S E TI VUOI SPOSARE DEVI LAVORARE
COMMEDIA BRILLANTE IN DUE ATTI
(di Calogero Maurici e Rosanna Maurici)
(versione in italino)
Personaggi
Carlo (il fidanzato)
Loredana (la fidanzata)
Salvatore (il padre di Loredana)
Maria (la madre di Loredana)
Paolo (il padre di Carlo)
Agata (la madre di Carlo)
Vicinzinu (il fratello di Loredana)
Giovannino (lamico di Carlo)
(elaborata da Pietro Maurici e da Rosanna Maurici)
(titolo originale in dialetto Siciliano)
SI TI VOI MARITARI A TRAVAGGHIARI
(brillante in due atti di Calogero e Rosanna Maurici)
La scena si svolge in casa di Paolo ed Agata, genitori di Carlo, fidanzato con Loredana.
I genitori della fidanzata che spingono i cosidetti compari ad accelerare il matrimonio; i genitori del fidanzato che vorrebbero il figlio sistemato con un lavoro.
La fidanzata che capisce, ma non vede lora di coronare il suo sogno; il fidanzato che lama ma si sente troppo giovane per il grande passo pensando anche che dovendo lavorare e sacrificarsi fin dalla giovinezza rimane in un mare di confusione.
Il fratello dlla fidanzata, un mafiosetto che si sente grande perch entra ed esce dal carcere UCCIARDONE che cerca con i suoi sguardi, i suoi gesti e con il suo coltello a scatto di spaventare tutti.
Lamico del fidanzato il quale cerca di inculcargli la mentalit del coraggio, rivelandosi poi egli stesso pi fifone dellamico.
Due atti che coinvolgono lo spettatore di qualsiasi et.
La scena rappresenta un tavolo, sedie, quadri, e tutto quello che il regista e scenografo ritengono opportuno.
(elaborata da Pietro da Rosanna Maurici e dallo stesso autore)
Per ogni rappresentazione di questa commedia: necessaria lautorizzazione dellautore e dellelaboratore. (tel. Autore: 090/638009////3393359882)
Si ti voi maritari a travagghiari
(commedia brillante i due atti)
di Calogero Maurici
A T T O I
S C E N A I
(Paolo, la moglie Agata, il figlio Carlo)
Pao. (esce dalla stanza aggiustandosi giacca e pantaloni) AgataAgata (non
risponde nessuno) sta moliei o sorda o lo fa apposta. Se non la chiamo
almeno tre volte non risponde, non viene. (riprova) AgataAgata (pausa)
provo con tre volteiAgataAagataAgata (esce Agata)
Aga. Che c, perch gridi, sempre gridi
Pao. Ma perch esci sempre aala terza volta che ti chiamo, ma due volte non ti
basta?
Aga. Io una volta ho sentito chiamare.
Pao. Ti devi passare una visitina allorecchio, anzi a tutti e due le orecchie.
Aga. Dove vai cosi elegantino, mi sembri una persona importante!
Pao. (aggiustandosi la cravatta) Ma perch le persone importanti da cosa si
riconoscono.
Aga. Da tante cose, proprio quelli che ci mancano a noi.
Pao. Ma perch, ma perch ti lamenti, non ti posso sentire quando dici queste cose,
forse ti manca il mangiare? Forse ti manca il bere? Forse ti manca la casa?
Forse ti manca il marito? Eccolo qua, fresco fresco e hai pure un figlio di
ventanni.
Aga. Per il mangiare, vai a fare un po di spesa che oggi non abbiamo nientei; per il
bere, portati le bottiglie e vai a riempire lacqua che finita per quanto riguarda
la casa non nostra ma affittata; il figlio di ventanni c ma
Pao. Maparla
Aga. Ma senza lavoro.
Pao. Menomale, mi sembrava che stavi dicendo che non era figlio mio! (sospira)
Aga. Per quanto riguarda il marito fresco fresco vero, per sei fresco come un mazzo di lattuca.
Pao. Quanto difetti che abbiamo!..
Aga. Carlo, figlio mio, ancora senza lavoro fidanzato !.
Pao. A te ti pare che il lavoro dietro una via , dietro la porta, al mercato!.. quello viene piano piano, dopo anni di sacrifici, st appresso allassessore per questo motivo(entra Carlo)
Car. Ciao pap, ciao mammaPap ti ho sentito dire che stai appresso allassessore, da quattro anni, a quello gli interessano solo i voti, stai perdendo tempo mi pare, quattro anni che gli tiri la giacca.
Pao. (adirato) Ma che dici, questo il ringraziamento, prima di tutto da due anni, proprio quando ti sei fidanzato, poi io giacca non ne tiro a nessuno, lassessore porta sempre il cappottoti sei voluto fidanzare cosi presto
Per sposarti ci viole il lavoro!
Aga. (abbracciando il figlio) Carlo se ti vuoi sposare devi lavorare.
Pao. Lho detto ora ora io
Aga. E io cgli lho ripetuto
Pao. Era meglio che dicevi unaltra cosa!
Aga. Io ho voluto dire questo!
Car. Basta pap, mamma, avete pi premura voi che io a sposarmi.
Aga. Veramente la premura ce lhanno i tuo suoceri, prima non vedevano lora che vi facevate fidanzati, ora che siete fidanzati non vedono lora che siete sposativanno a entrare a entrare e vengono spesso qu a rompre la testa.
Pao. Entrando entrando mi s che restano fuori!
Car. Pap Loredana uan bella e brava ragazza, io la voglio bene, per mi sento troppo giovane ancora persperiamo che questo lavoro lo trovo fra sette otto anni.
Aga. Mamma mia! assai sino Carlo.
Pao. Scala Carloscala.
Car. Fra cinque,sei anni
Pao. Scala figlio di buona madre
Aga. Che centro io per ora.
Pao. Buona madre ho detto
Aga. (accarezzando e baciando il figlio) Scala a mamma, ha ragione pap.
Pao. Prima trovi il lavoro meglio , anche perch poi mettere da parte i soldi, non ti preoccupare che il tempo passa, i tuoi suoceri hannu voglia daspettare
Aga. Per troppo grande non buono, non senti che diccono in televisione?
Pao. Che dicono.
Aga. Che chi si sposa troppo grande, figli non ne puo avere.
Pao. Ignorante, parlano delle donne non degli uomini, tranne che non sono ominicchigrazie a Ges
Aga. A Madonna
Pao. Grazie a Ges
Aga. A Madonna
Pao. (adirato) A Madonna a Ges sempre madre e figlio sono, diciamo a S. Giuseppe cosi non si offende nessunoguarda che figlio che hoche abbiamo(Agata abbraccia Carlo dicendogli:) sei tutto tua madre bello mio!
Car. Comunque pap, tu non ci mettere troppo impegni.
Pao. Per che cosa.
Car. Per trovare subito un lavoro.
Pao. Hai una testa dura, ma da chi hai preso.
Aga. Per questo ne ha preso tuttu di tda te!
Pao. Fatemi andare ora che si fatto tardi.
Car. Pap dammi un passaggio
Aga. Io pi tardi vado da mia sorella, da quanto tempo non vienecome puo venire poverina con questa croce ormai, ccon questo figlio in quella manieralo vedi a mamma che significa quandou si fanno i figli in et avanzata? Nascono babbi come tuo cugino.
Pao. Ma dove li senti dire queste sciocchezze, pure il pubblico si mette a ridere.
Car. Non ti preoccupare mamma, andiamo pap?..(escono)
S C E N A II
(Agata, Salvatore, Maria, Loredana, Carlo)
Aga. (sistema qualcosa) Madonnina pensaci tu per tutte le famiglie, fai che nascono sempre figli belli, con la testa buona, scaltri e con la faccia bella bedda rotonda e che nessuno si sposi troppo grande. (bussano e v ad aprire, entrano Salvatore e Maria suoceri del figlio) Prego comarei, compare accomodatevi.
Mar. E da un po di giorni che non ci vediamo comare Agata.
Aga. Si, vero !
Mar. Ma siete sempre sola!..
Aga. Vero !
Mar. Carlo dov...
Aga. E uscito poco fa con suo padre, dovevano andare a tirare la giaccail cappotto...
Mar. Quale giacca e cappotto.
Aga. Dal sarto, per farsi aggiustaresta varrivando linverno.
Mar. Loro sono freddolini.
Aga. Vero
Mar. (impacciata) E da un po che non ci vedevamo
Aga. (anchessa impacciata) Vero
Mar. Che mi raccondi Agata (Salvatore con aria sospettosa comincia a seccarsi)
Aga. Tutto vecchiocomare mi sembrate pi magra.
Mar. Vero .
Aga. Loredana dov.
Mar. Stava facendo la lista degli invitati, meglio pensarci prima.
Aga. Vero
Mar. Le cose si devono fare precisi e bene!
Aga. Vero !
Sal. (si alza seccato) Comare, moglie, finitila di ripetere sempre vero , vero !
Molie o parli tu o ti stai muta (ogni tanto fa un tic con il collo e la testa)
Mar. Parla tu.
Sal. Parlo io che parlo meglio.
Mar. Vero !
Sal. (la guarda male) Ti ho detto di non ripetere vero
Aga. Vero , comare laveva detto il compare di non ripetere vero
Sal. (innervosito) Cummari a unn Paulu, quannu vinemu nautri iddu non si fa vidiri mai cc dintra.
Mar. Vero comare
Sal. (sempre nervoso aumenta il tic) Molie, parla tu allora perch muta non sai stare, e non ripeteri stu vero
Aga. Ma lui dice sempre che voi venite sempre quando non c lui.
Mar. Questo non vero, perch noi veniamo spesso e lui non c mai.
aga. Comare non lo fa apposta, anzi non vede lora che Carlo trova un lavoro per farlo sposarecompare Salvatore, perch non parlati pi!
Sal. Comare oggi ho troppa pena nel cuore per litigaremio figlio Vicinzino per telefono mi ha detto che innocente, da tre mesi che in galera innocenteinnocente innocente(piange e fa il tic)
Aga. Comare tre mesi? che dentro?!... mi sembrava quattro mesi.
Sal. (alzandosi) Tre mesi(e si siede)
Mar. (alzandosi) Tre mesi comare, tre mesile persone parlano assai, certuni dicono che da sei mesi altri da un anno.
Aga. Pazienza, cose che capitano ai migliori ! Comare ma vero che si trova al carcere locciardone assieme ai mafiosi?
Mar. (tristemente) Vero !
Sal. (agitato) Si ma mio figlio non ha niente da spartire con i mafiosi.
Aga. Calmatevi comaprei, vero tutte cose saggiustanucalmatevi.
Sal. Comare, ho troppi pensieri e non posso avere pure il pensiero di mia figlia Loredana che da due anni fidanzata.
Mar. Vero
Sal. Appena esce mio figlio dalla galera
Mar. E dici carcere che pi pulito.
Sal. Lo stesso
Aga. Comare o carcere o galera sempre dentro la gabbia !..
Sal. Vi stavo dicendo comare che appena esce mio figlio dobbiamo pensare per questo matrimonio.
Aga. Comapare io non vedo lora che si sposano, anche perch sapete comu vengono i figli quando due si sposano grandima che ci psso fare se lavoro non ne trova.
Sal. I tempi sono tristi lo sappiamo tutti, ma lui un podi volont ce la deve mettereal posto di uscire sempre con quel scansafatiche dellamico suo Giovannino, potrebbe ogni tanto cercare qualche lavoro
Aga. Vero ...
Sal. (sinnervosisce) E finitila con questo vero ...vero (aumenta il tic)
Aga. Comapre, comare: per da due anni che venite, prima ogni mese; dopo lanno, ogni quindici giorni; dopu un anno e mezzo ogni settimana, ditemi ora ogni quando venite cosi avviso mio marito e parlate pure con lui.
Sal. Comare mi dispiace che la prendete cosi, al posto di trovare una soluzione vi metteti a fare battute
Mar. Comare leviamo occasione e cerchiamo di essere belli uniti.
Aga. Ma io ho detto solo quello che mi passato nella testa.
Mar. Salvatore
Sal. Dimmi
Mar. Se non parliamo pure col compare inutile che te la prendi...
Sal. Me la prendo, si me la prendo, da due anni che me la prendo nel se
Aga. Basta compare che tutto si aggiusta
Sal. Vi ripetu che ho troppa pena nel cuore e non mi viene di parlare assai.
Mar. Maia Loredana piange per suo fratello perch si trova in mezzo ai mafiosi, in questo carcere alluciddazzu.
Sal. Allucciardone quale ucciddazzu.
Mar. Loredana non vede lora che si sistema, non si viole sposare grande perch pure lei mi ha detto che possono nascere figli babbi(piange)
Aga. Allora vero pure lei lo s(bussano, entra Loredana)
Mar. Bella mia che c.
Aga. Ha paura se ti nascono figli cretini
Lor. Non ti preoccupare, ancora diciottoanni h.
Sal. Continuando di questo passo puoi fare anche trentanni.
Lor. (alla suocera) Mamma dicci a Carlo che pi tardi vengo, devo andare a fare un po di lezione di storia al figlio della signora panzapiena(sta per uscire) ah! pap, mamma, ha telefonato Vicinzino.
Mar. (si alza di scatto assieme al marito) Che ha detto, che ha detto
Sal. Che ha detto mio figlio.
Lor. (contenta) Ha detto che fra un po di giorni lo fanno venire per tre giorni, lavvocato gli ha ottenuto questo permesso speciale per buona condotta.
Mar. Comare perch non venite a casa mia e vi faccio vedere quante cose stiamo comprando peri Loredana, per quando si sposa.
Sal. Chiss quando!
Aga. Si, andiamoche bello matrimono sar.
Sal. Comare Agata aspettatericurdate a vostro marito che per sposarsi ci vuole pure la volont
Lor. (alla suocera) Mamma non vedo lora di poter coronare questo sogno. Io e Carlo da soli in una casa tutta nostra, io in cucina che gli preparo il pranzo, la cena quando ritorna dal lavoro
Aga. Si travagghia!
Lor. (sempre in modo romantico) Io che gli preparo laccappatoio, il fono, la spazzolae poi nella stanza da letto con i mobili che fanno odore ancora di nuovo, abbracciati strettistretti e poie poie poi
Aga. (interrompendola) E poi pensateci subito altrimenti vi vengono i figli babbi.
Mar. Andiamo comare Agata.
Sal. Agata, non vi scordate che fra pochi giorni siamo unaltra volta qu per parlare di questo matrimonio (lo ripete anche Agata)
Aga. Lo solo s(stanno per uscire ed entra Carlo)
Car. Loredana sono passato da casa tua e non ceri.
Aga. Era qu, ti stava preparando il fono, il pigiama, e le mutandine!..
Sal. Al pi presto comare gli li preparer.
Car. Ciao mamma, ciao pap (ai suoceri)
Mar. Che genero che abbiamo caitato, bellobellopeccato che gli manca il lavoro!...
Sal. Niente hai detto...(ogni tanto fa il tic)
Car. (stringendo Loredana) Io st facendo di tutto, poi ancora menomale che siamo giovanissimi
Mar. Meglio sposarsi giovani.
Aga. Sono daccordoCarlo stai dentro che tuo padre chiavi non se ne portato, io vado con i tuoi to suoceri.
Sal. (prima di uscire) Loredana non perdete assai tempo e vieni presto.
Lor. Subito faccio pap(i fidanzati rimangono soli)
Car. Loredana
Lor. Carlo
Car. Loredana (lo ripetono per qualche altra volta)
Lor. E spicciati a darmi qualche bacio che abbiamo poco tempu(dopo il bacio)
Mio padre dice che lavoro non ne mangi
Car. Vero , pare che il lavoro si mangia? Serve per fare mangiare
Lor. Tu scherzi
Car. Tuo padre parla assai
Lor. Io non credo a niente, credo solo te che mi vuoi bene e che domani questo sogno possa avverarsi(romantica)
Car. Domani? Ma io non s se passa ancora un altro anno e tu dici domani!?
Lor. Domani per modo di diremio fratello fra un po esce, mi domanda sempre di te, mi dice sempre che se per caso mi lasci ti taglia la testa.
Car. (si spaventa) Di a tuo fratello di stare tanquillo, lui puo stare in galera quanto vuole anche per tutta la vita, io sar per sempre tuo, mio piccolo fiorellino, micetta mia.
Lor. Micetto mio
Car. Micetta mia..
Sal. (venuto a chiamare la figlia) Quando ci sono i gatti possono nascere gattini ancora qu sei, cammina che tua madre ha bisogno di te
Lor. Vegnu subito pap (mentre il padre esce) Ti prego datti da fare, fatti vedere che hai buona volont
Car. Lo sai che faccio di tutto Amore mio
Lor. Ciao, sposiamoci al pi presto
Car. Ma lo sai che per sposarsi(entra Salvatore)
Sal. Devi lavorarelavorareandiamo Loredana..(escono)
S C E N A III
(Carlo, Paolo, Giovannino)
Car. Mamma mia, con questa mano mi voglio sposare subitocon questa mano invece mi viene difficile a lavorare, mi sento troppo giovane ancora e con il solo pensieroi che devo cominciare a sudare fin dora mi sento stanco (si siede) ma poi per chi: per le figlie delle mamma, certo Loredana mi piace la voglio, per il proverbio antico dice giusto: se ti vuoi sposare devi lavorarepoi si ci mette quel malandrino di suo fratello, dice che mi taglia la testa, con il solo
pensiero mi fa diventare neroimi sono messo in una bella situazione situazione(entra il padre)
Pao. Che fai solo.
Car. Niente, riflettevo
Pao. Riflettevi, per riflettere si riflette con la testa e tu la testa non c lhai sembra che te lhanno tagliata.
Car. Pap per favore non nominare la testa e per giunta tagliata.
Pao. Si, te la nomino, ma quando mai tu hai riflettuto, una volta sola lhai fatto e hai combinato danno, ti sei fidanzato piccolo e senza lavoro
Car. Pap, non mi dire che tutti quelli che sono fidanzati lavorano. (bussano, entra Giovannino amico di Carlo molto fanatico)
Gio. Buongiorno sig. Paolo, Carlo amico mio (gli d una botta sulla spalla) che si dice, che mi racconti..
Car. Veramente tu che mi racconti, sei andato a Parigi
Gio. (con classe) A Parigi, costa azzurra, che meravigliosa anzi meravigliosissima, stupenda, la cot Azur, Nice, Monaco, Monte Carlo, l c vita e chi giu lo fa tirare su
Pao. Ti sei divertito molto allora
Gio. Divertito, (ride) divertito pocoquante conoscenze, spiagge, monumenti ee femmine, Carlo amico mio (botta sulle spalle) che femmine, in dieci giorni mi sono fidanzato tre volte, una lascia, una piglia, una lascia, una piglia
Pao. Mio figlio non lascia, ma si fa pigliare!..
Gio. Sig. Paolo, il danno di Carlo, lamico mio (botta sulle spalle) fu quello che si fidanzato troppo presto.
Pao. Fino a che uno fidanzato magari puo giostrare, qu si parla di sposare
Car. Pap non esagerareio ancora
Gio. (lo interrompe) Carlo amico mio (botta sulle spalle) ma sai che significa sposare? Che subito devi lavorare, tua moglie a mezzogiorno deve preparare e tu devi lavorare, la sera devi cenare ma prima devi andare a lavorare, poi vengono i figli e tu di pi devi lavorare..
Pao. (esce un fazzoletto) Basta Giovannino, a furia di lavorare mio figlio lo stai facendo sudare senza manco cominciare. (gli asciuga la fronte al figlio)
Car. Che siete spiritosi!
Gio. Carlo, ma prendi esempio su di me, io mi godo la vita, conoscenze, spiagge, gite, monumenti, femmini e che femminiCot Azur, sig. Paolo meravigliosa, meravigliosissima
Pao. (al figlio) Disgraziato, senti senti allamico toi (imitandolo) spiagge, sabbia, rina, coste azzurre, coste di maialemeravigliosa
Gio. Pao. (assieme) Meravigliosissima
Pao. E tu manco ventanni
Car. Pap Loredana la voglio, ma i patti erano di stare almenu quattru anni fidanzati.
Pao. Con lei hai fatto questi patti, ma con i tuoi suoceri e quel malandrino di tuo cognato Vicinzino
Car. Lui dice che appena esce la sistema questa faccenda
Gio. Si, ti trova subito il lavoro, specialmente ora che si trova assieme a qualche mafiuso che conta..
Pao. Senti , io vado dari unocchiata in campagna perch da tanto che non vado, (al pubblico) meglio parlare con le pecore cche con questa pecora(mentre esce) vedi che lassessore mi ha detto che far il possibile per aiutarti
S C E N A IV
(Giovannino, Carlo)
Gio. Eh! CarloCarlo, ma chi mi combini, tutte cose mi potevo aspettare ma no che gi si parla di sposarele donne, le suocere, sono tutti cosi, prima non vedono lora di fidanzarsi ufficialmente, poi non vedono lora di sposarsi, vanno a entrare entrare
Car. Giovannino, ma io non mi voglio sposare subito, non mi sento prontoa Loredana la voglio bene per non mi sento pronto di sposarmi subitodi cominciare a lavorare e arrivare stanco ogni giorno
Gio. E sudare, sudare assai che certe giornate non t isenti manco di farle qualche carezza a tua moglie, perch Carlo lo sai quante calorie si perdono dopo aver consumato un atto sessuale?
Car. Assai lo s!
Gio. Ma che sai, che sai tuio lo posso sapere perch sono preparatissimo in materia, perch tu lo sai, iospiaggie
Car. Monumenti, femmine
Gio. (botta sulle spalle) Lo vedi che lhai capito! Ti capisco, se ogni tanto avessi ascoltato me per ora non ti trovavi in questa situazione, per ora eri con me a la Cot Azur
Car. Hai ragione.
Gio. Quando ti sposi, vai alla costa azzurra, perch meravigliosa, meravigliosissima.
Car. E finiscila di parlare di sposare.
Gio. Prima o poi lo devi fare.
Car. Ora appena esci mio cognato dalla galera non s che pesce pigliare, quello fa paura con quel parlare, con quella faccia da malandrino, di come si muove, con quel cappello di lato, mette suggezione
Gio. Non devi aver mai pauraprendi esempio su di me, io non ho p a u r a di nessuno, secondo te da dove scaturisce il mio coraggio, da doveda dove!
Car. Che ne so io
Gio. Lo vuoi sapere!
Car. Ormai dimmelo
Gio. Dalla mente
Car. Dalla mente?
Gio. Si, dalla mente (si atteggia) tu devi far capire che non hai mai paura, mai e poi mai Carlo; perch quando laltro che si trova di fronte a te capisce che hai paura si fa pi coraggio per farti spaventare di pi.
Car. Ma come si f, con certi individui difficile.
Gio. Con chiunque Carlo, con chiunqueti voglio raccontare un episodio che mi successo in caserma il primo giorno di militareUn buffone, che si stava congedando, il primo giorno che io arrivai mi ha detto: recluta, spina, fammi il letto, perch altrimenti stasera tu non dormi mi guardava e io lo guardavo; lui non parlava e io non parlavo; mi guardava fisso fisso negli occhi e io lo guardavo fisso fisso negli occhi; poi mi ha fatto un sorrisino e io gli ho fatto un sorrisino pi forte; poi mi ha messo la mano sulla spalla uscendo un coltello (Carlo si spaventa) e mi ha detto: cerca di fare il letto e non fare il duro perch altrimenti questo coltello fa danno e ti po saltare qualche dito Io gli ho messo la mia mano sulla sua spalla rispondendo: io coltello non ne porto, ma fammi saltare qualche dito, un occhio o quelo che vuoi, ma ti assicuro che prima ca fai qualche mossa ti ritroverai con la testa taglaitaCarlo amico mio (botta sulle spalle) mi ha tolto la mano dalla spalla, ha chiusu il coltello dicendomi: ti ho messo alla prova!
Car. (stupito) Giovannino, ma da dove lo prendi queso coraggio
Gio. Dalla mente, dalla mentein quel momento devi pensare: NON ho paura Non ho pauraCarlo anche con un cpltello messo al collo io non mi spaventerei mai e di nessuno. (con enfasi)
Car. Devo sistemare questa situazione, appena vedo Loredana ci parlo chiaro e appena vedo a mio cognato lo affronto senza paura (deciso)
Gio. Cominci a piacermi. Ora me ne vado perch devo fare troppe cosa (mentre esce) ah! Carlo, mi raccomando quando ti sposifra dieci ventanni, scegli tu per il viaggio di nozze, non fare vincere le donne e ti suggerisco Costa Azzurra, Carlofemmine, scappatelle, anche se sei sposato qualche scappatella ci esce sempre, meravigliosa la Costa Azurra, Meravigliosissima (esce)
S C E N A V
(Carlo, Agata, Paolo, Vicinzinu, Loredana)
Car. Beato lui ha ragione per, troppo presto i sono inguaiato e poi tutto questo coraggio dove lo trovaah! dalla mente(entra la madre) ciao Mamma.
Aga. Ho visto a Giovannino.
Car. Qu era, venuto dalla Costa Azzurra
Aga. Mi ha detto che meravigliosa!.. (subito dopo assieme:) Meravigliosissima
Aga. Te lha detto pure a te.
Car. A voglia!
Aga. Ma ha un coraggio questo ragazzoma da dove lo prende.
Car. Dalla mentedalla mente mamma.
Aga. Senti Carlo, vedi che oggi esce tuo cognato Vicinzino dal carcere e poi vuole venire a parlari qua con noi.
Car. Forse con voi!
Aga. Veramente vuole parlare con te di pi
Car. E che vuole da me, manco esce dal carcere e subito pensa a me?!..
Aga. Non vede lora che si sua sorella si sposa.
Car. E che c l sopra la pancia!
Aga. Mentre ero da tusa suocera, ha telefonato e ci ho parlato pure io e mi ha dettoi: donna Agata ( preferibilmente alla palermitana) laccento che aveva prima di malandrino se le perfezionato, parla preciso preciso come un mafiuso
Car. Certu stando in mezzo a tutti quei maf
Aga. Non lo dire non lu dire a mamma, perch a me mi ha detto che ti vuole bene e che ti aiuter.
Car. Mi aiuter? Come e per che cosa!
Aga. A sposarti presto.
Car. E che sposa pure persone oramamma mia manco coraggio di parlarci ho, mamma quando viene, non mi lasciate solo con lui, restate pure voi con me
Aga. Non ti preoccupari, gli facciamo parlare a tuo padre che lui non si spaventa(in quel momento entra e sente tutto)
Pao. E che centro io! (alla moglie) e tu che fai ti nascondi? E che moglie sei(poi al figlio) e tutu, non hai preso niente di tuo padre e dellamico tuo Giovannino (pausa) quel ragazzo troppo coraggiosoa proposito Agata, quando Carlo si sposa ci dobbiamo prendere qualche settimana di vavanza, ti porter alla Costa Azzurra, mi hanno detto che meravigliosa, anzi
Aga. Pao. (assieme) Meravigliosissima
Pao. Puru tu lo sai
Car. Pap finitila di scherzare(spaventato)
Pao. Guarda, guarda che spaventato, quanto danno che hai fatto con questo fidanzamento prestu, certe volte ti darei una mangiata di bottei, e poi tua madre ti dovrebbe dare il resto
Aga. Io non lo tocco a mio figlio, perch con le botte poi i figli possono nascere scemi.
Car. Pap a momenti arriva mio cognato e io non s quello che devo fare!
Pao. E lo vuoi sapere da me quello che devo fare?
Aga. Io sono confusanon c niente di preparato
Car. Io sono preoccupato
Pao. Io sono cacato
Aga. Ma dici che non ti spaventi di nessuno
Car. Se avessi la met di coraggio di Giovanninoquello li guarda negli occhi poi
con la mente prende coraggio
Pao. Luitu con la mente pigli la via del salvataggio(fa il gesto)
Aga. Non gli dire cosi cje peggio.
Pao. Non ti preoccupare, da Palermo per arrivare qu ci vogliono almeno tre ore,
noi nel frattempo parliamo, ci organizziamo, perch ai tui suoceri li so tenere,
ci combatto abbastanza bone, ma con tuo cognato, mi viene difficile Ora
sediamoci e prima che arriva studiamo tutto quello che dobbiamo rispondere nei
minimi particolari (si siedono) allora Carlo se per caso(si sente bussare)
Aga. Chi !... (Vicinzino risponde da fuori)
Vic. Sono Vicinzino (in siciliano marcato, preferibilmente palermitano)
Aga. E che venuto con laerio? (tutti spaventati)
Car. (tenendolo per il braccio) Pappap, devo cercare di esseri forti.
Pao. Si, certo che devi essere forte(cambia tono) si forte, pure io..
Aga. (tenendolo per laltro braccio) Che gli diciamo Paolo che gli diciamo
Pao. Ora vediamo, (lo tirano entrambi)
Car. Pappap devo cercare di esseri forte
Pao. (adirato) Lho capito, e lasciatemi queste braccia
Vic. Comparelli, non ci siete!..
Pao. Ci siamoci siamo( dopo aver fatto un po di scena a chi apre)
Apriamo tutti e tre assieme, ci mettiamo un dito (aprono)
Vic. (vestito tipicamente da malandrino, ha un sigarochi vuole pu allentrata mettere la colonna sonora del Padrino) Bongiornu a tutti, ma comu mai avete aperto in ritardo?
Aga. Eravamo in bagno.
Vic. Ah! La fate tutti e tre assieme
Pao. Facciamo a gara per vedere chi la fa primapoi uno prende la carta igenica,
uno butta lacqua, laltro nel frattempo si asciuga
Vic. La prossima volta vengo io per asciugarvi!
Aga. Ma se arrivato con laerio?
Vic. Perch con laerio donna Agata.
Aga. Perch dieci minuti fa eri a Palermo.
Vic. Dieci minuti fa ero a due chilometri di distanza, ho telefonato da un bar, io caro don Paolo, i miei movimenti non li faccio sapere mai a nessuno, mentre io mi trovo qua tanti sanno che mi trovo in un altro posto e quelli che sanno che mi trovo in un altro posto sanno che mi trovo in un altro posto ancora.
Aga. Mi st confondendo, ma ora dove ti trovi!?
Pao. Limportante che sei qu!
Vic. Voi soli lo sapeteCarlo, (Carlo salta per lo spavento) ma non mi saluti, non labbracci a tuo cognato (si abbracciano)
Pao. Non ci fare caso Vicinzino, Carlo era impegnato con la mente
Vic. Pensavi a mia sorella ah!invece donna Agata a voi vi saluto io, perch sono pi piccolo
Aga. Ma quanto educato!
Vic. Non si sposti donna Agata, vengo io da lei(si salutano, poi guarda fisso Paolo)
Pao. Non mi sposto non ti preoccupari
Vic. Invece voi don Paolo, un passo lo dovete fare.
Pao. Un passososolo unoma perch mia moglie non ne ha fatto nemmeno unoabbiamo la stessa et
Vic. Luomo diverso, queste cose le ho imparate da certi uomini donore o lucciardone
Aga. In galera vero
Pao. (sottovoce) Usa a parola pi pulita
Aga. In carcere vero
Vic. Mio padre e mia madre mi hanno detto che li fate venire spesso qu dentro!
Pao. Si ormai sono compare e comare, poverini che fanno soli, Loredana spesso in chiesa, tu spesso sei
Vic. Dove sono io
Pao. Aaa Palermo!
Vic. Stava dicendo in ngalera vero!?
Pao. No.
Car. Pap digli la verit.
Vic. Stavo dicendo ngalera vero.
Pao. No
Vic. (adirato) E allora che stava dicendo.
Pao. Stavo dicendo carcere
Vic. Non ci faccio caso perch c il parentato, altrimenti a per ora le faccie ve li trovavate di un altro colorepiene di sangue
Pao. Vicinzino parliamo seriamente.
Car. Pap io vado da Giovannino, dopo vengo.
Vic. Aspetta!
Pao. Aspetta.
Aga. Aspetta a mamma.
Vic. Ora ti devo parlare comu due fratellini (bussano, entra Loredana)
Lor. Vicinzino ha telefonato un amico ti di Palermo, dice che ti vuole parlare.
Vic. Che gli hai detto che ero qu?
Lor. Pap gli ha detto che eri in chiesa.
Vic. Di a pap che v subito dal prete a dirli che se mi cercano, risponde che sono
fuori paesei. (poi ai compari) e a voi chei vi chiede vi chiede io a questora qu dentro non ci sono statoio i miei movimenti non li faccio sapere mai a nessuno...io sono sempre in tre quattro posti nello stesso momento
Lor. Sono contenta Carlo (tenendolo per mano) oggi mia madre ha fatto le arancine e mi ha detto che siete invitati
Aga. Che gioia, Vicinzino ci sei pure tu o sei in qualchi altro posto?!
Vic. Ci sonoci sono! Per prima faccio qualche telefonata per dire che sono in qualche altro posto, nessuno deve sapere che mi trovo in casa a mangiare arancine
Pao. E megghiu che sanno che sei in un altro posto a mangiare pizzette!
Vic. Don Paolo, voi scherzate ma io devo trovarmi in tre quattro posti diversi nello stesso momento
Aga. Ma quando ti sposi, mentre ti trovi con tu moglie, sei con lei o ti trovi in un altro posto?!
Lor. Carlo, oggi siamo tutti assieme, c pure mio fratello
Pao. (verso il pubblico) Che gioia!
Lor. Sono contenta perch mio fratello in questo momento si trova qu a parlare con voi in questa casa!
Pao. Veramente si puo trovare in campagna a chiesa, in campagna o in qualche bar
Vic. Don Paolo non scherzi.
Pao. Nono
Lor. Mamma, Pap, andiamo che gli arancini a momenti sono pronti.
Car. Si, si andiamo!
Lor. No Carlo, tu e mio fratello venite dopo.
Car. Dopo? E perch!?
Vic. Ti devo parlare a solo a solo.
Car. Posso telefonare a Giovannino per compagnia, sai il mio migliore amico.
Vic. A soloa solo.
Aga. A solo a solo a mamma.
Car. Va bene, manco mio padre
Pao. Io a mangiare arancine sono, questo dono di trovarsi in tanti posti diversi nello stesso momento solo Vicinzino ce lh.
Lor. Ti aspetto amore, fate presto.
Car. Prestissimo!..
Vic. Il tempo che ci vuole
Pao. Larancini ve li mettiamo da parte. (mentre escono)
S C E N A VI
(Carlo, Vicinzinu)
Vic. (con aria da malandrino, accende un sigaro) Carlo, sentimi bene cognatino,
io ho tutte le buone intenzioni di aiutarti, perch s che vuoi bene a mia sorella e non vedi lora di sposartivero che non vedi lora di sposarti? Dillodillo!
Car. (spaventato) Sisi, non vedo lora
Vic. Io capiscio che no lavoriiu capiscio al Lucciardone di Palermo ho conosciuto persone che contanoquindi il mio dovere quello di aiutarti, perchs che ami mia sorella e non vedi lora che ti sposi, veru che non vedi lora che ti sposi? Dillodillo..
Car. (sempre spaventato) Sisi non vedo lora.
Vic. Io capiscio che tu sei giovane e ti senti immaturo, pensi a tante cose, ma ti assicuro che io non ti lascer mai
Car. (al pubblico) E che devo sposarmi con lui?
Vic. Ti aiuter sempre!
Car. Senti Vicinzino
Vic. (interrompendolo) Aspetta, non ora che parli tu, fai finire a me prima. Io capiscio che tu pensi che ci vogliono un sacco di soldi per sposarvi, io capiscio
Car. Come sei comprensivo!
Vic. Ti ho detto fai parlare me prima, poi quando finisco parli tu togliti dalla testa, perch anche con pochi soldi potete spoarvi. Io ti aiuter perch s che vuoi a mia sorella e non vedi lora che te la sposi, vero che non vedi lora? Dillodillo
Car. Sisisi
Vic. Io capiscio che qualche amico ti metti strane idee per la testa, levatele perch altrimenti (esce un coltello a scatto) gli succo tutto il sangue chiunque siaIo entro ed esco dalla galera, ricordati che anche quando non ci sono faccio tremare a chi si sente il migliore, figurati quando ci sono. Io capiscio
Car. (spaventatissimo) Ca piscioca piscio, io devo pisciare vero (parte di corsa per il bagno)
Vic. (nel frattempo gli continua a parlare) Carletto, cognatino, io ti comprendo, ti ammiro, ti voglio bene, ti consiglio, ti rispetto, io ti capiscioa proposito ancora pisci? (subito dopo Carlo esce)
Car. Ho finitopoposso parlare ora?
Vic. Aspetta (gli mette la mano sulla spalla) Carlo, io sono tuo cognato e tu sei mio cognato, tu vuoi mia sorella e mia sorella vuole te, dimmi: in questi anni di fidanzamento hai sbagliato con mia sorella? Ora puoi rispondere!
Car. Bedda matri, lo giurolo giuro, non ho mai sbagliato, sempre con lei sono stato.
Vic. Bravo, bravo e dimmi: le toccatine fino a che punto sono arrivate.
Car. Poposso parlare? (Vic. Annuisce)
Car. Cosi norrmali, di fidanzati
Vic. Cosi normali, spiegati meglio.
Car. Qualche baciati na.
Vic. Qualche baciatina, dove dimmi la verit.
Car. Nella bocca.
Vic. Hume poi con le mani, dove sei arrivato
Car. Con le maniho accarezzato i
Vic. ii
Car. I capelli e li guancie
Vic. Insomma mia sorella ancora un fiore.
Car. Una margheritauna rosa!
Vic. Zittonon vedo lora che vi sposate e ricordati: qu sopra in questa mano non ci balla nessuno, ricordaloSe non eri fidanzato con mia sorella, per ora ti avrei detto che sei un rincoglionito, imbecillito, e rencretinito
Car. Perch.
Vic. Ma certo, stare con una femmina e non toccarla per come si devema siccome mia sorella ti devo dire solo bravobravo
Car. Vicinzino
Vic. Dimmi.
Car. Andaimo ora, perch altrimenti le arancine se li mangiano tutti e a me mi si aperta una fame da lupo.
Vic. Abbracciami e promettimi che no vedi lora
Car. (interrompendolo) Non vedo lora che lavoro, non vedo lora che mi sposo, e non mi faccio mettere strane idee in testa da nessuno
Vic. Sei degno di essere mio cognatoora andiamo a mangiare larancine
Car. Speriamo che non mi fanno acidit(mentre escono scatta la musica del Padrino)
Fine primo atto
A T T O I I
S C E N A VII
(Paolo, Agata, Carlo, Giovannino)
(dopo circa due mesi)
Aga. (mentre guarda il figlio che si sistema la cravatta) Dove vai con questa precisione.
Car. Mamma sono invitatodevo uscire con Giovannino.
Aga. Hai sentito cche tuo cognato unaltra volta in galera?
Car. Lo s, perch st uscendo, cerco di approfittare! (entra Paolo)
Pao. Approfitta approfitta, intanto i tuoi suoceri forzano, tuo cognato forza, tu lavoro non ne mangi!
Car. Pap, Vicinzino mi ha detto che mi aiuta lui a trovare lavoro.
Pao. Cosa ti fa fare la guardia carceraria
Car. Piano piano mi sono messo in testa che mi devo sistemare.
Pao. Ma veroe quando?
Aga. Bravo bello mio, pi giovane sei, meglio , per tanti motivi. (bussano, entra Giovannino)
Gio. Buon giorno a tutti, Vicinzino unaltra volta in galera
Tutti. Lo sappiamo!..
Gio. Gia, se non lo sapete voi di famiglia!Carlo, stasera farai faville.
Aga. Non mangiate assai fave a mamma.
Pao. Giovannino, dove siete diretti.
Gio. Non si preoccupi, di certo non lo porto alla Costa Azzurra.
Pao. Lo sai cche ieri lhanno fata vedere in televisione? Hai ragione, meravigliosa!
Gio. Meravigliosa? Sig. Paolo, meravigliosissima, e le spiaggie i i monumenti li hanno fatti vedere?
Pao. Non hanno fatto vedere le femmine.
Gio. E che femmine!
Aga. Giovannino, non vi ritirate troppo tardi, perch Loredana
Car. Mamma non dirle che sono con Giovannino invitato.
Gio. Ma perch ti spaventi dora gi? E allora appena ti sposi sei perso, tu sei troppo spaventatino, ma cosa ti ho insegnato niente?
Pao. Ma lui non si spaventa di Loredana, si spaventa di suo fratello.
Gio. Vi spaventate tutti di questo, ma con me non tocca perch se tocca, tocca duro.
Carlo se qualche volta avresti bisogno, chiamami, che ti faccio vedere io come si affrontano questi che si sentono mafiosi!
Car. Ha un coltello a scatto (fa il gesto)
Gio. Io i coltelli gli e li faccio mangiarette lop raccontato quando ero militare
Car. Sisi, andiamo ora.
Gio. Sig. Paolo (in disparte) troppo impaurito
Pao. Pure io Giovannino fallo svagare
Aga. Giovannino non lo fare svagare assai perch fidanzato e sembra male per la ragazza.
Car. Mamma non ti preoccupare che mi sposo.
Gio. Se ti vuoi sposare devi lavorare!..
Pao. Quando si parla di lavoro stanca subito. Uscite se no con la forte stanchezza si si va a coricare.
S C E N A VIII
(Agata,Paolo, Salvatore, Maria, Loredana)
Pao. Siamo combinati bellifra mafiosi e malandrini menomale che ogni tanto ci mangiamo larancinifra maritare e lavorare mio figlio si comincia a spaventare!
Aga. Ma lassessore che ti dice, da una vita che ci vai appresso, che ci tiri la giacca il cappotto.
Pao. Ma che ti pare che il lavoro dietro la porta? Ci vuolei tempo
Aga. (pensando sempre alla nascita) Speriamo che nasce con i sentimenti!
Pao. Ma prima falli sposare, poi per il nipote se ne parla.
Aga. Allora non capisci! Ma quando poipoipoipiuttsto non uscire perch ho limpressione che oggi verranno i compari, almeno una volta ogni tanto fatti vedere cperch poi dicono sempre che non ci sei mai.
Pao. E facciamo questa vita, vanno e venno!
Aga. Non gli dire tante cose perche sono seccatisuo figlio Vicinzino di nuovo in galera.
Pao. Loro entrano ed ascono di qu e suo figlio entra ed esce di galera
Pao. (bussano) Silenzio, loro saranno(Agata v ad aprire) Non potevo uscire un paio di minuti prima! (entrano i compari)
Sal. Salutiamo commare. (si ferma fissando un attimo Paolo) Non credu agli occhi miei il compare dentro!
Mar. Manco io ci credo.
Pao. (al pubblico) Pure la moglie pizzica!
Sal. Non ci posso crederenoe no
Pao. Ma si non ci credete tanto vale che esco.
Sal. Compare menomale che siete dentro, non ci credo, ma vi st vedebdo in carne e ossa.
Aga. DI pi carne che ossa.
Mar. Mangiate bene per ora vero compare.
Pao. (toccandosi la pancia) Mangio bene, per voglio evitare fritture per un poco di tempo.
Mar. A quando a quando appena usciva mio figlio volevo fare larancine!
Pao. Comare, voi ogni uscita dalla galera di vostro figlio fate larancine, cosi va a finire che mangiamo troppo spesso arancine e troppa frittura fa male!
Sal. Compare il mio cuore troppo piccolo per ora per rispondervi, siccome per abbiamo una cosa in comune non voglio fare spirito di patate, ma sono venuto per parlare, per capire, per definire la situazione di Loredana.
Mar. Che sarebbe nostra figlia!
Sal. E anche per Carlo.
Mar. Che sarebbe vostro figlio!
Aga. (Alzando le braccia co gioia) Belli, che sono belli, non vedo lora che corognano il loro sogno damore
Pao. Cretina! Coronano non corognano
Aga. I compari mi hanno capito.
Mar. Capiamo, capiamoma per ora dov mio genero.
Aga. E uscito un poco con lamico suo, per svagarsi.
Mar. Comare non che lo porta fuori strada e poi mia figlia mi resta sopra
Pao. Allora non vedete lora che ve la levatei, cosi
Sal. (arrabbiato) Cosicosicompare stavo dicendo, cosi vve la tenete voi sopra la pancia!
Mar. Non fare storie Salvatore che a momenti arriva Loredana.
Aga. Non fari storie Paolo che a momenti arriva Carlo.
Pao. (arrabbiato) Io me ne frego chi arriva arriva (fa un po di baldoria) me ne frego chi arriva arriva! (bussano, Agata v ad aprire)
Lor. Ciao a tutti, ha telefonato Vicinzino. Oggi viene.
Pao. (si calma e cambia tutto) Che sono contento, io me ne frego di tutti comare, comapre non vedo lora che questi ragazzi si sposano.
Aga. E io non vedo lora di unaltra cosa pure Comare mi sento arricciare le carni pensando a quando ci chiamano nonnanonnanonna, mamma mia il freddo mi prendecomare provaci pure tu a dire nonna!
Mar. Nonnanonnanonna, mamma mia st agghiacciando!
Pao. (alla nuora) Bella prendi una coperta a tutti e due!
Sal. Loredana che ha detto tuo fratello.
Lor. Che innocente e viene oggi!
Sal. E quando mai fu colpevole!
Mar. Comare festeggiamofesteggiamo larrivo di mio figlio.
Pao. Basta che non facciamo arancine.
Mar. Adesso si espremono due desideri: uno io e uno la comare.
Pao. Espremono!spremuta darance!
Mar. Allura comare, io al desiderio gi ci ho pensato
Sal. Parla moglie.
Mar. Facciamo i pidoni al forno.
Pao. Gira e rigira sempre la solita girata
Aga. Paolo al forno sono.
Sal. Comare ora tocca a voi.
Aga. (comincia a ridere) Prima lo voglio dire a mia comare allorecchio.
Pao. Stanno facendo il gioco delloca!
Aga. (si avvicina alla comare e gli e lo dice)
Mar. (si mette a ridere) Bello desiderio
Aga. E un desiderio che dovete partecipare tutti e due (ai mariti)
Pao. Sentiamo! (le comari continuano a ridere)
Aga. Allura, tutte e due dovete dire la sensazione che provate ripetendo: Nonninonni guardandovi in faccia!
Pao. Di tutti i desideri, questo il pi cretino che potevate pensare non lo faccio no e no
Sal. Compare se non lo facciamo porta male, i nipotini possono nascere
Aga. Scemiscemi e poi tu ce lhai sopra la coscienza
Sal. Compare, forza, facciamolo, manco a me piace tanto, per pazienza.
(si mettono uno dirimpetto allaltro)
Mar. Appena conto fino a tre cominciate a ripetere: unoduetre (Pao. Sal. Ripetono assieme) Nonninonninonninonni!
Mar. Salvatore che hai provato!
Sal. (emozionato risponde) Un poco di freddo
Aga. E tu Paolo che hai provato!
Pao. Mi si mosso il pelo di questo braccio!
Aga. Mamma mia la pelle doca questa !
Pao. Tutti i tipi di pelle possono essere, ma proprio questa no.
Mar. E perch.
Pao. Perch le oche sono cretine, mai lo senti dire: quella unoca.
Aga. Sempre il solito sei..
Lor. Carlo il mio micetto ancora non venuto!
Pao. Puo darsi che il micetto ha incontrato qualche topo e ha perso tempo!
Aga. A momenti verr, gioia mia (stringendola) che bella sta nuora.
Mar. (appoggiandosi sulla spalla della comare) Innocentei, innocente mio figlio, innoccente da mamma.
Sal. E quando mai fu colpevole (assieme a Paolo)
Mar. Compari oggi mangiamo tutti a casa mia, indovinati che facciamo?
Pao. (ironico) Arancine
Mar. E come lo sapete!
Sal. Compare sono contento, scordiamoci le cose passate e cominciamo a ricordarci le cose del futuro, abbracciamoci forte forte(dopo qualche attimo)
Pao. Salvatore, quali sono queste cose da ricordare del futuro.
Sal. Come non lo sai? Quelli di sposare sti ragazzi. (ride)
Pao. Praticamente le cose che avete ricordato sempre.
Lor. Mamma io gi qualche cosa lho preparata.
Mar. Andiamo dai.
Pao. Per forza arancine dobbiamo fare? Non sarebbero meglio i pitoni al forno? Con le troppe fritture prima o poi si ricorre a le cure
Aga. Che possiamo fare
Lor. Facciamo i pitoni al forno che fanno meno male(entra Carlo)
S C E N A IX
(Loredana, Carlo, Maria, Salvatore, Paolo, Agata)
Lor. Ciao amore mio (abbraccia Carlo)
Aga. Che sono teneri!..
Pao. Come un mazzo di lattuca!
Mar. Che sono belli tutti e due, non vedo lora che si sposano!
Pao. Compari ho appuntamento con lassessore, se volete venire, sentite pure voi.
Mar. (dandogli delle gomitate) Vaccivacci
Sal. Vi faccio compagnia se proprio insisteti. Oggi sono contento, arriva Vicinzino.
Car. (spaventato) Esce?
Lor. Ti saluta tanto, mi ha detto che oggi ti vuole vedere.
Car. A me? Pap ci voi parlare tu?
Pao. Se cerca te, che centro io.
Lor. Ma perch no vuoi!?
Car. Ma che dici, io non vedo lora di abbracciarlo! (spaventato)
Pao. Allora compare mi fate compagnia.
Mar. Vai, vai ti ho detto.
Aga. Voi mentre fate le vostre cose, io do una mano daiuto a mia comare per fare i calzoni
Pao. Chiamali pitonipitoni(poi al pubblico) per fare salire sempre la pressione! Cosa c meglio darancine e pitoni?
Aga. Usciamo tutti assieme e appena sono pronti i pitoni ci troviamo tutti l.
Lor. Tu che fai Carlo.
Car. Ora vengo, dovrei telefonare a Giovannino.
Lor. Giovannino invitalo.
Aga. Un attimo, usciamo tutti assieme
Pao. Ma sempre cose cretine dici. (mentre escono)
Lor. Pap(si girano entrambi) Portate buone notizie (poi si stringe a Carlo)
Cosi possiamo coronare il nostro sogno damore.
Aga. Mamma comare mi rizzanu le carni
Mar. Pure a me.
Mar. Aga. Nonnanonna (mentre escono passando davanti ai mariti)
Pao. (stupito)
Sal. (passando davanti a Paolo) Nonno...nonnocompare pure voi
Pao. Ancora?! Nonnononno (escono lasciando la porta aperta)
Lor. Ciao a dopo, non ci fate caso.(esce) (sta per telefonare, bussano ed entra Giovannino)
S C E N A X
(Carlo, Giovannino, Vicinzinu)
Gio. Carlo amico mio, falli ricoverari, stanno diventando patologici, non vedono
lora che sei sposato e con figli.
Vic. Oggi arriva Vicinzino
Gio. Ancora! Ma tu sei troppo spaventato, ti ho detto che devi affrontare e poi perch ti spaventi, a sua sorella la vuoi, per sposarti per ora non puoi perch lavoro non ne haiCarlo se ti vuoi sposare devi lavorare!
Car. Ma lui dice che ci vuole volont.
Gio. E poi mangiate pane e volont!
Car. Mi ha detto che mi aiutava e se per caso ci fosse qualche cosa sotto con il piacere si farebbe trentanni di galera.
Gio. Per lui ormai di casa, entra ed esceesce ed entra!..
Car. Dice che conosce un sacco di persone importanti ed capace di trovarmi un lavoro.
Gio. Ti sei voluto fidanzare in casa troppo presto.
Car. Ma io volevo durare di pi possibile, a Loredana la voglio bene, per cominciare a lavorare fin dora! Io non sapevo che suo fratello sotto sotto era malandrino.
Gio. Perch ha trovato te, ti sei fatto capire che non hai coraggio e ormai ti tiene in pugno. Sin dal primo momento dovevi fagli capire che non avevi paura di niente e di nessuno dovevi fare la voce grossa, dovevi gridare forte: io non mi spavento di fronte a un coltello (il gesto) grande cosi(in quel momento entra Vicinzinu, pian piano andando dietro Giovannino e facendo gesti a Carlo di non far capire niente, nonostante Carlo si sforza, rimane freddo per lo spavento e comincia a balbettare) Carlo proprio in questo momento al solo nominare tuo cognato e coltello hai una faccia peggio di un mortoCarlo io di tuo cognato neppure con un mitra mi spaventerei figuriamoci con un coltello grande.
Car. (balbettando) Giovannino basta.
Gio. Guardaguarda che sei , e fai luomou ogni tantomanco parlare bene puoi con il forte spavento.
Vic. (che aveva uscito il coltello a scatto, gli e lo mette al collo) A me i scaltri come te non mi piacciono!
Gio. (impaurito al massimo) Mamma mia, Santissimo Crocifisso, Padre Pio aiutamiPer favore io non centro, diglielo Carlo.
Vic. Io ti spacco sano sano e ti sfreggio tutta la faccia!
Gio. Pei carit, Carlo aiutami.
Car. Ti prego Vicinzino lascialo stare.
Vic. Lasciamolo stare perch un cacasotto!
Gio. (scappa e si mette lontano sempre impaurito) Io parlo tanto per parlare (balbetta)
Vic. Carlo telefona allospedale e digli che mandano lambulanza perch qu dentro vediamo sanguetroppo sangue (gridando) sangue
Gio. (si nasconde dietro Carlo) Madonna bella, non dico niente pi, Carlo digli che scherzavamo, Carlo digli che ti sposi, diglielodiglielodiglielo...
Vic. Lui non dice niente (gridando)
Gio. Non dire niente
Vic. Non c bisogno che me lo dici tu che si sposa, perch o si sposa o lo faccio sposare!
Car. (spaventato) Ma io mi voglio maritare.
Vic. E tu saresti quello coraggioso (girano attorno al tavolo lentamente) fermati, fermati (ma Giovannino continua a girare attorno al tavolo, poi Vicinzinu gridando forte col coltello alzato) fermati sciupafemmene da strapazzo, oggi ti faccio vedere tutte le costole rotte, la costa azzurra, voglio vedere sangue
Gio. Pietpiet
Vic. Inginocchiati chiedi scusa e di a mio cognato che troppo bello essere maritati
Gio. Scuscu...(fa scena per la paura non riesce a parlare) Scusa tro..troppo bello essere maritati
Vic. Ora baciami la mano e dimmi benedica voscenza!
Gio. (ripete la scena di prima, mentre scatta il sottofondo del padrino )
Vic. E ora esci subitu di qu dentro qua qua ra qu..
Gio. (si alza scosso ripetendo:) Bello esseri maritati bello esseri maritati (mentre
esce continua a ripeterlo)
S C E N A XI
(Carlo, Vicinzino, Loredana, Govannino ed i quattro genitori)
Vic. Ma chi razza di amici hai!
Car. Perdonalo cognato.
Vic. Sono tutti a casa mia
Car. Si, sono usciti poco f, vuoi che lavvisiamo che siamo qu?
Vic. Notanti sanno che sono a tagliarmi i capelli...al barbiere ho detto che gli gli domanda, di dire che sono uscito poco f e sono partito per Palermo. Senti , per te dove sono se qualcuno ti domanda.
Car. (preso di contropiede non riflette) Tutusi qu!
Vic. Pezzo di cretino, tu mi faresti pigliare subito devi rispondere o che non mi hai visto o che sono uscito ora ora e sono partito per palermo, nessuno deve sapere dove sono, perch io sonoin quanto posti diversi sono, sentiamo dillo tu.
Car. In duduetre posti
Vic. Meglio in quattro !
Car. (spaventato) Si, si meglio in quattro, magari cinqu
Vic. Sieditii che ti devo parlare(girandogli per due volte attorno) Allora da abbiamo fatto lultima discussione mi pare che con Loredana era tutto a posto vero?
Car. Vero(squilla il telefono) Ciao Loredana dove seiscusa lo so che sei dentroio, io invece sono a gabinettoil telefono a gabinetto? Ah! si, hai ragione, prima ero in bagnosono solo, si, solo sono con Vicon Giovannino, cio ero con GiovanninoVicinzino!? Ma forse sar dal barbiere. (Vicinzinu si arrabbia) No forse dal farmacista(Vic.continua ad arrabbiarsi) no, forse a Palermomi st confondendova bene ciao.
Vic. Che ti ha detto.
Car. Dice che ha capito tutto.
Vic. Sioedito per favore(bussano, Vic. si nasconde)
Lor. Dov mio fratello.
Car. Tuo fratello?
Lor. Menomale che ho telefonato io, perch se fosse stato qualche altro per ora gia! (esceVic.)
Vic. Per ora sospettavo e scappavo(si abbracciano)
Lor. Mentre venivo ma ha domandato la signora Tina, le ho detto che sei ancora a
Palermo.
Vic. Come si vede che hai preso di tuo fratello..niente di meno, io potevo essere in tre quattro posti diversi e tu ha capito che mi trovavo qubuon sangue non mente, sei troppo scaltra sorella
Lor. Sei troppo scaltru fratello(entrambi si girano verso Carlo)
Car. (impacciato) Lo so, sono troppu cretino!
Vic. Praticando con me e con mia sorella ti farai scaltro assaiassai!
Lor. Che facciamo, ci sono tutte cose pronti, andiamo a mangiare.
Vic. Ormai meglio mangiare qu, tu vai, chiama a tutti, che io nel frattempo parlo con Carlo.
Car. Ancora dobbiamo parlare? ( Loredana bacia Carlo e mentre sta per uscire)
Vic. Loredana, ricordati che io qu dentro non ci sono, sono a Palermo e che fra mezzora parto per Agrigento e poi vado a Castelvetrano.
Lor. Non ti preoccupare, manco a mamma dico niente. (esce)
Vic. Ricordati caro cognato, anche quando vi maritati io sono
Car. In sette posti diversi.
Vic. Non esagerare che poi possono capire chea gatta ci covabasta in tre quattro postiAllora riturnamo al nostro discorso: successo niente con mia sorella?
Siamo fermi ai bacetti e alle toccatine o
Car. (interrompendolo) Ai bacetti e lle toccatine senza altre cose.
Vic. Bravo(toccandogli la spalla) Tu lami tanto.
Car. tantissimo
Vic. Bravo. (stessa scena di prima) Non lhai mai tradita vero!
Car. Mai e poi mai
Vic. Bravo(stessa scena della spalla) Ti vuoi maritare presto o tardi?
Car. (pausa per un attimo a rispondere perch imbarazzato)
Vic. (apre il coltello a scatto)
Car. (preso dalla paura si mette a piangere)
Vic. E che hai visto un leone? (posa il coltello) Non piangere, perch gli uomini che
piangono non mi piacciono, ma forse ti vuoi sposare tardi?
Car. Non questo, io presto mi voglio sposare
(in quel momento entrano Agata con il marito, Loredana e i genitori)
Aga. Bravo a mamma cosi i nipotini vengono buoni
Mar. Vicinzino bello mio, tu se qu(lo abbraccia)
Vic. Sono qu e non sono qu
Sal. Bello mio, e fammelo dire, abbraccia un po a me(alcuni attimi)
Mar. Basta, un po a meche sono contenta che sei qu.
Sal. Botta di sangue, non qufammelo abbracciare un poco a me
Mar. Ma se non qu, dov?
Sal. A Palermo a Palermo(Maria toglie al marito le braccia dal figlio)
Mar. (lo abbraccia) Vicinzino bello mio(poi al marito) tu vai e labbracci a Palermo.
Lor. (a Carlo) Ha telefonato lassessore amore mio e ci sono buone notizie, ma perch sei triste.
Vic. E troppo emozionato, mi stava dicendo che si vuole maritare subito.
Pao. Comunque io e Salvatore stiama andando da lassessore, ad ogni modo, Vicinzino sono contento che sei qu..
Aga. (gli d una spallata) A Palermo
Pao. Si, a Palermonoi usciamo. (escono)
Car. Lori se tutto a posto ci sposiamo allora.
Vic. (mano sulla spalla) Ti marititi mariti anche si tuto non a posto ti marito io...
Aga. (che stava apparecchiando) Dai , dai che andiamo a mangiare con tanto amore
I calzoni
Vic. Andiamo a mangiare i calzoni gli faccio pure la rima.
Vic. Sentiamo!
Mar. Sono contenta di mio genero perch non un salta fossaappena ti mariti facci subito la pancia bella grossa
Tutti. Brava
Vic. Ora la faccio io una rimaCaro cognato, ti poi trovare in montagna, al mare, nel deserto, in una valle, fino a che ci sono io nessuno ti romper le palle
Lor. Menomale che piano piano stiamo pensando a i priparativi per sposarci con tutti lattributivi.
Tutti. Bravabrava!
Vic. Carlo fai una rima tu.
Lor. Daidai. (baciadolo)
Aga. Dai a mamma.
Car. Non li s fari io(pausa), mentre viene incitato ancora da tutti) Speriamo che appena siamo maritati, i figli non vengono handicappati!
Tutti. Bravo!
Aga. La pancia grossa a mamma facci subito.
Mar. Non vedo lora che questi nipotini ci camminano casa casa
Aga. Pure a me comare, quello che vogliono rompere romponomamma mia arricciano le carni.
Lor. Mamma mia sento tutta io
Aga. Mamma mia mi sento gi nonna
Mar. Mamma mia mi sento tutta ringiovanita
Vic. Mi sentu gi tutto zio
Lor. E tu Carlo comu ti senti
Aga. Comu ti senti a mamma
Mar. Emozionato
Vic. Che hia perso la lingua!
Lor. Dai dicci comu ti senti
Car. Mamma mia sento tutto rincretinito!
Lor. Questa lemozione !
Vic. Meglio rincretinito che rincoglionito! (in quel momento entrano i pap)
Pao. Evviva fatta!
Sal. Complimenti comare, il compare ci riuscito.
Pao. (al figlio) Fra tre mesi puoi fare il ragioniere nella fabbrica laterizi!..
Aga. Mar.(esplodono di gioia, Loredana accenna al pianto) amore mio fatta finalmente coroniamo il nostro sogno
Mar. Comapre ma fanno latte frescu in questa fabbrica latterizi?
Pao. Si, il latte terracotta.
Aga. E com questo latte tutto scremato?
Sal. Tutta cretina seia fabbrica laterizi, dove fanno i forati le mattonelle ectect
Aga. Ah! dove fanno queste cose!
Pao. Compare non ci facciamo casoHai visto cara moglie, tirando giacche e cappotti ce labbiamo fatta.
Sal. Compari complimenti.
Pao. Grazie compare, gi me li avete fatti tre volte.
Aga. Quanto gli danno per fare il ragioniere di sti ectect
Pao. Per ora un milione al mese.
Vic. Boni sono.
Mar. Per ora belli accontentativi di questi poi si vede!
Pao. Lassessore una degna persona, non mi ha preso in giro!
Sal. Complimenti compare!
Aga. Comare, ci posso fare una telefonata a mia sorella per darle la bella notizia?
Mar. Prego fate, telefonate(prende il telefono)
Pao. E onesto questo assessore.
Sal. Complimenti compare!
Vic. Carlo dilla qualche cosa.
Car. Ah! si, certo che la dicomamma mia che sono contentocontento!
Pao. Ci facciamo una bella torta ai fidanzati, lo diciamo a Giovannino dato che i suoi zii hanno la pasticceriaora ci telefono(va al telefono) Signora sono il padre di Carlo, Giovannino(breve pausa) Ha la febbre? Trema tutto? E come mai, da dove gli viene questa febbre
Vic. Forse ha preso qualche spavento!?.
Pao. Gli dica che si alza e di venire qu che gli passa tuttogli dica che dobbiamo festeggiareCarlo ha trovato lavoro, me lo pasi che gli parlo io.
Car. Pap se non si sente non insistire, io lo comprendo che si sente male!
Sal. (si avvicina a Paolo esce un fazzoletto e piangendo gli dice:) complimenti cumpari
Pao. Giovannino ciao, comu staicerca di venire perch dobbiamo festeggiare, il tuo migliore amico, chi c qua? nessuno, siamo in famiglia (Vicinzinu gli fa segnale che egli non c) Vicinzino non c, aveva da fare, porta una bella torta, passa ddai tuoi zii, siamo in famiglia, nessuno cciao. Mah! Era tutto spaventato, balbettava pure, ma la febbre fa pure questi scherzi?
Aga. Quanti invitati abbiamo.
Vic. Meno possibili!
Aga. Perch.
Mar. Comare ci vogliono tanti soldi.
Sal. Meglio che se li mettono da parte i soldi.
Pao. Ognuno invita i suoi e paga quelli che invita.
Mar. (guarda il marito che sempre pi emozionato) Salvatore finiscila ora, appena si marita chiffai tammazzi allura.
Sal. (sempre col fazzoletto pronto per aciugarsi le lacrime, si avvicina a Paolo e prima che egli pronuncia la solita frase, Paolo lo anticipa)
Pao. Complimenti compare...sedetevi perch ora me li state facendo girare!
Lor. Dobbiamo scegliere una bella sala.
Vic. La sala meno persone sanno dov, meglio anzi spargiamo la voce, diciamo quattro, cinque sale, perch io non mi voglio esporre assai, io ssono l, sono qu, sono da quella parte, sono in tutti i posti, io non sono in nessun posto!
Pao. Ma dove sei!
Vic. Non si puo dire
Sal. Non pensavo che doveva finire di entrare ed uscire da questa casa per spingere a mio compare di maritare questi ragazzi, dove mio compare rinisciuto io non ho potuto rinescere! (sbaglia a parlare)
Vic. Se permettete, io dovrei andare in bagno.
Mar. Sei emozionato pure tu (Vicinzino v)
Lor. Ora possiamo finire la lista degli invitati, Carlo parla, dici qualcosa
Car. Amore, amore mio(si abbracciano)
Mar. Compare a questo assessore un bel regalo gli lo facciamo vero?
Sal. Certo, se lo merita.
Mar. Magari mittemu tantu lunu
Sal. No! Non giustu, dopu tuttu chiddu chi fici u cumpari non su merita ca mittemu tantu lunu giustu ca chu fa iddu sulu, quantu spenni spenni
(bussano, entra Giovannino con la torta.)
Pao. Giovannino, ma chi hai, pari ca si diversoCosta azzurra
Gio. (atteggiamento diverso) No, meglio che per ora non nomniamo queste cose.
Aga. Ma che hai, sembri spaventato
Gio. E la farebbe (poi impaurito a Carlo) Non c!
Car. Non ti preoccupare.
Pao. Io direi che prima dei calzoni tagliamo la torta.
Aga. Che facciamo viceversa.
Sal. E niente ci fa.
Mar. Oggi decido io: prima tagliamo la torta, chi la taglia? (rispondono tutti tranne Giov.)
Pao. Lunico che non ha risposto stato Giovannino, quindi a lui lonore.
Gio. Non il caso(tutti lo invitano)
Pao. Ora ti diamo il coltellone (fa il gesto)
Gio. (spaventato) Quale coltellone, meglio con un cucchiaino.
Sal. Ma quale cucchiaino(tutti lo portano davanti, vicino al tavolo dove stata appoggiata la torta)
Pao. (gli da un coltello) Dai Giovannino, taglia, e taglia taglia(Giovannino perde tempo, ma tutti ripetono taglia)
Gio. Ma proprio io! ( nel frattempo esce Vicinzino dal bagno)
Vic. Se permettete la vorrei tagliare io. (Giov. si gira spaventatissimo)
Gio. Si, sisi giusto, meglio che la taglia lui, lui sa tagliare meglio.
Pao. Tagliatela tutte e due.
Tutti. Tutti e due dai(Vic. e Gio. si mettono vicini)
Pao. Aspetta Vicinzino che ti d un coltello.
Vic. Non c bisogno (esce un coltello a scatto e Giov. si spaventa cominciando a tremare, dopo un po lo fanno sedere)
Pao. (si avvicina al figlio) Ma ll farebbe fa sti scherzi?
Aga. Giovannino comu ti senti, dai che ti aspettiamo per tagliare.
Gio. La faccia tagliare solo aaa(tutti rispondono a)
Gio. (guarda Vicinzinu e poi risponde:) la taglia solo Voscenza, perch io sono deboluccio.
Vic. Va bene la taglio solu io, e mentre taglio dite: Auguri
Gio. Battete anche le mani
Vic. Bravo Giovannino, bravo hai imparato.
Pao. Ma oggi mi st sentento in mezzo ai turchi.
Vic. Caro cognato Auguri! (mentre le donne distribuiscino la torta)
Car. Loredana
Lor. Carlo finalmente
Car. Loredana
Lor. Carlo, amore
Pao. Carlo spicciati che questa commedia deve finire
Sal. Quale commedia compare.
Pao. Cosi per modo di direCarlo dai, dalle un bacetto e finiamo!
Car. Loredana ormai stiamo facendo questo passo, quello che nasce nasce!
Aga.Mar. Auguri e figli
Car.Lor. Maschi
Aga.Mar. NoAuguri e figli subito!
Car. Se uno fidanzato prima o poi si deve sposare, auguri!(poi si rivolge a qualcuno del pubblico magari a qualche coppia di fidanzati) Ma tu, tu perch ridisi a te dico, proprio a te che sei vicino alla fidanzata, prima o poi ti devi sposare: e si ti vuoi sposare devi lavorare!
(a tutti coloro che facendo teatro rafforzano lamicizia) (tel. Autore: 090/638009
cell. 3393359882
Rapprasentata dallAccademia teatrale di Canicatti. per ogni rappresentazione necessaria lautorizzazione dellautore e degli elaboratori)
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