Se ci fosse luce

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Testo

Giancarlo Loffarelli

Se ci fosse luce

(I misteri del “caso Moro”)

Depositato presso la SIAE

Giancarlo Loffarelli

3395404835

lecolonne79@libero.it


personaggi

Prima attrice

Primo attore

Seconda attrice

Secondo attore

Terza attrice

Terzo attore

Questo testo, scritto nel 2006, è stato portato in scena in prima assoluta presso il Teatro “Gabriele D’Annunzio” di Latina il 6 febbraio 2007 dalla Compagnia “Le colonne” con la regia dell’Autore, interpreti: Emiliano Campoli, Marina Eianti, Giancarlo Loffarelli, Luigina Ricci, Elisa Ruotolo e Maurizio Tartaglione.

Sabato 31 maggio 2008, ha ricevuto la segnalazione della Giuria della XV edizione del Premio “Ugo Betti per la drammaturgia” di Camerino, presidente Marco De Marinis, con la seguente motivazione: “Testo molto ben documentato e dall’avvincente ritmo drammaturgico. Se ci fosse luce è un ottimo esempio nella tradizione del teatro-inchiesta alla Peter Weiss in forma di oratorio civile che pone inquietanti interrogativi sulle molte verità non risolte del caso Moro.”

Oltre che dalla Compagnia teatrale “Le colonne”, il testo viene portato in scena in diversi teatri italiani dalla Compagnia “Velluto rosso” di Arezzo.

Nel luglio 2009, è stata discussa una tesi di laurea su questo testo presso la Facoltà di Lettere dell’Università di Siena.


   Tre luoghi diversi dello spazio scenico. Tre uomini in canottiera e pantaloni blue. Tre donne in gonna blue e camicia chiara. Nel corso della scena, i tre uomini si vestiranno: il primo attore con soprabito da aviere, il secondo attore in giacca e cravatta, il terzo attore in doppiopetto. Tutti e tre vengono aiutati dalle tre donne: il primo attore dalla prima attrice, il secondo attore dalla seconda attrice e il terzo attore dalla terza attrice.

   Una luce illumina il primo attore e la prima attrice.

PRIMO ATTORE Il caffè?

PRIMA ATTRICE E’ sul fuoco.

PRIMO ATTORE Grazie.

PRIMA ATTRICE Hai dormito?

PRIMO ATTORE Non molto.

PRIMA ATTRICE Pure io.

PRIMO ATTORE Pure tu poco?

PRIMA ATTRICE Sì.

   Una seconda luce illumina il secondo attore e la seconda attrice.

SECONDO ATTORE Che ora è?

SECONDA ATTRICE Le sette.

PRIMO ATTORE La giacca?

PRIMA ATTRICE E’ a posto.

SECONDO ATTORE Le sette, sette?

SECONDA ATTRICE Sette e cinque.

PRIMO ATTORE Hai attaccato le mostrine?

PRIMA ATTRICE Sì.

SECONDO ATTORE Le sette e cinque!

SECONDA ATTRICE Non è tardi!

PRIMO ATTORE Come sono?

PRIMA ATTRICE Belle.

SECONDO ATTORE Che fai oggi?

SECONDA ATTRICE Le solite cose.

PRIMO ATTORE Davvero?

PRIMA ATTRICE Sì, sì.

SECONDO ATTORE Che volevo dirti…?

SECONDA ATTRICE Cosa?

   Una terza luce illumina il terzo attore e la terza attrice.

TERZO ATTORE Quale cravatta?

TERZA ATTRICE Questa.

PRIMO ATTORE Sono belle?

PRIMA ATTRICE Sono vere.

SECONDO ATTORE Per Pasqua?

SECONDA ATTRICE Cosa?

TERZO ATTORE Dici che va bene questa?

TERZA ATTRICE Non ti piace?

PRIMO ATTORE Sembrano proprio vere.

PRIMA ATTRICE Che t’avevo detto?

SECONDO ATTORE Per Pasqua che facciamo?

SECONDA ATTRICE Stiamo dai miei.

TERZO ATTORE Sì, mi piace.

TERZA ATTRICE Allora va bene.

PRIMO ATTORE Tu che fai, adesso?

PRIMA ATTRICE Ascolto la radio.

SECONDO ATTORE Anche il giorno dopo Pasqua?

SECONDA ATTRICE Poi vediamo.

TERZO ATTORE Il piccolo dov’è?

TERZA ATTRICE Vuole venire con te.

PRIMO ATTORE La radio: buona idea!

PRIMA ATTRICE Così saprò com’è andata.

SECONDO ATTORE Vediamo di organizzare qualcosa.

SECONDA ATTRICE Va bene.

TERZO ATTORE Va bene, fallo venire con me.

TERZA ATTRICE Tua figlia non vuole.

PRIMO ATTORE Saremo qua prima che la radio dica qualcosa.

PRIMA ATTRICE Speriamo.

SECONDO ATTORE (mette una pistola nella sua fondina) Vado, allora.

SECONDA ATTRICE Sì, vai.

TERZO ATTORE Perché non vuole?

TERZA ATTRICE Non lo so.

PRIMO ATTORE (mette un mitra dentro una borsa) Ecco fatto, questo è a posto.

PRIMA ATTRICE Stai attento.

SECONDO ATTORE Ho preso tutto?

SECONDA ATTRICE Credo di sì.

TERZO ATTORE (mette delle carte dentro una borsa) Se non vuole…

TERZA ATTRICE … resta qui.

PRIMO ATTORE (baciandola) Ci vediamo.

PRIMA ATTRICE In bocca al lupo, amore mio.

SECONDO ATTORE (baciandola) A più tardi.

SECONDA ATTRICE Buona giornata.

TERZO ATTORE (baciandola) Ciao Noretta!

TERZA ATTRICE Ciao.

   Buio. Qualche istante dopo, con rapidità, la scena s’illumina totalmente.

PRIMA ATTRICE Siamo nel 1978.

SECONDA ATTRICE Un anno come tanti altri.

TERZA ATTRICE Il Festival di Sanremo è stato vinto dai Matia Bazar, ma la canzone che si sente da tutte le radio è Gianna di Rino Gaetano.

PRIMA ATTRICE Miss Italia si chiama Cristina Mai.

SECONDA ATTRICE L’Oscar per il miglior film è stato vinto da Il cacciatore di Michael Cimino.

TERZA ATTRICE E’ il sedici marzo 1978.

PRIMA ATTRICE Una giornata come le altre.

SECONDA ATTRICE Come lo sono le giornate quando iniziano…

TERZA ATTRICE … e ancora non si sa cosa nascondono.

PRIMA ATTRICE Intorno alle 8,15, il curatore della rassegna stampa di “Radio Città Futura” annuncia un possibile rapimento dell’onorevole Aldo Moro, presidente della Democrazia Cristiana.

SECONDA ATTRICE Poco prima delle 9, in via del Forte Trionfale, 79 dove abita, Aldo Moro sale su una FIAT 130 blue.

TERZA ATTRICE Alla guida è l’Appuntato dei Carabinieri Domenico Ricci.

PRIMA ATTRICE Moro prende posto dietro di lui.

SECONDA ATTRICE Al fianco del guidatore è seduto il capo scorta, il Maresciallo dei Carabinieri Oreste Leonardi.

TERZA ATTRICE Al seguito della 130, un’Alfetta con tre poliziotti a bordo.

PRIMA ATTRICE L’Agente Giulio Rivera è al volante.

SECONDA ATTRICE L’Agente Raffaele Iozzino siede alle spalle di Rivera.

TERZA ATTRICE Il Brigadiere Francesco Zizzi  è al fianco del guidatore.

PRIMA ATTRICE Le due auto partono e, poco dopo, svoltano da via Trionfale in via Fani.

SECONDA ATTRICE Ma una donna è lì già pronta da un pezzo: fa da vedetta e, agitando un mazzo di fiori, segnala a qualcuno l’arrivo delle due auto.

TERZA ATTRICE In prossimità dell’incrocio con via Stresa, le due macchine rallentano fino a fermarsi perché una FIAT 128 bianca con targa diplomatica che le precede, s’è fermata allo Stop.

PRIMA ATTRICE Due uomini e una donna bloccano il traffico.

SECONDA ATTRICE Alle ore 9, i terroristi aprono il fuoco.

TERZA ATTRICE Quattro di loro sono in divisa da aviere.

PRIMA ATTRICE Uno dei terroristi spara a Leonardi, il capo scorta, il più esperto degli uomini che difendono Moro e, dunque, per i terroristi, il più pericoloso.

SECONDA ATTRICE Un altro terrorista s’avvicina alla macchina, frantuma un vetro e spara a Ricci, poi spara su Iozzino, che è sceso dall’Alfetta.

TERZA ATTRICE Altri tre terroristi sparano sull’Alfetta ma, dopo qualche istante, le loro mitragliette s’inceppano.

PRIMA ATTRICE Tutte e tre.

SECONDA ATTRICE Il conducente della 128 bianca che aveva bloccato le due auto all’incrocio, ora scende dalla macchina.

TERZA ATTRICE Aiutato da un altro compagno, costringe Moro a uscire dalla sua auto e lo carica su una FIAT 132 blue che è sopraggiunta in retromarcia da via Stresa.

PRIMA ATTRICE Un altro terrorista prende un mitra dall’Alfetta.

SECONDA ATTRICE Un altro ancora prende due delle cinque borse che Moro porta con sé in macchina.

TERZA ATTRICE Una contiene documenti importantissimi e l’altra medicinali.

PRIMA ATTRICE Prima di fuggire, i terroristi completano il loro lavoro.

SECONDA ATTRICE Tutti gli uomini della scorta vengono finiti con un colpo di grazia.

TERZA ATTRICE Ma Moro è già nelle loro mani, perché perdere tempo prezioso a uccidere uomini non più in grado di nuocere?

PRIMA ATTRICE Uno per uno, tutti gli uomini della scorta vengono finiti.

SECONDA ATTRICE Ora i terroristi possono ripartire.

TERZA ATTRICE E ripartono su tre auto: la 132 con Moro a bordo, una 128 bianca e una 128 blue.

PRIMA ATTRICE Altri due terroristi seguono su una moto Honda.

SECONDA ATTRICE Qualche minuto dopo la strage, un misterioso black out telefonico interessa la zona di via Fani e via Stresa.

PRIMA ATTRICE Tutto è accaduto nel giro di pochissimi minuti.

SECONDA ATTRICE E ora è tutto finito.

PRIMA ATTRICE Almeno qui in via Fani.

TERZA ATTRICE Nel silenzio irreale in cui tutto è precipitato, dopo l’assordante crepitare delle armi e lo stridio acuto delle gomme sull’asfalto, restano cinque corpi coperti di sangue.

PRIMA ATTRICE L’Agente di Pubblica sicurezza Giulio Rivera, 24 anni.

SECONDA ATTRICE L’Agente di Pubblica sicurezza Raffaele Iozzino, 23 anni.

TERZA ATTRICE Il Vice Brigadiere di Pubblica sicurezza Francesco Zizzi, 30 anni. Lascia la fidanzata con cui aveva progettato di sposarsi.

PRIMA ATTRICE L’Appuntato dei Carabinieri Domenico Ricci, 44 anni. Lascia la moglie e due figli.

SECONDA ATTRICE Il Maresciallo dei Carabinieri Oreste Leonardi, 51 anni. Lascia la moglie e due figli.

TERZO ATTORE 91 colpi sparati. Le perizie balistiche ne attribuiscono 49 a una sola arma.

PRIMO ATTORE Il terrorista che spara per primo, spara stando sul lato destro delle automobili, il lato opposto rispetto ad altri quattro terroristi in divisa da aviere.

SECONDO ATTORE 31 bossoli sono senza data di fabbricazione, ricoperta da una vernice speciale protettiva per la lunga conservazione.

TERZO ATTORE Nei depositi della struttura paramilitare segreta denominata “Gladio” verrà scoperto lo stesso tipo di munizioni.

PRIMO ATTORE Almeno cinque uomini hanno sparato.

SECONDO ATTORE Quattro di essi indossavano divise da avieri e sono sbucati da dietro alcune siepi, sul lato sinistro della strada.

TERZO ATTORE Tutti i terroristi, sia quelli che hanno sparato che quelli che hanno bloccato il traffico, hanno agito a volto scoperto.

PRIMO ATTORE Tutti, tranne uno.

SECONDO ATTORE L’unico ad avere il volto coperto da un sottocasco tipo passamontagna è un terrorista a bordo di una moto Honda.

TERZO ATTORE E’ una pioggia di fuoco che si abbatte sulle due macchine: la scorta è sterminata e Moro è indenne. Tre dei mitra in braccio ai quattro vestiti da aviere, s’inceppano. Il quarto uomo non spreca un colpo.

PRIMO ATTORE Quattro in divisa e uno senza divisa. Perché?

SECONDO ATTORE Imbranati con armi difettose e un killer professionista dalla precisione micidiale.

TERZO ATTORE E se quelle divise fossero servite a rendere ben identificabili persone che non si conoscono e che potrebbero essere colpite?

PRIMO ATTORE Il modello dell’operazione Moro non è quello del rapimento del giudice Sossi…

SECONDO ATTORE … eseguito dalle Brigate rosse.

TERZO ATTORE Ma quello del rapimento del presidente degli industriali tedeschi Hans Martin Schleyer…

PRIMO ATTORE … eseguito dalla RAF, un gruppo terroristico tedesco.

SECONDO ATTORE Un testimone dirà che uno dei terroristi parlava tedesco!

TERZO ATTORE Alla Questura di Viterbo, cinque giorni dopo la strage, viene segnalato un autofurgone e una Mercedes con a bordo dei mitra.

PRIMO ATTORE I due mezzi hanno targa tedesca.

SECONDO ATTORE La targa dell’auto è intestata a un tipografo tedesco che è in stretti rapporti con il terrorista della RAF Willy Peter Stoll.

TERZO ATTORE A pochi metri dall’inferno che si è scatenato in via Fani, all’incrocio con via Stresa, durante la strage, c’è un uomo che osserva tutto con molta attenzione.

PRIMO ATTORE E’ un colonnello del SISMI, il servizio segreto militare, stretto collaboratore del capo del SISMI, un generale iscritto alla Loggia massonica segreta P2.

SECONDO ATTORE Non è un colonnello qualunque.

PRIMO ATTORE E’ stato un istruttore di Gladio nella base di Capo Marrargiu, in Sardegna.

TERZO ATTORE Istruttore per le tecniche d’imboscata.

PRIMO ATTORE Quando venne interrogato, molto tempo dopo la strage, il colonnello spiegò che si trovava da quelle parti perché era stato invitato da un collega a pranzo.

SECONDO ATTORE A pranzo!

TERZO ATTORE Alle nove di mattina!

PRIMO ATTORE Il magistrato che cercò d’indagare sulla presenza del colonnello in via Fani venne sostituito e le indagini si fermarono.

TERZO ATTORE Come accadde in diverse altre occasioni.

SECONDO ATTORE Dopodiché il colonnello morì.

TERZO ATTORE Come morirono tanti altri che di questa storia avrebbero potuto spiegare tante cose.

PRIMO ATTORE E quasi mai morirono di vecchiaia.

TERZA ATTRICE Come potevano sapere le Brigate rosse che mio marito quel giorno e a quell’ora sarebbe passato per via Fani? Cambiava spesso percorso e almeno due erano i percorsi più frequentemente utilizzati.

PRIMO ATTORE Eppure i terroristi hanno pianificato tutto nella certezza che quel giorno Moro e la sua scorta sarebbero passati proprio in quel punto.

SECONDO ATTORE La sera precedente all’agguato, due di loro s’erano recati in via Angelo Brunetti, tutt’altra zona di Roma, dove avevano squarciato tutte e quattro le gomme del pulmino di un fioraio che ogni mattina sostava in via Fani in prossimità dell’incrocio con via Stresa.

TERZO ATTORE Il piano prevede che lì ci sia l’agguato!

TERZA ATTRICE Come potevano sapere le Brigate rosse che mio marito quel giorno sarebbe passato per via Fani?

TERZO ATTORE L’auto di Moro è collegata via radio con una centrale operativa in grado di avvisare se, magari anche solo per un ingorgo, sia preferibile cambiare strada.

SECONDO ATTORE Tempo dopo, tra i reperti trovati all’arresto di uno dei brigatisti che sparò in via Fani, fu rinvenuto l’indirizzo e il numero di telefono di un dirigente, iscritto alla P2, che prestava servizio presso la centrale operativa della Questura di Roma.

PRIMO ATTORE E forse da lì avrebbero potuto ordinare al capo scorta, il Maresciallo Leonardi, di cambiare strada, per qualche banale motivo, costringendoli a passare in via Fani.

SECONDO ATTORE Ma se qualcuno della scorta fosse sopravvissuto, un’azione del genere sarebbe stata scoperta.

TERZO ATTORE E allora non appare più insensata la caparbietà dei terroristi che, anziché fuggire rapidamente dopo aver raggiunto l’obiettivo di rapire Moro, si attardano a sparare il colpo di grazia a tutti gli uomini della scorta.

SECONDO ATTORE In questo caso diventava necessario che tutti gli uomini della scorta venissero uccisi.

PRIMO ATTORE E se è così, anche il destino di Moro è segnato fin dall’inizio.

TERZO ATTORE Pensate se avessimo potuto vedere direttamente quello che accadde la mattina del 16 marzo 1978 in via Fani, incrocio con via Stresa!

PRIMO ATTORE Eppure avremmo potuto vedere tranquillamente almeno la scena del crimine appena dopo che esso era avvenuto.

SECONDO ATTORE Un carrozziere presente sul luogo della strage aveva scattato delle fotografie negli istanti immediatamente successivi, prima che arrivassero le forze dell’ordine.

TERZO ATTORE Il rullino con quelle foto venne consegnato dalla moglie del carrozziere alla Magistratura.

PRIMO ATTORE Ma il rullino è sparito.

PRIMA ATTRICE Intanto le auto dei terroristi percorrono via Stresa, piazza Monte Gaudio, via Trionfale, largo Cervinia, via Belli fino a via Casale De Bustis.

SECONDA ATTRICE Via Casale De Bustis è una strada chiusa da una catena che i terroristi tranciano per proseguire verso via Massimi dove ci sono degli stabili di proprietà dello Ior, la Banca vaticana.

PRIMA ATTRICE Addosso allo stesso brigatista a cui fu rinvenuto, dopo la sua cattura, il numero di telefono del dirigente della Questura, fu trovato anche l’indirizzo e il numero di telefono del Presidente dello Ior mons. Marcinkus e di un religioso domenicano agente della CIA in contatto con il centro di lingue Hyperion di Parigi.

TERZA ATTRICE In piazza Madonna del cenacolo, Moro è messo dentro una cassa e trasportato su un autofurgone.

SECONDA ATTRICE Nel parcheggio sotterraneo del supermercato Standa in via dei Colli Portuensi, la cassa con Moro viene trasbordata dall’autofurgone su un’Ami 8 e da qui condotta – è probabile, ma non certo - al covo di via Montalcini, 8 alla periferia di Roma: zona della Magliana.

PRIMA ATTRICE Così almeno dissero in seguito i terroristi. Ma le loro versioni – in questo, come in molti altri casi – risultano spesso contraddittorie.

SECONDA ATTRICE Il capo del commando brigatista, per esempio, ha detto che a guidare questa Ami 8 fu la brigatista che avrebbe fatto da carceriera ad Aldo Moro in via Montalcini.

TERZA ATTRICE Mentre la donna, interrogata, ha sempre detto di aver atteso sulla strada antistante il covo l’arrivo dell’Ami 8 con a bordo il prigioniero.

PRIMA ATTRICE Un altro dei carcerieri, ha invece ammesso che sia lui che la donna aspettarono in casa l’arrivo della macchina.

SECONDA ATTRICE Chissà cosa vogliono nascondere queste contraddizioni!

TERZO ATTORE Ma chi è quest’uomo di sessantun’anni che in questo momento è rinchiuso dentro una cassa di legno stipata nel bagagliaio di una macchina che gira insospettata nel traffico romano?

PRIMO ATTORE E’ nato a Maglie, in provincia di Lecce, il 23 settembre 1916.

SECONDO ATTORE  Si è laureato in Giurisprudenza per poi divenire Docente di Diritto e Procedura penale.

TERZO ATTORE Insegnerà all’Università di Bari e alla Sapienza di Roma.

PRIMO ATTORE E’ stato Presidente Nazionale degli studenti universitari dell’Azione Cattolica, di cui era già stato assistente il futuro Papa Paolo VI.

TERZO ATTORE E’ deputato all’Assemblea costituente nelle fila della Democrazia Cristiana, dopodiché sarà sempre rieletto in Parlamento.

PRIMO ATTORE E’ sposato con Eleonora Chiavarelli.

SECONDO ATTORE Ha quattro figli, tre femmine e un maschio.

TERZO ATTORE E’ stato sottosegretario agli Esteri nel V governo De Gasperi, Ministro della Giustizia, Ministro della Pubblica Istruzione, Ministro degli Esteri.

PRIMO ATTORE Quattro volte Presidente del Consiglio dei Ministri.

SECONDO ATTORE Quando nel 1959 è eletto Segretario della Democrazia Cristiana, inizia con lui la fase del Centro Sinistra che porta il Partito Socialista al governo insieme alla DC.

TERZO ATTORE Quando nel 1976 è eletto Presidente della Democrazia Cristiana, inizia, sempre con lui, la fase di alleanza della DC con il Partito Comunista.

PRIMO ATTORE Quel 16 marzo 1978, Aldo Moro è uno dei più grandi statisti che l’Italia abbia mai avuto, uno statista del calibro di Cavour o di Giolitti, è uno dei politici più importanti d’Italia e dell’intero blocco occidentale.

SECONDO ATTORE Non è ricco.

TERZO ATTORE E’ protetto poco e male.

PRIMO ATTORE Ed è stanco.

SECONDO ATTORE Quando viene catturato dalle Brigate Rosse, Aldo Moro è un uomo politico che ha già sperimentato quanto possa essere pericoloso anche soltanto sognare un progetto diverso da quelli consentiti dalla logica di Yalta.

PRIMO ATTORE Quattro anni prima, infatti, come Ministro degli Esteri, Moro accompagnò il Presidente della Repubblica negli Stati Uniti; e in quell’occasione ebbe un drammatico colloquio con il Segretario di Stato americano Henry Kissinger che non tollerava la politica di Moro di alleanza con il Partito Comunista.

SECONDO ATTORE Il giorno dopo quel colloquio, nella Chiesa di St. Patrick a New York, Moro ebbe un malore e fu costretto a rientrare in anticipo in Italia.

PRIMO ATTORE A un suo stretto collaboratore, al ritorno, confidò di voler abbandonare la politica.

SECONDO ATTORE A una sua studentessa confidò il timore che gli avrebbero fatto fare la fine di John Kennedy.

PRIMO ATTORE Uno dei più grandi statisti della storia d’Italia…

SECONDO ATTORE … l’ideatore di un progetto che avrebbe dovuto portare in Italia una democrazia compiuta…

PRIMO ATTORE … una democrazia che fosse, cioè, capace di permettere a qualsiasi partito politico che avesse ricevuto il consenso popolare di poter governare nel rispetto delle regole democratiche e degli accordi internazionali…

SECONDO ATTORE … l’uomo che con ogni probabilità avrebbe accompagnato questo delicatissimo passaggio della storia d’Italia da Presidente della Repubblica…

PRIMO ATTORE … quell’uomo, in questo momento è rannicchiato in posizione fetale dentro una cassa di legno.

SECONDO ATTORE Ha le ossa indolenzite e il fiato corto per la paura.

PRIMO ATTORE E’ nel buio nero di un bagagliaio.

SECONDO ATTORE E’ consapevole che la sua vita è in mano ad altri.

Mentre termina la scena precedente, il terzo attore entra in una cassa da cui uscirà nel momento in cui si farà riferimento all’arrivo al covo.

PRIMA ATTRICE Com’è andata?

SECONDO ATTORE E’ andato tutto bene.

PRIMO ATTORE Quelli del Nord sono già alla stazione.

Il primo attore e il secondo attore aiutano il terzo attore a uscire dalla cassa.

SECONDO ATTORE Presidente, ha capito chi siamo?

TERZO ATTORE Ho capito chi siete.

SECONDO ATTORE Dovrebbe togliersi la giacca e la cravatta.

TERZO ATTORE Sì!... Avrei bisogno di una delle borse che avevo con me…

SECONDO ATTORE Anche il gilet, Presidente.

TERZO ATTORE Come?

SECONDO ATTORE Dovrebbe togliere anche il gilet. Penseremo noi a conservarlo, non si preoccupi.

TERZO ATTORE La ringrazio!... Dicevo… in una delle mie borse c’erano dei medicinali che mi sono indispensabili.

SECONDO ATTORE Noi abbiamo preso due borse ma non contengono medicinali.

PRIMO ATTORE Ci dica di quali medicinali ha bisogno e glieli procureremo noi.

TERZO ATTORE Lei è molto gentile… E degli uomini che erano con me, cos’è stato?

SECONDO ATTORE La nostra è stata un’azione di guerra, Presidente. In guerra si uccide e si è uccisi.

TERZO ATTORE Capisco.

PRIMA ATTRICE Sta per concludersi il primo di 55 lunghi giorni di agonia.

TERZA ATTRICE CGIL, CISL e UIL proclamano lo sciopero generale.

SECONDA ATTRICE Alle 20,35, la Camera dei Deputati vota la fiducia al IV governo Andreotti.

PRIMA ATTRICE Un governo composto da ministri tutti democristiani che, per la prima volta, proprio grazie al progetto ideato da Aldo Moro, ottiene anche i voti del Partito Comunista.

SECONDA ATTRICE Nel covo dov’è rinchiuso Moro, una brigatista prepara da mangiare per tutti, anche per il prigioniero.

 

TERZA ATTRICE Al tavolo della cucina, sostengono i terroristi, sulla base di una scaletta redatta dal Comitato esecutivo delle Brigate rosse, il capo dei brigatisti scrive il Comunicato numero uno.

VOCE REGISTRATA Giovedì 16 marzo. Un nucleo armato delle Brigate Rosse ha catturato e rinchiuso in un carcere del popolo Aldo Moro. La sua scorta armata, composta di cinque agenti dei famigerati Corpi Speciali, è stata completamente annientata. Compagni, la crisi irreversibile che l'imperialismo sta attraversando innesca i meccanismi di una profonda ristrutturazione che dovrebbe ricondurre il nostro paese sotto il controllo totale delle centrali del capitale multinazionale e soggiogare definitivamente il proletariato. Sia chiaro che con la cattura di Aldo Moro, ed il processo al quale verrà sottoposto dal Tribunale del Popolo, non intendiamo "chiudere la partita" né tanto meno sbandierare un "simbolo", ma sviluppare una parola d'ordine su cui tutto il Movimento di Resistenza Proletario Offensivo si sta già misurando. Portare l'attacco allo stato imperialista delle multinazionali. Disarticolare le strutture, i progetti della borghesia imperialista attaccando il personale politico-economico-militare che ne è l'espressione. Unificare il movimento rivoluzionario costruendo il partito comunista combattente.

TERZA ATTRICE Ma cos’erano le Brigate rosse?

TERZO ATTORE  Ai primi di agosto del 1970, a Pecorile, vicino Reggio Emilia, precisamente nella frazione di Costaferrata, si riunisce un gruppo di giovani dell’estrema sinistra per decidere le sorti del cosiddetto Movimento, originatosi dal Sessantotto.

SECONDO ATTORE Io vengo da una famiglia di contadini…

PRIMA ATTRICE Il convegno nasce come risposta alla strage di Piazza Fontana che tutti considerano una strage di Stato.

PRIMO ATTORE Alcuni vogliono dare una risposta militare, militarizzando il servizio d’ordine del movimento.

SECONDA ATTRICE Sono cresciuta in una famiglia cattolica…

SECONDO ATTORE … facevo il contadino come mio padre, mia madre e i miei nonni…

TERZA ATTRICE Altri vogliono che la risposta non travalichi nello spargimento di sangue. Il gruppo favorevole a questa posizione non sanguinaria darà origine alle Brigate rosse…

PRIMA ATTRICE … che, dunque, all’inizio, scelgono una forma di lotta chiaramente illegale ma non cruenta.

TERZO ATTORE Il gruppo è capeggiato da Renato Curcio, Alberto Franceschini e Margherita Cagol.

SECONDO ATTORE … i pochi momenti fuori dai campi li passavo alla Casa del popolo: è lì che sono cresciuto, dentro il Partito comunista…

PRIMA ATTRICE Il gruppo militarista darà vita a un movimento super clandestino che verrà denominato “Superclan” e che, poi, fonderà a Parigi, come copertura, un centro di lingue chiamato Hyperion, che sarà un punto d’incontro fra terroristi di tutto il mondo.

TERZO ATTORE Il 17 settembre 1970 le Brigate rosse compiranno la loro prima azione di guerriglia.

PRIMO ATTORE E’ la prima volta in cui compare la stella a cinque punte.

SECONDA ATTRICE … la mia infanzia e la mia adolescenza le trascorro in Azione Cattolica, con una cura particolare per i più deboli, per quelli che non hanno niente o molto poco…

PRIMA ATTRICE Il 3 marzo 1972 effettuano il loro primo sequestro.

TERZA ATTRICE Il sequestro si conclude con la liberazione dell’ostaggio e senza uccisioni o ferimenti.

SECONDO ATTORE … ma col passare del tempo, mi accorsi che il partito s’era come rammollito…

TERZO ATTORE Già in questo periodo, la Questura di Milano e l’Ufficio Affari riservati del Ministero dell’Interno conoscono i nomi dei brigatisti.

SECONDO ATTORE … la difesa della classe operaia era rimasto solo una chiacchiera…

TERZO ATTORE Se avessero voluto distruggerci, avrebbero potuto farlo già nel 1972…

PRIMA ATTRICE … dirà in seguito Alberto Franceschini.

SECONDA ATTRICE … poi, crescendo, mi sembrò sempre più che la Chiesa la povertà evangelica la proclamasse solo a parole…

TERZA ATTRICE Il servizio segreto israeliano, il Mossad, si offrirà per fornire armi alle BR.

PRIMA ATTRICE Che c’entrano i servizi segreti israeliani?

TERZA ATTRICE Quando il 28 giugno 1973, le BR sequestrano un dirigente dell’Alfa Romeo, il cartello che gli appendono al collo non porta la solita stella a 5 punte ma quella a 6 punte, la stella di David.

PRIMO ATTORE Non sono mai stato bravo a fare i disegni…

PRIMA ATTRICE … dirà Mario Moretti, che aveva commesso quello strano errore.

SECONDA ATTRICE … cominciai a leggere qualcosa di Marx e mi sembrò che i valori in cui credevo trovassero lì un modo di diventare realtà…

TERZA ATTRICE Il Mossad contattò le BR offrendo loro armi gratis perché continuassero a destabilizzare un paese troppo amico dei palestinesi.

PRIMA ATTRICE 8 settembre 1974: a Pinerolo, Alberto Franceschini e Renato Curcio vengono arrestati grazie a un infiltrato dei Carabinieri del generale Carlo Alberto Dalla Chiesa.

SECONDO ATTORE … il Partito s’era imborghesito! E io che dovevo fare? C’era chi la rivoluzione voleva farla sul serio…

SECONDA ATTRICE … e la rivoluzione era lo strumento per dare realtà a quei valori…

TERZA ATTRICE Il 5 giugno 1975 una pattuglia dei Carabinieri uccide Margherita Cagol.

TERZO ATTORE I fondatori delle Brigate rosse sono ormai fuori gioco: due erano stati arrestati.

PRIMO ATTORE E una uccisa.

SECONDO ATTORE … la rivoluzione quella vera; quella con le armi, come i partigiani.

SECONDA ATTRICE Occorreva il coraggio di scegliere…

TERZA ATTRICE La nuova dirigenza brigatista sposterà la linea delle BR su un versante sempre più sanguinario.

SECONDO ATTORE … decisi di farla anch’io la rivoluzione!

SECONDA ATTRICE … entrai nelle Brigate rosse!

TERZO ATTORE Sabato 18 marzo, appena due giorni dopo la strage, un ex ufficiale del SID riceve diverse telefonate da Francoforte da parte del presidente dell’organizzazione cattolica “International Opus Christi”, che lo sollecitano a intervenire in via Gradoli perché lì si troverebbe chi ha rapito Moro e lì sarebbe posizionata un’antenna capace di trasmettere verso Nord attraverso un ponte radio che si trova nella zona del Lago della Duchessa.

PRIMA ATTRICE Gradoli. Lago della Duchessa. Fate attenzione: questi nomi cominciano a comparire appena due giorni dopo la strage.

TERZO ATTORE Lo stesso giorno, le forze dell’ordine si recano in via Gradoli, 96 (al km 10 della via Cassia) dove, all’interno 11, abita, con il falso nome di ingegner Borghi, Mario Moretti insieme a Barbara Balzerani.

SECONDA ATTRICE Moretti è il leader indiscusso delle Brigate rosse, colui che conduce l’interrogatorio ad Aldo Moro nella cosiddetta prigione del popolo.

TERZA ATTRICE Sia lui che la Balzerani hanno agito in via Fani il giorno della strage.

PRIMO ATTORE Via Gradoli è una stradina stretta e circolare di circa 600 metri con un solo ingresso che è anche l’unica uscita: l’esatto opposto del luogo ideale per posizionarci un covo.

SECONDO ATTORE Al numero 96, dove si trova il covo, ben 24 appartamenti sono riconducibili al SISDE, il servizio segreto civile.

TERZO ATTORE All’imbocco di via Gradoli, abita un sottufficiale di Polizia.

PRIMA ATTRICE Di fronte al covo, abita un sottufficiale dei Carabinieri in forza al SISMI originario, come Mario Moretti, della città di Porto San Giorgio.

SECONDA ATTRICE Sullo stesso ballatoio su cui s’affaccia il covo, abita una studentessa universitaria informatrice della Polizia.

TERZA ATTRICE Le bombole del gas, all’appartamento dove si trova il covo, le fornisce una ditta attraverso un Carabiniere che, così, arrotonda lo stipendio.

SECONDO ATTORE Appena due giorni dopo la strage e il rapimento di Moro, le forze di Polizia giungono nella palazzina che ospita il capo delle BR.

TERZO ATTORE Tutti gli appartamenti vengono perquisiti tranne l’interno 11, il covo di Moretti e Balzerani. Perché? Perché quando i poliziotti bussano, nessuno risponde.

PRIMO ATTORE Martedì 21 marzo, alla Questura di Viterbo…

PRIMA ATTRICE Viterbo. In provincia di Viterbo si trova il paesino di Gradoli.

PRIMO ATTORE Alla Questura di Viterbo viene segnalato l’autofurgone e la Mercedes con a bordo dei mitra e con targa tedesca che riconduce al terrorista della RAF Willy Peter Stoll.

PRIMA ATTRICE Ricordate? Un testimone aveva detto che in via Fani uno dei killer parlava tedesco.

SECONDO ATTORE Lo stesso 21 marzo, a soli tre giorni di distanza dal precedente sopralluogo, la Polizia torna in via Gradoli, questa volta al n° 35, dove perquisisce l’abitazione di un ex militante di Potere Operaio.

TERZO ATTORE Qualche giorno dopo, un deputato della Democrazia Cristiana viene informato dalla ndrangheta calabrese che la prova utile a sapere qualcosa di Moro si trova in via Gradoli.

TERZA ATTRICE Il deputato riferisce l’informazione al Questore di Roma il quale afferma di aver già fatto perquisire la zona senza aver trovato niente.

PRIMA ATTRICE Attenzione: la Questura di Roma sa ovviamente della perquisizione e sa, dunque, ovviamente, che a Roma esiste una via Gradoli.

SECONDA ATTRICE Il giorno dopo ancora, agli inquirenti giunge una lettera anonima che dice che le BR hanno un covo sulla via Cassia.

PRIMA ATTRICE Via Gradoli è sulla via Cassia.

PRIMO ATTORE Lo stesso giorno, a seguito della segnalazione di un monaco “veggente”, un dirigente della DIGOS si reca vicino Viterbo per perlustrare un casolare dove avrebbe dovuto trovarsi Moro.

PRIMA ATTRICE Viterbo. In provincia di Viterbo c’è un paesino che si chiama Gradoli. La Cassia è la strada consolare che conduce a Viterbo. Via Gradoli si trova sulla Cassia.

TERZA ATTRICE Non è trascorsa una settimana dalla strage di via Fani e dal rapimento di Moro e già una serie impressionante di segnali misteriosi o criptati è in condizione di mettere le forze dell’ordine sulla pista giusta.

SECONDO ATTORE Che, però, non viene imboccata.

SECONDA ATTRICE Domenica 26 marzo è Pasqua.

TERZA ATTRICE Dalla sua prigionia, Moro scrive una lettera alla moglie.

TERZO ATTORE (scrivendo) Mia carissima Noretta, desidero farti giungere nel giorno di Pasqua, a te e a tutti, gli auguri più fervidi ed affettuosi con tanta tenerezza per la famiglia ed il piccolo in particolare. Ricordami ad Anna che avrei dovuto vedere oggi. Prego Agnese di farti compagnia la notte. Io sto discretamente, bene alimentato ed assistito con premura. Vi benedico, invio tante cose care a tutti e un forte abbraccio. Aldo.

SECONDO ATTORE Martedì 28 marzo, una fonte anonima segnala all’UCIGOS cinque nomi legati alle BR. Se fosse stata seguita, questa pista avrebbe portato a via Pio Foà dove si trova la tipografia usata dalle BR per stampare i propri documenti.

PRIMA ATTRICE Ma l’UCIGOS consegnerà alla magistratura l’informativa soltanto un mese dopo.

SECONDO ATTORE Nella tipografia delle Brigate rosse c’è una stampatrice Ab-Dik 260T già di proprietà del Raggruppamento unità speciali dell’Esercito italiano e una fotocopiatrice Ab-Dik 675 già di proprietà del Ministero dei trasporti.

SECONDA ATTRICE Mercoledì 29 marzo, le BR recapitano il comunicato n° 3 con acclusa una lettera di Moro al Ministro degli Interni Francesco Cossiga.

TERZO ATTORE (scrivendo) Caro Francesco, mentre t'indirizzo un caro saluto, sono indotto dalle difficili circostanze a svolgere dinanzi a te alcune lucide e realistiche considerazioni. In verità siamo tutti noi del gruppo dirigente che siamo chiamati in causa ed è il nostro operato collettivo che è sotto accusa e di cui devo rispondere.  Il sacrificio degli innocenti in nome di un astratto principio di legalità, mentre un indiscutibile stato di necessità dovrebbe indurre a salvarli, è inammissibile. Che Iddio vi illumini per il meglio, evitando che siate impantanati in un doloroso episodio, dal quale potrebbero dipendere molte cose. I più affettuosi saluti. Aldo Moro.

TERZA ATTRICE Fin da subito, Moro capisce che l’unica possibilità di aver salva la vita è legata a un’eventuale trattativa che lo Stato dovrà instaurare con i suoi carcerieri.

SECONDA ATTRICE Magari portata sul piano dello scambio di prigionieri.

TERZA ATTRICE E quest’ipotesi di trattativa, pur tra mille ambiguità, sembra che le Brigate rosse siano intenzionate a portare avanti.

PRIMO ATTORE Non possiamo accettare il ricatto posto in essere dalle Brigate rosse!

SECONDO ATTORE La condizione di Moro è tale da togliere in partenza validità morale a ciò che egli scrive dal luogo in cui è tenuto prigioniero!

TERZO ATTORE Sono intatto e in perfetta lucidità. Non è giusto dire che non sono più capace!

TERZA ATTRICE Moro è vittima della sindrome di Stoccolma!

PRIMA ATTRICE Egli stesso, se fosse stato libero, avrebbe sostenuto una linea di fermezza di fronte alle Brigate rosse!

PRIMO ATTORE Non è giusto anteporre ragioni umanitarie alla ragione di Stato!

TERZO ATTORE Il sacrificio degli innocenti in nome di un astratto principio di legalità è inammissibile. 

SECONDO ATTORE Con i terroristi non si tratta!

TERZO ATTORE Tutti gli Stati del mondo si sono regolati in modo diverso!

SECONDA ATTRICE Con i terroristi non s’è mai trattato.

TERZO ATTORE La libertà è stata concessa con procedure appropriate ai Palestinesi!

TERZA ATTRICE E non si tratterà mai!

SECONDA ATTRICE Giovedì 30 marzo, la questura di Roma pone sotto osservazione gli esponenti del Centro studi CERPET che terranno i contatti fra esponenti socialisti e i brigatisti incaricati di consegnare i comunicati delle BR.

PRIMA ATTRICE Questura di Roma. Socialisti. CERPET. Brigatisti. Una via di pedinamento c’era.

TERZO ATTORE Sabato 1 aprile, la Polizia torna in via Gradoli 96 ma, anche questa volta, non sfonda le porte degli appartamenti chiusi.

PRIMA ATTRICE Ma allora perché sono tornati?

SECONDA ATTRICE Domenica 2 aprile, a Zappolino, vicino Bologna, nel corso di un noioso dopopranzo,  un gruppo di professori universitari con le rispettive famiglie, per ingannare il tempo, decide di svolgere una seduta spiritica per avere qualche informazione sulla sorte di Moro.

SECONDO ATTORE Il piattino, su cui tutti poggiano un dito, si muove sulle lettere alfabetiche sparse sul tavolo e forma, indicando in successione delle lettere, la parola “Gradoli”. La parola G-R-A-D-O-L-I avrebbe anche potuto significare “GRADO LI”, “Grado elle uno”, vale a dire “Grado 51” in numeri romani.

TERZA ATTRICE Nella simbologia rosacrociana, il Grado 51 è denominato “Grado del Signore del gladio”.

PRIMA ATTRICE La struttura paramilitare segreta che agisce in Italia in quegli anni è denominata “Gladio.

TERZA ATTRICE Non è inverosimile l’ipotesi che qualcuno abbia voluto rivolgersi, cifratamene a chi era in grado di comprendere, il riferimento alla struttura paramilitare.

PRIMA ATTRICE In via Gradoli, per giunta, abita un Gran Maestro della Massoneria in rapporto di fratellanza con i Rosacroce.

TERZO ATTORE E in tutta la vicenda del sequestro di Aldo Moro e della strage degli uomini della sua scorta, la loggia massonica segreta P2 è presente nei posti chiave.

PRIMO ATTORE Risulteranno infatti affiliati alla P2, uomini che gestirono direttamente le ricerche di Moro e dei responsabili della strage.

SECONDO ATTORE Il Capo dell’Ufficio Affari riservati del Ministero dell’Interno.

TERZA ATTRICE Il direttore dei servizi segreti militari.

PRIMA ATTRICE Il Capo dell’Ufficio Contatto e Sicurezza dei servizi segreti militari.

SECONDA ATTRICE  Il Capo del servizio informazioni dell’Esercito.

TERZO ATTORE Il direttore dei servizi segreti civili.

PRIMO ATTORE  Il direttore del Comitato di coordinamento dei servizi di sicurezza.

SECONDO ATTORE  Il Comandante generale della Guardia di Finanza.

TERZA ATTRICE Il Capo di Stato Maggiore della Guardia di Finanza.

PRIMA ATTRICE Il Capo di Stato Maggiore della Marina Militare.

SECONDA ATTRICE  Il Vice Capo di Stato Maggiore della Marina Militare.

TERZO ATTORE Un alto dirigente dello Stato Maggiore della Marina Militare.

PRIMO ATTORE  Il direttore della Sala situazione globale del Viminale.

SECONDO ATTORE Il criminologo consulente del Ministro degli Interni.

TERZA ATTRICE Il responsabile dei posti di blocco a Roma.

PRIMA ATTRICE Il responsabile delle indagini di polizia giudiziaria sul conto dei brigatisti.

TERZA ATTRICE Questa seduta spiritica è soltanto un modo per far arrivare un’informazione che porti a mio marito senza scoprire la fonte che l’ha data. Dovete forse cercare a Roma in una strada che si chiami via Gradoli.

PRIMO ATTORE A Roma non esiste nessuna strada con questo nome.

TERZA ATTRICE Ma ne siete sicuri?

PRIMO ATTORE Sicurissimi, signora. Abbiamo fatto accurate ricerche ed è così. Esiste però un paesino nel viterbese che si chiama Gradoli: cercheremo lì.

SECONDA ATTRICE La Questura di Roma era stata più volte in via Gradoli, ma a Eleonora Moro nega persino di conoscere via Gradoli e s’impantana a perquisire un paesino nel viterbese.

SECONDO ATTORE Giovedì 6 aprile, infatti, reparti dell’antiterrorismo perquisiscono il paese di Gradoli.

PRIMA ATTRICE Venerdì 7 aprile, “Il Giorno” pubblica una lettera di Eleonora Moro rivolta al marito.

TERZA ATTRICE (leggendo da un giornale) Gentile Direttore, mi avvalgo della cortesia del suo giornale sul quale mio marito ha tante volte scritto, per rivolgermi a lui e rassicurarlo che tutti i componenti della famiglia sono uniti e in salute. Vorremmo sapesse che gli siamo vicini, che viviamo con lui, attimo per attimo, le ore di questi lunghissimi giorni, che preghiamo con lui, che avendo nonostante tutto fiducia negli uomini crediamo sia ancora possibile, dopo tanto dolore, riabbracciarlo.

SECONDO ATTORE Lo Stato non deve piegarsi al ricatto di assassini sanguinari!

PRIMO ATTORE La vita di Aldo Moro è senza alcun dubbio sacra. Ma ancor più lo è la stabilità dello Stato!

SECONDA ATTRICE Non si può trattare con i terroristi! Cosa direbbero i familiari di tutti coloro che sono stati uccisi dalle Brigate rosse?

PRIMO ATTORE Al vile ricatto di questi squallidi assassini, lo Stato deve rispondere con fermezza: non si tratta con chi ha le mani sporche di sangue!

PRIMA ATTRICE Tutti i partiti democratici sono concordi nel tener salda questa fermezza!

TERZO ATTORE (scrivendo) Mia carissima Noretta, anche se il contenuto della tua lettera al Giorno non recasse motivi di speranza, essa mi ha fatto un bene immenso. Resta, pur in questo momento supremo, la mia profonda amarezza personale.  Non si è trovato nessuno che si dissociasse? E Zaccagnini? Come può rimanere tranquillo al suo posto? E Cossiga che non ha saputo immaginare nessuna difesa?  Il mio sangue ricadrà su di loro.

VOCE REGISTRATA L'interrogatorio del prigioniero prosegue e, come abbiamo già detto, ci aiuta validamente a chiarire le linee antiproletarie, le trame sanguinarie e terroristiche che si sono dipanate nel nostro Paese, ad individuare con esattezza le responsabilità dei vari boss democristiani, le loro complicità, i loro protettori internazionali, gli equilibri di potere che sono stati alla base di trent'anni di regime DC. Niente deve essere nascosto al popolo!

PRIMO ATTORE Niente deve essere nascosto al popolo!

SECONDO ATTORE E’ il 10 di aprile: nel comunicato n° 5, le Brigate rosse continuano a ripetere questo ritornello: tutto verrà reso noto al popolo!

PRIMO ATTORE Niente deve essere nascosto al popolo!

SECONDO ATTORE E’ il 10 aprile.

VOCE REGISTRATA L'interrogatorio al prigioniero Aldo Moro è terminato. Non ci sono segreti che riguardano la DC che siano sconosciuti al proletariato. Quali misteri ci possono essere del regime DC da De Gasperi a Moro che i proletari non abbiano già conosciuto e pagato con il loro sangue? Non ci sono quindi "clamorose rivelazioni" da fare. Per quel che ci riguarda il processo ad Aldo Moro finisce qui. Non ci sono dubbi. Aldo Moro è colpevole e viene pertanto condannato a morte.

SECONDO ATTORE E’ il 15 aprile e questo è il comunicato n° 6.

PRIMO ATTORE Sono passati solo cinque giorni dal precedente comunicato e ora cambia tutto.

SECONDO ATTORE Le BR, smentendo se stesse rispetto al comunicato n° 5, dicono che non ci sono clamorose rivelazioni da fare.

PRIMO ATTORE In soli 5 giorni è cambiato tutto.

SECONDO ATTORE Perché?

PRIMO ATTORE Aldo Moro è colpevole e perciò viene condannato a morte.

SECONDO ATTORE Il filo della vita di Moro sta per spezzarsi, e sta per spezzarsi anche il filo politico che egli aveva cominciato ad annodare qualche mese prima, il 28 febbraio 1978, in un memorabile discorso ai gruppi parlamentari della Democrazia Cristiana; il suo ultimo discorso pubblico.

TERZO ATTORE Cari Colleghi ed Amici, dal momento nel quale si è determinata l'esclusione del Partito comunista italiano dall'area governativa, abbiamo avuto momenti di difficoltà, ed abbiamo realizzato delle svolte. Si può ritenere che il risultato elettorale del 20 giugno sia stato una risposta sostanzialmente positiva del Paese, il quale, a dispetto di tante polemiche interessate alla distruzione della Democrazia cristiana, ha risposto confermandoci nel ruolo di primo Partito italiano. Quindi abbiamo avuto una vittoria: ma non siamo stati gli unici vincitori. I vincitori sono stati due e due vincitori in una sola battaglia creano certamente dei problemi. Noi siamo in condizione di paralizzare il Partito comunista ed il Partito comunista è in grado di paralizzare la Democrazia cristiana. Noi dobbiamo, con un atto di coraggio, sfuggire alla logica di un condizionamento opprimente e paralizzante. Ma immaginate cosa avverrebbe in Italia se fosse condotta fino in fondo la logica della opposizione (da chiunque fosse condotta, da noi o da altri), se questo Paese dalla passionalità intensa e dalle strutture fragili, fosse messo ogni giorno alla prova da una opposizione condotta fino in fondo? Ecco che cosa è l'emergenza ed ecco che cosa consiglia una sorta di tregua e suggerisce di riflettere su un modo accettabile per uscire da questa crisi. Oggi dobbiamo vivere, oggi è la nostra responsabilità.

   Gli altri attori iniziano un timido applauso che, via via, diventa sempre più intenso.

 

PRIMA ATTRICE Domenica 16 aprile, Steve Pieczenik torna in America.

PRIMO ATTORE Chi è Steve Pieczenik?

PRIMA ATTRICE E’ un americano. Uno psichiatra inserito dal Ministro degli Interni nel “Gruppo ristretto per la gestione della crisi”, un gruppo di esperti che avrebbe dovuto contribuire a scoprire la prigione di Moro.

SECONDO ATTORE Ma Steve Pieczenik è anche un collaboratore della CIA, i servizi segreti americani.

TERZA ATTRICE  E il 16 aprile torna negli Stati Uniti.

SECONDA ATTRICE Il 15, le Brigate rosse condannano a morte Moro e dicono che le rivelazioni di Moro sono prive d’importanza, e il giorno dopo, lui se ne torna negli Stati Uniti!

TERZA ATTRICE La sua missione è forse compiuta?

TERZO ATTORE E qual era, allora, la sua missione?

PRIMA ATTRICE Quale fosse la sua missione l’ha rivelato lo stesso Pieczenik in un recente libro-intervista pubblicato in Francia.

PRIMO ATTORE Quando ho capito che Moro stava per rivelare importanti segreti di Stato mi sono rivolto a Cossiga per decidere se Moro poteva vivere o doveva morire.

SECONDO ATTORE Non si poteva far altro che uccidere Moro e per fare ciò bisognava strumentalizzare le Brigate Rosse.

TERZA ATTRICE E così conclude Pieczenik.

TERZO ATTORE La decisione finale è stata di Cossiga e, presumo, di Andreotti.

SECONDA ATTRICE Testuali parole di Pieczenik.

SECONDO ATTORE Lunedì 17 aprile, arriva in Italia da Parigi, presso la sede italiana dell’Hyperion in via Nicotera, a Roma, uno dei membri del Superclan. In serata torna a Parigi.

SECONDA ATTRICE Una visita lampo.

PRIMA ATTRICE Il centro di studi linguistici Hyperion ha la sua sede a Parigi, in Quai de la Tournelle, 27.

PRIMO ATTORE Dietro la facciata del centro di lingue, si cela un luogo che è il punto d’incontro del terrorismo internazionale: BR, Superclan, Eta, Ira, Olp, Raf…

TERZO ATTORE Ma l’Hyperion è infiltrato, in profondità, dai servizi segreti di diverse potenze occidentali.

SECONDA ATTRICE Le sedi italiane dell’Hyperion, a Milano e a Roma, verranno smantellate subito dopo la chiusura del caso Moro.

TERZA ATTRICE Nella stessa giornata, due telefonate anonime giungono a “L’Unità”. Una dice che Moro “è stato giustiziato alle ore 22.” L’altra dice che è stato ucciso in via Macerata.

PRIMO ATTORE La Renault 4 rossa su cui verrà rinvenuto il cadavere di Moro il 9 maggio, è targata Macerata.

SECONDO ATTORE Un’altra telefonata anonima giunge in casa di un dirigente della DC e dice che Moro è stato ucciso.

PRIMO ATTORE Ed eccoci a Martedì 18 aprile.

TERZO ATTORE Alle 8,15, un’inquilina di via Gradoli 96 telefona all’amministratore del condominio per una perdita d’acqua nell’appartamento dell’ing. Borghi.

TERZA ATTRICE Alle 9,15 una telefonata a “Il Messaggero” annuncia un nuovo comunicato delle BR, il n° 7. Nel comunicato si dice che Moro è stato giustiziato mediante suicidio e che il corpo si trova sul fondo del lago della Duchessa, vicino Rieti.

SECONDO ATTORE Alle 9,47 i vigili del fuoco giungono in via Gradoli.

PRIMO ATTORE Alle 10,08 la Polizia giunge a via Gradoli a sirene spiegate.

TERZO ATTORE Ottimo modo per sperare di catturare qualche terrorista che, ignaro, dovesse far rientro al covo.

SECONDO ATTORE Alle 12,30, la radio nazionale dà la notizia della scoperta del covo.

TERZO ATTORE Ormai nessun brigatista potrà più essere arrestato nel momento del rientro al covo.

PRIMO ATTORE I Vigili del fuoco che entreranno per primi, troveranno uno strano modo di nascondere le cose in un covo di terroristi: tutto è esposto, come in un museo, alla vista del primo venuto: armi, volantini, schedari…

SECONDO ATTORE Nel bagno si scopre il mistero della perdita d’acqua.

TERZO ATTORE Una scopa è stata poggiata su due bordi della vasca da bagno facendo da sostegno al telefono della doccia che è indirizzato verso l’unico punto in cui, sulla parete, una maiolica spezzata permette all’acqua d’infiltrarsi nel muro e sgocciolare nell’appartamento sottostante.

PRIMO ATTORE L’acqua della doccia è stata lasciata aperta.

PRIMA ATTRICE Iniziano, intanto, le ricerche al lago della Duchessa.

SECONDA ATTRICE Senza risultati.

PRIMA ATTRICE Nessuno avrebbe mai potuto pensare che un cadavere potesse essere gettato in un lago la cui superficie ghiacciata richiede alle forze dell’ordine che forino il ghiaccio per consentire delle immersioni per perlustrare il fondo.

TERZA ATTRICE Con un comunicato n° 7 autentico, accompagnato dalla foto di Moro che tiene in mano una copia de “La Repubblica”, le Brigate rosse dimostrano che Moro è ancora vivo.

SECONDO ATTORE Attenzione alle date!

PRIMO ATTORE Il 10 aprile le Br dicono che tutto sarà reso noto. 10 aprile!

TERZO ATTORE Il 15 le BR condannano a morte Moro e dicono che non ci sono rivelazioni da fare. 15 aprile!

SECONDO ATTORE Il 16 Steve Pieczenik torna in America.

PRIMO ATTORE Il 17 un membro del Superclan che frequenta il centro Hyperion a Parigi, viene a Roma.

TERZO ATTORE Il 18: le due farse!

PRIMO ATTORE La scoperta pilotata del covo di via Gradoli…

PRIMA ATTRICE … e il falso comunicato del Lago della Duchessa.

TERZO ATTORE Dal 16 marzo al 15 aprile, le operazioni della Questura di Roma sono state 1.895, una media di 61 al giorno.

SECONDA ATTRICE Dal 16 aprile al 9 maggio saranno 545, una media di 23 al giorno.

SECONDO ATTORE 61 fino al 15 aprile.

TERZA ATTRICE 23, dopo il 15 aprile.

TERZO ATTORE Tutto cambia quando, nel comunicato n° 5, le Brigate rosse fanno sapere che il prigioniero sta rivelando notizie relative a trame e misteri politici.

TERZA ATTRICE Ma cosa aveva detto Moro alle Brigate rosse?

SECONDO ATTORE E il Colpo di Stato del generale De Lorenzo?

TERZO ATTORE Fu fatto per bloccare o almeno fortemente dimensionare la politica di centro sinistra.

SECONDO ATTORE Da chi fu ispirato?

TERZO ATTORE Dal Presidente della Repubblica Segni.

PRIMO ATTORE Perché lo fece?

TERZO ATTORE Perché era contrario alla svolta del centro-sinistra.

SECONDO ATTORE Ma lo stesso obiettivo lo si cerca di raggiungere anche oggi, non è vero?

TERZO ATTORE Per quanto riguarda la strategia della tensione, non possono non rilevarsi, accanto a responsabilità che si collocano fuori dell'Italia, indulgenze e connivenze di organi dello Stato e della Democrazia Cristiana in alcuni suoi settori.

SECONDO ATTORE A cosa mira questa strategia?

TERZO ATTORE A rimettere l'Italia nei binari della “normalità” dopo le vicende del '68 ed il cosiddetto autunno caldo.

PRIMO ATTORE Ci dica adesso da dove ha ricevuto finanziamenti il suo partito in tutti questi anni?

TERZO ATTORE Nei primi tempi del dopoguerra provenivano dall'interno della Confindustria.

SECONDO ATTORE E dall’estero?

TERZO ATTORE Dalla Cia, finalizzati ad una auspicata omogeneità della politica interna ed estera italiana ed americana.

PRIMO ATTORE Bella storia, non c’è che dire!

SECONDO ATTORE E le Banche?

TERZO ATTORE Il potere della D.C. è andato largamente fondandosi sul predominio in materia bancaria.

SECONDO ATTORE Anche la stampa è legata a voi, no?

TERZO ATTORE La D.C. trascina a fatica due ultimi giornali residui. Da qui la necessità in cui essa si trova di fare ricorso a Rizzoli che le permette di non chiudere. Il Paese è così dominato da cinque o sei testate.

SECONDO ATTORE Ci parli dei legami militari fra Italia e Stati Uniti.

TERZO ATTORE Fin quando, essendo Ministro degli Esteri, avevo un minimo di conoscenza dell'organizzazione militare alleata, nessuna particolare enfasi era posta sull'attività antiguerriglia che la Nato avrebbe potuto in certe circostanze dispiegare. Ciò non vuol dire che non sia stato previsto un addestramento alla guerriglia da condurre contro eventuali forze avversarie occupanti ed alla controguerriglia a difesa delle forze nazionali.

PRIMA ATTRICE Questo - e molto altro – disse Moro alle Brigate rosse. Il tutto fu raccolto nel cosiddetto “memoriale Moro” che contiene le sue risposte scritte a domande che via via gli vengono poste dalle BR.

SECONDA ATTRICE Rinvenuto, dopo la morte di Moro, in due distinti momenti, in un covo situato a Milano in via Montenevoso, il memoriale è largamente incompleto e non s’è mai trovato il suo manoscritto originale.

TERZA ATTRICE Tutti coloro che, in un modo o in un altro, hanno avuto a che fare con quel memoriale, sono morti di morte violenta o in circostanze sospette.

PRIMA ATTRICE Il generale Galvaligi.

SECONDA ATTRICE Il giornalista Mino Pecorelli.

TERZA ATTRICE Il generale Carlo Alberto Dalla Chiesa.

PRIMA ATTRICE Il colonnello Varisco.

SECONDA ATTRICE L’esponente della Banda della Magliana Tony Chicchiarelli.

PRIMA ATTRICE E’ il 30 aprile. Una domenica.

SECONDA ATTRICE Pareggiando con la Roma allo stadio Olimpico, la Juventus vince matematicamente lo scudetto.

TERZA ATTRICE Sempre a Roma, in piazza Barberini, attorno a questa data, la direzione della colonna romana delle Brigate rosse, s’incontra per decidere sulla sorte di Moro.

PRIMO ATTORE A che serve chiederci un parere adesso, se la condanna a morte è già stata pronunciata?

SECONDO ATTORE Non dire cazzate, stiamo sentendo il parere di tutti i compagni: è una responsabilità collettiva, questa!

PRIMA ATTRICE Per me è una cazzata ammazzarlo!

PRIMO ATTORE E’ sicuramente una cazzata: Moro ci è più utile da vivo che da morto!

SECONDO ATTORE Noi abbiamo posto delle condizioni, abbiamo lasciato una porta aperta per liberarlo ma loro si sono ostinati a non trattare con noi: che dobbiamo fare?

TERZA ATTRICE Se non eseguiamo la condanna dimostriamo di essere deboli!

PRIMO ATTORE Dimostriamo d’essere forti!

SECONDA ATTRICE Non è così!

PRIMO ATTORE Noi gli buttiamo in mezzo ai piedi una bomba: Moro, dopo aver visto come l’hanno trattato, farà saltare in aria tutti i loro giochi!

SECONDO ATTORE Moro è uno di loro. Appena fuori torna a essere quello di prima!

SECONDA ATTRICE Non possiamo cedere!

PRIMA ATTRICE Stiamo facendo il loro gioco.

SECONDO ATTORE Stiamo facendo con coerenza quello che avevamo annunciato.

TERZA ATTRICE Basta chiacchiere, adesso: dobbiamo decidere!

PRIMO ATTORE Aspettate! Pensiamoci bene: si sono spaccati, i socialisti hanno aperto alla trattativa…

SECONDO ATTORE I socialisti stanno solo facendo il loro gioco…

PRIMO ATTORE Mezzo mondo ci ha chiesto un atto di clemenza: Arafat, il segretario dell’ONU, il Papa…

PRIMA ATTRICE Vi rendete conto: siamo noi nella condizione di poter concedere una grazia a un prigioniero!

SECONDA ATTRICE Decidiamo! Decidiamo!

PRIMO ATTORE E allora fate come cazzo vi pare: ma io sono contrario!

SECONDO ATTORE (alla prima attrice) E tu?

PRIMA ATTRICE Io sono contraria.

SECONDO ATTORE Bene, voi siete gli unici due contrari, quindi andiamo avanti!

VOCE REGISTRATA Alle organizzazioni comuniste combattenti, al movimento rivoluzionario, a tutti i proletari. Compagni, la battaglia iniziata il 16 marzo con la cattura di Aldo Moro è giunta alla sua conclusione. Dopo l'interrogatorio ed il Processo Popolare al quale è stato sottoposto, il Presidente della Democrazia Cristiana è stato condannato a morte. L'unico linguaggio che i servi dell'imperialismo hanno dimostrato di saper intendere è quello delle armi, ed è con questo che il proletariato sta imparando a parlare. Concludiamo quindi la battaglia iniziata il 16 marzo, eseguendo la sentenza a cui Aldo Moro è stato condannato.

TERZA ATTRICE Fra gli ultimi giorni di aprile e i primi di maggio - Moro è ancora vivo - due agenti dei servizi segreti si recano a palazzo Caetani in via delle Botteghe Oscure, presso le proprietà Caetani a Ninfa e al Castello di Sermoneta, per indagare attorno ad un certo Igoŕ.

PRIMA ATTRICE Pensano che nel palazzo Caetani di via delle Botteghe oscure, o nei dintorni, ci sia la prigione di Moro.

TERZA ATTRICE Ricordate che proprio lì vicino verrà ritrovato il cadavere di Aldo Moro.

SECONDA ATTRICE Gli agenti individuano Igoŕ Markevič, marito di Topazia Caetani.

TERZA ATTRICE Igoŕ Markevič è un famoso musicista russo che è in ottimi rapporti con i servizi segreti americani (con i quali ha collaborato durante la Guerra)…

PRIMA ATTRICE … con l’Unione Sovietica (per le sue simpatie marxiste)…

SECONDA ATTRICE … e con Israele (per il suo acceso filosemitismo).

TERZA ATTRICE A indirizzare il SISMI nella zone del ghetto a Roma è stata un’insolita animazione notata sul retro di palazzo Caetani. Gli agenti hanno indagato anche su quel palazzo ma poi sono stati fermati da ordini superiori.

PRIMA ATTRICE Subito dopo la morte di Moro, due giudici, indirizzati da un pentito delle BR, indagano nella zona portandovi, di notte, lo stesso pentito a riconoscere il palazzo che lo avrebbe ospitato durante la sua latitanza.

PRIMO ATTORE Mentre sono impegnati in questo lavoro segreto, su “La Nazione” di Firenze - il pentito è di Firenze - compare un articolo che dice che questi è stato condannato a morte dalle BR.

TERZO ATTORE Il pentito si spaventa  e smette di collaborare.

SECONDO ATTORE Qualche giorno dopo, a uno dei giudici viene recapitata una foto ritraente i due giudici e il pentito mentre perlustrano, di notte, via dei Funari all’incrocio con via Caetani.

PRIMO ATTORE Qualcuno li ha spiati e vuole intimorirli.

TERZA ATTRICE La foto è stata scattata, con ogni probabilità, da una sede coperta del SISDE in un palazzo vicino.

PRIMA ATTRICE Anche in via Caetani, un appartamento era in uso ai servizi segreti.

SECONDA ATTRICE L’appartamento che aveva ospitato il pentito era intestato alla figlia del proprietario di un grande deposito di tessuti con passo carrabile in piazza Paganica, a poche decine di metri dal punto in cui verrà ritrovato il cadavere di Moro.

TERZA ATTRICE Le tracce di filamenti di tessuti sulle ruote della Renault 4 rossa su cui verrà ritrovato il cadavere di Moro fanno capire che la macchina ha percorso poca strada e a bassa velocità dal momento in cui sulle gomme si sono attaccati i filamenti.

SECONDA ATTRICE La proprietaria è legata alla rete di Simon Wiesenthal da cui spesso il Mossad recluta agenti.

TERZA ATTRICE Nel covo di via Gradoli erano state trovate le chiavi di una Jaguar intestata al titolare di un negozio di tessuti in via Arenula, sempre nel ghetto.

TERZO ATTORE Fra il materiale trovato nel covo di via Gradoli, vi è un appunto manoscritto: (leggendo da un bigliettino) “Marchesi Liva – 659127 – mercoledì 22, ore 21 e un quarto – Atropina”.

SECONDO ATTORE Il mercoledì 22 corrisponde al 22 marzo.

PRIMO ATTORE 6 giorni dopo la strage di via Fani.

TERZA ATTRICE L’atropina è un farmaco usato da Moro.

PRIMA ATTRICE L’utenza 659127 è dell’Immobiliare Savellia con sede nel palazzo Orsini in via Monte Savello, al ghetto.

SECONDA ATTRICE Il palazzo Orsini è la residenza della marchesa…

TERZO ATTORE Marchesi, diceva il biglietto.

SECONDA ATTRICE Litta Valeria Rossi Modigliani.

TERZO ATTORE Li: Litta.

SECONDA ATTRICE Va: Valeria.

TERZO ATTORE Litta Valeria.

SECONDA ATTRICE Li Va.

PRIMO ATTORE L’Immobiliare Savellia è amministrata da un uomo di fiducia del SISDE.

SECONDO ATTORE Fra gli altri reperti trovati in via Gradoli, vi è uno schizzo della mappa del palazzo Orsini, un edificio comprensivo di un passo carraio.

   Pausa.

PRIMA ATTRICE Lunedì 24 aprile, con il comunicato n° 8: le BR chiedono lo scambio del prigioniero con 13 detenuti.

SECONDA ATTRICE Acclusa al comunicato c’è una lettera di Moro indirizzata al segretario della Democrazia Cristiana Benigno Zaccagnini.

TERZO ATTORE Caro Zaccagnini, siamo quasi all'ora zero: mancano più secondi che minuti.  Siamo al momento dell'eccidio. Con quale senso di giustizia, con quale pauroso arretramento sulla stessa legge del taglione, lo Stato, con la sua inerzia, con il suo cinismo, con la sua mancanza di senso storico consente che per una libertà che s'intenda negare si accetti e si dia come scontata la più grave ed irreparabile pena di morte? Non creda la D.C. di avere chiuso il suo problema, liquidando Moro. Io ci sarò ancora come un punto irriducibile di contestazione e di alternativa, per impedire che della D.C. si faccia quello che se ne fa oggi. Per questa ragione, per una evidente incompatibilità, chiedo che ai miei funerali non partecipino né Autorità dello Stato né uomini di partito.  Chiedo di essere seguito dai pochi che mi hanno veramente voluto bene e sono degni perciò di accompagnarmi con la loro preghiera e con il loro amore.

PRIMA ATTRICE Eppure, negli ultimi giorni prima della sua morte, c’è stato un momento in cui Moro è convinto di essere stato graziato dai terroristi.

SECONDA ATTRICE Lo si comprende leggendo le ultime pagine del suo memoriale.

TERZO ATTORE (legge da un foglio) Il periodo, abbastanza lungo, che ho passato come prigioniero politico delle Brigate Rosse, è stato naturalmente duro, com'è nella natura delle cose, e come tale educativo.

PRIMA ATTRICE Moro parla come se la prigionia si stesse concludendo positivamente.

TERZO ATTORE (c.s.) Onorevole Berlinguer, lei per poco soltanto rischiava d’inaugurare la nuova fase politica mandando a morte lo stratega dell’attenzione al Partito comunista.

SECONDA ATTRICE La morte è qui un pericolo ormai scampato!

TERZO ATTORE (c.s.) Desidero dare atto che alla generosità delle Brigate rosse devo, per grazia, la salvezza della vita e la restituzione della libertà.

TERZA ATTRICE Qui Moro è convinto che sta per essere liberato! Addirittura, dà atto alle Brigate rosse di generosità!

PRIMA ATTRICE Domenica 7 maggio, un operaio addetto alla pulizia dei canali nota nei pressi di Fregene una Renault 4 rossa.

SECONDA ATTRICE Lunedì 8 maggio, giunge un messaggio telefonico a un parroco della Val di Susa che dice “Il mandarino è marcio”.

TERZA ATTRICE Anagrammando il testo del messaggio, la frase che compare è “Il cane morirà domani”.

SECONDO ATTORE Pronto? E’ il professor Franco Tritto?

PRIMO ATTORE Chi parla?

SECONDO ATTORE Il dottor Nicolaj.

PRIMO ATTORE Chi Nicolaj?

SECONDO ATTORE E’ lei il professor Franco Tritto?

PRIMO ATTORE Sì, sono io.

SECONDO ATTORE Dovrebbe portare un’ultima ambasciata alla famiglia…

PRIMO ATTORE Sì, ma io voglio sapere chi parla.

SECONDO ATTORE Brigate rosse!... Ha capito?

PRIMO ATTORE Sì.

SECONDO ATTORE Non posso stare molto al telefono. Dovrebbe dire questa cosa alla famiglia, dovrebbe andare personalmente e dire questo: adempiamo alle ultime volontà del presidente comunicando alla famiglia dove potrà trovare il corpo dell’onorevole Aldo Moro.

PRIMO ATTORE Ma… che cosa dovrei fare?

SECONDO ATTORE Mi sente?

PRIMO ATTORE No; se può ripetere, per cortesia…

SECONDO ATTORE No, non posso ripetere, guardi… Allora lei deve comunicare alla famiglia che troveranno il corpo dell’onorevole Aldo Moro in via Caetani, che è la seconda traversa a destra di via delle Botteghe oscure. Va bene?

PRIMO ATTORE Sì

SECONDO ATTORE Lì c’è una Renault 4 rossa. I primi numeri di targa sono N5.

PRIMO ATTORE (comincia a piangere) N5? Devo telefonare io?

SECONDO ATTORE No, dovrebbe andare personalmente.

PRIMO ATTORE (piangendo) Non posso…

SECONDO ATTORE Non può? Dovrebbe, per forza…

PRIMO ATTORE (c. s.) Sì, certo, sì…

SECONDO ATTORE Mi dispiace. Cioè se lei telefona non… verrebbe meno all’adempimento delle richieste che ci aveva fatto espressamente il presidente… L’ultima volontà dell’onorevole è questa: cioè di comunicare alla famiglia, perché la famiglia doveva riavere il suo corpo… Va bene? Arrivederci.

PRIMA ATTRICE Martedì 9 maggio.

SECONDA ATTRICE L’epilogo di questa tragedia.

TERZA ATTRICE Le Brigate rosse dicono che Moro è stato ucciso fra le 6 e le 6,30.

PRIMA ATTRICE I periti, invece, collocano la morte di Moro attorno alle 9.

TERZA ATTRICE Per la Brigate rosse Moro viene fatto uscire dalla sua cella in via Montalcini e trasportato, dentro una cesta, nel garage del palazzo…

PRIMA ATTRICE … dove viene fatto salire nel bagagliaio della Renault 4.

SECONDA ATTRICE Moro è stato colpito da un proiettile calibro 9 corto di una pistola Walter Ppk e poi da 11 proiettili 7,65 di una mitraglietta Skorpion: così dicono le BR.

TERZA ATTRICE Per i periti è certo, però, che sparò prima la mitraglietta e poi la Ppk.

PRIMA ATTRICE Dal sedile anteriore della Renault 4.

TERZA ATTRICE Non dall’esterno dell’auto, come dicono i brigatisti.

SECONDO ATTORE Il cadavere non s’è mosso dopo la morte, dicono ancora i periti. Quindi l’auto può aver fatto solo pochi metri.

PRIMA ATTRICE Non è stato trasportato per chilometri, come dicono i brigatisti, da via Montalcini – zona della Magliana – a via Caetani –zona del ghetto.

SECONDO ATTORE Sulle ruote della Renault 4 rossa e sotto le scarpe di Moro, nonché nel risvolto dei suoi pantaloni viene rinvenuto terriccio del litorale romano. Sotto le scarpe anche molti filamenti di tessuti.

PRIMA ATTRICE E siamo ormai alla fine di quei tragici 55 giorni.

SECONDA ATTRICE Fra poco, tutto sarà compiuto; e la vita sembrerà riprendere a scorrere come sempre.

TERZA ATTRICE In quella settimana, in testa alla Hit parade c’è Stayin’ alive dei Bee Gees.

SECONDO ATTORE Fra un mese circa inizieranno i Campionati mondiali di calcio in Argentina: l’Italia si classificherà al quarto posto.

PRIMA ATTRICE Il Presidente egiziano Sadat e il Primo ministro israeliano Begin vinceranno il Nobel per la pace.

SECONDA ATTRICE La Palma d’oro del Festival di Cannes verrà assegnata a L’albero degli zoccoli di Ermanno Olmi.

PRIMO ATTORE Tanti fatti accaduti in quei 55 giorni rimangono misteri ancora oggi, a trent’anni di distanza.

SECONDO ATTORE Tre cose, però, forse, appaiono oggi molto più vere che in passato.

SECONDA ATTRICE Primo: le Brigate rosse, forse, agirono autonomamente, non per conto di qualche mandante occulto.

TERZA ATTRICE Secondo: una volta però che Moro si trovò nelle loro mani, servizi segreti di ben quattro Stati fecero di tutto perché da lì non uscisse vivo.

PRIMO ATTORE I servizi segreti americani, italiani e russi vollero che venisse rispettata la logica spartitoria di Yalta, per cui doveva essere a ogni costo bloccato il progetto di Moro di portare al governo il Partito comunista.

PRIMA ATTRICE I servizi segreti israeliani vollero contribuire a destabilizzare l’Italia per permettere allo Stato d’Israele di sostituirsi a essa come partner privilegiato degli Stati Uniti nel controllo del Mediterraneo.

SECONDO ATTORE Le Brigate rosse furono uno strumento più o meno consapevole di questi piani.

PRIMO ATTORE Terzo: se oggi, finalmente, i brigatisti pentiti, dissociati o quant’altro, si decidessero a smettere di continuare a mentire o a tacere la verità, si potrebbe ricostruire cosa accadde davvero in Italia in quegli anni.

SECONDA ATTRICE Tra il primo gennaio 1969 e il 31 dicembre 1987, ci furono in Italia 14.591 atti di violenza con motivazione politica, che fecero 491 morti e 1.181 feriti. Numeri che dicono con chiarezza che in quei diciannove anni si combatté una vera e propria guerra.

Una luce molto stretta illumina il terzo attore, solo, al centro della scena.

TERZO ATTORE Mia dolcissima Noretta, dopo un momento di esilissimo ottimismo, siamo ormai, credo, al momento conclusivo. Vorrei restasse ben chiara la piena responsabilità della Democrazia Cristiana con il suo assurdo ed incredibile comportamento. E' poi vero che moltissimi amici o ingannati dall'idea che il parlare mi danneggiasse o preoccupati delle loro personali posizioni, non si sono mossi come avrebbero dovuto.  Cento sole firme raccolte avrebbero costretto a trattare. E questo è tutto per il passato. Per il futuro c'è in questo momento una tenerezza infinita per voi, il ricordo di tutti e di ciascuno, un amore grande grande carico di ricordi apparentemente insignificanti e in realtà preziosi. Bacia e carezza per me tutti, volto per volto, occhi per occhi, capelli per capelli. A ciascuno una mia immensa tenerezza che passa per le tue mani. Sii forte, mia dolcissima, in questa prova assurda e incomprensibile. Sono le vie del Signore. Vorrei capire, con i miei piccoli occhi mortali, come ci si vedrà dopo. Se ci fosse luce, sarebbe bellissimo. Amore mio, sentimi sempre con te e tienimi stretto. Bacia e carezza Fida, Demi, Luca (tanto tanto Luca), Anna, Mario, il piccolo non nato, Agnese, Giovanni.  Sono tanto grato per quello che hanno fatto. Tutto è inutile, quando non si vuole aprire la porta.

Si stende lentamente a terra, in posizione quasi fetale, così come fu trovato il cadavere di Aldo Moro nella Renault 4. Dopo qualche istante, una breve raffica di mitra e si fa buio.

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