ROMEO E GIULIETTA
traduzione A. Lombardi
PROLOGO
Entra il Coro
CORO
Due famiglie, di eguale dignit,
Nella bella Verona, dove la scena
collocata, piombano per rancori antichi
In una nuova discordia che insozza
Le mani dei cittadini col loro stesso sangue.
Dai lombi fatali di questi due nemici
Trae vita una coppia di sfortunati amanti
Le cui sventure pietose, con la loro morte,
La faida seppelliscono dei loro genitori.
Il passaggio pauroso del loro amore
Segnato dalla morte, l'ira protratta
Dei padri loro, che nulla rimosse
Se non la fine dei figli, ecco
II traffico che per due ore avr luogo
Sul nostro palcoscenico. Se vorrete ascoltare
Con orecchio paziente, quel che c' di imperfetto
La nostra fatica si prover ad emendare. Esce il Coro
ATTO PRIMO
Scena prima
[Una piazza di Verona]
Entrano Sansone e Gregario, della casa dei Capuleti,
con spade e scudi
SANSONE Parola mia, Gregorio, gli insulti non li ingozziamo.
GREGORIO Certo che no. C' il pericolo di strozzarsi.
SANSONE Voglio dire che se ci monta la collera tiriamo fuori la spada.
GREGORIO Bada a tirar fuori il collo dal collare, finch campi.
SANSONE Quando mi scaldo, io a colpire ci metto poco.
GREGORIO Si, ma ci metti troppo a scaldarti per colpire.
SANSONE A scaldarmi basta un cane dei Montecchi.
GREGORIO Ma scaldarsi significa agitarsi mentre aver coraggio
significa star ritti. Perci se ti scaldi scappi via.
SANSONE Un cane di quella casa mi far rizzare. Rimarr
dalla parte del muro davanti a qualsiasi uomo o
donna dei Montecchi.
GREGORIO Questo dimostra che sei moscio. Sono i pi
mosci che vanno al muro.
SANSONE vero. E infatti le donne, che sono i vasi pi
deboli, vengono sempre messe contro il muro. E perci
io staccher dal muro gli uomini del Montecchi e
spiaccicher contro il muro le sue donne.
GREGORIO La lite tra i nostri padroni e tra noi servitori.
SANSONE la stessa cosa. Far il tiranno! Dopo aver
battagliato con gli uomini far il galante con le donne
-gli far la festa.
GREGORIO Farai la festa alle donne?
SANSONE S, alla loro verginit. Prendilo nel senso che
vuoi.
GREGORIO Sono loro che lo debbono prendere nel senso
giusto quando lo sentono.
SANSONE Me mi sentiranno finch riuscir a tener duro;
e si sa che io sono un bel pezzo di carne.
GREGORIO Meno male che non sei pesce; se fossi pesce
saresti un vero baccal. Tira fuori l'arnese. Arriva
qualcuno di casa Montecchi.
Entrano Abramo e un altro Servo
SANSONE L'arnese ce l'ho tutto fuori. Litiga! Ti spalleggio io.
GREGORIO E come? Voltando le spalle e scappando?
SANSONE Non aver paura di me.
GREGORIO Certo che no! Aver paura di te!
SANSONE Restiamo dalla parte della legge. Facciamo cominciare loro.
GREGORIO Passandogli accanto aggrotter la fronte, e la
prendano come vogliono.
SANSONE Dipende dal coraggio che hanno. Io mi morder
il pollice davanti a loro: se non reagiscono perdono la faccia.
ABRAMO Vi mordete il pollice per noi, signore?
SANSONE Mi mordo il pollice, signore.
ABRAMO Vi mordete il pollice per noi, signore?
SANSONE (a parte a Gregario) La legge dalla parte nostra se dico s?
GREGORIO (a parte a Sansone) No.
SANSONE No, signore, non mi mordo il pollice per voi,
signore. Ma mi mordo il pollice.
GREGORIO Volete litigare, signore?
ABRAMO Litigare, signore? No, signore.
SANSONE Ma se volete litigare, signore, sono a vostra disposizione.
Io servo un padrone che vale quanto il vostro.
ABRAMO Non di pi, per.
SANSONE Bene, signore.
Entra Benvolio
GREGORIO (a parte a Sansone) Digli che vale di pi. Arriva uno dei parenti del padrone.
SANSONE S, vale di pi, signore.
ABRAMO E una menzogna.
SANSONE Fuori le armi, se siete uomini. Gregorio, ricordati
del tuo colpo spazzatutto.
Si battono
BENVOLIO Separatevi, idioti!
Via le spade. Non sapete quello che fate.
Entra Tebaldo
TEBAI.DO
Come! Sguaini la spada contro questi
Pecoroni! Voltati da questa parte, Benvolio,
E guarda in faccia la tua morte.
BENVOLIO
Mettevo solo pace. Via la spada,
O usala come me per separare costoro.
TEBALDO
Come! Sguaini e parli di pace?
Questa parola la odio come odio l'inferno,
Tutti i Montecchi e te! Prendi, vigliacco!
Si battono
Entrano tre o quattro cittadini con mazze e partigiane
CITTADINI Mazze, picche e partigiane! Colpite! Buttateli
gi! Abbasso i Capuleti! Abbasso i Montecchi!
Entra il vecchio Capuleti, in vestaglia, con la moglie
CAPULETI
Cos' questo fracasso? Datemi il mio spadone!
MADONNA CAPULETI
Una stampella, una stampella! Perch chiedete una spada?
Entra il vecchio Montecchi con la moglie
CAPULETI
La spada, dico! C' il vecchio Montecchi
E agita la sua lama contro di me.
MONTECCHI
Tu vile Capuleti! Non trattenetemi. Lasciatemi andare.
MADONNA MONTECCHI
Non muoverai un solo piede per cercare un nemico.
Entra il Principe Escalo col suo seguito
PRINCIPE
Sudditi ribelli, nemici della pace,
Profanatori di questo acciaio macchiato
Dal sangue dei cittadini perch non ascoltano?
Ehi, voi! Voi uomini, voi bestie,
Che spegnete il fuoco della vostra rabbia perniciosa
Con fonti purpuree sgorganti dalle vostre
Vene! Pena la tortura, le vostre mani
Sanguinose gettino a terra queste armi
Temprate per il male e voi ascoltate
La sentenza del vostro Principe irato.
Tre lotte intestine generate da una tua
Parola superba, vecchio Capuleti,
E tua, Montecchi, hanno per tre volte
Disturbato la quiete delle nostre strade
E costretto i vecchi cittadini di Verona
A spogliarsi dei loro gravi indumenti
E impugnare con antiche mani
Vecchie partigiane incancrenite dalla pace
A causa di un odio altrettanto incancrenito.
Se mai disturberete ancora le nostre
Strade, saranno le vostre vite a pagare
La fine della pace. Voi, Capuleti,
Verrete con me; e voi, Montecchi,
Venite questo pomeriggio nell'antico
Castello di Villafranca, luogo deputato
Ai nostri giudizi ordinari, per ascoltare
Le nostre decisioni su questo caso.
Tutti, ripeto, vadano via, pena la morte.
Escono tutti tranne il Montecchi,
sua moglie e Benvolio
MONTECCHI
Chi ha rinnovato questa vecchia lite?
Parla, nipote, eri qui quando cominciata?
BENVOLIO
Qui c'erano i servi del vostro avversario
E i vostri, che gi combattevano prima
Che io arrivassi. Snudai per separarli.
In quell'istante giunse il fiero Tebaldo,
Con la spada pronta. E mentre soffiava
Parole di sfida alle mie orecchie, la faceva
Mulinare intorno al capo, tagliando i venti
Che, indifferenti, gli fischiavano disprezzo.
Mentre ci scambiavamo colpi su colpi
Sopravvennero altri, s che si combatteva
Da una parte e dall'altra finch a separarle
Non giunse il Principe.
MADONNA MONTECCHI
Dov' Romeo? L'avete visto oggi?
Sono felice che non si trovasse in questa rissa.
BENVOLIO
Signora, un'ora prima che il venerato
Sole s'affacciasse all'aurea finestra
Dell' Oriente, l'inquietudine della mente mi spinse
Ad andar fuori. Presso il bosco.
Di sicomori che si estende a Occidente della citt
Vidi vostro figlio che cos presto passeggiava.
Mossi verso di lui. Ma lui mi vide
E si nascose nel rifugio del bosco. Io
Misurando il suo stato d'animo sul mio,
Che cercava luoghi dove nessuno lo trovasse,
Stanco com'ero del mio stesso io
Inseguii il mio umore e non il suo,
Lietamente evitando chi lieto mi sfuggiva.
MONTECCHI
Molte mattine stato visto l
Ad accrescere con lacrime la fresca rugiada
Mattutina, coi suoi profondi sospiri
Altre nuvole aggiungendo alle nuvole.
Ma appena il sole che tutto rallegra
Comincia nel punto pi lontano dell'Oriente
A scostare le cortine ombrose dal letto
Dell'Aurora, ecco che fuggendo la luce
Quel mio figlio intristito si nasconde in casa,
Si chiude nella sua stanza, serra le finestre,
Esclude la bella luce del giorno e crea
Per s una notte artificiale. Nero
E fatale dovr rivelarsi questo umore
Se un buon consiglio la causa non rimuove.
BENVOLIO
Nobile zio, questa causa la conoscete?
MONTECCHI
No, e da lui non riesco a saperla.
BENVOLIO
Ma lo avete in qualche modo interrogato?
MONTECCHI
Sia io sia altri numerosi amici.
Ma lui, unico confidente di se stesso,
Solo a se stesso confida le sue passioni
(Con quanta verit non so), in s segreto
E chiuso rimanendo, tanto lontano
Da ogni scandaglio e scoperta quanto lo
II bocciolo morso da un verme odioso
Prima di poter schiudere all'aria
Le dolci foglie o dedicare a! sole
La sua bellezza. Se potessimo sapere
Da dove nascono i suoi dolori,
Volentieri gli offriremmo qualche cura.
Entra Romeo
BENVOLIO
Guardate, sta venendo. Vi prego, allontanatevi.
Sapr il suo tormento, se non insiste nel tacere.
MONTECCHI
Spero che, restando, sarai tanto fortunato
Da ottenere una sincera confessione. Signora, andiamo.
Escono il Montecchi e la moglie
BENVOLIO
Buon giorno, cugino.
ROMEO
II giorno cos giovane?
BENVOLIO
Sono appena suonate le nove.
ROMEO
Ahim! Le ore tristi sembrano lunghe.
Era mio padre quello che corso via?
BENVOLIO
S. Quale tristezza allunga le ore di Romeo?
ROMEO
II non avere ci che le farebbe brevi.
BENVOLIO
Innamorato?
ROMEO
Senza
BENVOLIO
Amore?
ROMEO
Senza il favore di colei che amo.
BENVOLIO
Ahim, che amore, cos dolce alla vista,
Si riveli, alla prova, un cos aspro tiranno!
ROMEO
Ahim, che amore, la cui vista bendata,
Debba senz'occhi scorgere il sentiero
Del suo desiderio! Dove andiamo a pranzare?
Mio Dio, che lite c' stata, qui?
Non dirmelo, ho gi saputo tutto.
Qui domina l'odio, ma ancor pi l'amore.
Ebbene, allora, o amore odioso,
O amoroso odio, o tutto
Creato dal nulla! O leggerezza
Pesante, seria vanit, deforme
Caos di forme dall'aria leggiadra,
Plumbea piuma, fumo luminoso,
Freddo fuoco, salute malata,
Sonno a occhi aperti che non
Quello che ! Questo l'amore
Che sento io, che in questo
Non sento amore. Non ridi?
BENVOLIO
No, cugino, piuttosto piango.
ROMEO
E perch, dolce cuore?
BENVOLIO
Perch il tuo dolce cuore oppresso.
ROMEO
Ebbene, questo il destino dell'amore.
I miei dolori giacciono gravi
Nel mio petto, e tu li accresci gravandolo
Col peso dei tuoi. L'amore che mi porti
Aggiunge pi dolore a! gi eccessivo
Dolore mio. L'amore un fumo
Fatto col vapore dei sospiri; purificato,
un fuoco che splende negli occhi degli amanti.
Se avversato, un mare che si nutre
Delle loro lacrime. Che altro ?
Una pazzia discreta, un'amarezza soffocante,
Una dolcezza che lenisce. Addio, cugino.
BENVOLIO
Piano, vengo con te. Se mi lasci mi fai torto.
ROMEO
Ho lasciato me stesso. Non sono qui.
Questo non Romeo. altrove.
BENVOLIO
Dimmi, seriamente, chi che ami?
ROMEO
Come, dovr dirtelo piangendo?
BENVOLIO
Piangendo? No, ma dimmelo seriamente.
ROMEO
Chiedi a un malato di fare, seriamente,
Testamento. Ah, domanda mal posta
Ad uno che gi cos malato.
Seriamente, cugino, amo una donna.
BENVOLIO
C'ero andato vicino pensandoti innamorato.
ROMEO
Sei un ottimo tiratore. E lei bella.
BENVOLIO
Un bel bersaglio, cugino, si colpisce pi presto.
ROMEO
Qui hai sbagliato. Lei non sar colpita
Dalla freccia di Cupido. Ha la mente di Diana
E, ben protetta dalla corazza della castit,
Non viene stregata dall'infantile e fiacco
Arco dell'amore. Non subisce l'assedio
Di discorsi appassionati, evita lo scontro
Di occhi assalitori, non apre il grembo
All'oro che seduce anche i santi. Lei
E ricca di bellezza; e povera soltanto
Perch, alla sua morte, essa muore con lei.
BENVOLIO
Ha dunque fatto voto di vivere casta?
ROMEO
S, e cos risparmiando spreca
Enormemente. Smagrita dalla sua severit,
La bellezza priva i posteri della bellezza.
troppo bella, troppo saggia,
Saggiamente troppo bella, per giungere
All'estasi e rende me disperato.
Ha rinunciato all'amore; e in quel suo voto
Io che vivo per dirtelo vivo morto.
BENVOLIO
Fatti guidare da me scordati di lei.
ROMEO
Oh, insegnami come si fa a scordarla.
BENVOLIO
Liberando i tuoi occhi. Guardando altre bellezze.
ROMEO
il modo per richiamare ancora di pi
La sua, squisita. Le maschere felici
Che baciano la fronte delle belle signore
Ci rammentano, nere come sono, che nascondono
La bellezza. Chi diventato cieco
Non pu dimenticare il tesoro prezioso
Della vista perduta. Mostrami una donna
Di rara grazia: la sua bellezza a che serve
Se non come una pagina in cui io possa leggerne
Una ancora pi rara? Addio.
Tu non puoi insegnarmi a scordarla.
BENVOLIO
Ci riuscir, per non morire indebitato. Escono
Scena seconda
[Strada di Verona]
Entrano il Capuleti, il Conte Paride, e il Clown, che
un Servo
CAPULETI
Ma il Montecchi impegnato come me, rischia
La stessa pena; e per vecchi come noi
Non difficile, credo, mantenere la pace.
PARIDE
Godete entrambi di onorevole fama
Ed un peccato che abbiate vissuto tanto tempo
Nella discordia. Ma ora, signore,
Cosa ne dite della mia richiesta?
CAPULETI
Dico quello che ho detto prima:
Mia figlia, nel mondo, ancora una straniera;
Non ha visto il giro di quattordici anni.
Lasciamo disseccare altre due estati
Nel loro fuoco prima di ritenerla
Matura per sposarsi.
PARIDE
Fanciulle pi giovani di lei sono ora
Madri felici.
CAPULETI
Ma si sono sciupate troppo presto.
Tranne lei, la terra ha ingoiato
Tutte le mie speranze: adesso
Sar lei, spero, la signora della mia terra.
Ma intanto corteggiatela, Paride gentile,
Conquistate il suo cuore. La mia volont
E solo una parte del suo consenso
E, se lei d'accordo, il mio consenso
S'unisce alla sua scelta e alla sua bella voce
Che acconsente. Questa sera
Io do una festa di antica tradizione
Alla quale ho invitato molti ospiti
A me cari. Se vorrete accrescerne il numero
Sarete pi di ogni altro benvenuto. Questa sera
Nella mia povera casa vedrete la terra
Percorsa da stelle che rendono luminoso
II buio del Cielo. La gioia che i giovani
Provano quando l'agghindato Aprile
Cammina alle calcagna del zoppicante inverno,
Proprio un tale piacere tra freschi
Boccioli femminili voi questa notte
Proverete nella mia casa. Ascoltatele tutte;
Tutte guardatele; e pi di tutte amate
Colei il cui merito sar maggiore.
Vi sar, tra le molte, mia figlia
Che, essendo una, potr rientrare nel numero,
Anche se l'uno non si conta. Avanti,
Venite con me. (Al Servo) Ehi, tu,
V in giro per la bella Verona, trova
Le persone di cui qui scritto il nome
E d loro che nella mia casa saranno benvenute.
Escono il Capuleti e Paride
SERVO Trova quelli di cui qui scritto il nome! E scritto
che il calzolaio deve darsi da fare con l'arnese del
sarto, il sarto con quello del calzolaio, il pescatore col
pennello e il pittore con la rete. Ma io vengo mandato
a cercare le persone di cui qui scritto il nome e
non so leggere quali nomi ha scritto chi li ha scritti.
Debbo consultare i sapienti. Meno male!
Entrano Benvolio e Romeo
BENVOLIO
Via, amico, un fuoco brucia
Un altro fuoco, un dolore s'attenua
Per un'altra pena. Se la testa ti gira
Girati al contrario. Un dolore disperato
Con un altro dolore si guarisce.
Procurati all'occhio un'infezione nuova
E sparir il veleno marcio della vecchia.
ROMEO
La tua foglia di piantaggine eccellente, per questo.
BENVOLIO
Per che cosa, dimmi?
ROMEO
Per il tuo stinco fratturato.
BENVOLIO
Romeo, sei pazzo?
ROMEO
Non pazzo ma legato pi di un pazzo:
Chiuso in prigione, tenuto senza cibo,
Frustato e tormentato buon giorno, amico.
SERVO Dio lo conceda a voi. Sapete leggere, signore?
ROMEO
S, la mia fortuna nella mia sventura.
SERVO Forse l'avete imparato senza libro. Ma ditemi,
per piacere, sapete leggere quello che vedete?
ROMEO
S, se conosco le lettere e la lingua.
SERVO Un discorso onesto. State allegro.
ROMEO
Fermo, amico, so leggere.
Legge la lettera
I1 signor Martino con la moglie e le figlie. Il Conte Anselmo
con le sue belle sorelle. La signora vedova di Utruvio.
Il signor Placenzo e le me amabili nipoti. Mercuzio e
suo fratello Valentino. Mio zio Caputeti, sua moglie e le
sue figlie. La mia bella nipote Rosalina con Livia. Il signor
Valerio e suo cugino Tebaldo. Lucio e la vivace Elena.
Una bella brigata. Dove debbono andare?
SERVO Su.
ROMEO Dove? A cena?
SERVO In casa nostra.
ROMEO La casa di chi?
SERVO Del mio padrone.
ROMEO Avrei dovuto chiedertelo prima.
SERVO Ve lo dico senza bisogno che me lo chiediate. Il
mio padrone il grande e ricco Capuleti; e se voi non
siete della casa dei Montecchi, vi prego di venirvi a fare
una coppa di vino. State allegro.
Esce il Servo
BENVOLIO
A questa antica festa dei Capuleti verr
La bella Rosalina, che tu tanto ami,
Con tutte le ammirate bellezze di Verona.
Vacci, e con occhio imparziale confronta
II suo viso con altri che ti mostrer
Vedrai, allora, che il tuo cigno un corvo.
ROMEO
Se la devota religione del mio occhio
Rivela tale falsit, si mutino
Le lacrime in fiamme; e questi eretici trasparenti,
Spesso annegati ma incapaci di morire,
Siano messi al rogo come impostori! Una donna
Pi bella del mio amore? Il sole che tutto vede
Non ha mai veduto l'eguale da quando
cominciato il mondo.
BENVOLIO
L'hai vista bella perch non c'era nessun'altra
E lei si bilanciava con se stessa nell'uno
E laltro occhio. Ma su quelle bilance
Di cristallo, pesa l'amore per la tua donna
Con quello per qualche altra fanciulla che io
Ti mostrer splendere in questa festa, e a stento
Apparir bella lei che ti sembra la migliore.
ROMEO
Ci andr, ma non perch tu mi mostri tale vista
Ma per godere dello splendore della mia. Escono
Scena terza
[Stanza in casa dei Capuleti]
Entrano Madonna Capuleti e Balia
MADONNA CAPULETI
Balia, dov' mia figlia? Chiamala.
BALIA
Per la verginit che avevo a dodici anni,
Le ho gi chiesto di venire. Ehi, agnellino!
Ehi, coccinella! Dio non voglia
Dov' questa bambina? Ehi, Giulietta.
Entra Giulietta
GIULIETTA
Ebbene? Chi mi chiama?
BALIA
Vostra madre.
GIULIETTA
Sono qui, signora. Che volete?
MADONNA CAPULETI
Ecco di che si tratta per un po', Balia,
Lasciaci sole. Dobbiamo parlare
In privato Ma no, Balia, torna qui.
meglio che tu senta i nostri discorsi.
Tu sai che mia figlia ha una certa et.
BALIA
In fede mia, potrei dirla senza sbagliare d' un'ora.
MADONNA CAPULETI
Non ha ancora quattordici anni.
BALIA
Ci scommetto quattordici dei miei denti anche se,
Sia detto con dolore, ne ho soltanto quattro
Che non ha ancora quattordici anni.
Quanto manca alla festa del raccolto?
MADONNA CAPULETI
Due settimane o poco pi.
BALIA
Poco pi o poco meno, di tutti i giorni dell'anno
Quando verr il primo agosto, alla vigilia
Lei far quattordici anni. Susanna e lei
Dio faccia riposare tutte le anime cristiane
Avevano la stessa et. Bene,
Susanna con Dio. Era troppo buona,
Per me. Ma, come ho detto,
La vigilia del primo agosto avr quattordici anni.
Tanti ne avr, che diamine! Lo ricordo bene.
Dal terremoto sono passati undici anni
E lei fu svezzata non potr mai dimenticarlo
Proprio quel giorno, di tutti i giorni dell'anno.
Avevo versato assenzio sulla mammella,
Stando seduta al sole sotto il muro
Della colombaia. Il mio padrone e voi
Eravate a Mantova ho una bella memoria.
Ma, come ho detto, quando gust l'assenzio
Sul capezzolo della mia mammella e ne sent
L'amaro, come s'infuri, la sciocchina,
E se la prese con la mammella! "Scappa," dice
Intanto la colombaia. Ma non c'era bisogno
Che mi dicessero di scappare! Sono undici anni,
Da allora, perch stava gi in piedi
Da sola. Anzi, per la Santa Croce,
Sapeva correre e zampettare dappertutto.
Proprio il giorno prima s'era ferita alla fronte.
E allora mio marito Dio sia con la sua anima!
Era un uomo allegro tir su la bambina.
"Come?", disse. "Sei caduta a pancia avanti?
Quando sarai pi furba cadrai all' indietro.
Non vero, Giulietta?" Vergine santa,
La bambina smise di piangere e disse "S".
Se ne sentono delle belle! Giuro che se vivessi
Mille anni non lo scorderei.
"Non vero, Giulietta?" E lei si calma e dice "S".
MADONNA CAPULETI
Basta, ora. Sta zitta, per piacere.
BALIA
S, signora, ma non posso fare a meno
Di ridere quando penso che smise di piangere
E disse "S". Eppure, vi assicuro,
Aveva sulla fronte un bernoccolo grosso
Come il fagiolo d' un galletto. Una brutta caduta,
E piangeva a dirotto. "S," dice mio marito,
"Cadi a pancia avanti? Una volta cresciuta
Cadrai all' indietro. Non vero, Giulietta?"
Smise di piangere e disse "S".
GIULIETTA
E smettila anche tu, Balia, dico io.
BALIA
Ho finito. Dio ti abbia nella sua grazia!
Eri la bimba pi bella che avessi mai allattato.
Il mio solo desiderio di vederti maritata.
MADONNA CAPULETI
Maritata! Questo proprio il tema
Di cui voglio parlare. Dimmi, Giulietta,
Che ne pensi del matrimonio?
GIULIETTA
un onore di cui nemmeno mi sogno.
balia
Un onore! Se la tua balia non fossi stata solo io
Direi che dalla mammella hai succhiato saggezza.
MADONNA CAPULETI
Ebbene, pensa al matrimonio, ora.
Pi giovani di te, signore rinomate
Qui a Verona, sono gi madri.
Facendo i conti, io ero gi tua madre
Pressappoco negli anni in cui tu sei fanciulla.
Per farla breve, il nobile Paride
Desidera il tuo amore.
BALIA
Che uomo, signora! Signora, un uomo
Che tutto il mondo un uomo di cera.
MADONNA CAPULETI
L'estate di Verona non ha un simile fiore.
balia
S, un fiore. Un vero fiore, s.
MADONNA CAPULETI
Che ne dici? Puoi amare quel signore?
Questa notte vedrai Paride alla nostra festa.
Leggi il libro del suo giovane viso
E vi troverai felicit scritta con la penna
Della bellezza. Scruta le sue linee
Armoniose e vedrai come ciascuna all'altra
Procura gioia. E ci che nel bel volume
Appare oscuro, trovalo scritto
Sul margine degli occhi. Questo prezioso
Libro d'amore, questo amante non legato.
Per diventare perfetto ha solo bisogno
D'una copertina. Il pesce vive
Nel mare, ed ragione d'orgoglio,
Per chi bello all'esterno, nascondere la bellezza
Che all'interno. Agli occhi di molti
Quel libro ha gran valore che rinserra
In borchie d'oro la sua dorata storia.
Cos tu, avendo lui, tutto ci avrai
Che lui possiede senza rimpicciolire te stessa.
BALIA
Rimpicciolire? Diventer pi grossa. Gli uomini
Fanno ingrossare le donne.
MADONNA CAPULETI
In breve, te la senti di amare Paride?
GIULIETTA
Guarder per amare se il guardare
Spinge all'amore. Ma il mio occhio
Non lo far sprofondare pi di quanto
II vostro consenso lo spinge a volare.
Entra un Servo
SERVO Signora, gli ospiti sono arrivati, la cena servita,
si cerca di voi, si chiede della padroncina, in dispensa
si maledice la Balia e tutto confusione. Debbo andare
a servire. Vi prego di seguirmi subito.
MADONNA CAPULETI
Ti seguiamo. Esce il Servo
Giulietta, il Conte attende.
BALIA
Va', bambina, e cerca
Notti felici per felici giorni. Escono
Scena quarta
[Una strada di Verona]
Entrano Romeo, Mercuzio, Benvolio con cinque o sei
altre maschere e portatori di torce
ROMEO
E allora, dobbiamo fare questo discorso per scusarci
Oppure entriamo senza cerimonie?
BENVOLIO
Per tanta prolissit non c' pi tempo.
Non avremo un Cupido incappucciato con la sciarpa
E con l'arco di legno dipinto del Tartaro
Che come uno spaventapasseri faccia
Paura alle signore; n avremo, come entrata,
Un prologo senza copione recitato a fatica
Dietro il suggeritore. Ma insomma,
Ci misurino pure come vogliono, noi
Daremo loro una misura di danza, e via!
ROMEO
A me una torcia, non voglio sgambettare.
Io sono pesante ma la luce leggera.
MERCUZIO
Gentile Romeo, vogliamo che tu danzi.
ROMEO
No, credetemi. Voi avete
Scarpine da ballo, dall'anima sottile.
Io ho un'anima di piombo che mi fissa
Al suolo e mi impedisce il movimento.
MERCUZIO
Tu sei un innamorato. Fatti prestare
Le ali di Cupido e vola con esse
Al di sopra d'ogni confine.
ROMEO
La sua freccia mi ha ferito troppo a fondo
Perch' io possa volare con le sue piume leggere;
Cos legato non posso volare
Al di sopra del tetro dolore. Il peso
Dell'amore mi fa affondare.
MERCUZIO
E, affondando in lui, graveresti
Sull' amore un peso troppo opprimente
Per una cosa delicata.
ROMEO
Una cosa delicata l'amore? troppo
Rude, troppo duro, troppo
Presuntuoso, e punge come una spina.
MERCUZIO
Se l'amore duro con te, sii duro
Con l'amore. Pungilo se lui ti punge,
E abbatterai l'amore. Datemi una gabbia
Per metterci il viso. Una maschera sulla maschera!
Che importa se un occhio curioso Vede deformit? Queste ciglia di scarabeo
Arrossiranno per me.
BENVOLIO
Bussiamo ed entriamo. Appena dentro
Ognuno s'affidi alle proprie gambe.
ROMEO
Per me una torcia! I giovani spensierati
Dal cuore leggero tocchino coi talloni
Le insensibili stuoie! Io seguo
II proverbio dei nonni far il candeliere
E star a guardare: la partita al suo meglio
E io ho finito.
MERCUZIO
Finito il topo, parola di connestabile!
Se tu sei finito, ti tireremo su dal fango
Con rispetto parlando dell'amore in cui affondi
Fino alle orecchie. Avanti, oh!
Bruciamo la luce del giorno.
ROMEO
No, non pu essere.
MERCUZIO
Intendo dire, signore, che indugiando
Sprechiamo invano le nostre luci,
Come lampade di giorno. Dacci retta,
II nostro giudizio ha cinque volte
Pi buonsenso dei nostri cinque sensi.
ROMEO
L'intenzione buona ma andare alla mascherata
Non sensato.
MERCUZIO
Si pu sapere perch?
ROMEO
Stanotte ho fatto un sogno.
MERCUZIO E cos io.
ROMEO
Ebbene, il tuo qual era?
MERCUZIO
Che spesso i sognatori mentono.
ROMEO
A letto addormentati, quando sognano cose vere.
MERCUZIO
Oh, vedo che venuta da te
La Regina Mab. la levatrice
Delle fate e viene in forma non pi grossa
D'una pietra d'agata sull'indice di un assessore,
Tirata da un equipaggio di piccoli atomi
Sui nasi degli uomini mentre sono addormentati.
La sua carrozza un guscio di nocciola
Lavorato da uno scoiattolo o da un vecchio lombrico,
Da tempo immemorabile carrozzieri delle fate.
I raggi del cocchio sono fatti
Di lunghe zampe di ragno; il mantice,
Di ali di cavallette; le redini, della pi lieve
Ragnatela; i finimenti, degli umidi raggi
Della luna; la frusta, d'osso di grillo;
La sferza, d'una pellicola. Il cocchiere
un minuscolo moscerino dal manto grigio
Grosso meno della met d'un verme
Nato dal dito pigro d'una fanciulla.
E in questo stato ella galoppa tutta la notte
Dentro i cervelli degli amanti, che poi
Sognano amore; sopra le ginocchia
Dei cortigiani, che subito sognano
Riverenze; sulle dita degli avvocati, che subito
Sognano parcelle; sulle labbra delle signore,
Che subito sognano baci e che Mab
Adirata copre spesso di bolle perch il loro
Fiato sa troppo di dolci. A volte
Va galoppando sul naso di un cortigiano
E poi lui sogna il profumo d'una supplica.
E a volte viene a titillare il naso
D'un parroco addormentato con la coda d'un
porcellino
Della decima e lui sogna, allora, un altro
Benefizio. A volte corre sul collo
D'un soldato, al che lui sogna di tagliare
Gole straniere, e imboscate, e brecce,
Lame di Spagna e brindisi profondi
Cinque tese; e poi di colpo
Lo tambureggia sull'orecchio e lui sobbalza
E si sveglia e, cos atterrito,
Sacramenta una preghiera o due e cade
Di nuovo addormentato. Questa la stessa
Mab che di notte arruffa la criniera
Dei cavalli e nei luridi e sporchi crini
Impasta riccioli d'elfo che,
Una volta sdipanati, portano sfortuna.
Questa la strega che quando le fanciulle
Giacciono sulla schiena ci monta sopra
In tal modo insegnando loro come si fa
E rendendole donne di buon portamento.
Questa
ROMEO
Basta, basta, Mercuzio, basta!
Tu parli di niente.
MERCUZIO
vero. Io parlo di sogni, che sono
I figli d'un cervello pigro, da niente
Generati se non dalla vana fantasia:
Che di sostanza sottile come l'aria,
E pi incostante del vento, che ora
Corteggia il petto gelato del Nord
E poi, irritato, sbuffa via di li
E volge il lato al rugiadoso Sud.
BENVOLIO
Questo vento di cui parli ci soffia via
Da noi stessi. La cena finita e noi
Arriveremo tardi.
ROMEO
Troppo presto, temo. La mia mente presagisce
Un qualche evento, ancora sospeso
Nelle stelle, che amaramente avr un tremendo
Inizio con le feste di questa notte, finendo
II giro d'una vita disprezzata, chiusa
Nel mio petto, con la violenza vile
D'una morte precoce. Ma Colui che ha il timone
Del mio viaggio diriga la mia vela!
Avanti, baldi gentiluomini!
BENVOLIO
Rulla, tamburo!
Scena quinta
[Sala nella casa dei Caputeti}
Marciano sul palcoscenico; vengono avanti dei Servi
con tovaglioli
PRIMO SERVO Dov' Pentolone, che non ci aiuta a sparecchiare?
Lui spostare un tagliere? Lui raschiarlo?
SECONDO SERVO Quando le buone maniere stanno tutte
nelle mani di uno o due uomini che non se le lavano
nemmeno, la cosa sporca.
PRIMO SERVO Via gli sgabelli spostate la credenza
attenti all'argenteria. Sii buono, mettimi da parte un
pezzo di marzapane e, se mi ami, di al portiere di far
entrare Susanna Grattapietra e Nella.
Esce il Secondo Servo
Antonio e Pentolone!
Entrano altri due Servi
TERZO SERVO Ecco, ragazzo, pronti!
PRIMO SERVO Vi vogliono, vi chiamano, vi domandano e
vi cercano nel salone.
QUARTO SERVO Non possiamo essere qua e l nello stesso
momento. Allegri, ragazzi! Siate vispi, per un po', e
chi vive di pi si prende tutto.
Escono Terzo e Quarto Servo
Entrano il Capuleti, sua moglie, Giulietta, Tebaldo,
la Balia; e tutti gli ospiti e le gentildonne, fino alle
maschere
CAPULETI
Benvenuti, signori! Le dame i cui piedi
Non sono tormentati dai calli vogliono fare
Un giro con voi. Signore mie, quale di voi
Rifiuter ora di danzare? Chi fa la sdegnosa
Giuro che ha i calli. Ci ho azzeccato, eh?
Benvenuti, signori! C' stato un giorno
In cui ho indossato una maschera e sapevo bisbigliare
Una favola nell'orecchio di una bella signora.
Le piaceva, ma passato, passato, passato!
Benvenuti, signori! Musica, suonatori!
Si fa musica e si danza
Largo, largo! Fate spazio e voi,
Ragazze, muovetevi! Pi luce, canaglie!
Sgombrate le tavole e spegnete il fuoco,
La sala diventata troppo calda.
Eh, furfante, questa festicciola improvvisata
Viene bene. Sedete, sedete,
Buon cugino Capuleti, perch per voi e per me
Sono passati i giorni delle danze.
Quand' stata l'ultima volta in cui
Voi e io ci siamo mascherati?
CUGINO CAPULETI
Per Nostra Signora, sono passati trent'anni.
CAPULETI
Cosa? Non tanti, non tanti.
Fu alle nozze di Lucenzio venga la Pentecoste
Quando vuole, saranno venticinque anni.
Fu allora che ci mascherammo.
CUGINO CAPULETI
Sono di pi, di pi. Ne ha di pi suo figlio.
Suo figlio ha trent'anni.
CAPULETI
Dite davvero? Due anni fa
Suo figlio era ancora sotto tutela.
ROMEO (a un Servo)
Chi la signora che adorna la mano
Di quel cavaliere?
SERVO Non lo so, signore.
ROMEO
Oh! Insegna a splendere alle torce!
Sembra pendere sulla guancia della notte
Come un ricco gioiello all'orecchio d'un Etiope
Bellezza troppo ricca per ogni giorno, troppo cara
Per la terra! In mezzo alle sue compagne
Quella dama sembra una colomba di neve
In una schiera di cornacchie. Finita la misura,
Osserver dove si ferma e toccando la sua
Benedir la mia ruvida mano. Finora
Ha mai amato il mio cuore? Negalo, vista!
Fino a questa notte la bellezza vera
Io non l'ho mai veduta.
TEEALDO
Questo, dalla voce, dovrebbe essere
Un Montecchi. Prendimi la spada, ragazzo.
Come! Lo schiavo osa venire qui
Mascherato da buffone, per sputtanare
E schernire la nostra festa? Ebbene,
Per la razza e l'onore della mia stirpe,
Colpirlo a morte non lo considero un peccato.
CAPULETI
Allora, nipote? Perch ti inquieti tanto?
TEBALDO
Costui un Montecchi, zio, il nostro
Nemico. Una canaglia venuta qui per scorno
A farsi beffe della nostra festa di stanotte.
CAPULETI
Non il giovane Romeo?
TEBALDO
Si, quella canaglia di Romeo.
CAPULETI
Calmati, gentile nipote, lascialo
Stare. Si comporta da vero gentiluomo.
E, per dire la verit, Verona
Si gloria di lui come d'un giovane
Virtuoso e bene educato. Non voglio,
Per tutta la ricchezza di questa citt,
Che gli si faccia torto nella mia casa.
Perci sii paziente, non curarti di lui.
la mia volont, e se vuoi rispettarla,
Mostra un viso sereno e senza cipiglio,
Brutto spettacolo per una festa.
TEBALDO
E il viso giusto quando tra gli invitati
C' un simile furfante. Non lo sopporter.
CAPUTETI
Dovrai sopportarlo! E cos, ragazzo mio!
Andiamo. Chi il padrone, qui, io
O tu? Andiamo. Non lo sopporterai:
Dio protegga la mia anima! Vuoi provocare
Una rissa tra i miei ospiti? Vuoi fare il galletto?
Sei proprio l'uomo giusto!
TEBALDO
Ma zio, una vergogna.
CAPULETI
Andiamo, andiamo! Sei un ragazzaccio, non vero?
Questo scherzo pu farti male, so quello che dico.
Non devi contrariarmi! Diamine, tempo
Ben detto, cuori miei Sei un arrogante!
Calmati, oppure pi luce, pi luce!
Vergogna! Ti calmer io Allegri, cuori miei!
TEBALDO
Una pazienza forzata scontrandosi con la collera
Furiosa, mi fa tremare la carne.
Me ne vado. Ma questa intrusione che ora
Sembra dolce, diventer amarissimo fiele.
Esce Te baldo
ROMEO
Se io profano con la mia mano indegna
Questo sacro scrigno, il peccato gentile,
E le mie labbra, pellegrini rossi dalla vergogna,
Sono pronte ad addolcire quel tocco rude
Con un tenero bacio.
GIULIETTA
Buon pellegrino, fate troppo torto
Alla vostra mano, che in questo mostra
Umile devozione. Anche i santi hanno mani
Toccate dalle mani dei pellegrini. Palma
Su palma il bacio dei sacri palmieri.
ROMEO
Non hanno labbra i santi, e i sacri palmieri?
GIULIETTA
S. Labbra per la preghiera, pellegrino.
ROMEO
E allora, cara santa, le labbra
Facciano ci che fanno le mani. Loro pregano,
E tu esaudisci, affinch la fede
Non si muti in disperazione.
GIULIETTA
Anche se esaudiscono le preghiere,
I santi non si muovono.
ROMEO
Non muoverti, allora, mentre io
Colgo l'effetto delle mie preghiere.
La baca
Cos dalle mie labbra, grazie alle tue,
E tolto il mio peccato.
GIULIETTA
Sono le mie labbra, allora, a prendere il peccato
Che hanno tolto.
ROMEO
II peccato dalle mie labbra? O colpa
Dolcemente rimproverata! A me restituisci
II mio peccato.
La bacia
GIULIETTA
Baciate come dice il libro.
BALIA
Signora, vostra madre vuole parlarvi.
ROMEO
Chi sua madre?
BALIA
Diamine, giovanotto, sua madre la padrona
Della casa. Una buona padrona, saggia
E virtuosa. Io ho allattato la figlia
Con cui parlavate. Ve lo dico io,
Chi la avr trover un tesoro.
ROMEO
una Capuleti? un caro prezzo,
Dovere la mia vita al mio nemico.
BENVOLIO
Via, andiamo! Il meglio c' gi stato.
ROMEO
Cos temo. Ora viene la mia infelicit!
CAPULETI
No, signori, non andate via.
Ci sar uno spuntino per stare allegri.
Gli bisbigliano all'orecchio
proprio cos? Ebbene, allora,
Vi ringrazio tutti. Grazie, bravi signori.
Buona notte. Altre torce! Su,
Andiamo a letto. Su, amico mio,
S' fatto tardi. Vado a riposare.
Escono tutti tranne Giulietta e la Balia
GIULIETTA
Vieni qui, Balia. Chi quel gentiluomo?
BALIA
II figlio e l'erede del vecchio Tiberio.
GIULIETTA
Chi quello che esce ora dalla porta?
BALIA
Diamine, credo che sia il giovane Petruccio.
GIULIETTA
E quello che lo segue, che non ha voluto danzare?
BALIA
Non lo conosco.
GIULIETTA
Va' a chiedere il suo nome. Se sposato,
La tomba sar per me letto nuziale.
BALIA
II suo nome Romeo, ed un Montecchi,
Unico figlio del vostro grande nemico.
GIULIETTA
II mio unico amore, nato dal mio unico
Odio! Visto troppo presto, sconosciuto,
E conosciuto troppo tardi! Nascita fatale
Dell'amore, che mi tocchi in sorte di amare
Un nemico abborrito.
BALIA
Che significa, che significa?
GIULIETTA
Sono versi che ho appena imparato Da uno che ballava con me.
Qualcuno dall interno chiama: "Giulietta!
BALIA
Ecco, ecco! Su, muoviamoci,
Gli ospiti sono tutti andati via. Escono
ATTO SECONDO
Entra il Coro
CORO
II vecchio desiderio adesso giace
Nel suo letto di morte, e un nuovo affetto
Anela a esserne l'erede. Quella bellezza
Per cui l'amore gemeva e voleva morire
Ora, paragonata alla tenera Giulietta,
Non pi bella. Ora Romeo
amato e ama di nuovo; entrambi
Stregati dall'incanto degli sguardi. Ma per lei,
Supposta nemica, lui deve soffrire
E lei da ami tremendi rubare
La dolce esca d'amore.
Ritenuto un nemico, lui non pu accostarsi
A sospirare i voti che pronunciano gli amanti.
Altrettanto innamorata, lei ha ancor meno mezzi
Per incontrare in qualche luogo il nuovo
Amore. Ma la passione da loro forza,
I! tempo i modi per incontrarsi, gli estremi
Di colore e di dolcezza temperando. Esce
Scena prima
[Una strada di Verona]
ROMEO
Posso andare avanti quando il mio cuore
qui? Torna indietro, inerte
Argilla e scopri il tuo centro.
Entra Benvolio con Mercuzio. Romeo si ritira
BENVOLIO
Romeo! Cugino Romeo! Romeo!
MERCUZO
furbo e, sulla mia vita,
Se ne tornato di nascosto a letto.
BENVOLIO
corso da questa parte e ha scavalcato
II muro del giardino. Chiamalo, buon Mercuzio.
MERCUZO
Anzi, lo evocher con la magia. Romeo!
Capriccio! Pazzo! Passione! Amante!
Appari sotto sembianza d'un sospiro,
Pronuncia una sola rima, e son contento.
Grida soltanto "Ahim"! Pronuncia
Soltanto "Amore" e "Cuore", rivolgi
A Venere mia comare una sola
Parola dolce, un soprannome per il suo cieco
Figlio ed erede, il giovane Abramo
Cupido, che fu cos preciso nel colpire
Quando della fanciulla mendicante
S'innamor il re Cofetua. Lui non sente,
Non compare, non si muove. La scimmia morta
E io devo evocarla. Ti evoco per gli occhi
Luminosi di Rosalina, per la sua alta fronte,
II suo labbro scarlatto, il suo piede delicato,
La gamba dritta, la coscia vibrante
E i territori adiacenti, e ti chiedo
Di apparire a noi col tuo sembiante!
BENVOLIO
Se ti sente, lo farai andare in collera.
MERCUZO
Questo non pu incollerirlo. S'irriterebbe
Se facessi venire nel cerchio della sua donna
Uno spirito di natura strana, e lo lasciassi
L finch lei non lo prendesse e lo ammosciasse.
Questa s che sarebbe un'offesa. Ma invece
La mia invocazione pura e onesta.
Nel nome della sua donna io lo chiamo
Solo per farlo rizzare.
BENVOLIO
Vieni, si nascosto tra questi alberi
Per unirsi all'umida notte. Cieco
E il suo amore e gli si addice il buio.
MERCUZO
Se l'amore cieco, l'amore non pu
Colpire il bersaglio. Ora Romeo
Sieder sotto un nespolo desiderando che la sua donna
Fosse il genere di frutto che le ragazze
Chiamano nespola quando scherzano tra loro.
Oh, Romeo, se lei fosse, oh,
Se lei fosse una nespolona e tu una pera con la punta!
Buona notte, Romeo. Me ne vado nella mia branda.
Questo letto da campo troppo freddo
Perch io possa dormirci. Andiamo?
BENVOLIO
Andiamo, allora, visto che vano Cercare chi non vuole esser trovato.
Escono Benvolio e Mercuzio
Scena seconda
[Giardino nella casa dei Capulet]
ROMEO (venendo avanti)
Chi non ha mai ricevuto una ferita
Schernisce le cicatrici.
Entra Giulietta in alto
Ma piano! Quale luce appare
Attraverso quella finestra? l'Oriente,
E Giulietta il sole! Sorgi, bel sole,
E uccidi l'invidiosa luna, gi
Ammalata e pallida per il dolore
Che tu sua ancella sia pi bella di lei.
Non essere sua ancella, poich invidiosa.
Il suo abito di vestale spento e verde,
E lo indossano solo le sciocche. Via!
E la mia signora. Oh, il mio amore!
Oh, potesse sapere che lo !
Parla. Eppure non dice nulla.
Ma che importa? Parla il suo occhio e a lui
Risponder. Sono troppo audace. Non a me
Che parla. Due delle stelle pi belle
Di tutto il firmamento, affaccendate altrove,
Chiedono ai suoi occhi di brillare
Nelle loro sfere finch non torneranno.
E se i suoi occhi fossero l e loro
Nel suo capo? Lo splendore della sua guancia
Umilierebbe quelle stelle come
La luce del giorno quella d'una lampada.
I suoi occhi percorrendo il cielo e le regioni
Dell'aria sarebbero cos luminosi
Che gli uccelli canterebbero pensando che quella
Non la notte. Guarda come posa
La guancia sulla mano. Oh fossi un guanto
Su quella mano per potere toccare
Quella guancia.
GIULIETTA
Ahim.
ROMEO
Parla.
Oh, parla ancora, angelo luminoso!
Perch tu, stando sul mio capo, appari
Gloriosa a questa notte come un alato
Messaggero del Cielo agli occhi stupiti,
Col bianco in alto, dei mortali che cadono
All indietro per guardarlo mentre cavalca
Le pigre nubi rigonfie e veleggia
Sul petto dell'aria.
GIULIETTA
O Romeo, Romeo! - Perch
Sei tu Romeo? Rinnega tuo padre
E rifiuta il tuo nome. O, se non vuoi,
Giura che mi ami e io non sar pi
Una Capuleti.
ROMEO (a parte)
Debbo ascoltare ancora o rispondere a questo?
GIULIETTA
solo il tuo nome ad essere il mio nemico.
Tu sei te stesso, anche se non fossi
Un Montecchi. Cos' un Montecchi? Non mano,
N piede n braccio n viso
N altro membro appartenente a un uomo.
Oh! Sii qualche altro nome!
Che c' in un nome? Ci che chiamiamo
Rosa avrebbe con qualsiasi nome
Un profumo altrettanto dolce. Cos Romeo,
Se non si chiamasse Romeo conserverebbe
Quella rara perfezione che possiede
Senza quel titolo. Lascia il tuo nome,
Romeo, e in cambio del tuo nome che non
Parte di te. prendi tutta me stessa.
ROMEO
Ti prendo in parola. Chiamami soltanto
Amore, e sar battezzalo di nuovo.
D'ora in avanti non sar pi Romeo.
GIULIETTA
Che uomo sei che, avvolto nella notte,
Irrompi cos nei miei pensieri?
ROMEO
Con un nome non so dirti chi sono.
Il mio nome, cara santa, odioso
A me stesso perch un nemico per te.
Se lo vedessi scritto strapperei la parola.
GIULIETTA
Le mie orecchie non hanno ancora bevuto
Cento parole pronunciate dalla tua lingua,
Eppure ne conosco il suono. Non sei
Romeo, e un Montecchi?
ROMEO
Nessuno dei due. bella fanciulla.
Se ciascuno dei due ti dispiace.
GIULIETTA
In che modo, dimmi, sei venuto qui
E perch? I muri del giardino sono alti
E ardui da scalare, e il luogo morte,
Considerando chi sei, se qualcuno dei miei parenti
Ti trova qui.
ROMEO
Con le ali leggere
Dell'amore ho sorvolato questi muri.
Confini di pietra non possono tenere
Amore lontano, e ci che amor pu fare
Amore osa tentare. Perci
I tuoi parenti non mi possono fermare.
GIULIETTA
Se ti vedono ti ammazzano.
ROMEO
Ahim, c' pi pericolo nel tuo occhio
Che in venti delle loro spade. Guardami
Dolcemente, e sar a prova del loro odio.
GIULIETTA
Non vorrei per tutto il mondo
Che ti vedessero qui.
ROMEO
Ho il mantello della notte per nascondermi
Ai loro occhi. Ma se tu non mi ami
Lascia che mi trovino. Sarebbe meglio
Che la mia vita finisse per il loro odio
Piuttosto che la morte, senza il tuo amore, tardasse.
GIULIETTA
Con quali indicazioni hai trovato questo posto?
ROMEO
Quelle dell'amore, che per primo mi spinse
A domandare. Lui mi diede i suoi consigli,
Io gli occhi. Non sono un pilota
Eppure, fossi tu cos lontana
Come la vasta riva lavata dal mare
Pi lontano, per una tale mercanzia
Rischierei la ventura.
GIULIETTA
Tu sai che la maschera della notte
Mi copre il viso, altrimenti la mia guancia
Sarebbe dipinta da un rossore virginale
Per ci che stanotte mi hai sentito dire.
Volentieri manterrei le forme volentieri,
Volentieri smentirei quello che ho detto.
Ma bando ai complimenti! Tu mi ami?
So che dirai "S" ed io
Creder alla tua parola. Ma se giuri
Puoi dimostrarti falso. Dicono
Che Giove rida degli amanti spergiuri.
O gentile Romeo, se mi ami,
Dichiaralo onestamente. O se pensi
Che mi faccio conquistare troppo presto, aggrotter
La fronte, sar cattiva, ti dir
Di no, e tu dovrai corteggiarmi.
Altrimenti, nemmeno per tutto il mondo.
Davvero, bel Montecchi, sono troppo
Appassionata, e perci tu puoi giudicare
Leggero il mio comportamento. Ma abbiate
Fiducia in me, signore, mi dimostrer
Pi fedele di quelle che sanno l'astuzia
Di apparire riservate. Pi riservata, confesso,
Avrei dovuto esserlo, senonch tu hai udito,
Prima che potessi rendermene conto,
II mio grande amore. Perdonami, perci,
E non imputare a leggerezza l'abbandono rivelato
Dall'oscurit della notte.
ROMEO
Giuro, signora, per quella luna benedetta
Che inargenta le cime di questi alberi da frutto
GIULIETTA
Oh, non giurare sulla luna, l'incostante
Che muta ogni mese nell'orbe del suo cerchio:
II tuo amore potrebbe rivelarsi come lei.
ROMEO
Su che cosa debbo giurare?
GIULIETTA
Non giurare affatto. O, se vuoi,
Giura per il tuo grazioso io Che il dio della mia idolatria, e io
Ti creder.
ROMEO
Se il caro amore del mio cuore
GIULIETTA
Non giurare. Sebbene ne gioisca,
Stanotte non provo gioia per questo patto.
troppo rapido, improvviso, inaspettato,
Troppo simile al lampo che cessa di esistere
Prima che si possa dire "lampeggia".
Buona notte, mio dolce. Questo bocciolo d'amore
Potr, per il respiro maturante dell'estate,
Diventare un bel fiore, quando ci rivedremo.
Buona notte, buona notte! Un dolce riposo
Giunga al tuo cuore come a quello
Che alberga nel mio petto!
ROMEO
Oh, mi lascerai cos insoddisfatto?
GIULIETTA
Che soddisfazione puoi avere stanotte?
ROMEO
Lo scambio tra noi dei voti d'amore.
GIULIETTA
Ti ho dato il mio prima che lo chiedessi.
Eppure vorrei che fosse ancora da dare.
ROMEO
Vuoi ritirarlo? Perch, amore mio?
GIULIETTA
Ma per essere franca e dartelo di nuovo.
Eppure desidero la cosa che possiedo.
La mia generosit smisurata come il mare,
II mio amore altrettanto profondo. Quanto pi
Do a te, tanto pi possiedo, entrambi
Essendo infiniti. Sento rumore
All'interno. Caro amore, addio!
La Balia chiama dall'interno
Subito, buona Balia! Sii fedele,
Dolce Montecchi. Rimani un poco, torno.
Esce Giulietta
ROMEO
Benedetta, benedetta notte! Ho paura
Che essendo notte questo sia solo
Un sogno, troppo seducente e dolce
Per essere realt.
Entra Giulietta in alto
GIULIETTA
Tre parole, caro Romeo, e poi
Davvero buona notte. Se la tua inclinazione
Amorosa onorevole, il tuo fine il matrimonio,
Mandami una parola domani con qualcuno
Che far venire da te, e fammi sapere
Dove e quando vuoi compiere il rito:
Deporr ai tuoi piedi tutte le mie fortune
E ti seguir, mio signore, in tutto il mondo.
BALIA (dall interno)
Signora!
GIULIETTA
Vengo subito ma se non hai intenzioni oneste, Ti scongiuro
BALIA (dall'interno)
Signora!
GIULIETTA
Vengo immediatamente
Di cessare di corteggiarmi e lasciarmi al mio dolore.
Domani mander qualcuno.
ROMEO
Per la salvezza della mia anima
GIULIETTA
Mille volte buona notte!
Esce Giulietta
ROMEO
Mille volte cattiva, senza la tua luce!
Amore va verso amore come gli scolaretti
Scappano dai libri, ma amore lascia amore
Con gli occhi tristi con cui vanno a scuola.
Entra di nuovo Giulietta in alto
GIULIETTA
Psst, Romeo, psst! O avessi
La voce d'un falconiere per richiamare indietro
Questo falco gentile! Rauco il prigioniero
E non posso parlare ad alta voce, che altrimenti
Romperei la caverna in cui giace Eco
E renderei la sua aerea lingua pi rauca
Della mia a furia di ripetere "Mio Romeo"!
ROMEO
la mia anima che chiama il mio nome.
Nella notte la lingua degli amanti ha un dolce
Suono d'argento, come una musica
Dolcissima per le orecchie che la ascoltano.
GIULIETTA
Romeo!
ROMEO
Falchetto mio!
GIULIETTA
A che ora debbo mandare da te domani?
ROMEO
Alle nove.
GIULIETTA
Non mancher. Sono vent'anni fino ad allora.
Ho scordato perch ti ho richiamato.
ROMEO
Fammi star qui finch non lo ricordi.
GIULIETTA
Lo scorder se tu rimani qui, ricordando
Quanto amo la tua compagnia.
ROMEO
E io rimarr, per farti scordare ancora,
Scordando ogni altra cosa tranne questa.
GIULIETTA
quasi mattina. Ti vorrei gi andato.
Ma non pi lontano dell'uccellino di un birbante
Che lo lascia saltellare lontano dalla sua mano
Come un povero carcerato nelle sue catene
E con un filo di seta lo ritira indietro,
Amante geloso della sua libert.
ROMEO
Fossi il tuo uccellino
GIULIETTA
Lo vorrei anch'io, dolcezza. Ma ti ucciderei
Con troppe carezze. Buona notte, buona notte!
Separarsi un dolore cos dolce che direi
Buona notte finch non fosse domani.
Esce Giulietta
ROMEO
Dimori il sonno sui tuoi occhi e la pace
Nel tuo petto! Fossi io sonno e pace
Per riposare cos dolcemente! Il mattino
Dall'occhio grigio sorride alla notte
Corrucciata, tracciando strisce di luce
Sulle nuvole d'Oriente, e l'oscurit maculata
S'allontana come un ubriaco dal sentiero diurno
Scavato dalle ruote del Titano. Da qui
Andr alla cella del mio santo Frate
Per chiedergli aiuto e dirgli la mia fortuna. Esce
Scena terza
[Convento di Frate Lorenzo]
Entra Frate Lorenzo, solo, con un paniere
FRATE LORENZO
Ora, prima che il sole avanzi
Col suo occhio ardente a rallegrare il giorno
E ad asciugare l'umida rugiada della notte,
Io debbo riempire questo paniere di vimini
Di erbe velenose e fiori dal succo
Prezioso. La terra, madre della natura,
la sua tomba. Quello che il suo sepolcro
il suo ventre, e dal suo ventre nascono figli
Di varia specie che vediamo succhiare
Il suo petto naturale, molti eccellenti
Per molte virt, nessuno che non ne abbia,
Eppure tutti diversi. Grande
la grazia potente che sta nelle piante,
Nelle erbe, nelle pietre, e nelle loro pi genuine
Qualit. Nulla infatti che viva sulla terra
cos vile che alla terra non dia
Qualche bene speciale; e nulla cos buono
Che, distolto dal suo uso, non si ribelli
Alla sua vera, madre, inciampando nell'abuso.
La virt stessa diventa vizio
Se male applicata, e il vizio a volte
nobilitato dall'azione. Nell'esile
Corteccia di questo fragile fiore risiede
II veleno, e un potere curativo. Se lo odori,
Con quella parte rallegra ogni altra parte;
Se lo gusti, arresta tutti i sensi e il cuore.
Due di tali opposti re s'accampano
Nell'uomo come nelle erbe la grazia
E la dura volont. E quando il peggiore
predominante, subito la morte
Come un cancro divora quella pianta.
Entra Romeo
ROMEO
Buon giorno, Padre.
FRATE LORENZO
Benedicite!
Quale lingua mattiniera mi saluta
Cos dolcemente? Figlio mio,
Salutare cos presto il tuo letto denota
Una mente agitata. L'ansia fa la guardia
Nell'occhio di ogni vecchio e dove l'ansia
Alberga, il sonno non pu mai giacere.
Ma dove l'intatta giovent distende
Con la mente leggera le membra, l regna
L'aureo sonno. Che tu sia, perci,
Qui cos presto, mi assicura che sei preda
Di qualche turbamento. O, se non cos,
Ho ragione di pensare che il nostro Romeo
Questa notte non andato a letto.
ROMEO
vero, e pi dolce stato il mio riposo.
FRATE LORENZO
Dio perdoni il peccato! Sei stato con Rosalina?
ROMEO
Con Rosalina, Padre mio santo? No.
Ho scordato quel nome e la sua tristezza.
FRATE LORENZO
Bravo figlio! Dove sei stato, allora?
ROMEO
Te lo dir prima che tu me lo domandi
Un'altra volta. Sono stato a una festa
Del mio nemico, dove all'improvviso
Qualcuno mi ha ferito che ho ferito anch'io.
Per tutti e due il rimedio giace
Nel tuo aiuto e nella tua santa medicina.
Non porto odio, uomo benedetto.
Come vedi intercedo anche per il nemico.
FRATE LORENZO
Sii chiaro, buon figlio, e semplice
Nel tuo discorso. Una confessione ambigua
Non pu trovare che un'ambigua assoluzione.
ROMEO
Sappi allora che l'amore pi caro
Del mio cuore posto nella bella figlia
Del ricco Capuleti. Come il mio nel suo,
Cos il suo nel mio, e tutto combinato
Tranne ci che col santo matrimonio
Devi combinare tu. Quando
E dove e come ci siamo incontrati
E corteggiati e scambiati voti d'amore
Te lo dir lungo il cammino. Ma questo ti chiedo,
Che tu acconsenta a sposarci oggi stesso.
FRATE LORENZO
Benedetto Santo Francesco! Che mutamento!
Rosalina. che tu tanto amavi, stata
Cos presto abbandonata? L'amore dei giovani
Non risiede dunque nei loro cuori
Ma soltanto negli occhi. Gesummaria!
Che mare di lacrime ha bagnato per Rosalina
Le tue pallide guance! Quanta acqua salata
Gettata via per dar sapore a un amore
Che non vuoi pi gustare! Il sole ancora
Non ha schiarito il Cielo dei tuoi sospiri.
I vecchi lamenti risuonano ancora
Nelle mie antiche orecchie. Sulla tua guancia
C' la macchia d'una vecchia lacrima che non stata
Ancora cancellata. Se mai sei stato te stesso,
E tuoi questi lamenti, tu e i lamenti
Eravate tutti per Rosalina. Sei cambiato?
Pronuncia allora questa sentenza:
Le donne cadono se negli uomini non c' forza.
ROMEO
Mi hai spesso sgridato perch amavo Rosalina.
FRATE LORENZO
Non perch amavi ma perch farneticavi.
ROMEO
E mi chiedevi di seppellire l'amore.
FRATE LORENZO
Ma non di seppellire un amore in una tomba
Per farne uscire un altro.
ROMEO
Non sgridarmi, ti prego. Quella che amo ora
Mi da grazia per grazia, e amore per amore.
L'altra non lo faceva.
FRATE LORENZO
Oh, lei ben capiva che il tuo amore
Recitava a memoria, senza sapere
N leggere n scrivere. Ma vieni, giovane
Banderuola. Ti aiuter per una sola ragione:
Perch questa unione pu riuscire
A trasformare l'odio delle vostre famiglie
In puro amore.
ROMEO
Oh, andiamo via! Ho molta fretta.
FRATE LORENZO
Chi saggio va piano. Chi corre inciampa. Escono
Scena quarta
[Una strada di Verona]
Entrano Benvolio e Mercuzio
MERCUZIO Dove diavolo pu essere questo Romeo? Non
tornato a casa, stanotte?
BENVOLIO
Non a casa di suo padre. Ho parlato col suo servo.
MERCUZIO
Quella ragazza pallida dal cuore duro,
Quella Rosalina, lo tormenta tanto
Che certo finir con l'impazzire.
BENVOLIO
Tebaldo, il nipote del vecchio Capuleti,
Gli ha mandato una lettera in casa di suo padre.
MERCUZIO Una sfida, sulla mia vita.
BENVOLIO Romeo risponder.
MERCUZIO Chiunque sappia scrivere pu rispondere a
una lettera.
BENVOLIO No, risponder alla lettera con una sfida, essendo stato sfidato.
MERCUZIO Ahim, povero Romeo, gi morto! Ferito
dagli occhi neri di una bianca fanciulla; l'orecchio
per forato da una canzone d'amore; colpito alla punta del
cuore dalla freccia dell'arciere cieco. Ed uomo da affrontare
Tebaldo?
BENVOLIO Perch, cos' Tebaldo?
MERCUZIO Pi del Principe dei Gatti, te lo assicuro io.
Oh, il capitano coraggioso dei complimenti. Si batte
come tu canti stornelli; tiene il tempo, la distanza e il
ritmo. Si ferma per la minima, e poi uno, due, e il tre
ce l'hai nel petto. E il macellaio dei bottoni di seta.
Un maestro del duello, un maestro. Un gentiluomo di
primissimo rango, della prima e della seconda causa.
Ah! l'immortale passado! II punto riverso! Lo hai!
BENVOLIO II che?
MERCUZIO II vaiolo colga questi buffoni balbuzienti, affettati,
grotteschi, questi inventori di parole nuove.
"Per Ges, una lama eccellente! Un uomo immenso!
Una stupenda puttana!" Ebbene, amico, non triste
essere cos afflitti da queste strane mosche, questi damerini,
questi pardonnezmoi che stanno cos attenti alle
nuove forme che non riescono a sedersi comodamente
stilla panca vecchia? Oh! i loro bons, i loro bons!
BENVOLIO Ecco Romeo, ecco Romeo!
MERCUZIO Met di lui, come un'aringa secca. O carne,
carne, come ti sei pescificata! Ora stravede per i versi
fluenti del Petrarca. Laura, a paragone della sua donna,
era una sguattera per aveva un amante pi bravo
per poetarla Didone una civetta, Cleopatra una
zingara. Elena ed Ero due miserabili buone a nulla, Tisbe
un occhio grigio o qualcosa di simile, ma non importa.
Signor Romeo, bon jour. Ecco un saluto di
Francia alle tue brache francesi. Ci hai truffato, la
notte scorsa.
ROMEO Buon giorno a tutti e due. Che vi ho fatto?
MERCUZIO Ci avete piantato in asso, signore. Non vi pare?
ROMEO Perdono, buon Mercuzio. Avevo un affare importante,
e in un caso come questo si pu passare un
po' sopra alla cortesia.
MERCUZIO II che vale a dire che un caso come il tuo costringe
un uomo a piegarsi sulle natiche.
ROMEO A fare un inchino, cio.
MERCUZIO L'hai messa nel modo pi gentile.
ROMEO Un'esposizione molto cortese.
MERCUZIO S, io sono il fior da fiore della cortesia.
ROMEO II fior da fiore del fiore.
MERCUZIO Giusto.
ROMEO Ebbene, allora anche la mia scarpa ha i suoi bei
buchini a fiorellini.
MERCUZIO Spirito di prim'ordine! Seguimi in questo
gioco finch non avrai consumato la scarpa, in modo
che, quando l'anima della suola consumata, lo scherzo
possa rinascere, dopo il consumo, singolarmente solo
e singolare.
ROMEO O gioco dalla suola singolare, solamente singolare
per la sua singolarit.
MERCUZIO Vieni tra noi, buon Benvolio! Il mio spirito vacilla.
ROMEO Forza con gli speroni, spirito, forza con gli speroni
oppure dir che ho vinto io.
MERCUZIO Se i nostri spiriti vanno a caccia dell'oca selvatica
io sono spacciato. Perch tu hai pi dell'oca selvatica
in una delle tue battute di quanta, ne sono sicuro,
io ne abbia nei miei cinque sensi. Sono stato con te
a fare l'oca?
ROMEO Tu non sei stato mai con me se non per fare
l'oca.
MERCUZIO Ti morder l'orecchio per questo scherzo.
ROMEO No, mia buona oca, non mordere.
MERCUZIO II tuo spirito aspro. una salsa piccante.
ROMEO E non va bene, allora, servita con l'oca dolce?
MERCUZIO Oh, ecco una battuta che come pelle di capretto,
che si pu tendere da un pollice stretto a un braccio largo.
ROMEO E io la tendo fino a quella parola, "largo", che,
aggiunta all'oca, fa di te in un lungo e in largo un'oca
bella larga.
MERCUZIO E dunque, non meglio far questo che lamentarsi
d'amore? Ora s che sei socievole! Ora s che
sei Romeo! Ora sei quello che sei, sia per arte che per
natura. Perch questo amore tormentoso come un
grosso idiota che va a penzoloni su e gi per ficcare in
un buco il suo manganello colorato.
BENVOLIO Fermati qui, fermati qui!
MERCUZIO Tu vuoi che la mia storia si fermi pelo pelo.
BENVOLIO Altrimenti l'avresti fatta troppo lunga.
MERCUZIO Oh, t'inganni! L'avrei fatta breve; perch ero
andato fino in fondo e non volevo pi brancicare la
cosa.
ROMEO Sei proprio un bell'arnese.
Entra la Bala col suo servo, Pietro
Una vela, una vela!
MERCUZIO Due, due! Una camicia e una sottana.
BALIA Pietro!
PIETRO Dite.
BALIA II mio ventaglio, Pietro.
MERCUZIO Per nasconderle la faccia, buon Pietro.
Quella del ventaglio vale di pi.
BALIA Dio vi dia il buon giorno, signori.
MERCUZIO E a voi la buona sera, bella signora.
BALIA gi l'ora della buona sera?
MERCUZIO Niente di meno, ve lo dico io. La mano malandrina
della meridiana sta gi palpando l'asta del
mezzogiorno.
BALIA Finitela! Che uomo siete?
ROMEO Un uomo, gentildonna, che Dio ha creato perch
danneggiasse se stesso.
BALIA Parola mia, ben detto. "Perch danneggiasse se
stesso," dice. Signori, qualcuno di voi pu dirmi dove
posso trovare il giovane Romeo?
ROMEO Posso dirvelo io. Ma il giovane Romeo, quando
l'avrete trovato, sar pi vecchio di com'era quando
l'avete cercato. In mancanza di uno peggiore, sono io
il pi giovane con quel nome.
BALIA Dite bene.
MERCUZIO Come, il peggio va bene? L'avete presa molto
bene, in verit, saggiamente, saggiamente!
BALIA Se siete voi, signore, desidero parlarvi in privato.
BENVOLIO Lo inviter a qualche cena.
MERCUZIO Una ruffiana, una ruffiana, una ruffiana! Attento!
ROMEO Che cosa hai trovato?
MERCUZIO Non certo una lepre, signore; a meno che
non sia una lepre in un pasticcio di Quaresima, che
stantia e ammuffita prima d'essere mangiata.
Si avvicina a loro e canta
Una vecchia lepre ammuffita,
Una vecchia lepre ammuffita,
Di Quaresima eccellente.
Ma una lepre con la muffa
E troppo per una dozzina
Se puzza prima d'essere mangiata.
Romeo, non vieni a casa di tuo padre? Andiamo a pranzo l.
ROMEO Vi raggiungo.
MERCUZIO Addio, vecchia Lady. Addio (canta) Lady,
Lady, Lady!
Escono Mercuzio e Benvolio
BALIA Vi prego, signore, chi era quel mercante sboccato
cos pieno di roba da forca?
ROMEO Un gentiluomo, Balia, che ama sentirsi parlare e
che in un minuto dice pi parole di quante ne stia a
sentire in un mese.
BALIA Se dice qualche cosa contro di me, lo sbatto per
terra anche se fosse pi forte di com' e di venti canaglie
simili, E se non ci riesco io, posso trovare chi lo fa
al mio posto. Furfante screanzato! Io non sono una
delle sue sgualdrine. Io non sono una delle sue amichette,
(si volge a Pietro) E tu te ne stai l fermo a sopportare
che qualsiasi canaglia mi tratti come gli pare e piace,
PIETRO Io non ho visto nessun uomo trattarvi cos. Se
l'avessi visto avrei subito tirato fuori l'arnese. Ve l'assicuro,
io sguaino svelto come chiunque altro, se vedo
l'occasione d'una bella lite e se ho la legge dalla mia
parte.
BALIA Quant' vero Iddio, sono cos arrabbiata che tremo
tutta. Furfante screanzato! Vi prego, signore, una
parola. Come vi dicevo, la mia padroncina mi ha ordinato
di cercarvi. Quello che mi ha ordinato di dire me
lo tengo per me. Ma prima lasciate che vi dica che se
doveste condurla nel paradiso dei pazzi, come si
dice, il vostro sarebbe un pessimo comportamento, come si
dice. Perch la gentildonna giovane e dunque, se
doveste fare il doppio gioco con lei, sarebbe una cosa
indegna verso qualsiasi gentildonna, e un comportamento
molto meschino.
ROMEO Balia, raccomandami alla tua signora e padrona.
Ti assicuro che
BALIA Cuore mio! Le dir tutto! Il Signore sia lodato!
Sar una donna felice.
ROMEO Che le dirai, Balia? Tu non mi stai a sentire.
BALIA Le dir, signore, che voi assicurate, il che, per come
la intendo io, un'offerta da gentiluomo.
ROMEO
Dille che questo pomeriggio
Trovi un sistema per andare a confessarsi.
L, nella cella di Frate Lorenzo,
Potr confessarsi e sposarsi. Per il tuo disturbo.
BALIA
No, signore, nemmeno un soldo.
ROMEO
Prendili, via!
BALIA
Questo pomeriggio, signore? Ebbene, ci sar.
ROMEO
E tu, buona Balia, trovati dietro il muro
Dell'abbazia. Tra un'ora sar da te il mio servo
E ti porter una scala fatta di corde
Che nel segreto della notte sar il mio mezzo
Per salire al culmine della mia gioia.
Addio. Raccomandami alla tua signora.
BALIA
II Dio del Cielo vi benedica! Ascoltate, signore.
ROMEO
Che vuoi dire, mia cara Balia?
BALIA
II vostro uomo fidato? Non avete mai sentito
Che due persone possono mantenere un segreto
Se una di loro non lo conosce?
ROMEO
Ti garantisco che il mio servo sicuro come l'acciaio.
BALIA Ebbene, signore, la mia padrona la pi dolce
delle donne. Dio, Dio! Quand'era una cosetta cinguettante
Oh, c' un nobile, in citt, un certo Paride,
che pronto a farsi avanti. Ma lei, anima buona, preferirebbe
vedere un rospo, proprio un rospo, piuttosto
che vedere lui. La faccio arrabbiare, qualche volta, e le dico
che Paride l'uomo giusto. Ma ve lo garantisco
io, quando dico questo lei diventa pi pallida di un
pannolino in tutto l'universo mondo. Rosmarino e Romeo
non cominciano con la stessa lettera?
ROMEO S, Balia. E allora? Cominciano tutt'e due con
una erre.
BALIA Ah, buffoncello! Questo il nome del cane. Erre
per il No, comincia con qualche altra lettera; e
lei fa un gioco di parole cos grazioso con voi e il rosmarino
che sareste felice di sentirlo.
ROMEO Raccomandami alla tua signora.
Esce Romeo
BALIA S, mille volte. Pietro
PIETRO Dite.
BALIA Andiamo, e di corsa.
Escono
Scena quinta
[stanza in casa dei Capuleti]
Entra Giulietta
GIULIETTA
L'orologio batteva le nove quando
Ho mandato la Balia. Aveva promesso
Di tornare dopo mezz'ora. Forse non riuscita
A trovarlo. No, non cos.
Oh, zoppa. I messaggeri dell'amore
Dovrebbero essere come i pensieri,
Dieci volte pi veloci dei raggi del sole
Che cacciano le ombre sui monti minacciosi.
Per questo sono le colombe dalle ali veloci
A trasportare amore, e per questo ha le ali
Cupido, rapido come il vento. Ora
II sole sul monte pi alto del suo viaggio
Di questo giorno, e dalle nove alle dodici
Ci sono tre lunghe ore: eppure
Lei non venuta. Se avesse passioni
E il sangue caldo della giovinezza
Si muoverebbe veloce come una palla.
Le mie parole la lancerebbero al mio dolce amore
E le sue a me. Ma i vecchi, molte volte,
Appaiono come morti ingombranti, lenti,
Pesanti e pallidi come il piombo.
Entrano la Balia e - Pietro
Oh Dio, eccola! Dolce Balia, che notizie?
L'hai visto? Manda via il tuo uomo.
BALIA
Pietro rimani al cancello
Esce Pietro
GIULIETTA
Ora, buona e dolce Balia
Oh Signore, perch hai l'aria triste?
Se le notizie sono tristi, dille con allegria.
Se sono buone, tu guasti la musica
Della dolce novella suonandola a me
Con un viso cos cupo.
BALIA
Sono stanca. Un po' di respiro.
Ah, mi dolgono le ossa! Che corsa!
GIULIETTA
Vorrei che tu avessi le mie ossa e io
Le tue notizie. Ti prego, parla.
Parla, mia buona Balia, parla.
BALIA
Ges, che fretta! Non potete aspettare?
Non vedete che sono senza fiato?
GIULIETTA
Come! Sei senza fiato quando hai fiato
Per dirmi che sei senza fiato?
Le scuse che avanzi per questo ritardo
Sono pi lunghe della storia per cui ti scusi.
Le tue notizie sono buone o cattive? Rispondi.
Dimmi questo. Per i particolari aspetter.
Accontentami: sono buone o cattive?
BALIA Bene, avete fatto la scelta sbagliata. Non sapete
scegliere un uomo. Romeo? No, non lui. Sebbene il suo
viso sia meglio di quello di qualsiasi uomo, tuttavia la
sua gamba supera quella di tutti gli uomini, e in quanto a
mano e piede e corpo, sebbene non se ne debba parlare,
sono incomparabili. Non proprio un fiore di cortesia
ma, lo garantisco, dolce come un agnello. Va' per la tua
strada, ragazza. Servi Dio. Come, avete gi pranzato?
GIULIETTA
No, no. Ma tutto questo lo sapevo.
Che dice del nostro matrimonio? Che dice?
BALIA
Dio, come mi fa male la testa!
Che testa che ho! Batte come se volesse
Cadere in venti pezzi, e la schiena,
Dall'altra parte la schiena, la schiena!
Che cuore avete, a farmi correre su e gi
Per acchiappare la mia morte?
GIULIETTA
In fede, mi dispiace che tu stia male.
Dolce, dolce, dolce Balia,
Dimmi, che cosa dice il mio amore?
BALIA II vostro amore dice, da gentiluomo onesto, e cortese,
e gentile, e bello, e, garantisco, virtuoso dov'
vostra madre?
GIULIETTA
Dov' mia madre? Ebbene, dentro.
Dove dovrebbe essere? Che strane risposte!
"Il vostro amore," dice, "da gentiluomo onesto.
Dov' vostra madre?"
BALIA
Madonna Santa! Vi accendete cos?
Proprio non lo sopporto, giuro.
questo il rimedio per le mie ossa doloranti?
D'ora in poi fatevi voi da messaggera.
GIULIETTA
Quante storie! Che dice Romeo?
BALIA
Avete avuto il permesso di andarvi a confessare?
GIULIETTA
S.
BALIA
Correte alla cella di Frate Lorenzo.
L c' un marito che far di voi
Una moglie. Ecco che il sangue caldo
Vi sale alle guance. Alle mie notizie
Diventeranno scarlatte. Correte in Chiesa.
Io debbo andare da un'altra parte
A procurarmi una scala con cui il vostro amore,
Appena fa buio, deve salire fino al nido
D'un uccello. Io sono il facchino
E fatico per il vostro piacere. Ma stanotte
Sarete voi a portare tutto il peso.
Andate. Io vado a mangiare. Alla cella.
GIULIETTA
Verso la mia felicit! Addio, onesta Balia. Escono
Scena sesta
[Cella di Frate Lorenzo]
Entrano Frate Lorenzo e Romeo
FRATE LORENZO
Sorridano i Cieli su questo sacro atto
E che il futuro non ci rampogni col dolore!
ROMEO
Amen, amen! Ma qualsiasi dolore
Non potr sopraffare lo scambio di gioia
Che un solo breve minuto mi offre
Con la vista di lei. Voi congiungete
Le nostre mani con sante parole
E poi la morte che divora l'amore
Faccia quello che vuole abbastanza
Che io possa chiamarla mia.
FRATE LORENZO
Questi piaceri violenti finiscono in violenza
E muoiono nel loro trionfo, come
II fuoco e la polvere che baciandosi
Si consumano. Il miele pi dolce
nauseabondo nella sua dolcezza
E distrugge, a chi lo gusta, l'appetito.
Ama, perci, con moderazione. Un tale amore
pi lungo. Chi troppo corre
Arriva tardi come chi va troppo piano.
Entra Giulietta di corsa. Abbraccia Romeo
Ecco la signora. Un piede cosi leggero
Mai consumer l'eterna pietra focaia.
Un amante pu cavalcare le ragnatele
Che nuotano nell'aria vivace dell'estate
E ci senza cadere. Tanto leggera la vanit.
GIULIETTA
Buona sera al mio santo confessore.
FRATE LORENZO
Romeo, figliuola, ti ringrazier per tutti e due.
GIULIETTA
Lo stesso a lui, che altrimenti
I ringraziamenti sarebbero troppi.
ROMEO
Ah, Giulietta, se la misura della tua gioia
colma come la mia, e la tua arte pi pronta
A celebrarla, allora addolcisci col tuo fiato
L'aria intorno a noi e lascia che la ricca
Lingua della musica dispieghi l'immaginata
Felicit che entrambi riceviamo in questo
Incontro amato.
GIULIETTA
Pi ricca di realt che di parole
La fantasia si vanta della sua sostanza,
Non dell'ornamento. Solo i mendicanti
Possono contare il loro denaro.
Ma il mio amore sincero cresciuto
In tale eccesso che io non so sommare
La met dei miei beni.
FRATE LORENZO
Su, su, con me, ci spicceremo.
Col vostro permesso, non rimarrete soli
Finch la Santa Chiesa non abbia incorporato
Due in uno. Escono
ATTO TERZO
Scena prima
[Strada di Verona]
Entrano Mercuzio, Benvolio e i loro uomini
BENVOLIO
Ti prego, buon Mercuzio, ritiriamoci.
Fa molto caldo, i Capuleti sono in giro.
Se li incontriamo non sfuggiremo ad una rissa.
In questi giorni di fuoco il sangue pazzo ribolle.
MERCUZIO Tu sei come uno di quelli che quando entrano
in una taverna sbattono la spada sul tavolo e dicono:
"Dio non mi faccia avere bisogno di te!" Tracannato
il secondo bicchiere, la impugnano contro l'oste
senza che ce ne sia alcun motivo.
BENVOLIO E io sono come uno di costoro?
MERCUZIO Via, via, tu sei un tipo caldo come nessun altro
in Italia: sempre pronto alla collera e sempre pronto
a farsi incollerire.
BENVOLIO E che altro?
MERCUZIO Se ci fossero due tipi come te, presto non ne
avremmo nessuno perch uno ammazzerebbe l'altro.
Tu! Ebbene, tu litigheresti con qualcuno se avesse nella
barba un pelo di pi o di meno di te. Litigheresti
con un altro perch schiaccia noci, e per nessun'altra
ragione che perch tu hai gli occhi color nocciola. E
quale occhio se non il tuo saprebbe scovare un simile
motivo di lite? La tua testa piena di liti come un uovo
pieno di sostanza, eppure la tua testa stata sbattuta,
a furia di litigare, come un guscio d'uovo. Hai litigato
con un uomo che tossiva per la strada e aveva
svegliato il tuo cane che dormiva al sole. E non vero
che hai litigato con un sarto perch indossava il giustacuore
nuovo prima di Pasqua, e con un altro perch
s'era allacciato le scarpe nuove con delle stringhe vecchie?
E proprio tu mi predichi di non litigare?
BENVOLIO Se fossi pronto a litigare come te, chiunque
potrebbe diventare proprietario della mia vita prima di
un'ora e un quarto.
MERCUZIO Davvero? O semplicione!
Entrano Tebaldo e altri
BENVOLIO Per la mia testa, ecco i Capuleti.
MERCUZIO Per i miei tacchi, non m'importa.
TEBALDO
Seguitemi dappresso, parler con loro.
Buona sera, signori. Una parola con uno di voi.
MERCUZIO Solo una parola con uno di noi? Accoppiatela
con qualche cosa. Facciamo una parola e un colpo.
TEBALDO Mi troverete pronto, signore, se me ne darete
l'occasione.
MERCUZIO Non potete prendervela senza che vi venga
data?
TEBALDO
Mercuzio, tu sei d'accordo con Romeo.
MERCUZIO D'accordo? Ci prendi per menestrelli? Se ci
consideri menestrelli non sentirai altro che discordie.
Ecco il mio archetto. Questo ti far ballare. Diavolo, che accordo!
BENVOLIO
Qui stiamo parlando alla vista di tutti.
O ci ritiriamo in qualche posto appartato
E ragioniamo con calma delle vostre lagnanze
O altrimenti andiamo via. Qui tutti ci guardano.
MERCUZIO
Gli occhi degli uomini sono fatti per guardare,
Lascia che guardino. Io non mi muover
Per far piacere a qualcuno, non io.
Entra Romeo
TEBALDO
La pace sia con voi, signore. Ecco il mio uomo.
MERCUZIO
Possa essere impiccato, signore, se porta
La vostra livrea. Scendete in campo
E lo vedrete, diavolo!, al vostro seguito.
Solo in quel senso Vostra Signoria
Lo potr chiamare il suo "uomo".
TEBALDO
Romeo, l'amore che ti porto non pu permettersi
Termine migliore di questo: sei un vigliacco.
ROMEO
Tebaldo, la ragione che ho per amarti
Mi fa scusare la rabbia che s'accompagna
A questo saluto. Vigliacco io non sono.
Addio, perci, vedo che non mi conosci.
TEBALDO
Ragazzo, questo non scusa le offese
Che mi hai fatto. Perci voltati e sguaina.
ROMEO
Ti assicuro che io non ti ho mai offeso
Ma ti amo pi di quanto tu possa immaginare
Finch non saprai la ragione del mio amore.
E quindi, buon Capuleti un nome
Che ho caro come il mio , sii soddisfatto.
MERCUZIO
O fredda, disonorevole, vile sottomissione.
Una stoccata se la porti via.
Sguaina la spada
Tebaldo, acchiappatopi, vuoi venire avanti?
TEBALDO
Che vuoi da me?
MERCUZIO Mio buon Re dei Gatti, nulla se non una delle
tue nove vite. Con quella voglio farmi audace e, a
seconda di come mi tratterai dopo, battere forte sulle
altre otto. Vuoi tirar fuori per le orecchie la tua spada
dal fodero? Spicciati, se non vuoi che la mia ti piombi
sulle orecchie prima che la tua sia fuori.
TEBALDO
A tua disposizione.
Sguaina la spada
ROMEO
Buon Mercuzio, metti via la spada.
MERCUZIO
Avanti, signore, il vostro passado!
Duellano
ROMEO
Fuori la spada, Benvolio. Disarmiamoli.
Vergogna, signori! Basta con quest'oltraggio!
Tebaldo, Mercuzio, il Principe ha vietato
Espressamente questi scontri nelle strade
Di Verona. Basta, Tebaldo! Buon Mercuzio!
Tebaldo. passando sotto il braccio di Romeo, ferisce
Mercuzio
UNO DEI. SEGUITO
Via. Tebaldo!
Esce Tebaldo con i suoi
MERCUZIO
Sono ferito. Peste a tutt'e due le famiglie!
Sono spacciato. E lui va via senza niente?
BENVOLIO
Cosa? Sei ferito?
MERCUZIO
S, s, un graffio, un graffio.
Diavolo, abbastanza. Dov' il mio paggio?
Va', canaglia, cerca un dottore.
Esce il Paggio
ROMEO
Coraggio, amico, la ferita non sar grave.
MERCUZIO No non profonda come un pozzo n larga
Come la porta d una chiesa. Ma abbastanza. Servir.
Chiedi di me, domani, e troverai un uomo muto come
una tomba. Te lo garantisco, per questo mondo sono
cucinalo bene. Peste a tutte due le vostre famiglie!
Perdio, un cane, un ratto, un topo, un gatto che graffia
un uomo a morte! Uno spaccone, una canaglia, un
vigliacco, che combatte con le regole dell'aritmetica.
Perch diavolo ti sei ficcato tra noi due? Mi ha ferito
passando sotto il tuo braccio.
ROMEO
Credevo di agire per il meglio.
MERCUZIO
Aiutami a entrare in una casa, Benvolio,
O perdo i sensi. Peste a tutt'e due
Le vostre famiglie! Hanno fatto di me
Carne per vermi. L'ho presa, e bene.
Le vostre famiglie!
Esce Mercuzio con Benvolio
ROMEO
Questo gentiluomo, il parente del Principe,
L'amico mio, questa ferita mortale
L'ha ricevuta per causa mia il mio onore
macchiato dalla calunnia di Tebaldo Tebaldo
Che da un'ora mio cugino. O dolce Giulietta,
La tua bellezza mi ha reso effeminato
E ha addolcito l'acciaio del mio valore!
Entra Benvolio
BENVOLIO
O Romeo, Romeo, il prode Mercuzio
morto! Quello spirito valoroso salito
Sulle nuvole, dopo aver troppo presto
Disprezzato la terra.
ROMEO
II nero fato di questo giorno
Peser su altri giorni. Questo l'inizio
Di un male che altri debbono finire.
Entra Tebaldo
BENVOLIO
Ecco che torna il furioso Tebaldo.
ROMEO
Lui vivo e trionfante, e Mercuzio ucciso!
Torna in ciclo, prudenza rispettosa,
E guidami tu, ira dall'occhio
Di fuoco! Ora, Tebaldo, riprenditi
Quel "vigliacco" che mi hai appena dato.
L'anima di Mercuzio solo un poco
Al di sopra delle nostre teste, in attesa
Che la tua gli tenga compagnia. O tu,
O io, o entrambi, dobbiamo andare da lui.
TEBALDO
Tu, sciagurato ragazzo che con lui
Eri d'accordo, andrai con lui.
ROMEO
Sar questa a stabilirlo.
Duellano. Tebaldo cade
BENVOLIO
Via, Romeo, vattene!
I cittadini sono in subbuglio e Tebaldo morto.
Non startene l stupefatto. Il Principe
Ti condanner a morte, se verrai preso.
Via di qui, vattene, via!
ROMEO
Oh, sono il buffone della fortuna.
BEXVOLIO
Che aspetti?
Esce Romeo
Entrano Cittadini
CITTADINI
Da che parte fuggito chi ha ucciso Mercuzio?
Tebaldo, quell'assassino, da che parte andato?
BENVOLIO
Quel Tebaldo giace l.
UN CITTADINO
Avanti, signore, venite con me.
In nome del Principe, vi ordino di obbedire.
Entrano il Principe, il Montecchi, il Capuleti, le loro
mogli e tutti
PRINCIPE
Dove sono i vili iniziatori di questa rissa?
BENVOLIO
Nobile Principe, io posso riferire
II corso sfortunato di questo scontro fatale.
L, ucciso dal giovane Romeo,
Giace l'uomo che uccise il tuo congiunto,
II valoroso Mercuzio.
MADONNA CAPULETI
Tebaldo, mio nipote! Oh, il figlio
Di mio fratello! Principe! Nipote! Marito!
Versato il sangue del mio caro parente!
Principe, se sei giusto, per il nostro sangue
Versa il sangue dei Montecchi. O nipote, nipote!
PRINCIPE
Benvolio, chi ha cominciato questa rissa sanguinosa?
BENVOLIO
Tebaldo, qui ucciso dalla mano di Romeo,
Romeo, che gli parlava gentilmente, gli chiese
Di pensare a quanto esile fosse
La causa della lite, anche osservando
Che avrebbe addolorato voi. Tutto questo
Pronunciato con voce dolce, sguardo
Calmo e le ginocchia umilmente piegate
Non riusc a calmare l'ira sfrenata
Di Tebaldo, che, sordo alla pace,
Colpisce con acciaio penetrante il petto
Del valoroso Mercuzio. Il quale, come lui
Infiammato, risponde a ogni colpo mortale
E, con marziale disprezzo, con una mano
Allontana da s la fredda morte
E con l'altra la rimanda a Tebaldo, la cui
Abilit la ritorce. Grida Romeo,
"Fermi, amici! Separatevi, amici!"
E pi rapido della sua lingua il suo braccio
Abbassa le loro punte fatali e irrompe
Tra di loro. Sotto quel braccio un colpo
Maligno di Tebaldo prese la vita
Del forte Mercuzio, e Tebaldo fugg.
Ben presto per torna da Romeo che intanto
Medita vendetta e come un lampo si scontrano.
Prima ch'io potessi sguainare la spada
Per separarli, il forte Tebaldo era colpito
E, mentre lui cadeva. Romeo fuggiva.
Questa la verit, o muoia Benvolio.
MADONNA CAPUTETI
un parente dei Montecchi. L'affetto lo rende
Falso. Non dice la verit. Venti di loro
Combatterono in questa nera rissa e tutti
Questi venti hanno ucciso una vita.
Io chiedo la giustizia che tu, Principe,
Devi dare. Romeo ha ucciso Tebaldo.
Romeo non deve vivere.
PRINCIPE
Romeo ha ucciso lui. Lui ha ucciso Mercuzio.
Chi paga il prezzo del suo sangue prezioso?
MONTECCHI
Non Romeo, Principe. Lui
Era amico di Mercuzio. La sua colpa ha eseguito
Quel che spettava alla legge, la morte di Tebaldo.
PRINCIPE
E per questa colpa noi immediatamente
Lo esiliamo da qui. Il vostro odio
Colpisce anche me, il mio sangue
Giace sanguinante per le vostre faide.
Ma io vi comminer una multa cos forte
Che voi tutti vi pentirete per questa perdita mia.
Io sar sordo a preghiere e scuse:
N lacrime n preghiere riscatteranno le offese.
Perci non usatele. E subito da qui
Si allontani Romeo altrimenti, se lo troviamo,
Quell'ora sar l'ultima, per lui. Questo corpo
Portatelo via di qui, e rispettate
La nostra volont. La clemenza assassina
Se coloro che uccidono perdona. Escono
Scena seconda
[Stanza di Giulietta]
Entra Giulietta sola
GIULIETTA
Galoppate veloci, voi destrieri
Dai piedi di fuoco, verso la dimora
Di Febo! Un auriga come Fetonte
Vi frusterebbe verso Occidente e farebbe
Subito calare la notte nuvolosa.
Stendi la tua fitta cortina, o notte
Propizia all'amore, cos che gli occhi
Della luce40 possano chiudersi e Romeo
Balzare tra queste braccia non sentito
E non visto. Gli amanti possono compiere
I loro riti amorosi illuminati dalla bellezza;
O, se l'amore cieco, s'accorda meglio
Con la notte. Vieni, notte cortese,
Signora dall'abito austero, tutta
In nero, e insegnami come perdere
Una partita vincente, giocata per una coppia
Di verginit immacolate. Col tuo nero manto
Incappuccia il sangue che furioso mi batte
Sulla guancia finch l'amore inesperto
Si faccia audace e consideri l'atto
Di vero amore semplice modestia.
Vieni, notte. Vieni, Romeo.
Vieni, tu giorno nella notte, perch
Sulle ali della notte tu giacerai
Pi bianco della neve fresca sul dorso
Di un corvo. Vieni, notte gentile.
Vieni, notte amorosa dalle nere
Ciglia. Dammi il mio Romeo.
E quando io morir prendilo e taglialo
In piccole stelle: lui render
II volto del Ciclo cos fine
Che tutto il mondo s'innamorer della notte
Cessando di adorare il sole superbo.
Oh! Io ho comprato la casa dell'amore
Ma non l'ho posseduta; e sebbene venduta,
Non sono stata ancora goduta. Questo giorno
E tedioso come la notte prima d'una festa
Per un bimbo impaziente che ha il vestito nuovo
E non pu indossarlo.
Entra la Balia torcendosi le mani e con la scala di
corda
Ma ecco la mia Balia
Che porta notizie. Ogni lingua che pronuncia
II nome di Romeo ha un'eloquenza celeste.
Ebbene, Balia, che novit? Hai le corde
Che Romeo ti chiese di procurarti?
BALIA
S, s, le corde.
Le getta per terra
GIULIETTA
Ahim! Che notizie? Perch ti torci le mani?
BALIA
Ah, giorno tremendo! morto, morto,
E morto! Siamo perdute, signora,
Siamo perdute! Ahim, se n' andato!
E stato ucciso, morto!
GIULIETTA
Pu essere il Cielo cos malvagio?
BALIA
Pu esserlo Romeo, se non il Cielo.
Oh Romeo, Romeo! Chi mai
L'avrebbe potuto pensare? Romeo!
GIULIETTA
Che demonio sei per tormentarmi in questo modo?
Questa tortura dovrebbe essere urlata
Nell'orrendo inferno. Romeo s' ucciso?
D solo "s" e la nuda parola
Sar pi velenosa dell'occhio mortale
Del basilisco. Io non sono io,
Se c' questa parola, o si chiuderanno gli occhi
Che ti fanno rispondere cos. Se morto
Dimmi "s". Se non lo
Dimmi "no". Questi brevi suoni
Determinano la mia gioia o il mio dolore.
BALIA
Ho visto la ferita. L'ho vista con i miei occhi -
Dio ci protegga! - sul suo petto virile.
Un corpo pietoso, un cadavere insanguinato
E pietoso. Pallido, pallido come cenere,
Tutto sporco di sangue, tutto di sangue
Incrostato. A questa vista sono svenuta.
GIULIETTA
Spezzati, cuore! Povero fallito,
Spezzati subito! E voi, occhi,
In prigione, senza pi guardare la libert!
Vile terra, ritorna alla terra.
Cessa il tuo moto, e grava, con Romeo,
Su una sola bara!
BALIA
O Tebaldo, Tebaldo, l'amico migliore
Che avessi! O cortese Tebaldo,
Onesto gentiluomo! Che mai io debba
Vivere per vederti morto!
GIULIETTA
Che uragano questo che soffia cos avverso?
Romeo ucciso e Tebaldo morto,
II mio carissimo cugino e l'ancor pi caro mio signore?
Allora, tromba tremenda, suona
II Giudizio Universale! Chi pu vivere
Se questi due sono morti?
BALIA
Tebaldo andato, e Romeo bandito;
Romeo che l'ha ucciso stato bandito.
GIULIETTA
Oh Dio! La mano di Romeo ha versato
II sangue di Tebaldo?
BALIA
L'ha versato, l'ha versato, ahim, l'ha versato!
GIULIETTA
O cuore di serpente, nascosto sotto un viso
Simile a un fiore! Quale drago abitava
In una caverna cos bella? Splendido tiranno!
Angelico demonio! Corvo dalle piume
Di colomba! Agnello famelico come il lupo!
Spregevole sostanza dall'apparenza divina!
Perfetto opposto di ci che sembri
Un santo dannato, un malfattore onesto!
O Natura, che mai puoi fare all'inferno
Se hai fatto albergare lo spirito d'un demonio
Nel mortale paradiso d'una carne cos dolce?
Vi fu mai un libro cos ben rilegato
Contenente materia cos vile? Oh!
Che in un cos splendido palazzo dovesse
Abitare l'inganno!
BALIA
Negli uomini non c' lealt, n fede,
N onest. Tutti spergiuri,
Tutti menzogneri. Tutti malvagi,
Tutti simulatori. E dov' il mio servo?
Datemi dell'acquavite. Questi mali,
Queste sciagure, questi dolori
Mi fanno invecchiare. La vergogna su Romeo!
GIULIETTA
Ti si bruci la lingua per un tale desiderio!
Lui non nato per la vergogna. Sulla sua fronte
La vergogna si vergogna di sedere, perch un trono
Dove l'onore pu essere incoronato
Solo monarca della terra universale.
Oh, che bestia sono stata ad accusarlo!
BALIA
Volete parlare bene dell'uomo
Che ha ucciso vostro cugino?
GIULIETTA
Debbo parlare male dell'uomo
Che mio marito? Povero mio signore,
Quale lingua curer il tuo nome
Se io, tua moglie da tre ore,
L'ho massacrato? Ma perch, malvagio,
Hai ucciso mio cugino? Quel cugino malvagio
Avrebbe ucciso mio marito. Indietro, sciocche
Lacrime, tornate alla vostra fonte originaria!
Le gocce che tributate appartengono al dolore
E voi, sbagliando, le offrite alla gioia.
Vive mio marito, che Tebaldo
Voleva uccidere, ed morto Tebaldo
Che avrebbe ucciso mio marito. Tutto questo
E un conforto. E allora perch piango?
Una parola, peggiore della morte di Tebaldo,
Ha ucciso me. Vorrei dimenticarla.
Ma, ahim, mi preme sulla memoria
Come un delitto sacrilego sulla mente dei peccatori!
"Tebaldo morto, e Romeo bandito!"
Quel "bandito", quella sola parola,
"Bandito", ha ucciso diecimila Tebaldi.
La morte di Tebaldo era gi un dolore,
Se fosse finita l. Ma se il dolore
Amaro vuole compagnia e ha bisogno
Di unirsi ad altri dolori, perch,
Quando ha detto "Tebaldo morto" non ha aggiunto
Tuo padre, o tua madre, anzi tutti e due,
Dolori inevitabili e comuni?
Ma l'aver aggiunto, dopo la morte di Tebaldo,
"Romeo bandito" stato come dire
Padre, madre, Tebaldo, Romeo,
Giulietta, tutti uccisi, tutti
Morti. "Romeo bandito" non c' fine,
Limite, misura, confine nella morte
Di quella parola. Nessuna parola
Pu dare suono a tanto dolore.
Dove sono mio padre e mia madre, Balia?
BALIA
A piangere e soffrire sul cadavere di Tebaldo.
Volete andare da loro? Vi accompagno.
GIULIETTA
Lavino con le lacrime le sue ferite. Le mie
Saranno spese, quando le loro saranno secche,
Per l'esilio di Romeo. Prendi quelle corde.
Povere funi, siete state ingannate,
Voi e io, perch Romeo bandito.
Lui vi avrebbe usato come strada al mio letto
Ma io, fanciulla, muoio fanciulla e vedova.
Su, corde. Su, Balia.
Vado al mio letto nuziale, e la morte,
Non Romeo, coglier la mia verginit.
BALIA
Andate nella vostra camera. Io
Trover Romeo per farvi confortare.
So dov'. Ascoltate, stanotte
II vostro Romeo sar qui. Andr da lui.
nascosto nella cella di Frate Lorenzo.
GIULIETTA
Oh, trovalo! Da' questo anello
Al mio fedele cavaliere e digli di venire
A darmi il suo ultimo addio.
Esce Giulietta con la Balia
Scena terza
[Cella di Frate Lorenzo]
Entra Frate Lorenzo
FRATE LORENZO
Romeo, vieni fuori. Vieni fuori,
Uomo pauroso. Il dolore s' innamorato
Delle tue doti e tu sei sposato
Alla calamit.
Entra Romeo
ROMEO
Che notizie, Padre? Qual la sentenza
Del Principe? Quale dolore sconosciuto
Cerca di conoscere la mia mano?
FRATE LORENZO
II mio caro figlio ha troppa intimit
Con questa triste compagnia. Ti porto notizie
Del giudizio del Principe.
ROMEO
Di quanto inferiore al Giudizio Universale?
FRATE LORENZO
Dalle sue labbra uscita una sentenza pi mite:
Non la morte del corpo ma il suo esilio.
ROMEO
Esilio! Sii pietoso, d "morte".
Perch l'esilio ha il terrore nel suo aspetto
Assai pi della morte. Non dire "esilio".
FRATE LORENZO
Tu sei bandito da Verona. Sii paziente,
II mondo grande e vasto.
ROMEO
Non c' mondo oltre le mura di Verona,
Ma purgatorio, tortura, l'inferno stesso.
Chi bandito da qui bandito dal mondo,
E l'esilio dal mondo la morte. L'esilio
la morte col nome sbagliato. Chiamando
La morte "esilio" tu mi tagli la testa
Con un'ascia d'oro e sorridi al colpo
Che mi assassina.
FRATE LORENZO
O peccato mortale! O dura
Ingratitudine! Per la nostra legge la tua colpa
Vuole la morte. Ma il Principe benigno,
Prendendo le tue parti ha scavalcato la legge
E ha trasformato quella nera parola, "morte",
In esilio. Questa clemenza e tu non la vedi.
ROMEO
tortura, non clemenza. Il paradiso
E qui, dove vive Giulietta. E ogni gatto
E cane e topolino, ogni cosa vile
Vive qui in paradiso e pu vederla.
Ma Romeo non pu. Nelle mosche che volano
Intorno a una carogna c' pi pregio,
Pi onore, pi rispetto che in Romeo.
Loro possono sostare sulla bianca
Meraviglia della cara mano di Giulietta
E rubare immortale felicit dalle sue labbra,
Che, nella sua pura modestia di vestale,
Arrossiscono, giudicando peccato i loro baci.
Questo possono fare le mosche mentre io
Da questo debbo fuggire. E tu ancora dici
Che l'esilio non la morte? Ma Romeo
Non pu, bandito. Questo possono fare
Le mosche mentre io da questo debbo fuggire.
Loro sono esseri liberi. Ma io
Sono bandito. Per uccidermi non avevi
Una mistura velenosa, un coltello dalla punta
Acuminata, uno strumento rapido di morte,
Meno vile di questo "bandito" "bandito"?
O frate, questa parola i dannati la usano
All'inferno, e l'accompagna il lamento. Con che cuore,
Essendo un religioso, un confessore spirituale,
Uno che assolve dal peccato e si dichiara
Mio amico, puoi massacrarmi con quella parola, "ban-
dito"?
FRATE LORENZO
Uomo fuor di senno, stammi a sentire.
ROMEO
Oh, parlerai ancora dell'esilio.
FRATE LORENZO
Ti dar l'armatura contro questa parola
II dolce latte dell'avversit, la filosofia,
Che ti conforti anche se sei bandito.
ROMEO
Di nuovo "bandito"? La filosofia s'impicchi!
A meno che non possa creare una Giulietta,
Spostare una citt, ribaltare il giudizio
Di un Principe, la filosofia non aiuta,
Non prevale. Smetti di parlare.
FRATE LORENZO
Allora vedo che i pazzi non hanno orecchie.
ROMEO
Perch dovrebbero, se i savi non hanno occhi?
FRATE LORENZO
Lascia che discutiamo del tuo stato.
ROMEO
Tu non puoi parlare di quello che non senti.
Se tu fossi giovane come me, e Giulietta
L'amore tuo, fossi sposato da un'ora
E avessi ucciso Tebaldo, fossi
Come me innamorato, e come me bandito,
Allora potresti parlare; allora
Potresti strapparti i capelli e gettarti
A terra, come ora faccio io,
Prendendo le misure d'una fossa da scavare.
Bussano
FRATE LORENZO
Alzati. Qualcuno bussa. Nasconditi, buon Romeo.
ROMEO
Non io; a meno che il fiato dei sospiri
Dolorosi non mi nasconda come una nebbia
Alla ricerca degli occhi.
Bussano
FRATE LORENZO
Senti come bussano! Chi ? Alzati, Romeo.
Ti prenderanno Aspettate! Alzati.
Bussano
Corri nel mio studio. Un momento! Dio buono,
Che sciocchezza questa! Vengo, vengo.
Bussano
Chi bussa cos forte? Da dove venite?
Che volete?
BALIA
Lasciatemi entrare e saprete cosa voglio.
Vengo da parte della signora Giulietta.
FRATE LORENZO
Benvenuta, allora.
Entra la Balia
BALIA
O frate santo, ditemi, frate santo,
Dov' il marito della mia signora,
Dov' Romeo?
FRATE LORENZO
L per terra, ubriaco delle sue lacrime.
BALIA
Oh, nello stesso stato della mia padrona,
Nello stesso stato! O simpatia dolorosa!
Pietosa condizione! Anche lei giace
Singhiozzando e piangendo, piangendo e singhiozzando.
Alzatevi, alzatevi! Alzatevi, se siete un uomo.
Per amore di Giulietta, per amor suo,
Alzatevi! Perch cadere in una O cos profonda?
Romeo si alza
ROMEO
Balia -
BALIA
Ah signore, signore! La morte la fine di tutto.
ROMEO
Parli di Giulietta? Come sta?
Non mi considera un vecchio assassino,
Ora che l'infanzia della nostra gioia
L'ho macchiata con sangue poco diverso
Dal suo? Dov'? E come sta? E che dice,
La mia signora segreta, del nostro amore scancellato?
BALIA
Non dice niente, signore, ma piange e piange,
E ora cade sul letto, ora balza su
E chiama Tebaldo, e poi grida per Romeo,
E poi cade di nuovo gi.
ROMEO
Come se quel nome, sparato da un'arma
Mortale, l'avesse assassinata, proprio come
La mano maledetta di quel nome
Ha assassinato il suo congiunto. Dimmi, Frate,
In quale parte vile di questa anatomia
Risiede il mio nome? Dimmelo, perch'io possa
Saccheggiare la dimora odiosa.
Minaccia di pugnalarsi. La balia strappa via il pugnale
FRATE LORENZO
Arresta la tua mano disperata.
Sei un uomo? La tua forma grida che lo sei. Le tue lacrime
Sono di donna. I tuoi gesti selvaggi
Denotano la furia irrazionale d'una bestia.
Donna nascosta in sembianza d'uomo!
E bestia orrenda in sembianza d'entrambi!
Mi hai stupito. Per il mio santo ordine,
Credevo che tu fossi pi equilibrato.
Hai ucciso Tebaldo? Vuoi uccidere te stesso?
E uccidere la signora che vive nella tua vita,
Compiendo su te stesso un atto odioso?
Perch imprechi alla sua nascita, al Cielo
E alla terra? Poich nascita e Cielo e terra,
Tutt'e tre si incontrano in te, tu
Vuoi perderli in un colpo solo? Via!
Cos tu offendi la tua forma, il tuo amore,
II tuo ingegno, di cui, come un usuraio, abbondi
Niente usando nel modo giusto
Che onorerebbe la tua forma, il tuo amore, il tuo in-
gegno.
La tua nobile forma una forma di cera
Che pi non possiede il valore dell'uomo;
II caro amore che hai giurato uno spergiuro
Vuoto, se uccide l'amore che hai fatto voto
Di adorare; il tuo ingegno, quell'ornamento
Della forma e dell'amore, incapace
Di guidare entrambi, come polvere nella fiasca
Di un soldato inesperto viene acceso
Dalla tua stessa ignoranza, e tu smembrato
Dalla tua stessa difesa. Alzati, uomo!
La tua Giulietta viva, per amore della quale
Volevi morire. Sii felice, per questo.
Tebaldo voleva uccidere te ma tu
Hai ucciso Tebaldo. La legge, che minacciava
Morte, diventa tua amica e la trasforma
In esilio. Sii felice, in questo.
Un cumulo di benedizioni ti si posa sulle spalle.
La felicit ti corteggia nella sua veste migliore.
Ma, come una zitella tetra e dispettosa,
Tu disprezzi la tua fortuna e il tuo amore.
Attento, attento, chi fa cos muore infelice.
Va', va' dal tuo amore, com'era
Decretato. Sali in camera sua. Va',
E confortala. Ma bada di non restare
Quando monta la Guardia, perch altrimenti
Non puoi recarti a Mantova, dove abiterai
Finch non troveremo l'occasione per render noto
II tuo matrimonio, riconciliare i vostri congiunti,
Chiedere perdono al Principe e richiamarti
Con una gioia ventimila volte pi grande
Del dolore che provi andando via.
Tu va' avanti, Balia. Salutami la tua padrona.
E dille di fare in modo che tutta la casa
Si affretti verso il letto, com' giusto
Per il dolore che li tormenta. Romeo viene.
BALIA
O Signore, passerei qui tutta la notte
Ad ascoltare buoni consigli. Oh!
Che cos' mai la dottrina! Mio signore,
Dir alla mia padrona che verrete.
ROMEO
Fallo, e chiedi alla mia dolce di prepararsi a sgridarmi.
La Balia si avvia e toma indietro
BALIA
Ecco un anello, signore, che mi ordin di darvi.
Sbrigatevi, si sta facendo molto tardi.
Esce la Balia
ROMEO
Come questo ravviva il mio conforto!
FRATE LORENZO
Vattene. Buona notte. Ecco il tuo stato:
O te ne vai prima che monti la Guardia
O travestito devi muoverti da qui
Allo spuntare del giorno. Fermati a Mantova.
Cercher il tuo servo e lui di volta in volta
Ti informer di ci che a tuo favore
Ha luogo qui. Dammi la mano.
E tardi. Addio. Buona notte.
ROMEO
Se una gioia superiore ad ogni gioia
Non mi chiamasse, sarebbe un dolore
Separarmi da te cos presto. Addio. Escono
Scena quarta
[Casa dei Capuleti:]
Entrano il vecchio Capuleti, sua moglie e Paride
CAPULETI
Gli eventi sono stati cos sfortunati
Che non abbiamo avuto tempo, signore,
Di parlare a nostra figlia. Vedete,
Lei amava suo cugino Tebaldo caramente,
E cos io. Bene, siamo nati per morire.
E molto tardi. Stasera non scender.
Vi assicuro che se non fosse stato per voi
Sarei a letto gi da un'ora.
PARIDE
Questi tempi di dolore non sono tempi per corteggiare.
Buona notte, signora. Ricordatemi a vostra figlia.
MADONNA CAPULETI
Lo far, e domattina presto sapr
Quello che pensa. Stanotte immersa nel dolore.
Paride sta per avviarsi e il Capuleti lo richiama
CAPULETI
Nobile Paride, oso darvi certezza
Dell'amore di mia figlia. Credo che in tutto
Si far guidare da me. Non ne dubito, anzi.
Moglie, passate da lei prima di andare a letto
E informatela dell'amore di mio figlio Paride,
E ditele mi sentite che il prossimo mercoled
Ma piano che giorno oggi?
PARIDE
Luned, mio signore.
CAPULETI
Luned! Ah! Ebbene, mercoled
E troppo presto. Facciamo gioved. Ditele
Che gioved sar sposata a questo nobile Conte.
Sarete pronto? Vi piace questa fretta?
Non faremo grandi feste un amico o due.
Poich Tebaldo stato ucciso da poco
Si potrebbe pensare, sapete, se festeggiassimo troppo,
Che il nostro congiunto non ci caro.
Perci avremo mezza dozzina di amici
E nessun altro. Che ne dite di gioved?
PARIDE
Signore, vorrei che gioved fosse domani.
CAPULETI
Bene, andate. Sia gioved, dunque.
E voi, moglie, passate da Giulietta
Prima di andare a letto. Preparatela a questo
Giorno di nozze. Addio, signore.
Luci per la mia camera! cos tardi
Che tra poco potremo dire che presto.
Buona notte. Escono
Scena quinta
[Casa dei Capuleti}
Entrano Romeo e in alto, al balcone, Giulietta
GIULIETTA
Te ne vuoi andare? Non ancora giorno.
Fu l'usignuolo e non l'allodola a ferire
II cavo timoroso del tuo orecchio.
Canta, la notte, su quell'albero di melograno.
Credimi, amore, era l'usignuolo.
ROMEO
Era l'allodola, araldo del mattino,
Non l'usignuolo. Guarda, amore,
Quali strisce malvage orlano le nubi
Che si dividono laggi ad Oriente. Consumate
Sono le candele della notte, e il giorno
Si muove giocondo in punta di piedi
Sulle cime nebbiose dei monti. Io debbo
Andar via e vivere; o rimanere e morire.
GIULIETTA
Quella luce non la luce del giorno,
Io lo so. qualche meteora che il sole
Esala perch stanotte ti faccia
Da torcia e ti illumini sulla strada per Mantova.
Perci rimani. Non devi ancora andare via.
ROMEO
Mi prendano pure, mi mettano a morte.
Sar contento, se tu vuoi cos.
Dir che quel grigio non l'occhio del mattino
Ma il pallido riflesso della fronte di Cinzia.
N l'allodola quella le cui note
Battono la volta del Cielo cos in alto
Sulle nostre teste. Io ho pi desiderio di restare
Che volont di andar via. Vieni, morte,
E sii la benvenuta. Giulietta vuole cos.
Come va, anima mia? Parliamo. Non ancora giorno.
GIULIETTA
Lo , lo ! Via di qui, vattene,
Va' via! l'allodola che canta fuori tono
Sforzando aspre discordie e duri accenti.
Alcuni dicono che l'allodola separa
Con dolcezza. Questa non fa cos
Perch separa noi. Alcuni dicono
Che l'allodola e il turpe rospo si scambiano
Gli occhi. Oh, ora vorrei
Che si fossero scambiate anche le voci
Poich braccio da braccio quella voce stacca,
Cacciandoti da qui col suo richiamo al giorno.
Oh, va' via! C' sempre pi luce.
ROMEO
Sempre pi luce: e pi scuri i nostri mali.
Entra la Balia di corsa
BALIA
Signora!
GIULIETTA
Balia?
BALIA
Vostra madre sta venendo in camera vostra.
Fa giorno. Attenta. Guardatevi intorno.
Esce la Balia
GIULIETTA
Allora, balcone, lascia entrare il giorno
E tieni fuori la vita.
ROMEO
Addio, addio! Un bacio solo, e scendo.
Scende
GIULIETTA
Te ne sei andato cos, mio amore,
Mio marito e amico? Debbo avere tue notizie
Ogni giorno, ogni ora. perch in un minuto
Ci sono molti giorni. Contando cos
Sar molto avanti negli anni
Prima di rivedere il mio Romeo.
ROMEO
Addio! Non perder alcuna occasione
Per inviarti, amore, i miei saluti.
GIULIETTA
Credi che potremo incontrarci di nuovo?
ROMEO
Non ne dubito, e tutti questi mali serviranno
Per dolci discorsi nel tempo che verr.
GIULIETTA
O Dio, ho nell'anima un cattivo presagio!
Mi sembra di vederti, ora che stai in basso,
Come un morto nel fondo di una tomba.
O mi vien meno la vista o tu sei pallido.
ROMEO
Credimi, amore, cos sei tu ai miei occhi.
Il dolore assetato e beve il nostro sangue.
Addio, addio!
Esce Romeo
GIULIETTA
O Fortuna, Fortuna! Tutti gli uomini
Ti chiamano volubile. Se tale sei,
Che te ne fai di lui, famoso per fedelt?
Sii volubile, Fortuna, perch allora spero
Che non lo tratterrai a lungo ma lo rimanderai.
Lascia il balcone
Entra la madre di Giulietta
MADONNA CAPULETI
Oh, figlia, sei alzata?
GIULIETTA
Chi che chiama? E la mia signora madre.
Va a letto cos tardi, o si alza cos presto?
Che insolito motivo la spinge qui?
MADONNA CAPULETI
Ebbene, Giulietta, che c'?
GIULIETTA Non sto bene, signora.
MADONNA CAPULETI
Sempre a piangere per la morte di tuo cugino?
Ebbene, lo vuoi lavare con le lacrime dalla tomba?
Anche se ci riuscissi, non potresti farlo vivere.
Smettila, perci. Un po' di dolore
Rivela molto amore, ma troppo dolore
Rileva una certa mancanza di saggezza.
GIULIETTA
Lasciatemi piangere per una perdita cos grave.
MADONNA CAPULETI
Cos sentirai la perdita ma non l'amico Per il quale piangi.
GIULIETTA
Sentendo cos la perdita non posso
Non piangere per l'amico.
MADONNA CAPULETI
Ebbene, ragazza, tu non piangi tanto per la sua morte
Quanto perch vive il delinquente che l'ha ucciso.
GIULIETTA
Che delinquente, signora?
MADONNA CAPULETI
Quel delinquente che ha nome Romeo.
GIULIETTA
(a parte] La delinquenza e lui sono lontani molte miglia.
Dio lo perdoni, come faccio io
Con tutto il mio cuore. E ci sebbene
Nessuno addolori il mio cuore quanto lui.
MADONNA CAPULETI
Questo perch l'assassino vive ancora.
GIULIETTA
S, signora, lontano dalle mie mani.
Potessi vendicare solo io
La morte di mio cugino!
MADONNA CAPULETI
La vendicheremo, non temere.
Non piangere pi. Mander a Mantova,
Dove ora vive al bando quel rinnegato,
Uno che gli dar una pozione cos rara
Che presto far compagnia a Tebaldo.
E allora spero che sarai soddisfatta.
GIULIETTA
A dire il vero non sar soddisfatta, con Romeo,
Finch non l'avr visto morto. Tanto
II mio povero cuore addolorato per un congiunto.
Signora, se trovaste un uomo che lo portasse,
Io tratterei il veleno in modo tale
Che Romeo, dopo averlo preso, s'addormentasse.
Oh, come il mio cuore freme nel sentirlo
Nominare senza potere andare da lui
A spendere l'amore che portavo a mio cugino
Sul corpo di colui che l'ha ammazzato.
MADONNA CAPULETI
Trova i mezzi e io trover l'uomo.
Ma ora, bambina, ti dar notizie pi gioiose.
GIULIETTA
La gioia benvenuta in tempi come questi.
Vostra Signoria, vi prego, quali sono?
MADONNA CAPULETI
Bene, bene, bambina mia,
Tu hai un padre affettuoso che per sgravarti
Del tuo fardello, ti ha preparato un improvviso
Giorno di gioia, che tu non ti aspetti
E che io non speravo.
GIULIETTA
Al momento giusto, signora! Di che giorno si tratta?
MADONNA CAPULETI
Ebbene, bambina mia, la mattina
Del prossimo gioved, quel valoroso, giovane
E nobile gentiluomo, il Conte Paride,
Nella Chiesa di San Pietro far di te
Una sposa felice.
GIULIETTA
Per la Chiesa di San Pietro, e per lo stesso Pietro,
Lui non far di me una sposa felice!
Questa fretta mi stupisce: dovrei sposarmi
Prima che lo sposo mi abbia mai corteggiato?
Vi prego, signora, dite al mio signore
E padre, che ancora non voglio sposarmi.
Quando lo far giuro che sar Romeo, che so da voi odiato,
Piuttosto che Paride. Che belle notizie!
MADONNA CAPULETI
Ecco vostro padre. Parlategli
Voi stessa, e vedrete come l'accoglie.
Entrano il Capuleti e la Balia
CAPULETI
Quando il sole tramonta, la terra
Goccia rugiada, ma per il tramonto
Del figlio di mio fratello, piove a dirotto.
Ebbene, sei una grondaia, ragazza? Come?
Ancora in lacrime? Non smetti di diluviare?
In un solo piccolo corpo tu riproduci
Una barca, un mare, un vento. Nei tuoi occhi,
Che posso chiamare il mare, c' un flusso
E riflusso di lacrime. La barca il tuo corpo,
Che veleggia in questo flutto salato. I venti
I tuoi sospiri, che, lottando con le lacrime,
E le lacrime coi sospiri, senza una bonaccia
Improvvisa travolgeranno il tuo corpo squassato
Dalla tempesta. Ebbene, moglie,
Le avete comunicato la nostra decisione?
MADONNA CAPULETI
S, signore. Ma lei non vuole, vi ringrazia.
Vorrei che questa stupida sposasse la sua tomba.
CAPULETI
Piano, fatemi capire, moglie,
Fatemi capire. Come? Non vuole?
Non ci ringrazia? Non ne orgogliosa?
Non si considera fortunata, indegna com',
Per aver noi convinto un cosi degno gentiluomo
Ad essere il suo sposo?
GIULIETTA
Non sono orgogliosa ma grata per quello
Che avete fatto. Mai potr
Essere orgogliosa di ci che odio,
Ma grata per un odio inteso come amore.
CAPULETI
Ehi, ehi, ehi, che cos'
Questa logica contorta? Che cos'?
"Orgogliosa" e "vi ringrazio" e "non vi ringrazio"
Tuttavia "non orgogliosa". Bella signora,
Smettila di farmi tanti ringraziamenti
E di sventolare tanti orgogli ma preparati
A muovere gioved prossimo le tue belle gambette
Per andare con Paride alla Chiesa di San Pietro,
O io ti trasciner l su una carretta.
Via, carogna gialluta! Via,
Sgualdrina, via, faccia di sego!
MADONNA CAPULETI
Ehi, ehi! Siete impazzito?
GIULIETTA
Buon padre, vi scongiuro in ginocchio,
Ascoltate con pazienza almeno una parola.
CAPULETI
Impiccati, puttanella! Canaglia disobbediente!
Te lo dico io o gioved vai in chiesa
Oppure non guardarmi pi in faccia.
Non parlare, non replicare,
Non rispondermi! Mi prudono le dita.
Moglie, pensavamo di non essere abbastanza
Benedetti da Dio perch ci aveva mandato
Soltanto questa figlia. Ma ora vedo
Che questa gi troppo e che ad averla
Siamo maledetti. Via, bagascia!
BALIA
II Dio del Ciclo la benedica. Signore,
Siete da biasimare se la trattate cos.
CAPULETI
E perch, Madama Saggezza? Tenete
La lingua a posto, mia buona Prudenza.
Andate a spettegolare con le vostre amiche!
BALIA
Non dico niente di male.
CAPULETI
Dio vi fulmini!
BALIA
Non si pu pi parlare?
CAPULETI
Zitta, sciocca linguacciuta! Versate
La vostra sapienza nel bicchiere d'una comare,
Perch qui non ne abbiamo bisogno.
MADONNA CAPULETI
Vi riscaldate troppo.
CAPULETI
Ostia di Dio! Mi fa impazzire.
Di giorno, di notte, ogni ora, ogni minuto,
Al lavoro, nell'ozio, solo, in compagnia,
Sempre la mia preoccupazione stata
Quella di maritarla. E ora che ho trovato
Un gentiluomo di nobile lignaggio, con un buon
Patrimonio, giovane e bene educato,
Zeppo, come si dice, di eccellenti doti,
Fatto come meglio non si potrebbe desiderare
Ecco che una ragazzetta stupida e ignorante,
Una bambola lamentosa, di fronte alla fortuna
Risponde: "Non mi sposo, non posso amare,
Sono troppo giovane, perdonatemi, vi prego".
Ma se non vi sposate, vi perdono io!
Brucate dove volete, non alloggerete da me.
State attenta, pensateci. Non sono solito scherzare.
Gioved vicino. Mettetevi la mano sul cuore.
Riflettete. Se siete con me vi dar
Al mio amico. Se non lo siete, impiccatevi,
Chiedete l'elemosina, morite di fame,
Crepate per le strade, perch, sull'anima mia,
Io non ti riconoscer mai, n ci che mio
Mai ti servir. Puoi contarci. Pensaci.
Manterr la parola. Esce il Capuleti
GIULIETTA
Non c' una piet lass tra le nuvole
Che veda nel fondo del mio dolore?
O dolce madre, non cacciatemi via!
Rimandate il matrimonio un mese, una settimana,
O altrimenti preparatemi il letto nuziale
Nel cupo mausoleo in cui giace Tebaldo.
MADONNA CAPULETI
Non parlarmi, non dir una parola.
Fa' come vuoi, sei finita, per me.
Esce Madonna Capuleti
GIULIETTA
O Dio! O Balia, come si pu
Impedire questo? Mio marito sulla terra,
La mia fede in Cielo. Come potr la fede
Tornare sulla terra a meno che mio marito
Lasciando la terra non me la mandi dal Cielo?
Confortami, consigliami! Ahim, ahim!
Che il Cielo debba praticare stratagemmi
Su un soggetto cos fragile come sono io!
Che mi dici? Non hai una parola di gioia?
Un po' di conforto, Balia.
BALIA
Eccolo, in fede mia. Romeo bandito
E scommetto tutto il mondo contro niente
Che non oser tornare indietro per riavervi.
Se lo far, dovr farlo di nascosto.
Allora, stando le cose come stanno,
Credo sia meglio che voi sposiate il Conte.
Oh, un gentiluomo amabile. Romeo
Di fronte a lui uno strofinaccio. Un'aquila,
Signora, non ha l'occhio cos verde, cos pronto,
Cos luminoso come Paride. Il mio cuore
Possa essere dannato se non credo che possiate
Esser felice in questo secondo matrimonio,
Che superiore al primo. E in ogni caso,
II primo morto o come se lo fosse
Dato che, vivo, non potete usarlo.
GIULIETTA
il tuo cuore che parla?
BALIA
S, e la mia anima. Se non vero,
Siano maledetti tutti e due.
GIULIETTA
Amen!
BALIA
Cosa?
GIULIETTA
Mi hai confortato in modo meraviglioso.
Va' dentro e d alla mia signora che avendo
Addolorato mio padre vado alla cella
Di Frate Lorenzo, per confessarmi e avere l'assolu-
zione.
BALIA
Diamine, lo far. una cosa saggia.
Esce la Balia
GIULIETTA
Vecchia maledetta! Demonio scellerato!
Fa pi peccato a volermi spergiura
O a disprezzare il mio signore con la stessa lingua
Con cui migliaia di volte lo ha lodato
Chiamandolo senza pari? Via, consigliera!
Tu e il mio cuore d'ora in avanti
Sarete due cose. Andr dal Frate
Per conoscere il suo rimedio. Se tutto
Dovesse fallire, posso sempre morire. Esce
ATTO QUARTO
[Cella di Frate Lorenzo]
Entrano Frate Lorenzo e il Conte Paride
FRATE LORENZO
Gioved, signore? Il tempo poco.
PARIDE
Mio padre Capuleti vuole cos.
Non sar la mia pigrizia a rallentare la sua fretta.
FRATE LORENZO
Dite di non conoscere le intenzioni della fanciulla.
E una strada tortuosa non mi piace.
PARIDE
Lei piange smodatamente per la morte di Tebaldo,
E perci io ho parlato assai poco d'amore;
Venere non sorride in una casa di lacrime.
Ora, signore, per suo padre pericoloso
Che lei dia tanto sfogo al suo dolore
E nella sua saggezza affretta il matrimonio
Per fermare l'inondazione delle sue lacrime,
Che, restando lei troppo sola,
Potrebbero allontanarla dalla societ.
Ora conoscete la ragione di questa fretta.
FRATE LORENZO
(a parte) Vorrei non conoscere la ragione per cui
Dovrebbe esser frenata. Guardate, signore,
La fanciulla si avvicina alla mia cella.
Entra Giulietta
PARIDE
Felicemente incontrata, mia signora e moglie!"
GIULIETTA
Potr essere, signore, quando potr essere una moglie.
PARIDE
"II potr essere" dev'essere, amore, gioved.
GIULIETTA
Ci che deve essere sar.
FRATE LORENZO
Questo un testo sicuro.
PARIDE
Venite a confessarvi da questo Padre?
GIULIETTA
Per rispondere, dovrei confessarmi con voi.
PARIDE
Non ditegli che non mi amate.
GIULIETTA
Confesser a voi che amo lui.
PARIDE
Ma anche, ne sono certo, che amate me.
GIULIETTA
Se lo dir, avr maggior valore
Se detto dietro e non davanti a voi.
PARIDE
II tuo viso, povera anima, rovinato dalle lacrime.
GIULIETTA
Quella delle lacrime una misera vittoria:
Era gi sciupato prima del loro assalto.
PARIDE
Cos dicendo lo offendi pi che con le lacrime.
GIULIETTA
Non c' calunnia, signore, se c' una verit:
E quel che ho detto l'ho detto alla mia faccia.
PARIDE
La tua faccia la mia e tu l'hai calunniata.
GIULIETTA
Pu essere, perch non la mia
Avete tempo adesso, santo Padre,
O debbo tornare alla messa della sera?
FRATE LORENZO
II tempo, figlia malinconica, ce l'ho.
Signore, dobbiamo rimanere soli.
PARIDE
Dio non voglia ch'io disturbi le vostre devozioni!
Giulietta, gioved mattina vi dester.
Fino ad allora, addio, con questo casto bacio.
Esce Paride
GIULIETTA
Chiudi la porta, e dopo vieni
A piangere con me. Non c' speranza,
Non c' rimedio, non c' aiuto!
FRATE LORENZO
O Giulietta, gi conosco il tuo dolore.
Mi tormenta oltre il compasso della mente.
Ho sentito che devi, e nulla pu rimandarlo,
Sposare gioved prossimo questo Conte.
GIULIETTA
Non dirmi, Frate, che hai sentito questo
Se non mi dici come posso impedirlo.
Se nella tua saggezza tu non puoi darmi aiuto,
Giudica saggia la mia risoluzione:
Con questo coltello mi dar aiuto io.
Dio ha unito il mio cuore e quello
Di Romeo, tu le nostre mani; e prima
Che questa mano, da te sigillata
Su quella di Romeo, diventi il codicillo
Di un altro patto, o il mio cuore fedele
Si volga con traditrice ribellione a un altro,
Questo coltello li uccider entrambi.
Perci, traendolo dalla tua lunga esperienza,
Dammi subito un consiglio; oppure, guarda!,
Questo coltello sanguinario far da giudice
Tra le mie disgrazie e me, decidendo
Ci che i tuoi anni e la tua saggezza
Non sono riusciti a compiere con onore.
Non tardare a parlare, io voglio morire
Se ci che dici non parla d'un rimedio.
FRATE LORENZO
Calma, figliuola. Vedo qualche speranza
Che esige un'esecuzione tanto disperata
Quanto disperato quel che vogliamo impedire.
Se, piuttosto che sposare il Conte,
Tu hai la forza di uccidere te stessa,
Allora probabile che accetterai una cosa
Simile alla morte evitando una vergogna
Per sfuggire alla quale sfidi la morte.
Se tu oserai, ti dar io il rimedio.
GIULIETTA
Chiedimi, piuttosto che sposare Paride,
Di saltare dai merli di qualsiasi torre,
O di camminare per strade battute dai ladri,
O di nascondermi dove s'annidano i serpenti.
Incatenami con gli orsi ruggenti o nascondimi
Di notte in un ossario, ricoperta
Dalle ossa scricchiolanti di uomini morti,
Da tibie ammuffite e gialli teschi
Svuotati. O chiedimi di andare
In una fossa scavata di fresco e nascondermi
Con un uomo morto nella sua tomba
Cose che, al sentirle, mi hanno fatto tremare
E lo far senza paura o dubbio per vivere
Come moglie immacolata del mio dolce sposo,
FRATE LORENZO
Ascolta, allora. Va' a casa, sii allegra,
Acconsenti a sposare Paride. Domani
mercoled. Domani notte bada
Di dormire da sola. Non permettere alla Balia
Di stare con te nella tua camera. Prendi
Questa fiala e, una volta a letto,
Bevi questo liquore distillato. Ben presto
Per tutte le tue vene scorrer un umore
Freddo e sonnolento. Il polso non seguir
II suo corso naturale ma si arrester.
Non vi sar calore, n respiro,
Ad attestare che tu vivi. Le rose sulle tue labbra
E sulle guance svaniranno nel pallore
Della cenere, le finestre dei tuoi occhi cadranno
Come quando la morie chiude il giorno della vita.
Ogni parte, persa l'agilit dei movimenti,
Rigida e dura e fredda apparir
Come la morte. E in questa somiglianza
Imprestata dalla morte rattrappita
Tu rimarrai quarantadue ore
Per poi svegliarti come da un piacevole sonno.
Ora, quando al mattino lo sposo
Viene per destarti dal tuo letto, tu
Sei l morta. Poi, com' costume
Del nostro paese, distesa sulla bara
Con gli abiti migliori verrai trasportata
Nell'antica cripta in cui giacciono
Tutti i Capuleti. Nel frattempo, e prima
Che tu sia sveglia, Romeo dalle mie lettere
Sapr del piano e verr da te.
Lui e io aspetteremo il tuo risveglio
E quella stessa notte Romeo ti porter
Da qui a Mantova. Il che ti liberer
Della vergogna presente, se un capriccio incostante
O una paura da femminuccia non ti scoraggeranno
Dal metterlo in atto.
GIULIETTA
Dammelo, dammelo! Non parlarmi di paura!
FRATE LORENZO
Prendi. Va' via. Sii forte e salda
In questa decisione. Mander subito a Mantova
Un frate con le mie lettere per il tuo signore.
GIULIETTA
Amore mi dia forza, e la forza mi dar aiuto.
Addio, Padre caro. Escono
Scena seconda
[Casa dei Capuleti]
Entrano il Capuleti, Madonna Capuleti, Balia e due o
tre Servi
CAPULETI
Invita le persone scritte qui.
Esce un Servo
E tu. assolda venti buoni cuochi.
SERVO Di cattivi non ce ne saranno, signore. Prima ve-
dr se si sanno leccare le dita.
CAPULETI Come? Gli vuoi far fare questa prova?
SERVO Diamine, signore, chi non si sa leccare le dita
un cattivo cuoco. Perci chi non si sa leccare le dita
non viene con me.
CAPULETI
Muoviti, su!
Esce il Servo
Non saremo pronti, per questa occasione.
E allora, nostra figlia andata da Frate Lorenzo?
BALIA
S, s.
CAPULETI
Pu darsi che lui le faccia del bene.
E una puttanella cocciuta e presuntuosa.
Entra Giulietta
BALIA
Eccola tutta allegra dopo la confessione.
CAPULETI
Ebbene, testa dura! Dove hai bighellonato?
GIULIETTA
Dove ho imparato a pentirmi del peccato
Di disobbedienza a voi e ai vostri desideri
E dove il santo Lorenzo mi ha ingiunto
Di prostrarmi qui e chiedervi perdono.
Perdonatemi, vi imploro! D'ora in avanti
Mi far guidare da voi.
CAPULETI
Cercate il Conte. Ditegli questo.
Domani mattina far stringere questo nodo.
GIULIETTA
Ho incontrato quel giovane signore nella cella
Di Lorenzo e gli ho dato l'amore che si conveniva
Senza oltrepassare i confini della modestia.
CAPULETI
Sono contento. Ottima cosa. Alzati.
Cos doveva essere. Vediamo, il Conte.
Avanti, ripeto, andate a cercarlo!
Ora, davanti a Dio, dico
Che a questo reverendo santo Padre
La citt intera molto obbligata.
GIULIETTA
Balia, volete venire con me
Nella mia stanza, per aiutarmi a scegliere
Gli ornamenti che ritenete necessari per domani?
MADONNA CAPULETI
Non fino a gioved. C' tempo.
CAPULETI
Andate, Balia, andate con lei.
Si va in Chiesa domani.
Escono Giulietta e la Balia
MADONNA CAPULETI
Saremo a corto di provviste. Ormai
E vicina la notte.
CAPULETI
Taci, me ne occupo io, e tutto
Andr bene, moglie, te lo garantisco.
Tu va' da Giulietta, aiutala a vestirsi.
Stanotte non andr a letto. Lasciatemi solo.
Per una volta far la donna di casa.
Ehi! Sono usciti tutti. Bene,
Andr io stesso dal Conte Paride, per prepararlo
A domani. Il mio cuore meravigliosamente leggero,
Ora che la zuccona ha messo la testa a posto. Escono
Scena terza
[Camera di Giulietta]
Entrano Giulietta e Balia
GIULIETTA
S, questo il migliore. Ma ti prego,
Buona Balia, lasciami sola stanotte.
Ho bisogno di molte orazioni perch i Cieli
Possano sorridere sul mio stato, che,
Lo sai bene, inquieto e pieno di peccato.
Entra Madonna Capuleti
MADONNA CAPULETI
Ancora indaffarate? Vuoi che ti aiuti?
GIULIETTA
No, signora. Abbiamo gi scelto
Le cose necessarie alla cerimonia di domani.
Perci, vi prego, lasciatemi sola
E chiedete alla Balia di stare con voi,
Perch, ne sono certa, avrete molto da fare
In questo evento cos improvviso.
MADONNA CAPULETI
Buona notte. Tu va' a letto e riposa.
Ne hai bisogno.
Escono Madonna Capuleti e Balia
GIULIETTA
Addio! Sa il Cielo quando ci rivedremo
Un'altra volta. Attraverso le vene
Mi scorre una paura sottile e fredda
Che quasi gela il calore della vita.
Le richiamo per farmi confortare.
Balia! Ma che dovrebbe farci, qui?
La mia scena orrenda debbo recitarla
Da sola. Vieni, fiala.
E se questa mistura non agisse?
Domani mattina sarei sposata?
No, no! Questo lo impedir.
Tu stattene l (Posa un coltello). E se fosse un veleno
Che il frate astutamente ha preparato
Per farmi morire e non essere disonorato
Da questo matrimonio, avendomi prima
Sposato a Romeo? Temo che sia cos.
Eppure no, s' dimostrato un sant'uomo.
E se, una volta nella tomba, mi svegliassi
Prima che Romeo giungesse a salvarmi?
E spaventoso! Non soffocher nella cripta
Nella cui turpe bocca non penetra alcun soffio
D'aria pura e non morir strangolata
Prima che arrivi il mio Romeo?
Oppure, se vivo, non possibile
Che l'orrendo pensiero della morte e della notte,
Unito al terrore del luogo una cripta,
Un antico ricettacolo in cui per molte
Centinaia d'anni sono state ammucchiate
Le ossa di tutti i miei avi sepolti,
E dove Tebaldo, insanguinato, ancora
Verde di terra, si disfa nel sudario;
E dove, come dicono, in certe ore della notte
S'adunano i fantasmi ahim, ahim,
Non possibile che io, svegliandomi presto
Per i fetidi odori o per le grida
Come di mandragore strappate alla terra
Per cui i mortali, udendole, impazziscono
Non possibile che io, sveglia,
Circondata da terrori odiosi, Diventi pazza e pazzamente giochi
Con le ossa dei miei padri, e strappi al suo sudario
II maciullato Tebaldo e, in questa furia,
Brandendo l'osso di un qualche antenato
Come una clava, mi faccia schizzare
II cervello impazzito? Oh, guarda!
Mi sembra di vedere il fantasma di mio cugino
Alla caccia di Romeo, che trafisse il suo corpo
Con la punta della spada. Fermo, Tebaldo,
Fermo! Romeo, Romeo, Romeo.
Ecco la bevanda. Bevo a te.
Si getta sul letto tra le cortine
Scena quarta
[Una stanza in casa Capuleti]
Entrano Madonna Capuleti e la Balia, con delle erbe
MADONNA CAPULETI
Tieni, Balia, prendi queste chiavi
E procurami altre spezie.
BALIA
In cucina chiedono datteri e mele cotogne.
Entra il Capuleti
CAPULETI
Muoversi, muoversi, muoversi! Su,
II secondo gallo ha cantato. La campana
Del coprifuoco ha suonato. Sono le tre.
Mia buona Angelica, pensa alla carne
Infornata, non badare a spese.
BALIA
Andate, impiccione, andate a letto! Domani
Starete male dopo questa notte di veglia.
CAPULETI
Niente affatto! Sono gi rimasto
In piedi tutta la notte per questioni
Meno importanti e non sono mai stato male.
MADONNA CAPULETI
Ai vostri tempi eravate un cacciatore
Ma ora veglier io per non farvi star sveglio.
Escono Madonna Capuleti e Bala
CAPULETI
Tutta gelosia, tutta gelosia!
Entrano tre o quattro Seni con spiedi, ceppi e canestri
Ehi, tu, che cosa c', l?
PRIMO SERVO
Roba per il cuoco, signore, ma non so cosa.
CAPULETI
Presto, presto!
Esce il Primo Servo
E tu procurati legna pi secca. Chiama
Pietro: ti mostrer lui dove trovarla.
SECONDO SERVO
Ho una testa, signore, che trover la legna
Senza per questo disturbare Pietro.
CAPULETI
Per la messa, ben detto, figlio di puttana!
D'ora in poi ti chiamer testa di legno.
Esce il Secondo Servo
Dio santo, s' fatto giorno.
Presto sar qui il Conte con la musica,
Come ha detto.
Musica
Sento che si avvicina.
Balia! Moglie! Ehi, Balia, dico!
Entra la Balia
Va' a svegliare Giulietta. Aiutala.
Io vado a chiacchierare con Paride. Presto!
Presto! Lo sposo gi venuto.
Presto, dico.
Esce il Capuleti
Scena quinta
[Camera di Giulietta]
La Balia si avvicina alle cortine
BALIA
Signora! Ehi, signora! Giulietta!
Dorme sodo, lei. Ehi, agnellino!
Ebbene, signora! Via, dormigliona!
Signora! Tesoro! Allora, sposa!
Come, nemmeno una parola? Vi state
Facendo la riserva! Dormite per una settimana
Perch questa notte, ve l'assicuro io,
II Conte Paride non ha nessuna voglia
Di lasciarvi dormire. Dio mi perdoni!
Per Maria, amen! Come dorme sodo!
Debbo svegliarla per forza. Signora,
Signora, signora! Se il Conte vi trova a letto
Vi far alzare per lo spavento, non vero?
Come, tutta vestita e addormentata?
Debbo svegliarvi per forza. Signora!
Signora! Signora! Ahim, ahim!
Aiuto, aiuto! La mia signora morta!
Maledetto il giorno in cui sono nata!
Dell'acquavite! Padrone! Padrona!
Entra Madonna Capuleti
MADONNA CAPULETI
Che cos' questo chiasso?
BALIA
Oh, giorno di dolore!
MADONNA CAPULETI
Che succede?
BALIA
Guardate, guardate! Oh, giorno di sventura!
MADONNA CAPULETI
Ahim, ahim! Bambina mia, mia sola vita!
Rivivi, guardami o morir con te!
Aiuto, aiuto! Cercate aiuto!
Entra il Capuleti
CAPULETI
Vergogna! Fate uscire Giulietta. C' il marito.
BALIA
morta! deceduta! E morta, ahim.
MADONNA CAPULETI
Giorno di dolore! morta, morta, morta!
CAPULETI
Ah! Fatemela vedere. Ahim!
fredda, il sangue s' arrestato,
Le sue membra sono rigide. La vita
E queste labbra si sono da tempo
Separate. La morte giace su di lei
Come un gelo precoce sul fiore pi dolce
Di tutto il campo.
BALIA
Oh giorno di lamento!
MADONNA CAPULETI
Oh tempo di dolore!
CAPULETI
La morte, che me l'ha presa per farmi piangere,
Mi lega la lingua e non mi lascia parlare.
Entrano Frate Lorenzo e il Conte Paride
FRATE LORENZO
Allora, la sposa pronta per andare in chiesa?
CAPULETI
Pronta ad andare ma per non pi tornare.
La notte prima del tuo giorno di nozze
La morte, o figlio, ha giaciuto con tua moglie.
Eccola distesa, fiore qual era,
Da Morte deflorata. Morte mio genero.
Morte il mio erede. Morte ha sposato
Mia figlia. Io morir e tutto
A Morte lascer. La vita, i beni,
Tutto di Morte.
PARIDE
Ho aspettato cos a lungo di vedere il volto
Di questa mattina, ed questa la vista
Che mi offre?
MADONNA CAPULETI
Maledetto, infelice, sciagurato, odioso
Giorno! Questa l'ora pi infelice che il tempo
Mai vide nell'eterna fatica
Del suo pellegrinaggio! Una sola, Una sola,
povera, amata bambina,
Una sola cosa per la gioia e il conforto,
E Morte crudele me l'ha strappata dalla vista.
BALIA
Ahim! Doloroso, doloroso giorno!
Giorno di lamento, il giorno pi doloroso
Che mai, mai io abbia fin qui veduto!
O giorno, o giorno, o giorno! Giorno
Odioso! Mai giorno si vide
Nero come questo! O giorno doloroso!
PARIDE.
Ingannato, divorziato, insultato, disprezzato,
Ucciso! Detestabile Morte, da te
Ingannato, da te crudele, crudele,
Sopraffatto! O amore! O vita! non vita
Ma amore in morte!
CAPULETI
Disprezzato, tormentato, odiato, martirizzato,
Ucciso! Tempo scortese, perch
Vieni ora ad ammazzare, ammazzare
La nostra festa? O bambina!
O bambina! Mia anima e non bambina!
Sei morta ahim, la mia bambina morta,
E con la mia bambina sono sepolte le mie gioie!
FRATE LORENZO
Tacete! vergogna! La rovina non si cura
Con questi pianti. Questa bella fanciulla
Apparteneva a voi e al Cielo. Ora
II Cielo la possiede tutta, e questo
meglio per la fanciulla. La vostra parte
Di lei non potete salvarla dalla morte
Ma il Cielo mantiene in vita eterna
La parte sua. Quel che pi cercavate era
La sua gloria, perch vederla in alto
Era il vostro Cielo. E ora piangete
Vedendo che s' innalzata al di sopra
Delle nuvole, alta come il Cielo stesso?
In questo amore voi amate cos male
La vostra bambina che diventate pazzi
Nel vedere che sta bene. Non ben maritata
Colei che vive maritata a lungo
Ma maritata meglio colei che muore
Maritata da poco. Asciugate le vostre lacrime,
Coprite di rosmarino la bellezza, di questo corpo
E, come s'usa, portatelo in Chiesa
Con le sue vesti migliori. La debole natura
Ci spinge tutti al pianto ma le lacrime della natura
Fanno sorridere la ragione.
CAPULETI
Tutte le cose preparate per la festa
Servano ora per il nero funerale.
Si mutino i nostri strumenti in malinconiche
Campane; la nostra allegria matrimoniale
In triste rito di sepoltura; i nostri
Inni solenni in cupe lamentazioni;
I nostri fiori per la sposa servano
A un cadavere da seppellire; e tutte le cose
Si mutino nel loro contrario.
FRATE LORENZO
Andate dentro, signore; e voi, signora,
Andate con lui; e cos voi, signor Paride.
Ognuno si prepari a seguire questo bel corpo
Fino alla sua tomba. I Cieli sono irritati
Con voi per qualche colpa. Non accrescetene l'ira
Ostacolando la loro alta volont.
Escono tutti tranne la Balia, che sparge rosmarino su di
lei e chiude le cortine
Entrano Musicanti
PRIMO MUSICANTE
In fede, possiamo riporre i flauti e andarcene.
BALIA
Fatelo, fatelo, onesti amici,
Ben sapete che questo un caso pietoso.
VIOLINISTA
S, in fede mia, ma si pu sistemare. Esce la Balia
Entra Pietro
PIETRO Musicanti, musicanti! "La pace del cuore", "La
pace del cuore". Se mi volete vivo suonate "La pace
del cuore".
VIOLINISTA E perch "La pace del cuore"?
PIETRO O musicanti, perch il mio cuore suona "II mio
cuore colmo". Suonatemi qualche pezzo allegro per
confortarmi.
PRIMO MUSICANTE Niente di allegro! Non tempo per
suonare.
PIETRO Dunque non volete?
PRIMO MUSICANTE No.
PIETRO Allora ve lo dar sonoramente.
PRIMO MUSICANTE Che cosa ci darete?
PIETRO Certo non del denaro. Vi dar dello strimpellato-
re. Vi dar del menestrello.
PRIMO MUSICANTE E allora io vi dar del servo.
PIETRO E allora io vi batter la spada del servo sulla zuc-
ca. Niente pause. Vi dar il re. Vi dar il fa. Avete pre-
so nota?
PRIMO MUSICANTE Se ci date il re e il fa, siete voi ad ave-
re la nota.
SECONDO MUSICANTE Vi prego, ringuainate la spada e
sguainate lo spirito.
PIETRO E allora all'attacco col mio spirito! Vi batter col
mio spirito di ferro e ringuainer il ferro della spada.
Rispondetemi da uomini.
"Quando aspri dolori il cuore ci feriscono
E pensieri dolorosi opprimono l'anima
Allora la musica col suo suono d'argento -"
Perch "suono d'argento"? Perch "la musica col suo
suono d'argento"? Che ne dici, Simone Cordadigatto?
PRIMO MUSICANTE Diavolo, signore, perch l'argento ha
un suono dolce.
PIETRO Grazioso! E voi che dite, Ugo Colbecco?
SECONDO MUSICANTE Dico "suono d'argento" perch i
musicanti suonano per l'argento.
PIETRO Graziosa anche questa! E voi, Giacomo Tutto-
suono?
TERZO MUSICANTE In fede mia, non so che dire.
PIETRO Oh, vi chiedo perdono. Voi siete il cantante.
Parler io per voi. Si dice "la musica col suo suono
d'argento" perch i musicanti non hanno oro per suo-
nare.
"La musica allora col suo suono d'argento
Con aiuto veloce offre conforto."
Esce Pietro
PRIMO MUSICANTE Che canaglia pestilenziale costui!
SECONDO MUSICANTE Impiccalo, Giacomo! Avanti, en-
triamo, aspettiamo i piagnoni e restiamo per pranzo.
Escono
ATTO QUINTO
Scena prima
[Una strada di Mantova]
Entra Romeo
ROMEO
Se posso credere all'adulatrice verit
Del sonno, i miei sogni presagiscono vicina
Una notizia gioiosa. Il signore del mio petto
Siede lievemente sul suo trono
E per tutto questo giorno uno spirito inconsueto
Con lieti pensieri mi solleva al di sopra
Della terra. Ho sognato che la mia signora
Veniva e mi trovava morto strano
Sogno che consente a un morto di pensare!
E con i baci soffiava tale vita
Nelle mie labbra che io rinascevo ed ero
Un imperatore. Ahim, com' dolce l'amore
Posseduto, se le sue stesse ombre
Sono tanto ricche di gioia!
Entra Baldassarre, servo di Romeo, con gli stivali
Notizie da Verona! Ebbene, Baldassarre?
Non mi porti lettere del Frate? E come sta
La mia signora? E mio padre sta bene?
Come sta Giulietta? Te lo chiedo di nuovo,
Poich nulla sta male se sta bene lei.
BALDASSARRE
Lei sta bene, allora, e nulla sta male.
Il suo corpo riposa nel mausoleo dei Capuleti
E la sua parte immortale vive con gii angeli.
L'ho vista distesa nella cripta dei suoi avi
E mi son subito mosso per dirlo a voi.
Perdonatemi se vi porto queste cattive notizie,
Ma il compito, signore, che mi avevate assegnato.
ROMEO
cos? Allora vi sfido, stelle!
Tu conosci il mio alloggio. Prendimi inchiostro
E carta e noleggia dei cavalli di posta.
Stasera stessa partir di qui.
BALDASSARRE
Vi scongiuro, signore, abbiate pazienza.
Il vostro viso pallido e stravolto
E fa presagire sventura.
ROMEO
Taci. T'inganni. Lasciami e fa' quello
Che ti ho chiesto di fare. Non hai lettere
Del Frate per me?
BALDASSARRE
No, mio buon signore.
ROMEO
Non importa. Va' e noleggia quei cavalli.
Io sar subito da te Esce Baldassarre
Ebbene, Giulietta, stanotte giacer
Con te. Vediamo come. O sventura,
Come sei veloce ad entrare nei pensieri
Di uomini disperati. Ricordo uno speziale
Che abita qua vicino ultimamente l'ho visto
Con abiti lacerati e fronte cupa
Raccogliere erbe. Il suo viso era scavato.
La dura miseria l'aveva consumato
Fino alle ossa. Nella sua povera bottega
Erano appesi una tartaruga, un coccodrillo impagliato
E altre pelli di pesci dalle forme contorte.
Negli scaffali una misera parata
Di scatole vuote, vasi di terracotta
Verdi, vesciche, semi ammuffiti,
Pezzi di spago e vecchie pastiglie
Di rosa tutti sparsi qua e l ed in mostra.
Notando questa penuria, dissi a me stesso,
"Se un uomo, ora, avesse bisogno di un veleno
La cui vendita, a Mantova, punita con la morte,
Ecco uno sventurato che glielo venderebbe".
Questo stesso pensiero ha anticipato il mio bisogno
E quest'uomo bisognoso me lo deve vendere.
Se ben ricordo, questa la casa.
E giorno di festa e la bottega del poveraccio
chiusa. Ehi, oh! Speziale!
Entra lo Speziale
SPEZIALE
Chi che grida cos?
ROMEO
Vieni qui, uomo. Vedo che sei povero.
Prendi, ecco quaranta ducati. Dammi
Un grammo di veleno di cos rapido effetto
Che si diffonda per tutte le vene in modo
Che chi, stanco della vita, lo prende
Possa cadere morto, e il suo tronco
Esser privato del respiro con la violenza con cui,
Accesa, la polvere da sparo fugge
Dal ventre del fatale cannone.
SPEZIALE
Queste droghe mortali io le possiedo. Ma a Mantova
Per chi le vende c' la pena di morte.
ROMEO
Sei cos nudo e pieno di miseria
E hai paura di morire? C' carestia nelle tue guance.
Nei tuoi occhi languiscono bisogno e oppressione.
Disprezzo e povert ti pendono sulla schiena.
Il mondo non ti amico, n ti amica
La legge del mondo. Il mondo non ha leggi
Che ti rendano ricco. E allora non essere
Povero, ma infrangile e prendi questo denaro.
SPEZIALE
la mia povert ad acconsentire, e non
La mia volont.
ROMEO
Io pago la tua povert, e non
La tua volont.
SPEZIALE
Mettete questo in un liquido qualsiasi
E bevete. Anche se aveste la forza
Di venti uomini, vi spaccerebbe di colpo.
ROMEO
Ecco il tuo oro peggior veleno
Per le anime, che in questo lurido mondo
Ammazza di pi delle povere misture
Che tu non puoi vendere. Sono io
Che ti vendo veleno. Tu
Non me l'hai venduto. Addio.
Comprati cibo e metti un po' di carne.
Vieni, cordiale e non veleno,
Vieni con me alla tomba di Giulietta.
E l che ti debbo usare. Escono
Scena seconda
[Cella di Frate Lorenzo]
Entra Frate Giovanni
FRATE GIOVANNI
Santo frate francescano, fratello!
Entra Frate Lorenzo
FRATE LORENZO
Questa dovrebbe essere la voce
Di Frate Giovanni. Bentornato da Mantova.
Che dice Romeo? O, se ha scritto,
Dammi la sua lettera.
FRATE GIOVANNI
Ero andato a cercare un fratello scalzo,
Uno del nostro ordine, che in citt
Visitava i malati, perch si unisse a me;
L'avevo trovato ma le guardie della citt,
Sospettando che entrambi venissimo da una casa
Dove regnava l'infezione della peste,
Sigillarono le porte e non mi lasciarono uscire.
La mia corsa a Mantova finita l.
FRATE LORENZO
E allora chi ha portato la mia lettera a Romeo?
FRATE GIOVANNI
Io non ho potuto mandarla eccola
Di nuovo qui n ho trovato
Un messaggero che la portasse a te,
Tanta era la paura della peste.
FRATE LORENZO
Destino sfortunato! Sul nostro ordine!
La lettera non era frivola ma seria,
Di grande peso, e che non sia arrivata
Pu fare molto danno. Frate Giovanni,
Va' a procurarmi una leva di ferro
E portala subito nella mia cella.
FRATE GIOVANNI
Vado, fratello, e te la porto.
Esce Frate Giovanni
FRATE LORENZO
Ora devo andare da solo al mausoleo.
Fra tre ore la bella Giulietta si dester.
Mi maledir quando sapr che Romeo
Non ha avuto notizia di questi avvenimenti.
Ma io scriver di nuovo a Mantova
E la nasconder nella mia cella fino al ritorno di
Romeo.
Povero cadavere vivente, chiuso nella tomba di un
morto! Esce
Scena terza
[Presso il mausoleo dei Capuleti, al cimitero]
Entrano Paride e il Paggio, con fiori ed acqua profumata
PARIDE
Dammi la torcia, ragazzo, e va' via da qui.
Spegnila, anzi, non voglio essere visto.
Stenditi sotto quegli alberi di tasso, laggi,
Tenendo l'orecchio sul terreno cavo
In modo che nessun piede calpesti il cimitero,
Perennemente smosso dallo scavare fosse,
Senza che tu lo senta. Fischiami
Per segnalarmi che qualcuno si avvicina.
Dammi quei fiori. Fa' come ti dico. Va'.
PAGGIO
(a parte) Ho quasi paura a starmene da solo
Qui nel cimitero. Ma lo far.
Il Paggio si allontana
PARIDE
Dolce fiore, di fiori cospargo
II tuo letto nuziale ahim, il tuo baldacchino
di polvere e pietre e con acqua profumata
Lo innaffier ogni notte; o, se l'acqua manca,
Con lacrime distillate dai lamenti.
Le esequie che per te celebrer saranno
Queste: ogni notte irrorer la tua tomba
E pianger.
Il Paggio fischia
II ragazzo mi avverte che qualcuno si avvicina.
Quale piede maledetto si aggira qui stanotte
Per impedire le mie esequie e il rito d'amore?
Una torcia. Nascondimi, notte, per un poco.
Paride si ritira
Entrano Romeo e Baldassarre con una torcia, un pic-
cone e una leva di ferro
ROMEO
Dammi il piccone e la leva di ferro.
Prendi questa lettera. Domani mattina
Bada di consegnarla al mio signore e padre.
Dammi la torcia. Sulla tua vita ti ordino,
Qualunque cosa tu senta o veda, di star lontano
E di non interrompermi nella mia azione.
Io scendo in questo letto di morte
In parte per contemplare il viso della mia signora,
Ma soprattutto per prendere dal suo morto dito
Un anello prezioso un anello che devo usare
Per un fine a me caro. Vattene, perci.
Ma se, curioso, torni a spiare
Quant'altro intendo fare, per il Cielo,
Ti faccio a pezzi e spargo le tue membra
In questo cimitero affamato. Quest'ora
E le mie intenzioni sono selvagge,
Pi feroci e inesorabili delle tigri insaziate
O del mare ruggente.
BALDASSARRE
Vado, signore, senza disturbarvi.
ROMEO
Cosi mi mostrerai amicizia. Prendi questi.
Vivi in prosperit e addio, buon amico.
BALDASSARRE
(a parte) Malgrado tutto mi nasconder qua intorno.
Temo il suo aspetto e dubito delle sue intenzioni.
Baldassarre si ritira
ROMEO
Detestabile bocca, ventre della morte,
Ingozzati col boccone pi dolce della terra.
Cos spalanco le tue marce mascelle
E a forza t'inzeppo di nuovo cibo.
Romeo comincia ad aprire la tomba
PARIDE
Questo il superbo, esiliato Montecchi
Che uccise il cugino del mio amore
E per quel dolore si dice che sia morta
La bella creatura. venuto qui
A compiere qualche atto vergognoso sul corpo
Di questi morti. Ora lo prendo.
Vile Montecchi, tronca la tua turpe
Intrapresa! Si pu perseguire la vendetta
Al di l della morte? Criminale condannato,
Io ti arresto. Obbedisci e seguimi.
Tu devi morire.
ROMEO
E vero. E per questo sono venuto qui.
Giovane buono e gentile, non tentare
Un uomo disperato. Fuggi da qui
E lasciami. Pensa a questi morti.
Ti facciano paura. Ti scongiuro, giovane,
Non gravare il mio capo di un altro peccato
Spingendomi all'ira. Oh, va' via!
Per il Cielo, io ti amo pi di me stesso,
Perch vengo qui contro me stesso armato.
Non rimanere, va' via. Vivi e racconta
Che la piet di un pazzo ti ordin di fuggire.
PARIDE
Io sfido la tua esortazione e ti arresto
Da quel fellone che sei.
ROMEO
Vuoi provocarmi? Prendi, allora, ragazzo!
Duellano
PAGGIO
O Signore! si battono. Vado a chiamare le guardie.
Esce il Paggio
Paride cade
PARIDE
Mi hai ucciso! Se hai piet,
Apri la tomba, fammi giacere con Giulietta.
Paride muore
ROMEO
In fede mia, lo far. Guardiamo questo viso.
parente di Mercuzio, il nobile Paride!
Cosa diceva il mio servo mentre, cavalcando,
La mia anima tormentata non gli prestava ascolto?
Diceva, mi sembra, che Paride avrebbe
Sposato Giulietta. Non diceva cos?
O me lo sono sognato? Oppure sono pazzo,
Sentendo nominare Giulietta, a pensare
Che era cos? Oh, dammi
La tua mano, tu che sei scritto con me
Nel libro dell'amara sfortuna. Ti seppellir
In una tomba gloriosa. Una tomba? Oh, no.
Un faro, giovane ucciso, perch qui
Apre la tomba
Giace Giulietta, e la sua bellezza
Rende questa cripta un salone delle feste
Pieno di luce. Giaci l, Morte,
Lo cala nella tomba
Interrato da un morto. Quanto spesso,
Quando gli uomini sono in punto di morte,
Sono allegri! E questo chi li assiste
Lo chiama un lampo prima della morte.
Ma io come posso chiamare questo
Un lampo? O amore mio, mia moglie!
Morte, che ha succhiato il miele del tuo
Respiro, non ha avuto potere sulla tua
Bellezza. Tu non sei stata conquistata.
L'insegna della bellezza ancora rossa
Sulle tue labbra e sulle tue guance,
E la pallida bandiera della morte non
Avanzata fin l. Tu giaci, Tebaldo,
Nel tuo lenzuolo insanguinato? Quale maggior favore
Posso farti se non troncare
Con la stessa mano che tagli in due
La tua giovinezza, quella di chi
Fu il tuo nemico? Perdonami, cugino!
Giulietta cara, perch sei cos bella?
Debbo pensare che l'incorporea morte
Provi amore e che lo scarno, abborrito
Mostro ti tenga qui nel buio
Per far di te la sua amante? Per paura di questo
Io rimarr con te e mai
Lascer questo palazzo di oscura notte.
Qui rimarr con i vermi che sono
Le tue ancelle, qui avr il mio
Riposo eterno e scuoter il giogo
Delle stelle di sventura da questa carne
Stanca del mondo. Occhi, guardatela
Per l'ultima volta! Braccia, cingetela
Con l'ultimo abbraccio! E voi. labbra,
Porte del respiro, sigillate con un casto
Bacio un contratto senza data
Con la morte che divora. Vieni, amaro
Duce, vieni, guida odiosa!
E tu, pilota disperato, scaglia
D'un colpo sulle rocce la tua logora barca
Stanca del mare! Bevo al mio amore!
Beve
Onesto Speziale, le tue droghe
Sono veloci. Muoio con un bacio.
Cade
Entra Frate Lorenzo, con lanterna, leva e vanga
FRATE LORENZO
Aiutami, Santo Francesco! Quante volte,
Stanotte, i miei vecchi piedi hanno inciampato
Nelle tombe! Chi c'?
BALDASSARRE
Uno che vi conosce bene, un amico.
FRATE LORENZO
Siate benedetto! Ditemi, buon amico,
Che torcia quella che vanamente presta
La sua luce a vermi e a teschi senz'occhi?
A quel che vedo, brucia nella tomba dei Capuleti.
BALDASSARRE
E cos, Padre santo, e c' il mio padrone,
Uno che voi amate.
FRATE LORENZO
Chi ?
BALDASSARRE
Romeo.
FRATE LORENZO
Da quanto tempo li?
BALDASSARRE
Da pi di mezz'ora.
FRATE LORENZO
Venite con me nella cripta.
BALDASSARRE
Non oso, signore. Il mio padrone crede
Che io sia andato via. Mi ha minacciato di morte
Se rimanevo a guardare quello che faceva.
FRATE LORENZO
Restate, allora. Andr solo. Ho paura.
Temo che sia successo qualcosa di brutto.
BALDASSARRE
Mentre dormivo sotto questo tasso,
Ho sognato che il mio padrone e un altro combatte-
vano,
E che il mio padrone uccidesse l'altro.
FRATE LORENZO
Romeo!
Si cuna e vede il sangue e le armi
Ahim, ahim, che sangue questo
Che macchia l'ingresso di pietra del sepolcro?
Che significano queste spade abbandonate che in questo
Luogo di pace giacciono imbrattate di sangue?
Entra nella tomba
Romeo! Com' pallido! E chi altri? Anche Paride?
Immerso nel sangue? Quale ora crudele
Ha la colpa di questo triste evento?
La signora si muove.
Giulietta si alza
GIULIETTA
O Frate consolatore! Dov' il mio signore?
Ricordo bene dove dovrei essere,
E qui sono. Dov' il mio Romeo?
FRATE LORENZO
Sento del rumore. Lascia, signora,
Questo nido di morte, di contagio, e di sonno
Contro natura. Un potere pi grande di quello
Cui possiamo opporci, ha ostacolato
I nostri disegni. Su, vieni via.
Tuo marito giace morto sul tuo petto;
E anche Paride. Vieni, ti far andare
In un convento di sante suore. Non domandare,
Arrivano le guardie. Andiamo, buona Giulietta.
Io non oso rimanere pi a lungo.
GIULIETTA
Vattene. Io non vengo.
Esce il Frate
Che c' qui? Una coppa, stretta
Nella mano del mio fedele amore? Il veleno,
Vedo, stato la sua fine anzitempo.
O egoista! L'hai bevuto tutto,
Senza lasciare una goccia amica
Che aiutasse me! Bacer le tue labbra.
Forse su di loro rimasto del veleno
Che mi faccia morire e mi consoli.
Lo bacia
Le tue labbra sono calde!
GUARDIA (da dentro)
Facci strada, ragazzo. Da che parte?
GIULIETTA
Del rumore! Far presto, allora. O pugnale felice!
Afferra il pugnale di Romeo
Questo il tuo fodero. Arrugginisci l,
E lasciami morire.
Si pugnala e cade
Entrano il Paggio di Paride e le Guardie
PAGGIO
Ecco il posto. L, dove brucia la torcia.
PRIMA GUARDIA
La terra insanguinata. Guardiamo nel cimitero.
Andate, alcuni di voi. Arrestate chiunque troviate.
Escono alcune guardie
Vista pietosa! Qui giace il Conte.
Ucciso! E Giulietta sanguinante, calda.
E morta da poco, lei che giaceva sepolta
Da due giorni. Andate a dirlo al Principe.
Correte dai Capuleti! Destate i Montecchi!
Altri continuino a cercare.
Escono altre Guardie
II luogo in cui giacciono questi mali
Lo vediamo, ma la vera ragione di questi
Eventi pietosi non possiamo capirla
Senza conoscere le circostanze.
Entrano alcune Guardie con Baldassarre
SECONDA GUARDIA
Questo il servo di Romeo. Lo abbiamo trovato
Nel cimitero.
PRIMA GUARDIA
Tenetelo al sicuro fino all'arrivo del Principe
Entrano Frate Lorenzo e un'altra Guardia
TERZA GUARDIA
C' un frate che trema, sospira e piange.
Gli abbiamo preso questa leva e questa vanga
Mentre veniva da questo lato del cimitero.
PRIMA GUARDIA
C' di che sospettare! Al sicuro anche il frate.
Entrano il Principe e il suo seguito
PRINCIPE
Quale sventura accaduta cos presto
Da strapparci al nostro riposo mattutino?
Entra il Capuleti con la moglie e altri
CAPULETI
Per che cosa si grida tanto in giro?
MADONNA CAPULETI
La gente per la strada grida "Romeo".
Alcuni "Giulietta", altri "Paride", e tutti
Corrono urlando verso il nostro mausoleo.
PRINCIPE
Qual il timore che vi spezza le orecchie?
PRIMA GUARDIA
Mio Sovrano, qui giace, ucciso,
Il Conte Paride; morto Romeo;
E Giulietta, gi morta, calda
E uccisa di nuovo.
PRINCIPE
Cercate, frugate e scoprite in che modo
E avvenuto questo turpe assassinio.
PRIMA GUARDIA
C' un frate, e il servo dell'ucciso Romeo,
Con addosso strumenti adatti ad aprire
Le tombe di questi morti.
CAPULETI
O Cieli! O moglie, guarda come sanguina
Nostra figlia! Questa lama ha sbagliato
Perch, vedi, sulla schiena del Montecchi
La sua casa vuota ed essa per errore
entrata nel petto di mia figlia!
MADONNA CAPULETI
Ahim! Questa vista di morte una campana
Che chiama ad un sepolcro la mia vecchiaia.
Entra il Montecchi con altri
PRINCIPE
Vieni, Montecchi. Ti sei alzato presto
Per vedere il tuo figlio ed erede coricato
Prima del tempo.
MONTECCHI
Ahim, signore, stanotte morta
Mia moglie. Il dolore per l'esilio di mio figlio
Le ha fermato il respiro. Quale altro male
Cospira contro la mia vecchiaia?
PRINCIPE
Guarda e vedrai.
MONTECCHI
O screanzato! Che maniere sono queste,
Andare nella tomba prima di tuo padre?
PRINCIPE
Sigilla per un poco la bocca della tua ira
Finch non chiariremo queste vicende ambigue
Apprendendone la fonte, l'origine, la vera
Ragione. Poi sar io il condottiero
Dei vostri dolori e fino alla morte
Vi guider. Sopportate, intanto,
E lasciate che la sciagura sia schiava della pazienza.
Fate venire gli individui sospetti.
FRATE LORENZO
II maggiore sono io, il meno capace
Ma il pi sospetto di questo orrendo assassinio
Perch il tempo e il luogo sono contro di me.
Ed eccomi qui per accusarmi e giustificarmi,
Per condannarmi ed assolvermi.
PRINCIPE
D subito, allora, quello che sai.
FRATE LORENZO
Sar breve, perch non ho abbastanza fiato
Per raccontarvi una storia tediosa.
Romeo, l morto, era marito di Giulietta;
E lei, l morta, la moglie fedele
Di Romeo. Fui io a sposarli. E il giorno
Del loro matrimonio segreto fu quello
Fatale a Tebaldo, la cui precoce morte
Band dalla citt il novello sposo;
Per lui. non per Tebaldo, piangeva Giulietta.
Per allontanare da lei l'assedio del dolore
Voi la prometteste e l'avreste a forza
Maritata al Conte Paride. Allora
Lei viene da me e col viso stravolto
Mi chiede di escogitare un qualche modo
Per liberarla di questo secondo matrimonio,
Che altrimenti s'ucciderebbe nella mia cella.
Al che le diedi istruito dalla mia arte
Una pozione di sonnifero che ottenne l'effetto
Che io intendevo, creando su di lei
La forma della morte. A Romeo nel frattempo
Scrissi di venire in questa dura notte
Per aiutarmi a estrarla dalla tomba provvisoria,
Una volta cessato l'effetto della pozione.
Ma chi aveva la lettera, Frate Giovanni,
Fu fermato da un incidente e ieri sera
Me la restitu. Allora, tutto solo,
Al tempo stabilito per il suo risveglio
Venni per prenderla dalla cripta dei suoi avi,
Intendendo nasconderla poi nella mia cella
Finch potessi far venire Romeo.
Ma quando giunsi, qualche minuto prima
Del tempo del suo risveglio, giacevano qui,
Precocemente morti, il nobile Paride
E il fedele Romeo. Lei si desta
E io la prego di venire a sopportare con pazienza
Quest'opera del Ciclo. Poi un rumore
Mi spaventa e mi fa lasciare la tomba, e lei,
Troppo disperata, non vuole venire con me
Ma, come appare, fa violenza a se stessa.
Questo tutto quello che so; del matrimonio
a conoscenza la Balia. E se qualcosa
andata male per colpa mia, la mia vecchia vita
Sia sacrificata qualche ora prima del tempo
Al rigore della legge pi severa.
PRINCIPE
Ti conosciamo da tempo come un sant uomo.
Dov' il servo di Romeo? Che dice?
BALDASSARRE
Io ho portato al mio padrone la notizia
Della morte di Giulietta; e lui da Mantova
subito venuto in questo posto,
In questo mausoleo. Mi diede questa lettera
Da dare a suo padre, e mi minacci di morte,
Scendendo nella cripta, se non mi allontanavo
Lasciandolo l.
PRINCIPE
Dammi la lettera. La legger. Dov'
II paggio del Conte che ha chiamato le guardie?
Ehi, tu, che faceva in quel posto il tuo padrone?
PAGGIO
Venne con fiori da spargere sulla tomba
Della sua signora, e mi chiese di allontanarmi,
II che io feci. Subito viene uno
Con una torcia ad aprire la tomba.
Il mio padrone sguaina la spada contro di lui
E io corro a chiamare le guardie.
PRINCIPE
Questa lettera conferma le parole del frate,
II loro amore, la notizia della morte di lei.
E qui egli scrive d'aver comprato un veleno
Da un povero speziale e d'essere venuto
Con esso in questa cripta per morire
E giacere con Giulietta. Dove sono
Questi nemici? Capuleti, Montecchi,
Vedete quale pena s' abbattuta
Sul vostro odio; il Cielo ha trovato
I mezzi per uccidere con l'amore
Le vostre gioie. E io, tollerando
Le vostre discordie, ho perduto dei congiunti.
Tutti siamo stati puniti.
CAPULETI
Fratello Montecchi, dammi la mano.
Questa la dote di mia figlia, di pi
Non posso domandare.
MONTECCHI
Ma io posso darti di pi. E infatti
Le innalzer una statua di oro puro,
In modo che fin quando Verona con quel nome
Sia conosciuta, non vi sia figura
Tanto esaltata quanto quella
Della pura e fedele Giulietta.
CAPULETI
E altrettanto ricca quella di Romeo
Giacer accanto a lei, povere vittime entrambi
Della nostra inimicizia!
PRINCIPE
Una cupa pace porta con s questo giorno.
Il sole per il dolore non mostra il capo,
Andiamo a parlare ancora di queste cose tristi.
Alcuni saranno perdonati, altri puniti.
Perch mai vi fu storia pi dolorosa
Di questa di Giulietta e del suo Romeo. Escono
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