Sabato, domenica e lunedì

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_____SABATO DOMENICA LUNEDI

                                               SABATO DOMENICA LUNEDI

I° ATTO

ROSA- HAI FATTO?

VIRGINIA- (piagnucolando) DEVO AFFETTARE QUESTE ALTRE DUE.[MPI1]

ROSA- E TAGLIA, TAGLIA...FAI PRESTO.

VIRGINIA- SIGNO’, MA IO CREDO CHE TUTTA QUESTA CIPOLLA ABBASTA.

ROSA- ADESSO MI VUOI INSEGNARE COME SI FA’ IL RAGU? PIU’ CE NE METTI DI CIPOLLA PIU’ AROMATICO E SOSTANZIOSO VIENE IL SUGO. TUTTO IL SEGRETO STA NEL FARLA SOFFRIGGERE A FUOCO  LENTO. QUANDO SOFFRIGGE LENTAMENTE, LA CIPOLLA SI CONSUMA FINO A CREARE INTORNO AL PEZZO DI CARNE UNA SPECIE DI[1] CROSTA NERA; VIA VIA CHE CI SI VERSA SOPRA IL QUANTITATIVO NECESSARIO DI VINO BIANCO, LA CROSTA SI SCIOGLIE E SI OTTIENE COSI QUELLA SOSTANZA DORATA E CARAMELLOSA CHE SI AMALGAMA CON LA CONSERVA DI POMODORO E SI OTTIENE QUELLA SALSA DENSA E COMPATTA CHE DIVENTA DI UN COLORE PALISSANDRO SCURO QUANDO IL VERO RAGU’ E’ RIUSCITO ALLA PERFEZIONE.

VIRGINIA- MA CI VUOLE TROPPO TEMPO. A CASA MIA FACCIAMO SOFFRIGGERE UN POCO DI CIPOLLA, POI CI METTIAMO DENTRO IL POMODORO E CARNE E CUOCE TUTTO ASSIEME.

ROSA- E VIENE CARNE BOLLITA COL POMODORO E LA CIPOLLA. LA BUONANIMA DI MIA MADRE DICEVA CHE PER FARE IL RAGU’ CI VOLEVA LA PAZIENZA DI GIOBBE.IL SABATO SERA SI METTEVA IN CUCINA CON LA CUCCHIAIA IN MANO, E NON SI MUOVEVA DA VICINO ALLA CASSERUOLA NEMMENO SE LA UCCIDEVANO. LEI USAVA O IL “TIANO” DI TERRACOTTA O LA CASSERUOLA DI RAME. L’ALLUMINIO NON ESISTEVA PROPRIO. QUANDO IL SUGO SI ERA RISTRETTO COME DICEVA LEI, TOGLIEVA DALLA CASSERUOLA IL PEZZO DI CARNE DI “ANNECCHIA” E LO METTEVA IN UNA SPERLONGA COME SI METTE UN NEONATO NELLA “CULLA”, POI SI APPOGGIAVA LA CUCCHIAIA DI LEGNO SULLA CASSERUOLA IN MODO CHE IL COPERCHIO RIMANEVA UN POCO SOLLEVATO, E ALLORA SE NE ANDAVA A LETTO, QUANDO IL SUGO AVEVA “PEPPIATO” PER QUATTRO O CINQUE ORE. MA IL RAGU’ DELLA SIGNORA PISCOPO ANDAVA PER NOMINATA.

VIRGINIA- CERTO QUANDO UNO CI TIENE PASSIONE.

ROSA- E QUELLO PAPA’ SE NON TROVAVA IL RAGU’ CONFESSATO E COMUNICATO FACEVA RIVOLTARE LA CASA.

VIRGINIA- POVERA  MAMMA VOSTRA.

ROSA- MA ERA PURE IL TIPO CHE TI DAVA SODDISFAZIONE. VENIVANO GLI AMICI E DICEVANO:” SIGNO’, MA COME LO FATE QUESTO RAGU’ CHE FA USCIRE PAZZO A VOSTRO MARITO? L’ALTRA SERA CI HA FATTO UNA TESTA TANTA” E IL RAGU DI MIA MOGLIE SOTTO, E IL RAGU DI MIA MOGLIE SOPRA...” E MAMMA TUTTA CONTENTA L’INVITAVA, E QUANDO SE NE ANDAVANO DICEVANO: “AVEVA RAGIONE VOSTRO MARITO”. E SI FACEVANO LE CROCI.

VIRGINIA- VOSTRO MARITO INVECE NON CI VA TANTO APPRESSO.

ROSA-  DON PEPPINO NON PARLA; DON PEPPINO E’ SUPERIORE A QUESTE COSE. PERO’ SI COMBINA UN PIATTO ACCOPPUTO DI ZITI COSI’...E QUALCHE VOLTA PURE DUE..

VIRGINIA-PE MANGIA’ MANGIA

ROSA-SE LO FACCIO ANCORA LO FACCIO PER I MIEI FIGLI, E POI PERCHE’ SENZA IL RAGU’ LA DOMENICA NON MI SEMBREREBBE DOMENICA; MA SE FOSSE PER MIO MARITO CUCINEREI PASTA SCALDATA PURE LA DOMENICA DI PASQUA.-MA E’ LA CIPOLLA O STAI PIANGENDO VERAMENTE?

VIRGINIA- STO PIANGENDO, SIGNO’, STO PIANGENDO VERAMENTE: OH!..

ROSA- E PERCHE’ CHE TI E’ SUCCESSO?

VIRGINIA- NON NE POSSO PIU’, SIGNO’ , NON NE POSSO PIU’!

ROSA- FIGLIA MIA E TU MO TE FAIE VENI’ NA COSA.

VIRGINIA- E ME VENESSE, ME VENESSE AMBRESSA ACCUSSI’ FERNISCO E SUFFRI’.

ROSA- MA DI CHE SI TRATTA? PARLA SE TI POSSO AIUTARE LO FACCIO CON TUTTO IL CUORE.

VIRGINIA- SI TRATTA DI MIO FRATELLO.

ROSA - CHE HA FATTO?

VIRGINIA- STAMATTINA SI E’ ANDATO A TAGLIARE I CAPELLI.

ROSA- E PERCHE’ NON SE LI DOVEVA TAGLIARE?

VIRGINIA- E MO VA CARCERATO UN’ALTRA VOLTA.

ROSA- MA QUANDO UNO SI TAGLIA I CAPELLI VA CARCERATO ?

VIRGINIA- E QUELLO PARE  CHE SE  LI TAGLIA PER LA RAGIONE CHE SE LI TAGLIANO TUTTI I FEDELI CRISTIANI. SIGNORA ROSA, MIO FRATELLO E’ UNA CROCE. PAPA’ E MAMMA’ SE NE SONO ANDATI ALL’ALTRO MONDO, IN GRAZIA DI DIO, E MI HANNO LASCIATO A ME DI COMBATTERE CON LUI.

(ENTRA PEPPINO)

PEPPINO- LO SFIZIO DI MIO FIGLIO E’ DI LASCIARE LA CHIAVE SULLA CONSOLLE DELL’INGRESSO E DI PRENDERSI LA MIA. IO, POI , DISTRATTO, MI PRENDO LA SUA E ME LA METTO IN TASCA; QUANDO TORNO LA SERA A CASA PERDO MEZZ’ORA A TRAFFICARE VICINO ALLA SERRATURA. E SONO SICURO CHE LO FA APPOSTA, PERCHE’ LA SUA E’ DIFETTOSA, MENTRE LA MIA SCIVOLA DENTRO COME UN’AGO IN UN MATERASSO DI LANA.

ROSA- SCUSA, FAMME SENTI’ VIRGINIA CHE DICE.

PEPPINO- CH’E’ STATO?

ROSA- STA PIANGENDO, NON LO VEDI?

PEPPINO- SIAMO PROPRIO AGLI ANTIPODI IO E TE.

ROSA- SI VA BENE.....

PEPPINO- HO VISTO CHE STA PIANGENDO, DICO:PERCHE?

ROSA - E QUESTO VOGLIO APPURARE PUR’IO. DUNQUE: TUO FRATELLO SI E’ TAGLIATO I CAPELLI...E ALLORA?

VIRGINIA- SIGNO’, IL FATTO E’ CHE MIO FRATELLO HA FATTO LA GUERRA.QUANDO I TEDESCHI LO PRESERO E LO MISERO IN CAMPO DI CONCENTRAMENTO E SE LO TENNERO LA’ PER DUE ANNI, IO ERO ANCORA BAMBINA E PAPA’ E MAMMA’ ERANO VIVI. C’ERAVAMO MESSI L’ANIMA IN  PACE PENSANDO CHE LUI ERA MORTO, INVECE TORNO’. QUANDO RACCONTA QUELLO CHE HA SOFFERTO VI ASSICURO CHE VI FA PIANGERE, E’ RIMASTO TALMENTE IMPRESSIONATO E SBANDATO CHE NON SI E’ POTUTO APPLICARE PIU’ A NIENTE.

VIRGINIA-  ADESSO QUANDO MICHELE SI TAGLIA I CAPELLI E’ UN CASTIGO DI DIO. SICCOME TIENE UNA FORZA INDIAVOLATA....LO VEDETE COME SONO MINUTA IO? PER TANTO E’ MUSCOLOSO E MASSICCIO LUI...SE PRENDE UN BICCHIERE IN MANO LO POLVERIZZA, SE APRE UNA PORTA SPEZZA LA MANIGLIA. FACEVA IL CAMERIERE, PER ME ERA UN’AIUTO.... E LO MANDARONO VIA PERCHE’ QUANDO BATTEVA I TAPPETI SE NE ANDAVA TALMENTE DI TESTA CHE A FURIA DI BATTERLI LI RIDUCEVA LA META’...SI MISE A FARE L’AUTISTA...IO PENSAI” E’ UN LAVORO PESANTE CHE PUO’ ANDARE BENE PER LUI.”. SEH! QUELLO SAPETE CHE FACEVA? STRINGEVA TALMENTE FORTE IL VOLANTE CHE LO PIEGAVA, E QUALCHE VOLTA LO SPEZZAVA IN DUE. QUANDO CAMBIAVA MARCIA GLI RIMANEVA LA LEVA DEL CAMBIO IN MANO.

ROSA- GESU’ E NON SE NE ACCORGEVA?

VIRGINIA- NO, PERCHE’ LUI NON CAPISCE LA FORZA CHE TIENE. IL MEDICO DISSE:”NON C’E’ NIENTE DA FARE. TUO FRATELLO TIENE IL FISICO ESUBERANTE...COME SE FOSSE UNA FORZA ANIMALESCA. FALLO SFOGARE”. INFATTI QUANDO SI SFOGA SI BUTTO SUL LETTO E SI ADDORMENTA COME UN ANGELO.

ROSA- E COME SI SFOGA?

VIRGINIA- FINO A POCO TEMPO FA SOLLEVAVA UN COMO’ E LO PORTAVA PER LA STRADA, E DOPO UNA MEZZ’ORA LO RIPORTAVA A CASA, UN’ALTRA VOLTA. MA SI VEDE CHE NON ANDAVA  BENE PERCHE’ ADESSO HA TROVATO UN’ALTRO SISTEMA.

ROSA- CHE SISTEMA?

VIRGINIA- SI TAGLIA I CAPELLI A ZERO, CON IL RASOIO, POI SI TAGLIA COMPLETAMENTE LE SOPRACCIGLIA, E SI METTE UN CAPPELLO LARGO IN TESTA.

PEPPINO- E CON QUESTO CHE RISOLVE?

VIRGINIA- SE NE VA PER LA STRADA. QUANDO VEDE UN UOMO ROBUSTO, CHE SECONDO LUI PUO’ COMPETERE CON LA SUA FORZA, SI FERMA, SI TOGLIE IL CAPPELLO E LO GUARDA FISSO NEGLI OCCHI. QUELLO CERTAMENTE, VEDENDO LA PALLA DI BIGLIARDO SI METTE A RIDERE...E ALLORA LUI LO PIGLIA PER LA GIACCA E GLI DICE:” CHE TIENI DA RIDERE TU?” E LO FA NUOVO NUOVO. QUANDO HA SFOGATO SE NE TORNA A CASA E SI ADDORMENTA PLACIDO E CONTENTO.

PEPPINO- BEATO CHI LO INCONTRA.

VIRGINIA- LA POLIZIA ORMAI LO CONOSCE, SE LO VENGONO A PRENDERE A CASA ....A UNO GLI SPEZZO’ UN BRACCIO....E QUANDO RIESCE A PROVARE CHE CI E’ STATA LA PROVOCAZIONE SE NE ESCE LIBERO E FRANCO, E SE NO SE NE VA PER DUE O TRE MESI AL FRESCO.

ROSA- E STAMATTINA S’E’ TAGLIATO I CAPELLI?

VIRGINIA- SI E’ FATTO RAPARE COMPLETAMENTE . SE LO VEDETE SEMBRA UN CINESE. IO PRIMA DI VENIRE QUA, L’HO CHIUSO DENTRO, MA SONO SICURA CHE QUELLO SCASSA LA PORTA E SE NE VA IN GIRO PER NAPOLI, E ALLORA SE NE TORNA QUANDO HA BASTONATO QUALCHE POVERO DISGRAZIATO. STO CON UN PENSIERO CHE NON POTETE CREDERE.

ROSA- LO CREDO

VIRGINIA- (IMPLORANDO) SIGNORA ROSA....

ROSA- CHE VUOI?

VIRGINIA- SE MI DATE IL PERMESSO PER LA GIORNATA DI DOMANI, IO GLI POSSO STARE VICINO E SCANSO QUALCHE DISGRAZIA.

ROSA- FIGLIA MIA, E COME E’ POSSIBILE....DOMANI E’ DOMENICA, TENIAMO GENTE A PRANZO.

PEPPINO- CHI VIENE?

ROSA- CHI VIENE? VIENE TUA NUORA.

PEPPINO- PERCHE’ E’ NUORA SOLAMENTE A ME?

ROSA- MI ERO DIMENTICATA CHE QUA SI DEVE PARLARE CON PUNTO E VIRGOLA. “VIENE NOSTRA NUORA” CON ROBERTO.

PEPPINO- SI,SI VA BENE..

ROSA- HA TELEFONATO LEI STAMATTINA: MAMMA, DOMANI E’ DOMENICA POSSIAMO VENIRE A PRANZO DA VOI?” QUELLA QUANDO PUO’ EVITARE DI METTERSI IN CUCINA A CUCINARE E’ TUTTA FELICE.

PEPPINO- ANDIAMO TANTE VOLTE A MANGIARE DA LORO.

ROSA- IO SO QUELLO CHE DICO. LA CAMERIERA CHE TENGONO NON SA CUCINARE. ROBERTO PRETENDE IL RAGU’ CHE GLI FACEVO IO...E SICCOME NOSTRA NUORA NON SI SENTE ALL’ALTEZZA....

PEPPINO- MA NUN ME FA RIDERE, CON IL DA FARE CHE TIENE ROBERTO....ADESSO HA VINTO UN’ALTRO CONCORSO PER LA COSTRUZIONE DI UNA CENTRALE IDROELETTRICA IN PIEMONTE, PRESO COM’E’ DAL SUO LAVORO FRA PROGETTI, PREVENTIVI ECCETERA...PENSA GIUSTO ALLA RIUSCITA DEL RAGU’. E POI, MARIA CAROLINA CUCINA BENISSIMO.

ROSA- ABBIAMO SBAGLIATO,E NON NE PARLIAMO PIU’

VIRGINIA- ALLORA STATE IN FAMIGLIA...LA GIORNATA DI PERMESSO, PER NON FARMI PASSARE UN GUAIO, ME LA POTETE DARE.

ROSA- MA FIGLIA MIA, IO POSSO PENSARE A TUO FRATELLO CHE SI TRUCCA DA PAGLIACCIO PER ANDARE MENANDO MAZZATE PER NAPOLI? E POI NON VENGONO SOLAMENTE LORO. VIENE PURE IL RAGIONIERE IANNIELLO CON LA MOGLIE.

PEPPINO- UNO ASPETTA LA DOMENICA PER PASSARE UNA GIORNATA IN FAMIGLIA, NOSSIGNORE CI VOGLIONO I SIGNORI IANNIELLO A TAVOLA.

ROSA- ENMBE’, IO VORREI SAPERE CHE TI HANNO FATTO CHE APPENA SENTI NOMINARE IANNIELLO TI VENGONO GLI “STINGINI”.

PEPPINO-  RUSI’, MI SONO ANTIPATICI TUTTI E DUE. NON UNO SI E L’ALTRO NO: TUTTI E DUE.

ROSA- MA COME, FINO A TRE O QUATTRO MESI FA ERI TU STESSO CHE DOMANDAVI,” MA STASERA NON SCENDO I SIGNORI IANNIELLO? VOGLIAMO ANDARE UN POCO SOPRA DAI SIGNORI IANNIELLO?” TI AFFACCIAVI ALLA FINESTRA:” SIGNORA IANNIELLO, VOLETE DOMANDARE A VOSTRO MARITO SE POSSIAMO SALIRE DA VOI? MANDIAMO A FARE QUATTRO PIZZE”. PER INTERE SERATE GIUOCAVI A SCOPA CON LUI. DA UN MOMENTO ALL’ALTRO CHE COSE’ CHE NON E’ I SIGNORI IANNIELLO NON SONO BUONI PIU’, SONO DIVENTATI ANTIPATICI.

PEPPINO-  PROPRIO COSI’.

ROSA-  MA PERCHE’.

PEPPINO-  “EVASIVO” L’ANTIPATIA E’ COME LA JETTATURA. SONO DUE ELEMENTI CHE SI EQUIVALGONO NEL MISTERO  STESSO DELLA LORO NATURA. SOLAMENTE LA SCIENZA, UN GIORNO, SPIEGHERA’ PER QUALE MOTIVO UNA PERSONA PORTA MALE, E UN’ALTRA TI PUO’ DIVENTARE ANTIPATICA DA UN MOMENTO ALL’ALTRO.

ROSA- IO NON HO INTERESSE DI ASPETTARE IL “VERDETTO” DELLA SCIENZA E NON SONO LUNATICA FINO AL PUNTO DI DIMENTICA I DOVERI PIU’ ELEMENTARI DELLA BUONA CREANZA, I SIGNORI IANNIELLO ABITANO NELLO STESSO PALAZZO NOSTRO, SIAMO DIVENTATI AMICI E POSSIAMO AVERE BISOGNO NOI DI LORO E LORO DI NOI.

PEPPINO-  E LI HAI INVITATI A PRANZO QUA, DOMANI.

ROSA-  SI E’ RITIRATA LA MOGLIE VERSO LE QUATTRO E PRIMA DI SALIRSENE SOPRA SI E’ FERMATA DIECI MINUTI DA ME. MI HA REGALATO UNO SCIALLE  DI LANA TURCHESE, PERCHE’ UNA SERA IO DISSI CHE IL COLORE TURCHESE MI STAVA BENE IN FACCIA, IO LE HO FATTO VEDERE IL PEZZO DI "“NNECCHIA"”CHE HO COMPRATO PER IL RAGU'’DI DOMANI....

PEPPINO- TI HA DETTO CHE IL RAGU’ CHE FAI TU NON LO FA NESSUNO, CHE LA CUCCHIAIA DI LEGNO DIVENTA AFFATATA NELLE TUE MANI....TE NE SEI ANDATA IN BRODO DI GIUGGIOLE, E LI HAI INVITATI A PRANZO.

ROSA- “ARRABBIANDOSI” E ME NE SONO ANDATA IN BRODO DI GIUGGIOLE E NON DEVO DARE CONTO A NESSUNO! VUOI VEDERE CHE PIGLIO TUTTO IL PEZZO DI “ANNECCHIA” LA CASSERUOLA LA CUCCHIAIA E BUTTO TUTTO DA SOPRA A BASSO?

PEPPINO -”GELIDO” COME SEI CAMBIATA. SEI DIVENTATA UNA SCATOLETTA CON LA MOLLA SPIRALE DENTRO. BASTA SPOSTARE UN GANCIO CHE IL COPERCHIO SI APRE FULMINEAMENTE.

ROSA- IL COPERCHIO TUO INVECE, SI APRE SOLAMENTE QUANDO TI SDILINGUISCI A FARE COMPLIMENTI A CHI NON NE VALE PROPRIO LA PENA.

PEPPINO - “calmo”  BASTA BASTA,....DISCUSSIONI CON TE NON NE VOGLIO AVERE. ROSI’ TENIAMO TRE FIGLI.

ROSA- GUARDATE...NUN O SAPEVO!

PEPPINO- ROCCO E’ TORNATO?

ROSA- NO.

PEPPINO- CHE ORE SONO?

ROSA- “VERSO L’OROLOGIO SULLA PARETE”  S’E’ FERMATO.

VIRGINIA-  SARANNO LE CINQUE E QUALCHE COSA..

ROSA-  MA TU HAI PRESO L’ABITUDINE DI LASCIARE IL NEGOZIO IN MANO AGLI IMPIEGATI E AI BANCONISTI?

PEPPINO- CI STA IL RAGIONIERE CHE E’ PERSONA FIDATA.

ROSA-  COME NO... INTANTO S’E’ VENDUTA LA SEICENTO E S’E’ COMPRATA LA MILLECENTO.

PEPPINO- E SE ANDIAMO AVANTI COSI’ FRA QUALCHE MESE SI COMPRERA’ L’ALFA ROMEO.

ROSA- CHE BABILONIA.

PEPPINO- IO HO SACRIFICATO LA VITA IN QUELLA BOTTEGA. MA I SACRIFICI LI HO FATTI QUANDO NE VALEVA LA PENA. TUO FIGLIO ROCCO  PER IL PASSATO ERA UN’AIUTO.ERA SIMPATICO AI CLIENTI E  RIUSCIVA A VENDERE ANCHE I FONDI DI MAGAZZINO-..ADESSO HA LA PUZZA SOTTO IL NASO. PER LUI IL NEGOZIO E’ ANTIQUATO, I CLIENTI SONO PROVINCIALI.... VEDREMO QUANDO APRIRA’ IL SUO NEGOZIO IN VIA CALABRITTO...L’ARISTOCRAZIA COME LA CHIAMA LUI STA ASPETTANDO PROPRIO A LUI.

ROSA- E TU PER QUESTA RAGIONE LASCI LA BOTTEGA IN MANO AGLI IMPIEGATI?

PEPPINO- E PER QUESTE E PER TANTE ALTRE RAGIONI.

ROSA- E ALLORA METTI  LA MERCE IN LIQUIDAZIONE, CHIUDI E NON SE NE PARLA PIU’.

PEPPINO- E QUESTO FACCIO. TANTO UN PIATTO DI MINESTRA E’ ASSICURATO.

VIRGINIA- ALLORA SIGNO’, ME LO DATE IL PERMESSO DOMANI?

ROSA- VIRGI’, DEVI STARE QUA’. HO PARLATO TEDESCO POCO PRIMA? ALLA FINE DEL MESE IO FACCIO IL MIO DOVERE E TU DEVI FARE IL TUO. SE TUO FRATELLO VA CARCERATO PEGGIO PER LUI.

VIRGINIA- IO RESTO, MA IL MIO DOVERE NON LO POSSO FARE IN TUTTO E PER TUTTO. SE ROMPO QUALCHE COSA, SE MI CHIAMATE E IO NON RISPONDO A TEMPO, NON VI DOVETE FARE PRENDERE QUELLO DEI CANI, PERCHE’ IO STO QUA, MA LA TESTA LA TENGO A CASA.

ROSA- E INVECE DEVI TENERE PURE LA TESTA QUA, SE NO TI LICENZIO E BUONANOTTE.

VIRGINIA- E ALLORA PER DOMANI SOLAMENTE MI PORTO MIO FRATELLO CON ME.

ROSA- MA CHE SEI PAZZA? VUOI PORTARE IN CASA UN TIPO COME TUO FRATELLO? E QUESTO CI MANCA.

VIRGINIA- MA QUANDO STA CON ME DIVENTA UNA PECORA. E POI LA FAMIGLIA VOSTRA LA RISPETTA. A VOI SPECIALMENTE VI VUOLE UN BENE PAZZO.

ROSA- VIRGI’, NON PERDERE TEMPO: IN CASA MIA VOGLIO STARE TRANQUILLA.

VIRGINIA- LO METTIAMO NELLA CAMERETTA DA STIRO. QUELLO QUANDO SA CHE CI SONO IO, NON SI VEDE E NON SI SENTE.

ROSA- VA BENE DOMANI SE NE PARLA.

VIRGINIA- NON SIGNO’ IO LO PORTO.

                        ENTRA ROCCO CON FEDERICO

ROCCO- BUONASERA.

FEDERICO- SIGNORA ROSA, BEN TROVATA.

ROSA-  BUONASERA.

FEDERICO- BUONASERA, CAVALIERE.

PEPPINO-  BUONASERA A VOI.

ROCCO- CASPITA, CHE PROFUMO! IL RAGU’ DI DOMANI STA GIA’ IN COTTURA. GUARDA CHE HO INVITATO FEDERICO A PRANZO...VEDI COME TI DEVI METTERE PERCHE’ DOMENICA SCORSA HO MANGIATO DA LUI E SUA MADRE MI FECE UN RAGU’ DI PRIMISSIMO ORDINE.

ROSA- E ALLORA SI DEVE ACCONTENTARE DEL MIO, MI DISPIACE PER LUI.

FEDERICO- PER CARITA’ NON LO DITE NEMMENO PER ISCHERZO...HO TUTTO DA GUADAGNARE E NIENTE DA PERDERE...MA NON POSSO ACCETTARE L’INVITO PERCHE’ AVEVO ORESO UN’ALTRO IMPEGNO PRECEDENTEMENTE.

ROCCO- TU DOMANI MANGI QUA, TE LO DICO IO. HA FATTO CHIACCHIERE CON GIULIANELLA.

ROSA- VE NE RICORDATE SEMPRE DI SABATO PER INTOSSICARVI LA DOMENICA?

 ROCCO- GIULIANELLA E’ UNA PAZZA, E FEDERICO HA RAGIONE.

ROSA- TU NON TI METTERE IN MEZZO A FATTI CHE NON TI RIGUARDANO.

ROCCO- A CHI, MI DEVONO UCCIDERE A ME, PARLO PERCHE’ FEDERICO E’ VENUTO DA ME PER SFOGARE. E TI GARANTISCO CHE SE GIULIANELLA FOSSE LA FIDAZATA MIA LE FAREI UNA FACCIA DI SCHIAFFI NUMERO UNO.

ROSA- TU PER METTERE PACE SEI FATTO APPOSTA.

ROCCO- IO SONO PER LE COSE GIUSTE.

ROSA- MA DA QUESTO A DIRE CHE TUA SORELLA E’ UNA PAZZA, MI SEMBRA UN POCO ESAGERATO.

ROCCO- MI SARO’ ESPRESSO MALE, MA CHE GIULIANELLA SE NE SIA ANDATA DI TESTA PERCHE’ SENTE DIRE TROPPE VOLTE DAGLI AMICI CHE LEI E’ BELLA, E CHE QUA  E CHE LA....E’ UNA VERITA’ SACROSANTA.

ROSA- MA QUANDO MAI...STATTE ZITTO.

ROCCO- NO, MAMMA’, E’ PROPRIO QUESTA LA CHIAVE DELLA QUESTIONE.

PEPPINO- TU INTANTO PIGLIATI LA CHIAVE TUA E DAMMI LA MIA, PERCHE’ NON VOGLIO PERDERE MEZZ’ORA FUORI LA PORTA OGNI VOLTA CHE TORNO A CASA.

ROCCO- HO SCAMBIATO LA MIA CON LA VOSTRA? NON ME NE SONO ACCORTO.

PEPPINO-  NON E’ LA PRIMA VOLTA CHE TI SUCCEDE..... E QUESTA NON E’ MIA. QUESTA E’ QUELLA CHE FACEMMO FARE PER MIA SORELLA PERCHE’ AVEVA PERDUTO LA SUA.

ROCCO- ALLORA LA VOSTRA SE L’HA PIGLIATA ZIA MEME’ QUANDO E’ USCITA.

PEPPINO-  E COSI’ LA CHIAVE, COSI’ IL SAPONE, COI CERINI. E’ UNA SPECIE DI CASTIGO”a Virginia” QUANDO TORNA MIA SORELLA TI FAI DARE LA CHIAVE MIA E ME LA PORTI.

VIRGINIA-  VA BENE.

PEPPINO-  CHE BELLA CROCE CHE E’ ZIA MEME’..., PER CAPIRE UNA COSA CI VUOLE LA MANO DI DIO, N’CE VEDE POCO E LLENTE NON S’E’ VO’ METTERE.

ROCCO-  PAPA’, LUNEDI’ MI VIENI A TROVARE A VIA CALABRITTO?

PEPPINO-PER FARE COSA?

ROCCO-  I LAVORI SONO A BUON PUNTO. IO CREDO CHE PER LA SETTIMANA ENTRANTE GLI OPERAI MI CONSEGNANO IL NEGOZIO E PER LA FINE DELLA SETTIMANA POSSO FARE L’INAGURAZIONE. VOLEVO UN CONSIGLIO.

PEPPINO-  I LAVORI SONO FINITI, PER LA FINE SETTIMANA FARAI L’INAGURAZIONE, E VUOI UN CONSIGLIO DA ME?

ROCCO-  UN PARERE.

PEPPINO-  E LA SERA DELL’INAGURAZIONE SE NE PARLA.

ROCCO-  MA VEDETE SE E’ GIUSTO L’ATTEGGIAMENTO PASSIVO DI MIO PADRE. SONO SICURO CHE LA SERA DELL’INAGURAZIONETROVA UNA SCUSA QUALUNQUE PER NON VENIRCI. SECONDO LUI DOVEVO AMMUFFIRE IN QUELLO SCAVAMENTO DI POMPEI CHE TIENE AL RETTIFILO. NE PARLEREMO FRA CINQUE O SEI MESI, QUANDO SI ACCORGERA’ CHE IO MI SARO’ ACCAPARRATA LA MIGLIORE CLIENTELA DI NAPOLI, MENTRE IL SUO NEGOZIO PEGGIORERA’ SEMPRE PIU’.

ROSA- NON TI METTERE A DISPETTO CON TUO PADRE CHE TI PIGLIO A SCHIAFFI.

ROCCO- GIA’...PERCHE’ IO, POI LE MANI NON LE TENGO?

ROSA-  CHE TU TIENI LE MANI LO SO . E TU SAI PERCHE’?  PER LAVORARE, COME HA LAVORATO TUTTA LA VITA TUO PADRE. SE POI LE USI NEL SENSO CHE DICI TU, IN CASA MIA NON C’E’ POSTO PER TE. QUELLA E’ LA PORTA E BUONA FORTUNA.

ROCCO- MAMMA, MA IO HO SCHERZATO, TI GIURO.

ROSA- TE NE PUOI ANDARE.

ROCCO-  E DOVE?

ROSA-  DOVE CI STA GENTE COME TE CHE TI PERMETTE DI USARE LE MANI COME TI PARE E PIACE.

ROCCO- MA TI RIPETO CHE HO SCHERZATO.

ROSA- VATTENNE’ SE NO TE ROMPO NU PIATTO NFACCIA.

ROCCO- SCUSA MAMMA’, MA MI SEMBRA UN POCO ESAGERATO. TI HO PREGATO HO SCHERZATO.

FEDERICO- SIGNORA ROSA, VOSTRO FIGLIO LO HA DETTO COSI’ PER DIRE...

ROSA- MA ADESSO E’ MEGLIO CHE SE NE VA’.

ROCCO- E LO CREDO ANCH’IO. E’ MEGLIO CHE ME NE SCENDO.

ROSA- E’ MEGLIO PER CHI?

ROCCO- PER ME, E’ MEGLIO PER ME’, SIAMO D’ACCORDO. FEDERI’, TU VUOI ASPETTARE A GIULIANELLA?

FEDERICO- MA VERAMENTE TE NE VUOI ANDARE?

ROSA- LUI LO SA QUANDO DICO CROCE E’ CROCE.

FEDERICO- VOLEVO ASPETTARE PER PARLARE, PER CERCARE DI CONVINCERLA ANCORA CHE LA SUA IDEA E’ SBAGLIATA...CI SIAMO LASCIATI COSI’ MALE. E POI LE VOGLIO FAR VEDERE UNA COSA.

ROSA- E VOI POTETE ASPETTARE.

ROCCO- IO ME NE DEBBO ANDARE.

ROSA-  TU SI

ROCCO- CIAO FEDERI’.

FEDERICO- MA SENTI...

ROCCO- TI PARE CHE NON CONOSCO MIA MADRE? SE RESTO QUA IL PIATTO ME LO TIRA VERAMENTE.

ROSA-  MENO MALE CHE LO SA.

ROCCO-  MAMMARE’ CI VEDIAMO PIU’ TARDI. QUANDO DONNA ROSA PRIORE PREPARA IL RAGU’ PER LA DOMENICA, E’ MEGLIO TENERSI LONTANI DALLA CUCINA.

ROSA-  MA CHE HA FATTO GIULIANELLA?

FEDERICO-  IL FATTO DELLA TELEVISIONE.

ROSA-  E VOI DOVETE RINGRAZIARE A MIA COGNATA MEME’. E’ STATA LEI CHE C’E’ L’HA MESSO IN TESTA, E LEI E’ STATA CHE SI E’ PREOCCUPATA DI CONOSCERE LA PERSONA CHE SI E’ INTERESSATA DI PORTARE GIULIANELLA LA SOPRA A FARE IL PROVINO.

FEDERICO-  MA PERCHE’ ZIA MEME’ NON SI FA’ I FATTI SUOI?

ROSA-  DICE CHE LE RAGAZZE DI OGGI NON DEVONO STARE SENZA FARE NIENTE. E’ UNA DONNA DI UNA VITALITA’ E DI UNA ESUBERANZA CHE NON NE AVETE UN’IDEA. TRA LE ALTRE COSE TIENE LA MANIADI VOR REGOLARE LA VITA DEGLI ALTRI.”TU TI DEVI COMPORTARE IN QUESTA E QUEST’ALTRA MANIERA. TU STAI POCO BENE, TI DEVI CURARE, E IL MEDICO TE LO TROVO IO”. IL MARITO LO HA MANDATO ALL’ALTRO MONDO A FURIA DI FARLO CURARE.

                                   ENTRA ANTONIO

ANTONIO-. VIRGI’, ADDO’ STA’ VIRGINIA?

VIRGINIA- STO QUA.

ANTONIO- METTI UNA PALETTA DI CARBONI DENTRO A FURNACELLA.

VIRGINIA-  SIGNO’?

ROSA- PAPA’, MA GIUSTO ADESSO DOVETE FARE QUESTO SERVIZIO? MO VI METTETE IN MEZZO E NON MI FATE CONCLUDERE NIENTE PIU’.

ANTONIO- IO CI METTO CINQUE MINUTI...METTI UNA PALETTA DI CARBONI NELLA FORNACELLA.

ROSA- METTI LA PALETTA DI CARBONI DOVE VUOLE LUI. QUESTO E’ IL CAPPELLO DI PEPPINO?

ANTONIO- ME LO HA DATO LUI:”DATECI UNA STIRATELLA”. FIGURATI SE ME FA’ PIACERE E STA’ VICINO A FURNACELLA.

FEDERICO- DON ANTO’ I MIEI RISPETTI.

ANTONIO- CHI E’?

FEDERICO- SONO IO FEDERICO SERRETTA.

ANTONIO- BRAVO, E’ VENUTO P’ACCUNCIA’ O BAGNO?

ROSA- PAPA’ E’ L’AMICO DI ROCCO.

ANTONIO- AGGIO CAPITO, DONNA RO’ NON PERDIT’A PACIENZA....CALMATEVI. A COLLERA VE FA MALE. TU QUANNO PARLE CU ME TIENE SEMPRE NA FELLE E LIMONE MMOCCA.

ROSA-  E VOI PER CAPIRE UNA COSA CI VUOLE LA MANO DI DIO.

ANTONIO- AVETE RAGIONE VOI, AVETE RAGIONE VOI.

ROSA-VIRGI’, VIENI CON ME.

VIRGINIA- SUBITO.

ROSA-”A FEDERICO” PERMETTETE.

FED- PREGO.

ANTONIO- CHE BRUTTA GENTE, FIGLIO MIO. SONO RIDOTTO IN MEZZO AI FARISEI. QUA, QUANTI CE NE STANNO, ASPETTANO TUTTI LA MORTE MIA.

FED-  MA NON LO DITE NEMMENO PER ISCHERZO.

ANTONIO- MA SI SBAGLLIANO, PECCHE’ IO NUN MORO. TENGO LA SALUTE E LA BUONA VOLONTA’ DI LAVORARE ANCORA. PER FAVORE, SCUSATE, MI VOLETE PRENDERE QUELLA FORMA DI CAPPELLO?

FED-  QUALE?

ANTONIO-  QUELLA LA’, LA PRIMA A DESTRA.

FED- QUESTA?

ANTONIO- NO, QUELLA APPRESSO.

FED-  ECCOLA QUA.

ANTONIO- GRAZIE, FIGLIO MIO, SOFFIATE UN POCO QUA SOTTO, ABBIATE PAZIENZA.... SE NO IL FUOCO SI STUTA. AVETE SENTITO MIA FIGLIA? “ E VOI PER CAPIRE UNA COSA CI VUOLE LA MANO DI DIO”. BELLA EDUCAZIONE. QUESTO QUA”DOVARREBBE” PARLARE. QUESTE QUA “DOVARREBBERO” RACCONTARE LE FATICHE DI DON ANTONIO PISCOPO.

FEDERICO- AVETE COMINCIATO PROPRIO DAL NIENTE , E’ VERO? ROCCO LO DICE SEMPRE.

ANTONIO- RUCCHETIELLO, QUANDO ME VO’ BENE.

FED- PARLA SEMPRE DI VOI.

ANT- E IO ME L’AGGIO CRESCIUTO. E’ UN RAGAZZO GIUDIZIOSO E TIENE LA TESTA A POSTO. QUELLO E’ IL MIO RITRATTO SIMILE E CONFORME. E’ FURBO, CONOSCE LA TATTICA CHE CI VUOLE CON LA CLIENTELA. SONO SICURO CHE COL NEGOZIO A VIA CALABRITTO SI FARA’ UNA POSIZIONE COME ME LA FECI IO AL RETTIFILO.

FED- VOI LA’ AVETE COMINCIATO?

ANT- NO, IO COMINCIAI COME LAVORANTE APPRENDISTA IN UNA “POTECHELLA” A MEZZOCANNONE. POI MI MISI A LAVORARE PER CONTO MIO IN UN PALAZZO A BANCHI NUOVI. POI  “ARAPETTE”  UNA BOTTEGA NELLA STESSA STRADA, E POI ARAPETTE AL RETTIFILO, DOVE CON IL GUADAGNO E IL RISPARMIO DI DIECI ANNI FECI L’INGRANDIMENTO: “PISCOPO ANTONIO, CAPPELLERIA” DUE ENTRATE E QUATTRO VETRINE. LO STESSO NEGOZIO CHE L’ATTUALE MIO GENERO CI LAVORAVA  DENTRO, CHE POI,DIVENTATO PADRONE  TRASFORMO’ IN “PISCOPO E PRIORE ABBIGLIAMENTO DA UOMO E CAPPELLI” PERCHE’ DISSE CHE I CAPPELLI NON SI VENDEVANO PIU’.QUESTO E’ IL TAVOLO CON I FERRI CHE E’ RIMASTO.

FED- LI AVETE CONSERVATI PER RICORDO?

ANT- NO. L’HO CONSERVATO, PERCHE’ MI SERVE ANCORA. VOGLIO DIMOSTRARE A MIO GENERO CHE IL CAPPELLO SE SI SA VENDERE SI VENDE ANCORA. DON FEDERI’, A NAPOLI MI CHIAMAVANO: IL RE DELLA PAGLIETTA. NEL NOVECENTODIECI LANCIAI LA PAGLIETTA”PISCOPO”, COSTAVA UNA LIRA E CINQUANTA,IL GIORNO DI PASCQUA, MI DOVETE CREDERE, NON C’ERA NAPOLETANO CHE NON PORTAVA IN TESTA LA PAGLIETTA PISCOPO, TOLEDO ERA UNA MARE DI PAGLIETTE BIANCHE. NEL NOVECENTOVENTI LANCIAI IL CAPPELLO A “CENCIO”. SI PIEGAVA COME UN FAZZOLETTO E SI METTEVA IN TASCA. QUELLA FU UNA MOSSA SBAGLIATA...PERCHE’ COMINCIARONO A CAPIRE CHE PER LA STRADA SI POTEVA ANDARE PURE SENZA CAPPELLO.

FED- POI SI ABITUARONO, PERCIO’ AVETE CONSERVATO IL TAVOLO, I FERRI E LE FORME.

ANT- BRAVO! E LANCIO IL “TOTOCAPPELLO”.

FED- IL TOTOCAPPELLO! E IN CHE COSA CONSISTE?

ANT- ORAMAI IL MONDO DEL COMMERCIO E’ DIVENTATO UNA CASA DI GIUOCO. LA GENTE ALLORA COMPERA UN PRODOTTO QUANDO LEGGE LA PAROLA “MILIONE”. IL DENTIFRICIO, LE CALZE DA DONNA. IL TOTOCAPPELLO...VOI COMPRATE UN CAPPELLO DA ME, E’ VERO? ALLORA IO VI DO’ UNA BUSTA..NO, ASPETTATE, LA BUSTA LA DOVETE PORTARE VOI.

FED- LA BUSTA LA PORTO IO E ALLORA?

ANT-  NON PARLATE SE NO MI IMBROGLIO, IL MECCANISMO E’ COMPLICATO. DUNQUE LA BUSTA VIENE DOPO. NEL NEGOZIO CI DEVE STARE UN NOTAIO E DUE TESTIMONI...... I CAPPELLI NON SONO TUTTI DELLA STESSA MISURA E’ GIUSTO? AH  ADESSO MI RICORDO, IL FUNZIONAMENTO...AH, ECCO, SI DEVE FARE UNA MOLTIPLICAZIONE...ADESSO MI SFUGGE...

FED- HO CAPITO, HO CAPITO.

ANT- IO NON VI HO SPIEGATO NIENTE E VOI DITE CHE AVETE CAPITO?

FED- HO CAPITO CHE L’IDEA E’ OTTIMA E CHE SI PRESTA  PER UN MAGNIFICO LANCIO PUBBLICITARIO.

ANT- IL CLIENTE PUO’ GUADAGNARE DUE GETTONIO D’ORO DEL VALORE DI VENTIMILALIRE.

FED- CASPITA!

 ANT- E GIA’, PERCHE’ LE BUSTE LE DEVE CHIUDERE IL NOTAIO. AH.! ECCO QUA: QUANDO LE BUSTE SI APRONO....

ROSA- VIRGI’, CAMMINA PIANO ALTRIMENTI FAI SANTA MARIA LE CASTROLELLE.

ANT- VE LO SPIEGO DOPO, SE NO MIA FIGLIA DICE CHE MI SONO FISSATO.

FED- NE PARLIAMO PIU’ TARDI.

ROSA- METTIAMOLI QUA... POI VAI A PRENDERE I PIATTI PER LE PORTATE, QUELLI CHE HO MESSO SUL TAVOLO DA PRANZO.

VIRG- VA BENE.

                        ENTRA GIULIANELLA CON ZIA MEME’ E ATTILIO

GIULIANELLA- BUONASERA MAMMA’.

ROSA- GUE’

GIUL- HO COMPRATO I COLORI PER DIPINGERE LA STOFFA. HO SPESO TUTTE LE DUE MILA LIRE CHE MI HA DATO PAPA’ STAMATTINA.

ZIA MEME’- BUONASERA.

GIUL E GLI ALTRI- BUONASERA.

ROSA- CHE HA DETTO IL MEDICO?

Z.MEME- TIENE LA PRESSIONE  BASSA E UN POCO DI COLICISTE.

ATTILIO- DEVO MANGIARE SCALDATO.

Z.  MEME’- E A CHI ASPIETTE? METTI QUESTI PACCHETTI SUL TAVOLO.

        ENTRA PEPPINO CON L’OROLOGIO,

PEPPINO- ABBIAMO MESSO A POSTO PURE L’OROLOGIO E  METTIAMOLO QUA,..... DONNA MEME’, VI VORREI CHIEDERE IL FAVORE DI NON SCAMBIARE PIU’ LA MIA CHIAVE DI CASA CON LA VOSTRA.

Z..MEME’- DON PEPPI’, STAMATTINA SIETE USCITO PRIMA DI ME QUINDI VI SIETE PRESA VOI LA CHIAVE MIA E NON IO LA VOSTRA.

PEPPINO- ZIA MEME’, VOI QUESTO SERVIZIO LO COMBINATE SPESSO.

Z.  MEME’- PEPPI’ SEI NOIOSO E PIGNOLO. SE L’HO PRESA NON L’HO FATTO APPOSTA.

PEPPINO- L’HAI FATTO PERCHE’ NON CI VEDI, QUESTO E’ TUTTO.

Z.MEME’- EMBE’, QUANDO  MI TOCCA I NERVI QUANDO DICE QUESTO. SE TENGO UNA COSA BUONA E’ LA VISTA.

ATT- MAMMA’ SENZA OCCHIALI MI RAMMENDA I PEDALINI.

PEPPINO- IL MEDICO TI HA VISITATO?

ATT- MI HA FATTO UNA VISITA...COME SI DICE MAMMA’?

Z.MEME’ - SCRUPOLOSA.

ATT- SCRUPOLOSA. HA DETTO CHE TENGO... CHE TENGO MAMMA’?

Z.MEME’- QUELLO CHE TIENI TIENI,  LA CURA LA DEVI COMINCIARE SUBITO. QUESTA....SI, QUESTA LA DEVI PRENDERE A GOCCE DOPO I PASTI. QUESTE CONO LE COMPRESSE....QUATTRO AL GIORNO. E QUESTE SONO LE INIEZIONI. VAI IN CAMERA TUA E PREPARATI. ADESSO FACCIO BOLLIRE L’ACQUA E TI VENGO A FARE LA PUNTURA.

ATT- IL MEDICO HA DETTO CHE SONO UN PO DOLOROSE.

Z.MEME’- TUTTO STA COME SI FANNO LE INIEZIONI.

ATT- MAMMA’ TIENE LA MANO DELICATA.

PEPPINO- A QUELLO LA’ PURE GLI FARAI FARE LA FINE DI TUO MARITO.

Z.MEME’- MIO MARITO AVEVA L’ALTERIOSCLEROSI; NEGLI ULTIMI TEMPI MENTRE DICEVA UNA COSA SE LA DIMENTICAVA. SI RIFIUTAVA DI FARE LA CURA CHE DICEVO IO PERCHE’ NON MI CREDEVA. IO INVECE SAPEVO BENISSIMO CHE SI ERA RIMBAMBITO.

PEPPINO- E SI CAPISCE. LO AVEVI RIMBAMBITO TU.

Z.MEME’- PARLA, PARLA, DEVI VEDERE CHI TI RISPONDE. LA SIRINGA DOVE STA?

ROSA-  LA DENTRO.

ZIA MEME’- GIULIANE’, HAI COMPRATO I COLORI?

ROSA- SI, UN’ALTRA SPESA INUTILE.

GIUL- MA PERCHE’?

ROSA- PERCHE’ CI VUOLE PRATICA, TU QUANDO MAI HAI PITTATO....E POI QUESTI SONO COLORI SPECIALI: SE NON SAI COME SI USANO....

GIUL- STIAMO FACENDO DELLE PROVE IO E MARIOLINA.

ROSA- SI, VA BE’, PERDETE TEMPO.

GIUL- IN QUESTA CASA UNO CHE SI VUOLE OCCUPARE DI QUALCHE COSA, PERDE TEMPO.

Z.MEME’- MA GIULIANELLA HA RAGIONE, SCUSATE.

ROSA- IO NON CAPISCO PERCHE’ TI INTERESSI DEI FATTI DI GIULIANELLA.

Z.MEME’- PERCHE’,NON  SONO LA ZIA?

ROSA- MA CI SIAMO NOI CHE SIAMO I GENITORI. TU SEI STATA CHE HAI MESSO IN MEZZO IL FATTO DI FARLA PRESENTARE COME ANNUNCIATRICE ALLA TELEVISIONE.

Z.MEME’- E HO FATTO BENE.

ROSA- E FEDERICO IL FIDANZATO NON E’ DELLA STESSA OPINIONE, E SI SONO CONTRASTATI.

Z.MEME’- PERCHE’ IL FIDANZATO DI GIULIANELLA E’ UN  IGNORANTE.

FED- ZIA MEME’, IO STO QUA’.

Z.MEME’- E PERCHE’ IO NON VI HO VISTO? LO SO CHE STATE QUA, O CI STATE O NON CI STATE SIETE IGNORANTE LO STESSO.

FED- E IO VI RINGRAZIO.

Z.MEME’- GIULIANELLA E’ L’UNICA IN QUESTA CASA CHE QUANDO PARLA SA QUELLO CHE DICE PERCHE’ HA STUDIATO E S’E’ PRESA LA LICENZA LICEALE. ROCCO, IL FRATELLO, E’ MEZZO ANALFABETA. COME  SUO NONNO E SUO PADRE.

PEPPINO- IO SONO MEZZO ANALFABETA?

Z.MEME’- PEPPI’, TU SCRIVI “INTELLIGENTE” CON DUE GI E “ CUORE “ COL CU.

PEPPINO- IO SCRIVO CUORE COL CU?

Z.MEME’- IN UNA LETTERA CHE MI MANDASTI DA MILANO.

PEPPINO- ALLE VOLTE SOTTO LA PENNA SFUGGE....

Z.MEME’- MA CHE STAI DICENDO...QUELLI SONO ERRORI CHE NON SI FANNO NEMMENO IN TERZA ELEMENTARE.

PEPPINO- MA PERCHE’, PER VENDERE CAMICE,MAGLIETTE E CRAVATTE CI VUOLE LA LAUREA IN LETTERE E FILOSOFIA?

Z.MEME’- E ALLORA TIENITI LA POSTA E LASCIA PARLARE A CHI SA METTERE INSIEME QUATTRO PAROLE.

PEPPINO- PERCHE’ TU SARESTI LA SCIENZIATA?

Z.MEME’- UN LIBRO ME LO LEGGO, MI COLTIVO. PAGO UNA SCIOCCHEZZA AL MESE E L’EDITORE MI TIENE AGGIORNATA CON LE PUBBLICAZIONI. COSI’ NON FACCIO LA MAZZA QUANDO DEVO CONVERSARE CON DELLE PERSONE CIVILI. IN QUESTA CASA INVECE I GIORNALI SI COMPRANO A PESO, ALLA FINE DI APRILE, PER CONSERVARE GLI ABITI D’INVERNO. GIULIANELLA SI VUOLE CREARE UN AVVENIRE INDIPENDENTE, E HA RAGIONE .E VOI DOVRESTE ESSERE CONTENTODI QUESTA SUA ASPIRAZIONE.

FED- MA SCUSATE, ALL’AVVENIRE DELLA FAMIGLIA CI DEVO PENSARE IO.

Z.MEME’- ECCO,”CI DEVO PENSARE IO”. ALLORA VI DOVETE SPOSARE UNA DONNA CHE NON PENSA O CHE FINGE DI NON PENSARE, PER POTER DIRE DOPO IL MATRIMONIO:” FINALMENTE UN FESSO DI MARITO CHE MI MANTIENE L’HO TROVATO”.PER VIVERE CI VUOLE CULTURA: COMPRATEVI “IL GATTOPARDO”.

PEPPINO- NON TI FA PARLARE. E’ UNA DONNA TREMENDA. NOI SIAMO UNA MASSA D’IGNORANTI E LEI E’ UN’ARCA DI SCIENZA.

ROSA- CI DOBBIAMO COMPRARE IL GATTOPARDO...

PEPPINO- DOBBIAMO METTERE IL GIARDINO ZOOLOGICO.

FED- QUELLO CHE HA DETTO ZIA MEME’ E’ UN CONTO, E QUELLO CHE VOLEVO DIRE IO E’ UN’ALTRO. GIULIANELLA, TU NON MI HAI DATO IL TEMPO DI PARLARE. NON APPENA HO DETTO CHE MI DISPIACEVA DI VEDERTI FARE L’ANNUNCIATRICE ALLA TELEVISIONE, MI HAI LASCIATO IN TRONCO IN MEZZO ALLA STRADA E TE NE SEI ANDATA. PURE TUO FRATELLO CI E’ RIMASTO MALE. QUA CI STANNO I TUOI GENITORI E POSSONO DARMI TORTO SE SBAGLIO.GIULIANE’ TU TIENI UN BRUTTO CARATTERE. QUANDO MI HAI LASCIATO BRUSCAMENTE PER LA STRADA, NON MI HAI DATO IL TEMPO DI DIRTI CHE IL FATTO DELLA TELEVISIONE E’ SUPERATO. IO TENGO UN AMICO LA’ SOPRA; E MI SONO ANDATO AD INFORMARE DA LUI PER SAPERE IL RISULTATO DEL TUO PROVINO.ECCOLO QUA.IL PROVINO NON E’ RIUSCITO”VIDEO POCO TELEGENICO.PRONUNCIA DECISAMENTE DIALETTALE”. LEGGI TU STESSA.

GIUL- E’ STATO UN TENTATIVO. NON E’ RIUSCITO, SALUTE A NOI. TUTTE LE COSE SI SOTTOPONGONO AD UNA PROVA PER AVERE UNA CERTA SICUREZZA DELLA BUONA RIUSCITA. AL CUOCO SI ORDINA UN BUON PRANZO PER VEDERE SE E’ IL CASO DI TENERSELO IN PIANTA STABILE. AL SARTO SI ORDINA UN SOLO VESTITO PER DECIDERE SE TI DEVI SERVIRE DA LUI PER UN CORREDO.  DUE PERSONE CHE SI VOGLIONO SPOSARE, PERCHE’ SI FIDANZANO? PER FARE IL PROVINO. MI DISPIACE DI DIRTI CHE IL NOSTRO NON E’ RIUSCITO, E CHE MI CONSIDERO LIBERA DA OGNI IMPEGNO PRESO CON TE.

FED- DICI SUL SERIO?

GIULIANELLA-.MAMMA'’IO SCENDO DA MARIOLINA PER PROVARE I COLORI.

ROSA- E NON CI PUOI ANDARE PIU’ TARDI?

GIUL- ME NE VADO PURE PERCHE’ CI STA UN PUZZO DI CIPOLLE CHE MI HA FATTO VENIRE MAL DI TESTA. BUONASERA.

FED- E TE NE VAI SENZA NEANCHE RIVOLGERMI UNO SGUARDO?GIULIANE’ IO TENGO LE LACRIME AGLI OCCHI.

GIUL- VAI DAL TUO AMICO CHE STA ALLA TELEVISIONE E FATTI PRESTARE UN FAZZOLETTO DA LUI.

FED-BUONA SERA SIGNORA, ME NE VADO..

ROSA- MA NON SIGNORE, GIULIANELLA VI VUOLE BENE. E’ RIMASTA DISPIACIUTA PER IL FATTO DEL PROVINO.

FED-  MI SONO SENTITO UN’ESTRANEO IN QUESTA CASA. ME NE VOGLIO ANDARE.

ROSA- ASPETTATE, SENTITE A ME. ADESSO GIULIANELLA CI RAGIONA SOPRA E QUANDO SALE FATE PACE.

FED- L’HO VISTA TROPPO DECISA.

ENTRA RAFFAELE

RAFF- DONNA’ RO’, IL SOLITO FAVORE, VE LO METTO QUA.SU QUELLA SEDIA?

ROSA- DON RAFE’, VOI CON QUESTO VESTITO DI PULCINELLA, SIETE UN’AFFLIZIONE. QUANDO DOVETE FARE QUESTA RECITA DOMENICALE, DAL LUNEDI’ TOGLIETE LA SALUTE ALLA GENTE....”LA MAGLIA DI LANA ROSSA, I PEDEALINI, IL CAMICE SI DEVE LAVARE E STIRARE....”

RAFF- MA NON RECITO TUTTE LE DOMENICHE.

ROSA- PER GRAZIA DI DIO, SE NON CI SAREBBE DA IMPAZZIRE.

PEPPINO- MA CHI TE LO FA FARE DI PERDERE TEMPO?

RAFF- SE FOSSE PER ME L’ADDIO AL TEATRO LO AVREI GIA’ DATO DA UN PEZZO. SONO I COLLEGHI DELLA BANCA CHE NON MI DANNO PACE:” SE NON CI SEI TU LA RECITA NON SI PUO’ FARE”. “IL PUBBLICO TI VUOLE” “IL PULCINELLA CHI LO SA FARE....” E D’ALTRA PARTE HANNO RAGIONE. IO TRE SETTIMANE FA RECITAI UNA “DAMA BIANCA” CHE HA FATTO PARLARE NAPOLI. NON  LO DICO PER VANTARMI PERCHE’ LE CRITICHE PARLANO CHIARO.QUESTO E’ IL MATTINO “RAFFAELE PRIORE NEL RUOLO DI PULCINELLA CI HA DATO UN’ALTRA PROVA DEL SUO AMORE E DEL SUO ATTACCAMENTO AL TEATRO CLASSICO NAPOLETANO...”  “APPREZZIAMO LO SFORZO CHE COMPIE RAFFAELE PRIORE OGNI QUALVOLTA INDOSSA L’IMMACOLATA CASACCA PER TENTARE DI FAR RIVIVERE I BEI TEMPI DEL GLORIOSO S. CARLINO E POI DICE “EGLI..” EGLI SONO IO...”E’ SENZA DUBBIO L’ULTIMO PULCINELLA”. VOI MI AVETE SENTITO RECITARE? TRE DOMENICHE FA SIETE VENUTO ALL’ACCADEMIA “ANTONIO PETITO” , SI RAPPRESENTAVA “L’INFERNO, PURGATORIO E PARADISO”. VENISTE INSIEME A GIULIANELLA VI RICORDATE?

RAFF- DONNA RO’ ME LO STIRATE IL CAMICE?

ROSA- ADESSO NON TENGO TEMPO.

RAFF- DOMANI, CON COMODO, LO STIRATE COME SAPETE STIRARE VOI E LO METTETE, COME AL SOLITO, SUL LETTO IN CAMERA MIA. ADESSO ME NE VADO PERCHE’ I COMPAGNI MI STANNO ASPETTANDO PER LA PROVA. PERMETTETE.COME? NON HO CAPITO?

PEPPINO- CHE VUOI?

RAFF- AVETE DOMANDATO QUALE LAVORO STIAMO PROVANDO?

PEPPINO- NO.

RAFF- IL LAVORO CHE RAPPRESENTIAMO DOMANI SERA?

PEPPINO- NO.

RAFF-M’ERA PARSO. LO VOLETE SAPERE?

PEPPINO- NO.

RAFF- BUONA SERA.

FED- ME NE VADO FORSE FACCIO MEGLIO..

ROSA- NO ASPETTATE.

  ENTRA LUIGI

LUIGI- AL GRANDE ATTORE....ALL’ULTIMO PULCINELLA.

RAFF- TROPPO BUONO. IO  NON SONO L’ULTIMO PULCINELLA, SONO L’ULTIMO DI TUTTI. BUONASERA SIGNORA ELENA, SIETE PIU’ BELLA DEL SOLITO.

ELENA- MI VOLETE CONFONDERE.

RAFF- E’ LA VERITA’, QUANTE VOLTE HO PREGATO VOSTRO MARITO DI FARVI PRENDERE PARTE A QUALCHE RAPPRESENTAZIONE ORGANIZZATA DAL VOSTRO COMPLESSO.

ELENA- VOI SCHERZATE SEMPRE. BUONASERA.

ROSA- BUONA SERA.

LUIGI- DON PEPPINO VI SALUTO.

PEPPINO- BUONA SERA A VOI..

RAFF- VOI AVETE LA TAGLIA PERFETTA DELLA PRIMA ATTRICE.

PEPPINO- E DON LUIGI, IL PULCINELLA.

LUIGI- E PERCHE’ PROPRIO IO... E VOSTRO FRATELLO? COME, LUI E’ L’ULTIMO PULCINELLA.

PEPPINO- LO CREDE LUI, MA SE SI RENDESSE CONTO DI QUALI PANNI VESTE QUALCHE PERSONA DI MIA CONOSCENZA, SI ACCORGEREBBE CHE LUI, COME PULCINELLA E’ IL PENULTIMO.

LUIGI- BUONA QUESTA. LE VOSTRE BATTUTE HANNO SEMPRE UN SIGNIFICATO SATIRICO E UN MORDENTE DI PRIMISSIMO ORDINE. IO QUANDO VI SENTO PARLARE MI SPASSO UN FOTTIO.

PEPPINO- E SPASSATEVI.

RAFF- IO ME NE VADO SE NO FACCIO TARDI.

LUIGI- CI VEDIAMO DOMANI. DONNA ROSA CI HA INVITATI PER IL DOMENICALE RAGU’.

RAFF- BENISSIMO. ALLORA A DOMANI. PERMETTETE?

LUIGI- E INDOVINATE QUA DENTRO CHE CI STA? TU STA ZITTA. VOGLIO VEDERE SE DONNA ROSA INDOVINA. INDOVINATE.

ROSA- E CHE NE SO’

LUIGI- L’ALTRA SERA CHE DICESTE CHE AVEVATE PIACERE DI MANGIARE?

ROSA- E CHI SI RICORDA.

LUIGI- SI PARLAVA DI CUCINA NAPOLETANA, DI SPECIALITA’, E VOI DICESTE:” NON SO DA QUANTO TEMPO NON LI MANGIO”.

ROSA- PARLAMMO DI TANTE PIETANZE.

ELENA- E DILLOTU, PARLA. LO FA PURE CON ME QUANDOPORTA UNA COSA. PERCHE’ DEVI TORTURARE A DONNA ROSA?

LUIGI- INDOVINATE VOI.

PEPPINO- E VOLETE TORTURARE ME?

LUIGI- SE VI DICO CHE CI STA QUA DENTRO!!

ELENA- ABBIAMO COMPRATO I POLIPI PICCOLI CHE PIACCIONO TANTO A DONNA ROSA.

ROSA- AH, QUELLI CHE SI FANNO AFFOGATI CON CAPPERI E ULIVE?

LUIGI- QUELLI DA FARE UN SOLO BOCCONE. HO PORTATO PURE I CAPPERI E LE ULIVE E I PIGNOLI; E LI DBBO CUCINARE IO. ADESSO DONNA ROSA MI DA’ UN GRMBIULE, SE NO MI SPORCO IL VESTITO E CHI LA SENTE A MIA MOGLIE, E IN DUE MINUTI LI PREPARO E LI METTO A CUOCERE.

ROSA- QUESTO E’ IL GREMBIULE E FATEMI VEDERE COSA SAPETE FARE.

VIRGINIA- E SE NON CUCINATE BENE DONNA ROSA VI LICENZIA.

LUIGI- TU STAI ZITTA E FAMMI DA AIUTANTE. DAMMI L’OLIO, TRE SPICCHI D’AGLIO E UN CIUFFO DI PREZZEMOLO. IL “PIGNATIELLO” L’HO PORTATO IO.

ROSA- PURE IL PIGNATIELLO?

LUIGI- E VOLETE CUCINARE I POLIPI  AFFOGATI SENZA IL PIGNATIELLO DI CRETA? ABBIAMO GIRATO MEZZO NAPOLI PER TROVARE LA MISURA GIUSTA. E’ MARE... COME SE SI METTESSE IL NASO NEGLI SCOGLI. SENTITE CAVALIE’.

PEPPINO- SI, SI SONO FRESCHI.

LUIGI - SONO VIVI. BRAVA. L’HO FATTA PULIRE CON L’ACQUA DI MARE E POI L’HO FATTA ASCIUGARE, E’ VENUTA LUCIDA COME UN BRILLANTE.

ROSA- E CHE FATE? QUELLO IL PIGNATIELLO E’ NOVO, SE LO METTETE SUL FUOCO COSI COME LO AVETE COMPRATO SI SPACCA. METTETE QUA. CI VUOLE L’AGLIO. QUALUNQUE UTENSILE DI TERRACOTTA, SE NON SI STROFINA L’AGLIO SOTTO PRIMA DI USARLO, NON DURA NEMMENO TRE GIORNI.

ELENA- HAI VISTO? DONNA ROSA TI HA DATO LA LEZIONE.

LUIGI- AVETE RAGIONE, C’E’ SEMPRE DA IMPARARE..

LUIGI- LI CONDISCO E LI METTO SUL FUOCO. PER IL RESTO DONNA ROSA E’ MAESTRA... SA BENISSIMO CHE DEVONO CUOCERE LENTAMENTE.

ELENA- ANDIAMO A MESSA INSIEME DOMANI?

ROSA- IO CI VADO ALLE OTTO. VOI NON VI SVEGLIATE A QUELL’ORA.

ELENA- PER UNA VOLTA POTETE VENIRE CON ME ALLA MESSA DELLE UNDICI.

ROSA- E QUELLO CHE C’E’ DA FARE IN CASA CHI LO FA?

ELENA- VI VOLEVO VEDERE ADDOSSO LO SCIALLE  TURCHESE.

ROSA- E VOI NON VENITE A PRANZO?

LUIGI- E QUANTE VOLTE SI PARLA. SI CAPISCE CHE VENIAMO A PRANZO.IO GIA’ STO PREGUSTANDO DA TRE GIORNI IL RAGU’ DI DONNA ROSA PRIORE.

ROSA- VUOL DIRE CHE IL GOLF ME LO METTO PER IL PRANZO DI DOMANI.

LUIGI- QUELLO SCIALLE LO COMPRAI IO, SAPETE?

ROSA- SI?

ELENA- QUANDO MI SERVE UNA COSA LA FACCIO COMPRARE A LUI.IO NON TENGO PAZIENZA, LUI INVECE E’ PIGNOLO,SCEGLIE, SA TRATTARE IL PREZZO.

LUIGI- E PER NON DIRE, TENGO GUSTO.SICCOME MIA MOGLIE VOLEVA FARFI UN’ATTRNZIONE PER LE CONTINUE GENTILEZZE CHE FATE VOI A NOI, MI DISSE:” VORREI COMPRARE UN GLOF PER DONNA ROSA”.IO MI RICORDAI CHE UNA SERA, PARLANDO, VOI DICESTE CHE IL COLORE TURCHESE VI PIACEVA ASSAI....

PEPPINO- UNO E’ PRIVO DI PARLARE IN VOSTRA PRESENZA CHE VOI SUBITO REGISTRATE.

ROSA- PERCHE’, E’ UNA PERSONA COME SI DEVE E PIENA D’ATTENZIONE VERSO GLI AMICI.

LUIGI- NON PER TUTTI. PER VOI DONNA RO’ MI GETTEREI NEL FUOCO PERCHE’ SIETE UNA DONNA COMPLETA. SE C’E’ UNA PERSONA CHE INVIDIO, QUESTA E’ IL CAVALIERE. NON TI PRENDERE COLLERA ELENA, TU PURE HAI MOLTE QUALITA’ POSITIVE, MA DONNA ROSA E’ UNA MOGLIE COMPLETA.

PEPPINO- PERMETTETE.

LUIGI- VE NE ANDATE?

PEPPINO- NON SOPPORTO LA PUZZA DEI POLIPI.

LUIGI- LA CHIAMATE PUZZA?

PEPPINO- E POI STASERA NON E’ SERATA. SONO STANCO..

LUIGI- NON VI SOLLETICA NEMMENO L’IDEA DI UNA SCOPA A MANO A MANO, A BRUCIARE, COME LA SETTIMANA SCORSA? VI DO QUATTRO PUNTI DI VANTAGGIO.

PEPPINO- RAGIUNIE’, VOI SIETE BELLO E CARO, MA NON VI ACCORGETE MAI QUANDO UNA PERSONA E’ DISPOSTA ALLO SCHERZO E QUANDO NO; DI QUANDO E’ IL CASO DI INSISTERE E QUANDO, AL CONTRARIO, DOVETE RISPETTARE L’INSOFFERENZA ALTRUI.

ELENA- MA LUIGI NON SAPEVA DI URTARVI FINO A QUESTO PUNTO.

PEPPINO- SCUSATE SIGNORA ELENA, TENGO LA LUNA.

ELENA- E SE TENETE LA LUNA, COME DITE VOI, CE NE ANDIAMO E CI VEDIAMO DOMANI SPERANDO CHE LA LUNA VI SIA PASSATA.

ROSA- SCUSATE.

ELENA- PER CARITA’, MIO MARITO E’ SEMPRE UN POCO INVEDANTE.

LUIGI- LO AMMETTO E CHIEDO SCUSA. MI DISPIACE SOLAMNETE CHE IL CAVALIERE NON STA DEL SOLITO UMORE.

ROSA- LO DOVETE PERDONARE, MA SAPETE, IL NEGOZIO...GLI AFFARI...

LUIGI- ADESSO CC’E NE ANDIAMO. ELENA. I POLIPI LI HO CONDITI, BASTA METTERLI SUL FUOCO LENTO E FARLI “PEPPIARE” FINO A QUANDO SI CONSUMA L’ACQUA. ANDIAMO ELENA? BUONA SERA.

ROSA- VI ACCOMPAGNO.

ELENA- NON C’E’ BISOGNO.

ROSA- VIRGI’, ACCOMPAGNA I SIGNORI IANNIELLO. CI VEDIAMO DOMANI.

LUIGI- A DOMANI.

FED- CHE DITE DONNA RO’, ASPETTO ANCORA?

ROSA- FEDERI’, FATE COME MEGLIO VI PIACE, QUI NON POSSIAMO PERDERE LA TESTA CON VOI.

FED- ME NE VADO

ROSA- E LA MADONNA VI ACCOMPAGNI.

FED- DOMANI NON VENGO A PRANZO. E NON MANGIO NEMMENO A CASA MIA, PERCHE’ AVEVO GIA’ DETTO A MAMMA’ CHE LA DOMENICA LA PASSAVO CON VOI. ME NE ANDRO’ IN RISTORANTE.

ROSA- BRAVO.

FED- CHE DITE DONNA RO’, DOMANI MI METTO D’AVANTI ALLA PORTA DELLA CHIESA, PER VEDERE QUANDO ARRIVA GIULIANELLA MI SALUTA O NO?

ROSA- SI, FATE BENE. VI METTETE VICINO A QUELLO CHE CHIEDE L’LEMOSINA.

FED- BUONASERA.

PEPPINO- TI SEMBRA GIUSTO IL MODO COME HAI TRATTATO QUEL POVERO GIOVANE?

ROSA- UH...GUARDATE...ADESSO IL CAVALIERE PEPPINO PRIORE SI FA DEGLI SCRUPOLI. TU HAI TRATTATO I SIGNORI IANNIELLO COME LA SPORTA DEL TARALLAIO.

PEPPINO- NON TI CONTROLLI PIU’.

ROSA- MA CHE DICI? CHE SIGNIFICA:”NON TI CONTROLLI PIU’?”

PEPPINO- TU MI CAPISCI.

ROSA- NO, NON CAPISCO. SEI TU CHE TI DEVI SPIEGARE. IO CAPISCO SOLTANTO CHE TUTTO QUELLO CHE FACCIO IN QUESTA CASA E’ PERDUTO. AVETE CAPITO DON PEPPI’? NON VOGLIO PIU’ COMBATTERE CON I FIGLI, I PARENTI, LAPAZIENZA HA UN LIMITE.

VIRGINIA- DONNA RO’...

ROSA- STATTE ZITTA TU....!

                        ENTRA ZIA MEME’

Z.MEME’- CHE E’ STATO?

ROSA- QUA...QUA..TUTTA LA MIA VITA QUA DENTRO A FARE LA SERVA A SERVIRE A TUTTA LA FAMIGLIA, COME UNA VAIASSA.

PEPPINO- MA CHI TE LO FA FARE?

ROSA- SENZA RICONOSCENZA DA PARTE DI NESSUNO. AVETE SENTITO? “CHI TE L’HO FA FARE”

Z.MEME’- MA SI PUO’ SAPERE CHE E’ SUCCESSO?.

ROSA- CI STIAMO PREPARANDO PER LA DOMENICA.

PEPPINO- CI SIAMO PERMESSI DI TOCCARE I SIGNORI IANNIELLO.

ROSA- MI DEVONO TAGLIARE LE MANI SE METTO PIU’ PIEDE IN CUCINA.

PEPPINO- AME’, IO SONO L’ULTIMO DI TUTTI IN QUESTA CASA. DA TRE MESI, DICO TRE MESI, QUELLA DONNA MI TRATTA COME UN SERVO.

ROSA- MIA FIGLI.”SENTO PUZZA DI CIPOLLA”. QUELL’INEDUCATO DI SUO FRATELLO L’HO DOVUTO METTERE A POSTO SE NON LO MANDAVO ALL’OSPEDALE CON UN PIATTO IN TESTA....

PEPPINO- LA SENTI, LA SENTI CHE VIPERA E’ DIVENTATA?

ROSA- MIO MARITO NON ESISTE IN CASA, STA MANDANDO LA BOTTEGA SOTTOSOPRA.

PEPPINO- E QUESTO E’ NIENTE, TE NE ACCORGERAI PIU’ IN LA’ DI CHE COSA E’ CAPACE DON PEPPINO.

ROSA- MA LA CUCINA NON ESISTE PIU’ PER ME..

PEPPINO- MA PER ME NON ESISTE PIU’ LA CASA. SO BENISSIMO COME DEVO PASSARE LA SERATA E PURE LA DOMENICA. ME NE VADO IN CAMPAGNA....... QUESTO NON E’ MIO...NO, E’ MIO....CHE E’ SUCCESSO? QUESTO E’ UN’ALTRO CAPPELLO ROVINATO DA MIO SUOCERO. E CE NE ANDIAMO SENZA CAPPELLO.

Z.MEME’- PEPPI’, MA TU VERAMENTE TE NE VAI?

PEPPINO- AME’, LASCIAMI STARE PERCHE’ NON RISPONDO DI ME’

Z.MEME’ “A VIRGINIA”- TU NON SAI NIENTE?[MPI2]

VIRG- NO’ SIGNO’

ZIA MEME’- IO MI DOMANDO SE QUESTA E’ CIVILTA’. E’ SEMPLICEMENTE NAUSEANTE IL MODO DI COMPORTARSI DI QUESTA GENTE, COMPRESO MIO FRATELLO. GIA’, TUTTO DIPENDE DALL’EDUCAZIONE. VIRGI’, TU TE NE PUOI ANDARE. DOMANI SE NESSUNO VUOLE CUCINARE CUCINO IO.

ATTILIO- IO DEVO MANGIARE SCALDATO.

VIRG- BUONASERA SIGNO’

Z.MEME’- BUONASERA. VIENI ATTI’, ANDIAMO A LETTO.

FINE I° ATTO

II°ATTO

ANTONIO- QUANDO TI DICO UNA COSA, TU NON LA DEVI METTERE IN DUBBIO.

CATIELLO- MA NON MI PERMETTEREI. IO SONO VENUTO DI DOMENICA PER VERVIRVI.

ANTONIO- E QUESTO E’ IL DIFETTO TUO, RISPONDI SEMPRE A CAPA DI MBRELLO. IO TI STO DICENDO CHE IL CAMPIONE, ECCOLO QUA,LO TENGO IN MANO , NON RISPONDE ALLA STOFFA CHE HAI USATO PER FARE IL VESTITO . E TU MI RISPONDI:”SONO VENUTO DI DOMENICA PER SERVIRVI”.

CATIELLO-MA PURE SE FOSSE STATO NATALE, PASQUA, DI QUALUNQUE FESTIVITA’, SAREI VENUTO LO STESSO.

ANTONIO- MA CHE C’ENTRA PASQUA E NATALE?.

CATIELLO- VOGLIO DIRE CHE IO TENGO AL CLIENTE. VI PARE CHE VOI SCEGLIETE IL CAMPIONE E IO VI FACCIO IL VESTITO CON UNA STOFFA DIFFERENTE?

ANTONIO- E COSI’ HAI FATTO. CATIE’, IL CAMPIONE STA QUA,LA STESSA TRAMA, LA STESSA TESSITURA: MA E’ UN POCO PIU’ CHIARO.

CATIELLO- E’ UNA VOSTRA IMPRESSIONE DON ANTO’.

ANTONIO- ALLORA MI SONO RIMBAMBITO. CATIE’, IO MI TOLGO LA GIACCA E LA BUTTO DAL BALCONE. TU NON MI CONOSCI.

CATIELLO-  VOI IL CAMPIONE LO AVETE LASCIATO IN CAMERA VOSTRA, SUL COMO’ CHE STA VICINO AL BALCONE.

ANTONIO- E CON QUESTO?

CATIELLO- IL SOLE LO HA SBIADITO. INFATTI VOI LO VEDETE PIU’ CHIARO. DON ANTO’, IO VI HO FATTO UNA GIACCA CHE VI STA UNA PITTURA.

ANTONIO- MI DEVI FARE DUE SPACCHETTI DIETRO, ALL’INGLESE.

CATIELLO- VOLETE I DUE SPACCHETTI?

ANTONIO-PERCHE’ TI DISPIACE?

CATIELLO- NO, MA NON VI SEMBRANO UN POCO AFFETTATI?

ANTONIO-IL VESTITO ME LO DEBBO METTERE IO NON TU

CATIELLO- TROPPO GIUSTO...E’ INUTILE CHE GUARDATE, LA GIACCA NON FA UN DIFETTO, L’HO TAGLIATA E L’HO CUCITA CON LA MANO DEL CUORE. DOMANI LAVORO TUTTA LA GIORNATA E DOPODOMANI VI PORTO IL VESTITO COMPLETO.

ENTRA ROSA SEGUITA DA VIRGINIA E MICHELE.

ROSA- METTILI NEI PIATTI.

VIRGINIA- SUBITO.

ROSA- GUARDATE SE QUESTO E’ IL POSTO DA METTERE UNA GIACCA E UN MALAUGURIO DI PANNO NERO.

ANTONIO- MI DEVO MISURARE IL VESTITO.

ROSA- QUA VE LO DOVETE MISURARE? LA CAMERA VOSTRA CHE LA TENETA A FARE?

CATIELLO- LA C’E’ PURE LO SPECCHIO MA DON ANTONIO HA DETTO:” E’ MEGLIO CHE ME LO MISURO QUA”.

ANTONIO- PERCHE’ QUA CI STA IL BALCONE, OGNI TANTO MI AFFACCIO E VEDO SE ARRIVA ROCCHETIELLO.

CATIELLO- MA LA GIACCA NON TIENE UN DIFETTO. SIGNORA ROSA, DATECI UN OCCHIO.

ANTONIO- ME LO DEVE VEDERE ADDOSSO ROCCO.

CATIELLO- MA IO ME NE DEVO ANDARE, NON POSSO ASPETTARE.

ANTONIO- E TORNI UN’ALTRA VOLTA.

CATIELLO- ALLORA NON VE LO POSSO CONSEGNARE PER DOPODOMANI.

ANTONIO- TU ASPETTI PERCHE’ IL VESTITO MI SERVE PER L’INAGURAZIONE DEL NEGOZIO SUO A VIA CALABRITTO, E LUI DEVE VEDERE SE CI STANNO DIFETTI. LA STOFFA NON LA FECI SCEGLIERE A LUI? ROCCHETIELLO E’ UN RAGAZZO CHE SA VESTIRE, IL GUSTO SUO NON LO TIENE NESSUNO. E LUI MI DISSE DI FARMI FARE LA GIACCA CON GLI SPACCHETTI.A LONDRA PIU VECCHI SONO , PIU’ VESTONO COME I GIOVANI E NESSUNO DICE NIENTE.

                        ENTRA PEPPINO

PEPPINO- CHE FANNO A LONDRA?

ANTONIO- SI FANNO I FATTI LORO. HAI CAPITO CATIE’ E SE NON VIENE MIO NIPOTE TU NON TI MUOVI DI QUA.

VIRGINIA- DON ANTO’, VOI E’ INUTILE CHE L’ASPETTATE, O SIGNORINO IERISERA HA RISPOSTO MALAMENTE A DONNA ROSA.

ROSA- E QUANDO E’ USCITO STAMATTINA NON E’ VENUTO NEMMENO A SALUTARE.

ANTONIO- CHE CARATTERE SERIO TIENE QUEL RAGAZZO. QUANDO E’ VENUTO A SALUTARMI IN CAMERA MIA ,NON MI HA DETTO UNA PAROLA DI QUELLO CHE E’ SUCCESSO. MA CHE HA FATTO?

ROSA- E’ SCOSTUMATO. E NON SI PERMETTESSE DI SEDERSI A TAVOLA OGGI.

ANTONIO- MA OGGI E’ DOMENICA.

ROSA- O DOMENICA O LUNEDI’ A TAVOLA NON LO VOGLIO.

ANTONIO- E LUI LO SAPEVA.LO SAPEVA CHE NON DOVEVA VENIRE A MANGIARE QUA OGGI. QUANTO E’ BELLO! ADESSO E’ L’UNA E MEZZA.ALLE DUE CI METTIAMO A TAVOLA. IO STO IN CAMERA MIA: QUANDO MI VENITE A CHIAMARE PER IL PRANZO SE ROCCO NON SI E’ SEDUTO A TAVOLA E’ INUTILE CHE MI CHIAMATE. “PRENDENTO IL CAPPELLO DI CAT.”ADESSO NON TENGO TEMPO, LA PROSSIMA VOLTA CHE VIENI TE LO METTO A NUOVO.

CATIELLO- GRAZIE.

PEPPINO- E’ STATO MIRACOLATO IL CAPPELLO.

ROSA- PAPA’, VOI E’ MEGLIO CHE VE LO METTETE BENE IN TESTA: ROCCO NON HA RISPETTO PER NESSUNO.

ANTONIO- A ME MI RISPETTA.

ROSA- E APPROFITTA DELLA VOSTRA PROTEZIONE PER FARE IL COMODO SUO. A VOI VI E’ VENUTO A BACIARE STAMATTINA? DA ME NON SI E’ FATTO VEDERE NEMMENO PER DIRMI: SCHIATTA.

ANTONIO: E HA FATTO BENE.TU TIENI NU CARATTERE IMPOSSIBILE. SE TI VENIVA A SALUTARE LO CACCIAVI VIA UN’ALTRA VOLTA. NON E’ VENUTO? E’ SCOSTUMATO E NON SI DEVE SEDERE A TAVOLA. VI HO DETTO TANTE VOLTE CHE QUELLO CHE FATE A ROCCO LO FATE A ME. QUEL POVERO RAGAZZO SI SENTE OPPRESSO IN QUESTA CASA. TU LO MALTRATTI PERCHE’ SEI SUPERBA E TI CREDI UNA PADRETERNA E LUI LO SEVIZIA IN MALAFEDE.

PEPPINO- IN MALA FEDE?

ANTONIO- PER L’INVIDIA.

PEPPINO- QUESTA E’ BELLA. SECONDO VOI SONO GELOSO DI MIO FIGLIO?

ANTONIO- PERCHE’ E’ INTELLIGENTE, FURBO E SIMPATICO.

PEPPINO- E QUESTO MI PUO’ FARE SOLAMENTE PIACERE.

ANTONIO- MA NON VI FANNO PIACERE LE IDEE MODERNE DEL RAGAZZO E IL DESIDERIO DI FARSI STRADA CHE TIENE, PERCHE’ STA METTENDO IL NEGOZIO SIGNORILE IN VIA CALABRITTO.

PEPPINO- SONO STATO CONTRARIO, PERCHE’ UN NEGOZIO NUOVO, IN UNA STRADA ARISTOGRATICA, E’ UN’AVVENTURA PERICOLOSA CHE IN QUESTO MOMENTO NON POTEVAMO CORRERE.

ANTONIO- PERCHE’ VI FACEVA COMODO DI TENERVI ROCCO CHE MANDAVA AVANTI IL NEGOZIO AL RETTIFILO, PIGLIANDOVI VOI TUTTO IL MERITO DELLA SUA CAPACITA’.

PEPPINO- SIETE INGIUSTO, SCUSATE. E VI COMPATISCO SOLAMENTE PERCHE’ QUANDO PARLATE DI ROCCO NON CI VEDETE PIU’. CHE BISOGNO AVEVA DI FARE UN TENTATIVO QUANDO LE COSE AL RETTIFILO ANDAVANO BENE?

ANTONIO- IL NEGOZIO AL RETTIFILO NON E’ PIU’ ALL’ALTEZZA DEI TEMPI.

PEPPINO- MA UNO CHE VI DEVE RISPONDERE? SE VEDO MALE L’INIZIATIVA DI ROCCO E’ PERCHE’ LUI E’ ABITUATO ALLA CLIENTELA DEL RETTIFILO. A CALABRITTO E’ UN’ALTRA COSA.

ANTONIO- I SIGNORI DI VIA CALABRITTO SI SENTIRANNO ONORATI DI SERVIRSI DA ROCCO. ROCCO E’ STATO A LONDRA. E A LONDRA LO MANDAI COI SOLDI MIEI. E I SOLDI CHE HA SPESO PER APRIRE IL NEGOZIO NUOVO PURE IO GLIELI HO DATI. PERCHE’ I SOLDI LI TENGO. STATEVI ACCORTI PERCHE’ VI POSSO MANDARE ALL’ELEMOSINA A TUTTI QUANTI. E SE LO FACCIO, LO FACCIO SENZA RIMORSI. VOI FATE DEL MALE A ME, E IO LO FACCIO A VOI.

PEPPINO- NOI VI FACCIAMO DEL MALE?

ANTONIO- SI, PERCHE’ SAPETE CHE QUAL RAGAZZO E’ L’UNICA DEBOLEZZA MIA.IL MALE CHE FATE A ME FACENDO MALE A LUI LO FATE CONSAPEVOLMENTE. HO LAVORATO UNA VITA INTERA E SE OGGI VI POTETE METTERE A TAVOLA PER MANGIARVI UN PIATTO DI MACCHERONI SICURO, DOVETE RINGRAZIARE A DON ANTONIO PISCOPO. GUARDATE CHE VI DICO: NON TOCCATE ROCCO. STO IN CAMERA MIA E ASPETTO. SE NON SI SIEDE A TAVOLA ROCCO, NON SI SIEDE NEMMENO DON ANTONIO PISCOPO.

PEPPINO- MA VEDETE SE SONO RAGIONAMENTI DA FARSI.

CATIELLO- IO ADESSO ME NE VADO E FACCIO UN’ALTRA SCAPPATA STASERA, SE NO NON LO POSSO FINIRE. SE IL VESTITO NON LO VEDE PRIMA IL SIGNORINO ROCCO, IO LO SO, DON ANTONIO NON SE LO METTE.LO TROVO IL SIGNORINO ROCCO STASERA?

PEPPINO- E LO DOMANDI A ME? LO SA DONNA ROSA.

ROSA- DONNA ROSA NON SA NIENTE E VUOLE ESSERE LASCIATA IN PACE. ANDIAMO IN CUCINA VIRGI’, SI DEVE LAVARE L’INSALATA. TU CHE FAI QUA? NEH, VIRGI’?

VIRGINIA- TU DEVI STARE NELLA CAMERA DOVE SI STIRA.

ROSA- IO TI HO DATO IL PERMESSO DI FARLO SALIRE, MA NON DEVE VENIRE APPRESSO COME UN CANE..

MICHELE- DEVO LAVARE I PIATTI.

ROSA- C’E’ TEMPO. QUANDO E’ IL MOMENTO SARAI CHIAMATO.

VIRGINIA- VIENI CAMMINA.

CATIELLO- ALLORA FACCIO UN’ALTRA SCAPPATA VERSO SERA. MA DONNA ROSA STA DI CATTIVO UMORE?

PEPPINO- CATIE’, SE NON ERA DOMENICA E NON TENEVO I FIGLI ME NE ANDAVO A MANGIARE A SECONDIGLIANO.

CATIELLO- EH, VA BENE....PERMETTETE.

PEPPINO- VOI SIETE IL FRATELLO DI VIRGINIA?

MICHELE- A SERVIRVI.

PEPPINO- VOI SIETE QUELLO CHE SI TAGLIA I CAPELLI A ZERO?AH, ECCO,E FATEMI VEDRE LA TESTA.

MICHELE- SE VI FA PIACERE.

PEPPINO- CASPITA.

MICHELE- LASCIATEMI STARE.

PEPPINO- METTETEVI IL CAPPELLO, VOGLIO VEDERE UNA COSA.

MICHELE- POTETE RIDERE, PERCHE’ CON VOI NON MI OFFENDO.

PEPPINO- E CHE C’ENTRA, PER ME CHE CONOSCO LA VOSTRA INFELICITA’ NON C’E’ NIENTE DA RIDERE. E DOPO, DOPO, DICIAMO... DELLO SFOGO RIUSCITE A SENTIRVI MEGLIO?

MICHELE- SECONDO IL TIPO CHE MI CAPITA. PERCHE’ SE QUELLO CHE SI METTE A RIDERE NON REAGISCE QUANDO GLI DO LA MAZZIATA DOPO MI SENTO PIU’ ESUBERANTE DI PRIMA.

PEPPINO- E POTETE CONTROLLARE LE MAZZATE CHE DATE?

MICHELE- E NO. IN QUEL MOMENTO LA FORZA MI COMANDA. A UNO LO MANDAI AI PELLEGRINI CON COMMOZIONE CELEBRALE, TRE COSTOLE SPEZZATE E IL NASO ROTTO, GUARIBILE IN SESSANTA GIORNI SALVO COMPLICAZIONI. ERA UN PADRE DI FAMIGLIA, CON CINQUE FIGLI IN TENERA ETA’. DOPO MI DISPIACE, MI PENTO....MA IN QUEL MOMENTO....

VIRGINIA- STANNO SALENDO I SIGNORI IANNIELLO.

PEPPINO-(verso michele) ADESSO COME TI SENTI?

MICHELE- IN CHE SENSO.

PEPPINO- VOGLIO DIRE: VORRESTI SFOGARE O NO?

MICHELE- NON NE PARLIAMO SIGNO’, MI STO MANGIANDO LE MANI. QUELLA, MIA SORELLA MI HA PORTATO QUA PERCHE’ DICE CHE SE NO SUCCEDONO I GUAI....MI SENTO COME UNA LOCOMOTIVA SOTTO PRESSIONE. MA LA CASA VOSTRA LA RISPETTO.

PEPPINO- E PARE CHE TU LO FAI PER DIVERTIMENTO? LA TUA E’ UNA NECESSITA’.ADESSO VIENE UN TALE CHE PUO’ FARE AL CASO TUO. VATTENE NELLA CAMERA PER STIRARE, QUANDO TI CHIAMO TU ENTRA COL CAPPELLO, POI TE LO TOGLI, E SE VEDI CHE QUESTO TIZIO CHE DICO IO TI RIDE IN FACCIA, TI AUTORIZZO A REGOLARTI COME TI REGOLI PER LA STRADA.

MICHELE- COME VOLETE VOI. PER ME SAREBBE LA SALVEZZA PERCHE’ MI SENTO COME SE CI AVESSI LE FORMICOLE NEL SANGUE. MI CHIAMATE VOI?

PEPPINO- TI CHIAMO IO.

LUIGI- BUON GIORNO E BUONA DOMENICA.

VIRGINIA- DATE A ME.

LUIGI- NO, QUESTO L’HO COMPRATO PER DONNA ROSA E LO DEVO CONSEGNARE NELLE SUE MANI.CAVALIERE, BUONGIORNO.

PEPPINO- SIETE ADDIRITTURA EUFORICO.

LUIGI- LA DOMENICA, LA DOMENICA A ME METTE UNA ALLEGRIA ADDOSSO CHE NON VI POSSO DIRE. IO COMINCIO IL LUNEDI A PENSARE ALLA GIOIA CHE MI DEVE DARE LA DOMENICA CHE VIENE.

ELENA- E VOI INVECE STATE DI CATTIVO UMORE PURE OGGI.

PEPPINO- NON COME DOMANI.

ELENA- MA IL CATTIVO UMORE NON VI DEVE FAR DIMENTICARE DI SALUTARE GLI AMICI CHE VI VOGLIONO BENE.

PEPPINO- SCUSATE ELENA SCUSATE.

LUIGI- LA SIGNORA ROSA DOVE STA?

PEPPINO- LASCIATELA STARE. LO SAPETE CHE QUANDO STA AI FORNELLI NON VUOLE ESSERE DISTURBATA. STA PREPARANDO IL RAGU’ PER VOI.

LUIGI- PER ME SOLAMENTE? MA IO LA DEBBO DISTURBARE PERCHE’ DEVO ANDARE A VEDERE I POLIPI SE SONO VENUTI COME DICO IO; E POI LE VOGLIO FARE OMAGGIO DI QUESTA CASSATA, IL DOLCE CHE PIACE A LEI.UNA SERA, PARLANDO DI DOLCI, DONNA ROSA DISSE CHE USCIVA PAZZA PER LA CASSATA SICILIANA.

PEPPINO- VOI VE NE SIETE RICORDATO E L’AVETE PORTATA.

LUIGI- A VOI NON FA PIACERE CHE IO MI RICORDI LE COSE.

PEPPINO- NO, MI DISPIACE CHE NON VI RICORDATE DI CERTE ALTRE.

LUIGI- PER ESEMPIO?

PEPPINO- CHE DONNA ROSA TIENE UN MARITO CHE SONO IO.

LUIGI- E CON QUESTO?

PEPPINO- LO DICEVATE A ME E IO NON VI AVREI FATTO INCOMODARE, PERCHE’ LA CASSATA A MIA MOGLIE GLIELA COMPRAVO IO.

LUIGI- ALLORA MI PRIVATE DEL PIACERE DI FARE UN’ATTENZIONE A DONNA ROSA. A VOI LA CASSATA VI PIACE?

PEPPINO- NON CI FACCIO FOLLIA

ATTILIO-IO TENGO UN POCO DI COLITE.STO IN CURA.

LUIGI- PERMETTETE. VOGLIO ANDARE A VEDERE I POLIPI CHE FANNO.

ZIA MEME’- TU VIENI A METTERTI LA GIACCA DA CASA, SE NO A TAVOLA TI ROVINI IL VESTITO BUONO. COSI’ TI FACCIO L’INIEZIONE.

ATTILIO- ME L’HAI FATTA STAMATTINA.

Z.MEME’- TI DO’ LE PILLOLE.

ATTILIO- ME LE DEVO PRENDERE A TAVOLA DOPO I PASTI.

Z.MEME’- NON RICORDO CHE TI DEVO FARE.

PEPPINO- FAGLI LA TRAPANAZIONE DEL CRANIO.

Z.MEME’- QUESTO E’ LO SPIRITO DOMENICALE DI MIO FRATELLO. VIENI ATTI’ PERMETTETE SIGNORA ELENA.

ATTILIO- ZI PEPPI’, VOI LA PRENDETE SEMPRE A SCHERZO A MAMMA’. MAMMA’ E’ PRATICA PERCHE’ HA CURATO LA BUON’ANIMA DI PAPA’ FINO ALL’ULTIMO. SE NON MORIVA, POVERO PAPA’, MAMMA’ NON LO LASCIAVA.I GELONI A ZIA ROSINA CHI CE LI HA CURATI, NON CE LI HA CURATI MAMMA’? CHI SE NE’ ACCORTO CHE VOI AVEVATE IL FEGATO MALATO, NON SE NE E’ ACCORTA MAMMA’ CA VIDE CHE CI AVEVATE GLI OCCHI GIALLI? MAMMA’ LEGGE I LIBRI.MAMMA’ MI CURA.

ELENA- POVERO FIGLIO, E’ TANTO BUONO.

PEPPINO- ERA UN RAGAZZO SVELTO CHE NEL NEGOZIO POTEVA RENDERE, MA MIA SORELLA L’HA RIMBAMBITO.

ELENA- ALLE VOLTE PER TROPPO AFFETTO.

PEPPINO- GIA’.

ELENA- DON PEPPI’, VOI A MIO MARITO LO DOVETE PRENDERE COM’E’, CERTE VOLTE SI RENDE NOIOSO PER IL MODO DI COME PRENDE A CUORE L’AMICIZIA, MA PER LA VOSTRA FAMIGLIA SI FAREBBE UCCIDERE. IO ME NE SONO ACCORTA, VOI NON LO TRATTATE PIU’ COME AL PRINCIPIO. LUI NON HA IL CORAGGIO DI DIRVELO, MA CON ME HA PARLATO IERI M’HA DETTO “SONO VERAMENTE ADDOLORATO DI COME MI TRATTA IL CAVALIERE DA QUALCHE TEMPO A QUESTA PARTE”.  ME LO POTETE DIRE, CHE AVETE CONTRO DI LUI?

PEPPINO- NOO.. E’ QUESTIONE CHE NON STO SEMPRE DEL SOLITO UMORE.

ELENA- NON VI VOLETE CONFIDARE CON ME?MI DOVETE PERDONARE DON PEPPI’ MI ACCORGO CHE HO TOCCATO UN TASTO MOLTO DELICATO, NON NE PARLIAMO PIU’.PERO’ MI DOVETE PROMETTERE CHE NELLO STATO D’ANIMO IN CUI VI TROVATE C’ENTRA IN MINIMA PARTE PURE MIO MARITO, SARETE VOI STESSO CHE ME NE PARLERETE. NON ADESSO, MA DOPO PRANZO, DOMANI,DOPODOMANI.... QUANDO VOLETE VOI.

PEPPINO- VI DIREI FORSE COSE CHE GIA’ SAPETE E CHE PROBABILMENTE SANNO TUTTI QUANTI.

ELENA- IO VI GIURO CHE NON SO NIENTE.

PEPPINO- ALLORA DIAMOCI LA MANO PERCHE’ SIAMO IN DUE A NON SAPERE NIENTE.

ELENA- NON CAPISCO.

PEPPINO- DAL MOMENTO CHE VI TROVATE IN QUESTO STATO DI GRAZIA, PERCHE’ DOVREI ESSERE PROPRIO IO A FARVELO PERDERE?

ELENA- CONTINUO A NON CAPIRE.

PEPPINO- MEGLIO...CHE CI VOLETE FARE, SE SON ROSE  NON FIORIRANNO. MA HO L’IMPRESSIONE CHE SIANO PROPRIO ROSE ...E CON MOLTE SPINE.

LUIGI- CHE PECCATO! NIENTE DA FARE, NIENTE DA FARE: SI DEVONO BUTTARE. E COME DIAVOLO SARA’ SUCCESSO.

ELENA- CHE E’ STATO?

LUIGI- I POLIPI. HO TROVATO IL PIGNATIELLO PIENO D’ACQUA FINO ALL’ORLO. E NON E’ NEMMENO ACQUA PULITA, I POLIPI GALLEGGIANO IN MEZZO A PEZZETTINI DI CARBONE, FIAMMIFERI STUTATI DI CUCINA...AH, CI STA PURE L’ANGOLO STRAPPATO DI UNA CARTOLINA POSTALE E IL FRANCOBOLLO CHE SI E’ SCOLLATO. SI VEDE CHE LA COSA E’ STATA FATTA APPOSTA.

PEPPINO- IO IN CUCINA NON CI HO MESSO PROPRIO PIEDE.

LUIGI- E VOI CHE C’ENTRATE.... SIETE STATO VOI?

PEPPINO- IO?, SECONDO VOI NON TENGO A CHE PENSARE.

LUIGI- COSI’. PER FARE UNO SCHERZO.

ELENA- MA TI PARE CHE SONO SCHERZI DA FARE? SARA’ STATO UNO SBAGLIO.

LUIGI- E GIA’ FORSE LA CAMERIERA SBADATAMENTE....

PEPPINO- CHE SOLE, EH?

LUIGI- STANNO FACENDO DELLE MAGNIFICHE GIORNATE, UNA APPRESSO ALL’ALTRA. NON SEMBRA MAI INVERNO.

PEPPINO- E’ UNA PRIMAVERA.

LUIGI- PER ME CHE SOFFRO DI REUMATISMI, CERTE VOLTE I DOLORI MI FANNO BALLARE, IO SEMBRO SVELTO SVELTO, HO UNA LIMITAZIONE ALLE BRACCIA: DIETRO ALLE SPALLE NON MI POSSO GRATTARE, NON VI DICO CHE BENE MI FANNO QUESTE GIORNATE DI SOLE.

PEPPINO- DIETRO ALLE SPALLE NON VI POTETE GRATTARE?

LUIGI- VOI SCHERZATE....SE CI PROVO IL DOLORE MI FA PIEGARE IN DUE.

PEPPINO-CI VORREBBE UNO CHE VI GRATTASSE.

LUIGI- GIA’ E QUANTO MI COSTEREBBE?

PEPPINO- POTETE TROVARE PURE QUALCUNO CHE VE LO FA GRATIS.

LUIGI- UN’ALTRUISTA?

PEPPINO- VOI STATE ANCORA UN POCO AL SOLE?

LUIGI- PERCHE’, VE NE ANDATE?

PEPPINO- MI ALLONTANO PER POCO.

LUIGI- FATE CON COMODO.

PEPPINO- RAGIONIE’, VI VOLEVO DIRE UNA COSA.

LUIGI- DITE....MERAVIGLIOSO! QUANTO E’ BELLO! DOVE LO AVETE PRESO?

PEPPINO- PRESO?

LUIGI- NO, DICO DOVE LO AVETE TROVATO, CHI E?

MICHELE- SONO IL FRATELLO DELLA CAMERIERA. MI CHIAMO MICHELE.

LUIGI- COMPLIMENTI. VOI SEMBRATE UNA TERRACOTTA DI SCAVO, UN AVORIO ANTICO...UNA SCULTURA CINESE DI TREMILA ANNI FA.DOVE STAVA?

PEPPINO- CHE NE SO. MA NON VI FA RIDERE?

LUIGI- MI COMMUOVE, ALTRO CHE RIDERE. NON VI HANNO MAI FOTOGRAFATO?

MICHELE- NO.

LUIGI- VI FOTOGRAFO IO. O VENITE VOI DA ME O VENGO IO DA VOI.

MICHELE- VENGO IO DA VOI.

LUIGI- ABITO AL PIANO DI SOPRA. VI ASPETTO DOMANI MATTINA PRESTO. MI VOGLIO CONSERVARE UN TESTONE E TRE QUATTRO COPIE VE LE REGALO.

MICHELE- GRAZIE TANTE.

PEPPINO- VATTENE DOVE STAVI, LASCIACI PARLARE.

MICHELE- PERMETTETE.

LUIGI- CHE MERAVIGLIA.

M.CAROLINA- BUONGIORNO PAPA’.

PEPPINO- BUONGIORNO.

ROBERTO- SALUTE PAPA’.

PEPPINO-(uscendo) ROBERTO CARO.

LUIGI- SIGNORA PRIORE OMAGGI DEVOTI. INGEGNERE BUONGIORNO.

ROBERTO- CARO DON LUIGI.

LUIGI- AVETE PORTATO IL DOLCE A MAMMA’.

ROBERTO- IL DOLCE CHE LEI PREFERISCE A QUALUNQUE ALTRO: LA CASSATA ALLA .SICILIANA

LUIGI- IO PURE L’HO PORTATA. MA ADESSO LA MIA PASSA IN SECONDA LINEA:TROVERA’ CERTAMENTE PIU’ SAPORITA QUELLA DEL FIGLIO.

ROBERTO- MA ALL’OSPITE SPETTA LA PRECEDENZA.

M. CAROLINA- GIULIANE’, HAI TORTO, NON INSISTERE, O PER LO MENO NON HAI SAPUTO AGIRE DI CONVENIENZA.

GIULIANELLA- MA CHE HO FATTO?

M.CAROLINA- SI, VA BENE....NON FARE LA SCEMA PER NON ANDARE ALLA GUERRA.

GIULIANELLA- FEDERICO NON SI DOVEVA AVVICINARE A NOI ALL’USCITA DELLA CHIESA. CON UNA FACCIA TOSTA, SAPENDO COME CI SIAMO LASCIATI IERI SERA, QUELLO SI PRESENTA TUTTO SORRIDENTE COME SE NIENTE FOSSE ACCADUTO.

M.CAROLINA-GIULIANE’, QUANDO SI E’ AVVICINATO PER SALUTARMI, NATURALMENTE IN CUOR SUO C’ERA LA SPERANZA DI FARE PACE CON TE, NON RIUSCIVA A METTERE INSIEME QUATTRO PAROLE. NON TI DICO COME E’ RIMASTO QUANDO TU HAI VOLTATO LE SPALLE E TE NE SEI ANDATA PER CONTO TUO. SI STAVA METTENDO A PIANGERE IN MEZZO ALLA STRADA.

ROBERTO- SI

M.CAROLINA- QUANDO L’HO VISTO FERMO SULLE SCALE DELLA CHIESA, SOLO COME UN CANE, MI E’ SALITO UN NODO ALLA GOLA. VOI POI SIETE CONOSCIUTI, LO SANNO TUTTI CHE SIETE FIDANZATI, E NON HA FATTO UNA BELLA FIGURA CON GLI AMICI CHE VI HANNO VISTI SOLI, TU PER CONTO TUO, E LUI PER CONTO SUO. PURE PER QUESTO STAVA DISPIACIUTO.

GIULIANELLA- NO, SOLO PER QUESTO. CERTO, L’ORGOGLIO. CHE SPERAVA, CHE MI SAREI GETTATA AI PIEDI SUOI IN PRESENZA DI TUTTI?

M.CAROLINA- MA LUI UN PASSO DI SOTTOMISSIONE L’HA FATTO, SCUSA.

GIULIANELLA- E NE DEVE FARE ANCORA ASSAI SE HA INTENZIONE DI RISTABILIRE CON ME I RAPPORTI DI PRIMA.PER OGGI E’ MEGLIO CHE PASSI LA DOMENICAPASSEGGIANDO SOTTO CASA MIA. E’ UNA BELLA GIORNATA: PIGLIA UN POCO D’ARIA.

M.CAROLINA- STAI ATTENTA, PERCHE’ UN UOMO COME LUI DIFFICILMENTE LO TROVI. VADO A SALUTARE MAMMA’, VIENI ROBE’

ROBERTO- ECCOMI.

            ENTRA RAFFAELE

RAFFAELE- E VIENI CON ME, LO SPETTACOLO E’ MAGNIFICO, QUANDO E’ FINITO CE NE TORNIAMO INSIEME.

ATTILIO- ZI’ RAFE’, MI SCOCCAI UN POCO PER LA VERITA’.

RAFFAELE- PERCHE’ L’ALTRA VOLTA AVEVO UNA PICCOLA PARTE, UN LAVORO DRAMMATICO, E RECITAVO SENZA MASCHERA.

ATTILIO- IO VOGLIO VEDERE COME FATE PULCINELLA.

RAFFAELE- E OGGI LO FACCIO.ZIA MEME’, ATTILIO ME LO PORTO CON ME.

Z. MEME’- NON FATE TARDI.

RAFFAELE- APPENA FINITA LA RAPPRESENTAZIONE, TORNIAMO A CASA. NEH, E’ PRONTO PER ME?

VIRGINIA- SI,SI

RAFFAELE- PREPARATE PURE PER ATTILIO.

VIRGINIA- IL SIGNORINO VIENE CON VOI?

RAFFAELE- SI VIENE CON ME.

LUIGI- QUANDO RECITATE DOVETE MANGIARE PRIMA?

RAFFAELE- PER FORZA. SPECIALMENTE QUANDO FACCIO IL PULCINELLA. CON IL MANGIARE SULLO STOMACO NON POTREI NE SALTARE NE’ BALLARE. E MANGIO POCHISSIMO, UNA FRITTATA DUE UOVA, UN’INSALATA E UNA FRUTTA....E NON BEVO.

LUIGI- E DOVETE RINUNCIARE AL PRANZO DOMENICALE, VOGLIO DIRE: IN COMPAGNIA DI TUTTA LA FAMIGLIA....

RAFFAELE- MA NON SEMPRE, IO NON RECITO TUTTE LE DOMENICHE.

LUIGI- E QUESTA E’ LA MASCHERA?

RAFFAELE- QUESTA E’ UNA DELLE BUONE, LA COMPRAI DA UN VECCHIO ATTORE CHE SI TROVAVA IN BISOGNO. QUESTA E’ STATA RICAVATA DAL CAVO DI ANTONIO PETITO.

LUIGI- DAL CAVO?

RAFFAELE- DAL CAVO DI LEGNO,. ANTICAMENTE, FINO ALL’ULTIMO REGNO DEI BORBONI, IL TEATRO RICONOSCIUTO ERA QUELLO NAPOLETANO,CON IL PULCINELLA.GLI ATTORI CHE INDOSSAVANO LA CASACCA.

LUIGI- CHE COSA E’ LA CASACCA?

RAFFAELE- IL VESTITO DI PULCINELLA. QUELLI CHE INDOSSAVANO LA CASACCA SI SENTIVANO ORGOGLIOSI DI INTERPRETARE QUEL RUOLO, E S’IMPEGNAVANO A FONDO PERCHE’ CREDEVANO FERMAMENTE AL TEATRO NAPOLETANO. C’ERA LA LOTTA TRA I PULCINELLA, IL FERMENTO. L A MASCHERA DOVEVA EPRIMERE LA SENSIBILITA’ DELL’ATTORE.

LUIGI- PERCHE’ LE MASCHERE NON SONO TUTTE UGUALI?

RAFFAELE- E NO. OGNI ATTORE SE LE COSTRUIVA COME VOLEVA. PERCIO’ QUELLE CHE VENGONO DAL CAVO DI PETITO SONO RARE E RICERCATE. GUARDATE. QUESTA PIANGE, RIDE, IRONIZZA,IMPLORA,AMA,ODIA...

LUIGI- ASPETTATE, RIDETE....AVETE RISO?

RAFFAELE- SI

LUIGI- IO HO AVUTO L’IMPRESSIONE CHE STAVATE PIANGENDO.

RAFFAELE- NON E’ POSSIBILE, QUESTA E’ LA MASCHERA DI PETITO.

LUIGI- LA MASCHERA SI, MA....

RAFFAELE- BE’..CERTO IO NON SONO LUI.

M.CAROLINA- ZI’ RAFE’ E’ PRONTO PER VOI.

RAFFAELE- E SERVITO DA TE NON POTEVO SPERARE DI MEGLIO.

VIRGINIA- E QUESTO E’ PER IL SIGNORINO ATTILIO.

ZIA MEME’- CHE FAI? LA FRITTATA NON LA DEVI VEDERE NEMMENO IN PUNTA DI SCOPPETTA, TANTO MENO L’INSALATA CRUDA.’ PORTAGLI UN PEZZO DI MOZZARELLA E SEI ULIVE BIANCHE, SEI DI NUMERO, E UN BICCHIERE D’ACQUA.

VIRGINIA- IL PRANZO PER IL SIGNORINO ATTILIO.

ATTILIO- TU PERCHE’ FAI LA SPIRITOSA? IO STO POCO BENE E QUESTO POSSO MANGIARE.

VIRGINIA- E CHI HA DETTO NIENTE?

LUIGI- E QUALE LAVORO RAPPRESENTATE OGGI?

RAFFAELE- UN LAVORO IMPEGNATIVO:”LA PALUMMELLA ZOMPA E VOLA”. LO ABBIAMO PROVATO PER PIU’ DI QUARANTA GIORNI.

LUIGI- PURE DI ANTONIO PETITO?

RAFFAELE- SI E IO RECITO SOLAMENTE LE OPERE SUE.

ZIA MEME’- ACCOMODATEVI DOTTO’

CEFERCOLA- SIGNORI BUONGIORNO. SIGNORA AMELIA, VI HO PORTATO I LIBRI CHE MI AVETE IMPRESTATI.

ZIA MEME’- E’ UNA GIOIA PRESTARLI A VOI, PERCHE’ SIETE UNO DI QUEI POCHI CHE LI RESTITUISCONO.

CEFERCOLA- HO UN PROFONDO RISPETTO PER LA ROBA DEGLI ALTRI, SPECIALMENTE PER I LIBRI. QUESTI SONO VOSTRI, VE LI HO RILEGATI IO STESSO CON UNA BUONA CERATA CHE USO PER I MIEI.

ZIA MEME’- SIETE TROPPO COMPITO.

RAFFAELE- IO ME NE VADO SE NO FACCIO TARDI.

LUIGI- A CHE ORA COMINCIA?

RAFFAELE- ALLE DICIASETTE E TRENTA, MA MI DEVO PREPARARE. ADESSO ME NE VADO A VESTIRE E ME NE VADO.

LUIGI- PERCHE’, NON SIETE VESTITO?

RAFFAELE- NO, MI VESTO PER LO SPETTACOLO. PERCHE’ DOVE RECITIAMO NON E’ UN TEATRO VERO E PROPRIO. CI SONO POCHI CAMERINI I QUALI SERVONO PER LE DONNE. IO MI VESTO QUA, QUANDO SONO PRONTO CHIAMO UN TAXI E LO FACCIO ACCOSTARE AL PORTONE.PERMETTETE.

LUIGI- PREGO..

            ENTRA PEPPINO

PEPPINO- IO VORREI SAPERE CHI CE LO FA FARE DI PRIVARSI DI PASSARE UNA DOMENICA TRANQUILLA, DI CORRERE COL MANGIARE SULLO STOMACO.

ZIA MEME’- IO INVECE LO AMMIRO E LO STIMO MOLTISSIMO. FA UNA COSA CHE GLI FA PIACERE DI FARE, QUESTO E’ TUTTO, CERTE COSE SI FANNO PURE PER NON VEGETARE NELL’IGNORANZA ASSOLUTA, PER SENTIRSI VIVI.NON TROVATE?

CEFERCOLA- SENZA DUBBIO.

ATTILIO- MAMMA’, ALLORA MI VADO A METTERE IL VESTITO NUOVO UN’ALTRA VOLTA?

Z.MEME’- MA CHE DEVI ANDARE AL S. CARLO? COSI’ STAI BENE.

CEFERCOLA- STA FACENDO LA CURA?

Z.MEME’- HA COMINCIATO IERI STESSO.

            ENTRA ROSA

ROSA- I MACCHERONI LASCIALI RIPOSARE SEI SETTE MINUTI NELL’INSALATIERA COSI S’INSAPORISCONO MEGLIO.METTETEVI A TAVOLA, MENTRE MI VADO A RINFRESCARE UN POCO, PUZZO DI CUCINA CHE IDDIO LO SA, VI SISTEMATE E VIRGINIA PORTA IN TAVOLA.

M.CAROLINA- E IL NONNO?

LUIGI- VERAMENTE, DON ANTONIO DOVE STA?

PEPPINO- SE NON VIENE ROCCO, HA DETTO CHE NON SI DIEDE A TAVOLA.

MARIA CAROLINA-

.

PEPPINO- CHIAMA PAPA’, DIGLI CHE ROCCO STA SALENDO.

ROCCO- BUONGIORNO.

ANTONIO- E ROCCO DOVE STA?

ROCCO- STO QUA.

ANTONIO- E SIEDITI VICINO A ME BELLO D’O’ NONNO.

ROCCO- MI DISPIACE NONNO MA NON MI POSSO SEDERE.

ANTONIO- PERCHE?

ROCCO- GIIULIANE’, IO SONO RIMASTO CON FEDERICO CHE GLI AVREI FATTO UN CENNO DAL BALCONE SE POTEVA SALIRE O NO.

GIULIANELLA- E LO DICI A ME.

ROCCO- E A CHI LO DBBO DIRE?

GIULIANELLA- SE SALE FEDERICO IO ME NE SCENDO DA MARIOLINA E MI FACCIO INVITARE A PRANZO DA LEI.

ROCCO- MA ALLORA ME NE DEVO ANDARE PURE IO.

GIULIANELLA- E SE TE NE DEVI ANDARE TI DEVO DARE IL PERMESSO IO?

ROCCO- NONNO, FEDERICO E’ UN MIO CARISSIMO AMICO, TU CERTE COSE LE DEVI CAPIRE, NON LO POSSO LASCIARE IN MEZZO ALLA STRADA, NELLE CONDIZIONI IN CUI SI TROVA. TU SEI  UN UOMO, CONOSCI QUALI SONO I DOVERI DELL’AMICIZIA, E NON MI PUOI CONSIGLIARE DIVERSAMENTE.

ANTONIO- MA PERCHE’ FEDERICO NON PUO’ SALIRE PURE LUI?

ROCCO-PERCHE’ HA LITIGATO CON GIULIANELLA.

ANTONIO- E GIULIANELLA MI FARA’ LA CORTESIA DI ANDARSENE LEI SE NON VUOLE VEDERE FEDERICO.

GIULIANELLA- IO ME NE POSSO ANCHE ANDARE.

ANTONIO- E SI PERCHE’ IL MALUMORE IN CASA LO HAI FATTO NASCERE TU.

ROCCO- AD OGNI MODO, LEI,IO...NON HA IMPORTANZA. IO ME NE VADO.

ANTONIO- ASPETTA!IO ASPETTO TANTO LA DOMENICA PER MANGIARMI UN PIATTO DI MACCHERONI, CON ROCCO VICINO A ME.... UN PIATTO DI MACCHERONI, QUESTO E’ TUTTO.PERCHE’ LO SAPETE CHE NON ARRIVO AL SECONDO CHE MI ADDORMENTO. QUANTE DOMENICHE MI RESTANO ANCORA A ME?.QUANDO ANDRO’ ALL’ALTRO MONDO VE NE PENTIRETE.

PEPPINO- ROCCO!!.. FAI SALIRE FEDERICO. E TU RIMANI AL TUO POSTO. COME STO CON I NERVI OGGI  NON TI CONSIGLIO DI FARE LA CRETINA.

GIULIANELLA- PERO’ NON MI POTETE COSTRINGERE A PARLARCI. VI AVVERTO CHE NON LO GUARDO NEMMENO IN FACCIA.

PEPPINO- QUESTI SONO AFFARI TUOI, MA NON TI DEVI MUOVERE DAL POSTO TUO.

ROCCO- ALLORA VADO. NONNO, TU TI PUOI SEDERE PERCHE’ FRA DUE MINUTI STO QUA.

ANTONIO- QUANDO VIENI MI SEGGO.

ROSA- VIRGI’, PORTA IN TAVOLA.

ROBERTO- E BRAVA MAMMA’

M.CAROLINA- CASPITA,E CHE TOLETTA!

ROSA- PERCHE’, DEBBO STARE SEMPRE COME UNA SERVA?

LUIGI- VOI PURE COL GREMBIULE, QUANDO STATE IN CUCINA, SIETE SEMPRE LA SIGNORA CHE SIETE.

ROSA- GRAZIE,E POI HO VOLUTO FARE ONORE ALLO SCIALLE CHE MI HA REGALATO IL RAGIONIERE IANNIELLO, CIOE’: CHE LA SIGNORA IANNIELLO MI HA REGALATO.

LUIGI- E CHE IL RAGIONIERE IANNIELLO HA SCELTO, SE PERMETTETE.

ELENA- E CHI TI VUOLE TOGLIERE IL MERITO.

M.CAROLINA- RAGIONIE’, SIETE STATO VERAMENTE DI GUSTO.MAMMA’ E’ DI UN COLORE CHE VI STA BENE IN FACCIA, VI RINGIOVANISCE.

ROSA- NEH! MARIA CAROLI’:MA PERCHE’, SONO VECCHIA?

M.CAROLINA- PER CARITA’. DICO CHE, ALLE VOLTE, UN VESTITO INDOVINATO, UN CAPPELLO O CHE SO IO, PUO’ TOGLIERE QUALCHE ANNO PURE A UNA PERSONA GIOVANISSIMA.

GIULIANELLA- MARIA CAROLINA DICE BENE. E’ TROPPO GIOVANILE PER TE, LO REGALI A ME E TE NE COMPRI UNO DI TINTA PIU’ SERIA PER TE.

LUIGI- E DONNA ROSA MI FAREBBE QUESTA OFFESA?

ROSA- MA VOI DITE VERAMENTE? IO LO DESIDERAVO TANO UNO SCIALLE TURCHESE.

GIULIANELLA-MAMMA’ NOI STIAMO SCHERZANDO, TI STA UNA MERAVIGLIA.

VIRGINIA- SIETE SERVITI.

ELENA- GRAZIE, DONNA ROSA, UN MESTOLO SOLO.  SE VEDO IL PIATTO PIENO NON MANGIO PIU’.

Z.MEME’- A ME MENO DI UN MESTOLO. IO POI ME LI MANGIO STASERA RISCALDATI. SONO PIU’ BUONI, SPECIALMENTE QUANDO DIVENTANO BRUCIACCHIATI. IO LI FACCIO BRUCIARE A BELLA POSTA.

ROSA- QUESTI SONO TUOI..PAPA’, VI VOLETE SEDERE?

TUTTI.- VERAMENTE...DON’ANTO’

ANTONIO- MO CHE VIENE ROCCO.

ROCCO- ECCOMI QUA

FEDERICO- BUONGIORNO A TUTTI.

ROCCO- PRIMA DI TUTTO, UN BEL BACIONE A MAMMA’.QUANT’E’ BELLA QUELLA MAMMARELLA MIA.

LUIGI- FEDERI’ E VOI NON ENTRATE?

FEDERICO- SI, COME NO.

ROSA- IL POSTO VOSTRO E’ QUELLO VICINO A ROCCO.

FEDERICO- GRAZIE.

ANTONIO- RUCCHETIE’, SIEDITI. FA PRESTO PERCHE’ TENGO APPETITO.

ROCCO- SUBITO NONNO.

ANTONIO. E I MACCHERONI MIEI?

VIRGINIA- ECCOLI QUA.

ANTONIO- BUON APPETITO A TUTTI.

Z.MEME’- DON ANTO’ SIETE ARRIVATO CON RITARDO.

CEFERCOLA- A MOMENTI ATTACCHIAMO IL SECONDO PIATTO.

ROBERTO- NONNO, ABBIAMO QUASI FINITO.

ROCCO- CHE COSA?

ANTONIO- TU SAI CHE IO PREFERISCO MANGIARE FUORI AL BALCONE.

ROCCO- SI.....

ANTONIO- LA’ RESPIRO MEGLIO.

ROCCO- LO SO.

ANTONIO- ME NE VADO LA FUORI. ADESSO CHE STAI QUA E SONO CONTENTO. APPENA VEDI CHE MI STO ADDORMENTANDO MI PORTI IN CAMERA MIA, COME AL SOLITO, E MI METTI SUL LETTO.

ROCCO- SI NONNO.

ANTONIO- ASPETTA. E MI SVEGLI QUANDO VIENE CATIELLO IL SARTO, E DAI UN’OCCHIATA AL VESTITO.

ROCCO- CERTAMENTE.

ANTONIO- NON MI VUOLE FARE GLI SPACCHETTI ALLA GIACCA.

ROCCO- NO?

ANTONIO- DICE CHE NON SONO ADATTI ALLA MIA ETA’

ROCCO- CHE CRETINO, LI DEVE FARE. QUANDO VIENE CE LO DICO IO.

ANTONIO- BRAVO!QUELLO A TGE TI STA A SENTIRE. SIGNORI.PERMESSO.

ROSA- TU NON MANGI?

PEPPINO- MI PIACCIONO TIEPIDI. E POI NON TENGO TANTO APPETITO.

LUIGI- AVETE TORTO PERCHE’ IL RAGU’ DI DONNA ROSA NON SI RIFIUTA MAI. VOI CHE DITE DOTTO’.

CEFERCOLA- IO PREDICO SEMPRE AI MIEI CLIENTI DI MANGIARE SCONDITO, MA DI FRONTE ALLA FRAGRANZA DI QUESTO SUGO MI SENTO VERAMENTE UN TIRANNO NEI CONFRONTI DI QUELLA POVERA GENTE.

RAFFAELE- BUON PROSEGUIMENTO. PULCINELLA CETRULO, IL SERVO DEVOTO DI CHI LO APPREZZA E CHI LO DISPREZZA, DI CHI L’ARRAPEZZA E DI CHI LO SCAPEZZA, LASCIA AI PIEDI DI QUESTO NOBILE SIMPOSIO  INSIMPIOSIATO UNA LAGRIMA GRANDE E LUNGA COME UNA COCOZZELLA. MA IL DOVERE MI CHIAMA, MI TURBA IN TURBULAZIONE MI ASPETTA. IL RICHIAMO DELLE TAVOLE PARLANTI E TRABALLANTI E’ PIU’ FORTE DELLA FRAGRANZA DI QUESTO RAGU’ PRIORIANO CHE TANT’ACQUA MI STA FACENDO SALIRE IN BOCCA CHE UN’ALTRO POCO MI VIENE LA MENINGITE. SUONATE CAMPANE,SPARATE LI BOTTE,SCIACQUITTO FACIMMO,PE’ TUTTA LA NOTTE. E A CHISTI SIGNURE CHE M’HANNO SENTUTO NU VASO LE MANNO E NU BELLU SALUTO.

LUIGI- QUANDO E’ SIMPATICO.

M.CAROLINA- LUI E’ VERAMENTE FELICE SOLAMENTE QUANDO RECITA.

ROBERTO- CI TIENE LA PASSIONE.

M.CAROLINA- GIIULIANE’, MI DICESTI CHE ERI ANDATA A FARE IL PROVINO ALLA    TELEVISIONE, HAI SAPUTO NIENTE?

ROCCO- AH!AH! HAI FATTO QUESTO GUAIO!

M.CAROLINA- PERCHE’?

GIULIANELLA- PERCHE’ IL PROVINO NON E’ RIUSCITO E NON MI HANNO VOLUTA.

FEDERICO- GIULIANE’, IO TI CHIEDO SCUSA IN PRESENZA DI TUTTI.

GIULIANELLA- SE AVEVI UN POCO DI DIGNITA’ NON TI SARESTI PERMESSO DI SALIRE QUA PER  FARE LA FIGURA CHE STAI FACENDO. E SE SONO RIMASTA A TAVOLA QUANDO SEI VENUTO, DEVI RINGRAZIARE IL NONNO LA’ FUORI E PAPA’ CHE MI HANNO OBBLIGATO A RIMANERE. MA ADESSO CHIEDO SCUSA A PAPA’ E A TUTTI E ME NE VADO IN CAMERA MIA, COSI’ PUOI RACCONTARE SENZA IMBARAZZO COME SONO ANDATE LE COSE.

ROSA- GIULIANE’.

ELENA- GIULIANELLA....

Z.MEME’- NON ESAGERARE ADESSO.

GIULIANELLA- NEANCHE I CARABINIERI MI FANNO TORNARE SUI MIEI PASSI.

FEDERICO- HAI VISTO?

ROCCO- MA GIULIANELLA TI VUOLE BENE, ADESSO DEVONO PASSARE UN PAIO DI GIORNI.

ROSA- MA CHE CARATTERE PUNTIGLIOSO TIENE QUELLA RAGAZZA.

M.CAROLINA-ZIA MEME’, E’ VERO CHE STAI SCRIVENDO UN ROMANZO?

Z.MEME’- CHI TE LO HA DETTO?NON SI PUO’ FARE UNO STARNUTO CHE LO SANNO TUTTI QUANTI.

LUIGI- E COSI’ STATE SCRIVENDO UN ROMANZO?

Z.MEME’- MI STA AIUTANDO IL DOTTORE.

CEFERCOLA-QUELLO CHE MI AVETE FATTO LEGGERE,DEVO DIRE LA VERITA’ E’ MOLTO INTERESSANTE.

Z.MEME’.RACCONTA,UNPOCO,DELLAMIAVITA.RICORDI,IMPRESSIONI,DELUSIONI,RINUNZIE

ELENA- CI SONO STATE LE RINUNZIE, E’ VERO?

Z.MEME’- PERCHE’ VOI SIETE COSI ENTUSIASTA DEL VOSTRO MATRIMONIO E COSI CONVINTA CHE LO SARETE SEMPRE?

ELENA- IO NON DICO CHE SONO ENTUSIASTA, MA MI ACCONTENTO E SONO SODDISFATTA.

LUIGI- MA PERCHE’ NON SEI ENTUSIASTA?

ELENA- UH!LUI’ NON CI VUOLE ALTRO.

Z.MEME’- E VOI PURE CARO RAGIONIERE NON MI DIRETE CHE NON RINUNZIATE A QUALCHE COSA.

LUIGI- QUESTO LO POSSO ANCHE AMMETTERE.

Z.MEME’- IO SONO FRANCA E DICO LA VERITA’. QUANDO MI INNAMORAI DELL’AVVOCATO CHE ABITAVA AL 2 PIANO DEL PALAZZO NOSTRO, PER PRIMA COSA LO DISSI ALLA BUONANIMA DI MIO MARITO:”SALVATO’, SE TI CONVIENE E’ COSI’ E SE NO CI DIVIDIAMO. RICORDATI PERO’ CHE TENIAMO UN FIGLIO”.LUI CAPI’, PERCHE’ LA BUON’ANIMA NON ERA UN  CRETINO, E TROVAMMO LA PACE NOSTRA, IO DA UNA PARTE E LUI DALL’ALTRA.

 IL FATTO MIO LO SANNO TUTTI QUANTI, PURE PERCHE’ NON NE FECI UN MISTERO;PERCHE’ NON LO DOVREI DIRE APERTAMENTE? LA MIA VITA E’ STATA  UNA VITA FELICE O PER LO MENO HO FATTO TUTTO IL POSSIBILE PER FARLA ESSERE COME VOLEVO IO.E SAPETE QUAL’E’ IL TITOLO CHE VOGLIO SCRIVERE?

TUTTI- QUAL’E’, QUAL’E’.

CEFERCOLA- SE PERMETTETE LA PRIMIZIA LA VOGLIO DARE IO PERCHE’ SI TRATTA DI UN TITOLO VERAMENTE ORIGINALE. VI DISPIACE?

Z.MEME’- NO,NO

CEFERCOLA- IL TITOLO E’QUESTO”SI, MA CI VUOLE CORAGGIO”.

TUTTI- BRAVO!!

PEPPINO- PROPRIO COSI’: CI VUOLE CORAGGIO, PULIZIA INTERNA, PUREZZA DI SENTIMENTI. IO NON SONO ISTRUITO COME IL DOTTORE E MIA SORELLA, IO SCRIVO INTELLIGENTE CON DUE G.. E CUORE COLCU.MA CAPISCO PIU’ DI QUELLO CHE LA GENTE CREDE. SO COGLIERE I PARTICOLARI, LE SFUMATURE DI UNA SITUAZIONE E MI RENDO CONTO DELLA IPOCRISIA, LA FALSITA’ E DEL FURTO CONTINUATO E L’ABUSO DI FIDUCIA.

LUIGI- CAVALIE’, FINALMENTE AVETE PARLATO. DA CHE CI SIAMO MESSI A TAVOLA NON AVETE DETTO UNA PAROLA.

ROSA- E HA PARLATO PER DIRE SCIOCCHEZZE.VIRGI’, PORTA LA CARNE CON LE PATATE FRITTE, POI PORTA L’INSALATA.

VIRGINIA- SUBITO.

PEPPINO- E BUON APPETITO A TUTTI.

Z.MEME’- CH’E’ STATO?

M.CAROLINA- PAPA’?

ROSA- NON TI SENTI BENE?

LUIGI-CAVALIE’?

PEPPINO- NIENTE....HO DETTO BUON PROSEGUIMENTO A TUTTI.

ELENA- E VE NE ANDATE?

PEPPINO- NON HO APPETITO.

LUIGI- VOI NON AVETE ASSAGGIATO NEMMENO UNA FORCHETTATA DI MACCHERONI.BISOGNA FARE ONORE.

M.CAROLINA- IL PIATTO COME VE L’HANNO DATO COSI’ E’ RIMASTO.

LUIGI- CAVALIE’..DOVETE FARE ONORE SE NO’ DONNA ROSA SI OFFENDE.

PEPPINO- PER DONNA ROSA SE HO MANGIATO O NON HO MANGIATO NON HA IMPORTANZA...L’IMPORTANTE PER LEI E’ CHE AVETE MANGIATO VOI.

LUIGI- E CHE C’ENTRO IO?

PEPPINO- C’ENTRATE RAGIONIE’...VOI C’ENTRATE SEMPRE.

ROSA- MA CHE STAI DICENDO?

ROBERTO- PAPA’ VUOLE DIRE CHE MAMMA’ PRIMA DI TUTTO SI PREOCCUPA DEGLI OSPITI.

LUIGI- DONNA ROSA E’ UNA PADRONA DI CASA PERFETTA.

PEPPINO- RAGIONIERE IANNIELLO, SE NON PARLATE FATE MEGLIO, LA PAZIENZA HA UN LIMITE E LA MIA E’ ARRIVATA AL MASSIMO.

ELENA- CAVALIE’, MA SE VI DIAMO FASTIDIO CE NE POSSIAMO PURE ANDARE.

ROSA- MA QUALE PAZIENZA? MA CHE STAI SOPPORTANDO? PERCHE’ LA PAZIENZA TUA E’ ARRIVATA AL MASSIMO?

PEPPINO- MI CAPISCO IO.

ROSA- E DOBBIAMO CAPIRE PURE NOI.

PEPPINO- RUSI’, E’ MEGLIO CHE NON PARLO, SE NO MUORE SANSONE CON TUTTI I FILISTEI.

ROSA- E CHI SO STI FILISDEI? CHE C’ENTRANO I FILISDEI? PARLA CHIARO.

PEPPINO- IO ME NE VOLEVO ANDARE APPUNTO PER NON ARRIVARE A QUESTO. NE PARLIAMO STASERA. RUSI’, ADESSO NON E’ IL CASO.

ROSA- E PERCHE’ STASERA? CHE CI ABBIAMO I SEGRETI NOI? PARLA. IO TI SENTO. E POSSONO SENTIRE TUTTI QUANTI. PARLA.

PEPPINO- CON I FIGLI PRESENTI?

ROSA- UH, MADONNA MIA! O CI STANNO I FIGLI O NON CI STANNO PRESENTI NON E’ LA STESSA COSA?

PEPPINO- IO PER QUESTA DONNA NON ESISTO PIU’, MI TRATTA COME SE FOSSI UN SERVITORE. LA MATTINA QUANDO ESCO DI CASA PER ANDARE AL NEGOZIO NON SE NE ACCORGE NEMMENO. QUANDO TORNO A CASA IO LA SALUTO,SI E NON MI RISPONDE CON LA TESTA VOLTATA DALL’ALTRA PARTE. UNA VOLTA ERA LEI CHE MI PREPARAVA LA CAMICIA PULITA, I PEDALINI, IL FAZZOLETTO....ADESSO ME LA DEBBO CERCARE IO QUESTA ROBA, E SPESSO, PER NON PERDERE TEMPO, ESCO CON LA CAMICIA DEL GIORNO PRIMA.DA QUATTRO MESI DONNA ROSA SI E’ CAMBIATA NEI MIEI CONFRONTIN NON MI PARLA PIU’, SE LA INTERROGO APPENA APPENA MI RISPONDE. TUTTO QUELLO CHE FACCIO IO E’ MAL FATTO, NON MI POSSO MUOVERE CHE LE DO FASTIDIO. INSOMMA UN INSIEME DI COSE CHE MI DICONO CHIARAMENTE QUANDO E COME NAVIGHIAMO IO E LEI IN UN MARE TORBIDO E INFETTO.

ROSA- ADDIRITTURA.

Z.MEME’- NON ESSERE ESAGERATO, PAPPI’.

CEFERCOLA- FRA MARITO E MOGLIE PER MOTIVI DI CONVIVENZA SI VENGONO A DETERMINARE STATI D’ANIMO SIMILI A QUESTO. MA POI SI PARLA...”IO COSI, TU COSI...” E SI RISTABILISCONO I RAPPORTI DI UNA VOLTA.

ROSA- MA QUA NON SI TRATTA DI IO COSI TU COSI...DON PEPPINO NON HA DETTO TUTTO QUELLO CHE VOLEVA DIRE....

PEPPINO- L’HAI CAPITO, E’ VERO, RUSI’? IL ROSPO IN CORPO TE LO SENTI?

ROSA- OGNUNO SI TIENE IL ROSPO SUO. E SE IL TUO TI DA FASTIDIO E TI METTE IN CONDIZIONI DI FARE LA FIGURA DI PULCINELLA CHE STAI FACENDO, FALLO USCIRE FUORI. IL MIO ME LO TENGO E STA BENE DOVE STA.

PEPPINO- AME’ , QUANTO TI STIMO. COME AVEVI RAGIONE POCO FA’, E COME E’ STATA APERTA , LIMPIDA LA TUA VITA. INVECE ECCOLA LA’ MIA MOGLIE, LA VEDETE? TUTTA PROFUMATA DI COLONIA, TUTTA INGIOIELLATA...PURE L’ANELLO DI FIDANZAMENTO SI E’ MESSO, E IL BRACCIALE CHE LE REGALAI PER LA NASCITA DI ROBERTO....VERGOGNA! E CON LO SCIALLE TURCHESE CHE SI E’ FATTO REGALARE DAL RAGIONIERE IANNIELLO. E IO SEDUTO QUA FESSO FESSO, IN CONTINUA AMMIRAZIONE DI QUESTA TRESCA SCHIFOSA!

LUIGI- CAVALIE’, MA VOI VI SIETE RESO CONTO DI QUELLO CHE AVETE DETTO?

ROSA- NO, TU SI PAZZO!E’ PAZZO. E PERCHE’ MI SONO MESSA I GIOIELLI, LA COLONIA E LO SCIALLE TURCHESE.....

ELENA- ANDIAMO, QUESTE COSE SONO VERAMENTE ASSURDE-INCREDIBILI.

LUIGI- NO, ELENA...ASPETTA. IO NON HO NESSUNA INTENZIONE DI SOTTRARMI AD UN’ACCUSA COSI GRAVE, L’AMICIZIA E’ AMICIZIA. E IN QUESTO MOMENTO SENTO CHE IL CAVALIERE HA BISOGNO DI QUALCHE PAROLA UMANA CHE SOLO IO GLI POSSO DIRE.

PER GIUNGERE A QUESTO SIGNIFICA CHE IL CAVALIERE, GIUSTAMENTE O INGIUSTAMENTE, HA SOFFERTO, PERCHE’ CHI SA DA QUANTO TEMPO SI E’ TENUTO IN CORPO, DICIAMO, IL ROSPO,.PER QUANTO MI RIGUARDA HO IL DOVERE DI DIRE CHE HO STIMATO QUESTA FAMIGLIA COME STIMO LA MIA, E CHE VOGLIO BENE TANTO AL CAVALIERE QUANTO A DONNA ROSA, CON LO STESSO SENTIMENTO RISPETTOSO CHE MI LEGA A TUTTI E DUE. CAVALIE’, SE VOLETE CREDERE A QUESTE MIE PAROLE, CHE SONO SINCERE E PARTONO DAL CUORE , BENE, E SE NO....CHE POSSO FARCI...NON MI RESTA CHE CHIEDERVI SCUSA DELL’EQUIVOCO CHE AVETE PRESO E CHE INVOLONTARIAMENTE AVRO’ PROVOCATO. ELENA,ADESSO CE NE POSSIAMO ANDARE.

ROSA- NO, VOI DOVETE RESTARE. E PER QUALE RAGIONE DOVETE USCIRE DI CASA MIA? QUA CI STANNO I FIGLI....GIULIANE’, VIENI PURE TU....MAMMA TOIA SE L’INTENDE COL RAGIONIERE, COSI HA DETTO PAPA’.RUCCHETIE’, TU NON TE N’ERI ACCORTO CHE MAMMA’ FACEVA L’AMORE COL RAGIONIERE?.TU TE NE DEVI ANDARE, NON IL RAGIONIERE CHE E’ UNA CARA PERSONA.I MIEI FIGLI SANNO CHI SONO E COME LA PENSO IO. TU NO.TU NON VEDI NIENTE NE’ COME HO CRESCIUTO I FIGLI, NE COME HO PORTATO AVANTI UNA CASA.VICINO A QUESTI MOBILI CI STA’ LA SALUTE DI DONNA ROSA PRIORE. HO SPUTATO SANGUE SU QUESTI PAVIMENTI PER MANTENERLI PULITI E LUCIDI. COSI’.

Z.MEME’- RUSI’, MA CHE SEI IMPAZZITA?

ROSA- SAPETE QUAL’E’ STATO TUTTO IL FASTIDIO CHE LUI HA AVUTO PER I FIGLI?”E’ NATO ROBERTINO?” “UN BRACCIALE”. “E’ NATO ROCCO?” “UN LACCIO D’ORO” “QUA STA GIULIANELLA”. “LO SPILLO DI BRILLANTI”.E POI INDIFFERENZA, STRAFOTTENZA, DISPREZZO..... NUN ME FIDO DD’O’ VEDE’ CHIU’ VATTENE! QUESTO E’ ROBERTO...THE!QUESTO E’ ROCCO! E QUESTO E’ GIULIANELLA...IO NON HO BISOGNO DI OGGETTI PER RICORDARMI CHE HO FATTO I FIGLI CON TE. TU TI DEVI RICORDARE CHE LI HAI FATTI CON ME.E QUESTO E’ L’ANELLO DI FIDANZAMENTO. RICORDATI L’INVITO A COLAZIONE CHE MI FACESTI ALLA CASINA ROSSA A TORRE DEL GRECO E QUELLO CHE MI DICESTI A TAVOLA. ROBE’ BELLO E MAMMA’ VIENE A CCA’. FIGLIO MIO...IO E TE SIMME VIVE PE’ MIRACOLO. HAI CAPITO? PER MIRACOLO CI TROVIAMO AL MONDO.

ROBERTO- MAMMA’

ROSA- ROBE’ AIUTAMI.

ROBERTO- MAMMA’ E’ SVENUTA.

GIULIANELLA- DOTTO’

CEFERCOLA- NON VI SPAVENTATE. E’ COSA DA NIENTE.

Z.MEME’- MA SONO COSE DELL’ALTRO MONDO, PORTIAMOLA IN CAMERA SUA.

CEFERCOLA- SI E’ MEGLIO.AVETE UNA SIRINGA?

Z.MEME’- IO SO DOVE STA. FACCIO BOLLIRE L’ACQUA.

PEPPINO- MALEDETTA LA VITA MIA!MALEDETTA!MALEDETTA!

ROCCO- PAPA’....

ROBERTO- UN GIORNALE AVETE UN GIORNALE.?

LUIGI- ECCOLO QUA.

ROBERTO-QUI CI DEVONO ESSERE LE FARMACIE DI TURNO.

ELENA- IL DOTTORE CHE DICE? E ZITTA ZITTA...VEDRAI CHE E’ NIENTE.

FINE SECONDO ATTO

ATTO III°

PEPPINO- CHE ORE SONO?

Z.MEME’- LE SETTE E DIECI. LA VUOI PURE TU UNA SPREMUTA DI ARANCIO?

PEPPINO- GRAZIE AME’.

VIRGINIA- L’ARANCIATA.

Z.MEME’- IL TEMPO DI SPREMERE L’ARANCIO.... ECCOLA QUA. GLIELA PORTI TU.

PEPPINO- E LA FEBBRE?

Z.MEME’- E’ PASSATA. STANOTTE TENEVA QUASI TRENTOTTO, AM STAMATTINA QUANDO MI HA CHIESTO L’ARANCIATA NON ARRIVAVA A TRENTASEI.NON TI PREOCCUPARE PEPPI’. IL DOTTORE PRIMA DI ANDARSENE IERI SERA HA PARLATO CON ME. LA FEBBRE LA DOVEVA AVERE COME REAZIONE ALLO SCATTO DI NERVI, MA PERICOLO DI COMPLICAZIONI NON CE NE SONO.

PEPPINO- MA NON HA PIU’ DIFFICOLTA’ NELL’ARTICOLARE LE PAROLE?

Z.MEME’- CERTE VOLTE SI DIMENTICA E PARLA NATURALMENTE....QUANDO STENTA A PARLARE NON LO FA IN MALA FEDE, DICIAMO PER FINZIONE, NO. LO FA PERCHE’ CI CREDE VERAMENTE, COME SE SI FOSSE SUGGESTIONATA. PIGLIATI UNA TAZZA DI CAFFE’. TE L’HO FATTO FRESCO. L’HO FATTO CON LA MACCHINETTA PICCOLA, QUELLA DI DUE TAZZE.

PEPPINO- PIU’ TARDI. CHE NOTTATA! E COME MI SENTO STAMATTINA!

Z.MEME’- PEPPI’, TU TIENI UNA SLUTE DI FERRO. LA TUA NON E’ STANCHEZZA FISICA: E’ ABBATTIMENTO MORALE. UNO CREDE DI SENTIRSI LIBERATO QUANDO RIESCE A METTERE FUORI CERTE AMAREZZE, CHE FORSE PER ANNI NON HA VOLUTO DIRE; QUANDO POI LE HA DETTE GLI RIMANE DENTRO UN VUOTO CHE FINO A QUEL MOMENTO NON AVVERTIVA, E CHE E’ PIU’ AMARO DELLE AMAREZZE CHE CONTENEVA.

 TU ADESSO TI DEVI RIPOSARE. IO PERCIO’ HO DETTO A ROCCO CHE STAMATTINA DEVE ANDARE LUI AD APRIRE IL NEGOZIO.

PEPPINO- NO, PER CARITA’ DEVO IMMEDIATAMENTE METTERMI IN ATTIVITA’ E RIPIGLIARE LA MIA VITA ABITUALE DI TUTTI I GIORNI.

Z.MEME’- LA PRIMA COSA TI DEVI METTERE IN PACE CON TUA MOGLIE E CON I SIGNORI IANNIELLO.

PEPPINO- PER IL MOMENTO TI PREGO DI NON TOCCARE QUESTO ARGOMENTO.

ANTONIO- E CHE D’E’? L’HANNO LASCIATA ACCESA IERI SERA. GUE’ MEM’! MEME’!

Z.MEME’- BUONGIORNO DON ANTO’. AVETE SMORZATA LA LUCE.

ANTONIO- PERCHE’ LA VOLEVO ACCENDERE. CHI L’HA LASCIATA ACCESA IERI SERA, TU?

Z.MEME’- ABBIAMO FATTO TARDI, ALLORA....

ANTONIO- E TI SEI ALZATA COSI’ PRESTO?

Z.MEME’- PIU’ TARDI SI VA A LETTO MENO SI DORME.

ANTONIO- SONO PASSATO PER IL SALOTTO E HO TROVATO ROBERTO E LA MOGLIE CHE DORMIVANO SU DUE DIVANI...HANNO DORMITO QUA?

Z.MEME’- SE LI AVETE TROVATI.

ANTONIO- GIA’...PERCHE’?

Z.MEME’- VE L’HO DETTO, ABBIAMO FATTO TARDI.

ANTONIO- MA IO, LA MATTINA SONO SEMPRE IL PRIMO AD ALZARMI. ANZI STAMATTINA L’HO FATTA UN POCO TARDI PERCHE’ FA’ FRESCHETTO E SI STAVA BENE A LETTO. MA DI SOLITO QUANDO TUTTI QUANTI DORMONO E’ PROPRIO IL MOMENTO CHE MI GODO LA CASA..GUE’ PEPPI’.

PEPPINO- BUON GIORNO PAPA’.

ANTONIO- NO, NO...STAI TANTO BELLO LA’. TU PURE TI SEI ALZATO PRESTO?

PEPPINO- VI HO TOLTO IL POSTO DI OSSERVAZIONE.

ANTONIO- E CHE FA, PER UNA VOLTA. DENTRO O SALOTTO CI STA ROBERTO CON LA MOGLIE...SE NON ME NE ANDAVO LA’; IL BALCONE DEL SALOTTO PURE E’ BELLO. IN CUCINA NON C’E’ NESSUNO? ZIA MEME’?

Z.MEME’- CHE VOLETE DON ANTO’?

ANTONIO- NIENTE,NIENTE, NON VOGLIO NIENTE. ARRANGIO CON LA FINESTRA DELLA CUCINA.

Z.MEME’- GIULIANE’

GIULIANELLA- NON POTEVO DORMIRE.

Z.MEME’- SI CAPISCO, SEI RIMASTA SCOSSA PURE TU.

GIIULIANELLA- DI CHE COSA?

Z.MEME’- DELLA SCENATA DI IERI AL GIORNO. I FIGLI RESTANO IMPRESSIONATI DI FRONTE A CERTI FATTI. TU PERO’ NON TI DEVI FISSARE.

GIULIANELLA- NO, ZIA MEME’, E CHI CI PENSA. IO E ROCCO CI SIAMO FATTE UN SACCO DI RISATE.

Z.MEME’- E QUANDO?

GIIULIANELLA- QUANDO SE NE ANDATO IL DOTTORE E ROCCO E’ VENUTO IN CAMERA MIA PER DIRMI “TU CI CREDI AL FATTO DI MAMMA’ COL RAGIONIERE IANNIELLO?”

Z.MEME’- MA PERCHE’ ROCCO L’HA CREDUTO POSSIBILE?

GIIULIANELLA- NON, ME LO HA DETTO PER PRENDERMI IN GIRO. E SI E’ MESSO A RIFARE LA SCENA TRAGICA CHE HA FATTO PAPA’, IMITANDOLO IN UN MODO PERFETTO. IO STAVO MORENDO DALLE RISATE.

PEPPINO- E’ FINITA A RISATE....E’ FINITA...E’ VERO?

GIULIANELLA- NO PAPA’, NON E’ FINITA A RISATE: ABBIAMO CONTINUATO A FARE QUELLO CHE FACCIAMO SEMPRE QUELLO DICE BENE ZIO RAFELE QUANDO DICE CHE LA NOSTRA FAMIGLIA E’ DA TEATRO COMICO NAPOLETANO. MI SONO SVEGLIATA CON UN POCO DI APPETITO.

Z.MEME’-  CI STA TUTTO IL PEZZO DI RAGU’ DI IERI CHE NON FU PORTATO NEMMENO A TAVOLA. TE NE MANGI UNA FETTA. QUANDO E’ FREDDO E’ PIU’ SAPORITO. VIRGI’, PRENDI DALLA DISPENSA IL PEZZO DI RAGU’ DI IERI E PORTALO QUA.

VIRGINIA- SUBITO.

Z.MEME’- ME NE MANGIO UNA FETTINA PURE IO.

GIULIANELLA- MA MAMA’ COME STA?

Z.MEME’- NON TIENE NIENTE, UN POCO SCOMBUSSOLATA; MA BISOGNA DIRE CHE L’HA PASSATA BRUTTA E CHE E’ STATA MIRACOLATA, SE NO SI PIGLIA COLLERA.

ANTONIO-  NON SI PUO’ STARE NEMMENO IN CUCINA.

Z.MEME’- CH’E’ STATO?

ANTONIO- E QUELLA VIENE, APRE LA DISPENSA....SI MUOVE.GIULIANE’, E TU PURE TI SEI SVEGLIATA?

GIULIANELLA- PERCHE’, SOLO VOI VI POTETE SVEGLIARE PRESTO? AVETE VISTO COM E SONO MATTINIERA IO PURE? QUANTO E’ BELLO IL NONNO MIO!

PEPPINO- VI VOLEVO FAR SEDERE PURE PRIMA.

RAFFAELE- BUONGIORNO.

ATTILIO- BUONGIORNO MAMMA’.

Z.MEME’- SIEDI QUA.

ANTONIO- MA STAMATTINA SIETE CADUTI DAL LETTO TUTTI QUANTI?.HO CAPITO:MO’ ME NE VADO IN CAMERA MIA. SE VIENE CATIELLO IL SARTO....

Z.MEME’- E’ VENUTO IERI SERA E IL VESTITO VE LO HA MISURATO PURE, E HA DETTO CHE DOMANI VE LO CONSEGNA.

ANTONIO- ALLORA NON DEVE VENIRE?

Z.MEME’- SE E’ VENUTO IERI SERA.

ANTONIO- MO MI VESTO E ME NE VADO SUL TERRAZZO.

Z.MEME’- LA FA FREDDO.

ANTONIO- DIECI MINUTI E ME NE SCENDO DEVO USCIRE PERCHE’ TENGO L’APPUNTAMENTO COL NOTAIO.

ROBERTO- IL NOTAIO?

Z.MEME’-IL “TOTOCAPPELLO”...

ROBERTO- AH..SI...

Z.MEME’- ROBE’, MANGIATI UNA FETTINA DI CARNE.

ROBERTO- NO GRAZIE. E MAMMA’ COME STA?

Z.MEME’-SI STA BENE MA NON GLIELO DIRE. ANZI QUANDO  LA VAI A SALUTARE DILLE CHE SEI STATO MOLTO PREOCCUPATO PER LEI. NON LA VUOI PROPRIO UNA FETTINA DI CARNE?

ROBERTO- VOGLIO ANDARE A CASA PER FARMI UNA DOCCIA, MANGIO UNA COSETTA E SCAPPO ALLO STUDIO. OGGI COMINCIA LA TARANTELLA DELLA SETTIMANA. LA DOMENICA CE L’HA ROVINATA PAPA’ CON LE FESSERIE CHE HA DETTO.

GIULIANELLA- PAPA’, HAI SENTITO?

ROBERTO- PAPA’, MI DISPIACE...

M.CAROLINA- NEH, BUON APPETITO A TUTTI.

TUTTI-GRAZIE.

M.CAROLINA-ALLORA MAMMA’ STA BENE?

VIRGINIA-SSI,SI.SI E’ SVEGLIATA.

ROBERTO- E ANDIAMOLA A SALUTARE SE NO FACCIO TARDI ALLO STUDIO.

M.CAROLINA-E SI ANDIAMO.

RAFFAELE- I PROFUMI, I MOTIVI DI CANZONI, I SAPORI HANNO LA POTENZA DI RICHIAMARE ALLA TUA MEMORIA LUOGHI, NOMI DI PERSONE...STAGIONI, GIORNI DI SETTIMANE PASSATE RECENTI...IL RAGU’ CHE DI DOMENICA  E’ BOLLENTE  NON  C’E’ BISOGNO CHE TI SUGGERISCA CHE E’ DOMENICA” ,QUANDO E’ FREDDO TI RICORDA IMMEDIATAMENTE CHE E’ LUNEDI’ E CHE TI DEVI DARE DA FARE PERCHE’ COMINCIA UN’ALTRA SETTIMANA DI CONFUSIONE E DI DOLORI DI TESTA, PER ME DIETRO LO SPORTELLO DELLA BANCA.

Z.MEME’- VIRGI’, PORTA UN BICCHIERE DI LATTE AL SIGNORINO.

VIRGINIA- SUBITO.

ATTILIO- E  ME LO PORTI IN CAMERA DI ZIA ROSA,LA VOGLIO ANDARE A SALUTARE.

RAFFAELE- VENGO CON TE.

Z.MEME’-PREPARATI PER LA PUNTURA.

ATTILIO- SI MAMMA’.ZI RAFE’, LA RECITA DI IERI AL GIORNO NON MI E’ PIACIUTA.

RAFFAELE- GUAGLIO’, A TE NUN TE PIACE NIENTE.

PEPPINO- SICCHE’ LA NOSTRA FAMIGLIA E’ DA COMPAGNIA COMICA NAPOLETANA?

GIULIANELLA- PAPA’, TU CI PENSI ANCORA?

PEPPINO- SENTITE,VOI VERAMENTE SIETE DEGLI INCOSCIENTI. QUA, IERI SI E’ RIVOLTATA LA CASA. E VOI STAMATTINA MANGIATE, RIDETE,PARLATE DI ALTRI FATTI PRPRIO COME SE NON FOSSE SUCCESSO NIENTE. COME REAZIONE DA PARTE DEI FIGLI SI PUO'’ASSODARE SOLAMENTE CHE ROCCO FA L'IMITAZIONE MIA DI QUANDO FACCIO “IL TRAGICO” E CHE TU TI SEI FATTA UN SACCO DI RISATE; COME COMMENTO POSITIVO POI:” E’ UNA FAMIGLIA DA TEATRO COMICO NAPOLETANO”.

GIULIANELLA- PAPA’, SCUSA SE TE LO DICO, MA E’ LA VERITA’ TU E MAMMA’ STATE DIVENTANDO  DAVVERO RIDICOLLI, TU PER CONTO TUO E LEI PER CONTO SUO. E NOI IN MEZZO CHE DOBBIAMO FARE? VI METTIAMO IN CASTIGO? MA E’ MAI POSSIBILE CHE NON CAPITE COME VI DOVETE COMPORTARE PER  NON FARVI IL SANGUE CATTIVO E PER CONSERVARE IL RISPETTO L’UNO PER L’ALTRA?

PEPPINO- IN CHE SENSO?

GIULIANELLA- MA PERCHE’ VOI NON DITE LE COSE NON APPENA SUCCEDENO?STATE INSIEME DA TANTI ANNI E NON AVETE SAPUTO RAGGIUNGERE UN’INTIMITA’ CHE VI POSSA PERMETTERE DI DIRE PANE AL PANE E VINO AL VINO, L’UNO CON L’ALTRA? QUANDO VI CHIUDETE IN CAMERA PER DELLE ORE INTERE....IO LI CONOSCO I VOSTRI DISCORSI, VI RACCONTATE I SOGNI CHE VI SIETE FATTI, LE MALATTIE CHE VI SENTITE E “TU NON VUOI MANGIARE QUESTO E IO VOGLIO MANGIARE QUELLO”, PIGLIATE A PRETESTO  UN MOTIVO QUALUNQUE PER LITIGARE E IL DITO SULLA PIAGA NESSUNO DI VOI DUE LO VUOLE METTERE. POI MI DEVO SENTIRE GLI SFOGHI DI MAMMA’ QUANDO TU NON CI SEI”E CHE TU SEI UN’EGOISTA E CHE NON RICONOSCI I SACRIFICI CHE FA LEI; E CHE TU SOPRA  E CHE TU SOTTO.... L’INSOFFERENZA DI MAMMA’ NEI TUOI CONFRONTI SAI DA CHE COSA HA AVUTO ORIGINE? ADESSO TE LO DICO, COSI’ TI METTI L’ANIMA IN PACE. QUATTRO MESI FA, E’ UNA COSA DI QUATTRO MESI , QUANDO TU E MAMMA’ ANDASTE A MANGIARE IN CASA DI ROBERTO, TI RICORDI?

PEPPINO- SI, MI RICORDO, MANON SUCCESSE NIENTE.

GIULIANELLA- MARIA CAROLINA CHE PRANZO VI FECE?

PEPPINO- E CHI SI RICORDA.

GIULIANELLA- E TE LO DICO IO PERCHE’ LO SEPPI DA MAMMA’.VI FECE I MACCHERONI ALLA SICILIANA, CONDITI COL POMODORO FRESCO E LE MELENZANE FRITTE.

PEPPINO- HA,SI MARIA CAROLINA LI CUCINA ALLA PERFEZIONE...E LI FECE STUFARE AL PUNTO GIUSTO. IO ME NE MANGIAI DUE PIATTI.

GIULIANELLA- E A TAVOLA FACESTI UN SACCO DI COMPLIMENTI A MARIA CAROLINA, CHE NON AVEVI MAI MANGIATO DEI MACCHERONI ALLA SICILIANA COSI’ BUONI, E CHE UN GIORNO LI DOVEVA VENIRE A CUCINARE QUA PER TUTTI QUANTI NOI....

PEPPINO- SI MI RICORDO.

GIIULIANELLA- E DICI CHE QUEL GIORNO NON SUCCESSE NIENTE?

PEPPINO- PERCHE’?

GIULIANELLA- MAMMA’ TORNO’ COME UNA DIAVOLA QUELLA SERA. SI PRESE UNA COLLERA E TALE  PAPA’, IO, NON HO MAI VISTO PIANGERE UNA PERSONA COME PIANGEVA MAMMA’ QUELLA SERA. TI GIURO CHE MI VIDI PERDUTA. DICEVA: “COME ALLORA IO MI DEVO FARE INSEGNARE COME SI FANNO I MACCHERONI ALLA SICILIANA DA MARIA CAROLINA? E SE NE’ MANGIATI DUE PIATTI PER DISPETTO, PER FARMI UN’AFFRONTO IN PRESENZA DI MIA NUORA. IL MANGIARE CHE FACCIO IO A CASA PARE SEMPRE CHE LO VEDE E LO SCHIFA. POI DISSE CHE NON TI AVREBBE GUARDATO PIU’ IN FACCIA PER LA FIGURA CHE LE AVEVI FATTA FARE IN PRESENZA DI ROBERTO E MARIA CAROLINA.

PEPPINO- TU DICI VERAMENTE?

GIULIANELLA- TU TI SEI IMPRESSIONATO E HAI PENSATO IL FATTO DEL RAGIONIERE.POVERO DON LUIGI, QUELLO E’ TANTO BUONO CON TUTTI QUANTI.

PEPPINO- INSOMMA NON MI HA DEGNATO PIU’DI UNO SGUARDO PER IL FATTO DEI MACCHERONI?

GIULIANELLA- E IO COME POTEVO SAPERE QUELLO CHE AVEVATO MANGIATO QUEL GIORNO?ME LO DISASE LEI. PAPA’, SI FECE PIANTI DI MORTE.

PEPPINO- GIULIANE’ VIENI QUA’.DAMME NU BACIO.GIULIANE’, TU NON SAI COME MI SENTO UMILIATO, COME MI VERGOGNO DI AVERE PROVOCATO LA SCENA DISGUSTOSA DI IERI ..

GIULIANELLA-TU PERO’ NON DIRE NIENTE A MAMMA’ CHE TE L’HO DETTO.

ROCCO- CHE C’E’, FINE DEL PRIMO TEMPO: ABBRACCI E BACI?

PEPPINO- ROCCO, MI VUOI FARE IL FAVORE DI CHIAMARE IL RAGIONIERE IANNIELLO? LO CHIAMI DALLA FINESTRA DELLA CUCINA.

ROCCO- A QUEST’ORA?

PEPPINO- FAI QUELLO CHE TI HO DETTO. GLI DICI CHE LO DEVO PREGARE PER UNA COSA URGENTE.

ROCCO- VA BENE. MAMMA’ COME STA?

GIULIANELLA- MEGLIO. MA NON CI PUOI PARLARE PIU’ TARDI?

PEPPINO- NO, QUELLO POI ESCE PER ANDARE ALL’UFFICIO.

ROCCO- PAPA’, HA DETTO CHE SCENDE SUBITO. FEDERICO STA ALL’ANGOLO DELLA STRADA. IO ADESSO ESCO PER ANDARE AD APRIRE IL NEGOZIO, CHE GLI DEVO DIRE?

GIULIANELLA- MI VADO A VESTIRE IN UN LAMPO E SCENDO CON TE. TU PERO’ NON GLI DIRE CHE NON VEDEVO L’ORA DI FARE PACE CON LUI.

ROCCO- E TI PARE CHE QUESTI SONO SEGRETI DA MANTENERE FRA AMICI?

GIULIANELLA- SENTI, SE GLIELO DICI NON TI  GUARDO PIU’ IN FACCIA. TU NON TE NE ANDARE PERCHE’ CI METTO DUE MINUTI.

PEPPINO- ADESSO ABBIAMO UN ALTRO ATTORE IN FAMIGLIA.

ROCCO- UN ALTRO? E CHI E’?

PEPPINO- LA COMPAGNIA COMICA DEL TEATRO NAPOLETANO SI E’ ARRICCHITA DI UN ELEMENTO SIGNIFICATIVO E IMPORTANTE.

ROCCO- QUALE ELEMENTO.

PEPPINO- L’IMITATORE.

ROCCO- L’IMITATORE?

PEPPINO-FAMMI VEDERE L’IMITAZIONE DELLA SCENA TRAGICA CHE HA FATTO PAPA’ IERI.

ROCCO- TE L’HA DETTO GIULIANELLA....QUELLA PETTEGOLA. IO POI DEVO MANTENERE IL SEGRETO CON FEDERICO. ADESSO SE VUOLE SCENDERE, SCENDE DA SOLA. IO ME NE VADO, PAPA’.

PEPPINO- NOSSIGNORE, ASPETTA A GIULIANELLA. IL NEGOZIO AL RETTIFILO LO APRI TU STAMATTINA. IO SCENDO PIU’ TARDI. QUANDO VENGO FACCIAMO INSIEME UNA CORSA AL NEGOZIO TUO A VIA CALABRITTO.

ROCCO- MI FA PROPRIO PIACERE. TU HAI L’OCCHIO ESPERTO E MI PUOI DARE UN CONSIGLIO DISINTERESSATO.

PEPPINO- NON PARLIAMO DI CONSIGLIO PERCHE’ TU GIA’ HAI FATTO TUTTO. LO VOGLIO VEDERE.

ROCCO- SI PAPA’.

CEFERCOLA- ECCOMI QUA.

PEPPINO- BUONGIORNO.

ROCCO- BUONGIORNO.

CEFERCOLA-  DONNA ROSA COME STA?

Z.MEME’- STA BENE E PARLA SPEDITAMENTE QUANDO SI DIMENTICA LA PARALISI.

ROBERTO- PAPA’, NOI CE NE ANDIAMO. CIAO ROCCO.

ROCCO- CIAO.

ROBERTO- CI VEDIAMO DOMENICA PROSSIMA A CASA MIA.

PEPPINO- NO, COME FA MARIA CAROLINA A CUCINARE PER TUTTI QUANTI? VENITE VOI QUA.

ROBERTO- PER PASSARE UNA DOMENICA COME QUELLA DI IERI?

MARIA CAROLINA- PAPA’, MANNAGGIA A CAPA VOSTRA. UNO L’ASPETTA TANTO UN GIORNO DI FESTA.

VIRGINIA- E’ VENUTO IL RAGIONIERE.

PEPPINO- FALLO ENTRARE.

VIRGINIA- ENTRATE RAGIONIE’

LUIGI- MI VOLEVATE CAVALIE’.?

PEPPINO- UN MOMENTO, FATEMI PARLA’ RAGIONIE’....QUA STA PURE GIULIANELLA. VIENI GIULIANE’. VOI SIETE TUTTI PRESENTI, STATEMI A SENTIRE. IL RAGIONIERE IANNIELLO E’ UN GRANDE GALANTUOMO, E IO SONO UN PAZZO, CIOE’ UN UOMO CHE DA UN MOMENTO ALL’ALTRO E’ IMPAZZITO.

LUIGI- CAVALIE’.

PEPPINO- UN MOMENTO, FATEMI PARLA’ RAGIONIE’....VOI NON POTETE IMMAGINARE CHE SENTO QUA, ALLA GOLA E SUL CUORE.HO GETTATO IL FANGO SU MIA MOGLIE, SU DI VOI, SULLA VOSTRA SIGNORA E SU TUTTA LA  MIA FAMIGLIA. IO SONO UN UOMO DA TRE SOLDI E SE MI SCHIAFFEGGIATE QUA IN PRESENZA DEI FIGLI MIEI , MI INGINOCCHIO E VI BACIO LE MANI.

Z.MEME’- MA QUALE FANGO PEPPI’, NOI CONOSCIAMO LA CORRETTEZZA DEI SIGNORI IANNIELLO, E I SIGNORI IANNIELLO,  SANNO CHI E’ DONNA ROSA PRIORE E L’HANNO PORTATA SEMPRE IN PALMO DI MANO. FAI BENE A CHIEDERE SCUSA AL RAGIONIERE IN PRESENZA DI TUTTI QUANTI, MA PARLARE DI FANGO MI SEMBRA ESAGERATO.

LUIGI- VOI NON MI DOVETE CHIEDERE NESSUNA SCUSA. QUELLO CHE AVETE DETTO IERI PARTIVA DA UNA SOFFERENZA INTIMA COMPRENSIBILISSIMA E APPREZZABILE DA UN CERTO PUNTO DI VISTA. ANCHE MIA MOGLIE HA CAPITO. E QUANDO VOI MI AVETE FATTO CHIAMARE, QUESTO STAVAMO DICENDO IO E LEI. DATEMI LA MANO E NON NE PARLIAMO PIU’.

ROBERTO- BRAVO IL RAGIONIERE.

PEPPINO- NON MI CREDETE DEGNO NEMMENO DI UN RIMPROVERO? SONO TALMENTE TRASCURABILE E INSIGNIFICANTE CHE UN ERRORE MIO BISOGNA LASCIARLO CADERE NEL VUOTO, COME QUELLO COMMESSO DA UN’IRRESPONSABILE DEFICIENTE?

ROBERTO- MA NON DEVI DIRE COSI’ PAPA’. IL RAGIONIERE TE L’HA DETTO CHE IL TUO SCATTO E’ COMPRENSIBILISSIMO DAL LATO UMANO.

PEPPINO- E NESSUNO DI VOI MI RIDE IN FACCIA? NESSUNO DI VOI VUOLE PRENDERMI PER IL BAVERO DELLA GIACCA E DIRMI:” QUANTO SEI STATO RIDICOLO”?

ROBERTO- PAPA’, LE RISATE CE LE SIAMO FATTE E TI CHIEDIAMO PERDONO, MA NESSUNO DI NOI HA PENSATO CHE TU ABBIA COMMESSO UNA RIDICOLAGGINE.

LUIGI- ME LA VOLETE DARE QUESTA MANO SI O NO?

PEPPINO- VE LA DO CON TUTTO IL CUORE.

TUTTI- BRAVO,BENE,.

PEPPINO- MA VI DEBBO DIRE UN’ALTRA COSA CHE MI PESA DENTRO.

ROBERTO- E VE LA DITE FRA DI VOI PERCHE’ PER ME E’ TARDI E ME NE DEVO SCAPPARE. STATTE BUONO PAPA’. BUONIGIORNO A TUTTI. CI VEDIAMO DOMENICA PROSSIMA. ANDIAMO MARIA CAROLI’.

Z, MEME’- DOTTO’, VENITE DA MIA COGNATA. CEFERCOLA- ECCOMI.

GIULIANELLA- ROCCO, VOGLIAMO ANDARE?

ROCCO- MO’ FACCIAMO I CONTI CON TE.PAPA’ CI VEDIAMO AL RETTIFILO.

PEPPINO-SI.

LUIGI- QUESTO E’ IL RAGU’ DI IERI ?

PEPPINO- SENZA COMPLIMENTI RAGIONIE’, MANGIATE.

LUIGI- IL RAGU’ FREDDO E’ APPETTITOSO. MA HO GIA’ FATTO COLAZIONE. CAVALIE’, CE L’AVETE INTOSSICATA A TUTTI QUANTI QUESTA GRAZIA DI DIO.

PEPPINO- RAGIONIE’ VENITE QUA.

LUIGI- DI CHE SI TRATTA?

PEPPINO- RAGIONIE’, IO VI DEBBO BACIARE.

LUIGI- MA LASCIATE STARE CAVALIE’

PEPPINO- NO, IO VI DEVO BACIARE PRIMA E POI VI DICO LA COSA CHE VI HO DETTO CHE VI DEVO DIRE..........RAGIONIE’,..IO VI STAVO SPARANDO.

LUIGI- CAVALIE’, VOI CHE DITE?

PEPPINO- PROPRIO COSI’. COME PER UNA SVISTA, PER UNA FALSA OMBRA CHE PIANO PIANO PRENDE CORPO ED ASSUME PROPORZIONI GIGANTESCHE NELLA FANTASIA DI UNA PERSONA, SI PUO’ FINIRE UNO IN GALERA E UN’ALTRO AL CAMPOSANTO.

LUIGI- CERTO....

PEPPINO- VIRICORDATE QUANDO IERI A TAVOLA IO NON PARLAVO...

LUIGI- SI.

PEPPINO- ERO OSSESSIONATO DA UN PENSIERO. PENSAVO, VADO DENTRO, PIGLIO LA RIVOLTELLA E SPARO IL RAGIONIERE. VOI FACEVATE UNA MOSSA, UNA RISATA? E IO DICEVO: VOGLIO VEDERE FRA POCO COME TI MUOVI E SE RIDI PIU’.

LUIGI- CAVALIE’, NON NE PARLIAMO PIU’ PERCHE’ MI FA IMPRESSIONE. E POI SI STA FACENDO TARDI, MI VADO A FINIRE DI VESTIRE E ME NE ESCO. DEVO ANDARE ALL’INTENDENZA DO FINANZA, AL COMUNE. DEVE SBRIGARE DIVERSE PRATICHE.

PEPPINO- E DOMENICA PROSSIMA LA DOBBIAMO PASSARE INSIEME. VE NE SCENDETE QUA VOI E LA SIGNORA.

LUIGI- DON PEPPI’, LASCIAMO STARE. PER NOI’ALTRI CHE VIVIAMO UNA VITA INTENSA DI LAVORO, DI ANSIE...VOI PRESO DAGLI AFFARI DEL NEGOZIO, IO ALLE PRESE CON LE PRATICHE DI UFFICIO...PER GENTE DELLA NOSTRA CATEGORIA, VOGLIO DIRE, LE DOMENICHE SONO PERICOLOSE.

PEPPINO- COME?

LUIGI- E GIA’, PERCHE’ NON SIAMO ABITUATI A STARE SENZA FARE NIENTE. IL FATTO DI IERI, PER ESEMPIO, NON SI SAREBBE VERIFICATO IN UN GIORNO QUALUNQUE DELLA SETTIMANA. APPROFONDITE E VEDRETE CHE NON MI SBAGLIO. LE COSE SPIACEVOLI SUCCEDONO QUASI SEMPRE DI DOMENICA. ASPETTIAMO PER TUTTA UNA SETTIMANA QUEL GIORNO DI FESTA, PER DISTENDERE I NERVI, PER VIVERE QUELLE 24 ORE BEATAMENTE E SENZA IMPEGNI, QUANDO POI ARRIVA CI SENTIAMO TALMENTE SPAESATI CHE LE PREOCCUPAZIONI E I GRATTACAPI LI CECHIAMO COL LANTERNINO.  IO VADO, SE NO FACCIO TARDI.

PEPPINO- ALLORA NON COMBINIAMO NIENTE DI PRECISO. FACCIAMO COSI’ DOMENICA, QUANDO CI METTIAMO A TAVOLA, IO VI CHIAMO, SE SIETE IN CASA, VOI E LA VOSTRA SIGNORA SCENDETE E MANGIAMO INSIEME SE NO’ SPERO DI ESSERE PIU’ FORTUNATO IN UN GIORNO QUALUNQUE DELLA SETTIMANA.

LUIGI- BRAVO,.

PEPPINO- E MI ASSICURATE DI AVER DIMENTICATO TUTTO?

LUIGI- COMPLETAMENTE. STATE TRANQUILLO.

PEPPINO- VI ACCOMPAGNO.

LUIGI- GRAZIE.

CEFERCOLA- PRENDO IO LA RESPONSABILITA’, STATE TRANQUILLA.

Z.MEME’- HAI SENTITO? CHE PAURA HAI?

CEFERCOLA- VI DOVETE RIGUARDARE, QUESTO SI, MA NON DOVETE LASCIARE LE VOSTRE ABITUDINI.

ROSA- MA NON HO LA FORZA DI CAMMINARE, DOTTORE MIO.

CEFERCOLA- E VI AIUTIAMO NOI, NON VI PREOCCUPATE.

ROSA- CI STANNO TANTE COSE DA FARE...E CHI LE FA,, MADONNA MIA.

Z.MEME’-E CHE LE DEVI FARE TU?CI SIAMO NOI. CI DICI QUELLO CHE SI DEVE FARE E SI FA.

CEFERCOLA- VOI VI SEDETE E DATE TUTTE LE DISPOSIZIONI. E’ QUESTIONE DI UN PAIO DI GIORNI E POI RIPRENDERETE TUTTE LE VOSTRE ENERGIE.

ROSA- NO DOTTO’. NON VI VOGLIO CONTRADDIRE....VOI SIETE UN BRAVO DOTTORE, MA NON E’ COSI’. DONNA ROSA HA AVUTO UNA BRUTTA BOTTA, DONNA ROSA DIFFICILMENTE TORNA AD ESSERE QUELLA CHE ERA.

Z.MEME’- MA NON LO DITE NEMMENO PER ISCHERZO.

RAFFAELE-DONNA RO’, VOI TENETE I SETTE SPIRITI COME LE GATTE.

ATTILIO- MAMMA’ HA DETTO CHE NON TENETE NIENTE.

ROSA- TUA MADRE S’ILLUDE PERCHE’ MI VUOLE BENE, MA SO IO QUELLO CHE MI SENTO. LA VEDETE QUESTA CASA? COME NON FOSSE PIU’ MIA, I MOBILI GLI OGGETTI NON MI APPARTENGONO PIU’, SI DEVE CONSERVARE IL SERVIZIO DI FORCHETTE, I PIATTI. SI DEVONO CONTARE I TOVAGLIOLI PER DARLI A LAVARE: NON ME NE IMPORTA NIENTE.ZIA MEME’, DONNA ROSA SE NE VA....

Z.MEME’- MA LA VUOI FINIRE SI O NO?

ROSA-E’ FINITA AME’, SI TRATTA DI POCHI GIORNI ANCORA.

CEFERCOLA- PER ORA SEDETEVI QUA E RIPOSATEVI.

ROSA- GRAZIE. PIANO, PIANO...IL SIGNORE VE LO RENDE.

CEFERCOLA- ADESSO CHIAMATE LA CAMERIERA E DARETE A LEI TUTTE LE DISPOSIZIONI PER I TOVAGLIOLI, LE FORCHETTE E I PIATTI.

ROSA- NON MI SENTO DOTTORE...NON MI SENTO. AME’, TE LO VEDI TU.

RAFFAELE- IO MI VADO A PREPARARE PERCHE’ FRA DIECI MINUTI ME NE VADO IN BANCA.

CEFERCOLA- E NON E’ PRESTO?

RAFFAELE- MA IO ME LA FACCIO A PIEDI. A PIEDI CI VOGLIONO VENTICINQUE MUNUTI DA CASA MIA ALLA BANCA. DONNA RO’, TANTI AUGURI E CI VEDIAMO STASERA.

ROSA- A MADONNA V’ACCOMPAGNA.

ATTILIO- ZI RAFE’, STAMATTINA VENGO CON VOI, MI FACCIO UNA PASSEGGIATA ANDATA E RITORNO.

RAFFAELE- VIENI, VIENI.... FACCIAMO DUE CHIACCHIERER PER LA STRADA.

Z.MEME’- RAFE’, MI RACCOMANDO, NUN LE FA’ MANGIA’ DOLCI.

RAFFAELE- NO, NO..

CEFERCOLA-E CON VOSTRO MARITO AVETE PARLATO? LO AVETE PERDONATO?

ROSA- PERCHE’ MIO MARITO HA BISOGNO DEL PERDONO MIO?

CEFERCOLA- NON DICO QUESTO. VOGLIO DIRE CHE GUARIRETE PRIMA SE VI METTETE IN PACE CON DON PEPPINO.

ROSA- E CHI CI PENSA PIU’. QUESTO TENGO DI BELLO...IO NON SERBO RANCORE PER NESSUNO, FIGURIAMOCI PER LUI. MI DISPIACE SOLAMENTE CHE QUELLO CHE HA SUPPOSTO LO HA DETTO IN PRESENZA DEI FIGLI. E SAPETE PERCHE’ MI DISPIACE? MI DISPIACE PER LUI NON PER ME, CHE BRUTTA FIGURA CHE HA FATTO.

CEFERCOLA- ECCOLO QUA.DONNA RO’, VI SALUTO. DOPO MEZZOGIORNO VERRO’ A VEDERVI UN’ALTRA VOLTA.

ROSA- VI ASPETTO.

CEFERCOLA- BUONA GIORNATA.CAVALIERE, VI SALUTO.

PEPPINO- GRAZIE, BUONA GIORNATA PURE A VOI.

Z.MEME’-VIRGI’,VIRGI’, SI DEVONO CONTARE LE POSATE E SI DEVE CONTROLLARE IL SERVIZIO DI PORCELLANA.

PEPPINO-COME TI SENTI?

ROSA- NON C’E’ MALE.

PEPPINO- ROSI’, IO TI VOLEVO PARLARE.

ROSA- E PARLA. IO STO QUA E TI SENTO. PERO’ STATTE ACCORTO A QUELLO CHE DICI PERCHE’ STO DEBOLE E IL DOTTORE HA DETTO CHE NON POSSO AVERE DISPIACERI. O “J” “O”...ADESSO ME LO FA UN’ALTRA VOLTA....LA CASA MI GIRA TORNO TORNO..

PEPPINO- CH’E’ E’ STATO?

ROSA- NIENTE, NIENTE.....AME’ AIUTAMI.

PEPPINO- E CI STO IO QUA, CHE C’E’ BISOGNO DI AMELIA.

ROSA- E’ PASSATA. MA QUANDO MI PIGLIA PERDO COMPLETAMENTE I SENSI. DUNQUE, TU CHE MI VOLEVI DIRE?

PEPPINO- FORSE NON E’ IL MOMENTO, TU STAI TROPPO DEBOLE NON TI VOGLIO SOTTOPORRE ALLA FATICA DI STARMI A SENTIRE.

ROSA- FORSE E’ MEGLIO. TU ADESSO TE NE VAI AL NEGOZIO A FARE I FATTI TUOI, QUANDO TORNI STASERA SE MI SENTO MEGLIO, CI CHIUDIAMO IN CAMERA NOSTRA E CI FACCIAMO LA SOLITA CHIACCHIERATELLA.

PEPPINO- E CI RACCONTIAMO COSE INUTILI COME ABBIAMO FATTO FINO ADESSO. NO, IO E TE SIAMO STATI TANTI ANNI INSIEME, ABBIAMO FATTO TRE FIGLI, E NON SIAMO RIUSCITI A RAGGIUNGERE QUELLA INTIMITA’ CHE TI FA DIRE PANE AL PANE E VINO AL VINO., CI RACCONTIAMO I SOGNI CHE FACCIAMO LA NOTTE, MA LE COSE SERIE O LE FISSAZIONI CHE CI VENGONO, MAGARI PER UN ATTEGGIAMENTO MALAMENTE INTERPRETATO, PER UNA PAROLA CAPITA MALE, QUELLE CE LE TENIAMO IN CORPO E NE PARLIAMO SOLAMENTE QUANDO CI SIAMO AVVELENATI IL FEGATO E IL SANGUE.

ROSA- ALLORA NE VUOI PARLARE ADESSO? NON  VUOI ASPETTARE STASERA?

PEPPINO- NON POSSO ASPETTARE, NON E’ CHE NON VOGLIO. RUSI’ IO TENGO UN NODO QUA’, ALLA GOLA, CHE SOLAMENTE PARLANDO CHIARAMENTE CON TE SI PUO’ SCIOGLIERE E POSSO RESPIRARE CON SODDISFAZIONE UN’ALTRA VOLTA. IO IERI MI SONO REGOLATO COME UN TRAPPANO, COME L’ESSERE PIU’ ROZZO E PIU’ SCHIFOSO DELLA TERRA. E IL FATTO DI AVERE CHIESTO SCUSA AL RAGIONIERE IN PRESENZA DI TUTTI QUANTI NON E’ BASTATO; MI SENTO ANCORA SOTTO IL PESO DI UN AVVILIMENTO CHE DIFFICILMENTE POTRO’ SUPERARE.

ROSA- MA COME HAI POTUTO CREDERE UNA COSA SIMILE, E COME HAI POTUTO FARE LA SCENATA CHE HAI FATTO IERI?

PEPPINO- UNA GELOSIA, ROSINA MIA, CHE NON MI FACEVA DORMIRE LA NOTTE. UNA GELOSIA OSSESSIONANTE FEROCE, CHE CERTE VOLTE MI FACEVA SALIRE IL SANGU ALLA TESTA, FINO A TOGLIERMI LA RAGIONE, LA VISTA, L’UDITO. QUANDO SI DICE “LA BENDA”: IO VERAMENTE MI SONO SENTITO UNA BENDA SUGLI OCCHI.ARRIVAVO AD ESSERE SCORTESE CON LA CLIENTELA, PERCHE’ IN CERTI MOMENTI TUTTI QUELLI CHE ENTRAVANO NEL NEGOZIO DIVENTAVANO TANTI RAGIONIERI. PER LA STRADA PARLAVO DA SOLO DICEVO:”MA PERCHE’ QUESTO RIDICOLO SI PERMETTE DI FARE TANTE GENTILEZZE A ROSINA? NON PERDE UN’OCCASIONE PER METTERMI IN UNO STATO D’INFERIORITA’. MIA MOGLIE E’ PRIVA DI PARLARE, DI ESPRIMERE UN DESIDERIO, CHE LUI IMMEDIATAMENTE SI PRECIPITA PER ACCONTENTARLA. SI RICORDA TUTTE LE DATE, TUTTE LE RICORRENZE LIETE DELLA FAMIGLIA, L’ONOMASTICO TUO, IL COMPLEANNO, LA DATA DEL NOSTRO MATRIMONIO....” E QUESTO SAREBBE NIENTE, RUSI’: QUELLO TIENE SEGNATA LA DATA DEL NOSTRO FIDANZAMENTO. E SI RICORDA I DOLCI CHE PIACCIONO A TE, I FIORI, I COLORI DELLE STOFFE CHE TU PREFERISCI.”LE ROSAE DI MAGGIO MI PIACCIONO ASSAI”, QUESTO PER ESEMPIO, DURANTE UNA CONVERSAZIONE INSIGNIFICANTE CHE AVEVAMO FATTO NEL MESE DI FEBBRAIO.....NEH,QUELLO TRE MESI DOPO, COME SI PUO’ FARE, TRE MESI DOPO, SI PRESENTA QUA CON UN MAZZO DI ROSE DI MAGGIO PER TE.  LE PRIME ALBICOCCHE, I PRIMI FICHI D’INDIA. TU DICESTI CHE TI PIACEVA IL TORRONE? EMBE’, QUELLO FU CAPACE D’INTOSSICARMI IL DUE DI NOVEMBRE. TORNO A CASA E TU MI FACESTI VEDERE IL PACCO DI TORRONE CHE AVEVA MANDATO LUI:” QUANTO E’ GENTILE IL RAGIONIERE! SI E’ RICORDATO CHE IL TORRONE MI PIACE ASSAI”. IO PRESI IL PACCO DI TORRONE CHE AVEVO COMPRATO PER TE E NON TE LO FECI VEDERE, LO TENGO ANCORA NEL TIRETTO DELLO STIPO A MURO. POI PENSAVO “TUTTI QUESTI DESIDERI MIA MOGLIE LI ESPRIME QUANDO C’E’ LUI ALLORA SIGNIFICA CHE VOGLIO CHE SIA CHIARO, CON QUELLA INTIMITA’ CHE TI ACCENNAVO PRIMA, LO DOBBIAMO FARE CON TUTTA SINCERITA’ E SENZA RISERVA. RUSI’, IO SONO ARRIVATO AL PUNTO CHE IN CERTI MOMENTI....TE LO RICORDI LO STANZINO NEL RETROBOTTEGA DEL NEGOZIO? DOVE CI STA L’ASPIRAPOLVERE, GLI STRACCI E LO SCATOLO DELLA CERA? RUSI’, MI CHIUDEVO LA’ DENTRO E MI METTEVO A PIANGERE COME UN BAMBINO E PER LA RABBIA MI PIGLIAVO A SCHIAFFI. POI MI BUTTAVO L’ACQUA IN FACCIA E MI SCIACQUAVO GLI OCCHI PER NON FAR CAPIRE NIENTE AGLI IMPIEGATI. UNA GELOSIA FURIBONDA CHE NON AUGURO NEMMENO AL MIO PIU’ GRANDE NEMICO.

ROSA- GESU’, MA NON E’ POSSIBILE. TUTTA QUESTA GELOSIA PER ME? PEPPI’ IO TENGO CINQUANTATRE ANNI E TU CINQUANTASETTE....”O RAGIUNIERE SE METTEVA A PERDERE O TIEMPO CU ME? MA CHI VUO’ CHE ME GUARDA, PEPPI’

PEPPINO- E TUTTE LE GENTILEZZE?

ROSA- UH, GUARDATE...IO SO NA FEMMENA ANZIANA....’O RAGIUNIERE E’ TANTO CORRETTO; LE GENTILEZZE CHE FACEVA A ME LE FACEVA PURE IN OMAGGIO ALL’AMICIZIA TUA.

PEPPINO- MA COME, IO SONO PRIVO DI RACCONTARE UN FATTO CHE M’INTERROMPI CONTINUAMENTE O PER DARE UN ORDINE ALLA CAMERIERA O PER DIRE UNA COSA A GIULIANELLA....E QUANDO PARLA IL RAGIONIERE STAI TUTTA ORECCHIE E NON TI SFUGGE UNA PAROLA?QUANDO RACCONTA UNA BARZELLETTA STUPIDA, LUI, TI FAI UN SACCO DI RISATE, SE LA RACCONTO IO, NOVE VOLTE SU DIECI O DIECI: “SCUSA, NON HO CAPITO...STAVO DISTRATTA” O DICI “ SI.SI, LA SAPEVO; L’HA RACCONTATA L’ALTRA SERA ROCCO”.

ROSA- EMBE’, TU DICI CHE SI DEVE RAGGIUNGERE L’INTIMITA’ FRA NOI E POI TI DISPIACE CHI MI ALZO E ME NE VADO MENTRE TU STAI PARLANDO? IL RAGIONIERE E’ UNA PERSONA ESTRANEA, SI CAPISCE CHE QUANDO PARLA UNO DEVE METTERE ATTENZIONE A QUELLO CHE DICE. MA SE TU SAPESSI QUANTE VOLTE LUI PARLA E IO PENSO A UN’ALTRA COSA. TANTO E’ VERO CHE QUANDO HA FINITO DI PARLARE IO NON HO CAPITO PROPRIO NIENTE DI QUELLO CHE HA DETTO.

PEPPINO- ALLORA QUANDO UNO DIVENTA MARITO DEVE ESSERE TRATTATO COME UN SERVITORE?

ROSA- PERCHE’, IO TI TRATTO COME UN SERVITORE?

PEPPINO- RUSI’, IO NON SONO PAZZO. SE IL FATTO DEL RAGIONIERE E’ STATO FRUTTO DI UNA MIA IMPRESSIONE SBAGLIATA, COME COSI’ E’, NE SONO SICURO, ALLORA PER QUALE RAGIONE DA TRE QUATTRO MESI TU TI SEI CAMBIATA NEI MIEI CONFRONTI, FINO AL PUNTO CHE NON T’INTERESSI PIU’ALLA MIA PERSONA NEMMENO PER PREPARARMI LA CAMICIA PULITA, UN FAZZOLETTO, UN PAIO DI PEDALINI. UNA VOLTA, QUANDO ANDAVO AL NEGOZIO LA MATTINA, USCIVO DAL PORTONE, GUARDAVO IL BALCONE E TU STAVI AFFACCIATA PER SALUTARMI, FINO A QUANDO GIRAVO LA STRADA, E DA QUATTRO MESI NON TI SEI AFFACCIATA PIU’.

ROSA- E VUOL DIRE CHE DA OGGI IN POI TI PREPARO UN’ALTRA VOLTA LA CAMICIA PULITA, IL FAZZOLETTO E I PEDALINI.... E QUANDO ESCI DAL PORTONE E GUARDI SUL BALCONE MI TROVI AFFACCIATA. AH, E QUANDO RACCONTI UN FATTO IO LASCIO LA CUCINA, I FIGLI, TUTTO QUELLO CHE STO FACENDO E MI METTO A SENTIRE A TE CHE PARLI.

PEPPINO- NO, RUSI’. SI PARLE ACCUSSI’ ME PIGLIO O CAPPIELLO E ME NE VAGO. LA CAMICIA PULITA ME LA PUO’ PREPARARE PURE LA CAMERIERA...CERTI GIORNI ME L’HA PREPARATA GIULIANELLA. BENE O MALE O ME LA SONO PREPARATA IO STESSO, O GIULIANELLA, O LA CAMERIERA, LA CAMICIA PULITA L’HO TROVATA QUASI SEMPRE. MA PERCHE’ NON ME LA PREPARI PIU’, QUESTO E’ IL PUNTO,

ROSA-SE NON TE LA PREPARO PIU’, TE NE ACCORGI E MI FAI L’APPUNTO. SE POI TE LA PREPARO E’ UNA COSA NATURALE, UN’ABITUDINE QUALUNQUE CHE NON VA PRESA NEMMENO IN CONSIDERAZIONE.

PEPPINO- ALLORA IL MAL’ANIMO LO TIENI CONTRO DI ME.

ROSA- MAL’ANIMO NO. MA M’ERA SEMBRATO CHE TUTTE LE CURE E LE ATTENZIONI CHE TI FACEVO NON VENIVANO NE RICONOSCIUTE NE’ APPREZZATE.CI SIAMO SBAGLIATI TU DA UNA PARTE IO DALL’ALTRA. MA DA QUESTO A DIRE CHE ME L’INTENDEVO COL RAGIONIERE! TU SEI STATO SEMPRE UN PAZZO.

PEPPINO- IO?

ROSA- E PERCIO’ ME SI PIACIUTO. TE PARE CHE CON QUELLO CHE C’E’ STATO FRA NOI: SACRIFICI AMAREZZE E LOTTE DA QUANDO CI SIAMO CONOSCIUTI, E TRE FIGLI...ALLA VECCHIAIA  IO USCIVO PAZZA E ME METTEVO C’O’ RAGIUNIERE.

PEPPINO- MA QUESTO LO ABBIAMO ASSODATO, E’ STATA UNA SUPPOSIZIONE.

ROSA- PERO’ L’HAI SUPPOSTO, E QUESTO E’ BRUTTO. NON TI PERMETTERE PIU’ DI PENSARE UNA COSA SIMILE. IO HO CONOSCIUTO UN SOLO UOMO E SI TU. NON SONO STATA MAI UNA BELLA DONNA DA PORTARE GLI UOMINI INNAMORATI APPRESSO, NEMMENO QUANDO ERO GIOVANE, FIGURIAMOCI ADESSO CHE ME SO’ FATTA VECCHIA E SO’ RIDOTTA OSSA E PELLE. TU VUOI SAPERE PERCHE’ MI SONO CAMBIATA NEI TUOI CONFRONTI E NON TI HO PREPARATA PIU’ LA CAMICIA PULITA, I PEDALINI, O’ FAZZULETTO..T’E’ DISPIACIUTO? E IO SE TE VULEVO FA’ NU PIACERE TE NE PREPARAVO DUE , UNA PER LA MATTINA E UN’ALTRA PER IL GIORNO APPRESSO.CAPISCO BENISSIMO CHE QUANDO  LA MOGLIE PREPARA LA CAMICIA PULITA AL MARITO E’ COME CONTINUASSE A DIRE SENZA PARLARE”LA BIANCHERIA TUA LA DEVO TOCCARE IO SOLA, E TU LA FAI TOCCARE SOLO A ME PECCHE’ ME VUO’ BENE COME TE  VOGLIO BENE IO “. MA NON TE L’HO PREPARATA PIU’ PER DISPETTO. E SE TU MI DOMANDI PERCHE’, IO NON TI POSSO RISPONDERE, LA RAGIONE PUO’ ESSERE INSIGNIFICANTE E IMPORTANTE. , NON SONO GIOVANE, MA  IO TI POSSO DIRE SOLAMENTE CHE NON TI HO PREPARATA PIU’ LA CAMICIA PER LA STESSA RAGIONE CHE TE LA PREPARAVO PRIMA: PERCHE’ TE VOGLIO BENE PEPPI’.

PEPPINO- E DICI CHE NON SEI BELLA? TU NON SAI CHE SONO DIVENTATI GLI OCCHI TUOI QUANDO HAI DETTO”TE VOGLIO BENE”. E PERCHE’ NON DOVREI ESSERE GELOSO? E SE UN’ALTRO TI VEDE COME TI VEDO IO? IO TI GUARDAVO NEGLI OCCHI MENTRE PARLAVI E MI SONO RICORDATO DI QUANDO SUL MUNICIPIO MI GUARDASTI PRIMA DI DIRE “SI”. MA SEI SEMPRE STATA UNA DONNA VIVA, PIENA DI SENTIMENTO....E PO’ NAPULITANA COMME A ME.E IO ADESSO MI SONO FATTO ANZIANO. E VA BENE, RUSI’, TU NON MI VUOI DIRE PERCHE’ SEI CAMBIATA NEI MIEI CONFRONTI E IO RISPETTO IL SEGRETO E NON INSISTO PIU’.

ROSA- E NA COSA E NIENTE PEPPI’, NON VALE LA PENA.

PEPPINO- TI HO DETTO CHE NON INSISTO. PERO’ MI DEVI TOGLIERE UNA CURIOSITA’ E SU QUESTO ARGOMENTO MI DEVI FARE IL PIACERE, DEVI PARLARE CHIARO E DEVI DIRE LA VERITA’.

Z.MEME’- ADESSO FACCIAMO LA CONTA E CONSERVIAMO TUTTO. VAI A PRENDERE GLI ALTRI PIATTI E QUELLI GRANDI DA PORTATA.

VIRGINIA- SUBITO.

PEPPINO- SCUSA AME’, VOGLIO PARLARE UN MOMENTO CON ROSINA, LA CONTA LA FATE DOPO.

Z.MEME’- E VA BENE, IN CUCINA CI SONO TANTE COSE DA FARE.

ROSA?- DUNQUE?

PEPPINO- E DUNQUE...IERI, DURANTE QUEL MOMENTO DI RABBIA, TU DICESTI UNA COSA CHE MI HA LASCIATO IMPRESSIONATO. T’ABBRACCIASTI A ROBERTO E DICESTI.”ROBE’, IO E TE SIAMO VIVI PER MIRACOLO”. CHE SIGNIFIC? CHE VUOL DIRE: “SIAMO VIVI PER MIRACOLO”?

ROSA- ASPETTA.

Z.MEME’- METTIAMO TUTTO QUA. NOI ADESSO CE NE ANDIAMO E VI LASCIAMO PARLARE. VIENI VIRGI’

PEPPINO- ALLORA?

ROSA- MA NON NE POSSIAMO PARLARE STASERA?

PEPPINO- STIAMO PARLANDO CON TANTA SERENITA’, PARLIAMONE ADESSO, E’ MEGLIO.

ROSA- CHE M’E’ FATTO PASSA’...E QUANTO MI SEI COSTATO.

PEPPINO- IO?

ROSA- NO, QUELLO CHE PASSA. NON TE LO RICORDI IL PRANZO ALLA CASINA ROSSA A TORRE DEL GRECO?

PEPPINO- SI, ME LO RICORDO.

ROSA- AH, TE RICUORDE? IO M’O’ RICORDO MEGLIO E TE’. FACEVAMO L’AMORE DI NASCOSTO DA CINQUE MESI...LA SERA CHE CI CONOSCEMMO TU MI DICESTI :” PECCATO CHE SONO IMPEGNATO”; DICESTI LA VERITA’ E IO PERCIO’ TI STIMAI.

PEPPINO- ‘A VEDOVA.

ROSA- A VEDOVA A VEDOAVA.

PEPPINO- CHE DONNA TREMENDA, E CHE ME FACEVA PASSA’

ROSA- IO TI DISSI:”NON FA NIENTE CHE C’E’ LA VEDOVA, STASERA STO ALLEGRA E ME FA PIACERE E STA CU TE”.”MA IO HO IMPEGNATA LA PAROLA CON QUESTA SIGNORA...RUSI’, PENSACI BENE...IO NUN TE POZZO SPUSA’” DICESTI TU..IO RISPOSI:”NON FA NIENTE, QUESTI SONO AFFARI MIEI: DOVE C’E’ GUSTO NON C’E’ PERDENZA” .”ALLORA STASERA?” DICESTI TU. “STASERA”, DISSI IO. E INTANTO PENSAVO:”VOGLIO VEDE’ SI DOPO TU TIENI O CURAGGIO DI LASCIARMI”. INSOMMA MI MISI A DISPETTO COLLA VEDOVA. DOPO CINQUE MESI M’INVITASTI A COLAZIONE A TORRE DEL GRECO.

PEPPINO- E A TAVOLA NON SAPEVO COME COMINCIARE PER DIRTI CHE LA RELAZIONE NOSTRA DOVEVA FINIRE PERCHE’ LA VEDOVA AVEVA SAPUTO TUTTI E MI MINACCIAVA.

ROSA- FINALMENTE ME LO DICESTI.

PEPPINO-E MI FECE MERAVIGLIA LA FREDDEZZA CON CUI ACCOGLIESTI LA NOTIZIA E LA MIA DECISIONE. DICESTI:” E VA BENE, VUOL DIRE CHE ABBIAMO SCHERZATO”.

ROSA- POI VENNE LA MUSICA E IO VULEVO SENTI’ E CANZONE. MA TE GUARDAVO E VEDEVO CHE TE PASSAVANO LE LACRIME DENTRO AGLI OCCHI.

PEPPINO- E TE GUARDAVO E PENSAVO:” MA COM’E’ POSSIBILE CHE ROSINA HA PRESO QUESTA MIA DECISIONE COSI’ TRANQUILLAMENTE”. MI PASSO’ COMPLETAMENTE L’APPETITO. A UN CERTO PUNTO TE PIGLIAI A MANO E TE DICETTE:”RUSI’, SAI CHE C’E’ DI NUOVO? TU DEVI ESSERE MIA MOGLIE”. “E A VEDOVA?” DICESTI TU. “LA VEDOVA NON LA VINCE CONTRO DI TE NEMMENO SE DIVENTA ZITELLA UN’ALTRA VOLTA”. E TU DICESTI” PENSACI BENE, PERCHE’ ADESSO L’IMPEGNO L’HAI PRESO CON ME”.

ROSA- ED ERO INCINTA DI ROBERTO.

PEPPINO- TU CHE DICI....E IO HO SENPRE SAPUTO CHE ROBERTO E’ NATO DI OTTO MESI.

ROSA- PARTO PREMATURO.

PEPPINO- E NON MI DICESTI NIENTE? E SE IO, PER ESEMPIO, QUEL GIORNO DECIDEVO PER LA VEDOVA?

ROSA- APRIVO IL BALCONE E MI BUTTAVO ABBASSO.

PEPPINO- E IL PAZZO POI SONO IO,,,E NON ERA MEGLIO A DIRE LE COSE COME STAVANO: “PEPPI’, IO SONO INCINTA”.

ROSA- E TU MI AVRESTI SPOSATO SOLO PERCHE’ AVEVAMO FATTO UN FIGLIO. E ALLORA IN QUESTA CASA TU NON TI SARESTI ACCORTO CHE IO NON TI PREPARAVO PIU’ LA CAMICIA PULITA, E FORSE IO NON TE L’AVREI MAI PREPARATA.

PEPPINO- QUANTO TE VOGLIO BENE, RUSI’.

ROSA- E IO?

Z.MEME’- PERMESSO?

PEPPINO- VIENE ZIA MEME’.

Z.MEME’- VOLEVO METTERE A POSTO I PIATTI.

ROSA- CHIAMA A VIRGINIA, ME LA VEDO IO. VIRGI’.

VIRGINIA- STO QUA.

ROSA- CONTIAMO I PIATTI.

Z.MEME’- ALLORA IO VADO IN CUCINA A FARE IL RESTO.

ROSA- MA SE DEVI USCIRE PER I FATTI TUOI, IN CUCINA ME LA VEDO IO.

ANTONIO- IO SCENDO, CI VEDIAMO PIU’ TARDI.

ROSA- DOVE ANDATE PAPA’.

Z.MEME’- VA DAL NOTAIO.

ANTONIO- NO, PERCHE’ NON HO DECISO ANCORA UNA COSA E NON CI POSSO ANDARE. MI VADO A SEDERE DI FRONTE AL PALAZZO VICINO ALLA BOTTEGA DEL CALZOLAIO.

PEPPINO- RUSI’, IO VADO AL NEGOZIO. MI STA ASPETTANDO ROCCO.

ROSA-VA’,VA’.

PEPPINO- E T’AFFACCE?

ROSA- VA’,VA’,

PEPPINO- UNO DI QUESTI GIORNI, POI TI DEVO PREGARE DI UN FAVORE.

ROSA- E CHE?

PEPPINO- TENGO NU DESIDERIO.

ROSA- E DI’.

PEPPINO- MI DEVI FARE UN BEL RUOTO DI MACCHERONI AL FORNO, ALLA SICILIANA, CON LE MELENZANE.

ROSA- SE PERDE TANTO TEMPO, E POI NON SONO IL FORTE MIO. MARIA CAROLINA LI FA BENE. TE LI FAI FARE DA TUA NUORA.

PEPPINO- E MARIA CAROLINA SA FARE I MACCHERONI ALLA SICILIANA?

ROSA- COME? E CHE TI SEI DIMENTICATO? LI FECE QUANDO CI INVITO’ A PRANZO. TU NON NE POTEVI CHIUDERE BOCCA , TE NE MANGIASTI DUE PIATTI.!

PEPPINO- SI, PERCHE’ QUEL GIORNO TENEVO APPETITO. MA VUOI METTERE I MACCHERONI ALLA SICILIANA CHE FAI TU E QUELLI CHE FA MARIA CAROLINA!?

ROSA- TU LE FACESTI TUTTI QUEI COMPLIMENTI.

PEPPINO- SI, MA GLIELI FECI TANTO PER METTERLA IN BUONA LUCE NEI CONFRONTI DI ROBERTO. POI NON TE NE PARLAI PERCHE’ MI USCI’ DI MENTE. NON ERANO STUFATI ABBASTANZA E IL SUGO NON ERA QUEL SUGO COMPATTO CHE FAI TU.

ROSA- QUELLA PO’ C’ADDA’ FA’, IN CUCINA CI VUOLE L’ESPERIENZA....S’ARRANGIA, POVERA FIGLIA.

PEPPINO- ALLORA UNO DI QUESTI GIORNI....

ROSA- E ADESSO CI STANNO LE MELENZANE IN BUATTA, CHE NE FAI?

PEPPINO- MA NELLE TUE MANI DIVENTANO MELENZANE FRESCHE. NON E’ CHE LI DEVI CUCINARE OGGI: QUANDO TI FA PIACERE, IO TE L’HO DETTO,

ROSA- MO VEDIAMO.

PEPPINO- IO VADO.

ROSA- QUESTI SONO TUTTI?

VIRGINIA- SI.

ROSA- NE MANCANO DUE.

VIRGINIA- NON E’ POSSIBILE, SIGNO’.

ROSA- ALLORA MI SONO RIMBAMBITA?,AME’!

Z.MEME’-EH?

ROSA- CI SONO ALTRI PIATTI IN CUCINA?

Z.MEME’- NO.

ROSA- E ALLORA SI SONO ROTTI. QUESTO E’ STATO SERVIZIO DI TUTO FRATELLO.

VIRGINIA- NO SIGNO’, IO SO’ STATA PRESENTE QUANDO LI HA LAVATI.

ROSA- IO LO DICO SEMPRE E NON LO FACCIO MAI.O NATALE,O PASQUA, O DOMENICA O NON DOMENICA, IL SERVIZIO BUONO NON LO DEVO METTERE PIU’ IN MEZZO.

VIRGINIA- SIGNO’, VI ASSICURO....

ROSA- STATTE ZITTA, QUANDO PARLO IO!ASPETTA.

ELENA- DONNA RO’ COME STATE?

ROSA- NON C’E’ MALE GRAZIE. STATE PIGLIANDO UN POCO D’ARIA?

ELENA- ASPETTO CHE SE NE VA MIO MARITO PER SALUTARLO SE NO SI PIGLIA COLLERA. E IL CAVALIERE SI E’ CALMATO? AVETE FATTO PACE?

ROSA- SI..SI ABBIAMO FATTO PACE.

ELENA- MENO MALE, E’ FINITO TUTTO.

ROSA- NO, SIGNO’, IO CREDO CHE E’ COMINCIATO ADESSO.


[1] DIALETTO NAPOLETANO

 [MPI1]

 [MPI2]

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