Se tu non m’ami


SE TU NON MAMI

Commedia in un atto

di PAOLA RICCORA

PERSONAGGI

BICE

TEODORA

GIUSTINA

ARTURO

GUIDO

GIACOMO

EDGARDO

Commedia formattata da

Un elegante salottino. Due porte al fondo. A destra: una porta con un tendone. A sinistra: una finestra in prima quinta, ed una porta in seconda quinta. E' il tramonto di una bella giornata d'inverno.

Arturo - (viene dalla porta di fondo a destra, frettoloso, un po' ansioso. Attraversa la scena e fa per entrare all'uscio di sinistra: ma s'imbatte in Giustina, che ne esce proprio in quel momento).

Giustina - (parlando a qualcuno che nelle quinte) Va bene; non dubitate. Sar fatto! State tranquilla!... Penso io a tutto. (Poi scorgendo Arturo) Oh! gi di ritorno, signore?!...

Arturo - (con ansia e nervosissimo) Lo credo... E cos?... Come va?...

Giustina - Calmatevi, calmatevi. La signora va bene... Una crisi passeggera, questa volta!... Ha preso la sua valeriana, ed ha riposato tranquillamente per due ore buone. Ora l che legge il suo romanzo, come se nulla fosse accaduto!

Arturo - (Legge?... (Con un po' d'ira repressa) Ma benone!... E al solito quei romanzacci d'inferno!... (Poi calmandosi) Dopo tutto, meglio cos!... (Passeggia un po' nervoso). Speriamo almeno, che per oggi basti e che la serata finisca bene!... Dio, che vita!... (Continua a passeggiare).

Giustina - Povero signor padrone! Avete ragione, sapete!... Ma che cosa volete farci? Bisogna aver pazienza!... Dopo tutto la signora vi ama tanto!...

Arturo - (con uno scatto appena contenuto) Troppo!... Troppo, ahim!... Che male ho fatto io nella vita per essere amato tanto da quella donna?... Ah, Giustina, se mai vi venisse in mente di prendere marito, fatelo becco dopo un mese...

Giustina - (scandalizzata) Che cosa dite mai, signore?...

Arturo - Eh, s, avete ragione!... Vi scandalizzate, lo capisco!... Mi scandalizzo anch'io, quando mi accorgo di essere ridotto a pensarla cos; ma che volete!... Vedo tanti mariti felici intorno a me, che pure non avrebbero alcuna ragione di esserlo. Non mi guardate con quegli occhi pietosi!... Andate piuttosto ad eseguire gli ordini della signora; le eviterete cos un nuovo pretesto per gridare!... Giustina - Vado!... (Fra se, uscendo) Dopo tutto,non ha mica tutti i torti, poveretto!... (Esce dal fondo a sinistra).

- (Un suono di campanello nell'interno).

Arturo - (solo) Ed ora, prepariamoci ad affrontare un a tu per tu sentimentale!... Ah! poterla piantare!...

Edgardo - (dal fondo a destra) Ricevete, signore?...

Arturo - (voltandosi) Perch?...

Edgardo - (presentandogli un biglietto da visita in un piccolo vassoio) Vi di l questo signore!...

Arturo - (prendendo la carta da visita ed osservandola) Sicuro che ricevo!... Fate subito entrare, Edgardo, ed avvertite la signora!... No!... Quella no!... Lasciamola tranquilla!... Ma fate entrare subito!

Edgardo - (fa un inchino ed esce).

Arturo - Capita male, povero Guido! Ma gi, in casa mia, il difficile capitare bene!

Guido - (elegantissimo: monocolo e fiore allocchiello; si ferma sotto luscio) Si pu?...

Arturo - Vieni avanti, caro!... (Gli va incontro e gli stringe la mano).

Guido - Ho mantenuto la promessa, come vedi!...

Arturo - Lo vedo, e te ne ringrazio!... Siedi, ti prego!...

Guido - (sedendo) Grazie!... (Si guarda intorno). Ma sai che hai una casetta deliziosa?... Messa con un gusto, poi!... Opera certamente della mano gentile di tua moglie!... Ma bravo... bravo davvero!... Gi, tu eri nato per il matrimonio!... Ti ricordi che lo dicevo sempre?...

Arturo - (con profonda espressione di nostalgia) Ah! Guido, Guido, se potessimo ritornare a quei tempi beati!...

Guido - Sei poco gentile per tua moglie!... Se la signora ti sentisse!!

Arturo - (con un balzo) Per carit!... Credi che abbia potuto sentire?...

Guido - (ridendo) Non so!... Come vuoi che sappia?... Ma, dopo tutto...

Arturo - Hai ragione!... Non ci badare!... Sai: sono sempre un po' esagerato!...

Guido - Ma, dimmi: mi concederai l'onore di conoscere ed ammirare la tua mogliettina?...

Arturo - (imbarazzato) Veramente, stasera...

Guido - Ah! ma sai che sei strano davvero, amico mio!... Mi hai invitato apposta a casa tua!...

Arturo - S, ma vedi...

Guido - Di' un po': saresti per caso geloso fino a questo punto?...

Arturo - Io?... Macch... Geloso io?... Sei impazzito!...

Guido - E allora?...

Arturo - Ecco: Bice stata un po' sofferente stamane, ed ora riposa. E' tanto delicata poverina; ed avrei paura di disturbarla!

Guido - Quand' cos, hai ragione, ed io me ne vado subito!... Ti lascio tutto a lei!...

Arturo - (quasi con un grido) No!... Resta!... Intanto si chiacchiera un po' insieme!... Anzi, guarda: resta con noi a pranzo; forse la distrazione le giover e stasera poi si va tutti e tre al San Carlo . Si rappresenta il Tristano e Isotta e Bice s'interessa molto all'opera wagneriana. Vorrei procurarle questo svago!...

Guido - Ma, se sofferente?...

Arturo - Roba da nulla! Soltanto nervi, e nient'altro!... E allora, distraendola un po', chiss che non riesca a farle dimenticare le sue sofferenze... Ed meglio essere in tre!

Guido - E tu credi di distrarla con un Tristano e Isotta ?...

Arturo - Forse!... Visto che quella musica l'interessa!... Io non capisco come e perch; ma ti garantisco che si anima tutta alle lamentele di Tristano. E' incomprensibile come a erte mature possa piacere la musica tedesca!... Io, vedi, quando mi capita di ascoltarla, provo nel cuore uno strano senso di gelo, e nella testa un peso, ma un peso tale, che assomiglia maledettamente al sonno!.

Guido - Anche a me, francamente, fa un po' quell'effetto!...

Arturo - Ma, in compenso, vedo Bice esaltarsi, e negli intermezzi mi accorgo che sorride cos felice, cos beata, che, ti assicuro, amico mio, per me un tale sollievo, una tale gioia, che resterei l tutta la vita!...

Guido - (ammirato) Perbacco!... Ma sai che sei un vero fenomeno, mio caro!

Arturo - (meravigliato) Perch?...

Guido - Perch ne ho visti pochini di mariti innamorati come te, e dopo tre anni di matrimonio, per giunta!...

Arturo - (suo malgrado) Per forza, amico mio!...

Guido - Per forza?... Che dici mai?...

Arturo - (riprendendosi) L, non ci badare... (Poi abbassando la voce) Sarebbe una storia troppo lunga, e per raccontartela non questo il luogo pi adatto!... L'occasione non mancher, e ti dir quale tragedia si svolge qui, nella mia casa e nel mio cuore!...

Guido - Povero amico! Mi fai paura, sai!... Dimmi...

Arturo - No!... Qui no; non possibile! Guai se Bice sentisse!... No, no!... Ne riparleremo!... Per questa sera pranza con noi, e vieni con noi a teatro. Contentati di quello che vedrai e sentirai, e, voglia il Cielo, che tu non debba vederne e sentirne troppe!...

Guido - Ohi, ohi... ma grave davvero?...

Arturo - Gravissimo!... Dunque, accetti?...

Guido - Sicuro! Specialmente se ci pu farti piacere! Permettimi soltanto di assentarmi per un quarto d'ora!... Visto e considerato che debbo pranzare con voi, desidero almeno di procurarmi dei fiori per la tuasignora

Arturo - Bravo, grazie: Bice gradisce molto certe attenzioni, e tu, attraverso il dono gentile, le farai una impressione magnifica!...

Guido - Lo spero!...

Arturo - Ed io invece ne sono sicuro!... E' cos squisitamente sensibile la mia dolce met!...

Guido - Ed allora vado!... Arrivederci a tra poco.

Arturo - Ciao, caro!... (Guido esce al fondo). E che Dio ce la mandi buona!... (Chiamando) Giustina!...

Giustina - (accorrendo) Comandate signore!...

Arturo - Giustina, metterete un coperto di pi, stasera!

Giustina - Benissimo!... E volete che apparecchi qui, come al solito?...

Arturo - Certo!... Di l si gela, ed avendo un ospite...

Bice - (sull'uscio di sinistra, in elegante accappatoio, appoggiandosi languidamente alla tenda. Parla sempre con accento melodrammatico) Un ospite?... (Giustina esce).

Arturo - (scorgendola) Oh! Bice! Buonasera!. Come va?... Giustina mi ha detto che stai bene, vero?...

Bice - S, caro!... Bene?... Come vedi!... Sono pi tranquilla, ecco tutto!...

Arturo - Ed io mi contento, per ora!... Vieni, cara, vieni un po' qua, vicino a me!...

Bice - Volentieri. (Siedono a sinistra) Ma dimmi: ho sentito bene?... oppure mi sono ingannata?... Un ospite, hai detto?...

Arturo - (un po' imbarazzato) S! Un amico!... Un amico d'infanzia! Quel Guido Segretti, ricordi?... Quel bel giovane del quale ti ho parlato tante volte?... C'incontrammo ieri, per caso, dopo dieci anni!... Parlammo a lungo di... te.

Bice - Ah! di me?... Avete parlato di me, a lungo?... e sa?...

Arturo - (c. s.) No! Non sa nulla!... Ed io non gliel'ho detto per tema di dispiacerti...

Bice - Oh! Per questo!... tanto lo sanno tutti!... E poi: la mia gloria quella!... Per amore lo feci!... Per te, mia vita!... E per te sarei pronta a rifarlo!...

Arturo - No!... Per carit!... Ma parliamo d'altro!... Di lui: di Guido!

Bice - Che tu hai invitato a pranzo!...

Arturo - Gi!... Perch... vedi... egli sapeva che io... che tu ami molto la musica, ed allora con uno di quei pensierini squisiti, che sono la sua specialit, venuto ad invitarci per questa sera!...

Bice - Questa sera?...

Arturo - S... E' una prima importante, col Tristano ed Isotta , Un'occasione eccellente per te, ed allora, per ringraziarlo...

Bice - Hai fatto bene, caro, molto bene!...

Arturo - (fra s) Meno male: andata!...

Bice - Risentir molto volentieri quell'opera, e conoscer anche con piacere questo tuo amico d'infanzia; purch non ti ricordi nulla che possa allontanarti da me!...

Arturo - Scherzi?... Ma nella mia vita non ci sei che tu!...

Bice - (languida) Vorrei crederlo!... (Poi cambiando tono) Giustina!

Arturo - Cos'?... Hai bisogno di qualche cosa?

Bice - (sorridendogli) No, amore, tu non puoi!... (stendendogli la mano).

Arturo - (baciandogliela) Ti pare!...

Giustina - (dal fondo) La signora ha chiamato?...

Bice - S! Fate il favore di salire un po' su dalla mia sarta e ditele che mi mandi subito il mio vestito da sera. Ne ho bisogno fra cinque minuti!... Ho gente a pranzo, e dopo debbo andare a teatro!

Giustina - Corro subito!... (Esce dal fondo a destra).

Bice - Ed io intanto vado a prepararmi, cos potr riposare ancora prima del pranzo! Ne ho tanto bisogno!...

Arturo - S, cara! Va, va a riposare!... Sei tanto bella, stasera, non stancarti!...

Bice - (gli d di nuovo la mano, con languore) Amore!...

Arturo - (baciandogliela, comicamente annoiato) Tesoro!...

Bice - (attirandolo a se con un impeto folle di passione, esclama, con voce rotta dai singhiozzi) Se sapessi come t'adoro!... (lo bacia a lungo sulla bocca, poi fugge in camera sua).

Arturo - (tentenna il capo con rassegnazione, poi alza le braccia al Cielo, come per implorare laiuto divino, ed esclama comicamente) Mio buon Dio! Che cosa ho mai fatto per meritare un amore cos catastrofico?...

- (Nell'interno si ode il vociare di due persone che arrivano disputando; poi la porta di fondo si spalanca con furia, ed entra Teodora, seguita da Giacomo).

Teodora - (scorgendo Arturo) Ah! siete qui, bel mobile?...

Arturo - Voi?!...

Giacomo - Noi! ... Veramente non so di che cosa vi meravigliate!... Non forse naturale?...

Arturo - Che cosa?.

Teodora - (interrompendo) Ma cosa vuoi che capisca, lui?... Quando si cattivi ed egoisti, non si vede al di l del proprio naso!...

Arturo - Ma...

Giacomo - Non c' ma che tenga, mio caro genero... Diteci piuttosto dov' nostra figlia, quella povera piccola cara, che sembra non vi abbia ancora sacrificato' abbastanza! ...

Teodora - (tutto d'un fiato) Ma che altro pretendete da lei?... Fino a qual punto intendete di essere il tiranno di quella creatura cos tenera, cos delicata, che vi ha dato una cos grande prova di amore?... Non vi basta forse di averla strappata dalle mie braccia materne?... non vi basta di averla tolta alla nostra tenerezza, non vi basta di averne fatta la vostra schiava, la vostra vittima?... Ditelo, ma ditelo una buona volta, uomo senza cuore! Ah! quando penso che per un essere cos spregevole, la mia Bice, la mia creatura dolcissima, il frutto tenerissimo delle mie viscere, la nostra gioia, l'unico scopo della nostra esistenza...

Arturo - (esasperato e che ha tentato invano d'interromperla) Ma cosa successo dunque, si pu sapere?...

Giacomo - Ed osate domandarlo?... Ma non parla forse abbastanza chiaramente questo pezzetto di carta, bagnato dalle lagrime cocenti di vostra moglie?... Non forse evidente quello che deve essere accaduto qui dentro stamane, quando un espresso, giunto improvvisamente ad interrompere la nostra digestione, ci porta il grido implorante d'una povera donna infelice?...

Arturo - (che si sente impazzire) Ma quale grido?.,. Parlate chiaro, finalmente!... E smettete di fare la tragedia anche voi!... Se foste stati pi equilibrati, meno esaltati, anche voi due, mi avreste data in moglie una donna semplice e non la protagonista di un eterno dramma! ...

Teodora - (a Giacomo) Ma lo sentite, lo sentite?... Che cinismo, mio Dio, che cinismo!... Ah, povera figliuola mia!... (Cade a sedere, scoppiando in singhiozzi).

Arturo - Benissimo!,.. Non ci mancavano che le vostre lagrime ora, e siamo al completo!... (A Giacomo) Ma voi, suocero mio, mi spiegherete, spero!...

Giacomo - Sicuro!... Per quanto sia strano che osiate chiedermelo con tanta ingenuit, vi spiegher!...

Arturo - Meno male... Dunque, ditemi: perch siete venuti cos improvvisamente?...

Giacomo - (dandogli la lettera che ha in mano) Leggete!...

Arturo - (aprendo in fretta la lettera, e leggendo forte) Adorata mamma mia!.

Teodora - (con un sospiro, fra le lagrime) Cara!... Povera e santa creatura!

Arturo - (la guarda un istante, con ira repressa, poi continua) Mio dolcissimo babbo!....

Giacomo - (commosso) Tesoro mio!... Che squisite espressioni!...

Arturo - (continuando) La vostra Bice tanto sventurata!... Suo marito non l'ama pi; forse non l'ha mai amata!... .

Teodora - Canaglia!...

Giacomo - Anima perversa!...

Arturo - (li guarda ancora con ira, vorrebbe scattare, ma si frena e continua) La sua vita un inferno, il suo povero cuore spasima e si strugge invano. Perch non l'avete lasciata morire?... La piangereste ora nella bara, ma la sapreste felice in grembo alla morte, che tutto fa obliare. Se vi sta a cuore la sua vita, accorrete subito presso di lei, che cercher, nel sen che mai non cangia, un momento di oblio, un'ora di sollievo!... la vostra Bice .

Teodora - (scattando) Mostro!... Mostro!... Difendetevi ora, se vi sar possibile!...

Giacomo - Non forse chiara, lampante la verit?... Non vedete come, in poche parole, essa ci abbia messi a giorno della tristissima esistenza ch' costretta a condurre presso di voi, nella vostra casa, nel freddo talamo coniugale?.

Teodora - E perch poi?... Non forse bella, non forse buona, non forse innamorata fino alla follia, la mia povera creatura?...

Arturo - Ahim!... Fino alla follia, lo avete detto!...

Giacomo - Ed allora?... Perch me la rendete cos infelice?... Voi che dovreste adorarla in ginocchio, che dovreste baciare la terra che calpesta! Io vi ho donato una creatura di eccezione...

Arturo - Troppo!... Troppo eccezionale!... Se fosse invece una donna come tutte le altre!...

Teodora - Ah! Ingrato!... Voi bestemmiate!. Gi, la vostra intelligenza non giunge fino a tanto!... Non meritavate un tal dono!...

Arturo - (con un grido) No!... E' vero!... Non lo meritavo!... Difatti, me lo domandavo anche poco fa: che cosa ho fatto per meritare una simile sciagura?...

Teodora - Ah! Vile, vile!... Mi fate ribrezzo!...

Giacomo - Andiamo in cerca di Bice, moglie mia!... Il signore non merita la nostra considerazione! Vieni!...

Arturo - Ma no!... Lasciatela tranquilla!... Essa di l che si veste per il pranzo. E' calma e serena; non me la turbate, per carit...

Giacomo - Allora: vi ha perdonato?...

Teodora - Oh! Angelico cuore di donna! Vi ha perdonato!... Ma quale sacrifizio sarebbe troppo grande per quella anima eletta?...

Giacomo - Di quale colpa vi eravate macchiato?...

Arturo - (con comica esasperazione) Ecco: vi confesser il mio fallo, e se vi parr troppo grande, indegno di meritare il perdono di una cosi eletta creatura, io espier come vorrete!...

Giacomo - Benissimo!... Ecco che la piet ha fuso finalmente il vostro cuore!...

Teodora - Parlate!... Vi ascoltiamo!...

Giacomo i - - Il vostro fallo stato?...

Arturo - (con accento tragicomico) Una cravatta... Ho detto!...

Giacomo - Eh?!... Avete voglia di scherzare?... Osate prendervi giuoco di noi?...

Arturo - (esasperalo) No! no!... Una cravatta, vi dico! Una povera piccola cravattina verde, di un bel verde smeraldo, che avevo comprato ieri ad una liquidazione, per la cospicua somma di lire cinque e cinquanta centesimi!...

Teodora - Ma...

Arturo - (rifacendoli) Non c' ma che tenga!... E' cos! Prima di recarmi in ufficio, stamane avevo avuto la modesta idea di sfoggiare la mia cravattina nuova per abbagliare i miei compagni! Niente!... Alla signora vostra figlia, la cravatta non andava a genio!... Voglio che tu metti la solita cravattina nera, amor mio!..., perch mi chiama amor suo, ma dice voglio la vostra dolcissima ed eletta creatura!...

Teodora - E non potevate accontentarla?...

Arturo - (c. s.) L'ho fatto!... Ho messo la cravatta nera, lo vedete?... Non forse nera la cravatta che porto?... Che cosa non faccio io, povero infelice, per evitare la spada di Damocle che pende sul mio capo?...

Giacomo - (scombussolato) Ed allora?...

Arturo - (scattando) Allora, allora: la signora caduta in convulsioni! (Rifacendola) Ah! mi obbedisci troppo presto!... Ah! devi avere la coscienza poco pulita!... Ah! temi dunque ch'io debba capire, finalmente, il perch tu ami mettere quella cravatta di un colore cos sfacciato?... Arturo, Arturo, tu non andavi in ufficio, tu andavi da una donna! Lo vedo, lo sento! Ah! come sono disgraziata! Arturo, tu non mi ami pi, non sei pi tutto mio!... Ma bada, bada: se tu non m'ami... (Riprendendo il tono naturale, ma sempre con grande esasperazione) ... e qui, gi, picchia, la solita minaccia!... Ed io a calmarla, a implorarla, a scongiurarla!... Inutile!... Sono fuggito finalmente come un disperato, e dopo mezz'ora mi raggiunge in ufficio un suo biglietto: Ti perdono!... Ti amo troppo per non perdonarti!. Ma intanto aveva scritto a voi quella stupida lettera!... Ed ecco, come e perch, io ho passato un'altra giornata d'inferno, e voi avete avuto interrotta la vostra digestione!... Ditemi ora, onestamente, coscienziosamente, chi la vittima fra noi due?...

Giacomo - (guardando la moglie, e con tono mortificato) Ha ragione lui!

Teodora - (che non vuole arrendersi) Se le cose fossero andate proprio cos... Ma, non stata piuttosto la goccia che ha fatto traboccare il vaso?...

Arturo - (sta per dirle un'insolenza, ma si frena, e dice con ira) Rinunzio a discutere su questo argomento!... Siete la madre di Bice, e debbo poi del rispetto ai vostri capelli bianchi! Non mi caverete pi una parola di bocca!...

Giacomo - Calma, calma, genero mio!... In fondo, non avete poi tutti i torti!... Ma bisogna che abbiate anche un po' di pazienza!... Voi sapete che il medico ci ha tanto raccomandato di stare attenti alla povera Bice. Potrebbe essere una mania in lei, la pi terribile delle manie, e bisogna evitarle quindi tutto ci che la irriti e l'addolori!...

Arturo - Ma se non faccio che questo!... Ma se sono diventato un essere senza pi volont, senza pi nervi, senza pi nulla, ecco!...

Bice - (di dentro) - Giustina, Giustina!...

Teodora - (in ansie) Eccola!... Tacete!...

Giacomo - (anch'egli agitato) Facciamo finta di nulla!

Teodora - Che non s'accorga delle nostre preoccupazioni! ...

Giacomo - (c. s.) Mostriamoci allegri, disinvolti!...

Teodora - (ad Arturo) Su, su: sorridete anche voi!... Non abbiate quell'aria da funerale!... Dopo tutto, non sono che inezie.

Arturo - (fra s) Le chiama inezie, lei!... Vorrei vederla al mio posto!

Bice - (entrando in abito da sera, elegantissima) Amico mio!... E' mezz'ora che chiamo!... (Poi scorgendo Giacomo e Teodora) Mamma! Babbo!... Voi qui?... A quest'ora?... Come mai?... E' forse accaduto qualche cosa?...

Arturo - (fra s, ridendo amaro) Benone!... Non ricorda nemmeno...

Giacomo - (imbarazzato) Ma no, ma no: non agitarti, cara. Non nulla, proprio nulla... Siamo qui...

Teodora - (venendo in suo aiuto) Per pura combinazione! Avevamo delle compere da fare, sai, mille cosucce che a Caserta non si trovano, e allora...

Bice - (d'un tratto, ricordando) E la mia lettera?...

Giacomo - (fingendo sorpresa) Quale?...

Bice - Non avete ricevuto un espresso?...

Giacomo - Un espresso?... Ma no! Siamo qui da stamane...

Bice - Ah! Meno male!... Temevo che foste qui perquello!. Lo troverete al ritorno!... Ma non l'aprite! Promettetemi di non aprirlo, di lacerarlo, anzi!... Vi darebbe un grande dolore, e sarebbe inutile, ora!... L'ho scritto in un momento triste, che ora passato!... Guardate!... Tanto passato, che mi preparo a ricevere a pranzo un amico, ed a recarmi al San Carlo con Arturo! (Poi ad Arturo, con grazia) Ti piaccio cos?...

Arturo - S, cara... E quel sorriso ti dona tanto; non dovresti abbandonarlo mai!...

Bice - (con grazia) A questo bisogna che provveda il mio maritino! Non dipende che da lui!... Non lo sai forse che la felicit della tua Bicetta dipende esclusivamente da te?... Lo sai che sorrido se tu mi sorridi, che sono felice se mi sembra che m'ami, che sono disperata quando temo di perderti!...

Teodora - Cara!... Ma come si potrebbe non adorarti?... Se ti vedesse con gli occhi della tua mamma!...

Bice - Eh! S! Con i tuoi occhi, lo capisco!... Ma vorrei vedermi coi suoi!... Ah! credimi, mamma! Vorrei essere un pensiero, per entrare nella sua mente, un palpito per essere nel suo cuore, una divinit, per leggere nell'anima sua!...

Giacomo - (esaltandosi) Come parla bene!...

Arturo - Ma siccome non potrai mai essere quello che dici, abbi un po' di fede in me, e tranquillizzati una buona volta!...

Teodora - Dice bene! Dice bene!...

Bice - Ma ritorniamo a voi!... Dunque un'improvvisata!... Bravi! Sono proprio contenta!... Ordino a Giustina due coperti di pi, e...

Giacomo - No, no, cara!... Sai bene che non ora per noi questa!... Noi ritorniamo subito a Caserta. Facciamo appena in tempo per il treno delle venti e...

Bice - Ma no!... Restate con noi, un pochino almeno!...

Giacomo - Impossibile!... Ho una partita a tressette che mi attende e dal momento che qui tutto a posto...

Teodora - (tirandolo per la giacca) Taci!...

Giacomo - (riprendendosi) ... che abbiamo fatte tante belle spese, noi riprendiamo la nostra strada, augurandovi tante liete cose!

Bice - Cattivi!... Ero cos contenta di rivedervi!...

Teodora - Ma tu fra poco sarai a teatro, e noi si resterebbe qui soli.

Bice - Questo vero, ma...

Arturo - Lasciali andare!... Non sottrarli alle loro abitudini!... Piuttosto, se hai proprio tanto desiderio di stare con i tuoi genitori, domani o dopodomani, potrai fare una corsa a Caserta, e te li godrai l'intera giornata! (Ai due vecchi) Va bene cos?

Teodora - Eccellente idea! (Abbracciando Bice) S, cara... Vieni, vieni nella tua vecchia casa!... E' tanto che manchi!...

Bice - (che si subito rabbuiata) Verr!!

Giacomo - Brava!... E sar una festa per noi!... (Ad Arturo) Dopodomani hai detto?...

Arturo - Dopodomani!...

Giacomo - (salutando Arturo) Bravo!... Una buona idea veramente!... Ti ringrazio, caro!... Sai: noi siamo vecchi, e questi viaggi sono un po' penosi per noi!... Invece per Bice sar uno svago, e intanto rivedr tutte le sue amiche, la vecchia Monica, il suo giardino... Bravo, bravo, Arturo! Proprio un'ottima idea!... (Abbracciando Bice) Arrivederci, piccola... a dopodomani, vero? Ed ora andiamo, vecchia mia!... Non ci facciamo sfuggire il treno delle venti, altrimenti addio tressette!... E debbo prendermi la rivincita col parroco!... Divertitevi, cari, ed arrivederci, Bice!... A dopodomani... (Trascina Teodora, che ancora saluta Bice ed Arturo, e vanno via).

Arturo - (allegro a Bice) Che cari vecchietti!... Sono venuti qui per le compere, ritornano per il tressette, domani andranno in chiesa, poi al mercato, poi dal parroco, e sempre sereni, sempre uniti!... Cari!... E' quella loro unione perfetta che commuove... Vedi la tua mamma?... Mai un rimprovero al babbo, mai un sospetto: la fede ci vuole, la fede nell'uomo che si ama, e tutto allora diventa sorriso, dolcezza, felicit!... Non ti pare?...

Bice - (che si seduta, cupa ed accigliata, in disparte) Certo!... Ma bisognerebbe averla questa fede!...

Arturo - E qui sta il male... Se tu l'avessi...

Bice - (scattando) Ma come?... In qual modo? Perch?...

Arturo - Che ti piglia ora?...

Bice - Mi piglia, mi piglia che sei falso come Giuda!... Mi piglia che ho un bell'illudermi, persuadermi, ragionare: la verit salta agli occhi, scatta come una molla!... Una parola, e paff: tutto chiaro, tutto lampante...

Arturo - (timido e preoccupato) Ma cosa?... Si ricomincia, ora?...

Bice - (c. s.) E non si ricomincia forse per colpa tua?...

Arturo - (c. s.) Perch!... Che cosa ho fatto?... Che cosa ho detto?...

Bice - . Ah!... Ma sei stupefacente, sai!... A vederti ti si giudicherebbe un santo!... Ma gli altri per potrebbero crederlo, io no!... Io non sono tanto sciocca, io non sono tanto cieca, io vedo, purtroppo, vedo chiaro ed intuisco tutto, intuisco...

Arturo - (avvilito) Ma che cosa, Santo Dio!... Io mi sento impazzire. Eppure questa volta mi pareva proprio che nulla...

Bice - E gi! Perch tutto era andato liscio, piano, scorrevole, secondo i tuoi desideri!... Ma sbagli, caro: sbagli, amore!... Io non mi muovo di qui; ne domani, n dopodomani... n mai! Non la metterai la tua bella cravattina verde, niente affatto...

Arturo - Ancora?.-

Bice - Non andrai a sfoggiarla da lei, da quella sgualdrina, perch non l'avrai la tua giornata di vacanza!... Io non mi muovo di qui, ti ripeto!... E dopodomani non andrai nemmeno in ufficio, ma resterai anche tu in casa con me, vicino a me, tutta la giornata... Anzi si va insieme dal babbo!...

Arturo - (cadendo a sedere annientato) Ah! Questa poi davvero meravigliosa, questa poi passa ogni limite... Ma non reagisco, vedi!... Non ne avrei nemmeno la forza!... Pazza... Sei pazza da legare!...

Bice - Ma bravo, ora m'insulti anche! Non ti manva che questo... Ma m'insulterai ancora per poco, perch.

Arturo - Benissimo!... Ci siamo!. Avanti!... Grida, minaccia... sono rassegnato a tutto!...

Edgardo - (dal fondo) Il signor Guido Segretti...

Arturo - Benissimo... Giunge a proposito!... (A Bice)il nostro ospite... Calmati, per carit... Almeno non facciamo ridere la gente alle nostre spalle!...

Bice - (calmandosi, con un sospiro) E sia!... Mi callo!... Voglio bere il mio calice fino alla feccia!

Arturo - Ecco!... Brava!... Bevi, ma calmati!...

Bice - (tragica) Sono calma, ma anche decisa!...

Guido - (entrando con un bel fascio di rose) Mio caro Arturo... (A Bice) La signora Saldini, vero?...

Bice - (con sussiego) Precisamente!...

Guido - (baciandole la mano) Sono veramente fortunato, signora!... E se voleste farmi l'onore di gradire e mie rose, mi reputerei felice addirittura!...

Bice - (prendendo le rose) Grazie, signore!... Anche io sono lieta di conoscervi!...

Arturo - (fra se) Meno male!... E' lieta con una faccia da tragedia, ma poteva andar peggio!...

Guido - (ad Arturo) Hai una mogliettina deliziosa, briccone!...

Arturo - (con un sorriso forzato) Che vuoi!... Sono fortune che capitano a pochi!

Bice - (c. s.) Io vi sono veramente grata del pensiero gentilissimo, signor Segretti, e mi auguro di avere la forza sufficiente per poter profittare del vostro gentile invito!...

Guido - (un po' meravigliato) Veramente, io...

Arturo - (in fretta) Via, non fare il modesto!... Bice ha gradito molto la tua squisita cortesia, e sar felicissima di andare al San Carlo questa sera!... Le ho detto che hai preso un palco e che...

Guido - (che ha capito) Ah! Era per il paleo?... (Con intenzione ad Arturo) Ho capito!... Ma non vale la pena neppure di parlarne!... Una cosa cos da poco... (Fra s) Ma perch questa bugia?... (Forte) Arturo mi aveva detto che a voi piace tanto la musica, io avevo tanto desiderio di sentire il Tristano . Come vedete: una cosa naturalissima! ...

Bice - (alla quale non sfuggito l'imbarazzo dei due) Ma sempre un pensiero molto gentile!... (Fra s) Qui sotto c' ancora del marcio!...

Giustina - (entrando, seguita da Edgardo, con loccorrente per apparecchiare) Signora, posso apparecchiare?...

Bice - (meravigliata) Qui?...

Giustina - Il signore mi aveva ordinato...

Arturo - Ma s, gliel'ho detto io!... Guido troppo amico mio perch si facciano dei complimenti con lui!... Sai, abbiamo una sala da pranzo nella quale si gela, e la casa manca di riscaldamento.

Guido - Ma non preoccuparti menomamente per me!...

Bice - (a Giustina) Allora, se ve lo ha ordinato il signore, fate pure!... Sapete bene che il padrone lui, ed a lui solo bisogna obbedire!.

- (Giustina ed Edgardo apparecchiano in fretta).

Arturo - Grazie, cara!... Ma un po' esagerato!... Non ho chiesto il tuo parere per non essere costretto a disturbarti e...

Bice - Ma non hai bisogno di scusarti, caro: hai creduto cos, e osi va bene!...

Guido - (ammirato) A meraviglia!... Mi congratulo veramente, Arturo; tua moglie una donnina ideale!... Signora, tutta la mia ammirazione!

Bice - Perch?... E' una cosa cos naturale!...

Arturo - (che avr fatto una piccola mimica espressiva, cambia ora discorso) E cos, Guido, come vanno i tuoi affari?...

Guido - Mica male!... Per lo meno, non mi lagno!... La professione rende pochino; ma in compenso notante piccole occupazioni che mi rendono abbastanza!... Ne parleremo un'altra volta, per!... Non il caso d annoiare la signora!...

Giustina - Se vogliono prender posto, signori!... tutto pronto!...

Arturo - (a Bice) E allora: ci mettiamo a tavola?...

Bice - Come vuoi!... (A Guido) Prego, signor Segretti!... (Siede a tavola).

Guido - Grazie, signora!... (Siede alla sua destra).

Arturo - (ad Edgardo, sedendo alla sinistra di Bice) Servite pure!... (Edgardo esce, e ritorna dopo un poco con la zuppiera fumante. Giustina serve il vino). Che ore abbiamo?...

Guido - Le venti!...

Arturo - Faremo in tempo per il San Carlo ?...

Guido - Ma s, non temere!... Siamo qui, a due passi!.,.

Bice - (che avr servito la minestra) Scuserete il modesto pranzo, signor Segretti, ma se lo avessi saputo prima...

Guido - Vi pare, signora, non datevi affatto pena perme! ...

Arturo - (mangiando) Ma cos'?...

Giustina - Minestra fatta con brodo di pollo, signor padrone!...

Arturo - (un po' aspro) Ma non siamo mica ammalati!...

Bice - Hai ragione, caro!... Ma non potevo immaginare che avresti invitato il tuo amico... Non sapevo nulla, e allora...

Arturo - Di lui non sapevi, e sta bene!... Ma che io abbia lo stomaco debole, non me ne sono mai accorto! ...

Bice - (con finta umilt) Scusa, amore!... Credevo che non ti dispiacesse...

Guido - (conciliante) Ma eccellente!... di che cosa ti lagni?... E poi fa tanto bene mantenersi leggermi!...

Arturo - Ma gli che mi ci mantengo spesso, troppo spesso leggerino, io!...

Bice - Se tu me lo avessi detto prima!... Io credevo...

Arturo - (con pazienza) Hai ragione: tiriamo via!... (A Giustina) Servite un po' alla svelta, perch vorrei fare in tempo per il teatro!... (Giustina cambia le scodelle, Edgardo porta in tavola, serve Bice, poi passa a servire Guido).

Guido - (a Bice) E voi, signora, come va stasera?.. Arturo mi aveva detto che siete stata un po' sofferente.stamane!... (Si serve) Veramente a guardarvi non si direbbe: avete una cera eccellente!...

Bice - (con un sorriso da martire) Eppure soffro, 6gnore, pi di quanto si possa immaginare!...

Guido - (a Giustina che lo serve) E questo che cos'?...

Giustina - Cervelline di vitello rosolate!...

Arturo - Eh! no!... Ma uno scherzo!... Eppoi che cosa abbiamo d'altro?

Giustina - Frittelle di semolino al latte e budino di riso!...

Arturo - Ma, dite sul serio?...

Bice - (triste) Amico mio, di che cosa ti meravigli?... Lo sai come io sia sofferente con lo stomaco, e sai pure che quando ho una crisi come quella di stamane...

Arturo - (sempre senza scatti, ma con evidente sforzo per non farli) Lo so!... Ma avresti dovuto ricordarmelo!... Con un pranzo simile, il nostro amico morr d'inedia! ...

Guido - Ma no!... E' tutto squisito!...

Arturo - Grazie, Guido!... Sei molto gentile, ma io colgo l'occasione per mettere un po' le cose a posto!... (A Bice, con dolcezza) Senti, cara; la crisi l'avevi avuta, e sta bene: era naturale che tu pensassi alla tua salute! Ma io, tesoro, sono sano, forte, e lavoro. Ho quindi bisogno di mantenermi in forza e non lo potrei certo con delle frittelle di semolino, ed una minestra al brodo di pollo!... Bisogna quindi che tu...

Bice - Basta, Arturo!... Sei cattivo, stasera!... (Alzandosi) Cattivo ed indelicato!... Tu sei sano, lo so, e ne sono felice. Ma non colpa mia se non lo sono pi io, che pure ero un fiore di giovinezza!... Non colpa mia se il mio povero stomaco logorato, se i miei poveri nervi sono scossi, e se la mia ipersensibilit si acuita, dopo la terribile prova. E' la prima volta che me ne fai rimprovero, ed male, molto male! Mi ti mostri stasera sotto un aspetto egoistico che non ti conoscevo. Vedo che mi sei lontano pi che mai, e voglio sperare che la presenza del tuo amico non ne sia l'origine! Tutto quello che accade qui da stamane, dal verde della tua cravatta, alla proposta della mia gita a Caserta, mi avevano gi dolorosamente colpita e non credevo che avrei avuto la prova decisiva ora, alla presenza del tuo amico, con la scenata che mi hai fatto (piange).

Arturo - Io?...

Guido - (che si alzato da tavola scombussolato e che non sa che cosa fare) Via, signora!...

Arturo - (avvilito) Una scenata?... Ti ho fatto una scenata?...

Guido - (conciliante) Ma no!... Anzi: Arturo era quasi scherzoso...

Bice - (fra le lagrime) Ah no!... Tacete!... Lasciatemi!... Sono tanto infelice!...

Guido - Eh, via!... E' esagerato!...

Arturo - Mia piccola Bice!...

Bice - Va via, tu!... Non voglio pi vederti!... Cattivo, cattivo ed ingrato!... Rimproverarmi il mio male, tu, proprio tu!... Bisogna ben dire che la tua mente sia lungi da me, come il tuo cuore, e bisognerebbe essere ciechiper non vedere, per non capire!... Ingrato! Ingrato e cattivo!...

Arturo - (tentando di calmarla) Ma via, Bice...

Bice - Va via, va via!... Conduci pure il tuo amico al ristorante, fa tutto ci che vuoi: per me finita!...

Giustina ed Edgardo - (escono dal fondo, ragionando fra di loro).

Arturo - (che ha tentato invano di calmarla, ora non ne pu pi, e scatta come una molla) Ah, no! Basta, per Dio, basta!... Non ne posso pi, pi, pi!... Aria, aria!... Andiamo via: ho bisogno d'aria!... Voglio andar fuori, (respirare, muovermi, gridare, bastonare qualcuno, buttarmi in mare, se occorre...

Guido - Suvvia, calmati, amico mio, e spiegami!... Ma che cosa vogliono dire le parole di tua moglie, perch questa scenata?

Arturo - Perch?... Lo sai tu forse?... Io no!... Sai forse il perch delle mille scene che mi fa, che mi ha sempre fatto?...

Guido - Ma tu, qualche ora fa, mi parlavi di una tragedia...

Arturo - (indicando l'uscio per il quale uscita Bice) Quella!... E' quella la mia tragedia!... Lo sempre stato e lo sar sempre!...

Guido - Ma come?... Perch?...

Arturo - Vuoi saperla la storia? Eccola!... Ascoltami e compatiscimi! Ti giuro che lo merito!... Conobbi Bice a Sorrento, cinque anni fa!... Fu il mare, fu il cielo, fu la cattiva stella che mi perseguita? Non lo Iso!... Certo che mi piacque, me ne innamorai e chiesi la sua mano! Non l'avessi mai fatto!... Dal giorno ch'essa divenne la mia fidanzata, io non ho pi avuto un'ora di pace!... La gelosia fatta donna, mi avrebbe tormentato meno di lei!... Non potevo pi guardare una donna, non potevo pi ridere, sospirare, uscire di casa, rientrare, senza che un sospetto nuovo s'impadronisse di lei!... Vidi il baratro in fondo al quale mi sarei gittato con quel matrimonio, vidi, come riflessa in uno specchio, la mia vita d'oggi, e pensai di troncarla una buona volta con quel fidanzamento!

Guido - Ebbene?... Perch non lo facesti?...

Arturo - Lo feci!... Ma Bice s'era fatalmente innamorata di me, e quando le scrissi della mia decisione, pens di porre fine ai suoi giorni, con quattro compresse di sublimato! ...

Guido - Ahi!...

Arturo - Corsi da lei!... Tutto tentai per salvarla, ed infatti fu salva per miracolo!... Che cosa avresti fatto allora?... La sposai!... E sono tre anni, tre lunghi anni, che vivo vicino ad una donna deliziosa, che mi fa soffrire le pene dell'inferno!... Quello che hai visto nulla in confronto delle scenate che mi tocca subire giorno per giorno, ora per ora!... Non ne posso pi!...

Guido - Ma reagisci, perbacco!...

Arturo - Non posso!... Non posso!... Ah! se lo potessi!... Non sai che mi minaccia dieci volte al giorno di suicidarsi di nuovo?... Pensa, pensa: se lo ha fatto una volta, potrebbe rifarlo ancora, ed allora?...

Guido - Ah! no!... Chi lo ha fatto una volta, non ritenta la prova! Quando si stati a tu per tu con lamorte, non si cerca di rivederla!... E poi: allora non volevi pi sposarla, mentre ora tua moglie: senza una ragione veramente seria, perch dovrebbe commettere una nuova pazzia!... Ma no, vivi tranquillo!... Non mostrare di aver paura; anzi, fa di pi: invitala a farlo!... La guarirai, te lo assicuro!... Quando si accorger che la minaccia non ti spaventa pi, capir che il rinnovarla sarebbe ridicolo, e sarai salvo!...

Arturo - Tu credi?...

Guido - Ne sono certo!... Prova!... Prova e vedrai!...

Arturo - E se invece... no, no!... non ne avr mai il coraggio!...

Guido - Ma prova!... E reagisci anche!... Mostrale che sei un uomo, che hai il tuo decoro e la tua dignit, che sei superiore ai suoi sospetti, e chi sa che non le farai del bene!...

Arturo - Se fosse vero!...

Guido - Sar cos, vedrai!...

Arturo - Ebbene, s, voglio provare!... Cos non la pu durare di certo!... io sono arrivato al limite estremo delle mie forze!... E voglio provare stasera stessa! Fra poco, anzi... Perch, se credi che la cosa finisca cos, ti sbagli!... Certamente ritorner alla carica: e poi la minaccia, e poi la crisi, e ne avremo per tutta la notte!...

Guido - Ebbene, reagisci energicamente, stasera, senz'altro! ...

Arturo - Ma tu non ti muoverai di qui... Ho bisogno di saperti vicino a me!... In fondo, sai, ho una gran paura!...

Guido - Ebbene, resto qui!... Povero Arturo!...

Arturo - S, caro, compiangimi!... Mi fa bene, sai!... E siccome ora sono pieno di coraggio, entra l, nel mio studio, ed aspettami!...

Guido - Vado!... Coraggio!... Coraggio! Ti salvo, vedrai!... (Entra a destra).

Arturo - (solo) Coraggio, coraggio! E Dio voglia che abbia ragione lui!... (Va all'uscio di sinistra e chiama) Bice! (Poi pi forte e con maggiore energia)Bice!

Bice - (di nuovo in vestaglia, discinta, mostrandosi disfatta) Mi hai chiamata?...

Arturo - S, ti ho chiamata, perch bisogna che fra noi avvenga finalmente una spiegazione!... E necessario!... indispensabile!

Bice - Mi pare che oramai non abbiamo pi niente da dirci!...

Arturo - Tu credi?... Ebbene ti sbagli!... Finora sei stata sola a gridare, a lamentarti, a dire tutte le enormit che hai creduto, tutte le bizzarrie che ti sono passate per il capo, ed io ho taciuto sempre, o se parlavo, era per persuaderti, calmarti, carezzarti, coccolarti!... A che cosa servita la mia pazienza, la mia bont? A nulla... Ogni giorno, ogni ora, una nuova scenata, un attacco di nervi, una crisi disastrosa...

Bice - (con un grido) E di chi la colpa?...

Arturo - Mia!... Solamente mia... Ero paziente?... Avevo torto!... Ero remissivo?... Avevo torto!... Ero buono?... Torto, torto, torto!... io- soffrivo le pene dell'inferno, e tu eri sempre pi infelice!...

Bice - (fremendo) Conchiudi, ma conchiudi dunque!

Arturo - Conchiudo! ... La nostra vita in comune non pi possibile. (Con un po' di titubanza, guardando a destra come per attingere coraggio dalla presenza di Guido) Io sono un individuo perfido, una canaglia, un autentico farabutto! Tu una povera martire!... Ebbene: non voglie che tu soffra pi per causa mia e quindi... ti lascio!...

Bice - (con un grida) Che?!!...

Arturo - (c. s.) S; ti lascio!... Dal momento che non ho saputo farti felice, ti ridono la libert!... Ci separiamo!...

Bice - (c. s.) No!!!...

Arturo - S, invece!... E se credi, se intendi addirittura rifare la tua vita, potremo, al caso, divorziare... Andremo all'estero e

Bice - Ah rio!... Taci, taci!... Come puoi parlare cos?... Come puoi dire simili enormit?... Tu, tu! Il mio Arturo!... Ma allora, proprio vero, non mi ami pi, non mi ami pi... Ah! E' atroce!... Come soffro, mio Dio, come soffro!...

Arturo - (vorrebbe quasi ritornare su quello che ha detto; sempre titubante, pauroso, ansioso, ma si fa forza, e dice fra se): No!... La prova suprema, fino all'ultimo! ...

Bice - (fra le lagrime) E sei l, tranquillo, rassegnato, e parli di separazione, di divorzio, senza un sospiro, senza una lagrima?... Ma che mostro ho dunque sposato?... Dio, Dio mio! Ah! Ma deciso, sai, questa volta deciso sul serio, e, se proprio tu non m'ami...

Arturo - (con grande sforzo per fingersi calmo) Ebbene?...

Bice - (con un grido tragico) Mi ammazzo!... Mi ammazzo!... E ti assicuro che questa volta sapr sceglierla la morte che non falla!...

Arturo - (con un tremito appena dissimulato) Fa pure, cara!...

Bice - (annientata) Che?... Che cosa hai detto?...

Arturo - (c. s.) Ho detto! fa pure!... Dal momento che ti ci trovi tanto male in questa valle di lagrime, che aneli notte e giorno il regno dei Cieli, dal moimento che la tua fragile esistenza tanto travagliata, e che tu non desideri che di morire, io sarei un vero egoista ad impedirtelo ancora!... Vuoi morire?... Vuoi finirla?... Ammazzati, cara!...

Bice - (cadendo su di un divano, con una crisi di nervi) Ah! Ah! Che hai detto, che hai detto!...

Arturo - (fa per accorrere presso di lei, ma si frena e dice ancora) Ti lascio libera di fare quello che credi!... (Entra a destra, voltandosi per di tratto in tratto, pauroso e preoccupato).

Bice - (rimasta sola si calma di botto, si drizza tragica e dice a se stessa) E' dunque proprio vero?... Ho inteso bene? E tu hai permesso, Dio mio, che le mie povere orecchie mortali ascoltassero una simile infamia!... E non vuoi che io venga a te?... Non mi apri le tue braccia?... Ah!... S!... Finirla!... Finirla e per sempre!... (Si alza, spettrale, va ad un mobile, che a sinistra, lo apre e vi cerca qualche cosa).

Arturo - (fa capolino dalla tenda, con Guido, e dice piano con voce soffocata) Lo fa!... (Fa per slanciarsi).

Guido - (trattenendolo) Aspetta! (Sono tutti e duein vedetta).

Bice - (prende una boccetta, l'apre, lannusa, l'osserva poi esclama) No!... Potrebbero salvarmi ancora!... (Richiude).

Arturo - (con un sospiro di sollievo) Non Io fa!...

Bice - (va alla finestra, la spalanca, guarda nel vuoto).

Arturo - (c. s.) Lo fa!...

Guido - (anche egli preoccupato) Aspetta!...

Bice - (ritraendosi) No!... Farebbe troppo chiasso!... (Richiude).

Arturo - (con un altro sospiro) Non lo fa!...

Guido - Te lo dicevo...

Bice - (va alla tavola, prende un coltello, lo esamina, guarda a lungo fissamente la lama, poi lo lascia ricadere sulla tavola e siede come spossata: appoggia il capo fra le mani. Un silenzio pieno di angoscia per i due che sono nascosti. Il volto di Arturo esprime tutta l'ansia paurosa dalla quale invaso: il suo petto si solleva rapido come per il gran batticuore. D'un tratto, Bice si alza di colpo, come avendo presa finalmente urna decisione: va alla tavola a destra, apre una cartella, prende un foglietto, vi traccia in fretta poche parole; poi si alza di nuovo, e fugge in camera sua, richiudendo l'uscio dietro di se).

Arturo - (precipitandosi in scena) Si ammazza!... Si ammazza!... (Fa per correre a sinistra).

Guido - (che ha preso in fretta il foglio scritto da Bice, e lo scorre rapido, con un grido) No U.. Non si ammazza pi!... Fermati!...

Arturo - (fermandosi di colpo) Come lo sai?...

Guido - (trionfante) Leggi!...

Arturo - (legge forte, tremando dun tremito convulso) No! Anima mia!... Ti adoro troppo!... Non potr mai lasciarti!... Perdonami!... Perdonami!... La tua piccola Bice che vorr essere d'oggi in poi la tua schiava devota!....

Guido - Eh?... Cosa ti dicevo?...

Arturo - (ridendo d'un riso convulso) Salvo!... Salvo!... Salvo!... Ma vero?... Ma non un sogno?... (Poi gettandosi nelle braccia di Guido) Oh!... Amico mio!... Quanto ti debbo!... Sono salvo, capisci?... Non si ammazza pi!... Non si ammazza pi!... Mi sento impazzire per la gioia!... vieni, mio salvatore: andiamo fuori, voglio condurti a pranzo alla Pilsen, e poi a far baldoria! ... ( Gli si mette sotto il braccio con aria spavalda, mentre Guido ride, compiaciuto, e fanno per uscire dal fondo, ma d'un tratto, Arturo si ferma) No!... Aspetta! (Cava d tasca una cravattina verde)) Metto la cravattina verde!... Finalmente, finalmente!...

FINE

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