Sarto per signora

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SARTO PER SIGNORA

SARTO PER SIGNORA

di George Feydeau

ATTO PRIMO

Il salotto di Moulineaux. Porta sul fondo che immette nell'anticamera. Porta a sinistra, in primo piano, che immette nelle stanze di Yvonne. Porta a sinistra, in secondo piano. Porta a destra, in primo piano, che immette nelle stanze di Moulineaux. Porta a destra, in secondo piano. Un tavolo da lavoro a destra della scena. A sinistra del tavolo una grande poltrona, giornali di medicina, tutto l'armamentario di un medico. A sinistra, due sedie, l’una accanto all'altra, mobili a piacere.

Scena prima

All'alzarsi del sipario la scena è vuota. Fa appena giorno.

Stefano entra dalla porta di destra, in secondo piano. Ha in mano una scopa, un piumino, uno strofinaccio, tutto ciò che serve per le pulizie.

STEFANO (posa il piumino e la scopa; apre la porta di fondo per dare aria, sbadiglia).

Ho ancora sonno!... è stupido!.... é sempre al momento di alzarsi che si ha più voglia di dormire, questo è dimostrato.

Dunque l'uomo dovrebbe aspettare di essere alzato per andare a letto!... (apre la porta di fondo) Oh! ma io sto sbadigliando fino a slogarmi la mascella; forse dipende dallo stomaco...

Lo chiederò al signore. Ah! che piacere essere al servizio di un medico!... si ha sempre un medico al proprio servizio... e per me che sono cagionevole di salute... sono di costituzione nervoso-linfatica, come dice il signore.

Sì, qui mi trovo bene. Mi trovavo ancora meglio sei mesi fa, prima che il signore si sposasse.

Ma non posso lamentarmi, la signora è incantevole... e visto che bisognava pren-

derne una, questa è proprio la donna che andava per noi... per il signore e per me!... Coraggio,  ora di svegliare il signore.

E anche questa è bella!...la camera del signore da una parte e quella della signora dall'altra. C'è da chiedersi perché mai ci si sposa... ma sembra che si usi, nell'alta società.

(Bussa alla porta a destra in primo piano e chiama) Signore!... signore!... (a parte) Dorme sodo!

(a voce alta) Come, nessuno! il letto è intatto!...

Ma allora il signore questa notte non è rientrato!... sta prendendo una brutta strada, il signore!...

E la povera sposina dorme fiduciosa. Oh! Questo non è bene!... (Vedendo entrare Yvonne):  Signora!

Passa al 2.

Scena seconda

STEFANO, YVONNE

YVONNE (in primo piano, a sinistra). Il signore si è  alzato?

STEFANO (balbettando). Eh? No, no... sì, sì...

YVONNE :   Cosa « no, no... sì, sì »? Mi sembrate turbato!

STEFANO, Io, turbato? Al contrario! mi guardi bene, signora! Io, turbato?

YVONNE. Sì.

Si dirige alla porta di destra, in primo piano.

STEFANO (vivacemente). Non entrate!

YVONNE  (stupita). Che idea! e perché mai?...

STEFANO (molto imbarazzato). Perché... perché il signore è malato.

YVONNE. Malato! ma appunto... il mio dovere...

STEFANO (correggendosi). No, quando dico malato, esagero!... E poi, le finestre sono spalancate!... c'è molta polvere di là, sto facendo le pulizie...

YVONNE.  Come! mentre mio marito è malato! Cosa mi andate raccontando?...

Yvonne entra.

STEFANO (all'l). Ma, signora!... (Al pubblico) Fritto, è fritto! Ah! peggio per lui, io ho fatto quel che ho potuto.

YVONNE (esce e passa all'1).  Il letto non è disfatto! mio marito ha passato la notte fuori! Ah! vi faccio i miei complimenti, Stefano. Il signore deve pagarveli molto bene questi servizi!...

STEFANO. Volevo evitare alla signora...

YVONNE (passando). Siete troppo caritatevole! vi ringrazio... Oh! dopo sei mesi di matrimonio! Ah! È spaventoso !

Rientra nelle sue stanze.

STEFANO, Povera donna! Ma gli sta bene anche a lui! In queste cose io non transigo!

Scena terza

STEFANO, poi MOULINEAUX

Si sente bussare alla porta esterna dell'anticamera.

STEFANO : Chi è?

MOULINEAUX (fuori). Aprite! sono io...

STEFANO (all 1). Ah! C’è il signore!... (va ad aprire, poi ritorna seguìto da Moulineaux ) Il signore ha passato la notte fuori?...

MOULINEAUX (in abito nero, col viso sfatto, 1a cravatta slacciata, al 2). Sì, silenzio!... no... cioè sì!...

La signora sa qualcosa?...

STEFANO. Beh!... La signora è appena uscita di qui...e se devo giudicare dalla faccia...

MOULINEAUX (inquieto). Sì?... ah! accidenti!

Passa all'l.

STEFANO. Ah! signore, è molto grave quel che fa il signore, e se il signore volesse dar retta a un amico...

MOULINEAUX. Quale amico?

STEFANO. Io, signore !

MOULINEAUX. Ehi, voi, mantenete un po' le distanze!... (Passa al 2) Ah! Dio! che notte!... ho dormito sulla panca delle scale!... é un miracolo se non mi sono buscato una ventina di reumatismi!... Prima che mi ci riprendano al ballo del 'Opéra ! . . .

STEFANO. Ah! il signore è andato al ballo dell'Opéra?

MOULINEAUX. Sì!... cioè no. Occupatevi dei fatti vostri.

STEFANO. Sì, ma è lo stesso, si vede dalla faccia!...non è necessario essere maliziosi per capire che il signore ha fatto bisboccia tutta la notte.

MOULINEAUX (seccamente). Bene! Stefano, tornate in cucina.

STEFANO. Va bene, ci vado.

Scena quarta

MOULINEAUX. Ah! Prima che mi becchino ancora al ballo dell'Opéra!... il cielo mi è testimone che non volevo metterci piede!... ebbene, sì! ma quel grazioso demonio della signora Aubin fa di me quello che vuole.

In linea di principio, mai avere per cliente una bella donna, e una donna maritata.

E’ molto pericoloso. L'Opéra, per esempio, è un suo capriccio. « Alle due! in piazza! » che voleva dire: « Aspettatemi in... in eterno ». E ho aspettato... fino alle tre, come un citrullo! Poi quando me la sono vista davanti... quando me la sono vista davanti... la cruda realtà, e lei continuava a non venire, me ne sono andato, furioso!

Avevo le ossa rotte!... Torno a casa, consolandomi all'idea di un bel sonno. Arrivo alla porta, tac! niente chiave. L'avevo dimenticata nell'abito di tutti i giorni. Suonare voleva dire svegliare mia moglie. Scassinare la porta, non avevo l'occorrente; allora, disperato, mi rassegno ad aspettare il giorno e a passare la notte sulle scale!   (Si siede a destra) Ah! chi non ha passato una notte sulle scale non può farsi un'idea di ciò che significa!...

Sono assiderato, distrutto, annientato! (Bruscamente) Oh! ecco un'idea! Mi farò una ricetta. Sì, ma se curo me stesso come curo i miei malati, ce n'ho per un pezzo!... Oh! e se mandassi a chiamare un medico omeopatico?...

Scena quinta

MOULINEAUX, YVONNE

YVONNE (uscendo dalla sua camera). Ah! eccovi finalmente ! . . .

MOULINEAUX (si alza come spinto da una molla). Sì, eccomi!... Ehi tu... tu hai dormito bene? come sei mattiniera!

YVONNE (amara).  Anche voi, no?...

MOULINEAUX (imbarazzato). Io?... sì, sai avevo un lavoro da fare.

YVONNE (martellando ogni sillaba).  Dove avete passato la notte?

MOULINEAUX (stesso gioco). Eh?

YVONNE (stesso gioco) . Dove avete passato la notte?

MOULINEAUX.    Sì, ho capito... dove ho passato la....Come, non te l'ho detto?... ieri lasciandoti, non ti ho detto: « Vado da Bassinet? ~ Oh! è molto malato, Bassinet!...

YVONNE (incredula). Ah! E avete passato la notte da lui?

MOULINEAUX (con disinvoltura). Certo... Oh! tu non sai in che stato si trova, Bassinet.

YVONNE (beffarda). Davvero?

MOULINEAUX. Ho dovuto vegliarlo.

YVONNE (stesso gioco). In abito nero?

MOULINEAUX (annaspando). In abito nero, esatto!...cioè no... Ora ti spiego! Bassinet... hm! Bassinet è talmente malato, no?... che la più piccola emozione lo ucciderebbe! allora per nascondergli la situazione... abbiamo organizzato una festicciola a casa sua... con molti medici. Un consulto in abito nero, poi abbiamo ballato... sempre per nascondergli la... Allora sempre ballando, non è vero...facendo finta di niente. (Ballando e cantando)

Col colera che lui ha

Ah! ah! ah! ah!

Ci scommetto morirà

Ah! ah! ah! ah!

Era divertentissimo!... Spesso coi malati bisogna usare dei sotterfugi!

YVONNE. Veramente geniale! E così, è spacciato?

MOULINEAUX (con convinzione). Oh! spacciato! Non se la caverà!

Scena sesta

Gli stessi, STEFANO, BASSINET

STEFANO (annunciando). Il signor Bassinet.

BASSINET (entrando, al 2). Buongiorno, dottore.

MOULINEAUX, Lui! che il diavolo se lo porti! (Correndo incontro a Bassinet, rapidamente e sottovoce) Zitto! Tacete, siete malato!...

BASSINET (sbalordito). Chi? Io? ma neanche per sogno!...

Passa al 3.

YVONNE (insidiosa). E state bene, signor Bassinet?

BASSINET (fanciullone). Come vedete.

MOULINEAUX (rapidamente). Sì, come vedi, sta male, malissimo... (Sottovoce) Volete tacere? vi dico che siete malato.

YVONNE. Perché volete che il signor Bassinet sia malato quando lui stesso vi dice...

MOULINEAUX, Che ne sa, lui?... Non è medico. Ti dico che è spacciato.

BASSINET (sussultando). Io, sono spacciato?

MOULINEAUX. Ma sì!... soltanto, abbiamo voluto nascondervi la situazione. (A parte) Ma sì, peggio per lui, che crepi se lo desidera!

Torna verso il fondo.

BASSINET. Ah! mio Dio! cosa dice!...

YVONNE (con intenzione). Ahimè! è proprio per questo che mio marito ha passato la notte accanto a Voi.

MOULINEAUX  (a parte). Patatràc! Ahi, ahi

BASSINET. Ha passato la notte accanto a me, lui?

MOULINEAUX. Ma sì! Non ve ne siete accorto? (A Yvonne) Lascialo stare, non vedi che delira? (Sottovoce a Bassinet, andandogli incontro) Ma tacete dunque! non capite che combinate dei guai?

Torna indietro e passa all'l.

BASSINET (a parte). Decisamente il malato è lui, il dottore !

YVONNE (passa al 2). Suvvia, signor Bassinet, curatevi bene. Sì, avete un bell'aspetto per essere un uomo in agonia!... vero che è un'agonia che dura ormai da un bel pezzo!

MOULINEAUX (all'l). Sì, è... è un'agonia cronica.

YVONNE. Sono le meno mortali. (A parte) è chiaro! mi tradisce!... Ah! dirò tutto alla mamma!

Rientra nelle sue stanze.

Scena settima

MOULINEAUX, BASSINET

MOULINEAUX. :  Ma insomma, non vi accorgete che da un quarto d'ora fate una sciocchezza dopo l'altra?

Ah! non avete la capacità di capire le allusioni, voi!

BASSINET (sgomento). Capire cosa?

MOULINEAUX. La situazione.

BASSINET. Quale situazione?

MOULINEAUX. Se vi avevo messo in agonia, avevo le mie buone ragioni!... Potevate rimanerci, no?

BASSINET. Permettete!

MOULINEAUX. Che bisogno avevate di venire qui a far confusione?...

BASSINET. Eh! cosa?

1, Moulineaux all'l, Bassinet al 2

MOULINEAUX, Non potevate avere la delicatezza di non venire?...

BASSINET. Come potevo indovinare...

MOULINEAUX (caricandosi). Diamine! Il giorno seguente al ballo dell'Opéra non si va in casa di gente che ha scelto voi come pretesto per raccontare una frottola.

BASSINET. Ah! se me 1’aveste detto!...

MOULINEAUX (bruscamente). Insomma, cosa volete?

BASSINET. Ebbene! ecco quel che volevo. (Fanciullone) Io, sapete, vengo soltanto quando c'è un piacere da fare.

MOULINEAUX (raddolcendosi). Ah bene!... questo mi consola un po'!... Se è per un piacere!

BASSINET (fanciullone). Da fare a me, esatto!

MOULINEAUX (passa al 2). Ah! è per... (A parte) Mi avrebbe stupito il contrario! (A voce alta) Vi chiedo scusa ma sono un po' stanco. Ho dormito sulle scale.

Si siede, al 2.

BASSINET (complimentoso). Oh! non fa nulla.

Si siede, all'l.

MOULINEAUX. Vi ringrazio. Ma aspetto mia suocera, che arriva da a Parigi e allora capite...

BASSINET, Sì!... Ebbene, ecco di che si tratta.

Si siede a sinistra.

MOULINEAUX. Che rompiscatole! Scusate.

Suona.

Scena ottava

Gli stessi, STEFANO

STEFANO (sul fondo). Il signore ha suonato?

MOULINEAUX (sottovoce a Stefano). Sì, vi prego, liberatemi di questo signore! Fra cinque minuti suonate, portatemi un biglietto da visita, non importa quale... e dite che una persona mi vuole parlare. Questo lo costringerà ad andarsene.

STEFANO. Capito! Il rimedio contro i seccatori!

BASSINET. Voi sapete che un anno fa, in seguito alla mia eredità...

MOULINEAUX. La vostra eredità?

BASSINET (alzandosi). Sì, il denaro che mi ha lasciato mio zio... Ho acquistato una casa a Parigi, in rue de Milan 70... I miei locali, però, non si riesce ad affittarli... (Si alza) Allora sono venuto qui... Voi avete un bel po' di clienti... per voi chiedere che si interessino di farmene affittare qualcuno...

Gli dà dei prospetti.

MOULINEAUX (furioso, passa a11'1). Cosa? e venite a cercarmi fin qui per questo?

BASSINET (passa al 2). Aspettate!... non arrabbiatevi!... voi non avete nulla da perdere!... Le mie case sono molto malsane. Vi manterrò la clientela.

MOULINEAUX (esplode). Eh! andate al diavolo!... Se credete che consiglierò le vostre case malsane!...

Si muove.

BASSINET (vivacemente). Non tutte!... Per esempio, ho un appartamentino all'ammezzato, completamente ammobiliato. Un'occasione!... Era occupato da una sarta, che se n'è andata senza pagare!...E’una storia curiosa! Figuratevi che la sarta...

MOULINEAUX. Eh! Importa assai a me della vostra storia, del vostro appartamento e della vostra sarta. Cosa volete che me ne faccia della sarta?

BASSINET. Permettete, non è della sarta...

MOULINEAUX. Eh! lo so bene, ma avreste potuto scegliere un altro momento per parlarmene. Quando penso che nel frattempo mia moglie, povera donna...

ATTO I - SCENA VIII

Torna verso il fondo, a sinistra.

BASSINET (amaramente). Ah! è vero! avete moglie,  voi! La mia, ahimè, l’ho perduta!

MOULINEAUX (distratto). Andiamo, andiamo! Meglio così! meglio così!

E quasi sul fondo, contro la porta dalla quale è

uscita Yvonne.

BASSINET, Come « meglio così " ?

MOULINEAUX (correggendosi). Volevo dire: che disgrazia! che disgrazia!

Viene avanti, a destra.

BASSINET (amaramente). Cos'è mai la vita, voi non ci crederete... Mi è stata portata via in cinque minuti!

MOULINEAUX (annoiato). Portata via! Un attacco di apoplessia?

BASSINET. No, un soldato. L'avevo lasciata su una panchina alle Tuileries. Le avevo detto: Aspettami, vado dal tabaccaio a prendermi un sigaro. Non  l'ho mai più ritrovata! (Suona il campanello)

Suonano!

MOULINEAUX (a parte). Stefano.

Torna verso il fondo.

STEFANO. Signore, c'è un signore che desidera parlarvi. Ecco il suo biglietto da visita.

MOULINEAUX (scambiando un sorriso di intesa con Stefano). Vediamo... ah! benissimo!... (A Bassinet)  Vi chiedo scusa, signor Bassinet, è un seccatore

ma non posso fare a meno di riceverlo.

BASSINET. Un seccatore!... All! lo so come succede, fatelo entrare!... (Sedendosi a destra) Io resto qui, sarà costretto ad andarsene.

MOULINEAUX (a parte). Cosa? vuol rimanere! Che mignatta! (a voce alta) Il fatto è che desidera parlarmi a quattr'occhi...

BASSINET. Allora è un'altra cosa. Chi è questo seccatore?... (Prendendo il biglietto da visita dalle mani di Moulineaux) Chevassu!... Ah! Chevassu, lo conosco benissimo! Sarò felice di stringergli la mano!  Me ne andrò dopo.

MOULINEAUX (sconcertato). Cosa?... No! non potete!...Non è lui, è... suo padre.

BASSINET. Non l’ha mai avuto.

MOULINEAUX. Allora lo zio, e non desidera essere visto. Andate! andate!...

Lo costringe ad alzarsi.

BASSINET. Ah! benissimo. (Fa l'atto di uscire dal fondo, poi, giunto alla porta, la evita e si dirige alla porta di destra, in secondo piano) Sentite, aspetterò nella stanza accanto.

MOULINEAUX. Come! non se ne va! Ah! peggio per lui, glielo garantisco, lo faccio aspettare tutta la giornata!

BASSINET (comparendo di nuovo alla porta). Senti-

te, ho un'idea! Se il vostro seccatore vi rompe le scatole, conosco il sistema per toglierlo di mezzo.

Io suono, vi faccio consegnare il mio biglietto da visita e voi dite che sono un seccatore che siete costretto a ricevere!...

MOULINEAUX. Sì, sì, va bene, andate! andate! Se siete stanco, dormite, c'è una chaise longue.

Bassinet esce.

Scena nona

MOULINEAUX, STEFANO

MOULINEAUX (al 2). Uff!... eh, sì, la faccenda non è semplice!

Si lascia cadere su una poltrona.

STEFANO (all'l). E pensare che il signore è medico, e non approfitta di questo vantaggio per liberarsi delle persone fastidiose!

MOULINEAUX. Ho pensato che non dovesse più andarsene.

STEFANO. Al posto del signore, lo curerei con gli stupefacenti.

MOULINEAUX. Ah! no, ho avuto troppe emozioni da questa mattina, sono indolenzito, distrutto. Tenterò di dormire un'ora. (Si stende sulla chaise longue). Badate che nessuno mi disturbi.

STEFANO (torna verso il fondo). Bene, signore.

MOULINEAUX (chiudendo gli occhi). Ah! come si sta bene!... Sento che non tarderò...

STEFANO (al momento di uscire). Devo svegliare il signore?

MOULINEAUX (ad occhi chiusi). Sì, domani... o dopodomani... ma se dormo no.

STEFANO. Bene! allora, ai prossimi giorni, signore! Buonasera signore!

Uscita di Stefano.

MOULINEAUX. Buonasera...

Scena decima

MOULINEAUX,  poi la  SIGNORA AIGREVILLE e YVONNE

Una pausa, durante la quale Moulineaux si addormenta. Dopo un istante, si sente suonare. Rumori fra le quinte.

SIGNORA AIGREVILLE  (fra le quinte). Mia figlia! Mio genero! Voglio vederli!

STEFANO (entrando come un fulmine). Signore, c'è la signora vostra suocera!... (Entra nell'appartamento di Yvonne, parlando fuori scena a Yvonne)

Signora, c'è la signora Aigreville!

SIGNORA AIGREVILLE (irrompe dal fondo, con una borsa in mano, che posa sul fondo). Ah! figli miei, figli miei!

verso il centro della scena.

YVONNE (uscendo da sinistra in secondo piano). Mamma, mamma!

MOULINEAUX (svegliato di soprassalto, al 3). Ehi  Cosa c'è?... un terremoto! (Sbalordito) Mia suocera!

SIGNORA AIGREVILLE (al 2). In persona.

MOULINEAUX. Ah! che idiozia svegliare la gente a questo modo!

SIGNORA AIGREVILLE (abbracciando Yvonne). Figlia mia!... Caro genero!... Beh, non mi abbracciate?

MOULINEAUX. Come no!... stavo per chiedervelo; ma voi capite, la sorpresa, lo sbalordimento di addormentarsi senza suocera... e di trovarne una al ri-

sveglio!... c'è sempre un momento di... Abbracciatemi, suocera mia... (La signora Aigreville gli getta le braccia al collo) Oh! non scuotetemi troppo... perché quando si sta dormendo...

SIGNORA AIGREVILLE. Dormivate?

MOULINEAUX. Mi sono appena svegliato.

SIGNORA AIGREVILLE. Si vede!... avete la faccia di uno che ha dormito troppo!...

MOULINEAUX. Eh, via!... Sì, è vero! siete fisionomista.

SIGNORA AIGREVILLE (scoppiando in singhiozzi). Ah!

figli miei!... figli miei! come sono felice di rivedervi.

MOULINEAUX. Beh, che vi prende? (A parte) Ha il ritorno bagnato, la suocera!

YVONNE. Non piangere, mamma.

SIGNORA AIGREVILLE (singhiozzando). Non piango.

MOULINEAUX (a parte). No, figuriamoci! Piove!

SIGNORA AIGREVILLE. ~ 1 emozione di rivedervi!... Il mio caro Moulineaux, è dimagrito, è dimagrito. (A Yvonne) E’ vero che tu, al contrario... Ah! Moulineaux, il matrimonio ha dei lati positivi!... perché siete in abito nero, dovete andare a un fu-

nerale?

MOULINEAUX (con vivacità). Sì! è... è per voi.

SIGNORA AIGREVILLE. Eh?

MOULINEAUX (correggendosi). In vostro onore!

YVONNE. Già, il signore ha vegliato uno dei suoi malati!... un malato che ha un'agonia cronica!

MOULINEAUX (correggendosi). Ecco!

SIGNORA AIGREVILLE. Fate il servizio notturno, voi!

MOULINEAUX. No... ma quando c'è di mezzo un ballo... (Correggendosi) un balato... un medico deve dedicarsi ai suoi balati!...

SIGNORA AIGREVILLE. Avete il raffreddore?

MOULINEAUX. Sì... un po’ !...

SIGNORA AIGREVILLE. Yvonne, e tu non gliela prepari la tisana a tuo marito?

YVONNE (seccamente). Mio marito si fa curare in casa

dei suoi malati... quando fa i suoi consulti coreografici!

SIGNORA AIGREVILLE. Oh! sei veramente acida con tuo marito!

Pronunzia « vera mentàcida ».

MOULINEAUX (vivacemente). Vero che è mentàcida! terribilmente mentàcida.

SIGNORA AIGREVILLE. C è forse uno screzio fra Voi due?

MOULINEAUX, No, ma qualcuno si è alzato male stamattina!

YVONNE, E qualcun altro invece non si è alzato affatto! ...

MOULINEAUX (al pubblico). Questa è per me. Prendi su!

SIGNORA AIGREVILLE. Su, su, calmatevi! Ah! per evitare i contrasti fra marito e moglie non c'è che la suocera...

Moulineaux (a parte). Sì, è un diversivo.

Scena undicesima

Gli stessi, STEFANO

STEFANO (con un biglietto, seconda porta a destra).Signore, il signore di poco fa mi ha pregato di consegnarvi questo biglietto.

MOULINEAUX. Permettete? (Guardando il biglietto)  Di Bassinet! Ah, questo poi no. Rispondete che  ne ho per un mese. Ah! veda di ammalarsi e poi lo curo io, quello lì.

SIGNORA AIGREVILLE. Cosa c è?

MOULINEAUX. Niente! il mio barbiere; solo che lui la barba la fa venire! (A Stefano) Ah! Stefano, andate in camera mia, troverete la vestaglia; prendetela e portatela.

STEFANO (stupito, viene avanti al 4). Avete detto?

MOULINEAUX (ripete). Prendetela e portatela.

STEFANO Ah ! Il signore è molto buono. Ringrazio molto il signore.

Esce in primo piano a destra.

MOULINEAUX (che non capisce). Non vedo proprio in che cosa sono buono chiedendogli la mia vestaglia.

Scena dodicesima

Gli stessi, BASSINET

BASSINET (uscendo da destra in secondo piano). Dite un po', lo sapete che sono qui?

Moulineaux (scacciandolo dalla stanza). Ancora lui!... ohi !... ohi ! tornate dentro!... tornate dentro

SIGNORA AIGREVILLE (stupita ). Chi è    quello?

MOULINEAUX. Niente! un malato!

YVONNE (ironica). Ehi via!

SIGNORA AIGREVILLE. Perché lo scacciate

MOUI.INEAUX (con disinvo1tura). Ha una malattia contagiosa.

SIGNORA AIGREVILLE. Davvero?

MOULINEAUX. Oh! la più contagiosa di tutte; quando uno la prende non se ne libera più.

YVONNE (ironica). Eppure è un malato molto compiacente!

MOULINEAUX. Un altro sasso nella mia piccionaia!

SIGNORA AIGREVILLE. Decisamente, c è qualcosa che non va! Devo interrogare Yvonne. (A Mou1ineaux)  Mio caro Moulineaux... lasciatemi sola con mia figlia. Devo parlarle.

MOULINEAUX. Oh! con piacere!... Quando mia moglie è così di malumore!...

Esce a destra in primo piano.

Scena tredicesima

La SIGNORA AIGREVILLE, YVONNE

SIGNORA AIGREVILLE (spingendola verso le sedie di sinistra). Senti un po', cos'hai contro tuo marito?

Si siedono.

YVONNE (scoppiando in singhiozzi). Oh! mamma! mamma! Sono molto infelice!

SIGNORA AIGREVILLE. Ah! Dio mio! che c è dunque?

YVONNE, Mio marito ha dormito fuori.

SIGNORA AIGREVILLE. Davvero? e quando?

YVONNE. Questa notte! questa notte stessa! (Alzandosi) E chissà quante altre notti, senza che io ne ne sia accorta.

SIGNORA AIGREVILLE. Come! Senza che tu te ne sia accorta?... queste cose si vedono, . specialmente di notte!...

YVONNE. Come?

SIGNORA AIGREVILLE. Diamine! Dove sta la vostra camera?

YVONNE. Quale? la mia?

SIGNORA AIGREVILLE. La tua, la sua! la vostra insomma.

YVONNE (passa al 2). Io dormo di là... e mio marito di qua!

SIGNORA AIGREVILLE. Eh! cosa? tu di là... e tuo marito!... Dopo sei mesi!

YVONNE. Oh! succede da molto tempo!

SIGNORA AIGREVILLE (vivacemente). Ma è un errore! un grossissimo errore! Vedi, la camera in comune è la salvaguardia della fedeltà coniugale!

YVONNE. Sì?

SIGNORA AIGREVILLE. Certo. E tiene unite persino le coppie che convivono liberamente! Mia cara bambina, ma questo è elementare, è matematico!

BASSINET (sl7alo1-dito). Ehi !! io, ma io...

Muove un passo verso la signora Aigreville

SIGNORA AIGREVILLE (spaventata fugge). Sì...sì... andate! andate!... andate a letto!...

BASSINET (avanzando verso di lei). Come! devo andare a letto?

SIGNORA AIGREVILLE (gira attorno alle sedie per sfuggire a Bassinet). Sì, quando si è malati, si sta a letto; andate, andate a letto!...

BASSINET (al pubblico). In questa casa hanno tutti qualcosa!... (Tentando di avvicinarsi nuovamente alla signora Aigreville) Allora direte al dottor Moulineaux..

SIGNORA AIGREVILLE (spaventata allontanandolo col gesto). Sì... va bene!... glielo dirò... glielo dirò...

BASSINET (ridacchiando). Vi ringrazio. Mi permettete di baciarvi la mano?

SIGNORA AIGREVILLE. No... no... niente affatto!... (A parte) Sì! ci mancherebbe altro! (A voce alta) Andate, buonasera!

BASSINET. Buonasera!

Rientra a destra in secondo piano.

           Scena quattordicesima                         Scena quindicesima

            Gli stessi, BASSINET                    La SIGNORA AIGREVILLE, YVONNE

BASSINET (entra e viene al 2). Scusate, signora...

SIGNORA AIGREVILLE (si rifugia dietro le sedie di sinistra). Ah! mio Dio!... il contagioso! Ma tornate di là, dunque!

BASSINET (a Yvonne). Volevo parlare al dottor Moulineaux.

YVONNE. Per mettervi nuovamente d'accordo con lui, non c'è dubbio. Fate davvero un bel mestiere, signore!

SIGNORA AIGREVILLE (venendo avanti).é  fastidioso, mio genero. I malati li dovrebbe lasciare a casa loro!... Allora, stavi dicendo che tuo marito ha passato la notte fuori?..

YVONNE : Fuori come di più non è possibile, mamma...  Ah! come sono infelice!

SIGNORA AIGREVILLE. Non piangere. Innanzitutto spiegami. Moulineaux ha dormito altrove. Con chi?

YVONNE. Con chi?...

SIGNORA AIGREVILLE. Ehi !! Diamine! un marito non dorme altrove per passare la notte al sereno. Hai scoperto qualcosa?...

YVONNE (estraendo un guanto da donna dal corsetto). Non so niente. Solo, ieri ho trovato questo guanto nella tasca del vestito...

SIGNORA AIGREVILLE. Un guanto da donna!... è un indizio!... E fra le sue carte...?

YVONNE (ingenua). Oh! non le ho guardate!

SIGNORA AIGREVILLE. Non le hai guardate?... Ma, ragazza mia, non c'è altro mezzo per sapere cosa contengono; tutte le donne lo fanno.

Moulineaux esce dalia sua camera.

Scena sedicesima

MOULINEAUX, la SIGNORA AIGREVILLE

SIGNORA AIGREVILLE. Tuo marito!... Lasciami fare.

Yvonne esce.

MOULINEAUX (a parte). Oh! Spero che tutto vada per il meglio. La mamma le avrà fatto intendere ragione.

SIGNORA AIGREVILLE.: Moulineaux

MOULINEAUX (amabilissimo). Cara mammina di mia moglie.

SIGNORA AIGREVILLE. Non andrò per le lunghe. Conoscete questo guanto?

MOULINEAUX. Se lo... ah! Bene! se sapeste quanto l'ho cercato!

Cerca di prenderlo.

SIGNORA AIGREVILLE (dandogli col guanto un colpo sulla mano). Giù le mani! di chi è questo guanto?

MOULINEAUX. Eh... io... di chi è  (Con disinvoltura) é mio!

SIGNORA AIGREVILLE. Vostro! di questa misura?...

MOULINEAUX. Eh!... per rimpicciolire la mano, no? tenendo il pollice vicino e allungando le dita... In questo modo, guardate!...

SIGNORA AIGREVILLE (alzando le spalle). Suvvia! è un guanto da donna.

MOULINEAUX (con disinvoltura). Sembra... perché si è bagnato. Ha preso la pioggia, e si è ristretto.

SIGNORA AIGREVILLE (spiegando il guanto in tutta la sua lunghezza) E la lunghezza?

MOULINEAUX. Precisamente, si è ristretto e allungato. Con l'acqua! ha guadagnato in lunghezza quello che ha perduto in larghezza, è un'effetto che si produce sempre. Anche voi, se vi bagnaste...

Rappresenta a gesti qualcosa di molto lungo e di molto stretto.

SIGNORA AIGREVILLE. Andiamo, su! c è la misura... sei e mezzo.

MOULINEAUX (con disinvoltura). Nove e mezzo, l'ac-

qua ha rovesciato il numero.

SIGNORA AIGREVILLE. Moulineaux, voi mi prendete per una stupida!

MOULINEAUX. Non tanto! non tanto!

SIGNORA AIGREVILLE (caricandosi). Volete che ve lo dica? siete un marito abominevole!... Vi comportate come un dissoluto!...

MOULINEAUX. Io?

SIGNORA AIGREVILLE. Sì, dissoluto!... Voi passate le notti fuori, e si scoprono dei guanti da donna nelle vostre tasche!...

MOULINEAUX, Ma se la colpa è dell’ umidità!

SIGNORA AIGREVILLE (andandogli incontro). Ah! Moulineaux, se ingannate mia figlia... sappiatelo, avrete a che fare con me!...

MOUI.INEAUX.  Permettete!

SIGNORA AIGREVII.LE (stesso gioco). Sapete bene che avete moglie.

MOULINEAUX (fra i denti). Oh! che noia.

SIGNORA AIGREVILLE. Di conseguenza ci avete giurato fedeltà.

MOULINEAUX. Permettete, non a voi!

SIGNORA AIGREVILLE (stesso gioco). Voi sapete che per il codice civile la moglie deve seguire il marito: pertanto noi vi seguiremo!

MOULINEAUX. Oh! scusate, il codice dice:  La moglie  non la suocera!

SIGNORA AIGREVILLE. Perché non ci ha pensato! Genero snaturato, vorreste dunque separare una figlia da sua madre?

MOULINEAUX (prorompendo). Eh! andate al diavolo!

SIGNORA AIGREVILLE (indietreggiando). Cosa?

MOULINEAUX. Siete venuta apposta per tormentarmi!... Dopo tutto... sono padrone delle mie azioni.

Non devo rendere conto a nessuno e voi mi rompete le tasche!

SIGNORA AIGREVILLE. Io, vi... oh!

MOULINEAUX (furioso). Sì, e andate a quel paese!

SIGNORA AIGREVILLE. E poi dicono che sono le suocere a incominciare! Ah! sentite, volete dire che sono di troppo in questa casa?...

Torna verso il fondo.

MOULINEAUX (tornando indietro anche lui). Ah! certo, se dovete diventare una causa di discordia...

SIGNORA AIGREVILLE (drammatica). E così, mi cacciate!... mi cacciate dalla casa di mia figlia!

MOULINEAUX. Io?

SIGNORA AIGREVILLE (stesso gioco). Bene, non dovrete ripetermelo due volte!...

MOULINEAUX (alzando le braccia su di lei). Ah! sentite, io... no!... preferisco ritirarmi. Questa donna farebbe esasperare... il Presidente della Repubblica!

Esce a destra in primo piano.

Scena diciassettesima

SIGNORA AIGREVILLE (calmatasi dopo I uscita di Moulineaux). Tutti uguali!... Esattamente come il mio povero marito con quella santa donna di mia madre!... Oh! no!... non passerò la notte qui!... dovessi cercare ricovero... al dormitorio pubblico.

Scena diciottesima

La SIGNORA AIGREVILLE, BASSINET

BASSINET (uscendo da destra, secondo piano). Che maniera di fare aspettare la gente a questo modo!

SIGNORA AIGREVILLE. Nel frattempo, voglio vedere se riesco a trovare un appartamento ammobiliato.

BASSINET (che ha sentito le parole della signora Aigreville). Eh! cercate un appartamento?... Ho quello che fa per voi!

SIGNORA AIGREVILLE (spaventata). Il contagioso! ancora!

Passa rapidamente a destra, in modo da avere il tavolo fra lei e Bassinet.

BASSINET (a parte). Le ritorna l'attacco. (A voce alta) Ho quello che fa per voi: un appartamentino grazioso all'ammezzato, da affittare subito...completamente ammobiliato.

SIGNORA AIGREVILLE. Davvero?

BASSINET, Sì, qui accanto, in rue de Milan 70.

Le tende un biglietto, lei fa storie per prenderlo,

Bassinet finisce per farglielo passare col cappello.

SIGNORA AIGREVILLE (con ansia). E ci stavate voi?

BASSINET, No, una sarta. È anche una storia molto buffa. Figuratevi che la sarta...

SIGNORA AIGREVILLE. Benissimo! È sano, che voi sappiate?

BASSINET. Dio mio! dipende...! Se è per abitarci...

SIGNORA AIGREVILLE. Si capisce!

BASSINET. Ah! no, perché talvolta lo si affitta per le scappatelle.

SIGNORA AIGREVILLE (scandalizzata). Eh?...

BASSINET (correggendosi). Oh! non è il caso. Insomma, è sano... come tutti gli appartamenti. Finché non ci si busca niente. (A parte) Dopo tutto, non la conosco... ed è la suocera di Moulineaux. Fra amici ci si deve sempre aiutare.

SIGNORA AIGREVILLE. Andrò a vederlo oggi stesso.

BASSINET. Oh! Dio, se potessi affittarlo!

Scena diciannovesima

Gli stessi, MOULINEAUX

MOULINEAUX. Anche questa! non trovo la mia vestaglia e Stefano non mi porta niente!

SIGNORA AIGREVILLE (entra da Yvonne). Mio genero!...gli cedo il posto.

MOULINEAUX. Oh! a quanto pare, non si è ancora calmata!

Scena ventesima

MOULINEAUX, BASSINET

BASSINET (a Moulineaux). Dite la verità, vi rompe le scatole, la vecchia!

MOULINEAUX (scorgendo Bassinet). Voi! ah! bene, siete il benvenuto!

BASSINET (all'I). Toh, è la prima volta.

MOULINEAUX (al 2). Sì, ho pensato a quello che mi avete detto.

BASSINET. Allora?...

MOULINEAUX. Prendo in affitto l'ammezzato.

BASSINET. Sì? (A parte) Avrei dovuto giocare al rialzo.

MOULINEAUX. Ne ho giusto bisogno. Questo a voi lo posso dire... siete un uomo discreto... Ho una relazione. Oh! platonica per il momento, con una donna sposata.

E stata per molto tempo una mia cliente.

BASSINET. Cosa aveva?

MOULINEAUX. Niente. E tanto ho fatto che 1 ho guarita.

BASSINET. E suo marito, che dice di tutto questo?

MOULINEAUX. Non lo so. Non lo conosco! Non im- porta! quanto costa il vostro ammezzato?...

BASSINET. Duecentocinquanta franchi.

MOULINEAUX. All'anno?... Ma è regalato! lo prendo!

BASSINET. Ehi! là! Scusate! duecentocinquanta franchi al mese.

MOULINEAUX. Già mi aumentate?... Non importa, d'accordo, lo prendo.

BASSINET. Quando?

MOULINEAUX. Ma oggi stesso.

BASSINET (aggiustando macchinalmente i risvolti del vestito di Moulineaux). Accidenti!... è ancora tutto sottosopra. C'è tutta la roba della sarta, perché ve l'ho detto, la storia è molto buffa. Figuratevi che la sarta...

MOULINEAUX (all'l). No, domani la storia della sarta.

BASSINET. Sì... insomma non è sistemato.

MOULINEAUX. Ah! bene nel frattempo mi adatterò. Lo farete sistemare dopo.

Scena ventunesima

Gli stessi, STEFANO, SUSANNA

STEFANO (entra indossando la vestaglia di Moulineaux). Signore! C'è la signora Aubin.

MOULINEAUX. Ah! bene. (A Bassinet) Sentite, andate di là e preparate il contratto. (A Stefano) Oh! guarda! non fate complimenti, voi! Vi siete messo la mia vestaglia!

STEFANO (ingenuo). Si capisce! il signore mi ha detto di portarla, io la porto!

MOULINEAUX. Questa sì che è bella!

SUSANNA (entrando vivacemente). Buongiorno, amico mio!

MOULINEAUX (fa segno a Stefano di ritirarsi). Ah! siete qui, cattiva; è questo il modo di farmi aspettare all'Opéra?

SUSANNA. Mio caro, sono desolata. Speravo che mio marito se ne andasse per conto suo, sarei rimasta libera. Non mi ha mai lasciato in tutta la serata.

MOULINEAUX. Sì, 1 ho pensato.

SUSANNA. Da qualche giorno mi accompagna dappertutto. Gli succedono di queste crisi. Ecco, in questo momento è giù, e mi aspetta in carrozza. Voleva salire, gli ho detto di rimanere.

MOULINEAUX. Avete fatto bene. Non ci tengo a fare la sua conoscenza! (A parte) Mi verrebbero degli scrupoli! (A voce alta) Mia cara, piccola Susanna...

L'attira verso le due sedie.

SUSANNA. Ah! Moulineaux, sono colpevole di ascoltare le vostre dichiarazioni!...

MOULINEAUX. Ma no, affatto! Non dovete pensare queste cose! Non dovete!

SUSANNA. Sì!... Sì!... ma ora è troppo tardi, vero?

MOULINEAUX. Certamente!...

SUSANNA. Voi sapete che è la prima volta che mi capita ! . . .

Sono seduti entrambi a sinistra.

MOULINEAUX. Me l'avete già detto! e mi dà una gioia squisita. Ma ascoltatemi, qui non possiamo vederci con facilità. Le visite sono un buon pretesto ma che non può durare in eterno. La gente che ci circonda finirà per notare che venite qui

molto di frequente. Si faranno chiacchiere e, accidenti! si finirà per scoprire la verità. Si capirà che non si tratta di una paziente e del suo medico, ma di due cuori che si amano, di due anime elette che prendono il volo per il paese della Tenerezza! ...

SUSANNA (andando al sodo). Certo, si scopriranno gli altarini!...

MOULINEAUX. In altre parole, proprio così... Se volete, potremmo vederci... oggi stesso, in campo neutro.

SUSANNA (con una smorfia). Un campo?... Preferirei un appartamentino... Come nei romanzi di Paul Bourget .

MOULINEAUX. Appunto... ho un appartamentino all'ammezzato... in rue de Milan 70. Là ci potremmo vedere... oggi stesso. È completamente ammobiliato... a due passi... la strada che fa angolo.

SUSANNA (esitando). Ah! sentite, sono tentata... (Bruscamente) Ma, lo sapete, senza seconde intenzioni!... l'amore etereo!...

MOULINEAUX. Sempre! sempre!

SUSANNA. Perché, lo sapete, sono fedele a mio marito!

MOULINEAUX. Se siete fedele a vostro marito!... Ah! ma chi oserebbe supporre il contrario?...

SUSANNA (alzandosi e passando al 2). Allora, è inteso, oggi stesso, fra un'ora, in rue de Milan 70,  all'ammezzato. Oh! questo è male!... molto male! ma lo sapete, Moulineaux, è la prima volta che mi capita!

Moulineaux. Sì!... sì!... Lo so. (A parte) Accetta Eh, in amore, quando ci si mettono, le donne della buona società sono quelle che ti creano meno fastidi!

SUSANNA (tornano entrambi verso il fondo). Bene! scappo!

STEFANO (viene avanti a sinistra). Signore, c'è il signor Aubin.

SUSANNA. Mio marito!...

MOULINEAUX (accanto alla porta d'ingresso come Susanna). Lui! non lo voglio vedere!...

Scena ventiduesima

Gli stessi, STEFANO, poi AUBIN

Entra Aubin.

SUSANNA : Tu, amico mio!... stavo per scendere.

AUBIN (molto disinvolto). Bene, vai! ti raggiungo. Una parola al dottore. (Vede Moulineaux in abito nero; gli getta il cappotto fra le braccia. A Moulineaux) Lasciateci! (A Stefano che è in vestaglia, tendendogli la mano) Dottore!

MOULINEAUX (a parte, sbalordito). Cosa... ah! bene, questa è buona!

SUSANNA (a Aubin). Ma, amico mio...

MOULINEAUX. Zitta, lasciatelo fare, preferisco così!

Accompagna in fretta Susanna alla porta di fondo, poi esce in primo piano a destra.

1. Stefano all'l, Aubin al 2, Susanna al 3, Moulineaux al 4

Scena ventitreesima

AUBIN, STEFANO

AUBIN : (venendo avanti. a Stefano). Ero giù sotto e ho pensato: salgo a chiedergli un parere. Figuratevi che da qualche tempo mi sanguina il naso e la circolazione del sangue si arresta.

STEFANO (dopo un gesto di stupore). Benissimo!...prendete la chiave della sala da pranzo.

AUBIN. Ci tenete proprio alla sala da pranzo?

STEFANO. Nei limiti del possibile, sì, la sala da pranzo. Prendetela e mettetela sulla schiena.

AUBIN. La sala da pranzo!... Accipicchia!...

STEFANO. E restate un'ora e mezzo col naso e la bocca immersi, senza ritirarli, in una bacinella piena d'acqua.

AUBIN. Eh?... cosa? e respirare?...

STEFANO. Oh! respirate!... purché rimaniate col naso e la bocca nell'acqua! Tutto qui; è un rimedio radicale.

AUBIN. Beh! Preferirei qualcos'altro! Ecco, guardate la mia lingua. Cosa ne pensate?

Si siede a sinistra, al 2.

STEFANO (sedendosi accanto a lui, all'l). Bah! la mia è più lunga.

Tira fuori la lingua.

AUBIN. Cosa?

STEFANO. E poi la vostra è rotonda mentre la mia è a punta.

Tira fuori di nuovo la lingua.

AUBIN. Beh, questa poi, dottore!...

Stefano. Io non sono il dottore.

AUBIN (alzandosi). Non siete il dottore!

1. Stefano all'l, Aubin al 2 [

STEFANO (alzandosi anche lui). Ma è la stessa cosa!...sono il suo cameriere.

AUBIN. Un cameriere!... e voi parlate con me?...

STEFANO. Oh! io sono un tipo alla buona... e poi non ho niente da fare.

AUBIN (a parte). Ma allora, a chi ho dato il cappotto?

Torna verso il fondo.

Scena ventiquattresima

Gli stessi, MOULINEAUX, BASSINET

MOULINEAUX (esce da destra, in primo piano; è in finanziera). Allora, sono pronto.

BASSINET (uscito quasi nello stesso tempo, in secondo piano a destra). Ecco il contratto.

Gli consegna il contratto.

MOULINEAUX: Grazie... amico mio.

BASSINET. A proposito, non vi ho ancora raccontato la storia. Figuratevi che la sarta...

MOULINEAUX (eludendo). Sì, più tardi... più tardi; ora me la svigno allegramente.

Ritorna rapidamente verso il fondo.

AUBIN (a Moulineaux, fermandolo mentre passa). Scusate, dottore!

MOULINEAUX (a parte, rapidamente). Forza! Sotto con l'altro adesso! (A voce alta) Non sono il dottore ! . . .

AUBIN. Ah! è un malato!... scusate... (Vedendo Bassinet e andandogli incontro) Allora è questo il dottore! (A voce alta, a Bassinet) Signore, sono rimasto per chiedervi scusa.

BASSINET (sta lisciando il cappello e non capisce, si gira per vedere a chi Aubin ha rivolto la sua apostrofe; poi si accorge che è lui). Chiedermi scusa?

AUBIN. Sì, per il cappotto;

BASSINET (che non capisce). Per il cappotto, sì...non c'è di che! (Ritornando alla sua idea fissa) Sentite! permettetemi di raccontarvene una bella; figuratevi che avevo come inquilina una sarta...

AUBIN (che suo malgrado è stato accompagnato fin sul fondo da Bassinet). Ah, benissimo!... ma vi chiedo scusa. Onoratissimo.

Esce dal fondo.

BASSINET (sbalordito). Se ne va anche lui. (Scorge Stefano che è rimasto e lo guarda con un sorriso ebete) Ah! il cameriere! (A Stefano) Ora ve ne racconto una bella.

STEFANO (ritornato serio). Purtroppo ho da fare in cucina.

BASSINET I (non lo ascolta e lo fa sedere accanto a se a sinistra). Sì... ebbene! Figuratevi che la sarta aveva per protettore... (Approfittando di un momento in cui Bassinet, immerso nel racconto, non lo guarda, Stefano se la svigna a passi di lupo dal

fondo. Sorpresa di Bassinet nel ritrovarsi solo...)

Scena muta, durante la quale cerca di capire come ha fatto Stefano a uscire; egli torna così verso il fondo, poi venendo avanti) Se n'è andato! (Al pubblico) In sostanza la storia è breve. Figuratevi che la sarta... aveva per protettore...

Su queste parole, I'orchestra lo interrompe, Bassinet cerca di dominarla, continuando a parlare...Infine il sipario gli si chiude in faccia.

SIPARIO

ATTO SECONDO

L'ammezzato in rue de Milan. Porta sul fondo, con la serratura rotta, che immette nel pianerottolo della scala, visibile al pubblico. Ai due lati della porta d'ingresso, una sedia. In fondo a sinistra, non lontano dalla porta, un manichino con un abito da donna. Porte a destra e a sinistra, in secondo piano.

A destra e a sinistra, in primo piano, tavoli di sartoria, su cui si trovano alla rinfusa scatole, pezze di stoffa, stampe di moda, forbici, eccetera. A sinistra, accanto al banco, una sedia. A destra, un divano.

Scena prima

All'alzarsi del sipario la scena è vuota, poi Mouli- neaux compare dal fondo.

MOULINEAUX (solo). L'ammezzato è senz'altro questo. Toh! la serratura non funziona! Ah! bene, sai che divertimento! la porta non si chiude. Dovrò dire a Bassinet di farla riparare. (Girandosi rapidamente si trova faccia a faccia col manichino; istintivamente, salta) Una signora!... No, è un manichino.....giusto, è il vecchio appartamento di una sarta. Bassinet me l'ha detto. Lo sistemerò.

Sarà molto carino quando sarà sgombro. È male fare quel che faccio... quando si ha una moglie  carina come la mia. Ho il rimorso. Ho il rimorso, ma non gli do ascolto.

Scena seconda

SUSANNA, MOULINEAUX

SUSANNA (entrando dal fondo). Sono io.

MOULINEAUX. Susanna!

SUSANNA (vorrebbe chiudere la porta). Toh! non si chiude.

MOULINEAUX (che è tornato verso il fondo e sta davanti a Susanna). Non importa. Metterò una sedia contro la porta.

Dispone la sedia.

SUSANNA. Si può entrare... non c'è pericolo?

MOULINEAUX (venendo avanti assieme a lei). Che pericolo volete che ci sia?...

SUSANNA. Ah! se qualcuno ci vedesse!... sarei davvero colpevole!

MOULINEAUX (a parte). Bella morale! (A voce alta) Siamo assolutamente soli, Susanna mia. Venite qui, accanto a me. (Si siede sul divano e le prende le mani) Su, non tremate così!

SUSANNA. I Oh! passerà. Mio marito, che ha fatto il militare... nella riserva dell'amministrazione, dice che i più valorosi tremano sempre all'inizio del fuoco, ma poi tutto passa!

MOULINEAUX. Ah! lui dice che... Eh! vedete dunque?... Su, toglietevi il cappellino.

SUSANNA. Oh! no, impossibile. Posso rimanere solo un momento. Anatolio è giù in basso; può salire da un momento all'altro.

MOULINEAUX (stupito). Anatolio?

SUSANNA. Sì, mio marito. Ha voluto accompagnarma ancora.

MOULINEAUX. Come! allora gli avete detto...

SUSANNA. Sì.

MOULINEAUX (molto contrariato). Che sciocchezza! Non si fanno queste cose!

SUSANNA. Gli ho detto... gli ho detto che andavo dal sarto. Sapevo che questa era la vecchia abitazione di una sarta, e allora mi è venuta l'idea...

MOULINEAUX. Oh! mi togliete un peso.

SUSANNA. Mi è molto seccato che mi accompagnasse, ma non potevo rifiutare, avrebbe sospettato... e d'altra parte non volevo fare aspettare voi. Sono gentile, no?

MOULINEAUX. Ah! sì, non ne dubito!... la mia buona Susanna! (A parte) Però è lo stesso; l'idea che Anatolio sia giù mi gela!... (A voce alta e distratto)

La mia buona Susanna!...

SUSANNA (sorridendo). Lo avete già detto, amico mio!

MOULINEAUX (balbettando). Credete?... È possibile. La mia buona Susanna!...

SUSANNA (stesso gioco). E quattro!

MOULINEAUX. E quattro, esatto! la mia buona... no...no...

SUSANNA (ritornando seria). Ditemi che non faccio una pazzia.

MOULINEAUX (annoiato). ma no, ma no.

SUSANNA. Voi sapete che è la prima volta...

MOULINEAUX. Sì, lo so. (A parte) Come mi mette a disagio quel marito è roba da non credere. Mi sembra di camminare sull'orlo di un precipizio.

SUSANNA. E voi, amico mio, siete felice?

MOULINEAUX. Io... ma certo!... Se sono felice!... ma certo! (Canterellando, con aria di completa prostrazione) Ma certo! Ma certo! Ma certo! (A parte, dopo un attimo di riflessione) È lo stesso! E caro questo appartamentino! Duecentocinquanta franchi al mese.

SUSANNA. A che pensate?

MOULINEAUX. Io?... a niente. Eh? a voi, a voi!

SUSANNA. Vi sento freddo! Sono sicura che mi disprezzate!

MOULINEAUX (esaltandosi a freddo). Ah! Susanna! come potete dire questo!... ma io vorrei passare la vita ai vostri piedi!...

SUSANNA. Oh! sono cose che si dicono.

MOULINEAUX (mettendosi in ginocchio). Ecco la prova...

Scena terza

Gli stessi, AUBIN

AUBIN (entrando rovescia la sedia). Santo cielo! faccio cadere tutto!

MOULINEAUX (completamentc sbalordito e sempre in ginocchio). Il marito!... Anatolio!... Non si può entrare!

AUBIN. Come? non si può entrare?

MOULINEAUX (stesso gioco). Voglio dire sì!... Entrate dunque !

Si alza.

AUBIN.: Grazie, già fatto. Mi annoiavo giù in strada, allora mi è venuta l'idea di salire.

MOULINEAUX. Ah! è una buonissima idea! (A parte)

Mi stavo proprio chiedendo se gli poteva venire l'idea di salire.

AUBIN (fanciullone). Ma non vorrei disturbare. Mi raccomando, fate come se io non ci fossi.

MOULINEAUX. Ah?... Già, è facile a dirsi.

AUBIN. Stavate prendendo le misure a mia moglie. Ho visto!

SUSANNA (afferrando la palla al balzo). Esatto! Il signore mi stava misurando la vita.

MOULINEAUX    (borbottando). Infatti!... la vita... la misura della vita... centodieci di circonferenza.

SUSANNA (vivacemente). Come, centodieci!... cinquantadue, perbacco!

AUBIN (ridendo). Sì, cinquantadue!

MOULINEAUX (cercando di riprendere un contegno). Certo!... Soltanto, vi dirò, è un'abitudine dei grandi sarti. Si raddoppia tutto.

AUBIN. Anche i conti?

MOULINEAUX. Ah! no, i conti il triplo! sì, è questo che ci distingue dalle piccole sartorie. E poi, come potete capire, così senza metro... a occhio...! Eh! voi... voi non avete un metro per caso?

AUBIN (ridendo). Credo proprio di no! Ma voi, voi non ce l'avete?

MOULINEAUX. No!... cioè sì... ne ho fin troppi! Ma si trovano nell'atelier... nei miei ateliers!... I miei vasti ateliers.

AUBIN. È stranissimo questo sarto. Ma ditemi dunque, signor?... signor? vi chiamate?...

SUSANNA (cercando un nome che non le viene). Signor...

MOULINEAUX (animatamente). Pinco... Signor Pinco! ...

AUBIN. Pinco! Aspettate un po'! l'ho già sentito da qualche parte questo nome.

MOULINEAUX. Sì, Pinco!  È  molto diffuso. Siamo in molti, noi Pinco.

AUBIN. Però, davvero, la vostra faccia non mi è nuova. Dove posso avervi conosciuto?

MOULINEAUX (cerca di nascondere il viso e parla volgendo quasi le spalle). Non saprei. (A parte)  Speriamo che non mi riconosca! (A voce alta)

Senz'altro in un luogo pubblico... qualche monumento. Ci vado spesso... il Panthéon... sapete, quel caffè concerto...

AUBIN. No. Ah! Lo so, da Moulineaux, il medico di mia moglie; vi ho intravisto. Anche voi vi fate curare da Moulineaux?

MOULINEAUX (cercando di assumere un'aria distaccata). Ah! pochissimo. Tanto, per quel che fa...

AUBIN. Avete ragione. E un ciarlatano!

MOULINEAUX (sconcertato). Ah! ma dite un po'!...

AUBIN (ingenuamente stupito). Ma a voi cosa ve ne importa?

MOULINEAUX. Beh, è il mio medico e gli sono legato ! . . .

AUBIN. Dopo tutto, me ne infischio. (Siede sulla sedia di sinistra, che dispone di fronte a Moulineaux) Sentite, cosa state facendo a mia moglie?

MOULINEAUX (vivacemente). Io? niente!... non vorrete credere...

AUBIN. Come... niente?...

MOULINEAUX (correggendosi). Cioè sì...! una polacca... in tulle... con sbuffi... in pelliccia, ornati di jais... sul pantalone.

AUBIN. Quale pantalone?

MOULINEAUX. Quale pantalone?... Quello di sotto. Non si vede.

AUBIN. Mi pare un miscuglio un po' strano. Degli sbuffi in jais, sul pantalone... Non ti fidare delle cose eccentriche, Susanna... (A Moulineaux) Non avete un modello?

MOULINEAUX. Un modello? sì, sì, ne ho a mucchi. Ma no si possono vedere. Sono negli ateliers... negli ateliers, i miei modelli. Dovete capire, la concorrenza!... Farebbe presto a soffiarmeli!...

AUBIN. Allora non si possono scegliere?...

MOULINEAUX. Sceglierli? sì, ma non si possono vedere! (A parte) Ma quando se ne va?...

Scena quarta

Gli stessi, POMPONNETTE

POMPONNETTE (passa al 3). Buongiorno, signori!

SUSANNA (al 4). Una donna!

MOULINEAUX (sbalordito). Chi è quella?

Momento di silenzio, si guardano con aria interrogativa.

POMPONNETTE. Non c è la signora Durand?

MOULINEAUX. La signora Durand?... (Guarda successivamente Susanna e Aubin; poi, dopo un silenzio) No! la signora Durand non c'è.

POMPONNETTE. Ah! Dovevo vederla per il mio conto.

MOULINEAUX. Il conto!... Quale conto?

POMPONNETTE. Il conto dei vestiti che la signora Durand mi ha mandato a casa.

MOULINEAUX. Ah! certo, la signora Durand. È la sarta!

AUBIN. Perché, non la conoscete?...

MOULINEAUX (animatamente). Come no, ma certo!... Se la conosco, la mia buona signora Durand!... è la mia consocia! (A parte) Poteva anche dirmelo, Bassinet, che la sarta aveva abbandonato la clientela. Se vengono in tanti, sai che divertimento!

POMPONNETTE. Ah! bene! se siete il suo socio, posso rivolgermi a voi. Sono la signorina Pomponnette.

MOULINEAUX (dopo una pausa). Non ci vedo niente di male.

POMPONETTE. Dovreste farmi uno sconto sulla fattura. Mi avete fatto un conto troppo caro!

MOULINEAUX. Ma certo! quello che volete! (A parte) Per quel che mi costa!... almeno se ne va.

Estrae di tasca una matita.

POMPONNETTE (mostrandogli il conto). Ecco, guardate. Trecentoquaranta franchi! è enorme per quell'abituccio che mi avete fatto. Ricordate, il vestito in crepe de chine?

MOULINEAUX. Certo!... in crepe de chine. L'ho in mente... l'ho in mente.

POMPONNETTE. È un prezzo esagerato.

MOULINEAUX. È vero, è un prezzo esagerato!... del volgare crespo!... è indecente. Quanto volete che vi diminuisca, su trecentoquaranta franchi?

POMPONNETTE. Non so, ma mi sembra che trecento franchi possano bastare.

MOULINEAUX (alla buona). Senz'altro. Allora diciamo che togliamo trecento franchi... ne restano quaranta; è quel che volete, no?

POMPONNETTE. Come? ma vi sbagliate!

MOULINEAUX. Ma no! in affari sono sbrigativo, io!...

POMPONNETTE. Ah! bene, vi ringrazio. Non avrei mai creduto che mi faceste uno sconto così forte.

Torna verso il fondo.

AUBIN (ridendo, al pubblico). Devono essere tutti ladri, questi sarti, per poter fare sconti del genere.

POMPONNETTE. Arrivederci, signore, tornerò.

MOULINEAUX. Ah, no, non è il caso!

Pomponnette esce.

AUBIN (alzandosi). Perbacco! l'una e mezzo!... Me ne vado anch'io. (A parte) Rosa mi aspetta, ho appena il tempo. (A voce alta) Vi lascio mia moglie, occupatevi di lei. Fatele qualcosa di raffinato! Di molto aderente. Prendetele bene i fianchi... il petto.

Moulineaux. Eh? come, è lui che...

AUBIN. Beh, arrivederci!

Scena quinta

Gli stessi, meno AUBIN

Appena uscito Aubin, Moulineaux si precipita contro la porta, vi appoggia contro la sedia, su cui si lascia cadere, annientato.

MOULINEAUX. Uffa, partito!

SUSANNA (ritornando verso il fondo). Ah! Amico mio, siamo in un bel pasticcio! Cosa intendete fare?

MOULINEAUX (con convinzione). Cosa intendo fare?... me la batto e vi giuro che una cosa del genere non mi capiterà più!

SUSANNA. Non pensateci nemmeno! non potete farlo!

MOULINEAUX. Come, non lo posso! e perché mai, di grazia?

SUSANNA. Perché... perché mio marito vi crede il mio sarto... e perché può ritornare! Se non vi trova, capisce la verità. E vi uccide, lo conosco!

MOULINEAUX (ribellandosi). Eh! ma non ne ha il diritto! non è mica medico... (Distrutto) Ah! Susanna! in che guaio ci siamo cacciati!

Scena sesta

Gli stessi, BASSINET

Bassinet apre bruscamente la porta e rovescia la sedia su cui è seduto Moulineaux, gettando questi contro il divano.

BASSINET (urtando contro la sedia). Ah! Dio mio! che succede?

MOULINEAUX (che si è quasi distorto il pollice). Ahi! fate attenzione! Che modo di entrare è questo?

BASSINET (passa al 2 su un piede solo, grattandosi il ginocchio). Accidenti! perché vi sedete davanti alla porta?

MOULINEAUX. I E la vostra porta perché non si chiude?... Affittate dei locali completamente sfasciati .

BASSINET. Cosa pretendete, ve l'avevo detto. Ve l'ho affittato un'ora fa, non ho potuto sistemarlo...

MOULINEAUX. Ma le serrature dovrebbero funzionare! è tanto semplice! Si entra qui dentro come in un negozio! È insopportabile! il primo imbecille che viene...

BASSINET. Oh! e chi?...

MOULINEAUX. Non importa... voi!

Ritorna verso il fondo, poi viene avanti al 2.

BASSINET (passa al 3). Oh! io non conto! insomma, scriverò al fabbro. Vi dirò una cosa. L'altro giorno, dopo che la mia inquilina se n'era andata, ho dovuto far forzare la porta; poi il fabbro è andato a mangiare... non è ancora tornato. Ma tornerà. A

parte questo, siete soddisfatto?

Ritorna verso il fondo.

MOULINEAUX (passa al 2). Ah! sì, meglio non parlarne. (Indicandogli Susanna che di tre quarti gli volge le spalle, a sinistra). Ma dovete perdonarmi, non sono solo.

BASSINET (salutando al 3). Oh! scusate. Non avevo visto la signora. (A Susanna) Oh! no, signora, non siete di troppo. Non ho segreti da raccontare. Non ve ne andrete mica per colpa mia?

Si siede sul divano.

Moulineaux. Davvero, troppo buono! (A parte) Che sanguisuga! ci mancava soltanto lui!

Scena settima

Gli stessi, la SIGNORA D HERBLAY

SIGNORA D EIERBLAY. Scusate, la signora Durand per favore?

MOULINEAUX. Ancora! Ah! no! no! no!

Passa al 3.

SUSANNA (all'I). Questo è troppo.

SIGNORA D HERBLAY (al 2). Vengo per il mio vestito a giacca.

MOULINEAUX (si porta all'estrema destra, ritorna verso il fondo, poi viene avanti). Sì! Ebbene! non oggi, domenica!... Che importa a me del vostro vestito a giacca?

SIGNORA D'HERBLAY (risentita). Va bene, vorrà dire che non pago, per me è lo stesso!

MOULINEAUX. E per me poi...

SIGNORA D HERBLAY. Se non altro, sono gentili coi clienti, qui dentro!...

Esce.

SUSANNA (sottovoce a Moulineaux). Sentite un po', e lui non se ne va?

MOULINEAUX (al 2). Aspettate, ora lo spedisco!

Si dirige verso Bassinet.

BASSINET (a Moulineaux che cerca invano di interromperlo). Ah! mio caro, ho avuto una grossa emozione poco fa! Figuratevi che credevo di essere sulle tracce di mia moglie! Mi avevano indicato una certa signora Bassinet, in rue Breda!...

MOULINEAUX. Sì. Va bene! me lo racconterete più tardi!

BASSINET. Ma no! Aspettate!... La signora non è di troppo!... Figuratevi che non era lei, ma una sconosciuta. Le dico: « Vi chiedo scusa, cercavo una donna » Mi risponde: « Certo, signore! Come la desiderate? ». Un disastro!

Scena ottava

Gli stessi, la SIGNORA AIGREVILLE

SIGNORA AIGREVILLE. L'appartamento è senz'altro questo

MOULINEAUX (sobbalzando). Mia suocera, adesso!

SUSANNA (furiosa). Ancora gente! Ah! ma lo fanno apposta!

SIGNORA AIGREVILLE (entrando e scorgendo Bassinet). Ah! il contagioso (A voce alta) Sono venuta a vedere l'appartamento.

BASSINET (al 4). Santo cielo! Vi dirò, signora: è già affittato!

SIGNORA AIGREVILLE (al 3). Affittato! Ma come, mi avete detto... (Si gira e scorge Moulineaux) Toh! mio genero!

MOULINEAUX (al 2, amabilissimo). In persona, suocera mia!

SIGNORA AIGREVILLE (vedendo Susanna, con severità). Che fate qui? Ho il diritto di saperlo.

MOULINEAUX. Ah! Ma...

SIGNORA AIGREVILLE. Vi rifiutate di rispondere?... state attento, ho il diritto di supporre molte cose!...

MOULINEAUX (con disinvoltura). Beh, e che cosa?...Sono in casa della signora, una cliente, una malata.

SIGNORA AIGREVILLE. Eh?

MOULINEAUX (a voce alta, a Susanna, strizzando l'occhio). Non è vero, signora, che siete una mia cliente?

SIGNORA AIGREVILLE (vivacemente e con cortesia). Oh!  ma non ne ho mai dubitato, cara signora!

SUSANNA (recitando la parte di padrona di casa). E posso sapere, signora, a cosa devo l'onore...

SIGNORA AIGREVILLE (molto imbarazzata). Dio mio, signora, vi chiedo scusa, ero in cerca...

SUSANNA (con gravità canzonatoria). Ah! ma allora è un'altra cosa: le signore patronesse sono sempre benvenute in casa mia. Eccovi cinque franchi!

SIGNORA AIGREVILLE (sbalordita). Cosa? mi dà dei soldi !

MOULINEAUX. Non vi vergognate di entrare nelle case a chiedere soldi?

BASSINET (fra i denti). Guardate un po'! La vecchia scroccona!

SIGNORA AIGREVILLE. Ma io non ho chiesto niente!...

Riprendetevi i soldi signora, non sono in cerca di cinque franchi, sono in cerca di un appartamento.

SUSANNA. Oh! scusate, signora...

La signora Aigreville tende la moneta a Moulineaux affinché la passi a Susanna, Moulineaux macchinalmente se la mette in tasca.

SUSANNA (a Moulineaux, dopo aver visto il gioco scenico). Beh?

MOULINEAUX (restituendo la moneta). Oh! scusate!

SUSANNA (con disinvoltura). Ma allora, presentateci!

MOULINEAUX (sbalordito). Eh! bisogna... (Susanna gli fa segno di sì. Lui fa le pr7esentazioni con tono agro). La signora Aigreville, mia suocera. (Con una certa voluttà nella voce) La signora Aubin, la signora Susanna Aubin.

SIGNORA AIGREVILLE. Susanna Aubin?... Oh! ne ho sentito molto parlare... E i vostri uomini stanno bene?

SUSANNA (che non capisce). Quali uomini?

SIGNORA AIGREVILLE. I due vecchioni! (Indicando Bassinet) Il signore è uno dei due, suppongo.

Sbalordimento generale.

MOULINEAUX (rapidamente). Oh! ma è un anacronismo spaventoso!

SIGNORA AIGREVILLE (rapidamente). Oh, signora, lo ritiro. (Tenta di cambiare discorso) E così, siete in cura da mio genero?

SUSANNA (imbarazzata). Mio Dio! sì. (Rapidamente) Ed anche mio marito.

SIGNORA AIGREVILLE (al 3). Ah! mi fa piacere. Che cosa ha vostro marito?

MOULINEAUX (animatamente, al 2). Un eczema... un eczema impetiginoso complicato da desquamazione dell'epidermide, una... conseguenza del parto.

SIGNORA AIGREVILLE. Eh!... del parto, lui!...

MOULINEAUX (correggendosi). Non lui, sua moglie!

SUSANNA. Cosa? io!...

SIGNORA AIGREVILLE. Come, signora, voi siete madre?

SUSANNA. Affatto, signora!

MOULINEAUX (Ingarbugliandosi). Ma no, non lei, lui!... Insomma suo marito. Cercate di capirmi, suo marito si era immaginato che... Quando ha saputo, nevvero, che non... la... la... l'emozione, il turbamento!... il sangue gli si è girato... un giretto!... insomma gli è venuto un eczema. Ecco!...uff!... E ora, suocera cara, se volete lasciarmi alla mia visita...

SIGNORA AIGREVILLE (ritorna verso il fondo). D accordo!... Vi lascio. Se venisse mia figlia, ditele che sono andata via.

MOULINEAUX (accompagnandola). Intesi. Arrivederci, cara suocera!

SIGNORA AIGREVILLE (sulla soglia della porta). Oh! non siate tanto gentile, non dimentico niente. (Dignitosa)  Ma so come comportarmi di fronte alla gente.

MOULINEAUX (garbatissimo). Procurerò di invitarne sempre molta, mia cara suocera. Ecco, da questa parte.

SIGNORA AIGREVILLE (facendo una riverenza). Arrivederci, cara signora!

SUSANNA (salutando). Signora.

MOULINEAUX (che e rimasto sul pianerottolo, scorgendo Aubin che torna, rientra con un balzo)  Santo cielo! il marito. (A Susanna) Ritorna vostro marito!...

SUSANNA (spaventata). Oh! mio Dio!

Esce rapidamente a sinistra.

SIGNORA AIGREVILLE (sbalordita verso Moulineaux che vuol fare uscire anche lei a sinistra) Cosa c’è

MOULINEAUX : Niente: Andate di là con la signora

BASSINET (segue Moulineaux, che è già uscito a sinistra seguendo la signora Aigreville e Susanna)

Anch'io devo entrare?

MOULINEAUX (facendo passare la testa dalla porta socchiusa, a Bassinet). No, voi rimanete a ricevere il signore. Chiederà di me, del signor Pinco; perché per lui io sono il signor Pinco. Gli direte quel che volete... che sono occupato, che ho un colloquio con... la regina di Groenlandia se volete non ha importanza, ma non lo voglio vedere!...

Richiude bruscamente la porta in faccia a Bassinet.

BASSINET. D'accordo!...  un seccatore, eh!... Lo so come succede...

Scena nona

BASSINET, AUBIN

BASSINET (all'l). Decisamente, è un mattocchio; bisognerebbe far visitare il dottore da un medico.

AUBIN (al 2, giungendo dal fondo). Rieccomi! Toh! Il signor Pinco non c'è più?

Posa il cappello su una sedia, sul fondo.

BASSINET (di fronte al pubblico, voltando le spalle a Aubin). No, il signor Pinco non può ricevervi.

AUBIN (riconoscendo Bassinet). Ah! il dottore!

BASSINET (girandosi verso Aubin). Precisamente, il dottore!... Voi dunque sapete....(A parte) Ma allora perché si fa chiamare  signor Pinco (a voce alta) No, non può ricevervi

AUBIN (venendo avanti). Il nostro caro dottore!

                             ·                       

BASSINET (ripetendo come lui). Sì! Il nostro caro dot-

AUBIN. Non mi aspettavo di vedervi qui. È vero che anche il signor Pinco viene spesso da voi. Mi ha parlato di voi ancora poco fa. Usufruisce, immagino, delle vostre cure

BASSINET (che non capisce). Oh! delle mie cure... sì, dei riguardi che ho verso di lui, perché lui abbia, perche lui abbia delle cure nei miei riguardi

AUBIN. Si capisce, non lavorate gratis.

BASSINET. Sì, non... eh? (A parte) Ma cosa sta dicendo?

AUBIN. Ditemi un po'! è malato, il signor Pinco?

BASSINET (mentre parla, slaccia macchinalmente il cappotto di Aubin, che se lo riallaccia ogni volta). Ah! l'avete notato anche voi. Secondo me ha una rotella fuori posto.

AUBIN. Già! lo avevo capito... E voi cosa gli ordinate? le docce?

BASSINET (slacciando). Oh! Gli ordino...

AUBIN (sottraendosi al tic di Bassinet, e riallacciandosi). Non vi disturbate!

BASSINET. Gli ordino... no.... perché non mi riguarda. Ma, sia detto fra di noi, gli farebbero bene.

AUBIN. Lo credo. Ma visto che siete qui, ditemi. Io sono un tipo molto esuberante, molto caldo!...

BASSINET (gli toglie di tanto in tanto un granello di po1vere dall'abito). Tanto meglio!

tanto meglio!

AUBIN. Ebbene! la circolazione del sangue mi si arresta, ho degli intorpidimenti...

BASSINET. Ah! tanto peggio, tanto peggio!

AUBIN. Ne parlavo ultimamente col vostro cameriere.

BASSINET (aggiustandogli i risvolti del cappotto).Ah! conoscete il mio cameriere! Chi, Giuseppe o Battista?

AUBIN (sottraendosi). Non so. Mi consigliava cose impossibili.

BASSINET. Mio caro, per me non c'è che il massaggio.

AUBIN. Ho tentato ma senza risultato.

BASSINET. Perché non lo sapete fare. Voi prendete un massaggiatore, no? Lo fate spogliare e lo fate stendere su un divano; poi lo massaggiate per un'ora con tutte le vostre forze. Se, dopo di ciò, il vostro sangue non circola, che mi venga un accidente.

AUBIN. Ah! ecco! Io facevo tutto l'opposto; vi ringrazio, proverò. Ma questo non è tutto!... Dunque, si può vedere Pinco?...

BASSINET (con aria misteriosa). Oh! no, no. È a colloquio... con la regina... con la regina di Groenlandial

AUBIN (con ammirazione). Oh! là! là! là! là! La regina di... accidenti!... Ah! è un sario molto introdotto! Veste le regine!... Dev'essere molto caro!...

BASSINET. Se volete tornare un altro giorno...

AUBIN. Ah! non posso. Gli devo annunciare una cliente, al signor Pinco, la signora di Saint-Anigreuse, una mia amica. Ha voluto che la portassi dal sarto di mia moglie. Una sua idea!... l'ho preceduta, perché non ci tengo che incontri mia moglie. Vengo appunto a vedere se mia moglie è andata via.

BASSINET (slacciando Aubin). Ah! quella che stava qui poco fa era vostra moglie?

AUBIN. Sì, sì.

BASSINET. E voi la lasciate venire qui sola?

AUBIN. Oh! non c'è niente da temere, l'ho accompagnata.

BASSINET (inchinandosi con aria canzonatoria). Ah! bene, allora!...

AUBIN, Sentite, secondo voi ne avrà per molto il sarto... con la sua regina?

BASSINET. Per forza! quando c'è di mezzo una regina, una regina di quella forza...

VOCE DELLA SIGNORA AIGREVILLE. Clhe volete, mi aspettano!... Devo andare.

BASSINET (al pubblico). La voce della suocera! Perbacco! non voglio che mi scappi. L'aspetterò sulle scale, voglio vedere se riesco ad appioppargliene un altro.

Esce dal fondo.

AUBIN (che non si è accorto che Bassinet è uscito). Ma ditemi, dottore... (Girandosi) Beh, dov'è?

(Chiamando) Dottore!... partito.  Proprio un bel tipo!...

Torna verso il fondo.

Scena decima

AUBIN, la SIGNORA AIGREVILLE

SIGNORA AIGREVILLE (all 1). Vado. Non capisco che ragioni abbiano per trattenermi.

AUBIN (che ha preso il cappello sul fondo, a parte).La regina. (A voce alta). Signori, la corte!

Si inchina.

SIGNORA AIGREVILLE. Cosa dice costui? (Salutando) Signore.

AUBIN (con salamelecchi). Altezza!

SIGNORA AIGREVILLE (stupita). Avete detto?

AUBIN. Nulla! Mi inchino davanti alla maestà vostra.

SIGNORA AIGREVILLE (civetta). La mia maestà!... Mi trova maestosa! E posso sapere con chi ho l'onore?...

AUBIN (inchinandosi). Anatolio Aubin.

SIGNORA AIGREVILLE. Oh! il marito della signora Aubin... che ho conosciuto poco fa... una donna affascinante. (Bruscamente) E il vostro eczema, come va?

AUBIN (sconcertato). Prego?

SIGNORA AIGREVILLE. Ho detto: e il vostro eczema come va?

AUBIN (si sposta a destra guardandosi le mani da una parte e dall'altra). Vi chiedo scusa, ma io non ho l'eczema!

SIGNORA AIGREVILLE. Oh ! scusatemi. (A parte) Ho sbagliato a parlargliene, sembra che gli dispiaccia! Secondo granchio! (A voce alta) Mi accorgo, signore, di avere fatto un ana... un anana... un anacronismo, come dice mio genero. Lo ritiro.

AUBIN. Un anacronismo? Ma non c'è nessun anacronismo !

SIGNORA AIGREVILLE. Ah! voi siete troppo indulgente! (A parte) Ma sì, non mi dispiace affatto di avere conosciuto il marito. (Salutandol o) Signore.

AUBIN (salutando ). Altezza...

La signora Aigreville esce.

Scena undicesima

AUBIN, MOULINEAUX

AUBIN. Ebbene! ineccepibile, la reginona! Chi lo direbbe, a vederla così... Ha l'aspetto di una buona mammina, e poi per niente altezzosa. (AppareMoulineaux) Ah! siete qui!...

Viene avanti.

MOULIEAUX. Lui!... Ancora qui! (Vedendo che Susanna sta entrando dopo di lui, la spinge di nuovo nella camera e chiude bruscamente la porta). Tornate di là.

AUBIN (voltandosi). Cosa c è?

MOULINEAUX (innocentissimo). Eh? Niente!

AUBIN. Sentite, mia moglie è andata via?

MOULINEAUX. Oh! da molto tempo. Mi ha detto: « Se viene mio marito, ditegli che vado al Louvre ». Se volete raggiungerla...

AUBIN (conducendolo al proscenio). No, al contrario!... va bene così, perché, vi dirò, c'è una signora... una signora mia amica, che deve venire qui a prendermi.

MOULINEAUX. Qui? (A parte) Oh, guarda! dà appuntamenti in casa mia!

AUBIN, E non vorrei proprio che si incontrasse con mia moglie.

MOULINEAUX. Oh! benissimo!... un'avventura, eh?

AUBIN (ridendo). Piccola, una piccola avventura.  ....dunque inutile che mia moglie...

MOULINEAUX (con intenzione). Certo, potrebbe applicare la legge del taglione!...

AUBIN (con convinzione). Oh! impossibile!

MOULINEAUX (con credulità canzonatoria). Ah!

AUBIN. Eh! ho un fiuto infallibile io! Ho sempre avuto avventure con donne sposate, a me non la fa nessuno, conosco tutti i trucchi!

MOULINEAUX (stesso gioco). Ah! voi...

AUBIN (sicuro). Tutti!... non sono come quella massa di mariti imbecilli... (Ridendo) Figuratevi, ne ho conosciuto uno che accompagnava sua moglie a tutti i nostri appuntamenti. Lei diceva che saliva dalla chiromante. Ero io la chiromante!...E il marito stava giù ad aspettare.

Si tiene la pancia dal ridere.

MOULINEAUX (ridendo anche lui e dandogli una manata sulla spalla). Eh! voi non siete certo un fesso così

AUBIN. Del resto mia moglie non si arrischia. Sa benissimo che se la scoprissi in flagrante, non esiterei.

MOULINEAUX (ansioso). Un duello, eh?

AUBIN. No, non so battermi. (Moulineaux tira un sospiro di sollievo) Gli sparerei addosso!... Tutte le volte che lo incontrassi, pam, pam! lo ucciderei.

MOULINEAUX. Mi fa venire i brividi.

AUBIN. Comunque, non sono venuto per parlarvi di questo... (Cambiando tono) Signor Pinco!

MOULINEAUX (che  oramai mai pensa ad altro). Signor Pinco?... Ah, sì! (Con lo stesso tono di Aubin) Signor Aubin?

AUBIN. Signor Pinco, voglio farvi contento, tremendamente contento!

MOULINEAUX. Ah! veramente io... (A parte) Mi fapaura.

AUBIN. Sapete cosa vi ho portato? (Moulineaux fa segno di no) Una cliente.

MOULINEAUX (indietreggiando). Una cliente? per fare che?

AUBIN. Per farle dei vestiti.

MOULINEAUX. Eh! ancora!... Ah, sì, bella idea la vostra!

AUBIN (soddisfatto). Le mie idee sono sempre così.

MOULINEAUX (dimenticando). Ah! grazie davvero!... Voi credete che non abbia niente da fare. Eh! e la mia medicina?

Si morde le labbra accorgendosi dello sbaglio commesso.

AUBIN. Cosa? la vostra medicina?... Forse che questo vi impedisce di prendere la purga?

MOULINEAUX. Come?

AUBIN (esaltandosi un poco). Non si è mai visto un commerciante lamentarsi perché ha troppi clienti.

MOULINEAUX. Non dico di no!

AUBIN (stesso gioco). E non sarà perché fate vestiti per le teste coronate!...

MOULINEAUX. Io? io faccio vestiti per le teste?...

AUBIN. Insomma, fate il sarto, sì o no?

MOULINEAUX (raggiunge l'estremità della scena a sinistra). Eh! io, sì, faccio il sarto, lo credo bene!   (A parte) Sfido, se non lo facessi, mi ucciderebbe.

Scena dodicesima

Gli stessi, la SIGNORA D HERBLAY

SIGNORA D HERBLAY (entrando timidamente). Sono ancora io! Sono venuta a vedere se siete meno occupato, per il mio vestito a giacca.

Aubin si siede sul divano.

Moulineaux (afferrando la palla al balzo). Ma certo, signora, entrate pure!... (A Aubin) Se io faccio il sarto, ah, ah!

SIGNORA D'HERBLAY. Toh! è gentile! (A Aubin) Permettete, signore?

AUBIN. Prego, signora.

SIGNORA D HERBLAY (mostrando la schiena a Moulineaux). Guardate, il corpetto non mi va bene, grinza.

MOULINEAUX (con convinzione). Ah! sì!... sì, grinza enormemente.

SIGNORA D HERBLAY.  E’ troppo largo. Senz’ altro lo avete tagliato voi!... Dovreste tagliarmelo un'altra volta.

MOULINEAUX (sconcertato). Io?...

SIGNORA D HERBLAY. Sì, e subito perché ho fretta.

MOULINEAUX (stesso gioco). Ah! dovrei tagliare...

AUBIN. Sì, certo. Che cosa ve lo impedisce?

MOULINEAUX. A me? Ah! niente!... Ah! voi volete che tagli!... Aspettate. (Va a prendere le forbici e comincia a tagliare l'abito) Santo cielo, chissà

cosa combinerò!

SIGNORA D HERBLAY. Ah! mamma mia! cosa state facendo?

MOULINEAUX. Già! è proprio quello che anch’ io... Siete voi che volete che tagli!...

SIGNORA D HERBLAY. No. Ora avete visto quel che c'è da fare, mandatelo a prendere. (Ritorna verso il fondo poi viene avanti) Ah! però non abito più dove stavo prima.

MOULINEAUX (inebetito). Ah! bene.

SIGNORA D HERBLAY. No, abito al piano disopra. Signori, arrivederci!

MOULINEAUX (inebetito). Grazie dell'informazione.

Rimane con gli occhi fissi, il pensiero altrove, aprendo e chiudendo meccanicamente le forbici.

AUBIN (lo osserva, ridendo). Ma che aria sperduta che ha!... (Alzandosi, a Moulineaux) Sapete cosa m'hanno detto?... che dovreste fare delle docce.

MOULINEAUX (lo guarda sbalordito). Io! chi l'ha detto?

AUBIN. Moulineaux!

MOULINEAUX (alza la testa e lo guarda un istante per vedere se non è uscito di cervello). Moulineaux!

AUBIN. Sì, il dottor Moulineaux che ho appena lasciato.

MOULINEAUX. Ah! L'avete lasciato?... (Dopo un istante) Siete malato, voi!

AUBIN. Perché? perché ho visto il dottore? non è una buona ragione!... L'ho incontrato per caso.

MOULINEAUX (venendo avanti a destra). Ah! bene! ne ho sentite delle belle, ma come questa mai!

Scena tredicesima

Gli stessi, ROSA

ROSA (con in braccio un cagnolino vivo). Ah! Siete qui! ...

AUBIN (correndole incontro). Buongiorno, mia cara.

MOULINEAUX (a parte). Perdinci! e sua moglie è sempre di là!...

AUBIN (venendo avanti). La signora di Saint-Anigreuse di cui vi ho parlato.

MOULINEAUX (girandosi). Piacere. (Riconoscendola) Rosa Pichenette!

ROSA (a parte). Scicchebello! è proprio lui!

AUBIN. Vi ho portato una cliente degna di voi. La signora di Saint-Anigreuse appartiene alla più alta aristocrazia del boulevard Saint-Germain.

ROSA (a parte). Mi ha riconosciuta. Devo assolutamente parlargli. (A Aubin) Sì, amico mio, è vero, ma vedete un po', il cane drizza le orecchie. Questo significa che ha intenzione di scendere. (Passandogli il cane) Portatelo a passeggio e tornate fra poco.

AUBIN. Eh! ah! no!... ah! no!... è umiliante!

ROSA (aggrottando 1e sopracciglia). State dicendo?...

AUBIN (umile). Dicevo... subito!... (Fra i denti) Oh! portare a spasso il cane!... Rosa non ha la minima creanza!

Esce.

Scena quattordicesima

ROSA, MOULINEAUX

ROSA (venendo avanti, incontro a Moulineaux). Scicchebello!

MOULINEAUX (risalendo incontro a lei). Rosa Pichenette!

Si stringono le mani.

ROSA. I Chi non muore si rivede!... Tu, che ho conosciuto al quartiere latino.

MOULINEAUX. Sì, mentre studiavo medicina.

ROSA. E così, l'hai poi presa la tua famosa laurea?...

MOULINEAUX (con le mani in tasca e muovendo o il corpo avanti e indietro). Come vedi.

ROSA. E ti sei messo a fare il sarto.

MOULINEAUX (dopo un momento di riflessione). Eh?... ah! sì... sì, per distinguermi. Capisci, per un medico fare il medico è banale!... Mentre per un sarto...

ROSA (espansiva). Ah! il mio bravo Scicchebello!...

MOULINEAUX. Sst! non così forte!... (A parte) E Susanna sta di là...

ROSA (meravigliata). C'è un malato in casa?

MOULINEAUX. No! ma non è necessario che tu gridi così, chiamandomi a voce alta Scicchebello. Ora non sono più né scicche né bello.

ROSA. Oh! sì.

MOULINEAUX. Sì, sono sempre scicche e sempre bello, ma non sono più Scicchebello. Questo andava bene al quartiere latino. Ora sono un uomo serio... arrivato.

ROSA. Ma io ti ho sempre conosciuto con quel nome. Come ti chiami?

MOULINEAUX. Io? Moul... (Correggendosi) Pinco...mi chiamo Pinco.

ROSA. Che nome idiota!

MOULINEAUX. Cosa vuoi!... si fa quel che si può.

ROSA (passa cerimoniosamente davanti a Moulineaux e si porta al 2). Bene! se tu non sei più Scicchebello, io non sono più Rosa Pichenette. Sono la signora di Saint-Anigreuse!

MOULINEAUX Ti sei sistemata?

ROSA (sedendo sul divano). Accasata, tutt'al più. Ho incominciato innanzitutto col prendere marito.

MOULINEAUX. Tu?

ROSA. Sì, ho sposato un balordo.

MOULINEAUX. Non c era bisogno che lo dicessi.

ROSA. Così, una volta regolarizzata la mia posizione ...dopo due giorni di luna di miele--l'ho piantato... per un generale.

MOULINEAUX Caspita! un generale?... è raro un generale! Dove l'hai trovato?

ROSA. Al giardino delle Tuileries, mentre mio marito era andato dal tabaccaio a prendere le sigarette.

Moulineaux (che alle ultime parole ha alzato la testa). Mi hanno già raccontato una storia come questa!... solamente, si trattava di un sigaro. (Si sente un rumore di stoviglie rotte) Accidenti! dimenticavo Susanna. Ora sta sfogando la sua impazienza contro i mobili.

ROSA. Chi ha fatto questo rumore?

MOULINEAUX (con disinvoltura). Nessuno.

ROSA. Tieni degli animali?

MOULINEAUX (vivacemente). Sì, uno... uno struzzo...che mi hanno mandato dall'Africa... per via delle piume.

ROSA (alzandosi). Oh! fammelo vedere!

MOULINEAUX. Oh! impossibile! non ama la gente, quella bestia. Ma a proposito di bestie, tuo marito non l'hai più rivisto?...

ROSA. Mai più, grazie!... È servito a lanciarmi, nient'altro!... Una volta lanciata, ho preso il nome di signora di Saint-Anigreuse. (Nuovo rumore di stoviglie) Sentilo! si dà da fare il tuo struzzo!...

MOULINEAUX (inquietissimo). Sì, non c'è male! E tu?... Aspetta, vado a parlargli.

ROSA. Allo struzzo?... Non servirà un gran che!... Resta qui!

Scena quindicesima

Gli stessi, SUSANNA

SUSANNA (venendo avanti fino all'1, furiosa). Sentite un po'! vi prendete gioco della gente, voi?

MOULINEAUX. Susanna!... Ci mancava anche questa!

SUSANNA (vedendo Rosa). Un'altra persona!... Ah! questo è troppo!

Furiosa, si dirige verso il fondo, poi viene avanti.

ROSA (a Moulineaux). Chi è questa signora?

Passa al 3.

MOULINEAUX (al 2, sottovoce). Niente. È la cassiera. Ha una malattia nervosa, non badarle. (A Susanna che è appena venuta avanti) Vi prego, calmatevi. Susanna, niente scandali!

SUSANNA (nervosissima). Dovevate dirmelo che avevate intenzione di abbindolarmi. Dovevate dirmelo che stavate con l'amante!

ROSA (sobbalzando). Eh?... Ah! signora, per chi mi prendete? Sappiate che sono una cliente. Sono venuta a ordinare un vestito.

Le due donne si sono avvicinate e le separa solo Moulineaux.

SUSANNA. Ah! non venite a raccontarle a me, queste cose!

ROSA. Come?

MOULINEAUX. Ma vi assicuro...

SUSANNA. Anche voi... Ah, sì, amico mio, avete una bella faccia tosta!

ROSA (molto acida). Mio caro, quando si è l'amante della propria cassiera, la prima cosa è di evitare alle clienti affronti del genere!

MOULINEAUX (prorompendo). Eh, via! L'amante della cassiera, adesso!

SUSANNA (vivacemente). Cosa? quale cassiera?... cosa dice quella lì?

MOULINEAUX (sbalordito). Ma niente! niente!... Non sta parlando di voi.

ROSA (vivacemente). Sono una donna per bene. Il signore è il mio sarto.

SUSANNA. Ancora!

ROSA (vivacemente). Sì, ancora. E la prova che il signore non è nient'altro per me è che sono venuta con mio marito.

SUSANNA (ridendo ostentatamente). Vostro marito! Vorrei proprio vederlo!...

ROSA (vivacemente). Lo vedrete! È sceso a portare il cane a passeggio.

MOULINEAUX (sbalo1dito e passando a destra). Oh! là! là! là! là!

ROSA. Ecco!... sento che viene.

Torna verso il fondo.

Scena sedicesima

Gli stessi, AUBIN, poi YVONNE, poi BASSINET

ROSA  (si gira verso Aubin che entra col cane in braccio). Venite avanti! Fatevi vedere!... Questa signora non vuole credere che siete mio marito!...

AUBIN (girandosi). Io... come no!... (Riconoscendo Susanna) Mia moglie!

SUSANNA (prorompendo). Mio marito!

MOULINEAUX. : Bum!

SUSANNA. Mio marito! Oh! mi vendicherò!

Esce rapidamente.

AUBIN (che vuole lanciarsi all'inseguimento di sua moglie). Susanna!... ma... Susanna!... (A Rosa) E riprendetevi il cane, voi.

Le passa il cane.

ROSA. Anatolio!...

AUBIN (respingendola). Eh! andate al diavolo!...

Esce.

ROSA (tenendo il cane sotto il braccio destro). Insolente! Ah! i nervi! l'emozione!

Cade annientata fra le braccia di Moulineaux.

MOULINEAUX (accogliendola col braccio destro e tenendo il cane sotto il braccio sinistro). Ah! si sente male! Rosa, niente sciocchezze, eh?

YVONNE (entrando). La mamma dev'essere ancora qui.

MOULINEAUX (si gira e si trova di fronte sua moglie). Santo cielo, mia moglie!

ATTO II - SCENA XVI        II9

YVONNE. Mio marito!... con una donna fra le braccia!... (Torna rapidamente verso il fondo, sempre parlando) Addio, signore, non ci vedremo mai più! . ..

MOULINEAUX. Ma Yvonne! Yvonne! senti!...

YVONNE. No, signore, non sento niente.

MOULINEAUX. Aspetta, ti devo spiegare. Oh! e questa donna, dove la metto?...

BASSINET (entrando). Mio caro...

MOULINEAUX (gli passa la donna e il cane). Ah! arrivate al momento giusto!... Su, prendete la signora.  (Esce correndo). Yvonne! Yvonne!...

BASSINET. Ah! ma cosa succede?... (Riconoscendo Rosa) Cielo! Mia moglie!

La bacia.

ROSA (che ha ripreso i sensi al contatto del bacio). Mio marito!... Oh!

Lo schiaffeggia. Bassinet sbalordito sprofonda nel divano mentre Rosa torna rapidamente verso il fondo.

SIPARIO

ATTO TERZO

La stessa scena del primo atto.

Scena prima

MOULINEAUX, STEFANO

All'alzarsi del sipario la scena è vuota. Si sente suonare. Momento di si1enzio.

VOCE DI STEFANO (f uori scena). Non importa, signore!

MOULINEAUX (esce, molto in ansia, dalla porta di destra, in primo piano). Hanno suonato! Chi può essere? (Chiama) Stefano!... Allora, Stefano?

STEFANO (compare sul fondo). Signore?

MOULINEAUX. Chi ha suonato?

STEFANO (alza le spalle e fa l'atto di tornare verso il fondo). Oh! Niente!

MOULINEAUX. Come niente?

STEFANO. No, era un malato che veniva per un'operazione. Mi ha chiesto se il signore era in casa. Gli ho detto di sì. Allora mi ha detto che non sentiva più male e se n'è andato.

MOULINEAUX. Che imbecille! Comunque, quando non c'è nessuno, si viene e si dice: « Signore, non c'era nessuno! ».

STEFANO. Pensavo fosse inutile.

MOULINEAUX (irritato). Va bene, andate.

Passa all'1; è molto pensieroso.

STEFANO (nota la tristezza di Moulineaux. Lo considera brevemente). Il signore è preoccupato, lo capisco. Pure gliel'avevo detto! Quel veglione all'Opéra non gli avrebbe portato fortuna! E poi, se le cose si devono fare, si facciano come si deve.

MOULINEAUX. Cosa?

STEFANO. Il signore avrebbe dovuto dirmi: Stefano, vado al ballo. Mi sarei messo io nel letto del signore.

MOULINEAUX. Nel mio letto!...

STEFANO. Oh! il signore non mi fa nessun ribrezzo. (Moulineaux alza le spalle). Avrei cambiato le lenzuola, ecco tutto; e avremmo salvato le apparenze.

MOULINEAUX (preso dalla sua idea fissa). Ma dove può essere mia moglie?

STEFANO (che ha, come Moulineaux, un aspetto triste e pensieroso). Già!... é quel che ci chiedevamo anche noi poco fa, in cucina.

MOULINEAUX (stesso gioco). Fra un'ora saranno ventiquattro ore che ha abbandonato il tetto coniugale.

STEFANO (con slancio). Oh! signore, se le cose potessero aggiustarsi! eh?... Vedete di aggiustarle.

MOULINEAUX (scoraggiato). Ah!

STEFANO (molto ingenuo). Oh! sì, signore, per me! fatelo per me! Detesto avere accanto persone di umore nero!... sono molto sensibile, signore. Allora divento nero anch'io e questo non mi piace.

Campanello.

MOULINEAUX (alzando la testa). Hanno suonato.

STEFANO (sempre con lo stesso tono). Non importa.

MOULINEAUX. Come, non importa?

STEFANo. Ah! non sempre si può entrare senza che io apra. Allora... intesi? per me?

Moulineaux (spazientito). Sì, va bene! andate!...

Stefano. Grazie! ( Tende e la mano; vedendo che Mouìlineaux non gli tende la sua, stringe il vuoto)  Grazie!

MOULlNEAUX (passa a destra). Una cosa: tranne che per mia moglie, non ci sono per nessuno.

Stefano. Nessuno?...

MOULINEAUX. Neanche se fosse il papa!... nessuno.( Rientra nelle sue stanze. Stefano va ad aprire.)

Scena seconda

STEFANO, AUBIN

STEFANO (sul fondo, impedisce a Aubin di entrare).No, signore; il signore non c'è.

AUBIN (all'1). Andiamo, su! Il portinaio mi ha detto che c'è.

STEFANO. E a me, lo ha detto lui in persona che non c'è. Lo saprà meglio lui del portinaio, no?

AUBIN. Bene allora ditegli che c'è il signor Aubin.

STEFANO. Mi ha detto: neanche se fosse il papa!...E voi non siete nemmeno il papa.

AUBIN. No. Ma devo assolutamente vederlo a causa di mia moglie.

STEFANO. Ebbene! lui non vuol vedere nessuno a causa della sua.

AUBIN. E perché?

STEFANO (con importanza). Oh! queste cose non devono uscire dalle mura di casa. I segreti dei padroni riguardano soltanto loro... e i domestici. Ed io, sapete, sono la discrezione in persona. Se voi mi veniste a chiedere: è vero, Stefano, che da qualche giorno c'è burrasca in famiglia?... che il signore ha dormito fuori l'altra notte? E vero che

questa notte, cosa assai più grave, la signora non è rientrata e siamo qui che l'aspettiamo ancora?...

Vi risponderei: no, no, no, non so proprio di cosa state parlando.

AUBIN. Ah! la signora Moulineaux non è tornata a casa?

STEFANO (ingenuamente). Oh! come lo sapete?

AUBIN. Me  lo avete detto voi!...

STEFANO. Io! (A parte) Che faccia tosta!

AUBIN. Non è tornata! Come mia moglie!... Dopo lo scandalo di ieri, non l'ho più vista. È incredibile!...

STEFANO (ridendo stupidamente). Ah! la moglie del signore pure?... A quanto sembra, è un male contagioso.

AUBIN (passando a destra). Ma non può durare; so che deve venire qui, così ho avuto l'idea di venirci anch'io. So che dal dottore ci va a quest'ora.

STEFANO. Oh! ma sapete, per vostra moglie come per tutti, oggi la porta rimane chiusa... finché il signore non ritrova sua moglie. (Campanello) Hanno suonato. Vi chiedo scusa.

Esce rapidamente dal fondo.

AUBIN (al pubblico, mentre passa a destra). Non c'è che dire, dovrò avere una spiegazione con mia moglie. Negherò di conoscere Rosa, ecco tutto!

Scena terza

AUBIN, STEFANO, poi la SIGNOIIA AIGREVILLE, YVONNE

STEFANO (entrando rapidamente). Signore! Sono proprio loro, le signore. Vi consiglio di andarvene.

AUBIN. Quali signore?

STEFANO. La signora Moulineaux e sua madre.

AUBIN. La moglie del dottore? È davvero fortunato!   Ritorna, la sua!

SIGNORA AIGREVILLE. Il signor Moulineaux! Andate a dirgli che sono qui; sono io, la signora Aigreville.

AUBIN. La signora Aigreville! Sua Maestà!...

STEFANO. Vado. Ah! Il signore sarà contento!

Esce a destra in primo piano.

SIGNORA AIGREVILLE. Sono affari suoi! Ma la cosa mi stupirebbe!

AUBlN. Sua Maestà... La signora Aigreville? Non è chiaro!... (Alla signora Aigreville) Vi chiedo scusa. Allora voi non siete...

SIGNORA AIGREVILLE. Che cosa non sono?

AUBIN. La regina di Groenlandia.

SIGNORA AIGREVILLE. Io? la... (Ride) Gli sta tornando l'eczema.

AUBIN. No?... ma allora ho preso lucciole per lanterne.

SIGORA AIGREVILLE. Eh?

AUBIN. No, non è questo che volevo dire. (Salutando) Dio mio, signora, immagino che dovrete parlare col dottore! Mi ritiro.

Saluta.

SIGNORA AIGREVILLE. Signore!

AUBIN (salutando Yvonne). Signore! (A parte) Incantevole, la moglie del dottore!

SIGNORA AIGREVILLE. E tu, mi raccomando, nessuna debolezza!

YVONNE.: Non abbiate paura, mamma!

MOULINEAUX (di slancio, incontro a Yvonne). Yvonne, finalmente! Ah! In che agitazione mi hai messo!

Passa al 3.

SIGNORA AIGREVILLE (che è al 2, ferma Moulineaux mentre passa). Alto là, signore!

MOULINEAUX. Eh!

BASSINET (segue Moulineaux, che è già uscito a sinistra seguendo la signora Aigreville e Susanna) Anch'io devo entrare?

SIGNORA AIGREVILLE. Non fatevi illusioni sul motivo della nostra presenza qui!

MOULINEAUX. Ma...

SIGNORA AIGREVILLE. Ah! credevate che la faccenda finisse così? No! Conosco i doveri che mi sono imposti dalla mia condizione di madre!...

MOULINEAUX. Ahi!... Se questa s immischia!...

SIGNORA AIGREVILLE. Caro genero, se così posso dire, vi riporto vostra moglie.

MOULINEAUX. Eh! Ah! cara suocera, che bel gesto!

Sta per slanciarsi.

SIGNORA AIGREVILLE (a1restandolo). Indietro!... Non è come pensate voi!... Abbiamo riflettuto a lungo, mia figlia e io, ed ecco quel che abbiamo deciso.

MOULINEAUX (eccitandosi). Perbacco! se vostra figlia vi ha dato retta, c'è poco da stare allegri!

SIGNORA AIGREVILLE. Fra voi e vostra moglie, tutto è finito.

MOULINEAUX (ridendo verde). Ecco!... cosa vi dicevo?

SIGNORA AIGREVILLE. Avevo (deciso in un primo tempo che mia figlia (dovesse vivere con me. Per questo abbiamo passato la notte al Grand Hotel...camera 432... quarto piano, verso la piazza. Ma poiché non conviene esporsi ai commenti della

gente, per salvare le apparenze, mia figlia vivrà sotto il vostro tetto.

MOULINEAUX (a parte). Sì? Oh! bene! me la sbrigo poi io, quando resto solo con mia moglie...

SIGNORA AIGREVILLE. E io abiterò con lei!...

Moulineaux (sobbalzando). Cosa?

SIGNORA AIGREVILLE. Per essere il suo consigliere e il suo difensore.

Moulineaux. Ah! Benissimo! sarà divertente!

SIGNORA AIGREVILLE. Vivremo per conto nostro, dividendoci a metà l'appartamento. (Mostra le stanze di Moulineaux) Da questa parte gli uomini. Da

quest'altra le donne; qui, zona promiscua!

Moulineaux. Sì, per parlamentare.

 SIGNORA AIGREVILLE. Ecco come intendo regolare la nostra esistenza, e portare la pace in famiglia.

MIOULINEAUX (ridendo verde). Ah bene! vi faccio i miei complimenti... (Prorompendo) Ma è pazzesco, andiamo!... ~ mai possibile? che cosa mi si rimprovera in fin dei conti?... Sì, dillo tu, Yvonne, che cosa mi rimproveri?

YVONNE. Io?

SIGNORA AIGREVILLE (vivacemente). Non rispondere, Yvonne!

MOULINEAUX (furioso). Ah! insomma! volete lasciarla parlare?...

SIGNORA AIGREVILLE. Contegno, signore

YVONNE (passando al 2). Come, signore, avete il coraggio di chiedermi che cosa vi rimprovero?

SIGNORA AIGREVILLE. Sì, ha il coraggio...

MOULINEAUX (bruta1e). Non ho parlato con voi!...

YVONNE. Prima di tutto, vi prego di parlare più garbatamente a mia madre.

MOULINEAUX. Va bene, ma lo faccio per voi! Beh, e allora?

YVONNE. Come! vi sorprendo in una sartoria in intimo colloquio con una donna, mentre la stringete al petto!...

MOULINEAUX (vivacemente). Scusate, non era mia!

YVONNE. Chi?

MOULINEAUX. La donna! Me l'avevano consegnata.

Accompagna la frase con una mimica esplicativa.

YVONNE. Davvero?... Ed è per questo che la stringevate fra le braccia?

MOULINEAUX. Io? oh! no, se tu avessi guardato... non la stringevo!

YVONNE :. Vi dico che la stringevate fra le braccia e lei stava male!...

MOULINEAUX (afferrando la palla al balzo). Ah! Lo vedi?... stava male!... Questo ti dimostra a sufficienza...

YVONNE. Via!... voi correte dietro alle sartine!

SIGNORA AIGREVILLE. E me le presentate come clienti ! .. .

MOULINEAUX (con volubilità, passando al 2). Ma no, questa è un'altra faccenda. Non confondiamo.   (Alla signora Aigreville) La donna che avete visto è la signora Aubin, la moglie del signor Aubin.   Mentre l'altra...

SIGNORA AIGREVILLE (acida a).  Era  la moglie di chi?

Passa all'l.

MOULINEAUX (rapidamente). Del signor Aubin.

SIGNORA AIGREVILLE (stesso gioco). Ah, sì? Allora è bigamo!

MOULINEAUX (stesso gioco). Certo!... eh? ma no, ma no, ma no! oh! non c'è modo di capirsi! (Alla signora Aigreville) Siete voi che confondete le cose. Di che vi impicciate, insomma! Sono cose che non vi riguardano.

SIGNORA AIGREVILLE. Come, di che m impiccio!

MOULINEAUX ( furioso). Vi immischiate nella nostra vita privata!... Non ho sposato voi, mi pare. Dunque, devo dare spiegazioni solo a mia moglie e non ho bisogno di voi.

SIGNORA AIGREVILLE. Non sperate che vi lasci solo con Yvonne!... Figuriamoci! quella povera bambina nelle vostre panie.

MOULINEAUX (alzando le spalle, esasperato). Nelle mie panie! nelle mie panie!... Che parole grosse!...

Vi ho detto che voglio parlare da solo a mia moglie; ne ho diritto, mi pare!

SIGNORA AIGREVILLE. No!

MOULINEAUX (con voce rauca, soffocando un grido di rabbia). Oh!

Si sente che è sul punto di strozzare la suocera; ma si trattiene, torna verso il fondo a grandi passi, poi viene avanti all'estrema sinistra.

YVONNE. Mamma, accordategli quel che chiede. Almeno non avrà nulla da rimproverarci!

SIGNORA AIGREVILLE. Ma io ti conosco, ti lascerai abbindolare!

YVONNE. Non abbiate timore.

SIGNORA AIGREVILLE. E sia, vi lascio. Non potrete dire che non ci metto buona volontà. E tu, non cedere!... (A parte) Ah! povera bambina! e pensare che se non ci fossi io, si sarebbe già riconciliata!... (Facendo una smorfia a Moulineaux) Muh!

Esce in secondo piano, a sinistra.

Scena quinta

YVONNE, MOULINEAUX, poi la SIGNORA AIGREVILLE

MOULINEAUX (dopo una breve pausa, e dopo l'uscita della signora Aigreville, si dirige a passi lenti e silenziosi verso Yvonne che sta all'estrema destra; poi, calmissimo). Senti, Yvonne, dimentica per un momento che hai una madre e credi a me.  Quelle due donne, sono un segreto del signor Aubin, non mio. Non le conosco. Quando ti dico che sono due.. due casi clinici, ecco! Mi hanno chiamato in quanto medico... per un fatto patologico curiosissimo... di medicina comparata. Non ti posso spiegare, è roba scientifica, ci vogliono studi speciali. Ma credimi, tutto è finito. Mi hai sorpreso mentre stavo facendo un'esperienza. Non è riuscita!... e l'ho lasciata perdere.

YVONNE.   E’ facile parlare, ora!

SIGNORA AIGREVILLE (introducendo la testa dalla porta). Avete finito?

MOULINEAUX (brutale). No!... Quando avremo finito, vi chiameremo.

SIGNORA AIGREVILLE. Non gli dar retta, sai?

Rientra.

MOULINEAUX  (a parte, in collera). Accidenti a lei!  (A Yvonne, con molta dolcezza) Ti assicuro che quel che ti ho detto è vero. (A parte) Ci sono dei casi in cui un galantuomo la il dovere di modificare la verità.

YVONNE (cedendo). Oh! se potessi credervi!

MOULINEAUX (con trasporto). Ma credimi dunque!

YVONNE. Oh! sarebbe così bello poter avere fiducia!...ma non posso!... voi mentite sicuramente.

MOULINEAUX (infervorato). Ma no, che cosa te lo fa credere?

YVONNE. La mamma!

MOULINEAUX (con rabbia concentrata e ridendo amaramente). Ah! tua madre!... la tua buona mammina!... Ma non è una ragione, la tua mamma!...

YVONNE (la quale non chiede altro che di cedere). Avreste il coraggio di giurare...?

MOULINEAUX. Ma...

YVONNE. Oh! per convincere la mamma. Giurate che mi dite la verità.

MOULINEAUX (a parte, con convinzione). Quant'è asfissiante, sua madre! (Alzando la mano) Giuro che è la verità- tutta la verità, nient'altro che la verità... (A parte) Oh, questo sì, senz'altro!

YVONNE. Oh! grazie. Ma allora la donna con la quale vi ho visto, non la conoscete?

MOULINEAUX. Insomma, se tu mi trovi ancora con lei, ti permetto di pensare quel che vuoi, va bene?  Mi perdoni?

YVONNE. Oh! no!... non in questo modo, più tardi  Quando la mamma se n'è andata.

Moulineaux.:  Abbracciami, almeno!

Aubin compare sul fondo.

YVONNE. Ah! questa è un'altra cosa.

Moulineaux abbraccia Yvonne.

Scena sesta

Gli stessi, AUBIN

AUBIN (ha visto Moulineaux mentre abbracciava Yvonne; a parte, stupito). Oh! Pinco è l'amante  della moglie del dottore!...

Rimane sulla soglia della porta, e ascolta.

MOULINEAUX. Sei un angelo!

YVONNE. Ma voi sarete giudizioso, e non farete più come la notte scorsa. Invece di passarla qui, da bravo, dove siete stato? Oh! dovrete spiegarmi!

AUBIN (scandalizzato). Oh!

MOULINEAUX Non avrai più niente da rimproverarmi, mai più.

YVONNE. Oh! vi rimprovero di essere un cattivo marito, di non amare vostra moglie.

MOULINEAUX. Sei tu che non ami tuo marito!...

AUBIN (stesso gioco). Ah! questa poi è nuova! (A voce alta) Uhm! Sono io... arrivo adesso, non ho sentito niente.

viene avanti all'1.

MOULINEAUX. Lui!... Accidenti!... questo rovina tutto!... (A voce alta) Eh! vi presento la signora Moulineaux.

AUBIN. Sì, sì, so tutto!... ho visto benissimo!... (Ride nel salutare) Ah! ah! vecchio satiro! i miei complimenti.

MOULINEAUX (stupito). Ma che cosa ha?...

AUBIN. E a parte questo, come va?... Vi siete occupato di noi?

MOULINEAUX (rapidamente). Sì, sì, certamente. (A parte) Ora scoppia la bomba, ora scoppia!

AUBIN. Avete incominciato il vestito di mia moglie?

MOULINEAUX. Eh? Sì!... parliamo d'altro: siete stato alla Camera oggi?

YVONNE (a cui non è sfuggita la domanda di Aubin). Quale vestito, amico mio?

MOULINEAUX (assumendo un tono distaccato). Nulla, una vestaglia. Cioè, no... un vestito che ho fatto fare per sua moglie, un vestito igienico.

YVONNE. Igienico?

MOULINEAUX (stesso gioco). Sì, un vestito omeopatico... con dentro l'elettricità. È sempre una faccenda scientifica. (A parte) Oh, se potessi farlo sprofondare.

YVONNE. Uhm! non ci vedo chiaro!

MOULINEAUX.    Ma no, non metterti in testa altre idee ! .. .

AUBIN. Le dà del tu davanti a me! non ha alcuna discrezione.

MOULINEAUX. Non essere sospettosa!... devi avere sempre fiducia in me!... Ti dico che non amo e non amerò che te, e questo ti deve bastare.

YVONNE (con aria dubbiosa). Oh!

Scena settima

Gli stessi, BASSINET

AUBIN (vedendo entrare Bassinet). Cielo! il marito!

Estrae il fazzoletto e fa disperati segnali a Moulineaux che gli volta le spalle.

MOULINEAUX. Dal momento che ti ripeto che ti amo,ti amo, ti amo!

BASSINET (al 2). Ah! edificante!

AUBIN (facendo segnali). Eh! signor Pinco! signor

Pinco!

Accorgendosi che Bassinet lo guarda, per darsi un contegno finge di farsi aria col fazzoletto, mentre manda saluti a Bassinet. Bassinet, stupito, estrae il fazzoletto ed esegue gli stessi gesti di  Aubin.

MOULINEAUX (con tenerezza, al 3). Yvonne?

Vuole abbracciarla.              

YVONNE (al 4). Su, non davanti a tutti!

MOULINEAUX. Perché? non ho mica vergogna.

AUBIN. Questo è il colmo! E l'altro che non fa una piega. (vedendo che Bassinet si dirige verso Moulineaux) Ah! sì

BASSINET (avanza con comica gravità e batte sulla spalla di Moulineaux). Ehi voi, sentite un po'! Guardate che sono qui!

AUBIN. Ora scoppia, sarà terribile!

MOULINEAUX (di malumore, senza prendersi nemmeno la briga di girarsi). Eh? Cosa?

BASSINET (fanciullone). Beh!... buongiorno! Voi non mi dite buongiorno?

MOULINEAUX. Ah! buongiorno! buongiorno!

AUBIN (sbalordito). Cosa? tutto qui?... (A Moulineaux) Come, signor Pinco!...

YVONNE (vivacemente). Pinco? Perché ti chiama Pinco?

MOULINEAUX (imbarazzato). Eh? credi che mi abbia chiamato... È possibile! è così maleducato!... (A parte) Se non porto via Yvonne, questo qui me ne combina una grossa! (A voce alta) Mi sembra che la mamma ti chiami.

Passano davanti a Bassinet che sta nel centro della scena.

YVONNE. Ma no.

MOULINEAUX. Ma sì, ma sì. Andiamo, vieni!... A presto.

Esce con Yvonne a sinistra, in secondo piano.

Momento di silenzio. Aubin e Bassinet si guardano.Poi Bassinet indica col dito la porta da cui è uscito Moulineaux ed entrambi scoppiano a ridere.

AUBIN (continuando a ridere). No, è un cinico! (A Bassinet) E voi non dite niente?

BASSINET. Di che?

AUBIN. Eh! di... di niente! (A parte) Che sia sordo?

BASSINET (a Aubin, ridendo). Dite un po', sbaglio o li abbiamo disturbati?...

AUBIN (sbalordito). Sì, io... (A parte) Ah, in che secolo viviamo!

BASSINET (stesso gioco). Sono così graziosi!

AUBIN (ridendo per compiacenza). Graziosissimi! graziosissimi!... (A parte) Non ha il minimo senso morale!... (A voce alta) Mio caro, io non sono bigotto ma non capisco perché non sorvegliate un po' di più vostra moglie.

BASSINET (sorpreso). Mia moglie! (A parte) Che uomo scombinato! (A voce alta) Diamine! lasciatemi il tempo. L'ho ritrovata solo ieri.

AUBIN. Ah! L'avete ritrovata solo...

BASSINET. Sì. (A parte) Perché mai mi parla di mia moglie?... Dovete sapere che mi aveva piantato.

AUBIN. Per il sarto...

BASSINET. No, per il militare.

AUBIN. Ah! pure!... (A parte) Oh! ma allora è una donnina allegra!

BASSINET. La cercavo da un sacco di tempo, e ieri, quando meno me l'aspettavo, trac! la ritrovo nelle braccia di chi?...

AUBIN. Del signor Pinco?

BASSINET (sbalordito). Pinco!... precisamente, Come lo sapete?

AUBIN. Ah! non è difficile indovinarlo. (A parte) Come marito, è di una filosofia ammirevole.

BASSINET. Quando mi ha visto, per la felicità mi ha dato uno schiaffo!... Ah! sono proprio contento!

AUBIN. Sì, battuto e contento. Non mi meraviglio!

BASSINET (a parte). No, si meraviglierà Moulineaux quando fra poco gli presenterò mia moglie...

Scena nona

Gli stessi, MOULINEAUX

MOULINEAUX. Ecco fatto!... la suocera più o meno sono riuscito a convincerla! (A Bassinet) Buongiorno, mio caro; vi chiedo scusa, poco fa vi ho ricevuto senza molti riguardi.

BASSINET (passando al 2). Oh, non importa, capisco benissimo.

MOULINEAUX (a Aubin). Ah! siete ancora qui, voi?

AUBIN (tirando Moulineaux da parte, all'estrema sinistra). Vi devo parlare.

Bassinet, molto ingenuamente, li raggiunge per ascoltare.

AUBIN (a disagio per la presenza dell'intruso, a Bassinet). Scusate.

BASSINET (ingenuo). Fate pure, non preoccupatevi per me.

AUBIN (ridendo con imbarazzo). Si tratta di una cosa personale.

BASSINET. Ah! benissimo.

Va a sedersi al tavolo di destra e durante quel che segue sfoglia un libro.

AUBIN (a mezza voce, a Moulineaux). Vi dirò, aspetto mia moglie, è l'ora in cui viene a farsi visitare e poiché non l'ho più rivista da ieri...

MOULINEAUX (al 2) Ah! caspita!

AUBIN. Avete detto?

MOULINEAUX. Niente, ho detto: « Ah! caspita! ~.

AUBIN (all'l). Ah! bene, l'ho detto anch'io: « Ah! caspita! ». Però non serve a niente, io vorrei sistemarla, questa faccenda, perché è stupido non...

Soltanto, come gliela faccio mandar giù la storia di Rosa?

MOULINEAUX. Eh, già... Mah!

AUBIN (subitamente). Ah! che idea mi è venuta! E voi on vorrete contraddirmi, spero!

MOULINEAUX. Ma no, via, fra uomini!

AUBIN (contento). Dirò che Rosa... è la vostra amante.

MOULINEAUX (che ha accondisceso con la testa). Benssimo!... eh? no, cosa dite? Nemmeno per sogno!

AUBIN (naturalissimo). Cosa ve ne importa, lo saprà soltanto lei!

MOULINEAUX. Grazie tante, mi basta.

AUBIN (supplicando). Pinco, caro signor Pinco!...

MOULINEAUX.    E’  una pazzia, vi dico... No, non posso. Figuriamoci! cosa direbbe la signora Moulineaux?

AUBIN (sbalordito guarda Bassinet e lo indica con la testa). Ah! voi credete che...

MOULINEAUX. Ma certo! rivolgetevi a qualcun altro.

AUBIN. A chi?

MOULINEAUX. Mah, non saprei. (Bassinet canticchia e attira l'attenzione di Moulineaux che lo indica ad Aubin) A lui, per esempio. (Aubin fa un ge-sto d i rivolta) E perché? non ha alcuna importanza!

AUBIN (scandalizzato). Oh! a lui!... e voi credete che la signora Moulineaux non dirà niente?...

Moulineaux (molto ingenuamente). Cosa volete che gliene importi?

AUBIN (stesso gioco, allargando le braccia). Che morale, mio Dio, che morale!... Comunque, per me va bene.

MOULINEAUX (a Bassinet che, sempre canticchiando si è alzato dopo avere gettato il suo libro sul tavolo).

Ascoltate, il signore vi deve chiedere una cosa.

Si trae discretamente in disparte fino al tavolo di destra.

AUBIN (a Bassinet) Oh! volete farmi un grande favore?

BASSINET (inquieto). Io?

AUBIN. Sì! grande! immenso!

BASSINET (imbarazzato). Accidenti!... il fatto è che...siamo alla fine del mese e...

AUBIN (rassicurandolo). Non vi costerà niente!

BASSINET (rassicurato). Ah! dite, allora!

AUBIN. In questo momento non sono in buona con mia moglie. Mi ha sorpreso con l'amante!...

BASSINET (ridendo, molto ingenuamente). Oh! È sciocco!

AUBIN (ridendo per compiacenza). Sì, è stupido (Serio) In breve, lei viene qui fra poco. Voi conoscete mia moglie. Bene! dovreste dirle che la signora di Saint-Anigreuse è la vostra amante.

BASSINET (canzonando). Ah! bene! questa sì che è un'idea!

AUBIN. Sì !

BASSINET (piroettando). Però è cattiva!

AUBIN. Ah! non vorrete dirmi di no!

BASSINET. Proprio così!

MOULINEAUX (sottovoce a Bassinet, raggiungendolo). Accettate!... è presidente di molte società in formazione!... Può avere bisogno di immobili!

BASSINET. Sì?... (Risolutamente) Accetto!

AUBIN. Davvero?

BASSINET. Mi obbliga a qualcosa?

AUBIN. A niente!

BASSINET (dondolandosi). E ditemi... uhm! è carina?

AUBIN. Chi? la...? Molto carina.

BASSINET (ridendo). Un allegrona?

AUBIN. Sì, abbastanza.

BASSINET (ridendo, dandogli un colpetto). Insomma una cocotte?

AUBIN (ridendo). Sì, ma molto per bene. Del resto, ecco la fotografia. (Estrae una fotografia dal portafoglio e la consegna a Bassinet). Fatela vedere a mia moglie, per dare maggiore verosimiglianza alla cosa.

Scena decima

Gli stessi, STEFANO, la SIGNORA AUBIN

STEFANO (annunciando). La signora Aubin!

AUBIN (gli caccia la fotografia nella tasca laterale del cappotto). Mia moglie!... Silenzio! nascondetela. (A parte) Giusto in tempo!...

Stefano esce.

MOULINEAUX. I (andando incontro a Susanna). Buon- giorno, cara signora.

AUBIN (timidamente). Buongiorno, Susanna.

SUSANNA (sd egnosa). Voi qui, signore?. . . Bene, non ho che da ritirarmi.

AUBIN (vivacemente). Susanna!... ascoltami!... ti giuro che sono innocente.

SUSANNA. Va bene, signore, lo direte al tribunale quando sarà il momento.

Falsa uscita.

AUBIN. A1 tribunale?... Ma nemmeno per sogno!... Vediamo un po', spieghiamoci. Non ci siamo capiti a causa di un malinteso. Tu mi hai sorpreso con una donna, d'accordo! Ma non la conosco, io, questa donna. E la prova è questa: che è del signore.

(A Bassinet)  è  vero o no?

BASSINET (senza convinzione). Sì, sì... sì, sì, sì!

AUBIN. Lo vedi?

SUSANNA. Raccontatele a un'altra queste cose!

MOULINEAUX (a Susanna). Non siate crudele, signora!

AUBIN. Via, Susanna, credimi. Ti assicuro che ti sei ingannata! (Sottovoce a Bassinet) Mostratele la fotografia, è il momento!

BASSINET (cercandola nella tasca). Sì.

Passa al 3.

Scena undicesima

Gli stessi, STEFANO, ROSA

STEFANO (annunciando). La signora Bassinet!

BASSINET (all’annuncio torna rapidamente verso il fondo). Oh! vieni, vieni!

SUSANNA. Dio! l'amante di mio marito.

BASSINET (presentando Rosa a Aubin). Vi presento...

AUBIN (che preoccupato non ha fatto attenzione all'ingresso di Rosa, riconoscendola). Cielo! Rosa!... Che guaio!

Scappa ed esce da destra, in primo piano.

BASSINET. Che cos'ha?... (A Moulineaux) Mio caro Moulineaux. Vi presento mia...

MOULINEAUX (alzando la testa). Ah! Dio mio!... Rosa qui! Tagliamo la corda!

Scappa ed esce da sinistra in primo piano.

BASSINET. Ma... che cosa fanno?...

ROSA (offesa). Non sono molto educati!...

BASSINET. Non badarci è la sorpresa! (Torna verso il fondo. A Susanna). Signora, se permettete vi presento. . .

SUSANNA. Signora, io non vi conosco!

Esce in secondo piano a destra.

ROSA. Eh!... ancora?...

Scena dodicesima

BASSINET, STEFANO, ROSA, YVONNE

BASSINET. Sì... oh! forse la signora non ha capito bene! (Yvonne compare in secondo piano a sinistra)  Ah! la padrona di casa! (A Yvonne) Signora, permettete che vi presenti...

YVONNE (stupita, a Rosa). Voi, qui?... (A Bassinet) Oh! signore, vedo che continuate nel vostro bel mestiere. . .

Rientra bruscamente in secondo piano a sinistra.

ROSA (furiosa). Eh, no! davvero, questo passa tutti i limiti ! . . .

BASSINET (fanciullone). Ma no, mi capita tutti i giorni.

ROSA. E voi non dite niente?...

BASSINET. Sì... sì! (Ritorna verso la porta in secondo piano a sinistra) Aspetta!

Scena tredicesima

BASSINET, ROSA, MOULINEAUX, poi AUBIN

MOULINEAUX (sottovoce e rapidamente, correndo da Rosa e credendola sola). Disgraziata!... Presentarti qui, in casa mia!... ma sei matta!...

ROSA. E perché?... sono qui con mio marito!

Moulineaux. Tuo marito? Ma dove?

ROSA. Lì! Bassinet! Mi ha ritrovata ieri.

Moulineaux (sbalordito ito). Come, Bassinet?...

BASSINET (si intromette fra i due). Che c'è?

MOULINEAUX. Niente!

Gli scoppia a ridere in faccia. Rosa si è portata sulla destra.

AUBIN (uscendo da destra, rapidamente e sottovoce a Rosa). Rosa, per l'amor del cielo, niente scandali! Vattene, mia moglie è qui.

ROSA (passando all'l). Oh! Ma insomma! comincio a seccarmil

BASSINET (raggiunge Aubin). Perché le parlano tutti a bassa voce?

Entrano da sinistra Yvonne e la signora Aigreville; da destra Susanna.

Scena quattordicesima

Gli stessi, YVONNE, la SIGNORA AIGREVILLE, SUSANNA

YVONNE (accompagnata dalla madre, al marito). Ah, no, signore, questo è troppo! Vi mancava solo di portare in casa le vostre sartine!

MOULINEAUX. Ah! Ma è una mania! Ma dove? Quale sarta?

YVONNE (indicando Rosa). La signora!...

ROSA. Io?...

SIGNORA AIGREVILLE (indicando Susanna che è rimasta sulla soglia della porta di destra, in secondo piano). No, la signora!

SUSANNA. Io!

Viene avanti fra Aubin e Moulineaux.

MOULINEAUX. Se ci intendessimo, intanto?

AUBIN (indicando Susanna). Scusate, la signora è mia moglie.

BASSINET (indicando Rosa). E la signora è la mia; vi prego di riflettere quando parlate di lei!

TUTTI. Sua moglie!

BASSINET. Esattamente.

AUBIN (facendo passare sua moglie all'estrema destra). Sua moglie! e gli ho dato il ritratto! (A Bassinet) Sentite! Rendetemi la fotografia!

BASSINET. Ehi! la... Ah! è giusto.

Toglie la fotografia dalla tasca e vuole guardarla.

AUBIN (vivacemente). Oh! non guardatela!

BASSINET (allontanando Aubin con la mano sinistra, ed estraendo o il ritratto con la mano d destra). E perché no?...

AUBIN (insistendo). No, ve ne prego!

BASSINET (guardando il ritratto). Oh!

AUBIN (fra i denti). Patatrac! è fatta!

BASSINET. Oh! è curioso, assomiglia a mia moglie.(A Aubin) Non vi sembra?

AUBIN (assumendo un tono distaccato). Eh?... oh! No, no. Ha troppo...

BASSINET (a Moulineaux). Oh! sì, osservate. Non vi  sembra che assomigli a mia moglie?...

MOULINEAUX. Questa?... Beh... non ha abbastanza...

BASSINET (alla moglie). Insomma, guarda tu!

ROSA. Oh! amico mio, sei cattivo con me!

BASSINET. Come, davvero?... sì, in effetti è vero!... non ti assomiglia affatto.

SUSANNA (a Aubin). Come, ma allora è tutto vero?...

AUBIN. Te lo ripeto da un'ora.

SUSANNA. Ah! mio caro Anatolio.

AUBIN. Sì, ti perdono.

YVONNE. E tu, mi perdonerai?

Moulineaux. Oh! non chiedermi perdono, sarebbe

troppo!

SIGNORA AIGREVILLE. Come sono stupidi!... per fortuna ci sono qua io, se no questi due domani ricominciano!

YVONNE. Mio caro marito!

MOULINEAUX (sussultando). Ahi!

AUBIN (a cui non sono sfuggite 1e parole di Yvonne).Suo marito?... ma allora il dottor Moulineaux...

MOULINEAUX (imbarazzato). Eh? il dottore?

BASSINET (indicando Moulineaux). Perdiana! è lui, no?

MOULINEAUX. Che imbecille!

AUBIN. Pensavo che faceste il sarto.

MOULINEAUX (confidenzialmente a A1lbin). Zitto! sì, l'ho fatto... per procura. Mia zia, faceva la sarta.

AUBIN. Ah sì? Dovevate dirlo!

MOULINEAUX. Non potevo.

AUBIN. E perché?

MOULINEAUX. Per ragioni di famiglia. È una zia naturale!

SIPARIO

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