Romeo e Giulietta

ROMEO E GIULIETTA

ROMEO E GIULIETTA

traduzione A. Lombardi

PROLOGO

Entra il Coro

CORO

Due famiglie, di eguale dignit,

Nella bella Verona, dove la scena

collocata, piombano per rancori antichi

In una nuova discordia che insozza

Le mani dei cittadini col loro stesso sangue.

Dai lombi fatali di questi due nemici

Trae vita una coppia di sfortunati amanti

Le cui sventure pietose, con la loro morte,

La faida seppelliscono dei loro genitori.

Il passaggio pauroso del loro amore

Segnato dalla morte, l'ira protratta

Dei padri loro, che nulla rimosse

Se non la fine dei figli, ecco

II traffico che per due ore avr luogo

Sul nostro palcoscenico. Se vorrete ascoltare

Con orecchio paziente, quel che c' di imperfetto

La nostra fatica si prover ad emendare. Esce il Coro

ATTO PRIMO

Scena prima

[Una piazza di Verona]

Entrano Sansone e Gregario, della casa dei Capuleti,

con spade e scudi

SANSONE Parola mia, Gregorio, gli insulti non li ingozziamo.

GREGORIO Certo che no. C' il pericolo di strozzarsi.

SANSONE Voglio dire che se ci monta la collera tiriamo fuori la spada.

GREGORIO Bada a tirar fuori il collo dal collare, finch campi.

SANSONE Quando mi scaldo, io a colpire ci metto poco.

GREGORIO Si, ma ci metti troppo a scaldarti per colpire.

SANSONE A scaldarmi basta un cane dei Montecchi.

GREGORIO Ma scaldarsi significa agitarsi mentre aver coraggio

significa star ritti. Perci se ti scaldi scappi via.

SANSONE Un cane di quella casa mi far rizzare. Rimarr

dalla parte del muro davanti a qualsiasi uomo o

donna dei Montecchi.

GREGORIO Questo dimostra che sei moscio. Sono i pi

mosci che vanno al muro.

SANSONE vero. E infatti le donne, che sono i vasi pi

deboli, vengono sempre messe contro il muro. E perci

io staccher dal muro gli uomini del Montecchi e

spiaccicher contro il muro le sue donne.

GREGORIO La lite tra i nostri padroni e tra noi servitori.

SANSONE la stessa cosa. Far il tiranno! Dopo aver

battagliato con gli uomini far il galante con le donne

-gli far la festa.

GREGORIO Farai la festa alle donne?

SANSONE S, alla loro verginit. Prendilo nel senso che

vuoi.

GREGORIO Sono loro che lo debbono prendere nel senso

giusto quando lo sentono.

SANSONE Me mi sentiranno finch riuscir a tener duro;

e si sa che io sono un bel pezzo di carne.

GREGORIO Meno male che non sei pesce; se fossi pesce

saresti un vero baccal. Tira fuori l'arnese. Arriva

qualcuno di casa Montecchi.

Entrano Abramo e un altro Servo

SANSONE L'arnese ce l'ho tutto fuori. Litiga! Ti spalleggio io.

GREGORIO E come? Voltando le spalle e scappando?

SANSONE Non aver paura di me.

GREGORIO Certo che no! Aver paura di te!

SANSONE Restiamo dalla parte della legge. Facciamo cominciare loro.

GREGORIO Passandogli accanto aggrotter la fronte, e la

prendano come vogliono.

SANSONE Dipende dal coraggio che hanno. Io mi morder

il pollice davanti a loro: se non reagiscono perdono la faccia.

ABRAMO Vi mordete il pollice per noi, signore?

SANSONE Mi mordo il pollice, signore.

ABRAMO Vi mordete il pollice per noi, signore?

SANSONE (a parte a Gregario) La legge dalla parte nostra se dico s?

GREGORIO (a parte a Sansone) No.

SANSONE No, signore, non mi mordo il pollice per voi,

signore. Ma mi mordo il pollice.

GREGORIO Volete litigare, signore?

ABRAMO Litigare, signore? No, signore.

SANSONE Ma se volete litigare, signore, sono a vostra disposizione.

Io servo un padrone che vale quanto il vostro.

ABRAMO Non di pi, per.

SANSONE Bene, signore.

Entra Benvolio

GREGORIO (a parte a Sansone) Digli che vale di pi. Arriva uno dei parenti del padrone.

SANSONE S, vale di pi, signore.

ABRAMO E una menzogna.

SANSONE Fuori le armi, se siete uomini. Gregorio, ricordati

del tuo colpo spazzatutto.

Si battono

BENVOLIO Separatevi, idioti!

Via le spade. Non sapete quello che fate.

Entra Tebaldo

TEBAI.DO

Come! Sguaini la spada contro questi

Pecoroni! Voltati da questa parte, Benvolio,

E guarda in faccia la tua morte.

BENVOLIO

Mettevo solo pace. Via la spada,

O usala come me per separare costoro.

TEBALDO

Come! Sguaini e parli di pace?

Questa parola la odio come odio l'inferno,

Tutti i Montecchi e te! Prendi, vigliacco!

Si battono

Entrano tre o quattro cittadini con mazze e partigiane

CITTADINI Mazze, picche e partigiane! Colpite! Buttateli

gi! Abbasso i Capuleti! Abbasso i Montecchi!

Entra il vecchio Capuleti, in vestaglia, con la moglie

CAPULETI

Cos' questo fracasso? Datemi il mio spadone!

MADONNA CAPULETI

Una stampella, una stampella! Perch chiedete una spada?

Entra il vecchio Montecchi con la moglie

CAPULETI

La spada, dico! C' il vecchio Montecchi

E agita la sua lama contro di me.

MONTECCHI

Tu vile Capuleti! Non trattenetemi. Lasciatemi andare.

MADONNA MONTECCHI

Non muoverai un solo piede per cercare un nemico.

Entra il Principe Escalo col suo seguito

PRINCIPE

Sudditi ribelli, nemici della pace,

Profanatori di questo acciaio macchiato

Dal sangue dei cittadini perch non ascoltano?

Ehi, voi! Voi uomini, voi bestie,

Che spegnete il fuoco della vostra rabbia perniciosa

Con fonti purpuree sgorganti dalle vostre

Vene! Pena la tortura, le vostre mani

Sanguinose gettino a terra queste armi

Temprate per il male e voi ascoltate

La sentenza del vostro Principe irato.

Tre lotte intestine generate da una tua

Parola superba, vecchio Capuleti,

E tua, Montecchi, hanno per tre volte

Disturbato la quiete delle nostre strade

E costretto i vecchi cittadini di Verona

A spogliarsi dei loro gravi indumenti

E impugnare con antiche mani

Vecchie partigiane incancrenite dalla pace

A causa di un odio altrettanto incancrenito.

Se mai disturberete ancora le nostre

Strade, saranno le vostre vite a pagare

La fine della pace. Voi, Capuleti,

Verrete con me; e voi, Montecchi,

Venite questo pomeriggio nell'antico

Castello di Villafranca, luogo deputato

Ai nostri giudizi ordinari, per ascoltare

Le nostre decisioni su questo caso.

Tutti, ripeto, vadano via, pena la morte.

Escono tutti tranne il Montecchi,

sua moglie e Benvolio

MONTECCHI

Chi ha rinnovato questa vecchia lite?

Parla, nipote, eri qui quando cominciata?

BENVOLIO

Qui c'erano i servi del vostro avversario

E i vostri, che gi combattevano prima

Che io arrivassi. Snudai per separarli.

In quell'istante giunse il fiero Tebaldo,

Con la spada pronta. E mentre soffiava

Parole di sfida alle mie orecchie, la faceva

Mulinare intorno al capo, tagliando i venti

Che, indifferenti, gli fischiavano disprezzo.

Mentre ci scambiavamo colpi su colpi

Sopravvennero altri, s che si combatteva

Da una parte e dall'altra finch a separarle

Non giunse il Principe.

MADONNA MONTECCHI

Dov' Romeo? L'avete visto oggi?

Sono felice che non si trovasse in questa rissa.

BENVOLIO

Signora, un'ora prima che il venerato

Sole s'affacciasse all'aurea finestra

Dell' Oriente, l'inquietudine della mente mi spinse

Ad andar fuori. Presso il bosco.

Di sicomori che si estende a Occidente della citt

Vidi vostro figlio che cos presto passeggiava.

Mossi verso di lui. Ma lui mi vide

E si nascose nel rifugio del bosco. Io

Misurando il suo stato d'animo sul mio,

Che cercava luoghi dove nessuno lo trovasse,

Stanco com'ero del mio stesso io

Inseguii il mio umore e non il suo,

Lietamente evitando chi lieto mi sfuggiva.

MONTECCHI

Molte mattine stato visto l

Ad accrescere con lacrime la fresca rugiada

Mattutina, coi suoi profondi sospiri

Altre nuvole aggiungendo alle nuvole.

Ma appena il sole che tutto rallegra

Comincia nel punto pi lontano dell'Oriente

A scostare le cortine ombrose dal letto

Dell'Aurora, ecco che fuggendo la luce

Quel mio figlio intristito si nasconde in casa,

Si chiude nella sua stanza, serra le finestre,

Esclude la bella luce del giorno e crea

Per s una notte artificiale. Nero

E fatale dovr rivelarsi questo umore

Se un buon consiglio la causa non rimuove.

BENVOLIO

Nobile zio, questa causa la conoscete?

MONTECCHI

No, e da lui non riesco a saperla.

BENVOLIO

Ma lo avete in qualche modo interrogato?

MONTECCHI

Sia io sia altri numerosi amici.

Ma lui, unico confidente di se stesso,

Solo a se stesso confida le sue passioni

(Con quanta verit non so), in s segreto

E chiuso rimanendo, tanto lontano

Da ogni scandaglio e scoperta quanto lo

II bocciolo morso da un verme odioso

Prima di poter schiudere all'aria

Le dolci foglie o dedicare a! sole

La sua bellezza. Se potessimo sapere

Da dove nascono i suoi dolori,

Volentieri gli offriremmo qualche cura.

Entra Romeo

BENVOLIO

Guardate, sta venendo. Vi prego, allontanatevi.

Sapr il suo tormento, se non insiste nel tacere.

MONTECCHI

Spero che, restando, sarai tanto fortunato

Da ottenere una sincera confessione. Signora, andiamo.

Escono il Montecchi e la moglie

BENVOLIO

Buon giorno, cugino.

ROMEO

II giorno cos giovane?

BENVOLIO

Sono appena suonate le nove.

ROMEO

Ahim! Le ore tristi sembrano lunghe.

Era mio padre quello che corso via?

BENVOLIO

S. Quale tristezza allunga le ore di Romeo?

ROMEO

II non avere ci che le farebbe brevi.

BENVOLIO

Innamorato?

ROMEO

Senza

BENVOLIO

Amore?

ROMEO

Senza il favore di colei che amo.

BENVOLIO

Ahim, che amore, cos dolce alla vista,

Si riveli, alla prova, un cos aspro tiranno!

ROMEO

Ahim, che amore, la cui vista bendata,

Debba senz'occhi scorgere il sentiero

Del suo desiderio! Dove andiamo a pranzare?

Mio Dio, che lite c' stata, qui?

Non dirmelo, ho gi saputo tutto.

Qui domina l'odio, ma ancor pi l'amore.

Ebbene, allora, o amore odioso,

O amoroso odio, o tutto

Creato dal nulla! O leggerezza

Pesante, seria vanit, deforme

Caos di forme dall'aria leggiadra,

Plumbea piuma, fumo luminoso,

Freddo fuoco, salute malata,

Sonno a occhi aperti che non

Quello che ! Questo l'amore

Che sento io, che in questo

Non sento amore. Non ridi?

BENVOLIO

No, cugino, piuttosto piango.

ROMEO

E perch, dolce cuore?

BENVOLIO

Perch il tuo dolce cuore oppresso.

ROMEO

Ebbene, questo il destino dell'amore.

I miei dolori giacciono gravi

Nel mio petto, e tu li accresci gravandolo

Col peso dei tuoi. L'amore che mi porti

Aggiunge pi dolore a! gi eccessivo

Dolore mio. L'amore un fumo

Fatto col vapore dei sospiri; purificato,

un fuoco che splende negli occhi degli amanti.

Se avversato, un mare che si nutre

Delle loro lacrime. Che altro ?

Una pazzia discreta, un'amarezza soffocante,

Una dolcezza che lenisce. Addio, cugino.

BENVOLIO

Piano, vengo con te. Se mi lasci mi fai torto.

ROMEO

Ho lasciato me stesso. Non sono qui.

Questo non Romeo. altrove.

BENVOLIO

Dimmi, seriamente, chi che ami?

ROMEO

Come, dovr dirtelo piangendo?

BENVOLIO

Piangendo? No, ma dimmelo seriamente.

ROMEO

Chiedi a un malato di fare, seriamente,

Testamento. Ah, domanda mal posta

Ad uno che gi cos malato.

Seriamente, cugino, amo una donna.

BENVOLIO

C'ero andato vicino pensandoti innamorato.

ROMEO

Sei un ottimo tiratore. E lei bella.

BENVOLIO

Un bel bersaglio, cugino, si colpisce pi presto.

ROMEO

Qui hai sbagliato. Lei non sar colpita

Dalla freccia di Cupido. Ha la mente di Diana

E, ben protetta dalla corazza della castit,

Non viene stregata dall'infantile e fiacco

Arco dell'amore. Non subisce l'assedio

Di discorsi appassionati, evita lo scontro

Di occhi assalitori, non apre il grembo

All'oro che seduce anche i santi. Lei

E ricca di bellezza; e povera soltanto

Perch, alla sua morte, essa muore con lei.

BENVOLIO

Ha dunque fatto voto di vivere casta?

ROMEO

S, e cos risparmiando spreca

Enormemente. Smagrita dalla sua severit,

La bellezza priva i posteri della bellezza.

troppo bella, troppo saggia,

Saggiamente troppo bella, per giungere

All'estasi e rende me disperato.

Ha rinunciato all'amore; e in quel suo voto

Io che vivo per dirtelo vivo morto.

BENVOLIO

Fatti guidare da me scordati di lei.

ROMEO

Oh, insegnami come si fa a scordarla.

BENVOLIO

Liberando i tuoi occhi. Guardando altre bellezze.

ROMEO

il modo per richiamare ancora di pi

La sua, squisita. Le maschere felici

Che baciano la fronte delle belle signore

Ci rammentano, nere come sono, che nascondono

La bellezza. Chi diventato cieco

Non pu dimenticare il tesoro prezioso

Della vista perduta. Mostrami una donna

Di rara grazia: la sua bellezza a che serve

Se non come una pagina in cui io possa leggerne

Una ancora pi rara? Addio.

Tu non puoi insegnarmi a scordarla.

BENVOLIO

Ci riuscir, per non morire indebitato. Escono

Scena seconda

[Strada di Verona]

Entrano il Capuleti, il Conte Paride, e il Clown, che

un Servo

CAPULETI

Ma il Montecchi impegnato come me, rischia

La stessa pena; e per vecchi come noi

Non difficile, credo, mantenere la pace.

PARIDE

Godete entrambi di onorevole fama

Ed un peccato che abbiate vissuto tanto tempo

Nella discordia. Ma ora, signore,

Cosa ne dite della mia richiesta?

CAPULETI

Dico quello che ho detto prima:

Mia figlia, nel mondo, ancora una straniera;

Non ha visto il giro di quattordici anni.

Lasciamo disseccare altre due estati

Nel loro fuoco prima di ritenerla

Matura per sposarsi.

PARIDE

Fanciulle pi giovani di lei sono ora

Madri felici.

CAPULETI

Ma si sono sciupate troppo presto.

Tranne lei, la terra ha ingoiato

Tutte le mie speranze: adesso

Sar lei, spero, la signora della mia terra.

Ma intanto corteggiatela, Paride gentile,

Conquistate il suo cuore. La mia volont

E solo una parte del suo consenso

E, se lei d'accordo, il mio consenso

S'unisce alla sua scelta e alla sua bella voce

Che acconsente. Questa sera

Io do una festa di antica tradizione

Alla quale ho invitato molti ospiti

A me cari. Se vorrete accrescerne il numero

Sarete pi di ogni altro benvenuto. Questa sera

Nella mia povera casa vedrete la terra

Percorsa da stelle che rendono luminoso

II buio del Cielo. La gioia che i giovani

Provano quando l'agghindato Aprile

Cammina alle calcagna del zoppicante inverno,

Proprio un tale piacere tra freschi

Boccioli femminili voi questa notte

Proverete nella mia casa. Ascoltatele tutte;

Tutte guardatele; e pi di tutte amate

Colei il cui merito sar maggiore.

Vi sar, tra le molte, mia figlia

Che, essendo una, potr rientrare nel numero,

Anche se l'uno non si conta. Avanti,

Venite con me. (Al Servo) Ehi, tu,

V in giro per la bella Verona, trova

Le persone di cui qui scritto il nome

E d loro che nella mia casa saranno benvenute.

Escono il Capuleti e Paride

SERVO Trova quelli di cui qui scritto il nome! E scritto

che il calzolaio deve darsi da fare con l'arnese del

sarto, il sarto con quello del calzolaio, il pescatore col

pennello e il pittore con la rete. Ma io vengo mandato

a cercare le persone di cui qui scritto il nome e

non so leggere quali nomi ha scritto chi li ha scritti.

Debbo consultare i sapienti. Meno male!

Entrano Benvolio e Romeo

BENVOLIO

Via, amico, un fuoco brucia

Un altro fuoco, un dolore s'attenua

Per un'altra pena. Se la testa ti gira

Girati al contrario. Un dolore disperato

Con un altro dolore si guarisce.

Procurati all'occhio un'infezione nuova

E sparir il veleno marcio della vecchia.

ROMEO

La tua foglia di piantaggine eccellente, per questo.

BENVOLIO

Per che cosa, dimmi?

ROMEO

Per il tuo stinco fratturato.

BENVOLIO

Romeo, sei pazzo?

ROMEO

Non pazzo ma legato pi di un pazzo:

Chiuso in prigione, tenuto senza cibo,

Frustato e tormentato buon giorno, amico.

SERVO Dio lo conceda a voi. Sapete leggere, signore?

ROMEO

S, la mia fortuna nella mia sventura.

SERVO Forse l'avete imparato senza libro. Ma ditemi,

per piacere, sapete leggere quello che vedete?

ROMEO

S, se conosco le lettere e la lingua.

SERVO Un discorso onesto. State allegro.

ROMEO

Fermo, amico, so leggere.

Legge la lettera

I1 signor Martino con la moglie e le figlie. Il Conte Anselmo

con le sue belle sorelle. La signora vedova di Utruvio.

Il signor Placenzo e le me amabili nipoti. Mercuzio e

suo fratello Valentino. Mio zio Caputeti, sua moglie e le

sue figlie. La mia bella nipote Rosalina con Livia. Il signor

Valerio e suo cugino Tebaldo. Lucio e la vivace Elena.

Una bella brigata. Dove debbono andare?

SERVO Su.

ROMEO Dove? A cena?

SERVO In casa nostra.

ROMEO La casa di chi?

SERVO Del mio padrone.

ROMEO Avrei dovuto chiedertelo prima.

SERVO Ve lo dico senza bisogno che me lo chiediate. Il

mio padrone il grande e ricco Capuleti; e se voi non

siete della casa dei Montecchi, vi prego di venirvi a fare

una coppa di vino. State allegro.

Esce il Servo

BENVOLIO

A questa antica festa dei Capuleti verr

La bella Rosalina, che tu tanto ami,

Con tutte le ammirate bellezze di Verona.

Vacci, e con occhio imparziale confronta

II suo viso con altri che ti mostrer

Vedrai, allora, che il tuo cigno un corvo.

ROMEO

Se la devota religione del mio occhio

Rivela tale falsit, si mutino

Le lacrime in fiamme; e questi eretici trasparenti,

Spesso annegati ma incapaci di morire,

Siano messi al rogo come impostori! Una donna

Pi bella del mio amore? Il sole che tutto vede

Non ha mai veduto l'eguale da quando

cominciato il mondo.

BENVOLIO

L'hai vista bella perch non c'era nessun'altra

E lei si bilanciava con se stessa nell'uno

E laltro occhio. Ma su quelle bilance

Di cristallo, pesa l'amore per la tua donna

Con quello per qualche altra fanciulla che io

Ti mostrer splendere in questa festa, e a stento

Apparir bella lei che ti sembra la migliore.

ROMEO

Ci andr, ma non perch tu mi mostri tale vista

Ma per godere dello splendore della mia. Escono

Scena terza

[Stanza in casa dei Capuleti]

Entrano Madonna Capuleti e Balia

MADONNA CAPULETI

Balia, dov' mia figlia? Chiamala.

BALIA

Per la verginit che avevo a dodici anni,

Le ho gi chiesto di venire. Ehi, agnellino!

Ehi, coccinella! Dio non voglia

Dov' questa bambina? Ehi, Giulietta.

Entra Giulietta

GIULIETTA

Ebbene? Chi mi chiama?

BALIA

Vostra madre.

GIULIETTA

Sono qui, signora. Che volete?

MADONNA CAPULETI

Ecco di che si tratta per un po', Balia,

Lasciaci sole. Dobbiamo parlare

In privato Ma no, Balia, torna qui.

meglio che tu senta i nostri discorsi.

Tu sai che mia figlia ha una certa et.

BALIA

In fede mia, potrei dirla senza sbagliare d' un'ora.

MADONNA CAPULETI

Non ha ancora quattordici anni.

BALIA

Ci scommetto quattordici dei miei denti anche se,

Sia detto con dolore, ne ho soltanto quattro

Che non ha ancora quattordici anni.

Quanto manca alla festa del raccolto?

MADONNA CAPULETI

Due settimane o poco pi.

BALIA

Poco pi o poco meno, di tutti i giorni dell'anno

Quando verr il primo agosto, alla vigilia

Lei far quattordici anni. Susanna e lei

Dio faccia riposare tutte le anime cristiane

Avevano la stessa et. Bene,

Susanna con Dio. Era troppo buona,

Per me. Ma, come ho detto,

La vigilia del primo agosto avr quattordici anni.

Tanti ne avr, che diamine! Lo ricordo bene.

Dal terremoto sono passati undici anni

E lei fu svezzata non potr mai dimenticarlo

Proprio quel giorno, di tutti i giorni dell'anno.

Avevo versato assenzio sulla mammella,

Stando seduta al sole sotto il muro

Della colombaia. Il mio padrone e voi

Eravate a Mantova ho una bella memoria.

Ma, come ho detto, quando gust l'assenzio

Sul capezzolo della mia mammella e ne sent

L'amaro, come s'infuri, la sciocchina,

E se la prese con la mammella! "Scappa," dice

Intanto la colombaia. Ma non c'era bisogno

Che mi dicessero di scappare! Sono undici anni,

Da allora, perch stava gi in piedi

Da sola. Anzi, per la Santa Croce,

Sapeva correre e zampettare dappertutto.

Proprio il giorno prima s'era ferita alla fronte.

E allora mio marito Dio sia con la sua anima!

Era un uomo allegro tir su la bambina.

"Come?", disse. "Sei caduta a pancia avanti?

Quando sarai pi furba cadrai all' indietro.

Non vero, Giulietta?" Vergine santa,

La bambina smise di piangere e disse "S".

Se ne sentono delle belle! Giuro che se vivessi

Mille anni non lo scorderei.

"Non vero, Giulietta?" E lei si calma e dice "S".

MADONNA CAPULETI

Basta, ora. Sta zitta, per piacere.

BALIA

S, signora, ma non posso fare a meno

Di ridere quando penso che smise di piangere

E disse "S". Eppure, vi assicuro,

Aveva sulla fronte un bernoccolo grosso

Come il fagiolo d' un galletto. Una brutta caduta,

E piangeva a dirotto. "S," dice mio marito,

"Cadi a pancia avanti? Una volta cresciuta

Cadrai all' indietro. Non vero, Giulietta?"

Smise di piangere e disse "S".

GIULIETTA

E smettila anche tu, Balia, dico io.

BALIA

Ho finito. Dio ti abbia nella sua grazia!

Eri la bimba pi bella che avessi mai allattato.

Il mio solo desiderio di vederti maritata.

MADONNA CAPULETI

Maritata! Questo proprio il tema

Di cui voglio parlare. Dimmi, Giulietta,

Che ne pensi del matrimonio?

GIULIETTA

un onore di cui nemmeno mi sogno.

balia

Un onore! Se la tua balia non fossi stata solo io

Direi che dalla mammella hai succhiato saggezza.

MADONNA CAPULETI

Ebbene, pensa al matrimonio, ora.

Pi giovani di te, signore rinomate

Qui a Verona, sono gi madri.

Facendo i conti, io ero gi tua madre

Pressappoco negli anni in cui tu sei fanciulla.

Per farla breve, il nobile Paride

Desidera il tuo amore.

BALIA

Che uomo, signora! Signora, un uomo

Che tutto il mondo un uomo di cera.

MADONNA CAPULETI

L'estate di Verona non ha un simile fiore.

balia

S, un fiore. Un vero fiore, s.

MADONNA CAPULETI

Che ne dici? Puoi amare quel signore?

Questa notte vedrai Paride alla nostra festa.

Leggi il libro del suo giovane viso

E vi troverai felicit scritta con la penna

Della bellezza. Scruta le sue linee

Armoniose e vedrai come ciascuna all'altra

Procura gioia. E ci che nel bel volume

Appare oscuro, trovalo scritto

Sul margine degli occhi. Questo prezioso

Libro d'amore, questo amante non legato.

Per diventare perfetto ha solo bisogno

D'una copertina. Il pesce vive

Nel mare, ed ragione d'orgoglio,

Per chi bello all'esterno, nascondere la bellezza

Che all'interno. Agli occhi di molti

Quel libro ha gran valore che rinserra

In borchie d'oro la sua dorata storia.

Cos tu, avendo lui, tutto ci avrai

Che lui possiede senza rimpicciolire te stessa.

BALIA

Rimpicciolire? Diventer pi grossa. Gli uomini

Fanno ingrossare le donne.

MADONNA CAPULETI

In breve, te la senti di amare Paride?

GIULIETTA

Guarder per amare se il guardare

Spinge all'amore. Ma il mio occhio

Non lo far sprofondare pi di quanto

II vostro consenso lo spinge a volare.

Entra un Servo

SERVO Signora, gli ospiti sono arrivati, la cena servita,

si cerca di voi, si chiede della padroncina, in dispensa

si maledice la Balia e tutto confusione. Debbo andare

a servire. Vi prego di seguirmi subito.

MADONNA CAPULETI

Ti seguiamo. Esce il Servo

Giulietta, il Conte attende.

BALIA

Va', bambina, e cerca

Notti felici per felici giorni. Escono

Scena quarta

[Una strada di Verona]

Entrano Romeo, Mercuzio, Benvolio con cinque o sei

altre maschere e portatori di torce

ROMEO

E allora, dobbiamo fare questo discorso per scusarci

Oppure entriamo senza cerimonie?

BENVOLIO

Per tanta prolissit non c' pi tempo.

Non avremo un Cupido incappucciato con la sciarpa

E con l'arco di legno dipinto del Tartaro

Che come uno spaventapasseri faccia

Paura alle signore; n avremo, come entrata,

Un prologo senza copione recitato a fatica

Dietro il suggeritore. Ma insomma,

Ci misurino pure come vogliono, noi

Daremo loro una misura di danza, e via!

ROMEO

A me una torcia, non voglio sgambettare.

Io sono pesante ma la luce leggera.

MERCUZIO

Gentile Romeo, vogliamo che tu danzi.

ROMEO

No, credetemi. Voi avete

Scarpine da ballo, dall'anima sottile.

Io ho un'anima di piombo che mi fissa

Al suolo e mi impedisce il movimento.

MERCUZIO

Tu sei un innamorato. Fatti prestare

Le ali di Cupido e vola con esse

Al di sopra d'ogni confine.

ROMEO

La sua freccia mi ha ferito troppo a fondo

Perch' io possa volare con le sue piume leggere;

Cos legato non posso volare

Al di sopra del tetro dolore. Il peso

Dell'amore mi fa affondare.

MERCUZIO

E, affondando in lui, graveresti

Sull' amore un peso troppo opprimente

Per una cosa delicata.

ROMEO

Una cosa delicata l'amore? troppo

Rude, troppo duro, troppo

Presuntuoso, e punge come una spina.

MERCUZIO

Se l'amore duro con te, sii duro

Con l'amore. Pungilo se lui ti punge,

E abbatterai l'amore. Datemi una gabbia

Per metterci il viso. Una maschera sulla maschera!

Che importa se un occhio curioso Vede deformit? Queste ciglia di scarabeo

Arrossiranno per me.

BENVOLIO

Bussiamo ed entriamo. Appena dentro

Ognuno s'affidi alle proprie gambe.

ROMEO

Per me una torcia! I giovani spensierati

Dal cuore leggero tocchino coi talloni

Le insensibili stuoie! Io seguo

II proverbio dei nonni far il candeliere

E star a guardare: la partita al suo meglio

E io ho finito.

MERCUZIO

Finito il topo, parola di connestabile!

Se tu sei finito, ti tireremo su dal fango

Con rispetto parlando dell'amore in cui affondi

Fino alle orecchie. Avanti, oh!

Bruciamo la luce del giorno.

ROMEO

No, non pu essere.

MERCUZIO

Intendo dire, signore, che indugiando

Sprechiamo invano le nostre luci,

Come lampade di giorno. Dacci retta,

II nostro giudizio ha cinque volte

Pi buonsenso dei nostri cinque sensi.

ROMEO

L'intenzione buona ma andare alla mascherata

Non sensato.

MERCUZIO

Si pu sapere perch?

ROMEO

Stanotte ho fatto un sogno.

MERCUZIO E cos io.

ROMEO

Ebbene, il tuo qual era?

MERCUZIO

Che spesso i sognatori mentono.

ROMEO

A letto addormentati, quando sognano cose vere.

MERCUZIO

Oh, vedo che venuta da te

La Regina Mab. la levatrice

Delle fate e viene in forma non pi grossa

D'una pietra d'agata sull'indice di un assessore,

Tirata da un equipaggio di piccoli atomi

Sui nasi degli uomini mentre sono addormentati.

La sua carrozza un guscio di nocciola

Lavorato da uno scoiattolo o da un vecchio lombrico,

Da tempo immemorabile carrozzieri delle fate.

I raggi del cocchio sono fatti

Di lunghe zampe di ragno; il mantice,

Di ali di cavallette; le redini, della pi lieve

Ragnatela; i finimenti, degli umidi raggi

Della luna; la frusta, d'osso di grillo;

La sferza, d'una pellicola. Il cocchiere

un minuscolo moscerino dal manto grigio

Grosso meno della met d'un verme

Nato dal dito pigro d'una fanciulla.

E in questo stato ella galoppa tutta la notte

Dentro i cervelli degli amanti, che poi

Sognano amore; sopra le ginocchia

Dei cortigiani, che subito sognano

Riverenze; sulle dita degli avvocati, che subito

Sognano parcelle; sulle labbra delle signore,

Che subito sognano baci e che Mab

Adirata copre spesso di bolle perch il loro

Fiato sa troppo di dolci. A volte

Va galoppando sul naso di un cortigiano

E poi lui sogna il profumo d'una supplica.

E a volte viene a titillare il naso

D'un parroco addormentato con la coda d'un

porcellino

Della decima e lui sogna, allora, un altro

Benefizio. A volte corre sul collo

D'un soldato, al che lui sogna di tagliare

Gole straniere, e imboscate, e brecce,

Lame di Spagna e brindisi profondi

Cinque tese; e poi di colpo

Lo tambureggia sull'orecchio e lui sobbalza

E si sveglia e, cos atterrito,

Sacramenta una preghiera o due e cade

Di nuovo addormentato. Questa la stessa

Mab che di notte arruffa la criniera

Dei cavalli e nei luridi e sporchi crini

Impasta riccioli d'elfo che,

Una volta sdipanati, portano sfortuna.

Questa la strega che quando le fanciulle

Giacciono sulla schiena ci monta sopra

In tal modo insegnando loro come si fa

E rendendole donne di buon portamento.

Questa

ROMEO

Basta, basta, Mercuzio, basta!

Tu parli di niente.

MERCUZIO

vero. Io parlo di sogni, che sono

I figli d'un cervello pigro, da niente

Generati se non dalla vana fantasia:

Che di sostanza sottile come l'aria,

E pi incostante del vento, che ora

Corteggia il petto gelato del Nord

E poi, irritato, sbuffa via di li

E volge il lato al rugiadoso Sud.

BENVOLIO

Questo vento di cui parli ci soffia via

Da noi stessi. La cena finita e noi

Arriveremo tardi.

ROMEO

Troppo presto, temo. La mia mente presagisce

Un qualche evento, ancora sospeso

Nelle stelle, che amaramente avr un tremendo

Inizio con le feste di questa notte, finendo

II giro d'una vita disprezzata, chiusa

Nel mio petto, con la violenza vile

D'una morte precoce. Ma Colui che ha il timone

Del mio viaggio diriga la mia vela!

Avanti, baldi gentiluomini!

BENVOLIO

Rulla, tamburo!

Scena quinta

[Sala nella casa dei Caputeti}

Marciano sul palcoscenico; vengono avanti dei Servi

con tovaglioli

PRIMO SERVO Dov' Pentolone, che non ci aiuta a sparecchiare?

Lui spostare un tagliere? Lui raschiarlo?

SECONDO SERVO Quando le buone maniere stanno tutte

nelle mani di uno o due uomini che non se le lavano

nemmeno, la cosa sporca.

PRIMO SERVO Via gli sgabelli spostate la credenza

attenti all'argenteria. Sii buono, mettimi da parte un

pezzo di marzapane e, se mi ami, di al portiere di far

entrare Susanna Grattapietra e Nella.

Esce il Secondo Servo

Antonio e Pentolone!

Entrano altri due Servi

TERZO SERVO Ecco, ragazzo, pronti!

PRIMO SERVO Vi vogliono, vi chiamano, vi domandano e

vi cercano nel salone.

QUARTO SERVO Non possiamo essere qua e l nello stesso

momento. Allegri, ragazzi! Siate vispi, per un po', e

chi vive di pi si prende tutto.

Escono Terzo e Quarto Servo

Entrano il Capuleti, sua moglie, Giulietta, Tebaldo,

la Balia; e tutti gli ospiti e le gentildonne, fino alle

maschere

CAPULETI

Benvenuti, signori! Le dame i cui piedi

Non sono tormentati dai calli vogliono fare

Un giro con voi. Signore mie, quale di voi

Rifiuter ora di danzare? Chi fa la sdegnosa

Giuro che ha i calli. Ci ho azzeccato, eh?

Benvenuti, signori! C' stato un giorno

In cui ho indossato una maschera e sapevo bisbigliare

Una favola nell'orecchio di una bella signora.

Le piaceva, ma passato, passato, passato!

Benvenuti, signori! Musica, suonatori!

Si fa musica e si danza

Largo, largo! Fate spazio e voi,

Ragazze, muovetevi! Pi luce, canaglie!

Sgombrate le tavole e spegnete il fuoco,

La sala diventata troppo calda.

Eh, furfante, questa festicciola improvvisata

Viene bene. Sedete, sedete,

Buon cugino Capuleti, perch per voi e per me

Sono passati i giorni delle danze.

Quand' stata l'ultima volta in cui

Voi e io ci siamo mascherati?

CUGINO CAPULETI

Per Nostra Signora, sono passati trent'anni.

CAPULETI

Cosa? Non tanti, non tanti.

Fu alle nozze di Lucenzio venga la Pentecoste

Quando vuole, saranno venticinque anni.

Fu allora che ci mascherammo.

CUGINO CAPULETI

Sono di pi, di pi. Ne ha di pi suo figlio.

Suo figlio ha trent'anni.

CAPULETI

Dite davvero? Due anni fa

Suo figlio era ancora sotto tutela.

ROMEO (a un Servo)

Chi la signora che adorna la mano

Di quel cavaliere?

SERVO Non lo so, signore.

ROMEO

Oh! Insegna a splendere alle torce!

Sembra pendere sulla guancia della notte

Come un ricco gioiello all'orecchio d'un Etiope

Bellezza troppo ricca per ogni giorno, troppo cara

Per la terra! In mezzo alle sue compagne

Quella dama sembra una colomba di neve

In una schiera di cornacchie. Finita la misura,

Osserver dove si ferma e toccando la sua

Benedir la mia ruvida mano. Finora

Ha mai amato il mio cuore? Negalo, vista!

Fino a questa notte la bellezza vera

Io non l'ho mai veduta.

TEEALDO

Questo, dalla voce, dovrebbe essere

Un Montecchi. Prendimi la spada, ragazzo.

Come! Lo schiavo osa venire qui

Mascherato da buffone, per sputtanare

E schernire la nostra festa? Ebbene,

Per la razza e l'onore della mia stirpe,

Colpirlo a morte non lo considero un peccato.

CAPULETI

Allora, nipote? Perch ti inquieti tanto?

TEBALDO

Costui un Montecchi, zio, il nostro

Nemico. Una canaglia venuta qui per scorno

A farsi beffe della nostra festa di stanotte.

CAPULETI

Non il giovane Romeo?

TEBALDO

Si, quella canaglia di Romeo.

CAPULETI

Calmati, gentile nipote, lascialo

Stare. Si comporta da vero gentiluomo.

E, per dire la verit, Verona

Si gloria di lui come d'un giovane

Virtuoso e bene educato. Non voglio,

Per tutta la ricchezza di questa citt,

Che gli si faccia torto nella mia casa.

Perci sii paziente, non curarti di lui.

la mia volont, e se vuoi rispettarla,

Mostra un viso sereno e senza cipiglio,

Brutto spettacolo per una festa.

TEBALDO

E il viso giusto quando tra gli invitati

C' un simile furfante. Non lo sopporter.

CAPUTETI

Dovrai sopportarlo! E cos, ragazzo mio!

Andiamo. Chi il padrone, qui, io

O tu? Andiamo. Non lo sopporterai:

Dio protegga la mia anima! Vuoi provocare

Una rissa tra i miei ospiti? Vuoi fare il galletto?

Sei proprio l'uomo giusto!

TEBALDO

Ma zio, una vergogna.

CAPULETI

Andiamo, andiamo! Sei un ragazzaccio, non vero?

Questo scherzo pu farti male, so quello che dico.

Non devi contrariarmi! Diamine, tempo

Ben detto, cuori miei Sei un arrogante!

Calmati, oppure pi luce, pi luce!

Vergogna! Ti calmer io Allegri, cuori miei!

TEBALDO

Una pazienza forzata scontrandosi con la collera

Furiosa, mi fa tremare la carne.

Me ne vado. Ma questa intrusione che ora

Sembra dolce, diventer amarissimo fiele.

Esce Te baldo

ROMEO

Se io profano con la mia mano indegna

Questo sacro scrigno, il peccato gentile,

E le mie labbra, pellegrini rossi dalla vergogna,

Sono pronte ad addolcire quel tocco rude

Con un tenero bacio.

GIULIETTA

Buon pellegrino, fate troppo torto

Alla vostra mano, che in questo mostra

Umile devozione. Anche i santi hanno mani

Toccate dalle mani dei pellegrini. Palma

Su palma il bacio dei sacri palmieri.

ROMEO

Non hanno labbra i santi, e i sacri palmieri?

GIULIETTA

S. Labbra per la preghiera, pellegrino.

ROMEO

E allora, cara santa, le labbra

Facciano ci che fanno le mani. Loro pregano,

E tu esaudisci, affinch la fede

Non si muti in disperazione.

GIULIETTA

Anche se esaudiscono le preghiere,

I santi non si muovono.

ROMEO

Non muoverti, allora, mentre io

Colgo l'effetto delle mie preghiere.

La baca

Cos dalle mie labbra, grazie alle tue,

E tolto il mio peccato.

GIULIETTA

Sono le mie labbra, allora, a prendere il peccato

Che hanno tolto.

ROMEO

II peccato dalle mie labbra? O colpa

Dolcemente rimproverata! A me restituisci

II mio peccato.

La bacia

GIULIETTA

Baciate come dice il libro.

BALIA

Signora, vostra madre vuole parlarvi.

ROMEO

Chi sua madre?

BALIA

Diamine, giovanotto, sua madre la padrona

Della casa. Una buona padrona, saggia

E virtuosa. Io ho allattato la figlia

Con cui parlavate. Ve lo dico io,

Chi la avr trover un tesoro.

ROMEO

una Capuleti? un caro prezzo,

Dovere la mia vita al mio nemico.

BENVOLIO

Via, andiamo! Il meglio c' gi stato.

ROMEO

Cos temo. Ora viene la mia infelicit!

CAPULETI

No, signori, non andate via.

Ci sar uno spuntino per stare allegri.

Gli bisbigliano all'orecchio

proprio cos? Ebbene, allora,

Vi ringrazio tutti. Grazie, bravi signori.

Buona notte. Altre torce! Su,

Andiamo a letto. Su, amico mio,

S' fatto tardi. Vado a riposare.

Escono tutti tranne Giulietta e la Balia

GIULIETTA

Vieni qui, Balia. Chi quel gentiluomo?

BALIA

II figlio e l'erede del vecchio Tiberio.

GIULIETTA

Chi quello che esce ora dalla porta?

BALIA

Diamine, credo che sia il giovane Petruccio.

GIULIETTA

E quello che lo segue, che non ha voluto danzare?

BALIA

Non lo conosco.

GIULIETTA

Va' a chiedere il suo nome. Se sposato,

La tomba sar per me letto nuziale.

BALIA

II suo nome Romeo, ed un Montecchi,

Unico figlio del vostro grande nemico.

GIULIETTA

II mio unico amore, nato dal mio unico

Odio! Visto troppo presto, sconosciuto,

E conosciuto troppo tardi! Nascita fatale

Dell'amore, che mi tocchi in sorte di amare

Un nemico abborrito.

BALIA

Che significa, che significa?

GIULIETTA

Sono versi che ho appena imparato Da uno che ballava con me.

Qualcuno dall interno chiama: "Giulietta!

BALIA

Ecco, ecco! Su, muoviamoci,

Gli ospiti sono tutti andati via. Escono

ATTO SECONDO

Entra il Coro

CORO

II vecchio desiderio adesso giace

Nel suo letto di morte, e un nuovo affetto

Anela a esserne l'erede. Quella bellezza

Per cui l'amore gemeva e voleva morire

Ora, paragonata alla tenera Giulietta,

Non pi bella. Ora Romeo

amato e ama di nuovo; entrambi

Stregati dall'incanto degli sguardi. Ma per lei,

Supposta nemica, lui deve soffrire

E lei da ami tremendi rubare

La dolce esca d'amore.

Ritenuto un nemico, lui non pu accostarsi

A sospirare i voti che pronunciano gli amanti.

Altrettanto innamorata, lei ha ancor meno mezzi

Per incontrare in qualche luogo il nuovo

Amore. Ma la passione da loro forza,

I! tempo i modi per incontrarsi, gli estremi

Di colore e di dolcezza temperando. Esce

Scena prima

[Una strada di Verona]

ROMEO

Posso andare avanti quando il mio cuore

qui? Torna indietro, inerte

Argilla e scopri il tuo centro.

Entra Benvolio con Mercuzio. Romeo si ritira

BENVOLIO

Romeo! Cugino Romeo! Romeo!

MERCUZO

furbo e, sulla mia vita,

Se ne tornato di nascosto a letto.

BENVOLIO

corso da questa parte e ha scavalcato

II muro del giardino. Chiamalo, buon Mercuzio.

MERCUZO

Anzi, lo evocher con la magia. Romeo!

Capriccio! Pazzo! Passione! Amante!

Appari sotto sembianza d'un sospiro,

Pronuncia una sola rima, e son contento.

Grida soltanto "Ahim"! Pronuncia

Soltanto "Amore" e "Cuore", rivolgi

A Venere mia comare una sola

Parola dolce, un soprannome per il suo cieco

Figlio ed erede, il giovane Abramo

Cupido, che fu cos preciso nel colpire

Quando della fanciulla mendicante

S'innamor il re Cofetua. Lui non sente,

Non compare, non si muove. La scimmia morta

E io devo evocarla. Ti evoco per gli occhi

Luminosi di Rosalina, per la sua alta fronte,

II suo labbro scarlatto, il suo piede delicato,

La gamba dritta, la coscia vibrante

E i territori adiacenti, e ti chiedo

Di apparire a noi col tuo sembiante!

BENVOLIO

Se ti sente, lo farai andare in collera.

MERCUZO

Questo non pu incollerirlo. S'irriterebbe

Se facessi venire nel cerchio della sua donna

Uno spirito di natura strana, e lo lasciassi

L finch lei non lo prendesse e lo ammosciasse.

Questa s che sarebbe un'offesa. Ma invece

La mia invocazione pura e onesta.

Nel nome della sua donna io lo chiamo

Solo per farlo rizzare.

BENVOLIO

Vieni, si nascosto tra questi alberi

Per unirsi all'umida notte. Cieco

E il suo amore e gli si addice il buio.

MERCUZO

Se l'amore cieco, l'amore non pu

Colpire il bersaglio. Ora Romeo

Sieder sotto un nespolo desiderando che la sua donna

Fosse il genere di frutto che le ragazze

Chiamano nespola quando scherzano tra loro.

Oh, Romeo, se lei fosse, oh,

Se lei fosse una nespolona e tu una pera con la punta!

Buona notte, Romeo. Me ne vado nella mia branda.

Questo letto da campo troppo freddo

Perch io possa dormirci. Andiamo?

BENVOLIO

Andiamo, allora, visto che vano Cercare chi non vuole esser trovato.

Escono Benvolio e Mercuzio

Scena seconda

[Giardino nella casa dei Capulet]

ROMEO (venendo avanti)

Chi non ha mai ricevuto una ferita

Schernisce le cicatrici.

Entra Giulietta in alto

Ma piano! Quale luce appare

Attraverso quella finestra? l'Oriente,

E Giulietta il sole! Sorgi, bel sole,

E uccidi l'invidiosa luna, gi

Ammalata e pallida per il dolore

Che tu sua ancella sia pi bella di lei.

Non essere sua ancella, poich invidiosa.

Il suo abito di vestale spento e verde,

E lo indossano solo le sciocche. Via!

E la mia signora. Oh, il mio amore!

Oh, potesse sapere che lo !

Parla. Eppure non dice nulla.

Ma che importa? Parla il suo occhio e a lui

Risponder. Sono troppo audace. Non a me

Che parla. Due delle stelle pi belle

Di tutto il firmamento, affaccendate altrove,

Chiedono ai suoi occhi di brillare

Nelle loro sfere finch non torneranno.

E se i suoi occhi fossero l e loro

Nel suo capo? Lo splendore della sua guancia

Umilierebbe quelle stelle come

La luce del giorno quella d'una lampada.

I suoi occhi percorrendo il cielo e le regioni

Dell'aria sarebbero cos luminosi

Che gli uccelli canterebbero pensando che quella

Non la notte. Guarda come posa

La guancia sulla mano. Oh fossi un guanto

Su quella mano per potere toccare

Quella guancia.

GIULIETTA

Ahim.

ROMEO

Parla.

Oh, parla ancora, angelo luminoso!

Perch tu, stando sul mio capo, appari

Gloriosa a questa notte come un alato

Messaggero del Cielo agli occhi stupiti,

Col bianco in alto, dei mortali che cadono

All indietro per guardarlo mentre cavalca

Le pigre nubi rigonfie e veleggia

Sul petto dell'aria.

GIULIETTA

O Romeo, Romeo! - Perch

Sei tu Romeo? Rinnega tuo padre

E rifiuta il tuo nome. O, se non vuoi,

Giura che mi ami e io non sar pi

Una Capuleti.

ROMEO (a parte)

Debbo ascoltare ancora o rispondere a questo?

GIULIETTA

solo il tuo nome ad essere il mio nemico.

Tu sei te stesso, anche se non fossi

Un Montecchi. Cos' un Montecchi? Non mano,

N piede n braccio n viso

N altro membro appartenente a un uomo.

Oh! Sii qualche altro nome!

Che c' in un nome? Ci che chiamiamo

Rosa avrebbe con qualsiasi nome

Un profumo altrettanto dolce. Cos Romeo,

Se non si chiamasse Romeo conserverebbe

Quella rara perfezione che possiede

Senza quel titolo. Lascia il tuo nome,

Romeo, e in cambio del tuo nome che non

Parte di te. prendi tutta me stessa.

ROMEO

Ti prendo in parola. Chiamami soltanto

Amore, e sar battezzalo di nuovo.

D'ora in avanti non sar pi Romeo.

GIULIETTA

Che uomo sei che, avvolto nella notte,

Irrompi cos nei miei pensieri?

ROMEO

Con un nome non so dirti chi sono.

Il mio nome, cara santa, odioso

A me stesso perch un nemico per te.

Se lo vedessi scritto strapperei la parola.

GIULIETTA

Le mie orecchie non hanno ancora bevuto

Cento parole pronunciate dalla tua lingua,

Eppure ne conosco il suono. Non sei

Romeo, e un Montecchi?

ROMEO

Nessuno dei due. bella fanciulla.

Se ciascuno dei due ti dispiace.

GIULIETTA

In che modo, dimmi, sei venuto qui

E perch? I muri del giardino sono alti

E ardui da scalare, e il luogo morte,

Considerando chi sei, se qualcuno dei miei parenti

Ti trova qui.

ROMEO

Con le ali leggere

Dell'amore ho sorvolato questi muri.

Confini di pietra non possono tenere

Amore lontano, e ci che amor pu fare

Amore osa tentare. Perci

I tuoi parenti non mi possono fermare.

GIULIETTA

Se ti vedono ti ammazzano.

ROMEO

Ahim, c' pi pericolo nel tuo occhio

Che in venti delle loro spade. Guardami

Dolcemente, e sar a prova del loro odio.

GIULIETTA

Non vorrei per tutto il mondo

Che ti vedessero qui.

ROMEO

Ho il mantello della notte per nascondermi

Ai loro occhi. Ma se tu non mi ami

Lascia che mi trovino. Sarebbe meglio

Che la mia vita finisse per il loro odio

Piuttosto che la morte, senza il tuo amore, tardasse.

GIULIETTA

Con quali indicazioni hai trovato questo posto?

ROMEO

Quelle dell'amore, che per primo mi spinse

A domandare. Lui mi diede i suoi consigli,

Io gli occhi. Non sono un pilota

Eppure, fossi tu cos lontana

Come la vasta riva lavata dal mare

Pi lontano, per una tale mercanzia

Rischierei la ventura.

GIULIETTA

Tu sai che la maschera della notte

Mi copre il viso, altrimenti la mia guancia

Sarebbe dipinta da un rossore virginale

Per ci che stanotte mi hai sentito dire.

Volentieri manterrei le forme volentieri,

Volentieri smentirei quello che ho detto.

Ma bando ai complimenti! Tu mi ami?

So che dirai "S" ed io

Creder alla tua parola. Ma se giuri

Puoi dimostrarti falso. Dicono

Che Giove rida degli amanti spergiuri.

O gentile Romeo, se mi ami,

Dichiaralo onestamente. O se pensi

Che mi faccio conquistare troppo presto, aggrotter

La fronte, sar cattiva, ti dir

Di no, e tu dovrai corteggiarmi.

Altrimenti, nemmeno per tutto il mondo.

Davvero, bel Montecchi, sono troppo

Appassionata, e perci tu puoi giudicare

Leggero il mio comportamento. Ma abbiate

Fiducia in me, signore, mi dimostrer

Pi fedele di quelle che sanno l'astuzia

Di apparire riservate. Pi riservata, confesso,

Avrei dovuto esserlo, senonch tu hai udito,

Prima che potessi rendermene conto,

II mio grande amore. Perdonami, perci,

E non imputare a leggerezza l'abbandono rivelato

Dall'oscurit della notte.

ROMEO

Giuro, signora, per quella luna benedetta

Che inargenta le cime di questi alberi da frutto

GIULIETTA

Oh, non giurare sulla luna, l'incostante

Che muta ogni mese nell'orbe del suo cerchio:

II tuo amore potrebbe rivelarsi come lei.

ROMEO

Su che cosa debbo giurare?

GIULIETTA

Non giurare affatto. O, se vuoi,

Giura per il tuo grazioso io Che il dio della mia idolatria, e io

Ti creder.

ROMEO

Se il caro amore del mio cuore

GIULIETTA

Non giurare. Sebbene ne gioisca,

Stanotte non provo gioia per questo patto.

troppo rapido, improvviso, inaspettato,

Troppo simile al lampo che cessa di esistere

Prima che si possa dire "lampeggia".

Buona notte, mio dolce. Questo bocciolo d'amore

Potr, per il respiro maturante dell'estate,

Diventare un bel fiore, quando ci rivedremo.

Buona notte, buona notte! Un dolce riposo

Giunga al tuo cuore come a quello

Che alberga nel mio petto!

ROMEO

Oh, mi lascerai cos insoddisfatto?

GIULIETTA

Che soddisfazione puoi avere stanotte?

ROMEO

Lo scambio tra noi dei voti d'amore.

GIULIETTA

Ti ho dato il mio prima che lo chiedessi.

Eppure vorrei che fosse ancora da dare.

ROMEO

Vuoi ritirarlo? Perch, amore mio?

GIULIETTA

Ma per essere franca e dartelo di nuovo.

Eppure desidero la cosa che possiedo.

La mia generosit smisurata come il mare,

II mio amore altrettanto profondo. Quanto pi

Do a te, tanto pi possiedo, entrambi

Essendo infiniti. Sento rumore

All'interno. Caro amore, addio!

La Balia chiama dall'interno

Subito, buona Balia! Sii fedele,

Dolce Montecchi. Rimani un poco, torno.

Esce Giulietta

ROMEO

Benedetta, benedetta notte! Ho paura

Che essendo notte questo sia solo

Un sogno, troppo seducente e dolce

Per essere realt.

Entra Giulietta in alto

GIULIETTA

Tre parole, caro Romeo, e poi

Davvero buona notte. Se la tua inclinazione

Amorosa onorevole, il tuo fine il matrimonio,

Mandami una parola domani con qualcuno

Che far venire da te, e fammi sapere

Dove e quando vuoi compiere il rito:

Deporr ai tuoi piedi tutte le mie fortune

E ti seguir, mio signore, in tutto il mondo.

BALIA (dall interno)

Signora!

GIULIETTA

Vengo subito ma se non hai intenzioni oneste, Ti scongiuro

BALIA (dall'interno)

Signora!

GIULIETTA

Vengo immediatamente

Di cessare di corteggiarmi e lasciarmi al mio dolore.

Domani mander qualcuno.

ROMEO

Per la salvezza della mia anima

GIULIETTA

Mille volte buona notte!

Esce Giulietta

ROMEO

Mille volte cattiva, senza la tua luce!

Amore va verso amore come gli scolaretti

Scappano dai libri, ma amore lascia amore

Con gli occhi tristi con cui vanno a scuola.

Entra di nuovo Giulietta in alto

GIULIETTA

Psst, Romeo, psst! O avessi

La voce d'un falconiere per richiamare indietro

Questo falco gentile! Rauco il prigioniero

E non posso parlare ad alta voce, che altrimenti

Romperei la caverna in cui giace Eco

E renderei la sua aerea lingua pi rauca

Della mia a furia di ripetere "Mio Romeo"!

ROMEO

la mia anima che chiama il mio nome.

Nella notte la lingua degli amanti ha un dolce

Suono d'argento, come una musica

Dolcissima per le orecchie che la ascoltano.

GIULIETTA

Romeo!

ROMEO

Falchetto mio!

GIULIETTA

A che ora debbo mandare da te domani?

ROMEO

Alle nove.

GIULIETTA

Non mancher. Sono vent'anni fino ad allora.

Ho scordato perch ti ho richiamato.

ROMEO

Fammi star qui finch non lo ricordi.

GIULIETTA

Lo scorder se tu rimani qui, ricordando

Quanto amo la tua compagnia.

ROMEO

E io rimarr, per farti scordare ancora,

Scordando ogni altra cosa tranne questa.

GIULIETTA

quasi mattina. Ti vorrei gi andato.

Ma non pi lontano dell'uccellino di un birbante

Che lo lascia saltellare lontano dalla sua mano

Come un povero carcerato nelle sue catene

E con un filo di seta lo ritira indietro,

Amante geloso della sua libert.

ROMEO

Fossi il tuo uccellino

GIULIETTA

Lo vorrei anch'io, dolcezza. Ma ti ucciderei

Con troppe carezze. Buona notte, buona notte!

Separarsi un dolore cos dolce che direi

Buona notte finch non fosse domani.

Esce Giulietta

ROMEO

Dimori il sonno sui tuoi occhi e la pace

Nel tuo petto! Fossi io sonno e pace

Per riposare cos dolcemente! Il mattino

Dall'occhio grigio sorride alla notte

Corrucciata, tracciando strisce di luce

Sulle nuvole d'Oriente, e l'oscurit maculata

S'allontana come un ubriaco dal sentiero diurno

Scavato dalle ruote del Titano. Da qui

Andr alla cella del mio santo Frate

Per chiedergli aiuto e dirgli la mia fortuna. Esce

Scena terza

[Convento di Frate Lorenzo]

Entra Frate Lorenzo, solo, con un paniere

FRATE LORENZO

Ora, prima che il sole avanzi

Col suo occhio ardente a rallegrare il giorno

E ad asciugare l'umida rugiada della notte,

Io debbo riempire questo paniere di vimini

Di erbe velenose e fiori dal succo

Prezioso. La terra, madre della natura,

la sua tomba. Quello che il suo sepolcro

il suo ventre, e dal suo ventre nascono figli

Di varia specie che vediamo succhiare

Il suo petto naturale, molti eccellenti

Per molte virt, nessuno che non ne abbia,

Eppure tutti diversi. Grande

la grazia potente che sta nelle piante,

Nelle erbe, nelle pietre, e nelle loro pi genuine

Qualit. Nulla infatti che viva sulla terra

cos vile che alla terra non dia

Qualche bene speciale; e nulla cos buono

Che, distolto dal suo uso, non si ribelli

Alla sua vera, madre, inciampando nell'abuso.

La virt stessa diventa vizio

Se male applicata, e il vizio a volte

nobilitato dall'azione. Nell'esile

Corteccia di questo fragile fiore risiede

II veleno, e un potere curativo. Se lo odori,

Con quella parte rallegra ogni altra parte;

Se lo gusti, arresta tutti i sensi e il cuore.

Due di tali opposti re s'accampano

Nell'uomo come nelle erbe la grazia

E la dura volont. E quando il peggiore

predominante, subito la morte

Come un cancro divora quella pianta.

Entra Romeo

ROMEO

Buon giorno, Padre.

FRATE LORENZO

Benedicite!

Quale lingua mattiniera mi saluta

Cos dolcemente? Figlio mio,

Salutare cos presto il tuo letto denota

Una mente agitata. L'ansia fa la guardia

Nell'occhio di ogni vecchio e dove l'ansia

Alberga, il sonno non pu mai giacere.

Ma dove l'intatta giovent distende

Con la mente leggera le membra, l regna

L'aureo sonno. Che tu sia, perci,

Qui cos presto, mi assicura che sei preda

Di qualche turbamento. O, se non cos,

Ho ragione di pensare che il nostro Romeo

Questa notte non andato a letto.

ROMEO

vero, e pi dolce stato il mio riposo.

FRATE LORENZO

Dio perdoni il peccato! Sei stato con Rosalina?

ROMEO

Con Rosalina, Padre mio santo? No.

Ho scordato quel nome e la sua tristezza.

FRATE LORENZO

Bravo figlio! Dove sei stato, allora?

ROMEO

Te lo dir prima che tu me lo domandi

Un'altra volta. Sono stato a una festa

Del mio nemico, dove all'improvviso

Qualcuno mi ha ferito che ho ferito anch'io.

Per tutti e due il rimedio giace

Nel tuo aiuto e nella tua santa medicina.

Non porto odio, uomo benedetto.

Come vedi intercedo anche per il nemico.

FRATE LORENZO

Sii chiaro, buon figlio, e semplice

Nel tuo discorso. Una confessione ambigua

Non pu trovare che un'ambigua assoluzione.

ROMEO

Sappi allora che l'amore pi caro

Del mio cuore posto nella bella figlia

Del ricco Capuleti. Come il mio nel suo,

Cos il suo nel mio, e tutto combinato

Tranne ci che col santo matrimonio

Devi combinare tu. Quando

E dove e come ci siamo incontrati

E corteggiati e scambiati voti d'amore

Te lo dir lungo il cammino. Ma questo ti chiedo,

Che tu acconsenta a sposarci oggi stesso.

FRATE LORENZO

Benedetto Santo Francesco! Che mutamento!

Rosalina. che tu tanto amavi, stata

Cos presto abbandonata? L'amore dei giovani

Non risiede dunque nei loro cuori

Ma soltanto negli occhi. Gesummaria!

Che mare di lacrime ha bagnato per Rosalina

Le tue pallide guance! Quanta acqua salata

Gettata via per dar sapore a un amore

Che non vuoi pi gustare! Il sole ancora

Non ha schiarito il Cielo dei tuoi sospiri.

I vecchi lamenti risuonano ancora

Nelle mie antiche orecchie. Sulla tua guancia

C' la macchia d'una vecchia lacrima che non stata

Ancora cancellata. Se mai sei stato te stesso,

E tuoi questi lamenti, tu e i lamenti

Eravate tutti per Rosalina. Sei cambiato?

Pronuncia allora questa sentenza:

Le donne cadono se negli uomini non c' forza.

ROMEO

Mi hai spesso sgridato perch amavo Rosalina.

FRATE LORENZO

Non perch amavi ma perch farneticavi.

ROMEO

E mi chiedevi di seppellire l'amore.

FRATE LORENZO

Ma non di seppellire un amore in una tomba

Per farne uscire un altro.

ROMEO

Non sgridarmi, ti prego. Quella che amo ora

Mi da grazia per grazia, e amore per amore.

L'altra non lo faceva.

FRATE LORENZO

Oh, lei ben capiva che il tuo amore

Recitava a memoria, senza sapere

N leggere n scrivere. Ma vieni, giovane

Banderuola. Ti aiuter per una sola ragione:

Perch questa unione pu riuscire

A trasformare l'odio delle vostre famiglie

In puro amore.

ROMEO

Oh, andiamo via! Ho molta fretta.

FRATE LORENZO

Chi saggio va piano. Chi corre inciampa. Escono

Scena quarta

[Una strada di Verona]

Entrano Benvolio e Mercuzio

MERCUZIO Dove diavolo pu essere questo Romeo? Non

tornato a casa, stanotte?

BENVOLIO

Non a casa di suo padre. Ho parlato col suo servo.

MERCUZIO

Quella ragazza pallida dal cuore duro,

Quella Rosalina, lo tormenta tanto

Che certo finir con l'impazzire.

BENVOLIO

Tebaldo, il nipote del vecchio Capuleti,

Gli ha mandato una lettera in casa di suo padre.

MERCUZIO Una sfida, sulla mia vita.

BENVOLIO Romeo risponder.

MERCUZIO Chiunque sappia scrivere pu rispondere a

una lettera.

BENVOLIO No, risponder alla lettera con una sfida, essendo stato sfidato.

MERCUZIO Ahim, povero Romeo, gi morto! Ferito

dagli occhi neri di una bianca fanciulla; l'orecchio

per forato da una canzone d'amore; colpito alla punta del

cuore dalla freccia dell'arciere cieco. Ed uomo da affrontare

Tebaldo?

BENVOLIO Perch, cos' Tebaldo?

MERCUZIO Pi del Principe dei Gatti, te lo assicuro io.

Oh, il capitano coraggioso dei complimenti. Si batte

come tu canti stornelli; tiene il tempo, la distanza e il

ritmo. Si ferma per la minima, e poi uno, due, e il tre

ce l'hai nel petto. E il macellaio dei bottoni di seta.

Un maestro del duello, un maestro. Un gentiluomo di

primissimo rango, della prima e della seconda causa.

Ah! l'immortale passado! II punto riverso! Lo hai!

BENVOLIO II che?

MERCUZIO II vaiolo colga questi buffoni balbuzienti, affettati,

grotteschi, questi inventori di parole nuove.

"Per Ges, una lama eccellente! Un uomo immenso!

Una stupenda puttana!" Ebbene, amico, non triste

essere cos afflitti da queste strane mosche, questi damerini,

questi pardonnezmoi che stanno cos attenti alle

nuove forme che non riescono a sedersi comodamente

stilla panca vecchia? Oh! i loro bons, i loro bons!

BENVOLIO Ecco Romeo, ecco Romeo!

MERCUZIO Met di lui, come un'aringa secca. O carne,

carne, come ti sei pescificata! Ora stravede per i versi

fluenti del Petrarca. Laura, a paragone della sua donna,

era una sguattera per aveva un amante pi bravo

per poetarla Didone una civetta, Cleopatra una

zingara. Elena ed Ero due miserabili buone a nulla, Tisbe

un occhio grigio o qualcosa di simile, ma non importa.

Signor Romeo, bon jour. Ecco un saluto di

Francia alle tue brache francesi. Ci hai truffato, la

notte scorsa.

ROMEO Buon giorno a tutti e due. Che vi ho fatto?

MERCUZIO Ci avete piantato in asso, signore. Non vi pare?

ROMEO Perdono, buon Mercuzio. Avevo un affare importante,

e in un caso come questo si pu passare un

po' sopra alla cortesia.

MERCUZIO II che vale a dire che un caso come il tuo costringe

un uomo a piegarsi sulle natiche.

ROMEO A fare un inchino, cio.

MERCUZIO L'hai messa nel modo pi gentile.

ROMEO Un'esposizione molto cortese.

MERCUZIO S, io sono il fior da fiore della cortesia.

ROMEO II fior da fiore del fiore.

MERCUZIO Giusto.

ROMEO Ebbene, allora anche la mia scarpa ha i suoi bei

buchini a fiorellini.

MERCUZIO Spirito di prim'ordine! Seguimi in questo

gioco finch non avrai consumato la scarpa, in modo

che, quando l'anima della suola consumata, lo scherzo

possa rinascere, dopo il consumo, singolarmente solo

e singolare.

ROMEO O gioco dalla suola singolare, solamente singolare

per la sua singolarit.

MERCUZIO Vieni tra noi, buon Benvolio! Il mio spirito vacilla.

ROMEO Forza con gli speroni, spirito, forza con gli speroni

oppure dir che ho vinto io.

MERCUZIO Se i nostri spiriti vanno a caccia dell'oca selvatica

io sono spacciato. Perch tu hai pi dell'oca selvatica

in una delle tue battute di quanta, ne sono sicuro,

io ne abbia nei miei cinque sensi. Sono stato con te

a fare l'oca?

ROMEO Tu non sei stato mai con me se non per fare

l'oca.

MERCUZIO Ti morder l'orecchio per questo scherzo.

ROMEO No, mia buona oca, non mordere.

MERCUZIO II tuo spirito aspro. una salsa piccante.

ROMEO E non va bene, allora, servita con l'oca dolce?

MERCUZIO Oh, ecco una battuta che come pelle di capretto,

che si pu tendere da un pollice stretto a un braccio largo.

ROMEO E io la tendo fino a quella parola, "largo", che,

aggiunta all'oca, fa di te in un lungo e in largo un'oca

bella larga.

MERCUZIO E dunque, non meglio far questo che lamentarsi

d'amore? Ora s che sei socievole! Ora s che

sei Romeo! Ora sei quello che sei, sia per arte che per

natura. Perch questo amore tormentoso come un

grosso idiota che va a penzoloni su e gi per ficcare in

un buco il suo manganello colorato.

BENVOLIO Fermati qui, fermati qui!

MERCUZIO Tu vuoi che la mia storia si fermi pelo pelo.

BENVOLIO Altrimenti l'avresti fatta troppo lunga.

MERCUZIO Oh, t'inganni! L'avrei fatta breve; perch ero

andato fino in fondo e non volevo pi brancicare la

cosa.

ROMEO Sei proprio un bell'arnese.

Entra la Bala col suo servo, Pietro

Una vela, una vela!

MERCUZIO Due, due! Una camicia e una sottana.

BALIA Pietro!

PIETRO Dite.

BALIA II mio ventaglio, Pietro.

MERCUZIO Per nasconderle la faccia, buon Pietro.

Quella del ventaglio vale di pi.

BALIA Dio vi dia il buon giorno, signori.

MERCUZIO E a voi la buona sera, bella signora.

BALIA gi l'ora della buona sera?

MERCUZIO Niente di meno, ve lo dico io. La mano malandrina

della meridiana sta gi palpando l'asta del

mezzogiorno.

BALIA Finitela! Che uomo siete?

ROMEO Un uomo, gentildonna, che Dio ha creato perch

danneggiasse se stesso.

BALIA Parola mia, ben detto. "Perch danneggiasse se

stesso," dice. Signori, qualcuno di voi pu dirmi dove

posso trovare il giovane Romeo?

ROMEO Posso dirvelo io. Ma il giovane Romeo, quando

l'avrete trovato, sar pi vecchio di com'era quando

l'avete cercato. In mancanza di uno peggiore, sono io

il pi giovane con quel nome.

BALIA Dite bene.

MERCUZIO Come, il peggio va bene? L'avete presa molto

bene, in verit, saggiamente, saggiamente!

BALIA Se siete voi, signore, desidero parlarvi in privato.

BENVOLIO Lo inviter a qualche cena.

MERCUZIO Una ruffiana, una ruffiana, una ruffiana! Attento!

ROMEO Che cosa hai trovato?

MERCUZIO Non certo una lepre, signore; a meno che

non sia una lepre in un pasticcio di Quaresima, che

stantia e ammuffita prima d'essere mangiata.

Si avvicina a loro e canta

Una vecchia lepre ammuffita,

Una vecchia lepre ammuffita,

Di Quaresima eccellente.

Ma una lepre con la muffa

E troppo per una dozzina

Se puzza prima d'essere mangiata.

Romeo, non vieni a casa di tuo padre? Andiamo a pranzo l.

ROMEO Vi raggiungo.

MERCUZIO Addio, vecchia Lady. Addio (canta) Lady,

Lady, Lady!

Escono Mercuzio e Benvolio

BALIA Vi prego, signore, chi era quel mercante sboccato

cos pieno di roba da forca?

ROMEO Un gentiluomo, Balia, che ama sentirsi parlare e

che in un minuto dice pi parole di quante ne stia a

sentire in un mese.

BALIA Se dice qualche cosa contro di me, lo sbatto per

terra anche se fosse pi forte di com' e di venti canaglie

simili, E se non ci riesco io, posso trovare chi lo fa

al mio posto. Furfante screanzato! Io non sono una

delle sue sgualdrine. Io non sono una delle sue amichette,

(si volge a Pietro) E tu te ne stai l fermo a sopportare

che qualsiasi canaglia mi tratti come gli pare e piace,

PIETRO Io non ho visto nessun uomo trattarvi cos. Se

l'avessi visto avrei subito tirato fuori l'arnese. Ve l'assicuro,

io sguaino svelto come chiunque altro, se vedo

l'occasione d'una bella lite e se ho la legge dalla mia

parte.

BALIA Quant' vero Iddio, sono cos arrabbiata che tremo

tutta. Furfante screanzato! Vi prego, signore, una

parola. Come vi dicevo, la mia padroncina mi ha ordinato

di cercarvi. Quello che mi ha ordinato di dire me

lo tengo per me. Ma prima lasciate che vi dica che se

doveste condurla nel paradiso dei pazzi, come si

dice, il vostro sarebbe un pessimo comportamento, come si

dice. Perch la gentildonna giovane e dunque, se

doveste fare il doppio gioco con lei, sarebbe una cosa

indegna verso qualsiasi gentildonna, e un comportamento

molto meschino.

ROMEO Balia, raccomandami alla tua signora e padrona.

Ti assicuro che

BALIA Cuore mio! Le dir tutto! Il Signore sia lodato!

Sar una donna felice.

ROMEO Che le dirai, Balia? Tu non mi stai a sentire.

BALIA Le dir, signore, che voi assicurate, il che, per come

la intendo io, un'offerta da gentiluomo.

ROMEO

Dille che questo pomeriggio

Trovi un sistema per andare a confessarsi.

L, nella cella di Frate Lorenzo,

Potr confessarsi e sposarsi. Per il tuo disturbo.

BALIA

No, signore, nemmeno un soldo.

ROMEO

Prendili, via!

BALIA

Questo pomeriggio, signore? Ebbene, ci sar.

ROMEO

E tu, buona Balia, trovati dietro il muro

Dell'abbazia. Tra un'ora sar da te il mio servo

E ti porter una scala fatta di corde

Che nel segreto della notte sar il mio mezzo

Per salire al culmine della mia gioia.

Addio. Raccomandami alla tua signora.

BALIA

II Dio del Cielo vi benedica! Ascoltate, signore.

ROMEO

Che vuoi dire, mia cara Balia?

BALIA

II vostro uomo fidato? Non avete mai sentito

Che due persone possono mantenere un segreto

Se una di loro non lo conosce?

ROMEO

Ti garantisco che il mio servo sicuro come l'acciaio.

BALIA Ebbene, signore, la mia padrona la pi dolce

delle donne. Dio, Dio! Quand'era una cosetta cinguettante

Oh, c' un nobile, in citt, un certo Paride,

che pronto a farsi avanti. Ma lei, anima buona, preferirebbe

vedere un rospo, proprio un rospo, piuttosto

che vedere lui. La faccio arrabbiare, qualche volta, e le dico

che Paride l'uomo giusto. Ma ve lo garantisco

io, quando dico questo lei diventa pi pallida di un

pannolino in tutto l'universo mondo. Rosmarino e Romeo

non cominciano con la stessa lettera?

ROMEO S, Balia. E allora? Cominciano tutt'e due con

una erre.

BALIA Ah, buffoncello! Questo il nome del cane. Erre

per il No, comincia con qualche altra lettera; e

lei fa un gioco di parole cos grazioso con voi e il rosmarino

che sareste felice di sentirlo.

ROMEO Raccomandami alla tua signora.

Esce Romeo

BALIA S, mille volte. Pietro

PIETRO Dite.

BALIA Andiamo, e di corsa.

Escono

Scena quinta

[stanza in casa dei Capuleti]

Entra Giulietta

GIULIETTA

L'orologio batteva le nove quando

Ho mandato la Balia. Aveva promesso

Di tornare dopo mezz'ora. Forse non riuscita

A trovarlo. No, non cos.

Oh, zoppa. I messaggeri dell'amore

Dovrebbero essere come i pensieri,

Dieci volte pi veloci dei raggi del sole

Che cacciano le ombre sui monti minacciosi.

Per questo sono le colombe dalle ali veloci

A trasportare amore, e per questo ha le ali

Cupido, rapido come il vento. Ora

II sole sul monte pi alto del suo viaggio

Di questo giorno, e dalle nove alle dodici

Ci sono tre lunghe ore: eppure

Lei non venuta. Se avesse passioni

E il sangue caldo della giovinezza

Si muoverebbe veloce come una palla.

Le mie parole la lancerebbero al mio dolce amore

E le sue a me. Ma i vecchi, molte volte,

Appaiono come morti ingombranti, lenti,

Pesanti e pallidi come il piombo.

Entrano la Balia e - Pietro

Oh Dio, eccola! Dolce Balia, che notizie?

L'hai visto? Manda via il tuo uomo.

BALIA

Pietro rimani al cancello

Esce Pietro

GIULIETTA

Ora, buona e dolce Balia

Oh Signore, perch hai l'aria triste?

Se le notizie sono tristi, dille con allegria.

Se sono buone, tu guasti la musica

Della dolce novella suonandola a me

Con un viso cos cupo.

BALIA

Sono stanca. Un po' di respiro.

Ah, mi dolgono le ossa! Che corsa!

GIULIETTA

Vorrei che tu avessi le mie ossa e io

Le tue notizie. Ti prego, parla.

Parla, mia buona Balia, parla.

BALIA

Ges, che fretta! Non potete aspettare?

Non vedete che sono senza fiato?

GIULIETTA

Come! Sei senza fiato quando hai fiato

Per dirmi che sei senza fiato?

Le scuse che avanzi per questo ritardo

Sono pi lunghe della storia per cui ti scusi.

Le tue notizie sono buone o cattive? Rispondi.

Dimmi questo. Per i particolari aspetter.

Accontentami: sono buone o cattive?

BALIA Bene, avete fatto la scelta sbagliata. Non sapete

scegliere un uomo. Romeo? No, non lui. Sebbene il suo

viso sia meglio di quello di qualsiasi uomo, tuttavia la

sua gamba supera quella di tutti gli uomini, e in quanto a

mano e piede e corpo, sebbene non se ne debba parlare,

sono incomparabili. Non proprio un fiore di cortesia

ma, lo garantisco, dolce come un agnello. Va' per la tua

strada, ragazza. Servi Dio. Come, avete gi pranzato?

GIULIETTA

No, no. Ma tutto questo lo sapevo.

Che dice del nostro matrimonio? Che dice?

BALIA

Dio, come mi fa male la testa!

Che testa che ho! Batte come se volesse

Cadere in venti pezzi, e la schiena,

Dall'altra parte la schiena, la schiena!

Che cuore avete, a farmi correre su e gi

Per acchiappare la mia morte?

GIULIETTA

In fede, mi dispiace che tu stia male.

Dolce, dolce, dolce Balia,

Dimmi, che cosa dice il mio amore?

BALIA II vostro amore dice, da gentiluomo onesto, e cortese,

e gentile, e bello, e, garantisco, virtuoso dov'

vostra madre?

GIULIETTA

Dov' mia madre? Ebbene, dentro.

Dove dovrebbe essere? Che strane risposte!

"Il vostro amore," dice, "da gentiluomo onesto.

Dov' vostra madre?"

BALIA

Madonna Santa! Vi accendete cos?

Proprio non lo sopporto, giuro.

questo il rimedio per le mie ossa doloranti?

D'ora in poi fatevi voi da messaggera.

GIULIETTA

Quante storie! Che dice Romeo?

BALIA

Avete avuto il permesso di andarvi a confessare?

GIULIETTA

S.

BALIA

Correte alla cella di Frate Lorenzo.

L c' un marito che far di voi

Una moglie. Ecco che il sangue caldo

Vi sale alle guance. Alle mie notizie

Diventeranno scarlatte. Correte in Chiesa.

Io debbo andare da un'altra parte

A procurarmi una scala con cui il vostro amore,

Appena fa buio, deve salire fino al nido

D'un uccello. Io sono il facchino

E fatico per il vostro piacere. Ma stanotte

Sarete voi a portare tutto il peso.

Andate. Io vado a mangiare. Alla cella.

GIULIETTA

Verso la mia felicit! Addio, onesta Balia. Escono

Scena sesta

[Cella di Frate Lorenzo]

Entrano Frate Lorenzo e Romeo

FRATE LORENZO

Sorridano i Cieli su questo sacro atto

E che il futuro non ci rampogni col dolore!

ROMEO

Amen, amen! Ma qualsiasi dolore

Non potr sopraffare lo scambio di gioia

Che un solo breve minuto mi offre

Con la vista di lei. Voi congiungete

Le nostre mani con sante parole

E poi la morte che divora l'amore

Faccia quello che vuole abbastanza

Che io possa chiamarla mia.

FRATE LORENZO

Questi piaceri violenti finiscono in violenza

E muoiono nel loro trionfo, come

II fuoco e la polvere che baciandosi

Si consumano. Il miele pi dolce

nauseabondo nella sua dolcezza

E distrugge, a chi lo gusta, l'appetito.

Ama, perci, con moderazione. Un tale amore

pi lungo. Chi troppo corre

Arriva tardi come chi va troppo piano.

Entra Giulietta di corsa. Abbraccia Romeo

Ecco la signora. Un piede cosi leggero

Mai consumer l'eterna pietra focaia.

Un amante pu cavalcare le ragnatele

Che nuotano nell'aria vivace dell'estate

E ci senza cadere. Tanto leggera la vanit.

GIULIETTA

Buona sera al mio santo confessore.

FRATE LORENZO

Romeo, figliuola, ti ringrazier per tutti e due.

GIULIETTA

Lo stesso a lui, che altrimenti

I ringraziamenti sarebbero troppi.

ROMEO

Ah, Giulietta, se la misura della tua gioia

colma come la mia, e la tua arte pi pronta

A celebrarla, allora addolcisci col tuo fiato

L'aria intorno a noi e lascia che la ricca

Lingua della musica dispieghi l'immaginata

Felicit che entrambi riceviamo in questo

Incontro amato.

GIULIETTA

Pi ricca di realt che di parole

La fantasia si vanta della sua sostanza,

Non dell'ornamento. Solo i mendicanti

Possono contare il loro denaro.

Ma il mio amore sincero cresciuto

In tale eccesso che io non so sommare

La met dei miei beni.

FRATE LORENZO

Su, su, con me, ci spicceremo.

Col vostro permesso, non rimarrete soli

Finch la Santa Chiesa non abbia incorporato

Due in uno. Escono

ATTO TERZO

Scena prima

[Strada di Verona]

Entrano Mercuzio, Benvolio e i loro uomini

BENVOLIO

Ti prego, buon Mercuzio, ritiriamoci.

Fa molto caldo, i Capuleti sono in giro.

Se li incontriamo non sfuggiremo ad una rissa.

In questi giorni di fuoco il sangue pazzo ribolle.

MERCUZIO Tu sei come uno di quelli che quando entrano

in una taverna sbattono la spada sul tavolo e dicono:

"Dio non mi faccia avere bisogno di te!" Tracannato

il secondo bicchiere, la impugnano contro l'oste

senza che ce ne sia alcun motivo.

BENVOLIO E io sono come uno di costoro?

MERCUZIO Via, via, tu sei un tipo caldo come nessun altro

in Italia: sempre pronto alla collera e sempre pronto

a farsi incollerire.

BENVOLIO E che altro?

MERCUZIO Se ci fossero due tipi come te, presto non ne

avremmo nessuno perch uno ammazzerebbe l'altro.

Tu! Ebbene, tu litigheresti con qualcuno se avesse nella

barba un pelo di pi o di meno di te. Litigheresti

con un altro perch schiaccia noci, e per nessun'altra

ragione che perch tu hai gli occhi color nocciola. E

quale occhio se non il tuo saprebbe scovare un simile

motivo di lite? La tua testa piena di liti come un uovo

pieno di sostanza, eppure la tua testa stata sbattuta,

a furia di litigare, come un guscio d'uovo. Hai litigato

con un uomo che tossiva per la strada e aveva

svegliato il tuo cane che dormiva al sole. E non vero

che hai litigato con un sarto perch indossava il giustacuore

nuovo prima di Pasqua, e con un altro perch

s'era allacciato le scarpe nuove con delle stringhe vecchie?

E proprio tu mi predichi di non litigare?

BENVOLIO Se fossi pronto a litigare come te, chiunque

potrebbe diventare proprietario della mia vita prima di

un'ora e un quarto.

MERCUZIO Davvero? O semplicione!

Entrano Tebaldo e altri

BENVOLIO Per la mia testa, ecco i Capuleti.

MERCUZIO Per i miei tacchi, non m'importa.

TEBALDO

Seguitemi dappresso, parler con loro.

Buona sera, signori. Una parola con uno di voi.

MERCUZIO Solo una parola con uno di noi? Accoppiatela

con qualche cosa. Facciamo una parola e un colpo.

TEBALDO Mi troverete pronto, signore, se me ne darete

l'occasione.

MERCUZIO Non potete prendervela senza che vi venga

data?

TEBALDO

Mercuzio, tu sei d'accordo con Romeo.

MERCUZIO D'accordo? Ci prendi per menestrelli? Se ci

consideri menestrelli non sentirai altro che discordie.

Ecco il mio archetto. Questo ti far ballare. Diavolo, che accordo!

BENVOLIO

Qui stiamo parlando alla vista di tutti.

O ci ritiriamo in qualche posto appartato

E ragioniamo con calma delle vostre lagnanze

O altrimenti andiamo via. Qui tutti ci guardano.

MERCUZIO

Gli occhi degli uomini sono fatti per guardare,

Lascia che guardino. Io non mi muover

Per far piacere a qualcuno, non io.

Entra Romeo

TEBALDO

La pace sia con voi, signore. Ecco il mio uomo.

MERCUZIO

Possa essere impiccato, signore, se porta

La vostra livrea. Scendete in campo

E lo vedrete, diavolo!, al vostro seguito.

Solo in quel senso Vostra Signoria

Lo potr chiamare il suo "uomo".

TEBALDO

Romeo, l'amore che ti porto non pu permettersi

Termine migliore di questo: sei un vigliacco.

ROMEO

Tebaldo, la ragione che ho per amarti

Mi fa scusare la rabbia che s'accompagna

A questo saluto. Vigliacco io non sono.

Addio, perci, vedo che non mi conosci.

TEBALDO

Ragazzo, questo non scusa le offese

Che mi hai fatto. Perci voltati e sguaina.

ROMEO

Ti assicuro che io non ti ho mai offeso

Ma ti amo pi di quanto tu possa immaginare

Finch non saprai la ragione del mio amore.

E quindi, buon Capuleti un nome

Che ho caro come il mio , sii soddisfatto.

MERCUZIO

O fredda, disonorevole, vile sottomissione.

Una stoccata se la porti via.

Sguaina la spada

Tebaldo, acchiappatopi, vuoi venire avanti?

TEBALDO

Che vuoi da me?

MERCUZIO Mio buon Re dei Gatti, nulla se non una delle

tue nove vite. Con quella voglio farmi audace e, a

seconda di come mi tratterai dopo, battere forte sulle

altre otto. Vuoi tirar fuori per le orecchie la tua spada

dal fodero? Spicciati, se non vuoi che la mia ti piombi

sulle orecchie prima che la tua sia fuori.

TEBALDO

A tua disposizione.

Sguaina la spada

ROMEO

Buon Mercuzio, metti via la spada.

MERCUZIO

Avanti, signore, il vostro passado!

Duellano

ROMEO

Fuori la spada, Benvolio. Disarmiamoli.

Vergogna, signori! Basta con quest'oltraggio!

Tebaldo, Mercuzio, il Principe ha vietato

Espressamente questi scontri nelle strade

Di Verona. Basta, Tebaldo! Buon Mercuzio!

Tebaldo. passando sotto il braccio di Romeo, ferisce

Mercuzio

UNO DEI. SEGUITO

Via. Tebaldo!

Esce Tebaldo con i suoi

MERCUZIO

Sono ferito. Peste a tutt'e due le famiglie!

Sono spacciato. E lui va via senza niente?

BENVOLIO

Cosa? Sei ferito?

MERCUZIO

S, s, un graffio, un graffio.

Diavolo, abbastanza. Dov' il mio paggio?

Va', canaglia, cerca un dottore.

Esce il Paggio

ROMEO

Coraggio, amico, la ferita non sar grave.

MERCUZIO No non profonda come un pozzo n larga

Come la porta d una chiesa. Ma abbastanza. Servir.

Chiedi di me, domani, e troverai un uomo muto come

una tomba. Te lo garantisco, per questo mondo sono

cucinalo bene. Peste a tutte due le vostre famiglie!

Perdio, un cane, un ratto, un topo, un gatto che graffia

un uomo a morte! Uno spaccone, una canaglia, un

vigliacco, che combatte con le regole dell'aritmetica.

Perch diavolo ti sei ficcato tra noi due? Mi ha ferito

passando sotto il tuo braccio.

ROMEO

Credevo di agire per il meglio.

MERCUZIO

Aiutami a entrare in una casa, Benvolio,

O perdo i sensi. Peste a tutt'e due

Le vostre famiglie! Hanno fatto di me

Carne per vermi. L'ho presa, e bene.

Le vostre famiglie!

Esce Mercuzio con Benvolio

ROMEO

Questo gentiluomo, il parente del Principe,

L'amico mio, questa ferita mortale

L'ha ricevuta per causa mia il mio onore

macchiato dalla calunnia di Tebaldo Tebaldo

Che da un'ora mio cugino. O dolce Giulietta,

La tua bellezza mi ha reso effeminato

E ha addolcito l'acciaio del mio valore!

Entra Benvolio

BENVOLIO

O Romeo, Romeo, il prode Mercuzio

morto! Quello spirito valoroso salito

Sulle nuvole, dopo aver troppo presto

Disprezzato la terra.

ROMEO

II nero fato di questo giorno

Peser su altri giorni. Questo l'inizio

Di un male che altri debbono finire.

Entra Tebaldo

BENVOLIO

Ecco che torna il furioso Tebaldo.

ROMEO

Lui vivo e trionfante, e Mercuzio ucciso!

Torna in ciclo, prudenza rispettosa,

E guidami tu, ira dall'occhio

Di fuoco! Ora, Tebaldo, riprenditi

Quel "vigliacco" che mi hai appena dato.

L'anima di Mercuzio solo un poco

Al di sopra delle nostre teste, in attesa

Che la tua gli tenga compagnia. O tu,

O io, o entrambi, dobbiamo andare da lui.

TEBALDO

Tu, sciagurato ragazzo che con lui

Eri d'accordo, andrai con lui.

ROMEO

Sar questa a stabilirlo.

Duellano. Tebaldo cade

BENVOLIO

Via, Romeo, vattene!

I cittadini sono in subbuglio e Tebaldo morto.

Non startene l stupefatto. Il Principe

Ti condanner a morte, se verrai preso.

Via di qui, vattene, via!

ROMEO

Oh, sono il buffone della fortuna.

BEXVOLIO

Che aspetti?

Esce Romeo

Entrano Cittadini

CITTADINI

Da che parte fuggito chi ha ucciso Mercuzio?

Tebaldo, quell'assassino, da che parte andato?

BENVOLIO

Quel Tebaldo giace l.

UN CITTADINO

Avanti, signore, venite con me.

In nome del Principe, vi ordino di obbedire.

Entrano il Principe, il Montecchi, il Capuleti, le loro

mogli e tutti

PRINCIPE

Dove sono i vili iniziatori di questa rissa?

BENVOLIO

Nobile Principe, io posso riferire

II corso sfortunato di questo scontro fatale.

L, ucciso dal giovane Romeo,

Giace l'uomo che uccise il tuo congiunto,

II valoroso Mercuzio.

MADONNA CAPULETI

Tebaldo, mio nipote! Oh, il figlio

Di mio fratello! Principe! Nipote! Marito!

Versato il sangue del mio caro parente!

Principe, se sei giusto, per il nostro sangue

Versa il sangue dei Montecchi. O nipote, nipote!

PRINCIPE

Benvolio, chi ha cominciato questa rissa sanguinosa?

BENVOLIO

Tebaldo, qui ucciso dalla mano di Romeo,

Romeo, che gli parlava gentilmente, gli chiese

Di pensare a quanto esile fosse

La causa della lite, anche osservando

Che avrebbe addolorato voi. Tutto questo

Pronunciato con voce dolce, sguardo

Calmo e le ginocchia umilmente piegate

Non riusc a calmare l'ira sfrenata

Di Tebaldo, che, sordo alla pace,

Colpisce con acciaio penetrante il petto

Del valoroso Mercuzio. Il quale, come lui

Infiammato, risponde a ogni colpo mortale

E, con marziale disprezzo, con una mano

Allontana da s la fredda morte

E con l'altra la rimanda a Tebaldo, la cui

Abilit la ritorce. Grida Romeo,

"Fermi, amici! Separatevi, amici!"

E pi rapido della sua lingua il suo braccio

Abbassa le loro punte fatali e irrompe

Tra di loro. Sotto quel braccio un colpo

Maligno di Tebaldo prese la vita

Del forte Mercuzio, e Tebaldo fugg.

Ben presto per torna da Romeo che intanto

Medita vendetta e come un lampo si scontrano.

Prima ch'io potessi sguainare la spada

Per separarli, il forte Tebaldo era colpito

E, mentre lui cadeva. Romeo fuggiva.

Questa la verit, o muoia Benvolio.

MADONNA CAPUTETI

un parente dei Montecchi. L'affetto lo rende

Falso. Non dice la verit. Venti di loro

Combatterono in questa nera rissa e tutti

Questi venti hanno ucciso una vita.

Io chiedo la giustizia che tu, Principe,

Devi dare. Romeo ha ucciso Tebaldo.

Romeo non deve vivere.

PRINCIPE

Romeo ha ucciso lui. Lui ha ucciso Mercuzio.

Chi paga il prezzo del suo sangue prezioso?

MONTECCHI

Non Romeo, Principe. Lui

Era amico di Mercuzio. La sua colpa ha eseguito

Quel che spettava alla legge, la morte di Tebaldo.

PRINCIPE

E per questa colpa noi immediatamente

Lo esiliamo da qui. Il vostro odio

Colpisce anche me, il mio sangue

Giace sanguinante per le vostre faide.

Ma io vi comminer una multa cos forte

Che voi tutti vi pentirete per questa perdita mia.

Io sar sordo a preghiere e scuse:

N lacrime n preghiere riscatteranno le offese.

Perci non usatele. E subito da qui

Si allontani Romeo altrimenti, se lo troviamo,

Quell'ora sar l'ultima, per lui. Questo corpo

Portatelo via di qui, e rispettate

La nostra volont. La clemenza assassina

Se coloro che uccidono perdona. Escono

Scena seconda

[Stanza di Giulietta]

Entra Giulietta sola

GIULIETTA

Galoppate veloci, voi destrieri

Dai piedi di fuoco, verso la dimora

Di Febo! Un auriga come Fetonte

Vi frusterebbe verso Occidente e farebbe

Subito calare la notte nuvolosa.

Stendi la tua fitta cortina, o notte

Propizia all'amore, cos che gli occhi

Della luce40 possano chiudersi e Romeo

Balzare tra queste braccia non sentito

E non visto. Gli amanti possono compiere

I loro riti amorosi illuminati dalla bellezza;

O, se l'amore cieco, s'accorda meglio

Con la notte. Vieni, notte cortese,

Signora dall'abito austero, tutta

In nero, e insegnami come perdere

Una partita vincente, giocata per una coppia

Di verginit immacolate. Col tuo nero manto

Incappuccia il sangue che furioso mi batte

Sulla guancia finch l'amore inesperto

Si faccia audace e consideri l'atto

Di vero amore semplice modestia.

Vieni, notte. Vieni, Romeo.

Vieni, tu giorno nella notte, perch

Sulle ali della notte tu giacerai

Pi bianco della neve fresca sul dorso

Di un corvo. Vieni, notte gentile.

Vieni, notte amorosa dalle nere

Ciglia. Dammi il mio Romeo.

E quando io morir prendilo e taglialo

In piccole stelle: lui render

II volto del Ciclo cos fine

Che tutto il mondo s'innamorer della notte

Cessando di adorare il sole superbo.

Oh! Io ho comprato la casa dell'amore

Ma non l'ho posseduta; e sebbene venduta,

Non sono stata ancora goduta. Questo giorno

E tedioso come la notte prima d'una festa

Per un bimbo impaziente che ha il vestito nuovo

E non pu indossarlo.

Entra la Balia torcendosi le mani e con la scala di

corda

Ma ecco la mia Balia

Che porta notizie. Ogni lingua che pronuncia

II nome di Romeo ha un'eloquenza celeste.

Ebbene, Balia, che novit? Hai le corde

Che Romeo ti chiese di procurarti?

BALIA

S, s, le corde.

Le getta per terra

GIULIETTA

Ahim! Che notizie? Perch ti torci le mani?

BALIA

Ah, giorno tremendo! morto, morto,

E morto! Siamo perdute, signora,

Siamo perdute! Ahim, se n' andato!

E stato ucciso, morto!

GIULIETTA

Pu essere il Cielo cos malvagio?

BALIA

Pu esserlo Romeo, se non il Cielo.

Oh Romeo, Romeo! Chi mai

L'avrebbe potuto pensare? Romeo!

GIULIETTA

Che demonio sei per tormentarmi in questo modo?

Questa tortura dovrebbe essere urlata

Nell'orrendo inferno. Romeo s' ucciso?

D solo "s" e la nuda parola

Sar pi velenosa dell'occhio mortale

Del basilisco. Io non sono io,

Se c' questa parola, o si chiuderanno gli occhi

Che ti fanno rispondere cos. Se morto

Dimmi "s". Se non lo

Dimmi "no". Questi brevi suoni

Determinano la mia gioia o il mio dolore.

BALIA

Ho visto la ferita. L'ho vista con i miei occhi -

Dio ci protegga! - sul suo petto virile.

Un corpo pietoso, un cadavere insanguinato

E pietoso. Pallido, pallido come cenere,

Tutto sporco di sangue, tutto di sangue

Incrostato. A questa vista sono svenuta.

GIULIETTA

Spezzati, cuore! Povero fallito,

Spezzati subito! E voi, occhi,

In prigione, senza pi guardare la libert!

Vile terra, ritorna alla terra.

Cessa il tuo moto, e grava, con Romeo,

Su una sola bara!

BALIA

O Tebaldo, Tebaldo, l'amico migliore

Che avessi! O cortese Tebaldo,

Onesto gentiluomo! Che mai io debba

Vivere per vederti morto!

GIULIETTA

Che uragano questo che soffia cos avverso?

Romeo ucciso e Tebaldo morto,

II mio carissimo cugino e l'ancor pi caro mio signore?

Allora, tromba tremenda, suona

II Giudizio Universale! Chi pu vivere

Se questi due sono morti?

BALIA

Tebaldo andato, e Romeo bandito;

Romeo che l'ha ucciso stato bandito.

GIULIETTA

Oh Dio! La mano di Romeo ha versato

II sangue di Tebaldo?

BALIA

L'ha versato, l'ha versato, ahim, l'ha versato!

GIULIETTA

O cuore di serpente, nascosto sotto un viso

Simile a un fiore! Quale drago abitava

In una caverna cos bella? Splendido tiranno!

Angelico demonio! Corvo dalle piume

Di colomba! Agnello famelico come il lupo!

Spregevole sostanza dall'apparenza divina!

Perfetto opposto di ci che sembri

Un santo dannato, un malfattore onesto!

O Natura, che mai puoi fare all'inferno

Se hai fatto albergare lo spirito d'un demonio

Nel mortale paradiso d'una carne cos dolce?

Vi fu mai un libro cos ben rilegato

Contenente materia cos vile? Oh!

Che in un cos splendido palazzo dovesse

Abitare l'inganno!

BALIA

Negli uomini non c' lealt, n fede,

N onest. Tutti spergiuri,

Tutti menzogneri. Tutti malvagi,

Tutti simulatori. E dov' il mio servo?

Datemi dell'acquavite. Questi mali,

Queste sciagure, questi dolori

Mi fanno invecchiare. La vergogna su Romeo!

GIULIETTA

Ti si bruci la lingua per un tale desiderio!

Lui non nato per la vergogna. Sulla sua fronte

La vergogna si vergogna di sedere, perch un trono

Dove l'onore pu essere incoronato

Solo monarca della terra universale.

Oh, che bestia sono stata ad accusarlo!

BALIA

Volete parlare bene dell'uomo

Che ha ucciso vostro cugino?

GIULIETTA

Debbo parlare male dell'uomo

Che mio marito? Povero mio signore,

Quale lingua curer il tuo nome

Se io, tua moglie da tre ore,

L'ho massacrato? Ma perch, malvagio,

Hai ucciso mio cugino? Quel cugino malvagio

Avrebbe ucciso mio marito. Indietro, sciocche

Lacrime, tornate alla vostra fonte originaria!

Le gocce che tributate appartengono al dolore

E voi, sbagliando, le offrite alla gioia.

Vive mio marito, che Tebaldo

Voleva uccidere, ed morto Tebaldo

Che avrebbe ucciso mio marito. Tutto questo

E un conforto. E allora perch piango?

Una parola, peggiore della morte di Tebaldo,

Ha ucciso me. Vorrei dimenticarla.

Ma, ahim, mi preme sulla memoria

Come un delitto sacrilego sulla mente dei peccatori!

"Tebaldo morto, e Romeo bandito!"

Quel "bandito", quella sola parola,

"Bandito", ha ucciso diecimila Tebaldi.

La morte di Tebaldo era gi un dolore,

Se fosse finita l. Ma se il dolore

Amaro vuole compagnia e ha bisogno

Di unirsi ad altri dolori, perch,

Quando ha detto "Tebaldo morto" non ha aggiunto

Tuo padre, o tua madre, anzi tutti e due,

Dolori inevitabili e comuni?

Ma l'aver aggiunto, dopo la morte di Tebaldo,

"Romeo bandito" stato come dire

Padre, madre, Tebaldo, Romeo,

Giulietta, tutti uccisi, tutti

Morti. "Romeo bandito" non c' fine,

Limite, misura, confine nella morte

Di quella parola. Nessuna parola

Pu dare suono a tanto dolore.

Dove sono mio padre e mia madre, Balia?

BALIA

A piangere e soffrire sul cadavere di Tebaldo.

Volete andare da loro? Vi accompagno.

GIULIETTA

Lavino con le lacrime le sue ferite. Le mie

Saranno spese, quando le loro saranno secche,

Per l'esilio di Romeo. Prendi quelle corde.

Povere funi, siete state ingannate,

Voi e io, perch Romeo bandito.

Lui vi avrebbe usato come strada al mio letto

Ma io, fanciulla, muoio fanciulla e vedova.

Su, corde. Su, Balia.

Vado al mio letto nuziale, e la morte,

Non Romeo, coglier la mia verginit.

BALIA

Andate nella vostra camera. Io

Trover Romeo per farvi confortare.

So dov'. Ascoltate, stanotte

II vostro Romeo sar qui. Andr da lui.

nascosto nella cella di Frate Lorenzo.

GIULIETTA

Oh, trovalo! Da' questo anello

Al mio fedele cavaliere e digli di venire

A darmi il suo ultimo addio.

Esce Giulietta con la Balia

Scena terza

[Cella di Frate Lorenzo]

Entra Frate Lorenzo

FRATE LORENZO

Romeo, vieni fuori. Vieni fuori,

Uomo pauroso. Il dolore s' innamorato

Delle tue doti e tu sei sposato

Alla calamit.

Entra Romeo

ROMEO

Che notizie, Padre? Qual la sentenza

Del Principe? Quale dolore sconosciuto

Cerca di conoscere la mia mano?

FRATE LORENZO

II mio caro figlio ha troppa intimit

Con questa triste compagnia. Ti porto notizie

Del giudizio del Principe.

ROMEO

Di quanto inferiore al Giudizio Universale?

FRATE LORENZO

Dalle sue labbra uscita una sentenza pi mite:

Non la morte del corpo ma il suo esilio.

ROMEO

Esilio! Sii pietoso, d "morte".

Perch l'esilio ha il terrore nel suo aspetto

Assai pi della morte. Non dire "esilio".

FRATE LORENZO

Tu sei bandito da Verona. Sii paziente,

II mondo grande e vasto.

ROMEO

Non c' mondo oltre le mura di Verona,

Ma purgatorio, tortura, l'inferno stesso.

Chi bandito da qui bandito dal mondo,

E l'esilio dal mondo la morte. L'esilio

la morte col nome sbagliato. Chiamando

La morte "esilio" tu mi tagli la testa

Con un'ascia d'oro e sorridi al colpo

Che mi assassina.

FRATE LORENZO

O peccato mortale! O dura

Ingratitudine! Per la nostra legge la tua colpa

Vuole la morte. Ma il Principe benigno,

Prendendo le tue parti ha scavalcato la legge

E ha trasformato quella nera parola, "morte",

In esilio. Questa clemenza e tu non la vedi.

ROMEO

tortura, non clemenza. Il paradiso

E qui, dove vive Giulietta. E ogni gatto

E cane e topolino, ogni cosa vile

Vive qui in paradiso e pu vederla.

Ma Romeo non pu. Nelle mosche che volano

Intorno a una carogna c' pi pregio,

Pi onore, pi rispetto che in Romeo.

Loro possono sostare sulla bianca

Meraviglia della cara mano di Giulietta

E rubare immortale felicit dalle sue labbra,

Che, nella sua pura modestia di vestale,

Arrossiscono, giudicando peccato i loro baci.

Questo possono fare le mosche mentre io

Da questo debbo fuggire. E tu ancora dici

Che l'esilio non la morte? Ma Romeo

Non pu, bandito. Questo possono fare

Le mosche mentre io da questo debbo fuggire.

Loro sono esseri liberi. Ma io

Sono bandito. Per uccidermi non avevi

Una mistura velenosa, un coltello dalla punta

Acuminata, uno strumento rapido di morte,

Meno vile di questo "bandito" "bandito"?

O frate, questa parola i dannati la usano

All'inferno, e l'accompagna il lamento. Con che cuore,

Essendo un religioso, un confessore spirituale,

Uno che assolve dal peccato e si dichiara

Mio amico, puoi massacrarmi con quella parola, "ban-

dito"?

FRATE LORENZO

Uomo fuor di senno, stammi a sentire.

ROMEO

Oh, parlerai ancora dell'esilio.

FRATE LORENZO

Ti dar l'armatura contro questa parola

II dolce latte dell'avversit, la filosofia,

Che ti conforti anche se sei bandito.

ROMEO

Di nuovo "bandito"? La filosofia s'impicchi!

A meno che non possa creare una Giulietta,

Spostare una citt, ribaltare il giudizio

Di un Principe, la filosofia non aiuta,

Non prevale. Smetti di parlare.

FRATE LORENZO

Allora vedo che i pazzi non hanno orecchie.

ROMEO

Perch dovrebbero, se i savi non hanno occhi?

FRATE LORENZO

Lascia che discutiamo del tuo stato.

ROMEO

Tu non puoi parlare di quello che non senti.

Se tu fossi giovane come me, e Giulietta

L'amore tuo, fossi sposato da un'ora

E avessi ucciso Tebaldo, fossi

Come me innamorato, e come me bandito,

Allora potresti parlare; allora

Potresti strapparti i capelli e gettarti

A terra, come ora faccio io,

Prendendo le misure d'una fossa da scavare.

Bussano

FRATE LORENZO

Alzati. Qualcuno bussa. Nasconditi, buon Romeo.

ROMEO

Non io; a meno che il fiato dei sospiri

Dolorosi non mi nasconda come una nebbia

Alla ricerca degli occhi.

Bussano

FRATE LORENZO

Senti come bussano! Chi ? Alzati, Romeo.

Ti prenderanno Aspettate! Alzati.

Bussano

Corri nel mio studio. Un momento! Dio buono,

Che sciocchezza questa! Vengo, vengo.

Bussano

Chi bussa cos forte? Da dove venite?

Che volete?

BALIA

Lasciatemi entrare e saprete cosa voglio.

Vengo da parte della signora Giulietta.

FRATE LORENZO

Benvenuta, allora.

Entra la Balia

BALIA

O frate santo, ditemi, frate santo,

Dov' il marito della mia signora,

Dov' Romeo?

FRATE LORENZO

L per terra, ubriaco delle sue lacrime.

BALIA

Oh, nello stesso stato della mia padrona,

Nello stesso stato! O simpatia dolorosa!

Pietosa condizione! Anche lei giace

Singhiozzando e piangendo, piangendo e singhiozzando.

Alzatevi, alzatevi! Alzatevi, se siete un uomo.

Per amore di Giulietta, per amor suo,

Alzatevi! Perch cadere in una O cos profonda?

Romeo si alza

ROMEO

Balia -

BALIA

Ah signore, signore! La morte la fine di tutto.

ROMEO

Parli di Giulietta? Come sta?

Non mi considera un vecchio assassino,

Ora che l'infanzia della nostra gioia

L'ho macchiata con sangue poco diverso

Dal suo? Dov'? E come sta? E che dice,

La mia signora segreta, del nostro amore scancellato?

BALIA

Non dice niente, signore, ma piange e piange,

E ora cade sul letto, ora balza su

E chiama Tebaldo, e poi grida per Romeo,

E poi cade di nuovo gi.

ROMEO

Come se quel nome, sparato da un'arma

Mortale, l'avesse assassinata, proprio come

La mano maledetta di quel nome

Ha assassinato il suo congiunto. Dimmi, Frate,

In quale parte vile di questa anatomia

Risiede il mio nome? Dimmelo, perch'io possa

Saccheggiare la dimora odiosa.

Minaccia di pugnalarsi. La balia strappa via il pugnale

FRATE LORENZO

Arresta la tua mano disperata.

Sei un uomo? La tua forma grida che lo sei. Le tue lacrime

Sono di donna. I tuoi gesti selvaggi

Denotano la furia irrazionale d'una bestia.

Donna nascosta in sembianza d'uomo!

E bestia orrenda in sembianza d'entrambi!

Mi hai stupito. Per il mio santo ordine,

Credevo che tu fossi pi equilibrato.

Hai ucciso Tebaldo? Vuoi uccidere te stesso?

E uccidere la signora che vive nella tua vita,

Compiendo su te stesso un atto odioso?

Perch imprechi alla sua nascita, al Cielo

E alla terra? Poich nascita e Cielo e terra,

Tutt'e tre si incontrano in te, tu

Vuoi perderli in un colpo solo? Via!

Cos tu offendi la tua forma, il tuo amore,

II tuo ingegno, di cui, come un usuraio, abbondi

Niente usando nel modo giusto

Che onorerebbe la tua forma, il tuo amore, il tuo in-

gegno.

La tua nobile forma una forma di cera

Che pi non possiede il valore dell'uomo;

II caro amore che hai giurato uno spergiuro

Vuoto, se uccide l'amore che hai fatto voto

Di adorare; il tuo ingegno, quell'ornamento

Della forma e dell'amore, incapace

Di guidare entrambi, come polvere nella fiasca

Di un soldato inesperto viene acceso

Dalla tua stessa ignoranza, e tu smembrato

Dalla tua stessa difesa. Alzati, uomo!

La tua Giulietta viva, per amore della quale

Volevi morire. Sii felice, per questo.

Tebaldo voleva uccidere te ma tu

Hai ucciso Tebaldo. La legge, che minacciava

Morte, diventa tua amica e la trasforma

In esilio. Sii felice, in questo.

Un cumulo di benedizioni ti si posa sulle spalle.

La felicit ti corteggia nella sua veste migliore.

Ma, come una zitella tetra e dispettosa,

Tu disprezzi la tua fortuna e il tuo amore.

Attento, attento, chi fa cos muore infelice.

Va', va' dal tuo amore, com'era

Decretato. Sali in camera sua. Va',

E confortala. Ma bada di non restare

Quando monta la Guardia, perch altrimenti

Non puoi recarti a Mantova, dove abiterai

Finch non troveremo l'occasione per render noto

II tuo matrimonio, riconciliare i vostri congiunti,

Chiedere perdono al Principe e richiamarti

Con una gioia ventimila volte pi grande

Del dolore che provi andando via.

Tu va' avanti, Balia. Salutami la tua padrona.

E dille di fare in modo che tutta la casa

Si affretti verso il letto, com' giusto

Per il dolore che li tormenta. Romeo viene.

BALIA

O Signore, passerei qui tutta la notte

Ad ascoltare buoni consigli. Oh!

Che cos' mai la dottrina! Mio signore,

Dir alla mia padrona che verrete.

ROMEO

Fallo, e chiedi alla mia dolce di prepararsi a sgridarmi.

La Balia si avvia e toma indietro

BALIA

Ecco un anello, signore, che mi ordin di darvi.

Sbrigatevi, si sta facendo molto tardi.

Esce la Balia

ROMEO

Come questo ravviva il mio conforto!

FRATE LORENZO

Vattene. Buona notte. Ecco il tuo stato:

O te ne vai prima che monti la Guardia

O travestito devi muoverti da qui

Allo spuntare del giorno. Fermati a Mantova.

Cercher il tuo servo e lui di volta in volta

Ti informer di ci che a tuo favore

Ha luogo qui. Dammi la mano.

E tardi. Addio. Buona notte.

ROMEO

Se una gioia superiore ad ogni gioia

Non mi chiamasse, sarebbe un dolore

Separarmi da te cos presto. Addio. Escono

Scena quarta

[Casa dei Capuleti:]

Entrano il vecchio Capuleti, sua moglie e Paride

CAPULETI

Gli eventi sono stati cos sfortunati

Che non abbiamo avuto tempo, signore,

Di parlare a nostra figlia. Vedete,

Lei amava suo cugino Tebaldo caramente,

E cos io. Bene, siamo nati per morire.

E molto tardi. Stasera non scender.

Vi assicuro che se non fosse stato per voi

Sarei a letto gi da un'ora.

PARIDE

Questi tempi di dolore non sono tempi per corteggiare.

Buona notte, signora. Ricordatemi a vostra figlia.

MADONNA CAPULETI

Lo far, e domattina presto sapr

Quello che pensa. Stanotte immersa nel dolore.

Paride sta per avviarsi e il Capuleti lo richiama

CAPULETI

Nobile Paride, oso darvi certezza

Dell'amore di mia figlia. Credo che in tutto

Si far guidare da me. Non ne dubito, anzi.

Moglie, passate da lei prima di andare a letto

E informatela dell'amore di mio figlio Paride,

E ditele mi sentite che il prossimo mercoled

Ma piano che giorno oggi?

PARIDE

Luned, mio signore.

CAPULETI

Luned! Ah! Ebbene, mercoled

E troppo presto. Facciamo gioved. Ditele

Che gioved sar sposata a questo nobile Conte.

Sarete pronto? Vi piace questa fretta?

Non faremo grandi feste un amico o due.

Poich Tebaldo stato ucciso da poco

Si potrebbe pensare, sapete, se festeggiassimo troppo,

Che il nostro congiunto non ci caro.

Perci avremo mezza dozzina di amici

E nessun altro. Che ne dite di gioved?

PARIDE

Signore, vorrei che gioved fosse domani.

CAPULETI

Bene, andate. Sia gioved, dunque.

E voi, moglie, passate da Giulietta

Prima di andare a letto. Preparatela a questo

Giorno di nozze. Addio, signore.

Luci per la mia camera! cos tardi

Che tra poco potremo dire che presto.

Buona notte. Escono

Scena quinta

[Casa dei Capuleti}

Entrano Romeo e in alto, al balcone, Giulietta

GIULIETTA

Te ne vuoi andare? Non ancora giorno.

Fu l'usignuolo e non l'allodola a ferire

II cavo timoroso del tuo orecchio.

Canta, la notte, su quell'albero di melograno.

Credimi, amore, era l'usignuolo.

ROMEO

Era l'allodola, araldo del mattino,

Non l'usignuolo. Guarda, amore,

Quali strisce malvage orlano le nubi

Che si dividono laggi ad Oriente. Consumate

Sono le candele della notte, e il giorno

Si muove giocondo in punta di piedi

Sulle cime nebbiose dei monti. Io debbo

Andar via e vivere; o rimanere e morire.

GIULIETTA

Quella luce non la luce del giorno,

Io lo so. qualche meteora che il sole

Esala perch stanotte ti faccia

Da torcia e ti illumini sulla strada per Mantova.

Perci rimani. Non devi ancora andare via.

ROMEO

Mi prendano pure, mi mettano a morte.

Sar contento, se tu vuoi cos.

Dir che quel grigio non l'occhio del mattino

Ma il pallido riflesso della fronte di Cinzia.

N l'allodola quella le cui note

Battono la volta del Cielo cos in alto

Sulle nostre teste. Io ho pi desiderio di restare

Che volont di andar via. Vieni, morte,

E sii la benvenuta. Giulietta vuole cos.

Come va, anima mia? Parliamo. Non ancora giorno.

GIULIETTA

Lo , lo ! Via di qui, vattene,

Va' via! l'allodola che canta fuori tono

Sforzando aspre discordie e duri accenti.

Alcuni dicono che l'allodola separa

Con dolcezza. Questa non fa cos

Perch separa noi. Alcuni dicono

Che l'allodola e il turpe rospo si scambiano

Gli occhi. Oh, ora vorrei

Che si fossero scambiate anche le voci

Poich braccio da braccio quella voce stacca,

Cacciandoti da qui col suo richiamo al giorno.

Oh, va' via! C' sempre pi luce.

ROMEO

Sempre pi luce: e pi scuri i nostri mali.

Entra la Balia di corsa

BALIA

Signora!

GIULIETTA

Balia?

BALIA

Vostra madre sta venendo in camera vostra.

Fa giorno. Attenta. Guardatevi intorno.

Esce la Balia

GIULIETTA

Allora, balcone, lascia entrare il giorno

E tieni fuori la vita.

ROMEO

Addio, addio! Un bacio solo, e scendo.

Scende

GIULIETTA

Te ne sei andato cos, mio amore,

Mio marito e amico? Debbo avere tue notizie

Ogni giorno, ogni ora. perch in un minuto

Ci sono molti giorni. Contando cos

Sar molto avanti negli anni

Prima di rivedere il mio Romeo.

ROMEO

Addio! Non perder alcuna occasione

Per inviarti, amore, i miei saluti.

GIULIETTA

Credi che potremo incontrarci di nuovo?

ROMEO

Non ne dubito, e tutti questi mali serviranno

Per dolci discorsi nel tempo che verr.

GIULIETTA

O Dio, ho nell'anima un cattivo presagio!

Mi sembra di vederti, ora che stai in basso,

Come un morto nel fondo di una tomba.

O mi vien meno la vista o tu sei pallido.

ROMEO

Credimi, amore, cos sei tu ai miei occhi.

Il dolore assetato e beve il nostro sangue.

Addio, addio!

Esce Romeo

GIULIETTA

O Fortuna, Fortuna! Tutti gli uomini

Ti chiamano volubile. Se tale sei,

Che te ne fai di lui, famoso per fedelt?

Sii volubile, Fortuna, perch allora spero

Che non lo tratterrai a lungo ma lo rimanderai.

Lascia il balcone

Entra la madre di Giulietta

MADONNA CAPULETI

Oh, figlia, sei alzata?

GIULIETTA

Chi che chiama? E la mia signora madre.

Va a letto cos tardi, o si alza cos presto?

Che insolito motivo la spinge qui?

MADONNA CAPULETI

Ebbene, Giulietta, che c'?

GIULIETTA Non sto bene, signora.

MADONNA CAPULETI

Sempre a piangere per la morte di tuo cugino?

Ebbene, lo vuoi lavare con le lacrime dalla tomba?

Anche se ci riuscissi, non potresti farlo vivere.

Smettila, perci. Un po' di dolore

Rivela molto amore, ma troppo dolore

Rileva una certa mancanza di saggezza.

GIULIETTA

Lasciatemi piangere per una perdita cos grave.

MADONNA CAPULETI

Cos sentirai la perdita ma non l'amico Per il quale piangi.

GIULIETTA

Sentendo cos la perdita non posso

Non piangere per l'amico.

MADONNA CAPULETI

Ebbene, ragazza, tu non piangi tanto per la sua morte

Quanto perch vive il delinquente che l'ha ucciso.

GIULIETTA

Che delinquente, signora?

MADONNA CAPULETI

Quel delinquente che ha nome Romeo.

GIULIETTA

(a parte] La delinquenza e lui sono lontani molte miglia.

Dio lo perdoni, come faccio io

Con tutto il mio cuore. E ci sebbene

Nessuno addolori il mio cuore quanto lui.

MADONNA CAPULETI

Questo perch l'assassino vive ancora.

GIULIETTA

S, signora, lontano dalle mie mani.

Potessi vendicare solo io

La morte di mio cugino!

MADONNA CAPULETI

La vendicheremo, non temere.

Non piangere pi. Mander a Mantova,

Dove ora vive al bando quel rinnegato,

Uno che gli dar una pozione cos rara

Che presto far compagnia a Tebaldo.

E allora spero che sarai soddisfatta.

GIULIETTA

A dire il vero non sar soddisfatta, con Romeo,

Finch non l'avr visto morto. Tanto

II mio povero cuore addolorato per un congiunto.

Signora, se trovaste un uomo che lo portasse,

Io tratterei il veleno in modo tale

Che Romeo, dopo averlo preso, s'addormentasse.

Oh, come il mio cuore freme nel sentirlo

Nominare senza potere andare da lui

A spendere l'amore che portavo a mio cugino

Sul corpo di colui che l'ha ammazzato.

MADONNA CAPULETI

Trova i mezzi e io trover l'uomo.

Ma ora, bambina, ti dar notizie pi gioiose.

GIULIETTA

La gioia benvenuta in tempi come questi.

Vostra Signoria, vi prego, quali sono?

MADONNA CAPULETI

Bene, bene, bambina mia,

Tu hai un padre affettuoso che per sgravarti

Del tuo fardello, ti ha preparato un improvviso

Giorno di gioia, che tu non ti aspetti

E che io non speravo.

GIULIETTA

Al momento giusto, signora! Di che giorno si tratta?

MADONNA CAPULETI

Ebbene, bambina mia, la mattina

Del prossimo gioved, quel valoroso, giovane

E nobile gentiluomo, il Conte Paride,

Nella Chiesa di San Pietro far di te

Una sposa felice.

GIULIETTA

Per la Chiesa di San Pietro, e per lo stesso Pietro,

Lui non far di me una sposa felice!

Questa fretta mi stupisce: dovrei sposarmi

Prima che lo sposo mi abbia mai corteggiato?

Vi prego, signora, dite al mio signore

E padre, che ancora non voglio sposarmi.

Quando lo far giuro che sar Romeo, che so da voi odiato,

Piuttosto che Paride. Che belle notizie!

MADONNA CAPULETI

Ecco vostro padre. Parlategli

Voi stessa, e vedrete come l'accoglie.

Entrano il Capuleti e la Balia

CAPULETI

Quando il sole tramonta, la terra

Goccia rugiada, ma per il tramonto

Del figlio di mio fratello, piove a dirotto.

Ebbene, sei una grondaia, ragazza? Come?

Ancora in lacrime? Non smetti di diluviare?

In un solo piccolo corpo tu riproduci

Una barca, un mare, un vento. Nei tuoi occhi,

Che posso chiamare il mare, c' un flusso

E riflusso di lacrime. La barca il tuo corpo,

Che veleggia in questo flutto salato. I venti

I tuoi sospiri, che, lottando con le lacrime,

E le lacrime coi sospiri, senza una bonaccia

Improvvisa travolgeranno il tuo corpo squassato

Dalla tempesta. Ebbene, moglie,

Le avete comunicato la nostra decisione?

MADONNA CAPULETI

S, signore. Ma lei non vuole, vi ringrazia.

Vorrei che questa stupida sposasse la sua tomba.

CAPULETI

Piano, fatemi capire, moglie,

Fatemi capire. Come? Non vuole?

Non ci ringrazia? Non ne orgogliosa?

Non si considera fortunata, indegna com',

Per aver noi convinto un cosi degno gentiluomo

Ad essere il suo sposo?

GIULIETTA

Non sono orgogliosa ma grata per quello

Che avete fatto. Mai potr

Essere orgogliosa di ci che odio,

Ma grata per un odio inteso come amore.

CAPULETI

Ehi, ehi, ehi, che cos'

Questa logica contorta? Che cos'?

"Orgogliosa" e "vi ringrazio" e "non vi ringrazio"

Tuttavia "non orgogliosa". Bella signora,

Smettila di farmi tanti ringraziamenti

E di sventolare tanti orgogli ma preparati

A muovere gioved prossimo le tue belle gambette

Per andare con Paride alla Chiesa di San Pietro,

O io ti trasciner l su una carretta.

Via, carogna gialluta! Via,

Sgualdrina, via, faccia di sego!

MADONNA CAPULETI

Ehi, ehi! Siete impazzito?

GIULIETTA

Buon padre, vi scongiuro in ginocchio,

Ascoltate con pazienza almeno una parola.

CAPULETI

Impiccati, puttanella! Canaglia disobbediente!

Te lo dico io o gioved vai in chiesa

Oppure non guardarmi pi in faccia.

Non parlare, non replicare,

Non rispondermi! Mi prudono le dita.

Moglie, pensavamo di non essere abbastanza

Benedetti da Dio perch ci aveva mandato

Soltanto questa figlia. Ma ora vedo

Che questa gi troppo e che ad averla

Siamo maledetti. Via, bagascia!

BALIA

II Dio del Ciclo la benedica. Signore,

Siete da biasimare se la trattate cos.

CAPULETI

E perch, Madama Saggezza? Tenete

La lingua a posto, mia buona Prudenza.

Andate a spettegolare con le vostre amiche!

BALIA

Non dico niente di male.

CAPULETI

Dio vi fulmini!

BALIA

Non si pu pi parlare?

CAPULETI

Zitta, sciocca linguacciuta! Versate

La vostra sapienza nel bicchiere d'una comare,

Perch qui non ne abbiamo bisogno.

MADONNA CAPULETI

Vi riscaldate troppo.

CAPULETI

Ostia di Dio! Mi fa impazzire.

Di giorno, di notte, ogni ora, ogni minuto,

Al lavoro, nell'ozio, solo, in compagnia,

Sempre la mia preoccupazione stata

Quella di maritarla. E ora che ho trovato

Un gentiluomo di nobile lignaggio, con un buon

Patrimonio, giovane e bene educato,

Zeppo, come si dice, di eccellenti doti,

Fatto come meglio non si potrebbe desiderare

Ecco che una ragazzetta stupida e ignorante,

Una bambola lamentosa, di fronte alla fortuna

Risponde: "Non mi sposo, non posso amare,

Sono troppo giovane, perdonatemi, vi prego".

Ma se non vi sposate, vi perdono io!

Brucate dove volete, non alloggerete da me.

State attenta, pensateci. Non sono solito scherzare.

Gioved vicino. Mettetevi la mano sul cuore.

Riflettete. Se siete con me vi dar

Al mio amico. Se non lo siete, impiccatevi,

Chiedete l'elemosina, morite di fame,

Crepate per le strade, perch, sull'anima mia,

Io non ti riconoscer mai, n ci che mio

Mai ti servir. Puoi contarci. Pensaci.

Manterr la parola. Esce il Capuleti

GIULIETTA

Non c' una piet lass tra le nuvole

Che veda nel fondo del mio dolore?

O dolce madre, non cacciatemi via!

Rimandate il matrimonio un mese, una settimana,

O altrimenti preparatemi il letto nuziale

Nel cupo mausoleo in cui giace Tebaldo.

MADONNA CAPULETI

Non parlarmi, non dir una parola.

Fa' come vuoi, sei finita, per me.

Esce Madonna Capuleti

GIULIETTA

O Dio! O Balia, come si pu

Impedire questo? Mio marito sulla terra,

La mia fede in Cielo. Come potr la fede

Tornare sulla terra a meno che mio marito

Lasciando la terra non me la mandi dal Cielo?

Confortami, consigliami! Ahim, ahim!

Che il Cielo debba praticare stratagemmi

Su un soggetto cos fragile come sono io!

Che mi dici? Non hai una parola di gioia?

Un po' di conforto, Balia.

BALIA

Eccolo, in fede mia. Romeo bandito

E scommetto tutto il mondo contro niente

Che non oser tornare indietro per riavervi.

Se lo far, dovr farlo di nascosto.

Allora, stando le cose come stanno,

Credo sia meglio che voi sposiate il Conte.

Oh, un gentiluomo amabile. Romeo

Di fronte a lui uno strofinaccio. Un'aquila,

Signora, non ha l'occhio cos verde, cos pronto,

Cos luminoso come Paride. Il mio cuore

Possa essere dannato se non credo che possiate

Esser felice in questo secondo matrimonio,

Che superiore al primo. E in ogni caso,

II primo morto o come se lo fosse

Dato che, vivo, non potete usarlo.

GIULIETTA

il tuo cuore che parla?

BALIA

S, e la mia anima. Se non vero,

Siano maledetti tutti e due.

GIULIETTA

Amen!

BALIA

Cosa?

GIULIETTA

Mi hai confortato in modo meraviglioso.

Va' dentro e d alla mia signora che avendo

Addolorato mio padre vado alla cella

Di Frate Lorenzo, per confessarmi e avere l'assolu-

zione.

BALIA

Diamine, lo far. una cosa saggia.

Esce la Balia

GIULIETTA

Vecchia maledetta! Demonio scellerato!

Fa pi peccato a volermi spergiura

O a disprezzare il mio signore con la stessa lingua

Con cui migliaia di volte lo ha lodato

Chiamandolo senza pari? Via, consigliera!

Tu e il mio cuore d'ora in avanti

Sarete due cose. Andr dal Frate

Per conoscere il suo rimedio. Se tutto

Dovesse fallire, posso sempre morire. Esce

ATTO QUARTO

[Cella di Frate Lorenzo]

Entrano Frate Lorenzo e il Conte Paride

FRATE LORENZO

Gioved, signore? Il tempo poco.

PARIDE

Mio padre Capuleti vuole cos.

Non sar la mia pigrizia a rallentare la sua fretta.

FRATE LORENZO

Dite di non conoscere le intenzioni della fanciulla.

E una strada tortuosa non mi piace.

PARIDE

Lei piange smodatamente per la morte di Tebaldo,

E perci io ho parlato assai poco d'amore;

Venere non sorride in una casa di lacrime.

Ora, signore, per suo padre pericoloso

Che lei dia tanto sfogo al suo dolore

E nella sua saggezza affretta il matrimonio

Per fermare l'inondazione delle sue lacrime,

Che, restando lei troppo sola,

Potrebbero allontanarla dalla societ.

Ora conoscete la ragione di questa fretta.

FRATE LORENZO

(a parte) Vorrei non conoscere la ragione per cui

Dovrebbe esser frenata. Guardate, signore,

La fanciulla si avvicina alla mia cella.

Entra Giulietta

PARIDE

Felicemente incontrata, mia signora e moglie!"

GIULIETTA

Potr essere, signore, quando potr essere una moglie.

PARIDE

"II potr essere" dev'essere, amore, gioved.

GIULIETTA

Ci che deve essere sar.

FRATE LORENZO

Questo un testo sicuro.

PARIDE

Venite a confessarvi da questo Padre?

GIULIETTA

Per rispondere, dovrei confessarmi con voi.

PARIDE

Non ditegli che non mi amate.

GIULIETTA

Confesser a voi che amo lui.

PARIDE

Ma anche, ne sono certo, che amate me.

GIULIETTA

Se lo dir, avr maggior valore

Se detto dietro e non davanti a voi.

PARIDE

II tuo viso, povera anima, rovinato dalle lacrime.

GIULIETTA

Quella delle lacrime una misera vittoria:

Era gi sciupato prima del loro assalto.

PARIDE

Cos dicendo lo offendi pi che con le lacrime.

GIULIETTA

Non c' calunnia, signore, se c' una verit:

E quel che ho detto l'ho detto alla mia faccia.

PARIDE

La tua faccia la mia e tu l'hai calunniata.

GIULIETTA

Pu essere, perch non la mia

Avete tempo adesso, santo Padre,

O debbo tornare alla messa della sera?

FRATE LORENZO

II tempo, figlia malinconica, ce l'ho.

Signore, dobbiamo rimanere soli.

PARIDE

Dio non voglia ch'io disturbi le vostre devozioni!

Giulietta, gioved mattina vi dester.

Fino ad allora, addio, con questo casto bacio.

Esce Paride

GIULIETTA

Chiudi la porta, e dopo vieni

A piangere con me. Non c' speranza,

Non c' rimedio, non c' aiuto!

FRATE LORENZO

O Giulietta, gi conosco il tuo dolore.

Mi tormenta oltre il compasso della mente.

Ho sentito che devi, e nulla pu rimandarlo,

Sposare gioved prossimo questo Conte.

GIULIETTA

Non dirmi, Frate, che hai sentito questo

Se non mi dici come posso impedirlo.

Se nella tua saggezza tu non puoi darmi aiuto,

Giudica saggia la mia risoluzione:

Con questo coltello mi dar aiuto io.

Dio ha unito il mio cuore e quello

Di Romeo, tu le nostre mani; e prima

Che questa mano, da te sigillata

Su quella di Romeo, diventi il codicillo

Di un altro patto, o il mio cuore fedele

Si volga con traditrice ribellione a un altro,

Questo coltello li uccider entrambi.

Perci, traendolo dalla tua lunga esperienza,

Dammi subito un consiglio; oppure, guarda!,

Questo coltello sanguinario far da giudice

Tra le mie disgrazie e me, decidendo

Ci che i tuoi anni e la tua saggezza

Non sono riusciti a compiere con onore.

Non tardare a parlare, io voglio morire

Se ci che dici non parla d'un rimedio.

FRATE LORENZO

Calma, figliuola. Vedo qualche speranza

Che esige un'esecuzione tanto disperata

Quanto disperato quel che vogliamo impedire.

Se, piuttosto che sposare il Conte,

Tu hai la forza di uccidere te stessa,

Allora probabile che accetterai una cosa

Simile alla morte evitando una vergogna

Per sfuggire alla quale sfidi la morte.

Se tu oserai, ti dar io il rimedio.

GIULIETTA

Chiedimi, piuttosto che sposare Paride,

Di saltare dai merli di qualsiasi torre,

O di camminare per strade battute dai ladri,

O di nascondermi dove s'annidano i serpenti.

Incatenami con gli orsi ruggenti o nascondimi

Di notte in un ossario, ricoperta

Dalle ossa scricchiolanti di uomini morti,

Da tibie ammuffite e gialli teschi

Svuotati. O chiedimi di andare

In una fossa scavata di fresco e nascondermi

Con un uomo morto nella sua tomba

Cose che, al sentirle, mi hanno fatto tremare

E lo far senza paura o dubbio per vivere

Come moglie immacolata del mio dolce sposo,

FRATE LORENZO

Ascolta, allora. Va' a casa, sii allegra,

Acconsenti a sposare Paride. Domani

mercoled. Domani notte bada

Di dormire da sola. Non permettere alla Balia

Di stare con te nella tua camera. Prendi

Questa fiala e, una volta a letto,

Bevi questo liquore distillato. Ben presto

Per tutte le tue vene scorrer un umore

Freddo e sonnolento. Il polso non seguir

II suo corso naturale ma si arrester.

Non vi sar calore, n respiro,

Ad attestare che tu vivi. Le rose sulle tue labbra

E sulle guance svaniranno nel pallore

Della cenere, le finestre dei tuoi occhi cadranno

Come quando la morie chiude il giorno della vita.

Ogni parte, persa l'agilit dei movimenti,

Rigida e dura e fredda apparir

Come la morte. E in questa somiglianza

Imprestata dalla morte rattrappita

Tu rimarrai quarantadue ore

Per poi svegliarti come da un piacevole sonno.

Ora, quando al mattino lo sposo

Viene per destarti dal tuo letto, tu

Sei l morta. Poi, com' costume

Del nostro paese, distesa sulla bara

Con gli abiti migliori verrai trasportata

Nell'antica cripta in cui giacciono

Tutti i Capuleti. Nel frattempo, e prima

Che tu sia sveglia, Romeo dalle mie lettere

Sapr del piano e verr da te.

Lui e io aspetteremo il tuo risveglio

E quella stessa notte Romeo ti porter

Da qui a Mantova. Il che ti liberer

Della vergogna presente, se un capriccio incostante

O una paura da femminuccia non ti scoraggeranno

Dal metterlo in atto.

GIULIETTA

Dammelo, dammelo! Non parlarmi di paura!

FRATE LORENZO

Prendi. Va' via. Sii forte e salda

In questa decisione. Mander subito a Mantova

Un frate con le mie lettere per il tuo signore.

GIULIETTA

Amore mi dia forza, e la forza mi dar aiuto.

Addio, Padre caro. Escono

Scena seconda

[Casa dei Capuleti]

Entrano il Capuleti, Madonna Capuleti, Balia e due o

tre Servi

CAPULETI

Invita le persone scritte qui.

Esce un Servo

E tu. assolda venti buoni cuochi.

SERVO Di cattivi non ce ne saranno, signore. Prima ve-

dr se si sanno leccare le dita.

CAPULETI Come? Gli vuoi far fare questa prova?

SERVO Diamine, signore, chi non si sa leccare le dita

un cattivo cuoco. Perci chi non si sa leccare le dita

non viene con me.

CAPULETI

Muoviti, su!

Esce il Servo

Non saremo pronti, per questa occasione.

E allora, nostra figlia andata da Frate Lorenzo?

BALIA

S, s.

CAPULETI

Pu darsi che lui le faccia del bene.

E una puttanella cocciuta e presuntuosa.

Entra Giulietta

BALIA

Eccola tutta allegra dopo la confessione.

CAPULETI

Ebbene, testa dura! Dove hai bighellonato?

GIULIETTA

Dove ho imparato a pentirmi del peccato

Di disobbedienza a voi e ai vostri desideri

E dove il santo Lorenzo mi ha ingiunto

Di prostrarmi qui e chiedervi perdono.

Perdonatemi, vi imploro! D'ora in avanti

Mi far guidare da voi.

CAPULETI

Cercate il Conte. Ditegli questo.

Domani mattina far stringere questo nodo.

GIULIETTA

Ho incontrato quel giovane signore nella cella

Di Lorenzo e gli ho dato l'amore che si conveniva

Senza oltrepassare i confini della modestia.

CAPULETI

Sono contento. Ottima cosa. Alzati.

Cos doveva essere. Vediamo, il Conte.

Avanti, ripeto, andate a cercarlo!

Ora, davanti a Dio, dico

Che a questo reverendo santo Padre

La citt intera molto obbligata.

GIULIETTA

Balia, volete venire con me

Nella mia stanza, per aiutarmi a scegliere

Gli ornamenti che ritenete necessari per domani?

MADONNA CAPULETI

Non fino a gioved. C' tempo.

CAPULETI

Andate, Balia, andate con lei.

Si va in Chiesa domani.

Escono Giulietta e la Balia

MADONNA CAPULETI

Saremo a corto di provviste. Ormai

E vicina la notte.

CAPULETI

Taci, me ne occupo io, e tutto

Andr bene, moglie, te lo garantisco.

Tu va' da Giulietta, aiutala a vestirsi.

Stanotte non andr a letto. Lasciatemi solo.

Per una volta far la donna di casa.

Ehi! Sono usciti tutti. Bene,

Andr io stesso dal Conte Paride, per prepararlo

A domani. Il mio cuore meravigliosamente leggero,

Ora che la zuccona ha messo la testa a posto. Escono

Scena terza

[Camera di Giulietta]

Entrano Giulietta e Balia

GIULIETTA

S, questo il migliore. Ma ti prego,

Buona Balia, lasciami sola stanotte.

Ho bisogno di molte orazioni perch i Cieli

Possano sorridere sul mio stato, che,

Lo sai bene, inquieto e pieno di peccato.

Entra Madonna Capuleti

MADONNA CAPULETI

Ancora indaffarate? Vuoi che ti aiuti?

GIULIETTA

No, signora. Abbiamo gi scelto

Le cose necessarie alla cerimonia di domani.

Perci, vi prego, lasciatemi sola

E chiedete alla Balia di stare con voi,

Perch, ne sono certa, avrete molto da fare

In questo evento cos improvviso.

MADONNA CAPULETI

Buona notte. Tu va' a letto e riposa.

Ne hai bisogno.

Escono Madonna Capuleti e Balia

GIULIETTA

Addio! Sa il Cielo quando ci rivedremo

Un'altra volta. Attraverso le vene

Mi scorre una paura sottile e fredda

Che quasi gela il calore della vita.

Le richiamo per farmi confortare.

Balia! Ma che dovrebbe farci, qui?

La mia scena orrenda debbo recitarla

Da sola. Vieni, fiala.

E se questa mistura non agisse?

Domani mattina sarei sposata?

No, no! Questo lo impedir.

Tu stattene l (Posa un coltello). E se fosse un veleno

Che il frate astutamente ha preparato

Per farmi morire e non essere disonorato

Da questo matrimonio, avendomi prima

Sposato a Romeo? Temo che sia cos.

Eppure no, s' dimostrato un sant'uomo.

E se, una volta nella tomba, mi svegliassi

Prima che Romeo giungesse a salvarmi?

E spaventoso! Non soffocher nella cripta

Nella cui turpe bocca non penetra alcun soffio

D'aria pura e non morir strangolata

Prima che arrivi il mio Romeo?

Oppure, se vivo, non possibile

Che l'orrendo pensiero della morte e della notte,

Unito al terrore del luogo una cripta,

Un antico ricettacolo in cui per molte

Centinaia d'anni sono state ammucchiate

Le ossa di tutti i miei avi sepolti,

E dove Tebaldo, insanguinato, ancora

Verde di terra, si disfa nel sudario;

E dove, come dicono, in certe ore della notte

S'adunano i fantasmi ahim, ahim,

Non possibile che io, svegliandomi presto

Per i fetidi odori o per le grida

Come di mandragore strappate alla terra

Per cui i mortali, udendole, impazziscono

Non possibile che io, sveglia,

Circondata da terrori odiosi, Diventi pazza e pazzamente giochi

Con le ossa dei miei padri, e strappi al suo sudario

II maciullato Tebaldo e, in questa furia,

Brandendo l'osso di un qualche antenato

Come una clava, mi faccia schizzare

II cervello impazzito? Oh, guarda!

Mi sembra di vedere il fantasma di mio cugino

Alla caccia di Romeo, che trafisse il suo corpo

Con la punta della spada. Fermo, Tebaldo,

Fermo! Romeo, Romeo, Romeo.

Ecco la bevanda. Bevo a te.

Si getta sul letto tra le cortine

Scena quarta

[Una stanza in casa Capuleti]

Entrano Madonna Capuleti e la Balia, con delle erbe

MADONNA CAPULETI

Tieni, Balia, prendi queste chiavi

E procurami altre spezie.

BALIA

In cucina chiedono datteri e mele cotogne.

Entra il Capuleti

CAPULETI

Muoversi, muoversi, muoversi! Su,

II secondo gallo ha cantato. La campana

Del coprifuoco ha suonato. Sono le tre.

Mia buona Angelica, pensa alla carne

Infornata, non badare a spese.

BALIA

Andate, impiccione, andate a letto! Domani

Starete male dopo questa notte di veglia.

CAPULETI

Niente affatto! Sono gi rimasto

In piedi tutta la notte per questioni

Meno importanti e non sono mai stato male.

MADONNA CAPULETI

Ai vostri tempi eravate un cacciatore

Ma ora veglier io per non farvi star sveglio.

Escono Madonna Capuleti e Bala

CAPULETI

Tutta gelosia, tutta gelosia!

Entrano tre o quattro Seni con spiedi, ceppi e canestri

Ehi, tu, che cosa c', l?

PRIMO SERVO

Roba per il cuoco, signore, ma non so cosa.

CAPULETI

Presto, presto!

Esce il Primo Servo

E tu procurati legna pi secca. Chiama

Pietro: ti mostrer lui dove trovarla.

SECONDO SERVO

Ho una testa, signore, che trover la legna

Senza per questo disturbare Pietro.

CAPULETI

Per la messa, ben detto, figlio di puttana!

D'ora in poi ti chiamer testa di legno.

Esce il Secondo Servo

Dio santo, s' fatto giorno.

Presto sar qui il Conte con la musica,

Come ha detto.

Musica

Sento che si avvicina.

Balia! Moglie! Ehi, Balia, dico!

Entra la Balia

Va' a svegliare Giulietta. Aiutala.

Io vado a chiacchierare con Paride. Presto!

Presto! Lo sposo gi venuto.

Presto, dico.

Esce il Capuleti

Scena quinta

[Camera di Giulietta]

La Balia si avvicina alle cortine

BALIA

Signora! Ehi, signora! Giulietta!

Dorme sodo, lei. Ehi, agnellino!

Ebbene, signora! Via, dormigliona!

Signora! Tesoro! Allora, sposa!

Come, nemmeno una parola? Vi state

Facendo la riserva! Dormite per una settimana

Perch questa notte, ve l'assicuro io,

II Conte Paride non ha nessuna voglia

Di lasciarvi dormire. Dio mi perdoni!

Per Maria, amen! Come dorme sodo!

Debbo svegliarla per forza. Signora,

Signora, signora! Se il Conte vi trova a letto

Vi far alzare per lo spavento, non vero?

Come, tutta vestita e addormentata?

Debbo svegliarvi per forza. Signora!

Signora! Signora! Ahim, ahim!

Aiuto, aiuto! La mia signora morta!

Maledetto il giorno in cui sono nata!

Dell'acquavite! Padrone! Padrona!

Entra Madonna Capuleti

MADONNA CAPULETI

Che cos' questo chiasso?

BALIA

Oh, giorno di dolore!

MADONNA CAPULETI

Che succede?

BALIA

Guardate, guardate! Oh, giorno di sventura!

MADONNA CAPULETI

Ahim, ahim! Bambina mia, mia sola vita!

Rivivi, guardami o morir con te!

Aiuto, aiuto! Cercate aiuto!

Entra il Capuleti

CAPULETI

Vergogna! Fate uscire Giulietta. C' il marito.

BALIA

morta! deceduta! E morta, ahim.

MADONNA CAPULETI

Giorno di dolore! morta, morta, morta!

CAPULETI

Ah! Fatemela vedere. Ahim!

fredda, il sangue s' arrestato,

Le sue membra sono rigide. La vita

E queste labbra si sono da tempo

Separate. La morte giace su di lei

Come un gelo precoce sul fiore pi dolce

Di tutto il campo.

BALIA

Oh giorno di lamento!

MADONNA CAPULETI

Oh tempo di dolore!

CAPULETI

La morte, che me l'ha presa per farmi piangere,

Mi lega la lingua e non mi lascia parlare.

Entrano Frate Lorenzo e il Conte Paride

FRATE LORENZO

Allora, la sposa pronta per andare in chiesa?

CAPULETI

Pronta ad andare ma per non pi tornare.

La notte prima del tuo giorno di nozze

La morte, o figlio, ha giaciuto con tua moglie.

Eccola distesa, fiore qual era,

Da Morte deflorata. Morte mio genero.

Morte il mio erede. Morte ha sposato

Mia figlia. Io morir e tutto

A Morte lascer. La vita, i beni,

Tutto di Morte.

PARIDE

Ho aspettato cos a lungo di vedere il volto

Di questa mattina, ed questa la vista

Che mi offre?

MADONNA CAPULETI

Maledetto, infelice, sciagurato, odioso

Giorno! Questa l'ora pi infelice che il tempo

Mai vide nell'eterna fatica

Del suo pellegrinaggio! Una sola, Una sola,

povera, amata bambina,

Una sola cosa per la gioia e il conforto,

E Morte crudele me l'ha strappata dalla vista.

BALIA

Ahim! Doloroso, doloroso giorno!

Giorno di lamento, il giorno pi doloroso

Che mai, mai io abbia fin qui veduto!

O giorno, o giorno, o giorno! Giorno

Odioso! Mai giorno si vide

Nero come questo! O giorno doloroso!

PARIDE.

Ingannato, divorziato, insultato, disprezzato,

Ucciso! Detestabile Morte, da te

Ingannato, da te crudele, crudele,

Sopraffatto! O amore! O vita! non vita

Ma amore in morte!

CAPULETI

Disprezzato, tormentato, odiato, martirizzato,

Ucciso! Tempo scortese, perch

Vieni ora ad ammazzare, ammazzare

La nostra festa? O bambina!

O bambina! Mia anima e non bambina!

Sei morta ahim, la mia bambina morta,

E con la mia bambina sono sepolte le mie gioie!

FRATE LORENZO

Tacete! vergogna! La rovina non si cura

Con questi pianti. Questa bella fanciulla

Apparteneva a voi e al Cielo. Ora

II Cielo la possiede tutta, e questo

meglio per la fanciulla. La vostra parte

Di lei non potete salvarla dalla morte

Ma il Cielo mantiene in vita eterna

La parte sua. Quel che pi cercavate era

La sua gloria, perch vederla in alto

Era il vostro Cielo. E ora piangete

Vedendo che s' innalzata al di sopra

Delle nuvole, alta come il Cielo stesso?

In questo amore voi amate cos male

La vostra bambina che diventate pazzi

Nel vedere che sta bene. Non ben maritata

Colei che vive maritata a lungo

Ma maritata meglio colei che muore

Maritata da poco. Asciugate le vostre lacrime,

Coprite di rosmarino la bellezza, di questo corpo

E, come s'usa, portatelo in Chiesa

Con le sue vesti migliori. La debole natura

Ci spinge tutti al pianto ma le lacrime della natura

Fanno sorridere la ragione.

CAPULETI

Tutte le cose preparate per la festa

Servano ora per il nero funerale.

Si mutino i nostri strumenti in malinconiche

Campane; la nostra allegria matrimoniale

In triste rito di sepoltura; i nostri

Inni solenni in cupe lamentazioni;

I nostri fiori per la sposa servano

A un cadavere da seppellire; e tutte le cose

Si mutino nel loro contrario.

FRATE LORENZO

Andate dentro, signore; e voi, signora,

Andate con lui; e cos voi, signor Paride.

Ognuno si prepari a seguire questo bel corpo

Fino alla sua tomba. I Cieli sono irritati

Con voi per qualche colpa. Non accrescetene l'ira

Ostacolando la loro alta volont.

Escono tutti tranne la Balia, che sparge rosmarino su di

lei e chiude le cortine

Entrano Musicanti

PRIMO MUSICANTE

In fede, possiamo riporre i flauti e andarcene.

BALIA

Fatelo, fatelo, onesti amici,

Ben sapete che questo un caso pietoso.

VIOLINISTA

S, in fede mia, ma si pu sistemare. Esce la Balia

Entra Pietro

PIETRO Musicanti, musicanti! "La pace del cuore", "La

pace del cuore". Se mi volete vivo suonate "La pace

del cuore".

VIOLINISTA E perch "La pace del cuore"?

PIETRO O musicanti, perch il mio cuore suona "II mio

cuore colmo". Suonatemi qualche pezzo allegro per

confortarmi.

PRIMO MUSICANTE Niente di allegro! Non tempo per

suonare.

PIETRO Dunque non volete?

PRIMO MUSICANTE No.

PIETRO Allora ve lo dar sonoramente.

PRIMO MUSICANTE Che cosa ci darete?

PIETRO Certo non del denaro. Vi dar dello strimpellato-

re. Vi dar del menestrello.

PRIMO MUSICANTE E allora io vi dar del servo.

PIETRO E allora io vi batter la spada del servo sulla zuc-

ca. Niente pause. Vi dar il re. Vi dar il fa. Avete pre-

so nota?

PRIMO MUSICANTE Se ci date il re e il fa, siete voi ad ave-

re la nota.

SECONDO MUSICANTE Vi prego, ringuainate la spada e

sguainate lo spirito.

PIETRO E allora all'attacco col mio spirito! Vi batter col

mio spirito di ferro e ringuainer il ferro della spada.

Rispondetemi da uomini.

"Quando aspri dolori il cuore ci feriscono

E pensieri dolorosi opprimono l'anima

Allora la musica col suo suono d'argento -"

Perch "suono d'argento"? Perch "la musica col suo

suono d'argento"? Che ne dici, Simone Cordadigatto?

PRIMO MUSICANTE Diavolo, signore, perch l'argento ha

un suono dolce.

PIETRO Grazioso! E voi che dite, Ugo Colbecco?

SECONDO MUSICANTE Dico "suono d'argento" perch i

musicanti suonano per l'argento.

PIETRO Graziosa anche questa! E voi, Giacomo Tutto-

suono?

TERZO MUSICANTE In fede mia, non so che dire.

PIETRO Oh, vi chiedo perdono. Voi siete il cantante.

Parler io per voi. Si dice "la musica col suo suono

d'argento" perch i musicanti non hanno oro per suo-

nare.

"La musica allora col suo suono d'argento

Con aiuto veloce offre conforto."

Esce Pietro

PRIMO MUSICANTE Che canaglia pestilenziale costui!

SECONDO MUSICANTE Impiccalo, Giacomo! Avanti, en-

triamo, aspettiamo i piagnoni e restiamo per pranzo.

Escono

ATTO QUINTO

Scena prima

[Una strada di Mantova]

Entra Romeo

ROMEO

Se posso credere all'adulatrice verit

Del sonno, i miei sogni presagiscono vicina

Una notizia gioiosa. Il signore del mio petto

Siede lievemente sul suo trono

E per tutto questo giorno uno spirito inconsueto

Con lieti pensieri mi solleva al di sopra

Della terra. Ho sognato che la mia signora

Veniva e mi trovava morto strano

Sogno che consente a un morto di pensare!

E con i baci soffiava tale vita

Nelle mie labbra che io rinascevo ed ero

Un imperatore. Ahim, com' dolce l'amore

Posseduto, se le sue stesse ombre

Sono tanto ricche di gioia!

Entra Baldassarre, servo di Romeo, con gli stivali

Notizie da Verona! Ebbene, Baldassarre?

Non mi porti lettere del Frate? E come sta

La mia signora? E mio padre sta bene?

Come sta Giulietta? Te lo chiedo di nuovo,

Poich nulla sta male se sta bene lei.

BALDASSARRE

Lei sta bene, allora, e nulla sta male.

Il suo corpo riposa nel mausoleo dei Capuleti

E la sua parte immortale vive con gii angeli.

L'ho vista distesa nella cripta dei suoi avi

E mi son subito mosso per dirlo a voi.

Perdonatemi se vi porto queste cattive notizie,

Ma il compito, signore, che mi avevate assegnato.

ROMEO

cos? Allora vi sfido, stelle!

Tu conosci il mio alloggio. Prendimi inchiostro

E carta e noleggia dei cavalli di posta.

Stasera stessa partir di qui.

BALDASSARRE

Vi scongiuro, signore, abbiate pazienza.

Il vostro viso pallido e stravolto

E fa presagire sventura.

ROMEO

Taci. T'inganni. Lasciami e fa' quello

Che ti ho chiesto di fare. Non hai lettere

Del Frate per me?

BALDASSARRE

No, mio buon signore.

ROMEO

Non importa. Va' e noleggia quei cavalli.

Io sar subito da te Esce Baldassarre

Ebbene, Giulietta, stanotte giacer

Con te. Vediamo come. O sventura,

Come sei veloce ad entrare nei pensieri

Di uomini disperati. Ricordo uno speziale

Che abita qua vicino ultimamente l'ho visto

Con abiti lacerati e fronte cupa

Raccogliere erbe. Il suo viso era scavato.

La dura miseria l'aveva consumato

Fino alle ossa. Nella sua povera bottega

Erano appesi una tartaruga, un coccodrillo impagliato

E altre pelli di pesci dalle forme contorte.

Negli scaffali una misera parata

Di scatole vuote, vasi di terracotta

Verdi, vesciche, semi ammuffiti,

Pezzi di spago e vecchie pastiglie

Di rosa tutti sparsi qua e l ed in mostra.

Notando questa penuria, dissi a me stesso,

"Se un uomo, ora, avesse bisogno di un veleno

La cui vendita, a Mantova, punita con la morte,

Ecco uno sventurato che glielo venderebbe".

Questo stesso pensiero ha anticipato il mio bisogno

E quest'uomo bisognoso me lo deve vendere.

Se ben ricordo, questa la casa.

E giorno di festa e la bottega del poveraccio

chiusa. Ehi, oh! Speziale!

Entra lo Speziale

SPEZIALE

Chi che grida cos?

ROMEO

Vieni qui, uomo. Vedo che sei povero.

Prendi, ecco quaranta ducati. Dammi

Un grammo di veleno di cos rapido effetto

Che si diffonda per tutte le vene in modo

Che chi, stanco della vita, lo prende

Possa cadere morto, e il suo tronco

Esser privato del respiro con la violenza con cui,

Accesa, la polvere da sparo fugge

Dal ventre del fatale cannone.

SPEZIALE

Queste droghe mortali io le possiedo. Ma a Mantova

Per chi le vende c' la pena di morte.

ROMEO

Sei cos nudo e pieno di miseria

E hai paura di morire? C' carestia nelle tue guance.

Nei tuoi occhi languiscono bisogno e oppressione.

Disprezzo e povert ti pendono sulla schiena.

Il mondo non ti amico, n ti amica

La legge del mondo. Il mondo non ha leggi

Che ti rendano ricco. E allora non essere

Povero, ma infrangile e prendi questo denaro.

SPEZIALE

la mia povert ad acconsentire, e non

La mia volont.

ROMEO

Io pago la tua povert, e non

La tua volont.

SPEZIALE

Mettete questo in un liquido qualsiasi

E bevete. Anche se aveste la forza

Di venti uomini, vi spaccerebbe di colpo.

ROMEO

Ecco il tuo oro peggior veleno

Per le anime, che in questo lurido mondo

Ammazza di pi delle povere misture

Che tu non puoi vendere. Sono io

Che ti vendo veleno. Tu

Non me l'hai venduto. Addio.

Comprati cibo e metti un po' di carne.

Vieni, cordiale e non veleno,

Vieni con me alla tomba di Giulietta.

E l che ti debbo usare. Escono

Scena seconda

[Cella di Frate Lorenzo]

Entra Frate Giovanni

FRATE GIOVANNI

Santo frate francescano, fratello!

Entra Frate Lorenzo

FRATE LORENZO

Questa dovrebbe essere la voce

Di Frate Giovanni. Bentornato da Mantova.

Che dice Romeo? O, se ha scritto,

Dammi la sua lettera.

FRATE GIOVANNI

Ero andato a cercare un fratello scalzo,

Uno del nostro ordine, che in citt

Visitava i malati, perch si unisse a me;

L'avevo trovato ma le guardie della citt,

Sospettando che entrambi venissimo da una casa

Dove regnava l'infezione della peste,

Sigillarono le porte e non mi lasciarono uscire.

La mia corsa a Mantova finita l.

FRATE LORENZO

E allora chi ha portato la mia lettera a Romeo?

FRATE GIOVANNI

Io non ho potuto mandarla eccola

Di nuovo qui n ho trovato

Un messaggero che la portasse a te,

Tanta era la paura della peste.

FRATE LORENZO

Destino sfortunato! Sul nostro ordine!

La lettera non era frivola ma seria,

Di grande peso, e che non sia arrivata

Pu fare molto danno. Frate Giovanni,

Va' a procurarmi una leva di ferro

E portala subito nella mia cella.

FRATE GIOVANNI

Vado, fratello, e te la porto.

Esce Frate Giovanni

FRATE LORENZO

Ora devo andare da solo al mausoleo.

Fra tre ore la bella Giulietta si dester.

Mi maledir quando sapr che Romeo

Non ha avuto notizia di questi avvenimenti.

Ma io scriver di nuovo a Mantova

E la nasconder nella mia cella fino al ritorno di

Romeo.

Povero cadavere vivente, chiuso nella tomba di un

morto! Esce

Scena terza

[Presso il mausoleo dei Capuleti, al cimitero]

Entrano Paride e il Paggio, con fiori ed acqua profumata

PARIDE

Dammi la torcia, ragazzo, e va' via da qui.

Spegnila, anzi, non voglio essere visto.

Stenditi sotto quegli alberi di tasso, laggi,

Tenendo l'orecchio sul terreno cavo

In modo che nessun piede calpesti il cimitero,

Perennemente smosso dallo scavare fosse,

Senza che tu lo senta. Fischiami

Per segnalarmi che qualcuno si avvicina.

Dammi quei fiori. Fa' come ti dico. Va'.

PAGGIO

(a parte) Ho quasi paura a starmene da solo

Qui nel cimitero. Ma lo far.

Il Paggio si allontana

PARIDE

Dolce fiore, di fiori cospargo

II tuo letto nuziale ahim, il tuo baldacchino

di polvere e pietre e con acqua profumata

Lo innaffier ogni notte; o, se l'acqua manca,

Con lacrime distillate dai lamenti.

Le esequie che per te celebrer saranno

Queste: ogni notte irrorer la tua tomba

E pianger.

Il Paggio fischia

II ragazzo mi avverte che qualcuno si avvicina.

Quale piede maledetto si aggira qui stanotte

Per impedire le mie esequie e il rito d'amore?

Una torcia. Nascondimi, notte, per un poco.

Paride si ritira

Entrano Romeo e Baldassarre con una torcia, un pic-

cone e una leva di ferro

ROMEO

Dammi il piccone e la leva di ferro.

Prendi questa lettera. Domani mattina

Bada di consegnarla al mio signore e padre.

Dammi la torcia. Sulla tua vita ti ordino,

Qualunque cosa tu senta o veda, di star lontano

E di non interrompermi nella mia azione.

Io scendo in questo letto di morte

In parte per contemplare il viso della mia signora,

Ma soprattutto per prendere dal suo morto dito

Un anello prezioso un anello che devo usare

Per un fine a me caro. Vattene, perci.

Ma se, curioso, torni a spiare

Quant'altro intendo fare, per il Cielo,

Ti faccio a pezzi e spargo le tue membra

In questo cimitero affamato. Quest'ora

E le mie intenzioni sono selvagge,

Pi feroci e inesorabili delle tigri insaziate

O del mare ruggente.

BALDASSARRE

Vado, signore, senza disturbarvi.

ROMEO

Cosi mi mostrerai amicizia. Prendi questi.

Vivi in prosperit e addio, buon amico.

BALDASSARRE

(a parte) Malgrado tutto mi nasconder qua intorno.

Temo il suo aspetto e dubito delle sue intenzioni.

Baldassarre si ritira

ROMEO

Detestabile bocca, ventre della morte,

Ingozzati col boccone pi dolce della terra.

Cos spalanco le tue marce mascelle

E a forza t'inzeppo di nuovo cibo.

Romeo comincia ad aprire la tomba

PARIDE

Questo il superbo, esiliato Montecchi

Che uccise il cugino del mio amore

E per quel dolore si dice che sia morta

La bella creatura. venuto qui

A compiere qualche atto vergognoso sul corpo

Di questi morti. Ora lo prendo.

Vile Montecchi, tronca la tua turpe

Intrapresa! Si pu perseguire la vendetta

Al di l della morte? Criminale condannato,

Io ti arresto. Obbedisci e seguimi.

Tu devi morire.

ROMEO

E vero. E per questo sono venuto qui.

Giovane buono e gentile, non tentare

Un uomo disperato. Fuggi da qui

E lasciami. Pensa a questi morti.

Ti facciano paura. Ti scongiuro, giovane,

Non gravare il mio capo di un altro peccato

Spingendomi all'ira. Oh, va' via!

Per il Cielo, io ti amo pi di me stesso,

Perch vengo qui contro me stesso armato.

Non rimanere, va' via. Vivi e racconta

Che la piet di un pazzo ti ordin di fuggire.

PARIDE

Io sfido la tua esortazione e ti arresto

Da quel fellone che sei.

ROMEO

Vuoi provocarmi? Prendi, allora, ragazzo!

Duellano

PAGGIO

O Signore! si battono. Vado a chiamare le guardie.

Esce il Paggio

Paride cade

PARIDE

Mi hai ucciso! Se hai piet,

Apri la tomba, fammi giacere con Giulietta.

Paride muore

ROMEO

In fede mia, lo far. Guardiamo questo viso.

parente di Mercuzio, il nobile Paride!

Cosa diceva il mio servo mentre, cavalcando,

La mia anima tormentata non gli prestava ascolto?

Diceva, mi sembra, che Paride avrebbe

Sposato Giulietta. Non diceva cos?

O me lo sono sognato? Oppure sono pazzo,

Sentendo nominare Giulietta, a pensare

Che era cos? Oh, dammi

La tua mano, tu che sei scritto con me

Nel libro dell'amara sfortuna. Ti seppellir

In una tomba gloriosa. Una tomba? Oh, no.

Un faro, giovane ucciso, perch qui

Apre la tomba

Giace Giulietta, e la sua bellezza

Rende questa cripta un salone delle feste

Pieno di luce. Giaci l, Morte,

Lo cala nella tomba

Interrato da un morto. Quanto spesso,

Quando gli uomini sono in punto di morte,

Sono allegri! E questo chi li assiste

Lo chiama un lampo prima della morte.

Ma io come posso chiamare questo

Un lampo? O amore mio, mia moglie!

Morte, che ha succhiato il miele del tuo

Respiro, non ha avuto potere sulla tua

Bellezza. Tu non sei stata conquistata.

L'insegna della bellezza ancora rossa

Sulle tue labbra e sulle tue guance,

E la pallida bandiera della morte non

Avanzata fin l. Tu giaci, Tebaldo,

Nel tuo lenzuolo insanguinato? Quale maggior favore

Posso farti se non troncare

Con la stessa mano che tagli in due

La tua giovinezza, quella di chi

Fu il tuo nemico? Perdonami, cugino!

Giulietta cara, perch sei cos bella?

Debbo pensare che l'incorporea morte

Provi amore e che lo scarno, abborrito

Mostro ti tenga qui nel buio

Per far di te la sua amante? Per paura di questo

Io rimarr con te e mai

Lascer questo palazzo di oscura notte.

Qui rimarr con i vermi che sono

Le tue ancelle, qui avr il mio

Riposo eterno e scuoter il giogo

Delle stelle di sventura da questa carne

Stanca del mondo. Occhi, guardatela

Per l'ultima volta! Braccia, cingetela

Con l'ultimo abbraccio! E voi. labbra,

Porte del respiro, sigillate con un casto

Bacio un contratto senza data

Con la morte che divora. Vieni, amaro

Duce, vieni, guida odiosa!

E tu, pilota disperato, scaglia

D'un colpo sulle rocce la tua logora barca

Stanca del mare! Bevo al mio amore!

Beve

Onesto Speziale, le tue droghe

Sono veloci. Muoio con un bacio.

Cade

Entra Frate Lorenzo, con lanterna, leva e vanga

FRATE LORENZO

Aiutami, Santo Francesco! Quante volte,

Stanotte, i miei vecchi piedi hanno inciampato

Nelle tombe! Chi c'?

BALDASSARRE

Uno che vi conosce bene, un amico.

FRATE LORENZO

Siate benedetto! Ditemi, buon amico,

Che torcia quella che vanamente presta

La sua luce a vermi e a teschi senz'occhi?

A quel che vedo, brucia nella tomba dei Capuleti.

BALDASSARRE

E cos, Padre santo, e c' il mio padrone,

Uno che voi amate.

FRATE LORENZO

Chi ?

BALDASSARRE

Romeo.

FRATE LORENZO

Da quanto tempo li?

BALDASSARRE

Da pi di mezz'ora.

FRATE LORENZO

Venite con me nella cripta.

BALDASSARRE

Non oso, signore. Il mio padrone crede

Che io sia andato via. Mi ha minacciato di morte

Se rimanevo a guardare quello che faceva.

FRATE LORENZO

Restate, allora. Andr solo. Ho paura.

Temo che sia successo qualcosa di brutto.

BALDASSARRE

Mentre dormivo sotto questo tasso,

Ho sognato che il mio padrone e un altro combatte-

vano,

E che il mio padrone uccidesse l'altro.

FRATE LORENZO

Romeo!

Si cuna e vede il sangue e le armi

Ahim, ahim, che sangue questo

Che macchia l'ingresso di pietra del sepolcro?

Che significano queste spade abbandonate che in questo

Luogo di pace giacciono imbrattate di sangue?

Entra nella tomba

Romeo! Com' pallido! E chi altri? Anche Paride?

Immerso nel sangue? Quale ora crudele

Ha la colpa di questo triste evento?

La signora si muove.

Giulietta si alza

GIULIETTA

O Frate consolatore! Dov' il mio signore?

Ricordo bene dove dovrei essere,

E qui sono. Dov' il mio Romeo?

FRATE LORENZO

Sento del rumore. Lascia, signora,

Questo nido di morte, di contagio, e di sonno

Contro natura. Un potere pi grande di quello

Cui possiamo opporci, ha ostacolato

I nostri disegni. Su, vieni via.

Tuo marito giace morto sul tuo petto;

E anche Paride. Vieni, ti far andare

In un convento di sante suore. Non domandare,

Arrivano le guardie. Andiamo, buona Giulietta.

Io non oso rimanere pi a lungo.

GIULIETTA

Vattene. Io non vengo.

Esce il Frate

Che c' qui? Una coppa, stretta

Nella mano del mio fedele amore? Il veleno,

Vedo, stato la sua fine anzitempo.

O egoista! L'hai bevuto tutto,

Senza lasciare una goccia amica

Che aiutasse me! Bacer le tue labbra.

Forse su di loro rimasto del veleno

Che mi faccia morire e mi consoli.

Lo bacia

Le tue labbra sono calde!

GUARDIA (da dentro)

Facci strada, ragazzo. Da che parte?

GIULIETTA

Del rumore! Far presto, allora. O pugnale felice!

Afferra il pugnale di Romeo

Questo il tuo fodero. Arrugginisci l,

E lasciami morire.

Si pugnala e cade

Entrano il Paggio di Paride e le Guardie

PAGGIO

Ecco il posto. L, dove brucia la torcia.

PRIMA GUARDIA

La terra insanguinata. Guardiamo nel cimitero.

Andate, alcuni di voi. Arrestate chiunque troviate.

Escono alcune guardie

Vista pietosa! Qui giace il Conte.

Ucciso! E Giulietta sanguinante, calda.

E morta da poco, lei che giaceva sepolta

Da due giorni. Andate a dirlo al Principe.

Correte dai Capuleti! Destate i Montecchi!

Altri continuino a cercare.

Escono altre Guardie

II luogo in cui giacciono questi mali

Lo vediamo, ma la vera ragione di questi

Eventi pietosi non possiamo capirla

Senza conoscere le circostanze.

Entrano alcune Guardie con Baldassarre

SECONDA GUARDIA

Questo il servo di Romeo. Lo abbiamo trovato

Nel cimitero.

PRIMA GUARDIA

Tenetelo al sicuro fino all'arrivo del Principe

Entrano Frate Lorenzo e un'altra Guardia

TERZA GUARDIA

C' un frate che trema, sospira e piange.

Gli abbiamo preso questa leva e questa vanga

Mentre veniva da questo lato del cimitero.

PRIMA GUARDIA

C' di che sospettare! Al sicuro anche il frate.

Entrano il Principe e il suo seguito

PRINCIPE

Quale sventura accaduta cos presto

Da strapparci al nostro riposo mattutino?

Entra il Capuleti con la moglie e altri

CAPULETI

Per che cosa si grida tanto in giro?

MADONNA CAPULETI

La gente per la strada grida "Romeo".

Alcuni "Giulietta", altri "Paride", e tutti

Corrono urlando verso il nostro mausoleo.

PRINCIPE

Qual il timore che vi spezza le orecchie?

PRIMA GUARDIA

Mio Sovrano, qui giace, ucciso,

Il Conte Paride; morto Romeo;

E Giulietta, gi morta, calda

E uccisa di nuovo.

PRINCIPE

Cercate, frugate e scoprite in che modo

E avvenuto questo turpe assassinio.

PRIMA GUARDIA

C' un frate, e il servo dell'ucciso Romeo,

Con addosso strumenti adatti ad aprire

Le tombe di questi morti.

CAPULETI

O Cieli! O moglie, guarda come sanguina

Nostra figlia! Questa lama ha sbagliato

Perch, vedi, sulla schiena del Montecchi

La sua casa vuota ed essa per errore

entrata nel petto di mia figlia!

MADONNA CAPULETI

Ahim! Questa vista di morte una campana

Che chiama ad un sepolcro la mia vecchiaia.

Entra il Montecchi con altri

PRINCIPE

Vieni, Montecchi. Ti sei alzato presto

Per vedere il tuo figlio ed erede coricato

Prima del tempo.

MONTECCHI

Ahim, signore, stanotte morta

Mia moglie. Il dolore per l'esilio di mio figlio

Le ha fermato il respiro. Quale altro male

Cospira contro la mia vecchiaia?

PRINCIPE

Guarda e vedrai.

MONTECCHI

O screanzato! Che maniere sono queste,

Andare nella tomba prima di tuo padre?

PRINCIPE

Sigilla per un poco la bocca della tua ira

Finch non chiariremo queste vicende ambigue

Apprendendone la fonte, l'origine, la vera

Ragione. Poi sar io il condottiero

Dei vostri dolori e fino alla morte

Vi guider. Sopportate, intanto,

E lasciate che la sciagura sia schiava della pazienza.

Fate venire gli individui sospetti.

FRATE LORENZO

II maggiore sono io, il meno capace

Ma il pi sospetto di questo orrendo assassinio

Perch il tempo e il luogo sono contro di me.

Ed eccomi qui per accusarmi e giustificarmi,

Per condannarmi ed assolvermi.

PRINCIPE

D subito, allora, quello che sai.

FRATE LORENZO

Sar breve, perch non ho abbastanza fiato

Per raccontarvi una storia tediosa.

Romeo, l morto, era marito di Giulietta;

E lei, l morta, la moglie fedele

Di Romeo. Fui io a sposarli. E il giorno

Del loro matrimonio segreto fu quello

Fatale a Tebaldo, la cui precoce morte

Band dalla citt il novello sposo;

Per lui. non per Tebaldo, piangeva Giulietta.

Per allontanare da lei l'assedio del dolore

Voi la prometteste e l'avreste a forza

Maritata al Conte Paride. Allora

Lei viene da me e col viso stravolto

Mi chiede di escogitare un qualche modo

Per liberarla di questo secondo matrimonio,

Che altrimenti s'ucciderebbe nella mia cella.

Al che le diedi istruito dalla mia arte

Una pozione di sonnifero che ottenne l'effetto

Che io intendevo, creando su di lei

La forma della morte. A Romeo nel frattempo

Scrissi di venire in questa dura notte

Per aiutarmi a estrarla dalla tomba provvisoria,

Una volta cessato l'effetto della pozione.

Ma chi aveva la lettera, Frate Giovanni,

Fu fermato da un incidente e ieri sera

Me la restitu. Allora, tutto solo,

Al tempo stabilito per il suo risveglio

Venni per prenderla dalla cripta dei suoi avi,

Intendendo nasconderla poi nella mia cella

Finch potessi far venire Romeo.

Ma quando giunsi, qualche minuto prima

Del tempo del suo risveglio, giacevano qui,

Precocemente morti, il nobile Paride

E il fedele Romeo. Lei si desta

E io la prego di venire a sopportare con pazienza

Quest'opera del Ciclo. Poi un rumore

Mi spaventa e mi fa lasciare la tomba, e lei,

Troppo disperata, non vuole venire con me

Ma, come appare, fa violenza a se stessa.

Questo tutto quello che so; del matrimonio

a conoscenza la Balia. E se qualcosa

andata male per colpa mia, la mia vecchia vita

Sia sacrificata qualche ora prima del tempo

Al rigore della legge pi severa.

PRINCIPE

Ti conosciamo da tempo come un sant uomo.

Dov' il servo di Romeo? Che dice?

BALDASSARRE

Io ho portato al mio padrone la notizia

Della morte di Giulietta; e lui da Mantova

subito venuto in questo posto,

In questo mausoleo. Mi diede questa lettera

Da dare a suo padre, e mi minacci di morte,

Scendendo nella cripta, se non mi allontanavo

Lasciandolo l.

PRINCIPE

Dammi la lettera. La legger. Dov'

II paggio del Conte che ha chiamato le guardie?

Ehi, tu, che faceva in quel posto il tuo padrone?

PAGGIO

Venne con fiori da spargere sulla tomba

Della sua signora, e mi chiese di allontanarmi,

II che io feci. Subito viene uno

Con una torcia ad aprire la tomba.

Il mio padrone sguaina la spada contro di lui

E io corro a chiamare le guardie.

PRINCIPE

Questa lettera conferma le parole del frate,

II loro amore, la notizia della morte di lei.

E qui egli scrive d'aver comprato un veleno

Da un povero speziale e d'essere venuto

Con esso in questa cripta per morire

E giacere con Giulietta. Dove sono

Questi nemici? Capuleti, Montecchi,

Vedete quale pena s' abbattuta

Sul vostro odio; il Cielo ha trovato

I mezzi per uccidere con l'amore

Le vostre gioie. E io, tollerando

Le vostre discordie, ho perduto dei congiunti.

Tutti siamo stati puniti.

CAPULETI

Fratello Montecchi, dammi la mano.

Questa la dote di mia figlia, di pi

Non posso domandare.

MONTECCHI

Ma io posso darti di pi. E infatti

Le innalzer una statua di oro puro,

In modo che fin quando Verona con quel nome

Sia conosciuta, non vi sia figura

Tanto esaltata quanto quella

Della pura e fedele Giulietta.

CAPULETI

E altrettanto ricca quella di Romeo

Giacer accanto a lei, povere vittime entrambi

Della nostra inimicizia!

PRINCIPE

Una cupa pace porta con s questo giorno.

Il sole per il dolore non mostra il capo,

Andiamo a parlare ancora di queste cose tristi.

Alcuni saranno perdonati, altri puniti.

Perch mai vi fu storia pi dolorosa

Di questa di Giulietta e del suo Romeo. Escono

    Questo copione è stato visto: