SCOLARI DASSALTO
di Franco Roberto
Personaggi:
MASSIMO, telecronista
FABRIZIO, scolaro
VALERIA, scolaro
RODOLFO, scolaro
ALBERTO, maestro
Scena:
Qualsiasi interno.
ATTO UNICO
MASSIMO - (tono da telecronista) Signore e signori, siete collegati con la scuola di Vattelapesca. Il collegamento via satellite artificiale con tutto il mondo. E c una ragione dellinteresse internazionale per questa scuola. Infatti, fra queste mura, in una di queste classi, studia, ma soprattutto vegeta, un bambino celebre dal Polo Nord al Polo Sud e in ogni parte del Globo. Intendo parlare del prototipo dei bambini terribili, maleducati, ma simpatici. (Rivolto verso lesterno) Prego, maestro. Faccia entrare gli scolari modello.
ALBERTO - (appare di schiena dalla quinta, rivolto verso lesterno) Scolari avanti marsh! (Valeria e Rodolfo entrano luno dietro laltro. Potrebbero indossare un grembiulino a quadrettini rossi e bianchi, oppure quello nero da scolari, con colletto inamidato e nastro blu. Comunque, come Fabrizio che entrer dopo, sono tutte tre vestiti da ragazzini, con espressione infantile proporzionata. Comportamento, gesti, tono di voce da bambini ora capricciosi, ora un po stupidi. Valeria e Rodolfo si fermano al centro rivolti verso il pubblico, impettiti come Alberto, che si pone al loro fianco. Alberto, segnando anchegli il passo) Sinist-destr Sinistr-destr Squadra, alt! Ri-poso! (Li osserva, li conta. Preoccupato) Scusi, signor telecronista, ma ne manca uno.
MASSIMO - Chi?
ALBERTO - Il solito, la mia disperazione. Manca Pierino La Peste. (Urla verso lesterno) Pierino! La Peste! Pierino!
FABRIZIO - (entra, annoiato) Sono qui, signor maestro. Non gridi come un asino.
ALBERTO - (frenandosi a stento) Lasino non grida; lasino raglia!
FABRIZIO - (ironico, agli altri, indicando Alberto) Se ne intende di asini, eh? Si vede che si guarda sovente allo specchio.
MASSIMO - (interviene per alleggerire la situazione) Maestro, prego Laggi (indica un punto al fondo della platea) c la telecamera. Guardi quella lampadina. Anche voi, scolari fissate quella lampadina rossa sopra la telecamera. Vedrete idealmente tutto il mondo, e tutto il mondo vi vedr.
FABRIZIO - Lavessi saputo mi lavavo le orecchie.
MASSIMO - La parola al maestro.
ALBERTO - (timido, esita, poi urla) Telespettatori!
FABRIZIO - (sarcastico) Adesso rompe i tubi catodici a tutto il mondo.
MASSIMO - Abbassi il tono, per favore. E prosegua. (Esce di quinta).
ALBERTO - Signore e signori, ho lonore di presentarvi, per la brevit del tempo a disposizione, tre soli scolari, ma considerateli i campioni. Dalla loro preparazione potrete constatare lefficacia dei nuovi metodi psico-pedagogici. Per la rapida prova di cultura generale ho scelto quattro temi.
FABRIZIO - (borbotta) Chiss che roba!
ALBERTO - (lo fulmina con unocchiata e prosegue) Quattro temi che questi scolari svolgeranno prontamente, istintivamente. Essi parleranno della primavera, dellautunno, dellestate e dellinverno. Presentatevi!
RODOLFO - (con cadenza napoletana) Mi chiamo Concettino Esposito.
VALERIA - (cadenza di qualsiasi altro dialetto) Io sono Rapanelli Gioconda, ma gli amici mi chiamano Giocondina.
FABRIZIO - (con la cadenza del luogo dove si rappresenta la scenetta) Il mio nome Pierino La Peste. E cos mi chiamo soltanto io.
ALBERTO - Primo tema: la primavera.
RODOLFO - Primavera! primavera e a Napoli tenimmo o sole, o cielo e o mare.
VALERIA - Primavera! La primavera la stagione pi bella dellanno. In primavera sbocciano i fiori e volano le rondini.
FABRIZIO - (borbotta) Gi, perch nelle altre stagioni le rondini vanno a piedi.
ALBERTO - Silenzio! Tocca a te.
FABRIZIO - (svogliato, spaccone) Primavera! Finalmente mancano soltanto nove mesi alla tredicesima mensilit. Mia madre conta i giorni e mio padre, per la gioia, si beve un fiasco di vino per sera.
ALBERTO - Secondo tema: lestate.
RODOLFO - Estate! Destate, a Napoli, tenimmo o sole, o cielo, e o mare.
FABRIZIO - (estrae di tasca una rivoltella e la punta su Rodolfo) e se lo dici ancora una volta ti faccio fuori. (Intasca la rivoltella)
VALERIA - Estate! Destate io vado al mare, dove sar eletta Bambina bella.
FABRIZIO - S, bambina cavolfiore! (Occhiataccia di Alberto) Estate! Destate io non mi muovo di casa. Faccio i bagni nella fontana. Mancano soltanto sei mesi alla tredicesima mensilit. Mia madre spera che passino in fretta. Mio padre, per la gioia, si beve un fiasco di vino per sera e per pomeriggio.
ALBERTO - (al pubblico) Notate la spontaneit, la genuinit dei pensieri di questi teneri virgulti.
FABRIZIO - (offeso) Signor maestro, io protesto! Virgulto, a me, non lha mai detto nessuno. Cretino, stupido e ignorante passi, ma virgulto no. Non lo permetto.
ALBERTO - (fra i denti, al pubblico) Pierino scherza. Terzo tema: lautunno.
RODOLFO - Autunno! In autunno, a Napoli, cadono le foglie.
FABRIZIO - Meno male!
RODOLFO - Ma tenimmo sempre o sole, o cielo e o mare. (Fabrizio si morde le dita dal dispetto).
VALERIA - Autunno! In campagna le viti hanno tanti
FABRIZIO - bulloni.
VALERIA - grappoli duva! Io vado dalla nonna e alla festa della vendemmia sar nominata Bambina spumante.
FABRIZIO - S, bambina carciofa!
ALBERTO - Zitto!
FABRIZIO - Autunno! Mancano soltanto tre mesi alla tredicesima mensilit. Mia madre, per la febbre dellattesa, ha lesaurimento nervoso. Mio padre, per la gioia, si beve un fiasco di vino per sera, per pomeriggio e per mattina.
ALBERTO - Quarto e ultimo tema: linverno.
RODOLFO - Inverno! Dappertutto fa freddo, ma a Napoli tenimmo o sole, o cielo e o mare!
FABRIZIO - (estrae la rivoltella e rincorre Rodolfo che fugge in quinta, urlando di spavento) Stavolta mi hai scocciato! (Quindi, minacciando con la rivoltella anche Alberto e Valeria, ritorna al suo posto).
VALERIA - Inverno! Dinverno la tormenta fa (imita lululato del vento, in modo che sembri la sirena di unauto della polizia) uuuuuuuuuu
FABRIZIO - Arriva la polizia!
ALBERTO - Concludi Pierino.
FABRIZIO - Inverno! Natale. Arriva la tredicesima mensilit! Ma mio padre non la prende perch sono dieci anni che disoccupato! (Alberto e Valeria svengono, mentre Fabrizio si fa una bella risata e saltella)
SIPARIO
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