Sancte Catellum
( Historia di una calunniae)
Di
Salvatore Nastro
Autore iscritto SIAE 188079 del 14.10.2008
Personaggi
Sacerdote ___________________________
Marta_____________________________
Profuga ____________________________
Mamma ____________________________
Comito _____________________________
Contadino ___________________________
Boscaiolo ____________________________
Pescatore ____________________________
Tebaldo _____________________________
Antonino ____________________________
Catello ______________________________
Tiberio _______________________________
Aristo _______________________________
Galerio _______________________________
Prostituta _____________________________
1 ufficiale _____________________________
2 ufficiale _____________________________
Gregorio Magno ________________________
i lavoratori
__________ _____________ ___________ ____________
3 ballerini della morte
_____________ _________________ ______________
VOCI FC
Cantore ____________________________
San Michele ________________________
Il Camerlengo ________________________
1 ----------------------------------------------------------------------------------------------------------------------
Durante il buio parte la musica. Una mini processione percorre la sala teatrale.
Il cantore apre la processione e reca in mano un quadro con leffige di San Catello, protettore di Castellammare. E seguito da un sacerdote e da tutto il popolo. Il cantore recita:
CANTORE (come una nenia) Santu Catiello
nostro vicchiariello
E ghiammelo a pri
CORO E ghiammelo a pri
CANTORE Quanta grazie ce v fa.
CORO Quanta grazie ce v fa
CANTORE Turnammelo a pri.
CORO Turnammelo a pri
CANTORE (recitando) Cumme nostro prutettore
Ce fa grazie e favori,
Santu Catiello nun ci abbandona.
-E nun ci abbandun
CORO Liberaci e guardaci sta bella citt-
SACERDOTE: Deus, qui Beatum Catellum, Confessorem tuum, pastoralis sollicitudinis, et insignis constantiae munere decorasti: praesta quaesumus; ut cujus patrocinio gaudemus, virtutes quoque imitemur, et Ejus gloriae consortium feliciter pervenire mereamur. Per Christum Dominum nostrum. Amen.
Un po alla volta la processione esce dalla parte opposta. Resta in scena lultima della processione, Marta che porta con s una bimba per mano
MARTA : Siente, chesta a storia e San Catiello,
eletto Viscovo a Castellammare
Tutta ggente correva a chistu mare:
lItalia sera fatta nu maciello
o tempo e San Catiello!!
Quanno cadette Roma antica, ncuollo
Nce capita nu popolo feroce,
chillo nun rispettava manca Croce!
E cu sta brutta razza, puveriello
Se ncontra San Catiello!
Arriva a fora fino a Beneviento
Stu popolo chiamato e lungubbarde
Accedeva, scannava cu e libbarde.
A ggente scappa e vene a stu castiello;
nce stevaSan Catiello
2 ----------------------------------------------------------------------------------------------------------------------
Si apre il sipario. Parte la musica. Al centro scena illuminata da un sagomatore c una PROFUGA stesa a terra e vestita di stracci. Il lettore va via.
LA PROFUGA: I longobardi! Noi ben conosciamo quelle orde barbare con quegli abiti
succinti, i bianchi calzari, gli occipiti rasati. Rozzi e feroci, essi tutto rapinano, distruggono. Sotto il loro incalzare i nostri fuggono in preda al terrore, laceri, sanguinanti.
LA MAMMA: (Entra lentamente e soccorre coccolando la piccola profuga) : E dove trovano asilo?
Dove soccorso e protezione se non in questi lidi benedetti, se non nel Santo Vescovo Catello? Ed ecco che quando ogni altra possibilit esaurita egli non esita a spogliare i sacri altari per curare i feriti e gli ammalati, per provvedere di cibo tante bocche affamate. Per riscattare i prigionieri minacciati di schiavit, di disonore, di morte.
Si alzano lentamente le luci
COMITO : (entrando) Catello il vescovo che protegge il lavoro delle maestranze
che costruiscono barche per la pesca e i traffici. Ed sempre lui che le benedice quando esse scendono per la prima volta al bacio del mare.
PESCATORE: Ignorate forse che quante volte il Vescovo sale sulle nostre barche, come Cristo
sulla barca dellapostolo Pietro, raccogliamo doppia quantit di pesce?
CONTADINO: (entrando) E vero! Anche nei campi egli viene. Mangia con noi il
nostro pane di segale. Sotto il sole o sotto la pioggia ci vicino sempre sorridente, sempre benedicente.
BOSCAIOLO: (entrando) Egli ci conforta nelle avversit, piange con noi nel dolore,
lenisce le nostre sofferenze; tutto fiorisce sotto le sue mani benedette ed egli rende abbondante il raccolto
TEBALDO: (entrando con tono beffardo) Ah, bene arrivato capitano anzi piccolo capo ciurma!
Da quando in qua si approda al lido di Stabia e non se ne d avviso a me, Tebaldo, Vicario di Bisanzio?
COMITO: Sono giunto proprio poco fa. Ma del resto sai bene che verso di te non ho obbligo
alcuno. Tu medesimo, quale Vicario, devi obbedienza al Vescovo, il quale ha sancito la tua nomina, proposta dal Tribuno di Napoli. Ed una volta per tutte convinciti che per maggiori nostri riconosciamo sul mare, la Vergine Santissima e i suoi Santi protettori, ed in terra solo il nostro vescovo Catello. Egli ci guida e ci raccomanda a Dio.!
TEBALDO: Sicuro!! (ride) E proprio grazie al Vescovo Catello che la nostra terra invasa da
straccioni che qui accorrono come alla Terra Promessa usurpando ci che ci appartiene, togliendo il pane da bocca al popolo stabiese
COMITO: Come parli, Tebaldo? Oh, raffrena la tua lingua!
TEBALDO: Ho forse torto? Il vostro Vescovo..
COMITO: E anche il tuo.
TEBALDO: Il vostro Vescovo protegge i forestieri e d a loro pi che ai nostri. Inoltre egli entra
dovunque e dove trova tracce di antiche credenze, tutto rovescia, tutto abbatte. Statue, idoli vengono distrutti. Ora le nostre notti sono popolate da fantasmi e udiamo ululi, lamenti, invocazioni. Non temete voi la vendetta degli Dei sconfessati?
COMITO: Noi nulla temiamo!
BOSCAIOLO: (recita concitatamente girando intorno a Tebaldo) ..perch vengono distrutti
simboli e riti fondati su menzogne tenebrose
CONTADINO: (come c.s) Mentre nel Regno di Cristo tutto luce!!...
PROFUGA: .La tua lingua sacrilega!
CONTADINO: ..Tebaldo, Difensore di antiche idolatrie..
PESCATORE: Perch bestemmi?
PROFUGA : Il nostro Vescovo ha protetto e continua a proteggere il suo popolo contro le razzie e
le stragi dei Longobardi
BOSCAIOLO: .Non meno che contro le ingiustizie ed i soprusi dei Greci.
MAMMA: I barbari sono violenti ma anche voi lo siete
PESCATORE: Siete avidi!!!.
BOSCAIOLO: .Infidi!!!.
PROFUGA: Depredatori!!!!
CONTADINO: E voi spesso li superate con le vostre iniquit..
COMITO: (Che ha preso posto sul podio in fondo mentre tutti gli altri circuiscono Tebaldo al centro
scena) E doloroso che, proprio nei funzionari scelti dai Greci fra la nostra gente, noi troviamo maggiore cattiveria, ed essi ci fanno sentire pi grave il peso delle soverchierie
TEBALDO: Se con queste parole intendi alludere a me bada che potresti pentirtene amaramente!
CONTADINO: (continuano come prima a circuire Tebaldo) Quelli che tu chiami forestieri sono a
noi pari
PESCATORE: Carne battezzata come la nostra..
BOSCAIOLO. E come la nostra redenta dal sangue di Nostro Signore.
CONTADINO: Noi li consideriamo fratelli
MAMMA: .. e non tolleriamo che sia loro arrecata offesa alcuna!!
TEBALDO: Voi sapete che il nostro tempio Maggiore era ricco di arredi sacri, frutto di generose
offerte dei fedeli. Calici, patene, ostensori, tutti i metalli preziosi. Pian piano quelle ricchezze sono scomparse. Perch? Dove sono andate a finire ?
COMITO: Tu ben sai a cosa servirono quegli oggetti sacri. Anzi noto che alcune volte essi
passarono proprio per le tue mani e tu li portavi ai Longobardi per il riscatto dei prigionieri
TEBALDO: Raffrena la tua lingua sporco insolente!!
CONTADINO: Oh, basta!!........
PROFUGA: Cosa cerchi dinsinuare?
BOSCAIOLO: Calunniatore!!..
PESCATORE: Vergogna!!
Aumenta una musica straziante con dei cori patetici, il circuire degli attori diventa ritmico, quasi una danza ancestrale. Alla fine di questa coreografia TEBALDO con un gesto secco spinge chi lo circonda a terra. Cadono tutti malamente a terra parandosi con le mani. La musica si ferma repentinamente dando luogo ad un lungo silenzio e una lunga posa plastica.
TEBALDO: Oh basta con queste perfide ciarle!! Tutto ci deve finire; e parola di Tebaldo, finir! (Via con veemenza)
COMITO: (solenne e immobile sulla pedana centrale recitato con cadenza ritmica) La fama del
nostro Vescovo Catello ha valicato i monti. Egli dovunque benedetto e lodano tutti la santit di vita e il suo cuore paterno. Iddio non abbandona mai chi ha fiducia in Luineanche i derelitti, n gli infelici, cacciati dalle loro terre, dalle loro case da torme dinvasori che giungono improvvisi, che si spargono per ogni dove, saccheggiano, incendiano, commettono ogni sorta di violenza.
Cose pi orribili avvennero a Montecassino. (PAUSA)
Parte una musica in sottofondo concitata, a mano a mano che Comito racconta il fatto di cronaca gli attori che erano a terra si sollevano man mano su se stessi e come derelitti strisciano verso la pedana centrale e stendono un lungo braccio in segno di aiuto verso Comito lamentandosi a bocca chiusa
I Longobardi, vere orde diaboliche tutto hanno distrutto in quelle zone santificate dal sudore e dalle preghiere dei religiosi di Benedetto Da Norcia . Hanno torturato e ucciso i monaci, saccheggiato il tempio e il monastero. Invasi da furore diabolico, quei sanguinari hanno fatto di ogni albero del grande viale del monastero una forca e impiccati i miseri monaci. Nelle ore notturne i fuochi dei loro bivacchi, i nuvoli di fumo degli incendi, le strida dei gufi e delle civette, e lacre odore della carne lasciata a marcire per ore al calore del sole danno alla scena tutto lorrore della tregenda. Ma non appena le prime luci dellaurora tinsero di rosa il cielo dalloriente, il silenzio fu rotto dal tintinnio di una misteriosa campana (Campana in sottofondo col canto dei monaci) e, a quel segnale, alto e solenne si lev al cielo il canto dei monaci impiccati che, come solevano ogni mattina, intonarono il Mattutino. (Il canto aumenta durante la pausa di Comito) Il canto liturgico dest leco dei campi, la voce dello spirito di carit gett lo scompiglio nelle file dei barbari esterrefatti di fronte al misterioso avvenimento.
PROFUGA: Un monaco benedettino, sfuggito miracolosamente agli eccidi ci parl del Vescovo
Catello e ci invogli a seguirlo e dirigere verso Stabia i nostri passi.
MAMMA: Antonino il suo nome. E ora rifugiato col sacro Vescovo l in una grotta tra i picchi
del Canino e del Molare sul Monte Faito in totale eremo tra preghiere e penitenze.
3 ----------------------------------------------------------------------------------------------------------------------
Parte una musica sacra lenta durante la quale tutti gli astanti molto lentamente vanno via disperdendosi per le diverse uscite..
Le luci calano di intensit. La scena resta vuota e in penombra.
Avanzano sotto lombra Catello e il frate Antonino. Si inginocchiano al proscenio e alzano lo sguardo al punto di luce in alto a loro. Un ragazzo con il saio li procede con sguardo mesto e di finto raccoglimento. E Tiberio. E si pone alle spalle dei due clerici, sedendosi sulla scaletta della pedana e recando in mano una brocca di creta e un bicchiere.
Il Vescovo Catello si alza stanco e debilitato appoggiandosi sulle ginocchia. Tiberio gli si avvicina lo porta verso la pedana lo fa sedere e gli porge il bicchiere colmo dacqua che avidamente Catello beve.
ANTONINO: Guarda lass Catello. Guarda anche tu Tiberio. Non vedete il bagliore di una strana
fiamma?
CATELLO: (Lascia Tiberio, si alza e va verso Antonino) E vero cosa pu essere Mai
osservammo alcunch di simile!
ANTONINO: Sar forse un viandante in cerca di solitudine (come se gli girasse la testa si alza
dalla sua posizione prona) Ora mi sento come oppresso da unimprovvisa pesantezza al capo. Una forte sonnolenza preme sui miei occhi. (Si alza barcollando)
CATELLO: E strano succede lo stesso anche a me. O Tiberio mio caro, adagiami su questo
giaciglio che un torpore si sta avvinghiando alla mia anima. (Si accascia aiutato da Tiberio alla base della pedana, prende un crocifisso e lo bacia)
ANTONINO: Lora tarda. E quello che ai nostri sensi sembra dovuto a cause misteriose , forse,
nientaltro che leffetto della naturale fragilit di due corpi stanchi.
CATELLO: Si, riposiamo, Antonino. Riposa anche tu, Tiberio. (Si sdraia e con esso Tiberio
forzatamente)
Inizia una musica angelica in sottofondo. Entrano 4 bambini vestiti con kaftani chiari e sandali e con una posizione a semicerchio occupano il centro della scena circoscrivendo un fascio di luce chiara dallalto. ESan Michele Arcangelo.
MICHELE: (F.C): Eccomi a Voi, anime giuste! Trovato lo spirito del male, che qui si aggira, di
rabbia acceso, artefice di frode e dinganni, vengo a voi. Nunzio di Dio, Michele sono e Arcangelo sono diventato per volere del nostro Padre, a sollevare un lembo del vostro futuro. Antonino, tu presto sarai chiamato alla sede di Sorrento, ma prima assolverai qui lalto incarico di unaltra missione che Iddio taffida. Catello, lanimo tuo sia pronto ad affrontare una prova dolorosa. Fatti coraggio, il Signore Iddio sar sempre con te e, se sarai forte, le forze del male non prevarranno. Catello e Antonino, voi costruirete su questo aureo monte un tempio, il quale attirer il popolo in preghiere. Sar cos affermato il trionfo del Cristo sulle pagane credenze che ancora esistono. Questo il volere di Dio e ci sia fatto!!!
La luce lentamente svanisce, si dissolve il coro angelico mentre i 4 bambini vanno via. Poco dopo Catello e Antonino si svegliano e si stropicciano gli occhi. Tiberio continua a dormire.
CATELLO: (Incredulo) Quali celestiali accenti si sono offerti al mio udito. Sogno o son desto?
ANTONINO: Anche tu Catello, hai udito i moniti divini? E tu,
Tiberio, che fai? Svegliati!
TIBERIO: (Svegliandosi) Cos accaduto? Mi mi spaventate!
CATELLO: (Quasi in preda a crisi mistica va verso il proscenio guardando amorfe innanzi a s)
Non hai udito la voce arcana? Non ti ha svegliato la voce dellarcangelo?
TIBERIO: No, nulla ho udito! Io dormivo, ero tanto stanco!
CATELLO: Altre volte giunse a me leco di voci celestiali. Ma ora venuto larcangelo Michele e
ci ha scoperto un lembo del prossimo avvenire
ANTONINO: (Impaurito e grave si avvicina a Catello) Eventi importanti egli ha preannunziati e ci
trasmise i comandi di Dio
CATELLO: Noi edificheremo su questo monte il Tempio e lo dedicheremo al grande Arcangelo,
a colui che fu eletto da Dio capo supremo delle alate schiere..
ANTONINO: ..Egli vigiler, da queste alture, sulle fortune di Stabia e ne terr lontani gli spiriti
del male.
CATELLO: Cos sar fatto Antonino! (Si inginocchia appoggiandosi ad Antonino)
Sii benedetto Padre Celeste,
perch ti sei degnato di ricordarti di noi, misere creature!
Preparate la Via del Signore,
raddrizzate i suoi sentieri!
Ogni burrone sia riempito,
ogni monte e ogni colle sia abbassato;
i passi tortuosi siano diritti;
i luoghi impervi spianati,
ogni uomo vedr la salvezza di Dio!
Gloria a Dio nel pi alto dei cieli
e pace in terra agli uomini che egli ama.
La luce angelica stavolta si riaccende su Catello. Esce di scena sorretto da Antonino. Tiberio resta in un angolo attonito, rimasto solo si avvicina al centro scena e osserva il fascio di luce che alla sua presenza si spegne.
4-----------------------------------------------------------------------------------------------------------------------
Da destra entrano Galerio e Aristo con una prostituta avanti negli anni e dal seno prosperoso e dai modi poco dolci. Ridono poco dignitosamente mostrando i segni di una serata passata a bere e a trascendere nei piaceri pi carnali. Lei la pi ubriaca di tutti.
GALERIO: Oh caro Aristo, vedi un po qui chi c!
ARISTO: Oh il nostro Tiberio!! Il giovane Tiberio! Vai puttana dagli da mangiare la tua fresca
carne! Sporcagli il suo colletto bianco (Gli getta letteralmente la prostituta tra le braccia di Tiberio, la quale con i modi che solo lei sa tenere gli cinge la testa stringendogliela ai suoi seni)
TIBERIO: (Allontana di malo modo la prostituta rilanciandola a Aristo) Lasciatemi perdere!
ARISTO: Ma cosa ci racconti? Sei diventato di colpo tanto delicato? Il piccolo prete non accetta pi
gli odori della freschezza carnale? (Tira la prostituta a s e la circuisce odorando il suo corpo mentre lei ride come dannata)
TIBERIO: Lasciatemi perdere, vi prego, mi sento impazzire. Oh, da quando mi sono messo in
mezzo a voi, e al servizio di Tebaldo non vivo pi. Sono assalito da dubbi, da scrupoli, da incubi e, ve lo giuro, i sonni miei non sono pi tranquilli. Dover trarre in inganno due uomini santi, fingere ossequio e devozione al Vescovo e al suo monaco amico, agire in mala fede, fare la spia, arrecare loro chi sa qual danno, essere il vile strumento di non so quale tenebroso piano
GALERIO: (circospetto lo tira per un braccio) Taci maledetto!
ARISTO: Ma che ti sei cambiato ad un tratto? La purezza danimo si impossessata di te? Non fu
sempre loro il tuo signore? (Bacia appassionatamente la prostituta con eccesiva carnalit,)
GALERIO: .Il gioco?.Il vino? ..
ARISTO: (si pulisce con il pugno le labbra immonde morse dalla prostituta) E non ti ricordo tutte le
altre marachelle.
TIBERIO: Parlate proprio voi che pur facendo parte della milizia urbana, vi prestate a partecipare
alle losche imprese del vicario Tebaldo, e siete riusciti ad attrarre anche me tra voi.
ARISTO GALERIO: (lo canzonano) Oib oib!! (e scoppiano in una risata alla quale si accoda
anche la prostituta)
GALERIO: Da quando Tebaldo ottenne dal tribuno, capo della milizia bizantina, la nomina a
vicario di questa zona la sua autorit ormai consolidata e poi egli un grande signore
ARISTO: Egli molto astuto ed molto scaltro nella lotta col male!! Ora con quella nomina egli d
un aspetto legale alle sue ribalderie, e per giunta mentre riveste una carica bizantina, non esita ad intendersela con i capi dei Longobardi.
TEBALDO: (entrando grave si pone sulla pedana) Bene Aristo! La prossima volta ti prego di essere
meno eloquente
ARISTO: Ma nulla Tebaldo parlavamo di promesse di fedelt a te
TEBALDO: Tiberio, ti sei scelto un cattivo maestro. Un maestro che parla di fedelt e alti valori,
ma avvolto nei fumi dellubriacatura da vino non affatto credibile.
ARISTO: (Offeso cerca di difendersi attaccando Tebaldo) Il gaglioffo dimentica di essere anche lui
dei nostri.
TEBALDO: (Gli ferma il passo agguerrito puntandogli la spada) Non osare avvicinarti e parlare con
me con questo tono. La madre dei tuoi figli potrebbe offendersi assai.
(Aristo indietreggia suo malgrado)
Cos va bene! Sappiate che il tempo stringe e siamo oramai alle risoluzioni estreme. Il Vescovo Catello e Antonino hanno gi superato ogni limite e dovranno pagare il fo delle loro perfidie. Il territorio di Stabia preda ormai di orde di straccioni pi dannosi del Vesuvio e tutti costoro godono della protezione del Vescovo. Loro tutto finito, come sono finite le altre riserve della Chiesa. Le alte autorit bizantine hanno gi avanzato a Roma precise accuse contro di lui, come pure da parte dei signori gravemente danneggiati per la mancanza di braccia da lavoro, avendo tutti abbandonati i campi per seguire Catello su pei monti.
Molti accusano Catello di stregoneria, di sortilegio, di alienazione dei beni della Chiesa.
Domattina partir con una liburna alle volte dello stato pontificio per parlare col Santo Padre delle losche attivit del Vescovo e del monaco Antonino.
Tu ,Tiberio da noi postogli al suo fianco qual servitore negli uffici divini, ci hai fornito ampie prove delle pratiche diaboliche alle quali quei due si abbandonano. Voglio che prima che sorga il sole mi consegni tutto quanto tu abbia scritto in merito: i conciliaboli con esseri infernali, le pratiche magiche, le superstizioni che diffondono, le pretese di far zampillare acqua dalle aride rocce. Che assurdit!!!! Non insorse gi un Papa contro i rei di sortilegio? Non li rinchiuse in carcere? Non li fece sottoporre a frustate? E non vero che limperatore di Bisanzio giunse ad accusare persino un Pontefice di sortilegi infernali?
TIBERIO: Ma fu menzogna!! Laccusa fu sacrilega e mirava solo a favorire losche finalit
politiche di quellimperatore!
TEBALDO: Ancora tu? Ma quanto zelo? Comunque se accusato fu persino un Papa, cos di
fronte a lui questo misero Vescovo che tutto sovverte? Il Papa di fronte allevidenza, non potr non destituirlo o addirittura . arrestarlo.
GALERIO; Si, abbasso il Vescovo Catello!!
ARISTO: (Accodandosi e alzando il pugno) Si abbasso!! (Via Galerio Aristo e prostituta)
Scoppia un tuono assordante che illumina sinistramente la scena.
TEBALDO: Ti aspetto gi agli ormeggi domattina allalba. Voglio tutte le prove scritte
minuziosamente. (prende dalla borsa della carta pergamenata e una scatoletta rifinita contenente la penna doca e linchiostro) Toh, Queste sono le tue monete e qui vi troverai quanto occorre per preparare il tuo servigio, fanne buon uso.. e che gli Dei ti illuminino la strada della salvezza!!! (getta della polvere nel braciere che produce una fiammata potente, esce ridendo malvagiamente)
5-----------------------------------------------------------------------------------------------------------------------
Scoppia un altro tuono assordante.
Tiberio rimasto solo in scena.
Il maltempo si avvicina. Latmosfera diventa di un blu ghiaccio come il regno dellAde.
Tre ombre nere entrano e furtive si aggirano per la scena danzando una macabra DANZA DEL MALE. Ombre che Tiberio non riesce a vedere ma che lo inquietano assai. Non sa se scrivere o no. Il male prevale sulla sua buona coscienza.
Si mette prono sulla pedana e scartocciando la pergamena scrive di getto la calunnia su tre pergamene che alla fine le consegna ai ballerini che vanno via.
LA CALUNNIA E STATA SCRITTA.
Resta da solo in scena Tiberio, si volta verso laltare centrale e scopre un enorme sagoma del Golgota con le tre croci.
Di fronte a questa visione alza le braccia al cielo e crolla sulle sue ginocchia.
Buio repentino.
6 ----------------------------------------------------------------------------------------------------------------------
Si fa giorno lentamente sulle note di una dolce canzone. 3 uomini sono divisi per la scena e ognuno lavora secondo lo schema:
Il 1 ha una sega e a cavallo della pedana si aiuta col piede a mantenere ferma lasse di legno che sta tagliando Il 2 tira unenorme fune di canapo sul fondale a m di montacarichi; Il 3 alla parte opposta seduto sulle sue ginocchia inchioda ripetutamente un asse1 LAVORATORE: (smette di lavorare per dire la battuta rivolta esplicitamente al pubblico)
Padre Antonino inchioda, schioda, taglia, sega. Da quando ha fatto venire da Sorrento quella sua squadra di intagliatori, la costruzione della Chiesa di San Michele progredisce pi rapida e perfetta. (riprende a lavorare)
2 LAVORATORE: (come il 1 lavoratore) In questi lavori dintarsio e di taglio i legnaioli di
Sorrento sono insuperabili cos come lo sono i maestri dascia e i calafati che costruiscono barche e navi sul nostro lido. (riprende a lavorare)
3 LAVORATORE: Avete visto l? E dallalba che c un movimento insolito di navi nel nostro
golfo. E non saranno i pescatori che approfittano del tempo ormai buono. E l Una liburna sta attraccando e reca sulle vele lo stemma pontificio. Messi del Santo Papa e le sue guardie mettono piede qui su Stabia. Per altro stamattina una mezza centuria di uomini della milizia imperiale ha puntato da Napoli su Stabia. Che si avvicini una..sciagura?!!!
ANTONINO: (entrando con Catello seguito da un quarto lavoratore) Occorre rinforzare prima di
tutto le travature poich se dovesse scatenarsi una di quelle tempeste ben note qui sul Faito, rischiamo di trovare la Chiesa di San Michele scoperchiata.
4 LAVORATORE: Padre Antonino caro, su questa cima saremo tranquilli solo se riusciremo a
coprire la Chiesa con lastre di piombo.
CATELLO: Pazienza e costanza, figlio mio, verranno anche quelle! Iddio non abbandona mai chi
ha fiducia in Lui e lavora per lui.
ANTONINO: Catello quanta serenit, quanta quiete tutto intorno. Questa casa che dedicheremo al
nostro arcangelo sar un incanto
CATELLO: L incanto nellaria.
ANTONINO: Tanta bella la nostra Patria, ma nella tua ridente Stabia volle Iddio stampare una pi
vasta orma della sua grazia. Mare, monti, boschi, selve, campagne ubertose, frutta prelibata, un clima dolce, mite. E che dir delle mirabili sorgenti dacque sgorganti presso la riva del mare, che recano disciolte le pi diverse salutifere sostanza e, bevute, guariscono tante malattie?
CATELLO: Si, vero! Antonino, fu appunto la visione di tante magnificenze a porre nel mio cuore,
fin da fanciullo, un infinito desiderio di dedicarmi a Dio e ho subito saputo ascoltare le voci dei cieli che ci narrano delle glorie di Dio. O Antonino quanto grandi sono gli errori del mondo, come pioggia e nebbia tutto oscurano.
ANTONINO: Noi diffonderemo nel popolo, ogni giorno, la parola di Dio!
CATELLO: Si! Gli uditori sono come piccoli uccellini nel loro nido. Il predicatore porge loro lesca
dello spirito
ANTONINO: e li nutre e dirada le tenebre!
Entra in scena dalla parte opposta Tiberio. Si ferma con lo sguardo basso. E seguito da due ufficiali e da uno stuolo di popolani, tra i presenti c Comito.
CATELLO: Tiberio, figliuolo caro! Giorni or sono che ti cerchiamo, non sei pi venuto ai nostri
offici divini (mentre Catello parla Tiberio gli si avvicina e gli d un veemente bacio sulla bocca per poi ritrarsi e spostare il suo sguardo) Ma cosa
UFFICIALE: (facendosi avanti) Dunque. tu sei il vescovo Catello?
CATELLO: Si, sono io!
UFFICIALE: Ho un mandato di arresto contro di te, e debbo eseguirlo.
(Tiberio crolla in ginocchio in lacrime)
ANTONINO: Voi non potete arrestare questuomo giusto!
1 LAVORATORE: E vero non potete!!!
2 LAVORATORE: Cosa significa tutto questo?
3 LAVORATORE: Siamo qui noi per difenderlo! (Alza il martello brandendolo come arma, a
questoffesa i due ufficiali sfoderano le spade)
CATELLO: (Col gesto delle mani ferma spade e martello) Calma, calma figliuoli! Io non voglio
violenze. (Il lavoratore ripone il martello e le guardi rinfoderano larma)
ANTONINO: Possiamo sapere di quali delitti viene accusato questo santo uomo?
UFFICIALE: Io so solamente che lordine stato emanato dal Governatore su richiesta del Santo
Padre di Romana Chiesa.
2 UFFICIALE: Sono ordini superiori e bisogna eseguirli! Poich tra Napoli e Roma scorrazzano
bande di Longobardi, il viaggio sar fatto per mare. Una trireme della Marina Imperiale gi pronta nel sinus stabiense.
ANTONINO: Ma Catello non dici niente?
CATELLO: Sono ordini superiori e bisogna eseguirli. Fratello Antonino io parto col cuore
tranquillo, perch so di lasciare in buone mani questi miei figli. A te li affido. (Verso gli ufficiali porge loro le braccia per essere incatenato. Scattano le catene e mestamente Catello segue i due ufficiali fin fuori scena)
7 ----------------------------------------------------------------------------------------------------------------------
I lavoratori, il popolo e Antonino increduli e immobili restano in scena. Il sole inizia ad oscurarsi per preparare un temporale. I primi fulmini. Le prime saette, le prime goccioline di pioggia iniziano a bagnare i presenti che con un movimento lentissimo iniziano a vagare senza meta per la scena. La disperazione accende i volti dei presenti che sono oramai rimasti senza guida spirituale. Comito si appresta al centro e canta NON SI FA GIORNO MAI di R. Zero. Il coro fatto dagli altri presenti.
Qui dove sto
Si vede il mare
Conosco ormai
I misteri suoi
Lui come me
Calmo e inquieto
Lui come me
Sincero
Qui dove sto
Il tempo assente
Non lo vedo per
Mi pesa un po
Il letto cos cos
Discreto il vitto in sei miliardi
Parcheggiati qui
Mio Dio puoi sentirci tu
Quaggi vogliamo crescere
Stai l oltre le nuvole
Cos stanchi di fingere
Piet di quell odio ancora qua
Verrai il buio torner
Verrai
Prometti che verrai
Qui dove sto niente coscienza
Violenza si
Perdono no
Qui dove sto
La vita spenta anche se
Bisogno di verit qui ancora c
Fatti da te
Creati ad arte allora perch
Tante disparit
Che questa umanit
Si perde sempre
Col tuo silenzio il dubbio crescer
Il re dov finito il re
Non c la mano sua dov
Perch servono martiri
Eroi ministri giudici
Se poi non siamo liberi
Ci sei vorremmo crederti
Per noi non si fa giorno mai!
Lass non siamo angeli
Lo sai sempre pi deboli
Sei tu, tu ci hai lasciati qui
Cos potresti perderci
Perch unaltra epidemia
Perch il vuoto e la follia
Su questi cuori sai
Non si fa giorno mai
Guardaci
Ascoltaci
Perdonaci!!!
8-----------------------------------------------------------------------------------------------------------------------
Vanno via tutti. Resta soltanto Tiberio a terra addossato al muro della pedana piangendo.
TIBERIO: Ma cosa ho fatto? Che triste pena ho riservato al buon Catello! (piange e singhiozza)
Dio mio doveri quando avevo bisogno di te??
Parte una musica. Come saette entrano i tre danzatori della morte. Gli ballano intorno, lo circuiscono, lo tormentano. Una sagoma nera vestita con una lunga tunica a cappuccio che gli copre il volto passa lungo il fondale e sale al centro della pedana. Tiberio cerca di scappare dalle ombre malvagie avvicinandosi di spalle alla pedana.
OMBRA: (Tende al cielo un sacro Rosario e con forza inaudita lo avvolge al collo di Tiberio
stringendo fin soffocarlo) E scritto nei libri sacri!! Ogni pianta che non d buon frutto sar tagliata e gettata al fuoco!! (stringe ancor pi il collo di Tiberio agonizzante) Perdonalo o mio Signore come hai perdonato gli uccisori di tuo figlio!! Ego te absolvo in nomine patri et fili et spiritus sancti.(stretta di grazia)
Tiberio cade come corpo morto ed vittima delle ombre danzanti che infieriscono sul suo corpo con calci e pugni.
Poi si calano su di lui mangiandone la carne livida di sangue.
Lombra osserva la macabra scena. Poi toglie il cappuccio dalla testa: Tebaldo.
Ordina alle anime infernali di portare fuori la carcassa sanguinante di Tiberio.
Alza le braccia al cielo e si fa il segno della croce baciando il suo Rosario.
Va via.
9 --------------------------------------------------------------------------------------------------------------------
Sul fondale sillumina il riflesso delle cancellate di una prigione. Entrano gli ufficiali che portano Catello in catene. Un altro ufficiale pone lui uno sgabello nudo. Il corteo seguito da un prelato, Gregorio.
Catello viene aiutato da Gregorio a sedersi. Gli ufficiali salgono sulla pedana e fanno da guardia.
GREGORIO: Sua Santit Papa Pelagio II, mi ha mandato come tuo custode Catello, il mio nome
Gregorio e vuole che io verifichi la consistenza delle voci che a lui sono giunte sul tuo conto. A esser sincero mio Vescovo le lacrime sul tuo volto sembrano non coinvolgerti in queste diaboliche accuse
CATELLO: Disse Ges: Beati quelli che piangono, beati quelli che sono perseguitati e aggiunse:
Beati sarete voi quando vi malediranno e vi perseguiteranno, perch grande sar la ricompensa Ecco mio amico Gregorio, questo il vivere del mio dolore e lessere delle mie lacrime
GREGORIO: (Gli prende la mano e si inginocchi innanzi a esso) E compito mio chiederti..
Catello Vescovo di Stabia dinnanzi alla Santa Chiesa credi vivamente nella parola di Dio?
CATELLO: Cosa dice il Signore? Io sono la verit e la vita, io vi ammaestrer nelle cose rette e
gradevoli agli occhi miei
GREGORIO: Rispondimi! Credi nella parola di Dio o nellalchimia delluomo?
CATELLO: Cos mai loperato delluomo al cospetto della grandiosit della natura, dellimmenso
potere del Creatore? Cos mai ciascun uomo al Tuo cospetto Signore? (Pausa) Rispondimi tu amico Gregorio adesso. Potr forse vantarsi la creta di fronte a chi la plasma?
GREGORIO: Io. Io.Io non so perch sei qui! Vittima di quale assurdo disegno sei?
CATELLO: Il disegno unico del nostro Dio. In ogni momento la creatura deve dire: Signore, se a
Te piace, cos sia fatto; se questo sar per la Tua Gloria, si fatto nel Tuo nome. Io ho meritato di essere tribolato e oppresso , ed utile per me soffrire. (Si inginocchia) Ti piaccia, almeno, o Signore, che io sopporti tutto con pazienza, finch passi la procella e ritorni la calma. Dimostra la Tua grandezza, poich non ho altra speranza, n altro rifugio se non in te. (Pausa)
GREGORIO: (Avvicinandosi gli appoggia una mano sulla spalla) Catello dimmi come posso
aiutarti, ne parler col Santo Padre.
CATELLO: Il discepolo di Dio, il milite di Cristo colui che nessun nemico pu sconfiggere,
nessun lupo rapire dal cielo, nessuna insidia ingannare,.. nessun supplizio abbattere.
(Parte una musica)
Fra non molto il Papa morir e tu salirai sul trono di Pietro.
Ricordati allora di me che sono innocente e fa che reso libero, possa tornare presso il mio gregge. portando loro materiale utile per la costruzione di un tempio per osannare San Michele Arcangelo,
GREGORIO: (Pausa) Cosa. Cosa significano queste .. parole profetiche?
CATELLO: Neanche Maria credette al nunzio dellarcangelo Gabriele ma fu cos Dammi le
tue mani, porgimele con umilt e ascolta la mia voce.
(Gregorio mette entrambi le mani nelle mani di Catello. Il contatto sembra fulminante. Bagliori di luci rischiarano a sprazzi la scena, del fumo insistente riempie la scena. Quella che era lombra di una cancellata si trasforma in unenorme trifora da cattedrale. Un vento forte e Gregorio sembra irrigidirsi)
CATELLO: (PREREGISTRATO) La morte nera dallEgitto porter con s il nostro amato Pontefice.
DONNA: (Attraversando la scena correndo impaurita) Il Santo Padre, il Santo Padre mortooooo!!! (esce)
(In sottofondo campane a morto rimbombano per la scena Sul fondale appaiono alternativamente tante ombre di persone con lunghe tuniche porpora)
CATELLO (PREREGISTRATO): Tutte le qualit delluomo di governo, il senso del dovere, della misura e della dignit albergano in te Gregorio.
CAMERLENGO: (PREREGISTRATO) Prefectus Gregorio Acceptas me electionem de te canonici factem in summum pontificem?..
CATELLO (PREREGISTRATO): La saggezza, la giustizia, la mitezza e la tolleranza faranno di te un grande governatore di Madre Chiesa. Grande, si tanto che per i posteri sarai Gregorio il Grande. Papa Gregorio. Magno
GREGORIO: (PREREGISTRATO): Si.Accepto! (Campane di giubilo)
(Entrano dei canonici che mettono un lunghissimo mantello bianco sulle spalle di Gregorio. Catello si inginocchia dinnanzi a lui baciandogli le mani e porge la mitria sul capo del papa. Il Papa va a sedersi su un trono che intanto gli ufficiali hanno sistemato sulla pedana)
Alla fine della musica
GREGORIO: Catello amico mio le tue parole sono state verit. Sono convinto della tua innocenza e
ti colmer di onori e ti far dono di tutto quanto mi chiederai. Sar per te il mio primo naviglio allalba del prossimo giorno affinch tu possa tornare a Stabia dal tuo amato popolo. Prendi e porta con te tutto ci che ti serve per elevare un tempio al tuo amato Michele Arcangelo e stai tranquillo che coloro che hanno tramato alle tue spalle saranno da me scovati e puniti con laiuto dellimpero.
Si spengono man mano le luci sul Papato. San Catello resta isolato da un cono di luce.
CATELLO: (Si fa verso il proscenio) No, non ho bisogno di guardie e alabarde insanguinate.
(Alza lo sguardo al cielo) San Michele Arcangelo difendimi nella battaglia contro le insidie e la malvagit del demonio, sii mio aiuto. Tu, principe della milizia celeste, con la potenza che ti viene da Dio, ricaccia nellinferno Satana e gli altri spiriti maligni, che si aggirano per il mondo a perdizione delle anime.
Si spegne la luce anche su Catello. E tutto buio.
Parte una musica ancestrale
10 ------------------------------------------------------------------------------------------------------------------
COMITO (FC): E proprio quella notte che fra i picchi del monte Canino e del Molare, l dove il
demonio lasci il segno della zampa Tebaldo fece un incontro. pr caso, uno strano uomo dalla chioma bionda gli si avvicin, era vestito come un soldato di chiss quale milizia con una luccicante spada al suo fianco. Gli disse
MICHELE (FC) : O fratello, figlio disperso, perch lo calunniasti?
COMITO (FC): Tebaldo tremante attacc quelluomo con la sua spada. E sigill cos la sua fine.
In scena avviene un combattimento medievale di scherma antica tra il biondo condottiero e Tebaldo.
Tebaldo attaccato cade perdendo la sua spada e quando sembra pi debole sferra un attacco a tradimento con un piccolo spadino nascosto sotto la tunica.
La furia del soldato ora grave e imponente, colpito al culmine delle sue forze sferra un colpo di grazia a Tebaldo che muore.
Il condottiero delirante sale sulla pedana e alzando le braccia al cielo gli si illuminano dietro di s delle enormi ali fiammeggianti.
E Michele Arcangelo.
CATELLO: (FC) Il mio Dio ha mandato il suo Angelo e questi ha chiuso la bocca dei leoni e non mi han fatto male. Innanzi a lui stata trovata giustizia in me.
Di nuovo buio.
11 ----------------------------------------------------------------------------------------------------------------
Viene proiettato il cortometraggio IL RITORNO DI CATELLO interamente girato sulle vette del monte Faito in cui vedremo Catello vagare per le montagne e i solinghi sentieri che portano a Stabia. Il cortometraggio terminer con San Catello che scruta il paesaggio di Stabia dallalto di una rupe dicendo: Bandite gli odi, abbiate fede, lottate con ardore, perseverate nel bene, siate misericordiosi, perdonate le offese, siate semplici di cuore. Nei momenti difficili venite a me, apritemi il vostro cuore, io vi ascolter, implorer per voi, dallAltissimo, tutte le grazie!!!
12 -------------------------------------------------------------------------------------------------------------------
1 VOCE FC __________________: (con tono trionfante) Il Grande giorno alfine arrivato!
2 VOCE FC __________________: (c.s.) Ritorna a noi il Vescovo Catello!
3 VOCE FC ___________________: (c.s.) La sua innocenza ha trionfato!!
4 VOCE FC ___________________: (c.s.) Gli iniqui furono puniti!
5 VOCE FC____________________: (c.s.) Il demonio stato
battuto!!
6 VOCE FC ____________________: (c.s.) Osanna al nostro Vescovo Catello!!!!!!!!!
Si accendono le luci
Entra Comito da una parte seguito da un folto numero di popolani e Antonino dallopposta.
COMITO: A te, Padre Antonino, il nostro saluto di figli devoti, in questo giorno per noi tutti fausto
e solenne!!
ANTONINO: Giustamente voi esultate, figli carissimi. Insieme abbiamo sofferto, insieme abbiamo
pregato. Oggi infine, lOnnipotente premia la nostra fede,e rid a me il fratello e a voi il padre amatissimo!
I PRESENTI: Evviva!! Osanna!! Alleluia!! Ecco il nostro Vescovo!
ANTONINO: Catello amico mio! (Lo abbraccia)
Il Vescovo Catello avanza benedicente su una musica trionfale. Indossa i paramenti pontificali. Esso prende posizione sulla pedana al centro quasi a raffigurare laffresco del Paliotti che si ammira nella volta centrale della Cattedrale stabiese.
COMITO: Come tu sei tornato, o Nostro Pastore, cos fra noi resterai, avvocato e padre. La tua
gloria valicher i secoli e i millenni. Tu, angelo di Stabia, veglierai sui tuoi figli, ed essi ti glorificheranno, loro Patrono fino alle pi lontane generazioni!
Si crea un controluce che genera un grandioso effetto in cui la sagoma di San Catello attorniata da popolani in adorazione. La posa plastica. Sono tutti immobili.
______________: Gloriosissimo San Catello, voi da lunghi secoli siete il padre di questo popolo
______________: e come figli vi vogliamo un gran bene. Non smettete mai di parlarci e di guidarci
______________: Voi consigliateci, ammoniteci, scuoteteci, incoraggiateci e benedicenteci.
____________: se Dio sdegnato con noi, fatecelo sapere e ci pentiremo.
______________: Se i demoni ci tramano insidie, indicatecele e confondeteli: se il flagello si
accosta alle nostre case fermatelo ed alzate le mani per scongiurarlo.
___________: Salvateci la fede dei nostri padri e soffiate potentemente nella carit dei nostri cuori.
_______________: A voi affidiamo la debolezza dei vecchi
________________: la forza dei giovani
________________: la vivacit dei fanciulli
________________: la gravit delle madri..
________________: la fedelt delle spose
_______________: il genio degli artisti.
_________________: lonest dei commercianti
_______________: il sudore degli agricoltori.
______________: il coraggio dei naviganti.
______________: A voi raccomandiamo
_______________: la mente ed il cuore degli studiosi
______________: il palpito dei perseguitati.
_____________: il pianto dei poveri
_______________: il gemito degli infermi.
COMITO: (Alzandosi, va verso il pubblico) E Voi Ges onnipotente, che ci avete dato questo gran
Padre, siateci propizio sempre che vi supplichiamo in suo nome. Mostrateci il Vostro eterno sorriso. Per Christum Dominum nostrum. Amen
Si spengono le luci. Buio.
Fine
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