Quella buonanima

QUELLO BUONANIMA

 


di UGO PALMERINI

(riduzione e adattamento di GIULIANO MANGANO)

PERSONAGGI

STEFANO

MARIANNA, la moglie

LEA, la figlia

FILOMENA, la domestica

CARLO, il nipote

ARISTIDE, un amico

ZAIRA, moglie dellamico

SANTINA, la figlia del fattore

ANGELINA, sorella di Santina

RONCAGLIOLO, venditore di mobili


ATTO PRIMO

Scena I

Filomena e Santina

SANTINA (entra in fretta dal fondo con in mano un annaffiatoio e un fascio di fiori freschi, chiamando forte) Signora Filomena, signora Filomena.

FILOMENA (entrando quasi subito da sinistra) Son qui, son qui. E necessario gridare in quella maniera? Eppure te lho detto mille volte che la signora si lamentata di tutto il baccano che fai quando vieni in questa casa! Lo sai anche tu, no?, che venuta qua in campagna apposta, dopo la disgrazia accorsa al suo povero marito, buonanima, perch ha bisogno di calma e di quiete. Ma tu sembra che gridi apposta per farle un dispetto.

SANTINA Ma s! Questa bella! Per dispetto! Intanto incominciamo adire che la signora non c.

FILOMENA Quello non importa. Te lo dico perch ti abitui.

SANTINA S, ho capito! Mi abituer! Allora questa lacqua e questi sono i fiori.

FILOMENA Come? Cos pochi?

SANTINA Pochi? Che cosa crede che questo giardino sia di un fioraio? Tutte le mattine un mazzo per la casa, un altro mazzo lo fa raccogliere la signora da portare al cimitero Fra un po avanzeranno solo foglie e gambi storti

FILOMENA Vuol dire che dora in avanti si compreranno dal giardiniere del conte.

SANTINA Per forza! Per a me pare che non ce ne sarebbe bisogno tutti i giorni. Guardi qui come sono ancora freschi quelli di ieri.

FILOMENA No, no!La signora vuole che si cambino tutti i giorni, e fa bene. Gli piacevano tanto i fiori al povero padrone.

(in cos dire si dispone a spartire i fiori dal mazzo che precedentemente avr disposto sulla tavola)

SANTINA (Non vista scuotendo la testa) Mah! Allora non vuole niente altro?

FILOMENA Hai qualche impegno adesso?

SANTINA Perch?

FILOMENA Perch potresti darmi una mano, stamattina, combinazione, ho fatto tardi.

SANTINA Devo segare lerba per le bestie, ma se si tratta di una cosa veloce, va bene.

FILOMENA Velocissima. Guarda, prendimi tutti vasetti, uno alla volta attenta a non romperli, hai capito? Togli i fiori appassiti e li butti nel giardino dietro la siepe, poi cambi lacqua e a mettere i fiori freschi ci penso io.

(Le donne eseguono)

SANTINA (colpita da una foto) Oh! Signora Filomena

FILOMENA Cosa c?

SANTINA E quel ritratto di chi ?

FILOMENA Quale? Quello? Ah! E un ingrandimento che ha fatto fare la signora in questi giorni qui vedi, aveva quattro anni, povero padrone! E quei calzoncini che porta glieli ho fatti io, con le mie stesse mani. Sono stati i primi che ha portato, quando ha smesso la vestina.

SANTINA La vestina?

FILOMENA Ma s tu sei troppo giovane unusanza che cera una volta. Fino ai due anni, si metteva la vestina, anche ai maschi.

SANTINA Ah!

FILOMENA E bisognava vederlo, me lo ricordo come se fosse adesso, comera contento, poverino, quando li ha indossati Tatina Tatina perch mi chiamava cos Tatina.. e l ad abbracciarmi, a baciarmi! Perch lui fin da piccolo mi ha sempre voluto bene come ad una mamma Eh! Se non fosse capitato quello che capitato, avrei potuto continuare a vivere quieta e pacifica e invece mi ritrovo qui vecchia e

SANTINA Oh! Del resto non pu lamentarsi, perch in questa casa non sta certo male, di sicuro.

FILOMENA Taci per carit! Se non fosse stato per la bont della signora, quando dopo la disgrazia, s ritirata con i suoi genitori perch lei un angelo, ed un peccato parlarne male te la vedevi Filomena in mezzo a queste mura! Perch io lavevo intuito gi da prima che con suo padre non si poteva andare daccordo. Non va daccordo sua figlia, non va! E non andava daccordo nemmeno il povero avvocato, Jesus per lui!

SANTINA Adesso per, lasciamo stare, io non so, ma in certe cose non gli si pu are del tutto torto al mio padrone, poveruomo!

FILOMENA Cosa? Cosa? Cosa sarebbe a dire?

SANTINA Le sembra una buona idea, tanto per dire, quella della signora di passare un altro inverno qui fuori in campagna?

FILOMENA Non capisci proprio niente, sai! Si fatta comperare la villa apposta per stare sempre vicina alla tomba del suo povero marito.

SANTINA Mah! I gusti son gusti! E proprio vero, sa? Che a questo mondo chi ha la carne non ha i denti per masticarla

FILOMENA Cosa vuoi dire?

SANTINA Voglio dire che chi pu godersi la vita non se la gode.

FILOMENA Ma cosa vuoi che goda? Povera disgraziata anche lei.

SANTINA Oh! Poi, infine, ormai quasi un anno che si ammazzato! E ce n una caterva di vedove che, dopo un anno, tornano a sposarsi.

FILOMENA Quello conforme ai mariti che si avuto! E un marito come lha avuto la padrona non si trova pi neanche a girare tutto il mondo.

SANTINA Oh, bene! Sa che cosa le dico, allora? Che se dobbiamo giudicarlo dai ritratti, mi pare che non fosse n giovane, n bello.

FILOMENA (risentita) Ma cosa conta mai la bellezza?! Era un uomo di talento! Un uomo istruito come ce ne sono pochi, Un uomo che aveva un cuore grande cos! Dolce, dolce come il panettone! Non ne nascono pi uomini cos! Era un angelo, un santo, non era fatto per questa terra tanto vero che (si asciuga una lacrima)

SANTINA Via, via, coraggio signora Filomena, coraggio tanto e tanto col piangere non si rimedia a niente lo stesso!

FILOMENA Eh! Purtroppo! Ma ogni tanto bisogna pur sfogarsi un attimino Va va puoi andare adesso non ho pi bisogno di te.

SANTINA Allora la saluto.

FILOMENA Ciao e grazie.

SANTINA Ma che stia su allegra! Diamine! Mi mette addosso una tristezza vederla cos! (canta) Lo sai che i papaveri son alti alti alti.

FILOMENA Zitta! Se arriva la signora che ti sente cantare, addio!

SANTINA Scusate non ci pensavo proprio.

(via cantando come prima)

SCENA II

Filomena e Stefano

STEFANO (d.d.) Filomena!

FILOMENA (che intanto tornata ad accudire ai suoi fiori) E arrivato belzeb (non risponde)

STEFANO Filomena! Lea! Marianna!

(Entra come un bolide dal fondo, vestito in abito molto chiaro. (Ha il cappello a sghimbescio gli abiti scomposti e una mano fasciata con un fazzoletto, mentre nellaltra reca una grossa pezzuola a colori rigonfia di roba)

FILOMENA Son qui, cosa c?

STEFANO Svelta! Un po di spirito, una fascia, una coppetta dacido borico, qualche cosa, presto! Accidenti! (depone linvolto sulla tavola)

FILOMENA Per cosa?

STEFANO Un corno! Sbrigati! Non vedi come sono conciato, barbagianni che non sei altro? E ringrazia il Signore che non mi sono rotto le croste del tutto! Che vada sulla forca sto schifo dun paese e quellanimale che venuto a comprare casa proprio qui!

FILOMENA Volevo ben dire io che non se la pigliasse con il paese.

STEFANO Col paese, certo! Con questo paese lurido e infame! Proprio con il paese me la prendo, (mette lo spirito che brucia) perch in qualunque altra parte del mondo mi fossi trovato, non mi sarebbe mai capitato di andare a raccogliere funghi per non dover crepare di noia, e di rotolare, a rischio di ammazzarmi, gi per uno strapiombo. Ah! Tu non sai cosa vuol dire quando un uomo di sessantanni ridotto ad andare nel bosco in cerca di funghi! Vuol dire che questuomo non ne pu pi! (a Filomena) Fasciami un po questa mano vuol dire che un uomo arrivato allultima disperazione, che si arrampica sui vetri per non diventare matto e scemo anche lui come tutti quelli che ha attorno, come la moglie, la figlia, la serva!

FILOMENA Oh Adesso! I matti e gli scemi siamo noi!

STEFANO S, matti, tutti matti da legare! Fasciami un po Si mai visto, dico io, una cosa simile? Perch uno ci venuta lidea di togliersi da questo mondo, tutta la famiglia deve ritirarsi dal consorzio umano e andare a piangere in cima a una montagna! Come se tutti un giorno o laltro, non dovessimo morire! Fasciami un po Se tutte le persone, quando muore qualcuno, facessero cos, cosa diventerebbe il mondo? Un Convento diventerebbe. E questa fascia? L, su, veloce: una fascia, un po di cotone, qualche cosa, via! Ma ti sei rinscemita?

FILOMENA Eh! Mi fa andar via la testa! Oh! Che prenda! (sgarbatamente)

STEFANO E allora?

FILOMENA Allora cosa?

STEFANO Devo fasciarmi da solo?

FILOMENA Oh! Sono pi stupida io ad ascoltarla

STEFANO Cosa??

FILOMENA Ma che cosa vuol fasciare qui? Un graffietto che non si vede nemmeno! (torna a riporre al loro posto le fasce e il cotone)

STEFANO Cosa pretendevi che mi venissero le pustole? O mi uscissero fuori i vermi come dalla tomba di Lazzaro?

FILOMENA Magari!

STEFANO Non vedi che mi sono spellato tutto?

FILOMENA Pazienza! Non lha detto lei stesso che un giorno o laltro bisogna morire?

STEFANO Crepa tu! Per il momento! Bestia! Io voglio campare pi che posso e godermi la vita a dispetto tuo e di tutti e specialmente di quello l (accenna al ritratto) Ma io rien, rien. cos.

FILOMENA Non le si asciuga mai la gola? Non le viene mai sete?

STEFANO No, ho fame, piuttosto. E quasi mezzogiorno e ancora non c preparato niente in tavola. Via, via, alla svelta. Sbrigati a preparare, scema.

FILOMENA Ho paura, ma stamattina deve farla venir lunga la fame. Sono andate tutte e due al cimitero e non sapevano nemmeno loro a che ora sarebbero ritornate.

ATEFANO Ma perch?

FILOMENA perch oggi ci sono gli operai a mettere a posto il busto.

STEFANO Cosa gli mettono a posto?

FILOMENA (commossa) Il busto.

STEFANO Portava il busto? Non lo sapevo mica.

FILOMENA Ma no! Lass al cimitero.

STEFANO Ah! Al cimitero gli mettono il busto Tanto piacere! Manger da solo. Prendi questi funghi e fammeli di volata, alla bersaglierae mi raccomando eh con tanto olio ben fritti.

FILOMENA Adesso devo finire qui.

STEFANO Ma che finire dEgitto! Prima le cose necessarie, porca miseria.

FILOMENA (reclama)

STEFANO Niente fiori, ma opere di bene! Ma dove siamo? E diventata unindecenza, questa casa! Non esiste pi lora di pranzo, lora di cena Nessuno si interessa pi di niente se non dei morti Ah! Ma deve finire questa anarchia perch ne ho fin sopra i capelli! Via! Via! In cucina! Avanti senza borbottare! March!

(Filomena esce)

SCENA III

Stefano, Lea, Marianna, Aristide, Zaira

STEFANO Oh! Guardiamo un po se contano ancora i vivi! (va verso la credenza, toglie tovaglia e tovagliolo e incomincia ad apparecchiare la tavola.) S, s se contano qualcosa anche i vivi Non mi arrabbio, non voglio arrabbiarmi chi si arrabbia muore non voglio morire, voglio vivere. (canta) Vivere senza malinconia, vivere l, l Vivo e canto e suono Suonan le trombe io canter e pugner libert, libert, libert parapunzipunzip, te! E cos, cos.. . Preparo il tavoloe mi siedo e poi mangio e tu no cos

(Lea molto accasciata, in lutto, Marianna Aristide e Zaira in nero. In tutti aspetto molto triste)

Oh! Arriva mia figlia con tutta la compagnia dellallegria.

ZAIRA Coraggio, coraggio cara Cavaliere, buongiorno!

STEFANO Buongiorno bonjour in francese.

ARISTIDE Cavaliere, buongiorno.

STEFANO Buongiorno, bonjour anche a lei. (torna alla credenza)

(Marianna fa cenno ai coniugi di accomodarsi)

ZAIRA Grazie! Abbiamo voluto accompagnarvi ma tardi e prima di arrivare a casa.

LEA Un momentino ancora, abbastanza per prendere un po di respiro!

(sospiri)

STEFANO Che allegria, oehi!

ARISTIDE E stata una cerimonia commoventissima, caro cavaliere. Un busto di una somiglianza straordinaria. Vivo! Un vero capolavoro! Vero, signora Lea?

LEA Oh!

ARISTIDE Sembra, mi creda, di vederlo ancora, l, il povero Orazio, di poter perfino parlagli insieme. Si ha limpressione, a volte, che il bronzo debba animarsi e di sentire ancora la sua voce, quella bella voce che accarezzava le orecchie come una musica. Si ricorda?Quella sua bella voce baritonale?

STEFANO (che intanto si messo tavola e mastica bocconi di pane intinto nel vino) Di quella pira!

ARISTIDE (a Marianna) Non ero pi capace di distaccarmi da una meraviglia simile! Ah! Povero Orazio! Poveruomo!

ZAIRA Aristide!

ARISTIDE Hai ragione! Non ci pensavo pi

LEA Ah no, Zaira! Tu lo sai. Se ci pu essere un conforto per me quello di parlare di lui specialmente da chi lha conosciuto a fondo e ha potuto apprezzare e capire tutte le sue buone qualit.

ARISTIDE Nessuno pi di me ha potuto capire quello che valeva. E lei lo sa benissimo. Nemmeno un fratello avrebbe fatto per me quello che la buonanima ha fatto. Essere con i beni messi allasta e trovare un amico, che senza un centesimo di ricompensa, ti prende lamministrazione dei beni e in pochi anni te li libera da tutti i debiti e ti raddoppia il loro reddito! Lo pu dire anche lei (a Zaira) che amministrava gli affari sono cose, cara mia signora, che non capitano tutti i giorni.

ZAIRA Eh davvero!

STEFANO (tra s) Sale e pepe. (forte) Peccato che non sia stato capace di amministrare bene i suoi soldi come faceva con quelli degli altri.

ARISTIDE Eh! Caro il mio cavaliere, chi pu sapere come sono andate le cose? Pare che ci sia stato qualcuno che si sia approfittato della sua fiducia, del suo buon cuore Non si pu spiegare diversamente come un uomo con una testa a posto come la sua, senza vizi, e che guadagnava, con la professione, quello che guadagnava

LEA Ma s, stato vittima della sua bont.

MARIANNA E poi si sa come succede: per tappare un buco se ne apre un altro

ARISTIDE E proprio cos andata proprio cos.

ARISTIDE (a turno) Mah (sospiri)

MARIANNA (a turno) Mah (sospiri)

LEA (a turno) Mah (sospiri)

ZAIRA (a turno) Mah (sospiri)

STEFANO (guarda lorologio pi volte e fa rumore con le sedie e le stoviglie) Chiss che ora sar.

ZAIRA (guardando lorologio) E lora di andare. (a Lea) Torneremo dopo pranzo.

(Stefano trascina via Aristide)

LEA S bravi, ritornate qui! Ma un po presto, eh! Mi raccomando! siete le uniche persone con le quali parlo un po volentieri

ARISTIDE Torniamo presto, stia sicura. Prima per bisogna che scriva quella tal lettera a che passi alla posta per spedirla raccomandata.

LEA Che si ricordi! Mi raccomando!

ARISTIDE (nel frattempo si alzano e Stefano tenta pi volte di prendere la mano di Aristide per salutarlo) Ma le pare? E una cosa che mi sta troppo a cuore e ho messo tutto limpegno per andare fino in fondo. Tanto per dire che se non ho potuto contraccambiare tutto il bene che mi ha fatto in vita, ho avuto almeno la soddisfazione di fargli un piacere a quella che stata la compagna della sua esistenza.

STEFANO In secula saeculorum

LEA Bravo!

MARIANNA Di che si tratta?

STEFANO Lo saprai dopo pranzo. Auff!

MARIANNA Taci un momento, vuoi parlare sempre tu? (riporta sulle poltrone Aristide e Zaira con disappunto di Stefano)

ARISTIDE E di vedere se possibile che la signora abbia la tomba vicino a quella del suo povero marito, senza doverlo riesumare di nuovo, dal momento che sepolto nel pi bel posto del cimitero ha un bel poggioletto davanti una bella posizione.

STEFANO Ah! Ha un bel poggioletto e allora ogni tanto pu venire fuori a prendere una boccata daria portateci un bel paio di binocoli cos guarda meglio

LEA Ma come si fa se i posti vicini sono occupati?

ARISTIDE Ho gi fatto i miei passi e ho saputo che sono gli eredi di quella signora che sepolta a sinistra del povero Orazio, ho saputo anche che abitano a Ginevra, in Svizzera. Adesso io scrivo al Console per sapere lindirizzo preciso, e quando lo so, gli scrivo spiegando loro come stanno le cose pregandoli di darmi il permesso di trasportare la loro mamma in unaltra tomba. Naturalmente a nostre spese e magari dando loro un compenso per il disturbo.

STEFANO Adagio, adagio con le spese e i compensi. Chi paga? Paga lei?

MARIANNA Capirai se necessario si pagher non si pu lasciar perdere una fortuna simile.

LEA Lascia perdere, mamma, inutile cominciare a litigare. Sai bene che con il pap siamo agli antipodi in tante cose Abbiamo dei modi di vedere tanto differenti..

STEFANO Ma non si tratta di avere di modi di vedere differenti si tratta di non essere scemi sono io che devo sborsare i biglietti da mille per per insomma

LEA Per disimpegnare le gioie, dillo pure, dai! Lo so, lo so un pezzo che mi rinfacci quei benedetti soldi come se tu li avessi spesi per il primo che passa. Non ti cercher pi niente, sta tranquillo, mi arranger da sola, come posso non ti chieder pi nulla. (piange)

STEFANO Daccordo, daccordo andate a prendere una carta bollata, subito. (si mette a tavola a mangiare)

MARIANNA Se tu fossi capace di tacere una buona volta.

ZAIRA Dunque vi saluto. Ci vediamo dopo. Arrivederci a presto.

ARISTIDE Arrivederci. A ben rivederla cavaliere! (sta per stringere la mano a Stefano che fa altrettanto ma con un pezzo di pane)

STEFANO Stia bene.

ZAIRA Oh! Che mi scusi, mi stavo dimenticando.

STEFANO (si guarda attorno) Che cosa?

ZAIRA Dimenticavo di salutarla.

STEFANO E mi saluti! (continua a mangiare) Stia bene anche lei.

SCENA IV

(Lea risale la scena dopo aver congedato gli amici, prende il cappello

ed esce guardando sconsolata il ritratto da sinistra senza far parole)

SCENA V

Stefano e Marianna

MARIANNA (fa per uscire salutando il ritratto poi ritorna verso Stefano) Se si trattasse di andare a divertirsi, di fare bisboccia con gli amici, allora il signorino non guarda mica alle spese. Vergogna, vergogna marcia! (Stefano continua a mangiare) Nausea mi fai!!! Nausea!!!

STEFANO Senti (Marianna si avvicina) E tu schifo mi fai!

SCENA VI

Stefano, Santina, Carlo

STEFANO Ce lavrei io una medicina che va bene per tutti! (davanti al ritratto) E tutto per colpa tua disgraziato e scemo che va a tirarsi una pallottola nella testa. (sventola il tovagliolo bianco)

SANTINA Signor padrone che fa?

STEFANO Io? Niente gli innalzavo una preghiera

SANTINA C un signore che la cerca.

STEFANO Digli di farsi friggere anzi dagli dellolio cos fa prima Voglio mangiare adesso. Digli che non ci sono

SANTINA Ormai fatta. Gli ho detto che c.

STEFANO Brava bestia! Adesso vai di l e gli dici: sa, mi sono sbagliata... c uno che gli assomiglia tanto, ma non mica lui.

SANTINA Cos mi prende per scema.

STEFANO E non sbaglierebbe nemmeno si pu sapere chi ? Cosa vuole?

SANTINA Glielho ben chiesto chi era ma non ha voluto dirmelo. Deve essere un signorone pieno di soldi. E arrivato con unautomobile che sembra una corazzata, se la vedesse!

STEFANO Com? Giovane, vecchio? Bello, brutto?

SANTINA Giovane e ricco!!! Pare.

STEFANO Io conosco solo dei vecchi! Digli di passare pi tardi perch adesso devo pranzare.

CARLO (entrando) Insieme con un ospite!

STEFANO Carlo! Sei tu!

CARLO Proprio io! Carissimo zio!

STEFANO Ma la maniera di comportarsi? Senza scrivere, senza avvisarmi?

CARLO Ho voluto farti una sorpresa Ecco perch non ho nemmeno detto chi ero a questa bella signorina.

STEFANO Vieni qui, siediti. Ma guarda che bellimprovvisata. Che gran regalo che mi hai fatto. Chi andava ad immaginarselo! (a Santina) E tu svelta, prepara anche per questo signore, avvisa in cucina che c gente a pranzo. (a Carlo) Hai messo su una cera da imperatore, ti trovo ingrassato.

CARLO Beh! Anche tu non scherzi, per!

STEFANO S, s io sto bene io (al ritratto) io sto bene E dimmi, quando sei arrivato da Parigi?

CARLO Sono arrivato laltro ieri a Milano. Sapevo che ti eri nascosto qui in mezzo ai bricchi e non ho perso tempo sono venuto a trovarti.

STEFANO Bravo! Bravo! E un pezzo eh che non ci vediamo.

CARLO Dieci anni.

STEFANO Dieci anni! Eri quasi un bambino allora quando sei andato via uno straccetto avevi le braghe corte hai fatto bene a metterle lunghe cos non ti possono pi chiamare il gambo di sedano ti ricordi? Ora invece ti sei fatto uomo, eh! Un bel pezzo duomo! Dimmi, ti fermerai tanto qui in Italia?

CARLO Di preciso, proprio, non saprei dirtelo per il momento, ma sicuramente un paio di mesi. Ho lavorato un bel po e voglio riposarmi. Parigi non posto in cui ci spossa riposare Se mi fossi fermato l ancora un po mi sarebbe venuta la febbre, febbre da lavoro

STEFANO Febbre, da lavoro s, s cos, ma poi passa E bravo il mio Carlino!

SCENA VII

Carlo Stefano

CARLO E bravo il mio zietto!

STEFANO Ho sentito a proposito dei tuoi successi che hai avuto, ti sei fatta una bella posizione! Complimenti, ehi! Ho proprio piacere, bravo!

CARLO Ho avuto la fortuna dalla mia parte. I primi quadri che ho esposto sono piaciuti.

STEFANO I primi.

CARLO S, i primi.

STEFANO E dopo basta.

CARLO No! Dopo ho incominciato ad avere delle commissioni ho avuto tanto pubblico, soprattutto del gran mondo e della politica dalla colonia cosmopolita

STEFANO Cosmo cosa?

CARLO Cosmopolita.

STEFANO Ah! Sei andato al mare in colonia s, l c tanto pubblico

CARLO Ma no beh, lasciamo perdere.

STEFANO Cosa vuoi, succede succede ma poi passa.

STEFANO poi mi capitato di fare il ritratto al re del Siam che passava di l a Parigi stata una bella occasione.

STEFANO Al re di cosa?

CARLO Del Siam.

STEFANO Al re eh gi passato

CARLO Ha posato.

STEFANO Posato ecco Gi, me lhai scritto che un uomo posato.

CARLO Il nome me lo sono fatto.

STEFANO Il nome? D pure la fama! Pensa se i tuoi genitori fossero ancora qui che consolazione sarebbe per loro vederti cos celebre, in una bella posizione Oh, sei arrivato in automobile?

CARLO S. Sono arrivato da Parigi con quella.

STEFANO Ha detto la figlia del fattore che sembra una corazzata.

CARLO E una quaranta cava

(Stefano non capisce) (si ripete il gioco due volte)

STEFANO Non unautomobile?

CARLO Mi spiego meglio ha quaranta cavalli.

STEFANO Non ho ancora capito bene sei arrivato in automobile o a cavallo?

CARLO Ma in automobile, diamine! Lho presa doccasione. Ma dimmi, tua moglie e tua figlia come stanno?

STEFANO Stanno bene le mando a chiamare.

CARLO Ho saputo della disgrazia della Lea, povera figliola.

STEFANO Gi ha avuto la sua disgrazia.

CARLO Ma come mai si suicidato?

STEFANO Debiti, debiti fin sopra i capelli.

CARLO Per il gioco, scommetto.

STEFANO E chi lo sa? Mistero! Un bel giorno, per far fronte ad un impegno ha approfittato dei soldi di un cliente.

CARLO Perch era avvocato, vero?

STEFANO Avvocato, gi! Lavevano fatto studiare davvocato i suoi genitori, li hanno spesi bene i soldi per farlo studiare

CARLO Mah!

STEFANO Cos non potendo aggiustare i mastruzzi, sai, si trovato con lacqua alla gola e non sapendo pi che fare un bel giorno per chiudere il bilancio in pareggio pacch un colpo di revolver in testa

CARLO Chiss la Lea

STEFANO Non parlarmene per carit. Dopo un anno piange ancora come il primo giorno.

CARLO Capisco non era qualcosa di speciale?

STEFANO Ma che! Era uno scemo! Caso mai uno scemo speciale! . Sua moglie era diventata un burattino nelle sue mani, la suocera invece lo stesso. Basta dirti che una volta, perch ho rifiutato di pagargli una cambiale che andava in protesto,sono stati due mesi senza salutarmi. A questo punto, capisci?

CARLO Accidenti!

STEFANO Figurati che ha lasciato tanti di quei debiti, di far venire la pelle di gallina. Adesso la Lea e la Marianna pretenderebbero che pagassi io i suoi debiti. E siccome io non mollo nemmeno un centesimo, tutti i giorni ci sono musi, lacrime e tragedie in famiglia. Ma io non voglio certo andare a finire sul lastrico per un animale che non vedeva lora che io morissi per prendersi tutti i miei soldi! Grazie a Dio, non ce lha avuta questa soddisfazione, andato prima lui di me a sentire il barbagianni Dio giusto e misericordioso.

CARLO Ma guarda, povero zio! Non avrei mai immaginato

STEFANO Stanco di lavorare, avevo ceduto il negozio per ritirarmi a finire in pace quei pochi anni che rimangono con quei quattro soldi che ho guadagnato a lavorare come un asino, nossignori nemmeno quello si pu fare. Mi hanno rinchiuso in questo paese maledetto Pensa i giornali da Milano a qui... i giornali tre giorni ci mettono.

CARLO Oh che servizio!

STEFANO Nemmeno se venissero a piedi Non trovi un cane per scambiare qualche parola Hai incontrato qualcuno vendendo qui?

CARLO Qualche carretto e dei muli.

STEFANO Ecco vedi dei muli non puoi mica parlarci assieme, no? Non c un cane, non c uno scemo da farci qualche parola, non c. Uno scemo Adesso sei arrivato tu.

CARLO Oh!

STEFANO Scherzo scherzo Lunico divertimento qui in paese sai cos? andare a funghi e s perch un paese con tanta acqua, un po di sole, acqua sole e funghi

CARLO Ma guarda!

STEFANO E tutto per un lavativo di uno che gli venuta voglia di essere sepolto nel posto dove nato. Come se a Milano non ci fosse terra sufficiente per coprirlo.

CARLO Pensa te

STEFANO Guarda! Tutti i santi giorni in casa largomento del discorso uno solo: cimitero, tombe, busto Quando si vuole stare un po pi allegri allora si parla di trasporto funebre.

CARLO Che divertimento!

STEFANO Mi giro da una parte: la figlia che piange; dallaltra la moglie sospira, dallaltra la serva

CARLO Anche la serva?

STEFANO Anche la serva! Quella l un rubinetto guasto sempre l a Per terminare lopera, ci sono due amici, marito e moglie, che vengono in casa ogni momento a dare man forte per cantare lufficio dei morti Non sono neanche pi padrone di fare quattro passi qui in casa mia che me lo ritrovo sempre davanti Li vedi tutti questi ritratti? In tutte le stanze ce ne sono altrettanti, grandi, piccoli, medi, di facciata, di profilo, di traverso! Galleria darte ingresso libero

CARLO Ma.

STEFANO Me lhanno rifilato persino nella mia stanza da letto, grande, altezza naturale: proprio davanti al letto. E mi tocca digerirmelo quando vado a dormire, quando mi sveglio, sapessi limpressione che mi fa...con quegli occhi di pesce mica tanto fresco Ci credi che delle volte mi tocca mettere la testa sotto al cuscino per non vederlo?

CARLO E tu prova a staccarlo.

STEFANO Lho fatto, lho fatto me ne sono ritrovati due il giorno dopo

CARLO Beh, zio, non prendertela vedrai che col tempo, la Lea e gli altri se ne faranno una ragione.

STEFANO ma che! Ormai non ho pi speranza. Ma io lo sai che cosa faccio? Torna a Milano da solo. Non ce la faccio pi con questa vita di lacrime, non ce la faccio pi

CARLO Intanto ci penser io a farti divertire un po, verr a prenderti spesso con lautomobile E andremo a far delle belle passeggiate, anche fino a Milano, in Costa Azzurra

STEFANO Non me lo faccio ripetere due volte, sta sicuro.

CARLO E poi forse potr anche passare qualche giorno in casa tua giocheremo a briscola, tressette, andremo a caccia, a pescare giocheremo a bocce

STEFANO A bocce, s, mi piacciono le bocce, ci gioco sempre da solo.

CARLO Oh come fai?

STEFANO Cosa vuoi vinco sempre io.

CARLO Insomma troveremo il mezzo di cacciare via tutte le tristezze, vedrai.

STEFANO Se qui non fosse un mortorio, tavrei gi detto di fermarti insieme con noi, ma non voglio obbligarti al suicidio. Del resto guarda un po tu se ti adatti.

CARLO Sta tranquillo che approfitter della tua cortesia e quando andr via lo sai cosa facciamo? Vieni per un po di tempo ad abitare con me a Parigi.

STEFANO Non mi sembra vero! Hai un sottoscala dove mettermi a dormire?

CARLO Un sottoscala? Ma che dici? Ho un fior fiore dappartamento di otto stanze!

STEFANO E allora ti garantisco che per un mese pianto qui baracca e burattini. Proprio quello che ci vuole per avere un po di reazione a sti lutti! Buttarsi dentro nel movimento, nel trambusto, Moulin Rouge, Maxime, Bal Tabarin, champagne a volont E lui no niente rien!

SCENA VIII

Detti e Filomena

(Filomena entra con un fiasco di vino e scorgendo Carlo gli fa un lieve saluto col capo)

CARLO Buongiorno, belladonna.

STEFANO Belladonna? Appena arriviamo a Milano ti porto da un oculista.

(a Filomena) Belladonna (Filomena si gira) Si girata! Belladonna Puoi mettere in tavola perch sono tornate a casa tutte e due.

FILOMENA Sono tornate? (si avvia verso la porta di sinistra)

STEFANO (le sbarra il passo) Cosa c? Non il momento di andare a chiacchierare. (a Carlo) Se va di l non mangiamo pi Cosa vuoi sapere?

FILOMENA Volevo sapere

STEFANO S?

FILOMENA Volevo sapere del busto

CARLO Il busto?

STEFANO Il busto (a Carlo) Vedi questi sono i nostri discorsi adesso si parla del busto del defunto il busto ce lhanno messo in mattinata era tiepida hanno detto, ma s scopriamolo!

FILOMENA Ah!

STEFANO E hanno scoperto il bustoadesso puoi andare.

FILOMENA (Che va verso le camere delle signore)

STEFANO (Con violenza la ferma) No, no no di l ci puoi andare dopo ho detto che il busto lhanno scoperto, bello tutti sono rimasti l a bocca aperta Oh per bacco di marmo, marmo duro, stagionato Va bene? Andiamo

FILOMENA Ma voglio sapere

STEFANO Che cosa? Che cosa? E bello, bello somigliantissimo, sputato, parlante. Dice pap, mamm, pip, popo Se questo che volevi sentire te lho detto io.

(la respinge verso laltra porta di destra)

FILOMENA Ma da che parte voltato?

STEFANO E voltato cos (mima) come tutti i busti, voltato cos non lhanno mica messo voltato cos (mima girandosi) voltato cos (mima) a mezzogiorno, va bene? Alle 12 e un quarto

(Filomena non si muove e Stefano cerca di spingerla in cucina)

Senti voltato dalla parte che si vuole channo messo un pernetto sotto, una banderuola in testa e secondo che gira il vento si volta, va bene? (manda via Filomena)

SCENA IX

Stefano e Carlo

STEFANO Hai visto?

CARLO Ho visto.

STEFANO Quella uno dei miei carnefici!

CARLO La serva!

STEFANO La serva! Ma a proposito non ti occorre niente? Devi lavarti le mani?

CARLO Niente, grazie. Se permetti vado a dare unocchiata alla macchina. Lho lasciata sullaia del fattore.

STEFANO Fai pure. Mi sembra di essere gi un altro uomo.

SCENA X

Stefano, Marianna,Lea

STEFANO (va verso la credenza ne trae dei biscotti che accomoda in un portadolci, poi dei bicchieri ed una bottiglia, quindi chiama)

Marianna, Lea Venite qui subito!

(spolvera i bicchieri con una salvietta, li dispone in tavola, prende il cavatappi e si accinge a stappare la bottiglia)

Una bottiglia una bella bottiglia di vino per festeggiare.

MARIANNA Cosa c? Una bottiglia?

STEFANO S, una bottiglia. Una novit: arrivato il Carlo da Parigi.

LEA Il Carlo?

STEFANO S, ha voluto fare unimprovvisata. E andato un momento in corte dal fattore, ma torna subito e si ferma a pranzo con noi.

LEA Allora mamma, fammi preparare in camera mia perch non ho voglia di vedere nessuno: la gente mi d fastidio.

MARIANNA Se cos , non mi faccio vedere nemmeno io. Vengo a farti compagnia.

STEFANO Ma andiamo! Forse non mi sono spiegato bene si tratta del Carlo, tuo cugino Che maniera questa? Un ragazzo che cresciuto come un figlio in casa nostra e che manca da dieci anni!

MARIANNA Dovevi evitare di invitarlo.

STEFANO Ma non dirne pi di cretinate, santo cielo!

SCENA XI

Detti, Carlo

CARLO Oh Lea! Marianna! (le bacia) Dopo dieci anni! Eccomi qui in carne ed ossa. (a Marianna) Ma come ti trovo bene, zia!!! Diventi giovane, diventi!

STEFANO Per forza diventata giovane alla mattina le faccio fare la ciclette

CARLO E tu? Tu non sai che avrei fatto fatica a conoscerti se ti avessi incontrato per strada? Era una ragazzina con le trecce sulle spalle quando me ne sono andato e adesso

LEA Ne sono successe di cose da allora Hai sentito? (tenta di abbracciare tragicamente Carlo, Stefano lo impedisce)

STEFANO Ha sentito, ha sentito (a Carlo) Caro Carlo! Non puoi immaginare che gran piacere hai fatto a venirmi a trovare! E anche a loro, eh! Sono restate di sasso! Volevano venirti incontro ad abbracciarti Lasciate perdere, ho detto, adesso arriva tra noi parenti non occorrono cerimonie. Ma vieni qui, siediti. Qui, qui, vicino a me Chiss che fame avrai! Filomena, Filomena! Cosa facciamo l, dormiamo dalla quarta? Evviva Carlino, evviva! Che tornato dopo dieci anni Filomena!!

SCENA XII

Detti, Filomena

STEFANO Dio sia Lodato! Su, su, a tavola!

(Tutti siedono a tavola, Lea svogliatamente)

Forse tu preferivi un po di minestra?

CARLO Non ne mangio mai a pranzo.

STEFANO Domani, domani, magari anche le lasagne eh!?

FILOMENA (col piatto del fritto) Sono qui, arrivo!

(Stefano le strappa il piatto)

STEFANO E allora prendi.

CARLO Prima le signore.

STEFANO Oh quanti complimenti.

CARLO Un po di bon ton.

STEFANO Lascialo a Parigi il bon ton.

CARLO Ma zio

STEFANO Lasciami fare, sentirai che squisitezze. Pollastrelle nostrane, e funghi raccolti da me stesso medesimo con le mie stesse proprie medesime mani stamattina. Una primizia della stagione.

(Lea si turba, piange scompostamente e scappa) (Filomena idem guardando il ritratto)

CARLO Ma cosa successo?

MARIANNA (batte ritmicamente il pugno sul tavolo, Stefano fa capire con gesti a Carlino che si mette male, quando termina)

STEFANO Che cosa successo?

MARIANNA Un corno successo! Tu ne fai sempre qualcuna delle tue! Ma dove hai il cervello? Dove ce lhai? Proprio i funghi, dovevi mettere in tavola, che erano la passione del povero Orazio I funghi! Dico io! (via, guardando il ritratto e piangendo scompostamente)

SCENA ULTIMA

Stefano e Carlo

STEFANO Signore, Padre eterno! Aiutami altrimenti faccio uno sproposito.

CARLO Ma che successo?

STEFANO Ah! Ma non vedi? Non vedi fino a che punto di schiavit sono ridotto? Fino a dover mangiare come gli comoda a lui, signor padrone! Ah! No! Non te la do vinta! Neanche a morire! (si rovescia nel piatto tutto il fritto)

CARLO Ma sono indigesti

STEFANO Non importa. Lascia, lascia Domani prender un litro di olio di ricino, ma oggi questa soddisfazione non te la do! Lazzarone, brutto schifoso!

CALA LA TELA

ATTO II

SCENA I

Stefano e Santina

(Al rialzarsi della tela Stefano seduto presso la tavola apparecchiata

per il pranzo ed il caff e Santina gli sta in piedi da presso)

STEFANO (alzandosi) Ma s! Se tuo pap dice che matura, prendila, questuva, magari anche domani.

SANTINA Ecco noi avremmo pensato di raccoglierla venerd cos sabato abbiamo terminato e domenica.

STEFANO E domenica si riposa, vero?

SANTINA Gi! Per alla sera, avremmo lintenzione lo sa, qui in campagna per la vendemmia c lusanza

STEFANO Di fare quattro salti a suon di musica, lo so.

SANTINA Ecco! Per la Filomena dice che per via di per via di (accenna al ritratto) ballare cos non va bene.

STEFANO Ma non ascoltare quel calvario di quella vecchia! Quella l mi farebbe mangiare di magro anche di sabato grasso perch il suo padrone morto

SANTINA Ma non sa che diventa velenosa come una vipera, quella vecchiaccia? Sono quattro o cinque settimane, da quando arrivato il signor Carlo, che non si pu pi trattare con lei. In pi col signor Aristide continua a fare pissi pissi.

STEFANO Che cosa fa?

SANTINA Pissi pissi.

STEFANO Pissi pissi?

SANTINA S.

STEFANO E nessuno ma cos sto pissi pissi?

SANTINA Discorrono tra di loro.

STEFANO Oh dimmi che parlano insieme, no?.. Oh Mi sono accorto anchio che quei due balordi duna Filomena e dun Aristide da un po di tempo stanno rompendo le scatole.

SANTINA Vedr se mi sbaglio! Stanno progettando qualche imbroglio, quei due!

STEFANO Ah s? Che stiano attenti! Perch altrimenti rifilo alla vecchia un paio di ritratti del suo padrone e le faccio scavalcare il cancello con una pedata nellosso sacro! A quellaltro menagramo invece gli mollo una serie di pugni sulla schiena, e se non basta anche un po pi in gi che lo mando a mangiare coi pesci rossi della fontana di Trevi.

SANTINA Bisognerebbe proprio fare cos.

STEFANO La Filomena non vuole che si balli? Ebbene, io vi ordino di ballare anche se avete il mal di pancia. Ballate finch non vi si consumano le scarpe

SANTINA Che bello!

STEFANO E vi portate un paio di scarpe di ricambio.

SANTINA S, s, che bellezza!

STEFANO Anzi, va a chiamare quello che suona la fisarmonica che pago io. E poi chiami quello della chitarra che pago anche quello

SANTINA Quello della chitarra ce lavrei io mio cugino

STEFANO Ah! E tuo cugino?

SANTINA S, quello suona gratis.

STEFANO E un cugino che suona la fisarmonica non ce lhai?

SANTINA No, che dice?

STEFANO Pazienza! Lo paghiamo!

SANTINA Bene!

STEFANO E il primo ballo lo facciamo noi due. Non c niente da ridere. Sono stato anchio un ballerino in gamba, lo sai? Adesso sono vecchio ma non sono ancora da sbattere via Per esempio, la mia passione il valzer.

SANTINA Che bello!

STEFANO Potevano suonare polche mazurche one step, io ballavo il valzer.

SANTINA (ride) Ma che dice?

SREFANO S, s ce nera uno che se lo sanno suonare e se non lo sanno suonare ce lo fischio. (accenna il motivo e balla coinvolgendo Santina)

SANTINA (divincolandosi) Madonna, se capita qui la signora e ci vede viene gi la casa con il tetto. (via)

STEFANO (al ritratto) Sono allegro e ballo, s ballo presto imparer anche quelli moderni, la cucaracha, il cha cha cha il bolero

SCENA II

Stefano e Carlo

CARLO Buongiorno

STEFANO Oh! Beato chi si rivede!

CARLO Come? Non te lavevo detto che mi sarei fermato a Milano quattro o cinque giorni?

STEFANO Ah s! E vero! Ma sapessi come mi sembrano lunghe le giornate senza di te.

CARLO In compenso ho una bella proposta da farti, stamattina.

STEFANO Basta che non si tratti di posare per il ritratto.

CARLO Ma no! Ormai tu mi hai gi fatto laffronto di rifiutare lomaggio.

STEFANO Non per te anzi io ci terrei ad essere in pari con il re del Siam E perch io sono nemico dei ritratti Mettiti nei miei panni e pensa

CARLO S.

STEFANO Pensa tu mi fai un ritratto e fin qui non c niente da dire.

CARLO No.

STEFANO Quelli di casa ci fanno una bella cornice e fin qui non c niente da dire.

CARLO Niente da dire.

STEFANO Io parto.

CARLO Vai

STEFANO E qui ci sarebbe qualcosa da dire ma inutile dire cosa succede? Che prendono la cornice ci mettono il mio ritratto e mi appendono vicino a quel decotto l

CARLO Capito.

STEFANO Tutto il santo giorno vicini, mi capisci? Mi viene la pelle di gallina solo a pensarci.

CARLO Ti risparmier questo supplizio; non ne parliamo pi. Dunque, dicevo che ho in serbo una bella proposta.

STEFANO Una gita in automobile?

CARLO Proprio cos! Una gita pi lunga e pi bella di quelle che abbiamo fatto finora.

STEFANO Benone! Approvo allumanit.

CARLO Unanimit?

STEFANO S quella cosa l ma dopo passa

CARLO Ma dimmi un po sono in casa Lea e la zia?

STEFANO S saranno di sicuro in camera a dire il rosario dei morti oh come mi piace.

CARLO (sulla porta) Lea! Zia! sono io sono Carlo venite qua un attimo..!

STEFANO Carlo Carlo io mi metto davanti.

CARLO Ma fa freddo.

STEFANO Non importa cos faccio pot pot.

CARLO Ma ti fa male laria

STEFANO Mi metto i giornali qualcosa faccio pot pot

CARLO Va beh! Senti zio, da qui fino a Pavia ci saranno s e no centoventi chilometri un paio dore comode di strada.

STEFANO Da qui a?

CARLO A Pavia.

STEFANO (sorpreso) Pavia?

CARLO Sicuro.

STEFANO Con la macchina fino a Pavia?

CARLO Certo.

STEFANO Ma viaggio proprio, proprio dove c Pavia?

CARLO Ma s!

STEFANO A Pavia sur la machine de notre cusin e lui niente!

CARLO Niente.

STEFANO (Felice) A Pavia!

CARLO Piuttosto, senti linvito alla Lea va fatto con diplomazia, perch quella l se no non accetta senza dargli importanza, come fosse una gitarella da niente

STEFANO Come fosse una passeggiata da niente giriamo langolo

CARLO Capito? Indifferenza.

STEFANO Daccordo senza importanza.

CARLO Oh! Eccola qui

SCENA III

Detti Lea Marianna

MARIANNA Oh! Ben tornato.

LEA Buongiorno Carlo . Che novit porti da Milano?

CARLO Che fa un tempo magnifico anche l Un caldo che pare estate.

LEA Sei stato dal mio avvocato?

CARLO Diamine Subito! Fin dal primo giorno.

LEA E cosa tha detto?

CARLO Abbi pazienza ancora te lo dir dopo prima di tutto io mi ricordo sempre della mia zietta

STEFANO (cantando) E arrivata la befana

LEA Ma pap

MARIANNA Come?

STEFANO Non dicevo mica a te no? dicevo a lui

CARLO e Ecco qui le caramelle alla menta che ti piacciono tanto

MARIANNA Oooh! Grazie!

CARLO (presentando un altro involto) e dei cioccolatini al cognac... Roba da leccarsi le dita.

MARIANNA Ma Carlo

CARLO E poi mi farai il piacere di assaggiare questa frutta candida che il non plus ultra. Mi hanno detto che bisogna chiudere gli occhi e amm

MARIANNA Ma no troppo! Credimi mi mortifichi.

STEFANO Prendi senza mortificarti, va l ti conosco mascherina!

CARLO (va a prendere un altro pacchetto)

STEFANO Ma no perch ti disturbi?

CARLO (senza ascoltare Stefano, a Lea) Ho qualcosina anche per teIntanto un bel flaconcino dacqua

STEFANO Ma cera bisogno dandare fino a Milano per portare lacqua?

CARLO Acqua di colonia, sintende! (prende un altro pacchetto)

STEFANO Ho detto che non ti devi disturbare non il caso..

CARLO (va col pacco da Lea) Ma non so se ho indovinato i tuoi gusti posso sempre portarlo indietro e cambiarlo.

LEA Oh ma perch? Mamma vieni a vedere (tira fuori un vestitino)

MARIANNA Uh! Che splendore!

LEA Io non so cosa dirti

STEFANO (controlla che non ci siano altri pacchetti) Carlo Carlino

CARLO S, cosa c?

STEFANO Hai mica dimenticato qualche pacchetto?

CARLO Ma che cosa vuoi cha abbia dimenticato?

STEFANO Perch delle volte in automobile, sai una frenata.. trucch.. cascan gi

CARLO (contando) Uno, due, tre, quattro cinque ci sono tutti.

STEFANO Ci son tutti?

CARLO Ma s, ma perch zio? (pausa breve) Oh! Ho capito! Mi mortifico

LEA Ma pap

STEFANO Ma no ma cosa vai a pensare?

MARIANNA Bellissima, proprio magnifica! (a Lea) Ma guarda che rifiniture!

LEA (senza entusiasmo) Ma Non potr metterla

STEFANO E corta?

LEA Ma no! Non corta!

STEFANO Ah, no piegata!

CARLO Ti piace? Dillo senza complimenti.

LEA (come sopra) Ma s tanto.

CARLO Lo dici in una maniera.

LEA No, bellissima, per scusa

CARLO Dimmi, non il caso di aver dei riguardi

LEA Se fosse stata tutta nera o per lo meno di una tinta un po pi scura..

STEFANO Nera nera lutto.

CARLO Tutta nera?

STEFANO La tinta lascia perdere che a furia di portarla

LEA Ma dai pap

CARLO Perch? E bianca e nera, mezzo lutto, dopo i primi sette mesi, lo sai anche tu

STEFANO Tu sei sempre in ritardo di cinque mesi e mezzo, per lo meno

CARLO E poi lo sai anche che il dolore non sta nei vestiti.

LEA Gi vero! Quello che importa il dolore del cuore Intimo

STEFANO Brava! Cos mi piaci il nero deve essere dentro interno come i calamaretti e le seppie

LEA Mi fai ridere anche se non ne ho voglia

CARLO Oh! Una donna intelligente come te Dunque come ti dicevo prima sono stato dal tuo avvocato

LEA E cos?

STEFANO Carlo, bisogna uscire facciamo tardi (durante il dialogo interrompe e guarda lorologio)

CARLO Ma no c tempo Sicch. Ho fatto la tua commissione! E quello che mi ha fatto pi piacere stato daver incontrato un carissimo compagno di scuola.

LEA Ma guarda! Davvero? E gli hai detto che sei mio cugino?

STEFANO Evviva la torre di Pisa

CARLO Zio, sono cose serie lasciami parlare

STEFANO E parla io canto che pende a Pavia non andiam pi

LEA Ma pap

STEFANO Parlate, parlate avete finito? Andiamo

CARLO Ma zio, per favore

LEA Ma per caso non ti ha detto se ha potuto incassare qualcosa?

CARLO S, dei conticini piccoli piccoli, di qualche cliente: inezie, che ha impiegato per saldare un paio di pendenze di poca importanza.

LEA E della liquidazione del piccolo Louvre non si sa niente?

CARLO Niente per adesso.

LEA Ma, benedetto Iddio, che cosa aspettano per pagare? Una causa portata avanti degli anni e che mio marito, buonanima, ha fatto vincere alla societ! Si tratta di decine di biglietti da mille, tra onorari, rimborso spese, altro che storie!

CARLO (con impaccio evidente) Gi, per, a quanto pare, il credito verrebbe in parte assorbito da quello che tuo marito avrebbe dovuto pagare per il valore della merce prelevata dal magazzino nellultimo periodo.

LEA Oh s! Ma i conti son subito fatti. Qualche vestito per lui, un po di biancheria per la casa Per me un ombrellino, due camicette

CARLO E basta?

LEA E basta,

STEFANO Basta? Andiamo altrimenti oggi a spasso candiamo domani.

MARIANNA Ma dove dovete andare?

CARLO Dove dobbiamo andare! Beh, ascoltatemi (guarda lorologio) sono le nove, alle dieci si sale in macchina e prima di mezzogiorno siamo a Pavia

STEFANO A Pavia l ci sediamo a lieto simposio.

CARLO No.

STEFANO S.

CARLO No, zio.

STEFANO Andiamo a giocare a bocce.

CARLO No. (facendo segno a Lea)

STEFANO A pescare.

CARLO No.

STEFANO Ma cosa no? (Carlo accenna di nuovo a Lea) Ah!

CARLO Quando siamo a Pavia si mangia un boccone e verso sera si rimonta in macchina e si torna a casa, al chiaro di luna cosa da niente. vi va lidea?

STEFANO Magnifica! La proposta approvata allumanit.

CARLO Unanimit?

STEFANO S, ma dopo passa.

LEA No, no andate voi.

CARLO E perch?

LEA Perch sono gi stata in automobile.

CARLO Ragione di pi, scusa.

LEA Gi ma le altre volte.

CARLO Cosa?

LEA Si trattava di una passeggiata qui nei dintorni.

CARLO E questa una passeggiata un po pi lunga.

STEFANO Mettiamo insieme due o tre dintorni e facciamo quella gita l.

LEA S, ma andare al ristorante

STEFANO Andare dove?

LEA Al ristorante

STEFANO Ri-sto-ran-te!!! Il ristorante dove si mangia

LEA S.

STEFANO E non si pu andare al ristorante?

LEA (fa segno di no)

STEFANO Oh! Ma lo sai che bella, questa non si pu andare al ristorante

LEA Insomma..

STEFANO E va bene quando saremo a Pavia andremo a cercare la minestra dai frati questa bella, sai

CARLO Eh!

STEFANO Santo Iddio, si va a mangiare un boccone, mica a fare le piroette, no?

CARLO Se tutta la questione qui Si pu cercare un locale non troppo in vista appartato

STEFANO Appartato, ammobiliato basta che quando si dentro si mangi

LEA Ma pap, capisci, sono in lutto

STEFANO E allora? Perch sei in lutto non si deve pi mangiare? Se quelli che sono in lutto non mangiano pi cosa succede? Che muoiono e allora altri lutti Oh! Ma sai che questa bella non si pu andare a mangiare ma grossaVorr dire che se tu non vuoi mangiare perch sei in lutto, manger io che non sono in lutto, va bene?

LEA Lo so, lo so

STEFANO Tu te ne stai al di l della strada in una bella macchina tutta dipinta di nero te ne stai l ed io ti porto i totani fritti facciamo cos?

LEA Ma poi poi al ristorante ci sono le luci.

STEFANO Ci sono le luci al ristorante?

LEA Eh, gi!

STEFANO Per forza ci sono le luci al ristorante ci sono per vedere e se non si vede uno entra, inciampa e va a finire in cucina con la testa nel minestrone la luce la luce ci vuole se non c la luce uno prende la forchetta e se la mette qui se la mette Oppure oppure facciamo cos Entriamo e ce lo diciamo al padrone: guardate noi entriamo, ma via tutte le luci a meno che non abbiate delle luci nere! Cos a mezzasta.

CARLO Ma su Lea, non esagerare, adesso..

LEA Beh!. Magari, diciamo, a Pavia non c nessuno che mi conosce

STEFANO Ecco, brava se poi incontriamo qualcuno che conosciamo, ci voltiamo dallaltra parte diciamo: ma che! Sembriamo noi, ma non lo siamo Uh! Ci andiamo mascherati?

CARLO Ma non carnevale

STEFANO ci vestiamo da tulipani

LEA Di pap

STEFANO No, no a Pavia non conosciamo nessuno Veramente io ne conoscevo uno.. morto morto annegato faceva il bagnino ma non sapeva nuotare

LEA Andiamo:..

CARLO Ma s, dai, andiamo Zia, portala a cambiarsi e non ne parliamo pi.

MARIANNA Andiamo.

LEA Mah, dal momento che proprio

CARLO Oh! Adesso si ragiona meglio

MARIANNA A proposito

STEFANO Cosa c?

MARIANNA Niente pensavo pensavo magari di dirlo anche alla signora Zaira e al marito

STEFANO Cosa?

MARIANNA Se volessero venire anche loro

STEFANO Lascia stare per favore quei due barbagianni

LEA Se il pap non ha piacere

STEFANO No, non ho piacere Brava non ho piacere che vengano mi fa piacere che non vengano una delle due E poi dobbiamo stare solo noi quattro belli tranquilli

LEA Ma scusa, Carlo, hai cambiato la macchina?

CARLO Ma no sempre quella.

LEA E allora!

STEFANO Lha fatta lavare due o tre volte e si ritirata

(Marianna via con Lea)

SCENA IV

Stefano Carlo

STEFANO Ce n voluta, ce n voluta, ma labbiamo vinta noialtro che da un po di tempo a sta parte fa delle figure, ma delle figure..

CARLO Oh! Delle figure!.. per ci mancava poco che tu col tuo simposio, le bocce e altro mandavi a monte tutto quanto

STEFANO S ma se noi vogliamo guarirla sul serio la Lea dovremmo levarle dintorno quel barbagianni dun Aristide e quella vipera della moglie a scaldarle la testa

CARLO La Lea, sapendola prendere, a poco a poco cambia.

STEFANO Sapendola prendere

CARLO Ed io ho ben fatto una predica a quei due.

STEFANO Ma che predica..

CARLO Te lo garantisco io

STEFANO Nossignore, nossignore qui bisogna agire di forza.

CARLO Ma non vero!

STEFANO Io intanto vorrei poi sapere cosa complottano, di nascosto, quei due ruffiani che mhanno detto che fanno sippi sippi

CARLO Cosa fanno?

STEFANO Sippi sippi

CARLO Oh! Ma che cos questo sippi sippi?

STEFANO Ah! No! Pissi pissi pissi pissi parlano piano, parlano piano.

CARLO Ah! Ho capito Se non otterremo nulla potremo escogitare qualche altro mezzo: ma lazione, diciamo cos, violenta potrebbe avere leffetto opposto.

STEFANO Io sono per la spedizione punitiva legnate legnate.

CARLO Ma no!

STEFANO S, perch la missione e la galera lasciano luomo comera

CARLO Non vero, non vero.

SCENA V

Detti, Filomena

FILOMENA (vedendo Carlo fa un atto di contrariet) E arrivato il ragazzo per la spesa Che cosa preparo da mangiare?

STEFANO (gesticolando felice) Oggi noi mangiamo, eccomea Pavia.

CARLO Belladonna!

FILOMENA (si gira di scatto)

STEFANO Prima di tutto ti insegno che quando si entra in un locale dove ci sono delle persone bisogna dare il buongiorno. Non ti hanno insegnato la buona educazione? Bimba

FILOMENA S, ho capito giorno

CARLO Buongiorno non varrabbiate.

STEFANO Non tarrabbiare che se ti arrabbi potresti anche diventare bella, non si sa mai. In quanto al mangiare, oggi, nisba.

FILOMENA Come nisba?

STEFANO Ho detto nisba, che in lingua povera vuol dire niente: Lo dico in italiano: niente.. in francese rien, in spagnolo nada, in tedesco nichtin giapponese: chic e chac.

CARLO Oh! Chi te lha detto?

STEFANO Me lha detto uno di Monza, pensa un po

CARLO (ride) O di!?

FILOMENA Come niente?

STEFANO Niente, nienteOggi si mangia fuori di casa

FILOMENA Dove?

CARLO Fuori porta.

FILOMENA Dove?

STEFANO Sul marciapiede (a Carlo) quando sente Pavia, quella l badalum sviene, casca per terra.

CARLO Ma no, di!

STEFANO Sbatte in terra, quella l dallemozione e dalla rabbia sbatte in terra.

CARLO No.

STEFANO Vedrai (a Filomena) Vuoi sapere dove andiamo a mangiare? (a Carlo, mentre Filomena si avvicina) Vedrai che sbatte in terra.

CARLO Ma no!

STEFANO Vedrai. (si gira e si trova vicino Filomena) Se stai l te lo dico (Filomena si allontana con le spalle al tavolo) Qui badabum vuoi sapere dove? andiamo a a A Pavia

FILOMENA Oooh!!!

STEFANO La parte, la parte, la parte (Filomena si appoggia al tavolo) Ci siamo dimenticati di togliere il tavolo. A Pavia, hai capito! Paviaa trecentomila chilometri di distanza, se Dio vuole.

CARLO Oh!

STEFANO Andata e ritorno.

CARLO Ma di, zio!

STEFANO E la facciamo due o tre volte.

CARLO Ma di!

STEFANO E andiamo in automobile E che automobile (a Carlo) Diglielo un po com quellaffare l.

CARLO A me ?

STEFANO Certo, certo.

CARLO Beh! Una 40 cava

STEFANO Non ha capito niente

CARLO E una 40 cava

STEFANO Capito?

CARLO Una 40 cavalli.

STEFANO Cavalli? Poi me la spieghi perch io non ho ancora capito niente.

FILOMENA Tutti?

CARLO Tutti, tutti.

STEFANO Tutti, ad eccezione di te.

FILOMENA Anche la signora?

CARLO Anche la signora.

STEFANO Ma te no! (a Carlo) Vado a cambiarmi Tu rimani cos?

CARLO No, mi cambio anchio.

STEFANO A Pavia, a 300mila chilometri

CARLO Oh! Di!

(via entrambi)

SCENA VI

Filomena, Santina, Angelina

FILOMENA (raccogliendo le stoviglie sulla tavola) Ma s, baldoria, viaggi, automobili e nessuno pensa pi alla buonanima

SANTINA (entra con la corrispondenza) Guardi che la posta la metto qui.

FILOMENA Mettila dove vuoi.

SANTINA Ha mangiato il veleno stamattina? Che cosha?

FILOMENA Un corno, ho addosso! Un corno! Vorrei che un fulmine mi colpisse qui in mezzo alla fronte per non vedere pi niente! Per non sapere pi niente!

SANTINA Allora io la saluto.

FILOMENA No, aspetta, ascolta voglio sapere una cosa.

SANTINA E meglio che me ne vada prima che il fulmine sbagli il bersaglio e arriva in testa a me

FILOMENA Sta qui, ti dico! Vorrei sapere una cosa da te.

SANTINA Da me? Cosa vuol sapere?

FILOMENA Tu che bazzichi in paese hai forse sentito dire qualcosa?

SANTINA Se ne sentono tanto di discorsi ma a me entrano da una parte ed escono dallaltra.

FILOMENA Allora qualcosa hai sentito

SANTINA Vuol dire del padrone?

FILOMENA Di lui lasciamo stare.

SANTINA Allora di chi vuol sapere?

FILOMENA Intendo della signora.

SANTINA Della signora! Tutti la portano in palma di mano.

FILOMENA S, per

SANTINA E cos, non c per che tenga.

FILOMENA Ma lasciami parlare! io mi intendevo in questi ultimi giorni guarda che son cose delicate che mi sembrava daver sentito in farmacia un certo discorso

SANTINA Qualche discorso? Sar stato quel mammalucco dun Aristide che glielha riferito.

FILOMENA Non interessa chi stato Non hai per caso sentito dire in paese che la signora ha fatto, da un po di tempo a questa parte, un certo cambiamento?

SANTINA Che cosa intende dire? Che si fatta un po pi di coraggio?

FILOMENA Gi, che va in automobile, per esempio

SANTINA E quello che vedono tutti

FILOMENA Ah s, eh!? Hai visto che ho ragione? Cera da immaginarselo Credono che la gente abbia le fette di salame sugli occhi. E tutta la colpa di chi ? Di quel vecchio rimbambito e di quellaltro dongiovanni che venuto dalla Francia. Che Dio lo sprofondi nel pi profondo degli inferni, lui e chi lha portato in Italia.

SANTINA Ma cosa crede? Non dicono che fa male.. anzi! In quanto poi al signor Carlo, lei che non lo pu soffrire, ne dicono tutti un gran bene E una voce sola. E infatti, lei pu mandargli tutte le maledizioni che vuole, ma un gran bel simpatico giovanotto

FILOMENA Meglio per lui se simpatico sposalo tu.

SANTINA Ma come ho da fare se lui non mi vuole? Se io per fossi la signora, un cugino simile non me lo lascerei scappare.

FILOMENA Ma non dire pi scemate, stupida.

SANTINA Non sono solo io che lo dico Anche in paese Ho sentito due donne una di queste sere, quando il signor Carlo con la signora e la mamma uscivano dalla chiesa, dire: quello luomo che ci vorrebbe per quella signora, non certo quellaltro morto.

FILOMENA Stupidi e blasfemi! Loro e tu assieme! Ma cosa si sono messi in testa?

SANTINA Che cosa ci sarebbe di straordinario? Ce ne sono tanti di cugini che si sposano tra loro.

FILOMENA Ah! Basta! Non voglio sentire pi spropositi! Oh, Madonna, che dispiacere, che scandalo!

SANTINA Oh, Madonna che esagerazione! Invece di essere lei la prima ad avere piacere che succeda una cosa simile.

FILOMENA Basta! Non farmi dire degli spropositi! Taci, cara, taci!

ANGELINA (dal fondo) Ah! Sei qui? E unora che ti cerco.

SANTINA Cosa vuoi?

ANGELINA Ha detto la mamma di andare subito a casa che deve farti fare una commissione.

SANTINA Gi che scema! Non me lo ricordavo pi Beh, io vado la posta sul buffet

(via di corsa quasi fuggendo)

SCENA VII

Filomena, Angelina, Aristide

FILOMENA (ad Angelina) Oh, cara! Tu aspetta un momentino. (trae dei soldi di tasca) Guarda questi sono per te ti puoi comprare tante caramelle ma mi devi fare un piacere Lo sai dove abita il signor Aristide?

ANGELINA S, s, lo so.

FILOMENA Bene allora ascolta: vai gi di corsa a casa sua e digli di venire in fretta da me, ma in fretta in fretta mi raccomando fagli premura.

ARISTIDE (compare dal fondo tutto raggiante agitando in alto una lettera) Filomena, novit!

FILOMENA Oh! Proprio lei volevo mandare a chiamare (ad Angelina) Allora niente No, quelli tienili lo stesso.

ANGELINA Oh! Grazie! (via contenta saltellando)

SCENA VIII

Aristide e Filomena

ARISTIDE Mi mandava a chiamare. Per cosa?

FILOMENA Glielo dir dopo adesso mi dica lei quello che c di nuovo

ARISTIDE C che il Console ha risposto: ecco la lettera. Dunque: andata cos: gli eredi della morta sepolta vicino al povero Orazio non abitano pi a Ginevra no sono ritornati a Milano, ecco la ragione per cui stato necessario tanto tempo si sono dovute svolgere delle ricerche prima, da parte del Consolato.

FILOMENA Ma lindirizzo di Milano si sa?

ARISTIDE E come no! E adesso vedrete cosa capace di fare il sottoscritto e poich il quindici lanniversario

FILOMENA E vero, povero signore mi pare fosse stato ieri, mah!

ARISTIDE Voglio vedere se riesco a preparare una bella sorpresa alla signora Lea Ma lei che cosa voleva raccontarmi?

FILOMENA Cose da far accapponare la pelle.

ARISTIDE Eh?! Ma cosa successo?

FILOMENA E successo che lei aveva visto giusto. Non aveva capito male quel giorno.

ARISTIDE Quale?

FILOMENA Quel giorno che le era parso di sentire alcune chiacchiere in farmacia.

ARISTIDE Ah! Dunque non mi ero sbagliato, eh!? Allora vero che anche in paese si sono accorti del cambiamento avvenuto nella signora Lea Ma come lha saputo?

FILOMENA Ho fatto un interrogatorio di quinto grado alla Santina e lho fatta cantare .. Ma ci non ancor niente.

ARISTIDE C dell'altro? Mi dica, mi dica.

FILOMENA Una cosa che se non mi venuto un accidente grazie alla misericordia di nostro Signore che mi ha tenuto la sua santa mano sulla testa.

ARISTIDE Ma cosa successo, accidenti?

FILOMENA Uno di quegli scandali, signor Aristide, da far rizzare in piedi i capelli anche ai calvi. A me dispiace pi che altro per la santa memoria di questo poveruomo.

ARISTIDE Ma, signora, spiegatevi un po che ancora non ci capisco niente.

FILOMENA Insomma.. qui si incomincia a far delle chiacchiere corre voce nientemeno che la signora si vuole risposare e che sposerebbe Gli venisse un accidenti a lui e a chi gli ha venduto la benzina per tornare in Italia

ARISTIDE Che orrore! Filomena! Che disastro! Ma la signora non sa niente? Non lavete informata?

FILOMENA Macch, non sa niente! Ho pensato di voler prima riferire a lei.. questa mattina ritornato quel dongiovanni con lautomobile.

ARISTIDE Come? E tornato?

FILOMENA Gi, e vanno, pensi un po, tutti a Pavia a divertirsi.

ARISTIDE A Pavia? Anche la signora?

FILOMENA Anche lei, gi.

ARISTIDE Ah! Ma qui bisogna impedire in tutti i modi che succeda uninfamia simile! Sarebbe come dare benzina alle chiacchiere.

FILOMENA Allora che si combina?

ARISTIDE Bisogna agire subito, di volata e soprattutto con energia! E con quale energia!!!

LEA (d.d.) Filomena!

FILOMENA E la signora che mi cerca

ARISTIDE Lasciate agire me

LEA (c. s.) Filomena

FILOMENA Arrivo!

SCENA IX

Detti, Lea

(Lea appare sempre in nero, ma meno rigido,

cappello nero, ma senza i lunghi veli del lutto)

ARISTIDE Buongiorno, signora Lea!

LEA (un po contrariata nel vederlo) Oh, buongiorno!

FILOMENA Mi chiamava?

LEA Gi

ARISTIDE E noi avremmo proprio bisogno di parlare con lei.

LEA Con me?

FILOMENA Ma non qui, potrebbe venire gente.

ARISTIDE Di l, in camera sua.

LEA Ma cosa successo?

ARISTIDE Venga, venga di l.

FILOMENA Svelta, prima che arrivi qualcuno

LEA Oh! Ma cosa sono tutti questi misteri?

(via tutti)

SCENA X

Stefano e Carlo

STEFANO (in veste da viaggio) Hai ragione non cavevo pensato: di sera fa freschino ed meglio prendere qualcosa per coprirsi.

CARLO Dicevo che per laltra gita che faremo bisognerebbe inventare un trucco per star via tre o quattro giorni, per lo meno.

STEFANO Accipicchia! Sempre pi difficile la faccenda! Eh! Ma per mosca eh! Ed anche per allora solo noi, quattro e basta!

CARLO Naturalmente.

STEFANO Scusami, eh, se faccio il padrone con la tua macchina.

CARLO Come sarebbe a dire?

STEFANO No, che poco fa, quando tua zia voleva invitare quellaltra, ho alzato un po la voce.

CARLO Hai fatto benissimo.

STEFANO Cos non ti dispiaciuto.

CARLO A me?

STEFANO No, sai, io credevo che

CARLO Cosa?

STEFANO Guarda che io ho mangiato la foglia, sai? E poi si sono accorti anche la Lea e la zia.

CARLO Di cosa?

STEFANO Ma che ti fa locchio di triglia, andiamo!

CARLO (contrariato) Per si saranno anche accorti che con me non attacca.

STEFANO Beh, non ci sarebbe nulla di strano, dopo tutto. Perch, tolto il difetto che moglie di suo marito, un discreto bocconcino. E poi sempre cos in giro. Cos elegante

CARLO Uneleganza sprecata, tutto lanno in mezzo a questi bricchi.

STEFANO Macch tutto lanno lei dopo i Santi torna a Milano

CARLO S?

STEFANO Certo! E quel tintoretto di suo marito, che il diavolo lo porti, che parcheggia qui come il suo pi grande amico (al ritratto) e non pu allontanarsi dal paesello. Trascorre una settimana qui ed una a Milano Lei no si ferma nel suo villino di San Siro per tutto linverno.

CARLO Oh! Guarda la posta.

STEFANO C qualcosa per me?

CARLO Questa tua, prendi! Anche questa, e questa il resto per me.

STEFANO Guarda: tre corrieri insieme Li legger in automobile, tanto sono notizie con su la muffa.

CARLO Vuoi vedere queste cartoline?

STEFANO Sono di Parigi?

CARLO S Oh! Il mio amico Bianchi.

STEFANO Chi? Lavvocato?

CARLO S.

STEFANO Qualche altro debito che venuto a galla?

CARLO Noo! (legge mentalmente con crescente sorpresa)

STEFANO Vieni gi piatto, senza storie La verit. Unaltra nuova, eh, lho detto

CARLO Macch (continua a leggere)

STEFANO Beh, comunque a me non interessa pi niente non sborso pi neanche un centesimo.

CARLO Ma no, il mio amico mi dice che vuole vedermi per via di certi indirizzi.

STEFANO Indirizzi?

CARLO Gi, per un suo cliente che deve andare a Parigi. Oh, ma che ore abbiamo fatto? Dieci meno cinque bisogna cominciare a dare la mossa a queste donne.

STEFANO Eh, s Ma cosa avranno da chiacchierare cos tanto? Mi fanno venir freddo il risotto con tutte le loro storie.

SCENA XI

Detti, Marianna, Lea

(Marianna appare in vesti da viaggio)

STEFANO Venivo proprio a chiamarvi. E la Lea?

MARIANNA Ma non gi qui?

STEFANO Qui non si vista.

CARLO Eccola, eccola qui.

STEFANO Oooh!

CARLO Presto che tardi aspettavamo solo te.

LEA Scusatemi tanto abbiate pazienza ma credo che sia impossibile non posso proprio venire.

CARLO Come?

STEFANO Che cosa hai fatto?

MARIANNA Cosa successo?

LEA Un mal di testa improvviso mi sembra di diventare matta.

MARIANNA Non esageriamo, via!

LEA Non so nemmeno io Mentre mi vestivo di l Ho anche provato ad andare in giardino per vedere se mi passava con un po daria

MARIANNA E non ti passato?

LEA Macch niente da fare. E inutile Devo andare a coricarmi.

STEFANO Vai sulla forca Che rabbia!!!

CARLO Ma guarda che disdetta!

LEA Ma voi andate, andate pure non preoccupatevi di me.

CARLO Ma no! Ti pare? Sar per un altro giorno avevamo combinato di uscire tutti insieme.

MARIANNA Ma non ti senti proprio? Diamine! Sforzati un po

STEFANO Ma s, se ti sforzi ti passer.

LEA Impossibile! Mi sento troppo male. Anzi, scusatemi se non faccio complimenti vado nella mia camera e chiudo le imposte mi mi va insieme la vista

CARLO S, s fa pure, Lea Non hai niente in casa, zia per il mal di testa?

MARIANNA Forse s, aspetta devo avere di l qualche cachet accidenti, per, proprio adesso che avevo voglia di fare un giretto.

SCENA XII

Stefano, Carlo, Santina

STEFANO Mondo sudicio ladro canaglia ed assassino! Se non scoppio stavolta non scoppio pi.

CARLO Di, su, non disperarti.

STEFANO Se mordo qualcuno non c lantirabbica che tenga! Gi lui eccolo l lui prega perch tutto vada a gambe allaria.

SANTINA Si pu?

STEFANO Cosa c?

SANTINA C che questa volta li ho presi in trappola.

STEFANO Chi?

SANTINA Tutti e tre, come quaglie, nella serra dei limoni La Filomena, il signor Aristide ed anche la signora.

STEFANO Ah s!? Eh!? Figli di cane! Dimmi, dimmi, racconta. Oh! Ecco spiegato larcano del mal di testa, boia dun mondo ladro e vigliacco.

CARLO Ma quando successo?

SANTINA Cinque minuti fa.

STEFANO Hai visto? E cosa dicevano? Hai potuto ascoltare qualcosa?

SANTINA Mi lasci parlare s, ma mi raccomando non vorrei mica andare nelle grane.

STEFANO Sta tranquilla Ti regaler un vestito quando ti sposi allora dimmi, racconta.

SANTINA Dunque, stavo raccogliendo poco fa un po di cicoria in giardino, quando tutto a un tratto, vedo il signor Aristide che arriva tutto sospettoso dal retro della casa e scivola dentro la serra dei limoni. Lui non mi poteva vedere perch cerano le canne di bamb che mi nascondevano. Ci siamo ho pensato e infatti ecco arrivare anche la Filomena e la signora che scivolano anche loro nella serra. Allora, a gattoni trattenendo il fiato per non farmi sentire, mi sono infilata dietro una stuoia e da l ho potuto ascoltare tutto quello che dicevano

STEFANO Brava! (la bacia) E cosa hai sentito? Racconta.

SANTINA Parlavano della passeggiata con lautomobile che la signora doveva fare con loro anzi, lei, se ho ben capito sarebbe andata volentieri, ma loro, quei due mammalucchi, gliene hanno dette tante e poi tante, le hanno gonfiato la testa di imbrogli e di storie che ha finito col promettere di rinunciare alla gita.

STEFANO Brutti sporcaccioni di vigliacchi assassini di strada! Hai visto cosa successo? Io avevo intuito che era un trucco il mal di testa: mi sembrava impossibile che le venisse cos: detto e fatto.

SANTINA Infatti: glielavevano suggerito loro e le hanno anche raccomandato di non comprometterli.

STEFANO Ah s! Eh?! Ma che stiano attenti che non gliela faccio dolere io la testa a furia di scapaccioni! E tu che ti facevi delle illusioni sulle prediche! Ma che prediche, porco mondo! Un bel bastone di noce

CARLO (calmissimo) Non prendertela cos, non il caso.

STEFANO Come no?

CARLO Calmati!

STEFANO Mi fai venire il latte alle ginocchia con la tua fiacca.

SANTINA No, no ha ragione di arrabbiarsi.

CARLO Ma s, di, soffia sul fuoco.

SANTINA E una vergogna marcia, ma non ho finito di raccontare quello che si sono messi in testa di fare.

STEFANO Cosa, cosa?

SANTINA Di stancare il signor Carlo di modo che non metta pi piede in questa casa.

CARLO Questa bella.

STEFANO Dici il vero o dici il falso?

SANTINA La verit! Mi cascasse la lingua!

CARLO Vorr dire che aspetter lusciere con lo sfratto.

STEFANO Ma sono diventati ubriachi di acquasanta quei due.

SANTINA Sono furbi, altro che! Se avesse sentito cosa hanno tirato in ballo per convincere la signora di dire al signor Carlo che se ne deve andare.

STEFANO Come, come come? Sicch dovrebbe essere mia figlia a dirgli di

SANTINA Per lei in un primo momento non voleva ascoltarli no dopo sfido io lhanno ipnotizzata le hanno fatto credere

STEFANO Cosa le hanno fatto credere?

SANTINA Che ci sono in giro delle gran chiacchiere Insomma mi avete capito, no?

CARLO Brutti vigliacconi di faccia di palta!

STEFANO Ah! Finalmente sei persuaso anche tu, adesso? Hai sentito in che razza di fogna siamo cascati? Al confronto, guarda, lacqua dellOlona si pu bere E tu volevi convincerli con le prediche? Dammi il cappello.

CARLO Cosa vuoi fare?

STEFANO (che ha visto il cappello su di una sedia) Lascia fare a me! (si calca il berretto e prende il bastone)

CARLO Ma dove vai?

STEFANO Dove vado? A noi!

SANTINA Finalmente un po di movimento.

CARLO Ma fermati, fammi il piacere.

STEFANO Questa volta faccio la strage degli innocenti.

CARLO Ma lascia perdere.

STEFANO Non mi trattiene nemmeno Primo Carnera! Muoia Sansone con tutti i filibustei! Lasciami andare!

SANTINA E giusto che lo lasci sfogare.

STEFANO Lasciami, ti ordino!

CARLO Ah! No!

STEFANO Tanto e tanto li agguanto lo stesso con comodo.

CARLO S, ma ora vieni qui, sta calmo.Ti garantisco che penso io a mettere a posto tutto quanto.

STEFANO Con unaltra predica?

CARLO No, con due parolette appena. Vedrai che sono sufficienti. Ti do la mia parola donore: sei contento?

SANTINA Mi raccomando: noi non ci siamo mica visti, eh?!

CARLO Sta tranquilla, va!

SANTINA Allora vi saluto.

CARLO Arrivederci.

STEFANO (gridandole dietro) Addio, Santina, e non solo vestito da sposa, ma anche il viaggio di nozze ti regalo.

CARLO Esagerato.

STEFANO Tanto quella mica si sposa.

SCENA XII

Stefano Carlo

STEFANO Per ti avviso: se il tuo ritrovato non mi va a genio, ritorno ad attaccarmi a questo. (accenna al bastone)

CARLO Daccordo.

STEFANO Allora, parla.

CARLO Per attento a non far stupidaggini, eh!? Mi posso fidare di te?

STEFANO Come no!?

CARLO Ti avviso che si tratta di una cosa delicata che la Lea non deve sapere Anzi, appunto perch il fatto deve essere nascosto, faremo un piccolo sacrificio tra me e te.

STEFANO Che sacrificio.

CARLO Voglio dire che potr venire il momento che per non confessare la si deve far finta davere riscosso qualcosa, e allora bisogner tirar fuori largent.

STEFANO Largent? Hai fatto bene a dirmelo in francese cos non ho capito.

CARLO Bene, questo lo vedremo a suo tempo. Io intanto acchiappo la Filomena e quellaltro socio e faccio loro un discorsetto semplicissimo: o voi confessate a Lea che gli avete raccontato un sacco di frottole e la smettete di interessarvi a lei, o vi spiattello tutto sulla buonanima.

STEFANO Cosa?

CARLO Ecco, guarda. Questo ci che scrive lavvocato

STEFANO Che centra?

CARLO Leggi.

STEFANO (Leggendo) Caro Carlo, ricevo in questo momento la nota dettagliata dei prelevamenti fatti dal defunto marito di tua cugina nei magazzini del Piccolo Louvre e odio (a Carlo) chi odia? Non capisco.

CARLO (leggendo) O Dio!

STEFANO Ah! (leggendo) E o Dio, che disastro! Immagina che il famoso credito viene ad essere completamente assorbito, ad eccezione di poche centinaia di lire: e il peggio si che si tratta quasi esclusivamente di generi per signora. Cosa vuol dire?

CARLO Va avanti.

STEFANO (leggendo) Vedi bene dunque che quel vago sospetto che mera subito sorto da un primo sommario esame dei libri contabili e che ti manifestai laltro giorno divenuto purtroppo certezza

(a Carlo) Che sospetto? Di qualche altro sbaglio?

CARLO Prosegui fino alla fine

STEFANO (leggendo) In quanto da escludersi nel modo pi assoluto che tua cugina, della quale conosco troppo bene i gusti e le abitudini, possa aver avuto per s tanta roba e di cos rilevante valore. Conclusione quindi Tanti puntini

CARLO Hai capito?

STEFANO Avrai capito tu, io ho capito una sverza (leggendo) Ti prego dunque giacch sei tra quei fortunati mortali che posseggono unautomobile, di farmi il favore di passare sabato prossimo nel mio studio per parlare un po fra noi e per metterci daccordo su come dovr regolarmi di fronte a immancabili e ulteriori premure da parte di tua cugina per la liquidazione del suo, purtroppo, soltanto presunto credito Saluti. E cosa centra?

CARLO Non chiaro? Se tutti questi acquisti per un valore diciamo di tanti biglietti da mille non sono andati alla Lea hai sentito a cosa si riduce il suo credito vuol dire che sono finiti ad unaltra donna. E chiara come il sole.

STEFANO Allora aveva unamante? Ah! Figlio dun cane adesso capisco.

CARLO Non gridare.

STEFANO Allora per le donne che ti sei rovinato!

CARLO Ma non gridare.

STEFANO Brutta faccia da forca impostore giuda iscariota e quella scema di mia figlia che continua a piangere che mi tiene da un anno chiuso qui dentro come in galera per lui! Aveva la moglie che era un fiore e questo brutto porco, rachitico, avvocato delle cause perse, si dava alle avventure con le donnine e voleva anche vedermi morto! Capisci?

CARLO Ma s me lhai gi detto.

STEFANO E tu vorresti levarmi la soddisfazione di smascherarlo e pretenderesti che sborsassi dei quattrini perch sua moglie non sappia che razza di porco aveva per marito? Non sar mai detto! Voglio vederlo demolito! (al ritratto) Questa la mia vendetta, per tutto quello che mi hai fatto patire da vivo e da morto!

CARLO Non far cretinate.

STEFANO Intanto (afferra una sedia e la colloca sotto il ritratto)

CARLO Cosa fai?

STEFANO Volevano sbatterti fuori da casa mia? Ma io sbatto fuori lui!

(monta sulla sedia per togliere il ritratto, Carlo lo trattiene, entra Filomena gettando un urlo, Carlo passa a trattenere Filomena, entrano Lea e Marianna, mentre

CALA LA TELA


ATTO III

La stessa scena degli atti precedenti: per non pi traccia di fotografie del povero Orazio, sui mobili, n del ritratto a olio alla parete di fondo. Questo ritratto trovasi ora, a terra appoggiato ad una della pareti insieme con un altro quadro danaloghe dimensioni. Le figure dambedue i quadri sono, per, rivolte verso il muro.

SCENA I

Lea, Marianna, Carlo

(Allalzarsi della tela i tre sono seduti presso la tavola; Lea in mezzo, collo stesso vestito dellatto precedente, ha davanti a s alcune carte manoscritte collintestazione Al piccolo Louvre. Marianna a destra, ha il cappello in testa, Carlo a sinistra prende appunti colla matita).

CARLO (dopo aver verificato) Vai avanti!

LEA Allora, siamo rimasti... Tre settembre: Numero dodici paia calze, qualit extra, lire duecentottanta.

MARIANNA Tutta roba extra, non era avaro nello spendere!

LEA Nove settembre.

MARIANNA Ma ce ne sono ancora?

CARLO No, ormai siamo alla fine.

LEA Taglio abito charmeuse, lire centonovantacinque...

MARIANNA Madonna santa! Ne deve avere una montagna di questi abiti!

LEA Diciotto settembre: Paracqua seta finissima per signora,con impugnatura doro a diciotto, lire quattrocentoventi. Idem gloria, lire quarantanove e settantacinque. Questo era per me!

MARIANNA Ma che santuomo!? Per lei quattrocento lire, per te

LEA Quarantanove e settantacinque. Hai capito? Andiamo avanti: ultime due

MARIANNA Finalmente!

LEA Adesso viene il bello!

CARLO Dulcis in fundo!

LEA Quattro ottobre: numero sei paia guanti inglesi per signora, lire duecentodieci, e dodici ottobre...

CARLO Aggrappati al tavolo, zia, altrimenti caschi per terra!

LEA Mantello lontra con bavero, guarnizioni e manicotto di skoonks, lire diecimiladuecento!

MARIANNA Oh?!!

LEA E finita. Sfido, ad andare avanti cos!

MARIANNA ma era matto! Il 12 ottobre, proprio tre giorni prima che si suicidasse! (a Carlo) Fa un po la somma, che vediamo

LEA Non ci sono molte somme da fare. E queste sono spese per il puro vestiario e solo di un anno. Da qui puoi capire quanto gli costava quella donna . Ora si spiega tutto!

CARLO Dunque ecco i totali separati: cinquecentosettantasette e venti per biancheria di casa eccetera: centoventinove per te... tutto il resto...

LEA Per lei! Doveva ben finire quellindecenza! E di pure allavvocato che, dora in avanti, me ne lavo le mani, che non voglio pi interessarmi dei suoi debiti, dei suoi imbrogli. Basta! Basta!

MARIANNA Ma, dimmi un po, Carlo, siamo proprio sicuri che...

CARLO Cosa?

MARIANNA Che non sia successo qualche sbaglio?

CARLO Metti il cuore in pace, non ci sono errori. Ieri sera abbiamo lavorato fino alle dieci tra me lavvocato il ragioniere per far passare partita per partita, cifra per cifra.

LEA Altro che errori! In questi giorni mi sono ricordata di alcune cose, tanti particolari che prima non avevo soppesato, colla fiducia stupida che sempre avuto in lui. Adesso capisco che erano tutte trappole, tutte finzioni per darmi a capire Roma per toma. Aveva ragione il pap di dire che era un imbroglione! E s che gli ho dato tanti dispiaceri, povero pap, che gli ho fatto ingoiare tanti bocconi amari per colpa sua

MARIANNA E io, altrettanto!

LEA Oh s! Anche tu! E, quello che mi dispiace di pi, che nemmeno adesso posso sistemare le valige e tornare a Milano.

CARLO Come?

LEA Non ho il coraggio di farmi vedere da qualcuno. Solo lidea che la gente possa venire a sapere che razza di marito era il mio, che possa sapere perch s rovinato, arrossisco per la vergogna! No, no, meglio che io resti qui, in mezzo ai bricchi ad aspettare ad aspettare non so nemmeno io cosa.

CARLO Gli eventi!

LEA Gi!

CARLO Che potrebbero anche cambiare!

LEA In che maniera?

CARLO No troppo presto per parlarne

MARIANNA C in ballo forse qualche novit?

LEA Ormai mi aspetto qualunque cosa!

MARIANNA (incuriosita a Carlo) Oh! A me lo puoi ben dire tanto dallo zio verr a saperlo ugualmente

CARLO E appunto per questo che a lui non ho detto niente! Gli ho fatto leggere la lettera dellavvocato, lo scongiuro di tacere, e lui fa il diavolo a quattro e mi spiffera tutto quanto!

LEA Tanto e tanto, un giorno o laltro lavrei saputo ugualmente lavvocato avrebbe pur dovuto parlarmi del credito andato in fumo ed io avrei saputa la verit.

CARLO E se invece ti avesse mandato dei bei bigliettoni di banca uno sullaltro?

LEA E dove li avrebbe presi?

CARLO Magari nel portafoglio dello zio, chi lo sa?

LEA Il pap non avrebbe abboccato e avrebbe fatto benone!

CARLO E se io avessi voluto festeggiare il tuo compleanno in anticipo?

LEA Come?

CARLO (a Lea) Oh, Dio!... Un regalo dovevo ben fartelo. Non pu essere un regalo quello di schivarti un dispiacere?

LEA Oh! No, no, no! Sei matto?! Meglio che le cose siano andate cos!

MARIANNA Ma ti pare? Farti carico di una somma simile?

CARLO Avrei contraccambiato in parte le spese che avete sostenuto per mantenermi fino ai ventanni

MARIANNA Ma guarda che pensiero gentile! Io lho sempre detto che un ragazzo di cuore e pensare che tu, per colpa della buonanima, hai fatto bruciare il suo ritratto che avevi sul com!

LEA (evidentemente contrariata e imbarazzata) Ma, andiamo, mamma! Cosa centra adesso...?

CARLO (che ha notato limbarazzo di Lea, per tagliar corto) Oh! Oh! Sono gi le dieci e mezzo? Se vi fermate ancora un po rischiate di non arrivare in tempo per la messa.

MARIANNA Uuuh! Dieci e mezzo! Su, su, svelta! Mettiti il cappello. Se arriva la signora Zaira ci penser Carlo ad avvisarla che siamo gi partite.

LEA (raccogliendo le carte, con rammarico a Carlo) Perch, tu non vieni?

CARLO Devo scrivere delle lettere la zia lo sa . Caso mai verr pi tardi.

(Lea via con le carte)

MARIANNA E rimasta male, hai visto? Perch ho parlato del ritratto. Ma lei non ne ha colpa, sai? E stato lui con le sue gelosie, quando ancora era fidanzato. E poteva almeno perdere la strada quel farabutto! Perch, in quanto a politica, dava dei punti a Giolitti! Solo tuo zio non ha potuto imbrogliare!

CARLO Lo so, lo zio non c mai cascato!

MARIANNA Mai! Mai! tuo Zio, poveruomo, non lha mai detto, ma aveva tuttaltra idea per sistemare la figlia. Ha avuto anche un gran dispiacere quando te ne sei andato via...

CARLO Come?

MARIANNA Certo non te ne fa una colpa se te ne sei andato ma se fosse dipeso da lui.....

CARLO Credi?

MARIANNA Avrebbe fatto moneta falsa, ecco!

CARLO Ma se non mi sono mai accorto di niente!

MARIANNA Perch la sua era una posizione delicata, mi capisci!

CARLO (con amarezza) Anche la mia era troppo delicata per poter parlare.

MARIANNA (meravigliata) Come, come, come? Allora un po di tenero cera?

CARLO Altro che tenero! Me ne sono scappato per quello!

MARIANNA Per quello?

CARLO Proprio per quello! Le mie condizioni di allora erano troppo diverse dalle vostre, e mi pareva di non agire da galantuomo, dopo tutto il bene che avevo ricevuto da voi, approfittandomi di una simpatia da ragazzi...

MARIANNA Ma pensa te non me lo sarei mai aspettato.

CARLO Zitta che sta arrivando!

SCENA III

Detti, Lea, poi Stefano

LEA (col cappello in testa, quello del secondo atto) Ecco fatto!

MARIANNA Andiamo?

LEA Andiamo!

MARIANNA Allora, glielo dici tu alla signora Zaira...

CARLO S, s!

LEA Poi per ci vieni incontro, eh?

STEFANO (entra giulivo, canterellando) Oh! Sei arrivato?

CARLO Pare.

STEFANO E voi due dove andate, a messa?

LEA Gi!

MARIANNA Andiamo, altrimenti arriviamo al Sanctus!

LEA Arrivederci dopo!

CARLO S, dopo!

LEA (accarezzando Stefano) Ciao, pap!

(Via colla madre)

SCENA IV

Stefano, Carlo

STEFANO (indicando i quadri appoggiati a pi di parete) Son sempre qui, eh, questi impiastri? Gli avevo detto al fattore di metterli in soffitta, ma s, aspetta cavallo che lerba cresce.. (c.t.) Dunque, sai? Una gran novit!

CARLO Ah, bene mi sembrava eri troppo allegro?

STEFANO Zitto! Un affare che se riesco a concludere, guarda... non mi sono mai ubriacato, ma stavolta prendo una sbornia, ma una sbornia che mi devono portare a casa in barella! Non tanto per il guadagno, veh! Come per la soddisfazione di non aver fatto un anno di galera per niente in sto paese per conto del signore l a tergo.

CARLO Di che affare si tratta?

STEFANO Sto vendendo la villa!

CARLO La villa?

STEFANO Sicuro!

CARLO Hai gi preso la caparra?

STEFANO Quasi! E arrivato il compratore. Ora andato col fattore a vedere la vigna.

CARLO Guarda per che, prima dimpegnarti a fondo, meglio sentire la Lea.

STEFANO Perch?

CARLO Perch ha vergogna a tornare a Milano. Teme che la gente lo sappia... capisci?!

STEFANO E io devo rinunciare ad un affare per quello? Non sia giammai. Se non vuole tornare a Milano andremo a Roma, a Venezia, nel Canada, al Tonchino, ma qui non ci resto mezzora di pi. Quando poi si tratta di guadagnare 40 o 50 bigliettoni.

CARLO Eeeh?

STEFANO A dir poco! Perch se il posto gli piace, non tira mica sui prezzi. E non c nemmeno il rimorso a tirargli il collo un pescecane che ha fatto i soldi in tempo di guerra. Era un piccolo negoziante di mobili ed ora

SCENA IV

Detti e Santina

SANTINA C il signore mandato dal fattore

STEFANO Si parla del diavolo e appare la coda dov? Fallo entrare.

SANTINA E qui! (a Leonida) Si accomodi.

STEFANO Oh! Venga, venga avanti!

(Santina via)

SCENA VI

Stefano, Carlo, Leonida

LEONIDA ( a Carlo) Sarebbe lui il cavalier Balestri?

CARLO (indicando Stefano) E mio zio

STEFANO Precisamente. Sono io in persona di me medesimo fatto. Che si accomodi.

LEONIDA O mi scusi se ho fatto un po di contusione.

STEFANO S fatto male? S contuso.

CARLO Confusione, vuol dire confusione.

STEFANO Ha detto contusione.

CARLO Avr sbagliato.

LEONIDA Dimenticavo Cavaliere Leonida Roncagliolo Imporio mobili di Milano.

STEFANO Tanto piacere! Il professore Corradi, mio nipote, pittore di vaglia...

LEONIDA Postale? Allora siamo, per un dire, consanguinei. Mio cognato portalettere.

CARLO Piacere!

STEFANO Volevo dire che pittore di fama...

LEONIDA Ah! Anchio mi vanto di essere un mecnate degli artisti.

STEFANO Cos degli artisti?

CARLO Lascia perdere vuol dire mecenate. (a Stefano in un orecchio spaventandolo un po?) Digli di s.

STEFANO S Sa succede ma poi passa. Vuole accomodarsi signor Tombarolo.

LEONIDA Oh, oh! Cavalier Leonida Roncagliolo

STEFANO Scusi io per nomi strano eh per i nomi e i numeri cho difficolt

LEONIDA Ho capito manca un po del senso della fisionomia e quindi soffre di amnistia.

CARLO Amnesia.

STEFANO Ha detto amnistia.

CARLO E lo so digli di s.

STEFANO S! Succede ma poi passa il cappello

CARLO Lascia perdere.

STEFANO Eh!? mase vuole accomodarsi.

LEONIDA Grazie (siede) Dunque se io mi trovo cost mandatario del fattore, per la visita di preambolo per lacquisto qui del maniero

CARLO Maniero?

LEONIDA S..

CARLO Maniero

STEFANO Ma che maniera ..?

CARLO Senta per la villa, la palazzina, qui tutto

LEONID S, appunto appunto

CARLO La villa.

STEFANO Ah la villa ma che maniera perbacco

LEONIDA Ah! Ma non lei che detentore di tutta la villa qui limitrofa e del circostante terreno?

CARLO Digli di s.

STEFANO S succede ma poi passa ma io non capisco niente io mi fa venire il mal di testa e il cappello non se lo leva.

STEFANO Come posto lei lavr giratoE un paradiso. Chi prova ritorna! Se lei verr qui vedr non si dimenticher mai pi davermi visto caro signor Pescarolo.

LEONIDA Eh, eh, eh Roncagliolo.

STEFANO Roncagliolo, eh, eh!

LEONIDA E ad aria come stiamo?

STEFANO Ben, grazies insomma laria c

CARLO Oh!

STEFANO Oh! C ce n sa C dei giorni che c anche il vento che porta via il cappello.

CARLO Di!

STEFANO Oggi non ce n di vento per laria c guardi le garantisco che non mai mancata laria qui..

LEONIDA (ridendo) ah! Ah! Vedo che siete abbastanza ilare, simpatico, faceto ridicolo

CARLO Vuol dire risicolo.

STEFANO Ha detto ridicolo.

CARLO E beh! Risicolo! su!

LEONIDA Non intendevo certo trovare aria metifica, eh?

CARLO Mefitica.

STEFANO Dal momento che lei qui le garantisco che laria buona garantita aria a doppio zero per dire

LEONIDA (ride)

STEFANO Aria buona, guardi la vengono a prendere dagli altri paesi

LEONIDA (ride) O ma che simpatico che ridicolo Insomma aria slubre.

CARLO Salubre.

STEFANO Non c da discutere! Unaria che fa resuscitare i morti! Con questaria pu mangiare un montone che lha subito digerito vedr vedr caro signor boblolo E il cappello non se lo leva

CARLO Lascia perdere.

LEONIDA Infatti se mi sono edotto allacquisto della villa perch la mia signora di salute alquanto indecisa e quei professori ci hanno proscritto aria alquanto ossidrica per rinforzargli lorganico.

STEFANO La sua signora.

LEONIDA La mia signora, s.

STEFANO Ha (facendo segno i polmoni)

LEONIDA S.

STEFANO Ma

LEONIDA Ah! Beh!

STEFANO Eh! Ha fatto bene a portare qui la sua signora se lei compera questa localit perch qui veramente c unaria mi pare di aver capito cha la sua signora ha lorganico.

CARLO In disordine

LEONIDA Eh s!

STEFANO Se poi si vuol levare il cappello non faccia complimenti.

LEONIDA Grazie ma non mi d fastidio.

STEFANO Insomma la sua signora, guardi, se non guarisce qui, da quanto ho capito, eh!?

LONIDA Eh!

STEFANO Insomma la sua signora non guarirebbe neanche tanto per parlare come parla lui nemmeno se la mandasse in un bacino di carenaggio ecco.

LEONIDA (ride) Oh ma che simpatico, che ridicolo

STEFANO Allora proprio quello che fa per lei. Venga, venga signor lololo, le mostrer la villa. Dunque, questo sarebbe lambiente dove noi si mangia.

LEONID Ah! Ho capito la sala a mangerre

CARLO A manger.

LEONIDA Il cosiddetto tinello.

STEFANO Eh!?

LEONIDA Tinello!

STEFANO No lavano da unaltra parte.

CARLO Ma zio cosa hai capito?

STEFANO Una stanzetta impagabile! Destate unaria fresca me lhanno detto da dove arriva ma non bisogna dirlo per via della dogana Unaria fresca che viene dalla Svizzera dinverno invece una serra calda unaria che viene dallafrica dinverno una stufa una stufa io ci son stato qui un anno mi ci sono stufato. Se permette le faccio visitare questa parte della palazzina che esposta tutta a mezzo d.

LEONIDA Alle dodici.

STEFANO Dicevo che esposta a mezzogiorno.

LEONIDA Ho capito alle dodici.

CARLO Vuol dire a mezzogiorno.

STEFANO Mancano dieci minuti si vede che ce lha avanti. Io dicevo, si vede che non ce lho spiegato bene, che questa parte esposta tutto lanno a mezzogiorno.

LEONIDA Ho capito alle dodici.

STEFANO S fissato..

CARLO Possiamo farle vedere la villa.

STEFANO Cos non perdiamo tempo ecco andiamo?

LEONIDA Permettendo faccio seguito allinfitrione.

CARLO Ma vada pure si accomodi

(Stefano via con Leonida)

SCENA VII

Carlo, Zaira

ZAIRA (elegantissima) Permesso?

CARLO Oh! E lei? Buongiorno.

ZAIRA Buongiorno! E loro non ci sono?

CARLO Sono andate in chiesa.

ZAIRA Di gi? Ma cos tardi? Allora scappo!

CARLO Stia pur qui: non far pi in tempo ad ascoltare la messa.

ZAIRA Dice?

CARLO Certo: quando arriva in chiesa la messa finita.

ZAIRA Allora inutile

CARLO Pare anche a me! Ma si accomodi, prego!

ZAIRA Grazie! (girando la sguardo per la stanza) Ma cosa successo qui dentro?

CARLO Oh! Niente, niente! Hanno tolto i quadri, sia quello grande che quello piccolo perch bisogna imbiancare le pareti.

ZAIRA E le foto?

CARLO Le foto sono di l, nel salottino. Qui c troppa luce a si sarebbero sbiadite. (c.t.) Oh! Ma da tanto che non la si vede.

ZAIRA Sono arrivata proprio ieri sera da Milano.

CARLO Dunque, stata a Milano, ora capisco perch non la si vedeva pi.

ZAIRA Gi, tre o quattro giorni Commissioni dalla mattina alla sera! Tra la sarta, il calzolaio, la modista, mhanno fatto mangiare tanta di quella bile! Manca poco ai Santi e non sono ancora pronta...

CARLO Cos deciso ai primi si parte.

ZAIRA Ah s! Scappo a Milano, ritorno al mio villino a San Siro. E da luglio, sa?, che abito in campagna, e mi pare che basti!

CARLO Ammiro la sua resistenza. Ed ogni anno viene qui in campagna cos presto?

ZAIRA No, il primo anno veramente

CARLO Ah! Volevo ben dire! . (guarda incuriosito la borsetta)

ZAIRA Ma cosa guarda?

CARLO Splendida, quella borsetta!

ZAIRA Questa? La vede solo ora? Ma se la porto sempre!

CARLO Mi accorgo solo ora permette?

ZAIRA Prego!

CARLO Magnifica questa cerniera. Oro?

ZAIRA A diciotto carati!

CARLO E questa, se non mi sbaglio pelle pelle

ZAIRA Dantilope.

CARLO Gi, gi. DAntilope. Dentro ci sar il suo neccessaire naturalmente

ZAIRA Guardi pure.

CARLO Non volevo essere indiscreto.

ZAIRA Per carit!

CARLO Guarda, guarda, quante cosucce di buon gusto! (fiutando) Aaaah!!!

ZAIRA Cosa fa?

CARLO Che profumo! Questo, questo, ... aspetti... non me lo dica... Sultana!

ZAIRA Macch!

CARLO Noo? Sicura ?

ZAIRA E violetta, una modestissima violetta!

CARLO Eppure, lavrei giurato! Ma gli assomiglia, per!

ZAIRA Non lo dica nemmeno per scherzo! Quello un profumo pi raffinato!!

CARLO Lo conosce? Lha usato pure lei?!

ZAIRA S, ma tanto tempo fa. Adesso diventato cos caro!

CARLO E da tanto che non ladopera pi?

ZAIRA Perch?

CARLO Cos, per una curiosit

ZAIRA No, non da tanto Ne possedevo vari flaconi: avr terminato lultima due o tre mesi fa

CARLO Ah! Vede che non mi sbagliavo? Si tratta di un profumo talmente raffinato che, quando impregna qualcosa, lascia la scia per un mucchio di tempo.

ZAIRA Ma allora lei ha un fiuto da cane di tartufo

CARLO (con intenzione) S, s ho un fiuto se sapesse!

STEFANO Carlo!

ZAIRA Oh! Buongiorno, cavaliere!

STEFANO Buongiorno. (a Zaira) Abbia pazienza, devo parlare con mio nipote.

CARLO S, s, un momento, adesso... vedi arrivo subito (cerca di mandarlo via)

ZAIRA (a Carlo) Vada vada pure, professore...

CARLO Ma no...

ZAIRA Tanto io me ne stavo andando.

CARLO Proprio? Mi dispiace

STEFANO Dispiace anche a me Ma non posso farne a meno, vede

ZAIRA Ma cosa dice signor cavaliere? Non il caso di far complimenti tra noi! Arrivederla, cavaliere

STEFANO Arrivederla.

ZAIRA (a Carlo) Professore!

CARLO Allora, buon passeggio e buon appetito...

ZAIRA! Grazie... di nuovo!

(Via)

CARLO Nuovamente, e che mi scusi!...

SCENA IX

Stefano, Carlo

STEFANO Hai visto? Con che arte lho fatta sloggiare?

CARLO Ma che arte.Che testone che sei tho fatto segno tre volte... vattene via vattene via vattene via

STEFANO Ah! E io ho capito: Mandamela via, mandamela via

CARLO E che stavo per sapere certe cose che

STEFANO Volevo offrire una specie di rinfresco al signor

CARLO Roncaglielo.

STEFANO Oh! Che questa volta lavrei detto e tu me lhai tolto di bocca se lo dico una volta non me lo dimentico pi

CARLO Ma dove hai lasciato il mecenate?

STEFANO lho mandato sulla torretta a vedere la panoramica Dimmi un po ne hai ancora di quel passito portato da Milano?

CARLO Penso di s. (guarda)

STEFANO Allora prendine una e aprila io vado a chiamare il lololo stato ammaliato dal posto.

CARLO Eccolo.

STEFANO Oh! Peccato che c letichetta.

CARLO Non importa.

STEFANO Peccato.

CARLO Perch?

STEFANO Volevo farlo passare come produzione del posto, sai

CARLO Ah!

STEFANO Prendi un cavatappi.

SCENA X

Detti, Santina, Leonida

SANTINA (sulla seconda di sinistra) Venga, venga pure avanti!

STEFANO Oh! Avanti, avanti! Ha visto eh? Che panorama l in alto?

LEONIDA Proprio vistoso!

(Santina via)

SCENA XI

Stefano, Carlo, Leonida, poi Santina

STEFANO Si accomodi signor lololo Allora?

LEONIDA Bisogna dire a Cesare quel che di Cesare la panoramica vistosa Spaziosa

STEFANO E bisogna dirlo

LEONIDA A Cesare.

STEFANO Adesso ce lo mandiamo a dire.

LEONIDA (ride) Oh, ma che scherzoso, che ridicolo

STEFANO (dalla quinta chiama Santina) Vieni

SANTINIA S?

STEFANO Vedi un po se c uno gi in paese con la faccia un po da non so da Cesare non so domanda: c qualcuno che si chiama Cesare?

SANTINA S.

STEFANO Glielo dici Se mai c il signor bololo.. che contento perch dice che spazioso che tu diglielo che il signor

SANTINA Va bene

(Santina via)

STEFANO Oh! BravoAdesso le faccio assaggiare un bicchierino di vino. Ma un bicchierino che sentir che roba!

LEONIDA Grazie, propriamente! Ma io. Grazie ma io

STEFANO No guardi. un vino un vino che si fabbrica con la vigna del posto che lei ha visto

LEONIDA S.

STEFANO qui del posto . Un vino che per rinforzare lorganico alla sua signora meglio del Ferrochina Bisleri se lei compera questo terreno Compera anche le piante di modo che poi viene luva di modo che poi lei schiaccia luva schiaccia luva Non si chiama mica delle volte Schiacciauva lei?

LEONIDA Ma no grazie, grazie. Sono alquanto astemio.

CARLO Astemio.

STEFANO Non capisco Cos?

LEONIDA Astemico non il caso.

STEFANO Ma bevendo le passa

LEONIDA Non il caso.

STEFANO (si accorge che letichetta rivolta verso Leonida, gira la bottiglia) Ma s, beva. Sentir sentir le far di aperitivo

LEONIDA Una lagrima!

STEFANO Letichetta.

CARLO (versa) Una lacrima

STEFANO Oh! Gliene hai dato troppo

LEONIDA (che ha bevuto dun fiato) Speciale, questo Passito! (si riempie il bicchierino)

STEFANO Che vino eh!?

LEONIDA Stomachevole.

CARLO Eh!?

LEONIDA Veramente stomachevole! (si versa altro vino)

CARLO Ma senta

LEONIDA Ah! A proposito, non mi sovvenzionavo! scusi Alla salute! Eh! (beve dun fiato)

CARLO Alla sua!

STEFANO A quella del signor lololo (gira la bottiglia) che vigna ma che vigna

LEONIDA Come gli dicevo, la villa come locazione e come distributivo di stanze, la mi piace plenariamente. Ma c un manchevole ma L il prezzo che mi sembra, per non dire, un p bondanzioso esuberante

STEFANO Come, il prezzo le sembra un po troppo?

LEONIDA Eh s, s

STEFANO Non lo dica

LEONIDA Eh!

STEFANO Non lo dica non lo deve dire

LEONIDA S, s, s.

STEFANO No guardi ci rimetto

LEONIDA Oh!

STEFANO No ci rimetto glielo giuro potessi non vedere pi la Filomena!

CARLO Oh!

LEONIDA Oh! No, no.

STEFANO Non lo dica nemmeno per ridere, signor lololo! Ci rimetto un mucchio di soldi. (c.t)

CARLO Ma il fattore gli avr ben spiegato tutto, no? gli avr ben detto...

LEONIDA Insomma, che sentano. Meno parole e veniamo ai fatti. In quanto al pagare io non sono stitico specie se c di mezzo il focolare domestico Io li affari li tratto stemporanei, sullunghia. Se lui non ributtante a defalcare dalla cifra globale qualche cosa come duecentomila lire

CARLO Nono

LEONIDA Ai primi della settimana si stipula il contratto e la pratica esaudita.

STEFANO Insomma lei vorrebbe levarci duecentomila lire

CARLO No

STEFANO Mi dispiace proprio

CARLO No

STEFANO Sapesse quanto mi dispiace ma non ce li posso levare ci leviamo cinquantamila

LEONIDA Oh! Oh! (ride) cinquantamila

STEFANO Ce ne leviamo cento

LEONIDA Son poche.

STEFANO Come?

CARLO Centocinquanta

STEFANO (Gridando) No no tu non conosci ci rimetto te lo giuro ci rimetto non vorrei pi Glielo giuro sullanima di mio genero!

CARLO Ma beva beva (versa)

LEONIDA Appena una lacrima

STEFANO Una lacrima quello l a forza di lacrime si beve il cavatappi, si beve

LEONIDA (beve)

STEFANO Lacrime lacrime un pianto a dirotto

CARLO (ride) A dirotto s!

LEONIDA Ah! (soddisfatto del vino)

CARLO Allora?

LEONIDA Beh! Vuol dire che al posto di 200 avremo, in ultima nausea, una dedizione di 150 si pu cettare. Beh! 50 mila lire in fondo non che una miscela Per prezzo, sintende, a cancelleria chiusa! (versa nel bicchiere il vino traboccato e lo beve)

STEFANO Cancelle (vede il gesto di Leonida e lo commenta mimicamente) Vuole mica due uova sode?

LEONIDA (schiocca la lingua)

STEFANO Scusi c una cosa che non abbiamo capito bene diciamo noi non siamo a giorno di certe cose.. quellaffare della cancelleria chiusa

LEONIDA Oh! Che in lingua povera si chiudono i cancelli e di tutto quello che c dentro non deve uscire niente

STEFANO Ah s! Siamo daccordo mobili.. mobiletti stracci straccetti..

CARLO Allinfuori di qualche oggetto affettivo, naturalmente...

LEONIDA Quella l roba spontanea! (accennando i ritratti contro il muro) Quelli l li ha pitturati il signore?

CARLO No, no, per carit!

STEFANO Quelli? Se li vuole glieli lascio nella cancelleria!

LEONIDA Perch anchio (va a guardare i ritratti) sono alquanto passionista de quadri.

STEFANO Cose che abbiamo trovato attaccato ai muri al momento dellacquisto della casa.

LEONIDA Eppure!

STEFANO Cosa?

LEONIDA Questo tipo non una visuale nova!

STEFANO Un altro debito garantito.

CARLO Lo conosce?

LEONIDA Altro che conoscerlo! Questo qui

STEFANO (lo interrompe) E un altro

LEONIDA Eh?

STEFANO E un altro un altro ci sono passati dei secoli poi chi lha ristrutturato lha fatto ma ci sono passati dei secoli

LEONIDA Eppure

STEFANO Impossibile! (tenta di rivoltare i ritratti) Impossibile

LEONIDA Eppure

STEFANO No, era mi hanno detto Mi hanno detto che era cognato del coso l di Cincinnato..

LEONIDA Cincinnato? Ma no!

STEFANO No no di Belisario.

LEONIDA Belisario?. non mi nuovo ma non lho mai conosciuto eppure questo individuo. c per una somiglianza spaccata!

STEFANO Adesso che ci penso, (rivolta i ritratti) meglio che lo restituisca ai signori che mi hanno venduto la villa. Mi ricordo che me li avevano dati in custodia

LEONIDA Peccato. Perch, se era il tipo che dico io, cera il mezzo di farci sopra una discreta guadagnanza.

STEFANO Guadagnanza? Guadagno? E come?

LEONIDA Mi veniva il maldestro di fare un affare.

STEFANO Con chi?

LEONIDA Con sua sorella, che li avrebbe quistati, trattandosi dun fratello morto defunto.

STEFANO Perch? Quello aveva una sorella? Non lui allora. Non aveva sorelle

CARLO Taci, taci

STEFANO Non aveva sorelle

CARLO Taci e lasciami parlare.

STEFANO Ti lascio parlare ma sorelle non ne aveva. aveva un caneun barboncino.

CARLO Taci.

STEFANO Un cagnolino con la coda. che faceva ma di sorelle no

LEONIDA Una di sicuro, fra i quali venuta in negozio per via che il fratello sorpassato

CARLO Sorpassato

LEONIDA Sle mobili il villino, che io ci son stato in casa la quale era maritata.

CARLO Era un avvocato, diceva?

LEONIDA Il fratello, s. Ora il nome non mi balena. Ma quello che stato anche sul giornale perch si suicidato di s medesimo, sar un anno poco presso.

CARLO Ho capito.

LEONIDA Stava di studio in via Moncucco.

CARLO Si, precisamente!

LEONIDA Vede che lha conosciuto anche lei?!

CARLO Lui, no, ho conosciuto sua sorella.

STEFANO Non aveva sorelle aveva un cane un barboncino

CARLO Ti ho detto di tacere.

STEFANO (come sopra insiste)

CARLO Una sorella Diceva S, come si chiamava? Aspetti un po

LEONIDA Il nome non mi balugina. Ma lui.

CARLO Oh! Io non lho visto, ma ho sentito dire che era un villino di lusso.

LEONIDA Lussurioso propriamente!

CARLO Ed stato lavvocato che ha pensato a tutto, vero?

LEONIDA A tutto, di sana pianta, ed stata una cifra riguardevole. Anzi, lultima ratta, m toccato la fortuna, che mi fece il saldo due mesi prima che si mazzasse di per s.

CARLO E in che zona questo villino?

LEONIDA In San Siro.

CARLO In San Siro.

LEONIDA In san Siro.

STEFANO In san Siro.

CARLO E ha detto che era un avvocato.

LEONIDA Avvocato.

CARLO Lufficio in via Moncucco.

LEONIDA S.

CARLO Ho capito.

LEONIDA Quindi lha conosciuto.

CARLO No, lui no ma ho conosciuto perfettamente la sorella.

STEFANO Ma ti ho detto che non aveva sorelle

CARLO Taci E mi dica un po questo villino che numero ha?

LEONIDA Il numero mi rifugge Per un villino rosso.

CARLO Rosso.

LEONDIA Che tira un po al giallonico.

CARLO Giallognolo.

STEFANO (incomincia a capire)

LEONIDA Ccon le gelosie verdeggianti. L una delle ultime case, a destra, verso lacqua bella.

STEFANO Uh!! E lei lei

LEONIDA Cosa dice?

CARLO Niente. Il fatto che si tratta del villino che voleva acquistare mio zio, ma il mediatore non si fatto pi vedere e laffare andato in fumo (c.t.) Bene, allora, signor Pommarolo, come facciamo per il compromesso?

LEONIDA Per me sono a sua disponibilit!

CARLO E allora, il notaio lo procuriamo noi. Domani. Potremmo vederci a Milano e combinare per il giorno.

LEONIDA Alle cinque mi trovano stecchito al Campari.

CARLO Allora, ti va bene per domani sera?

STEFANO Si, si, benissimo!

LEONIDA Allora alle cinque resta combinato convulsivamente al Campari col quale gli lascio lincomodo perch alla mia moglie ci vien lunga a spettarmi.

CARLO A ben rivederla! A domani

STEFANO Domani sera, allora. E buon appetito, signor Torsarolo.

CARLO Alle cinque noi saremo puntuali.

LEONIDA E io son l tirato come un fucile! (Via)

SCENA XII

Stefano, Carlo

STEFANOAh! Boia di un mondo ladro! Dunque era lei la sua colombella! E stata lei a mandarlo in malora! Ed io stupido che non ci avevo mai pensato!

CARLO Adesso, mi raccomando, non fare delle scene!

STEFANO Adesso si spiega come stato landamento della famiglia. Lipoteca levata, le rendite che crescevano del doppio! Sfido io! E la moglie del tintoretto E quel becco cornuto e contento che piangeva come un vitello che gli portava i fiori sulla tomba! Mi fa piacere, mi fa piacere che sia nella congregazione dei corn (Segna)

CARLO Lascia perdere.

STEFANO Mi fa piacere

CARLO Lascia perdere.

STEFANO Mi dispiace una cosa.

CARLO Che cosa?

STEFANO Che non lo sappia. Ah! Ma prima.., prima di andar via

CARLO Cosa vuoi fare?

STEFANO Se mi capita loccasione glielo dico.

CARLO Non farai mica una cosa simile, eh?

STEFANO Glielo dico velatamente ma glielo dico.

CARLO Ma neanche per sogno, di..

STEFANO Velatamente

CARLO Ma non provarci nemmeno.

STEFANO Per la Lea bisogna che lo sappia.

CARLO La Lea un altro conto!

STEFANO Perch domani io faccio i bauli e me ne vado!

CARLO Certo Ormai la nostra presenza qui incompatibile. Anca la Lea davanti a questi nuovi eventi, metter da parte gli screpoli una volta per tutte

STEFANO A me sarebbe venuta unidea.

CARLO Sentiamo

STEFANO Il giorno che la Lea

CARLO (vedendo arrivare Lea e la zia) Ssttt

SCENA XIII

Detti, Lea, Marianna

LEA Bravo, bravo, davvero!

CARLO Come! Siete gi di ritorno?

MARIANNA Se aspettavamo te.

CARLO Scusatemi tanto motivi di forza maggiore!

LEA Motivi di scansafatica!

CARLO Diglielo zio, sono degno di scuse o no?.

STEFANO No

CARLO No?

MARIANNA Ecco

CARLO Come no?!

STEFANO No, non degno di scuse sapete perch non degno di scuse? Perch degnissimo ha fatto una scoperta!

CARLO Ecco!

MARIANNA Che scoperta?

STEFANO Ha fatto una scoperta quello l che Cristoforo Colombo potrebbe prendere il cestino e andare allasilo.

LEA Cosa c di nuovo?

CARLO Che gli eventi sono maturati!

LEA Come?

STEFANO Abbiamo scoperto chi era la colombella di tuo marito!

LEA Cosa?

MARIANNA Avete scoperto?

LEA Chi era?

MARIANNA Chi?

STEFANO Indovina un po?

CARLO Proprio una tua carissima amica!

LEA Una nostra amica?

STEFANO Che avete sempre tra i piedi, per casa!

LEA Chi?

STEFANO Non vi venuta incontro alla messa?

MARIANNA Cosa?

LEA Lei?!?

STEFANO Hai visto come te la faceva sotto il naso??

LEA Oh! Ma questo non me lo sarei mai immaginato Ma siete poi sicuri? Come avete fatto a saperlo?

STEFANO Ecco il Marconi della situazione! Come ha fatto non ho ancora capito adesso

LEA Racconta!

CARLO E andata cos Ho iniziato a intuire qualche cosa fin da ieri sera nello studio dellavvocato mentre facevo scorrere i libri Mi avevano colpito certi articoli che le avevo visto indossare quando venuta qui poco fa per incontrarvi lho fermata apposta e lho fatta cantare, in bella maniera Cos ho potuto avere quasi la sicurezza.

STEFANO E nato per fare il poliziotto questi qui!

CARLO Poi giunto il signor Roncagliolo e ho avuto la prova decisiva.

LEA Il signor Roncagliolo? Chi ?

STEFANO il negoziante che ha venduto i mobili a tuo marito per arredare il villino a San Siro alla tua carissima amica!

LEA Anche il villino!

STEFANO Anche il villino si capisce!

MARIANNA Ma come hai fatto ad incontrare il signor Roncagliolo?

STEFANO Come ho fatto? Diglielo tu, Carlo, laffare che ho fatto Guardate che se lui Cristoforo Colombo io sono Amerigo Vespucci E quello che compera la villa. Glielho venduta per 150 bigliettoni da mille in barba al signore qui a tergo!

MARIANNA Hai venduto la villa?

STEFANO Eh gi! Ormai qui, anche a volerlo, non si pu pi abitare, si capisce!

LEA Gi, vero! Per a ritornare a Milano, santo cielo!

MARIANNA E, daltronde, come si pu fare diversamente?

STEFANO Lo so io come si fa! (a Carlo) Dimmi un po. Quando hai intenzione di ritornare a Parigi?

CARLO Io? Perch?

STEFANO Niente ti ho fatto una domanda rispondi

CARLO Quando?

STEFANO S, per quando hai deciso?

CARLO Prima della fine del mese!

STEFANO E allora senti: 150 ne guadagno, unaltra decina li ho risparmiati per forza in un anno che ho passato in carcere qui Tu a Parigi hai una casa di otto stanze, mhai detto?

CARLO (esultante) Ma dici veramente?

MARIANNA Cosa?

LEA A Parigi!

STEFANO Per un po di tempo. dopo ci penseremo!

CARLO Ma sei proprio un genio, un vero genio!

STEFANO Sicch, vi va la proposta?

CARLO A me sembra un sogno!

MARIANNA E a me?!!

STEFANO Cos assaggerai i maron glass che fanno in Francia. (a Lea) E tu cosa dici?

LEA (abbracciandolo) Che sei un grande pap!

STEFANO Benone! Allora la pratica esaudita come dice il signor Tovagliolo

CARLO Roncaglielo.

SCENA XIV

Detti, Aristide

ARISTIDE (con un parapolvere sul braccio, una valigetta in mano, tutto scalmanato, sulla porta in fondo) Signora Lea, signora Lea. Oh, Dio! Sono qui col cuore in bocca, ho fatto una corsa dalla stazione fin qui!

STEFANO Buongiorno! (tocca la fronte di Aristide)

CARLO (lo trattiene un po)

STEFANO Velatamente Eccolo qui il signor Beccafico.

ARISTIDE Come?

STEFANO Beccafico.

ARISTIDE No, pardon Bafico!

STEFANO Sicuro?

ARISTIDE Ma senzaltro.

STEFANO Guardi che devessere Beccafico!

ARISTIDE (si guarda in giro)

STEFANO Anzi, faccia una cosa appena ha un po di tempo vada al comune allufficio anagrafe e glielo dica... Glielo dica guardate che a suo tempo c stato uno sbaglio lamministrazione ha sbagliato glielo dica io non sono Bafico ma beccafico glielo dica, vedr (Carlo lo rimprovera) ma velatamente

CARLO Eh s!? Velatamente! Di!

STEFANO Anzi glielo dica bisogna cancellare l e metterci Beccafico, anzi gli dica lasciate perdere il fico e lasciate il resto ecco dica cos. (a Carlo) Velatamente, velatamente

ARISTIDE Scusi, io non capisco eh!

STEFANO Ecco vedi? Non ha capito.

LEA Niente, niente mi dica un po piuttosto che cosa successo?

ARISTIDE Vittoria, vittoria completa! Arrivo or ora da Milano, ho parlato con gli eredi. La tomba vicino al povero Orazio...

STEFANO La tomba?

ARISTIDE Sono riuscito a farmela dare a nostra disposizione!

STEFANO Tanto piacere. Che ne approfitti, senza complimenti! E vada a coricarcisi dentro.

ARISTIDE Ma no, per la signora!

STEFANO Grazie! ma gliela cede volentieri! Prima di tutto perch noi abbiamo lintenzione di scampare un pezzo, poi mi dica un po signor beccafico mi dica un po Non ha sempre diviso tutto con lui quando era in vita? Dico tutto?Dunque quello il suo posto l vicino a dividere anche lultimo letto! Eh! Oh!

ARISTIDE Eh! Ho capito! Ho capito. (alzando le braccia al cielo) Povero Orazio! Povero Orazio! (esce)

SREFANO Non ha capito niente! Beh intanto quello l andato

MARIANNA Quellaltra meglio lasciarla perdere

LEA A proposito, mamma, bisogner pensare anche alla Filomena.

STEFANO Eh s la Filomena bisogna pensarci eh! Povera vecchia! Non so tanti anni che con noi anche per non avere guai coi sindacati uh!! Ho trovato non ha detto di voler comperare a cancelleria chiusa? Con tutti gli stracci che ci son dentro? E nel contratto gliela lasciamo al signor Fondarolo (breve pausa) Ecco venite qui vicino tutti quanti, cos Ebbene Si divertito lui? Adesso ci divertiamo

TUTTI Noi!

CALA LA TELA

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