SE TI INCONTRASSI UNA SERA A MEZZANOTTE
Dialogo di
Daniela Ariano
Musica di
Marcello Appignani
PERSONAGGI:
IVAN
UOMO
SCENA: musica di sottofondo, penombra rossastra. Il divano di un corridoio
dalbergo al centro della scena, vi seduto un uomo a gambe accavallate.
Indossa un pigiama con sopra una vestaglia e sta fumando. Luomo guarda davanti
a s con aria pensosa. Entra Ivan da destra (si immagina che sia appena uscito
dalla sua stanza), assonnato e sconvolto. Anche lui abbigliato con pigiama e
vestaglia identici alluomo seduto, i due si somigliano visibilmente. Ivan si
avvicina al divano, la musica sfuma.
IVAN Posso?
UOMO (continuando a guardare davanti a s, atono) Prego.
IVAN (si siede) Anche lei soffre dinsonnia, vero? (si passa una mano fra i
capelli) Ma che ore sono?
UOMO (tirata di sigaretta) E mezzanotte e un minuto.
IVAN (sconsolato) Ancora mezzanotte. Speravo che fossero almeno le tre o le
quattro di mattina. Pazienza! (con i polpastrelli massaggia gli occhi
indolenziti, sbadiglia) Meno male che c lei, cos ci faremo compagnia. A
proposito, io mi chiamo Ivan. (porge la mano allo sconosciuto)
UOMO (impassibile stringe la mano di Ivan) Piacere.
IVAN (imbarazzato) E tanto che si trova qui?
UOMO (tirata di sigaretta) Cosa intende per qui? Il divano?
IVAN (ride) No, no, intendevo in questo albergo?
UOMO Pochissimo tempo.
IVAN Anche lei venuto per la fiera, immagino?! (luomo non risponde; Ivan si
alza e inizia a gironzolare) Non so lei, ma io sono riuscito a trovare una
stanza per miracolo. Che poi a cosa mi serve non si sa, visto che non riesco a
dormire pi di due ore per notte. Pensi che prima di mettermi a letto ho
ingurgitato un intero sonnifero di quelli potenti; con questo, caro Ivan mi
sono detto mentre mandavo gi il pillolone domani mattina non ti sveglieranno
neanche le cannonate. E invece, eccomi qua. Sono rimasto inchiodato al letto
per pi di unora ad osservare il nulla intorno a me e a percepire ogni rumore
che il silenzio produce. Sono convinto che, in tali circostanze, se una formica
mi passasse accanto riuscirei a sentire anche il suo respiro. (pausa, si
risiede sul divano) Secondo lei le formiche respirano? Sono cos piccole e
indifese che pare impossibile riescano anche a respirare.
UOMO Ne ha uccise molte?
IVAN (sorpreso) Di formiche? Qualcuna ogni tanto, quando invadevano la mia
cucina ed entravano nella dispensa. Del resto basta cos poco, un semplice
gesto della mano per farne fuori almeno una cinquantina.
UOMO E non prova alcun rimorso?
IVAN (incuriosito e divertito) Penso proprio di no. Del resto erano solo
formiche e stavano assaltando la mia dispensa. Mi dovevo pur difendere, non
crede?! (pausa) E poi, scusi, gli insetticidi li hanno inventati apposta.
UOMO Anche la bomba atomica stata inventata apposta.
IVAN (stupito) Come paragone non c male!
UOMO La bomba atomica distrugge la societ degli uomini, linsetticida
distrugge il mondo perfetto delle formiche. Sono la stessa cosa.
IVAN Se lo dice lei. (imbarazzato) Comunque mi capitato soltanto un paio di
volte di dover uccidere un gruppetto di formiche; sa era come in guerra, o io o
loro.
UOMO (tirata di sigaretta) Istinto di sopravvivenza, suppongo. (Ivan fa cenno
di s con la testa sempre pi imbarazzato) E la volta che ha ucciso quel
ramarro puntellando le sue zampine con i chiodi? Anche quello era istinto di
sopravvivenza?
IVAN (fa un balzo in piedi spaventato) E lei come fa a saperlo? (luomo non
risponde e continua a fumare) Forse noi due ci conosciamo? (si passa una mano
fra i capelli e scruta luomo in volto sforzandosi di ricordare se lo ha gi
visto da qualche parte)
UOMO (impassibile senza guardare Ivan) E la volta in cui ha appiccato il fuoco
alla coda del suo gatto, anche in quel frangente listinto di sopravvivenza ha
avuto la meglio, vero?
IVAN (sconvolto, in piedi girovagando) Ma ero un bambino e non sapevo che cosa
fossero la morte e la sofferenza. Per me era un gioco, uno stupido gioco
innocente. La morte a quellet non ha alcun senso, una parola vuota che pu
affascinare chi non conosce la sua furia devastante. (si volta verso luomo)
Come si fa a spiegare a un bambino cos la vita?
UOMO Capisco.
IVAN (nervoso) Mi scusi, ma questa conversazione sta diventando pesante.
(accenna ad andarsene)
UOMO (sarcastico) Che cosa fa adesso, fugge?
IVAN (sempre pi nervoso) Non fuggo, torno nella mia stanza e tento di
riprendere sonno, anche se sar fatica sprecata ormai. Grazie a lei anche
lultimo barlume di tranquillit che mi era rimasto si volatilizzato.
UOMO Lei fugge sempre, caro signore. Anche quando la sua donna le ha chiesto di
aiutarla lei fuggito. Ha preso la porta e puff, sparito inghiottito dal
nulla, lasciandola sola a lottare contro una grande nemica.
IVAN (torna indietro, sconvolto) Io non potevo fare niente di diverso; lei era
l che moriva giorno dopo giorno, ora dopo ora. Dovevo rimanere impassibile a
vederla consumarsi in una lotta senza scampo? (si siede e guarda davanti a s)
S, forse dovevo. Ma non ci sono riuscito, stato pi comodo prendere la porta
e andarmene. (pausa) Lei era l che mi guardava, sapeva che non ci saremmo pi
rivisti ma non cera astio nei suoi occhi. Mi guardava da dietro le sue enormi
iridi verdi, spalancate come la voragine che la stava risucchiando e non diceva
nulla. Mi guardava e basta. Io invece ho avuto il coraggio di sfiorarla con la
mia mente solo per un attimo, un attimo lunghissimo in cui mi sono sentito
soffocare, il peso dei suoi occhi era insopportabile. (pausa) Del resto non
avrei potuto modificare gli eventi e ci che doveva accadere sarebbe accaduto
comunque, con o senza di me.
UOMO (tirata di sigaretta) Anche questo istinto di sopravvivenza.
IVAN Immagino di s.
UOMO Comunque sua moglie lha perdonata.
IVAN (guarda luomo) E lei come lo sa?
UOMO Il pi forte perdona sempre il pi debole. (per la prima volta si gira
verso Ivan, si osservano) Ma lei, caro signore, lei si perdonato?
IVAN (pausa, scruta a fondo il volto delluomo) Ma si pu sapere che cosa vuole
da me? E forse lurlo della mia coscienza o il giustiziere misterioso venuto a
sconvolgere le mie notti insonni!? No forse uno psichiatra in vacanza oppure
non esiste, s lei una allucinazione ed io forse sto dormendo e sono preda di
un incubo. (si alza) S, probabilmente proprio cos, lei un mio incubo. Devessere
colpa del sonnifero. Dovr dirlo al mio medico curante.
UOMO (ride) La smetta di blaterare! Che cosa le importa sapere chi sono? Ognuno
rispecchia negli altri le proprie angosce tortuose e corrose dallesistenza.
Ognuno ha nellanima una colpa da espiare, un segreto nauseabondo da celare
agli altri per paura di essere giudicato. Ma le Erinni malvagie calano nel buio
della notte, orribili fantasie avvolte nelle loro sudice ali, per rammentare
agli uomini quanto sia difficile dimenticare. Coi loro artigli afferrano la
nostra ombra e graffiano il nostro cuore trasformandolo in uninutile pompa
priva di motore. Ci che le luci dellalba dissolvono, loscurit della notte
riempie e trabocca fino a divenire uninsopportabile agonia, un annaspare alla
ricerca daria, un chiedersi continuamente dove sia la luce e dove siamo noi.
IVAN La smetta! Mi terrorizza.
UOMO (tirata di sigaretta) Non sono io a terrorizzarla ma lei, caro signore,
ad essere terrorizzato da s stesso.
IVAN Che cosa vorrebbe insinuare
UOMO Io potrei essere lei
IVAN (ridacchia nervosamente) E assurdo!
UOMO (sorride) Perch no? Io potrei essere il suo alter ego, il suo doppio, la
sua immagine riflessa. Potrei essere le sue paure, le sue debolezze, la sua
volont annichilata dallessenza del vivere... e molto di pi, mi creda, molto
di pi!
IVAN (osserva luomo; il sorriso iniziale si smorza sulle sue labbra) Se lei
una mia allucinazione vuol dire che sono impazzito altrimenti mi sono imbattuto
in uno squilibrato, ma che differenza fa? Le sue verit sono inattaccabili.
(pausa, stanco) Mi potr mai liberare di lei?
UOMO Suppongo di no.
IVAN S, lo penso anchio. Del resto si fa labitudine a tutto.
UOMO Lo prendo come un complimento.
IVAN Lo prenda pure come vuole. Piuttosto, ridicolo darci del lei.
UOMO (tirata di sigaretta) Diamoci del tu allora. (tira fuori il pacchetto di
sigarette e lo offre a Ivan) Vuoi?
IVAN S, grazie. (imbarazzato prende una sigaretta e la accende con laccendino
che luomo gli porge) Bene, adesso che cosa si fa?
UOMO Tu che cosa avresti fatto se non mi avessi incontrato?
IVAN (tirata di sigaretta, pensa) Non lo so, forse avrei letto un libro o avrei
passeggiato su e gi per il corridoio fino allo sfinimento. Oppure sarei
rimasto seduto su questo divano a fissare il muro, magari canticchiando nella
mia testa qualche ninna nanna.
UOMO Sono tutte cose che puoi ancora fare, se lo desideri.
IVAN (si mette seduto sulla spalliera del divano, nervoso) Ti sembra facile,
dopo averti conosciuto, mettermi a leggere un libro oppure canticchiare
tranquillamente una nenia mentre tu aliti alle mie spalle? (pausa) Che ore
sono?
UOMO Mezzanotte e dodici.
IVAN Credo che torner nella mia stanza. (scende dal divano)Tu vieni?
UOMO (tirata di sigaretta) Finisco la mia sigaretta e ti raggiungo. (Ivan esce
da destra. Luomo guarda fisso davanti a s e continua a fumare con aria
soddisfatta mentre la scena cala nelloscurit pi completa. Musica di
sottofondo)
FINE
Ottobre 1998
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