SCARTI

SCARTI
di

Paolo Zuccari

A Un testo per tre attori. Semplice, povero, essenziale, come deve essere il teatro. (Pausa)

B Possiamo puntare pi in alto.

A Dove, pi in alto?

B Facciamo un grande spettacolo. Venti attori. Cinquanta personaggi. Una bomba!

A Quello che fa grande uno spettacolo sono le idee, non il numero degli attori o dei personaggi.

B Si. Lo so. Per solo tre attori, normali... insomma... fanno un po televisione.

A Ecco di nuovo un clich. Lo riconosci? La grandezza equivocata con lo sfarzo. Tipico clich.

B Ah si?

A Si.

B Quindi, secondo te, anche uno spettacolo con tre attori normali potrebbe essere una bomba?

A Certo. Ma cos questo fatto degli attori normali?

B E perch sto ripensando alla tua idea di ieri.

A E allora?

B Forse i miei dubbi erano eccessivi.

A No. Erano giustissimi.

B Invece mi sono ricreduto.

A Non ricominciamo.

B Aspetta. Ci ho riflettuto e... e forse lidea di andare contro quello che si vede sempre, usando solo due attori, ma nudi, completamente, che superano limbarazzo perch si sentono comunque pi dignitosi di quelli normali che calcano le scene, un messaggio forte e chiaro.

A E se qualcuno lavesse gi fatto, come hai detto tu?

B Io ho detto solo un dubbio che mi era venuto. Pu essere benissimo che non ci avesse pensato mai nessuno.

A Tu mi devi spiegare perch ad ogni mia proposta, prima, tiri fuori diecimila dubbi e poi, puntualmente, il giorno dopo, mi dici che ci hai ripensato.

B Perch ci devo riflettere bene. E poi, ieri, mi hai fatto arrabbiare. (Pausa)

A Comunque lidea non era abbastanza forte. Rischiava di lasciare tutto comera.

B Dici?

A Certo. (Pausa)

B Ma riassumendo brevemente i punti, che cos, esattamente, che noi dobbiamo cambiare? Lo perdo sempre di vista. Che cos che non ci va bene?

A Tutto. Le idee piccole e accomodanti, le solite trovate, gli sfarzi inutili, la psicologia spicciola, i testi fintamente realistici, la storiellina tradizionale. Queste sono le cose che, sicuramente, fanno televisione. Non il numero degli attori.

B (Pensandoci) Dici, eh?

A E uno schifo.

B Ah, si.

B Sei daccordo?

B Si. Si.

A Sicuro?

B Sicurissimo. (Pausa) E tu hai gi pensato a quale potrebbe essere il nostro testo?

A Certo.

B Ah, bene. Qual?

B Non c.

B Come non c?

A Tutti i testi, buoni, per tre attori sono gi stati fatti decine di volte.

B E come facciamo se non c il testo?

A Come facciamo?

B Te lo sto chiedendo.

A Lo scriviamo noi.

B Noi chi?

A Noi due.

B Io e te?

A Si. (Pausa)

B Mmh.

A Che c?

B E se qualcuno lavesse gi fatto?

A Chi?

B Non lo so.

A Ma se non lo sai, perch non stai zitto?

B Ho come limpressione che qualcuno... (Si blocca)

A Che qualcuno?

B No. Niente. Ma secondo te, scrivendo un dramma normale...

A Non un dramma. Sarebbe una commedia.

B Si, va bene...una commedia... per normale?

A Che vuol dire normale?

B Non dicevi che bisogna rinnovare tutto? Ci vuole originalit.

A Altro clich.

B Quale?

A Loriginalit. Non esiste. E un clich.

B Ah si?

A E una finta innovazione per lasciare tutto com. (Pausa) No?

B Beh, forse...

A Senti, se hai sempre tutti questi dubbi non partecipare.

B Non sono dubbi. E che sono tutte cose nuove.

A Non perdiamoci. Torniamo allidea. E semplice. Due attori, stanchi delle solite rivisitazioni, per esprimersi arrivano a scrivere un testo loro. E di una forza straordinaria.

B Ma certe cose bisogna saperle fare.

A Perch tu, con tutto quello che hai letto, non sei in grado di scrivere un testo?

B No.

A Non ci credo.

B Ma no... non il mio mestiere.

A Non questo. E che tu... tu sei un dinosauro.

B Cosa sono?

A Tu ti senti ancora un attore.

B Certo. Ho fatto la scuola per attori. Mica quella per dinosauri.

A Ma non ti rendi conto di quello che sta accadendo? Il mondo gira ad una velocit vertiginosa. Capovolgimenti continui. Non possiamo pi essere solo gli attori. Dobbiamo staccarci dal passato, spaziare, intuire il futuro. Quale sar il futuro?

B Quale sar?

A Lattore marionetta morto, lattore mattatore morto, lattore interprete non lo vuole pi nessuno, il regista sta morendo lentamente. Che cosa nascer?

B Cosa?

A Cosa?

B Io non lo so. Dillo tu.

A Una nuova figura. Per forza.

B Una figura, come?

A Una figura completa. Autosufficiente. Imponente. Che spazzi via tutta questa cultura atrofizzata, incancrenita, burocratizzata... una figura mai vista che manda in frantumi tutto un vecchio modo di vedere... Tu la senti questa urgenza di distruzione... che cova...?

B Mmh.

A La senti o no?

B (Incerto) Si.

A E allora?

B Allora cosa?

A Qual questa figura?

B Io non lo so...

A Pensaci. Non difficile.

B Autosufficiente... imponente... Maschio o femmina?

A Ma che fai? Non mica un gioco.

B Senti, non lo so. Non insistere. E poi tu mi metti soggezione.

A Allora lo dico io.

B Ecco. Dillo e basta.

A La nuova figura lattore-drammaturgo. Lattore che in grado di scrivere tutto quello di cui ha bisogno. (Pausa)

B Mmh.

A Perch fai mmh?

B Prevedo molti monologhi.

A I mediocri scriveranno i monologhi. I migliori scriveranno per pi attori.

B Ah, lo vedi. Allora anche tu ragioni cos. La grandezza proporzionale al numero degli attori.

A Beh, se gli attori sono mediocri. Se gli attori sono bravi, ne bastano tre.

B Noi siamo bravi?

A Certo.

B Tu mi stimi come attore?

A Ma certo.

B Mmh. (Pausa) Bisogner trovarne un altro alla nostra altezza.

A Prima il testo.

B E vero. Il testo. Da dove cominciamo?

A Da te. (Pausa)

B Come, da me?

A Da dove vuoi cominciare?

B Ma non hai gi unidea?

A Preferisco dirtela dopo.

B Ma io non ho niente da dire.

A Neanchio ho niente da dire. Che centra?

B Come non hai niente da dire?

A No. Voglio dire... ho delle idee, ma non so esattamente cosa vogliano dire. E il pubblico che deve scoprirlo.

B Il pubblico?

A Certo. Lartista agisce subconsciamente...

B Ah... Per ce le hai delle idee?

A Certo.

B Allora cominciamo da te.

A (Esasperato) Oddio... vuoi partecipare o no?

B Si, ma...

A Devi stare tranquillo. Rilassato. Fai come se fossimo al bar. Mi parli di te, della tua vita. Quella pi intima, magari. Cos, come se niente fosse.

B Non mi va.

A Come, non ti va?

B Perch dovrei parlarti della mia vita intima?

A Per raccogliere materiali. Da cosa partiamo senn?

B Dalla tua idea.

A Dopo.

B Ma io mi vergogno.

A Ti vergogni? E come fai a recitare, se ti vergogni?

B Cosa centra? Quando recito, io, mi nascondo.

A Dove ti nascondi?

B Dietro il personaggio. Non sono mica io il personaggio. Io sono dietro.

A Ah!

B E un clich. Lo riconosco, per non televisione.

A No, invece.

B Come no? Hai mai visto qualcuno in televisione che si nascondeva?

A Volevo dire che non mi sembra un clich.

B Non trovi che sia un clich?

A Direi di no. Recitare per nascondersi...

B Si. E una mia teoria.

A Fammi capire meglio.

B Dunque. Recitare mettersi al servizio di unidea, in assoluta umilt, facendo scomparire se stessi.

A Quindi tu reciti per scomparire?

B In qualche modo.

A Bene.

B Potrebbe sembrare unidea semplice, ma ci sono arrivato dopo molto tempo. Ho cominciato col chiedermi: a cosa dovrebbe interessarsi il pubblico? Alla mia vanit? Mi sembrava un po poco. Il pubblico deve ricevere stimoli pi alti, mi sono detto. E io cosa posso fare, senza stare troppo al centro dellattenzione? Fu cos che scoprii che potevo interagire, inosservato, con gli altri elementi.

B Quali elementi?

A La scenografia, le luci, la musica, la gestualit. Io, strumento tra tanti, in un concertato di segni assoluti, che trasmettono emozione pura. Solo cos, mi dicevo, lo spettatore pu dimenticare la sua quotidianit, la sua caducit. Io mi nascondo dietro il personaggio, a sua volta nascosto nel gruppo degli elementi, ma nel frattempo contribuisco a far sognare lo spettatore. Tutto mi torna. E lo spettatore l che sogna, immagina, fantastica, si alza dalla poltrona...

A Mi pare di vederlo.

B Nel senso che vola.

A Veramente singolare.

B Non ti convince?

A Non vedo il legame con i nostri progetti.

B Non vero. Certo, avrei preferito lo spettacolo a venti attori e cinquanta personaggi, perch mi sarei nascosto meglio...

A Ma allora...

B Che c?

A Mi venuto un dubbio.

B Anche a te? No.

A Quando tu, in quellunico quarto dora in cui sei in scena, rimani immobile, quasi al buio, ad assistere alla morte di quel cretino che fa Amleto, in assoluta impassibilit perch, secondo la regia, sei un fantasma del passato che osserva la morte con distacco, e non puoi mostrare la minima forma di vita neanche in quellunica parte del corpo scoperta e libera di muoversi, che sono gli occhi, tu in quel momento, pensi di suscitare nello spettatore le cose che hai detto?

B Si.

A Non venire pi da me a lamentarti se sono tre anni che fai lalabardiere.

B Perch?

A Perch tu sei nato per fare lalabardiere.

A Ma anche tu sono tre anni che fai lalabardiere. Labbiamo sempre fatto insieme.

A Che centra? Io sto gi pensando da un pezzo a prevedere il futuro.

B Non capisco. In che cosa sbaglio?

A In tutto. In tutto. Un attore non si pu nascondere dietro i segni registici di un mentecatto e immaginare di far sognare uno spettatore che non riesce nemmeno a stare sveglio. Poi arrivare addirittura a farne una teoria di recitazione ridicolo...

B Ma ho ricevuto anche dei complimenti.

A Da chi?

B Dal regista.

A Certo.

B E da mia madre.

A Sono disperato. (Pausa)

B Scusami. Io sono un attore confuso.

A Cosa vuol dire? Anche io sono confuso.

B (Spaventato) Come, anche tu?

A Per reagisco.

B Reagiamo. Reagiamo. Torniamo al testo. Allora... devo parlare di me...

A Si. Parlami di te. Convinto.

B Va bene. Allora... Io sono un attore. Confuso, ma un attore. In questo momento sono un po in crisi, perch il mondo gira ad una velocit vertiginosa...

A Ma che fai? Ripeti quello che ho detto io? Parla di te come uomo. Lascia stare il resto.

B Ma non posso scindere lattore dalluomo.

A Ma se riesci a scindere luomo dal personaggio!

B Ah gi. Allora era sbagliato. Si tutte le cose insieme. Attore... uomo... personaggio... attore-drammaturgo... dinosauro... non lho ancora capita quella del dinosauro!

A Era una metafora.

B Ah, una metafora.

A Va avanti.

B Si. Io sono un uomo timido, come attore un po meno. Come personaggio... dipende dal personaggio, come attore-drammaturgo devo ancora scoprirlo, come metafora... chi lo sa!

A Sei concettuale. Non pensare. Chiudi gli occhi e lasciati andare.

B Si. (Chiude gli occhi cantilenando) Io sono una persona poco soddisfatta, la notte dormo poco perch penso sempre a quello che sento dire dai miei colleghi. Il mio grande problema non avere avuto un maestro; quindi sento tutte le campane. Questo credo che non mi abbia permesso di avere una personalit, come attore intendo, non come uomo. Accidenti! Sono di nuovo concettuale.

A Va avanti.

B Con le ragazze non ho nessun rapporto. Lultima risale a dieci anni fa. Vedono in me troppi problemi, dicono. Ma quali problemi, mi chiedo. Un po di confusione, forse. In realt, credo solo di essere stato sfortunato. Ecco, posso definirmi timido e sfortunato. Se penso a tutti i provini in cui non sono stato preso, il grado della mia sfortuna mi sgomenta. E come dicono alcuni miei colleghi, la fortuna fondamentale. Ma io so aspettare. Limportante essere bravi. Anche se nessuno, ora che ci penso, me lo ha mai detto. Ha ragione mia madre quando dice che sono tutti invidiosi. Devo ammettere che mia madre ha sempre ragione. - Solo ogni tanto, quando vedo alcuni colleghi che lavorano, mi chiedo: possibile che un talento passi tanto inosservato? Basta, devo procurarmi anchio qualche raccomandazione. Oppure, devo fare il regista? I miei colleghi dicono che i registi sono tutti ex-attori. Ci devo pensare perch interessante fare il regista. Anche se questa idea dellattore-drammaturgo la trovo esaltante...

A (Interrompendolo) Oh! Dobbiamo scrivere una commedia. Non un dramma depressivo.

B Buona questa.

A Cosa?

B Il dramma depressivo. Inauguriamo una nuova corrente: il depressionismo. (Pausa)

A Volevi farmi ridere?

B Si. E un modo per reagire alla vergogna. Lo vedi che non riesco ad esserti daiuto? Non ho niente da dire. (Ripensandoci) Anzi, no... scusa, non che non ho niente da dire... non ho delle idee che dicano qualcosa al pubblico, per cui io possa capire quali sono e cosa vogliono dire e quindi... (Si blocca) Era cos il discorso?

A Che fai? Mi prendi in giro?

B E un concetto complesso.

A Va bene. Basta.

B Si. Basta. Tira fuori la tua idea.

A Si. Forse meglio. (Pausa) Dunque... Non fare commenti altrimenti mi distraggo. La scena un interno, essenziale come deve essere il teatro. Quattro pareti bianche...

B Quattro?

A (Stupito) Che c?

B Ma il teatro non ha la quarta parete. La quarta parete il pubblico. (Pausa)

A Altro clich. Lo riconosci?

B Si, per...

A Non stiamo mica scrivendo un testo qualunque. Noi stiamo rinnovando la scena teatrale e mettiamo anche la quarta parete. Dietro il pubblico.

B Ah! Teatro intimo!

A Ma non andare sempre per clich. Questo il manifesto dellattore-drammaturgo. Nuove regole. Nuovi codici.

B Scusa.

A Veniamo ai personaggi...

B E la scenografia?

A Quello che ho gi detto. Nientaltro.

B Neanche una sedia?

A No. Una sfida spietata allo sfarzo. Dimostrare la forza dellessenzialit - I personaggi... Sono tre ovviamente. Un tossico, ridotto abbastanza male, un po maledetto, innamorato di una giovane laureata, anche lei un po in crisi perch non ha lavoro, la quale a sua volta innamorata dellamico del tossico, un attore imbranato, anche lui disoccupato e in crisi professionale...

B Ma sono tutti in crisi?

A Fammi finire. Ad un certo punto, colpo di scena, la ragazza scoprir lomosessualit dellattore, che infatti innamorato del tossico. E allultimo atto si verr a sapere...

B Quanti atti sono?

A Sei o sette. Vedremo... si verr a sapere che il tossico affetto dalla malattia del secolo. Per quanto riguarda le ultime battute ci devo ancora pensare. Per mi sembra piuttosto forte. Non credi?

B Mmh!

A Che c?

B Pensavo a questi personaggi in crisi, ammalati...

A E allora?

B Non hanno neanche una sedia dove sedersi.

A Ma perch tu hai in testa il clich, limmagine stereotipa delluomo in crisi che si abbandona su una sedia. Non li voglio i clich!

B Ma c anche un malato!

A E il malato lo facciamo sedere in platea, oppure lo facciamo recitare brechtiano. Non possiamo mica perdere la cifra delloperazione per una sedia.

B Hai ragione.

A Hai notato? Ci sono tutti i temi assoluti. Lamore - eterosessuale e omosessuale - la malattia, la morte, la crisi, la disoccupazione, calati nella contemporaneit.

B Lidea mi sembra buona. Lunica cosa che non mi sembra molto una commedia. Mi farebbe pensare pi a una tragedia.

A Perch non sai com scritta. La scrittura sar la completa negazione della situazione tragica. Comica, veloce, vaudeville. Tutti scherzano, ridono di quello che accade, perch non conoscono la catastrofe.

B Ma anche se loro ridono, sempre tragedia .

A Eh no! Perch lo spettatore, ignaro di tutto, rider con loro fino al calare del sipario, convinto daver visto una commedia. Solo ritornando a casa, in macchina, nellascensore, dir: A ripensarci, quel malato rideva ma... la ragazza scherzava e invece..., e l mazzata sulla testa prima di dormire.

B Bello. E bellissimo questo scarto imprevisto.

A Ti piace? Sono contento. Allora tutto chiaro?

B Si. Manca solo il titolo.

A Ah gi, il titolo... Ti viene qualche idea?

B Riso tragico? (Pausa) Mazzata imprevista? (Pausa) La commedia immaginaria? (Pausa) Fino al calare del sipario? Attento alla mazzata? Lo spettatore ignaro?

A Che ne dici di Scarto?

B In che senso?

A Scarto nel senso di giro, colpo di scena continuo.

B Bello. Allora facciamo Scarto continuo. Crea pi suspense.

A E vero. Scarto continuo. Mi piace.

B Ci siamo. Manca solo lattrice.

A Ah, gi. Lattrice.

B Facciamo dei provini. Io conosco molte attrici disoccupate.

A Anchio.

B Io ne conosco anche di disponibili, se vuoi...

A Carine?

B Di tutti i tipi.

A Bene. Faremo provini su parte.

B Chiamiamole subito.

A Manca la parte per.

B Come?

A Il testo. Dobbiamo ancora scriverlo.

B Ah, vero. Buttiamolo gi.

A Si. Buttiamo gi il testo. Prendi carta e penna.

B (Esegue) Ci sono.

A Vai.

B Eh?

A Comincia!

B Detta! Detta!

A Come detta? Sono due ore che parlo, ora devo anche dettare? Fai qualcosa anche tu.

B Allora. Dunque... Il tossico entra in scena... (Pausa) Allinizio pu entrare dalle quinte, oppure lo facciamo partire direttamente dalla platea?

A No. Cos fa Pirandello.

B Ma malato e in platea ci sono le sedie.

A Ancora non malato. Si ammaler dopo una mezzora.

B Ah.

A E poi non ci sono nemmeno le quinte!

B Non ci sono le quinte?

A No. Non c niente. Niente!

B E da dove entra questo poveraccio?

A Non entra. E gi l!

B Quando entra il pubblico gi l?

A Si.

B Perfetto.

A Vedi com facile?

B Si. Allora... il tossico l... il pubblico entra e si siede. Buio in platea. Si accende la scena... vediamo il tossico che passeggia, vorrebbe quasi sedersi, ma ci ripensa. Allora si ferma, in piedi, e fa un monologo, un po ridendo un po scherzando, sulla disoccupazione.

A No! No!

B Che c?

A E un clich!

B Quale?

A Il monologo. E una convenzione daltri tempi. Poteva farlo Schiller, Shakespeare...

B Bello Shakespeare...

A Si. Ma superato. Oggi c il cinema.

B Bello il cinema.

A Certo che bello. Vuoi metterlo con questi drammoni preistorici di Shakespeare?

B No. No.

A Allora niente monologo.

B Ma neanche brechtiano, per dopo, quando sar malato?

A Brechtiano si. E pi moderno. Ci vuole modernit! Autenticit!

B Ho trovato. Il tossico al telefono con qualcuno.

A No... il telefono pericoloso...

B Pericoloso?

A Fa teatro borghese...

B E vero. E poi c la scena vuota... soltanto con il telefono.

A (Cambiando improvvisamente idea) No! No! Questo invece bello. Bravo! Non ci avevo pensato. Mi piace.

B Cosa?

A Una scena vuota. Con un telefono grandissimo. E un segno forte.

B Ti piace?

A Geniale.

B Allora il tossico al telefono grandissimo e sta chiamando una ditta per cercare lavoro.

A No. No. No. Il tossico ha gi un lavoro!

B Come? Il tossico ha gi un lavoro?

A Dovr lavorare almeno uno dei tre, no?

B E proprio lui?

A Si. Lavora ad una centrale nucleare.

B Un tossico ad una centrale nucleare? E assurdo.

A Lo so che assurdo. Ma questa non mica una telenovela. Va spiazzato il pubblico. Sorpreso. Scarto! Scarto! Bando alle cose normali!

B Allora il tossico al telefono con il servizio informazioni per sapere la farmacia di turno...

A No! Cos scopriamo che tossico!

B Perch? Non pi tossico?

A Si. Ma ti bruci lo scarto!

B Mi brucio lo scarto?

A Devi prima presentarlo come uno qualunque... e poi scartare sul tossico! Devi sorprenderlo il pubblico!

B Allora facciamo che sta telefonando alla centrale nucleare, professionalissimo, giacca e cravatta, formule segrete, spionaggio, intrighi internazionali... Scarto! Crisi dastinenza. Attacca il telefono e sinfila una siringa nel braccio!

A Ah!

B Che c?

A No. No. Cos ... ... grandguignol.

B Gran...cosa?

A E un clich.

B Ah.

A Cambiamo. Cambiamo. La prima scena lincontro tra il tossico e lattore che viene per laffitto di una camera. I due non si conoscono e devono subito diventare amici.

B Ah, ecco. Meno male. Secondo me, era lidea di lui solo in scena che non ci aiutava. Allora... Il tossico apre la porta. Buongiorno. Lattore: Buongiorno. Vengo per linserzione... Il tossico, scoppiando a ridere: Ah, ah, ah, linserzione...

A Che c da ridere?

B Non devono ridere e scherzare, ignorando la catastrofe?

A Continua.

B Ah ah ah, linserzione. Prego. Si accomodi No. Si accomodi no. Non ci sono le sedie. Entri. Entri pure Lattore: Grazie. Ma che bellarredamento!...

A Quale arredamento, se non c niente?

B Appunto. Sta scherzando.

A Pi realistico. Pi vero.

B Ma che telefono grande che ha!

A No! No!

B Ah, si. Scusami. Non c pi il telefono.

A Ma si che c il telefono.

B Ah, c ancora il telefono!

A Si, ma lattore non pu dire Che telefono grande che ha! Il telefono un astrazione, un simbolo, i personaggi non lo vedono come lo vediamo noi. Devi pensare ad un quadro di Picasso.

B Bello Picasso.

A Dal.

B Bello Dal!

A Va avanti!

B Si. Allora. Lattore dice: ...Non stato facile trovare la strada. Comunque il posto carino...

A Scarto! Scarto!

B Cio?

A Cambia. Una cosa improvvisa. Sorprendimi.

B Come bello.

A Cosa?

B Lattore dice Come bello riferendosi al tossico.

A Non capisco.

B Lattore non si deve innamorare del tossico?

A E cosa fa? Dice a voce alta Come bello?

B E un a parte. - Ho capito. Ho capito. E un clich. Come il monologo. Alla Shakespeare.

A Bravo.

B Vedi? Piano piano sto imparando. Per non capisco bene questo scarto.

A Come no? Lhai notato tu per primo. E il pensiero che salta. Lassociazione mentale. Per esempio, lattore vede il tossico, il tossico ha lo stesso orologio che portava il pap dellattore, flash del pap quando portava il figlio-attore al mare, ricordi, emozioni e lattore allimprovviso dice: Ho una voglia pazzesca di farmi un bagno.

B Mmmh.

A Che c?

B Pensavo al pubblico. Pi che sorpreso, non capir niente.

A Perch?

B Lattore in sequenza dice: Non stato facile trovare la strada. Comunque il posto carino. Ho una voglia pazzesca di farmi un bagno. Al limite, si pu capire che un omosessuale sfegatato, che sogna di farsi un bagno nella vasca del tossico.

A Ma non stiamo scrivendo una commediola che strizza locchio al pubblico.

B Ho capito. Ma gli strizzer qualcosaltro al pubblico.

A Cosa?

B (In un lamento) Ah!

A Che c?

B Scusami. Una crisi.

A Anche tu?

B (Spaventato) Anche tu sei in crisi?

A No. Mi riferivo all crisi dei personaggi.

B Ah.

A Ti sei accorto dello scarto, per? Noi parlavamo e tu, allimprovviso, hai fatto un lamento.

B Ma che succede? Mi sto perdendo. Chi che deve scartare? Chi che in crisi? Io o i personaggi?

A Calmati.

B Non riesco a seguirti. Mi sento inadeguato.

A Questo un buon segno. E la crisi che precede il passaggio.

B Passaggio a cosa?

A Il punto questo. Noi dobbiamo trovare una nuova logica per il teatro, procedendo contemporaneamente alla destrutturazione di quello che lo spettatore si aspetta. In questo passaggio verso il nuovo, i soliti meccanismi che scattano automatici ci mettono in crisi. E normale.

B Ma che cos questa nuova logica del teatro?

A Un nuovo linguaggio. Un nuovo modo di procedere. Andiamo nel pratico. Cambiamo scena.

B Ma una cosa che riguarda il testo o noi attori?

A E la stessa cosa. Noi siamo attori-drammaturghi.

B Ah gi.

A Prendiamo la scena dellincontro attore - giovane laureata. Immaginiamola come la scriverebbe uno qualunque, poi la scriveremo noi. Dimmi un autore... uno qualunque.

B Shakespeare.

A Ecco. Shakespeare. Scriviamola alla Shakespeare. La ragazza rientra dai suoi soliti incontri per il lavoro e trova lattore gi sistemato nella casa.

B In che modo?

A Qualunque modo. Se ci fosse una poltrona e un televisore, lo troverebbe a guardarsi un film americano.

B Ma non c niente nella casa.

A Questo sar un problema di regia e di recitazione. Lo vedremo dopo. Non un caso se non c niente. E un modo per complicarsi la vita.

B Dobbiamo anche complicarci la vita!

A Posso andare avanti? La ragazza entra in scena. Ora psicologicamente i due devono fare tutti quei passaggi che il pubblico immagina. La ragazza: Chi questo? Un ladro o un amico del tossico? Cosa faccio? Scappo o mi presento? Lattore: Chi questa? La fidanzata del tossico? Oppure la donna delle pulizie? Dialogo. Ragazza: Lei chi ? Lui: Il nuovo inquilino: Lei: Ha gi parlato col tossico?

B Poi avr un nome questo tossico?

A Certo. Lui: Ci siamo gi messi daccordo. Lei la sua fidanzata? Lei: No. Lui - gioendo dentro di s - : Allora se deve pulire, mi faccio da parte.

B Che deve pulire?

A Lui lha scambiata per la donna delle pulizie.

B Ah.

A Poi scopriranno lequivoco, si faranno due risate, come volevamo e potranno parlare con scioltezza della disoccupazione, delle malattie, della morte, eccetera eccetera...

B Ma che centra Shakespeare?

A Lo so che Shakespeare usa tutto un linguaggio retorico. Dicevo Shakespeare per dire un dialogo scontato, prevedibile.

B Non era male, per.

A Lo so che a te piace Shakespeare.

B Questo non era Shakespeare.

A No. Ma era come se lo fosse. Non te ne sei accorto?

B E non un ottimo risultato?

A Noi siamo meglio. Ti faccio vedere.

B Meglio di Shakespeare?

A Prendiamo la stessa scena. Ti dico il nuovo modo di procedere. Io dar una situazione data, un po di psicologia dei personaggi e poi noi improvviseremo la scena recitandola direttamente.

B Quindi, il testo, in sostanza, non verr mai scritto?

A Si. Si. Dopo. - Partiamo dallattore. E un imbranato, convinto daver scelto il mestiere giusto, anche se ammette di avere una grande confusione. Passa il tempo ad escogitare modi per sottrarsi allattenzione degli altri. E vittima della sua ingenuit, del suo essere ancora un bambino irresponsabile e della sua, diciamolo pure, mancanza assoluta dintelligenza. Un caso disperato che per produce ilarit anche se misto ad un profondo senso di pena. Un dinosauro...

B Anche lui?

A Per forza. Un esemplare emblematico della parte pi retrograda e triste della categoria. Un contenitore infinito di clich. Manca di qualsiasi punto di riferimento, artistico e umano. A parte la mamma.

A Il quadro abbastanza chiaro, credibile e profondo.

A Quando vede la ragazza preoccupato solo del fatto che possa essere la fidanzata del tossico, perch dentro di lui, per il tossico, si gi sviluppata una forte tensione erotica. Sia ben chiaro che la sua omosessualit del tutto latente. Ne prender coscienza insieme al pubblico.

B Tragico, ma perfetto. La ragazza?

A La ragazza una provinciale di buona famiglia in cerca di avventure esaltanti, in particolar modo sessuali, pronta ad abbandonare subito ogni freno, pur di conquistare anche un briciolo di piacere materiale.

B Una ninfomane!

A Lo sapevo.

B E un clich. Hai ragione. Va bene. Cominciamo.

A Ci sei?

B Si. Posso chiederti un favore?

A D.

B Posso fare lattore ora?

A Va bene.

B Vado?

A Vai. Concentrati. (B chiude gli occhi. Pausa) Io sto aprendo la porta. Ho delle buste della spesa. Tu mi vedi. Io ti vedo. (A voce alta) Lei chi ? Buongiorno. Io mi chiamo Monica.

B Perch hai detto anche la battuta mia?

A Quando?

B Ti sei fatto una domanda e hai risposto da solo.

A Ma no. Prima, pensando che fossi un ladro, ho detto: Lei chi ? Poi mi sono resa conto che non eri un ladro e ho scartato: Buongiorno. Io mi chiamo Monica.

B Non sar ninfomane, ma schizofrenica.

A E lo scarto normale del pensiero.

B Va bene. Tocca a me. Puoi ripetermi la battuta?

A Lei chi ? Buongiorno. Io mi chiamo Monica.

B Io non sono fidanzato. Lei si? Pulisca. Pulisca pure. (Pausa) Perch non rispondi?

A Forse tu non hai capito niente.

B Perch?

A Fai ridere.

B Tu hai detto che devo suscitare ilarit.

A Si. Ma tu lo fai come attore, non come personaggio.

B Ma il mio personaggio un attore.

A Si, ma... (Quasi in un urlo) Ah!

B Che c?

A Sto scartando.

B Anche tu?

A Mi sapresti spiegare perch questo attore dovrebbe fare la corte alla ragazza, se omosessuale?

B La corte? Ma no. Lui dice Io non sono fidanzato. Lei si? per sapere da lei se la fidanzata del tossico, per evitare la domanda diretta. Poi dalla sua espressione capisce che non lo e scarta subito sulla donna delle pulizie, dicendo Pulisca. Pulisca pure.

A Ma cos sembra un rebus.

B Un rebus?

A Non un gioco.

B Ma il teatro gioco!

A Questo un clich!

B Un clich?

A Il teatro sangue, morte, rito...

B Lho gi sentito.

A Cosa?

B Quello che hai detto. Dal regista dello spettacolo.

A Sei sicuro?

B Si.

A (In difficolt) Ma certo. Ormai si detta qualunque cosa. Il teatro... Il teatro praticamente morto.

B E morto?

A Eh?

B Che cosa hai detto?

A No. Volevo dire... (Cambiando improvvisamente tono) Ma possibile che ti fai sempre fregare?

B Io?

A Ci sei cascato. Unaltra volta. E un clich! Il teatro morto. E un altro clich!

B (Sollevato) Ah, si. Certo. E un clich.

A Eh!

B Per non mi tendere i trabocchetti. Io gi sono tanto confuso...

A Hai ragione.

B Di che stavamo parlando?

A Del... Ah, si. Il discorso questo. Uno scarto deve avere una sua leggibilit immediata.

B Ah, si. Il rebus...

A Ecco. E poi - fondamentale - lattore un cretino.

B Come lattore cretino?

A Dico, quello che stai interpretando tu!

B Ah, il personaggio!

A Si.

B E cretino.

A Certo. Non ti devi sforzare di farlo intelligente.

B Ho capito. E cretino.

A Si.

B Comunque neanche il tuo scarto era leggibile. Mi dispiace.

A Perch tu sei cretino. Io sono stato chiarissimo.

B Siamo tutti cretini?

A No. tutti no.

B Guarda che neanche tu hai capito il mio scarto, che per me era chiarissimo.

A Va bene. Allora siamo due cretini. Contento? (Pausa)

B Mi venuta unidea. Scriviamo tutti gli scarti sul programma di sala, cos il pubblico non si pu sbagliare. (Pausa) E un clich?

A Lo scarto un espediente per stupire il pubblico. Se tu lo scrivi sul programma, come se dicessi lassassino allinizio di un film giallo.

B Ah gi. Che cretino.

A Eh!

B Cosa eh? (Pausa) Se non hai fiducia in me, dillo pure. Mica moffendo. Te lavevo detto che non posso aiutarti.

A Stai sempre a farmi domande, a porre dubbi. Ti blocchi prima di cominciare.

B Basta! Basta! Facciamo un ultimo tentativo. Improvvisiamo la scena senza interruzioni. Poi decidiamo. Dai! Ricomincia.

A Lei chi ? Buongiorno. Io mi chiamo Monica.

B Buongiorno Monica. Sono il nuovo inquilino. Il tossico mi ha parlato di lei.

A Scarto.

B Che bellorologio. Mio padre ne aveva uno identico al suo.

A (A voce bassa) Quello lorologio del tossico. Io sono la ninfomane.

B Ah gi, lei la ninfomane.

A Come sta?

B Bene. Ho una voglia irresistibile di farmi un bagno.

A Quello era un esempio...

B Eh?

A Scarto.

B Lo sa che mio padre non mi ha mai portato al mare, perch fuggito con la mia baby-sitter quando avevo due anni?

A Davvero?

B E non ha mai voluto che facessi lattore!

A Anche tuo padre?

B Perch, anche il tuo?

A Il mio? No.

B Si o no?

A Io non sono io. Io sono la ninfomane.

B Ah, si. Scusa.

A Va avanti.

B Mi aiuti. Sono in crisi.

A Cosa le successo?

B Sto perdendo la testa. La confusione di questi tempi mi rende impotente.

A Scarto.

B Perch la gente non va pi a teatro?

A Scarto.

B Lei ci va a teatro?

A Ma sempre con questo teatro? Non gliene frega niente a nessuno del teatro.

B Come, non gliene frega niente a nessuno?

A Mi parli di s, della sua vita intima.

B Ma cosa gliene parlo a fare, se non gliene frega niente a nessuno!

A Quello il teatro. Mi parli di s.

B Ma io faccio teatro.

A Adesso no. Sta parlando con una ninfomane.

B Ma perch sto scrivendo un testo.

A La vuoi finire? Cos non andiamo avanti.

B Si. Scusa.

A Il suo rapporto con le donne?

B La mia ultima ragazza, dieci anni fa, lultima che ho avuto, passava le ore a giocare col mio sesso, convinta che non dovesse mai alzarsi.

A Poi?

B Poi, quando ha cambiato ragazzo, un africano, finita in manicomio a gonfiare palloncini.

A Perfetto.

B Come perfetto?

A Scarto.

B Ma tu non parli?

A Dai, che va benissimo!

B Mia madre il mio unico vero amore. Lunica che sappia apprezzarmi. Lei cosa fa nella vita?

A Sono laureata in storia dellarte e dipingo.

B Cosa dipinge?

A Ora sto dipingendo un fondo nero.

B Un notturno?

A La mia visione del mondo.

B Interessante.

A La negazione di tutto un passato artistico. Lei cosa ne pensa?

B Io ho uno strano rapporto col passato. Sono un po legato ai clich. Anche perch non vedo nientaltro.

A Dovr guarire da questa malattia.

B Malattia, dice? Si. Forse una malattia. Lei, invece?

A Cosa?

B Mi parli di suo padre.

A Non mi va.

B Anche suo padre fuggito con la baby-sitter?

A No. Mio padre...non...

B Si rilassi. Come se fossimo al bar.

A Non... non mi ha mai accettato...

B Non voleva che facesse lattore?

A No.

B E difficile, eh?

A Si.

B Come la capisco. Io e lei siamo uguali.

A (Come risvegliandosi) Oh! Io sono la ninfomane.

B Ma questa ninfomane pittrice o attrice?

A E pittrice.

B Ah.

A Mi sono confusa.

B E lei ha avuto un maestro?

A Un maestro? Che maestro?

B Qualcuno che labbia educata al suo mestiere... come un padre...

A (Con foga) Ma non ha ancora capito che bisogna distruggere?

B Cosa?

A Tutte le convenzioni, i clich, le cattive abitudini, i luoghi comuni...

B Ma perch?

A Bisogna cancellare... dimenticare... ricominciare. Ci vorrebbe una guerra... un cataclisma...

B Ma lei non ha paura di sbagliare?

A In che senso?

B Nel senso che forse... si potrebbero fare anche altre cose.

A Lei vive fuori dal mondo...

B (Senza averlo ascoltato) Cose importanti...

A Importanti... Per esempio? (Pausa)

B Nascere.

A Scarto!

B (A bassa voce) Ho appena scoperto un concetto importante.

A E un clich.

B Lei non crede che per un artista ci sia il rischio di non nascere mai?

A Io sono nata.

B Nata per distruggere.

A Lei non nascer mai finche non avr fatto piazza pulita di tutte le cose che la tradizione le ha imposto. Tutte le cose che ha imparato sono solo un fardello.

B Ma io cosa ho imparato? Niente. Quattro letture, tre comparsate, qualche nozione. Devo ancora cominciare.

A Questo quello che crede lei.

B E allora? Non devo fidarmi di quello che credo io?

A Se le riesce...

B Dovr pur avere fiducia in me stesso un giorno. Prima o poi, mia madre non ci sar pi.

A Ma lei parla di maestri... di padri... troppo grande per fare questi discorsi.

B Io il mio maestro non lho ancora incontrato, ma lo aspetto ancora. Lo aspetto. Perch sono sicuro che lui verr, e quando verr avr fiducia in me.

A E un illusione. Aspetter tutta la vita.

B (Senza ascoltarlo) Io ho un grande progetto! Nascere. Nascere e diventare un grande centro denergia, voglio diventare linfa vitale per gli altri attori.

A Lei sta ripetendo parole dette da altri.

B (c.s.) Io, proprio io, si. Voglio illuminare i loro volti, far scintillare i loro occhi. Non ne posso pi di questo grigiore e questo egoismo.

A (Scoppiando a ridere) Clich... luoghi comuni...

B Tutto quello di cui ho bisogno sentirmi amato, anche una sola volta. Per aprirmi, per scoprirmi, per sfidare la morte e la vergogna. Vorrei trovarmi ad una prova con una specie di chirurgo che mi aprisse il ventre, la testa, il cuore e mi dicesse: vedi coshai dentro? Roba buona. Vuoi lasciarla qui o vuoi donarla a qualcuno? Come si donano gli organi. Un attore ha degli organi in pi. Cosa se ne deve fare? Deve darli via. Per vivere e per gioire. Io sapr mai cosa ho dentro? Chiss!

A Come patetico.

B Me lo dice sempre la mamma.

A Non so se sar possibile per lei cambiare.

B Sto tentando una nuova strada ora. Con un mio amico. Questo mio amico ha tante idee, ed pieno di fiducia in se stesso.

A Davvero?

B Si. Io spero che ne abbia un pochino anche in me. (Pausa) Finora non me ne ha dimostrata molta. Mi critica sempre.

A Non essere cos patetico. Fai una scarto.

B E che ci stavo riflettendo proprio ora, signorina Monica. Questo mio amico non fa che criticarmi. Mi dice sempre che sono pieno di clich. Le sembra giusto?

A Ma lo ha ammesso anche lei di avere tanti clich.

B Si, ma io lo dicevo perch stavo interpretando una parte.

A A me sembrava che parlasse di s.

B No. No. Non confonda. Io facevo la parte di un attore imbranato, pieno di clich, che sfugge allattenzione degli altri e parla sempre della mamma. E unidea sua. (Pausa) A proposito, chi far questa parte?

A Lei che parte pensava di fare?

B Non lo so. Non questa, ovviamente. (Pausa. Piano) La farai tu questa parte?

A Scarto.

B Chi far questa parte?

A Io sono una pittrice. Non posso dirle chi far questa parte. Decider il regista, suppongo.

B Il regista? Io sto parlando a te. Non alla ninfomane.

A Potrebbe farmi la gentilezza di fare uno scarto? La conversazione mi sembra improponibile.

B Prima rispondimi. Sono il tuo collaboratore e ho il diritto di sapere.

A Parla troppo di s, lei. E descrittivo.

B Ora parlo troppo di me. Prima sei stato tu a chiedermi di farlo. Volevi sapere addirittura della mia vita intima. (Pausa) A proposito, perch prima volevi sapere della mia vita intima?

A Prima quando? Ci siamo appena conosciuti.

B Non fare la ninfomane. Sto parlando con te.

A Lei sta facendo una gran confusione. (Pausa)

B Certo. Come al solito. E tu? Tu, come al solito, stai facendo il furbo. O mi sbaglio? Cosa volevi da me? Rispondi! Volevi delle idee per il testo, di cui non sapevi ancora niente? Non cos? Sarei io lattore imbranato, cretino, omosessuale, mammone, dinosauro, pieno di clich...

A Cosa le prende?

B E per questo che mi vuoi nel progetto? Vero? In effetti, cera da chiedersi perch un genio come te si metta a collaborare con un dinosauro...

A Lei sarebbe giustissimo per una pice di Giacosa o di Dumas. Ha le note giuste.

B E tu cosavresti fatto? Il tossico maledetto che poi muore, commuovendo la platea?

A Vedo che il suo amico ha ragione. Lei ragiona solo per clich.

B Rispondi!

A Lei fa troppe domande.

B E lei un sacco pieno di merda.

A Prego?

B Lei solo un contenitore di stronzate. Un provocatore da quattro soldi. Mi dica qualcosa in cui riesce a credere. Forza! Non quello che vuole distruggere. Quello, ormai, lo so bene. Qualcosa di costruttivo. Che cos un attore per lei?

A (Tra s) Niente.

B E certo. Per me sa cos un attore? Senta il mio clich. Lattore qualcosa di molto fragile. Qualcosa che bisogna saper trattare con attenzione, come per un oggetto di cristallo.

A Un dinosauro...

B (Parlandogli sopra) Nessuno pu richiedergli di essere uno scrittore, o un regista, o un organizzatore. Non gli si pu imporre niente, oltre alla sua disponibilit. La sua disponibilit a rimanere bambino, a rimanere ingenuo, credulone, sognatore, giocatore. Sono abbastanza banale?

A No.

B E invece si. Sono banale!

A No. Lei ha detto la verit.

B Sono solo clich.

A No. Lei ci crede. Ci crede...

B Gli scarti... sono usciti fuori gli scarti...

A Non esistono gli scarti.

B Gli scarti siamo noi. Con le nostre banalit, le nostre paure, i nostri dubbi...

A Lei non come me. Lei diverso.

B (Scoppiando a ridere) Siamo degli scarti... degli scarti...

(Lunga pausa)

A Devi entrare in scena. Sta arrivando Fortebraccio.

B Anche tu devi entrare.

A Non so se verr stasera.

B Come, non verrai?

A Non mi va. Sono stufo.

B Ma ti butteranno fuori della compagnia!

A Che mimporta? Sono richiestissimo sul mercato. Sono tra i migliori alabardieri dItalia. (Pausa)

B Cos ci divideremo.

A Per te sar meglio.

B Allora neanche io entro in scena.

A Perch?

B Non mi va. Sono stufo. (Pausa) Veramente sar sempre un alabardiere?

A Come me. Siamo due alabardieri modello. Siamo troppo bravi. Miti e silenziosi.

B Ma se stiamo sempre a litigare.

A Tra di noi. Con gli altri siamo due perfetti alabardieri. A nessuno verrebbe mai in mente di proporci una parte.

B Allora incazziamoci e facciamoci dare una parte.

A Non sono abituati. Ci caccerebbero via e basta.

B Allora andiamocene insieme! Scappiamo!

A Per andare dove?

B Abbandoniamo tutto. Si dimenticheranno di noi. E poi torneremo per proporci come Amleto.

A Amleto... che parte cretina. Che testo cretino.

B Ma Shakespeare.

A Appunto.

B Va bene. Io torner per Amleto e tu tornerai per proporre il tuo testo. Con un altro titolo, per. Scarto continuo fa troppo thriller.

A Pensi che il problema sia il titolo?

B Anche quello conta. Cosa credi? Ce ne possono essere tanti. Cera una volta uno scarto. Il tossico scartato. Tossico e i suoi fratelli. Scarti oggi. Scarto finale. Scarti proibiti. Il tossico, lattore e la pittrice. Scartando lattore. Gli scartoni animati. Scartossico. Scartissimo. Scarto, tiro e goal. (Pausa)

A Va bene. Entriamo in scena.

B Che brutto questo spettacolo.

A Ci si nasconde bene.

B Io non voglio pi nascondermi. Voglio fare Amleto.

A Ora vuoi fare Amleto?

B Io me lo sento dentro. Con tutti quei dubbi... (Pausa)

A (In uno scatto denergia) Tu devi guardare avanti. Tu sei sulla strada giusta. Capito?

B (Sorpreso) Io?

A Si. Dentro di te c qualcosa. Io ho fiducia in te.

B Davvero?

A Si. Il futuro sar diverso.

B Come?

A Ma tu ci devi credere.

B Si.

A Il futuro... sar lalabardiere.

B Come?

A Quel ruolo rimasto nellombra per secoli, affiorer finalmente a ruolo da protagonista, sbalordendo tutti gli aspiranti primi-attori. Amleto rimarr solo un titolo. Qualcosa da evocare. Una comparsa, una diapositiva, un teschio... anzi, niente.

B Ma io voglio fare il protagonista.

A Ci saranno altri protagonisti. Protagonisti nuovi.

B E chi saranno?

A Chi saranno?

B Tu lo sai?

A Certo.

B E dimmeli.

A Bernardo e Marcello.

B E chi sono?

A Sono i personaggi che facciamo noi, a cui per hanno tagliato le scene. Per questo appariamo alla fine come fantasmi.

B Ah, noi siamo Bernardo e Marcello. Non lo sapevo.

A E se lavessi saputo?

B Mi sarei preparato. Ma chi Bernardo e chi Marcello?

A E lo stesso. Ci hanno vestiti uguali. Jeans e maglietta. Un Amleto di oggi, come dice il regista. Un Amleto che presto nessuno ricorder pi. Mentre nessuno dimenticher il nostro spettacolo. Lo spettacolo del secolo, la rivalsa degli artisti incompresi, la vendetta dellalabardiere!

B (Euforico) Tu ci credi?

A Tu?

B Io si!

A Allora anchio.

B Per il testo andr un po riscritto.

A Lo faremo noi.

B Noi? Ah gi. Shakespeare non pu. (Pausa) E se qualcuno lavesse gi fatto?

A Chi?

B Non lo so. (Prevenendo la reazione dellaltro) Hai ragione. E se non lo so, perch non mi sto zitto?

A Perch? (Pausa)

B Senti, io credo... credo che la tua idea migliore sia ancora quella dei due attori nudi. Credimi, quella pi chiara. Proponiamola. Facciamola. Far scandalo. Forse ci vuole lo scandalo. Era buona lidea.

A Ti piaceva?

B Si.

A Anche a me. Lidea non era male.

B Allora facciamo quella.

A No...

B Perch no?

A E che...

B Che c?

A Tu non sei bello da vedere nudo. Sei pieno di smagliature.

B Perch non me lhai detto, prima?

A Non sono cattivo fino a questo punto.

B Ma ora me lo hai detto.

A Ora dobbiamo entrare in scena. Non hai il tempo di pensarci.

B E invece sei stato ancora pi cattivo. Ora entrer pensando a questo, mi distrarr e mi sentir una merda.

A Ma dai... tu ti sai nascondere.

B Non voglio pi nascondermi. Hai capito o no? Voglio farmi vedere. Voglio essere lattore, il buffone...

A Allora vai fino in fondo.

B Eh?

A Vai!

B (Spaesato) Dove?

A Vai! Prendi coraggio! Prendi coraggio e, mentre quel cretino sta morendo, nei dieci minuti che impiega, spogliati, completamente nudo, con sicurezza, mettiti bene in luce, vieni in avanti, mostra bene le tue smagliature, il tuo cazzo, il tuo culo e parla a tutti dei tuoi clich, della tua vita. Come hai fatto con me. Con parolacce, pregando, ridendo. Come ti pare. Sincero!

B E un trabocchetto?

A No. E la tua strada. Prendi coraggio e fallo. Domani sarai su tutti i giornali e, come minimo, tinviteranno in qualche talk-show televisivo. Diventerai famoso, ti pagheranno, ti correranno dietro e tu magari, che sei un artista, dirai di no perch vorrai fare il tuo teatro del clich. Fai il tuo teatro del clich!

B Ma perch non ci vai tu?

A Perch io non ci crederei.

B Ma tu non credi a niente? (A non risponde. Cambiando tono) Io ti capisco.

A Anchio.

B Lo so.

A E per questo che rimaniamo insieme.

B Quindi, tu... verresti con me a fare il teatro del clich?

A Sarei il tuo servitore.

B Va bene.

A (Emozionato) Va bene... cosa?

B Vado. (Sincammina verso luscita, si ferma e si gira lentamente. Pausa) Ma... secondo te, se il pubblico ci fa scoprire quali sono le nostre idee... noi, poi, ci crederemo veramente o... o saremo capaci a quel punto di mettere in dubbio anche le idee del pubblico?

A Vai...

B Si. (Fa lo stesso movimento di prima, rigirandosi per un altro dubbio) Unaltra cosa. Ma se noi, per caso, non avessimo niente da dire, ma facessimo solo progetti cos... tanto per sorprendere, siamo sicuri che il pubblico se ne accorger?

A Secondo me?

B Si.

A Secondo me, il pubblico se ne accorger.

B (Rassicurato) Ah.

A Per... (B si ferma terrorizzato) Per pu anche essere che tu... poi non capisca il pubblico.

B E quindi che mi rimanga il dubbio.

A E certo.

B (Addolorato) Mmh.

A Vai?

B Vado... (Rimane fermo) Sai cosa penso?

A D.

B Forse... forse noi dovremmo essere orgogliosi di avere tutti questi dubbi...

A Dove lo hai letto?

B No. E una... (Con fatica) una certezza che mi era venuta.

A Allora sbrigati, prima che ti venga un altro dubbio.

B Vado. (I due si guardano. Pausa. B sorride) Ci sei cascato. Era un clich. (Buio)

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