Ricomincio da te

RICOMINCIO DA TE

commedia musicale di

Massimo Pecorari e Anna Pieroni

tratto da "Di che Dio sei?" di Tonino Lasconi

VIDEO

PRESENTAZIONE

SCENA I

CANZONE: QUANTI DIO

Quandero bambino mi avevano detto

c un solo Dio, quello di Ges

Lui ci ha creato, ci ama e ci protegge

Conosce ogni cosa che accade quaggi

Adesso per che gran confusione

Dovunque ti giri, vedo pregare

In modo diverso, con formule strane

Ognuno ha davvero la sua religione

Dio, quanti Dio ci saranno lass

Quello degli Ebrei e quello di Ges,

Quello di Maometto e quello degli Ind

Quale sar quello vero, quale sar quello pi

Lungo le strade, nei bar, nelle piazze

Dentro le scuole, perfino in tv

Incontri persone di tutte le razze

che non conoscono il Dio di Ges

Quale sar, non puoi non pensare,

il nome giusto che devi invocare

quando ti serve un aiuto dallalto

perch da solo non ce la puoi fare.

Dio, quanti Dio ci saranno lass

Quello degli Ebrei e quello di Ges,

Quello di Maometto e quello degli Ind

Quale sar quello vero, quale sar quello pi

Ma quanti Dio ci saranno lass


Pino:Il motorino! Mi hanno rubato il motorino!

(Dopo un po entrano in scena altri due ragazzi, Marco e Marcello)

Marco: Cosa urli? Cosa cavolo ti succede?

Pino: Mi hanno fregato il motorino.

Marcello: Unaltra volta! A te ogni settimana ti rubano il motorino e poi viene fuori che non ti ricordavi dove lavevi lasciato.

Marco: Con la testa che hai..!

Pino: Vi dico che me lhanno rubato. Lavevo lasciato l, proprio sotto il nome della piazza. Sapete leggere? Cosa c scritto l?

Marcello: Piazza della scrofa.

Pino: Ecco, lavevo lasciato sotto la scrofa cos, mi son detto, me la ricordo. Chi che non ricorda una piazza che si chiama scrofa, accidenti

Marco: Io dico che lhai lasciato da qualche altra parte.

Pino: Allora insisti? Allora sei proprio scemo. Me lhanno fregato, vi dico, me lhanno fregato. E avevo anche cambiato la marmitta la settimana scorsa.

Marcello: B, adesso che ci penso, se vero che lhai lasciato qui, allora te lo sei voluto far fregare.

Pino: Perch?

Marcello: Perch questa ormai la piazza dei marocchini. Figurati se quelli ti lasciano il motorino.

Pino: La piazza dei marocchini? Non Piazza delle Erbe, quella qui vicino, il posto dove se ne ammucchiano tanti che non si riesce neanche a passare?

Marcello: Era. Ciccio, informati! Gli abitanti li hanno cacciati e allora hanno occupato questa. E tu ci sei venuto a lasciare il motorino. Che volpe!

Pino: E cosa ne sapevo io? Me lo potevi dire prima, no? Accidenti a te e a tutti i marocchini.

Marcello: Ma sentilo. Glielo dovevo dire prima. E io cosa ne so che tu vieni a mettere il motorino proprio qui in Piazza della Scrofa?

Marco: Invece Pino proprio una volpe. Aveva pensato: Questa Piazza della Scrofa. Ai marocchini i maiali fanno schifo solo a sentirli nominare. I marocchini sono tutti mussulmani. Quindi non verranno di sicuro in questa piazza. Non cos?

Pino: S, fai lasino, come sempre, tanto il motorino non lhanno rubato a te. Porca vacca il primo marocchino che acchiappo

Marco: Eccolo il razzista Che ne sai che stato un marocchino?

Pino: Chiss chi stato? Tuo nonno? Quelli rubano di tutto. Non la vedi la tele?

Marco: Non si tratta di rubare, ma come dice la Gambacorta

Pino: E chi sarebbe questa Gambacorta?

Marco: la mia professoressa che ogni estate si converte alla religione del Paese dove passa le ferie. Lestate scorsa stata nello Yemen e nessuno se l portata via come noi speravamo - ed tornata mussulmana. Allora la Gambacorta: Vedete, ragazzi, il problema di cultura, di religione. Quello che per noi significa rubare, per i marocchini, o per gli albanesi, potrebbe significare

Pino: Quello che significa, significa: marocchini, o albanesi il primo che trovo lo sguasto.

Marcello: Se li vuoi incontrare non c problema. Basta che vieni nella mia classe: ormai ci sono pi marocchini che italiani. Non ci credi? Chiedilo alla Mara e a Riccardo. (Entrano in scena) Non vero Riccardo?

Riccardo: (entra mentre sta parlando con il telefonino) Cos che non vero?

Marcello: Che nella nostra classe ci sono un sacco di marocchini.

Riccardo: Basta con i marocchini, che ne ho gi le tasche piene. Perch state parlando dei marocchini?

Pino: Perch mi hanno rubato il motorino.

Riccardo: E ti pareva! Quelli, se non facciamo qualcosa, ci ripuliscono.

Marco: Cosa vorresti fare?

Riccardo: Basta fare due conti, ragazziCe ne sono troppi, giusto? Allora bisogna prenderli tutti, metterli su una nave e rispedirli a casa loro.

Pino: Una nave... altro che una nave: ci vuole una flotta.

Riccardo: Secondo te non lo so? Io dicevo una nave alla volta. Una al giorno, anzi una ogni ora. Prima i marocchini poi gli albanesi.

Marco: Cominciamo prima con gli albanesi che rubano pi dei marocchini!

Mara: Il fatto che sono tutti mussulmani e non ci vedono proprio di buon occhio!..

Marcello: Ma anche loro puniscono i ladrianzi ho sentito dire che gli tagliano le mani! (gesticola con Marco per mimare la punizione)

Mara: Certo, se rubano alla loro gente. Ma sai per loro chi non un mussulmano un infedele

Marcello: Se poi un mussulmano pu rubare a un ebreo Quelli sono come cani e gatti..

Mara: Adesso cosa centrano gli ebrei, i cani e i gatti?

Pino: Basta, dateci un taglio con i cani e i gatti! a me che hanno rubato il motorino.

Marcello: Cosa vuoi fare? Lunica cosa che preghi Dio di ritrovarlo.

Marco: Che preghi Allah, vorrai dire. Cinque volte al giorno, inginocchiato per terra, girato verso la Mecca. Non sai come si fa? Sta a vedere. (fa per mettersi per terra, ma Mara la io interrompe mentre tutti ridono).

Mara: MARCO!...Smettila che meglio!!

Marco:Oh, Mara, non ti interessa pregare per il motorino di Pino?

Mara: A me non interessa fare la scema!

Marco: La scema? Perch, noi saremmo scemi? E cosa abbiamo fatto?

Mara: Lascia perdere! Mi d fastidio prendere in giro quelli che non la pensano come noi.

Marco: Sentitela! Abbiamo preso in giro i mussulmani. Poverini. Ma taci va. Adesso non si pu nemmeno scherzare.

Mara: Con queste cose no!

Pino: La finite con queste cretinate? A me interessa trovare il motorino. Possibile che non possiamo fare proprio niente?

Riccardo: Secondo me s.

Pino: E cosa?

Riccardo: Mi pare logico, andiamo dai marocchini e ce lo riprendiamo.

Marco: S, ciao, ce lo riprendiamo, figurati. Quelli non li schioda neanche la polizia. (Sfottendolo) Vedrai, arriviamo noi e ci riprendiamo il motorino.

Riccardo: Io dico che possibile. So dove si riuniscono i ragazzi marocchini. Facciamo un blitz in piena regola, e zac, ci portiamo via il motorino di Pino.

Marco: Primo (sottolinea lenumerazione con lindice) quelli non hanno paura di noi: Secondo. Che ne sai se ce lhanno loro il motorino di Pino?

Riccardo: (Rispondendo con la stessa mimica esagerandola) Primo. A quelli la paura gliela facciamo venire, basta essere pi di loro. Secondo, se non troviamo quello di Pino, ne prendiamo un altro. Come si dice: occhio per occhio

Mara: dente per dente.

Riccardo: Brava, motorino per motorino

Pino: Al mio gli ho rifatto la marmitta la settimana scorsa

Riccardo: Adesso non esagerare. Mica ci possiamo mettere a vedere se le marmitte sono nuove oppure no.

Marco: Mi sa che voi siete tutti scemi. Non penserete davvero di fare sta stupidata?

Pino: Perch una stupidata? Scusa, non lhai detto tu che la gente ha mandato via i marocchini da Piazza delle Erbe?

Marco: No, lha detto Marcello.

Pino: Va bene, lha detto Marcello. Ma vero o no?

Marcello: Oh, ma sei lunico GIANDONE che non lo sa! vero, vero!

Ragazzi non se ne pu pi!...


CANZONE: LIBERI

1 S Non ne posso pi, io non resisto pi,

incontrarli qua, nella mia citt, che rimangano con noi

mangino con noi, lavorino con noi,

non ho voglia di dividerlo, qui tutto mio, tutto mio

2 S Hai provato a andare in giro? Sono tutti proprio qui

A guardarli bene in faccia puoi notare niente che li rassomigli a noi

3 S. turco. Indianoo quel che , kossovaro o pakistano Perch sono qui?

1 S. Dobbiamo fare noi qualcosa dimportante Se ne devono andar via di qui

2 S. S.Non possiamo pi accettare che: vengan trattati come re

3 S. abbian favori pi di noi, abbian la chiesa come noi

2 S. che a scuola non possiamo pi parlare ancora di Ges

3 S. noi non vogliamo pi che stiano qui in mezzo noi, stiano con noi

2 S. Via da questa terra, via di qui, andate via di qua.

3 S. Perch voi cos, ci date solo tanti guai, solo tanti guai, davvero

Coro Fuori, fuori, fuori, 1 S. Non ne posso pi, io non resisto pi

andate via dalla citt incontrarli qua, nella mia citt, che rimangano con noi

Fuori, fuori, fuori, mangino con noi, lavorino con noi,

andate via dalla citt non ho voglia di dividerlo, qui tutto mio, tutto mio

3 S. Ormai non ti puoi fidare a star pi da solo qui

2 S. Nessuno lascia i propri bimbi che si muovano pi da soli con tranquillit

3 S. Son tutti ormai da caricare su un gommone Van portati presto via di qua

2 S. S.Non possiamo pi accettare che: vengan trattati come re

3 S. abbian favori pi di noi, abbian la chiesa come noi

2 S. che a scuola non possiamo pi parlare ancora di Ges

3 S. noi non vogliamo pi che stiano qui in mezzo noi, stiano con noi

2 S. Via da questa terra, via di qui, andate via di qua.

3 S. Perch voi cos, ci date solo tanti guai, solo tanti guai, davvero

Coro Fuori, fuori, fuori, 1 S. Non ne posso pi, io non resisto pi

andate via dalla citt incontrarli qua, nella mia citt, che rimangano con noi

Fuori, fuori, fuori, mangino con noi, lavorino con noi,

andate via dalla citt non ho voglia di dividerlo, qui tutto mio, tutto mio


Riccardo: Io ho un sacco di amici che sarebbero entusiasti di partecipare alla crociata

Marco: Alla crociata? Ma sentilo! Ha parlato il grande stratega!!

Riccardo: Ridi pure tu! Io vi potrei spiegare la strategia per suonarle agli arabi!

Marcello: Macch suonarle agli arabi. Quelli, ve lo dico io, ci faranno neri. Pi neri di loro.

Pino: Oh, se hai paura, dillo, e non cercare tante scuse.

Marco: Ma, e per la crociata, cosa usiamo?

Pino: Vedrai che non sar difficile trovare frutta fradicia, uova marce e gavettoni.

Riccardo: Grande! Per dobbiamo organizzarla bene: un gruppo li accerchia di sorpresa, un altro inizia il bombardamento di uova e gavettoni. Poi tutti insieme gli diamo addosso e li conciamo per le feste poi

Pino: Riprendiamo il motorino. Oh, non fate che vi dimenticate della cosa pi importante.

Riccardo: Sta tranquillo! Adesso il problema quello di organizzarci, di trovare la gente adatta, di scegliere il momento giusto.

Mara: Ragazzi, se vi muovete subito, ce la potete fare. Gli arabi stanno festeggiando il ramadan, ma sono proprio gli ultimi giorni.

Riccardo: Cos sto ramadan che ne sento sempre parlare?

Marco: Ignorante! un digiuno che dura un mese. Gli arabi lo fanno una volta allanno. Gli arabi per la precisione bisognerebbe dire i mussulmani, non gli arabi, ma tanto lo stesso, perch chi arabo deve credere ad Allah, altrimenti viene considerato un traditore.

Pino: Come sarebbe a dire che se uno arabo deve per forza credere ad Allah? Non pu credere a chi gli pare? come se io, perch sono italiano, dovessi essere cristiano per forza.

Marco: Loro la pensano cos.

Pino: Lo vedete che non sono normali?

Riccardo: Lasciate perdere queste storie. Spiegatemi meglio il fatto del digiuno, che quello mi interessa.

Mara: Gli arabi, una volta allanno, per un mese intero, fanno digiuno completo dallalba al tramonto.

Riccardo: Allora alla sera, sono cotti duri?

Mara: Beh, certo, tanto in forma non dovrebbero essere.

Riccardo: Ma allora non c problema. Noi gli piombiamo addosso al tramonto e gliele suoniamo. Diamoci da fare!(armeggiando col telefonino) Io cerco un po di gente, voi fate altrettanto. Tra un paio dore ci ritroviamo qui e decidiamo tutto.

Pino: Io sto qui con Mara.

Marco: E ti pareva! Lui: Armatevi e partite Beh, forse meglio! Forse Mara ti fa dimenticare il motorino e questa stupidata che stiamo per fare.

Mara: (Fa la linguaccia a Marco)

Pino: Lascialo perdere, tanto ormai lo conosci. Noi stiamo qui per contattare tutti gli amici che passano.

Riccardo: Va bene, andiamo! (Escono Riccardo, Marcello e Marco)

Pino: Allora, ti piace lidea?

Mara: Quale idea?

Pino: Chiss quale? Quella di suonarle ai marocchini.

Mara: Mi pareva quella di andare al cinema insieme.

Pino: Porca miseria, me ne ero scordato! Ma adesso come si fa? Adesso dobbiamo ritrovare il motorino.

Mara: Quello non te lo scordi eh?

Pino: Guarda che ho fatto cambiare la marmitta proprio per te.

Mara: Per me? Davvero per me? Che carino, non dovevi disturbarti(fa un gesto di tenerezzaironicamente)

Pino: Non prendermi in giro. Quella vecchia faceva un gran casino e non era possibile andare in giro in due senza che i vigili se ne accorgessero. Adesso invece li possiamo fregare.

Mara: Va bene, ti credo. E poi se riuscite a suonarle ai marocchini mi diverto pi che al cinema.

Pino: Anche a te non che ti siano tanti simpatici eh? Cosa ti hanno rubato?

Mara: Niente. cos(entra Marina) ecco Marina.

Pino: Ciao Marina!

Marina: Ciao, Pino. Ciao, Mara. Cosa fate? Ah gi, che scema! Lo so cosa fate.

Pino: Non sai proprio niente. Stiamo organizzando una spedizione punitiva contro gli extracomunitari. Ci stai?

Marina: Una spedizione punitiva? In che senso?

Pino: In che senso Nel senso che andiamo dove si riuniscono e li meniamo.

Marina: E perch?

Pino: Perch mi hanno rubato il motorino.

Marina: Ti hanno rubato il motorino? E allora ti hanno fatto un favore, non era pi buono neanche per la rottamazione. E poi, scusa, perch hanno rubato il motorino a te

Pino: Ma non solo per me. Quelli rubano a tutti. Quelli credono di poter comandare a casa nostra. Noi dobbiamo fare unopera di pulizia.

Marina: Di polizia, dirai. Perch, lo sai no? Se fai nero un italiano non succede niente, ma se ti azzardi a sbiancare un nero, finisci subito sui giornali e in galera.

Pino: Ecco un altra che cerca delle scuse. Insomma, ci stai o non ci stai?

Marina: Non ci sto. Mi piacerebbe anche, ma non ci posso stare.

Pino: Che discorsi sono? Se ti piace, ci stai.

Marina: S, se poi lo vengono a sapere i miei

Mara: Ma dai, che i tuoi genitori fanno finta di arrabbiarsi, ma poi saranno contenti. Perch se a noi ragazzi gli extracomunitari piacciono poco, a loro non vanno proprio gi.

Marina: Davvero, dai. Preferisco di no.

(Entra in scena Riccardo)

Riccardo: Quanti ne avete trovati?

Pino: Nessuno. Cio una, ma non ci viene.

Marina: Ci vengo, ma a guardare e basta.

Riccardo: Allora puoi fare anche a meno di venire. Comunque non fa niente: li abbiamo trovati noi. Tanti e decisi. Forza venite, che gli altri stanno gi correndo al punto di ritrovo. Studiamo il piano e domani sera Andiamo (Tutti escono)

BALLETTO: KASHMIR


SCENA II

Lena: Dai, dai, diteci com andata.

Mara: Eh, bisognava esserci. A sentirlo raccontare non c gusto.

Barbara: E non farti pregare! A noi d gusto lo stesso.

Marina: Quando ormai era praticamente notte, siamo arrivati vicino a quella casa mezza diroccata che sta appena fuori dalla citt. I ragazzi erano tutti gasati. Avanzavano quatti quatti come in quei film di guerra che si vedono per tele. Avevano sacchetti di plastica pieni di frutta marcia e gavettoni e penso anche delle uova. Si sono disposti tutti intorno al muro che c intorno alla casa, in attesa del segnale di attacco che avrebbe dovuto dare Riccardo.

Lena: E gli extracomunitari?

Mara: Non si vedeva e non si sentiva nessuno. Abbiamo aspettato un bel po di tempo, zitti come mosche. Niente! Dalla casa nessun rumore e nessun movimento. Allora Pino ha cominciato a chiamare: Riccardo, qui non c nessuno. Zitto, aspettiamo un altro po, possono essere nascosti, oppure, visto che hanno digiunato, sono andati a dormire, rispondeva Riccardo.

E Pino: Macch dormire, quando si fa notte quelli mangiano! Intanto Marco ha cominciato a sparare le sue cavolate. questi hanno venduto il motorino di Pino e con in soldi sono andati a farsi una pizza, magari con la salsiccia, alla faccia di Maometto. Da dentro sempre niente. Allora Pino, senza pi preoccuparsi di parlare piano e di restare nascosto: Secondo me questi fifoni hanno saputo che arrivavamo e se la sono svignata. Ormai tutti stavano in piedi e cos, pian piano, sono entrati nel cortile. Soltanto io e Marina siamo rimasti alla larga.

Barbara: E allora dai, cos successo?

Marina: Allimprovviso, da tutte le parti, un bombardamento di frutta fradicia, uova marce, gavettoni. Dalle finestre, dal cortile, dal tetto. Un macello! E non si vedeva chi tirava, perch le loro facce nere si perdevano nel buio.

Mara: I nostri non hanno fatto neanche in tempo a tirare fuori le munizioni. Sono rimasti sotto tiro come dei salami, senza poter scappare, perch gli arabi li avevano praticamente circondati. Poi, di colpo, il bombardamento finito e quelli l sono tornati nel buio. Nessuno aveva il coraggio di parlare.

Marina: Io e Mara avevamo una gran voglia di ridere, ma siamo riusciti a trattenerci.

Barbara: Santo cielo, che avventura! E ora cosa faranno?

Mara: Non lo so, ancora non ho visto nessuno, ma immagino che saranno depressi da morire. Ma adesso ne sapremo qualcosa di pi. Guardate chi arriva (entra Pino)

Lena: Allora, com andata la crociata contro i turchi?

Pino: Lasciatemi stare! Che se acchiappo chi ha fatto la spia, gli faccio due occhi cos.

Mara: La spia lho fatta io, stavo proprio raccontando lavventura di ieri sera. Dai, fammi gli occhi come hai detto.

Pino: Sai cosa mi importa delle vostre risate stupide. Io cerco chi ha fatto la spia con i marocchini.

Lena: Perch, qualcuno li ha avvertiti?

Pino: Certo, ne siamo pi che sicuri. Se non ci fosse stata la spiata, non avrebbero potuto organizzarsi come hanno fatto. Eh, ma tanto lo scopriamo! Allora ci divertiremo noi, come ieri sera si divertito lui.

Barbara: E con gli extracomunitari, cosa farete?

Pino: Torneremo alla carica e gliene daremo il doppio: per il motorino e per ieri sera. Questa volta per non lo sapr nessuno.

Mara: Nemmeno io?

Pino: Nemmeno tu.

Mara: Grazie! Questa s che si chiama fiducia. Guarda che io stavo con voi.

Pino: S. Ma a distanza di sicurezza con la Marina. (Guarda fuori dalle quinte) Come mai non arriva?

Marina: Chi deve arrivare?

Pino: Riccardo. Dobbiamo studiare il nuovo piano di battaglia.

Lena: (Guardando dalla parte opposta a quella dove aveva guardato Pino) Eccolo l, ma non mi pare molto bellicoso, sembra proprio il classico cane bastonato (Riccardo entra in scena)

Riccardo: un disastro ragazzi! Un vero disastro!

Barbara: Siete riusciti a scovare la talpa?

Riccardo: Ancora no, ma questa non la cosa peggiore.

Pino: E cosa c di peggio?

Riccardo: Dobbiamo rinunciare alla rivincita. Siamo bloccati.

(Lena, Marina e Barbara escono esclamando: Ti pareva- Siamo alle solite )

Pino: Rinunciare alla rivincita? Questo mai.

Riccardo: Invece s. Lorenzo, quello che ieri sera comandava la squadra dei gavettoni, ha un cugino nella polizia.

Pino: Ebb? A noi che ce ne importa.

Riccardo: Stamattina lo ha aspettato sotto casa e gli ha detto che ieri sera i poliziotti hanno assistito a tutta la scena, e che, purtroppo, si sono anche divertiti un sacco alle nostre spalle.

Pino: I poliziotti stavano l? Allora questo delinquente di spione ha avvertito anche la polizia. Questo ci vuole proprio male!

Riccardo: La polizia non lha avvertita nessuno. I poliziotti tenevano sotto controllo quelledificio da un bel po di tempo. Ci hanno visto arrivare, hanno capito che era, secondo loro, una ragazzata, e ci hanno lasciato fare. (Entrano Marcello e Marco di corsa)

Marcello: Tenetevi forte, ragazzi,

Marco: Sta per scoppiare una bomba: abbiamo scoperto la talpa.

Pino: Lavete scoperta? Allora cosa aspettate a dirmelo?

Riccardo: Sparate il nome che gli prepariamo una sorpresina!.

Marcello: Lo volete proprio sapere? Pino, vuoi proprio conoscere il nome? S? Allora tieniti forte: stata tua sorella Didi.

Pino: Dovevo saperlo che era la solita cavolata.

Marcello: Non una cavolata: la verit.

Marco: Vuoi sapere com accaduto? Tua sorella ha detto ad un certo Abdullah, che a quanto pare sarebbe il suo moroso, di non farsi trovare ieri sera in quelledificio, perch ci sarebbe stata una spedizione punitiva.

Marcello: Ed Abdullah cosha fatto? Elementare! Ha avvertito i suoi amici. E noi com andata lo sappiamo. (Guarda Pino che rimasto come una statua) Allora Pino?

Pino: (Con voce bassa e calma) Non possibile.

Marcello: Non sar possibile, ma vero.

Pino: Mia sorella se la farebbe con un marocchino? (Sempre con voce bassa) Non possibile.

Marco: Su questo non ci piove, abbiamo raccolto prove schiaccianti.

Pino: (Dopo alcuni istanti di silenzio emette un urlo terrificante) Non possibileeee!!! Quella figlia di. pap e mamma. Con un negro si va a mettere, con un mussulmano. Se vero stasera succede un massacro.

Mara: Se gli vuole bene, che male c? Una

Pino: (Urlando) Zitta! Non fiatare! Altrimenti tocca prima a te. Andate via! Lasciatemi solo!

(Dopo alcuni istanti di silenzio durante i quali i ragazzi e le ragazze si guardano imbarazzati, tutti escono tranne Mara. Ancora silenzio, poi)

Mara: Non dovresti farla pi grave di quello che

Pino: (Ancora urlando) Pi grave? Ma ti rendi conto che

Mara: (Alzando anche lei la voce) Non urlare che non sono sorda.

Pino: (Abbassando il tono) Non grave che mia sorella sta con un marocchino? Ma dico, sei diventata scema anche te? Vedrai cosa succede stasera a casa mia quando lo dir a mio padre.

Mara: Lo dici a tuo padre? Se fossi in te io non lo farei.

Pino: Non lo faresti? Ma come ragioni? Lo far: altroch se lo far. Anzi, lo vado a fare a fare subito.

Mara: Non lo fare: potresti pentirtene Almeno lo spero.

Pino: Potrei pentirmene? Almeno lo spero? Ma cosa cavolo stai dicendo? Mi vuoi spiegare che cosa vuoi dire?

Mara: Preferirei di no.

Pino: Invece me lo devi dire. E senza tante storie.

Mara: Allora te lo dico. Avrei dovuto dirtelo gi da parecchio tempo, ma ho sempre aspettato il momento migliore. Invece mi tocca dirtelo in un momento che peggiore di cos

Pino: Insomma, ti sbrighi o no?


CANZONE: COME TE

Mara: C una cosa che da un po ti devo dire ma non so leffetto poi che ti far

Dopo quel che ti successo, preferivo un po aspettar, ma prima o poi lo imparerai

Pino: Non c niente che mi possa preoccupare, pi di quanto oggi capitato gi

Arrabbiarmi ancor di pi e tra laltro poi con te non so in che modo io potrei

Coro: il Dio di Abramo il Dio in cui solo crederai P. Ebrei

il Dio di Isacco e di Giacobbe che amerai Cos che dicono: ebrei?

Nel Dio dei Padri la tua strada troverai Cos che dicono: ebrei?

Dio che col suo amore guider il tuo cuor

Mara: Io non seguo la tua religione, ho accettato quella degli ebrei

Come i padri dei miei padri hanno insegnato a me ad osservare la legge e a credere

Pino: Oggi proprio il giorno delle cretinate, cos grossa io non lho sentita mai

Mara: Non ti prendo in giro sai sono certa capirai

Pino: non so in che modo io potreiM. Vedrai, capirai

Coro: il Dio di Abramo il Dio in cui solo crederai

il Dio dIsacco che per sempre tu ameraiP.Questa la cosa pi ridicola che c M. Dimmi perch

Quel Dio ch stato di Giacobbe servirai P. Chi ti ha convinto che il tuo Dio non pi il mio? M. Dimmi tu perch

Di Dio la Legge solamente seguirai P. Chi ti ha convinto che il tuo Dio meglio del mio? M. No, no, no, no

Nel Dio dei Padri la tua strada troverai M: Non cos e lo sai

Il Dio che sempre nella vita onorerai P: Perch tu sei ebrea M. Non una colpa ho scelto io cos

Di Dio coi figli dei tuoi figli parlerai P. Oh, no sei ebrea M. Non una colpa, la vita mia cos Dio che col suo amore guider il tuo cuor

Pino Tu non segui la mia religione

Mara Ho accettato quella degli ebrei

P + M Come i padri dei miei padri hanno insegnato a me (te)

Mara ad osservare la legge e a credere

Pino Io non credo a tutte queste convinzioni sono solo pure e semplici manie

Mara Farai bene a crederci tanto io non cambier non so in che modo io potrei

Coro: il Dio di Abramo il Dio in cui solo crederai P. Questa la cosa pi ridicola che c M. Dimmi perch

il Dio dIsacco che per sempre tu ameraiP.Questa la cosa pi insensata che c in te M. Dimmi tu perch

Quel Dio ch stato di Giacobbe servirai P. Chi ti ha convinto che il tuo Dio non pi il mio?

Di Dio la Legge solamente seguirai P. Chi ti ha convinto che il tuo Dio meglio del mio? M. No, no, no, no

Nel Dio dei Padri la tua strada troverai M: Non cos e lo sai

Il Dio che sempre nella vita onorerai P: Perch tu sei ebrea M. Non una colpa ho scelto io cos

Di Dio coi figli dei tuoi figli parlerai P. Oh, no sei ebrea M. Non una colpa, la vita mia cos Dio che col suo amore guider il tuo cuor


SCENA III

Pino: Ciao, Mara, grazie che sei venuta.

Mara: (A bassa voce, quasi con fatica) Ciao,

Pino: Scusami per ieri sera, ma ero proprio fuori di testa. Prima la storia di mia sorella che ci tradisce con gli extracomunitari perch sta con un marocchino. Poi tu con quella cavolata che sei ebrea,,, D la verit, non lhai detto mica sul serio?

Mara: Prima rispondi a me: lo hai detto di Didi ai tuoi genitori?

Pino: No, Didi si raccomandata piangendo di non dirglielo e per adesso le ho dato retta. roba che se lo sa mio padre E mia madre? A quella le viene un colpo appena lo impara. Ma tu perch hai tirato fuori quella storia che sei ebrea?

Mara: Perch lo sono.

Pino: Ma va l! Smettila di fare la scema! Vuoi dire che se sei ebrea non me ne sarei accorto?

Mara: Da che cosa? Pensi che gli ebrei abbiamo il naso a trombetta come i marziani?

Pino: In effetti quando ti soffi il naso scherzo! Mi sarei accorto, che ne so mi sarei accorto ecco: che non vai a messa.

Mara: A parte il fatto che non mi sembra che tu ci vada molto spesso, io abito dallaltro lato della citt e quindi non appartengo alla tua parrocchia. Quindi potrei essere andata a messa in unaltra chiesa.

Pino: La Cresima! Ecco, mi sarei accorto perch non ti saresti cresimata.

Mara: Ti ho detto che faccio parte di unaltra parrocchia. E poi ci siamo conosciuti dopo la Cresima. Non ti ricordi? Ci siamo conosciuti a scuola.

Pino: Ecco, a scuola! Se fossi ebrea non parteciperesti allora di religione, come i testimoni di Geova. Lo vedi che mi vuoi prendere in giro?

Mara: I miei genitori ci hanno pensato molto, poi hanno deciso che era bene che frequentassi lora di religione. Viviamo in Italia ed giusto che tu conosca anche il Cristianesimo mi hanno detto.

Pino: Ma se sei quella che partecipa pi di tutti.

Mara: Proprio perch voglio conoscere, non come voi che non ve ne frega niente.

Pino: Io non ci capisco pi niente. Ma perch sei ebrea?

Mara: Che domanda! Sono ebrea perch i miei genitori sono ebrei, i miei nonni erano ebrei, cos i miei bisnonni e cos via tornando indietro.

Pino: E cosa vuol dire se i tuoi nonni erano ebrei. Mia madre diceva sempre che suo padre era un mangiapreti, eppure lei ha fatto parte dellAzione Cattolica e adesso fa catechismo in parrocchia. Mio padre invece ha uno zio frate, ma in chiesa non ci va mai.

Mara: Per noi un po diverso. Lebraismo la religione di un popolo e cambiare religione significa, in qualche modo, rinnegare il proprio popolo.

Pino: Come i mussulmani.

Mara: Ma s, pi o meno come i mussulmani. Per noi importante rispettare le tradizioni perch ci mantengono uniti come popolo. Non mi interessa per farti conoscere lebraismo. Rispondi piuttosto a questa domanda: adesso che sai che sono ebrea, continuerai a uscire con me, oppure no?

Pino: Ma certo che continuo, cosa centra! Senti un po, se un domani, fra tanti anni, dovessimo sposarci, io dovrei come si chiama quella operazione che gli ebrei fanno ai maschi?

Mara: La circoncisione.

Pino: (Si guarda gi, guarda la gente) Ah no, eh! Questo poi no!

Mara: Ma dai, non fa poi cos male (la ragazza si interrompe perch si sente un frastuono di sirene della polizia, vigili del fuoco e ambulanza) Mamma mia, devessere successo un grosso incidente. ( Pino e Mara salgono sul muretto)

Pino: S, devessere successo qualcosa laggi. Guarda si vede la luce dellambulanza. Andiamo a vedere.

Mara: Ma dove vai? La polizia non ti far passare. Lo impareremo stasera per tele.

Pino: Stasera stasera. Adesso adesso. Io vado a vedere. (Mentre scende dal muretto, guarda dietro le quinte) Ecco Barbara (Entra Barbara)

Barbara: Avete visto che macello?

Pino: Cos successo?

Barbara: Uno scontro. Una macchina ha tamponato un motorino, poi quattro o cinque macchine si sono tamponate fra di loro. Un disastro!

Mara: C qualche ferito?

Barbara: Uno steso per terra, sembra morto. Una donna ha la faccia tagliata dai vetri del parabrezza. Poi ce nerano altri che si lamentavano, per non ho potuto vedere bene, perch non facevano avvicinare pi di tanto. Mi sa che per quello steso per terra le cose si mettano male.

Pino: Si sa chi ?

Barbara: No. La gente dice che un ragazzo, quello che andava con il motorino. (Anche Barbara sale sul muretto) Mi sa che lo stanno portando via. Guarda lambulanza si sta muovendo. (Si sente la sirena)

(Mentre i ragazzi scendono dal muretto, fuori dalle quinte si sente urlare: Pino, Pino! Poi entra in scena Didi, la sorella di Pino)

Didi: Pino! Per fortuna ti ho trovato! Che disgrazia!

Pino: Coshai da urlare? Lo so che sei una disgrazia!

Didi: Non fare il cretino! successa una disgrazia incredibile.

Pino: (allarmato) successo qualcosa a casa?

Didi: No, ad Abdullah.

Pino: Abdullah? E chi sto Abdullah?

Didi: Come chi ? Te lho detto ieri sera. quel ragazzo marocchino che

Pino: Ah s, ecco dov la disgrazia. Cos successo? scappato in Africa con i suoi tappeti e gli accendini?

Didi: Lha imballato una macchina. Sembra morto. Lo hanno portato allospedale.

Mara: Quando? Dove? Nellincidente laggi in fondo?

Barbara: Era quello steso per terra che tutti davano per morto?

Didi: S, proprio quello. Un fesso gli andato addosso con la macchina e lo ha buttato gi dal motorino. Ha battuto la testa e sembra morto. Per non morto.

Pino: E tu come lo sai? Non che per caso eri sul motorino con lui?

Didi: C mancato poco. La macchina lo ha investito perch si era fermato per avvicinarsi al marciapiede dove lo aspettavo.

Pino: Te lho detto mille volte di non andare in due in motorino.

Didi: Ma non rompere! Tu ci vai con Mara? E allora ci vado anchio e con chi mi pare. Non sapevo neanche che Abdullah avesse il motorino. Ha detto che aveva una cosa importante da dirmiAdesso mi devi aiutare.

Pino: Aiutare? A fare cosa?

Didi: Devi chiedere alla mamma se lo va ad assistere in ospedale. Tu per non devi dirle che io e lui

Pino: Ehhh? E no, la mamma ad assistere quello non ci va. Ci andr sua madre!

Didi: Non ha nessuno qui in Italia, i suoi sono rimasti in Tunisia. Lunico parente uno zio che per lavora in unaltra citt

Pino: Va bene, digli che chiami suo zio.

Didi: Ma come fa a chiamarlo se non parla, se sembra morto?

Mara: Beh, chiamalo tu.

Didi: Io non lo so dov.

Barbara: Ma qualcuno ce lavr

Didi: Ha soltanto amici della sua et ma allospedale non ce li vogliono.

Pino: E allora vacci tu, se ci tieni tanto.

Didi: Non ci vogliono neanche me. Quelli dellambulanza hanno detto di cercare una persona adulta. Ecco perch devo chiederlo alla mamma.

Barbara: E secondo te tua madre lo va ad assistere?

Pino: Se per questo mia madre lo fa spesso. C un gruppo di donne della parrocchia che fa questo tipo di servizio. (rivolto alla sorella) Senti se questo Abdullah non ha proprio nessuno

Didi: Dai, allora sbrigati ad andarla a chiamare.

Pino: Eh, quanta fretta: Aspetta un attimo! Tra laltro(Si interrompe perch da dietro le quinte si sente gridare il suo nome. Pino, Pino. Dopo un po entra in scena Marcello) Cosa vuoi, Marcello? capitato qualcosa anche a te? Oggi una giornatina

(le ragazze si appartano per parlare fra loro)

Marcello: A me niente. Forse a te.

Pino: E cosa dovrebbe essermi successo ancora? Per questi giorni mi basta.

Marcello: Il tuo motorino

Pino: Che cosha il mio motorino?

Marcello: Aveva il serbatoio giallo e i parafanghi arancioni?

Pino: S, che me lhai ritrovato?

Marcello: S, cio, non lho ritrovato, ma so dov.

Pino: Oh, finalmente. E dove sta?

Marcello: Lo stanno caricando sul carro attrezzi, l in fondo, dov successo lincidente. Non so se lavete saputo.

Pino: S, labbiamo saputo. Ma cosa centra il mio motorino con lincidente?

Marcello: Centra perch lo guidava il ragazzo che hanno imballato, pare fosse un marocchino.

Pino: Piano, piano, fammi capire. Il marocchino che ha avuto lincidente guidava il mio motorino?

Marcello: Proprio cos! E da come ridotto mi sa proprio che devi dirgli addio.

(Pino rimani alcuni istanti in silenzio, come impietrito, poi si gira verso sua sorella e comincia ad urlare come un matto)

Pino: Ma io dico addio a te, disgraziata. Quel disgraziato di un marocchino mi frega il motorino e tu gli vai a fare la spia che ce lo andiamo a riprendere. Poi me lo fracassa e mi vieni a chiedere di mandare la mamma ad assisterlo? Neanche se crepa! Adesso lo dico al pap che deve ancora pagare la marmitta nuova. Ci va lui a fare la notte. Col fucile!!!

Didi: Non lo sapevo, giuro, non lo sapevo.

Pino: Non lo sapevi? Ballista, racconti solo delle balle!

Didi: Non lo sapevo. Giuro.

Pino: Taci, almeno! Andiamo via, altrimenti la strozzo.

(Escono tutti, mimando come per dire Mamma mia come si arrabbiato. Sulla scena rimane solo Didi che canta)


CANZONE: SE LO VUOI

Se non pensi di cambiare e poi nemmeno vuoi provare

non potrai vedere ci che gira di diverso intorno a te

di quanta forza nella gente dentro c

Tu non vuoi incominciare chi diverso ad accettare

La sua pelle non timporta, la sua razza tu non sai qual

tu solo guardi se la pensa come te.

Rit:. Se davvero lo vorrai, davvero lo vorrai, veramente tu lo vorrai

Non fermarti e vai, non dir mai che non vuoi

prendi a cuore la sua vita e fai quello che puoi. (2 v)

Non ti puoi accontentare a viver solo nel tuo mondo

e nuove strade e nuove prospettive troverai avanti a te

ti scoprirai pi ricco di quel che ora sei

Rit:. Se davvero lo vorrai,...

Quel che farai non sei tu che lo fai ma un dono di chi sa guardar dentro te

E ti riempie del Suo Amor, Lui ti guida il cuor

non ti pentirai mai se gli gridi il tuo s!

Hai deciso di cambiare hai deciso di provare

tu potrai vedere ci che gira di diverso intorno a te

di quanta forza nella gente dentro c

Rit.: Se davvero lo vorrai

Quel che farai non sei tu che lo fai

ma un dono di chi sa guardar dentro te

E ti riempie del Suo Amor, Lui ti guida il cuor

non ti pentirai mai se gli gridi il tuo s!

Hai deciso di cambiare vai da lui, dai.


SCENA IV

(entrano Riccardo e Marcello)

Marcello: Hai saputo del motorino di Pino? Mi sa che non si salvata neanche la sua bella marmitta nuova!

Riccardo: Lo dicevo io! Dovevamo riprendercelo la sera della spedizione punitiva. Accidenti! andato tutto storto. Ma non finisce qui!

Marcello: E cosa vuoi fare ormai!!

Riccardo: Cosa voglio fare!? (armeggia col telefonino) Te lo faccio vedere io cosa voglio fare! Ora chiamo tre o quattro tipi che hanno voglia di menar le mani.( sulle ultime parole entrano Mara e Marina) Non aspettano altro!

Marina: Chi che non aspetta altro? Dai Riccardo, non starai ancora pensando alle tue crociate?!

Riccardo: Perch? Hai forse qualcosa in contrario?

Marina: No, no, figurati. Se quelli se ne vanno da qui sono ben contenta. Per

Riccardo: Per per sei la solita fifona!

Marcello: E a Pino non ci pensi? Guarda che quel tipo Abdullah gli ha fatto a pezzi il motorino!

Mara: Voi pensate solo a quello stupido motorino! E a quel povero ragazzo che finito in ospedale non ci pensa nessuno?!

Riccardo: Ben gli sta cos impara a rubare

Mara: (interrompendolo) Intanto non siamo nemmeno sicuri che labbia preso lui.

Marcello: -Ehi, ciccia, cera lui sopra quando ha fatto lincidente! 2 + 2 fa 4!

Mara: Lascia perdere! Voi non siete venuti con Pino in ospedale! Non avete visto quanta sofferenza c! Non avete

Riccardo: (interrompendola) Guarda che Pino ci va per fare un piacere a sua sorella, ma se potesse

Mara: No, no, Pino cambiato, ve lassicuro e anchio la penso diversamente

Marcello: -Eppure ti sei divertita un sacco quando abbiamo preparato limboscata!

Mara: Perch vedevo i mussulmani come persone da punire da mandare via.

Riccardo: E adesso? Ti sono diventati improvvisamente simpatici?

Mara: Adesso penso che abbiamo esagerato. La simpatia e lantipatia non centrano. Il rispetto per chi diverso da noi ci vuole comunque. E poili abbiamo giudicati senza nemmeno conoscere bene i fatti

Marina: Io lho sempre detto che quella crociata era una sciocchezza da non fare

Riccardo: Ma va l che quella gente l capace solo di creare problemi

(si sposta da una parte con atteggiamento molto arrabbiato, insieme a Marcello, mentre le due ragazze si spostano dalla parte opposta)


CANZONE: VOCI

Mara: Non cambierete mai

dir che tutti son qui per darci dei guai,

Questa idea io la smetterei

ditemi, dai: vi fa comodo ormai.

Marina: Non possiamo noi giudicar

Evitiam che mai ci sian pi,

blocchi che ancor ci dividano qui

diventan muri per chi, vive qui,

vive con noi, come noi.

Voci quante voci.

Mara: Questa gente cerca aiuto

aiuto poi che chiede a te.

Non puoi tu pi pensar a tirarti indietro

e lasciar che resti questa condizione.

Marina: Convinto che non hai colpe, non vorrai

accettar che poi tu rispondergli dovrai.

Chiamano te, cercano te

Voci sono voci, voci quante voci

Maschi+Coro Non dir che vengan da me

non dirgli che poi li aiuterei

Non dir che cerchino me

non dirgli che poi li aiuter

Marina: Voci sono voci, voci quante voci


Mara: Insomma! Continuo a non capire perch vi ostinate tanto.

Marcello: Ma chi glielo ha chiesto di venire qui?

Marina: Ma secondo te? Prova a metterti nei loro panni. Chi quel pazzo che molla tutto per andare in un paese lontano, senza una casa, senza un lavoro e a volte senza la propria famiglia? Saranno bene in una condizione disperata se sono spinti a tanto!

Riccardo: Ma devono venire a disperarsi proprio qui da noi?

Mara: Ma dai Riccardo, non esagerare. Non ci credo che la pensi davvero cos, dai: Ti conosco.

Marina: Facciamolo almeno per Didi. Credo che dovremmo starle un po pi vicini in questo momento. Devessere dura per lei sapere che il suo ragazzo ricoverato in ospedale. E per chiss quanto tempo!

Mara: Guardate ragazzi! Vedere Pino cos dispiaciuto per Abdullah, cos pronto, lui e i suoi genitori, a dargli tutto laiuto possibile beh mi ha fatto riflettere.

Marcello: (pausa) Beh, si in effetti. (rivolto a Riccardo) Forse dovremmo calmarci un po, Riccardo. Se ha cambiato idea Pino, bisogna che anche noi

Marina: Bravo Marcello, finalmente! Lho sempre detto che in fondo in fondo, ma proprio in fondo in fondo, c qualcosa di buono in te.

Marcello: (la prende a braccetto e si avvia per uscire) Visto che ci dobbiamo integrare, sai con cosa ti vedo bene? Con un burka!

Mara: Dai Riccardo, non farti pregare. Se non vuoi farlo per Abdullah, fallo almeno per Pino. In questo momento ha bisogno di aiuto, non di organizzare altre spedizioni! Vedrai che questo ti aiuter a cambiare idea.

Riccardo: Non che sia del tutto convinto, ma se per aiutare Pino(mentre esce continua a borbottare) E pensare che avevo in mente un piano perfettoassolutamente perfetto!!!


CANZONE: perch ti amo

Tra milioni di modi per dirmi: Ti amo

Dio, ha scelto per me quello a me pi lontano.

Mi hai visto lottare, sperare, soffrire,

hai deciso di vivere qui... e morire.

Non timporta se io non ascolto la voce

del mio cuore che chiede di volerti vicino

Non guardi se sbaglio e non chiedo perdono,

mi cerchi nel buio e mi chiami per nome.

Ti ho visto nel pianto, e ho pianto con te,

tu nei guai fino al collo, io nei guai sto con te.

Nel tuo errore il mio grido: Perch?

la vita che muore con te. (2v)

La mia logica vuole aver sempre ragione

non importa in che modo, non esiste lerrore

Mi lasci cadere, lottare, sbagliare,

Ma sei sempre con me perch possa cambiare.

lamore che unisce anche mondi lontani:

per questo che muori, per dir che mi ami.

Da quel seme nel buio il messaggio partito:

la risposta che cerco mi dai con la vita.

Ti ho visto nel pianto ...

... la vita che muore con te.

Ti ho visto nel pianto...

... la vita che nasce

con te, con te.

la vita che nasce

Ti ho visto nel pianto...

la vita che nasce


SCENA V

(La scenografia quella dellinizio. Entrano in scena Lena e Wendi, un personaggio che ancora non conosciamo. Parlottano tra loro e guardano ogni tanto fuori dalle quinte, facendo capire che aspettano qualcuno. Dopo un po, infatti, entra Marco)

Lena: Ciao, Marco, la puntualit non il tuo forte, eh?

Marco: Ciao Lena. Beh, non posso essere forte in tutto. (Facendo finta di fare il carico) Susciterei troppa invidia. (Rivolto a Wendi) Ciao, come ti chiami?

Wendi: Wendi.

Marco: Wendi? In televisione mi sembravi diversa.

Lena: Non quella Wendi! (Rivolta a Wendi) Non ci far caso, scemo cos.

Marco: Avete saputo cos successo a Pino in questi giorni. Con tutto quello che gli capitato, sar certamente fuori di testa. (Proprio in quel momento entra Pino).

Pino: Che macello!

Lena: Ma cosa ti successo. Marco mi ha appena detto che ultimamente non ti andata proprio bene.

Pino: Proprio bene non rende tanto lidea.

Lena: Ti sei mollato con Mara?

Pino: Semmai la mollo io. E questa chi ?

Lena: Questa Wendi, una mia amica.

Pino: Quella della televisione, mi sembrava diversa.

Wendi: Ma qui in Italia che programmi guardate?

Lena: Lascia perdere.

Marco: Perch prima hai detto Che macello?

Pino: Abdullah

Marco: Abdullah? Quello che ti ha rubato il motorino? Non che per caso si portato via anche tua sorella?

Pino: Magari me lavesse rubata.

Marco: E allora?

Pino: Lo sapete, no, che ha avuto lincidente proprio col mio motorino? Mia madre gli ha fatto le notti allospedale per una settimana.

Marco: Adesso morto e gli devi pagare anche il funerale.

Pino: Macch morto. fuori pericolo. Per non parla pi.

Lena: E perch?

Pino: E che ne so! Neanche i medici lo sanno. Dicono che con il trauma gli si devessere bloccato qualcosa nel cervello e che adesso bisogna sbloccargliela.

Marco: Come?

Pino: Parlandogli in continuazione. Bisogna star l a parlargli, parlargli, finch ad un certo punto non si decider a rispondere. I medici dicono che lunica cura.

Lena: E tu cosa centri? Non ha i suoi amici marocchini che gli possano parlare?

Pino: Non ha dei veri amici. Dicono che lui un suddito no, non suddito

Wendi: Un sunnita

Pino: Un sunnita, brava, mentre gli altri sono sci scia..

Marco: Sciatori.

Wendi: Sciiti!

Pino: Sei stata da Amadeus? Come mai sei cos esperta?

Lena: (Spiega chi Wendi) Lei nata in Egitto, da padre cristiano e madre mussulmana di religioni ne sa di pi della Gambacorta!

Pino: Ho capito. E quindi a loro di Abdullah non gliene importa niente.

Wendi: Chiaro!

Pino: Chiaro un corno. Ma come, uno sta male tu stai a guardare se sciita, sunnita, o cosa cavolo ne so?

Wendi: Giusto.

Pino: Chiaro. Giusto. Lena, ma dove cavolo lhai trovata questa?

Wendi: Scusami: prometto di non interromperti pi.

Pino: Allora ho chiesto aiuto a Barbara.

Marco: Barbara, figurati. Ma come ci hai pensato?

Pino: Ci ho pensato perch qualcuno devo trovare. Mica io e mia sorella possiamo mettere su casa in ospedale? E poi io al marocchino non so pi cosa dire; penso di avergli fatti imparare tutto dellInter, dai tempi di Herrera fino allultimo campionato

Marco: Ma cos non lo risvegli: lo deprimi!

Pino: Faccio finta di non aver sentito. Poi, ogni tanto, per prendermi un po di rivincita, gli racconto di come sono buone le grigliate di carne, con le puntine, le braciole

Wendi: Sei un po sadico, eh, visto che non possono mangiare carne?

Pino: Qualche piccola soddisfazione Ma tu, Marco? Adesso voglio vedere cosa mi dici. A te non costerebbe niente parlare per ore.

Lena: Se ci va Marco, quel poveretto si sveglia subito per la disperazione. Ma Barbara cosa ti ha detto?

Pino: Mi ha detto: Sei matto? E se la condizione di quel marocchino fosse dovuta ai risultati di una sua esistenza precedente?

Wendi: Se crede nella reincarnazione, vuol dire che un buddista.

Marco: Lo suo padre. Lui buddista quando gli fa comodo, come in questo caso. Pino, perch non lo chiedi a sua madre?

Pino: La madre? Non quella che cerca la pace interiore con la musica, lincenso e la ginnastica? Figurati se va a rovinarsi il fegato vicino a un malato. Ragazzi! L dentro pieno di gente che solo a vederla ti viene langoscia

Quindi lo chiedo a voi: me la date si o no una mano per far parlare Abdullah

Marco: Ma quello ti ha rubato e fracassato il motorino!

Pino: Lo so, lo so. Debbo dire per che da questa storia ho imparato tante cose. Mia madre non ci ha pensato un attimo ad aiutare Abdullah. Va b, lei una cristiana di quelle che ci credono sul serio; Il bello per e stato mio padre, che dice di non credere a niente: anche lui non si tirato indietro. Allora anchio, quando ho visto Abdullah su quel letto, solo come un cane, del motorino non me n pi fregato niente. Perch ho pensato: se io stessi al suo posto, sarei contento se invece di aiutarmi uno si mettesse a badare se sono un marocchino, un ebreo, un mussulmano o quantaltro?

Wendi: Bravo. Vuol dire che ti ricordi che qualcuno ci ha insegnato: Fai agli altri quello che vorresti che gli altri facessero a te.

(Parte la canzone e quindi cambiano le luci)


CANZONE: NON FARE AGLI ALTRI

Non ho trovato nessuno e non penso che ci sia

Che non sogni per s lamicizia e lallegria

Non ho trovato nessuno, non c e non ci sar

Che non desideri aiuto quando in difficolt.

Ne trovo invece con la strana mania

di negarsi, defilarsi quando serve cortesia.

Ci sono tanti, proprio un sacco ce n

Che non sanno che pensare a s

Non fare agli altri ci che non v bene a te,

Ges lha detto, sai, ed giusto, credi a me.

Non fare agli altri ci che non v bene a te,

amore, solo amore la regola per me.

Eppure vedi che mondo, egoismi e vanit,

quanta gente non crede alla solidariet.

Eppure guarda che vita, che valore, dimmi, ha

Senza un po di rispetto, senza un po di umanit.

La verit sta nellamore, io lo so

Niente odio, n violenza, allingiustizia dico no

La verit in chi ti dice, credi a me,

ama gli altri quanto ami te.

Non fare agli altri ci che non v bene a te,

Ges lha detto, sai, ed giusto, credi a me.

Non fare agli altri ci che non v bene a te,

amore, solo amore la regola per me.

Non fare agli altri ci che non v bene a te,

Ges lha detto, sai, ed giusto, credi a me.

Non fare agli altri ci che non v bene a te,

amore, solo amore, amore, solo amore

la regola per me.

amore, solo amore la regola per me.


Wendi: Ti ricordi, vero, che queste cose ce le ha insegnate Ges?

Pino: Certo che mi ricordo. parole sante!

Marco: (Risata) Labbattuta (in romanesco) affatto labbattuta!!!

Vallo a dire alla Gambacorta!

Wendi: Ma chi questa Gambacorta che ne parli sempre?!

Marco: una che viaggia molto e critica di pi. Soprattutto i cristiani.

Wendi: Tu puoi dire a questa Gambacorta di stare attenta quando fa i suoi viaggi per il mondo. Di che guardi quelli che rispettano chi la pensa diversamente da loro; chi si interessa degli altri anche se sono di unaltra religione; dille che guardi chi sono quelli che sanno perdonare i nemici!

Marco: Alcuni miei compagni, di quelli che lavorano in parrocchia, gliel hanno detto. Lei ha risposto che queste cose i cristiani le dicono, ma poi non le fanno.

Wendi: vero. Ma un conto non riuscire a fare quello in cui si crede, un conto fare certe cose con la convinzione che Dio che ti dice di farle. Chi sa di sbagliare si pu correggere.

Lena: Allora, secondo te, noi cristiani che cosa dobbiamo fare?

Wendi: Adesso che arriva sempre pi gente di cultura e razze diverse, non possiamo pi accontentarci di aver fatto catechismo da bambini o di andare a messa per abitudine. Bisogna conoscere sempre meglio quello in cui si crede per potersi confrontare e arricchire a vicenda.

finita la pacchia!

Lena: Vuoi dire che dobbiamo tornare a catechismo, agli incontri? Ma, dai, ormai siamo grandi?

Wendi: Siamo grandi a fare che cosa? Se viviamo alla giornata, senza interessi o motivazioni, corriamo il rischio di farci condizionare da chiunque pi convinto di noi, di qualsiasi pensiero

Marco: Non vorrai per che diventiamo fanatici.

Wendi: Nessuno ce lo chiede. Pi convinti per della nostra scelta, questo s. E se questo comporta tornare a catechismo o agli incontri, pregare senza vergognarsi, essere attenti a chi ha bisogno, non ne vale forse a pena?

Marco: (Fischio di ammirazione) Che brava!

Pino: A proposito di essere attenti a chi ha bisogno: me la date o no una mano a far parlare Abdullah?

Marco: Certo che ti aiutiamo! Io non so se verr in ospedale, ma ti trovo un sacco di parlatori. Ti mando anche la Gambacorta. Quella o te lo risuscita o te lo schiatta.

Lena: Vedrai. Gli faremo venire una parlantina che i medici dovranno curarlo per farlo stare zitto.

Marco: E la nostra esperta cosa fa?

Wendi: Non posso certo tirarmi indietro. Ci sar anchio vicino ad Abdullah.

Pino: Allora datevi da fare. Pi gente trovate e meglio . Io rimango qui.

Marco: Cosa fai? Ancora armiamoci e partite?

Pino: No: devo aspettare una persona.

Lena: Una persona che casualmente si chiama Mara?

Pino: E se casualmente ti facessi i tuoi?

Lena: Va bene, va bene. Ciao!

(Lena, Wendi e Marco escono. Pino gironzola un po, poi si rivolge al pubblico)

Pino: C stato un bel po di movimento eh? Ormai lo spettacolo finito ed effettivamente sono successe un bel po di cose. Prima il motorino rubato, poi limboscata andata male; mia sorella che sta con quel marocchino che mi ha fregato il motorino che poi ha fatto lincidente, (sottolineando) sfasciandomi il motorino, che poi siamo andati in ospedale ad assistere e che adesso stiamo aiutando, un bel casino (Si interrompe, perch si sente chiamare da dietro le quinte. Pino, Pino! (Entra Didi come un fulmine, ansimante come chi ha fatto una lunga corsa)

Pino: Che accidenti hai? Calmati, respira.

Didi: Abdullah ha parlato.

Pino: Ha parlato? E cosa ha detto?

Didi: Per pochi minuti, ma ha parlato.

Pino: E cosa ha detto?

Didi: Lo vuoi sapere?

Pino: E non fare sempre gli indovinelli. Certo che lo voglio sapere.

Didi: Le prime parole che ha detto sono state. Toldo, Cordoba, Zanetti, Cannavaro, Materazzi Sto scherzando. Ha detto il motorino non lho rubato io.

Pino: Non stato lui? E allora chi stato?

Didi: Un ragazzo italiano, un drogato. Laveva venduto ai marocchini per pochi soldi. Lui, la sera dellincidente, era riuscito a prenderlo ai suoi amici e voleva riportartelo. Per questo mi aveva chiamato.

Pino: E poi cosa ha detto?

Didi: Mi ha dato il numero dello zio cos lo possiamo avvisare.

Pino: E poi?

Didi: E poi sono corsa a chiamare i medici, Ma quando sono tornata non parlava pi. I medici per hanno detto che un buon segno e che presto tutto si risolver e quindi lo potranno dimettere. Limportante che continuiamo a stimolarlo.

Pino: Adesso che so che non stato lui a fregarmi il motorino, lo stimoler pi volentieri. Mi deve dire chi quel disgraziato che me lha rubato.

Didi: Ancora con sto cavolo di motorino.

Pino: Sto cavolo di motorino? Te lo faccio vedere io sto cavolo di motorino.

Didi: Tu non mi fai vedere proprio niente. (Ridendo e allontanandosi dal fratello) Tu, alla fine, fai sempre quello che dico io.

Pino: Io faccio quello che dici tu? (Cerca di avvicinarsi alla sorella che per comincia a scappare). Io ti faccio nera come il tuo marocchino.

Didi: Tu non mi prendi neanche con il tuo scassatissimo motorino!!. (Escono di corsa dopo essersi rincorsi per tutto il palco)


CANZONE: CAPOLINEA

E vivr, canter, sempre lo dir:

questo viaggio non si ferma,

non si ferma al capolinea. (2 v.)

Sar un viaggio di difficolt in salita

dissero a tutti noi.

Un conto in banca e tante credit cards

non ci servono.

lamore quello che

ci servir di pi.

Sar il nostro passe-partout

aprir tutto linfinito.

E vivr, canter, sempre lo dir...

In questo lungo viaggio non si va

mai da soli, mai mai mai mai mai da soli:

c un grande popolo che vive ormai

nellamore.

un popolo che gi cammina in unit

e tutto insieme arriver,

aprir tutto lInfinito.

E vivr, canter, sempre lo dir...

Questo viaggio non si ferma.
E lamore non si ferma. (2v)

(Finale secco.

Si ripete poi la seconda parte della canzone durante la quale entreranno tutti quelli che hanno partecipato allo spettacolo)


CANZONE FINALE: TU SEI CON ME

Porter tutti i giorni miei

la gioia di amare

che sento nel mio cuor

Gioia che mi dai

perch Tu al mio fianco cammini

Sempre canter

che Tu sei con me (3 v.)

Gioia che mi dai

perch Tu al mio fianco cammini

Sempre canter

che Tu sei con me (2 v.)

Tu sei con me (11 v.)

durante la ripetizione della riga finale, lAnna e la Chiara cantano

Mentre cerco il debole Sento Te vicino a me

Mentre dono al povero Sento Te vicino a me

Mentre amo il prossimo Sento Te vicino a me

Mentre prego Te, Signor Sento Te vicino a me

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