi arrabbiate, volevo solo sapere chi aveva cucito ‘stò capolavoro di abito dato che la volevo invitare domenica allo stadio offrendole il biglietto (lo grida tre volte tipo stadio battendo le mani)!

Ma va bè, comunque, non importa…ve do’ anche il mio biglietto…così ce andate tutte e due e, per la prima volta negli ultimi dodici anni, eviterò di venire io allo stadio

Gli consegna i biglietti e se ne va con l’abito. Lucrezia ed Elisabetta si sentono dispiaciute

LUCREZIA: complimenti!

ELISABETTA: ah…a me complimenti!? Semmai complimenti a lei…(si gira indietro)

LUCREZIA: lei chi?

ELISABETTA: lei lei, signora Lucrezia!

LUCREZIA: va bè, pazienza, tanto avevo deciso di lasciare Marcello tutto a te.

ELISABETTA: la ringrazio, ma non avrei accettato…sa, vicino a me, ho bisogno di una persona con dei valori, propositivo, altruista, insomma un uomo con un obbiettivo nella vita.

Uno di quelli coerenti che, se tra rosso e nero scelgono il rosso, è rosso per sempre…non di un perditempo da stadio.

Elisabetta, mentre parla, continua a controllare il biglietto tra le mani

ELISABETTA: Signora Lucrezia?

LUCREZIA: si’?

ELISABETTA: le posso chiedere una cosa?

LUCREZIA: dimmi.

ELISABETTA: il mio biglietto è già stato utilizzato 2 settimane fa

LUCREZIA: (mentre controlla il suo biglietto tra le mani) il mio biglietto è della partita della settimana scorsa

ELISABETTA: signora Lucrezia?

LUCREZIA: sì?

ELISABETTA: le posso chiedere una cosa?

LUCREZIA:: dimmi

ELISABETTA: la camicia rosso porpora che era vicino al bagno, la ha spostata lei?

LUCREZIA: no signorina Elisabetta

ELISABETTA: signora Lucrezia?

LUCREZIA: sì?

ELISABETTA: le posso chiedere una cosa?

LUCREZIA: dimmi

ELISABETTA: il signor Marcello, i soldi dell’abito li ha dati a lei?

Lucrezia ed Elisabetta escono inseguendo Marcello e gridando

ELISABETTA:  e LUCREZIA: A’ vedi st’ infame! Vieni qui che mo’ te spacchiamo er culo (lo gridano  tre volte tipo stadio battendo le mani)!

SCENA 9 - proscenio

ANTONELLA: E’ proprio vero: il gioco della seduzione, talvolta, riserva proprio brutti scherzi…

OLIVIA: Ma certo che la signora Lucrezia e la povera Elisabetta se la sono un po’ cercata… la seduzione è sì un gioco, ma va però presa sul serio! Non è solo competizione: altrimenti rischi di cadere in queste situazioni senza accorgertene…

ANTONELLA: Poverine…sedotte e abbandonate… certo che Marcello nell’esprimere le proprie intenzioni è stato poco sincero…

OLIVIA: … diciamo che è stato poco diretto nelle sue intenzioni…

TAMARA: Cosa essere eretto?

ANTONELLA: Diretto! Diretto Tamara! Dì-retto!

TAMARA: Retto!

ANTONELLA: Dì-retto Tamara!

TAMARA: Retto!

ANTONELLA: Dì-retto!

TAMARA: Io dico retto: reeettooo!

ANTONELLA: Ma và và!

Tamara riflette tra sé e sé

OLIVIA: Prima col Signor Luciano e poi con Marcello… poverine: avranno patito le pene dell’inferno…

ANTONELLA: Sì sì… più che delle pene dell’inferno, avevano bisogno…

TAMARA: Cosa essere pene?

ANTONELLA: quello che pensi te… stavolta, proprio quello che pensi te…! (verso Olivia) Scusami: ma quando ci vuole, ci vuole…

OLIVIA: Poverine però… si può proprio dire che hanno in mano i biglietti per una partita sbagliata… Ma adesso sono curiosa di vedere come si presenterà Angelo alla stazione...

ANTONELLA: Già me lo immagino mentre aspetta Cinzia… agghindato come un arazzo…

TAMARA: Cosa essere un … (Olivia e Antonella le tappano la bocca e la portano fuori)

ANTONELLA: (mente sta uscendo) Arazzo Tamara! Arazzo! A-ra-zzo!

SCENA 10 - panchina

Entra Cinzia con due valigie in mano, gli occhiali da sole e la borsetta. Squilla il cellulare

CINZIA: sì, mamma sono qui, sì… sì, certo...(con espressione felice) ma tu dovresti vederlo questo è un uomo con la “u” maiuscola! Un uomo deciso! Ha detto che mi farà attraversare con la fantasia monti, valli, deserti misteriosi…macchè: no, non si fa le canne! E’ invece l’avventuriero che ho sempre aspettato! Si è alzato in piedi ed ha esclamato (imitando Angelo nella voce): “adesso vado a casa, dico tutto a mia moglie e sarò di nuovo qui domani mattina per partire insieme a te!”

Adesso dovrebbe arrivare: forse sarà ancora a prendere a pedate nel sedere quelle galline di sua moglie e di sua suocera… che carattere mamma! Ophs: adesso sta arrivando: ti saluto, ci sentiamo dopo… ciao…

Angelo entra con un occhio nero, imbarazzato, cercando di stare lontano da Cinzia e con un guinzaglio che esce fuori dalla quinta

CINZIA: eccoti! Sono pronta! Non vedo l’ora di partire per questo nostro folle viaggio! (incuriosita) ma tu che ci fai col cane al guinzaglio? (poi si riprende) Ah! Ho capito: vuoi portare con noi un cane che sappia fiutare l’avventura?

ANGELO: veramente ho portato il cane a fare pipì.

CINZIA: come pipì!? Non potevi fargli fare pipì a casa? Deve per forza farla con noi!? (lo guarda un po’) ma cosa hai combinato? Hai un occhio nero!

ANGELO: sì, ma non è niente… ho urtato.

CINZIA: dove?

ANGELO: sul pugno di mia moglie.

CINZIA: insomma, adesso è tardi: sei pronto per questo viaggio? Sbrighiamoci che tra poco arriva il treno (fa come per andare)

ANGELO: aspetta.

CINZIA: aspetta!? È già tardi: sbrighiamoci!

ANGELO: ma no, aspetta un attimo, che fretta c’è! Forse è meglio che vada a prendere qualcosa da mangiare durante il viaggio…

CINZIA: ma ci nutriremo della nostra passione…corri!

ANGELO: sì, ma tra una passione e l’altra, ci potremmo nutrire anche di un panino…faccio un salto al supermercato.

CINZIA: al supermercato!? Ma è tardi…!

Suona un clacson.

VFC: …e sbrigati fannullone! Che ora scendo e ti prendo per un orecchio!

CINZIA: ma chi è?

ANGELO: ma no, non è niente: ho permesso a quella poverina della suocera di portarla, per l’ultima volta, a fare la spesa…

suona un clacson

VFC: Sbrigati che tra un po’ c’è il parrucchiere ad aspettarmi! Buono a nulla

CINZIA: il supermercato! Il parrucchiere! Ma non dovevi tirarle un calcio nel sedere a quella vecchia!?

ANGELO: le ho tirato un calcio nel sedere… anzi, per sicurezza, gliene ho tirati due, che se li ricorderà per il resto della sua vita! Adesso infatti la porto a fare la spesa, la lascio dal parrucchiere e poi sarò subito di ritorno.

CINZIA: (incantata) incredibile!

ANGELO: no, no, è tutto vero…

CINZIA: …incredibile!

ANGELO: ma credimi…

CINZIA: …incredibile!

ANGELO: ma ti dico che è assolutamente…

CINZIA: …incredibile! È una grande cosa quella che stai facendo… sei una persona di una generosità unica…

ANGELO: certo perché in fondo, anche se è mia suocera, è anche vero che agli anziani bisogna portare rispetto…Poi, senti, ho pensato, dato che l’auto è particolarmente sporca…..

CINZIA: ma che centra adesso l’auto!? Noi prenderemo prima il treno e poi l’aereo…a cosa ci serve l’auto pulita!?

ANGELO: sì… insomma: se è giusto che accontenti mia suocera… perché non lasciare almeno l’auto pulita a mia moglie?

CINZIA: tua moglie!? Ma dobbiamo andare a prendere il treno per l’aeroporto e tu vieni a parlarmi dell’auto da lavare a quella gallina di tua moglie!? Che poi tra quindici minuti non rivedrai più! Ma c’è l’aereo che ci aspetta per Tenerife… Ma a casa tua lo sapete dove è Tenerife!?

ANGELO: veramente non so…di solito è mia moglie che rimette a posto le cose in casa…

Suona un clacson

VFC: Sbrigati che se mi fai fare tardi col parrucchiere, te la do io la raccomandazione! Cretino! Che se non mi fai sistemare un po’ a modino, come vuoi credere che possano dare a te quel lavoro alle ferrovie!? Buono a niente!

CINZIA: cosa!? Mi stai facendo perdere tempo perché oggi hai fissato un colloquio di lavoro!?

Suona un clacson

VFC: Sbrigati che il Signor Verri ha già telefonato dicendo di trovarci da lui entro le dieci! Corri cretino!

CINZIA: cosa!? Il Verri!? Quel porco pervertito! Schifoso!

ANGELO: ma cerca di capirmi: ho sei figli, la mamma, la suocera, il cane e la moglie… ma non è che non voglio questo viaggio… è che solo non lo si potrebbe rimandare di qualche mese….Che so: tanto per partire con un po’ di soldi in tasca…

CINZIA: sì, in tasca di tua moglie! Ma ieri mi parlavi di avventure da affrontare, fortuna da cercare, incontri misteriosi… e adesso scopro che non hai assolutamente carattere e che addirittura porti il cane a fare pipì, vai a fare la spesa, porti la suocera a farsi fare i capelli solo perché, buono a niente come sei…

ANGELO: (tra sé e sé) anche te!

CINZIA: …vuoi quel posto di lavoro! Ed io che avevo visto in te tutt’altra persona!? Con buoni propositi, con una personalità forte…con carattere! E invece sei soggiogato dalla moglie e sottomesso alla volontà della suocera…che pena! Ma non ti vergogni!?

Suona un clacson

VFC: Corri imbecille! Sbrigati che è tardi!” e il cane lo spinge fuori dalla quinta

ANGELO: (mentre esce ansiosamente) ma non ti preoccupare: lavorando alle ferrovie avremo i due biglietti al 50% di sconto per quando partiremo…

CINZIA: (tra sé e sé) 50% di sconto!? Ora ti faccio vedere come io il biglietto lo avrò gratis e tu non avrai neppure il tuo bel posto di lavoro…!

(prende il telefono, comporre il numero e parla mentre esce) Pronto! Sì, vorrei parlare col Signor Verri, grazie: le dica pure che sono Cinzia. Signor Verri! Buongiorno! Stavo pensando a lei: come sta? Ho saputo della sua pensione: complimenti. Così, mi domandavo: un uomo bello e libero come lei, ha per caso impegni in mattinata? (pausa) Perfetto! Perché le spiego…avrei 2 biglietti…

SCENA 11 - proscenio

OLIVIA :Povera Cinzia…

ANTONELLA : Povera Cinzia!? Ma hai visto come riesce bene a voltare pagina ogni volta!? Più che altro, povero Angelo… che adesso dovrà tornare a casa e riprendere il suo tam tam quotidiano… riprendersi sulle spalle tutti e sette, otto… insomma: dover riprendersi sulle spalle tutti i membri della sua famiglia…

TAMARA : Membri!? Cosa essere membri?

ANTONELLA : I membri sono i familiari…

TAMARA : Le famiglie sono tutte formate da membri?

ANTONELLA : Aaah! lascia stare.

OLIVIA : Questa, altrimenti, ha già poche idee… se quelle poche poi gliele confondi …

ANTONELLA : A proposito, adesso direi che è arrivato il momento di raccontarci l’esito finale delle fragole con la panna. Dimmi che è successo?

OLIVIA : Il consiglio l’ho seguito: ho agghindato la camera da letto con candele, incenso, aromi particolari… e tutte le stupidaggini che vanno di moda adesso… lenzuola di lino, luci soffuse… e sul letto io. Nuda e tutta ricoperta di panna e fragole…

ANTONELLA : Perfetto.

OLIVIA : Verso le otto torna a casa Martino, mio marito, e va verso il frigorifero. Acchè io gli sussurro che dentro al frigo non c’è niente e, se avesse voluto mangiare qualcosa, ci sono panna e fragole che lo aspettano sul letto… Lui si avvicina in camera, apre la porta, mi guarda, getta la giacca sul letto..

ANTONELLA : E poi?

OLIVIA : E poi mi dice che le fragole gli rimangono indigeste ed avrebbe preferito una pizza dal pizzaiolo sotto casa…

ANTONELLA : Nooo! E tu?

OLIVIA : Allora mi sono alzata, mi sono avvicinata a lui, lo ho guardato dritto negli occhi e gli ho detto: “no Martino? Io parto!” Ciao bello! (mente esce e le altre la seguono)Stasera ho fissato con Mario… domani sera passa a prendermi Antonio… poi mi ha detto Franco….

  

SCENA 12 – casa di ciro

Ciro è vestito in modo eccentrico, si distingue soprattutto per un foulard messo in malo modo al collo. Cammina avanti e indietro nella stanza, quando suona il campanello e subito si allerta, corre a guardarsi in modo scomposto ad uno specchio canticchiando “besame…besame mucho”. Suona il campanello

CIRO: eccoci! (va ad aprire la porta) prego……..

SERENA: permesso

CIRO: si accomodi

SERENA: sua figlia?

CIRO: è dovuta uscire di fretta…sa come sono fatti i giovani!?

Serena si avvicina ad un quadro e Ciro, in modo goffo ed impacciato, le cammina al seguito. Nel frattempo entra Sonia

SONIA: (gridando mentre entra) Babbo! Babbo! Babbo! (entra con aria sorpresa ed imbarazzata) Buona sera Serena... come mai oggi qui? Non è fissata per domani la lezione?

SERENA: sì!, ma tuo padre mi aveva invitato a cena stasera…pensavo te lo avesse detto.

SONIA: (inizia ad irritarsi e guarda in malo modo suo padre) veramente no! (tra sé e sé) ma ora capisco perché in questa giornata così storta, l’unica cosa dritta è stata la trave a bloccare il cancellino secondario di ingresso!? (Ciro fa l’indifferente)Vero babbo!? Comunque ecco… (Verso Serena) Non si illuda troppo…l’ultima volta che mio padre ha offerto una cena a qualcuno è stato per il matrimonio con mamma…. Ed è poi stato a discutere con gli invitati su chi, tra gli sposi e gli invitati, avrebbe dovuto pagare il pranzo nunziale!

Sonia, nel frattempo, consegna un sacchetto a Ciro

CIRO: cosa mi dai?

SONIA: come cosa?! Il vino preso in cantina e re-imbottigliato nella stessa bottiglia “Chianti Frescobaldi” del 1979 che rubasti al matrimonio di zio Michele e che riutilizzi, come dici te, ad ogni occasione con tette e gonna….

Ciro ride imbarazzato

SONIA: Poi sono andata a comprarti bicchieri, mozzarelle a sconto e sottoli sottocosto come mi avevi detto…e dato che non c’era lo champagne, ho comprato lo spumante brut!

CIRO: Ah! Ah! Ah! (verso il pubblico) Ha parlato Naomi Campbell! (verso Sonia) Dolce la mia bambina…. Ti ringrazio. Ed hai pagato tutte queste cose come ti ho insegnato io?

SONIA: e cioè?

CIRO: col sorriso…

SONIA: (risponde seccata per la pantomima di suo padre)certo….. ma poi si sono incazzati ed hanno voluto anche i soldi!(Ciro continua a ridere a sproposito e in modo goffo per l’imbarazzo) i miei soldi per di più….. (verso Serena) quelli che mi ha dato mamma come paghetta settimanale……

SERENA: (scherzando verso Ciro) ma come!? Manda Sabrina a comprare le cose per lei e, per lo più, la fa pagare anche con i suoi soldi? Povera creatura…..

CIRO: ma sa, io e mia figlia siamo molto uniti e può capitare, quando qualcuno di noi ha bisogno, che l’altro gli anticipi dei soldi…

SERENA: Ah certo…. Immagino che poi la prossima volta ve ne ricordate…

SONIA: (risposta secca) sì, certo…… la prossima volta che lui ha bisogno di altri soldi! (sottovoce) Speriamo almeno che mi dia i soldi per queste lezioni di pianoforte!

SERENA: (togliendosi da questa situazione imbarazzante) ma che bel quadro….. chi sarebbe l’autore di quest’opera?

CIRO: (viene preso alla sprovvista e risponde goffamente) precisamente non saprei ma……ma…… ma… dai colori sembrerebbe un Monet…eeeee……dal trattò sembrà un Picassò……..

SONIA: (verso Ciro) ma come parli? Tu piuttosto, vestito così, sembri l’incrocio tra un Picasso e un Munch! Ma come ti sei conciato con codesto foulard al collo?!

CIRO: lascia fare Sonià, questà è classè.

SERENA: Ma no! dai…. Anche se lo descrivi così, penso che tuo padre sia comunque una persona sensibile ed intelligente…e, poi, ormai è anche normale dato che, alla nostra età, la saggezza ci insegue….

SONIA: (risposta secca) ecco! Se la saggezza vi insegue, mi creda: mio padre corre molto più veloce!

SERENA: (guarda il quadro e riflette) saggezza …che poi è anche il senso di tutto il correre frenetico, il vivere che ci gira intorno, che ci asserva nell’attimo di arrivo e di partenza di tutta una vita… (a Ciro) sì, insomma, a volte penso: ma noi chi siamo? Da dove veniamo? Cosa facciamo? E se tutto sembra…allora verso dove andranno le nostre anime, le nostre menti e i nostri corpi?

Ciro guarda Serena perplesso

SONIA: (verso Ciro) babbo, Serena voleva un bicchier d’acqua…

CIRO: (risposta secca) Ah! Ecco, mi sembrava infatti…ma non ero sicuro…lo prendo subito… (mentre esce a prendere l’acqua, tra sé e sé) ma che modo strano di chiedere un bicchiere d’acqua: mah! si vede che è una persona molto intelligente!

SONIA: (verso l’insegnante) alla fine credo che dovrò ringraziarlo mio padre, sa! Già: perché a volte penso che sia così stupido solo per far sembrare gli altri più intelligenti… sì, insomma, penso che alla fine forse sia un benefattore… ecco! Finirò per stimarlo mio padre…Altrimenti non saprei darmi altre spiegazioni.

Ciro rientra col bicchier d’acqua

CIRO: ecco l’acqua… per fortuna che, tra tutto lo champagne e il buon vino d’annata che abbiamo in cucina, ho trovato anche un po’ d’acqua.

Sonia ride divertita mentre suo padre parla

SERENA: la ringrazio.

CIRO: era l’ultimo goccio d’acqua… ma va be’, nella vita serve anche fortuna…

SONIA: (risposta secca) disse così anche una settimana fa grattando un “gratta e vinci” mentre fuori non si accorgeva che gli stavano rubando la macchina!?

Al proposito: hai restituito l’auto a zio Marcello?

CIRO: no cazzo! (picchiandosi con una mano la testa)

SONIA: lo scusi…ma lui chiama questo suo modo di esprimersi “sintassi del dialogo”… dice che è una sua capacità che gli permette di ricollegare tutto il senso di un discorso in una sola parola

CIRO:  (verso Sonia) adesso basta con queste stupidaggini!

SONIA: (risposta secca verso il pubblico) sì, appunto: stai zitto.

Al proposito: ma perché oggi non sei al lavoro?

CIRO: Mario, il pizzaiolo assistente…

SONIA: (risposta secca) pizzaiolo assistente: neppure fossero chirurghi in sala operatoria!

CIRO: insomma, Mario mi ha chiesto se fosse stato possibile lasciarlo da solo che voleva oggi provare a cavarsela senza di me… ma penso che sia dura,  senza la mia esperienza…

SONIA: (risposta secca) non credo sai, penso che sia abituato a fare senza di te, se è vero che, quando entri in pizzeria, dici: “vado ad impastare le pizze… svegliatemi tra un’ora!”

SERENA: Ah! Siete in due al forno…?

CIRO: già… anche se mia figlia mi trova un po’ scorbutico…

SONIA: (risposta secca verso il pubblico ma sottovoce) un po’ stronzo direi!

CIRO: (continua da prima) io adoro lavorare con gli altri.

SONIA: (risposta secca) già, così può comodamente incolpare Mario delle sue stupidaggini…

CIRO:  insomma: dicevo che adoro il lavoro di squadra… senza però dimenticare che sono io il vero chef della pizza… il re della pizza… il mago della pizza… Ma non si preoccupi (verso Serena), stasera non le ho preparato la pizza… ma mi sono permesso di prepararle del pesce al forno. E’ di suo gradimento il pesce?

SERENA: squisito…adoro il pesce. Poi, come diceva mia nonna, il pesce fa bene perché contiene il ferro

SONIA: (risposta secca verso il pubblico) infatti, speriamo che non abbocchi all’amo!

SERENA: a proposito di animali: vi dispiace se più tardi facessi scendere dall’auto il mio piccolo Titty…che lo porto un po’ qui con noi?

CIRO e SONIA: (risposta secca) il mio cosa?!

SERENA: il mio piccolo Titty…il mio barboncino …lo porto un po’ qui in casa con noi se non vi dispiace…

CIRO: certo che non ci dispiace! adoro i cani

SONIA: come!?

CIRO: adoro gli animali…Si figuri che, per molti anni, sono stato indeciso se nella mia vita avessi voluto fare il pizzaiolo o il vetraio…

SONIA: veterinario!

CIRO: Ophs! Veterinario, mi scusi…

SONIA: (risposta secca) ma babbo! Se gli unici motivi per cui non vai a caccia è perché ti farebbe fatica alzarti presto e non potresti sopportare di indossare pellicce bucate!

CIRO: Ah! Ah! Ah! Cara la mia bambina (l’accarezza in modo nevrotico).

SERENA: comunque, adesso, prima che si faccia tardi, dato che mi ha anticipato i soldi addirittura per le prossime 10 lezioni, è ora che ci si metta a suonare un po’ prima di cenare. E’ d’accordo? 

Sonia capisce che suo padre ha invitato l’insegnante a cena per regalare le 10 lezioni di pianoforte. Così è entusiasta e ringrazia suo padre. Serena si avvia fuori dalla scena come per andare a raggiungere il pianoforte

CIRO: certo, arrivo subito! vado subito a prendere gli spartiti…

SONIA: (delusa) ma come!? Ma… ma… ma babbo! Ma come!? Non dirmi che adesso inizi pure tu a suonare il pianoforte!

CIRO: sai, forse hai ragione tu: a forza di lavorare e leggere il giornale mi sto involgarendo: ti ringrazio…è davvero l’ora che faccia qualcosa anche per la mia cultura…

SONIA: ma sei impazzito!? Adesso, per favore, mi dai un valido motivo per tutte queste tue stupidaggini!?

Ciro va ad accendere lo stereo e parte la canzone di Baccini “Ho voglia di innamorarmi

SCENA 13 – paravento

BRUNETTO:  ed ecco  che abbiamo, a nostro modo e mischiando un po’ le carte, provato a rappresentarvi alcune delle mille sfaccettature della seduzione… una seduzione che, come ci hanno dimostrato Sonia, Cinzia, Marcello e tutti gli altri amici di questa allegra brigata, riesce a far uscire in noi tutto un fiume di comportamenti, pensieri, messe in scena emotive che, ricorrenti o meno, scombussolano tutti noi tra le varie avventure e vicissitudini di tutti i giorni.

SIMONE:  perché, sapete, alle volte basta davvero solo uno sguardo ammiccato, un pensiero sospirato, un ricordo in agguato… per portarci, almeno per un attimo, fuori dai binari del vivere quotidiano. Per provare un po’ a leggere questa vita tra le righe… per leggere una vita quasi… come un soffio di leggera follia che cambierà tutto senza cambiare niente…

BRUNETTO:  perché spesso,  è inutile nasconderlo, questa seduzione rimane solo un’ambiziosa speranza: ma ci va comunque bene così…

SIMONE: perché quello che cerchiamo è solo un po’ di poesia… dove la vita ancora un po’ di poesia ci concede… per cercare, con un po’ di incosciente sfrontatezza, di prendere questa vita al balzo… per smascherarci, anche a noi stessi, di nuovo bambini…

BRUNETTO: bambini che, come Ciro,  sognano la musica. Bambini che, come Lucrezia ed Elisabetta, sognano ancora il principe azzurro. Bambini che, come Angelo, sognano ancora, almeno per un attimo, di abbandonare tutto e partire per quel viaggio che è dentro di noi ma che, sappiano bene, non faremo mai: perché la vita ci incatena.

E allora che male c’è ad avere sognato un po’ con voi stasera?

Insomma, è inutile nasconderlo: davanti alla seduzione ci arrendiamo tutti come clown. Si come un clown che, durante il suo spettacolo, sotto la maschera, riesce intimamente a scoprirsi sé stesso…

SIMONE: E già, perché ricordate: la seduzione non è altro che un incantato circo… al quale noi tutti siamo invitati… 

Parte una musica da circo con la parata finale.

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