SALE E TABACCHI
Monologo
di ALDO NICOLAJ
PERSONAGGI
OLIMPIA
Commedia formattata da
OLIMPIA
(sulla cinquantina, entra in scena vestita a lutto, coprendosi il viso con un fazzoletto listato di nero. una donna della piccola borghesia, piuttosto piacevole, il suo lutto molto vistoso e provinciale. Pare stia singhiozzando)
Dio Dio Dio Amedeo, povero Amedeo (i suoi singhiozzi si fanno pi forti. Si lascia cadere su di una sedia) Chi mai avrebbe potuto pensare che potesse succedere? (i singhiozzi le tolgono il respiro, ma quando si toglier il fazzoletto dal viso, si scoprir che i suoi sono singhiozzi di una risata a lungo trattenuta e che ora si scatena liberatrice ed impetuosa) Non ce la facevo pi (riprende con ilarit crescente la risata che le impedisce di parlare) Dio mio Dio mio non ce la facevo proprio pi ed ora mi manca il respiro ho persino il mal di pancia e gli occhi mi bruciano come avessi pianto No, prima bisogna che mi sfoghi (riprende la risata gorgogliandosela prima in gola e poi lasciandola scatenare scoppiettante, sonora, a bocca piena) Ecco, ora sto meglio. Mi sentivo scoppiare (ha ancora qualche singulto) Gli sforzi che ho dovuto fare per non scoppiare a ridere al cimitero mentre mi facevano le condoglianze ho le labbra che a furia di morderle mi fanno sangue (si fa aria col fazzoletto, unultima risata le viene fuori improvvisa come lo zampillo di acqua fresca) Ah, io rido mentre quel poveretto di mio marito Mah, era destino E pensare che proprio ieri laltro mi era passato quasi sul naso sulla sua macchina nuova vedendomi, aveva rallentato e mi aveva sorriso, quella faccia di bronzo sprizzava felicit da tutti i pori, quel bastardo quando guidava si sentiva padrone del mondo E come ci stava bene al volante quel poco di pancetta che gli era venuta, da seduto non si vedeva lavresti detto un giovanotto E pare si sia ammazzato per non mettere sotto un cane, per non ammazzare una bestia crepato lui. Povero Amedeo. Requiescat in pace. (ricomponendosi) Certo, per tutto il paese stata una sorpresa vedermi al funerale. Ma perch non avrei dovuto andarci? La vedova, nonostante tutto, sono io. La vedova! (scoppia a ridere di nuovo, ma questa una risata pi secca, vendicativa) Perch la verit questa. La vedova sono io. No, basta, un po di seriet ci vuole. Non devo ridere pi. stato il solo uomo della mia vita. Lunico. Ed anche se si comportato come non avrebbe dovuto, ho sempre continuato a volergli bene. Povero Amedeo. In fondo era ancora giovane. Quando me lo hanno detto non volevo crederci. Ma se lavevo visto sorridente e in salute cinque minuti prima Povero Amedeo. Stamane al funerale per poco non scoppiavo in lacrime. Ho dovuto trattenermi, perch non sarebbe stato giusto successo tutto cos allimprovviso Come avrei potuto immaginarlo? (una risatella) No, non devo ridere mancherei di rispetto ad un morto Ma come si fa? Povero Amedeo! Era un animale, un magnifico animale. Di quelli che sentono la fierezza e lorgoglio di essere nati maschi e portano questo privilegio come una corona. Un fannullone, per, che capiva la vita solamente sotto linsegna del far niente. Io dal mattino alla sera a darmi da fare in negozio, lui seduto non importa dove a gambe larghe e la Gazzetta dello Sport in mano. Inutile gli dicessi di venirmi a dare un po il cambio dentro il banco. Lavorare, anche solo per pretesto, gli dava fastidio. Qualsiasi occupazione, anche la meno faticosa, per lui era fastidiosa ed offensiva. Una natura cos. Io, che lo conoscevo, su di lui non contavo. Gli lasciavo fare la bella vita. Bella vita per modo di dire, perch una tabaccheria non d da scialare. Gli utili sono pochi. Il 2 e mezzo per cento sui francobolli l8 per cento sui tabacchi Il sale, il chinino, laltra roba di monopolio non lascia margini di guadagno Ma per lo meno, con una tabaccheria il pane assicurato. Ed anche il companatico. Basta accontentarsi. Io glielo spiegai subito ad Amedeo quando lo conobbi e lui si accontent. Ed io ero felice di dargli quel poco che avevo. Non che il nostro sia stato un matrimonio dinteresse, anche se lui era un morto di fame, pieno di pretese, un buono a nulla capitato in paese senza n arte n parte, non so neanchio come. Fu un matrimonio damore. Se non mi avesse voluto bene, non mi avrebbe sposato. Con me stava bene. La passione per le macchine non gli era ancora venuta. Quellaltra, la farmacista, gi gli ronzava attorno. Ma lui nemmeno la vedeva. Gli piacevo io che ero bella, allora, forte, sana, allegra La farmacista un attaccapanni vestito. Vestito bene, perch i soldi non le sono mai mancati. Sfido, con una farmacia il 30 per cento sulle specialit il 100 per 100 su quanto si prepara in bottega Considerando poi che di malati ce ne sono sempre e le medicine non sono un genere voluttuario come i tabacchi Sarebbe pi logico ci fosse il 30 per cento sui tabacchi ed il 6 per cento sulle medicine, no? Ad ogni modo Amedeo prefer me a lei. E siccome gli avevo detto o matrimonio o niente, ci sposammo. (si commuove) Io in grigio e lui in abito scuro. Comera bello! Con quelle spalle, quel torace tutto pieno di muscoli Come li avesse poi tutti quei muscoli, lui che non faceva niente dal mattino alla sera. Povero Amedeo. E dire che non ho potuto rivederlo nemmeno sul letto di morte. Forse meglio cos, continuer a ricordarmelo comera Un uomo cos vitale. Anche troppo. Certo, io tutto il giorno in negozio, con in pi la casa a cui badare. La sera ero stanca morta. Lui invece, non lavorava e tutte le sue energie se le conservava per farne luso migliore e la notte non mi lasciava chiudere occhio (come se parlasse al marito) Ma se per lo meno avessi continuato a farne quelluso, invece di scaricarle sulla macchine le tue energie, per lo meno non ti saresti ammazzato. Invece, ad un certo momento le macchine sono diventate il suo chiodo fisso. E cominci ad ossessionarmi Olimpia, compriamoci una bella macchina da corsa, Per farne che cosa? Hai gi la moto e lui Con la macchina ti porto a spasso la domenica. Gi, come se io alla domenica, quando mi capita il turno di riposo, avessi tempo di farmi scarrozzare in macchina. E poi, io sono allantica, sono fatta cos. Le macchine non le ho mai potuto vedere. Si corre, si corre e ci si ammazza. Non facevo che ripeterglielo e lui rideva mostrando tutti i suoi bei denti candidi. E mi prendeva in giro. Magari mi avesse dato retta. Invece, per lui i motori erano diventati la cosa pi importante. Riconosceva il tipo di macchina senza vederla, solo dal rumore del motore, di ogni vettura sapeva tutto, come avesse fatto a farsi quella cultura non lo so. Ed insisteva perch gli comprassi una macchina da corsa. Ed io che gli avevo sempre detto di s, questa volta mimpuntai, non so neanchio il perch. Forse avevo un presentimento La farmacista, invece (ride) Certo le costata cara quella macchina Mah! Il destino ci sa fare mette a posto le cose. Inutile che ci affanniamo noi, povere creature Cos successe che quella disgraziata di farmacista posso chiamarla cos compr una bella macchina da corsa e siccome non sapeva guidare, preg Amedeo di darle lezioni. Ed Amedeo lo fece regolarmente, ogni giorno, nelle ore di chiusura della farmacia, dalle due alle quattro A me non dispiacque, anzi ero anche contenta che Amedeo avesse una distrazione. Sospetti non ne ho mai avuti. Anche quando mi accorsi che quelle lezioni di guida non finivano mai. Ma, dicevo tra me, quella alla guida non portata e farebbe meglio a starsene in bottega come faccio io. Gelosa non lo ero. Del resto, come avrei potuto essere gelosa se la farmacista sembrava fatta dal Padre nostro che sta nei cieli per non indurre in tentazione!?! E, poi, per essere giusti, quando lui metteva la macchina in garage, tornava a casa con tutte le sue abitudini intatte, parlo di quelle notturne, nel nostro grande letto matrimoniale. Finch una notte non rientr a dormire. La mattina me lo vidi sulla porta della farmacia, mani in tasca, gambe larghe, gi piazzato, gi padrone. Non fece del sentimento. Parl chiaro. Mi sono sistemato qui perch ci sono pi comodit. Ma io sono tua moglie! e lui La moglie dove si sta bene, come la patria. E fu tutto. Da quel giorno non ci parlammo pi. Ed io mi resi conto che mi aveva lasciata per sempre. Il dolore che provai Non avrei mai immaginato di dover soffrire tanto Perch gi forte il dolore per un uomo che ti lascia, ma se non lo vedi pi unaltra cosa. Alla fine si finisce per rassegnarsi. Ma, invece, io lavevo continuamente davanti agli occhi. Tra me e lui cerano dieci metri, quanto larga la strada. Lavevo continuamente davanti, lo sentivo ridere e parlare, come se lavessi ancora in casa perci non era facile rassegnarmi E cos come la farmacista aveva passato le sue ore a spiarci, tormentandosi di invidia e di gelosia, ora mi tormentavo io vedendo lui e lei assieme. E poi, siamo onesti, me lo avesse portato via col cuore avrei anche potuto farmene una ragione. Ma portarmelo via coi soldi con quello sporco 30 per cento che aveva sulle specialit farmaceutiche, era come sputare sul mio negozio di sale e tabacchi, Quando la vedevo mi veniva una voglia di lanciarmi contro, di dirle quello che pensavo di lei, a quella bruttona. Senza poi parlare della gente che si impicciava perch non andava gi a nessuno che non mi decidessi a fare uno scandalo. Affari doro, ho fatto in quei giorni. Tutto il paese veniva in negozio per potermi parlare, per cercare di consolarmi, per farsi raccontare Persino il brigadiere dei carabinieri, lui che era sempre andato a comprarsi le sigarette dal tabaccaio di via Cavour, veniva a servirsi da me ed un giorno a bruciapelo, mentre tastava i pacchetti delle sigarette nazionali per scegliersi le pi morbide, mi domand se era vero che mi ero comprata una rivoltella. Sfido, in paese cera perfino chi aveva scommesso che avrei finito per piantare un coltello nella pancia di mio marito e di quellaltra. Ma io lasciavo dire. Nascondevo la mia pena e soffrivo in silenzio. Tra laltro, mi vergognavo anche di quello che era successo, perch Amedeo aveva quasi dieci anni meno di me e quasi quasi, sentivo di essermelo meritato questo affronto. Poi la gente si stufata di parlare, io ho cercato di mettermi il cuore in pace e sono passati sette lunghi anni. Certo, per un po ho sperato ritornasse da me, perch noi donne siamo fatte cos, manchiamo di logica, speriamo che le cose cambino anche quando non c rimedio, anche quando non c pi speranza Ma pi che di riprendermi Amedeo, quello che sognavo era una rivincita. Che venisse il giorno in cui potessi trionfare su quella brutta strega che mi aveva portato via il marito Speravo che la sua farmacia fallisse che bruciasse la casa con lei dentro che andasse sotto un autobus che a furia di maneggiare veleno gliene restasse tra le dita quel poco che bastava per farla crepare Ed oggi (scoppia a ridere) mi sento libera, sollevata, leggera come una piuma Adesso capisco perch quando mi ha visto al funerale diventata gialla come un limone Qualcuno ha dovuto sostenerla perch non svenisse Ed io mi domandavo il perch Forse perch ero al funerale di mio marito? Pensava fossi l per trionfare? Ma io non sapevo niente di niente. Ero triste, soltanto triste. Perch Amedeo era morto ed Amedeo era stato mio marito e con lui ero stata felice. Cos concentrata nei miei ricordi non pensavo a lei Nellaria cerano i canti e le preghiere ed io ricordavo Amedeo, senza rancore n odio, pensando ai tempi felici quando noi due eravamo tutto un mondo tra i pacchi di tabacco nel retrobottega. Nonostante il tradimento, mi addolorava la sua morte, povero Amedeo, ed avevo tanta voglia di piangere Ma mi trattenevo, questa soddisfazione non voleva darla alla gente del paese che mi guardava curiosa delle mie reazioni. Mi comportai come dovevo, rimasi composta e dignitosa. Dopo la cerimonia in chiesa, accompagnai la salma al cimitero. Laria era pura il cielo sereno mi faceva piacere camminare anche perch passando tutto il giorno dietro il banco faccio una vita sedentaria E, poi, cos, camminando tra prati e campi mi pareva un bel modo di accomiatarmi da Amedeo. Fu dopo aver gettato lultimo pugno di terra nella tomba, che il notaio mi prese in disparte per parlarmi. Ce ne volle del tempo prima che capissi. Ereditare?!? Ma se Amedeo non aveva un soldo come poteva essere proprietario di case, terre, di una farmacia? Ma il notaio mi spieg: quellaltra gli aveva fatto donazione di tutto per tenerselo legato per non lasciarselo scappare Perci, essendo morto senza testamento lui, la vedova essendo io ereditavo diventavo la padrona di tutto E quellaltra? Quellaltra niente, restava come si dice su di una strada Ma possibile, dicevo io, che il destino Non il destino, sentenzi il notaio, la giustizia La giustizia. (ricomincia a ridere) La giustizia? Mi girava la testa Dio Dio Dio (nuovamente i singulti della risata) Lerede universale Lerede universale sono io (come rivolgendosi al marito) Amedeo, questo me lo dovevi Sei stato tu a volerlo, vero? Sei stato tu. E non per me, per vendicarti di quella bruttona Amedeo cos, vero? Allora non puoi offenderti, se rido. Lo hai voluto tu! (scoppia in unultima irrefrenabile risata liberatrice)
FINE
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