S.M.S. – Un mistero chiamato Mario

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S.M.S. – (UN MISTERO CHIAMATO MARIO)

(Commedia brillante in tre atti di Remo GRAGNANI e Giovanni DE MOLINER)

Atti: 3

Genere: Brillante

Durata: 1h e 40’ circa

Attori: 11 (7m + 4f)

TRAMA – Dura lotta quella di Giuan Mazzarello, conservatore e oltranzista, salda-

mente ancorato a principi di territorialità ormai obsoleti, alle prese con un figlio che piuttosto di badare all’azienda di famiglia cerca nuovi orizzonti alle proprie aspira-

zioni, una figlia amica di una metallara e con un misterioso fidanzato, la cameriera meridionale che parla con il suo strano accento, il vivino di casa e amico dichiarata-

mente omosessuale, il commercialista anch’esso meridionale e forse anche poco cor

retto, la moglie disposta a difendere tutti meno che lui.

Quando poi, a complicare e ingarbugliare le cose, ci si mette anche la tecnologia sotto

forma di “strani” s.m.s. captati per puro caso e proprio nel momento in cui la fede in quelli che lui ritiene sani ed irrinunciabili principi etnici sta per essere premiata, il mondo sembra proprio gli crolli addosso…!!

Ma tante volte, si sa, una fede troppo cieca porta a travisare le cose e tante volte, poi, non è sempre oro quello che riluce…!!!!

PER CONTATTARE GLI AUTORI

REMO GRAGNANI:

Cell. 329.8571801

gragnaniremo@libero.it

GIANNI DE MOLINER

Cell. 349.5254263

bandadeimisci@libero.it


www.labandadeimisci.it                                                                                         1            

              S.M.S. (UN MISTERO CHIAMATO MARIO)

        (Commedia brillante in tre atti di Remo GRAGNANI e Giovanni DE MOLINER)

GIOVANNI MAZZARELLO, u GIUAN – Proprietario della ditta “Vin Nustran”;

Sua moglie AGNESE –  Donna con delle pretese;

Il figlio CARLO – Origine del “tarlo”;

La figlia CLARA – Semplice ed ignara;

Mariolina (della LINA) Monreale – Cameriera un po’ speciale;

Mario MANCUSO – Commercialista esoso e un po’ fetuso;

Mario PASTORE – Il Dottore;

Andrea CORZETTO – Il vicino col “vizietto”;

Mario BEGA – Segretario Provinciale dei N.E.G.A.;

GIAXU Carera – Assaggiatore di barbera;

TAMARA – Compagna di corso della Clara.

                                                      LA SCENA

E’ la sala da pranzo di casa Mazzarello. C’è un tavolo adatto ad ospitare quattro persone a centro scena con intorno le relative sedie, un mobiletto sul fondo a sinistra con sopra un telefono, un attaccapanni a destra proprio di fronte alla platea, un divano nell’angolo a destra della scena, con accanto un tavolino con sopra dei giornali ed un portacenere.

Ci sono due entrate: una a destra che da sull’esterno e l’altra a sinistra che porta verso le altre stanze dell’abitazione.

E’ un mattino di un giorno d’inverno di una giornata qualunque vicina a noi.

                                       PRIMO ATTO

Il sipario si apre con Giuan Mazzarello intento a sfogliare un grosso quantitativo di fogli depositati sul tavolo e a sacramentare violentando una calcolatrice battendo con forza le dita sulla tastiera della stessa.

1 – GIUAN – (Passa il foglio, brontola qualcosa, digita una cifra sulla calcolatrice sempre biasci-

cando qualcosa di non intelligibile. Posa il foglio da una parte, ne prende un altro e ripete l’opera-

zione. Continua così per un altro paio di volte, poi, posato il foglio, chiude il conto sulla calcolatri

ce con un sorriso soddisfatto. Guarda un attimo incredulo il display, poi sbotta) “Nu l’è puscibile…

…!!!” (Esplode furibondo. Da una manata alla calcolatrice allontanandola da se, poi prende i fogli e li ributta insieme alla rinfusa: con furia, a tutta voce, alzandosi in piedi e agitando convulsamen-

te le mani) “Stu chi…” (Indica con rabbia il mucchio di fogli) “…u me piggia pe i fundi…!!!”

2 – AGNESE – (Attirata dagli sbraiti del marito, entra in scena da sinistra) “Giovanni….” (Lo apostrofa piccata, fermandosi sull’entrata) “Si può sapere cosa c’è ancora da urlare come un ossesso…?!?!?” (Gli si avvicina: accusatrice allargando le braccia) “I vicini sentono….!!” (Con sussiego) “Vuoi che mi guardino quando li incrocio nel portone e mi parlino dietro come la moglie di Giuan il pazzo…??”

3 – GIUAN – (Si gira lentamente verso di lei: cominciando a raccogliere i fogli) “Gneize…” (La apostrofa acido) “Mezu nesciu u sun zà….” (Prendendo il plico e uscendo da sinistra, con rassegnazione) “E sa va avanti cuscì….tuttu mattu nu staggu guei a vegnilu….!!”

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4 – AGNESE – (Lo insegue con la voce) “Ma insomma, si può sapere cosa c’è ancora di così terribi

le da dover urlare in questo modo….?!?!?” (Giuan è già fuori scena: alza a sua volta il tono della voce) “Questa è una casa rispettabile, non una pescheria…!!” (Quasi isterica) “E non uscire dalla stanza intanto che ti parlo, maleducato…!!!”

5 – GIUAN -  (Sta rientrando da sinistra: ha con se un giornale e una pipa) “Gneize, nu te preocupaa che te sentu u meximu…” (Ribatte sornione avviandosi al divano) “A teu uxe a l’è cumme a benedisiun….a passa sette miagge…!!!”

6 – AGNESE – (Ancora sostenuta ma abbassando il tono) “E poi, mi chiamo Agnese, con la A…” (Puntualizza seccata: poi ribadisce, sillabando il nome) “A..GNE…SE…!!!”

7 – GIUAN – (Con ilare ovvietà) “Perché, mi cumme t’ho ciamou…” (Si siede sul divano, comin-

cia ad accendere la pipa) “….Filumena…???”

8 – AGNESE – (Scuote la testa, stringendo i pugni con rabbia) “Oooooohhhhh….sei……” (Non trova le parole, esita u attimo: poi, di botto, prima di uscire a sinistra) “Incorreggibile, ecco…!!!”

9 – GIUAN – (Ha acceso la pipa: stava aprendo il giornale. Con decisione) “Mia, se tieu quarcosa da curezze, tou prucu-u subetu…” (Si alza di scatto: muovendo verso l’uscita di sinistra) “I cunti du cumercialista…!!” (Sbotta con ira: si blocca sull’uscita) “Quella specie de cucudrillu extracomuni-

tariu u t’è ma mandou turna in rendicuntu de trexentu euro da pagaa entru u trentun du meize….” (Con rabbia accentuata, agitando convulsamente le mani) “Ti te rendi cuntu….?!?!?” (Alza con ira le mani al cielo) “L’è a quarta botta da trexentu tocchi in te sei meixi….!!!!”

10 – AGNESE – (Rientra da sinistra: gli si avvicina: decisa) “Per favore, non ricominciare, eh…!!” (Lo redarguisce severa) “Sono tutte tasse imposte dallo stato…”

11 – GIUAN – (Ancora rabbioso) “Statu in cornu…” (Categorico, agitando convulsamente le mani

“U ghe fà a cresta, attru che micce…!”

12 – AGNESE – (Perentoria) “Giovanni, il signor Mancuso è un’ottima persona…..” (Sussiegosa) “Per lo più raccomandataci caldamente dalla Contessa Stovini Mantovani Sforza…”

13 . GIUAN – (Guardando Agnese con falsa sorpresa) “A sci….?!?!?” (Poi, caustico, canzonando-

la sfacciatamente) “Ma a nu l’è quella ca l’è zà falia trei viaggi…???”

14 – AGNESE – (Accusa il colpo, tossicchia leggermente. Poi, glissa l’argomento. Piccata) “E smettila di chiamarlo extracomunitario….è nato a Palermo, mica in Marocco…!!”

15 – GIUAN – (Perentorio, con un emblematico gesto delle mani) “A l’è sempre Africa du Nord..!”

Agnese rimane ferma a centro scena, senza parole. Giuan ritorna verso il divano, sacramentando a tutta voce.

16 – GIUAN – (Tornando al divano, ad Agnese) “Stu beleu de ruziggia zizue u se credde de fase a viletta cun i mee dinee ma u se sbaglia de grossu, se…” (Agguanta la pipa dal portacenere e si gira verso di lei) “Chi gh’è scritu…” (Mima le parole gesticolando con le mani) “Ditta Giuan – Vin Nustran di Giovanni Mazzarello, nu caritas diocesana…!!”

17 – AGNESE – (Va verso di lui: cercando di ammansirlo) “E va bene….se i conti non ti quadrano, vorrà dire che nel pomeriggio la Clara prenderà un appuntamento e andrà a farseli rifare….!!”

18 – GIUAN – (Ha riacceso la pipa: sedendosi sul divano e recuperando il giornale) “E l’è meggiu che ghe vagghe a Clara….” (Con cattiveria) “Perché se ghe vaggu mi l’è l’otta bun-a che l’amassu..

…!!!”

Agnese non fa in tempo a replicare perché da sinistra entra in scena Mariolina Monreale, Lina, la cameriera.

19 – LINA – (Entra da sinistra: ha il classico abbigliamento della cameriera, i capelli raccolti, l’a-

ria dimessa, e alcune buste in mano. Si rivolge a Giuan con tono asettico e un marcato accento Ba-

rese) “Commendetore…la poste…”

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20 – GIUAN – (Abbassa il giornale: alzando gli occhi al cielo, con aria sofferta) “Segnuu cau…!!

(Alla moglie, mentre Lina rassetta sul tavolo da pranzo) “Ma propriu tutti cuscì ti duveivi anateli a sercaa….?!?!?” (Poi, a Lina, che passa davanti a lui per uscire nuovamente a sinistra).”Lina, tutte e otte che te sentu parlaa, me vegne u lete in te zenugge….!!!”

21 – LINA – (Asettica, uscendo da sinistra con passo lento e scrollando le spalle) “E io così perlo….!!”

22 – GIUAN – (Posa nuovamente il giornale. Alzandosi in piedi e tornando al tavolo con le buste che Lina gli ha porto, intanto che lei sta uscendo, con voce supplichevole) “Pe piaxei, parla menu che ti peu…!!!”

23 – AGNESE – (Avvicinandosi a Giuan e allungando gli occhi con interessata curiosità verso le buste che ha in mano, con scettica ironia) “Tsè, ha parlato l’accademico della crusca…!”

24 – GIUAN – (Si siede al tavolo, ci rovescia la pipa, provocando un moto di preoccupazione ad Agnese, e, sfogliando le buste) “Brennu….?!?!?” (Chiede sarcastico alla moglie. Poi, con rabbia) “Viatri nu sei da mantegnii mancu a brennu…!!” (Alzando le buste ad una ad una) “Mia chi…!!!” (Comincia ad accantonare le buste alla rinfusa) “E tasce de l?Universitee de Clara…..a rata da macchina neua de Carlo….”

25 – AGNESE – (Perentoria, difendendo i figli) “Giovanni, tua figlia ha ben diritto di completare i suoi studi in Economia e Commercio….e in quanto a Carlo…” (Con ostentata naturalezza) “Un bril

lante laureato in Chimica Farmaceutica…” (Fa una pausa studiata: con l’aria di chi dice una cosa talmente ovvia da essere scontata) “Per di più di ottima famiglia…” (Riprende un tono cattedrali-

co) “Non può mica andare in giro a proporsi su un vecchio macinino scassato, che diamine….!!” (Ancora con ostentata ovvietà) “Sai che figura….!!”

26 – GIUAN – (Continuando a sfogliare le buste, con noncuranza) “Sci, specialmente cun e teu amighe du bridge…!!”

27 – AGNESE – (Tossicchia leggermente) “Beh….che c’entra il bridge, scusa…?!?!?” (Butta li fin-

gendo meraviglia per la domanda: Poi cerca di cambiare discorso) “Piuttosto, mi preoccupano i ra-

gazzi: da stamattina alle sette non sono ancora tornati…..” (Con un pizzico di ostentata irrequietez-

za) “Il pranzo è quasi pronto e….”

28 – GIUAN – (L’interrompe secco) “E alua ti vediè che da chi a’n menutu, seunen a-a porta….!!”

29 – AGNESE – (Piccatissima) “Ecco….bella considerazione che hai dei tuoi figli….!!!”

30 – GIUAN – (Seccato) “Gneize, u Carlo u l’ha vintisei anni, a Clara vintiquattro…” (Poi, inter-

rompendo la disamina della posta, con aria cattedratica) “Mi, a l’etee du Carlo, louava za in ditta da na vitta, ea za ingalantou cun ti e….”

31 – AGNESE – (Seccata a sua volta) “Avevi già la responsabilità sulle tue spalle….” (Lo interrom

pe: spazientita) “Dagli tempo, a ‘sti ragazzi, accidenti….!!”

32 – GIUAN – (Sempre caustico) “E me paa che se ne piggen fin-a troppu….!!” (Allarga le braccia

“U Carlo….u nu sa mancu lee cose u l’eu faa…” (Perentorio) “In te vintisei anni…” (Comincia a contare sulle dita) “Mai pasou d’en ditta….mai vistu cun na figetta….”

33 – AGNESE – (Indispettita) “Giovanni, non ricominciamo con certi discorsi, eh…!!” (Scrolla le spalle) “Quando sarà pronto per certi passi….” (Con ovvietà, allungando la mano verso Giuan) “Ce lo comunicherà lui….”

34 – GIUAN – (Ha ripreso a controllare la posta: scettico) “Mah…!!!” (Trova una busta strana, la osserva, fa una smorfia incuriosita, la apre, legge, trasale) “Gneize, e sta chi cosa l’è….?!?!?”

35 – AGNESE – (Ha continuato a girargli attorno piuttosto nervosa, fingendo di controllare in gi-

ro per la stanza: sobbalza, fa una smorfia quasi di dolore) “Ahia…!!” (Mormora fra se, quasi con dolore: poi, avvicinandosi, con noncuranza) “Cosa, scusa…?”

36 – GIUAN – (Sgrana gli occhi, si gira lentamente verso di lei: alzando il foglio e fulminandola con lo sguardo) “Sta chi…!!” (Con voce rauca) “Superlusso, Via XX Settembre…” (Quasi incre-

dulo) “Na fatua de quexi neuvesentu euro pe in vestii…!!!”

37 – AGNESE – (Scrolla le spalle: con ovvietà) “Clara aveva bisogno di un tailleur nuovo per un ri

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cevimento importante a cui è stata invitata, e allora….”

38 – GIUAN – (L’interrompe: a denti stretti) “Ei pensou ben de analu a cataa da Superlusso….” (Feroce) “Miga in sciu mercou de ciassa Palermu, eh…!!”

39 – AGNESE – (Stizzita) “Ma insomma….” (Lo rampogna con rabbia) “…è mai possibile che tu sia sempre così pitocco da….”

E’ interrotta dalla ricomparsa in scena da sinistra di Lina che annuncia il pranzo

40 – LINA – (Ricompare in scena da sinistra: fermandosi appena oltre l’ingresso, con voce asetti-

ca, ad Agnese) “Signora, il prenzo è pronto….devo apperecchiere…??”

41 – AGNESE – (Coglie la palla al balzo per svicolare) “Si, certo Lina….” (Avviandosi a sinistra) “Ti aiuto io….” (Prima di uscire) “Anche se i ragazzi non sono ancora tornati…”

42 – GIUAN – (Riprendendo il controllo della posta) “Tranquilla….apena sente l’ouduu, seunnen a-a porta…!!” (Scrollando la testa) “Quande serve na man nu ghe sun mai, ma pe mette u muru in ta greppia, sun sempre presenti…!!!”

Un attimo dopo, si sente, da destra il suono del campanello.

43 – GIUAN – (Con ovvietà, allargando leggermente le braccia) “E cose t’ho ditu…???” (Perento-

rio) “Ariva i pirana…!!” (Poi, a voce più alta) “Lina….a porta…!!!”

44 – LINA – (DA FUORI A SINISTRA) “Non posso….sto scolendo la pesta…!!”

Passa qualche istante durante il quale Giuan continua il suo lavoro, poi, da fuori a destra, più insi-

stente, si risente il campanello.

45 – GIUAN – (Si ferma, sbuffa pesantemente: infastidito, a voce più alta) “A portaaa….!!!!”

46 – AGNESE – (Rientra da destra con una tovaglia ed alcuni piatti: a Giuan, seccata) “E vai tu, no…?!?!? Noi stiamo lavorando…!!!”

47 – GIUAN – (Alza gli occhi: acido, ad Agnese) “Mi, invece…me stava demuandu…!!!” (Si alza sbuffando: andando verso destra ad aprire, in mezzo ai denti) “Portase in paa de ciavi nu, eh…!!!”

Intanto che Agnese, brontolando fra se al suo indirizzo, Giuan va ad aprire la porta, lasciando così che Carlo faccia il suo ingresso in scena

48 – CARLO – (Entra in scena da destra: è un ragazzo spigliato e simpatico, vestito in maniera so-

bria ed elegante. Saluta calorosamente il padre) “Ehilà, pà…sei tu…?!?!?”

49 – GIUAN – (Con un grugnito) “Nu, sun Batista, u camee neu…!”

50 – CARLO – (Sghignazza fra se, saluta la madre con un bacio ed un largo sorriso) “Accidenti, papà…” (Va la tavolino: vi posa sopra le chiavi ed il cellulare) “…ti trovo di ottimo umore…” (Va all’attaccapanni, si sfila la giacca e l’appende, tornando verso il tavolo, prima di sedersi, canzonan

dolo) “Come sempre del resto…!!”

51 – GIUAN – (Risponde con un altro grugnito. Raggiungendo il tavolo e sedendosi a sua volta) “E ghe n’ho ben raxiun…!!” (Poi, sempre cupo, versandosi da bere) “Ti gh’ee pasou dau megu…?”

52 – CARLO – (Agguantando un panino e azzannandolo al volo sotto lo sguardo severo di Agnese) “Si, ma lo studio era strapieno come al solito…” (Scrolla le spalle) “Ho pregato la segretaria di farsi lasciare le ricette e tornerò a prenderle nel pomeriggio…”

53 – GIUAN – (Lo guarda severo) “A segretaia…?!?!?” (A muso duro) “Senti in poo, nan…me paa che ti a veddi in po troppu, ‘sta segretaia…” (Tassativo) “Amia che in giu, pe ingalantase, gh’è de megiu che a segretaia d’en megu…!!”

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54 – CARLO – (Ride di gusto: poi, canzonandolo ancora) “Certo…” (Si allunga verso di lui, con aria palesemente furtiva e tono da carbonaro) “Mi hanno detto che è libera ancora una nipote di Onassis…!!!”

55 – GIUAN– (Si versa da bere: musone, a Carlo) “Sci, sci…fanni u spiritusu tie…!!”

56 – CARLO – (Ride ancora di gusto) “Sai com’è…qualcuno che ride ci deve pur essere….!!” (Scrolla la testa: ad Agnese, che si è a sua volta seduta a tavola) “Clara…??”

57 – AGNESE – (Fa spallucce) “Non so…” (Alza una mano, scuotendola leggermente) “E’ uscita stamattina e….”

E’ interrotta da Lina che si affaccia da destra.

58 – LINA – (Affacciandosi da destra, ad Agnese) “Mi scusi, signore…, posso servire…??”

59 – AGNESE – (Si alza) “Si, certo, Lina…” (Avviandosi e uscendo a sinistra) “Aspetta che ti aiuto

….” (A Carlo) “Carlo, pensi tu al vino…?”

60 – CARLO – (Alzandosi a sua volta e dirigendosi a sinistra) “Certo mà….”

Mentre Carlo si avvia, da fuori a destra si sente il campanello.

61 – GIUAN – (Con un smorfia sofferta) “A porta….!”

62 – CARLO – (Si volta un attimo prima di uscire da sinistra, indicando con un gesto della mano che lui è già occupato e commentando solo, prima di uscire) “Eh…!!”

Giuanin allarga le braccia con desolazione, smoccolando fra se per un attimo: si risente, più insi-

stente di prima, risuonare il campanello.

63 – GIUAN – (Decisamente seccato, a tutta voce, usando il palmo della mano come megafono) “A Portaaaa….!!!!!!!!”

64 – AGNESE – (Decisamente seccata, da fuori a sinistra) “Abbiamo da fare….!!!”

65 – GIUAN – (Alzandosi, con rassegnata rabbia, mentre va all’uscita di destra) “E te paiva stranu…!!”

Giuan apre la porta sacramentando burbero fra se, permettendo a Clara di entrare in scena.

66 – CLARA – (Entra da destra: è una ragazza spigliata quanto il fratello. Veste sportiva ed ha una borsa che sembra alquanto pesante. Entra in scena che la sta richiudendo) “Ehi, pà….acciden-

ti quanto ci hai messo….” (Appendendo il soprabito che regge su un braccio e la borsa all’attacca-

panni) “Stavo giusto rassegnandomi a cercare le chiavi…!”

67 – GIUAN – (Tornando sconsolato al suo posto a tavola) “Sercale n’attimu primma e arvii cun quelle nu, eh…!!!”

68 – CLARA – (Defilandosi per uscire a destra, con allegra ovvietà) “E perché…?? Tanto ci siete voi ad aprire…!!”

69 – GIUAN – (Trasale: con stupore) “Voi…?!?!?” (Sbraitando quasi) “Clara, in te sta cà, oltre a mi, ti cunusci qualche dun atru cu vagghe a arvii a porta ae gente…?!?!?!?”

70 – CLARA – (Incrocia Carlo sull’uscita di destra: prima di uscire) “Ciao orco, tutto bene…??”

71 – CARLO – (Rientra da destra con due bottiglie di vino: risponde al saluto. Prima di raggiunge

re nuovamente il suo posto a tavola) “Ciao, mostro…non, male, e tu…??”

Un attimo dopo, da destra, fanno il loro ingresso in scena Lina e Agnese con il pranzo: Lina entra per prima reggendo una zuppiera, Agnese la segue con un mestolo.

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72 – AGNESE – (Rientra da destra reggendo un mestolo e seguendo Lina che porta una zuppiera. Incamminandosi verso il tavolo, ad alta voce) “Clara, sbrigati che è in tavola…!!”

73 – CLARA – (Da fuori a destra) “Arrivo…!!”

74 – LINA – (Ha fatto il primo piatto: mentre Agnese si siede a stavolta a tavola, lo porge a Giuan) “Prego, commendetore…”

75 – GIUAN – (La guarda un attimo interrogativo: prende il piatto che gli viene porto, strabuzza gli occhi) “E cosa l’è ‘sta rumenta…?!?!?”

76 – LINA – (Asettica, come sempre, passando il piatto a Carlo) “Orecchiette con le cime di repa

…”

77 – GIUAN – (Si inalbera: batte violentemente il pugno sul tavolo) “N’asidente…!!!” (Sbraita con furia) “T’ho za ditu in miliune de otte de faa da mangia cumme se deve….!!”

78 – CARLO – (Comincia a mangiare di gusto, mostrando di gradire il piatto) “Ma dai…sono buo-

nissime…!!!” (Rimbrottando bonariamente Giuan) “E poi, con i tuoi problemi urinari…” (Con ov-

vietà) “La verdura non guasta…!!”

79 – GIUAN – (Piccatissimo, si infervora) “Carlo, chi semmu a Zena, nu semmu n’Africa….” (Tas

sativo, a Lina) “In toua gh’euggiu vedde trenette cun u pestu e simma a fette…!!!!”

80 – LINA – (Ha finito anche l’ultimo piatto. Scrolla le spalle: avviandosi per uscire a sinistra con la zuppiera) “Deve dirlo alla signore…è lei che decide….”

81 – CLARA – (Rientra a passo veloce da destra) “Scusate, ma avevo proprio bisogno di una sciac-

quata veloce…” (Si siede: vede le orecchiette, si illumina) “Uhhh….le orecchiette con le rape….” (Ne assaggia una forchettata: apprezza) “Che buone…!!!”

82 – GIUAN – (Esasperato) “Ou beleu….ma alantun mou fei a posta…!!!”

83 – AGNESE – (Con aria compassionevole) “Giovanni….mangia o si freddano tutte….!”

La scena rimane muta per alcuni secondi con i Mazzarello occupati nel pranzo. Poi è Giuan che interrompe il silenzio.

84 – GIUAN – (Rivolto a Clara) “Doppu mangiou tie da faa…??”

85 – CLARA – (Fa spallucce) “Niente d’importante… perché…??”

86 – GIUANIN – (Acido) “Quella cammua du teu amigu cumercialista….” (Osserva schifato la for-

chettata di orecchiette prima di mettersele in bocca e cominciare a masticarle come se mangiasse spilli) “U l’ha turna mandou in cuntu da pagaa…” (Indica tre con le dita: tragico) “Trexentu Euro !!”

87 – CARLO – (Fra un boccone e l’altro) “Ma cosa vuoi che siano….” (Prova ad obbiettare) “Con quello che fatturi all’anno, sono una miseria…!!”

88 – GIUANIN – (Con stizza) “N’asidente…!!!” (Sbatte violentemente la forchetta nel piatto) “L’è a quarta bacaa da trexentu euro in te sei meixi…!!!!” (Tuona. Al figlio che, all’esplosione del padre ha infossato la testa nelle spalle e fatto una smorfia quasi di dolore) “Carlo, u ghe fa a cresta, attru che micce…!!”

89 – CARLA – (Cerca di rabbonirlo. Conciliante) “Ma dai, papà…!!” (Con convinzione) “Mancu-

so è il Commercialista di alcune fra le più grosse ditte di Genova…..” (Con ovvietà) “Per lui…due-

mila euro sono briciole…!!”

90 – GIUAN – (Cattedratico) “Amia, Clara, che l’è a sun de tia sciù fregugge che se impe a can-

tia du pan…!!” (Allarga leggermente le braccia) “Ti tie zuena…” (Gonfia il petto) “Ma mi….” (In-

dica Carlo) “….a l’etee de teu free….”

91 – CARLO – CLARA e AGNESE – (In coro) “Avevi già la responsabilità sulle spalle….!!!”

93 – AGNESE – (Con sguardo compassionevole) “Lo sappiamo, Giovanni….lo sappiamo…!!” (Gli indica il piatto) “Mangia, che si freddano…!!”

94 – GIUAN – (Scatta come una molla: allontana bruscamente il piatto, poi, a gran voce) “Linaaaa

….!!!!” (Non gli da il tempo materiale di rispondere che richiama: con voce sopra le righe)

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 “LINAAAAA…….!!!!!!!”

95 – LINA – (Da fuori a sinistra, decisamente piccata, anche lei a gran voce) “E errivo…!!!”

96 – AGNESE – (A Giuan, rimbrottandolo con decisione) “Giovanni…è di là…” (Indica l’uscita a sinistra) “…non in Piazza De Ferrari…!!”

97 – GIUAN – (Categorico) “Sci, ma u tramvai da De Ferrari a vegnii chi…” (Indica il tavolo con l’indice) “….u ghe mette menu…!!!”

In quel momento, da sinistra, rientra in scena Lina.

98 – LINA – (Passo flemmatico, per nulla turbata, si avvicina a Giuan. Con voce asettica) “Mi diche, commendetore….”

99 – GIUAN – (Indica il piatto: con disgusto) “Portite via ‘sta rumenta e porta u segundu…” (Poi, di scatto, intanto che Lina gli togli il piatto davanti e comincia a toglierlo anche agli altri commen-

sali) “A prupoxitu….cos’ tie cheuttu….?!?!?”

100 – LINA – (Con noncuranza, avviandosi con la pila dei piatti, prima di uscire a sinistra) “Code alle veccinere….”

101 – GIUAN – (Sta andando verso il divano. Si blocca: sobbalza. Si gira di scatto) “Lina…!!”

102 – LINA – (Sta per uscire: si ferma, si volta. Flemmatica) “Cose c’è…??”

103 – GIUAN – (Drastico) “Fanni u cafè…che l’è megiu…!!” (LINA scrolla le spalle e riparte ma Giuan la blocca di nuovo) “Ouh…!!!”

104 – LINA – (Si blocca di nuovo: sbuffa, si volta. Con sopportazione) “Si…?”

105 – GIUAN – (Tassativo) “Cun a moka….” (Fa un gesto emblematico con la mano) “Nu cun a Napuletan-a…!!”

106 – LINA – (Uscendo a sinistra, senza badarci più di tanto) “E chi ce l’è le Napoletene….!!!”

Mentre gli altri commensali chiacchierano fra di loro in attesa del secondo, Giuan recupera la pipa

si dirige al  divano, la accende e ricomincia a scorrere il pacco di carte sul tavolino.

107 – GIUAN – (Accende la pipa, raduna un primo gruppo di carte) “Ah…i documenti pe u cumer

cialista…!!” (Mugugna fra se dopo averle esaminate un attimo. Alla figlia) “Clara, se ti vee dau cu-

mercialista….” (Gli mostra il pacco di carte, riponendole poi sul tavolino) “…ricordite i documenti

….!”

108 – CLARA – (Distrattamente, mentre chiacchiera con Agnese) “Tranquillo, pà…non è la prima volta che ci vado…”

In quel mentre, da sinistra, rientra Lina con un piatto da portata e comincia a servire il secondo.

109 – LINA – (Rientra da sinistra con un piatto da portata e comincia a servire il secondo. Riem-

pie il primo piatto, fa per deporlo al posto di Giuan, nota che questi non si muove dal divano. Scon-

certata, ad Agnese) “Signore…il commendetore…?!?!?”

110 – AGNESE – (Seccata, acida) “Oh, non preoccuparti…” (Con aria ostentatamente saccente) “Il commendatore ….” (Indica Giuan che continua impassibile la sua attività) “…ha adottato gli usi del suo peggior nemico….” (Solenne) “E’ entrato in ramadan…!!”

111 – LINA – (Fa spallucce: posando il piatto con il secondo davanti al posto di Giuan, ad Agnese

 “Se lo dice lei….”

112 – GIUAN – (Non le considera: a Clara) “E ricordite de telefunaghe primma pe l’apuntamentu..

…!!”

113 – CLARA – (Attaccando di gusto il secondo, sempre distrattamente) “Non ti preoccupare, mi riceve anche senza…!!!”

114 – GIUAN – (Sobbalza) “Ouh…” (A Clara, con aria sospettosa) “Cose sun questi….” (Gestico-

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la con la mano in modo emblematico) “….canali preferensiali…??”

115 – CARLO – (Ride di gusto) “Papà…..gentilezza e cortesia….” (Filosofeggia canzonando bona-

riamente Giuan) “….sono chiavi d’oro che aprono tutte le porte….!!”

116 – GIUAN – (Piccato e deciso, a Carlo) “Amia, ravattu….” (Si inalbera) “…che doppu a camea araba e a segretaia du megu….in cà, me ghe mancu sulu u cucullu, se…!!!”

117 – LINA – (Ha terminato il giro: prima di uscire, ad Agnese) “Signore, posso preperere il caffè..

…??”

118 – AGNESE – (Annuisce con la testa) “Certo, Lina…fai pure…” (Poi, a Giuan, mentre Lina e-

sce da sinistra) “E tu vieni a mangiare, altrimenti si fredda anche la coda…!!”

119 – GIUAN – (Irritato, con fare dileggiante) “Gneize, lascime finii de arvii a posta….” (Agro) “...perché sa l’è tutta cumme questa…” (Alza la fattura, agitandola con rabbia) “…va a finii che a mi me se g’ascada sutta….. a-a cua….!!!!”

Agnese non replica e, mentre gli altri commensali continuano il pranzo, Giuan prosegue la disami-

na della posta.

120 – GIUAN – (Aprendo una busta) “L’Informatore dei NEGA…!!!” (Declama soddisfatto ad al-

ta voce. Tirando fuori un giornale) “Vedemmu in poo cose dixen….” (Commenta fra se, comincian

do a scorrerlo) “…che bezeugna tegnise infurmee….!!!”

121 – AGNESE – (Agra) “E diranno le solite amenità….!!”

122 – GIUAN – (Senza spostare il giornale) “Sci….” (Sentenzia acidissimo) “….cumme quelle ga-

lin-e spenagee che te fan cumpagnia au circulu du bridge….”

Agnese abbozza, tossicchiando leggermente. Carlo guarda l’orologio.

123 – CARLO – (Guarda l’orologio: sobbalza leggermente) “Accidenti, è già tardi….!!!” (Scatta in piedi) “Scusate, ma io….” (Va all’attaccapanni, prende e mette la giacca) “….fra mezz’ora…” (Va al tavolino, agguanta le chiavi MA LASCIA IL CELLULARE)  “…ho un appuntamento a Sestri Levante….!!!” (Passa accanto alla madre e gli schiocca un bacio sulla fronte) “Se non mi sbrigo, non ci arrivo mai più….!!!”

124 – AGNESE – (Lo guarda mentre si avvia all’uscita di destra) “Ma… Carlo….” (Lo apostrofa interdetta) “Il caffè…?!?!?”

125 – CARLO – (Alza una mano in segno di scusa) “Non ti preoccupare, semmai lo prendo a Sestri

….!!!” (Prima di uscire velocemente da destra) “Ciao a tutti, ci vediamo stasera….!!!”

126 – GIUAN – (Sollevando appena gli occhi dal giornale) “E me paa…” (Mugugna irritato: poi, con ostentata ovvietà) “Tantu chi nu gh’è ninte da faa….!!!”

127 – CLARA – (Ha finito di mangiare: si alza a sua volta da tavola) “Beh…se non ci sono altre novità andrei anch’io….” (Si avvia a sinistra: prima di uscire) “Ho diverse cose da fare, oggi….”

128 – GIUAN – (Abbassa il giornale) “Clara….!!!” (La richiama a gran voce) “Mancuso…i papee.

….!!!!”

129 – AGNESE – (Si è alzata a sua volta e ha cominciato a rassettare sul tavolo. Sbuffa pesante-

mente: a Giuan) “E dagli il tempo di vestirsi, cribbio….!!!”

130 – CLARA – (Rientra in scena da sinistra pronta per uscire: al padre) “Tranquillo, non mi sono dimenticata….” (Prende al volo i documenti) “Ciao, pà….” (Gli schiocca un bacio in fronte) “…ci vediamo stasera…!!!”

131 – GIUAN – (Con aria rassegnata) “E a me paiva strana…!!!”

132 – AGNESE – (Richiama la figlia) “Clara….”

133 – CLARA – (Si ferma un attimo sull’uscita di destra) “Tranquilla mamma….” (La rassicura)

“….il caffè lo prendo con Tamara….” (Prima di uscire da destra) “Dobbiamo vederci per della di-

spense…..”

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134 – GIUAN – (Rimettendosi a scorrere il giornale) “E dui….!!!” (Poi, sarcastico, alzando appe-

na la testa) “Ovviamente, quande gh’è sen-a in toa….”

135 – AGNESE – (Risentita, prima di uscire da sinistra con i piatti tolti da tavola) “Giovanni, non meriti neanche risposta….”

136 – GIUAN – (Perentorio, da dietro il giornale) “E chi t’ha ditu che l’euggiu….??”

Giuan rimane qualche istante solo in scena a leggere il suo giornale, finché, a un certo punto, sob-

balza sul divano.

137 – GIUAN – (Trasale, sobbalza violentemente) “O mue caa…!!” (Indica con la mano un artico-

lo sul giornale) “’Sta chi…scì ca l’è bella….!!”

138 – AGNESE – (Rientra da sinistra, si avvicina al tavolo, toglie la tovaglia: a Giuan, interdetta) “Che c’e’ ancora da berciare…??”

139 – GIUAN – (Quasi sbarrando gli occhi, ad Agnese) “Ma lezi in poo chi….” (Gli indica il gior-

nale) “Tie vistu, in Inghilterra….?!?!?”

140 – AGNESE – (Con sufficienza e ironia, avviandosi verso sinistra) “Embè, che è successo….” (Lo canzona) “E’ esplosa la bomba atomica….???”

141 – GIUAN – (Strabuzzando gli occhi, con enfasi) “Pezuuuu….!!!” (Girando il giornale verso Agnese e indicando l’articolo) “Primu matrimoniu fra gay….!!!!!”

142 – AGNESE – (Si ferma un attimo, lo guarda, fa spallucce) “E allora….?!?!?”

143 – GIUAN – (Interdetto) “Cumme….” (La scimmiotta) “….e alua…!?!?” (Con enfasi) “Gneize..

…dui ommi….!!!!” (Si accalora) “S’e’ spuzou dui ommi….!!!!!!”

144 – AGNESE – (Scrolla le spalle: uscendo da sinistra) “Contenti loro….”

145 – GIUAN – (La insegue con la voce) “Lu sci, ma i atri menu….!!!” (Piccato, fra se) “Diggu, l’è za in prublema acaia dui figgi in cundisuin normali….” (Decisamente contrariato) “Figurite in poo se se metemmu a faa cuncurensa sleale….!!!!”

In quel momento, suona il campanello d’ingresso da destra.

 

146 – GIUAN – (Sbuffa, alza gli occhi dal giornale: con sopportazione) “A porta….!!!”

147 – LINA – (Da fuori, a sinistra) “Non posso, sto levendo i pietti….!!”

Il campanello si ripropone, più vigoroso.

148 – GIUAN – (Sbuffa nuovamente: abbassa il giornale. Con irritazione) “A portaaaaa….!!!!”

149 – AGNESE – (Da fuori a sinistra) “Giovanni, sto vuotando il caffè…!!!”

150 – GIUAN – (Si blocca) “U caffè…?!?!?” (Si domanda ad alta voce: poi, sicuro) “Se l’è pruntu u caffè…u l’è l’Andrea….!!!”

Da fuori, a destra, il campanello si ripropone con insistenza.

151 – GIUAN – (Si alza: decisamente seccato, muovendo verso destra) “E vegnuu….!!!!”

152 – AGNESE – (Si sporge dall’uscita di sinistra) “Insomma, Giovanni….” (Lo apostrofa con stiz

za) “…stanno suonando alla porta….” (Riscomparendo fuori a sinistra)  “…sei sordo….?!?!?!?”

153 – GIUAN – (Di rimando, senza voltarsi) “Ma ti peu capì…” (Agro) “…me credeiva che fissen e trumbe du giudissiu….!!!”

Giuan, apre la porta e Andrea Corzetto fa il suo ingresso in scena.

154 – ANDREA – (Irrompe in scena da destra: è un giovane decisamente petulante, vestito in ma-

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niera eccentrica e con una camminata ondeggiante. Ha una parlata emblematica) “Giuan, accidenti

….” (Esclama entrando da destra) “….pensavo foste in ferie….!!!” (Si dirige al tavolo da pranzo, non lasciando tempo a Giuan di ribattere) “Vi disturbo per caso….?!?!?”

155 – GIUAN – (Se lo vede passare davanti ed andare ad accomodarsi al tavolo: rassegnato) “Per-

chè, se te disse de sci, cangia quarcosa…??”

156 – ANDREA – (Si è seduto. Con aria un po’ distante) “Avete pranzato, avete già preso il caffè

….??” (A Giuan, che si avvicina al tavolo e si mette a sedere vicino a lui, senza dargli il tempo di ribattere) “Si, grazie….una tazza la gradisco volentieri….”

157 – GIUAN – (Si volta verso l’uscita di sinistra: a tutta voce) “Gneize, zunzi in cupetin, che l’è arivou a tascia….!!!”

158 – ANDREA – (Fa spallucce: con falsa indignazione) “Ma insomma, Giuan….come sei villano.

…!!”

In quel momento da sinistra entra in scena Lina con due tazzine in mano.

159 – LINA – (Entra con due tazzine in mano: le appoggia sul tavolo) “Ecco il cheffè….!”

160 – ANDREA – (Fa un singulto) “Che profumo…!!” (A Giuan, allungando la mano verso di lui che si ritrae schifato) “Giusto coronamento di un degno pasto…!!” (Prendendo la tazzina e comin-

ciando a sorseggiare il caffè) “Cosa avete mangiato di buono…??”

161 – LINA – (Sta uscendo da sinistra. Si ferma un attimo, si volta: con perfidia, alzando voluta-

mente il tono della voce per sottolineare la parola) “ORECCHIETTE….” (Uscendo da sinistra, con voce normale) “….con le cime di repa….”

162 – ANDREA – (Con una smorfia forzata) “Spiritosa…!!” (Sibila quasi fra i denti. Poi, a Giuan, con un sorriso ostentato) “A proposito, non c’è Clara….?”

163 – GIUAN – (Sorseggiando a sua volta il caffè) “Nu, a l’è za sciortia….”

164 – ANDREA – (Desolato) “Peccato….” (Fa spallucce) “Avevo bisogno di una consulenza….”

165 – GIUAN – (Sghignazza: beffardo) “E in sce cose, in sce cumme a l’è feta na donna…??”

166 – ANDREA – (Ostentando risentimento) “Ma dai, Giuan…” (Fa spallucce: con indifferenza) “Sai bene che è un argomento che non mi tocca…..”

167 – GIUAN – (Con ovvietà) “U so che a ti t’è cau che te tucche i ommi….”

168 – ANDREA – (Si allarga in un sorriso) “Dai, su…sii serio una volta…!!”

169 – GIUAN – (Lo squadra malamente) “Andrea….u sun…” (Categorico, con un gesto emblemati

co del braccio) “Te l’asegu-u…!!!”

170 – ANDREA – (Sorridendo rassicurante) “No, dai…” (Con ovvietà) “Da Clara volevo solo un consiglio su una crema antirughe….” (Bonario, allungando una mano sul braccio di Giuan) “Giuan

hai due figli che sono due autentici tesori….!!”

171 – GIUAN – (Ritraendo velocemente il braccio: drastico) “Se tiu dixi ti, a l’è na garansia….!!!”

172 – ANDREA – (Serio, alzando la mano) “Parola di Andrea Corzetto…!!!”

173 – GIUAN – (Si alza, va verso il tavolino) “Sci….” (Torna verso il tavolo: ancheggiando per imitarne l’andatura) “…il vicino col visietto…!”

174 – ANDREA – (Si irrigidisce, fa spallucce un po’ irritato) “Uff….!!!” (Risponde accigliato. Poi si illumina di un sorriso beffardo) “A proposito….” (Si allunga beffardo verso Giuan che è tornato a sedersi e si è acceso la pipa) “Carlo, tuo figlio, lavora dalle parti del Righi…?”

175 – GIUAN – (Scrolla le spalle) “Nu….” (Interdetto) “Perché…?!?!?”

176 – ANDREA – (Con falsa noncuranza) “Oh, nulla….” (Distrattamente) “La settimana scorsa l’ho visto da quelle parti in compagnia di un baldo giovane, tutto li….” (Si allunga nuovamente ver-

so Giuan: con perfidia) “Di un po’….” (Sornione) “…non è che ha saltato il fosso ed è diventato dei nostri….??”

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177 – GIUAN – (Sta accendendo la pipa: rischia di strafogarsi con la stessa. Emette un rantolo sordo) “Oughf….!!!!” (Salta in piedi come se fosse morso da una tarantola) “Ouh, mia se….che u Carlo u l’è in figieu cumme se deve ….!!!!”

178 – ANDREA – (Sorpreso dalla sua reazione, alzando la mano in segno di difesa) “Va bene…va bene….” (Con naturalezza, quasi a scusarsi) “Stavo solo scherzando, dai….!!!”

179 – GIUAN – (Feroce) “Andrea, se nu ti eu rumpii n’amicisia…” (Categorico) “…serti schersci, evitili…!!!!”

In quel momento, da destra, suona nuovamente il campanello.

180 – GIUAN – (Sbuffa pesantemente. Si volta verso sinistra) “A port….” (Comincia a chiamare con voce sofferente. Si blocca: fa spallucce e muove direttamente verso destra)

181 – LINA – (Sbuca dietro di lui, da sinistra col solito passo flemmatico. Vede che Giuan va ad aprire, si ferma a centro scena, fa spallucce e torna indietro uscendo nuovamente da sinistra)

Giuan va ad aprire la porta ed entra in scena Giaxu Carera

182 – GIUAN – (Apre la porta e si ritrova davanti Giaxu: con un largo sorriso) “Ouh, Giaxu, tie ti.

….” (Si sposta per farlo entrare) “….vegni avanti…!!”

183 – GIAXU – (Entra in scena da sinistra: è vestito con una cappa da lavoro, ha in mano un bic-

chiere con del vino dentro. E’ rubizzo in volto e barcolla visibilmente, segno di un grado si sobrietà

veramente relativo. Con voce impastata) “Scignuria….hic…ccccumendatu….!”

184 – GIUAN – (Lo afferra al volo, tenendolo in piedi. Con rassegnazione) “O mue caa, semmu za a tappu ….!!!”

185 – ANDREA – (Si alza dal tavolo ridendo: Andando verso Giuan ed aiutandolo ad accomodare Giaxu sul divano) “Di, non si vede mica che il tuo amico Giaxu Carera di professione fa l’assaggia-

tore di barbera….!!!!”

186 – GIUAN – (Lo manda a quel paese con un gestaccio della mano. A Giaxu che vacilla verso l’esterno anche da seduto, cercando di tenerlo fermo) “Alua Giaxu, cose gh’è d’urgente da esse vegnu-u sciu…?”

In quel mentre, da sinistra, fa il suo rientro in scena Agnese.

187 – AGNESE – (Rientra in scena da sinistra) “Giovanni, chi era alla porta…?” (Vede Giaxu: sor-presa e infastidita) “Lui….?!?! E cosa ci fa qui quella vecchia spugna…??”

188 – GIUAN – (Spazientito, cercando di reggere Giaxu che si sta abbattendo dall’altra parte, va-

namente inseguito nella corsa da Andrea) “Gneize, se ti me de u tempu, gou dumandemmu….!!”

189 – ANDREA – (Cercando disperatamente di rimetterlo in posizione eretta) “Ammesso che sia in grado di parlare…!!!”

190 – AGNESE – (A Giuan, stizzita, notando che Giaxu si sta nuovamente abbattendo) “Attento, si abbatte di nuovo….” (Precipitandosi a dare man forte, rampognando Giuan) “Accidenti, sai che è sempre sbronzo e l’hai lasciato entrare…” (Stizzita) “Non potevi lasciare che ci andasse Lina ad aprire la porta….?!?!?”

191 – GIUAN – (Con rabbia, mollando Giaxu da una parte)  “Ah, perché oua me ciammu anche Lina…?!?!?”

192 – ANDREA – (Vede abbattersi Giaxu: a Giuan, con foga) “Attento….si abbatte di li….!!!!”

193 – GIAXU – (Torna in posizione eretta: alzando un dito, riesce a richiamare l’attenzione di tut-

ti) “Vvvvviamenti….” (Sibila appena) “Ueiva sulu…hic…” (Singhiozza pesantemente) “…fa in poo d’aia…!!”

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Alle parole di Giaxu, Giuan scatta come una molla

194 – GIUAN – (Strabuzza gli occhi: a tutta voce) “Nuuuuu….!!!!” (Alla moglie, agitato) “Gneize..

..” (Indica l’uscita di sinistra) “….au leugu…de cursa…!!!” (Ad Andrea, afferrandolo per sotto un braccio dalla sua parte) “Guantilu de lì, fituuu….!!!”

195 – ANDREA – (Lo guarda stupitissimo) “Ma…” (Interdetto) “…non avrai mica paura di una scoreggia…!!”

196 – GIUAN – (Lo fulmina con gli occhi) “Andrea…” (Drastico) “L’urtima otta cu l’ha fetu na scurezza….” (Con un gesto emblematico del braccio) “…u n’ha impiu u divanu…!!!” (Poi, decisis-

simo, ancora ad Andrea, sollevando Giaxu) “Forsa…” (Si ferma un attimo: tira col naso. Poi, con rassegnazione) “…che me sa che l’è za tardi…!!!”

197 – ANDREA – (Sollevando a sua volta Giaxu e aiutando Giuan a spingerlo verso l’uscita di si-

nistra) “Ma che te ne fai di un dipendente perennemente sbronzo….?!?!?”

198 – GIUAN – (Spingendo Giaxu verso l’uscita) “U l’è u free du mee ex sociu bunanima…” (Con rassegnazione) “Cose ti eu che fasse, che l’amasse…?!?!?”

199 – ANDREA – (Ancora stupito) “Ma come fa a ridursi così…?!?!?”

200 – GIUAN – (A fatica, cercando di sorreggere Giaxu sempre più sulle gambe) “U l’è alcolizou..

…ghe ne basta in diu…” (Poi, ad Agnese, che li sta ad osservare inebetita e decisamente schifata)

“E cose tie vistu, a Madonna de l’egua…!?!?” (Indicando l’uscita di sinistra, con veemenza) “Vanni a arvii a porta….!!!!”

Agnese si scuote ed esce frettolosamente da sinistra, emettendo sinistri gridolini di disgusto, mentre Andrea e Giuan proseguono nell’impresa di condurre fuori Giaxu. Questi, all’altezza dell’uscita, si blocca di colpo costringendo anche loro ad un brusco stop.

201 – GIAXU – (Si blocca di colpo all’altezza dell’uscita: cerca disperatamente di mettersi in posi-

zione eretta, ci riesce a stento dopo vari tentativi. Solenne) “Cccccumendatu…!!” (Riesce a dire strascicando le parole, rivolto a Giuan) “Ueiva dighe…hic….”

202 – GIUAN – (Costretto anch’egli ad un brusco stop, dopo aver cercato in tutti i modi di tenerlo in piedi ed esserci riuscito con non poca fatica, in ambasce) “Eh….!!”

203 – GIAXU – (Ondeggia paurosamente, sorretto ancora da Giuan e Andrea che gli si aggrappa letteralmente addosso scostandosi poi schifato, ma senza lasciarlo. Ancora solenne) “Cccche ‘stan-

nu….hic…” (Biascica ancora con la voce impastata dall’alcool) “….a barbera….hic…”

204 – GIUAN e ANDREA – (Interdetti, contemporaneamente) “Eeeehhhh….!!!”

205 – GIAXU – (Vacilla ancora: ondeggia paurosamente staccandosi da Giuan e riuscendo, dopo vari tentativi, ad alzare l’indice emettendo nel contempo gorgoglii sinistri. Ancora più solenne) “A l’è ottima….” (Sentenzia. Poi, afflosciandosi su se stesso, prontamente ripreso da Giuan e Andrea) “….e abundante…!!!”

206 – GIUAN – (Sacramentando e spingendolo fuori a forza aiutato da Andrea, con rabbia) “Gia-

xu…mescite…!!!” (Imboccando l’uscita) “Se nu da chia an poo…so mi cose gh’è de abundante chi.

….!!!”

La scena rimane vuota e silenziosa per alcuni istanti, poi, il telefonino di Carlo, dimenticato sul ta-

volino, si mette a squillare. Qualche attimo e, da fuori a sinistra, si sente la voce di Giuan.

207 – GIUAN – (DA FUORI ASINISTRA, a voce alta) “Telefono….!!!”

208 – LINA – (Anche lei DA FUORI A SINISTRA, flemmatica) “Non posso, gli sto elzendo i pente-

loni…!!!”

Il telefono continua a suonare imperterrito senza che nessuno si affacci. Da sinistra, si sente anco-

                                                                                                       13

ra la voce di Giuan.

209 – GIUAN – (DA FUORI A SINISTRA, a tutta voce) “Telefonoooo…..!!!!!”

210 – AGNESE – (DA FUORI A SINISTRA, piccatissima) “Non posso, lo sto reggendo in piedi…!!

Passa qualche istante durante il quale il telefono non smette di suonare. Poi, da sinistra, seccato e alterato, fa irruzione in scena Giuan.

211 – GIUAN – (Irrompe in scena da sinistra con passo veloce: imbufalito, dirigendosi al tavolino sul quale è posato il telefono) “E mi nu rezu ciù viatri, invece…!!!” (Arriva al tavolino: si rende conto che a squillare è il cellulare. Interdetto, voltandosi verso sinistra) “Ma….u l’è quellu de Carlo..!!

212 – AGNESE – (DAFUORI A SINISTRA, inviperita) “E rispondi….” (Ringhia quasi) “E’ un cel-

lulare, mica una bomba…!!”

Giuan rimane un lungo istante a fissare perplesso  il cellulare che squilla, poi fa spallucce e si deci

de a rispondere.

213 – GIUAN – (Agguanta il cellulare che suona ancora, comincia ad armeggiare sui tasti) “E oua cumme se fa chi…” (Lo avvicina all’orecchio) “Pronto…pron…” (Non riceve risposta: fa una smor

fia) “Boh…!!!” (Fissa ancora il telefonino che, nel frattempo, ha smesso di squillare) “Gneize…nu ha rispostu nisciun…” (Voltandosi verso sinistra) “…cumme se fa a smortalu…??”

214 – GNEIZE – (DA FUORI A SINISTRA) “Schiaccia il tasto rosso…!!!”

215 – GIUAN – (Sbuffa) “Eh…na poula…!!!” (Guarda il display) “Messaggi….” (Legge: fra se) “Beleu, u l’è ancun aseizu…!!!” (Armeggia ancora con i tasti: legge ancora il display) “Cose gh’è scritu chi…?!?!?” (Si concentra sul testo che è apparso) “Amore…ieri sera è stato bellissimo…ti amo da impazzire….Mario….” (Legge. Sogghigna: fra se, compiaciuto) “Però…u Carlo…!!!” (Commenta a mezza voce. Armeggia ancora qualche istante, si concentra nuovamente sul display, legge) “Coraggio, amore mio….i tempi stanno cambiando….presto potremo gridare a tutti il nostro amore….Mario…” (Rimane un attimo interdetto: fa spallucce) “Boh…!!!” (Posa il cellulare nuova

mente sul tavolino, gira sui tacchi per uscire a sinistra borbottando fra se) “Mario….” (Si blocca: realizza. Sgrana gli occhi, a tutta voce, sbigottito) “MARIOOOOO….?!?!?!?” (Torna di corsa al tavolino, riprende il cellulare, ricomincia ad armeggiare freneticamente, ritrova i messaggi: legge di nuovo sottovoce. Si ferma: guardando fisso davanti a se, a voce alta, affranto, scuotendo desola-

to la testa in segno affermativo) “MARIOOOOO…..!!!!” (Rimane un attimo impietrito, poi scatta di corsa verso l’uscita di sinistra. Uscendo, a tutta voce) “GNEIZEEEEE……!!!!!!!!!”

-S  I  P  A  R  I  O –


                                                                                                   14

                              SECONDO ATTO

La scena è rimasta praticamente invariata, con ogni cosa al suo posto iniziale.

E’ il pomeriggio della stessa giornata.

All’apertura del sipario la scena è vuota e rimane tale per alcuni attimi. Poi, da destra, con aria cir

cospetta, fa il suo ingresso in scena Carlo.

1 – CARLO – (Entra da destra, guardando prima in giro) “Nessuno…bene…!!” (Commenta fra se.

Entra di slancio, dirigendosi al tavolino dove ha dimenticato il cellulare: non lo trova. Trasale.) “Ma dove diavolo è finito….?!?!?” (Sacramenta fra se a mezza voce, cominciando a cercare freneti

camente in giro) “Macchè…!!!” (Sbotta alla fine, allargando le braccia, desolato. Comincia a gira-

re pensoso per la scena: si ferma al centro) “E adesso…??” (Si chiede cupo, a mezza voce. Poi si scuote: fa spallucce e si dirige al telefono di casa) “Accidenti, è un’emergenza…” (Sacramenta an-

cora alzando la cornetta) “Non penso che per una chiamata ad un cellulare riscontrata dai tabulati, quel pitocco di mio padre ci metterà il lucchetto…” (Commenta acido componendo velocemente un numero. Rimane in attesa: sogghigna) “E poi….semmai…io ho il cellulare…!!” (Ridacchia a mez-

za voce. S’incupisce) “Ammesso di trovarlo…” (Poi, stizzito) “E rispondi, accidenti…!!!!” (Un atti-

mo dopo, la risposta arriva: concitato) “Sono io…!! Ma dove sei….?!?!?” (Pausa. Con stupore) “Ancora…?!?!?” (Altra pausa, questa volta più lunga. Desolato) “Oh Gesù….!!!” (Ancora desolato

“Ma allora….il nostro programma di oggi….?!?!?” (Ascolta: con rabbia) “Ma come più tardi….non è mica a due passi sai…!!” (Ascolta ancora: rassegnato) “E va bene….” (Sbuffa) “Vorrà dire che prima passerò dal medico e poi farò un salto a casa….” (Ascolta: si scioglie in un sorriso) “Ma cer-

to che ci vediamo stasera: solita ora, solito posto…” (In sollucchero) “Lo sai che non posso stare troppo a lungo senza di te….” (Si fa serio) “Ma certo che si…per chi mi hai preso…??” (Sconsolato

“Eh….lo so si cosa succederebbe se lo sapesse il vecchio…!!!” (Si accomiata) “Allora ciao…ci ve-

diamo stasera….!!” (Posa il ricevitore. Rimane un attimo immobile, pensoso. Poi scuote mestamen-

te la testa: desolato) “Non può mica continuare così…!!!” (Fa spallucce, si riprende: avviandosi mogio e uscendo da destra) “Andiamo dal medico, va….che è meglio…!!”

La scena rimane vuota per qualche attimo, poi, da destra, rifanno il loro ingresso in scena Giuan e Agnese: camminano piano, quasi strascicando i piedi, con la testa bassa e la schiena curva. Si tra-

scinano quasi fino al divano sedendosi pesantemente.

2 – GIUAN – (Stringe in mano il cellulare di Carlo: si trascina fino al divano, crollandoci pratica-

mente sopra) “Ahimemì…!!!” (Ansima lasciandosi andare disfatto) “Questa chi…” (Commenta poi

deglutisce pesantemente) “A nu me g’ueiva propriu…!!”

3 – AGNESE – (Si siede prostrata, accanto al marito) “Carlo…mio Dio…” (Farfuglia appena) “Non ci posso credere…!!!”

4 – GIUAN – (In preda alla disperazione più profonda) “Mue caa…che botta…!!!” (Poi, alla mo-

glie, quasi con rimprovero) “Ma mi te l’aiva ditu che gh’ea quarcosa che nu anava, n’asidente….!!”

(Inveisce con rabbia) “Mai vistu cun na figgia….mai puscibile….?!?!?”

5 –AGNESE – (Costernata) “Ma sembrava un ragazzo normale….come tutti gli altri….”

6 – GIUAN – (Con stizza) “E nuuu…” (Puntualizza) “Invece u l’ea cumme pochi atri…!!” (Coster-

nato e incredulo) “Me l’aiva ditu Andrea cu l’ha vistu au Righi cun i n’ommu…” (Guarda sconsola

to Agnese) “Credeivu cu me pigiesse pe i fundi….” (Allarga le braccia, scuote la testa) “E invece…

7 – AGNESE – (Incapace di farsi una ragione) “Ma non è possibile, Giovanni….non è possibile...”

8 – GIUAN – (Con rabbia) “Tè….” (Spara a tutta voce: passandogli il cellulare) “Lezi chi…!!”

9 – AGNESE – (Prende il cellulare, scuotendo leggermente la testa: comincia a leggere a bassa vo

ce, poi, disperata, alla fine, a tutta voce) “MARIOOOOO….?!?!?!?!”

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10 – GIUAN – (Rassegnato, allargando le braccia) “Mario…!”

11 – AGNESE – (Non si rassegna: scuote vigorosamente la testa, poi, di botto) “E’ malato…!!” (Se

ntenzia categorica) “E’ tutta colpa di una malattia…!!”

12 – GIUAN – (Drastico) “Sci, u maa de c…” (Si ferma, mordendosi la lingua. Ad Agnese, con cal-

ma forzata) “Gneize, pe piaxei…” (La implora quasi) “A l’è za dua cuscì sensa i teu descursci insen

see….”

13 – AGNESE – (Non lo considera: scatta in piedi) “Il Dottor Pastore…!!” (Esclama di colpo. Si avvia verso il telefono) “Bisogna parlarne al Dottor Pastore…!!”

14 – GIUAN – (Scatta in piedi a sua volta, la ferma) “Pe piaxei…!!” (La blocca: riconducendola a sedere sul divano e sedendosi nuovamente accanto a lei) “Chi nu gh’eu e meixin-e du megu Pastuu.

…” (Sentenzia caustico) “….gh’eu n’atru tipu de meixin-a…!!!”

15 – AGNESE – (Amara e sarcastica) “Oh…grazie, signor primario…” (Con rabbia) “…me la può indicare…?!?!?”

16 – GIUAN – (E’ sopra pensiero: scatta di colpo, si illumina, schiocca le dita) “LINA…!!!!”

17 – AGNESE – (Stupefatta) “LINAAAA….?!?!” (Obbietta incredula) “Ma non è mica uno scirop-

po….!!”

18 – GIUAN – (Caustico) “Nu, a l’è na purga….” (Sentenzia: poi, cattedratico, alzandosi) “Ma a mali estremi….estremi remedi….!!”

19 – AGNESE – (Lo guarda ebete) “Ma….non ti capisco…!!”

20 – GIUAN – (Fa spallucce) “E quande mai…!!” (Poi, invitandola ad alzarsi, comincia a spiega-

re) “A nu saia-a in scioppu e mancu n’aquila, ma a g’ha quella meixin-a ca serve pe u Carlo….” (Av

viandosi verso sinistra a braccetto con la moglie) “E sun cunvintu che basta ca ghe ne dagghe in poo…” (Fa un gesto emblematico con le dita) “….che s’agiusta tuttu…!!”

21 – AGNESE – (Realizza. Si ferma, lo ferma) “Ma, scusa un po’…” (Obbietta feroce) “Non eri tu quello che diceva che era di una razza inferiore…???”

22 – GIUAN – (Prima di riprendere il passo e uscire a sinistra con Agnese) “A l’è de genere fem-

minile…” (Sentenzia deciso) “Anche sa fisse na scimmia…” (Fa un gesto emblematico con un braccio) “….nu l’ha importansa…!!”

La scena rimane vuota per alcuni istanti, poi, da destra, entra Clara insieme alla sua amica Tama-

ra.

23 – CLARA – (Entra per prima da destra, seguita dalla sua amica Tamara: ha in mano un paco di fogli) “Vieni, Tamara…” (La esorta ad entrare facendogli segno con un braccio intanto che lei si libera della giacca) “Accomodati pure, intanto a quest’ora, in casa non c’è nessuno…”

24 – TAMARA – (E’ una ragazza della sua età ma diversissima da lei: indossa pantaloni e giacca di pelle nera, maglione rigorosamente nero, ha borchie un po’ ovunque ed ostenta una capigliatura decisamente stravagante, possibilmente sgargiante. Entra con passo strascicato e pesanti scarponi ai piedi, masticando una gomma in maniera ostentata. Si guarda in giro, avanza fino a centro sce-

na) “Però…na bellezza…” (Commenta con forte accento romanesco) “Ce vivi co’ li tuoi…?”

25 – CLARA – (Sistema la giacca sull’attaccapanni, poi si dirige al tavolo posandovi sopra i docu-

menti del commercialista e un pacco di dispense. All’amica) “Si…” (Precisa) “Con i miei e con Li-

na, la cameriera….”

26 – TAMARA – (Un po’ stupita) “Ah…tenete pure quella…”

27 – CLARA – (Posa le chiavi di casa, il cellulare e i fogli  sul tavolo) “Già…” (Precisa ancora) “E’ una malinconia di mio padre…” (Sorride leggermente) “Lina. È una brava ragazza, sai…” (Poi, categorica) “Comunque, chi fa quasi tutto il lavoro è mia madre….” (Si siedono entrambe al tavolo: Clara ridacchia divertita) “Invadente e precisante com’è, non le va mai bene nulla…!!”

28 – TAMARA – (Saccente, con scontata ovvietà) “Che voi facce….è un problema generazionale..!

29 – CLARA – (Fa spallucce) “Problemi a casa anche tu, eh….”

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30 – TAMARA – (Con sconcertante naturalezza) “No, no…nun ce metto proprio piede…”

31 – CLARA – (Rimane di stucco) “Ah…!!” (Poi, imbarazzata) “Ma…e i tuoi…?”                                                                                                                                                         

32 – TAMARA – (Con noncuranza, cominciando a sfogliare le dispense) “Se fanno li fatti loro…”

(La guarda di sbieco) “Così campeno a lungo…!”

33 – CLARA – (Ha cominciato a sua volta a sfogliare le dispense) “Ah…!!” (Replica ancora, scon

certata: poi, fra se, a mezza voce) “Messaggio ricevuto…” (Guarda a sua volta di sbieco l’amica immersa nel suo lavoro) “Forte e chiaro…!”

Le due rimangono in silenzio, proseguendo il loro lavoro, per alcuni istanti, poi è Tamara che riprende il dialogo.

34 – TAMARA – (Si ferma, controlla più volte le dispense che sta scorrendo, poi, all’Amica) “A Clà….ne mancheno due…!”

35 – CLARA – (Si distoglie dal suo lavoro) “Fa vedere…” (Si allunga verso Clara che, a sua volta, le indica i numeri a margine dei fogli) “Strano…” (Commenta non convinta) “Ero sicura di averle prese tutte…” (Fa spallucce) “Saranno rimaste in macchina….” (Si alza, prende la borsa) “Scendo un attimo a vedere…!”

36 – TAMARA – (Si alza a sua volta) “Nun c’è problema, Clà….semmai e rifamo…”

37 – CLARA – (Uscendo da destra) “No,no…vedrai che ci sono…!!”

Clara esce da destra e Tamara rimane sola in scena. Comincia a gironzolare guardandosi intorno, poi si avvicina all’uscita di sinistra. In quel momento, proprio da sinistra, rifà il suo ingresso in sce

na un nervosissimo Giuan.

38 – GIUAN – (Rientra in scena a tutta birra da destra, alquanto agitato, bofonchiando fra se) “Speremmu che quella ouxelun-a de Gneize a sacce dighe, se nu….” (Si ritrova di colpo di fronte Tamara, che non conosce: ha un sobbalzo) “Aaahhh…!!!” (Si blocca di colpo: a muso duro) “E ti chi t’ie…cos’ ti ghe fee in cà mee….!?!?!?”

39 – TAMARA – (Si ritrova improvvisamente di fronte l’agitatissimo Giuan, trasale a sua volta) “Ouuhhh…!!!” (A muso duro, gli va contro) “E so Tamara, l’amica de Clara….” (Quasi ringhiando

“Che ce fai tu, piuttosto, da ‘ste parti….!!”

40 – GIUAN – (Decisamente seccato, alzando ulteriormente i toni) “Scignurin-a, mi sun Giuan Mazzarello, u padrun de cà…!!!”

41 – TAMARA – (Sprezzante, con tracotanza) “A bello, nun raccontà fregnacce che Clara m’ha appena finito de dì che a casa sua…” (Quasi sillabando le frasi, alzando un dito e agitandolo con fare minaccioso) “…a st’ora…un ce sta mai nessuno…!!!”

42 – GIUAN – (Scimmiottandola, alzando a sua volta un dito e agitandoglielo contro con fare mi-

naccioso) “E invece….anch’eu…” (Sillaba a sua volte le frasi) “…ghe semmu tutti, va ben…!?!?” (Avanza verso di lei, l’agguanta per un braccio, fa per muoversi verso destra ed accompagnarla fu

ori) “E alua….”

In quel momento, da destra, rifà il suo ingresso in scena Clara.

43 – CLARA – (Rientra da destra, piuttosto accigliata) “Accidenti, non le trovo…probabilmente…

(Vede il padre, si illumina in un sorriso) “Papà, siete in casa….!!!”

44 – GIUAN – (La guarda ingrugnito) “Cuscì parieiva…!!!”

45 – CLARA – (Nota che Giuan sta trattenendo Tamara per un braccio) “Ma….che sta succeden-

do qui…??” (Si avvicina, crede di aver capito. A Giuan, con delicatezza e pazienza) “Papà, lei è Ta-

mara….” (La indica, spiegando e presentandola) “Mia amica e compagna di corso all’università…”

46 – GIUAN – (Lascia Tamara: con una certa incredulità, allontanandosi verso il tavolo) “Ah...!!”

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(Fa una smorfia interdetta) “Beleu chi…!!!”

47 – CLARA – (Indica il padre a Tamara) “Tamara, lui è mio padre….” (Lo presenta) “Giovanni      

Mazzarello….” (Allarga ancora il volto in un sorriso) “Giuan per tutti, meno che per mamma…!!”

48 – TAMARA – (Lo osserva un attimo con sguardo truce, poi, con una smorfia malcelata di disgusto) “Mortacci….!!!”

49 – CLARA – (Ride di gusto. A Tamara) “Niente da fare, giù non ci sono…” (Allarga leggermente le braccia: dispiaciuta) “Ci toccherà rifarle, mi dispiace…!!”

50 – TAMARA – (Con tranquilla ovvietà) “Nun c’è problema, Clà….” (Fa un gesto tranquillizzan-

te con la mano) “Se c’hai tempo, ce potemo annà anche subito…”

51 – CLARA – (S’avvicina al tavolo, prende le chiavi ma NON IL CELLULARE. A Tamara) “Si. È un’ottima idea…!”

52 – GIUAN – (Si è seduto al tavolo: non ha smesso un attimo di guardare malissimo Tamara. A Clara che gli è vicino, a mezza voce) “Senti in poo…ma dunda a s’è vestia quella lì…” (Fa un rapido gesto del capo ad indicare Tamara) “…dau feramenta…?!?!?”

53 – CLARA – (Ride ancora a bassa voce: scrollando la testa) “No ti preoccupare, è tutta apparen-

za….” (Fa l’Ok con una mano) “…è bravissima…!!!” (Si muove verso destra seguita da Tamara: si blocca. Girandosi verso Giuan) “Uh…dimenticavo…!!” (Torna indietro, recupera i fogli del com-

mercialista, li apre davanti al padre) “Sono passata dal Dottor Mancuso….” (Glieli indica) “…ha ri

fatto i conti, e, come vedi…” (Allarga leggermente le braccia) “….i conti tornano…!!”

54 – GIUAN – (Con malcelata rabbia, allargando a sua volta le braccia, quasi ringhiando) “Trexentu Euro da pagaa….!!!”

55 – CLAR A – (Fa spallucce) “Trecentoottantasette e ottantanove, per la precisione….”

56 – GIUAN – (Insorge) “E belandi, chi….!!!” (Batte con rabbia un pugno sul tavolo) “E tutte e ot-

te sun sempre ciù tanti…!!!”

57 – TAMARA – (Ha assistito in disparte alla scena: fa spallucce. Con ovvietà) “Vor dì che lei nun c’ha feeling co’a finanza creativa….”

58 – GIUAN – (Strabuzza gli occhi: la guarda interdetto) “Eeeehhhh….?!?!?”

59 – TAMARA – (Ancora con assoluta ovvietà) “Sor Giuan….lei c’ha a cameriera…” (Allarga leg-

germente le braccia) “Basterebbe che a facesse passà come na dipendente daa ditta assunta con con

tratto a progetto da rinnovà de anno in anno e se risparmierebbe….” (Assume un’aria vagamente

pensosa) “…tra Inps…Inail…e quant’altro…” (Fa una breve pausa: allargando un braccio a corro

borare l’esattezza della sua teoria) “…na cifra…!!!”

60 – CLARA – (Guarda il padre che è rimasto inebetito dalla disquisizione di Tamara: sorniona) “Che ti avevo detto….?? E’ brava…!!!” (Poi, avviandosi a uscire) “Comunque, ha detto il commer-

ciclista che in giornata passa lui a trovarti e ti spiega meglio….”

61 – GIUAN – (Si scuote: alterato, a Clara, che è sull’uscita) “E braa…cuscì me tucca daghe anch da beive…!!”

62 – CLARA – (Uscendo seguita da Tamara) “Dai, che intanto non ti costa niente…!!” (Da fuori) “Ciao, pà….ci vediamo a cena…!!”

63 – GIUAN – (Ancora incupito) “E me paa….!!!” (Poi, quasi ringhiando, alla platea) “Ou, ghe fis

se n’otta che s’afermen a mangiaa feua….!!!”

Dopo un secondo, da sinistra, rifanno il loro ingresso in scena Agnese e Lina.

64 – LINA – (Entra per prima: ha un aspetto ed una voce più piatti e dimessi del solito. Si ferma a centro scena: voltandosi verso Agnese che la segue a breve) “Me signore…non so se io….”

65 – AGNESE – (La segue da vicino: ha lo sguardo volpino. L’interrompe: melliflua) “Ma Lina…

ma cosa dici…!!!” (La invita a sedersi al tavolo dove è già seduto Giuan, accomodandosi vicino a lei. Amalliatrice) “Per noi, sei una di famiglia, lo sai….” (Gli posa una mano su un braccio) “E per Carlo…” (Con un largo sorriso e aria convinta) “…sei come una sorella…!”

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66 – LINA – (Non sa che dire) “Le ringrezio, signore, me io….”

67 – AGNESE – (Con aria da imbonitore) “Lina, tu sei la nostra unica speranza, lo sai…!!” (Allar-

ga leggermente le braccia) “Dopo tutto…ti chiediamo solo di fargli un po’ di compagnia….” (Guar

da sorniona Giuan che annuisce con la testa) “Carlo sta cercando di affermarsi nel suo lavoro…” (Continua a blandire Lina) “E’ stressato e….” (Compunta, chinando leggermente la testa) “E’ tanto solo….!!”

68 – LINA – (Si stringe nelle spalle) “Beh, se e’ per questo….” (Accenna ad un timido sorriso) “Non posso certo dirvi di no….”

69 – GIUAN – (Trionfante, battendo una mano sul tavolo e abbandonando i conti del commerciali-

sta che stava guardando) “Ma segu-u…!!!” (A Lina) “L’è ben pe questu….” (Guardando sornione Agnese) “Nu l’è vea, Gneize….?!?!?”

70 – AGNESE – (Secca, con ostentata sicurezza) “Certo….è ben per questo…!!!”

Lina fa per ribattere ma è anticipata dall’entrata in scena da destra di Carlo.

71 – CARLO – (Entra da destra: ha dei fogli in mano ed è sopra pensiero. Li vede, si blocca. Sor-

preso) “Ah….siete qui…!”

72 – GIUAN – (Con malcelata irritazione) “Ou beleu, anch’eu i an true tutti e ciavi…!!” (Poi, sar-

castico)  “Perché, dunde ti ueivi che fiscimu, in scia lun-a…?!?”

73 – CARLO – (Fa spallucce) “Beh, di solito, a quest’ora….” (Allarga leggermente le braccia) “Siete tutti a passeggio…!”

74 – GIUAN – (Si rabbuia) “Gh’è stetu in poo de bulezumme….” (Poi si illumina) “Ma stamu pe anaghe oua a paseggiu…!!!” (S’alza di scatto: si para davanti a Carlo) “Vegne anche a Lina…!!!” (Gliela indica) “Sulu che….” (Gli posa una mano su una spalla: confidenziale) “A l’è sensa cavalie

re e nu sta ben….” (Fa una breve pausa: poi, come folgorato da un’idea geniale) “Ti porieisci ve-

gnii anche ti….!!!” (Ancora confidenziale) “Cuscì armenu…semmu segui ca nu se sente in imbaras-

su…!”

75 – CARLO – (Sta cercando disperatamente con lo sguardo il cellulare: distrattamente) “Io vera-

mente….”

76 – GIUAN – (L’interrompe: con foga) “Dopu tuttu….quante l’è che nu se pigemmu tutti insem-

me….” (Si blocca. Non sa cosa dire. Poi si rianima: di getto) “….in gelatu da Tonitto…!!”

77 – CARLO – (Lo guarda stupito) “Papà…” (Trafelato) “….ma siamo in pieno inverno…!!”

78 – GIUAN – (Cerca di correggersi al volo) “In caffè….!!” (Vede Carlo per nulla convinto) “Na ciculata cada….!!!” (Vede che Carlo tergiversa ancora) “Na gazeu cun a billia….!!!”

79 – CARLO – (Guarda Giuan sorpresissimo: poi incrocia di sfuggita lo sguardo con Lina che gli fa una smorfia di indifferenza. A Giuan, con un sorriso ebete) “Se pensi che….”

80 – GIUAN – (L’interrompe) “E sci che pensu….!!!” (Con foga) “E beleu….!!!” (Quasi con furia) “E perbaccu…!!!”

81 – CARLO – (Con accondiscendenza) “Va bene….il tempo di cambiarmi….” (Fa per muovere verso sinistra: si ferma. A Giuan) “Piuttosto….” (Gli si avvicina) “Sono passato dal medico…” (Gli porge i fogli che ha in mano) “Ecco le ricette…” (Poi si mette a braccia conserte davanti a lui: con tono severo) “Il Dottor Pastore mi ha chiesto della tua salute, ed io gli ho fatto presente che non va affatto bene….”

82 – GIUAN – (Fa spallucce) “Ouh…a và beniscimu…!!”

83 – CARLO – (Inquisitore) “Non direi proprio…” (Comincia a contare sulle dita) “Non mangi…

non…”

84 – GIUAN – (Scatta come morso da una tarantola) “N’asidente….!!!!” (Si inalbera) “Se in te ‘sta cà invece che cibo degli Emirati Arabi Uniti….” (Protesta furioso) “…se mangesse a-a zeneize.

…” (Precisa alzando il dito di una mano) “U Giuan…” (Tassativo) “….u mangieiva e cumme…!!”

85 – CARLO – (Tassativo) “Beh, sappi che comunque prima di sera, finito l’ambulatorio….” (Spie-

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ga) “Passerà a trovarti…” (Avviandosi a sinistra) “Lui consiglia vivamente una visita urologica al più presto….” (Si ferma sull’uscita) “Mi ha già dato il nome di un ottimo specialista, il professor Cu

lotti….” (Uscendo) “Visita privatamente, a domicilio….”

86 – GIUAN – (Rimane impalato a centro scena: trafelato, con voce alta ma strozzata) “Carloooo

….!!!”

87 – CARLO – (Riappare da sinistra: si ferma sull’uscita) “Si….??”

88 – GIUAN – (Cercando di esternare tutta la sua perplessità) “Eeeee……na dia du Culotti au mee….” (Mima il gesto con le mani) “Quanta me custieva….?!?!?”

89 – CARLO – (Con un sorriso rassicurante) “Cento euro….” (Scomparendo nuovamente fuori a sinistra) “Una sciocchezza….”

Giuan rimane un lungo attimo fermo allibito in mezzo alla scena: Pensa a lungo, poi cerca di rica-

pitolare le parole del figlio.

90 – GIUAN – (E’ perplesso e disorientato: prova a ricapitolare le parole del figlio, facendo ampi gesti con le mani) “Dunque…” (Inizia pensoso) “U Culotti….” (Alza l’indice di una mano) “U me dà na diaa…” (Mima il gesto della mano) “In tu culetto…” (Mima con le mani la rotondità di un de

retano) “E mi….” (Si indica con un dito) “…g’alungu sentu euro…” (Mima il gesto di consegnare una banconota. Rimane ancora fermo un attimo pensoso, poi, a tutta voce,ad Agnese) “Gneize, nu stalu miga a di a nisciun che me dan na diaa in tu panee e mi g’alungu sentu euro, sedunca….duman matin…” (Usando il taglio della mano come megafono) “….gh’emmu a cua da-a porta…!!!”

91 – AGNESE – (Lo manda platealmente a quel paese con un gestaccio della mano) “Insomma, Giovanni….lo facciamo per il tuo bene….!!!!”

92 – GIUAN – (Tornando verso il divano) “Euh…ne sun cunvintu…!!”

93 – AGNESE – (Sbuffa pesantemente: fra se) “Macché, non c’è niente da fare…!!” (A Lina, muo-

vendo verso sinistra) “Andiamo a prepararci per uscire, va…che è meglio…!”

94 – LINA – (Seguendola senza entusiasmo) “Come vuole, signore….”

Le due stanno per uscire ma sono bloccate da Carlo che riappare sull’uscita di sinistra.

95 – CARLO – (Riappare da sinistra bloccando Lina e Agnese: preoccupato) “Scusate, avete visto il mio cellulare…?” (Allarga le braccia desolato) “Devo averlo lasciato a casa ma….”

96 – GIUAN – (Sobbalza visibilmente) “O Segnu…!!!” (Geme. Poi, a tutta voce, CONTEMPORA-

NEAMENTE AD AGNESE) “No….!!!!”

97 – AGNESE – (Palla gli occhi) “O mio Dio…!!!” (Geme. Poi, a tutta voce, CONTEMPORANEA

MENTE A GIUAN) “Si…..!!!!”

98 – CARLO – (Li guarda: interdetto) “Scusate…si o no…?!?!?”

99 – GIUAN – (CONTEMPORANEAMENTE AD AGNESE) “Si….!!!”

100 – AGNESE – (CONTEMPORANEAMENTE A GIUAN) “No…..!!!” 

101 – LINA – (Li toglie d’impaccio: a Carlo, lanciandogli uno sguardo d’intesa) “L’ho visto di le, sul tevolino in chemera di tuo pedre…”

102 – CARLO – (Stupefatto) “E come c’è arrivato…?!?!?”

103 – GIUAN – (Prontamente) “Ghe l’ho missu mie….!!!” (Tornando rapidamente sui suoi passi e avvicinandosi a Carlo) “U l’ea chi in sciu toin…” (Gli indica il tavolino dove lo aveva abbandona-

to effettivamente) “E mi te l’ho portou de là pe puia cheeee….” (Ha un attimo di indecisione: poi, di getto) “U can u tou cacesse in tera…!!”

104 – CARLO – (Incredulo) “Papà….che io sappia…” (Scuote la testa) “Non abbiamo mai avuto un cane….!!!!”

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105 – GIUAN – (Tergiversa un attimo, si corregge) “U gattu…!!!” (Si rende conto d’aver fatto un’altra gaffe: di getto, senza dare a nessuno la possibilità di replicare) “Na foca de passaggiu…!!

106 – CARLO – (Uscendo da sinistra) “Non ci posso credere….!!!!”

LINA e AGNESE escono a loro volta da sinistra, subito dietro Carlo: LINA soffocando a stento le risate, AGNESE guardando male Giuan prima di uscire e scuotendo la testa.

107 – GIUAN – (Guarda Agnese uscire, recepisce il suo sguardo cattivo, risponde allargando le braccia desolato. Poi, rimasto solo in scena, sbuffa pesantemente) “Uuuffff….!!!” (Ritorna verso il tavolo) “Me l’ho scordou de là…beleu che aze…!!!” (Commenta fra se, sedendosi.) “Menu male che a Lina a l’è pezu de Scherlock Holmes: nu ghe scappa ninte…!!!” (Riprende in mano le prati-

che del Commercialista) “In po a vedde chi, tantu che spetu…” (Comincia a scorrerle) “E sci…effe

tivamente…” (Commenta scuro in volto. La sua attenzione viene attratta dalla carta intestata) “Ca-

valier Mario Mancuso – Dottore Commercialista…..” (Legge a voce alta: trasale, batte una mano sul foglio) “E te paiva…!!!” (Sacramenta imbufalito) “U nu pueiva ciamase che Mariu…!!!” (Fa spallucce, continuando a scorrere i fogli: fra se a voce alta) “U giurnu che i mee figgi me daian in nevettu…” (Tassativo) “…ghe proibisciu de ciamalu Mariu, pocu ma segu-u…!!!” (Fa spallucce) “I mee figgi…” (Desolato) “A stu puntu….a Clara…!!!!” 

Continua per qualche attimo il suo lavoro, finché il telefonino che Clara ha dimenticato sul tavolo comincia a squillare.

108 – GIUAN – (Aspetta un paio di squilli, poi, distrattamente, a voce alta ma tranquilla) “Lina…u telefunu…!!!”

109 – LINA – (Con voce piatta, DA FUORI A SINISTRA) “Non posso….mi sto chembiendo….!!”

110 – GIUAN – (Sbuffa leggermente. Poi, assorto nel suo lavoro, con voce alta e un po’ più altera-

ta) “Carlo…u telefunu…!!!”

111 – CARLO – (DA FUORI A SINISTRA, con tono un po’ piccato) “Non posso….mi sto cambian-

do…!!!”

112 – GIUAN – (Sbuffa pesantemente. Con voce decisamente alterata) “Gneize….u tel…” (Si bloc-

ca: si risponde da solo. Desolato) “Nu ti peu….ti te stee cangiandu…!!!” (Sacramenta fra se a bas-

sa voce, fa per alzarsi e andare a rispondere, si rende conto solo allora che a suonare con insisten-

za è il cellulare dimenticato da Clara: interdetto) “Ma….u l’è quellu de Clara…a se l’ha ascordou.”

113 – CARLO – (DA FUORI A SINISTRA) “E rispondi…non è mica una bomba….!!!”

114 – GIUAN – (Desolato, raccogliendo il telefono) “Eeeehhh…de otte saieiva megiu cou fisse…!!

(Armeggia coi tasti, avvicina il telefono all’orecchio) “Pronto…!!!” (Sbraita con furia: ascolta. Un po’ in imbarazzo, al suo interlocutore) “E nu…sun seu pue…!!!” (Rimane un attimo con il telefono a mezz’aria: lo abbassa, fa spallucce) “U l’ha pousou…!!” (Commenta. Armeggia ancora con i ta-

sti) “Maducou…!!” (Spara acido. Poi sorride beffardo) “Beh…armenu stu chi…u l’ea n’ommu…!!

(Posa il cellulare, riprende a sfogliare le carte: alza distrattamente gli occhi verso il cellulare, si blocca. Guarda sornione il cellulare, sogghigna, lo riprende in mano) “In po a vei se me ricordu...”

(Bofonchia fra se speranzoso. Armeggia con i tasti) “Tou chi….messaggi…!!!” (Conclude trionfan-

te) “Questu chi….” (Legge incuriosito) “Sei la donna più bella del mondo….per te c’è sempre una corsia preferenziale nel mio cuore…..saremo dei contabili d’ecessione…Mario…” (S’incupisce) “Mariu…?!?!?” (Si chiede stupitissimo e preoccupato) “Cursia preferensiale… cuntabili perfetti…”

(Si blocca: fissando il vuoto davanti a se, come in trance) “U a riseive sensa apuntamentu….?!?!?” (Si chiede alla fine sbigottito. Alza il foglio del commercialista) “Mariu….!!!!” (Esclama attonito. Poi, con veemenza) “U cucullu…!!!!” (Scatta in pied) “Tou lì perché u l’aiva sempre raxiun cun e tasce…!!!!” (Sbotta: con furia, uscendo da sinistra cellulare in una mano e foglio nell’altra, a tutta voce) “GNEIZEEEEEE…!!!!!!!”

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La scena rimane vuota per alcuni istanti, poi, da sinistra, rifanno il loro ingresso in scena Carlo e Lina: stanno parlando in maniera concitata.

115 - CARLO – (Rientra per primo da sinistra: si è cambiato d’abito e parla con Lina, che lo se-

gue da vicino, in maniera concitata. Volgendosi verso di lei e fermandosi poi a centro scena) “Ma ne sei sicura…..?!?!”

116 – LINA – (E’ subito dietro di lui: anche lei si è cambiata d’abito ed è piuttosto allarmata. Con decisione) “Ti dico di siii….!!!”

117 – CARLO – (Si ferma a centro scena: costernato) “Santo Dio…sono fritto…!!!!” (S’illumina) “Adesso capisco tutta la pantomima di Tonitto…!!!”

118 – LINA – (Desolata) “Eh….!!”(Lo guarda: con un filo di voce quasi implorante) “E adesso…?

119 – CARLO – (Con decisione) “Devo concludere il mio progetto prima possibile. Se Mario mi da veramente carta bianca come mi ha promesso….”

Sono interrotti dal campanello della porta che suona da sinistra

120 – GIUAN – (DA FUORI A SINISTRA, indispettito) “A portaaaaa…..!!!!”

121 – CARLO – (Di getto) “Lascia, vado io…!!!!”

Carlo va alla porta e dopo un attimo appare in scena, da destra, il Dottor Mario Pastore.

122 – PASTORE – (Entra da destra: è un giovane di bell’aspetto, leggermente più anziano di Car-

lo, vestito in maniera sobria ma elegante come si confà ad un medico ed ha in mano una valigetta. Saluta Carlo con un largo sorriso) “Ciao, Carlo…!!” (Interlocutorio) “Tuo papà…??”

123 – CARLO – (Ricambia il saluto non senza evidente imbarazzo) “Ciao…è di là, arriva subito…”

Carlo non ha il tempo di voltarsi per chiamare il padre che Giuan compare in scena da sinistra, an

cora con il foglio in mano MA SENZA IL CELLULARE DI CLARA.

124 – GIUAN – (Rientra da sinistra: con ilarità canzonatoria) “Beleu, chi….uei faa vegnii l’aluviun che anei a arvii a porta…?!?!?” (Vedi il medico: s’incupisce) “Ah…bungiurnu, Sciu Megu

…!” (Lo apostrofa senza entusiasmo. Poi, girandosi indietro) “Gneize, gh’è u megu Pastuu…!!”

125 – PASTORE – (Muove verso Giuan ancora sorridendo e tendendogli la mano che questi strin-

ge di malavoglia) “Buongiorno, sciu Giuan…!” (Lo apostrofa) “Come ho anticipato a Carlo quando è passato a ritirare le ricette…” (Comincia a spiegare) “….sono passato a trovarla perché volevo sin

cerarmi delle sue condizioni di salute che….”

126 – GIUAN – (Lo interrompe: con falsa cordialità) “Ooohhh….mi u ringrasiu, sciu megu, ma nu ghe n’ea propriu de bezeugnu…!!” (Fa una breve pausa. Poi) “Stamu giustu pe sciortii e…..”

E’ interrotto dall’ingresso in scena di Agnese da sinistra.

127 – AGNESE – (Entra in scena da sinistra alle spalle di Giuan: anche lei si è cambiata d’abito. Decisa) “O si, invece….che ce n’era proprio bisogno…!!”

128 – GIUAN – (E’ bloccato dalla voce di Agnese alle sue spalle: alza gli occhi al cielo, sbuffa pe-

santamente. Con rassegnazione) “E te paiva na miccia…!!!” (Poi, voltandosi verso Agnese) “Sci ma…” (Li indica) “Carlo e Lina….”

129 – CARLO – (L’interrompe: si botto) “Ma no, ma nooo….” (Rivolto a Pastore) “Fate pure con comodo, ci mancherebbe…!!!” (Poi, sornione, cominciando a defilarsi verso destra seguito da Lina

“Vuol dire che ci vediamo da Tonitto…” (Con un largo sorriso, uscendo da destra) “Intanto ordinia

mo il gelato….!!!”

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130 – PASTORE – (Fa una smorfia di meraviglia) “Gelato….?!?!?” (Poi, a Carlo che è già fuori

scena) “Ma Carlo… siamo in pieno inverno….!!!”

131 – LINA – (Sta uscendo a sua volta: si ferma e, prima di uscire) “Non si preoccupi….abbiemo chiemeto…” (Con sfrontata naturalezza) “Ce lo fenno epposte…!!”

Lina esce frettolosamente da destra, lasciando il Medico in compagnia di Agnese e Giuan.

132 – PASTORE – (Guarda Lina uscire frettolosamente da destra, fa una smorfia di meraviglia) “Boh…!!” (Commenta a mezza voce. Poi, a Giuan, con un largo sorriso) “Allora, sciu Giuan….” (Lo invita a sedersi con un gesto della mano al tavolo e si siede a sua volta accanto al lui) “Mi parli un po’ delle sue condizioni di salute….” (Guardandolo con aria interrogativa) “Come si sente…?”

133 – GIUAN – (Si siede controvoglia, sotto lo sguardo vigile di Agnese che sovrintende in piedi, braccia conserte, alle sue spalle. Guarda un attimo il medico, si gira verso la moglie che lo osserva severa. Poi, al medico, con aria preoccupata) “Fra viatri dui…” (Indica entrambi, consecutivamen-

te, con un dito: scuotendo mestamente la testa) “Miga tantu ben, se…!!!”

134 – AGNESE – (Sbuffa spazientita: lo apostrofa pesantemente) “Ma insomma, Giovanni….” (Si agita nervosamente) “E’ mai possibile che tu non riesca ad essere serio neanche una volta….?!?!?” (Non gli da il tempo di ribattere: a Pastore, sedendosi a sua volta al tavolo) “A proposito di cose se

rie…” (Lo guarda ansiosa) “Dottore….io e Giovanni volevamo chiederle un consulto….”

135 – GIUAN – (La guarda stranito) “Mie….?!?!?”

136 – AGNESE – (Decisa, con ovvietà) “Ma si…!!!” (Ostentando naturalezza) “Quel tuo amico…”

(Lo guarda seria) “Non ti ricordi…?!?!?”

137 – GIUAN – (Ancora più sorpreso) “Nu…!”

138 – AGNESE – (Ha un gesto di stizza) “Oooohhhh….!!!!” (Sbotta. Poi, a Pastore) “Vede, dotore

….” (Si blocca, fa una breve pausa. Poi, speranzosa) “Possiamo contare….” (Indica Giuan: allun-

dandosi verso Pastore, a voce bassa) “Possiamo contare sulla sua discrezione, vero…??”

139 – PASTORE – (Meravigliato e perplesso) “Ma si….certo….!!!”

140 – AGNESE – (Rincuorata, riprende a spiegare) “Perché vede….Giovanni…” (Lo indica) “Ha un amico che ha un grosso problema….”

141 – PASTORE – (Interrogativo) “Di salute…?”

142 – AGNESE – (Interdetta) “Beh…si….” (Con un sorriso forzato) “Credo proprio di si…!!”

143 – PASTORE – (Ostentando disponibilità con un ampio gesto delle mani) “Mi dica….”

144 – AGNESE – (Non sa da dove cominciare) “Ecco vede….” (Imbarazzatissima) “Questo amico.

….da qualche tempo….” (Scegliendo quasi le parole) “Ha delle pulsioni intime non proprio norma-

li….”

145 – PASTORE – (Sta cercando di capire) “Di che tipo, mi scusi….?”

146 – GIUAN – (Ha assistito in silenzio alla pantomima della moglie reggendosi sconsolato la te-

sta con un gomito poggiato sul tavolo. Spazientito, a Pastore) “Sciu megu, ghe fa maa e uegge…!!”

147 – PASTORE – (Perplesso) “Otite…??”

148 – GIUAN – (Secco, toccandosi un orecchio) “Ricchione…!!”

149 – PASTORE – (Si illumina) “Aaaahhh…è gay…!!” (Nota che non capiscono) “E’ omosessuale

….!!” (Spiega meglio con naturalezza, ottenendo ampi gesti di assenso da Agnese) “Signora, ma non è una malattia….” (Comincia a spiegare con pazienza ad Agnese) “E’ un’altra cosa….”

150 – AGNESE – (Perde il sorriso speranzoso che le sfiorava il volto: desolata) “A no…?!?!?”

151 – PASTORE – (Spiega pazientemente) “E’ una disfunzione di carattere genetico per cui una per

sona ha l’aspetto fisico di un uomo, ma l’animo di una donna o viceversa….”

152 – AGNESE – (Quasi disperata) “Ma…se non è una malattia….” (Allarga le braccia) “Non c’e’ nemmeno modo di curarla….!!!”

153 – PASTORE – (Sorride un po’ amaro) “Non ci sono cure farmacologiche o chirurgiche…” (Scrolla le spalle) “E in fondo, poi….” (Apre la borsa che ha tenuto accanto a se e ne toglie il ricet-

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tario) “…non credo proprio che ci sia niente da curare…” (Comincia a scrivere) “Signora Agnese, lasci che l’amico di suo marito faccia la sua vita tranquillamente….” (Le dispensa un largo sorriso) “Così come si sente di essere….” (Stacca il foglio) “Lei piuttosto, sciu Giuan….” (Si rivolge poi a Giuan che sobbalza visibilmente) “…ha bisogno di cure….!!” (Gli porge la ricetta) “Qui c’è l’impe

gnativa per una visita urologica che ritengo necessaria….” (Si alza) “Scusate, ma devo proprio scap

pare….” (Si accomiata) “Devo ancora andare sino al Righi…!!” (Si scusa. A Giuan, rassicurante)

“Chiamerò stasera stessa il Dottor Culotti  per avvisarlo della sua richiesta di appuntamento…” (Guarda Giuan che è decisamente perplesso) “Non è contento…?”

154 – GIUAN – (Un po’ angosciato) “Ma mi magari sci….” (Ribatte facendo spallucce. Poi, amaro

“U l’è u mee culottu….” (Si indica a tergo) “…cu nu l’è guei cuntentu de cunusce u Culotti….!!!”

155 – PASTORE – (Ride) “Suvvia….” (Lo canzona bonariamente) “Non mi dica che un uomo del-

la sua prestanza non tiene a mantenersi vivo e attivo….!!”

156 – GIUAN – (Categorico) “Vivu, attivu…” (Sospira) “….e intregu…!!” (Conclude. Poi, con stizza) “Specialmente in te serti posti….!!!”

157 – PASTORE – (Si avvia per uscire a destra seguito da Giuan e Agnese. Quasi sull’uscita, si ferma un attimo) “Lei è ancora un gran bell’uomo…” (Lo lusinga) “Sono sicuro che il genere fem-

minile la apprezza ancora….” (Poi, consolatore) “E non si preoccupi per il suo amico….” (Con na-

turalezza) “Per fortuna i tempi si sono evoluti….vedrà che sarà apprezzato anche lui per quello che è, al di là delle sue abitudini sessuali…” (Muovendo per uscire) “Al giorno d’oggi, non è il solo in quelle condizioni…!!”

158 – AGNESE – (Si è ripresa: con un’incredibile faccia di bronzo a Giuan) “Ecco, hai visto…??” (Con ovvietà, allargando le braccia) “Te l’avevo detto che era inutile chiedere che intanto non c’era niente da fare…!!!”

159 – GIUAN – (A mezza voce, con rabbia) “A brutta faccia de tolla….!!!”

160 – PASTORE – (Uscendo da sinistra) “Ma per carità, signora….!!!” (La tranquillizza) “Invece, ha fatto benissimo a chiedere….” (Accomiatandosi) “Arrivederci e….” (Indicando il foglio che Giuan tiene in mano) “….mi raccomando…!!!”

161 – AGNESE – (Congedandolo a sua volta) “Tranquillo, dottore….arrivederci e grazie di tutto !!

162 – GIUAN – (Con falsa cordialità) “Tranquillu, sciu megu…” (Caustico) “Che intantu u panee u l’è u mee….!!!!”

Giuan e Agnese osservano il Dottor Pastore uscire, poi, sconsolati, si dirigono nuovamente verso il tavolo.

163 – AGNESE – (Si ferma all’altezza del tavolo: sconsolata, allargando le braccia) “Niente da fa-

re….è inguaribile…!!”

164 – GIUAN – (La precede di poco. Si ferma, si volta: secco) “Gneize…” (Sentenzia) “Ti ghe u muru cumme u casinassu….!!”

165 – AGNESE – (Piccata) “Cosa pretendevi, scusa….che gli dicessi che l’idea era stata mia…?!?!

(Con sconcertante ovvietà) “Sai che figuraccia ….!!!”

166 – GIUAN – (Con rabbia) “Se a figua du nesciu g’aa fassu mi, va tuttu ben, invece….!”

167 – AGNESE – (Scrolla le spalle) “Che c’entra….” (Sentenzia) “Tu i salotti buoni di Genova mi-

ca li frequenti…”

168 – GIUAN – (Ha un moto di rabbia: sta per esplodere, si trattiene a fatica) “Gneize….anemu, pe piaxei….” (La invita indicando l’uscita a destra) “Che u Carlo u ne staiaa aspetandu…”

169 – AGNESE – (Fa spallucce) “E allora…??” (Maligna) “Non era tua l’idea di lasciarlo solo con la Lina…??”

170 – GIUAN – (Seccato) “Va ben, ma oua l’è ua de anaa in po a vedde…” (Le indica nuovamente l’uscita a destra) “Cuminsa a anaa che mi piggiu u purtafeuggiu e vegnu….!!!”

171 – AGNESE – (Scrolla ancora le spalle) “Se lo dici tu….” (Avviandosi a destra, prima di uscire

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“Il portafoglio….manco se un gelato costasse un milione….”

172 – GIUAN – (Furioso, prima di uscire a sua volta da sinistra) “Cunuscendu i teu figgi, nu se sa mai….!!!”

La scena rimane vuota qualche istante, poi, da destra, ricompare Giuan.

173 – GIUAN – (Rientra da destra; ha indossato la giacca. Procede a passo lento, leggendo la prescrizione del Dottor Pastore.) “In po a vei cosu l’ha scritu quellu becafighe…” (Si ferma a cen-

tro scena: concentrandosi sul foglio) “E beh…sci…” (Commenta fra se) “Visita urologica….!!” (L’attenzione gli cade sul timbro del medico) “Dottor Mario Pastore….medico chirurgo….” (Legge ad alta voce. Fa spallucce: con un sorriso beffardo, posando la ricetta sul tavolo) “Menu male cu nu fa l’urologo…!!” (Muove per uscire a destra: si blocca. Torna sui suoi passi, riafferra la ricetta con rabbia: strabuzzando gli occhi, con voce strozzata) “Dottor Mario Pastore….?!?!?” (Si acca-

scia letteralmente su una sedia) “O mue caa…” (Ansima pesantemente) “Mariu….” (Sillaba quasi le parole) “….cu capisce i cuatee….e cu va….” (Pallando gli occhi, con un singulto) “Au Righi…!!

(Rimane un attimo fermo, impietrito. Poi si riprende) “Tou lì perché Carlo u ghe va spessu e vuente

a dau megu Pastu…!!!” (S’illumina truce) “Attru che a Segretaia….” (Deduce incredulo) “Gh’inte-

ressa u megu….!!!” (Scatta in piedi come una furia: uscendo da destra, a tutta voce) “GNEIZEEEE

…….!!!!!!!”

La scena rimane vuota alcuni istanti, poi, da destra, rifanno il loro ingresso Clara e Tamara.

174 – CLARA – (Rientra per prima da destra, decisamente accigliata. A Tamara che la segue a breve) “Devo averlo dimenticato sul tavolo….” (Si dirige al tavolo con passo deciso: si blocca. Con stupore e preoccupazione) “Non c’è….!!”

175 – TAMARA – (Decisamente più tranquilla) “A Clà…nun te preoccupà….” (Si ferma all’altez-

za del tavolo) “Nun po’ mica essersene annato a fa na passeggiata….” (La invita alla calma con un emblematico gesto delle mani) “Con carma…. vedrai che ‘o trovamo….”

176 – CLARA – (Si aggira cercando, preoccupata, per tutta la scena) “Eh, con calma un corno…!”

(Sacramenta a voce alta) “Sai cosa c’è sopra vero….?!?!?”

177 – TAMARA – (Fa spallucce, le si avvicina) “Embè…?!?!?” (Allarga le braccia) “E seranno un po’ fattacci tua, no…??”

178 – CLARA – (Scrolla la testa) “Si…magari…!!” (Si ferma accanto all’amica: con rabbia) “Ta-

mara….con mio padre e mia madre….” (Categorica) “Non esistono fattacci miei…!!!”

179 – TAMARA – (Fa una smorfia di stupore) “Mortacci…!!!” (Poi, categorica, pallando gli oc-

chi) “Pesanti….!!!” (Poi, dopo una brevissima pausa, a Clara, con un leggero sorriso) “Comunque te devo ringrazià….m’hai fatto un favore grande un frego…!!”

180 – CLARA – (Sorride compiaciuta: a Tamara) “Per carità, ci mancherebbe….!!” (Un po’ in im-

barazzo) “Io, piuttosto….non finirò mai di ringraziarti per quello che stai facendo per me e per Car-

lo…”

181 – TAMARA – (Ruvida, per nascondere a sua volta un evidente imbarazzo) “A Clà…e gli ami-

ci a questo serveno….” (Fa spallucce: sorridendo a sua volta) “E poi a Mario fa piacere darve ‘na mano….” (Riflessiva) “E’ un po’ particolare…” (Con un largo sorriso) “…ma è un bravo fijo…!!”

182 – CLARA – (Si rabbuia) “Se è per questo….anche mio fratello è un po’ particolare nelle sue scelte…”

183 – TAMARA – (Con naturalezza) “Embè, che fa de male…?!?!” (Con ovvietà) “Se vive a vita sua, no…!?!?”

In quel momento, da destra, rifanno il loro rientro in scena Agnese, Carlo e Lina.

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184 – AGNESE – (Rientra per prima, con fare decisamente concitato. A Carlo, che la segue da vici

no) “Non è possibile, capisci….?!?!?” (Con foga esagerata) “Non è possibile…!!”

185 – CARLO – (Di rimando, ilare) “E dai, mamma….non sei contenta di diventare la moglie di un uomo politico…?!?!?”

186 – AGNESE – (Furibonda) “Ma non di quella schiera, accidenti…!!” (Si infervora) “Al circolo del bridge siamo per l’assoluta eguaglianza dei popoli…!” (Fa una breve pausa, poi rincara la dose

“Tant’è vero che ho assunto Lina, che è Barese…!!”

187 – LINA – (La guarda male: vorrebbe ribattere ma si morde la lingua. Piccata) “Mi scusi signo

re….” (Avviandosi ed uscendo a sinistra) “Mi vedo a chembiere e torno in cucine….”

188 – CARLO – (Ad Agnese che guarda Lina uscire piccata senza capire il perché, con ilarità ama

ra) “Guarda, mamma….” (Indica l’uscita di sinistra) “…che è Italiana anche Lina, eh…!!”

189 – CLARA – (Che fino a quel punto era rimasta in disparte, fissando divertita e incuriosita con Tamara il gustoso siparietto) “Scusa mamma….” (Chiede interdetta) “…ma che è successo…?!?!?

190 – AGNESE – (Nota finalmente la figlia e Tamara) “Ah…siete qui…?!?!?” (Chiede distratta-

mente, salutando Tamara con un cenno del capo ed uno sguardo tutt’altro che benevolo al quale Ta

mara risponde allo stesso modo. Poi, a Clara, feroce) “Quel cretino di tuo padre….da Tonitto…” (Comincia a spiegare avvicinandosi al tavolo) “…ha incontrato quel tizio dei NEGA, il Partito dei Nuclei Emancipati Garantisti Associati…..” (Si ferma: cercando invano di ricordare il nome) “Lite….Causa…” (Sbotta) “Come diavolo si chiama….!!!!”

191 – CARLO – (Sospira pesantemente) “Bega, mamma….” (Ostentando pazienza) “Si chiama Mario Bega…!!”

192 – AGNESE – (Furibonda, riprende la spiegazione) “’Sto…” (Non ricorda il nome) “Lite…”

(Butta li convinta dopo un attimo di pausa) “… gli ha offerto una candidatura alle prossime elezioni e tuo padre…” (Allarga le braccia: con sarcastica ovvietà) “L’ha accettata..!!

193 – TAMARA – (Con naturalezza) “A signò…è la vorta bona che me venite a trovà a Roma…!!”

194 – AGNESE – (Si inalbera) “Con i Nega, capisci….?!?!?” (Desolata) “Mi metterà in imbarazzo con tutte le mie amiche del bridge…!!!!”

195 – CLARA – (Con rassicurante ilarità) “Tranquilla mamma.....che intanto, prima deve essere eletto…!!” (Poi, più seria) “A proposito….hai visto il mio cellulare…??” (Allarga leggermente le braccia) “Credevo di averlo lasciato qui sul tavolo, ma….”

196 – CARLO – (Si sta togliendo la giacca per appenderla all’attaccapanni) “E’ di la sul tavolino..

…” (Indica la madre) “….in camera loro…!!”

197 – CLARA – (Stupitissima) “E come c’è finito….?!?!?”

198 – CARLO – (Con estrema ovvietà) “Ce l’ha messo papà…!!” (Andandosi a sedere sul divano, rispondendo allo sguardo interdetto di Clara) “Aveva paura che a lasciarlo qui qualche dinosauro di passaggio lo buttasse per terra…!”

199 – CLARA – (Non capisce. Fa spallucce: raccogliendo le dispense disseminate sul tavolo) “Beh….l’importante è trovarlo…!!”

200 – CARLO – (E’ sul divano: ha preso il giornale sul tavolino e si è messo a leggere. Senza sco-

starlo, in grugnito) “Dipende da CHI…” (Sottolinea la parola alzando il tono della voce) “….lo tro

va…!!!”

200 – CLARA – (Recepisce il messaggio. Si blocca. A Tamara, raccogliendo le ultime carte e avvi-

andosi per uscire a sinistra) “Vieni…andiamo a sistemare ‘sta roba che intanto mi recupero il cellulare….” (A voce più alta) “Prima che arrivi il…” (Scandisce la parola alzando ulteriormente il tono della voce) “…..DINOSAURO….” (Uscendo da sinistra seguita da Tamara) “….e lo getti per terra..

La scena rimane ferma per qualche attimo, con Carlo che legge il giornale e Agnese che si aggira per la scena puntando decisamente il figlio con lo sguardo. Poi, Agnese rompe gli indugi.

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201 – AGNESE – (Si avvicina al divano. Con aria melensa) “Carlo….tutto bene…?!?!?”

202 – CARLO – (Distoglie per un attimo i lo sguardo dal giornale: lapidario) “Si….” (Poi, vaga-

mente incuriosito) “Perché….?!?!?”

203 – AGNESE – (Si avvicina al divano, si appoggia sul bordo) “Nooo….E’ cheee…” (Misura le parole) “Da un po’ di tempo di vedo stanco…” (Si siede accanto a lui) “Ti vedo strano….”

204 – CARLO – (Sorpreso) “Strano….?!?!?” (Fa una smorfia di diniego con la testa poco convinta

“No…!!”

205 – AGNESE – (Abbozza con un sorriso di circostanza. Fa un attimo di pausa, poi prova a cam-

biare argomento) “Con Lina….com’è andata…?”

206 – CARLO – (Decisamente seccato) “Mamma, e come vuoi che sia andata….?!?!?” (Sbuffa pe-

santamente, molla il giornale) “Siamo andati da Tonitto, ci siamo presi un caffè….” (Si agita nervo

samente: poi, con ovvietà, riprendendo il giornale) “Poi….visto che non arrivavate mai….” (Con-

clude rimettendosi a leggere) “Abbiamo deciso di tornarcene a casa…!!”

C’è una breve pausa con Agnese che guarda di traverso Carlo e che poi rompe nuovamente gli indugi.

207 – AGNESE – (Misurando le parole, con voce suadente) “Maaaa….noi stavamo arrivando…”

208 – CARLO – (Deciso) “Certo…!!!” (Esclama seccato mollando nuovamente il giornale) “Stava-

te entrando mentre noi uscivamo….” (Riprende il giornale) “Con somma gioia di papà che ha girato prontamente sui tacchi senza nemmeno dover pagare il conto….!!!”

C’è un’ulteriore pausa. Poi è ancora Agnese che riparte all’attacco

209 – AGNESE – (Con voce suadente) “Carlo, non devi essere cattivo con tuo padre…” (Con un sorriso ebete) “Lui è preoccupato perché ti vede stanco….strano….”

210 – CARLO – (Perde decisamente la pazienza) “Ascolta, mamma….” (Molla il giornale scara-

ventandolo a lato) “Mi vedete stanco e strano perché, dopo essermi laureato, sto cercando di costru-

irmi un lavoro adeguato, ma credimi, non è affatto facile….”

211 – AGNESE – (Con angosciata insistenza) “Ma non ti devi preoccupare per questo….” (Guaen-

do quasi, con ovvietà) “Tu un lavoro ce l’hai già in casa…!!”

212 – CARLO – (Scatta con rabbia) “Non ho studiato una vita per fare il rappresentante di vini….” (Si alza in piedi: con veemenza, mettendosi di fronte alla madre) “Papà vorrebbe vedermi in fabbri

ca a mescere vino con lui….” (Cateorico, a tutta voce) “Non fa per me….gliel’ho già detto…!!!”

213 – AGNESE – (Si alza a sua volta, gli va accanto: mettendogli amorevolmente le mani su un braccio) “Ma non è solo per questo, credimi…!!” (Guardandolo con dolcezza) “Lui vorrebbe veder

ti già a posto…..sistemato….!!”

214 – CARLO – (Imbestialito) “Ancora….?!?!?” (Si stacca dalla madre: alzando d’impeto le brac-

cia al cielo) “E basta, per favore….!!!!” (Spara a tutta voce) “Lo so benissimo che lui alla mia età era già in fabbrica, fidanzato con te e ti ha sposato poco dopo prendendosi le responsabilità…” (Ar-

gomenta con veemenza) “L’ha raccontato un milione di volte…” (Poi, risoluto) “Io la penso in un altro modo…” (Indica l’orologio alla madre) “Fra un’ora ho un appuntamento con Mario, e andrò al Righi per….”

215 – AGNESE – (Trasale: sbarrando gli occhi, a tutta voce) “MARIOOOOO…..!?!?!?”

216 – CARLO – (Non capisce: sorpresissimo) “Si….”

217 – AGNESE – (Quasi con un rantolo) “AL RIGHIIIIIII…….?!?!?!?”

218 – CARLO – (Stupefatto) “Si, perché….?!?!?”

219 – AGNESE – (Rimane un attimo ferma, immobile, con gli occhi sgranati: lentamente, il suo viso si trasforma in una maschera di sofferenza. Poi parte a gran carriera: uscendo a destra, a tutta voce) “GIOVANIIIIIIIIII……..!!!!!!!!!!!!”

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220 – CARLO – (Rimane fermo immobile a guardare la madre uscire. Non capisce, non sa riaversi dallo stupore. Si muove lentamente verso l’uscita esterrefatto: torna a centro scena, vi si ferma Alla platea,) “Beh….” (Allargando leggermente le braccia) “Che ho detto di male….?!?!?”

                                                                                           

     

-S  I  P  A  R  I  O  -

 

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                              TERZO ATTO

La scena varia leggermente: alle spalle del divano, giganteggia un cartello con la scritta “Tanti Au

guri papà !” mentre altri piccoli dettagli fanno capire che è passato almeno un giorno.

All’apertura del sipario, ci sono in scena Clara e Agnese che stanno discutendo animatamente.

1 – CLARA – (E’ accanto al tavolo: sta sistemando dei fiori in un vaso. E’ piuttosto accigliata) “Dai, mamma….” (Replica alla madre con noncuranza e un po’ di fastidio) “Non essere ossessiva..

…!!!”

2 – AGNESE – (E’ in piedi in prossimità del divano. Da le spalle a Clara, meditabonda. Alla rispo-

sta della figlia si gira di colpo e scatta verso di lei raggiungendola al tavolo) “Ma non capisci pro-

prio, allora….!!!” (Protesta con furia) “Da un po’ di tempo a questa parte…” (Argomenta agitando convulsamente le mani) “….tuo fratello è strano…!!!” (Allarga desolata le braccia) “E non vuol dirmi niente….”

3 – CLARA – (Ha finito il suo lavoro: si volta verso Agnese. Con pazienza) “Mamma….Carlo ha appena finito di studiare e vuol provare a cominciare a camminare con le sue gambe. La cosa strana è che tu e papà non lo capiate e gli alitiate continuamente sul collo….!!”

4 – AGNESE – (Quasi indignata) “E no…!!!!” (Solenne) “Io sono la mamma…” (Categorica) “Devo sapere…!!!”

Clara sta per ribattere ma, da destra, è anticipata dal suono del campanello. Ha un gesto di stizza e fa per muovere verso l’uscita, ma Agnese la ferma.

5 – AGNESE – (Ferma Clara con un gesto della mano: poi, a tutta voce) “Giovanni, la porta….stia

mo parlando…!!!!”

Da fuori a destra si sente distintamente la voce di Giuan.

6 – GIUAN – (DA FUORI A DESTRA, a tutta voce) “Gneize, sun mie…” (Spazientito. Poi, con rab

biosa ironia) “Se ti me fee intraa…. zu-u che poi me arvu da sulu…!!!!”

Agnese rimane interdetta un attimo, poi realizza e si muove con un gesto di stizza nuovamente verso il divano, mentre Clara scuote desolatamente la testa e va ad aprire al padre.

7 – GIUAN – (Entra da destra, decisamente stizzito) “Ou beleu, chi….” (Sacramenta con Clara) “Mancu in cà mee sun ciù padrun de intraa sensa rende cuntu a quarche d’un…!!”

8 – CLARA – (Lo guarda un po’ stupita: con aria interrogativa) “Ma….non avevi le chiavi…?!?”

9 – GIUAN – (Avanza verso l’attaccapanni) “L’ho dete a teu mue….” (Appende la giacca: voltan-

dosi per tornare verso il tavolo, con un gesto emblematico del braccio) “E te salu-u baciccia…!!!”

10 – AGNESE – (Fa spallucce) “Euh…quate storie…” (Seccata) “Per una volta che devi suonare il campanello….!!”

11 – GIUAN – (Borbotta fra se, mormora qualcosa di incomprensibile alzando gli occhi al cielo, poi nota il cartello sul fondo. Si blocca: interdetto) “E ben…??” (Lo indica alla moglie) “Cosu l’è stu Tazebao….?!?!?”

12 – CLARA – (Con stupita ilarità) Ma papà….oggi è il tuo compleanno…!!!” (Rimbrottandolo bonariamente) “Possiamo almeno farti gli auguri….?!?!?”

13 – GIUAN – (La guarda, le si avvicina: con un largo sorriso) “Grasie, caa….” (Gli porge una carezza) “Tie n’angiou…!!” (Si ferma un attimo: con un’espressione desolata) “Ma dopu na serta etee….saieiva megiu scordaselu…!!!” (Si volta verso Agnese: con aria seria) “Ciutostu, Gneize…”

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(Con un sorriso a tutta bocca) “Se semmu ricordee che da chi an poo vegne u sciu Bega pe fame firmaa a candidatua….?!?!?” (Con aria solenne) “L’è importante, eh….!!”

14 – AGNESE – (Lo guarda storto: con aria leggermente schifata) “Magari per te…” (Fa spalluc-

ce) “Per me….”

15 – GIUAN – (L’interrompe: con impeto) “Pe ti in cornu….!!” (Andando verso il tavolino e pren-

dendo la pipa) “Oggi, Gneize….” (Si siede sul divano: prima di cominciare ad accenderla, con aria sognante) “….si corona un sogno…!!!”

16 – AGNESE – (Agra) “Attento al risveglio….potrebbe essere tragico…!!!” (Poi, a Clara, muoven

do verso sinistra) “Andiamo a preparare, allora….” (Prima di uscire) “Mi dai una mano….??”

17 – CLARA – (Scrolla leggermente la testa: alla madre) “Si, mà….arrivo subito…!!” (Prima di uscire a sua volta da sinistra, si avvicina al padre e gli schiocca un bacio sulla fronte. Con dolcez-

za) “Auguri pà….per tutto quanto…!!!”

Giuan la guarda compiaciuto uscire da sinistra, fumando la pipa e sorridendo sornione. Poi, dopo alcuni secondi, prende un giornale e comincia a leggere.

Rimane così alcuni secondi, poi, da destra, si riode il suono del campanello.

18 – GIUAN – (Distrattamente, senza distogliersi dalla lettura) “Lina….a porta….!!!”

19 – LINA, AGNESE e CLARA – (CONTEMPORANEAMENTE, DA FUORI A SINISTRA) “Non posso….sto preparando….!!!!”

20 – GIUAN – (Trasale, distoglie lo sguardo dal giornale) “Belan….che sintunia….!!!!” (A tutta voce) “Se anee a cantaa….” (Agitando un dito) “…ve fan faa da metronomo….!!!!”

Da fuori a destra, si risente, più insistente, il campanello.

21 – GIUAN – (Abbandona il giornale: prima di alzarsi ed andare all’uscita, a gran voce, alzando gli occhi al cielo) “E arivu…!!!!”

Giuan si alza e va all’uscita: dopo un attimo fa un balzo indietro mentre in scena irrompe Andrea VESTITO DA DONNA…

22 – GIUAN – (Va all’uscita: dopo un secondo fa un vistoso balzo all’indietro. Con stupore) “Ou beleu, chi….!!!!”

Andrea si ferma un passo oltre l’ingresso e rimane in silenzio a fissare Giuan..

23 – GIUAN – (Guarda con stupore l’inatteso ospite che si è bloccato davanti a lui, non lo identifica) “Bu…bungiurnu scignua……!!” (Saluta incerto) “Scia serca mee mugee….?!?!” (Indica l’uscita di sinistra) “Gaa ciammu subetu…!!”

24 – ANDREA – (Stupitissimo, all’amico) “Ma Giuan….” (Allarga le braccia: con ovvietà) “Sono Andrea….!!!!”     

25 – GIUAN – (Stenta a realizzare: balbetta appena) “O bellu Segnuu cau…!!”

26 – ANDREA – (Invade la scena dirigendosi al tavolo: civettuolo, mettendosi in posa) “Come sto….?!?!?”

27 – GIUAN – (Lo insegue da vicino: in confusione, sempre mugolando) “Madonna a bun pattu….”

28 – ANDREA – (Si siede al tavolo) “Stavate facendo mica il caffè….?!?!?” (Chiede. Senza aspetta

re risposta) “Si, grazie…” (Con decisione) “Lo prendo volentieri…!”

29 – GIUAN – (Disperato, con un filo di voce) “E tutti i santi de badda….!!!”

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30 – ANDREA – (Con un’incredibile faccia tosta e ovvietà disarmante) “Non disturbo mica, vero...

…??” (Deciso) “No…!!”

31 – GIUAN – (Gli si siede accanto) “Andrea…pe l’amuu de Diu…” (Lo invoca quasi con un filo di voce) “…du Segnuu e du Spiritu Santu…” (Concitato, agitandosi convulsamente) “Cose ti ghe fee cunciou cuscì….?!?!?”

32 – ANDREA – (Con naturalezza) “O, beh…” (Comincia a spiegare) “Sto andando ad una festa di fidanzamento e ho pensato bene di venirvi a chiedere un’opinione su come sto….” (Sornione, sfiorando Giuan con una carezza su una guancia) “E magari a prendermi un caffè…!”

33 – GIUAN – (Sobbalza vistosamente gridando alla carezza di Andrea) “Aaaahhh…!!!” (Incro-

ciando le dita a forma di croce) “Vade retro Satana…!!!” (Spara a tutta voce: poi, cercando dispe-

ratamente senza tuttavia riuscirci di ridarsi un contegno, ad Andrea, sempre in modo concitato) “Ti stee beniscimu….” (Poi, a tutta voce, usando il taglio della mano per amplificare la voce) “LINAA

AAAA……!!!!” (Urla disperato. Ancora ad Andrea, sempre agitatissimo) “Tie in gioiellu…!!” (Ri

prende la posizione di megafono con il taglio della mano: ancora a voce altissima) “METTI SCIU’ A CAFETEAAAAA…..!!!!” (Ancora ad Andrea, sempre più agitato) “Però chi, da chi an poo, deve arivaa in muggiu de gente….” (Ancora con il taglio della mano alla bocca, a tutto volume) “IN CAFFE’ DE CURSAAAA…..!!!!!!” (Nuovamente ad Andrea che lo guarda divertito) “Tamara…u megu…u cumercialista….” (Rimette la mano a taglio: sopra le righe) “LINAAAAAA…..!!!!!” (Ancora ad Andrea, terrorizzato) “U segretaiu du NEGA pe a candida-

tua….” (Ancora, verso l’esterno disperato) “NU GHE TEMPU DA PERDEEEEE……!!!!” (Ad Andrea, implorante) “Te daggu u caffè, te daggu tutta a caffetea…” (Al culmine dell’agitazione) “….Ma ti vanni , però…!!!” (Con angoscia esasperata) “Se t’atreue chi cunciou cuscì…” (Agita convulsamente le mani) “Sun in ommu mortu..…!!!”

34 – ANDREA – (Lo guarda un attimo di traverso: con sufficienza) “Peccato…!!” (Con un sorriso sornione) “A me gli uomini piacciono belli vivi….!!”

In quel momento, attirate dalle urla di Giuan, da sinistra fanno il loro ingresso in scena Clara, Agnese e Lina.

35 – CLARA – (Entra per prima, con passo deciso: preoccupata) “Papà, ma che c’è da urlare a ‘sto  modo…?!?!” (Nota Andrea, lo riconosce subito.) “Andrea….!!!!” (S’illumina in un sorriso) “Ma sei stupendo…!!!!”

36 – ANDREA – (S’illumina a sua volta) “Grazie, Clara….” (Si alza, le va incontro: si scambiano un bacio affettuoso sulle guance) “Tu si che mi capisci…!!”

37 – GIUAN – (Interdetto) “Mi, invece….” (Allarga le braccia: desolato) “….nu ghe capisciu ciù ninte…!!!”

38 – AGNESE – (Perplessa, guarda Andrea) “Effettivamente….” (Considera) “Come donna sei me

glio…!”

39 – LINA – (Fa spallucce) “Boh….serè..!!” (Commenta poco convinta. Poi, a Giuan) “Commende

tore….oggi il menù deve sceglierlo lei che compie gli enni…Per secondo, le ve bene il coniglio ripiene con i pinoli…??”

40 – GIUAN – (Scuro in volto, nervosissimo) “Nue…!!!” (Spara a tutta voce: poi, deciso) “Me fa maa a pansa….g’ho l’imbarassu…!!!”

41 – LINA – (Si stringe ancora nelle spalle) “E allore…” (Guadagnando flemmatica l’uscita di sinistra) “….finocchi bolliti….”

42 – ANDREA – (Scatta come una  molla: a Lina, che sta uscendo da sinistra, a tutta voce) “ASSASSINAAAAA……!!!!” (Poi, voltandosi verso Giuan che lo osserva stranito, ancora a gran voce) “CANNIBALE…..!!!!!”

Andrea torna a sedersi, le braccia incrociate, lo sguardo duro e offeso. C’è un attimo di silenzio im

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barazzato, fra lo sguardo torvo di Agnese, quello agitato di Giuan e quello ilare di Clara che, poi, si avvicina ad Andrea ridacchiando.

43 – CLARA – (Ride, avvicinandosi ad Andrea) “Andrea….” (Lo scuote, rimbrottandolo bonaria-

mente) “….smettila di fare il bischero….!!!”

44 – ANDREA – (Perde immediatamente l’espressione offesa, allargando il viso in un sorriso. A Clara, ridacchiando sornione) “Sai….mi piace mettere ogni tanto in imbarazzo le persone normali..

(Torna serio: guardando l’uscita di sinistra e facendo la linguaccia) “Specialmente quelle antipati-

che….!”

45 – GIUAN – (Si scuote: ad Andrea, agitando le braccia) “Perché nu tie normale…!!!” (Si getta quasi su di lui) “Oua che tie detu spetaculu….” (Quasi implorante) “….pe piaxei…” (Quasi ringhia

ndo, gli indica l’uscita a destra) “….vanni a faa dui passi…!!!!”

46 – ANDREA – (Sornione) “Prima….” (Sbattendo gli occhi) “….devi pagare pegno….!!!”

47 – GIUAN – (Palla gli occhi: a tutta voce) “LINAAAAA…..!!!!” (Agitatissimo) “U l’ariva o nu stu beleu de caffè….!?!?!?”

In quel momento, da destra, si ode nuovamente il suono del campanello. Clara e Agnese si muovo-

no quasi simultaneamente per avviarsi a destra, ma Giuan le blocca con decisione.

48 – GIUAN – (Ferma le due donne con decisione) “Ferme li…” (Si indica) “U portee sun mi….!!”

Si avvia a destra con decisione: dopo un attimo, da destra, entra in scena Tamara.

49 – GIUAN – (Prima fa una smorfia di sollievo, poi assume un’aria delusa. Voltandosi e annun-

ciandola agli altri) “A l’è…” (Non ne ricorda il nome: fa una smorfia indifferente) “…a cumessa du feramenta….!”

50 – TAMARA – (Entra da destra con il suo andare dinoccolato) “Bongiorno, signò…!!” (Saluta tutti. Ha in mano una scatola da scarpe: si avvicina a Giuan e gliela porge) “M’hanno detto che stà a compì l’anni….auguri…!!”

51 – GIUAN – (Non se l’aspettava: prende la scatola, ringrazia con un sorriso ebete, non senza im

barazzo) “Gra…grasie…!” (Stupidissimo, fra se, a mezza voce, aprendo la scatola) “Questa, poi….

E chi se l’aspetava…?!?!?” (Guarda le scarpe, ne tira fuori una, con meraviglia) “E cose g’han…” (La mostra a Tamara) “…i cinguli…?!?!?”

52 – TAMARA – (Con ovvietà) “E so anfibi….” (Indica la scarpa in mano a Giuan) “Je servono pe a stagione fredda….!!”

53 – AGNESE – (Ha assistito soddisfatta alla scena alle loro spalle) “Tamara….” (La riprende be-

nevolmente) “Veramente….i regali andrebbero fasciati….!!!”

54 – TAMARA – (Voltandosi verso di lei, con ovvietà) “A signò…e a che je serve a carta, che intan

to poi a butta via…??” (Nota Andrea: s’illumina) “Uuuuhhh….l’Andrea….!!!!” (Gli si avvicina: con un largo sorriso) “A Corzè….ma o sai che sei bello un frego….?!?!?”

55 – ANDREA – (S’illumina a sua volta) “Grazie….grazie…!!” (Si scambiano un bacio affettuoso su una guancia. Poi Andrea la guarda ammirato) “Anche tu….buldozer…sei messa mica male, eh.

…!!!”

56 – GIUAN – (Ha assistito alla scena inebetito: non sa capacitarsi di quello che ha visto) “Corzè..

…buldozer….” (Ripete fra se senza riuscire a dare un senso alle parole. Poi, di colpo, a gran voce)

“Oooouuuuhhhh…..!!!!!” (Spara, richiamando su di se l’attenzione di tutti) “E dunde semmu….a-a fea de Sant’Agaa…!?!?!?” (Indica Andrea) “A checca….” (Indica Tamara) “U caru armou…” (Po-

sa la scatola: agitando la scarpa che ha in mano) “E scarpe cun i cinguli….” (La punta verso Clara

“E ti che ti ghe rezi u saccu…” (Furioso, a tutta voce) “’Sta chi….a l’è na cà rispetabile, se….!!!!”

57 – AGNESE – (Di rimando, venefica) “Per il solo fatto che ci abiti tu….non direi proprio…!”

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58 – GIUAN – (Rivolto ad Agnese, schernendola) “Nu….” (Gracida acido scimmiottandone la voce) “A nu l’è seria pe u fetu che a frequenta e teu amiche du bridge….(Indica Andrea) “…e serte casoule….!!”

59 – AGNESE – (A muso duro) “Già…” (Ribatte feroce) “La frequenta Andrea che è amico tuo…” (Indica Giuan con un dito) “….e che al contrario di te è una persona per bene….!!”

Giuan sta per ribattere ma è anticipato dal suono del campanello  fuori da destra.

60 – GIUAN – (Al suono del campanello sobbalza vistosamente) “O mue caa…!!!” (Si agita: a tut-

ta voce) “Tou chi che ghe semmu…!!!” (A Clara e Agnese che si stanno muovendo verso destra) “Fermi li….!!!!” (Ad Agnese che si è fermata sbuffando e scuote la testa) “Gneize….cheugite ‘sta brancaa de anghezi e portiteli de la….” (Indica l’uscita a sinistra: perentorio) “De cursa…!!!”

61 – CLARA – (Si avvicina a Giuan, prova a rabbonirlo) “Ma papà….!!!!”

62 – GIUAN – (Perentorio, a Clara) “E ti vannighe a faa cumpagnia e mia ben che nu sciorten…” (Con decisione) “Su l’è u Bega….” (Con un gesto emblematico del braccio) “…chi sceuppa na gue-

ra….!!!”

Clara allarga le braccia, mentre tutti si avviano verso sinistra. In quel momento, proprio da sini-

stra, si affaccia Lina con il caffè.

63 – LINA – (Si affaccia da sinistra con il caffè, nota tutto il marasma: interdetta, a Giuan) “Com-

mendetore, ma…il caffè…?!?!?”

64 – GIUAN – (Agitatissimo, con ferocia) “In deree….” (Alza minaccioso la scarpa che ha in mano

“….o te tiu ‘na scarpa….!!!”

Lina fa spallucce, gira sui tacchi ed esce nuovamente da sinistra seguita da tutti gli altri. Appena sono fuori, il campanello suona di nuovo con più insistenza.

65 – GIUAN – (Aspetta che tutti siano usciti, poi si avvia a destra brandendo sempre la scarpa. Sec

cato, a tutta voce) “E arivu….!!!!!” (Va all’uscita e si trova di fronte Mario Mancuso, il commercia

lista: con aria delusa) “Ah…scia l’è lee….” (Invitandolo con un gesto del braccio) “Scia s’acomu-

de, sciu Mancuso….”

66 – MANCUSO – (Entra da destra. E’ vestito in maniera distinta, con una vistosa cravatta e il borsalino in testa ed ha in mano una cartella. Il passo è cadenzato, tipo padrino, ed ha un chiaro accento siculo) “Grazie, commendatore…grazie….” (Avanza fin quasi al tavolo. Si ferma, si volta verso Giuan) “Naturalmente….” (Alzando e riabassando il borsalino) “….riverisco a vossia….!”

67 – GIUAN – (Si avvicina a sua volta al tavolo, sempre con la scarpa in mano) “Sci, va ben….” (Sbrigativo) “Riverisciu anche mi, ma mescemuse….!!”

68 – MANCUSO – (Lo guarda un attimo interdetto) “Ma….” (Chiede poi) “Stava uscendo per caso

….??”

69 – GIUAN – (Sorpreso) “Nu….perché…?!?!?”

70 – MANCUSO – (Gli indica la scarpa) “Eh…!”

71 – GIUAN – (Sobbalza: solo allora si rende conto di avere ancora la scarpa in mano) “A nu l’è pe sciortii….” (Si affretta a ribattere, raccogliendo anche la scatola, muovendo verso il fondo e po-

sando il tutto in un angolo) “A l’è pe difeisa persunale….” (Tornando verso il tavolo, con un gesto rassicurante della mano) “G’ho tantu de portu d’armi….”

72 – MANCUSO – (Abbozza) “Aaahhh…!!” (Poi indica il cartello sul fondo) “Bello….” (Commen

ta. Sornione) “Quacche ricorrenza…??”

73 – GIUAN – (Deciso) “Mancuso….” (Battendo la mano sul tavolo a tamburello) “…tia in poo feua i papee d’en ta sachetta, va….che l’è megiu…!!”

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74 – MANCUSO – (Con un sorriso tirato ed un gesto di accondiscendenza) “Cettamente, commen-

datore…” (Poggia la cartella sul tavolo) “….cettamente….!” (Comincia a porgergli dei fogli) “Que

sto….come vede….è il resoconto trimestrale dell’Iva….”

75 – GIUAN – (Si siede, comincia a scorrere le carte) “Beleu chi….” (Commenta a tutta voce leg-

gendo la cifra da pagare) “…duzemilla euro…!!!”

76 – MANCUSO – (Continua a porgere i fogli) “Questo, invece…riguadda la tassa sugli accolici....

(Con fare professionale) “L’accisa….”

77 – GIUAN – (Trasale leggendo l’importo) “Acisa in cornu….!!!” (Gracida acido) “A m’acide mi

….attru che balle…!!!!”

78 – MANCUSO – (Impassibile, gli porge un altro foglio) “E questa…” (Con un sorriso soddisfat-

to) “…è la mia paccella….”

79 – GIUAN – (Lo guarda storto) “A parcella….?!?!?”

80 – MANCUSO – (Con naturalezza) “Eh…!!”

81 – GIUAN – (Fa una smorfia poco convinta. Legge la cifra, sobbalza) “Orca pippa….!!!” (Legge nuovamente, questa volta a voce alta) “Treimillaeutusentu…..” (Si blocca, insorge. A tutta voce) “Senti in poo, nan….” (Agitando una mano a pigna sotto il naso di Mancuso) “…ma ti m’ee pigiou pe nesciu…?!?!?”

82 – MANCUSO – (Alza le mani in segno di difesa) “Commendatore, lei mi offende…!!” (Poi, pro

fessionale) “Come concoddato con sua figlia….” (Si ferma un attimo: con aria sognante) “…la si-

gnorina Clara…” (Si rida rapidamente un contegno) “…la mia paccella non è attro che una peccen-

tuale sulle….”

83 – GIUAN – (Scatta in piedi, lo interrompe) “E nu, merlu…!!!!” (Furibondo) “Chi paga sun mie, nu a scignurin-a Clara….” (Ringhiandogli in faccia) “Tie capiu…. bezugu…?!?!”

84 – MANCUSO – (Imperturbabile) “E io, infatti…” (Con scontata ovvietà) “…a lei ce o portai…. u cuntu…!”

85 – GIUAN – (Non lo considera: imperterrito, con rabbia) “Anche perché cun a Clara me paa che nu se scangemmu sulu messaggi in scia cuntabilitee….”

86 – MANCUSO – (Lo guarda stupito: piccato) “Come sarebbe, scusi….?!?!?”

87 – GIUAN – (Inviperito) “Cumme a saieiva….?!?!?” (Agita convulsamente le braccia, facendogli passare la scarpa pericolosamente sotto il naso e provocando un repentino balzo all’indietro di Ma

cuso) “I mesagin…in sciu celulare…” (Lo canzona scimmiottandolo) “Sei la più bella del mondo….

Saremo due contabili perfetti…” (Con rabbia) “Amia, Mariu…che cun a Clara….” (Gli agita le di-

ta della mano sotto il naso in segno di diniego) “…nu gh’è trippa pe i gatti…!!!” (Poi, smorzando i toni ma ancora categorico) “E mancu pe i cumercialisti…!”

88 – MANCUSO – (Lo guarda interdetto: poi, a muso duro) “Commendatore Mazzarello….” (Con rabbia, agitandogli davanti al viso la mano chiusa a pigna)  “…che minchia stai dicendo…?!?!?”

In quel mentre, attratti dai toni accesi della discussione, rientrano in scena da destra Clara, Tama-

ra e Andrea.

89 – CLARA – (Rientra per prima da destra: spazientita, a Giuan) “Ma insomma, papà…è mai pos

sibile…?!?!?”

90 – TAMARA – (E’ dietro di lei: flemmatica) “A commendatò…che, c’ha l’amplificatore de serie.

….?!?!?”

91 – ANDREA – (Entra per ultimo: eccitato) “Due maschioni che litigano…” (Si siede al tavolo) “Non me la voglio proprio perdere….!”

92 – GIUAN – (A Clara, furioso) “Clara, oua basta….!!!!” (Agitatissimo, indica Mancuso) “Stu lazarun chi u me marmella e ti ti ghe tegni burdun faxendute mandaa i SmS in sciu celulare…!!!!”

93 – CLARA – (Strabuzza gli occhi sbigottita) “Papà…ma…” (Gli si avvicina, gli mette una mano sulla fronte) “Ti senti bene….?!?!?”

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94 – GIUAN – (Letteralmente sconvolto) “Nu che nu me sentu ben….!!!!!”

In quel mentre, da destra, si sente nuovamente il suono del campanello.

95 – GIUAN – (A tutta voce, furibondo) “LINAAAAAA…..a portaaaaa….!!!!!!”

96 – LINA – (DA FUORI A SINISTRA, con la solita flemma) “Non posso, ho de fere…!!”

97 – GIUAN – (Sempre più fuori righe) “GNEIZEEEEEE……!!!!!!”

98 – GNEIZE – (DA FUORI A SINISTRA, decisamente seccata) “Non possooooo…..!!!!”

99 – GIUAN – (Sacramenta furioso) “Bruttu seppu maledettu…!!!!” (Parte di gran carriera verso destra) “Na otta che arive un cu gh’agge e ciave….!!!!”

Giuan si proietta verso l’uscita di destra, mentre Andrea osserva ridacchiando feroce e Clara, Ta-

mara e Mancuso discutono fra loro cercando di interpretare l’atteggiamento del padre e le carte del commercialista. Dopo un attimo, DA FUORI A DESTRA, si sente la voce di Mario Bega che si appresta ad entrare.

100 – BEGA – (DA FUORI A DESTRA) “Cun permessu, eh….!” (Entra preceduto da Giuan: ve

stito  in modo sobrio ma elegante, testa alta, passo fiero, un vistoso foulard verde al collo) “Destur-

bu miga, sciu Giuan…??”

101 – GIUAN – (Lo segue vicinissimo) “Ma g’amanchieva, sciu Mariu…” (Con fare mellifluo e ser

vizievole) “Scia s’acomude in ta me umile casa….!!!!”

102 – BEGA – (Si guarda attorno, posa gli occhi sugli astanti) “Euh, ma quanta bella gente….!!” (A Giuan) “E seu gente…?”

103 – GIUAN – (In imbarazzo) “E anche qualche amigu…” (Mellifluo) “Scia permette…??” (Glieli presenta) “Mee figgia Clara, quexi duture in Economia e Cumerciu…” (A Clara) “U sciu Mariu Be

ga, Secretaiu pruvinciale di Nega….”

104 – CLARA – (Gli tende la mano: con un sorriso tiepido) “Dottore….”

105 – BEGA – (Stringe la mano di Clara con delicatezza, sorridendo in modo esagerato) “In fiure..

…!” (A Giuan, senza lasciare la mano di Clara) “E na garansia pe l’azienda…!!!”

106 – CLARA – (Sfila la sua mano da quella di Bega: allontanandosi verso il tavolo, con un sorri-

so stentato) “Grazie….troppo gentile….”

107 – GIUAN – (Indica Mancuso) “U sciu Mariu Mancuso…u mee cumercialista…”

108 – MANCUSO – (Alzando ed abbassando il borsalino) “Fottunatissimo….!”

109 – BEGA – (Con un’espressione di disturbo) “Ah…!” (A Giuan, decisamente contrariato) “Meridiunale….”

110 – GIUAN – (Allarga le braccia come per dire non posso farci niente, poi indica Tamara) “A scignurin-a Tamara…..culega de studi de mee figgia….”

111 – TAMARA – (E’ impegnatissima a guardare le carte fiscali di Giuan: distrattamente, senza degnarlo di uno sguardo) “Sarve….”

112 – BEGA – (Ancora con fastidio) “Ah…!!” (A Giuan, con sufficienza) “Rumana….!” (Lo sguar-

do gli cade su Andrea che è rimasto tutto il tempo seduto al tavolo a guardarsi lo spettacolo: inter-

locutorio, a Giuan) “Eeeeeee…..” (Sorride ad Andrea che fa lo sguardo languido e sbatte gli oc-

chioni) “Chiiiiiiiii…..a saieiva….?!?!?”

113 – GIUAN – (Al colmo dell’imbarazzo) “Leeee….?!?!?” (Spara agitato: in ambasce) “Le u l’è...

(Si corregge al volo, sottolineando le parole alzando il tono della voce) “….A L’E’…” (Sospira pe-

santamente, angosciato) “Andrea, n’amiga de mee mugee….” (Vede Bega che fissa il vuoto con lo sguardo vacuo, pensa di aver fatto una gaffe: si corregge al volo) “De mee figgia….” (Guarda Be-

ga compiacendosi di se stesso: lo vede ancora con lo sguardo perso nel vuoto, si ri corregge al volo

“De tutte due….!!!!”

114 – BEGA – (Non lo considera. Si avvicina ad Andrea: con aria sognante) “Andrea…..!!!” (De-

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clama infatuato) “In numme vikingu….” (Gli prende la mano) “….pe na scignu-a…!” (Esegue un baciamano perfetto) “Incantou….” (Gli ribacia la mano) “Estaziou…” (Gliela bacia una terza vol-

ta) “Rapiu….!!!!”

115 – ANDREA – (Lusingato, accompagnando con mugolii e mossette i baciamano, con voce sua-

dente) “Maliardo….!!!”

116 – GIUAN – (Esterrefatto, non crede ai suoi occhi) “Segnuu….cose me tucca vedde…!!!”

L’attenzione di Giuan e Clara è attratta da Tamara che ha continuato a scorrere le carte contabili portate da Mancuso.

117 – TAMARA – (A Giuan, a tutta voce) “A commenda…” (Alzando lo sguardo e chiamandolo a se con un gesto della mano) “Viè ‘n po’ qua c’amo scoperto gli artarini…”

118 – GIUAN – (Distoglie la propria attenzione da Andrea e Bega: voltandosi verso Tamara) “Eh..

….?!?!?” (Avvicinandosi al tavolo, interrogativo) “Cumme saieiva a dii…??”

119 – MANCUSO – (Drizza le antenne: avvicinandosi a sua volta, preoccupato) “Mizzica…!!”

120 – CLARA – (Si sposta anche lei verso il tavolo) “Possibile…?!?!?” (Perplessa) “L’avrò control

late cento volte….!!!”

121 – TAMARA – (Sorniona) “A Clà….e nun era mica semplice…!!” (Indica Mncuso) “E’ tosto, l’amico….” (Poi, guardandolo storto) “Ma er trucco è vecchio come er monno…!!”

122 – MANCUSO – (Insorge) “Signorina, non le pemetto di dubitare sulla mia assoluta onestà…” (Con decisa naturalezza) “Se c’è un errore…è stato fatto in assoluta buona fede…!”

123 – TAMARA – (Ridacchia: a Mancuso) “Ma fa er piacere, bello….!!!” (Poi, indicando a Clara e a Giuan i documenti) “Vedi….l’aliquota qua, in base alle fatture, è der dieci per cento….” (Indica ancora Mancuso che si sta innervosendo) “Lui c’ha messo er quindici…” (Con ovvietà, allargando le braccia) “E la differenza….” (Fa un gesto emblematico con le mani) “…se l’infogna lui…!!!” (Allarga ancora le braccia) “Semplice, no…??”

124 – GIUAN – (Trionfante) “A-a fin ….eiva raxun mie…!!!!”

125 – MANCUSO – (Furibondo) “Signorina, queste sono solo illazioni che mi offendono profonda

mente….” (Agitandogli contro la mano) “Frutto della fantasia di una studentessa che non ha alcuna esperienza pratica, ne tanto meno voce in capitolo….!!!”

126 – TAMARA – (Lo affronta a muso duro) “A cocco…mio padre è er secondo studio de commer

cialista de Roma….” (Gli agita a sua volta due dita sul viso) “Io facevo li conti delle tasse che c’a-

vevo ancora er ciuccio in bocca….!!”

127 – CLARA – (Piccatissima, a Mancuso) “E bravo, il dottor Mancuso…..” (Gli si avvicina a sua volta: a muso duro) “Era facile lusingarmi con la promessa di un posto di lavoro subito finiti gli stu

di….” (Indica Giuan) “Perché intanto….mi pagavo da sola….!!!”

128 – GIUAN – (Furioso) “Aaaahhhh…..oltre che a laddru….anche boxardu…!!”

129 – BEGA – (Ha distolto un attimo le sue attenzioni da Andrea) “E cose scia s’aspetava, sciu Giuan….” (Compassionevole) “…da un abituou a faa u mafiusu….!!”

130 – MANCUSO – (Furente, gli si avventa conto) “Grandissimo fetuso….come ti pemetti di….”

131 – GIUAN – (Rincara la dose) “Zà….l’è cume fiase de Totò Riina…!!”

132 – BEGA – (Sprezzante, a Mancuso) “Cumme se dixe…u luu u perde u pei, ma miga u visiu…”

(Poi, infervorandosi) “Ma oua l’è tempu de finila…de cangià…!!” (Si avvicina a Giuan) “Sciu Giuan…” (Gli pone una mano su una spalla) “Cuntu in sce de lee futuru parlamentare anche pe faa in moddu che…. scignuri….”  (Pronuncia la parola con rimarcato disprezzo) “…cumme questu…”

(Indica ancora Mancuso) “…nu possen ciù pasaa u cunfin de Rumma in diresiun du Nord….” (Si impettisce) “Quande saiemu ai posti che cunten…” (Ascetico, con sguardo sognante) “Da l’Alpe fin-a au Tevere….” (Fa ampi gesti col il braccio) “Reseunia-a e  note du nostru innu….”

                                                                                                      36

Bega e Giuan si mettono sull’attenti, poi, sotto lo sguardo incredulo, preoccupato ed interdetto di tutti, iniziano a cntare.

133 – GIUAN e BEGA – (Impettiti, in simultanea) “Ricostruiremo il muro di Berlino….”

134 – MANCUSO – (Li guarda: trafelato) “Miiiii….questi impazziti sono….!!!”

135 – GIUAN e BEGA – (Imperterriti) “Lo metteremo sotto Fiumicino….”

136 – AGNESE – (Desolata) “Signore, aiutaci….!!!”

137 – BEGA e GIUAN – (Infoiati) “Potran passare solo i neonati….”

138 – MANCUSO – (Incredulo) “Questo è troppo….!!!”

139 – BEGA e GIUAN – (Tendendo in simultanea il braccio verso Mancuso) “E solamente se non sono accompagnati….!!!!”

140 – TAMARA – (Un po’ perplessa, a Clara che scuote mestamente la testa vicino a lei) “Mo che se credono….d’esse a Sanremo…?!?!?”

141 – MANCUSO – (Furente a Giuan e Bega) “Questo è veramente troppo….” (Si agita convulsa-

mente) “Questo è un affronto…”

Mancuso comincia ad arretrare verso l’uscita di destra con Giuan e Bega che avanzano quasi in simultanea verso di lui facendogli con la mano, in maniera evidente, il segno di andarsene.

142 – MANCUSO – (Fuori di se, a tutta voce) “Ma io vi rovino….” (Continuando ad allontanarsi verso destra) “Vi denuncio….” (Cerca di fermarsi, ancora incalzato da Giuan e Bega che avanza-

no impietosi) “Vi mando tutti in galera….!!!!!” (Grida a tutta voce uscendo a forza da destra)

Giuan e Bega si fermano sull’uscita: lo guardano uscire poi si scambiano un’ espressione di soddi-

sfazione.

143 – GIUAN – (Tornando verso centro scena, con tono soddisfatto) “In galea….!!!” (Bofonchia fra se. Fa spallucce: con tono ilare) “Nu gh’euaen mancu i ladri….figurite in poo se me gh’euen mi

….!!!”

144 – MANCUSO – (Ricompare di botto sull’uscita di destra: venefico a tutta voce) “Anzi, no….!” (Con velenosa naturalezza) “Visto che sono mafioso….” (Deciso, prima di uscire definitivamente da destra) “….a cosa nostra mi rivolgo…!!!”

146 – GIUAN – (Trasale) “Ou beleu, chi…. !! » (Contraddetto) « Quelli li, i patisciu de ciù….!!”

147 – BEGA – (E vicino a lui: cattedratico) “Sciu Giuan…scia nu l’oria miga cegase ae vulgari minacce de na banda de malavistusi….!!”

148 – GIUAN – (Perplesso) “Nu..nu…mi nu me ceigu…” (Poi, preoccupato, tornando verso il ta-

volo) “Ma quelli sparen…!!!!”

149 – BEGA – (Gli risponde con un risolino di circostanza. Si avvicina nuovamente ad Andrea)  “Scia scuze, scia Andrea….” (Si giustifica con fare ossequioso) “Ma nu ho pusciu fa a menu de intervegnii…”

150 – ANDREA – (Ruffiano) “Oh, Mario….” (Gli porge la mano, se la lascia sorreggere e accarez

zare) “…è.stato un vero macho…!!”

151 – GIUAN – (Che stava rivolgendo la propria attenzione verso Clara, Agnese e Tamara, radu-

nate al tavolo ad osservare le carte, ha un sussulto) “Segnuu cau….” (Si bloccai) “Ghe semmu turna….!!!”

152 – BEGA – (Ringalluzzito dal complimento ricevuto da Andrea) “Beh, scignua…” (Con falsa modestia) “Ho fetu quellu che qualsiasi ommu degnu de esse ciamou tale….” (Si gonfia come un pa

vone) “….specialmente se aderente au nostru muvimentu….” (Con esagerata ovvietà) “…u l’aviei-

va fetu…!” (Poi, a Giuan) “L’è vea, sciu Giuan…?!?!?”

153 – GIUAN – (Non si aspettava di essere interpellato: sobbalza, colto alla sprovvista) “Euhhhh...

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…!!!” (Sottolinea poi le parole di Bega con esagerata euforia) “In tu nostru muvimentu….” (Cerca poi di rafforzarle: non trova le parole) “Sucede de tuttu…!” (Conclude drastico. Poi, a mezza voce)

“Quexi cumme in cà mee…!!!” (Commenta amaro. Poi, cercando di sbloccare Andrea) “Scia scuze

sciu Mariu…..ma a scignua a m’aiva ditu….” (Si rivolge ad Andrea indicandogli con ampi cenni l’u

scita di destra) “….ca duveiva anaa daa paruchea…!” (Prende Andrea per un braccio invitandolo ad alzarsi) “L’è megiu ca vagghe sennù ghe vegne tardi…!”

154 – BEGA – (Con decisa cortesia) “Ma pe caitee….” (Stacca il braccio di Giuan da Andrea) “Ma ghe l’acumpagnu mi ciù tardi….!!!” (Rivolgendosi ad Andrea, con un sorriso a tutta bocca) “Nu euggiu seguamente privame de na cuscì piacevule cumpagnia…!!!”

155 – GIUAN – (Le prova tutte: con finta preoccupazione) “Sciu Mariu, ma nu saià troppu destur-

bu….?!?!?”

156 – ANDREA – (Sornione) “Ma Giuan, non ti preoccupare….” (Con ostentata ovvietà) “La par-

rucchiera può aspettare….” (A Bega facendogli gli occhi dolci) “Era tanto tempo che non avevo il privilegio della compagnia di un uomo…” (Ammaliatore) “….così uomo…!!”

157 – GIUAN – (Seccato, a mezza voce) “E te paiva stranu….!!”

158 – BEGA – (Rinfrancato, riparte alla carica) “Grasie, scignua….grasie…” (Con falsa modestia) “Ma nu l’è u caxiu…!!!” (Fa una breve pausa, poi) “Purtroppo, au giurnu de ancheu…” (Comincia a pontificare) “Vivemmo in te in mundu duve i veri valuri de l’ommu….” (Fa una smorfia di disgu

sto sotto lo sguardo ammaliato di Andrea e quello preoccupato di Giuan) “…sun steti disintegree daa cuntaminasiun culturale cun un mundu di cuculli….” (Si infervora) “…di pervertii sessuali…”

A quelle parole Clara e Tamara, sempre concentrate sulle carte, non riescono a trattenere un moto di ilarità, Agnese batte le mani volgendo gli occhi al cielo e Giuan ha un singulto di terrore.

159 – BEGA – (Invaghito di Andrea e infervorato nel suo discorso, prosegue impassibile) “Di droghee e di alculisti….”

In quel momento, da destra, suona nuovamente il campanello.

160 – GIUAN – (Alza gli occhi al cielo) “A po….!” (Comincia a ululare a gran voce: volge lo sguardo verso Clara, Tamara e Agnese, nota che proseguono impassibili il loro lavoro senza de-

gnarsi del più piccolo movimento. Fa spallucce: desolato, avviandosi a destra) “Ho capiu….!”

161 – BEGA – (Imperturbabile, continua il suo dialogo con Andrea) “I alculisti….” (Scatta in piedi

si infervora) “A pezu razza de mentecatti aprufitatui che….”

In quel momento, da fuori a destra, si sente chiara la voce di Giuan in netta difficoltà

162 – GIUAN – (DA FUORI A DESTRA, disperato) “Nu, fermu Giaxu…nu l’è u mumentu…!!”

Tutti, compreso Bega, si voltano verso l’uscita di destra richiamati dal trambusto e, un attimo dopo, dalla stessa parte fa il suo ingresso in scena, cantando, più ubriaco e scalcinato del solito, Giaxu.

163 – GIAXU – (Entra da destra: ha un fiasco in mano ed è decisamente brillo. Si avvia cantando a centro scena) “Sul cappello….sul cappello che noi portiamo…!!!”

164 – GIUAN – (Entra subito dopo, trafelato, alle sue spalle) “Giaxu, pe piaxei…” (Lo raggiunge, cerca di riportarlo verso destra) “Oua ho da faa….ti passi doppu…!!!”

165 – BEGA – (Non crede ai suoi occhi) “In alculista….!?!?!?”

166 – AGNESE – (Si sta avvicinando preoccupata e stizzita a Giaxu e Giuan: venefica) “Cosa cre-

de, signor Bega….mio marito, non si fa mancare nulla…!!”

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167 – GIAXU – (Totalmente andato, con voce impastata) “Cumendatuu….” (Fa una pausa: oscilla pericolosamente, attirando l’attenzione anche di Clara e Tamara che si muovono dal tavolo verso di lui) “Ueiva dighe….che st’annu….” (Sillaba quasi senza non poche difficoltà) “A barbera….” (O

scilla ancora paurosamente, prontamente sostenuto da Giuan e gli altri) “A l’è ottima….” (Poi,

tutto d’un fiato, riuscendo finalmente a concludere) “….e abundante….!!!!”

Giuan, Agnese, Clara e Tamara cercano di voltarlo e ricondurlo all’uscita di destra, in grave diffi-

coltà a causa delle sue continue oscillazioni.

168 – GIUAN – (Cerca di spingere Giaxu verso destra, aiutato dagli altri) “Va ben…va ben….ti me l’ee ditu….” (Lo apostrofa spazientito spingendolo a destra) “Oua però ho da faa…” (Lo conge-da) “Vatene a pigiaa na meza e se vedemmu ciù tardi, eh…!”

169 – GIAXU – (Sta riguadagnando l’uscita di destra. Si blocca di colpo, imitato dagli altri: assu-

me un’espressione quasi di sofferenza, poi, a Giuan) “Viamenti….” (Borbotta in modo quasi inintel

ligibile) “Aviee quee de fa in poo d’aia….!”

170 – GIUAN – (Sobbalza vistosamente) “O mue caa…!!!!”

171 – AGNESE – (Trasecola) “O mio Dio….!!!!”

172 – CLARA – (Affranta) “O Gesù…!!!”

173 – GIUAN – (A Tamara, che non capisce) “Fitu, de là…!!!!” (Gli indica l’uscita di sinistra) “Arvi a porta du leugu….” (A tutta voce, disperato) “De cursaaaaa…..!!!!!”

174 – TAMARA – (Perplessa) “Ma….c’ha l’aria che puzza così tanto…?!?!?”

175 – GIUAN – (Di rimando) “L’aia nu…” (Secco) “L’è u restu cu spussa….!!!!” (Indicandole ancora l’uscita di sinistra che Tamara imbocca poi di gran carriera) “E mescite, bertuella…!”

176 – BEGA – (Li guarda stupito mentre escono da sinistra trascinando via Giaxu: trafelato) “Cose deven vedde e mee fosche pupille….!!!”

177 – GIUAN – (Si gira di scatto: d’impulso a, Bega, riprendendo poi la via dell’uscita di sinistra insieme agli altri) “E se nu se mescemmo, ti sentie cose duviaa sciurbise u teu nasu….!!!!”

178 – GIAXU – (Uscendo da sinistra quasi trascinato da Giuan, Agnese e Clara, cantando a squarciagola, con voce impastata) “E se son pallido….come la strasa….vinassa, vinassa e fiaschi de vin..….!!!!”

La scena rimane ferma alcuni istanti con Andrea che guardia maliardo Bega e questi che guarda al

libito verso l’uscita di destra, stentando a capacitarsi di ciò a cui ha assistito.

Poi è proprio Bega che rompe il ghiaccio.

179 – BEGA – (Batte le mani) “Mue caa…” (Stupitissimo) “…cose me tucca vedde…!!” (Si volta verso Andrea che lo sta osservando con aria sognante) “Però….” (Allarga le braccia: ancora incre

dulo) “….nu mou credeva miga che u Sciu Mazzarello u l’avesse de questi problemi…” (Avvicinan-

dosi ad Andrea) “U cumercialista meridiunale….l’amigu alculizou…” (Perplesso) “Nu so miga se ho fetu tantu ben, poi, a ofrighe a candidatua….!!!”

180 – ANDREA – (Con un mezzo sorriso) “Eh, signor Mario….” (Sornione) “Spesso le apparenze ingannano….” (Si tende leggermente verso di lui) “E una persona…” (Con aria convinta) “…non la si conosce mai abbastanza…!!!”

181 – BEGA – (La guarda interdetto) “Scia a l’eu dii, scignua….??”

182 – ANDREA – (Fatalista, ripete ancora) “Spesso….” (Fa spallucce) “Le apparenze ingannano…”

183 – BEGA – (Pensoso) “L’è vea….” (Poi, deciso) “L’è vea…!!!” (Ribadisce. Formale ma maliar

do) “A sa, Andrea….” (Ostentando preoccupazione) “…me piaxieiva aprufundii questa cunversasiu

cun lee…” (S’illumina di colpo) “Magari da Tonitto…” (Sornione) “Davanti a na ciculata cada…!!”

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184 – ANDREA – (S’illumina in un sorriso) “Ma certo….!!” (Gli allunga la mano che Bega sostie-

ne mentre lui si alza) “La trovo un’eccellente idea…!!!”                                                                                            

185 – BEGA – (Prendendo Andrea a braccetto e avviandosi con lui verso l’uscita di destra) “Scia sa, nu orieiva che se venisse a screuivii che u sciu Mariu u saa fa cun qualche pervertiu sesuale…!!”

186 – ANDREA – (Si ferma bloccando anche Bega: confidenziale) “Mario, sa una cosa….?!?!” (Con tono pacato ma deciso, prima di riavviarsi sempre sottobraccio a Bega e uscire con lui da

destra) “Se anche fosse, non sarebbe l’unico….mi creda…!!!”

La scena rimane vuota alcuni istanti, poi, da sinistra, rifanno il loro ingresso Carlo e il Dottor Pa-

store.

    

187 – CARLO – (Entra per primo da sinistra: è raggiante. A Pastore, che lo segue a breve) “E’ in-

credibile, Mario….” (Entusiasta) “E’ incredibile…!!!!”

188 – PASTORE – (Lo segue a breve: più pacato) “Hi visto, uomo di poca fede….?!?!?”

189 – CARLO – (Si avvicina al tavolo, vi deposita una busta che ha in mano. Ancora a Pastore che lo ha seguito) “Ma ti rendi conto….?!?!? In Inghilterra….!!!!” (Gli si intenerisce lo sguardo:fissan-

do il vuoto) “E li, finalmente….potrò amare in libertà…!!!” (All’amico, ancora incredulo per quello che sta per realizzarsi) “Quanto ne abbiamo parlato su al Righi…nel rifugio…!!!” (Si illumina anco

ra: gettandosi nelle braccia di Pastore) “Ti voglio bene, Mario….veramente…!!!”

190 – PASTORE – (Ricambia l’abbraccio con affetto) “Anch’io Carlo….!!!”

In quel momento, da sinistra, rifà il suo ingresso Giuan.

191 – GIUAN – (Rientra in scena da sinistra con passo deciso ed aria truce. Vede Mario e Carlo abbracciati, trasale, si blocca. A tutta voce) “AHHHAAAAAA…….!!!!!” (Feroce) “V’ho pesigou, doppu tantu….!!!!”

192 – CARLO – (Sussulta alla voce del padre: si scioglie dall’abbraccio, si volta verso Giuan, lo guarda un attimo, s’illumina in un largo sorriso) “Papà…papà…” (Muovendosi verso di lui a brac-

cia larghe) “Ti devo dare una grande notizia….!!!!”

193 – GIUAN – (Lo blocca deciso) “E cose….” (Gli ringhia in faccia) “Che ti te l’intendi cun u megu….?!?!?” (Agitandosi convulsamente davanti a lui) “Amia che u saiva za, se….cos’ti te creddi

….?!?!?”

194 – CARLO – (Lo guarda allibito: gli si spegne il sorriso. Con un filo di voce) “Papà….ma che cosa stai dicendo…?!?!?”

195 – GIUAN – (Agitatissimo, sempre a voce altissima) “Che so tuttu….” (Comincia a contare sul-

le dita) “E vire in studiu pe e ricette….i viaggi au Righi….” (Poi, ormai fuori dalle righe) “Ho lezu-u i mesagin in sciu celulare….!!!!”

In quel momento, attratti dalle urla di Giuan, da sinistra, rifanno il loro ingresso in scena Agnese, Clara.

196 – AGNESE – (Rientra per prima seguita da Clara) “Giovanni, ma cosa c’è ancora….” (Chiede a Giuan a muso duro) “Si può sapere che cos’hai da gridare….?!?!?”

197 – GIUAN – (Si volta di scatto verso Agnese) “Cose g’ho da criaa….?!?!?!” (Schiumante rabbia

indicando Carlo ed un sempre più interdetto Pastore) “Io ho pesighee che s’abrasaven….!!!!”

198 – CLARA – (Interdetta) “Embè….?!?!?” (Allargando le braccia) “Capita fra amici….!!!”

199 – GIUAN – (A Clara, imbufalito) “Clara, ti stanni sitta….” (Si agita: passeggiando nervosa-

mente per la scena) “Na deluxun….cumme teu free…” (Mormora fra se fra gli sguardi attoniti dei presenti che non riescono a capire. Si ferma a centro scena: a tutta voce) “NA DELUXIUN CUM-

PLETAAAAA…..!!!!!” (Sbraita furibondo. Poi, abbassando il tono, ma sempre feroce) “Ti…” (In-

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dica Clara) “…ti m’ee vendu-u a in ladru, e pe de ciù cucullu, in cangiu de due smorfie pe telefu-

nu…, e ti…” (Indica Carlo) “…a n’atru ommu nu so pe cose….!!”

200 – AGNESE – (Non capisce. Vorrebbe difendere Clara: a Giuan perplessa) “Scusa….ma chi sa

rebbe il ladro…?!?!?”

201 – GIUAN – (Con furia) “Mancuso….!!!!” (Fa spallucce) “U Mariu di mesaggi e da telefunata..

au celulare de teu figgia…!!!”

202 – CLARA – (Sobbalza. Muove verso il padre: feroce, a denti stretti) “Papà, se proprio lo vuoi sapere…” (Si indica) “….il mio  ragazzo si chiama Rachid…è Egiziano…fa il medico…” (Sillaba quasi le parole per farsi capire al meglio) “….e adesso è in America per la specializzazione…!!!”

Giuan guarda Clara senza capire, preso in contropiede da quelle parole. In quel momento, da sini-

stra, attratta dalle voci concitate, rifà il suo ingresso in scena Tamara.

203 – TAMARA – (Rientra da sinistra con la sua solita flemma) “Aho….” (Spara a tutta voce) “…

che state a fa, Porta Portese….?!?!?”

204 – PASTORE – (La vede, si illumina) “Tamara….!!!” (Muove verso di lei) “Anche tu qui…?!?!”

205 – TAMARA – (S’illumina a sua volta) “Ciao morè…” (Muove a sua volta verso di lui) “Ma che bella sorpresa me stai a fa…” (Si incontrano a centro scena, si scambiano un bacio affettuoso) “Nun me l’aspettavo proprio….!!!”

206 – GIUAN – (Esterrefatto, ad Agnese) “Ma….se cunuscen….” (Poi ancora, con Agnese che re-

plica con una smorfia a significare – così sembra – unendo le dita delle mani a significare – stanno insieme - ) “E se baxen anche….!!!”

207 – PASTORE – (Abbracciato a Tamara, scoppia a ridere) “E ti credo…” (Replica a Giuan con ilare ovvietà) “E’ la mia ragazza…!!!”

208 – GIUAN – (In assoluta confusione) “Ma alantun….u Mariu di messaggi…” (Voltandosi anco-

ra verso Agnese, con aria interrogatoria) “E quellu du Righi…..?!?!?”

209 – CARLO – (Comincia a realizzare: scuote la testa) “Papà….stai sbagliando tutto…!!!” (Si av-

vicina al padre) “Al Righi ci andavo a lavorare e ora che una casa farmaceutica ha accettato un mio progetto, io e Mario ci sposiamo e ce ne andiamo in Inghilterra….!!!!”

210 – GIUAN – (Guarda il figlio: interdetto) “Inghilterra….?!?!?” (Sobbalza: deciso) “Nu….!!!” (Categorico) “Se spuzen fra ommi….!!!!”

211 – CARLO – (Lo guarda stranito) “Fra uomini….?!?!?!?” (Chiede a Giuan. Vorrebbe aggiunge

re altre spiegazioni, scuote la testa senza trovare le parole, poi, partendo a gran carriera, prima di uscire da sinistra, a sua volta a tutta voce) “Mariooooo…..!!!!”

212 – GIUAN – (Guarda allibito Carlo uscire di corsa da sinistra, rimane un attimo immobile, poi scatta. Ad Agnese) “Fitu, Gneize….” (Indica l’uscita di sinistra) “De là in ta stansia…” (Parte an-

che lui di gran carriera: prima di uscire trafelato da sinistra) “Gh’è u Mariu scuzu in te l’armaiu…

…!!!!”

La scena rimane ferma qualche attimo, poi è Pastore che rompe gli indugi.

213 – PASTORE – (Sorride lievemente: a Clara e Agnese che sono rimaste immobili, trafelate ad osservare Giuan uscire a sinistra) “Scusate, ma penso di potervi dare io qualche spiegazione…” (Si scambia un cenno d’intesa con Tamara che glielo ricambia) “Io e Tamara siamo fidanzati da alcuni anni e spesso ci vediamo con Clara e il suo ragazzo, che è un mio giovane collega, per una pizza o una passeggiata….” (Si avvicina al tavolo, si siede) “Clara ci parlava spesso di Carlo e delle sue a-

spirazioni di chimico ricercatore e io, che lo conosco e so quanto vale, ho pensato bene di dargli un piccolo aiuto….” (Fa una piccola a pausa: ad Agnese, che nel frattempo si è seduta di fronte a lui e a Clara che è rimasta in piedi alle spalle della madre) “Abbiamo affittato un casolare al Righi e li abbiamo cominciato le sperimentazioni….” (Allarga leggermente le braccia) “Finché oggi…” (Pre

                                                                                                       41

nde la busta che è sul tavolo e la posa sotto gli occhi di Agnese) “E’ arrivata la risposta dalla casa farmaceutica Inglese a cui le ha mandate…” (Si illumina in un largo sorriso) “Gli hanno offerto un

contratto da nababbi….!!!”

214 – TAMARA – (Si è avvicinata anch’essa al tavolo) “In quanto ar telefonino de Clara…la corpa è mia, signò….” (Comincia a spiegare ad una sempre più interdetta Agnese) “Il mio cellulare s’è rotto e ho chiesto a Clara se gentilmente potevo usare il suo numero….” (Indica Mario) “…pe tenè li contatti con Mario….”

215 – CLARA – (Interviene appoggiando una mano sulla spalla della madre) “Quando ho scordato il cellulare a casa, papà ha intercettato prima una telefonata del mio ragazzo….” (Indica anche lei Mario) “….e poi un messaggio che Mario ha mandato per Tamara…!!!”

216 – AGNESE – (E’ confusa, stenta a crederci) “Si ma….” (Si chiede spiazzata) “…il Mario che mandava i messaggi a Carlo….?!?!?”

C’è un attimo di imbarazzo generale, poi è ancora Pastore a togliere le castagne dal fuoco

217 – PASTORE – (Ad Agnese, con un sorriso rassicurante) “Si rassicuri signora….” (Scuote vaga

mente la testa) “…non è un uomo…!!”

Nessuno ha il tempo di ribattere perché,  da fuori a sinistra, si sente  Giuan prorompere in un grido strozzato.

218 – GIUAN – (DA FUORI A SINISTRA, con voce altissima e strozzata) “O MADONAAAAAA

……!!!!!”

Agnese sobbalza sulla sedia, Clara si gira di scatto, Pastore e Tamara trattengono a stento una so-

nora risata.

Un attimo dopo, da sinistra, rientrano in scena Giuan, che va all’indietro come i gamberi, e Carlo e Lina, che lo seguono a breve, tenendosi per mano.

219 – GIUAN – (Rientra in scena da sinistra in retromarcia, con passo rigido, mormorando appe-

na) “O muee caa….o Segnu….o Madonaaaaaaa…..!!!!!”

Carlo e Lina lo seguono a breve tenendosi per mano. LINA E’ COMPLETAMENTE TRASFORMA-

TA: CAPELLI SCIOLTI, IL GIUSTO TRUCCO, VESTITO SOBRIO MA ELEGANTE, ANDATURA FLESSUOSA, UN LARGO SORRISO RAGGIANTE SUL VISO.

220 – PASTORE – (Li indica ad una sempre più stupita Agnese) “Ecco vede….lei è Mario…” (Rin

cara la dose, sporgendosi leggermente verso di lei) “QUEL….Mario….”

221 – AGNESE – (Stranita, con un filo di voce) “O mio Dio….!!!”

222 – TAMARA – (Con scocciata ironia) “A signò….e manca o Spirito Santo e poi li avete convo

cati tutti, eh….!!”

223 – GIUAN – (E’ arrivato al divano, c’è stramazzato sopra) “Ma le….” (Indica Lina al figlio in-

capace di realizzare) “….a se ciamma Lina….!!!!”

224 – CARLO – (Con paziente naturalezza) “No, papà….” (Spiega) “Lei si chiama Mariolina Mon-

reale….”

225 – GIUAN – (Deciso, ribadisce il concetto) “Lina…!!!”

226 – CARLO – (Con un sorriso vagamente canzonatorio) “O Mario…!!!”

227 – GIUAN – (Si scuote: perentorio, a Carlo) “Ma senti in poo….” (Stranito) “Ma nu ti pueivi ciamala Lina cumme tutti i atri….?!?!?”

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228 – CARLO – (Ancora vagamente canzonatorio) “E no…!!” (Abbraccia affettuosamente Lina) “Lei per me non è come per tutti gli altri…” (La guarda con dolcezza) “E’ speciale…!!”

229 – GIUAN – (Guarda Carlo esasperato) “Va ben, ma….” (Con disperazione) “Mi ho rischiou n

infartu, se….!!!”

230 – AGNESE – (Si è riavuta: sentenzia) “Oh, io l’ho detto subito che non era possibile….!!”

231 – LINA – (Ad Agnese, anticipando la risposta di Giuan) “Signora, non dica le bugie….” (Con una pronuncia quasi perfetta, lasciando solo trasparire l’accento Barese) “…le si allunga il naso..!

232 – GIUAN – (Scatta in piedi come una molla: incredulo) “Lina…..tie imparou a parlaa….!!!!”

233 – LINA – (Stringendosi affettuosamente a Carlo) “Tutto merito suo…!!”

234 – GIUAN – (Rimane immobile, incredulo, per un lungo istante: poi, allargando le braccia) “Mi….” (Scuote leggermente la testa) “Nu g’ho parolle…”

235 – AGNESE – (Acidissima, allargando a sua volta le braccia) “Magari fosse vero…!!!”

236 – PASTORE – (Gli si avvicina) “Suvvia, sciu Giuan….” (Gli posa una mano su una spalla) “...

…tutto è bene quello che finisce bene…!!”

237 – GIUAN – (Annuisce con la testa) “Sci…sci…l’è vea…” (Poi, poco convinto) “Ma scia l’aca-

pisce che screuvii tuttu insemme….” (Comincia a contare sulle dita) “Che teu figgia a l’ha in galan

te arabu….che a teu camea a sta pe diventaa teu neua….che teu figgiu u l’è in mezu sciensiatu …” (Si blocca: fa una pausa. Rincara la dose) “E che pe de ciù a Lina …” (La indica) “…a l’ha impa-

rou a parlaa ‘Talian…” (Allarga le braccia) “…doppu avei credu-u…” (Ricomincia a contare sulle dita) “Che teu figgiu u l’ea na meza scamorza e pe de ciù…” (Si tocca un orecchio) “…u l’ea de l’a

tra spunda e u saa fava cun u teu megu….che teu figgia a se fesse curii a preu da quellu laddru du Mancuso….e che a Lina a l’avieiva parlou l’Arabu pe sempre….” (Allarga ancora le braccia: deso-

lato) “A l’è na bella botta, eh…!!!!”

238 – CLARA – (Si avvicina al padre) “Papà, tu vivi troppo di apparenze….” (Gli si stringe affet-

tuosa) “La gente….prima di giudicarla….” (Lo guarda fisso negli occhi: con aria di benevolo rim-

provero) “….bisogna conoscerla…!!!”

239 – GIUAN – (Rimane pensoso e interdetto) “E zà…l’è propriu vea…!!!” (Sghignazza legger-

mente: caustico) “Amia in poo u sciu Bega cun l’Andrea….” (Agli astanti: ilare) “Meschin…quan-

de u-u cunusce….!!!”

C’è una risata collettiva, poi Giuan, di colpo trasale.

240 – GIUAN – (Strozza la risata, si blocca trasale) “O mue caa….!!!!” (Si guarda intorno attonito

“Ma dunde sun aneti….?!?!?”

Gli astanti si guardano l’un con l’altro senza trovare risposta.

241 – CLARA – (Stupita) “Mah…noi siamo andati di la…” (Indica l’uscita a sinistra: allargando le braccia) “eeeee……”

242 – CARLO – (Fa spallucce) “Quando siamo arrivati io e Mario, qui non c’era nessuno…!”

In quel mentre, da fuori a destra, suona il campanello.

243 – GIUAN – (Scatta come morso da una tarantola) “Fermi tutti…!!!” (Sbraita imponendo l’alt con le mani. Poi, scattando verso l’uscita di destra) “A porta a tucca a mi…!!”

La scena rimane ferma per alcuni istanti, poi, da destra, insieme ad un attonito Giuan, rientrano in scena, teneramente abbracciati, Andrea e Mario Bega.

244 – ANDREA – (Rientra subito alle spalle di Giuan, a braccetto di Bega: con un sorriso estasia-

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to, a tutta voce) “Scusate, signori….” (Tossicchia leggermente) “Volevo solo comunicarvi che io e Mario….” (Lo indica: fa una pausa studiata, poi, garrulo) “Ci siamo fidanzati…!!!!”

C’è un attimo di silenzio e incredulità generale, poi è Agnese che rompe gli indugi.

245 – AGNESE – (A Bega, a muso duro) “Mi scusi eh….” (Va verso di lui: lo affronta seccata) “Ma allora tutti i proclami del suo NEGA su meridionali, alcolisti, pervertiti e via dicendo….”

246 – BEGA – (E’ TOTALMENTE CAMBIATO RISPETTO A PRIMA: cammina in maniera ondeg-

giante, parla con l’erre moscia ed ha movenze tipiche del suo cambiamento. Secco, l’interrompe) “Tutte stovie…dabbenaggini….” (Profondamente convinto del suo pensiero) “Andvea mi ha fatto scopvive la veva natuva che c’è in me….” (Solenne) “Andvemo in Inghiltevva e li ci sposevemo….

Covonando il nostvo sogno d’amove….!!!” (Poi, estasiato) “Andvea ha fatto di me….un uomo feli-

ce….!!”

247 – TAMARA – (Venefica) “N’omo….” (Guardando Pastore con un’espressione di lieve disgu-

sto) “N’somma…”

248 – GIUAN – (Incredulo e avvilito) “Sciu Mariu, ma….” (Si indica) “A me candidatua…?!?!”

249 – BEGA – (A Giuan, risentito) “Coi NEGA…..?!?!?” (Poi, ostentando disgusto) “Ovvove…..!!

(Categorico) “Alle elezioni, io e Andvea appoggevemo Vladimiv Luxuvia…!!!” (Poi, ad Andrea) “Vieni, cava….la felicità ci aspetta…!!!”

Andrea e Bega si prendono a braccetto, girano sui tacchi ed escono da destra a passo di marcia cantando.

250 – ANDREA e BEGA – (Uscendo da destra, cantando) “Noi siam come le lucciole….bvilliamo nelle tenebve….!!!”

Andrea e Bega escono sotto gli sguardi sconcertati di tutti, poi, dopo un attimo di silenzio generale, è Giuan a riaversi per primo.

251 – GIUAN – (Si rianima: con un filo di voce) “Segnu cau….!!!” (Congiunge le mani quasi a pre

gare. Poi, di colpo, con rabbia, a Clara) “Clara, tie raxiun….!!!” (Come morso da una tarantola, corre verso la figlia) “Teu, galante, li….” (Non ricorda il nome: schiocca più volte le dita) “…radic

cia…” (La agguanta per un braccio) “U l’è Egisian e u stà in America…?!?!?” (Le indica con foga l’uscita di destra) “Vanni la e spusitelu….” (Concitato) “Oua…subetu…!!!”

252 – CLARA – (Assolutamente sorpresa dalla reazione del padre) “Va bene, pà…lo farò…” (Con un sorriso stentato) “Ma con calma, eh….!!!”

253 – GIUAN – (Ha lasciato Clara: si sta già avvicinando nuovamente a Lina e Carlo. Alle parole della figlia, si blocca e si volta: prima di riprendere il passo in direzione di Carlo e Lina) “E se nu tieu spuzate l’Egisian, spuzite magari in camellu…” (Spara a tutta voce: poi, abbassando il tono) “Basta che ti gh’euggi ben e le u te n’euggie….!!” (Raggiunge Carlo e Lina) “Figeu, mi cun viatri ho sbagliou tuttu…” (Ringhia quasi, agitandosi davanti a loro) “Anei in Inghilterra….anei in Mesci

cu….anei magari in Tanzania e spuseive subetu o da chi a n’annu….” (Si ferma, riprende fiato. Poi, categorico) “L’importante l’è che segei cuntenti….!!!!”

C’e’ un mormorio di approvazione generale, poi è Agnese che rompe il ghiaccio.

254 – AGNESE – (Si è avvicinata a Tamara e Pastore: con un sorriso stucchevole) “Però…l’ho sempre detto che mio marito è una persona splendida…!!!”

255 – GIUAN – (Raccoglie il commento. Si irrigidisce: girandosi verso la moglie con un sorriso ostentato) “Gneize….angiou cau….!”

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256 – AGNESE – (Ringalluzzita dl complimento inaspettato, con un sorriso larghissimo) “Si, Giovanni….?!?!?”

257 – GIUAN – (Perentorio) “Ti gh’ee a faccia cumme e lastre….!!!!”

258 – CARLO – (A Giuan, posandogli una mano su una spalla) “Suvvia papà….non è il caso…!!” (Con fare conciliante) “Abbiamo chiarito tutto….adesso basta litigare…!!”

259 – PASTORE – (Si avvicina: con un sorriso imbonitore) “Carlo ha ragione, sciu Giuan…” (Indi

ca il cartello appeso sul fondo) “Oggi è la sua festa….se la goda…!!!”

260 – LINA – (Anche lei imbonitrice) “E’ vero….” (Indica l’uscita di destra) “Di la ci sono trenette al pesto e cima a fette pronte per essere cucinate….” (Lo guarda sorniona) “Basta metterle al fuoco

261 – GIUAN – (S’illumina: a Lina, estasiato) “Davei…?!?!?” (Poi, con un largo sorriso) “Lina, tie na neua speciale davei….” (Le sfiora una guancia con un bacio) “E pe dimustratelu….” (La guarda un attimo, si mette con le braccia conserte: categorico) “Da duman te ciammu Mariu mi ascì….!!!!”

C’è una risata generale. Clara esce furtivamente da sinistra e rientra un attimo dopo con un pacchettino in mano.

262 – CLARA – (Rientra da destra con il pacchetto in mano, si avvicina al padre, glielo porge) “Tieni papà….buon compleanno…!!!”

263 – GIUAN – (Prende il pacchetto: meravigliato) “E cosu l’è st’afare….?!?!?”

264 – CLARA – (Con ovvietà) “Aprilo…!!!”

265 – GIUAN – (Fa spallucce, si siede sul divano, lo scarta e ne tira fuori un cellulare) “O san Pee cau….” (Sbotta con meraviglia) “E cose ne fassu mi de st’asidente….?!?!?”

266 – CLARA – (Con paziente decisione) “Intanto impara ad usarlo….poi magari….” (Finge di pen

sare) “Te lo porti dietro, eh….!!”

267 – GIUAN – (La guarda perplesso) “Sci, però….” (Guarda prima Carlo e poi lei) “Nu steilu a daa u numeru a vostra mue, eh….!!!”

C’è un’altra risata collettiva con Agnese che esce da sinistra sbuffando e mandando Giuan a quel paese con un evidente gesto de braccio. Poi Clara riprende.

268 – CLARA – (A Giuan, ancora ridendo) “Papà…io e Lina andiamo a dare una mano a mamma a preparare…” (Muove verso sinistra seguita da Lina: prima di uscire entrambe) “Tu studia bene…”(Lo canzona) “Mi raccomando…!!”

269 – CARLO – (Al padre, muovendo verso sinistra) “Io faccio un salto in pasticceria….” (Uscen-

do da destra) “C’è la torta Zena da ritirare…!!”

270 – PASTORE – (Muove a sua volta verso destra insieme a Tamara) “E noi, invece, facciamo un salto a casa a cambiarci….” (A Giuan, defilandosi con Tamara da destra) “Carlo e Clara ci hanno invitato a pranzo….oggi è una giornata speciale…!!!”

Giuan rimane solo in scena, seduto sul divano. Rimane qualche attimo a guardare il vuoto davanti a se, sorridendo sornione. Poi, la sua attenzione si concentra sul cellulare.

271 – GIUAN – (Rimane qualche attimo a fissare soddisfatto davanti a se, sorridendo sornione) “Però…” (Commenta fra se, soddisfatto) “Che bella famiggia che g’ho…!!” (Fa spallucce: agro) “E belinun mi a nu essimene acortu primma….!!!” (Poi, si concentra sul cellulare) “In po a vei st’afare….” (Fa una smorfia) “Chissà cumme u funsiun-a….” (Comincia ad armeggiare con i ta-

sti) “O ben…” (Si consola) “Ai messaggi sun za bun a arivaghe…!!” (Si illumina) “Tei chi…!!!” (Sobbalza) “Beleu…ghe n’è zà un…!!!” (Comincia a leggere) “Ti ho visto….sei un uomo eccez-

zionale…ti voglio solo per me….firmato….” (Incredulo, a tutta voce) “MARIOOOO…!?!?!?” (Tra

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sale: rimane un attimo immobile, poi, scattando come una furia ed uscendo da sinistra, a tutta voce  ) “GNEIZEEEE….caccilu via…in ta rumentaaa….” (Si blocca sull’uscita: al pubblico, decisamente furioso, agitando il cellulare, prima di uscire da sinistra) “G’HA ZA’ U NUMERU L’ANDREA…

……….!!!!!!!”

                           -    S   I   P   A   R   I   O   -

      

 

 

   

           

  

  

 

 

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