SCRITTO APPOSTA PER ME
Commedia in un atto
di ALDO NICOLAJ
PERSONAGGI
GIULIA
VOCI VARIE
Commedia formattata da
Monolocale con angolo-cucina, soppalco con letto, salottino. Vicino alla cucina la porta del bagno, al centro una finestra, dallaltro lato lingresso. Lambiente dapprima impersonale ma piacevole, diventer poco a poco oppressivo e cupo, grosse macchie appariranno sulla tappezzeria alterando latmosfera dellambiente. Un paio di valigie sono spalancate per terra, qualche vestito buttato su una poltrona, giornali e riviste ovunque. C solo una piccola luce accesa sul comodino. Giulia sta dormendo. sui 35 anni, carina, ansiosa e nevrotica. Suono prolungato del telefono.
Giulia - (svegliandosi cerca il telefono che non trova e che continua a suonare. Quasicadendo dal letto, riesce ad afferrare la cornetta) Pronto, chi ?
Voce - (di uomo giovane) Svegliati, vestiti e corri. Woody Allen a Roma e ti vuole vedere.
Giulia - Woody Allen? Vuole vedere me?
Voce - Gli ho fatto vedere le tue foto. Ti ho proposto per una parte nel suo film...
Giulia - ... una parte!?! Per me?!?
Voce - Tra venti minuti citofono. Scendi di corsa, ti accompagno a fare il provino.
Giulia - Il provino ce lho alle tre.
Voce - Quello di Woody Allen alluna. Fatti carina, capito?
Giulia - Ma tu chi sei?
Voce - Come, chi sono?!? Sono Roberto. Vieni a letto con me da tre mesi e non miriconosci?
Giulia - A letto con te? Io?
Voce - Non sei Clara?
Giulia - No.
Voce - Ho sbagliato numero?
Giulia - No, ma Clara in Austria, dal padre che sta male. Nellappartamento ci alterniamo io e lei... (dallaltra parte hanno messo gi ed il telefono d il suono di libero) Maleducato! Mi ha anche svegliata. Si telefona a questora? (guarda lorologio) Mezzogiorno meno dieci? Pensavo fosse lalba. (sbadiglia, alza gli avvolgibili ed al gatto) Buongiorno, Orazio, ora ti do il latte. (scende la scala in camicia da notte, apre il frigo, prende il cartone del latte, ne versa un po nel piattino per il gatto e va in bagno da dove ritorna spazzolandosi i denti. Al gatto) Sai che mi sfottono tutti perch ti porto con me? "Viaggi col gatto?" mi dicono... Che gliene frega se viaggio col gatto? Mica domando loro perch viaggiano con lamico o con la nonna! Un gatto tiene compagnia. (rientra in bagno. Ha acceso la radio. Si sentono le note di una canzonetta. Poi lo scarico del bagno. Rientra asciugandosi il viso e spegne di nuovo la radiolina) Pap star andando a prendere i bambini a scuola. Speriamo non porti loro il cioccolato, che fa venire i vermi e toglie lappetito. (guarda le riviste sparse per terra e le ammucchia con le altre) E Clara che si perde il provino con Woody Allen. Bella stronza. Ammesso che non sia una balla... Chi sar poi questo Roberto? Il suo agente. E ci va a letto. Ma gi, va a letto con tutti. che per fare il cinema bisogna essere un po puttane. (su un tavolo c una grande busta e aprendola) Gentili a farmi trovare il copione in portineria. (legge il biglietto attaccato al copione) "Cara Giulia Sottana Corta, il regista, Giorgio Buco la prega di preparare la scena a pagina 38. La sua parte quella di Elsa. Grazie". (sfoglia il copione per trovare la pagina) Non si avvicini a me, Massimo. Prima di farlo deve buttare la sua tonaca alle ortiche... Allora Massimo un prete. Vediamo la descrizione dei personaggi. (legge) "Massimo molto bello, sulla trentina, un prete che sta attraversando profonde crisi spirituali". Ho capito: cerca di risolverle venendo a letto con me. Ed Elsa come dovrebbe essere? (legge) "Elsa impulsiva, provocante e sensuale". Capito, un po puttana. Possibile che debbano sempre darmi ruoli da puttana? (sfoglia il copione) Una partona, per. Magari scegliessero me. Bisogna vedere in quante saremo a fare il provino. Solo Renata pu saperlo. Renata sa sempre tutto di tutti. (fa un numero) Pronto, Renata? Sono Giulia Sottana Corta. Sono qui per un provino. Giorgio Buco che fa una commedia americana con la Piersanti. Ah, lo sapevi?!? In quante saremo a fare il provino?
Renata - Otto, Giulia. Ma Giorgio Buco ha gi scelto ed i provini non li far.
Giulia - Come non li far? Allora cosa sarei venuta a fare?
Renata - Prende unattrice che non di Roma, me lo ha detto Giorgio Villani che far ilprete.
Giulia - Il prete lo fa Giorgio Villani? Ma ha cinquantanni. Il personaggio dovrebbe avernetrenta.
Renata - La Piersanti la scorsa stagione gli ha fatto fare Osvaldo ne "Gli spettri". E lo spettacolo stato in testa agli incassi. Scusa ma ho il taxi al portone. Ciao, richiamami. (riattacca)
Giulia - Non le va di parlare, la stronza, e dice che ha il taxi al portone. Se Giorgio Buco ha scelto unattrice che non di Roma, quella potrei essere io. Perch, allora, mi avrebbe fatto trovare il copione? Renata, carogna com, quando pu smontare qualcuno felice... Dio mio, fai che Giorgio Buco scelga me. Dio, fammela questa grazia, ti prego. Non ti chiedo mai niente, accontentami. Ti prego. Ci conto. Grazie. Gi finito il latte, Orazio? Ne vuoi un altro po? Eccoti accontentato. (versa dellaltro latte nel piattino, poi legge la parte sul copione) "Non si avvicini a me, Massimo. Prima di farlo deve buttare la sua tonaca alle ortiche". Forse dovrei usare un tono pi provocatorio. "Non si avvicini a me, Massimo. Prima di farlo deve buttare la sua tonaca alle ortiche". O con sarcasmo, quasi sfottendolo: "Non si avvicini a me, Massimo. Prima di farlo deve buttare la sua tonaca alle ortiche". Potrei anche farla estraniata. No, che centra? Adoro Brecht, ma qui non il caso. Questo un dramma psicologico. Certo che se Valerio Pusillati mi avesse scritto il monologo che mi aveva promesso, sarei in tourne chiss dove. Claudio scritturato, io libera come il vento avrei potuto farmi un po di piazze con un paio di tecnici e lamministratore. Mariuccio sarebbe venuto al volo. A Claudio non piace perch frocio, ma di una simpatia. E, poi, con lui non corro rischi. "Non si avvicini a me, la prego, Massimo. Prima di farlo..." ...ma la butta questa tonaca o no? (sfoglia il copione) Ecco lultima battuta "O di Dio o di nessuno!" Bello stronzo! Non la butta. I preti cattolici non possono sposarsi perch il Papa non vuole. Si sposano quelli protestanti, quelli ortodossi, quelli ebrei... "Non si avvicini a me, Massimo caro. Prima di farlo..." Voglio ottocentomila al giorno, prove comprese, altrimenti il contratto non lo firmo. Troppo? Bisogna sentire da Paola che aria tira. (fa un numero al telefono) Paola, sono Giulia. Sono qui per un provino con Giorgio Buco, che fa una commedia americana con la Piersanti... m hanno fatto trovare a casa il copione, pensa che carini... Siccome si tratta di una compagnia di giro, piuttosto importante, quanto chiedo? Ottocento mila al giorno? Visto che questa volta non si tratta di cooperative che vanno avanti a cambiali aspettando le sovvenzioni che non arrivano mai... E con quello che costa la vita. Ieri sera una fettina e due foglie dinsalata, una mela, minerale, decaffeinato, settantatremila lire... Senza parlare del prezzo degli alberghi... Io, poi, vado solo in quelli almeno a quattro stelle o non faccio tournes... Ne prende settecento pulite Claudio che nel Coriolano ha solo tre scene...
Paola - Ieri era la prima. Com andata?
Giulia - Non lo so, non mi ha chiamata per non svegliarmi. A questora dorme, avrannofatto tardi. cos tenero e pieno di premure...
Paola - Lo so, me lo dice anche la Pinocchi...
Giulia - Ah! Non so in che albergo sia. Lui era in casa di amici, poi arrivato allimprovviso il figlio, cacciato dal collegio per una storia col suo boy-friend. Appena so qualcosa ti chiamo. Tu cosa stai facendo?
Paola - Sette puntate in televisione.
Giulia - Beata te. Allora se chiedo ottocento non esagero? Grazie. Appena posso ci vediamo. Ciao, bella. (riattacca) Sette puntate in televisione. Io mai. Io n cinema, n televisione... Per forza, sono unattrice vera, unattrice di prosa. Il caff...ancora non ho preso il caff. Se non prendo il caff, non connetto. (prepara la macchinetta, la mette sul fornellino, poi dispone su un vassoietto piattino, tazza, cucchiaino, il barattolo dello zucchero, ma si accorge che vuoto) Vuoto, (cerca nellarmadietto altro zucchero) Clara stronza. Non c pi zucchero. Lultima volta ne ho comprato chili. Se lo finisci, ricompralo. Il caff senza zucchero mi fa vomitare. Si allontani subito da me, Massimo. Prima butti la sua tonaca alle ortiche! Se quel pallone gonfiato di Valerio Pusillati mi avesse scritto il monologo, come maveva promesso, dopo tutte le storie che mi aveva fatto: Cara amica, un monologo non un golfino, per scriverlo ci vuole lispirazione... Possibile non gli sia venuta in un anno? Si allontani da me, Massimo... Ad una scena damore tra una donna ed un prete, il pubblico non resiste. Ma con un Massimo come Giorgio Villani, di cinquanta e pi anni... Ad ogni modo, un fior di parte ed io vengo fuori bene... In una compagnia di giro come quella della Piersanti, se tutto va bene, divento anchio una big. Cos, la prossima stagione posso girare tranquilla lItalia con il monologo di Pusillati. E se non me lo scrive, lo chiedo ad uno pi importante di lui... (cerca nella valigia) Possibile che non mi sia portata il vestito verde? Era quello giusto per il provino. Se non me lo sono portato che cavolo mi metto? Eppure lavevo piegato per metterlo in valigia... stato quando caduta Rossella e mi sono spaventata... Vedendola tutta sporca di sangue ho chiamato il Pronto Soccorso, che si tanto arrabbiato perch Rossella perdeva solo sangue dal naso... Meglio cos, no? E devo aver lasciato il vestito sulla sedia. "Gi le mani, Massimo. Prima deve buttare la tonaca alle ortiche". Poi cosa dico? (consulta il copione) "Mi ama? Allora deve fare qualche sacrificio per me". Ecco quello che avrei dovuto dire io a Claudio, quando lho pregato di farmi scritturare nel Coriolano al posto della Pinocchi. "Mi ami, Claudio? Allora devi fare qualche sacrificio per me". Claudio non ha mosso un dito e se ne andato in tourne con quella puttana della Pinocchi, che va a dire in giro che Claudio tenero e pieno di premure. Allora sono andati a letto. Garantito al limone. Capisci, gatto? Io sono qui a tormentarmi ed, intanto, lui sta facendo pratica sessuale con la Pinocchi, dimenticando che ha moglie, bambini e responsabilit familiari. Con una che si portata a letto il cinquanta per cento degli attori italiani. Non riuscita con laltro cinquanta per cento perch omosessuale. Claudio padre di famiglia, proprio di lui hai bisogno? La colpa anche di Claudio, che superficiale, non so dire di no, si lascia manovrare dalle donne. Colpa di sua madre. (rif il verso alla madre) Con Claudio sono stata dolcissima. Gli ho sempre perdonato tutto, non riuscivo a prendere sonno se lui non era rientrato... Una madre pappamolle, ecco cos mia suocera. Se quella vacca della Pinocchi mi capita a tiro... Oh, Dio, il caff... (corre al fornello) Non uscito, come mai? Non avevo acceso il gas. (traffica per accenderlo) Come mai non si accende? Che sia finito il gas? Ma qui non c bombola, gas normale... Allora c sciopero. Ogni giorno uno sciopero nuovo... O chiusa la chiavetta centrale... Quella stronza di Clara, doveva proprio chiudere la chiavetta? Che pericolo cera? Io questa chiavetta non la trover mai. Dove diavolo pu essere? Eccola qui. Oh, finalmente. (aperta la chiavetta accende il gas) Cosa fai Orazio, l sotto il mobiletto? Cosa stai guardando? Un topo? Hai visto un topo? Se c un topo, svengo, batto la testa e muoio dissanguata... Acchiappalo, Orazio, ma non farmelo vedere. Queste vecchie case del centro sono tutte piene di topi. (va al telefono e fa un numero) Occupato. Possibile che a casa di mia made sia sempre occupato? (rif il numero, sempre occupato) Che stia telefonando al medico perch Emilietto ha di nuovo la febbre? talmente delicato, quel bambino. Che angoscia essere attrice ed anche madre. Cosa pu avere Emilietto? Le infettive se l fatte tutte: scarlattina, rosolia, orecchioni, morbillo, tosse convulsa, quarta malattia... (continua a rifare il numero) O che Rossella, uscendo di scuola, vedendo pap, gli sia corsa incontro finendo sottouna macchina? Pap lha portata allospedale e sta telefonando alla mamma... Povera Rossella, speriamo non sia morta. Rossella, perch disubbidisci? La mamma te lha detto mille volte di stare attenta alle macchine... Dio mio, come sono sfortunata. Possibile che, come mi muovo, mi debba succedere qualcosa? Ed il telefono sempre occupato. La mamma nella furia di correre allospedale non ha nemmeno riagganciato. Dovrei sbloccare il telefono, ma come faccio?Telefonare alla signora di sotto, ma non so come si chiami, so solo che bionda, ed ha un marito che lavora al Catasto. O che la mamma si sia sentita male quando pap ha telefonato?!? (si sente il rumore del caff che sta uscendo dalla macchinetta) Il caff, Dio, il caff... (fa per afferrare la macchinetta, ma quella brucia e le casca per terra) Il caff... il caff... non posso nemmeno prendere il caff ed io, al mattino, se non prendo il caff, nemmeno connetto. E tu, gatto, non lacchiappi il topo? Allora cosa fai l? (si china per prendere la macchinetta, qualcosa la spaventa, lancia un urlo) Il topo... il topo... il topo... Ma no, un pezzo di carta. (prende la macchinetta e la mette sotto lacqua, prima la lava, poi la prepara di nuovo) Se Rossella allospedale, a pap sar venuto un infarto. E la mamma senza pap non dura nemmeno tre giorni. Muore anche lei. Ed allora chi si occupa di Emilietto? (mette la macchinetta sul fuoco e riforma il numero) Mamma, sono Giulia, non aver paura, dimmi la verit Sono forte, piena di coraggio. Come sta?
Madre - Chi?
Giulia - Come, chi, Rossella.
Madre - Bene, sta bene, ma cos capricciosa. Oggi non voleva andare a scuola, strillava, pestava i piedi, ha versato il caffelatte addosso a pap. E poi ci ha messo i piedi dentro, sporcando tutta la cucina. Ho dovuto lavare io perch la donna non venuta, non sta bene...
Giulia - Ora come sta?
Madre - Come vuoi che stia? Non aveva voglia di venire a lavorare. Tanto la pago a mese.
Giulia - Parlo di Rossella, cosa vuoi che mi freghi della donna?
Madre - Rossella una peste. Non hai saputo educarli i tuoi figli. Sono abituati a farequello che vogliono, non ascoltano nessuno e...
Giulia - Mi ero spaventata, il telefono era sempre occupato...
Madre - Era Maria Benedetta che mi insegnava a fare lanitra allarancio, ma figurati se hotempo e voglia di fare cose complicate... La prima di Claudio com andata?
Giulia - Devessere stato un disastro. A chi vuoi che interessi il Coriolano? Ma lui, pur distare con la Pinocchi...
Madre - Chi la Pinocchi?
Giulia - La pi grossa puttana del teatro italiano.
Madre - Ha telefonato Armando Biscotto, voleva sapere le tue disponibilit...
Giulia - Digli che in quella sua cantina ci si ammala di tubercolosi e si crepa a fine stagione. Non ci vado nemmeno morta. Ho dimenticato a casa mia il vestito verde. Vallo a prendere e mandamelo per corriere. Attenta, per, non entrare con la sigaretta, perch potrei aver lasciato acceso il gas ed allora salti in aria. Per lo meno non portare i bambini. Ciao, ti richiamo. (posa la cornetta. Si accorge che il caff sta venendo fuori) Merda! (versa nella tazza quel poco che rimasto) Non c zucchero, non c miele, non c dolcificante, non c un cazzo di niente. Ma come vive quella stronza di Clara? (beve il caff) Uno schifo, un vero schifo. "Vuole allontanarsi da me, Massimo? Prima butti la tonaca alle ortiche". Visto che il vestito verde non c, che cavolo mi metto? Non ho niente. Mi sono riempita due valigie di stracci. (buttando fuori i vestiti) No... no... no... no! (fa un numero al telefono) Pronto, casa Pusillati? Vorrei parlare con il maestro. Sono Giulia Sottana Corta. Chi al telefono? Il segretario?
Voce - No, la signora Pusillati.
Giulia - Mi scusi, la linea cos disturbata. Volevo dire al maestro che avrei trovato ungiro molto importante per il monologo, se me lo ha scritto...
Voce - Dubito. Sta per partire per la Cina.
Giulia - Non potrei parlare con lui?
Voce - Riprovi. Se fortunata, lo trova. (chiude la comunicazione)
Giulia - Merda! Ma che donna ? Offendersi perch lho presa per il segretario... Invece di scrivere il monologo, il maestro va in Cina. Cosa diavolo va a fare in Cina? Cosa spera di trovare se non dei cinesi? (al gatto) Se non finisci quello, altro latte te lo sogni. Si allontani da me, mio bel Massimo, prima di farlo... Prima di farlo che cosa? Giorgio Buco me lo spiegher. Ma cos questa puzza? (un urlo) Il gas... avevo lasciato il gas... (comincia a tossire) Muoio... muoio soffocata... (chiude il gas, si tappa il naso, apre la finestra) Per poco non morivo. Morivo asfissiata. Ed avrebbero detto che mi ero suicidata, perch Claudio mi tradiva con quella puttana della Pinocchi. Lo conosco, il mio ambiente. I comici hanno pi veleno delle vipere. E sul giornale due righe: "Promettente attrice morta col gas" con la peggiore foto che ho, magari quella della carta didentit. Claudio dovrebbe avere il coraggio di dirmi che stato un fiasco. Lo avrei se non altro consolato. Scusa -gli avrei detto - che successo si pu avere col Coriolano? Anche Shakespeare ha scritto delle boiate! Si allontani da me, Massimo, prima di farlo deve buttare il saio alle ortiche... Se Massimo si decidesse ad andare a letto con Elsa, la commedia avrebbe ben altro piglio. Gli autori non hanno grinta. Noi attori s, noi ci mettiamo la faccia... La battuta di Elsa dovrebbe essere questa: "Andiamo a letto, Massimo. Poi butter la tonaca alle ortiche". E la critica scriverebbe "Splendida Giulia Sottana Corta nel ruolo di Elsa". Peccato mi chiami Sottana Corta. Ma se sono nata Sottana e ho sposato Claudio Corta... Mi chiamavoSottana ed ho aggiunto Corta... "Si allontani da me, Massimo caro..." Per quel Pusillati andarsene in Cina senza avermi scritto il monologo... Star peggio di me il povero Claudio per quel fiasco tremendo... Si consoler a letto con la Pinocchi, quella grande puttana della Pinocchi... Cosa cazzo mi metto per il provino? Qualcosa di semplice: gonna e camicetta bianche... cintura rossa e coralli... (si mette gonna e sottana) Esco un po da questa topaia, fuori c il sole, prendo un po daria. Come sto? Non devo dare troppo nellocchio, la Piersanti non gradisce compagne di lavoro troppo appariscenti. Brava brava, non discuto sulla sua bravura, ma cos poco naturale... carica ogni frase... recita con quella sua voce di testa... qualsiasi personaggio lo interpreta allo stesso modo, con enfasi, sempre la Piersanti... Scarpe e borsa bianchi o rossi? Tutto bianco, pi classico. Beato te, gatto, che dormi e non hai da fare provini. Si allontani un poco da me, mio caro Massimo, prima di fare sciocchezze, farebbe meglio a buttare la tonaca alle ortiche... (si guarda allo specchio) No, tutto questo bianco spara, sembro uninfermiera... peggio una figlia di Maria... (si spoglia di nuovo e rovista negli armadi) Avevo lasciato almeno venti scatole di biscotti e di crakers, possibile che quella stronza di Clara abbia spolverato tutto? Micio, la tua padrona muore di fame. Non preoccuparti, per te c una scatoletta di petti danitra... Gi ti lecchi i baffi, eh? Te lapro prima di uscire. (torna alla valigia) Se mi metto lo chemisier la mia figura la faccio. un capo di sartoria e si vede. (se lo infila e si guarda allo specchio) di classe, questo s. Ma, poi, cosa mi metto per la conferenza stampa? Due volte lo stesso vestito mai! (si toglie lo chemisier) Mi metto il vestito rosso col collanone che Claudio mi ha portato dalla Tunisia (suona il telefono) Pronto, Clara non c, sono Giulia Sottana Corta...
Claudio - Giulia, sono Claudio...
Giulia - Non prendertela, tesoro, sono brutti momenti, lo so, ma passano presto. Nonbuttarti gi, hai una moglie che ti vuol bene, dei bambini adorabili...
Claudio - Perch? Cos successo?
Giulia - Con Coriolano il disastro era prevedibile. Sbagliata la distribuzione, non adatto ilregista, il protagonista c e non c... logico sia stato un fiasco.
Claudio - Ma che fiasco! stato un trionfo. Quindici chiamate alla fine e non so quante ascena aperta. Una anche a me...
Giulia - Nella scena con la Pinocchi? Ed ora l con te?
Claudio - Sono ancora a letto, Giulia.
Giulia - Con quella puttana, immagino...
Claudio - (scoppia a ridere) Ma chi ci pensa? La Pinocchi ha lamico in compagnia, micafacciamo lamore di gruppo. Coshai? Sei di cattivo umore?
Giulia - Da mezzanotte aspetto una tua telefonata...
Claudio - Non ho voluto disturbarti, quando cambi letto stenti a prender sonno...
Giulia - Avresti potuto chiamare mia madre, i bambini...
Claudio - Stanno tutti bene, ho parlato con la mia...
Giulia - Telefoni prima a tua madre che a me...
Claudio - Mi ha chiamato lei, alle otto, dormivo come un angelo...
Giulia - Lei sapeva in che albergo eri ed io no?
Claudio - Se lo fatto dire dal teatro. Sono al Valentini, scriviti il numero: 6754231, stanza216. Hai scritto? Ti sento nervosa, prenditi un tranquillante. A che ora hai ilprovino?
Giulia - Tra poco. Una parte bellissima. C un prete in crisi ed il mio personaggio cerca diportarselo a letto. Un ruolo difficile...
Claudio - Sei bravissima, sono sicuro che...
Giulia - Dopo ti chiamo per dirti com andata. Telefono io, mi sto vestendo. Ciao. (riattacca) Era a letto con quella maiala, ci giurerei. Mica facciamo lamore di gruppo... Ed erano a letto tutti e tre, nudi come vermi. Parola mia, non gli faccio pi vedere i bambini. debole, Claudio, troppo debole per resistere alle tentazioni, colpa di sua madre. Non mi venga troppo vicino, mio bel Massimo. Prima di farlo... (si guarda allo specchio) Sto di merda. Possibile non abbia uno straccio da mettermi addosso?!? Questo vestito mingrassa talmente... C un silenzio, qui, sembra la casa dei morti... Se uno si ammala, non trova un cane che gli porti unaspirina. Per fortuna me ne sono comprata delle bustine... Le ho nel portafogli... (guarda nella borsa) Dio, il portafogli non ce lho pi. Scippata unaltra volta!?! Dove? Alla stazione, naturalmente. No, perch ho pagato prima il facchino... poi il taxi... Mentre scendevo mi passata accanto una vecchietta poco raccomandabile. stata lei. Non c dubbio, stata lei... Avevo otto biglietti da cento, me lo ricordo bene, ora cosa dico a Claudio? No, non pu essere la vecchietta, perch poi sono andata in latteria e ho pagato il latte... Avr lasciato il portafogli sul bancone... SantAntonio... SantAntonio, fammi trovare quello che ho perduto... SantAntonio benedetto, solo a te io mi rimetto... Anche lapplauso a scena aperta. Pubblico di bocca buona. Che applaudano lui mi va bene, ma quella cagna della Pinocchi. E se lavessi lasciato in tasca al giubbotto? (cerca il giubbotto, fruga nelle tasche) Non c. Ecco cosa ho guadagnato a venire a fare il provino. Ho perso ottocentomila lire, i documenti ed il portafogli. E poi magari la Piersanti dice che non le vado bene, che il personaggio lo vuole pi magro, pi vecchio, pi piccolo... Certo, la Piersanti non vuole in scena una pi alta di lei. Se la prima attrice nana, la seconda donna devessere pi nana di lei. E nel portafogli cera anche la carta di credito... dovrei bloccarla, come faccio non ricordo il numero. Chi ha rubato il portafogli, trover anche i documenti, la carta di credito, oltre ai soldi, sapr cos il mio indirizzo, approfitter della mia assenzaper svaligiare lappartamento. Dio mio, sono rovinata... sono rovinata... (si infila la vestaglia, mette la mano nella tasca e trova il portafogli) Eccolo, il portafogli. Ma quando lho messo in tasca della vestaglia? stato SantAntonio a farmelo ritrovare. Grazie, grazie SantAntonio. Mi hai fatto la grazia. Ora esco e vado ad accenderti venti candele... Meno male, i soldi ci sono, anche i documenti, c tutto. Grazia ricevuta. I bambini staranno mangiando. La bistecca la devi mangiare tutta, Emilietto. Hai bisogno di proteine. Io non ricordo di avere mai avuto un applauso a scena aperta. E se quella strega della Piersanti non mi vuole? Pazienza, me ne torno a casa e mi occupo dei bambini. Loro mi adorano ed io anche. Ma fare la casalinga mi fa sentire emarginata. E, poi, sono ansiosa, ho sempre paura succeda qualcosa che mangino troppo... che mangino troppo poco... che inghiottendo un boccone si strozzino... Sono sempre angosciata per qualcosa. Per i bambini... per Claudio che va a letto con la Pinocchi... per mia madre che ipertesa... per mio padre che ha gi avuto un infarto... per paura dei ladri... per il lavoro... per il vestito che non mi va bene... per la donna che tarda... per gli anni che passano... per la vita che se ne va... per la giovinezza che non c pi... Invecchiare tremendo. Ma se uno non invecchia perch muore. Ma s, mi metto i jeans. Finch posso portarli, perch rinunciarci? (si infila dei jeans aderentissimi) Se Claudio andato a letto con la Pinocchi, buon pro gli faccia. Non sono gelosa... Purch lei non vada a dire in giro: "Mi sono fatta Claudio, il marito di Giulia Sottana Corta. Nudo un bijou!". Puttana, sono capace di spararle. Mi metto il bracciale che mi ha portato la mamma da Bangkok. Vorrei andare anchio in Oriente, ma lidea di salire su un aereo, mi fa sentir male. Non vado volentieri nemmeno in macchina... Ed il treno non mi piace, le gallerie mi terrorizzano. Il buio mi fa paura. Dormo sempre con la luce accesa, cos Claudio deve usare la mascherina di velluto. Chiss se se la mette anche a letto con la Pinocchi... (si mette una camicetta) La camicetta gialla sta dincanto coi jeans. Un po di trucco e sono pronta. "Lei sar bello e carino, Massimo, ma finch non si spreta con me non c nulla da fare". Non proprio cos, ma il senso questo. Unattrice deve adattarselo, il testo. Se Pusillati sa che recito con la Piersanti, forse si da una mossa e mi scrive il monologo prima di andare in Cina. (fa un numero) Pronto? Casa Pusillati? Sono Giulia Sottana Corta. Vorrei parlare col maestro.
Voce - Il maestro fuori a colazione.
Giulia - Parlo con la signora?
Voce - No, sono il segretario. Gli dir che lei ha chiamato. Arrivederla. (ha riattaccato)
Giulia - Ha la voce pi femminile lui della moglie. Cafone! Con lumidit sono venute fuori tante di quelle macchie sulla tappezzeria. Sembrano serpenti... draghi... mostri... Brrr! Bravo, Orazio, ora ti do la scatoletta di petti danatra. (si trucca) Mia madre non ha pazienza, non sa stare coi bambini. Speriamo non si ammali. Sarebbe meglio si ammalasse la Piersanti. Una volta nelle compagnie la prima attrice sammalava ed allora prendeva il suo posto la seconda donna. Ora le attrici hanno una salute di ferro. E dire che la Piersanti sar sulla sessantina. Ma fa sempre parti da giovane. Ha il terrore di invecchiare. Io, invece, non ne vedo lora. Come mi piacerebbe avere settanta, ottanta, novantanni... Devessere meraviglioso! Tutti ti rispettano, sono gentili con te, ti riveriscono... Da dove spuntata questa rughetta allangolo della bocca? Dio mio, orribile. Un po di fondo tinta e la faccio sparire. (si guarda allo specchio) Come sto? Non c male.Un golfino sulle spalle, cos e sono perfetta. Semplice, elegante e disinvolta, non vero gatto? (suona il telefono) Pronto? Risponde Giulia Sottana Corta.
Voce - Buongiorno, sono Carlo Ancini, lassistente di Giorgio Buco.
Giulia - Come va, Carlo? Ho appena letto il copione. Commedia splendida, sia per la tematica che per il linguaggio. Credo che con un regista come Giorgio Buco sar unElsa eccezionale...
Voce - Telefono a nome di Giorgio...
Giulia - Bene, mi fa piacere conoscerla per telefono, ci vediamo tra poco...
Voce - No, guardi, i provini sono annullati. Lattrice per Elsa gi stata scelta. Mandi la nota delle spese che ha sostenuto e gliele rimborseremo immediatamente. Giorgio Buco si scusa e la saluta.
Giulia - Non possibile, io sono venuta a Roma... (laltro ha attaccato) Incredibile. E me lo dicono cos, allultimo momento. (posa il telefono sconsolata, cammina per la stanza, apre la finestra e la richiude, sale la scaletta e si butta sul letto. Con la voce rotta dal pianto) E chi mi creder quando dir che il provino non me lo hanno nemmeno lasciato fare? Nessuno! Nessuno! Nessuno! (singhiozza, si rannicchia sul letto, accende la radiolina, fortissima la musica. Sulla scena un passaggio di tempo. Quando Giulia si sveglia, la scena buia, solo qualche barlume di luce entra dalla finestra) Possibile mi sia addormentata? gi buio. Che ora sar? (accende la lucetta del comodino, cerca lorologio dappertutto, anche sotto il letto, poi si accorge di averlo al polso) Luna e venti possibile? (si porta lorologio allorecchio) Fermo. Si sar scaricata la pila. Maledizione! (si alza dal letto, scende la scaletta, accende la luce e cerca gli elenchi telefonici) Non ricordo il numero dellora esatta. Dove sono gli elenchi? Deve esserseli portati via quella stronza di Clara. Posso fare il 112. (fa il 112, si sente il suono di occupato) Occupato, come sempre. (gira per le stanze ed ogni tanto si precipita a rifare il numero, ma trova sempre occupato) Proprio di mezza tacca quel Giorgio Buco. Farmi dire che non mi vuole dallassistente frocio. Avrebbe potuto per lo meno dirmelo lui, con un po di tatto. Ma gi, la signorilit, in teatro, oggi, dove la trovi? Tutti cafoni. Occupato... sempre occupato... faccio le valigie e torno allovile. La mamma sar contenta. Lei non sa stare coi bambini e non vorrebbe mai che partissi. Mentre le nonne stravedono per i nipotini, lei non li sopporta... Occupato, occupato. (mentre cerca di mettere un po di roba nelle valigie, le capita in mano il copione ancora aperto) Si allontani da me, Massimo... Ma vaffanculo, Massimo! (scaraventa in un angolo il copione) E con te la Piersanti, Giorgio Buco, il suo assistente frocio e quella puttana che hanno scritturato per fare Elsa. Ma chi diavolo avranno scelto? Renata lo sa. Mi aveva anche avvertita stamattina. (fa il numero di Renata) Pronto. Sono Giulia, quel disgraziato di Giorgio Buco mi ha fatto telefonare dal suo scagnozzo per farmi dire, capisci, "farmi dire" che lattrice che far Elsa, lhanno gi trovata. (non lascia parlare linterlocutrice) Queste sono le compagnie primarie. A noi delle cooperative non succede. Mai. Ma non possono passarla liscia. Questa commedia, te lo dice Giulia Sottana Corta, cadr in un mare di fischi. Ed quello che ci vuole per quella strega della Piersanti che non niente, recita come centanni fa ed ha anche il birignao. E sta bene anche a quellostronzo di Giorgio Buco, che un anno fa, nessuno sapeva chi fosse ed, ora si da delle arie, come se fosse Peter Brook.
Voce - Scusi, ma con chi vuole parlare?
Giulia - Non sei Renata?
Voce - Renata fuori, sono sua nonna. Se vuole lasciar detto qualcosa...
Giulia - ... di andare affanculo. (riattacca) E non poteva dirmelo subito che era la nonna? Gi, lei fuori, invitata come sempre. Mentre io sola come un cane in questa specie di scantinato. Per lo meno sar contenta la mamma. Ed anche i bambini. Magari se ne fregano. Una volta per i bambini la mamma era tutto, ora, purch ci sia qualcuno che si occupa di loro, sono contenti. Sono diventati egoisti perch sono coccolati da tutti. C troppo permissivismo. Quandero piccola, per qualsiasi cosa volavano schiaffi. (rif il numero) Merda, ancora occupato. Certo, le signorine staccano. Se ne fregano se lutente ha bisogno di informazioni. Purch loro prendano lo stipendio, la doppia mensilit, le ferie pagate e chi pi ne ha pi ne metta. Per forza, poi, lo stato va in rovina. Dovr accettare la proposta di Armando Biscotto ed andare a recitare in quel cesso di teatro del cazzo. Ma mi deve far fare "La donna del mare" sissignore. La faceva la Duse, posso farla anchio. Ma se quel cane di Pusillati avesse scritto quel monologo... un monologo fatto apposta per me... (rif il numero)
Voce - registrata:"Parla il 3421654, non siamo in casa. Lasciate un messaggio dopo il bip sonoro evi richiameremo al nostro ritorno".
Giulia - Merda! Ecco perch non scrive. sempre fuori, invitato a destra, invitato a sinistra, invitato in Cina, maledizione! Eh, gi, tutti gentili con una personalit come lui... Anche noi gli abbiamo offerto tanti di quei pranzi... Quanto mangia, deve avere lo stomaco di uno struzzo. uno scroccone, il caro Pusillati. Inutile, se voglio lavorare devo accettare le proposte di Armando Biscotto, anche se cerca sempre di prendersi qualche passaggio, quel maiale. (riforma il 112) Pronto? cos gentile da darmi il numero dellora esatta? A meno non voglia dirmi lei che ora ...
Voce - Chiami il 141. (riattacca)
Giulia - Cosa le costava dirmi lei che ora ? Ma gi, la gente non sa pi cosa sia lacortesia... (fa il 141)
Voce - Ore (rumore) e quarantatre... Ore (rumore) e quarantatre... Ore (rumore) equarantatre.
Giulia - (butta gi e rif il numero)
Voce - Ore (rumore) e quarantacinque... ore (rumore) e quarantacinque... ore (rumore) equarantasei...
Giulia - (rif il numero e il telefono continua a fare lo stesso scherzo, senza lasciar capire lora. Sbatte il telefono, corre a prendere la radiolina sul comodino) Un po di pazienza ed il segnale orario lo becco. (accende la radio, ma non funziona) Pile scariche! (butta via la radio. Riforma il 141, un rumore copre lora. Riattacca) Ci sono giornate storte. Faccio le valigie, chiamo un taxi e me ne vado. Prima telefono a mia madre. Ma le dico una bugia: ho rinunciato alla scrittura con la Piersanti per poter stare coi bambini e con lei. E che preferisco fare "La donna del mare" che mi ha proposto Armando Biscotto. E se cerca di prendersi un passaggio, gli mollo un ceffone. "Chi direbbe che hai fatto due figli? Hai il corpo di una bambina..." Li ho fatti e li ho allevati. Claudio non voleva che mi rovinassi il seno allattandoli. Ma io non gli ho dato retta perch nel latte materno ci sono gli anticorpi. E cos i bambini sono cresciuti forti e sani, anche se sono sempre malati. Quando allattavo Rossella merano venute certe ragadi al seno... da urlare. E lei mi dava certi morsetti, un dolore, ma mi guardava con quei suoi occhietti celesti e io morivo di tenerezza; Pusillati... Pusillati... Pusillati... stanotte gli telefono ogni cinque minuti, lo prendo per stanchezza. (rimette la roba nella valigia) Ha ragione mia madre, mi porto troppa roba... Cosa me ne faccio di tutte queste camicette, di questi golfini. Sapessi per lo meno lora... Si scaricato tutto, in questa casa. La radio, lorologio... Cosa ci avr fatto qui quella stronza di Clara? Le sedute spiritiche? E da dove continuano ad uscire tutte quelle macchie sulla tappezzeria?... Devo prendere qualche tranquillante. (prende un tubetto, fa uscire una manciata di pastiglie e se le mette in bocca) Acqua... acqua... (va al lavandino, apre il rubinetto, lacqua non esce) Questa, poi? Non c acqua? Non c pi acqua. (prende dal frigo una bottiglia) E la minerale quasi vuota. (butta gi le poche gocce che restano e le pastiglie vanno gi) Meno male. Ad Armando Biscotto chiedo 400 pulite. Gli piglier un accidente. Ma prendere o lasciare. Il lavoro di un attore va pagato. Non ho un nome? Nemmeno Claudio ha un nome, ma gli hanno dato quello che ha chiesto. E la Pinocchi, allora, che ha la stessa paga di Claudio? Lui la carriera se l fatta con le sue forze, mai chiesto laiuto di un politico, mai fatto marchette per ottenere parti di favore. cos stupido che va a letto con una come la Pinocchi, che non gli di nessun aiuto. (si mette un golf) Ma che freddo fa, in questa casa. Umida, troppo umida. E, poi, se in una casa non ci si vive, resta fredda, impersonale. Non d calore. Mi farei un caff, ma amaro non mi piace. Una tazza di latte caldo mi farebbe bene. (apre il frigidaire) Non c luce. Possibile si sia spento? Si sar rotto. E chissenefrega? Gli elettrodomestici si deteriorano di pi a non usarli, che ad usarli... (dopo aver preso il cartone del latte, chiude il frigo. Scuote il cartone) Vuoto? Ma se lho comprato ieri sera? Lho usato solo per darne un po al gatto... Il cartone si deve essere bucato, si sar sparso nel frigo, che per questo si rotto. Dio, come mi sento sola. Bisogna che preghi langelo custode. Sar con me il mio angelo custode? "Angelo di Dio, che sei il mio custode... non mi lasciare, non mi lasciare... illumina, custodisci, reggi, governa me, che ti fui affidata dalla piet celeste, cos sia!" (si fa il segno della croce) Oh, Ges damore acceso, non ti avessi mai offeso, oh mio amato buon Ges, non ti voglio offender pi... (si guarda attorno) Si abbassata la luce. Dio, quante macchie sul muro... sono orribili... spaventose... (accende la luce, ma bassa e lascia lambiente nella penombra) Possibile che nulla funzioni pi? lorologio, la radio, il frigo... manca lacqua, sparito il latte... Dio, cosa sta succedendo, qui dentro? Come nei film di terrore. Ma perch li fanno? Torture, mostri, violenze... com che la gente va a vederli? Io ci sono andata una volta, ho sempre tenuto gli occhi chiusi, stringendo la mano di Claudio, e tremando come una foglia. (chiude una delle due valigie) Meglio che mi sfili questi jeans, mi strizzano tutta. (si toglie i jeans e si mette un vestito) Qualche chilo lho preso.Colpa dei gelati. Comprandoli per i bambini, non resisto e ne prendo uno anche per me... Anche il viso pi rotondo, mia madre dice che, ora rassomiglio molto di pi a zia Adele, pace allanima sua. Mi voleva tanto bene, se non fosse morta si sarebbe occupata lei dei bambini. Aveva una pazienza, quando i bambini stavano male. Quando hanno fatto gli orecchioni, era morta da poco... Me li sono fatti anchio, insieme ai bambini... Claudio ritornato dalla tourne e ci ha trovati tutti a letto, con un fazzoletto legato attorno alla faccia, dovevamo sembrare dei conigli... Prima si messo a ridere, poi ha detto di sentirsi strano e di avere un gonfiore sotto le orecchie... Gli orecchioni erano venuti anche a lui, aveva avuto il nostro stesso periodo di incubazione. Ci siamo messi a letto tutti e quattro con la febbre altissima, ma che periodo meraviglioso stato. Il pi bello della mia vita. Stavamo male tutti e quattro, gli stessi disturbi, gli stessi malesseri... Non provavo pi angoscia, non ero pi in ansia, stavamo tutti male, cosa poteva capitare di peggio? E, poi, avevamo la febbre, ma febbre a parte stavamo benissimo. Nel lettone, luno vicino allaltro... la febbre saliva... saliva... avevamo brividi... mal di testa... ma il mondo ci era estraneo, ci sentivamo lontano da tutto... Eravamo soltanto noi quattro e gli orecchioni. Sono stati giorni straordinari... addormentarci vicino... svegliarci vicino... era la felicit. Purtroppo la felicit passa e sono passati anche gli orecchioni. Claudio, sdraiato vicino, neanche mi sfiorava con la mano, perch con quella malattia gli uomini guai se si azzardano a scherzare col sesso... Mi guardava per con tanto amore. Mi pareva di essere ritornata a quando ci eravamo conosciuti, quando lui timido, non mi faceva nemmeno una carezza. Poi, dopo qualche settimana, allimprovviso, successo tutto ed stato bellissimo. Quasi come gli orecchioni. Chiss perch solo a pensarci mi vengono le lacrime agli occhi. Ne ho avuti, di momenti felici, nella vita. Se Claudio fosse qui saprebbe come calmarmi, come farmi passare lansia, la paura... Mi direbbe che non mi devo spaventare, che non niente, che la colpa degli oggetti, che, forse, si sono ribellati, ma poi, tutto si risistema di nuovo. Il guaio che io sono un po nevrotica... Bisogna che mi sbrighi ad andarmene. Il mio guaio di non sapere stare sola, di avere sempre bisogno di contatti umani... Anche da bambina avevo paura della mia grande casa piena di ombre e di silenzio. A letto non riuscivo a dormire sentivo i mobili scricchiolare... i tarli rodere il legno... le campane suonare nella notte... Mettevo la testa sotto le lenzuola coi sudori freddi... Come adesso. Avrei bisogno che qualcuno mi abbracciasse, mi stringesse forte... Claudio, dove sei? Quelle macchie sono orribili... diventano sempre pi enormi... E questo silenzio... Non voglio tornare qui. devo dirlo chiaro a quella stronza di Clara; si scelga unaltra persona per dividere laffitto... (fa un numero al telefono, nessuno risponde) Dove sar mia madre? tardi, dove avr portato i bambini? Prenderanno freddo, si ammaleranno. E, poi, una casa pu essere svaligiata... pu prendere fuoco... pu crollare (si rannicchia per terra come una bambina spaventata) Claudio... Claudio... ho bisogno di te... non lasciarmi sola... (fa il numero di Claudio) Hotel Valentini? La camera 216. Voglio parlare con Claudio Corta, sono sua moglie. (si sente il suono di occupato) Sta parlando... Con chi sta parlando... Signorina, chiamo da Roma... sono la moglie... Al diavolo, quella non mi sente... (mette gi e rif il numero) Pronto, Hotel Valentini. Sono la moglie di Claudio Corta, chiamo da Roma... s, mi ha passato il numero, ma era occupato, non pu interrompere... Od inserirmi. Gli dica che sua moglie ha urgente bisogno di parlare con lui... Grazie.
Voce - Mi spiace, non riesco ad interrompere n ad inserirmi, suo marito sta parlando...
Giulia - Va bene, aspetto. Sia gentile, mi si fermato lorologio. Che ora ?
Voce - Sono le... (cade la linea)
Giulia - Maledizione! Ma cosha questo telefono? (rif il numero) Pronto, Hotel Valentini,sono sempre io, Giulia Sottana Corta...
Voce - Se corta se la allunghi. (risata)
Giulia - Scusi, non lHotel Valentini? (risponde una pernacchia, poi staccano) Maleducato! (rif il numero) Pronto, Hotel Valentini? Sono sempre io, Giulia Sottana Corta...
Voce - Le passo subito suo marito...
Giulia - Claudio, tesoro, sei tu? Ascolta, hanno annullato il provino, la parte gi stataassegnata, qui ne capitano di tutte, io sono sola ed ho paura...
Claudio - Non sento... non sento una parola. Chi? Sei tu, Giulia? Parla pi forte.
Giulia - (urlando) Hanno annullato il provino... mi sento depressa. Posso venire da te? Ho voglia di vederti, qui mi sento a disagio... mi si fermato lorologio... si rotto il frigidaire... manca lacqua... mi dirai che sono una stupida, ma...
Claudio - Non ti sento... non sento una parola.
Giulia - (urlando disperata) Sono Giulia... Giulia... Vengo da te, sto morendo dangoscia...Mi senti? Se io ti sento devi sentirmi anche tu... Claudio, parla, fatti sentire... (lalinea caduta. Rif il numero) Pronto, Hotel Valentini, stavo parlando con miomarito...
Voce - Eccole suo marito...
Claudio - Giulia, parla forte, ti sento poco...
Giulia - Claudio, tesoro, mi hanno annullato il provino... in questa casa stannosuccedendo cose strane, c la rivolta degli oggetti, come dici sempre tu...
Claudio - Stai parlando? Non sento una parola. (la linea caduta) Maledizione. (rif ilnumero) Hotel Valentini? Signorina, stavo parlando con mio marito... come chisono? Sono Giulia Sottana Corta, mi ha passato mio marito, ma lui non misente...
Voce - Non dipende dal centralino, resti in linea. Ecco provi a parlare...
Giulia - Claudio... Claudio, sei tu...
Claudio - Cosa c, Giulia, cosa succede? Sto andando a teatro, fa presto...
Giulia - Claudio, sono angosciata... (si sentono strani rumori) Aspetta, rifaccio il numero. (posa il microfono, rif il numero) Pronto, Hotel Valentini, sono sempre io... vorrei parlare con mio marito, ma la linea disturbata.
Voce - Resti in linea.
Claudio - Giulia, ascolta io... (cade la linea, che d libero, poi diventa muta)
Giulia - Claudio... Claudio... (cerca di rifare il numero, il telefono isolato. Fa altri tentativi, inutilmente. Scoraggiata, lascia il telefono) Dio mio, cosa mi succede... Un tranquillante, ho bisogno di un tranquillante... (corre al lavandino, apre il rubinetto, non viene gi una goccia. Sputa la pastiglia che ha in bocca. Va ad aprire la porta di casa e chiama) Non c nessuno? Non c nessuno? Aiuto! Aiuto!... (chiude la porta) Morti, tutti morti. Cosa sta succedendo? Orazio, dove sei Orazio? (cerca il gatto e non lo trova) Ho bisogno di tenerti in braccio... di sentire che mi fai le fusa... ho bisogno di qualcosa di vivo... (cerca disperata il gatto) Dove sei finito? Ti apro la scatoletta col petto danatra... Orazio, Orazio... Sei uscito quando ho aperto la porta? La tua mania di voler sempre scappare? Adesso ti faccio rientrare... (cerca di aprire la porta, ma non ci riesce, perch si bloccata) S incastrata, non si apre pi... Orazio, dove sei, micio, non lasciarmi sola... Ed ora come faccio? Devo partire. Subito. Vado da Claudio. Ho bisogno di lui. (una lampadina del lampadario si spegne, poi via via si spengono le altre, anche quella del comodino. Resta accesa solo la lampadina dellangolo cucina, Giulia sale sul soppalco, si stende sul letto e si spegne la luce del cucinotto. Terrorizzata cerca a tentoni la torcia che sul comodino. Laccende. Alza il secondo telefono, anche questo resta muto. Si rende conto che isolata, tagliata fuori dal mondo, parla al telefono, anche se sa che nessuno pu ascoltarla) Claudio... Claudio... ascoltami... Voglio dirti che ti amo... ti ho sempre amato... non amo che te, anche se sono nevrotica, possessiva, gelosa, ti amo disperatamente, non posso stare senza di te... Noi due siamo un mondo, Claudio. Noi ed i nostri meravigliosi bambini... Abbiamo avuto giorni pieni di felicit... con nessunaltra donna hai potuto essere felice cos... Gli orecchioni non potrai pi averli con unaltra donna... Se dovessi ricominciare la mia vita, la ricomincerei con te, te lo giuro... Ora che ti ho detto tutto questo, non ho pi paura... sono calma... sono serena... chiudo gli occhi e penso a te ed ai bambini... Sono felice, Claudio, sono felice. (si spegne anche la torcia, arriva solo pi una luce artificiale dallesterno della finestra, la voce di Giulia sempre debole)... Claudio... hai capito? Claudio ti amo... Claudio... Claudio... (si abbassa di colpo lavvolgibile della finestra, la scena resta completamente al buio e nel buio la voce di Giulia che ripete sempre pi debolmente il nome di Claudio, poi silenzio)
FINE
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