Scacco matto


Scacco matto

Dramma in sette quadri

di ALESSANDRO VARALDO

PERSONAGGI

Alessandro Oneto, 56 anni.

Luisa, sua sorella, 46 anni

Annetta, figlia di Luisa, 20 anni

La Marchesa Violetta Embriaco 48 anni

Andrea, suo figlio, 25 anni

Il Cav. Zrega, fabbriciere, 50 anni

Girolamo Sciaccaluga, 55 anni.

Gigetto, suo figlio, 20 anni

Stefano Castagna, 36 anni

Ninetta Isolabella, 49 anni

Cesira, serva di Luisa, 50 anni

Maddalena, serva della Marchesa, 60 anni.

A Genova, oggi.


Commedia formattata da

ATTO PRIMO

In casa della signora Luisa, al principio di via Fieschi. un tinello decente e modesto: i soliti mobili piccoli-borghesi, a rate, con la tavola rotonda nel centro sotto un lume appariscente ornato di molte lampadine, tutte sfarzosamente accese. Si vede che il lume recente, come un divano e delle poltrone che stonano col resto, e un bell'orologio a pendolo, e due quadri con vedute di Buenos Ayres e delle Pampas. Finestra in fondo, a destra, a balcone: porta a sinistra che immette nell'interno. La comune in fondo, e, quando la porta si apre, appare una saletta d'entrata.

Sono le dieci di sera della vigilia di Natale.

Sinistra e destra dello spettatore.

SCENA I.

(Cesira, serva di casa, donna sui cinquanta di bella presenza, ma di apparenza anziana, sta accomodando fiori e stoviglie e posate sulla tavola gi coperta della tovaglia; dalla comune si affaccia Stefano, un uomo sui quaranta, vestito con pretesa d'eleganza popolana, stridente ma pulita).

Stefano - (a mezza voce) Ancora una parola, Cesira!

Cesira - Qui di nuovo? (Senza voltarsi) Che cosa volete?

Stefano - Lo sapete quello che voglio!

Cesira - Oooh! Bel figliolo! Per chi mi prendete? Serva ma onesta!. ..

Stefano - In verit, non vi si prenderebbe per serva! Con la vostra...

Cesira - Inutile darmi del sego, non mi varate. Fareste meglio ad andar via e a lasciarmi preparare. Se arriva il padrone, l'americano, le sento io! (Pausa: si volta) E non si muove! Quante volte vi devo dire che ancora presto! Ripassate dopo la mezzanotte. (Pausa) Ve ne andate s o no?

Stefano - No... finch almeno...

Cesira - Finch almeno...? Animo, sputate!

Stefano - Finch non mi promettete di darmi una mano.

Cesira - Una mano? E per che cosa?

Stefano - (insinuante) Cara e bella Cesira... avete i capelli bianchi ma siete bella... Ne dovete aver mollato delle frecce in giovent!

Cesira - Badate come parlate!... In giovent...!

Stefano - Nella prima giovent! Voi non siete di quelle ragazze arrabbiate a cui nemmeno un cane ha fatto bau! Delle vittime ne dovete avere sulla coscienza... onestamente, intendiamoci... Cosi potrete capire un povero diavolo che ha il cuore in bocca...

Cesira - Se avete il cuore in bocca, masticatelo!

Stefano - Non posso... mi fa male... come un dente che balla. Non ve ne siete accorta che sono innamorato?

Cesira - Di me?

Stefano - Voi... vi rispetto troppo! Di... (indica la porta d sinistra).

Cesira - Dell'Annetta? Pulitevi il bocchino, bel figliolo!

Stefano - Perch? Ho una posizione. Panettiere s, ma alla parigina. E l'Annetta, fino a ieri, le tirava verdi...

Cesira - E allora perch non vi siete presentato l'altro ieri, signor panettiere alla parigina? Vi ha forse fatto camminare lo zio d'America?

Stefano - Mi offendete... mi meraviglio...

Cesira - Evvia!... Parliamoci chiaro. Finch la povera signora Luisa le tirava verdi come dite voi all'Annetta nessuno s' avvicinato neanche sempre come dite voi per farle bau. Nessuno... o almeno, s, uno, ma non voi. E adesso che il signor Alessandro Oneto tornato dall'America gonfio di pesos, eccoli qua... voi... il Girolamo Sciaccaluga col principino e anche quella smorfiosa della Ninetta Isolabella.

Stefano - Come? Come? Anche lei per l'Annetta?

Cesira - Scemo!... Viene per l'Americano. Boccone d'oro. Ma ci potete fare un nodo quanti siete. Non da mettere in un forno... alla parigina... l'Annetta! E in quanto all'altra, s, dico, viene dall'America proprio per mangiare la gallina vecchia il signor Alessandro...

Stefano - (ride).

Cesira - Ridete pure, ma andate via, e se volete consolarvi col panettone tornate dopo mezzanotte. Ci sar corte bandita... (suono di campanello) E adesso chi sar? (Esce dalla cornane e torna precedendo Girolamo, Gigetto e Ninetta).

SCENA II.

Stefano, Cesira, Ninetta, Girolamo e Gigetto.

Cesira - Si accomodino pure... ma fino a mezzanotte suonata non ci sar nessuno. (Silenzio: Secca) Farebbero meglio a girar per i presepi! (Silenzio. E allora alza le spalle ed esce da sinistra senza complimenti).

SCENA III.

Stefano, Ninetta, Girolamo e Gigetto.

Girolamo - ( un uomo grave, logorato un po' dalla vita, s che sembra pi vecchio che in realt non sia) Io mi domando e dico se la maniera di ricevere la gente!

Ninetta - ( una donnina tutta moine e trilli che ha vittoriosamente oltrepassato d'assai i quaranta) Lasci, faccia finta di nulla! Donne di servizio! Peuh!

Stefano - (le si avvicina) Come sta la bella Ninetta?

Ninetta - (schifiltosa, squadrandolo) Che cosa sono queste confidenze! Per chi mi prende lei? Per una panettiera?

Stefano - Se mai... alla parigina!

Girolamo - (bonaccione) Ninetta, questa buona! Bravo Stefano! (S'accorge che Gigetto sta curiosando intorno) Che cosa stai annusando? Vieni qua!

Gigetto - (troppo alto per il suo vestito, goffo, un po' malizioso, con un formidabile appetito) Non c' niente da mangiare!

Girolamo - Eccolo l! Mangiare! Ma che ci hai dentro. Il verme? (Agli altri) Non farebbe che mangiare! Eppure in casa non gli manca niente!

Ninetta - (arrotando l'erre) Crescenza, Girolamo, crescenza!

Stefano - meglio che mangi invece di cercar delle gonnelle!

(Proteste: campanello di dentro).

SCENA IV.

Cesira e detti, poi il Cav. Zrega.

Cesira - (da sinistra) Han suonato? (fra s) Sempre qui!

Girolamo - Mi par di s!

Cesira - (alza le spalle, esce dalla comune, poi rientra precedendo il Cav. Zrega).

Zrega - (vestito nero a falde, chiuso e abbottonato, untuoso, circospetto, magro, occhi sfuggenti, fiuta in giro con aria di scoprir misteri, voce bassa e lenta, gesto raccolto) Buon Natale, signori! Godo di vederli in salute... godo... godo...

Tutti - (meno Cesira) Buon Natale! (Convenevoli).

Cesira - (avviandosi alla sinistra) presto ancora! Sarebbe meglio che andassero a fare il giro dei presepi...

Zrega - Non importa! Aspetteremo! (Fa gruppo con gli altri).

Cesira - (avviandosi, fra s) Ci mancava il Cav. godo! Tutta questa gente qui non si vedeva prima che tornasse l'americano! (Forte) Sono in tre col chierico: possono cantar messa! E la Ninetta far la questua! Con permesso! (Esce da sinistra).

SCENA V.

Gigetto, Stefano, Zrega, Ninetta, Girolamo.

Ninetta - La Ninetta! Se ne prende delle confidenze! Peuh!

Stefano - Lasci! Lasci! Faccia finta di niente! Sono donne di servizio! Peuh!

Zrega - (guarda circospetto in giro: poi li raduna intorno a s: Gigetto s'avvicina con gli altri) Voi, no!

Girolamo - (additando al figlio un calendario all'altro lato della stanza) Va a vedere che giorno .

Gigetto - (spiritoso) la vigilia di Natale! (Ma siede sul divano all' occhiataccia paterna).

Zrega - (voce bassa, da congiurato) Godo... godo... di trovarli qui riuniti... Meglio che parliamo fra noi...

Girolamo - (diffidente) Io sono qui come amico di Alessandro... amico di giovent...

Stefano - Io passavo di sotto... Le buone feste bisogna ben darle!

Ninetta - Non vedevo la Luisa e l'Annetta da Santa Lucia...

Zrega - Beh! Beh! Sia per non detto. (Pausa: sogguardando Stefano) Che cos' tutta questa intimit col marchesino Embriaco.... sempre per casa...

Stefano - (allarmato) Come sarebbe a dire?

Zrega - Domandavo.... Si vuol dire che ci sia della simpatia fra i due... Mah!... godo... godo...! Se saranno rose... Non che la madre del giovanotto, la marchesa Violetta, sia contenta... anzi! Pare che ci abbia delle altre intenzioni! Ma quando c' il reciproco affetto...

Stefano - Reciproco un corno....!

Zrega - (sogguardando Girolamo) Il signor Oneto avr un nipote da proteggere e da mettere a posto. (Cerca dello sguardo Gigetto) E si sa... colui che ci tocca pi da vicino il preferito...

Girolamo - (preoccupato) Diavolo... diavolo...

Zrega - (offre la tabacchiera a Ninetta che rifiuta offesa) E infine... il signor Alessandro... invece di aver delle idee per conto proprio... ancora un bell'uomo... da farsi una famiglia... diretta... si contenter dei nipotini... Godo... godo...

Ninetta - (scattando) Non le pare che sarebbe un vero peccato?

Zrega - Mortale. Senza contare che se il giovane Embriaco viene per casa... ci verr anche la madre... la marchesa... una bella donna...

Ninetta - Eravamo alle Dorotee insieme... cio lei nelle grandi... io nelle piccole... piccole...

Stefano - Davvero, ancora una bella donna! Ninetta, all'erta!

Ninetta - E che c'entro io? Modi da... panettiere...

Girolamo - una bella donna... che pu far buon brodo!

Zrega - Signor Girolamo, prego! (Gli offre la tabacchiera) Tappi... Tappi...! (E poich li vede inquieti, tutti e tre, li raduna col gesto intorno a s, abbassando la voce) Io non ci ho interesse, come possono immaginare (proteste finte)... io sono, come si direbbe, confidente spirituale, su, della signora marchesa...

Ninetta - (sprezzante) Marchesa! A tocchi e bocconi!

Zrega - Disgrazie di famiglia! C'era il patrimonio e una gran dote, ma il defunto marchese, buonanima, era, come si direbbe, un po' largo... troppo signore...

Stefano - Avrebbe mangiato la Banca d'Italia!

Girolamo - Pareva che li dovesse buttar dalla finestra!

Ninetta - Per... un bell'uomo... galante...

Stefano - Vi ha forse, tirato il rocco?

Ninetta - Mi meraviglio! (A Zrega) Si prende certe confidenze... da panettiere...

Zrega - (gesto di calma) Diciamoci le nostre ragioni... presto... prima che arrivi qualcuno. Venite qua! (Li raccoglie, abbassa la voce) O per carit cristiana, come me; o per qualche idea meno cristiana... ma umana, ma non riprovevole... come voi... si sa, gli interessi sono interessi... in fondo lo scopo, per noi uno solo. Io intendo che l'autorit materna della marchesa sia rispettata. E quando una madre cristiana pensa di accasare un figlio cristiano, ha diritto di scegliere la sposa... e l'ha scelta...

Ninetta - Davvero? E chi? E chi?

Zrega - Una pia donzella, nobile, ricca, parente... una Embriaco...

Stefano - Chi? Forse la gobba dell'Annunziata!

Ninetta - Eravamo dalle Dorotee... gobba garantita...

Zrega - Gobba no... una spalla pi alta dell'altra... Ma il palazzo... la villa di Sestri... una cassa di titoli... E poi... contenta la madre... contenta la ragazza...

Girolamo - Contento il giovanotto...

Zrega - Per ora no... ma si contenter!

Ninetta - Anche le gobbe hanno fortuna!

Zrega - L'ha chi si aiuta e s'industria... Per me, e credo anche per voi, la marchesa ha ragione.

Girolamo - Naturale! Una spalla diversa dall'altra, ma che compensi!. ..

Stefano - Ha gli scudi a sacchi!...

Zrega - Parliamo del morale prima di tutto, ma non disprezziamo il materiale. Viene tutto da Dio. E la marchesa da troppo tempo mangia di magro...

Stefano - Lo dica a me... una cliente... asciutta!

Girolamo - E il marchesino col suo impiego al Monte di Piet ne porta a casa pochini..

Ninetta - Stenti con decenza! Poveretta! Deve esser triste per chi nata ricca...

Zrega - L'offre al Signore... che non sordo, n cieco, e la compensa... col solido, mentre (pesca abilmente notizie) chi lo sa se qui ce n' del solido!

Ninetta - A quanto si dice, ce n', e molto!

Girolamo - Alessandro tornato da poco e non ho potuto sapere ancora. Ma, se dovessi dare un parere, ce. n'... e molto.

Stefano - Ed io ve lo garantisco. Molti... e solidi, come dice il Cavaliere.

Zrega - Da chi lo sa?

Stefano - Da un americano... di Chiavari. E a Chiavari se si confessa un soldo segno che si ha un milione almeno. Ho saputo che Alessandro Oneto ha fatto fortuna quando lasci Buenos Ayres per l'interno. Ha avuto una concessione, ha costruito una estancia, una fazenda, come dicono laggi. Ma in grande, larga pi che da Nervi a Voltri, migliaia di vacche, pecore... (Tutti lo ascoltano spalancando occhi e bocche) un fazendero, che guadagna soldi a cappellate, col rastrello...

Girolamo - Se ci ha la fazenda vuol dire che non tornato per sempre!

Stefano - Naturale. Non ha liquidato. La fazenda sempre sua... lo dice quello di Chiavari.

Ninetta - Non dice perch tornato?

Stefano - Che ne sa! Per me tornato per la sorella e la nipote... metterle in posizione comoda...

Girolamo - Portarsele via...

Stefano - Anche.

Ninetta - Per la povera Luisa era tempo che tornasse. Ma se non le moriva il marito che non andava d'accordo con Alessandro.. .

Girolamo - Poveretto! Ha perduto in borsa tutto, anni fa ed morto di crepacuore. Non si sapevano notizie di Alessandro e la signora Luisa le ha tirate verdi fino a quando il fratello s' fatto vivo, ha pagato i debiti del cognato ed venuto...

Zrega - Bisogna sempre rallegrarsi del bene del prossimo. Godo... godo...

Girolamo - Alessandro ha un cuore cos... per gli amici!

Ninetta - Luisa buona come il pane!

Stefano - La nipote una rosa... un po' patita, ma aspettate che trovi l'anima gemella...

Zrega - Godo... godo... (a Ninetta) Ci si consola a sentir lei... (a Stefano) Verissimo... che trovi l'anima gemella e poi... (a Girolamo) Lei che padre esemplare e tenero...

Gigetto - (s' addormentato sul divano e adesso russa come un organo).

Girolamo - (salta e corre a prenderlo per un orecchio) Pezzo di mascalzone...

Gigetto - (piagnucolando) Ahi! Ahi! Ahi!

Ninetta - Lasciatelo, via!

Girolamo - buono per la forca... non so che farne!

Zrega - Lo affidi al signor Oneto... per la fazenda.... (I quattro si guardano: pausa).

SCENA VI.

Cesira e detti.

Cesira - Eccoli che arrivano...! (Esce dalla comune).

Gigetto - Adesso almeno s manger qualche cosa!

Girolamo - Su... battiamo le mani... E la sua festa! nato proprio la vigilia di Natale, l'anno prima di me...

Zrega - Che bella notizia... godo... godo...

Ninetta - Andiamogli incontro.. .

Girolamo - Sicuro! (spinge Gigetto) Fatti avanti scemo!

Stefano - (urla) Buon Natale, signor Oneto!

Ninetta - Felicit! Felicit!

Zrega - Alleluja! Godo... godo...

(Si affollano alla comune).

SCENA VII.

Oneto, Luisa, Annetta, Cesira e detti.

Oneto - ( un bell'uomo nella forza dell'et, robusto, provato da tutte le latitudini, sbarbato, selva di capelli grigi, aria sorridente, incedere da indivduo che si fa largo nella vita) Gracias, amado pueblo! Gradasi Buon Natale a todos.... Addante, Girolamo! Muy bien, bella Ninetta! Que linda! Salute, Stefano! Cavaliere, servdor de usted! (Vede Gigetto) E tu, muchacho, sentiamo i muscoli! (Lo prende per le braccia e lo scuote).

Gigetto - Ohi! ohi! Mi rompe le braccia!

Girolamo - L'hai preso per un albero di noci!

Ninetta - Che energia!

Oneto - Tuo figlio debolino. Muscoli, muscoli, giovanotto, para adelantar en la vida, per andare sempre avanti nella vita... (si tocca la fronte) o aqui

- (alza le braccia) o aqui! Se mi mosti-avo laggi con le braccia d tuo figlio ne prendevo pi che un gatto rognoso!

Ninetta - (mentre Gigetto si accarezza le braccia indolenzite) E intanto le ha prese quel povero agnelletto!

Oneto - Agnelletto! Caramba! Leones y toros han da essere, altro che-agnelli! (a Gigetto) Vamos, mettici sopra una fetta di panettone! (a Ninetta) Vorrei vedere che ne fareste voi, Ninetta lindita d'un agnello, invece d'un garanon, d'uno stallonetto...

Ninetta - (si tura le orecchie) Che linguaccia!

Zrega - Timorati di Dio han da essere i giovani!

Oneto - Bueno! Ma in gamba!

Stefano - Ha ragione... parola di fotoballista!

Oneto - Yo lo sabe, che siete un fotoballista I Ma che cosa mi han detto? Che fate la farinata alla parigina? Spero che sia uno scherzo! Progreso en lodo, progresso in tutto, caballeros, ma non nella cucina! I piatti buoni lo sono diventati con almeno cento anni di storia e di esperienza, assaggiati, e provati almeno dai bisnonni. Cos hanno acquistato color y gusto... e cos han da restare!

Zrega - Sante parole!

Girolamo - Vangelo!

Oneto - E vi dico di pi: bisogna mangiarli dove son nati!

Zrega - Come? Laggi nella fazenda non s' mai fatto fare la torta Pasqualina?

Stefano - N il pesto?

Girolamo - N i ravioli?

Gigetto - N il panettone?

Oneto - S... ma sapete che effetto mi faceva? Patire il cuore!

Ninetta - Pensiamo!

Oneto - Claro! Proprio cos! Una volta mi arriv un panettone! Me ne facevo una festa! E invece non ne mandai gi che pochi bocconi! Mi pareva d'inghiottire San Lorenzo... la Lanterna... mi pativa il cuore a ondate! L'ho regalato ai negri per non vedermelo davanti! (Gira lo sguardo sui conattori) Voialtri non mi potete capire! Per voi andare a Voltri andar lontano!

Gigetto - Io sono stato a Savona!

Oneto - E bravo il pioniere! Caramba! Luisa, dico, non si beve? E un fetta d panettone! Non c' pi l'uso alla vigilia di Natale?

Gigetto - Altro se c'!

Oneto - He aqui d pronunciamiento del pueblo!

Luisa - (buona donna, scialba, che ha sofferto) Siamo pronte, siamo pronte! Cesira!

Cesira - (entrando col panettone) Ecco il trionfo!

Luisa - Annetta, aiutami!

Annetta - (bella ragazza, un po' pallida) Subito! (Va in giro col vassoio: a Stefano) Vino o liquore?

Stefano - Dalle sue mani anche il laccio al collo!

Cesira - (che sopraggiunge col panettone) Teneteci questo in bocca invece del cuore!

Stefano - L'uno e l'altro!

Girolamo - Alla tua salute, Alessandro. E speriamo che tu sia ritornato per sempre.

Luisa - Dio lo volesse!

Ninetta - Speriamo!

Stefano - Ce l'auguriamo!

Zrega - Ce l'auguriamo! (Beve) Prosit!

Oneto - Gracias, amigos! Ne avrei il diritto! Manco da ventisei anni! Sono molti! Per sempre... no, ma se non sar la visita di Santa Elisabetta ci mancher poco! Voglio godermi Genova... come se l'avessi lasciata ieri! Si dice che abituati in altri paesi, ci si trovi male nel proprio. Sar, ma io quando dal piroscafo rividi Portofino e la Lanterna mi risentii subito quello d'una volta. Forse non ho mai cessato di esserlo, per reazione. A Buenos Ayres pi facile a-dattarsi: ci sono tanti genovesi e il nostro dialetto un po' lingua ufficiale. Anche i turchi lo parlano. Ma nell'interno, alla distanza di centinaia di miglia! Credete: fa un certo effetto la parola nostra che ci arriva all'orecchio! Quando giunsi alla mia concessione dopo dodici ore di carretta dall'ultima tappa, ecco, mi viene incontro un vecchietto e mi domanda le baliggie. Era un barese. Mi si allargato il cuore come se vedessi un fratello. Ah! voi non sapete che cosa voglia dire sentir sempre parlare un'altra lingua! Da diventar matti! In certi momenti... (Indica lo Zrega che mangia e beve). ..adesso salta il cavaliere... Sapete che cosa facevo per mantenermi in esercizio di genovese?

Ninetta - Cantavate una canzone?

Oneto - Peorl Peggio!... Bestemmiavo!

Zkega - (sobbalzando) Oib, signor Oneto, oib!

Oneto - Sin malicia! E quando si bestemmia senza malizia quasi come se si pregasse!

Zrega - (si tura le orecchie) Che cosa mi tocca sentire!

Luisa - Ma, Alessandro...

Annetta - Ma, zio!

Ninetta - Avvertiteci quando le sparate grosse!

Oneto - Abbiate pazienza.... ma cos!

Stefano - E poi, cavaliere, chi lo dice non lo fa!

Girolamo - E dopo tutto qualche sacr... libera la testa! (Zrega apre la tabacchiera) Come una presa! (vi tuffa le dita).

Oneto - Juramento inocente! (Offre un bicchierino allo Zrega) Cavaliere, ci beva sopra!

Zrega - Quando non si pecca con malizia, la Madre Chiesa indulge! (Beve).

Girolamo - (a Gigetto che continua a ingozzarsi) Ma finiscila. ..vergogna! Sembri digiuno come Lazzaro!

Oneto - Giovent! Ha da crescere! Indulgenza anche per lui! (Campanello interno) Cesira, guardate chi !

Cesira - (esce dalla comune e torna precedendo Andrea) il signor Andrea!

SCENA VIII.

Andrea e detti.

Andrea - ( un bel giovane, distinto, un po' triste) Buon Natale!

Oneto - Adelante, senor! Grazie e buon Natale!

Zrega - (piano a Andrea) E la signora marchesa...?

Andrea - andata alla messa! (Si avvicina a Litisa, a Ninetta, ad Annetta: saluta in giro, inchini).

Girolamo - (nel cerchio di freddo che il nuovo venuto ha portato con s, timidamente) Si resta o si va a vedere la folla e...

Oneto - Volete sentire il frastuono? (Apre la finestra: entra il bruso, il voco, lo strepito, di voci, canti, fischi, trombette e sirene) Non potete credere come mi mancava laggi! (Si sporge, mentre gli altri protestano riparandosi dal freddo).

Luisa - Chiudi per carit, che si diventa sordi!

Ninetta - E si prende un malanno!

Oneto - Quanta paura! Anni fa, bella Ninetta, c'eravate anche voi l in mezzo! (La osserva: poi chiude: la osserva ancora) Ma... adesso che ci penso... non eravate bruna una volta.... Morena, caramba!

Ninetta - Che idee! Avete perduto la memoria! Che ore sono?

Girolamo - L'ora di andare! Gigetto, saluta!

Gigetto - Perch? C' ancora del panettone!

Oneto - Bueno, hombre! E poi adesso che giunto il nostro vicino bisogna fare un brindisi.

Stefano - Per me... ci sto sempre!

Oneto - Vamos! Cesira, Annetta da brave!

Zrega - (piano ad Andrea) Lo sa la mamma che siete qui?

Andrea - (seccato) stata la mamma a insegnarmi l'educazione (Annetta gli offre il vassoio) Grazie, signorina!

Zrega - Bene, bene, ma io non voglio storie! (Cava l'orologio) Come tardi!

Oneto - Vamos, caballero! Minuto pi minuto meno...

Zrega - Sono dolente... mi piange il cuore... ma devo andare...

Ninetta - Aspetti un momento! Verremo anche noi!

Zrega - Proprio non posso! (Campanello interno: fra s) Lo dicevo!

Oneto - Altri amici! Adesso bisogna fermarsi! Cesira!

Cesira - (esce dalla comune e rientra affannata) la signora Marchesa!

SCENA IX.

La Marchesa, Maddalena e detti.

Andrea - (nel gelo che si spande intorno, che l'Oneto sente e non si spiega, piano ad Annetta) Niente paura, Annetta!

Oneto - (avviandosi verso la comune) Quale onore, signora Marchesa! Luisa, ti prego, presentami!

Luisa - (alla marchesa che s'inquadra nella comune) Mio fratello Alessandro.

La Marchesa - ( una dama di bella presenza, che a malgrado i capelli bianchi e il velo nero, l'abito modesto e l'apparente ristrettezza della vita meschina, lascia vedere i resti d'una formosit e d'una dignit che la distaccano dall'ambiente) Buon Natale! Fortunata di conoscerla, signor Oneto! Buon Natale a lei, signora Luisa e a tutti! (Tono glaciale: tutti s'inchinano, e scorge allora lo Zrega che si celava dietro Ninetta) Ah! c' anche il cavaliere! (Pausa pi gelida ancora) Nel risalire in casa con Maddalena, dopo le messe a San Lorenzo, ho sentito che si stava allegri. Ho pensato che dovevo augurare il buon Natale alla signora Luisa, e che, non avendo veduto in chiesa Andrea, l'avrei trovato qui. Non mi sono sbagliata!

Oneto - (ignaro) giunto poco fa!

Andrea - Non ti ho trovata in casa, mamma, e sono disceso...

La Marchesa - Fortunata combinazione! (Annetta peritosa le porge il vassoio) Grazie, signorina, non posso davvero... in questo momento!

Oneto - Neanche un dito di liquore da dame?

La Marchesa - Neanche... grazie! Ho la comunione alle sette. (Pausa gelida) E anzi, domando permesso... Andrea, se vuoi accompagnarmi, saluta e ringrazia!

Andrea - (viso basso, a mezza voce) Eccomi, mamma! Buon Natale!

La Marchesa - Buon Natale a tutti!

Oneto - (stupito ed inquieto) Buon Natale, signora Marchesa! (Ferma col gesto Luisa che s'avviava alla comune) L'accompagno io!

La Marchesa - (saluta dignitosa: esce con Andrea e l'Oneto).

SCENA X.

Detti meno la Marchesa e Andrea, poi Alessandro Oneto che torna.

Annetta - (Soffoca a mala pena un singhiozzo).

Luisa - (piano) Per carit, non farti accorgere!

Oneto - (rientra, se ne accorge ma finge d'esser quello di prima) Caramba! Riscaldiamoci! passato il polo!

Girolamo - (nel generale malessere). Ora poi me ne andr anch'io! tardi!

Ninetta - Tardi! Tardi!

Stefano - Tardissimo!

Zrega - Troppo tardi!

Girolamo - Saluta Gigetto! Buon Natale!

Oneto - (non fa un gesto per trattenerli, e anzi li precede alla comune. Convenevoli, auguri, che si affievoliscono, silenzio. Ritorna, vede Cesira che sbarazza la tavola) Lasciate pure! Ci sar tempo domattina!

Cesira - Gi... domani con tutto il da fare che avr...

Oneto - (secco) Obbedite e andate a letto!

Cesira - (obbedisce, mormora) Buon Natale! (Esce da sinistra).

SCENA XI.

Oneto, Luisa, Annetta.

Oneto - Beh! adesso a nosotros! Spiegatemi che cosa c'!

Annetta - (cade a sedere in uno scoppio di pianto).

Luisa - (additandola) Non vedi che succede? Piange.

Oneto - Non sono cieco. E perch piange la... senorita?

Annetta - Oh! zio!

Oneto - Zio! Zio! Fuori il mistero, donne! (con la voce mutata). Suvvia, Luisa, suvvia, Annetta, mi pare che potreste avere confidenza in me! Che cosa c'? di grave niente, spero...

Luisa - Non sarebbe meglio parlarne domani?

Oneto - Gi... per farmi lavorare col cervello tutta la notte! Mujeres! Dannacion! (si calma all'improvviso) Scusatemi! Non ho che voialtre! E l'Annetta non quasi mia figlia? Adesso... specialmente...

Annetta - (lo abbraccia fra i singhiozzi) Caro, caro zio...

Oneto - Ora s! Muy bien dunque niente paura, e ditemi tutto!

Luisa - E poca cosa... la solita... Quel giovanotto veniva qualche volta.

Oneto - Quale giovanotto? L'Embriaco?

Luisa - Appunto. E l'Annetta gli si affezionata!

Oneto - Tutto qui?

Luisa - Tutto qui.

Oneto - (alza il viso lagrimoso di Annetta) E gli vuoi bene?

Annetta - Tanto, zio!

Oneto - E lui? Te quiere?

Annetta - Mi vuol tanto bene!

Oneto - E allora? Che c' da piangere?

Luisa - Per questo c' proprio da piangere! Si vogliono bene! E non ho creduto che fosse un delitto, ma....

Oneto - Che cosa fa? Quanto guadagna? Cos, a occhio e croce non mi pare de buenas rentas...,

Luisa - Ha un impiego al Monte di Piet. Guadagna poco... Ci vivono... La marchesa ha perduto il patrimonio e la dote per via del marito, un poco di buono. Vive per suo figlio! Chi sa che pretende.... Quando s' accorta che i due si volevano bene... s' fatta di ghiaccio. L'avrai notato!

Oneto - Come tutti! Altro che gelo! (A Annetta che singhiozza piano) Vamos! Finiscila! Non poi cascato il mondo! Capisco! E una mamma, e nobile! Col suo titolo di marchesa pretende come dici tu, Luisa, chi sa chi! Ma ora c' lo zio d'America. E gli zii d'America sono stati inventati per maritare le nipoti ai nobili spiantati!

Annetta - Zio, no, ho paura che neanche tu riuscirai. Lo vuol dare a un'altra... una parente ricca...

Luisa - E gobba... con dieci anni pi di lui! Forse con la parola s' gi compromessa...

Oneto - Ma lui? Che ne dice lui?

Annetta - Lui vuole bene a me... ne sono sicura... Ma la mamma sempre la mamma. Sono soli, loro due... le molto attaccato.. .

Oneto - dunque cos terribile questa marchesa?

Luisa - Tutt'altro! una buona donna... con noi almeno sempre stata amica... fino a quando s' accorta... Prima era sempre qui da noi... pi che noi su da lei...

Oneto - (alza gli occhi al soffitto con una smorfia).

Luisa - . ..Tutte le volte che scendeva o saliva si fermava. Trattava Annetta come una figliola...

Oneto - Bueno. Le cose non mi sembrano tanto gravi... vedr io... lasciate che veda io! Per, intendiamoci... Stiamo sulla nostra. Voglio anche farmi un'idea di quel giovanotto...

Annetta - Ti assicuro, zio, che tanto buono...

Oneto - Muy Bien! Ma voglio giudicarlo io, con i miei occhi. E adesso... a dormire! E coraggio. Natale! Non mi avete ancora detto che regali preferite...

Luisa - Un po' di pace...

Oneto - Verr anche quella. Avete fiducia, in me?

Annetta - S, zio, tanta, tutta!

Oneto - E allora - (la bacia). Buon Natale! (bacia anche la sorella) Buon Natale, Luisa! (E le accompagna a sinistra: escono).

SCENA XII.

Alessandro solo, poi Cesira.

Oneto - (mani in tasca passeggia canticchiando) Una mujer fu la causa de mi perdision primera... (si ferma davanti alla finestra, la apre, entra il gaio frastuono festoso) Genova mia, questa bella sorpresa non me la meritavo!... E poi ritornate al vostro paese... dopo aver lavorato da negri... per godere la pace! E la famiglia! Beh! adesso non montiamoci la testa! Calma! Senza calma non si mai fatto nulla di buono! (Alza gli occhi al soffitto) Che sar mai questa marchesa? E il giovanotto? (Sorride a un'idea) Annetta marchesa! un destino che si debba lavorare, noi, per rimettere a nuovo degli stemmi... Per quel giovanotto non mi dispiace...

Cesira - (entra, vede la finestra aperta, alza le braccia, crolla il capo e sparecchia con delle smorfie espressive).

Oneto - (senza accorgersi di lei continua) Vorrei un po' vederlo a cavallo por diez horas! (sternuto).

Cesira - Farebbe meglio a chiudere! Ha i calori?

Oneto - Eccola qui lei!

Cesira - Ha il pelo bianco... ma giudizio!... (Chiude la finestra).

Oneto - Lo sapete, Cesira, che laggi il Natale viene d'estate?

Cesira - Il Natale d'agosto? Cose dell'altro mondo...

Oneto - Laggi il dicembre agosto. E lo sapete chi ne ha la colpa...?

Cesira - Qualche buona lana!

Oneto - Un genovese! Colombo! E allora... se Colombo ha avuto i calori... lasciateli anche a me! (Riapre: rientra il gaio frastuono festoso: Cesira scappa tossendo) Eh! si! Ho i calori come se fossi vicino all'innamorata. E l'innamorata mia sei tu, Genova cara... (s'appoggia e si sporge come se respirasse finalmente davvero).

Fine del primo atto

ATTO SECONDO

Salotto in casa della marchesa Embriaco. Rimasugli d'un antico splendore, smentito dai particolari meschini, la tappezzeria d carta dozzinale, il tappeto logoro, le porte umili. Sulle pareti alcune croste, ritratti d' antenati, che nessuno ha voluto. Una tavola, con tappeto di damasco consunto, regge un servizio da liquori filettato d'oro, oltre centenario. Poltrone, sedie, sgabelli che mostrano la trama. Il lume ha una sola lampadina. Unico testimone dello splendore che fu, una specie di armadio senza battenti n vetri, che mostra qualche cianfrusaglia, ventaglio di giallo avorio, tazze di Cina, tabacchiera di lacca e d'argento, statuette di porcellana, e, molto in vista, una placca dorata, decorazione di veglione, coi nastri stinti. Sulla tavola c' un ritratto in cornice nera. il tocco. Ma c' buio: l'unica finestra in fondo deve porgere verso lo stretto cortile. accesa l'unica lampadina. Porta a destra d'entrata, porta a sinistra verso l'interno.

SCENA I.

Maddalena e il Cav. Zrega

Maddalena - (vecchia serva, bisbetica e affezionata alla casa, esce da sinistra e va a destra: rientra precedendo lo Zrega, con evidenti segni di malumore).

Zrega - Dite alla signora Violetta...

Maddalena - Potrebbe chiamarla marchesa. Ha perduto i soldi, ma il titolo resta...

Zrega - Dite alla marchesa...

Maddalena - (calcando) Signora marchesa! Sono stati a scuola insieme?

Zrega - Ehi! Maddalena, meno osservazioni e abbassate il tono...

Maddalena - Quando si tratta dell'onore di casa non ho paura, io! Mio padre stato con Garibaldi, e a me l'odore di sacrestia...

Zrega - Basta! Non sono qui per discutere con la serva!

Maddalena - Non anche lei un servo... di Dio?

Zrega - Maddalena! Mi scappa la pazienza

Maddalena - La tenga, per carit, la tenga!

Zrega - Volete andare s o no?

Maddalena - Vado, vado! Ha i bollenti spiriti?

Zrega - Auff! (Apre la tabacchiera).

Maddalena - Prenda forza, prenda forza...

SCENA II.

Andrea e detti.

Andrea - (da sinistra) Maddalena, la mamma vi cerca! (Saluto asciutto allo Zrega). Buon giorno!

Zrega - (premuroso ma contegnoso) Buon giorno, Andrea!

Maddalena - (nel passare, piano a Andrea) Non si lasci mettere nel sacco! Ha la gobba in tasca!

Andrea - (secco) Andate dalla mamma!

Maddalena - (dopo un'occhiataccia espressiva allo Zrega esce da sinistra).

SCENA III.

Andrea e il Cav. Zreca.

Andrea - La mamma verr subito. S'accomodi. Mi dispiace di non poterle tenere compagnia, ma ho l'ufficio...

Zrega - Lodo... lodo lo zelo! Per l'orario alle due.

Andrea - (asciutto) Preferisco giunger prima che dopo.

Zrega - Lodo... lodo...

Andrea - Se permette... (fa per uscire).

Zrega - Mi dispiace, Andrea," che ce l'abbiate con me...

Andrea - Io? Le pare!

Zrega - Magari sbagliassi! Giovent, benedetta giovent, si fa tutto per il tuo bene...

Andrea - (fra s) Carit pelosa!

Zrega - Che dite?

Andrea - Niente: guardavo l'ora...

Zrega - C' tempo...

Andrea - Non mi pare. Permette? Servitor suo! (esce da destra).

SCENA IV.

Il Cav. Zrega, poi la Marchesa.

Zrega - Va'l, va l, che faremo il tuo bene anche se non lo vorrai!

La Marchesa - (entrando) Buon giorno, cavaliere!

Zrega - Signora Marchesa! La vedo florida... godo... godo...

Marchesa - S, non c' male. Andrebbe meglio se fossi tranquilla...

Zrega - Lo sar, lo sar, abbia pazienza...

Marchesa - Pazienza? Non ho avuto altro in vita mia. Tranquilla per non lo sono affatto!

Zrega - Perch? C' qualche cosa di nuovo?

Marchesa - Niente di nuovo... purtroppo!.... Il solito! Andrea, quando pu, con un pretesto qualsiasi, sempre ficcato da quei di sotto... non la vuol capire...

Zrega - Certo... la cosa va un po' per le lunghe! E quella cara anima della marchesina Barboretta si tribola... penoso, mi capisce?

Marchesa - (con un sospiro) Se capisco! Ma come si fa? Prenderlo con le cattive?

Zrega - Mai. Con l'aceto non si piglian mosche.

Marchesa - E poi non me la sentirei. Povero Andrea! cos buono: ufficio e casa. Non spende un soldo che un soldo! Gi ci vuol tutta a tirare innanzi, ma la giovent spesso sorda, vuol divertirsi! Lui no. una vera benedizione di Dio! Se non ci fosse quella fraschetta...

Zrega - E adesso poi quel capitan Fracassa di zio... il fazendero...

Marchesa - Dicono che sia ricco...

Zrega - Ricco... ricco... Mah! denari e santit...

La Marchesa - Vorrei che lo fosse il doppio! Almeno cercherebbe per sua nipote un altro partito. Quella gente non vede che il denaro I

Zrega - Ma alla ragazza fa gola il titolo! Marchesa! Scommetto che ne sogna!

La Marchesa - Il marchese Embriaco non si vende. Povero ma con dignit.

Zrega - Sante parole! Lodo... lodo... Il marchese Embriaco deve sposare una sua pari. Meglio se questa pari in fatto di beni valga il fazendero...

La Marchesa - Quando la famiglia salva la famiglia non si intacca la dignit.

Zrega - Sante parole... oro di zecca... lodo... godo... godo... (Piano, con circospezione) La marchesina ambirebbe farle visita un po' pi di sovente... quando c' anche Andrea...

La Marchesa - Capisco... capisco...

Zrega - sola... avrebbe anche un po' come dire? un po' di premura. Eh! ragazze! Quando sentono parlare di marito! E Andrea le piace. Sentisse come ne parla! E di lei! Che venerazione! Una figlia, una vera figlia! Formerebbero una famiglia esemplare!

La Marchesa - Volesse il Signore! Qualche volta mi domando se davvero il bene di Andrea che voglio... (gesto di Zrega) Ma quando penso al male che fa l'amore nel matrimonio... se giudico da me... penso che meglio un affetto sano, tranquillo, sicuro.. .

Zrega - Benedetto dal Signore!... Anche Sua Eminenza l'Arcivescovo lo vede bene.

La Marchesa - Davvero?

Zrega - E come! La marchesina Barboretta benvoluta in Curia. presidentessa... (ripete marcando) presidentessa delle taglie di Maria. Appena sposata lo sar delle darne del Sacro Cuore. Tutte nobili! Don Repetto, il segretario, me lo ha confidato. Una posizione... morale... di prim'ordine.

La Marchesa - Fosse domani!

Zrega - Lo sar... lo sar! Confidiamo nel Signore! (Confidenziale) Ma bisogna metterli a contatto pi spesso! Da lontano non si fa niente! La punta di Portofino non ha mai sposato il Capo di Noli.

La Marchesa - Ha ragione!

Zrega - Se la invitasse qui... anche tutti i giorni...

La Marchesa - Quando verr?

Zrega - Verr ad augurarle il buon anno! Dovrebbe tenerla a pranzo. A tavola... una parola tira l'altra... si acquista confidenza.

La Marchesa - Benissimo. Glie lo dica lei.

Zrega - Ci corro! Per quando?

La Marchesa - L'ultimo dell'anno?

Zrega - Perfetto. Auguri.... brindisi... Scommetto che mander un dolce... e di quel suo vino da dir messa il Papa.

La Marchesa - Spero che non glielo suggerir lei?

Zrega - Le pare! Ci penser da s. Ha un cuore! E Andrea le piace! E che venerazione per lei! (piano) Se... capitasse il discorso... cos per caso... di quel canonicato degli Embriaco... vacante... ci sono tanti pretendenti... ma credo che mio fratello... don Antonio....

La Marchesa - Mi favorir a pranzo con la Barboretta... e se dipende dalla cugina...

Zrega - Grazie... grazie del pensiero. Dipende... s dipende. La famiglia che fa la rendita al canonicato ha diritto di scelta... in una terna.... Grazie... godo... godo... Vado a informarla...

La Marchesa - Un bicchierino di rosolio?

Zrega - Eh! Come si fa a dire di no?

La Marchesa - Maddalena!

SCENA V.

Maddalena e detti.

Maddalena - Comanda?

La Marchesa - Mettete qui - (indica la tavola) il rosolio.

Maddalena - Per... (indica lo Zrega).

La Marchesa - Obbedite!

Maddalena - (di mala voglia dispone sulla tavola il servizio di cristallo filettato d'oro) Bocca da rosolio!

La Marchesa - (versa) Favorisca, cavaliere.

Zrega - (quando il bicchierino colmo) Poco, mi raccomando! Fra i pasti... non ne ho l'abitudine (beve centellinando).

Maddalena - (fra s) Che ti possa diventar fiele!

La Marchesa - Maddalena!

Zrega - Ha detto prosit. Grazie, Maddalena! (alla Marchesa) Vado... vado... (con aria di mistero per Maddalena).siamo perfettamente d'accordo... e grazie... e lasci fare a me... godo... , godo... Non vi disturbate Maddalena! (s'inchina ed esce dalla destra).

SCENA VI.

La Marchesa e Maddalena

La Marchesa - Maddalena, ve l'ho detto cento volte... non mi piace il vostro contegno col cavaliere! un amico... che pensa per noi...

Maddalena - (fra s) Per noi... neanche l'osso...

La Marchesa - E silenzio! Fate bene attenzione quando verr mia cugina...

Maddalena - Chi? La gobba?.

La Marchesa - Maddalena, dico! Mia cugina la marchesina Barboretta verr qui a pranzo l'ultimo dell'anno...

Maddalena - Col cavaliere?

La Marchesa - Col cavaliere. E cucitevi la bocca! Faremo questa sera i conti... per il pranzo. Siamo intesi? (esce da sinistra).

SCENA VII.

Maddalena poi lOneto.

Maddalena - Tappatevi la bocca! Ma grida vendetta... come nel Rigoletto... una gobba al nostro Andrea! Vendetta! E quel coso nero che si mette di mezzo! Aveva ragione Garibaldi... (Campanello interno) E adesso chi c'? L'uomo nero? (Esce da destra e rientra precedendo lOneto) Favorisca, favorisca, signor Oneto!

Oneto - in casa la signora Marchesa?

Maddalena - C'... s'immagini... c'! Vado subito ad avvertirla!

Oneto - Un momento! Venite qua (Le d un biglietto di banca).

Maddalena - Oh! signor Oneto! Perch vuol disturbarsi... troppo... troppo...

Oneto - Nada mas. Regalo di Natale!

Maddalena_________ - Grazie! Sta bene la signora Luisa e l'Annetta?

Oneto - D'incanto! Avvertite la signora Marchesa!

Maddalena - Subito! Subito! (Si avvia: fra s) Questi sono signori! (Esce da sinistra).

SCENA VIII.

Oneto, poi la Marchesa.

Oneto - (si guarda intorno, giudica i mobili) Saranno antichi, ma starebbero meglio in una vetrina di museo: qui hanno un'aria di stenti... Le tirano verdi gli Embriaco... i marchesi Embriaco! (Alza gli occhi ai quadri degli antenati) Eccoli l i nobili Embriaco... tutte facce arrabbiate... Tutti- d malumore... Sar come costoro la Marchesa? Probabilmente. Una schifiltosa, che si degna di respirar come noi, muffa aristocratica, tasca vuota, e secca e chiusa come un'ostrica morta. Sta attento, Alessandro, che le donne di questa specie, dame o pedine, sono tutte le stesse, todas enemigas de los hombres Che aria di lesina! In questo servizio da rosolio ci dovevano bere quei di lass, gli antenati... (Osserva lo scaffale, volgendo cos le spalle a sinistra) Ecco le cose rare... le memorie di famiglia...

La Marchesa - (appare sulla porta di sinistra: piano) Che fa? che cerca?

Oneto - (coglie ed esamina la decorazione da veglione) E questa che cos'? Pare una decorazione da veglione... latta garantita... gloria di antenati anche questa?

La Marchesa - (tossicchia leggermente per avvisare che presente).

Oneto - (ripone l'oggetto, si volta, saluta) Buon giorno!

La Marchesa - (cortese ma asciutta) Buon giorno! (Fra s) Visto di giorno un bell'uomo!

Oneto - (Fra s) Adesso che senza anticaglie addosso... Si ve. de che deve essere stata una bella donna (S'inchina: poi, forte) Non vorrei disturbare...

La Marchesa - Sono molto occupata... Per... minuto pi, minuto meno... S'accomodi! (E resta in piedi).

Oneto - (Fra s) L'hanno succhiata col latte l'arte di mettere a posto la gente! (Forte) Soy un fazendero... ma fin l ci arrivo! (Indica la sedia dietro la marchesa) Vuol farmi crescere ancora... o vuol che parli in piedi... come a scuola?

La Marchesa - (a suo malgrado sorride, poi si riprende: siede: fredda). Dica pure!

Oneto - (sedendo, fra s) Congela! (Forte) Dica pure... una bella frase... Beh! Se molto occupata, prendiamo addirittura il toro per le corna.

La Marchesa - Il toro... sarei io?

Oneto - Scusi... non badi... le ripeto che soy un fazendero e laggi si fanno pochi discorsi e al pane si dice pane...

La Marchesa - Non credo che qui lo si chiami carne...

Oneto - (fra s) A posto! Ca-ramba! Mi mette a posto! Bueno! (Forte) Volevo dire che se permette... mi vuoto subito le tasche...

La Marchesa - Se le fa piacere... vuoti pure...

Oneto - (Fra s) Non perde un' occasione! (Forte) E allora vuotiamo. Sono qui per mia nipote e per suo figlio.

La Marchesa - (s'alza di scatto: anche Oneto s'alza) Mio figlio ha forse mancato di rispetto a sua nipote?

Oneto - No faltara mas... non ci mancherebbe altro...! Ma non sarebbe meglio sedere? (Siedono: lui dopo di lei). No. La verit prima di tutto. Suo figlio un galantuomo.

La Marchesa - Fa sempre piacere d sentirlo dire.

Oneto - Galantuomo... riservato... ma ci sono tanti modi per entrare nel cuore d'una ragazza... occhiate, sospiri, strette di mano un po' lunghe, mazzolini di violette... Non sono nato ieri. Corretto... per questo... suo figlio corretto... Le premetto che non il mio ideale... un po' molle... un po' pasta frolla... se la tocchi si sbriciola... ma galantuomo....

La Marchesa - (secca) Grazie!

Oneto - Non il mio ideale, ripeto, Ma, in fondo, me gusta, mi piace...

La Marchesa - (pi secca) Grazie!

Oneto - Credo che se ne potrebbe far qualche cosa di serio... scrollandolo bene...

La Marchesa - Scusi, se l'interrompo. L'opinione che Lei ha di mio figlio: mi lusinga. Ma non credo che sia venuto per comunicarmela.

Oneto - Vuol sapere perch sono qui? Obbedisco - (Pausa: cerca le parole che evidentemente non trova: adeguati gesti espressivi) Come la mettiamo?

La Marchesa - (gelida) Che cosa?

Oneto - Come: che cosa? Non vorr pretendere che non s' mai accorta di nulla! Vamos! Mi si vuol dire che non abbia risparmiato prediche a suo figlio?

La Marchesa - Credo che non discuter questo mio diritto!

Oneto - Dio me ne guardi! Ma in tutta franchezza mi domando e le domando: perch? I figlioli si vogliono bene. E mia nipote, oggi, non un partito disprezzabile. Es mi unica eredera.... Suo figlio, s, non suda pezos. Ma non m'importa: si vogliono bene e...

La Marchesa - Scusi se l'interrompo. Che si vogliano o che non si vogliano bene poco m'interessa. Ho le mie intenzioni su mio figlio e non le muto. Fra sua nipote e Andrea, lo dice lei e ne prendo atto volentieri, non c' nulla di grave. La ragazza bella, buona, le voglio anche bene. un partito eccellente, adesso che lei tornato. Ma permetta che sia giudice delle cose mie! Non bado al danaro, io. Mio figlio, anche povero, il marchese Embriaco, l'ultimo degli Embriaco... e si deve, a parer mio, accasar con una sua pari, anche povera come lui...

Oneto - (quasi fra s, ma chiaro) Per la gobbetta ricca...

La Marchesa - (scatta: seccamente) In casa mia non permetto che si parli cos...

Oneto - (s'alza) Me disculpe! Scusi... non ho voluto offendere... Ma, sieda, la prego... (siedono entrambi).

La Marchesa - Non sarebbe meglio che troncassimo questo discorso? Anche se durasse fino a domani dovrei ripeterle che mio figlio non pu sposare sua nipote.

Oneto - Ed io fino a domani chiederei: perch? E vorrei anche sentire il parere di suo figlio... tanto pi che il suo contegno...

La Marchesa - Potrei risponderle che non ha conti da rendere a chi non ha il diritto di domandargliene... e lei non l'ha. Non glielo danno i sorrisi, i sospiri e le violette! Se lei avesse dovuto sposar tutte quelle a cui ha stretto la mano un po' a lungo! Eppure, ch'io mi sappia, di moglie non ha nemmeno l'ombra.

Oneto - Un momento. Non si tratta di questo. Qui ci sono una muchacha y un mozo che hanno messo il loro cuore in uno stesso nodo di fazzoletto. E sospirano e si guardano col bianco degli occhi. A far cos ci si consuma peggio che a tirar la carretta. Mia nipote trasparente... suo figlio allunga il collo... Per fortuna arrivo io. Chiedo a lei: tu lo queres? S. Lui te quere? S. E allora... quantunque potessi pretendere qualche cosa di pi... Scusi...

La Marchesa - Ma se ha ragione! Da vendere! Sua nipote pu pretendere assai di pi di mio figlio. D'accordo... Vede come andiamo d'accordo?

Oneto - Nada! Nada! Un corno! Si vogliono bene!

La Marchesa - Rosolia da ragazzi... passer...

Oneto - Lo dice lei! La Marchesa. Ma sicuro... lo dico io... Le donne, signor Oneto, sono destinate a soffrire pi degli uomini e per questo vedono meglio e pi lontano.

Oneto - Lontano... dove? Che discorsi sono questi?

La Marchesa - Permette? Quanti anni sono che lei partito per l'America?

Oneto - Che c'entra? Ventisei anni.

La Marchesa - E allora deve aver conosciuto il marchese Embriaco, mio marito!

Oneto - Di nome... Era uno che si divertiva...

La Marchesa - Eh! gi... si divertiva! C' della gente che vive soltanto per divertirsi, con la scusa che ricca... purtroppo...

Oneto - Chi non ha tiene la mano stretta, chi ha l'allarga... specie se non li ha guadagnati...

La Marchesa - E i figli dei padri che si sono divertiti, che hanno avuto le mani bucate, ed hanno speso senza produrre... stentano la vita... Ai padri che hanno fatto uso dei loro diritti soltanto, succedono figli che hanno soltanto dei doveri. Primo di tutti il nome che portano. E questo nome...

Oneto - E chi glielo tocca il nome? Non lo perde mica suo figlio si esposa la mia Sabrina o la gibosa! (S chiude la bocca con la mano).

La Marchesa - (finge di non aver capito) Oltre il nome c' la famiglia, il dovere verso la famiglia. Ma inutile discutere...

Oneto - Scusi... giusto discutere. La mia causa santa!

La Marchesa - E la mia?

Oneto - Meno! Caramba! Io difendo la causa di due qui se quieren... che si vogliono bene, che divisi soffrirebbero, non quella della convenienza.

La Marchesa - Il matrimonio non un fuoco di paglia! Per il bel costrutto che ne ho cavato io,., io che mi sono sposata per amore! No, no... il matrimonio ben altro... un contratto in cui entrano tante cose importanti da salvaguardare! Rende ciechi l'amore e bisogna invece tener ben aperti gli occhi! Se non mi fossi sposata per amore, mio marito non mi avrebbe ridotta in questo stato... Si guardi intorno... una marchesa Embriaco! (Lunga pausa).

Oneto - (gira lo sguardo dai quadri ai mobili) Eh! vedo! (Per togliere l'impressione penosa, quasi ridendo) Vedo anche una decorazione da veglione...

La Marchesa - (si irrigidisce) la mia salvaguardia. La tengo preziosa come le Ceneri che si danno il primo giorno di quaresima. E l per fermarmi se caso mai mi dovessi lasciar intenerire quando mi si viene a parlar d'amore nel matrimonio.

Oneto - (s'alza). Quella cosa l?

La Marchesa - Quella cosa l. Mi mette una corazza sul cuore.

Oneto - (s'avvicina curioso al mobile) Corazza di latta...

La Marchesa - A prova di bomba.

Oneto - (osserva l'oggetto). Pu tanto? (Lo prende e lo esamina) O guarda! Carnevale del 1904: veglione del marted grasso al Carlo Eelice! Ma c'ero anch'io!

La Marchesa - Non si trovava in America?

Oneto - Partii nel giugno di quell'anno! (Non distacca lo sguardo dall'oggetto). Curioso! Se sapesse che ricordi mi suscita qui dentro questa data! Il veglione del marted grasso del 1904! (Ha la voce mutata) Ho i capelli bianchi e pure mi sento rimescolare!

La Marchesa - Ricordi di giovent.

Oneto - E che giovent! Ardita come quella del gaucho Martin Fierro! Un cuore cos! E a quel veglione l'ho messo a prova il mio cuore, a prova di bomba come dice lei.

La Marchesa - (che s'appiglia al diversivo) Oh! oh! Non ho mai sentito dire che al veglione fosse in pericolo il cuore!

Oneto - Eppure! Gi i veglioni d'una volta, quando non si ballava tutto l'anno come adesso, erano tutt'altra cosa! Usted no puede imagnar! Le signore ci davano una capatina e se ne andavano alla cena, senza potersi fare una idea di quel che fosse un veglione, nelle ore piccine!

La Marchesa - Ne ho un'idea... ci fui per caso una volta...

Oneto - (mostrando la decorazione) In questo?

La Marchesa - Proprio in codesto.

Oneto - Ma non nelle... ore piccine! (Pausa: volge e rivolge l'oggetto che ha frale mani, guarda la Marchesa che non lo fissa, trasale, s'appoggia alla parete ripetendo con la voce mutata) Ma non... nelle... ore... piccine...

La Marchesa - (alza il viso: per cortesia comune) Che ha?

Oneto - Nada! Non badi! (Esagera di disinvoltura: rimette l'oggetto al suo posto, ritorna, siede, senza cessar di osservar di sottecchi la marchesa che non se ne, accorge) Nada! O meglio...! Confessiamolo! l'impressione della bastonata presa da lei...

La Marchesa - Da me?

Oneto - Da lei. E che legnata! Vengo a difendere la causa di due qui se quieren, e lei mi dimostra che un uomo serio deve sposare una gibosa!

La Marchesa - Ancora!

Oneto - Perdoni.... il meno che possa far- per chi se ne va... pi giboso ancora per quante ne ha prese...

La Marchesa - Come sarebbe a dire?

Oneto - Mi convinco. Per mia nipote cercher un altro partito.

La Marchesa - Ecco delle parole sensate! Un partito assai migliore di mio figlio!

Oneto - Non esageriamo. Io me ne accontentavo, come mia nipote. Ma quando non si vuole non si pu. contenta? Penser ancora che sono un brigante di faxendero?

La Marchesa - Che dice mai! Non mi sarei permessa...

Oneto - (fra s) Mujeres! (Forte) Bueno! Mi permetter allora de restarghe amigo!

La Marchesa - Con tutto il piacere!

Oneto - Gradasi (L'intonazione strana) Minore del mio!

La Marchesa - (s'alza, va alla tavola) . Un po' di rosolio?

Oneto - Volentieri (Accetta il bicchierino) Ma... ho da ber solo, adesso che siamo amici? (Indica il servizio) Posso versare io?

La Marchesa - Lei mi porta in perdizione....

Oneto - (Alza gli occhi, cerca dello sguardo la decorazione nel mobile) Eh! Eh! (S'accorge che l'altra l'osserva ed allora guarda i vecchi ritratti) Sono... antenati?

La Marchesa - S... di mio marito!

Oneto - (vuol mostrarsi disinvolto) Curioso! Lei conosce i suoi, ed io ignoro i miei, eppure ne abbiamo avuto altrettanti...! La differenza tra noi tutta qui... (Non riceve risposta e si china sul ritratto) Suo figlio?

La Marchesa - S... bimbo...

Oneto - (osserva i quadri). Aria di famiglia! Serio! Buon sangue! (Posa il ritratto) Posso fermarmi ancora un p?

La Marchesa - Con piacere adesso che ragiona!

Oneto - sempre una donna che fa ragionare un nomo!

La Marchesa - Lei per non. fu mai ammogliato... e quindi...

Oneto - Non ho mai ragionato... a lungo? A esto el error! Ecco l'errore!

La Marchesa - una sciarada?

Oneto - Facile! Clara! Una donna non dico mia moglie una donna mi ha fatto ragionare, anzi di pi, mi ha fatto vergognare d'una vita falsa e senza uscita, prender gusto al lavoro... insomma mi ha fatto un uomo!

La Marchesa - Una donna stata capace di tanto? Possibile?

Oneto - Vuole esserne giudice?

La Marchesa - Perch no? Un altro po' di rosolio?

Oneto - Grazie... Fosse aguardiente... Troppo dolce...

La Marchesa - Per la storia che devo giudicare... pu stancarsi... lunga?

Oneto - No, breve, come tutte le storie di carnevale.

La Marchesa - Ah! una storia di carnevale?

Oneto - (Aria assente) Gi.... di carnevale... e di veglione.. 1904... marted grasso...

La Marchesa - (istintivamente sogguarda la decorazione: lui finge di non accorgersene) Ah!

Oneto - (mentre parla, falsamente spigliato, l'osserva di sottecchi senza che l'altra se ne avveda) Doveva essere il mio ultimo veglione... Giocavo in borsa... come tutti... guadagnavo... come tutti in quelli anni. Le sette vacche grasse. Il denaro guadagnato facilmente si spende facilmente. Eravamo giovani, ci si voleva divertire... come tutti. Si affittava un palco di platea, nel camerino si preparava la cena con molto champagne e molti fiori... Come tutti, nobili o no. A proposito: il nostro palco era proprio accanto a quello di certi nobili...

La Marchesa - (inquieta lo segue collo sguardo).

Oneto - Quella notte... erano le ore piccine dei veglioni che le dame ignorano...

La Marchesa - (trasale: ma l'altro pare assorto nei ricordi e non la guarda).

Oneto - Le due? Le tre? Chi lo sa! Mettiamo fra le due e le tre come dice Falstaf. Nel palco c'ravamo l'amico Gerolamo Sciaccaluga... s quello che ha visto gi la vigilia di Natale... ed io, stanchi, ma pi nauseati chestanchi... nauseati dalla gazzarra indecente del palco vicino, fra gentiluomini e cocottes... quando la nostra porta si spalanca di colpo ed apparisce un domino.

La Marchesa - (ha gli occhi sbarrati, anelante, si contiene a stento e chiede, cercando di dominarsi, in tono leggero ma tremante) Di... che... colore?

Oneto - (senza mostrar d'accorgersi dello stato di lei) Verde...

La Marchesa - (come se non credesse, ripete) Verde?

Oneto - (con aria assente) Ma s... mi pare... verde liscio senza nastri (Lei che si attendeva indicazioni opposte rimane interdetta) domino dozzinale, preso a prestito nel guardaroba... ma, dentro al domino... che donna! itaba da esser una dama! Vera dama! Me ne accorsi dall'imbarazzo, dal falsetto che tremava... Strizzo l'occhio e Gerolamo che capisce se ne va senza parere... Piaceri da amici! Ma quella non ci bad neppure! S'era precipitata verso il palco dei nobili... s sporgeva per vedere... Troppo curiosa! E ne ha viste e ne ha sentite! Vede, noi giovani, che si guadagnava bene, che non avevamo obblighi di societ, che ci conoscevamo appena fra noi, ch'eravamo pieni di forza e di voglia di godere, noi che non dovevamo render conto a nessuno dei nostri atti e delle nostre parole... noi non avremmo osato far certi gesti e dir certe cose che quelli, i signorotti, si permettevano... Anche in un veglione no, noi no.... E quelli s. Uno fra gli altri, un bell'uomo, alto magro distinto, barbetta a punta...

La Marchesa - (sobbalza colpita ad ognuna delle precise indicazioni).

Oneto -. .. ubriaco peggio d'un facchino... teneva stretta una ragazza e si permetteva certi gesti, che un compagno dovette invitarlo a ritirarsi nel retropalco per non dare scandalo. Al veglione, figurarsi! quegli s'alz, tenendo la dama imbrancata... barcollando. Ecco il domino del mio palco scatta, mi afferra per la mano, mi trascina ed usciamo nel corridoio a tempo per vedere quei due sparire nel camerino...

La Marchesa - (trema, lo guarda, ma l'altro a testa bassa immerso nel ricordo, o pare: mormora con la voce cupa) E... poi... finito?

Oneto - (alza le spalle) Ma che! Divent una furia la mia mascherina... si gett contro la porta chiusa, tempest frenetica... Ma s! di l avevano ben altro da fare che aprire... Non garba essere disturbati in certi momenti... Una voce rauca url: Va a farti impiccare! E allora...

La Marchesa - La vide? Si tolse la maschera?

Oneto - Mai, non se la tolse mai (L'ultima speranza d lei se ne va). ..ma il mento, la gola erano di fuoco... e mi si aggrappava cos che... Ero giovane, onesto ma giovane e al veglione.... Pure qualche cosa mi tratteneva... Senonch lei pareva una belva, furente, eccitata... urlava a voce rauca: Vigliacco! Vigliacco! Aprii la porta del retropalco. E lei sempre ripetendo: vigliacco... mi gett le braccia al collo... Mormor soltanto: no, la maschera no...

La Marchesa - Basta... basta...

Oneto - Ed io... ho obbedito. La maschera no. Cos rest ignota... fino a un quarto d'ora fa...

La Marchesa - (s'alza, barcolla, lo fissa) No... no... no! (poi ricade col viso fra le mani) Che vergogna!

Oneto - Sono passati tanti anni... E poi:., neanche il papa lo cancella...

La Marchesa - Se ne vada... se ne vada!

Oneto - Fossi matto!

La Marchesa - Che cosa vuote?

Oneto - Che cosa voglio? Ma insomma! Crede che Alessandro Oneto sia qui per ischerzo? So giocare... specie col trionfo in mano!

La Marchesa - No, no, mai, mi oppongo! Ora pi di prima!

Oneto - E perch? testardaggine!

La Marchesa - vergogna!

Oneto - Che cosa crede! Sono qui per far due felici, e poi me ne andr... torner laggi... non mi vedr pi...

La Marchesa - No... non basta... ora meno che mai!

Oneto - Meno che mai perch? (L'altra non risponde, rotta dai singhiozzi) Meno che mai? Y porqu? Y porqu? (Non ottiene risposta: le va vicino: ripete) Y por... (gli cadono gli occhi sul ritratto di Andrea: lo fissa: sbarra gli occhi, barcolla, fa per prenderlo).

La Marchesa - (che ha alzato il viso urla) No... no... no... non vero... (vuole afferrarlo prima di lu).

Oneto - (Afferra il ritratto, lo fissa ardentemente, mentre lei ricaduta singhiozzando, poi fa un gesto per avvicinarlo alla bocca, si trattiene, glielo porge) Eccolo... prenda... suo...

La Marchesa - (prende il ritratto, lo bacia, vi nasconde sopra il viso) Se ne... vada...

Oneto - Vado... vado... non abbia paura!

(E s'avvia verso destra. Passando davanti all'armadio aperto, vede la decorazione: si ferma, la contempla un attimo commosso, poi, accertatosi che la Marchesa non lo guarda, si curva e la bacia, delicatamente, come se temesse di romperla, e infine fugge rapido, senza voltarsi, dalla porta di destra).

Fine del secondo atto

ATTO TERZO

La scena del primo atto. la sera dell'ultimo giorno dell'anno.

SCENA I.

Luisa, Annetta, Cesira, poi Ninetta

Cesira - (mentre Luisa e Annetta accudiscono alla tavola da imbandire, appare alla comune precedendo Ninetta) C' la Ninetta!

Ninetta - (entrando) La Ninetta! Neanche se fossimo nate nella stessa stalla!

Cesira - Eh! Eh! Non tutte possono far la dama di compagnia.. .

Luisa - Cesira, andate in cucina!

Cesira - Vado... vado... adesso che c' la dama di compagnia. (Esce da sinistra).

SCENA II.

Annetta, Luisa e Ninetta

Luisa - Che lingua!

Ninetta - Lasci dire! Persone di servizio... peuh! Come va la vita, Annetta!

Annetta - (senza voltarsi) Bene... grazie, Ninetta!

Ninetta - (piano, a Luisa). Che cos'ha?

Luisa - Mah! Chi ci capisce bravo!

Ninetta - Pene di giovent! Nuvole che passano!

Luisa - Speriamo!

Ninetta - Passano, passano... e se non passano si fanno grosse e scoppiano... in un modo o nell'altro si risolvono...

SCENA III.

Oneto e dette.

Oneto - (da qualche momento sulla porta di sinistra) Complimenti, Ninetta! Per consolare siete fatta apposta! Mi sembrate il profeta Bonaventura...

Ninetta - E che diceva il vostro profeta?

Oneto - Diceva: quando piove segno d'acqua! (Sorrisi) El ano. ..1' anno finisce en serenidad! (Apre la finestra).

Ninetta - Avete i calori?

Oneto - Sempre, dalla Ninetta, vicino a voi.

Luisa - Non gli badate, Ninetta, ma io non ho i calori! (Chiude la finestra).

Oneto - Chi ha parlato di scherzare? Voi, Ninetta?

Ninetta - Tira pure, diceva quel merlo al cacciatore! E sapete perch quel merlo diceva al cacciatore: tira pure?

Oneto - Perch era una merla.

Ninetta - Ignoro se fosse maschio o femmina... ma sapeva che il fucile era scarico.

Oneto - (apparenza scandalizzata) E brava Ninetta! Le dite cos grosse?

Ninetta - Che c' di male? Io non ne vedo.

Luisa - Neanche io!

Oneto - Confessatevene e sentirete! (Le parla all' orecchio) Questo avete detto!

Ninetta - (alzandosi) Che lingua! Che malizia! Non si pu parlare con chi ci trova la malizia!... Scappo...

Oneto - E invece restate. Ci berrete sopra...

Ninetta - Festino di nuovo? Come a Natale?

Luisa - Vuole cos, lui...

Oneto - Ma l'ultimo giorno dell'anno! E non si deve finirlo fra amici? Fermatevi...

Ninetta - Grazie... ritorner dopo il Te deum!

Oneto - Pregate il Signore anche per me... voi che lo potete.

Ninetta - E perch io...?

Oneto - Perch, come dice il Rigoletto, siete fanciulla... innocente e pura... Tirate, che il Signore perdona.

Ninetta - Lo sentite, Luisa?

Luisa - Eh! Lo sento. Lasciate che si sfoghi a parole e tornate. Non vi d il buon anno...

Ninetta - Grazie... a pi tardi. A rivederci Annetta! (A Oneto nel passargli accanto) Pulitevi codesta linguaccia!

Oneto - Come? Yo la tengo muy linda! Ve la mostrer al ritorno, bella Ninetta!

Ninetta - Lasciatemi scappare! (Esce dalla comune).

Oneto - (le urla dietro) Pregate per me, fanciulla innocente!

SCENA IV.

Oneto, Luisa e Annetta

Oneto - (si rivolge, le vede silenziose e curve) Che c'? Porta sfortuna la mutria a San Silvestro! (indica Annetta) Che ha?

Luisa - Lo sai che cos'ha!

Oneto - (accarezza i capelli di Annetta) Vamos! Sorridi! Bisogna affrontare l'anno col sorriso!

Annetta - Oh, zio! Se sapessi come sono infelice!

Oneto - Es ley naturai! Se alla tua et si felici, che cosa resta alla mia?

Luisa - Bel modo di consolare!

Oneto - Mujeres! todas las mismas! Siete sempre le stesse, o donne! O volate nelle nuvole... o non vedete pi in l del vostro naso! Sempre eccessi! Capisco, Annetta, che tu non abbia voglia di ballare sulla corda! Ma da questo a piangere!... E io? Non conto proprio, io?

Annetta - Oh! zio! Temo che neanche tu possa molto!

Oneto - Quen sabe! Asciugati gli occhi intanto. Sin calma no se aye nada de bien! Sorridi... y entonse a qui! Un bel bacio allo zio! Anzi - (a Luisa) due! (Le donne lo baciano).

SCENA V.

Stefano dalla comune, e detti.

Stefano - Se avessi la macchina fotografica...

Oneto - Donde esce costui?

Stefano - Non esco... entro dalla porta!

Oneto - Come, Luisa, c' porta aperta qui?

Luisa - Forse la Ninetta...

Oneto - Mujeres! Tienan ser-radas las ventanas... chiudono le finestre... ma lasciano le porte aperte! (A Stefano) Lo ancora?

Stefano - Io sono un uomo!

Oneto - Alla parigina! Deve usare a Parigi entrare nelle case.

Stefano - Abbiate pazienza! Era aperta... e...

Oneto - Comprendo! Volevate parlare con me?

Stefano - Darvi il buon anno!

Oneto - Grazie! Accettato... Stefano. . ..e parlarvi... se non disturbo...

Luisa - Ma no, Stefano! Scherza! Vi lasciamo... se non dovete parlar troppo a lungo! gi tardi e c' ancora da preparare qui. A rivederci! (esce da sinistra con Annetta).

SCENA VI.

Oneto e Stefano

Oneto - (un po' brusco) Vamos! Che cosa c'?

Stefano - Se mi fate quella faccia!

Oneto - Siete venuto per me? Animo! Aria agli scogli! Che cosa c'? Avete paura?

Stefano - No... Non ho coraggio!

Oneto - Ve lo devo dare io?

Stefano - Magari! Ecco qua... vorrei farmi una famiglia!

Oneto - E per farvi la famiglia venite da me? Ho capito: volete che vi porti una muchachta di laggi?

Stefano - Per questo... la muchachta sarebbe gi qui...

Oneto - E allora... contenta lei, contento voi, la benedizione e la famiglia fatta. Tanti auguri e figli maschi... se non intendete anche il matrimonio alla parigina...

Stefano - Niente parigina... ma la muchachta ricca!

Oneto - Muy bien! I soldi non hanno mai fatto male a nessuno...

Stefano - Giusto... ma io non ne ho...

Oneto - (lo squadra con un risolino che fa inalberare Stefano) Venite qua e guardatemi nel bianco degli occhi... Suvvia... che non vi mangio! Ho capito!

Stefano - (inquieto) Non so che cosa possiate aver capito.

Oneto - Hombre! un bel po' che ho messo i denti!

Stefano - Lasciate che vi spieghi...

Oneto - Amado amigo, ve lo spiegher io senza far l'indovino! Voi ci avete sotto l'ascella... come dicevano i socialisti d'una volta, il programma massimo e il programma minimo! Equi non c' che un programma unico, senza tira e molla! Decidetevi! (Ammicca verso sinistra) Massimo? (Stropiccia pollice e indice) Minimo? Su, su... decidetevi... asino di Blindano! Ma ve lo dico subito: se massimo... nada!

Stefano - (risoluto) Vi sembro uomo da... programma massimo?

Oneto - Bueno! Y entonse a qui! {Stretta di mano) Fuori il dente! Vediamo il campione per comprare il carico... sulla mano!

Stefano - Ecco qua... Voi sapete che ho un commercio... buono... che renderebbe di pi se mi potessi ingrandire! Ma sono solo!

Oneto - Cercate un socio?

Stefano - Dio volesse!

Oneto - Vediamo le attivit. Panetteria. Certo la gente, anche col progresso, non potr fare a meno del pane. Commercio buono. Passivit! Che cos' questa smania del parigino? Vi pare che dopo aver sgobbato come negri si ripassi 1' oceano per trovar qui delle scimmie parigine?

Stefano - Era un'idea... per far del nuovo!

Oneto - Male. Bisogna restar nei ranghi. Pi soldati e meno generali. Col parigino... nada! A. mare la zavorra inutile!

Stefano - (deciso) A mare! A mare!

Oneto - E allora... muy bien! Avete preso il genovese caldo! V entonse a qui! Stabiliremo a giorni le modalit. Per ora, soci di fatto. E tornate a mezzanotte per berne un dito!

Stefano - Con tutto il cuore! Siete un uomo voi! Si vede che l'America fa bene!

Oneto - Qualunque paese buono quando si ha voglia di lavorare. A pi tardi!

Stefano - A pi tardi. (Esce dalla comune e poi rientra) Guardate qui: c' Girolamo con l'appendice!

Oneto - Lasciateli entrare! (Stefano esce).

SCENA VIII.

Girolamo, Gigetto e Oneto

Girolamo - (entrando) Buona sera! E buon anno!

Oneto - Buenos noches, caballeros! Il buon anno te lo dar col bicchiere in mano.

Gigetto - E il panettone!

Girolamo - Saluta invece!

Gigetto - Salute! (Oneto gli batte sulla spalla) Ahi! Ahi!

Girolamo - Vorrei dirti due parole da amici.

Oneto - Col testimone?

Girolamo - Non mi lascia mai!

Oneto - I figli attaccati ai calzoni del padre o alle gonnelle della madre non hanno mai imparato a camminare.

Girolamo - Ciascuno ha le sue idee. Ma ho paura che le tue siano pi pratiche.

Oneto - Perch la chiami paura? Vedi, nel mondo bisogna fare, bene o male, ma fare. L'indecisione ha sempre guastato ogni cosa. Animo! Vamos! Che vuoi?

Gerolamo - Ritornerai... laggi?...

Oneto - Seguramente! Non no liquidato, dunque ci ritorno.

Gerolamo - Presto?

Oneto - Hombre! Creo que s!

Gerolamo - Se ti chiedessi, per la nostra vecchia amicizia di condurre mio figlio con te?

Oneto - Programma minimo.

Girolamo - Che dici?

Oneto - Nada. Non badarci. Condurre tuo figlio laggi? Hum! E per che farne?

Girolamo - Un uomo... (si voltano: Gigetto sta esercitandosi col yo-yo) Asino!

Oneto - (ridendo). Un uomo... (a Gigetto) Vieni qua! (Gigetto s'avvicina peritoso) Non temere... so che i tuoi muscoli sono de manteca... di burro. Ti piacerebbe di venire in America?

Gigetto - Per che fare?

Oneto - Non si dice: per che fare? Si fa. Quando ti getti in mare che fai?

Gigetto - Un tuffo!

Oneto - E poi... per non affogare?

Gigetto - Nuoto.

Oneto - Ecco nella vita si nuota come in mare. L'importante di mantenersi a galla... poi... poi si cerca uno scoglio o una spiaggia. . :. ma se non ti mantieni a galla... affoghi!

Gigetto - Ma che! Io mi tuffo col salvagente.

Girolamo - Asino!

Oneto - Ma se ha ragione! Il salvagente sarei io! Anche tu lo hai pensato! Quanti anni ha?

Girolamo - Diciannove. Ma forte! Non ha mai fatto nulla...

Oneto - Ed io lo dovrei far lavorare? La vita dura laggi, lo sai?

Girolamo - Lo so... ma per il suo bene...

Oneto - Sai quale sarebbe il suo bene? Tenersi a galla da s, come il cagnolino a cui nessuno insegna a nuotare!

Girolamo - Te lo domanda il tuo vecchio amico. Qui non mi riesce n di farlo studiare n di farlo lavorare.

Oneto - E che cosa vuoi che ne ricavi io! Guardalo! (si voltano; Gigetto rigioca al yo-yo).

Girolamo - (desolato) Se mi lasci anche tu!

Oneto - Vamos! Raccogli la vela! e coraggio... Ne riparleremo.

Girolamo - Pensaci! Ma pensaci davvero! Non esser duro!

Oneto - Ci penser... ma pensaci anche tu! Non sono io duro... la vita laggi che non ischerza! (Campanello interno: Cesira esce da sinistra e va alla comune) E fatti coraggio: non mollare la scotta!

SCENA VIII

Cesira, poi Zrega e detti

Cesira - (dalla comune) C' il cavaliere!

Oneto - Fate entrare! (Cesira esce) L'ho chiamato io. T'aspetto a mezzanotte, Girolamo, per berne un dito di quel buono, quando fischieranno le sirene del porto. (A Gigetto) Ci sar il panettone! (Accompagnando i due alla comune) Despues... hableremo! (sulla porta si incontrano con lo Zrega: convenevoli; poi Girolamo e Gigetto escono e Cesira dopo averli accompagnati torna ed entra a sinistra: Oneto e Zrega si avanzano verso il boccascena).

SCENA IX.

Zrega e Oneto

Oneto - (fra s) Ahora a V hombre que obra a la sordina! (forte) Buona sera, cavaliere!

Zrega - (sulle sue) Buona sera e buon anno!

Oneto - Il buon anno glielo dar pi tardi... se vorr fermarsi con noi a berne un dito...

Zrega - (diffidente) Veramente non so... certi impegni...

Oneto - Decider. Niente per forza. Per forza si fa l'aceto e usted m'insegna che con l'aceto non si dice messa.

Zrega - L'aceto non pu diventar sangue del Signore!

Oneto - Bravo! Niente aceto! Bravo! L'ho risposto a chi mi voleva sostenere il contrario!

Zrega - (sospettoso). Non capisco... Il contrario?

Oneto - Qua la mano, cavaliere! Possiamo darcela, noi che abbiamo lo stesso scopo...

Zrega - (sempre diffidente) Lo stesso scopo? Non vedo!

Oneto - Ma s! devo anzi ringraziarla! Senza volerlo mi ha dato una mano... famosa...

Zrega - (fra s). Attento, fratello, che costui un uncino... (forte) Non vedo... per... se le fa piacere...

Oneto - E come! Ma non l'ho pregato di favorirmi per questo... Mi sono permesso di chiamarlo qui per un consiglio... che pu darmi soltanto un uomo dotto e timorato...

Zrega - Mi confonde... ( per sempre sulle sue).

Oneto -. ..come lei. Dunque... Sia detto fra noi che nemmeno l'aria intenda... sono pi ricco di quanto si crede... e lo diventer ancora pi...

Zrega - Godo., godo... Prosit!

Oneto - Muchissmas gradasi Ricco, non egoista, ma con qualche ambizione...

Zrega - Godo... godo... Fa chi pu!

Oneto - Ambizioni oneste, intendiamoci!... Se non posso vantarmi di discendere da Carlo Quinto... ambirei che i miei nipoti... e pi in gi... si vantassero di discendere da me. Che ne dice?

Zrega - Lodo., lodo... Ma il consiglio?

Oneto - Ci vengo. Ecco qua. Vorrei far qualche cosa che portasse il mio nome... una fondazione...

Zrega -. ..di beneficenza?

Oneto - Anche. Non per di quelle che van nel mucchio comune., una lapide in un ospedale o in un ospizio... Ninguna ambicion pequena... Le amo grandi io... benedette da Santa Madre Chiesa naturalmente...

Zrega - Lodo... lodo... Per esempio?

Oneto - Ecco il punto: decidere. Vorrei dei lumi in proposito... i suoi lumi...

Zrega - Sono troppo meschino io...

Oneto - Vamos! Tutti sanno chi lei... Vediamo, dunque...

Zrega - Vediamo... vediamo...

Oneto - Un lascito dotale...

Zrega - (freddo) Buono...

Oneto - Una cappella con le messe...

Zrega - Meglio!

Oneto - Un canonicato...

Zrega - Eccellente... lodo... lodo...

Oneto - Eh! s: pare anche a me. (Con enfasi) Canonicato della famiglia Oneto... o di Alessandro Oneto... con la scelta in una terna proposta all'arcivescovado... Si fa cos, mi pare?

Zrega - Quasi... lodo... lodo... lodo...

Oneto - Intendiamoci, un canonicato... comodo, non di quelli che per essere troppo vecchi godono redditi di un secolo fa... che c' appena da mangiar di magro. Nel mio, di magro si deve mangiare soltanto il venerd, o le vigilie, o le Tempora...

Zrega - Qui altarem servii de altare viviti (fra s) Ci debbo credere? (Forte, insinuante) Si usa nei canonicati istituendi stabilire un minimo di messe...

Oneto - Naturale. Io non ho mai imparato il latino, ma l'ho sempre capito... (Pausa) Usted ha un fratello reverendo, no?

Zrega - Don Antonio... un santo! (fra s) Strisciamo una carta senza comprometterci! (forte) Caro signor Oneto, lei sa l'atttaccamento che ho sempre avuto per la sua famiglia...

Oneto - Lo so, lo so: scoglio e ostrica. (Abbassa la voce) So anche e grazie! che lo ha dimostrato recentemente...

Zrega - (un po' inquieto) Dovere... grato dovere...

Oneto - Lei sa vivere, cavaliere! Sa che non bisogna mai prendere di punta n le cose n le persone...

Zrega - (fra s) Che vuol dire? (forte) Grazie., godo...

Oneto - Grazie lo devo dire io a lei che ha difeso me e le mie donne presso la marchesa! Non faccia la violetta: lo so. La marchesa ha altre intenzioni per suo figlio che quadrano con le mie... Naturale... un titolo sempre un titolo... Ha anche pronunciato una frase... bella frase... da litanie... Non si vende...

Zrega - Embriaco non si vende... Per...

Oneto - E a proposito di una gobba, mi pare...

Zrega - Una spalla appena pi alta... Ma non precisamente per lei... Per...

Oneto - Rispettiamo i segreti. La marchesa non vende ed io... non compro. D'accordo. (Lo sogguarda) Per... come dice lei... grazie del consiglio. Anzi mi prepari un progettino per il canonicato... istituendo. E se non ha impegni pressanti venga verso mezzanotte a salutar con noi l'anno nuovo... se non ha impegni...

Zrega - Nessun impegno... Immagini!

Oneto - Bueno! Entonse! A pi tardi. (Lo accompagna alla comune: escono).

SCENA X.

Oneto, Luisa, Annetta, Cesira

Oneto - (torna fregandosi le mani) E bravo il cavaliere! Programma massimo! Ah! S? Embriaco non si vende? E chi vuol comprare! Luisa! Annetta! Cesira! (Le donne accorrono da sinistra) Ehi! dico! (Indica la tavola) Niente di preparato qui?

Luisa - Colpa tua.Con tutte le tue visite!

Oneto - E giusto. Ma ho finito. Esco un momento per comprar da fumare! (Le raduna col gesto intorno a s) Allegre! Abbiamo il canonicato... e non si vende! (Esce dalla comune).

SCENA XI.

Luisa, Annetta, Cesira poi Andrea

Annetta - Mamma che ha voluto dire lo zio?

Cesira - un dolce... il canonicato?

Luisa - Il dolce l'ho io sul fuoco! Non badate alle americanate: fate presto per la tavola! (Esce da sinistra: le due rimaste accudiscono).

Cesira - (a un colpo di campanello esterno esce dalla comune poi rientra allegra) Signorina, guardi chi c'?

Annetta - (vede Andrea sulla comune) Andrea!

Cesira - Coraggio! (esce da sinistra).

SCENA XII.

Andrea e Annetta

Annetta - (lo vede triste e abbattuto) Andrea! Che c'?

Andrea - Nulla di nuovo, Annetta. Devo parlarti. Abbi del coraggio per me... anche per me...

Annetta - Ma perch?

Andrea - Cara, tu sai se ti voglio bene ed io so che ne vuoi a me... Ce ne siamo accorti senza accorgermene quasi, e questa la prima volta che te lo dico... e forse l'ultima...

Annetta - Non parlare cos... mi fai male. una felicit anche se ci diciamo di volerci bene...

Andrea - l'ultima che ci rimane...

Annetta - Tua madre forse...?

Andrea - Non mia madre soltanto, cara. Avrei potuto lottare. ..ma purtroppo oggi la situazione qui la stessa che mi prepara la mamma...

Annetta - No... c' differenza, Andrea. Noi ci vogliamo bene... e lo zio sa tutto... e mi dice di sperare... di stare allegra...

Andrea - Tuo zio un galantuomo al quale mi sento vicino... come se l'avessi conosciuto da sempre... Ma se la mamma mi ha cercato una moglie ricca, tuo zio mi offrirebbe in te una moglie ricca. Ed io come potrei dire di no alla mamma? ...

Annetta - Le devi dire che mi vuoi bene...

Andrea - Sarebbe la stessa cosa. Il mondo penserebbe male, e giudicherebbe peggio...

Annetta - E tu, allora, sposerai quella...

Andrea - Come puoi pensarlo. Annetta? Te non posso avere... quella non voglio... Nessuna. E cos potr dire alla mamma che un nome come il nostro non si vende... e ti rester fedele. E tutto quanto posso fare.

Annetta - Anch'io, Andrea, anch'io...

Andrea - No... basta un sacrificio solo. A te la vita sorride... sei ricca... potrai dimenticare...

Annetta - Come sei cattivo, Andrea!

Andrea - Cara, io sono un uomo... debbo essere forte... soffrire, per dirti: o te o nessuna...

Annetta - E anch'io sapr soffrire... o te o nessuno...

Andrea - Grazie, Annetta, ma ricordati che se un giorno, per circostanze che non possiamo prevedere, non lo dirai pi... non te ne vorr... e ti sar fedele egualmente. Vedi, cara,. quando ero piccolo e la nostra posizione ben diversa da quella d'oggi, un vecchio padre scolopo, mio precettore, mi parlava spesso di un mio antenato, che per non aver potuto ottenere la donna che ama. va, se n'era partito per la Crociata. E mi pareva un eroe. Oggi sento che il mio sacrificio pi del suo... la mia Crociata sar l'ufficio buio del monte di Piet, dove ti penser con gioia e pena insieme...

Annetta - (singhiozzando) Oh! Andrea!

Andrea - (sorridendo tristemente). Non pensi anche tu che ci vorr pi coraggio a vivere cos che a combattere i turchi?

Annetta - Ebbene, anch' io avr il coraggio. Se di te possono dire che ti venderesti... di me, ricca, diranno che mi compro un marito. No... ero una bimba poco fa... mi sento donna adesso. Ti voglio bene: o tua o di nessuno...

Andrea - Annetta!

Annetta - Andrea! (Mentre si sentono attirati l'uno verso l'altra, si spalanca la comune ed appaiono la Marchesa e Oneto).

SCENA XIII.

Annetta, Andea, La Marchesa, Oneto

La Marchesa - Vede, signor Oneto, se avevo ragione!

Annetta - Signora Marchesa... non giudichi male...

Oneto - Va, Annetta, va, basto io, qui. (Laccompagna singhiozzante alla sinistra donde laltra esce).

SCENA XIV.

Oneto, Andrea, La Marchesa

Andrea - Non pensare male, mamma!. .. Tu non puoi sapere quanto mi costi quello che ti devo dire...

La Marchesa - Parlerai quando saremo su...

Andrea - No, mamma, scusami. Che il signor Oneto ascolti, mi caro... sapr la tenerezza che ho per te, sapr che per te nessun sacrificio mi grave. Ma giudicher da quell'uomo onesto che , come non sia bello, rinunciando a quella poveretta... perch le ho detto che rinunciavo a lei... per questo mi trovi qui... No, non bello... ci che dovrei fare... lo pensi anche tu. E se adesso forse credi che possa farlo, perch giudichi da donna, mamma! Il sacrificio di se stessa che pu santificare una donna, rende l'uomo odioso. Non me lo puoi chiedere tu, che hai dietro di te la vita pura e disinteressata di una santa. per questo che sacrifico me... Anche se tu acconsentissi a lasciarmi sposare Annetta, forse penseresti lo stesso che io mi venderei. Puoi aver ragione. M'inchino, mamma. N questa... n l'altra. Un nome come il nostro non si vende... Lo hai detto tu...

La Marchesa - (commossa) Andrea!

Andrea - Non te ne parler mai pi, non ne parleremo mai pi. Rester con te... continueremo la nostra vita modesta... lavorer... chi sa!... guarir forse. Dammi un bacio, mamma, dimmi che mi perdoni come io perdono... al destino... Signor Oneto, glielo dica lei che ho ragione... (si avvia).

La Marchesa - (vinta) Andrea! Dove vai?

Andrea - Su... in casa... solo... Ho bisogno di esser solo, mamma. (Dall'uscio) E tu, scusami con la signora Luisa... mi scusi lei, signor Oneto... Mamma! (L'abbraccia ed esce dalla comune dopo aver sussurrato). ..t'aspetto... su.

SCENA XV.

Oneto e La Marchesa.

La Marchesa - (cade a sedere col viso tra le mani: pausa: si alza di scatto e si rivolge all'altro che la sta osservando in silenzio) Signor Oneto!

Oneto - Vuol che chiami Luisa?

La Marchesa - Poi... poi... Adesso... ( riluttante, combatte entro di s visibilmente).

Oneto - Dica pure liberamente. Dall'altro giorno lei sa che ha un amico in me...

La Marchesa - Un amico, s, un amico...

Oneto - (le offre la mano) Muy bien! Nos hobleremos da amigos!

La Marchesa - Mi aiuti, allora! Andrea mi fa paura! Ha sentito! veramente rassegnato come se avesse la morte nel cuore! Lo preferirei ribelle, prepotente, violento, non cos... Remissivo triste accorato mi fa pena... tanta pena... Basta! Basta! Non mi oppongo pi! E mi rivolgo all'amico.., - (tende le mani).

Oneto - (fermandola col gesto) Ma un amico non sempre colui che d ragione! Un vero amico io l'intendo cos chi dice le cose come sono, senza fronzoli e senza pietose menzogne! Pronto ad aiutare... ma spietato, peggio di un chirurgo. cos che vuole un amico...

La Marchesa - Che so io... Che so!... Sia anche spietato. Ma mi venga incontro lei... non vede che vinco la vergogna...

Oneto - Eccomi dunque dinanzi a lei... da amico! Pu immaginare quanto... fino a che punto sento di esserlo! Parliamoci franchi! Suo figlio ha un affetto, lei ha un progetto. Da una parte c' l'amore, dall'altra no. Ma da tutte due le parti c' la fortuna. E l'amico schiettamente, rudemente conclude: un uomo non si vende!

La Marchesa - (colpita) Ma, signor Oneto...

Oneto - Claro! D'accordo! Un uomo non si deve vendere... Embriaco o no... marchese o no... se ha punto d'onore. Un uomo che vende oggi il proprio nome, e specula quindi sopra una debolezza altrui domani pu tradire,., e peggio! Non ci sono due specie d'onore. Anche volendo bene sinceramente, come suo figlio ne vuole a mia nipote... no... un uomo non si vende, quando povero e la ragazza ricca. Un ami-go asi hable!

La Marchesa - Ma allora...

Oneto - Un uomo che ama davvero cerca di meritarla colei che quiere... cerca di conquistarla... ma cerca...

La Marchesa - (ansante) Sicch, lei non darebbe l'Annetta a mio figlio!

Oneto - No. Oggi no. Oggi me. no che mai!

La Marchesa - Ma Andrea le vuol bene! E soffre... soffrono...

Oneto - Le sofferenze d'amore hanno sempre formato i caratteri e prodotto le pi belle cose... Ne conosco uno io., che ha portato nel cuore, tutta la vita, una ignota...

La Marchesa - (celando il viso fra le mani) Per carit!

Oneto - Porqu? Adesso che non ci pu essere intenzione di offesa, adesso che ho i capelli bianchi... e che l'ignota una mamma che piange... glielo posso dire che dopo quella notte, l'ho portata nel cuore... senza requie.... lontana... come una Madonna! E se mi sono vergognato della vita che vivevo, se ho voluto lavorare, farmi uomo... e lo sono... fu per lei! E quando l'ho per caso scoperta... ho sentito aqui un afecio dulse sano corno lo permiten estos pelos encanessidos... e quell'amico invocato eccolo, ma un amico sincero, intendiamoci, un amico da permettersi la verit fino a dirle senza complimenti: No, un Embriaco non si vende!

La Marchesa - Lei pu dire questo... anche sapendo...

Oneto - Anche! Meglio! Con pi forza... ora che so...

La Marchesa - Ma Andrea!

Oneto - (pronuncia il nome come se l'accarezzasse) Andrea... Andrea... un uomo... io me ne intendo.. . e diventer pi degno soffrendo. Non pensi a... Andrea... come io non penso ad Annetta. Mi crede amico?

La Marchesa - S.

Oneto - E mi pu dar la mano?

La Marchesa - S.

Oneto - E allora stringiamocela... da buoni amici, da fratelli. Parler io a Andrea. Vuole?

La Marchesa - S. (S'avvia alla comune) Glielo mando.

Oneto - Lo far chiamar io! Lei... mi si dimostri amica... Vada da mia sorella... e dica ad Annetta quello che abbiamo deciso.

La Marchesa - E cio?

Oneto - Come? Non lo ricorda pi? (Sorride) Embriaco non si vende... in nessun modo... Soltanto lo dica come una mamma a una figliola... come io parler a Andrea (Secco) Cesira!

SCENA XVI.

Cesira e detti.

Oneto - Chiamatemi il signor Andrea.

Cesira - Dove?

Oneto - Dove? In Cina... o in casa! (Cesira esce in fretta dalla comune) E lei... vada... mi lasci... Siamo intesi? (La Marchesa accenna di si ed entra a sinistra).

Cesira - (riappare dalla comune) Scende subito!

Oneto - (spingendola a sinistra) Va bene! Andate!

SCENA XVII.

Oneto ed Andrea.

Oneto - (si muove agitato canterellando) Una mujer ju la causa, de mi dannacion primiera... (Vede Andrea sulla comune) Entra. Se permetti... ti do del tu...

Andrea - Si figuri, signor Oneto! Anzi...

Oneto - Dammelo anche tu.

Andrea - Io? Ma le pare...

Oneto - Me lo d Annetta...

Andrea - Grazie. Ma cos di colpo... mi abituer...

Oneto - Muy bient Qua la mano! (Rude stretta: fra s) forte! (A voce alta) Vedi... adesso che siamo pi in confidenza... mi sembra di poterti parlare liberamente e franco. Non te ne avrai a male?

Andrea - Ma le pare! da lei!

Oneto - Buenos! Perch le cose che ti debbo dire sono serie... e bisogna essere in confidenza. E vedo che sei un uomo... cos, giudicandoti a occhio e croce... e sento anche di volerti bene... e quando si vuol bene a qualcuno che lo merita, non si devono avere n ritegni, n piet... false. Il chirurgo che s'intenerisce storpia il malato. D'accordo?

Andrea - D'accordo.

Oneto - (si muove inquieto e irresoluto) Una mujer ju... (Si ferma dinanzi ad Andrea non ancora ben rimesso dallo stupore e a bruciapelo gli chiede) Quanto guadagni al Monte di Piet?

Andrea - (esitante) Poco...

Oneto - Hay numera de andar adelante? Di far carriera?

Andrea - Se non muore qualcuno da prenderne il posto...

Oneto - Non si deve sperare sulla morte altrui!

Andrea - Ma la prego di credere...

Oneto - E allora, onestamente parlando, visto che con quello che guadagni non potresti mantener tua moglie... n, peggio ancora, i figli che possono venire... ti lascio tirar le somme!

Andrea - Non ho mai pensato di prender moglie...

Oneto - Lintencion de casarte espanda? E l'Annetta? E quello che le hai promesso?

Andrea - Non ho promesso alla signorina Annetta che quanto pu vincolare me. Le voglio bene.... ma oggi le condizioni sono mutate e l'ho lasciata libera...

Oneto - Ma se le volessi bene davvero... invece di lasciarti abbattere, dovresti reagire!

Andrea - E come e contro chi?

Oneto - Contro di te. Un uomo cerca... cerca e chi cerca bene trova.

Andrea - Se sapesse quanto ho cercato...!

Oneto - Non basta cercare qui, in questo cerchio ristretto! Se i nostri padri fossero rimasti chiusi fra quattro mura che cosa sarebbe oggi Genova? Bisogna andare avanti, coraggiosamente, affrontare di scalata il problema della vita, quando non si n fiacchi, n oziosi, n paurosi! Guai a intristire nel nido quando ci spuntano le ali per volare! Se tutti quelli che nacquero qui, nobili o no, ricchi o no, fossero rimasti attaccati alla casa, che sarebbe oggi di Genova? Chi si chiude fra quattro mura si uccide e priva gli altri di s. Non si vive per se stessi, solamente per s! per questo che la nostra razza resiste, che vince e che domina! Chi lavora, chi ha una mta, chi si giura di riuscire, genera intorno a s confidenza, energia, affetto, simpatia! Noi liguri siamo forse duri, ma verso noi stessi prima che verso gli altri: attaccati al soldo, dicono, ma perch sappiamo quel che costa: senza paura dell'avvenire perch prevediamo sempre il peggio e quindi siamo corazzati contro le disgrazie, le vigliaccherie, i tradimenti. Non'ci si pasce d'illusioni, noi, ma si tengono ben posati i piedi sulla terra: eppure nessuno pi di noi ha il culto delle memorie e sente la nostalgia del suo paese. questo che ci fa resistere alla fatica e agli uomini. Ma la nostra razza non si conserva intristendo sopra degli umili registri, avendo davanti una porta chiusa che s'apra soltanto quando muoia qualcuno. Aria! aria! aria! Il mondo vasto e quando si ha qualche cosa, qui, nel cuore, che ci guida, no se puede saltar! Vedi... quando io sono partito... ero come te oggi... e in rotta con la famiglia per di pi... con un ricordo che mi rosicchiava il cuore per di pi. Ma il filo che mi legava al mio paese, per sottile, quasi invisibile che fosse, lo portavo con me. Era un ideale. Poi seppi che mio cognato stava rotolando, poi mor... ed allora lo scopo divent preciso... lavorai per due povere donne che senza di me, chi sa quel che sarebbero diventate... Mi sentii padre... come mi sento... E la fortuna mi ha sorriso. La fortuna va sempre incontro alle cose chiare, alle cose buone! Non credere agli inetti fortunati. Anche se l'acchiappano, poi non sanno tenerla. Se ne va com' venuta. Per godere del buon vento bisogna saper tenere la scotta in mano! Ma io parlo, parlo... e tu? che dici tu?

Andrea - Io? Se sapesse quante volte ho pensato queste cose! Ma poi... c' anche la mamma, sola...

Oneto - Non ti so dar torto... ma per l'hai egualmente! Caro mio, se si fosse pensato soltanto alla mamma, nessuno sarebbe partito per la guerra! E la vita una guerra, e che guerra! Ma appunto per la mamma innanzi tutto che tu devi, non lavorare soltanto, ma saper lavorare, e produrre! Quale avvenire prometti alla mamma, intristendo nel tuo ufficio e aspettando che muoia qualcuno? Che vecchiaia prepari alla mamma? A meno che il marchese Embriaco non cerchi di vendere il suo titolo a un sacco di scudi...

Andrea - Signor Oneto!

Oneto - Va l che ti ho indovinato... e ti conosco... come se fossi mio! (Gli circonda col braccio le spalle) Tu non sei di coloro ch appendono il cappello al chiodo! Sei onesto... hai coraggio... e il tuo sangue di quello buono! Ascolta: laggi, quando lavoravo come un negro, ho trovato un amico nella paccottiglia poco scelta. Era uno spaglinolo. Si vedeva il signore a occhio nudo, ma faceva di tutto, si prodigava pi di qualunque altro, non indietreggiava davanti alle necessit pi dure e pi umili. riuscito: ricco. Siamo sbarcati insieme a Cadice, e soltanto allora, dopo anni che si viveva come fratelli ho saputo che era un duca, un grande di Spagna di prima classe, di quelli che hanno il diritto di tenersi il cappello in testa davanti al Re... quando c'. Suo padre s'era mangiato il patrimonio della famiglia e lui lo ha rifatto e adesso pu portare il suo titolo e tenere il cappello in testa, meglio che se avesse sposato la pazza figliola di un miliardario.

Andrea - Lo invidio!

Oneto - Viva dios! Qui ti volevo! (Lo scuote, lo fissa negli occhi) Vieni con me... laggi!

Andrea - (trasfigurato) Con lei?

Oneto - Claro! Chi ti trattiene? La mamma? Aspetter. E... anche un'altra... aspetter. Se tu sei Andrea Embriaco... io sono Alessandro Oneto... Se Embriaco non si vende, Oneto non compra un marito a sua nipote. Zitto! Lo so che le hai voluto bene prima che fosse ricca! per questo... anche per questo... che io ne voglio a te. Mi piaci, me gusti, te lo dico sui viso e intendo farti meritare amore e fortuna. Ci si annoia ben presto di ci che si ha senza fatica! Ma quello che ci costato anni ed anni di stenti e di attesa, lo si accarezza come un bel sogno e lo si tiene stretto quando lo si ottiene. E sai perch? Perch lo si meritato e non si arrossisce quando ci si guarda nello specchio. Ah! se tu sapessi come si fa bello il nostro paese per chi ne lontano e lo rivede nella nebbia dei ricordi! Come li sentiamo pi nostri, affetti, persone e luoghi! E come dopo aver faticato e sofferto... perch il lavoro fatica e sofferenza per chi ha la coscienza della propria responsabilit... se sapessi quanto roseo il ritorno, anche a costo di pentimenti e disillusioni! Vedi... quando sono tornato... dopo tanti anni... e qui non c'era per me n una mamma n una fidanzata... all'apparire nella prima alba della pennellata nera di Portofino... mi parve che il cuore mi si staccasse di qui e corresse incontro... a che cosa? Non so: ai luoghi, alle memorie, ai morti! Sentivo un vuoto qui dentro, ma cos dolce che... non ridere... mi parve di sentirmi gli occhi umidi come una donnetta! A te invece quando tornerai, fatto uomo, provato dalla vita, con le mani che sapran lavorare da s... Portofino, la Lanterna, le alture, le. case, ti diranno tante cose pi che a me! Tu lasci qui la mamma... tu lasci qui colei che sar un giorno la tua compagna., la madre dei tuoi figli... Sentirai che tremito, che pena dolce quando vedrai Genova, anzi quando la sentirai prima di vederla nella nebbia del mattino... questa nostra bella Genova che non puoi apprezzare come non si apprezza il tesoro che si ha sempre sotto gli occhi... Ti sentirai... come io le ho sentite... le lagrime agli occhi... e non te ne vergognerai e le lascerai cadere... Saran dolci, buone, oneste, dignitose e ti compenseranno gi quelle di tutte le fatiche e le sofferenze, come compensa il sentimento di aver fatto il proprio dovere!

Andrea - (correndo a lui con le mani tese) Caro Alessandro.... ora sento di poterti dar del tu... come a un fratello maggiore...

Oneto - Di' pure... come a un padre... Non vedi che ho i capelli bianchi? (s'abbracciano).

SCENA XVIII.

Annetta e detti.

Annetta - (sporge la testa da sinistra) Zio! Oh!

Oneto - Chiama la marchesa e la mamma!

Annetta - Subito!

SCENA XIX.

La Marchesa, Annetta, Luisa, Oneto e Andrea.

Oneto - (andando incontro alla Marchesa) Le ho promesso di parlare a suo figlio... Fatto! (Con una mano sulla spalla di Andrea) un uomo... e fra uomini si va d'accordo. Parte con me... viene laggi!

La Marchesa - Oh Dio! (Luisa e Annetta congiungono le mani in atto di stupore).

Oneto - Viene con me... per lavorare davvero, per guadagnarsi le tre belle cose che l'aspettano qui: la mamma, la fidanzata e il suo paese! (Spinge Andrea nelle braccia della Marchesa).

Annetta - (abbracciandolo) Caro! Caro zio! Come ti voglio bene! Lo riporterai presto?

Oneto - A me? Sta tranquilla: ho capito. Lo riporter presto.

La Marchesa - (avvicinandosi a Oneto mentre Luisa, Annetta e Andrea fanno gruppo) Non se ne pu fare a meno?

Oneto - No: per il suo bene!

La Marchesa - Allora... glielo affido!

Oneto - Stia tranquilla. Gli terr gli occhi addosso come se fosse... mio figlio!

SCENA XX.

Detti, Cesira, il Cavalier Zrega.

Cesira - (a un suono di campanello interno esce da sinistra ed entra dalla comune, donde riappare) Il cavaliere!

Oneto - Venga! Venga! Buon anno!

Zjrega - Buon anno! (Piano a Oneto) Ho portato due righe di progettino.

Oneto - Ah! gi vero! Ma, vede, in un'ora le mie ambizioni sono cresciute...

Zrega - Godo... godo...

Oneto - Goda pure... Ma in quanto al progetto deve contentarsi di quello che le ho dato (Zrega lo fissa, sorpreso) Jaque mate...! Scacco matto!

FINE

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