S’avissi un lapisi

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S’AVISSI UN LAPISI

( SE AVESSI UNA MATITA )

                                               ATTO UNICO  DI PINO GIAMBRONE

S’ AVISSI UN LAPISI

Atto unico di Pino Giambrone

                                               Personaggi

Don CLIMENTI, farmacista

Donna AMELIA, sua moglie

PITRINU, figlio loro

Zi PAULINU, scarparu

FILUMEna, sua moglie

CLEMENTIna, loro figlia

Zi PIPPIna

Zi MARIU’

Zi ROSA, sarta

CUNCITTIna

GISELLA

Zu CICCIU, ‘u barbieri

NIRIA,

Zu TURIDDU fratello di Ciccia

Za MARICCHIA muglieri di Cicciu

Za  ROSA muglieri di Turiddu

MARIANNIna figlia di Turiddu

Zu MINICU maistru di banna

FOFO’ bidellu

TOTO’ suonatore di trombone

CALO’ suonatore di tromba

Tutti i diritti riservati – Iscrizione alla S.I.A.E. – Direzione generale  ROMA – Sezione D.O.R.

            Per la rappresentazione, versione in dialetto, in lingua italiana, straniera e varia utilizzazione di brani e riduzione cinematografica, rivolgersi alla S.I.A.E. – Direzione Generale ROMA, o all’Autore, via Roma n. 22 – 93010 Campofranco (CL) Tel. 3385995676.-

LA SCENA

            Ampio spiazzo, cortile, con alcune botteghe. Sulla sinistra trovano posto “ lu scarparu” e “ la sarta “ e lu varbieri, mentre sulla destra la farmacia e lo studio del complesso bandistico. Comune al centro del cortile. Nello spiazzo nella parte centrale trova posto un enorme contenitore in cui verrà versata dell’uva per poi successivamente essere pestata dai vendemmiatori. Sparsi per lo spiazzo banchi, sedie, una gabbia con delle galline, cesti di diversa grandezza. L’azione si svolge in un piccolo paese dell’entroterra siciliano agli inizi degli anni sessanta, nel mese di settembre.

ATTO  I

SCENA  I

            (All’aprirsi del sipario seduti davanti la loro bottega troviamo: ‘u zu Cicciu che affilando il suo rasoio entra ed esce dal suo negozio, zi Rosa che sta allestendo un abito, ‘u zu Paulinu intendo a riparare una scarpa e ‘u zu Minicu che batte freneticamente la sua bacchetta di maestro contro un leggio)

Zi Rosa                  Menu mali ca cc’è lu maritu di’ ‘la za Carmela ca rumpi sempri li canzi cu ddi cosci ‘ncucchiiati ca avi rumpi in continuiazione li pantaluna accussì a mia travagliu nun mi ni manca!

Cuncittina             (Provenendo dalla comune con uno specchio in mano assieme a Gisella) Specchio, specchietto delle mie brame chi è la cchiù bella del reame? Nenti cchiù bedda di accussì ma matri nun mi putiva fari!

Gisella                   Zittuti ucca aperta ca m’acchiana la gilusia! Lu diciva sempri la bonarmuzza di’ ‘la mamma ca si strafalaria e sempri cu’ ‘la testa ni’ ‘l’aria! Quantu voti ti l’à diri ca quannu camini a chiuiri la ucca e ha rapiri luocchi!(Cuncittina inciampa e cade) Ti lu dissi ja, ucca aperta! Rapi l’uocchi, strafalaria!

Zi Rosa                  ( va a soccorrere) Carusi chi successi?

Gisella                   Nenti, nenti, ‘u sapi chi è? Ni unciemmu una cchiù strafalaria di’ ‘l’antra e faciemmu ‘‘na bella accoppiata!

Zi Rosa                  Ah buonu finì! Accumincia bona la jurnata! Ma chi vinistivu a fari?

Gisella                    Cuncittì chi vinnimu a fari?

Cuncittina             Chi vinnimu a fari? Ti lu scurdasti? Sì veramenti ucca aperta! Mangi pani e scordiu! Vinnimu ccà pirchì ni vulissimu ‘mparari lu mistieri di’ ‘la sarta! Pi ‘mpararini a cusiri accussì ni putiemmu allestiri qualchi vesta pi la duminica, e vidiemmu si ni putiemmu accussì fari ziti!

Rosa                      E chi è la ma sartoria n’agenzia matrimoniali?

Gisella                   ( alla sorella) Ma dimmi ‘na cosa t’à taliato a’ ‘lu specchiu?

Cuncittina             Sempri!( mostra lo specchio)

Gisella                   Cu s’ava pigliari ‘na ladia cuomu a tia?

Cuncittina             E a tia? Cu ? Mancu pi cacciari li muschi di dintra!( si azzuffano)

Rosa                      Ueh, carusi!Nun haju tiempu di perdiri! Ascuntati, viniti cu mia ca dda dintra c’è un travagliu pi uantri!Anzi lu sapiti chi vi dicu si vi vuliti fari ziti jti a fari l’ajutanti di don Paulinu, lu scarparu, vistu ca la figlia si fici zita cu lu figliu di’ ‘lu farmacista

Gisella                   Veru lu dici?

Cuncittina             E mi dicissi lu farmacista d’accordu è?

Rosa                      Viniti dintra ca vi cuntu tutti cosi!(entrano nella sartoria)

                                                           SCENA  II

                             

                                               Zu Minicu, Totò, Calò e Fofò

Zu Minicu             ( uscendo dallo studio e chiamando a squarcia gola e candando)

                              Fofò, Fofò niesci li leggii! ( cantando ) Uno alla volta, uno alla volta per carità! (spunta Fofò con due leggii in mano) Mittili dduocu ca ora viennu l’allievi! Dda dintra c’e scuru! Miegliu fori!( scorgendo i due allievi Totò e Calò, cantando) Eccooolii, qua..eccolììì quààààà! Uno alla volta, uno alla volta!

Calò                       Sabbenedica, maetro!

Totò                       Sabbenedica maestro Minicu!

zi Minicu               Santu figli, assittammuni fori, ca cc’è cchiù lustru!(i due si siedono pigliandosi ognuno il proprio leggìo ed impugnando il proprio strumento emettono delle note sconclusionate) Lestu carusi ca pua haju chi fari! Lestu!( Mettono gli spartiti sui leggi ed incominciano a suonare alcune note) Bestie, bestie, bestie ‘na vita ca vi fazzu scola ed ancora nun sapiti pigliari ‘u sol maggiore, bestie! Dai Totò, accumincia tu!

Totò                       ( con difficoltà prova a suonare ma non esce nessuna nota) Maistru lu strumentu nun sona!

zi Minicu               Soffia, soffia, soffia dentro con veemenza, soffia!

Totò                       ( riprovando) Nenti maistru è attuppatu!

zi Minicu               Dunamillu, fammilu vidiri! ( s’accorge che lo strumento ha il cappuccio di protezione) Bestia, bestia, bestia! Nun lu vidi ca cc’ è lu tuppagliu, sceccu!(consegna lo strumendo) Và levaccillu! (Totò entra nello studio per togliere la protezione) Dai Calò accumincia tu! ( si mette in posizione e incomincia a suonare con lo strumento, ma escono delle note sconclusionate. Il maestro otturandosi le orecchie) Quali opera è chissa?

Calò                       La forza del destino!

zi Minicu               Quali forza e forza, chissa mancu lenta è!(s’avvicina a Calò e s’accorge che lo spartito poggiato sul leggio è al contrario) Bestia, bestia, bestia, nun lu vidi ca mittisti lu spartitu a’ ‘lu cuntrariu, bestia! Giralu!( Calò piglia il leggio e lo fa girare su se stesso) Chi facisti?

Calò                       Lu giravu!

zi Minicu               Bestia, bestia, bestia, ti dissi di girari lu spartitu a testa a puzzuni…bestia!( esce dallo studio Fofò)

Fofò                      Carusi, viditica quannu jti a’ ‘lu cessu jttatici l’acqua, l’accupa mi stava viniennu! ‘U sapistivu ca si nnì fuì Pitrinu lu figliu di’ ‘lu farmacita cu Clementina la figlia di’ ‘lu scarparu!

zi Minicu               Cuomu è possibili ja antura la vitti a Clementina!

Fofò                      E chi ci voli arti di pinna pi fuirisinni! ‘na raputa di porta, ‘na truscitedda e ‘na scappata a la lesta!

Totò                       (d.d.) Ajutu, m’accupu, m’accupu!

Fofò                      (entra nello studio e riesce subito)Carusi, a Totò ci ristà lu tuppagliu mmucca, e nun po sciatari! Viniti subitu!( entrano nello studio)

                             

                                                                       SCENA  III

                             

                              Cicciu, Niria, Maricchia, Rosa, Turiddu e Mariannina

zi Cicciu                (Uscendo dal negozio cantando ed affilando il rasoio) Figaro, Figaro, Figaro! Son qua!(arriva Niria)

Niria                      Sabbenedica zi Cicciu! Allegru di matina?

Cicciu                    Genti allegra Diu l’aiuta!

Niria                      Ch sta cantannu?

Cicciu                    Il mio inno! Il barbiere di Siviglia! Figaro, Figaro, Figaro son qua!

Niria                      E ja puru!

Cicciu                    Chi vua Niria?

Niria                      Cuomu chi vua? Mi dassi un chilu di zuccaru!

Cicciu                    E chi è putia?

Niria                      Appuntu, ja vinni ccà ca vuogliu tagliati li capiddi!

Cicciu                    Cuomu li vua tagliati li capiddi a lattera?

Niria                      Sissi!

Cicciu                    Aspetta ca la pigliu! (entra e riesce dalla bottega con una grossa scodella) Veni ccà, assittati ni ‘sta seggia!

Niria                      ( sedendosi ) Zi Cì’, la sapi l’ultima?

Cicciu                    Certu, la zeta!

Niria                      Ma chi capì!!! Dicu  la sapi l’ultima? Dicica Pitrinu lu figliu i don Climenti, lu farmacista si voli cu Clementina la figlia di’ ‘lu zi Paulinu lu scarparu!

Cicciu                    Ma chi mi sta ncucchiannu! Veru mi lu dici ?

Niria                      Uorvu di n’oricchia , surdu di un pedi e zuoppu di un uocchiu, veru è!

Cicciu                    Si sempri lu solitu strammatu! Dicisti tutti cosi a’ ‘lu cuntrariu!

Niria                      Appuntu accussì si nun è veru …..

Cicciu                    Lu vidi ca nun è veru!

Niria                      Veru è! Ascunta ora cchiù tardu versu li setti, quannu don Climenti, lu spiziali, chiuj la putia, Pitrinu cu ‘na truscitedda, va versu la campagna a’ ‘la Monaca, e subitu dopu, Clementina , idda puru cu ‘na truscitedda ci va appriessu!

Maricchia              (dalla comune di corsa ) Cicciu, Cicciu, la sai l’ultima?

Cicciu                    La zeta!

Maricchia              Si lu solitu bestia! Si nnì fuì Pitrinu, lu figliu di don Climenti lu spiziali, cu Clementina, la figlia di’ ‘lu zi Paulinu lu scarparu!( dalla comune di corsa Turiddu)

Turiddu                 Cicciu, Cicciu, Maricchia, a suoru, la sapiti l’ultima!(Maricchia e Niria tappano

                              la bocca a Cicciu) Si nnì fuì lu figliu di’ ‘lu spiziali, Pitrinu cu Clementina la figlia di’ ‘lu scarparu! Dicica la misi ‘ncinta e pi riparari lu dannu si nnì fuieru! (meraviglia di tutti i presenti, sopraggiumge dalla comume Rosa moglie di Turiddu tutta sudata e trapelata)

Rosa                      Cicciu lu cugnatu, Rosa la cugnata, Turiddu lu maritu, la sapiti l’ultima?

Cicciu                    La…( tutti gli tappano la bocca)

Rosa                      Clementina, la figlia di’ ‘lu zi Paulinu lu scarparu si nnì fuì cu Pitrinu, lu figliu di’ ‘lu farmacista, dicica la misi ‘ncintà, lu vinni a sapiri don Climenti e ci dissi a’ ‘lu figliu di’ ‘lassalla perdiri a Clementina , se no lu jttava di fori cu ‘na manu davanti e l’antra darrieri!

Cicciu                    E l’antra?

Rosa                      Sulu du mani avi, una davanti e l’antra narrieri!

Cicciu                    No dicu e l’antra, Clementina cuomu la piglià?

Rosa                      A cuomu l’aviva pigliari, la mischina si misi a chiangiri e si vuliva ammazzari!(esclamazione di tutti come per dire Bedda Matri, arriva di corsa e tutta sudata Mariannina)

Mariannina            Papà, mamà, ziu Cicciu, zia Maricchia, ziu Turiddu…( tutti all’unisono ripetono: La sapiti l’ultima?) E cu vi lu dissi?

Cicciu                    Ricordati la niputi ca chista è putia di’ ‘lu varvieri, e cu trasi cca lassa varva e capiddi e si porta la testa chini di chiaccieri e vistita di pannu! E’ un gazzettinu!

Mariannina            Ma veru la sapiti?

Niria                      Uorvu….( si ferma perché è guardato da Cicciu)

Mariannina            Dicica tiraru fori di’ ‘lu sciumi a Clementina la figlia di’ ‘lu scarparu, pirchì ristà ncinta di Pitrinu ,lu figliu di’ ‘lu farmacista, e lu patri don Climenti nun era d’accordu a ‘stu matrimoniu e ci dissi a’ ‘lu figliu Pitrinu si nun lassava a Clementina’ ‘lu jttava fori senza daricci ‘na lira! Allura’ ‘lu vinni a sapiri Clementina e chidda si jttà a’ ‘lu sciumi, e menu mali ca si truvà a passari Battista’ ‘lu guardiacaccia ca si jttà ni’ ‘lu sciumi pi sarvalla!

Cicciu                    ( che in tutto questo dialogo avrà fatto la barba a Niria scioccato da questa triste notizia nel trasalire taglia l’orecchio a Niria) Bedda Matri!

Niria                      Aiutu, aiutu l’oricchia mi taglià, l’oricchia mi taglià!

Maricchia              Nenti ci fa Nirì nun ha du oricchi?

Niria                      Talè quantu sancu…muoru…muoru!

Rosa                      Prestu, prestu purtammulu dda dintra e pigliammu lu staglia sancu!( tutti escono dalla SCENA ed accompagnano Niria dentro la bottega)

                                                                       SCENA  IV

Zi Paulinu              (uscendo dal suo negozio e portandosi alcuni attrezzi del mestiere, cantando)

                              S’ avissi un lapiso,

                              di marca fabiso,

                              ti scriverebbi tanti

                              dolci parol d’amor!

                                   Ah nun mi diri ladiu,

                                   ah nun mi diri brutto

                                   se no m’azzillo tutto

                                   tutto m’azzillerò!

                              Nenti, dintra c’è scuru e ca fori si travaglia miegliu!(batte il martello su una suola di una scarpa e cantando)

                              Quando dal dolce lastrico

                              tu mi facisti  un signo,

                              scinni to pa’ cu un ligno,

                              tutto mi bastonò!

                                   Ah nun mi diri ladiu,

                                   ah nun mi diri brutto,

                                   se no m’azzillo tutto

                                   tutto mi azzillerò!

                              (dalla comune entra Mariù)

Mariù                     Sabbenedica zi Paulinu!

Paulinu                  Santu figlia e fatti a rassu! Di chi ti puozzu serviri?

Mariù                     Vossia nun mi servi! Ja la puozzu serviri ca sugnu cchiù carusa!

Paulinu                  Allura assittati e mitticci li supratacchi a sti scarpi ccà!

Mariù                     Chi mi piglià in parola, sempri schirzusu è!

Paulinu                  Fazzu chiddu chi puozzu fina a quannu lu Signuri mi duna forza e alligrizza a’ ‘lu cori! Allura chi vuliti?

Mariù                     Vuogliu ca m’allargati sta scarpa sinistra , pirchì haju un caddu ca mi camùlia di’ ‘la matina a’ ‘la sira! Nun ci po nenti!Mentri in chista destra mittitici du tacci!

Paulinu                  Sempri a li cumanni!(arriva di corsa Clementina e pesta il piede sinistro di Mariù)

Mariù                     ( emettendo un grido lacerante) Botta di sancu e di vilenu, propria’ ‘lu jtu malatu m’avivatu a pistari! Aih cuomu mi fa mali!

Clementina            M’ava scusari nun lu fici apposta, mi dassi lu pedi ca ci dugnu ‘na vasata!( Si accinge a pigliare il piede di Mariù)

Mariu                     (allontanandola) Alluntanati e levati, nun fari la carusa!(rientra a casa)

Paulinu                  Giustu dici alluntanati se no t’accupi! ‘Sti scarpi su ‘na camira a gassi!

Mariù                     E pirchì nun si mitti ‘na maschira!

Paulinu                  Meglia di chidda ca haju?

Mariù                     Dicu ‘na maschira pi lu gassi! Vistu ca nun po cchiù resistiri! (spunta dalla bottega Filumena)

Filumena               Paulinu, quannu si prontu jettami ‘na vuci accussì ci calu la pasta! Chi ci ha calari cavatunedda o trubittuni?

Paulinu                  Calacci chiddu ca vua , ‘mportanti ca si mangia!

Clementina            ( uscendo da casa con un fagotto) Papà, mamà vaju di donna Rosa pi farimi aggiustari la vesta, pua mi vaju accattu ‘na cammisa! Chiuttuostu, papà dunami ‘na puocu di sordi!

Paulinu                  Pirchì nun l’ha dumanni a to matri, chi sugnu ja la banca?

Filumena               Tu si, la banca, tu hai la contabilità e tu ci du li sordi!

Paulinu                  Accussi è? ( piglia un po di soldi e li da alla figlia) Tecca accattati tuttu chiddu chi vua e portami lu riestu! ( Clementina piglia i soldi e saluta i genitori)

Filumena               E chi è figlia, chi sta partiennu pi l’America?( Clementiva va via dalla comune )

Paulinu                  Mi parsi stranu ‘stu salutu di nostra figlia!

Mariù                     Don Paulinu, vi vuliti sbrigari ad allargarimi ‘sta scarpa?(Filumena rientra)

Paulinu                  Si v’allargu sta scarpa chi ffà vi la stringiu pua sta ucca!( consegnando la scarpa)

Mariù                     A chi vi sparanu, chidda destra m’allargastivu?

Paulinu                  Nenti ci fa vistu ca è larga vi la mittiti a destra!

Mariù                     ( Buttandogli la scarpa in faccia) Ja vi la lassu ccà passu cchiù tardi a pigiarimilla, vi salutu! (esce dalla comune)

Filumena               (affacciandosi) Lestu, Pulinu ca la pasta è pronta, ma nostra figlia ancora nun veni?(rientrano in casa tutti e due, e in contemporanea dalla farmacia escono don Climenti, donna Amelia e Pitrinu)

                                                                   SCENA  V

      Don Climenti, donna Amelia, Pitrinu , Pippinedda e poi tutti gli altri personaggi

Climenti                ( Pitrinu con un borsone in mano) Pitrinu, vidica a mia ‘stu to comportamentu nun mi piaci! Vidica ti stuoccu li ammi e ti facciu acciungari!

Pitrinu                   Ma cu ci li cunta ‘sti fissarij!

Amelia                   Giustu dici nostru figliu, nun cridiri a chiddu chi dicinu li genti!

Climenti                Voci di populu voci di Diu!

Amelia                   Voli diri ca ‘sta vota ‘stu proverbiu sbaglia!

Pitrinu                   Giustu dici la mamma, ora lassammu perdiri tutti cosi, vi salutu ca tra mezzura c’è lu trenu pi Palermu! (saluta i suoi genitori e va via dalla comune)

Climenti                Boh ja nun ci viju chiaru!

Amelia                   Dda dintra la putia ci su un saccu di occhiali ti ni mitti unu e vidi ca accussì ci vidi buonu!( entrano in farmacia e dopo alcuni istanti irrompe in SCENA Pippinedda)

Pippinedda        ( andando a gridare in prossimità della porta) Don Paulinu, donna Filumena, lu sapistivu?

Paulinu                  (uscendo assieme alla moglie) Chi cosa?

Filumena               Chi successi?

Pippinedda            Di nenti vi n’addunastivu?

Filumena               Ma di chi?

Pippinedda            Unni è vostra figlia Clementina?

Paulinu                  Ni’ ‘la sarta!

Pippinedda            Quali sarta?

Filumena               Ni donna Rosa!

Pippinedda            Quali Rosa?

Paulinu                  Chidda cu li spini, cuomu quali Rosa? La zi Rosa la sarta!

Pippinedda            Ma si chidda è cchiossà di un misi ca nun c’è ca ì a truvari li figli a Palermu, quali Rosa?

Filumena               Oh bedda matri!( rientra a casa)

Paulinu                  Ma chi vuliti diri?

Pippinedda            Chi vuogliu diri..vuogliu diri ca vostra figlia Clementina….(viene interrotta da un grido lacerante di Filumena che uscendo dalla sua abitazione grida a squarcia gola) Si nnì fuj’ nostra figlia Clementina! ( sviene e viene fatta sedere su una sedia, reazione a soggetto di Filumena accompagnato dal marito. Si affacciano tutti gli abitanti del cortile)

Rosa                      Chi successi?

Gisella                   Chi ssu ‘sti vuci?

Cuncittina             Chi ‘stu schifju?

Pippinedda            Si nni fuì Clementina…

Rosa                      Cu lu figliu di’ ‘lu spiziali?

Pippinedda            Pi l’appuntu!

Rosa                      Tu, stammu a du passi e nun ni capiri nenti!

Minicu                   (cantando) Chi ssu ssi vuci, chi è stu frastuonu?

Totò                       Chi successi?

Calò                       Cu murì?

Fofò                      Ci sunammu la marcia funebri?

Pippinedda            Si nni fuj’ Clementina , so figlia!

Minicu                   Cu lu figliu di’ ‘lu spiziali?

Pippinedda            Pi l’appuntu!

Cicciu                    Chi ssu si vuci?

Niria                      A  cu ammazzaru?          

Maricchia              Donna Pippinedda chi successi?

Rosa                      Donna Pippinedda, chi è lu fattu?

Mariannina            Donna Pippinedda successi cosa?

Pippinedda            Si ‘nnì fuì Clementina!( tutti rispondono all’unisono: Cu lu figliu di’ ‘lu spiziali?)

Pippinedda            Pi l’appuntu!

Don Climenti        ( uscendo dalla farmacia) Chi successi?

Amelia                   ( seguendo il marito) Chi si sente male? La signora Filumena?

Filumena               ( ritornando in se) So suoru si senti mali, vostra  è la culpa, vostra!

Climenti                Ma si pò sapiri chi schifiju successi, parlati!

Amelia                   Ma si nuddu si senti mali, chi ssu tutti ‘sti vuci?( nessuno parla)

Climenti                Ma pirchì nun parlati, ah?

Pippinedda            Si nni fuì Clementina la figlia di don Paulinu!

Amelia                   E pi chissu jttati tutti ‘sti vuci?

Climenti                Plebaglia che per un nonnulla scatenano il fini mondo, plebaglia!

Filumena               Plebaglia c’è vossia cu sso muglieri! Ma figlia, che apparteni a ‘sta plebaglia, si nni fuì cu sso figliu Pitrinu, eccu lu pirchì di ‘sti vuci!

Amelia                   (mettendosi a gridare ed ad inveire contro gli altri) Ah, si nni fuì ma figliu Pitrinu, no, nun po essiri, mi sientu mali, mi fa mali lu cori! Ma figliu si nnì fuì cu Climentina figlia di nu scarparu? No!

Paulinu                  Staju vidiennu ca quannu abbruscia la carni, o si è plibaglia o si è burgisi, reagiemmu tutti a’ ‘lu stessu modu! Mi dicissi ‘na cosa chi è vriogna essiri figlia di nu scarparu, di un sartu di un varvieri, si ricurdassi ca’ ‘lu Signuri era figliu di falignami, un mistieri cuomu lu nostru, ca si travaglia cu onestà cu amuri pi putiri purtari avanti ‘na famiglia. Su sordi scuttati cu suduri! O ti sienti mali,,o ti sienti buonu, ha dari sempri lu mussu si vua ca li to figli nun muorinu di fami. Nun si scantassi ca si li du carusi si vuonnu beni, sugnu sicuru ca cu’ ‘la forza di l’amuri , ogni mpedimientu, ogni cuntrarietà risolverannu lu problema cu facililità. E s’ avissi un lapisi lu scrivissi a’ ‘lu muru “ L’amuri vinci tuttu…” e anchi a vossia don Climenti lu spiziali e donna Amelia la spiziali!

E s’ avissi un lapisi… (Mentre finisce di parlare entrano in SCENA i contadini che provengono dalla campagna portando cesti di uva e li vanno a svuotare dentro l’enorme contenitore situato al centro della SCENA. I contadini intonano un canto accompagnato da un ballo.Paulinu invita tutti a ballare compresi don Climenti e donna Amelia)

 

                                                          

                                                                       Fine della Commedia

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