SCAURI, 20 AGOSTO 1966
Commedia in 3 atti e 4 quadri di:
Patrizia De Cristofaro
TRAMA
Geppino Di Lorenzo e Melania Santoro sono fidanzati, ma la mamma del ragazzo, Menichina, va sbandierando a destra e a manca che Melania non degna di suo figlio perch troppo zoccolina. Per quando la ragazza vince il titolo di Miss Lido Scauri 1966
Intanto Augusto Di Lorenzo, il marito di Menichina, scherza in modo abbastanza pesante con la signora Salvati, con sommo disappunto di sua moglie la quale tiene molto alla forma. Giovanna, nipote dei Di Lorenzo, si barcamena a dare ragione ora a questo, ora a quello, a seconda il vento che tira; partecipa alla serata di Miss Lido Scauri 1966 e forse si fidanzer con Fof. I piccoli Umbertino e Teresita si divertono a scimmiottare gli adulti. La signora Dora Franzelli gelosissima di suo marito Clemente perch secondo lei luomo fa troppo lo scemo con la vedova Clelia Delneri. Adriana, la figlia quindicenne dei coniugi Franzelli, si strugge damore per Flavio, il bel figlio della Delneri.
PERSONAGGI
AUGUSTO DI LORENZO
MENICHINA, sua moglie
GEPPINO, loro figlio
GIOVANNA, loro nipote
MELANIA
FOFO MASTRANZA
FELICE
SIGNORA SALVATI
TERESITA, figlia della Salvati, 5 anni
MARCELLO, negoziante di giocattoli
LAURETTA
CLELIA DELNERI
FLAVIO, suo figlio
COSTANZO, barista
CARLO, bagnino
CLEMENTE FRANZELLI
DORA, sua moglie
ADRIANA, loro figlia, 15 anni
UMBERTINO, loro figlio, 9 anni
ANTOINE, presentatore
ROSSANA
AVVENTORI, comparse
GIANNI
GINO
PAOLO componenti del complesso The Beach Room
PAKI
(Canzoni del jukebox: Nel sole; Il peperone; Andiamo a mietere il grano; Il mare in cartolina; La rapsodia del vecchio Liszt; Michelle;Il ragazzo della via Gluck; Che colpa abbiamo noi; Tema; Nessuno mi pu giudicare; Perdono; Rider; E la pioggia che va; La notte; Il mondo; Lei; Notte di ferragosto. Canzoni eseguite dal complesso: Il gegheg; Sapore di sale; Nun peccato; I watussi; Una rotonda sul mare; Roberta e qualche altra canzone confidenziale a discrezione del regista)
PRIMO ATTO
PRIMO QUADRO
Scauri, 20 agosto 1966. Ore otto del mattino.
Lo spiazzo antistante una salumeria (in fondo a destra) e un negozio di giocattoli (in fondo a sinistra). Si entra nella salumeria scostando gli elementi di una tenda parasole di plastica gialla. Alla sinistra della salumeria c il cartellone pubblicitario dellambra solare Coppertone, mentre dallaltra parte c quello dei formaggini Invernizzi milione. Il negozio di giocattoli, in verit, un emporio che vende le cose pi svariate: bamboline, palette, secchielli, formine di plastica, rastrelli, bocce, pinne, canne da pesca, occhialini da mare, tamburelli, occorrente per cucire, ecc.
Allalzarsi del sipario Marcello, il proprietario del negozio, sta esponendo la sua merce, per cui entra ed esce con una certa libert fino a quando arriver la signora Salvati. Dopo un poco dalla salumeria entrano Menichina e sua nipote Giovanna.
GIOVANNA (ha 20 anni, ma si esprime ed di indole iperprotettiva e preoccupata come una donna navigata) Zi Menichi, per chesta salumeria ha sempe tenuto a rrobba bona, vero?
MENICHINA (si trascina un carrello per la spesa. Orgogliosa, con spiccatissimo accento napoletano) E comme! Giova, a zia, a quanno vengo a villeggia a Scauri, so venuta sempe a ffa a spesa cca. Chesta salumeria ma fece conoscere a signora Franzelli quinnece anne fa: era incinta e Adriana.
GIOVANNA Figurete!
MENICHINA Oh. Mo famme ricorda. Allora: o mercato simme iute; a carne lavimma pigliata; a salumeria pure simme venute Che ato avimma fa?
GIOVANNA Ce navimma i a casa. A chestora zi Augusto e Geppino gi se saranno scetate.
MENICHINA (superficiale) Eh Statte accorta.
GIOVANNA (ridendo con nervosismo) Uh! Statte accorta.! Zi Menichi, mo so llotte passate. (Alludendo ad Augusto e a Geppino) Chille so uommene: ca famma se cccano e ca famma se sceteno.
MENICHINA E ghiammo. (Mette la mano in una tasca del prendisole, quindi nellaltra, poi inizia ad asciugarsi il sudore con un fazzoletto. Le si disegna sul volto la tipica espressione di chi sia stata colta da un malore improvviso)
GIOVANNA (insiste) E vulimm i?
MENICHINA (frugando meglio nelle tasche, con un filo di voce) S Giova aspetta nu mumento
GIOVANNA (allarmata) Zi Menichi, che c? U! Tu tiene tutto o sanghe a parte ra capa! Ma non ti senti bene?
MENICHINA (continuando a cercare) No, sto bona. E che Giova, io nun trovo e cchiave ra casa.
GIOVANNA (catastrofica) Uh mamma mia! E mo comme facimmo?! Zi Menichi, tu aspietteme cca, che io vaco a chiamma e carabiniere.
MENICHINA (c.s., incuriosita) E carabiniere?
GIOVANNA (c.s.) E ppe forza! Si zi Augusto e Geppino so asciute oppure stanno fore o balcone e nun ce senteno, nuje comme trasimmo? Sienteme a me: vaco a chiamma e carabiniere. Tu nun te movere.
MENICHINA (serena) Ma nossignore. Tu si sempe esagerata, figlia mia! (Alludendo alle chiavi) Mo se trovano. Chianu chianu.
GIOVANNA (ansiosa) Zi Menichi, cerca e tarricurda Te ffusse scurdate ncoppo banco ra macelleria? Llavisse appoggiate inavvertitamente vicino o fruttivendolo quando simmo iute a compra i peperoni? Stessero inta salumeria?
MENICHINA (infastidita) Giova, pe piacere, calmate nu poco.
GIOVANNA (c.s.) Va bene, ma rico: si e cchiave nun se trovano
MENICHINA (serena) Mo se trovano, nun te preoccupa.
Menichina e Giovanna cercano in ogni dove, La signora Di Lorenzo con calma e Giovanna agitatissima. Dal fondo a destra entra la signora Salvati che tiene per mano la piccola Teresita, sua figlia, una bella bambina di 5 anni. La donna e la bimba si avvicinano al negozio di giocattoli.
SIGNORA SALVATI Buongiorno, Marcello.
MARCELLO (rispettoso) Buongiorno, signora. (Dando alla bambina un buffetto sulla guancia) Ciao, Teresita.
TERESITA Ciao. Mi dai la Sheila? E arrivata?
MARCELLO (prende una bambolina e la d a Teresita) Eccola qua.
TERESITA (entusiasta, ammirata e vivace ) Come bella! Guarda, mamma.
SIGNORA SALVATI Bellissima. Marcello, mi devi credere: stanotte ogni tanto Teresita mi chiedeva a che ora dovevamo venire da te. Quasi non ha dormito.
MARCELLO (sorridendo) Il pensiero. Eh i bambini
SIGNORA SALVATI Quanto pago?
MARCELLO Sono duemila lire.
SIGNORA SALVATI Eh Esagerato! Mille e cinquecento lire.
MARCELLO Va be, proprio perch siete voi, datemi mille e ottocento lire.
SIGNORA SALVATI No, Marcello: mille e cinquecento lire, se no ce ne andiamo. (E continua a trattare il prezzo)
MENICHINA (in questo momento apre la zip di una tasca della borsa della spesa e trova la chiave) A vi ccanno, a vi Santa Lucia mia!
GIOVANNA Teh!... Steva a purtata e mano. Quannuno sha da ncazza Zi Menichi, mo avimma correre subito a casa, che zi Augusto e Geppino ce aspettano pe fa colazione. U, vire buono addo miette a chiave,
MARCELLO (intascando i soldi) Grazie.
SIGNORA SALVATI A te. Teresita, andiamo. Ciao, Marcello.
MARCELLO Buona giornata, signora.
TERESITA (c.s.) Mamma, mamma, mi compri anche Simona?
SIGNORA SALVATI (severa) No! Basta! Andiamo!
GIOVANNA Uh, zi Menichi, a signora Salvati.
MENICHINA (meravigliata) A signora Salvati? Addo sta?
GIOVANNA A vi llanno: vicino o negozio e giocattole e chella criatura a figlia. Aspetta, comme se chiamma
MENICHINA Teresita.
GIOVANNA Brava!
MENICHINA (dopo averla scorta, sicura del fatto suo) Noo. Giova, tu he pigliato na svista. A signora Salvati nun vene a Scauri a nu paro ranne
GIOVANNA (testarda) S, te rico che essa. Aspetta, mo ce o domando. (Prima che Menichina possa fare qualche obiezione, gi vicina alla signora) Buongiorno.
SIGNORA SALVATI (sulle sue) Buongiorno.
GIOVANNA Non vi ricordate di me?
SIGNORA SALVATI (c.s., non ricorda) No veramente Mi scusi Lei chi ?
GIOVANNA Come. Sono Giovanna, la nipote della signora Di Lorenzo.
SIGNORA SALVIATI (mortificata e commossa) Oh Giovannella (Labbraccia) Mi devi scusare se non ti ho riconosciuta subito, ma sto attraversando un brutto periodo perch Beh, lasciamo perdere Come stai, Giovanne?
GIOVANNA Bene, grazie.
SIGNORA SALVATI E la zia?
GIOVANNA Sta l.
SIGNORA SALVATI La voglio salutare. Vieni, Teresita, andiamo a salutare la signora Di Lorenzo. (E con la bambina e Giovanna si avvicina a Menichina. Abbracciandola con trasporto) Cara signora Di Lorenzo! Come state?
MENICHINA (altrettanto cordiale) Eh, discretamente. Signo, allora mia nipote aveva visto giusto. Io poi, siccome lanno passato non vi ho vista, ho detto: No, Giova, ti sbagli.. Invece siete proprio voi. Siete ritornata unaltra volta. Brava! Ciao, Teresita. Come ti sei fatta grande.
TERESITA Mamma, la signora chi ?
SIGNORA SALVATI La signora unamica di mamma, tesoro.
MENICHINA Signo, e quel simpaticone di vostro marito come sta? (Divertita) Ci faceva fare un sacco di risate. Voi vi ricordate? Era geloso di voi. Ah, ah. (La Salvati si rannuvola)
TERESITA (abbacchiata) Pap partito per un viaggio e io e la mamma non sappiamo quando ritorna.
MENICHINA (ha capito. Triste) Mi dispiace. Condoglianze. Io non sapevo niente.
GIOVANNA Sentite condoglianze.
MENICHINA (c.s.) Signo, quando successa la disgrazia?
SIGNORA SALVATI (turbata) Scusatemi Vengo subito (Si accosta con sua figlia a Marcello. Sottovoce) Marcello, per piacere, intrattieni Teresita. Falle vedere tutto quello che vuole.
MARCELLO (ossequioso) Non dubitate. Ci penso io
SIGNORA SALVATI Grazie. (Torna presso le due donne) Eccomi qua. Mi dovete scusare, ma non volevo parlare davanti alla bambina perch Teresita non sa niente e per il momento non voglio che sappia.
GIOVANNA E giusto.
MENICHINA Certo. Come no. Avete fatto bene. E meglio che i bambini rimangono fuori quanto pi possibile da queste cose cos triste. Signo, e quando finito a buonanima e vostro marito?
SIGNORA SALVATI Ma mio marito non morto. Io e mio marito non viviamo pi insieme. Lanno scorso ci siamo separati.
GIOVANNA (non crede a ci che ha ascoltato)Uh!!! Madonna! Veramente? Voi che dite?
MENICHINA AspettatePerci lanno scorso non siete venuta a Scauri?
SIGNORA SALVATI (sospirando) Eh, s, purtroppo.
GIOVANNA (c.s.)Teh! Cose dellaltro mondo! E come va, neh, signora? Io mi ricordo che voi e vostro marito vi volevate cos bene
SIGNORA SALVATI (c.s.) Eh Giovannella cara, si vede che io gli volevo bene, ma lui Alla prima occasione mi ha fatto le corna. Sapete, trovava le solite scuse: Mi devo trattenere in ufficio; Ho una riunione E io come una scema gli credevo. E gli ho creduto fino a quando Lanno scorso, una sera il dieci marzo, per la precisione e chi se lo pu scordare!... Torno a casa ero andata a trovare mia madre e lo trovo con la sua segretaria (abbassando la voce e un poco a disagio) in un atteggiamento che non lasciava dubbi. Mi cadde addosso una pentola di acqua bollente. Mi feci le valigie e me ne tornai da mamm.
GIOVANNA (segnandosi) Ges, Giuseppe, santAnna e Maria! E bravo! Sembrava un uomo tutto dun pezzo vostro marito, invece come dice zi Augusto, teneva o serpe into manecone.
MENICHINA (dopo una pausa) Signo, ma io so naso fino. Io avevo capito che vostro marito teneva qualche cosa a se fa perdona. Signo, voi vi siete dimenticata che vostro marito era talmente geloso che a un altro poco, parlando con decenza, non vi faceva andare nemmeno nel gabinetto a voi sola?
GIOVANNA (con un gesto eloquente, per mandare sua zia a quel paese) Jammo! Zi Menichi, tu po! La signora Salvati una bella signora e giustamente il marito era geloso. Piuttosto, lui non si doveva permettere di fare una cosa del genere.
MENICHINA Sissignore, Giova, a zia, o marito ra signora stato un maiale e va bene Signo, scusate la parola sconveniente, eh?
SIGNORA SALVATI No, figuratevi! Avete detto la verit.
MENICHINA Giova, staje a senti a zi Menichina pecch io so na femmena pratica ra vita. Quando n ommo fa troppo o geluso, quando asfissiante, quando n ommo scassa mbrello, insomma, chesto sta a significa che isso che nun marcia adderitto.
GIOVANNA (stringendosi nelle spalle) Mah che ti devo dire io (Interessata) Signo, e la bambina che dice? Avete detto che non sa niente Povera anima innocente!
SIGNORA SALVATI (mesta) Eh Che deve dire, che deve dire Poveretta Sono stata fortunata che il padre fa un lavoro che lo porta spesso a viaggiare e le ho potuto dire che questa volta il pap star fuori pi tempo del solito. Ma secondo me E passato pi di un anno Se sapessi, a volte fa tenerezza. Quante volte mentre sta dormendo, salta e grida: Pap!.
GIOVANNA Teh Poverina!
SIGNORA SALVATI (nel tono di chi voglia darsi una smossa) Va be, adesso basta. Non voglio parlare pi di queste cose. Parliamo daltro.
GIOVANNA Avete ragione, meglio. Parliamo daltro.
SIGNORA SALVATI Signora, voi state un amore. E don Augusto come sta?
MENICHINA Bene, sta bene, grazie.
SIGNORA SALVATI (divertita, alludendo ad Augusto) Si vuole giocare sempre la ciambella a scopa, o no?
MENICHINA (divertita a sua volta) Sempre, sempre. Vi ricordate, eh?
SIGNORA SALVATI (c.s.) E come, no? Mi ricordo che io vincevo e don Augusto si arrabbiava. E vostro figlio? E fidanzato ancora con quella Melania?
GIOVANNA (ridacchiando) Aeh!!!... Signora, mo avete toccato un tasto spinoso.
SIGNORA SALVATI Perch?
GIOVANNA (c.s. e tentennando) Perch Diciamo che mia zia non vede di buon occhio questo fidanzamento.
SIGNORA SALVATI (stupita) Ma veramente? Io mi ricordo, anzi, che voi eravate contenta che Geppino si era fidanzato con Melania perch Melania era una brava ragazza Mi ricordo male?
MENICHINA No, signo, vi ricordate bene. Giova, a zia, chiaro che se tu dici cos, chi sa a signora Salvati che si crede. Signo, il fatto che mi sono accorta che Melania non degna di Geppino perch un poco zoccolina.
SIGNORA SALVATI (superficiale) Noo! Che dite? Io non credo proprio! E una vostra impressione.
MENICHINA No, signo, scusate, ma io so quello che dico. Signo, io sono venuta a sapere che questa Melania ha fatto lei la dichiarazione a mio figlio e questo non sta bene.
SIGNORA SALVATI (c.s.) Eh Non significa niente! Vostro figlio timido e secondo me perci stata Melania a fare il primo passo. Ma sono sicura che Geppino gi la voleva bene.
MENICHINA Ad ogni modo questa Melania sta tutto il giorno in giro ncoppe motociclette e lluommene! Signo, na bona guagliona certe cose non le fa!
GIOVANNA E giusto: non sta, non sta.
SIGNORA SALVATI (c.s.) Ma no! Signora, voi non vi dovete fossilizzare in certe sciocchezze. Oggi una ragazza che sta sempre chiusa in casa dove la trovate pi! Giovanne, mi meraviglio di te: pure tu sei ragazza
GIOVANNA (accomodante) Ah, certo. Ma quando troppo, troppo.
SIGNORA SALVATI (insinuante) Perch, a te non ti mai capitato di farti dare un passaggio sulla motocicletta da qualche tuo amico? Dici la verit.
GIOVANNA (divertita) Io? Seh! Signora, avete trovato il tipo!
MENICHINA (circospetta) Signo, quello il fatto sapete qual ? E che a Napoli ci sta la figlia di una commarella mia Reginella, Giova Signora Salva, non offendendo, una bravissima ragazza Ma Geppino niente. Non ne vuole sapere. (Con maggiore circospezione alla Salvati) Questa Reginella non ha mai fatto lamore con nessuno. Capitemi
SIGNORA SALVATI Ho capito.
GIOVANNA (c.s.) E per forza! Chi vuo che se mette cu chillu marruffo!... Zi Menichi, pe piacere, jammo Nientedimeno, signora, questa ragazza porta ancora a gonna longa fino abbascio e piere.
SIGNORA SALVATI Veramente? Mamma mia!
MENICHINA (alludendo a Reginella) Pecch na ragazza onesta, Giova.
GIOVANNA (c.s.) Uh Teh!... Signo, allora io e voi siamo disoneste.
MENICHINA (confusa) Che centra
GIOVANNA (c.s.) No, centra. Scusa, tu hai detto che Reginella una ragazza onesta perch porta e gonne longhe. Allora significa che io, a signora e pure tu siamo disoneste perch portiamo i vestiti corti. O no?
SIGNORA SALVATI Giovannella Giovannella Sei sempre capziosa tu, eh?
GIOVANNA (seria) No, io volevo dire che mia zia ha sbagliato a
SIGNORA SALVATI (interrompendola) Va bene, va bene Non successo niente E tu? Ti sei fidanzata?
GIOVANNA (ridacchiando) Beh Insomma Cos e cos.
MENICHINA Signo, inutile! Al tempo di oggigiorno tutte le ragazze vonno fa a capa lloro U, senza salva a faccia e nisciuno!... Mia nipote, la vedete?, mi pare una ragazza posata
SIGNORA SALVATI (c.s., convenendo) Certo. Vostra nipote una brava ragazza.
MENICHINA E vero? Invece pure mia nipote Signo, quello ci sta Felice Ve lo ricordate?
SIGNORA SALVATI No no
MENICHINA S, signo, voi quando lo vedete, ve lo ricordate sicuramente. Quel ragazzo tanto educato quello che parla con un poco di zeppola in bocca
SIGNORA SALVATI Ah, s, s.
GIOVANNA (riferendosi a ci che ha detto sua zia) Un poco di zeppola in bocca, zi Menichi?! Chillo quando parla, te fa a doccia
MENICHINA (tagliandocorto) Eh, s, va bene A doccia (Ripigliando il discorso interrotto, alla Salvati) Avete visto? Ve lo siete ricordato. Emb Voi tenete presente quando e mmosche vanno attorno al miele? Eh. Accuss questo Felice runza attorno a mia nipote. Non si dichiarato ancora, per la verit, perch troppo educato e si mette paura di fare una brutta figura. Ma si vede che ci tiene.
GIOVANNA Zi Menichi, pe piacere! Chillo nu cataplasemo! A chi o vuo fa passa stu guaio!
MENICHINA Signo, le ragazze moderne il buono non lo sanno apprezzare. Sapete perch Giovanna dice che Felice nu cataplasemo? Perch questa signorina qua ha perzo a capa pe nu bellu mobile che ha conosciuto allinizio del mese ncoppa spiaggia. Si chiama Fof. Io appena me ne so accorta, mi so messa in movimento e mi so informata questo Fof chi , chi non Oddio, non ci sta niente da dire, per Signo, voi sapete questo ragazzo come fa e cognome? Mastranza.
SIGNORA SALVATI (incuriosita) Beh?
MENICHINA Ges! Allora non avete capito? Io poi devo vedere che un domani mia nipote diventa la signora Mastranza, che se sbagliano a dire, dicono la signora Mastronza?
GIOVANNA Vedete mia zia a che cosa andata a pensare!
TERESITA (avvicinandosi correndo verso la Salvati e mostrandole un set di bocce di plastica, vivace) Mamma, mamma! Guarda. Marcello mi ha regalato le bocce. Ci sta anche il pallino.
SIGNORA SALVATI Ah! Che belle! Tesoro, hai ringraziato?
TERESITA (portandosi una mano alla tempia) Uh! Mi sono dimenticata Aspetta, mamma: mo vado a ringraziare. (Fa per tornare nel negozio, ma scorge Marcello sulla soglia che le sorride. Grida) Grazie, Marcello.
MARCELLO Prego.
TERESITA Mamma, mo le bocce le porto sulla spiaggia cos io e Umbertino giochiamo. S?
SIGNORA SALVATI Va bene. Ora per dobbiamo andare a casa; ci prepariamo e andiamo in spiaggia. Signora, arrivederci, mi ha fatto piacere rivedervi. Ciao, Giovannella.
MENICHINA Arrivederci.
GIOVANNA Arrivederci. Sicuramente ci rivedremo ancora, tanto stiamo qua.
SIGNORA SALVATI Come no. Di nuovo. (Esce con Teresita per il fondo a destra)
GIOVANNA (dopo aver guardato lorologio, allarmata e in fretta) Maronna!!! E nnove meno venti!!! Zi Menichi, mo avimma fa una corza a casa, che zi Augusto e Geppino stanno aspettanno a nuie pe fa colazione. Jammo, ja!
Buio.
SECONDO QUADRO
Lo stesso giorno. Sono le 11,30.
La terrazza del lido Scauri. In fondo vi unampia vetrata. Una porta a sinistra d accesso allinterno del lido. A destra una scala che finisce in quinta immette alla spiaggia. Accanto alla vetrata c un jukebox. In primo piano, partendo da sinistra, ci sono tre tavolini con delle poltroncine di plastica colorata. Due di tali tavolini sono occupati: uno dal signor Franzelli, annoiato, che legge un giornale sportivo; laltro da Felice, Fof, Adriana, imbronciata; Giovanna; Lauretta e Rossana. Le ragazze indossano shorts o bermuda con sopra una maglietta con scollo allamericana o un prendisole corto. Tutti i ragazzi indossano pantaloncini e sono a torso nudo. Tutti i ragazzi tranne Felice che veste un paio di pantaloni di antica foggia lunghi fin sotto il ginocchio e una maglietta a giro collo di un colore spento. Felice sta leggendo un libro. Dopo un poco:
VOCE (dallinterno) Attenzione prego. La signora Nella Boscaglia attesa al telefono. Ripeto: la signora Nella Boscaglia attesa al telefono.
ROSSANA U, e come va? Oggi la signora Nella Boscaglia stata chiamata a telefono con mezzora di ritardo. La cosa preoccupante: qualcosa successo.
LAURETTA (ridendo di cuore) Ah, ah Giusta osservazione, Rossa.
FOFO E si vede che oggi il marito non voleva ancora la Boscaglia.
GIOVANNA (ridendo imbarazzata) Fof, si sempe tu.
Una donna sale in fretta la scala ed esce per la porta. La donna ha un asciugamani allacciato alla meglio in vita, mentre il seno coperto dal pezzo superiore di un bikini rosso fiammante.
FOFO (mentre la donna entra nel lido, goliardico) Signo, currite, currite, facite ampressa. Si no lalbero se secca.
GIOVANNA (severa a Fof) E guarda! A vuo ferni?
FOFO (superficiale) Eh Sto pazzianno.
GIOVANNA (alludendo alla donna) S, va bene, ma chella te sente.
COSTANZO (entra dalla porta. Regge in equilibrio sulla mano aperta un vassoio contenente una tazzina di caff e una zuccheriera. Si avvicina al signor Franzelli) Ecco il caff, signor Franzelli.(Poggia il vassoio sul tavolino)
CLEMENTE (burbero) Finalmente! Devo ancora aspettare?
COSTANZO (mortificato e rispettoso) Mi dispiace che lho fatta aspettare un poco.
CLEMENTE (c.s.) Un poco? Tre quarti dora!
COSTANZO (c.s.) Le ripeto, mi dispiace, ma al bar ho avuto molto da fare.
CLEMENTE (c.s.) Va bene Quant?
COSTANZO (c.s.) Sessanta lire.
CLEMENTE (prendendo i soldi dal portamonete, c.s.) Senti, ragazzo, io adesso ti pago perch non mi piace fare discussione. Ma devi dire al proprietario del lido che deve abbassare il costo del caff a cinquanta lire, come tutti gli altri lidi e gli altri bar, altrimenti mi vedr costretto a denunciarlo per concorrenza sleale. Uomo avvisato, mezzo salvato.
COSTANZO (c.s.) Riferir. Per le devo fare rispettosamente osservare che un caff come questo, con questa cremosit, sugli altri lidi e negli altri bar non lo trova.
CLEMENTE E vero, lo ammetto. Ci tuttavia non toglie che questa concorrenza sleale. Io potrei denunciare il lido Scauri e se non lho ancora fatto, perch
COSTANZO Ma s! Lo so benissimo! Lei affezionato al lido Scauri e a tutti noi del personale ci vuole bene.
CLEMENTE (burbero) Ragazzo, poca confidenza, stai a posto tuo. E se proprio lo vuoi sapere, questo lultimo anno che vengo qua. Stamattina sotto il mio ombrellone ho trovato un ammasso di bottiglie vuote di Coca cola e per giunta mi si appiccicata una gomma americana sotto il piede.
COSTANZO Mi dispiace. Ma di questo inconveniente deve parlare con il bagnino. La spiaggia non competenza mia.
CLEMENTE (c.s.) Va bene: parler con il bagnino. Chiamamelo!
COSTANZO (mettendosi ironicamente sugli attenti) Agli ordini! (E si allontana)
Intanto la signora Boscaglia entra dalla porta ed esce per la scala.
FOFO (facendo il verso a Clemente) Chiamamelo, Costa!
COSTANZO (curando di non farsi sentire n vedere da Franzelli) A Fof, se non fosse che devo da lavora pe a pagnotta, con questo (fa il gesto dellombrello) che glielo chiamerei!
GIOVANNA (comprensiva) Hai ragione. Senti, per piacere, dopo mi porti un Piper?
COSTANZO S. Come lo vuoi? A cioccolato o a pistacchio?
GIOVANNA A cioccolata, grazie.
COSTANZO Va bene. (Esce per la porta)
LAURETTA A proposito, Rossa, ieri sera poi venuta quella coppia di amici dei tuoi a cena? Com andata? Na palla, immagino.
ROSSANA No, no, anzi. Dopo cena siamo andati pure a ballare. Siamo andati al Bikini. Laure', ll s che se fetta. Qualche sera ci dobbiamo andare tutti quanti.
LAURETTA He capito a furbacchiona?! Nun vuluta veni cu nuje o luna park e se n andata a ballare al Bikini!
Adriana, come svegliata da un torpore, si fa attenta.
GIOVANNA Scusa, Rossa, quanto costa lingresso?
ROSSANA Duemila e cinquecento lire a persona, compresa la consumazione.
GIOVANNA E nu poco caro, a verit propria. Ma se sape: o Bikini o lido dei giovani.
ADRIANA (ansiosa) E dimmi, Rossana: ci stava anche Flavio?
ROSSANA Non lho visto. Ma perch, ci doveva andare?
ADRIANA Non lo so, ma so che ci va spesso con gli amici. Tu non lhai proprio visto?
ROSSANA No. (Ammiccando) Ti piace Flavio, eh? E un bel ragazzo.
ADRIANA (portando lindice al naso) Shhh!!! Per carit, abbassa la voce. Pap sta qua vicino e potrebbe sentire.
ROSSANA (sotto tono) Ah, eh
ADRIANA (felice) S, Rossana, mi piace assai assai: lo amo. Ma lui purtroppo non si ancora accorto di me. Senti, dammi un consiglio. Secondo te cosa devo fare per farmi notare?
ROSSANA Mah Che ti posso dire?... Fai una cosa: stasera truccati di pi.
ADRIANA (c.s.) Brava! Grazie. Senti, stasera ci sta la serata per lelezione della Miss e io mi metto quel vestito blu e viola, lo tieni presente? (Rossana dice di s con la testa) E senti: poi mi metto lombretto azzurro, e il rimmel e il rigo nero. Va bene cos?
ROSSANA Perfetto!
FOFO (sarcastico) Maronna mia! Feli, mhe fatto na capa e chiacchiere! E statte zitto nu poco!
FELICE (cadendo dalle nuvole e ridendo come un cretino) Io? Io non ho detto niente.
FOFO (esasperato) Feli, io stevo ricenno chesto! Chiure nu poco stu libro! Rice quacche cosa, partecipa, parla!
FELICE (mettendo accuratamente un segnalibro dove ha interrotto la lettura e chiudendo il libro, c.s.) Eccomi qua. Cantami, o Diva, del pelide Achille lira funesta, che infiniti lutti addusse agli achei.
FOFO(c.s.) Basta, basta! Ih che allegria! Statte zitto, meglio.
LAURETTA (a Felice) Che leggi di bello?
FELICE Guerra e pace. Tolstoj.
FOFO (ironico) Na cosa leggera Giusto pe perdere nu poco e tiempo.
FELICE (serio) Beh, non una lettura amena, ma molto bella, interessante.
FOFO (c.s.) Eh!...
COSTANZO (entra dalla porta e si avvicina a Giovanna consegnandole il gelato) Ecco a te.
GIOVANNA Grazie. (Scarta il gelato e comincia a mangiarlo)
CLEMENTE (richiamando perentoriamente lattenzione del barista che sta per uscire per la porta) Ragazzo! (Costanzo si ferma) Ti avevo ordinato di chiamarmi il bagnino!
COSTANZO (ipocrita) Mi scusi, ha ragione! Mi sfuggito. Lo faccio chiamare subito.
CLEMENTE Vai e fai presto!
Costanzo esce per la porta.
GIOVANNA (a Rossana che si alzata) Addo vaje?
ROSSANA (mentre va al jukebox) A mettere qualche canzone.
LAURETTA Brava, fai bene. Un poco di musica ci vuole.
FOFO (riferendosi al dubbio gusto di Rossana in fatto di musica leggera) S, Laure', quacche canzone mo ce vo, ma no e ccanzone a cumpariello che ce piaceno a Rossana.
FELICE (a Fof) Scusami, non ho capito che cosa centrino le canzonette con il compariello.
FOFO (esasperato) Feli!!! Ma tu si e Napoli o scennisse ra muntagna?
FELICE Sono di Napoli; abito in via Luca Giordano.
FOFO Emb, nun saje che vo ricere quando na canzone a cumpariello? (Giungono le prime note dellintroduzione di Nel sole) Senti? Questo un classico esempio della canzone a cumpariello. (Accenna in modo sguaiato il ritornello, mentre Rossana canticchia sottovoce insieme al disco) Quando il sole torner Jammo, rimme tu che sta a significa sta canzone.
FELICE Ho capito. Chiamasi canzone del compariello una canzone senza un preciso significato estrinseco. Beh, io invece ti dico che questa canzone intrinsecamente un inno alla gioia, allamore, al sole che anche se vi sono le nuvole, c sempre
GIOVANNA (tagliando corto) Va buo, Feli, chiurelo stu cesso!
FELICE (con calma irritante) Giovanna, da te non mi sarei mai aspettato una parola tanto triviale.
VOCE (dallinterno) Attenzione prego. Carlo il bagnino atteso in direzione. Ripeto: Carlo il bagnino atteso in direzione.
Carlo entra dalla scala. Il bagnino ha circa 40 anni. E atletico ed abbronzatissimo. Ricorda molto vagamente Marcello Mastroianni.
FOFO (mentre il bagnino fa per uscire in tutta fretta per la porta, gli grida dietro) Marcello! Chianu chiano. (Laltro lo manda a quel paese con un gesto)
CLEMENTE (perentorio) Carlo!
CARLO (in fretta) Signor Franzelli, arrivo subito: mi stanno chiamando in direzione.
CLEMENTE (c.s.) Vieni da me! Ti ho fatto chiamare io! (Sottolineando il particolare) Da un quarto dora!
CARLO (avvicinandosi a Franzelli) Ah, lei mi ha fatto chiamare un quarto dora fa? E strano: io ho sentito lannuncio un minuto fa e, come vede, subito sono venuto.
CLEMENTE Meno male.
CARLO Mi dica. C qualcosa che non va?
CLEMENTE Qualcosa soltanto? Tutto non va, caro lei!
CARLO Se c qualcosa che le d fastidio, mi dispiace davvero, mi creda, signor Franzelli. Lei un cliente affezionato E poi, noi del personale facciamo il possibile e limpossibile per accontentare i nostri clienti.
CLEMENTE (con un sorrisetto sardonico) Non credo proprio, visto le cose che gi succedevano gli anni passati e che questanno si stanno ripetendo con pi frequenza. Basta! Questo lultimo anno che mi vedete!
CARLO (stringendosi nelle spalle) Cosa vuole che le dica? Se ha deciso cos Ma se lei mi dice che cosa le ha dato o le d fastidio
CLEMENTE (tagliando corto) Lasciamo stare. Sorvoliamo.
CARLO (insistendo) Ma no! La prego, mi dica. Risolver io il disguido.
CLEMENTE Devo sciorinare? Tu vuoi proprio che io sciorini? E va bene. Sciorino. Te lho detto gi: ti ho mandato a chiamare mezzora fa e in direzione si sono degnati di fare lannuncio soltanto da cinque minuti.
CARLO Lo so, ma lei deve capire che oggi una giornata particolare: dentro stanno preparando per stasera e al bar c folla.
CLEMENTE (continuando) Il caff qua costa sessanta lire. Vatti a fare una passeggiata sugli altri lidi: il caff lo pagherai cinquanta lire.
CARLO (niente affatto intimorito dal tono rude e deciso dellaltro) So anche questo. Vede, noi usiamo una miscela particolare. Ecco perch lei paga dieci lire in pi.
CLEMENTE (c.s.) Stamattina la mia signora ha trovato sotto lombrellone un cumulo di bottigliette vuote di Coca cola e porcherie varie. Come se non bastasse, a me si appiccicata una gomma masticata sotto il piede.
CARLO (sospirando e allargando le braccia) Eh, lo so Io e il mio collega cerchiamo di tenere la spiaggia sempre in ordine, ma purtroppo i vandali ci sono dappertutto.
CLEMENTE E sia ben chiaro: se non la smetti di ribattere alle mie obiezioni, io non so che cosa faccio. Io ho ragione!
CARLO Certo, per
CLEMENTE (furente) Tu devi soltanto addivenire a tutto quello che dico. Intesi?
CARLO Va bene. Adesso, col suo permesso, devo ritornare sulla spiaggia. (Si allontana ed esce per la scala)
FOFO (che ha assistito divertito alla scena, alludendo al bagnino) Ha fatto buono che se n gghiuto, Ce pazze nun se sape maje comme po gghi a ferni. (Dal jukebox giungono le prime note della canzone Il peperone) Tie tie! Vire o cielo che te mena!!!
FELICE Questa secondo te unaltra canzone del compariello, eh?
FOFO (ironico) Noo. Sta canzone piana di significato.
FELICE Certo. E un invito a non esporsi al sole, o per lo meno a non esporsi nelle ore centrali della giornata. Il sole fa male alla pelle, fa venire la malattia del secolo.
GIOVANNA (superficiale) Va buo, Feli
FELICE (sorridendo con amarezza) chiudi il bagno.
GIOVANNA (c.s.) No, ma noi mo stiamo in vacanza e tu te metti a pensa che il sole fa male alla pelle? Quando settembre, se ne parla.
FELICE La prudenza non mai troppa, cara Giovanna.
FOFO Feli, ma lieve na curiosit? Ma tu quantanne vuo campa?
AUGUSTO (entrando dal fondo a sinistra con sua moglie e la signora Salvati, che tiene per mano Teresita, e continuando un discorso) E vi dicevo, signo: quando mia moglie me lha detto, mi ha fatto un piacere immenso. Signo, lanno scorso Scauri senza voi non era Scauri. (Piccola pausa) Certo Mia moglie mi ha detto pure il fatto di vostro marito Che vi devo dire? Sono cose che non dovrebbero mai succedere, ma purtroppo succedono. E la vita. (Intanto sono arrivati vicino al tavolino libero) Prego, signo, accomodatevi.
SIGNORA SALVATI (sedendosi) Grazie.
AUGUSTO Menichi, assettete nu poco pure tu, o vvi? (Menichina prende posto e luomo si siede a sua volta imitando scherzosamente i bambini mentre si seggono) Ah ah! Allora. Signo, che cosa vi posso offrire?
TERESITA (che appena entrata si avvicinata di corsa alla scaletta per vedere gi sulla spiaggia, adesso va vivace verso sua madre) Mamma, mamma, Umbertino gi sta sulla spiaggia. Io vado a giocare con lui. (E si allontana)
SIGNORA SALVATI Vai, vai, tesoro. Per non ti allontanare e stai attenta, non ti fare male, mi raccomando.
TERESITA (uscendo per la scala) Va bene. (Esce)
AUGUSTO Signo, lo gradite un caff, una bibita fresca
SIGNORA SALVATI No, vi ringrazio. Il caff lho preso prima di scendere. Sar per unaltra volta.
AUGUSTO Come volete. Vuol dire che da domani mattina riprendiamo le nostre vecchie e piacevoli abitudini e ci giochiamo la ciambella a scopa.
MENICHINA (vede che in questo momento entra Melania dalla scala e sirrigidisce. La ragazza va al jukebox. Infastidita per ci che ha detto suo marito, ma soprattutto perch ha visto la sua rivale) Augu, si sempe tu!
MELANIA (indossa un costume a due pezzi e un paio di bikini. Le mani sui fianchi, si avvicina al gruppo dei giovani) Ciao a tutti! (Gli amici fanno eco al saluto) Chi manca?
MENICHINA (ironica e nervosa) E arrivata a santarella! Chi manca? E nun o ssaie chi manca?
MELANIA (sensuale) Qualcuno mi faccia sedere. Felice, se non mi dai la tua sedia, mi siedo sulle tue cosce.
FELICE (alzandosi in fretta e quasi timoroso) No, no. Prego, prego, siediti pure. Io resto in piedi.
MELANIA (si siede e accavalla le gambe, c.s.) Grazie.
MENICHINA (alludendo a Melania) Bella faccia tosta! Augu, tu he visto?
AUGUSTO No, che succieso?
MENICHINA Melania ha fatto ssere a chillu povero Felice e s assettata essa.
AUGUSTO (superficiale ed evasivo) Va buo Vo ricere che a prossima vota essa se ssa e isso sassetta.
MENICHINA (seguendo il filo dei suoi pensieri) Chillo po Felice cchi fesso che buono, scurmuso: subito s susuto e lha fatto assetta a chella sporca! Vire, vire comme sta indecente!
AUGUSTO (un poco pi nervoso, ma sempre leggero) Menichi, assamme sentere: a te che te ne mporta? Nun d retta. Vuo quacche cosa o bar?
Echeggiano le prime note di Andiamo a mietere il grano.
MELANIA (c.s.) Madonna! Quanto bella questa canzone! La adoro! (Canta con il disco) il grano, il grano
FOFO Mela, pe favore!!!
FELICE Scusami, Fof, ma io concordo con Melania: oggi come oggi, ahim!, c troppo poco personale che lavora la terra.
MELANIA (c.s.) e tra le spighe dorate avrai la mia estate ed il mio amor
AUGUSTO Menichi, a vuo quacche cosa o bar?
MENICHINA (c.s.) Tie tie! Ih che galletta e Castellammare!
AUGUSTO (disorientato) Allora? Vulisse nu cornetto? Mo chiammo a Costanzo e to faccio purta, s?
MENICHINA (c.s.) Niente Nun voglio niente Aspetta Augu, tu he sentuto? Quella allude! E s! Io po accuss aveva ritto! Piglio e ce faccio d lestate toia e lammore tuoio a chillu figliu mio! Ma famme o piacere!... A staggiona toia e lammore tuoio ce ddaje a quaccheruno ato!
AUGUSTO (dopo una pausa, studiatamente calmo) Senti, Menichi, io tengo la impressione che tu ti stai fissando. A canzone nun a cunusce? A guagliona sta cantanno pure essa. Che centra che allude?!
MENICHINA (per amore di pace) S, overo, hai ragione. Per chella nun avr maje o piacere e se piglia o figlio mio.
AUGUSTO (autoritario) Aspetta nu mumento. Mo staje sbaglianno. Menichi, oramaje Geppino tene vinticinche anne. A vita a soia e nuje nun ce avimm azzecca niente. E chiaro? Signo, diteglielo pure voi a mia moglie.
SIGNORA SALVATI Ma certo! Don Augu, anche stamattina glielho detto alla signora. Daltra parte Melania una bravissima ragazza. Non vedo
MENICHINA (con mal celato nervosismo) Voi non vedete niente, ma io veco troppi ccose, signo! Ditemi voi: quello un modo composto di sedersi?
AUGUSTO (tra il serio e il faceto) Aggio capito, jammo: quanno turnammo a casa, te porto a vere addu nu specialista.
GIOVANNA (alludendo alla canzone che il jukebox sta suonando adesso, Il mare in cartolina) Aeh!... Ma chi lha misa sta canzone?
MELANIA (impettita) Io. Bella, vero?
GIOVANNA Mela, fa schifo!
FLAVIO (entrando dal fondo a sinistra con Geppino. Appena lo vede, Adriana sussulta. Quasi tra s) E gi Uno pensa sempre Invece
GEPPINO Salute! (La comitiva fa eco al saluto. Il ragazzo si avvicina a Melania e la bacia sulla bocca)
AUGUSTO (visto che sua moglie si alzata bellicosa, temendo il peggio) Che vuo fa? Aro vuo i?
MENICHINA (frugando nervosamente dappertutto, infastidita) Niente, Augu, niente. Fa cavero: voglio o ventaglio pe mme sciuscia e nun o trovo. Dio santo! Quando se va e pressa
AUGUSTO E va buo, nun fa niente. Forse lhe rimasto a casa. Assesstete mo: tanto oggi non fa chillu caldo E vero, signo?
SIGNORA SALVATI S, si sta bene.
Intanto Flavio ha preso una poltroncina e si seduto accanto a Lauretta. Adriana fa di tutto per attirare lattenzione del ragazzo, ma invano.
GEPPINO Mo me vaco a piglia pure io una sedia. (E fa per andarla a prendere)
MELANIA (tempestiva e leziosa) Ma che sedia, Geppino! Siediti qua, sulle mie cosce.
GEPPINO (sedendosi sulle ginocchia di Melania, ben sapendo che sta per dire una sciocchezza) Certo No che pensavo che oggi non mi volevi vicino
MELANIA (c.s.) Cretino! (Lo abbraccia e lo bacia)
MENICHINA (c.s.) Siente, Augu, io cierti ccose nun me ffiro re vere. Mo o ce ne jammo, oppure me ne strafo Uh, signo, scusata Oppure nun me ne mporta niente e chello che puo dicere tu, vaco vicino a chella e ce rico che na zoccola e che ha da lassa mpace a mio figlio. (Si alza)
AUGUSTO (tra i denti, tuttavia in tono persuasivo e superficiale) Nata vota mo?! Assettete. (Sua moglie quasi meccanicamente si risiede) Na vota tanto sta a senti a tuo marito. Chille so guagliune. Lassa sta. Quando settembre se ne parla. He capito?
MENICHINA (quasi convinta) Sissignore: faccio comme vuo tu. Per quando turnammo a casa Geppino sha da mettere a ffa ammore cu Reginella.
AUGUSTO Taggio ritto che se ne parla a settembre. (Pausa. Cambia discorso) Signora Salva, avete visto? Il Festival di Napoli lhanno vinto Nino Taranto e Gloria Christian con la canzone O munno na palla.
SIGNORA SALVATI Ah, s? Ha vinto quella canzone l? No, non lo sapevo perch la serata finale non lho vista. Adesso mi sfugge perch non lho vista. Quella canzone molto orecchiabile. Poi Nino Taranto e la Christian sono il non plus ultra della canzone napoletana.
AUGUSTO (scherzoso) Signo, se o munno na palla, don Augusto Di Lorenzo il re di due mondi (La Salvati ride di cuore. Menichina gli d uno spintone) Aspita, Menichi! Nata vuttata e chesta e mme faje i direttamente a mare. Che c?
MENICHINA (irritata) E fa a perzona seria ogni tanto!
GIOVANNA (canta con il disco un verso della canzone La rapsodia del vecchio Liszt) la maggiore et. (Commenta) Questa canzone nun vo ricere niente, ma troppo simpatica.
FOFO Allora stasera jammo ncoppe go kart? Maggia rifa.
MELANIA Fof, ma sei scemo? Ti sei dimenticato che stasera c lelezione della Miss?
FOFO Ah, gi.
GIOVANNA A proposito, chi partecipa?
MELANIA Non lo so, ma io di sicuro.
MENICHINA (quasi tra s) E ti pareva!...
ADRIANA (con intenzione) Io vorrei partecipare, ma ho quindici anni. Melania, che dici? Se mi trucco bene, posso partecipare?
MELANIA Ma s! Quelli dellorganizzazione non guardano la carta didentit.
FLAVIO Invece, secondo me, tu al massimo puoi partecipare allo Zecchino doro.
Adriana scoppia a piangere ed esce correndo per la scala.
ROSSANA Adria, vieni qua.
CLEMENTE (allarmato) Adriana, figlia mia, che c? Chi ti ha fatto piangere? Dici tutto a pap tuo. (Esce anchegli per la scala)
LAURETTA Flavio, scusami tanto, ma tu perch ce lhai tanto con Adriana? Che cosa ti ha fatto di male?
FLAVIO Laure', Adriana si innamorata di me e io non la voglio illudere. Lo faccio per il suo bene.
FOFO (dopo una pausa, tira un sospiro liberatorio e si riferisce alla canzone Michelle) Ah! Finalmente! Na canzone decente!
ROSSANA Ma vero che John Lennon nato nel trentanove?
GIOVANNA Aeh!!! Rossa, tu po faje cierti domande
ROSSANA Mi venuto in mente.
GIOVANNA Che tinteressa a te! Pienze a salute!
GEPPINO A proposito del trentanove, stamattina per radio ho sentito una notizia incredibile.
FELICE S, lho ascoltata anche io: il presidente del Cile ha rassegnato le dimissioni.
GEPPINO No, Feli, nun chesta a notizia.
GIOVANNA Beh? E quale sarebbe sta notizia?
GEPPINO (divertito) Allora. Ogni anno Natale e Capodanno vengono nello stesso giorno della settimana, no?
FELICE Perfettamente! Perch il primo gennaio viene a cadere precisamente sette giorni dopo il venticinque dicembre.
GEPPINO (c.s.) Stamattina la radio ha detto che nel trentanove Natale e Capodanno sono capitati in due giorni diversi.
ROSSANA (incredula) Veramente?
FOFO Geppi, tu che staje ricenno?! E comme va, neh?
GIOVANNA Ah! Fof, o trentanove stato anno bisestile.
FOFO No, nun po essere: o trentanove dispari, lanno bisestile sempe pari.
GIOVANNA Ah, eh Giusto.
LAURETTA (avendo notato che Flavio ridacchia sotto i baffi) Ragazzi, Flavio lo sa, sta sorridendo. Dai, Flavio, dillo tu.
FLAVIO (sadico) Non ancora. Cercate di arrivarci da soli.
MELANIA Nel trentanove il regime fascista sospese il concorso di Miss Italia.
FOFO Mela, sulamente tu putive spara na vongola del genere.
FELICE Un momento. Ci sono. Nel trentanove Natale e Capodanno caddero in due giorni diversi perch il trentuno agosto di quellanno furono dichiarate aperte le ostilit che diedero inizio al secondo conflitto mondiale per lincursione dei carri armati tedeschi in territorio polacco.
FOFO Uh Feli, pe piacere
FELICE chiudi
FOFO No, nun vulevo dicere chesto Per si o vuo chiurere, nuje nun te ricimmo niente No, Feli, io ti volevo dire che noi lo sappiamo chea scola tu si o primmo ra classe. E inutile che ce azzallisce pure a staggione tu e a storia.
FELICE Come, la storia contemporanea cos bella e interessante.
GIOVANNA Jammo, Geppi, nun ce fa spanteca cchi, diccelo tu: perch nel trentanove Natale e Capodanno non sono venuti nello stesso giorno?
GEPPINO (c.s.) Perch si pensa sempre a Natale e a Capodanno. Io vi ho parlato di un anno specifico: il 1939. Tutti gli anni cos: il primo gennaio e il venticinque dicembre cadono in due giorni diversi della settimana.
ROSSANA E gi
FELICE (sorridendo) Giusto, giusto Io avevo pensato a una cosa del genere.
GIOVANNA Geppi, Maronna! Me crerevo che era! Ih che cretinata!
LAURETTA (candida) Uh!... Io non ho capito.
FLAVIO Laure', semplice: quando noi diciamo che Natale e Capodanno capitano lo stesso giorno, parliamo di due anni diversi; invece Geppino ha parlato specificatamente del trentanove.
LAURETTA Ah. Adesso ho capito.
FOFO (ironico) Menu male. Ce vuleva a zengara. (Riferendosi a Il ragazzo della via Gluck) Guagliu, intanto sta canzone a Sanremo stata scartata e sta vennenno nu sacco e dischi. Avite visto?
ROSSANA Ma per forza doveva essere cos! A Sanremo non hanno capito niente! Questa canzone sublime, paradisiaca!
GIOVANNA (ridendo per sottolineare linopportunit dellenfasi dellamica) Rossa, tu po Paradisiaca,,, Nun ce sfottere
FELICE (dopo una brevissima, ma scrupolosa meditazione) Beh, Rossana non ha tutti i torti, cara Giovanna. Il ragazzo della via Gluck una canzone a favore dellecologia e in questo modo ci riporta allEden, dove Adamo ed Eva prima di commettere il peccato originale vivevano felici e beati. (Lunga pausa) Geppino, ritornando alla celia che hai fatto prima, perch proprio il trentanove? Questo particolare mi sfugge, in verit.
GEPPINO Uh!!! Tu staje pensanno ancora o trentanove?!
FLAVIO Ha detto il trentanove per confondere le idee.
FOFO Poteva dire pure il ventisette, il trentaquattro,,, Geppi, dico bene?
GEPPINO E certo.
FELICE Giusto, giusto. (Guarda lorologio da polso, quindi constata) Sono quasi le dodici e trenta. Beh, io direi che la temperatura dellacqua del mare a questora si dovrebbe aggirare sui trentasei gradi e mezzo trentasette gradi S, alle dodici e trenta il mare raggiunge la temperatura ideala per fare il bagno. Va bene. Stando cos le cose, io chiedo permesso e mi vado a bagnare e a farmi una mulinata.
GIOVANNA (incuriosita) Che vai a fa?
FELICE Una mulinata.
GIOVANNA (che davvero non ha capito) Teh! E che na mulinata?
FELICE (mimando il nuoto con le braccia) Vado a nuotare.
GIOVANNA (esasperata) Uh!!! Feli, e parla comme tha fatto mammeta! A mulinata
FELICE Questo, cara Giovanna, un linguaggio un poco arcaico. E vado anche a pescare un poco.
FOFO Ah, bravo! Vaje pure a pisca. Cacanno?
FELICE (ingenuo) No, con la rete.
Gli amici ridono.
FOFO Ah, con la rete? Io mi credevo che pescavi cacanno.
FELICE No, con la canna non riesco a pescare. Con la rete pi facile. (Avviandosi ad uscire per la scala) Con permesso. (Esce)
GIOVANNA (ridendo) U!!!... Io io stevo murenno!...
ROSSANA (alludendo a Felice) Madonna mia! Ma si pu essere cos battilocchio?
MELANIA (c.s. ed ironica) Povero cocco!
GIOVANNA (sottovoce a tutti e in particolare a Fof) E zi Menichina vorrebbe che io mi fidanzassi con Felice
FOFO Giova, ma tua zia sta bona ca capa?
AUGUSTO (alzandosi) Menichi, io me vaco a ffa na nuotata.
MENICHINA Va, va.
AUGUSTO (alla Salvati) Permesso.
SIGNORA SALVATI Prego.
Dal jukebox giungono i primi accordi di Che colpa abbiamo noi. Augusto sta per uscire per la scala e simbatte in Clemente e in Adriana che stanno entrando. Adriana piange.
AUGUSTO (affabile) Don Cleme, ve ne salite gi?
CLEMENTE (volutamente sbrigativo ed evasivo) No, no. Devo risolvere un affaruccio. Signor Augusto, mi dovete credere: quello che sto vedendo questanno una suburra!
AUGUSTO (quasi scherzoso) Addirittura?! Signorina Adriana, e voi perch state piangendo?
CLEMENTE (rabbioso) Eh, perch, perch Perch qualcuno di quei ragazzacci lha offesa gratuitamente. Signor Augusto, voi mi insegnate che con i sentimenti non si scherza e io adesso devo fare valere le mie ragioni. Anzi, se non vi di fastidio, venite anche voi. Mi farebbe piacere se state presente perch voi siete una persona di et, perbene e rispettabilissima e mi potete dire obiettivamente se ho ragione o se ho torto.
AUGUSTO (conoscendo Clemente, ha intuito che il suo interlocutore di l a poco verr alle mani con qualcuno dei ragazzi e vuole restare fuori; nel contempo, tuttavia, non vuole farlo innervosire ulteriormente) Ma lasciate stare, don Cleme. Queste sono cose vostre, io non centro. Guardate, io mi volevo andare a fare una nuotata.
CLEMENTE (insiste e c.s.) Signor Augusto, venite con me, quando vi prego. Si tratta di cinque minuti soltanto.
AUGUSTO (c.s.) Ma no
CLEMENTE (fissandolo con occhi da folle) No! Voi dovete venire con me! E chiaro?
AUGUSTO (si arrende) Va bene, va bene, come volete; ma non vi arrabbiate, state calmo. (Tra s) Basta che facimmo ampressa
CLEMENTE (avvicinandosi con sua figlia e Augusto alla comitiva dei ragazzi, che si alzano) Sono calmissimo. (Tenero ad Adriana) Bella di pap, allora? Chi ti ha fatto piangere? (Pausa. Con rabbia) Parla, perdio! Non avere paura!
ADRIANA (piangendo, balbetta, indicando Flavio) Pap lui.
Intanto anche Menichina e la signora Salvati si alzano e si accostano incuriosite ai ragazzi.
CLEMENTE (amaro) Ah, lui? E gi Dal figlio di una donna piacente e ancora giovane non ci si poteva aspettare altro. (Minacciosamente calmo a Flavio) Ragazzo, tu che hai fatto piangere mia figlia, ora ti devi difendere.
FLAVIO (cantando con il disco) Ma che colpa abbiamo noi.
CLEMENTE (c.s.) E ti consiglio di essere serio. Per tua norma e regola, la mia bambina non pi una bambina.
FOFO Io nun aggio capito. Se po sape? Adriana o nun na criatura?
I ragazzi ridono.
MENICHINA (alla Salvati) Signo, ma ch stato?
SIGNORA SALVATI Non lo so. Pare che la figlia del signore sia stata insultata da un ragazzo.
CLEMENTE (c.s.) Non hai il coraggio di difenderti, vero? Lo sai che sei nel torto.
LAURETTA Questa cretinaggine pura!
GIOVANNA S. Chisto n ommo e niente.
ROSSANA Alla fine Flavio non ha detto niente di male.
MELANIA (alludendo a Clemente) Ma sto deficiente che cosa vuole?
GEPPINO Vaje, Flavie, che noi tifiamo per te. Fatte vale.
FOFO Flavio, fa lommo!
FLAVIO (forte delle parole dincoraggiamento degli amici) Signor Clemente, lei ha detto che io non ho coraggio. Giusto?
CLEMENTE Perfettamente.
FLAVIO E che quindi sono un vile e un vigliacco.
CLEMENTE No, questo non lho detto.
FLAVIO Lha pensato, per. Bene. Io adesso le dimostro che il coraggio ce lho eccome! Sua figlia una bambina. Anzi, cento volte bambina perch se non lo fosse, non sarebbe andata a piangere da pap. Se la sarebbe sbrigata da sola.
CLEMENTE Ragazzo, ti ricordo che stai parlando con un uomo serio e di et. (A denti serrati) Tu sei un povero pivello. (Si scaglia contro Flavio che lo evita andandosi a nascondere dietro una poltroncina)
AUGUSTO (grida allarmato) Don Cleme, per lamor di Dio, calmatevi!!!
MENICHINA (gli occhi sbarrati per lo spavento) Maronna! Chisto pazzo! Signo, andiamocene noi.
SIGNORA SALVATI S, forse meglio. (Ed esce con Menichina per il fondo a sinistra)
AUGUSTO (amaro) He visto, Fof. Io o ssapevo che ghieve a ferni accuss.
Richiamati dal tono alto e concitato delle voci, accorrono pure Costanzo dallinterno del lido e Carlo dalla scala. Il barista, il bagnino e i ragazzi calmano Flavio con parole appropriate. Augusto, dal canto suo, cerca di calmare Clemente. Il quale non intende sentire ragioni e continua a ripetere: Lasciatemi, lasciatemi. Tutto questo mentre i Giganti cantano dei versi che dato il momento, risultano sarcastici: Viva, viva lamor / E per lamore che si canta.
Buio.
FINE DEL PRIMO ATTO
SECONDO ATTO
La stessa scena del secondo quadro. Sono le sette del pomeriggio.
(Durante latto, a piacere e a discrezione del regista, passeranno gli avventori, che saranno 5 o 6 e che magari saluteranno ed entreranno nel lido, per poi uscirne, senza mai sostare in scena. La scaletta di accesso alla spiaggia stata chiusa con un piccolo cancello di legno, per cui le entrate saranno il fondo a sinistra e la vetrata.)
Allalzarsi del sipario Costanzo sta spazzando a terra: ha impilato le poltroncine e i tavolini accanto alla scaletta. Dalla vetrata entra Carlo.
CARLO (avviandosi in fretta ad uscire per il fondo a sinistra) A Costa, ciao, io vado. Se vedemo pi tardi.
COSTANZO (immediatamente) Aspetta! E damme ma mano, no? Ce ne andiamo insieme.
CARLO (tornando indietro) Okay, per sbrigamose.
COSTANZO (andando a portare scopa e paletta al di l della vetrata) S, s, ecco, ecco. (Ritorna dalla vetrata, si avvicina alla pila di tavolini e si accinge a sistemarli come allinizio del secondo quadro)
CARLO Io che devo da fa?
COSTANZO Prendi quelle sedie e mettile tuttattorno ai tavolini.
CARLO (eseguendo) A Costa, stasera me dichiaro a Rossana.
COSTANZO (indifferente) Auguri.
CARLO (un tantino preoccupato) E se me rifiuta?
COSTANZO (c.s.) Condoglianze.
CARLO (ridendo) A Costa, sei unico! Ma che stje a di?! Condoglianze (Dopo una piccola pausa, pavoneggiandosi) Macch! A me nun mha mai rifiutato nessuna ragazza! (Impettito) Guarda qua! Che fisico che cho! (Mostrando con orgoglio i muscoli delle braccia) Che muscoli! Lacciaio! (Altra piccola pausa) Oh, e se me rifiuta, peggio per lei Ce sono tante regazze in giro Pure pi belle de lei.
COSTANZO (c.s.) Bravo!
PAOLO (entrando dalla vetrata e parlando seccato a Gianni e a Gino che lo seguono) Mannaggia la pupazza! Sono le sette meno venti e Paki non si vede ancora. (Siede accanto a un tavolino)
GIANNI (sedendosi) Mo lo vedi arrivare, su!
GINO (sedendosi) E dai, Paolo! Del resto quasi quasi non abbiamo pi bisogno di provare: sono due mesi che tutte le sere facciamo sempre le stesse canzoni Porta pazienza.
PAOLO (irritatissimo) Gino! Anche tu, adesso?! Si pu sapere questa pazienza dov che la devo portare?! Daccordo: sono due mesi che stiamo lavorando, ma stasera c lelezione di Miss Lido Scauri e deve filare tutto liscio come lolio. Va bene?
GINO (serafico) E non ti preoccupare, che filer, filer. Paolo, tu chai una voce Sei meglio di Bongusto e Di Capri messi insieme.
PAOLO (c.s.) Costanzo, portami unacqua tonica ghiacciata.
COSTANZO Sono fuori servizio. Finisco di pulire e me ne vado.
CARLO A proposito, datte na mossa, daje!
COSTANZO S.
PAKI (entra dal fondo a sinistra, landatura molto dinoccolata) Ciao, ragazzi. Eccomi qua.
PAOLO (c.s.) Finalmente! Tu venisti, eh?
PAKI Hai ragione, dobbiamo provare. Ma Unora e mezza fa Roba da non credere Oh, capitano tutte a me!...
CARLO A solita panzana.
PAKI Magari! Stavolta la verit, purtroppo. In questo momento sto tornando dal commissariato di Minturno.
PAOLO (abbastanza allarmato) Commissariato di Minturno? Perch, che cosa successo?
PAKI Dunque, allaltezza di Nocella la salumeria sullAppia Avete presente?
PAOLO S. Beh?
PAKI Io stavo con il Cencinquanta. Mi sono fermato alla pasticceria di fronte e stavo prendendo un caff. Allimprovviso BUM!!!
PAOLO (sussultando come gli altri presenti) Unesplosione?
PAKI No. Una Centoventiquattro ha fatto un testa testa con una Cinquecento che veniva nel senso inverso. Naturalmente io sono uscito per vedere che cosa stava succedendo. Fortunatamente nessuno si fatto male. Si ammaccato soltanto un poco il paraurti della Centoventiquattro.
GINO Meno male, va. Una sciocchezza.
PAKI E infatti. Per quello che stava nella macchina un tipo con una puzza insopportabile sotto il naso mi ha costretto quasi a andare con lui al commissariato a denunciare il danno.
PAOLO (ridacchiando) Una piccola ammaccatura al paraurti? Sentite, quello che si vede in giro assurdo.
GINO Per forza! Non hai sentito? Secondo me quello che stava nella Centoventiquattro doveva essere il classico figlio di pap stronzo.
GIANNI E certo!
CARLO Stronzo come er signor Franzelli, che stamattina n antro poco faceva corere a e Carabinieri perch Flavio aveva detto a a figlia che nun caveva nessuna intenzione de fa movimento con lei.
COSTANZO (a mo di congedo) Beh, ora: io vado. Carlo, tu vuoi venire?
CARLO E come no! Ciao, rega. Se beccamo pi tardi.
I componenti del complesso The Beach Room fanno eco al saluto. Carlo esce per il fondo a sinistra.
COSTANZO Ciao. (E segue il bagnino)
PAOLO (alzandosi) Dai, su, andiamo a provare. (Fa per uscire in fretta per la vetrata con gli altri del gruppo)
LAURETTA (entra dal fondo a sinistra) Ciao, ragazzi.
GIANNI Oh, ciao, bella!
LAURETTA Avete visto Flavio?
GIANNI No. (Esce per la vetrata, seguendo gli altri, i quali gi erano entrati nel lido)
Un poco delusa, Lauretta va al jukebox, mette tre canzoni e va a sedersi. Lapparecchio suona Perdono.
GEPPINO (entrando per il fondo a sinistra con Felice. Geppino vorrebbe riuscirci, ma non riesce proprio a trattenere una sonorissima risata) Feli, ma comme te si cumbinato? Ciao, Laure'.
LAURETTA Ciao. (Si accorge di Felice) Uh!!! Ah, ah, ah
FELICE ( davvero ridicolo nel suo tight di raso nero. Ha con s il libro Guerra e pace. Dubbioso) Scusami, Geppino, ma non sto bene con questo vestito?
GEPPINO (diplomatico) No, il fatto di stare bene, stai bene E solo che Penso che il tight non adatto: troppo elegante. Laure', te pare pure a te?
LAURETTA S.
GEPPINO Feli, ti giuro: quando ci siamo incontrati qua fuori, ho pensato: Ma Felice che sha miso ncuollo?! Me pare Lasciamo perdere
LAURETTA Feli, sembri un pinguino.
FELICE (a Geppino) Beh, forse avr esagerato un pochino Questo il vestito che indossai al funerale di un mio zio, un fratello di pap S, mamm pretese che io per quel funerale avessi indossato il tight perch mio zio fece la guerra del quindici diciotto, anzi del quattordici diciotto. Mio zio era importante
GEPPINO (ironico) Eh, s. Ho capito.
FELICE (prosegue) Ma, capirai, questa sera vorrei tentare di fare colpo su tua cugina.
GEPPINO (tra s) E chello a Giovanna nu colpo ce vene quando te vere, puo sta sicuro!
FELICE A proposito di pinguini, lo sapete che sono in via di estinzione? Proprio stamane leggevo
DORA (dallinterno) Signora Clelia, la prego, accomodiamoci sul lido e mi stia a sentire un momento. Signora, venga anche lei, prego.
SIGNORA SALVATI (dallinterno) Ma no! Io me ne vado e vi lascio stare tranquille. E stato un piacere incontrarvi. Arrivederci. Ci vediamo domani sulla spiaggia.
TERESITA (dallinterno, piagnucolando) No, mamma, dai, andiamo sul lido.
SIGNORA SALVATI (c.s.) E va bene. Per un quarto dora solamente.
TERESITA (c.s., felice) Yuhu!!! (Entrando dal fondo a sinistra, seguita da Umbertino) Vieni, Umbertino: sediamoci qua. (Seggono a un tavolino)
Entrano anche la signora Salvati, la signora Clelia Delneri e Dora Franzelli. Le tre vanno ad occupare il tavolino accanto a quello dei bambini. Dal jukebox proviene la canzone Nessuno mi pu giudicare. La Delneri accende una sigaretta. Da questo momento sporadicamente si udiranno accordi di chitarra e tastiere, nonch il classico Prova, prova Sa: sono i Beach Room che stanno provando gli strumenti e la fonica.
GEPPINO (dopo aver dato unocchiata allorologio) Mbe, mo me ne vaco. Ce verimmo cchi tarde. Ciao, Feli; ciao, Laure'.
FELICE Ciao. (Apre il libro e si mette a leggere)
LAURETTA Aspetta, accompagnami a casa.
GEPPINO S. Vieni, vieni. (E i due ragazzi escono per il fondo a sinistra)
UMBERTINO Teresita, gradisci qualche cosa al bar? Offro io.
TERESITA No, grazie. Lo so che tu sei un gentiluomo, ma io gi ho mangiato il gelato.
SIGNORA SALVATI (sorridendo intenerita) Che dolci i nostri bambini! Eh, signora Dora?
DORA (la mascella serratissima) Gi
SIGNORA SALVATI E Umbertino come si fatto grande! Mi ricordo che due anni fa era piccolo cos, invece adesso Un ometto!
DORA (c.s.) Gi (Accende anchella una sigaretta) Signora Clelia, il comportamento di suo figlio non me lo sarei mai aspettato! Offendere cos una bambina! Lo sa che Adriana a tavola non ha voluto mangiare?
CLELIA (flemmatica) Questo mi dispiace. Per le devo dire che lei ha detto bene: Adriana una bambina. Ha quindici anni, ma si comporta come una bambina di sei anni. Cara signora Dora, mio figlio le aveva detto che tuttal pi Adriana avrebbe potuto partecipare allo Zecchino doro? Benissimo. Se sua figlia fosse stata un poco pi matura, si sarebbe fatto una bella risata e la cosa sarebbe finita l. Invece no. La bambina ha coinvolto i genitori e una goccia dacqua diventata loceano Atlantico.
DORA (colpita e patetica) Ma Adriana si sta struggendo damore per Flavio. Lo vuole capire? Allet di Adriana una cosa del genere pu provocare serie e gravi conseguenze.
CLELIA (superficiale) Eh Che frase grossa! Si sta struggendo damore Signora, sua figlia si presa soltanto uninfatuazione. Infatuazione che durer lo spazio di unestate. Anzi, siamo al venti agosto: pochi altri giorni ancora e tutto sar finito.
SIGNORA SALVATI (leggera) Ma s! Signora, di questo pu essere pi che certa. Lei ne sta facendo una tragedia. Mi scusi, eh?
DORA (c.s.) Tragedia o non tragedia, nessuno ha il diritto di giudicare loperato di una mamma. Se ne accorger quando sua figlia avr let di Adriana.
SIGNORA SALVATI (alzandosi offesa) Basta! Me ne vado! Teresita, andiamo. Certe stupidaggini io non le posso tollerare. Io non sto giudicando nessuno. Chiedo permesso. Buonasera.
CLELIA (persuasiva, costringendo la Salvati a risedersi) Su, signora, non faccia cos. Lei e la signora Dora sembrate due ragazzine! E questo che diavolo ?!
UMBERTINO (a Teresita) Tu ti struggisti per me?
TERESITA Che cosa?
UMBERTINO Insomma Tu per me fai quella cosa che sta facendo mia sorella?
TERESITA Umbertino, ma tua sorella che cosa sta facendo?
UMBERTINO Non lo so Boh!... (Scoppia a ridere con Teresita)
CLEMENTE (entra dal fondo a sinistra e si accosta al tavolino delle signore) Buonasera alle mie belle signore. (Le donne fanno eco al saluto. Clemente prende una poltroncina e si siede) Allora. Che cosa pren? Accidenti! A questora non potete prendere niente perch il cameriere non c. Questo un altro sconcio del lido Scauri. Dora, lanno prossimo andiamo a Rimini, sei avvertita.
DORA Va bene.
CLEMENTE Tu sei andata dal parrucchiere? Sei tornata gi? Non hai trovato folla?
DORA No, fortunatamente non ho trovato gente. Poi ho incontrato la signora Salvati e la signora Clelia: abbiamo fatto un giretto per i negozi e siamo venute a sederci cinque minuti sul lido per mettere i puntini sulle i.
CLEMENTE (galante, ammiratissimo) Signora Clelia amabilissima! (Le prende la mano, gliela bacia e la trattiene nella sua) Accidenti! Come siamo belle! Che eleganza! Che raffinatezza! Ehi! Dico, mica stasera lei deve andare a qualche incontro galante?! Non mi faccia questo affronto! Guardi che io sono geloso.
CLELIA (lusingata e civettuola) Sempre gentile il signor Clemente!
CLEMENTE (c.s.) Macch gentile! E la pura e semplice verit! (Qualcuno avr messo nel jukebox la canzone Rider) Clelia, io le giuro che se ci fosse il divorzio anche in Italia, divorzierei immediatamente da mia moglie e sposerei lei. (Dora comincia a schizzare odio dagli occhi)
CLELIA (c.s.) Oh! Questo poi!... Addirittura?
CLEMENTE (a sua moglie, incuriosito) Scusa, quali puntini sulle i dovevi mettere?
DORA (fredda ed ironica) E gi! Tu quando si tratta di fare lo scemo, sei sempre pronto e ti dimentichi immediatamente delle scortesie ricevute.
CLEMENTE (sincero) Scusa, cara, non ho afferrato. A cosa ti riferisci?
DORA (c.s.) Il bel gioco dura poco. Fino ad ora ho abbozzato, come si dice. Ma quando troppo, troppo! Vuoi divorziare? Va bene. Andiamo in Svizzera e divorziamo, tanto la signora Clelia consenziente
CLELIA (dignitosa) Un momento, Dora. Lo scherzo non ha niente a che vedere con la gelosia. Oggi non la prima volta che io e suo marito scherziamo a scambiarci carinerie. Per mi sto accorgendo che lei gelosa sul serio. Allora io alzo i tacchi e me ne vado perch onestamente non vorrei essere la causa di dissapori tra lei e il signor Clemente.
SIGNORA SALVATI (ammirata) Giusto! Cos si fa! Brava la signora!
DORA Signora Clelia, forse non mi sono spiegata bene. Io non ce lho con lei. Io capisco benissimo che i complimenti di un uomo fanno sempre piacere Capita spesso anche a me Io ce lho con Clemente, che stamattina dopo che Adriana gli ha detto che Flavio lha trattata da bambina, sembrava che volesse rivoltare il mondo ed salito sul cavallo di Orlando. Invece adesso
CLEMENTE Invece adesso,,, niente. Ho riflettuto e mi sono reso conto che Adriana ha appena quindici anni e che come tutti i ragazzi della sua et si presa la sua prima, bella cotta. Nulla pi che questo. E normale.
DORA (impermalita) Ecco. Io sapevo che finiva tutto in una bolla daria.
SIGNORA SALVATI (indifferente) Ma s! (Scherzosa, riferendosi alla canzone del jukebox) Lo stanno dicendo anche i Rokes: la pioggia che va e ritorna il sereno.
MENICHINA (entrando dal fondo a sinistra e rivolgendosi a suo marito) No, no, Augu, tu si nu fesso! Geppino a chella sfaccetta nun sa piglia. Reginella degna e chillu figlio mio! (Augusto sbuffa discretamente) Cose e llatu munno! Augu, io nun ce pozzo penza! Melania na licchettella e primma categoria e gi se sapeva, ma ogge ha rotto tutte e mmesure! S permettuta ro veni a chiamma a casa! (Con accentuata caricatura) Signora, scusatemi, fatemi scendere Geppino.(Commenta sprezzante) Avesse tenuto almeno a crianza e ricere per piacere! Che sfacciata! Io me so mantenuta, ma (Si accorge di Felice e cambia repentinamente tono) U, Feli, tu qua stai?
FELICE (si alza. Rispettoso) Signora. Signor Augusto. Beh, s, sono venuto poco prima. Stavo leggendo Guerra e pace.
MENICHINA Bravo, bravo. (Ammirata esageratamente, ma senza nessuna ombra di sfott nella voce) Oh oh! E come stai elegante, Feli! Questo il vestito per stasera?
FELICE (timido) Beh s Gi lho indossato perch tanto non devo fare nulla che me lo possa imbrattare.
MENICHINA (c.s.) E come, no! Hai fatto bene.
FELICE (a disagio e incerto) Signora, ma voi davvero dite che con questo tight sono elegante?
MENICHINA Perch, Feli, lo metti in dubbio?
FELICE (c.s.) Beh Un po s In confidenza Gli amici, nella fattispecie Geppino e Lauretta, mi hanno detto che sembro un pinguino.
MENICHINA Quando maje! Nun e da retta! Feli, si bello! Staje a senti a signora Menichina.
FELICE Grazie. Se me lo dite voi, ci credo ad occhi chiusi. (Chiude gli occhi e barcolla)
MENICHINA (pronta e premurosa) Attenzione. (Sottotono) Mo rimme na cosa: tu ta vulisse spusa a Giovanna mia nipote, vero?
FELICE (volutamente evasivo) Eh
MENICHINA U! E questo che cos? Te miette scuorno? (Materna) No, Feli. Tu nun thea mettere scuorno. Tu pe Giovanna ce tiene. Io me ne so accorta: io tengo o naso muscariello. Nun te preoccupa: stasera a signora Menichina te fa fidanza cu Giovanna.
FELICE (raggiante di gioia e commosso) Sul serio? Ma per me sarebbe un onore!
MENICHINA Eh!... Per carit! Lonore sar tutto nostro! E vero, Augu?
AUGUSTO (facendola breve) Va bene Facimmo accuss: lonore sar nostro e di Felice. Cinquanta per cento e cinquanta per cento e nessuno se piglia collera.
FELICE (sorridendo mellifluo) Giustissimo!
AUGUSTO E mo jammo a saluta a signora Salvati.
MENICHINA Uh, ce sta pure a signora Salvati? Addo sta? (Scorgendola) Ah, sta ll. S, s, jammela a saluta, si no pare brutto. Feli, con permesso.
FELICE Prego. (Augusto e Menichina si avvicinano al tavolino della signora Salvati, i Franzelli e Clelia. Felice riprende a leggere. Dal jukebox Adamo canta "Lanotte.)
AUGUSTO (cordiale) Buonasera. Signora Salvati.
SIGNORA SALVATI (ugualmente espansiva) Oh! Caro don Augusto! Buonasera. Signora Menichina, vi vedo meglio rispetto a stamattina. Mi fa piacere. (Alzandosi e facendo gli onori di casa, ai nuovi arrivati) Prego, prego, accomodatevi vicino a noi. Facciamo quattro chiacchiere. (Agli altri) Voi permettete, no?
DORA Certo.
CLEMENTE Come no!
CLELIA Simmagini!
CLEMENTE (mentre Augusto e Menichina accostano due poltroncine prendendo posto e mentre la Salvati siede nuovamente) Clelia, lei conosce il signor Augusto?
CLELIA Ci siamo intravisti qualche volta sulla spiaggia.
CLEMENTE Signor Augusto, permettete che vi presenti la signora Clelia Delneri, la donna pi bella del lido. (Dora gli lancia unocchiataccia)
AUGUSTO Sono daccordo.
SIGNORA SALVATI (cambiando apposta discorso) Don Augu, che avete mangiato a pranzo?
AUGUSTO Mia moglie ha fatto gli spaghetti a filetto di pomodoro.
SIGNORA SALVATI Buoni! Io invece ho cucinato pasta e patata.
AUGUSTO (allusivo) Ah! Sar venuta ottima senzaltro perch la patata vostra tutta unaltra cosa!
MENICHINA (severa) Augu, mo si nun a fernisce, maizo e me ne vaco!
AUGUSTO (incuriosito e dolce) Ch stato, Menichi?
MENICHINA (c.s.) Niente, nun stato niente. (A bassa voce) A patata ra signora tutta nata cosa, overo? E a mia nun te piace?
AUGUSTO (ridendo di cuore per girare la frittata a suo favore) Ma tu te crire sempe che chi sa io a che penso?! A signora Salvati accatta na qualit e patate pi farinose. Dico bene, signo?
SIGNORA SALVATI S. A trecento lire al chilo, ma sono ottime!
MENICHINA (facendo buon viso a cattivo gioco) Eh, s, s (A suo marito a denti stretti) Comme si nun te canuscesse a te!
Felice si alza e va a mettere un disco. Dal fondo a sinistra entrano Fofo, Lauretta, Rossana e Giovanna.
FOFO Ciao, Feli. Lhe misa tu sta canzone?
FELICE S, s. Bellissima!
FOFO Feli, sulo a te te puteva piace sta canzone. (La canzone in questione Il mondo)
FELICE (incuriosito) Perch? Vuoi dire che una canzone del compariello?
FOFO No. E na canzone attempata. Va, ricimmo accuss.
FELICE Beh, forse s. S, questa canzone risale allo scorso anno. A mio avviso, la tengono ancora nel jukebox perch molto melodica, sai?
ROSSANA (notato labbigliamento di Felice, divertita) Uh, Laure, tu hai visto Felice che s mmiso ncuollo?
LAURETTA (divertita) S, Rossa, gi avevo notato.
GIOVANNA (ridendo sguaiatamente) U! Io nun ce avevo fatto caso.
FELICE Non sto bene?
GIOVANNA (c.s.) Me pare nu spaventapasseri! No, ma io taggia fa vere a zi Menichina. (E va al tavolino dove sua zia e gli altri signori sono in piacevole conversazione) Buonasera. Scusate. Zia, con il permesso dei signori, ti voglio fare vedere una cosa.
MENICHINA (alzandosi) Permesso. (Con intimit a sua nipote) Ch stato, Giova, a zia? Che me vuo fa vere?
GIOVANNA (c.s.) No, dico: ma tu lhe visto a Felice? Me pare Felice Sciosciammocca! E io po secondo te me fidanzo cu chella macchietta?
MENICHINA (c.s.) Overo na macchietta, eh? Ma (A disagio) Giova, comme taggia ricere mo, a zia Nella societ oggi come oggi si vuo essere pigliata in considerazione, thea mettere cu n ommo che ha da tene nu cognome altisonante. Giova, io o ssaccio che te piace Fof, per na signora Mastranza nun manco a zza e sotto e scarpe, a verit
GIOVANNA (su tutte le furie) Zi Menichi, ma tu overo faje?! Teh! Io me crerevo che tu pazziave, invece tu overo faje. Zi Menichi cheste so cose che secondo me nun ce se teneva nemmeno cientanne fa! Tu te ne viene A societ, o cugnome, a zza Zi Menichi, arronza!!!
MENICHINA (c.s.) Po chesto veramente aggia sbagliato Ce aggia prummiso che stasera o facevo fidanza cu te.
GIOVANNA (c.s.) Ma tu veramente si scema?! Chi te lha fatto fa?! (Pi calma) No, ma dico: perch non ti sei fatta i fatti tuoi?
MENICHINA (circospetta) Giova, a zia, Felice nu poco curiusiello e io ce aggia rato nu poco e brodo Tu he a sape campa.
GIOVANNA (ironica) E certo! Tanto so io che maggia mangia chella zuppa!
MENICHINA (pentita) Hai ragione. A chesto nun ce avevo pensato.
GIOVANNA (ridendo con nervosismo) Teh! Zi Menichi, tu he ritto che non ci avevi pensato comme si avisse ritto: ramme nu bicchiere racqua..
MENICHINA (c.s.) E mo comme facimmo?... (Piccola pausa) Aspetta. Mo ce o ffaccio ricere a zi Augusto che ce levasse o penziero pecch nun cosa. (Fa per allontanarsi)
GIOVANNA (fermandola immediatamente) Zi Menichi, aspetta! Addo vuo i? (Quasi a se stessa, riferendosi a sua zia) Mo chi sa che ato nciucio vo fa! Zi Menichi, tu nun te preoccupa. Stasera me la vedo io. E mi raccomando: tu non parlare proprio; non dire niente a nessuno; sta vocca te lhe a cosere!
MENICHINA (rassegnata) Va bene.
LAURETTA (canticchiando insieme al disco) accarezzo la sua ombra Sentite, questa canzone mi fa morire: meravigliosamente stupendissima!
UMBERTINO (ridendo) Ah, ah, ah. Teresita, tu hai sentito?
TERESITA (incuriosita) Cosa?
UMBERTINO (c.s.) Lauretta una ciuccia! Ha detto: meravigliosamente stupendissima.. Non si pu dire cos.
TERESITA (ridendo) S, s. E una ciuccia proprio!
ANTOINE (dallinterno, in fretta) Questo sto facendo. Se ci sono tutte, confermo e siamo a posto. (Entra dalla vetrata, si guarda intorno e tira un sospiro di sollievo) Meno male! Ci siamo quasi! (A Rossana e a Lauretta) Ragazze, allora mi confermate che volete partecipare a Miss Lido Scauri 1966?
ROSSANA (entusiasta e allegra) E certo! Si no cca che ce stammo a ffa? A perdere o tiempo?
LAURETTA S, Antoine, confermo pure io. Per voglio sapere con esattezza noi che cosa dobbiamo fare.
ANTOINE (minimizzando) Ma niente. Dovete sfilare davanti a una giuria di esperti diciamo cos prima in costume intero e poi in abito da sera.
ROSSANA (c.s.) U, io tengo un costume che la fine del mondo! Lho comprato la settimana scorsa a Formia, a via Vitruvio. Antoine, devo vincere io!
ANTOINE E perch no? Devi convincere la giuria, per. (Brevissima pausa) Dunque, veniamo a noi. Tu sfilerai con il numero uno. (A Lauretta) Tu con il numero due. Poi (Guardandosi intorno, preoccupato) Eh E Melania non c Ragazze, sapete se Melania conferma la partecipazione?
ROSSANA (a colpo sicuro) S, s, stamattina ha detto che avrebbe partecipato.
ANTOINE Perfetto. Allora Melania avr il numero tre.
LAURETTA (sotto tono, pettegola, maliziosa e divertita) U, Rossa, a proposito di Melania, ti devo dire una cosa.
ROSSANA (vogliosa di sapere) S? Che cosa, che cosa?
LAURETTA (c.s.) Secondo me Geppino uno di questi giorni si sveglia con un paio di corna cos in fronte. Quando tu sei andata a mangiare, io sono scesa sulla spiaggia e ho visto Melania e Carlo il bagnino che parlavano fitto fitto.
ROSSANA Tu dici veramente? Guarda, per me se Melania si mette con Carlo, fa bene. Laure, io non dico che Geppino brutto, ma che so?... nu poco insignificante. Invece Carlo Non il mio tipo, ma nu bellu guaglione.
MENICHINA (in tono stridulo) Augu, tu he capito niente? Chella zuc chella Melania oggi steve parlanno co bagnino. E tu vulisse che io avessa ra a chillu figliu mio a una che nun ne fa passa a nisciuno liscio? No, no! Mai e poi mai!
AUGUSTO (stavolta non gli reggono i nervi) Menichi, io nun voglio niente! E chiaro? Ma tu lhea ferni cu sta fissazione! (Agli altri occupanti il tavolino) Chiedo scusa, ma quando ci vuole, ci vuole!
SIGNORA SALVATI Ma certo!
CLELIA Giustissimo!
CLEMENTE Figuratevi! Voi non dovete chiedere nessuna scusa. (Si alza. Autoritario) Dora, andiamo! Signori, a tutti.
DORA (alzandosi) Arrivederci. A pi tardi.
CLELIA Certamente.
SIGNORA SALVATI (con enfasi) Stasera c lelezione della miss, ci sar da divertirsi.
MENICHINA (contrariata) Eh S, s A miss pummarola
DORA Umbertino, andiamo, su.
UMBERTINO (frignando) Mamma, altri cinque minuti, ti prego.
CLEMENTE (c.s.) Umbertino, ubbidisci
UMBERTINO (alzandosi a malincuore e sbuffando) Uff!!!
CLEMENTE (dandogli un ceffone) Tinsegno io a rispondere cos a tuo padre!
SIGNORA SALVATI (depreca il comportamento di Clemente) Madonna! Che modi! (Convincente) Umbertino, da bravo, vai a casa, che adesso se ne va anche Teresita. Teresita, andiamo.
TERESITA (uscendo con sua madre per il fondo a sinistra, vivace al suo amichetto) Ciao!!! (Esce. Escono pure i coniugi Franzelli e Umbertino, sempre frignando)
Ora il jukebox sta trasmettendo Notte di ferragosto.
FOFO Tie tie! Notte di ferragosto! Gi passato. Mo ce vo n atanno pe veni n atu ferragosto.
FELICE (sorridendo mellifluo) No, altri trecentosessanta giorni.
GIOVANNA (che intanto si avvicinata al gruppo dei ragazzi) Feli, te pareva che tu nun sottolineavi!
FELICE (c.s.) Per la precisione, no?, cara Giovanna.
ANTOINE Giovanna, stasera vuoi partecipare?
GIOVANNA (leggera) Noo Antoine, a me addo me miette? Io so vecchia.
ANTOINE S, vecchia
ROSSANA E dai, Giova, partecipa. Ci divertiamo. Partecipo pure io.
LAURETTA S, s, partecipa.
FELICE (c.s. e inginocchiandosi ai piedi della ragazza) Giovanna, ti supplico: fallo per me.
GIOVANNA (scherzosa) Feli, proprio pe te nun o facesse. (Ad Antoine) S, va bene, inseriscimi pura a me.
ANTOINE Perfetto. Tu gareggi con il numero quattro.
ROSSANA Ah, scusa, Antoine, stamattina Adriana mi ha detto che vorrebbe partecipare anche lei. Ha quindici anni, per.
ANTOINE Non fa niente, non fa niente. Lei avr il numero cinque. (Esce per la vetrata)
AUGUSTO Menichi, che dice? Vulessemo i a cena?
MENICHINA Avviate tu. Io vengo fra poco.
AUGUSTO (si alza) Va be, taspetto a casa. (Piccola pausa) Anzi, mo sai che faccio? Me vaco a piglia primma nu caf. Tu vulisse quacche cusarella?
MENICHINA No, no, lassa sta.
AUGUSTO (facendo schioccare la lingua) Non lo so, ma ogge tengo na vocca amara (Esce per la vetrata)
GEPPINO (entra dal fondo a sinistra abbracciato a Melania. Alludendo a Felice) Che ti dicevo?
MELANIA (spoetizzata) Dio mio!!! Felice, mi sembri un pinguino, uno spaventapasseri e un becchino messi insieme!
FELICE (umiliato) Va bene, va .. Ho capito. (Avviandosi per uscire per il fondo a sinistra) Ci si vede pi tardi. Forse. (Ed esce)
GIOVANNA (riferendosi a Felice) Si offeso. Mela, tu po Addirittura nu becchino
MELANIA Giovanna, scusami tanto, ma avrei dovuto fare finta di dirgli: Come stai bene! e Che eleganza!? Gli ho detto la verit. Si offeso e chi se ne frega.
MENICHINA (completamente fuori di s) Ah, Chi se ne frega, s? Neh, zoccolina, te pare bello a mortifica accuss a nu povero cristiano? (Melania fa per replicare, ma la donna glielo impedisce) Nun te permettere e risponnere, o si no, cu e nierve che mhe fatto veni, te sno nu buffettone annante a tutte quante. Faccio fa e nummere. (Grottescamente patetica a Geppino che fa per reagire) Geppi, figliu mio, core e mamma! Chesta guagliona nun degna e se piglia a tte! Mamm tha pittato cu o penniello ncoppa na tela doro! (Nuovamente aggressiva) Chesta figlia e bbona mamma quanno tu nun ce staje, se mette a ffa a culumbrina co bagnino e va ncoppe motociclette cu lluommene. Tu si nu chiachiello e nun te ne accuorge e niente. Ma mamm ha visto tutte cose. Core mio, nun a ra retta a sta malafemmena, mamm te fa spusa a Reginella che nun ha maje fatto ammore cu nisciuno. (Augusto entra dalla vetrata) Augu, jammuncenno! (Ed esce con luomo per il fondo a sinistra)
Durante la battuta di Menichina tutti, chi pi e chi meno, si sono trattenuti dal ridere. Ora esplode una risata generale e liberatoria.
MELANIA (ridendo) Geppino, meno male che tua madre se n andata: io non ce la facevo pi a contenermi Tua madre un caso patologico.
GEPPINO Lo credo pure io.
FOFO (ridendo) Geppi, lo crediamo tutti.
MELANIA (c.s. e incuriosita) Ma chi questa Reginella?
GIOVANNA Nu cuoppo allesse!
FINE DEL SECONDO ATTO
TERZO ATTO
TERZO QUADRO
Il medesimo giorno. Ore 22,30. La sala da ballo del lido Scauri.
Lintera parete di fondo occupata da un murales che raffigura una grande tastiera obliqua. Immediatamente dopo il murales, procedendo verso il proscenio, c una pedana su cui sistemato il complesso The beach room: Paolo alle tastiere ed la voce solista; Paki suona la batteria; Gianni la chitarra elettrica e Gino il sassofono. I tre tavolini che abbiamo visto nel quadro precedente sono in primo piano: uno occupato da Augusto, Menichina, la signora Salvati , Clelia Delneri e Teresita, insofferente; al secondo tavolino ci sono Giovanna, Fof, Geppino, Melania, Flavio, Lauretta e Rossana. Lultimo tavolino libero. Naturalmente, essendoci pi gente, vi sono altre poltroncine colorate sparse qua e l.
E in corso la serata finale di Miss Lido Scauri 1966 e il sipario va su mentre il complesso sta terminando di eseguire una canzone. Finito il brano, Antoine entra correndo dalla destra e guadagna il centro della pedana, simpossessa del microfono e fa enfatico:
ANTOINE Buonasera a tutti! (Gli astanti applaudono) Grazie. Grazie. Allora. Prima di proseguire, devo fare due comunicazioni di servizio. Innanzitutto, voglio ricordare a (Spiegando un foglietto di carta che aveva portato con s e sorridendo) Un momento, che qui tra microfoni, fili la cosa non semplice (I presenti ridono e applaudono) Ecco qua. Ci sono riuscito. Evviva! Dunque, voglio ricordare a (leggendo) Melania, Giovanna, Rossana, Lauretta e Adriana, che sono le aspiranti Miss, che fra una mezzoretta circa sono attese nella direzione del lido. (Le ragazze si guardano tra loro e bisbigliano qualcosa) Poi Beh, dobbiamo formare la giuria Chi se la sente di venire a fare da giurato?
ROSSANA (timida) Antoine, scusa
ANTOINE S? Che c?
ROSSANA (incerta) Qua Manca Adriana.
ANTOINE Ma arriver entro mezzora. O no?
ROSSANA Mah Io credo di s
FLAVIO (cattivo) Io penso che la bambina andata a dormire o al massimo andata sulle giostre con mamma e pap. (E in uno slancio damore d un bacio con lo schiocco sulla guancia di Lauretta)
GIOVANNA (infastidita) Aeh Mo Flavio ha da vere comme ha da fa ncazza a tutti quanti!
FOFO E overo. Flavio, a te Adriana nun te piace e nisciuno rice che tha da piace pe forza, per evita e fa commenti.
GIOVANNA Ma s!
LAURETTA Effettivamente
GEPPINO (scherzoso) Flavio, non fare lindisponente.
MELANIA (alludendo ad Adriana) Povera cocca! Quella gi sta male di suo.
ANTOINE (tagliando corto) Va bene, va bene Adesso mi servono almeno quattro persone per comporre la giuria. Chi si offre?
AUGUSTO Signora Salvati, andate voi.
SIGNORA SALVATI (ridendo) Io? Don Augu, volete scherzare?! Ma voi mi ci vedete a me a giudicare le miss?
AUGUSTO (con noncuranza) Eh Che ci vuole! Andate, andate. A Teresita la guardiamo noi. Eh, piccolina? Vuoi rimanere con noi?
TERESITA (piagnucolando) Mamma, ma Umbertino quando viene?
SIGNORA SALVATI Adesso viene, tesoro. E va bene, don Augu: vado a fare la giuria. Lo faccio per voi.
AUGUSTO Brava! Signo, voi siete quello che siete! Signora Clelia, andate pure voi.
CLELIA (ridendo sonoramente) Ah, ah! Ma certamente! Dal momento che in estate il tempo si deve perdere in un modo o nellaltro, vado a fare anche la giurata.
ANTOINE Allora siamo a due. Su, signor Di Lorenzo, venga anche lei con la sua signora, cos la giuria e formata.
MENICHINA (alzandosi) E ghiammo, Augu. Antoine, dove dobbiamo venire? Che cosa dobbiamo fare?
AUGUSTO (facendola risedere) Menichi, aspetta nu mumento. Addo vuo i?
MENICHINA A ffa a giuria.
AUGUSTO E aspetta.
CLEMENTE (entra dalla sinistra con passo marziale, portando sottobraccio Dora. Marito e moglie si avvicinano al tavolo di Augusto, Menichina, Clelia e la signora Salvati) Signori, buonasera. (Gli occupanti il tavolo fanno eco al saluto. Andando a prendere una poltroncina per s e una per Dora) Vado a prendere le sedie. (Le prende, poi perentorio) Dora, siediti! (La donna si accomoda e si siede anchegli)
AUGUSTO (leggero) Giusto giusto, signor Clemente. Stavamo aspettando voi e la vostra signora: servono altre due persone per formare la giuria.
CLEMENTE (risentito) E aspettavate me e mia moglie. E io poi, caro lei, dovrei giudicare anche mia figlia? Mai e poi mai! Signor Augusto, le dico la verit: un tiro basso come questo da una persona come lei non me lo sarei mai aspettato!
DORA (suadente) Ma no, Clemente! Andiamo a fare la giuria! E un gioco.
SIGNORA SALVATI Ma s!
CLELIA Certo! Vada, vada.
CLEMENTE E va bene, ti voglio accontentare. Per ti avverto che questo lultimo anno che si viene a Scauri!
DORA (con pazienza lievemente beffarda) Va bene.
AUGUSTO (si alza per poter parlare meglio con il presentatore) Antoine, allora vengono pure i signori Franzelli. Stiamo a posto, no?
ANTOINE (soddisfatto) A postissimo, signor Di Lorenzo! Grazie per laiuto. Allora voi componenti della giuria vi accomoderete qua (indica un lungo banco posto sulla sinistra dellorgano elettronico) quando sar il momento.
AUGUSTO (risedendosi) Signor Clemente, e i figlioli?
CLEMENTE Stanno arrivando. (Scorgendo Adriana ed Umbertino entrare dalla sinistra) Ah, eccoli qua. Parlando del sole
ADRIANA (si avvicina al tavolino dei ragazzi, mentre Umbertino si accosta a Teresita, che finge di essere ancora pi imbronciata) Ciao. (I ragazzi, tranne Flavio, fanno eco al saluto)
FLAVIO (simpaticamente cattivo) Ciao, piccola.
GIOVANNA (prontissima, prima che Adriana possa avere un prevedibile scoppio di pianto) Adriana, vieni qua, non lo pensare. Mamma mia, quanto brutto!
UMBERTINO Teresita, vogliamo andare a giocare a biliardino?
TERESITA (dispettosa) No! (Si alza) Guarda che razza di amichetto mi sono andata a scegliere! Un bambino a modo non si comporta cos! Ti sto aspettando da tre quarti venti minuti! (Tutti ridono) Mamma, ho detto bene?
SIGNORA SALVATI (ridendo) Certo, tesoro.
UMBERTINO Teresita, la colpa non mia, te lo giuro. Ho fatto tardi perch mia sorella si messo lombretto sugli occhi e se l tolto tre volte.
FLAVIO (c.s.) E ha perso soltanto tempo, la bambina! (Stavolta Adriana non lo ha manco ascoltato: impegnata a chiacchierare con Giovanna e Fof)
TERESITA E va bene, ma per
SIGNORA SALVATI Tesoro, non si dice ma per. O ma o per.
TERESITA Uh! Hai ragione, mamma. (Di nuovo a Umbertino) Ti perdono solo se mi offri il gelato.
UMBERTINO (vivace, uscendo correndo per la destra) S, vieni, vieni. (Esce)
TERESITA (altrettanto allegra, seguendo lamichetto) Arrivo!!! (Esce)
MENICHINA (molto divertita) Signo, vostra figlia promette bene, eh?
SIGNORA SALVATI (orgogliosa) S, s
ANTOINE (maggiormente enfatico) Ed ora scateniamoci tutti nel Gegheg! (Ed esce per la destra)
I Beach Room attaccano a suonare. Da questo momento ci sar una serie di azioni: Costanzo porter bibite e gelati ai tavolini; arriveranno gli avventori che andranno ad occupare il tavolino libero; gli avventori staranno per lo pi in pista, ma la cosa importante che al tavolino ci dovranno essere sempre due avventori in conversazione; Carlo entra dalla destra, si avvicina a Rossana e linvita a ballare, la ragazza rifiuter, per cui il bagnino andr deluso da solo in pista e inizier a ballare (sar un pezzo di legno).
FOFO (si alza. Prendendo Giovanna per mano e facendola alzare) Viene, Giova. Jammece a ffa stu svelto.
GIOVANNA (di buon grado) S, s. Adria, vieni pure tu. (E tutti e tre scendono in pista)
GEPPINO (alzandosi) Mela, o Gegheg nun ce lavimma perdere. Viene, vie. (Si avvia in pista)
MELANIA (si alza in tutta fretta) Un momento. Mi accendo una sigaretta e vengo. (Infatti accende la sigaretta e segue il fidanzato)
MENICHINA (oltremodo scandalizzata) Uh Maronna!!! Che cosa dovevano vedere questi occhi miei!
AUGUSTO (incuriosito) Ch stato?
MENICHINA (c.s., riferendosi a Melania) Augu, tu he visto? Quella zoccolina fuma pure!
AUGUSTO (sbuffando) Menichi, ma tu te fusse pigliata na fissazione? No, tu nun che te fusse pigliata na fissazione: tu te si pigliata na fissazione. (Per distrarla, divertito) Piuttosto, guarda o bagnino. (Ironico) Aspita! Balla bunarone proprio! Me pare Ercolino sempre in piedi!
Terminata la canzone, tutti ritornano al proprio posto. I Beach Room attaccano a suonare un lento e precisamente Nun peccato. Giovanna e Fof, mano nella mano, vanno a ballare; cos pure Geppino e Melania e allo stesso modo Flavio e Lauretta. Adriana non perde docchio il suo Flavio, che stringe forte a s Lauretta. Adriana rosica.
ADRIANA (quasi piangendo) Rossana, ti prego, dammi una sigaretta.
ROSSANA (meravigliata) Vuoi una sigaretta? Ma perch, Adria, tu fumi?
ADRIANA (c.s.) No, ma Rossana, io non ce la faccio pi. Io io sto impazzendo. Flavio mi considera una bambina e io gli voglio fare vedere che sono grande. Su, dammi una sigaretta.
ROSSANA (intenerita da tanta semplicit e ingenuit, sospira grave) Eh Lamore Certo che tu ti sei pigliata una bella cotta, ma lui no. Purtroppo non c cosa peggiore.
ADRIANA (c.s.) Accidenti! Rossana, e io ora che cosa devo fare? Dammi un consiglio.
ROSSANA (sorridendo) Eh Che vogliamo fare?... Mo gli diciamo che se non si fidanza con te, tu lo spari.
ADRIANA (c.s.) No, Rossana, io non far mai una cosa del genere. Non ne sono capace.
ROSSANA(c.s.) Statte zitta! Gli diciamo che tu lo vuoi sparare. Pu darsi che lo convinciamo. (E ride)
ADRIANA (finalmente ha capito. Piagnucolando) E no, dai, non scherzare. (Intanto il complesso ha attaccato Sapore di sale)
CARLO (tornando alla carica, a Rossana, con esagerata e sarcastica galanteria) Madamigella Rossana, mi concede lonore di questo ballo?
ROSSANA (ironica) Simpatico! Vedi, mi stai facendo schiattare dalle risate. Carlo, io con te non ci ballo. E inutile che insisti.
CARLO (sbruffone) A Rossa, tu non sai che ti perdi! (Mostrando fiero la muscolatura di entrambe le braccia) Guarda qui, guarda: il ferro filato!
ROSSANA (c.s.) S Il ferro filato Pizzomunno
CARLO (colpito dallultima parola pronunciata dalla ragazza, divertito) Aspetta, aspetta. Come hai detto? Pizzo?
ROSSANA Pizzomunno.
CARLO (c.s.) A Rossa, e che cosa dovrebbe da esse sto coso che hai detto tu?
ROSSANA (divertita) Lo vedi? E poi vorresti fare acchiappanza con me. Tu sei ignorante Non conosci nemmeno Pizzomunno
CARLO (tagliando corto) Ebbene no! Nun o conosco sto coso! Comunque, qualunque cosa fosse, sto pizzomunno a me me fa un baffo. (Mettendo in evidenza ancora di pi i muscoli) Tie!!!
ADRIANA (sgranando gli occhi) Accidenti!
ROSSANA (a Carlo) Invita a ballare Adriana. Vai, Adria, vai a ballare con Carlo. Guarda che bel ragazzo! Altro che Flavio!
CARLO (prende la mano di Adriana per invogliarla ad alzarsi) Vieni, bella.
ADRIANA (si alzata. Improvvisamente radiosa) Ma s! Rossana, come dice quel proverbio?
ROSSANA Quale proverbio?
ADRIANA Il proverbio del chiodo.
ROSSANA Il chiodo?
CARLO Va be, non importa. (Iniziano i primi accordi di Una rotonda sul mare) Vieni, bella. Sta canzone la dobbiamo ballare assolutamente, pure perch stiamo in tema: qua la rotonda ce lavemo, er mare pure (E i due ridendo vanno in pista)
SIGNORA SALVATI (commenta con una nota di rammarico nella voce) Questa canzone bellissima! (Pausa) Mi ricordo che due anni fa io e mio marito la ballavamo tutte le sere. (Altra piccola pausa. Serena) Ogni sera alle nove veniva la bambinaia, mettevamo Teresita a letto e andavamo a ballare. Poi successo quello che successo Pazienza
AUGUSTO (volutamente superficiale) Va bene, signo: acqua passata, non vi deve riguardare pi. Anzi, meglio che non ci pensate.
SIGNORA SALVATI (c.s.) Ma no! Don Augu, non vi preoccupate. Ormai me ne sono fatta una ragione.
AUGUSTO (soddisfatto) Brava! Voi siete troppo intelligente! Ed perci che mi piacete.
SIGNORA SALVATI Per esempio, ieri sera, don Augu, ho fatto venire la bambinaia a guardare Teresita e io sono andata allarena Vittoria a vedere il Dottor Zivago. Non lavevo visto ancora.
MENICHINA (interessatissima) E v piaciuto, signo, v piaciuto?
SIGNORA SALVATI Molto!
MENICHINA Signo, io lho visto undici volte. E vero, Augu?
AUGUSTO (scherzoso) Nun me ce fa pensa! Stu film uscito pi o meno lanno scorso di questi tempi, no? E mia moglie doveva stare presente ogni volta che lo facevano a Napoli e dintorni.
CLEMENTE Colpa sua, caro il mio signor Augusto. Prenda me. Io a mia moglie non gliene do vinta una! Sono un uomo tutto dun pezzo, io!
AUGUSTO Eh Don Cleme, so belle chiacchiere! Vavessa vuluto fa sta a vuje o posto mio quando mia moglie si ammusoniva fino a che nun a purtavo a vere o film.
MENICHINA (sognante alla Salvati) Signo, dite la verit. E che era Omar Sharif quando teneva la neve in mezzo ai baffi!
DORA E vero, vero! Quella una scena stupenda!
CLEMENTE (contrariato) Lo vede, signor Augusto? Queste sono le donnette! Sognano sempre, a occhi chiusi e a occhi aperti! Ma abbiate il coraggio di affrontare la tristezza e la durezza della realt! (A denti stretti a sua moglie) Con te facciamo i conti quando torniamo a casa. Te la faccio vedere io la scena stupenda!
La canzone terminata. Come allinizio dellatto, Antoine entra dalla destra e annuncia:
ANTOINE Va bene, va bene. (Applausi) Grazie. Signori, ci siamo. Tra qualche minuto daremo inizio alla sfilata delle ragazze per lelezione di Miss Lido Scauri 1966, primo passo per accedere a Miss Italia. Pertanto prego (leggendo su un foglietto che avr portato con s) Rossana, Lauretta, Melania, Giovanna e Adriana di recarsi nella Direzione del lido. (Le ragazze salgono sulla pedana ed escono per la destra) Prego altres i componenti la giuria, e precisamente (scorrendo il foglietto) la signora Salvati, la signora Delneri, il signor Franzelli e la signora Franzelli, di accomodarsi qui (indica il banco accanto alle tastiere. I succitati signori salgono sulla pedana e vanno ad accomodarsi dietro il banco) Grazie grazie E adesso unaltra canzone e poi saremo ancora insieme. (Esce per la destra. I Beach Room attaccano a suonare Roberta)
MENICHINA (estasiata) Maronna mia! Quant bella sta canzone! Augu, a quantu tiempo nun a sentevo! (Augusto non batte ciglio. Dopo una pausa) Eh ponno passa llanne, ma chesta canzone sempe bella! Peppino Di Capri sempe o meglio!
AUGUSTO (di palo in frasca) Menichi, ma io a Felice nun o veco. Ma nun venuto? Tu sapisse quacche cosa?
MENICHINA (in un sospiro) Eh Augu, secondo me Felice se sarr pigliato collera pecch chella zoccolina ha ritto che me pareva nu spaventapasseri, nu pinguino e nu schiattamuorto.
AUGUSTO Guarda, Menichi, io tengo la impressione che Melania tene ragione. (Riferendosi allabbigliamento del ragazzo di quel pomeriggio) Dico io: tu Felice se po dicere che ancora juorno e te presiente ncoppo lido vestuto comme a nu fantoccio? Jammo
MENICHINA (riprendendo il discorso) E po Niente, niente
AUGUSTO (insiste) E po? Che ato succieso?
MENICHINA (con voluta reticenza) No niente niente E na fessaria
AUGUSTO (persuasivo) Menichi, quando faje accuss Parla!
MENICHINA No, no. Me metto scuorno e to dicere.
AUGUSTO (c.s.) E che scuorno?... Jammo, parla!
MENICHINA Mannaggia il demonio! Augu, io nun me voglio fa maje e fatte mieje. Ce avevo prummiso che stasera o facevo mettere a fa ammore cu Giovanna, ma Giovanna nun o vo.
AUGUSTO Menichi, ha tenuto ragione pure Giovanna, a verit.
ANTOINE (entra dalla destra) Signori e signore, ci siamo veramente. Le aspiranti miss stanno scalpitando, per cui direi di non perdere altro tempo. Allora, la prima a sfilare No, no. Devo rubarvi un altro attimo di attesa per ricordare ai signori giurati che devono votare dopo ogni singola esibizione e che possono esprimersi con un voto dal sei al dieci. Va bene. Ora ho detto veramente tutto. (Enfatico) La prima a sfilare Rossana con il numero uno! (Dalla destra entra Rossana, che sfila davanti alla giuria. I giurati votano su un notes davanti a loro, quindi la ragazza va a mettersi alla sinistra del presentatore in posa fotografica) Signori, un applauso dincoraggiamento, diamine! (Tutti applaudono) Grazie, Rossana. E adesso il turno della concorrente numero due: Lauretta! (Entra Lauretta dalla destra e si esplica tutto il procedimento: sfilata, votazione, posa fotografica e applausi) Grazie. Grazie. E la volta di Melania, numero tre! (La ragazza entra e va a sfilare ancheggiando sensualmente davanti alla giuria)
MENICHINA (quasi tra s, a denti strettissimi) E te pareva che nun aveva fa o ssuojo! Quella sporca zozza!
ANTOINE (c.s.,dopo che la giuria ha votato e dopo che Melania si messa in posa tra gli applausi) Grazie. La numero quattro Giovanna! (Si ripete la medesima cosa)
MENICHINA (ammirata) Augu, per Giovanna na bella guagliona, eh?
AUGUSTO (distratto) Ah
ANTOINE (c.s.) Infine Adriana! Numero cinque! (C.s.) Ecco tutte le aspiranti al titolo di Miss Lido Scauri 1966. Qualche altro minutino e poi proclameremo la vincitrice. Poche ore fa abbiamo deciso di introdurre una novit. Una novit che spero sia di vostro gradimento. E una cosa a mio parere abbastanza simpatica: anzich fare sfilare nuovamente le ragazze, questa volta in abito da sera, abbiamo deciso di metterle alla prova facendo ballare loro un indiavolato hully gully. Che dite? Vi piace lidea?
TUTTI (allunisono ed entusiasti) S!!!
ANTOINE (c.s.) E allora, Beach Room, andate con I Watussi!!!
Clima di euforia generale. Mentre tutti ballano, Antoine raccoglie i notes ed esce per la destra. Terminata la canzone:
SIGNORA SALVATI (accaldata e divertita, tornando al tavolino con la Delneri, i Franzelli, Augusto e Menichina) Uhhh! Non ce la faccio pi!!! Erano anni che non mi divertivo tanto!!!
AUGUSTO Brava a signora! Me fa piacere!
ANTOINE (entra dalla destra ha in mano una fascia trasversale bianca con la scritta a lettere maiuscole e dorate MISS LIDO SCAURI 1066) Signori e signore, arrivata lora ics. Mentre voi ballavate, noi di l in direzione abbiamo scrutinato i voti ed ora No, un momento. Per correttezza, devo dirvi che non abbiamo fatto secondo, terzo, quarto e quinto posto: sono giunte tutte ex aequo. Dunque, detto ci, vi annuncio che Miss Lido Scauri 1966
Pausa.
AUGUSTO E ghiammo, Antoine, nun ce fa sta ncoppe spine. Chi , chi ?
ANTOINE Un attimino. Vorrei sapere innanzitutto se la serata stata di vostro gradimento. Vi siete divertiti?
TUTTI (c.s.) S!!!
AUGUSTO (scherzoso) Sissignore, ce simme divertiti. Basta che faje ampressa!
ANTOINE Subito. Prego le cinque concorrenti di disporsi alla mia sinistra. (Le ragazze eseguono. Super enfatico) Va bene cos. Proclamo Miss Lido Scauri 1966 la concorrente con il numero tre: Melania!!! (Applausi. Tra lacrime, abbracci, congratulazioni la ragazza viene insignita dal presentatore della fascia trasversale)
MENICHINA (contrariata) E te pareva!
ANTOINE Melania, vuoi dire qualcosa?
MELANIA (commossa ed emozionata, riesce a balbettare soltanto) No Non non ce la faccio
ANTOINE Va bene. Melania, tu hai diritto a partecipare alle selezioni regionali di Miss Italia. Inoltre hai diritto a un premio di cinquecentomila lire.
MENICHINA (dopo una pausa) Augu, sto penzanno che alla fin fine Melania na bona guagliona, o ssaje? E po Purtasse pe dote pure e cinquecientomila lire
AUGUSTO (c.s., conoscendo sua moglie) E sorde hanno fatto effetto, eh?
Buio di colpo.
QUARTO QUADRO
E la mattina del 31 agosto. La stessa scena del secondo quadro, ma il jukebox non c pi. I quattro componenti i Beach Room stanno bivaccando, letteralmente stravaccati sulle poltroncine.
PAKI (dopo aver osservato il cielo, con una nota triste) Ragazzi, anche il tempo ci sta dicendo che ce ne dobbiamo andare. Guardate che nuvole si stanno addensando l. (Indica dietro di s)
GINO E vero. Qua fra poco viene una grandinata Ma che dico fra poco? Sta venendo: ho sentito una goccia.
GIANNI (sfottente) Che esagerazione! Questa una nuvola passeggera. Vi faccio vedere che tra massimo dieci minuti uscir un sole che spacca le pietre.
PAKI (una pausa e poi c.s.) Per che tristezza il trentuno agosto!
PAOLO (sospirando) Il tempo passa E meno male che cos.
GIANNI (col tono di chi voglia scrollarsi da quel torpore) Ehi, ma che cos sto mortorio? Dai, non ci lamentiamo! Ci siamo divertiti, o perlomeno io mi sono divertito.
GINO Ah, se per questo, pure io mi sono divertito.
PAKI (ridacchiando improvvisamente) Ragazzi, ma avete visto che cambiamento che ha fatto Felice?
GIANNI (divertito) S, s. E diventato da cos a cos. E ieri si fidanzato con Giovanna.
PAOLO Veramente?
GINO Tu che dici, Gianni?
PAKI Aspetta. Ma Giovanna non era fidanzata con Fof?
GIANNI (scherzoso) S, ma voi non seguite Giovanna era fidanzata con Fof, ma la sera dopo lelezione della Miss lo trov sulla spiaggia con Lauretta e allora
PAOLO No! Non ci credo! Lauretta con Fof! E Flavio?
GIANNI E Flavio Boh!
PAOLO Bene. Mi fa piacere per Felice.
GINO (vedendo entrare dalla sinistra Giovanna e Felice abbracciati) Zitti, zitti. Stanno arrivando. Parlando del diavolo
GIANNI (sfottente) escono fuori le corna. Che teneri! Sembrano i fidanzatini di Peynet.
FELICE Ciao. (I quattro ragazzi rispondono al saluto giusto per. Lunga pausa) Si batte la fiacca, eh?
PAOLO Gi
FELICE (dopo un altro interminabile silenzio, a Giovanna) Cucciolo, andiamo a prendere un gelato?
GIOVANNA Ma s! Lultimo Piper e llestate! Jammo! (Felice si scioglie dallabbraccio. Meravigliata) Uh E mo pecch mhe lassata? (Lo abbraccia di nuovo)
FELICE (divincolandosi) E dai!
GIOVANNA Che c?
FELICE Dobbiamo entrare nel bar. Un poco di contegno.
GIOVANNA Feli, tu si cagnato, sissignore, ma io aggia fatica ancora (E i due ridendo escono per la vetrata)
GIANNI (c.s.) Avete sentito? Cucciolo. Chi se lo sarebbe aspettato da Felice! Potenza dellamore!
ADRIANA (entra dal fondo a sinistra. Ha in mano un fotoromanzo) Ciao, ragazzi.
GIANNI Ciao, bella. (Adriana si siede poco distante dai quattro ed apre il giornale) Che leggi di bello?
ADRIANA Un fotoromanzo: Troppo donna per i tuoi quindici anni.
GIANNI (dopo aver fatto locchiolino agli amici) Flavio si lasciato con Lauretta, lo sai?
ADRIANA (si alza di scatto, con forza) Gianni, per piacere, non mi nominare quel cretino! (Si risiede e ripiglia a leggere)
GIANNI (ipocrita) Va bene. Scusami.
PAOLO E dai, Gianni, smettila!
FLAVIO (entra mogio dal fondo a sinistra e si dirige dove ci dovrebbe essere il jukebox. Si accorge che non c e chiede) E il jukebox?
GIANNI E andato a fare la nanna. Se ne parla a luglio dellanno prossimo.
FLAVIO (constata amaramente) Lestate proprio finita. (Accende una sigaretta)
ADRIANA (si alza e con studiata indifferenza fa per uscire per il fondo a sinistra dicendo) Ciao.
GIANNI E GLI ALTRI (tranne Flavio) Ciao.
FLAVIO (raggiungendola) Adriana
ADRIANA (fredda, ma in fondo con il cuore gonfio di speranza) Che cosa vuoi?
FLAVIO (calmissimo) Niente. Ti voglio accompagnare a casa. Posso?
ADRIANA (c.s.) No, grazie. La strada la conosco bene. (E muove per uscire)
FLAVIO (la costringe a fermarsi stringendole un braccio. Quasi implorante) Dai! Non fare cos! (In un sussurro) Sei arrabbiata?
ADRIANA (c.s.) Flavio, tu sei un cretino! Dopo unestate intera che mi sono strutta per te, che cosa pretendevi? Che ora stessi felice e contenta?
FLAVIO Ti sei strutta per me? Vuoi dire che sei diventata come la sugna? (Involontariamente Adriana ride) Dai! Abbracciamoci e non ne parliamo pi.
ADRIANA (c.s.) No! Mi fai rabbia!
FLAVIO (stringendola teneramente a s, a voce bassissima) Va bene: ti arrabbi dopo (Le sfiora la tempia con le labbra)
ADRIANA (piangendo) Perch mi hai trattata cos?
FLAVIO (si scioglie dallabbraccio) Perch Te lo dico quando ti vengo a trovare a Natale.
ADRIANA (luminosa) Mi vieni a trovare a Natale?
FLAVIO (solenne) Te lo prometto. Ti posso accompagnare a casa?
ADRIANA (confusa per ci che le ha promesso Flavio) S (I due escono per il fondo a sinistra)
GIANNI (scettico) Sar Ma io non ci credo che Flavio la va a trovare a Natale.
PAOLO (alzandosi) Ragazzi, andiamo a preparare gli strumenti, che oggi si parte. (Ed esce per la vetrata, seguito dagli altri componenti i Beach Room)
AUGUSTO (entrando dal fondo a sinistra con sua moglie) Viene, Menichi, viene. Mo ce mangiammo nu bellu cornetto, po jammo a casa e ghiammo a ferni e pripara e bagaglie.
MENICHINA Augu, o cornetto pigliatillo tu. Io nun voglio niente: me s chiuso o stommeco.
AUGUSTO (allarmato e premuroso) Ch stato? Nun te siente bona?
MENICHINA (rassicurante) No, nun te preoccupa, sto bona. Sulamente Sto penzanno a chello che trovo a casa quanno stasera arrivammo a Napoli
AUGUSTO (superficiale) E va buo Nun ce penza. Quando arrivammo a casa, se ne parla.
MENICHINA Nu cuofeno e panne a lava Po Saje quanta povere ce sta ncoppe mobele?...
AUGUSTO (con provocazione) Ah, po tu he parla pure cu Reginella pa fa fidanza cu Geppino
MENICHINA (dopo una breve pausa) Augu, ce aggio penzato buono: me so accorta che Melania a guagliona adatta pe Geppino. Aveva ragione a signora Salvati: Melania fa a pagliaccella, sissignore, ma na brava guagliona. (Portandosi una mano alla fronte) Uh!... A proposito ra signora Salvati, partuta e io me so scurdata e ce chiedere lindirizzo.
AUGUSTO (superficiale) Va buo Ce o chiede lanno che vene.
F I N E
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