Reduci

Reduci

di

Marco Giorcelli e Aldo Ottobrino

PERSONAGGI

GAMBO ex poliziotto
POLLI sua moglie
PETALO primogenito di Gambo e Polli
CRIS secondogenito di Gambo e Polli
VIOLA attrice
COROLLA attrice


SCENA PRIMA

Viola in piedi in mezzo al palco. Davanti a lei un uomo seduto che d le spalle al pubblico.

VIOLA: Gli uomini, i leoni, le aquile e le pernici, i cervi con le corna, le oche, i ragni, i silenziosi pesci abitatori delle acque, le stelle marine e quelle invisibili a occhio nudo, in una parola tutte le vite, tutte le vite, tutte le vite, compiuto il triste giro, si spensero Da mille secoli ormai la terra non porta su di s nemmeno una creatura vivente, e questa povera luna invano accende il primo lume. Sul prato non si svegliano pi con un grido le gru, non si sentono pi i maggiolini nei boschetti dei tigli. Fa freddo, freddo, freddo. C vuoto, vuoto, vuoto. Paura, paura, paura.
Sono sola. Una volta ogni cento anni apro la bocca per parlare, e la mia voce risuona mestamente in questo vuoto, e nessuno la sente Anche voi, poveri fuochi, non mi ascoltate Sul far del mattino vi genera la putrida palude, e vagabondate fino allalba, ma senza pensieri, senza volont, senza fremito della vita. Temendo che in voi si rigeneri la vita, il padre della materia eterna, il diavolo, ogni istante compie in voi, e nelle pietre e nellacqua, uno scambio di atomi, e voi vi trasformate in continuazione. Il solo spirito resta costante e immutabile nelluniverso.
Come un prigioniero gettato in un vuoto pozzo profondo, io non so dove mi trovo e che cosa mi aspetta. Soltanto mi noto che nellostinata, crudele lotta con il diavolo, principio delle forze naturali, sar vincitrice, e dopo la vittoria materia e spirito si fonderanno in una meravigliosa armonia e inizier il regno della volont universale. Ma questo avverr soltanto quando, a poco a poco, dopo una lunga, lunga serie di millenni, anche la luna e la splendente Sirio e la terra si muteranno in polvere Fino ad allora terrore, terrore (*)

GAMBO: Grazie, le far sapere!


SCENA SECONDA

Cris stravaccato su di una poltrona, sta leggendo un libro. Entra sua madre Polli. Ha in mano giornali, riviste e un piccolo sacchetto della spesa.

POLLI (avvicinandosi a Cris): Ecco i tuoi giornali e il libro che mi avevi chiesto. (Glieli porge. Cris li prende e li osserva) Fuori una giornata bellissima: sembra che sia estate. Mentre passeggiavo nel parco mi sentivo pi giovane. Mi sono sorpresa a cantare a voce piuttosto alta. Due spazzini hanno mollato le scope e hanno cominciato ad applaudire. Mi sentivo cos buffa

Cris la guarda. Pausa

Vuoi sapere che cosa cantavo?

Pausa

Ho incontrato la signora Geranio, la mamma di quel tuo compagno di scuola, quello che veniva qui quando eravate bambini Si sta per sposare lo sapevi? non la signora Geranio, il figlio. Con una giornalista televisiva, mi ha detto anche il nome della ragazza, ma non me lo ricordo.

CRIS (sfogliando i giornali): E Le Monde ?

Pausa

POLLI : Hai delle preferenze per cena ?

CRIS: Mangiare da solo.

Pausa

POLLI: Visto quanto sei di compagnia, credo che la famiglia non avr nulla in contrario.

Pausa

CRIS: Quella ragazza ci sar gi per cena?

POLLI: Tuo padre mi ha detto che arriver domani.

CRIS: Una sconosciuta per casa e non si sa neanche per quanto tempo. E Gambadilegno non ci ha neanche chiesto cosa ne pensavamo

POLLI: Si chiama Gambo ed tuo padre.

CRIS: un debole e tu sei sua moglie.

POLLI: Mi piacerebbe stare qui a parlare con te, ma ho finito i tranquillanti.

CRIS: I tranquillanti sono loppio dei poveri.

POLLI: Come sono orgogliosa di avere due figli cos intelligenti. Tuo fratello molto contento che questa ragazza venga a stare qua. Potr assistere tuo padre meglio di quanto possa fare io.

CRIS: Ma se non neanche uninfermiera: sta studiando Medicina. un esperimento del cazzo e noi siamo soltanto delle cavie. Mio fratello contento perch cercher di scoparsela.

POLLI: Sono proprio orgogliosa dei miei figli.

CRIS: E di Gambadilegno?

Entra il padre zoppicando

GAMBO: Ciao, Cris. Ciao, Polli. Stasera non ceno: sono stanco, devo sdraiarmi.

Passa oltre ed esce

CRIS: Si chiama Gambo ed mio padre.


SCENA TERZA

Viola e Corolla

COROLLA: E tu hai accettato?

VIOLA: Be, s. Mi sembrata una proposta interessante E poi mi pagano bene.

COROLLA: E quanto dovrai stare in quella casa?

VIOLA: Per adesso un mese. Poi si vedr.

COROLLA: Io non ne avrei mai avuto il coraggio Interpretare una studentessa in Medicina che va a vivere in una famiglia vera, inconsapevole di essere su un palcoscenico

VIOLA: Sar costretta ad essere sempre allerta, concentrata. Unimprovvisazione continua. Lessenza di quello che abbiamo studiato alla scuola di teatro. Il massimo del naturalismo. Non c niente di pi vero del vero.

COROLLA: Il padre non lha detto a nessun altro che sei unattrice?

VIOLA: Per tutta la famiglia io sar una laureanda in Medicina, pagata dallo Stato per prendermi cura quotidianamente di un invalido del lavoro. Il signor Gambo era un poliziotto: trentanni fa, durante una rapina ad una Banca, stato ferito alla schiena. rimasto tanti anni su una sedia a rotelle

COROLLA: Che storia terribile! Ma il figlio cosa centra?

VIOLA: Il signor Gambo ha due figli: uno purtroppo molto chiuso, scontroso, non esce mai, legge sempre. Il mio vero lavoro consisterebbe nel cercare di farlo sciogliere parlargli stimolarlo. Fargli capire che la vita fuori, con gli altri che bella!

Pausa

COROLLA: E se questo ragazzo si innamora di te?

VIOLA: Vuol dire che ha buon gusto.

Ridono

COROLLA: A parte gli scherzi, ma non sar pericoloso?

VIOLA: E se anche fosse, pazienza! Voglio capire fino in fondo il mestiere dellattrice. Voglio sperimentare: arrivare allessenza.

COROLLA: Ti invidio. A me basterebbe una piccola parte anche in una compagnia vecchio stile. Un po di tourne per guadagnare due lire Vedere come va.

VIOLA: No, Corolla. Noi facciamo arte. Possiamo cambiare il mondo, non dobbiamo accontentarci!

Pausa

COROLLA: Domani Tullio Tulipano fa dei provini. Perch non vieni anche tu?

VIOLA: Non mi interessa lavorare con gente che non ha niente da dire.

Pausa

COROLLA: Ma questo Gambo come fa a sapere che sei la persona giusta per scuotere il figlio? Se non ci riuscita la famiglia in tutti questi anni devessere proprio disperato

VIOLA: disperato. Le ha provate tutte. Sono la sua ultima spiaggia al signor Gambo restano pochi mesi di vita.




SCENA QUARTA

Cris seduto come nella seconda scena che legge un libro. Petalo, suo fratello, gli d le spalle, seduto davanti a un televisore spento.

PETALO: Dimmi tu, se dopo una giornata di duro lavoro passata tra colleghi sporchi di grasso, simpatici come una multa, uno torna a casa per rilassarsi e vede tutte queste ballerine che mostrano il culo e le tette e ti fanno agitare

Pausa.

(Guarda Cris) alle sei del pomeriggio!

Pausa.

(Lo guarda di nuovo) Meno male che quando torno a casa trovo la famiglia che mi aspetta con ansia. Tutti a chiedermi come andata la giornata, se al lavoro tutto bene, se tornando ho trovato traffico, cosa voglio per cena

Pausa

Giornata discreta! Sul lavoro solito tran tran: siamo riusciti a finire i pezzi che dovevamo consegnare! No, non ho trovato traffico. Per cena mi andrebbe bene un po di verdura cotta e una bistecca, sono un po disturbato.

CRIS: Anchio.

PETALO: Ti do fastidio? Ti distraggo dalla lettura? Lintellettuale di casa non riesce a concentrarsi? (Si alza e va dietro a Cris) Sempre a leggere. Ma cosa leggi? Cosa leggi? un manuale sulle posizioni dellamore? Ti prepari per il nuovo arrivo. Allora dovresti andare a cambiarti. Il primo giudizio che d una donna sullabbigliamento. E attento: se mentre ti parla, guarda in basso, non perch timida: c qualcosa che non va nelle tue scarpe Ma cosa parlo con te che sei tutto il giorno in ciabatte! Dovrei darti un po di dritte, fratellino, su come ci si comporta con il gentil sesso. Comunque se questa Tizia ti dovesse piacere, non hai che da dirmelo e io

CRIS: Torna a farti delle seghe davanti alle ballerine.

PETALO: No, aspetto che arrivi la dottoressa. E poi zac! Me lo tiro fuori e (Mima il gesto della masturbazione) S! S! Dottoressa, mi tasti il polso! (Continua a mimare) S! S! Sono anemico! Trentatre! Trentatre!

Entra Gambo preceduto da Viola. Pausa. Imbarazzo

GAMBO: Viola, le presento i miei gioielli: Petalo, il maggiore, e Crisantemo.

VIOLA: Salve!

CRIS: Su, non essere timido; dai la mano alla nostra ospite laltra!

Petalo va verso Viola e le stringe la mano

PETALO: Piacere, benvenuta. Scusa stavamo giocando.

Viola sorride e guarda in basso. Petalo si guarda le scarpe. Viola va verso Cris che non si alzato

VIOLA (porgendo la mano a Cris): Piacere: Viola.

CRIS (stringendole freddamente la mano): Viola, cosa ne pensa delle ballerine seminude alla televisione nei programmi pomeridiani?

VIOLA: Come?

CRIS: Perch non racconti la tua giornata lavorativa alla signorina? Cos, tanto per rompere il ghiaccio

GAMBO: Cris, finiscila!

PETALO: Ma no, la signorina sar sicuramente pi interessata alle tue letture. Hai tante di quelle storie da raccontare.

GAMBO: Ragazzi, finitela! Li scusi, sono due bambini.

Entra Polli

POLLI: Non si spaventi, signorina, sono innocui. Piacere: Polli. (Le stringe la mano) Sar un po stanca. Le faccio vedere subito la casa e la sua stanza. Cos pu farsi una doccia e rilassarsi. Dia a me la valigia. (Rivolta agli altri): Fra unora si mangia.

VIOLA: A dopo.

Escono Polli e Viola

GAMBO: Cercate di metterla a suo agio. Mi sembra una brava ragazza. Sono certo che ci aiuter.

CRIS: Che ti aiuter!

GAMBO: una situazione momentanea Non dar nessun fastidio Fallo per me Vado a sdraiarmi un po prima di cena: sono stanco. (Esce)

PETALO: un po di tempo che sempre stanco

CRIS: Strano: non fa niente.

PETALO: Tu invece sgobbi dalla mattina alla sera! Invece di criticare sempre, dovresti ringraziare di avere due genitori cos, che ti permettono di stare tutto il giorno a non fare un cazzo. Testa di cazzo.

Cris si alza e va di fronte a Petalo. Pausa

CRIS: Va a cambiarti le scarpe. (Torna sulla poltrona a leggere)

PETALO (si guarda le scarpe e torna a sedersi davanti alla TV. Pausa. Rivolto a Cris): carina!

Cris alza per un attimo gli occhi dal libro

SCENA QUINTA

Cris seduto sulla solita poltrona: legge. Entra Viola con una tazza di caffellatte

VIOLA: Buongiorno.

CRIS: Ciao.

VIOLA: Hai gi fatto colazione?

CRIS: S.

Pausa

VIOLA: Cosa leggi di bello?

CRIS: Un libro di ricette.

Pausa

VIOLA: Cucina thailandese?

CRIS: Se ti dicessi che sto leggendo lUlisse di Joyce, cosa penseresti?

VIOLA: Che stai cercando di impressionarmi.

CRIS: la quarta volta che lo sto rileggendo

VIOLA: Cosa?

CRIS: Il libro di ricette!

VIOLA: Io lho trovato noiosissimo.

CRIS: Cosa?

VIOLA (ride): Vuoi una tazza di caff?

CRIS: Ti devi occupare di mio padre, non di me.

VIOLA: Ti chiedevo se volevi una tazza di caff in faccia, non cercavo di essere gentile.

CRIS: Ho offeso Giovanna dArco: sono mortificato!

VIOLA: Tu devi aver preso pochi schiaffi da piccolo.

CRIS: Vuoi darmi gli arretrati?

Entra Polli

POLLI: Buongiorno. Dormito bene, Viola?

VIOLA: S!

POLLI: Avete gi fatto colazione? Vi preparo qualcosa?

CRIS: Per me un caff bollente. Vuoi portarmelo tu, Viola?

POLLI: Ti sembra il modo di parlare alla nostra ospite?

VIOLA: Non si preoccupi, signora. Sto incominciando ad abituarmi.

POLLI: questo il guaio: ci si abitua, dopo un po ci si abitua a tutto e tolleriamo tutto. Anche il fatto che i nostri figli non ci rispettano!

CRIS: Cosa dovrei rispettare? Il niente? Tu non sei niente, tuo marito non niente, questa famiglia non niente. E cosa ti aspetti che cresca, in mezzo a questo niente? Un bel cazzo di niente!

POLLI: Finiscila!

CRIS: Ah, dimenticavo: anche il tuo amante non un cazzo di niente.

Polli d uno schiaffo a Cris. Pausa

Non farlo mai pi!

Polli esce

Lo so cosa stai pensando: pensi che io sia un figlio di puttana. Hai ragione. Mia madre scopa con il fratello di mio padre! Sembra di essere nellAmleto il mondo fuor dai cardini ma non tocca a me rimetterlo a posto! (Esce)



SCENA SESTA

Viola e Corolla

VIOLA: Una testa di cazzo che non hai idea! Uno da torturare, da mandare ai lavori forzati sulla Luna! Non mi molla un istante. Appena siamo nella stessa stanza ha qualcosa da ridire il professorino! Non che ce labbia con me: fa cos con tutta la famiglia. Tratta quei poveri genitori in un modo allucinante. Se avessi un figlio cos, lo ammazzerei mentre dorme. Altro che farlo oziare! Non lo so, si sentiranno in colpa per non avergli dato laffetto necessario, oppure pensano che sia un genio incompreso: con tutti i libri che legge! E io dovrei cercare di farlo aprire! Per farlo aprire, lo farei aprire ma in verticale, da un macellaio!

COROLLA: Una bella gatta da pelare! Mi sa che stavolta io sono stata pi fortunata: non poi male, sai, lavorare con la compagnia di Tullio Tulipano. Me lo immaginavo pi stronzo. Durante le prove isterico, egocentrico, racconta un sacco di aneddoti del tempo che fu, per gli devo essere simpatica. Mi stima, mi chiama spesso nel suo camerino per chiedermi come va, come mi sembra il clima della Compagnia. Mi dice che stanco, che il Teatro morto e che noi giovani dobbiamo farlo resuscitare

VIOLA: Ti vuole scopare!

COROLLA: Ma dai, alla sua et!

VIOLA: Fidati, Corolla: mantieni le distanze!

COROLLA: Ma no, simpatico. C anche un sacco da imparare: un vero animale da palcoscenico.

Pausa

VIOLA: Penso che dir al signor Gambo che non sono adatta per questo ruolo.

COROLLA: Mi dovr comprare una valigia per la tourne.

VIOLA: Non posso mollare tutto alle prime difficolt non professionale!

COROLLA: Dobbiamo resistere, Viola. Siamo due attrici.

VIOLA: Due brave attrici.

COROLLA: Speriamo!

VIOLA: Si fatto tardi devo tornare dalla famiglia Adams.

COROLLA: Non mi hai detto niente del fratello maggiore come si chiama?

VIOLA: Petalo.

COROLLA: E com?

VIOLA: Cos, di primo acchito, direi un segaiolo!


SCENA SETTIMA

Viola sta maneggiando con schifo una provetta contenente urine

VIOLA: Che schifo! Guarda cosa mi tocca fare! E se mi si apre nella borsa?

Entra Petalo

PETALO: Dottoressa! Ci stiamo prendendo un aperitivo?

VIOLA: Sono le urine di tuo padre.

PETALO: Cosa ci vedi nelle urine di mio padre?

VIOLA: Studio per diventare medico, non medium. Prima bisogna analizzarle.

PETALO: La tua Facolt quella vicina ai Mercati Generali?

Pausa

VIOLA: No, quella Biologia. Medicina di fronte alla Stazione.

PETALO: Quanti esami hai gi dato?

VIOLA: Me ne manca uno, ma sto gi lavorando alla tesi.

PETALO: E su che cosa la fai?

VIOLA: Su tuo padre!

Ridono

PETALO: Conosci una certa Margherita? Fa Medicina anche lei.

VIOLA: Non lo so, forse di vista. Non frequento molto i compagni di Universit.

PETALO: Comunque, se la vedi, portale i miei saluti impossibile che non si ricordi.

VIOLA: Va bene. Chi gli devo dire: John Wayne?

Ridono

PETALO: Ti piacciono le mie scarpe?

VIOLA: Carine

PETALO: Ti sembro stupido?

VIOLA: No, dopo il nostro primo incontro, direi che stupido non proprio la parola giusta.

PETALO: Mi dai unaltra possibilit? Che ne dici se una sera di queste, ti facessi salire sulla mia Torpedo blu e ti portassi a ballare?

VIOLA: Viene anche la tua ragazza?

PETALO: No, la lasciamo a casa.

VIOLA: E cosa le racconti?

PETALO: Che vado a ballare con la dottoressa di pap.

VIOLA: Sembra un film erotico anni Settanta.

PETALO: Esatto!

Ridono

PETALO: Allora ci vieni a ballare?

VIOLA: Sei molto gentile, Petalo, ma non posso allontanarmi da casa durante la notte.

PETALO: Ti aspettano delle belle serate allora. Questa famiglia non il massimo dellallegria.

VIOLA: Non lavrei mai detto!

Ridono

Tuo fratello sempre cos?

PETALO: meno cattivo di quello che sembra. un ragazzo chiuso, ma molto intelligente, sa un sacco di cose: autodidatta.

VIOLA: Dovrebbe imparare a confrontarsi con il mondo.

PETALO: Ognuno vive come vuole.

VIOLA: Perch non lo scrolli? tuo fratello. Dovresti portare lui a ballare, non me.

PETALO: Non ha le tette.

Pausa

VIOLA: Siete proprio una bella coppia.

PETALO: E tu sei un bel singolo.

VIOLA: Mi stai facendo la corte?

PETALO: Ti dispiacerebbe?

Entra il signor Gambo

GAMBO: Petalo, fra un quarto dora non dovresti essere a lavorare?

PETALO: Cazzo, sono in ritardo! Stavolta mi tolgono mezzora! (Va verso Viola le bacia la mano ed esce)

GAMBO: Stia attenta a quel ragazzo : va veloce !

VIOLA: Ci credo, ha una Torpedo blu!

GAMBO: No, ha unutilitaria, ma va veloce lo stesso.

VIOLA: Senta, signor Gambo, volevo parlarle

GAMBO: Lo so, Viola, non una situazione facile, ma fino ad ora se l cavata benissimo.

VIOLA: non mi sembra: credo di non essere adatta per questo lavoro mi spiace.

GAMBO: Non mi abbandoni adesso! lultima carta che mi resta! La prego! Sento che sta funzionando lo vedo un po diverso. Adesso di l in camera sua: vada a trovarlo! Insista! Lei gli piace, lo sento E poi il suo lavoro che diamine! o non unattrice? La pago per questo e anche profumatamente!

VIOLA: Cos mi fa sentire una prostituta.

GAMBO: Mi scusi ma io sto per andarmene. (Esce)




SCENA OTTAVA

Cris e Viola.
Viola seduta su una poltrona con le mani sul volto. Entra Cris. Si siede al tavolo. Ha in mano dei fogli e una biro. Comincia a scrivere, ogni tanto alza gli occhi dal foglio e guarda Viola

VIOLA: E adesso? Mi stai facendo un ritratto?

CRIS: S.

VIOLA: Devo stare in posa o posso muovermi?

CRIS: Puoi muoverti.

Viola si alza, va da lui, gli prende il foglio, lo appallottola e lo butta per terra. Torna alla poltrona. Pausa. Cris riprende a scrivere e a guardarla

VIOLA: Mi stai facendo un ritratto?

CRIS: S.

VIOLA: Devo stare in posa o posso muovermi?

CRIS: In posa.

Si sorridono

Sapessi disegnare, te lo farei davvero un ritratto.

Pausa

VIOLA: Cosa scrivi?

CRIS: La storia del nostro incontro.

VIOLA: Pensavo di esserti antipatica.

CRIS: Non detto che ti descriva come una persona simpatica.

VIOLA: Mi hai rotto i coglioni! (Si alza)


CRIS: Non mi sei antipatica che faccio fatica a farti capire che mi sei simpatica scusa.

VIOLA: Vuoi che parliamo un po?

CRIS: No.

VIOLA: Vuoi che parli io?

CRIS: S.

VIOLA: Mi sembra di parlare con uno allevato dalle scimmie nella giungla.

CRIS: Saranno contenti i miei.

Pausa

Lo sai che sono vergine?

Pausa

VIOLA: Se stai cercando di far colpo, mi spiace dirtelo, ma stai partendo con il piede sbagliato.

CRIS: Non ho neanche mai baciato una ragazza.

VIOLA: Neanche io.

CRIS: Pensi che voglia baciarti?

VIOLA: Sei omosessuale?

CRIS: Non penso.

VIOLA: Come fai a saperlo, se non hai mai baciato una ragazza?

CRIS: Adesso avrei voglia di farlo

VIOLA: Sono contenta, ma in questo non posso aiutarti.

CRIS: E in che cosa mi puoi aiutare? (Pausa) Da ragazzino andavo spesso al mare con la famiglia. Una sera io e la figlia dei nostri vicini di ombrellone siamo rimasti a guardare il tramonto sulla spiaggia. Avevamo pi o meno la stessa et. Lei parlava e io ascoltavo e pi parlava e pi si avvicinava e pi si avvicinava e pi mi guardava intensamente. Mi girava la testa e mi ronzavano le orecchie. Quando le nostre labbra furono quasi a contatto, mi usc un rutto. Il tempo si ferm per un istante e poi vomitai la merenda ai suoi piedi, sulla sabbia ancora calda. Quella ragazza avr pensato che io fossi un timido, che la situazione mi avesse agitato le facevo tenerezza. In realt avevo soltanto un principio di congestione. Avevo fatto il bagno con la merenda sullo stomaco non ci eravamo capiti. Quindi, ti prego, quando ti parlo, non mettere tutto fra virgolette.

VIOLA: Ci sto basta che tu non mi vomiti sui piedi!

Si sorridono

CRIS: Come mai non sei fidanzata?

VIOLA: Quando hai una passione che ti consuma, difficile trovare lenergia per qualcosaltro.

CRIS: Studiare Medicina una grande passione?

VIOLA: Eh?

CRIS: Hai detto che hai una grande passione Non sar certo accudire mio padre!

VIOLA (sorride): Mi simpatico tuo padre.

CRIS: un vigliacco, un Don Chisciotte alla rovescia. Faceva il poliziotto con uno scolapasta in testa, ma la prima volta che ha avuto paura si ritirato senza voltarsi indietro.

VIOLA: Tu non hai mai avuto paura?

Pausa

CRIS: Uno di questi giorni ti andrebbe di fare una passeggiata? Vorrei farti vedere un posto.

VIOLA: Una casetta sullalbero?

CRIS: Come non detto.

VIOLA: No, scherzavo Ci vengo volentieri.

Pausa

Ora che siamo amici, mi fai leggere quello che hai scritto?

CRIS (leggendo su un foglio):
Cos siamo stati
Velluto contro velluto
Velluto che sfrega velluto
Rumore di cerniera lampo
O di osso che si rompe
Cos siamo diventati
Nailon contro nailon
Nailon che sfrega nailon
Rumore di pioggia
O di animale che bruca
Cos siamo ora
Pelle contro pelle
Pelle che sfrega pelle
Rumore di fabbrica
O di carne sul fuoco
Cos potremmo essere
Carta contro carta
Carta che sfrega carta
Rumore di bambino che colora
O di pianto trattenuto
Cos non saremo mai
Seta contro seta
Seta che sfrega seta
Silenzio


SCENA NONA

Gambo e Polli

GAMBO: Cosa ne pensi di Viola?

Pausa

POLLI: Ho una relazione con tuo fratello.

GAMBO: Lo so.

Pausa

POLLI: Va avanti da anni.

Pausa

GAMBO: Non mi hai detto cosa ne pensi di Viola

POLLI: tutto quello che hai da dire?

GAMBO: Dovrei picchiarti?

POLLI: Mi piacerebbe!

GAMBO: Sono molto stanco.

Pausa

Ti fa star meglio?

POLLI: Ti odio!

GAMBO: Io no.

Pausa

POLLI: Non mi tocchi da anni.

Pausa

Ti amo.

GAMBO: Io no.

POLLI: Mi ricorda te, anni fa mi manchi!

Gambo si sposta leggermente e scoreggia rumorosamente

Ho ancora voglia di essere posseduta. Che ci posso fare?

GAMBO: Sono un po preoccupato per Cris.

POLLI: Ho sempre cercato di essere una buona moglie e una buona madre.

Pausa

Hai unamante?

GAMBO: C qualcuno che mi corteggia.

POLLI: quella ragazza?

GAMBO: No, pi vecchia pi vecchia anche di te.

POLLI: Perch riesci a farmi sentire cos sporca?

GAMBO: Forse perch lo sei. Vatti a lavare.

Pausa

POLLI: Quella ragazza non mi convince.

Pausa

GAMBO: Cosa siamo diventati, Polli?

Polli gli appoggia una mano sulla coscia, lui la prende e gliela stringe


SCENA DECIMA

Tutta la famiglia, compresa Viola, seduta a tavola. Stanno cenando, si passano i piatti. Rumore di stoviglie. Nessuno parla. Pausa

VIOLA: Complimenti, signora! La minestra era proprio buona.

POLLI: Ci ho messo dellarsenico fra mezzora saremo tutti morti!

Pausa

Gambo incomincia a sorridere. Cris lo segue e via via tutti gli altri. Lilarit cresce fino a diventare una risata generale

Buio


SCENA UNDICESIMA

Cris e Viola

CRIS: Ti piace allora la mia casetta sull'albero?

VIOLA: S, molto c' pace!

Pausa

Aspetti il tramonto o me lo dici subito, che sono la prima persona che porti in questo posto?

CRIS: Mi spiace per te, ma ci ho gi portato decine di ragazze. Sono tutte seppellite l, sotto quell'albero!

Viola sorride

CRIS: Se ti mettessi a urlare nessuno potrebbe sentirti.

Cris guarda Viola intensamente. Viola diventa seria

VIOLA (urlando a squarciagola): Aiuto!

Pausa. Cris e Viola si guardano ed incominciano a ridere. Pausa

Ma non ti annoi a stare sempre in casa?

CRIS: S!

VIOLA: E allora perch non esci?

CRIS: Non ho nessuno con cui uscire.

VIOLA: Le amicizie si fanno fuori, non in casa.

CRIS: Io non voglio fare amicizia con nessuno.

VIOLA: Allora perch mi hai portato qui?

CRIS: Per violentarti e farti a pezzi!

Pausa

VIOLA: Basta! Che noia! Ma pensi di essere interessante? Chi ti ha insegnato a parlare con le persone? I libri? Non sei capace di chiacchierare normalmente?

CRIS: Non sei obbligata a stare qui: puoi andartene

Pausa

VIOLA: Si sta bene qui c' pace.

CRIS: Mi ci portava spesso mio padre quando ero piccolo. Da allora, ogni tanto, ci ritorno da solo. Spero sempre di vederlo spuntare dalla stradina per venirmi a raccontare una storia con lui protagonista il mio eroe!

Pausa

VIOLA: C'era una volta un bambino che viveva nell'incavo di un albero: non sapeva come vi era giunto, ma sapeva che aveva sempre vissuto l. Degli strani uccelli, con petali al posto delle piume, gli portavano tutto quello di cui aveva bisogno e lo informavano di tutto ci che succedeva nella foresta. Sapeva anche che, al di l della foresta, c'era un villaggio, governato da un re molto buono. Questo villaggio era fantastico: pieno di giardini dai colori bellissimi e di fontane con giochi d'acqua meravigliosi. Un villaggio dove, grazie al re, regnava la pace e l'armonia e tutti erano felici

CRIS: Ma un giorno, il capo degli uccelli fioriti porta al bambino una brutta notizia. Il re, vittima di un incantesimo, diventato cattivissimo: ha schiavizzato il suo popolo e fa uccidere tutti quelli che cercano di ribellarsi

VIOLA: C' un solo modo per rompere l'incantesimo: andare al cospetto del re e dirgli qualcosa che lo faccia commuovere. Nei giorni successivi, pur di interrompere il sortilegio, molti abitanti del villaggio si presentano al re con fiabe, racconti e storie strazianti

CRIS: Ma il re non si commuove e fa tagliare la testa a tutti quelli che ci hanno provato

VIOLA: Gli uccelli sanno che il bambino scrive delle bellissime poesie e, pensando che possa salvare il villaggio, gli chiedono di presentarsi al cospetto del re

CRIS: Ma il bambino ha paura! Non solo per la propria vita, ma anche perch non ha mai abbandonato l'incavo dell'albero

VIOLA: Alla fine lo convincono e, trasportato dalle loro ali, lo conducono al villaggio

CRIS: Ma c' un piccolo problema: il bambino, al cospetto del re, si accorge di aver dimenticato a casa tutte le sue poesie e non ha mai brillato per la memoria!

VIOLA: Nessun problema: il capo degli uccelli fioriti si offre di tornare indietro a prenderle

CRIS: Ma, appena spicca il volo, viene abbattuto da una guardia del re: nessuno, una volta arrivato l, pu tornare indietro. O lo commuove o muore

VIOLA: Ma il bambino, che bravo e coraggioso, ci prova lo stesso e dice

Pausa

CRIS: Gli alberi muoiono
Gli uccelli muoiono
Le persone muoiono
Ed anch'io fra un po' morir.

Il re scoppia a ridere e ordina che gli si tagli la testa

VIOLA: Ma questo bambino gli ispira simpatia e decide di dargli un'altra possibilit. Il bambino si concentra, guarda il re negli occhi e dice:

"Oggi ho abbandonato la mia casa sull'albero per venire ad insegnarti a volare

CRIS: Ma non ha senso volare: tanto ci sar sempre qualcuno con un arco pronto ad abbatterti, mentre dispieghi le ali. Hai fatto bene a uccidere l'uccello: l'avrei fatto anch'io per essere sicuro di non abbandonare mai pi il mio tronco. Tu non dovrai mai piangere, perch questa la tua vera natura. E adesso mi faccio la pip e la cacca addosso. Voglio che esca tutto, ma che rimanga vicino a me, voglio sentirne l'odore. Voglio che esca tutto tranne le lacrime, che non hanno n odore n sapore, ma che sanno volare. Si allontanano e bagnano tutto come una pioggia acida. Le poesie sono la mia cacca, l'incavo la mia pip e non ho lacrime da far volare E puzzo tremendamente: quindi fa' il tuo dovere e tagliami la testa, abbatti il mio albero e porta via questo uccello morto (Cris ha gli occhi bagnati di lacrime)

Pausa

(alzandosi): Incomincia a far freddo. Rientriamo.


SCENA DODICESIMA

Polli e Petalo
Polli sta sfogliando delle fotografie. Petalo cerca qualcosa

PETALO: Ma, hai visto le chiavi della macchina?

POLLI: Guarda comeravamo giovani! Non eravate ancora nati!

PETALO: Dove sono queste chiavi? Sono in ritardo.

POLLI: Eravamo a Roma in viaggio di nozze guarda comeri carino il giorno della Prima Comunione!

PETALO: Le avr gi viste dieci volte!

POLLI: Cosa centra? bello rivedere il proprio passato non dimenticare. importante la memoria storica.

PETALO: Ma non sono mica fotografie dellOlocausto!

POLLI: Che cretino! Guarda qui che faccia buffa avevi.

PETALO (avvicinandosi alla madre): Ma questo non sono io: mio cugino Dentedicane.

POLLI: Gi, vero che vi somigliate tutti

PETALO: Cris e io mica tanto.

POLLI: Meno male! Questa qui invece stata scattata nellagosto del 70, me lo ricordo benissimo: era appena morta la nonna.

PETALO: Non pu essere dellagosto del 70: dopo un mese nascevo io. Non hai il pancione!

POLLI: Sar dellanno prima

PETALO: Una bella memoria storica!

POLLI: Ti va di parlare un po?

PETALO: Di cosa?

POLLI: Raccontami qualcosa. Non mi racconti mai niente!

PETALO: Magari unaltra volta: adesso devo andare. E Cris dov?

POLLI: uscito in bici con Viola.

PETALO: E bravo Cris!

POLLI: Cosa pensi di Viola?

PETALO: Cose che non ti posso dire, mamma.

POLLI: E Cris?

PETALO: innamorato.

POLLI: Non mi convince quella ragazza

PETALO: Mamma, non essere gelosa! Per una volta che esce

POLLI (estraendo da una tasca le chiavi della macchina): Tieni.

Petalo prende le chiavi ed esce. Polli, rimasta sola, strappa le foto urlando


SCENA TREDICESIMA

Viola e Corolla

COROLLA: Tullio stasera mi ha invitato a cena. Ci sar anche un famoso regista televisivo: gli ha parlato di me. Mi vuole conoscere. Tullio convinto che io abbia talento. Mi ha chiesto la disponibilit per questestate

VIOLA: Questestate? Ma dobbiamo lavorare su Le Serve: tanto tempo che ne parliamo un lavoro tutto nostro!

COROLLA: Non gli ho ancora detto di s per ci penser.

Pausa

Io ho bisogno di lavorare e questa potrebbe essere loccasione della mia vita! Io non voglio passare anni a provare in una cantina spettacoli che forse non si faranno mai. Voglio sentire gli applausi, ricevere fiori non ho grosse pretese. Lo so che non condividi, ma io non sono pura come te.

VIOLA: Non so pi come sono questo lavoro mi sta asciugando.

COROLLA: Tullio fra un po fa altri provini: posso parlargli di te!

Viola non risponde

Mi presteresti il tuo vestito a fiori? Solo per stasera


SCENA QUATTORDICESIMA

Gambo, Cris e Viola
Gambo sta strimpellando una chitarra. Cris e Viola stanno ridendo.

GAMBO: E questa? La sapete? Non eravate ancora nati. (Comincia a cantare una canzone italiana degli anni Sessanta. Cris e Viola gli vanno dietro divertiti. Cris batte il tempo con un cucchiaio. Gambo si interrompe per bere un liquore)

CRIS: Non stai bevendo un po troppo, pap?

Gambo sorride

Viola, diglielo tu. Sei il suo dottore personale.

VIOLA: Ogni tanto un bicchierino non fa male anzi facciamocene uno anche noi.

CRIS (versando da bere): Ma che dottoressa giudiziosa! Questa casa si sta trasformando in un baccanale.

VIOLA: Per cos poco?!

GAMBO (alzandosi): Vado a prendere unaltra bottiglia in cantina. Non muovetevi! La festa appena cominciata. (Passa la chitarra a Viola ed esce)

VIOLA: Ma io non so suonare! (Ridendo passa la chitarra a Cris) Com allegro tuo padre stasera!

CRIS (strimpellando un motivo malinconico): Sar linflusso benefico che eserciti sulla nostra famiglia.

VIOLA: Secondo me linflusso del liquore.

CRIS: Secondo me si sta innamorando.

VIOLA: Di chi?

CRIS: Della vita!

Pausa. Si sorridono

VIOLA: E tu?

CRIS: Facciamo un brindisi.

Prendono i bicchieri

Brindo ai fiori!

Bevono

VIOLA: Brindo al concime che fa crescere i fiori!

Ridono e bevono di nuovo

CRIS: Forse stiamo esagerando con i brindisi.

Ridono. Si guardano negli occhi. Pausa

VIOLA: Hai voglia di baciarmi?

Entra Gambo con una bottiglia

GAMBO: Voil! No, non far suonare lui: suona solo roba triste!

CRIS: Mi hai chiamato Crisantemo

Ridono

GAMBO: Lha deciso tua madre! E se ti chiamavamo Girasole, cambiava qualcosa?

CRIS: Chi lo sa?

Ridono

Petalo chi lha scelto?

GAMBO: Petalo si chiamava gi cos!

Ridono

CRIS: Perch? Lavete adottato?

GAMBO: S.

Cris e Viola ridono, guardano Gambo, la risata lentamente muore

GAMBO: Quando trentanni fa fui ferito alla schiena, durante lo scontro a fuoco fu ucciso un mio collega: era il mio migliore amico. Era diventato padre da pochissimo e sua moglie era morta partorendo. Non aveva nessuno a cui lasciare il bambino, cos durante il giorno lo teneva Polli. Dopo la sua morte lo abbiamo adottato. Era come se fosse figlio nostro Dopo due anni sei nato tu.

Pausa

CRIS: Ma andata veramente cos, pap?

GAMBO: No. Lo abbiamo trovato in un cestino davanti alla porta di casa. Con s aveva un biglietto: Questo bimbo si chiama Petalo. Abbiatene cura.

Pausa

VIOLA: Lui lo sa?

GAMBO: Non lo sa e non lo deve sapere!

VIOLA: Perch?

GAMBO: Perch sono un vigliacco.

Entra Petalo. Tutti lo guardano

PETALO (visibilmente allegro): Buonasera allallegra compagnia! sempre bello tornare a casa e trovare i propri cari che fanno festa!

GAMBO: Sono un po stanco: vado a coricarmi. (Esce)

PETALO: Ah, avete suonato addirittura la chitarra! Cris, cosa le hai fatto sentire? Il Requiem di Mozart? Viola, non puoi passare tutte le sere con lapatico intellettuale: finirai per ucciderti! Se fossimo usciti insieme ti saresti divertita, avremmo fatto quattro salti, avremmo potuto portare anche lameba. Che ne dici, fratellino?

CRIS: Non sono tuo fratello ti hanno adottato.

Petalo ride. Pausa. Guarda Viola che seria.

Vai a chiedere a pap! Ha due versioni molto colorite in proposito.

Entra Polli. Silenzio

POLLI: Che succede? Sembra che abbiate visto un fantasma!

CRIS: Sei stata a scopare con lo zio?

PETALO: vero che non sono figlio vostro?

Pausa

POLLI: Dov vostro padre?

PETALO: Mamma, rispondi alla mia domanda!

POLLI: Sono stanca, credo che andr a coricarmi.

PETALO (afferrandola per un braccio): Perch non me lavete mai detto?

POLLI: Ne parliamo domani.

Pausa

Lasciami andare, per favore!

Petalo le lascia il braccio. Polli esce

CRIS (porgendo la chitarra a Petalo): Pet, cantacene una allegra, per!

PETALO: Pezzo di merda! Ti piace distruggere tutto.

CRIS: Non te la devi prendere con me. Io, appena lho saputo, te lho detto.

PETALO (afferrandolo per il bavero): Ho voglia di ammazzarti!

CRIS: Perch non lo fai?

PETALO: Per non darti quello che vuoi, figlio di puttana! Sei tu che non sei di questa famiglia, non io! (Gli stringe il collo. Cris non oppone resistenza)

VIOLA (cercando di separarli): Basta! Finitela! Non ne posso pi! (Rivolta a Cris): Perch glielhai detto?

CRIS: Non lo so.

VIOLA: Sei malato!

CRIS: Diagnosi esatta, dottoressa! (Esce)

Pausa. Viola va verso Petalo e gli accarezza la testa

PETALO: Non mi hanno mai fatto mancare nulla Eppure lo sentivo non saprei spiegarti perch, ma lo sentivo. Da piccolo sognavo spesso di aprire la porta della mia cameretta e trovarmi nella stanza di un altro bambino. Se laprissi adesso cosa ci troverei? Che buio!... E adesso cosa devo fare?

VIOLA: Niente.

PETALO: Questa la mia famiglia e Cris mio fratello.

VIOLA: Non tuo fratello: una merda!

PETALO: Non cos cattivo. Ha delle cose belle ma non riesce a mostrarle.

VIOLA: Basta! Basta difenderlo! Non c niente in lui che valga la pena di essere ascoltato. Mi ha letto le sue poesie

PETALO: Non sapevo che scrivesse.

VIOLA: Fanno schifo sono presuntuose fanno schifo!

Petalo e Viola non si guardano: ognuno perso nei suoi pensieri.
Lunga pausa

Una volta, alla Stazione, mentre aspettavo una coincidenza, ho notato un ragazzo che mi fissava: ho cominciato a fissarlo anchio. Sono andata al bagno lui mi ha seguita lho fatto entrare con me e gli ho slacciato i pantaloni e glielho preso in bocca un perfetto sconosciuto! Pensi che io sia una troia?

PETALO: No!

VIOLA: Io s!

PETALO: Perch mi hai raccontato questa storia?

VIOLA: Non lo so.

Si ode dietro le quinte un colpo di arma da fuoco


SCENA QUINDICESIMA

Gambo seduto. Entra Cris.

CRIS: Viola lo sta consolando.

Pausa

Perch me l'hai detto?

GAMBO: Sono ubriaco.

CRIS: Sapevi benissimo cosa sarebbe successo.

GAMBO: Sono ubriaco.

Pausa
Si ode un gorgoglo fuori scena

CRIS: C' una perdita in bagno?

GAMBO: No, tua madre: sta vomitando.

Pausa

CRIS: Fai qualcosa!

GAMBO: Sono ubriaco.

CRIS: Questa crociera ci coster cara, stai guidando una nave senza scialuppe.

GAMBO: Sono capitan Findus ! (Ride)

CRIS: Avresti dovuto picchiarci, avresti dovuto picchiarci tutti. Anche solo per rabbia Ora siamo invulnerabili.

GAMBO: Il figlio della signora Geranio si sta per sposare, lo sap?

Cris gli da un pugno sulla faccia.
Pausa

GAMBO: Ti voglio bene!

Pausa

Ho un brutto male mi resta poco

Cris estrae una pistola e la punta contro Gambo

CRIS: Sei un pagliaccio!

GAMBO: E tu sei un bambino posa la mia pistola.

CRIS (sorridendo): Dammi tutto il tuo oro, Capitano!

GAMBO: Neanche morto!

Si sorridono. Cris si infila la pistola in bocca.
Buio


SCENA SEDICESIMA

Gambo, Polli e Petalo
Polli tra le braccia di Gambo: sta piangendo. Petalo in disparte: tiene la testa bassa. Lungo silenzio in cui si odono soltanto i singhiozzi di Polli.

GAMBO: Non ho mai capito niente non sono mai servito a niente. Io dovevo morire! Ma, grazie a Dio!, questione di poco

POLLI: Non dovevi portare in casa quella puttana! (inizia a colpire suo marito sul petto) Siamo sempre stati una famiglia felice!

PETALO (cercando di calmare la madre): Basta, mamma! Ormai successo non lo abbiamo mai capito. Era troppo sensibile.

POLLI: Ma lui era mio figlio!

Petalo si scosta da lei. Entra Viola

POLLI: Non vogliamo pi vederti in questa casa!

VIOLA: Lo so. Sono venuta a prendere le mie cose.

PETALO: Te le spediamo a casa. Ora vattene, lasciaci soli.

POLLI: Ti sei divertita a farlo innamorare? Puttana!

VIOLA: Io non ho fatto proprio niente!

PETALO: A parte qualche pompino alla Stazione!



SCENA DICIASSETTESIMA

Viola seduta e sta leggendo un foglio

VIOLA: Sono proprio contento di averti conosciuta. Me ne sono accorto subito che eri unattrice pagata da pap. Ottima interpretazione. Misurata e realistica. Non ritenerti responsabile dellaccaduto. Scusa se te lo dico, ma non sei ancora abbastanza brava da poter incidere sulla storia. Con o senza di te sarebbe successo comunque. Ho solo preso al volo loccasione come te. vero, ci siamo usati. Che male c? Non cos che funzionano i rapporti? Tu hai avuto il tuo primo ruolo importante e io la mia grande uscita. La mia famiglia ti riterr responsabile. Ma, si sa, alcuni personaggi si amano; altri si odiano. Ti ci abituerai: il tuo lavoro. Sei unattrice, no? Il talento come i fiori va coltivato.

UNA VOCE FUORI SCENA: Per il provino con Tullio Tulipano? Chi il prossimo?

VIOLA (alzandosi): Io!

Buio

FINE

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