Seduti
SEDUTI
Monologo
Di ALAN BENNET
Titolo originale: TAKE A PEW
Traduzione di Adele DArcangelo e Francesca Passerini
PERSONAGGI
ALAN BENNET solo
Commedia formattata da
L'undicesimo verso del ventisettesimo capitolo del libro della Genesi dice: Ma mio fratello Esa peloso, mentre io ho la pelle liscia. Dunque: Mio fratello Esa peloso, mentre io ho la pelle liscia. Posso parafrasarvelo, dicendovi la stessa cosa in un altro modo, citandovi, ad esempio, le parole del venerabile profeta Neemia - Neemia 7.16:
Ed Egli mi chiese che cosa vedevo,
Ed io gli risposi:
I figli di Bebai: seicentoventotto
I figli di Azgad: duemilatrecentoventidue.
{Ripetuto pi veloce).
I figli di Bebai: seicentoventotto
I figli di Azgad: duemilatrecentoventidue.
Ci sono momenti, nella vita di ciascuno di noi, in cui ci allontaniamo dai nostri simili e cerchiamo la solitudine e la tranquillit dei nostri focolari. Momenti in cui ci rilassiamo e ci infiliamo le pantofole, ci sediamo e fissiamo il fuoco. Mi chiedo se in momenti simili i vostri pensieri vanno, come i miei, alle parole che vi ho appena letto.
Sono parole cos uniche e cos speciali, parole che esprimono, come poche altre, quel senso di vuoto insito nel profondo della moderna esistenza. Quella sensazione tipo non-so-esattamente-cosa-sia-ma-non-sto-ottenendo-dalla-vita-tutto-quello-che-dovrei. Ma sono ancor di pi, queste parole, molto, molto di pi. Sono, nel senso pi profondo del termine, una sfida proprio a ciascuno di noi qui stasera. Ma quale sfida?
Mentre venivo qui stasera, sono arrivato alla stazione, e forse soprappensiero, stavo uscendo dall'entrata, quando un ferroviere mi grida: Ehi capo, dove pensi di andare? O almeno questo era il succo. Sapete, gli sono grato, perch, vedete, mi ha suggerito il tipo di domanda che sentivo di dovervi rivolgere qui, stasera. E cio voi, dove pensate di andare?
Moltissimi anni fa, quando ero giovane come alcuni di voi adesso, andai a fare una scalata in Scozia con un mio carissimo amico. Ebbene la montagna era l, sapete, e noi eravamo decisi a scalarla. Cos, una mattina all'alba, ci alzammo e iniziammo a scalare. Tutto il giorno a scalare. Su, su, su. E pi in alto, pi in alto, pi in alto. Finch la valle divenne minuscola sotto di noi, e le nebbie della sera cominciarono a salire, e il sole a calare. E quando raggiungemmo la cima, ci sedemmo a guardare quel meraviglioso sole che tramontava dietro la montagna. E mentre guardava, il mio amico all'improvviso e con violenza vomit.
Qualcuno pensa che la vita un po' cos, vero? E invece no. Sapete, la vita, la vita , piuttosto, come aprire una scatoletta di sardine. Tutti noi siamo alla ricerca della chiave. E, mi chiedo, quanti di voi presenti stasera, non hanno sprecato anni della loro vita a cercarla nei cassetti di questa vita? Io so che l'ho fatto. Altri pensano di aver trovato la chiave, vero? Arrotolano il coperchio della scatoletta della vita, e scoprono le sardine, le ricchezze della vita, l dentro, le tirano fuori e se le gustano. Ma, sapete, ce n' sempre un pezzettino nell'angolo che non si riesce a tirar fuori. E mi chiedo, mi chiedo, c' quel pezzettino in un angolo della vostra vita? Io so che nella mia c'.
Cos ora concludo. Voglio che quando uscirete nel mondo, in momenti di preoccupazione e dolore, di impotenza e disperazione, nel tran-tran della vita moderna, se mai sarete tentati di dire: Basta con questo schifo!, allora voglio che in quei momenti vi ricordiate le parole del primo testo che vi ho letto stasera: Ma mio fratello Esa peloso, mentre ioho la pelle liscia. (Buio).
FINE
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