SEI MILIARDI
storie di lupi, cammelli, orfani e scimmioni
liberamente tratto da "L'Occhio del Lupo"
di Daniel Pennac
adattamento teatrale a cura di Leonardo Gazzola
Testo non registrato in SIAE, ma da considerare come adattamento diretto dellopera di Daniel Pennac
autunno 1999 - estate 2000 autunno 2001
In scena serviranno: un tavolo 1m X 1m, una cesta o scatolone con dentro maschere di animali, uno stereo comandabile dagli attori in scena, uno stendi abiti ed una fune tesa a circa 2,80 m di altezza che attraversa il boccascena.
Musica. Entrano gli attori: chi balla, chi sistema gli oggetti appena elencati, ecc... Un attore avanza verso il pubblico con le mani in tasca, un'altra lo segue. La musica prosegue di sottofondo.
FUA: Bene, bene, bene. Allora noi siamo qui per parlarvi di tutti gli esseri umani: tutti, eh? Tutti quelli del Mondo. Uomini, donne, bambini, vecchietti, persone simpatiche, persone noiose, persone con il mal di pancia e persone senza mal di pancia. Persone con i capelli corti, persone con i capelli lunghi e anche di persone senza capelli. Persone con la pelle marrone, con la pelle rosacea, giallognola, marroncina, biancastra e cos via...
TAL: Ma lo sapete quante persone ci sono sulla Terra? (gli cadono i pantaloni)
Gli altri attori gli fanno cenno di guardare in basso ma l'interessato non se ne accorge.
TAL: Allora, 10.000 anni fa eravamo solo 5 milioni di persone su tutta la terra... 2.000 anni fa eravamo 250 milioni... (si accorge di essere in mutande) Scusate, eh... (si tira su i pantaloni e continua a parlare con le mani in tasca) Cento anni fa eravamo un misero miliardo di abitanti nel Mondo, l'altro ieri eravamo sei miliardi e oggi siamo gi sei miliardi e 300 milioni!
TEL: (preoccupato) E chi stato?
POC: A fare cosa?
TAL: Qualcuno pu prestarmi una cintura?
TEL: Eeee... 'sto fatto dei sei miliardi e trecentomila lire... Eeee, trecentomilioni, volevo dire.
FUA: Ma nessuno... tutti, cio...
TEL: Insomma ci sar stato uno disgraziato farabutto che ha fatto 'sto fatto. O no? Volevo dire.
Tutti gli altri lo mandano un po' a quel paese.
TAL: Qualcuno ha una cintura da prestarmi?
FUA: Comunque questa la storia di sei miliardi e trecento milioni di persone!
POC: Un attimo. Mica possiamo raccontare la storia di tutti e sei i miliardi di persone!
FUA: E perch no?
TAL: Qualcuno ha una cintura da prestarmi?
POC: Perch ci mettiamo cento anni, e tra cento anni non saremo pi sei miliardi e trecento milioni, ma saremo gi dodici miliardi!
Gli altri cominciano a borbottare qualcosa per controbattere ma POC alza sempre di pi la voce per finire il suo ragionamento.
POC: E ci vorranno altri cento anni per raccontare la storia di quelli che si sono aggiunti, nel frattempo se ne aggiungeranno di altri e cos via... non finiamo pi.
PAC: (al pubblico) Chi ha voglia di passare qui dentro i prossimi quattrocento, cinquecento anni?
Proteste da parte degli altri attori e, si spera, del pubblico.
TAL: Scusate, non si potrebbe raccontare la storia di uno solo e facciamo che questo uno solo assomigli un po' a ognuno di noi?
TIL: Ma s, ma s, mi sembra una buona idea. Raccontiamo la storia di uno a caso.
TEL: La mia no, eh? Che poi danno la colpa a me per 'sto fatto dei sei miliardi. Volevo dire.
Vaghe proteste da parte degli altri attori.
BI: Raccontiamo la storia di uno di loro. Chi vuole recitare con noi alzi la mano.
BI conduce un provino per scegliere il o la ragazzo/a che far il/la protagonista. Alla fine viene scelto/a.
BE: La sua! Raccontiamo la storia di questo ragazzo qui.
TEL: Ma non la conosciamo la sua storia!
PAC: Va b, ce la inventiamo, no?
TIL: Anzi, cominciamo con quella del lupo.
PAC: Giusto, in ogni storia che si rispetti, ci deve essere un lupo. (si mette la maschera da lupo)
Applausi vari di approvazione e di incoraggiamento per il ragazzo che sale in scena.
CAMBIO COSTUMI
PAC, con la maschera di lupo azzurro dietro delle sbarre (le corde appese possibilmente). BI posiziona il ragazzo davanti alle corde. Il lupo va e viene.
BE: Allora; siamo in uno zoo in Italia, o in Francia, Svizzera, boh... Comunque un paese abbastanza vicino a qui.
TIL: In Europa, diciamo.
TEL: Volevo dire.
BI: (posizionando il ragazzo) Il ragazzo immobile. Ritto davanti al recinto del lupo.
LUPO: Che scocciatore, quel tipo...
FUA: Ecco quello che pensa il lupo. Sono ormai ore che il ragazzo sta davanti alla rete, piantato l come un albero gelato.
LUPO: Che vuole da me?
FUA: Questo si chiede il lupo.
BE: Gli altri bambini corrono, ridono, piangono, fanno boccacce alle scimmie, fanno la linguaccia al lupo e si nascondono dietro ai genitori.
FUA: Ma quel ragazzo l, no.
LUPO: E che ? Non ha mai visto un lupo?
BE: D'altra parte il lupo scorge il ragazzo solo una volta su due. Perch ha un solo occhio.
FUA: All'andata...
BE: Se si pu chiamare un'andata.
FUA: Il lupo vede tutto lo zoo: gabbie, bambini, alberi e... il ragazzo fermo.
BE: Al ritorno...
FUA: Se si pu chiamare ritorno.
BE: Il lupo vede solo l'interno del recinto. Un recinto vuoto e triste.
LUPO: Si stancher prima di me.
BE: Pensa il lupo.
LUPO: Io sono pi paziente. Io sono il lupo.
FUA: Cala la notte sullo zoo e il lupo pensa di essersi liberato dello scocciatore.
BE: Ma il mattino dopo, la prima cosa che vede svegliandosi...
FUA: E' il ragazzo.
LUPO: Non avr mica passato la notte qui?!
Il lupo sta per scomporsi ma si controlla e continua il suo va e vieni.
LUPO: Ma che cos'ho da interessarlo tanto?
BE: Il giorno dopo il ragazzo ancora l.
LUPO: Ma chi ?
FUA: Almeno domani giorno di chiusura dello zoo.
LUPO: Pensa il lupo... cio io.
FUA: Non ci saranno visitatori.
BE: Neanche per sogno. Il giorno dopo, il ragazzo l. Tutto solo, davanti al recinto del lupo. In mezzo ad uno zoo deserto.
LUPO: Oh, no!
FUA: Geme il lupo. Questa proprio non se l'aspettava.
LUPO: D'accordo.
BE: Pensa il lupo.
LUPO: D'accordo. L'hai voluto tu.
Il Lupo si ferma e fissa il ragazzo.
FUA: Ma c' un particolare che disturba il lupo. Lui ha un solo occhio mentre il ragazzo ne ha due.
Mentre i narratori commentano, BI suggerisce al ragazzo di tapparsi un occhio: si spera che il ragazzo segua il consiglio e guardi il lupo.
POC: L'occhio del lupo. Un occhio giallo, rotondo, con una pupilla proprio al centro.
TAL: La pupilla viva. E' una lupa nera, con i suoi lupacchiotti attorno.
BI: E qui ci vogliono i lupacchiotti.
Musica mentre gli attori sciolgono la gabbia del lupo e cambiano sistemazione agli oggetti di scena ed al ragazzo.
CAMBIO COSTUMI
BI improvvisa il reclutamento dei lupacchiotti tra i ragazzi del pubblico e distribuisce delle maschere da lupo ai prescelti.
Appare BE con la maschera della lupa Fiamma Nera e BI fa accomodare i suoi lupacchiotti attorno a lei. BI stessa calza una maschera da lupacchiotta per interpretare Paillette e si accoccola assieme ai ragazzi. Fiamma Nera ringhia al ragazzo.
POC: Allora; il ragazzo fissa l'occhio del lupo e vede la pupilla nera, una lupa, circondata dai suoi lupacchiotti rossicci, l'iride...
TAL: Tutt'intorno; il bianco della neve, fino all'orizzonte. La neve silenziosa dell'Alaska.
FIAMMA NERA: Allora non hai paura?
TAL: E' vero. Il ragazzo rimane immobile.
FIAMMA NERA: Va bene. Guarda pure, ma non disturbarmi mentre faccio lezione ai cuccioli, intesi?
LUPO: Io sono Lupo Azzurro, quello che adesso allo zoo.
PAILLETTE: Io sono Paillette. Con il pelame dorato.
Istigati da BI-Paillette, gli altri lupacchiotti si presentano confusamente.
FIAMMA NERA: Bambini, oggi vi parler dell'uomo.
Proteste da parte di tutti. Poi i lupacchiotti, sempre istigati da Paillette, cominciano a giocare tra loro. Confusione. Un ululato lontano.
LUPO: Ascoltate!
Tutti ascoltano. Un altro ululato.
FIAMMA NERA: E' il cugino Grigio.
PAILLETTE: Cosa dice?
LUPO: L'uomo.
Panico. Musica. Tutti i lupi corrono a destra e a sinistra. Si sentono spari, ululati di lupi, grida, ecc... Arriva TIL con la maschera di Cugino Grigio e guida i lupi fuori scena.
TAL: Allora stata questa la tua infanzia, Lupo Azzurro: fuggire dai cacciatori?
LUPO: S; proprio questa.
POC: I lupi si sistemavano in una vallata tranquilla, ci restavano una settimana o due; poi bisognava di nuovo fuggire.
TAL: Non si scoraggiavano mai gli uomini?
POC: No. Li ritrovavano sempre. Le stagioni trascorrevano e i lupacchiotti crescevano. Ma non avevano ancora visto l'Uomo da vicino.
Rientrano i lupi.
TAL: L'avevano sentito tante volte. Avevano sentito i tuoni che fanno. Avevano sentito dire che dopo ogni tuono c'era un lupo che non tornava pi.
FIAMMA NERA: Gli uomini mangiano di tutto: i carib, l'erba, i pesci, e se non hanno niente di meglio; anche i lupi!
PAILLETTE: Ma perch noi non possiamo tornare mai dove sono passati gli uomini?
FIAMMA NERA: Perch gli uomini non sono pi capaci di cacciare e basta. Loro usano, "consumano" i posti dove passano.
TEL: Eh, gi. Tutti i famosi seimiliardi e nonsocosa? Volevo dire.
FIAMMA NERA: No. Ci sono alcuni uomini che "consumano" meno di altri. Per esempio, se noi camminiamo tanto tanto tanto in questa direzione, ci sono delle citt che chiamano America. Poi c' il mare caldo, non come quello dell'Alaska, e dall'altra parte c' un posto che chiamano Europa.
PAILLETTE: Tutto questo non ci interessa. Basta che non ci "consumino" tutta la nostra neve e i nostri carib.
FIAMMA NERA: Pu darsi che un giorno succeda. In questi posti che si chiamano America e Europa, ogni uomo consuma cento volte di pi di quello che consuma un uomo in un'altra parte del Mondo.
LUPO: Strani questi uomini.
PAILLETTE: Ma tu, Cugino Grigio, li hai visti da vicino?
GRIGIO: S.
PAILLETTE: E a cosa assomigliano?
GRIGIO: Due zampe e un fucile.
LUPO: Ma perch sempre la stessa banda che ci insegue?
GRIGIO: Hanno sentito parlare di una lupacchiotta dal pelo dorato.
PAILLETTE: Come? Cercano me?!
Confusione tra i lupi.
POC: Lupo Azzurro non sapeva cosa pensare di sua sorella. Certamente era bella ma soprattutto aveva un'abilit nella caccia!
TAL: Occhio pi pronto perfino di Fiamma Nera. Orecchio pi fino di Cugino Grigio...
LUPO: E naso pi sensibile del mio!
POC: Acchiappava le anitre che volavano radenti sul pelo dell'acqua.
LUPO: Ma come ci riesci?
PAILLETE: L'occhio.
POC: Stanava i topi di prateria a trecento metri di distanza.
PAILLETTE: Il naso.
TAL: E acchiappava le lepri delle nevi.
POC: Cosa che nessun lupo riusciva a fare.
LUPO: Ma non possibile.
PAILLETTE: Le zampe.
POC: Per, allo stesso tempo sbagliava le cose pi facili.
TAL: Non so... Rincorreva un vecchio carib sfiatato, si distraeva perch passavano alcune pernici e...
POC: Patapaf! Si ingarbugliava le gambe e rotolava nella neve ridendo come un lupo di primo pelo.
LUPO: Ridi troppo. Non serio.
PAILLETTE: E tu sei troppo serio. Non succede mai niente qui. Mi annoio.
TAL: E cos, a forza di annoiarsi, Paillette volle vedere qualcosa di nuovo. Gli uomini da vicino.
POC: La banda di cacciatori si era accampata in una conca erbosa a tre ore dalla tana.
TAL: E un giorno, mentre tutto il branco stava dormendo...
BI convince gli altri lupacchiotti a dormire.
PAILLETTE: Ci vado. (esce)
Lupo si rende conto che manca Paillette. Esce per cercarla.
Cambio luci. Escono tutti i lupi. Entrano gli uomini che tengono Paillette prigioniera in una rete. Arriva Lupo e riflette sul da farsi. Cautamente si azzanna la rete e ordina a Paillette di scappare. Paillette scappa ma un uomo si accorge di Lupo e avviene lo scontro alla fine del quale un uomo tramortisce Lupo con un bastone e questi sviene.
TIL: Cos and. Quando si svegli riusciva ad aprire solo un occhio.E la pelliccia si era rovinata troppo nella lotta per poterla vendere.
TEL: Lupo Azzurro andava bene a mala pena per uno zoo. Voleva dire.
Musica.
CAMBIO COSTUMI - narratori
Cambio posizioni degli oggetti. I ragazzi che facevano i lupacchiotti restituiscono (si spera) le maschere e tornano al proprio posto. Vediamo la gabbia con dentro il Lupo ed il ragazzo davanti.
LUPO: Ma tu, tu da dove vieni? Chi sei? E prima di tutto, come ti chiami?
TIL: Pensava il lupo.
BI si metter a fianco del ragazzo che impersona Africa e gli suggerisce le risposte.
"BI" - AFRICA: Mi chiamo Africa.
gli altri attori: Africa?! Africa?! (ridono) Ma non un nome di persona, il nome di un paese.
BI: Tuttavia si chiama proprio cos. Africa. Il suo cognome N'Bia. Si chiama Africa N'Bia.
TIL: Ma il ragazzo sa benissimo che un nome senza una storia non serve a niente. E' come un lupo nello zoo. Una bestia in mezzo alle altre se non si conosce la sua storia.
BI: D'accordo, Lupo Azzurro. Guarda nella sua pupilla e ti racconter la sua storia.
CAMBIO COSTUMI Toa, donna
TIL: Attenzione. Siamo in Africa adesso. Sudan, forse, o Somalia. Boh, da quelle parti, comunque.
Rumori di guerra. Bombe, mitragliatrici, urla, gemiti, pianti, ecc... Una donna (FUA) corre con un neonato in braccio. Il mercante Toa (POC) sta scappando tenendo alla briglia un dromedario (TAL).
DONNA: Toa! Mercante Toa!
TOA: Ti pare il momento di chiacchierare?!
DONNA: Non per chiacchierare. E' per il bambino. Non ha pi la mamma. Portalo con te. Portalo in salvo.
TIL: Il bambino nel fagotto lui. (indica Africa) E Africa appena nato.
TOA: E che me ne faccio di un bambino? Sar giusto capace di bermi l'acqua! Ah, l'Africa, maledetta Africa! Terra ingrata!
DONNA: Ti prego, Toa, tu hai un cammello, salva il bambino. Da grande ti racconter delle storie; storie che ti faranno sognare.
TOA: Non ho bisogno di sognare io. Faccio il mercante. Ne ho gi abbastanza di questo cammello imbecille (Il dromedario si ferma netto) che non fa altro che sognare dalla mattina alla sera.
TEL: Non un cammello, un dromedario, ha una gobba sola.
DONNA: Toa, ti dar del denaro.
TOA: Diavolo d'un cammello. Ogni volta che gli d dell'imbecille si ferma. Quanto?
DONNA: Tutto quello che ho.
La donna tira fuori di tasca dei soldi, Toa li prende e prende goffamente in braccio anche il bambino. Di nuovo rumori di guerra forti, escono tutti.
TIL: Il giorno dopo, il lupo vede nell'occhio del ragazzo un paesaggio completamente diverso. Una distesa chiara immensa: non un albero, non un cespuglio...
LUPO: La neve?!
TEL: Non neve. E' sabbia. Volevo dire il deserto, l'Africa Gialla.
Entra Toa conducendo il dromedario per la briglia. Africa dietro.
TOA: Maledetto deserto! Maledetta sabbia! Maledetta Africa!
Si fermano per riposare.
TIL: Molti anni sono passati da quella terribile notte di guerra; il ragazzo cresciuto, eccolo l. (indica Africa) E tante volte il mercante Toa ha cercato di abbandonarlo.
Africa dorme. Toa si alza e cerca di far partire il cammello. Il quale si rifiuta. Minacce, e altri tentativi.
DROMEDARIO: Non parto senza il ragazzo.
TEL: Ecco quello che pensava il dromedario.
TOA: (svegliando il ragazzo) Su, in piedi, in piedi! Mi hai gi fatto perdere troppo tempo.
DROMEDARIO: Ciao, pidocchio. Dormito bene?
"BI" - AFRICA: Bene. E tu, Pignatta?
DROMEDARIO: Bene, bene. Si parte.
Fanno il giro della scena. Toa brontolando davanti, il ragazzo e il dromedario chiacchierando dietro.
Intanto BE va a reclutare altri ragazzi del pubblico per impersonare i beduini. Distribuisce dei foulards da fissare in testa.
I beduini si installano in scena. Toa fa fermare il dromedario, il ragazzo espone della merce ai beduini ed infine racconta loro delle storie.
TIL: Era veramente un ragazzo svelto. Svelto a caricare e scaricare il cammello.
TEL: Dromedario. Bravo a presentare la mercanzia ai beduini...
TIL: Ma soprattutto bravo a raccontare le storie pi belle intorno ai fuochi, di notte, quando il Sahara diventa freddo.
BEDUINO 1: Racconta bene, eh?
BEDUINO 2: Vero che racconta bene?
BEDUINO 3: S, racconta benissimo.
BEDUINO 1: Ehi, Toa. Come l'hai chiamato il ragazzo?
TOA: Non ho avuto il tempo di dargli un nome. Lavoro, io!
TIL: E intanto il ragazzo raccontava, raccontava...
TEL: Raccontava dell'Africa Gialla, del Sahara, dell'Africa della sabbia, della solitudine, del sole, degli scorpioni e del silenzio.
BEDUINO 2: (sospirando) Africa!
BEDUINO 3: Sai cosa, mercante Toa? Questo ragazzo lo chiameremo Africa.
Applausi e approvazioni da parte dei beduini. Toa passa tra i beduini con una scodella per raccogliere offerte. I beduini protestano perch assurdo pagare le storie del ragazzo.
BEDUINO 1: Mercante Toa, tu venderesti te stesso, se qualcuno ti volesse!
TOA: Io sono il mercante. Faccio il mio mestiere.
TIL: E' vero che Toa si sarebbe venduto qualsiasi cosa.
Escono tutti tranne Africa.
TEL: Infatti successe in una citt del sud, dove il deserto cessa di essere sabbia. In un'altra Africa: grigia.
TIL: Sassi infuocati, cespugli spinosi e grandi distese di erba secca.
TOA: (entrando) Ho venduto il cammello.
TEL: Dromedario. Volevo dire.
"BI" - AFRICA: Come? Hai venduto Pignatta? A chi?
TOA: Non ti riguarda. Del resto ho venduto anche te. D'ora in poi farai il pastore. (esce)
Musica.
CAMBIO COSTUMI
Cambi di disposizione degli oggetti in scena. I ragazzi che interpretavano i beduini restituiscono i foulards e tornano in platea.
RE CAPRE: Eh, sono troppo vecchio. Altrimenti non avrei bisogno di un pastore.
PAC: Era al Re delle Capre che Toa aveva venduto Africa.
BE: Non era un cattivo individuo. Solo amava le sue greggi pi di ogni altra cosa al mondo.
PAC: Non beveva che latte di capra e non mangiava che formaggi delle sue capre. Anche quando parlava, sembrava belasse come le sue capre. Una pecora malata, una zampa ferita, una capretta dispersa... e il pastore veniva licenziato.
BE: Africa invece, rest due interi anni al servizio del re delle capre. Gli abitanti dell'Africa grigia non si capacitavano.
Entrano tre pastori.
PASTORE 1: Di solito il vecchio non tiene un pastore pi di quindici giorni. Hai un segreto?
PAC: No, Africa non aveva segreti. Aveva solo capito che le greggi non hanno nemici. Se una belva mangia una capra perch ha fame.
Escono i pastori gesticolando come scemi.
Ghepardo (TEL) striscia avvicinandosi a Africa...
"BI" - AFRICA: Ghepardo! Ti ho sentito.
GHEPARDO: Come hai fatto a sentirmi? Nessuno ci riesce.
BI: Eeeeeh... Lui viene dall'Africa Gialla. Dove tutto silenzio. Si affina l'udito. Comunque ti deve parlare. (impressionato, il Ghepardo si siede) Tu sei un buon cacciatore. Corri pi svelto di qualsiasi animale e vedi pi lontano. Tu potresti...
Si sente il barrito di un elefante. Uno sparo.
"BI" - AFRICA: Cacciatori stranieri.
GHEPARDO: S, sono tornati. (silenzio)
BI: Ghepardo, vuoi fare il pastore anche tu?
GHEPARDO: Cosa ci guadagnerei?
BI: Tu hai bisogno di un amico, Ghepardo. E anche Africa.
Africa e il Ghepardo si stringono la mano.
PAC: Ecco com'era andata con il Ghepardo. Africa e lui erano diventati amici inseparabili.
BE: Ghepardo correva avanti e indietro attorno al gregge per sorvegliare.
PAC: Le bestie pi belle del Re delle capre erano le caprette d'Abissinia: delicatissime, piccolissime e preziosissime.
BE: Il Re delle capre tremava al pensiero che potesse capitare loro qualcosa.
BI: Finch Africa non ebbe l'idea di lasciare indietro le caprette d'Abissinia, visto che non ce la facevano a stare al passo con il gregge.
RE CAPRE: Eh?! Tutte sole, indietro, sei pazzo!
BI: No, se le sistemiamo in mezzo ai rovi. Ce ne sono tanti qui. Le belve non amano le spine, a differenza delle capre che le adorano.
Rientrano i pastori dementi con una scimmia.
RE CAPRE: Come mai, Africa, non ho avuto io quest'idea?
"BI" - AFRICA: Perch adesso il pastore sono io. Tu sei il re.
PAC: Tutti, nell'Africa Grigia, conoscevano il piccolo pastore che raccontava le storie.
BE: Perch raccontava anche l?
PAC: Certo. Raccontava per i pastori peul, gli aussa e i bambara.
I pastori e una scimmia grigia (TAL), si accerchiano attorno ad Africa per ascoltare le storie.
PASTORE 1: Racconta bene, eh?
PASTORE 2: Vero che racconta bene?
PASTORE 3: S, racconta benissimo.
SCIMMIA GRIGIA: D, pastore. Lo sai che esiste un'altra Africa? Un'Africa Verde con alberi dappertutto?
Tutti i pastori mormorano; Africa incredulo.
SCIMMIA GRIGIA: Vi dico di s. In quella direzione. La terra rossa come il fuoco e gli alberi alti e folti come nuvole.
Altri mormorii.
SCIMMIA GRIGIA: Ho un cugino laggi. Un gorillone nero con il cranio a punta.
PAC: L'Africa Verde! Il ragazzo l'avrebbe conosciuta ben presto l'Africa Verde!
Rumori strani, belati, cespugli spezzati.
GHEPARDO: Sssst! Zitti!
BI: Sta succedendo qualcosa alle caprette d'Abissinia!
RE CAPRE: Come?! Le mie caprette d'Abissinia?!
GHEPARDO: Io vado a vedere. Pastore, raggiungimi l con il gregge. (scappa via)
Musica. Pastori, scimmia e Re delle Capre girano in tutte le direzioni fino ad uscire. Rientra in scena Africa con BI.
BE: Il cespuglio di rovi era vuoto! Anche il Ghepardo era scomparso! Chi ha portato via le caprette d'Abissinia?
Arriva poi il Re delle Capre che si lamenta ed inveisce.
Il Re furibondo e accusa il Ghepardo. Africa non sa cosa dire. Alla fine il Re scaccia Africa ed esce.
PAC: E ora? Restare nell'Africa Grigia? Troppo triste. Tornare in Africa Gialla? Senza Pignatta? Non sia mai!
BE: Il ragazzo ripens alle parole della Scimmia Grigia. "Ho un cugino lagg, in Africa Verde".
"BI" - AFRICA: E vada per l'Africa Verde.
Musica. Cambio oggetti. Entra il Conducente del furgone (TEL). Porta un salvagente attorno alla vita e regge altri salvagente legati tra di loro. Simula di guidare un furgone.
"BI" - AFRICA: Ehi conducente! Conducente!
Il Conducente "frena".
CONDUCENTE: Che c'? Che c'?
BI: Il ragazzo deve andare in Africa Verde.
CONDUCENTE: Eh, gi. Ce li hai i soldi per salire sul mio furgone?
"BI" - AFRICA: No.
CONDUCENTE: E allora come paghi il viaggio? Volevo dire.
"BI" - AFRICA: Pulir il tuo furgone.
CONDUCENTE: Non mi frega che sia pulito. Basta che il motore va.
"BI" - AFRICA: Ti preparer da mangiare.
CONDUCENTE: Ho gi tutto pronto. Mi prepara quella santa donna di mia madre.
"BI" - AFRICA: Ti racconter delle storie. Ne so tante.
CONDUCENTE: Va bene. Mi piacciono le storie. Ma se mi annoi, ti butto dal finestrino.
Il conducente infila un salvagente ad Africa e parte.
PAC: E cos Africa abbandon l'Africa Grigia.
Musica.
CAMBIO COSTUMI
Il Conducente gira tra il pubblico. Infila i salvagente ai ragazzi che vogliono salire. Gli altri attori cambiano costumi, maschere e oggetti.
Il Conducente mima di guidare come un pazzo. Alla fine il furgone si capovolge. Africa sviene.
BI: Africa era arrivato in Africa Verde ma... l'ultima cosa che Africa vide prima di svenire fu il furgone che, come uno scarabeo sul dorso, roteava nel vuoto le quattro ruote distorte.
Arriva BE vestito da gorilla che prende Africa tra le braccia e lo porta in scena dove ci sono P'pa Bia (TIL) e M'ma Bia (FUA).
Il Conducente fa tornare i ragazzi a posto e porta via i salvagente.
M'ma Bia cura Africa con impacchi e carezze. Il gorilla rimane in disparte.
P'PA BIA: M'ma Bia, M'ma Bia. Sta aprendo gli occhi.
M'MA BIA: Certo che si sveglia, P'pa Bia. L'ho curato io.
P'PA BIA: M'ma Bia, si sta muovendo.
M'MA BIA: Lo vedo bene, P'pa Bia, che si sta muovendo. Passami il latte di cocco.
Africa beve il latte di cocco.
P'PA BIA: Pare che gli piaccia, M'ma Bia.
M'MA BIA: Lo vedo bene, P'pa Bia, che gli piace. Ha vuotato la noce.
GORILLA: E' strano come P'pa Bia non si sia mai messo in testa che tu guarisci tutti.
M'MA BIA: Taci, bestione. E' per farmi piacere che finge di stupirsi ogni volta.
GORILLA: Ah, se cos...
POC: Tutt'intorno alla casa di P'pa e M'ma Bia, c'era la muraglia verde della foresta.
BI: Finch c'era luce, P'pa e M'ma Bia si occupavano di coltivare e di raccogliere frutti, appena faceva buio, smettevano e si ritrovavano per chiacchierare, raccontare, discutere.
POC: P'pa e M'ma Bia avevano quattordici figli. Sparsi per tutto...
TEL: Quanti?!
POC: Quattordici.
TEL: Ah. E allora colpa loro.
POC: Ma di cosa?
TEL: Ma del fatto dei sei miliardi di cos'...
Serie di proteste da parte degli altri attori.
TEL: Ma scusa. Se loro hanno fatto quattordici abitanti della Terra e tutti lo fanno uguale preciso a come lo fanno loro... Per forza ci siamo cos tanti. Si potrebbe proibire a questi di fare tutti 'sti figli...
POC: Tu non proibisci proprio niente a nessuno. La cosa importante che loro abbiano voluto tutti i loro quattordici figli.
BI: M'ma Bia, li volevi quattordici figli?
M'MA BIA: S, anche quindici, se possibile. Abbiamo la nostra foresta, da mangiare non ci manca, e quando uno dei miei figli si ammalava, lo curavo io. Vero P'Pa Bia?
P'PA BIA: (soddisfatto e bonario) Ma s, ma s...
M'MA BIA: E c'erano degli anni in cui abbiamo venduto pi frutta e abbiamo mandato a scuola quelli che volevano studiare. Vero P'Pa Bia?
P'PA BIA: (c.s.) Ma s, ma s...
M'MA BIA: E adesso ognuno ha trovato la sua strada in giro per tutti i paesi del Mondo. Vero P'Pa Bia?
P'PA BIA: (c.s.) Ma s, ma s....
BI: Infatti M'Ma Bia e P'pa Bia avevano figli e famigliari dappertutto, in Africa Gialla, Grigia e perfino nell'Altro Mondo.
"BE" - AFRICA: Che cos' l'Altro Mondo?
Si sente un rumore tremendo, di albero abbattuto. Silenzio.
M'MA BIA: (sospira) Un altro albero.
P'PA BIA: L'Altro Mondo? Forse ci andremo presto all'Altro Mondo...
M'MA BIA: Stai zitto. Non mettere idee simili in testa al ragazzo.
PIC: Quando Africa si fu completamente rimesso, cominci ad aiutare P'pa Bia a vendere i frutti al mercato del villaggio vicino...
BI: ... E ad aiutare M'ma Bia nella coltivazione dei campi.
PIC: E la gente veniva anche da M'ma Bia per farsi curare.
Musica. Arrivano degli ammalati per farsi curare. Ppa Bia li accoglie ad uno ad uno. Mma Bia li cura ed alla fine i malati si vanno a sedere vicino ad Africa, il Gorilla e Ppa Bia.
Entra prima TAL, che zoppica; Mma Bia lo guarisce.
BI: E M'ma Bia guariva tutti per un soldo bucato.
Arriva PAC, che isterico; mentre Mma Bia lo cura, TEL entra e si siede direttamente vicino agli altri.
Mma Bia ha finito di curare listerico PAC che si accomoda vicino agli altri.
BI: Dopo le cure, naturalmente, i malati si fermavano per ascoltare i racconti di Africa.
MALATO 1: Racconta bene, eh?
MALATO 2: Vero che racconta bene?
MALATO 3: S, racconta benissimo!
POC: Raccontava anche la storia della sua vita.
P'PA BIA: Allora non hai un padre?
"BE" - AFRICA: Non ho un padre, no.
Reazioni strane da parte di TEL e PAC.
M'MA BIA: E una madre?
"BE" - AFRICA: Non ho una madre, no.
Reazioni strane da parte di TEL e PAC.
TAL: Oh, ma cosa avete?
Silenzio imbarazzato di tutti e tre. Poi si abbracciano.
PPA BIA: Vieni, ti abbiamo adottato.
Reazioni strane di TEL, TAL, PAC.
POC: E fu cos che Africa divenne il quindicesimo ed ultimo figlio di P'pa Bia e M'ma Bia.
TEL, PAC e TAL esplodono in versi demenziali ed escono delirando.
BI: S, ma passando gli anni, cadevano sempre pi alberi.
BI, Africa, il Gorilla e un Coccodrillo.
POC: Un giorno che il Gorilla e Africa guardavano scorrere i tronchi abbattuti nel fiume,il bestione sospir pesantemente.
GORILLA: (sospira) Non ce ne sar per molto...
"BI" - AFRICA: Lo sai che hai un cugino nell'Africa Grigia?
GORILLA: Un tombolotto grigio col cranio piatto? Lo so.
BI: Ma insomma, questi alberi dove vanno a finire?
GORILLA: Dove vuoi che vadano? All'Altro Mondo, no? (borbottando tra s e s) Bisogner che prenda una decisione.
BI: Quale decisione?
COCCODRILLO: Anch'io non posso pi sopportare la situazione;
GORILLA: A te cosa pu capitare? Mica vivi sugli alberi.
COCCODRILLO: Vivo nell'acqua e adesso nella mia acqua ci sono i tronchi e la benzina della motoseghe...
POC: E alla fine, un giorno, P'pa Bia prese una decisione.
P'PA BIA: Su, ce ne andiamo.
"BI" - AFRICA: Perch?
POC: P'pa Bia condusse Africa al margine della foresta e gli mostr quella distesa di terra secca e crepata che il ragazzo aveva attraversato alcuni anni prima con il furgone.
P'PA BIA: Guarda ci che resta della foresta. Hanno tagliato tutti gli alberi e quando non ci sono pi alberi non piove. Non si pu pi coltivare nulla. Non ci saranno pi frutti tra un po'.
"BI" - AFRICA: E dove andiamo?
P'PA BIA: Nell'Altro Mondo. E' l che vanno i nostri alberi. Proviamo l.
Musica. Cambio maschere e oggetti.
CAMBIO COSTUMI
FUA: E fu cos che P'pa Bia, M'ma Bia ed il loro figlio Africa, arrivarono qui da noi, nell'Altro Mondo.
BI: Uno dei loro quattordici figli, che abitava nell'Altro Mondo, li accolse e aiut P'pa Bia a trovare un lavoro.
FUA: P'pa Bia fu assunto allo zoo municipale, nel settore della serra tropicale.
P'PA BIA: Cos' questa serra tropicale?
FUA: Una specie di gabbia di vetro dove qui tengono gli alberi.
BI: E Africa si ricorder per tutta la vita il primo giorno in quello zoo. In quello zoo dove avrebbe incontrato Lupo Azzurro. Aveva appena oltrepassato il cancello quando...
DROMEDARIO: (apparendo) Salve, Pidocchio! Ce l'hai fatta a trovarmi.
"BI" - AFRICA: Pignatta! Cosa fai qui?
DROMEDARIO: Aspetto. Non ho pi fatto un passo da quando Toa mi ha venduto.
BI: Non un passo?
DROMEDARIO: Lo sai che senza di te non mi muovo.
"BI" - AFRICA: E come hai fatto ad arrivare fino a qui?
DROMEDARIO: Quello che mi ha comprato dal mercante Toa non se ne faceva niente di un dromedario paralitico. E allora mi ha rivenduto ad un altro compratore e di compratore in compratore sono capitato tra le mani del fornitore dello zoo. "Un cammello immobile quello che ci vuole per uno zoo"- ha detto-. Mi hanno dovuto mettere qui dentro con una gru, per.
"BI" - AFRICA: Ah, mi viene da piangere.
DROMEDARIO: S ma adesso posso finalmente sgranchirmi le gambe. (comincia a fare capriole e a saltare)
GHEPARDO: (apparendo) Ah! Africa; sei arrivato anche tu.
BI: Come! Ghepardo. Sei qui anche tu?
GHEPARDO: Vedi, la notte che sono sparite le caprette d'Abissinia, sono stati gli uomini dell'Altro Mondo a portarle via. Loro non hanno paura dei cespugli di rovi. Allora mi sono fatto catturare anch'io perch avevo promesso di sorvegliarla sempre. E mi hanno messo qui.
Compare il Gorilla. Saluta Africa.
GORILLA: Cosa vuoi. Portano via i miei alberi, mi faccio portare via anch'io. Ma guarda come sono questi qui dell'Altro Mondo. Mettono me in una gabbia e i miei alberi in un'altra.
Passa Toa che vende gelati.
TOA: Gelati! Gelati!
BI: ( a Africa) Ascolta!
TOA: Ah, l'Altro Mondo, te lo d io l'Altro Mondo...
FUA: S, Africa conosceva proprio tutti in quello zoo.
LUPO: Tranne uno.
BI: Adesso conosce anche te. E sa anche che puoi aprire quell'occhio, se vuoi.
LUPO: (sorpreso) Come hai fatto a indovinare?
Tutti gli animali fanno versi come per dire che evidente.
LUPO: S, da un pezzo che guarito. Ma pensavo che per vedere questo zoo, un occhio fosse pi che sufficiente.
"BI" - AFRICA: Ma adesso ci sono io.
Musica.
BI: Ci sono gli altri animali. Guarda, non ti sembra che le capriole di Pignatta siano fantastiche? E la danza del gorilla cos divertente? E guarda il Ghepardo e il coccodrillo. Poi, non ti sembra di vedere... Paillette, i rossini, le tue nevi d'Alaska? Con Cugino Grigio che aiuta il gorilla a sorvegliare la valle?
FUA: E schiere di dromedari che attraversano il deserto? E Paillette che morsica il sedere del mercante Toa?
TOA: Gelati! Gelati!
LUPO: Non so se questo spettacolo sia vero o finto, ma finalmente c' qualcosa che vale la pena di vedere con due occhi. (apre tutti e due gli occhi)
Musica. Danza finale con giochi con le corde e scambi di maschere e costumi.
Alla fine si allineano per il saluto finale. Africa viene messo in mezzo.
fine
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