Sartoria alla moda

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SartORIA ALLA MODA

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Titolo

Autore

SARTORIA  ALLA MODA

Giuliano Angeletti

poetangeletti@gmail.com

telefono:     3317115597

Data pubblicazione

1 marzo 2017

Anno di stesura

2017

Genere

Commedia  Brillante

Atti

2

Durata (min)

75

Lingua

Italiano

Personaggi maschili

5

Personaggi femminili

6

Minimo attori maschili

5

Minimo attrici femminili

6

Depositato S.i.a.e.

Numero Posizione SIAE  198563

Codice Opera  927186A

Reparto proventi : concordato tra gli Aventi Diritto

Da effettuarsi dalla SIAE

100%

100%

SINOSSI:  “ Sartoria alla moda ” la commedia brillante riscritta e riadattata per la prima volta e con protagoniste al femminile da Angeletti, ed è la rielaborazione della famosa pìece  di “sarto per signora”di George Feydeau:  il drammaturgo ligure nella sua versione elaborativa  invece di tre atti come nell’originale concentra tutta la complicata trama in due atti e in un tempo limitato di 75 minuti, pur mantenendo del testo originale gli  scambi d’identità, i sotterfugi,  e gli equivoci che  sono gli elementi base per questo divertente vaudeville. La commedia è ambientata non più a Parigi ma in una città italiana di provincia nel 1970: la tramasi sviluppa attorno  alla vicenda della dottoressa Margherita, fresca di matrimonio ma con  dubbi di fedeltà coniugale . La  protagonista in questione, infatti, essendo  una impenitente  libertina, tradisce il marito con un suo affascinante paziente, e per poter incontrare il suo amante senza destare alcun sospetto prende in affitto una sartoria inconsapevole  che quel locale  un  giorno era paravento di  una casa di appuntamento, elì si finge sartina, creando così una serie di divertenti ed esilaranti situazioni che coinvolgono tutti i protagonisti della pièce. L’Autore ligure per agevolare la Regia ha inserito due finali, entrambi di sicuro effetto. Buon divertimento

GIULIANO ANGELETI

Commedia Brillante in due atti

sartORIA ALLA MODA

Numero Posizione SIAE  198563

Codice Opera  927186A

Riduzione e rielaborazione

di

“ sarto per signora “

di

GEORGES  FEYDEAU

(Unica riduzione al femminile)

PERSONAGGI

( 6 donne e 5 uomini)

 Margherita (medico)

Stefania   (cameriera della dottoressa)

Vittorio ( marito della dottoressa)

Marzia (madre di Vittorio)

Lorenza (amica della dottoressa)

AlessiaBorghini Kodelia (onorevole)

SandroKodelia ( marito di Alessia e amante di Margherita)

Sara Saint Etienne (sorella di Lorenza)

Paolino ( cliente sartoria)

Vincenzo (cliente sartoria

Aldo (cliente sartoria)

Nota dell’Autore: si consiglia essendo la trama ambientata in una città italiana nel secolo scorso, di impreziosire il testo con musica anni 70

ATTO PRIMO

La scenografia:

fondo nero, essenzialità scenica, la luce illumina la parte registica rivolta all’essenzialità scenica. Poltroncina  e un tavolino simulano  la sala d’aspetto del medico, e

e  il salotto della dottoressa Margherita, basta un manichino per simulare la sartoria

Scena prima

STEFANIA ,VITTORIO

 ( musica anni 70 )

Stefania entra dalla porta di destra,Ha in mano  uno spolverino e inizia a spolverare

(STEFANIA) (sbadiglia e ad alta voce)Che sonno, sto morendo dal sonno ! Ho sempre più sonno, ma purtroppo,  con il mio lavoro, devo alzarmi presto. Adesso è ora di svegliare la dottoressa … la  dottoressa e suo marito, lei dorme in una stanza e lui in un’altra, ma cosa si sono sposati a fare

 (Entra e chiama prima ) Signora!... signora ! purtroppo è l’ora di svegliarsi

(Esce di scena sorpresa) Come, nessuno? Non c’è nessuno  il letto è intatto!... qui  mi sa di scappatella

(a voce bassa ) così la signora ha fatto la notte brava! Lei è fuori, chissà dove? Mentre il povero Vittorio a casa!! Intanto sfaccio il letto per cercare di coprire il misfatto(esce di scena, torna in scena)

(Vede entrare Vittorio finge indifferenza )Oh! sta arrivando il signor Vittorio!

(VITTORIO)(entra e si dirige verso la porta alla sinistra ) Buongiorno Stefania. Mia moglie  è sveglia?

(STEFANIA)(cerca di non farla entrare). Non entri signor Vittorio, per favore non entri!

(VITTORIO)(sorpreso). Che idea! Perché non dovrei? è la camera di mia moglie  e poi finiamola con questo signor Vittorio, diamoci del tu, ormai sei al  nostro servizio da più di dieci anni

(STEFANIA)  Grazie signor Vittorio

(VITTORIO) Vittorio e basta, per favore lasciamo stare il signore, ma adesso dimmi cosa è successo?

(STEFANIA)( imbarazzata) La signora non sta troppo bene

(VITTORIO)Come Margherita ammalata? Ma non farmi ridere !

(STEFANIA)(cerca di riprendersi) No, volevo dire che è ammalata ma non è ammalata , insomma sta bene e non sta bene ... E poi, le finestre sono spalancate ... c’è molta polvere, e tu Vittorio sei allergico alla polvere (agita lo strofinaccio )ed io sto pulendo...

(VITTORIO) Si è vero, sono allergico,  però non ti capisco. Come? (tossendo )  mia moglie sta male e tu hai aperto le finestre ? ...( esce di scena ed entra nella stanza)

(STEFANIA)Povera Margherita è fritta !... (Al pubblico)Ho fatto il possibile per salvarla  Ah! Io di più non potevo fare .

(VITTORIO)(esce). Mia moglie ha passato la notte fuori  e tu la copri? …   il letto è intatto!!  Hai cercato di sfarlo per proteggerla Ah! Complimenti Stefania, Margherita deve pagarti molto bene per queste coperture!!...

(STEFANIA) Volevo evitare che tu... soffrissi

(VITTORIO)( alterata) Sei troppo brava! Ti ringrazio... Oh! E questo solo dopo pochi anni di matrimonio!

 (STEFANIA) Mi dispiace ma occhio non vede  cuore non duole

(VITTORIO) E se io trovassi il modo di farti licenziare?

(STEFANIA) E questo dopo tanti anni di onorato servizio, no ti prego … non si ripeterà più

(VITTORIO) Adesso basta lasciami solo! (esce  a destra)

(STEFANIA) Pover’uomo! Mi fa pena! Ma io non posso farci niente e non posso neppure espormi troppo ( al pubblico) ma in fin dei conti … l’importante è che non venga licenziata

Scena seconda

STEFANIA, MARGHERITA, VITTORIO

(MARGHERITA) (  dalla porta di sinistra).Stefania apri, fai alla svelta!!!

(STEFANIA)  la signora che sorpresa ...

(MARGHERITA) (in abito nero, molto sexy) Finiscila con queste formalità dammi del tu, ormai sei di famiglia

(STEFANIA) Grazie Margherita, immagino che hai avuto una notte movimentata

(MARGHERITA) Sì ... no... si sì Non ci vuole un’aquila per capirlo vero? Vittorio sospetta qualcosa?...

(STEFANIA) Beh!... Vittorio è appena uscito, e se devo giudicare dalla faccia: penso abbia intuito qualcosa

(MARGHERITA)(nervosa)Ah! Sì... accidenti! Lo immaginavo, sospetta qualcosa …ricordati che non bisogna mai fare come me , non ti sposare  e se proprio lo devi fare, sposati con uomini deficienti

(STEFANIA) Vittorio poi non è che sia tanto sveglio

(MARGHERITA) Piano con le allusioni, è sempre mio marito

(STEFANIA) Chiedo scusa

(MARGHERITA)(toccandosi la schiena) Ah! Dio! che notte!... ho dormito sulla panca delle scale!... sono tutta piena di dolori!... Maledetto appuntamento

(STEFANIA)Ah! Sei andata  a ballare?

(MARGHERITA) Sì!... Cioè no. E poi sono cose che non immagini neppure.

(STEFANIA) Non è necessario essere maliziosi per capire quello che hai fatto tutta la notte: racconta che sono curiosa. Lo diceva anche mia madre: Stefania tu sei molto curiosa, però sono anche una donna affidabile

(MARGHERITA) Va bene mi voglio fidare. Ora racconto: cara Stefania, mai avere per paziente un uomo affascinate e per di più sposato. Conosci Sandro una volta è venuto anche a trovarci ? Ci siamo dati appuntamento davanti al locale, nel parcheggio vicino alla piazza, ho dovuto nascondermi per non farmi riconoscere, sapessi quanta gente che ho riconosciuto che entravano cercando di non farsi notare, va bene ora vado avanti con il racconto: «  Ci vediamo alle due mi diceva! » che voleva dire: «Aspettami... in eterno ». E ho aspettato... ho aspettato fino alle tre… alle quattro ! Ho aspettato come una scema! Torno a casa, distrutta. Arrivo alla porta, tac! niente chiave. L’avevo dimenticata nella borsa da lavoro. Suonare voleva dire svegliare tutto il palazzo. Scassinare la porta, non mi sembrava il caso; allora, non mi rimaneva che  aspettare l’alba !   (Si siede a sinistra) Ah! .Sono assiderata, distrutta, non ce la faccio più! La verità è che non volevo svegliare Vittorio, perché gli voglio bene , però voglio bene anche a Sandro, amo tutti e due.

(STEFANIA) Margherita vuoi un consiglio da amica

(MARGHERITA) E che consiglio mi daresti !

(STEFANIA) Lasciamene uno a me

(MARGHERITA) Ma scherzi, e questo sarebbe un consiglio da amica!

(STEFANIA) Ma io scherzavo !

(MARGHERITA)Scherzavo! Ma come ti permetti, cos’è questa confidenza. A lavorare. E alla svelta! (la cameriera esce di scena)

(VITTORIO) (entra in scena dalla sua camera). Ah! Ecco  finalmente ! La nottambula è tornata

(MARGHERITA) Io?... Sì, sai noi medici, siamo sempre impegnati, noi non abbiamo orari

(VITTORIO) (sillabando).  Per chi mi hai preso, dove hai trascorso la notte?

(MARGHERITA)(sorpresa ) Eh?

(VITTORIO) (inquieto). Sei sorda, ti ho fatto una domanda?

(MARGHERITA)  Dove ho trascorso la notte! Ieri ti avevo detto? Vado da Lorenza?  Oh! È malata grave povera Lorenza!...Povera Lorenza, avrà pochi giorni di vita!

(VITTORIO) (sospettoso). Ah! Allora sei stata da lei?

(MARGHERITA) (disinvolta) Certo... Oh! Ho lavorato tutta la notte!

(VITTORIO)  Guarda caso?

(MARGHERITA) Ho dovuto, per forza.

(VITTORIO) (inquieto) Vestita con l’abito da sera?

(MARGHERITA) (visibilmente e a disagio )Eh… In abito da sera, si ! Capisci! Lorenza è talmente grave che anche la più piccola emozione , potrebbe essere per lei fatale … non ci voglio pensare , povera amica mia!

(VITTORIO)Diche malattia si tratta?

(MARGHERITA)(a disagio) Poveretta: ha una malattia rara, e molto contagiosa …con un nome talmente strano che è impronunciabile! Cosi, a casa sua , abbiamo organizzato un consulto di medici in abito da sera, poi abbiamo ballato, cantato e fatto le diagnosi :

sai bene che con tutti malati anche i terminali, bisogna essere cauti e non dire mai dire la verità, bisogna farli sentire bene…

(VITTORIO) Povera Lorenza , che fine?

(MARGHERITA) (con convinzione). Oh! ! purtroppo ! Ha le ore contate, circa tre. (Contando con le dita della sua mano) Ma a quest’ora credo proprio che ci saranno solo messe cantate… (fa segno della croce)

Scena terza

MARGHERITA, VITTORIO, STEFANIA, LORENZA

(STEFANIA) (entrando dalla seconda a sinistra; annuncia) La signora Lorenza.

(VITTORIO) (Sarcastica)Ma non stava male non era moribonda! Allora se non è lei, è il suo fantasma che viene direttamente dall’oltretomba !

(LORENZA)(entrando). Buongiorno,  Margherita non sapevo cosafare, allora mi sono detta : vado a trovare la mia cara amica !

(MARGHERITA)(Correndo incontro a Lorenza, rapidamente e sottovoce) Zitta! Fai silenzio, seimolto ammalata!

(LORENZA) (sbalordita). Chi? Io ammalata? Ma scherzi!

(VITTORIO) Lorenza, come ti senti, ti gira la testa?

(LORENZA) Ma se sto Benissimo! Come vedi, sono in perfetta forma

(MARGHERITA) (velocemente). Lorenza sta male, malissimo, perché il suo male è interno, non esterno , il male è oscuro (Sottovoce) Silenzio ? Tu sei molto ammalata, potresti morire

(LORENZA) (preoccupata) Io ammalata, e da quando?

(MARGHERITA) Ma sì cara amica, fatti coraggio! Purtroppo ti rimangono solo sette ore di vita!

(VITTORIO) Ma non erano tre?

(MARGHERITA) No.. (cercando una scusa) solo un miglioramento momentaneo,è il bene della morte  (gira nervosa attraverso il palco)

(LORENZA)  Ma sono veramente ridotta così male?

(MARGHERITA)  penso di si!

(LORENZA) (spaventata) allora cosa posso fare?

(MARGHERITA) Prova ad andare alle terme!

(LORENZA) Ma posso guarire, facendo i fanghi ?

(MARGHERITA) (sorniona) No! Ma intanto ti abitui  alla tomba !

(VITTORIO) (indaga). Ma  Lorenza, mia moglie  ieri notte, era al tuo capezzale

(LORENZA)  Chi?...lei? Margherita, non mi risulta?

(MARGHERITA) Ma come, non ti sei accorta di me? (a Vittorio)questa donna delira?

(VITTORIO) Ah! dirò tutto a mia madre, ci penserà lei a mettere tutto a posto!(esce di scena )

(MARGHERITA) Ma insomma, sei tonta,  io volevo solo la tua  complicità … adesso mi hai  combinato un guaio

(LORENZA) Ma io non potevo sapere!Potevi farmi un cenno e io capivo!...

(MARGHERITA) (aggressiva). Io ho fatto il massimo, ma tu sei dura, e poi cosa sei venuta a fare, non vieni mai a trovarmi!

(LORENZA) Io sono venuta perché avrei bisogno di un piacere

(MARGHERITA) Ah! Un  piacere per te, tanto per cambiare (cerca di allontanarla) Lorenza ti chiedo scusa ma adesso non posso, torna un’altra volta sono stanca e sono piena di impegni

(LORENZA) (mielosa) Non preoccuparti, ho tempo, posso aspettare!

(MARGHERITA) Ma  aspetto l’arrivo di mia suocera

(LORENZA) Bene.. l’aspetterò anch’io !  (Si siede sulla poltroncina)

(MARGHERITA) Che rompiscatole! (Suona la campanella )

(STEFANIA)Hai chiamato Margherita?

(MARGHERITA) ( chiama da parte Stefania )Stefania liberami da questa scocciatrice, io non ce la faccio più!

(STEFANIA) Capito! Ci penso io! (Stefania esce ammiccando)

(LORENZA) Margherita sai che un anno fa, ho acquistato degli appartamenti in Via Marconi ma  non riesco ad affittarli (Si alza) Allora sono venuta a trovarti per avere un aiuto...

(MARGHERITA)  Ma sei pazza, io non sono un agente immobiliare?

(LORENZA) Si lo so! Ma ioti pago! non arrabbiarti! Tu sai che con me hai tutto da guadagnare. Quasi tutte le mie case sono malsane. Se mi aiuti  ad affittarle, chi andrà ad abitare si ammalerà e  io li manderò da te e per te sono pazienti-paganti

(MARGHERITA) (furiosa)Ma cosa vuoi fare mercato di  vite umane!!! (Si muove).

(LORENZA ) ( seguendo la dottoressa ) Ma non tutte le mie case sono così ! Per esempio, ho un appartamentino all’ammezzato, ammobiliato ! Era occupato da una sarta, che non ho mai conosciuto perché ho fatto tutto tramite agenzia e che se n’è andata senza pagare e portandosi via la chiave! Se vuoi ti racconto

(MARGHERITA) Io non voglio sapere niente della storia, del tuo appartamento e della  sarta. Io ho problemi seri con mio marito!

(LORENZA) (amaramente). Ah! è vero! hai un marito ! Io , ahimè, mai avuto, ho solo una sorella ma l’ho perduta! È scomparsa in cinque minuti!

(MARGHERITA)   Mi dispiace, cosa è stato , un infarto?

(LORENZA)No…

(MARGHERITA)  Un ictus?

(LORENZA) No, un tabaccaio.

(MARGHERITA) Un tabaccaio ?

(LORENZA) No, no!  L’avevo lasciata su una panchina in piazza Ratti e le avevo detto: Aspettami, vado in edicola  a prendermi “Donna Moderna”. Al ritorno  l’ho mai più ritrovata! Ho chiesto ad un passante: e lui mi ha detto che era scappata con il tabaccaio , ormai non ci si può proprio più fidare di nessuno

(STEFANIA) Dottoressa,  un  uomo desidera parlarti. Ecco il suo biglietto da visita.

(MARGHERITA) (ammiccando con Stefania). Vediamo... ah! benissimo!... (Va via Stefania) (A Lorenza)  , Lorenza, chiedo scusa ho un appuntamento con un seccatore, e, purtroppo devo riceverlo

(LORENZA) Un seccatore!... Ah! Io so come fare per liberarmene!... (si siede) Io resto qui, così si sentirà a disagio e  sarà costretto a levarsi di torno.

(MARGHERITA) Il fatto è che vuole parlarmi in privato, chissà cosa deve dirmi...

(LORENZA) Allora è un’altra cosa. Chi è questo seccatore?... (Prendendo il biglietto da visita dalle mani della dottoressa) Il Signor Coletti!... Ah! Il caro Renato , lo conosco benissimo! Sarò felice di salutarlo!  Me ne andrò dopo con calma

(MARGHERITA) (sconcertato). Cosa?... No! non puoi!...Non è lui, è... suo padre.

(LORENZA) Suo padre non è possibile, lo sanno tutti che è un  figlio di nessuno.

(MARGHERITA) Allora è il signor nessuno,.vai! vai!...ho da fare, ma non riesci a capirlo

(LORENZA (si alza, ma invece di uscire entra nella porta a destra) non preoccuparti, aspetterò nella stanza accanto, mi metto lì tranquillo… Anzi  ho un’idea! Se il tuo seccatore è uno che rompe le scatole, conosco un sistema infallibile.

Io suono, poi consegno  il mio biglietto da visita a Stefania, lo porta a te, tu lo leggi  e poi dici che sono una seccatrice che sei costretto a ricevere! Lui sentendosi in imbarazzo andrà via! Funziona, ti assicuro! Non preoccuparti (Lorenza esce)

( MARGHERITA) Sì, sì, va bene, vai! vai! (esce di scena)( sola)

Scena quarta

MARGHERITA, STEFANIA ,  MARZIA,  VITTORIO,  LORENZA

(MARGHERITA) (assopita) Voglio dormire

( entra senza farsi annunciare la suocera del dottore)

(VITTORIO) (uscendo) Mamma, mamma!

(MARGHERITA)Adesso ci manca anche  mia suocera!

(MARZIA) (fra le quinte). Figlio e nuora ! Voglio stare con voi, voglio abbracciarvi (entra, con due valige in mano, che posa sul fondo). E tu cosa fai non mi abbracci, non sei contenta di vedermi? ( centro della scena)

(MARGHERITA) Come no! ... ( Marzia gli getta le braccia al collo) Oh! calma.

(MARZIA)Vittorio mio! (Abbraccia tutti ). Ah! figli miei!... Vittorio, bambino mio ti voglio bene. (abbraccia teneramente il figlio)

(VITTORIO)Calma…mamma,  non piangere

(MARZIA)(singhiozzando)E’ l’emozione.

(MARGHERITA)(a parte)falsa e patetica! (estrae un fazzoletto e si asciuga)

(MARZIA) Ma Margherita perché sei in abito nero, forse un funerale?

(MARGHERITA) (irritata) Sì! Il tuo, speriamo presto

(MARZIA) Come! Auguri la morte a tua suocera che ti vuole tanto bene

(MARGHERITA) scherzavo!

(VITTORIO) Già, la dottoressa ha vegliato una ammalata grave, no gravissima!... ( acido )

(MARZIA) Oh! Bimbo mio come sei acido con tua moglie ?

(MARGHERITA) (al pubblico) Grazie Marzia

(MARZIA) Comunque ho intuito che tra voi ci sono contrasti, ma chi può risolverli, se non la suocera... ( esce )

(MARGHERITA)Tra moglie e marito non mettere il dito

( suona il campanello)

(STEFANIA) (uscendo ) Margherita  hai chiamato!

(MARGHERITA) (A Stefania) Stefania, prendi le valigie di Marzia e poi porta la vestaglia .

(STEFANIA)(sorpresa). Prego? E grazie per il privilegio

Esce di scena

(MARGHERITA) (che non capisce). Non vedo proprio cosa ci sia da ringraziare…

(LORENZA) (uscendo da destra )Io sono ancora qui ad aspettare!

(MARGHERITA) (scacciandolo dalla scena) Ancora tu, sei un’ossessione, torna dentro (lo spinge fuori scena)

(MARZIA) (sorpresa) E quella chi è, da dove viene ?

(MARGHERITA)  Una paziente, molto malata!

(MARZIA) Ma come ti porti i pazienti a casa?

(MARGHERITA) (con disinvo1tura). Ha una malattia rara e contagiosa, pericolosa!!

(MARZIA) Ma allora sei pazza?

(MARGHERITA) Oh! Lei purtroppo ha la malattia più contagiosa di tutte, praticamente un concentrato di tutte le malattie , avrà si e no poche ore di vita, è gravissima

(MARZIA)Ma a me sembra sana come un pesce!

(VITTORIO)  ( beffardo)Poverina, mi fa pena!

(MARGHERITA) Ma tu devi sempre mettere il becco dappertutto! (Esce a sinistra )

(MARZIA)Ma come ti permetti di trattare male il mio bambinone?  (Si siedono vicino)

(VITTORIO) ( singhiozzando) Oh! mamma! mamma! Sono molto triste!

 Mia mogliequesta notte ha dormito fuori, forse mi tradisce!

(MARZIA)Ma è gravissimo, racconta?

(VITTORIO) Questa notte ! E  io che mi sono sempre fidato!

(MARZIA) Come! Senza che tu te ne sia accorto?

(VITTORIO) Dormiamo in camere separate ?

(MARZIA) (concitata) Ma non bisogna fare così! (avvicinandosi) due sposini devono dormire nella solita camera, così è più difficile tradire

(VITTORIO) Ma se vuole tradirmi lo può fare anche di giorno?

( MARZIA) Di giorno deve mantenere un contegno, lo escludo categoricamente!

Scena quinta

MARGHERITA, STEFANIA ,  MARZIA,  VITTORIO,  LORENZA

( LORENZA)( si affaccia muove la testa curiosa infine entra) Posso entrare!

(MARZIA) (spaventata si rifugia dietro le sedie ). Ah! mio Dio!... l’appestata via … via si allontani, per favore stia alla larga!

(LORENZA)(a Vittorio)Ma io volevo solo parlare con la dottoressa

(VITTORIO) Per cercare di metterti nuovamente d’accordo con lei, non hai ritegno

(MARZIA).(Lorenza si avvicina a Marzia che spaventata, fugge ) Aiuto fermatela! Fermatela(apre l’ombrello e si para da Lorenza)

(LORENZA)(cercando di raggiungerla )non capisco, perché dovrei fermarmi? Signora non apra  l’ombrello,porta sfortuna!

(MARZIA)(gira attorno alle sedie, Lorenza la insegue).E’ lei che porta sfortuna non l’ombrello aperto, per favore vada a letto e si riguardi ; (A Vittorio)(Ora lascia l’ombrello e prende  l’insetticida e spruzza) via , via, vada  a letto e alla svelta!...

(LORENZA) Sono capitato in una casa di matti!...(cercando di avvicinarsi a Marzia) Per favore signora, dica al dottore…

(MARZIA)(Spaventata, allontanandolo con le mani).Si…va bene!...ma vada via, io non voglio essere contagiata

(LORENZA) (ironica) La ringrazio, signora posso stringerle  la mano?

(MARZIA) No! (cerca di difendersi con lo spray )…No…ci mancherebbe altro! Vada via per favore!! (segue l’uscita di Lorenza spruzzando lo spray)

(LORENZA) felice giornata! (esce  a sinistra )

(MARZIA)(avvicinandosi) Mia nuora deve capire che  i malati non si portano a casa come souvenir! Allora, figlio mio, stavi dicendo che tua moglie ha passato la notte fuori?..

(VITTORIO)Tutta la notte e chissà quante altre notti

(MARZIA) Con chi?

(VITTORIO) Non lo so (estrae un guanto) però ieri ho trovato questo guanto nella sua tasca

(MARZIA) Un guanto da uomo!...ci penso io!... (Margherita esce dalla sua camera) adesso lascia fare alla tua mamma (Vittorio esce in primo piano a destra)

(MARGHERITA) (amabile ) Cara suocerina

(MARZIA) Silenzio ! Conosci questo guanto?

(MARGHERITA) Si è il mio! (Cerca di prenderlo)

(MARZIA) (da col guanto un colpo sulla testa a Margherita )Non mentire, di chi è questo guanto?

(MARGHERITA)(disinvolta)il mio!

(MARZIA) Con questa misura?...

(MARGHERITA) Eh! Si... è di tendenza, copre bene la mano!.(indossa il guanto goffamente)

(MARZIA) (alterata).Ma è  da uomo, grosso il doppio

(MARGHERITA) (disinvolta). Mi piacciono così

(MARZIA)E la lunghezza?

(MARGHERITA)Si è   allungato con l’umidità!

(MARZIA)  Taglia 9!

(MARGHERITA) (Annaspando) ti sbagli! (Volge l’etichetta) E’ 6!

(MARZIA)  Dottoressa io non sono scema!(caricandosi) Ipocrita !

(MARGHERITA) (cercando una scusa) Io? Ipocrita no?

(MARZIA) Noi d’ora in poi ti seguiremo sempre, perché tu hai giurato fedeltà a mio figlio

(MARGHERITA)  A lui si, ma non a te!

(MARZIA)(alterata). Sai  che per il codice civile il marito deve seguire la moglie: pertanto noi ti seguiremo!

(MARGHERITA) La moglie, deve seguire il marito,  non la suocera!

(MARZIA) Nessuno mi separerà da mio figlio

(MARGHERITA) (altezzosa)La verità è che mi fai pena, e il tuo  bamboccione ancora di più, ora vattene da casa mia!

(MARZIA)( teatralmente seduta sulla poltrona) E così, brutta infame  mi cacceresti  da casa !

(MARGHERITA)(alza le braccia) Adesso devo andare, ma al mio ritorno non ti voglio più vedere (entra Lorenza e osserva )(poi finge di uscire di scena )

(MARZIA) Ipocrita, maialona, le donne sono tutte uguali! Oh! no!... non passerò la notte qui!... (si alza e va a centro scena) dovessi passarla in una panchina al parco.

(LORENZA) (che ha sentito) Eh! Signora mi sembra di capire che lei cerca un appartamento?...(euforico)

(MARZIA) (in preda al panico). Ancora lei!

(cerca di mettersi in sicurezza per non essere contagiata da Lorenza)

(LORENZA)(seducente) (e a voce alta)Signora guarda caso, ho proprio quello che fa per lei! Un grazioso appartamentino da affittare subito e  ammobiliato, e poi è qui vicino

(MARZIA) Davvero?

(LORENZA)Sì, qui all’inizio della strada in Piazza Ratti. Questo è il mio bigliettino da visita (Le passa un biglietto)

(MARZIA)(ansiosa) bravo lo metta lì sul tavolino. (Lorenza esegue) ci abitava lei? (Allontana Lorenza aprendo e chiudendo l’ombrello, intanto  prende il biglietto )

(LORENZA) No, era affittato. È anche una storia molto buffa. Se vuole la racconto ...

(MARZIA)Non mi interessa , ma l’appartamento! È sano, o ridotto così?(indica Lorenza)

(LORENZA)  Insomma, è sano... come tutti gli appartamenti.

(MARZIA) Andrò a vederlo . Dov’è il  mio figlio! Tesoruccio dove sei!

(entra da Vittorio porta a destra)

(MARGHERITA)(uscendo alterata) Non trovo la mia vestaglia ! (vede Lorenza). Tu! ah! bene, seila   benvenuta!

(LORENZA)  Come mai questo cambiamento di umore

(MARGHERITA)  Sì, ho pensato alla tua proposta

(LORENZA) Allora?

(MARGHERITA) Ho deciso : prendo in affitto l’ammezzato. Ne ho giusto bisogno. Questo a te lo posso dire... io ho una relazione con un uomo sposato. Un uomo che è anche un mio paziente, penso di essere innamorata!

(LORENZA) Ma allora Vittorio?

(MARGHERITA) Amo anche mio marito ma…. Non ce la faccio ad amare un uomo solo , io sono fatta così, piuttosto quanto costa l’ ammezzato?...

(LORENZA) Centocinquantamila lire.

(MARGHERITA) All’anno?... Ma è regalato! Lo prendo!

(LORENZA)No al mese

(MARGHERITA)Lo prendo, oggi stesso.

(LORENZA)Ma i locali, sono ancora tutti sottosopra. C’è tutta la roba della sarta, perché te l’ho detto, la storia è molto buffa. Figurati che, oltre la sarta faceva …

(MARGHERITA) Non lo voglio sapere, l’appartamento lo fai sistemare dopo. Vai a prepararmi il contratto. Una cosetta formale una firmetta e via! Lo prendo subito(Lorenza esce alla destra)

Scena sesta

MARGHERITA,Stefania, SANDRO, ALESSIA, LORENZA

(STEFANIA) (entra con la vestaglia di Margherita. Margherita, c’è  il signor Sandro

(MARGHERITA) Ah! bene. (A Stefania) Ma Stefania, perché ti sei messo la mia vestaglia!

(STEFANIA)  (tranquilla). Si capisce! Grazie mi hai detto di prenderla e di portarla ed io l’ho presa e  l’ho portata! E dirò, mi sta benissimo,

(MARGHERITA) Ormai se ne vedono di tutti i colori!  A queste cameriere dai un dito e si prendono un braccio

(SANDRO) (entrando ). Buongiorno, dottoressa mia!

(MARGHERITA) (fa segno a Stefania di ritirarsi e lei si ritira) Caro paziente  (A bassa voce) Amore ti sembra questo il modo di farmi aspettare?

(SANDRO) Amore, mi dispiace. Speravo che mia moglie fosse impegnata al partito, invece  non solo non mi ha lasciato solo per  tutta la nottata, anzi ha voluto … anche farlo

(MARGHERITA) E tu ci sei stato?

(SANDRO) Contro voglia naturalmente!

(MARGHERITA) (Si avvicina e si siedono ) Va bene, adesso avvicinati( simula una visita medica facendo rumore) Ora misuriamo la pressione arteriosa(A bassa voce) Ascoltami, non possiamo continuare sempre a vederci così, le visite mediche sono un buon pretesto, ma non possono durare in eterno!

(SANDRO)( ansioso) Ma cosa vuoi metter fine alla nostra relazione?

(MARGHERITA)Silenzio! (Alzando la voce e sospettoso) ora Oscultiamo le spalle. Caro Sandro (si mette lo stetoscopio )(a voce bassa) adesso bisogna essere prudenti, nessuno deve sapere che vieni sempre qui . La gente mormora e, accidenti, prima o poi si finirà per scoprire la verità. Respira profondamente! Nessuno deve scoprire che ci amiamo

(SANDRO)(si volta di scatto) Si amore non si devono scoprire gli altarini!...

(MARGHERITA) Si! In altre parole, proprio  così...(alzando di nuovo la voce) ora voltati! Se vuoi possiamo oggi stesso vederci, ho trovato un posticino

(SANDRO)(con una smorfia compiacente). Magari un appartamentino

(MARGHERITA) Si ho preso un appartamentino in affitto. Là ci potremmo vedere... oggi stesso. È completamente ammobiliato ed è nella Piazzetta Ratti

(SANDRO)(compiaciuta ). Ah!  sono tentato, bravissima, sei un genio amore mio

(MARGHERITA). Mai resistere alle tentazioni?...

(STEFANIA)(a sinistra). Signora, c’è l’onorevole Alessia Borghini in Kodelia

(SANDRO). (alzandosi di scatto) Mia moglie!... (Entra Alessia a sinistra) Amore mio!... stavo per scendere.

(ALESSIA) (tranquilla) Bene, vai! Io vorrei parlare alla dottoressa. (Vede Margherita in abito nero e Stefania in vestaglia ; li osserva per capire chi è la dottoressa. Allora si rivolge a Margherita  e le porge il cappello e autorevolmente )ci lasci per favore! (A Stefania) Dottoressa mi scusi!

(SANDRO)(ad Alessia) Ma, amore mio, quella

(MARGHERITA) (in incognito) Zitta, lascia fare ! (Margherita accompagna  Sandro alla porta a sinistra, poi esce di scena da sinistra lasciando il cappello sul tavolino)

(ALESSIA)(venendo si rivolge a Stefania) Dottoressa io ero in auto e ho pensato: salgo a chiedere un parere: perché deve sapere che è da qualche tempo che non mi sento in perfetta forma.

(STEFANIA) (stupita). Benissimo! Dica!.

(ALESSIA). Cosa? ( ansiosa) Ho una specie di movimento di corpo già appena mi sveglio! Come se mi facessero male le ossa, mi sento depressa

(STEFANIA) poveretta!

(ALESSIA)(c.s) ( si tocca il fianco destro) E poi quando tocco qui mi fa un  male insopportabile!

(STEFANIA) Allora non si tocchi!

(ALESSIA) Eh?... cosa? Comunque cara dottoressa il problema che mi sta affliggendo è un fastidioso movimento intestinale che mi porta  violenti scariche di diarrea, lei capisce!  Ma  mi dica posso fare il bagno con la mia diarrea?

(STEFANIA) Oh! Se lo desidera può farci anche i tuffi! L’importante è che si lavi bene, naturalmente dopo il tuffo!

(ALESSIA) Cosa, non capisco? (incredulo) Mi vuole visitare, vuole vedere? Ecco, guardi la mia lingua, va bene (tira fuori la lingua e parla ) Mi dica, mi dia un consiglio?

(STEFANIA)( si avvicina a lui, e tira fuori la lingua). Bah! la mia è più lunga e più bella e senza righe, perfetta

(ALESSIA) Cosa, non capisco?

(STEFANIA) E poi la sua è rotonda, la mia è a punta, sono due lingue differenti

(ALESSIA) E poi perdo continuamente i capelli!

(STEFANIA) Cosa, perde i capelli ? Allora se ne vada ho appena finito di pulire e la dottoressa non sopporta la casa sporca!

(ALESSIA)  La dottoressa?! Ma allora lei non è un medico?

(STEFANIA) No io sono la cameriera.

(ALESSIA) La cameriera!... (si allontana deluso) ma allora!.

(STEFANIA)Allora! Allora! Io sono la cameriera, ma non amo molto lavorare, preferisco leggere fotoromanzi e vedermi dei film, sa il dottore ha comprato anche la televisione

ALESSIA (a parte medita) Ma allora,a chi ho dato il mio cappello? (esce Margherita  )Mi scusi è lei la dottoressa!

(MARGHERITA)(grida)Io non sono la dottoressa ! (Via veloce)

(LORENZA) (uscita quasi nello stesso tempo,  a destra). Ecco il contratto, basta una firmetta

(ALESSIA) (Vede Lorenza e le va incontro) Ma allora è questa la dottoressa? (ad alta voce, a Lorenza) Signora, mi farebbe un favore!

(LORENZA)(si gira per vedere chi è e sorpresa )Lei chiedere un favore a me? Ma scherziamo!Comunque senta che storia buffa ho da raccontare, solo se ci penso mi viene da ridere mi permetta di raccontare: avevo come inquilina una sarta che non era proprio sarta

(ALESSIA) (accompagnata da Lorenza verso l’uscita) Ho capito, chiedo scusa(Esce controvoglia dal fondo)

(LORENZA) Se ne va anche lei. (vede Stefania) Ah! La cameriera! (A Stefania) Ora le racconto una bella storia talmente assurda che …

(STEFANIA) (seria) Purtroppo, sono impegnata in cucina

(LORENZA) Va bene, posso accompagnarla , io sono anche una buona cuoca. Insomma questa sarta che non conosco, gestiva anche una casa diciamo di donnine, adesso ti racconto tutto per filo e per segno

(musica)

SIPARIO

ATTO SECONDO

Scenografia:

L’ammezzato in Piazza Ratti.

A sinistra un manichino vestito. A destra, tavolo  sul quale in pieno disordine ci sono stoffe, , forbici,. A sinistra, una poltroncina in un angolo

Scena prima

SARA, ALESSIA, VITTORIO, MARZIA, ALDO

Scena: la sartoria è solo un paravento di una casa abusiva di appuntamento

( Alessia e Sara sono vestite da innocenti sartine)

( musica )

(ALESSIA) Sara, il vestito per il signor Nicoletti è pronto?

 (SARA) E’ pronto, è pronto, ma questi uomini non sono mai contenti, pretendono … pretendono ….

(ALESSIA) E poi vogliono anche lo sconto

(SARA) Ma cosa  credono che noi due, siamo qui per beneficenza?

(prende un foglietto dal tavolo)

(ALESSIA) Cos’è quel foglietto, un altro ordine? passamelo!(legge)

Questo cliente vuole il vestito a giacca per domani pomeriggio

(Guarda che dovrebbe essere già pronto, è quello lì sul tavolo

(va a prenderlo e lo controlla) A me sembra perfetto, il taglio  è venuto proprio bene, o come si dice: capo di ottima fattura.

(SARA)  Nessun cliente si può lamentare di noi

ALESSIA () (guarda il vestito) Vedrai che sarà sicuramente soddisfatto.

(SARA) Bene, ma purtroppo il lavoro scarseggia, per oggi abbiamo solo: un orlo da fare, due cerniere e una giacca da ritoccare

(ALESSIA) Con questa crisi non possiamo andare avanti, siamo tartassate dalle tasse. Bisogna  trovare un’altra soluzione!

musica

( buio ) ( si riaccendono le luci)( le due donne si tolgono le cappe e diventano super sexy)

(ALESSIA) (  entra dalla porta di sinistra) Sara,  come vanno gli affari?

(SARA)  Benissimo,  abbiamo tre appuntamenti

(ALESSIA) (molto sexy) Ottimo: però non dobbiamo prenderne molti, perché bisogna anche gestirli, e soprattutto devono essere fidati, con i tempi che corrono bisogna stare attente …..

(SARA) Dai, non pensiamoci, ora cerchiamo di rendere l’ambiente il più sexy possibile

( accende una lanterna rossa e le luci si fanno soffuse) Cosa ne pensi? (sposta la lampada) così mi sembra perfetto. Gli uomini che vengono a trovarci devono sentirsi a proprio agio, fammi vedere l’agenda? (Alessia passa l’agenda degli appuntamenti a Sara)(sfoglia l’agenda)  vediamo ….  Vediamo ….. il primo è il signor Vittorio. Lo conosci?

(ALESSIA) Non personalmente, ma so chi è ….. E’ un imbranato che è sempre accompagnato dalla madre, insomma  un bamboccione senza arte né parte, però piuttosto danaroso, ed è il fidanzato della dottoressa Margherita ….

(SARA) Che se lo tiene come parafulmine, infatti ho saputo che lei continua ad avere amanti su amanti, non è proprio una donna affidabile!

(ALESSIA) Sara ma cosa dici? sei  gelosa? non ti capisco? noi non possiamo parlare, perché lavoriamo in una casa d’appuntamento …

(SARA) Non per nostra scelta, ci siamo dovute adattare, ma la colpa non è nostra, la colpa è del governo, tasse su tasse e ancora tasse. A fare la sartina non si vive: cuci, scuci e ricuci e alla fine  sei sempre senza soldi

(ALESSIA) In effetti è molto più redditizio ricucire i cuori degli uomini,  e ce ne sono tanti in giro …..

(SARA) Allora  Vittorio  bisogna trattarlo bene

(ALESSIA) Però ci facciamo pagare il doppio

(SARA) Lo imbamboliamo di moine …

(ALESSIA) E così ci facciamo pagare il triplo ….

(suona il campanello)

(SARA) Chi sarà? Non può essere che il signor Vittorio: vai Alessia e ricorda la parola d’ordine se un uomo vuole prestazioni extra …deve dire : ho il cavallo basso …

( vanno ad aprire) (entra Vittorio, visibilmente a disagio)(entrambe le donne se lo contendono)

(VITTORIO) Buonasera posso?

(ALESSIA) Sì,  sei venuto a trovarci?

(SARA) Vittoriuccio vieni, bello il mio bamboccione!

(VITTORIO) Insomma io, volevo dire

(ALESSIA) Bravo dillo, dillo  con parole tue

(SARA) Bello il mio bambinone, dillo dai fai finta che ci sia la tua mammina

(VITTORIO) (agitato)Mia mamma, mia mamma, dov’è? Se mi trova in questo posto, sono guai!

(ALESSIA) Non le avrai per caso detto qualcosa, spero?

(VITTORIO) No non ho detto niente a nessuno lo giuro lo giuro!

(ALESSIA) Bravo il mio Vittorino!

(SARA) Ma devi dirci qualcosa, vero?

(VITTORIO) Si ma non mi ricordo più …

(SARA) Non ti preoccupare, dai ti aiutiamo noi, tu hai?

(VITTORIO) Io ho!

(ALESSIA) Il cavallo?

(VITTORIO) Il cavallo basso ….( fa vedere) ho portato anche i soldini (dà i soldi a Sara)

(ALESSIA) E dove gli hai presi?

(VITTORIO) Dalla borsa di mammà!

(entra Marzia di forza )

(MARZIA) Cosa fai delinquente? Ecco come butti via i soldi (prende per un orecchio il figlio) invece di fare un regalo alla tua Margherita, dai soldi a queste donnine? ( rivolto alle due ragazze ) e  voi piuttosto ridatemi le Lire (prende Vittorio per un orecchio)

(VITTORIO) No mamma non lo faccio più, non lo faccio più!

(ALESSIA) No i soldi no, non si può

( MARZIA) Allora vi denuncio alla buoncostume

(SARA) Ecco i soldi

(MARZIA) Bene ( prende i soldi) Adesso andiamo via bambino mio, e non ti permettere più di rubare i soldi dalla mia borsetta

(SARA) Vittorio rimani,   mi sono innamorata di te

(MARZIA) Illusa il mio bimbo non te lo darò mai …

(SARA) Ma signora io posso trovare un marito danaroso anche per lei

 (MARZIA) Va bene, mi avete convinto, allora lascio Vittorio  nelle vostre mani … e per quanto al marito danaroso ci metteremo d’accordo. E tu  stai con queste brave ragazze che ti vogliono tanto  bene ……..

(VITTORIO) Sì mamma

( MARZIA)  A presto   

(PAMELA) Ma i soldi?

(MARZIA) I soldi li tengo io

( esce di scena)(bussano alla porta)(Sara va ad aprire)( Vittorio volta le spalle per farsi riconoscere)

(SARA) (si avvicina alla porta) Parola d’ordine?

(ALDO) Ho il cavallo basso (Sara apre la porta e vede Aldo vestito alla Lapo)

(SARA) Vieni tesoro di un Lapo che ti tiriamo su il cavallo (entrano per mano)(breve pausa)

(ALDO) (vede Vittorio, si avvicina a lui e gli mette la mano sulle spalle) Se vuoi amico te lo faccio io il cavallo

(VITTORIO) (Vittorio a disagio senza voltarsi) No grazie, non amo l’ippica

(PAMELA)( Pamela trascina Aldo fuori scena )Sì amore andiamo, andiamo!

(stacco musicale)

(Rimangono in scena Vittorio e Sara) (bussano alla porta, Sara si avvicina alla porta)

(SARA) Parola d’ordine?

(Fuori scena) Ecco la nostra parola d’ordine, polizia aprite o sfondiamo la porta

( scappano tutti, la polizia irrompe nel locale, i gendarmi aprono le porte e arrestano Aldo portandolo fuori scena in mutande)

Scena seconda

MARGHERITA,    SANDRO ,   ALESSIA

 ( buio)

(MARGHERITA) (entra nel buio si gira rapidamente e si trova faccia a faccia col manichino; lo scambia per un essere umano) Signora, scusi!... Ah è solo un manichino, Lorenza me lo aveva detto che questo era un appartamento di una sarta.   (Accende la luce, si guarda intorno)

(SANDRO) (bussa e entra). Sono io. Amore ci sei?

(MARGHERITA) Sì,  ci sono tesoro!

(SANDRO) (cerca di chiudere la porta) Amore questa porta è difettosa, non si chiude.

(MARGHERITA) (rassicurante)  Dai rilassati (lo abbraccia )( seduti sul divano lui le prende le mani) Su, dai baciami! (la bacia )

(SANDRO) Oh! Amore,  non mi sento a mio agio, Alessia è giù in basso e può salire da un momento all’altro.

(MARGHERITA) (alterata )Alessia?

(SANDRO) Sì, purtroppo mi ha voluto accompagnare per forza

(MARGHERITA) Ah no e adesso come facciamo? ... (lo abbraccia)

(ALESSIA) (entra, la sedia si rovescia; mette il cappello sul manichino) Scusate? Mi annoiavo , allora ho pensato di salire

(SANDRO) (stando al gioco) La signora mi stava misurando la circonferenza.

(MARGHERITA) (con atteggiamenti da gran sarta). Infatti!... La vita... centoventi la misura della vita... si la vita è un lampo

(SANDRO) (brillante). Come? Non centoventi... cento!

(MARGHERITA) (ridendo)Ah ..Ah.. Sì, cento! Noi sarte siamo speciali, raddoppiamo  tutto in un lampo

(ALESSIA) immagino anche i conti?

(MARGHERITA) Ah sì, i conti lievitano come il pane! E’ questo che ci distingue, noi sarte d’élite, misuriamo ad occhio, senza metro.

(ALESSIA) (confusa) Mi scusi lei è la signora?...

(MARGHERITA) (inventa ).Signora ... signora …. Taldeitali  tutto attaccato !

(ALESSIA) Ma il suo viso mi sembra conosciuto?

(MARGHERITA) (cerca di nascondere il viso e cercando di non farsi notare) Non saprei (A parte)  Speriamo che non mi riconosca! ( trova il metro sul banco) Senz’altro mi ha visto  in una rivista di moda, o in una sfilata a Parigi. Ah, ecco il metro! Prendiamo le misure, si tante misure,  venti per otto cinquantasei e riporto sei, trenta giorni aprile, giugno e settembre di ventotto ce n’è uno tutti gli altri ne han trentuno…(ride isterica)

(ALESSIA)  Ora ricordo,  l’ho vista da Margherita, la dottoressa di mio marito. Anche lei è una sua paziente?

(MARGHERITA) (alterata ). Ah! Margherita e una gran dottoressa !

(ALESSIA) (Si dispone di fronte a Margherita  e alterata ) Ma cosa sta facendo a Sandro?

(MARGHERITA) (riprendendosi). Tutto, anzi niente!…. (seducente) Un calzone in tulle... con gonnellone in vigogna a sbuffi con maniche  in pelliccia di volpe infoiato e un jabot ornato di cavallo e paillettes con pizzi di gallo cedrone  sul pantalone, con gonnellone flangiato in pelle di culo di cane da caccia

( SANDRO) Se i miei amici mi vedono vestito così si rotolano per terra dal ridere

(ALESSIA) Ma che strana moda?

(MARGHERITA) (inventa) Il pantalone va sotto al pantalone… cioè gonnellone va sopra al gonnellone.. (ride) E’ la moda del futuro!!

(ALESSIA)  A me sembra un futuro molto strano. Ma se lo dice lei, ad ognuno la sua arte

Scena terza

MARGHERITA,  SANDRO,   ALESSIA, PAOLINO, ALDO

(PAOLINO)(entra dal fondo) Buonasera !

(SANDRO)( a Margherita) (in vernacolo) Un altro uomo? Ma non ami solo me?

(MARGHERITA) (sbalordita a Sandro). Ma scherzi? Ti giuro amo solo te!

(PAOLINO) Cercavo  la signora sarta, ( a bassa voce) io ho il cavallo basso

(MARGHERITA) La sarta? (Guarda Sandro e Alessia; poi, dopo una breve pausa)No! la signora non c’è

(PAOLINO) Ah! Lei è nuova (la tocca) Sono venuto per pagare il conto. Sono stato imbarcato per tanto tempo,  ero un cliente di questa casa.

(MARGHERITA) Il conto? Quale conto? Ma certo il conto.

(PAOLINO) Il conto per il cavallo basso

(MARGHERITA) Ah! Il vestito!

(PAOLINO) Sara e Alessia non ci sono? Io dovrei pagare loro

(MARGHERITA) (brillante) No non ci sono , ci sono io!

(PAOLINO) Ah! Ottimo cambio! Comunque, vorrei uno sconto, non solo per le altre prestazioni, ma anche per il pantalone

(MARGHERITA) Ma certo, lo sconto!

(PAOLINO) (fa vedere il conto)  Il mio vestito in velluto, purtroppo nel bel mezzo della cerimonia,  si è scucito guarda caso proprio nel cavallo. Si, proprio scucito! (fa vedere il cavallo)

(MARGHERITA) ( incredula ) Oh peccato! (si avvicina per vedere meglio)

(PAOLINO) Non ho fatto una bella figura! A proposito, io sono Paolino, le due ragazze mi conoscevano bene (fa il gesto)

(MARGHERITA) Mi spiace , vorrà dire che le farò uno sconto, va bene quarantamila lire?

(PAOLINO) Ma che sconto mi fa? penso che trentacinquemila lire siano sufficienti

(MARGHERITA) (accomodante) No voglio farle di più,   trentamila va bene?

(PAOLINO) benissimo (paga)

(MARGHERITA) Soddisfatto?

(PAOLINO) Sì, la ringrazio. Non avrei mai pensato  uno sconto così grande.  Arrivederci, ma tornerò presto, amorino (esce di scena)

(MARGHERITA) Sì …. no … no… meglio di no! (Paolino esce di scena)

(ALESSIA) (sorridendo) Le sarte che manica di ladre, anche con questi sconti, chissà cosa ci guadagnano. (si alza)

(MARGHERITA) Farsi dare delle ladre da una politica è il colmo!!

(ALESSIA) Ho capito, ma faccio finta di non aver capito, ora devo andare caro. Signora , si occupi di Sandro. Mi raccomando lo trasformi in un figurino (esce di scena)

(MARGHERITA) Si signora lo farò con molto piacere! (Ride, poi stringe la mano ad Alessia per spingerla fuori scena)

(ALESSIA) (suo malgrado) A presto signora

(MARGHERITA) A mai più!

(ALDO) Posso entrare?

(MARGHERITA)E lei chi è?

(ALDO) Sono Aldo un cliente

(MARGHERITA) E cosa vuole?

(ALDO) Ho il cavallo basso

(MARGHERITA) Non capisco, qui hanno tutti il cavallo da rifare,  ma oggi non ho tempo venga domani

(ALDO)  Allora, torno domani (esce di scena)

(SANDRO) Ma cosa sono tutti (fa il segno delle corna) questi uomini non sarò per caso cornuto?

Scena quarta

MARGHERITA, SANDRO , ALESSIA,LORENZA, MARZIA

Lorenza apre la porta e  la sedia su cui è seduto la dottoressa scivola,  gettando questa quasi per terra.

(MARGHERITA)  Ahi! Attenzione, che modi?

(LORENZA) Ma cosa fai? Perché ti siedi davanti alla porta?

(MARGHERITA)  La porta non si chiude, è difettosa?

(LORENZA) Ho chiamato il fabbro ma non si è ancora visto.   Dopo che le mie inquiline se sono   andate, ho dovuto  forzare la serratura ….

(MARGHERITA) Lorenza cerca di fare silenzio, e adesso esci (Indicando Sandro). Mi devi perdonare, non sono sola, c’è un uomo con me…

(LORENZA)  Scusa, non sapevo (A Sandro) Non preoccuparti io non so e non ho visto niente

(MARGHERITA) (Ambigua) Troppo gentile!

(LORENZA) (a Margherita che cerca di interromperla). Margherita, poco fa ho avuto una grande emozione figurati che credevo di essere sulle tracce di mia sorella, ma purtroppo non era lei, ma una sconosciuta.

(MARGHERITA) Guarda non è il momento! Me lo racconti  più tardi!

(MARZIA) (da fuori scena) L’appartamento sembra questo, ma ho l’impressione di esserci già stata!

(MARGHERITA) (sobbalzando) Cielo mia suocera!

(SANDRO) (furioso). Ancora gente? Non è possibile!

(MARZIA) (entrando vede Lorenza). Ah! L’appestata (grida) ma questo appartamento io lo conosco e questa casa era: una casa !

(LORENZA) Libera, ma ora  è già affittata!

(MARZIA) E tu Margherita cosa ci fai qui?

(MARGHERITA) (con disinvoltura). Io sono in casa di un paziente, un malato. (a voce alta, a Sandro, ammiccante ). Signore, voi siete un mio paziente molto ammalato vero,?

(SANDRO) (recitando la parte di padrone di casa). Si certo! Piacere Sandro

(MARZIA) Sandro? E chi è?

(LORENZA) (suggerisce) E’ il marito dell’onorevole Alessia Borghini in Kodelia... (la dottoressa cerca di non farla parlare)

(MARZIA) E così, lei è in cura da Margherita?

(SANDRO) (a disagio) Sì, anche mia moglie è una sua paziente

(MARZIA)  E che cosa ha? Una malattia contagiosa, anche lei?

(MARGHERITA) ( si intromette). Ha una malattia … Ehm.. Un’ epidermide verniciata... un eczema lentigginoso verde chiaro complicato dal color  azzurro cielo... conseguenza del parto gemellare multiplo di otto, sei per otto quarantotto.

(MARZIA) Eh? ... del parto, lui? ..sei per otto?

(MARGHERITA) (riprendendosi) Non lui, la sua amata moglie!

(SANDRO) Cosa? Io? ...non so, perché?

(MARZIA) Come? lei è madre multipla di otto?

(MARGHERITA)(nella confusione). Ma no, non lei, lui!... Insomma suo marito e il suo consuocero. Cerca di capirmi, suo marito imparentato si era immaginato che... Quando ha saputo, ..che era o  non...era incinta, il sangue gli si è girato sopra il pensiero !... insomma gli è venuto un eczema favolistico. Ecco!...puff!... E ora, suocera lasciami  alla mia visita... te ne vai o no? ….

(MARZIA) (ritorna verso  fondo scena). Ho capito ti lascio al lavoro

(MARGHERITA) (accompagnandola all’uscita) Ciao cara suocera!

(MARZIA)  Ciao, e in quanto a cara suocera, è da vedere!

(SANDRO) (salutando) signora,  i miei rispetti

(MARZIA) i miei saluti appestato

(MARGHERITA) (scorge Alessia che torna, rientra velocemente)Tua moglie? (A Sandro)

(SANDRO) (nel panico) E adesso come facciamo? (Esce a sinistra).

(MARGHERITA) Niente amore vai di là  alla svelta

(MARGHERITA) (fa rientrare Lorenza) Lorenza, per favore  rimani a ricevere la signora. sicuramente lei chiederà di me, della signora Taldeitali ; perché per lei io sono la signora Taldeitali tutto attaccato, di pure quel che vuoi, che sono occupata, con una cliente importante, ma non la voglio vedere!...( chiude bruscamente la porta in faccia a Lorenza).

(LORENZA) Ancora una seccatrice, questi seccatori sono dappertutto, non ce ne liberiamo più

(escono tutti di scena)

Scena quinta

(ALESSIA, LORENZA, MARGHERITA)

 (MARGHERITA) Ancora qui? (Vedendo dopo di lui sta entrando Sandro, ritorna e lo spinge di nuovo nella camera fuori scena). Sandro amore torna di là .

ALESSIA(si volta ) Cosa c è?

MARGHERITA (calma) Eh? Niente di importante! Fai solo come tidico!

(ALESSIA) Mi dica, mio marito è andato via?

(MARGHERITA) Oh! Da molto tempo. Mi ha detto: « Se viene Alessia, le dica che vado a fare una passeggiata in centro ». Se vuole può raggiungerlo...

(ALESSIA) (ammicca). No, al contrario! Va bene così, lasciamolo solo, perché, le dirò, c’è un nuovo amore nella mia vita, un amore clandestino ... (ammicca)

(MARGHERITA) Oh! Benissimo! Una storia, importante immagino?

(ALESSIA) (ride) No una piccola, una piccola avventura, uno svago innocente, ma se mio marito lo sapesse ….

(MARGHERITA) Certo, lui potrebbe applicare la legge “occhio per occhio”!...(segno delle corna)

(ALESSIA) Oh non penso proprio!

(MARGHERITA) (ironica) Eh! Sarà proprio vero?

(ALESSIA) Io ho un fiuto infallibile! Ho sempre avuto avventure, a me non la fa nessuno, conosco tutti i trucchi per abbindolare la gente!

(MARGHERITA) (stesso gioco). Ah! ...conosce tutti i trucchi, come tutti i politici?

(ALESSIA) (ridendo anche lei e di gusto)  Lei non è certo una fessa, si capisce subito, ma sono sicura della fedeltà di mio marito, lui sa benissimo che se lo scoprissi non la passerebbe liscia (diventando cattiva)  lo lascerei senza una lira, e a dormire sotto i ponti, i soldi sono i miei

(MARGHERITA) Signora mi fa paura, deve calmarsi

(ALESSIA) Comunque, non sono venuta per parlarle di questo, ma di un mio progetto... (Calma) Per farla contenta, le ho portato una cliente molto molto esigente! Lei le fa un bel vestito e la contessa mi porta voti.

Scena sesta

ALESSIA,  MARGHERITA, VINCENZO

(VINCENZO) (entra cautamente) Signora, buonasera! Sono passato a vedere se il mio vestito, è pronto! (a bassa voce) Io ho il cavallo basso

(Alessia si siede sul divano)

(MARGHERITA) (afferrando la palla al balzo). Ma certo, entri pure, si accomodi! (Ad Alessia) Sono o non sono la migliore sarta, del mondo?.. ah, ah! Tutti mi cercano

(VINCENZO) Permette signora io sono Vincenzo, sono un tipo discreto e ho il cavallo basso

(ALESSIA) Prego, entri faccia come se fossi a casa sua

(MARGHERITA) E sarebbe questa la signora molto esigente? ho paura che nel sesso lei non ha le idee molto chiare

(VINCENZO) Io una signora , proprio no!

(ALESSIA) La signora arriverà presto, questione di minuti

(VINCENZO) Signore sarte, anche se siete nuove penso che il tariffario sia rimasto uguale?

(MARGHERITA) (recitando la parte). Ah! Si, soliti prezzi e soliti servizi

(VINCENZO) Con l’occasione vi ho portato la mia giacca da riparare. Ora deve ritoccarla e tagliarla ancora una volta…

(MARGHERITA) (a disagio) Io? Va bene  Ah! dovrei tagliare, qui? Qui? Anche qui?

(VINCENZO) Sì, certo. È il suo mestiere

(MARGHERITA) Ah il mio mestiere! Lei vuole che tagli? Allora  ci penso io. (Va a prendere le forbici e comincia a tagliare l'abito a pezzi) ecco fatto, tagliato!

(VINCENZO) Ma cosa ha fatto?

(MARGHERITA)  Lei vuole che tagli? E io ho fatto, il cliente ha sempre ragione

(Vincenzo esce di scena allibito)

(MARGHERITA) Ah! bene… vada … vada (prende i soldi lo spinge fuori)

Dopo tutto questo ho capito che una sarta guadagna più che un medico!

(Rimane con gli occhi fissi nel vuoto, aprendo e chiudendo meccanicamente le forbici)

Scena  settima

ALESSIA, SARA,MARGHERITA

(SARA) (entra con in braccio un cagnolino) Buonasera! ...(rivolgendosi al cane) Fai il bravo Bobby non ti agitare

(ALESSIA) (eccitata) Ecco finalmente la signora contessa

(MARGHERITA) (girandosi verso la contessa). Piacere signora contessa

 (ALESSIA) Le ho portato una cliente degna di lei. La contessa Sara di Saint Etienne dama dell’ alta società

(SARA) (Passa il cane ad Alessia ) Amica mia il caro Bobby mi sembra nervoso. E quando è nervoso ha bisogno di scendere per il suo bisognino.  Alessia lo porti in giardino e torni più tardi, insomma lasciaci sole

(ALESSIA)Per favore no! Per un deputato della repubblica è umiliante !

(SARA) ( rimprovera) Alessia sta dicendo, che non vuole più i mille voti che ho promesso?...

(ALESSIA) Dicevo vado subito!... (tra se e se) Oh! Sapesse quanto mi piace portare a spasso il cane!... vado ! è sempre stata la mia passione ( alterato) dura la vita per noi politici (Esce di scena)

Scena ottava

SARA, SANDRO,ALESSIA,LORENZA

(SANDRO) (si avvicina, furioso). Ma Margherita! Tu ti prendi gioco di me?

(MARGHERITA) Sandro cosa dici?

(SANDRO)(vedendo entrare Sara) Ancora gente? ... Ah! Non ce la faccio più!

(SARA) (a Margherita). Chi è quest’uomo, e cosa sta dicendo?

(MARGHERITA) (piano piano, sottovoce) Niente, è solo un paziente, ed  ha una malattia nervosa, il balbarar una forma strana di isterismo convulso spettacolare, non faccia caso a quello che dice, annuisca e basta (A Sandro) e tu Sandro, calma!

(SANDRO) (nervoso)Meno male che dovevamo essere soli, invece?

(SARA) (offesa). Eh?... Ah! signore, calma, per chi mi ha preso?  Io sono una cliente.

(SANDRO) Ah! Per chi mi ha preso? Non ci casco, io non sono nato ieri!

(SARA) Ma come si permette?

(MARGHERITA) Mi raccomando calma

(SANDRO) Anche tu... Ah, dopo con te facciamo i conti!

(SARA) (con animo). Ma lei cosa vuole da me? Io sono venuta per un vestito e la signora è la mia sarta.

(SANDRO) Ancora con questa manfrina?

(SARA) (vivacemente). Sì, ancora, e per di più  sono venuta in questa sartoria  con una donna importante, una politica

(SANDRO) (ride isterico). È con una politica poi? Vorrei proprio vederla!...

(SARA) La vedrà! È scesa a portare il cane a fare pipì.  E starà qui a momenti!  (si gira verso Alessia entra con il cane ). Vieni avanti amica mia! Questo signore non vuole credere che sei mia amica e deputata!...

(ALESSIA) Io... come no?... (si abbracciano)

(Riconoscendo Sandro) Cielo mia marito!

(SANDRO) (riconosce Alessia). Cielo mia moglie! Ma allora è vero che mi tradisci anche con le donne

(MARGHERITA) Che disastro!!

(SANDRO) E adesso come faccio? (Esce di corsa)

(ALESSIA) (che cerca di andare all’inseguimento di Sandro) Sandro?... ma... Sandro! Cerca di capirmi, è vero io ti tradisco da una vita: ma solo con gli uomini, con le donne proprio no. (A Sara passandole  il cane).

(SARA) Alessia?..

(ALESSIA) (la respinge). Me ne vado devo raggiungere il mio Sandro.

 (VITTORIO) (entrando  ) La mamma deve essere ancora qui! Mamma dove sei?

(SARA) (vedendo Vittorio Sara sviene tra le braccia di Margherita)

 (MARGHERITA) Ah! si sente male! Contessa, niente sciocchezze, eh, si tiri su?

(MARGHERITA) (sbigottita si trova di fronte suo marito). Mio marito?

(VITTORIO) Tu? Con una donna fra le braccia? E poi proprio con Sara ( parlando tra se e se) Addio, non ci vedremo mai più! Torno da mia madre (esce di scena) (Via)

(MARGHERITA) Ma Vittorio! senti! Non è così come credi, dammi il tempo di spiegare. Ma come fai a conoscere la Contessa?...

(LORENZA) (entrando ). Ma cosa sta succedendo, che casino!

(MARGHERITA) (passa a Lorenza la donna e il cane). Ah! Lorenza meno male arrivi al momento giusto! Prendimi Sara.  (Margherita esce di corsa). Vittorio aspettami !!...

(LORENZA)(Riconoscendola)Mia sorella, mia sorella!

Tenta di baciarla.

(SARA)(ha ripreso i sensi) Mia sorella!

Sara  schiaffeggia la sorella che stupita esce . Lorenza la segue

(Musica)

Scena nona

VITTORIO,MARGHERITA, MARZIA

Entra Vittorio con la mamma e seguita da Margherita supplicante

(MARGHERITA) Vittorio non è come credi, ti stai sbagliando!

(MARZIA) (ferma in malo  modo la dottoressa). Alto là,ho deciso, mi riprendo per sempre mio figlio.

(MARGHERITA) Eh! Ah! Ma tu sei una strega

(MARZIA) (la ferma con l’ombrello) E in più io e Vittorio vogliamo la divisione dei beni

(MARGHERITA) (ridendo isterica) Ma è una proposta inaccettabile !... Non è  possibile? che cosa mi si rimprovera in fin dei conti?... Su, dillo tu Vittorio

(VITTORIO) Che cosa ti rimprovero, tutto?

(MARZIA)  Non rispondere ! Il mio bambino non parla, lui si avvale della facoltà di non rispondere…

(MARGHERITA) Sai Vittorio che sono una donna moderna, e le corna fanno parte della modernità, e poi non si vedono e non si sentono

(VITTORIO) Ma io sono un uomo poco moderno, poco fa ti ho visto che stringevi  fra le braccia addirittura Sara   aveva bisogno di ….

(MARGHERITA) Aveva bisogno di un medico!

(MARZIA) Non credergli! Bambino mio  questa donna è falsa e tentatrice

(MARGHERITA) Ma se io toglievo le braccia lei cadeva e si rompeva la testa!

(MARZIA) Dai ormai lo sanno tutti che  tu corri dietro agli uomini e anche alle donne

(MARGHERITA) Sara? Ma cosa dici?

(MARZIA) Ah, sì? Ho capito! Questa casa è un casino

(MARGHERITA) Certo!... Eh? Ma no, ma si, ma no! Marzia sei una povera demente!

(MARZIA) Io sono una donna che non ha peli sulla lingua!

(MARGHERITA) No! Io invece ho i peli sullo stomaco, appena ti vedo. Adesso, voglio parlare da sola  con  mio marito!

(MARZIA) No! Tu mio figlio lo lasci stare lo devo proteggere

(MARGHERITA) (con voce rauca, dalla  rabbia).Oh! Sei una vipera!

(Si sente che è sul punto di picchiare la suocera ma si trattiene)

(VITTORIO) Mamma calmati!

(MARZIA) Ma tesoro io ti conosco, ti lascerai fregare!

(VITTORIO) Non ti preoccupare.

( (MARGHERITA) Silenzio vecchia babbiona! (dopo l’uscita della suocera, va verso Vittorio). Senti, Vittorio, dimentica per un momento…

(MARZIA) (introducendo la testa dalla porta). Avete finito?

(MARGHERITA) (alterata). No!... Quando abbiamo finito, ti chiamiamo.

(MARZIA) Vittorio non  dar retta a questa Circe ! (Rientra con la testa.)

(MARGHERITA) Dimentica per un momento che hai una madre e credi a quello che ti dico.  Sono due.. due casi clinici e rari, ecco! Mi hanno chiamato in quanto medico in questo appartamento fantascientifico ... per un fatto patologico curiosissimo... di medicina del sistema nervoso…. Non ti posso spiegare, è roba scientifica, ci vogliono studi speciali. E’ una sindrome singolare  detta di ehm… ehm.. Patatim… Patatun …Patatam…e Vittorio Pataton e Franzascon. Ma credimi, tutto è finito. Mi hai visto mentre stavo facendo un esperimento scientifico. Basta, lascerò perdere…. stop

(VITTORIO)   E’ facile parlare, ora! Io non mi fido più !(prende un libro dal tavolo)

(MARGHERITA)  (si siede con il marito) Ma no, cosa dici?

(VITTORIO) La mamma me lo ripete sempre!

(MARGHERITA) (con rabbia concentrata).Tua madre? Quel serpente non darle ascolto ti prometto che non ti tradirò più lo sai che io ti voglio bene.

(VITTORIO)(la quale non chiede altro che di cedere).Può darsi ma sono io che non voglio più bene a te. Sono stufo di farmi prendere in giro, anzi ti lascio io perché ho ritrovato l’amore della mia vita e me ne vado via con lei.

(MARGHERITA) Un’altra donna? Non è possibile. Chi sarebbe?

(VITTORIO) Sarà una sorpresa

(MARGHERITA) Ma che sorpresa e sorpresa sono sicura che fra due giorni tornerai da me !

Scena decima

ALESSIA, SARA,SANDRO, LORENZA, STEFANIA, MARZIA, PAOLINO

(SANDRO)(entra dal fondo). Alessia dove sei stata? voglio sapere

(ALESSIA)(cerca di scusarsi) Sandro!... Ascoltami!

(SANDRO) Alessia, le tue ragioni le dirai al giudice quando sarà il momento. (Fa per uscire)

(ALESSIA) In tribunale no, per favore ! Rovineresti la mia carriera politica. E poi io non ti ho mai tradito ho anche dei testimoni

(SANDRO) Ma allora mi vuoi bene?

(ALESSIA) Sì ma tesoro non ti preoccupare  ti tradisco  solo con uomini e uomini fidati e poi corna più e corna meno! Dai adesso andiamo a prepararci per la prossima campagna elettorale.

( Sandro e Alessia abbracciati escono di scena)

 (MARGHERITA) Contessa è tornata ?  Vuole sempre il suo vestito ?

 (SARA) Si, e in più:  io sono venuta a prendermi l’uomo che mi ha stregato ed ho sempre amato fin dal primo incontro, vieni Vittorio!

 (VITTORIO) Sara amore mio! Mi sei mancata ma ora che ti ho ritrovata non ti lascerò più

(SARA) Contessa, caro!

(MARGHERITA) No non è possibile, non ti lascerò andare con lei, perdonami

(VITTORIO) Si, certamente ti perdono, però voglio stare con Sara

(entra Marzia per mano con Paolino )

( MARZIA) Aspettatemi veniamo  con voi, vi presento l’uomo della mia vita, il commendatore Paolino  Peretti  che con la sua fabbrichetta in Brianza mi farà fare la vita da signora che ho sempre sognato!!!

(SARA)  Sì lo conosco bene …. Era un mio cliente!

(Sara,  Marzia, Paolino e Vittorio escono di scena)

(Rimane in scena Margherita)

(MARGHERITA) Stefania! Stefania!

(STEFANIA)Margherita sono qui, ma solo per poco mi sono fidanzata con Aldo e ci sposeremo presto (entra Aldo e la porta via)

 (Margherita sola in scena)

(MARGHERITA) ( pausa si guarda intorno ) Mi hanno abbandonato tutti,  sono rimasta sola (silenzio) (musica) (grida) ma finalmente mi sono liberata degli ipocriti e dei falsi moralisti, ed ora una nuova e brillante vita mi aspetta …(grida) e Vaiii!

(buio) (luce)

SIPARIO

(Eventuale secondo epilogo)

( musica anni 70 )

Stefania entra dalla porta di destra,Ha in mano  uno spolverino e inizia a spolverare

(STEFANIA) (sbadiglia e ad alta voce)Che sonno, sto morendo dal sonno ! Ho sempre più sonno, ma purtroppo,  con il mio lavoro, devo alzarmi presto. Adesso è ora di svegliare la dottoressa … la  dottoressa e suo marito, lei dorme in una stanza e lui in un’altra, ma cosa si sono sposati a fare

 (Entra e chiama prima ) Signora!... signora ! purtroppo è l’ora di svegliarsi

(Esce di scena sorpresa) Come, nessuno? Non c’è nessuno  il letto è intatto!... qui  mi sa di scappatella

( musica anni 70 )

SIPARIO

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