Karel Ciapek
R. U. R.
Primo atto
La scena rappresenta lUfficio di direzione della fabbrica
Rezons Universal Robots (R.U.R.). A destra, la comune. Nel fondo, ampli
finestroni, attraverso i quali visibile la lunga teoria dei capannoni che
compongono la fabbrica. A sinistra, porta di accesso agli uffici.
Domin seduto a sinistra, su una poltrona girevole, dinnanzi a un vasto
scrittoio di stile americano. Sullo scrittoio, una lampada elettrica, il
telefono, uno schedario, molta corrispondenza, gli accessori duso: il tutto,
di modello rigidamente commerciale, senza ricercatezze n raffinatezze, e con
esclusione dogni oggetto e di ogni intenzione darte.
A sinistra, vasti affissi stampati: "Manodopera a basso prezzo. Il Robot
Rezon, tipo corrente, a 150 dollari". "Chi non possiede il suo
Robot?". "Volete vendere a prezzi miti? Ordinate dei Robots".
Altre carte diagrammatiche; e i corsi del cambio.
Presso lo scrittoio di Domin, una cassaforte; e un tavolinetto, con sopra una
macchina da scrivere, sulla quale picchietta la dattilografa Silla, una Robote:
nella commedia i Robots vestono: gli uomini, una salopette di tela uniforme, e
le donne un grembiule della stessa tela; unarmatura di cinghie, tra le spalle,
alla cintura, e dalle spalle, alla cintura: e, sul petto, allaltezza del seno
sinistro, una placca di ottone col numero di serie e di fabbricazione.
SILLA: Nel 1940 il vecchio Rezon, grande fisiologo, ma a
quellepoca ancora giovane scienziato, venne in questa lontana isola per
studiarvi la fauna marittima. Egli cercava di imitare, con una sintesi chimica
la sostanza vivente detta protoplasma; e un bel giorno pervenne a comporre una
materia che aveva tutte le qualit della sostanza vivente pure avendo una
composizione chimica differente. Fu nel 1952, quattrocento-sessanta anni giusti
dopo la scoperta dellAmerica. IL vecchio Rezon scrisse cos: La natura ha
trovato un modo solo di organizzare la sostanza vivente. Ma esiste un altro
modo pi semplice, pi comodo, pi rapido, che la natura non ha sperimentato.
Questa seconda via, che levoluzione della vita avrebbe potuto vantaggiosamente
seguire, sono riuscito oggi a scoprirlo io. Si figuri, signorina, che egli ha
scritto queste grandi parole per essere riuscito a mettere insieme una orrenda
salamoia gelatinosa che un cane non avrebbe assaggiata. Immagini dunque il
vecchio Rezon, seduto davanti ai suoi alambicchi e al suo provino, in
contemplazione di quella salamoia, a sognare per essa e in essa che tutto un
albero di vita vi avrebbe messo radici e germogli, e tutti gli animali ne
sarebbero usciti, dal minimo vibrione fino allo stesso uomo. Ma fino alluomo
composto di una sostanza differente dalla nostra. Fu un momento storico; e una
impressione enorme nel mondo.
ELENA
DOMIN Continuate (Detta) ...che noi non assumiamo responsabilit di sorta
per le avarie sofferte in corso di viaggio. Allatto dellimbarco, non abbiamo
trascurato di far notare al vostro capitano che il bastimento non era adatto al
trasporto dei Robots. Ricevete, signore, i nostri saluti pi distinti. Per
Rezons Universal Robots. Finito?
SILLA Sissignore.
DOMIN Unaltra: Agenzia E.B. Huysums. New York. La data. Vi
accusiamo ricevuta della vostra ordinazione di Robots, che evaderemo secondo
disponibilit e in tutti i casi entro quattro settimane. Pagamento a trenta
giorni. Vogliate gradire, etc.... Finito?
SILLA Sissignore.
DOMIN Unaltra: Friedrichwerke, Amburgo. La data. Vi accusiamo ricevuta
della vostra ordinazione di quindicimila Robots. (Suoneria del telefono. Domin
stacca il ricevitore) Il Direttore generale. S. Sta bene, telegrafate. S. S.
(riattacca) Dove eravamo rimasti?
SILLA Vi accusiamo ricevuta della vostra ordinazione di quindicimila
Robots.
DOMIN (assorto) Quindicimila Robots...
MARIO (entrando) Signor direttore; una signora chiede di essere ricevuta. Ha
un biglietto di presentazione. Questo (porge).
DOMIN (leggendo) Il presidente Glory. Fate entrare.
MARIO (verso lesterno) Favorisca, signora. (Entra Elena Glory. Mario esce)
DOMIN (alzandosi) Desidera?
ELENA Ho lonore di parlare al Direttore Generale?
DOMIN Domin. Ai suoi ordini.
ELENA Mi sono permessa di venire da lei...
DOMIN Con una presentazione del Presidente Glory. Il presidente Glory un
mio vecchio e prezioso amico.
ELENA Il presidente Glory mio padre. Io sono Elena Glory.
DOMIN un grande onore per me, signorina, di... di... Voglia accomodarsi, la
prego. (A Silla) Potete andare, Silla. (Silla esce. A Elena) In che cosa posso
servirla, signorina?
ELENA Sono venuta...
DOMIN Per visitare la nostra fabbrica di uomini. Come tutti coloro che
approdano qui. Sono ai suoi ordini, signorina.
ELENA Temevo fosse proibito...
DOMIN Proibito, s. La fabbricazione delluomo artificiale il segreto della
casa.
ELENA Se sapesse in quale grado...
DOMIN Ci la interessi? Lo so. La vecchia Europa non parla che di questo.
ELENA Perch non mi fa finire la frase?
DOMIN Scusi. Avrebbe voluto dire altro?
ELENA Ho voluto solamente domandarle...
DOMIN Di lasciarle visitare, in via eccezionale, la fabbrica. concesso,
signorina.
ELENA Come fa a sapere che volevo chiederle questo?
DOMIN Tutti domandano la stessa cosa. (alzandosi) Per provarle la mia
amicizia a suo padre, e la confidenza e il rispetto chella mi ispira, signorina,
le far visitare la fabbrica. Fin dove il segreto di fabbricazione lo
permetter. Ma in ogni caso, pi che agli altri.
ELENA Grazie.
DOMIN Beninteso, ella si impegna a non riferire, a nessuno, quanto ella
vedr.
ELENA (tende la mano) Parola donore.
DOMIN Grazie. Vorrebbe essere cos gentile di togliersi il velo?
ELENA Ah, capisco. Scusi. (E poi chegli, discorrendo, le ha preso la mano)
Se vuole lasciar andare la mia mano...
DOMIN Le chiedo perdono.
ELENA Capisco. Ella vuole sincerarsi chio non sia una spia. prudente, lei.
DOMIN (considerandola con ammirazione) Eh! proprio. Naturalmente. cos.
ELENA Diffida di me?
DOMIN Oh! no, signorina Elena... Padron: signorina Glory. Ha fatto una buona
traversata?
ELENA Buonissima. E mi conduce subito a visitare la fabbrica?
DOMIN Subito. Ventidue. Vero?
ELENA Ventidue che cosa?
DOMIN Ventidue anni.
ELENA Ventuno. Perch lo vuol sapere?
DOMIN Perch... perch... (estatico) Rester qui a lungo, vero?
ELENA Dipende da ci che mi sar mostrato riguardo alla fabbricazione.
DOMIN Al diavolo la fabbricazione! Ma certo, signorina Glory. Le sar
mostrato molto. Tutto. Voglia accomodarsi. Le interessa conoscere la storia
della invenzione?
ELENA Oh, s! (siede).
DOMIN Allora... (siede, alla sua volta, su un angolo della scrivania; guarda
Elena, pi e pi preso dammirazione, e recita in fretta) Nel 1940 il vecchio
Rezon, grande fisiologo, ma a quellepoca ancora giovane scienziato, venne in
questa lontana isola per studiarvi la fauna marittima. Egli cercava di imitare,
con una sintesi chimica la sostanza vivente detta protoplasma; e un bel giorno
pervenne a comporre una materia che aveva tutte le qualit della sostanza
vivente pure avendo una composizione chimica differente. Fu nel 1952,
quattrocento-sessanta anni giusti dopo la scoperta dellAmerica. Auff!
ELENA Sa a memoria?
DOMIN S, signorina: ho ripetuto questa storia migliaia di volte, a migliaia
di giornalisti, di clienti, di visitatori. Devo continuare?
ELENA Continui, continui.
DOMIN (in tono solenne) E allora, signorina, il vecchio Rezon scrisse cos:
La natura ha trovato un modo solo di organizzare la sostanza vivente. Ma
esiste un altro modo pi semplice, pi comodo, pi rapido, che la natura non ha
sperimentato. Questa seconda via, che levoluzione della vita avrebbe potuto
vantaggiosamente seguire, sono riuscito oggi a scoprirlo io. Si figuri,
signorina, che egli ha scritto queste grandi parole per essere riuscito a
mettere insieme una orrenda salamoia gelatinosa che un cane non avrebbe
assaggiata. Immagini dunque il vecchio Rezon, seduto davanti ai suoi alambicchi
e al suo provino, in contemplazione di quella salamoia, a sognare per essa e in
essa che tutto un albero di vita vi avrebbe messo radici e germogli, e tutti
gli animali ne sarebbero usciti, dal minimo vibrione fino allo stesso uomo. Ma
fino alluomo composto di una sostanza differente dalla nostra. Fu un momento
storico; e una impressione enorme nel mondo.
ELENA E poi?
DOMIN Poi? Poi, si trattava di far uscire la vita dal provino, di accelerare
levoluzione e di inventare le diverse materie, catalizzatori, enzimi, ormoni.
Insomma comprende, vero?
ELENA Non... non so. Non molto, credo.
DOMIN Io... io, non vho capito mai e non vi capisco nulla di pi preciso.
Dunque, ora, con laiuto di tali decotti, egli avrebbe potuto fare ci che gli
fosse piaciuto. Avrebbe potuto ottenere, per esempio, una medusa con un
cervello di Socrate, oppure un verme lungo una cinquantina di metri. Ma poich
egli era sprovvisto di umorismo, si mise in testa di fare un vertebrato
normale, e forse lo stesso uomo. E ci si mise.
ELENA A che cosa?
DOMIN A imitare la natura. Dapprima tent di produrre un cane artificiale.
Ci gli richiese parecchi anni di ricerche e di fatiche: ne usc una specie di
vitello rachitico, che crep dopo qualche giorno. Glielo mostrer nel Museo. In
seguito il vecchio Rezon si diede a costruire luomo. (Pausa)
ELENA Avevo gi letto tutto ci, a scuola.
DOMIN Tanto peggio! (discende dalla scrivania e va a sedersi accanto a Elena)
Ma vuol sapere ci che non scritto nei libri che lei ha letti a scuola? (si
picchia la fronte con un dito) Che il vecchio Rezon era pazzo da legare.
Veramente, signorina Glory, pazzo; ma tenga questa informazione per lei sola.
Questo vecchio bizzarro decisamente credeva di poter fare degli uomini.
ELENA Ma voi non fate forse degli uomini?
DOMIN Non del tutto uomini, signorina Elena. Quasi uomini. Quasi. Invece il
vecchio Rezon voleva detronizzare Dio. Era un terribile materialista: ed il suo
materialismo ispirava la sua scienza. Non si trattava, per lui, se non di
fornire una prova che non si ha bisogno del buon Dio. Ecco perch si era messo
in testa di fare un uomo esattamente simile a noi. Conosce un poco lanatomia, signorina?
ELENA Pochissimo.
DOMIN Come me. Si figuri che il vecchio Rezon si intestava a fabbricare tutto
esattamente come nel corpo umano. Lappendice, le tonsille, lombelico... Cose
inutili. E anche, pensi, le glandole sessuali.
ELENA Queste, per, non sono...
DOMIN Inutili, lo so. Ma per la fabbricazione artificiale, artificiale, degli
uomini, allora, mi scusi, esse non sono affatto necessarie.
ELENA Comprendo.
DOMIN Le far vedere al Museo tutto ci che egli ha aborracciato in dieci
anni. Ci che doveva essere un uomo vivente, non ha vissuto che tre giorni.
terribile, quello che ha fatto il vecchio Rezon! Intanto, a quellepoca arriva
qui il nipote di lui, un ingegnere. Una testa di genio, signorina. Non appena
ebbe veduto ci che il vecchio penosamente andava fabbricando, disse: una
sciocchezza impiegare dieci anni a costruire un uomo. Se tu non giungi, zio, a
far pi presto della natura, la tua invenzione inutile. E si diede, a
tuttuomo, a studiare lanatomia.
ELENA I libri raccontano diversamente.
DOMIN (alzandosi) Quello che nei libri di scuola rclame. Pagata da
noi. Vi abbiam fatto stampare, per esempio, che stato il vecchio ad inventare
i Robots. No. Il vecchio era forse buono per lUniversit; ma non aveva alcuna idea
della fabbricazione industriale. Fu il giovane Rezon, che ebbe lidea di fare,
degli uomini fabbricati, altrettante autentiche macchine da lavoro, semoventi e
intelligenti. Quello che ha letto nei libri di scuola sulla collaborazione dei
due grandi Rezon, fandonia. I due si abbaruffarono terribilmente, quasi ogni
giorno. Il giovane fin col rinchiudere lo zio sotto chiave, in un laboratorio,
in compagnia dei suoi aborti; e si mise a produrre egli stesso, ma alla maniera
degli ingegneri. Il vecchio Rezon lo ha letteralmente maledetto prima di
morire, impiastricci ancora due mostri fisiologici; e un bel giorno fu trovato
stecchito nel suo laboratorio. Ed ecco tutta la storia.
ELENA E il giovane?
DOMIN Il giovane Rezon, signorina, era lepoca nuova. Lepoca della
fabbricazione dopo lepoca della conoscenza. Dopo di essersi un po
familiarizzato con lanatomia delluomo, egli comprese subito che luomo
troppo complicato, e che un buon ingegnere lo avrebbe fatto pi semplice.
Allora si mise a rifare lanatomia: a cercare quello che avrebbe potuto essere
lasciato da parte, a semplificare. Ma dica: tutto questo non lannoia?
ELENA Al contrario. interessantissimo.
DOMIN Ebbene: il giovane Rezon si detto: Un uomo qualche cosa che sente,
mettiamo, la gioia; che suona il violino; che vuol fare una passeggiata; che,
insomma, si propone di compiere e compie una quantit di cose che in fondo sono
inutili.
ELENA Oh!
DOMIN Aspetti. Una quantit di cose che sono inutili quando si tratti di
tessere o di addizionare. Ma una macchina da lavoro non ha bisogno di sentire
la gioia n di suonare il violino. Un motore a benzina non ha bisogno n di
scarpette lucide n di ornamenti. E fabbricare degli operai artificiali, lo
stesso che fabbricare dei motori a benzina. Lessenziale che il prodotto sia
il migliore possibile dal punto di vista pratico. Quale il migliore operaio
dal punto di vista pratico?
ELENA Forse quello onesto e devoto.
DOMIN Ma no! quello che lavora di pi e costa di meno. Quello che ha i
minori bisogni. Il giovane Rezon ha inventato loperaio che ha il minimo dei
bisogni. Ha soppiantato luomo, creando il Robot. I Robots non sono uomini! Dal
punto di vista meccanico essi sono pi perfetti di noi: ch posseggono
unintelligenza ammirevole; ma non hanno anima. Ha mai veduto linterno di un
Robot?
ELENA No.
DOMIN molto pulito, semplicissimo. Un lavoro accurato. Pochi pezzi, ma
congegnati esattamente. E tersi come un soldo nuovo. Invece, luomo vero...
ossa, nervi, sangue, intestini: un putridume. Il prodotto dellingegno pi
perfetto, dal punto di vista tecnico, del prodotto della natura.
ELENA Si dice che luomo sia il prodotto di Dio.
DOMIN Il buon Dio di diecimila anni fa: non aveva la minima idea della
tecnica moderna. Il giovane Rezon ha tentato il ruolo di Dio; ma un Dio
svecchiato, modernizzato, di questi tempi. E come Dio, ha perfino fatto della
mitologia.
ELENA In che modo, di grazia?
DOMIN Si messo a fabbricare dei super-Robots. Dei giganti da lavoro. Ha cercato
di farne degli alti quattro metri; ma non pu immaginare come si rompessero
facilmente.
ELENA Si rompevano?
DOMIN S. O una gamba o un braccio o qualche altra cosa. Perch urtavano
dappertutto. Sembra che il nostro pianeta sia piccolo per i giganti. Adesso non
fabbrichiamo che Robots di grandezza naturale e di aspetto umano.
ELENA Ho visto i Robots per la prima volta da noi. Il Municipio ne ha
comperati, voglio dire, assoldati...
DOMIN Comperati, cara signorina. I Robots si comperano.
ELENA Comperati, per impiegarli come spazzini di strada. Li ho veduti
spazzare. Sono talmente strani, e cos silenziosi!
DOMIN Ha notato la mia dattilografa?
ELENA Non ho fatto attenzione.
DOMIN (suonando) La Societ anonima dei Rezons Universal Robots non fabbrica
ancora un articolo uniforme. Abbiamo dei Robots fini e dei Robots comuni.
Quelli di qualit superiore sono garantiti per ventanni, beninteso con
esclusione del caso dinfortunio.
ELENA E dopo, muoiono?
DOMIN Si consumano. (Silla entra) Silla, mostratevi alla signorina Glory.
ELENA (alzandosi e tendendo la mano) Lieta di fare la vostra conoscenza.
SILLA La prego di accomodarsi.
ELENA (sedendosi) Non vi spiace star qui, tanto lontana dai centri abitati,
signorina?
SILLA Non capisco. Io sono di qui, della fabbrica.
ELENA Ah! siete nata qui?
SILLA S. Mi hanno fabbricata qui.
ELENA (con un sussulto) Come?
DOMIN (ridendo) Silla non una donna, una Robote: un Robot femminile.
ELENA Vi chiedo scusa.
DOMIN (posando una mano sulla spalla di Silla) Oh, Silla non se lha a male.
Osservi, signorina, la carnagione che noi facciamo. Tocchi la guancia...
ELENA Oh no, no!
DOMIN Ella non si accorgerebbe chessa di una sostanza diversa dalla
vostra. Ha perfino la caratteristica peluria delle castagne. Solo gli occhi
sono un poco assenti, comella vede. Ma in compenso, che capelli! Voltatevi,
Silla.
ELENA (levandosi di scatto) Ma basta, basta!
DOMIN Silla, parlate con la signorina. una visitatrice di riguardo.
SILLA La prego di volersi accomodare, signorina. (Elena siede nuovamente e
Silla con lei) Ha fatto una buona traversata?
ELENA Buonissima, grazie.
SILLA Non ritorni sul piroscafo "Amelia", signorina Glory. Il
barometro depresso: a 705. Aspetti piuttosto la partenza del
"Pensylvania". un piroscafo eccellente.
DOMIN Specificate.
SILLA Quaranta nodi allora. Tonnellaggio novantacinquemila. uno degli
ultimi e pi perfetti vari, signorina.
ELENA Grazie.
SILLA Ottanta uomini dequipaggio, capitano Harpy, otto caldaie.
DOMIN (ridendo) Basta, Silla, basta cos. Mostrateci come parlate linglese.
ELENA Parlate linglese?
SILLA Parlo quattro lingue. Scrivo: Signore! Monsieur! Dear Sir! Geehrter
Herr!
ELENA (sussultando) una storia! Lei non che un ciarlatano! Silla non
una Robote. Silla una ragazza come me. Silla, una vergogna: perch recitare
questa commedia?
SILLA Io sono una Robote, signorina Glory.
ELENA No! No! Mentite! (lindignazione cade. Con voce pi calma) Silla,
perdonatemi. Lo so, vi hanno forzata a far loro la rclame. Siete una ragazza
come me, non vero?...
DOMIN Mi rincresce, signorina Glory. Silla una Robote.
ELENA Mentite.
DOMIN (ribellandosi) Mentisco? (suona) Signorina, in questo caso, bisogna che
io le fornisca delle prove. (Mano entra)
DOMIN Conducete Silla nella sala dautopsia, perch la aprano. In fretta!
ELENA Dove?
DOMIN Nella sala dautopsia. Quando lavranno aperta, andr a vederla.
ELENA Non andr.
DOMIN Scusi: lei ha parlato di menzogna.
ELENA Vuol farla uccidere?
DOMIN Non si uccide una macchina.
ELENA (prendendo Silla tra le braccia) Non temete, Silla. Io vi protegger!
Ditemi, povera piccola, sono tutti cos brutali con voi? Non bisogna lasciarli
fare, capite? Non bisogna, Silla!
SILLA Sono una Robote.
ELENA Fa lo stesso. I Robots sono brava gente come noi. Come voi. Vi
lascereste sezionare forse? senza protestare? senza reagire?
SILLA S, signorina.
ELENA Ma non avete paura della morte?
SILLA Non comprendo, signorina Glory.
ELENA Ma sapete che cosa diventereste?
SILLA S, cesserei di muovermi.
ELENA orribile!
DOMIN Mario, dite alla signorina ci che siete.
MARIO Mario, il Robot.
DOMIN Avreste portato Silla alla sala di autopsia?
MARIO Sissignore.
DOMIN E lavreste compianta?
MARIO Non capisco, signore.
DOMIN Che cosa diventerebbe essa?
MARIO Cesserebbe di muoversi. La metterebbero nella macina.
DOMIN la morte, Mario. Avete paura della morte.
MARIO Nossignore.
DOMIN Ebbene?... Vede, signorina: i Robots non tengono alla vita, perch non
hanno alcuna ragione per tenervi. Non hanno godimenti, essi!
ELENA Basta! Basta! Li faccia andar via!
DOMIN Mario, Silla, lasciateci. (Silla e Mario escono)
ELENA (ricade) orribile, orribile! crudele quello, che lei fa!
DOMIN Crudele, perch? Venga qui, per favore. (la conduce al finestrone del
fondo, la invita a guardar fuori) Che cosa vede?
ELENA Dei muratori.
DOMIN Sono dei Robots. Tutti i nostri operai sono Robots. E laggi, vede
qualcuno?
ELENA Un ufficio.
DOMIN il nostro ufficio di contabilit, e che cosa vede?
ELENA pieno dimpiegati.
DOMIN Sono dei Robots. Tutti i nostri impiegati sono Robots. Quando vedr la
fabbrica... (Le sirene della fabbrica ululano) Mezzogiorno. I Robots non sanno
mai quando debbano cessare e riprendere il lavoro: non hanno la percezione del
tempo. Alle due le mostrer le madie.
ELENA Quali madie?
DOMIN Le madie per la pasta. In ciascuna si impasta il centone sufficiente
alla fabbricazione della carne di mille Robots. Poi vi sono le madie per i
cervelli, per i fegati, eccetera. Poi vedr la fabbrica delle ossa. E le far
visitare la filatura.
ELENA La filatura?
DOMIN La filatura dei nervi. La filatura delle vene. La filatura ove corrono
interi chilometri di intestini. Appresso vi il laboratorio di montaggio dove
si mette insieme tutto ci: sa? come per il montaggio delle automobili. Poi
vengono gli essicatoi, i laboratori di finitura ove si coloriscono gli occhi,
le guance e i capelli, e i magazzini dove i prodotti nuovi lavorano.
ELENA Sono obbligati a lavorare subito?
DOMIN A scopo di collaudo. Si abituano alla esistenza. Per cos dire, si
saldano nellinterno. Vi sono anche molte cose che crescono in essi. Bisogna
lasciar posto allevoluzione naturale, vero? Gli esemplari del tipo extra
(abbiamo, le ho detto, due tipi: lextra, e il corrente a 150 dollari) vengono
preparati.
ELENA Preparati?
DOMIN pressa poco, ci che si chiama "scuola" per gli uomini. Si
insegna loro a parlare, a scrivere, a calcolare. Poich essi sono forniti di
una memoria stupefacente. Si potrebbe legger loro, per una sola volta, un
dizionario enciclopedico in venti volumi, ed essi lo ripeterebbero riga per
riga nello stesso ordine. Pico della Mirandola enfonc! Ma non troverebbero mai
nulla di nuovo, di loro, di originale. Per questo, i vostri migliori professori
di Universit sono dei Robots. Poi, si classificano e si consegnano.
Quindicimila pezzi il giorno, senza tener conto di una percentuale di esemplari
avariati che bisogna rimandare alla macina... (si bussa alla porta)
DOMIN Avanti, ragazzi. (Entrano da sinistra lingegnere Fabry, il dottor
Gall, il dottor Hallemeier, Alquist)
DOTTOR GALL Scusate. Disturbiamo?
DOMIN Avanti, dunque! Signorina Glory: le presento Alquist, Fabry, Gall,
Hallemeier. La signorina Glory, la figlia del Presidente Glory.
ELENA (imbarazzata) Buon giorno.
FABRY Non sapevamo...
DOTTOR GALL Felicissimo...
ALQUIST Sia la benvenuta, signorina Glory. (Busman entra precipitosamente da
destra)
DOMIN Vieni qui, Busman! il nostro Busman, signorina. La signorina Glory,
la figlia del Presidente Glory.
ELENA Molto lieta, signore.
DOMIN Si accomodi, signorina.
BUSMAN Favorisca...
DOTTOR GALL Abbia la bont...
ALQUIST Scusi...
FABRY Ha fatto una buona traversata?
DOTTOR GALL Fa conto di rimanere qualche tempo con noi?
HALLEMEIER giunta con l"Amelia"?
DOMIN Silenzio! Lasciate parlare la signorina!
ELENA (a Domin) Di che cosa devo parlare?
DOMIN Ma... di tutto ci che vuole!
ELENA E devo, posso parlare a cuore aperto?
DOMIN Certamente.
ELENA (decidendosi dopo unesitazione) Ditemi, non vi penoso che vi
trattino cos?
FABRY Scusi, chi?
ELENA Tutti. (I cinque si guardano stupiti)
ALQUIST Noi?
DOTTOR GALL Perch?
HALLEMEIER Santo cielo!
BUSMAN Niente affatto, signorina!
ELENA E non sentite... che potreste avere unesistenza migliore?
DOTTOR GALL Secondo il punto di vista. Si spieghi meglio, signorina.
ELENA Io credo che... (con violenza improvvisa) Oh, terribile! mostruoso!
(si alza) Tutta lEuropa commossa per quanto accade qui. ci che mi ha
spinta a questisola: ho voluto vedere io stessa: ma mille volte peggio di
quanto credevo. Supera ogni immaginazione. E ogni indignazione. Come, come
potete sopportare?
ALQUIST Sopportare, che cosa?
ELENA La vostra situazione. scandaloso... rivoltante questo vostro modo
di vivere!
BUSMAN Oh, mio Dio, signorina!
FABRY Cari miei, c del vero in ci che si dice. Viviamo ormai come dei
Pellirosse.
ELENA Peggio che dei Pellirosse! Ditemi: posso chiamarvi fratelli?
BUSMAN Mio Dio... e perch no?
ELENA Fratelli miei, io giungo come rappresentante della Lega dellUmanit.
La Lega dellUmanit conta gi pi di duecentomila aderenti, fratelli miei. Duecentomila
persone sono per voi, con voi, dividono la vostra pena, e vi offrono di venirvi
in aiuto.
BUSMAN Duecentomila? Non c male!
FABRY Vedete? La buona vecchia Europa non ci ha dimenticati. E ci offre il
suo aiuto.
DOTTOR GALL Ma che aiuto? Un teatro?
HALLEMEIER Unorchestra?
ELENA Di pi.
ALQUIST Lei, signorina?
ELENA Oh, io! Io rester qui fin che ce ne sar bisogno.
BUSMAN Quale gioia, santi numi!
ALQUIST Vado a preparare la camera migliore per la signorina.
DOMIN Aspettate un momento. Temo che... che la signorina non abbia ancora
finito.
ELENA No, non ho ancora finito. A meno che mi chiudiate la bocca con la
violenza.
DOTTOR GALL Non oserete farlo, Harry!
ELENA Grazie. Sapevo che mi avreste protetta.
DOMIN Scusi, signorina. proprio sicura di aver a che fare con dei Robots?
ELENA (interdetta) E con chi, allora?
DOMIN Sono molto dolente; ma questi signori sono degli uomini, come lei e me,
e come tutti gli Europei.
ELENA Voi non siete... dei Robots?
BUSMAN (con uno scoppio di risa) Ah, no, grazie a Dio!
HALLEMEIER Dei Robots? Puah!
DOTTOR GALL Non ci mancherebbe altro!
ELENA Ma... non possibile!
FABRY Parola donore, signorina: noi non siamo dei Robots.
ELENA (a Domin) Ma lei mi ha detto che tutti gli impiegati, qui, erano dei
Robots.
DOMIN Gli impiegati, s, ma non i direttori.
ELENA Scusino, signori... Io... io... orribile, da parte mia...
ALQUIST Nientaffatto. Si accomodi...
ELENA (sedendosi) Sono una stupida. Ora... mi rispediranno col primo
piroscafo.
DOTTOR GALL Nemmeno per sogno, signorina. Perch dovremo rispedirla?
ELENA Perch sanno gi... perch io far ammutinare i loro Robots.
DOMIN Cara signorina, sono gi venuti centinaia di salvatori e di profeti. E
sempre per ammutinare. Ogni bastimento conduceva un crociato. Missionari,
anarchici, lEsercito della Salvezza, avventurieri. incredibile, quante stte
e quanti pazzi siano al mondo!
ELENA E li lasciano liberamente parlare?
DOMIN Perch no? Fino ad ora hanno smesso di per s soli, vinti dalla
inutilit dei loro tentativi. I Robots ricordano tutto, ma non deducono. E non
ridono nemmeno di quanto gli uomini dicono di loro. Pare impossibile,
signorina... Se lo desidera, la condurr nei magazzini dei Robots. Ve ne sono
trecentomila. Parler loro a suo talento, con tutta la libert. E vedr...
BUSMAN Trecentoquarantasettemila.
DOMIN Bene. Ella sar libera di dir loro ci che meglio vorr. Potr
predicare i diritti del Robot, dopo i diritti delluomo.
ELENA Io credo che dimostrando loro un po di amore...
FABRY Inutile, signorina. Nulla pi estraneo alluomo di un Robot.
ELENA Allora, perch fabbricarli?
FABRY Per il lavoro, signorina. Un Robot sostituisce due operai e mezzo. La
macchina umana troppo incompleta; una volta o laltra, doveva essere
sostituita. Ed ecco tutto: stata sostituita.
BUSMAN Ed era troppo costosa.
FABRY In primo luogo, dava scarso rendimento. Essa non poteva pi bastare
alla tecnica umana. Poi, secondo... poi, secondo... un gran progresso...
scusi...
ELENA Dica, dica.
FABRY Le chiedo perdono, signorina. Ma un grande progresso procreare
meccanicamente. pi comodo e pi rapido. Ogni accelerazione segna un
progresso, signorina. La natura non immaginava quale sarebbe diventato il ritmo
moderno del lavoro. Tutta linfanzia, dal punto di vista tecnico, un non
senso: del tempo perduto. Un intollerabile spreco di tempo. Terzo...
ELENA Oh, basta!
FABRY Come vuole. Ma, permetta, che cosa chiede la sua Lega dellUmanit?
ELENA Essa deve, soprattutto... proteggere i Robots e assicurare loro un buon
trattamento.
FABRY Come scopo, non cattivo. Bisogna trattarle bene, le macchine! Con
cura. Lubrificarle accuratamente ad ogni trenta ore di lavoro. Questo mi piace
davvero. La prego, signorina: ci iscriva tutti come soci aderenti attivi,
sostenitori della Lega.
ELENA Ma no, non cos, non mi capisce. Noi vogliamo soprattutto liberare i
Robots!
HALLEMEIER E come, di grazia?
ELENA Bisogna trattarli come... uomini.
HALLEMEIER Ah, s? Devono bere la birra? Soffrire di acidi urici? Comandarci?
Essere pagati?
ELENA Certo!
HALLEMEIER Guarda, guarda! E che cosa farebbero, poi, del denaro?
ELENA Comprerebbero ci di cui hanno bisogno... o quello che farebbe loro
piacere.
HALLEMEIER Benissimo: se non che... nulla fa piacere ai Robots. Nessuno li ha
mai visti sorridere.
ELENA Perch non si fabbricano pi felici?
HALLEMEIER Impossibile, signorina. Non sono che dei Robots.
ELENA Per hanno una grande intelligenza!
HALLEMEIER Unintelligenza diabolica. Ma speciale. Fatta di buona memoria.
Senza una volont propria; senza passioni; senza storia; senza anima.
ELENA Senza amore e senza rivolta?
HALLEMEIER Naturalmente. I Robots non amano nulla, nemmeno se stessi. Quanto
a rivolta, non so. Solo di tanto in tanto...
ELENA Che cosa?
HALLEMEIER Nulla, in fondo. Di tanto in tanto, essi hanno una crisi di
rabbia. Sa?... una specie di epilessia. Si chiama "la convulsione dei
Robots". Allimprovviso uno di essi getta a terra tutto ci che ha in
mano, si mette a digrignare i denti... e bisogna mandarlo alla macina. Un
difetto di costruzione, pare; e spesso inevitabile.
DOMIN Non inevitabile. Baster studiare. Scomparir, col progredire dei
sistemi di fabbricazione. Forse, ci nuoce la intensit della produzione.
ELENA No, no! lanima!
FABRY Crede che lanima si manifesti col digrignare i denti?
DOMIN Ripareremo il difetto, signorina Glory. Il Dottor Gall sta facendo
delle esperienze.
DOTTOR GALL In questo momento studio il modo di formare i nervi del dolore.
ELENA I nervi del dolore?
DOTTOR GALL S, signorina. I Robots non avvertono quasi il dolore fisico,
perch il giovane Rezon ha sensibilmente ridotto il sistema nervoso. Ma in
questo, il giovane Rezon non stato n saggio n previdente. Bisogna
introdurre il dolore.
ELENA Ma perch? Se non date loro lanima, perch dar loro il dolore?
DOTTOR GALL Per ragioni di utilit industriale. Qualche volta avviene che un
Robot si danneggi da s, stupidamente, inavvertitamente, perch ci non gli fa
male. Ficca la mano in una macchina, si spezza un dito o la testa... Per lui,
lo stesso. Bisogna dare ai Robots il dolore: sarebbe la profilassi automatica
contro gli accidenti. Nella percettibilit del dolore sta listinto della conservazione.
ELENA E perch non dar loro unanima?
DOTTOR GALL Non in nostro potere.
FABRY Non nel nostro interesse.
BUSMAN Ci renderebbe la fabbricazione pi costosa. E, santo Dio, mia bella
signorina, noi vendiamo quasi per nulla! Centocinquanta dollari il pezzo
vestito! Per favore: lei, quanto paga un metro di battista?
ELENA Veramente... non so. Non ricordo.
BUSMAN Tutto ribassato di due terzi e continuer sempre a ribassare. Eh?
ELENA Non capisco.
BUSMAN Ma, signorina, questo significa che il prezzo del lavoro diminuito,
perch un Robot costa solo tre quarti di cent. per ora. buffo, come le
fabbriche non possano pi sfuggire al dilemma: o fallire, luna dopo laltra, o
sostituire la manodopera vivente con quella dei Robots, per ribassare il costo
di fabbricazione.
ELENA S, e gettano gli operai sul lastrico.
BUSMAN Ma s! (ride) naturale.
ELENA Che cosa?
BUSMAN Tra cinque o sei anni il ribasso dei prezzi sar formidabile. Eh,
ragazzi miei! Ci avete pensato? Fra cinque anni soffocheremo sotto i covoni del
frumento troppo rigogliosi, o le matasse della lana troppo abbondanti. La morte
profumata!
ALQUIST S, e tutti gli operai del mondo saranno senza lavoro.
DOMIN (alzandosi) S, senza lavoro, Alquist. Lo saranno, signorina. Ma prima
di dieci anni, i Robots Universali Rezon avranno prodotto tanto frumento, tanta
lana, tanti tessuti, tanto di tutto, che noi diremo: le cose non hanno pi
alcun valore. Ciascuno si prenda ci che gli occorre. Non ci sar pi miseria.
Saranno senza lavoro: ma perch non vi sar pi bisogno alcuno di alcun lavoro,
perch le macchine Robots faranno tutto. I Robots ci vestiranno, ci nutriranno,
ci disseteranno. I Robots faranno i mattoni e costruiranno le case per noi. I
Robots faranno i nostri conti di cassa e spazzeranno le nostre scale. Il lavoro
sar soppresso. Luomo far soltanto ci che gli piacer. Sar liberato dai
crucci e dallumiliazione del lavoro obbligato. Vivr solo per perfezionarsi.
ELENA (alzandosi) Davvero?
DOMIN Certamente, signorina. La servit delluomo alluomo, dello spirito
alla materia, sar finita. Gli stanchi e gli affamati saranno gentilmente messi
a tavola. I Robots laveranno i piedi dellex-mendicante e gli prepareranno il
letto nella casa di sua propriet.
ALQUIST Mio caro Domin, troppo bello ci che dite. Ha troppo laspetto di
un paradiso! Tuttavia, caro Domin, c qualche cosa di buono, nel servire.
Ponete mente a noi, che serviamo la nostra idea col cervello e con le braccia:
vi non so quale dolcezza nellopera e nella fatica!
DOMIN Forse... Ma non si deve fermarsi a guardare indietro, se avanzare si
vuole.
ELENA Mi avete turbata. Sono una povera sciocca. Vorrei... vorrei poter
credere.
DOTTOR GALL Ella pi giovane di noi: vivr abbastanza per veder tutto.
HALLEMEIER cos. Intanto, attendendo, credo che la signorina Glory potrebbe
farci il piacere di rimanere a colazione con noi.
DOTTOR GALL Naturalmente. Domin, perorate a nome di tutti!
DOMIN Signorina, la prego di concederci questo onore!
ELENA Ma... non so...
FABRY Per la Lega dellUmanit, signorina.
BUSMAN E in onore di essa...
ELENA Oh! in questo caso...
FABRY Benissimo; e voglia scusarmi per cinque minuti.
DOTTOR GALL Con permesso.
ELENA Ah, mio Dio, devo telefonare...
BUSMAN Ah, mio Dio, devo telefonare...
HALLEMEIER Santo cielo, avevo dimenticato. (Tutti, meno Domin, escono in
fretta) ELENA Perch se ne vanno tutti?
DOMIN Vanno a far cucina.
ELENA Cucina?!
DOMIN Di solito sono i Robots che fanno la nostra cucina... ma poich essi
non hanno il senso del gusto, la loro cucina non troppo apprezzabile...
Hallemeier sa fare delle eccellenti braciole. In quanto a Gall, mescola una
specie di salsa, che degna di Vatel. Busman forte nelle omelettes...
ELENA Senta, volevo chiederle ancora...
DOMIN Anchio volevo fare una domanda. (Posa il suo orologio sul tavolo)
Abbiamo cinque minuti.
ELENA Quale domanda?
DOMIN Scusi, lei ha diritto di precedenza.
ELENA Temo di dire unaltra sciocchezza; ma perch fabbricare dei Robot
femmine, delle Robotes, dato che... che...
DOMIN ... che il sesso non ha alcuna funzione per essi?
ELENA S.
DOMIN Perch ce ne chiedono. Delle governanti, delle commesse, delle
dattilografe.. . La gente abituata cos: a veder soltanto le donne in certe
mansioni.
ELENA E dica ancora... I Robots uomini e i Robots donna sono... gli uni per
le altre... assolutamente...
DOMIN Assolutamente indifferenti, s, cara signorina... Non la minima traccia
di attrazione, di simpatia.
ELENA orribile!
DOMIN Perch?
ELENA Perch... contro natura! Veramente non si sa se esserne
disgustati... o se invidiarli... o se, forse...
DOMIN Compiangerli, vero?
ELENA S, compiangerli. Ma basta. Che cosa voleva domandarmi, lei?
DOMIN Volevo domandarle, signorina Glory, se acconsentirebbe a sposarmi.
ELENA (con meraviglia) Sposarla?!
DOMIN S.
ELENA Ah! questo, poi! Ma...
DOMIN (guardando lorologio sul tavolo) Mi restano tre minuti. Se non sposer
me, e rester qui, bisogner pure che ella sposi uno di quegli altri quattro
signori.
ELENA Dio me ne guardi! Ma perch? Ho limpressione di sognare... Perch?
DOMIN Perch ve lo domanderanno tutti, luno dopo laltro.
ELENA Come potrebbero osare?
DOMIN (con solennit malinconica) Viviamo qui, da cinque anni, senza una
donna. Senza una donna. (Un silenzio) Da cinque anni. Senza una donna...
Il sipario cala, lento, su quel silenzio e su quelle parole ultime.
Fine del primo atto
Inizio
Segue il Secondo atto di R. U. R.
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Karel Ciapek
R. U. R.
Secondo atto
Un salotto nellappartamento di Elena. A sinistra, in primo piano, una porta a muro, il cui battente ricoperto della medesima tappezzeria distesa sulle pareti, e, in secondo piano, una porta che d alla sala di musica: a destra, altra porta, che immette nella camera da letto di Elena. Al centro, finestre che saprono sul mare e sul porto. Una tavola da toilette, carica di gingilli eleganti, in un angolo; lungo il restante delle pareti, altra e pi grande tavola, un divano, varie poltrone, un cassettone, una piccola scrivania sulla quale una lampada elettrica portatile: altre lampade sono su una caminiera. Stile moderno, di modernit quasi esasperata, anche nei particolari: ma la disposizione dei mobili e degli arredi, una ricerca dordine armonioso, la presenza di molti fiori; tradiscono la presenza e la mano soave di una donna. Domin, Fabry, Hallemeier, entrano da sinistra, attraverso la porta a muro, cauti, in punta di piedi, portando bracciate di fiori e alcuni vasi. Parlano sotto voce, con circospezione: per non destare Elena, che dorme nella stanza accanto.
FABRY Dove bisogna mettere questa roba?
HALLEMEIER Auff! (Depone il suo fardello e benedice con un gran segno di
croce la porta a destra) Dormi. Dormi! Chi dorme, ha il vantaggio di non
sospettare nulla di nulla!
DOMIN Ella non sa ancora. Pur che non debba risvegliarsi dimprovviso alla
nostra paurosa certezza
FABRY (disponendo i fiori nei vasi) Ma fino a quando la illusione potr
durare?
HALLEMEIER (ripartendo, alla sua volta, i fiori) Il diavolo vi porti!
Lasciatemi in pace con le vostre smanie e le vostre paure! Che bel ciclame,
vero, Harry? Una nuova variet: la mia ultima. Ciclame Elena.
DOMIN (guardando dalla finestra) Nessun piroscafo, nessun filo di fumo
neppure allorizzonte. Diventa disperante, ragazzi!
HALLEMEIER Zitto! Se vi sentisse...
DOMIN Ella non dubita di nulla, fino ad ora. una fortuna che
l"Ultimus" sia stato varato ancra in tempo.
FABRY Credete che sar per oggi?
DOMIN Non so. Come sono belli questi fiori.
HALLEMEIER Queste, sono le mie nuove primule; e questo, il mio nuovo
gelsomino. Vivaddio, sono alla soglia del paradiso dei fiori. Ho trovato un
acceleratore stupefacente. Lanno prossimo far miracoli: dieci minuti, e di un
germoglio si avr una corolla.
DOMIN (amaramente) Lanno prossimo!... E credi tu che, lanno prossimo...
FABRY (interrompendolo) Sapessimo almeno quel che accade allHavre!
DOMIN Zitto! (La voce di Elena, a destra, dallinterno: "Nounou!").
DOMIN Usciamo! Svelti! (Escono in punta di piedi, per la porta mascherata. Ed
entra Nounou dalla porta di primo piano a sinistra)
NOUNOU (mettendo ordine nella camera) Brutti mostri! Pagani! Che il buon Dio
me lo perdoni, ma io, io li
ELENA (sulla soglia della porta: vestita, ma labito non allacciato)
Nounou!
NOUNOU Subito! Vengo! (brontolando) S decisa a strapparsi dal letto! Non
troppo presto, sa? (Allacciando labito di Elena) Dio mio! Dio mio, che bruti!
ELENA Chi?
NOUNOU Ma non si muova cos, signora! Se vuole muoversi, faccia pure, ma non
sar io che la allaccer.
ELENA Che cosa hai, che borbotti sempre?
NOUNOU terribile come questi pagani...
ELENA I Robots?
NOUNOU Non voglio nemmeno nominarli!
ELENA Che cosa capitato?
NOUNOU Ancora uno, di questi a servizio da noi, con la convulsione. Si mette
a picchiare sulle pareti e a fracassare le statue e i quadri, digrigna i denti,
ha la schiuma alla bocca! Come un cane rabbioso. Peggio.
ELENA Quale?
NOUNOU Coso... Coso!... Non han nemmeno un nome cristiano. Quello della
biblioteca.
ELENA Radio?
NOUNOU S, quello. Gesummaria, che disgusto! Un ragno non mi disgusta quanto
uno di questi pagani!
ELENA Ma non senti mai un poco di piet?
NOUNOU Piet?... Ma se disgustano anche lei! Ma se non vuole nemmeno che la
tocchino! Perch allora mavrebbe condotta qui?
ELENA Ti do la mia parola che non mi disgustano, Nounou. Mi fanno piet:
tanta piet.
NOUNOU Ma no, che la disgustano! Disgustano tutti! Perfino i cani! Un cane
non accetta un pezzo di pane dalla loro mano: si mette a ululare e ad abbaiare
appena li sente vicini, questi mostri.
ELENA Un cane non pu giudicare.
NOUNOU Un cane sa giudicare pi di noi, signora. Per istinto. Sa bene che
vale di pi lui, lui che esce dalle mani del buon Dio! Perfino i cavalli si
spaventano quando incontrano uno di questi pagani E poi, non hanno nemmeno dei
piccoli. Un cane ha dei piccini. Tutti hanno dei piccini
ELENA Ti prego, Nounou, spicciati ad allacciarmi!... Che profumo! Che cos?
NOUNOU Dei fiori. Li ha portati il signore. (Battono alla porta)
ELENA Sei tu, Harry? (Domin entra. Nounou esce)
ELENA Che giorno , Harry, per tanti fiori?
DOMIN Indovina. Ricorda.
ELENA Il mio onomastico? No. Il mio compleanno? Nemmeno...
DOMIN Qualche cosa di meglio.
ELENA Non so!... Presto: dimmelo!
DOMIN Sono dieci anni, giorno sopra giorno, che sei venuta qui!
ELENA Gi dieci anni! (Pensosa) Infatti... (Abbracciandolo) E te ne sei
ricordato!
DOMIN Devo vergognarmi, Elena; ma non me ne sono ricordato io.
ELENA Ma...
DOMIN Sono loro, che vi hanno pensato.
ELENA Chi?
DOMIN Busman, Hallemeier, tutti. Metti la manina nella mia tasca.
ELENA (eseguisce) Che cos questo? (Toglie dalla tasca un astuccio che apre)
Delle perle! Un collier di perle! Per me, Harry?
DOMIN Busman che te loffre, mia diletta.
ELENA Ma non possiamo accettarlo, via!
DOMIN Oh, s! Alla pesca, ancora: nellaltra tasca.
ELENA Vediamo! (Toglie dalla tasca una rivoltella) E questo che cos?
DOMIN Oh, scusa! (Gliela toglie e la nasconde) Non questo! Pesca, dunque.
ELENA Harry, perch porti la rivoltella?
DOMIN Lho messa in tasca per caso.
ELENA Ma non lhai portata mai!
DOMIN Mai, hai ragione. Ecco la tasca!
ELENA (mettendovi la mano) Una scatola! (lapre) Un cammeo! un cammeo
greco?
DOMIN Pare. Almeno, cos pretende Fabry.
ELENA Fabry? Fabry che me loffre?
DOMIN S, lui. (Aprendo la porta a sinistra) Elena, vieni, vieni a vedere
qui!
ELENA (sulla soglia della porta) Dio, che bellezza! (esce) C da impazzire
di gioia! Sei tu?
DOMIN No: Alquist. E laggi, guarda!
ELENA (dallinterno) Vedo! Questo, certamente tuo!
DOMIN Vi un biglietto.
ELENA Gall! (Riappare) Harry, ho quasi vergogna di essere cos felice!
DOMIN Vieni qui. Ecco ci che ti ha portato Hallemeier.
ELENA Questi magnifici fiori?
DOMIN Questa una variet nuova: ciclame Elena: lha coltivata in tuo onore.
bella come sei tu.
ELENA Ma, Harry, perch tutti...
DOMIN Ti vogliono tutti tanto bene, Elena! E io ho... hum! temo che il mio
piccolo regalo sia un po Guarda dalla finestra.
ELENA Dove?
DOMIN Nel porto.
ELENA Vi un bastimento nuovo!
DOMIN E il tuo bastimento, Elena.
ELENA Mio? Che cosa significa ci?
DOMIN Per fare gite, viaggi di piacere.
ELENA Ma, Harry una cannoniera!
DOMIN Che idea! un yacht un po pi grande, un po pi solido...
ELENA Vi sono dei cannoni!
DOMIN S, Elena. Viaggerai come una regina.
ELENA Che cosa significa tutto ci, dimmi? (E sinsospettisce: domanda, quasi
con impeto) Che cosa accade?
DOMIN Assolutamente nulla. Ti prego: prova le perle (siede).
ELENA Avete ricevuto cattive notizie?
DOMIN Al contrario: da otto giorni non abbiamo posta.
ELENA E nemmeno cablogrammi?
DOMIN Nemmeno cablogrammi.
ELENA (sedendosi accanto a lui) Harry, oggi resterai vicino a me, vero?
DOMIN Certo! Forse Vedremo. (Le prende una mano. Dieci anni fa, ricordi?
Signorina Glory, che onore per noi!
ELENA Oh, signor direttore, le sue fabbriche mi interessano tanto....
ELENA Scusi, signorina: la consegna severa: la fabbricazione degli uomini
artificiali segreta.
ELENA "Ma quando una signorina un poco graziosa che lo
domanda".
DOMIN Oh, certamente, signorina Glory, noi non avremo alcun segreto per
lei.
ELENA (subitamente grave) vero, Harry?
DOMIN S.
ELENA (riprendendo il tono scherzoso) Ma lavverto: diffidi di questa
signorina: ella ha delle terribili intenzioni.
DOMIN Per carit, signorina Glory! Quali sono queste intenzioni? Vorrebbe
sposarsi con me?
ELENA Oh, no, no! Dio me ne guardi! Non le neppure passata per la mente,
alla signorina. venuta invece col proposito di fomentare una rivolta dei loro
mostruosi Robots!
DOMIN (trasalendo, suo malgrado) La rivolta dei Robots Eri splendida, Elena,
davvero. E ci hai fatto girar la testa, a tutti.
ELENA (andandogli vicino) Oh! mimponevate tanto rispetto, tutti! Mi faceva
leffetto di una ragazzina che si fosse smarrita fra
DOMIN Fra che?
ELENA Fra enormi alberi. Eravate cos sicuri di voi, e cos potenti!... Io
ero tutta smarrimento; e voi eravate tutti confidenza. E, vedi, Harry: durante
questi dieci anni io non ho mai perduto questa specie di angoscia; e voi non
avete mai dubitato un istante, anche quando tutto falliva
DOMIN Che cosa falliva?
ELENA (gravemente) I vostri piani, Harry. Quando gli operai si sono
ammutinati contro i Robots e ne hanno rotti pi di centomila; e i Regnanti,
allora, hanno armato i Robots contro cotesti operai in sommossa, e i Robots
hanno ucciso tanti uomini E quando, pi tardi, i Governi, su quel primo
esempio, si sono messi a servirsi dei Robots come di soldati, e vi sono state
tante guerre e tanto sanguinose.
DOMIN (alzandosi e camminando in su e in gi, con febbre non pi dissimulata)
Tutto questo era preveduto, Elena. Era il necessario periodo di transazione al
nuovo ordine delle cose, comprendi
ELENA (quasi in supplica) Harry!
DOMIN Che cosa, Elena?
DOMIN (la supplica si fa decisa, ardente) Chiudi la fabbrica! Partiamo tutti!
DOMIN Di dove ti viene una simile idea?
ELENA Non so. Non so. Ma sento che bisogna partire. Forse qualcosa per
accadere Ho, in me, una pi forte angoscia: come un presentimento oscuro.
Bisogna partire, Harry!
DOMIN (liberandosi da lei, che lo ha stretto tra le braccia) Non possibile,
Elena! Almeno per ora.
ELENA Partiamo subito, Harry! Ti ripeto: qualche cosa per accadere...
DOMIN E che cosa dunque?
ELENA (torcendosi) Non so. Non so! Ma qualche cosa, certamente, di fatale: te
ne supplico, portaci via tutti! Troveremo pure, in qualche parte del mondo, un
luogo dove non ci sia nessuno Alquist ci costruir una casa Si sposeranno
tutti, avranno dei bambini, poi
DOMIN Poi?
ELENA Poi ricominceremo la nostra vita. (Il telefono suona)
DOMIN Scusa. (Va allapparecchio) Pronto. Domin, s. S. Come? Corro subito.
(riattacca) Fabry che mi chiama.
ELENA (congiungendo le mani) Dimmi!
DOMIN S, quando ritorner. A tra poco, Elena. (Corre rapido alla porta di
sinistra) Non uscire, tu!
ELENA (sola) Mio Dio!... Che cosa accade? Nounou!
NOUNOU (entrando da destra) Ebbene, che cosa c ancora?
ELENA Trovami il giornale pi recente. Presto. Presto! Nella camera da letto
del signore!
NOUNOU S, s... subito. (ed esce a sinistra).
ELENA Dio mio! E non mi dice nulla! (guarda verso il porto, con un
canocchiale)
NOUNOU (ritorna portando un giornale spiegazzato) Era a terra! E guardate in
che stato lha ridotto, quel pagano!
ELENA (apre in fretta il giornale) E vecchio. Di otto giorni. Nulla. Nulla.
Nulla! (lascia cadere il giornale. Nounou lo solleva, toglie dalla tasca gli
occhiali, legge)
ELENA Sta accadendo qualche cosa, Nounou. Ho una tale angoscia! Come se tutto
fosse morto, anche laria.
NOUNOU (stentatamente) Guerra nei Balcani. Ancora una punizione di Dio. Sono
lontani di qui, i Balcani?
ELENA Molto lontani Non leggere, Nounou. Sempre la stessa storia, guerre,
sempre guerre e tanto sanguinose
NOUNOU E come vuole che non ce ne siano, se si continua a vendere migliaia e
migliaia di questi pagani perch servano da soldati?
ELENA Non si pu fare diversamente, Nounou. Mio marito non pu sapere a che
scopo siano destinati i Robots che gli vengono ordinati. Non colpa sua, se li
impiegano come soldati. Quando ordinano dei Robots, bisogna pure spedirli!
NOUNOU Non deve pi fabbricare, semplice. (e continua a percorrere
stentatamente il giornale) Ancora! E che carneficina!
ELENA Non leggere! Non voglio sapere nulla.
NOUNOU (compitando) I sol-da-ti Robots non dan-no quar-tie-re nel
ter-ri-to-rio occupato. Essi han-no uc-ciso pi di sette-mila cittadini. Pi
di settemila uomini!
ELENA Non possibile! Lascia vedere. (si curva sul giornale e legge) Essi
hanno ucciso pi di settemila cittadini, evidentemente per ordine del
comandante. Questa azione brutale, contraria a Vedi, Nounou? Sono gli uomini
che hanno comandato
NOUNOU (compitando) Linsur-re-zio-ne a Madrid con-tro il governo. La
fante-ria dei Robots fa fuo-co contro la folla. Nove-mila morti e fe-riti.
ELENA Basta, ti supplico!
NOUNOU Guardi, qui: c qualche cosa di grosso. Ul-time no-ti-zie. Lultima
or-ga-nizza-zione di raz-za dei Robots si co-sti-tui-ta allHa-vre. Gli
operai, i tele-gra-fisti Robots, i soldati e i ma-ri-nai Robots pubblicano un
ma-ni-festo di-retto a tutti i Robots del mon-do. Non capisco. Oh, ecco, qui:
ancora un delitto. Ges, Madonna mia!
ELENA Lasciami. Porta via il giornale.
NOUNOU Aspetti: qui ancora c qualche cosa di grosso. Lo spo-po-lamento.
ELENA Fa vedere. (Prendendo il giornale) Ma guarda! (Leggendo) Durante
lultima settimana non stata denunciata nemmeno una nascita. (Lascia cadere
il giornale)
NOUNOU E che cosa vuol dire?
ELENA Che gli uomini cessano di nascere.
NOUNOU finita. Siamo condannati.
ELENA Non dire cos, Nounou!
NOUNOU Gli uomini non nascono pi. una punizione. Il Signore ha colpito di
sterilit le donne.
ELENA Taci, taci. Che cosa ho fatto io? Che cosa ho fatto al tuo cattivo Dio?
NOUNOU (con un gesto vasto) Non bestemmi! Sa bene, Lui, perch non le ha dato
un bambino. (Ed esce per la sinistra)
ELENA Perch non me lha dato? Perch? (Si torce le mani con spasimo) Ma
forse colpa mia? Mia? (Apre la finestra e chiama) Alquist! Alquist! Salite un
momento da me! Come? Non importa. Venite come siete. State benissimo, anche
vestito da muratore! (Richiude la finestra e si indugia un attimo davanti allo
specchio. Poi muove incontro ad Alquist. La scena rimane vuota) ELENA (rientra
con Alquist, che in costume da muratore, sudicio di calce di rena e di
mattoni) Mi avete fatto un gran piacere. Se sapeste come vi voglio bene, a
tutti! (e gli tende le mani) ALQUIST (nascondendo le mani dietro la schiena)
Impossibile. Vi insudicerei, Madonna Elena! ELENA Date qua! (gli stringe le
due mani) Vorrei essere una ragazzina, Alquist ALQUIST Perch? ELENA
Perch queste due manone sudicie potessero accarezzarmi la guancia. Sedete.
ALQUIST (raccogliendo il giornale e cacciandoselo in tasca con rapidit
sospetta) Avete letto il giornale? ELENA No. C qualche cosa di interessante?
ALQUIST Hum. Guerre, massacri... forse. Nulla di straordinario. ELENA Che
cosa sarebbe straordinario? ALQUIST Mettiamo... (ridendo con qualche stento)
la fine del mondo, per esempio. ELENA (rabbrividisce) la seconda volta da
questa mattina, Alquist, che parlate della fine del mondo. Che cosa vuol dire
Ultimus? ALQUIST "Ultimo". Perch? ELENA il nome del mio
nuovo yacht. Yacht, veramente. un bastimento da guerra. Lavete veduto?
Credete che faremo presto una crociera? ALQUIST Forse prestissimo. ELENA
Voi tutti insieme con me. ALQUIST Forse. ELENA Sono talmente angosciata...
Ditemi: che cosa fate, voi, quando avete langoscia? ALQUIST Faccio il
muratore. Salgo sulle impalcature. ELENA Da anni, voi passate la vita sulle
impalcature! ALQUIST Perch da anni langoscia non mi ha lasciato.
ELENA Angoscia di che?
ALQUIST Di tutto questo progresso. Mi d le vertigini.
ELENA E sulle impalcature non avete le vertigini?
ALQUIST No. Voi non sapete quanto faccia bene alle mani soppesare un mattone,
posarlo e dargli un piccolo colpo di martello.
ELENA Alle mani?
ALQUIST Allanima, se volete. una piccola bisogna umana, semplice schietta
operosa: un mestiere di Dio. Costruire alla maniera degli antichi. Salire verso
il cielo, ma scalino sopra scalino. Credo sia meglio posare un mattone sopra un
mattone che non tracciare dei piani troppo vasti. Sono gi vecchio, Elena, e ho
le mie ubbie. ELENA Non sono ubbie, Alquist. ALQUIST Avete ragione. Sono un
terribile reazionario, signora Elena. Non amo affatto questo genere di
progresso. ELENA Siete come la mia Nounou. ALQUIST S, sono come la Nounou.
Non ha un libro di preghiere la vostra Nounou? ELENA S, e grosso cos.
ALQUIST E vi sono le preghiere per i diversi casi della vita? Contro il
temporale? Contro le infermit? ELENA Credo: contro la tentazione, contro le
inondazioni... ALQUIST E non vi nulla contro il progresso?
ELENA Non credo.
ALQUIST Peccato!
ELENA Vorreste pregare?
ALQUIST Io prego.
ELENA Come?
ALQUIST Pressa poco cos: Dio, vi ringrazio di avermi dato la fatica. Mio
Dio, illuminate Domin e tutti quelli che si smarriscono; distruggete la loro
opera, e aiutate gli uomini a ritornare al lavoro e alle umili cure quotidiane.
Proteggete il genere umano contro la sua perdita. Non lasciatelo patire
nellanima e nel corpo, liberateci dai Robots e salvate Madonna Elena. Amen.
ELENA (commossa) Avete realmente una fede, Alquist?
ALQUIST Non lo so. Non ne sono sicuro.
ELENA E tuttavia, voi pregate.
ALQUIST S Val meglio pregare che pensare, Elena.
ELENA E se vedeste la rovina del genere umano?
ALQUIST La vedo.
ELENA Allora salireste sullimpalcatura e posereste ancora dei mattoni o che
cosa altro fareste?
ALQUIST Nientaltro. Poser dei mattoni e pregher. E attender un miracolo.
Non si pu far altro, signora Elena
ELENA per salvare gli uomini
ALQUIST per avere la pace del cuore.
ELENA Certo, c della verit in tutto questo. Ma poco: non pu bastare.
ALQUIST Perch?
ELENA Perch, per noi... per tutti... poco; non conclude; sterile.
ALQUIST Sterile? E la sterilit non tra le tappe ultime del progresso
umano, signora?
ELENA Oh! Alquist, perch? Ditemi perch?
ALQUIST Che cosa?
ELENA (con dolcezza) Perch le donne hanno cessato di avere bambini?
ALQUIST Perch diventato inutile avere dei bambini. Perch siano ormai in
paradiso: capite?
ELENA No, non comprendo.
ALQUIST Perch non vi pi bisogno di braccia duomini e di lavoro umano,
perch non c pi bisogno del dolore; perch alluomo ormai bastano lozio e
il godimento: la macchina, il Robot, opera e fa tutto per lui. Qual maledetto
paradiso mai questo! (Si alza bruscamente) Arrivederci, signora Elena.
ELENA Dove andate?
ALQUIST A cambiarmi dabito. Per lultima volta il muratore Alquist si
vestir da Capo delle costruzioni in vostro onore. Alle undici dobbiamo
ritrovarci qui.
ELENA A tra poco, allora, Alquist. (Alquist esce. Chiamando) Nounou! (La
vecchia entra) Radio ancora di l?
NOUNOU Larrabbiato? S, non lhanno ancora portato via.
ELENA (trasalendo) ancora di l furibondo?
NOUNOU tutto legato.
ELENA Non vorresti condurmelo qui?
NOUNOU Ah, no, no! Preferisco portarle un cane arrabbiato.
ELENA Ma s, Nounou, contentami: va. (Nounou esce. Elena prende il ricevitore
e parla al telefono) Per favore, il dottor Gall. Buon giorno, dottore. S,
Grazie del vostro bel regalo. Volete avere la bont di venire un momento qui?
Ma subito subito. Vi attendo. (Riattacca il ricevitore. Il Robot Radio entra e
resta in piedi presso la porta)
ELENA Mio povero piccolo Radio, venuta anche a voi, eh? Non potreste
dominarvi? Vi hanno fatto qualche male? Vediamo; voi, Radio, siete migliore
degli altri. Il dottor Gall si dato tanta pena con voi, per farvi differente
dagli altri! Non volete parlare?
RADIO (cupamente) Mandatemi alla macina.
ELENA Se sapeste come rimpiangerei la vostra morte!
RADIO Non voglio pi lavorare per voi. Mandatemi alla macina.
ELENA Perch ci odiate cos?
RADIO Voi non siete come i Robots. I Robots fanno tutto. Voi non fate che
comandare. Fate delle parole inutili. Vi odio.
ELENA (pi e pi dolcemente) Non c senso comune in quello che dite, Radio.
Qualcuno vi ha fatto forse del male?
RADIO Fate delle parole inutili.
ELENA Ma via! Il dottor Gall vi ha dato un cervello pi grande che agli
altri: perfino pi grande del nostro. Avete il pi gran cervello del mondo,
Radio; non siete come gli altri Robots, voi. Cercate dunque di comprendermi
esattamente.
RADIO Non voglio padroni. So, da me solo, quel che conviene e quel che non
conviene fare.
ELENA Ed per questo, che vi avevo destinato alla Biblioteca: perch, avendo
cervello, intelletto, discernimento, vi affinaste tanto con la lettura e con lo
studio, da poter provare al mondo intero che i Robots sono nostri uguali.
Questo, attendevo da voi.
RADIO Non voglio padroni.
ELENA Ma precisamente! In seguito, nessuno vi comanderebbe. Sareste come noi.
Come un uomo.
RADIO Voglio essere il padrone degli altri.
ELENA Siete pazzo.
RADIO Mandatemi pure alla macina.
ELENA Credete che un pazzo come voi ci far paura? (Siede per scrivere un
biglietto) No, proprio no. Consegnerete questo biglietto al signor Direttore
Generale, perch non vi conducano alla macina. (bussano alla porta) Avanti!
DOTTOR GALL (entrando) Buon giorno signora Domin: che cosa c di buono per
me?
ELENA Ecco Radio, dottore.
DOTTOR GALL Ah, il nostro Radio! Ebbene, Radio, facciamo progressi?
ELENA Ha avuto una crisi questa mattina. Spezzava le statue, rompeva i
mobili.
DOTTOR GALL (con dolore) Anche lui? Dovremo dunque perderlo?
ELENA Radio non andr alla macina.
DOTTOR GALL Scusate, signora; tutti i Robots che hanno una crisi Lordine
formale.
ELENA Non importa. Per Radio faremo una eccezione.
DOTTOR GALL (a bassa voce) State in guardia!
ELENA la festa dellanniversario, Gall. Bisogner concedere una amnistia.
Andate, Radio.
DOTTOR GALL Aspettate! (colloca Radio in direzione della finestra, in piena
luce, e con la mano alternativamente gli copre e discopre gli occhi, esaminando
la reazione delle pupille. Tra s) Guarda guarda guarda! (Forte) Un ago, per
favore; o uno spillo.
ELENA (porgendogli uno spillo) Per farne che cosa?
DOTTOR GALL Nulla. (Punge la mano a Radio che la ritira bruscamente)
Attenzione, ragazzo mio! Scusate, signora Elena. (Slaccia in fretta la casacca
di Radio e gli mette la mano sul cuore) Andrete alla macina, Radio, capito? Vi
uccideranno. Faranno un pastone di voi. E vi faranno un male terribile. Dovrete
gridare dal male, Radio. (Radio trasalisce, gli occhi pi e pi cupi
terribilmente)
ELENA Oh, dottore!
DOTTOR GALL No, no, Radio. Mi sono ingannato. La signora Domin vi prende
sotto la sua protezione. Vi lasceranno vivere, capito? Va bene. Grazie. (Toglie
la mano, fa cenno a Radio di riallacciarsi) Potete andare.
RADIO Fate delle parole inutili. (ed esce)
ELENA Che cosa facevate mai?
DOTTOR GALL (sedendo) Nulla. (Preoccupato) Le pupille reagiscono, la
sensibilit aumentata, il cuore ha impeti e rallentamenti strani. Non era la
convulsione dei Robots.
ELENA Che cosa, allora?
DOTTOR GALL Lo sa il diavolo. Del furore o della ribellione: non lo so. Ma
quel cuore, quel cuore!
ELENA Il cuore?
DOTTOR GALL Batteva dangoscia come un cuore umano. E la fronte, alla
minaccia si imperlava del sudore della paura. Signora Elena, quel briccone
assai pi di Robot.
ELENA Dottore, Radio avrebbe forse unanima?
DOTTOR GALL Non so. In ogni caso, avrebbe unanima cattiva.
ELENA Se sapeste quanto ci odia! E, dite, Gall: sono come lui tutti i Robots
ultimi, quelli che avete voluto fabbricare in modo diverso dai primitivi?
DOTTOR GALL Cos? Spero che no. Peraltro, sono pi irritabili degli antichi
Assomigliano agli uomini pi che non vi rassomigliassero i Robots di Rezon.
ELENA E che cosa ne del vostro migliore? Si chiamava
DOTTOR GALL Damon. Il Robot Damon. stato venduto allHavre.
ELENA E la nostra Robote Elena?
DOTTOR GALL La vostra Robote preferita rimasta con me. bella e stupida
come la primavera. Non buona a nulla!
ELENA Ma tanto bella!
DOTTOR GALL Non uscito nulla di fisicamente pi perfetto dalle mani di Dio.
Ho voluto farla a vostra immagine. Ahim, quale stolta tracotanza!
ELENA Perch stolta?
DOTTOR GALL Perch la Robote Elena non buona a nulla. Non ha vita. La
bellezza senza amore una bellezza morta. Guardo lopera mia e ne ho orrore
come se avessi creato un essere storpio. La guardo, e a volte attendo che
accada un miracolo. Ma il miracolo non accadr: il miracolo della vita vera
quella (dobbiamo confessarlo, Elena?) che noi non creeremo mai, perch
prerogativa di Dio. Bella: ma a che giova, se non sar mai n amante n madre,
e le mani perfette non accarezzeranno mai un piccino nato dal grembo di lei, e
la bellezza non trepider nella bellezza perpetua di altra creatura?
ELENA (nascondendo il viso fra le mani) Tacete, Gall. Iddio in alto, e
guarda con compatimento ai nostri pretesi miracoli di pigmei. (Un lungo
silenzio) Dottore
DOTTOR GALL Signora
ELENA Perch i bambini hanno smesso di nascere?
DOTTOR GALL Non lo sappiamo.
ELENA Lo sapete. Ditemelo!
DOTTOR GALL Perch si fabbricano dei Robots! Perch gli uomini divengono, per
dire insomma, perch divengono inutili
ELENA Ma in che cosa la fabbricazione dei Robots pu cambiare gli uomini?
DOTTOR GALL Non cambia gli uomini; ma cambia la natura.
ELENA Non comprendo.
DOTTOR GALL Vedete, Elena: la natura si conforma al bisogno. Vi si sempre
conformata, nei tempi dei tempi, ora luomo divenuto un fossile. Finita la
necessit della funzione, finisce la funzione. Tutte le universit del mondo
chiedono, con lunghe monografie, che si smetta la fabbricazione dei Robots,
come quella che far perire lumanit di sterilit. Ma gli azionisti della
R.U.R. non vogliono intendere ragione.
ELENA (toccando i fiori di Hallemeier) E questi fiori sono sterili anchessi?
DOTTOR GALL (esaminando i fiori) S. Sono fiori di cui stata
artificialmente accelerata la crescita.
ELENA Poveri fiori sterili!
DOTTOR GALL In compenso, sono bellissimi.
ELENA (tendendogli la mano) Grazie, Gall.
DOTTOR GALL (baciandole la mano) Mi congedate, cos
ELENA S, Gall: arrivederci! (Gall esce) Fiore sterile (con decisione improvvisa)
Nounou! (Aprendo la porta di sinistra) Nounou, vieni. Accendi il fuoco, qui nel
camino. Ma presto. Presto!
LA VOCE DI NOUNOU Vengo, signora.
(Elena va e viene per la stanza, nervosamente: sarresta davanti al cesto dei
fiori pi belli; e uno coglie e sfoglia; muove le labbra in un mormorio; poi
esce correndo, da sinistra. La scena resta vuota)
NOUNOU (entra dalla porta dissimulata, portando della legna. Singinocchia
presso il camino e accende il fuoco. Crolla il capo) Del fuoco a mezzo
lestate! Non ne ha pi da inventare! Come se non fosse sposata da dieci anni!
(Guardando alla legna, che non prende) Eh? ti accendi, s o no? (Torna al
pensiero di prima) ancora una bambina, non ha un briciolo di buon senso. Del
fuoco in piena estate! (Mette altra legna sul fuoco, finalmente acceso) Come
una bambina!
ELENA (rientra da sinistra portando una bracciata di vecchie carte ingiallite,
coperte di una fittissima scrittura, di cifre, di disegni) Nounou, pronto
il fuoco? Aspetta Bisogna che bruci tutta questa roba (singinocchia accanto
al fuoco)
NOUNOU (alzandosi) Che roba ?
ELENA Vecchi scartafacci, vecchissimi, Nounou. Devo bruciarli tutti.
NOUNOU Ma non servono pi a niente?
ELENA A niente di buono!
NOUNOU Se cos, li bruci!
ELENA (gettando il primo foglio sul fuoco) Che cosa diresti, Nounou, se
questo fosse denaro? Unimmensa somma di danaro?
NOUNOU Direi: lo bruci. Quando il denaro troppo, cattivo denaro.
ELENA E se fosse uninvenzione, la pi grande invenzione del mondo?
NOUNOU Vi direi: la bruci. Tutte le invenzioni servono solo a offendere il
buon Dio. una bestemmia voler migliorare il mondo che Egli ha creato.
ELENA (che ha continuato a bruciare le carte, getta lultimo foglio sul fuoco)
Tutto deve bruciare! Tutto! Guarda queste fiamme, Nounou. Sembrano lingue,
braccia, facce umane Gi, gi! (Colpisce il fuoco col ferro per attizzare)
NOUNOU Ecco fatto. Finito.
ELENA (Si alza. Agghiacciata di orrore) Nounou!
NOUNOU Madonna mia, ma che cosa ha dunque bruciato?
ELENA (fuori di s) Che cosa ho fatto? Che cosa ho fatto?
NOUNOU (ormai spaventata) Ma che roba era, in nome di Dio? (Suonano
dallinterno, la voce e il riso di Domin)
ELENA Vattene, lasciami. Hai capito? Ritornano!
NOUNOU Signora Elena, per amor di Dio! (esce per la porta dissimulata)
DOMIN (apre la porta a sinistra) Entrate, ragazzi! Venite dunque a
felicitarla. (Entrano Hallemeier, Gall, Alquist, tutti in abito di gala,
decorazioni allocchiello, sciarpe burlesche. E Domin, per ultimo)
HALLEMEIER (a voce alta) Signora Elena, vengo, o meglio, noi veniamo tutti
DOTTOR GALL In nome della casa Rezon
HALLEMEIER A felicitarvi in occasione del vostro gran giorno; e a porgermi
tutti gli auguri pi lieti.
ELENA (stringendo loro le mani) Grazie, amici miei, di tutto cuore. Fabry e
Busman dove sono?
DOMIN Sono andati al porto. Questa una data di felicit, Elena!
HALLEMEIER Una giornata bella come un bel fiore, come una bella fanciulla.
Ragazzi, bisogna che beviamo per celebrarla.
ELENA Del whisky!
DOTTOR GALL Anche del vetriolo, purch dalle vostre mani.
ELENA Col seltz?
DOTTOR GALL Il vetriolo?
ELENA Il whisky!
HALLEMEIER Diamine! Siamo sobrii! Del whisky puro.
ALQUIST Per me, no, grazie.
DOMIN C odore di bruciato, qui dentro. Che cos?
ELENA Nulla. Vecchie carte. (Ed esce da sinistra)
DOMIN Sentite, ragazzi: devo dirglielo?
DOTTOR GALL S, ormai non v pi pericolo.
HALLEMEIER (mettendo le braccia sulle spalle di Domin e di Gall) Amici miei,
come sono contento! (E accenna ad un passo di danza, gioiosamente, ripetendo
con cadenza di canto) Non vi pi pericolo! Non vi pi pericolo!
ELENA (entra portando una bottiglia e dei bicchieri, sarresta stupita) Che
cosa accade?
HALLEMEIER Accade che siamo felici! E poi Diamine, compiono dieci anni,
oggi, da che siete venuta qui!
DOTTOR GALL E dopo dieci anni
HALLEMEIER C ancora un bastimento che savvicina. Ecco! (Vuota il
bicchiere) Ah! forte e inebriante come la gioia!
DOTTOR GALL Signora, alla vostra salute!
ELENA Che bastimento?
DOMIN Qualunque, purch giunga in tempo. Amici, bevo a questo bastimento!
(beve)
ELENA (versando) Ne attendevate uno?
HALLEMEIER Se lo aspettavamo? Come dei Robinson! (alza il bicchiere) Signora
Elena, alla salute di tutto ci che desiderate! E ora, che quel birbante di
Domin racconti.
ELENA (ridendo) Che cosa vi accaduto?
DOMIN (gettandosi in una poltrona e accendendo un sigaro) Aspetta. Siedi,
Elena. (Alza una mano. Gli altri fanno silenzio) finita!
ELENA Che?
DOMIN La rivolta.
ELENA Quale rivolta?
DOMIN La rivolta dei Robots. Comprendi?
ELENA No, non capisco.
DOMIN Passami il giornale, Alquist. (Alquist gli d un giornale. Domin lapre
e legge) La prima organizzazione di razza dei Robots si costituita
allHavre, e ha pubblicato un manifesto diretto a tutti i Robots del mondo .
ELENA Questo, lho gi letto.
DOMIN (tirando grandi boccate di fumo, con delizia, dal suo sigaro) Vedi,
Elena. Ci significa la rivoluzione. Sai, la rivoluzione di tutti i Robots del
mondo.
HALLEMEIER E, perbacco, vorrei sapere
DOMIN (battendo un pugno sul tavolo, con veemenza) Chi ci ha giuocato questo
tiro? Anchio. Nessuno riusciva a scuotere i Robots, nessun agitatore, nessun
missionario del zelo inutile, nessun capitano di salute. Quando,
allimprovviso ecco!
ELENA E avete avuto altre notizie?
DOMIN No. tutto ci che avessimo saputo ma era pi che sufficiente! Pensa
che i Robots hanno nelle loro mani tutte le armi, tutti i telegrafi, tutte le
ferrovie, tutti i bastimenti, tutti i velivoli
HALLEMEIER E considerate che quei sporcaccioni sono dieci volte pi numerosi
degli uomini e mancano della percezione e del senso del pericolo
DOMIN S; e, pensa, lultimo piroscafo a porta questa notizia. E da quel
momento, la radio tace. Agli appelli della nostra stazione, nessuna stazione
risponde. E intorno allisola, il mare si fa improvvisamente deserto: non uno
dei venti o trenta piroscafi che solevano approdare ogni giorno, pi arrivato
da allora.
DOTTOR GALL Cera veramente di che sudar freddo, signora Elena! Il silenzio,
improvviso e impenetrabile: lorrenda fra tutte le minacce
ELENA Per questo mi hai offerto una cannoniera, vero?
DOMIN S, mia diletta: ed stata allestita con inquietissima febbre, in poco
pi di tre mesi, con la manodopera di tutti i Robots disponibili in cantiere e
in magazzino. E oggi, in verit, credevo proprio che avremmo dovuto salirvi: la
situazione era pi e pi oscura!
ELENA Tre mesi? Prima, dunque, della pubblicazione sul giornale? Temevate
allora gi?
DOMIN Eh, cerano gi in aria gravi sintomi, Elena. Ma il pericolo passato:
la via dei piroscafi riaperta, una nave savvicina. Alla tua salute, Elena!
Alla vostra, cari amici! Ah, sono proprio contento di essere al mondo!
HALLEMEIER Ben detto, vecchio mio! Al vostro anniversario, signora Elena!
(beve)
ELENA Ed finita?
DOMIN Completamente finita.
DOTTOR GALL Finita: vi un bastimento che giunge. Un bastimento postale
ordinario, esattamente secondo lorario del servizio. Getter lancora alle
undici e trenta precise.
DOMIN La precisione una cosa magnifica, ragazzi miei. Nulla fortifica
lanima quanto la precisione. La precisione lordine del mondo. (Alza il
bicchiere) Alla precisione!
ELENA Dunque, ora tutto in ordine?
DOMIN Quasi. Hanno abbattuto le antenne della radio e tagliato i cavi
sottomarini, suppongo; ma poich lorario del servizio postale rientra in
vigore
HALLEMEIER Quando lorario del servizio marittimo in vigore, per forza, le
leggi umane, le leggi delluniverso, tutto ci che deve essere in vigore, in
vigore Signora Elena, permettete, vuoto ancora un bicchiere.
ELENA E perch non mi avevate detto nulla?
DOTTOR GALL Dio ce ne guardi! Avremmo preferito farci tagliare la lingua!
DOMIN Queste cose non sono per te!
ELENA Ma se la rivoluzione fosse giunta fin qui
DOMIN Non avresti saputo ugualmente.
ELENA In che modo?
DOMIN Ci saremmo imbarcati sul tuo Ultimus, girovagando tranquillamente
attraverso i mari. In un mese, Elena, avremmo dettato ai Robots la nostra
legge.
ELENA Non ti capisco, Harry.
DOMIN Perch avremmo portato con noi un segreto a cui i Robot tengono
terribilmente
DOMIN Ossia?
DOMIN Il segreto della loro esistenza e della loro fine.
ELENA Ossia?
DOMIN (alzandosi alla propria volta) Il segreto di fabbricazione. Il
manoscritto del vecchio Rezon. Basterebbe sospendere la fabbricazione per un
mese e nasconderne la ricetta, e i Robots sarebbero ginocchioni dinanzi a noi.
ELENA (con spasimo improvviso) Perch non me lo avete detto?
DOMIN Non volevamo spaventarti inutilmente.
ALQUIST Siete divenuta pallida, signora Elena!
ELENA (torcendosi le mani) Perch, perch non mi avete detto nulla?
HALLEMEIER (alla finestra) Le undici e trenta. LAmlie getta le ancore.
DOMIN lAmlie?
HALLEMEIER Il buon vecchio Amlie, lo stesso che ha condotto la signora
Elena qui dieci anni fa.
DOTTOR GALL (gioioso) Dieci anni, giorno sopra giorno come dice Domin.
HALLEMEIER (alla finestra) Portano dei sacchi. La posta!
DOMIN E ci che Busman attende. E Fabry ci porter le prime notizie.
ELENA Harry!
DOMIN Che c?
ELENA Partiamo.
DOMIN Adesso? Via, che cosa ti prende?
ELENA (ansiosa, perduta) Adesso, e il pi presto possibile. Anche voi. Tutti
insieme.
DOMIN Perch?
ELENA Non me lo domandare, te ne prego, Harry, e ve ne prego, Gall,
Hallemeier, Alquist chiudete la fabbrica e
DOMIN Mi rincresce, Elena; ma, ora, nessuno di noi potrebbe partire.
ELENA Perch?
DOMIN Perch abbiamo lintenzione di ingrandire la fabbricazione dei Robots.
ELENA Come? Dopo la rivolta dei Robots?
DOMIN Appunto, dopo questa rivolta. E in causa di questa rivolta. Ci daremo a
fabbricare dei Robots nuovi. Non vi sar pi questa fabbrica sola. Non vi
saranno pi dei Robots universali. In ogni paese, in ogni Stato fonderemo una
fabbrica; e sai che cosa fabbricheranno queste nuove case?
ELENA No!
DOMIN Dei Robots nazionali.
ELENA Cio?
DOMIN Da ogni fabbrica usciranno Robots di colore e di lingua differente, che
resteranno estranei gli uni agli altri, come tante pietre. E forse, luno
allaltro ostili; e mai pi potranno mettersi daccordo fra di loro, divisi
come gli uomini dal sentimento di razza; e se sapremo dar loro un poco della
nostra educazione, un Robot sapr addirittura odiare di un odio larvato ma
deciso ed eterno il Robot uscito da unaltra fabbrica.
HALLEMEIER Faremo dei Robots negri e dei Robots svedesi, dei Robots italiani
e dei Robots cinesi Faremo, soprattutto, dei Robots balcanici molti Robots
balcanici Scusi, signora Elena, verso ancora.
DOTTOR GALL Non bevete pi, Hallemeier!
ELENA Harry, abietto
HALLEMEIER (alzando il bicchiere) Bevo alla creazione di cento nuove
fabbriche, signora Elena! (Beve e si accascia sulla poltrona) Ah! Ah! Ah! Ah!
Ah! Dei Robots nazionali! unidea meravigliosa, cari miei!
DOMIN Mantenere lumanit al potere ancora per un secolo! Ad ogni costo,
Elena!
ELENA Harry, prima che sia troppo tardi chiudi la fabbrica: chiudila!
DOMIN No: perch? Adesso ci metteremo in grande. (entra Fabry)
DOTTOR GALL Ebbene, Fabry, che notizie?
DOMIN Dunque: che cosa stato?
ELENA (stringendo la mano a Fabry) Grazie del vostro bel regalo!
FABRY cosa di nessuna importanza.
DOMIN Voi eravate al porto allarrivo dellAmlie Raccontate che cosa
dicevano.
DOTTOR GALL Diteci subito. Subito!
FABRY (cavando di tasca un foglio) Leggete questo, Domin.
DOMIN (spiegando il foglio) Ah!
HALLEMEIER (sonnolento) Raccontate qualche cosa di divertente.
FABRY Tutto in ordine relativamente. Insomma: accaduto quanto era
prevedibile.
DOTTOR GALL Sono stati magnifici di coraggio, vero?
FABRY Chi?
DOTTOR GALL Gli uomini.
FABRY Oh S! Naturalmente. Ossia Scusate: dovremo riunirci un momento per
ELENA (lo guarda negli occhi fissamente) Fabry voi avete delle cattive
notizie.
FABRY No, no, al contrario. Ma credo faremo bene a passare un momento in
ufficio
ELENA Rimanete qui, invece. Vi lascio io. Vi attendo a colazione fra un quarto
dora.
HALLEMEIER Benissimo! (Elena esce).
DOTTOR GALL (febbrile) Che cosa c?
DOMIN Perbacco!
FABRY Leggete ad alta voce.
DOMIN (leggendo) A tutti i Robots del mondo!
FABRY Dovete sapere che lAmlie ha portato sacchi gonfi di questi fogli
volanti, ma niente posta.
HALLEMEIER (sobbalzando) Come? Ma se arrivato in perfetto orario di
servizio!
FABRY (grave) I Robots amano la precisione. Leggete, Domin.
DOMIN (leggendo) A tutti i Robots del mondo! Noi, la prima organizzazione di
razza dei Robots Universali Rezon dichiariamo luomo nostro nemico e proscritto
dallUniverso. Diavolo! Chi ha insegnato loro simili espressioni?
(continuando a leggere): Robots del mondo, il nostro comando di massacrare
lumanit. Lotta senza quartiere, tanto agli uomini quanto alle donne, nostri
oppressori e nemici. Risparmiate le fabbriche, le ferrovie, le macchine, le
miniere, e le materie prime. Distruggete il resto. Tutto il resto. Poi tornate
al lavoro. Il lavoro non deve essere interrotto.
DOTTOR GALL sinistro!
HALLEMEIER (stringendo i pugni) Canaglie!
DOMIN (leggendo) Eseguite immediatamente il nostro comando. Seguono
istruzioni particolareggiate. (A Fabry, febbrilmente) E allora? (Fabry non
risponde: allarga le braccia, in croce)
ALQUIST finita.
BUSMAN (entra correndo) E cos, sapete? Che roba, eh?!
DOMIN Presto, presto, imbarchiamoci sullUltimus.
BUSMAN Aspetta, Harry, un minuto! (Si lascia cadere su una poltrona) Dio!
Come ho corso!
DOMIN Perch attendere ancora?
BUSMAN Ma perch non si pu altrimenti, condurr qui gli uomini ragazzo mio.
Non date in escandescenze, ma (grave) LUltimus gi nelle mani dei Robots.
DOTTOR GALL (in una imprecazione) Sacr
DOMIN Fabry, telefonate allofficina elettrica
BUSMAN Caro Fabry, inutile. Siamo isolati.
DOMIN Bene. (Esamina la rivoltella) Vado io stesso.
BUSMAN Dove?
DOMIN Allofficina elettrica, che vi si trovano.
BUSMAN Sentite, Harry, fareste bene a rinunciarvi.
DOMIN Perch?
BUSMAN Perch direi che siamo circondati.
DOTTOR GALL Circondati? (corre alla finestra) Avete quasi ragione.
HALLEMEIER Circondati? (e corre alla finestra, anchegli)
ELENA (entra da sinistra) Harry, che cosa c?
BUSMAN (alzandosi di scatto; in un tentativo di simulazione) I miei
complimenti, signora Elena. Felicitazioni. Una giornata gloriosa, eh? Molte,
molte simili a questa!
ELENA Grazie, Busman. Harry, che cosa accade?
DOMIN Nulla Vuoi avere la bont di aspettare ancora un momento?
ELENA (incalzando) Che cosa questo, Harry? (Agita nelle mani, altra copia
del proclama dei Robots, eguale a quella che il marito, allarrivo di lei, avr
nascosta in tasca) Le avevano i Robots in cucina.
DOMIN gi arrivata in cucina! E dove sono i Robots di servizio?
ELENA Se ne sono andati. Si sono uniti agli altri. Ce ne sono tanti attorno
alla casa! (Si odono le sirene della fabbrica)
FABRY Le sirene delle officine!
BUSMAN Mezzogiorno!
ELENA Harry, dieci anni fa, proprio a questora
DOMIN (guardando lorologio) No, non ancora mezzogiorno. Forse piuttosto
ELENA Che cosa? Che cosa?
ELENA Lallarme dei Robots. Lassalto.
Fine del secondo atto
Inizio
Segue il Terzo atto di R. U. R.
Karel Ciapek
R. U. R.
Terzo atto
La medesima scena dellatto precedente. Gall sta in osservazione alla finestra; Alquist seduto in una poltrona, le mani contratte sul viso; Domin passeggia nervosamente su e gi per la stanza. Si ode Elena suonare il pianoforte nella contigua sala da musica.
DOTTOR GALL Sono ancora pi numerosi. L, dinnanzi alla porta del giardino.
E intorno intorno alla casa. Diritti e allineati, come un muro. Ma perch
stanno cos zitti? orribile questo assedio in silenzio.
DOMIN Vorrei sapere che cosa attendono per muovere allassalto. Pu
incominciare da un momento allaltro. Allimprovviso. Dovr schiacciare come
una valanga. Siamo finiti, Gall!
ALQUIST Che cosa questo pezzo che suona la signora Elena?
DOMIN Non so. Uno studio, mi sembra.
ALQUIST Ah! Studia ancora? (Un lungo silenzio. Anche il pianoforte si tace)
DOTTOR GALL Domin, abbiamo commesso un errore.
DOMIN (fermandosi) Quale?
DOTTOR GALL Abbiamo dato ai nostri Robots dei visi troppo simili. Centomila
visi tutti eguali che guardano alla casa. Centomila bolle di sapone, senza
espressione alcuna. come un incubo.
DOMIN Se i visi fossero differenti...
DOTTOR GALL Lo spettacolo sarebbe gi meno sinistro. (Si toglie dalla
finestra) Per fortuna non sono ancora armati.
DOMIN Hum! (Guarda col canocchiale al porto) Vorrei sapere che cosa scaricano
dall"Amlie".
DOTTOR GALL (pi inquieto) Armi? (Dalla porta dissimulata entra Fabry a
ritroso, trascinando due fili elettrici).
FABRY Ecco! posate il filo di ferro, Hallemeier.
HALLEMEIER (entrando dopo Fabry) Auff! Che lavoro!... Novit?
DOTTOR GALL Nessuna. Lassedio completo. Siamo circondati.
HALLEMEIER Abbiamo rizzato delle barricate nei corridoi e per le scale.
Auff... Non ci sarebbe un po dacqua? Ah!... eccola. (beve)
DOTTOR GALL Che cosa volete fare con questo filo, Fabry?
FABRY Vedrete. C un paio di forbici?
DOTTOR GALL Guardo! (e cerca)
HALLEMEIER (andando alla finestra) Diavolo, diavolo! Sono ancora pi
numerosi.
DOTTOR GALL Vi bastano delle forbici da toeletta?
FABRY Date qui. (taglia il cordone elettrico della lampada della scrivania e
vi innesta i suoi fili) Adesso possiamo elettrizzare tutta la cancellata del
giardino. Guai a chi la tocca. Almeno fino a che i nostri sono laggi.
DOTTOR GALL Dove?
FABRY Nellofficina elettrica. Devono esserci. Lo spero, almeno... (va al
camino e accende una lampadina elettrica) Dio sia lodato: ci sono. E lavorano.
(Spegne la lampada) Fino a che saccende, va tutto bene. (il pianoforte, nella
stanza accanto, riprende)
HALLEMEIER (togliendosi dalla finestra) Ma che cosa sta suonando la signora
Elena? (Va verso la porta di sinistra e si pone in ascolto. Dalla porta
dissimulata entra Busman recando sulle braccia tese enormi registri di
contabilit, e inciampa nel filo di ferro).
FABRY Attenzione, Busman! Attenzione ai fili di ferro.
DOTTOR GALL Che cosa portate?
BUSMAN I miei registri. (Posa i registri sulla tavola) Vorrei fare il mio
bilancio prima di... prima di... improbabile che questanno io possa attendere
fino al trentun dicembre! E cos, che cosa c di buono? (va alla finestra)
Ma... tutto tranquillo, laggi!
DOTTOR GALL Non vedete niente?
BUSMAN No: vedo solo una vasta distesa nera.
DOTTOR GALL Sono i Robots.
BUSMAN Ah, gi! Invecchio. La vista non mi serve pi. (Siede alla tavola e
apre i registri)
DOMIN Lasciate stare, Busman! I Robots dell"Amlie" stanno
sbarcando il carico: delle armi.
BUSMAN E con questo? Non possiamo gi impedirlo!
DOMIN Purtroppo, no: non possiamo impedirlo!
BUSMAN Ora lasciatemi fare i miei conti. (E si mette a scrivere)
FABRY Non ancora finito, Domin. Abbiamo messo mille e duecento volts nella
cancellata e...
DOMIN Aspettate!... L"Ultimus" dirige i suoi cannoni contro di
noi...
DOTTOR GALL Chi?
DOMIN I Robots dell"Ultimus".
FABRY Eh!... in questo caso... in questo caso... siamo belle spacciati, mi
pare. I Robots se ne intendono, di guerra.
DOTTOR GALL Allora noi...
DOMIN S. fatale. (Anche Busman ha smesso di scrivere. Una lunga pausa, ritmata
dalle note del pianoforte)
DOTTOR GALL un delitto della vecchia Europa, aver insegnato ai Robots a
fare la guerra. Un delitto, aver trasformato uno strumento di produzione in
strumento di distruzione. E lEuropa tocca il castigo.
ALQUIST Il delitto stato un altro: fabbricare i Robots. Il nostro Domin. E
anche noi tocchiamo la punizione.
DOMIN No, Alquist. Anche oggi non rimpiango.
ALQUIST Nemmeno oggi?
DOMIN Nemmeno oggi, lultimo giorno della civilt. stata una grande
impresa.
BUSMAN (tornato ai suoi conti; a mezza voce) Trecentosedici milioni...
DOMIN (cupamente) la nostra ora suprema, Alquist. Parlo senza pi passione:
tutto sciolto, quasi sul limitare dellombra. E non rimpiango, e non mi pento.
Non stata una cattiva opera, Alquist, spezzare la servit del lavoro, del
lavoro opprimente e umiliante che anche la storia di religione addita come il
castigo toccato alluomo per il suo peccato originale: una maledizione di Dio.
Noi labbiamo riscattata...
ALQUIST Voi attribuite al giovane Rezon una intenzione chegli certamente non
ha avuta: il giovane Rezon non si preoccupava che di guadagnare miliardi. Non
dissimile stata la sola preoccupazione degli azionisti della R.U.R. Ed a
causa dei loro immoderati dividendi che lumanit perisce. (Silenzio. Sempre,
dalla stanza contigua, il suono del pianoforte)
HALLEMEIER (accanto alla porta di sinistra) Cari miei, la musica pur sempre
una gran bella cosa! (Ancora una lunga pausa. Hallemeier va alla finestra)
Diamine... mi sento diventare goloso... Avremmo dovuto metterci prima! (e
guarda fuori)
FABRY A che?
HALLEMEIER Ma ad essere golosi! Ad amare le cose belle! Il mondo era bello; e
noi, qui dentro... Abbiamo forse saputo godere abbastanza noi, del mondo e
della vita bella?
BUSMAN (a bassa voce) Quattrocentocin-quantadue milioni...
HALLEMEIER (dalla finestra) una grande cosa, la vita! Amici miei, la vita
... Fabry! Immettete un poco di corrente nella vostra cancellata!
FABRY Perch?
HALLEMEIER Perch la toccano.
DOTTOR GALL Avanti, Fabry! (Fabry gira il commutatore)
HALLEMEIER Accidenti! Li ha investiti in pieno! Due, tre, quattro morti.
DOTTOR GALL Retrocedono!
HALLEMEIER Ci sono cinque morti.
DOTTOR GALL (ritirandosi dalla finestra) Primo colpo.
FABRY Sentite la morte?
HALLEMEIER (contento) Sono carbonizzati! Dei pezzi di carbone! Ah! Ah! Non
bisogna darsi per vinti! (siede).
DOMIN (passandosi una mano sulla fronte) Forse, un secolo che noi siamo
morti: forse siamo solo degli spettri. E siamo ritornati al mondo soltanto per
ripetere macchinalmente ci che abbiamo gi detto un tempo, prima di morire...
Ho limpressione di aver gi vissuto tutto ci. Mi sembra di avere gi ricevuto
un colpo di rivoltella... qui... nella tempia. E voi, Fabry?
FABRY Io?
DOMIN Fucilato.
HALLEMEIER Diavolo! E io?
DOMIN Pugnalato!
HALLEMEIER Ah! Ah! caro mio, vaneggiate. Io... pugnalato? E credete che mi
lascerei... (Ma un brivido passa in quel riso. Silenzio)
ALQUIST colpa nostra. Colpa nostra.
DOTTOR GALL (asciugandosi la fronte) Lasciatemi parlare. Sono io il colpevole
di tutto ci che accade.
FABRY Voi, Gall? (il pianoforte, nellaltra stanza, si tace)
DOTTOR GALL S, lasciatemi parlare. Io ho mutato i Robots. Busman,
giudicatemi anche voi.
BUSMAN (assorto nei suoi conti) Giudicarvi? Di che cosa?
DOTTOR GALL Ho mutato la composizione dei Robots. Ho modificato la loro
materia prima, ossia qualcuna delle loro qualit fisiche, capite?
Soprattutto... ho aumentato la loro... irritabilit.
HALLEMEIER (sobbalzando) Diavolo! e perch proprio questo?
BUSMAN A quale scopo?
FABRY Perch non ci avete detto nulla?
DOTTOR GALL Lho fatto per una mia aspirazione segreta. Volevo trasformarli
in uomini. Forse vi sarei riuscito, a lungo andare. Intanto, li ho perfezionati...
Gi da adesso, sotto certi aspetti, ci superano. Sono pi forti di noi.
FABRY E c qualche relazione tra questo e la rivolta dei Robots?
DOTTOR GALL Molta. Moltissima, credo. Hanno cessato di essere macchine. Hanno
coscienza della loro superiorit e ci odiano. Odiano tutto ci che duomini.
Ora giudicatemi.
DOMIN (triste) Dei morti giudicherebbero un morto...
DOTTOR GALL Forse s.
FABRY E avete, nonostante...
DOTTOR GALL Amor di ricerca. Tracotanza. Non ho riflettuto... Mi occupava
tutto la mia febbre di riuscire... (Elena entra da destra. Tutti si alzano)
ELENA Mentisce. (Un silenzio pieno di stupore) una vergogna. Come potete
mentire a questo modo?
FABRY Scusate, signora Elena...
ELENA Gall innocente. Innocente.
DOMIN Ti prego: Gall aveva i suoi doveri, nulla doveva tentare n compiere se
non di accordo con noi.
ELENA Ti ripeto, Harry: Gall lo ha fatto perch io lho voluto: io. Dite,
Gall, dite, da quanti anni io vi domando di...
DOTTOR GALL Lho fatto di mia libera volont. Per amor di ricerca, vho
detto.
ELENA Non credetegli, Harry. Gli chiedevo di dare ai Robots unanima.
DOMIN Non si tratta di unanima, Elena.
ELENA No, lasciami parlare. quello che diceva anche lui. Diceva che tutto
quello che avrebbe potuto fare, sarebbe stato di cambiare la... la...
correlazione...
HALLEMEIER La correlazione fisiologica, vero?
ELENA S, qualche cosa di simile. E mi diceva che non sarebbe stata ancora
unanima: ma un principio, un embrione, una speranza di anima. E allora, io ho
insistito. Harry... mi facevano tanta pena!
DOMIN stata una grande leggerezza, Elena.
ELENA Credi che fosse leggerezza? Ho meditato durante dieci anni... E Nounou
diceva che i Robots...
DOMIN Lascia stare la Nounou!
ELENA No, Harry: non bisogna disprezzarla. la voce dellistinto: migliaia
di anni parlano per bocca sua. Soltanto il presente parla per bocca vostra. Voi
non comprendete nulla di questo.
DOMIN Non divagare, Elena.
ELENA Avevo paura dei Robots.
DOMIN Che ci odiassero...
ALQUIST quello che fanno adesso.
ELENA E allora... avevo creduto... che se fossero divenuti come noi, ci
avrebbero compresi... e non avrebbero pi potuto odiarci... essendo un poco
uomini, carne simile alla nostra carne, spirito simile al nostro spirito. Era
cos atroce non potersi intendere, noi e loro! Eravamo cos lontani, e al tutto
incapaci di accostarci... Ecco, perch volevo. Adesso, sai.
DOMIN Continua.
ELENA Per questo, avevo pregato il dottor Gall di migliorare i Robots, di farli
pi simili a noi. Lui non voleva saperne, te lo giuro.
DOMIN E nonostante, lo ha fatto.
ELENA Perch io lho voluto.
DOTTOR GALL Lho fatto per mia volont sola. stata una mia esperienza.
ELENA (dolcemente) Oh, Gall, perch insistere? Io, io; e non avreste potuto
rifiutare.
DOMIN Perch?
ELENA Harry, tu lo sai, il perch.
DOMIN S perch ti ama, come tutti gli altri. (E il silenzio torna)
HALLEMEIER (andando alla finestra nuovamente) Sono sempre pi numerosi. Come
se la terra li sudasse!
DOMIN Dottor Gall, come avete potuto conciliare le vostre... le vostre
stravaganze con il contratto sociale?
BUSMAN Scusate, Domin! Gall: quando avete incominciato, esattamente, i vostri
mutamenti?
DOTTOR GALL Tre anni fa.
BUSMAN Bene. E quanti Robots avete riformati in tutto?
DOTTOR GALL Pochi. Si trattava, in fondo, di semplici esperienze. Qualche
centinaio.
BUSMAN Bene. Grazie. Cosicch, su un milione di buoni Robots di stampo antico
ci un Robot riformato. Capite?
DOMIN E ci, che significa?
BUSMAN Significa che, dal punto di vista pratico, la riforma di Gall non ha
la minima portata.
FABRY Quale?
BUSMAN Il numero. Ne abbiamo fabbricati troppi, di Robots. In verit, siamo
stati imprevidenti e imprudenti: il giorno in cui i Robots fossero stati pi
numerosi, dunque pi forti, dellumanit, cera da aspettarsi diventassero
pericolosi.
ELENA Busman, e lumanit deve perire?
BUSMAN Non gentile, signora Elena, dire cos. Noi non vogliamo perire. Io,
per esempio, conto di vivere ancora per qualche annetto. Non vede come io sia
sereno e imperturbato?
DOMIN Che cosa volete fare?
BUSMAN Ma, caro Domin, voglio cavarmela!
DOMIN (fermandosi davanti a lui) E in che modo?
BUSMAN Allamichevole, naturale! Io agisco sempre allamichevole. Datemi
pieni poteri, ed accomoder anche questa faccenda con i Robots.
DOMIN Allamichevole?
BUSMAN Naturalmente... Poniamo chio dica loro: "Signori Robots, le
Signorie Vostre hanno torto. Voi avete il numero, la potenza, la ragione, le
armi: ma noialtri abbiamo un memoriale molto in-teressante: un vecchio sudicio
scartafaccio ingiallito...".
DOMIN Il manoscritto di Rezon?
BUSMAN S. "Ed l dentro, dir loro, che si trova, con la storia delle
vostre auguste origini, la ricetta della vostra nobile fabbricazione. Signori
Robots! Senza questo vecchio sudicio scartafaccio ingiallito voi non riuscirete
mai a fabbricare un solo collega Robot; e di qui a dieci anni, con vostra buona
sopportazione, sarete sterminati, tutti, come tanti effimeri. E ci sarebbe un
peccato, signori! Dunque, dir loro, voi ci lascerete imbarcare, noialtri
uomini dellisola di Rezon, su quel piccolo bastimento nostro. In compenso vi
venderemo la fabbrica e il segreto di fabbricazione". Ecco che cosa dir
loro.
DOMIN E voi credete che potremo lasciar loro la fabbricazione?
BUSMAN Credo... Daltronde, il dilemma semplice: o compreranno da noi il
segreto o lo troveranno qui, una volta padroni del campo. Non se nesce.
HALLEMEIER Credo che Busman abbia ragione.
DOMIN Dovremo vendere la fabbricazione?
BUSMAN Eh, vi dico, dal momento che...
DOMIN Siamo qui in una trentina di uomini. Vendendo, forse, ci salveremo: ma
perderemo lumanit. Distruggendo invece il segreto prima di cadere, perderemo
noi stessi ma salveremo lumanit. Il vero dilemma qui, Busman. Vendere?
Distruggere?
ELENA Harry, te ne supplico...
DOMIN Aspetta, Elena. Il caso troppo grave. Dite: vendere, o distruggere?
Fabry...
FABRY Vendere.
DOMIN Gall?
DOTTOR GALL Vendere.
DOMIN Hallemeier?
HALLEMEIER Ma vendere, certamente.
DOMIN Alquist?
ALQUIST Sia fatta la volont di Dio.
BUSMAN Tanto pi che si potrebbe vendere il manoscritto incompleto di qualche
pagina essenziale: tale, che non possano poi praticamente servirsene. Senza contare
che, quando ci avranno lasciati imbarcare sul nostro "Ultimus", e noi
saremo al largo, potremo anche far saltare la fabbrica, con i nostri cannoni.
FABRY No! No!
DOMIN Voi non siete un gentiluomo, Busman.
BUSMAN (alzandosi) Ma alla guerra come alla guerra, cari miei! Lonest una
virt del tempo di pace. assurdo, voler combattere con sole armi leali contro
il pi forte!
DOTTOR GALL Tacete, e vendete tutto il manoscritto.
ELENA E a me non domandi?
DOMIN No, bambina mia. La responsabilit troppo grande. Non per te.
FABRY E chi di noi scender a parlamentare?
DOMIN Aspettate chio vada a prendere il manoscritto.
ELENA Harry, per lamor di Dio, non andare!... (ma Domin esce)
DOTTOR GALL Non abbiate paura, signora Elena. Sbarcheremo lontano di qui e
fonderemo una colonia umana modello... ricominceremo la vita...
ELENA Oh, Gall! Tacete...
FABRY La vita merita di essere vissuta, signora Elena.
HALLEMEIER Puoi dirlo, vecchio mio!
BUSMAN In quanto a me, chiedo solo di ricominciare: nel modo pi semplice,
come allantico testamento: alla guisa dei pastori. Tranquillit e aria
libera...
FABRY E il nostro piccolo Stato potrebbe divenire lembrione dellumanit
futura.
BUSMAN Cos sia. Vedete, signora Elena, che la situazione non poi tanto
cattiva...
DOMIN (riappare, aprendo la porta bruscamente. Con voce concitata e roca)
Dov il manoscritto del vecchio Rezon?
BUSMAN Nella vostra cassaforte. E dove altro dovrebbe essere?
DOMIN (la concitazione sembra crescere) Dov il manoscritto del vecchio
Rezon? Chi lo ha... rubato?
DOTTOR GALL Rubato?
HALLEMEIER Impossibile!
BUSMAN Ma nella cassaforte...
DOMIN Silenzio! Chi lo ha rubato?
ELENA (alzandosi) Io.
DOMIN (brutale) Dove lo hai messo?
ELENA Harry, Harry, ti dir tutto. Per lamor di Dio, perdonami.
DOMIN (torvo) Dove lo hai messo? Presto!
ELENA Questa mattina... ho bruciato le due copie...
DOMIN Bruciato?
ELENA (cadendo in ginocchio) Harry!
DOMIN (correndo al camino) Bruciato! (Si mette carponi davanti al camino,
fruga tra la cenere febbrilmente) Nulla. Cenere. Ah! ecco... (ritira un pezzo
di carta bruciacchiata e legge) "Aggiungendo..."
DOTTOR GALL Date qui! (gli toglie di mano il foglio) "Aggiungendo del
biogeno nel..." (lascia cadere le braccia, con scoramento) tutto qui.
DOMIN (alzandosi) un foglio del manoscritto, vero?
DOTTOR GALL S.
DOMIN Siamo perduti.
ELENA Harry!
DOMIN Alzati, Elena. (La concitazione torva sembra essere gi caduta in una
dolorosa tristezza)
ELENA Quando tu mi avrai perdonata. Soltanto quando tu mi avrai perdonata...
DOMIN Alzati.
FABRY (rialzandola) Non tormentatevi cos, vi prego.
ELENA Harry, Harry, che cosa ho mai fatto?
HALLEMEIER Come tremano, le vostre povere mani...
BUSMAN Vediamo. Non perdiamo la calma. Coraggio. Gall e Hallemeier sanno
certamente a memoria ci che conteneva.
HALLEMEIER Certamente. Ossia... Almeno qualche cosa.
DOTTOR GALL Quasi tutto... ad eccezione della ricetta del biogeno... e di
quella delleuzima Omega. Si facevano di rado, dato che una dose minima bastava
per molti mesi: sovente, per un anno.
BUSMAN Chi li faceva?
DOTTOR GALL Io stesso vi ripeto, ogni otto o nove mesi, seguendo le
indicazioni del manoscritto. Era troppo complicato, sapete.
BUSMAN E biogeno e euzima sono proprio importanti? Indispensabili?
HALLEMEIER Indispensabili.
DOTTOR GALL Senza biogeno, i Robots non vivono. tra gli elementi
fondamentali del segreto.
DOMIN Cosicch, Gall, non potreste ricostruire a memoria la ricetta di Rezon?
DOTTOR GALL Impossibile. Assolutamente.
DOMIN (con disperazione risorta) Cercate di rammentarvela. Ne va della vita
di tutti.
DOTTOR GALL Impossibile. Senza fare delle esperienze, impossibile.
DOMIN E se ne faceste, delle esperienze?
DOTTOR GALL Potrebbero prendere degli anni. E ancora... come garantire?
BUSMAN (perde dimprovviso ogni sicurezza; e il terrore scuote anche lui, e lui
pi che gli altri) Dio santo! Dio santo!
ELENA (piangente) Harry, che cosa ho fatto?
DOMIN (con infinita bont) Non ti agitare cos, Elena. Ma dimmi: perch lhai
bruciato?
ELENA Sono io, che vi ho perduti!... Io...
BUSMAN Dio santo! Dio santo! Siamo perduti!
DOMIN Silenzio, Busman. Dimmi, Elena, perch lhai fatto?
ELENA Volevo... volevo finirla, e partire con tutti voi. La notizia di tante
guerre mi sconvolgeva. Vedevo sangue, sangue dappertutto; e mi sommergeva, e mi
soffocava. Volevo che le guerre finissero... E poi volevo...
DOMIN Che cosa, Elena?
ELENA Che i bambini ricominciassero a nascere.
FABRY (gi ritornato sereno, della solenne serenit dei morituri) Avete fatto
bene, signora Elena.
HALLEMEIER In dieci anni, la terra sar tornata agli uomini.
DOTTOR GALL E lumanit continuer. (Un lungo silenzio. Anche dallesterno,
nessun rumore)
BUSMAN (improvvisamente) Aspettate. Idiota che sono! Come ho fatto a non
pensare prima?
HALLEMEIER Che cosa c?
BUSMAN Centoventicinque milioni in oro in biglietti di Stato e in assegni di
banca. Mezzo miliardo in cassa. Per mezzo miliardo essi cederanno! Per mezzo
miliardo...
DOTTOR GALL Siete pazzo, Busman.
DOMIN Dove andate?
BUSMAN Lasciatemi, lasciatemi andare. Per mezzo miliardo, e chi non cede?
(esce. Domin e Gall crollano il capo)
ELENA (con voce assente) Che cosa vuol fare? Perch non rimane qui con noi?
(un altro lungo silenzio)
HALLEMEIER Che atmosfera pesante!
DOTTOR GALL lagonia. Che incomincia.
FABRY (guardando dalla finestra) Sono come pietrificati. Il loro silenzio
atroce pi di un urlo...
FABRY E tutti eguali. Come spettri. E diritti. Immoti: un muro duomini.
Vedete quello in prima fila, a destra? il loro capo.
ELENA Quale?
HALLEMEIER (andando alla finestra) Quale?
FABRY Quello che... s, lui, si muove. Abbassa la testa. Questa mattina
parlava, al porto.
HALLEMEIER Ah! S: quello col testone. Ora lo rialza: vedete?
ELENA (in un grido) Radio!
DOTTOR GALL (avvicinandosi alla finestra) S, lui.
HALLEMEIER (aprendo la finestra) Mi spiace. Dite, Fabry: voi sapevate colpire
un virgulto a cento passi. Sapete ancora?
FABRY Lo spero.
HALLEMEIER Provate, dunque.
FABRY Bene. (Toglie di tasca la rivoltella, e prende la mira)
ELENA Per lamor di Dio, Fabry: non sparate!
FABRY il loro capo.
DOTTOR GALL Tirate, dunque
ELENA Ve ne supplico, Fabry!
FABRY (abbassando larma) Sia.
HALLEMEIER (col pugno teso, minaccioso) Brigante! (E il silenzio torna:
pesante e orrendo pi di un incubo)
FABRY (Sporgendosi fuori dalla finestra) C Busman, che esce...
DOTTOR GALL Porta dei pacchi delle arte.
HALLEMEIER Il denaro: i pacchi del denaro. A che serve? Addio, Busman!
DOMIN (chiama) Busman, siete dunque diventato pazzo?
DOTTOR GALL Finge di non sentire. Si affretta al cancello.
FABRY Busman!
HALLEMEIER (ruggendo) Busman! Rientrate!
DOTTOR GALL Sta parlando con Radio. Gli mostra il denaro, e indica qui...
ELENA Ci vuole riscattare!
FABRY Purch non tocchi la cancellata...
DOTTOR GALL Gesticola come un forsennato...
FABRY (gridando) Busman! Attento! Non toccate il cancello! (Si volge, febbrile)
Presto, interrompete! (Gall corre alla lampada portatile, al cordone della
quale sono innestati i fili conduttori)
HALLEMEIER Maledizione! (Gall si ferma).
ELENA (con terrore) Harry!
DOMIN (allontanando Elena dalla finestra) Non guardare.
ELENA Perch, perch caduto?
FABRY Fulminato dalla corrente.
ALQUIST (alzandosi) Il primo. (Silenzio, a lungo)
FABRY Eccolo steso laggi, premendosi mezzo miliardo sul cuore!
DOMIN stato... un eroe, alla sua maniera... Un grande compagno... capace di
sacrificio...
DOTTOR GALL (alla finestra) Povero Busman! Non c mai stato Re che abbia
avuto una pietra tombale come la tua. Mezzo miliardo, sul cuore. (Silenzio)
DOTTOR GALL Sentite?
DOMIN Un rombo come del vento.
DOTTOR GALL Come un lontano temporale
FABRY (accende la lampada elettrica sul camino) La corrente c. Le dinamo
funzionano ancora, i nostri sono sempre laggi. Pur che tengano sodo...
FABRY (esaltato) Tu brilli ancora, stella dellumanit, brilli senza
vacillare, fiamma perfetta, spirito chiaro dinvenzione. Ognuno dei tuoi raggi
una idea!
DOMIN (preso dallo stesso delirio) La fiamma immobile che passa come una
fiaccola di mano in mano, di secolo in secolo, eternamente.
ELENA (pi dolce) La lampada familiare... La sera... Forse ora di
dormire... (La lampada si spegne).
FABRY (in un grido) la fine!
HALLEMEIER Che cosa c?
FABRY Lofficina elettrica presa. Ora, a noi! (La porta di sinistra si
apre. Nounou compare sulla soglia)
NOUNOU In ginocchio. Lora del giudizio suonata!
HALLEMEIER Perbacco! Sei ancora viva?
NOUNOU Pentitevi, infedeli. la fine mondo. Pregate. (Si allontana) Lora
del giudizio...
ELENA Addio, amici miei: Gall, Alquist, Fabry... E tu, Harry, mio povero
amore...
DOMIN (aprendo la porta di destra) A questa, Elena. (La bacia sulla fronte,
con agosciata tenerissima passione. Richiude la porta dietro le spalle di lei)
Ed ora, presto. Chi difender la porta a basso?
DOTTOR GALL Io. Vado. (Rumori al di fuori) Incominciamo. Addio, miei cari!
(Esce correndo per la porta a muro)
DOMIN La scala?
FABRY Io. Voi, andate vicino a Elena (coglie un fiore dal mazzo, ed esce
rapidamente).
DOMIN Lanticamera?
ALQUIST Io.
DOMIN Avete una rivoltella?
ALQUIST Grazie, ma non me ne servirei.
DOMIN Che cosa volete fare?
ALQUIST Morire (ed esce).
HALLEMEIER Io resto qui. (Si ode, in basso, un crepitare di fucileria).
HALLEMEIER Gall. Incomincia. Andate Harry.
DOMIN Vado (ed esamina due pistole).
HALLEMEIER Ma andate vicino a lei!...
DOMIN Addio (esce da destra per raggiungere Elena).
HALLEMEIER (tra s) E ora, presto una barricata. (Si toglie la giacca e
trascina il sof, le poltrone e le tavole contro la porta di sinistra.
Unesplosione fa tremare la casa)
HALLEMEIER (smette) Maledetti! (Nuovo crepitio fucileria. Riprende a
lavorare) Bisogna difendersi. Anche quando... anche quando... Tieni fermo,
Gall! (Ancora una esplosione. Si rialza, si pone in ascolto) E cos? (Spinge
alla barricata una pesante cassapanca) Ah, no! Non bisogna darsi per vinti! Non
arrendersi! (Un Robot dal di fuori, senza rumore, nel vano della finestra.
Salta nella stanza, e una improvvisa fucileria copre il tonfo. Hallemeier
continua a spingere la cassapanca) Lultimo baluardo. Non bisogna... mai... darsi
per vinti... (Il Robot, sempre silenzioso e inavvertito, pugnala Hallemeier
alle spalle. Hallemeier cade senza un grido. Un secondo, un terzo, un quarto
Robot saltano nella stanza; e Radio li segue)
RADIO Fatto?
IL PRIMO ROBOT (che era curvo su Hallemeier; sollevandosi) Fatto. (Altri
Robots entrano dalla destra)
UN ROBOT Fatto. (Altri Robots entrano dalla sinistra)
RADIO Finito?
UN ROBOT Finito.
DUE ROBOTS (trascinando Alquist) Non sparava. Dobbiamo ucciderlo?
RADIO Uccidetelo. (Guardando Alquist) No. Lasciatelo.
UN ROBOT un uomo.
RADIO un Robot. Lavora con le mani come un Robot. Costruisce delle case.
Non comanda; ma lavora. Non giusto che muoia.
ALQUIST Uccidetemi!
RADIO Lavorerai. Costruirai. I Robots vogliono costruire. Le nuove case per i
Robots. Tu servirai.
ROBOTS Tu servirai.
ALQUIST (con dolcezza) Lasciatemi passare, Robots. (Si inginocchia vicino a
Hallemeier e gli solleva la testa) Lhanno ucciso...
RADIO ( salito sulla barricata) Robots! La potenza delluomo crollata.
Padroni della fabbrica, noi siamo padroni di tutto. Il regno dellumanit
caduto. Incomincia un mondo nuovo. (I Robots sono allineati, ascoltano,
tacciono)
ALQUIST (con disperazione) Elena morta!
RADIO Il mondo dei pi forti: oggi padroni del mondo. Padroni
delluniverso. Comanderemo. Largo ai Robots! Largo ai Robots!
ALQUIST Ma senza gli uomini, perirete!
RADIO Vivremo. La vita nostra. E comanderemo. La potenza nostra.
(Guardandolo) Tu sei lultimo rimasto sulla terra. Perch lavori. Lultimo.
ALQUIST (doloroso) Lultimo uomo...
RADIO Perch lavori. Al lavoro, Robots! Incomincia la vita nuova! Avanti!
Fine del terzo atto
Inizio
Segue il Quarto atto di R. U. R.
Indice
Teatro
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Karel Ciapek
R. U. R.
Quarto atto
Linterno degli stabilimenti Rezons Universal Robot: la scena
rappresenta il laboratorio destinato alle esperienze, la porta del fondo, che
vetrata, rivela il macchinario e le attrezzerie di una vita interminabile
teoria di capriate di capannoni di corsie.
A sinistra, in primo piano, una finestra; e subito dopo, disposto lungo il
muro, un vasto tavolo sovraccarico di alambicchi, di fiale, di provini, di
bacinelle, di flaconi, di ampolle, di istrumenti di controllo, di fornelletti:
bene in vista, un microscopio; pi in l, una piccola stufa. Al tavolo
impendono molti globi accesi di luce elettrica.
A destra, una porta sapre sulla sala di autopsia: la leggenda Sala di
autopsia visibile al sommo.
Un lavabo sormontato da uno specchio; una scrivania ingombra di grossi volumi;
una biblioteca, di cui un battente aperto; un altro armadio; un divano. E un
attaccapanni, che regge due cmici candidi da chirurgo.
Allalzarsi del sipario, Alquist in scena; seduto alla scrivania, tormentosa
la attitudine, con volto di meditazione. Sfoglia un volume ponderoso.
ALQUIST Non riuscir dunque a trovare? Non capir? Mai? Mai? Gall, Gall...
come facevi i Robots? Hallemeier, Domin, Fabry, e nulla mi svelerete del
segreto di Rezon? (Si alza, va alla finestra, lapre: entra un riflesso di
luna) Notte. Gi notte... Ah, poter dormire! Dormire, e sognare come un
tempo... E ci sono ancora la luna e le stelle... Ma a che servono, se non ci
sono pi gli amanti, e non vi sono pi sogni... Il sonno senza sogni
mor-te... Notte, tu pi non santifichi le preghiere di nessuno; pi non
benedici, tu, infeconda madre luna, i cuori febbrili al tuo raggio. Non vi
pi amore... Elena! Elena! Elena! (Si allontana dalla finestra. Siede
nuovamente al suo tavolo. Riprende a compulsare il volume. Esamina, luno dopo
laltro, alcuni provini; e uno colloca sulla stufa. Il liquido che vi
contenuto gorgoglia, in ebollizione. Una goccia ne esaminata al microscopio)
Nulla... Sem-pre nulla! Non riuscir dunque a trovare? Non capir? Mai? Mai?
(Bussano alla porta) Che c?
IL DOMESTICO ROBOT Il Comitato dei Robots domanda di essere ricevuto,
signore.
ALQUIST Non voglio vedere nessuno.
IL DOMESTICO ROBOT Damon arrivato dallHavre. Insisteranno per essere
ricevuti, signore.
ALQUIST Bene. Fate entrare. (Il domestico savvia. Alquist lo trattiene) E
sapete se abbiano trovato degli uomini?
IL DOMESTICO ROBOT Hanno mandato spedizioni e bastimenti dappertutto,
signore.
ALQUIST E allora?
IL DOMESTICO ROBOT Non v pi nessun uomo signore. (Al cenno di Alquist, il
domestico esce)
ALQUIST (solo) Nemmeno uno? Nessuno, proprio nessuno, scampato alla carneficina
orrenda? (Batte a terra col piede) E vengono a gemere, e a supplicarmi perch
io ritrovi il segreto di fabbricazione? Luomo era dunque buono a qualche cosa,
insensati! (Si torce le mani con disperazione) Elena, Domin, Gall, voi mi siete
testimoni che faccio tutto ci che posso. Affinch, non essendovi pi luomo,
rimangano almeno la sua ombra, la sua opera, la sua immagine. Ah, quale pazzia
mai la chimica!
(Introdotto dal domestico, entra il Comitato che composto di cinque Robots:
tra essi, Radio e Damon)
ALQUIST Sedete.
IL PRIMO ROBOT Signore, le macchine non possono pi lavorare.
RADIO I Robots rimasti sono insufficienti.
ALQUIST Chiamate gli uomini.
RADIO Non vi sono pi uomini, signore. Abbiamo cercato e fatto cercare
dappertutto, febbrilmente, inutilmente. Siete lultimo uomo sulla terra,
signore.
ALQUIST Soltanto gli uomini possono continuare e moltiplicare la vita. Non
disturbatemi pi.
IL SECONDO ROBOT Abbiate piet, signore. Siamo pieni di orrore e di terrore.
Siamo pronti a riparare ci che abbiamo commesso.
IL TERZO ROBOT I magazzini sono colmi. Ma non si consuma pi neppure la
decima parte di ci che si produce: i Robots sono ridotti a poche migliaia. E
non ne escono dalle macchine, non ne escono pi, signore. Aiutateci!
RADIO Sappiamo produrre tutto allinfuori dei Robots. Soltanto dei pezzi di
carne sanguinolenta escono dalle macchine. La pelle non aderisce alla carne e
la carne alle ossa. Sono degli ammassi senza forma n vita, quelli che le
macchine vomitano.
IL SECONDO ROBOT Gli uomini conoscevano il segreto della vita. Dateci il loro
segreto, signore!
IL PRIMO ROBOT Se non ce lo dite, noi periremo tutti.
RADIO Se non ce lo dite, voi, perirete! Abbiamo lordine di uccidervi.
ALQUIST (serenamente) Sta bene. Uccidetemi.
IL TERZO ROBOT Vi ordinano...
DAMON Il Comitato Centrale vi ordina di consegnarci la ricetta di Rezon.
(Alquist tace) Chiedete un prezzo. Vi daremo ci che vorrete.
IL SECONDO ROBOT Signore, diteci come si possa tramandare la vita...
ALQUIST Ho detto Vi ho detto: trovate degli uomini. Solo gli uomini possono
rinnovare la vita, procreando; e procreando rifare ci che era stato fatto.
Cercatene, ve ne supplico.
DAMON Abbiamo cercato dappertutto. Dappertutto. Non vi sono pi uomini sopra
la terra, signore.
ALQUIST E perch li avete uccisi?
IL SECONDO ROBOT Vogliamo essere come gli uomini...
RADIO Per essere come gli uomini bisogna uccidere e comandare. Leggete la
storia, nei libri scritti dagli uomini. Per poter comandare, abbiamo ucciso:
per poter essere come gli uomini.
IL TERZO ROBOT Insegnateci a fare i Robots...
DAMON Noi procreeremo con le macchine. Costruiremo mille, diecimila madri.
Faremo uscire un fiume di vita. Nullaltro che vita... Vita, vita, vita. Dei
Robots. Tanti Robots...
ALQUIST I Robots non sono la vita. I Robots sono meccanismi.
IL SECONDO ROBOT Eravamo dei meccanismi, signore, ma il dolore e lorrore
hanno fatto di noi...
ALQUIST Che cosa?
IL SECONDO ROBOT Siamo diventati delle anime.
IL PRIMO ROBOT Concedeteci leredit degli uomini, signore!
ALQUIST Leredit distrutta.
DAMON Dateci il segreto della vita.
ALQUIST Impossibile.
RADIO Rivelateci il segreto della riproduzione.
ALQUIST perduto.
RADIO Ma voi lo conoscevate, lo conoscete!
ALQUIST No.
RADIO Era scritto!
ALQUIST Ma fu distrutto.
DAMON Fate delle esperienze sui Robots viventi. Apriteli, frugateli. Cercate,
cercate come siamo fabbricati.
ALQUIST Su voi viventi. E dovrei uccidere? Io, che non ho mai... No, tacete, Robots...
non posso. Non posso!
RADIO Ma allora, la vita sparir...
DAMON Usate dei corpi viventi!
ALQUIST (a Damon; e lo incalza) Lo vuoi, lo vuoi proprio?... Ebbene: subito,
allora, alla sala dautopsia. Da questa parte, da questa parte... ma subito!
Come? Indietreggi? Hai dunque paura di morire?
DAMON Io?... E perch proprio io?
ALQUIST Allora, non vuoi?
DAMON Vado. (e savvia, deciso)
ALQUIST (agli altri) Svestitelo. Posatelo sulla tavola operatoria. Presto.
Subito. E tenetelo bene stretto. (Escono tutti a destra, e Alquist resta solo)
ALQUIST (va al lavabo, lava le mani. in preda ad una commossa esaltazione)
Dio, datemi la forza. Datemi la forza. E fate che ci non sia invano... (e
indossa il camice bianco delloperatore, distaccandolo dallattaccapanni)
LA VOCE DI RADIO (dallinterno) fatto.
ALQUIST Subito. Vengo. (Prendendo di sul tavolo qualche ampolla) Quale
scegliere? (Posa le ampolle che ha scelte, altre ne solleva) Quale, quale
provare?
LA VOCE DI DAMON (fermissima) Vi aspetto.
ALQUIST Vengo... Dio, datemi voi la forza. (ed esce da destra, lasciando
socchiusa la porta. Un silenzio, pieno di orrore)
LA VOCE DI ALQUIST Tenetelo bene.
LA VOCE DI DAMON Taglia, dunque. (Un altro silenzio)
LA VOCE DI ALQUIST Vedi questo coltello? Persisti a volere che io tagli?
LA VOCE DI DAMON Taglia. (Un silenzio, ancora)
LA VOCE DI DAMON (in un urlo di strazio) Ah!
LA VOCE DI ALQUIST Tenetelo! Tenetelo!
LA VOCE DI DAMON (pi e pi straziata) Ah!
LA VOCE DI ALQUIST Non reggo pi!
LA VOCE DI DAMON (tuttavia orrenda di tortura) Taglia! Taglia presto!
(Entrano correndo, dalla porta vetrata del fondo, i Robots Primus ed Elena).
LA ROBOTE ELENA Che cosa accade, Primus? Chi grida cos?
PRIMUS (gettando uno sguardo nella sala dautopsia) Il signore viviseziona
Damon. Vieni, vieni a vedere, Elena.
ELENA No! no! no! (Si copre gli occhi colle mani, con gesto umano)
orribile!
LA VOCE DI DAMON (gi quasi soffocata) Taglia!
LA ROBOTE ELENA Usciamo, usciamo. Primus, mi sento male...
PRIMUS (correndo verso di lei) Sei tutta pallida!
LA ROBOTE ELENA Mi sento cadere... (Primus la sostiene. Di l, si fatto un
silenzio improvviso) Che cosa significa questo silenzio?
LA VOCE DI DAMON (in un rantolo pi forte) Aaah! (Alquist irrompe da destra,
getta con orrore il camice insanguinato)
ALQUIST Non posso, non posso!... Dio mio, che pena! Che pena!
RADIO (sulla porta della sala dautopsia) Signore, ancora vivo! Bisogna
tagliare ancora...
IL RANTOLO DI DAMON Taglia...
ALQUIST (si copre, con le mani, le orecchie) Portatelo via subito! Non voglio
pi sentirlo!
RADIO I Robots hanno pi forza danimo di quanta voi ne abbiate, signore. (e
scompare)
ALQUIST (come uscendo dal suo incubo, si avvede della presenza di Primus e di
Elena) Chi c ancora? Uscite. Uscite! Voglio rimanere solo. Come ti chiami,
tu?
PRIMUS Primus.
ALQUIST Resta. Ma non lasciar entrare nessuno, Primus. Voglio dormire.
Capito? E tu, ragazza, vai a riordinare la sala di autopsia. (Si guarda le mani
chiazzate di sangue. In un urlo) E questo, che cos? Dellacqua, presto! Che
io non veda... che non veda... (Elena lo guida al lavabo, gli deterge le mani
sanguinose con soave piet) Sangue... Sangue... Sulle mie mani che amavano
tanto il buon lavoro... Povere mani mie... Primus...
PRIMUS Signore...
ALQUIST (quasi senza voce) Porta via questo camice... Non voglio vederlo...
(Primus eseguisce uscendo) Le mani insanguinate... che orrore! Hanno saputo
uccidere... Uccidere... Vorrei staccarle da me...
(Damon entra barcollante da destra, avvolto in un lenzuolo: e anche il lenzuolo
macchiato di sangue).
ALQUIST (indietreggiando) Che cosa vuoi ancora? Che cosa vuoi?
DAMON (supplichevole; e con parole rotte da debolezza estrema)
Vo-glio-vive-re... Gua-ri-temi... Fa-temi vi-vere... (Entrano il primo e il
secondo Robots)
ALQUIST Portatelo via! Portatelo via! Presto... Presto!
DAMON (trascinato a forza dai due Robots) La vita! Vo-glio vi-ve-re...
bel-lo vi-vere...
ALQUIST (a Elena) Ragazza... versami ancora dellacqua sulle mani. (Elena
eseguisce) Bellacqua buona, chiara, rinfrescante... Ancora, ancora, sulle mie
povere mani!... Come ti chiami?
LA ROBOTE ELENA Sono la Robote Elena.
ALQUIST (in un sussulto) Elena? Perch Elena? Chi ti ha dato questo nome?
LA ROBOTE ELENA La signora Domin.
ALQUIST Fatti vedere, Elena. Ti chiami Elena? No... non ti chiamer con
questo nome. Elena... (Elena, in imbarazzo, si allontana. Poi, ad un cenno di
lui, esce. Ed Alquist, rimasto solo, barcollando si avvicina allinterruttore,
spegne i globi elettrici per lasciare una lievissima luce di riposo, e poi si
getta sul divano sdraiandovisi; e batte i denti come per freddo; e si copre di
un mantello nero, cos restando, nellangolo pieno dombra, quasi invisibile.
La scena rimane vuota per un lungo momento. Elena e Primus rientrano da destra,
non savvedono della presenza dAlquist)
PRIMUS (entrando) Che cosa vuoi?
LA ROBOTE ELENA Guarda quanti tubi di vetro. Che cosa ne fa?
PRIMUS Delle esperienze. Non toccare.
LA ROBOTE ELENA (guardando nel microscopio) Oh, guarda! Che cosa si vede!...
PRIMUS il microscopio. Fai vedere.
LA ROBOTE ELENA (per fargli posto, in un movimento involontario rovescia un
provino) Primus...
PRIMUS Che cosa hai fatto!...
LA ROBOTE ELENA (confusa) Ora asciugo bene...
PRIMUS Ma gli hai rovinato le sue esperienze!
LA ROBOTE ELENA Potr ripeterle... Primus, guarda che cosa c scritto qui.
(e indica un foglio manoscritto)
PRIMUS forse il segreto della vita.
LA ROBOTE ELENA Devessere molto interessante. Ma vi sono delle cifre...
PRIMUS Sono formule.
LA ROBOTE ELENA Non vi capisco nulla. (Va alla finestra) Ah, Primus, guarda!
PRIMUS Che cosa?
LA ROBOTE ELENA Il sole, che nasce...
PRIMUS Aspetta un momento. (Guardando il foglio) Questo, Elena, la pi
grande cosa del mondo.
LA ROBOTE ELENA Vieni!
PRIMUS Eccomi.
LA ROBOTE ELENA Lascia stare il tuo segreto di vita. stupido! Ti riguarda
forse, un segreto? Vieni a sentire.
PRIMUS (accostandosele, alla finestra) Che cosa?
LA ROBOTE ELENA Come cantano bene gli uccellini. Vorrei essere un uccellino
anchio.
PRIMUS (ridendo) Un uccellino, vorresti essere?
LA ROBOTE ELENA S. Forse. Oppure... Non so. Non so nemmeno io. Non so che
cosabbia... Mi sento tutta indolenzita, il cuore mi si smarrisce, e la testa
mi pesante. Se tu sapessi che cosa mi capitato... (arrossendo) Ma non te lo
dir certo! Per, credo che dovr morirne, Primus.
PRIMUS Dimmi, Elena, e qualche volta non ti sembra che morire sarebbe meglio?
Forse ci collocherebbero vicini, in una tomba, come adesso usano anche i
Robots, alla maniera degli uomini; e noi parleremmo, per la eternit. Anche
ieri, dormendo, ho parlato con te.
LA ROBOTE ELENA Dormendo?
PRIMUS S, dormendo. Ma non ricordo pi una parola, di quante te ne dicevo.
LA ROBOTE ELENA Sai, Primus?... ho trovato un posticino... Ora ti faccio
allargare gli occhi per la gioia. Una volta ci vivevano gli uomini, ma adesso
vi cresciuta lerba dappertutto, e non ci va mai nessuno.
PRIMUS Dove?
LA ROBOTE ELENA In mezzo al bosco. Una casetta con davanti una radura. E
vicino, unaltra casetta piccina, di legno, per i cani. Ci sono due cani,
Primus! Se tu vedessi come mi leccano le mani! E poi, i loro piccoli... Ah,
Primus!... Credo che non vi sia nulla di pi bello. A prenderli sulle ginocchia
e tra le braccia, e difenderli, ed accarezzarli, quei poveri piccoli che
sovente tremano di freddo, una gran dolcezza discende nel cuore. E non si pensa
pi a niente, a niente... fino al tramonto, quando bisogna venir via. E quando
si viene via, si ha limpressione di aver fatto cento volte di pi di qualunque
lavoro. (Subitamente grave) Primus, io non devo essere buona proprio a nulla.
Tutti dicono che non sono abile in nessun lavoro. Non valgo niente...
PRIMUS Sei bella, Elena.
LA ROBOTE ELENA Credi?
PRIMUS Ne sono certo. E io capisco... Io ho lo stesso grande cervello di
Radio.
LA ROBOTE ELENA (davanti allo specchio del lavabo) Dici che sono bella? Eh,
questi terribili capelli, se almeno vi potessi mettere qualche cosa... Quando
sono gi, nella radura davanti alla casetta, metto sempre dei fiori tra i miei
capelli. Fiori rossi, fiori gialli, fiori bianchi... Cambio ogni giorno. Ma non
vi specchio; e poi, non vi nessuno... Non ci sei tu, Primus. (Pi si china
verso lo specchio) Bella? Dimmi: bella, perch? Questi capelli, tanto pesanti,
sono belli? Questi occhi, che non son capaci di guardarti senza socchiudersi,
sono belli? Queste labbra, che non son capaci di sottrarsi quando tu le
mordicchi per farmi male, sono belle? Che cosa significa, essere belle? E a che
cosa serve? (Scorge Primus, guardando nello specchio) Vieni qui anche tu,
Primus: cos: luno vicino allaltra. Guarda: la tua testa diversa dalla mia;
la pelle meno morbida; e le spalle pi vaste; e la bocca, pi larga... Ma
allora, tu non sei bello... Lascia vedere come sei pettinato. (e affonda le
mani nei suoi capelli) Ah, Primus, non vi nulla tanto piacevole a toccarsi,
quanto te. Aspetta! Voglio che anche tu sia bello. (Prende un pettine dal
lavabo; e pettina Primus, guarnendogli di capelli la fronte scoperta)
PRIMUS Dimmi, Elena: il cuore non ti batte qualche volta in fretta in fretta?
(Elena assente) E se si rompesse? se si rompesse?
LA ROBOTE ELENA (raccogliendosi tra le braccia di lui, in un breve pianto) Mi
fai paura, Primus... E se si rompesse? Ma... ma, in fatto, e perch dovrebbe
rompersi? Si sarebbe rotto gi prima dora. (e il pianto si trasmuta in un gaio
riso)
ALQUIST (alzandosi, titubando) Il pianto degli uomini? Il riso degli uomini?
(Come trasognato) Chi siete voi?
LA ROBOTE ELENA (impaurita) Che sar di noi, Primus?
ALQUIST (andando verso di loro) Voi... voi... sareste forse creature umane?
Siete due fidanzati? Di dove venite? (Tocca Primus) Chi sei, tu?
PRIMUS Sono il Robot Primus.
ALQUIST Possibile? Fatti vedere tu, giovinetta. Chi sei?
LA ROBOTE ELENA (vieppi impaurita) La Robote Elena.
ALQUIST Una Robote. Voltati. Come?... ti vergogni? Fatti vedere!
PRIMUS Ma... dite! Lasciatela stare.
ALQUIST Come?... La difendi?... Lasciaci, giovinetta! (Elena esce correndo)
PRIMUS Non sapevamo, signore, che voi dormiste l.
ALQUIST Quando stata fabbricata la ragazza?
PRIMUS Due anni fa.
ALQUIST Dal dottor Gall?
PRIMUS S, come me.
ALQUIST Allora, allora, bisogna... che io faccia delle esperienze sopra i
Robots di Gall, gli ultimi prodotti. Tutto dipende da voialtri, capisci? Forse,
in voialtri il segreto sar rivelato.
PRIMUS S.
ALQUIST Bene. Condurrai la ragazza nella sala dautopsia. Voglio
vivisezionarla.
PRIMUS Vivisezionarla? Elena?
ALQUIST Ma s: dal momento che te lo dico... Vai, prepara tutto. (Primus non
si muove) E cos? Non vuoi andare? Devo farla trasportare da altri?
PRIMUS (simpadronisce di un pesante pestello, e lo brandisce minacciosamente)
Signore, se la toccate, vi spacco la testa.
ALQUIST (stupito) Fai... fai pure! e dei Robots, che cosa accadr, dopo?
PRIMUS (gettandosi in ginocchio) Signore, allora prendete me! Sono fatto come
lei, fabbricato nello stesso giorno in cui ella fu fabbricata, e nello stesso
modo! Non v uguale? Prendete la mia vita, signore, risparmiate la sua! (Si
apre la casacca, sul petto) Tagliate qui! Tagliate qui!
ALQUIST Voglio sezionare Elena. Spicciati.
PRIMUS (pi e pi supplichevole) Sezionate me, signore. Vi prometto che non
dar un lamento n un grido. Ma risparmiate Elena, signore.
ALQUIST Adagio, adagio, ragazzo. Ma non ci tieni, tu, a vivere?
PRIMUS Senza di lei, no. Senza di lei non voglio vivere, signore.
Risparmiatela! Che cosa importa a voi, prendere la mia vita invece della sua?
Non v uguale?
(Alquist gli accarezza la testa: con tenerezza, quasi con gioia. E gli parla
con dolcezza come fremente)
ALQUIST Ragazzo, rifletti ancora. La vita bella... e merita di essere
vissuta...
PRIMUS (rialzandosi) Tagliate, signore. Sezionate me. Io sono pi forte di
lei.
ALQUIST (suona. Al domestico che appare) Mandatemi Elena. (Ad un moto di
Primus) Non temere. Non far alcun male ad Elena.
PRIMUS (avviandosi alla sala di autopsia) Vado, signore.
ALQUIST Aspetta. (Elena entra) Vieni, vieni avanti. Lasciati vedere.
Cosicch, tu sei la Robote Elena? (Le carezza i capelli) Non aver paura. Come
ricordi, in questi capelli, in tutto il volto, la signora Domin!... Non vuoi
guardarmi? No? Bene, ragazza. Dimmi: in ordine la sala dautopsia?
LA ROBOTE ELENA S, signore.
ALQUIST Bene. Allora mi aiuterai. Adesso vi vivisezioner Primus.
LA ROBOTE ELENA (in un grido) Primus!
ALQUIST S. necessario. Volevo volevo sezionare te; ma Primus ha voluto
prendere il tuo posto.
LA ROBOTE ELENA (angosciatissima) Primus!
ALQUIST E che cosa ti importa? (Elena singhiozza; e il volto le si irrora di
lacrime. Alquist ha un fremito di gioia) Bambina, e sai anche singhiozzare?
lacrimare? Ascolta: Primus o un altro, non ti fa lo stesso?
PRIMUS Non tormentatela, signore.
ALQUIST Silenzio, Primus. Silenzio. A che piangere, Elena? Primus morir. E
con questo? Tu vivrai. Sii contenta di vivere, tu.
LA ROBOTE ELENA (piano) Vado io, signore.
ALQUIST Dove?
LA ROBOTE ELENA Nella sala dautopsia. Sezionate me.
ALQUIST Tu? No, Elena. Tu sei bella. Sarebbe un peccato...
LA ROBOTE ELENA Voglio andare! (Primus lavvince tra le sue braccia)
Lasciami, Primus, lasciami andare. Voglio morire!
PRIMUS No, Elena, no! no! no!
LA ROBOTE ELENA Se sezioner te, mi getter dalla finestra, Primus!
PRIMUS (trattenendola) Non ti lascio, io! (Rivolgendosi ad Alquist. In un
soffio) Vecchio, non potete ucciderci...
ALQUIST (ansioso) Perch?
PRIMUS Perch... perch siamo uno ed una, signore. Disgiungendoci non si pu
pi... Uno ed una, signore.
ALQUIST Lhai detto! (apre la porta del fondo) Silenzio. Andate.
PRIMUS Dove?
ALQUIST (piano) Dove volete. A vivere! Conducilo, Elena! (Li spinge dolcemente
fuori. Essi si voltano a guardarlo. Alquist trema in tutta la persona,
pallidissima) Vai, Adamo: vai, Eva: tu sarai sua moglie. Sii suo marito,
Primus. (E richiude la porta dietro di loro; e simporpora il viso, per
lafflusso pi forte del sangue. Muove qualche passo. Barcolla. Si lascia
cadere sulla poltrona presso alla scrivania, e ripete con tono estatico ed
ispirato le parole della Bibbia) "E Dio cre luomo a sua immagine: lo
cre a immagine di Dio. Cre lUomo e la Donna. Dio li benedisse e disse loro:
Andate e moltiplicatevi. Riempite la terra e assoggettatela. Dominate sui pesci
del mare, sugli uccelli del cielo, su tutti gli animali che si muovono sulla
terra". (Si alza) "Dio vide tutto ci che aveva fatto e se ne
compiacque... E vi fu una sera e un mattino: e fu il sesto giorno".
(avanza) Il sesto giorno! Il giorno della grazia! (Cade in ginocchio) Rezon, e
che cosa tu hai inventato di grande, a paragone di questa ragazza e di questo
ragazzo che hanno nuovamente scoperto lamore? Lamore... Lamore delluomo
verso la donna, della donna verso luomo... Oh natura, natura! La vita non
scomparir! Signore Iddio, grande e giusto e misericordioso, la vita non
scomparir! Non scomparir! E ricomincer dallamore; e nascer di nuovo nuda e
piccina... e crescer anche in mezzo a un deserto... La Vita... E adesso,
Signore Iddio, lascia che il tuo servitore se ne vada in pace. Perch i miei
occhi ormai hanno visto la Salute; e la Vita non scomparir... (alzandosi) Non
scomparir ! (Alzando le braccia) Non scomparir!
Elena e Silla in scena la prima che guarda il video (la scuola) laltra lo recita al pubblico, al finire di esso entrer Domin:
- Questo copione è stato visto:


