Quel treno da Milano
Quel treno da Milano
atto unico di
Paolo Cappelloni
Personaggi
Il vecchio
La ragazza
La madre della ragazza
1 viaggiatore (non parla)
2 viaggiatore (non parla)
3 viaggiatore (non parla)
4 viaggiatore (non parla)
5 viaggiatore (non parla)
6 viaggiatore (non parla)
Voce dellannunciatrice dei treni
La scena si svolge su una panchina della stazione ferroviaria di Pesaro.
I personaggi e le situazioni di questa storia sono puro frutto della fantasia dellautore. Ogni riferimento e similitudine a circostanze, persone, luoghi o fatti realmente accaduti o esistenti sono riconducibili unicamente allimmaginazione dellautore.
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Allaprirsi del sipario il vecchio seduto su una panchina della stazione, sta sfogliando un giornale; poco dopo si sente un annuncio:
Annunciatrice - Il treno 9830 delle ore 18.15 proveniente da Roma Termini e diretto a Bologna in arrivo al binario tre.
Il vecchio si sporge lievemente guardando verso sinistra finch non si sente il rumore del treno che arriva e si ferma. Un primo viaggiatore gli passa davanti proveniente da sinistra, un secondo viaggiatore, appena sceso dal treno, gli passa davanti proveniente da destra; il vecchio segue con lo sguardo prima luno poi laltro. Dopo alcuni secondi un terzo viaggiatore proveniente da sinistra, con una grossa valigia, gli passa davanti correndo.
Il vecchio - (Tra s) Ecco quello che arriva sempre allultimo momento. (Si sporge per seguirlo con lo sguardo) Toh, riuscito a prenderlo per un pelo!
Si sente il rumore del treno che riparte e si allontana. Il vecchio torna a leggere il giornale. Poco dopo entra la ragazza, si avvicina alla panchinae si rivolge al vecchio.
La ragazza - Mi scusi, posso?
Il vecchio - (Distoglie gli occhi dal giornale e la guarda) Certamente. (Torna a leggere il giornale ma con meno convinzione, mentre la ragazza, serena e impassibile, guarda davanti a s. Poco dopo il vecchio si rivolge alla ragazza) Si parte?
La ragazza - Come?
Il vecchio - Dicevo: di partenza?
La ragazza - Ah, no, no.
Il vecchio - Nemmeno io. (Si rimette a leggere ma di nuovo distrattamente mentre la ragazza manda un sms col cellulare. Appena vede che ha finito riprende) Allora sta aspettando qualcuno.
La ragazza - S s.
Il vecchio - (Chiude il giornale) Io invece no, non aspetto nessuno.
La ragazza - (Si volta verso di lui) Allora lei che deve partire.
Il vecchio - No, non devo nemmeno partire.
La ragazza - Ok.
Il vecchio - Lei magari si sta chiedendo cosa ci sto a fare qui in stazione.
La ragazza - Mah
Il vecchio - Niente, passo il tempo.
La ragazza - (Lo guarda) Alla stazione?
Il vecchio - S.
La ragazza - Capisco.
Il vecchio - (Con un sorriso) No, mi scusi ma non credo che lei capisca.
La ragazza - (Torna a guardarlo) Perch non dovrei capire?
Il vecchio - Eh, perch lei una giovane e sicuramente sa dove andare e cosa fare in ogni momento della giornata; avr un sacco di impegni! Il lavoro, le amicizie Molti vecchi come me, invece, si ritrovano spesso a trascinarsi dalla mattina alla sera in cerca di rompere le p (Si corregge sorridendo) di attaccare bottone, insomma, con qualcuno!
La ragazza - Capisco.
Il vecchio - Mi capisce?
La ragazza - Certo!
Il vecchio - Meno male!
La ragazza - (La ragazza prende il cellulare e risponde ad un sms)
Il vecchio - (Appena la ragazza ha finito, riprende) Lei adesso si chieder: ma di solito i vecchi non sincontrano per giocare a bocce o a carte in un bar, oppure si ritrovano in piazza? Si sta domandando questo, no?
La ragazza - Beh s.
Il vecchio - Gi. Ma lho fatto anchio, cosa crede? Andare al bar e cose del genere. Solo che dopo un po mi sono rotto.
La ragazza - (Guarda lorologio) Perch?
Il vecchio - Eh, primo: perch fare quei giochi a me non mai piaciuto, secondo: se vai in piazza, dopo un po vedi sempre le stesse facce e senti sempre gli stessi discorsi: il tempo, il governo, il calcio, gli acciacchi insomma, signorina, tutta roba che mi mette addosso un avvilimento!
La ragazza - E qui in stazione non si avvilisce?
Il vecchio - Mah, molto meno; forse perch sono abituato a star solo poi qui c un po di movimento! Vedi quasi sempre facce nuove, soprattutto destate con i turisti che arrivano qui col treno insomma mi distraggo di pi.
La ragazza - Capisco. (Guarda lorologio)
Il vecchio - Che treno sta aspettando?
La ragazza - Quello delle sette da Milano.
Il vecchio - Ah, si; precisamente quello delle diciannove e sei. Arriver qui al binario 3.
La ragazza - S s.
Il vecchio - Perch sa, a forza di venire qui, ormai ho imparato a memoria tutt gli orari dei treni, e di qualcuno anche tutte le fermate che fa!
La ragazza - Me lo immagino.
Il vecchio - Ad ogni modo lei arrivata un po in anticipo.
La ragazza - S, vero. Non mi sono regolata col tempo.
Il vecchio - Eh, il tempo una brutta bestia! Non mi sono mai regolato nemmeno io, col tempo: (Quasi tra s) pensavo che andasse pi piano invece mi sono girato un attimo e mi sono ritrovato a settantanni!
La ragazza - Settantanni?? La facevo meno
Il vecchio - vecchio?
La ragazza - S.
Il vecchio - Grazie. (Le sorride) Guardi che vecchio non una parolaccia!
La ragazza - (Sorride a sua volta) Speriamo che il treno non abbia ritardo.
Il vecchio - Ah, non lo dica due volte!
La ragazza - Perch, capita spesso?
Il vecchio - Normalmente una volta s e una volta no Per poi si scusano tanto per il disagio!
La ragazza - Ah b蒅!
Il vecchio - (Pausa) Lei proprio di qui?
La ragazza - S, sono nata e cresciuta qui, sa proprio dietro al Comune.
Il vecchio - Ah, anche io ho frequentato quella zona, per un po di tempo, ma sono nato qua di fianco al teatro anche se non ho mai avuto occasione di frequentarlo perch a 15 anni son dovuto andare a lavorare in fabbrica. Ero tornitore. Sa, lei, chi un tornitore?
La ragazza - No, a dir la verit. (Guarda lorologio)
Il vecchio - Eh eh, il tornitore fa un lavoro di alta precisione! Adesso le spiego: quando mi davano il disegno del pezzo meccanico che dovevo fare (Accompagna la spiegazione coi gesti delle mani) lo mettevo nel tornio e lo facevo girare per togliergli tutto il materiale in pi finch non veniva fuori proprio quel pezzo, come da disegno.
La ragazza - Cavolo! Quasi un lavoro da scultore.
Il vecchio - Brava! Come uno scultore.
La ragazza - Bello.
Il vecchio - Eh s. (Pausa) Lei invece cosa fa?
La ragazza - Io sono parrucchiera e ho una bottega qui in centro.
Il vecchio - Ah, una parrucchiera!
La ragazza - S, e ho una buona clientela.
Il vecchio - Ha fatto proprio bene, signorina. Quando uno ha imparato un mestiere e lo sa fare bene pu star tranquillo dovunque vada! Anche io quando ho dovuto lasciare il mio lavoro non ho avuto grossi problemi a trovarne un altro da unaltra parte, proprio perch conoscevo bene il mio mestiere!
La ragazza - Ma perch ha dovuto lasciare il lavoro in quella fabbrica? Se posso
Il vecchio - (Leggermente evasivo) una storia troppo lunga, non farei in tempo a raccontargliela; fra un po arriver la persona che sta aspettando. (Pausa) il suo fidanzato?
La ragazza - No, no, mia madre. andata a Milano a trovare sua sorella mia zia, che sta l da parecchi anni.
Il vecchio - Capisco.
Annunciatrice - Il treno intercity 613 delle ore 18.34 per Ancona in partenza dal binario uno. Ferma a Fano, Marotta-Mondolfo, Senigallia, Marzocca, Montemarciano, Falconara Marittima, Ancona Torrette.
Tutte le fermate vengono dette contemporaneamente anche dal vecchio.
La ragazza - Le sa tutte, eh?
Il vecchio - Glielavevo detto!
Si sente il rumore del treno che parte e si allontana
La ragazza - (Si alza) Manca ancora mezzora, mi sa che vado via e torno fra un po.
Il vecchio - Ma le conviene allontanarsi solo per mezzora? facile che arriva fino in piazza, l incontra qualcuno, unamica, si mette a parlare con lei e alla fine non si accorge daver fatto tardi. E sua madre? Se non la vede quando scende dal treno si pu impensierire!
La ragazza - (Si risiede) Forse ha ragione, ormai sono qui...
Il vecchio - Eh, ormai qui! (Le porge la mano) Ad ogni modo io mi chiamo Roberto.
La ragazza - Anna, piacere.
Il vecchio - (Pausa, quindi indica davanti a s) Da qui si intravede la chiesa dei frati Cappuccini, c mai stata?
La ragazza - S, a volte, in occasione di qualche matrimonio.
Il vecchio - Io ultimamente ci vado, ogni tanto. Mica per niente, che stare l, soprattutto nellorto che c dietro al convento, mi d una sensazione di pace, di tranquillit. A volte vedo un frate chino che pare che preghi e invece sta raccogliendo dei pomodori, qualche cetriolo ma anche quella una maniera di pregare, e mi metto a pregare insieme a lui!
La ragazza - (Con bonaria ironia) E pregando si rimedia qualcosa!
Il vecchio - (Sorridendo) Pregando si rimedia sempre qualcosa, se non altro un pizzico di serenit.
La ragazza - Perch le persone duna certa et dicono sempre che hanno bisogno di serenit e di tranquillit?
Il vecchio - Perch da vecchi si torna ad essere un po come i bambini: anche loro hanno bisogno di tranquillit se no si spaventano e si adombrano, no? Per noi la stessa cosa: a noi la confusione fa confusione. Abbiamo gi il cervello pieno di ricordi, mettici anche il casino da fuori! Siamo a posto!
La ragazza - Lei sposato?
Il vecchio - No, non mi sono mai sposato, perch?
La ragazza - Cos, per sapere.
Il vecchio - E lei? fidanzata sposata?
La ragazza - No, non sono pi fidanzata da qualche mese.
Il vecchio - Mi dispiace.
La ragazza - A me no, perch era uno
Il vecchio - stronzo?
La ragazza - Bravo!
Il vecchio - Eh, capita. Ma stato sempre cos, cara signorina; magari una volta qualcuno si comportava in modo adeguato perch aveva paura del giudizio della gente; adesso invece alla gente non frega pi niente di quello che uno fa o non fa, perci si pu immaginare Vede: una volta se un bambino combinava una marachella fuori casa e lo vedeva un grande, questo lo rimproverava subito e magari gli arrivava anche un bello scappellotto e poi gli diceva: appena lo vedo lo dir a tuo padre! E quel bambino se la faceva sotto immaginando solo quello che gli avrebbe fatto suo padre! Perch una volta cera solidariet anche nelleducazione! Adesso non pi cos: se un grande si permette di fare una cosa cos a un bambino, questo corre subito dal padre a denunciare laggressore! E viene fuori una gran cagnara fra i due grandi!... (Imita limmaginario padre) Come ti sei permesso di alzare le mani su mio figlio? Io ti denuncio! Ha capito?
La ragazza - S.
Il vecchio - Va be, io sto facendo dei discorsi da vecchio e lei non vede lora che arrivi il treno.
La ragazza - S, in effetti non vedo lora che arrivi il treno ma non perch lei mi sta annoiando.
Il vecchio - La ringrazio.
Annunciatrice - Annuncio ritardo: il treno delle 19.06 proveniente da Milano centrale e diretto a Pescara arriver con 30 minuti di ritardo. Ci scusiamo per il disagio.
Il vecchio - (Allunisono con lannunciatrice) Ci scusiamo per il disagio. (Rivolto alla ragazza) Cosa le avevo detto? Una volta s e una volta no.
La ragazza - E adesso?
Il vecchio - Dovr aspettare unaltra mezzora.
La ragazza - (Si alza, innervosita) Ma cavolo! Non possibile!
Il vecchio - Dove va? Ormai ha fatto trenta, faccia trentuno!
La ragazza - (Si risiede con un po di riluttanza ed estrae il cellulare) Mando un SMS a mia madre per dirle che c un ritardo di mezzora. (Esegue) Ecco fatto. (Al vecchio) Per adesso mi deve dire perch aveva lasciato il lavoro in fabbrica.
Il vecchio - Oh, ma lei una ragazza che non lascia perdere niente, eh?
La ragazza - che non mi piacciono le cose lasciate a met.
Il vecchio - Brava. (Inizia a ricordare) Allora: era da poco passato il casino del sessantotto Ha presente il sessantotto?
La ragazza - S, me ne ha parlato spesso mia madre.
Il vecchio - Ecco, ma gli anni che seguirono avevano continuato ad essere parecchio caldi. Anni di trasformazioni sociali, di lotte di classe, di omicidi, di stragi; non per niente furono chiamati anni di piombo. E noi ragazzi, col nostro entusiasmo, con le nostre utopie ma anche con tanta incoscienza e ingenuit, volevamo cambiare tutto e subito.
La ragazza - Insomma si voleva la rivoluzione.
Il vecchio - S, ma succedeva che la maggior parte di noi di giorno voleva fare la rivoluzione e la sera, poi, restava in casa a vedere Mike Bongiorno in televisione. E fra le due cose alla fine hanno chiaramente scelto
La ragazza - Mike Bongiorno.
Il vecchio - e la televisione! O almeno un certo tipo di televisione. questa la fregatura che ci hanno dato e che continuano a darci!
La ragazza - Per quello fu anche il periodo dei figli dei fiori di pace e amore
Il vecchio - (Con un sorriso ironico) e fantasia! S, vero: cerano sia ragazzi che volevano mettere i fiori nei cannoni sia quelli che si erano gi rotti e preferivano prendere in mano i bastoni.
La ragazza - E lei che tipo di ragazzo era?
Il vecchio - (Guarda la ragazza sorridendole) Ah, siamo anche parecchio indagatori, eh? Signorina ficcanaso.
La ragazza - C un motivo per cui glielo chiedo, poi glielo dir.
Il vecchio - Daccordo, allora, io ero uno dei ragazzi della seconda parrocchia: quelli col bastone, va bene?
La ragazza - E questo cosa centra col suo lavoro in fabbrica?
Il vecchio - (Tira un sospiro) Beh, in quel periodo avevo poco pi di ventanni; un giorno un giorno successe che durante una manifestazione stavamo per scontrarci con un gruppo di destra
La ragazza - I fascisti!
Il vecchio - S, solo che a un certo punto s messa di mezzo la polizia
La ragazza - Chiaro!
Il vecchio - Gi.
La ragazza - E cosa successo?
Il vecchio - successo che mi sono ritrovato davanti a un poliziotto, che tra laltro conoscevo molto bene perch eravamo stati tutti e due nella stessa compagnia e a volte eravamo andati anche a ballare insieme.
La ragazza - Col poliziotto??
Il vecchio - (Sorride) Non solo con lui!! Andavamo in gruppo! Dopo io ballavo per conto mio e lui per conto suo!
La ragazza - Ah!
Il vecchio - Oh. (Si alza per fare capire meglio alla ragazza ci che era successo e inizia a mimare lazione) Insomma ci siamo ritrovati uno di fronte allaltro; lui allora, preso dalla confusione del momento a dallagitazione di quella folla scatenata ha alzato il manganello su di me; quando ho visto che quel manganello si stava abbassando sulla mia testa ho scartato immediatamente e (Mentre il vecchio mostra la sua posizione col bastone puntato verso il poliziotto passa un quarto viaggiatore che si ferma ad osservarlo incuriosito. Il vecchio se ne accorge e si ricompone imbarazzato, rivolgendosi confusamente al quarto viaggiatore) No, niente stavo facendo vedere alla signorina, qui una mossa (Il quarto viaggiatore gli fa un sorrisino di compatimento e se ne va)
La ragazza - Vada avanti
Il vecchio - S. (Riprende la posizione di prima) Stavo dicendo: Allora ho scartato immediatamente e ho puntato il bastone che avevo in mano dritto verso di lui, sfortunatamente lui si era abbassato e lho preso dritto sui denti!
La ragazza - Cavolo!
Il vecchio - Gi. Gli ho buttato gi quattro denti!
La ragazza - E lei? Che conseguenze ha avuto?
Il vecchio - Quattro mesi
La ragazza - di galera! Un mese per dente!
Il vecchio - (Si risiede) Precisamente.
La ragazza - Mi dispiace!
Il vecchio - Oh, ne sono fuori, ormai, voglio dire: acqua passata.
La ragazza - Ma passati quei quattro mesi non poteva tornare al lavoro?
Il vecchio - Avrei potuto, certo, ma non me la sentivo pi di restare qui non per vergogna, eh! Il fatto che quellesperienza mi aveva un po cambiato e decisi di dare una svolta alla mia vita.
La ragazza - E glielha data?
Il vecchio - La svolta?
La ragazza - S.
Il vecchio - No. O meglio: s e no perch ho preso e mi sono trasferito a Bologna lasciando tutto qui: famiglia, amici, la mia ragazza
La ragazza - Aveva anche una ragazza?
Il vecchio - (Sorride) Be, a ventanni pu succedere! E non pu capire quanto m costato lasciarla qua. (Pausa) Stavamo insieme da quattro anni! E le avevo anche proposto di venire a Bologna con me ma lei era troppo legata alla sua famiglia, cos, tra una cosa e laltra
La ragazza - Vi siete persi.
Il vecchio - Gi.
La ragazza - Che storia triste.
Il vecchio - Una storia triste s. (Riprende il racconto) Poi a Bologna ho ripreso a fare il tornitore; ecco perch ho detto che una vera svolta non c stata.
La ragazza - Ed rimasto molto, a Bologna?
Il vecchio - Finch non sono andato in pensione. Allora ho cominciato a sentire la nostalgia della mia citt, dei posti dove sono nato e cresciuto del mare. Non mi mai piaciuto stare in una citt senza il mare.
La ragazza - E quella ragazza? Non lha pi rivista?
Il vecchio - No. (Pausa) Adesso per mi deve dire lei, perch prima ha detto: c un motivo per cui glielo chiedo, poi glielo dir.
La ragazza - Ah, niente, solo perch anche mia madre, in quegli anni, era impegnata politicamente e mha raccontato che aveva partecipato anche lei a parecchie manifestazioni.
Il vecchio - Ah.
La ragazza - Pu anche essere che labbia conosciuta.
Il vecchio - Pu essere s; Pesaro non tanto grande e a quel tempo era ancora pi piccola. Come si chiama sua madre?
La ragazza - Gabriella.
Il vecchio - (Ha un sussulto che fa trapelare appena. Resta in silenzio per un istante con lo sguardo perso nel vuoto, quindi torna a rivolgersi alla ragazza guardandola con pi attenzione) Non mi viene in mente nessuno ma pu essere.
La ragazza - Ah, certo. Magari quando fra poco la vedr potrebbe anche riconoscerla.
Il vecchio - (Evasivo) possibile. (Cambia discorso) Allora lei stava di casa dietro al Comune
La ragazza - S, a due passi dalla Canonica.
Il vecchio - (Lentamente la sua espressione cambia diventando pi malinconica) con sua mamma
La ragazza - Certo, perch?
Il vecchio - (Mostrandosi pi calmo possibile) Cos, per sapere. E.. il babbo?
La ragazza - Oh, mio padre morto che io ero piccina e praticamente non lho mai conosciuto. Pensi che non ho nemmeno una sua fotografia! Cos sono rimasta sola con mia madre perch lei non s pi risposata (Con fare birichino) e dire che ha avuto parecchi uomini che le ronzavano attorno!
Il vecchio - (C.s.) Capisco. E sua zia come si chiama? Pu essere che conosca lei.
La ragazza - Si chiama Giulia (Il vecchio ha unaltra impercettibile reazione) ma non credo che la conosca perch lei non frequentava quegli ambienti. (Guarda lorologio) Oh, ormai dovrebbe arrivare, sto cavolo di treno!
Il vecchio - Eh s, ormai dovrebbe arrivare e ormai ora che me ne vada anchio. (Fa per alzarsi)
La ragazza - (Lo induce a risedersi) Come? Se ne va proprio adesso? Se aspetta due minuti le presento mia madre, come ho detto: probabile che vedendola si ricordi di lei.
Il vecchio - (Si rialza) No, s fatto troppo tardi
Annunciatrice - Il treno 9645 in ritardo, proveniente da Milano centrale e diretto a Pescara in arrivo al binario tre.
La ragazza - (Si alza) Eccolo, arriva! Rimanga qui, su!
Si sente il rumore del treno che arriva e si ferma.
Il vecchio - Anna
La ragazza - S?
Il vecchio - Mi tolga una curiosit: lei si ricorda di quando suo padre ?
La ragazza - No, non me lo ricordo, ero troppo piccola! Me lha detto mia madre diverso tempo dopo. (Si alza sulla punta dei piedi per cercare di scorgere la madre mentre passano da destra a sinistra il 5 e il 6 viaggiatore. Il vecchio resta in piedi dietro di lei) Eccola! (Con una mano tiene la manica della giacca del vecchio mentre alza laltro braccio e agita la mano per farsi vedere dalla madre) Mamma! Mamma!
La ragazza chiama la madre col sottofondo del rumore del treno che riparte e si allontana
La madre (Arriva da destra, con una valigia che appoggia in terra e abbraccia la figlia) Anna!
La ragazza - andato bene il viaggio?
La madre S, s, tutto a posto.
La ragazza - E la zia Giulia?
La madre Eh, lei sta meglio di me!
La ragazza - Mamma, ti presento un signore gentile che ho conosciuto qui in stazione e che mha tenuto compagnia per tutto il tempo.
La madre (Gli porge la mano, senza riconoscerlo) Piacere.
Il vecchio - (Impacciato, guardandola negli occhi) Piacere.
Annunciatrice - Attenzione. Treno in transito al binario uno. Allontanarsi dalla linea gialla.
Si sente il rumore di un treno in transito. Durante il passaggio del treno i due si guardano e lentamente la madre riconosce il vecchio. La stretta di mano si scioglie ed entrambi guardano la ragazza.
La ragazza - (Rivolta ad entrambi) Allora? Vi conoscete??
Il vecchio - (Senza staccare gli occhi dalla madre) Credo di s.
La madre (Guardando il vecchio) S, credo proprio di s.
Il vecchio - Hai davvero una bella e brava figlia, Gabriella.
La madre S, lo so.
Il vecchio - Se quella volta non fossi non fossi partito, probabilmente lavrei vista nascere.
La madre B, saresti dovuto partire due anni dopo perch quando nata lei era gi molto che avevi lasciato Pesaro.
Il vecchio - (Impassibile) Ah.
La madre suo padre, Giorgio che non ha avuto la fortuna di vederla crescere.
Il vecchio - (C.s.) Giorgio
La madre (Fissando il vecchio) S, Giorgio.
La ragazza - (Al vecchio) Conosceva anche mio padre??
Il vecchio - (Fissando la madre della ragazza) S, eravamo grandi amici.
La madre (Fissando il vecchio) Eravamo tutti, grandi amici, a quei tempi.
Il vecchio - vero. Mo poi ci si perde di vista.
La madre O ci si vuol perdere volontariamente.
Il vecchio - Da ragazzi pu succedere. Avevo 20 anni.
La madre 24.
Il vecchio - 24, gi. (Pausa) Quanto tempo passato.
La madre Una vita.
Il vecchio - Gi, una vita.
La ragazza - Beh? Allora? Cos questo mortorio? (Spingendoli delicatamente luno verso laltra) Dobbiamo fare una bella rimpatriata!
Il vecchio e la madre della ragazza, ormai vicinissimi, si guardano negli occhi e lentamente si stringono in un caldo abbraccio.
La madre (Al vecchio, dopo essersi sciolti dallabbraccio) Vuoi venire a mangiare con noi?
Il vecchio - Abiti sempre l?
La madre S, abito sempre l.
Il vecchio - (Con ironia) E sai ancora fare cos bene le uova al tegamino?
La madre (Lo prende sottobraccio e si avvia con lui) Stupido!
La ragazza - (Prende la valigia rimasta in terra) Aspettatemi! (Li segue)
Il vecchio torna indietro, prende la valigia alla ragazza e tutti e tre escono insieme.
Si sente il rumore di un treno in transito
Buio
Sipario