Sembrano tutti santi!

Stampa questo copione

Prefazione

Prefazione

Durante il periodo che ci si accinge alle votazioni, nelle famiglie si viene a creare una vera e propria confusione, dovuta al fatto che, ci si ritrova ad aver in mano, tanta di quella cartacea elettorale, non sapendo a chi votare. In questi casi, subentrano i veri protagonisti che pur di accaparrarsi la nostra fiducia, e di conseguenza il voto, iniziano a promettere di tutto! Ma...le bugie hanno le gambe corte!

  

     Sembrano tutti santi!

Commedia brillante in due atti:

    Giovanni Allotta

Personaggi

Carmelo di Natale           Capo famiglia

Maria di Natale                     Moglie

Peppuccio di Natale               Figlio

Zio Cosimo                      Parente di famiglia

Zia Alfonsina                Moglie di Cosimo

Pietro Tagliavia                    Politico

Salvo Carnevale                    Politico

Nino a Mare                          Politico

Turi                                Amico di Carmelo

(La scena si svolge, all’interno della casa Di natale. Nella quale ci sono due uscite. La sinistra è l’entrata da fuori. La destra è l’accesso alle altre stanze della casa, nella quale gli attori usciranno. La stanza è arredata con quadri, un tavolo al centro qualche ornamento, e una poltroncina)

ZIO COSIMO

(Uomo di cinquant’anni. Entra esagitato) presto venite tutti! è morto è morto!

MARIA

(Entra spaventata) Ch’è successo zio Cosimo! Chi è morto?

ZIO COSIMO

(Gira per la stanza disperato) è morto è morto!

MARIA

Questo l’ho capito! Ma chi è morto?

ZIO COSIMO

Come chi è morto, ma il morto, no?

MARIA

Che consumazione! Proprio oggi dovevo morire, che c’è l’ultima puntata di cento vetrine! (Urla per chiamare il marito) Carmelo, vieni subito qua!

CARMELO

(Entrando) Che c’è Maria!

MARIA

È successa una cosa grave! È morto!

CARMELO

Chi è morto?

ZIO COSIMO

Non so chi è morto, ma di sicuro è crepato!

CARMELO

Ah, è morto il morto? Allora, non c’è da preoccuparsi! L’importante è, che non muore il vivo!

ZIO COSIMO

Ti sembra questo il momento di scherzare?

CARMELO

Zio, io non scherzo! Allora, calmati, perché mi stai facendo confondere la radice quadrata del cervelletto! Dimmi, chi è morto?

ZIO COSIMO

Il morto!

CARMELO

E fino qua, ci siamo! Ora dimmi, chi è come si chiama, dove sta questo morto?

MARIA

Non lo so, ma penso che sta a casa sua il morto, al cimitero!

CARMELO

(Nervoso) Si, ma come si chiama questo disgraziato!

MARIA

Ma perché mica ha avuto una disgrazia! È morto di morte, moribonda!

CARMELO

Come si vede che tu e tuo zio, avete i neuroni in vacanza! Di voi due, non si può fare un cervello! Comunque, pensateci voi al morto che io, con i pazzi non voglio avere a che fare! (Sta per uscire)

ZIO COSIMO

Te ne vai? Non t’interessa niente del defunto?

CARMELO

Ma come, prima era morto ora è defunto? (misto tra confusione e nevrosi) senti zio, al morto fagli le mie condoglianze!

ZIO COSIMO

E tu non vieni a vederlo?

CARMELO

E che vengo a fare, a guardare il morto? Io guardo solo i vivi!

ZIO COSIMO

Poverina, la comare Rosa, non si da pace per questa morte così disgraziata!

MARIA

Zio! Che c’entra comare Rosa con il morto?

ZIO COSIMO

E va beh, vi svelo la verità! ...è morto l’uccellino della comare! (Piagnucola)

CARMELO

Ora capisco! Ultimamente la comare l’ho visto sciupata! Certo! Gli è morto l’uccellino!

ZIO COSIMO

Glielo aveva lasciato il marito, prima di morire. Era un modo per sentirlo sempre vicino! Per dieci anni, sempre insieme! Porca miseria, ora come andrà avanti la comare, senza il suo uccello?

CARMELO

Dimmi una cosa zio, posso capire che se lo teneva stretto per farle compagnia, ma...lo teneva sotto ghiaccio per tenerlo sempre vivo?

ZIO COSIMO

Ma che dici! L’uccellino, cantava tutti i momenti, quando stava al fianco della comare!

MARIA

Io me lo ricordo, era pulito e sistemato. Si faceva accarezzare da tutti! Anch’io lo accarezzavo, ed era sempre ben teso!

CARMELO

(Stizzoso) Cosa hai fatto tu? Conoscevi l’uccello della comare?

MARIA

Si, che lo conoscevo!

CARMELO

e...lo accarezzavi?

MARIA

Lo accarezzavo...e me lo baciavo tutto! (Carmelo si inbufalisce) Tutte le volte che lo baciavo, cantava ch’era una meraviglia, ed era bello che lo faceva, mentre lo tenevo in mano!

CARMELO

(Le da uno schiaffo) Svergognata! Ti piace toccare gli uccelli degli altri? Ti ammazzo!

MARIA

(Gemente) ma era quello della comare Rosa!

CARMELO

Sai come dice il proverbio: “ Da amici e parenti, non toccare e non baciare niente!” Invece tu...Vattene di la a pulirti la bocca con l’acido muriatico! (Maria esce triste)

ZIO COSIMO

Ma perché la tratti così a tua moglie! In fondo, era solo un uccellino!

CARMELO

Zio, si inizia sempre dalle cose piccole, e si finisce con le cose, grosse! Oggi un uccellino, domani un ...(Si tappa la bocca)

ZIO COSIMO

Poverina, dovresti vedere la comare, com’è afflitta! Mettiamoci nei suoi panni, dieci anni con lo stesso uccello, poi muore, è un trauma, irreparabile!

CARMELO

Altro che trauma, una tragedia! Di questi tempi, dal oggi al domani trovarsi senza uccello, è gravissimo!

ZIO COSIMO

Ora dico io, dove posso trovarglielo un altro uccello, per farle tappare la bocca, e non vederla piangere più? Bho!

CARMELO

(Allude al doppio senso) zio, io ce l’ho un uccello di razza, per darglielo alla comare!

ZIO COSIMO

Che uccello è? Non facciamo che è masterizzato? Deve essere originale! La comare, se ne intende di uccelli!

CARMELO

Zio, con me puoi andare tranquillo! È una cosa di lusso! Un uccello originalissimo!

ZIO COSIMO

Dov’è l’uccello? Fammelo vedere, può essere che non mi piace!  

CARMELO

Zio, ma perché l’uccello deve piacere a te, o alla comare?

ZIO COSIMO

Alla comare!

CARMELO

Allora, che c’entri tu! Fatti i fatti tuoi, che per l’uccello, ci penso io!

ZIO COSIMO

Se mi dici che te ne occupi tu, posso star tranquillo! Ora me ne vado. Devo fare il funerale all’uccello!

CARMELO

Che tipo di funerale gli fai?

ZIO COSIMO

Apro la finestra e lo lascio volare, nell’aldilà!

CARMELO

Minchione! Sei un becco coi fiocchi!

ZIO COSIMO

Becco ci sei tu e tuo padre!

CARMELO

Scusa zio, volevo dire, beccamorto!

ZIO COSIMO

Sai, mentre venivo qua, al corso del paese, ho visto una marea di gente! Pensi che saranno lì riuniti per dare sostegno alla comare, per la morte dell’uccello?

CARMELO

Si, il pappagallo di tua sorella! Zio, non sembri un paesano! Non lo sai, che ogni volta che in paese c’è confusione, è segno che ci sono elezioni!

ZIO COSIMO

Già, è vero! Allora, per ora siamo tutti amici e parenti!

CARMELO

E quando finiscono le votazioni, non li puoi guardare e non gli puoi dire niente!

ZIO COSIMO

Per ora, tutti ti vengono ai piedi, ti si strofinano, insomma, ti prendono in giro! Fino al momento in cui dicono: “ Mi serve il voto, che poi ti faccio...ti dico...” e chi si è visto, si è visto! Noi, come pecoroni, ci caschiamo!

CARMELO

Eh no, caro zio! Io, non ci casco! Invece d’essere loro a prendermi in giro, sono io che prendo in giro loro! Abbasso la testa e dico si a tutti, e li lascio contenti!

ZIO COSIMO

Fai bene! i politici sono tutti...come si dice...non mi viene la parola...

CARMELO

Ladri!

ZIO COSIMO

Perché, gli hanno fregato la borsa a tua madre?

CARMELO

La pensione a mio padre!

ZIO COSIMO

Ma stai zitto! I politici sono tutti...

CARMELO

Vampiri!

ZIO COSIMO

Perché? sentiamo!

CARMELO

Perché, ogni girono ci succhiano il sangue!

ZIO COSIMO

Smettila di dire cretinate! I politici non sono cattivi!

CARMELO

Ma nemmeno sono bravi!

ZIO COSIMO

Visto ch’è così, dimmelo tu, cosa sono per te, i politici!

CARMELO

I politici, sono allevatori di pesci! Ovviamente, i pesci siamo noi!

ZIO COSIMO

Mi spieghi perché i politici sono allevatori di pesci, e noi siamo i pesci?

CARMELO

Allevatori di pesci, perché basta che dicono delle fesserie, noi ci saziamo di chiacchiere, e gli corriamo dietro!

ZIO COSIMO

In questo,non hai torto! Però, non ho capito, perché noi siamo i pesci!

CARMELO

Come perché! da quanto tempo che corriamo dietro ai politici, siamo a mare!

PEPPUCCIO

(Giovane ragazzino. Entra con la cartella in spalla, tutto esaltato) papà papà, è finita la scuola! Sono stato promosso! Ora fammi il regalo! Dai, ti prego, il regalo!

CARMELO

(Confuso) Iniziamo bene! Diglielo a tuo zio per il regalo, che io devo...(Esce di corsa)

PEPPUCCIO

Ma lo zio mi deve fare il regalo per il compleanno! vero zio?

ZIO COSIMO

Di nuovo? Ma già te l’ho fatto il regalo!

PEPPUCCIO

L’anno scorso, me l’hai fatto! Quest’anno di nuovo faccio il compleanno!

ZIO COSIMO

Ah, perché tu ogni anno fai il compleanno?

PEPPUCCIO

(Felice) Certo!

ZIO COSIMO

Ah, e ne sei felice! non lo sai cosa hanno detto in televisione? (Peppuccio dice no) Hanno detto: “Chiunque fa il compleanno ogni anno...muore!”

PEPPUCCIO

(Spaventato) Se non potrò farlo ogni anno, allora quando?

ZIO COSIMO

Ogni morte di papa! Senti Peppuccio, io vado via! Dillo a tu, a tuo padre! (Esce)

PEPPUCCIO

(Pensandoci su) Però, se faccio il compleanno ogni morte di papà, poi come farà la mamma? o piange per il marito, o festeggia con me! Mah! (Entra Carmelo) Sai cosa mi ha detto lo zio? Dice che devo fare il compleanno, ogni volta che muori tu!

CARMELO

(Si tocca, facendo scongiuri) nelle corna a lui! A tuo zio, uno di questi giorni, gli stacco la testa e gliela metto per cappello!

PEPPUCCIO

Ma tu il regalo, me l’hai fatto?

CARMELO

(Stufo)Porca miseria con questo regalo! Mi devi far spendere per forza dei soldi! non vedi che non lavoro! (Peppuccio ci resta male Carmelo si quieta) dai, scherzavo! Sai che facciamo? Ti prometto, venerdì al mercatino darò i soldi a tua madre, le dirò di comprarti qualcosa che ti piace! Sei contento?

PEPPUCCIO

(Euforico) Vero? Dai sono curioso! Andiamo, dimmi cosa devi comprarmi!

CARMELO

Ti compro, una patente!

PEPPUCCIO

Una? Una è poca! Se la perdo, resto senza patente!

CARMELO

Hai ragione! Io, mica so i prezzi! Aspetta, che chiamo a tua madre, che lei ne sa più di me! (Grida) Maria, vieni qua!

MARIA

(Entra con una pezza e un grembiule da lavoro) Ch’è successo! Chi è morto!

CARMELO

(Più come una controbattuta a Maria) Il gallo pappagallo è morto! Senti, ti ho chiamata, per dirti che o promesso a Peppuccio un regalo, per la promozione! Venerdì, verrà con te al mercato e gli comprerai la patente. Sapresti dirmi, a quanto le vendono al chilo le patenti?

MARIA

A secondo della patente! Quella più cara è la A, quella per gli aerei. Quaranta euro al chilo! La B, quella per le bici, dieci euro al chilo. La C, per la carriola, venti euro al chilo!

CARMELO

Porca miseria, non si può più nemmeno comprare una patente! Senti Peppuccio, se non sarà questo venerdì, sarà quello di un altro anno, ti prometto che ti compro la patente B, quella per la bici! Contento?

PEPPUCCIO

(Piagnucolone) No! La bici non mi piace! Comprami la patente A, quella degli aerei! Così quando torno a scuola, non avrò problemi di posteggio, e l’aereo lo lascio sopra il tetto!

CARMELO

Ma che dici! Quaranta euro al chilo, sono troppi! E poi, chi te l’ha detto che con la B, puoi portare solo le bici? Lo dice la stessa parola, B come bici, ma anche come...barca!

PEPPUCCIO

(Felice) Vero? Così, me ne potrò andare a scuola, imbarcato?

CARMELO

Certo! (Peppuccio è euforico, gira per la stanza, felice) Però, devi far attenzione a dove posteggi! Lo sai che in paese, i ladri pullulano!

PEPPUCCIO

Non preoccuparti papà! Pianterò nella barca l’antifurto ancorato! ...papà, posso fargli l’impianto stereo in barca di dieci mila watt?

CARMELO

Dieci mila watt? Piano non la senti la musica? Per caso, sei sordo?

PEPPUCCIO

Lo faccio, per farmi bello di fronte agli altri! E poi, quando gareggerò con gli impianti, il mio deve essere il più forte! dove passo io, scoppierà tutto!

CARMELO

Se le tue intenzioni sono queste, fatti l’impianto a gas in barca, e dove passi tu, seccano anche le pietre! (Peppuccio esce allegramente)

MARIA

Ma ti sembra questo l’insegnamento che dai a tuo figlio? L’impianto a gas!

CARMELO

Ti sembra che lo farà vero? Ma no! gli dico cos’, per lasciarlo contento!

MARIA

Voglio proprio vedere cosa gli darai quando verrà a chiederti la barca!

CARMELO

Poi si vedrà! Intanto, me le sono tolto dai piedi! e poi, può essere che mi rimetta a lavorare e posso comprargliela! Come si dice: Tempo è maltempo, non durerà sempre un tempo!

MARIA

Quando c’è maltempo, arriva il diluvio e ci fa affondare. Quando viene il buon tempo, no che non sappiamo nuotare, siamo tutti...a mare! (Bussano) E chi è! Andiamo avanti!

PIETRO TAGLIAVIA

(Entrando) Buongiorno a voi tutti, saluti a quelli alti, medi e corti. In questa casa è entrato Pietro Tagliavia, non è venuto per disturbare, ma per farvi un po’ di compagnia!

CARMELO

(Ripete con la stessa cantilena) Della tua compagnia, me ne sto fregando, mi trovo qui con mia moglie, e mi sto divertendo, arrivi tu con questa specie di poesia, e sei venuti a rompermi i...azzi a me!

PIETRO

Bella accoglienza! Se vuoi, posso anche andare! Non ci sono problemi!

CARMELO

Scimunito! Dissi così, perché mi sono meravigliato del tuo entramento in casa mia, a suon di poesia! E io, ti ho accolto, con la stessa musica! Ma poi, non ho detto azzi, nel senso di azzi! Ma volevo dire azzi, nel senso di c...

MARIA

(Lo blocca) basta! Abbiamo capito! Quella persona può pensare che te le insegno io, queste parole! Disonorato!

CARMELO

Ci tengo a precisare, che la parola ...azzi, l’ho sentita in paese, durante la lite dal balcone di due brave femmine! Una diceva : “ Sei una cerbottana, non rompermi i ...azzi!” Non vi dico cosa ha risposto l’altra! Questa parola è così forte, che mi è rimasta impressa nella spinosa cervicale! 

PIETRO

Ho capito! Mica sono venuto qui, per sentire la morte e passione degli altri!

CARMELO

Maria, vai a prendere il rosario, che Pietro è venuto a fare la morte e passione con noi!

MARIA

La morte e passione, ora? Manca poco e siamo a natale!

CARMELO

(Alza la voce) Tu prendilo lo stesso il rosario! Iniziando da ora a pregare, servirà a prendere posto prima per la prossima pasqua!

PIETRO

(Innervosito) Senti Carmelo! hai voglia di scherzare? Ma quale pasqua e natale! Sono venuto qui, per parlare a tutti e due!

CARMELO

Sei venuto per parlare? Perché non me l’avessi detto prima! Prego sediamoci! (Tutti si siedono) Però, scusa che te lo dico Pietro, ha che non ti facevi vedere in casa mia, da una vita! A cosa è dovuta la tua visita?

PIETRO

Sono qui, perché devo dirti una cosa! Altrimenti, non sarei qui! Ovvio!

CARMELO

Hai fatto tanta strada, per dirmi una cosa? Ti conveniva, raccogliere un bel po’ di cose, così facevi un viaggio carico, eh!

PIETRO

Senti Carmelo, smettila! (Guarda l’orologio al polso) a momenti sono le dodici e mezza, e ancora devo farmi tutto il giro del paese! Se non mi sbrigo, farò notte!

CARMELO

Ti avvilisci, per non parlare! Quando devi andar via, prendo la machina e ti faccio fare il giro del paese, e in cinque minuti, sarai anche a casa! (Pietro è furioso, ma si sforza a trattenersi. Maria richiama Carmelo)

MARIA

(Sgarbata) Ti vuoi star zitto, Carmelo! lascia parlare a quella persona! (A Pietro con garbo) Prego, signor lei, può parlare! Non si preoccupi, appena mio marito la interrompa, gli do un pugno con mano manca, e gli faccio ballare la ma carena in punta di piedi!

PIETRO

Verrò subito al punto! Sono qui, per ricordarvi che domenica ci solo le votazioni. Sono venuto, per dirvi, che mi serve un voto di fiducia, un voto utile, per una persona che si è sempre fatta in quattro, per chi ha di bisogno!

CARMELO

Questa è una presa in giro! Dici, che questa persona si fa in quattro per chi ha bisogno. Se le persone sono cinque? Come farà ad aiutare la quinta? Eh!

PIETRO

Tu, sei il solito! Devi per forza, mettere i puntini sulla i!

CARMELO

Per forza! Tu, l’hai mai visto una persona senza la testa?

PIETRO

(Nervoso, ma si contiene) Non l’ho mai visto! Ma, ci vorrà poco a vederlo! (Accentua su Carmelo. poi si calma, e dalla tasca esce dei volantini) Ecco, questo è il candidato che dovete votare! Se vi serve qualcosa, venite da me, che io vado da lui e...voi dite, e lui (Col dito punta sul volantino) esegue!

MARIA

(legge il volantino) Onorevole Giustino Passal’acquafredda, domenica 15 Giugno. Poverino,  come è morto?!

PIETRO

Ma che morto e morto! Questo è il candidato politico!

CARMELO

Non ti incazzare Pietro! Mia moglie ha visto questa santina, leggendo Passal’acquafredda, giustamente ha pensato, “Questo è morto ghiacciato!”

PIETRO

Vi siete uniti tutti e due l’orbo e il compagno! (Si affretta per andar via) Ora io vado, ho tanto altre persone da andar a disturbare! Vi raccomando, fatemi avere pochi voti, ...almeno una trentina!

CARMELO

E l’onorevole Passal’acquafredda che mi da, se gli faccio avere trenta voti?

 

PIETRO

Non preoccuparti! Intanto tu, impegnati per i trenta voti, e dopo senza che te l’aspetti, vedrai che l’onorevole, ti porterà direttamente sul posto di lavoro!

MARIA

(Felice) S’è vero, anch’io m’impegnerò per fargli avere i voti all’onorevole!

PIETRO

Me ne vado! Vi raccomando i voti! Amici, nemici, parenti, fetenti, amanti, odianti! Insomma, dovete coinvolgere tutti! salutiamo! (Esce)

MARIA

Hai sentito Carmelo? dobbiamo impegnarci, se vuoi avere il posto di lavoro!

CARMELO

Maria, non mi dire che hai creduto vero! Queste sono chiacchiere! Se i politici, facessero i panettieri, morissimo di fame!

MARIA

Sei sempre il solito, che pensa male della gente! Può essere che questa sia la volta buona!

CARMELO

Cara Maria! Sai quante volte anch’io ho pensato, che fosse la volta buona, ma poi rimanevo con gli occhi pieni, e mani vuote! Non ci costa nulla, dire sempre di si, e lasciarli contenti!

MARIA

Può essere, ch’è come dici tu, ma io voglio crederci! Pensa, abbiamo un figlio da crescere! Tu sei senza lavoro, che futuro potremo mai dargli? Niente! Io, m’impegno per i voti dell’onorevole!

CARMELO

Cosa vuoi che ti dica? Fai come vuoi! (Bussano) Di nuovo qua! Avrà dimenticato qualcosa Pietro! Avanti!

SALVO CARNEVALE

(Entra. Uomo ben vestito. Cordiale) Buongiorno signori! (Porgendo la mano, salutando ai coniugi) Sono Salvo Carnevale!

CARMELO

Piacere, Carmelo di natale! Mia moglie, Maria di natale! (Si salutano con strette di mani)

SALVO

Voi non mi conoscete, ma sono vostro compaesano. Quindi, se mi permettete, vorrei accomodarvi, per dirvi alcune cose!

CARMELO

Presto Maria, una sedia per Carnevale! (Maria gli porge la sedia al signor Carnevale, sedendosi tutti) Allora, possiamo parlare! Ho tappato tutti i buchi e ho lasciato aperte, quelli delle orecchie! Prego!

SALVO

Come dicevo poco fa, sono un vostro compaesano nato, cresciuto qui, in questo paese ricco di tradizioni, sole, amore, di fiori, di natura...

CARMELO

Lo interrompe è stufato di ciò che gli dice Salvo) ...di porci, di cristiani! Signor Carnevale, è venuto per farmi la cartina geografica del mio paese? Per sfortuna la conosco! Mi dica perché è qui! E poi, lei dice ch’è mio paesano, ma io, non l’ho mai vista!

SALVO

(Stizzito) Se lei non mi avesse interrotto, ci sarei arrivato da solo!

MARIA

(Sgrida il marito) La pianti di interrompere a quel ragazzo! Lui sa, come ci si arriva a rompere! Dico io, ti devi far conoscere da tutti quanto fai schifo! Stai zitto e ascolta! (A Salvo con garbo) Prego!

SALVO

Grazie! Allora, prima che io mi trovassi a dover esser interrotto, dal signor di Natale, stavo cercando di dire una traccia che ricorda le mie radici, ma...

CARMELO

(più confuso che persuaso) Signor Carnevale, mi sta facendo venire un elettrocardiogramma in testa! Non c’è bisogno di fare tanta strada, per ricordarsi le radici! Lei, mi dica la foglia dell’albero, io le dirò le radici! 

SALVO

(Stufo) Mi ascolti, sono stanco e non ho voglia di scherzare! Allora, sono venuto qui, per parlarvi di politica!

CARMELO

Ah, di politica! Perché non me l’avesse detto prima, che l’avrei fatto volare dalla finestra! (Salvo si traumatizza. Nella stanza cala un momento di silenzio, dove tutti si guardano, poi, Carmelo spezza il ghiaccio)Stavo scherzando! (Scherzosamente) A Carnevale, ogni scherzo vale, eh!

MARIA

Ma quale carnevale! (A cantilena) Manca poco e saremo, a na-ta-le!

CARMELO

Nella famiglia di Natale, oggi c’è il signor Carnevale! Quindi, si po’ scherzare!

SALVO

Signori di Natale, vi chiedo gentilmente un aiuto! Sono candidato alle prossime elezioni politiche! La mia vittoria, dipende da ognuno di voi! L’importante che, mi votiate!

MARIA

Lei dice da noi, cioè,  io e mio marito?

SALVO

Certo! L’unione fa la forza!

MARIA

(Felice) Lo vedi Carmelo! Siamo così importanti che tutto dipende da noi! E tu  dicevi che siamo una famiglia da buttare! Invece, serviamo a qualcosa!

CARMELO

Sentiamo, visto che sei euforica! A cosa serviamo?

MARIA

e...a votare! (Carmelo indignato con il braccio, manda la moglie a quel paese)

SALVO

(Da il volantino a Maria) Questo sono io! Dietro, troverete le indicazioni per barrare il partito e scrivere Carnevale! Vi prego, l’importante è che mi votiate!

CARMELO

Stia tranquillo! Con questa santina, di sicuro, cinquanta voti li faccio!

SALVO

(Felice) Davvero mi dice?

CARMELO

Ho una faccia da scherzo? No! Le giuro, cinquanta voti, sono sicurissimi! Però cinquanta voti solo di conoscenti, non parliamo della famiglia! (Salvo è irrequieto dalla felicità) Signor Carnevale, non voglio esagerare, ma con me i trecento voti, li prende! Solo con i miei voti, potrà fare, il presidente della repubblica!

PEPPUCCIO F. S.

Mamma mamma! vieni subito! Ho fatto un incidente nella play station e i carabinieri, mi vogliono ritirare la patente! Ma io, non ce l’ho la patente!

MARIA

È talmente fissato con questa playa stazione che ha la scheda del cervello, bruciata! (A Peppuccio gridando) Peppuccio, digli ai carabinieri, che ho da fare! Più tardi, li chiamo io!

PEPPUCCIO F. S.

(Lamentandosi) Devo memorizzare la partita! Lascia tutto e vieni, mamma!

CARMELO

(Perde la pazienza) Porca miseria! Non mi potevo far prete! Almeno, avevo a che fare con dei frati buoni, no con un figlio, cretino! (Urla al figlio) Digli ai carabinieri, che poi passo io, e pago il danno!

MARIA

Peppuccio! Vieni di qua, c’è carnevale!

PEPPUCCIO

(Entra meravigliato) Chi c’è, carnevale? (Va a guardare Salvo) Tu, sei carnevale? (Salvo annuisce) Minchiuno bella maschera, fa schifo! (Da un calcio nel sedere a Salvo)

MARIA

(Lo insegue e lo mena) che modi sono questi! Chiedi scusa al signor Carnevale! Questa è l’educazione che hai?

PEPPUCCIO

Lasciami! Non lo sai che a carnevale, ogni calcio in culo vale!

CARMELO

(Gli tira l’orecchio a Peppuccio, che si dimena per liberarsi) Signor carnevale, gli chiedo scusa per il calcio che sta cosa inutile le ha dato! Che posso farci, è menomato! 

SALVO

Lo lasci andare! In fondo ha ragione, con me, ogni scherzo vale! E poi, si vede ch’è piuttosto vivace!

PEPPUCCIO

(Si divincola dalla morsa del padre) Vivace io? Papà, hai sentito parolaccia che mi ha detto? Vivace tuo padre c’è, pezzo di carnevale scaduto!

SALVO

Ma che hai capito? Vivace vuol dire, che sei attivo, pieno di vita! Non è una parolaccia!

CARMELO

Lo lasci perdere! Mio figlio, la coltura ce l’ha solo a giocare, con la playa stazione! Se invece avesse un lavoro, il cervello gli si aprirebbe! Invece...

SALVO

Perché non me lo avesse detto prima! Per suo figlio ho un posto di lavoro come assistente agli anziani! Però,  l’importante che mi votiate!

MARIA

Assistente agli anziani? Mio figlio, nemmeno è buono per lui, pensa se deve badare agli anziani! Se non vuole avere qualche vecchietto sulla coscienza, lasci perdere!

SALVO

Visto ch’è così, gliene posso far aver un altro! Tipo, impiegato di banca o, di posta! Non lo so, poi si vedrà! L’importante che mi votiate!

CARMELO

Gira e rigira, la musica è sempre la stessa!

SALVO

Ora devo andare! Ci vedremo dopo le elezioni, per festeggiare!

MARIA

Il posto di lavoro, di mio figlio?

SALVO

Ma no! La mia vittoria alle elezioni! (Da la mano a tutti) Signori di Natale, è stato un piacere aver avuto la vostra disponibilità! Ci rivedremo! (Sta per uscire)ricordatevi, l’importante che...

CARMELO

(Stufo) ...mi date il voto! L’abbiamo capito! Mica deve farsi schifare!

PEPPUCCIO

Ora, faccio l’impiegato di banca, così mi compro la Barca! Minchione, colpo di fortuna!

MARIA

(Gli da uno schiaffo dietro il collo, che lo fa cadere a terra) questo si, ch’è  un colpo di fortuna! Maleducato! Chi è, che ti insegna queste parolacce!

PEPPUCCIO

(Si rialza da terra, quasi piangendo) Papà!

CARMELO

(Gli da uno schiaffo dietro il collo, che ricade a terra) che schifio dici! Fai capire a tuo madre, che l’istruttore sporcaccione, sarei io!

MARIA

Poverino, è un santo! È la verità che gli insegni le parole!

CARMELO

Anche se mi scappa qualche parolina dalla bocca, io non so che (Gli da uno schiaffo dietro il collo e Peppuccio, ricade per l’ennesima volta) questo zozzo, mi ascolta con le orecchie!

MARIA

Perché, ora ci sono altri mezzo di ascolto, oltre alle orecchie? Che idiozie!

PEPPUCCIO

(Si era già rialzato, e si guarda i vestiti) Ora, come faccio l’impiegato di banca? Porca miseria, mi sono imbrattato!

MARIA

(Gli molla un altro schiaffo a Peppuccio, che ricade a terra)Continui a dire parole! Guarda che ti stacco l’artrosi cervicale, se dici ancora parolacce!

CARMELO

Fai il bravo Peppuccio! Io vado un attimo di là! Vado a riposarmi!

PEPPUCCIO

Aspetta! Mi aiuti a cercare i voti, per Carnevale? Hai sentito, ha detto che mi farà fare l’impiegato di banca, però, gli devo far avere i voti!

CARMELO

Tappati le orecchie! (Peppuccio si tappa le orecchie con le mani) Minchione! (Al figlio fa il segnale di liberarsi le orecchie)sei peggio di tua madre! sappiate che sono nato prima di voi! E tutti questi che promettono palazzi e castelli, ne conosco quanto la sabbia del mare!

PEPPUCCIO

Sono buone le persone che ti vanno a genio! Quelli che a me piacciono, no!  Sai che faccio? M’impegnerò da solo per i voti, appena farò l’impiegato di banca e mi compro la barca, non te la presto nemmeno per comprar il pane!

CARMELO

Stai attento e affondi  in mezzo al traffico! Ti ricordo, che non sai nuotare!

MARIA

Non preoccuparti, che Peppuccio sa guidare la barca! E facendo l’impiegato di banca, avrà i soldi per comprarsi la patente, N!

CARMELO

La  patente N?

MARIA

Esatto, la patente N! per imparare, a Nuotare! (Carmelo esce ridendo) Andrò io con Peppuccio a cercare i voti, non abbiamo bisogno di te!

PEPPUCCIO

Grazie mamma! ma...da dove iniziamo?

MARIA

Cominciamo dalla parte alta del paese, a scendere! Aspetta! (Dalla tasca esce il volantino) Già, vero! Vedi questo, è Giustino Passal’acquafredda, ha promesso un posto di lavoro per tuo padre. Mi sembra anche giusto, far un po’ di voti per lui!

PEPPUCCIO

E come si fa, ora? Mica possiamo dire alla gente, votate uno e votate l’altro! Ci dobbiamo mettere d’accordo! O prendiamo Carnevale o...prendiamo Carnevale!

MARIA

Possibili che a te, interessano solo le tue cose e te ne freghi degli altri! Impegniamoci per Passal’acquafredda, almeno dandogli il lavoro a tuo padre, staremo bene tutti, e tu avrai la tua barca con la patente!

PEPPUCCIO

È meglio che ci impegniamo per Carnevale! Così, io farò l’impiegato, compro la patente con la barca, se mi restano soldi, gli compro il lavoro a papà!

MARIA

Tu, sei nato difettato di cervelletto! Pensi solo per te, no per la famiglia!

PEPPUCCIO

Facciamo così, dividiamoci e ognuno, fa i  voti, per i propri candidati!

MARIA

(Lo prende per il braccio, per costringerlo) Tu, devi far quello che io ti dico di fare! Devi venir con me, a fare i voti per Passal’acquafredda!

PEPPUCCIO

Nooo! (Si libera dalla morsa della madre) Passal’acquafredda non mi piace! Ha il sangue freddo! Invece con Carnevale, ogni scherzo vale!

MARIA

(Adirata, lo rincorre per dargli botte) ora ti faccio vedere io, a chi devi darlo il voto!

ZIO COSIMO

(Entrando) Fermi tutti! (Maria e Peppuccio si bloccano) Non vi avvilite! Ora ve lo dico io, a chi dovete votare! (Si gira verso la porta) Fatti avanti! (Entra Nino un uomo grasso, basso, porta la coppola e fuma un sigaro)

MARIA

Zio, ma chi è questo vaccaio?

ZIO COSIMO

(Rimprovera la nipote) Non ti permetto a dirlo di nuovo! Questo è un uomo di garanzia per il futuro del nostro paese! È il volto della politica paesana!

PEPPUCCIO

(Lo osserva bene)Zio, ma dove l’hai trovato a questo, nelle patatine scadute?

ZIO COSIMO

(Corre da Peppuccio e gli molla uno schiaffo dietro al collo, che cade a terra) Come ti permetti a parlare così! Questo è un pezzo da novanta!

PEPPUCCIO

Ma che novanta! Per me, questo pesa minimo minimo due cento chili! (Zio Cosimo si lancia sul nipote per schiaffeggiarlo, Nino lo ferma)

NINO A MARE

Fermati! Posso capire che i tuoi parenti mi dicono così, perché non mi conoscono! (Porge la mano a Maria, poi a Peppuccio) Piacere, sono Nino a Mare!

ZIO COSIMO

Questi sono i miei nipoti. Maria di Natale, e suo figlio Peppuccio! Maria, tuo marito dove si trova?

MARIA

Sta riposando di là!

NINO

Signori, io voglio cambiare la mentalità della politica! Voglio una politica, più politica! (Tutto d’un fiato) Grandi, piccoli, neonati, pensionati, arrestati, terremotati, maschi, femmine, e i dubbiosi!

MARIA

(Sottovoce a Peppuccio) Ma chi sono i dubbiosi?

PEPPUCCIO

I froci!

NINO

Non faccio distinzioni! Dove passo io, la mia parola ha valore! Se dico, che il tizio deve lavorare, ...lavora!

MARIA

(Imbarazzata nel chiederlo) Scusi, per me lavoro non ce ne?

NINO

Certo signora! Giusto giusto, per ora, ho un posto per lei come portiera! Le piace?

MARIA

Non l’ho mai fatto la portiera!

NINO

Signora, non ci vuole niente a fare a portiera! Lei, arriva e si sta tutta la santa giornata, a proteggere a porta!

MARIA

I guanti me li date voi, o li compro io?

NINO

I guanti? Per far che?

MARIA

Dice che devo fare la portiera! Come devo parare, senza guanti? E i gol li paro a mani nude?

NINO

Che c’entra! Le sembrava la portiera del Palermo? (Maria annuisce) Ma no! La portiera del palazzo! Lei si sta in portineria e svolgere il suo lavoro e fine mese, avrà un bel stipendio!

ZIO COSIMO

(Ai nipoti) Vedete? Anch’io avevo dubbi sui politici! Ma da quando conosco Nino, ho capito che in politica, non sono tutti uguali! Vi sembra che vi portavo, un ignorante? Nino, sa anche la marca del latte che gli dava sua madre, da piccolo!

PEPPUCCIO

Non ci credo!

NINO

Non ci credi? La marca del latte che mi dava mia mamma, si chiamava: (Toccandosi il petto) Tettalat!

PEPPUCCIO

Mamma, ricordi che latte prendevo io?

MARIA

(Si tocca il seno) Tettarolo!

ZIO COSIMO

Ora basta con discorsi da latte! Passiamo a cose serie! (Prende dalla tasca i volantini) Vedete? Qua c’è l’esempio di come dovete votare! Basta fare una x sul partito, e di lato scrivete, A Mare!

MARIA

Dobbiamo scrivere, a Mare? Ma che vuoi dire zio?

ZIO COSIMO

Hai già dimenticato! Questo signore si chiama, Nino a Mare! A lui dovete votare! Dovete girarvi in famiglia, per tutto il paese, insomma, dovete fare tanti voti! Dovete urlare così (Urlante) “Votate e fate votare, Nino a Mare!”

PEPPUCCIO

(Ridendo) Immagino appena diremo alla gente : Dovete votare Nino a Mare. Le persone diranno: “ Come! Dobbiamo dare il voto a Nino, e lui se ne sta, a Mare?” (Ride)

ZIO COSIMO

Bella battuta, complimenti! Andiamo Nino, che abbiamo tanto da fare! Mi raccomando Maria! Se non vuoi perdere questa occasione di lavoro, cerca voti per Nino! Dillo a tuo marito!

MARIA

Stai tranquillo zio! M’impegnerò!

NINO

(Saluta con la mano) Piacere di averla conosciuta signora! Piacere piccolo!

PEPPUCCIO

Piccolo, tuo padre c’è!(Maria gli da uno schiaffo dietro il collo, che cade a terra. Zio Cosimo e Nino escono)

MARIA

Ma tu, devi sempre farmi fare brutte figure! Invece di dimostrare di essere bravo ragazzo, fai schifo! Alzati, e andiamo a cercare i voti! Su, dai!

PEPPUCCIO

Pi Carnevale, vero?

MARIA

Se pi Carnevale? Si devono fari i voti pi...(Pensa) aspetta, qua si è venuta a creare una confusione pazzesca! Per chi dobbiamo fare i voti? Passal’acquafredda ha promesso lavoro a tuo padre. Carnevale a te. Nino a Mare a me! E ora, come facciamo?

PEPPUCCIO

(è confuso, si gratta la testa) Ancora dobbiamo iniziare, e sono già confuso!

MARIA

Facciamo una cosa! Vieni con me, e facciamo i voti per Nino a Mare! Almeno, posso avere anch’io il diritto al lavoro!

PEPPUCCIO

A me non interessa! Io penso per me! Io, faccio i voti per Carnevale!

MARIA

Per tuo padre, chi ci pensa? Visto che sei figlio di famiglia, devi fare i voti per Passal’acquafredda!

PEPPUCCIO

Per me, a questo l’acqua gliela possono chiudere, visto ch’è fredda! Penso

MARIA

Pensi per te? Ora lo vedremo! (Peppuccio esce di scena correndo, Maria lo rincorre. Le luci si vanno spegnendo)

Fine primo atto!

Secondo atto!

(Una voce fuori campo, annunzierà ch’è passato, un mese)

(Medesima scena di prima. Maria entra con uno spolverino e spolvera tutta la stanza, mugolando il motivetto di vitti ‘na crozza)

MARIA

(Bussano e va ad aprire)  Ora vediamo chi è che disturba di prima mattina!

ZIA ALFONSINA

(Donna matura, ben vestita) Cara nipote Maria! (Si abbracciano)

 

MARIA

Cara zia Alfonsina! Che piacere! Che fai qui, di buon mattino?

ZIA ALFONSINA

Sto venendo dal cimitero!

MARIA

(Preoccupata) Perché zia! Ch’è successo!

ZIA ALFONSINA

Niente di grave! Ho fatto compagnia, alla signora Bevil’acqua, è andata a trovare il marito. Maria credimi, quando sono entrata al cimitero, c’era una pace, una tranquillità, c’era un silenzio da tomba!

MARIA

Mi pare logico zia! Al cimitero, volevi trovare la discoteca?

ZIA ALFONSINA

Appena siamo arrivate davanti la lapide del marito della signora Bevil’acqua, poverina, si è messa a piangere tanto che, dagli occhi le scendevano le cascate del Niagara!

MARIA

Con tutta l’acqua che beve la signora, è normale che dagli occhi le scendevano le cascate! Immagino, quando le viene...(Sottovoce) di pisciare!

ZIA ALFONSINA

La signora Bevil’acqua piangeva, e mi guardava, ma io non riuscivo a piangere e così, mi sono allontanata. Camminando per le vie del cimitero, non ho fatto caso a cosa ci fosse a terra, sono inciampata col piede e ho battuto la testa in una lapide!

MARIA

Dove ti sei urtata col piede?

ZIA ALFONSINA

In un fiore!

MARIA

Un fiore? ma che fiore era, di pietra!

ZIA ALFONSINA

Che ne so! Dal forte dolore, mi sono messa a piangere come una bambina. La signora vedendomi tornare piangendo, mi disse “Che hai Alfonsina?” le volevo dire la verità, ma poi pensando al suo dolore, le ho detto “(Piangente) Camminando in queste vie, ho inciampato in un vecchio ricordo del passato, e mi ha ricordato, quanto era importante tuo marito” e ho piano come una vedova inconsolabile, desiderosa di ca...

MARIA

(Interrompe la zia) Zia! Non ti permetto a dire queste porcate! (Sottovoce) Di là, c’è Peppuccio!

ZIA ALFONSINA

Che hai capito! Ero desiderosa, di ca-lma! Io e la signora Bevil’acqua, dal tanto pianto, avevamo esaurito i fazzoletti! Il custode del cimitero, vedendo che eravamo tutte due bagnate, ci asciugava il viso, con il mocio! Sai cos’è?

MARIA

Certo che lo so! Lo uso, per passare lo straccio a terra!

ZIA ALFONSINA

Cambiamo discorso! Tuo marito, dov’è?

MARIA

È uscito zia. Doveva portare la frutta al mercato! Dovevi dirgli cose?

ZIA ALFONSINA

Lo volevo ringraziare per la frutta che mi ha recapitato con tuo zio Cosimo! Era fresca! La verdura, era dolcissima! E poi le albicocche, fragole, pesche ...una cosa di lusso!

MARIA

È proprio vero, la frutta del nostro terreno è la meglio del paese! Zia, non lavorando, almeno si dedica all’orto!

ZIA ALFONSINA

Sono innamorata di tutta la frutta che coltiva tuo marito, ma di una in particolare ne farei pazzie, per averla! Pagherei per non farmene mai mancare!

MARIA

Che frutto è?

ZIA ALFONSINA

Il cetriolo! (Ne parla con molto piacere) Maria, no perché tuo marito è mio nipote, ma il cetriolo che ha lui, in paese, non ce l’ha nessuno!

MARIA

Quando eravamo fidanzati, non potevamo nemmeno guardarci negli occhi! Una sera, i miei genitori si erano addormentati in tavola, mio marito si è avvicinato a me, mia ha preso la mano, che tenevo sotto il tavolo, e mi ha messo, il cetriolo! Appena l’ho messo in bocca, era dolcissimo! Grazie al cetriolo, mio marito mi ha conquistata, e poi, ci siamo sposati! Ora, grazie a Dio, non mi fa mancare nulla ne pane, e ne cetriolo!  

ZIA ALFONSINA

Sarei curiosa di sapere, come fa ad averlo così bello? Invece, quello di tuo zio, fa schifo! O, non è capace lui a coltivarlo, o è proprio lui che fa schifo!

MARIA

Zia, devi capire che lo zio Cosimo, ha i suoi cinquant’anni passati, eh! Mio marito è nel fiore della gioventù! Ancora ha la forza di coltivare, il cetriolo!

ZIA ALFONSINA

(Nervosa) Tuo zio, per questa schifio di politica, trascura tutto! A me, mi fa mancare tutto, di tutto! Pane, pasta, frutta...! Dico io, chi glielo fa fare, perdere tempo con questa politica!

CARMELO

(Entrando) Eh no! Dentro casa mia di politica, non si deve parlare!

ZIA ALFONSINA

Ciao Carmelo, io sono!

CARMELO

Ciao zia! Mi devi scusare, per mentre sono in vita, di politica in casa mia, nemmeno si deve sfiorare l’odore!

ZIA ALFONSINA

Scusa Carmelo! Ma perché, ce l’hai tanto con la politica?

MARIA

(Carmelo è nervoso) Zia, cambiamo discorso, per favore! Anzi, digli a tuo nipote perché sei qui!

ZIA ALFONSINA

Ah si! Carmelo, sono venuto per farti i complimenti del cetriolo! È una meraviglia!

CARMELO

Grazie zia! È un dono di natura! (Pensa un po’) Aspetta, perchè, tu hai mai assaggiato il mio cetriolo?

ZIA ALFONSINA

Certo! Già l’hai scordato? Chi è la prima volta che l’assaggio!

CARMELO

(Confuso) Porca miseria! Non me lo ricordo! E...dimmi, ti è piaciuto?

ZIA ALFONSINA

Certo che mi piace! Se no, ti pare che te lo venivo a dire? Anzi, ora che ne parliamo, mi viene la liquorina in bocca!

CARMELO

Zia, ma che dici! Mica te lo posso dare qua! Più tardi, verrò a casa tua, e te lo porto! Vedi? Ti faccio anche, il servizio a domicilio!

ZIA ALFONSINA

(Lo accarezza sulla guancia) Grazie nipote mio! Poi, ti farò un bel regalo! Maria, vieni anche tu con tuo marito, così mangerete da me!

MARIA

Va bene zia!

CARMELO

Ma che va bene, zia! Dici che ti serve solo a te, il cetriolo! Non vedo perché deve venire anche mia moglie! Lei quando vuole, può mangiarlo!

MARIA

(Si avvicina a Carmelo con aria minacciosa) Ho la vaga impressione, che non ci si intende più! La zia vuole, il cetriolo! No, quello che pensi tu, però! Ma quello che pensiamo io! (Carmelo è imbarazzato)

ZIA ALFONSINA

Perché, che pensa tuo marito, Maria!

MARIA

Niente zia! Lui pensava a...(Alla zia) Tu sai qual è l’unico frutto dell’amor? (La zia dice no) Mi sta bene così!

ZIA ALFONSINA

(Più confusa che persuasa) Mah! Allora, io vado! Carmelo, ti aspetto a casa, allora me lo porti tu,il cetriolo?

CARMELO

(Tenera voce per via dell’imbarazzo) Ok zia! Più tardo, te lo porto a domicilio il cetriolo!

ZIA ALFONSINA

Ora passo dal mercatino, per far un po’ di spesa. Stasera a casa, ho invitato il politico, Nino a Mare. Deve festeggiare la vittoria alle elezioni. Volete venire anche voi?

CARMELO

(Maria abbassa lo sguardo e va in disparte nella stanza) Zia, per cortesia, ti ho detto che in casa mia, non si deve parlare di politica!

ZIA ALFONSINA

Si si...ma, perché tutto questo? perché non si deve parlare di politica?

CARMELO

(Con rabbia contenuta) Guarda a tua nipote! Vedi che fa? Piange! Se non vuoi che io possa sbagliar a parlare, non parliamo di politica!

ZIA ALFONSINA

(Premurosa) Ho capito, ho capito! Io vado! Salutatemi a Peppuccio! Ciao Maria! Ciao Carmelo! (Esce di corsa)

MARIA

(Si asciuga le lacrime) Non c’era bisogno di prendertela con la zia! Lei, non ha colpe!

CARMELO

Questo lo so! Le ho solo detto, che non doveva parlare di politica in casa mia! punto e basta! Non le ho detto parole!

MARIA

Hai ragione, ma che possiamo farci? Questa è la vita!

CARMELO

Questa è la vita? Maria, ma che dici! La vita non è questa! La vita sia in bene che in male, la gestiamo e ce la creiamo, noi!

MARIA

Sbagliando s’impara! Io, non pensavo che...

CARMELO

...ti prendessero in giro!

MARIA

(Chinando la testa) Si, proprio così!

CARMELO

Ricordi, ti dicevo di non credere alle fesserie! Son passati un mese dalle elezioni, hai visto venire qualcuno qui? No! Ti sembrava che io volessi fare il marito padrone , mettendoti il bastone tra le ruote! (Pausa) in un certo senso, è così! Ma no, per come tu potessi pensare, ma perché non posso permettere che un tizio qualunque, ti prenda in giro! Per me è brutto vederti soffrire, mentre quelli mangiano e bevono, alla nostra faccia!

MARIA

(Si avvicina a Carmelo, lo guarda e l’abbraccia piangendo) Perdonami Carmelo! perdonami, che non ti ho dato ascolto! Io pensavo di fare solo il bene per la nostra famiglia, se quello che dicevo, era la verità! Invece...

CARMELO

(Voce pacata) Quante sere a cena, mi ritrovavo solo a guardare la televisione, aspettando te e tuo figlio, che eravate in giro del paese, a cercare voti, per quelli là! E poi? Alla fine, non è servito a nulla!

MARIA

Scusa che piango! Ma non riesco a farmene una ragione, come mai mi sono lasciata giocare, e ho trascurato la famiglia! Perché? alla fina, ne ho raccolto solo dolore!

CARMELO

A distanza di un mese dalle votazioni, nelle strade del paese è pieno di santine! Quanto soldi sprecati, inutilmente! Valeva la pena, che ad ogni politico gli facevano la processione, gli sarebbe costato di meno!

MARIA

La  processione?

CARMELO

Si, la processione! Con i lumini, fiori, banda musicale...

MARIA

(Sorridente) Tu, sei proprio una barzelletta vivente!

CARMELO

(Abbracciandola)Per vederti felice, mi farei ballare sulla pancia, un canguro!

MARIA

Si, così ti fa schizzare il cervello!

CARMELO

(Vantandosi) Che dici! Guarda che io ho gli addominali!

MARIA

Tu hai i lardominali! (Scherzosamente Carmelo la rincorre. Entra Peppuccio)

PEPPUCCIO

Mamma papà! Vi devo dire una cosa!

CARMELO

Sentiamo che altro danno hai combinato!

PEPPUCCIO

(Piagnucolando) Mih, ma perché pensi sempre il male!

MARIA

(Va a sostenere il figlio) Lascialo stare gioia mia! ( A Carmelo) pensa per te, invece di pensare per tuo figlio! (A Peppuccio) non piangere e raccontaci ciò che sei venuto a dirci!

PEPPUCCIO

(Felice) Mi sono fatto...

CARMELO

...la  nonna!

MARIA

Si, a tua sorella! Ma stai zitto! Pensi sempre, a cavalcare! Ti sembra che la vita è fatta solo di, galoppamento!

CARMELO

Però, se dobbiamo essere sinceri, non penso che a tua madre, dispiacerebbe una cavalcata! Poi, Peppuccio è un cavallino, ma con un pezzo di...(Allude all’oggetto dei desideri)

MARIA

Basta! Se non la smetti, ti do una carezza in un pugno! (Al figlio) Continua!

PEPPUCCIO

(Felice) Mi sono fatto...(Maria tappa la bocca a Carmelo) fidanzato!

MARIA

Vero? Questa è una bellissima notizia! Hai sentito Carmelo? sei felice?

CARMELO

Ma che contento! Questo significa, che ha rovinato una figlia di madre!

MARIA

Stai zitto! Allora tu, sei venuto a consumarmi prendendoti me?

CARMELO

A te no, ma a tua madre si!

MARIA

Che vuoi dire, a tua madre si! Quando ci siamo sposati, mia madre le lacrime le beveva!     

CARMELO

Sai perché? quando eri signorina, dalla mattina alla sera, facevi sempre pulizie! Ora, per entrare in casa di tua madre, bisogna che ci preceda il camion dello spurgo pozzi neri!

MARIA

Che vuoi dire! Mia madre ha la sua età! Non può star lì, sempre a fare pulizie! È già tanto, che una volta al mese, si fa il bidè!

PEPPUCCIO

Ora capisco, dove si nasconde l’uomo ragno! (Ride seguito da Carmelo)

MARIA

(Innervosita) Pensate per voi, che in mezzo le gambe avete un uccellino, ma non funziona e lascia che i pidocchi, gli girino intorno!

CARMELO

Che voleva dire, gli girano intorno? Semmai, si aggrappano alle noci di cocco! ...(Sbadiglia) Comunque, vado a farmi una dormitina!

PEPPUCCIO

Aspetta papà! Devo dirti una cosa! (DA NON DIMENTICARE DI AGGIUNGERE LE DUE BATTUTE ALLA FINE)

CARMELO

(Confuso) Buttana della miseria! Non sto capendo che cazzarola cerchi di dire! Parla potabile! Almeno, ti capisco!

PEPPUCCIO

Come ti avevo già detto, sono fidanzato! Siccome, non lo sono mai stato prima, vorrei sapere che si fa, in questi casi!

CARMELO

(nell’ascoltare il figlio, lo inorgoglisce) Peppuccio, non potevi trovare persona migliore! Quando io ero fidanzato, mi portavo la fidanzata in macchina e...la smontavo tutta!

PEPPUCCIO

Vero? La fidanzata, ti aiutava a smontare la macchina?

CARMELO

Ma che macchina! Io, smontavo a lei! Mi ricordo il nonno...all’epoca era mio padre, ora è tuo nonno!

PEPPUCCIO

Come? Prima era tuo padre, ora è mia nonno? Ha fatto una scuola di nonnismo?

CARMELO

Esatto, proprio quella! Allora come ti dicevo, tuo nonno aveva una cinquecento decappottabile. Era un dramma! Ogni volta che mi prendeva quell’auto, prima di farla accendere, facevo il rosario. Appena si accendeva, sembrava di stare all’interno di una lavatrice!

PEPPUCCIO

E non vi annoiavate?

CARMELO

Io per  evitare di annoiarci, mettevo la mia mano sulla sua coscia, lei mi diceva “Smettila!” io furbo le dicevo “Amore, belli questi jeans, che tessuto sono?” Lei “ di stoffa!” le donne dicono tutte così! attento Peppuccio se sbagli in questo passaggio, è finita la serata!  Allora io, le dicevo “ Che dici amore, questa è tela in filo!” Questa è la parola chiave per iniziare!

PEPPUCCIO

Parola chiave? A cosa serve a parola chiave?

CARMELO

Come a che serve! Senza la parola chiave, le porte del paradiso non si aprono!

PEPPUCCIO

Per aprire le porte del paradiso, la chiave dove s’infila?

CARMELO

 Dove s’infila? Nel buco della serratura! Come prima volta, ti consiglio di entrare la chiave piano piano, perché la serratura è stretta e la chiave deve fare il rodaggio!

PEPPUCCIO

Piano piano, come? Cosi? (Con le mani, effettua un movimento rotatorio, come se stesse girando la chiave in serratura)

CARMELO

Eh no! Questa serratura è diversa da quella delle porte! Con la chiave che hai tu, devi metterla nella serratura e dare piccoli, ma efficaci colpi in avanti! (Simula quanto detto) Man mano che inizi, non finisci più di aprire e chiudere!

PEPPUCCIO

Si, ma non ho ancora capito, dov’è la chiave e dov’è la serratura!

CARMELO

La serratura ce l’ha la tua, ragazza! Per fartela dare...(Pausa) la fiducia! Devi farle capire che sei un ragazzo di chiesa, tu hai la chiave del paradiso e lei la serratura, quindi, le fai aprire il cuore, infili la chiave e...voli nel blu dipinto di blu!

PEPPUCCIO

E vai! A voglia di aprire e chiudere! Si, ma come glielo dico a lei che...

CARMELO

Ti deve aprire le co...le porte del paradiso? Semplice! La guardi e le dici “Amore, stanotte sono andato in paradiso e ho rubato una stella per te! Ma, strada facendo, mi è caduta! Ti prego, sdraiati, e aprimi le porte del paradiso, che vado a prenderla!” E così, inizi a galoppare!

PEPPUCCIO

Fino a qua, ci siamo! Il problema è, che lei vuole presentarmi il padre!

CARMELO

E qual è il problema?

PEPPUCCIO

Che gli dico, che sono senza lavoro?! (Si rattriste) Quando penso a quell’imbecille di Salvo Carnevale, che prima mi ha promesso il lavoro, e poi...niente! mi sono impegnato come un cane, per i voti e poi, sono rimasto davvero come un cane!

CARMELO

Quando sento questi discorsi, farei succedere il fini mondo! Sia a te che a tua madre, ve lo dicevo di non fidarsi di quelli che venivano a chiedervi un voto! Purtroppo, è la loro legge! non appena hanno potere, ti voltano le spalle! E la colpa, sai di chi è?

PEPPUCCIO

La nostra, papà!

CARMELO

La cosa giusta da fare, sarebbe quella di non votare più! Sarebbe una bella punizione, per i truffaldini! Loro, senza di noi, non so no niente! Grazie al popolo, sono qualcosa!

PEPPUCCIO

Sono tutti bravi a recitare! Ti fanno credere palazzi e castelli, e poi...patate! spero di trovarmi un lavoro prima che incontri il padre della mia ragazza! (Bussano) Avanti!

TURI

(Entra Turi, un uomo maturo. È molto esaltato) Saluti a tutti!

CARMELO

Che c’è Turi! Perché sei così agitato?

TURI

(L’ira gli esce dagli occhi) Niente, non ditemi niente, ch’è meglio! (Si siede sbuffando, è irrequieto. Carmelo e Peppuccio lo guardano esterrefatti. Turi li osserva e aggiunge con quiete) Buongiorno! (Carmelo e Peppuccio non parlano. Turi si irrita) oh, vi ho detto buongiorno! Vi è caduta la lingua?

CARMELO

Hai il coraggio di dir così? Arrivi inca...(nota presenza di Peppuccio) inca! E dici, ch’è meglio che noi non parliamo! Ti abbiamo preso in parola, e ci dice anche che c’è caduta la lingua!

TURI

(Volendosi scusare) Avete ragione! Scusate, ma sono inca...(Carmelo lo ammonisce col dito, per via di Peppuccio) ho la pressione, alle stelle! 

PEPPUCCIO

Signor Turi, visto che lei è inca...(Guarda il padre) si metta il culo in bagnomaria

TURI

Cosa? Devo bagnare il culo a Maria? Ma che dici! Quella è una vacca!

CARMELO

Turi, mio figlio ha voluto dirti, mettiti il culo in acqua e ti rilassi! Non sono invadente, ma...che ti è successo?

TURI

Meno male che non sei invadente! (Spiega con ira, l’accaduto) Comunque, oggi mancava poco è lo ammazzavo! Se non me lo toglievano dalle mani, facevo una strage!

CARMELO

Che ti dovevano togliere dalle mani? I calli?

TURI

No, i colli! Che c’entrano i calli! Tra le mani, avevo a Pino il Pandino!

CARMELO

Per favore, ora devi star zitto tu! Solo un nome hai detto, e già sto esplodendo! Meglio che vado di là! (Esce)

PEPPUCCIO

(Meravigliato) Che gli è preso! Pareva che stesse bene! mah!

TURI

Pensavo di essere il solo ad essere pazzo! Vedendo tuo padre, mi consolo!

PEPPUCCIO

È impazzito, appena ha sentito quel nome! Scusi signor Turi...

TURI

Ma quale signore! Il Signore sta in cielo, io no! Chiamami Turi!

PEPPUCCIO

Turi, ma chi è Pino il Pandino?

TURI

Un amministratore comunale, che lavora nel gabinetto del sindaco!

PEPPUCCIO

Cosa? Come fa a star là dentro, con tutta quella puzza! Ora capisco la reazione di mio padre!

TURI

È allergico ai politici, come me! A Pino lo conosco sin da piccolo! Sembrava un angelo, ma io non sapevo che avesse le corna!

PEPPUCCIO

Glieli ha fatte sua moglie!

TURI

No! devi sapere, la natura a certe persone, fa il dono delle corna, per essere più belli!

PEPPUCCIO

Finiscila! Non ho mai visto gente con le corna in testa!

TURI

Fammi finire! Vero che le corna in testa che hanno alcuni individui, non si vedono, ma è vero che il dono ce l’ha chi riesce a vederli! Ti faccio un esempio: Ti è mai capitato di vedere qualcuno e pensare “mih, qunat’è cornuto!

PEPPUCCIO

Minchione! Sai quanti ne conosco di questi!

TURI

Vedi? Sei fortunato! Hai il dono del cornuto! Cioè, riconosci un cornuto su mille, onesti! Sai, anch’io ho questo dono! Grazie a questo, ho riconosciuto Pino, come tale!

PEPPUCCIO

In poche parole, che ti ha fatto?

TURI

Se ricordi, un mese fa ci sono state le votazioni. Un pomeriggio, viene da me Pino e mi parla di politica...dicendomi che gli servivano voti. Poi, mi ha promesso che mi avrebbe fatto avere una pensione d’invalidità, a seguito della mia malattia. Invece, niente!

PEPPUCCIO

(Lo scruta) Invalido, tu? Ma di dove? Io ti vedo bene!

TURI

Tu, sei orbo! La mia invalidità è ...invisibile ma esiste! Sono allergico al lavoro! Ti sembra poco?

PEPPUCCIO

(Ironicamente) No, per carità! Continuando a vivere così, anch’io prenderò questa malattia!

TURI

Purtroppo è indescrivibile il mal di stomaco che mi viene, tutte le volte che penso di lavorare!

PEPPUCCIO

(Ironico) Può essere che ti vengono le dimostrazioni come le donne!

TURI

Si, le moltiplicazioni! Giuro, che se un giorno troverò chi ha inventato il lavoro, ci sparo una fucilata nel cervello...(Si rende conto dell’errore) scusa, volevo dire, testa!

PEPPUCCIO

Dire cervello o testa, è quasi la stessa cosa!

TURI

Pensa, questo che ha inventato il lavoro, se avesse avuto cervello, non lo inventava! Manco può fare di tutte le parole che gli mando!

MARIA

(Entrando) Carmelo! Carmelo! (Vede Turi) Buongiorno! (Turi ricambia il saluto) Peppuccio, dov’è tuo padre?

PEPPUCCIO

Bho! All’improvviso è impazzito, ed è uscito!

MARIA

È impazzito? Così, senza dirmi niente!

PEPPUCCIO

Che ti doveva mandare un telegramma?(Maria manifesta segni di preoccupazione)

TURI

Signora non si preoccupi, Carmelo sta bene! si è infuriato, quando mi ha sentito nominare un certo Pino il Pandino. Lo conosce? Lavora nel gabinetto del sindaco!

MARIA

Per questo sento sta puzza! E io che non capivo da dove arrivasse! ...capisco il gesto di mio marito, è allergico ai politici!

PEPPUCCIO

(Triste) Mamma, come faccio? Mi ero fatto i calcoli pensando a quel lavoro che mi aveva promesso Salvo Carnevale la patente B, la barca. È sfumato tutto!

MARIA

Basta, non pensarci più! Piano piano, si arriva a tutto! (A Turi) Mio figlio, è stato vittima di una promessa non mantenuta da parte di un politico...(China il capo) e non solo lui!

TURI

Parlavamo proprio di questo con suo figlio. Anche a me Pino il Pandino, mi ha promesso, ma poi...niente! (A Peppuccio, va a rincuorarlo) Non pensarci! La patente B per la macchina, la prenderai quando vuoi!

PEPPUCCIO

Ma che macchina! Con la patente B, serve per portare la barca! Me lo disse mio padre!

TURI

(Allibito) Come? La B, serve per portare la barca? Se continui a dare ascolto a tuo padre, quello di eredità, ti lascia la cretinaggine!

PEPPUCCIO

Dici così, perché sei invidioso! Io, quando esco con la barca, mi porto la morosa!

TURI

Ma per me ti puoi portare anche la biondosa!

MARIA

Scusatemi, io vado di là che devo preparare da mangiare. Continuate pure voi!  (Sta per uscire, e sente arrivare Carmelo)

CARMELO

(Entrando) Buongiorno a tutti!

MARIA

Carmelo! stavo proprio andando di là, a preparare da mangiare!

CARMELO

Non andare da nessuna parte, signora mia! non preparare nulla, abbiamo ospiti!

MARIA

Ma come! Arrivano ospiti, e non preparo nulla? Aspetta che vado di là!

CARMELO

(Fermandola) Aspetta! Con questi amici che verranno, non c’è bisogno di preparare nulla! Anzi, c’è bisogno di pulirsi lo stomaco, per vivere meglio!

TURI

(A Peppuccio) Vedi che avevo ragione? Con un padre così, solo cretinaggine ne erediterai! (A Carmelo, con ira) si può sapere, come schifio parli!

CARMELO

Ho detto bene! Rovesciare voce del verbo, togliersi i peli dalla lingua!

PEPPUCCIO

(Esce la lingua e cerca di intravedere qualche pelo) Papà, peli sulla lingua non ne vedo! Semmai, posso cercare il pelo nell’uovo!  Fa lo stesso?

CARMELO

(Adirato) Quanto siete cretini!

TURI

Grazie a te, lo stiamo diventando!

CARMELO

Ho detto rovesciare, per stare a significare, quando si ha qualcosa da dire, la si può dire! (Si sente vociferare fuori scena. Guardando dalla finestra) sono già qua! (Maria si affretta a sistemare la casa, e se stessa. Bussano) Andiamo avanti! (Uno dietro l’altro entrano: Pietro Tagliavia, Salvo Carnevale, e Nino a Mare. Carmelo li ospita con ipocrisia) entrate entrate, c’è posto dentro! (Appena tutti in casa, si scansano uno dall’altro! (Alla famiglia) Vedete? Questi sono un pugno di amici, di cui vi parlavo!

TURI

Pugno di amici, me li chiami? Questi per me, sono un pugno di fan...

CARMELO

(Riesce a bloccare in tempo Turi) Ah, Turi! Controllati! Stai calmo! (I tre politici si posizionano nei tre punti della casa, facendosi smorfie minacciose) che vi è preso? Vi è venuto l’artrosi nella lingua, a tutti  e tre?

PIETRO

Carmelo, sono venuto a casa tua, perché mi hai invitato, ma non immaginavo di venire a trovare, (Con disprezzo allude agli altri due) certi individui!

NINO

(Minaccioso) Senti amico bello! Quando parli con me, misura le parole! Se no, vengo lì e ti gonfio la faccia quanto un pallone! (Pietro lo incita, e Nino si lancia, ma Carmelo lo ferma)

SALVO

Signor Carmelo! Se avessi saputo che in casa sua, sarei venuto a trovare due balordi, di sicuro non sarei venuto!

NINO

Senti, ricchionello! Noi lordi non ci siamo! (Con una certa ironia)Sempre meglio di te, che sei scivolato...sulla banana!

CARMELO

(Adirato) Oh, ma com’è finita! Siete venuti qua, per litigarvi? Io, vi ho invitato per parlare! Allora...vi ho invitati tutti e tre, perché avete qualcosa in comune! (I tre politici, obbiettano ciò ch’è stato detto da Carmelo, creando confusione) Oh! Uno alla volta!

SALVO

Io, non ho niente in comune con questi due! Il mio partito è: S.M.S.

PIETRO

Siamo Molto Stronzi! (Ride)

SALVO

Non è quello il significato, ignorante! Questa è invidia! Perché siamo i migliori!

PIETRO

(sorriso sprezzante) Non mi fare ridere! Il meglio parito è il mio! P.D.L.

PEPPUCCIO

Un momento! La do io la soluzione! P. D. L. significa: Parto Di Lunedì!

CARMELO

(Da uno schiaffo dietro il collo al figlio, che cade a terra) Fatti i ...azzi tuoi! Lasciali che si prendano in giro da soli!

NINO

Finito? Non vi avviliti, perché ve lo dico io, qual è il miglior partito! Il mio! S. T. C.

TURI

Silenzio tutti, la so io la definizione! S. T. C....Siete Tutti C...

CARMELO

(Lo ferma in tempo) Fermo! Ti ho detto di controllarti! (Assume autorità sui presenti) Allora signori miei, ora che più nessuno si permetta di parlare, se no, vi lascio il segnale del mio partito! C.C.G.!

MARIA

(Parla all’orecchio del marito) Dici di odiare la politica, e ti fai il partito? Che significa C. C. G.?

CARMELO

Proprio perché non mi piace la politica ho fondato questo partito! Calci in Culo Gratis! Allora, la cosa che avete in comune tutti e tre è, che siete truffaldini! (I Politici obbiettano)

PIETRO

Che dici Carmelo! Siamo amici da una vita, e mi dici così?

NINO

Non ho mai preso in giro nessuno!

SALVO

Altrettanto pure io!

TURI

Scusate, ma qualcuno di voi, conosce per caso a Pino il Pandino?

NINO

Lo conosco! Lavora con me, nel gabinetto del sindaco!

TURI

Se ti do una cosa, gliela fai avere?

NINO

Certo, lo farò con piacere!

TURI

(si avvicina a Nino e inizia a picchiarlo, tutti lo dividono) Lasciatemi che l’ammazzo! Lasciatemi vi dico!

CARMELO

Smettila Turi! Ti ho detto di controllarti! Che ti è preso che vuoi ammazzare a quello là?

TURI

Lui niente, Pino il Pandino qualcosa di grave me l’ha fatta! (Si scaglia nuovamente su Nino, Tutti lo fermano) lasciatemi che l’ammazzo!

NINO

(Pietosamente) Ti sembra giusto che vuoi ammazzarmi? Che ti ho fatto! Nemmeno ci conosciamo!

TURI

Stai calmo, che non voglio ammazzare te! Ma, Pino Pandino!

NINO

Si, ma che c’entro io!

TURI

Tu, mi devi fare la gentilezza di riportargli a lui, tutte le legnate che ti sto dando! (Cerca di lanciarsi nuovamente, ma viene fermato da Carmelo)

CARMELO

Pietro, dov’è il lavoro che mi doveva dare Passal’acquafredda? Salvo, il lavoro di mio figlio? Nino, il lavoro di mia moglie? (Silenzio di tomba) C’era di aspettarsela una simile risposta! Sapete, il problema non è mio, io so come siete fatti! Il problema è, di queste due povere creature( Additando su Peppuccio e Maria) Hanno venduto la loro vita per le strade del paese, per cercarvi i voti! Loro pensavano di far del bene per la famiglia, non sapendo che...Vergognatevi! Vergognatevi per due motivi! Il primo: Siete grandi e potenti, grazie al popolo! Il minimo che dovreste fare è, inchinarvi ai loro bisogni! Il secondo: per colpa vostra, piangono le conseguenze i veri politici onesti, che lavorano per il bene della gente! Siamo amici e parenti , prima! E dopo? Non siamo niente! (Si rivolge al pubblico) alla gente che mi sente, un messaggio voglio lanciare. Non sentite chi vi promette palazzi e castelli, anche se abitate in una stalla, pensate ai vostri sacrifici, e vedrete che le mura sono molto più belli! Non ascoltate chi vi promette una bella risata, sperate solo che il vostro cuore rida sempre, ed è sicuro  che ai vostri figli, non mancherà mai la tavola apparecchiata! Tu, che sei politico o politica vuoi fare, non farlo solo per i soldi, che bene ti fanno stare. Sei un signore, grazie alla volontà di un morto di fame! Prima che ti siedi a festeggiare, affacciati alla finestra, guarda il marciapiede, chi ti ha dato il voto, piange, perché non ha da mangiare!

                  Fine!

 

    

    Questo copione è stato visto
  • 0 volte nelle ultime 48 ore
  • 2 volte nell' ultima settimana
  • 3 volte nell' ultimo mese
  • 10 volte nell' arco di un'anno