SCENA IN MONTAGNA
Commedia in un atto
di BRUNO DE CESCO
PERSONAGGI
SANDRO
ELDA
RUVO
Commedia formattata da
L'interno di una casra sudicia e scura. Il soffitto basso e l'impiantito di terra battuta cosparso di paglia. Nella parete di fondo son praticate lunghe e strette feritoie dalle quali sbava una luce fioca e spettrale. Unica porta d'ingresso a destra. Intorno alle pareti girano dei palchetti pieni di paglia ed alcuni con delle imponenti forme di formaggio. Qua e l arnesi del mestiere, rastrelli, ceste, secchie, ciotole, qualche pentola. Un tridente appoggiato, in ombra, ad una parete. Il centro della scena occupato da un tavolaccio enorme e sconnesso.
All'alzarsi del sipario il tempo imperversa e fischia attraverso le feritoie.
(Confuse cominciano a sentirsi le voci di Elda e di Sandro che vanno avvicinandosi).
Sandro - (da fuori) Da questa parte, presto!
Elda - (id.) Eccomi!
Sandro - (entrando, fradicio, con il sacco da montagna in spalla) Per fortuna che la porta non era chiusa!... Avanti, Elda.
Elda - (entra ansante e spossatissima. Ha i capelli incollati alle tempie. I suoi indumenti estivi sono ridotti in uno stato pietoso) Oh! Dio mio!... (Dopo una breve pausa, guardandosi attorno) Dove siamo venuti a capitare?!
Sandro - (titubante, suo malgrado) Dove siamo?... In una capanna di pastori, in una baita... che ci venuta come la manna del cielo!
Elda - (e. s.) Cos buia mette indosso un senso di paura.
Sandro - (levandosi il sacco che depone a terra) Cosa volete mettervi in testa, adesso, Elda?... Che paura vi pu essere qua dentro?... C'era da averne di pi a star fuori in mezzo a quella sarabanda che pareva scatenata per maledizione.
Elda - (con un supplice richiamo) Sandro!
Sandro - Avete ragione. Non fateci caso... E' una parola detta cos per sfogare la stizza che mi ha preso!... (// vento ulula attraverso le feritoie) Sentite... Sentite che roba?... E' peggio di prima... Assai peggio!... Almeno qui si sta all'asciutto e non c' nessuno.
Elda - (accovacciandosi su uno sgabello) Come mi sento stanca! (Si nasconde il viso fra le mani).
Sandro - Lo credo bene, povera Elda!... Ma quest'ira diddio non pu durare ancora... E' un temporale. E' forte, s, ma pi forte , pi presto si sfoga...
Elda - Non ne posso pi!
Sandro - (dopo un indugio) Capisco!... per se noi avessimo ascoltato quanto ci volle raccomandare quel vecchio...
Elda - (scatta, urtata nella sua suscettibilit) Avanti... perch non dite il resto?... Che sono stata io...
Sandro - Non intendo dire una cosa simile, ma quello che vero, vero... L'acqua...
Elda - Gi, l'acqua... E ci voleva tutta la prosopopea da profeta fuori uso per preannunciare una roba simile... Chiunque avrebbe detto che quelle nuvole nere portavano la pioggia.
Sandro - Eosse stata solo pioggia!
Elda - Smettetela di dire le cose con quell'aria!... Sembra che ci prendiate gusto!... E cosa avreste fatto voi infine?... Cio perch non avete seguito il consiglio del vecchio... del vostro vecchio profeta?
Sandro - Perch voi, Elda...
Elda - (con ostentazione) Io?!... Io potevo contare per la mia volont, ma non per l vostra anche... E poi per cosa ci rideste su cos allegramente a quel consiglio che adesso pesa con cos grande gravit?!
Sandro - (volendo smorzare l'attrito) E' vero, non lo avevo preso sul serio nemmeno io!... Avete freddo?
Elda - (guardandolo pi raddolcita) Tanto.
Sandro - (levandosi svelto la giacca e buttandogliela sulle spalle) Dentro ancora asciutta... Vi pu servire.
Elda - (facendo Fatto di restituirla) Sandro... e voi allora ?!
Sandro - Ho la maglia... Non sono bagnato quanto voi.
Elda - Grazie, Sandro... Ne avevo tanto bisogno.
Sandro - (guardando fuori dalle feritoie) Le nuvole son cos basse che sembrano in procinto di sbrindellarsi sugli spuntoni di roccia... (Con esclamazione) Oh!... ma quello San Lorenzo!
Elda - (alzandosi) Cosa dite?!
Sandro - (volgendosi) No... Mi pareva di aver riconosciuto il campanile di San Lorenzo.
Elda - Non dovremmo essere dall'altra parte?!... verso il romitorio?!
Sandro - S... s... (guardando ancora) ma adesso non si vede pi...
Elda - (tornando a sedere) Mi potete favorire un goccio di caff?
Sandro - Subito... Scusate anzi se non ho provveduto prima... (Chinandosi ad aprire il sacco) Ah! questa una disdetta!...
Elda - Allora?
Sandro - (mostrando il termos rotto) Guardate qua!... Nemmeno una lagrima!... (buttandolo con rabbia in un canto) neanche a farlo apposta!
Elda - (stizzita) Ma voi potevate accorgervi, no?
Sandro - (toccato) Se mi fossi accorto, non mi sarei precipitato ad offrirvelo, vi pare?!.... Chiss come mi sar successo!
Elda - (c. s.) Potevate...
Sandro - Cosa volete che potessi!... Sar stato un sasso... sar stato quello scivolone che momenti mi mandava a gambe all'aria... Certo se si rimaneva...
Elda - (c. s.) Cos a cuore vi sta l'argomento?
Sandro - E' l'evidenza dei fatti!
Elda - S!... Come gradite la montagna... Voi vorreste farla con le scarpette di vernice?!
Sandro - Io mi preoccupo per voi.
Elda - Certi crucci fanno troppo disturbo.
Sandro - Insomma cos! Voi non volete ammetterlo, ma soltanto per puntiglio. E' evidente... Abbiamo riso tutti e due, vero, ma ci non toglie che se al primo scroscio noi ci fossimo fermati alla cappelletta, avremmo dato una dimostrazione di buon senso.
Elda - Invece facendo cos, abbiamo perso la testa... Si doveva tornare indietro subito... e dire agli altri, a quelli che son rimasti, che non abbiamo proseguito perch ci mancava l'ombrello e temevamo l'umidit!... Bel quadro sarebbe stato!
Sandro - Voi volete girare tutte le cose ad un verso!
Elda - Sicuro! perch quello giusto... E sapete cosa devo dirvi?... Che anche voi, signor Sandro, per quanto vi sforziate, potete dare la mano agli altri e tener loro compagnia. Lucio che indossa dieci costumi sport per andare dall'albergo alla veranda... Martino che filtra le sue idee con la racchetta... E Nennele?... E la Intra?... e la signorina Rosadi che non fa due passi nemmeno a pagarla a peso d'oro?!... Anche voi siete da mettere nel mazzo... Avete sentito?... non avete sentito che coro di entusiasmi, ieri sera?... E stamane tutti a ripetere balbettando le osservazioni delle signore madri.
Sandro - Voi non dovete dimenticare, Elda, che se tutti avevano mutato idea, io no... Io anzi ho appoggiato la vostra proposta contro tutti... tanto che anche la mamma vostra ha finito...
Elda - (sprezzante) E con questo? Cosa n' venuto fuori?... Cosa n' venuto fuori?!... Che adesso non so proprio, in tutta sincerit, perch abbia scelto proprio voi per fare questa bella gita!
Sandro - Finite con il riconoscere...
Elda : - Io riconosco solo che in questo tugurio fa freddo assai!
Sandro - (guardandosi attorno e osservando fuori dalle feritoie) Pi opportuno sarebbe andare... Tanto ci siamo gi bagnati.
Elda - Che genialit!
Sandro - Non pi il tempo di prima.
Elda - Sar piuttosto peggio.
Sandro - No. E' meglio andare di conseguenza.
Elda i - E dove?
Sandro - (osservando l'orologio che tiene al polso) Sono ormai le quattro pomeridiane!... A San Lorenzo.
Elda - (canzonatoria) Da che parte?!... Sapete almeno, voi, dove ci troviamo?!
Sandro - Basta orientarsi... (incerto).
Elda - Siamo sul monte?... Grazie: lo so anch'io... E allora?
Sandro - Ma non possiamo fermarci di pi ancora!... Vostra mamma mi ha fatto delle vive raccomandazioni. Ho della responsabilit.
Elda - (C. s.) Perbacco! Responsabilit!... E come la chiamate quella di portarmi fuori di strada?!... Non vi sembra responsabilit anche quella?!
Sandro - (confuso) Un caso imprevisto... che sarebbe successo a chiunque... Infine io non ho desiderato che mettervi il pi presto possibile al riparo!
Elda - Giusto!... E adesso perch ci sono al riparo, mi vorreste cacciar fuori all'acqua con la scusa della responsabilit!
Sandro - (rattristato) Vi prego, Elda! Comprendete la mia posizione... Pensate che figura ci farei con la mamma vostra!
Elda - Ed io?!... Non pensate quella che farei io, se mi trovassi costretta a tornare indietro cos... magari per trovare il sole in paese... con gli altri che staranno gonfiandosi di gioia ad ogni brontolar di tuono!
Sandro - Non lo pensano nemmeno!
Elda - Proprio!... Ci verranno incontro solo per decantare il loro acume!... il loro grande acume!... Insomma non mi muovo!
Sandro - Vostra mamma...
Elda - Cos tanto mi mette in soggezione, mia mamma?!... Voi non siete la mia istitutrice e le scarpe ferrate le porto anch'io!
Sandro - La farete stare in ansia...
Elda - (scattando) Preferireste che io mi buscassi una polmonite per tranquillizzare le vostre fisime?... Se proprio a mamma star a cuore la mia salute... (ridendo con ostentazione) organizzer una spedizione di soccorso... Ahi ah!... con coperte di lana, materassi e bottiglie di acqua calda e del buon caff che berrei adesso tanto volentieri!... Ah! ah!... Pensate, Sandro, che bazza per i nostri cari amici!... La tragedia della montagna!... Squadre di soccorso hanno organizzato delle battute...
Sandro - Elda, vi prego!
Elda - (ammutolendo un attimo) Seccherebbe anche a voi, vero?... Dite la verit!... Dunque non c' che rimanere. (Guardandosi attorno) In fondo, abituandosi, non si sta poi cos tanto male come sembrava dapprima. Basterebbe un po' pi di luce e un po' pi di caldo... E domani la Nennele e la Intra schiatteranno di bile al mio racconto...
Sandro - Non possiamo rimanere!
Elda - (fingendo di non ascoltarlo, si accomoda intanto apposta un giaciglio con la paglia che ha vicino) Io qui mi combino una bella cuccia... cos... cos... e poi cos... (voltandosi bruscamente verso Sandro) e se proprio voi ci tenete... non avete che da correre gi... ad organizzare le vostre squadre di soccorso! Ah! ah! (Siede a terra).
Sandro - (si sente battuto in pieno viso, non sa cosa fare poi agguanta deciso il sacco e si dirige verso la porta) Io vado allora!
Elda - (atterrita al pensiero di rimaner sola, balza in piedi chiamandolo con voce soffocala) Sandro! no!
Sandro - (si volta, ma rimane fermo accanto alla porta) Non devo andare?
Elda - (angosciata) E mi lascereste qui... sola?!
Sandro - (gettando nuovamente a terra il sacco e accostandosi con vivacit alla ragazza) No... no... Elda!... come vi potrei lasciar sola?!... Come?! Nemmeno se mi obbligaste ad uscire... nemmeno se me lo imponeste coprendomi di insulti... io uscirei da quella porta... Vi abbandonerei... No... Elda...
Elda - (riprendendo padronanza di se stessa) Avete capito che stavate commettendo una sciocchezza?!
Sandro - (serio) No... Il vostro scherno solo mi spingeva fuori a cercare per voi il modo di porvi pi rapidamente al sicuro.
Elda - Come dicevo io prima!... La squadra di soccorso! Ah!... bello... molto belio... da cinematografo!... Ma poi avete avuto timore di quello che vi avrebbe detto la gente.
Sandro - (emozionato) Ho avuto paura di quello che avrebbe potuto dirmi il cuore, se l'avessi fatto!... Ho avuto timore dell'invettiva atroce che il mio cuore stesso avrebbe formulato per me... per il mio gesto idiota... Nel lasciarvi... qui... io avrei commesso una vilt... si... una vilt.
Elda - (sorridendo, con ironia) Ah!
Sandro - (c. 5.) S!... ma non come credete voi... o come vi sembra di credere!... Io sarei stato Vile uscendo da questo luogo perch fuggivo da voi... da voi, capite?!... Elda... da voi... sentite, vivaddio!, cosa intendo dire?!... (accostandosi a lei agitato).
Elda - (istintivamente ritraendosi un p e facendo un gesto con le mani come a tenerlo lontano) Mi fate impressione, 'Sandro!... Non mi guardate cos!
Sandro - (allargando le braccia e poi abbandonandole lungo il corpo. Sconsolato)Dite... dite pure... Prima ero motivo del vostro scherno, ora sono causa della vostra paura... (con un filo di voce) e dopo sar oggetto della vostra piet o della vostra compassione... Ma fa lo stesso... E' lo stesso, dev'essere cos perch io sono goffo mentre Lucio fine... e voi venite conquisa dall'eleganza... perch io sono rozzo, mentre Martino sa dire tante cose carezzevoli e voi adorate il suo parlare... Cosa sono io?!... Cosa sono io... se non so nemmeno ballare... 'E Nerio vi sa stringere con raffinatezza mentre vi accompagna e voi vi inebriate del danzare!... (Ansante) Ma nessuno... nessuno di loro... vi vuol bene quanto ve ne voglio io... Nessuno vi ama come vi amo io... senza l'illusione pi piccola, senza la speranza pi tenue... mendicando sempre una parola che non mai mia... cercando di rubare un sorriso che fiorisce e vi fa ancora pi incantevole sempre per gli altri... Voi non sapete... Elda... n potete intuire la pena tormentosa di pensare... soltanto pensare... al sapore della vostra bocca! Per questo io vi ho difesa ostinatamente contro tutti... contro tutte le obbiezioni... tutte le critiche, gli ostacoli degli altri e vi ho accompagnata... Io solo... mentre gli altri restano gi, timorosi del tempo... So che avete accettato la mia compagnia piuttosto di cedere di fronte agli altri... Ma io pure ho accondisceso sebbene fossi certo che voi, voi stessa, sareste rimasta pi volentieri gi con gli altri... E' egoismo il mio... Lo so. Ma giusto che dopo tante amarezze io riscatti un poco del mio soffrire... Che io sia solo... solo con voi.
Elda - (con sdegno) Ah! ma allora!...
Sandro - (con angoscia implorante) Elda!... Elda!... (Dopo una lunga pausa con voce commossa) Non vi faccio del male... io... (avvilito sotto il peso del suo dolore, si avvicina nuovamente alle feritoie mentre il temporale rumoreggia ancora).
Elda - (si lascia di nuovo lentamente cadere sulla paglia. ET pallida, emozionata. Non osa guardare il compagno che le volge le spalle, ma non pu non sentire il suo tormento. Si stringe la giacca dell'amico intorno e nel farlo, involontariamente, uno sguardo di tenerezza le appare nelle pupille. Ha un brivido) Che freddo!... Ci si potesse riscaldare!!
Sandro - (si scosta dalle feritoie e si aggira un po' nella semioscurit dell'ambiente cercando della legna) Qualcosa qui si dovrebbe pur trovare!... La paglia, no... perch fa troppo fumo... ma qualche frasca ci dovrebbe stare di sicuro... (Scorgendo una fascina) Oh! contenta, Elda: c' quello che fa per noi... (Trascina la legna pi avanti sotto una feritoia) Qui forse si potrebbe combinare qualcosa... (Comincia a rompere qualche sterpo stando inginocchiato accanto alla fascina).
Elda - (sempre dal suo posto lo osserva con interesse).
Ruvo - (nascosto in un palchetto dove tiene il suo giaciglio, dopo aver rimosso parecchio la paglia, fa sentire la sua voce tuonante) Chi che vuol accendere il fuoco?
Elda - (sbarra gli occhi colta da paura) Ah!
Sandro - (trasale lui pure per la voce inaspettata, interrompe il suo lavoro e si rizza repentinamente impugnando un bastone e guardandosi in giro con sospetto) Chi c' qui?!
Ruvo - (sempre dall'alto del palchetto dal quale sporge le gambe a penzoloni) Ci sono io!
Elda - (atterrita indicando con il braccio a Sandro) Lass... Sandro... attento... lass!
Sandro - (all'esclamazione di Elda si gira impetuosamente verso U palchetto, tenendosi sempre in guardia) Credevo non ci fosse nessuno.
Ruvo - (di un balzo sceso dalla sua tana. E? un uomo sui cinquant'anni. Sporco, lercio, con una cattiva espressione nel viso) Cosa intendi dire con questo, moscardino?!... Che se nella casa non si trova il padrone, tu sei libero di fare il tuo comodaccio?!
Elda - (si alzata anche lei istintivamente dal suo giaciglio e osserva preoccupata l'atteggiamento del montanaro. Alle sue parole le vien spontanea una frase) Allora... voi siete il padrone... qui?
Ruvo - (si volge verso di lei e la squadra come se si fosse accorto della sua presenza per la prima volta. Sputa con sprezzo a terra).
Sandro - (ha uno scatto di sdegno) Ah!
Ruvo - (si accorge del gesto e allora mostra ostentatamente il pugno sinistro minaccioso) Si ssignora!... anche se non vi garba!... (Abbassando la voce e battendosi il pugno sul petto) Sono io il padrone! !
Elda - (guardando Sandro) Allora... Sandro...
Sandro - (continuando il discorso della sua compagna con evidente contrariet) ...La signorina intendeva chiedervi il permesso di accendere un po' di fuoco.
Ruvo - Che permesso mi tiri in ballo, tu!?... Stavi gi facendo a pezzi la fascina!... E anche quella mia!
Sandro - E nessuno vi ruba niente!... Ve la pago io!
Ruvo - Gi, me la paghi perch mi son fatto sentire!... (Guardandolo di traverso) Cosa credi di comprarmi con le tue palanche bucate?!... Perch mi vedi vestito cos?! Ah! ah!... perch tu hai le scarpe unte di grasso mentre io ce l'ho sporche di sterco?!... (Ghignando) Ti sbagli! Ti sbagli!
Elda - (titubante) S'intendeva solo di ricompensare il disturbo.
Ruvo - Io non voglio ricompense!
Sandro - Meglio ancora.
Ruvo - (bruscamente) Non sopporto per nessun disturbo e tanto meno da gente come voi!
Sandro - (Per quattro frasche!
Ruvo - (alzando la voce) Qua dentro non si accendono fuochi!
Sandro - (indicando le tracce di fumo sotto una feritoia) Non la prima volta che vien fatto.
Ruvo - (avanzando di un passo) Metti il naso nelle tue faccende!
Elda - (supplice) Non importa, Sandro!
Sandro - (ostinandosi) (Non giusto!
Ruvo - Che giusto o non giusto!?... Ci hai poco da etrillare!... Non voglio io che sono il padrone!
Sandro - (ostinandosi) Va bene, va bene!... Lo sappiamo che siete voi il padrone!... E chi viene a contentarvelo questo diritto! .
Ruvo - (torvo) Vorrei vedere!
Elda - (c. s.) Sandro, vi prego!
Ruvo - (schernendo il gesto della ragazza) Oh! guarda!
Sandro - (diventando di brace) Si tratta in fondo di sentire un po' di umanit!... Siamo con i vestiti fradici!
Ruvo - (ghignando) A me vieni a dirlo?! Chi vi ha ordinato di venir quass? Chi ve l'ha ordinato?
Sandro - Nessuno!
Ruvo - Via allora! via subito!
Sandro - La signorina sta male.
Elda - No, Sandro... Non mi sento pi male... Andiamo, Sandro...
Ruvo - (sghignazzando) Ah! ah! volevi scaldare la pecorella! Ah! ah! Gi il tempo cattivo e si bagnata la tua pecorella! Ah! ah! (Duro, improvviso) E con questo?!... Fuori ce n'ho a diecine, io, delle bestie che si bagnano!!
Sandro - (fermo al suo posto, alza il bastone) Non so che farmene del tuo permesso, mascalzone, e rimangiati subito quello che hai detto!
Ruvo - (che era indietreggiato di. un passo,: s'impadronisce fulmineo del tridente che stava nellombra e si slancia contro Sandro gridando come un ossesso) Fuori di qua! !
Elda - (intuisce il pericolo ed ha un grido di terrore) Madonna! Sandro!!
Sandro - (ha misurato a tempo il gesto del montanaro e un audace senso di fiducia lo spinge ad arrischiare il tutto per il tutto. Abbassa il bastone e allarga le braccia come ad offrire un pi facile bersaglio all'ira dell'avversario. La sua voce si fatta limpida e squillante sebbene in essa trapeli un'intima e terribile commozione) Avanti! allora! se vuoi scaldarti col sangue invece che con la fiamma della tua fascina! !
Elda - (continua a mormorare in una disperata cantilena) No, Sandro... no, Sandro...
Ruvo - (alla sfida altera e sprezzante di Sandro non sa reagire e si ferma pur tenendo sempre minaccioso il tridente).
Sandro - (c. s.) La porta della tua casa era aperta e chiunque avrebbe accolto anche un cane per l'infuriare del tempo!... Ma tu ricevi chi viene a bussare alla tua porta con l'odio e con la minaccia!... Cos' che temi?!... (Si accorge solo allora, per associazione di idee, di impugnare ancora il legno e glielo butta ai piedi) Ecco il tuo legno... non so che farmene nemmeno di quello... E' tuo. Riprenditelo!
Ruvo - (che aveva gradatamente abbassato il tridente, guarda ora con un aspetto pi placato Sandro e sta per mettersi a parlare quando lo scoppio un po' lontano, ma nondimeno potente, di un fulmine gli tronca la parola). (Tutti e tre allibiscono quasi presentendo una sciagura. Il silenzio rotto improvvisamente dalla corsa di un uomo che si avvicina precipitosamente alla baita finch si ode la sua voce ansante attraverso una feritoia) Ruvo... Ruvo... le tue bestie hanno spaccato il recinto!... Il fulmine!!... Son scappate verso San Lorenzo!... Presto, Ruvo!! (il passo delluomo svanisce nuovamente nella lontananza):
Ruvo - (che alle prime parole aveva allargato gli occhi con stupore, non'appena l'avvertimento finito, si sbarazza del tridente scappa agitato e gesticolante dalla porta a destra) Le mie bestie?!... A San Lorenzo?!
Sandro - (resta un po' come trasognato e ripete ad alta voce, come a spiegarsi il disorientamento in cui il temporale li aveva fatti cadere) San Lorenzo?!... San Lorenzo?!
Elda - (lo guarda con un'espressione triste e felice insieme, poi in un impeto di commozione gli si butta addosso stringendolo. La porta scricchiola, geme e si apre un po' lasciando passare una folata di vento) Oh! Sandro! Sandro!
Sandro - (assorto) Sar meglio andare... e subito...
lda - (come mortificata) Non avete nient'altro da dirmi?!:
Sandro - (triste) No... non ho nulla da dire...
Elda - E io, si, invece!... Io... io... se quell'uomo avesse fatto ancora un solo passo avanti... mi sarei buttata con tutta la mia forza ad impedirgli...
Sandro - (amaro) Cosa impedirgli?... IT questo che volevate vi dicessi?! II commento alla mia vilt!...
Elda - Voi per causa mia avete passato...
Sandro - Un brutto guaio... Non lo nego... Tanto pi che la ragione era pi dalla sua parte che dalla mia...
Elda - Eppure voi mi avete difesa affrontando...
Sandro - Non c'era nient'altro da fare!... ma non ritenetemi un salvatore... Peuh!... (quasi con stizza) Non avete capito che il mio gesto era solo paura... S... paura!... Io ho cercato di far leva sulla sensibilit di quell'uomo solo quando ho visto che il mio miserabile pezzo di legno, che impugnavo come una marionetta, avrebbe avuto la peggio e come! nel cozzare contro il tridente?! Quello, s, sarebbe stato un quadro da descrivere alle amiche, signorina Elda!... Vi consiglio per di non raccontarlo a nessuno... nemmeno a vostra mamma, perch io sarei costretto a sconfessarvi nel modo pi categorico!... Un po' di amor proprio me lo concederete...
Elda - (con energia) Basta cos, Sandro!... Non in questo tono ch'io desideravo mi parlaste ancora...
Sandro - Meglio non parlarne pi...
Elda - Voi non avete nessun diritto di falsare cos il vostro gesto di cuore perch riguarda anche me... Ma lasciamo a parte anche questo... Forse voi scambierete le mie parole come il prodotto di una stucchevole indifferenza... Piuttosto quella vostra testarda e illogica ostinazione nello sminuire sistematicamente le vostre doti che mi fa insorgere...
Sandro - Elda, vi prego di non scherzare!
Elda - Scherzo, Sandro?!... Ma vi pare che possa buttare in burletta anche quello che dico ora?!.- Se mi ci metto, sono capace di ragionare anch'io... Cosa ci guadagnate voi a far cos?!... Cosa ci guadagnate di fronte agli altri?... di fronte a me?
Sandro - Perch dite: di fronte a voi?!
Elda - S... s... E' proprio cos... Anche gli altri... tutti gli altri... Lucio, Martino... avevano capito e non trascuravano occasione per deridere il vostro silenzio... per criticare la vostra riservatezza... E intanto ne soffrivo anch'io!... Loro non immaginavano che il loro tessuto di malignit non faceva che convincermi maggiormente del contrario... ma quel vostro star nell'ombra sempre, mi metteva a disagio ecco!... Tanto da finire col convincermi che dovevo cercare un'occasione che ci facesse guadagnare in faccia a tutti la pi bella delle soddisfazioni!...
Sandro - (raggiante afferrandola per le braccia) Ah!... questa... questa allora, Elda!...
Elda - (affettuosa) ...Si..., s, Sandro...
Sandro - (la bacia sulla bocca).
Elda - (liberandosi con civetteria dall'abbraccio) ...Hai visto che il tuo vecchietto del temporale aveva torto?
Sandro - Altro che torto! (/ due ragazzi ridono allegramente, si baciano ancora e poi escono a destra veloci raccogliendo a volo il sacco da montagna abbandonato). (Fuori, ad annunciare il ritorno del sole, risuonano i campani delle giumente).
FINE
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