RAPSODIA
Commedia in due atti di
IVANO BERTOLETTI
(adattamento di R. Lussignoli)
Personaggi:
Marino metalmeccanico in pensione
Emilia sua moglie
Antonia loro figlia
Wilma professoressa in pensione
Carla sua sorella
Franco (Fonzie) barbone
PRIMO ATTO
I QUADRO - Luci sulla casa. La piattaforma presenta al pubblico l'abitazione di Marino.
Tavolo, sedia, sul fondo una libreria colma di volumi. Marino seduto al tavolo. Ha pi di sessantanni ed di corporatura robusta. Dopo poco smette di scrivere su un block-notes, rimanendo con gli occhi fissi sul foglio.
Marino Perch mi vuoi tarpare le ali?
Emilia (dall'esterno) Cosa dici?
Marino Ho detto: Perch mi vuoi tarpare le ali?.
Emilia (entrando) E io ho detto: Che cosa dici?.
Marino (guardandola, scandendo le parole) Tarpare le ali.
Emilia (brusca) Muchela; non farmi venire il latte alle ginocchia e parla come mangi!
Marino (paziente) Vedi, Emilia, quante cose non sai? Tarpare le ali un modo di dire
figurato. (cerca velocemente sul vocabolario che sul tavolo)
Emilia Ah, hai bisogno del vocabolario per capire quello che dici !
Marino Ma no, io conosco il significato, ma leggendolo sul dizionario tu capirai meglio.
Emilia Grazie per farmi sentire un po rimbambita.
Marino Ecco qua il verbo tarpare.(legge) Tagliare la punta delle remiganti nell'ala
degli uccelli". E poi, figurato: tarpare le ali a una persona: indebolire; paraliz-zare la sua forza, il suo ardire.(smette di leggere) Cio, in poche parole, impedire uniniziativa, offuscare la sua volont.
Emilia E io avrei fatto tutta quella roba l ?
Marino E s, moglie mia. Sei tu che quando mi metto a scrivere mi dici: Perch
sprechi linchiostro? Perch non fai qualcosa di utile, invece di perder tempo?
Questo significa soffocare sul nascere le mie velleit di scrittore.
Emilia Scrittore ??! Ma se in quarantanni di matrimonio la roba pi lunga che hai
scritto stata la lista della spesa che ti ho dettato lanno scorso, quandero ammalata ! (ora Marino a sbuffare) E poi mi ricordo ancora l'unico bigliettino che mi hai scritto, quando eravamo fidanzati. Un bigliettino d'accompagnamen-to a quattro fiori scalcagnati. (Marino sta per parlare) S, il pensiero che conta, d'accordo, ed io sono stata ben contenta di riceverli. (quasi declamando) Un segno d'amore per la mia amatta. (lo fissa) Amatta con due t. (indica due con le dita, poi, accentuando) AMATTA. Non sapevo se ridere od offendermi.
Marino E stata una svista. Non ero abituato a scrivere e mi era scappata una t in pi.
Emilia Diciamo cos. Per la verit che a scuola tu sei sempre stato un po...
indietro.
Marino Ah, per quello nemmeno tu eri troppo avanti.
Emilia Per io ero una bella ragazzina. (Marino fa una smorfia di poca convinzione)
Oeh, coshai da fare quella faccia l? Guarda che io sono stata eletta reginetta
di bellezza!
Marino (ironico) S, lo so. Miss tre cascine. C'erano tre cascine, dieci ragazze s e no,
quasi tutte un po' tracagnotte. Ogni anno ne premiavano una e un anno toccato
a te.
Emilia (un po delusa) Allora, per te, io non sono mai stata bella.
Marino Ma Emilia, io ti ho sempre voluto bene e quindi per me tu sei sempre stata Miss
Mondo.
Emilia (stupita, quasi commossa) Grazie. Questo non me l'hai mai detto.
Marino Non ce n'era bisogno.
Emilia Per io torno a dire: come puoi essere in grado di scrivere un romanzo tu, che
sei sempre stato un operaio metalmeccanico?
Marino Prima di tutto i miei sono racconti, e non romanzi. E poi lo sai, (indica la libreria)
che la mia grande passione sempre stata la lettura.
Emilia Gi. (ironica) Ed io che credevo di essere la tua unica passione.
Marino Cosa vuol dire? (pausa) Hai forse qualcosa da rimproverarmi?
Emilia Beh no. (maliziosa) Per quando ero un po pi giovane, ogni tanto succedeva
che io andavo a letto ed ero pronta... (fa intendere con gesti cosa vuol dire; Marino la guarda come uno che non ha capito) s, ero pronta a...(si arrabbia) hai capito o no !?
Marino S, s, e allora?
Emilia Eh, e allora aspetta, aspetta, aspetta finch vinceva il sonno e... buona notte.
E tu doveri? In sala, a leggere.
Marino Lo sai com: quando un libro mi prende, non ci sono per nessuno.
Emilia (con tono di scherno) Me ne sono accorta, me ne sono accorta pi di una volta.
Marino (imbarazzato) Scusa, Emilia. (pausa) E allora fai cos anche adesso: per amor
mio rispetta il mio desiderio di scrivere. (breve pausa). Ah, ha telefonato tuo figlio.
Emilia Quale?
Marino Giacomo.
Emilia Perch mio figlio? Mi pare che eravamo assieme quando... o no?
Marino Ma s, dico tuo figlio perch il tuo prediletto.
Emilia Non dire stupidaggini. E cosa ha detto ?
Marino Lui e tutta la sua famigliola faranno il Capodanno da noi.
Emilia (stupita) Il primo dell'anno?!
Marino (annuendo) Il primo dell'anno.
Emilia Ma se siamo a met settembre! Telefona adesso per il primo dellanno ?!
Marino (scherzoso) Ha prenotato con largo anticipo, temendo il tutto esaurito al famoso
ristorante Da Emilia: Tutto Gratuito. Comunque stata la sua dolce met a
sollecitargli la prenotazione.
Emilia (con disprezzo) Ah, quella lardona.
Marino (ironico) Non offendere tua nuora.
Emilia Nostra nuora. La nostra disgrazia.
Marino No cara moglie, la disgrazia di tuo figlio.
Emilia (sprezzante) La signora. Guarda, mi viene il fumo agli occhi quando penso che
lei non lavora e in casa fa quasi tutto il povero Giacomo.
Marino Povero un bel niente. Giacomo un bamba, e se la moglie cos la colpa
anche sua.
Emilia Giacomo lavora tutti i santi giorni, fa gli straordinari, e quando va a casa deve
far da mangiare, lavare i piatti e pulire dappertutto. E lei, la signora a grattarsi
il buco della pancia!
Marino E' l'amore, Emilia. L'amore cieco.
Emilia Cieco o non cieco, non giusto. La famiglia si tira avanti assieme, e non sulle
spalle di uno solo, mentre l'altra ingrassa a vista d'occhio.
Marino (ironico) Eppure era intelligente, nostro figlio.
Emilia Questa storia non lho mai capita.... Con tutte le belle e brave ragazze che gli
Ronzavano attorno... Proprio quella grassona con la cannetta di vetro andato
a prendere...
Marino Pazienza, bisogna aver pazienza. (alzandosi) Beh, io adesso esco.
Emilia (sorpresa) Toh, hai gi finito di scrivere?
Marino Come? Ma se mi hai fatto una testa cos perch scrivevo!
Emilia Prima, ma adesso puoi farlo.
Marino Non posso, mi hai rotto la vena.
Emilia (stupita) Cosa tho fatto?! Quale vena? Quella del braccio?
Marino Ma no, quella della testa.
Emilia (ironica) Oh, Signore! A furia di pensare gli scoppiato il cervello.
Marino (alzando la voce) Ho perso la vena artistica, l'ispirazione! Perci meglio che
vada a fare quattro passi. Magari la ritrover. (e prende la cartelletta con dentro
i suoi racconti)
Emilia S. E auguri.
Marino Auguri?
Emilia Per ritrovare quella roba che hai perduto.
Marino (ironico, mentre esce seguito, poco dopo, da Emilia) Grazie.
Scendono le luci della casa di Marino e si accendono quelle che illuminano il parco.
Parte la musica; pista n1,Rapsodia in blue.
La piattaforma gira e visualizza la casa di Wilma, non illuminata.
II QUADRO - Wilma entra nella zona che rappresenta un giardino pubblico. Una panchina in posizione frontale in proscenio; accessi da definire. Ha circa settantanni portati bene. Si siede sulla panchina e dopo poco inizia a leggere il libro che ha con s.
Entra Marino, che osserva un poco Wilma e poi va a sedersi sulla panchina,
alla sua sinistra. Si salutano con un semplice cenno del capo. Marino, mentre Wilma torna al
suo libro, sfila un racconto dalla cartelletta, inizia a leggerlo e poco dopo, come se avesse
trovato lispirazione, mima leggermente con lespressione del viso e con gesti ci che la sua
mente sta creando. Wilma, incuriosita, ogni tanto gli lancia di soppiatto delle occhiate stupite.
Quando si accorge di essere osservato Marino si blocca, con gli occhi fissi in quelli di Wilma
per alcuni istanti. Poi si ricompone, mentre Wilma riprende la lettura. Poi Marino, abbassando
un poco il capo, riesce a leggere il titolo del libro di Wilma. Sfuma la musica.
Marino (un po timoroso) Ornitologo?
Wilma (guardandolo sorpreso) Io?
Marino S, lei.
Wilma No. Ma, scusi, perch ornitologo?
Marino Il titolo del suo libro: Il canto degli uccelli.
Wilma Ah, (sorride) capisco che il titolo possa ingannare. Ma guardi il sottotitolo (gli
mostra la copertina) Frammenti di saggezza nelle grandi religioni.
Marino (scusandosi) Oh, che figura. (rimane in silenzio, un po impacciato) E' un buon
libro?
Wilma Molto. Non c' mai fine alla saggezza, ma non un best-seller, purtroppo.
Comunque posso prestarglielo; basta vedersi ancora, cos me lo rende.
Marino Grazie. Beh, mi presento: il mio nome Marino, operaio metalmeccanico in
pensione.
Wilma Io sono Wilma. (si danno la mano) Anch'io in pensione, professoressa di
lettere.
Marino Ah, professoressa. Sono molto contento di conoscerla. Io amo la letteratura,
non da sempre per. Quand'ero giovane non minteressava.
Wilma Succede a molti di scoprirne la bellezza solo da adulti.
Marino E proprio quello che capitato a me. (pausa) Ecco... io...non vorrei essere
invadente...
Wilma Mi dica, senza problemi.
Marino Visto che lei professoressa... e poco fa si accorta del mio gesticolare...
Wilma (sorride) S. Ed ero un po' incuriosita dal suo strano comportamento.
Marino Ha ragione. Vede... io scrivo dei racconti e prima stavo pensando all'ultimo.
(pausa) Anche se le mie idee fossero buone, la loro trasformazione in parole
potrebbe essere... confusa, sgrammaticata. (impacciato) Io non so quanto valgo come.. diciamo scrittore...e siccome lei una persona di cultura... mi permetta di chiederle un gran favore: pu leggere i miei racconti? (e li prende dalla cartelletta)
Wilma Non sono un critico letterario; potr darle il mio giudizio personale, di semplice
lettrice.
Marino Mi basta.
Wilma Non li fa leggere a sua moglie?
Marino Mia moglie preferisce la televisione e brontola per questa mia passione, anche
se, in fondo in fondo, contenta di quello che faccio.
Wilma Una vera moglie sempre fiera del talento del marito. (sorridendo) Sempre che
i suoi siano dei buoni lavori. (pausa) D'accordo, Marino, ne porto un paio a casa e domani ne riparliamo.
Marino (contento) Grazie.
Wilma (dopo una pausa) E cos, anche lei a casa ha la libreria strapiena.
Marino Oh, s. Non c' pi posto. Mia moglie poi, quando li spolvera, d i numeri. Suo
marito pi comprensivo?
Wilma Mio marito morto un anno fa. Una malattia.
Marino Mi dispiace. (pausa) Vive da sola?
Wilma S. Anche se non proprio vero.
Marino (quasi unaffermazione) Le fanno compagnia i suoi libri?
Wilma E la musica. Sono appassionata di spiritual e blues, la musica dei neri. I loro
ritmi, le loro voci mi fanno vibrare dentro.
Marino A me invece piace quella classica. A volte scrivo con la radio accesa; mi aiuta.
(da destra entra Franco. E un barbone di circa quarantanni. Barba non curata; indossa un consunto giubbotto nero; ha una borsa a tracolla. Si ferma a fissare i due sulla panchina. Wilma e Marino, accortisi della sua presenza, lo guardano un po sorpresi. Poi Franco si muove, passa dietro a loro, li osserva, ed esce a sinistra. I due lo seguono con la coda dellocchio)
Marino Ce l'aveva con noi?
Wilma Cos sembrava.
Marino Si vede cheabbiamo occupato la sua panchina.Poveraccio. Lei non l'ha mai
visto prima?
Wilma No, in questo parco mi siedo dove capita.
Marino Io invece, ci vengo raramente.
IlI QUADRO (Franco rientra. Guarda Marino, poi Wilma. Marino accenna un saluto con il
capo, che Franco ricambia)
Franco D fastidio?
Marino Come?
Franco La mia presenza vinfastidisce?
Wilma No. Perch?
Franco Normalmente non sono ben accetto dagli altri.
Marino Non si preoccupi. Sieda pure su questa panchina.
Franco Grazie. (si siede)
Marino Non c' nulla da ringraziare. E' la sua panchina?
Franco Beh, la mia preferita.
Wilma (sorridendo) Allora siamo noi gli intrusi.
Franco Queste panchine sono di tutti. Nessuno un intruso.(osserva Wilma, che sta leg-
gendo, con curiosit. A Marino, indicando Wilma con la mano) Una persona distinta.
Marino Sa, una professoressa di lettere.
Franco Deve essere simpatica, visto che vincontrate qui al parco.
Marino S, ma vede... beh, io mi chiamo Marino e lei?
Franco Franco. (Marino tende la mano verso Franco, che gliela stringe) Anche se mi
conoscono come Fonzie.
Marino Fonzie?
Franco (sorridendo e mostrandolo) Il mio giubbotto.
Marino Ah, ho capito. Fonzie, simpatico soprannome. Bene, Fonzie, prima stavo
dicendo alla professoressa che scrivo racconti e qui (indica la cartelletta) ne ho
alcuni.
Fonzie Lei uno scrittore?
Marino No. Ho fatto sempre l'operaio. E' da poco, da quando sono in pensione che
mi sono messo a scrivere. E questi racconti li far leggere alla professoressa,
per avere un suo giudizio.
Fonzie (dopo una pausa, titubante) Le chiedo troppo se... ecco.. vorrei leggerne qual-
cuno, se la cosa non vi disturba.
Wilma (che aveva ascoltato i loro discorsi, sorride ed accenna di no con la testa)
Marino Bene! Che bello! Abbiamo trasformato la panchina di Fonzie in una sala di
lettura.
Fonzie (sorride) Dovrete pagarmi l'affitto.
Wilma Ad equo canone, per. (tutti ridono) Forza Marino, distribuisca i suoi lavori!
Marino (dopo la distribuzione dei testi) E io, che faccio?
Wilma Lei ammiri la bellezza di questa giornata settembrina con il cuore in ansia, in
attesa dei nostri giudizi, che saranno inflessibili. Vero, Fonzie?
Fonzie Senza dubbio.
Marino (simulando scherzosamente un terrore) Abbiate piet di me.
Wilma (alzandosi) Ed ora scusatemi, ma devo proprio andare. Arrivederci a domani! (esce)
Marino Arrivederci Wilma, e... grazie!
Fonzie A domani! (Nel frattempo Fonzie ha iniziato la lettura; Marino lo guarda, trepidante
ed interessato. Dopo qualche attimo si sente un mugugno di soddisfazione di Fonzie; Marino lo osserva, trepidante. Qualche attimo ancora e poi, senza staccare gli occhi
dal foglio) Buono... buono. (e prosegue la lettura; Marino sorride.)
La luce del parco si attenua sempre pi. BUIO. I due escono. Sillumina la casa di Wilma.
IV QUADRO - (Scena vuota. Tavolo, sedia, sul fondo una libreria colma di volumi. Nella libreria,
o su un mobile c un giradischi che ha sempre sul piatto un 33 giri. Durante le scene in casa di Wilma i brani musicali sono degli spiritual o dei blues. Da sinistra entra Wilma seguita da Carla)
Carla Allora, siamo d'accordo per domenica prossima. (pausa, confidenziale) Mettiti in
ghingheri, sorellina, che ti facciamo conoscere un generale in pensione...
Wilma (con sufficienza) Oh, piantala con queste cretinate!
Carla Scusami Wilma, non volevo offenderti...(pausa) Questa sera telefono al risto-
rante per la prenotazione. Vedrai, si mangia bene. Cos passeremo qualche ora in compagnia.
Wilma Il pranzo lo offro io.
Carla No, assolutamente.
Wilma Carla, almeno una volta lascia che paghi io.
Carla Gi fai tanti regali a mio figlio.
Wilma Tuo figlio mio nipote, il mio unico nipote. Problemi economici non ne ho, lo
sai, quindi....
Carla Io, finanziariamente, sto molto meglio di te.
Wilma Senti, non sprechiamo il tempo inutilmente. Io vengo con voi e il conto mio.
Carla (rassegnata) Sia fatta la tua volont.
Wilma Tanto, quello che ho sar tutto tuo.
Carla Ma di che parli?
Wilma Di quando raggiunger Sandro. E quel tempo non lontano.
Carla Dai, smettila, non ricominciare con questo discorso.
Wilma Guarda che a me non fa paura, anzi...
Carla S, va bene. (pausa) Piuttosto... perch rimani in questa casa?
Wilma Ancora?
Carla (insistente) S, ancora. Abito in una villa con un giardino stupendo; c' posto a
volont, e tu saresti la benvenuta.
Wilma Ne sei certa?
Carla Cosa vorresti dire?
Wilma Chiss perch tuo marito, che un gran bravuomo, non ha mai avanzato que-
sta proposta.
Carla Wilma, lo sai che ti vuole bene, anche se non lo fa capire.
Wilma Sar, per io non voglio dare fastidio a nessuno e me ne sto a casa mia.
Carla (rassegnata) Non si riesce proprio a farti cambiare idea. (stizzita) La solita testa
dura.
Wilma (reagisce) Ora sei tu la testona, perch ti ho ripetuto mille volte il motivo princi-
pale del mio no. E' sempre quello e tu lo conosci benissimo: io non sono sola in
questa casa.
Carla (con sopportazione) Di nuovo quella storia.
Wilma S. (pausa) Il mio uomo sempre qui con me.
Carla D'accordo, nei tuoi ricordi.
Wilma No, presente qui e si manifesta spesso. Mi fa compagnia.
Carla Ma dai, vuoi farmi credere che il fantasma di Sandro vaga per la casa?!?
Wilma (sorridendo) Il fantasma? Ma Carla, cosa credi? Che tuo cognato giri per casa
avvolto in un candido lenzuolo? Non da lui.
Carla E va bene. Supponiamo che sia vero; ho detto: supponiamo. Perch non si fa
vivo quando ci sono io? Adesso, per esempio. Sono sua cognata quanto tu sei
sua moglie.
Wilma Come faccio a risponderti? Che cosa pretendi? Che io sappia il perch di questi
misteri?
Carla (indica il giradischi) Perch quel disco non gira? (indica il libro sul tavolo) Perch
Queste pagine non si muovono? Perch io non sento alcun alito di vento nei miei capelli?
Wilma Perch tu non riesci a capire la profondit del nostro rapporto.
Carla Pu darsi; per io non credo ai fantasmi. I tuoi sono solo sogni.
Wilma E anche se fosse? Vuoi impedirmi di sognare?
Carla Voglio solo impedirti di vivere nell'irreale.
Wilma Con quale diritto?
Carla Sei mia sorella. Ti voglio bene.
(nessuna delle due parla. Dopo alcuni secondi)
Wilma Ci penser, Carla. Ci penser.
Carla Grazie, Wilma, ma pensaci seriamente. (si alza) Ora ti saluto, torno a casa.
Wilma Ciao, e dai un bacio a tutti. (sorride) Anche a quellorso di tuo marito. (Carla
esce)
(Wilma rimane fissa a guardare dalla parte delluscita, poi scrolla le spalle e scuote il capo negativamente. Quasi subito si ferma e con la mano si sfiora i capelli nella parte bassa della nuca. Sorride). Musica; pista n 2, di sottofondo per tutto il monologo. (Cos come sei)
Wilma Ciao, Sandro. Un minuto prima e ci trovavi mia sorella. S, lo so, lo so che un
nostro segreto. L'ultimo dei tanti che hanno accompagnato la nostra esistenza.
Io e te, insieme. Una simbiosi non perfetta, perch quaggi nulla perfetto, ma tale da renderci complici uno dell'altra. (pausa, sorridendo) Carla sta facendo di tutto per trovarmi un nuovo compagno, cos li chiama lei. (scrollando la testa) Lei non riesce a capire i nostri quarantatr anni di vicinanza, l'intensit della nostra esperienza. Che ne sa dei nostri discorsi pi intimi? Del nostro amore? Il mistero di due vite in una. Tu e io. (pausa) Sai Sandro, a volte ripasso i nostri anni e continuo a sorprendermi della grandiosit dell'essere umano. Cos individualista, cos egoista, cos solo, eppure cos capace di donarsi, di concatenarsi con laltro, come noi due. Ti ricordi? Bastava uno sguardo, e ci capivamo senza aprire bocca. Gli sguardi sono le parole dell'anima. (pausa) Carla mi prende per matta quando le dico di te. (la musicaaumenta per qualche secondo, poi diminuisce. Nel frattempo Wilma sorride) Ho capito, Sandro, ho capito; non ne parlo pi, anche perch tutto questo lo sai gi.
(Wilma guarda l'orologio) Devo andare dai miei amici. (le pagine del libro che sul tavolo si voltano velocemente, poi si fermano) Cosa c'? Cosa vuoi dirmi? (guarda la pagina aperta e legge) Ritratto di fanciullo. Non capisco... che vuoi dirmi, Sandro? Questo un quadro che... (sospensione) quadro...(pausa) ritratto (la musica aumenta per diminuire subito) Ah, vorresti dirmi che io... hai ragione, sar una bella sorpresa. (si alza e prende una cartelletta e una matita) Grazie, hai avuto una buona idea. (sta per uscire, si gira) Ciao Sandro, e ricordati di spegnere il giradischi. (la musica aumenta di colpo mentre Wilma esce, ridendo.
(La musica rimane ancora alta per qualche secondo poi diminuisce, assieme
alla luce in casa di Wilma, sino a svanire. Buio. Luci sul parco)
V QUADRO - Marino entra nel parco e si siede. Entra Fonzie, pesto e dolorante)
Marino Fonzie, cosa ti successo?
Fonzie Niente, niente amico, let. Le notti trascorse dormendo allaperto prima o poi
si fanno sentire.
Marino (sistemandogli il giubbotto ed indicando locchio nero di Fonzie) Anche quello
un dolore reumatico?
Fonzie Non facile imbrogliarti, vero? La cosa pi banale di quanto tu possa imma-
ginare. Poco fa qui nel parco ho incrociato due giovinastri cui non piaceva il
mio aspetto. Hanno iniziato ad insultarmi, mi hanno dato dellinutile, del rifiuto
umano ed hanno concluso con un bel pestaggio.
Marino Perch non hai gridato? Perch non hai chiesto aiuto? Qualcuno poteva inter-
venire, io stesso ti avrei sentito e avrei potuto stendere quei due. Sono un
pensionato, ma in quanto a cazzotti mi sono sempre difeso bene.
Fonzie Meglio cos, amico mio. Meglio cos. La violenza non risolve i problemi, li crea.
(entra Wilma, e vede Fonzie contuso)
Wilma Fonzie, cosa successo?!?
Marino E stato preso a pugni da due delinquenti. Niente di grave... solo tutto pesto.
(Fonzie si tocca il fianco facendo una smorfia di dolore) Ti fa male, Fonzie?
Fonzie Uhm... sar la botta.
Marino Poi passiamo in farmacia; hai bisogno di una pomata contro gli ematomi.
Fonzie Grazie, ma non dovete...
Marino Non ricominciare, senn Wilma ed io ti convinciamo con la forza.
Wilma Com triste vedere la vitalit della giovinezza sprecata in tal modo.
Fonzie (dopo una pausa) Ci sono passato anch'io. So quanto la violenza sia iniqua.
Marino Cosa vuoi dire, Fonzie?
Musica; pista n 3, di sottofondo per tutto il monologo. (Sacco e Vanzetti)
Fonzie Erano gli anni caldi, gli anni del movimento studentesco; ero al primo anno di
Universit. Marce, dimostrazioni, assemblee... Insomma, la contestazione.
Mi sembrava tutto nuovo, appassionante. Venni subito coinvolto da chi
conosceva l'arte della persuasione.
Wilma I cattivi maestri.
Fonzie (assorto) I maestri dell'odio. C'era una sola ragione, una sola ideologia giusta:
la loro. Tutto il resto era di destra, da combattere. Una visione a senso unico.
(con impeto) Mio Dio, mi nutrivo ogni istante di quelle idee, un lavaggio conti-nuo della mente. La massificazione totale. (pausa; ironico) Credevo di essere
una pietra della costruzione del nuovo mondo. Ero cieco, e non lo sapevo. Finch un giorno... ero con altri sei ragazzi, tutti vestiti uguali con il nostro eski-mo, (con enfasi) la nostra divisa. Incrociammo un ragazzo. Io non lo conosce-vo, ma qualcuno del gruppo s, almeno credo, perch cominci a gridare: E' un fascista ! Addosso al fascista!. Lo circondammo e partirono gli spintoni, i
primi pugni. (pausa) Anch'io lo colpii. Atterrito, il ragazzo ci guardava. Ho visto il
suo sangue. Smettemmo solo quando arriv la polizia. Scappammo. (pausa)
Il ragazzo si salv, ma le conseguenze furono tragiche. Da allora trascorre la
sua vita su una sedia a rotelle. (pausa, alza il tono) E noi, sette contro uno, gli
eroi proletari, fuggimmo come... come ladri di galline. (pausa, normale) Dopo quell'azione, qualcosa s'incrin in me. Quella notte rivissi il pestaggio decine di volte. Che cosa avevo fatto? Era un ragazzo, come me, mai visto prima, e io l'ho picchiato. (alto) Perch? Che diritto avevamo noi di lacerargli il corpo? (pausa, normale) Il giorno dopo lessi il suo nome sul giornale, e decisi di segui-rne il calvario clinico. Aprii gli occhi, e compresi che l'integrit fisica di ogni
essere umano sacra. E' un valore troppo grande perch sia distrutto da ideologie irrazionali. (pausa) Immediata fu la mia decisione di allontanarmi da quel mondo, dove la sopraffazione fisica e mentale veniva spacciata per democrazia.
La musica sfuma.
Marino (dopo una pausa) E ci riuscisti senza problemi?
Fonzie (si riprende; il tono ritorna vivace) Non fu facile. Una delle tante idiozie dellepo-
ca era la parola tradimento. (pausa) Fui anche fortunato perch, poco dopo,
la mia famiglia si trasfer in un'altra citt. Qui sono tornato dopo... (sinterrom-
pe; cambia tono) dopo.
Marino Qualcuno li ha definiti formidabili quegli anni.
Fonzie S, formidabilmente ottusi e violenti.
Wilma Io credo che le ideologie siano come una cassa da morto dove lo spirito dell'uo-
mo vi imputridisce. (lunga pausa di silenzio) Penso che sia giunto il momento
dei vostri ritratti. E un altro mio hobby, e credo di essere abbastanza brava; la
cosa non vi disturba, vero?
Fonzie (ritorna sereno) Affatto; anzi, sono proprio curioso.
Marino Anchio ci sto. Wilma, comincia da lui.
Fonzie Da me? Beh, ... dove mi metto?
Wilma Rimani dove sei, seduto.
Fonzie Ma cos, come sono ?
Marino (ridendo) Perch, vuoi forse pettinarti ?
Fonzie No...
Marino Dai, che sei bello cos.
Wilma (sta gi tracciando i primi segni) Quella barba incolta ti dona moltissimo.
Fonzie (sorride) S s, continuate a prendermi in giro...
Marino (mentre osserva Wilma disegnare) Come mai hai portato con te carta e matita?
Wilma Dovete ringraziare mio marito.
Marino (con grande stupore) Tuo marito?!? Ma come pu... (piano, a Fonzie, che lo
guarda meravigliato) E morto un anno fa.
Wilma (non ha sentito; sorridendo) Abbiamo dei contatti particolari...
Marino Nel senso che...
Wilma (lo guarda) E' ancora con me.
Fonzie (lentamente, con affetto) Vi siete voluti molto bene.
Wilma Ci siamo sempre amati. (smette di disegnare) Sapete, io... come posso dire?...
Io ho un desiderio: mi piacerebbe morire accompagnata dalle note di
Summertime.
Marino Wilma, ma quando uno muore, non sente pi la musica.
Wilma Non detto.
Marino Scusa Wilma, ma non capisco.
Wilma Io mi vedo gi nei giardini del cielo, accolta dal mio Sandro che mi prende per
mano e mi guida in quei luoghi sconosciuti. E subito dopo incontriamo una
favolosa band di neri che ci festeggia con una fantastica esecuzione di When
the saints go marching in. (riprende a disegnare; rimangono tutti e tre in
silenzio. Poi Fonzie, sottovoce, accenna a When the saints go marching in.
Quasi subito la voce di Marino va ad aggiungersi alla sua, mentre il tono sale.
Musica; pista n4. ( When the saints go marching in). Wilma smette di di
segnare e li guarda, sorridendo. Marino, con un cenno, linvita a cantare. E cos
fa.
FINE 1 ATTO
2 ATTO
La piattaforma presenta la casa di Marino. La scena s illumina.
I QUADRO - (Marino, seduto al tavolo di casa sua, sta leggendo un giornale).
Antonia (dall'esterno) Pap, tienti pronto.
Marino (alza il capo, sorpreso) Perch? Che c', Antonia?
Antonia Uno spettacolo da togliere il fiato.
Marino Oh, signur. (incuriosito) Forza, sono pronto.
Antonia (entrando) Guarda che roba! (in pratica vestita da cow-boy: cappello, stivali,
cinturone, giacca con frange. Marino la osserva sbigottito, a bocca aperta)
E' mostruoso, vero pap?
Marino S... si... proprio mostruoso. Ma gi carnevale?
Antonia Macch! Carnevale stato mesi fa.
Marino Mi pareva.... C' forse una festa mascherata?
Antonia Pap, il mio nuovo look!
Marino No! Vuoi dire che vai a guidare il taxi conciata cos? E' la vostra divisa?
Antonia Ma pap, non c'entra niente il mio lavoro di tassista. E' il nuovo look di canta-
autore.
Marino Ah.
Antonia Dopo dieci anni che scrivo canzoni, ho cambiato genere. Ne ho composte
quattro tipo country e un paio a ritmo di reggae. E la settimana prossima Tony
e i Bisonti esordiranno nella loro nuova veste.
Marino Ah.
Antonia Tony sono io, Antonia.
Marino Ah.
Antonia E I Bisonti sono imiei amici del complesso. Sai, per restare nell'ambiente
country.
Marino Ho capito. E vi fanno entrare?
Antonia Dove?
Marino Nel locale.
Antonia Ma dai, pap; per forza che ci fanno entrare, abbiamo un contratto mensile per
due sere alla settimana. Sai, non si guadagna male.
Marino Ma proprio necessario quel look l?
Antonia Fa personaggio, e con la mia musica creo la giusta atmosfera country. Sai
benissimo che senza musica morirei. Adesso vado alle prove. Oggi sabato e
suoneremo tutto il giorno. Quando registreremo la cassetta, ti far ascoltare le
mie nuove canzoni. Sono una bomba. (quasi gridando) Sono una bomba, pap!
Sono troppo forte! Ciao, vado.
Marino (meravigliato) Esci vestita cos, da cow-boy ?
Antonia S, mi devo abituare al personaggio. Prendo il taxi e raggiungo I Bisonti. Ciao.
(esce)
Marino Ciao. (a voce pi alta, rivolto alla porta) E sta attenta agli indiani ! (fra s) Mah...
Emilia (entrando) Marino, hai visto che bel lach ha lAntonia?
Marino S, quel de Com.
Emilia Come?
Marino Non si dice lach ma look.
Emilia O Signore, tanto la stessa cosa. Comunque sta proprio bene.
Marino (non convinto)A me sembra la Buffalo Bill di Porta Ticinese. Ma, Emilia: (fa un
gesto con le dita) quando io e te abbiamo fatto...
Emilia Che cosa?
Marino Ma s, quando noi due, (ripete il gesto) insieme, che dopo nata lei, l'Antonia...
ma non ti ricordi?
Emilia (cenno negativo con la testa) ... passato tanto di quel tempo...
Marino (sorvola) Ecco... in quel periodo avevamo qualche problema?
Emilia Ma cosa stai dicendo ?
Marino No, perch, visto com venuta fuori... potevamo farla un po meglio.
Emilia Ma smettila di dire baggianate. Averne di figli cos...
Marino Mah; quello sposato mi sembra uno schiavo romano, questa qui una
tassista-cantautore del Far-West. Ma quand che lAntonia metter la testa a
posto?
Emilia Perch? Cosa fa di male? E poi cos giovane; avr tutto il tempo per
maturare.
Marino Orca! Ha trentacinque anni ! Ancora un po che aspetta fa in tempo a marcire!
Emilia Intanto lei, con le sue canzoni, guadagna un po di soldi. Tu, invece, con i tuoi
racconti...
Marino Vero, ma io non scrivo per i soldi. (si alza)
Emilia (guardandolo) Dove vai?
Marino A trovare i miei amici del parco.
Emilia Ah, i tuoi due lettori.
Marino Proprio, i miei due unici lettori. (fissa la moglie) O no?
Emilia (prontamente) Da quanto tempo li conosci? Tre settimane ?
Marino S; perch ?
(Wilma entra da destra e va a sedersi sulla panchina)
Emilia Potresti invitarli a casa nostra qualche volta.
Marino Ah, beh, s, senz'altro... lo far. Io vado, ciao.
Emilia Guarda che amezzogiorno pronto!
Marino Va bene. (esce, seguito poco dopo dalla moglie)
Buio in casa di Marino; luce sul parco.
La piattaforma gira, mostrando la casa di Wilma non illuminata.
II QUADRO - (Wilma sorride. Fonzie entra da sinistra)
Fonzie Ciao Wilma.
Wilma (sempre sorridendo) Ciao Fonzie.
Fonzie Che successo, Wilma. Ti vedo allegra.
Wilma La mia distrazione ha fatto sempre ridere gli altri e cos, ogni tanto, mi prendo la
rivincita.
Marino (entrando da destra) Ciao a tutti. Siamo di buonumore oggi.
Wilma Stavo dicendo a Fonzie che sono uninguaribile distratta e, ogni tanto, mi
diverto a ricordarmi i miei disastri.
Fonzie E non hai da raccontarci qualche storia legata alla tua distrazione?
Wilma (dopo una pausa) Beh, voi non conoscete la pi grossa che ho combinato.
(sorride)
Marino Dai, comincia.
Wilma Anni fa abitavo fuori citt e dovetti recarmi al Provveditorato per consegnare
alcuni documenti. Presi la macchina e portai con me mia figlia, che aveva
undici anni. Parcheggiando dissi a Daniela: Tu aspettami in macchina.
La pratica fu pi lunga del previsto e quando uscii, presi lautobus fino alla
stazione e tornai a casa in treno.
(i due la fissano stupefatti)
Marino Cosa hai fatto?!?
Wilma Ritornai a casa in treno.
Fonzie Da sola?!?
Wilma S. E mio marito, che sapeva dellimpegno al Provveditorato, quando mi vide
entrare mi guard preoccupato e mi chiese: Daniela dov'? Fu come se una
scossa mi trapassasse il cervello: avevo dimenticato figlia e macchina in citt.
Marino (trattenendo a fatica il riso) Non possibile, Wilma.
Fonzie (anche lui sta per ridere) Ma come hai fatto?
Wilma (allargando le braccia) Non so. Un black-out totale nella mia mente.
Fonzie E dopo?
Wilma Ripresi il treno, i mezzi pubblici e arrivai alla macchina.
Marino E tua figlia?
Wilma Era l ad aspettarmi, in macchina. (i due scoppiano a ridere) Daniela sempre
stata una bambina ubbidiente.(ride anche lei) Adesso rido, ma allora... quel viaggio di ritorno non fu per niente divertente.
Fonzie Incredibile.
Marino E' proprio vero che nulla pi pazzesco della realt. Pensate a mia figlia, la
cantante, che va in giro vestita da cow-boy perch ha cambiato genere di
musica.
Wilma Chiss, magari, invece del taxi, fa servizio con una diligenza.
Marino S, ci manca pure la diligenza. E pensare che ha gi compiuto trentacinque anni!
(e scrolla la testa)
Fonzie (dopo una pausa) Non lamentatevi dei figli.
Marino Che c', Fonzie?
Fonzie Teneteli cari i vostri figli, voi che li avete.
Marino Che vuoi dire?
Fonzie Niente.
Marino Non mi convinci, Fonzie. (breve pausa) Sai, mentre venivo qui pensavo a te e a
quelli come te. A quello che c alle vostre spalle. Noi non ti abbiamo mai
chiesto nulla; temevamo di farti soffrire... pu darsi che sia giunto il momento,
se tu lo vuoi... Perch vivi cos?
Fonzie (tace)
Wilma Parlarne pu farti star meglio.
Marino Io non riuscirei a fare la tua vita.
Fonzie Non puoi saperlo. (pausa) Marino, pu succedere di scontrarsi con la vita e di
soccombere definitivamente.
Wilma La tua ferita ancora aperta?
Fonzie (guarda nel vuoto e tace)
Marino Forse meglio cambiare discorso.
Fonzie No, giusto che ve ne parli. Avete il diritto di sapere.
Musica; pista n 5, di sottofondo per tutto il monologo. (Shine)
La mia stata una vita normale: laurea, militare, lavoro e a trent'anni sposato.
Un bel matrimonio, riuscito. Solo un cruccio: nessun figlio, ma questo ci univa
sempre di pi; pur subendo quel vuoto, ci amavamo molto. Finch, dopo dodici
anni di matrimonio avvenne il fatto pi atteso e inaspettato: nacque Elisa. (si
anima) Fu un avvenimento sconvolgente; era la nostra felicit che ci sembrava
di vivere in un'altra dimensione. E' incredibile come un esserino possa tra
sformare unesistenza. (pausa; lentamente) Elisa ci riusc pienamente. (si
anima) Io ero capace di restare l, vicino a lei, in adorazione per ore e ore.
(pausa; riprende il tono rassegnato, abulico) Elisa aveva circa otto mesi. Un
giorno di primavera la portai col passeggino in un parco simile a questo; (si
riprende) mi piaceva moltissimo passeggiare con lei e volevo che tutti
vedessero questo mio orgoglio di uomo e di padre. (pausa) Ero seduto su una
panchina, con mia figlia accanto a me, addormentata. All'improvviso una signora che camminava a pochi metri da me si afflosci a causa di un malore; di scatto la raggiunsi e la soccorsi, con altre persone accorse per prestare aiuto. Rimasi pochi istanti vicino a quella donna, che si riprese quasi subito. Tornai alla panchina. (pausa. China il capo) Elisa non c'era pi.
Wilma Che cosa?!?
Marino Come non c'era pi?!?
Fonzie Il passeggino era vuoto... forse qualcuno l'aveva presa in braccio. Osservai il
gruppo di persone l vicine: nessuno. Sconvolto, guardai tutt'intorno. Niente;
Elisa non c'era. (pausa; disperato) Era l, nella sua carrozzina; era l con me;
era l con il suo pap ! (pausa) Era. (lunga pausa; rassegnato, in crescendo)
Vennero la disperazione, la polizia, le ricerche, l'attesa, la speranza (pausa) la
fine. (basso) Persi Elisa in un batter di ciglia, rapita da chiss chi.
Wilma (dopo una lunga pausa) Oggi pu essere viva.
Fonzie S ma dove? Con chi? (pausa) Fu l'inizio della discesa all'inferno. Mia moglie,
distrutta, addoss a me la colpa. Io avevo lasciato Elisa da sola, io avevo perso
Elisa. Divenni un estraneo per lei; non rimase pi nulla del nostro rapporto. E
mi lasci. Ed io? Dov'era finita la ragione della mia vita? Elisa non era pi l,
nei miei occhi. Mia figlia... mia figlia non era pi mia figlia. (lunga pausa) Non
giusto soffrire cos atrocemente.
Marino E poi?
Fonzie Avvenne tutto di conseguenza, facile facile. Abbandonai il lavoro, la mia casa, la
mia citt e venni qui... ( silenzio) Ho un sogno che mi perseguita da anni: una
lunga strada sterrata di campagna, fiancheggiata da alberi frondosi. Cammino e
tengo per mano la mia Elisa di pochi anni, e sorrido del suo sorriso. Lei parla, e
ascolta, e guarda, e domanda, e mi sfugge, e io la rincorro e la riprendo, la sua
mano cerca la mia, (breve pausa) e noi due camminiamo su quella lunga strada
sterrata di campagna...
Sfuma la musica
(Marino circonda le spalle di Fonzie, mentre Wilma gli stringe il braccio per qualche attimo).
Fonzie Tanti barboni come me vogliono uscire da questo stato, ritornare a vivere nor-
malmente. Io no. Io faccio parte dell'altra categoria, di quelli che non hanno
alcuno stimolo per cambiar vita.
Marino (togliendo il braccio dalle sue spalle) Possiamo aiutarti?
Fonzie Mi ascoltate: mi siete gi daiuto. ( silenzio)
Wilma Hai ragione, Fonzie. Spesso non ci accontentiamo dei nostri figli. Il loro destino
cinveste totalmente e vorremmo che diventassero chiss chi. E spesso il nostro
amore diventa egoismo. (pausa) Come avvenne con mia figlia.
Marino Quella che ti sei scordata in macchina ?
Wilma S, Daniela.
Marino Te la sentiresti di parlarne?
Musica; pista n 6, di sottofondo per tutto il monologo. (Platoon)
Wilma Daniela era al terzo anno duniversit; esami dati regolarmente e, a quanto mi
risultava, nessun problema particolare. Eravamo al termine delle vacanze
estive, in un paesino di montagna, e quel giorno Daniela fece sedere me e mio
marito perch doveva parlarci. E ci parl, (pausa) comunicandoci che aveva
deciso di diventare suora di clausura.
Marino Suora di clausura?!?
Wilma S. Provai una sensazione angosciante. Non potevo credere alle parole di mia
figlia. Parole per me pazzesche, inconcepibili. La mia reazione fu drastica. Mi
alzai, e ripetendo Non capisco... non capisco lasciai Sandro e Daniela.
Camminai per qualche minuto, mentre la mia mente e il mio cuore rifiutavano
totalmente la sua decisione. (pausa) Mia figlia rinchiusa per sempre! Com'era
possibile? Quello era un furto di Dio! Mi fermai presso una cascatella; forse
cercavo di coprire il mio tumulto interiore con il rumore dell'acqua. E poi la vidi.
Daniela sbuc dalla curva, mi fissava e sorrideva. Camminava e sorrideva. Quel
sorriso riusc a far crollare il muro dentro di me. E allora capii. Capii che ero
ottenebrata dall'orgoglio di madre, orgoglio che mi rendeva incapace di rispettare
e comprendere la sua scelta, ci che per lei era giusto. Mi fu dinanzi, i suoi occhi
sorridenti nei miei. Non disse una parola. La strinsi a me, mentre le mie labbra
sussurravano: Ho capito, Daniela, ho capito.
Sfuma la musica
Marino E si fece suora.
Wilma S.
Fonzie E da allora?
Wilma Ci siamo riviste raramente. Mi scrive. E sempre sono colpita dalla sua serenit.
Mia figlia si sta realizzando cos. Che diritto avevo io di impedirglielo? Ogni
essere umano una sorgente nuova, unica.
Fonzie (dopo qualche secondo di silenzio) Oggi sembra il giorno delle confidenze pi
intime.
Marino E' strano, ma mi avete cos coinvolto che ... come se fossi obbligato a
raccontarvi un mio segreto, che non conosce nemmeno lEmilia. (pausa)
Musica; pista n 7, di sottofondo per tutto il monologo. (La morte di Asce)
Era una mattina di gennaio e nevicava dolcemente. Mia madre, nonostante l'et avanzata, abitava da sola perch voleva abitare da sola. Sto bene nella mia
casa, in mia compagnia, mi ripeteva in continuazione. Quel giorno, come ogni giorno, passai da lei. Non suonavo mai, battevo con il pugno, una specie di segnale di riconoscimento. Ma nessuno venne ad aprire. Avevo con me le
chiavi di casa sua e mentre la serratura scattava pensai che quella sarebbe stata
lultima volta che aprivo quella porta. Un presentimento. Il mio unico mamma
sembr violare il silenzio di quelle pareti. La trovai sul letto, il capo reclinato
delicatamente, i lunghi capelli candidi sciolti. Non dormiva. Un paio di passeri
cinguettavano sul davanzale; cercavano il pane, quelle briciole che mia madre
non aveva potuto spezzare. Era ancora calda. Guardai le sue rughe, la racchiusi
nelle mie braccia e lei, cos minuta, simile a un passerotto, sembr scomparire nel
mio abbraccio. E, senza accorgermene, mi misi a cullarla. Io cullavo la donna che
chiss quante volte mi cull da piccolo. Nessun rumore, nulla.
Solo le mie lacrime silenziose e due uccellini muti che ci guardavano.
Sfuma la musica
(sono tutti e tre commossi)
Fonzie Su questa panchina ci riveliamo parti nascoste della nostra vita...
Marino Una panchina misteriosa...
Wilma O un confessionale delle nostre anime...
Musica; pista n 8. (La danza di Anita). Le luci si abbassano lentamente. BUIO sul parco. I tre attori escono di scena.
Dopo qualche secondo luce blu sul parco.
III QUADRO - E sera. Entra Fonzie con alcuni fogli di cartone. Si siede sulla panchina deponendo i fogli su di essa. Si sfrega le mani, quindi guarda il cielo e si distende per dormire. Luce in casa di Wilma. Via la luce blu sul parco. Sfuma la musica.
Wilma (entra; ha in mano un bicchierino di whisky ed un fascio di fogli)
Eccomi qua Sandro. Questa sera legger il racconto pi lungo scritto da Marino.
(posa i fogli sul tavolo e si guarda intorno) Mi senti, Sandro? Lo so che ci sei. Questo whisky. Fa bene alle coronarie. (si siede al tavolo, sorseggia il liquore e depone il bicchiere. Guarda il fascicolo di fogli sul tavolo) Marino mi ha detto che un po' strano; non lui, il racconto. Se devo essere sincera i suoi racconti sono tutti un po strani. Ti ricordi quello intitolato Il cacciatore? Mah, forse per questo che mi piacciono. (guarda il giradischi) Non ti fai vivo questa sera? (sorride) Scusa, m' scappata. (si alza) Beh, visto che tu... niente, provvedo io. (avvia il giradischi; musica; pista n 9 di sottofondo.(Danza araba) Torna al tavolo e, sedendosi) Rimango qui a leggere, perch se mi siedo sulla poltrona resisto ben poco al sonno. (inizia a leggere)
Si affievolisce la luce in casa di Wilma, sino a scomparire. Luce blu sul parco.
Marino entra; ha con s una borsa. Si avvicina alla panchina e scuote Fonzie. Questi apre gli occhi, sorpreso. Sposta i cartoni e si mette seduto).
Fonzie Cosa c'?
Marino (si siede e toglie dalla borsa una coperta, che d a Fonzie) Avevo freddo.
Fonzie S, questa la prima sera di ottobre piuttosto fresca. (Fonzie si copre).
Marino E' meglio del cartone.
Fonzie (ringrazia con un cenno e stringe il braccio di Marino poi, staccandosi) Guarda
le stelle. Sono infinite, splendenti, e sono di tutti. Quindi anche mie. Chi me le
pu portar via? (rimangono cos, silenziosi ed immobili, a guardar le stelle)
Si illumina la casa di Wilma.
Wilma Alzare il volume della pista n 9 per qualche secondo, poi ritorna di
sottofondo
(alzando la testa, sorridente) Ah, ci sei, finalmente. (dopo un attimo il suo viso si
contrae in una smorfia di dolore. Si porta le mani al cuore, poi allunga il braccio
sul tavolo. Il capo, tremante, scivola sul tavolo; il braccio, in un ultimo spasimo,
rovescia il bicchiere. Poi Wilma rimane immobile, per sempre, con il capo reclinato
sul braccio. La musica cessa di colpo e parte subito la pista n 10; di
sottofondo. (Summertime) Marino e Fonzie sono ancora l, silenziosi, con lo
sguardo rivolto allinfinito).
Marino Hai ragione, Fonzie. Questa stellata una meraviglia.
Fonzie E questa notte avr come compagna la luna piena.
Marino (dopo poco si blocca, stupito) La senti, Fonzie?
Fonzie Cosa?
Marino (emozionato) La musica.
Fonzie Chemusica?
Marino Aspetta, la sentirai... aspetta...
Fonzie (teso, concentrato, ascolta) S... s, la sento... ma Summertime...
Marino (commosso, lentamente) O Dio...Wilma...
Fonzie (pausa; lo sguardo nel vuoto, commosso) Abbiamo perso unamica...
Marino (pausa; lo sguardo nel vuoto) Ora siamo pi soli...
(dopo poco i due, lentamente, si alzano ed escono. Qualche secondo e la musica cala sino a cessare. Si spengono sia la luce blu del parco che quella in casa di Wilma. Silenzio assoluto per pochi secondi. Parte la pista n 11. (Largo).
Dopo pochi secondi sipario)
FINE
Daniela
Tratto da Rapsodia, di Ivano Bertoletti
Spesso non ci accontentiamo dei nostri figli. Il loro destino cinveste totalmente e vorremmo che diventassero chiss chi. E spesso il nostro amore diventa egoismo.
Come avvenne con mia figlia.
Daniela era al terzo anno duniversit; esami dati regolarmente e, a quanto mi
risultava, nessun problema particolare. Eravamo al termine delle vacanze estive, in un paesino di montagna, e quel giorno Daniela fece sedere me e mio marito perch doveva parlarci. E ci parl, comunicandoci che aveva deciso di diventare suora di clausura.
Provai una sensazione angosciante. Non potevo credere alle parole di mia figlia. Parole per me pazzesche, inconcepibili.
La mia reazione fu drastica. Mi alzai, e ripetendo Non capisco non capisco! lasciai Sandro e Daniela. Camminai per qualche minuto, mentre la mia mente e il mio cuore rifiutavano totalmente la sua decisione. Mia figlia rinchiusa per sempre! Com'era possibile? Quello era un furto di Dio!
Mi fermai presso una cascatella; forse cercavo di coprire il mio tumulto interiore con il rumore dell'acqua. E poi la vidi. Daniela sbuc dalla curva, mi fissava e sorrideva. Camminava e sorrideva. Quel sorriso riusc a far crollare il muro dentro di me.
E allora capii.
Capii che ero ottenebrata dall'orgoglio di madre, orgoglio che mi rendeva incapace di rispettare e comprendere la sua scelta, ci che per lei era giusto. Mi fu dinanzi, i suoi occhi sorridenti nei miei. Non disse una parola. La strinsi a me, mentre le mie labbra
sussurravano: Ho capito, Daniela, ho capito.
Da allora ci siamo riviste raramente. Mi scrive. E sempre sono colpita dalla sua serenit.
Mia figlia si sta realizzando cos. Che diritto avevo io di impedirglielo?
Ogni essere umano una sorgente nuova, unica.
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