Quello che le donne non dicono

QUELLO CHE LE DONNE NON DICONO

di Gianluca Fiorentini


PERSONAGGI

Marco

Alex

Sarah

Marta

La portiera

2a cliente

3a cliente

Contessa Odescalchi Barberini

Sig.ra Coccia

NB

In considerazione della brevit delle parti femminili, nella rappresentazione originaria gli attori utilizzati erano 5 (2 uomini e 3 donne): unattrice rappresentava i personaggi di Marta e della Sig.ra Coccia, unaltra, Sarah e la 3a cliente ed infine la terza attrice rappresentava la portiera, la 2a cliente e la Contessa Odescalchi Barberini.


SCENA 1

Buio. Immagini dellinizio di Manhattan. Sulle note di Rapsodia in Blue di Gershwin dopo quello di Woody Allen, inizia il monologo pre-registrato del protagonista.

Marco: Non male eh? Uno dei migliori incipit della storia del cinema. Ma New York non la mia citt e io non sono Woody Allen. Comunque volevo raccontarvi una storia, una storia un po strana... anzi altro che strana proprio un bel casino. Eh s, perch vedete la mia era una vita perfetta perfetta forse un po troppo tranquilla, un rassicurante, splendido tran tran ma io ci stavo bene almeno cos pensavo allora. In realt non ci stavo bene per niente. Ma questo lho scoperto solo dopo. Cera il lavoro, gli amici, soprattutto Alex. Che non un diminutivo di Alessandro. Pugliese purosangue, di Mola, vicino Bari. Ci conosciamo da 30 anni. Elementari, liceo, e universit insieme, volevamo fare i giornalisti dassalto. Tipo Dustin Hoffman e Robert Redford in Tutti gli uomini del presidente. Adesso lui fa lassistente di volo allAlitalia. Io di mestieri ne ho cambiati tanti. Anche dopo la laurea. Presa alla veneranda et di 29 anni. Quinto fuori corso. Me la sono presa un po comoda. Per ho anche lavorato per mantenermi agli studi. Tutti quei lavoretti che fanno gli studenti universitari: il cameriere, lanimatore in un villaggio in Calabria ecc. ecc. Da sei mesi faccio il consulente finanziario. Con risultati non proprio brillanti. Ma soprattutto cera lei: Sarah. Da sette anni la mia Meraviglia. Un amore nato sugli spalti dellOlimpico. Riuscite ad immaginare premesse migliori per far sbocciare un amore? Comunque alla fine: vittoria sofferta. E con la scusa di festeggiare le offro qualcosa da bere. Tutto alla grande per sette meravigliosi anni. Poi ma sar vera questa storia della crisi del settimo anno?

SCENA 2

Luce. Siamo in casa di Marco. Marco e seduto su una sedia vicino al tavolo, Alex sul divano.

Alex: Va bene, ma continuo a pensare che mi sembra quasi impossibile che tu non ti sia accorto di niente. Una crisetta, una litigata, una rispostaccia

Marco: Ma no. Te lho detto. Niente. Niente. Non una parola.

Alex: Com che si chiama il polacco con cui sta adesso?

Marco: Rumeno. E rumeno. Sbrodan, Sgrodan Slodan qualcosa cos.

Alex: E fa il regista.

Marco: Cos pare.

Alex: Porno.

Marco: Macch porno!

Alex: E no, perch sai, con i giovani registi molto frequente. Si vorrebbe fare dei film impegnati. Si comincia con qualche cortometraggio. Poi nessuno te li compra e con il porno si fanno un sacco di soldi. I migliori registi del genere vengono proprio dai paesi dellEst.

Marco: Alex. Questo un regista normale. Fa film normali, magari pallosi ma normali

Alex: Comunque, bisogna ammettere combinazione mortale: il fascino slavo combinato con il carisma del giovane regista di talento. Magari le fa fare qualche film, la lancia nel mondo dello spettacolo. E gi successo che film ha fatto il tipo?

Marco: Che ne sai che giovane e soprattutto se ha talento. E poi secondo te io mi sono studiato la filmografia del regista polacco

Alex: Rumeno.

Marco: Cosa?

Alex: Rumeno. E rumeno il regista. Lhai detto tu.

Marco: Vabb, rumeno comunque quello con cui ha una storia la mia ragazza?

Alex: Ex.

Marco:

Alex: Ex ragazza. Adesso la sua.

Marco: Grazie, sono commosso.

Alex: Vabb, comunque tornando ai motivi scatenanti di questa crisi e a letto?

Marco: Come a letto.

Alex: A letto, a letto

Marco: Ma che ti frega a te. E poi che centra?

Alex: Centra, centra. Perch, vedi, se una ragazza una donna come Sarah, non riceve dal suo uomo in maniera, vero, anche reiterata e continuativa

Marco: Ma che stai dicendo! No ma, dico, allora vi siete tutti rimbambiti! Chiamo mia madre e mi dice che capisce perfettamente Sarah e che non per niente sorpresa che, con uno come me, una come Sarah si doveva sentire per forza soffocata. Mia sorella, manco a dirlo, la cosa pi carina che mi ha detto stata lindirizzo del suo analista. Tu dovresti essere il mio migliore amico ma chi sei? Lamico del giaguaro? Arrivi e dopo due minuti mi dai dellimpotente. Allora ditelo. Cos, una congiura?

Alex: Eh, paroloni! Noi ti vogliamo bene. Lo diciamo per te. Marco, parliamoci chiaro, ce neravamo accorti tutti che le cose, cos comerano, non potevano andare.

Marco: Ma perch?

Alex: Ma troppa routine, troppa vita abitudinaria, sempre gli stessi posti: il cinema il mercoled sera, la pizza il gioved, i weekend in campagna, lo stadio

Marco: Adesso anche lo stadio?

Alex: E certo! Soprattutto lo stadio.

Marco: Come soprattutto. Ma non te lo ricordi che Sarah era una specie di Ultr. E da prima che ci conoscessimo.

Alex: Quello che sto cercando di dirti che tu non riuscivi mai a leggere quello che non era scritto.

Marco: Dove?

Alex: Dove Marco, quello che non era scritto inteso come quello che lei non ti diceva esplicitamente, i suoi bisogni pi reconditi, quelli pi la cosa pi importante nei rapporti col gentil sesso?

Marco: Direi di no. Ma ho come limpressione che sto per scoprirlo.

Alex: Quello che le donne non dicono.

Marco: Non ho capito.

Alex: E ti pareva. Quello che le donne non dicono. E questa la cosa pi importante. I desideri che, a volte, neanche loro sanno di avere. Labilit fondamentale che gli uomini devono sviluppare se vogliono tenersi una donna per tutta la vita. Ma con chi sto parlando? Mi sembri un liceale alle prese con la sua prima storia. Ma andiamo questo lABC dellunione fra uomo e donna anche fra uomo e uomo o donna e donna. Se per questo.

Marco: S, vabb. Ma sentiamo Casanova, mio illustre maestro. Io avr forse anzi, certamente bisogno di ripetizioni, ma come mai tu, alla veneranda et di 37 primavere, come il sottoscritto peraltro, non hai, da ormai correggimi se sbaglio.. da 5 anni, uno straccio di rapporto che superi le 48 ore?

Alex: Ma non sbagli affatto, mon ami, 5 anni e due mesi per lesattezza. E la riposta alla tua in verit un po velenosa domanda, assai facile. La realt dei fatti che io non voglio assolutamente e risolutamente tenermi una sola donna per tutta la vita. Ma secondo te, oggi, per un belluomo, nel fiore degli anni, con una cultura e un reddito al di sopra della media, una casa in centro, uno Z4 posteggiato in garage, fisicamente integro e, non faccio per vantarmi, non lo dico io, sessualmente insaziabile e innegabilmente dotato, facile rimanere single per tutti questi anni? D, d..

Marco: E che ti devo dire?

Alex: No che non facile! Anzi, difficilissimo. E sai come ci sono riuscito? Ma conoscendo le donne, informandomi, ascoltandole, parlando con loro. Arrivando anche e conoscere perfino quello che le donne non dicono. Solo conoscendo perfettamente quello che le donne cercano per fare di un uomo luomo della loro vita, sono in grado di scontentarle e deluderle sistematicamente e al momento giusto. Guarda che io non ho mai piantato nessuno. Mi conosci, ho un cuore sensibile. Non ne sarei capace. Sono stato sempre rigorosamente scaricato. Ma insomma lo dice anche la canzone, no? Quella della Mannoia. Negli anni 80 cera Teorema di Ferradini. Prendi una donna trattale male

Marco: Fuori dal letto?

Alex: Nessuno perfetto!

Marco: Infatti s.

Alex: Comunque, sapevi quella ed eri a posto. Oggi cambiato tutto.

Marco: Ah s?

Alex: Ma certo. Nella musica leggera italiana c da sempre gran parte di quello che ti serve sapere sul costume e i gusti della societ in cui vivi. Fidati. E cos.

Marco: Ho capito.

Alex: Davvero?

Marco: E certo.

Alex: E cosa avresti capito, in particolare?

Marco: Il motivo per cui ho fatto fiasco con Sarah.

Alex: Ah, bene! E sarebbe?

Marco: A me sempre piaciuto il rock americano e questo ha fatto di me una specie di emarginato sociale!

Alex: Oh insomma. Libero di non crederci.

Marco: Alex, io sto male veramente, sono a pezzi. Nel giro di un paio dore se ne sono andati in fumo sette anni di vita e tu mi fai Gigi Marzullo a Discoring. Ma di che aiuto mi sei, cos?

Alex: Ok, ok. Lasciamo perdere le analisi sulle cause del tuo dissesto sentimentale, che tanto non ne usciamo vivi. Ormai sei nei guai fino al collo e devi uscirne fuori. Ma chi ti ha sempre tirato fuori dai guai nel momento del bisogno?

Marco: Mio padre

Alex: S, mia nonna. No caro mio, il tuo vecchio e fedele amico Alex. Che anche stavolta non verr meno alla sua fama. So cosa ti ci vuole adesso per staccare dalla tua vita di merda, dal tuo lavoro di merda, da questa casa

Marco: di merda, il concetto chiaro, grazie.

Alex: Esatto! Ti devi aggrappare alle passioni della tua vita. Qual la tua grande passione? A parte Sarah?

Marco: La Roma!

Alex: Eh che palle con questo calcio. No, il cinema. E cosa c in questo periodo a Venezia?

Marco: Lalta marea?

Alex: Il Festival Internazionale del Cinema. Sai cosa sono queste? (tira fuori un mazzetto di chiavi dalla tasca)

Marco: Chiavi?

Alex: Risposta esatta! Ma non chiavi qualsiasi. Chiavi di un delizioso appartamentino al Lido. Me lo ha prestato un collega che sar via per un paio di settimane per lavoro. Io avevo intenzione di passarci un week-end de fuego con unhostess dellAir One che ho conosciuto in settimana, ma e poi mi dai dellamico del giaguaro. Ecco qua. (gli lancia le chiavi) Prendi laereo, vai a Venezia, ti passi una settimana lontano da qui e ti stordisci con 4/5 film al giorno. Era una vita che mi dicevi che volevi farlo. Ecco loccasione giusta. Non si accettano rifiuti.

Marco: Alex, che ti devo dire. Ti ringrazio ma non so se il caso

Alex: Certo che il caso. E un mese che mi rompi le palle con piagnistei infiniti. Basta. Ti devi distrarre. E vogliamo dirlo? Anche il tuo lavoro sta andando a rotoli. Non fai pi un contratto neanche se ti spari! E soprattutto, io non ne posso pi. Sono stressato anchio. Sono pure dimagrito. Si vede no? Va beh, comunque ormai tutto deciso. Ero venuto qua per questo. (tirando fuori i biglietti dalla tasca interna della giacca) Qui ci sono i biglietti. Con lo sconto. Domani alle 10 hai laereo. Adesso fatti una bella doccia e ti porto fuori a mangiare che m anche venuta fame. Va, va.

Marco esce di scena. Alex tira fuori il cellulare e fa una telefonata, dando unocchiata per sincerarsi che Marco non possa ascoltare.

Alex: Fabio? Alex. Allora tutto confermato. Marco parte domattina il volo delle 10, s. Ma stai tranquillo! Conosco Marco, per uscire da questa situazione gli ci vuole una bella scossa. Deve evadere, trasgredire. Gli faccio fare il gigol per una settimana. E un metodo infallibile per fargli conoscere donne. Vedrai che gli far bene. Pensa che questa cosa avevo in mente di fargliela a prescindere da Sarah. S, lannuncio esce proprio domani sul Gazzettino di Venezia. Aspetta ce lho qui. Dunque A.a.a. cercasi amica. Belluomo, giovane professionista, emotivamente fragile ma fisicamente dotato, offresi per prestazioni particolari. Da oggi solo per una settimana dalle 13 in poi in Via del Cancelletto 26 interno 15. Questo va sul giornale per una settimana. Perfetto no? Ma che ti frega, tu per un mese stai fuori e poi la casa la volevi lasciare comunque. Siamo a posto. Vedrai, parte per Venezia un cane bastonato, torner a casa un Re Leone.

Entra in scena Marco in accappatoio della Roma.

Alex:(guardando Alex) S vabb. Ora ti saluto Fabio. Ci sentiamo presto, ciao. (spegne il cellulare e lo mette nel taschino) Era Fabio, quello della casa di Venezia. Gli ho confermato che tutto o.k. Ah, quasi dimenticavo, mi ha detto che passer da te la portiera del condominio. E una brava donna. Un po bigotta. Fabio lha avvertita che non ci sar per una settimana e che verr un suo amico. Cio tu. E che probabilmente avrai bisogno della chiave della sua Vespa, per muoverti al Lido.

Marco: La Vespa!

Alex: S, la Vespa. Dunque

Marco: Ma dici una vera Vespa. Che mito! Oh, dai tempi del liceo no aspetta che dico, dopo. Dal secondo anno di universit che non salgo su una Vespa. Eh la mia bambina lho dovuta vendere quando sono partito per il militare. Ti ricordi? E di che anno ?

Alex: Di che anno e che ne so. Ma che ti frega. Limportante che funzioni.

Marco: Ma no, non quello. E per sapere il modello. E un PX o il modello scooter?

Alex: Marco non lo so!

Marco: E il colore? Vabb sar bianca sai che il 70% dei PX li hanno fatti bianchi? Madonna mi sembra passata una vita. Che tempi. Te lo ricordi? Vabb andiamo avanti, scusa.

Alex: Bene. Allora, questo mito a due ruote posteggiato nel garage del condominio e la chiave ce lha la portiera. Se la vuoi usare dovresti chiederla alla portiera. Ma non ti preoccupare se non la incontri per le scale quando arrivi. E curiosa come una scimmia e attaccata ai soldi come nessuno. Vedrai che, con la scusa di darti la chiave della Vespa, verr lei per tentare di farsi dare da te i soldi del posteggio nel garage e per vedere chi il nuovo inquilino. Le piace farsi gli affari di tutti. D'altronde un classico del portierato. Tu, mi raccomando, comportati bene, non andare nudo in giro per casa con le finestre aperte facendoti le canne come fai di solito, senn quella ti rimane stesa lunga sul pavimento. E sfodera il tuo visetto da bravo ragazzo. Vedrai che non ti romper le scatole. Per quanto riguarda i soldi, vedi che dice quando sei l, prova a farti dare la Vespa dicendo che sei gi daccordo con Fabio e che poi paga lui. Se vedi che niente soldi, niente chiavi, senti quanto vuole. Se non molto anticipa i soldi per Fabio. Senn arrangiati.

Marco: Mi pare che conosci molti particolari di questo appartamentino

Alex: E certo! Pensi che ti avrei mandato in un posto, cos, al buio? E chiaro che lho gi testato. Per questo sono sicuro che una buona idea. Te lho detto: un appartamentino delizioso. Bene, detto questo che dici? Andiamo da Luciano? E dai: due bruschettine allaglio tanto per stuzzicare lappetito, poi una bella carbonara, per continuare con il mitico arrosto alla cacciatora con patate novelle. Poi un po di verdura che fa pure bene

Marco: Un insalatina mista?

Alex: Insalatina? Piuttosto direi un po di cicorietta saltata col peperoncino, due spinacietti, tiramis, caff, ammazzacaff.. e passa la paura, no?

Marco: Ma non so

Alex: Se mi metti in discussione pure Luciano la fine

Marco: No, no Luciano va benissimo dicevo di Venezia

Alex: Marco, dai retta a me, ti ho mai messo nei guai? E la cosa migliore che tu possa fare in questo momento. Fidati. So quello che faccio. Vedrai che fra una settimana ci troveremo qui e la tua vita sar cambiata da cos a cos. Avrai nuove prospettive. Nuovi orizzonti. Me lo sento.

Marco: Eh vabb, destinazione Venezia allora

Buio. Musica.

SCENA 3

Musica. Luce. Marco entra in scena con uno zainetto. E appena entrato nella nuova casa guardandosi in giro con un po di fiatone.

Marco: Per carino qui piccolo ma accogliente (esce dal palcoscenico dalla parte opposta a quella di entrata) eh addirittura lidromassaggio. (rientra in scena) Chiss che stavolta Alex non abbia avuto una buona idea. Dunque il programma del Festival lho messo qui dentro. (cerca dentro lo zainetto) Eccolo cominciamo subito vediamo i programmi di oggi. Beh, non male la prima proiezione interessante alle 2, (guarda lorologio) fra un paio dore. Mi faccio una bella doccettaanzi, quasi quasi mi faccio lidromassaggio ma s gi che ci siamo!

Marco esce di scena. Per riempire il momentaneo vuoto Marco dir qualche battuta fuori scena tipo Che meraviglia! Pure i sali da bagno e si sentir il rumore di uno scroscio dacqua tipo vasca che si riempie. Appena possibile rientra solo con un asciugamano in vita

Marco: Dunque prendo il programma cos me lo leggo mentre mi idromassaggio

Suonano alla porta.

Marco: E chi ?!. Proprio adesso, come faccio. Sar qualcuno che cerca Fabio. No, la portiera! Oddio! E quella adesso mi vede cos, seminudo, le prende un infarto. Sono finito. Aspetta mi metto qualcosa. (risuona il campanello) E che cavolo, quanta fretta! (si muove avanti e indietro per il palco) Va beh, andiamo cos e succeda quello che deve succedere. Comincia bene sta vacanza! (esce dal palco. Voci fuori scena)

Marta: Buonaseeeera!

Marco: sera

Marta: E linterno 15 questo, no?

Marco: S

Marta: Beh, allora posso entrare?

Marco: Veramente si accomodi.

Marta entra in scena seguita da Marco. Lei si guarda intorno e ogni tanto getta occhiate incuriosite a Marco. Si posiziona in proscenio rivolta al pubblico.

Marco: Bene, come va?

Marta: Bene. Lei?

Marco: Bene, bene. In realt stavo preparando lidromassaggio

Marta: Lidromassaggio! (piacevolmente sorpresa lanciando unocchiata a Marco)

Marco: S, lidromassaggio di l. Nel bagno. Comunque mi aspettavo la sua visita

Marta: Laspettava?

Marco: S, magari non cos presto

Marta: S, in effetti sono un po in anticipo. In realt ero molto impaziente, non ho saputo resistere. Sa, qui al Lido non si vedono molte facce nuove. Lei capisce?

Marco: Certo daltronde come si dice: la curiosit donna!

Marta: Lei non di qui vero? Meridionale, arguisco.

Marco: Arguisce no romano, veramente sono romano di Roma. Roma Roma.

Marta: Appunto, meridionale.

Marco: Vabb

Marta: Lei arguisce il motivo della mia visita, immagino.

Marco: Arguisco s certo, naturalmente. Anzi a dirle la verit mi fa veramente molto comodo. Poi io, sa ne parlavo appunto ieri col mio amico Alex, credo lo conosca, a dirle la verit ho una vera passione per

Marta: Arguisco. (ammiccando)

Marco: Arguisce comunque credo sia il caso di sistemare prima la faccenda, diciamo cos, finanziaria.

Marta: Ma certo. Lo ritengo un approccio estremamente corretto. Prima il dovere e poi (maliziosa rivolta a lui)

Marco: Sss quindi?

Marta: Dica.

Marco: Dico.

Marta: Ma s. Dica.

Marco: Signorae che le dico? Dica lei.

Marta: Capisco. Un approccio creativo. Tipico di voi meridionali, direi. Comunque, la prego. Non mi chiami signora.

Marco: Non la chiamo signora

Marta: Marta. Marta sar pi che sufficiente. Posso chiamarla Salvatore?

Marco: Salvatore? E chi Salvatore?

Marta: Una persona che ha rappresentato molto per me, in senso affettivo ma soprattutto possiamo dire carnale?

Marco: Possiamo dirlo?

Marta: Eh s, possiamo dirlo.

Marco:(sollevato) Possiamo. Vabb, signora io... Marta, volevo dire Marta, io non che abbia capito granch, comunque se mi vuol dire

Marta: Ha ragione, le chiedo scusa per essermi lasciata andare. Non mi capita spesso, sa? Sar per via di quel suo calore meridionale.

Marco: E dagli col meridionale.

Marta: Ma guardi che lo dico con ammirazione. Con una punta dinvidia, anche. Io nel nostro meraviglioso mezzogiorno ho conosciuto alcune delle persone pi affascinanti e se mi consente sensuali della mia vita.

Marco: Bene. Marta, Marta. Io sono veramente lusingato che lei mi renda partecipe di quelli che evidentemente sono dei particolari intimi della sua vita ma io che centro (lo dice tra i denti girandosi dallaltra parte)

Marta: (rivolta a lui) Laspetto economico dicevamo.

Marco: S.

Marta: Lei preferisce che sia io a stabilire la cifra.

Marco: Non che preferisco che proprio io non saprei

Marta: Che ne dice di 100?

Marco: 100 che?

Marta: Euro naturalmente.

Marco: Eh? In che senso?

Marta: Arguisco che non questa la cifra che si aspettava.

Marco: Arguisce bene, arguisce.

Marta: Dica lei allora. Laspetto economico non problema, mi creda. Piuttosto laspetto, diciamo cos, temporale.

Marco: Temporale? Ma guardi che io sto qui solo una settimana. Oggi la volevo al massimo fino a stasera, diciamo fino alle 10. Ma non una questione di reale necessit, pi per togliermi una voglia, uno sfizietto. E una di quelle cose alle quali sono legato per una questione di ricordi...

Marta: Ah s?

Marco: E certo! E poi parliamoci chiaro. Stiamo parlano di qualcosa che non mia, non ho neanche mai visto. Sa come vanno queste cose. Magari la vedi dopo tanto tempo e non pi come te la immaginavi.

Marta: Beh diciamo che

Marco: Quindi, tagliamo la testa al toro: lei me la fa vedere, io provo ad accenderla, magari mi ci faccio un giro con tutta calma sa anche un po di tempo che non e poi parliamo di soldi. Senn, guardi io sono uno che se la cava faccio anche da solo. E dal secondo anno di Universit che ne faccio a meno, si figuri. Allora, che vogliamo fare, me la d o non me la d?

Buio. Musica

SCENA 4

Musica. Luce. Scena vuota. Marco etra e si siede sul divano stravolto.

Marco: Non ci posso credere. Ma ch successo. Un cobra, una iena, una mantide religiosa. Da dove uscita. Allimprovviso. Cos. Uno parla di Vespe E questa sarebbe la bigotta! Mi sa che dorme. E adesso che faccio? Ma pensa te. Hai capito la portiera!

Marta: Ciao Antonio. Devo essermi appisolata. Sei stato grande. Hai rispettato tutto quello che diceva lannuncio. (aggiustandosi i vestiti e la pettinatura. Appoggia un giornale sul comodino).

Marco: Annuncio? Quale ann

Marta: Anzi hai fatto molto di pi. Voi meridionali non deludete mai.

Marco: Sssss

Marta: Anche noi valchirie del nord non siamo male, eh?

Marco: Ooooh!

Marta: Ora devo scappare. Ma ci rivedremo, non dubitare. Ah, a proposito. Di l ti ho lasciato un pensierino, Salvatore caro. Vedrai che non avrai da lamentarti.

Marco: Pensierino...

Esce di scena per ritornarvi subito dopo con 200 Euro in mano.

Marco: 200 Euro. C qualcosa che non capisco. Prima mi chiede 100 Euro per il parcheggio della Vespa. Poi mi lascia 200 Euro per mah! Comunque, non so che dire: poi dicono lospitalit del sud. Se quella la portiera, figuriamoci i vicini. Comunque questi glieli restituisco. Alex. Questa la devo raccontare ad Alex. Anzi lo chiamo subito.

Prende dallo zainetto il cellulare ma suona il campanello.

Marco: Eh? Chi ? Questa la valchiria che viene a riprendersi i soldi. (esce di scena)

Signora1: Buonasera. (in tono secco)

Marco: sera

Signora1: Linterno 15?

Marco: S.

Signora1: Posso?

Marco: Prego. (entra in scena la signora seguita da Marco. Si posizionano dietro il divano)

Signora1: Quanto?

Marco: Prego?

Signora1: Quanto!

Marco: Ma quanto che? Ma che avete in questa citt?

Signora1: Va b, non importa. Non si irriti. Almeno vediamo cosha da offrire.

Marco: Offrire...?

Signora1: Oh insomma non mi faccia perdere tempo. Su vediamo.

Gli leva lasciugamano.

Signora1: Non male. Ho visto di meglio. Ma non male. Ma s, si pu fare. Immagino sia di l. Coraggio allora, che ho i minuti contati.

Lei esce di scena. Marco, che era di spalle, si gira lentamente verso il pubblico con laria tra il sorpreso ed il terrorizzato.

Marco: Io torno a casa

Buio. Musica.

SCENA 5

Musica. Luce. Marco entra in scena sempre pi stravolto e si siede sul divano, sempre con lasciugamano annodato in vita. Si strofina gli occhi e la faccia. Ogni tanto guarda di l. Ad un certo punto entra lei. Marco la segue con lo sguardo.

Signora1: Bravo ragazzo, cos secchetto dove la troverai tanta energia! Toh, te li sei guadagnati bel fiol!

Lei gli mette i soldi in mano. Marco sorpreso guarda i soldi, poi il pubblico ed infine si guarda verso il basso ed accenna un sorriso compiaciuto. Guarda di nuovo i soldi.

Marco: E sono 400!

Suona il campanello. Marco tra lo spaventato ed il sorpreso si volta verso la porta. Una signora (Signora2) gi in scena. Si getta su Marco. Buio. Musica.

SCENA 6

Musica. Luce. Scena vuota. Marco entra camminando a carponi. Si lascia cadere sul divano a pancia in gi. Si lamenta. Muove appena un braccio. Bofonchia la battuta. Piano piano si alza. Si mette seduto.

Marco: Non avete capito? Dicevo: questa non una casa: un casino! Nel vero senso della parola. Ma chi erano queste? Amiche della portiera. E s, s sparsa la voce. E chi ce la fa adesso ad andare al cinema? Comunque ma come fanno a venire a Venezia in viaggio di nozze? Sai che premesse! Alex, lo devo sentire. Vediamo un po e ti pare potrebbe essere spento, s.

Gli cade locchio sul giornale lasciato dalla cliente sul comodino.

Marco: E questo? Lannuncio ha detto la valchiria. Questo cerchiato vediamo A.a.a. cercasi amica. Belluomo, giovane professionista, emotivamente fragile ma fisicamente dotato, offresi per prestazioni particolari. Da oggi solo per una settimana dalle 13 in poi in Via del Cancelletto 26 interno 15. Via del Cancelletto 26 interno 15 interno 15!!!! Ma questo sono io!!! Oddio. E com successo. E un errore. Sul civico o sullinterno! Adesso capisco. Quanto? Cosha da offrire, la questione temporale che figlie di eh no. Veramente qua se c una e pure di alto bordo. Oh tre botte 600 Euro. E vabb ma qui bisogna intervenire. Telefono al giornale e faccio presente lerrore. Altrimenti qua sai che via vai se questo il primo giorno Ma che scherzi. Madonna che figura. Allora vediamo il numero servizio annunci, eccolo qua, dunque 041 263... (fa il numero). Resto in attesa s

Nel frattempo Marco continua a ripetere frasi che sottolineano la gravit della situazione alternando considerazioni sui 600 Euro guadagnati cos velocemente e facilmente. Pensa. Si fa due calcoli.

Marco: Buonasera volevo il servizio annunci personali. Resto in attesa grazie.

Ripete frasi simili a quelle di prima.

Marco: S buongiorno, anzi buonasera. Telefonavo per un annuncio sulla rubrica Personali, S. Dunque dice: cercasi amica. Belluomo, giovane professionista, emotivamente fragile ma fisicamente dotato, offresi per prestazioni particolari. Da oggi solo per una settimana dalle 13 in poi in Via del Cancelletto 26 interno 15. S esatto. Lha trovato? Bene. Come dice? Ha perfettamente ragione, infatti troppo piccolo, non si legge. Quanto costa farlo un po pi grosso? Ah vabb, allora facciamolo. S la differenza certo bollettino postale oppure si passa direttamente l. Perfetto grazie. S grazie. La saluto e mi raccomando lannuncio. (attacca) Mi sono bevuto il cervello! Per forte. Nessuno mi ha mai fatto tanti elogi per quello che faccio. Non parlo di sesso, proprio in generale. E esaltante. E poi tutti questi soldi! Se penso a come stavo ieri O Dio Sarah! Pensa se sapesse quello che m capitato oggi No magari lo sapesse! Lei se ne sta con il giovane romeno e io me ne sto con le giovani veneziane giovani veneziane! Comunque sei ore fa ero un tranquillo consulente finanziario solo, abbandonato, afflitto, disperato e ammettiamolo anche un po sfigato e ora mi sono calato nella parte del perfetto Gigol. Mettiamola cos: dal punto di vista terapeutico questa cosa meglio di un antibiotico per il mal di gola. Sto bene, benissimo, tutte quelle paure, quelle insicurezze che fino a ieri mi schiacciavano, sembrano sparite nel nulla. Chi me lo fa fare di tornare indietro. E un gioco un po particolare, anche illegale ma per il momento una medicina che non presenta grosse controindicazioni. Quindi: Cavalchiamo la tigre! E speriamo che non morda

Suona il campanello.

Marco: No adesso basta. Non ce la faccio proprio. Cos, un acatena di montaggio? Oh non ho mica pi ventanni. (esce di scena e va ad aprire la porta. Subito rientra preceduto dalla portiera)

Portiera: Buonasera.

Marco: Buonasera.

Portiera: Vedo dal suo abbigliamento che vengo in un momento poco opportuno. Non si aspettava la mia visita?

Marco: Ma veramente

Portiera: Comunque non mi tratterr per molto.

Marco: Guardi signora, mi dispiace deluderla ma credo proprio che per oggi abbiamo finito.

Portiera: Come dice prego?

Marco: Ma s, non se la prenda a male ma per oggi la premiata ditta a serrato le saracinesca. Niente. Nisba. Kaput.

Portiera: Guardi io non la capisco. Ma sono qua per un motivo preciso che lei conosce molto bene e mi creda, sono abituata alle stramberie di voi giovani scapestrati. Quindi non mi lascio imbambolare tanto facilmente. Parliamo di denaro. Altrimenti non gliela do.

Marco: Signora, mi creda, anche volendo, non sarei in grado di prenderla. Non ce la farei.

Portiera: Eppure mi avevano detto che le avrebbe fatto comodo.

Marco: Comodo a dirle la verit la cosa nata per caso non sto neanche a spiegarle tutta la storia. Poi chiaramente uno ci prende gusto e continua. Per oggi sarebbe la quarta e sinceramente le altre tre le ho distrutte.

Portiera: Distrutte?

Marco: Ma s, sa io sono uno che quando va va.

Portiera: Ah, uno spericolato!

Marco: Spericolato la passione, una questione di carattere. Sa noi meridionali... E proprio per questo, oggi, la quarta non ci sta proprio.

Portiera: E vorrei vedere. Ma ce lha la patente lei?

Marco: La patente? E che ci vuole la patente per

Portiera: Ma certo!

Marco: Ma da quando?

Portiera: Da sempre. Al suo paese siete tutti senza patente?

Marco: Signora, a dirle la verit, io non che frequenti pi di tanto certi ambienti. Non conosco altri diciamo colleghi. Comunque non sapevo avessero legalizzato tutto. Dopo la legge Merlin...

Portiera: O Santa Marianna! E cosa centra la legge Merlin.

Marco: Beh, direi che centra proprio precisa precisa.

Portiera: Per la patente?

Marco: E certo!

Portiera: Senta giovanotto. Io credo che lei stia provando a fare il furbo con me.

Marco: Ma

Portiera: Ma io non ho nessuna intenzione di stare qui, di fronte ad un uomo maleducato e fra laltro anche in uno sconveniente e aggiungerei disgustoso desabill, a farmi prendere in giro.

Marco: Signora

Portiera: Quindi, la Vespa rimane dov e me la vedr io col signor Fabio. Arrivederci.

Esce di scena.

Marco:(rivolto al pubblico) Era la portiera!?!

Buio. Musica.

SCENA 7

Musica. Luce. Marco comodamente seduto sul divano parla al cellulare con aria evidentemente soddisfatta.

Marco: Ciao cara... (attacca) per oggi abbiamo finito. E domani? O Dio, domani sabato, si torna a casa ho laereo alle 9. Madonna, gi passata una settimana. Cos tutto dun botto. Non ci posso credere. Eh, quando ti diverti, come passa il tempo. Eh va be, daltronde prima o poi questa cosa doveva finire. Per mi dispiace un po. Cavevo preso gusto. Sono simpatiche le veneziane. E poi, parliamoci chiaro, qua altro che la vacanza mi sono ripagato. Quando torno a casa mi faccio la moto nuova! Quando torno a casa (si alza) Ma chi lha detto che questa cosa non possa continuare anche casa!. Annuncio sul giornale, cellulare nuovo, qualche precauzione in pi Voglio dire, pensiamoci. Va be, che ore sono (guarda lorologio): gi le 8. Ho una fame. Doccetta rapida e vado a mangiare qualcosa. Si torna a casa.

Buio. Musica.

SCENA 8

Musica. Luce. Marco entra in scena a casa sua con lo zainetto.

Marco: Ah, casa dolce casa! Certo questa vacanza a Venezia mha ammazzato. Sar lumidit, sar mah, vabb.

Suonano alla porta.

Marco: Eccolo qui. Stavo in pensiero. Aveva detto che mi avrebbe raggiunto subito a casa. Che fretta. Gli sar mancato.

Entra Alex.

Marco: Ola grande vecchio. Che pasa? Todo bien?

Alex: Io s. E tu?

Marco: Ma sai che te lo devo proprio riconoscere? Questidea di Venezia stata proprio una furbata, anzi di pi: una genialata!

Alex: Ma va? Ma come, prima tutto ma non lo so, forse non il caso e adesso tutto questo entusiasmo. E come mai? Come mai? Dai, dai racconta.

Marco: Beh, sai Venezia sempre Venezia. Citt meravigliosa, affascinante, unica nel suo genere.

Alex: Unica

Marco: E poi la mostra.

Alex: La mostra

Marco: Film meravigliosi. Guarda, unatmosfera un livello culturale incredibile!

Alex: Incredibile!

Marco: S. Ho visto un film iraniano che, guarda, ti dico: poesia pura!

Alex: Eh, i film iraniani Quindi ti sei divertito, sei stato bene.

Marco: Direi proprio di s.

Alex: Bene

Marco: Bene.

Alex: Quindi?

Marco: Quindi?

Alex: Insomma, nientaltro da raccontare? Che altro hai fatto?

Marco: Ma te lho detto. Venezia, la mostra

Alex: i film iraniani, s questo lho capito! Insomma tu sei sicuro che non hai nientaltro di particolare da raccontare.

Marco: Beh veramente qualcosa ci sarebbe

Alex: Oooh, finalmente. Ci voleva tanto! Avanti, vuota il sacco. Allora?

Marco: Ma s, se non lo racconto a te a chi lo dico?

Alex: Questo si chiama ragionare da amico!

Marco:(ritmo serratissimo) Alex.

Alex: Marco.

Marco: Il finimondo!

Alex: Lo sapevo!

Marco: Come lo sapevi?

Alex: Va avanti!

Marco: Dicevo il finimondo! Non puoi immaginare cosa mi successo!

Alex: Oooh

Marco: Insomma vado nellappartamento.

Alex: S.

Marco: Tutto a posto. Tutto carino. Come avevi detto tu.

Alex: S.

Marco: Neanche dieci minuti dopo che sono arrivato suona il campanello.

Alex: S.

Marco: E chi ?

Alex: Chi ?

Marco: Una donna!

Alex: Una donna!

Marco: E che vuole?

Alex: Che vuole?

Marco: E che no so io! Ma lo capisco presto. Anzi, me lo dice lei stessa!

Alex: Te lo dice lei!

Marco: Sesso!

Alex: Sesso!

Marco: A pagamento! Ma non come pensi tu!

Alex: No!

Marco: La squillo non era lei! Ero io!! Davvero: abbiamo fatto quello che dovevamo fare e alla fine mha pagato. 200 Euro!!

Alex:(si alza colto dallentusiasmo) S!! Lo sapevo io che funzionava!

Marco: Certo che funziona! Perch, avevi qualche dubbio? Guarda che sono partito un po gi di corda mica impotente, non esageriamo eh!!

Alex: No dicevo (si risiede) quanto tha pagato?

Marco: 200 Euro, ragazzo. Ed ha anche aggiunto che erano ben spesi, Tant vero che pure ritornata. Anche se la seconda volta le ho fatto lo sconto.

Alex: Hai capito!

Marco: Tho lasciato senza parole, eh? Ho fatto il gigol tutta la settimana. Anzi per dirla tutta io, alla Mostra del Cinema, neanche ci sono andato.

Alex: E ti credo!

Marco: Neanche un film!

Alex: .. e gli iraniani

Marco: Mai visti!

Alex: E chi se laspettava

Marco: Ma sai, secondo me, cos successo? Qualcuno, un gigol locale, ha messo un inserzione sul giornale e ha sbagliato indirizzo. Che ne so, un civico invece di un altro, una A finale al posto di una O qualcosa del genere. E le clienti sono venute da me invece che da lui. Poi si sono trovate bene

Alex: Ah quindi secondo te un errore nellinserzione

Marco: Eh certo. Non mi viene in mente nessunaltra spiegazione a meno che?

Alex: A meno che?

Marco: Linquilino, il tuo amico

Alex: Fabio!

Marco: Fabio! Sei sicuro che, nel tempo libero per arrotondare

Alex: Ma che sei scemo!

Marco: No?

Alex: Ma lhai mai visto?!

Marco: Sai laspetto a volte

Alex: Ma lascia perdere. Non ci pensare nemmeno. Escluso a priori. Credimi.

Marco: E allora non rimane che linserzione sbagliata.

Alex: Non rimane che linserzione sbagliata.

Marco: Ma la cosa di cui ti voglio parlare unaltra.

Alex: Eh!

Marco: M venuta unidea.

Alex: Eh!

Marco: E se questa settimana di follia non si limitasse solo a una settimana?

Alex: Eh? (incredulo)

Marco: Se non si limitasse solo a Venezia?

Alex: Eh (disperato)

Marco: Ma sei diventato monosillabico?

Alex: No, che non ho altri suoni da emettere: mhai lasciato senza parole!

Marco: Perch?

Alex: Perch? Ma ti sei bevuto il cervello! Parti per una settimana di vacanza a Venezia, per il Festival del Cinema e mi ritorni che invece del consulente finanziario vuoi fare il gigol?

Marco: E qui che ti volevo!

Alex: Dove?

Marco: Al consulente finanziario.

Alex: Cio?

Marco: Io non ho nessuna intenzione di abbandonare la professione.

Alex: No.

Marco: No! Casomai di affiancarne unaltra ad essa perfettamente complementare. Vedi, io non sono un gigol come gli altri

Alex: Gli altri chi? Quanti ne conosci?

Marco: Gli altri nel senso quelli comuni, quelli normali. No. Io con le clienti ho un dialogo. Gli argomenti sono infiniti: costume, societ, sport, politica.

Alex: Una specie di Bruno Vespa a luci rosse.

Marco: Quello che volevo dire che si parla anche di soldi.

Alex: E ti credo!

Marco: Ma non di marchette. Di investimenti. Ma lo sai che la maggior parte delle clienti sono mediamente molto agiate, a dir poco? Ma secondo te altrimenti come farebbero a permettersi di spendere 200 Euro cos, in un paio dore?

Alex: Un paio dore!

Marco: Un paio dore! Un paio dore! E pure di pi! Comunque sia, sono le clienti perfette anche per il Marco consulente finanziario: si fidano di me. Ti giuro. Domani devo fare un paio di telefonate a Venezia per parlare di fondi dinvestimento. Ora, tu sai che il mio lavoro non stava andando molto bene. Anzi era proprio un disastro. Beh, con il Marco gigol integro sontuosamente le mie entrate, anzi a dir la verit, con la media di Venezia, diventa di gran lunga la mia occupazione principale, ma il consulente continuo a farlo lo stesso. Per due motivi. In primis, per una questione di facciata: per tutti sar sempre il consulente finanziario. In secundis, quando sar stanco di fare la vita, avr sempre una rispettabile professione molto ben avviata! Beh, che te ne pare. Credo di aver pensato a tutto, no? Senti ora sono un po sudaticcio e soprattutto affamato. Mi faccio una doccia e poi, manco a dirlo, da Luciano. Che dici?

Alex: Che dico. Dico che m passata la fame.

Marco: E perch?

Alex: No niente... mal di testa

Marco: E la fame.

Alex: Pu essere.

Marco: Dammi dieci minuti.

Marco esce di scena.

Alex: Un mostro. Ho creato un mostro.

Buio. Musica.

SCENA 9

Musica. Luce. Marco in scena a casa. E intento a parlare al cellulare.

Marco: Va bene. S daccordo. Alle 10, s alle 22. Perfetto. Ciao carissima. Un bacio.

Chiude la telefonata.

Marco: E anche questa fatta!

Risuona il telefono.

Marco: Pronti. Il grande vecchio, ciao Alex, come andiamo? Tutto bene. Ah guarda, mi sono organizzato in maniera fantastica. In tre settimane ho gi una clientela fissa. E diciamo il 50% sono mie clienti anche dal punto di vista finanziario. Un successone. Sotto tutti i punti di vista. Le clienti sono soddisfattissime anche perch il mio un servizio completo. Full monty. Ci vado in giro. Le accompagno allo shopping. Le consiglio. Io con loro ci parlo. Le ascolto. Mi raccontano le loro crisi. Le incomprensioni in famiglia, con i mariti. Ti ricordi? Quello che le donne non dicono? Adesso ho veramente capito quello che intendevi. Insomma non mi sento un gigol. E non credo di esserlo. Davvero. In un certo senso, sono delle amiche. Un po particolari, non lo nego, qualche volta mi faccio anche due palle cos per sono rapporti chiari e sinceri. E poi non accetto mica tutte, sai. Quelle che non mi piacciono tanti saluti. E certo! Ma s, non ti preoccupare. E tutto sotto controllo. Ma non lo so quando smetto! A dirti la verit per adesso non ci penso proprio. Ma lo so che illegale. Per, in fin dei conti, non faccio del male a nessuno, Anzi. Le clienti sono tutte maggiorenni e vaccinate. E poi, vero che i guadagni diciamo da prestazione straordinaria sono esentasse, daltronde non saprei proprio come dichiararli, per lincremento del mio portafoglio come promotore finanziario, fa s che aumentino anche le mie tasse regolarmente pagate e quindi la mia importanza come contribuente dellErario Italiano. Questa logica. No guarda, in questa storia non ci rimette nessuno. Mi sembra evidente. A proposito, pensa che fra un quarto dora arriver qui una cliente. Ma non una qualsiasi. Questa una contessa. Per la precisione si chiama contessa Odescalchi Barberini. S insomma una milionaria. Ci ha messo in contatto una mia cliente, sua amica. Mi ha detto che se rimane soddisfatta della seduta, niente di pi facile che decida anche di avvalersi anche delle mie prestazioni finanziarie. Alex, ho nel mirino la preda grossa. Ho beccato lelefante. Ma s stai tranquillo. Ora, ti saluto. Ci sentiamo dopo. Un abbraccio. Ciao. (chiude la telefonata) Io questo non lo capisco. Prima si fa in quattro per tirarmi su, per farmi uscire dal guscio. Adesso che vado a mille, sembra di sentire mia madre. Si sente responsabile di ogni cosa che faccio. Se penso come cominciata questa storia. E passato appena un mese ma sembra una vita. Eh s, un mese fa a Venezia per la Mostra del Cinema. E stata proprio unidea di Alex. Quanto buona fosse quellidea non lo sapeva neanche lui e neanche io a dire la verit! Comunque se il destino ha valuto che fosse pubblicata uninserzione sbagliata si vede che doveva andare cos!

Suonano alla porta.

Marco: La contessa. Gi qui! Impaziente la vegliarda

Buio. Due Occhi di bue puntati su Marco e Sarah. A distanza di circa un metro si danno le spalle. Parlano come se avessero laltra persona davanti a s.

Sarah: Posso entrare?

Marco: S, certo. Accomodati.

Sarah: Come stai?

Marco: Bene bene, tu?

Sarah: Cos

Marco: S

Sarah: Senti Marco o Dio adesso che sono qui non so pi cosa dire No, no, in realt so benissimo cosa devo dire. Me lo sono ripetuto centinaia di volte. E la cosa, in fin dei conti, credo sia molto semplice, anche se non facile. Insomma mi sei mancato tanto!

Marco: Eh?

Sarah: Mi sei mancato.

Marco: S scusa ma sono un po stordito. Devo un attimo riprendere il controllo. Sarah ma che succede? Voglio dire: due mesi senza una parola ti credevo chiss dove con Sbrodan, Sgrodan Slodan

Sarah: Luca.

Marco: Luca, s! Come Luca ma non aveva un nome tipo Sbrodan, Sgrodan Slodan, un nome rumeno, no?

Sarah: Spagnolo.

Marco: Eh?

Sarah: Spagnolo. Luca di Madrid.

Marco: Ah! Eppure sono sicuro che tu avessi detto che me lo ricordo benissimo! Tant che ne parlavo con Alex e parlavamo del regista rumeno

Sarah: Ingegnere. Uningegnere.

Marco: E vabb! Si vede che non ero molto presente quel giorno. Comunque che fine ha fatto?

Sarah: E finita.

Marco: Finita.

Sarah: Io voglio ricominciare. Ho pensato tanto negli ultimi tempi. Ho capito che il mio futuro con te. Per sempre. Se tu ancora lo vuoi. In questi mesi ho capito tante cose. E di questo sono sicura. Non ho dubbi.

Marco: Non ha dubbi.

Sarah: Vorrei che tutto tornasse come prima. E stata una crisi. Dopo sette anni pu succedere. So cosa hai sofferto. Ma se tu lo vuoi, potremo rimettere tutto a posto. Tutto come prima. Allinizio sar difficile, sar dura ma, se lo vogliamo veramente saremo una vera famiglia.

Marco: Famiglia No, che io ora devo andare no tu devi andare non puoi stare qui adesso

Sarah: Marco

Marco: No, no devi proprio andare via. Io ho bisogno di riflettere, da solo. Non so neanche cosa provo. Da una parte vorrei prenderti a schiaffi. Dallaltra

Sarah: Dallaltra?

Marco: Dallaltra niente Sarah. Niente. Ma che pretendi?

Sarah: Niente. Non pretendo niente.

Marco: E allora se non pretendi niente, vattene. Va via! Voglio dire va via adesso. Ma ci sentiamo, devo pensare a tante cose. Tu non immagini neanche quante cose sono cambiate negli ultimi tempi

Sarah: Hai una donna?

Marco: Eh? In che senso?

Sarah: Hai una donna? Stai con qualcuno?

Marco: Ah, in quel senso. Beh non precisamente una donna no. Una no.

Sarah: Bene. Scusa se te lho chiesto. Non ho resistito alla curiosit.

Marco: Nessun problema. Ma ora devi proprio andartene.

Sarah: Stai aspettando qualcuno.

Marco: No. S. Una cosa di lavoro.

Sarah: Ah, come va il lavoro?

Marco: Bene. Benissimo. Mai andato meglio.

Sarah: Sono contenta.

Marco: S.

Suonano alla porta. Si accendono le luci di scena, Si spengono gli occhi di bue. Marco si dirige verso il divano e prende la borsa di Sarah.

Marco: O Dio!! E lei.

Sarah: Chi?

Marco: La persona che sto aspettando. La cliente.

Sarah: E una donna.

Marco: Chi?

Sarah: Hai detto la cliente. E una donna.

Suonano ancora.

Marco: Ah, la cliente. S, s una donna. Va beh devi andare, veramente. Devo aprire.

Sarah: Mi chiamerai?

Marco: No. Non lo so. Forse s. Non lo so.

Sarah: Aspetter.

Lo bacia. Marco rimane basito. Sarah apre la porta ed esce soffermandosi solo un attimo a guardare la donna ferma davanti alla porta.

Sarah: Buonasera (rivolta alla donna)

Contessa: Buonasera.

La donna entra nellappartamento. E guarda Marco che rimasto immobile sempre nella stessa posizione del bacio.

Contessa: Lei Marco, suppongo.

Marco: Suppone lelefante.

Contessa: Lelefante? Ma come si permette?

Marco: No, mi scusi. Non era riferito a lei guardi contessa io sono assolutamente onorato di fare la sua conoscenza, era da tempo che aspettavo un appuntamento con lei ma proprio per questo, vorrei essere al meglio della condizione psico-fisica diciamo forse il caso di rimandare il nostro appuntamento

Contessa: Senta giovanotto. Io ho attraversato mezza citt per venire da lei, perch la nostra comune amica mi ha assolutamente consigliato una visita.

Marco: Ma lo so

Contessa: Arrivo qui e la sua accoglienza a dir poco imbarazzante, per me naturalmente, visto che addirittura era presente unaltra persona. Unaltra cliente immagino. Ma per chi mi ha preso?

Marco: Le assicuro

Contessa: Quello che voglio dire che due sono le cose: o lei cambia atteggiamento da subito e comincia ad essere allaltezza della sua fama e soprattutto a comportarsi come si conviene con una donna del mio rango o questa sar lultima volta che vedr la mia persona.

Marco: E vabb. Prego, si accomodi signora contessa.

La contessa esce di scena. Buio. Musica.

SCENA 10

Musica. Luce. Entrano in scena la contessa e Marco. La prima vistosamente contrariata.

Marco: Ma io lo sapevo. Glielavevo detto. Mi conosco, in quelle condizioni non si pu. Ero stravolto! Lha visto, no? Ma lei, mi scusi sa, ha voluto insistere. Sembrava che o si facesse oggi o mai pi! E questi sono i risultati.

Contessa: Addio.

Esce di scena.

Marco: Non mera mai successo proprio con lelefante! Con questa mi sistemavo. Maledizione!!! E questa Sarah: una strega. La vedo dopo due mesi e tah cilecca. Addio elefante. Addio investimenti. (rivolto al suo sesso) E pure tu per, quando si tratta di dare una mano ognun per s e Dio per tutti, eh! Questo era il momento della verit, lhai capito o no? E hai mandato tutto allaria. Che ti costava? Un po di sforzo ed eravamo sistemati ma lui, no. Il signorino preferisce rinunciare. Magari ad unaltra volta. Peccato che non ci sar unaltra volta. La contessa cha salutato e ha pure sbattuto la portama con chi sto parlando? Madonna, ho visto Sarah meno di venti minuti fa e gi ho il cervello in panne!

Buio. Musica.

SCENA 11

Musica. Luce. In casa Marco e Alex. Alex sul divano. Marco in piedi.

Alex: Ma io mi meraviglio che non sia successo prima!

Marco: Come prima? Perch?

Alex: Ma come facevi a reggere a uno stress cos! E poi io ti devo dire la verit: ero veramente molto preoccupato.

Marco: Preoccupato

Alex: Per te. Anzi, da questo punto di vista, il ritorno di Sarah, una manna dal cielo.

Marco: Addirittura una manna. Ma se non lhai mai potuta soffrire. E dai, ammettilo almeno.

Alex: Prima di tutto non assolutamente vero. Posso arrivare ad ammettere che non c mai stato un grande feeling, che una cosa diversa dal dire che non la sopportavo. Ma, a parte questo, il punto qui un altro.

Marco: E sarebbe?

Alex: Sarebbe che se per farti finire una volta per tutte questa pazzia del gigol, devi ricominciare la storia con Sarah, muoia Sansone con tutti i filistei e sia benvenuta la figliola prodiga, cio la tua Saretta.

Marco: E che centra Sansone e i filistei?

Alex: Ma niente, era limpeto retorico. Comunque adesso devi proprio prendere una decisione. Questo chiaro.

Marco: Ma s, lo so. E che che ti devo dire: questa vita sotto certi punti di vista, mi piace. E comoda, facile. Comincio adesso a prenderci gusto. Ma ti rendi conto che sono passato, proprio il caso di dirlo, dalle stalle alle stelle? E da un giorno allaltro. Ho scoperto un mio nuovo talento. Che mi ha fatto uscire dal tunnel Sarah, mi ha dato sicurezza, mi ha fatto conoscere un sacco di donne e ha dato una cospicua rimpinguata al mio esausto conto corrente. Scusa s poco! Era destino, era destino. Questo non me lo toglie dalla testa nessuno.

Alex: E invece te lo tolgo io dalla testa! E s, non ce la faccio pi. Ho questo peso qui e non ce la faccio pi a tenere tutto dentro.

Marco: Ma di che parli?

Alex: Hai presente quellerrore sullannuncio di cui parli sempre?

Marco: E allora?

Alex: Non c stato nessun errore!

Marco: Come non c stato nessun errore. A Via del Cancelletto 26 interno 15, cero io!

Alex: Appunto!

Marco: Appunto che?

Alex: Ma insomma, proprio non carrivi?

Marco: Non arrivo a che?

Alex: Lannuncio sul Gazzettino ce lho messo io!

Marco: Tu?! E perch?

Alex: Ma che ne so. Era un mese che ti vedevo a pezzi. Le avevo provate tutte. Non sapevo pi che fare. Non riuscivo in nessun modo a convincerti a vedere altre donne, ero preoccupato. Avevi bisogno di qualcosa di forte. Una bella scossa che ti facesse uscire dal buco nero in cui ti trovavi. E, non so come, mi venuta lidea dellannuncio. Ho pensato: se Maometto non va alla montagna, porteremo la montagna da Maometto. Ma non una sola, tante montagne, una catena intera. E in effetti cho azzeccato. Ne hai conosciute tante. Ti sei sbloccato. Ma che ne so io che ti metti in testa di essere il Rodolfo Valentino del 21 secolo! Doveva essere una cosa di una settimana. A centinaia di chilometri da casa. Basta. Finiva l! (si siede accanto a Marco e lo guarda preoccupato) Marco, che dici?

Marco: Eh?

Alex: Tutto bene?

Marco: Sei stato tu.

Alex: S. Ma stato un gesto da amico!

Marco piano piano comincia a ridere per arrivare ad esplodere una sonora risata. Risata che si propaga anche in Alex che, dallo stupore iniziale, scoppia a ridere. Mentre ridono continuano a parlare.

Marco: Sei stato tu.

Alex: Eh

Marco: Ti sembrava un buona idea.

Alex:

Marco: Maometto e la montagna.

Alex: Mica una

Marco: Una catena

Alex: Oooh

Marco: Le Alpi

Alex: I Pirenei

Marco: LHimalaya!

Alex: Messner!!

Marco: Che figlio di

Alex: No, qui se c una zoccola quella sei tu!

Gradualmente la risata termina.

Marco: Vabb, che ti devo dire. Non sar stato il destino, ma il problema rimane. Una decisione va comunque presa.

Alex: Di certo non puoi continuare con questa doppia vita. Sarebbe difficile in condizioni normali, ma adesso proprio impossibile.

Marco: Per Sarah dici.

Alex: Gi. Altro problema, eh?

Marco: Il vero problema, in realt.

Alex: Che intendi fare?

Marco: Non lo so. Davvero non lo so.

Alex: Capisco.

Marco: La realt che questa storia, per quanto irreale e pazza e destinata comunque a concludersi, mi ha cambiato. Ha fatto uscire fuori una parte di me che neanche sapevo di avere. E non so quanto questa parte sia conciliabile con Sarah. Alex, io non sono pi cos sicuro di amarla. Quando lei venuta qui. Quando lho vista davanti alla porta non lo so. E stata unemozione forte, fortissima ma non era quello che ho sempre pensato in questi mesi. Quella scena io me la sono rivissuta centinaia di volte nella mia testa. Non che sapessi che sarebbe tornata da me. Erano sogni, illusioni, speranze di felicit alle quali mi aggrappavo allinizio, nel periodo pi duro. E mentre lei era qui, proprio in questa stanza, davanti a me e mi diceva esattamente le cose che io avevo sognato, che mi chiedeva scusa e mi diceva che voleva tornare con me, che tutto tornasse come prima io la guardavo. Guardavo le sue labbra muoversi senza capire neanche una parola. Il suono della sua voce mi arrivava attutito, ovattato. E in quel momento nella mia testa cera solo un pensiero, uno solo in quel maledetto momento stavo pensando che non riuscivo assolutamente a ricordarmi dove avevo posteggiato la macchina sar indicativo?

Alex: Indicativo? Altro che indicativo questo un imperativo e categorico anche! Eh amico mio, credo che tu sia nel bel mezzo di una tempesta perfetta. Uno di quei rari e decisivi momenti in cui vieni chiamato a prendere delle decisioni che segneranno il resto del tua cammino in questa vita.

Marco: Non riesci a dirlo in maniera meno teatrale?

Alex:(rivolto al pubblico) Era teatrale? Vabb per mi sembrava il momento adatto per un giusto tocco di enfasi oratoria.

Marco: Forse hai ragione tu.

Alex: Certo.

Marco: Certo. Ora devo andare.

Alex: S, anchio. Da che parte vai?

Marco: In centro. Una cliente. Mi ha chiesto di accompagnarla mentre fa shopping.

Alex: Che tipo di cliente?

Marco: Di tutte due. Sia del consulente finanziario sia dellaccompagnatore.

Alex: Per! E adesso fai anche il personal shopper. Cos le professioni sono tre. Uno e trino. Inquietante, eh?

Marco: S. Pi che altro io le servo per portare i pacchi. Ci sono queste riccone per le quali lo shopping veramente un mestiere. Come il fitness o il parrucchiere. E un mondo a parte, sul serio. Sono dei mostri.

Alex: S, dei mostri che ti pagano casa, macchina, moto e tutti gli extra

Marco: Sar diventato un mostro anchio

Buio. Musica.

SCENA 12

Musica. Luce. Marco entra in scena con Lidia. Hanno delle borse da shopping. Si siedono ad un tavolino.

Lidia: Sono proprio soddisfatta. Soprattutto i pantaloni di Cavalli sono favolosi!

Marco: Con quello che costano. Ci fai due settimane al mare!

Lidia: S, dove vai tu. E poi sempre meno di quello che mi sei costato negli ultimi tempi, se proprio vogliamo fare i veniali. A proposito, quand che abbiamo fissato lappuntamento la prossima settimana?

Marco: Eh?

Lidia: Lappuntamento la prossima settimana. Dunque vediamo. (consulta unagendina) Luned no perch ho yoga. Marted ho la cena dai Signorelli. Mercoled il vernissage. Gioved s gioved dovrebbe essere perfetto ah no, dimenticavo. Gioved c la partita di polo di Riccardo. Venerd si parte per la montagna. Ma lo sai che forse questa settimana non riusciremo a vederci? Dovr decidermi prima o poi a diminuire il ritmo di questa vita massacrante o mi verr un esaurimento nervoso. Finir per correre il rischio di dimostrare i miei anni. Marco, mi ascolti?

Marco: Eh?

Lidia: Come sei assente oggi. Ma coshai?

Marco: Ma no, niente anzi in realt s. Qualcosa c.

Lidia: E cosa aspetti a parlarmene?

Marco: Ma veramente una cosa un po complicata, non so se

Lidia: Ti sei stancato di fare questo mestiere. (Marco la guarda sorpreso, stupito da fatto che lei abbia indovinato il motivo del suo stato danimo) Ma che credevi, che mi occupassi solo di shopping, parrucchiere, lifting e cene di gala? S eh? Beh mi deludi, mio caro. Ti sbagli di grosso. Guarda che questa splendida signora, bench oggi rappresentante della crema, della parte pi raffinata, colta e nobile della societ cittadina e con la quale hai avuto lonore di intrattenere rapporti pi che intimi, non stata sempre quello che vedi adesso.

Marco: Cio?

Lidia: Eh caro Marco. Tutto quello che ho avuto me le sono conquistato con le mie forze e con quello che madre natura mi ha donato. Ti confesser una cosa: io sono nata in periferia, mio padre faceva il fruttivendolo e mia madre laiutava col banco. Sai qual il mio cognome da signorina? Coccia. Altro che nobile!

Marco: Hai capito!!

Lidia: Certo mio caro. Ma quella vita non faceva per me. Questo lho capito subito. E quindi mi sono data da fare ed ora eccomi qua. Ho imparato presto a comportarmi come una signora con la puzza sotto il naso. Ma serve solo per essere accettata nel mondo di mio marito. E non ti credere sia stato facile, soprattutto i primi anni. Sono acque infestate da squali. Ma sono sopravvissuta, mi sono costruita la mia corazza. Questo per dirti che ho tirato su, completamente da sola, senza tate, zie e nonne e aggiungo anche senza alcun valido aiuto da parte del mio splendido ed impegnatissimo marito, tre figli maschi. E se aggiungiamo mio marito, mio suocero che vive con noi, mio padre e quattro fratelli, senza contare innumerevoli zii e cugini, hai il quadro della situazione: ho praticamente vissuto in case che pi che altro erano caserme. Ho imparato in fretta a leggere cosa gira nella testa di voi rappresentanti del cosiddetto sesso forte. Tutti i vostri silenzi, i vostri bronci da eterni ragazzini, il vostro finto interesse per quello che diciamo, quando avete nella mente tuttaltro. Ma s stata una questione di sopravvivenza, se non avessi imparato a leggere anche quello che gli uomini non dicono, sai dove sarei a questora?

Marco: Aspetta cosa hai detto?

Lidia: Cosa?

Marco: Hai detto: quello che gli uomini non dicono!

Lidia: Certo, proprio cos.

Marco: No, che una frase che ho gi sentito da qualche parte

Lidia: Beh, cera la canz

Marco: la canzone della Mannoia, s devessere quella!

Lidia: Comunque, per tornare a te. Che non fossi il tipo adatto per questa vita, si vedeva da un chilometro.

Marco: Ma va?

Lidia: Sicuro! Non perch non fossi bravo. Non sarei qui adesso E che avevi qualcosa di diverso, unanima pi dolce e sensibile che con gli accompagnatori ha poco a che fare. E che poi il vero motivo del tuo successo in questa professione. Tu hai qualcosa che i tuoi colleghi non hanno. Ma si intuiva che non saresti durato a lungo. Noi lo sapevamo tutte. Per questo ne abbiamo approfittato da subito. La tua presenza in questo mondo chiaramente una fuga. Dio solo sa da cosa. Ma comunque sicuramente una fuga. Quando ti saresti stancato di correre

Marco: Beh, Lidia mi hai lasciato senza parole, e non facile!

Lidia: A chi lo dici! Qualunque essa sia: prendi una decisione e seguila fino in fondo, senza paura. E tutto ci che posso dirti.

Marco: Lo far. Grazie per il consiglio.

Entra in scena Sarah.

Sarah: Marco.

Marco: Sarah. Che ci fai qui?

Sarah: Beh, veramente quel portone il mio ufficio.

Marco: Ma non era

Sarah: Ho cambiato.

Marco: Ah.

Sarah: (rivolta alla donna) Buongiorno.

Lidia: Buongiorno cara, si accomodi.

Sarah: No, non vorrei

Lidia: Ma no cara. E poi io me ne stavo andando. Marco, tardissimo. (si avvicino allorecchio di Marco e, in un momento di distrazione di Sarah, gli sussurra) Scommetto che questa potrebbe essere una buona ragione per smettere di correre!

Marco: A dirti la verit, non ne sono pi cos sicuro.

Lidia: Comunque ti saluto caro. Ah per quella cosa: se pensi possa esserti utile, sparger la voce.

Marco: S, direi di s. Credo possa essere una buona idea.

Lidia: E deciso, allora. (rivolta a Sarah) Arrivederci cara.

Sarah: Arrivederci.

La donna esce. Sarah si siede al suo posto.

Sarah: Che bella signora. Di classe direi.

Marco: Non c dubbio.

Sarah: Una cliente.

Marco: Una delle migliori. Come stai?

Sarah: Bene. Tu?

Marco: Bene. Guarda il destino

Sarah: Che vuoi dire.

Marco: Ho riflettuto a lungo, dopo il nostro incontro. E questo credo sia proprio il momento giusto per vederti

Sarah: S?

Marco: S.

Sarah: Dalla tua faccia non direi che si tratta di una bella notizia.

Marco: Non so se una bella o una brutta notizia. Ma una notizia. E questo pi di quanto credevo di poter fare adesso. Sarah, tu sei parte della mia vita come poche persone. Una parte di me continuer ad amarti per sempre ma

Sarah: ma non tornerai da me.

Marco: No no. E in questa decisione, credimi, non c alcun senso di rivalsa o peggio di vendetta per quello che successo, labbandono quella specie di fuga con, con

Sarah: Luca.

Marco: Luca, eh non mi entra in testa No. E che in questi mesi mi sono successe tante cose. Neanche te limmagini. E io mi sono scoperto molto diverso da quello che credevo. Mi sono un po perso. E non sono le condizioni migliori per ricominciare un rapporto come il nostro. Insomma non voglio farla tanto lunga. Ma in questo momento le cose stanno cos. Mi dispiace. Credimi.

Sarah: Ti credo. Ora sar meglio andare.

Marco: S.

Sarah: Cerca di ritrovarti, allora.

Marco: Far il possibile.

Sarah: Ciao.

Marco: Ciao Sarah.

Sarah esce di scena. Marco rimane seduto a guardare Sarah che si allontana. Buio. Occhio di bue su Marco.

Marco:(rivolto al pubblico) Ed eccoci qua. Questo quello che mi successo negli ultimi due mesi. Due mesi! Mica due anni. Sono passato dallessere ad un passo dal matrimonio con la donna della mia vita. Alla disperazione assoluta per abbandono del tetto quasi coniugale, da parte di lei, fuggita con un regista rumeno di nome Sbrodan, Sgrodan Slodan beh qualcosa del genere. Che poi si scoperto essere in realt un ingegnere spagnolo di nome Luca. Mah! Una rapida ascesa come accompagnatore ufficiale dellalta borghesia cittadina. Fino a ritornare ad essere pi o meno quello di prima con la consapevolezza di non amare pi la ex donna della mia vita che nel frattempo era ritornata da me.

Si spegne il primo occhio di bue e si accende il secondo centrale. Marco lo attraversa per poi tornare sui suoi passi. In proscenio si rivolge al pubblico.

Marco: Mio nonno mi diceva: Ogni storia ha una sua morale. Beh io non so se anche questa ne abbia una, ma se c una cosa che ho imparato : Mai smettere di lottare finch lincontro non finito. Kevin Kostner a Robert De Niro ne Gli Intoccabili di Brian De Palma. Un mito. Non centra niente ma erano anni che sognavo di dirlo.

Buio. Musica. Saluti.

FINE

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