Rosso Malpelo
ROSSO MALPELO
COMMEDIA IN UN ATTO
DI JULES RENARD
Traduzione di GIOVANNI MARCELLINI
PERSONAGGI
Il signor LEPIC
PEL DI CAROTA
La signora LEPIC
ANNETTA
L'azione si svolge all'una del pomeriggio in un villaggio della Nivre.
Un cortile bene arredato e custodito da Pel di Carota. A destra un mucchio di fascine accatastate con bell'ordine da Pel di Carota. Un grosso ceppo sul quale Pel di Carota ha l'abitudine di sedersi. Una carriola e una zappa. 'Dietro il cumulo di fascine, in prospettiva fino in fondo al cortile, una capanna e diverse gabbie a tetto, per i polli, i conigli e per il cane. E' nella capanna che Pel di Carota passa le pi belle ore delle vacanze, quando fa cattivo tempo. Un albero nel mezzo del cortile, una panca circolare appi dell'albero. A sinistra, la casa dei Lepic, vecchia casa dall'aspetto di prigione. Un pianterreno elevato. Muri quasi altrettanto larghi che alti. In primo piano, la scala. Sei gradini e due ringhiere di ferro. Porta rafforzata da chiodi. Batacchio. Un paio di calzoni da cacciatore macchiati di fango appesi al muro. In secondo piano, una finestra a inferriata e scuri, dalla quale abitualmente la signora Lepic sorveglia Pel di Carota. Un pozzo formante nicchia nel muro. Nel fondo, a sinistra, porta grande in un'ala di muro. E? da questa porta che la gente entra ed esce liberamente. Nessun campanello. Un saliscendi. Nel fondo, a destra, un cancello per i veicoli, poi la strada e la campagna, un chiaro paesaggio di settembre, alberi di noce, prati, pagliai, una massera. Pel di Carota, a testa nuda, vestito succintamente. Veste gli abiti gi usati da suo fratello Felice. Una blusa scura, una cintura di cuoio nero con la piastra gialla dei collegiali, calzoni di tela grigia troppo corti, peduli di vivagno; niente cravatta al collo stretto e moscio della camicia. Capelli morbidi come paglia e del colore che prende la paglia quando ha passato l'inverno all'aperto, ammucchiata.
Il signor Lepic, giubba e calzoni di velluto, camicia bianca da signore inamidata, panciotto, niente cravatta, catena d'orologio d'oro. Largo cappello di paglia, stivali da caccia.
All'alzarsi del sipario Pel di Carota, nel fondo, d Verba ai suoi conigli. Viene in primo piano e toglie con la zappa Verbaccia dal cortile. Zappa, con aria annoiata, vicino alla sua carriola. Il signor Lepic apre la porta e appare sul primo gradino della scala, con un giornale in mano. Sentendo aprire la porta, Pel di Carota ha paura. Egli ha sempre paura.
Il signor Lepic - A chi tocca di venire a caccia?
Pel di carota - A me.
Il signor Lepic - Sei sicuro?
Pel di carota - S, pap, l'ultima volta hai portato mio fratello Felice, che uscito con mia madre, che andava dal signor curato. Ha portato con s le sue lenze: pescher tutta la sera, al mulino.
Il signor Lepic - E tu che fai, cost?
Pel di carota - Tolgo l'erbaccia dal cortile.
Il signor Lepic - Subito dopo colazione? Nuoce alla digestione.
Pel pi carota - Mia madre dice che fa molto bene. (Getta la zappa) Si parte?
Il signor Lepic - Oh, non c' fretta. Il sole ancora troppo caldo. Vado a leggere il giornale e a riposarmi.
Pel di carota - ( con rincrescimento) Come vuoi. ( prende la zappa) Ma sicuro che andremo?
Il signor Lepic - A meno che non piova.
Pel di carota - ( guardando il cielo) Non la pioggia ch'io temo... Non andrai mica senza di me?
Il signor Lepic - Non hai che da restar qui. Verr a prenderti.
Pel di carota - lo sono pronto. Devo mettermi solo il berretto e le scarpe... E se esci dal giardino?...
Il signor Lepic - Mi sentirai fischiare al cane.
Pel di carota - Fisehierai anche a me?
Il signor Lepic - Sta tranquillo.
Pel di carota - Grazie, pap. Io porter il carniere.
Il signor Lepic - Te lo cedo. Ne ho abbastanza del fucile.
Pel di carota - Prender un bastone per battere nelle siepi e far scappare le lepri. A fra poco, pap. Intanto io sradico l'erbaccia da questo cantuccio.
Il signor Lepic - Ti diverte?
Pel di carota - Non imi annoia. E faticoso al sole, ma all'ombra la zappa va da se. Eppoi, mia madre me l'ha ordinato. (Il signor Lepic lo guarda dare qualche colpo di zappa e rientra) Per precauzione vado a rinchiudere il cane che 'dorme. (Chiude la porta del canile) Cos il signor Lepic non potr 'dimenticarmi, perch lui non pu andare a caccia senza il cane, e il cane non pu andare a caccia senza di me. (Rumore di saliscendi alla porta del cortile. Pel di Carota crede sia la signora Lepic e si rimette a zappare. Una contadina spinge la porta ed entra nel cortile. Guarda Pel di Carota, il quale le volta le spalle e zappa con ardore. Essa attraversa il cortile, sale i gradini e bussa alPuscio di casa. Pl di Carota, stupito che la signora Lepic passi senza dirgli nulla di spiacevole, rischia un'occhiata di sghembo e si raddrizza) To'! Non la signora Lepic. Chi cercate signorina?
Annetta - ( vestita come una contadina che abbia messo ci che ha di meglio per presentarsi ai suoi nuovi padroni. Cuffia bianca, casacchino nero, sottana grigia, paniere sotto il braccio) La signora Lepic.
Pel di carota - (senza lasciare la zappa) E' uscita.
Annetta - Rientrer presto?
Pel di carota - Spero di s. Che desiderate?
Annetta - Sono la nuova serva, che la signora Lepic ha assunto gioved scorso a Lormes.
Pel di carota - (con aria d'importanza, lasciando la zappa) So, so. Mi aveva avvisato. Vi aspettavo da un giorno all'altro. La signora Lepic dal signor curato. E' inutile che entriate in casa. Non c' nessuno, tranne il signor Lepic, che fa il chilo e che non vuol essere disturbato. Del resto, la serva non lo riguarda. Sedetevi sulla scala.
Annetta - Non sono stanca.
Pel di carota - Venite di lontano?
Annetta - Da Lormes. E' il mio paese.
Pel di carota - E il vostro baule?
Annetta - L'ho lasciato alla stazione.
Pel di carota - E' pesante?
Annetta - C' soltanto la mia biancheria, dentro.
Pel di carota - Dir al fattore di prenderlo domattina col baroccino. Avete la ricevuta?
Annetta - Eccola.
Pel di carota - Guardate di non perderla. Come vi chiamate?
Annetta - Annetta Perreau.
Pel di carota - Annetta Perreau... Io vi chiamer Annetta. E' facile a pronunziarsi. Io sono Pel di Carota.
Annetta - Come?
Pel di carota - Pel di Carota. Non sapete?
Annetta - No.
Pel di carota - Il pi giovane dei ragazzi Lepic, quello che chiamano Pel di Carota. La signora Lepic non vi ha parlato di me?
Annetta - Affatto.
Pel di carota - Mi stupisce. Siete contenta di entrare al servizio della famiglia Lepic?
Annetta - Non so. Dipender...
Pel di carota - Naturalmente. La casa abbastanza buona.
Annetta - C' molto lavoro?
Pel pi carota - No. Dieci mesi su dodici, il signore e la signora Lepic vivono soli. C' un po' pi da fare quando siamo in vacanza, mio fratello ed io. Ma non mai un lavoro schiacciante.
Annetta - Oh, io sono forte!
Pel di carota - Sembrate robusta... Del resto, io vi aiuter. (Stupore di Annetta) Voglio dire... (Imbarazzato, si avvicina a lei) Sentite, Annetta, quando Bono in vacanza io non posso sempre giocare come un pazzarellone, e allora aiutarvi uno svago... Capite?
Annetta - (sgranando gli occhi) No. Voi m'aiutate? A far che, signor Lepic?
Pel di carota - Chiamatemi Pel di Carota... E' il mio nome.
Annetta - Signor Pel di Carota.
Pel di carota - Niente signore... signor Pel di Carota!... Se la signora Lepic vi sentisse, si torcerebbe dal gran ridere. Chiamatemi Pel di Carota, semplicemente, come io vi chiamo Annetta.
Annetta - Pel di Carota non un nome da cristiano. Voi dovete avere un altro nome, il nome di battesimo.
Pel di carota - Non lo usano pi dal giorno del battesimo... E' dimenticato.
Annetta - E dove lo avete preso cotesto soprannome?
Pel di carota - Me l'ha dato la signora Lepic per via del colore dei miei capelli.
Annetta - Sono biondi.
Pel di carota - Biondo ardente... Ma la signora Lepic li vede rossi, e ci vede bene, lei. Chiamatemi Pel di Carota.
Annetta - Non oso.
Pel di carota - Ma se ve lo permetto?
Annetta - Pel... di...
Pel di carota - Ma se ve l'ordino. E prendetela subito questa abitudine, perch da domani mattina - questa sera vado a caccia col signor Lepic da domattina ci divideremo il lavoro.
Annetta - Ma che cosa mi dite! (Ride).
Pel di carota - ( freddo) Siete di umor faceto, voi.
Annetta - Scusatemi. .
Pel di carota - Oh, non fa nulla... Mettiamoci dunque d'accordo, cos uno non intralcer l'altro. Noi due ci alziamo alle cinque e mezzo precise.
Annetta - Anche voi?
Pel di carota - S. Io faccio tutto un sonno, ma non posso stare in letto la mattina. Vi dester io. Le nostre due camere si toccano, vicino al solaio. Appena alzato, io mi occupo delle bestie. Le bestie sono la mia passione. Porto la zuppa al cane, il becchime alle galline, e l'erba ai conigli. Voi, dal canto vostro, accendete il fuoco e preparate la colazione per la famiglia Lepic. La signora Lepic...
Annetta - Vostra madre?
Pel di carota - S-. Prende il caff e latte. Il signor Lepic...
Annetta - Vostro padre?
Pel di carota - S,... non m'interrompete, Annetta,... il signor Lepic prende il caff nero, e mio fratello Felice la cioccolata.
Annetta - E voi?
Pel di carota - Voi, Annetta, i primi giorni vi vizieranno. Probabilmente prenderete il caff e latte come la signora Lepic; ma poi essa ci ripenser.
Annetta - E voi?
Pel di carota - Oh, io prendo quello che voglio, nella dispensa. Un po' di zuppa avanzata, mangio un pezzo di pane in fretta e furia... mi piace variare... o anche niente. Non ho gran fame quando m'alzo dal letto.
Annetta - A voi non piace la cioccolata come vostro fratello, signor Felice?
Pel di carota - No, perch guasta la pelle. Tutta la mattinata io lavoro ai compiti delle vacanze. Voi, Annetta, nel frattempo, non resterete con le mani in mano; prenderete le scarpe di tutti, e ungerete accuratamente gli stivali del signor Lepic.
Annetta - Va bene.
Pel di carota - Non date troppo lucido agli stivaletti, il lucido li brucia.
Annetta - Va bene, va bene.
Pel di carota - Fate i letti, le camere, i mobili. Ah, vi tirer su io i secchi d'acqua dal pozzo; non avrete che da chiamarmi; tm esercizio per me... Aspettate, vi faccio vedere. (Tira su a gran fatica un secchio d'acqua che lascia sull'orlo del pozzo) Questo mi fortifica... Ve ne tirer quanti ne vorrete, Annetta. Sapete cucinare un poco?
Annetta - So fare lo stufato.
Pel di carota - Non si fa altro, qua; ma starete poco ai fornelli. La signora Lepic una cuoca finissima, e quando ha appetito c' da leccarsi le dita. A mezzogiorno in punto, io scendo in cantina.
Annetta - Ah, la cantina affidata a voi?
Pel di carota - S, Annetta, a me. Eppoi la scala per scendervi pericolosa. Questa funzione mi rende: vendo le vecchie botti per mio conto, e metto il danaro nel cassetto della signora Lepic. Non abbiate timore, Annetta, se la chiave della cantina ce l'ho io, il vino non vi mancher mai.
Annetta - Oh, un goccio per pasto.
Pel di carota - Io, mai... Il vino mi va alla testa; bevo soltanto la nostra acqua, he la migliore del villaggio. Beninteso, voi servirete a tavola. I piatti si cambiano il meno possibile.
Annetta - Tanto meglio!
Pel di carota - E' perch non ce ne sono molti. Dopo mangiato, si rigoverna. Qualche volta io vi do una mano.
Annetta - A lavare i piatti?
Pel di carota - A metterli a posto, Annetta, quando si adopera il servizio buono.
Annetta - C' spesso gente?
Pel di carota - Raramente. Il signor Lepic non ama la compagnia; fa il muso agli invitati della signora Lepic, e allora questi non tornano pi. Per esempio, la sera, Annetta, io non ho niente da fare.
Annetta - Niente?
Pel di carota - Quasi niente. Mi occupo di qnesta o di quella cosa, fumo una sigaretta.
Annetta - Oh! oh!
Pel di carota - S, il signor Lepic me ne offre qualche volta; ci lo diverte perch il fumo mi disturba un poco lo stomaco. Lavoricchio, curo il giardino, coltivo i fiori, colgo un paniere di patate o di piselli secchi, che sbuccio a tempo perso.
Annetta - Che altro ancora?
Pel di carota - Oh, non mi ammazzo. Quando siete arrivata, stavo sradicando l'erbaccia del cortile, ma senza affannarmi. Le oche, col loro becco, farebbero pi alla svelta di me.
Annetta - E questo tutto?
Pel di carota - Tutto. Faccio anche qualche commissione per la signora Lepic, dalla droghiera, dalla fittavola, oppure, in citt, dal farmacista... e il rimanente del tempo sono libero.
Annetta - E vostro fratello Felice cosa fa tutto il giorno?
Pel di carota - Egli non mica venuto in vacanza per lavorare; non ha la mia salute, lui. E' delicato...
Annetta - Si riguarda?
Pel di carota - E' affar suo. Mentre io mi riposo un poco, dopo pranzo, voi Annetta... oh! ma questo penoso!... voi dovrete andare spesso al fiume.
Annetta - Sporcano molta biancheria?
Pel di carota - No, ma ci sono i calzoni da caccia del signor Lepic: quando piove, riporta chili di fango. Il fango si dissecca e s'incrosta nella stoffa. Bisogna insaponarli e sbatterli a lungo: c' da slogarsi una spalla. I calzoni del signor Lepic, Annetta, stanno ritti sull'acqua come vere gambe!
Annetta - Ma non usa stivaloni?
Pel di carota - N stivaloni, n uose. E neppure e li rimbocca. Il signor Lepic un vero cacciatore. In fondo, credo che faccia apposta a infangarsi per far dispetto alla signora Lepic...
Annetta - (curiosa) Litigano?
Pel di carota - ... ma siccome non la signora Lepic che va al fiume, il dispetto lo fa a voi. Peggio per voi, mia povera Annetta, io non posso farci nulla: la serva siete voi.
Annetta - Sono severi?
Pel di carota - ( confidenzialmente) Sentite a me, Annetta, altrimenti farete falsa strada: il signor Lepic che ha l'aria severa ed la signora Lepic che... Zitto! (Sente rumore e si precipita sulla zappa. Una donna passa nella strada. Egli si rincuora). Quel cardo l, mi dava noia!... S, Annetta... (Getta la zappa, siede sulla carriola, si mette un cesto di piselli sulle ginocchia e comincia a sbucciarli. Annetta ne prende una manciata) Oh, lasciate, approfittate dei pochi momenti che vi restano liberi... S, Annetta, il signor Lepic a prima vista impressiona, ma non Io si vede mai. E' sempre fuori, o a Parigi per un processo che non finisce mai, o a caccia, per rifornire la nostra dispensa. In casa un uomo preoccupato e taciturno. Non ride che sotto i baffi, e neanche tanto spesso! Solo quando mio fratello Felice fa qualche grossa buffonata... Gli piace farsi capire pi con un semplice cenno che con le parole. Se vuole del pane, non dice: Annetta, datemi del pane . Si alza e va a cercarlo da se finch voi non prendiate l'abitudine di accorgervi che ha bisogno di pane.
Annetta - E' un originale.
Pel di carota - Voi non lo cambierete di certo.
Annetta - Vi vuol bene?
Pel di carota - Credo. Mi vuol bene a modo suo, silenziosamente.
Annetta - Ma la lingua ce l'ha?
Pel di carota - S, Annetta, a caccia ne ha luna, e molto buona per il suo cane. Non ne ha per la famiglia.
Annetta - Neppure per litigare con la signora Lepic?
Pel di carota - No. Ma la signora Lepic parla e litiga da sola, e pi il signor Lepic tace, pi lei parla, con tutti, col signor Lepic che non risponde, con mio fratello Felice che risponde quando gli pare, con me che rispondo quando pare a lei, e col cane che agita la coda.
Annetta - E' un po' tcca, eh?
Pel di carota - Che dite? Fate attenzione, Annetta, che non sorda.
Annetta - maligna?
Pel di carota - Per voi, per la serva, in genere, non cattiva. Qualche volta vi chiamer ragazza mia , qualche altra idiota ; per il signor Lepic come se non esistesse; per mio fratello Felice, una mamma. Essa lo adora.
Annetta - E per voi?
Pel di carota - ( incerto) E' una mamma anche per me.
Annetta - Vi adora?
Pel di carota - Mio fratello ed io non abbiamo la stessa indole.
Annetta - Vi detesta, eh?
Pel di carota - Nessuno lo sa, Annetta. Chi dice che non mi pu soffrire e chi dice che mi vuole un gran bene, ma che lo nasconde.
Annetta - Voi dovreste saperlo meglio di chiunque.
Pel di carota - ( si alza e posa il cesto dei piselli vicino al muro) Certo che se lo nasconde, lo nasconde bene.
Annetta - Povero signorino!
Pel di carota - Un'ultima raccomandazione, Annetta. Non vi dimenticate, al tramonto...
Annetta - Avete un'aria cos gentile...
Pel di carota - Ah, voi trovate?... Ma pare che non bisogna fidarsene.
Annetta - No?
Pel di carota - Pare.
Annetta - Avete qualche piccolo 'diletto?
Pel di carota - Piccoli e grossi. Li ho tutti. (Conta sulle dita) Sono bugiardo, ipocrita, sudicio, e per di pi poltrone e testardo...
Annetta - Tutto insieme?
Pel di carota - E non finito. Ho il cuore duro, e russo... C' ancora un'altra cosa... Ah, tengo il muso; pare anzi che questo sia il principale mio difetto. E ei dice, che, nonostante le busse, non me ne corregger mai...
Annetta - Lei vi picchia?
Pel di carota - Oh, qualche schiaffo.
Annetta - Ha la mano lunga, eh?
Pel di carota - Come una racchetta.
Annetta - Vi d delle vere ceffate?
Pel di carota - ( con indifferenza) Non fanno male; ho la pelle dura, io. Ma il modo che mi umilia, perch sono ormai un giovanotto. Presto avr sedici anni!
Annetta - Non posso credere che siate un cattivo soggetto.
Pel di carota - Un poco di pazienza, e vedrete.
Annetta - Non lo credo.
Pel di carota - La signora Lepic vi convincer.
Annetta - Se io vorr.
Pel di carota - Con le buone o con le cattive, Annetta, lei vi rivolter come un guanto, ed io non vi consiglio di farle resistenza.
Annetta - Mica mi manger?
Pel di carota - Non esiterebbe!...
Annetta - Cspita!...
Pel di carota - Voglio dire che non esiterebbe a scaraventarvi fuori dell'uscio.
Annetta - E se me ne andassi subito?
Pel di carota - ( inquieto) Aspettate qualche giorno. La signora Lepic far buona accoglienza alla vostra faccia nuova. Potete contare su un mese di buona grazia da parte sua, e fino a che non vi prender in uggia, restate qui, Annetta; non ci starete peggio che altrove. Ep-poi, per me andate bene... quanto un'altra.
Annetta - Vi garbo?
Pel di carota - Non mi dispiacete, e sono persuaso che se mettiamo ciascuno un poco di buona volont, s'andr avanti benissimo.
Annetta - Me l'auguro.
Pel di carota - Ma dite sempre come la signora Lepic, siate sempre dalla parte sua, contro di me.
Annetta - Sarebbe bella!
Pel di carota - Almeno in apparenza, nel reciproco interesse; niente poi v'impedir, quando saremo soli, di tornare buoni amici.
Annetta - Oh, questo ve lo prometto.
Pel di carota - Vedete, Annetta, che cuore duro ho io? Mi confido con la prima venuta.
Annetta - Fatto sta che non siete superbo.
Pel di carota - Vi prego soltanto di non darmi mai del tu. L'altra serva mi dava del tu con la scusa che lei era vecchia e questo mi dava ai nervi. Chiamatemi Pel di Carota, come tutti...
Annetta - (con discrezione) No, no.
Pel di carota - ...e non mi date del tu.
Annetta - Non sono una sfacciata, io. Vi giuro che...
Pel di carota - Va bene, va bene, Annetta. Vi dicevo che ho un'ultima raccomandazione da farvi. Il signor Lepic ed io andremo tra poco a caccia. Siccome rincasiamo tardi, io ingoio la mia zuppa e me ne vado a letto, stracco morto. Non dimenticate, dunque, questa sera, di rinchiudere le bestie. D'altronde spetta sempre a voi rinchiuderle.
Annetta - Qualche passo di pi o di meno!
Pel di carota - Oh! eh! Annetta, le prime volte che traverserete questo cortile di notte, senza lanterna, con la pioggia sulle spalle, il vento tra le sottane...
Annetta - Sar fortunata se non mi buscher un malanno...
Pel di carota - Ieri sera, poich voi non c'eravate, ho dovuto rinchiuderle io le bestie, e vi assicuro, Annetta, che fa impressione.
Annetta - Siete dunque pauroso?
Pel di carota - Oh, no, scusate, io non sono pauroso. La signora Lepic ve lo dir lei stessa. Sono tutto ci che lei vorr, ma sono coraggioso. Guardate quella capanna. E' l che mi rifugio quando c' il temporale. Ebbene, Annetta, i pi tremendi tuoni non mi fanno smettere di giocare una partita ai quattro cantoni.
Annetta - Da solo?
Pel di carota - E' altrettanto divertente che giocarla in parecchi. Quando ho un pegno bacio la mia mano o il muro. Vedete se ho paura! Ma ognuno ha le proprie incombenze, Annetta, e una delle vostre, secondo le istruzioni della signora Lepic, di rinchiudere le bestie la sera, e voi le rinchiuderete.
Annetta - Oh, non il caso di stare gi a litigare per questo; lo far, non sono una fi fon a.
Pel di carota - Io neppure! Annetta, io non ho paura di niente, e di nessuno. Proprio cos, di nessuno. (Con autorit) Ma qui si tratta di sapere chi di noi due deve rinchiudere le bestie; ora la signora Lepic vuole, vuole assolutamente...
La signora Lepic ( - comparendo) Pel di Carota, le rinchiuderai tu, tutte le sere. (La signora Lepic, capelli spartiti sulla fronte, abito intero marrone, un fermaglio al collo, un ombrellino in mano. Al momento in cui Pel di Carota diceva : Io non ho paura di niente, e di nessuno essa aveva aperto la porta ed ascoltava con sorpresa, diritta, secca, muta, con la risposta pronta).
Pel di carota - S, mamm. (Afferra la zappa e volta la schiena; si rimpicciolisce; pare voglia scavare una buca nella terra per cacciarvisi dentro).
Annetta - (curiosa e intimidita, saluta la signora Lepic) Buongiorno, signora.
La signora Lepic - Buongiorno, Annetta. E' molto tempo che siete qui?
Annetta - No, signora, ira quarto d'ora.
La signora Lepic - (a Pel di Carota) Tu non potevi venire a chiamarmi?
Pel di carota - Stavo per farlo, mamm.
La signora Lepic - Ne dubito.
Pel di carota - Non vero, Annetta?
Annetta - Sissignora.
La signora Lepic - Potevi almeno farla entrare. Non t'insegnano l'educazione al tuo collegio?
Annetta -Stavo qui, signora, e discorrevo col signorino...
La signora Lepic (sospettosa) Ah, discorrevate col signorino Pel di Carota... E' un bel parlatore...
Pel di carota - Mamm, la informavo...
La signora Lepic - (a Pel di Carota) Sulla famiglia? (Ad Annetta) Deve avervene dette, eh?
Annetta - Lui, signora! E' un cos bravo giovinetto.
La signora Lepic - Oh! oh! Annetta, vedo che non ha perduto tempo con voi. (A Pel di Carota) Levati le mani dalle tasche. Finir col cucirtele. (Pel di Carota leva te mani dalle tasche) Guardate un po' quegli stecchi... Consumerebbe un vasetto di pomata tutte le mattine se glielo dessimo. (Pel di Carota si liscia 'i capelli) E la cravatta?
Pel di carota - ( la cerca al collo) Hai detto che la cravatta non occorre in campagna.
La signora Lepic - S, ma eccoti con la blusa sporca. Se al mondo ci fosse una sola zacchera, quella sarebbe per te.
Pel di carota - ( guarda di sbieco e vede che ha la spalla sporca di terra) E' la zappa.
La signora Lepic - (con un gesto scoraggiato) Cos', zappi la tua blusa adesso?
Annetta - (posando il paniere sul banco) Gli dar io una spolverata, signora.
La signora Lepic - Ma egli ha proprio fatto la vostra conquista, Annetta!... Avete la fortuna di essere nelle buone grazie del signor Pel di Carota. Non una cosa da tutti. Lasciate, lasciate, si pulir da se. (Premurosa) Dovete essere stanca, figliuola mia; entrate in casa per rinfrescarvi e riposarvi un poco in camera vostra. (Apre l'uscio di casa, e dall'alto della scala) Pel di Carota, vai a prendere in cantina una bottiglia di vino.
Pel di carota - S, mamm.
La signora Lepic - E corri alla masseria a prendere una tazza di panna.
Pel di carota - S, mamm.
La signora Lepic - Spicciati! E dopo... (Ad Annetta) Il vostro baule alla stazione?
Annetta - Sissignora.
La signora Lepic - Pel di Carota andr a prenderlo con la carriuola.
Pel di carota - Ah!
La signora Lepic - Cos', ti disturba?
Pel di carota - Debbo far presto.
La signora Lepic - Hai il fuoco nel sedere?
Pel di carota - No, mamm, ma devo andare a caccia fra poco, con pap.
La signora Lepic - Ebbene, non andrai a caccia fra poco... con pap.
Pel di carota - Gli che il mio pap...
La signora Lepic - Ti ho gi fatto osservare che ridicolo, alla tua et, dire il mio pap.
Pel di carota - Gli che mio padre mi ha chiesto di andarci, e io ho promesso.
La signora Lepic - Sprometterai. Dov' tuo padre?
Pel di carota - Sta facendo il chilo.
La signora Lepic -(ridiscende
e va verso Pel di Carota, il quale retrocede e solleva il gomito) Che
significa cotesto gesto? Annetta pu credere ch'io ti faccia paura.
Non voglio che tu vada a caccia.
Pel di carota - Sta bene, mamm. Che cosa dovr dire a mio padre?
La signora Lepic - Dirai che hai cambiato idea. E' inutile lambiccarsi il cervello. Mi capisci? Non potresti rispondermi quando ti parlo?
Pel di carota - S, madre mia. S, mamm.
La signora Lepic - (con lo stesso tono) S, mamm. Hai il broncio?
Pel di carota - No, non ho il broncio.
La signora Lepic - S, hai il broncio. Perch, poi? Tu non ci tenevi mica gran che a questa partita di caccia.
Pel di carota - ( con sorda rivolta) Non ci tenevo.
La signora Lepic - Oh, testa di legno! (Risale la scala) Oh, mia cara Annetta! Non facile domarlo, quello l!
Annetta - Eppure sembra tanto docile.
La signora Lepic - Lui, niente lo scuote. Un cuore di pietra, non ama nessuno. Non vero, Pel di Carota?
Pel di carota - S, mamm.
La signora Lepic - (che sa ci che vuol significare) No, mamm. Ah, se non avessi il mio Felice! (Entra con Annetta e chiude la porta, ma si ferma in ascolto dietro di essa. E' una delle sue furberie).
Pel di carota - Sfumata la mia partita di caccia! Cos imparer una volta di pi!
La signora Lepic - (riapre la porta) Hai finito di brontolare fra i denti? (Sente venire il signor Lepic e chiude la porta. Pel di Carota si rimette a zappare. Il signor Lepic appare al cancello, il fucile a bandoliera e il carniere in mano per Pel di Carota).
Il signor Lepic - Andiamo, sei pronto?
Pel di carota - Ti dir, pap, ho cambiato idea. Non vengo a caccia.
Il signor Lepic - Che cosa ti salta?...
Pel di carota - Non mi va pi.
Il signor Lepic - Strano tipo che sei!... Fa come ti pare, ragazzo mio! (Si mette il carniere sulla spalla).
Pel di carota - Tu puoi fare a meno di me?
Il signor Lepic - Meglio di te, che della selvaggina.
Annetta - (va verso Pel di Carota con una tazza in mano) La signora Lepic mi manda a dirvi che andiate di corsa alla masseria a prendere una tazza di panna.
Pel di carota - ( gettando la zappa) Vado. (Al signor Lepic che si allontana) Arrivederci, pap, buona caccia.
Annetta - E' il signor Lepic?
Pel di carota - S.
Annetta - Ha l'aria seccata.
Pel di carota - Non gli piace che io gli auguri buona caccia: porta scalogna.
Annetta - Gli avete detto che la signora Lepic vi ha proibito di accompagnarlo?
Pel di carota - Ma no, Annetta. Non avete sentito la signora Lepic? Ho detto semplicemente che ho cambiato idea.
Annetta - Vi trover un po' capriccioso.
Pel di carota - C' abituato.
Annetta - Ma come vi parla, la signora Lepic!
Pel da carota - E' stata anzi poco male, poich eravate arrivata voi.
Annetta - S! Io mi sentivo a disagio.
Pel di carota - Ci farete l'abitudine.
Annetta - Ma al vostro posto, io avrei detto la verit al signor Lepic.
Pel di carota - ( prendendo la tazza dalle mani di Annetta) Qual' il mio scopo, Annetta? Evitare gli schiaffi. Ora, qualunque cosa io faccia, il signor Lepic non alza mai la mano; parla cos poco, lui, che non mi sgrida neppure; mentre al minimo pretesto, la signora Lepic... (Alza la mano, lascia cadere la tazza, e guarda verso la finestra).
Annetta - (raccogliendo i cocci) Non abbiate paura, sono io che l'ho rotta... Al vostro posto, io avrei detto la verit.
Pel di carota - Supponiamo, Annetta, che io denunzi la signora Lepic e che il signor Lepic prenda le mie difese, credete che se il signor Lepic ne desse alla signora Lepic per causa mia, la signora Lepic non riuscirebbe a ricacciarmi in un angolo per darmene altrettante?
Annetta - Avete un padre... e una madre!
Pel di carota - Non tutti possono essere orfani.
Il signor Lepic - (riappare al cancello del cortile) Dov' il cane? E' un'ora che lo chiamo.
Pel di carota - Nel canile, pap. (Va ad aprire la porticina del canile).
Il signor Lepic - L'avevi rinchiuso?
Pel di carota - ( involontariamente) S... per precauzione... per te.
Il signor Lepic - Solamente per me? E' strano. Pel di Carota, bada. Tu hai un carattere bizzarro, lo so, e io evito di contrastarti. Ma quello che non posso tollerare che tu ti burli di me!
Pel di carota - Oh, pap, non ci mancherebbe altro!
Il signor Lepic - Che diavolo! Se non ti burli di me, spiegami allora i tuoi capricci, come mai tu vuoi e, improvvisamente, non vuoi pi la stessa cosa.
Annetta - (avvicinandosi a Pel di Carota) Ma spiegate... (Al signor Lepic) Buongiorno, signore. .
Pel di carota - ( al signor Lepic, che sorpreso) E' la nuova serva, pap; arrivata adesso e non al corrente.
Annetta - Spiegategli che non siete voi che non volete pi.
Pel di carota - Annetta, se v'impicciaste dei fatti vostri!
Il signor Lepic - Non sei tu? Che significa? Rispondi. Vuoi rispondermi una buona volta, Santo Dio! (Pel di Carota, col piede, raspa la terra).
La signora Lepic - (apre la finestra da cui osserva senza poter intendere; poi con voce dolce) Annetta, avete detto a mio figlio Pel di Carota di andare alla masseria?
Annetta - Sissignora.
La signora Lepic - Hai tutto il tempo, vero, Pel di Carota, dal momento che non ti va pi di andare a caccia?
Pel di carota - (come liberato) S, mamm.
Annetta - (indignata, sottovoce al signor Lepic) E lei che glielo ha proibito.
La signora Lepic - Va', cocco mio, ti servir per una passeggiata.
Il signor Lepic - Non ti muovere.
La signora Lepic - Sbrigati, sii gentile. (Pel di Carota si slancia).
Il signor Lepic - T'ho detto di non muoverti. (Pel di Carota, preso tra due fuochi, s'arresta).
La signora Lepic - E cos, mio piccolo Pel di Carota?
Il signor Lepic - (senza guardare la signora Lepic) Che lo si lasci in pace. (Pel di Carota, per l'emozione, cade a sedere).
La signora Lepic - (interdetta) Se rientraste, Annetta, invece di starvene l a bocca aperta davanti a quei signori? (Chiude a mezzo la finestra).
Annetta - Sissignora. (Si avvicina a Pel di Carota) Vedete?...
Pel di carota - Avete creato un bel pasticcio.
Annetta - Non mento mai, io.
Pel di carota - Fate male. Non ci metterete di certo le radici in questa casa.
Annetta - Oh, trover un altro posto. Sono una ragazza onesta.
Pel di carota - ( borbottando) M'importa assai!...
Annetta - Siete in collera con me?
La signora Lepic - (riaprendo impazientemente la finestra) Annetta?
Il signor Lepic - (si toglie il carniere e lo consegna ad Annetta insieme al fucile) Portate via.
Annetta - Non sar mica carico?
Il signor Lepic - S. (Annetta rientra in casa) E adesso mi risponderai?
Pel di carota - Quella ragazza poteva pur tenersi la lingua in bocca, ma ha detto la verit. Mia madre mi ha proibito di venire a caccia questa sera.
Il signor Lepic - Perch?
Pel di carota - Oh! Vaglielo a domandare.
Il signor Lepic - Ti avr detto un motivo?
Pel di carota - Essa non ha conti da rendermi.
Il signor Lepic - Ha bisogno di te?
Pel di carota - Ha sempre bisogno di me.
Il signor Lepic - Le hai fatto qualcosa?
Pel di carota - Lo saprei. Quando faccio qualcosa a mia madre, essa me lo dice ed io saldo subito il conto. Ma questa settimana sono stato buonissimo.
Il signor Lepic - Dunque, tua madre ti proibisce di venire a caccia?
Pel di carota - Mi proibisce tutto quello che pu.
Il signor Lepic - E di venire con me?
Pel di carota - Per l'appunto.
Il signor Lepic - Senza una ragione?... Che cosa le pu importare?
Pel di carota - Le dispiace perch fa piacere a me.
Il signor Lepic - Questo l'immagini tu.
Pel di carota - Ecco, tu gi dubiti...
Il signor Lepic - (fa
gualche passo in lungo e in largo,
s'avvicina a Pel di Carota e gli passa la mano sui capelli)
- Alza un po' questi ciuffi, che ti cadono sempre sugli occhi... Cos'hai
sul cuore? (Silenzio di Pel di Carota, angosciato) Parla.
Pel di carota - ( rialzando la testa, risoluto) Pap, voglio andarmene di casa.
Il signor Lepic - Che dici?
Pel di carota - Vorrei andarmene di casa.
Il signor Lepic - Perch?
Pel di carota - Perch non amo pi mia madre.
Il signor Lepic - (in tono canzonatorio) Non ami pi tua madre, Pel di Carota? Oh, spiacevole. E da quando?
Pel di carota - Da quando la conosco... a fondo.
Il signor Lepic - Ecco una cosa sorprendente, Pel di Carota. Un figlio che non ama pi sua madre, grave.
Pel di carota - Ti prego, pap, d'indicarmi il mezzo migliore per separarmi da lei.
Il signor Lepic - Non so. Tu mi stupisci. Separarti da tua madre! Ma se la vedi appena durante le vacanze, due mesi all'anno.
Pel di carota - Son due mesi di troppo. Ascolta, pap ; ci sono diversi mezzi: prima di tutto potrei restare in collegio tutto l'anno.
Il signor Lepic - Ti annoieresti a morte.
Pel di carota - Sgobberei, mi preparerei alla classe superiore. Autorizzami a passare le vacanze in collegio.
Il signor Lepic - E cos non ti si vedrebbe pi dal principio alla fine dell'anno.
Pel di carota - Potresti venire a trovarmi laggi.
Il signor Lepic - I viaggi di piacere costano cari.
Pel di carota - Approfitteresti dei tuoi viaggi di affari, un giro un po' pi lungo...
Il signor Lepic - Ci metteresti in brutta luce, perch il favore che tu mi chiedi riservato agli allievi poveri.
Pel di carota - Tu dici spesso che non sei ricco.
Il signor Lepic - Ma non a questo punto. Si crederebbe che ti abbandono.
Pel di carota - Allora, (mettiamo da parte gli studi. Toglimi di collegio col pretesto che non faccio progressi, e imparer un mestiere.
Il signor Lepic - Quale sceglieresti?
Pel di carota - Non ne mancano nel commercio, nell'industria, nell'agricoltura.
Il signor Lepic - Vuoi che ti metta da un falegname in citt?
Pel di carota - Volentieri.
Il signor Lepic - O da un calzolaio?
Pel di carota - Volentieri, purch possa guadagnarmi da vivere.
Il signor Lepic - Oh! Mi permetterai -di aiutarti ancora?
Pel di carota - Certo, per un anno o due, se sar necessario.
Il sicnor Lepic - Tu sogni, Pel di Carota! Mi sarei forse imposto dei sacrifici per vederti alla fine inchiodar suole o piallar tavole?
Pel di carota - ( scoraggiato) Oh, pap, tu mi canzoni !
Il sicnor Lepic - In verit, lo meriteresti. Ma ci pensi? Tuo fratello Felice laureato, forse, e tu ciabattino!
Pel di carota - Pap, mio fratello felice in famiglia.
Il sicnor Lepic - (si siede sulla panca) E tu non lo sei? Per qualche leggero rimprovero? Ragazzate!
Pel di carota - ( quasi a se stesso) Ci sono ragazzi talmente infelici che gi uccidono.
Il signor Lepic - E' molto raro.
Pel di carota - Ma accade.
Il signor Lepic - (sempre in tono canzonatorio) Vorresti suicidarti?
Pel di carota - Di tanto in tanto, s.
Il signor Lepic - Ci hai provato?
Pel di carota - Due volte.
Il signor Lepic - Quando si fa cecca la prima volta si fa cecca sempre.
Pel di carota - Ammetto che la prima volta non ero proprio deciso. Volevo soltanto provare ohe effetto fa. Ho tirato dal pozzo un secchio d'acqua e ci ho messo la testa dentro. Chiusi il naso e la bocca e aspettavo l'asfissia, quando con lo stesso scapaccione la signora Lepic - mia madre! - rovescia il secchio e mi restituisce il respiro. (Ride. Il signor Lepic ride anche lui sotto i baffi) (Non ero affogato, ero solamente bagnato dalla testa ai piedi. Mia madre credette che non sapessi pi che cosa inventare per sporcare l'acqua e avvelenare tutta la famiglia.
Il signor Lepic - E per quale motivo ti volevi affogare?
Pel di carota - Non ricordo pi che cosa avessi fatto quel giorno a mia madre. Il mio primo suicidio non che una bambinata: ero troppo piccolo. Il secondo stato serio.
Il signor Lepic - Oh! oh! con che cipiglio lo dici, Pel di Carota.
Pel di carota - Ho voluto impiccarmi.
Il signor Lepic - E sei qui? Avevi tanta voglia d'impiccarti quanta di annegare.
Pel di carota - Ero salito sul fienile della capanna, e avevo attaccato una corda alla trave... quella grossa, sai?
Il sicnor Lepic - Quella di mezzo.
Pel di carota - Avevo fatto un nodo scorsoio e vi avevo gi passato il collo. Tenevo i piedi uniti sull'orlo del fienile, e le braccia incrociate, cos...
Il signor Lepic - S, s Pel di carota Vedevo la luce per le fessure delle tegole.
Il signor Lepic - (turbato) Avanti, dunque!
Pel di carota - Stavo per spingermi nel vuoto, quando mi sento chiamare.
Il signor Lepic - (sollevato) E sei disceso?
Pel di carota - S.
Il sicnor Lepic - Tua madre ti aveva ancora salvato la vita.
Pel di carota - Se fosse stata mia madre a chiamarmi, adesso sarei chiss dove. Son disceso perch eri tu, pap, che mi chiamavi.
Il signor Lepic - Davvero?
Pel di carota - ( guardando dalla parte del fienile) Vuoi che ci risalga? La corda c' sempre. (Il signor Lepic si dirige verso la capanna ed esita) Va', entra. Io dico bugie solo con mia madre.
Il signor Lepic - (non entra, torna indietro e afferra la mano di Pel di Carota) A questo punto ti maltratta?
Pel di carota - Lasciami andar via.
Il signor Lepic - Perch non ti lamentavi?
Pel di carota - Perch lei mi proibiva soprattutto di lamentarmi. Addio, pap.
Il signor Lepic - No, tu non te ne andrai. Io t'impedir di fare una cosa simile. Ti terr sempre vicino a me, e ti giuro che d'ora in poi nessuno ti tormenter pi.
Pel di carota - Che cosa vuoi he faccia qui, dal momento che non amo pi mia madre?
Il signor Lepic - (gli sfugge la frase) Ed io, credi dunque che l'ami? (Passeggia agitato).
Pel di carota - ( seguendolo) Che cosa hai detto, pap?
Il signor Lepic - (con forza) Ho detto: ed io, credi dunque che l'ami?
Pel di carota - ( raggiante) Oh, pap, temevo di aver sentito male.
Il signor Lepic - Ti fa piacere, questo?
Pel di carota - Pap, siamo in due. Zitto! Ci sta spiando dalla finestra.
Il signor Lepic - Vai a chiudere gli curi.
Pel di carota - Oh, no, mi fulminerebbe dai vetri.
Il signor Lepic - Hai paura?
Pel di carota - Oh, s. Chiudili te, pap. (Il signor Lepic, con le spalle voltate alla finestra, chiude gli scuri) Che coraggio hai di chiuderle gli scuri in faccia in pieno giorno!... Ed ora, che succeder?
Il signor Lepic - Ma niente, sciocchino.
Pel di carota - E se essa li riapre?
Il signor Lepic - Io li richiuder. Ma ti terrorizza tanto?
Pel di carota - Tu non puoi sapere... sei un uomo, tu. Mi terrorizza al punto che se ho il singhiozzo e lei appare, trac! il inghiozzo mi passa.
Il signor Lepic - Ma nervoso, questo.
Pel di carota - Ne sono malato.
Il signor Lepic - Tuo fratello Felice non ha paura, lui.
Pel di carota. - Mio fratello Felice? ammirevole, lui. Io dovrei detestarlo perch lei lo vizia, e invece lo amo perch le tiene testa. Quando, per esempio, lei lo minaccia, egli afferra subito un manico di scopa, e lei non s'avvicina pi. Che tipo! Per questo lei preferisce prenderlo con le buone: dice che di natura troppo suscettibile, che non si otterrebbe niente con le busse, che invece sono meglio applicabili alla mia natura.
Il signor Lepic - Imita tuo fratello... Difenditi.
Pel di carota - Oh, se osassi! Non oserei neppure se fossi maggiorenne, e si "ohe sono forte io, senza averne l'aria. Lotterei con un bue! Ma vedermi armato di un manico di scopa contro mia madre! Essa crederebbe che voglia portarlo a lei, dalle mie passerebbe nelle sue mani, forse mi ringrazierebbe anche.., eppoi, gi btte!
Il signor Lepic - Scappa.
Pel di carota - Le gambe non mi reggerebbero; mi paralizza. Eppoi, bisognerebbe sempre ritornare. E' ridicolo, eh, pap, avere sino a questo punto paura della propria madre! Non fa anche a te un po' di paura?
Il signor Lepic - A me?
Pel di carota - Tu non la guardi mai in faccia.
Il signor Lepic - Per altre ragioni.
Pel di carota - Quali ragioni, pap... Oh!...
Il signor Lepic - Che c' ancora?
Pel di carota - Pap, l che ascolta dietro l'uscio. (Effettivamente la signora Lepic ha socchiuso la porta. Sorpresa in fallo, l'apre, scende la scala, arrestandosi qua e l per raccattare qualche stecco di fascina).
La signora Lepic - (a Pel di Carota) Se ti scostassi, Pel di Carota... Alza un po' il piede, per favore. (Il signor Lepic osserva il gioco della signora Lepic e improvvisamente perde la pazienza).
'Il signor Lepic - (senza guardare in faccia la signora Lepic) Che cosa fate qua?
Pel di carota - Oh! oh! (Va a nascondersi nella capanna).
La signora Lepic - (fintamente sottomessa) Potr almeno raccogliere qualche stecco di fascina?
Il sicnor Lepic - Andatevene!
La signora Lepic - (Ita un principio di crisi, e porta il fazzoletto alle labbra. Annetta, sentendo rumore di voci, appare sulla scala) Ecco come mi si parla davanti a un'estranea, e davanti ai miei figli che mi devono rispetto. Dio mio, ma che cosa ho dunque fatto per essere trattata come l'ultima delle creature!
Il signor Lepic - (calmo, ad Annetta) Vi avverto, Annetta, che la signora sta per avere una crisi; ma una finzione. Si torcer le braccia, ma fate attenzione, perch non graffier che voi; morder il fazzoletto, ma senza inghiottirlo; minaccer di andare a gettarsi nel pozzo, ma c' un'inferriata intorno. Far mostra di correre dappertutto eome una pazza, ma andr direttamente dal curato.
La signora Lepic - (soffocando) Mai pi, mai pi rimetter piede in questa casa'.
Il signor Lepic - Arrivederci a questa sera.
La signora Lepic - (gi in strada, con voce che si allontana) Oh Signore, quando lascerete finalmente cadere su di me uno sguardo di misericordia?
Annetta - Io seguo la signora. E' in uno stato!...
Il signor Lepic - Commedia! (Annetta esce. Il signor Lepic cerca con gli occhi Pel di Carota) Dove sei? (Lo scorge nella capanna) Codardo!
Pel di carota - E' andata via?
Il sicnor Lepic - Ma s, puoi uscire dalla tua tana.
Pel di carota - ( va a vedere fuori e torna) Come corre! Io avevo la colica... Andatevene! Andatevene!
Il sicnor Lepic - Non se l' fatto ripetere due volte.
Pel di carota - Oh, no! Ma sei terribile, tu.
Il signor Lepic - Ti pare?
Pel di carota - Sentimi le mani.
Il signoh Lepic - Tremi.
Pel di carota - Adesso la far scontare a me.
Il signor Lepic - Vedi bene che so proteggerti.
Pel di carota - Grazie, pap.
Il signor Lepic - E tutte le volte che ci sar bisogno.
Pel di carota - Si, quando ci sarai. Ma che mai avr potuto fare anche a te, perch tu possa trattarla a quel modo? Perch tu sei giusto, pap: se non l'ami pi, vuol dire ch'essa ti ha fatto qualcosa di molto grave! Tu hai dei pensieri, pap. Lo sento. Confidameli.
Il signor Lepic - Ho il mio processo.
Pel di carota - Confesso che quello mi interessa poco.
Il signor Lepic - Oh! Ma non sai che un giorno potresti ritrovarti sul lastrico?
Pel di carota - E che mi fa? Confidami piuttosto le tue noie... con lei. Sono troppo giovane? Non tanto quanto credi. Ho gi un dente del giudizio che spunta.
Il signor Lepic - Invece io ne ho perso uno. Cos siamo pari, Pel di Carota, e il numero dei denti in famiglia resta invariato.
Pel di carota - T'assicuro, pap, che io rifletto abbastanza per la mia et. Ho letto molto, in collegio; libri proibiti che gli esterni ci prestavano... Romanzi.
Il signor Lepic - Scemenze.
Pel di carota - Eh, eh, ma istruiscono. Ynoi che indovini, vuoi che ti faccia una domanda? A caso, naturalmente. Se mi trovi troppo curioso, non rispondermi. Te la faccio?
Il sicnor Lepic - Domanda.
Pel di carota - Mia madre avrebbe forse commesso...
Il signor Lepic - (seduto sulla panca) Un delitto?
Pel di carota - Oh, no.
Il signor Lepic - Un peccato?
Pel di carota - Ecco, s.
Il signor Lepic - Questo riguarda il curato.
Pel di carota - E anche te riguarda, perch sarebbe sopratutto una colpa, mi capisci? (Con sforzo) Aiutami dnque, pap, una colpa... (Suda).
Il signor Lepic - Non capisco.
Pel di carota - ( d'un fiato) Una grande colpa contro la morale, il dovere e l'onore?
Il signor Lepic - Che diavolo stai dicendo, Pel di Carota?
Pel di carota - Mi sono ingannato?
Il signor Lepic - Ne hai delle carine, tu!
Pel di carota - - lo non do nessuna importanza alla mia idea.
Il signor Lepic - Rassicurati, tua madre una donna onesta.
Pel di carota - Ah! Tanto meglio per la famiglia!
Il signor Lepic - Ed io pure, Pel 'di Carota, sono un nomo onesto.
Pel di carota - Oh, pap, per ei che ti riguarda, io non ne ho mai dubitato.
Il signor Lepic - Ti ringrazio.
Pel di carota - E non sarebbe la stessa cosa
Il signor Lepic - Sei pi avanti di quanto credessi.
Pel di carota - Le mie letture!... Da quello che ho letto, sempre questo che mette lo scompiglio nel matrimonio
Il sicnor Lepic - Questo, nella nostra famiglia, non c.
Pel di carota - ( puntando un dito sulla fronte) Cerco qualche altra cosa.
Il signor Lepic - Cerca perch l'onest 'di cui tu parli non sufficiente per farsi buona compagnia tra marito e moglie.
Pel di carota - Che altro ci vuole? Quello che si chiama amore?
Il signor Lepic - Permettimi 'di dirti che ti servi di una parola di cui ignori il senso.
Pel di carota - Evidentemente, ma io cerco
Il signor Lepic - Lascia stare, non ci riusciresti. Quel che occorre in un matrimonio, Pel di Carota, quel che opratutto necessario, l'accordo, la solidariet...
Pel di carota - La compatibilit dei caratteri.
Il signor Lepic - Ecco. Ora, il carattere della signora Lepic l'opposto del mio.
Pel di carota - Cento che non vi rassomigliate affatto.
Il signor Lepic - Oh, noi lo detesto le chiacchiere, il disordine, le menzogne... e i curati.
Pel di carota - Cosi, non ve la intendete? Oh, perdiaci, lo intuivo, lo notavo da tante cose... Ed molto che... non simpatizzate pi?
Il signor Lepic - Quindici o sedici anni.
Pel di carota - Diamine! Sedici anni... l'et mia.
Il signor Lepic - Infatti, quando tu sei nato l'accordo fra tua madre e me era gi tramontato.
Pel Di (Arota - La mia nascita avrebbe dovuto riavvicinarvi.
Il signor Lepic - No, tu venivi troppo tardi, in mezzo alle nostre ultime baruffe. Noi non ti desideravamo. Mi domandi la verit, e te la dico ; pu servirti per comprendere tua madre.
Pel di carota - Non si tratta di me... Volevo dire che, all'occasione, al minimo pretesto, marito e moglie si riconciliano. "
Il signor Lepic - Una volta, due .volte, dieci volte, non sempre.
Pel di carota - Ma un'ultima volta...?
Il signor Lepic - Oh! Io non ci casco pi!
Pel di carota - ( poggia un piede sulla panca) Come mai, col tuo spirito di osservazione, hai potuto sposare mamm?
Il signor Lepic - E che ne sapevo? Ci vogliono amu\ Pel di Carota, per conoscere una donna, la propria moglie, e quando si conosciuta, non c' pi rimedio.
Pel di carota - E il divorzio? A ohe cosa serve?
Il signor Lepic - Impossibile. Altrimenti... S, nauseato da questa esistenza stupida, ho fatto delle proposte. Essa ha rifiutato.
Pel di carota - Sempre lei!
Il signor Lepic - Era nel suo diritto. Io non ho da rimproverarle, come te, del resto, che d'essere insopportabile. Questo sufficiente, forse, perch tu l'abbandoni; non sufficiente perch io me ne liberi.
Pel di carota - ( si siede vicino al signor Lepic) Insomma, pap, tu sei infelice?
Il signor Lepic - Direi.
Pel di carota - Infelice quanto me?
Il signor Lepic - Se questo pu consolarti.
Pel di carota - Mi consola fino a un certo punto. M'indigna soprattutto. Io, passi. Non sono che suo figlio, ma tu, il padre, il padrone, insensato, vien voglia di ribellarsi. (Si alza, mostra i pugni alla finestra) Ah! Cattiva, cattiva! Meriteresti...
Il signor Lepic - Pel di Carota!
Pel di carota - Oh, uscita!
Il signor Lepic - Quel gesto!
Pel di carota - Sono esasperato, per causa tua... Che donna !
Il signor Lepic - E* tua madre.
Pel di carota - Oh, non lo dico perch mia madre. Si, lo so, senza dubbio... E poi ? O mi ama o non mi ama. E poich non mi ama, cosa m'importa che sia mia madre? Che importa che abbia il nome se non ne ha il senti-mento? Una madre, deve essere una buona mamma, un padre, un buon pap; se no non sono niente.
Il signor Lepic - (colpito, si alza) Hai ragione.
Pel di carota - Cos, per esempio, te, io non ti amo perch sei mio padre. Si sa bene che non una cosa straordinaria essere il padre di qualcuno. Ti amo perch -
Il signor Lepic - Perch? iNon trovi?
Pel di carota - ... perch... questa sera discorriamo, insieme, tutti e due, intimamente; perch tu mi ascolti e mi rispondi, invece di opprimermi con l'autorit paterna.
Il signor Lepic - Per quello che mi rende!
Pel di carota - E la famiglia, pap? Che gonfiatura! Che strana invenzione!
Il signor Lepic - Non l'ho mica inventata io!
Pel di carota - Sai come la definisco, io, la famiglia? Una riunione forzata... sotto lo stesso tetto... di persone che non possono soffrirsi.
Il sicnor Lepic - Non sar certamente cos per tutte le famiglie, ma vi saranno nella specie umana pi di quattro famiglie come la nostra, senza contare quelle ohe non ne menano vanto.
Pel di carota - Non sei capitato hene.
Il signor Lepic - Neanche tu.
Pel di carota - La nostra famiglia, dovrebbe essere a nostra scelta, composta di persone che amiamo e che ci amano.
Il signor Lepic - Il difficile sta nel trovarle... Fa di avere questa fortuna, pi tardi. Cerca di essere l'amico dei tuoi figliuoli. Io, confesso he non ho saputo essere il tuo.
Pel di carota - Non ti serbo rancore per questo.
Il signor Lepic - Potresti.
Pel di carota - Ci conoscevamo cos poco.
Il signor Lepic - (come scusandosi) E' vero che io t'ho visto appena. Da principio tua madre ti mise subito a balia.
Pel di carota - Ha dovuto lasciarmici un pezzo.
Il signor 'Lepic - Quando tornasti, ti mandammo per qualche anno dal tuo padrino, che non aveva figliuoli.
Pel di carota - Ricordo 'che non la smetteva di baciarmi e mi pungeva con la barba.
Il signor Lepic - Ti voleva un bene pazzo.
Pel di carota - Un padrino non un pap.
Il signor Lepic - Ah, lo vedi!... Poi sei entrato in collegio dove, ome tutti i ragazzi, passi la tua vita, tranne i due mesi di vacanza che trascorri qui in casa. Ecco tutto.
Pel di carota - Mai mi hai visto cos a lungo come oggi?...
Il signor Lepic - E' colpa mia, senza dubbio; colpa delle circostanze, e un poco anche tua, che ti tenevi in disparte, chiuso, selvaggio. Occorre spiegarsi...
Pel di carota - Bisogna potere.
Il signor Lepic - Anche a caccia non dici nulla.
Pel di carota - E te neppure. Tu vai davanti, io dietro, a distanza, per non disturbare il tuo tiro; cammini, cammini...
Il signor LEPrc - S, non amo che la caccia, io.
Pel di carota - Se credi sia facile aprirsi con te! Alla prima parola, aggrotti le ciglia. Oh, quei tuoi occhi! E poi, diventi sarcastico.
Il signor Lepic - - Che vuoi? Non indovinavo i tuoi buoni sentimenti. Assorto in quel maledetto processo, sfuggendo questa casa, facevo poco caso a te... Ti misconoscevo. Ma ci rifaremo. Vuoi una sigaretta?
Pel di carota - No, grazie. E ci guadagno, ad essere conosciuto, pap?
Il signor Lepic - Molto cspita, ti sapevo intelligente... Ah, davvero 'che non sei nno stupido!
Pel di carota - Se mia madre mi avesse voluto bene, avrei forse potuto fare qualche cosa.
Il signor Lepic - Al contrario, Pel di Carota. I figli troppo vezzeggiati non fanno mai nulla.
Pel di carota - Ah!... E tu mi credevi intelligente, ma egoista, brutto al morale, come al fisico.
Il signor Lepic - In primo luogo, tu non sei brutto.
Pel di carota - Lei non fa che ripetere.
Il signor Lepic - Esagera.
Pel di carota - Il mio professore di disegno pretende invece che sono bello.
Il signor Lepic - Esagera anche lui.
Pel di carota - Mi considera da un punto di vista pit-toresco. Mi fa piacere che tu non mi trovi troppo brutto.
Il signor Lepic - E quand'anche fossi ancor pi brutto? Quando un uomo ha la salute...
Pel di carota - Oh, io sono robusto... E, moralmente, pap, credi che io sia bugiardo, senza cuore, musone, pigro.-
Il sicnor Lepic - Piano, piano... Io non ho mai saputo che tu fossi bugiardo.
Pel di carota - S, qualche volta, per obbedire a lei.
Il sicnor Lepic - Allora non conta.
Pel di carota - E mi credi di cuor duro?
Il signor Lepic - Questo non vuol dire niente. Anch'io sono di cuor duro. Ci accusano di avere il cuore arido perch non piangiamo... Tu, al pi, sei un po' mutria...
Pel di carota - Scusa, pap, ma io non sono musone.
Il signor Lepic - Che fai dunque sempre nei cantucci?
Pel di carota - Mi
arrovello, e questo non mi diverte
di certo, contro una madre ingiusta. j
Il signor Lepic - Ed io che credevo tu fossi dalla parte sua!
Pel di carota - Questo il colmo!
Il signor Lepic - E' naturale. La prova si che quando tua madre aveva la sfrontatezza di chiederti: A chi vuoi pi bene, al tuo pap o alla tua mamm? , tu rispondevi...
Pel di carota - Voglio bene tanto all'uno quanto all'altra .
Il sicnor Lepic - Tua madre allora insisteva: Pel di Carota, tu hai una leggera preferenza per uno dei due . E tu finivi col rispondere: S, ho una leggera preferenza... .
Pel di carota - Per mamm .
Il signor Lepic - Per mamm, mai per pap. Mi davi ai nervi con la tua leggera preferenza. Avevi un bel non sapere quello he dicevi...
Pel di carota - Oh, si... dicevo quello che lei mi faceva dire. Era cosa convenuta tra me e lei, prima.
Il signor Lepic - E' tutta lei!
Pel di carota - E adesso vuole che dica: mio padre , invece che mio pap . Ma sta tranquillo!
Il signor Lepic - (intenerito) Oh, povero caro piccolo!... Come avrei potuto rederti cos pieno di qualit, ragionevole, affettuoso, tanto gentile, quale tu sei, mio piccolo caro Francesco!
Pel di carota - ( sorpreso, estasiato) Francesco! To', mi chiami, col mio nome vero.
Il signor Lepic - Dovevo urtarti, dandoti quell'altro, eh?
Pel di carota - Oh, tu no. E? il tono che conta. (Con pudore) Mi vuoi bene?
Il signor Lepic - Come un bimbo... ritrovato. (Avvicina Pel di Carota contro il suo petto, senza baciarlo).
Pel di carota - ( scostandosi un poco) Se lei ci vedesse !
Il signor Lepic - Oh, non ho avuto fortuna. Mi sono ingannato sulla tua indole, come m'ero ingannato su quella di tua madre.
Pel di carota - Gi, ma in senso inverso.
Il signor Lepic - E ci compensa.
Pel di carota - Oh, no, pap... Ti compiango con tutto il cuore. Io ho l'avvenire per crearmi un'altra famiglia, per rifare la mia esistenza, ma tu... tu finirai la tua, tu passerai la vecchiaia vicino a una persona che si compiace soltanto di rendere gli altri infelici.
Il signor Lepic - (senza rammarico) Ma essa non pi felice 'di noi.
Pel di carota - Come, non felice?
Il signor Lepic - Sarebbe troppo facile.
Pel di carota - ( scherzoso) Non felice di darmi i ceffoni?
Il signor Lepic - Si, s. Ma, con te, non ha altra felicit.
Pel di carota - E tutto quello ohe posso offrirle. Cosa vorrebbe di pi?
Il signor Lepic - (grave) Il tuo affetto.
Pel di carota - Il mio affetto?... Il tuo, non dico...
Il signor Lepic - Oh, il mio! Essa ci ha rinunziato... Il tuo soltanto.
Pel di carota - Il mio affetto manca a mia madre? Io non capisco pi nulla della vita...
Il signor Lepic - Ti sorprende che si possa soffrire di non sapersi far amare?
Pel di carota - E tu credi che lei ne soffra?
Il signor Lepic - Ne sono certo.
Pel di carota - Che sia infelice?
Il signor Lepic - Lo .
Pel di carota - Infelice... come te?
Il signor Lepic - Un'infelicit ne vale un'altra.
Pel di carota - Come me?
Il signor Lepic - Oh, nessuno ha questa pretesa.
Pel di carota - Pap, tu mi confondi. Ecco un'idea che non mi era mai venuta alla mente. (Siede e nasconde la testa tra le mani).
Il signor Lepic - (con stento) E noi siamo qui a lamentarci... Bisognerebbe comprenderla. Forse anche lei convinta d'essere capitata male. Chiss se con un altro uomo... Non essendo riuscito ad ottenere da lei quello che volevo, sono stato astioso, senza piet... E cos la durezza che io ho avuto per lei, essa l'ha riversata su di te. Verso di te, ha tutti i torti; ma verso di me li ha proprio tutti? In certi momenti interrogo la mia coscienza... Ma quand'anche m'interrogassi fino a domani... cosa otterrei? Ormai troppo tardi, finita!... Eppoi, sai che ti dico?... Basta cos!... Andiamo a caccia per un paio d'orette... ci far bene... (Rialza la testa di Pl di Carota) Perch piangi?
Pel di carota - ( con la faccia molle di lacrime) Per quello che hai detto: mia madre infelice, perch io non l'amo.
Il signor Lepic - (amaro) Se questo ti addolora tanto... non hai che amarla!
Pel di carota - ( drizzandosi) Io!
Annetta - (accorrendo) Signore, la signora pu rientrare? (Pel di Carota si asciuga rapidamente gli occhi).
Il signor Lepic - (ritornato quello di prima) Mi chiede il permesso?
Annetta - No, signore. Sono io che vengo prima per vedere se siete sempre in collera.
Il signor Lepic - Io non vado mai in collera. Che rientri, se le fa piacere; la casa le appartiene quanto a me.
Annetta - E' stata in chiesa.
Il signor Lepic - Dal curato.
Annetta - No, in ichiesa. Ha versato tante lacrime da riempirne un'acquasantiera; molto gi. Oh, davvero signore... Eccola! (Il signor Lepic volta le spalle alla porta; la signora Lepic appare, gli occhi bassi, il viso abbattuto).
Pel di carota - Mamm!... Mamm!... (La signora Lepic sii ferma e guarda Pel di Carota. Con lo sguardo essa sembra dirgli di parlare. E Pel di Carota, con lo slancio svanito): Niente. (Im signora Lepic attraversa la scena e rientra in casa. Annetta esce dalla porta del cortile).
Il signor Lepic - Che volevi dirle?
Pel di carota - Oh, non vale la pena.
Il signor Lepic - Ti fa sempre paura?
Pel di carota - S... Meno... Hai osservato i suoi occhi?
Il signor Lepic - Che avevano di nuovo?
Pel di carota - Non mandavano lampi come al solito. Erano tristi, tristi! Tu non ci caschi pi, eh? (Silenzio del signor Lepic). Povero pap!... Povera mamm!... Non c' che Felice. Lui pesca, laggi, al molino... E dire che mio fratello. Chiss se mi rimpianger?
Il signor Lepic - Pensi sempre di andartene?
Pel di carota - Non me lo consigli?
Il signor Lepic - Dopo quanto ci siamo detto?
Pel di carota - Oh, pap, che bella chiacchierata!
Il signor Lepic - Da edici anni non avevo parlato tanto, e non ti prometto che tutti i giorni sar cos.
Pel di carota - Mi rincresce. Ma se rimango, quale atteggiamento dovr avere con mia madre?
Il signor Lepic - Il pi semplice, il mio.
Pel di carta - Quello di un uomo.
Il signor Lepic - S. Come quello che sei.
Pel di carota - Se lei mi domanda chi mi ha dato l'ordine di avere questo atteggiamento, dir che sei stato tu.
Il signor Lepic - Dillo pure.
Pel di carota - In questo modo, si potrebbe tirare avanti.
Il signor Lepic - Esiti?
Pel di carota - Rifletto, proprio il caso...
Il signor Lepic - Come sei tardo (per abitudine) Pel di Carota... Francesco.
FINE DELLA COMMEDIA
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