Scusa me lo presti tuo marito?

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* TERZO CAPITOLO *

- Anno 1990 -

SCUSA

ME LO PRESTI

TUO MARITO?

Titolo originale: Good Neighbor Sam

Commedia brillante

in due atti ed un epilogo

tratta dal film omonimo del 1964

Sceneggiatura

James Fritzell, E. Greembaum, David Swift

regia di

DAVID SWIFT

con

Jack Lemmon, Romy Schneider

Michael Connors, Edward G. Robinson e Dorothy Provine

a sua volta tratto da un romanzo di

JACK FINNEY

sceneggiatura e adattamento teatrale di

MARCELLO FIORENTINO


Ai componenti  del nascente

Gruppo Teatro di Cislago:

Egidio, Veronica, Claudio, Sara,

Andrea, Valentina, Matteo, Romina,

Silvia, Fabio, Alice, Emanuele, Igor.

Con l’augurio che il teatro

vi possa dare gioia,

in un clima di vera amicizia.

Marcello

Giugno 2006


TRAMA

Sam Bissell, un pubblicitario di San Francisco, per aiutare Janet, un'amica della moglie, prossima a ricevere una grossa eredità, ma sottoposta ad una ferrea clausola che le impone di essere sposata, finge a sua volta di essere suo marito proprio perché in effetti, la beneficiaria del testamento, sta ottenendo la separazione dal suo vero marito, Howard. Una famosa industriale, moralista e all’antica, richiede Sam come responsabile generale per una sua campagna pubblicitaria; lo fa fotografare a sua insaputa insieme a Janet, credendo che questa sia effettivamente sua moglie, e li pone ad esempio di coppia americana modello; Sam è così costretto a continuare la commedia, per salvare eredità e lavoro. Nel frattempo, Howard, ricomparendo all’improvviso, è costretto ad accompagnare la moglie di Sam, la graziosa Minnie. Le coppie così si invertono in un vortice di imprevedibili colpi di scena. Ricevuta l'eredità, la vicenda, dopo un ultimo batticuore, trova il suo giusto epilogo.

Marcello Fiorentino


PERSONAGGI E INTERPRETI

IN ORDINE DI APPARIZIONE

SAM BISSELL

EGIDIO MINORINI

Sua moglie MINNIE

ROMINA BORSANI

Il vicino di casa e collega di lavoro HERL

ANDREA MONDINI

I1 capo responsabile della pubblicità BERK

EMANUELE BONAZZOLI

L’allevatrice signora  NERDLINGER

ALICE GIROLA

L’amica di Minnie JANET LAGERLAFT

VALENTINA MATALLO

Suo marito HOWARD HEBBETZ

MATTEO CARTABBIA

La cugina di Janet EIRENE CROUP

SARA MAZZUCCHELLI

Il cugino di Janet JACK BAILY

IGOR COGLIATI

L’investigatore privato REINOLD SCHIFNER

CLAUDIO UBOLDI

L’avvocato di Janet MARGARET MELLER

VERONICA BUFFONI

La fotografa EVELINE TAREGON

SILVIA SURRO

Un ubriaco


DESCRIZIONE DELLA SCENA

Per semplificare la descrizione degli spazi da utilizzare sulla scena, si propone lo schema nella Fig. 1. [1] Lo spazio è costituito da due ville distanti a poche decine di metri l’una dall’altra. Fra loro vi sono i rispettivi giardini i quali, sono visibili dalle due pareti laterali costituite da due vetrate grandi e dalle porte di uscita 1 e 4 Sul fondo vi sono altre due porte che conducono alle camere interne delle due abitazioni: la 2 e la 3. Dalle due uscite esterne e cioè 1 e 4 si può accedere alle aree C e D. Queste rappresentano pure i due giardini e gli spazi antistanti le ville, cioè rivolti verso la strada F. Quindi i due giardini, quello della villa A e quello della villa B , sono visti da due prospettive diverse e cioè, dagli interni A e B mediante le vetrate, e direttamente dalla platea, cioè dalla strada F. Le linee tratteggiate rappresentano delle pareti immaginarie. Le lettere t stanno ad indicare la presenza di un telefono. Nella zona E vi è il luogo di lavoro di Sam; alla sinistra ci sarà una sedia da ufficio con scrivania grande e ben organizzata, più un’altra sedia per gli ospiti, mentre alla destra, una scrivania più piccola e mal organizzata con sedia. Solo la scrivania di sinistra avrà il telefono. I due interni avranno un arredamento non solo diverso ma possibilmente in contrasto di stile e colore. All’inizio, l’interno della villa B, appare ammobiliata ma con lenzuola sui mobili e scatoloni sparsi per la casa. Originale sarebbe porre un grosso divano centrale, con una metà rivolta nella villa A di un colore e l’altra metà, rivolta nella villa B, di un altro colore. In questo caso naturalmente, per la scena in cui Sam dovrà dormire sul divano, sarebbe opportuno porre un altro nella villa B, poiché inverosimile sarebbe immaginarlo contemporaneamente in due ambienti. La zona E potrà essere organizzata anche in altro spazio se possibile, ossia realizzando due piccoli palchetti, alle estremità della zona F: uno a destra e l’altro a sinistra.[2]


NOTE PRELIMINARI

·I due cugini di Janet, possono anche essere cambiati con due zii e pertanto sostituiti con attori meno giovani.

·I brani musicali che accompagnano le scene o si frappongono ad esse, possono essere scelti liberamente ed interpretati liberamente dal vivo o tramite incisione.[3]

·Il ruolo dell’industriale, si addice ad attore di 50-70 anni; quello del capo responsabile Berk ad interprete maschile di  età compresa fra i 35-55 anni. Gli altri ad età inferiore (25-35 anni).

·Alcuni ruoli tuttavia, quali l’industriale, l’avvocato, il fotografo, il cugino, possono essere interpretati indifferentemente da attori o attrici di età variabile, qualora se ne presentasse la necessità.

·Qualunque variazione sia decisa ne deriva che di conseguenza sarà necessario riadattare le battute.[4]

Marcello Fiorentino


Primo Atto

Scena Prima

In casa di Sam

Una calda mattina d’estate

Lunedì

SAM, MINNIE, HERL

Una musica vivace, che dà sul comico, lasciando trasparire la goffaggine di Sam, invade la sala. Si apre il sipario lentamente. Una luce intensa, chiara, riempie la casa di Sam e cioè la villa A, mentre l’interno della villa B  è completamente buio. Dalla entrata 2 giunge Sam in pigiama. Si è appena alzato dal suo letto ed è tutto assonnato. Ha fra le mani una tazza di caffè e, girando col cucchiaino il contenuto, si va a sedere sul divano. La musica continua mentre Sam degusta lentamente il caffè. Ad un certo punto, dalla stessa porta 2, entra la moglie Minnie. È già quasi perfettamente vestita e pronta per uscire. Presenta un’aria affrettata. La musica finisce.

MINNIE - Eih!! Ciao! (Sam, sempre seduto, continua a sorseggiare il caffè. Minnie avanza, lo abbraccia dal retro e lo bacia).

SAM - Dammene un altro e allora mi sveglio. (Minnie lo bacia ancora allo stesso modo).

MINNIE - Sam, adesso basta. Altrimenti ti vizio troppo. Piuttosto, ricordati di telefonare a Brenda per quella vendita.

SAM - E tu ricordati di chiamare tua madre. E’ giusto sapere come stanno le bambine. Anche se le ha portate in campeggio, dobbiamo almeno sapere se stanno bene e si divertono. Non ti pare?

MINNIE - Oh, non ti preoccupare, telefonerà. (Esce dalla porta 2 verso le camere interne)

SAM - Che bello avere una suocera vecchio stampo che ogni tanto ti porta a spasso i figli per una o due settimane.

Scena Seconda

In casa di Sam

Subito dopo

Lunedì

SAM, HERL

Dall’esterno si sente un forte rumore del motore di una falciatrice per erba e quello di un anatra starnazzante. Lo schioppettio del motore si avvicinerà sempre più sino a quando, dal retro della vetrata dell’interno A, apparirà Herl, un vicino di casa e collega di lavoro di Sam. Sam assonnato, continua a sbadigliare.

HERL - (Da fuori scena) Eih Sam! Sam? Dormi ancora?

SAM - (Ridestandosi di soprassalto e rivolto ad Herl) Emh....no! (A se stesso) Ma chi è questo scocciatore! (Si dirige verso la vetrata lasciando la tazza su un mobile).

HERL - (Compare dietro la vetrata con l’anatra fra le mani urlando ancora) Sam!!

SAM - (Aprendo una finestra) Che c’è? (Il motore si spegne).

HERL - Buongiorno Sam. Ti ho riportato la macchinetta e tante grazie. Oh! La tua anatra. Si vede che ti era scappata di nuovo. Pensa, si è trovata nel tinello sola a tu per tu con mia moglie. (Con rammarico guardando t’anatra che ha ancora fra le mani) A chi lo dici mia cara! Sapessi le volte che è capitato a me! (Porge l’anatra a Sam) Ah Sam. Sai, mi faresti un vero piacere se tu la potessi fare arrotare prima di domani.

SAM - Ah si!

HERL - Vuoi un passaggio in città?

SAM - No grazie; mi farò accompagnare da Minn.

HERI. - Bene. Allora ci vediamo in ufficio. (Esce di scena).

Scena Terza

In casa di Sam

Subito dopo

Lunedì

SAM, MINNIE

Sam porta l’anatra fuori aprendo la porta 1. Rientra subito dopo senza anatra dalla stessa porta richiudendola alle sue spalla. Intanto si preparerà per la scena quarta. Vestirà in grigio con un cappello nero ed una borsa da ufficio.

SAM - Quante volte ho detto a Genna di riporre Carlotta nel recinto dopo averci giocato (Richiude la finestra. Nel frattempo rientra dalla porta 2 Minnie).

MINNIE - (Ha con se una borsetta e un paio di guanti bianchi) Sam!?

SAM - Si?

MINNIE - Ma non sei ancora vestito?

SAM – Beh!.... Herl…..

MINNIE - .....Su, sbrigati.

Sam esce dalla porta 2 andando a prendere i suoi vestiti. Si vestirà trascinandosi fra le camere interne durante le prossime battute. Minnie nel frattempo si guarda ad uno specchietto e dà gli ultimi ritocchi al viso. Lascia passare un breve attimo di silenzio per dare il tempo a Sam di cambiarsi, quindi riprende a parlare.

MINNIE - Ti ho parlato di Janet?

SAM - (Fuori scena) Chi?

MINNIE - Janet Lagerlaft.

SAM - Janet Lagerlaft?

MINNIE - Si, sai.... quella mia compagna di scuola.

SAM - Ah! Si. Adesso ricordo. Me ne hai parlato due o tre settimane fa.

MINNE - Appunto. Arriva dall’Europa stamattina ed io devo andare all’aeroporto a prenderla.

SAM - (Rientra passando per la porta 2, con scarpe, pantaloni e camicia da abbottonare. Si abbottona la camicia. Ha con se una cravatta che tiene fra le mani[5]). Ed io come vado in ufficio? Ho rifiutato il passaggio di Herl! E proprio oggi c’è lo sciopero dei mezzi.

MINNIE - Ti accompagno io, e stasera torni a casa con Herl. Su sbrigati.

SAM - Accidenti, questi bottoni. 

MINNIE - Lascia che ti aiuti. (Posa lo specchietto ed il necessario per iltrucco, quindi abbottona i polsini a Sam).

SAM - Ah! Si, si.

MINNIE - Tu non hai idea di come io sia contenta di vedere Janet.. (Sam si sistema la cravatta mentre Minnie ripone nella borsetta specchietto e arnesi per il trucco) Ormai saranno....ooh. .. non so neanch’io da quanto tempo non la vedo. Poi ha sposato uno che lavorava in Europa. Sai, quei tipi tutti di un pezzo che girano, girano. Non era mai a casa sua. (Prende la tazza ed esce sempre attraverso la porta 2) Senti era una gran bella ragazza sai!? Non ti dispiace se li invito a cena stasera? Sam?

SAM - (Distratto guarda fuori dalla finestra) Si?

MINNIE - (Rientra con la giacca, il cappello e la borsa di Sam) Ma stai a sentire quello che ti dico?

SAM - Emh. ma ti rendi conto che io faccio la stessa strada tutti i giorni (Indossa la giacca), per andare allo stesso ufficio? E quelli anche (Indica fuori con un dito). Noi mariti ci alziamo, prendiamo un mezzo e andiamo in ufficio tutti i santi giorni. Da sei anni Minn, sei anni e.... e vestiti allo stesso modo per giunta. (Si guarda il vestito). Il solito vestito grigio e il cappello, e la camicia che non si stira, come le pecore.

MINNIE - (Prende i suoi guanti e la borsetta, poi raggiunge Sam) Oh Sam. Dici un sacco di sciocchezze. Tu non sei affatto come gli altri e non sei una pecora. Ed io ti amo.

Lo bacia poi si gira, va verso la porta quando Sam, riguardando fuori dalla finestra, fa averso della pecora.

SAM - Beeeeeee!!     

MINNIE - Hai detto qualcosa Sam?

SAM - (Ricomponendosi) Oh No, nulla.

MINNIE - Allora hai capito? Io andrò all’aeroporto (Sam resta ancora distratto guardando fuori) Hai qualche preoccupazione?

SAM - No! È che sono scocciato forse di questo lavoro. Le stesse cose, la stessa gente, le stesse facce, passare la giornata a trovare altre cretinerie per altri affissi pubblicitari cretini, per un pubblico cretino.

MINNIE - Ma Sam! Noi abbiamo due tesori di bambine ed è per loro che lo facciamo.

SAM - Lo so. Capita a tutti di alzarsi male. Vedrai che mi passerà.

Entrambi escono per la porta 1. Minnie la richiude restando in attesa della sua prossima entrata dietro le quinte della parte sinistra del palco.

Scena Quarta

Nel luogo di lavoro di Sam

La stessa mattina

Lunedì

HERL, SAM, BERK

La sala cade in un buio totale. Una musica allegra, probabilmente il motivo dominante e ricorrente, invade allo stesso modo la platea. Nel frattempo, Sam attraversa l’angolo sinistro della zona C, scende le scale di sinistra, e qui incontra Herl proveniente dal fondo della sala. Nel momento in cui si salutano, la musica scende sino ad esaurimento totale, mentre una luce si accende su di loro e li segue nei movimenti. Anche tutta la zona E viene illuminata. Entrambi hanno una borsa in mano e vestono similmente in grigio e con un cappello nero.

HERL - Ciao Sam.

SAM - Ciao (Lentamente avanzano lungo la zona F).

HERL - Hai saputo del reparto H? Per me deve essere completamente riorganizzato (Sam lo segue con disinteresse e distrazione). E dall’altro anno che lo sto dicendo ma quelli non mi danno retta. Incredibile! (Si apprestano a risalire le scale di destra) Dicono che bisogna tener conto dell’andamento delle vendite. (Risalite le scale, incontrano il direttore Berk proveniente da dietro le quinte del lato destro del palco).

BERK - (Pimpante e vivace) Buongiorno ragazzi.

HERL - (Prontamente ed ossequioso) Buongiorno signor Berk.

SAM - (Timidamente e con rispetto) Buongiorno signor Berk.

BERK - (Avanzando verso la sinistra richiama Herl in sordina. Sam resta più indietro ed isolato) Il suo nome?

HERL - (Sempre in sordina) Bissell. Disegnatore.

BERK - (Con voce alta a Sam) Buongiorno Bissell.

SAM - (Guardando con meraviglia il capo) Buo....buongiorno signor Berk.

Si siede alla sua scrivania e comincia a disegnare svogliatamente, distraendosi di tanto in tanto poiché sta pensando di chiedere un aumento. Questo come controscena durante le prossime battute e sino ad un suo nuovo intervento diretto.

Scena Quinta

Nel luogo di lavoro di Sam e Berk

La stessa mattina

Lunedì

HERL, SAM in controscena, BERK, NERDLINGER

BERK - (Insieme ad Herl si dirige verso la sinistra della zona E. Si siede alla sua scrivania mentre Herl resta impalato ad ascoltare). Stai a sentire. Dobbiamo stare tutti con la lancia in resta oggi. (Herl poggia la sua borsa sulla sedia posta di fronte alla scrivania di Berk) La signora Nerdlinger viene oggi a vedere quello che abbiamo preparato per la campagna pubblicitaria della sua azienda (nel frattempo sfoglia e guarda dei bozzetti sparsi disordinatamente sulla sua scrivania). Anzi, dovrebbe essere già qui. Prima di tutto lo stenderemo con la grandiosità della nostra campagna e subito dopo gli faremo vedere qualche bello sketch televisivo come per esempio quello dell’uomo che piomba al posto di guida. Facciamo una bella figura, mi raccomando.

HERL - Bene signor Berk. Non si preoccupi. La faccio accomodare?

BERK - Si, falla entrare. (Herl prende la sua borsa dalla sedia ed esce a sinistra. Berk si rivolge al pubblico fregandosi le mani) Bene bene bene bene! Qui ci sono in ballo ben 600.000 dollari[6]. Non è mica uno scherzo! E poi, riuscendo a convincere la pollastrella, è assicurata una grossa fetta d’investimento per i prossimi 3 anni. Mica male, eh? Occorrerà tutto il nostro senso di equilibrio e.... di malizia. (Rientra Herl preceduto dalla signora Nerdiinger. Questa ha con se una borsa) Oh, (Berk si alza e stringe la mano alla signora Nerdlinger) buongiorno signora Nerdlinger! Abbiamo quasi concluso il lavoro pubblicitario per lei ma....ma prego, si accomodi. (A denti stretti rivolto ad Herl) Fai accomodare la signora Nerdlinger, Herl. (Herl esegue il comando. La signora Nerdlinger siede posando la borsa accanto alla sedia e restando impassibile e fredda ad ascoltare) Bene. bene... adesso immagini, se non la disturba signora Nerdlinger, questi bozzetti ingranditi 20, 30, 40 volte, su tutti i muri della città, e pensi che effetto quando saranno inondati di luce.

HERL - (Cercando di essere convincente) E’ una vera cannonata. Ha una presa veramente formidabile. E fantastico, davvero.

BERK - Grazie Herl, grazie. E stata come una ispirazione.

HERL - C’è una carica commerciale davvero grande.

BERK - (Leggendo il bozzetto) Per chi vuol vivere mascolinamente: Uova Nerdlinger. (Parlando) Ha dentro qualcosa (nel frattempo mostra i bozzetti alla signora Nerdlinger che li sfoglia lentamente e accuratamente). C’è un’allusione, non troppo sfacciata naturalmente, ma c’è. Insomma signora Nerdlinger, il nostro intento, e lo abbiamo raggiunto, era toccare la corda psicologica di tutti gli uomini con il simbolo della mascolinità e della fertilità: l’uovo.

HERL - Più ci penso e più mi piace. Un vero capolavoro. Dopo aver visto questo, (rivolto a Berk) non so cosa farà lei ma io solo uova a colazione (Berk ed Herl scoppiano a ridere divertiti per la battuta. La signora Nerdlinger resta sempre impossibile ad osservare i bozzetti e a seguire il discorso).

BERK - (Continuando a ridere e rivolto a se stesso) Solo uova, solo uova. Buona questa, buona! (Rivolto alla signora Nerdlinger) Ha capito lui!!? E.....e.... (calando il tono del riso) e (ora serio) allora? Che ne pensa?

NERDLINGER - Umh! Vuol sapere che ne penso? (Pausa) Penso che sia una cosa (batte un pugno sulla scrivania e si alza di scatto fra lo stupore dei presenti) abominevole. Un obrobrio. Io non sono una bigotta, ma sono convinta che Iddio ci abbia concesso l’amore coniugale per dare la vita ai figli, non per vendere uova con dei manifesti licenziosi. Lussuria, impudicizia, oscenità, queste cose vi ispira la mia azienda?

BERK - (Aggirando la sua scrivania) Ma no signora Nerdlinger.

NERDLINGER - (Prendendo un bozzetto) Guardate. Guardate questa donna. Prostitute per vendere le mie uova. Ve lo dico io quello che penso: che siete tutti degenerati e che cambierò agenzia pubblicitaria.

BERK - Un momento. Lei si sbaglia. Noi siamo tutti onesti padri di famiglia.

NERDLINGER - Oh, non mi racconti storie lei. Io non sono ancora rammollita! Tutti onesti padri di famiglia eh? (Preleva dalla sua borsa delle documentazioni suddivise ordinatamente e poste in cartellette) Vi ho fatto sorvegliare tutti. Avete tutti la vostra cartella. Signor Herl, (gli porge una cartelletta) ed altre, altre, altre ancora, per tutto il personale dirigente. Signor Starling, signor Willinger, signor Goldmann, signor Berk (gli porge una cartelletta). Si fanno spesso viaggetti ad Oakland, vero signor Berk? Da una certa signorina......

BERK -  ......Ma come si permette?

NERDLINGER -  .......E’ tutto scritto qui e nessuno di voi si salva. Libertinaggio ed alcol, impurità e nefandezze. Ebbene, vi ringrazio. Noi si che siamo onesti padri di famiglia nella mia azienda, e non affidiamo la nostra pubblicità ad un branco di debosciati, dissoluti e libertini.

BERK - (Supplichevole) Ma signora Nerdlinger. Noi siamo gente ragionevole, adesso che conosciamo i suoi gusti, guardi, noi possiamo cambiare tutto quanto.

NERDLINGER - Non se ne parla affatto.

HERL - Ma era solo un’idea (circuendola) Ma ne possiamo trovare altre mille. Potremmo
farla a disegni animati.

BERK - Signora Nerdlinger, noi siamo ragionevoli. Ci metta alla prova adesso che lo sappiamo.

NERDLINGER - Non voglio che un casanova si occupi della mia pubblicità.

BERK - Ma signora Nerdlinger. Le daremo l’uomo che lei preferisce. Nella nostra azienda ci sono tanti mariti esemplari.

NERDLINGER - Lei non distinguerebbe un padre di famiglia da un autotreno. Comunque attenderò qui solo per darle un’ultima occasione (siede e resta in attesa). Vediamo dunque questo marito esemplare.

BERK - Oh grazie signora Nerdlinger! Oh si si, è molto facile mettersi d’accordo con noi. Le troveremo subito un perfetto padre di famiglia. (Si apparta con Herl ponendosi fra le due scrivanie perfettamente al centro) Ah no! Io non mi rassegno a questa mortificazione. Qui ci sono di mezzo 600.000[7] dollari e passa, quindi a lavoro. Tiriamo fuori l’uomo. Ce ne sarà almeno uno in tutta la nostra organizzazione che conduca una vita appena appena decente. Che sia un buon marito, un buon padre di famiglia, un buon vicino, di quelli di tutti i giorni

HERL - Ma certo!! Che stupido! Perchè non ci ho pensato subito?! Sam, Sam Bissell!

BERK - Bissell? Ma non è?.....

HERL - Quello che ha conosciuto oggi. Proprio.

BERK - Certo, certo, ma sei sicuro che.....

HERL - Un perfetto marito.

BERK - Nessun’amante?

HERL - Ci metterei una mano sul fuoco. Ha due bambine, una moglie che ama, un’anatra, e fabbrica strani oggetti in metallo.

BERK - Bene. Chiama questo Bissell.

Berk torna a sedere alla sua scrivania parlando in controscena con la signora Nerdlinger e mettendo in un cassetto le sue documentazioni. Herl va da Sam. Ad un certo punto la signora Nerdlinger si alza con aria circospetta ed insoddisfatta, restando in attesa.

Scena Sesta

Nel luogo di lavoro di Sam e Berk

La stessa mattina

Lunedì

HERL, SAM, BERK, NERDLINGER

SAM - (Si decide ad alzarsi per andare dal signor Berk. Mentre si alza facendosi coraggio incontra Herl che lo ha raggiunto alla sua scrivania) Stavo appunto venendo da te Herl. Sai, ho preso una decisione (con sempre maggior coraggio). Saranno 6 anni che sono qui e ho aspettato tanto per avere una promozione. Mi accorgo che, andando avanti così, non farò mai carriera. Lo so che è difficile ma.....

HERL - Sai Sam? Il signor Berk vuole parlarti.

SAM - (Con esitazione) A me?

HERL - Certo, certo. Proprio a te. (Si volta per tornare da Berk)

SAM - (A se stesso dirigendosi verso sinistra e seguendo Herl)Oh mio Dio! Mi vorrà licenziare!

BERK - (Quando Sam arriva gli stringe la mano. Sam resta perplesso) Oh, come va Sam? E la famiglia?

SAM - Bene, grazie signore.

HERL - (Rivolto a Sam) Gli ho parlato di te. Di te, di tua moglie, delle bambine, delle anatre. E di quei trespoli strani che fai tu.

SAM - (Rivolto a Berk) È un passatempo che mi concedo ogni tanto.

BERK - Oh Sam, perché non ti siedi? (Sam siede di fronte la scrivania di Berk. Più indietro resta impalata la signora Nerdlinger a seguire la scena). Dunque, parliamo un pò di cose serie. Questa nostra grande e florida azienda, sarebbe niente se non fosse un bell’esempio di democraticità. Insomma, a noi piace aiutare i giovani a farsi una strada e così stamattina mi son detto: ragazzi, noi dobbiamo trovare un giovane energico, irreprensibile nella sua vita privata, per metterlo a capo della pubblicità della Nerdlinger e scommetto che tu non indovini chi abbiamo scelto.

SAM - (Non capendo il discorso fatto) E chi?

BERK - Signora Nerdlinger, le presento Sam Bissell.

SAM - (Stringendo la mano alla signora Nerdlinger) Molto lieto.

NERDLINGER - (Con circospezione e sospetto) Salve.

BERK - Fa vedere un pò alla signora Nerdlinger le fotografie della tua famiglia, delle tue bambine Sam.

SAM - (Esegue ingenuamente estraendo le foto dal portafoglio) Oh si. Queste sarebbero Denise e Genna e..... (ridendo stupidamente) le anatre.

NERDLINGER - (Con debole ammirazione e stupore) Ha le anatre?

BERK - (Cercando di essere convincente) Oh! Oh, è fanatico degli animali: cani, gatti, anatre, conigli; la sua vita privata è dedicata esclusivamente alla famiglia oltre che alle anatre.

NERDLINGER - (Con rimprovero. Sam ripone il portafoglio con le foto) Guardi, non tenti di prendermi in giro lei sa? Benché farò sorvegliare anche lui.

BERK - Questo è l’articolo più genuino signora Nerdlinger. Un padre di famiglia, un marito, un cittadino come ce ne sono pochi.

NERDLINGER - (Quasi convinta estrae dalla sua cartella foto e disegni della sua azienda per mostrarli a Sam) Allora mi segua bene signor Bissell. Io produco uova, latte e carne in genere. Ora, mi serve un lancio pubblicitario per le uova e per il latte. In media una mucca si munge in 5 minuti. Il latte passa attraverso tubi di acciaio inossidabile e passa in recipienti per essere pastorizzato ed imbottigliato senza il contatto della mano dell’uomo. Ora, ecco l’idea che dobbiamo dare. Quella di una ditta seria, che produce un prodotto puro al 100 per 100. Non è che io voglia rubarvi il mestiere ma, ho solo voluto illustrarle il concetto informatore dell’attività della nostra azienda. Noi siamo gente semplice, che produce e vende generi semplici, genuini come appunto i polli, le uova, il latte. Semplicità, purezza, verità. E forse signor Bissell, sarebbe sufficiente un grande manifesto bianco con una scritta tutta a lettere d’oro: Le uova Nerdlinger hanno i tuorli grandi. (Soddisfatto della sua relazione lascia la documentazione sulla scrivania mentre Sam la studia).

BERK - Ma è geniale!!

NERDLINGER - E nell’angolo in alto a sinistra, la mia fotografia.

HERL - Bene!

NERDLINGER - Che ve ne pare?

BERK - E l’idea pubblicitaria più brillante che io abbia mai sentito.

HERL - Magnifico!

NERDLINGER -  (Pausa) E lei signor Bissell? Che ne pensa dell’idea?

SAM - Francamente a me non piace affatto (Berk ed Herl cercano di fermarlo nel discorso. La signora Nerdlinger segue con attenzione). Insomma, di che si.... di che stiamo parlando? Di latte! L’alimento più semplice e naturale. E allora, la pubblicità deve essere la più semplice e naturale come il prodotto cui si riferisce. Bisogna abbandonare i soliti metodi magnificatori nel nostro caso, perché... emh.... insomma, chi compra i suoi prodotti? Le sue uova, il latte, i polli?

NERDLINGER - La gente.

SAM - Appunto. La gente. La gente media, la gente che si vede per la strada. E per questo bisogna fare delle fotografie di gente media, di gente vera. No attori o modelle. «Il signore e la signora Hotcis o un altro nome qualunque, dicono che i prodotti Nerdlinger sono buoni e valgono».

NERDLINGER - (Con convinzione) Ordini pure i bozzetti Berk. L’idea mi piace al 100 per 100.

BERK - (A Sam) Oh, avete sentito? Dopo tanta onestà, uno si sente sopraffatto.

HERL - Questo è autentico genio! Potrebbe essere una svolta nella storia della pubblicità.

Tutti nel frattempo si stringono le mani parlando a soggetto. Su questa zona scende il buio mentre sale la musica . La signora Nerdlinger con la sua borsa e Berk, escono di scena uscendo a sinistra parlando. Sam ed Herl si dirigono verso il fondo della sala, passando per le scale di destra. Quì Sam prenderà un sacchetto in carta con una bottiglia di Champagne[8], una confezione di latte ed un mazzo di fiori[9]. Ognuno dei due avrà pure cura di portare con se le borse di lavoro.

Scena Settima

A casa di Sam

La sera dello stesso giorno

Lunedì

MINNIE, JANET

La luce sale nella villa A. La musica cala lentamente mentre entrano Minnie e la sua amica Janet dalla entrata 1. Minnie porta con se lo stesso vestito, una confezione d’abito e la sua borsetta. Janet ha con se 2 valige ed una borsetta.

MINNIE - (Richiudendo la porta) Uuh che giornata Janet! Sapessi che male ai piedi?

JANET - (Posa le valige) Scusami tanto Minnie, ma ero così eccitata all’aeroporto che desideravo vedere subito San Francisco.

MINNIE - (Posa borsetta e confezione sul divano, poi guarda Janet) Non ci credo ancora. Sei bellissima. (Si prendono le mani come due adolescenti collegiali).

JANET - Anche io non ci credo ancora. (Si abbracciano) Su, adesso apri quel pacco.

MINNIE - E’ per me? (Janet fa un cenno positivo col capo) Oh Janet! Ma non dovevi!

JANET - Su, aprilo. (Minnie esegue nervosamente. Janet posa la sua borsetta) Spero ti piaccia.

MINNIE - (Con stupore) Un vestito? Ma dove lo hai preso? (Ne verifica la misura sul suo
corpo).

JANET - A Parigi. L’ho preso a Parigi.

MINNIE - A Parigi? Hai abitato a Parigi?

JANET - Si. (Minnie trascina dolcemente Janet invitandola a sedere accanto a lei).

MINNIE - Però, che invidia mi fai. Tutti i posti in cui sei stata. Ma ti rendi conto che fortuna?

JANET - Oh, io non mi lamento. Io adoro questa vita. Te lo ricordi quello che dicevamo in collegio? «Ci sono delle donne nate per restare nubili». Beh! Io sono un esempio. Mi piace restare libera!! Oh non che sposarsi non sia un bene per molte altre. A te per esempio, (la guarda attentamente) ha fatto benissimo il matrimonio. Non so. Io mi aspettavo di trovarti un pò...... diciamo..... paffuta. E invece no. Sei perfetta.

MINNIE - (Posa più in là il vestito che gelosamente aveva tenuto fra le mani) Sai, mi èdispiaciuto tanto quando ho saputo che tu ed Howard divorziavate e anch’io mi aspettavo di rivederti diversa.

JANET - Come? Con gli occhi cerchiati di blu per le troppe lacrime versate?

MINNIE - Beh! In un certo senso.....

JANET - Io ti dico una cosa Minnie. Tutte le donne dovrebbero sposarsi con Howard Hebbetz almeno una volta. È come sposare uno che ti cammina sui piedi. Oh si sta così
bene quando la smette! Averlo piantato è la cosa più bella che mi sia capitata e poi è servito a ridarmi fede nel divorzio. Però... vedendoti così felice...così contenta...e...beh non so più.

MINNIE - Quando conoscerai Sam, capirai. Ma oh scusa Janet! (Si alza quasi di scatto) Mi hai offerto un pranzo magnifico oggi ed io non ho neppure pensato ad offrirti da bere. Sono una imperdonabile distratta.

JANET - (Si alza quasi seguendola) Oh! Non ti preoccupare; piuttosto, vorrei fare invece una bella doccia.

MINNIE – Oh!! Ma certo mia cara, vieni che ti mostro il bagno. Io intanto disferò le tue valige.

Una musica dà l’impressione che stia passando del tempo. Minnie e Janet prendono le valige, le borsette ed il regalo, quindi escono per la porta 2. Nel frattempo, dal fondo della sala, verso destra, sopraggiungono Sam ed Herl. Passano per la strada F e si fermano sotto le scale di sinistra. Una luce li segue appena possibile per tutto il tragitto. I due hanno con se le borse da lavoro. Sam porta una bottiglia di latte in un sacchetto di carta della spesa, un mazzo di fiori[10], e la bottiglia di Champagne già menzionata[11].

Scena Ottava

Sulla strada

La sera dello stesso giorno

Lunedì

SAM, HERL

SAM - Grazie Herl del passaggio.

HERL - Ma figurati. Vorrei vedere la faccia di tua moglie quando glielo dirai.

SAM - Eh si! Certo, certo. (Comincia a risalire le scale di sinistra)

HERL - Oh Sam!

SAM - Si?

HERL - Mi raccomando, tieni in pugno la situazione con la signora Nerdlinger. Ok?

SAM - Ok.

HERL - (Ora più lontano, verso il fondo della platea) E salutami Minn.

SAM - (Ora sul palco a sinistra) Te la saluterò.

I due si separano definitivamente. Herl va verso il fondo della sala e vi resta fino alla sua prossima scena. Sam entra per la porta 1 nella sua casa; la richiude. Durante tutta la sua prossima battuta, poserà i fiori su un tavolino, estrarrà la bottiglia di Champagne e la confezione di latte dal sacchetto, porterà il latte in cucina passando per la porta 2, e per concludere riprenderà in mano il mazzo di rose rosse.

Scena Nona

A casa di Sam

La sera dello stesso giorno

Lunedì

SAM, poi JANET, poi MINNIE.

SAM - Amore? Amore? Indovina! Dove sei? Minnie. Tesoro? Tesoro... sapessi.... Minn...fiori per te. Non dire che sono pazzo. Dobbiamo festeggiare. Mi è successa una cosa meravigliosa. È una cosa meravigliosa, incredibile. Sono andato in ufficio e avevo chiesto di chi.....

In questo stesso momento, si trova con i fiori in mano di fronte alla porta 2. Contemporaneamente, la porta 2 viene aperta da Janet. Questa compare con un camicione indosso, scalza e con le gambe completamente scoperte.

SAM - .....Chi chi.

JANET - (Sam inconsapevolmente le porge il mazzo di rose). Oh, grazie. (Lei lo prende con aria molto divertita e si ritira verso le camere interne richiudendo la porta. Subito si rivestirà per rientrare successivamente).

SAM -  (Molto imbarazzato si versa da bere e siede. Dopo una breve pausa per dare il tempo a Janet di rientrare vestita, vede Minnie entrare dalla porta 2). Ciao Minn, èterribile!!

MINNIE - Ciao caro. Non sapevo che fossi tornato.

SAM - Io non mi sono mai vergognato tanto. Ho fatto una figura orribile con la tua amica.

MINNIE - Perchè? Non è simpatica?

SAM - Si, insomma! Senza..... Ma che cosa ci fa qui in casa?

MINNIE - Sam, l’ho invitata io. Andiamo, non fare così. Volevo che ti conoscesse.

SAM - Si, ho capito.

MINNIE - È mia ospite. (Rientra dalla porta 2 Janet. Ha con se il mazzo di rose ed è perfettamente vestita ed in ordine). Oh! Janet. Credo che ormai non ci sia più bisogno di presentarvi. Comunque, (a Janet) ecco mio marito Sam (a Sam) e la mia amica Janet.

SAM - Ci siamo già visti.

JANET - Oh si!

SAM - Sono proprio mortificato.

JANET - Ma per carità è così divertente. (A sam) Ma le porta tutte le sere queste splendide rose? (Porge le rose a Minnie)

MINNIE - Per me?

SAM - Si, perché c’è una ragione speciale.

MINNIE - E quale?

SAM - E quello che cerco di dire a qualcuno da quando sono tornato. (Minnie sistema i fiori in un vaso). Minnie, davanti a te, c’è un nuovo dirigente incaricato della pubblicità della Nerdlinger.

MINNIE - Chi?

SAM – Si, io!

MINNIE - Sam!

SAM - (Contemporaneamente alla battuta che segue) Già, non posso crederci.

MINNIE - Ah, ah, non posso crederci. Che cosa magnifica.

SAM - Ho preso lo Champagne per brindare.

JANET – Si, ma di che cosa si tratta esattamente?

MINNIE - (Mentre Sam va a prendere tre bicchieri e la bottiglia. A Janet). Oh, è una posizione importante. La pubblicità di San Francisco dipende tutta da lui ora. (A Sam) Senti. Ma come è successo tutto questo?

SAM - (Stappando la bottiglia e versando nei tre bicchieri) Beh, ecco io volevo chiedere un aumento e prima ancora che potessi aprire bocca, il signor Berk m’ha dato un posto. Io credo ma non lo so sai, la signora Nerdlinger è un tipo strano. Si vede che gli sono piaciuto.

MINNIE - Ed Herl lo sa?

SAM - Se lo sa?! E’ uscito di strada 5 volte mentre tornavamo. Voleva vedere la tua faccia quando te lo dicevo. Ha detto (brindano) salve.....

JANET - Ai miei carissimi amici, alla loro bella casa e alla promozione di Sam.

MINNIE - Congratulazioni caro.

SAM - Grazie. (Bevono)

JANET - Umh! Buono.

MINNIE - Sentite. Mi è venuta una idea. Vogliamo andare fuori per festeggiare l’avvenimento?

JANET - Si.

SAM - Benissimo (Posa il bicchiere ed esce dalla porta 2).

MINNIE - Vado a cambiarmi allora. (A Janet) Non vedo l’ora d’indossare il tuo vestito.

JANET - Io faccio compagnia a Sam allora.

MINNIE - Non me lo strapazzare troppo (posa il bicchiere ed esce dalla porta 2).

JANET - Oh certo! (Accorgendosi che è rimasta sola in casa) Sam, dove sei?

Scena Decima

In giardino, poi in casa di Sam.

La sera dello stesso giorno

Lunedì

SAM, JANET

Janet esce dalla porta 1 portando con se il bicchiere e continuando, di tanto in tanto ad assaporare. Contemporaneamente Sam,, rientra da sinistra invadendo la zona C.

Ha con se una scultura.[12]

SAM - Qui fuori (posa la scultura nella zona C, ben visibile ed in modo che vi possa ostruire il passaggio lungo tutto il proscenio).

JANET - (Comparendo da sinistra entra nella zona C. Si avvicina a Sam guardando con estrema meraviglia la scultura). Ooooh Sam!

SAM - (Con soddisfazione leggermente trattenuta. Da finto modesto). Eh....oh emh ti piace?

JANET - Ma......ma èuna meraviglia! Che portento. Quanta immaginazione. (Indicando alcuni particolari) Quello e quello. Oh Sam! Ma sai che è addirittura meglio di Jean Cloudeau a Parigi?

SAM - Oh, comunque grazie.

JANET - Insomma, tu sei un genio.

SAM - Beh adesso......

JANET -  ......Un autentico genio!

SAM - Sono solo un pasticcione creativo.

JANET - Ma che pasticcione. Questo è un gioiello. Oh Sam, come siete cari. Che bellezza essere vicini di casa.

SAM - Vicini di casa? Come sarebbe?

JANET - Ah, non lo sai?

SAM - Cosa?

JANET - Ma come, non te lo ha detto?

SAM - No.

JANET - Prendo quella casa (indica verso destra, dalla parte opposta, la zona D). Ho già fatto il contratto.

SAM - Quella dei Gutzson?

JANET - Si.

SAM - Ma senti senti.

JANET - Io verrò a stare qui da domattina. Mi era sembrata un’ottima idea.

SAM - A me pare che sia un’idea magnifica.. Allora, dobbiamo festeggiare due cose: il nuovo posto e la nuova vicina.

JANET - I miei buoni vicini (bevendo un ultimo sorso di Champagne. Entrambi rientrano in casa passando per la porta 1).

SAM - (Ora entrambi sono in casa) Versiamo ancora un pò di Champagne?

JANET - Si, grazie (raggiungono la bottiglia e Sam riprende il suo bicchiere. Poi versa da bere a Janet e a se stesso).

SAM - Dove ero rimasto?

Scena Undicesima

In casa di Sam.

La sera dello stesso giorno

Lunedì

MINNIE, SAM, JANET

MINNIE - (Rientra dalla porta 2 con l’abito regalato da Janet) Janet? Come mi stà?

JANET - Magnificamente.

MINNIE - Ti piace Sam? E’ un regalo di Janet.

SAM - È molto bello.

MINNIE - Sentite, io ho avuto un’altra idea. Stanotte Janet viene a dormire da noi; così, sarà sul posto domani, quando le arriva la roba. (A Sam) Janet verrà a vivere qui Sam. Te lo ha detto?

SAM - Oh! Si si, proprio adesso Minn. E’ molto bello. Bellissima idea. Senti Janet, se hai bisogno di mobilio, io ho le cose più straordinarie.

MINNIE - Guarda che Janet ha ereditato un sacco di mobilio dal nonno.

JANET - (Posando il bicchiere) Si, è morto il mese scorso mio nonno ed io sono la sua parente più prossima. Così ho ereditato tutto un enorme orribile appartamento pieno di di pasticci di tutti i generi. E sono appunto venuta a San Francisco per prendere possesso di tutta questa roba.

MINNIE - Sai se ti ha lasciato soldi?

JANET - No, ma lo saprò domani. Domani viene da me l’avvocato. Ma noi non siamo qui per parlare di avvocati. Parliamo del nostro nuovo dirigente amministrativo.

SAM - Me!!!

JANET - Sei pronta?

MINNIE - Si.

SAM - Allora usciamo. Di corsa. La notte è tutta per noi. Gireremo come dei pazzi.

Escono velocemente richiudendo la porta 1. Tutta la sala cade in un buio totale. Una musica, forse quella ricorrente e dominante, resta per qualche minuto invadendo tutto l’ambiente. In pratica si darà il tempo a Sam per cambiarsi e vestirsi con un pigiama, e a Janet e Minnie di cambiarsi con abiti più casalinghi ma pur sempre idonei per uscir di casa.

Scena Dodicesima

Nelle due ville, poi solo in quella di Janet

La mattina successiva

Martedì

JANET e MINNIE, poi a parte SAM, poi MELLER,

La musica lentamente scompare accompagnando i movimenti di Janet e Minnie. Le luci riempiono delicatamente tutto il palco lasciando trasparire un sole mattutino violento e deciso. L’interno A è vuoto mentre quello B presenta Minnie e Janet che sistemano i mobili scoprendoli e portando via le lenzuola. Tutto l’interno B è in completa agitazione. Le due donne spostano i mobili sistemandoli definitivamente e portando nelle camere interne, tramite la porta 3, gli scatoloni sparsi per la casa. Ogni tanto parlano fra di loro a soggetto. La porta 1 dell’interno A è chiusa mentre quella 4 dell’interno B è aperta. Quando le due donne stanno quasi per completare il loro lavoro, la musica è ormai sotto tono e le luci da tempo hanno riempito il palco, compare dalla porta 2 Sam. E’ in pigiama. Ha un forte mal di testa. Attraversa la sala lamentandosi e barcollando. Apre la porta 1 esterna, guarda fuori, resta abbagliato dalla luce, gli arriva con estrema violenza un giornale in faccia.

SAM - Che razza di modi! (Raccoglie il giornale, lo posa ed esce dalla porta 1. Quindi passa attraverso le zone C e D, entra per la porta 4 nell’interno B trovandola aperta. Non la richiude).

JANET - (Vedendo Sam entrare) Oh Sam! Ti dispiace prendere quello scatolone sulla tavola? (Sam esegue e glielo porge) Che bella serata è stata!

SAM - (Vedendo Minnie rientrare dalla porta 3) Minnie!

MINNIE - (Andando a prendere una zuccheriera in uno scatolone e avendo una confezione di zucchero in mano) Buongiorno amore. Come ti senti?

SAM - Ma che è successo ieri sera?

MINNIE - Che un certo padre di famiglia è rotolato giù per le scale del Fermount Hotel. Ubriaco fradicio. Uno spettacolo edificante.

SAM - Oh no!

JANET - Sul serio. (Entra l’avvocato Meller con una borsa. Janet vedendolo posa uno scatolone che ha fra le braccia).

MELLER - (Vedendo Janet) Janet!

JANET - Ciao! come stai?

MELLER - (Avvicinandosi a Janet e abbracciandola) Ciao tesoro. Che piacere rivederti.

JANET - (Rivolto a Meller) I miei amici: il signor Bissell e la signora Bissell. (Rivolta a Sam e Minnie) e l’avvocato di mio nonno: avvocato Margaret Meller.

MINNIE - (Stringendo la mano a Meller) Piacere.

MELLER - Piacere mio.

SAM - (Stringendo la mano a Meller) Molto lieto.

MELLER - Lieta. (Guardandosi intorno) Mamma mia, quanto da fare avrai avuto stamane? Io ero venuta a proposito.

JANET - È un inferno.

MINNIE - Perchè non la fai sedere? Ho preparato il caffè. Janet, statevene lì buoni buoni che arrivo subito (i tre siedono sistemandosi sul divano. Minnie esce velocemente).

MELLER - (Mentre Minnie esce portando con se la zuccheriera e la confezione di zucchero) Oh! Per me va bene signora, grazie. (Pausa) Dunque sono venuta per parlarti.....

JANET - .....Di mio nonno immagino.

MELLER - (Tira fuori dalla sua borsa tutta la pratica leggendo di tanto in tanto clausole ed articoli) Certo mia cara. Devo innanzitutto precisare che io sono stata ufficialmente designata come tuo legale quindi, nel caso ne avessi bisogno, puoi rivolgerti a me. Questo significa che tuttavia, se lo desideri, se hai altre preferenze, puoi rivolgerti ad un altro studio o a un altro mio collega della M.& F. Studio.

JANET - No, no, no, ti conosco troppo bene. Sei la migliore di San Francisco se non dell’intero stato della California.

MELLER - Ti ringrazio della fiducia. Bene, allora procediamo. Con questo pacchetto azionario e con quello della fabbrica di birra di Sheffield, il totale si alza ancora parecchio. E se aggiungiamo le proprietà immobiliari di Preston, (entra Minnie con vassoio, tazze. zuccheriera e cucchiaini) il patrimonio si aggira intorno ai..... vediamo.... vediamo..... 15 milioni di dollari[13].

SAM - Cosa?

MINNIE - (Insieme alla battuta precedente) Janet! (Posa il tutto accanto ai tre).

JANET - (Insieme alla battuta precedente) 15 milioni!?

MINNIE - (Sedendo accanto a loro) Oh! Ma sei una milionaria!

SAM - (A se stesso) Eh eh! È l’unica milionaria che io abbia mai conosciuto!

JANET - Ma io non posso crederci.

SAM - (Alla Meller) Ma è sicura?

JANET - Il nonno viveva così semplicemente! Inquella orribile casa. (Minnie comincia a servire il caffè. Tutti lo degusteranno senza fretta durante le prossime battute).

MELLER - Tuo nonno era una persona molto posata e prudente, e non amava le stravaganze. Fra tutti i parenti che aveva, la più vicina sei tu. Ci sono naturalmente i tuoi cugini Eirene Croup e Jack Baily, i quali a proposito, sono già venuti ad informarsi sul testamento; ma non ci saranno difficoltà a patto che tu, ti riconcili con Howard naturalmente.

JANET - Mi riconcilio con chi?

MELLER - Nel testamento c’è una clausola secondo la quale, l’eredità verrà a te, solo e soltanto se, il tuo matrimonio sarà in vigore a tutti gli effetti. Quindi, basterà rintracciare tuo marito.

JANET - (Aspramente) Il mio ex marito!!

MELLER - Ed effettuare la riconciliazione.

JANET -  (Con tono secco) Mai. Per tutto Poro del mondo (pausa).

MELLER - Se ben ricordo Janet, il divorzio è stato fatto sei mesi fa, e secondo la legge della California, sarà definitivo a tutti gli effetti fra altri sei mesi. E quindi io credo che possiamo ritenerti ancora legalmente sposata. Anche se la condizione coniugale non è perfetta, poiché non vivete insieme, non si può certo affermare che non siate sposati. Tuttavia, è possibile che qualcuno faccia obiezione sostenendo che non vivi insieme a tuo marito. Dunque, se qualcuno scoprisse che non vivi con Howard, potrebbe impugnare il testamento.

JANET - Ma.... ma e chi può fare una cosa simile?

MELLER - Quando ci sono 15 milioni di dollari, i parenti vengono fuori come i funghi.

JANET - Ah! Tu vuoi dire Eirene e Jack?!

MELLER - Per l’appunto.

JANET -  Beh! Ma loro come fanno a sapere che io ho divorziato?

MELLER - (Riponendo tutte le sue carte nella borsa e richiudendo la stessa) Esistono anche i detectives privati. Comunque mia cara, non anticipiamo i tempi. Se nessuno tira fuori la questione del divorzio, dovrebbe andare tuffo liscio. Il patrimonio è legalmente tuo e quindi io farò in modo che tu ne venga al più presto in possesso (si alza e si rivolge a Minnie). Grazie signora del caffè. E’ stata molto gentile.

MINNIE - (Alzandosi) Oh, si figuri. Roba da poco.

MELLER - (Stringendo la mano a Minnie) Piacere di averla conosciuta.

MINNIE - Molto lieta avvocato.

MELLER - (A Sam) Arrivederci signor Bissell.

SAM - (Stringendo la mano a Meller) Arrivederci avvocato.

MELLER - (Va verso l’uscita 4 accompagnata da Janet) Coraggio Janet. Non ti preoccupare. Vedrai che tutto andrà per il meglio. Sei in buone mani.

JANET - Grazie Margaret.

Meller esce e va a destra. Janet rientra e raggiunge Sam e Minnie. Tutti e tre restano impalati e seduti sul divano guardando il pubblico. Janet è nel mezzo.

Scena Tredicesima

Nella  villa di Janet

La stessa mattina, subito dopo.

Martedì

JANET, MINNIE e SAM, poi EIRENE e JACK.

SAM - 15 milioni!

MINNIE - 15 milioni

JANET - 15 milioni

TUTTI E TRE - 15 milioni (Janet urla per la gioia lasciandosi cadere indietro).

MINNIE - Ma uno che se ne fa di tanti soldi?

JANET - (Tornando nella posizione seduta) Accidenti. Non posso pensare ai soldi adesso.

MINNIE - È giusto. (Si alza e raccoglie le tazze. Quindi esce per la porta 3).

SAM - (Alzandosi dal divano) Hai bisogno di nient’altro Janet?

JANET - Si. Potresti andarmi a prendere gli arnesi da giardino? Sono nello sgabuzzino, quello accanto al bagno. Se fai fatica chiamami.

SAM - Certo. (Esce per la porta 3. Janet volta le spalle alla porta 4).

EIRENE - (Entra dalla porta 4 con dietro Jack) Ciao cara.

JACK - (Istintivamente Janet si volta sbalordita e imbarazzata) Ciao Janet.

EIRENE - (Avanzando verso Janet) Oh! Ma che piacere rivederti.

JANET - (Andando verso i cugini) Oh! Cara cugina, caro cugino. Ma che bella sorpresa!

JACK - Non ti disturbiamo no?

JANET - No no no, tutt’altro,

EIRENE - (Con invadenza osservando i mobili) Questi sono i mobili del povero zio Otto, vero? Sono tanto contenta che li abbia tu, che gli volevi tanto bene. (Vede la poltrona dello zio Otto) Oooh! Era la sua poltrona. Mi ricordo che era seduto su questa poltrona quando è morto (scoppia a piangere. Un pianto recitato, palesemente costruito).

JACK - Andiamo, andiamo, non devi piangere Eirene.

EIRENE - (Asciugandosi il viso dalle false lacrime) Mi posso sedere?

JANET - Ma certamente. Prego, prego (tutti siedono).

JACK - Sai che abbiamo sbagliato strada ben 4 volte?

JANET - Si lo so, immagino. E’ un pò difficile trovare la casa.

JACK - Siamo andati a sinistra invece che a destra.

EIRENE - Ma non ti abbiamo disturbata vero?

JANET – No... no... no. Non mi disturbate affatto!

JACK - Volevamo solo farti le nostre condoglianze.

JANET - Oh, che immensa perdita.

JACK - Oh, io poi. Gli volevo bene come fosse mio padre.

EIRENE - (Piagnucolando ancora allo stesso modo) Buono come un pezzo di pane.

JACK - Speravamo che ci fosse Howard. Non lo abbiamo mai visto sai?

JANET - (Colta di sorpresa cercando di dare una spiegazione) Emh! Oh si si...già...ma
purtroppo. non....

SAM - (Rientra dalla porta 3 con in mano arnesi da giardino) ...Eih!? Janet.

JANET - (Voltandosi di scatto verso lui) Si?

SAM - (Guardato con disappunto dai cugini di Janet) Dove li devo mettere questi..... (accorgendosi della presenza di estranei) attrezzi?

JANET - (Presa da una idea fulminea) Oh! Senti caro (Sam la guarda attonito) ti prego (lo raggiunge e lo trascina a se) vieni qui un momento. Tu non conosci i miei cugini, no? (A Sam) Eirene Croup e Jack Baily. (Ai cugini) Mio marito Howard. I parenti dei quali ti avevo parlato. Ti ricordi tesoro?

SAM - Ma.....

JANET -  .....Certo.

JACK - (Alzandosi e stringendogli la mano) Oh! Finalmente Howard ci si vede dopo tanti anni.

EIRENE - (Alzandosi e stringendogli la mano) Carissimo Howard. E così sei il fortunato che si è preso Janet.

JANET - Prego, ma prego sedete. (I cugini eseguono. Lei si frappone fra loro e Sam che lascia gli attrezzi accanto a un mobile) Scusate questa confusione ma è che abbiamo appena traslocato. (A Sam) Vero caro?

SAM - (Ripetendo inconsapevolmente) Abbiamo appena traslocato.

JACK - Beh! Si capisce.

EIRENE - Ma che bella casa (acida) avete.

SAM - Si. A tanti piace questo tipo di casa. (Cominciando a comprendere il gioco- truffa) Con tutte queste. beh. la casa importa poco. L’importante è stare insieme. Non è vero cara?

JANET - Si caro. A patto di stare insieme, il resto non conta.

Sam ride delicatamente e comicamente. Nel frattempo, ignara di tutto, entra dalla porta 3 Minnie. Ha con se il vassoio con le tazze lavate. Si dirige in un punto per posarle.

Scena Quattordicesima

Nella  villa di Janet, poi in strada.

La stessa mattina, subito dopo.

Martedì

JANET, SAM, EIRENE e JACK, subito MINNIE

JANET - Oh Minn. Minn cara. Grazie, grazie tante. I nostri parenti di cui tiavevamo parlato ricordi? Vi presento una buona vicina di casa: Minn Bissell. (Minnie stringe la mano a Jack ed Eirene). Eirene Croup e Jack Baily. Sai Minn stavamo appunto dicendo che....che siamo felici dovunque io e..... (più marcato per far capire meglio a Minnie di non tradire la farsa) Howard. L’importante è stare insieme.

MINNIE - (Perplessa) Tu e..... Howard.... eh!?

SAM - Si.

JANET - Eh già! Non è cosi caro?

SAM - A si. Proprio così. Comunque è una gran fortuna per noi avere dei vicini come Minn e quel simpaticone di suo marito.

MINNIE - Ma che gentile.

SAM - Oh no. Oh, io lo dico sul serio. Uno degli uomini più in gamba che conosca. Un uomo d’eccezione suo marito. Sul serio. Sul serio signora Bissell.

MINNIE - (A Sam) Ah, ma davvero? (Agli ospiti di Janet) Vogliono un caffè?

EIRENE - Lei è molto gentile cara ma noi dobbiamo andare (si alza e resta in piedi accanto al divano. Sam e Janet pure si alzano facendo spazio ad Eirene e Jack).

JACK - Una piccola visita di cortesia (si alza e resta in piedi accanto al divano).

EIRENE - (Spostandosi verso l’uscita) Non vorremmo aver disturbato.

JANET - Oh no.

SAM - Ci avete fatto tanto piacere. Adesso che siamo a San Francisco ci potremo vedere spesso eh?

EIRENE - (Accanto alla porta d’uscita). Si certo.

JACK - (Raggiungendo Eirene) E pensare che meno di 25 anni fa questa parte della contea era completamente deserta.

EIRENE - Non deve essere comodo però vivere così lontano dal centro.

MINNIE - No. Ma veramente nessuno vuole un pò di caffè?

EIRENE - No, grazie.

MINNIE - Bene, allora io vado. Ciao Janet; buongiorno signor... Hebbetz.

JANET - Ciao Minn.

SAM - (Distrattamente) Oh.. buongiorno signora... Bissell... ah.... e mi saluti Sam.

MINNIE - (Ai cugini) Piacere di avervi conosciuto (stringe la mano ad Eirene e Jack).

JACK - Salve.

EIRENE -Arrivederla signora. Anche a me ha fatto piacere conoscerla.

Minnie esce per la porta 4. Passa per le zone C e D quindi rientra in casa sua per la porta 1. Resta poi a guardare dal finestrone quello che succede nell’interno della villa B.

EIRENE -Allora ciao cara. Sono tanto contenta di vedervi felici.

JANET - (Ora sulla porta con tutti gli altri) Ciao... ciao Eirene. E a presto eh? (Bacia e abbraccia Eirene quindi, questa esce perla porta 4).

JACK - (Stringendo la mano a Sam) Howard, i miei complimenti.

SAM - Grazie Jack.

JACK - Arrivederci Howard

Esce dalla porta 4. Con Eirene attraversa le zone C e D, scende le scale di sinistra e si ferma ad osservare la scena dalla strada. Più precisamente dalla sinistra della zona F.

SAM - Ciao.

JANET - Ciao.

SAM - (Come se i due fossero più lontani) Piacere.... piacere di avervi.

Janet richiude la porta dietro di se manifestando la fine di un’angoscia. Minnie, che era rimasta alla finestra della sua casa, va al telefono e compone un numero.

Scena Quindicesima

Nelle due ville, poi in strada.

La stessa mattina, subito dopo.

Martedì

JANET, SAM, MINNIE. EIRENE e JACK in controscena per strada.

SAM - Qui finiamo tutti in prigione.

JANET - Oh Sam (lo bacia) sei stato un asso. Io non so come ringraziarti.

SAM - Ah! Di niente. Però devono conoscere la clausola. Per questo son venuti.

JANET – Ah, certamente. L’ho capito appena li ho visti (squilla il telefono). Oh! (Va a rispondere).

SAM - Però gliel’abbiamo fatta eh?

JANET - Si.

SAM - Abbiamo recitato la parte a meraviglia.

JANET - Sei stato grande (alza la cornetta). Si?

MINNIE - (Al telefono di casa sua) Ciao, sono io. (Saluta dalla vetrata).

JANET - Oh Minn! (Saluta dalla vetrata. Poi a Sam). È Minn.

MINNIE - Siete stati magnifici, ma siamo ancora nei guai perché sono qui davanti.

JANET - (A Sam) Dice che sono ancora qui davanti.

SAM - (Va a verificare guardando dal finestrone) Cosa? Ma è vero! Ed io che devo andare in ufficio! Adesso come faccio?

MINNIE - (Sempre al telefono rivolta a Janet, dopo aver guardato la scena dal finestrone di casa sua) Che cosa ha detto?

JANET - (A Minn per telefono) Ha detto che lui deve andare in ufficio, ed è ancora qui in pigiama.

MINNIE - (Per telefono a Janet) Eh beh! Non può certo venire a vestirsi qui. Vieni tu che ti dò tutta la roba che gli serve.

JANET - (Per telefono a Minnie) Oh si. È una buona idea.

Posa il telefono e così pure Minnie. Minnie esce subito per la porta 2, per rientrare successivamente con un sacchetto di carta contenente un paio di scarpe, un paio di pantaloni, una camicia, una cravatta ed una giacca.

JANET - Sam, Minn ha avuto una buona idea. Adesso vado da lei e ti porto i tuoi vestiti. Non preoccuparti.

SAM – Eh! Si (Janet esce velocemente per la porta 4. Sam corre alla porta per finire il discorso). Ah!! Anche il rasoio.

Una musica comica accompagnerà tutta la sequenza di avvenimenti sino alla prossima battuta di Janet. Janet attraversa le zone C e D, quindi entra per la porta 1. Si dirige verso la porta 2 quando vede Minnie sbucare da questa. Qui si incontrano e restano un momento a parlare. Jack ed Eirene osservano tutta la scena dallo stesso punto dove si sono fermati in precedenza. Questo punto è pure illuminato. Minnie dà a Janet il sacchetto di carta. Janet torna da Sam ripercorrendo lo stesso tragitto. Minnie resta al finestrone di casa sua ad osservare.

JANET - (Rientrando per la porta 4) Sam. (La musica cessa).

SAM - (Distrattamente e di soprassalto perché è occupato a controllare Jack ed Eirene) Eh? (Janet gli dà il sacchetto. Sam estrae il contenuto e comincia a rivestirsi velocemente non curandosi della sua presenza).

JANET - Minn dice che è meglio che ti accompagni io in ufficio. Così pare anche più regolare capisci?

SAM - Eh già.

JANET - A che ora ci devi essere?

SAM - (Guardando l’orologio) Oh Signore!! Adesso!! (Si cambia più velocemente ancora). Il mio primo giorno da dirigente e arrivo tardi.

JANET - Non ci pensare. Facciamo presto. Intanto esco fuori per controllare meglio la situazione.

Esce e resta nella zona D portando fuori gli attrezzi da giardino che erano precedentemente restati in casa. Anche Minnie esce, attraverso la porta 1, portando con se una pianticella in un secchio metallico e un vaso. Con questi, trapianta la pianticella lasciando poi solo il secchio nell’area C. Janet sistema gli attrezzi lasciando una pala in terra nella zona D. Si guardano e si salutano a distanza facendosi strani segni di verifica sulla presenza o meno di Jack ed Eirene. Nel frattempo Sam si veste. Tutta la scena è accompagnata da una buffa musica. Forse la ricorrente.

SAM - (Si accorge che non ha i calzini) I calzini. Non mi ha messo i calzini! (Corre fuori per avvisare Janet e urla) I calzi..... (bruscamente si ferma e rientra in casa per la porta 4) E non ho neanche fatto la barba.

Mette le scarpe senza calzini e la giacca. Esce e va da Janet. Minnie rientra in casa con la piantina nel vaso. Quindi esce per la porta 2 dopo aver osservato dal finestrone. Janet sistema la cravatta a Sam. La musica continua ma con minor volume.

Scena Sedicesima

Per la strada

La stessa mattina, subito dopo.

Martedì

SAM. JANET, EIRENE e JACK in disparte.

Poi BERK, NERDLINGER e TAREGON, infine HERL.

JANET - Guarda che sono ancora qui di fronte. Parla a bassa voce e sorridi

Si spostano entrambi per le zone D e C, quindi scenderanno le scale di sinistra, passeranno per la zona F e giungeranno alla destra di tale area. Il buio cala sugli interni delle ville mentre le luci seguiranno tutta la scena in movimento.

EIRENE - (Ferma con Jack sulla sinistra mentre Sam e Janet gli passano davanti scendendo le scale di sinistra) Seguiamoli.

JACK - Perché?

EIRENE - Per 15 milioni di ragioni. Seguiamoli, coraggio.

JANET - Sam, Sam per favore.

SAM - Eh eh non…..voltarti!!

JANET - Cosa?

Sam e Janet sono ormai alla estrema destra dell’area F. Eirene e Jack restano quasi nel corridoio centrale della platea ad osservare per un attimo. Quindi, percorrono il corridoio centrale della platea.

SAM - Non ti voltare. Non guardare indietro.

JANET - Ci hanno seguito vero?

SAM -  Si.

Dal palco, sbucano passeggiando Berk, Taregon, la signora Nerdlinger ed una fotografa con tutta la sua apparecchiatura. Restano così sul palco alla destra non curanti della presenza di Sam.

BERK - Signora Nerdlinger!? Signora Nerdlinger, le presento Eveline Taregon. (I due si stringono la mano) La signora Nerdlinger. Il miglior fotografo sulla piazza, e farà delle fotografie fantastiche per i suoi tabelloni.

NERDLINGER - Io non voglio fotografie fantastiche. Io voglio fotografie comunissime. Di gente comunissima come ha detto Bissell. Sentite Bissell. È lui che vi dirà come si deve fare.

BERK - Non dubiti signora Nerdlinger. (Accorgendosi della presenza di Sam) Eccolo qui il nostro ragazzo prodigio signora Nerdlinger.

SAM - (Sottolineando la presenza dei cugini di Janet) Janet, sono ancora fermi qui dietro a noi. Sarebbe meglio continuare la commedia per un altro pò. (Cambia tono e aumenta il volume per farsi sentire meglio) Ciao tesoro!

BERK - (Restando fermo al solito posto) Ma guardi che grazioso quadretto di amore coniugale.

JANET - (A Sam) Oh! Mi dispiace tutto questo Sam; comunque, ancora grazie (lo bacia).

SAM - Eh! Bisogna subire.

BERK - (Da lontano) Salute Sam. Oh Sam! Ti dispiacerebbe venire un momento? La signora Nerdlinger vorrebbe conoscere tua moglie.

SAM - (A Berk con voce alta) Ah! Vorrebbe conosc..... (a Janet con voce bassa) cosa!!??

JANET - Che c’è?

SAM - È il mio capo col cliente. Adesso come me la cavo?

JANET - Ah! Eh già! Ma è semplicissimo. Digli la verità. Che sono una tua vicina di casa.

SAM - (Al gruppo sorridendo sottilmente e salutando) Eh eh! Ah! Salve.

JANET - (Come Sam) Salve!

SAM - (A Janet) Ma gli onesti padri di famiglia non vanno in giro facendo all’amore con le vicine di casa...... in genere.

BERK - (Avvicinandosi a Sam) Buongiorno, buongiorno bravi figliuoli. Io non credo di aver avuto il piacere.....

SAM - Scusa cara il....... il signor Berk. Signor Berk, le presento.......

BERK - .......lasci stare. (Stringendole la mano) Fortunatissimo. Lei non sa quanto il suo Sam è considerato nella nostra azienda. Oh! Le vorrei far conoscere la signora Nerdlinger (La signora Nerdlinger si avvicina con la fotografa).

JANET - Con piacere.

BERK - Un cliente difficile. Solo Sam riesce ad ammansirlo.

JANET - Davvero?

BERK - (Notando che Sam non si è raso) Dovresti raderti un pò più a fondo Sam. L’aspetto conta. (La signora Nerdlinger è arrivata) Signora Bissell, le presento la signora Nerdlinger.

JANET -  Buongiorno signora Nerdlinger.

NERDLINGER - (Stringendole la mano) Buongiorno signora. Piacere di conoscerla. (A Sam) Buongiorno Sam.

SAM - (Incerto) Buongiorno signora. (La fotografa, passivamente segue la scena, con aria stupida ed incerta).

NERDLINGER - Volevo chiedervi di avere il piacere di invitarvi a teatro questa sera.

SAM - Oh grazie. Telefono a casa, ..... a mia moglie per sapere se ha altri impegni......

NERDLINGER - (Dubbiosa) ......A casa? Ma che sta dicendo?

JANET - (Prontamente) Ma certo. Noi veniamo molto volentieri. Non èvero Sam?

SAM - Oh certo!

NERDLINGER - Verso le 8 allora. Passeremo noi a prendervi, vero signor Berk?

BERK - Certamente signora Nerdlinger.

SAM -  Ma..... veramente.....

BERK - (Interrompendo Sam) Non discutere Sam. Verremo a casa tua.

SAM - (Sconsolato) Certo signor Berk.

JANET - (Alla signora Nerdlinger) È stato un grande piacere per me.

NERDLINGER - (A Janet baciandole una guancia) Il piacere èstato il mio. Arrivederla.

JANET - (Alla signora Nerdlinger) Arrivederci. (A Berk) Arrivederci signor Berk.

BERK - Buongiorno signora Bissell.

NERDLINGER - (Allontanandosi con Berk e la fotografa. Rivolto a Taregon). Ah! Si ricordi, gente comunissima, gente di ogni giorno. (Salite le scale, i tre restano a parlottare. I cugini di Janet escono definitivamente di scena lungo il corridoio centrale).

SAM - (Restato ancora al solito posto ma un pò isolato durante il momento dei saluti tra Janet e la signora Nerdlinger. A se stesso). Qui la cosa si stà ingrossando

JANET - (Tornando da Sam e ribaciandolo) Arrivederci tesoro.

SAM - (Mentre Janet si allontana) Ciao.

JANET - (Incrociando Herl che arriva dal corridoio sinistro della platea) Ciao amore!!

Lei esce dal fondo della sala, tramite il corridoio sinistro. Velocemente riprende poi la posizione dietro le quinte.

HERL - (Dopo aver incrociato Janet ed essersi accorto che baciava Sam, ferma quest’ultimo che sta per salire le scale di destra) Ti dispiacerebbe dirmi.......

SAM - (Canticchiando) .......Na.. na.. na.. na.. (La signora Nerdlinger saluta Taregon e Berk quindi esce a destra, i due restano ancora a parlare).

HERL - Chi era quella pollastrella? (Insieme alla battuta precedente).

SAM - Poi ti spiego.

HERL - Insomma chi era quel bocconcino che abbracciavi per la strada?

SAM - E’ semplicissimo. Poi ti spiego ma non qui.

HERL - Cosa sono tutti questi misteri?

SAM - Sapessi. Mi sono messo in un grosso pasticcio.

HERL - Ne sono convinto

Berk saluta Taregon che nel frattempo esce a destra. Quindi parla a Sam che, con Herl, è salito per le scale di destra.

Scena Diciassettesima

In ufficio

La stessa mattina, subito dopo.

Martedì

SAM., HERL e BERK

BERK - Avanti, avanti Sam (Trascinandolo verso la scrivania grande di sinistra) Adesso non montarti la testa. Questo è per dimostrarti la nostra gratitudine per averci ammansito e consegnato la signora Nerdlinger. (Giungono davanti alla scrivania Berk, Sam e dietro Herl) Che te ne pare Sam?

HERL - Complimenti. Sempre più in alto.

BERK - È il tuo ufficio ora. Io mi trasferisco più in alto. Che te ne pare Sam? Soddisfatto? Avanti, avanti. Siediti, siediti. È tutta tua. (Sam girando indeciso intorno alla scrivania, quasi incredulo, prende un sigaro e siede) Fuma. Fuma pure Sam. (Lui si accende il sigaro). Sigari da dirigente (Sam tossisce).

HERL - E hai capito che trattamento?

BERK - Avanti. Metti pure i piedi sul tavolo Sam. Sennò che dirigente sei? Sul tavolo, coraggio! (Sam esegue dopo un attimo di indecisione. Berk stupefatto, nota l’assenza dei calzini) Non hai i calzini Sam.

SAM - (Prontamente ma imbarazzato, toglie i piedi dalla scrivania) Eh...eh...eh. ..è difficile spiegare.....già io.......non.

BERK - Non importa...... io..... non importa che tu mi spieghi. Mi rendo conto. So quanto sia difficile far tornare i conti quando si ha sulle spalle una famiglia. Ma ormai sono cose passate. Ti spetta un aumento di stipendio molto sostanzioso a cominciare dalla data di oggi.

SAM - Grazie.

BERK - Allora, torniamo subito a lavoro (si allontana verso destra).

HERL - (Stringendo la mano a Sam) Ancora complimenti Sam. E auguri (a bassa voce) Poi..... mi racconti.

SAM - Si.

BERK - (Voltandosi verso Sam) E sotto con la pubblicità della Nerdlinger (esce con Herl a destra).

SAM -  (Inizia la musica, forse il brano ricorrente, accompagnando tutto il monologo di Sam. Lui cerca un tasto fra le apparecchiature poste sulla scrivania. Poi, trovandone uno, con aria da sbruffone, lo schiaccia) Signorina? Vorrei che chiamasse mia moglie. Si. Attendo grazie (riprende a fumare il  sigaro tossendo e ponendo di nuovo i piedi sulla scrivania. Poi notando l’assenza dei calzini, si ravvede e riporta in terra i piedi. Quindi squilla il telefono) Pronto. Ah! Ciao amore. Come stai? Io bene cara. Chi è? Oh mi scusi signor Berk (depone velocemente il ricevitore. Subito riceve un segnale dal centralino) Oh si, chi è? Ah, è la segretaria? Che c’è? La signora in linea. La 2, quella esterna. Grazie. (Riprende il ricevitore in mano e schiaccia un tasto) Pronto? Ciao cara. Chi era chi? Oh, la mia segretaria. La mia nuova segretaria. Ho una segretaria. Ho avuto l’aumento e un ufficio mio. C’è persino la finestra. Non manca niente. Cosa? Se usciamo stasera? (Imbarazzato) Emh..... si..... volevo appunto..... dirti una cosa strana..... che mi è successa. Sono certo che capirai. Si, ti metterai a ridere quando saprai.

Una musica assale il teatro. Si spengono totalmente le luci. Nel frattempo Sam va nell’area della villa A, Minnie entra con vassoio, bicchieri, biscotti e abitino da cameriera. Quando la musica cala, dopo aver dato il tempo ai due di sistemarsi, si accendono le luci in casa di Sam e i due compaiono in piedi. Sam dovrà almeno cambiare la giacca e mettere un farfallino al posto della cravatta. Comunque sarà sempre un pò trasandato.

Scena Diciottesima

In casa di Sam

La sera dello stesso giorno

Martedì

SAM, MINNIE, poi JANET, poi NERDLINGER, BERK ed HERL

MINNIE - (Nervosa sistema il necessario per gli invitati di passaggio) Non capisco perché non mi hai detto subito la verità.

SAM - Ma cara, aspetta. Io... io... io te l’ho già detto. È che tu non conosci la signora Nerdlinger. È una strana tipa. Ha la fissazione della fedeltà coniugale. Non capirebbe mai una situazione simile. Insomma, devi cercare di ragionare, sennò come si fa?

MINNIE - Ma io cerco di ragionare ed è proprio per questo che non riesco a capire come hai fatto a metterti in questa situazione assurda.

SAM - Ma cara.....

MINNIE - .....Va bene, va bene. Io cerco di essere ragionevole. Senza riuscirci ma ci sto provando.

JANET -  (Entrando dalla porta 1 con abito da sera molto elegante È un pò agitata) Ciao (Richiude la porta). Minnie, io sono mortificata per tutto questo. Non ti avrei mai fatto una cosa simile. Nemmeno per un milione di dollari.

MINNIE - Mentre invece per 15 milioni.

JANET - Oh Minn!

MINNIE - No, scusami. Ti ho detto una cosa cattiva. Va benissimo. Divertitevi (suona il

campanello). Sono loro.

SAM -  (Agitato alla finestra) Si, sono proprio loro.

MINNIE - (A Janet rimasta impalata) Su, siediti. Vado io ad aprire (esegue. Compaiono alla porta entrando con abiti da sera molto eleganti: la signora Nerdlinger, Berk e poi Herl).

HERL - (Vedendo Minnie e rivolto a lei) Minnie! (Ricevendo un pizzicotto da Minnie) Aih! Ma che ti prende?

MINNIE -  (Ad Herl) Scccccc.

NERDLINGER - (Andando incontro a Janet e baciandole le guance) Buonasera signora Bissell.

JANET - Buonasera signora Nerdlinger.

NERDLINGER - Signor Bissell.

SAM -  (Stringendogli la mano) Signore.

BERK - (Avanzando dopo essere entrato) Bene, la macchina è pronta. Se vogliamo andare.

JANET - Ma, non volete bere qualcosa?

BERK - Si signora Bissell. E’ molto gentile. Whisky grazie.

NERDLINGER - Signor Berk. Dovrebbe vergognarsi. L’alcol degrada lo spirito.

BERK - (Sconsolato) Certo signora Nerdlinger! Certo.

JANET - Ma io intendevo offrire solo un bicchierino.......

SAM - .......Di latte. Vero cara? (Segnala a Minnie di andare velocemente a prendere il latte. Minnie esce per la porta 2) Abbiamo solo latte in casa. Sa com’è, le bambine vanno ghiotte per il latte.

JANET - E già.

SAM - Latte Nerdlinger, si intende.

NERDLINGER - Se è così, berrò anch’io.

JANET - Prego. Si sieda signora Nerdlinger. Ed anche lei signor Berk. (La signora Nerdlinger siede accanto a Janet. Insieme parlano in controscena).

BERK - Grazie ma preferisco restare in piedi. (Va da Sam) Potevi mettere un vestito più decente Sam. Dobbiamo andare a teatro..

SAM - (Guardandosi il vestito) Emh ce....certo signore.

BERK - Ho visto però che hai subito assunto una cameriera. Carina. È una gran bella puledra. Dove l’hai scovata? Nei verdi pascoli dell’Eden? Ha due gambe favolose! Sotto quei vestiti deve essere un vero schianto. (Gli dà una spintarella con la spalla. Entra Minnie con il latte e comincia a servire) Una bomba.

SAM - Ce.... certo signor Berk.

BERK -  Ti verrò a trovare spesso vecchio mio. (Lo tocca con la mano sulla spalla) Altro che la biondina di Oakland. (Va verso la signora Nerdlinger restando in piedi e seguendo con lo sguardo Minnie).

HERL - Sam. Sam. Sto diventando matto. Minnie che fa la cameriera. In casa tua!!

SAM - Certo!

HERL - Certo? Ed è tutto quello che mi sai dire? Certo!

SAM - Non posso spiegarti ora. Beviti il tuo latte e taci.

HERL - Beviti il tuo latte? Beviti il tuo latte dice lui! (Beve di malavoglia il latte).

SAM - Ma allora sei proprio bacucco!

HERL - Ma tu hai un’amante in casa e tua moglie non solo lo sa, ma acconsente....fa la cameriera. Siete tutti ammattiti!!??

MINNIE - Ne vuole ancora signor Herl?

HERL - No, grazie Minn (Sam gli pesta il piede per interromperlo) Aiiiiih!!

SAM - Taci brutto citrullo. Sennò mi mandi tutto in malora. (Insieme alla battuta seguente).

NERDLINGER -  Ha detto qualcosa signor Herl?

HERL - No signora Nerdlinger. Nulla. (Va a sederevicino a Janet scrutandola).

NERDLINGER - Dicevo..... il mio circolo ha cominciato una campagna pubblicitaria contro le pubblicazioni oscene che infestano le nostre librerie e persino i chioschi dei giornalai a tutti gli angoli delle strade. (A Sam) Vorrei tanto che sua moglie venisse giovedì prossimo alla nostra seduta per la distruzione dei libri scandalosi.

SAM - Oh? Verrebbe volentieri con entusiasmo, signora Nerdlinger, ma purtroppo ha la tombola tutti i giovedì alla parrocchia.

NERDLINGER - Io sono molto contrario al gioco. 

SAM - Ma... ma.... ma ci giocano a fagioli.

NERDLINGER - Oh! Ma allora è tutto diverso. (Ridonotutti) Ci vogliono delle basi morali sulle quali fondare la propria vita. Io deploro il libertinaggio al quale tanti comuni si abbandonano.

JANET - Oh si, anche io e Sam.

NERDLINGER - Lei non ha idea della degenerazione che dilaga in certi ambienti di una società che si crede perfetta. Ma la provvidenza punirà i paraninfi e i dissoluti, i loro giorni sono contati. Isaia, versetto primo[14].

JANET - Amen. (Nel frattempo Berk si è avvicinato a Minnie).

BERK - È molto che lavora? (Minnie gli serve una altro bicchiere di latte).

MINNIE - Oh. Solo da oggi.

BERK - E prima, cosa faceva?

MINNIE - Ero disoccupata signore.

BERK - Beh! Se avesse bisogno di un altro lavoro io potrei offrirglielo (le strizza l’occhio). Questo è il mio indirizzo (le dà un biglietto da visita). Sa. Bissell è uno che tratta male le cameriere. Lui non ci sa fare.

SAM - (Raggiunge ingelosito Berk, gli toglie il bicchiere di latte dalla mano e lo posa. Quindi strattona Berk spingendolo) Bene, signori, allora se vogliamo andare.....

BERK - ...Ma... ma.... ma che fai Sam.

SAM - Vogliamo cuocere per bene la signora Nerdlinger? E allora andiamo. A mia mogl..... alla cameriera ci penserà un’altra volta. Anzi, sa cosa le dico? Se la levi dalla testa.

BERK - È già

SAM - Si, è già.

NERDLINGER - (Che ha continuato a parlare con Janet ed Herl vicino. Si alza) Bene signora, come giustamente dice suo marito, andiamo (guarda l’orologio) che è tardi. Lo spettacolo comincia fra un’ora.

Comincia un brano musicale, forse il frequente. Tutti si sistemano ed escono di scena per la porta 1. Minnie, portando fuori il possibile, esce perla porta 2. Cade un buio totale. Ad un certo punto, mentre la musica cala in volume, dal finestrone della casa di Sam entra una fioca luce blu la quale, delicatamente, invade l’interno. Si sentono i grilli cantare in lontananza. Minnie, rientrata dalla porta 2, è al finestrone e guarda fuori sospettosa. Schifner, il detective privato, intanto era precedentemente sopraggiunto dal corridoio centrale della platea in un contenitore della spazzatura. D’ora in poi, Schifner spierà tutte le scene che avvengono nelle due case e nei rispettivi giardini, uscendo di tanto in tanto col binocolo o con un antenna capta suoni dalla pattumiera. Quindi, uscirà dal fondo, tornando da dove è giunto, quando sarà necessario. La sua posizione sarà a sinistra nella zona F.

Scena Diciannovesima

In strada e in casa di Sam

La sera stessa, molto più tardi

Martedì

JANET, SAM, MINNIE, a parte nascosto SCHIFNER

Dal corridoio laterale destro della platea giungono Janet e Sam. Entrambi salgono le scale di destra e si fermano nella zona D. La musica si abbassa di volume ma continua.

JANET - Apro da me Sam. Grazie. A domani eh?

SAM - Va bene.

JANET - Notte.

SAM - Buonanotte Janet

Janet rientra in casa sua per la porta 4 e Sam, passando per la zona C, resta un attimo a godersi il fresco della notte. Poi entra in casa sua per la porta 1. Schifner accende una luce all’interno del contenitore della spazzatura facendola erroneamente uscire fuori all’attenzione dei presenti. Janet, attraversando il salone, davanti alla vetrata, nota il fatto e si insospettisce. Resta un attimo ad osservare la scena, quindi velocemente esce dalla porta 3. Intanto, anche Minnie ha seguito tutto il fatto e, quando rientra Sam, lo interrompe. La musica cessa.

MINNIE - (Sam rientra nel momento in cui esce dalla porta 3 Janet. Sta per accendere la luce) Scccc.

SAM - Minn, che fai ancora in piedi a quest’ora?

MINNIE - Non accendere la luce.

SAM - Ma io non vedo niente. (Si sente un rumore dal retro. È Janet che arriva).

MINNIE - Oh Dio! Sam. Cos’è?

SAM - Non so. Ma che sta succedendo?

MINNIE - I ladri.

SAM - I ladri? Dove sono?

JANET - (Entrando dalla porta 2) Sccccc. Sono io, Janet.

SAM - Janet? Ma siete impazzite tutte e due? Non dovresti essere a letto in casa tua?

JANET - C’è, c’è un furgone là davanti a casa.

MINNIE - È quello che cercavo di dirti Sam. È lì da tre ore. Venite, venite a vedere.

SAM - Ed eccoci qua in piena notte che andiamo a vedere un furgone di ladri.

JANET - Sarà certamente un detective privato Minn, altro che ladri.

MINNIE - Ah! Allora lo hai notato anche tu! Che ti avevo detto Sam?

SAM - E va bene, va bene. Un furgone. Sarà uno che fa l’amore con la sua ragazza.

JANET - Non in una strada privata. E non su un furgone carico di spazzatura.

MINNIE - Arrivi a leggere cosa c’è scritto?

JANET - Si. Dice: Browckfilde. Servizio raccolta rifiuti tossici.

Nel frattempo Sam va a prendere una pila nel cassetto del mobile dove c’è iltelefono e la rubrica telefonica. Prende pure la rubrica, la apre, la sfoglia cercando la parola con lalampadina.

SAM - Browckfilde, Browckfilde. Ma non esiste questo servizio raccolta rifiuti tossici.

JANET - Visto? È certamente il detective mandato dai miei cari cugini.

MINNIE - Un bel guaio però questa storia.

SAM - Si, ma anche se lo fosse, che cosa vuoi che veda da dentro un furgone?

JANET - Oh! Te Io dico subito. Prima di tutto vorrà vedere se mio marito esce o no dalla porta di casa mia.

SAM - E no! Adesso basta eh?

MINNIE - Sam, abbiamo fatto tanto. Non possiamo mollare adesso.

SAM - Ma se c’è qualcuno in una di quelle pattumiere sul furgone, mi vede quando cerco di attraversare, no?

MINNIE - Eh! Questo è vero. Ah! Un momento. Ma sicuro (esce velocemente dalla porta 2). C’è un modo molto semplice per portare Sam a casa tua senza che lo vedano.

SAM - Che vuoi fare? Spararmi col cannone?

MINNIE - (Fuori scena) Ma va là che non ce lo abbiamo nemmeno il cannone.

JANET - (Al finestrone) Guarda Sam.

SAM - Che c’è?

JANET - Avrà un binocolo di sicuro. Che ne pensi?

SAM - Beh! Sarà attrezzato per bene. Altrimenti, che detective è.

JANET - E pure una macchina fotografica.

SAM - E chissà quale altra diavoleria. Comunque, questa situazione non mi piace affatto.

JANET - A chi lo dici. E bravi i miei cugini. Non hanno perso tempo.

SAM - Per 15 milioni di dollari non perderei tempo neppure io.

MINNIE - (Rientra con una cesta piena di pannielenzuola, uno stenditoio ed una busta con dentrovestiti) Però entrerai qui dentro.

SAM - Co.... co.... cosa vuoi fare con quella cesta?

MINNIE - Andiamo, svelto, sbrigati.

SAM - Ma starai scherzando.

MINNIE - Dai, sbrigati. Infilati dentro.

SAM - (Mentre le due donne lo strattonano costringendolo ad entrare nella cesta) Io mi rifiuto di mettermi dentro questa cesta.

MINNIE - (Portando fuori la cesta) Quanto pesa.

SAM - (Da dentro la cesta) Non mi mollate.

JANET - Stai zitto e immobile.

Dalla pattumiera sbuca un binocolo. Le due donne si fermano nelle prossimità della porta 4 in zona D. Minnie apre lo stenditoio. Le due donne cominciano a stendere le lenzuola.

SAM - (Dalla cesta) Non ci siamo ancora?

MINNIE - No. Stiamo ancora stendendo i panni.

SAM - (Dalla cesta) Sbrigatevi, accidenti al demonio. (Viene portato in casa di Janet sempre nella cesta. Lo stenditoio viene lasciato nell’estremo lato destro del proscenio).

MINNIE - Via sbrigati.

JANET - Ma pesa.

SAM - (Mentre Janet richiude la porta, uscendo dalla cesta) E questo era il modo semplicissimo di farmi arrivare fin qui, eh? (Minnie ha con sè un sacchetto di carta con dentro dei vestiti e a parte un paio di scarpe).

MINNIE - (Porgendo il sacchetto) Tieni e non scordarti i calzini.

SAM – (Prendendo il sacchetto) Grazie del consiglio.

MINNIE - Prendi le scarpe (Sam prende le scarpe da Minnie).

SAM - (Al pubblico avanzando) Voi pensate quello che vi pare. Ma questa èla situazione più ridicola in cui io mi sia mai trovato.

Velocemente scompare la luce, si alza la musica e si chiude il sipario.

Il brano musicale viene lasciato per un tempo a piacere.

FINE DEL PRIMO ATTO


INTERVALLO


Durante l’intervallo, la scena non cambia. Nelle zone C e D devono restare gli oggetti di volta in volta precedentemente lasciati e cioè: un secchio ed una scultura futurista metallica. Degli attrezzi vari da giardino, solo una pala per terra deve ingombrare il passaggio. Importante è poi togliere di mezzo lo stenditoio e porre nella zona D, la cesta con le lenzuola dentro. Per vedere le esatte posizioni dei 4 oggetti sul proscenio, si rimanda alla breve disposizione posta qui sotto (Fig. 2). Prima che inizi il secondo atto, Sam e Janet si andranno ad appostare sul fondo della platea, e più precisamente all’inizio del corridoio laterale sinistro. Schifner resta al suo solito posto.


Secondo Atto

Scena Prima

Per la strada, poi in ufficio e fra i giardini delle due ville

La  mattina successiva

Mercoledì

TAREGON, BERK, poi SAM e JANET, poi a parte HERL

SCHIFNER è sempre nel bidone

Si spengono le luci in sala, una musica di sottofondo comincia delicatamente. Dal sipario sbuca fuori Taregon la fotografa; una luce la segue e la accompagna mentre scatta fotografie al pubblico. Nel frattempo si apre il sipario, dalla destra del palco sbuca fuoriBerk il quale, discese le scale di destra, raggiunge Taregon nella zona destra dell’area F. La musica cessa e le luci riempiono tutta l’area corrispondente la strada.

BERK - Come andiamo Taregon?

TAREGON - Oh! Faccio delle fotografie magnifiche signor Berk. Sensazionali.

BERK - No, no. Aspetta. La signora Nerdlinger non vuole cose sensazionali. Lei vuole solo gente normale.

TAREGON - Oh! Ho capito. (Indicando una coppia fra il pubblico e cominciando a scattare su di essa foto) Eccola qui una coppia normale allora.

BERK - (Fermandola) Ma no, no no signorina Taregon, no. Sono troppo normali. Gente dall’aspetto integro vogliamo. Cittadini sani moralmente e fisicamente.

Dal corridoio sinistro della platea, sopraggiungono Sam e Janet. Parlando in controscena giungono nella zona sinistra dell’area F e qui si fermano.

BERK - Eccola là la classica, genuina coppia di coniugi.

TAREGON - Ma quello è il signor Bissell. Non è mica corretto.

BERK - E perché? Perchè èun nostro impiegato? E che differenza fa? Quelli sono il marito e moglie più marito e moglie di tutti. Non discutere. Fa le fotografie e poi portamele.

Quando Janet comincia a parlare, Berk risale le scale di destra, incontra Herl che nel frattempo entra  dalla destra del palco, e con lui si ferma a discutere osservando bozzetti e fotografie intorno alla vecchia scrivania di Sam. La fotografa invece, mantenendosi ad opportuna distanza, comincia a fotografare Sam e Janet. Dopo un 4 o 5 foto. risale le scale di destra e raggiunge Berk ed Herl partecipando con loro alla discussione.

JANET - Senti, fra te e Minn avete fatto tanto che..... che anch’io vorrei fare qualcosa per voi.

SAM - Fare che cosa?

JANET - Appena sarò in possesso dell’ eredità, ho deciso di darvi un milione di dollari.

SAM - Cos’è che fai?

JANET - Ho detto che ti dò un milione di dollari.

SAM - E tu vorresti che......

JANET - ......Se non fosse per voi due, me li sarei già persi quei 15 milioni di dollari. Questo è certo.

SAM - Ma

JANET - No no no. Qualsiasi discussione è inutile. E poi ho già sistemato tutto.

SAM - ( Imbarazzato)Eh?

JANET - Ho appuntamento fra poco nello studio dell’avvocato per firmare le carte.

SAM - Si ma io....... io non so cosa dire.

JANET - E non dire niente allora. Se teniamo duro ancora per qualche giorno, diventiamo tutti milionari. A stasera, eh?

SAM - Ciao.

I due si separano. Sam risale le scale di sinistra e va a sedere alla sua nuova scrivania, cioè quella a sinistra, mentre Janet va sul fondo ripercorrendo lo stesso corridoio e poi velocemente rientrando sul palco dal retro.[15] Mentre Sam disegna distrattamente pensando al milione di dollari e dall’altra scrivania Berk, Taregon ed Herl discutono animatamente, da dietro il finestrone della villa B,  spunta Howard. Le luci divengono soffuse su Sam e gli altri 3 mentre si ravvivano sul  palco vero e proprio. Howard si guarda circospetto, poi, tenta di forzare la porta 4. Dalla parte sinistra, Minnie, che si è accorta del fatto, e che pensa si tratti del detective, prima osserva dal finestrone della villa A, poi, attraverso la porta 1,  passa dietro le quinte e ricompare sul proscenio raggiungendo Howard nel centro del palco. Ha fra le mani un secchio ed uno spazzolone.

Scena Seconda

Fra i giardini delle due ville

La stessa  mattina

Mercoledì

MINNIE e HOWARD. SAM TAREGON ed HERL in controscena.

SCHIFNER è sempre nel bidone

MINNIE - La signora Hebbetz non è in casa.

HOWARD - Oh! Salve.

MINNIE - Le serve qualcosa?

HOWARD - Oh! Beh! Può darsi. Chi èlei?

MINNIE - Non se ne occupi. Sono una vicina di casa.

HOWARD - (Cercandole di stringere la mano) Molto lieto. (Minnie non risponde al gesto e lui si ritrae) Mi sa dire quando sarà di ritorno?

MINNIE - Non so. È andata in città insieme al marito.

HOWARD - (Di colpo con estrema meraviglia, trasale) Il marito?

MINNIE - Si. Il marito. Vivono qui insieme come tutti i coniugi di questo mondo.

HOWARD - (Un pò alterato) Senta signora. Io non so chi sia questo tale di cui lei parla. (Più alterato ancora) Ma non è certo il marito.

MINNIE - (Seguendo il tono di Howard) E invece è il marito. E se lei non se ne va (minacciandolo con lo spazzolone) subito da questa casa, io telefono alla polizia.

HOWARD - (Più remissivo) Si calmi signora. Si calmi. Me ne vado. (Si allontana scendendo per le scale di destra) Posso pregarla di fare un’ambasciata a questa (marcando di più) coppia esemplare? Dica loro che tornerò stasera. Tornerò a sistemarli tutti e due.

Si allontana attraversando, con passo veloce e deciso,la zona C, la scala sinistra ed il corridoio centrale della platea e restando in attesa della sua prossima scena. Nel frattempo, Minnie torna da dove è venuta riportando con se spazzolone e secchio. Le luci sfuocano sul palco e contemporaneamente tornano sulla zona E.

Scena Terza

Nel luogo di lavoro di Sam

La stessa  mattina

Mercoledì

BERK, TAREGON, poi a parte SAM.

SCHIFNER è sempre nel bidone

BERK - (A Taregon ed Herl guardando una foto) No. Non mi piace per niente.

TAREGON - E questa allora?

BERK - Macché, macché. Non vanno.

TAREGON - Questa è magnifica.

BERK - È terribile. Terribile. Le dico che sono tutte quante terribili. Non ce n’è una che dia l’idea della genuinità del prodotto. (Mostrandogli le foto da lontano) Non èvero Sam? Sam senti.......

SAM - .......Eh? Che c’è?

Disegna distrattamente pensando al milione di dollari. Il bozzetto, appena concluso, e rappresentante qualche cosa che faccia riferimento al denaro, lo alza e se lo guarda mostrandolo pure al pubblico.

 

BERK - Ti dispiace spiegare a queste emerite teste di pipa per la milionesima volta che tipo di gente vogliamo vedere su questi benedetti manifesti?

SAM -  Semplici, comunissimi, genuini, milionari.

BERK - Cosa?

SAM - (Ricomponendosi)Persone. Gente comune, normale.

BERK - Avete sentito? Grazie Sam.

SAM - Di niente.

Si spengono tutte le luci in sala. Inizia un brano musicale, forse il ricorrente. Per qualche minuto invade la platea a dimostrazione che sta passando del tempo. Mentre vi è il buio, Taregon, Berk ed Herl escono a destra del palco. Sam invece va nell’area B pronto a telefonare. Janet e Minnie dovranno avere già pronto il necessario per imbandire nella successiva scena, la tavola per Sam.

Scena Quarta

Nelle due ville

La sera stessa

Mercoledì

SAM e MINNIE. Poi JANET.

SCHIFNER è sempre nel bidone

Si riaccendono le luci sulle aree A e B. La musica comincia a calare sino a smettere del tutto. Sam al telefono compone il numero di casa sua. Subito squilla tre o quattro volte il telefono dell’area A.[16] Minnie sbuca velocemente dalla porta 2, per andare a rispondere. Sembra provenire dalla cucina perché indossa due guanti utili per afferrare oggetti roventi. Toglie i guanti quindi va a rispondere. Schifner è sempre al solito posto nel bidone della spazzatura. Le luci varieranno dal bianco al blu.[17]

SAM - (Al telefono B dopo che Minnie ha alzato la cornetta) Minnie?

MINNIE - (Al telefono A) Oh! Sam. Meno male che mi hai chiamato. Caro, ci sono delle novità. Questa mattina è venuto il detective.

SAM - (Al telefono B) Ma scherzi?

MINNIE - (Al telefono A) Ha tentato di entrare qui.

SAM - (Al telefono B) Ha tentato cosa?

MINNIE - (Al telefono A) Voleva entrare qui.

SAM - (Al telefono B) Ma che tipo era?

MINNIE - (Al telefono A) Un bel tipo. Ha detto che non siete sposati e che questa sera vi sistemerà a dovere.

SAM - (Al telefono B) Un bel guaio accidenti.

JANET - (Entra dalla porta 3 notando Sam al telefono) Chesuccede?

SAM - (Allontanandosi dalla cornetta B e rivolgendosi a Janet) Minn ha detto che quel detective ha tentato di entrare qui in casa. Ha detto che non siamo sposati e che torna qui stasera a sistemarci.

JANET - Oh! Sam. Ho paura.

SAM - (Al telefono B a Minnie) Senti. Janet ha paura. Allora guarda: io vengo appena si fa scuro. Adesso scusami ma penso un pò a mia moglie. E mio dovere, no?

MINNIE - (Al telefono A) E tuo che?

SAM - (Al telefono B) In apparenza tesoro. In apparenza. Vengo appena si fa buio, eh?

Riattacca il telefono e così pure Minnie subito dopo. Minnie da ora in poi,  di tanto in tanto, porta nella sala, attraverso la porta 2, degli elementi utili per imbandire la tavola e far così cenare Sam al suo rientro.[18]

JANET - Sam, io ho paura. Che facciamo appena quello si presenta?

SAM - Non devi temere. Ci sono io per difenderti.

JANET - Ma se hai detto che vai da Minn appena fa buio!

SAM - Ma solo per salutarla. Poi torno.

JANET - Sam. Mi dispiace tanto disturbarti ma tu non potresti stare con me stanotte?

SAM - Forse è meglio.

JANET - Grazie. Sei un tesoro. Ora vediamo. Perchè non troviamo un modo per ammazzare il tempo? Tu che cosa fai quando torni a casa dall’ufficio?

SAM - Minn in genere mi fa un Martini.

JANET - Va bene. Allora ti faccio un Martini. Mettiti comodo, eh? (Lui siede e lei gli prepara un Martini). Ti piace la musica?

SAM - Caspita se mi piace?

JANET - Allora metti pure un disco se ti va. Sono lì in quel mobile.

Mentre Janet finisce di preparare il Martini per entrambi, Sam mette un disco. Parte la musica. È un cha cha cha.[19] Minnie entra nell’area A portando il vassoio, una bottiglia e due piatti,  sente la musica e va a vedere al finestrone cosa accade.

Quindi esce per la porta 2.

SAM - Uaoooo! Che pezzo!!! (Comincia a ballare mentre Janet gli porge il bicchiere di Martini).

JANET - (Osservandolo e bevendo il suo di Martini) Sei proprio bravo.

SAM - Tu non balli?

JANET - Certamente (Si butta a ballare anche lei continuando a bere il suo Martini).

SAM - Heila!l Non sei niente male neppure tu.

JANET - Sam. Ma tu non dovresti ballare vicino a me?

SAM - Oh no! Questo si può ballare a coppia, da soli, come si vuole.

Dalla porta 2 entra ancora Minnie con posate e un bicchiere. Nel passare dal finestrone osserva la scena. Nervosamente depone il tutto sul vassoio quindi esce da dove è venuta. Sam e Janet, con atteggiamenti a soggetto carichi di divertimento, continuano a danzare sino a che termina il disco. Minnie rientra ancora per la terza volta dalla porta 2 con una pentola e pasticcio di maccheroni, passa per il finestrone, osserva la scena, posa la pentola sul vassoio e siede in attesa,  cercando e leggendo nervosamente una rivista.

JANET - (Finito il disco prende il bicchiere di Sam e lo posa insieme al suo) Hai fame?

SAM - Uh! Ho una fame da lupo.

JANET - Ho del pasticcio di maccheroni e delle patatine in caldo. Vuoi che te lo prenda?

SAM - Si grazie. Ma tu non mangi?

JANET - (Uscendo per la porta 3) No. Sono troppo nervosa.. La storia del detective mi ha messo addosso una tale agitazione che mi è passato l’appetito. (Esce mentre Sam siede al tavolo e si sistema. Janet ora è fuori scena) Pensi che Minn si arrabbierà sapendo che resterai a dormire questa notte qui?

SAM - No. E una donna moderna. E poi, tu non sei la sua migliore amica?

JANET - Certo. Ma sai, di fronte a queste cose non ci sono più amiche.

SAM - Questo è vero ma, io conosco Minn. E non farà storie.

JANET - Speriamo. Non vorrei che per causa mia......

SAM - Non ti preoccupare. Ti abbiamo aiutata sino ad ora e andremo fino in fondo. E poi, il milione di dollari, sarà molto convincente.

JANET - (Rientra dalla porta 3 con vassoio e tutto il necessario per mangiare) Ed ecco qui il pasticcio di maccheroni. (Gli pone il vassoio davanti. È già tutto pronto e servito nei piatti) Spero ti piaccia!

SAM - Oh! Si. Maccheroni al cha cha cha.[20] (Comincia a mangiare velocemente il primo).

JANET - (Va alla finestra e accende una sigaretta. Poi chiama Sam) Sam?

SAM - Si?

JANET - Pensi che..... si, che..... questo detective potrebbe darci molte noie?

SAM - (Mangiando) No. E se così fosse gli romperei la testa. (Nel frattempo, sconsolata, Minnie si serve e mangia anche lei i maccheroni. Molto più lentamente di Sam).

JANET - (Parla lentamente per dare il tempo a Sam di finire la cena) Eppure, se non avessi litigato con Howard, sarebbe tutto più semplice. L’ho conosciuto a New York quattro anni fa. Da principio era gentile, affettuoso. Mi telefonava spesso e non brontolava mai. Poi, dopo circa un anno di matrimonio, puf! Tutto cominciò a prendere un’altra piega. Si litigava spesso e, si arrivava anche a fare a pugni. Oh! Che botte. Ah! Ma era lui che le prendeva sempre....Beh! Infondo ora che importanza potrebbe avere. Ora ci sono i 15 milioni. Il resto non conta.

SAM - Un pò ti manca ora?

JANET - Scherzi? Vorrei che sparisse per sempre. E invece, le procedure di divorzio sono ancora a metà e quindi mi toccherà vederlo ancora troppo spesso. Era un testone, un caparbio, un violento, cinico, bestione da quattro soldi.

SAM - Forse esageri.

JANET - Esagerare, io? Ma scherzi?! Si..... una certa attrazione c’era. Quello che mi appassionava in lui era la sua voglia di vivere. Il suo senso di libertà. Ma ora, alla luce dei nuovi fatti, mi accorgo che..... ma, lasciamo perdere.

SAM - Sembri ancora innamorata di lui però.

JANET - E che cosa te lo fa pensare?

SAM - Il tono della tua voce.

JANET - Il tono della mia voce è quello di una donna arrabbiata, non innamorata.

SAM - Ne sei proprio sicura?

JANET - Sicurissima. Ma piuttosto, parliamo di te. Minn è proprio felice. Glielo leggo negli occhi.

SAM - Ci vogliamo bene.

JANET - E si vede. Proprio una gran bella fortuna. Non è certo facile incontrare una donna ed innamorarsene. Tanto più che poi, anche quest’altra persona deve innamorarsi di noi. Che ne pensi?

SAM - (Finendo il primo piatto) Che questo pasticcio di maccheroni era proprio delizioso.

JANET - Oh! Grazie. Se ne vuoi ancora ne ho dell’altro. Ne vuoi?

SAM - (Prendendo il secondo piatto) No grazie. Mi accontenterò di questo.

JANET - Certo, certo. Mangia tutto quello che desideri.

SAM - Grazie.

JANET - Ma, pensiamo ora a come risolvere il problema del detective. Se viene qui siamo finiti. Io proporrei di barricarci in casa. Chiudiamo tutto a chiave e così non se ne parla più. Che ne dici, eh?

SAM - (Mangiando) Potrebbe essere una buona idea ma il «bambolo» non sarà certo così scemo.

JANET - Già. Vuoi dire che entrare qui è un gioco da ragazzi per uno come lui.

SAM - Un gioco da ragazzi? Vuoi scherzare? Un gioco da bambini! Con le moderne tecnologie che avrà!

JANET - È vero. Ma questo non cambia affatto la mia posizione. Una prima barriera è pur sempre una prima barriera, e poi..... e poi.... ci sei tu.

SAM - Certo, ci sono io.

JANET - Allora, vediamo. Dal retro non è possibile che entri. E già! C’è il cane degli Switson che abbaia anche se passa un fringuello. Dal lato sinistro c’è soltanto una porta ma ètroppo illuminata; faremo così allora. Io resterò a dormire nella mia camera. Chiusa a chiave si intende. Mentre tu, dormirai qui, sul divano, nel centro della casa, dove è più probabile che lui possa entrare. E.... sotto le coperte.... sotto le coperte..... terrai in mano un’arma. Una padella. Si, penso che possa bastare. Una bella padellata in testa ed è sistemato a puntino. Vuoi un pò di patate?

SAM - No.

JANET - Un altro pò di carne? Piselli?

SAM - Oh no, sono a posto grazie.

JANET - Oh Sam! Minn!! Cheora sarà?

SAM - (AIzandosi pur se non è riuscito a finire il secondo piatto) Uh! Sono le nove. Scusami. (Sam èora sulla porta 4).

JANET - Sta attento.

SAM - Si. Grazie del pranzo. Ci vediamo più tardi.

JANET - Va bene.

 

Sam esce dalla porta 4, poi rientra da destra passando per C e D, quindi esce a sinistra per rientrare dalla porta 1. Nel frattempo, delle luci blu sottolineano il suo passaggio al buio, di sera tardi, all’aperto. Apre la porta 1. Nel frattempo, Minnie esce sconsolata  per la porta 2 portando via con se solo i piatti vuoti e lasciando tutto il resto.

Dalla pattumiera sbuca la macchina fotografica di Schifner il quale scatta e poi scompare.

 Janet esce per la porta 3.

Scena Quinta

Nelle due ville

La sera stessa, più tardi

Mercoledì

SAM e MINNIE, JANET.

SCHIFNER è sempre nel bidone

SAM - Tesoro? Tesoro? (Minnie, con altri due piatti puliti rientra e lo vede) Ciao. Vedi.... devi scusarmi (Minnie posa i piatti sul vassoio nervosamente) Sai.... Ho dovuto aspettare che facesse buio.

MINNIE - Era buio alle 8 e 18. Si può sapere che cosa avete fatto sino a quest’ora?

SAM - Eh? Abbiamo cercato di amma..... ammazzare il tempo. E..... e non è facile sai. Io e Janet non abbiamo niente in comune.

MINNIE - Ma ho sentito la musica.

SAM - Certo. Era per non morire di noia. Lei ha messo su qualche disco e poi...... e poi ha cominciato a cucinare.

MINNIE -  Cucinare?

SAM - Si.

MINNIE - Oh Sam! Non mi dire che hai già mangiato con la sorpresa che ti ho preparato.

SAM - Ma è lei che ha mangiato. Ha cucinato per se. (Vede la tavola) Io sto morendo di fame.

MINNIE - Meno male caro. Siediti.

Sam esegue. Nel sedersi, nota un piatto con bistecca e patatine sul vassoio. Sam ne osserva il contenuto sconsolato e schifato. Janet rientra per la porta 3 con due lenzuola, un cuscino ed un copriletto. In più ha fra le mani un pigiama a quadrettoni fluorescente e coloratissimo ed una padella. Posa il pigiama e la padella, accende una lampada vicino al divano e comincia a preparare il letto per Sam sul divano stesso.

SAM - (Sollevando il piatto di patatine) Un pò bruciatine.

MINNIE - (Su di tono) Sono rimaste nel forno per più di un’ora. (Prende un altro piatto. Quindi toglie il coperchio dalla pentola) Il tuo piatto preferito. Un bel pasticcio di maccheroni.

SAM - (Guardando i maccheroni mentre sono versati nel piatto) Uauuuu!! Con un bello strato di mozzarella sopra.

MINNIE - Proprio come piace a te, no?

SAM - (Guardando i maccheroni nel piatto) Che bello. Bello bello bello bello. (Prova a mangiare) Bello bello bello bello.

MINNIE - (Versando nel piatto un altra cucchiaiata) Bella crosta che ti piace tanto.

SAM - (Riguardando la crosta nel piatto) Bella bella bella bella. (Comincia a mangiare. Minnie siede accanto a lui osservandolo).

MINNIE - (Mentre mangia Sam) Tu pensi che sarà pericoloso?

SAM - Chi?

MINNIE - Il detective.

SAM - Oh? Minn. A proposito. Sai devo andare.......

MINNIE – Dove?

SAM - A..... a dormire da Janet questa notte.

MINNIE - Da Janet?

SAM - E certo, ha detto che ha paura e che vorrebbe ch’io la difendessi.

MINNIE - Che tu la difendessi.

SAM - Si. Non avrai nulla in contrario. No? Infondo le ho spiegato che sei una donna moderna e via discorrendo. E poi, non te l’ho detto. Ma ci darà un milione di dollari come regalo. Che ne pensi?

MINNIE - Cosa? Un milione di dollari.

SAM - Si.

MINNIE - E tu dici che possiamo prenderlo? Insomma, non ti pare un pò strano?

SAM - Beh! Per un milione di dollari. Lei ne ha 15 di milioni. Che gli fa?

MINNIE - Si ma vedi noi, ce ne stiamo qui, nella nostra bella casa, a mangiare con gusto, e tutto ad un tratto, ecco un milione di dollari. (Janet interrompe di fare il letto, va al telefono B e compone il numero).

SAM - Si. Ma è lei che lo ha detto. E l’avvocato dice che è perfettamente regolare. E infondo, noi la stiamo aiutando, sennò lei perderebbe tutto e poi non è che sono suo marito sul serio.

SAM - E solo parvenza. Pensa alle cose che abbiamo tanto desiderato: una casa più grande, un’auto nuova, sempre in vacanza, il visone per te.

MINNIE - (Pensando al visone) Si. (Tornando in se) Beh! È troppo incredibile. Non riesco a convincermene. (Squilla il telefono A) Scusa caro (Va a rispondere voltando le spalle a Sam) Pronto? (Sam ne approfitta per rovesciare il resto non mangiato nella pentola).

JANET - (Al telefono B) Ciao Minn.

MINNIE - (Al telefono A) Ciao Janet. (A Sam) È Janet.

JANET - (Al telefono B) Minn. Ho chiesto a Sam di restare a dormire qui da me per questa notte. Non ti dispiace vero? Lo so, che è strano tutto questo però, dopo aver sentito che quell’uomo verrà qui in casa mia, sai.....

MINNIE - (Al telefono A) .....Non ti preoccupare, capisco benissimo Janet. E poi, siamo amiche, no? E tu, ora hai bisogno di me e di Sam.

JANET - (Al telefono B) Grazie. Sei un tesoro. Siete due tesori.

MINNIE - (Al telefono A) Lascia perdere.

JANET - (Al telefono B) Allora, ciao.

MINNIE - (Al telefono A) Ciao. (Entrambe posano il ricevitore. Janet torna a finire di comporre il letto. Minnie si avvicina a Sam. Nota che i piatti sono vuoti) Non ne vuoi un altro pò prima di andare?

SAM -  No.

MINNIE -  Sicuro?

SAM -  Sicurissimo (Minnie prende il vassoio) Minn.

MINNIE - Si?

SAM - Il pasticcio era magnifico.

Minnie esce per la porta 2 col vassoio. Sam gira per la stanza e poi va a controllare dal finestrone la situazione esterna. Nervosamente si versa da bere e ripone il tutto. Minnie rientra con un sacchetto in mano.

MINNIE - (Mostrandogli il sacchetto) Qui c’è lo spazzolino da denti, il rasoio, i calzini e una camicia. Però, senti amore, (confidenzialmente) se viene quel tale sta attento. Non fare a pugni.

SAM - (Minnie gli porge in mano il pacco) Ah! Io non ho paura.

MINNIE - Lo so. Però sii prudente.

SAM - Buonanotte cara.

MINNIE - (Confidenzialmente) Però, è terribile questo. Io ti sto dando il bacio della buona notte e tu te ne vai a dormire con un’altra donna.

SAM - E su.

MINNIE - Una donna molto attraente. (Una piccola pausa) Sta attento.

SAM - Ti ho detto che quell’uomo non mi fa paura.

MINNIE - (Cambiando tono) Ma io stavo parlando di lei.

SAM - Ma andiamo. La tua migliore amica.

MINNIE - Si. Hai ragione. Perdonami.

SAM - Andiamo. (Va alla porta 1 e la apre) Buonanotte, ti amo cara.

MINNIE - Anch’io. (Sam esce col pacco a sinistra. Minnie sottovoce) E guarda di non dormire sulla sinistra, sennò russi.

SAM - (Fuori scena con voce bassa) Va bene. Ciao.

Minnie richiude la porta, poi esce per la porta 2 portando con se il vassoio. Janet, dopo aver finito di sistemare il letto, va al finestrone in attesa di Sam. Uscita Minnie, sull’area A calano le luci. Sam, entrando da sinistra, attraversa le zone C e D. Inciampa sul secchio metallico lasciato precedentemente e questi fa rumore.

SAM - Scccc. Accidenti a te.

Rimette il secchio dove era prima. Su di lui si accentua una luce blu. Schifner sbuca dal bidone della spazzatura mostrando il solo binocolo, quindi rientra silenziosamente richiudendo il coperchio sulla sua testa. Sam entra per la porta 4 in casa di Janet. Una musica, forse la ricorrente, accompagna tutta questa sequenza di fatti.

Scena Sesta

Nella villa di Janet

Durante la notte tra

Mercoledì - Giovedì

JANET, SAM, poi HOWARD.

SCHIFNER è sempre nel bidone

La zona è ben illuminata. In più, vi è luce anche grazie alla lampada posta vicino al divano e accesa precedentemente da Janet.

Dalle vetrate delle due ville filtra una luce blu notte.

JANET - Chiudi a chiave. (Sam esegue) Sam, il letto te l’ho preparato qui. Ti va bene così?

SAM - (Osservando il letto) Va benissimo. Grazie. (Posa il sacchetto vicino al divano).

JANET - (Agitata) Ma che cosa facciamo se arriva?

SAM - (Calmo) Oh! Ma non ti preoccupare. È per questo che sono qui, no?

JANET - Va bene. (Vede il  pigiama e lo prende. Quindi lo porge a Sam,) Questo è uno dei pigiami di mio marito. Il bagno è di là. La prima porta a destra. Qualunque cosa ti serva, fai pure, eh? Ah! La padella te l’ho messa qui. Mi raccomando, tienila vicino a te.

SAM - Grazie.

JANET - Grazie. Grazie ancora. (Allontanandosi) Sei l’uomo più caro che io conosca. Buonanotte. (Lo bacia).

SAM – Buonanotte, grazie.

JANET - (Sulla porta 3) E sogni d’oro.

Janet spegne la luce della sala cosicchè questa resta illuminata dalla sola lampada posta vicino al divano. Nello stesso tempo accende le luci del corridoio interno. Esce dalla porta 3 lasciandola del tutto aperta. Da questa filtra una forte luce bianca. Dal fondo della sala giunge Howard. Lentamente sale le scale di destra circospetto. Quindi esce a destra del palco dietro le quinte. Schifner osserva tutta la situazione dal bidone.

SAM - (Guardando il pigiama fluorescente che ha fra le mani,) E grazie che il matrimonio èfallito.

Una musica commenterà la seguente successione di eventi. Comincia a togliere la giacca quindi la camicia e la cravatta, le scarpe ed i calzini. A questo punto, Janet passa nel corridoio di casa sua apparendo attraverso la porta 3 in vestaglia da notte. Sam la vede. Ha un’aria pensosa.

SAM - Non ci avevo pensato. (A se stesso dopo una breve pausa) Sta attento Sam, sta attento. È pur sempre una bella donna. È la migliore amica di Minn.

Janet ripassa percorrendo in senso opposto il corridoio e con diverse asciugamani in braccio. Appare allo stesso modo per la porta 3. Sam la vede ancora.

SAM - Ma insomma, è un affronto. (Togliendosi i pantaloni e infilandosi subito il pigiama fluorescente) Sta attento Sam. In fondo, lo sanno tutti che tipo sono. Un padre di famiglia come me. Un padre esemplare. Un marito esemplare. (Pausa. Prende la padella e si infila sotto le lenzuola) Chissà perché non avrà chiuso la porta? Noooooo. No. lo sono un onesto padre di famiglia. E quella magari è di là che trema per paura che io la violenti. Oh no no. Adesso ci vado. (Uscendo dal letto e lasciando la padella su di esso) Ci vado un momento e le dico che io non le farei mai una cosa simile. Che può stare sicurissima. (Andando verso la porta 3) Janet, Janet.

Giunto alla porta 3 incrocia Janet proveniente dal corridoio. Agitatissimo l’afferra per le spalle e con decisione, la trascina nell’area B. Janet si spaventa.

SAM - Janet, ascolta. Io volevo dirti che io non lo farei mai di venire qui, nel cuore della notte per approfittare della situazione.

JANET - Oh! Si però!

SAM - (Tenendola ancora ferma) Però, se ci pensassi sai e non ci penso.

JANET - No no. Non ci pensi. Ma Sam, che cosa ti è successo?

SAM - (Lasciandola) Ma che ne so!? A me non sarebbe mai venuto in mente. È Minn che....

JANET - Ma glielo dirò io a Minn che ti sei comportato nel modo più perfetto. Io non... non....

SAM - .....Grazie (entrambi si calmano e si rilassano. Si sente, proveniente dalla attuale posizione di Howard, un rumore metallico. Una musica avvolge la sala, debolmente e ironicamente). Oh!

JANET - (Con voce soffusa) Sam. È lui.

SAM - Sccccc!

JANET - (Agitata) Sam, Sam!

SAM - (Pure con voce soffusa) Zitta. Va a spegnere la luce nel corridoio e resta lì. Non ti muovere (Janet esegue uscendo per la porta 3).

JANET - Sta attento.

Esegue. Sam prende la padella sul letto, spegne pure lui la lampada. Tutto l’ambiente piomba nel buio. Solo una luce esterna blu penetra nella stanza. Sam va a mettersi dietro la porta 4 in attesa, con la padella alzata. Howard apre la porta con le sue chiavi, vi accede prima con la sola testa poi del tutto. Fulmineamente Sam lo colpisce in testa con la padella. La musica cessa. Howard cade in terra lamentandosi per il dolore. Sam resta ad osservarlo soddisfatto. Entra Janet dalla porta 3 e tutto è ancora al buio.

JANET - Sam, Sam. Ma cosa hai fatto? Lo hai ammazzato!

Howard afferra Sam per le gambe. Sam cade perdendo dalle mani la padella. I due cominciano a lottare comicamente divincolandosi e intrecciandosi con i corpi. Janet nervosamente ed in pena per Sam resta ad osservare. Poi si decide e va ad accendere la luce della sala B.

JANET - Tienilo. Tienilo forte.

SAM - Lo tengo. Lo... lo tengo. La... la... la padella.

Janet raccoglie la padella da terra e la porge a Sam che sta ancora lottando. Si accorge che lo sconosciuto in effetti è il marito.

JANET – Ma... ma è mio marito. (Cerca di separarli non riuscendovi).

SAM - (Ancora lottando) È tuo che?

JANET - (Urlando più forte) È mio marito.

SAM - (Ancora lottando. Rivolto ad Howard) Oh. Mi scusi sa, non lo sapevo.

JANET - (Cercando ancora di separarli) Sam, lascialo.

SAM - (Ancora lottando) Ma perché è entrato di nascosto?

JANET - (Osservando la lotta nervosamente) Non lo so. Adesso glielo chiediamo, va bene?

SAM - (Terminando la lotta) Va bene. Si va bene.

JANET - (Rivolta al marito mentre i due si rialzano e si ricompongono. Howard si risistema il vestito e Sam resta con la padella in mano ad osservare) Ma poveretto. Guarda qui.

HOWARD - (Arrabbiato) Insomma. Si può sapere chi diavolo è questo?

SAM - Io volevo aiutare Janet.

HOWARD - Aiutarla. Già.

JANET -  (Seccata) Ma sicuro. Aiutarmi.

HOWARD - Già. Certo che ti ha aiutato. Sono sicuro come ti ha aiutato. (Indicandolo a dito col braccio teso) Guardalo qui. Perfino in pigiama. E tu? In camicia da notte! (Sam esce per la porta 3 portando via con se la padella).

JANET - Che cosa intendi dire? Questa supposizione è semplicemente obrobriosa. Ma come osi? Chiedi scusa immediatamente.

HOWARD - Io chiedere scusa!?

JANET - Si.

HOWARD - Dopo che arrivo qui in piena notte e trovo uno scimmione in pigiama fluorescente insieme a mia moglie in camicia da notte?

JANET -  Ma certo che sono in camicia. Che cosa dovrei avere addosso in piena notte. Il cappotto?

HOWARD - Sarebbe già meglio. Sola insieme a uno con quell’orribile pigiama da maniaco sessuale.

JANET - La colpa è tutta tua se lui è qui a quest’ora.

HOWARD - Fammi capire. Fammi capire. Colpa mia?

JANET - Si. E gli ho dato un tuo pigiama che tu non hai mai messo.

HOWARD - Un momento. Ma... ma... è mio quel pigiama?

JANET - Si.

HOWARD - Ma si. È il pigiama che mi hai regalato quando siamo andati in Francia. E adesso lo dai a....a....questo mantenuto.

JANET - Oh! Non metterti a fare il sentimentale per un pigiama adesso. E poi, che sei venuto a fare oggi?

HOWARD - Ero venuto a parlare con te.

Rientra Sam dalla porta 3 senza padella e masticando chicchi d’uva. Resta in piedi ad osservare accanto ai due la situazione.

JANET - E perché non lo hai fatto?

HOWARD - Perchè non c’eri.

JANET - Potevi aspettarmi.

HOWARD - Già. Ma quella strega che abita qui accanto, voleva chiamare la polizia.

SAM - (Agitato) Non chiami strega mia moglie.

HOWARD - Sua moglie?

JANET - Si. Sua moglie. Ed è anche la mia migliore amica. E mi ha gentilmente concesso l’uso di suo marito per far sembrare che io sia una sposa felice come viceversa non lo sono mai stata.

SAM - (Contemporaneamente alle prossime due battute) Scu.... scusate un momento. Io vorrei....

HOWARD - ....Aspetta un momento. Cosa?

JANET - Si. Hai capito benissimo.

SAM - Un momento. Mi lasci spiegare come stanno le cose. (Con calma) Mia moglie, mi ha per così dire prestato a Janet solo per metterla in condizione di entrare in possesso dell’eredità del nonno. I 15 milioni di dollari.....

HOWARD - .....15 che? Milioni di dollari?

JANET - Si. E non raccontarmi che non lo sapevi. Eh?

HOWARD - Beh! No.... io.....

JANET - Huuuuu! Adesso comincia a balenarmi nella testa come mai sei così subitamente ricomparso. Oh!! (Forte) Cacciatore di doti. (Più forte ancora) Sfruttatore di donne.

HOWARD - (A Janet che si allontana) Ma no no no, senti Janet.

JANET - No.

HOWARD - Janet..... io.... Janet tu stai sbagliando.

JANET - E già. Come no!

HOWARD - Janet. Io ti giuro che non sapevo proprio niente di questa tua eredità.

JANET - (Con fermezza) Se.

HOWARD - Proprio fino a questo momento.....

JANET - .....Già.

HOWARD - (Con sincerità e calma) Io non sono venuto per i tuoi soldi, no. Ma per te.

JANET - Vattene immediatamente.

HOWARD - (Con decisione) Se tu credi che io me ne vada, a quest’ora di notte, lasciando mia moglie in camicia da notte insieme a quest’individuo col mio pi.....giama addosso, sei pazza da legare.

JANET - (Isterica) Se ripeti un’altra volta la storia del pigiama, mi metto a urlare. E poi non sono tua moglie. Fuori.

HOWARD - No. Non t’illudere. Io non me ne vado.

JANET -  E va bene. Sam!!

SAM -  (Sbigottito) Eh?

JANET - (Decisa) Buttalo fuori.

HOWARD - (Dopo una breve pausa a Sam) Si. Avanti «Pigiama». Vediamo come te la cavi adesso che non puoi assalirmi alle spalle. Coraggio. Coraggio.

SAM - (Dopo una breve pausa di riflessione) Ma perché non litigate fra di voi? Questi non sono affari miei. Io me ne vado a letto a casa mia. Ecco.

JANET - (Fermandolo) Oh noooo! (Supplichevole) No. Non me lo puoi fare questo. E no! Lo sai che c’è il detective che ci sorveglia. E che penserebbe? T’ha.... t’ha visto stasera che entravi in casa e domani ti vedrebbe uscire da casa tua. Oh no! Ti prego. Solamente per questa notte e basta. Ti prego Sam.

SAM - (Cercando di andare, con indecisione) Ma.... io....

JANET - ..... Ti prego. Rimani. Fallo per me.

SAM - (Con convinzione forzata) E va bene. Resterò per te.

JANET - (Con diplomazia) Etu Howard. Beh! Insomma..... potrai dormire qui.
Ma non aspettarti il mio aiuto. Sistemati come meglio credi. (Indispettendo Howard) Notte Sam (esce velocemente dalla porta 3 richiudendola alle sue spalla Si cambia velocemente con abiti da giorno).

SAM - (A Janet) Notte. (Guardando con imbarazzo Howard) Beh. Io non so lei ma sa andrei a letto molto volentieri.

HOWARD - (Sam si infila nel letto e lui siede accendendosi una sigaretta) Eih! «Pigiama».

SAM - Si?

HOWARD - (Con soddisfazione) Janet ha perso le staffe prima, eh? Quegli urli che ha fatto! Ho sentito un pò di nostalgia. Come se fossimo ancora sposati. Sa che i giorni migliori della mia vita li ho passati litigando con Janet?

SAM - (Cercando di prendere sonno)Oh. Ma se ci tiene tanto a queste rievocazioni sentimentali non potrebbe farle a bassa voce?

HOWARD - E quando dico litigare non mi riferisco soltanto alle parole. Si passava anche alle vie di fatto.

SAM - Oh!

HOWARD - Ha un gancio sinistro che èuna meraviglia. (Indicando) Io ho un punto debole proprio qui al braccio. Beh! Una volta su tre me lo centrava.

SAM -  Ha finito? Se..... senta. Non so cosa fa lei ma io mi devo alzare presto per andare
in ufficio domattina.

HOWARD - Oh! Si, è vero. Anch’io.

SAM - Ah! Bene, bene. E allora perché non se ne va adesso, approfittando che èancora scuro fuori?

HOWARD - Si, edove me ne dovrei andare?

SAM - Ah! Beh! Lei dovrebbe sgattaiolare fino al mio giardino qui davanti. Dove potrebbe dormire su una bella sedia bagnata che ho sempre fuori. Aspetti che sia giorno e poi io telefono a mia moglie e le spiego.... questa.... ridicola situazione. Mia moglie la fa entrare dalla porta di servizio e la fa uscire da quella principale e così quello del furgone si convincerà che lei abita lì e.... che... che..... èstato via per qualche giorno per affari.

HOWARD - Ah! Nient’altro che questo? Devo starmene fuori fino alle 8.

SAM - E beh! Non vorrà entrare in casa? Uno sconosciuto insieme a mia moglie. E no!

HOWARD - Ma questo è ridicolo!

SAM - E va bene. Allora glielo spiegherà lei domani a quello del furgone come mai stiamo nella stessa casa. E così i 15 milioni di dollari (fa una pernacchia) nel lavandino. Infondo a me che mi frega.

HOWARD - (Pausa) Beh! Forse ha ragione lei. (Pausa) Però fa freddo lì fuori.

SAM - (Porgendogli il copriletto) Prenda pure questo.

HOWARD - Oh! Quanta generosità.

Prende il copriletto ed esce dalla porta 4. Sam spegne la luce della lampada e quindi si infila sotto le lenzuola. Cala il buio totale nella sala. Una musica lascia pensare ad un passaggio di tempo permettendo a Sam di riportare fuori i suoi abiti e rivestirsi velocemente.

Scena Settima

Nelle due ville

Il mattino dopo

Giovedì

MINNIE, JANET, SAM, poi anche HOWARD in controscena.

SCHIFNER è sempre nel bidone.

Si accendono le luci sul palco mentre la musica cala. Nella zona B, Janet entra per la porta 3. È perfettamente vestita ed ordinata. Ha portato con se la borsa di Howard e che darà a Sam. Si dirige verso il telefono B e compone un numero.

MINNIE - (Squilla il telefono A. Minnie entra per la porta 2 e va a rispondere) Si? Pronto?

JANET - (Daltelefono B) Sono Janet.

MINNIE - (Dal telefono A) Oh, Janet.

JANET - (Dal telefono B) Howard è venuto da te?

MINNIE - (Dal telefono A) Oh si! C’è stato qualche piccolo disguido iniziale ma tutto si è risolto bene.

JANET - (Dal telefono B) Ah, bene. Senti, volevo chiederti.... sarebbe opportuno far uscire insieme Howard e Sam. Sai, così quel detective si convincerà che sono proprio i nostri mariti. Che ne pensi?

MINNIE - (Dal telefono A) Penso che sia proprio una buona idea. Lo dirò subito ad Howard.

JANET - (Dal telefono B) Bene. Allora ciao. A presto.

MINNIE - (Dal telefono A) Ciao.

Entrambe posano il ricevitore. Minnie esce per la porta 2 e Sam entra dalla porta 3 perfettamente vestito. Sorseggia una tazza di caffè e mangia un toast.

 

JANET - (Vedendo Sam entrare) Ho parlato con Minn proprio adesso. Howard ti aspetta, così andate insieme in ufficio. (Comincia a disfare il divano ripiegando le lenzuola).

SAM - Sul serio? (Guarda con sospetto e gelosia verso casa sua dal finestrone).

JANET - Si. Adesso però, mangia il tuo toast. Sennò farai tardi.

SAM - (Mangiando svogliatamente e guardando in continuazione fuori dal finestrone verso casa sua) No. Non ho fame.

JANET - Ma la smetti di sbirciare dalla finestra? Minn sta benissimo.

SAM - Oh. Certo che sta benissimo.

JANET - Certo.

SAM - Io non sbirciavo. Guardavo solo.

JANET - Oh già. Può darsi.

SAM - Piuttosto un bell’uomo direi.

JANET - Oh! Un bell’uomo senz’altro.

SAM - Si ma è tutta apparenza.

Entrano dalla porta 2 nella zona A Minnie ed Howard. Parlano in controscena con aria divertita. Lui ha in mano la borsa di Sam. Si dirigono verso la porta 1.

JANET - (Assecondandolo) Certo. Certo.

SAM - Si. Una bellezza superficiale.

JANET - (Continuando ad assecondare il suo atteggiamento di auto convincimento) Si.

SAM - Come profondità non deve averne nessuna.

JANET - No. Nessuna. Noooo.

SAM - Beh! Comunque non è il tipo di Minn.

JANET - Noooo! Per carità! Tutto l’opposto. (Ride divertita della gelosia di Sam) Come sei buffo.

SAM - (A se stesso) Ma che ha da ridere? (Guardando ancora fuori) No. Noooo. (Posa la tazza).

JANET - (Prende la borsa di Howard e la dà a Sam) Prendi. Questo è l’ultimo cimelio storico che avevo con me. Dalla ad Howard così potrà metterci dentro le sue scartoffie.

Scena Ottava

Nei due giardini, per strada

Il mattino dopo

Giovedì

MINNIE, JANET, SAM, HOWARD.

 SCHIFNER è sempre nel bidone.

Sam e Janet escono per la porta 4 a destra dietro le quinte. Dall’altra parte escono per la porta 1 Minnie ed Howard dietro le quinte di sinistra. Subito dopo le due coppie rientrano dai due lati fermandosi a distanza nelle aree C e D. Parlano a soggetto fra loro. Ad un certo punto Janet si accorge della presenza di Howard e fingendo palesemente lo saluta a distanza.

JANET - Buongiorno signor Bissel.

HOWARD - (Dalla zona C) Buongiorno. (Dal bidone della spazzatura ancora una volta
spunta il detective con una macchinetta fotografica. Scatta foto senza flash).

MINNIE - (Dalla zona C) Buongiorno Janet. Signor Hebbetz.

SAM - (Dalla zona D) Giorno signora.

HOWARD - (Piano a Minnie) Ci vediamo stasera.

MINNIE - (Piano ad Howard) Buona giornata.

SAM - (Piano a Janet) Grazie. Ciao. Ciao.

JANET - (Piano a Sam) Ciao. (Lo bacia sulla fronte).[21]

HOWARD - (Vedendo il bacio) Un momento. (Bacia allo stesso modo Minnie).

SAM - (Vedendo il bacio) Che cosa!! (Bacia Janet sulla guancia).

HOWARD - (Vedendo il bacio) Ah! E così!! (Bacia Minnie sulle labbra travolgendola per indispettire Sam).

SAM - (Vedendo il bacio) No. Non può essere. (Bacia Janet allo stesso modo travolgendola per indispettire Howard).

HERL - (Sbuca dalla parte sinistra del palco con la sua borsa da lavoro. Incontrando la prima coppia, e cioè Minn ed Howard, li saluta pensando si tratti di Minn e Sam) Giorno Minn.

HOWARD - (Ricomponendosi e girandosi verso Howard) Buongiorno. (Howard stupefatto va verso la seconda coppia. Sam si ricompone ed Herl lo vede).

HERL - (Ancora più sconcertato) Sam!? (Al pubblico) Io non ci capisco più nulla

Herl esce a destra del palco. Le due donne escono rispettivamente a destra e a sinistra del palco. Quindi rientrano per le porte 1 e 4. Janet porta via lenzuola e cuscino uscendo per la porta 3. Minnie attraversa l’area A uscendo per la porta 2. Howard raggiunge Sam. Entrambi si guardano in cagnesco per tutte le prossime battute.

HOWARD -Ha! Senta. Siccome dobbiamo venire a casa.

SAM - Lo so. Lo so.

HOWARD - Prenda questa borsa. È la sua. (Gliela porge con forza) E mi dia la mia se non le dispiace. (Gli strappa con forza l’altra, facendola cadere per terra quindi la raccoglie e scende le scale di destra).

SAM - (A denti stretti) Le dispiacerebbe restare più calmo per piacere, che quel tale è qui fuori che ci sorveglia?

HOWARD - (Non curante dellapresenza di Schifner) Non mi dirà che non posso maltrattare la mia borsa per caso!

SAM - (Come la battuta precedente) E va bene, e va bene. Come vuole, come vuole ma.... ma.... ma senta. Non è mia quella camicia che ha indosso per caso?

HOWARD - (Sbattendo la sua borsa contro un muro) Si. La camicia è sua. Come le mutande. (Mostrandogli i calzini che indossa) Come pure questi magnifici calzini che le ha regalato sua moglie (sbatte ancora e ripetutamente per indispettire Sam la sua borsa contro il muro).

SAM - (A se stesso) Allora Minn ha perduto la testa. (Ad Howard cercando di restare calmo) Senta, finiamola di fare i ragazzini, va bene? Altrimenti quello s’insospettisce.

HOWARD - (Cercando di essere calmo come Sam) Ma certamente.

SAM - (Alzando il volume per farsi sentire dal detective) E così purtroppo si torna a lavoro. E si!

HOWARD - (Alzando pure lui il volume) Chissà che cosa mi preparerà questa sera di buono mia moglie.

SAM - (Con voce bassa) Howard. Non si scordi che quella che trova a casa è mia moglie. Non sua moglie. È chiaro adesso?

HOWARD - (Come Sam sopra) La stessa cosa vale per lei. Glielo dico per il suo bene.

SAM - (A denti stretti) Non si permetta di minacciarmi stando nelle mie mutande.

HOWARD - (Ad alto volume. Sorridendo forzatamente) Emh! Bene. Allora ci vediamo questa sera. E grazie della compagnia.

SAM - (Come la precedente battuta) Non c’è di che.

Howard va via lungo il corridoio laterale destro, quindi velocemente recupera la sua posizione sul palco aggirando la platea eventualmente dall’esterno. Sam, passando per l’area F, sale le scale di sinistra e si porta alla sua scrivania in E-t. Schifner si richiude all’interno del bidone. Sam, giunto alla scrivania, siede nervosamente, posa la sua borsa e schiaccia un tasto per comunicare con la segretaria)

SAM - Signorina? Chiami mia moglie per favore. Grazie.

(Prende la sua borsa, la apre e ne estrae dei fogli. Quindi la richiude. Squilla il telefono A. Minnie entra dalla porta 3 asciugandosi le mani col grembiule e alza la cornetta.

Scena Nona

Nel luogo di lavoro di Sam e nella villa A

Lo stesso mattino

Giovedì

MINNIE e SAM, poi Herl.

SHIFNER è sempre nel bidone.

MINNIE - (Al telefono A)Pronto? Ah! È lei signorina. Si? Me lo passi. Grazie. (Un segnale giunge al telefono E di Sam. Lui alza la cornetta e risponde) Sam? Sei tu?

SAM - (Nervosamente al telefono E) Certo che sono io, no? Chi dovrebbe essere, Babbo Natale?

MINNIE - (Al telefono A) Ma Sam. Sei nervoso?

SAM - (Al telefono E) Certo che sono nervoso.

MINNIE - (Al telefono A) Ma c’è qualcosa che non va?

SAM - (Al telefono E) Tutto non va, tutto. Ma…..ma scusa tanto. Dovevi dargli proprio la mia biancheria? E la mia camicia? E i miei migliori calzini? E le mie mutande?

MINNIE - (Al telefono A) Oh Sam! E per questo! E che altro potevo fare? Poveretto! Era bagnato fradicio dall’umidità del giardino. E poi era tanto abbattuto. Tu sai che sollievo mettersi la roba pulita dopo il bagno.

SAM -  (Al telefono E) Eh? Ha fatto il bagno?

MINNIE - (Al telefono A) Naturale. Tu non l’hai fatto il bagno da Janet?

SAM - (Al telefono E) E no! Io non l’ho fatto il bagno da Janet. Ma per che cosa mi hai preso? Per un mandrillo?

MINNIE - (Al telefono A con soddisfazione e stupore) Oh Sam! Ma questa è proprio una scenata da marito geloso. Comunque Howard è molto simpatico. È gentile, è intelligente. Ed è un bell’uomo.

SAM - (Al telefono E) Ah! È un bell’uomo? È anche un bell’uomo! Beh! Per me ha tanta personalità quanta ne ha un uovo sodo. E nemmeno uno di quelli della signora Nerdlinger.

MINNIE - (Al telefono A) Sam. Ma allora è vero che sei geloso! Che divertente (Ride).

SAM - (Al telefono E) A me non diverte affatto.

Dalla destra del palco entra velocemente Herl interrompendo la conversazione. Sam si stacca dalla cornetta E. Minnie attende al ricevitore A.

HERL - Sto diventando pazzo. Sto diventando pazzo. Sam, Sam vieni. È importante.

SAM - Scusami un momento

HERL - (Ora dalla parte opposta della scrivania di Sam) Scusami, ma stanno facendo una terribile confusione di là. Credono che quella sia Minn.

SAM - Quella chi?

HERL - Quella che stavi abbracciando e baciando quando.....

SAM - Scccc!

HERL - (Sottovoce) Quella che baciavi per la strada e a casa tua.

SAM - Scccc!!

HERL - Sam. Berk crede che sia tua moglie.

SAM - Vuoi startene zitto? Fa tutto parte di un piano. Non cercare di sapere. Un giorno ti dirò. Ciao.

HERL - Ma è importante.....

SAM - (Controllando la sua impazienza) Herl.... Herl. Ti prego. Non mi creare delle difficoltà. Credimi. So benissimo quello che faccio. Arrivederci.

HERL - (Allontanandosi verso destra) Va bene. Non capisco ma va bene. Se le cose stanno così (Al pubblico) Prima lui ha un amante, poi Minn fa la cameriera con l’amante di lui, poi lei ha pure un amante e i due lo sanno. È pazzo , sono pazzo, siamo tutti pazzi.

SAM - E chiudi la porta.

HERL - Va bene (esce velocemente a destra del palco).

SAM - (Accostandosi alla cornetta E) Scusami. Stavo parlando con quel....quella testa di rapa di Herl. (Pausa breve) Ma.... ma c’è ancora il furgone?

MINNIE - (Al telefono A sbirciando dal finestrone) Si. E questo non mi piace Sam.

SAM - (Al telefono E) Oh Dio!! E se non piace a te non piace nemmeno a me. Sai, io..... ma un’altra notte e poi tutto sarà finito. (Pausa breve) Ti desidero. Bene scusami.

Le luci in sala si spengono totalmente. Una musica scorre lasciando pensare che il tempo sia passato. Sam va nella zona B. Quando la musica cessa e si sono riaccese le luci serali su tutto il palco, compaiono nella zona B, Sam e Janet, mentre nella zona A, Minnie ed Howard. La porta 1 è aperta.

Scena Decima

Nelle due ville

La sera stessa

Giovedì

HOWARD e MINNIE, SAM e JANET.

SCHIFNER è sempre nel bidone.


Janet parla con rabbia controllata a Sam in controscena versandogli da bere. Sam ascolta nervosamente e distrattamente Janet. Di tanto in tanto sbircia dal finestrone per scrutare Minnie

HOWARD - (Bevendo con Minnie) Ma sa che dopo tre anni di Università nessuno dei professori mi conosceva?

MINNIE - E come facevano se non ci andava?

HOWARD - Ah già! È vero; e insomma, per farla breve, quell’altro si volta e gli dice: «Tu leva subito quelle manacce da agricoltore dal mio gin» (Minnie ride divertita).

MINNIE - Chi? Il suo professore?

HOWARD - Si, proprio il professore. È vero che è divertente?

MINNIE - È la storiella più divertente che io abbia mai sentito e come le racconta bene! Ma non ha mai pensato di scrivere?

HOWARD - Scrivere io? No. (Ora Minnie ed Howard continuano in controscena a parlare e a bere divertiti nella zona A).

JANET - (A Sam nella zona B con rabbia controllata) Voleva scrivere. Voleva scrivere. Ma se non ha mai avuto una idea originale in vita sua.

SAM - (Dopo aver sbirciato dalla finestra) Sai che cosa è la cosa più terribile? È quella parrucca che porta. È una parrucca, no?

JANET - No. Sono i suoi capelli. (Dall’esterno si sente un brano musicale.[22] Durerà per tutto il tempo).

SAM -  Allora avrà la pettinatrice. È impossibile che si pettini da se. Chi ha una testa così deve avere una pettinatrice. È un vanesio (Continuano in controscena la discussione bevendo).

MINNIE - (Con Howard nella zona A) Sente? Stanno suonando un tango.[23]

HOWARD - Proviamo?

MINNIE - Ma con vero piacere (ballando, escono per la porta 1 quindi ricompaiono da sinistra sempre ballando, nella zona C).

HOWARD - (Vedendo la scultura di Sam) Senta. Cos’è questo mucchio di immondizie? C’è stato lo sciopero della nettezza urbana?

MINNIE - Oh no! È una creazione di Sam. Ha una certa passione per l’arte.

HOWARD - Arte? (Sam osserva la scena dal finestrone).

MINNIE - (Smettendo di danzare pur con la musica che continua) Si.

HOWARD - È la più bassa pazzia meccanizzata che abbia mai visto. Ma si può toccare?

MINNIE - Certo, certo. (Howard tocca la scultura. Sam osservandolo esce come una furia dalla porta 4, rientra da destra urlando e fermandosi a destra).

SAM - Lasci stare li.

JANET - (Che ha seguito Sam) Sccccc! Quello del furgone.

MINNIE - (Dall’altra parte) Scusaci.

SAM - (Con voce soffiata ma pur sempre arrabbiata) Fermo. Fermo lì. Via di là.

MINNIE - Scusaci caro. (Sam esce a destra con Janet,).

HOWARD - Senta ma è un pò permaloso, eh?

MINNIE - (Uscendo a sinistra con Howard) Certo. È un artista.

SAM - (Rientrando con Janet per la porta 4. A se stesso) Ma è ridicolo. Di che cosa mi preoccupo. Uno sfasato come quello.

Rientrano Minnie ed Howard dalla porta 1. Riprendono a danzare se il pezzo è ancora presente, oppure siedono e continuano a parlare con divertimento. Sam si rivolge ora a Janet con aria da grande esperto.

SAM - Lo so come è successo. È classico. Si è approfittato di te: il ballerino perfetto, gli abiti stravaganti, tu sei una ragazza ingenua, l’hai creduto una persona per bene perché non si era mai preso una confidenza..... insomma te lo sei sposato..... il cocco di mamma. La solita storia. Tutto fumo e niente arrosto come suol dirsi. Ecco i risultati della civiltà.

JANET - Oh! no....no. Non è per niente un cocco di mamma. Anzi è assolutamente il contrario. (Sam resta ad osservare alla finestra. Quindi va al telefono B e compone un numero).

HOWARD - Non avrebbe mica un mazzo di carte?

MINNIE - Certo. A che cosa vuole giocare?

HOWARD - A Bridge.

MINNIE - Certo. A Bridge con due morti. (Andando a prendere le carte nel mobile del
telefono, un taccuino ed una penna) Non ci crederà ma, due anni fa io e Sam abbiamo vinto una gara di Bridge alla festa annuale di San Lorenzo. Sam è un vero asso al Bridge. (Squilla il telefono A. Minnie va a rispondere) Pronto? (Lascia penna, taccuino e carte in vista).

SAM - (Al telefono B) Minn? Tutto bene?

MINNIE - (Al telefono A) Oh! Ciao Sam! Certo che va tutto bene. Perché?

SAM - (Al telefono B) Domandavo cosi. Ma che fate?

MINNIE - (Al telefono A) Amh! Adesso ci mettiamo a giocare a carte. Howard è simpaticissimo.

SAM - (Al telefono B) Oh! Ne sono convinto. E a che gioco giocare?

MINNIE - (Al telefono A) Bridge con due morti.

SAM - (Al telefono B) Ah si? Ma il Bridge è molto più divertente quando si gioca in quattro. Perché non combiniamo un tavolo?

MINNIE - (Al telefono A) Non lo so. Devo sentire Howard se ne ha voglia. Ha avuto una giornata dura in ufficio. Un momento eh?

SAM - (Indispettito a se stesso) Oh! Devo sentire se Howard ne ha voglia.

MINNIE - (Ad Howard) Dice se vogliamo fare un Bridge a quattro.

HOWARD - (A Minnie preparando il tavolo per quattro e prendendo, oltre alle quattro sedie, il mazzo di carte, la penna ed il taccuino lasciati in vista da Minnie) A patto che non si faccia troppo tardi. Ho molto da fare domani.

MINNIE - (Ad Howard) Va bene. (Al telefono A, a Sam) Sam? Senti Sam. Ha detto che potete venire a patto che non si faccia tardi però.

SAM - (Al telefono B) Oh! Non vorrei disturbare troppo il povero Howard! Sei certa che non gli dispiaccia?

MlNNIE - (Al telefono A ingenuamente) No! Non gli dispiace. Potete pure venire. Per un pò.

SAM - (Al telefono B) Ah! Grazie! Ciao Minn.

MINNIE - (Al telefono A) Ciao. (Entrambi posano la cornetta).

SAM - (A se stesso) Ma forse è ammalata.

Nella zona A Minnie ed Howard finiscono di sistemare il tavolo nell’attesa. Janet e Sam escono per la porta 4, rientrano subito dalla destra del palco, attraversano le zone C e D, escono a sinistra, rientrano in scena per la porta 1, si incontrano con gli altri due. I quattro siedono al tavolo disponendosi a giocare: Janet e Sam contro Minnie ed Howard. Schifner spia tutta la situazione, poi rientra nel bidone. Un brano musicale allegro accompagna tutta questa situazione. Durante il gioco, Minnie segna il denaro vinto e perso sul taccuino. Howard e Minnie giocheranno dando l’impressione di vincere mentre Sam quella di perdere.

JANET - (Terminata la musica) Avete vinto.

HOWARD - Lo sai Minn che non avremmo mai potuto vincerla questa mano se lui non avesse sbagliato a scartare?

SAM - (A se stesso nervosamente) È la terza volta che lo dice.

MINNIE - Insomma abbiamo vinto (prendendo in manoil taccuino e la penna). Ci devono un dollaro e 40 centesimi.

HOWARD - Benissimo. A questo punto, che ne direste di berci un buon bicchierino? (Alzandosi dal tavolo) Sam. Cosa le posso offrire?

SAM - (Anticipando di scatto Howard nell’alzarsi) Oh! Faccio da me.

HOWARD - (Seguendo Sam) Oh! No...no…no...no. Fermo, fermo. Io conosco molto bene i miei doveri di ospite.

SAM - Ah si? Beh! A casa mia, se non le dispiace, io mi servo da me.

MINNIE - (Alzandosi eandando al mobile dove ci sono i liquori)Non litigate. Me ne occupo io. Janet?

JANET - (Andando a sedere sul divano) No. Per me niente. Grazie.

MINNIE - (Cominciando a prendere i bicchieri) Howard? Whisky con un pò di soda vero?

HOWARD - (Andando a sedere sul divano vicino aJanet) No...no. Acqua.

MINNIE - Oh! Scusa.

SAM - (Andando verso Minnie) Ti aiuto io Minn.

MINNIE - Grazie Sam. Ti dispiace prendere un pò di ghiaccio?

SAM - Eh?

MINNIE - Ghiaccio. (Sam esce per la porta 2. Minnie resta a preparare il tutto).

JANET - (Restata in disparte con Howard sul divano. Con voce bassa) Se quel matrimonio va a gambe all’aria, io ne riterrò te responsabile. Ricordatelo bene.

HOWARD - Io?

JANET - Si tu.

HOWARD - E no mia cara. Sei tu che l’hai cominciata questa farsa.

JANET - Sei tu che sei piombato qui di notte. Nel cuore della notte.

HOWARD - Senti. Io lo sapevo che sei un’egoista, ma non avrei mai creduto che avresti osato insidiare un matrimonio felice come quello dei Bissell per la tua cupidigia.

JANET - Cupidigia?

HOWARD - Si.

JANET - Come ti permetti di parlarmi così?

HOWARD - Chi, io?

JANET - Si, tu. (Rientra Sam col ghiaccio e si dirige da Minnie).

HOWARD - Come ti permetti hai detto? (Con soddisfazione) Ma allora siamo tornati come ai vecchi tempi. (Impostandosi come un lottatore) Forza Janet! Facciamoci un paio di rounds.

JANET - (Impassibile) Oh no! No. Non t’illudere che ci caschi.

SAM - (A Minnie mentre gli altri due sono in controscena. I due parleranno con voce sommessa per non farsi sentire finendo di preparare da bere) Ma dì un pò. Ci ha provato?

MINNIE - Oh Sam!! (Guarda in faccia Sam meravigliata per la domanda).

SAM - Beh! Ci ha provato o no? (Guardandola dopo una breve pausa) E non guardarmi in quel modo sai. Perché non è una domanda ridicola. Se non lo sai è noto per la sua esuberanza sessuale.

MINNIE - Davvero?

SAM - Beh! Non è che ci siano gli affissi. Me lo ha detto sua moglie e al ricordo le
veniva male. Te lo immagini che razza d’inferno deve essere per la moglie di un uomo del genere?

MINNIE - (Ridendo divertita) Sei tanto carino.

SAM - (Cambiando tono) Sapessi quanto mi manchi.

MINNIE - E tu a me. Ma quando finirà questa storia?

SAM - Non lo so ma presto. Tu pensa al milione di dollari. Un viaggio dopo l’altro. Sempre in ferie. Un avvenire per le bambine. Niente più affissi pubblicitari cretini.

MINNIE - Sai qual’è la cosa peggiore?

SAM - Quale?

MINNIE - Ho sempre freddo ai piedi.

HOWARD - (Forte a Sam) Eih! Bissell? Se sta cercando il Whisky è nella credenza.

SAM - (Trattenendosi per il nervoso) Si. Lo abbiamo trovato il Whisky. Grazie. (Mentre Minnie va a servire Howard e Janet, a Sam viene un’idea. Subito richiama l’attenzione di Howard) Senta Howard. Le potrei dire una cosa in privato?

HOWARD - (Meravigliato si alza dal divano e va da Sam. I due avanzano sin quasi al proscenio. senza invadere la zona C. Le due donne restano un po’ più in  fondo sedute sul divano in controscena) Certo, certo.

SAM - (Sottovoce) Allora senta. Io stanotte vorrei passarla a casa mia con mia moglie.

HOWARD - Eih! Lo sa che le dico? Che questa sua idea mi pare brillante. Anch’io vorrei passare un pò di tempo con Janet. Dobbiamo litigare di tante cose! Ma aspetti un momento, un momento. Come facciamo con quello del furgone? C’è anche la luna piena e.....

SAM - .....Si, ma io ho un piano.

HOWARD - Si, sentiamo.

SAM - Io vado a casa con Janet e poi esco nel giardino. Accendo la sigaretta per farle capire che ci sono e lei fa la stessa cosa. Così io capisco che anche lei èpronto.

HOWARD - Ah si!

SAM - Quando loro vanno a letto.....

HOWARD - ..... si

SAM -  ..... e l’ultima luce si spegne, io le faccio un segnale (un attimo pensoso) fischio.

HOWARD - Ah ah!!

SAM - Allora lei parte come un razzo. Capito?

HOWARD - (Soddisfatto) Oh Bissell! Ma lei è un genio!

SAM - (Con vanità) Oh grazie. Una cosa deve ricordarsi. Correre basso. Perchè così è più difficile che ci veda.

HOWARD - Grazie tante ma non ho bisogno di consigli in questo campo. Guardi che io ero nei Marines e le so benissimo queste cose.

SAM -  Beh! Io ero nelle truppe d’assalto e ne so un pò di più in fatto di combattimento.

HOWARD - (Contemporaneamente alla battuta seguente) Ma per carità, per carità. Si vede che lei proprio non ne sa niente in fatto di Marines. C’eravamo noi ad Hokinawa[24].

SAM - Questo io non l’ho mai saputo. Mai saputo. Ma ora non litighiamo, va bene? Pensiamo che questa notte dormiamo con le nostre mogli. (Si guardano soddisfatti).

HOWARD - Però. Tutto sommato, non sei mica un cattivo ragazzo.

SAM - Nemmeno tu Howard. (I due si guardano ancora contenti, quindi si girano verso le mogli abbracciandosi lateralmente come due vecchi amici).

MINNIE - (Seduta sul divano accanto a Janet) Che c’è da ridere?

JANET - Ma che avete con quelle facce?

HOWARD e SAM - Oh niente, niente..... niente. (Si rigirano verso il pubblico).

SAM - Che ne diresti di dare un nome all’operazione di questa notte?

HOWARD - Operazione luna?

SAM - Operazione luna.

Entrambi ridono sommessamente alzando i bicchieri e brindando. Cala il buio totale. Una musica avvolge l’intera platea. Tutti e quattro escono velocemente di scena mettendosi i pigiami e le camice da notte.

Scena Undicesima

Nei due giardini

La notte fra

Giovedì e Venerdì

SAM, HOWARD, MINNIE, JANET.

  SCHIFNER è sempre nel bidone.

Ad un certo punto si riaccendono le luci sul palco. Questo è immerso in un blu notte col chiarore della luna. Dalle porte 2 e 3 filtra una luce bianca. Si sentono le cicale ed altri rumori della notte come il latrare dei cani. La scena resta per un pò vuota ed immersa ancora nella musica. Questo per dare il tempo ai quattro attori di cambiarsi. Per facilitare il ricordo della posizione degli oggetti lasciati nelle aree C e D, è rappresentato tutto il palco nella Fig. 2. (Da C a D: secchio, Scultura, Attrezzi, Cesta). Finita la musica,si spengono le luci fìltranti dalle porte 2 e 3. Quindi compare Sam dal lato destro. Resta fermo accendendosi una sigaretta e indossando un paio di occhiali. Dal lato sinistro compare subito dopo Howard che allo stesso modo accende la sua sigaretta. Entrambi segnalano con l’accendino. Sam lancia un fischio e quindi parte basso correndo verso il lato opposto. Howard subito fa la stessa cosa correndo basso verso destra. Sam inciampa nella cesta in D ingarbugliandosi con le lenzuola e cadendo sulla pala. Howard inciampa nel secchio in C finendo addosso alla scultura metallica. Entrambi poi si aggrovigliano fra loro nel centro emettendo un gran baccano. Schifner spunta fuori dal bidone ed osserva la scena scattando foto senza flash. Parallelamente a questi rumori si riaccendono le luci dalle porte 2 e 3 e da queste spuntano fuori Minnie e Janet. Passando per le porte 1 e 4 e raggiungendo Sam ed Howard.

HOWARD - (Mentre è aggrovigliato a Sam) Fermo. Fermo accidenti.

SAM - (Aggrovigliato con Howard) Dove sono? Che succede.

HOWARD - (Alzandosi) Stia zitto. Stia zitto per carità.

SAM - (In piedi) I miei occhiali. Non trovo i miei occhiali.

HOWARD - (Una volta sgrovigliato da Sam) Lei è un salame.

SAM - E lei un asino.

HOWARD - È tutta colpa di quell’accidenti di un secchio.

SAM - E di quella cesta.

HOWARD - Truppe d’assalto.

SAM - Marines.

MINNIE - (Arrivando nel centro accanto ai due) Scccc! Così svegliate tutto il vicinato.

SAM - E pensi che qualcuno dorma ancora dopo un inferno simile? Dove sono i miei occhiali?

JANET - (Dopo essere entrata parallelamente a Minnie) Andiamo in casa Sam. Vieni.

SAM - Questa è la fine. Questa è la fine.

MINNIE - Beh! Comunque hai tentato tesoro.

SAM - (Nel centro del palco) Buonanotte cara.

MINNIE - (Nel centro del palco) Buonanotte Sam.

HOWARD - Buonanotte signora Hebbetz.

JANET - Buonanotte signor Bissell.

MINNIE - Buonanotte signor Hebbetz.

SAM - Buonanotte signora Bissell.

HOWARD - (Andando verso sinistra trascinato da Minnie) Truppe d’assalto?

SAM - (Andando verso destra trascinato da Janet) Marines!

HOWARD - (Alla estremità sinistra) Schifoso di un secchio. (Esce con Minnie a sinistra).

SAM - (Rivolto alla cesta all’estremità destra) Accidenti a te.

Sam esce con Janet a destra. Schifner rientra nel bidone e con questo si porta sul fondo della sala passando per il corridoio centrale. Tutta la sala piomba nel buio e Schifner esce dal bidone ponendosi in attesa. I quattro dietro le quinte, velocemente si cambiano. Un brano, forse il ricorrente, darà l’impressione del passaggio del tempo.

Scena Dodicesima

Nelle due ville e a  lavoro, 

Nel pomeriggio del giorno seguente

Venerdì

JANET, SAM, poi HERL, BERK, NERDLINGER

Quando si riaccendono le luci e termina la musica, sul palco compaiono Janet al telefono B e Sam al telefono E. Durante tutta la scena dodicesima, le luci passeranno da un bianco-giorno ad un blu-notte per sottolineare il sopraggiungere della sera.

JANET - (Molto felice) Sam! Sam. Sono appena tornata dallo studio del giudice.

SAM - E allora?

JANET - E allora ce l’abbiamo fatta! Siamo ricchi!!

SAM - Uauuu!!

JANET - Adesso vado fuori e compro tutto.

SAM - Adesso puoi farlo con 15 milioni di dollari.

JANET - Darò subito il milione di dollari a te e a Minn.

SAM - Oh Signore! Siamo milionari!!

JANET - Si, come ho promesso.

SAM - Non posso crederci. Ma dimmi. C’erano i tuoi cugini?

JANET - Si che c’erano. E hanno cominciato a dire subito, tramite il loro avvocato, che c’era qualche cosa di viscido nella nostra casa e che erano successe troppe cose strane.

SAM - E il giudice?

JANET - Ha respinto senza esitazione tutte le accuse.

SAM - E la mia assenza non lo ha insospettito?

JANET - Macchè! È un uomo che capisce quando un marito ha troppo lavoro, no?

HERL - (Entrando dalla destra del palco e interrompendo Sam) Sam? Sam. Hai già visto Berk?

SAM - (A Janet) Scusa Janet ma ora ho da fare. Ci vediamo questa sera. Va bene?

JANET - Va bene. Ciao.

SAM - Ciao. (Entrambi posano il ricevitore. Janet esce per la porta 3) Dicevi?

HERL - Se hai visto Berk.

SAM - No. Sono appena entrato. Ho avuto da fare.

HERL - Beh! Le mie congratulazioni. Sei fotogenico.

SAM - Sono fotogenico?

HERL - Tu non hai idea di quanto la signora Nerdlinger sia entusiasta dei nuovi tabelloni.

SAM - Qua.... quali tabelloni?

HERL - Quali tabelloni! Ma da dove vieni? Dalla luna?

SAM - Ah! Quelli della Nerdlinger!

HERL - Già. Quelli della Nerdlinger. Non hai la minima idea di quello che è venuto fuori mio caro.

SAM - Beh! Ho dovuto risolvere qualche cosuccella personale, e me ne sono scordato.

HERL - Beh! Comunque Berk e la signora Nerdlinger si danno delle gran manate sulla schiena. Li trovano magnifici.

SAM - Ah! Benissimo.

HERL - Benissimo eh? Ma tu li hai visti i tabelloni?

SAM - Ma quali tabelloni? Io non ci sono più stato nel reparto artistico.

HERL - E allora ti consiglio vivamente di darcela.... almeno.... un’occhiata.

SAM - Perchè? Sono finiti?

HERL. - Finiti? Sono in giro. In bella vista per tutta la città.

SAM -  Molto bene, molto bene.

HERL - Sam, Sam, amico mio senti. La cosa non mi riguarda ma tu lo sai chi sono il
signore e la signora di buona famiglia che hanno scelto per i tabelloni?

SAM - Chi?

HERL - Beh! Non te lo voglio dire subito ma non sono affatto il signore e la signora Lincoln.

SAM - Ah no? E chi sono?

HERL - Ebbene, sono (entra dal lato destro Berk velocemente e con ariasoddisfatta. È immediatamente seguito dalla signora Nerdlinger).

BERK - (Interrompendo il discorso) Sam, Sam. Proprio te stavamo cercando. Sam vieni. Vieni, vieni. Eravamo impazienti di rivederti. (Lo spinge verso la signora Nerdlinger che era restata poco più indietro verso l’altra scrivania).

NERDLINGER - (Dandogli delle pacche sulla spalla) Lei ha avuto il coraggio di mettersi faccia a faccia con me e di dirmi no, vero? Di dirmi che la mia idea era sbagliata. Ebbene, io mi levo il cappello perché lei aveva ragione. Lei ha aperto un’era nuova nella storia della pubblicità. Pubblicità per la gente come si deve. Eccole la mano giovanotto. (Gli stringe la manoscuotendolo a dovere).

SAM - (Confuso) Eh, eh. La ringrazio. Io però....veramente...avevo proprio intenzione di annunciarvi che me ne...vado.

HERL - Te ne vai?

NERDLINGER - Come sarebbe?

BERK - Hai forse trovato chi ti offre di più?

SAM - No, no. Niente del genere. È che mi è capitato fra capo e collo un’eredità che non m’aspettavo e così mi ritiro.

BERK - ......Senti

NERDLINGER - Ma ora non può ritirarsi. Lei è il mio uomo. Lei ha in mano la mia pubblicità. (A Berk) Glielo dica Berk.

BERK - Sam, Sam. Ma tu stai sbagliando.

BERK - Per noi la pubblicità è come l’aria. Senza pubblicità non siamo capaci di vivere.

SAM - Ma si. La pubblicità è una bella cosa. Io ci tengo, ma adesso, con tutti questi soldi che mi ritrovo.....

BERK - .....Soldi? Ma allora è un problema di soldi. Sam. Vieni un pò qui (Berk trascina Sam verso l’estremità più vicina al pubblico). Vieni. Guarda là (indica col braccio un punto fra il pubblico).

NERDLINGER - Si, guardi.

BERK - Guarda là che meraviglia di tabellone.

Sam guarda distrattamente il punto indicato, quindi torna a seguire il discorso di Berk. Dal fondo della sala, percorrendo il corridoio centrale, sopraggiunge Schifner. Poi attende sulle  scale di destra.

SAM - Ah!

BERK - Non è una cosa meravigliosa Sam? Nessuna cosa al mondo può compensare la
soddisfazione di poter dire quello l’ho fatto io.

NERDLINGER - Certo.

BERK - Si, io io io io. Sam Bissell. (Sam riguarda il tabellone ancora distrattamente) Ho creato quel tabellone. Un tabellone sano moralmente.

SAM - (Riguarda il tabellone con più attenzione) Ėuna grande soddisfazione ma d’altra parte, anche un milione di dollari sono.... sono.... un.... un.... sacco.... di..... Oh, oh, oh, oh! Chi ha messo li quell’accidente?

NERDLINGER - Perchè? Dice che il posto non va bene?

SAM - Oh no!!

BERK - È nostro quello Spazio. Ne abbiamo diritto.

SAM - (Uscendo dallo spazio E, scendendo le scale di destra) Oh mio Dio!! Sono rovinato. Signor..... signor Berk, bisogna levarlo subito. Bisogna levarli tutti. Subito.

Nerl, Berk e la signora Nerdlinger restano a parlare animatamente tra loro nella zona E vicino alla scrivania piccola di destra. Quindi escono a destra del palco. In questo punto sparisce la luce che invece, cambiando di colore e tendente più al blu per sottolineare l’incalzare della sera, compare su Schifner[25].

Scena Tredicesima

Per strada e nelle ville

Lo stesso pomeriggio inoltrato

Venerdì

SCHIFNER, SAM, poi in controscenaHOWARD e JANET

SCHIFNER - (Incontrando Sam che scende dalle scale di destra) Buongiorno.

SAM - Mi scusi ma ho da fare.

SCHIFNER - Un momento. Guardi che è importante.

SAM - Mi dispiace. Gliel’ho detto. Ho una cosa urgente da fare.

SCHIFNER - Anche se scappa, guardi che la sua situazione non migliora. (Sam avanza verso sinistra e lui lo segue) Aspetti. Guardi. È meglio che mi stia a sentire signor Hebbetz. Glielo dico per il suo bene.

SAM - (Si ferma di colpo) Signor Hebbetz?

SCHIFNER - Lo so. Lei non mi conosce. Ma io la conosco molto bene, signor «Via vai fra le case». Reinold Schifner. Investigatore privato. (Gli porge un bigliettino da visita).  

SAM - Eh? (Prende il bigliettino) Oh, beh! Io non so che cosa lei voglia ma guardi che io ho molta fretta.

SCHIFNER - Gli scandali non fanno bene a nessuno, sa? Ed io la osservo da Martedì scorso signor Hebbetz. Mamma mia! La la la la la !! Che uomo movimentato!

SAM - (Cercando di andare verso sinistra) Mo.... molto lieto.

SCHIFNER - Fermo. Fermo. La frode ed il tradimento vengono sempre a galla caro signore.

SAM - (Fermandosi) Come scusi? Frode e tradimento?

SCHIFNER – Guardi, èquestione di un momento. Reinold Schifner (gli porge un altro bigliettino).

SAM - (Prendendo il bigliettino) Si emh! Me loha già dato il suo biglietto. Investigatore privato.

SCHIFNER - La gente ci fa ancora con l’ombrello e lo stuzzicadenti in bocca. Inesatto. lo ho fatto l’Università. Sono laureato in Ingegneria Elettronica, in Scienze Economiche e in Legge.

SAM - Molto interessante.

SCHIFNER - E ho fatto anche l’Accademia Drammatica. Il che mi è molto utile per quel tocco di regia che c’è nei miei furgoni. Ha visto il mio furgone tipo spazzatura? Ho anche un furgone agricolo e un’auto cisterna. Questa per i lavori grossi. Tre uomini possono stare fuori tre mesi senza far ritorno alla base.

SAM - Senti senti.

SCHIFNER - Beh! Adesso veniamo al dunque. Va bene? Io sono stato ingaggiato dai cugini della sua signora: Jack ed Eirene. Ho cominciato a sorvegliare la casa martedì sera e ho visto lei che sgattaiolava fra le due case. (Gli dà dei pizzicotti) Cattivo, cattivello di un ragazzo.

SAM - Lei..... lei ha visto me?

SCHIFNER - Si. E l’ho anche immortalato con la macchina fotografica a raggi infrarossi. (Gli mostra delle fotografie prese dal taschino interno della giacca) Guardi, guardi qui che meraviglia. Ah!! Questa, questa, da campionato. Come corre!! Eh! Si.

SAM - Eh! Eh!! M’ha fregato.

SCHIFNER - Oh! Altrocchè se l’ho fregato. Nel modo più definitivo. Queste fotografie non lascerebbero dubbi ad alcun investigatore privato sul fatto che lei è veramente il signor Howard Hebbetz. Eh! E sempre la stessa storia. Il marito annoiato, ormai stanco della moglie bruna[26], va a fare una piccola visita di cortesia alla bionda[27] incendiaria vicina di casa. Uuuu! Chissà quante volte lo ha fatto, porcellone.

SAM - Andare a fare una visita di cortesia.

SCHIFNER - Certo.

SAM - Certo.

Si accendono le luci sul palco nei due interni. Dalla porta 3 spuntano Howard e Janet. I due parlano serenamente e si vanno a sedere sul divano in controscena.

SCHIFNER - Però non lo ha fatto in queste ultime sere e lo sa perché?

SAM - Perché?

SCHIFNER - Perché c’era Bissell. Tornato da un viaggio d’affari immagino. Non sembrate troppo amici, vero? E lo credo bene! Probabilmente a lui piace vostra moglie. Ma dico io, non potevate sposarvi invertendo le vostre donne? Siete tutti così...così complicati.

SAM - E che cosa dovrei fare adesso?

SCHIFNER - Le fotografie sono in vendita signor Hebbetz. 500 dollari. Lei non sarebbe andato di nascosto se avesse voluto farlo sapere a tutti.

SAM - Le avrebbero fruttato molto di più se non fossi Howard Hebbetz. Vero?

SCHIFNER - Certo. Avrebbero significato 15 milioni di dollari per i miei committenti. Allora. Ci vediamo domattina in ufficio. (Salutandolo) Buonasera signor Hebbetz.

SAM - Buonasera.

Schifner si porta sul fondo della sala passando per il corridoio centrale. Ha un passo veloce ed un’aria soddisfatta. Sam subito nervosamente corre passando per le scale di sinistra, uscendo a sinistra del palco e rientrandovi per la porta 1. Le luci tendono ora ad un vero blu serale presente un pò ovunque. Nelle due ville c’è la solita luce interna di una casa.

Scena Quattordicesima

Nelle  due ville, poi nei giardini.

A sera inoltrata

Venerdì

SAM e MINNIE, poiHOWARD e JANET

SAM - Minn. Minn. Oh Dio!

MINNIE - (Sbucando dalla porta 2) Che cosa succede?

SAM - Cose da non crederci. Ho parlato con quel matto del detective. Non so come hanno fatto, ma ci sono i tabelloni per tutta la città. (Esce per la porta 2).

MINNIE - Cosa?

SAM - (Fuori scena) Incredibile.

MINNIE - Ma chi?

SAM - (Fuori scena) Io con Janet. Non c’è tempo da perdere, andiamo. Fa presto.

MINNIE - Ma che diamine stai dicendo? Aspetta.

SAM - (Rientra per la porta 2 con in mano due tute da imbianchino ed un cappello).
Andiamo. Ti spiego dopo. Dobbiamo prendere Janet.

Esce con Minnie per la porta 1. Prende due secchi di vernice. Attraversa velocemente le aree C e D con le tute ed il cappello in testa. Minnie dietro lo segue.

HOWARD - (A Janet sul divano dell’interno B) Adesso che è tutto sistemato, e che avrai questa eredità, io credo che tu abbia ragione. Dobbiamo rimanere separati. Tu non crederesti mai che io ti amo e che ti voglio solo per te stessa. Quindi salutiamoci serenamente e addio.

JANET - Perchè non ne parliamo un pò? (Entrano per la porta 4, come una furia Sam, e dietro Minnie).

HOWARD - (Alzandosi) Fermo, fermo. Ma che razza di maniera, entrare in una casa!

SAM - (Agitatissimo) Ma è una cosa importante.

JANET - Ma che cosa dici?

SAM - Prendete tutta la pittura che avete. Avanzi di pittura. Pennelli, pennellini.

JANET -  Ma Sam.....

SAM - ....Tutto quello che avete. E mettete i vestiti vecchi. Vi aspetto fuori con tutto quello che ho. Fate presto.

Esce velocemente per la porta 4, quindi riattraversa le aree C e D con i due secchi di vernice. Minnie resta perplessa accanto a Janet ed Howard.

JANET - (A Minnie) Ma che succede?

HOWARD - (A Minnie) Di che sta parlando?

JANET - Minn.

MINNIE - Non ci ho capito niente. Mi ha detto di un certo tabellone e del...del...detective privato.

JANET - Del?

Urla e velocemente corre uscendo per la porta 4 per andare da Sam che nel frattempo è rientrato da sinistra ed è in C con un carrellino.[28] Sotto il carrellino vi saranno attrezzi per pittura e sopra un cassone. Accanto al cassone le due tute. In questa sequenza di fatti, continuerà a disporre nervosamente gli attrezzi nel cassone.

HOWARD - (Andando alla porta 4 e parlando da lì. verso l’esterno della casa) Detective? Janet. Janet. No. (Esce a destra per la porta 4 con Minnie. Fuori scena) Fermati subito. Non andarti ad immischiare con quel pazzo furioso. (Rientra dalla destra del palco con Minnie che lo segue e Janet che lo precede).Janet, aspetta. Noi dobbiamo parlare di una cosa.

JANET - (Giunta da Sam) Senti. Tu mi devi spiegare che cosa è successo.

SAM - Ti ricordi quei tabelloni che avevo progettato per la Nerdlinger?

JANET - E allora?

SAM - Beh! Non so com’è, ma ci hanno messo una fotografia tua e mia. E non c’è tempo di spiegarti adesso. Ecco.

JANET - Una fotografia tua e mia?

SAM - Dobbiamo sfigurarli prima di domani.

HOWARD - Sfigurarli? Ma che dice? Ha perso il cervello? (Continua ad osservare Sam che carica il cassone).

SAM - Ma insomma, non lo capite? Credono tutti che siamo marito e moglie, Janet ed io.
Ci sono tabelloni per tutta la città grandi come le case, con le lettere alte tre metri. Il signore e la signora Bissell. Bla, bla, bla, bla. Il latte della Nerdlinger. E adesso, se li vedono il detective e i cari cugini, siamo fregati ecco. C’è scritto Bissell, Bissell. E noi, per loro siamo i signori Hebbetz. Capito ora?

JANET - (Aiuta Sam a caricare e a sistemare i pennelli) Addio eredità. Potrebbero far ricorso.

SAM - E quello che dico io, no?

HOWARD - Smettila Janet. Si può sapere che cosa hai intenzione di fare?

SAM - Andiamo e sfiguriamo le facce con la pittura.

MINNIE - No.

SAM - Si.

HOWARD - (Sam esce a sinistra del palco) Ma voi siete impazziti. Janet. Janet. Non si può andare in giro a danneggiare la proprietà privata. Vi buttano in galera!

JANET - E già. E se non lo facciamo, dove finisce l’eredità?

HOWARD - Andiamo, non ci servono quei soldi.

JANET - Ah! Ti sei rivelato finalmente! Tu non vuoi che io abbia i soldi per poter fare come piace a te.

HOWARD - Insomma. Qui finite tutti al manicomio. E nel cuore della notte.

SAM - (Rientra con una scala sulla spalla e la appoggia su un muro vicino) Minn. Tu ti devi cambiare. Non puoi venire così. Avanti, mettiti questo. (Cerca di porgerle una tuta da imbianchino mentre lui indossa l’altra).

MINNIE - No.

SAM - Tesoro, non mi pare il momento di discutere.

MINNIE - No Sam. Adesso ne ho proprio abbastanza. Tu hai lasciato il posto. Hai rovinato la nostra vita. Adesso basta. Io ho sopportato anche troppo.

SAM - Ma tesoro! Te lo chiedo per favore. Un altro piccolo sacrificio. Pensa al milione di dollari.

MINNIE - Io voglio la mia casa, le mie bambine, mio marito e voglio un pò di pace soprattutto.

SAM - E va bene. Tu aspettami qui. Io devo andare. Sono un disoccupato e quel milione mi serve.

MINNIE - Sam

SAM - Cosa!?

MINNIE - Se te ne vai, non mi ritrovi quando torni.

SAM - Minn. Tu non dici sul serio e lo sai. Io devo andare

MINNIE - Sam.

SAM - (A Janet) Allora, andiamo o no?

Con Janet, prende il cassone , la scala e la tuta avanzata, passa per la scalinata sinistra. I due vanno sul fondo della platea percorrendo il corridoio sinistro. Si spengono tutte le luci. Una musica incalza per dare l’impressione che passi del tempo. Nel buio, Minnie esce a sinistra del palco mentre Howard va a sedere sulla scalinata di destra.

FINE DEL SECONDO ATTO

(non vi é nessun intervallo)


Epilogo

Per la strada e a casa di Sam

Il mattino dopo

Sabato

SAM, JANET, HOWARD, un UBRIACO, MINNIE

Le luci si accendono sul palco e sulla strada F. Janet e Sam avanzano lungo il corridoio centrale con gli attrezzi che si erano portati sino alla parte centrale della zona F. La musica cessa. Howard appare sulle scale di destra e Janet lo vede.

SAM - (Posando il necessario per la pittura ove possibile.  Appare affaticato). Ecco fatto.

JANET - Va da solo Sam. E abbraccia Minn per me.

SAM - Ma un momento. Tu che fai?

JANET - Io resto ancora un pò qui.

SAM - Che?

JANET - Ho ancora un affaruccio in sospeso.

SAM - (Vedendo Howard) Oh! Auguri.

JANET - (A Sam che si allontana con la scala percorrendo le scale di sinistra e uscendo a sinistra del palco)Ciao. (Siede sul cassone).

HOWARD - (Alzandosi eandando da Janet) Janet.

JANET - Vattene via.

HOWARD - Janet.

JANET - Vattene via.

HOWARD - Ci sono stato via e non..... e non mi è piaciuto affatto.

JANET - E a me invece si. Non sono mai stata così bene in vita mia.

HOWARD - Non è vero. Ti mancavo quanto tu mancavi a me.

JANET - Il che significa uno zero tondo. E poi, grazie dell’aiuto Howard. Sei stato grande.

HOWARD - Ah! Certo, certo. Adesso io sono il tiranno. Siccome non ho voluto prendere
parte a quella buffonata da minorati mentali, io sono il tiranno. Ed è così da quando siamo sposati.

JANET - (Si alza) Sposati? Noi non siamo sposati. Ancora una volta dimostri la tua eccezionale abilità nel presentare le cose in un modo così contorto e distorto da fare apparire tutto quello che faccio come se fossero le cose più ridicole del mondo.

HOWARD - Ah! Sfigurare i tabelloni pubblicitari di tutta la città, a te pare normale? Eh?

JANET - Io non ti ho detto di venire. Vattene subito.

HOWARD - Guarda che lo faccio eh!?

JANET -  E fallo. Che diavolo stai qui a seccare.

HOWARD - E va bene, razza di scema. Addio. E questa volta per sempre. Addio.

JANET - Addio.

HOWARD - Addio.

JANET - Addio. (Lui va verso il corridoio centrale della platea. Lei lo ferma) Howard. Voglio dirti soltanto che lo so perché tu vorresti che io tornassi con te.

HOWARD - Davvero?

JANET -  Si. Perchè adesso ho 15 milioni di dollari. Per questo.

HOWARD - (Tornando indietro da Janet) Cosa? Aspetta. Aspetta un momento, Cosa?

JANET - Hai capito. Mi vuoi solo perché adesso ho i soldi. (Dal corridoio destro della platea giunge un ubriaco).

HOWARD - Io ti voglio solo perché adesso hai i soldi?

JANET - Si.

HOWARD - Come osi dire una cosa simile?

JANET - E tu, come osi parlarmi con un tono simile. Vattene via di qui e subito.

HOWARD - Non temere. Me ne vado di corsa. Ma non prima di averti dato una cosa che ti spettava di diritto da tanto tempo. Un bel calcio robusto nel sedere[29].

JANET - Non avrai il coraggio. (Lui glielo dà e lei cade in terra) Ah! Questa me la paghi.

HOWARD - Ti ho fatto male? Ah! Non è vero?

JANET - (Rialzandosi da terra) Timando a casa con un occhio nero. Un occhio nero. (Comincia a prenderlo a pugni. Lui para i colpi).

UBRIACO - (Frapponendosi ai due) Li deve parare col sinistro. Certo, col sinistro.

HOWARD - (Si distrae parlando con l’ubriaco. Janet continua a colpirlo) Si vuole fare ifatti (viene centrato sulla spalla sinistra ossia sul suo punto debole. Sentendo il dolore)
Ah!! Mi hai fregato un’altra volta.

JANET - Oh caro!! Mi dispiace.

HOWARD - Mi hai rotto il braccio. È tutto paralizzato.

JANET - Ti ho preso proprio il muscolo, eh? Ti fa tanto male?

HOWARD - Si. Mi fa tanto male. Sei soddisfatta adesso, eh? Sei soddisfatta?

JANET - Oh si! Si lo sono. (Lo abbraccia sorridendo).

HOWARD – Eih! Svitata. (All’ubriaco che è ancora in mezzo ai due) Senta, se non la disturba sa, si tratta di una vertenza privata.

UBRIACO - Oh. Midispiace tanto. (Esce tornando da dove è venuto).

JANET - Mi dispiace tanto. Davvero. Sapessi quanto mi dispiace.

HOWARD - Eih!

JANET - Eh?

HOWARD - Ti voglio bene. Mi ci sono voluti tutti questi mesi per capirlo. Che dici? Ci riproviamo?

JANET - Si. (Escono entrambi sul fondo della sala passando per il corridoio centrale).

SAM - (Entrando per la porta 1 senza scala ma con la tuta. Chiama girando per le stanze e non trovando Minnie) Eih Minn! Minn? Finito! Minn! Minn?

MINNIE - (Entrando dalla porta 1 con una valigia in mano ed un cappellino in testa) Non sapevo neanche dove andare. Che sciocchezza stavo per fare. (Posa la valigia in terra) Dopo tanti anni di matrimonio. Non potevo lasciarti, capisci? Sono troppo abituata alla tua faccia. E alle tue stramberie.

SAM - (Andandole incontro e abbracciandola) La verità è che mi ami come quando guadagnavo 40 dollari al mese[30]. Siamo tornati alla normalità.

(Si alza la musica e si chiude velocemente il sipario)

FINE

Fine prima stesura: 25 Luglio 1990

Revisione Giugno-Luglio 2006

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Marcello Fiorentino




[1] Si ricorda che l’arredamento e la disposizione dei mobili sono a discrezione dei responsabili del lavoro teatrale.

[2] Porre in scena anche tutti gli elementi ed oggetti utili o necessari all’azione drammatica segnalati e non nel copione.

[3] Consiglio comunque brani degli anni 50-60 tipo Dean Martin o Frank Sinatra.

[4] In effetti, questa versione è stata appositamente riadattata per il nascente Gruppo Teatro di Cislago (Varese) in modo da poter far recitare tutti i partecipanti degli incontri avuti nella primavera-estate del 2006.

[5] Se nel frattempo, l’attore non dovesse riuscire a cambiarsi, può indossare sin dall’inizio il pigiama sui pantaloni e camicia.

[6] O altra somma da adattare al tempo in cui si desidera ambientare la commedia.

[7] O altra somma da adattare al tempo in cui si desidera ambientare la commedia.

[8] O altro vino a piacere. Si prediliga comunque quello francese.

[9] Preferibilmente una dozzina di rose rosse.

[10] Preferibilmente una dozzina di rose rosse.

[11] O altro vino a piacere. Si prediliga comunque quello francese.

[12] Scultura costituita da lamiere e pezzi di ferro saldati, addobbata di strane cianfrusaglie come cornetti, trombette, campanelli e campanacci. Insomma una struttura che all’occasione faccia rumore se si viene accidentalmente in contatto con essa.

[13] Somma di denaro riadattabile ai tempi.

[14] In effetti la battuta è una ristretta sintesi del significato del versetto di Isaia: 1, 1-31.

[15] In questi casi, qualora il teatro non permettesse il giro dall’esterno, si può raggiungere il retro delle quinte risalendo le scale che collegano la sala del pubblico al palco.

[16] Per comodità di commento, chiameremo da ora in poi, i due telefoni delle ville: telefono A quello della casa A di Sam, telefono B quello della casa B di Janet, e telefono E quello dell’ufficio nuovo di Sam.

[17] In questa scena, è importante che le luci passino da un colore bianco ad uno blu proprio per sottolineare il passaggio dal giorno alla sera inoltrata.

[18] E’ importante però che il tutto sia sempre presente su un vassoio facilmente trasportabile per un cambio di scena veloce.

[19] Può essere utilizzato un brano a scelta secondo il gusto della regia, ma coerente con i tempi di ambientazione, e purché ritmico e allegro.

[20] O alta danza in funzione di quella scelta dalla regia.

[21] Nella eventualità che il lavoro teatrale sia affrontato da una filodrammatica, ossia da attori non professionisti, questa scena potrà essere modificata  e/o riadattata opportunamente.

[22] O altra danza a piacere.

[23] O altra danza a piacere.

[24] Si può omettere.

[25] Il cartello non verrà fatto vedere necessariamente al pubblico. È solo immaginario e lo vedono gli attori. Tuttavia riporta SAM e JANET col cognome Bissell. Poiché per avere l’eredità, Sam si è fatto passare per Hebbetz, desidera che spariscano per non farli vedere al detective e ai cugini di Janet, i quali chiaramente contesterebbero il testamento con una prova tanto evidente.

[26] Supponendola bruna.

[27] Supponendola bionda.

[28] O scatolone o altro contenitore utile e agevole per trasportare il necessario per la pittura murale.

[29] Oppure un ceffone.

[30] Chiaramente si può variare il valore, compreso quello dei 15 milioni di dollari anticipatamente ricordato.

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