Ricorda con rabbia

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RICORDA CON RABBIA

RICORDA CON RABBIA

di John Osborne

PERSONAGGI

Jimmy Porter

Cliff Lewis

Alison Porter

Helena Charles

Colonnello Redfern


ATTO PRIMO

L'appartamento monocamera dei Porter in una grande città dell'Inghilterra centrale. Tardo pomeriggio di aprile.

La scena: una camera abbastanza ampia ricavata da una soffitta in una grande casa vittoriana. Il soffitto è fortemente inclinato da sinistra a destra e termina con due finestrelle basse, davanti alle quali in primo piano a destra c'è una toilette di legno scuro. I mobili sono in gran parte modesti e piuttosto vecchi. Addossato all'angolo destro, un letto a due piazze occupa quasi tutta la parete di fondo, alla quale, nell'ultimo tratto, verso sinistra, è appoggiato uno scaffale pieno di libri. A destra, fra il letto e le finestre, un massiccio cassettone coperto di libri, cravatte, e oggetti disparati, tra cui un grosso orsacchiotto spelacchiato e un soffice scoiattolo. In fondo a sinistra una porta, e accanto a questa, verso il proscenio, una piccola guardaroba. Quasi tutta la parete di sinistra è occupata da un'alta finestra rettangolare, che dà sul pianerottolo, che a sua volta riceve luce da un lucernaio. Accanto alla guardaroba una cucina a gas, e un armadietto dispensa, sopra il quale c'è una piccola radio portatile. Al centro, un massiccio tavolo da pranzo e tre sedie, e verso il proscenio, a destra e a sinistra, due ampie poltrone di cuoio assai malconce.

Quando si alza il sipario, Jirnmy e ClifE sono seduti sulle poltrone, uno a destra l'altro a sinistra. Tutto quello che si può scorgere, sia dell'uno che dell'altro, sono le gambe distese scompostamente che spuntano da sotto i giornali aperti che nascondono alla vista il resto del corpo. Stanno leggendo. Accanto a loro e in mezzo a loro c'è una giungla di giornali e riviste. Quando riusciremo a vederli, scopriremo che Jimmy è un giovane alto e magro di circa venticinque anni; porta una giacca di tweed molto logora e dei pantaloni di flanella. Nuvole di fumo provenienti dalla pipa che sta fumando riempiono la stanza. Jimmy è uno sconcertante miscuglio di sincerità e di allegra malignità, di tenerezza e di spietata crudeltà; irrequieto, pressante, pieno d'orgoglio, un impasto capace di renderlo antipatico sia alla gente sensibile che a quella insensibile. Una sincerità che ferisce, o troppo aperta, come la sua, si conquista pochi amici. A molti può sembrare sensibile al punto da essere volgare, ad altri semplicemente uno che pària troppo. Essere violenti come lui è, a un certo punto, un modo di non compromettersi. Cliff ha la stessa età, è basso, bruno, di ossatura forte; porta un pullover e dei pantaloni grigi nuovi ma molto sgualciti. È un tipo tranquillo e disteso, quasi al punto da apparire letargico, con l'intelligenza naturale ma non brillante caratteristica dell'autodidatta. Se Jimmy allontana l'amore, Cliff sembra esigerlo, o esigerne almeno la dimostrazione, anche dalle persone più riservate. La sua personalità costituisce un placido contrappeso a quella di Jimmy.

Alison è in piedi vicino all'armadietto dispensa, china su un asse da stiro. Accanto a lei c'è un mucchio di biancheria. La sua personalità è la meno facile a comprendersi nella inquieta polifonia di questi tre personaggi. La sua è intonata su una chiave diversa, una chiave di contegnoso disagio che viene spesso coperta nella robusta orchestrazione degli altri due. Essa porta una camicia rosso ciliegia di Jimmy sopra una gonna malandata ma di prezzo, e in questo abbigliamento riesce a sembrare ugualmente elegante. Ha più o meno la stessa età dei due uomini. In qualche modo, la loro diversità fisica rende la bellezza di lei più appariscente di quanto non sia in realtà. È alta, snella, bruna. Il suo viso è lungo e delicato, c'è nel suo sguardo una sorprendente riservatezza: i suoi occhi sono cosi grandi e profondi da escludere ogni ambiguità. La stanza è silenziosa e piena di fumo. L'unico suono è il rumore sordo che fa il ferro da stiro di Alison quando picchia sulla tavola. È una di quelle sere di primavera piuttosto fredde, tutte nuvole e ombre.

Dopo un po' Jimmy butta via il suo giornale.

JIMMY Io mi domando perché passo cosi tutte le domeniche. Persino le recensioni dei libri sembrano le stesse della settimana scorsa. I libri cambiano, le recensioni no. Hai finito di leggere quello?

CLIFF   Non ancora.

JIMMY Io ho letto tre colonne intere sul Romanzo Inglese. E la metà scritte in francese. Anche a te i giornali della domenica fanno quest'effetto, che ti senti ignorante?

CLIFF   Per niente.

JIMMY   Be', tu sei ignorante. Sei un contadino. {Ad Alison) E tu? Tu non sei una contadina, tu?

ALISON {distrattamente)   Come?

JIMMY HO detto se i giornali non ti fanno sentire che in fin dei conti non sei poi tanto intelligente?

ALISON   Oh... non li ho ancora letti.

JIMMY   Non è questo che volevo sapere. Ho detto...

CLIFF   Lasciala in pace, povera figlia! Ha da fare.

JIMMY Be', potrà parlare, almeno! Vero che puoi parlare? Puoi esprimere un'opinione. O i tuoi pesanti doveri di massaia ti impediscono di pensare?

ALISON   Scusami. Ero distratta. Non ho sentito bene.

JIMMY   LO credo che non mi stavi a sentire. Il signor

Porter parla e tutti si voltano dall'altra parte e si addormentano. E la signora Porter dà il via col primo sbadiglio.

CLIFF   Lasciala in pace, ti ho detto.

JIMMY (gridando) Va bene, cara! Torna a dormire. Stavo soltanto parlando. Capisci? Parlavo! Ti ricordi di che si tratta? Scusami tanto.

CLIFF   Piantala di urlare. Sto cercando di leggere.

JIMMY Ma perché ti sforzi tanto? Tanto non ci capisci un accidenti.

CLIFF   Uh huh...

JIMMY   Sei troppo ignorante.

CLIFF   SI, lo so, non ho cultura. E adesso piantala.

JIMMY Perché non te lo fai spiegare da mia moglie? Lei si che ce l'ha, la cultura. (A lei) Non è vero?

CLIFF (gli allunga un calcio da dietro il giornale) Lasciala stare, ti ho detto.

JIMMY Rifallo un'altra volta, maledetto gallese, e ti strappo le orecchie (strappa il giornale dalle mani di Cliff).

CLIFF (sporgendosi in avanti) Senti... io cerco di migliorarmi. Su, lasciami continuare! Sei insopportabile. Su, ridammelo (stende la mano per farsi ridare il giornale).

ALISON Oh, daglielo, Jimmy, per amor di Dio! Non riesco neanche a pensare!

CLIFF Su, avanti, dammi il giornale. Hai sentito che non riesce a pensare.

JIMMY Non riesce a pensare! (Ributta il giornale a Cliff) Ma se non pensa a niente da anni! Non è vero?

ALISON   No!

JIMMY (raccoglie una rivista)   Mi sta venendo fame!

ALISON   Oh no! Non cosi presto!

CLIFF   È un vero maiale.

JIMMY Non sono un maiale. Mi piace mangiare, ecco tutto!

CLIFF Ti piace! Sei come un maniaco sessuale, solo che per te è il mangiare. Andrai a finire in cronaca nera, caro mio! Aspetta e vedrai. James Porter, venticinquenne, è stato condannato la settimana scorsa a quaranta giorni di prigione dopo aver ammesso la sua colpevolezza. Aveva molestato un cavolfiore e due scatole di fagioli mentre tornava a casa dal bar. L'accusato ha detto di non sentirsi bene da qualche tempo e di aver avuto delle amnesie. Ha chiesto inoltre che venisse preso in considerazione il suo eroico comportamento come guardiano di rifugi antiaerei durante la guerra.

JIMMY (sogghigna) Oh sì, sì, si. Mi piace mangiare. E mi piace anche vivere. Hai qualcosa in contrario?

CLIFF Non vedo a che ti serve mangiare tanto. Non ingrassi mai.

JIMMY La gente come me non ingrassa. Te l'ho già spiegato. Noi consumiamo tutto. Adesso falla finita: voglio leggere. Potresti farmi un po' di tè.

CLIFF Santo cielo, ma se ne hai appena finito una teiera piena! Io ne ho preso una tazza sola.

JIMMY   Storie! Fanne un altro po'.

CLIFF (ad Alison) Non è vero? Non ne ho preso una tazza sola, io?

ALISON (senza alzare la testa)   È vero.

CLIFF Hai sentito? E anche lei ne ha preso una tazza sola; l'ho vista. Te lo sei scolato tutto tu.

JIMMY (leggendo la sua rivista)   Metti su l'acqua.

CLIFF Mettila su tu. L'hai ridotto uno straccio, il mio giornale!

JIMMY Io sono l'unico in questa casa che sa come si tratta un giornale, o qualsiasi altra cosa. (Raccoglie un altro giornale) Qui c'è una ragazza che vuole sapere se il suo fidanzato perderà completamente il rispetto per lei se lei gli concede quello che lui esige da lei. Una stupida in calore.

CLIFF   Dille che venga da me, e ti faccio vedere.

JIMMY Ma chi è che compera queste porcherie? (Butta via il giornale) Non hai ancora finito di leggere l'altro giornale letterario?

CLIFF   Quale?

JIMMY Be', ci sono solo due giornali letterari la domenica, quello che stai leggendo tu e questo qui. Avanti, fammi leggere quello e tu prendi il mio.

CLIFF Oh, va bene. (Si scambiano i giornali). Stavo leggendo l'articolo del Vescovo di Bromley. (Si sporge verso Alison) Come stai, tesoro?

ALISON   Benissimo, grazie, caro.

CLIFF (prendendole la mano)   Perché non lasci perdere

tutto e ti siedi un momentino? Hai l'aria stanca.

ALISON (sorridendo)   Ho quasi finito, ormai.

CLIFF (le bacia la mano e le mordicchia le dita uno peruno)   È proprio una gran bella ragazza.

 JIMMY   È quello che mi dicono tutti (il suo sguardo si incontra con quello di Alison).

CLIFF   Che   deliziosa,   adorabile  zampetta  che  hai! Uhmmm... Adesso te la mangio!

ALISON   No! Finirò col bruciargli la camicia!

JIMMY   Ridalle il suo dito e non fare il cretino. Cosa dice il Vescovo di Bromley?

CLIFF (staccandosi da Alison)   Oh, qui dice che lancia un commoventissimo appello a tutti i Cristiani perché cooperino con ogni mezzo alla fabbricazione in serie della bomba H.

JIMMY   Eh si, molto commovente, non c'è che dire. (Ad Alison) Tu sei commossa, mia cara?

ALISON   Certo, naturalmente.

JIMMY Ecco, vedi, perfino mia moglie è commossa. Dovrei proprio mandare un piccolo contributo al Vescovo. Fammi vedere. Cos'altro dice? Dunquedunquedunque... Ah, si, è tutto sconvolto perché qualcuno ha osato insinuare che sostiene i ricchi contro i poveri. Dice che nega le differenze e le distinzioni di classe. « Simili idee sono state con criminosa persistenza sostenute dalle... classi lavoratrici! » Bene! (Guarda gli altri per vedere la loro reazione, ma Cliff sta leggendo ed Alison è intenta a stirare. A Cliff) Tu hai letto quel pezzo?

CLIFF   Uhm?

I due non prestano attenzione a Jimmy che se ne accorge, ma non vuole smettere.

JIMMY (ad Alison)   Non credi che l'avrebbe potuto scrivere tuo padre, eh?

ALISON   Scrivere cosa?

JIMMY   Quel pezzo che ho appena letto, no?

ALISON   Perché l'avrebbe dovuto scrivere mio padre?

JIMMY   C'è più o meno il tono di papà, non trovi?

ALISON   Ti pare?

JIMMY Credi che « Vescovo di Bromley » sia il suo pseudonimo letterario?

CLIFF Non gli dar retta, vuole essere insolente. Del resto per lui è talmente facile!

JIMMY (in fretta) Hai letto di quella donna che è andata a sentire un evangelista americano che predicava a Earls Court? C'erano cinquantamila persone. S'è fatta sotto per consacrarsi all'amore o a qualcosa di simile, e nella folla dei convertiti che si precipitava avanti, s'è ritrovata con quattro costole rotte e ha preso un calcio in testa. Ha urlato con tutta la voce che aveva per il dolore, ma con cinquantamila persone che cantavano freneticamente «Avanti soldati di Cristo», nessuno si è accorto di lei. (Alza la testa di scatto in attesa di una risposta, ma non ne riceve) Delle volte mi chiedo se c'è qualcosa in me che non va. E questo tè arriva?

CLIFF (da dietro il giornale)   Che tè?

JIMMY   Metti su l'acqua.

ALISON (guardando Jimmy)   Vuoi ancora altro tè?

JIMMY   Non so. No, credo di no.

ALISON   Tu ne vuoi, Cliff?

JIMMY No, lui non ne vuole. Ne hai ancora per molto, tu?

ALISON   HO quasi finito.

JIMMY Dio mio! Quanto odio le domeniche! Sono sempre cosi deprimenti, tutto è sempre lo stesso. Da una volta all'altra non si fa un passo avanti. Sempre la stessa cerimonia. Leggiamo i giornali, beviamo il tè, tu stiri. Ancora qualche ora, e un'altra settimana sarà passata. La nostra gioventù se ne va. Ve ne rendete conto?

CLIFF (buttando via il giornale)   Che hai detto?

JIMMY (distrattamente)   Oh, niente, niente. Accidenti a te, accidenti a voi due, accidenti a tutti!

CLIFF   Andiamo al cinema? (Ad Alison) Tu che ne dici, bellezza?

ALISON Non credo che potrò, io. Forse a Jimmy farebbe piacere. (A Jimmy) Ci vuoi andare?

JIMMY A farmi rovinare la serata da quei cretini che ci vanno la domenica sera e per giunta dover stare in prima fila? No, grazie. (Pausa). Avete letto l'articolo di Priestley questa settimana? Perché diavolo ve lo domando, poi, io non lo so. So benissimo che non l'avete letto. Ma perché spendo nove pence ogni settimana per quel giornale della malora? Nessuno lo legge, salvo io. Non gliene importa niente a nessuno. Nessuno riesce a sollevarsi al di sopra della propria deliziosa indolenza. Voi due mi farete impazzire... Com'è vero che son qui. Mi farete impazzire, lo so. Dio mio, quanto ho bisogno di un po' di normale entusiasmo umano. Solo un po' d'entusiasmo, nient'altro. Vorrei sentire una voce calda, piena di emozione che gridasse «Hallelujah» (si batte teatralmente il petto), « Hallelujah »! Sono vivo! Ho un'idea. Perché non facciamo un gioco? Giochiamo a far finta che siamo degli esseri umani, e che siamo vivi sul serio. Solo per un momento. Cosa ne dite? Si, facciamo finta di vivere. (17 suo sguardo va dall'una all'altro) È un secolo che non vedo qualcuno che abbia un briciolo di entusiasmo per qualcosa! ,

CLIFF   Ma che cosa ha detto alla fine?

JIMMY (seccato di essere stato interrotto nella sua indiretta requisitoria contro Alison)   Che cosa ha detto chi?

CLIFFF   Priestley.

JIMMY Quello che dice sempre, mi pare... È come papà... ancora voltato all'indietro, a gettare nostalgiche occhiate di persona soddisfatta verso il crepuscolo edoardiano, dalla sua comoda poltrona pseudorivoluzionaria. Che diavolo hai fatto a quei pantaloni?

CLIFF   Come, cosa ho fatto?

JIMMY Non sono quelli che hai comprato la settimana scorsa? Guardali, hai visto come li ha ridotti! I pantaloni nuovi!

ALISON   Sei tremendo, Cliff. Fanno schifo!

JIMMY Sprechi i tuoi soldi per comprare un paio di calzoni nuovi e poi ti ci sbrachi dentro come un selvaggio. Come pensi di cavartela quando non ci sarò più io a correrti dietro? Eh, come te la caverai? Su, dimmelo!

CLIFF (sorridendo) Non lo so. (Ad Alison) Come farò, bellezza?

ALISON   Sarà meglio che te li levi un momento.

JIMMY   Su, forza, togliteli. E io ne approfitterò per darti un calcio nel sedere.

ALISON   Te li stiro subito, ho il ferro caldo.

CLIFF   Va bene. (Cominciando a toglierseli) Vuoto le tasche e te li do. (Tira fuori le chiavi, i fiammiferi, il fazzoletto).

JIMMY   Mi passi quei fiammiferi, per favore?

CLIFF   Oh, non vorrai ricominciare con quella specie di pipa! Ha impestato tutta la casa. (Ad Alison) Vero che c'è cattivo odore?

Jimmy prende i fiammiferi e accende la pipa.

ALISON   Non ci faccio caso. Mi ci sono abituata.

JIMMY Lei è straordinaria per abituarsi alle cose. Se dovesse morire e svegliarsi in paradiso, dopo i primi cinque minuti si sarebbe abituata perfettamente.

CLIFF (le porge i suoi pantaloni) Grazie bellezza. Mi dai una sigaretta?

JIMMY   Non gliela dare.

CLIFF Non sopporto più il puzzo di quella pipa. Ho bisogno di una sigaretta.

JIMMY Mi pareva che il dottore ti avesse detto: niente sigarette.

CLIFF   Oh, perché non la pianti?

JIMMY Va bene. Sei tu che hai l'ulcera alla fine. Continua cosi, avrai un bel mal di pancia, se è quello che vuoi. Io mi arrendo. Mi arrendo. Sono stufo di darmi da fare per gli altri. E con che risultato poi? (Alison dà una sigaretta a Cliff. Ambedue accendono le sigarette e lei continua a stirare). Nessuno pensa, nessuno si preoccupa. Niente fede, nessuna convinzione e nessun entusiasmo. È una domenica pomeriggio come tutte le altre. (Cliff si risiede in pullover e mutande). Forse c'è un concerto. (Vrende il « Radio Times ») Ah! (Tocca Cliff col piede) Fai un altro po' di tè. (Cliff grugnisce e continua a leggere). Oh, ecco. C'è un concerto di Vau-ghan Williams. È sempre qualcosa. Qualcosa di forte. Qualcosa di semplice. Qualcosa di inglese! La gente come me non è molto portata per il patriottismo, dicono. Qualcuno ha detto che... com'era? La nostra cucina viene da Parigi (questa è buona), la nostra politica da Mosca e la nostra morale da Porto Said. Qualcosa del genere, in ogni modo. Chi era? (Pausa). Be', tanto voi non lo sapreste in ogni modo. Mi spiace ammetterlo, ma credo di poter capire cosa deve aver provato suo padre quando è tornato dall'India dopo tutti quegli anni. È un fatto che la vecchia guardia edoardiana riesce a far sembrare molto attraente quel suo piccolo mondo di dolci fatti in casa, croquet, chiacchiere brillanti ed uniformi più brillanti ancora. Sempre lo stesso quadro: piena estate, lunghe giornate al sole, esili volumi di versi, biancheria di bucato, l'odore di amido. Che quadro romantico! Falso, però, per forza. Di tanto in tanto avranno pure avuto un po' di pioggia. Eppure anch'io in qualche modo lo rimpiango, falso o vero che sia. Chi non ha un mondo suo si diverte a rimpiangere il tramonto di un mondo altrui. Si vede che sto diventando sentimentale. Ma devo dire che è piuttosto squallido vivere nell'Era americana... a meno di essere americani, naturalmente. Forse tutti i nostri figli saranno americani. Questa è una cosa che fa pensare, no?

(Dà un calcio a Cliff e gli grida) Ho detto: è una cosa che fa pensare!

CLIFF   Davvero?

JIMMY Stai li come un pezzo di torrone. Non dovevi preparare il tè? (Cliff grugnisce. Jimmy si rivolge ad Alison) Viene quel tuo amico, Webster, stasera?

ALISON   Può darsi che passi. Sai com'è.

JIMMY Speriamo di no. Non credo che potrei sopportarlo stasera!

ALISON T'avevo sentito dire che è l'unica persona che parli la tua stessa lingua, se non sbaglio.

JIMMY Ed è vero. Il dialetto è diverso, ma la lingua è la stessa. Mi è simpatico. Ha mordente, slancio, vitalità...

ALISON   Entusiasmo.

JIMMY L'hai detto. Quando viene da noi, mi sento subito più vivo. Io non gli sono simpatico. Però mi dà qualcosa che è più importante di quello che mi dà la maggior parte della gente. Questo, beninteso, da quando...

ALISON Si, lo sappiamo. Da quando non stai più con Madeline. (Piega la biancheria che ha stirato e la porta sul letto).

CLIFF (da dietro il giornale)   Chi è Madeline?

ALISON Oh, svegliati, caro! Devi aver sentito parlare di Madeline fin troppe volte. Era la sua amante. Ti ricordi? quando lui aveva quattordici anni. O forse ne aveva tredici?

JIMMY   Diciotto.

ALISON   Jimmy deve più o meno tutto a Madeline.

CLIFF Faccio una confusione con tutte le tue donne! Era quella che era tanto più vecchia di te?

JIMMY   Aveva dieci anni più di me.

CLIFF   Una specie di Maichbanks e Candida.

JIMMY   A che ora era il concerto? (Guarda il giornale).

CLIFF (sbadiglia) Oh, che sonno che ho. Proprio non me la sento di tornare dietro a quella maledetta bancarella a vendere dolci. Perché non ci vai tu da solo e mi lasci dormire, domattina?

JIMMY Io devo andare prestissimo alla fabbrica a fare rifornimento, cosi dovrai cavartela da solo. Mancano cinque minuti. (Alison è tornata al tavolo da stiro. È ferma con le braccia incrociate, fuma e ha lo sguardo fisso). C'era più vivacità nel suo mignolo che in voi due messi insieme.

CLIFF   Nel mignolo di chi?

ALISON   Nel mignolo di Madeline.

JIMMY La sua curiosità per le cose e per la gente era qualcosa di prodigioso. Non era la curiosità di un ficcanaso. Con lei era semplicemente il piacere di essere svegli e di guardarsi intorno.

Alison comincia a stirare i pantaloni di Cliff.

CLIFF (dietro il giornale) Quasi quasi lo faccio un po' di tè, dopo tutto.

JIMMY (sommessamente) Essere con lei era già un'avventura meravigliosa. Perfino salire con lei su un autobus era come partire con Ulisse.

CLIFF Non direi che Webster somigli molto ad Ulisse. È una specie di orrido diavoletto.

JIMMY Non sto parlando di "Webster, stupido. Del resto è una persona in gamba, a modo suo. Una specie di Emily Brontè femmina. In ogni modo è l'unico dei tuoi amici (ad Alison) che valga due soldi. Mi sorprende che tu vada d'accordo con lui!

ALISON   Sorprende anche lui, credo.

JIMMY (si alza, va alla finestra di destra e guarda fuori) Non solo ha del nerbo, ma anche della sensibilità. Il che è forse la combinazione più rara che esista. Nessuno dei tuoi amici salvo lui ha queste doti.

ALISON (molto calma e seria) Jimmy, per favore, smettila.

Jimmy si volta a guardare Alison. Il tono stanco, di preghiera, della voce di lei lo ferma momentaneamente. Ma presto sarà pronto per un nuovo assalto. Va al centro della scena dietro Cliff, e si ferma guardando la testa di lui.

JIMMY   I tuoi amici... te li raccomando!

CLIFF (borbottando) Smettila. Lasciala in pace! che mi sta stirando i calzoni.

JIMMY (soprapensiero) Non crederai che io riesca a smuoverla! Niente di ciò che posso fare riuscirebbe a smuoverla! Neanche se dovessi cadere fulminato.

CLIFF   E perché non ci provi?

JIMMY Sono tutti aggressivi come suo padre e sua madre; aggressivi, arroganti e pieni di perfidia. Oppure sono nebulosi. Lei è una specie di via di mezzo.

CLIFF Perché non ti occupi del tuo concerto? E poi non stare fermo lì dietro; questo ronzio insopportabile dietro la schiena mi dà una spiacevole sensazione alla spina dorsale. (Jimmy gli tira le orecchie e Cliff urla. Jimmy gli sorride). Mi fai male; sadico maledetto! (Ad Alison) Mi piacerebbe che un giorno tu gli rompessi la testa!

JIMMY (piazzandosi tra gli altri due) Non hai mai visto suo fratello? Suo fratello Nigel? Il meraviglioso frutto del collegio di Sandhurst, con la schiena rigida e senza mento? Io l'ho visto una volta sola. Mi ha detto: « Andiamo fuori a regolare la questione », perché io avevo detto a sua madre che era una creatura malefica.

CLIFF   E tu ci sei andato?

JIMMY Non sono mica matto! È alto due palmi più di me! In ogni modo non ho mai sentito tanti educati luoghi comuni venir fuori da sotto una sola bombetta. L'insipienza astrale, ecco cos'è suo fratello Nigel! Lo chiameranno a far parte del governo, prima o poi, ci puoi contare. Ma c'è, in un luogo imprecisato di quella mente, la confusa nozione che lui e i suoi pari stanno imbrogliando e derubando la gente da generazioni. (Viene avanti e si volta) Vedi, Nigel ha raggiunto il massimo grado di nebulosità cui si possa arrivare prima di essere invisibili. E gli uomini politici invisibili non servono molto a nessuno... neanche ai loro elettori. E niente è più nebuloso in Nigel che la sua conoscenza. La sua conoscenza della vita e degli esseri umani normali è cosi nebulosa che veramente meriterebbe una specie di decorazione - una medaglia col motto «Per Nebulosità sul Campo ». Anche se nebulosi, i dubbi di coscienza non lo tormentano (toma indietro). Inoltre è un buon patriota e un buon inglese e non ammetterebbe mai di essere da anni un traditore dei suoi compatrioti, e allora che cosa fa? L'unica cosa che può fare, trasforma la sua stupidità in un santuario in cui si rifugia. L'unico mezzo di mantenere le cose cosi come sono sempre state è di rendere ogni alternativa troppo grande perché il suo povero, minuscolo cervello, la possa afferrare. Oggigiorno è un'operazione piuttosto difficile. Ci vuole uno sforzo notevole. Ma alla scuola dove è stato Nigel sapevano come si forma il carattere, e lui ce la farà senz'altro. Non vi preoccupate, ce la farà. E, oltre tutto, ce la farà meglio di chiunque altro.

Silenzio, interrotto solo dai tonfi del ferro di Alison. Gli occhi di lei sono fissi sul suo lavoro. Cliff fissa il pavimento. La sua allegria per il momento è caduta. Jimmy è trionfante ma non sicuro. Non riesce a guardarli in faccia per vedere la loro reazione alla sua tirata. Si avvia alla finestra per riprendersi e guarda fuori.

JIMMY Piove. Era proprio quello che ci mancava. Questa stanza e la pioggia. (Non ha avuto risposta, ma deve riuscire a provocarli in qualche modo. In tono mondano) Ecco la famiglia della mia mogliettina. Conosci la mamma e il papà, naturalmente. Ma non devi lasciarti ingannare dal loro stile «marchese di Queens-berry». Son capaci di pigliarti a calci mentre dai il cappello alla cameriera. E quanto a Nigel ed Alison... (in tono reverente, da predicatore) Nigel ed Alison. Sono esattamente come i loro nomi ti fanno pensare che siano: servili, flemmatici e pusillanimi.

CLIFF II concerto dev'essere cominciato, a quest'ora. Accendo la radio?

JIMMY HO cercato quella parola nel dizionario l'altro giorno. È una di quelle parole del cui significato non sono mai stato sicuro, ma che ho sempre creduto di capire.

CLIFF   Quale parola?

JIMMY Te l'ho detto: pusillanime. Sai cosa vuol dire? (Cliff scuote la testa). Non lo sapevo neanch'io, veramente. Per tutto questo tempo sono stato sposato a questa donna, questo monumento di distacco, e improvvisamente ho scoperto che esiste una parola che la riassùme tutta. Non è soltanto un aggettivo della nostra lingua che serve a definirla: è il suo nome! Pusillanime! Sembra il nome di una corpulenta matrona romana, no? Domina Pusillanime accompagnata dal marito Sesto fotografata mentre si reca ai Giochi. (Cliff sembra turbato e guarda Alison con imbarazzo). Povero Sesto! Se lo mettessero in un film americano, la sua parte sarebbe talmente insignificante che la darebbero a un attore inglese. E lui non lo sa, ma prima che il film sia finito quei bonaccioni di cristiani gli porteranno via la moglie fra gli splendori del suono stereofonico. (Alison si appoggia alla tavola da stiro e chiude gli occhi). Hanno promesso a Domina Pusillanime un mondo migliore e più facile di quello che il povero Sesto avrebbe mai potuto offrirle. Ehi, Pusi. che ne dici? Facciamo un salto giù all'arena, a darci in pasto a un paio di leoni?

ALISON   Dio mio! Se non la smette divento pazza!

JIMMY E perché non lo fai? Almeno succederebbe qualcosa. (Va verso il cassettone a destra) Ma non ti ho ancora detto cosa vuol dire. (Prende il dizionario) Non c'è bisogno che lo dica a lei, lei lo sa. Anzi, se mi esprimo male lei aspetterà un momento abbastanza «pubblico» per correggermi. Eccoci. Dice «Pusillanime. Aggettivo: che manca di fermezza, di poco coraggio, di mente ristretta, d'animo vile, codardo, che si turba della più piccola cosa. Dal latino " pusillus ", piccolissimo, e "animus", spirito, mente». (Chiude rumorosamente il dizionario) Ecco mia moglie! Tale e quale! Eccovi Lady Pusillanime! (Le grida con voce roca) Ehi, Pusi? Qual è il tuo prossimo film? (La guarda aspettando che scoppi).

Per un attimo la faccia di Alison sembra tendersi, e pare che stia per gettare la testa indietro e gridare. Ma le passa subito. È abituata a questi attacchi accuratamente preparati e probabilmente per questa sera lui non avrà il suo trionfo. Essa continua a stirare. Jimmy attraversa la scena e accende la radio. Il concerto di Vaughan Williams è cominciato. Lui torna alla sua poltrona, vi si distende e chiude gli occhi.

ALISON (dando i pantaloni a Cliff) Ecco fatto, caro. Non è una stiratura perfetta, ma vanno un po' meglio di prima.

Cliff si alza e li mette.

CLIFF   Oh, vanno benissimo!

ALISON E adesso stacci un po' attento. Te li stirerò meglio pivi tardi.

CLIFF Grazie, mia adorata, mia bellissima. (Le mette le braccia intorno alla vita e la bacia).

Alison sorride e gli tira il naso. Jimmy li guarda.

ALISON   Fumiamoci un'altra sigaretta, ti va?

CLIFF   Buona idea. Dove sono?

ALISON   Sulla cucina. Tu ne vuoi una, Jimmy?

JIMMY   No, grazie. Sto cercando di ascoltare. Ti dispiace?

CLIFF Vostra signoria ci scusi! (Mette una sigaretta in bocca ad Alison, ne prende una per sé e l'accende. Poi si siede e prende il giornale).

Alison torna al tavolo da stiro. Cliff posa il giornale, ne prende un altro e lo sfoglia.

JIMMY  Devi proprio fare tutto questo chiasso?

CLIFF   Scusami.

JIMMY È una cosa abbastanza semplice, sai, voltare una pagina. In ogni modo quello è il mio giornale. (Glielo strappa di mano).

CLIFF   Quanto sei meschino!

JIMMY Per nove pence lo puoi avere in qualsiasi edicola. Ora lasciami sentire la musica, per favore. (Pausa. Ad Alison) Hai intenzione di continuare ancora per molto?

ALISON   Perché?

JIMMY   Forse non l'hai notato, ma disturba la radio.

ALISON   Mi spiace. Ma non ne ho per molto, ancora.

Pausa. Il rumore del ferro si mescola con la musica. Cliff si agita sulla poltrona. Jimmy guarda Alison, il suo piede ha delle contrazioni minacciose. Poi si alza, va alla radio e la spegne, passando davanti ad Alison.

ALISON   Perché l'hai spenta?

JIMMY   Volevo ascoltare il concerto.

ALISON   Bene, e chi te lo impedisce?

JIMMY Tutti fanno un chiasso tale, qui dentro! Ecco cosa me lo impedisce!

ALISON Mi dispiace molto ma non posso lasciar perdere tutto perché tu vuoi ascoltare la musica.

JIMMY   E perché no?

ALISON   Sei proprio un bambino, Jimmy.

JIMMY Non parlarmi con quel tono di condiscendenza. (A Cliff) È cosi goffa. Io la vedo ripetere gli stessi gesti tutte le sere. Quando sale sul letto è come se pestasse la faccia di qualcuno, e poi tira le tendine con un gran fracasso in quel suo modo casualmente distruttivo. E come se stesse varando una corazzata. Non hai mai notato quanto rumore fanno le donne? (Passa davanti alle poltrone e va verso sinistra) Pensaci! Come picchiano sul pavimento quando ci camminano sopra. O le hai mai guardate quando stanno sedute alle loro toilettes e lasciano cadere le loro armi, sbatacchiando scatole, spazzole e rossetti? (Si gira verso la «toilette») Ho avuto modo di studiarla tutte le sere. Quando vedi una donna davanti al suo specchio ti rendi veramente conto che è un macellaio. (Si gira verso il centro) Hai mai visto un vecchio arabo quando ficca le dita luride in uno di quei loro intingoli che sudano grasso di montone? Bene, lei è lo stesso. Grazie al cielo non ci sono tante donne chirurgo. Quelle mani brutali ti tirerebbero fuori le budella in un momento! Flip! Tutte di fuori, come la cipria fuori dalla sua scatola. Flop! Di nuovo dentro, come il piumino nel portacipria.

CLIFF (con una smorfia)   Uffa! Piantala!

JIMMY (venendo avanti) Spargerebbe le tue budella come forcine per tutto il pavimento. Bisogna avere un fondo di insensibilità per essere cosi rumorosi e goffi. (Va verso il centro e si appoggia alla tavola) Una volta abitavo sotto all'appartamento di due ragazze. Si sentivano tutte le cose che quelle schifose facevano, una per una, giorno e notte. Le azioni più semplici, più normali erano una specie di assalto, di carica al tuo sistema nervoso. Ho provato a supplicarle; sono arrivato perfino a urlare su per le scale le oscenità più ingegnose che potevo inventare al loro indirizzo. Niente, niente poteva smuoverle. Per quelle due, anche andare semplicemente al gabinetto prendeva l'aspetto di un assedio medievale. E alla fine hanno vinto loro, me ne sono dovuto andare. E credo che siano ancora là. O forse adesso sono sposate e stanno facendo impazzire due altri poveri diavoli, sbattendo porte, pestando i loro tacchi alti, rumoreggiando con ferri da stiro, pentole... l'eterno infernale clangore della donna. (Fuori, cominciano a suonare le campane della chiesa). Accidenti! Adesso ci si mettono anche quelle maledette campane! (Corre alla finestra) Piantatela! Smettetela di suonare! Qui c'è gente che sta per impazzire! Non le voglio più sentire!

ALISON E non gridare! (si riprende subito) o farai salire la Drury.

JIMMY Non me ne importa niente della Drury, quella mite vecchia signora non m'incanta anche se riesce a farvela, a voi due. È una vecchia ladra. Si fa dare più che abbastanza da noi per questo buco. In ogni modo, probabilmente adesso è in chiesa... (indica la finestra) a fare l'altalena su quelle maledette campane.

CLIFF (va alla finestra e la chiude) Avanti, fai il bravo ragazzo. Adesso vi porto tutti fuori e andiamo a bere qualcosa.

JIMMY   I bar non sono ancora aperti. È domenica. Non lo sai? E poi sta piovendo.

CLIFF E allora balliamo? (Trascina per la stanza Jimmy che non è afatto d'umore per questo genere di scenette) Viene spesso in questo locale, signorina?

JIMMY Solo nella stagione dell'accoppiamento. Va bene, va bene, molto divertente. (Cerca di sfuggirgli. Cliff lo tiene come una morsa). Lasciami andare.

CLIFF Non ti lascio finché non ti sarai scusato di essere stato cosi villano con tutti quanti. Crede che quest'anno i seni si porteranno all'insù o all'ingiù?

JIMMY Ti troverai tutti i denti giù fra un momento, se non la pianti. (Fa uno sforzo per liberarsi).

Cliff lo trattiene. Cadono a terra davanti alla tavola lottando. Alison continua a stirare. Per lei tutto questo è normale, ciononostante sta per scoppiare. Cliff riesce a liberarsi e si trova davanti alla tavola da stiro. Jimmy balza in piedi. Lottano di nuovo.

ALISON Fate attenzione, per amor di Dio, Questa casa somiglia ogni giorno di più a uno zoo!

Jimmy con uno sforzo premeditato e frenetico riesce a spingere Cliff sul tavolo da stiro, e addosso ad Alison.

11 tavolo si rovescia e i due finiscono per terra. Alison manda un grido di dolore. Jimmy li guarda dall'alto, interdetto e senza fiato.

CLIFF (alzandosi)   Si è fatta male! Come va? Stai bene?

ALISON   Se ti pare che stia bene!...

CLIFF   Si è scottata il braccio col ferro.

JIMMY   Scusami, tesoro.

ALISON   Fuori!

JIMMY   Mi dispiace, credimi! Tu pensi che io l'abbia fatto apposta...

ALISON (scuotendo disperatamente la testa)   Ho detto: fuori! vattene!

Jimmy la fissa incerto. Cliff gli fa un cenno e lui si volta ed esce.

CLIFF Sarà meglio che ti metta a sedere. (La sostiene fino alla poltrona a destra) Sei un po' pallida. Va meglio ?

ALISON   Si, grazie. Ora sto bene.

CLIFF Diamo un'occhiata a questo braccio. (Lo esamina) Si, è tutto rosso. Ti farà male tra poco. Cosa possiamo fare?

ALISON Oh, ma non è grave. Non riesco mai a ricordarmi cosa si fa per le scottature. Adesso ci metto un po' di sapone.

CLIFF   Faccio un salto giù a prendertelo. Sei sicura che non hai bisogno di niente?

ALISON   Si.

CLIFF (andando verso la porta) Ci metto un minuto. (Esce).

Alison si distende nella poltrona e alza gli occhi al soffitto. Ha un profondo sospiro, e si porta le mani al viso. Lascia ricadere il braccio ferito con una smorfia di dolore. Si passa una mano tra i capelli.

ALISON (in un bisbiglio tra i denti)   Oh, Dio!

CLIFF (rientra con un pezzo di sapone)   È una di quelle porcherie profumate. Credi che andrà bene?

ALISON   Andrà benone.

CLIFF Allora siamo a posto. Dammi il braccio. (Si inginocchia accanto a lei che gli porge il braccio) L'ho già bagnato. È abbastanza morbido. Farò piano piano. (Con molta attenzione strofina il sapone sulla scottatura) Va bene? (Lei annuisce). Sei una ragazza coraggiosa.

ALISON Non mi sento molto coraggiosa. (Si sentono le lacrime nella sua voce). Davvero, Cliff. Credimi, non ce la faccio più. (Volta la testa) Ho anche la nausea, adesso.

CLIFF È tutto passato. (Mette via il sapone) Vuoi che ti prenda qualcosa? (Alison scuote la testa. Cliff si siede sul bracciolo della poltrona e le mette un braccio intorno alle spalle. Lei si appoggia a lui con la testa). Non devi tormentarti, cara. (Le massaggia la nuca).

Alison piega la testa in avanti.

ALISON Dov'è adesso?

CLIFF In camera mia.

ALISON   Che sta facendo?

CLIFF Sta sul letto. Legge, credo. (Carezzandole la nuca) Va meglio?

ALISON (si lascia andare e chiude gli occhi)   Sei un tesoro.

CLIFF (la bacia sui capelli) Non credo che avrei ancora il coraggio di vivere da solo... malgrado tutto. Sono piuttosto orso e abbastanza qualunque come tipo, e quando sto per conto mio sono peggio ancora. E poi ci si affeziona alla gente, purtroppo.

ALISON Non voglio più sentir parlare d'amore. Mai più. È una cosa finita.

CLIFF Sei troppo giovane per arrenderti e rinunciare. Troppo giovane e troppo bella. Forse sarebbe meglio bendarlo... che ne pensi?

ALISON Ci dev'essere una benda sulla toilette. (Cliff va alla «toilette»). Se provo a guardarmi indietro, fin dove arrivano i miei ricordi, non riesco più a immaginare com'era sentirsi giovani. Jimmy mi diceva la stessa cosa l'altro giorno. E io ho fatto finta di non sentire, forse perché cosi sapevo di ferirlo. E, naturalmente, lui è andato su tutte le furie come stasera. Ma io sapevo benissimo cosa voleva dire. Certo sarebbe stato cosi facile dire: « Si, caro. Capisco benissimo cosa vuoi dire. So quello che stai provando in questo momento ». (Alza le spalle) È una di quelle cose facili che per noi sono diventate impossibili.

CLIFF (è a sinistra, con la benda in mano e le volta la schiena) Mi domando per quanto tempo ancora resisterò a guardare voi due che vi dilaniate a vicenda. Certe volte è veramente sgradevole.

ALISON   Non penserai sul serio di andartene, vero?

CLIFF   Credo di no. (Le si avvicina).

ALISON Sai, ho paura. Se soltanto sapessi come andrà a finire.

CLIFF (si inginocchia sul bracciolo della poltrona) Da' qua. (Alison gli porge il braccio). Dimmi se ti faccio male... (La fascia).

ALISON (guardandosi il braccio)   Cliff...

CLIFF   Uhm?... (Breve pausa). Cosa c'è, cara?

ALISON   Niente.

CLIFF   Ho detto: «cosa c'è?»

ALISON   Vedi... (Esita) Aspetto un bambino.

CLIFF {dopo un momento)   Dove sono le forbici?

ALISON   Sono là sopra.

CLIFF (va verso la «toilette»)   È un bell'affare! Quando te ne sei accorta?

ALISON   Pochi giorni fa. Ti assicuro che è stato un colpo.

CLIFF   Eh, direi!

ALISON Dopo tre anni di vita matrimoniale ci sono cascata.

CLIFF Ci si casca tutti, una volta o l'altra. (Si avvicina a lei) Devo dire però che mi sorprende.

ALISON È sempre stata una cosa fuori questione. Con questa casa, e senza soldi e... oh... tutto il resto. E lui ci avrebbe tenuto molto, lo so. Che si può fare?

CLIFF   Non glielo hai ancora detto?

ALISON   NO, non ancora.

CLIFF   Cos'hai intenzione di fare?

ALISON   Non ne ho idea.

CLIFF (taglia la benda e la lega)   Troppo stretto cosi?

ALISON Va benissimo, grazie. (Si alza, va al tavolo da stiro, lo piega e lo appoggia contro l'armadietto dispensa a destra).

CLIFF   E non è possibile...

ALISON Non è possibile impedire la cosa? (Mette il ferro da stiro sulla stufa) Non ne sono ancora sicura. Forse si. Se non è troppo tardi non ci sarebbero più problemi, no?

CLIFF E se è troppo tardi? (Alison nasconde il viso e scuote la testa). Perché non glielo dici adesso? (Lei si inginocchia per raccogliere la biancheria per terra e comincia a piegarla). Dopo tutto lui ti ama. Non c'è bisogno che te lo dica io.

ALISON Non capisci? Sospetterà immediatamente che io ho qualche segreto interesse. Dice sempre che io so quanto è vulnerabile. Stasera magari la prenderebbe bene, e dopo si farebbe anche l'amore. Ma poi? Rimarremmo svegli tutti e due, aspettando di vedere la luce entrare attraverso quella finestra e con la paura del giorno. E al mattino lui si sentirebbe imbrogliato, come se io stessi cercando, e nel peggiore dei modi, di imprigionarlo. E dopo mi vedrebbe diventare ogni giorno più grossa e io non avrei più il coraggio di guardarlo.

CLIFF È una situazione che probabilmente dovrai affrontare, cara.

ALISON Jimmy, lo sai, ha un senso morale tutto suo. Quello che mia madre chiama «elastico». È abbastanza libero, naturalmente, ma può essere rigidissimo. Sai, è buffo, ma non siamo mai andati a letto insieme prima di essere sposati.

CLIFF   Eh si, è buffo... conoscendolo!

ALISON Ci conoscevamo da cosi poco tempo, e tutto andava a una tale velocità che non abbiamo mai avuto l'occasione. E dopo, mi ha rinfacciato la mia verginità. Gli dava fastidio, come se io in qualche strano modo lo avessi ingannato. Sembrava credere che il fatto che io fossi vergine lo avrebbe sporcato.

CLIFF   Non ti avevo mai sentito parlare di lui cosi. Gli farebbe proprio piacere.

ALISON   Si, credo anch'io. (Si alza, la biancheria piegata sul braccio) Credi che abbia ragione lui?   

CLIFF   A proposito di che?

ALISON   Oh... di tutto quanto.

CLIFF Be', credo che lui e io la pensiamo allo stesso modo su parecchie cose, perché ci somigliamo in molti modi. Per esempio, tutti e due veniamo dallo stesso ambiente operaio. Oh, lo so, certi suoi parenti, da parte di madre, sono gente molto su, come i tuoi, ma lui li odia esattamente come odia i tuoi. Chissà poi perché. In ogni modo, lui va d'accordo con me perché sono un tipo ordinario. (Ridacchia) Ordinario come l'immondizia, ecco il mio motto.

Alison gli accarezza la testa, pensierosa.

ALISON   E tu credi che gli dovrei dire del bambino?

CLIFF (si alza e l'abbraccia)   Andrà tutto bene, vedrai, diglielo. (La bacia).

Entra Jimmy. Li guarda con curiosità ma senza sorpresa. I due si accorgono della sua presenza ma non danno segno di averla notata. Lui va alla poltrona a sinistra, vicino a loro, prende un giornale e comincia a leggere. Cliff lo guarda, la testa di Alison è contro la sua guancia.

CLIFF Ah sei qui, vecchio mascalzone! Dove sei stato?

JIMMY   Sai benissimo dove sono stato. (Senza guardarla) Come va il braccio?

ALISON   Oh, va benone. Non era grave.

CLIFF   È bella, vero?

JIMMY   LO dici con convinzione.

Cliff e Alison sono sempre abbracciati.

CLIFF Perché diavolo ti abbia sposato io non riesco a capire.

JIMMY   Credi che sarebbe stata meglio con te?

CLIFF   Io non sono il suo tipo. Non è vero, tesoro?

ALISON   Non so quale sia il mio tipo.

JIMMY Ma perché non ve ne andate a letto tutti e due, e cosi la fate finita?

ALISON   Sai, credo che lo dica sul serio.

JIMMY Infatti. Non riesco a concentrarmi con voi che state li in quel modo.

CLIFF   In fondo non è altro che un vecchio puritano.

JIMMY Sarà anche vero. In ogni modo avete un'aria piuttosto cretina tutti e due li a sbavare uno sull'altro!

CLIFF IO la trovo bella. E anche tu, soltanto sei troppo vigliacco per ammetterlo.

JIMMY Sei solo un piccolo gallese tutto sesso! Papà e mammina diventano pallidi e guardano nel vuoto ogni volta che si ricordano che lei è sposata con me. Ma se dovessero vedere quello che succede qua dentro, avrebbero un collasso. Tra parentesi mi domando cosa farebbero; credo che chiamerebbero la polizia. (Affettuoso) Hai una sigaretta?

ALISON (staccandosi da Cliff) Adesso guardo. (Va a frugare nella sua borsa che sta sulla tavola a sinistra).

JIMMY (indicando Cliff) Ogni giorno che passa assomiglia di più a un topo, no? (Sta tentando di reinserirsi) È un topo, tale e quale. Guarda le sue orecchie, e il muso e quelle gambette corte.

ALISON (che sta cercando nella borsa) Non è che somiglia a un topo: è un topo. Ecco perché.

CLIFF   Iik! Iik! Sono un topo!

JIMMY   Un piccolo topiciattolo.

CLIFF (saltella intorno alla tavola e squittisce) _ Sono un topo. Sono un topo. Sono un piccolo topiciattolo. E questa danza è una topesca.

JIMMY   Una che?

CLIFF Una topesca. È la moresca dei topi. JIMMY   E poi puzzi. Dico sul serio, lo sai?

CLIFF Non quanto te, brutta specie di vecchio orsaccio. (Gli acchiappa un piede) Sei un vecchio orso puzzolente, mi senti?

JIMMY Lascia stare il mio piede, non sei altro che un deficiente, un mezzo scemo; mi fai venire la nausea. Se non mi lasci stare ti taglio la coda!

Cliff lo tira e Jimmy casca sul pavimento. Alison li guarda pacificata e improvvisamente piena di affetto.

ALISON   Le sigarette sono finite.

Cliff sta trascinando Jimmy per i piedi.

JIMMY (urlando)   Vai subito a prendere le sigarette e smettila di fare il cretino!

CLIFF   Va bene. (Lascia andare all'improvviso la gamba di Jimmy che urla di nuovo quando sbatte la testa sul pavimento).

ALISON Eccoti i soldi. Il tabaccaio all'angolo deve essere aperto.

CLIFF   Va bene. (La bacia in fretta sulla fronte) Non ti dimenticare. (Va alla porta).

JIMMY   E adesso vattene. Va' all'inferno.

CLIFF (sulla porta)   Ehi, piccolo!

JIMMY   Cosa vuoi?

CLIFF   Prepara una bella teiera piena.

JIMMY (alzandosi)   Ti sbrano, prima.

CLIFF (ridendo)   Cosi va bene! (Esce).

Jimmy è accanto ad Alison che sta ancora cercando nella borsa. Lei si accorge della presenza di lui e dopo qualche istante chiude la borsa. Lui le prende il braccio fasciato.

JIMMY   Ti fa male?

ALISON   Finito. Non era niente.

JIMMY Queste ginnastiche cretine possono diventare pericolose. (Si siede sul bordo del tavolo tenendole la mano) Mi dispiace.

ALISON   LO so.

JIMMY   LO dico sul serio.

ALISON   Non c'è niente da scusarsi.

JIMMY   E l'ho fatto apposta.

ALISON   LO SO.

JIMMY Non c'è momento in cui io non ti osservi e non ti desideri. E allora devo sfogarmi in qualche modo. Sono quasi quattro anni che stiamo insieme nella stessa stanza giorno e notte, e non riesco ancora ad impedirmi di sudare quando ti vedo... fare qualcosa di cosi normale come appoggiarti a un ferro da stiro. (Alison^ gli carezza la testa, non è ancora del tutto sicura). Il guaio... è... il guaio è che ci si abitua alla gente. I loro gesti piti comuni diventano indispensabili. Indispensabili... e un po' misteriosi. (Appoggia la testa contro lajpalla di lei cercando di esprimere quello che pensa) È come se... devo avere un mucchio di... fondi di magazzino... Nessuno li vuole... (Appoggia la testa contro il ventre di lei).

Alison continua ad accarezzargli la testa, ancora un po' sulla difensiva. Lui alza la testa e si baciano appassionatamente.

ALISON   Cosa vorresti fare? Andare fuori a bere?

JIMMY   So quello che vorrei fare adesso.

ALISON (gli prende la testa tra le mani e lo bacia) Bisogna aspettare l'ora giusta.

JIMMY   Tutte le ore sono buone.

ALISON   Cliff sarà qui tra un minuto.

JIMMY Cosa voleva dire quando è uscito: «Non ti dimenticare»?...

ALISON   Qualcosa che ho intenzione di dirti.

JIMMY (baciandola di nuovo) Gli sei molto affezionata, vero?

ALISON   Si, molto.

JIMMY È l'unico amico che mi sia rimasto, a quanto pare. La gente sparisce. Non li si rivede più. Mi ricordo tanti nomi, di uomini e di donne; nomi di quando ero a scuola: Watson, Roberts, Davies, Jenny, Madeline, Hugh... (Pausa). E poi c'è la mamma di Hugh, naturalmente... L'avevo quasi dimenticata! È sempre stata una buona amica per noi, se me lo lasci dire. Se non era per lei, non avremmo la bancarella, oggi. Prima l'ha comprata, poi l'ha ceduta a noi. E ti vuol bene sul serio! Non sono mai riuscito a capire perché la tratti cosi freddamente.

ALISON (allarmata dalla minaccia di un cambiamento di umore)   Jimmy, ti prego!

JIMMY (guardando il suo volto ansioso) Sei molto bella. Un bello scoiattolo dagli occhioni nocciola. (Alison annuisce sorridendo con sollievo). Uno scoiattolo che ammassa e rosicchia tutto il giorno. (Alison mima la scena). Con una pelliccia lucida lucida, brillante, e una coda come una piuma di struzzo.

ALISON   Uiiiiiiiiiii!

JIMMY   Quanto ti invidio! (La guarda).

ALISON (gli mette le braccia al collo) Si, ma anche tu sei un magnifico orso. Uno splendido, meraviglioso super-orso !

JIMMY   Gli orsi e gli scoiattoli sono meravigliosi.

ALISON   Meravigliosi e belli! (Eccitata saltella su e giù imitando le mosse dello scoiattolo) Uuuhh! Uuuuh!

JIMMY   Che diavolo fai?

ALISON   È una danza che fanno gli scoiattoli quando sono felici! (Si abbracciano).

JIMMY   Cosa ti fa pensare che sei felice?

ALISON   Tutto sembra di nuovo andar bene. Ecco tutto, Jimmy.

JIMMY   Si?

ALISON   Ti ricordi che dovevo dirti qualcosa?

JIMMY   E allora?

Appare Cliff sulla soglia.

CLIFF Non ho potuto neanche uscire dal portone. La Drury non era andata in chiesa. Non sono riuscito a sganciarmi. (Ad Alison) C'è qualcuno al telefono per te.

ALISON   Al telefono? E chi può essere?

CLIFF   Helena non so cosa.

Jimmy ed Alison si scambiano un rapido sguardo.

JIMMY   Helena Charles?

CLIFF   Proprio lei.

ALISON   Grazie, Cliff. Torno subito!

CLIFF Se ci riesci. La Drury ti tratterrà fino al giorno del giudizio. È convinta che noi non teniamo questo posto abbastanza pulito. (Si siede nella poltrona a destra) Brutto porco, credevo che mi avessi fatto un po' di tè. (jimmy non risponde). Che ti succede?

JIMMY (piano)   Quella schifosa!

CLIFF   Chi?

JIMMY (tra sé)   Helena Charles.

CLIFF   E chi è questa Helena?

JIMMY   È una delle sue amiche d'una volta. E una mia naturale nemica. Sei seduto sulla mia poltrona.

CLIFF   Usciamo a bere qualcosa.

JIMMY   Non mi va.

CLIFF   Ma come, prima morivi dalla voglia...

JIMMY Cosa vorrà? Perché avrà telefonato? Certo non sarà niente di piacevole. Oh, del resto fra poco lo sapremo. (Siede sulla tavola) Cinque minuti fa le cose andavano tanto bene! E poi ne ho abbastanza di tutto questo spreco di energie per colpa delle donne. Davvero ti fa venire voglia di farti frate! Certe volte invidio quasi il vecchio Gide e i suoi ragazzetti del Coro Greco. Oh, non voglio dire che anche per loro non sia un inferno. Ma almeno danno l'idea di avercela, una causa per combattere... Non sarà una causa particolarmente buona, d'accordo, ma molti di loro sembrano animati da un fuoco rivoluzionario, che la maggior parte di noi nemmeno se lo sogna più. Guarda Webster, per esempio. Non gli sono simpatico... del resto ai tipi di quel genere non vado a genio, di solito. (Parla per parlare, senza prestare molta attenzione a quello che dice) Mi guarda con sospetto perché rifiuto di trattarlo come un pagliaccio o come un eroe da tragedia. È come un uomo che abbia una voglia di fragola... e continua a sbattertela in faccia perché non riesce a credere che non t'interessi o non ti faccia orrore in modo particolare. (Prende la borsa di Alison soprapensiero e comincia a frugarci dentro) Come se mi potesse importare che genere di carne gli piaccia. Io pure ho la mia voglia di fragola; solo in un altro posto. No, per quel che riguarda i seguaci di Michelangelo io devo essere una specie di deviazionista di destra. E se venisse la rivoluzione, sarei il primo ad essere messo al muro e fucilato insieme a tutti gli altri poveri liberali.

CLIFF (indica la borsetta di Alison) Non sarà il caso di considerarla proprietà privata?

JIMMY Hai ragione. Ma sai una cosa? Il fatto di vivere notte e giorno con un altro essere umano mi ha reso rapace e sospettoso. Ho capito che l'unico modo di scoprire esattamente che cosa sta succedendo è di sorprenderle quando non sanno che le stai osservando. Quando lei esce io frugo da tutte le parti, bauli, casse, cassetti, scaffali, dappertutto. E perché? Per sapere se da qualche parte c'è qualcosa di me, qualcosa che mi riguarda. Voglio sapere se mi tradisce.

CLIFF   Vai proprio in cerca di guai.

JIMMY Solo perché sono praticamente sicuro di trovarli. (Tira fuori una lettera dalla borsetta) Guarda questa. Oh, io sono talmente ingenuo. E questo succede ogni cinque minuti. Riceve lettere. (La sventola) Lettere di sua madre, lettere nelle quali non si fa mai il mio nome perché il mio nome è una parolaccia. E cosa fa lei allora? (Entra Alison. Jimmy si volta a guardarla) Risponde a mammina con lunghe lettere e non parla mai di me, perché anche per lei il mio nome è una parolaccia. (Butta la lettera ai piedi di Alison) Be', cosa voleva la tua amica?

ALISON   È alla stazione. Sta... venendo qui.

JIMMY Ho capito. Lei ha detto: «Posso fare una visi-tina? » E tu hai detto: «Mio marito Jimmy - scusami se dico una parolaccia simile — sarà felicissimo di vederti. E ti sputerà in faccia! » (Resta appoggiato al tavolo, incapace di controllare la propria rabbia).

ALISON (a bassa voce) La sua compagnia recita all'Hip-podrome, questa settimana, e lei è in mezzo alla strada. Non è riuscita a trovare una camera da nessuna parte...

JIMMY   Questa non la bevo!

ALISON Cosi le ho detto che poteva venir qui finché non trova qualcosa di meglio. La Drury ha una stanza libera, di sotto.

JIMMY Perché non ce la teniamo addirittura qui da noi? Le hai detto di portarsi un'armatura? Perché ne avrà bisogno!

ALISON (con violenza)   Oh, piantala, per favore!

JIMMY Oh, mia carissima moglie, quante cose devi ancora imparare. Io spero soltanto che le imparerai, un giorno o l'altro. Se solo... se solo ti succedesse qualcosa a svegliarti dal tuo placido sonno. (Le si avvicina) Se avessi un bambino, e ti morisse. Vederlo crescere, veder emergere un essere umano formato, da quel muc-chietto di gomma e di rughe. (Lei si scosta da lui). Dio... se solo potessi vederti affrontare una cosa simile. C'è caso perfino che diventi anche tu un essere umano, finalmente. Ma ne dubito. (Alison si allontana e si appoggia, sconvolta, alla cucina a gas. Jimmy rimane un po' interdetto) Lo sai (a Cliff) io non ho mai conosciuto il piacere di sentirla dire che aveva voglia di fare l'amore. Oh, non che manchi di passione, a suo modo ne ha. Il genere di passione di un pitone. Si limita a divorarmi tutto intero, ogni volta, come se io fossi un enorme coniglio. Ecco cosa sono io. Quel rigonfiamento che vedi (indica il ventre di lei), se vuoi sapere di che si tratta, sono io. Io, sepolto vivo là dentro, che sto impazzendo, io soffocato in quelle pacifiche spire. Non emette alcun suono, non il minimo rumore... nemmeno un leggero gorgoglio. Un boccone cosi indigesto dovrebbe provocare almeno un leggero fremito in quella pancia tesa e troppo nutrita... Dovrebbe ma non con lei! (Traversa la scena verso la porta) Continuerà a dormire e a divorare finché non resti più nulla di me! (Esce).

La testa di Alison ricade all'indietro come se stesse per gridare. Ma la sua bocca rimane aperta e trema. Cliff la guarda.

Sipario.

 

ATTO SECONDO

SCENA PRIMA

Sono passate due settimane. Pomeriggio.

Alison è in piedi vicino alla cucina e sta versando dell'acqua nella teiera. È in sottoveste e a piedi nudi. Nella stanza dall'altra parte del pianerottolo Jimmy sta suonando la tromba: un pezzo di jazz a scoppi intermittenti. Alison porta la teiera sul tavolo del centro che è apparecchiato per quattro persone. La massa dei giornali della domenica intorno alle poltrone è più lussureggiante che mai. È pomeriggio inoltrato, la fine di una giornata calda. Ella si passa la mano sulla fronte, va verso la toilette, prende un paio di calze dal cassetto, si siede sullo sgabello per metterle. Mentre le infila, la porta si apre ed entra Helena. Ha la stessa età di Alison, di altezza media, i suoi abiti sono eleganti e costosi. Sa essere molto attraente, ma solo quando permette alla sua abituale espressione vigile, guardinga, di addolcirsi. Il senso dell'autorità matriarcale che è in lei rende la maggior parte degli uomini che essa incontra ansiosi, non solo di piacerle, ma anche di fare su di lei una buona impressione, come se essa fosse un membro della famiglia reale in visita; in questo caso la regalità della donna borghese, cosi sicura dei propri diritti divini da potersi permettere di tollerare un parlamento, e di concedere ai suoi uomini una certa libertà di parola. Essa riceve un tributo di ammirazione anche da altre giovani donne, come Alison. In Jimmy, com'è logico, risveglia tutti gli istinti di rivolta che si celano in lui. Ed essa non è abituata a doversi difendere dagli attacchi volgari. Comunque il suo senso di responsabilità le consente di comportarsi con un'apparenza di forza e dignità, ma si comincia a vedere lo sforzo che le costa. Ha in mano un gran colatoio pieno di insalata.

ALISON   Hai potuto fare?

HELENA   Benissimo. Ho preparato io la maggior parte dei pasti questa settimana, lo sai.

ALISON   È vero. Non hai idea di quanto faccia piacere avere qualcuno che ti aiuti. Un'altra donna, voglio dire.

HELENA (va a sinistra)   Mi ci diverto. Comunque, non credo che mi abituerò mai a dover scendere in bagno ogni volta che mi serve dell'acqua.

ALISON   Un po' primitivo, no?

HELENA Si, piuttosto. {Comincia a mettere l'insalata su quattro piatti che ha preso nell'armadietto) Occuparsi di un uomo solo è già abbastanza, ma due è un lavoro piuttosto grosso.

ALISON Oh, Cliff pili o meno se la cava. Anzi, mi dà perfino una mano, molte volte.

HELENA   Non posso dire di essermene accorta.

ALISON Sarà che lo stai facendo tu, quello che fa lui di solito.

HELENA   Ah, ecco!

ALISON   Ti sei trovata subito a tuo agio, qui.

HELENA   Perché non dovrei?

ALISON Non è precisamente quello a cui sei abituata tu.

HELENA   E tu ti ci sei abituata?

ALISON   Tutto sembra diverso adesso che tu stai con noi.

HELENA    Si?

ALISON   Si. Ero sempre sola, prima...

HELENA E adesso ci sono sempre io. Allora non sei pentita di avermi chiesto di restare?

ALISON Certo che no. Hai detto a Jimmy che il tè era pronto?

HELENA HO bussato alla porta della camera di Cliff e gli ho urlato di venire. Non mi ha risposto, ma deve aver sentito. Quanto a Cliff non so dove sia.

ALISON (abbandonandosi sulla sedia) Speravo che il bagno servisse a rinfrescarmi un po', invece sono già tutta sudata di nuovo. Oh Dio, quanto vorrei che la perdesse, quella maledetta tromba!

HELENA {ironica)   Immagino che sia per me che lo fa.

ALISON La Drury ci caccerà via, sono sicura. Per fortuna è uscita adesso. Ma lo senti?

HELENA   Beve?

ALISON NOOO. (Sorpresa) Non è un alcoolizzato, in ogni modo, se è questo che vuoi dire. (Tacciono entrambe e ascoltano la tromba). Se continua cosi tutto il quartiere scenderà in strada a protestare.

HELENA È come se volesse uccidere qualcuno con quella tromba, me in particolare. Non ho mai visto tanto odio prima d'ora negli occhi di qualcuno. È una cosa che dà i brividi. Orribile. (Va all'armadietto a prendere pomodori, carote e cetrioli) E stranamente eccitante.

ALISON (si spazzola i capelli davanti allo specchio) Una volta aveva una sua orchestrina jazz; quand'era ancora studente, prima che conoscesse me. Ho il sospetto che gli piacerebbe metterne su un'altra e lasciar perdere la bancarella.

HELENA   Cliff è innamorato di te?

ALISON (smette per un attimo di spazzolarsi) No... credo di no.

HELENA E tu? A guardarti si direbbe che ti ho fatto una domanda strana. Date le circostanze potresti anche dirmi come stanno realmente le cose. Io voglio solo aiutarti. Dopo tutto il vostro contegno quando siete insieme è piuttosto strano, almeno secondo i criteri della maggior parte della gente, a dir poco.

ALISON Questo perché ci hai visti abbracciati qualche volta?

HELENA Ammetto che adesso succeda meno spesso. Forse la mia presenza lo inibisce un po'... anche se non si può dire che la presenza di Jimmy abbia lo stesso effetto.

ALISON È solo che siamo molto affezionati l'uno all'altra; non c'è niente di più, assolutamente.

HELENA   Non è possibile! Non può essere tanto semplice!

ALISON Vuoi dire che ci deve essere anche una specie di attrazione fisica? Sarà benissimo, ma non è quella che si dice una passione divorante né da parte mia né da parte sua. È una cosa tranquilla e confortevole, come avere i piedi caldi a letto. Ti senti troppo bene per scomodarti a cercare un altro genere di piacere.

HELENA Non riesco a credere che esistano delle persone cosi pigre!

ALISON   IO ti dico che noi lo siamo.

HELENA E jimmy che ne pensa? Dopo tutto è tuo marito. Vuoi dire che lui approva questa situazione?

ALISON Non è cosi facile da spiegare. È quella che lui chiamerebbe una questione di lealtà, e pretende da te la più rigorosa osservanza. Al punto che devi accettare insieme a lui tutte le cose nelle quali crede: il suo presente, il suo avvenire e perfino il suo passato: tutti coloro che ammira e a cui vuol bene o ha voluto bene. Gli amici che aveva, gente che io non ho mai conosciuto... e probabilmente non mi sarebbero piaciuti. Suo padre, che è morto tanto tempo fa. Persino le altre donne che ha amate! Capisci cosa voglio dire?

HELENA   E tu lo capisci?

ALISON Ci ho provato. Ma non riesco ad arrivare al suo modo di vedere le cose. Non riesco a credere che abbia ragione lui.

HELENA   Meno male.

ALISON Se le cose sono andate bene con Cliff è perché lui è veramente gentile e carino, e io mi sono affezionata sul serio. È stato un caso fortunato. Ed è andato bene perché Cliff è una persona simpatica indipendentemente da tutto; con Hugh è stata tutt'altra cosa.

HELENA   Chi è Hugh?

ALISON Hugh Tanner. Lui e Jimmy erano amici d'infanzia. La famosa signora Tanner è sua madre...

HELENA Oh si... quella che l'ha aiutato a metter su la bancarella dei dolci.

ALISON Proprio lei. Bene, quando Jimmy ed io ci siamo sposati, non avevamo soldi - per essere precisi, possedevamo in tutto otto sterline e mezzo - e non avevamo casa. Jimmy era senza lavoro. Aveva lasciato l'università da circa un anno (sorride). No - «lasciato» va bene. Non si «esce» dalle università come quella di Jimmy. A sentir lui, non era neppure di mattoni, ma di piastrelle bianche In ogni modo, andammo a vivere a casa di Hugh, che abitava sopra certi magazzini a Poplar.

HELENA   Si, mi ricordo il timbro delle tue lettere.

ALISON Cosi, è là che mi trovai la prima notte di nozze. Hugh ed io ci fummo antipatici a prima vista, e Jimmy se ne accorse. Ma lui era cosi orgoglioso di noi due, cosi patetico in quel suo volere che andassimo d'accordo. Come un bambino che mostra agli altri i suoi giocattoli. Facemmo un piccolo rinfresco di nozze, noi tre, e tentammo di sbronzarci con un po' di Porto a buon mercato che loro avevano comprato. Hugh diventava sempre più insolente, e aveva un vero talento per questo. Jimmy era sempre più depresso e io me ne stavo li seduta ad ascoltare i loro discorsi, sentendomi sempre più stupida. Per la prima volta in vita mia ero tagliata fuori dal genere di persone che ero abituata a frequentare: la mia famiglia, i miei amici, tutti. Avevo bruciato i ponti. Dopo tutte quelle settimane che avevo passato a urlare con mamma e papà a proposito di Jimmy, sapevo di non poter chiedere il loro aiuto senza sembrare sciocca e meschina. Era la vigilia delle elezioni politiche, ricordo, e Nigel aveva un gran da fare per la sua candidatura al Parlamento. Non aveva tempo per nessuno tranne che per i suoi elettori. Altrimenti mi sarebbe stato molto vicino, ne sono sicura.

HELENA (si sposta in centro) Tesoro, ma perché non sei venuta da me?

ALISON   Mi pare che fossi in tournée non so dove.

HELENA   Già; è vero.

ALISON Quei mesi che passammo nell'appartamento di Hugh furono un incubo. Io sarò stata delicatina e schizzinosa e anche snob, se vuoi, ma mi pareva di esser cascata in mezzo alla giungla. Non riuscivo a credere che due persone, due persone civili, potessero comportarsi in un modo cosi barbaro e cosi... cosi spietato. Mamma ha sempre detto che Jimmy è un uomo privo di scrupoli, ma non conosce Hugh. Hugh era la spietatezza personificata. Messi insieme facevano paura. E cominciarono a considerarmi una specie di ostaggio di quella parte della società alla quale avevano dichiarato guerra.

HELENA   E di che avete vissuto tutto quel tempo?

ALISON IO avevo una piccola rendita, poche azioni che mi erano rimaste, ma bastava e non bastava. Mamma mi aveva costretta a mettere tutto a suo nome, quando aveva capito che stavo davvero per sposare Jimmy.

HELENA   Mica una cattiva idea.

ALISON Ma Jimmy e Hugh trovarono una via d'uscita. Un piano brillante. Si autoinvitavano, servendosi del mio nome, in casa di amici di Nigel e miei, amici di papà: di un sacco di gente: gli Arksden, i Tarnatt, i Wain...

HELENA   Anche dai Wain?...

ALISON Più o meno da tutti quelli che conoscevo. La tua famiglia deve essere una delle poche che è sfuggita. Per loro queste case erano territorio nemico e, come ti dicevo, mi usavano come ostaggio. Partivamo dal Quartier Generale di Poplar e facevamo le nostre incursioni sul nemico in tutti i quartieri eleganti di Londra. Dietro lo scudo del mio nome facevamo breccia dappertutto; cocktails, week-ends, perfino un paio di ricevimenti ufficiali. Speravo che un giorno qualcuno avrebbe avuto il coraggio di sbatterci la porta in faccia, ma nessuno lo fece mai. Erano tutti troppo bene educati, e poi probabilmente gli facevo pena. Hugh e Jimmy li disprezzavano per questo. Cosi continuammo a depredarli, mangiando come lupi a loro spese, bevendo e fumando i loro sigari come parassiti. Oh, i ragazzi ci si divertivano un mondo. HELENA   Ci credo.

ALISON Hugh se la godeva a interpretare l'invasore barbarico. Qualche volta mi chiedevo perché non si mettesse addirittura in costume, sai: pelli di bestie feroci, elmo con corna e spada. Una volta riusci perfino a far fuori cinque sterline al vecchio Wain. Una specie di ricatto, naturalmente. Quella gente avrebbe firmato qualsiasi cosa per sbarazzarsi di noi. Gli disse che stavano per sbatterci fuori dell'appartamento perché non pagavamo l'affitto. E del resto era vero.

HELENA   Non ti capisco. È stata una pazzia da parte tua.

ALISON   Ero pazza di paura.

HELENA Ma come potevi lasciarli fare? Come potevi perdonargliele tutte? Sarai riuscita almeno a impedire che rubassero l'argenteria, spero!

ALISON Oh, erano troppo furbi per provarci. Una sera Hugh tentò di sedurre una ragazzetta dall'aria ingenua in casa Arksden, e quella fu l'unica volta che fummo più o meno buttati fuori.

HELENA È quasi incredibile. Non capisco come tu abbia potuto partecipare a tutto questo. Perché? È questo che non capisco. Come hai fatto...

ALISON A sposarlo? Ci devono essere a dir poco dieci risposte diverse a questa domanda. Quando la mia famiglia tornò dall'India tutto sembrava... come dire... campato per aria... In ogni modo papà era cosi distante e sempre nervoso. E la mamma... Be', tu conosci la mamma. Non avevo nessuna preoccupazione. Non mi rendevo conto di esistere, come dice Jimmy. L'ho conosciuto a una festa. Me ne ricordo perfettamente. Io avevo quasi ventun anni. Tutti gli uomini che erano li avevano l'aria di diffidare di lui, e quanto alle donne, stavano tutte cercando di dimostrare il loro disprezzo per quella creatura piuttosto strana, ma nessuna di loro sapeva come fare a dimostrarglielo. Era venuto alla festa in bicicletta, mi disse, e il suo smoking era pieno di macchie d'olio. Era stata una giornata bellissima e lui aveva preso il sole. Tutto splendeva in lui, la faccia, i capelli, gli occhi; erano cosi azzurri e pieni di sole. Sembrava cosi giovane e cosi fragile nonostante la bocca tirata. Sapevo che mi assumevo un compito superiore alle mie forze, ma non ebbi altra scelta. La mia famiglia protestò indignata contro l'oltraggio, e questo bastò. Fosse o no innamorato di me, gli bastò questo. Decise di sposarmi. Loro fecero tutto quello che potevano per fermarci. Le pensarono tutte.

HELENA Si, non deve essere stata una cosa molto piacevole. Ma posso capire il loro punto di vista.

ALISON Jimmy scese sul campo di battaglia mulinando l'ascia di guerra... Cosi fragile e cosi infuocato. Non avevo mai visto una cosa simile. La vecchia storia del cavaliere nella splendente armatura... Solo che la sua in realtà non era molto splendente.

HELENA   E con Hugh come andò a finire?

ALISON Le cose peggioravano sempre fra noi. Lui e Jimmy andarono perfino ad alcuni comizi di Nigel. Si portavano appresso i loro amici di Poplar e cercavano di buttar tutto per aria.

HELENA   Ma è proprio un selvaggio.

ALISON Insomma Hugh stava scrivendo un romanzo o qualcosa di simile e stabili che doveva andare all'estero... In Cina o in qualche altro posto in capo al mondo. Diceva che l'Inghilterra non era più posto per gente come noi, in ogni caso, che tutta la vecchia banda era di nuovo al potere... la Banda di Lady Alison come la chiamava lui. L'unica vera speranza era di filarsela, e ricominciare da qualche altra parte. Voleva che partissimo con lui, ma Jimmy si rifiutò. Ci fu un litigio terribile. Jimmy accusava Hugh di voler rinunziare alla lotta, e gli disse che non era giusto da parte sua andarsene per sempre e abbandonare sua madre. Quell'idea lo sconvolgeva. Litigarono per intere giornate. Ero arrivata al punto di sperare che se ne andassero tutti e due e mi lasciassero in pace. In ogni modo ci fu una rottura definitiva. Dopo qualche mese noi venimmo qui e Hugh è partito da solo alla ricerca di una nuova civiltà. Certe volte penso che la madre di Hugh mi ritenga colpevole di tutto, e cosi Jimmy, in un certo senso, anche se non lo dice. Non ne parla mai. Ma quando quella donna mi guarda, leggo nei suoi pensieri: «Se non fosse stato per te tutto sarebbe andato bene. Noi tutti saremmo stati felici». Non che mi sia antipatica. È un'ottima persona del resto. Jimmy l'adora soprattutto perché è stata povera tutta la vita ed è terribilmente ignorante. Mi rendo conto di quanto tutto questo sembri snob, ma si dà il caso che sia la verità.

HELENA Alison, ascoltami. Devi prendere una decisione. Ora aspetti un bambino e hai delle nuove responsabilità. Prima era diverso, andavi di mezzo solo tu. Ma non puoi continuare a vivere in questa maniera.

ALISON Sono cosi stanca. Ho paura ogni volta che sta per entrare in questa stanza.

HELENA Perché non gli hai detto che aspettavi un bambino?

ALISON   Non so. (Ha capito dove vuole arrivare Helena)

Oh, è proprio suo. Non ci può essere alcun dubbio. Sai... (sorride) non ho mai desiderato nessun altro.

HELENA   Ascoltami, cara, devi dirglielo! O lui impara a comportarsi come una persona normale e si prende cura di te, oppure...

ALISON   Oppure...?

HELENA E allora devi andartene da questo manicomio. (Crescendo della tromba). Da questo zoo. Non ha la più lontana idea di cosa significhi l'amore o un qualsiasi altro sentimento.

ALISON (indicando il cassettone) Vedi quell'orsacchiotto? E quello scoiattolo? Quello è lui e quella sono io.

HELENA   Cosa vuol dire?

ALISON Un gioco che facciamo; orsi e scoiattoli, scoiattoli e orsi. (Helena non capisce). Si, lo so che è una cosa da matti. Da matti. (Prende i due animali) Questo è lui... e questa sono io...

HELENA Non mi ero resa conto che oltre a tutto fosse anche pazzo!

ALISON Oh, non c'è niente di pazzo in Jimmy. Solo, è una delle poche cose che ci restano, o che ci restavano. Persino gli orsi e gli scoiattoli se ne vanno per la loro strada, ormai.

HELENA   Da quando sono arrivata io?

ALISON È cominciato in quei primi mesi che abbiamo abitato da soli, dopo che Hugh era andato via. È stato l'unico modo di sfuggire a tutto... un modo di nasconderci a vicenda il fatto di essere soltanto dei bruti. Potevamo diventare animaletti pelosi, pieni l'uno per l'altro di affetto muto e senza complicazioni, creature senza problemi che giocano nel loro comodo zoo per due; una sciocca consolazione per due esseri che non potevano pili sopportare il dolore di appartenere alla razza umana. E ora anche loro sono morti, poveri piccoli, sciocchi animaletti. Erano tutto amore e niente cervello. (Li posa).

HELENA (la prende per il braccio) Ascoltami. Devi lottare contro di lui. Lottare oppure andartene. Altrimenti ti ucciderà sul serio.

Entra Cliff.

CLIFF   Eccoci qua, tesoro. Ciao, Helena. È pronto il tè? ALISON   Si, caro, è pronto. Chiama un po' Jimmy, per favore.

CLIFF Va bene. (Urla dalla porta) Ehi, Jimmy! Piantala di suonare quella maledetta tromba e vieni a prendere il tè. (Viene al centro) Uscite?

HELENA (va a sinistra)   Si.

CLIFF   Andate al cinema?

HELENA   No. (Pausa). In chiesa.

CLIFF (profondamente sorpreso) Oh! Capisco! Tutt'e due?

HELENA   Si, vieni anche tu?

CLIFF   Be', non ho ancora finito di leggere i giornali...

Tè, tè, tè! Lo prendiamo questo tè o no? (Si siede di spalle al pubblico, a tavola).

Helena mette i piatti di insalata e cominciano a mangiare. Alison si sta truccando alla toilette. In quel momento entra Jimmy. Mette la tromba sullo scaffale e si avvicina alla tavola.

CLIFF Ehilà! Siediti e prendi il tè. Ma perché non la metti in cantina quella tromba della malora?

JIMMY Non dire a me che non ti piace. Chiunque non ami il vero jazz non ha alcuna sensibilità, né per la musica né per il suo prossimo. (Siede a destra).

HELENA   Sciocchezze!

JIMMY (a Cliff)   Vedi? È una conferma di quel che ho detto. Sai che Webster suona il banjo?

CLIFF   NO, sul serio?

JIMMY Ha detto che lo porterà la prossima volta che viene.

ALISON (tra i denti)   Oh, no!

JIMMY Com'è che in questa casa nessuno sa spiegare un giornale? Guardateli. Io non li ho neanche toccati... almeno non quelli letterari...

CLIFF A proposito posso dare un'occhiata al tuo « New... »

JIMMY No, non puoi. (Ad alta voce) Se vuoi qualcosa devi pagartela, come faccio io. Al prezzo...

CLIFF Al prezzo di nove pence, in qualsiasi edicola! Sei un lurido egoista, ecco quello che sei.

JIMMY Ma perché li vuoi leggere? Non hai né intelligenza né curiosità. Tutto questo ti passa sopra come l'acqua. Ho ragione?

CLIFF   Si, hai ragione.

JIMMY   Ma cosa sei tu, straccione di un gallese?

CLIFF   Niente, ecco quello che sono.

JIMMY Niente dici? Primo Ministro dovresti essere! Dovresti parlarne con qualche amico di mia moglie. È un gruppetto molto intellettuale. Io li conosco. (Cliff e Helena continuano a mangiare). Si sentono molto spirituali quando siedono in un salotto a toccarsi l'un l'altro le ginocchia con le mani - mani mentali, beninteso — e a discutere di sesso come se fosse l'Arte della Fuga. Dai retta a Jimmy se non vuoi diventare una vecchia zitella troppo sensibile. (Comincia a mangiare. La silenziosa ostilità delle due donne l'ha messo sul sentiero di guerra, e ne sembra tutto rallegrato, sebbene ogni tanto una stonatura nella voce tradisca il suo rovello) Sai qual è il tuo guaio, figlio? Ci tieni troppo a riuscir simpatico al prossimo. HELENA Grazie al cielo c'è qualcuno che vuol essere simpatico.

JIMMY Tu finirai come una di quelle meringhe al cioccolato che mia moglie adora. Mia moglie, quella seduta sul tam-tam dietro di me. Dolce e appiccicosa all'esterno, e se provi a morderci dentro (assaporando ogni parola) dentro è tutta bianca, pasticciata e nauseabonda. (Offre con esagerata cortesia il tè a Helena) Un'altra tazza?

HELENA   Si, grazie.

Jimmy sorride e le versa una tazza di tè.

JIMMY Ecco come finirai, bambino mio... cuor nero, mente malefica e animo crudele.

HELENA (prendendo la tazza)   Grazie.

JIMMY E poi, ci sono quelle altre vecchie espressioni tanto care a te e a me; servile, flemmatico e, naturalmente, primo nome in cartellone, pusillanime.

HELENA (ad Alison)   Non vieni a prendere il tè?

ALISON   Fra un attimo.

JIMMY Oggi m'è venuto il titolo per una nuova canzone. Si chiama « Finiscila di girarmi attorno, Mildred, tanto ho smesso di lavorare». (Voltandosi improvvisamente verso Alison) Ti piace?

ALISON   Oh, è molto bello!

JIMMY Ero sicuro che ti sarebbe piaciuto. Se riesco a ficcarci dentro uno spunto religioso, sarà un grande successo. (A Helena) Non credi anche tu? Forse tu potresti aiutarmi. (Helena non risponde). Ma prima sarà meglio che ti faccia sentire le parole. Sta' attenta, è più o meno cosi:

Sono stanco di pomiciare Sono stanco di sbaciucchiare, Di sconvolgere le famiglie, Meglio star soli con un bicchiere, Forza, dammi da bere. In sostanza l'eterosessuale È poco più che un maiale.

Forza, dammi da bere.

Il continuo fare all'amore

Mi fa venire mal di cuore.

Cosi, evitiamo il pitone arrabbiato

E ungiamoci d'olio di celibato.

Finiscila di ecc. ecc.

Eh?

CLIFF   Sei bravissimo, ragazzo mio.

JIMMY Oh si, e adesso mi ricordo cosa volevo dirvi... ieri, mentre stavo al mercato, ho scritto una poesia. Se vi interessa, e del resto so che vi interessa... (A Helena) A te dovrebbe piacere in modo speciale. È fradicia di teologia dantesca, con una buona iniezione di Eliot. Comincia cosi: «Non ci sono tintorie in Cambogia! »

CLIFF   E come s'intitola?

JIMMY   « Il cesso ». E io sono una pietra buttata là dentro, capisci...

CLIFF   Dovrebbero buttartici davvero un giorno o l'altro.

HELENA   Perché ti dai tanto da fare per renderti antipatico?

Jimmy si volta studiatamente, soddisfattissimo che lei abbia abboccato all'amo cosi presto - prima ancora che egli si sia riscaldato a dovere.

JIMMY   Come?

HELENA   Perché devi essere cosi insultante?

JIMMY   Vuoi dire adesso? Trovi che sono insultante? Mi sottovaluti. (Ad Alison) Non è vero?

HELENA   Trovo che sei un giovanotto particolarmente noioso.

Una breve pausa. Jimmy è al colmo della gioia, ride forte.

JIMMY Oh cielo! Cosa sono le amiche di mia moglie! « Passate a Lady Bracknell i sandwich al cetriolo, prego! » (Toma a mangiare ma non resiste oltre alla curiosità di sapere il motivo dei preparativi di Alison davanti allo specchio. Si volta con noncuranza verso di lei) Esci?

ALISON   Infatti.

JIMMY Di domenica pomeriggio in questa città? Ma dove diavolo vai?

ALISON (alzandosi)   Esco con Helena.

JIMMY Non è un posto... è una corvée. (Alison si siede a tavola al centro. Jimmy si sporge verso di lei) Io non ti ho chiesto che cosa facevi. Ti ho chiesto dove andavi.

HELENA (con voce ferma)   Va in chiesa.

Jimmy sospettava un complotto ma è francamente sorpreso a questo annuncio, come Cliff qualche minuto prima.

JIMMY Cosa? (Silenzio). Sei diventata pazza? (Ad Helena) Sei decisa a portarla dalla tua parte? Siamo a questo punto! Come puoi essere cosi molle. (La sua rabbia cresce) Quando penso a quello che ho fatto, a quello che ho sofferto per tirarti fuori...!

ALISON (vedendo che sta per attaccarla perde il controllo) Oh si! Tutti sappiamo quello che hai fatto per me! Mi hai salvato dalle grinfie malefiche della mia famiglia e dei miei amici. Starei ancora a marcire a casa mia se tu non fossi venuto a cavallo del tuo destriero alato a portarmi via!

La nota incontrollata nella voce di Alison ha rassicurato Jimmy. La sua rabbia diventa fredda e più dura. La sua voce è calma.

JIMMY La cosa divertente, sapete, è che ho dovuto sul serio arrivare a cavallo di un bianco destriero... bianco sporco, per essere esatti. Mammina l'aveva rinchiusa nel loro castello con otto stanze da letto. Non c'è limite a quello che può fare una mamma borghese nella santa crociata contro un mascalzone come me. Mammina ed io ci siamo guardati in faccia per un istante e da quel momento è finita l'èra della cavalleria. Sapevo che per proteggere la sua innocente creatura non avrebbe esitato a imbrogliare, mentire, torturare, ricattare. Di fronte alla minaccia «giovanotto senza soldi, di umili natali e neanche bello » mammina non avrebbe esitato a muggire come un rinoceronte in preda alle doglie... cosi forte da far impallidire tutti i rinoceronti maschi nel raggio di dieci chilometri e farli votare al celibato eterno. Ma io per primo avevo sottovalutato la sua forza. Mammina può sembrare troppo ben nutrita e un po' flaccida esteriormente, ma non lasciatevi ingannare da quel gozzo d'alta classe. Di sotto, c'è la corazza... (cerca disperatamente qualcosa per scandalizzare Helena) È scatenata come una notte in un bordello di Bombay, e dura come i muscoli di un marinaio. Probabilmente è nascosta in quella maledetta cisterna e prende nota di tutto quello che diciamo. (Dà un calcio alla cisterna) Mi senti mammina? (Si siede sulla cisterna e ci batte sopra) C'è giusto il posto per lei. Adesso vi darò un esempio della tattica di questa signora. Forse avrete notato che io porto i capelli piuttosto lunghi. Ora, se mia moglie fosse sincera, o si interessasse abbastanza alla cosa da spiegarvela, potrebbe dirvi che questo non è dovuto ad oscuri istinti anormali, ma: i) al fatto che di solito posso trovare un modo migliore di spendere due scellini che non dal barbiere; 2) che preferisco portarli lunghi. Ma questa ovvia ed innocente spiegazione non è piaciuta per niente a mammina. E allora lei assolda degli investigatori privati perché mi sorveglino, sperando che il mio nome finisca in qualche modo per figurare nella cronaca nera. Tutto questo per impedirmi di portare via sua figlia su quel mio vecchio cavallo, tutto ingualdrappato e impennacchiato di passioni e ideali compromettenti. La vecchia cavalla bigia, che una volta guidava davvero la carica contro le vecchie idee non è certo più quella di una volta. Il mio peso lo sopportava ancora ma (ad Alison) l'aggiunta del tuo l'ha fatta scoppiare. Ed è caduta secca per la strada.

CLIFF (tranquillamente) Non litighiamo. Tanto non serve a niente.

JIMMY   Perché non vogliamo litigare? È l'unica cosa che so fare bene.

CLIFF   Jimmy...

JIMMY (ad Alison)   Sicché questa beghina missionaria è riuscita a convincerti? A portarti di nuovo da quella parte? È cosi?

HELENA   Oh, per amor di Dio, non la tormentare cosi. Non hai nessun diritto di parlare di sua madre in quel modo!

JIMMY (ormai capace di tutto) Ilo tutti i diritti che mi pare! Spero che crepi presto, quella vecchia puttana! (Ad Alison) Eh? Non ho ragione? (Cliff e Helena guardano Alison che fissa il suo piatto). Ho detto che è una vecchia puttana, e che possa crepare. Che vi piglia? Perché non insorgete in sua difesa?

CLIFF (si alza e lo prende per un braccio)   Jimmy, basta!

Jimmy lo respinge con violenza ed egli si siede abbattuto e si prende la testa fra le mani.

JIMMY Se qualcuno avesse detto qualcosa del genere di me, sapete come avrebbe reagito? Credetemi... si sarebbe rifugiata nel suo ben noto letargo e non avrebbe detto una parola! Ti ripeto: che possa crepare! (Si ferma per risparmiare le forze in vista del colpo finale) Dio mio, i vermi che se la mangeranno avranno bisogno di una buona purga, dopo. Vi aspetta un bel mal di pancia, vermicelli miei. La madre di Alison è quasi in tavola. (Tenta una nota comica nel tono declamatorio) Ella passerà, amici miei, lasciando dietro di sé una scia di vermi a invocare lassativi... dalle purghe al purgatorio. (Sorride ad Alison che non ha ancora ceduto. Cliff non li guarda, solo Helena guarda lui. Jimmy vedendo che gli altri due non gli danno retta è a lei che si rivolge) Qualcosa che non va?

HELENA Mi sento solo nauseata. Nausea, disprezzo e schifo.

Jimmy sente che è all'estremo delle forze e la guarda con una certa indifferenza.

JIMMY Un giorno, quando non passerò più le mie ore dietro una bancarella a vendere dolci, forse scriverò un libro su tutto questo. È già tutto qui. (Si batte sulla fronte) Sarà scritto a lettere di fuoco alte un metro. E non sarà frutto di un ricordo tranquillo, come la raccolta dei narcisi1 di quella vecchia zia di Wordsworth. Sarà un ricordo di fuoco e di sangue. Il mio sangue.

HELENA (pensando che valga la pena tentare di farlo ragionare) Ha detto soltanto che sarebbe venuta in chiesa con me. Non mi sembra che ci sia motivo per questa incredibile scenata.

JIMMY Non ti sembra? Forse non sei cosi intelligente come credevo.

HELENA La vita è stata ingiusta con te, è questo che pensi, vero?

ALISON (girando loro le spalle) Non cercare di togliergli le sue sofferenze... sarebbe perduto.

Jimmy la guarda sorpreso ma si rivolge a Helena. Il turno di Alison verrà più tardi.

JIMMY   Credevo che la tua tournée fosse finita sabato scorso...

HELENA   Infatti.

JIMMY   Otto giorni fa, insomma.

HELENA   Alison mi ha chiesto di restare.

JIMMY   Cosa state complottando voi due?

HELENA   Non ti pare di aver fatto il duro abbastanza?

JIMMY (ad Alison) Tu non ci credi a tutte quelle balle, perché non credi a niente di niente. Stai facendo tutto questo per vendicarti e basta. Ma perché... perché ti lasci influenzare da lei in questo modo?

ALISON (non resiste più) Perché, perché, perché, perché! (Coprendosi le orecchie con le mani) Questa parola mi sta facendo scoppiare la testa.

JIMMY Continuerò ad usarla finché ti vedo. (Va alla poltrona di sinistra e si siede sullo schienale. Parla verso la schiena di Helena) L'ultima volta che è stata in chiesa è stato quando si è sposata con me. Vi sorprende, vero? È stato un puro e semplice espediente. Avevamo fretta, capisci? (Il lato comico della situazione lo colpisce e ride) Si, avevamo fretta sul serio. Correvamo al macello. Bene, l'ufficiale di stato civile era molto amico di papà, e noi eravamo sicuri che avrebbe spifferato tutto al signor colonnello in men che non si dica. Per cui niente matrimonio civile. Cosi abbiamo snidato un vicario locale che non lo conosceva tanto bene. Ma non servi a niente. Quando io e il mio testimonio, un tizio che avevo conosciuto in un bar quella mattina stessa, siamo arrivati in chiesa, mammina e papà erano già istallati. L'avevano scoperto all'ultimo momento e non avevano voluto mancare all'esecuzione. Mi ricordo benissimo. Ero pieno di birra che avevo bevuto a colazione e mi sentivo un po' sbronzo. Mammina era afflosciata su se stessa nel banco, il nobile rinoceronte femmina infilzato dalla lancia, infine! E papà seduto vicino a lei, rigido e senza paura, che sognava i giorni passati tra i principi indiani, incapace di credere che aveva lasciato a casa il suo frustino. Solo loro due in quella chiesa vuota... loro due e io... (Uscendo improvvisamente dai ricordi) Non mi ricordo molto bene che cosa è successo dopo. Ci siamo sposati, mi pare. Mi pare di ricordare che ho vomitato nella sacrestia. (Ad Alison) Ti ricordi? HELENA   Hai finito?

Jimmy sente di nuovo odore di sangue e continua calmo e allegro.

JIMMY (ad Alison) Intendi continuare a farti imbrogliare da questa santarella vestita da Dior? Vuoi che ti dica cos'è in realtà? (Sillabando) È una vacca! E questo non avrebbe molta importanza ma qui pare che stia diventando la vacca-sacra!

CLIFF   Adesso esageri, Jimmy. Smettila.

HELENA   Oh, lascialo fare.

JIMMY (a Cliff) Anche tu devi avere una mezza voglia di passare dalla loro parte. Bene, perché non ti decidi? Helena ti aiuterà a far fruttare la conversione. È una esperta di Economia Moderna... L'economia del Soprannaturale. È tutta una questione di pagamenti e di penalità. (Si alza) Lei è una di quegli apocalittici speculatori che spargono voci tendenziose su un trasferimento di poteri. (La sua immaginazione è scatenata) La vecchia ditta Ragione e Progresso sta liquidando, per fallimento. Si salvi chi può finché c'è tempo. Quei titoli dimenticati che avevate nelle vecchie tradizioni, nelle vecchie convinzioni, salgono, salgono, salgono. (Va a sinistra) C'è in vista un capovolgimento. Un nuovo consiglio di direzione, che si incaricherà di rendere i dividendi sempre più cospicui, e di distribuirli alle persone che li meritano. (Voltandosi verso di loro) Vendete tutto quello che avete: tutte quelle azioni del vecchio libero pensiero. (Va alla tavola) Il grande crollo è vicino, non si può evitarlo, per cui mettetevi al sicuro, con Helena e i suoi amici, finché siete in tempo. E di tempo non ce n'è più tanto. Ditemi quale investimento può essere più sicuro di quello fatto per meritarsi il paradiso? È un magnifico guadagno e può essere tutto vostro. (Cammina intorno alla tavola e si siede a destra) Vedete, io conosco Helena e i suoi simili molto bene. Sono legioni: te li trovi sempre tra i piedi. Sono dei romantici. Passano la maggior parte del loro tempo pregustando il passato. L'unica èra veramente civile per loro era il Medioevo. Tanto tempo fa questa ragazza si è trasferita in una graziosa casetta dell'anima, completamente isolata dagli orribili problemi del ventesimo secolo. Preferisce fare a meno di tutte le comodità per le quali noi abbiamo lottato per secoli. Preferisce isolarsi nella capannuccia dell'estasi in fondo al giardino per dimenticare il suo senso di colpa. La nostra Helena è piena d'estatici vapori... (Si sporge verso di lei attraverso la tavola) Non è vero? (Aspetta una risposta).

HELENA (molto calma) Peccato che tu non ti sia mai avvicinato a me: cosi avrei potuto darti uno schiaffo. (Si guardano negli occhi. Lui le si avvicina) Ti stai comportando cosi da quando sono arrivata.

JIMMY Helena, hai mai visto morire un uomo? (Lei sta per alzarsi). No, non ti muovere. (Lei resta seduta e lo guarda). Non è abbastanza dignitoso per te!

HELENA (gelida)   Se ti avvicini ancora ti prendo a schiaffi!

JIMMY (la guarda con un ghigno) Spero che non farai lo sbaglio di credere, nemmeno per un attimo, che io sia un gentiluomo.

HELENA   È uno sbaglio che non farò, puoi contarci.

JIMMY (avvicinando la sua faccia a quella di lei) Non ho gli scrupoli delle persone educate, io, circa il rispetto che si deve alle signore. (Gentilmente) Se mi dai uno schiaffo, per Dio... ti sbatto per terra!

HELENA   Sono sicura che lo faresti. Sei il tipo.

JIMMY Ci puoi scommettere che sono il tipo. Io sono il tipo che detesta la violenza fisica. Ecco perché se trovo una donna che cerca di approfittare di quella che ritiene essere la mia cavalleria, per colpirmi con i suoi fragili pugnetti, io glieli restituisco.

HELENA   E questo vorrebbe essere un sottile sarcasmo, o è una minaccia?

JIMMY (il suo ghigno si allarga)   Mi pare che noi due ci comprendiamo benissimo. Ma non hai risposto alla mia domanda. Ho detto: « Hai mai visto morire un uomo? »

HELENA   NO.

JIMMY Chiunque non abbia mai visto morire un uomo soffre di un caso grave di verginità. (Il suo buon umore di qualche momento prima sparisce e comincia a ricordare) Per dodici mesi ho guardato mio padre che stava morendo, avevo dieci anni allora. Era tornato dalla guerra di Spagna. Laggiù qualche pio gentiluomo l'aveva conciato in tal modo che non gli restava più molto da vivere. Tutti lo sapevano... anch'io lo sapevo. (Va a destra) Ma, vedete, io ero l'unico a cui dispiaceva. (Si gira verso la finestra) La sua famiglia era imbarazzata da tutta la faccenda. Irritata e imbarazzata. (Guarda fuori) Mia madre, poi, non era in grado di pensare che a una cosa sola: al fatto di essersi legata ad un uomo che sembrava trovarsi sempre dalla parte sbagliata, in tutto. Mia madre sarebbe stata lietissima di appartenere alle minoranze, purché fossero quelle che stanno in cima alla scala sociale. ( Viene avanti verso il centro) Noi tutti aspettavamo che morisse. La famiglia gli mandava un assegno ogni mese, e sperava che la facesse finita tranquillamente, senza volgarità e senza chiasso. Mia madre si limitava a occuparsi di lui senza lagnarsi. Forse le faceva pena. Credo fosse capace di provare compassione. (Con disperazione) Ma io ero l'unico a cui dispiacesse veramente! (Va a sinistra dietro la poltrona) Ogni volta che mi sedevo sull'orlo del suo letto e lo ascoltavo parlare, certe volte mi leggeva dei libri, dovevo lottare per non piangere. E alla fine di quei dodici mesi ero diventato un veterano. (Si appoggia sullo schienale della poltrona) L'unica persona che stava ad ascoltare quel pover uomo fallito e febbricitante era un ragazzino spaventato. Passavo delle ore in quella piccola stanza da letto. Mi parlava per ore ed ore, raccontando gli avanzi della sua povera vita a un ragazzo solitario e sgomento, che riusciva a capire appena la metà delle sue parole. E tutto quello che riusciva a percepire era la disperazione e l'amarezza, l'odore dolce e nauseante di un uomo che muore. (Gira intorno alla sedia) Capite, ho imparato molto giovane cosa vuol dire l'angoscia, il non poter far niente, l'essere senza aiuto. E non lo dimenticherò mai. (Si siede) Quando avevo dieci anni io sapevo dell'amore, del tradimento... e della morte, molto più di quanto voi ne saprete probabilmente in tutta la vostra vita!

Tutti tacciono. Helena si alza.

HELENA È ora di andare. (Alison annuisce). Vado a prendere la borsa. (Va alla porta) Ti aspetto giù.

Breve pausa.

JIMMY (non la guarda. In un bisbiglio) Non te ne importa niente... di quello che gli altri mi fanno? Che cosa stai cercando di farmi? Ti ho dato tutto quello che potevo. Non significa niente per te? (Alison si irrigidisce. Il contegno spaccone di lui è cambiato e la sua voce si rompe in una rabbia impotente) Giuda! Vigliacca! Lei ti porta via e tu sei cosi schifosamente molle che la lasci fare!

Improvvisamente Alison prende la sua tazza e la spacca per terra. Lui ha ottenuto ciò che voleva. Lei guarda i cocci sul pavimento e poi guarda lui. Va a destra, prende il vestito da una stampella e lo infila. Mentre sta tirando la chiusura lampo, ha un capogiro ed è costretta ad appoggiarsi all'armadio. Chiude gli occhi.

ALISON (a voce bassa)   Tutto quel che chiedo è un po' di pace.

JIMMY   Pace! Dio mio! Vuole la pace! (Riesce appena a parlare) Il mio cuore è a pezzi, soffro come un cane... e lei vuole la pace! (Alison si siede sul letto per mettersi le scarpe. Cliff si siede in poltrona e legge un giornale. Jimmy si è un po' ripreso e riesce a parlare con un certo distacco) Io sono fuori di me, urlo da far cadere i muri, e tutti pensano: «poveretto» oppure «che giovanotto poco raccomandabile». Ma quella donna riesce a metterti k. o. col suo silenzio. Certe volte sono rimasto per delle ore seduto su questa sedia, al buio, e lei benché sapesse che io mi sentivo come mi sento adesso, lei si è voltata e si è addormentata. (Si alza e guarda Cliff che non alza la testa dal giornale) Uno di noi due dev'essere pazzo. Uno di noi due è egoista, stupido, pazzo. Quale dei due? Sono io, che sto qui come una zitella isterica, e quasi non riesco a parlare? O è lei, che sta seduta li a mettersi le scarpe per uscire con quella... (L'ispirazione gli manca) Chi di noi due? (Cliff continua a leggere il giornale). Vorrei proprio vedere cosa faresti tu al mio posto. (Viene avanti e guarda Alison che cerca i guanti) Forse un giorno avrai voglia di tornare. Aspetterò quel giorno! Voglio nuotare nelle tue lacrime, navigare nelle tue lacrime e cantare. Ti voglio vedere strisciare nella polvere. Voglio esserci, voglio guardarti, voglio una poltrona in prima fila. (Entra Helena con due libri di preghiere). Voglio vederti con la faccia nel fango... è tutto quello che posso sperare. Non desidero nient'altro.

HELENA (dopo un momento)   Ti vogliono al telefono.

JIMMY   Niente di buono, di sicuro... (si volta ed esce).

HELENA   Siamo pronte?

ALISON   Si. Un attimo.

HELENA Ti senti bene, adesso? (Alison annuisce). A proposito di che sta delirando? Oh, ma che importa? Mi fa venir voglia di strappargli i capelli. Quando penso cosa dovrai sopportare nei prossimi mesi... e tutto per colpa sua! Come se fossi tu ad aver torto! Questi uomini! (A Cliff) E tu stai sempre li seduto e non apri bocca.

CLIFF (alza lentamente la testa) Infatti... mi limito a non aprir bocca.

HELENA   Ma che cos'hai? Che razza di uomo sei?

CLIFF Io non sono il Giudice di Pace, chiaro? Ascolta Helena, io non la penso come Jimmy per quel che ti riguarda, ma non sono neanche dalla parte tua. E da quando tu stai qui tutto è stato certamente più difEcile di quanto non sia mai stato. È sempre stato un campo di battaglia qui, ma sono quasi sicuro che se non ci fossi stato io, tutto sarebbe finito da un pezzo fra loro due. Io sono stato la terra di nessuno, tra loro. Delle volte c'era bonaccia, niente incidenti e siamo stati più o meno felici. Ma la maggior parte delle volte è stato semplicemente una succursale dell'inferno. Da dove vengo io siamo abituati allo schiamazzo e alla confusione. Forse a me fa persino piacere di trovarmi nella mischia. Io voglio molto bene a tutti e due. (La guarda negli occhi e aggiunge con semplicità) Ed ho pietà di noi tutti.

HELENA E io faccio parte del gruppo? (Continua rapidamente per evitare la risposta di lui) Io non capisco né te né lui né nessuno. L'unica cosa che vedo è che nessuno qui sa comportarsi in un modo decente e civile. (In tono imperativo) Senti Alison... Ho mandato un telegramma a tuo padre.

ALISON (ormai annichilita, indifferente)   Oh?

HELENA (la guarda e si rende conto che ormai tutto dipenderà dalla sua autorità. Cerca di spiegarsi con pazienza) Capisci, cara... Lo riceverà domattina presto. Ho creduto fosse meglio che spiegargli la situazione per telefono. Gli ho chiesto di venire e di portarti a casa domani.

ALISON   Cosa gli hai detto?

HELENA   Soltanto che tu volevi tornare a casa e che venisse a prenderti.

ALISON   Capisco.

HELENA Sapevo che sarebbe bastato. Gli ho detto che non era niente di grave, cosi non si preoccuperanno e non penseranno che sia successa una disgrazia o qualcosa di simile. Almeno io dovevo agire, no, tesoro? Ti pare? (Molto affettuosa) Ti dispiace?

ALISON   No, non mi dispiace. Grazie.

HELENA   E quando viene andrai via con lui?

Pausa.

ALISON   Si, andrò via.

HELENA (sollevata) Credo che verrà in macchina. Arriverà nel pomeriggio, sul tardi. Questo ti darà il tempo di preparare le tue cose. E forse, quando tu te ne sarai andata... Jimmy (pronuncia la parola con una certa difficoltà) tornerà in sé e riuscirà a veder le cose come sono.

ALISON  Chi era al telefono?

HELENA Non ho capito bene. Ha suonato subito dopo che avevo dettato il telegramma... avevo appena messo giù il ricevitore. Ho dovuto rifare un pezzo di scala. Suor non so come, mi pare.

ALISON Sarà stato da un ospedale. A meno che non conosca qualcuno in un convento... il che non è molto probabile. Arriveremo tardi, se non ci sbrighiamo. (Posa uno dei libri di preghiera sulla tavola).

Entra Jimmy e viene in centro tra le due.

CLIFF   Tutto bene?

JIMMY (ad Alison) La madre di Hugh. Ha... ha avuto un colpo.

Pausa.

ALISON   Mi dispiace.

Jimmy si siede sul letto.

CLIFF   È molto grave?

JIMMY   Non mi hanno detto molto. Ma credo che stia morendo.

CLIFF   Oh, Jimmy...

JIMMY (passandosi un pugno sulla faccia)   Non è giusto... Non è giusto...

ALISON   Mi dispiace... mi dispiace davvero!

CLIFF   C'è qualcosa che posso fare?...

JIMMY   II treno per Londra parte tra mezz'ora. Dovresti chiamarmi un taxi.

CLIFF   Bene. (Si avvia alla porta) Vuoi che venga con te?

JIMMY   NO, grazie. In fondo la conoscevi appena. Non è il caso che tu venga. (Helena lancia un'occhiata ad Alison). Può darsi che non mi riconosca nemmeno, per quel che ne so.

CLIFF   Va bene. (Esce).

JIMMY Mi ricordo la prima volta che le ho mostrato la tua fotografia... subito dopo il nostro matrimonio. La guardò; i suoi occhi erano pieni di lacrime, e mi disse: « Ma è bellissima, proprio bellissima » ! Lo ripeteva come se non riuscisse a crederci. Sembra ridicolo e sentimentale ripetuto adesso da un altro. Ma era oro puro quando lo ha detto lei. (Guarda Alison che è alla «toilette » e gli volta le spalle) Anche tu le davi gioia, come le davano gioia tutte le cose della vita. Mi dai le scarpe, per favore? (Alison si inginocchia e gliele porge. Jimmy si guarda i piedi) Tu vieni con me, no? Lei (alza le spalle), lei non ha più nessuno adesso. Io... io ho bisogno di te... ho bisogno che tu venga con me! (Guarda Alison negli occhi).

Lei si alza e si volta. Fuori si sentono le campane della chiesa. Helena va alla porta e aspetta osservandoli... Alison è immobile. Jimmy la fissa con occhi di fuoco. Poi lei va alla tavola passando davanti a lui, prende il libro di preghiere, esita, come se stesse per dire qualche cosa, ma invece si gira e va rapidamente alla porta.

ALISON (la sua voce si sente appena)   Andiamo. (Esce seguita da Helena).

Jimmy si alza, si guarda intorno con aria incredula, si appoggia al cassettone. Si trova l'orsacchiotto vicino alla faccia, lo prende, lo guarda un momento e lo butta per terra. L'orsacchiotto colpisce il pavimento con un rumore sordo ed emette un grugnito, come garantisce la reclame. Jimmy si butta sul letto e nasconde la faccia fra le coperte.

Cala rapidamente il sipario.

SCENA SECONDA

La sera dopo. Quando si alza il sipario si vede Alison che va dalla toilette al letto; mette la sua roba in una valigia. Suo padre, il colonnello Redfern, un bell'uomo alto, sui sessant'anni, sta seduto a sinistra. Quaran-t'anni di vita militare nascondono a volte la naturale gentilezza d'animo di quest'uomo, abituato a incutere rispetto e che ora si trova spesso a disagio perché vive in un mondo dove la sua autorità è diventata sempre meno indiscussa. Sua moglie godrebbe di trovarsi in una situazione come questa, ma lui è soltanto turbato e confuso. Si guarda attorno esaminando tutto con discrezione.

REDFERN (quasi tra sé) Temo di non capirci molto in tutto questo. Non ci riuscirò mai. Per quanto riguarda Jimmy... lui parla una lingua diversa da tutti noi. Dove hai detto che è andato?

ALISON   È andato a trovare la signora Tanner.

REDFERN   Chi?

ALISON   È la madre di Hugh. Hugh Tanner.

REDFERN   Ho capito.

ALISON Sta molto male... un attacco di cuore. Hugh è sempre all'estero, come sai, e allora Jimmy è andato a Londra a trovarla. (Redfern annuisce). Voleva che andassi con lui.

REDFERN   Non è lei che lo ha aiutato a metter su la bancarella?

ALISON   Si.

REDFERN   E che tipo è? Spero che non sia dello stesso genere di suo figlio.

ALISON   Neanche lontanamente. Oh... come potrei descrivertela? piuttosto... ordinaria. Il prototipo di quello che Jimmy s'intesta a definire la classe operaia. Una lavandaia che ha sposato un attore, ha lavorato sodo tutta la vita, e ne ha trascorso la maggior parte lottando per mantenere suo marito e suo figlio. Vuol molto bene a Jimmy, e anche lui le vuole molto bene.

REDFERN   E tu non sei andata con lui.

ALISON    No.

REDFERN   E chi si occupa della bancarella oggi?

ALISON   Cliff. Sarà qui tra poco.

REDFERN   Cliff, ho capito. Abita qui anche lui?

ALISON   Si. La sua stanza è dall'altra parte del pianerottolo.

REDFERN   Una bancarella di dolci. Ammetterai che è una cosa piuttosto insolita per un giovane che ha una buona cultura. Chissà poi perché avrà scelto un'attività simile tra le tante che gli si presentavano? Ho sempre pensato che dev'essere molto intelligente, a suo modo.

ALISON {ormai indifferente ai problemi di jimmy)   Oh, ha provato tante strade, giornalismo, pubblicità, ha perfino venduto aspirapolveri per qualche settimana. E questo lavoro lo soddisfa più o meno come gli altri.

REDFERN   Mi ero chiesto spesso che genere di posto fosse... quello dove voi abitavate. Non ce ne hai parlato molto nelle tue lettere.

ALISON   Non c'era molto da raccontare. Qui non c'è una gran vita mondana.

REDFERN   Capisco cosa vuoi dire. Non volevi essere sleale verso tuo marito.

ALISON Sleale! {Ride) Lui considerava alto tradimento da parte mia anche il semplice fatto di scrivervi. Dovevo precipitarmi giù per le scale a prendere la posta, perché non venisse a sapere che ricevevo lettere da casa. E poi dovevo nasconderle.

REDFERN Ma ha un vero e proprio odio per tua madre e per me.

ALISON   Oh, si... Su questo non ci sono dubbi. Ci odia tutti.

REDFERN (sospira)   È stato molto brutto. È stato tutto cosi doloroso... doloroso e inutile. Però non posso impedirmi di pensare che anche lui abbia la sua parte di ragione.

ALISON (perplessa)   La sua parte di ragione?

REDFERN È un po' tardi per ammetterlo, lo so, ma la colpa è stata anche di tua madre e mia. Non ne ho mai parlato, non sarebbe servito a niente, a cose fatte, ma io ho sempre pensato che sia andata troppo in là nei riguardi di Jimmy. Certo, era molto sconvolta in quel momento... lo eravamo tutti e due... e questo spiega parecchie delle cose che sono successe. Io ho fatto il possibile per fermarla, ma il suo stato d'animo era tale, che non c'era niente da fare, assolutamente. Sembrava avesse stabilito una volta per tutte che lui, per il solo fatto che stava per sposarti, doveva essere per lo meno un criminale. Tutte quelle indagini, gli investigatori... le accuse. Un periodo odioso.

ALISON Stava cercando di proteggermi, evidentemente... bisogna ammettere che ha avuto la mano pesante.

REDFERN Devo confessare che trovo piuttosto disgustoso quel genere di cose. In ogni modo cerco di dimenticare quel periodo. Non ho mai approvato la tua scelta, e non credo che potrei nemmeno adesso, ma quando penso a quello che è successo, trovo che sarebbe stato meglio per tutti gli interessati se non avessimo cercato d'intervenire. Almeno sarebbe stato un po' più dignitoso.

ALISON   Non è stata colpa vostra.

REDFERN   Non lo so. È stata un po' colpa di tutti quanti. Nessun dubbio che Jimmy abbia agito in buona fede. Con tutti i difetti che ha è un tipo fin troppo schietto. E tua madre - che ha avuto la mano pesante, come tu dici - anche lei ha agito in buona fede. Più degli altri abbiamo forse colpa tu ed io.

ALISON   Tu ed io?

REDFERN   Mi pare che tu mi somigli un po', mia cara. Tu ti limiti a stare a guardare perché è più comodo e meno preoccupante.

ALISON   Stare a guardare? Io l'ho sposato.

REDFERN    Oh SÌ, lo SO.

ALISON E l'ho fatto malgrado tutte le scene umilianti e le minacce. Ti ricordi che cosa mi dicevate allora? Che io vi deludevo, che mi rivoltavo contro di voi, come potevo fare una cosa simile, eccetera, eccetera?!

REDFERN Forse sarebbe stato meglio che tu non ci avessi scritto... Sapendo cosa pensavamo di tuo marito, e dopo tutto quello che era accaduto. (La guarda un po' a disagio) Perdonami, sono un po' spaesato... il telegramma... dover partire cosi all'improvviso... il viaggio in macchina... (La voce gli si spegne. La guarda con apprensione, c'è nei suoi occhi un'ombra di accusa, come se si aspettasse che lei si difendesse meglio).

ALISON (se ne rende conto e si confonde ancora di piti) Sai come ha definito la mamma? Ha detto che era una vecchia puttana ben nutrita e troppo fortunata. «Un buon pasto per i vermi » mi pare che sia stata la sua precisa espressione.

REDFERN   Capisco. E che cosa ha detto di me?

ALISON Oh, non mi pare che ce l'abbia tanto, con te. Anzi credo che abbia simpatia per te. Gli sei simpatico in quanto riesce a provare della compassione per te. (Si rende conto che ciò che sta per dire lo ferirà) « Povero papà... una di quelle vecchie quercie edoardiane sopravvissute al diluvio che non riesce a capire perché il sole non splenda più ». (In fretta) Qualcosa del genere.

REDFERN Ha una certa facilità di parola. (Con semplicità, senza intenzione) Chissà poi perché ti doveva toccare un marito simile.

ALISON Oh, papà, ti prego, non mi fare il processo ora. Sono stata sotto processo tutto il giorno e tutta la notte da quasi quattro anni.

REDFERN Ma perché avrà voluto sposarti, dato il suo modo di pensare?

ALISON Questo è un mistero assoluto. Forse l'ha fatto per vendicarsi. (Redfern la guarda e non capisce). Ma si. Ci sono delle persone che arrivano perfino a sposarsi per vendetta. Beninteso, le persone tipo Jimmy. O forse lui avrebbe voluto essere un altro Shelley e ora non riesce a rendersi conto che io non sono un'altra Mary e tu non sei William Godwin. Lui è convinto di possedere un talento speciale per l'amore e per l'amicizia... Nei limiti che lui ha fissato. Bene, io avevo vissuto per venti anni una vita felice e senza complicazioni, e improvvisamente questo... barbaro dello spirito... mi getta il guanto di sfida. Forse solo un'altra donna potrebbe capire, come l'ho capito io, cosa significa una sfida del genere... per quanto credo che Helena non abbia capito molto più di te.

REDFERN   IO non ho capito niente. (Si alza e va alla finestra a destra) È chiaro che tuo marito ti ha insegnato molte cose, che tu te ne renda conto o no. Cosa significhi tutto questo, non lo so. Ho sempre creduto che la gente si sposasse per amore. A me sembrava una ragione più che sufficiente. Ma pare che sia troppo semplice per i giovani d'oggi. Loro devono parlare di sfide e di vendette. Non riesco proprio a credere che l'amore fra un uomo e una donna sia cosi.

ALISON   Solo per certi uomini e certe donne.

REDFERN   Ma perché tu? Mia figlia... No. Forse Jimmy ha ragione. Forse io sono... com'era? Una vecchia quercia sopravvissuta al diluvio. E non capisco perché il sole non splenda più. Lo sai che cosa voleva dire, no? Lasciai l'Inghilterra nel marzo del '14 e salvo qualche licenza, ogni dieci anni, non ho visto molto della mia patria finché non siamo tornati tutti nel '47. Sapevo, naturalmente, che tutto era cambiato, c'era sempre qualcuno che raccontava come andavano le cose... che andavano in malora, dicevano. Ma a me, laggiù, tutto sembrava molto irreale. L'Inghilterra che io ricordavo, era quella che avevo lasciato nel '14, ed ero felice di continuare a ricordarmela cosi. Poi c'era l'esercito del Maharajah, il mio comando... era tutto il mio mondo, l'ambiente che amavo. Allora sembrava che dovesse durare per sempre. Quando ci penso adesso sembra un sogno. Sarebbe stato bello se fosse continuato per sempre. Quelle lunghe serate fresche sulle colline e tutto era rosso e oro. Tua madre ed io eravamo cosi felici allora. Ci sembrava d'avere tutto quello che si potesse desiderare. L'ultimo giorno che ho visto splendere il sole è stato forse quando quel sudicio trenino a vapore si è mosso dalla stazioncina indiana, gremita di gente nel calore soffocante, e la banda del battaglione suonava mettendocela tutta. In quel momento capii che era finito tutto. Tutto...

ALISON TU ti senti ferito perché tutto è cambiato. Jimmy si sente ferito perché tutto è sempre uguale. E né tu né lui riuscite ad affrontare la realtà. C'è qualcosa che non funziona.

REDFERN   Pare proprio di si, mia cara.

Alison prende lo scoiattolo, sta per metterlo nella valigia, esita, e lo rimette sul comò. Il padre si volta e la guarda, lei gli si avvicina a testa bassa, per qualche momento sembra incerta sulla decisione da prendere. Ma la decisione è irrevocabile ed essa si appoggia al padre piangendo silenziosamente.

REDFERN È un gran passo quello che stai facendo. Hai veramente deciso di tornare a casa con me? Sei sicura di volerlo realmente?

Entra Helena.

HELENA   Scusatemi. Ero venuta a vedere se potevo aiutarti a fare le valigie, ma vedo che hai già finito. ALISON (va a chiudere la valigia)   Tutto fatto. HELENA   Hai preso tutto?

ALISON Non credo. Ma Cliff può spedirmi le altre cose, una volta o l'altra. Dovrebbe già essere qui. Ah, è vero, oggi ha dovuto smontare la bancarella da solo.

REDFERN (prende la valigia) Vado a metterla in macchina. E sarebbe bene partire subito. Tua madre sarà già preoccupata, lo so. Le ho promesso che le avrei telefonato quando arrivavo qui. Non sta... molto bene.

HELENA Spero che il mio telegramma non l'abbia sconvolta troppo. Forse non avrei dovuto...

REDFERN Ma no, assolutamente. Ti siamo molto grati di averlo fatto. È stato veramente gentile, da parte tua. Ha insistito molto per venire con me, ma alla fine sono riuscito a convincerla. Credo sia stato meglio per tutti. Dov'è la tua valigia, Helena? Se mi dici dov'è porto giù anche la tua.

HELENA   Non credo che potrò partire stasera.

ALISON (molto sorpresa)   Allora non vieni con noi?

Entra Cliff.

HELENA Mi sarebbe piaciuto, ma purtroppo ho un appuntamento domattina a Birmingham... è per un lavoro. Mi hanno mandato un copione, è un'occasione abbastanza importante e non vorrei lasciarmela scappare. Cosi dovrò passare la notte qui, purtroppo.

ALISON   Capisco... Ciao Cliff.

CLIFF   Salve!

ALISON   Papà, ti presento Cliff.

REDFERN   Piacere, Cliff.

CLIFF   Piacere, colonnello.

Breve pausa.

REDFERN Be', sarà meglio che vada a metterla in macchina. Fai presto, Alison. Arrivederci, Helena. Spero che ti rivedremo presto, se non hai troppo da fare.

HELENA   Senz'altro. Sarò a casa fra un giorno o due.

Cliff si toglie la giacca.

REDFERN   Benissimo... allora, arrivederci, Cliff.

CLIFF Arrivederci, colonnello. (Redfern esce. Cliff a sinistra, Helena al centro). Sei proprio decisa ad andartene?

ALISON   Sono decisa.

CLIFF   Jimmy dovrebbe esser qui da un momento all'altro. Non lo aspetti?

ALISON  No, Cliff.

CLIFF   E chi glielo dice?

HELENA Posso dirglielo io. Se sono ancora qui quando arriva.

CLIFF {sottovoce) Certo che ci sarai. (Ad Alison) Non sarebbe meglio se glielo dicessi tu stessa? (Alison gli dà una busta. Cliff la prende) Un po' convenzionale, non ti sembra?

ALISON   Ma io sono una persona convenzionale.

Cliff l'abbraccia.

CLIFF (sopra la sua spalla, a Helena)   Spero che tu sappia quello che stai facendo.

HELENA   Che vuoi dire, spero che io sappia quel che faccio?

CLIFF (ad Alison) Qui andrà tutto in malora adesso. Lo sai, Alison?

ALISON   Ti prego, Cliff... (Cliff annuisce. La bacia). Ti scriverò...

CLIFF   Ciao, tesoro.

ALISON   Stagli vicino in questi giorni.

CLIFF   Cercheremo di mandarlo avanti in qualche modo, questa specie di manicomio.

Alison passa tra i due, lancia uno sguardo alle due poltrone e ai giornali che sono ancora in giro dal giorno prima. Helena la bacia sulla guancia e le stringe la mano.

HELENA   Ci vediamo presto. (Alison annuisce ed esce rapidamente). Vuoi che ti faccia un po' di tè?

CLIFF   No, grazie.

HELENA   LO faccio per me, se non ti dispiace.

CLIFF   Allora, resti?

HELENA   Solo per stasera. Hai qualcosa in contrario?

CLIFF   Io non c'entro affatto. (Appoggiato al tavolo) Può darsi che arrivi molto più tardi.

Lei va alla finestra e accende una sigaretta.

HELENA Cosa credi che farà? Forse andrà a scovare qualcuna delle sue vecchie amiche. Che fine ha fatto Ma-deline?

CLIFF   Madeline?

HELENA   Non è quella che ha fatto tanto per lui? Non potrebbe tornare con lei?

CLIFF   Non credo.

HELENA   E perché?

CLIFF Lei avrebbe potuto essere sua madre. Credo che questo conti, no? In ogni modo che diavolo vuoi che ne sappia io? (Per la prima volta il buon umore lo abbandona).

Helena è sorpresa.

HELENA Siete o non siete amici? In ogni modo lui non è certo una persona chiusa. Non ho mai visto tante anime messe a nudo come da quando sono qui. (Cliff si avvia alla porta). Te ne vai?

CLIFF Si. C'è un treno da Londra che è arrivato cinque minuti fa. Nel caso che Jimmy l'abbia preso, non mi voglio far trovare.

HELENA Ma non credi sarebbe meglio che tu fossi qui quando torna?

CLIFF Ho avuto una giornataccia, e non ho voglia di vederlo soffrire, almeno prima d'aver mangiato qualcosa, magari bevuto un po'. Potrei pescare una bella ragazza giù al bar e farla salire in camera di nascosto, alla faccia di quella vecchia puritana della Drury. Tieni! (Le porge la lettera) Dagliela tu. (Alla porta) È tutto tuo. (Uscendo) E spero che te la faccia mangiare! (Esce).

Helena va alla tavola e spegne la sigaretta. Si sente sbattere il portone. Lei apre l'armadio guardaroba distrattamente. È vuoto, c'è solo un vestito sulla stampella. Va alla toilette dove non rimane altro che una fotografia di Jimmy. Distrattamente apre e chiude i cassetti vuoti. Va al cassetto, raccoglie l'orsacchiotto e si siede sul letto a guardarlo. Si stende sul letto sempre tenendo l'orso. Balza a sedere quando la porta si apre violentemente e Jimmy entra. Lui la guarda, poi va al centro togliendosi l'impermeabile e lo butta sul tavolo. Stordito dall'ira si aggrappa a una sedia. Alza la testa.

JIMMY Quasi mi metteva sotto quel vecchio bastardo. Ah, sarebbe stato veramente grottesco, se mi avesse ucciso. E sarebbe stato cosi logico e giusto il fatto che su quella macchina c'era anche mia moglie. Mia moglie. Cosa vi è preso a tutti? (Le si avvicina) Cliff mi ha quasi sbattuto contro uscendo e si è voltato dall'altra parte e ha fatto fìnta di non vedermi. Sei tu l'unica che ha avuto il coraggio di rimanere? (Helena gli porge la lettera della moglie). Ah, le cose stanno cosi! (L'apre, legge le prime righe e grugnisce non riuscendo a credere ciò che legge) GliePhai dettata tu? No? Allora sta' a sentire. (Legge) «Caro, devo andar via. Non credo che capirai, ma ti prego, ascoltami. Ho un cosi disperato bisogno di pace che in questo momento sono disposta a sacrificare tutto per ottenerla. Non so cosa sarà di noi. So che tu ti sentirai pieno di amarezza e di dolore, ma, ti prego, cerca di avere pazienza con me. Ricordati: avrò sempre un profondo bisogno del tuo amore. Alison». Come si può essere cosi schifosamente sentimentali! «Un profondo bisogno del tuo amore! » È nauseante. (Va a destra) Non poteva dire: «Tu, brutto bastardo. Mi fai schifo, taglio la corda e che tu possa crepare! » No, lei deve tirare fuori un'educata caramella sentimentale! (Vede il vestito nell'armadio, lo tira fuori e lo butta in un angolo) «Un profondo bisogno del tuo amore! » Non avrei mai creduto che fosse capace di essere cosi dolciastra. E da dove viene una espressione simile? È una battuta di una delle tue commedie? E tu, cosa fai qui? Faresti meglio a toglierti dai piedi prima che ti prenda a calci!

HELENA (con calma) Se smetti per un attimo di pensare solo a te stesso, devo dirti una cosa importante. Tua moglie aspetta un bambino. (Lui la guarda). E allora? Non significa niente per te? Neanche questo?

Jimmy è sorpreso, non tanto dalla notizia quanto dal tono di lei.

JIMMY Va bene... si. Sono sorpreso. Lo ammetto. Ma dimmi, veramente credevi che mi si piegassero le ginocchia e che crollassi a terra per il rimorso? (Si avvicina) Senti, se smetti di spargere su di me la tua femminile saggezza, ti dirò una cosa: non me ne importa niente. (Piti calmo) Non me ne importa niente che aspetti un bambino. Non mi importa nemmeno se nasce con due teste. (Sa che le prudono le mani) Ti disgusto? Avanti... prendimi a schiaffi. Ma ricordati quello che ti ho detto ieri. Per undici ore sono stato ad osservare una persona cui voglio molto bene dibattersi nel sordido processo dell'agonia. Era sola, capisci, sola, io sono stato l'unico che le sia stato vicino. E sarò di nuovo solo dietro la bara, giovedì. Perché quella disgraziata non le manderà nemmeno un mazzo di fiori... lo so! Ha fatto il solito grande sbaglio che fa la gente come lei. Ha sempre creduto che non si dovesse prendere sul serio la madre di Hugh perché era una vecchia ignorante che diceva sempre quello che non doveva dire, quando non lo doveva dire. E secondo te io dovrei cadere in ginocchio perché una ragazza stupida e crudele sta per avere un bambino? (Con angoscia) Non posso crederci! Non posso! (La prende per una spalla) Lo spettacolo è finito. Adesso lasciami solo e levati dai piedi, verginella malefica.

Helena lo schiaffeggia con violenza. La faccia di lui diventa per un attimo una maschera di orrore e di incredulità, ma questo passa e non resta che un'espressione di dolore. Porta la mano alla testa e un sordo singhiozzo gli sfugge. Helena gli strappa le mani dal viso e lo bacia con passione, tirandolo sul letto, accanto a sé.

Sipario.

 


ATTO TERZO

SCENA PRIMA

Sono passati parecchi mesi. Domenica pomeriggio. Gli effetti personali di Alison, come gli oggetti di toilette, sono stati sostituiti da quelli di Helena. Quando si alza il sipario, si vedono Jimmy e Cliff adagiati nelle poltrone, immersi nei giornali della domenica. Helena è dietro la tavola da stiro a sinistra ed ha un mucchio di biancheria accanto. È più attraente di prima. La sua espressione è meno tesa. Ha ancora quell'aria di gran dama, ma non la ostenta. Indossa una vecchia camicia di Jimmy.

CLIFF   Quella tua pipa puzzolente!

Pausa.

JIMMY   Schhht!

CLIFF   Perché deve puzzare cosi? {Indica la pipa).

JIMMY Perché devo passare tutto il pomeriggio della domenica a leggere giornali?

CLIFF {gli dà un calcio senza abbassare il giornale) Puzza!

JIMMY Puzzi anche tu, ma io non ci canto su delle litanie. {Volta la pagina) I giornali scandalistici hanno sempre più la bava alla bocca, e quelli intellettuali diventano sempre più pretenziosi. {Abbassa il giornale ed agita la pipa verso Helena) Ti dà fastidio?

HELENA   No, quasi quasi mi piace.

JIMMY {a Cliff)   Ecco, vedi... a lei piace. {Torna al suo giornale. Cliff grugnisce). Avete letto delle «pratiche grottesche e perverse nell'Inghilterra centrale»?

CLIFF   Cosa?

JIMMY   Le «pratiche grottesche e perverse nell'Inghilterra centrale».

CLIFF   NO. Che roba è?

JIMMY Non conosciamo bene il nostro paese, a quanto pare. Ce n'è di tutti i colori: terrificanti rivelazioni, questa settimana! Ci sono pure le fotografie. Sono state ricostruite le invocazioni notturne a Banhonet, una dea della fertilità.

HELENA   Ma è di una depravazione folle.

JIMMY Proprio come noi! Che razza di gente! Sono impazziti tutti! E annunciano che la settimana prossima una diciottenne dell'alta società racconterà come, nel corso di una spaventosa orgia a Market Harborough, abbia strappato la testa a un gallo bianco e ne abbia bevuto il sangue. Che roba... scommetto che i negozi di Fertnum stanno vendendo galli per sacrifìci a centinaia! {Con aria astuta) Forse abbiamo scoperto cosa fa la Drury la domenica; fa il suo turno di capo-sacerdotessa in un circolo di streghe... Forse in questo stesso momento sta volando sulla sua scopa. (A Helena) E tu, hai mai partecipato a una messa nera?

HELENA (ride)   No, negli ultimi tempi no!

JIMMY Come, una sanguinaria come te?... Che prende la sua tazza di sangue tutti i giorni alle cinque in punto? (imitando l'accento dell'Inghilterra centrale) Insomma, voglio dire, si fa tanto per non restare con le mani in mano, no? Dopo tutto, che gusto ci sarebbe se fossimo tutti uguali, lo dico sempre io! (Riprende la sua voce normale) Quello che so è che qualcuno da anni sta conficcando spilli in una mia immagine di cera... (Di colpo) Ma certo! La madre di Alison! Tutti i venerdì compra la cera da Harrods e passa tutto il sabato e la domenica a infilarci dentro spilloni. Non fa nemmeno una partita a bridge, ci scommetto!

HELENA   E perché non ci provi anche tu?

JIMMY   È un'idea. (Indica Cliff) Per cominciare potremmo far arrostire lui sul gas. Abbiamo abbastanza spiccioli per il contatore? È proprio quel che ci vuole per queste serate d'autunno. In definitiva, il vero senso di un sacrificio è che si rinuncia a qualcosa alla quale non si teneva molto neanche prima. Capisci cosa voglio dire? C'è gente che non fa altro, basta guardarsi intorno. Rinunziano alla carriera per esempio... alla fede... al sesso... e tutti dicono di loro: « è meraviglioso quello che fanno! Se soltanto io ne fossi capace », ma la verità è che imbrogliano se stessi e per giunta riescono ad imbrogliare anche noi. Non è poi tanto diffìcile rinunziare a qualcosa che non si è mai desiderato realmente. Non dovremmo ammirarli. Dovremmo compiangerli, piuttosto. (Interrompendo le sue malinconiche riflessioni, a Cliff) Tu saresti una magnifica vittima per un sacrifìcio.

CLIFF (borbotta)   Va' al diavolo. Sto leggendo.

JIMMY (a Helena) E noi due potremmo fare un filtro d'amore con il suo sangue. Non posso dire che mi ecciti. L'ho visto una volta... sembra pomodoro, un sangue piuttosto qualunque. Il tuo deve essere molto più bello, blu di Prussia, immagino, no? E dopo potremmo invocare Banhonet, questa dea della fertilità. Hai idea di come si faccia? (A Cliff) E tu?

CLIFF Mi pare che non sia il caso che voi facciate delle invocazioni alla dea Banhonet o come diavolo si chiama.

JIMMY Capisco dove vuoi arrivare. (A Helena) È meglio lasciar perdere. Forse la cosa potrebbe essere eccitante per questa signora qui... ha scritto una lunga lettera al giornale sulla fecondazione artificiale. « Noi abbiamo messo troppo a dura prova la pazienza di Dio». (Butta il giornale) Dammi quello li.

CLIFF   Non ho ancora finito.

JIMMY Be', spicciati. Dovrò scrivere alle redazioni che adoperino dei caratteri più grandi, cosi potrai leggere più svelto. C'è una polemica particolarmente accesa per stabilire esattamente se Milton portasse le bretelle o no. Voglio vedere chi ha la meglio questa settimana.

CLIFF   L'ho letto adesso. Non sapevo di che si trattasse, ma pare che un illustre professore di Oxford sia stato messo al tappeto e che tutta l'università sia in subbuglio; cosi l'editore ha dichiarato chiusa la polemica.

JIMMY   Bravo: vedo che ti sta venendo una certa curiosità intellettuale, ragazzo mio. Bene, bene. E qui c'è un professore americano di Yale o di qualche altra università che sostiene che Shakespeare cambiò sesso mentre scriveva La Tempesta. Si, e che fu costretto a tornare a Stratford perché gli altri attori non lo prendevano più sul serio. Questo professor X sta venendo qui alla ricerca di certi documenti destinati a provare che il vecchio William fini poi nel letto di un tale... un agricoltore del Warwickshire, che l'avrebbe sposato dopo avergli fatto fare tre figli. (Helena ride. Jimmy la guarda interrogativo) Cosa c'è da ridere?

HELENA   No, niente. (A Cliff) Sto solo cominciando ad abituarmi a lui. Prima non capivo mai se dicesse sul serio o stesse scherzando.

CLIFF   II più delle volte non lo sa neanche lui. Quando sei incerta puoi classificare la sua frase come un insulto.

JIMMY   Spicciati con quel giornale e sta' zitto! Cosa facciamo stasera? Non c'è neanche un concerto decente alla radio. (A Helena) Vai in chiesa?

HELENA (presa alla sprovvista)   No, direi di no. A meno che non ci voglia venire anche tu.

JIMMY Mi sbaglio o da un po' di tempo brilla nei suoi occhi una luce satanica? Forse per il fatto che vive in peccato mortale con me. (A Helena) Ti senti molto peccatrice, tesoro? Eh, ti ci senti? (Helena non può credere che lui cerchi dì provocarla e lo guarda incerta). Ti senti il peccato che esce dalle orecchie come se fosse cerume? Ti stai chiedendo se scherzo o no? Forse dovrei mettermi un naso finto e un tubino di carta. Ghie devo solo per curiosità, ecco tutto. (Helena è scossa dalla freddezza improvvisa del suo sguardo, ma prima^ che possa rendersi conto di quanto profondamente egli l'abbia ferita, Jimmy le sorride e urla allegramente a Cliff) Dammi quel giornale, cretino!

CLIFF   Ma va' al diavolo!

JIMMY (a Helena)  Ne hai ancora per molto?

HELENA   Ho quasi finito.

JIMMY A proposito del peccato, non era quel reverendo amico della Drury l'uomo con cui stavi parlando ieri... Helena cara, ho detto: «Non era il...»

HELENA   Si, era lui.

JIMMY Tesoro, non c'è bisogno che tu ti metta sulla difensiva.

HELENA   Ma non sono sulla difensiva.

JIMMY In fondo non vedo perché non dovremmo invitare il vicario a prendere il tè quassù. Dovremmo proprio farlo. Vi siete trovate molte cose in comune?

HELENA   NO, non credo.

JIMMY Credi che qualche bistecca spirituale farebbe di me un uomo? Dovrò specializzarmi in sollevamento di pesi morali e sviluppare una potente muscolatura? Prima della cura non ero altro che un liberale magrolino e deboluccio. Anch'io avevo paura di denudarmi fino all'anima, ma ora tutti guardano con invidia il mio splendido fisico. Posso compiere ogni tipo di sforzo senza dare il minimo segno di passione e di umanità.

HELENA   Va bene, Jimmy.

JIMMY Due anni fa non riuscivo neppure ad alzare la testa... Ora cammino come una stella del cinema.

HELENA Jimmy, non potresti lasciar passare almeno un giorno, un giorno solo, senza tirar fuori la religione o la politica?

CLIFF   Si, cambia disco, oppure chiudi il becco.

JIMMY (si alza) Ho trovato il titolo di una nuova canzone, oggi. Si chiamerà: «Mia madre è in manicomio - ecco perché ti amo». Anche i versi non sono male. Stavo pensando che la potremmo mettere nel numero.

HELENA   Buona idea.

JIMMY Non chiamiamoci più Ofelia e Romeo l, è troppo intellettuale. Non credo che la gente voglia più sentir parlare di Shakespeare dopo che Harvard e Yale l'hanno ridotto in questo modo. Che ne pensi di qualcosa di più allegro, che suoni meglio. Non so, per esempio T. S. Eliot e Pam.

CLIFF (riprendendo un tono di music-hall) Follia, allegria e melodia.

JIMMY (si siede al tavolo e ci batte sopra come se fosse un tamburo) Con parodie e spogliarelli per il nostro pubblico.

INSIEME (cantano improvvisando)

Anche se siamo colpevoli, cara... Ci daranno l'infermità mentale...

JIMMY (si alza e parlando molto rapidamente) Signori e signore, stasera mentre entravo in teatro passando per l'ingresso degli artisti, mi si avvicina un tale che mi dice...

CLIFF   Ehi, voi, avete visto nessuno?

JIMMY   Visto chi?

CLIFF   Avete visto nessuno?

JIMMY Si capisce che non ho visto nessuno! Non mi fate perdere tempo. Signori e signore, una breve poesia intitolata: «Diceva di essere casta, ma era come un ferro per castrare!...» Grazie. «Diceva di essere casta... »

CLIFF   Siete sicuro di non aver visto nessuno?

JIMMY   Siete ancora qui, voi?

CLIFF   Sto cercando nessuno.

JIMMY Fatemi il favore di andarvene! « Diceva di essere casta... »

CLIFF Bene, non riesco a trovare nessuno da nessuna parte, e debbo assolutamente dare questa valigia a nessuno!

JIMMY Volete essere cosi gentile di non interrompermi, prrrego?! Non vedete che sto cercando di far divertire questi signori? Chi è questo nessuno di cui state parlando?

CLIFF   Mi hanno detto di venire qua e di dare questa valigia a nessuno.

JIMMY   Vi hanno detto di venire qua e di dare questa valigia a nessuno?

CLIFF Infatti. E quando gliel'avrò data, nessuno mi darà uno scellino.

JIMMY   E quando gliePavrete data, nessuno vi darà uno scellino.

CLIFF   Infatti.

JIMMY   E allora?

CLIFF   Qui non c'è nessuno.

JIMMY   Allora cerchiamo di capirci: quando voi dite che qui non c'è nessuno, non volete dire che nessuno è qui?

CLIFF   NO.

JIMMY   Volete dire... che qui non c'è nessuno?

CLIFF   Infatti.

JIMMY   Ma allora perché non l'avete detto prima?

HELENA (facendo finta di essere uno spettatore. Non è sicura che la sua battuta sia li)   Ehi! Voi due, laggiù!

JIMMY E cosi via, può durare una settimana, ma non importa. Che c'è, signore?

HELENA (gridando) Il vostro sketch è una cosa pietosa - dico, pietosa! Capito?

JIMMY II signore trova che il nostro sketch è una cosa pietosa.  E voi, prego, signore, chi siete?

HELENA   Io?... Oh... (Con finta modestia) Nessuno...

JIMMY E allora eccovi la vostra maledetta valigia! (Le tira un cuscino che colpisce il tavolo da stiro).

HELENA   II tavolo da stiro!

I due uomini eseguono a braccetto qualche passo di danza scandendo il seguente recitativo che termina sulla nota giusta per cominciare la canzone.

I DUE C'era una volta una piccola signora, voi tutti sapete a chi mi riferisco, anche se è stata in un collegio elegante, io la considero sempre una regina, un giorno la sposerò quando le cose vadano meglio.

E se a sua madre non piacerò

al papà chiederò questo giglio.

Ci faremo una casetta per stare a nostro agio.

I nostri figli andranno al miglior collegio

e noi vivremo di pane e formaggio.

Vai pure a letto con la tua bella

anche se nasce meglio di te.

Queste classi elevate son magari decadute

ma una ragazza col sangue blu

ti darà sempre qualcosa di più.

Gli angeli su nel ciel sapranno il vostro amor

per cui va pure a letto con la tua bella

anche se nasce meglio di te.

(Mi chiamano Sidney)

anche se nasce meglio di te.

Ma Jimmy ne ha abbastanza e spinge via Cliff.

JIMMY Quei tuoi maledetti piedoni! Due calci alla caviglia mi hai dato! No, non va... la faremo cantare ad Helena. Su, vai a fare un po' di tè e dopo decideremo sul da farsi.

CLIFF   Fattelo da solo il tè. (Lo spinge violentemente).

Jimmy cade.

JIMMY   Bastardo! Figlio d'un cane! (Si alza).

Lottano ricadendo a terra entrambi. Si rotolano per terra grugnendo e ansimando. Cliff riesce a mettere un ginocchio sul petto di Jimmy.

CLIFF (ansando)   Voglio leggere il giornale!

JIMMY   Sei un selvaggio, un bruto. Sul serio. Te ne rendi conto? Non sei degno di vivere sotto lo stesso tetto con gente civile e sensibile.

CLIFF   Mi lascerai in pace o dovrò leggere i giornali in questa posizione?

Jimmy fa uno sforzo supremo e lo sbatte sul pavimento.

JIMMY   Mi hai sfondato le budella.

Cliff si dibatte ma Jimmy lo tiene saldamente.

CLIFF Ma stai un po' attento. Mi strappi la camicia. Alzati!

JIMMY Ma a che ti serve portare la camicia? (Alzandosi) Un bruto come te. Ora vammi a fare un po' di tè.

CLIFF È l'unica camicia pulita che avevo. Accidenti a te. (Si alza e ad Helena) Guarda come me l'ha ridotta!

HELENA Eh, lo vedo! È più forte di quello che sembra. Toglitela un momento cosi le do una sciacquatina subito e sarà pronta per quando dovremo uscire. (Cliff esita). Che c'è, Cliff?

CLIFF   Non preoccuparti, va bene anche cosi.

JIMMY   SU, dagliela e non fare tante storie!

CLIFF   E va bene. (Se la toglie e gliela dà) Grazie, Helena.

HELENA   Benone. Ci metto un minuto. (Esce).

Jimmy si lascia cadere sulla poltrona.

JIMMY (divertito) Sembri una specie di Marion Brando. (Breve pausa). Non ti è molto simpatica, Helena, vero?

CLIFF   Neanche a te piaceva particolarmente, una volta...

(Esita, poi in fretta) Non è più come una volta, vero?

JIMMY (irritato)   Certo che non è più come una volta, idiota! Non lo è mai. Il pranzo di oggi è diverso da quello di ieri e l'ultima donna è diversa da quella che l'ha preceduta. Se non riesci ad accettare queste cose, sarai sempre un infelice, ragazzo mio. CLIFF (si siede sul bracciolo della poltrona e si strofina i piedi)   Jimmy... non credo che resterò qui ancora per molto.

JIMMY (con aria indifferente)   Oh, e perché?

CLIFF (con lo stesso tono) Oh, non lo so. Ho pensato di tentare qualcosa di diverso. La bancarella va bene, ma so che mi piacerebbe fare qualcosa di diverso. Tu sei cosi colto, e forse ti basta, ma io ho bisogno di qualcosa di più.

JIMMY   Come ti pare. Sono affari tuoi, non miei.

CLIFF E un'altra cosa... Mi pare che Helena abbia troppo lavoro con due uomini per casa. Avrebbe meno da fare per voi due soli. In ogni modo credo che dovrei trovarmi una ragazza che si occupi di me.

JIMMY Mi sembra una buona idea. Però non so se una potrebbe essere tanto stupida da mettersi con te. Forse Helena potrebbe trovarti una ragazza... una delle sue amiche eleganti con un sacco di soldi e niente cervello. È proprio quello che ti ci vorrebbe.

CLIFF   Qualcosa di simile.

JIMMY   Hai un'idea di quel che farai?

CLIFF   Non so ancora.

JIMMY È proprio da te. Non credo che ce la farai nemmeno per cinque minuti senza che ci sia io a spiegarti tutto.

CLIFF (sorridendo)   Forse hai ragione.

JIMMY Sei una specie di bestiolina sudicia... scommetto che entro sei mesi qualche rispettabile signorina da marito ti avrà messo le grinfie addosso. Ti sposerà, ti manderà a lavorare e finirai per essere sempre in ordine.

CLIFF (ridendo)   Si, sono abbastanza stupido da cascarci!

JIMMY (tra sé) Mi sembra di non aver fatto altro in vita mia che dire addio alla gente.

CLIFF   Mi fanno male i piedi.

JIMMY Prova a lavarti i calzini. (Lentamente) È strano. Tu sei stato un buon amico, leale, generoso. Eppure io ti vedo andar via, trovare un'altra casa e sbrogliartela da solo senza muovere un dito per fermarti. E tutto perché sto cercando di ottenere qualcosa da quella ragazza che adesso è giù, qualcosa che, nel mio intimo, so che lei è incapace di darmi. Tu vali mezza dozzina di Helene per me, e le varresti per chiunque. Ma se tu fossi al mio posto, faresti la stessa cosa. Giusto?

CLIFF   Giusto.

JIMMY Perché, perché, perché, perché permettiamo a queste donne di dissanguarci a morte? Hai mai ricevuto una di quelle lettere con la sovrastampa «Date il vostro sangue a chi ne ha bisogno»? Bene, è il Ministero delle Poste che lo fa, per conto di tutte le donne del mondo. Gli uomini della nostra generazione non riescono piti a morire per una buona causa. Tutte queste cose le hanno già fatte altri, durante la guerra e prima, quando noi eravamo ragazzi. (Nel suo solito tono semiserio) Non ce ne hanno lasciata neppure una, di buone cause. Se venisse un'altra guerra e tutti noi fossimo uccisi, non sarà certo per difendere un grande ideale vecchio stile. Sarà soltanto per il Glorioso-niente-di-nuovo-grazie-tante. Il che è inutile e inglorioso all'in-circa come buttarsi sotto un autobus. No, ragazzo mio, non ci resta più nulla, salvo che lasciarci massacrare dalle donne.

Entra Helena.

HELENA   Ecco qua, Cliff. (Gli tende la camicia).

CLIFF   Oh, grazie mille, Helena. È carino da parte tua.

HELENA Ma figurati! Mettiamola ad asciugare sulla cucina... no, la stufa in camera tua andrebbe meglio, qui non c'è posto.

CLIFF   Bene. Vado a mettercela. (Va alla porta).

JIMMY E spicciati, stupido. Cosi usciamo a bere qualcosa! (A Helena) Ti va?

HELENA   D'accordo.

JIMMY (urla a Cliff che sta uscendo) Ma prima fammi un po' di tè, o ti faccio fuori! (.A Helena che è andata a sinistra) Tesoro, sono stufo di vederti dietro quell'asse da stiro!

HELENA (seccamente)   Mi dispiace.

JIMMY Vestiti più elegante che puoi e andiamo alla conquista della città. Vedo che hai messo il sudario sulla fotografìa di Mammina. Avresti dovuto metterci una bandiera.

HELENA   C'è qualcosa che non va?

JIMMY   Non fare quella faccia accigliata... sembri il Presidente della Corte.

HELENA   E che faccia dovrei fare?

JIMMY   Come se ti tremasse il cuore quando mi guardi.

HELENA   Oh, ma questo mi succede sul serio.

JIMMY   Cliff dice che se ne andrà via.

HELENA   LO so. Me l'ha detto ieri sera.

JIMMY Ah si? A quanto pare sono sempre l'ultimo della fila, quando si tratta di ricevere le notizie.

HELENA   Mi dispiace che se ne vada.

JIMMY Si. anche a me. Mi fa venire i nervi, tanto è stupido e sporco, ma è un ragazzo di cuore. E per questo si può perdonare a un uomo tutto il resto. Lui ha dovuto imparare a sopportare, e adesso sa come restituire. Vieni qua. (Si siede sul bracciolo della poltrona. Lei va verso di lui e si guardano. Poi lei gli accarezza la testa, le orecchie e la nuca). Fin dalla prima sera sei stata sempre tu a prendere l'iniziativa. Come se tu credessi di non meritare nulla o meno di nulla, e non ti importasse. Sei stata un buon nemico. Quello che si dice un degno avversario. Però, quando si depongono le armi, non vuol dire necessariamente che si è rinunziato alla lotta.

HELENA (con voce ferma)   Ti amo.

JIMMY Credo che sia vero. Si, forse è vero che tu mi ami. Forse per te significa qualcosa giacere tenendo fra le braccia il generale che ti ha sconfitta. Specie quando è completamente nauseato di tutta la campagna, stanco, affamato ed esaurito. (Le bacia le dita. Lei gli stringe la testa fra le mani). Ti sei alzata e mi sei venuta incontro. Oh, Helena... (La sua faccia si avvicina a quella di lei. Si abbracciano). Non lasciare che si rovini tutto.

HELENA (a bassa voce)   Oh, amore mio...

JIMMY   Devi essere con me o contro di me.

HELENA   Ti ho sempre desiderato... sempre!

Si baciano.

JIMMY T. S. Eliot e Pam, faremo un bel duo. Se tu mi aiuti. Lascerò quella maledetta bancarella e ricominceremo tutto da capo. Che ne dici? Andremo via di qua. Che ne dici?

HELENA [annuisce felice)   Dico che è meraviglioso!

JIMMY [la bacia in fretta) Metti via tutta quella roba e usciamo. Ci sbronzeremo. Staremo allegri, ci scambie-remo occhiate tenere e libidinose nel bar, e dopo torneremo qui e faremo l'amore in un modo che ti farà dimenticare tutto il resto.

Helena gli bacia la mano e va a sinistra.

HELENA   Mi tolgo solo questa tua vecchia camicia {piegando il tavolo da stiro).

JIMMY (va alla porta)   Bene, io vado a smuovere Cliff.

Ma prima che arrivi alla porta questa si apre ed entra Alison. Indossa un impermeabile, è spettinata e sembra ammalata. Pausa di sbalordimento.

ALISON (piano)   Salve.

JIMMY (a Helena dopo un attimo) C'è una tua amica che è venuta a trovarti. (Esce rapidamente).

Le due donne restano una di fronte all'altra mentre cala il sipario.

Sipario

SCENA SECONDA

Pochi minuti dopo. Dalla camera di Cliff si sente la tromba di Jimmy. Quando si alza il sipario Helena è alla sinistra della tavola e versa il tè in una tazza. Alison è sulla poltrona di destra. Si china a raccogliere la pipa di Jimmy. Dopo di che raccoglie un po' di cenere dal pavimento e la mette nel portacenere che sta sul bracciolo della poltrona.

ALISON Fuma sempre questa robaccia. In principio non la potevo sopportare, ma poi ci si abitua.

HELENA   Si.

ALISON Sono stata al cinema l'altra settimana e c'era, qualche fila davanti a me, un vecchio che fumava lo stesso tabacco. Ci credi? Mi sono alzata e sono andata a sedermi dietro di lui.

HELENA (avvicinandosi col tè) Bevi questo. Di solito fa bene.

ALISON (prende la tazza)   Grazie.

HELENA   Ti senti bene, adesso, sei sicura?

ALISON (annuisce) Era solo... oh, tutto l'insieme. È stata colpa mia, solo mia. Sono stata pazza a venire qui in questa maniera. Scusami, Helena.

HELENA   Perché dovresti essere proprio tu a scusarti...?

ALISON Perché è stato ingiusto e crudele da parte mia tornare. La tempestività dev'essere una delle cose che ho imparato da Jimmy. Ma può anche essere di cattivissimo gusto. (Beve un sorso di tè) Tante volte sono riuscita ad impedirmi di venire... proprio all'ultimo momento. Anche oggi davanti alla biglietteria, era come un sogno, e non avrei mai creduto che sarei partita davvero. E quando sono salita in treno mi è venuto il panico. Mi sentivo in colpa. E mi sono detta che appena arrivata alla stazione, qui, avrei subito preso un treno di ritorno. Non riuscivo neanche a credere che questo posto esistesse ancora. Ma come sono arrivata, non c'è stato più niente da fare. Dovevo convincermi che tutto quello che ricordavo di questo posto era realmente accaduto a me. (Poggia la tazza e sposta con il piede i giornali sul pavimento) Quante volte negli ultimi mesi ho pensato alle serate che abbiamo trascorso qui, in questa stanza. Sospese e come remote. (Pausa). Grazie del tè. Lo fai bene.

HELENA (seduta a sinistra della tavola) Questa è una delle cose che ho imparato io da Jimmy.

ALISON (si copre il viso) Oh, perché sono venuta! Voi tutti preferireste che io fossi a mille miglia da qui!

HELENA Niente affatto! Tu hai più diritto di me a star qui.

ALISON   Oh, Helena, ti prego, non tirare fuori il codice...

HELENA Tu sei sua moglie, ti rendi conto? Qualunque cosa io abbia fatto non sono mai riuscita a dimenticarlo. Tu hai tutti i diritti...

ALISON Helena... Perfino io ho smesso di credere ai diritti divini del matrimonio tanto tempo fa. Anche prima di conoscere Jimmy. Le cose sono cambiate, oggigiorno... c'è una monarchia costituzionale. Uno sta dove sta col consenso del popolo. E se provi a usare la forza, ti mettono fuori. E io sono fuori.

HELENA   Anche questo l'hai imparato da lui?

ALISON Non mi far sentire come se ti stessi ricattando, ti prego! È stato sciocco e volgare da parte mia venir qui stasera. Lo rimpiango e mi detesto per averlo fatto. Ma non sono venuta qui per riprendermi qualcosa. Qualunque cosa sia stata, isterismo o una macabra curiosità, non avevo certo l'intenzione di provocare una rottura fra te e Jimmy. Devi credermi.

HELENA Ma io ci credo senz'altro. Ecco perché tutto mi sembra più pazzesco e più atroce che mai. Non mi hai neanche rimproverato. Avresti dovuto considerarti terribilmente offesa, e invece niente. (Si appoggia all'in-dietro come se volesse sfuggire a se stessa) Sapessi quanto mi vergogno.

ALISON Parli come se lui fosse qualcosa che mi hai rubato dalla borsetta.

HELENA (ferocemente) E tu parli come se lui fosse un libro o un oggetto qualsiasi che sei disposta a prestare a chiunque lo desideri per cinque minuti. Ma cosa ti è successo? Parli come se lo citassi continuamente. Mi ricordo che mi hai detto una volta che non riuscivi a credere nelle sue idee.

ALISON   Ma non ho mai creduto neanche nelle tue.

HELENA Almeno, io credo ancora nel bene e nel male. E neanche i mesi passati in questo manicomio mi hanno impedito di continuare a crederci. Anche se tutto quello che ho fatto è male, almeno mi rendevo conto di fare del male.

ALISON TU lo amavi, vero? Me l'hai scritto e me l'hai anche detto.

HELENA   Ed era vero.

ALISON Ma in quel momento era difficile crederci. Non riuscivo a capire.

HELENA   Anch'io non ci potevo credere.

ALISON Dopo è stato meno difficile. Una volta dicevi delle cose piuttosto dure di lui. Non che a me dispiacesse di sentirle... allora mi consolavano persino. Ma certe volte mi scandalizzavi.

HELENA Credo di essere stata un po' troppo enfatica. Ma a che serve tentare di spiegare tutto?

ALISON   Hai ragione.

HELENA   Sai, ho scoperto cosa c'è che non va in Jimmy. È molto semplice, tutto sommato. È nato in un'epoca che non è la sua.

ALISON   Si, lo so.

HELENA Non c'è più posto per la gente come lui... nel mondo del sesso, della politica... di tutto. Per questo è cosi inconcludente. Certe volte, quando lo ascolto parlare, ho l'impressione che si senta ancora in piena rivoluzione francese. E sarebbe il suo vero posto, del resto. Non sa dove si trova, né dove sta andando. Non farà mai niente e non conterà mai niente.

ALISON Credo che si possa definirlo un Eminente Vittoriano. Un po' ridicolo... in un certo modo... Ma mi pare che abbiamo già fatto questo discorso.

HELENA Si, mi ricordo tutto quello che hai detto di lui. Mi fece orrore. Non riuscivo a credere che tu avessi sposato un uomo simile. Alison... tutto è finito tra Jimmy e me. Adesso lo capisco. Io devo andarmene. No... ascoltami. Quando ti ho visto entrare qui stasera ho capito che tutto era un grosso sbaglio. Che io non credevo in tutto questo, e che né Jimmy, né tu, né nessun altro avrebbe potuto farmi pensare altrimenti. (Alzandosi) Come ho potuto credere di farla franca? Il mondo che cerca lui e quello di cui ho bisogno io sono completamente diversi, e dormire insieme in quel letto, non può cambiare la situazione. Io credo nel bene e nel male, e non devo affatto vergognarmene. È ridiventata una fede moderna e scientifica, a quanto mi dicono. E, secondo i valori in cui ho creduto finora, o le cose che per me hanno contato, ciò che ho fatto è un errore e un male.

ALISON   Helena... non penserai di lasciarlo.

HELENA Si, me ne andrò. (Prima che Alison possa interromperla, continua) Oh, non è che voglia togliermi di mezzo per farti posto. Puoi fare quello che vuoi. Francamente credo che sarebbe una pazzia... ma sono affari tuoi. Mi pare di averti già dato abbastanza consigli.

ALISON   Ma lui... lui non avrà più nessuno...

HELENA Troverà qualcuno, non aver paura. Probabilmente terrà corte qui come un papa del Rinascimento. Lo so che sto tirando fuori il codice, come dici tu, ma credimi, non si può essere felici senza una regola. Ho cercato di farne a meno per tutti questi mesi, ma ora mi rendo conto che non ci riesco. Quando sei entrata da quella porta, stanca, malata, con quell'espressione di dolore, è finito tutto per me. Capisci.,, non avevo saputo del bambino. È stata un'orribile sorpresa. È stata come una punizione su noi due.

ALISON HO dovuto dirtelo quando mi hai visto. Ho perso il bambino. È un fatto semplicissimo. Non c'è punizione, e non c'è colpa...

HELENA Forse hai ragione. Ma io l'ho sentita ugualmente.

ALISON   Ma ti rendi conto che non è logico?

HELENA   No, non è logico. (Calma) Ma so che è giusto.

Il suono della tromba diventa più forte.

ALISON   Helena... [Le si avvicina) Non devi lasciarlo. Ha bisogno di te, lo so che ha bisogno di te...

HELENA   Lo credi veramente?

ALISON   Forse tu non sei quella che ci vuole per lui... non lo siamo né tu né io...

HELENA (venendo avanti)   Perché non la smette con quel maledetto baccano!

ALISON   Forse gli ci vuole qualcosa di molto diverso da noi due. Cosa esattamente non lo so... una specie di incrocio fra una madre e una cortigiana greca, una schiava, un misto di Cleopatra e di Boswell. Forse dovresti concedergli ancora un po' di tempo...

HELENA (aprendo bruscamente la porta) Per favore! Smettila! Non si può neanche parlare qui! (Breve pausa, la tromba continua. Helena si copre le orecchie con le mani) Jimmy, per l'amor di Dio! (La tromba tace). Jimmy, voglio parlarti.

JIMMY (fuori scena)   La tua amica è ancora li?

HELENA   Oh, Jimmy, non fare l'idiota, vieni qua!

ALISON (alzandosi)   Non mi vuole nemmeno vedere.

HELENA Resta dove sei e non fare la stupida. Scusami. Non sarà molto piacevole, ma sono decisa: me ne vado e voglio dirglielo subito.

JIMMY (entrando) È un altro dei vostri oscuri complotti? (Guarda Alison) Non sarebbe meglio che si sedesse? Sembra più di là che di qua.

HELENA Scusami cara. Vuoi un altro po' di tè, o un'aspirina, o...? (Alison scuote la testa e si siede. Non riesce a guardare né l'uno né l'altra. Helena riprendendo il tono autoritario, a Jimmy) Non c'è niente di strano, mi pare. È stata molto male, sai, ha...

JIMMY (calmo) Non c'è bisogno che mi fai vedere la cartella clinica... si vede benissimo cosa le è successo...

HELENA   E non significa niente per te?

JIMMY Non che mi faccia piacere vedere qualcuno che sta male, o che soffre. Era anche mio, il bambino, alla fine... Ma... (alza le spalle) Non è la prima volta che perdo qualcuno.

ALISON (in un bisbiglio)   Per me era la prima volta.

Jimmy la guarda ma si volge subito a Helena.

JIMMY   Perché avete un'aria cosi solenne tutte e due? Cosa è venuta a fare qui, lei?

ALISON   Scusatemi, io volevo... (si preme le mani sulla bocca).

Helena si avvicina a Jimmy e gli afferra il braccio.

HELENA Smettila per favore! Non vedi in che condizioni è? Lei non ha fatto niente, non ha detto niente, niente di quel che è successo è stato per colpa sua!

Jimmy si stacca da lei e si sposta in fondo.

JIMMY   Cosa non è colpa sua?

HELENA   Jimmy... non voglio litigare... ti prego...

JIMMY   Sentiamo di che si tratta, avanti.

HELENA Benissimo. Vado giù in camera mia a fare le valige. Se mi sbrigo faccio ancora in tempo a prendere il treno delle sette e un quarto per Londra. (Ambedue l0 fissano ma lui si appoggia alla tavola e non le guarda). Alison non ha niente a che fare con la mia decisione... Assolutamente niente, devi capirlo. È una decisione che ho preso da sola. Lei ha persino cercato di farmi cambiare idea. No. La vera ragione è che stasera ho capito improvvisamente quello che in fondo avevo sempre saputo. Non si può essere felici se non si è nel giusto, o se si fa soffrire qualcuno. Non credo in ogni modo che sarebbe stato possibile andare avanti cosi, ma io ti amo, Jimmy. Non amerò mai nessuno come ho amato te. (Si volta verso sinistra) Ma non posso continuare con te. (Con passione e sincerità) Non posso partecipare a tutto questo soffrire... Non posso! (Si aspetta una reazione da lui. }immy annuisce guardando

11 tavolo. Helena si riprende e si sforza di essere autoritaria. Ad Alison) Non credo che ce la faresti ad affrontare il viaggio stasera; posso accompagnarti io in albergo prima di partire. Abbiamo una mezz'ora; farò a tempo. (Sì avvia alla porta).

La voce di Jimmy la ferma.

JIMMY (con voce bassa e rassegnata) Tutti vogliono sfuggire alla pena di essere vivi. E soprattutto vogliono sfuggire all'amore. (Va alla «toilette») L'ho sempre saputo che qualcosa del genere sarebbe successo... un dramma di coscienza tipo la moglie malata... che a-vrebbe sconvolto i tuoi sentimenti delicati di fiore di serra. (Raccoglie la roba di Helena sulla «toilette» e va all'armadio guardaroba. Fuori cominciano a suonare le campane). È inutile cercare di ingannarsi sull'amore. Non puoi accettarlo come si accetta un impiego facile, senza sporcarti le mani. (Le porge la roba ed apre l'armadio) Ci vogliono muscoli e coraggio. E se non riesci a sopportare l'idea... (stacca un vestito dalla stampella) di sporcare la tua bell'anima di bucato... (le si avvicina) farai meglio a rinunciare decisamente alla vita e avviarti alla santità... (le dà il vestito) perché come essere umano, sei fuori strada... Bisogna scegliere fra questo mondo e quell'altro... (Helena lo guarda un attimo ed esce rapidamente. Jimmy è scosso ed evita gli occhi di Alison. Poi va alla finestra. Ci si appoggia e batte il pugno sul telaio) Oh, quelle campane!

Le ombre calano su di loro. Jimmy è fermo con la testa appoggiata ai vetri, Alison è rattrappita sulla sua poltrona a destra. Dopo un attimo si alza.

ALISON   Mi... dispiace. Adesso vado. (Si avvia). La voce di lui la ferma.

JIMMY Non hai neanche mandato i fiori al funerale. Neanche., un mazzetto di fiori. Non hai potuto fare neanche questo per me? (Si avvia di nuovo, ma lui continua a parlare) L'ingiustizia è quasi perfetta. Quelli che non lo meritano, hanno fame, quelli che non meritano di essere amati, sono amati, e quelli che dovrebbero vivere, muoiono. (Alison si avvicina alla cucina. Jimmy si gira e la guarda in faccia) Avevo torto a credere che esiste una specie di... ardente virilità della mente e dello spirito che va alla ricerca di qualcosa che le possa stare a pari? A questo mondo le creature più pesanti e più forti sembrano essere le più solitarie. Come il vecchio orso che segue soltanto il proprio fiato nella foresta scura. Non ha il calore di un branco o di un gregge che lo consoli. La voce che chiede aiuto non appartiene necessariamente a un debole. (Si sposta) Ti ricordi la prima sera che ti ho vista a quell'orrendo ricevimento? Tu non mi avevi notato, ma io ti ho osservata tutta la sera. Sembrava che ci fosse in te una specie di meraviglioso rilassamento dello spirito. E io capii che era quello che desideravo. Bisogna essere veramente solidi per avere quel genere di forza... La forza del rilassamento. Fu soltanto dopo il nostro matrimonio che ho scoperto che non lo era affatto. Per potersi rilassare bisogna aver faticato molto. E tu, in tutta la tua vita non avevi mai avuto un capello fuori posto o una goccia di sudore in fronte. (Un singhiozzo sfugge ad Alison che si porta il pugno alla bocca. Va alla tavola e ci si appoggia). Può darsi che io sia una causa persa, ma pensavo che se tu mi avessi amato non avrebbe avuto importanza.

Lei piange silenziosamente. Lui le si avvicina.

ALISON Non ha importanza, avevo torto, ho sbagliato. Io non voglio essere neutrale, non voglio essere una santa. Voglio essere una causa persa. Voglio essere sporca e inutile! (Jimmy la guarda e non sa che fare. La voce di Alison cresce di tono) Non capisci? Non c'è piti! Non c'è più! Quella povera creatura indifesa dentro il mio corpo! E io che credevo fosse talmente al sicuro dentro di me. Che niente avrebbe potuto togliermelo. Era mio, dipendeva da me. E l'ho perduto. (Scivola a terra vicino alla tavola) Il mio unico desiderio era morire. Non sapevo che fosse cosi. Ho sofferto terribilmente e non riuscivo a pensare ad altro che a te e alla mia creatura che avevo perduto. (Riesce appena a parlare) E pensavo, se solo... se solo potesse vedermi ora, cosi stupida, cosi brutta e ridicola! È questo che lui desiderava che io provassi. È questo che voleva; adesso ne godrebbe! Sono in mezzo alle fiamme, mi sento bruciare e tutto quello che chiedo è di morire. Gli costa suo figlio e gli altri che avrei potuto avere da lui! Ma che cosa importa? È questo che lui voleva da me! (Alza il viso verso di lui) Non vedi? Ci sono, alla fine, nel fango! Mi ci sto rotolando, ci striscio dentro! Oh Dio... (Crolla ai piedi di Jimmy).

Lui resta per un attimo paralizzato, poi si china e prende fra le braccia il corpo di lei scosso dai singhiozzi. Lui scuote la testa e mormora:

JIMMY No... ti prego... non posso vederti... (Alison singhiozza piano appoggiata a lui). Tutto è finito. Tutto è finito adesso. Ti prego... Io... io... basta adesso... (Alison si calma improvvisamente. Jimmy la guarda pieno di stanchezza, e dice con una sorta di tenera ironia) Staremo insieme nella nostra tana di orsi e scoiattoli, e vivremo di miele e di noci... tante, tante noci! E ci canteremo delle canzoncine che parlano di noi, delle tane calde e del confortevole cavo dell'albero... e ce ne staremo sdraiati al sole. E tu con questi grandi occhi starai attenta alla mia pelliccia e mi aiuterai a tenere le unghie in ordine, perché io sono un orsaccio un po' malandato e disordinato, e io starò attento che questa lucida e meravigliosa coda sia sempre ben lustra, perché tu sei un bellissimo scoiattolo, anche se non sei troppo intelligente, e cosi dobbiamo stare attenti. Ci sono delle cattive trappole d'acciaio sparse da per tutto, che aspettano gli animaletti un po' matti, un pochino satanici e timidissimi, come te. Non è vero? (Alison annuisce. Jimmy, patetico) Poveri scoiattoli!

ALISON (con la stessa comica enfasi) Poveri orsacchiotti! (Rìde appena, poi lo guarda con gran tenerezza e aggiunge con estrema dolcezza) Oh, poveri, poveri orsacchiotti! (E lo abbraccia).

Sipario.

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