Ragazze in collegio

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RAGAZZE IN COLLEGGIO

Rivista musicale in 2 atti

di

Luzzu Maugeri

Anno 1976-1977

(n.d.r.: I nomi dei personaggi di questa commedia sono quelli reali di alcuni componenti della compagnia Liotru, in organico all’epoca della stesura del copione e della successiva messa in scena, possono pertanto essere modificati e riadattati a seconda delle necessita’)


ATTO PRIMO

Si spengono le luci. Dopo l’introduzione per solo orchestra (My girl Sally) il coro dall’interno canta: “L’amore e’ una cosa meraviglio sa”.

Si! Quest’amore splendido

e’ la cosa piu’ preziosa che possa esistere!

Vive d’ombra e da’ la luce,

tormenta, eppure e’ pace……..

inferno e paradiso d’ogni cuor!

Si! Quest’amore splendido

come il sole e piu’ del sole tutti ci illumina!

E’ qualcosa d’irreale che incatena i nostri cuor………       ..

Amore!

Meraviglioso amor!

(Si apre il sipario. La scena, tagliata in due, rappresenta: il lato destro una camerata di un educandato per ragazze con letti a castello appoggiati alla parete; l’altra meta’ il giardino di una scuola maschile a ridosso del colleggio femminile)

Silvana:(entrando nella stanza e buttando in aria libri e scarpe)Non ne possopiu’! Sono stufa, sono stufa (imitando la sirena) Sono stufaaaaaa! A vita mi hanno condannata, a vita. Ma io scappero’, uh, se scappero’! Gliela faro’ vedere io ai miei genitori. Di notte me ne andro’! (si rivolge al pubblico) Mi spiego meglio: sono una delle colleggiali di questo istituto….. Oh, scusate, poiche’ faccio anche da pr esentatrice dovro’ dirvi,

come di prammatica: Signore e Signori buonasera. Percio’ dicevamo….ah,

si! Sono una della educande, Silvana, la figlia dell’avvocato Serio…..che

serio non e’ perche’ lo conosco, mio padre….. e com

e! Poi c’e’ Lucia la

figlia del grossista Maurizio….. salumiere…. Ah, di

menticavo siamo tutte

ragazze di buona famiglia…… infatti ce ne’ una che

e’ addirittura figlia di

una buona donna: Dorotea. Sua madre la chiamano “l’ amante del Marconi”, forse perche’ fa’ esperimenti telegrafici ; bah…..che gusti!

Come si puo’ amare un morto, anche se illustre, che e’ gia’ passato nel dimenticatoio sia per gli ufficiali postali che per i marconisti di bordo che tutt’ora vivono sulla sua invenzione. Poi abbiamo anche la Carmen, una ragazza al pepe figlia di un Onorevole deputato regionale della maggioranza e infine c’e anche la figlia di un “bac iamolemani” ossia di un

altro pezzo grosso regionale….. ma di quelli del so  ttobosco….. insomma

di quelli che ingiustamente chiamano…..si puo’ parl     are?.......mafioso!. Ma

mafioso non e’ il padre di Cettina perche’ e’ un uo mo tutto di un pezzo, vah, buono, in senso lato……ma badiamo a non prender e lo spigolo! Don

Vincenzo Saccarina, noto imprenditore e procacciatore non so’ di che cosa. Beh, ma qui’ dovrei fermarmi e speriamo che non s’incontrino gli uni con gli altri ai decreti delegati i nostri genitori! Dimenticavo, abbiamo un’assistente spirituale, Madre Letizia che ha la faccia in contrasto con il suo nome e un’assistente sociale che insegna anche il Latino e le buone


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maniere perche’, dice, discende dal Gattopardo. Dal cognome dovrebbe discendere dagli “sciabicoti della civita”: infatti si chiama Prof. Valenti ed e’ l’unico uomo ammesso in questo colleggio ed inse gna anche nell’istituto accanto. Oh, ma ecco che vengono le altre cosi’ entriamo nel vivo dell’argomento. Ci vediamo, eh! (entrano Dorotea, Lucia, Carmen e Cettina imbronciate e vanno a farsi belle).

Dorotea:Uffa queste materie! Sono una noia! Meno male che fra poco verra’ lanuova maestra di danza e sara’ l’unico nostro svago per oggi.

Lucia:    Dpbbiamo contestare, dobbiamo protestare!

Cettina:Vero e’! Gli orari delle lezioni li dobbiamostabilire noi!

Silvana: ……… e anche le materie. Dobbiamo fare quello che     ci sembrera’ piu’

comodo fare! E quello che ci piacera’.

Dorotea:……..D’altra parte siamo in un colleggio a pagament    o per fanciulle di

buona famiglia, e non in un reclusorio per ragazze traviate……

Lucia:   Quando viene la maestra di danza sentira’.

Cettina: Giusto! Io sono d’accordo con te. Non ci si puo’ i nsegnare la danzaclassica per il gusto di addolcirci i movimenti e flessuare……. Si dice

cosi’?...... la nostra feminilita’………….

Carmen: A che ci serve la flessuosita’ del ballo classico nella vita se non a farcicamminare come super molleggiate…………

Silvana: Abbiamo bisogno che ci insegnino i balli veri, lo schech, il Woogie, larumba…..

Cettina: …. Lo slow, l’one-step…..

Lucia:   …..il tango, la polka…

Dorotea: …..la mazurka, il valzer, il fox-trot…..

Carmen: ………la samba, la raspa, lo slow-fox…..

(Nostalgico – slow di Marf-Mascheroni)

Oggi il mio cuore e’ pieno di nostalgia,

nostalgia di baci

nostalgia d’amore.

Passa, sfiorisce tutta la vita mia

Nel colleggio mendace

Che avvelena il mio cuor.

Chi mi dara’ un puro amor?

Chi salvera’ questo cuor?

Chi mi dira’: tu te ne andrai di qua’.

Oggi il mio cuore e’pieno di nostalgia,

nostalgia di baci

nostalgia d’amor!

(tutte le ragazze le si fanno attorno per confortarla)

Dorotea:Hai ragione!

Tutte:    Hai ragione!

Dorotea: (“Io la notte nonposso dormire” di Bixio-Cherubini)Quando in cielo le stelle brillano piu’ lucenti e l’amor, per le strade ai cuori sorridera’….

Mentre ancor nella notte scoccano baci ardenti, il mio cuore soletto attende con ansieta’.


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Io la notte piu’ non posso dormire

il pensiero mio soltanto sei tu (tirando fuori una foto)

Quante cose, amore mio, ti vorrei dire;

chiudo gli occhi ma ti penso ancor di piu’!

Se una notte io ti sentissi sul cuore

farei forse il piu’ bel sogno d’amore…..

Coro:                          Solo allora, vicino a me, con un bacio saprai perche’

io la notte piu’ non dormo per te!...........

Cettina: Per questo nemmeno io riesco a dormire, soprattutto pensando la notteche a due passi qui’ da noi abbiamo il colleggio dei maschi.

Silvana: (con un brivido)Non linominare i maschi, sono dei mascalzoni. L’altravolta sono riuscita a comunicare col mio ragazzo con l’alfabetomuto e gli ho chiesto come mai non riescono a venire a trovarci saltando dal muro di confine degli istituti.

Lucia:   Ma e’ alto! E se si rompono l’osso del collo?

Carmen: Stai zitta, falla finire! E allora?

Silvana: E allora mi ha comunicato(tutta facendo segno dell’alfabeto muto)cheloro stanno pensando a qualcosa di piu’ serio e che se vogliamo vederli da vicino dovremmo essere noi a saltare…..

Cettina: Con le vesti?...........

Dorotea: Con i tacchi alti?.......

Lucia:   Per romperci il muso?.........

Carmen: Per creare lo scandalo?.......

Silvana: No! Con la calzamaglia, come topi d’albergo, con tutto nero, con lemascherine……

Tutte:    Magnifico, brava, benissimo, le pensi tutte!

Lucia:   (sognante) E quando lo vedro’ di presenza chissa’ se riusciro ’ a dirgliquello che sento in cuore…..

Non dimenticer che ti ho voluto tanto bene

Non dimenticar

piu’ non mi lasciar

Non dimenticar che siamo qui’ a due passi solo ricordati di me

che son rinchiusa qua’.

Se ci separo’, se ci divise ancor l’incanto del des tino Io ti raggiungero, il fosso saltero’ per stare a te vicino

Non dimenticar che t’ho voluto sempre bene

tu non lo scordar

piu’ non mi lasciar.

Cettina: (sospirando)Ah, l’amore, quante cose fa’ osare. L’amour est un  grandevoleur de cours e de sentiments. Tu sais, mon amour, que je ne puis aimer que toi…. J’ai cru long temps que tu voulais contin  uer a vivre pres de moi, ma a present, je suis suel. Adieu, mon ami bien-aime, j’ai les yeux emplis

d’un indicible amour……………(le ragazze estasiate pendono dalle sue

labbra).


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Silvana : Su, ragazze, sveglia ! Prepariamoci a ricevere la lezione di ballo.(entraSuor Letizia che accompagna la nuova maestra di danza: la signorina Rossella).

S.Letiz.: (battendo le mani)Venite qui’, allineate, vi presento la nuova insegnanteche abbiamo dovuto assumere per voi. E’ la signorina Rossella Cerisano, gia’ prima ballerina dell’ascensore di Milano.

Tutte:    La Scala, suor Letizia!

S.Letiz.: Ah, gia’, la Scala. Ma sapete com’e’, poiche’ e’ un a cosa che mi stancaanche pronunziarla preferisco dire ascensore. Tutte, attenti! Riposo. Signorina Insegnante, ecco qui’ le sue alunne Silvana, Cettina, Lucia, Carmen e Dorotea, tutte ragazze appartenenti alla buona societa’. Completi la loro educazione artistica perche’ uscendo da questo pio colleggio non abbiano a trovarsi disadattate in questo mondo frenetico e convulso. Ragazze io vi lascio. Spero che vi troverete a vostro agio con la nuova insegnante. Sia lodato Gesu’ Cristo! (esce)

Tutte:    (con compunzione) Ora e sempre sia lodato!

Rossel.: Amen!(tutte restano impacciate; le ragazze allineate guardano condiffidenza la nuova insegnante; Rossella le osserva per rendersi conto dei loro umori; passeggia e le sbircia sottecchi, poi per metterle in confidenza)……… siamo qua’, siamo qua’…..

Tutte:    Gia’, siamo tutte qua’.

Rossel.: Vedo con piacere che siete delle buone ragazze e son sicura che andremod’accordo.

Tutte:    D’accordo!

Rossel.: Vorrei che capiste la mia posizione anche perche’ e’ la prima volta che mitrovo al cospetto di tante ragazze e a dover dare loro lezioni di ballo……

E’ il mio primo incarico e percio’ inizieremo con g li esercizi di minuetto di danza classica. (L’orchestra suona un minuetto di Boccherini) Uno, due, tre, via, ripetete, uno-due-tre….. (si continua a ballare fin quando Lucia esce dalla formazione)

Lucia:   Signorina se vuole andare d’accordo con noi lei dovra’ insegnarci tutti gli altri balli e non questo mortorio di classico. Noi siamo piene di vita, noi ci affacciamo alle soglie del matrimonio handicappate da una educazione primordiale, da una educazione ottocentesca!

Carmen: Figurati! Le ragazze di buona famiglia! Ci hanno rinchiuse qui’ dentroperche’ i nostri genitori possono pagare fior di quattrini, ma la nostra liberta’ ne va’ di mezzo….. ed io fumo (siede a terra accendendo una

sigaretta imitata dalle altre).

Rossel.: … Ma ragazze, un momento…….

Dorotea: Per carita’, signorina, non ci dica che ci servira’ a qualcosa nella vita ilminuetto di Boccherini.

Rossel.: ………..   (tentando di parlare) …un momento…… mi spiego…..

Silvana: Signorina, cambiamo disco……

Cettina:    Maestro,   prego   ……charleston!     (L’orchestra  esegue   mentre   tutte

ballano)

Rossel.: (prima osserva, poi si associa dando la lezione di charleston. Finito ilballo  tutte  siedono  stanche  e  contente  di  aver  violentato  la  volonta’


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dell’insegnante) Contente? Ci siamo? Ragazze, a questo punto vorrei dirviqualcosa che spero vi interessi. Ascoltate. (Tutte si fanno attenti) Io non sono una vera maestra di danza, ma sono una soubrette della compagnia “Stars of Holliwood” di Geri e Bua, i due grandi im presari teatrali di Tezzano street. Poiche’ tutte le ragazze del balletto, appena hanno messo piede in questa citta’ hanno trovato marito e si sono dimesse dal gruppo, mi sono trovata disoccupata in attesa di ricostruire la compagnia ed il piu’ grande spettacolo del mondo non si e’ potuto dare!! Quindi, momentaneamente, mi dovrete sopportare….. a meno ch e’ anche per me

non arrivi il principe azzurro ed allora abbandonero’ definitivamente le tavole….. (sognante). Io non sono quella che vedete…… io come voi,

sono una ragazza piena di vita e di amore……

(Sola me ne’ vo’ per la citta’)

(“Un po’ di luna” di Ravasini Valerio)

Un po’ di luna,

un po’ di mare;

un po’ di musica nel cuor,

solo cosi’ potro’ scordar ogni dolor.

Anche le stelle

mi sono amiche,

mi seguiranno nel cammin

per allietar, illuminar, il mio destin.

Ti penso,

ti sogno

e sempre sospiro per te.

Io t’amo,

ti chiamo,

ma tu non rispondi, perche’?

Un po’ di luna,

un po’ di mare,

un po’ di musica nel cuor

solo cosi’ potro’ scordar ogni dolor.

(“Amado mio” di Roberto – Fisher – Devilli)

Amado mio,

stanotte o mai

mi bacerai

ti bacero’.

Amado mio in questo incanto,

parliam soltanto del nostro amor.

Prima che l’aurora

risorga ancora non

lasciam sfuggir

questa notte blu

che non tornera’ piu’.


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D’un azzurro velo

s’ammanta il cielo.

Canta l’usignol

e s’inebria il cuor

del profumo dei fior.

Amado mio,

godiam quest’ora

che c’innamora, ma svanira’.

La notte splende

di mille luci

e ai nostri baci sorridera’.

Rossel.: Avete capito, ragazze? Io sono Voi. Io sono ognuna di voi col suoproblemino, col suo desiderio, con la sua aspirazione e vi compendio tutte e vi comprendo.

Dorotea: Signorina ci perdoni…..

Silvana: Signorina non sapevamo…..

Lucia:   Noi vogliamo aiutarla…..

Carmen: Si, vogliamo tanto aiutarla…..

Cettina: (dimostrando che una idea le frulla in testa)………e l’aiuteremo! Ho

un’idea! Ascoltatemi tutte. Lei ci insegnera’ quant o abbiamo da imparare in merito alla recitazione ed alla coreografia e poi la sera del debutto otterremo il permesso dalla suora tramite il padre di Carmen che e’ Onorevole alla regione ed assessore al Turismo ed allo Spettacolo. Dira’ che invia tutte noi a recarci in una vera scuola di danza ad apprendere de visu la tecnica del ballo e con un pulmino regionale sbarcheremo al teatro dove indosseremo i costumi della rivista ed aiuteremo cosi’ lei e gli impresari. (Tutte sorridono all’idea e l’approvano con “brava, le studi tutte”, “Sei una bomba”, ecc.)

Rossel.: Grazie, accetto…. Abbiamo tempo un mese per la pre        parazione. Sono

felice, vorrei ballar, cantar, fischiar,…… ecco si,fischiar.

(“Voglio fischiettare” di Hugs-Adamson)

Non voglio piu’ cantar,

sognar, amar

ma solo fischiettare

su state ad ascoltar.

Adoro il fischio,

voglio fischiettare

state ad ascoltare

FISCHIO……………..

Questo fischietto

viene da lontano

dal paese Hawayano Ulla-ju’.

Dolcemente,

felicemente

ogni pena passera’


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e felice allor

sara’ il mio cuor.

E’ tutto bello intorno a me,

percio’ amo il fischio, voglio fischiettare

vi faro’ imparare:

FISCHIO…………….        (si ripete)

Rossel.: Percio’ ragazze, restiamo intese. Segreto soprattutto! Top-secret! Piuttostoavremo bisogno dei maschi. Come faremo?

Silvana:Non   e’  un   problema.  Abbiano  a   due   passi   il     Superman -College.

Trasmetteremo loro…….. l’istanza e tutto e’ fatto.

Carmen: Benissimo. Perche’ non telefoni?

Dorotea: Si, telefoniamo a turno ai nostri ragazzi…………..

Silvana: (fa’ il numero)Pronto, sono la mamma si Salvatore Killer, potrei averloal telefono per favore, devo comunicargli qualcosa di urgente…. Si,

grazie. (Qualche attimo di attesa) Si, sono io mamma…………Silvana,

c’e’ nessuno? Ascolta quanto ti dico: e’ necessario che (entra la Suora, Silvana prima zittisce, le altre che le erano vicine fanno finta di pulire o ballare, a secondo le posizioni che avevano assunto. Silvana continua) Si,mamma, grazie mammina, va’ benissimo (la Suora le strapppa di mano il telefono)

S.Letiz.: Pronto, chi’ e’ all’apparecchio?(si sente al microfono amplificata la vocedi Killer che fa’)

Killer:    Sono io la mamma di Silvana (poi corregge la voce con un colpetto di tosse) …Oh, mi scusi sono stata raffreddata tuttol’inverno e ancora laporto appresso.

S.Letiz.:       Che cosa?

Killer:    L’influenza! Mi vuole passare la mia bambina?

S.Letiz.:Signora mi spiace ma il regolamento lo vieta. Qui’ ci atteniamo moltorigorosamente a quelle che sono le nostre regole. Piuttosto la prossima volta laprego di adoperare il telefono del mio ufficio. Arrivederla. (si sente una sonora pernacchia) Cosa e’ stato?

Silvana: (rossa in viso ed umiliata)Una interferenza, madre, una interferenza; e’capitato anche a me poc’anzi.

S.Letiz.: Ad ogni buon conto, l’ora e’ finita per oggi. Cett ina, accompagna lamaestra e torna subito. (escono Rossella e Cettina che poi ritorna) Allora,signorine, come vi trovate conla nuova maestra di danza?

Tutte:    Benissimo

Dorotea:Solo chel’ora e’ brevissima. Madre, nonpotremmo far e piu’ danza e menolatino?

S.Letiz.:Le materie sono state calcolate e distribuite dal consiglio d’istituto, quindiniente da fare. Ed ora ragazze a cena e poi a nanna. (Si spengono le luci e tutte escono).

(Per motivi di rapidita’ e di palcoscenico ci trasferiamo in questo modo al Superman-College. Attenti si passa!)


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(I ragazzi del colleggio fumano, mentre le pareti sono tappezzate di immagini femminili).

Killer:  (ancora col telefono inmano)Ahu, a sintisturu a pirnacchia? A st’ura dda’

ficurinia mussuta da’ monica e’ sutta chiocci…….

Mimmo:Chi fu’? Chi e’ ca dicisti?

Franco: Ca lassilu parrari….. voli diri choc e dici chiocc                i!

Killer:  A pirchi’ non si scrivi accussi’? Chi forsi sugnu  tinutu a pronunziari i

paroli con la dizione o con l’accento intercontinentale?

Piero:     Si,  e   accussi’  tu   ripeti   a  vita   i   lingui  stranieri   e   non  passi     mai.

(Rivolgendosi  ridendo  agli  altri)    Supermen  dici  supermanni,  bibi  u

pronunzia babi….. ‘u babbu di so’ soru…. La boutiqu               e …..boutiche ….. il

seltz….. sieltiez…..

Franco:(continuando)…….u boutichise…. Bauticausi, il week-end ….. u ve          cchiu

chendi……

Killer:    Si, si, si chi vuliti ca ora cu tutti sti’ paroli stranieri ca si usunu, mi mentu appressu a iddi e mi scordu a me lingua?

Franco: A lingua t’ha cascari!!

Mimmo: E poi havi ragiuni! Pirchi’ a fimmina s’ha chiamar ii women e ‘u masculu‘nveci menni?

Giorgio: Ahu! Havi ragiuni, lassatulu jiri ca ju’ la pensu comu a iddu.(Si sentebussare nel muro a ticchettio, Giorgio si precipita e ascolta. Tutti fanno silenzio e aspettano la traduzione).

Killer:  L’alfabetu morsi.

Piero:     Mutu bestia, ca vivu e’!

Giorgio:      Oggi est venuta nuova insegnante danza che est soubrette rivista et

invitate tutte at collaborare per debutto gran varieta’ Pregovi preparare

Salvo:

vostri schetch, alt. ……Morti subitania! Suor Letizi

a, stop.

Carusi l’unicu aiutu ca putemu aviri e’ du’ prufis suri Valenti ca e’ n’amicu

pirchi’ si stamu a spiranza di ddu’ gisuita di Patr i Chiaccu jemu a finiri in

cella di rigore……..

Mimmo: ……..tranni ca facemu in modu di tirarlu appressu

con un trucco.

Saro:

Quali trucco?

Mimmo: Il piu’ vecchio del mondo! …..Cherchez la femme.

Piero:

E unni e’ sta’ fami?

Mimmo: Ca avaja! Non ti n’hai addunatu?........ Ca Suor Letizia?........

Killer:  O’ lu figghiu di bu….. buona madre! …..quannu ‘i s

tirii a notti?

Franco: Attenti…..attenti. Arriva Fra’ Chiaccu!

Fra’ C.: (Entra il monaco Fra’ Chiacco direttore del college . I ragazzi scattano inpiedi mentre il frate li ispeziona come un generale ad una parata militare) Sia laudato Gesu’ Cristo!

Tutti:     Ora e sempre salaratu.

Fra’ C.: Ragazzi vengo a farvi una piccola ramanzina.

Piero:     Aveva assai………….

Fra’ C.: Silenzio, non interrompete. Si tratta di voci persistenti secondo le qualisembrerebbe che qualcuno di voi, insomma, vorrei dirvi…..

Salvo:    Ancora ‘e longhi a porta?


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Fra’ C.: (dopo un’occhiata fulminante)Che mi e’ pervenuta notizia secondo laquale voi disturbate le ragazze del colleggio femminile qui’ accanto, ecco!

Franco: Reverendissimo Fra’ Chiaccu, la disturbazione a cui vossia accenna e’inesistente perche’ noi alle nostre poviri sventurate sorelline recluse in

quel colleggio con quella vipera di manaca…..

Fra’ C.: Alt! Non ti permetto di continuare su questo tono.

Franco: Allora gliela cantero’ sulla tonalita’ giusta………….    . Prego maestro……..

(“Ma le gambe”)

Quando noi vediam le ragazze

collegiali

cosa facciam, noi le guardiam.

Poi con occhio scaltro noi

Cerchiam d’indovinar

Quello che c’e’ da capo a pie’.

Saran belli gli occhi neri

saran belli gli occhi blu

ma le gambe, ma le gambe

a noi piacciono di piu’.

Saran belli gli occhi azzurri

e il nasino un po’ all’insu’

ma le gambe, ma le gambe

a noi piacciono di piu’.

Due manine capricciose

ti vorranno accarezzar

ma le gambe un po’ nervose

ti faranno sospirar.

Sono belli gli occhi neri

sono belli gli occhi blu

ma le gambe, ma le gambe

sono belle sempre piu’.

Fra’C.: Scomunicati e me lo dite, cosi’ in faccia? Lo sapete che scrivero’ ai vostrigenitori e vi daro’ la giusta punizione mettendovi in cella di rigore?

Killer:    Vossignuria sta’ cella ci l’havi sempri a purtata di manu. Ma qualchi vota ci la ‘ntuppamu e accussi’ finisci di minacciarini.

Fra’ C.: Ah, mi contestate? Vedremo chi ridera’ ultimo! Attenti, intanto chiamero’il prof. Valenti e davanti a lui ripeterete il Santo Rosario per centotrentacinque volte consecutive.

Piero:     E dumani a matinu semu ancora cca’ a murmuriarini…               ……..

Fra’ C.: Silenzio!

(Introduzione musicale abbastanza lunga per assumere pose ascetiche)

Sto’ siempe qua’

tiro a campa, d’inta ‘sta casa


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d’inta ‘o colleggio

privato o Regio je cchiu’ nun reggio.

Cu ‘ste guaglione

ca nun su’ buone ma so’ dimoni

che pozzo fa’, aggia’ suffri’, aggia’ pena’.

Tu si gualglione, pi lu pate nostre

ditte a religione.

Cchiu’ nun pinsate ‘e femmene

chesto fa’ schifo a l’uommene

portano a distruzione

tiene a sottana ‘a femmena.

Ave Maria, chi t’ha mise in capo

fatte fraticchione

benedetto il frutto

del seno suo Gesu’.

Dacci oggi il nostro pan

Tutti:                             quotidian, quotidian,

e rimetti i nostri ‘mbrogli

Tutti:                             cumma a sbrogli cumma a sbrogli cumme nuie li rimettiam

Tutti:                             ai debitor, ai debitor non c’indur in tentazione

Tutti:                             cosi’ sia e buona notte.

Fra’ C.:       Amen! (affacciandosi alla comune) Prof. Valenti!

Valenti: Eccellentissimo Fra’ Chiacco, vengo ad ossequiarla e ad auscultarla perogni sua desiderata; (ammiccando ai ragazzi)

Fra’ C.: Professore, sarebbe mio vivo desiderio, e i miei desideri per lei sonoordini, che durante l’ora di latino, i nostri discepoli ripetano la litania licordiana. Mi raccomando soprattutto ai casi.

Valenti: Reverendo: so’ casi miei!

Fra’ C.: No, intendevo dire che la licordiana si appoggia molto sui casi ablativi,quindi in is o ibus.

Franco: Viremu unni mi portunu sta’ jurnata cu st’autobus.

Fra’ C.: Io vado, ma vi sorveglio. State bene attenti alla lezione del Prof. Valenti.La pace sia con voi……

Tutti:     …….E ccu’ to’ spiritu!

Killer:    Avanti beddu Valenti, prufissuri.

Valenti:Carusi non accuminciamu. Viriti ca v’haju a cumunicari na’ cosa importanti. Haju statu nel colleggio femminile e ho avuto modo di sapere che cosa faranno le ragazze a fine mese.

Piero:     Ju ‘u sacciu!

Valenti: Cretino, non e’ chiddu ca dici tu!

Fra’ C.: (irrompendo nella classe)Vi ho scoperti! Professore ma lei e’ d’accordocon loro?

Valenti: Macche’, stavo proprio dicendo cretino a Piero Signorello!

Fra’ C.: Ah, va’ bene, continui(via).


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Valenti: (Facendo il mimo come per dire: “non si puo’ parlar e, ora ve la canto inlatino”) Ego sum status in collegius feminarum….

Tutti:     Amen!

Valenti: Et mihi dicebant qui’ necessarius est priparare rivistibus musicalibus finismensis pi ‘ntupparis purtusis at compagnia teatriantis spasulata….

Tutti:     Et vo singa qui’ cavadduzzi. Carmen!......

Mimmo: Histo sapebamus gia’ d’antura pi trasmissionis mu ralis feminarum. Macome nomasi spictaculibus?

Valenti: Fantasyland.

Tutti:     Habemum caputus. Amen.

Valenti: Che debbus dire alle puelle?

Piero:     Qui’ possunt ‘mpiattare lo spettaculibus at finis mensis.

Tutti:     Amen.

Fra’ C.: (entra col grosso rosario in mano e attacca)C’era un giorno padre Ilarioche leggeva il sillabario per insegnare i reprobi…. .

Tutti:     (con pose di asceti) Sangiuliano, Sangiuliano vui tinitimi li manu si no atesta ci rumpemu cu ‘nvastuni ruppa ruppa su ‘a vuc cazza non s’intuppa…… cinque e tre otto e due deci.

Fra’ C.: C’era poi padre Francisco, ch’era privo del menisc o, quello si che e’martire….

Tutti:     Sangiuliano, Sangiuliano, ora piu’ non reagisco e cangiamulu stu’ discu annunca a pugna lu rifriscu, cinque e tre otto e dui deci……….

Cala la tela


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ATTO SECONDO

La scena: un tulle bianco vaporoso aggrappato al centro funge da tetto e da’ il senso di nuvole appese al cielo. Le quinte formate da spezzati con caratteristici disegni alla Walt Disney, castelli, agave, cespugli e qualche casetta tipo “sette nani”.

Musica d’apertura un pourpuri’ de “I tre porcellini ”, “Biancaneve”, “Con un poco di zucchero”.

C’era una volta, in un reame antico, una regina ed un re di vecchio stampo, privi di eredi e pur di gioia privi. Poiche’ tale mancanza, or io vi dico, dava campo a congetture derisorie, un di’ a corte fu’ chiamato m ago Pietruzzo con la sua bacchetta. Venne, vide, vinse e voila’ nella culla pria vuota eccosi qua’ una bambina rotonda e paffutella.

Quant’era bella, immensamente bella! Come sara’ chi amata: Rosaspina? Oppure Biancaneve o Biancastella? No, Rosaspina no, perche’ il sentiero della cicogna che porto’ la gerla era pieno di rose maggioline e proprio perche’ tali, senza spine. E allora fu’ nomata Biancolina.

Ed ecco che la favola incomincia e nel castello inneggiano all’evento; svettano le bandiere mentre il vento s’infiltra fra i pennelli e gli stendardi, la gioia si fa’ strada e l’esultanza scordare fa’ ai monarchi che e’ gia’ tardi mentre nel parapiglia scompare pur la figlia! Haime’! Che disgrazia! La strega cattiva che, vedi caso e’ la Superiora, ha rapito la bimba. Biancolina cresce senza sapere i suoi natali.

Ma qui’ mi fermo, vediamola com’e’; lasciamo stare i ‘ma’, tagliamo corto ai “se”. Son l’abici di questo sillabario: macchinisti alla scena, su’ il sipario!

(Si alza il sipario con l’introduzione “Stormy – We ather”. Effetti di temporale, tuoni, lampi).

Carmen: (In punta di piedi seguita dalle altre ragazze)L’indicazione e’ giusta:Mago Pietruzzo ci ha detto che se vogliamo ritrovare la nostra amichetta dovevamo addentrarci nel bosco e girare per il primo fungo a destra.

Giusy:  Ma scusa il primo fungo e’ indicativo?

Carmen: Certo il fungo nel mondo da venire sara’ costituito da una segnaleticastradale.

Angela: Ioho paura. Qui’ finira’ che mentre noi cerchiamo di salvare la principessina, incorreremo nei pericoli mortali che ci verranno propinati dalla brutta strega Malefica la quale e’ di guardia a Biancolina e non permette che nessuno le si avvicini.

Dorotea: Ah, se e’ per questo la colpa e’ di Mago Pietruzzo e dei suoi cavalierisenza macchia e senza paura.

Silvana: Che senza macchia e senza paura! Stanno tremando nascosti nellacaverna e ci hanno mandate avanti in avanscoperta……

Cettina:Chiamala avanscoperta! Proprio hanno fatto una bella scoperta! Noiragazze ci siamo avventurate in un simile gimepraio senza pensarci due volte e loro con Mago Pietruzzo in testa sono rintanati come conigli.


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Lucia:   (Guardando attorno tremante) Sapete che vi dico? Anch’io ho paura.Facciamoci coraggio. Fra l’altro il temporale si avvicina e resteremo bloccate in questo bosco mentre i rami degli alberi sembrano braccia che ci vogliono afferrare, dilaniare, sgozzare.

Carmen: Esagerate! Non abbiate paura: il temporale passera’, e tutto ritornera’sereno.

(“Arcobaleno” di Willy – Arlen)

Tutto torna sereno

che splendor

vedo l’arcobaleno

nei boschi e nel mio cuor.

Il profumo che il cielo

manda giu’

e’ il profumo dei baci

che tu non hai piu’.

Ma un giorno Biancolina con un cenno

tu m’insegnerai la via;

ti verremo a liberare

dalle grinfie dell’aguzzina tua.

Guardo l’arcobaleno

che splendor

tutto torna sereno

e chiamo il sol.

(Ballo)

(Non appena tutto si calma, le ragazze accennano a sbadigliare; si addormentano nelle pose piu’ varie e la luce si abbassa mentre un raggio di proiettore colpisce l’ingresso di una quinta e appare Biancolina in tutu’ che esegue “Storrmy weather”. Non appena eseguito il numero scompare, m entre le ragazze si risvegliano e torna la luce).

Carmen: Mi e’ sembrato di sognare. Ho visto Biancolina cresciuta che danzava

nel bosco mentre il cielo s’era imbrunito ed un raggio meraviglioso la

Tutte:

colpiva.

(Avvicinandosi a Carmen) Come! Quando? Era bella? Com’e’ stato?

Carmen: Vi giuro mi e’ sembrato cosi’ vero che……che mi son

o svegliata.

Giusy:

E come hai fatto a riconoscerla?

Nerina: E gia’, come hai fatto?

Carmen: Dal neo a forma di cuore che ha in fronte da quando e’ nata.

Lucia:   Ma allora il tuo sogno si dovra’ avverare. Sara’ v icina, sara’ a due passi e quando la ritroveremo anche la nostra vita cambiera’ perche’ il Re ci sciogliera’ dall’impegno che tutte le sue suddite n on potranno sposare se non sposa prima la figliola.

Dorotea: Si e’ vero, anche noi potremo abbracciare i nostri amati.


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Silvana: E chiamali amati! Intanto ancora non si vedono, lasciandoci fra i pericolidel bosco.

Giusy:  Io so’ come far venire il mio cavalier servente!

Tutte:    Ehi! Ehi! Ehi! Non oltrepassiamo i limiti; non scordiamoci la femminilita’, non esageriamo con le concessioni!

Giusy:   Se ti chiamero’ (eco) oh, oh, oh, oh, oh, oh Mi risponderai (eco) oh, oh, oh, oh, oh, oh Nel bosco palpita ancora una canzon questa canzon del mio cuor.

Io ti chiamero’ (eco) oh, oh, oh, oh, oh, oh e rispondero’ vieni qui’, o mio amor.

(dalle quinte si affaccia uno dei ragazzi impaurito)

Franco: Son qui’ Giusina mia, fammi coraggio perche’ ne ho bisogno, proteggimi.

Giusy:   (rivolgendosi alle altre) Avete visto? E’ valso il richiamo di sempre perrifarsi vivo il mio uomo. Provate anche voi.

Tutte:    E come?

Giusy:   Con il richiamo del cuor, con la calamita dell’anima, con l’attrazione del corpo.

Angela: Io ci provo!

(“Non dimenticar le mie parole” di Danzi - Bracchi)

Non dimenticar le mie parole

bimbo, tu non sai cos’e’ l’amor:

e’ una cosa bella piu’ del sole,

piu’ del sole da’ calor.

Scende lentamente nelle vene,

e pian piano giunge fino al cuor;

nascono cosi’ le prime pene

con i primi sogni d’or.

Ogni cuore innamorato

si tormenta sempre piu’;

tu che ancora non hai amato

forse non mi sai capire tu……

Non dimenticar le mie parole,

gioia, t’amo tanto da morir.

Tu per me sei bello piu’ del sole

non mi fare mai soffrir.

(Si affaccia Turi Killer cantando) Son qui’, son qui’, son qui’, tutto per te!

Cettina:Oh l’amour……..

Tutte:    (interrompendo) Non ricominciare con la lagna, piuttosto chiama il tuoragazzo, sbloccalo, digli di raggiungerti!

Cettina: E va’ bene ci provo:(riparandosi con la mano la fronte come a cercare

fra la boscaglia) A – mo – re – vi – e – ni –       (modulando la voce in un

richiamo tirolese) ti aspetto….. nonmi fare attendere son qui’: notte               e di’.


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(“Notte e di’” refrain di Redi – Nisa)

Notte e di’ soli, soli……

con le mani nelle tue mani

fino all’alba dell’indomani…..

Notte e di’ ,,,,notte e di’….

mentre a te gli usignoli

(si sentono i trilli dei richiami degli uccelli)

un motivo canteranno

le tue labbra sorrideranno

solo a me….. solo a me…..

Per passare le giornate

sfoglieremo margherite

(sfogliano grosse margherite)

per sapere dalle fate cos’e’ l’amor.

Fino a che le tue pupille

verso l’alba con le stelle

s’addormenteran tranquille su questo amor.

Notte e di’….. soli, soli….

con le mani nelle tue mani

fino all’alba dell’indomani….

Notte e di’…..notte e di’…….

(balletto e finalino)

(entra Mimmo guardingo come sopra)

Cettina: (andandogli incontro)Amore, dove stavi?

Mimmo: A zonzo

Tutte:    E dov’e’ zonzo?

Killer:  Provincia di Caltanissetta!

Mimmo: (“Zonzo” di Filippini – Morbelli)

Zonzo, paese di pace, paese di sole dove trascorrere tutta la vita vorrei; dolci sentieri di sogno fra tenere aiuole, angolo di paradiso, chissa’ dove sei? Vado a Zonzo, dove il cielo e’ sempre blu; odo i passeri che svolazzano sopra gli alberi e mi cinguettan di lassu’….. Quanta poesia.

Vado a Zonzo col mio cuor sognator

e gironzolo pei viottoli

dove olezzano sulle prode mille fior

e parlano d’amor.

Questo e’ il paese dell’eterna primavera.

E’ il paradiso dove e’ nato il primo amor.

Per le tue strade il cuore insegue una chimera

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mi sento l’anima leggera,

bianca e pura come un fior.

Vado a Zonzo: me ne vo’ di qua’ e di la’;

vado libero, come un passero

e sento l’anima ebbra di felicita’.

Sopra le carte geografiche, sul mappamondo e sugli atlanti per giorni e per notti cercai, vane ricerche! Il piu’ dolce paese del mondo Zonzo, il paese felice, chissa’ dove e’ mai?

Nerina:(scendendo in sala alla ricerca del suo amato bene)Dov’e’ il mio uomo?Dov’e’ il mio ragazzo? L’avete visto? Sotto i fungh i non c’era, sotto il castagno neppure…… e allora?

Tutte:    E canta!! Canta!?!?

(Introduzione di “Reginella campagnola” di Lazzaro– Bruno)

All’alba, quando spunta il sole,

la’ nel boschetto tutto d’or……

le prosperose campagnole

discendono le valli in fior.

O campagnola bella

tu sei la reginella

negli occhi tuoi c’e’ il sole

c’e il colore delle viole

delle valli tutte in fior.

Se canti la tua voce

e’ un’armonia di pace

che si diffonde e dice se vuoi

vivere felice devi vivere quassu’.

Quand’e’ la festa, del paesello

con la sua cesta se ne va’……

trotterellando, l’asinello

la porta verso la citta’……..

(dal fondo della sala arriva Piero cantando “Pippo non lo sa’ ” di Kramer-Rastelli-Panzeri)

Ma Piero, Piero non lo sa’

Che quando passa ride tutta la citta,

e le sartine dalle vetrine

gli fan mille mossettine.

Ma lui con grande serieta’

Saluta tutti, fa’ un inchino e se ne va’.

Si crede bello

Come un apollo

E saltella come un pollo……

Sopra il cappotto porta la giacca

E sopra il gile’ la camicia


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Sopra le scarpe porta le calze

Non ha un botton

E con le stringhe tien su i calzon.

Ma piero, Piero non lo sa’

E serio serio se ne va’ per la citta.

Si crede bello

Come un apollo

E saltella come un pollo.

(aggredisce Nerina con un chicchirichi’)

Fra’C.:(Entra seguito dal Prof. Valenti) Ragazzi, non dimenticate la vostramissione; andiamo a cercare la figlia del Re e riportiamola al padre. Voi sapete la promessa che vi ha fatto Sua Maesta’, percio’ tutti in viaggio compatti alla ricerca della piccola Biancolina.

(escono tutti mentre Carmen si sofferma col suo ragazzo a cantare “La strada nel bosco” di Niso – Bixio)

Le prime stelle in cielo brillano gia’…..

Tra i biancospini il vento mormora e va’….

Sembra un incanto il bosco sotto la luna,

favole appassionate narra per te…..

Vieni, c’e’ una strada nel bosco,

il suo nome conosco

vuoi conoscerlo tu?

Vieni, e’ la strada del cuore,

dove nasce l’amore

che non muore mai piu’…….

Laggiu’, tra gli alberi,

intrecciato coi rami in fior

c’e un nido semplice

come sogna il tuo cuor………

Vieni, c’e’ una strada nel bosco,

il suo nome conosco,

vuoi conoscerlo tu?

(Il ragazzo)

Un usignolo a sera sospirera’,

ed ogni fata in fronte ti bacera’.

Canta al tuo cuore il bosco la ninna nanna mentre una culla bianca prepari tu……

(Si ripete il refrain mentre escono appoggiati l’uno all’altra affettuosamente. La luce scema mentre i due escono e quando il palcoscenico e’ vuoto si riaccende adagio. Un lampo, un tuono poi appare con aria circospetta la Madre Superiora, con un galletto nero sulla spalla)

S.Letiz.:Malefica sono, tanto malefica che trasformatami in strega, ho rapito lapiccola Biancolina e l’ho plagiata tenendola prigioniera nel mio maniero


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incantato (tuono). Far male e’ il mio mestiere; di professione malvagia. Sono la quintessenza del malefizio concentrato in tubetti e conservato dalla Findus – Societa’ anonima per piselli surgela ti ed affini. Sono la

malvagita’ fatta donna……gia’ donna! Ma donna non so     no io perche’

l’odio mio per la gente ha cancellato la mia femminilita’ facendomi assurgere a gradazioni altissime di cattiveria che non trova livelli e parametri uguali. Sono l’emblema del male, lo stemma della distruzione, il cliche’ di tutti i lazzaroni. Sono la Lazzarona per antonomasia.

(Lazzarella)

Co ‘a civettella ‘o ‘vraccio

e sta’ vestito a lutto stritto

j’ porto sempre jella

perche’ ‘o core e’ maleritto.

Me piglio la bacchetta

vaco a fa’ malvagita’,

te porto i crisantemi

pe’ cerca’ farre schiatta’.

Lazzaro’

na’ lazzarona sono j’,

a me me piace sempe ‘e cchiu’

e vengo apposta pe’ ‘t’ho ddi’

pregammo siempe per chi fu’!

Tu invece me rispunne: e ggia’:

j’ deve retta proprio a tte!

Percio’ la tua malvagita’

toccanno ferro non e’ per mme.

Ah lazzarona

so’ spirito infernale

quanno brucia

ppi dinte ‘o fuoco

a me pare di fare un gioco

sol la tua morte me fa’ arrifrisca’.

Ma lazzarona songo j’,

ve voglio morte d’accussi’

e riro pe v’ho fa’ capi’

che ‘o cimitero jate a ferni’.

(Sghignazza ed esce)

(Esce stanco, sbadigliano Tosto jr - Salvo)

(Biancastella)

Un bel di’ Biancolina

al boschetto ando’ e trovo’

alto e fier sulla sella

un bel cavalier del mister.

Disse: dove vai piccina?


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Sai chi sono? Io sono un Re.

Vieni ti faro Regina

per me.

E percio’ Biancolina

gli rispose si e lui dormi’……..

Salvo:    E’ stato solo un sogno. Credevo di parlare alla mia principessina e invece saro’ condannato a dormire per tutta la vita. Oh, che sonno! Voglio riposare fra queste piante che mi faranno da morbido letto e mi concilieranno con Morfeo. (Cade a dormire)

(Si spengono le luci mentre l’orchestra suona il coro di Biancaneve per il balletto. Prima tutte le ragazze escono danzando ed in secondo tempo la Cetty Arancio – Biancolina - si unira’ a loro ment re il coro cantera’:)

Un di’ verra per me

un cavalier d’amor.

Ha negli occhi profondi un mistero

ha nel cuore un divino pensier.

Se io lo bacero’ (se tu lo bacerai)

egli si svegliera’,

la manina impugnera

e Regina con lui saro’.

(Tutte le ragazze si appresteranno attorno a Biancolina inginocchiandosi per non coprirla)

Silvana: Biancolina, finalmente ti abbiamo ritrovata!

Dorotea: Sei riuscita a sfuggire alla strega?

Giusy:  Dov’e’ la maledetta?

Angela: Lei ci maledira’ e moriremo, tutte moriremo.

Lucia:   No, che non moriremo! Al maleficio della strega noi anteporremo i benefici effetti di mago Pietruzzo che per l’occasione si e’ cambiato in Salam Salabin. Ecco, adesso lo chiamo: Pietruzzo Allah! Pietruzzo Allah Salam Salabin.

(Entra Filippo Licata in abito arabo)

Filippo: Salem Halec

Tutte:     Halec Salem

Filippo: Je suis, io sono lo spirito della lampada di Aladin Salam Salabin. J’aidonne’ tous les facultes de la magie a Pietruzzo Allah! Il peu – egli puo’ appellar tous les spirites benignes e annullare aussi’ le malefici de tutte le streghe.

Tutte :  E chiamalo, evocalo, fallo venire.

Filippo: Oui, si! Allaca’ Baracana’ scintillah gamalaica’ fa radiba gigunara Allah,Allah, allah.

Piero:     (Entrando vestito da arabo) Allah, allah, Allah, e ju’ trasu acca’. SalemAlec.


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Carmen: Salam Salabin, per non essere perseguitate dalla sorte ria e’ necessarioche tu ci immunizzi contro la jella della Madre Superiora.

Piero:     Sara’ fatto!

(Parodia di “Caravan – Petrol” di Carosone. Alla fi ne entra la strega che cerca di maledire i ragazzi. Biancolina si nasconde dietro Silvana, mentre la Superiora lancia anatemi:)

S.Letiz.:Makalaba, Zabagrani, feronasti, degradata kulafungia defettaro, garazzetta lafaretta kuralacca, sagribande murvuseddu allaccaratu, sgattasangar fruntasmacchi, figusicca zampironi!

Piero:     (Risponde mentre le ragazze accompagnano la tiritera con movimenti ritmici)

Agghiu cu spicchiu

e spicchiu di agghiu,

vaju o mircatu

m’accattu lu scagghiu.

S’attrovu a chidda

ca facci di ‘ntagghiu

ci dugnu ‘mpugnu

ammenzu a lu bagghiu.

Se poi furria                                                        Unni ci u dunu

e l’asinu arragghia                                         non fari sbagghiu

ci ammaccu i pennuli                                 si non t’ha firi

di lu battagghiu`.                                            scappa di ‘ngagghiu.

Oh lu gran sbagghiu                                    Fora malocchiu,

lu gran varagghiu                                           intra bonocchiu,

chista e’ na cosa                                              sta strega abballa

ca cchiu’ ju’ non stagghiu.                   senza lu ‘nquacchiu.

Sutta c’e’ ‘mbrogghiu,                            Intra bonocchiu,

supra c’e’ ‘mbrogghiu,                            fora malocchiu,

pigghia la pala                                                   crepa ranocchiu

ca fazzu scannagghiu                                  passulu o torchiu.

(La strega scappa fulminata gridando come una sirena della polizia e ripetendo “Rinuncio”. Tutti sono contenti e felici perche’ l’incantesimo e’ finito. La bima esce)

Bianc.: Ora  che  finalmente  posso  tornare  a  vivere  con  i  miei,  ditemi  cos’e’

l’amore perche’ voglio svegliare il principino imme rso nel sonno! Carmen: L’amore e’ una cosa meravigliosa.

Nerina: L’amore e’ il suggello di due vite per l’eternita’ .

Bianc.: Anche dopo morti?

Giusy:  Soprattutto dopo morti.

Bianc.: E come si fa’ a vivere dopo morti? Non si e’ trist i?

Dorotea: No, principessa, si e’ felici. Si vive dopo morti nel ricordo.

Bianc.: E allora spiegatemelo.


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(Cos’e’ l’amor)

Carmen:                                     Quando senti bussare il cuor

non comprendi che e’ l’amor,

a te sembra solo un gran dolor.

Se poi scopri un raffreddor

corri presto dal tuo dottor

mentre senti sempre come un pizzicor.

Occhi che si cercano,

questo e’ l’amor.

Mani che si stringono,

questo e’ l’amor.

Ed anche tu che guardandomi taci

hai nel tuo sguardo una voglia di baci.

Mille cose tenere,

quest’e’ l’amor.

Bocche che si uniscono,

quest’e’ l’amor.

Bianc.: Ho capito! Allora soddisfero la mia voglia svegliando il principino(gli siavvicina e lo bacia; egli si sveglia e strofinandosi gli occhi si accorge di tutta quella gente e offre alla Biancolina una bambola mentre tutti gli altri ragazzi fanno lo stesso con le ragazze).

Salvo:    (“Bambola rosa” – refrain di Redi – Nisa)

Voglio offrirti una bambola rosa

piccolina come te.

E’ il regalo che si offre a una sposa

piccolina come te!

Nei tuoi sogni di ingenua bambina,

in un nido tutto in fior,

alla pupa farai da mammina,

piccolina del mio cuor!

Ma tu implori una bambola vera

col tuo sguardo che trema d’amor,

e chissa’ che non venga una sera

la bambola vera

dai riccioli d’or.

Voglio offrirti una bambola rosa

piccolina come te.

E’ il regalo che si offre a una sposa

piccolina come te!

Valenti: (Entrando con Fra’ Chiacco)Signore e Signori ecco a voi il Re e laRegina di Fantasyland!

(Entra la Regina con il Re ed abbracciano i due piccoli)

Regina: (Rivolgendosi al Re)Sire, marito mio, noi siamo felici di aver ritrovato lanostra Biancolina, ma adesso la favola finisce. Le luci della ribalta si


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spengono. Abbiamo adempiuto ad un compito arduo, cioe’ portare a termine la nostra recita e con un dolce sapore di canzonette rispolverate per la delizia del pubblico ci congediamo con la nostra sigla:

Questo spettacolo

e’ giunto ormai alla fine,

e con rincrescimento

ringraziam.

Di conseguenza

ci prendiam licenza

e la rivista nostra cessa qui’.

Vi salutiamo gentili spettatori

e se nei vostri cuori ancora siam

applauditeci con forti battimano

e con un grande inchino vi lasciam.

(Sola me ne vo’ per la citta’)

Sola me ne vo’ per la citta,

passo tra la folla che non sa’;

dove sei perduto amore

cercando te, sognando te che piu’ non ho.

Ogni uomo guardo e non sei tu,

ogni voce ascolto e non sei tu;

tu non credi al mio dolore

cercando te, sognando te che piu’ non ho.

Io cerco invano di dimenticar

ma questo amore non si puo’ scordar.

Ho scritto un nome un nome sol nel mio cuor e l’ho perduto, tu non sai cos’e’ l’amor il vero amor

il grande amor.

Sola me ne vo’ per la citta’,

passo tra la folla che non sa’;

dove sei perduto amore

cercando te, sognando te che piu’ non ho.

FINE


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