Cod. SIAE 912496 A
commedia in genovese -due atti e due quadri
di
ENRICO SCARAVELLI
Personaggi:
Giovanni CASANOVA padron de casa
Marisa CASANOVA su mogg
Vincenzo GRATTA ex onorevole
Gioconda SCHIFANOIA mogg do Gratta
Anselmo PONTEGGI impresio edile
Mario SOLFEGGI profess de mxica
Gennaro NIELLO pitt
Irina TIMOSHENKO colf
Carlo SPOTORNO postin
Fritz Klepper violinista
Cesira TAROCCHI cartomante
In te na villa a Civai ai giorni nostri
SA NE VA BEN SEMMO ARROIN
ATTO PRIMO
In una villa a Chiavari. Salotto signorile con divano, cristalliera,libreria, tavolo con sedie. Quadri di pregio alla parete, porta sul fondale affiancata da una finestra dalla quale si vede il mare. Un arco di fronte alla porta che immette allesterna. A sinistra dellarco si va alle camere mentre a destra di va ai servizi ed alla cucina. Fiori su un tavolino. Il salotto, conosciuto come salotto letterario, frequentato da poeti, musicisti, letterati (o presunti tali). Alcune riviste su un tavolino.
SCENA I
(Marisa Anselmo on. Gratta Gioconda Prof. Solfeggi Gennaro Fritz - Irina)
(A sipario chiuso si ode la finale di un brano del minuetto di Luigi Boccherini che cessa a sipario aperto. I personaggi in scena, elegantemente vestiti, seduti, sorseggeranno il the. Fritz, che ha appena terminato il brano col violino, sta ricevendo gli applausi dei convenuti, ai quali fa un inchino, ringraziando)
Fritz :- (in piedi, violino in mano) Grazie, troppo buoni. Danke
Marisa :- (fa gli onori di casa) Caro Fritz, il vostro talento ha ben meritato il riconoscimento a primo violino allOpera di Vienna
Fritz :- Danke Grazie!... Ma ora solo <ex> primo violino
Marisa :- Cse o ne dxe comme esperto, o nostro profess Solfeggi de questa esecuzion?
Solfeggi :- (compiaciuto) Lho sento in te n concerto a-o Cantero[1] e mi che insegno o violin a-o Conservatrio Paganini, posso d che lamigo Fritz..
Gennaro :- <lAmico Fritz>, di Mascagni?
Anselmo :- Spiritoso
Solfeggi :- o l pin de talento e o lha tanta senscibilit desprescin Complimenti
Fritz :- Danke herr professor
Marisa :- Si accomodi Herr Fritz intanto che la mia domestica, Irina, preparer il the alla russa, col <samovar>
Gioconda :- E cse o saieiva?
Fritz :- Apparecchio per preparare the (messo al sicuro lo strumento, siede)
Solfeggi :- Cse o ne dxe da nostra situazion italiann-a lesimio imprendit, Ponteggi?... I vostri cantieri edili nascian sempre comme funzi?
Anselmo :- Ahimem sci lha tuccu n tasto dolente E banche lxinan i prestiti e diffiilmente concedan e fideissiin. O Comne, a Region,
o Stato no pagan e mi no so comme pag o materiale e i operai (a Gratta) Onorevole Gratta no se peu fa quarcsa pe fa ti feua i din che o Statoo deve a-e aziende, ai cantieri Insomma chi va a fin che seremmo bttega
Gratta :- Ma m no son ci onorevole anche se continuan a ciammme in sto moddo
Gennaro :- stato tromb
Gioconda :- (interrompe risentita) Comme saieiva a d?
Gennaro :- Stavo per dire che stato tromb-ettista da giovane nella banda dei tramvieri dico bene onorevole?
Gratta :- (seccato) Ma s, tanti anni fasuonavo la cornetta
Gennaro :- (con comica allusione rivolto a Gioconda) Appunto: la cornetta!
Marisa :- (sedendosi accanto a Gioconda) Ma se no pagan i travaggi che son stti fti p e Istitzion comme poemmo fise a arv nuve aziende?. M maio o se indebitou con e banche pe continu lattivit, con interesci da strossin e se o no lincascia lazienda a va in mala e riscc-emmo o fallimento, a bancarotta (preoccupata)a miseia
Anselmo :- Sci vedi chandi ttto ben
Marisa :- (preoccupata e scettica) Speremmo
Irina :- (giovane colf ucraina, con abiti da cameriera, entra con vassoio e sette tazze con the zucchero, eventuali pasticcini. Posa sul tavolo e guarda Marisa come a chiedere se doveva servire)
Marisa :- Grazie Irina, vai pure di la che servo io i miei ospiti
Irina :- Come desidera signora (ritorna in cucina)
Marisa :- (provvede a versare il the nelle tazze iniziando da Gratta) Onorevole Gratta, Sci gradieiva n po de limon in to th?
Gratta :- No grassie, foscia m mogg酔 (alla moglie) Gioconda ti ghe vu n po de limon?
Gioconda :- (cerca di darsi un tono da saccente ma appare quasi sempre imbranata, fuori
luogo, con gaffe madornali) No grassie(sottovoce al marito) Ti o s che o limon o me strenze lintestin
Marisa :- Ti vu mettighe na stissa de lte?
Gioconda :- Ninte, grassie. Ghe metto solo n pittin de sccao (si serve con cinque cucchiaini di zucchero che il pubblico vede. Marisa, con comicit, come assistesse ad una partita di tennis, sposta ogni volta il capo dalla zuccheriera alla tazza)
Marisa :- (salace) Veddo co te pixe cittosto amo (intanto serve Fritz)
Gioconda :- erco de tegnime pe via do diabete (beve il the)
Marisa :- Ancon da s
Anselmo :- Complimenti Sci Marisa pe comme sci sa organizz ogni settemann-a queste giorn, questi pudisn dedich colta, a larte
Solfeggi :- e anche <mxica seria>, quella classica, operistica (si volge a Fritz come a cercare consenso) Diggo ben Herr Fritz?
Fritz :- Natrlich! (sorbendo il the fa unespressione schifata; depone la tazza e tossisce)
Gennaro :- (che parler con accento napoletano) Non ci scordiamo delle belle canzoni napoletane conosciute in tutto o monno (sorseggia il the e anche lui, con espressione schifata depone la tazza e gli scappa un...) Bh... (sottovoce, tra s) Che schifezza!
Gioconda :- (che vuole essere tutta <trilli> e parla con voce quasi infantile) Sci lha ra-xon Meistro Gennaro
Gennaro :- (con lespressione schifata,accennando alla tazza del the) Peril the?
Gioconda :- E cansoin napulitann-e(cercando di darsi arie da intenditrice) Mi quande sento cant <O sole mio> , <O sordatto innamorato> <vitti na crozza>
Gennaro :- (tra un colpo di tosse e laltro) Quella siciliana
Gioconda :- e ben, con quelle melodie me sento quarcsa remesciase drento de mi
Gratta :- (rapido) Vanni in bagno se ti senti o remescio, primma che
Gioconda :- (seccata per linterruzione) Ma cse ghintra (riprendendo unespressione romantica, estatica) Stavo dixendo che a senti queste melodie me sento ttta reumatica
Gennaro :- Caspiterina, questa non lavevo ancora sentita
Gratta :-(sottovoce alla moglie) Romantica Gioconda romantica immagino!
Gioconda :- Voeivo d: <romantica> me son ingamb in to dlo
Gennaro :- Succede un lapsus
Gioconda :- No, no o lapis o no ghintral che ea sorviapenscieo
Marisa :- (serve Anselmo)
Anselmo :- Grassie pe mi senza sccao (sorseggia. Sbruffa e tossisce)
Marisa :- (ad Anselmo) Gh andto o the pe traverso?... Sci se o gste adxo, co l na bont
Anselmo :- Sci dxe?... Alloa, se sci permette a servo mi (vuota in una tazza il the Poi prende lo zucchero) Quanto sccao?
Marisa :- Solo un cgiarn (compiaciuta) Ma ammia n po che anchu son stta servia da nospite. Grassie
Anselmo :- Sci me ringrassi doppo se l o cxo,
Marisa :- (manda gi un sorso poi, comicamente rimane di stucco, in piedi, occhi sbarrati, impalata)
Gratta :- (che si accingeva a bere, vista la situazione, posa di scatto la tazza come se scottasse e lallontana da s)
Gennaro :- (si alza premuroso, passa una mano davanti agli occhi di Marisa, le toglie la tazza e la fa sedere)
Marisa :- (siede come un automa, poi si alza di scatto e lancia un urlo) Aaahhh!
Tutti :- (al grido di Marisa scattano spaventati)
Gioconda :- A me fa vegn n corpo!
Gratta :- No creddo Th bevo sta porcaia sensa manco sill
Marisa :- (isterica chiama la cameriera) Irina!
Irina :- (entra) Bisogno di me signora?
Marisa :- (prende una tazza, versa il the, mette un cucchiaino di zucchero e impone alla donna di berlo) giusto che anche tu beva il the che hai preparato
Irina :- Signora molto gentile con Irina; spassiba[2] (beve mentre tutti attendono la reazione. Beve ancora mentre gli altri attendono lesito) Dobre karasci buono (finito di bere, prende la sua tazzina e la porta in cucina)
Anselmo :- Ma csa lha? O stumego de fro? (mentre tutti si interrogano con lo sguardo proviene dalla cucina lurlo di Irina e si ode il tonfo di lei a terra e il rumore di stoviglia che si rompe)
Tutti :- (con soddisfazione affatto nascosta hanno pronunciano il <volevo ben dire> con un) h!
Gennaro e Marisa:- (vanno lestamente in cucina)
Anselmo :- Quello o no la thea la na porcia gramma e stanta comme sscimo collu da muffa
Gioconda :- Mi nho sento ninte (al marito) E ti?
Gratta :- (con ironia, non avendo bevuto il the) Manco m
Gioconda :- Visto?
Solfeggi :- O creddo ben! O no lha bevo!
Gioconda :- Che razza dommiNo san manco reze n the!
Gennaro :- (rientra mentre tutti lo guardano aspettando di sapere) Ha avuto dei conati di stomaco e si liberata
Gioconda :- Che razza di donne!
Anselmo :- Ghammanca solo <che razza di bambini> e poi semmo a posto
Gioconda :- (in piedi, si porta una mano allo stomaco, si scuote con comicit si porta una mano alla bocca e scappa fuori di scena uscendo a destra)
Gratta :- Che razza de mogg!
Marisa :- (rientra mostrando un qual certo imbarazzo) No so comme segge sccesso ve domando scsa ma no me saieiva mai immaginu che lIrina, abitu a fa o the comme in rscia, con o <samovar> a preparesse o the piggiu in ta scattoa sbagli
Gratta :- Sbagli?
Marisa :- Gha na scattua dovve na votta gha o the, con tanto de vignetta disegn, che ho addeuviu pe mettighe de bustinn-e de veleno pe i ratti. Ho controllou a scattoa e ghea ancon n po de the in mzo a e bstinn-e de quello velenoormai scheite e che no son ci periculuse
Gioconda :- (rientra massaggiandosi lo stomaco e andandosi a sedere) Ma thae attentu nostra vitta!
Marisa :- Ammia che lho bevo mi asc Son desol ma tranquillio malessere o l passeggero
Anselmo :- Eh zaa ne andta ancon ben Gh mancou poco pe arroinse
Solfeggi :- Semmo arroin perch a situazion sociale a l gramma Se no se ne guagna no se spende!
Gennaro :- (scherzando) Ma lonorevole Gratta la soluzione vincente potrebbe darcela
Gratta :- Ah, sc? E in che maina?
Gennaro :- Ma nel gratta e vinci
Gratta :- Spiritoso o nostro napulitan Cittosto come van i so (con pressapochismo)quaddri; se vendan?
Gennaro :- C crisi La gente non tiene denaro e siccome i quadri non se li pu mangiare, preferisce comprarsi il paneGente viziosa. Chiss dove andremo a finire con sto schifo questa noia
Gioconda :- (recitando) Sci dva de m?
Gennaro :- Veramente non ci pensavo manco nu poco
Gioconda :- Ma ho sento d <Schifanoia>
Gennaro :- E che vuol dire
Marisa :- Schifanoia o l o cognomme da Sci Gioconda
Gioconda :- Cognomme da fantinn-a sintende Da maj fasso
Anselmo :- (intervenendo con sfott e mimando col gesto della mano)) Gratta!
Marisa :- (ad evitare battute salaci interviene cambiando discorso) Profess Solfeggi, ho saccio che sci lha pbblicu n libbro.. Cse o tratta?
Solfeggi :- (soddisfatto della domanda, si d importanza)Veramente ho solo consegnu e bozze a leditO l n trattato in sci melodrammi msich da Verdi, Rossini, Donizetti e in sci discssion con Mozart a propoxito do Salieri Ghe fai savei
Fritz :- Vostro Salieri era geloso di successi musicali di nostro Mozart
Marisa :-(suona un campanello per chiamare la domestica)
SCENA II
(Marisa Anselmo - Gratta Gioconda Solfeggi Gennaro Irina - Fritz)
Irina :- (entra dalla cucina)La signora desidera?
Marisa :- Va meglio?
Irina :- S, grazie Prego mi scusare ma io non sapevo che the fosse
Gennaro :- (galante, mentre si siede) Tutto e bene quel che finisce bene signorina
Marisa :- Irina, porta via le tazze ed il resto
Irina :- Subito signora (raccoglie tazze, piattini, zuccheriera, cucchiaini, cabaret e nel far questo si china col sedere verso Gennaro che si agita)
Gennaro :-(compiaciuto, guardando ostentatamente il <lato b> di Irina) Caspiterina signora Marisa avete cambiato donna di servizioin meglio!
Anselmo :- E sci se n accorto d targa?
Marisa :- Quella de primma a s ammaotta e-a mae mjo ghhan conseggiu questa Irinaa ne vegne da lUcraina A l in prva primma de mettila in regola
Anselmo :- (a Irina) Gavorise gli vi pa italianski brisgn?[3]
Irina :- D, Ja pani maju[4]
Solfeggi :- (sorpreso) Ei accappo o nostro imprendit?... Sci parla rscio?
Anselmo :- Ghho domandu se a scignorinn-a a parla italian e a mha risposto de sc. Son stto a Odessa, ca l gemell con Zena, pe contatti con imprendito do posto e pe partecip a na gara dappalto ca riguarda a costrzion den nuo stadio da balln e ho imparu quarche parolla
Irina :- (raccolto quanto le stato ordinato, si ritira)
Gioconda :-(a Marisa, insinuante) Ma dimme n po dovve a dorme quella li?
Gennaro :- (ironico) In un letto. suppongo
Marisa :- Tranquilla, a no dorme da t!
Gioconda :- (rivolta a Gennaro) Questi foresti che vegnan a port via o travaggio ai nostri Mi i mandieiva ttti a-o so pise
Gennaro :- Che? Al paese mio?.... Ci mancherebbe altro Ci sono gi dei giovani industriali che
Solfeggi :- (interrompendo) Giovani industriali?
Gennaro :- Nel senso che si <industriano> a cercare un lavoro e la signora Gioconda vorrebbe mandarli tutti a Napoli?!
Gratta :- Ma m mogg a lintendeiva d <a-o loro pise>
Fritz :-Manca lavoro Io anche non lavoro Risparmi finiti, finiti concerti, vedo futuro nero!
Gioconda :- Neigro e comme! No se pu circol pe a stradda senza che quarchedn o domande a limoxina Barboin che dorman p tra e char-roinn-an a reptazion da nostra itt, o panoramma. Ghorrieiva na lzze cha proibisse ste cse
Gennaro :- Io penso piuttosto che ci vorrebbe una legge che desse lavoro a tutti quelli che ne hanno bisogno e probabilmente non ci sarebbero n accattoni, n barboni
Gratta :- Discorsci, discorsci est largent qui fait la guerre
Solfeggi :- Ab imo pectore
Gioconda :- (secca) Eh?
Gratta :- ǒest a dire que: <le sue parole vanno dritte al cuore
Anselmo :- Sci Marisa commo sta so mjo, o Giovanni?... Lrtima votta che lho visto o no me piva tanto sci me scse, senza offeisa nevvea no tanto a posto con a testa
Gratta :- O troppo stress o porta de conseguenze pericolose, bezugna crse, stacc n po a spinn-a ogni tanto, se no se va in cmbali
Marisa :-(mesta, preoccupata) O psicologo o lha dto che o sta attraversando n momento diffiile, comme se drento de le vivessan due personalit
Gioconda :- Alloa l comme se ti tavesci du mj!
Anselmo :- Comme il dottor Jekkill e mister Hyde?
Gioconda :- (al marito) Vincenso, i conoscemmo questi du?
Gratta :- Gioconda lascia perde
Marisa :- (a Gioconda) Oh, pe a cait me ghe naccresce za de n de majo ghammanchieva aveine anche ntro
Gennaro :- (a Gioconda, con ironia)Coraggio signora chiss che anche a lei non capiti di avere un marito doppio
Gratta :- (seccato) Grassie! E mi, perch questo o capite, dovieiva and fua de testa comme o Giovanni? (accorgendosi di aver fatto una gaffe, si scusa con Marisa) Oh domando scsa a m scapp sensa riflette
Gennaro :- (sorridendo)Scherzavo sintende; per sarebbe una bella esperienza
Marisa :- O psicologo o mha dto de assecondlo quande ghe p dse o su antenato, perch cosci o sappaxenta e o sta tranquillo
Anselmo :- Baccere a faccenda a l seria e comme o cra i su affari con questo problema de salte?
Gioconda :- (insinuando) Mhan vosci d co l comme se dxe (al marito) aggittime a d... comme se dixe quande n o no paga o dovo?
Gratta :- (con aria assente) Insolvente
Gioconda :- (a Marisa, soddisfatta di metterla in difficolt) Ecco! Quella rba l!
Marisa :- (scocciata) Than voscio dE ti, natralmente t toccou sta a sent Ho appen-a-a dto mi di debiti bancari quindi, quelli che <than vo- sci d..> han scoverto lmidit in to pozzo
Gioconda :- O pissicologo o sa de queste.. insolvense? Magara questa situazion a ghe d adosso
Anselmo :- (come parlasse tra s, ma evidentemente a favore di Marisa) Non ti curar di lor ma guarda e passa
Gioconda :- Cse o vu d?
Anselmo :- (allargando le braccia come a dire <datti una calmata>) Ma o l Dante Alighieriil sommo poeta
Gennaro :- guarda e passa (a Gioconda) che arriva o spazzino e ti ramazza
Gioconda :- Eh?
Gennaro :- (mimando Anselmo e indicando s stesso) Ma Gennaro Nielloil sommo pittore che sarebbe il sottoscritto
Gratta :- (cerca di richiamarla) Gioconda vegnite a-assett
Gioconda :- No posso manco sent a m amga Marisa?
Gratta :- Perch? A l riscia a parl?
Gioconda :- Ah, voitri ommi sei ttti pgi
Solfeggi :- Comme sci fa a saveilo?
Marisa :- (imbarazzata, a Gioconda) Beh quarche serio problema o gh e Ditte se riforniscian da noitri pe fa i travaggi, i committenti no pagan perch a loro votta i Enti no i pagan e se cran de carense Insomma a nostra votta no riscimmo a se paghMa aggi pazienza, nemmo za parlu e poi poi son cse nostre che in quarche maina risolvimo!
Solfeggi :- Ma quande o no l le sci insomma, quande l o credde dse l-tro, commo fa a dirigge a so azienda?
Marisa :- Ghe pensa o so commercialista, o dottor Strozzini
Gennaro :- Ogni nome una garanzia!
Anselmo :- E quande se svilppa questa doppia personalit, chi gh p dse?
Marisa :- Giacomo Casanova
Gennaro :- Addirittura!
Gioconda :- (interessata) Casanova? Ma Casanova o l za l
Gratta :- Gioconda, l o l Giovanni Casanova, ltro o l Giacomo Casanova Th֮ visto anche o film a-o cine
Fritz :- Le tombeur de femme!
Gioconda :- Cse? O lha famme e o va in sc tombe? Ma o l n mostron zombi!
Marisa :- Ammia Gioconda dagghe cianin!
Solfeggi :- Ah, ah, ah questa a l nuva
Gratta :- GiocondaGiacomo Casanova o venezian
Gioconda :- Venezian? Comme m mo
Gennaro :- era nu sciupafemmene
Gioconda :- Aho saieiva quello ceigadonne che ti mh֮ae dto?
Gratta :- (con sopportazione scandendo come colpi di tamburo le parole) Sc, quello Giovanni Giacomo Casanova
Anselmo :- (declamando) Le donne i cavalier larte e lamore
Gioconda :- Questa lha dto Pippo Baudo!
Gratta :- (mentre gli altri fanno scena per la infelice uscita di Gioconda) Assettite Gioconda o l lAriosto
Gioconda :- Ma no esse ridicolo, quande mai da larrosto ghe sciorte na frase comme questa?... Non son mga abbertoel
Marisa :- (ironica) Nooo! Niscin o mette in dbbio
Gioconda :- (al marito tutta pimpante) Pensa n po Vincensose ti o fisci ti asc n con a doppia personalitti me faiesci a corte (vede un ventaglio sul tavolino, lapre, cammina sculettando ed assume un comico atteggiamento romantico).e mi
Gratta :-E ti tandiesci drta a-o manicomio(sottovoce) Gioconda datte na regol
Marisa :- A mi invece, quande ghe piggia sta mattia, o no mamma manco in to muro
Solfeggi :- E oua dovvo l?
Marisa :- O lha piggiu n sedativo e o dorme(pausa) Ma cangemmo discorso e se credei, parlemmo do tema danchu, comme scrto in sci biggetto de invito: <il degrado dei costumi a giorni nostri> Chi veu commens?
Anselmo :- Segondo mi o degraddo di costummi o ne vegne anche d mancansa de moralit
Solfeggi :- d mancanza de rispetto e de colta dalla non conoscenza della nostra storia
Gennaro :- o vero Anche il linguaggio in degrado Si parla a sigle dal cellulare e non si parla nemmeno correttamente litaliano In televisione poi si parlano addosso gridando, incappando in svarioni colossali si sentono pronunciare parolacce e non insegnano ad apprezzare le opere darte molte delle quali sono accatastate nei sotterranei dei musei e nem-meno catalogati
Fritz :- Come a Vienna mancano soldi per restauri e per nuovi musei
Solfeggi :- Ma diggo mi Reperti antighi vegnan sottrti dai tombaroli e vendi de badda; a sto punto me domando perch o Ministero interessou o no mette a lasta di reperti minori, con tanto de certificato dautenticit. Intrieivan de palanche che levemmo a quelli che grattan; tanto de reperti antighi sottotra se nattreuva de longo
Gratta :- Lidea a no l nuva Se mi fisse ancon a-o Parlamento
Marisa :- Onorevole Grattasperemmo a-e proscime
Anselmo :- Onorevole, sci ghha za de preferenze
Gennaro :- Sgratta e vinci!
Gratta :- Ma ritornando ai so quaddri, ho sento che sci lha fto na mostra
Gioconda :- nn-a mostra? E dovve?
Gennaro :- Si tranquillizzi sign non la moglie del mostro (a Gratta) S, alla Galleria Mazzini e qualche quadro stato venduto, ma soprattutto sul giornale uscita una buona critica
Marisa :- Speremmo ca dagghe bon frto
Gioconda :- Perch? (con sottigliezza) Gh chi laccatta?
Gennaro :- (con flemmatica presa in giro) Signora Schifanoia, qualche intenditore c ancora fortunatamente(restituendo la sottigliezza) certo a lei non interesserebbero i miei dipinti E lei commendator Anselmo, il suo lavoro procede bene?
Anselmo :- A prospettiva a no l rosea Se no ne fan credito i nostri operai e tecnici, no rieivan a loro votta quanto dovo e quindi no accattan, no spendan e-e ditte che fabbrican se truvan costreite a licenzi e a serr i battenti perch no vendan
Marisa :- (apprensiva) Speremmo de no fin cosc anche noitri
Fritz :- Essere circolo (cercando il termine esatto) ..come dire voi..? Ah, ecco <circolo vizioso>
Anselmo :- Sci lha dtoben
Gioconda :- n nuvo circolo de vizi eh?... E poi parl de moralit
Gratta :.- Gioconda piggite na rivista e lzi, cosci no ti stralabbi
Gioconda :- Intanto mi proibieiva de dimand a limoxina a ttti quelli foresti che ti te lattruvi a ogni passo (con stizza)Che vaggan a travaggi, no?!
Marisa :- Ti dixi chattrovieivan o travaggio?
Gioconda :- Puan fa i badanti, serv in te case, in te campagne
Marisa :- Alloa t ti o piggiesi n de loitri pe pe lev n po de degraddo.. (facendo rilevare) <ambientale>?
Gioconda :-(presa di contropiede) Lev Ma cse ghintro mi deve pensaghe o Governo
Gratta :- O Governo o lha tante de quelle rogneMa me p che largomento o ne sggge din te man Profess Solfeggi cse sci ne dxe?
Solfeggi :- Cse sci vu mai che ghe digghe. Se sta svilppando na situazion ca no me d fidccia
Fritz :- (piuttosto scocciato) Chiedo scusama s fatto tardi e devo andare Danke signora Marisa di invitoAuf Wiedersehen, arrivederci
TUTTI :- (salutano, ritornando poi a colloquiare tra di loro)
Marisa :- Laccompagno
Fritz :- (giunto alluscita, d la mano a Marisa ed esce)
SCENA III
(Marisa Anselmo Gratta Gioconda Solfeggi Giovanni)
Giovanni :- (appare improvvisamente in scena con passo maestoso, vestito dellepoca del 1720, tricorno sul capo, giacca a colori vistosi e ricamata, pantaloni aderenti scuri . Stivaletti di pelle scura. Xab sul petto)
Tutti :-(colti da stupore, si lasciano fuggire unesclamazione) Oh!!!
Giovanni :- (dopo aver squadrato i presenti) Lor signori chi sono? Come mai nella mia modesta dimora?
Solfeggi :- Ma o l a sci Casanova?
Gioconda :- O va an ballo mascheru?
Marisa :- (affranta, le si avvicina) Ma Giovanni co questo vest, questo costmme chemmo accattu pe o Carlev de Venessia anni fa comme mai ti l misso?... Gh tempo
Giovanni :-(si toglie il tricorno e fa un saluto con lo stesso inchinandosi alla spagnolesca)Gentile Pulzella non ho lonore di conoscerla e mi chiedo, poffarbacco, com possibile dal momento che la trovo fra le mura della mia casa in Campiello
Gratta :-(sottovoce a Marisa)Lassecondi, non lo contraddica
Marisa :-(fa a sua volta un inchino)Cavaliere non si rammenta del suo invito?
Giovanni :- Chiedo venia ma in questo momento mi sfugge Mi punge vaghezza di aver commesso un errore imperdonabile
Gennaro :- Cos che le punge?
Giovanni :- (dopo avergli dato uno sguardo di commiserazione) Vaghezza giovanotto vaghezza
Marisa :- Messer CasanovaLei ha moglie?
Giovanni :- Moglie mogli? S non mie per ed arduo il percorso
Marisa :- (infastidita) No gh dxe ninte o nomme de Marisa?
Giovanni :-(riflette)MarisaMarisa...In effetti questo nome non mi giunge nuovo
Marisa :- Ancon da s
Giovanni :- Sarebbe lei?
Marisa :- Gi!
Giovanni :- (a Marisa)Vedo che ella tiene in casa mia diversi uomini a mia insaputa
Gioconda :- Io non sono affatto un uomo
Marisa :- Ma Giovanni ti o s chi son ti i conosci ti asc셔
Giovanni :- Ma ella parla genovese, se non vado errato Conosco questa parlata perch nel mio vagabondare sono stato anche in questa citt dove sento di essere attratto ma in questo momento non mi sovviene il motivo
Marisa :- (sconfortata) E anemmo ben!
Solfeggi :- Cavalier Casanova
Giovanni :- (a Solfeggi)Mi dica buon uomo
Solfeggi :- (irritato) Buon uomo a m? (sempre pi agitato) Sono Mario Solfeggi, professino di violone
Giovanni :- Come?
Anselmo :- S gh ingheuggeito a lengua
Solfeggi :- Volevo dire: Professore di Violino, insegnante al liceo Paganini di Genova e non <buon uomo>... Ma ammia n po
Gioconda :- Sci no se a pigge profess o l ..ltro.. o so doppio cho parla
Gennaro :- (gli squilla il cellulare e lo cerca nelle tasche)
Giovanni :-(ha un sussulto e prende le mani di Marisa) Cielo!... Suo marito!?(agitato si guarda attorno)Dove posso occultarmi Non vorrei incappare in un altro duello ed essere arrestato dagli sbirri del Doge (altro squillo dal cellulare di Gennaro)
Gennaro :- (affannato e agitato) Trompo chi larpa
Anselmo e Gioconda:- Eh?!
Gennaro :- Cosa? Ah, s volevo dire <pronto chi parla> (tenta di spiegarsi in genovese) Mi si <ingoggiata la lengua pure amm (si allontana in fondo alla sala per parlare)
Giovanni :-(agitato, tenendo sempre e mani di Marisa)Madonna
Marisa :- Non si spaventi Don Giovanni, non il caso di invocare la Madonna
Giovanni :- Ma mi rivolgevo a lei Madonna Marisasi allontani da queste perso- ne da quel tizio che parla addirittura dentro ad un carillon
Gioconda :-(che si sente ignorata, batte sulla spalla di Giovanni, parlando veneziano)Sior Giovanni, posso domandarghe par piasr se l l sta veramente ser con i piombi in prison dabon?
Gratta :- Gioconda no te impelag in te cse che no ti s e che tho cuntu mi dandote quarche lessin
Giovanni :- Ah, la siora la x venesiana?
Gioconda :- Par parte de mare
Giovanni :- Vedala siora siora?
Gioconda :- Gioconda
Giovanni :- Ahx un nome masa importante immortal dal genio de Leonardo ... Comunque ghe dir che non so st imprison con i piombi, ma nla prison dei Piombi... e son anca scap par fortuna Ma adso se la permete gh da parl con Madonna Marisa
Gioconda :- Che esageru adreita <Madonna> Gh za a cantante americana ca se fa ciamma cosc셔
Marisa :- (al marito) Sci vegne de de l con mi Cavalier Casanova, che ghe offro na tassinn-a de n the speciale cho l na bont
Giovanni :- (galante) A cotal signora non si pu che ubbidire Signori (si toglie il cappello, saluta spagnolescamente i presenti) I miei omaggi (esce con Marisa)
Anselmo :- Sa ghe d o the cha nha dto a noitri o va a fin a-o pronto soccorso!
SCENA IV
(Anselmo Gratta Gioconda Solfeggi Marisa Irina - Gennaro)
Gennaro :-(passeggiando) E cos abbiamo visto con i nostri occhi questa doppia personalit del signor Casanova Certo ch nu bello guaio
Gioconda :- Sa lha portu in ta so stanzia penso che se ne poemmo anche and
Gratta :- Ma sempre queste insinuazion th da fa?
Gioconda :- Ma mi no insinuo n bello ninte No veddo tro moddo de
Solfeggi :- Speremmo co se ripigge fto; <Conditio sine qua non>
Gioconda :- No veddo cse ghintra o <condimento>
Gennaro :- Nessun condimento signora, si tratta solo una condizione, senza la quale Don Giovanni sarebbe ancora qua
Gratta :-(seccato a Gennaro)O ringrassio meistro ma stavo pe spiegaghelo m <cum grano salis>
Gioconda :- O saveivo!
Anselmo :- Cse?
Gioconda :- Che il grano sarebbe salito No fa tro che aument ttto!
Gratta :- Gioconda <cum grano salis> vu d de na notizia da piggi c e molle che bezugna verificla No fa vedde che ti squello che no ti s
Gennaro :- Mo, se non viene la signora direi di chiamare Irina e di andarcene
Anselmo :- <Mutatis mutandi>
Gioconda :- (sta per dire la sua interrotta subitamente dal marito)
Gratta :- Ferma Gioconda! No d ninte se no ghe sciorte ntro sguarn
Gioconda :- Ma mi voeivo solo d che naccapiscio cse ghintran e miande... Quande son da cangi se cangian sensa sparala come na sentenza
Gratta :- Appunto! No ghintran pe ninte l comme d <cangi e cse tanto pe cangile> e comme ti veddi l ttta ntra csa
Solfeggi :- No se sentan ci questi incisi latin se sentan de parolasse e basta
Gennaro :- I tempi e i costumi cambiano: <o tempora o more>
Gioconda :-<Il tempo delle more>! Cio!
Gratta :- Sc, e poi veni <o tempo di merelli!(scoraggiato) Rinunzio
Irina :- (entra ed ai presenti, con accento dellest) Signora Casanova dice che appena marito dorme lei viene e chiede scusa a voi
Anselmo :- Spassiba Irina Grazie come di cognome?
Irina :- Timoshenko
Anselmo :- Ah, parente del generale Timoshenko?
Irina :- Zio di nonno
Solfeggi :- Chi saieiva questo generale Timoshenko?
Anselmo :- n generale cho lha sconfitto i tedeschi
Marisa :- (entra)Domando scsa ma purtroppo, comi vistocosc stan e cse
Gennaro :- Come sta?
Marisa :- Ghho fto beive n the con due pasticche de <tabor> e ...
Gioconda :- (interrompendo) Anche a le? e no l sccesso ninte?
Marisa :- (con sopportazione) O lea o the gisto e no quello de primma. No te despixe speroStavo dixendo che con e pastiglie o s addormo de corpo
Gioconda :-Te di che naccapiscio o perch, ma me ven cua de dorm mi asc
Marisa :- Mi e lIrina lemmo portu in letto e speremmo che quande o sadde-scia o segge rinsavo
Solfeggi :- Sci Marisa penso che segge o momento de lev o destrboM acciappu labbiocco
Gratta :- (fa il baciamano a Marisa) A riveise Sci Marisa e speremmo che ttto se risolve pe o mgio
Gioconda :- (subdola) Sc, andemmo che pe anchu ti n avo ass
Marisa :- Vaccompagno porta (escono tutti gli ospiti) Con quellaidente de the me ven labbiocco anche a mi. Daggo neuggi a m majo (visibilmente preoccupata) Anche questa doveiva sccede doppia personalit Qu d due s impelagou con i usurai? M maio Giovanni Casanova, o-u su antenato Giacomo Giovanni Casanova? (suonano alla porta)
SCENA V
(Marisa Irina - Gino)
Irina :- (dal fondale si vede Irina che da destra va a sinistra ad aprire la porta) S?...
Carlo - (fuori scena) Buongiorno raccomandata per il signor Casanova Giovanni. C da firmare
Irina :- Momento prego (rientra ed a Marisa) Signora c raccomandata
Marisa :- Raccomandata? Fallo entrare
Irina :- (esce di scena e si sente che dice) Pajalusta paslj.Prego, entrare
Carlo :- (entra accompagnato da Irina) Bongiorno scignoa gh questa raccomand (la porge)
Marisa :- Quarche tascia da pag?
Carlo :- Pu se a ne vegne da <equitalia>
Marisa :- Oh Segn ntra grann-a de sego!
Carlo :- (porge libretto da firmare e la biro; ritira la busta) na firma ch pe piaxei
Marisa :- (firma e riprende la busta)
Carlo :- (che evidentemente si aspettava una mancia, tarda ad uscire)
Irina :- Finito postino?... Prego accompagno alla porta
Gino :- (tra s) Ci son ricchi e ci son spilorci!
Marisa :- (nel frattempo aveva aperto la busta, data una scorsa e poi lancia un grido disperato) Noooo!
Carlo ed Irina:- (al grido di Marisa si voltano e Carlo fa appena in tempo a sorreggere la donna svenuta e ad adagiarla, con laiuto di Irina, sul divano)
SI CHIUDE IL SIPARIO
FINE DEL PRIMO ATTO
ATTO SECONDO
PRIMO QUADRO
(A sipario chiuso inizia un brano della canzone Zena, sentime n momento(brevemente sottoindicata. Mentre sta finendo il canto, si apre il sipario. Si vede una piazzetta con lampione e vicino c una panca sulla quale dorme un clochard avvolto in una copertina. Di fronte, tra le case c un bidone (o due) della spazzatura. Siamo a Genova)
(brano del canto)
Thae mai visto n vgetto in bicicletta,
oppre a p e cicche in go a erc,
a-o mercu a ravatt in te na cascetta
pe attrov n po da mangi tra-o marso e o bon
No pixe queste cse e fan pens
Comme saiemo noitri a quelletae
(si apre il sipario)
Zena te vuggio ben
ma sentime n momento
l brtto che i nostri vgi devan pat
SCENA I
(Marisa Fritz)
Marisa
Marisa :- Ghea chi se dava de ie, faxendo finta dsse modestoSe discteiva de politica, de economia
Fritz :- (additando la propria situazione) Noi facciamo tanta economia
Marisa :- e se parlava anche de arte
Fritz :- (triste) di musica Mozart, Mhler, dei crescendi Rossiniani, della virtuosismo di Paganini col suo <Trillo del diavolo>. Ah, ah, ah Ricordo the in tazza che, adesso posso dire, sembrava acqua sporca
Marisa :- Irina aveva confuso bustine di the con bustine di veleno per topi. Per rimediare aveva aggiunto della cammomilla Era abbastanza schifoso, diciamolo pure
Fritz :- (triste) Gi e adesso nostro salotto quaSiamo due come si dicebarboni?
Marisa :- Due senza fissa dimora Semmo du barbon! Due clochard Co Fritz, no l tanto a famme ca me rosiggia drento quante o despiaxei dattrovame in mzo a stradda, vedendo a gente ca se scansa d pua di piggiase quarche maotta, come savescimo a rogna e penso a ttti quelli che, comme noitri, avian ben avo ntra vitta primma, na proppia stia primma dand in sbandellon[5] , na proppia dignit Mga ttti son alcoolizz o drogh Per a pensghe ben anche mi primma de dagghe de naso, a pensavo pgio (mentre parlano passa qualche raro passante che li ignora)
Fritz :- Ma come possibile che tu, benestante, tuo marito imprenditore, ora ridotta cos?
Marisa :- A quante pare o commercialista o laveiva attrovou o scistema de dimostr che m maio o la <nullatenente> e
Fritz :- (interrompendo) Soldat?
Marisa :- No; <nullatenente> vuol dire che non aveva lavoro n propriet, e-o dottor Strozzini o sa dto da fa pe imposessse de lazienda de m mjo na fortnn-a che o Giovanni o s fto da o ninte A quella maina o saieiva diventu veramente <nullatenente>, comme semmo oua noitri du
Fritz :- Come stato possibile questo?
Marisa :- Mi credeivo che fsse ttto in regola no eo a-o corrente di mastrzzi do commercialista Strozzini con lonorevole Gratta co limprestava i din a usura
Fritz :- Lui?... Lui signor Gratta, amico di suo marito e di lei salotto letterario stato onorevole
Marisa :- E oua o l disonorevole Co amgo, i din van con i din
Fritz :- Confucio diceva bene:< Un fiume non singrossa di acqua chiara>
Marisa :- Oua ttti quelli che frequentavan o m salotto a Ciavi, son svani
Fritz :- Opportunisti
Marisa :- Ti gh arrestu solo ti (con sospetto)Ma se no la pe quello che t accapittu, foscia no avieiva avo amgo manco t
Fritz :- Non so cosa dire.. onestamente penso che ti avrei aiutataSono rimasto senza lavoro, ho suonato violino per strada poi una notte me lhanno rubatoMa tu tu non donna clochard
Marisa :- No mou saieiva mai assunnou Il fatto che siamo qui, miseri, barboni con un passato che pensavamo durasse sempre e inveceM maio in nn-a clinica psichiatrica e mi dalle stelle alla stalla in sci o lastrego. No me son senta de fa sta vitta a Ciavai doveo conoscia e son vegna a Zena, armeno chi no me conoscian
SCENA II
(Marisa-Fritz- Gratta Gioconda Anselmo-Solfeggi- Gennaro Giovanni - Irina)
(attraversano la via da sinistra a destra ed altri da destra a sinistra, personaggi che frequentavano il salotto letterario di Marisa. Tutti eleganti accentuano il contrasto con labbigliamento dei due barboni. Marisa e Fritz vedono e sentono parlare queste persone le quali per non vedono i due barboni, come se non ci fossero)
Gioconda :- (al marito On.le Gratta) Vincenzo th ci avo notissie da Marisa?
Gratta :- L passou tanto de quello tempo e doppo che son andti in fallimento no se son ci visti
Gioconda :- Ti dixi che se naccorzian che ti e o commercialista Strozzini ei incastru o Casanova piggiandove a su azienda?
Gratta :- No perch ghemmo fto firm o passaggio de propriet primma co landesse in clinica psichiatrica
Gioconda :- Ah, ah ti tu ricordi vesto a quella mainea?
Gratta :- E mu ricordo sc. Per t ti poeivi anche avans de mettite in mzo
Gioconda :- (riprendendo il cammino per uscire di scena) Me son demo faxendolo parl in venesian Per t, ti gh misso ben ben do tu pe mandlo in fallimento n po de gancio sc셔
Gratta :- Mi ho solo impegnu de palanche c notaro Strozzini co lha e moen in pasta in diverse aziende, con n bon gugno (fuori di scena)
Marisa :-(a Fritz, stupita) Fritzth nutu?..Han fto mostra de no veddine..
Frtiz :- (con aria di chi riflette) Strano Forse noi vedere loro e loro non qui ma solo in nostra mente?
Giovanni :- (in abito del 700, col bastone da passeggio attraversa la scena. Sosta per portarsi il dorso della mano alla narice, annusando del probabile tabacco)
Marisa :- (ha un sussulto e le si avvicina, poi a bassa voce) Giovanni Giovanni son m, a Marisa
Giovanni :- (ha un attimo di indecisione, come se avesse sentito una voce)
Marisa :- Giovanni, ti me veddi?
Giovanni :- Che strana sensazione come se avessi sentito mia moglie che mi chiamava (riflettendo) Moglie?... Senzaltro moglie di qualcun altro e non mia
Marisa :- Ah brtto anghzo che no t tro a l cosc eh?
Giovanni :- (tra s) Forse stanotte ho esagerato (in veneziano) ma quando l xe riv improvvisamente so maro, el sior Trevisan me son cal z dal balcn e me son trov su la gondola de Braghin manco mal chel mha compagn a casa
Marisa :- Pelandron den pelandron th accappo Fritz? O l腔(cercando laggettivo giusto) Commo lha dto o Gennaro?...Ah, sc<nu sciupafemmene> (pensando, poi tra s) Con mi no de sego
Fritz :- Ma credo che tutto in nostra mente Frau Marisa
Gennaro :- (passa dalla piazzetta chiacchierando con Irina, facendo un po il galletto) Signorina Irina che piacere averla incontrata.. si vede che il destino
Irina :- Cosa centra <intestino> lei non bene?
Fritz :- (si azzarda a chiamare) Maestro Maestro Gennaro
Gennaro :- (si ferma, si guarda attorno e naturalmente, anche se presenti, non vede i due)
Irina :- Perso qualcosa?
Gennaro :- (agitato) Sentito qualcosa?
Irina :- Da male intestino?
Gennaro :- No! Quello no!... Sentito come voce di Fritz che chiamava mema qui non c nessuno
Irina :- Povera signora Casanova Diventata povera e licenziare me Ora io rabota lavoro da signor Solfeggi
Gennaro :- Laccompagno, vuole?
Irina :- (frizzante) Perch no?.. Davai..[6] (escono di scena)
Marisa :- Fritz Sar vero o stiamo sognando?
Fritz :- Io sento fame allora noi viviFacciamo cattivi pensieri forse questa punizione per nostro egoismo?
Marisa :- Egoismo?... Ma se semmo du despi quale o l o nostro egoismo?... Assettemmose e contime de ti, cosc no sentimmo o stumego co mogogna Parlami di tua moglie
Fritz :- Lei di ricca famiglia sposato me perch a Lotte piaceva dire a sue amiche che io ero primo violino allOper di Viennae io innamorato di Lotte. Poi finanziamenti di Stato per Oper non pi io fatto qualche concerto in giro, poi in Italia con alti e bassi e alla fine non pi soldi, non pi casa, non pi aiuto di amica Marisa e ... non pi violino
Marisa :- E la tua Frau?
Fritz :- Meine Frau ha chiesto separazione perch diceva che non davo soldi in casa
Marisa :- Aveva un altro uomo?
Fritz :- Forse Ma Tribunale detto a me di pagare assegni per mantenimento di lei Ma non potevo nemmeno mantenere me stesso e cos eccomi qua
Marisa :- No t mai vegno a cu de ritorn a Vienna?
Frtiz :- S ma ioVergogna poi non ho pi violino e a mia et nessuno d lavoro dicono colpa di crisi
Marisa :- (salace)Ti dxi che gh da crisi? (accenna ai propri abbigliamenti)Ma se semmo vesti modda:.. modda di barbon sintende
Fritz :- (indicando il giornale)Hai comprato Feitung giornale?
Marisa :- Figremmose! Savesse avo e palanche pe o giornale me saieiva piggi n caff
Marisa :- (d una scorsa al giornale) O l davantei ma e notissie son sempre pgie. Cotell, pirati della strada, btteghe serr, crisi, operai licensi慔 (amaramenteironica) Za crisi a mi a m accapitt de botto in sci o zembo da n giorno a ltro Alla sera ricca e il mattino dopo pinn-a de debiti Ti o s ti asc Fritz, chho vendo ttto quello che mae majo o laveiva accattu pe allent i debiti, ma no saveivo che fissan tanti comme na finanziaria do Governo
Fritz :- (si alza, si stiracchia, si guarda labbigliamento e con la stessa ironia) Non credo crisi Io vestito alla moda e tu sempre stesso look (ridono)
Marisa :-(legge e poi con sfott) Fritz son preoccup de questa notissia
Fritz :- Fa leggere (prende il giornale e legge dove Marisa fa segno col dito) La regina Elisabetta costretta a diminuire lappannaggio (a Marisa) Cosa <appannaggio> tanta panna?
Marisa :- O l n compenso fisso svanziche che lo Stato versa alla Regina per il mantenimento della Monarchia, per le spese di rappresentanza e pe(amara) pe pag quarche entan de personn-e che travaggian in ti su palassi e via andare(con pungente ironia) cosci son preoccup No vorri attrovamela ch a ravatt in ti bidon da rmenta e a fne concorrenza
Fritz :-(sorridendo)Per carit i bidoni sono nostra banca
Marisa :- Oh, anche questo meschinetto O lha accattu natro zgu de balon da o sudamerica meschin solo inquanta milioni de EuriOh, bella questa: Lha accattu lindstriale co lho mandu in cascia integrazin 400 operari per <esubero>, perch o no ghe a faxeiva a ti avanti con a fabbrica
Fritz :- Ha ragione, non aveva pi soldi Ma sono contento per calciatore, forse arriver fine mese poverino Cos poveri sempre pi poveri, ricchi sempre pi ricchi
Marisa :- E questa? (legge) Vecchietta derubata alla Posta dopo che aveva ritirato la sua misera pensione (presa da una malinconica rabbia, grida la sua disperazione, guardandosi attorno) Zena! Comme ti pu permette che sccedan ste cse in casa nostra Come ti pu permette che de personn-e disper seggian costreite a ravatt in ti biduin da rmenta a erc tra o marso e o bon Dimme perch i nostri vgi chan dto ttto, che se son ti sci e maneghe doppo a gura, chan dto dignit nostra Italia, oua sattreuvan costreiti a-aggitt i nostri zoveni senza travaggio. Zena, scrollite pe ti a se vgia l comme tavesci n blasn ma pe i tri a l disperazion (mentre Marisa si appoggia silenziosa al palo della luce e si sente il brano finale della canzone:Zena, sentime n momento laddove dice)
Zena te vuggio ben, di
pensa ai nostri vgi
perch ti t vgia comme l,
pe ti se vgia o l comme n blasn,
pe loitri a l
disperazion
noitri che semmo figgi da Sperba
no femmo ci ste cse
sotto a Lanterna.
Fritz :- Coraggio Marisa speriamo che le cose poi vanno meglio
Marisa :- (siede affranta sulla panchina) Cuntime de t E nostre stie son comme nond de despi de chi vivese questo o l n vive, na vitta de disered e chi no ghha questi problemi a erca de arranc pe ti avanti, faxendo oege da mercante pe no sent na veit ca d fastiddio
Fritz :- Preferisco non parlare di mie cose io rassegnato (triste e pensoso)Strana la vita prima grande musicista primo violino Opera di Vien-na e poi primo cretino che opera in strada
Marisa :- Parli bene italiano da quanti anni t ch?
Fritz :- Venti anni, capisco abbastanza bene anche genovese ha suono musicale come veneto, ma dimmi di te. Da tuo modo di fare e di parlare si ca-pisce che tu sei stata ben altra persona prima
Marisa :- (sospiro ) Co amgo Squxi ttti quelli che son pe a stradda comme noitri son stte primma tre personn-e, con na vitta diversa. Poi e avverscit da vitta, dove in parte anche a sbagli nostri e in gran parte societ cha nha emarginu, me son attrov a dimand a cait e ogni votta che me caccian na monna me verghugnoComme vorri che ttto questo o fsse solo n sunno, poeime adesci e ringrassi o Segn daveime ridto speransa
Fritz :- Magari Frau Marisa, magari anchio potessi avere il rispetto, la riconoscenza e sentire ancora applausi che davano a me piacere per suono di mio violino. Finch sei considerato tutti sono amici, quando cadi ami-ci spariti
Marisa :- legoismo uno vuole avere pi dellaltro ma pensiamo alle cose belle (si guarda labbigliamento) A l na parolla
Fritz :- Ma s Frau Marisa cose belle pensare Noi vivi e testa a posto
Marisa :- (colta da assillante pensiero) Testa a posto?...O m Giovanni a raccomand de lequitaliaFritz semmo vivi o semmo morti?... Damme n spellinsigon pe dme che son viva
Fritz :- Cosa .. spellin quello che hai detto?
Marisa :- Un pizzicotto al braccio, voglio sapere se sono viva, se sto sognando
Fritz :- Allora faccio (le pizzica un braccio)
Marisa :- Ahia! BelChe spellinzigon
FINE DEL PRIMO QUADRO
(si lasciano le luci spente in sala e, se necessario, si chiude il sipario)
(Si ode nel frattempo musica classica suonata dal violino o parte di concerto)
(QUADRO SECONDO)
SCENA III
(Marisa Irina Carlo)
(ritorna la scena del primo atto. Marisa adagiata sul divano accudita da Irina che le fa annusare dellaceto, e dal postino)
Marisa :- Ahi! (scatta a sedere, massaggiandosi il braccio)
Irina :- Signora signora Casanova.
Marisa :- sidoro che spellinzign troppo forte Fritz de sego me vegn n negrn (stupita si guarda attorno) Madovve son?... Cse l successo?
Irina :- Lei svanita
Carlo :- (correggendola) Svenuta
Irina :- Si, svenuta e poi parlato tanto, ma non capito bene
Marisa :- (massaggiandosi il braccio) O l stto le postin a damme n spellinsign?
Carlo :- (seccato) Eh sc, oua me metto a d anche di spellinzigon a-e donne
Irina :- Passato sotto naso aceto per svegliare lei Meglio adesso?
Carlo :- Scignoa sci coraggio
Marisa :- (lentamente si riprende) E Fritz dovvo l?
Carlo :- Torna sto Fritz? E chi o l?
Irina :- Signor Fritz uscito non qui
Marisa :- (si tocca la fronte, si guarda attorno smarrita, si guarda il vestito) Ma com-me son vesta?
Irina :- (scambio di occhiate perplesse tra Irina e Carlo) Vestita bene come solito signora Marisa Vuole tazza di the?
Marisa :- The?... No, nope cait! (perplessa) Ma comme l poscibile che poco fa eo na barb (vede la lettera di equitalia e la legge) <da verifiche incrociate con enti ed aziende per lacquisto di materiale ferroso per ledilizia, di decine di migliaia di quintali di prodotti cementiferi, sabbia, ghiaia, materiali per ponteggi con le ditte da valutarsi peculiarmente nellordine di cui allallegato a) e la rivendita di detto materiale ad imprese costruttrici, la S.V. stata denunciata alle competenti autorit per evasione fiscale, per lammontare di 15 milioni di Euro dovuti allEra-rio.
Sua dichiarazione di <nullatenenza> non veritiera. A titolo cautelativo e su mandato del Tribunale competente, vengono pertanto confiscati gli appartamenti segnati nellallegato b) e bloccati i suoi conti correnti. Potr tuttavia usufruire del prelievo massimo, presso una sola banca, di 1.500 euro per il sostentamento mensile.
Avverso tale provvedimento potr essere inoltrato ricorsopresso > Me sento m
Carlo :- E no scignoa, sci no svegne torna che mi ho dand Semmai sci svegn quande me ne son andto
Marisa :- Ma comme l sccesso ttto stinghippo? Poco fa eo (stupita) a Zena vesta comme nae oua son chi e o Fritz
Carlo :- E a ridagghela con sto Fritz?
Marisa :- Me sento manc
Carlo :- Torna? No femmo de schersci Vosci primma sci laspta che me ne vadde e poi sci svegne con ttte e comodit e lascistenza de questa bella zovena (la sostiene mentre sta accennando ad alzarsi. Poi la molla per parlare con Irina)
Marisa :- (non sentendosi pi sostenuta, cade a sedere sul divano con comicit)
Carlo:- (a Irina compiaciuto e galante) Scignorinn-a, comme scia se ciamma?
Irina :- Non capire genovese
Carlo :- Foresta? (prende intanto per mano Marisa per aiutarla ad alzarsi)
Irina :- No, mio nome non Foresta, mi chiamo Irina
Carlo :- (compiaciuto, lascia la stretta a Marisa che, perplessa, ricade comicamente a sedere) Rumena?
Irina :- No, ucraina ma lei come di nome?
Carlo :- Carlo, Carlo il postino che ti vorrebbe a lui vicino (cerca di avvicinarsi il pi possibile)
Irina :- Ma lei appena visto me Non conoscere me
Carlo :- Ma lommo o l n cacciu luomo cacciatore
Irina :- E lei andare a sparare da altra parte. Pani maiu? Capito?
Marisa :- (salace) Postino sci maggitta a issme o aspto che sci porte via a santiscima cosc svegno comodamentecse sci ne dxe de (accennando ad Irina) moll lormezzo?
Carlo :- Ho accappo, vaddo (laiuta ad alzarsi) Ghho de tre raccomand da consegn, ma spero che no svegnan ttti se no a giorn a no finisce ci
Marisa :- Sci no se a pigge. O ringrassio do so aggitto.. Sci staghe ben
Carlo :- Alegri(esce)
Marisa :- Taccappi che allegriaIrina sai dov il signor Casanova?
Irina :- In clinica per accertamenti signora
Marisa :- Ma alloa (si alza traballante e viene prontamente sorretta dalla colf)
Irina :-Chiamo dottore?
Marisa :- Vediamo prima se mi passa Ne parliamo pi tardi
SCENA IV
(Marisa Irina Giovanni)
(suonano alla porta ed Irina va ad aprire).
Irina :- Oh, signor Giovanni... dobri denbuongiorno
Giovanni :- (vestito normale. Ha con s una cartella che posa su una sedia. Si comporta come se nulla fosse accaduto) Ciao Marisa ttto ben?
Marisa :- (agitata) Comme saieiva a d <ttto ben>?
Giovanni :- (prende dalla cartella un fascicolo che pone sul tavolo e ad Irina) Irina, mi fai un caff? Ti o piggi ti asc Marisa o ti vu n the?
Marisa :- Famme o piaxei, no parlne ci de the che nho avo a s (a Irina) Un caff anche per me! (si avvicina al marito che intanto s seduto, controlla dei documenti e con voce indagatrice) E dimme n poNo l sccesso ninte in te queste rtime giorn? Ninte de strano ninte de grave?
Giovanni :- Ti te senti ben?
Marisa :- No-o so ancon se me sento ben o se me son sento m se son ancon in casa m o se son a ravatt in ti bidon da rmenta (con calma repressa) Dimme ti T Giovanni Casanova, che ti parli comme se ti fsci m mjo, o t invece Giacomo Casanova sciorto d naftalinn-a? In te questo cxo ti pu anche and cosc no ti me invescighi con ste mattie!
Giovanni :- Sai ben ciamm o mgo, ti stralabbi
Irina :- (entra col vassoio e le tazzine di caff che posa sul tavolo assieme allo zucchero) Metto zucchero?
Giovanni :- Ci penso io, grazie
Irina :- Signora sta meglio ora?
Giovanni :- Perch ti t senta poco ben?
Marisa :- Senti chi parla
Irina :- Prima visto lei signor Giovanni, vestito con costume di Venezia Poi arrivata raccomandata e dopo lettura signora svanita..
Marisa :- Torna? Svenuta, Irina e non <svanita>
Irina :- Anche <svanita> perch parlare di barboni con signor Fritz, di bidoni per mangiare non capito bene io
Giovanni :- (premuroso, si alza e la prende per la mano facendola sedere al tavolo a prendere il caff) Assettite e sciorbimmose n bon caff intanto che ti me conti Tranquilla mogg anche m ghho da contte
Marisa :- (Mette lo zucchero nel caff. rimescola e guarda Irina)
Irina :- Bisogno di me?
Marisa :- No pe oua no sho bezugno de ti te ciammo vanni
Irina :- (va in cucina)
Marisa :- (sorseggia il caff col marito e racconta) Ttto l commenu da quande ti ti t vesto comme o t u antenato Giacomo Casanova
Giovanni :- (sorridendo) Stavo ben per vesto con quello costmme chemmo accattu a-o carlev de Venessia Marregordo che ti taveivi na percca ca piva a cupola de San P酔 (finisce di bere il caff)
Marisa :- (stupita) Ti te o ricordi?... Ma se ti c ervello da ntra parte, tanto l va che me son dta: a quello li <o cian de dto o sappixonn-a> [7]e ti mh fto pat
Giovanni :- Me despixe mogg, ma aveivo di sospetti che quarchedun o pittava in to nostro tondoNo me tornavan i conti tra e fatte e-e bollette de accompagnamento e sciccomme ttta a parte commerciale a la in te moen do Strozzini, con n soccio conosciuo comme personn-a a moddo e che pe oua no te fasso o nomme perch ti gharrestiesci m䅔
Marisa :- Manco mi fasso o momme de lonorevole Gratta
Giovanni :- (sobbalzando meravigliato) Ma ma ticomme ti f a saveilo?
Marisa :-Comme fasso a saveilo? No te o so d. Doppo avei lezo lavviso de lequitalia me son senta manc e de botto me son asseunn dse divent na barbonn-a, a Zena. Penso che no segge faile creddime, ma l comme se quarchedn de lasci me voesse mette in sci lavviso Pensa che intanto cho barbonnn-a con o Fritz , me son pass davanti, sensa veddime, comme se fisse na fantaxima, quelli che frequentavan e nostre riunion letterarie. Lea comme na previxon de quello che poeiva sccede se fiscimo andti in rovinn-a. O Gratta con o Strozzini, che in to sunno me son pass davanti, parlavan soddisfti dssise impadroni da nostra aziendaFinn-a o Fritz o sa mveggiu
Giovanni :- O violinista?
Marisa :- Sc, anche l o lea diventu n barbon Foscia, quarchedn de lasci o voeiva mettine in guardia T finn-a passou ti vesto da Giacomo Casanova (salace) Tavieiva dto na pess Tho ciammu e l pe li ho avo limprescin che ti mavesci sento.
Giovanni :- Te diu che ho avo n momento che me piva finn-a dse na banderolla comme se ti me ciammesci Me son finn-a ammiu in go ma no ghea niscin
Marisa :- (redarguendolo bonariamente) Ma dimme ti, ghea proppio bezugno de fa o nescio e famme credde che in ti ghean due personalitae? A momenti andavo feua de testa m e pendavi
Giovanni :- Te diu che ho visto o costmme de Don Giovanni in to guardav e ho pensu de fa quello personaggio. Ssse avo n vest da prve avieiva fto o prve. Ma ritornando a quelli che ne voeivan freg, son risco, faxendo o svampo, a sent quello che me voeivan fa firm approfittando do momento che pivo, dimmoghe, ascemellu
Marisa :- (interrompendo) che te piva?
Giovanni :- saieiva stto faile convinsime de firm a cession di affari da nostra azienda. Ma m, de ttto questo ho informu a Guardia de Finanza, che, a quante mhan dto, a stava za indagando in sci quello bello generin do Strozzini pe atre stie scimili. Th accappo doveivimo capit?
Marisa :- E comme l andta che th piggiu l comme tu commercialista?
Giovanni :- Me lha sggerio o Gratta
Marisa :- Ah Ma che bravo ean in combriccola eh?
Giovanni :- A Guardia de Finanza a lha installu de videocamere speciali in te luffizio do commercialista. Pensa che lonorevole Gratta o dava da intende dse passu pe cxo pe pratiche su, da o momento che o dottor Strozzini o lea anche o so commercialista e che pe amicissia con mi o laccettava de fa da testimonio transasin che me voeivan fa firm, pe evit, a loro moddo de d, o sequestro de lazienda da parte de lequital-ia
Marisa :- Ma th firmu?
Giovanni :- Ghho dito che saieiva passu doman mattin
Marisa :- (ironica) Che brava personn-a lonorevole!... Sa va ben o lha sposu a Gioconda perch a lha ereditu dai su na mggia de din e de propriet
Giovanni :- De sego no pe a su intelligenza
Marisa :- Cse than dto i dui belli generin?
Giovanni :- Ancon no san che son stti incastr, pe tentato raggiro e truffa e tro ancon no san ninte de quello che bogge in ta pignatta e ti vedi che o Gratta o fai mostra de ninte con noitri. Intanto me creddan sempre sfasu e se sentian a-o sego No san che
Marisa :- E no, eh? No fa o doppio Giovanni; quta
Giovanni :- Ma oua ti s che no l vea e ti, a sto punto, ti devi reit a t parte, cxo mai o Gratta o vegnisse a incens o tu salotto letterario
Marisa :- A m parte a l quella de dghe na pess <laddove non batte il sole!>
Govanni :- Di, oa ghemmo o cotello da- manego e se demoemo, comme o gatto c ratto
Marisa :- Per ti me o poeivi d anche primma che no ti o Don Giovanni e ttto sto ravxo de divent na barbonn-a no saieiva sccesso. Me a son piggi finn-a con Zena ca no difendeiva i nostri vgi Ma alloa a raccomand da lequitalia?
Giovanni :- I dui truffato...
Marisa :- O Strozzini e o Gratta
Giovanni :- aveivan mandu na denunzia dimmoghe anonima, contra de mi <per evasione fiscale>. Sciccomme i uffizi pbblici son lesti comme l-masse, no aveivan ancon piggiu atto di rapporti da Guardia de Finanza e han dto corso levasion fiscale che a l stta poi blocc. Capito signora Marisa Casanova?
Marisa :- E oua cse ghe sccedi?
Giovanni :- Comme tho dto saian denunzi e segondo e norme de lezze ghe sequestrian ttte e propriet bloccandoghe i conti correnti bancari in atteisa che o tribnale o valte i fti
Marisa :- Alloa semmo a posto Speremmo dsse ancon vivi a quellepoca, vista a velocit da gistissia
Giovanni :- Alegra mogg chemmo a nostra azienda
Marisa :- (contenta) E conservu o travaggio ai nostri dipendenti che no dovian and a ravatt in ti bidon da rmenta
Giovanni :- Mha dto lIrina che i bevo o the e ve sei senti m
Marisa :- Poi te conti Emmo riscc-iu a lavanda gastrica (dubbiosa) Ma dimme n po, semmo segi che th na personalit solo perch se t anche o Giovanni Casanova no so se ghe a fasso con du mandrilli comme voitri
Giovanni :- Tranquilla son sempre o Giovanni Son stto a-o zeugo con quella bezga da Gioconda, ca credeiva de fa a frba
Marisa :- Alloa o Gratta e a Gioconda ti pensi che i vedemmo ancon? Anchu saieiva o giorno do salotto letterario
Giovanni :- Da o momento che ancon no san che vegn depoxitu presso o tribnale ttto lincartamento, e videoripreiseFoscia fra n p de giorni
Marisa :- (con frenesia pensando a mettere in difficolt Gratta e Gioconda) Aspta mi che ghe preparo o via vattene. Fasso vegn quella cartomante: <Madam Cesira>, ghe sggeriscio quello ca deve, dimmoghe scrov in te carte e veddighe sbasci a loro presunzin
Giovanni :- No mettili in guardia, stanni in sci vago marraccomando. Se ercan de mi ti ghe dxi che son sotta osservasin Clinica Neurologica (si alza, sistema la documentazione nella cartella)
Marisa :- E oua dovve Ti v?
Giovanni :- (sottovoce, abbassandosi verso la moglie) Vaddo de dto a psame. No dlo Irina che son sci, maniman ghe scappa dto, Ciao
Marisa :- Bon ripso (si alza e va al telefono: compone un numero) Pronto Cesira t t? (pausa) Senti, ti pu vegni da chi an po da m con e tu carte? (pausa) Sc o solito salotto e a solita gente (pausa) Comme mai? Te scrivo ttto in te n biggetto quello che devi scrov in te carte e a chi (pausa) Perch no te o diggo a vxe? Ma perch se tarrivesci doppo i ospiti no porrieiva parlte armeno ti f finta de ninte, ti d nuggi a-o biggetto e ti spari! (pausa) Son due personn-e i bersagli, ti l visti na votta chi da mi (pausa) Ma sc, l pe fasse due gsci de re. Grassie, alloa a fra poco. Ciao (posa il ricevitore e si frega le mani soddisfatta)
SCENA V
(Marisa Irina Gennaro Cesira)
(suonano alla porta e Irina va ad aprire)
Irina :- (con voce suadente) Oh.. lei signor Gennaro prego
Gennaro :- IrinaSiete come nu raggio e sole! (ha il cappello o una coppola in testa)
Irina :- Ma oggi nuvolo, non sole
Gennaro :- Buongiorno signora Marisa Vostro marito s ripreso?
Marisa :- Abbastanza Ma son ottimista
Gennaro :- E fate bbene Bisogna sperare sempre nella vita (guarda intenzionalmente Irina) Sperare sempre
Irina :- (fa scena apprezzando lattenzione del pittore ed esce di scena sculettando)
Marisa :- (a Gennaro) Co saccomode Meistro, anche se chi ci che raggi de s gh quarche nvia Pe a solita rinion spero che vegnan comme a-o solito Ma sci saccomode
Gennaro :- Grazie, son comodo. Sono passato per avere notizie di vostro marito e per aver conferma se oggi c la solita chiacchierata fra amici
Marisa :- e magari vedde comma sta Irina
Irina :- (che non vedeva lora di stare accanto a Gennaro) La signora ha chiamato?
Marisa :- Che rapida No, non ti ho chiamata
Irina :- (lanciando occhiate a Gennaro) Sentito nome Irina
Gennaro :- (ricambia locchiata)Sono anche venuto a vedere se ho lasciato per caso la mia berretta qua
Irina :- Ma signor Gennaro, guardato in sua testa?
Marisa :- Non si sa mai che sia l
Gennaro :- (passa la mano sul capo) Ihhh ma guarda dovera andata a finire
Marisa :- Ma sci no me di mga che sci io lha vista!
Gennaro :- Ecch? Non tengo mica gli occhi in ta capa
Irina :- (si avvia alla cucina quando suonano alla porta. Cambia direzione e va ad aprire)
Cesira :- (vestita a colori sgargianti, borsa contenente le carte-possibilmente tarocchi. Voce allegra e squillante) Ciao Marisa! Finarmente se vedemmo
Marisa :- Cesira che sorpreisa e che piaxei veddite
Irina e Gennaro:- (chiacchierano appartati)
Marisa :- (sottovoce, dopo averle passato un foglio) Chi ti gh i nommi e-i appunti de quello che ti devi lzze in te carte. Linfiorita a l ttta a tu
Cesira :- (d uno sguardo al foglio) Ah! Proppio questi du? Penso cha sai na demoa
Marisa :- Pe i tri, fanni titanto pe no fa vedde n solo bersaglio
Cesira :- (dandosi un atteggiamento pseudo professionale) I tri sain e carte a decidde
Marisa :- (che non crede alla cartomanzia) Ah senztro decidian e carte. Ma assetite e lzi o pap che tho dto (suonano alla porta. Vedendo che Irina non si muove) Meistro Gennaro, sci veu d a quella figgia chhan seunnu e magara sa va a-arvi?
SCENA VI
(Marisa Irina Gennaro Cesira Anselmo - Solfeggi Gioconda Gratta Fritz)
Irina :- (si affretta andando ad aprire) Scusare non sentito (apre a Gratta e Gioconda. Tiene la porta aperta perch vede arrivare Anselmo e Solfeggi)
Gioconda :- (entra col marito e saluta con esagerata enfasi, allarga le braccia per salutare Marisa) Ciao amiga ca ttto ben?...Scignora a ttti
Gratta :- L sempre n piaxei vegni a trovve
Marisa :- (sorniona) Me limmagino
Solfeggi :- (entra con Anselmo e va a salutare Marisa) Sci Marisa semmo torna chi a destrb
Marisa :- Ma sci se figre l n piaxei (scambio di saluti con Gennaro)
Anselmo :- (a sua volta saluta Marisa e poi Gennaro) Commo sta o Giovanni?
Marisa :- O se cra speremmo ben
Gratta :- (con untuoso atteggiamento) E so majo o l sempre. asbrioso?
Marisa :- (con esagerazione ostentata) No ghe diggo comme. n terremotto incontentabile na cosa mai vista! (a Gioconda, sottovoce) Me tocchi mettighe do bromro in to caff a questa valanga dommo
Gioconda :- (invidiosa) Vincenso ti porriesci armeno se na slavinn-a
Marisa :- Irina puoi anche andare di l
Irina :- (a malincuore esce. Nel frattempo scambio di saluti anche con gli ultimi entrati)
Marisa : Conoscei a m amiga Cesira Tarocchi va? (solito scambio di saluti fra tutti) A lvegna a trovame a l anche na brava cartomante
Gioconda :- Interessante passiemo mza giorn sensa and a erc quei fisolofi morti
Gratta :- (alla moglie) Ti voeivi d <filosofi> e no fisolofi
Gioconda :-Sc, voeivo di quelli l. No so o perch ma me ven da invers e parolle
Solfeggi :- Anche quella a l narte
Gioconda :- (compiaciuta e con aria da Diva) Ognuno di noi ha una virt nascosta
Anselmo :- Complimenti Gioconda
Gioconda :- (a Cesira) Sci ne fa e carte?
Cesira :- Ma no so se lho in ta borsa Non pensavo che poeivan serv (finge di trovarle per caso) Oh, ghe son (le posa sul tavolo)
Irina :- (suonano alla porta e va ad aprire. Fritz, Richiude la porta e ritorna in cucina)
Fritz :- Buongiorno sono in ritardo?
Marisa :- Salve Fritz. Sempre in tempo Co sassette vixin a o Gennaro. Oggi la mia amica Cesira (scambio di saluti con inchino o gesto) ci predice lavvenire col gioco dei tarocchi
Solfeggi :- Tema: <Le carte nel loro uso diverso>
Anselmo :- Tema interessante
Gioconda :- (presa da entusiasmo) Bene. Son cuiusa de savei comme landi a fin셔
Marisa :- Cse?
Gratta :- o voto amministrativo per o Comune de Ciavai che ghe sai o meise che vegne vea che ti voeivi d cosc mogg?
Gioconda :- Ti dxi?
Gratta :- (le lancia una sguardo fulminante) Diggo O diggo perch primma che intrescimo naveivimo parlu
Gioconda :- Meno male che m mjo o sarregorda ttto So no ghe fisse l酔
Gennaro :- Signora Cesira in che modo e per cosa fa il gioco delle carte?
Cesira :- Con i tarocchi e per passatempoMarisa, cse ti ne dxi se ttti sassettan e preparo a zugo?
Marisa :- Th raxon. Pimma per mettemmo a togia adatta(prende da un cassetto una tovaglia tutta svariatamente colorata e la pone sl tavolo)
Gioconda :- Che toagia pirotecnica dovve ti lh piggi?
Marisa :- (con sfott) In farmacia!
Gioconda :- In farmacia?... Vincenso, comme cangia o mondo
Gratta :- Ma no ti veddi ca scherza?
Anselmo :- No l miga poi dito I farmacisti oua vendan scarpe, ente e primma o poi vendian anche toge pirotecniche
Cesira :- Semmo ttti a posto?
Gennaro :- (guardando Marisa) Mancherebbe Irina
Marisa :- E va benco-a ciamme ma ca no prepare de the
Gennaro :- (si alza contento) Scusate ma siamo quattro uomini e tre femmine con Irina arriviamo ad almeno quattro femmine (va in cucina e rientra seguito da Irina che va a prendere posto accanto a Gennaro)
Solfeggi :- Par condicio
Gioconda :- Cosso p?
Anselmo :- Condicio!
Cesira :-Sbascemmo a lxe e creemo latmosfera
Marisa :- (va a spegnere una luce, lasciando una penombra adatta alla richiesta)
Gennaro :- (scherzando) <Vecchia Romagna etichetta nera>
Cesira :- Ninte siottie!(aveva nel frattempo mescolate le carte. Tavolo rotondo o no, Cesira di fronte al pubblico, alla sua destra Gioconda ed alla sua sinistra Gratta. Di fianco a Gratta Irina e Gennaro, poi Fritz. di fianco a Gioconda Anselmo, Marisa, Solfeggi) Onorevole Gratta sci vu copp?
Cesira
Gioconda Gratta
Anselmo Irina
Marisa Gennaro
Solfeggi Fritz
Gratta :- (smazza le carte)
Cesira :- (le mette una per una davanti ai partecipanti, alzandosi se non ci arriva. Fa tre giri quindi ognuno ha tre carte davanti. Posa le carte rimaste e con ieratica scena, dice) Mettei a man sinistra, quella do cheu de dato a-e vostre tre carte (tutti eseguono il gesto in silenzio) Oua pens a quello che voesci realiz
Gennaro e Irina: - (si scambiano uno sguardo affettuoso)
Cesira :- Passemmo letta da primma carta commenando da lonorevole Gratta (proceder durante la lettura delle carte, ad una sua interpretazione, dando colore alla scena. Prende la prima carta la guarda e si mostra preoccupata guardando seria Gratta. Poi con voce profonda) Carta nmero quattro <El cielo> ca riguarda <appropriazione, furto, spoliazione>
Gratta :-Comme inizio no gh m, ancon da s che a-e carte mi ni ghe creddo
Cesira :- O l solo n zugo. No l dito che a m valtazin a segge poi gi-sta
Gioconda :- O creddo ben
Cesira :- Per ghho sempre fto centro!... Passemmo sci Gratta (prende una carta e come far fino a gioco finito, la guarda, guarda ancora la carta e scrolla la testa)
Gioconda :- (che comincia ad agitarsi) E alla?
Cesira :- (con voce ferale) Carta nmero trei <Las Plantas>, vale a d <cattivi propoxiti, fse insinuazion, calnnia e tro ancon>
Marisa :- (sullo stesso tono) ia de fissa ia de seporta
Gioconda :- (stizzita) Grassie!
Marisa :- De ninte; figrite
Cesira :- Passiamo alla signorina comme a se ciamma?
Gennaro :- (premuroso) Irina
Irina :- (guarda soddisfatta Gennaro)
Cesira :- Carta nmero eutto: Irina esprime virt e dolcezza Piggemmo a carta da padronn-a de casa Ecco chi: Carta nmero neuve: La Giustizia! Pe ti Marisa se prospettan di problemi finanziari che per se risolvian a tu vanaggio
Marisa :- Speremmo ben
Cesira :- A carta do Gennaro cssa dxe? Carta numero inque: Eilal! Vigi e feliit. Complimenti
Gennaro :- Speriamo bene signora Tarocchi
Cesira :- Profess Solfeggi, sci mallunga a primma carta? (la ruiceve) Grassie. Dunca, carta nmero quatorze: El diablo
Solfeggi :- Adreita?
Cesira :- Tranquillo profess, vu d che gh quarche peccu, n po de indifferensa insomma sci pensa ai faeti so e no a quelli di tri
Solfeggi :- Me p che sci lgge centru a situazin
Marisa :- Me sovvegne n dto zeneize cho dxe: <No p csa va ma e bxie dan da Den a San Sta> O l n d contadin d0vve Den sta pe Natale
Cesira :- O nostro amgo violinista o me passa a carta? (la riceve e ringrazia) Bene Herr Fritz! Carta numero 11 . La Fuerza
Fritz :- Ma io non tanto forte
Cesira :- Vuol dire bravura, grandezza danimo, valore morale
Marisa :- E o se o merita
Cesira : Emmo fino o primmo go. Piggemmo a segonda carta de lonorevole Gratta (solita scena nei suoi confronti)Carta nimero dixeutto: El Ermitao, leremita: Onorevole, sci la cuppu m perch sta carta veu d: <impost perfido, e complice con tri>
Gioconda :- (con voce tremante, al marito) Vincenso Me vegne cu dand a piggi na boccon dia
Gennaro :- Ma solo un gioco di carte sign e niente cchi
Marisa :- Da o dto a-o fto ghe passa n gran trto
Cesira :- Sci Gioconda posso and avanti con a so segonda carta?
Gioconda :- Oh, pe m, tanto commo dxe o meistro Gennaro, o l solo n zugo
Cesira :- (prendendo la carta) Numero dixineuve: ahimem셔
Gratta :- Ma ca digghe o belle o brtte son sempre carte e no bezugna dagghe a mente
Cesira :- (guardando la reazione di Gioconda) Dieci di bastoni:< Impostura, calunnia, inganno!
Solfeggi :- Da zg in sci rua de Turin!
Gioconda :- (comincia ad aver la tremarella) Vincenzo Ciantemmola li Solo a noitri vegnan carte brtte?
Gratta :- M me demo invece perch intanto lavvegn n sa niscin
Anselmo :- L va Per a votte lavvegn o dipende da cse emmo semenu in to nostro recente passou
Gennaro :- Se abbiamo seminato bene potremmo avere del bene e se no ci pigliamo quello che ci meritiamo
Irina :- Gennaro tu seminato bene spero
Gennaro :- Lo spero purio Irina
Cesira :- Piggemmo a segonda carta da Marisa: carta nmero sezze Marisa, th quarche causa in sospeiso?
Marisa :- No, che mi sacce, perch?
Cesira :. Perch a carta a dxe: <Causa vinta da t e da tu mjo>
Gioconda :- Ma no poemmo ciantala li e parl de tre cose commemmo sempre fto?
Gratta :- Con ttto o rispetto ma no me demo ci
Marisa :- Comme ve fa piaxei Cesira, lzi solo a terza carta de lonorevole e seremmo a sedta
Cesira :- Onorevole?
Gratta :- Sc, sc sci pigge pre a carta, tanto, pe quello ca cunta
Cesira :- Questa no a capiscio
Irina :- Cosa succede?
Anselmo . O Giovanni o l rinsavo?
Marisa :- Spero de scise conosce o ben quande o s perso. Ma spero che ttto vadde pe o mgio Csse a dxe a carta de lonorevole?
Cesira :- Re de picche: Onorevole se e carte dixan o vo scia lavi de grann-e pesanti assemme an so soccio.. <con nmmo de lezze, n magistrato e con pignoramenti gidiziari>
Gratta :- (si alza inviperirito e sbotta) Ma cse ve sta in mente? Comme ve permettei de insinu in scie de mi e m mogg basandove in scie de carte? Mi son nnmmo da ben e voitri no savei comportave da personn-e comme se deve
Cesira :- Ma onorevole son solo carte, a vitta a l ntra csa
Marisa :- Onorevole Gratta, scia se calme se sci no lha fto ninte de m no veddo o perch de questa agitazin
SCENA VII
(detti Giovanni)
Giovanni :- (Ben vestito, con cartella entra salutando con uno squillante) Buongiorno a tutti
Marisa :- (mentre tutti si alzano e salutano, va incontro al marito) Oh, Giovanni, comme ti st oua?
Giovanni :- Oua? Ma mi son sempre stto ben
Gioconda :- Balle Me p proppio de no O laveiva due personalit e o stralabbiava
Giovanni :- Ma anche su majo o lha due personalit, finna-a Vosci sci se comporta in due maine
Gioconda :- (reagendo) Comme saieiva a d?
Gratta :- (alla moglie) No dagghe a mente o no sta ben, o l stto in clinica psichiatrica e
Giovanni :- ..e o lha scoverto i vostri imbroggi daccordio con o commercialista Strozzini!
Tutti :- (fanno scena. Stupore, incredulit, apprensione, bisbiglio)
Marisa :- Tombola!
Gratta :- Na denunsia pe calnnia no ghe a leva niscin Primma de d de limbroggion bezugna aveighe e pruve
Giovanni :- (posa sul tavolo la borse, estrae un registratore con delle cuffie e le porge al Gratta) Sci mette e cuffie a-e oege e sci me digghe se sci conosce questa vxe (accende il registratore)
Gratta :- (cercando di dimostrare sicuezza, prende in malo modo le cuffie e ascolta. agitatissmo, toglie le cuffie e cerca ancora una via duscita) E cse sci vu dimostr con questo?
Giovanni :- Scignori, vuggio dimostr che questommo integerrimo, questo nostro ex rappresentante in Parlamento, daccordio con o so soccio dottor Strozzini, o lha ercou de impossessse da m azienda ercando de imbroggime e de famme firm a cessin ca mavieiva lasciu in braghe de tia e con tanti debiti
Tutti :- (brusio, commenti a piacere, incredulit)
Gioconda :- Vincenso!
Gratta :- Txi scimmia!
Gioconda :- (siede affranta, singhiozzando)
Marisa :- (a Gioconda) E t ti te faxeivi m amga e ti sciusciavi in to fugo pe mandame... (a Fritz) a ravatt in ti bidoin da rmenta
Fritz :- Anchio avuto questa sensazione
Gratta :- (furibondo sentendosi incastrato) Vegni Gioconda ghemmo dto troppo lstro in sta casa con a nostra presenza (a Giovanni) O m avvocato o dimostri che a registrazion a l stta alter e che, doppo ttto o lea solo n scherzo
Anselmo :- Chi lavieiva mai dto
Gennaro :- Min chi lavesse mai direbbe
Solfeggi :- Chi va pe mincionn resta mincionnu
Giovanni :- Sci Gratta, primma che sci se ne vadde ghe fasso savei che a guardia de Finanza a no s fi da sola registrazion, ma a lha anche o nastro da telecamera install in to stddio do so soccio Strozzini sci ghe o digghe a-o so avvocato e sci no lgge sprescia de sciort perch davanti a-o portego lasptan i fratelli Branca
Gennaro :- I fratelli Branca? E chi sono?
Cesira :- I carabin!
Gioconda :- Vincenso speremmo ca ne vadde ben
Gratta :- (agitato) Ma cse ti dxi (si alza agitatissimo) Ma no ti te rendi conto che, sa ne va ben semmo arroin??!!
MUSICA DI CHIUSURA
F I N E
[1] Cantero noto teatro di Chiavari
[2] Spassiba - Grazie
[3] Parla italiano signorina?
[4] S, io lo parlo
[5] Sbandellou sciamannato. Male in arnese
[6] Davai - Avanti
[7] O cian de dto a sappixonn-a il cervello gli vaneggia (o cian de dto sarebbe la testa)
- Questo copione è stato visto:


