Sempre sia clonato

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SEMPRE SIA CLONATO

commedia in due testamenti di

Denny Arrichiello

secondo capitolo della trilogia ANNO DOMINI

ANNO DOMINI

Sempre sia clonato

La trilogia di spettacoli intitolata ANNO DOMINI è una serie di commedie brillanti scritte da Denny Arrichiello. Il primo capitolo è lo spettacolo “Dio c’è, ma non si vede” spettacolo in tre atti. “Sempre sia clonato” costituisce il secondo capitolo ed è e in due tempi. Terzo e ultimo capitolo è la commedia “Anche Dio ha una Ferrari”. Pur essendo l’una la continuazione dell’altra, le tre commedie costituiscono ognuna uno spettacolo indipendente e non si rende necessaria la conoscenza dell’una per la comprensione dell’altra. Soltanto la visione delle tre commedie insieme rende possibile notare il filo conduttore all’origine della trilogia. Pertanto la realizzazione del presente testo, non comporta necessariamente la conoscenza del precedente, né il successivo completa in alcun modo la presente narrazione di questa storia.

Buona lettura.

L’Autore

Personaggi del testo

Pio Boncristiano                                                        Bigotto capofamiglia, in cerca di relax

Assunta                                                                     sua moglie

Ferdinando Boncristiano                                           Fratello di Pio, sfortunato e nullafacente

Il Clone                                                                     Misterioso personaggio senza nome

Sebastiano                                                                 Portiere dell'albergo

Uderico                                                                     Cameriere dell'albergo

Angelica Pompa                                                        a cameriera raccomandata

Perseo Montournel                                                    Diettore dell’Hotel Montournel

Prof. Alberto Zichicchirichì                                      Scienziato pazzo

Pittbull                                                                                  Killer spietato

Dobbermann                                                              Killer un po’ meno spietato

Domenica Mela Lavo                                                La Contessa

Marzia Mela                                                              Contessina figlia della Contessa Mela Lavo

Pasquale Colomba                                                     Il falso Invalido

Dott. Massimo Ingegno                                            Il muto

Aida Cantando                                                          La controllora dell'INPS

Rosa Maria Altera                                                     La Veggente                                     

Salvatore Nicolella                                                    Il commissario della Polizia

L’ispettore                                                                 Graduato di Polizia

Uno spettatore                                                                      Seduto tra il pubblico

                                              

SEMPRE SIA CLONATO

Commedia in due tempi di

Denny Arrichiello

Secondo capitolo della trilogia ANNO DOMINI

I ATTO

Sigla iniziale

Scena 1

Primo mattino nella hall del tranquillo Hotel Montournel, su una sconosciuta montagna lontana dal caos cittadino. Sebastiano, il portiere in silenzio osserva goffamente il suo telefono cellulare. Lo sbandiera un po' qua e là per aria, poi rassegnato lo poggia sul bancone della portineria.

Sebastiano:                  Morto. Defunto. Gli devo mettere solo i fiori... (prende dei fiorellini da un piccolo vasetto e li poggia sul telefonino) tiè... riposi in pace (segna con la croce) ... Più andiamo avanti, più la tecnologia diventa inutile… Una volta i cellulari li compravi, ti duravano anni… (gli toglie la sim) adesso ne compri uno il lunedì e ‘o jett ‘a domenica… siamo arrivati ai telefonini usa e getta… (tra sé) il consumismo, la modernità...  (lo butta in un cestino) Mo devo comprare un altro cellulare, jamme belle… (come per mimare una compravendita) Abbiamo questo, fa dei video bellissimi, fotografie alta definizione, ha la connessione internet gratuita, potete ascoltare la musica, vedere la tv satellitare con mille canali, l’accendigas incorporato, l’asciugacapelli, e ha addirittura le cialde per fare una tazzina di caffè espresso… ok, ma scusate… ma ‘e telefonate è pozzo fa? (notando di scatto qualcosa sul pavimento) Ah! Una macchia di sostanza non identificata sul pavimento... bene, bene! Uderico non ha lavato bene, ergo, io stamattina posso cazziarlo... un'altra! (chinato verso il pavimento) E sono due... macchia di sostanza non identificata dalla tipica forma tondeggiante… e tre! Un'altra ancora... macchia di sostanza non identificata dalla tipica forma tondeggiante con disseminazione consecutiva multipla... Uderì, questa è una cazziata esagerata... e quante ce ne stanno... guarda qua, guarda... (seguita a stare chino verso terra)

Mentre sta chinato per guardare a terra entra alle sue spalle Uderico, cameriere dell'albergo con in mano un secchio, una ramazza e uno scopino da wc.

Uderico:                     Bah... (giungendo da dietro con la mazza della scopa gli finisce diritto nel sedere)

Sebastiano:                  (sempre chino si volta per vedere cosa lo ha toccato dietro dopo un piccolo sobbalzo) Hi! ... Uderì che stai facendo?

Uderico:                      No, tu che staje facenn cu 'a scopa mia?

Sebastiano:                  Io stavo guardando a terra una cosa... (si sistema) e mi ritrovo con una mazza nelle natiche...

Uderico:                      E' quello che dico io, sò privo di fare una pulita a terra che ti devi fregare la mazza mia...

Sebastiano:                  Uderì, je ta' scasso 'n capa 'a mazza... è capito?

Uderico:                      Ma che vuò? Tu stai appusato, io entrando, come ti vedo?

Sebastiano:                  Io sto inchinato, Uderico, inchinato...

Uderico:                      E tu stai inclinato, io entrando non ti posso vedere...

Sebastiano:                  Ho detto inchinato, non inclinato...

Uderico:                      Perchè inclinato non è così? (si posiziona inchinato piegato ad angolo retto)

Sebastiano:                  No, semmai inclinato è così... (si posiziona obliquo sul fianco)

Uderico:                      E tu fammi vedere come stavi...

Sebastiano:                  Così... (Uderico di nuovo con la scopa dietro) Uderico! Insomma!

Uderico:                      Stavo dimostrando che se tu staje co’ culo accussì, io non ti posso vedere...

Sebastiano:                  Io invece a te nun te pozzo vedè manco se stai diritto… e poi io non stavo co’ culo accussì… io stavo abbassato 'è capit? Stavo inchinato, stavo qua, prono!!

Uderico:                      Come stavi?

Sebastiano:                  Stavo qua, prono!

Uderico:                      Eh, stive ‘a caprone…

Sebastiano:                  A caprone stavo io...?

Uderico:                      Così dici tu. Al maschile, caprone.

Sebastiano:                  Perchè tu come dici?

Uderico:                      Al femminile.

Sebastiano:                  Cioè?

Uderico:                      A pecora.

Sebastiano:                  Uderico basta! E ricorda! Etichetta!

Uderico:                      Chi è Enrichetta?

Sebastiano:                  E’ soreta.

Uderico:                      No, sorema si chiamma Ernestina.

Sebastiano:                  Ho detto etichetta! Comportamento ortodosso, linguaggio educato e compostezza quasi religiosa! Non dimenticare che questo è l’Hotel più quotato dal Vaticano. Quindi mantieni il massimo contegno. Intesi? La nostra clientela è di classe, potrebbe capitare che passino Vescovi, Cardinali… e loro trovano a te, ca me miett a mazz’ e scopa areto?

Uderico:                      Ho capito ti sei svegliato storto stamattina... Comunque hai trovato quello che hai perso?

Sebastiano:                  Io non ho perso niente.

Uderico:                      E perchè volevi la scopa scusa?

Sebastiano:                  (sempre più nervoso) Io non volevo nessuna scopa!! Io stavo solo osservando sti macchie cà 'n terra!... (non sapendo cosa rispondere cerca di metterlo in difficoltà con la storia delle macchie sul pavimento) …A proposito! Uderico! Immediatamente a rapporto... (con tono militare)

Uderico:                      Signorsì signore! (usa la scopa come lancia, lo scopino come fucile e il secchio come elmetto)

Sebastiano:                  Sul pavimento sono stati trovati schizzi di sostanza non identificata... non hai pulito?

Uderico:                      Signornò signore!

Sebastiano:                  Cosa sta facendo Uderico...?

Uderico:                      (con fare da proclama militare) Stavo spilando il cesso del terzo piano tutto sporco di merda signore!

Sebastiano:                  Oh! Le feci Uderico, come parli? Le feci!

Uderico:                      Ah 'e faciste tu? E vallo a pulezzà tu allora 'o cesso... (consegnando gli attrezzi)

Sebastiano:                  Uderico, ho detto le feci... si dice le feci, la cacca si chiama così...

Uderico:                      Perchè io cosa ho detto? Merda è italiano…

Sebastiano:                  E’ italiano ma è volgare e non si addice al linguaggio che dobbiamo avere nel nostro hotel... la nostra clientela è di classe...

Uderico:                      E ci vuole classe pure quando si va a fare i bisogni! Ogni giorno devo andare a pulire che trovo sempre la solita caca...ca...capita, Sebastiano, capita...! Secondo me… ci deve essere un artista tra i clienti... uno che ogni mattina mi fa trovare nei bagni generali una bella cacca da esposizione...

Sebastiano:                  Da esposizione?

Uderico:                      Esatto... dicesi da esposizione, quella che chi l'ha fatta non tira lo scarico, per lasciarla in bella mostra come fosse un'opera d'arte... e allora tutti quelli che si trovano ad entrare, guardano l'opera d'arte lasciata lì e fanno i complimenti all'autore...

Sebastiano:                  E tu invece di fare il critico d'arte fai il tuo dovere e pulisci...

Uderico:                      Si, ma questa è l'ultima volta che pulisco se domani trovo la stessa natura morta io ci metto una cornice e c’ha mett’n’faccia ‘o muro!

Sebastiano:                  Non esagerare... la nostra clientela è di classe…

Uderico:                      (senza farlo neppure terminare) …è di classe, ma quanno vanno rint’o bagno ‘a classe a jettano rint’o gabinetto! Quei bagni ogni giorno sono una trincea... ma io mi sono appostato… il colpevole che non tira l'acqua lo scoprirò!

Sebastiano:                  Ti sei appostato dentro al bagno quando i clienti vanno a fare i bisogni?

Uderico:                      No, ma occupandomi ogni giorno della pulizia dei gabinetti, sono diventato un esperto delle varie tipologie... ogni cacca ha il suo proprietario e dal tipo di essa si può risalire anche alla personalità di chi l'ha fatta...

Sebastiano:                  Ci mancava solo il caccologo...

Uderico:                      Guarda qui... intanto ho fatto una serie di fotografie...

Sebastiano:                  E che r'è chest?

Uderico:                      Che ti sembra?

Sebastiano:                  Non so... una sacher tort?

Uderico:                      Questa l'ho trovata ieri nel secondo gabinetto a destra...

Sebastiano:                  Ma che schifo! Ma che me fai vedè? Hai fatto le foto agli escrementi dei clienti?

Uderico:                      Eccerto! (mostra un’altra foto che Sebastiano rifiuta di guardare) Questa è bellissima... questo è un frequentissimo caso di cacca anonima, sarebbe quella che compare misteriosamente nelle tazze e nessuno ne rivendica la paternità...

Sebastiano:                  L’avrà lasciata un fantasma...

Uderico:                      Eh no... non confondiamo le diverse tipologie! La cacca fantasma esiste ed è quella che tu corri in bagno perché sei convinto che la devi fare, ma invece quando ti siedi... non esce niente... appunto fantasma…

Sebastiano:                  Ma tu vir nu poc...

Uderico:                      Da non confondere con il suo esatto contrario, e cioè la cacca sorpresa!

Sebastiano:                  E sarebbe?

Uderico:                      Quando tu pensi che non devi andare ancora in bagno, e che ce la farai a contenere, allora non vai, rimandi, dici: vado dopo e all'improvviso... sorpresa!

Sebastiano:                  Chesta 'a saccio bona... è la più perfida e dispettosa...

Uderico:                      Eh no... la più dispettosa è la cosiddetta cacca in due tempi... sarebbe quando tu vai nel gabinetto e fai, ma quando ti sei alzato i pantaloni e te ne stai andando ti accorgi che devi continuare un altro po'...

Sebastiano:                  O’ sicondo tempo… Guagliò ma 'è saje tutte quante?

Scena 2

Perseo:            (entrando dalla comune) Sebastiano...

Sebastiano:                  (accorgendosi distrattamente dell’ingresso del direttore) Uh Direttò... buongiorno...

Perseo:                        Di cosa state parlando?

Sebastiano:                 (imbarazzato) Ma niente Direttore erano discorsi da nulla...

Uderico:                      Discorsi 'è merda...

Perseo:                        Come?

Sebastiano:                  No, Direttò dice che... (non sa come cavarsela e cerca di mandare via il collega) Uderico stava andando a fare le pulizie... è vero? (a Uderico che si allontana brevemente per posare gli attrezzi a destra)

Perseo:                        Bene... Sebastiano, ti sto chiamando sul cellulare da un bel po' per farmi aprire dal cancello del giardino, ma… niente.

Sebastiano:                  Direttò… non me ne parlate, ho un altro cellulare fuori uso, vi giuro, una settimana, durano una settimana…

Perseo:                        Tieni questo mio, ne ho un altro. Questo fa anche da rasoio elettrico…

Sebastiano:                  Utilissimo… (ironico, simula di usarlo passandolo dall’orecchio al mento continuamente) così mentre parlo a telefono me faccio pure ‘a barba… grazie, Direttò, ma non vi preoccupate, domani ne compro un altro nuovo… e sono quattro ‘sto mese…

Perseo:                        (terminando) Compralo, Sebastiano... se necessario comprane cinque, ma per favore, se abbiamo bisogno di avvisarti all'improvviso devi essere reperibile...

Sebastiano:                  Eseguo Direttore…

Perseo:                        Bravo Sebastiano, e fammi il favore (dandogli le chiavi dell’auto) entra la mia auto in garage, l’ho lasciata fuori al cancello…

(Sebastiano via dal fondo)

Perseo:                        Uderico...

Uderico:                      (entrando dopo aver posato gli attrezzi da destra) Dite Direttore...

Perseo:                        Oggi verrà la nuova cameriera, in sostituzione di Assunta, che, come ben sai, è stata licenziata la settimana scorsa.

Uderico:                      'O massimo rà sfurtuna... è Assunta e vene licenziata...

Perseo:                        Vorrei che tu le sistemassi una stanza. Mi raccomando, è importante accoglierla bene. Anche se dovesse sbagliare, non deve essere rimproverata, è la pronipote del nostro sindaco, che me l’ha raccomandata, perché pare che abbia un carattere… un po' particolare... ma non interessa! (solenne) Il nostro Hotel darà asilo a tutti coloro che si trovano nel bisogno…

Uderico:                      Direttò, voi siete un Santo…

Perseo:                        E trattando bene la fanciulla raccomandata dal sindaco, lui, per riconoscenza, ci condona la costruzione del maneggio abusivo che abbiamo sul retro...

Uderico:                      Com’è bello quando uno fa le cose disinteressato…

Perseo:                        Passaparola tu con Sebastiano, massima discrezione e rispetto… e mi raccomando a te, niente confidenze, niente inciuci... (esce dal fondo)

Scena 3

Entra dalla comune la contessa Domenica Mela Lavo, con la sua bimba, Marzia.

Domenica:                   Buongiorno, Uderico…

Uderico:                      Contessa Mela, buongiorno. Contessina…

Marzia:                        Buongiorno…

Uderico:                      Siete state in paese?

Domenica:                   Sì, caro Uderico, sì. Io e la mia bambina siamo ridotte simili a spugne impregnate di liquidi espulsi da ghiandole sudoripare…

Uderico:                      Comme?

Marzia:                        Stamm’una spogn’e sudore…

Uderico:                      Ah, fa caldo eh?

Domenica:                   Caldissimo, una primavera caldissima… Siamo state all’incontro con la veggente, Rosa Maria Altera… abbiamo partecipato alla preghiera, la veggente ha avuto anche un’apparizione…

Uderico:                      In diretta?

Domenica:                   Certo, come se nò? In differita? Abbiamo assistito a tanti miracoli… ma per la mia piccola Marzia, niente ancora… la nostra situazione è, come dire, tralasciata distrattamente dall’Ente Supremo…

Uderico:                      E cioè?

Marzia:                        Scurdate d’o Pataterno.

Uderico:                      Eh, lo so. Capisco… certo che è una bella sfortuna venire in pellegrinaggio in un luogo santo, con la bimba che ci vede bene, e ritornare con la bimba che non ci vede bene più…

Domenica:                   Inspiegabile. Veramente inspiegabile. Pensa… Rosa Maria Altera dopo l’apparizione della Madonna, ha anche imposto le mani a Marzia…

Uderico:                      Ah! E questi quanti ne sono? (agita la mano avanti agli occhi di Marzia)

Marzia:                        Questi cosa?

Uderico:                      Le dita della mano…

Marzia:                        Ma quale mano?

Domenica:                   Ma la mano di Uderico, amore!

Marzia:                        Ma perchè è Uderico questo qui?

Uderico:                      E’ cecata, è cecata…

Domenica:                   Uderico, ti prego… non infierire. Non disperiamo… Più tardi torneremo da questa santa donna a vedere se questo miracolo si può ottenere…

Uderico:                      Fate ricorso?

Domenica:                   Eh beh, come si dice… We made thirty, let’s make thirty-one…

Uderico:                      Eh?

Marzia:                        Avimmo fatto trenta, facimmo trentuno…

Domenica:                   Stavolta gli chiederò di essere presente io stessa quando parlerà con gli angeli…

Uderico:                      Ah, più tardi la signora Altera parla con gli angeli?

Domenica:                   Sì, al pomeriggio.

Uderico:                      Ah, la mattina parla con la madonna e il pomeriggio parla con gli angeli??

Domenica:                   I giorni dispari… i giorni pari invece parla coi Santi, alternando i santi martiri la mattina, e i santi non martiri al pomeriggio…

Uderico:                      Eccerto quelli poi pure teneno tanti impegni, s’hanno organizzat ‘nu turno…

Domenica:                   Uderico, ora vado… la Contessina Marzia deve andare alla toilette…

Uderico:                      Nel mio letto?

Domenica:                   Alla toilette!

Marzia:                        Aggia jè ‘rint ‘o bagno…!

Domenica:                   Ha un urgente bisogno di espellere una certo quantitativo di urea…

Uderico:                      Urea?

Marzia:                        Aggia fa’a pipì!

Uderico:                      Ah! La pipì! E quella mammeta dice l’urea!! Uè, e vir’ comm t’o dico… mò che vai nel gabinetto, vedi di lasciare pulito! Altrimenti la prossima volta i bisogni te li porto a fare fuori al giardino!

Domenica:                   E che mia figlia è un mammifero carnivoro ascritto alla famiglia dei canidi?

Uderico:                      Cioè?

Marzia:                        Che m’è pigliate pe’ ‘nu cane?

Domenica:                  Andiamo Marzia… Il solito cafone… (viano a sinistra, poi a Uderico) Don’t extend yourself!

Uderico:                     Che cosa? 

Marzia:                                   Nun t’allargà!! (sull’uscita)

Uderico:                      La Contessina… comm’è antipatica ‘sta criatura!

Scena 4

Sebastiano:                  (rientrando dal fondo) Uderico…

Uderico:                      Sebastià, il dottor Perseo ha detto che verrà oggi una nuova cameriera…

Sebastiano:                  Finalmente arriva! Almeno qualcuno a darci una mano…

Uderico:                      No, nessuna mano, questa è ‘na cameriera ca’ nun fatica. E’ raccomandata. Dal sindaco in persona. E’ la pronipote. Il Direttore la deve tenere per forza perché il sindaco in cambio non ci fa abbattere il maneggio abusivo qui fuori…

Sebastiano:                  Ah! ‘E capite… una raccomandata… Sarà la solita incapace che dobbiamo trattare con i guanti, anche se non sa fare niente….

Uderico:                      Ha detto il Direttore Perseo, che se sbaglierà, dobbiamo chiudere un occhio…

Sebastiano:                  Ma che ha capito il Direttore, appena lo vedo ci parlo io… (con una mano alzata per darsi tono, poi vedendo entrare Perseo cambia atteggiamento ostentando umiltà)

Scena 5

Perseo:                        Sebastiano un succo d’arancia!

Sebastiano:                 ‘A steve cuglienno infatti, Direttò! (esce a destra)

Uderico:                     ‘Omm…

Perseo:                        (entra parlando al telefono) Sì, sono Perseo Montournel… si, il dott. Perseo Montournel, direttore dell’Hotel Montournel… come va? Bene, bene… Eccellenza il nostro Hotel è lieto di accogliere una tale persona! Avete fatto benissimo a far venire il Signor Boncristiano qui da noi, a trascorrere la Pasqua… gli riserveremo un’accoglienza degna di… come dire… di un eroe, ecco. Eccellenza certo, certo… consegnerò io stesso la medaglia al signor Boncristiano quale paladino della religione, non si preoccupi… come? La medaglia? Non è arrivata ancora credo… avete spedito per lettera? Ma quanti giorni fa? E a quest'ora dovrebbe essere arrivata... aspetti che chiedo... Uderico!

Uderico:                      (entrando) Sì, direttore?

Perseo:                        E' arrivata posta per me?

Uderico:                      No, quella che c'era ve l'ho data ieri...

Perseo:                        Niente ancora... ma come l'ha spedita? Posta prioritaria? Ah, una raccomandata con ricevuta di ritorno... va bene, sicuramente oggi arriverà, lascio detto in portineria che appena arriva me la mettano da parte, e la consegnerò all’eroe appena giungerà, ossequi Eccellenza… sicuro Eccellenza, arrivederci Eccellenza… (lazzi con Uderico. Perseo ogni saluto accenna un inchino, quando ritorna eretto, Uderico si inchina, e proseguono così alternandosi in una sorta di altalena, finchè Perseo posa il telefono)

Uderico:                      L’eroe Direttò?

Perseo:                        Sì, Pio Boncristiano, quello famoso che salvò la Sacra Sindone e aiutò il Papa…

Uderico:                      E viene qui?

Perseo:                        Essì. Proprio il Papa, Il Papa Pietro II, in persona, gli ha regalato un soggiorno pasquale come riconoscimento. Vai, vai ad avvisare anche in cucina, fai preparare un grande buffet.

Uderico:                      Mo’ ce priparo je ‘nu grande buffettone… nun ve preoccupate (via)

 

Scena 6

Uderico esce. Entra Sebastiano con l’aranciata. I due si incrociano.

Perseo:                        Sebastiano, stamattina sicuramente arriverà...

Sebastiano:                 Chi direttore?

Perseo:                        Una raccomandata che aspetto...

Sebastiano:                 Direttore… io questo volevo dirvi… una raccomandata?

Perseo:                        Si, avevo bisogno di una raccomandata e ho chiesto una raccomandata che c'è di strano?

Sebastiano:                 Direttore, oggi una raccomandata costa assai...

Perseo:                        Sebastiano, non sindacare nelle mie cose...

Sebastiano:                 Ecco, sindacare... ma il sindaco ve l'ha detto che raccomandata è?

Perseo:                        Che c'entra il sindaco?

Sebastiano:                 Perchè la raccomandata non ve la invia lui?

Perseo:                        Ma no... me la manda Sua Eccellenza…

Sebastiano:                 Allora Uderico si è sbagliato…

Perseo:                        Stamattina non ti capisco, devi ricevere questa raccomandata per me e stai facendo un sacco di storie...

Sebastiano:                 Scusate direttore... come volete voi...

Perseo:                        Ecco quando arriva, stai molto attento, che non si sciupi...

Sebastiano:                 Direttò, le faccio fare subito colazione...

Perseo:                        Non scherzare, dico trattala bene!

Sebastiano:                 Direttò non vi preoccupate io non la tocco nemmeno con un dito...

Perseo:                        No, no… tu la devi toccare! Con molta cautela, ma la devi toccare per forza, anzi tienila stretta che non vorrei che si perdesse...

Sebastiano:                 Direttò, la tengo stretta?

Perseo:                        Sì, bastano le due dita... così, la prendi di qua e di là, e la osservi, magari controluce vedi se è proprio quella che aspetto io...

Sebastiano:                 E come deve essere quella che aspettate voi?

Perseo:                        Gialla...

Sebastiano:                 'Na cinese?

Perseo:                        Gialla Sebastià... e col bozzo.

Sebastiano:                 Col bozzo?

Perseo:                                    Sì, un rigonfiamento insomma, e poi la scuoti, dovresti sentire rumore di tintinnio… e poi la tasti un po' con le dita... tu te ne accorgi se senti il bozzo è lei...

Sebastiano:                 Direttò, ma voi siete sicuro...?

Perseo:                        Certo, non discutere ciò che ho detto... dopo aver fatto questo… me la sistemi qui sopra...

Sebastiano:                 Dove direttò?

Perseo:                        Me la sistemi qui... sul banco...

Sebastiano:                 La metto sul banco?

Perseo:                        Eccerto... non discutere gli ordini, e ci metti un paio di libri sopra così non vola via col vento… siamo intesi? (via dal fondo)

Sebastiano:                 Certo Direttore come volete voi… i libri sopra sennò vola col vento? Ma sarrà proprio secca assai ‘sta guagliona!

Scena 7

Entra dalla comune, la nuova cameriera, alquanto succinta, vestita di giallo.

Angelica:                    Buongiorno...

Sebastiano:                 Dite...

Angelica:                    Dovrei parlare col dottor Perseo Montournel.

Sebastiano:                 E’ il direttore. Lei è?

Angelica:                    ... sono la nuova cameriera.

Sebastiano:                 Buongiorno, a me potete dirlo... siete la raccomandata?

Angelica:                    Sì, il sindaco in persona...

Sebastiano:                 Si può sapere il sindaco o Sua Eccellenza?

Angelica:                    Non saprei...

Sebastiano:                 Comunque devo controllare prima se siete voi... gialla, siete gialla...

Angelica:                    E sarrà ‘o fegato… (vedendo Sebastiano che la osserva in maniera strana girandole intorno) giovanotto ma mi prendete in giro?

Sebastiano:                 Scusate! (la stringe)

Angelica:                    Ehi, ma che fate, stringete?

Sebastiano:                 Gli ordini del direttore non si discutono... ha detto tienila stretta non farla perdere...

Angelica:                    Vabè, ma basta che mi indicate la strada, non mi sperdo...

Sebastiano:                 Per favore fatemi fare il mio lavoro, (seccato) mettetevi qui, sotto la luce... (la scosta materialmente poi la osserva scrupolosamente) vi devo guardare bene…

Angelica:                    Mò o rong na borza ‘n faccia a chist…

Sebastiano:                 Poi con le due dita una qui e una lì...

Angelica:                    M’ha pigliato pe’ na mappina… me sta spannenno ‘o sole…

Sebastiano:                 Adesso vi scuoto...

Angelica:                    Ma che fate?

Sebastiano:                 Dovete fare rumore...

Angelica:                    Ma...

Sebastiano:                 Eh ma voi non fate rumore...

Angelica:                    Ma che rumore devo fare?

Sebastiano:                 Rumore di tintinnio…

Angelica:                    Din din... din don din don… jamm bell…

Sebastiano:                 E adesso scusate... (tastandola)

Angelica:                    Ma voi mi state tastando?

Sebastiano:                 Se avete il bozzo siete voi...

Angelica:                    Il bozzo? E se tenevo il bozzo ero ‘nu trans…

Sebastiano:                 E voi state piena di bozzi... piena di rigonfiamenti… adesso sedetevi qui...

Angelica:                    Sul banco?

Sebastiano:                 Si, sistematevi qui sopra e non vi muovete, finchè non viene il Direttore (gli appoggia due o tre libri sul grembo poi esce dal fondo) e se soffia il vento, non ve ne volate!... (guardandola) E adda venì ‘nu tornado…

Angelica:                    Ma chiste so’ scieme?… (si accomoda sul bancone)

Scena 8

Entrano dalla comune Pio Boncristiano e sua moglie Assunta. Hanno alcune valigie.

Pio:                             Tiè... jè che Pasca ca t'aggio appriparate! Vieni moglie, vieni... ti ho portato in un posto tranquillo, pulito, discreto, e dove le persone sono tutte di sanissimi principi! Come ha detto Sua Eccellenza? L’Hotel Montournel è l’albergo dai valori e dalla moralità più cristiana! Questo non è un hotel, questo è un convento!

Assunta:                                 Pio, e quella chi è la madre superiora? (Vedendo la cameriera sul bancone)

Pio:                             Uh marò… E quella sarrà una responsabile, starà pregando amore, sussuncorda! In alto i cuori... perciò starà più in alto... vedi i libri, come si dice: le sacre scritture…

Assunta:                      Se, se… starrà dicendo il Rosario...

Pio:                             Starà recitando i misteri dolorosi…

La cameriera accavalla le gambe lasciandole vedere senza nessuna inibizione

Pio:                             Eh… (affascinato) gloria al padre al figlio e allo spirito santo...

Assunta:                      Uh! (sconvolta) Pio! Tu hai visto a quella!!

Pio:                             Quella sedia?

Assunta:                      Quella! (indica Angelica)

Pio:                             Quella pianta?

Assunta:                      Quella ragazza!

Pio:                             Quale ragazza?

Assunta:                      Chell là, a’vì? (spazientita)

Pio:                             Quella là fuori? (finge di guardare fuori)

Assunta:                      Chella là!

Pio:                             Quella là? (guarda dal lato opposto)

Assunta:                      Chella là, chella là!!

Pio:                             (canta) Chella là chella là, mò va dicenno ca me vo lassà!! Ah ah! Assù! Je che Pasca ca t’aggio appriparato!! Sorridi su!

Assunta:                     No, tu non ridere! Te rong nu schiaff te faccio carè talmente tanti rient, ca ‘o dentista ogni Natale, m’adda mannà ‘o cestine!

Pio:                             Assunta, ma noi siamo venuti qui per rilassarci, per fare Pasqua in grazia di Dio... e che brutto carattere che tieni! E stai sempre a fare la guerra! E sei guerriera proprio! Questi sono i santi giorni di Pasqua, sono giorni di pace!

Assunta:                      Ma in questo albergo che doveva essere un convento ci sta una ragazza di sesso femminile ca sta facenno ‘a sberressa là ‘n coppa cu’ a’ coscia ‘a fora!

Pio:                             Embè!? E questo che vuol dire? San Rocco nun tene ‘a coscia a fora? Anche nudi si può essere casti, come il crocifisso che sulla croce sta nudo! E’ una ragazza che si sta… (Angelica inizia a scoprirsi anche da sopra, o toglie qualcosa) spogliando… di tutti i suoi peccati… si spoglia… per presentarsi avanti a Dio, pura e casta… vuoi vedere? Signorina, buongiorno… (ad Angelica) Come vi chiamate per cortesia?

Angelica:                    Pompa. Angelica Pompa.

Pio:                             Ecco. Un nome casto proprio… Visto?

Assunta:                     Aggio visto ca chist nun è nu Cunvent... andiamocene!

Pio:                             Assunta! Assù... fermati dove vai? tu ancora devi vedere je che Pasca che t'aggio appriparato!

Scena 9

Entra il Direttore dal fondo. Tra le mani ha la busta gialla della raccomandata, che all’interno contiene una medaglia d’onore. Entra Uderico da destra.

Perseo:                        Ma cosa succede? Signorina! Lei cosa ci fa lì sopra?

Angelica:                    Mi ha messo il portinaio.

Assunta:                     Chi schif!!

Perseo:                        Sebastiano??

Angelica:                    Prima mi ha toccato dappertutto, poi mi ha sbattuto su questo bancone e se n’è andato!

Assunta:                      Sedotta e abbandonata!

Pio:                             Assunta calmati tesoro, ti prego… qualcuno chiarisca questo scandalo!

Perseo:                        Ma lei chi è?

Pio:                             Io sono Pio Boncristiano e questa è mia moglie!

Perseo:                        Boncristiano! L’eroe! Qua la mano,  signor Boncristiano, è un vero onore… io sono Perseo Montournel, il Direttore dell’Hotel… Ora le spiego tutto… Signorina (alla cameriera) lei scenda da lì sopra… Sebastiano! (chiama) si tratta certamente di un equivoco ora chiariremo tutto…

Pio:                             Assù ‘è vist? Come si dice, era un qui quo qua.

Assunta:                      Ah sì? Chella era qui quo qua? E je sò Nonna Papera! 

Sebastiano:                 (entrando dal fondo) Direttore avete chiamato?

Perseo:                                    Sebastiano! Ma vuoi spiegarmi cosa hai combinato?

Sebastiano:                 Quella è la raccomandata che stavate aspettando, e ve l’ho messa sul bancone…

Perseo:                        Imbecille! Quella è la nuova cameriera, la raccomandata che aspettavo è questa! (mostra il plico) vogliate scusare l’equivoco signori… questo è un Hotel serissimo! Come potrebbe essere diversamente? Siamo vicinissimi a quel santo luogo di apparizioni e conversioni!

Assunta:                      ‘O fatt ‘è chest appena simm trasute, amm’ viste subito a Bernardette che steve preganno…

Pio:                             Appunto, ed è anche per questo che siamo venuti qui a passare la Pasqua… io e mia moglie, siamo stati invogliati dalla presenza qui in paese della Veggente Rosa Maria Altera…

Perseo:                        E avete fatto bene! Si parla di questo fenomeno ormai ovunque, e stanno arrivando folle di pellegrini da ogni parte. Voi potrete andare a fare il pellegrinaggio dalla veggente e noi, penseremo a farvi trascorrere la più bella Pasqua della vostra vita!

Pio:                             Assù, je che Pasca ca t’aggio appriparato! (sorride)

Perseo:                        Il personale è tutto a vostra disposizione, Sebastiano, quasi sempre in portineria, poi c’è Uderico, bravissimo factotum, e avete già conosciuto la signorina Angelica, la nuova cameriera, che prima avete intravisto…

Pio:                             Intravisto…

Assunta:                      Intravisto eh? Tu e’ intravisto tutte cose… eh?

Perseo:                        Vi chiedo scusa, ma con lei  bisognerà avere un po’ di pazienza, è al suo primo giorno di lavoro, è più una stagista che una dipendente, la teniamo qui per fargli fare uno stage di formazione…

Pio:                             Così impara il mestiere…

Assunta:                      Ma chella ‘o sape fa già buono… ‘o mestiere!

Perseo:                        L’Hotel Montournel, nella persona di Perseo Montournel, (aprendo la raccomandata ne prende la medaglia) è orgogliosa di avere qui, l’odierno Lancillotto, il difensore delle Sacre Reliquie, Pio Boncristiano, l’Eroe! (gli accomoda una medaglia) Questa medaglia come ricordo del vostro soggiorno.

Pio:                             Grazie! Grazie mille davvero… ma io non ho fatto nulla di che… solo il mio dovere di devoto cristiano…

Perseo:                        Lasci fare! Ma ora… immagino che sarete stanchi e volete posare le vostre cose in camera, vi lascio per qualche momento così vi rilassate un attimo… Uderico, accompagna la signora Boncristiano alla 501…

Uderico:                      Signora prego, seguitemi…

Assunta:                      Pio, mi do una sistematica e scendo… (avvicinandosi all’ascensore) bella questa ascensione…

Uderico:                      Avita verè ‘a Pentecoste comme fa bello.

Assunta:                      No, dico è antico. Risale all’ottocento?

Uderico:                      No, signò risale fino al quinto piano e basta.

(Uderico e Assunta viano a sinistra)

Perseo:                        Sebastiano, tu invece conduci la signorina a mettersi in tenuta di lavoro, io, se permettete signori, torno tra pochissimo… signor Boncristiano, di nuovo le mie scuse… (si allontana a destra)

Sebastiano:                 (alla cameriera) Ma hai portato l’abito?

Angelica:                    Sta qui dentro (mostra una minuscola borsetta).

Sebastiano:                 Eh… immagino, cosa ci può stare qui dentro, immagino… vieni con me che ti spiego io cosa c’è da fare… (uscendo a destra) ma in una borsa così piccola che ci può stare il costume da bagno?...

(Angelica e Sebastiano escono di scena. Pio resta da solo)

Scena 10

Pio:                             Ah! (si bea) Che meraviglia, che pace! Non c’è cosa migliore di trascorrere i santi giorni di Pasqua in un santo luogo come questo! (le luci cambiano per creare un’atmosfera da introspezione. E’ Pio che ragiona con se stesso) Buonasera… (al pubblico, come se lo notasse di sfuggita. Avrà cura di simulare che il pubblico siano altri clienti dell’hotel, magari fermi nella hall) Anche voi clienti dell’Hotel Montournel? Bene, bene… pellegrini o siete in vacanza? Ma siete arrivati adesso o siete già in partenza? Ah quindi restate? Bene, allora passeremo questi giorni insieme… E’ la prima volta che pernottate al Montournel? Io è la prima volta… tutto spesato dal Vaticano, eh eh… L’Hotel Montournel, l’albergo preferito addirittura dal Papa, è l’hotel migliore per riposarsi, per raccogliersi, per passare qualche giorno lontani dalla vita quotidiana e dal mondo, su queste montagne sulagne… sperdute ‘ro patatern dicimme jà, dove regna la quiete, il silenzio… (si sentono alcuni rumori come di pentole) la professionalità e la serietà dei lavoratori (passa sulla scena Uderico con lo scopino del wc in mano e il secchio in testa come elmetto)

Uderico:                      A noi! (esce di scena come se si preparasse a combattere, verso i gabinetti)

Pio:                             …la serietà… dei… beh… è l’Hotel più famoso per i valori cristiani castissimi e senso del pudore e delle…

Sebastiano:                 (entra agitando un perizoma e calze autoreggenti dalla borsetta di Angelica) Ma chest’è asciuta ‘a ‘mpazzì? ‘O perizoma vabbè, ma l’autoreggenti non esiste proprio! ‘O direttore m’adda sta a sentì! (alza il telefono compone un numero poi va via)

Pio:                             …Va beh, ci sono tante comodità comunque, guardate che ricchezza, che eleganza, che lussuria! Guardate, eh? (mostra le cose intorno) vedete? Sono le piccole cose che fanno un grande albergo… la cura del dettaglio, del particolare… (nota alcune uova di cioccolato in un porta bonbon, qualche fetta di colomba a disposizione dei clienti) ‘A cioccolat’! Mh! Comm’è bona ‘a cioccolat’… (assaggia)  la colomba… (annusa) E’ fresca! (assaggia) …E’ fresca d’‘a Befana… assaggiate anche voi… un po’ di cioccolata, su… (offre) non mi sono presentato io sono Pio Boncristiano, e di mestiere… faccio l’eroe. Eh, eh… proprio così, da quando sono stato riconosciuto come eroe del secolo, sono impegnato in interviste, salotti, talk show… la vita dell’eroe insomma… Perché eroe? Vi spiego… il Padreterno ha voluto che per due volte mi trovassi a dover salvare la Chiesa e i suoi sacri tesori… La prima volta, quando la malavita organizzata napoletana, rubò la chiave della Porta Santa per impedire al Papa di fare il Giubileo… e io affrontando i malvagi, ritrovai la Santa Chiave, e la riconsegnai al Santo Padre, Papa Pietro Secondo. La seconda volta, dovetti fronteggiare i criminali più cattivi che avevano rubato la più grande reliquia del Cristianesimo, la Sacra Sindone di Torino… e fui ancora io, a restituirla al mondo… eh, eh, eh… ed ecco perché sono qui, su questa Santa Montagna… santa perché qui vicino, in paese, stanno accadendo fatti straordinari… la veggente Rosa Maria Altera… fa i miracoli… per esempio…

Spettatore:                  (Seduto fra il pubblico. Si avrà cura di far somigliare lo spettatore al Cristo, ma vestito in abiti moderni. Gli suona il cellulare) Pronto… Chi è? Ah, sei tu papà? Come dove sono? Sono qui al teatro! Te l’avevo detto che stasera venivo a teatro no?

Pio:                             Scusi, scusi, noi qui staremmo lavorando…

Spettatore:                  Sì, sì, scusa un secondo che ho papà a telefono…

Pio:                             L’ho capito, che c’è papà a telefono, ma noi veramente dovremmo continuare…

Spettatore:                  Per cortesia! Se abbassa un po’ la voce, che già non sento nulla!... Papà! Ecco ora ti sento! Ti dicevo sto vedendo la commedia… quale commedia? Aspetta… (si rivolge all’attore sul palco) scusa, come si chiama la commedia?

Pio:                             Si chiama… e adesso mi sfugge….

Spettatore:                  Si chiama: “e adesso mi sfugge”… e lo so, è un titolo senza senso eh?

Pio:                             Ma no! Sono io che non mi ricordo più il titolo! Per colpa vostra! Che vi fate squillare il cellulare durante lo spettacolo…

Spettatore:                  Ah, papà, è lui che non si ricorda il titolo… insomma, avevi ragione tu, non sono poi così bravi come dicono…

Pio:                             Per cortesia, se lo spettacolo nun ve piace, ve putite accomodà for’ ‘o teatro, e lasciate continuare me e chi vuole vedersela questa commedia? Grazie!

Spettatore:                  Sì, va bè, va bè… continua pure. Non ti do più fastidio…

Pio:                             Grazie assai!

Spettatore:                  Eroe! (quasi canzonandolo)

Pio:                             Eroe sissignore… che tenite ‘a dicere…

(Le luci tornano normali)

Scena 11

Entra il Direttore con Sebastiano da destra.

Perseo:                        Eccoci qui, tutto chiarito… abbiate pazienza con Angelica, è solo una stagista… deve imparare…

Pio:                             Ma non vi preoccupate, direttore solo una cosa... non so se posso, vorrei essere discreto... io avrei bisogno che lei mi dicesse che qui c'è una cosa che serve a me...

Perseo:                        Ditemi e vedrò se posso servirvi...

Pio:                                         Io ci vado ogni mattina... è la prima cosa che faccio quando mi alzo...

Perseo:                        Dite, dite pure...

Pio:                                         Stamattina dovendo venire qui non ci sono potuto andare...  ma abbiate pazienza, ho l'abitudine tutte le mattine di andare… a Messa...

Intanto rientra Assunta da sinistra

Perseo:                        Bene, benissimo, Boncristiano... stia tranquillo. Il luogo delle apparizioni è dotato di una Cappella che ogni mattina celebra la Santa Messa... si trova a circa 5 km da qui, il che capisco può sembrare scomodo a voi che siete abituati ad andarci ogni mattina... ma nel caso, se avete bisogno di trattenervi molto alla funzione io vi faccio preparare una colazione a sacco da portarvi appresso. Nel locale c’è posto per 50 persone a sedere e 100 in piedi, se volete potete anche sedere tra coloro che cantano… nel coro. All’entrata daranno il foglio di carta ma se arrivate in ritardo dovete vedere se ve lo da qualcuno vicino. Al termine i fogli usati li poggiate all’ingresso. Se ci dovesse essere folla, non vi preoccupate, ci sono degli amplificatori che fanno sentire fuori tutto quello che uno fa dentro. Inutile dirvi che tutto quello che lasciate, viene raccolto, e dato ai poveri. Ah, una piccola chicca… ci sono fotografi specializzati a fotografare i presenti in tutte le posizioni in modo da realizzare un album fotografico da esporre poi in bacheca qui in albergo...

(Viano dalla comune, Pio, Assunta. Perseo esce dal fondo)

Pio:                             Assù! E’ visto? Je che Pasca ca t’aggio appriparato!

Scena 12

Sebastiano sta in portineria. Entra il Professore Alberto Zichicchirichì dalla comune. E’ uno scienziato ed è ravvolto nei suoi abiti infreddolito, come se nascondesse qualcosa. Porta una strana valigia e alcuni foglie di carta. Sembra assonnato.

Alberto:                      Buongiorno…

Sebastiano:                 Professò buongiorno… posso fare qualcosa per voi?

Alberto:                      Un caffellatte e una brioche grazie. No! (urla) Forse è meglio solo il caffellatte… con dei biscotti…

Sebastiano:                 Ve la faccio portare in camera?

Alberto:                      No, no… mangio tutto qui… salirò in camera a prendere le mie cose poi andrò subito via…

Sebastiano:                 Ma siete così stanco, avete passato la notte fuori, non siete venuto a dormire ieri sera…

Alberto:                      (ridacchia) Sì! Sì, Sì!!! (cambia repentinamente umore) Questi non sono affari tuoi, il tempo di fare colazione, e tolgo anche il disturbo…

Sebastiano:                 No, per carità… se volete mando Uderico a prendere le vostre cose in camera…

Alberto:                      Ho detto che vado io… (seccato si sistema in scena a mangiare, con un atteggiamento molto misterioso)

Sebastiano:                 Come volete voi professò… va a fernì ca si o rico quacch’ata cosa, abbusco pure…

Massimo:                    (entrando da sinistra saluta mimicamente) …

Sebastiano:                 Buongiorno Dottò… come? (segue i gesti) avit’araputa ‘a fenesta…? No? Vi serve la sarta?  No? Ah! Il giornale!? Volete il giornale… e voi fate così… prego (glielo porge).

Scena 13

Entrano da destra Uderico e la cameriera che si è cambiata d’abito e ora indossa un camice molto poco casto. Sebastiano sta in portineria. Alberto, lo scienziato sta facendo colazione. Massimo siede a leggere il giornale.

Uderico:                     …Ma siete sicura di essere la pronipote del Sindaco.

Angelica:                    Eccerto!

Uderico:                     A me sembrate una bellezza fuori dal comune…

Angelica:                    Questo è deficiente…

Sebastiano:                 Vuleva fa ‘o complimento… Fatti vedere… (alla cameriera) o santo Dio, come ti sei vestita? E questo non è un camice questo è ‘nu fazzulett! Cosa devi fare qui dentro con addosso un fazzoletto me lo vuoi spiegare?

Angelica:                    T’aggia sciuscià chillu nas’ ‘e patana che tieni!

Sebastiano:                 Mmh! Mannaggia a te!

Uderico:                     Sebastià… ‘a nipote d’ò sindaco…

Sebastiano:                 E lo sò! Lo sò!Spiegale un po’ tutto, e presentagli tutte le cose và! (torna alla reception)

Uderico:                     Allora, signorina, Pompetta…

Angelica:                    Pompa, Angelica Pompa… non fa’ ‘o scemo.

Uderico:                     Ah, Pompa, scusate… ma che cognome è Pompa?

Angelica:                    Il cognome della famiglia mia…

Uderico:                     Perché anche i vostri familiari fanno Pompa?

Angelica:                    Eccerto…

Uderico:                     Siete proprio una famiglia di pompieri…

Angelica:                    …voi pure siete una famiglia ‘è scieme…?

Uderico:                     … e di dove siete?

Angelica:                    Di Pompei.

Uderico:                     Vi chiamate Pompa e siete di Pompei?

Angelica:                    Scusate, ma che vi interessa?

Uderico:                     No, niente, niente.

Angelica:                    Spiegatemi il lavoro e basta! Per esempio, quel signore chi è? (verso Alberto)

Uderico:                      Quello è il professore Alberto Zichicchirichì.

Angelica:                    Alberto?

Uderico:                      Zichicchirichì. Scienziato di fama mondiale… per poco non ebbe il Nobel per gli studi sulla genetica… lo vedete come è triste e cupo? Pare che sia stato allontanato dalla comunità scientifica internazionale per degli strani studi che stava facendo…

Angelica:                    Che brutta faccia…

Uderico:                      Quello che vedete lì a leggere il giornale, è un’altra mente eccelsa: il Dott. Massimo Ingegno… muto come un pesce.

Angelica:                    E’ sordomuto?

Uderico:                      Macchè, è sano come un pesce.

Angelica:                    O parla o sta zitto sempre pesce è?

Uderico:                      Spiego: è un medico chirurgo. E’ stato un mese qui in Hotel in assoluto silenzio, senza emettere neppure un suono con la sua bocca, per dimostrare un suo studio medico sugli effetti del silenzio prolungato. Non ha mai trovato una cavia per fare l’esperimento, e allora si è sottoposto lui a questa cosa. E’ stato muto per tutta la quaresima. Tra qualche giorno, a Pasqua, terminerà l’esperimento e tornerà a parlare…

Sebastiano:                 Uderico, per favore, non capisco cosa vuole dire il Dottore Ingegno, tu lo capisci…

Uderico:                      Dottò dite a me…

Massimo:                    (mima con le dita un no, poi mima il pensare)

Uderico:                      Non ci potete pensare a un articolo che avete letto? Che è successo?

Massimo:                    (Si tocca un dente, poi cerca di allargarsi nello spazio)

Uderico:                      Una capsula… spaziale… (vedendo Massimo che mima di grattarsi) nuova di zecca, (Massimo mima aprendo forte un occhio) mentre era in orbita, è precipitata… (Massimo balla) sul ballatoio di una casa… (Massimo mima una vecchina) di una vecchietta. Illeso il (Massimo mima il remare) cosmonauta… (Massimo russa) russo… con ancora la (Massimo mima di stare in silenzio, poi finge di cadere) la… muta e il… casco. (Massimo conta con le dita) La capsula forse ha avuto un problema… (Massimo mostra i muscoli) con la forza… (Massimo si tocca la fronte preoccupato) di gravità.

Angelica:                    Uah! E tu devi andare a lavorare in televisione quando fanno il telegiornale per i non udenti…

Uderico:                      Ormai sono abituato a capire il Dottore Ingegno… Comunque dottò, vi presento Angelica…

Massimo:                    (mima gemiti di godimento) …

Angelica:                    Che dice?

Uderico:                      Piacere.

Angelica:                    Piacere... (gli da la mano)

Entra da sinistra intanto Pasquale Colomba, su una sedia a rotelle

Pasquale:                     Buongiorno… Uderico, le belle donne a me non le presenti mai?

Uderico:                      Buongiorno signor Colomba…

Pasquale:                     La signorina chi è?

Angelica:                    Angelica.

Pasquale:                     Di nome e di fatto (presentazioni a soggetto con baciamano) Onorato… Colomba Pasquale…

Angelica:                    Eh, (fraintende) m’a magne ‘na fella…

Pasquale:                     No, ma che avete capito… Colomba Pasquale è il mio nome…

Angelica:                    Ah! Scusate… pensavo che mi stavate offrendo una fetta di colomba…

Pasquale:                     No, no… ma se la volete c’è, la colomba c’è! Io ne prendo sempre un po’ a colazione… (si avvicina a prenderla)

Uderico:                      Ah, vi piace la colomba?

Angelica:                    Abbastanza.

Uderico:                      Pure ‘o casatiello ve piace eh?

Angelica:                    Pure a mammeta ‘o casatiello ce piace… uh!

Uderico:                      No, dico, vi piacciono i cibi pasquali…

Pasquale:                     Prego signorina, buon appetito, Uderico tu ne vuoi?

Uderico:                      No no, grazie… a me no, la colomba non mi piace, con tutti quei passeri e canditi… (osservando che i due li tolgono) che poi, che ce mettono a ffà? Tutte quante perdono ‘nu sacco ‘e tiempo pe’luvà…

Entra da sinistra la signora Aida Cantando, controllore dell’INPS e chiama in disparte Pasquale Colomba

Pasquale:                     Dottoressa arrivo… (ad Angelica e Uderico) permesso (si allontana).

Pasquale si mette in disparte con Aida Cantando, medico di controllo dell’INPS che gli farà firmare alcune carte.

Angelica:                    Che gentile…

Uderico:                      Pare che l’ha pavate isso… offre l’albergo…

Angelica:                    Che c’entra, è andato avanti e indietro sulla carrozzella, mi dispiace…

Uderico:                      Ma state tranquilla. Non è niente vero. E’ tutta finzione. Il signor Colomba da anni percepisce irregolarmente pensione di invalidità. Ebbe un’incidente da cui poi guarì, e avrebbe dovuto smettere di prendere la pensione… e invece continua a fingere…

Angelica:                    Falso invalido?

Uderico:                      Esatto.

Angelica:                    E la signora chi è? La moglie?

Uderico:                      No no… quella è la signora Aida Cantando, medico di controllo dell’INPS. Ha seguito il signor Colomba qui, perché hanno ricevuto una soffiata che il tizio fosse stato visto camminare coi suoi piedi, allora è venuta a controllare. Da quando lei è qui in Hotel, il poveretto, vive sulle due ruote…

La dottoressa Cantando porta velocemente via Pasquale il quale mima il rumore di motore

Angelica:                    E’ arrivato Valentino Rossi…

Domenica:                  (entrando da sinistra) Uderico! Uderico! Let’s make the cross!

Uderico:                      Come?

Marzia:                        Faccimece ‘a croce!

Uderico:                      Cosa c’è che non va stamattina?

Domenica:                  Si evidenziano infiltrazioni d’acqua piovana tanto dalla terrazza quanto dal lucernario!

Uderico:                      Cioè?

Marzia:                        L’asteco chiove e ‘a fenesta scorre!

Domenica:                  Facciamo prima a dire cosa c’è che va! L’acqua è fredda, la tv non funziona…

Uderico:                      Rivolgetevi a Sebastiano, e sistemerà tutto…

Domenica:                  Sebastiano, never for command…

Sebastiano:                 Come?

Marzia:                        Maje pe’ cummanno…

Sebastiano:                 Ditemi…

Domenica e Marzia si avvicinano a Sebastiano lasciando soli Uderico e Angelica

Uderico:                      Quella che hai appena ascoltato è la Contessa. Domenica Mela, dei Baroni Lavo, sposata con il marchese Piazza.

Angelica:                    Contessa Mela dei Baroni Lavo del Marchese Piazza… je che tarantelle…

Uderico:                      Quala tarantella scusa, è facile Domenica, Mela, Lavo coniugata Piazza.

Angelica:                    Te pare normale una che si chiama Domenica Mela Lavo?

Uderico:                      Perché a te te pare normale una che se chiamma Angelica Pompa di Pompei?

Angelica:                    Vabbè, lasciamo stare, insomma questa Contessa?

Uderico:                      Domenica Mela è venuta qui in pellegrinaggio e non si fa capace di come la sua bambina, la contessina Marzia, Mela pure lei, abbia perso la vista…

Angelica:                    Povera bambina…

Uderico:                      Ma no, no… la bimba vede benissimo, in realtà è uno scherzo mio, eccoli qui, (mostrando degli occhiali) ho rubato io gli occhiali della Mela Marzia, per fare un dispetto… e li ho sostituiti di nascosto con altri uguali ma con una gradazione diversa così la bambina non vede più (ridacchia)

Angelica:                    Bellu fetente. E che ride a fa? Perché hai fatto sta cosa?

Uderico:                      Perché quella bimba è un demonio. Non si può sopportare. E poi si chiamma Mela Marzia, e me faceva senso… ‘sta mela marzia tutta peruta, cu’è muschille attuorne…

Angelica:                    E’ giusto…

Sebastiano:                 (aprendo la scena dalla reception) Va bene Contessa, un attimo e vengo in camera!

Domenica:                  (andando via) Let’s go beautiful!

Sebastiano:                 Cioè?

Marzia:                        E jamme belle jà… (via con la madre a sinistra)

Sebastiano:                  (intervenendo tra Uderico e Angelica) Nun c’ha faccio cchiù… e voi due… la finite? Il Direttore ha raccomandato niente inciuci!

Uderico:                      Uè, uè! Stateve zitte… sta venenno ‘o Prufessore… (vede Zichicchirichì alzarsi che ha finito la colazione)

Angelica:                    Ma che stamm’ ‘a scola?

Scena 14

Intanto Pasquale e Aida escono a sinistra

Alberto:                      …Chiedo scusa, lascio tutto lì… sono molto stanco, vorrei salire subito in camera a prendere le mie cose…

Sebastiano:                 Non vi preoccupate Professò… a tal proposito c’è qui Angelica, la nuova cameriera, adesso pulisce tutto lei…

Alberto:                      Ah, lei è la nuova…

Uderico:                      Sì, è arrivata nuova nuova stamattina stessa…

Angelica:                    Sì, mezz’ora fa stevo ancora imballata…

Alberto:                      Imballata?

Sebastiano:                 Sì, le ho tolto io il cellophane… vi presento, il professore… (per presentarli)

Angelica:                    Angelica Pompa… (tende la mano)

Alberto:                      Zichicchirichì… (si presenta sembrando il verso di un gallo)

Angelica:                    E’ schiarato juorno…

Alberto:                      Mi auguro per voi che non sia come l’altra cameriera…

Sebastiano:                 No, no… l’altra non faceva niente… questa invece viceversa…

Uderico:                      E’ peggio ‘e chell’ata…

Sebastiano:                 Signorina (ad Angelica) per l’appunto… iniziate a fare il vostro dovere (gli indica di togliere le cose di mezzo)

Angelica esegue

Alberto:                      Sebastiano… attendo due signori, che devono arrivare e chiedere di me… devo consegnare loro una cosa… se giungono mentre sono sopra a preparare le valigie, falli aspettare…

Sebastiano:                 Volete lasciare a me, gliela consegno io?

Alberto:                      Nooo! (urla)

Sebastiano:                 Ch’è state…!?

Alberto:                      Devo consegnare personalmente… con le mie mani…

Sebastiano:                 Come volete… stammatina nun è jurnata… meglio ca’ me stongo zitto cu chiste…

Alberto:                      Uderico, appena avrò finito di chiudere le valigie…

Uderico:                      …mi fate chiamare, e io ve le scendo nella hall. Non vi preoccupate.

Alberto:                      (dopo averli osservati inizia a ridere nervosamente) Ah ah ah! (D’un colpo diventa serio) …ssttt!! (via a sinistra)

Uderico:                      A chiste ‘e cromosome ce so gghiut’ ‘n capa…

Squilla il telefono

Sebastiano:                 (rispondendo) Portineria? Sì Contessa un attimo e salgo! (sbuffa) Come? Gettiamo via rapidamente l’estremità degli arti superiori? E cioè? Vuttamme ‘è mane? Sissignore arrivo! (esce a sinistra)

Massimo bussa sul tavolo

Uderico:                      Chi è?

Massimo alza la mano

Angelica:                    Arapite ‘a porta.

Massimo mima di dormire.

Angelica:                    Avete sonno?

Uderico:                      No, vuole dire: ho letto (riprende il giornale)

Angelica:                    Va capisci…

Massimo mima di guardarsi negli occhi

Uderico:                      Dottore ci vediamo…

Massimo esce a sinistra.

Angelica:                    Stamme facenn ‘o gioco dei mimi…

Uderico:                      Guarda qua (mima di cucinare). Vado in cucina.

Angelica:                    Guarda qua (mima qualcosa che non entra in testa) Nun me passa manco p’a capa.

Uderico esce a destra. In scena sola Angelica

                                   

Scena 15

Ferdinando:                (entrando trafelato dalla comune) Buongiorno…

Angelica:                     … (non risponde)

Ferdinando:                Io ho salutato.

Angelica:                     ... (fa ciao con la mano)

Ferdinando:                (suona il campanellino)

Angelica:                     (lo suona anche lei)

Ferdinando:                Ma forse ho sbagliato, invece dell’Hotel sono entrato nel manicomio… scusate, cerco mio fratello…

Angelica:                     Eh, je sto cercanno nu russetto e nun so’ capace d’o truvà, voi addirittura cercate un fratello…

Ferdinando:                No, ma io dico, sono Ferdinando Boncristiano, e cerco Pio, mio fratello maggiore, quello famoso, il mio grande fratello…

Angelica:                     Famoso? Sei Ferdinando del Grande Fratello? Mamma mia! Che piacere conoscerti, mi fai un autografo, Ferdinando del Grande Fratello!! Ma lo sai che non ti avevo riconosciuto?

Ferdinando:                E manco io.

Angelica:                     Ma in televisione sembri diverso…

Ferdinando:                Nata perzona proprio…

Angelica:                     E fammi un autografo dai, facciamoci la foto… (gli fa un autoscatto col il cellulare)

Ferdinando:                Signorina, guardi che c’è un equivoco… io non sono uno del Grande Fratello, io cerco il mio grande fratello, nel senso… mio fratello maggiore…

Angelica:                     Non sei del Grande Fratello?

Ferdinando:                No.

Angelica:                     E che ti atteggi a fare, ti fai fare le foto, l’autografo… si nun sì nisciuno?

Ferdinando:                Mò a sput’ ‘n faccia a chest… siete voi che avete fatto tutto, io ho chiesto semplicemente se c’è mio fratello Pio Boncristiano, l’eroe.

Angelica:                     L’eroe?

Ferdinando:                Sì, eroe per due volte.

Angelica:                     Eroe per due volte?

Ferdinando:                Sì, è eroe con decreto pontificio. Ha salvato il Vaticano, per due volte. E adesso per favore, non mi fate perdere tempo, perché io devo anche… utilizzare la toilette… potete vedere se ci sta mio fratello?

Angelica:                     E je che ne saccio.

Ferdinando:                …ma tu sei la cameriera?

Angelica:                     Secondo te?

Ferdinando:                E come ti chiami?

Angelica:                     Indovina.

Ferdinando:                …e quanti anni hai?

Angelica:                     Quanti anni mi dai?

Ferdinando:                Ma c’rè ‘nu quiz a premi!?

Angelica:                     Ah, ah, ah… (ride) che simpatico…

Ferdinando:                Eh, eh, eh… comm’è bellella…

Angelica:                     Ma te lo hanno mai detto che sei proprio un uomo affascinante?

Ferdinando:                E a te hanno mai detto che hai due bellissimi occhi grandi come due fanali?

Angelica:                     Sì!

Ferdinando:                E famm’ ‘o favore… appuoiali ‘ncopp a chillu foglio e liegge si ce sta mio fratello!

Angelica:                     Cafone.

Ferdinando:                No, signorina, è solo che vado di fretta e devo andare in bagno, fate presto, non posso più attendere…

Angelica:                     Sì, sta scritto. Buoncristiano ce n’è stà uno soltanto. Tutto il resto…

Ferdinando:                So tutte fetienti ‘è merda…

Angelica:                     Tutto il resto sono altri nomi. Boncristiano è solo uno è per forza tuo fratello.

Ferdinando:                E dove sta?

Angelica:                     Questo devi chiederlo a Perseo…

Ferdinando:                E chi è Perseo?

Angelica:                     Perseo.

Ferdinando:                Ma comm’l’hanno pigliata ‘a chesta, cu’e punti d’a Parmalat!?

Scena 16

Uderico:                      (entrando da destra) Buongiorno.

Ferdinando:                Buongiorno… Scusa, sei Perseo?

Uderico:                      Trentaseo!

Ferdinando:                Ma ‘arò so capitato?

Angelica:                     Questo signore va trovando a Perseo.

Ferdinando:                No, io cerco mio fratello, veramente… e pure velocemente, perché poi devo andare in bagno, ca’ nun c’ha faccio cchiù!

Uderico:                      Chi è vostro fratello?

Angelica:                     Boncristiano!

Uderico:                      Ah, l’eroe?

Ferdinando:                Sì, e per ben due volte! Mi sapete dire velocemente dove sta e mi indicate un gabinetto?

Uderico:                      Per sapere dove sta vostro fratello, dovete chiedere al Direttore…

Ferdinando:                E me lo potete chiamare il Direttore?

Uderico e Angelica:    Perseo?

Ferdinando:                Per sè e per i suoi basta ca’ m’è facite parlà cu qualcuno rint’ a stu’manicomio! Che devo andare al gabinetto!

Sebastiano:                  (entrando da sinistra) Ma cosa accade?

Uderico:                      Questo signore, sta cercando il Direttore!

Sebastiano:                  Perseo?

Ferdinando:                Puzzate ‘ittà ‘o sanghe… sì! Faciteme parlà cu Perseo…m’avite sfastriato!

Sebastiano:                  Ma lei è?

Ferdinando:                Ferdinando Boncristiano, il fratello di Pio, l’eroe!

Sebastiano:                  Oh! Mi scusi! Non vi preoccupate, ora subito vi esaudisco!

Ferdinando:                E’ arrivato Sant’Antonio!

Sebastiano:                  (alla cameriera) Fai presto, vai a chiamare il Direttore, vai! (a Ferdinando) e voi vogliate scusarmi ancora… adesso sistemo tutto io! (a Uderico) nun ne facite una bona! (esce)

Angelica e Sebastiano escono dal fondo

Scena 17

Ferdinando:                Nel frattempo che arriva questo Direttore, sapete dirmi dov’è il bagno?

Uderico:                      Dovete fare qualche bisogno?

Ferdinando:                No, m’aggia fa ‘na margherita e ‘nu ripieno senza cicoli.

Uderico:                      No, volevo dire… dovete fare l’atto piccolo o l’atto grande?

Ferdinando:                Facciamo così, faccio un atto medio e nun facimme piglià collera a nisciuno…

Uderico:                      No, io volevo dire… usate lo sciaquone?

Ferdinando:                Per forza… non ho ancora il potere di far smaterializzare le cose…

Uderico:                      Non c’è bisogno di poteri, signore mio, la cacca che scompare da sola esiste…

Ferdinando:                Uggiesù…

Uderico:                      Si tratta del famoso esemplare di cacca suicida, quella che voi la fate, e lei inizia a scivolare da sola nel buco, fino a sparire, senza lasciare tracce…

Ferdinando:                Senza bisogno di scaricare…

Uderico:                      Ovviamente esiste anche il suo esatto opposto, la cosiddetta cacca spia!

Ferdinando:                Che si nasconde dietro la carta igienica e ti guarda di nascosto?

Uderico:                      No, è quella che quando tirate l’acqua, lei finge di scendere, e invece piano piano riemerge a controllare che siete andati via…

Ferdinando:                Azz, ma siete un esperto?

Uderico:                      E in questo albergo ne ho viste di tutti i colori.

Ferdinando:                Perché qui la fanno pure colorata?

Scena 18

Perseo:                        (entrando con Angelica dal fondo) Buongiorno signor Ferdinando! Dunque lei è il fratello dell’eroe!

Ferdinando:                Praticamente sì…

Perseo:                        E’ un onore per noi averla ospite nel nostro albergo.

Ferdinando:                No, io in verità non sono venuto per restare, devo solo prendere una cosa urgente da mio fratello… e poi scappo via…

Perseo:                        Ma non si preoccupi, lei qui è a casa sua. Disponga di tutto ciò che vuole…

Ferdinando:                …allora io approfitterei subito, perché sto venendo da lontano…

Perseo:                        Prego…

Ferdinando:                …non so se posso, vorrei essere discreto...avrei bisogno che lei mi dicesse dov'è una cosa che a me serve...

Perseo:                        Ditemi e vedrò se posso servirvi...

Ferdinando:                Direttò, io è che... ci vado tutte le mattine, è la prima cosa che faccio quando mi alzo...

Perseo:                        Dite, dite pure...

Ferdinando:                Sapete com'è... io stamattina per venire qui non sono potuto andare... ma io abbiate pazienza, non ce la faccio più devo andare...

Perseo:                        Ho capito tutto, non vi preoccupate... avete la stessa necessità di vostro fratello, il signor Pio...

Ferdinando:                Non lo so, pure Pio si stava facendo...

Perseo:                        E ci è andato di corsa... adesso sarà lì.

Ferdinando:                Se è andato di corsa forse non ce la faceva proprio più... come me Direttò... io dovrei andare...

Perseo:                        Capisco... dovete andare a circa 5 km da qui...

Ferdinando:                A 5 chilometri? E chi ce la fa?

Perseo:                        Capisco può sembrare scomodo a voi che siete abituati ad andarci ogni mattina... ma nel caso, se avete bisogno di trattenervi molto alla funzione io vi faccio preparare una colazione a sacco da portarvi appresso.

Ferdinando:                Non ci so mai juto cu’a marenna… uno mangia da sopra, e da sotto direttamente… (con intenzione) Comunque, ho bisogno di andarci subito!

Perseo:                        Certo, dovete andarci subito, anzi, avviarvi anche un poco prima, in modo da non disturbare gli altri che hanno già cominciato…

Ferdinando:                Gli altri? Ma perchè quanta gente ci sta là dentro?

Perseo:                        50 persone a sedere e 100 in piedi...

Ferdinando:                Io mi devo sedere assolutamente! In piedi come faccio?

Perseo:                        Se vi piace cantare potete farlo.

Ferdinando:                No, che cantare… tutt’al più qualche urlo per lo sforzo…

Perseo:                        All’entrata danno un foglio di carta ma se fate tardi usate il foglio di uno che sta vicino.

Ferdinando:                …

Perseo:                        Fogli di carta che dopo utilizzati non vanno buttati via, ma conservati per essere riutilizzati la volta successiva…

Ferdinando:                Per fare economia?

Perseo:                        Beh sì, li lasciate all’ingresso, sotto gli amplificatori…

Ferdinando:                Gli amplificatori?

Perseo:                        Sì, per sentire anche all’esterno.

Ferdinando:                Sentono fuori quello che faccio dentro?

Perseo:                        Certo. Ah, dimenticavo… tutto quello che si raccoglie viene dato ai poveri…

Ferdinando:                Chist’ so nummere…

Perseo:                        Ma no, è bellissimo, pensi abbiamo nominato un fotografo, specializzato a fotografare i presenti in tutte le posizioni in modo da realizzare un album fotografico da esporre poi in bacheca qui in albergo...

Ferdinando:                Direttò… io basta che mi fate andare dopo vi faccio pure il calendario, in tutte le posizioni… gennaio, febbraio, marzo, aprile… (mima posizioni di uno seduto sul wc)

Perseo:                        Uderico!

Uderico:                     Comandi!

Perseo:                        Accompagna il signor Boncristiano in Chiesa…

Ferdinando:                Rint’ a Chiesa? Ma perché ‘nu piccolo cess’ ccà nun ‘o tenite!?

Scena 19

Entra Sebastiano dal fondo

Sebastiano:                 (entrando) Direttore!

Perseo:                        Cosa succede?

Ferdinando:                Ca mò me faccio sotto!…

Sebastiano:                 Sul retro, le maestranze devono scaricare il vitto per il pranzo di Pasqua. C’è da firmare…

Perseo:                        Arrivo subito! Uderico, vieni a darmi una mano… Scusatemi… torno tra poco! (esce dal fondo)

Suona il telefono

Sebastiano:                 (risponde) Sì? Subito professò. Uderico…

Uderico:                     (tornando indietro) Che?

Sebastiano:                 Vai a prendere le valigie del professore Zichicchirichì.

Uderico:                     Aggia je a scaricà ‘è cascette o aggia je a piglià ‘e valigie… Aggia fa tutte cose io aggia fa…(esce a sinistra)

Sebastiano:                 Fai presto, non ti lamentare sempre…

Restano in scena Angelica, Ferdinando e Sebastiano.

Ferdinando:                Vi prego! Vi prego mi serve il bagno, la ritirata, il zero zero!!

Sebastiano:                 E lo potevate dire prima! Perché non avete chiesto? Vi accompagno subito…

Scena 20

Ferdinando continua a fare gesti inequivocabili. Deve andare in bagno e non resiste quasi più. Fa cenni ad Angelica che però non gli dà ascolto.

Pittbull:                       (entrando dalla comune) E’ permesso…

Dobberman:                Buongiorno e salute…

Sebastiano:                 Buongiorno, avanti… accomodatevi (a Ferdinando poi) Aspettate un attimo... (poi ai due) Benvenuti all’Hotel Montournel, sono Sebastiano, in cosa posso servirvi?

Dobberman:                Piacere Dobberman. Io ho uno zio a San Giorgio a Cremano.

Pittbull:                       E chi se ne fotte.

Dobberman:                Isso ha ritt’ che è di San Sebastiano… al Vesuvio.

Sebastiano:                 No, no, Sebastiano… è il mio nome!

Pittbull:                       Se chiamma Sebastiano! Cretino, lievete ‘a miezo… accumminciamme. Piacere, io sono Pittbull, noi… siamo attesi.

Sebastiano:                 Siete attesi… e da chi?

Dobberman:                Nun s’ò fatte d’è tuoje ‘è capit? Che te ne importa??

Pittbull:                       Statt’ quiet imbecille…

Dobberman:                Chist’è troppo curioso per i miei gusti, Pittbù.

Pittbull:                       (ceffoni a soggetto) Idiota! Scemità! E se non gli diciamo a chi cerchiamo!

Sebastiano:                 Eh, se non mi dite chi vi attende, non vi posso annunciare.

Pittbull:                       Avete ragione… noi siamo attesi dal Professore.

Sebastiano:                 Professore? Quale Professore…?

Dobberman:                Pittbù, chist fa troppi domande… sparalo!

Pittbull:                       Ma che spari ignorante… noi siamo venuti qui pacificamente, non per fare una guerra!

Dobberman:                Noi, venuti, in pace!

Pittbull:                       Ma chi sì, Cristoforo Colombo? (lo picchia) Te’è sta zitte!

Sebastiano:                 In Hotel c’è più di un Professore, se mi dite chi Professore cercate voi…

Pittbull:                       Noi cerchiamo il professore…

Dobberman:                ‘O professore ‘è Vesuviano…

Pittbull:                       (ceffone) Il professore… Alberto Zichicchirichì.

Sebastiano:                  Ah, benissimo. Il Professore Zichicchirichì… lo avviso subito che siete arrivati.

Pittbull:                       Grazie…

Sebastiano:                 Intanto vi posso offrire un caffè?

Dobberman:                Sì, grazie.

Pittbull:                       Nonsignore, siamo in servizio. Il Professore ci deve consegnare una cosa e scappiamo…

Sebastiano:                 Non vi preoccupate, Angelica farà in un baleno… Angelica.

Angelica:                    Sì?

Pittbull:                       ‘A faccia mia, Dobbermà guard’ ‘a cameriera!

Dobberman:                Oho! (ammirato)

Sebastiano:                 Prepara il caffè ai signori, (a Ferdinando) lei lo gradisce un espresso?

Ferdinando:                Si nun m’accumpagnate vo’ faccio ccà ‘n terra n’espresso! (si dimena alquanto e cerca di nascondersi)

Sebastiano:                 Angelica, due caffè.

Angelica esegue

Sebastiano:                 Io intanto telefono al Professore, e avviso che siete qui (si mette al telefono)

Dobberman:                E dicitencello ‘o Prufessore… ca facesse quacche cosa…!!

Pittbull:                       (schiaffi) Tu ‘è stu film sì asciuto scemo!

Sebastiano:                 (a Ferdinando che continua a fare gesti per non farsi vedere dai due killer) Boncristiano, solo un secondo…

Dobberman:                Pittbù, ha ritt’ Boncristiano… ma tu stai guardanno a stu signore, ten na faccia conosciuta… (fissa Ferdinando)

Pittbull:                       Over’ eh? Ten’ proprio ‘na bella faccia conosciuta…(guarda Angelica)

Dobberman:                Je l’aggio vista già a qualche parte…

Pittbull:                       No, je accussì, nun l’aggio maje viste…

Dobberman:                Ma che stai guardanno? Ah! La cameriera!

Pittbull:                       Angelica… un nome davvero indicato…

Dobberman:                Lascia perdere, sti guaglione di altre religioni, so sprucide…

Pittbull:                       Quali altre religioni?

Dobberman:                Nun è sentute? E’ evangelica.

Pittbull:                       Angelica! Animale! E’ ‘o nomme… (ad Angelica che ha fatto intanto i caffè) Uah… come fai a essere così bella?

Angelica:                    Tutt’ ‘o cuntrario e chell ca facite vuje…

Dobberman:                T’accise Pittbull (prendono il caffè)

Sebastiano:                 Il Professore Zichicchirichì sta scendendo. Signor Boncristiano lei cosa mi aveva chiesto?

Ferdinando:                Eh io…

Dobberman:                Boncristiano! Pittbù ma chistu Boncristiano nuje ‘o cunuscimme!

Ferdinando:                Veramente…

Sebastiano:                 Conoscete il signor Ferdinando Boncristiano?

Pittbull:                       Eccerto!

Angelica:                     Quello è famoso! Lui è il fratello dell’eroe dei due mondi.

Ferdinando:                Signorina, quello è Garibaldi…

Pittbull:                       Tu sì Garibaldi?

Angelica:                     Tu hai detto che tuo fratello è eroe dei due mondi.

Ferdinando:                Io ho detto che eroe per due volte, non dei due mondi!

Angelica:                     Eh va bè sempre di due cose è!

Pittbull:                       Ah, vi fate chiamare Garibaldi… da quando siete diventati famosi, avete cambiato pure nome. Bravi…

Ferdinando:                Ma chi l’ha ritt sta scemenze… io sono sempre Boncristiano!

Dobberman:                Si Pittbull dice ca site Garibaldi, vuje site Garibaldi!

Ferdinando:                Obbedisco! Sò Garibaldi.

Pittbull:                       Oì… E questa chi sarebbe? L’eroina?

Dobberman:                Pittbù, nu poc pure a me, nun t’o fa ‘a sulo!

Pittbull:                       Che cosa?

Dobberman:                Tu ‘è ritt l’eroina…

Pittbull:                       Animale, l’eroina sta qui.

Dobberman:                Ah, ‘o tenite vuje ‘a robba signurì?

Pittbull:                       Tutt’ scè… non sai che Garibaldi amava l'eroina...

Angelica:                     Era drogato?

Ferdinando:                Tossicomane? Garibaldi?

Angelica:                     Lui ha detto che amava l'eroina...

Ferdinando:                Garibaldi amava l'eroina? Anita! La moglie di Garibaldi!

Dobberman:                Ah, Anita si faceva l'eroina?

Pittbull:                       Eh, ‘a mugliera si faceva l'eroina.

Dobberman:                E Garibaldi?

Ferdinando:                ‘O crack direttamente.

Dobberman:                Azz... però drogato è buono, se purtaje ‘a mille ‘e loro appriesso…

Angelica:                     Fece l'unità d'Italia...

Ferdinando:                La Comunità d’Italia...in questo caso.

Pittbull:                       Garibà passa sta canna…

Dobberman:                Guagliù, site mille ‘e vuje chi se l’adda squaglià ‘stu poc ‘e n’zogna?

Pittbull:                       E’ fernute? (scappellotti e schiaffi a soggetto) E’ fernute ‘e fa ‘o scem?

Dobberman:                Ahia!

Angelica torna a sistemare le tazze del caffè vicino all’angolo ristoro

Scena 21

Pio:                              (entrando dalla comune con Assunta di ritorno dalla Messa) Je che Pasca ca t’aggio appriparato Assù…

Sebastiano:                  Ecco, l’eroe!

Pio:                              Uggiesù… (vede il fratello Ferdinando)

Assunta:                      Tuo fratello? E chiste che ce fa ccà??

Pio:                              No, chisti ccà che ce fanno!

Pittbull:                       Boncristiano! Il santo salvatore!

Dobberman:                Buongiorno don Salvatò, comm’ jamme? Ma nun se chiammava Pio?

Pio:                              Mi chiamo ancora Pio…

Dobberman:                Pittbù, tu è ritt ‘on Salvatore…

Pittbull:                       Statte zitte… io dico, il santo salvatore… del mondo!

Pio:                              Non esageriamo… scusate, volete spiegarmi cosa ci fate qui tutti quanti? Ferdinà ch’è cumbinate?

Ferdinando:                Pio, io non c’entro nulla, te lo giuro!

Pittbull:                       E’ solo una coincidenza! Noi siamo qui di passaggio, e per caso abbiamo incontrato a vostro fratello.

Assunta:                      Ma voi non dovreste stare in galera?

Dobberman:                Grazie a voi! Si fosse state pe’ vuje stevemo ancora in galera…

Pittbull:                       E invece siamo usciti, per buona condotta…

Sebastiano:                  Ma come… i signori, in galera?

Ferdinando:                Questi sono i killer che mio fratello fece arrestare!

Sebastiano:                  Il gesto eroico? E potevate dirmelo prima!

Ferdinando:                Je ve sto chiedendo ‘nu bagno a doje ore figurate si me facite parlà!

Sebastiano:                  Io pensavo foste amici…

Assunta:                      Ma quali amici? Nuje e sti signure lloco… siamo agli antilopi!

Ferdinando:                Eh, stamm rint’a savana…

Assunta:                      Siamo proprio di due mondi diversi, nuje stamm ccà e loro stann a chell’ata parte…

Sebastiano:                  Agli antipodi volete dire?

Pittbull:                       Ma non vi preoccupate, non siamo qui per fare del male, a nessuno…

Dobberman:                Dobbiamo svolgere un lavoro importante per il Professore Coccodè.

Pittbull:                       Eh, faticamme p’e galline… Il professore Zichicchirichì!

Dobberman:                E va buò, chi chi chì, co co cò… (continuando seguito da Ferdinando)

Ferdinando:                …curu curu curu curu cù… qua qua!

Pio:                              Ma arò stamme? Nella vecchia fattoria??

Sebastiano:                  No, i signori stanno solo aspettando il Professore Zichicchirichì e poi andranno subito via…

Pio:                              Il famoso scienziato? State ancora a trafficare?

Assunta:                      Ma perché non andate a cercare un lavoro?

Dobberman:                E perché sì po’ ‘o truvammo va a fernì cà po’ amma je a faticà!

Pittbull:                       E noi ci stanchiamo…

Pio:                              Comunque… io sono venuto qui a passare dei giorni stupendi, vuje nun sapite je che Pasca c’aggio appriparato a muglierema! Eh Assù? Quindi, lontani da noi! Ormai già conoscete di che pasta sono fatto! Io sono un uomo tutto d’un pezzo, è vero Assù?

Assunta:                      Overo. A lui ne manca solo uno di pezzo... poi ‘e tene tutte quante…

Pittbull:                       Boncristià… e questo è processo all’intenzione, noi siamo liberi cittadini adesso... finchè non facciamo niente di male, ci dovete rispettare eh eh Boncristià… noi ci accomodiamo qui, vedete. Assiettate Dobbermà (fa accomodare il compagno) …e aspettiamo che scende il Professore Zichicchirichì, ci dà quello che ci deve dare…

Dobberman:                …e ce ne andiamo, e vi salutiamo a tutti quanti, a voi, al professor Zichicchirichì, la gallina co co cò e il pulcino pio, e il pulcino pio…

Pittbull:                       (gli lancia uno sputo) A vuò fernì scè! (gli dà un ceffone)

Pio:                             E va bene… ricordatevi che sono una persona di principio! Assù, parla tu, comme song’io?

Assunta:                     E’ principiante proprio…

Pio:                             Quindi… mi auguro per voi che stiate dicendo la verità…

Pittbull:                       E se così non fosse, ci farete arrestare…

Dobberman:                Qual è ‘o problema?

Pittbull:                       L’avete fatto già una volta… potete farlo di nuovo. No, Boncristià? Certe cose… non si dimenticano.

Sebastiano:                 Ma i signori sono quelli che rubarono addirittura al Papa?

Ferdinando:                Il più grande attentato della malavita organizzata!

Sebastiano:                 Marò… me fa ‘na cosa rint’ ‘a panza a tenerli qui…

Ferdinando:                Avita vedè a me che me sta facenno rint’ ‘a panza…

Sebastiano:                 Ecco il professore.

Introduce l’ingresso del professore Alberto da sinistra, che si reca accanto a Dobberman e Pittbull.

Scena 22

Si creano due gruppi di persone ai lati del palcoscenico. I personaggi si fermano come in un fermo immagine. Si muovono solo quelli che prendono di volta in volta la parola. Si avrà cura di illuminare solo il gruppo di persone che parla, a tempi alterni, con colori magari differenti. Quando un gruppo parlerà, l’altro resterà immobile e nell’ombra.

Alberto:                       Bravi, bravissimi… puntuali come sempre.

Dobberman:                Come un lilorgio svizzero.

Alberto:                       Un che?

Dobberman:                Puntuali. Come un lilorgio svizzero.

Pittbull:                       Lilorgio? Con la elle?

Dobberman:                Perché tu come dici? ‘O lilorgie.

Pittbull:                       Ignorante! Lilorgio con la elle!... Si dice con la erre! Rilorgio!

Dobberman:                Ah già…

Alberto:                       Ok, comunque ecco… prestatemi attenzione…

Pittbull:                       Come?

Alberto:                       Prestatemi attenzione…

Pittbull:                       Presta attenzione ‘o professore…

Dobberman:                Je già t’aggio prestato cinquant’euro ancora n’aggia avute niente…

Alberto:                       Per favore, non fate i cretini! Seguitemi (si scosta leggermente per prendere qualcosa)

Dobberman:                (fa per seguirlo ma si scontra con Pittbull) Ahia…

Pittbull:                       Bestia…

Dobberman:                Ha ritt’ seguitemi…

Alberto:                       In questa ampollina c’è la sostanza più preziosa del mondo… ciò per cui sto lavorando da anni, l’esperimento che mi è costato l’allontanamento dalla Comunità Scientifica Internazionale…

Pittbull:                       Non vi preoccupate Professò, quando finirete l’esperimento vi faranno rientrare e vi daranno il Premio Oscar!

Alberto:                       Nobel!

Pittbull:                       No ‘o bell, ‘o cchiù brutto, ma sempre premio è!

Alberto:                       Ho detto, Nobel!

Dobberman:                No bello, ha ritt ca nun c’ho danno…

Alberto:                       Va bè, lasciamo stare…! Questo… Questo che vedete qui dentro è il DNA prelevato dalla Sacra Sindone di Torino…

Pittbull:                       Fosse ‘o lenzuolo che porta i segni della passione di Cristo…(spiega all’amico)

Dobberman:                ‘O saccio, m’aggio visto ‘o film ‘e Mel Gibsòn…

Alberto:                       Io e la mia Organizzazione, la Clonaix, con l’aiuto della camorra napoletana riuscimmo a rubare il Sacro Lenzuolo dal Duomo di Torino… e prima che le forze dell’ordine lo riportassero in salvo, riuscimmo a prelevare del materiale genetico da alcune tracce di sangue della più grande reliquia del mondo cristiano…ah ah ah… (ride in modo nervoso e diabolico) il sangue…

Dobberman:                ‘O sanghe ‘e San Gennaro!

Pittbull:                       ‘O sanghe ‘e chi t’e vivo!

Alberto:                       Il Sangue… ah ah ah… del Figlio di Dio!...

Pittbull:                       Quindi voi avete prelevato dalla Sindone il sangue di Gesù Cristo?

Alberto:                       Esattamente!

Cambio luci e controscena dall’altro gruppo di personaggi

Ferdinando:                Assù ‘o sanghe ‘e mammeta!

Assunta:                      Chill’ ‘e pateto!

Ferdinando:                No no! Io dico il sangue di tua madre! Il sangue di tua suocera Pio!

Pio:                              L’ampollina con il prelievo di sangue di mia suocera, che stamattina dovevi consegnare al laboratorio di analisi a Roma?

Ferdinando:                Esatto! E quando siete partiti, e io dovevo partire per Roma, mi sono accorto che l’ampollina con il sangue della madre di Assunta, non me l’avete data! E io a Roma che gli portavo? (fa per andare via, ma viene trattenuto da Pio)

Pio:                              Vieni qua!

Ferdinando:                Aspetta… io devo andare in bagno, nun c’ha faccio cchiù…

Pio:                              Questo è un modo per scappare e non dare spiegazioni, vieni qui!

Ferdinando:                No, qua scappare!? Io devo proprio andare, me sto facendo addosso!

Assunta:                      E ci vai dopo in bagno, vieni qua, disgraziato d’un cognato! Te l’avevo detto che questo era un buono a nulla! Mia madre sta in clinica ricoverata, e bisognava urgentemente consegnare un campione di sangue a Roma, e tu invece ti metti in macchina e ci segui fino qui!

Ferdinando:                Mannaggia a te! E ch’era fa? L’ampollina col sangue che dovevo consegnare e pure le carte mediche con l’anamnesi clinica, ve le siete portata voi in qualche valigia!

Pio:                              E per questo ci sei corso dietro e sei venuto fino qui!

Ferdinando:                E’ normale! Ho cercato di telefonare ma non vi siete portati i telefoni per stare più tranquilli… avanti, adesso datemi il sangue della vecchia e me ne vado…

Assunta:                      Mia madre non è vecchia!

Ferdinando:                Quella tiene cento anni.

Pio:                              E’ diversamente giovane. Non si dice vecchia! Ave ragione muglierema.

Assunta:                      E poi mia madre è arrivata a cento anni lucidissima e sanissima…

Ferdinando:                Mammeta? Sanissima? Tene cchiù malatie essa ca’ o Policlinico!

Assunta:                      Ma quando maje! Se non fosse stato un poco nell’ultimo periodo per colpa del morbo di Pakistan…

Pio:                              Esatto.

Ferdinando:                Il morbo di Pakistan? Morbo di Parkinson!! Ma che dice cu’ chella vocca?

Pio:                              E basta mò, muovete…! (lo strattona)

Ferdinando:                No no, Pio! Statte fermo! Nun me vuttà! Basta una vibrazione, i muscoli si distendono e…

Pio:                              Comm’è potuta capitare una distrazione del genere… Assù, vide rint’a borza o si nò bisogna salire in camera e cercare nelle valigie…

Assunta:                      (inizia a rovistare nella borsa e ne tira fuori alcune cose che passa a Pio, il quale le passa a Pio) Chiavi. Spazzola. Fazzoletti. Portafogli. Pinzetta.

Ferdinando:                Assù, ma ‘o spitale devo andare io.

Assunta:                      Embè?

Ferdinando:                E tu stai già rint’ a sala operatoria… bisturi… garza…

Pio:                              Assù l’è truvate?

Cambio luci, controscena

Alberto:                       Dalle macchie di sangue presenti sul lenzuolo che si dice abbia avvolto il corpo di Cristo dopo la morte… sono riuscito a prendere il suo codice genetico… il DNA, la struttura di mattoni con cui è costruita la vita… la scala a chiocciola su cui scorre ogni esistenza umana…e adesso anche quella divina…

Dobberman:                Ma ‘a tengo pure io sta scala a chiocciola rint’o DNA?

Pittbull:                       Tu no. Sì accussì muscio, ca ‘o DNA tuoje, nun tene ‘a scala a chiocciola, tene ‘a scala mobile…

Alberto:                       Nessuno prima di me si era mai spinto a tanto… da quando Mendel iniziò i suoi studi sulla genetica, dai primi esperimenti con delle semplici piantine di piselli incrociate, piselli verdi con piantine di piselli gialli, per dimostrare come i caratteri ereditari si tramandano di padre in figlio…

Dobberman:                Piselli verdi con piselli gialli?

Pittbull:                       Cose ereditarie. Tu hai gli occhi scuri perché pateto tene ll’uocchie scure.

Dobberman:                Ma patemo ten’ ll’uocchie azzurre…

Pittbull:                       E allora mammeta ha pigliato ‘nu pisello pe’ nato…

Alberto:                       Nessuno aveva osato tanto, nessuno merita di essere chiamato scienziato più di me… loro hanno clonato pecore e mucche, io! Io… l’ho fatto… ho realizzato il più grande progetto di clonazione della storia, io… sono pronto per clonare… Gesù Cristo!

Tuono

Controscena. Cambio luce sull’altro gruppo.

Pio:                              Se sta rovinando ‘o tiempo… facimm’ ambressa, ci sta questa ampollina?

Assunta:                      Eccola. Ferdinando p’a primma vota aveva ragione.

Ferdinando:                Se se! ‘A primma vota. Tu mi sottovaluti a me…

Pio:                              Nonsignore, questa volta sei stato in gamba. Bravo! (gli dà una pacca sulla spalla)

Ferdinando:                No! (non riesce a trattenersi e mima i gesti di chi si è fatto addosso) …

Pio:                              Che è?

Ferdinando:                Niente… niente…

Pio:                              Cos’altro ti serviva? Quali documenti?

Ferdinando:                (teso e immobile)… l’anamnesi…

Pio:                              Assù, tua madre ‘a ten l’anamnesi?

Assunta:                      L’ultima TAC ascette ‘nu poco ‘e scoliosi…

Ferdinando:                (sempre teso) Nun ve preoccupate… m’o vec’je…

Pio:                              Bravo, fratellino caro… adesso sei libero di andare, tu… non hai detto che dovevi andare in bagno?

Ferdinando:                Io? No… ho risolto.

Pio:                              Ma… ma che r’è ‘sta puzza?

Cambio luce. Controscena

Alberto:                       Clonare Gesù Cristo non è come clonare un qualsiasi essere umano… poiché in Cristo vivono due nature, una umana e una divina, gli altri scienziati sono riusciti a clonare la natura umana, ma noi della Clonaix, siamo riusciti a riprodurre il giusto intreccio dell’uomo e del dio, questa… è la sostanza pronta per dare vita all’esperimento… la precisa mescolanza di elementi umani e divini, questa sostanza non contiene solo il patrimonio genetico ma l’intera sintesi trinitaria… del Padre, del Figlio e dello Spirito Santo…

Dobberman:                Amen… (segnandosi con la croce)

Pittbull:                       T’è pigliate ‘a benedizione?

Alberto:                       Questa è tre sostanze in una, (stentando per l’emozione) questa… è… la… trina… trina e una! Sostanza… (solenne) ad alto contenuto di Trinità… (cambio repentino di tono) Affido a voi questa delicatissima missione…

Pittbull:                       Professò, ma noi siamo all’altezza di fare questa clonazione?

Dobberman:                Professò, noi al massimo avimme clonato ‘na ventina ‘e bancomat…

Alberto:                       Ho fatto in modo di facilitare le cose in modo che anche un bambino saprebbe clonare partendo da questa boccettina. Ho inserito tutti gli ingredienti nelle giuste dosi, anche l’ingrediente più importante…

Dobberman:                ‘O sale!

Pittbull:                       Eh… o si nò vene clonato ‘nsipide…

Dobberman:                ‘O scè, ‘o sale è un ingrediente importante…

Pittbull:                       Ma nun stai facenno ‘o Ragù! Cheste è ‘na clonazione!

Alberto:                       L’ingrediente che ho inserito… è… il sangue di una… vergine…

Pittbull:                       Di segno zodiacale o una ragazza che non ha mai…?

Alberto:                       Gesù era figlio di Maria, la Madonna, e quindi aveva nel suo sangue elementi genetici di una donna vergine… la Vergine Maria… vergine per eccellenza… questo rende questa trina infallibile… solo Gesù è figlio di una vergine…

Pittbull:                       Giusto. Professò spiegateci allora cosa dobbiamo fare?

Dobberman:                (annusando) Ma che è ‘stu fieto Pittbù?

Cambio luce. Controscena

Pio:                              Però col caldo il sangue si fa malamente… speriamo che sia sempre buono…

Assunta:                      Non ci possiamo mettere un po’ di ghiaccio?

Ferdinando:                Che l’è pigliate pe’ na gassosa?

Assunta:                      Guarda! Non vedi che si sta coalizzando?

Ferdinando:                Overo! Se stanne mettenno d’accordo tutte ‘e globuli rossi pe’ fa ‘na coalizione, se presentano alle prossime elezioni…

Pio:                              Jamme belle, tiene semp’ che dicere… ogni cosa fai una questione! Sei un questionario!

Ferdinando:                Si dice coagulando!

Pio:                              Mo’ lo mettiamo in una bustina con un po’ di ghiaccio…

Assunta:                      Chiamm’a Maria Goretti lloc’… (riferendosi ad Angelica) e fattelo dare… e facimme ambressa, ca si starrà già facendo malamente… tiè tiè… se sente ‘na puzza esagerata…

Pio:                              Signorina… (per chiamare Angelica)

Angelica:                     Dite… (avvicinandosi)

Pio:                              Può venire un attimo…

Angelica:                     Bleah… ma chè sta puzza??

Ferdinando:                Eh no… eh no… non è puzza, è mia cognata che ha messo troppo profumo… e allora dà fastidio…

Pio:                              Signorina, gentilmente, si potrebbe avere un po’ di ghiaccio?

Angelica:                     Sissignore… (poi ad Assunta) Signora… ma che profumo usate?

Assunta:                      Io? Biancaneve e i sette nani? Perché?

Angelica:                     E verite… ca ci starrà cocc’ nano muorto rint’ ‘a buttegliella…

Assunta:                      Comme??

Pio:                              Eh eh, è simpatica, la ragazza è simpatica! Quella fa così, perché vuole fare amicizia… vuole giocare, ‘è capite? (guardando Angelica che va via ancheggiando) Guarda come scodinzola!

Ferdinando:                L’ha pigliate pe’ na cacciuttella!

Assunta:                      Grrr… (come volesse ringhiare dalla rabbia)

Pio:                              Assù, tu devi stare calma, tu nun saje, je che Pasca ca t’aggio appriparato!

Assunta:                      Tu pripara Pasca, ca je a chesta a priparo ‘nu bell’urdemo ‘e ll’anno!

Cambio luce. Controscena

Alberto:                       Le tecniche scientifiche della Clonaix hanno risolto il problema della velocità di crescita… per gli altri scienziati un individuo clonato deve seguire le fasi naturali della crescita. Si clona un embrione, dopo dieci anni si ha un bambino, dopo vent’anni un adulto… per noi no. Noi possiamo ottenere un individuo adulto nel giro di un’ora! Soltanto un’ora!

Pittbull:                       E come?

Alberto:                       Questa è la mia scoperta! Ho invertito le leggi della fisica! Nella normalità le temperature alte fanno dilatare lo spazio tra le molecole e quindi aumentare le masse… la mia Trina non rispetta la legge…

Dobberman:                Pecchè nuje ‘a rispettamme?

Alberto:                       Essa segue la regola inversa… più c’è freddo, più velocemente crescerà il clone…

Pittbull:                       E quindi la… cosa… come si chiama…

Alberto:                       Trina…

Pittbull:                       Trina…appunto. Noi dobbiamo prenderla e metterla al freddo?

Alberto:                       Esattamente. Questo sarà tutto ciò che dovrete fare… arrivare al laboratorio segreto, e versare il contenuto della trina nella vasca refrigerante… dopo un’ora vedrete crescere il clone fino alla sua maturità… Tenete! (gli da l’ampollina) Abbiate massima cura, e ricordate… tenetela al caldo, perché la Trina a contatto col freddo…

Pittbull:                       Cresce…

Dobberman:                ‘O cuntrarie e nuje va… nuje co’ fridde ci arrugnamme…

Pittbull:                       Ma quant’ si imbecille… Mantieni! (gli passa la Trina)

Dobberman:                Che vuò… A me c’o fridde s’arrogna…

Alberto:                       Ah ah! (ride scompostamente coi due) Non c’è nulla da ridere… (zittendoli) Dimenticavo una cosa… appena mi portano le valigie, vi darò anche il vostro compenso… (quasi nauseato)

La luce ritorna piena

Scena 23

Alberto fa per andare via e riconsegna le chiavi alla portineria

Uderico:                      (entra da sinistra) Professò le valigie stanno tutte qua!

Dobberman e Pittbull iniziano a gioire in maniera rumorosa per i soldi che devono avere, ma fulminati dallo sguardo di Alberto, tacciono.

Dobberman:                Pittbù… uah, comme staje pe’ solde…

Alberto:                       Sebastiano, saldiamo il conto… (si avvicina alle valigie e consegna le chiavi)

Sebastiano:                  Subito professò…

Uderico:                      Ma… che è ‘sta puzza??

Sebastiano:                  Sarà di nuovo il gabinetto… tu lo sai… vai subito a vedere!

Uderico:                      Che è damme ‘a magnà a ‘sta gente? E’ scignitelle morte cu’ è mecàp ‘o pere? (esce di scena di corsa a destra)

Sebastiano e Alberto restano intenti a scrivere e firmare gli assegni poi

Sebastiano:                  Angelica…

Angelica:                     (che sta presso il bar) Che c’è?

Sebastiano:                  Prendi un uovo di Pasqua al professore…

Angelica:                     Sissignore… (esegue attraversando la scena)

Pio:                              Signorina, scusi… vuole mettere questa boccettina in un sacchetto per piacere… (consegna) Sono le analisi di mia suocera… (Pio continua a fissarla mentre esegue)

Angelica:                     Va bene… (preleva ma invece di prendere il sacchetto si reca a destra sul fondo, per scegliere un uovo per Alberto)

Assunta:                      Senza che ci dai tante spiegazioni…! E guardatelle natu ppoc…

Pio:                              No, stava guardando che ten chillu cu…

Assunta:                      Ehh?

Pio:                              …chillu curioso modo ‘è parla…tipico della gioventù di oggi, no?

Uderico:                      (entrando da destra con secchio, scopa e scopino da wc) Mammà che fieto! E qua si sarà proprio appilato qualche tubulatura importante…

Pittbull:                       Scusate…(a Uderico)

Uderico:                      Prego?

Pittbull:                       Vogliamo mettere questa boccettina in un sacchetto, (poggia la Trina sul tavolino) durante il viaggio si potrebbe rompere…

Uderico:                      Sicuro, me la vedo io (preleva la boccettina e va dietro la reception a prendere un sacchetto dell’Hotel nel quale la inserisce)

Angelica consegna intanto l’uovo ad Alberto, si muove da destra verso sinistra non appena Uderico si china per prendere il sacchetto e le lascia spazio.

Angelica:                     Ecco a voi… (ad Alberto platealmente)

Pio:                              (fraintende) Grazie mille signorina…

Uderico lasciando libera la reception crea spazio ad Angelica che va a sistemare l’ampollina di prima in un sacchetto. Uderico, intanto si porta al centro e poggia il sacchetto con la Trina sul tavolo

Uderico:                      Ed ora… in trincea! (si mette il secchio come elmetto ed esce di scena a sinistra)

Pio:                              (credendo sia il suo) Ferdinando, prendi quel sacchetto…

Ferdinando:                (fermo sul posto allunga una mano) Non ci arrivo.

Pio:                              Eggrazie, tu allunghi la mano! E fatti sotto, no?

Ferdinando:                Già fatto…    

Pio esegue lui. Ma il sacchetto che prende contiene la Trina.

Angelica:                    (intanto ha sistemato il sacchetto e vuole consegnarlo a Pio, lo poggia sul tavolino centrale, e attende che Pio lo prelevi, ma Pio non le da ascolto) Prego…

Pittbull:                       Dobbermà, piglia ‘o sacchettino…

Dobberman esegue, ma il sacchetto che prende contiene le analisi della nonna.

Pittbull:                       Grazie tesoro…

Angelica:                     (distraendosi tralascia ciò che stava facendo) Ma grazie di che?

Pittbull:                       Del sacchettino.

Angelica:                     Ma io mica l’ho preso per te…

Pittbull:                       Uah, ti chiami Angelica, ma sei una diavola…

Angelica:                     M’ha pigliato pe’na pizza…

Dobberman:                ‘O cumpagne mje… è romantico.

Pittbull:                       Ma perché mi tratti così male… sei troppo bellissima… ma non ci possiamo sapere meglio?

Angelica:                     L’unica cosa ch’avita sapè meglio… è l’italiano!

Dobberman:                Over Pittbù, almeno l’italiano sallo!

Angelica:                     Piglia a chist’ate…

Pittbull:                       Comunque… Angelica… se potessi vederti nuda, morirei dalla felicità.

Angelica:                    Je se te veresse annuro, muresse d’e resate… (si allontana)

Dobberman:                T’accise nata vota Pittbù…

Pio:                              Signorina, signorina…

Assunta:                      Mò chiamma nata vot a chella… a ten sempe mmocc…

Pio:                              Per piacere, non è per rimproverarla, ma prima le avevo gentilmente chiesto del ghiaccio, forse lei l’ha dimenticato… potrebbe metterne un po’ in questa bustina? E’ possibile? Grazie…

Angelica:                    Sissignore… scusate tanto, date a me (esegue)

Assunta:                     Chiste stammatina se sente Rodolfo Lavandino…

Pio:                             Rodolfo Lavandino? Io? Ferdinà, parla tu… so’ Rodolfo Lavandino io?

Ferdinando:                Lavandino nun ‘o saccio, ma ‘nu bidet, si ‘o tenite me facite ‘na cortesia…

Pio:                             Assunta, io sono semplicemente educato… tu invece a sta ragazza l’hai presa di mira!

Assunta:                     Io? Chella nun sape fa niente…

Pio:                             Ma tu devi essere più comprensiva, adesso non perché, come si dice, voglio spezzare un’arancia a favore della signorina…

Ferdinando:                Accussì chella se fa ‘a spremuta…

Pio:                             …la ragazza è nuova, deve ancora imparare, hai sentito il Direttore, la signorina è una stragista…

Angelica:                    (dandogli il contenitore ormai col ghiaccio) Eh, aggia fa zumpà in aria l’albergo.

Pio:                              Ferdinando, tieni e vai a compiere la tua missione! (gli consegna il tutto)

Ferdinando:                M’ha pigliate pe’ superman… (fa per uscire camminando molto lentamente)

Pio:                              Perché cammina così?

Assunta:                      C’ha passato?

Pio:                              Chillo mò steve bbuono…

Ferdinando inizia a muoversi goffamente sul palco, mostrando un vistoso rigonfiamento nel retro dei pantaloni, muovendosi sulla scena ogni personaggio vicino al quale passerà avrà cura di esclamare che sente un cattivo odore.

Pio:                             Ferdinando… eh ti vuoi muovere, fai presto…

Assunta:                      Se ne va chianu chianu…

Pio:                              Quando devi fare qualche piacere a tuo fratello, tieni sempre, come si dice, il culetto pesante…

Ferdinando:                Io?? Nooo! (si volta e mostra un eccessivo contenuto del retro dei calzoni)

Alberto:                      (avvicinandosi e sventolando un assegno) Ecco, il vostro assegno… Andate amici miei… e procedete! Sia clonato Gesù Cristo!

Pittbull/Dobberman:   Sempre sia clonato!

Pio:                              Assù…

Assunta:                      Eh…

Pio:                              Je che Pasca ca t’aggio appriparato!

FINE PRIMO ATTO

SEMPRE SIA CLONATO

Commedia in due tempi

di Denny Arrichiello

II ATTO

Sigla iniziale

Scena 1

Mentre si apre il sipario, nel buio della sala, si avrà cura di far entrare, magari dalla platea, il Clone. Un uomo barbuto e con lunghi capelli, nudo, coperto solo da un lenzuolo bianco. Sul palco è la hall dell’Hotel Montournel, durante la cena. Sebastiano, è alla reception e sonnecchia. Il clone eseguirà alcuni lazzi.

Suonerà il campanello facendo svegliare un attimo Sebastiano, ma non si farà vedere da lui perché si abbasserà davanti alla reception. Sebastiano tornerà a dormire.

Il Clone si recherà a sinistra da dove uscirà Angelica che insospettita e seguita si guarderà intorno ma senza vedere l’intruso che avrà cura di stare sempre alle spalle. Angelica esce a destra, da dove entra Uderico anche lui seguito allo stesso modo dal Clone che poi uscirà con lui a sinistra.

Ritorna Uderico, armato di scopa, che poi lascerà sulla scena accanto alla reception, suona il campanello e fa sobbalzare Sebastiano.

Sebastiano:        Marò chi è??

Uderico:            Non lo so… se n’è fujute ‘a chella parte…

Sebastiano:        Ma sì tutto scemo… me fai piglià ‘nu spavento… ma sta cena è finita o no?

Uderico:            Quasi finita…

Sebastiano:        E su, che non ce la faccio più, sono stanco, vorrei andare a dormire…

Uderico:            Ma perché, fino a mò che hai fatto?

Sebastiano:        Che ci azzecca, io mi ero appisolato un minuto… che fame… (vedendo passare Angelica) Angelica… non è avanzato niente?

Angelica:           Filetto di cernia… è avanzata una sperlunga intera di pesce… e anche una cesta intera di panini…

Sebastiano:        Filetto di cernia… buono…  voglio assaggiarlo… (va verso la cucina) Ah Uderico, spiega ad Angelica cosa facciamo con gli avanzi… (esce a destra)

Uderico:            Gli avanzi non li buttiamo, li sistemiamo nei  contenitori e li portiamo alla Cappella, per i poveri, oppure a Rosa Maria Altera, facciamo beneficenza… (esce a destra)

Angelica:           Come volete voi.

Scena 2

Entra alle sue spalle Pio, e suona il campanello.

Angelica:           Ah! (urla) Maronna chi è??

Pio:                    Signorina Angelica… vi ho spaventata?

Angelica:           Puozz’ ittà ‘o sanghe… no! No…

Pio:                    Giusto voi cercavo… sapete mia moglie, ha molto gradito quel filetto di cernia che avete servito, lei è una mangiatrice di cernia, va pazza per la cernia, mangerebbe cernia a pranzo, cernia a sera, come dire… è cerniera…

Angelica:           Cerniera?

Pio:                    Mi chiedevo se ne è rimasto un altro pochino…

Angelica:           Uff… vabbuò, vado in cucina e ve lo porto. S’avessa spuntà ‘a cerniera… (con intenzione) nun sia maje…

Pio:                    Grazie… e un’ultima cosa… una bottiglia d’acqua?

Angelica:           Servitevi da solo… sta là (esce a destra).

Entra il clone. Scena muta con Pio, che non se ne accorge. Pio prende una bottiglia d’acqua, dal bar, il clone ne prende una di vino. Il Clone alle sue spalle imiterà tutti i movimenti di Pio che tenta di aprire la bottiglia, solo che il Clone alla fine romperà il collo della sua bottiglia di vino. Pio insospettito dal rumore si guarda intorno verso destra, seguito dal Clone che avrà cura di non farsi vedere, poi prima che Pio torni a sinistra, il Clone poserà la bottiglia rotta sul tavolino a destra per sparire poi sul fondo…

Angelica:           (rientrando da destra portando un piattino con del pesce e un panino) Ecco la cernia per la cerniera… ho fatto… in un lampo, zip! (a Pio che la fissa) Vabbuò lasciate sta… vi ho messo anche un panino va bene?

Pio:                    Signorina Angelica, vi ringrazio… e volevo chiedervi scusa per il comportamento di mia moglie oggi…

Angelica:           Non si preoccupi…

Pio:                    Oggi stava particolarmente nervosa, perché mia suocera non sta bene, e lei ha un amore morboso per la mamma, guai a chi gli tocca la mamma, è proprio fissata con la mamma … come dire…  è mammifera.

Angelica:           E purtatela ‘o zoo…

Pio:                    Come?

Angelica:           No, dicevo…  buon appetito.

Mentre parlano entra correndo Ferdinando che piomba sulla reception bussando il campanello e non riesce a fermarsi continuando a correre per la scena come un atleta

Pio:                    Mamm’è Pumpeje!

Angelica:           Ha fatt’o primmo… ha vinciute ‘a corz…!

Pio:                    Che paura me penzavo ch’era muglierema…

Angelica:           Ma no! E’ vostro fratello…

Ferdinando:       Pio!... Pio…Pio, Pio… (spaventato)

Angelica:           Stamme rint’ ‘o pollaio… sciò, sciò…

Pio:                    Nata vota cà staje!?

Ferdinando:       Pio, mi devi aiutare… sto murenno d’a paura!

Pio:                    Calmati, calmati, siediti qui e bevi un poco d’acqua…

Ferdinando:       Signorina, mi date un bicchiere per piacere…

Angelica:           Dovete bere?

Ferdinando:       No, m’o magno… vac’ a mpazzì p’o vetro mmiez’ o ppane… a volte invece lo frantumo lo spargo per terra e ci cammino sopra tipo fachiro, dateme ‘nu bicchiere!! (d’un fiato in crescendo)

Angelica:           Va bè, ho capito… nun ve ‘ncazzate! (va a prendere un bicchiere)

Pio:                    Insomma… che hai combinato!?

Ferdinando:       Pio… io ho vissuto un’esperienza assurda!

Pio:                    T’hanno rapito gli alieni!

Ferdinando:       Peggio! Peggio!!

Pio:                    E’ fatto qualche debito cu’ gli alieni!

Angelica porta il bicchiere poi esce a sinistra

Ferdinando:       Pio, ma quali alieni! Io me ne sono andato da qui? E ho poggiato l’ampollina della nonna sul sedile posteriore… e mi sono messo a guidare… all’improvviso, una luce accecante mi abbaglia nello specchietto retrovisore…

Pio:                    Un sorpasso?

Ferdinando:       No, no… non veniva da dietro la macchina, veniva da dentro la macchina… mi giro e cosa vedo?

Pio:                    Cosa?

Ferdinando:       Un uomo nudo!!

Pio:                    O mio Dio!? E chi era??

Ferdinando:       Chi era?? Pio qui il problema non è capire chi fosse, ma come cacchio ha fatto a trasì rint’ a machina!

Pio:                    Va beh, sarà sicuramente entrato quando stavi parcheggiato… forse un barbone che si è appisolato sul sedile…

Ferdinando:       Pio, ma che dici! Io prima di partire, ho visto per certo che sul sedile posteriore non c’era nessuno, perché ho poggiato io lì il sangue della nonna! E non c’era nessuno!!

Pio:                    E ma allora come lo vuoi spiegare questo???

Ferdinando:       Quell’uomo, non è entrato da fuori, lui si è materializzato direttamente all’interno dell’auto…

Pio:                    E tu non hai detto niente a questo tizio?

Ferdinando:       E come facevo? Io appena l’ho visto ho iniziato ad urlare, allora pure lui si è messo ad urlare, me parevamo duje pazze sfrenate! Dallo spavento sono uscito fuori strada ho iniziato a guidare in mezzo agli alberi, svoltavo a destra e mi trovavo un albero davanti, svoltavo a sinistra e mi trovavo un albero davanti, a destra un albero, a sinistra un albero… sono andato al centro, e sono sbattuto e aggio distrutt’ tutt’a machina…

Pio:                    Disgraziato, la macchina mia! Ma dove li hai trovati tutti questi alberi che questo posto è tutta campagna??

Ferdinando:       Infatti… non erano alberi che mi trovavo avanti quando giravo… era l’alberello magico profumato che dondolava accà e allà…

Pio:                    Puozzo passà niente, tu si na croce! Ma ti sei fatto male?

Ferdinando:       No, io no… la macchina sì però… infatti ha iniziato a riempirsi di fumo… allora siamo usciti dalla macchina, e lui si è messo a scappare, e io a correre dietro a lui… perché secondo me s’è arrubbate l’ampollina ‘ra gnora toja… ca sopra ‘o sedile nun ce steve cchiù… mi sono fatto una corsa che non hai idea… poi l’ho visto entrare a nascondersi dal retro dell’albergo…

Pio:                    Mamma mia e bisogna avvisare il Direttore, questo sarà un malintenzionato!

Ferdinando:       Pio chist sarrà ‘nu mago! Perché questo è apparso dal nulla!

Pio:                    Ma come apparso?

Ferdinando:       Come un’apparizione…

Pio:                    Un’apparizione? Uh mamma mia Ferdinando… ma tu adesso che mi fai pensare questo è un luogo di miracoli, di apparizioni, di visioni… qua vicino ci sta la veggente Rosa Maria Altera…ma nun è che avute ‘n apparizione pure tu??

Ferdinando:       Nun ‘o saccio, saccio sulo ca’ m’aggio cacate sotto p’a siconda vota int’a stessa jurnata…

Pio:                    Io non ho più parole…

Ferdinando:       Je nun teng cchiù cazune invece…

Pio:                    Vieni sopra ti faccio fare una doccia…

Mentre parlando alle spalle di Pio, entra il Clone, visto solo da Ferdinando

Ferdinando:       Pio! E’ lui, è lui, è lui!!

Pio:                    E’ luglio? E’ aprile, quale luglio?

Ferdinando:       Girati, girati!!

Pio:                    Ahh….!!

Clone:                Ahhh!!

Girano per la scena impauriti. Lazzi con la scopa usata a mo’ di fucile da Ferdinando.

Pio:                    Tu…tu…tu…

Ferdinando:       L’utente desiderato è occupato!

Pio:                    Tu… tu chi sei?

Clone:                …chi sei?

Pio:                    Io sono Pio.

Clone:                …Pio.

Pio:                    E tu?

Clone:                Tu.

Pio:                    Uh Gesù…

Clone:                Uh Gesù…

Pio:                    Ma c’r è ‘nu pappavalle?

Ferdinando:       Pio… questo è l’uomo che… è apparso nella macchina!

Pio:                    Uh Gesù…

Clone:                Uh Gesù…

Pio:                    Rispondi, per favore! Sei un uomo in carne ed ossa, o sei un’apparizione!

Clone:                Apparizione!

Pio:                    Uh Gesù!

Clone:                Uh Gesù!

Ferdinando:       E qual è il tuo nome?

Clone:                Uh Gesù!

Pio:                    Gesù?

Clone:                Gesù?

Pio:                    Signore!!!

Clone:                Signore!!!

Pio:                    Benedicimi Signore! Toccami Signore! Guariscimi Signore! Salvami Signore!

Ferdinando:       ‘Na cosa ‘a vota chill se’ nzallanisce!

Pio:                    Sono il tuo prescelto!! (facendo spaventare il clone che cerca di scappare)

Clone:                Ahh!! (scappa via spaventato)

Pio:                    Dove vai!! Non andare via!!!

Ferdinando:       Pio!! Aspetta, nun pozzo correre!! (corre goffamente tenendosi i pantaloni)

Escono

Scena 3

Angelica:           (entrando) Tiè… prima ti fanno portare da mangiare, e poi ti lasciano tutto sul tavolo! (toglie il pesce e il panino lasciati sul tavolo) Tanto poi c’è la serva che ripulisce! (esce e porta tutto in cucina incrociando Uderico e Sebastiano che entrano)

Uderico:            (entrando con una grossa cesta di panini) Sebastiano, poggia tutto qui, me la vedo io dopo… te lo carico io in macchina…

Sebastiano:        Qui ti lascio anche le cernie… tiè, j’c’addore… carichi tutto in macchina, il pane lo sistemi sul sedile davanti… ok?

Entra Angelica alle loro spalle e ascolta

Uderico:            E il pesce dove te lo devo mettere?

Sebastiano:        Quello invece… me lo metti… me lo metti… dietro. Sì, me lo metti dietro…

Angelica:           Azz…

Sebastiano:        Sul sedile posteriore… che c’è?

Angelica:           Oh niente niente! Vi lascio liberi di continuare…

Sebastiano:        No no… aspè, ch’è capite…

Angelica:           Ho sentito… i gusti sono gusti…

Sebastiano:        Aspetta, noi stavamo parlando del pesce…

Angelica:           Appunto. E Perseo lo sa?

Sebastiano:        Il Direttore? Che deve sapere…

Angelica:           Che voi due… (insinuante)

Sebastiano:        Vedete che si passa… Uè…uè!! E che ci fa questa bottiglia di vino rotta?

Angelica:           S’accio ‘sti fatti?

Sebastiano:        Per carità, (la osserva) se lo vede il Direttore ci ammazza, questa è un Barolo costosissimo! Fate sparire quella bottiglia!

Angelica:           Adesso la butto… (seccata)

Sebastiano:        No! Non sia mai! Butta la bottiglia ma recupera il vino, quello è un vino pregiatissimo…

Angelica:           Uh!! Ok! (nervosa) Allora svuoto questa bottiglia d’acqua e recupero il vino qui dentro (prende la bottiglia data a Pio, esegue versando l’acqua nel lavandino del bar che è in scena) jamme belle, m’hanno arriffato co’ cartellone…

Sebastiano:        Se ti dico questo è solo perché il Direttore è attentissimo agli sprechi, guarda, non fa buttare via nessun avanzo… (vedendo Uderico che mangia) Se se! E mangia tu!

Angelica:           Ecco, qui, abbiamo salvato il vino… (con disprezzo beve un sorso dalla bottiglia, poi fa un versaccio di poco gradimento) Bella schifezza, il vino costosissimo… avessi detto un Aglianico del Taburno, secondo me ci sta tutto in questo vino fuorchè l’uva… (altro sorso) sape ‘e patane, carote, cepolle… ‘e cliente se credono di bere ‘nu bicchiere ‘e vino… invece si stanno magnanno ‘o minestrone. Ma faciteme ‘o favore… (esce)

Sebastiano:        ‘Sta guagliona è cos’e pazze…

Sebastiano e Uderico restano soli, e con dei cenni si invitano l’uno con l’altro a verificare il gusto del vino provato poco prima da Angelica.

Uderico:            (beve) Chianti.

Sebastiano:        Ma se è Barolo, come può essere Chianti?

Uderico:            No, Sebastià, ‘stu vine è proprio ‘o chiante… ‘o chiante’ a Madalena… lascia sta rrobba ‘lloco…

Escono togliendo di mezzo le tracce e lasciando la bottiglia dell’acqua col vino dentro, sul tavolo, dove era prima, accanto al pane e i pesci.

Scena 4

Pio:                    (entrando) Alleluja! Resta con noi Signore la seraaa!

Ferdinando:       Pio!! Fermati!! (continua a camminare in maniera stramba)

Pio:                    Ferdinà… hai capito!!? Quello è Gesù Cristo!

Ferdinando:       Ma ...chill nun sape nemmanco parlà!

Pio:                    Blasfemo, bestemmiatore! (prende la scopa che sta in scena per colpirlo) Gesù Cristo non sa parlare? Lui non ha bisogno di parlare… lui va direttamente nel cuore della gente!

Ferdinando:       Fa ‘o cardiologo!

Pio:                    Ma scusa, l’hai detto tu stesso… è apparso dal nulla nella tua macchina…

Ferdinando:       Esatto…

Pio:                    Ha la barba e i capelli lunghi…

Ferdinando:       Che ci azzecca… allora po’ essere pure Sandokan!

Pio:                    E poi l’ha detto lui! Io ho chiesto chi sei, e lui ha risposto: Gesù! Quindi… è Gesù!

Ferdinando:       Tu sì scem! Tu ti devi calmare, tiè… bevi un poco d’acqua… (prende la bottiglia e versa senza guardare e la passa a Pio)

Pio:                    (Beve) …Ma questo… è vino!

Ferdinando:       Vino? Qui avevamo lasciato l’acqua! (è stupito)

Pio:                    Ferdinà… ti ricordi le nozze di Cana?

Ferdinando:       Ma perché s’è spusata Cana?

Pio:                    Ma Cana nun era ‘a sposa… le nozze nella città di Cana!

Ferdinando:       Ah sì, me ricordo… facettemo chella busta… e je venette sulo ‘a funzione rint’ ‘a Chiesa…

Pio:                    Ma cosa dici?? Le Nozze di Cana quelle raccontate nel Vangelo! Guarda!! Lui ha trasformato l’acqua in vino!

Ferdinando:       Pio… pe’ piacere…. Forse… l’abbiamo lasciato noi… e non ce ne siamo accorti, qui c’era un piattino, ricordi… con un po’ di pesce e un panino… vedi… (indica ma ci sono tanti panini e tanto pesce)… Maronna ajuteme…

Pio:                    (solenne) La moltiplicazione dei pani e dei pesci. (Cita a memoria) Matteo Capitolo 14, versetti 13, 21. Ferdinando! Sono appena avvenuti due miracoli sotto i nostri occhi!! Quell’uomo è Gesù Cristo tornato sulla terra ed è apparso a me!!! (usa la scopa come bastone da patriarca)

Assunta:            (entrando) Pio! Ma si può sapere che staje combinando?? Ferdinando! Pure tu!??

Pio:                    Assunta moglie mia! Devo darti una notizia! La fine del mondo è arrivata! (sale su una sedia tenendo ancora in mano la scopa di prima)

Assunta:            Uh marò, e je aggia verè comme và ‘a fernì Beautiful!!

Ferdinando:       Ma chest’è tutta scema??

Pio:                    Il Signore mi ha inviato a compiere i suoi prodigi avanti a tutti i popoli… Mirate tutti la sua potenza! (a braccia allargate)

Sebastiano:        (entrando con Angelica e Uderico) Ma che sta facendo??

Ferdinando:       Niente, ‘o tiemp ca arape ‘o mare, e finisce…

Uderico:            Ma chi è Mosè?

Angelica:           V’aggio ritto ca chillu vino faceva schifo…

Pio:                    Io vi preparerò per il Giudizio Finale!

Ferdinando:       Nuje là jammo ‘a fernì… in giudizio finale, ma ‘a Cassazione! In Tribunale! Che staje cumbinanne!

Entrano anche Pasquale Colomba, Massimo Ingegno, Aida Cantando e la Contessa con la piccola Marzia, stupiti a soggetto del frastuono.

Ferdinando:       Pio!

Pio:                    Ch’è Ferdinà?

Ferdinando:       …. je che Pasca ca tenimmo appriparata!!

Tuoni e luci da effetto

Buio

Scena 5

Luce

Sulla scena Sebastiano alla reception. Entra Perseo.

Perseo:               (all’ingresso, rivolto verso un’immaginaria folla che assalta le porte dell’Hotel) Per favore! Per favore! Non posso farvi entrare tutti!! Ci sono i clienti, questo è un Hotel!! Non accalcatevi! Più tardi vi faremo sapere!!

Sebastiano:        Direttò…

Perseo:               Sebastiano, è una cosa mai vista… C’è gente fin giù la montagna! Vogliono parlare con il santo salvatore!

Sebastiano:        E anche l’Hotel è pienissimo di pellegrini! Non ci sono camere libere! La gente ha saputo che Pio Boncristiano ha avuto un’apparizione, e accorre a vedere!

Perseo:               Chi l’avrebbe mai detto! La venuta di Boncristiano è stata una miniera d’oro!

Sebastiano:        Direttò, ma veramente Pio Boncristiano sta facendo i miracoli?

Perseo:               Non lo so, e non mi interessa Sebastiano, l’importante è che si sappia in paese, e si sparga la voce sempre di più.  Ho un’idea… dà ordini di organizzare una serata di gala, una grande festa, avvisa in cucina, dolci pasquali, torte… facciamo venire anche il sindaco… e anche il Vescovo…

Sebastiano:        Dò subito ordini al personale… (si mette a telefono)

Perseo:               La folla si accalca all’ingresso… vogliono vederlo, vogliono parlarci… Vado a chiamare il Signor Boncristiano, vediamo di farlo affacciare al balcone, almeno li calmerà!

Scena 6

Entra Angelica che si reca all’angolo bar

Pittbull:             Buongiorno Purtiè… (poggia una borsa da viaggio a terra)

Sebastiano:        Purtiè?

Pittbull:             Purtiè!!

Dobberman:      Purtiè!! Aparame ‘sta palla tiè! (dà un calcio alla borsa di Pittbull)

Pittbull:             Ma sì tutte strunze! (va a prendere la borsa lanciata via)

Dobberman:      Me penzavo t’è vulive fa duje passaggi…

Sebastiano:        Per favore, io ho l’albergo pieno di clienti!

Pittbull:             E noi pure siamo clienti! Siamo venuti appositamente!

Dobberman:      Ci dovete dare una camera!

Sebastiano:        Una camera?

Pittbull:             (notando Angelica) ‘A cameriera!

Dobberman:      Una cameriera.

Sebastiano:        Una cameriera?

Dobberman:      O ‘na camera o ‘na cameriera, a piacere vuoste…

Pittbull:             Nonsignore, la cameriera sta qui… Angelica, ben ritrovata…

Angelica:           Buongiorno… (si mette alle colazioni)

Sebastiano:        Signori, comunque mi dispiace, camere disponibili non ci sono. Siamo pieni.

Pittbull:             Come non ci sono? Vedete bene… a noi serve assolutamente una stanza, anche piccola se l’avete…

Dobberman:      ‘Nu stanzino…

Pittbull:             Eh, ‘nu ripostiglio… ce mettono ‘mmiez ‘e scope…

Sebastiano:        (controllando sul registro) Mi dispiace, è tutto pieno, se non avete fretta e potete attendere, ci sono alcuni clienti che dovrebbero andare via tra poco, e qualche stanza sarà presto libera…

Pittbull:             Va benissimo, aspettiamo! Intanto… (avvicinandosi ad Angelica) facciamo colazione… Dobbermà, pigliate coccose…

Dobberman:      Signorina, si può avere un cappuccino e un cornetto?

Angelica:           Mi dispiace, non siete clienti dell’hotel, dovete prima fare il buono.

Dobberman:      C’aggia fa?

Pittbull:             ‘E a fa ‘o bbuon!

Angelica:           Dovete fare il buono in portineria, e poi vi faccio fare colazione…

Dobberman:      Va buò… (si dirige verso Sebastiano) …Pe’ cortesia… faciteme fa colazione jà, faccio ‘o bravo, v’o giur!...Me porto buono!

Angelica:           Ma cosa fa?? Dovete pagare e farvi fare una ricevuta!

Pittbull:             E’ capito? E’a fa ‘o buon, nun è a fa ‘o strunze… Lievete a’lloc… (si avvicina alla reception)

Scena 7

Pasquale:           (entrando) Angelica… è passata la signora Aida Cantando?

Angelica:           No…

Pasquale:           Porca miseria. Mi devo trattenere…

Angelica:           V’avita fa l’ecografia…

Pasquale:           No, dico, mi trattengo ancora un po’qui, nella hall… (si scosta e si intrattiene a soggetto)

Massimo:           (entrando, si posiziona tra i due e inizia a simulare un battere d’ali)

Pasquale:           Che sta dicendo così?

Angelica:           Mi sta chiamando, (mima anche lei) Angelica…

Pasquale:           Je che tiatro…

Angelica:           Dottò, volete qualcosa?

Massimo:           (fa un rutto)

Angelica:           Questa fa schifo… ma l’ho capita. Rutt… S’è rutto coccose? Cosa?

Massimo:           (annuisce, poi mima un tiro da tennis e poi fa il gesto dell’ombrello, il classico “tiè”)

Angelica:           Ho capito. Il servizio… da tè.

Pasquale:           Il servizio da tè che sta in camera, quello di porcellana?

Massimo:           (annuisce)

Angelica:           Chi lo sente il Direttore, costosissimo… quello viene dal…

Massimo:           (alza il dito medio, poi si tira gli occhi a mandorla) …

Angelica:           Esatto. Dal Medio… Oriente.

Pasquale:           Certo che hai imparato a capirlo perfettamente…

Angelica:           Dottò, ma adesso che Pasqua è venuta, il vostro esperimento non dovrebbe essere terminato? Ma perché non tornata a parlare?

Massimo:           (a gesti spiega che è quello il giorno della fine dell’esperimento)

Angelica:           Ah! Oggi finite il silenzio? A che ora? A mezzogiorno… ‘assa fa ‘a maronna…

Pasquale:           Un ultimo sforzo dottore… dopo vi andrete a godere il meritato riposo… dove ve ne andate?

Massimo:           (mima il numero sei, e poi si tocca le ascelle)

Angelica:           Alle sei… scelle.

Pasquale:           Beato voi… vi offro qualcosa da bere?

Massimo:           (simula una pompa e poi un elmo sulla testa)

Angelica:           Vuole dire: Pomp… elmo.

Pasquale:           Nun avevo capito…

Angelica:           Chest’ era difficile…

Dobberman:      (avvicinandosi) Signorina… abbiamo fatto i buoni…

Pittbull:             Eh… mò ci accattano ‘a bella cosa…

Dobberman:      Adesso… ci potete far mangiare? A momenti è quasi ora di pranzo…

Angelica:           Sì, adesso vado a prendervi il menù… (si allontana)

Scena 8

Dobberman:      Scusate, com’è il menù in questo Hotel?

Massimo:           (li guarda immobile)

Pittbull:             Ma che è? E’ muorto?

Dobberman:      Je nun aggio ritt niente ‘e male…

Pasquale:           Vuole dire: fisso.

Pittbull:             Ah… il menù fisso… e che si mangia?

Massimo:           (mima il saluto militare, e poi si tocca il collo)

Pasquale:           Capo….collo.

Massimo:           (mima un defunto, e poi fuma e tossice)

Pasquale:           Salmone… affumicato…

Massimo:           (mima il numero uno, poi tira fuori la lingua, e si da un pugno in un occhio)

Pasquale:           Linguine… al pesto…

Massimo:           (ridacchia)

Pasquale:           Oppure riso…

Massimo:           (si schiaffeggia)

Pasquale:           O i paccheri… dipenda da cosa volete…

Massimo:           (mima il numero due, poi applaude e fa il gesto di giocare a biliardo, poi mima di avere le manette)

Pasquale:           Per secondo…. Bis…tecca… ai ferri.

Angelica:           (tornando) Ecco la carta del menù di oggi…

Dobberman:      Grazie, signorina… non ci crederete, ma ‘o muto già ci ha ritto tutte cose…

Scena 9

Domenica:         (entrando con Marzia) Angelica!

Dobbermann e Pittbull si scostano a servirsi verso l’angolo bar

Angelica:           Comandi! Mannaggia a me quando s’hanno imparato chillu nomme mio… Contessa, dite…

Domenica:         Ma è vero quello che grida questa gente qui fuori?

Angelica:           Che cosa?

Domenica:         La storia di questo Boncristiano, che chiamano il Santo Salvatore!

Angelica:           Tutto quello che so è che venne qualche giorno fa per un soggiorno premio, poi la sera ha avuto un’apparizione, ha visto Dio, e si dice che abbia ricevuto poteri soprannaturali…

Domenica:         Oh beautiful soul!

Angelica:           Comme?

Marzia:              Uh anema bella…

Domenica:         Allora questa storia dei miracoli è vera?

Angelica:           E chi lo sa, chi dice sì, chi dice no… io personalmente non ne ho visto neppure uno…

Domenica:         Io vorrei portare la mia piccola Marzia a vedere se le fa ritrovare la vista…

Angelica:           Contessa… state a sentire a me… la bambina, la vista… tra poco la ritrova sicuro… dico io una preghierina… a un santo che conosco io… (con intenzione)

Domenica:         We are under the sky…

Angelica:           Si, in camera sta pure Sky…

Domenica:         No, dico… we are under the sky…

Marzia:              Stamm sott o’ cielo!

Angelica:           Eh… speriamo…

Pasquale:           Angelica!

Angelica:           Nata vota… dite?

Pasquale:           Sebastiano?

Angelica:           Al solito posto.

Pasquale:           Me lo chiamate per favore?

Angelica:           Ma perché avete cioncato pure la lengua?

Pasquale:           Va bè, ma sto sempre su una carrozzella…

Angelica:           Ma siete paralitico alle gambe, non alle mani… (suona il campanello, facendo venire fuori Sebastiano)

Pasquale:           Buongiorno Sebastiano, scusate… è andata via la signora Aida Cantando?

Sebastiano:        No, non ancora… ma tra poco la vedrete scendere…

Pasquale:           Va bene, vado a fare un giro… (esce verso il fondo, dove eventualmente si segnalerà un accesso per disabili)

Angelica:           Non correte… stanno i vigili, mettono le multe…

Scena 10

Ferdinando:       (con fare da vip in vacanza, canticchiando. Si propone il ritornello della canzone San Salvador di Azoto, che Ferdinando avrà cura di cantare in maniera alquanto neomelodica) Angelica, buongiorno.

Angelica:           Questa la fate benissimo, dovete andare a San Remo.

Ferdinando:       Stamattina aspettavo la colazione in camera, non sei passata… servimi ora uno spuntino mattutino…

Angelica:           Come volete voi… (esegue)

Domenica:         E questo chi è?

Angelica:           E’ il fratello del Santo Salvatore Pio, Ferdinando Boncristiano… Permette Contessa, devo servire al tavolo… (esegue)

Ferdinando:       Non troppo, grazie… (apre il giornale e legge)

Domenica:         Senta lei è il fratello del taumaturgo?

Ferdinando:       No, signora per i traumi dovete andare al C.T.O.

Domenica:         Macchè traumi… io dico, il guaritore…

Ferdinando:       Ah! Il Santo Salvatore, Pio, certo io sono, il fratello, Ferdinando.

Domenica:         Piacere, io… Domenica Mela Lavo.

Ferdinando:       Come scusi?

Domenica:         Domenica Mela Lavo.

Ferdinando:       Io sabato mi faccio una bella doccia.

Domenica:         Sono la moglie del Marchese Piazza…Do you know?

Ferdinando:       No, duje no, signora basta una doccia sola…

Domenica:         Do you know Marchese Piazza?

Marzia:              ‘O canusce a patemo o no?

Ferdinando:       Signora in Italia stanno tante piazze, adesso non mi sovviene…

Domenica:         …Potrebbe intercedere per me, per la guarigione di mia figlia?

Ferdinando:       Signora, farò quel che si può… deve capire le pratiche di guarigione sono tante, abbiamo tante prenotazioni, ci sono miracoli un po’ più importanti che aspettano già da tempo, e poi vedere l’Hotel è pieno di persone che hanno bisogno…

Angelica:           Certo che lo farà! Il Signor Ferdinando è tanto buono… (lo zittisce mettendogli una tartina in bocca)

Domenica:         Va bene, aspetterò…

Scena 11

Uderico:            Eccoci qua! (entrando dall’ingresso con Assunta) Per favore, per favore! Lasciate stare la signora! Fate passare!!

Assunta:            Più tardi sarete ricevuti!! Più tardi mio marito vi farà una bella benedizione a tutti quanti!

Uderico:            Sebastià, una cosa da non credere, la gente non ci faceva passare!

Assunta:            Vogliono vedere mio marito Pio, il santo salvatore…

Sebastiano:        Bentornata signora, tutto bene il viaggio a Roma?

Assunta:            Tutto bene grazie!

Sebastiano:        Ma prego.

Assunta:            E grazie pure al Direttore che ci ha prestato la macchina…

Sebastiano:        Ma prego.

Uderico:            E ringraziate pure a Uderico che ha fatto l’autista fino a Roma…

Sebastiano:        Zitto tu, e vai ad avvisare il Direttore che siete tornati… Signora Boncristiano, il direttore ha chiesto di preparare una grande festa in onore di vostro marito… torte, dolci, e verranno tantissime personalità importanti…

Assunta:            E bravo, (a Ferdinando) ti stai facendo la vacanza eh?

Ferdinando:       Io? Io sto qui per colpa vostra.

Assunta:            Se non andavo io a Roma ad occuparmi di mia madre, avresti fatto solo altri guai!

Ferdinando:       Va beh, comunque tutto bene? Ha fatto il piccolo intervento?

Assunta:            Tutto bene. Ma gli hanno fatto comunque l’autopsia totale.

Ferdinando:       Azz… allora l’intervento è andato male? E’ morta?

Assunta:            All’ossa toje! Qua morta? L’hanno dovuta addormentare tutta!

Ferdinando:       Ah! L’anestesia totale! E tu dici l’autopsia!

Assunta:            Adesso i medici gli facevano un ketchup generale…

Ferdinando:       Arò l’è ricoverata? O’ McDonald? ‘O ketchup generale?

Assunta:            Un controllo per vedere se tutto va bene!

Ferdinando:       Checkup! Assù! Checkup!

Domenica:         Voi siete la moglie del santo salvatore?

Assunta:            Sì, sono la moglie…

Domenica:         Gli dica di ricordarsi di me. Domenica Mela Lavo…

Assunta:            E che ce ne fotte a nuje de’fatte vuoste?

Angelica:           La signora è la Contessa, la moglie del Marchese Piazza!

Assunta:            Azz, ‘a Contessa e se lava ‘na vota a semmana?

Angelica:           Ma come fate a non capire… Domenica Mela Lavo in Piazza!

Assunta:            Tu? E tu afforza c’ha vuò fa vedè a tutte quante!!

Angelica:           Ma non io! La signora!

Domenica:         Io, Domenica Mela Lavo!

Assunta:            In piazza pure voi?

Domenica:         Certo!

Assunta:            E site doje zoccole tutt’e doje! (si allontana)

Domenica:         Zoccola!! Mi ha chiamato zoccola!?

Ferdinando:       Do you know zoccola? Topo grande saittella…

Uderico:            (a Marzia) C’rè? Cheste mò nun ‘o traduci a mammeta?

Domenica:         Uderico, ti prego pensa alla bambina! Io devo assolutamente chiarire questa cosa!

Assunta:            Chiamatemi subito il direttore!

Sebastiano:        Ma cosa succede? Signore io sto lavorando!!

Assunta:            Bisogna chiarire una volta per tutte la serietà di questo albergo! Per me si fanno troppe cose spinte!

Sebastiano:        Spinte? Ma per carità? Pronto? Si... ne vuole una? Vuole che gliela mando in camera? Bianca o nera? Italiana o straniera? Misure? Uah...

Assunta:            Che schifo!!! Mamma mia che schifo!!! Direttore!! Voglio parlare col direttore!!

Esce seguita da Domenica.

Sebastiano:        Uderico! Una coperta bianca, di marca italiana, matrimoniale, doppia alla 111... fai presto.

Angelica:           Ah ah ah!

Scena 12

Uderico:            Mamma ti ha lasciato con Zio Uderico!

Angelica:           Comm’è bellella… Lo vuoi il dolcino?

Marzia:              Si…

Uderico:            Glielo do io, apri la bocca…

Gli soffia lo zucchero a velo in faccia

Marzia:              Buah! Mamma! (piagnucolando)

Angelica:           Uderico!

Uderico:            A teng’ n’ganne…

Angelica:           Mi occupo io di lei… Contessina… vieni con me… adesso ti porto a mangiare un bel gelato…

Marzia:              Sì, grazie.

Angelica:           Uderì… dammi gli occhiali di Mela Marzia…

Uderico:            No…

Angelica:           Damme ‘e llente…

Uderico:            E va bene tieni, tanto oggi se ne va… (via)

Angelica:           (a Marzia) Hei, ma tu hai tutti gli occhiali sporchi… (glieli toglie) vieni con me, adesso te li pulisco io…

Scena 13

Pittbull:             Jamme belle… è fernute ‘e magnà?

Dobberman:      Pittbù, mò t’a vuò piglià cu’mme?

Pittbull:             E cu’ chi m’aggia piglià? L’ampollina in mano a chi l’ho data?

Dobberman:      A me! Ma che vuò, nuje l’avimme mise rint’o freezer là… avimma aspettate tre ore, so asciute sei ghiaccioli, ma nun s’è clonato niente…

Pittbull:             E pe’fforza! Perché il sangue che abbiamo messo non era quello che ci ha dato ‘o Prufessore, ma era ‘o sanghe ra gnora ‘e Boncristiano!

Dobberman:      E comm’ o sapimmo?

Pittbull:             Perché il Professore l’ha analizzato e ha scoperto che era di una donna di cento anni ammalata di varie malattie… E chi steve vicino a nuje?

Dobermann:      Boncristiano.

Pittbull:             E chi tene ‘a vecchia ‘e cient’anne ‘o spitale?

Dobberman:      Boncristiano.

Pittbull:             E quindi a buttigliella e chi t’è pigliate?

Dobberman:      ‘E Boncristiano…

Pittbull:             Sì strunzo o no? Vire che figure ‘e mmerda co’ Prufessore… Ma comm’è fatto a t’è mbruglià?

Dobberman:      E sarà stata ‘na distrazione…

Pittbull:             ‘A distrazione? Chill ‘o professore ce vuleva accirere… ma adesso il guaio più grosso è che l’ampollina della Trina è finita nelle mani di Boncristiano, e il Professore sospetta che a Gesù Cristo lo hanno clonato loro…

Dobberman:      E mò c’avimma fa?

Pittbull:             L’avimma spià!

Dobberman:      L’avimma spilà.

Pittbull:             C’amma spilà ‘o cesso? Ho detto spiare!! Dobbiamo sentire tutto quello che dicono… su questi famosi miracoli… sssttt!!

Scena 14

Entra Aida Cantando con le valigie. Saldato il conto va via.

Sebastiano:        Com’era il nome? Cantando Aida… ecco a lei. Signora Cantando, arrivederci… alla prossima.

Perseo:               Aspettate, aspettate! Ho fatto scendere il signor Boncristiano, si mostrerà alla folla!

Ferdinando:       Li avviso io! (apre l’ingresso da cui entra il rumorio di gente) Scusate, scusate un attimo di silenzio! Signore e signori, fratelli e sorelle, ecco a voi il santo salvatore!

Entra Pio su un brano di Gloria, opportunamente pilotato da Ferdinando.

Pittbull:             Bene, bene… vi siete messo a fare il profeta…

Dobberman:      Però fet ‘nu poc è over…

Pittbull:             Ho detto il profeta…

Dobberman:      Ah, scusa…pensavo però feta…

Pio:                    Il Signore mi è apparso l’altra sera… e mi ha prescelto per portare il lieto annunzio…

Pittbull:             C’adda purtà?

Pio:                    Il lieto annunzio…

Ferdinando:       Adda purtà ‘o lievito a Nunzia!

Pio:                    Je aggia purtà ‘o lievito a Nunzia?

Pittbull:             E chi è Nunzia?

Dobberman:      E sarrà chella ca fa ‘e pizze… forz add’a fa crescere a pasta…

Pio:                    Il lieto annunzio, la buona novella, comm’a chiammate?

Assunta:            Ah, il direttore sta qui! (entrando seguita da Domenica)

Perseo:               Signora, non è il caso adesso… abbiamo qui il Santo Salvatore!

Assunta:            Uh! Mio marito! Mio marito adesso fa i miracoli…!

Domenica:         Fate largo, fate largo!

Assunta:            Non buttate!

Ferdinando:       Non buttate niente, po’ servì…

Perseo:               Facciamo scendere anche gli altri, bisogna preparare un grande buffet! Dov’è Angelica? Angelica, dolci e champagne per tutti!! (esce a sinistra chiamando Angelica)

Domenica:         Permesso, permesso… signor Pio, ho bisogno di un miracolo per la piccola Marzia…

Pittbull:             Perché voi fate i miracoli? Fino a qualche giorno fa non li sapevate fare…

Pio:                    Sì, ho imparato da poco…

Ferdinando:       Ha fatto ‘nu corso accellerato…

Pittbull:             E vediamo se avete studiato bene o no…

Pio:                    Non diciamo sciocchezze…

Pittbull:             Lì… dietro a noi, c’è un muto… vediamo. Se lo guarite, allora vi crediamo…

Pio:                    Beh… non è che io so farlo così su due piedi…

Dobberman:      E comm’e facite, ‘n copp a unu per?

Pio:                    No, voglio dire… Quelli che ho fatto finora sono avvenuti senza che mi accorgessi neppure…  non è un gesto che faccio per farli avvenire, è un’influenza che ho…

Dobberman:      E faciteve allà!

Pittbull:             C’rè?

Dobberman:      ‘E microbi Pittbù… ci avimma fa ammescà l’influenza?

Pio:                    Voglio dire… che bisogna attendere…

Pittbull:             ‘E sapite fa o no?

Ferdinando:       Pio, fai vedere chi sei…

Pio:                    Ma io veramente…

Entra sul fondo Pasquale Colomba

Pittbull:             Forse il muto è troppo difficile? (vedendo entrare Pasquale Colomba) Là ci sta un paralitico… volete guarire il paralitico…

Ferdinando:       Vai Pio, devi dire: alzati e cammina!

Pio:                    Che ci azzecca…

Ferdinando:       Chell’è ‘a formula!

Pio:                    Ma che m’è pigliate pe’ Mago Silvan!

Ferdinando:       No, quello così sta scritto…

Pittbull:             Allora non avete imparato bene… sta passando troppo tempo…

Ferdinando:       Dincello: vengo ‘a prossima vota…

Pio:                    Ma che aggia fa ll’esame??

Dobberman:      Mica putimme aspettà ‘na jurnata sana pe’ ‘nu miracolo…

Pittbull:             Giusto… che ore sono Dobbermà?

Dobberman:      E’ mezzogiorno…

Pittbull:             Boncristià, è mezzogiorno…

Massimo:           (improvvisamente sentendo l’orario esulta) Sììì!! Ci sono riuscito!!! Ci sono riuscito!!!

Ferdinando:       ‘O muto parla!

Tutti:                 Miracolo!!

Tra l’esultanza dei presenti Ferdinando fa partire in maniera surreale il canto di Gloria

Massimo:           Mò devo sfogare!! (inizia a cantare)

Massimo Ingegno, cantando se ne va tra lo stupore dei presenti. Nello stesso istante si fa vicino a Sebastiano, Pasquale Colomba sulla sua carrozzella.

Pasquale:           Scusate Sebastiano… se n’è andata Cantando Aida?

Sebastiano:        No, se n’è andato cantando ‘o sole mio…

Pasquale:           No, no… io non dico il Dottore Ingegno… dicevo, la signora Cantando Aida, la dottoressa del controllo INPS…

Sebastiano:        Ah sì! Sì, è andata via!

Pasquale:           Evvai!! Sono salvo!! Sono salvo!!! (inizia a ballare sulla scena poi esce)

Ferdinando:       Il paralitico cammina!!

Tutti:                 Miracolo!

Ferdinando fa partire di nuovo il Gloria come un jingle.

Domenica:         Vi prego, un miracolo per mia figlia! Mia figlia non ci vede!

Entra Marzia

Marzia:              Mamma!! Ci vedo!! Ci vedo!!!

Ferdinando:       La bambina ci vede!

Tutti:                 Miracolooo!!

Ferdinando:       (facendo partire di nuovo il jingle del Gloria, fa cantare tutti canti di lode) Alleluja! Alleluja!! Alziamo tutti le mani! Mani in alto!!

Rosa Maria:       (entrando dall’ingresso) Fermi tutti!!

Ferdinando:       Mani in alto!

Pio:                    C’rè ‘na rapina?!

Rosa Maria:       No, sono io!

Domenica:         Rosa Maria Altera!

Assunta:            La veggente!

Rosa Maria:       Chi è questo Pio Buoncristiano che si fa chiamare Santo Salvatore?

Pio:                    Sono io…

Rosa Maria:       E tu… cu ‘sta faccia… cu ‘stu fisico… faje ‘o veggente?

Pio:                    Ma perché, scusate, i veggenti vanno a peso?

Rosa Maria:       Je sto’ ‘a tant’anne a fa sacrifici, a me sosere ogni matina ‘e cinche…

Ferdinando:       Va ‘a vennere ll’ova…

Rosa Maria:       E tu vieni qua, dal paese tuo, cacchio cacchio, e ti metti a fare i miracoli?

Pio:                    Signora guardate che non è così…

Rosa Maria:       Ah! (inizia calma poi sale scaldandosi) Allora vulite dicere cà je dico ‘e fessarie! Allora vulite dicere ca je sto durmenne… Allora vulite dicere cà je sto’ mbriaca!

Pio:                    Nonsignore, signora… nessuno dice questo…

Rosa Maria:       Boncristià! Voi mi state togliendo tutti i clienti! (lo afferra per il bavero) Qui la veggente la devo fare io, questa è zona mia!

Pio:                    Signora, per favore, non alzi la voce! Si calmi! E voi non siete Rosa Maria Altera, scusate… voi siete Rosa Maria Alterata!

Rosa Maria:       I soliti napoletani! Venene ‘ra Napule… e se mettono subito a rubbà ‘a fatica a’llate!

Pio:                    Scusate, non offendete i napoletani, voi di dove siete?

Rosa Maria:       Je? E che te ne fotte a te e ‘rò song je???

Ferdinando:       Va beh, Pio, ma l’accento piemontese della signora, si sente…

Angelica:           (entrando da sinistra) Ma cosa succede qui!?

Uderico:            (entrando con Angelica) Ma che è sta confusione?

Angelica:           Ma state sempre a litigare! E poi voi sareste i buoni cristiani!!

Rosa Maria:       E chi è mò chesta? Parli tu ca stai vestuta come ‘na poco di buono! Non lo sai che questo è un luogo di pellegrinaggio no?

Angelica:           Scusate, ma voi chi siete, come vi permettete?

Assunta:            Ave ragione! E’ il caso che vi vestite sempre così provocante? Perché tenite semp’ ‘sti cosce ‘a fore?

Angelica:           Per mantenerle fresche!

Pio:                    Assù, ma lasciala stare…

Assunta gli molla uno schiaffo

Ferdinando:       Ch’è state?

Pio:                    ‘Na zanzara…

Rosa Maria:       Nun date retta signò… (ad Assunta) Quella ragazza è strumento del diavolo…

Angelica:           Io?

Rosa Maria:       Si! Stai lì per tentare gli uomini e incitarli a peccare!

Angelica:           Ma che strunzate… La mia presenza fortifica la virtù degli uomini! Stare a confronto del peccato… aiuta a vincerle le tentazioni!

Pio:                    ‘Ave ragione…

Assunta dà un altro schiaffo a Pio

Ferdinando:       ‘Nata zanzara?

Pio:                    E sta ‘na famiglia ‘e zanzare…

Ferdinando:       Se so venute ‘a ffà ‘a Pasquetta…

Tutti restano fermi nell’atto del litigare, come in un fermo immagine, per consentire la scena successiva

Scena 15

Entra Alberto, mentre ancora litigano, parla velocemente con Sebastiano, e poi i due si avvicinano a Pittbull e a Dobberman. Luce solo sul gruppo. Buio su quelli che stavano litigando e che sono in posa plastica immobili.

Sebastiano:        Allora si è liberata qualche camera… posso sistemare il Professore Zichicchirichì in una singola con terrazzo… e voi due in una matrimoniale…

Dobberman:      Io nun voglio durmì cu’ Pittbùll…

Pittbull:             Ma chi te pensa!

Alberto:             Non è necessario… possiamo prendere una sola stanza per tutti e tre, ci tratterremo davvero pochissimo…

Sebastiano:        Come volete, ecco la 113… (consegnando una chiave dopo le battute si allontana)

Dobberman:      ‘E guardie!

Pittbull:             ‘O cientetridece! Fujmme!

Alberto:             Siete due idioti!! La 113 è la camera!

Pittbull:             Professò… state ancora incazzato con noi?

Alberto:             Imbecilli… non siete altro che due imbecilli… Allora, avete scoperto qualcosa?

Pittbull:             E’ come dite voi Professò. Lo hanno clonato!

Alberto:             No!!!

Dobberman:      Sì!!

Alberto:             Noo! Dovevo clonarlo io!! Dovevo clonarlo io… gnààà! (piagnucola in modo infantile)

Dobberman:      E va bè nu’mporta jà…

Alberto:             Questa è una tragedia…!

Pittbull:             No, Professò, c’è una buona notizia… loro lo hanno clonato, ma non lo sanno!

Alberto:             Possibile?

Pittbull:             Sì! Quando si sono trovati il clone davanti, non hanno capito cosa avevano fatto, e hanno pensato che era un’apparizione…

Dobberman:      E Boncristiano ha accumminciate a se muntà ‘a capa…

Alberto:             Bene… dobbiamo trovarlo.

Dobberman:      Boncristiano? Sta aret’a vuje!

Alberto:             Non Boncristiano! Il Clone!! Bisogna assolutamente trovarlo, solo da lui potrò ricavare altra Trina… Non può essere andato lontano… deve essere ancora in questo albergo…  Un momento! Ma… ma io ce l’ho!

Pittbull:             Ah… ‘e mò ve ne state accurgenno…

Alberto:             Ce l’ho, ce l’ho… piccolo, ma ce l’ho…

Dobberman:      E va buò nun conta, pure piccirillo basta ca ‘o tenite…

Alberto:             Ve lo faccio vedere…

Pittbull:             Lasciate stà!

Dobberman:      Correne ‘e mosche…

Alberto:             Eccolo! (tira fuori un piccolo congegno elettronico dalla tasca dei pantaloni) E’ un piccolissimo rilevatore trinitario… quando il Clone sarà vicino, emetterà un biiiip…!! (fa spaventare i due, poi si allontana mimando di stare in silenzio e di andare a cercarlo)

Dobberman:      Pittbù, ma tu sì sempe sicure ca’ chista sta buone?

Prendono  le loro cose e via a sinistra

Scena 16

Pio:                    Insomma signora! Non mi pare il caso di fare questa scenata!

Rosa Maria:       E nemmeno a me! Risolviamo subito! Dobbiamo fare metà per ciascuno tutto quello che guadagnate…

Pio:                    Ma io non guadagno niente!

Rosa Maria:       Eh, eh! Non guadagnate niente? Faciteme ‘o piacere! Questo mestiere lo faccio da prima di voi!!

Pio:                    Ma perché esiste il mestiere del miracolista??

Rosa Maria:       Mi state dicendo che non ci ricavate niente?

Pio:                    Ma no!

Rosa Maria:       Voi guarite la gente e non vi fate lasciare neppure le offerte? Il Padreterno dà il pane a chi nun tene ‘e rient… Ma allora... non siete proprio buono!!!

Pio:                    Ma perché scusate, voi per quello che fate guadagnate qualcosa?

Rosa Maria:       E allora c’ho facimme pe’ senza niente!? Gratis et amore Deo?

Pio:                    Come?

Rosa Maria:       Gratis et amore Deo?

Pio:                    Non lo so…

Assunta:            C’ha ritt?

Pio:                    Cà ‘a via ‘e sette, vene Amedeo…

Assunta:            E chi è mo stu’ Amedeo?

Pio:                    E che ne so… je nun sto capenno niente… signora Altera! Ma comm’è… una che parla con la Madonna, coi Santi, con gli angeli, che fa le guarigioni… e lo fa per soldi?

Rosa Maria:       Sentite ma quello è il mestiere mio!

Domenica:         Ma la gente allora deve sapere che lo fate per questo scopo!

Rosa Maria:       Allora mi volete rompere le uova nel paniere? (a Domenica) La gente è credulona… non deve sapere niente di queste cose…

Pio:                    Ma non è giusto!

Rosa Maria:       Certo che è giusto! Allora voi gli volete far sapere come è buono il formaggio con le pere?

Pio:                    A chi?

Rosa Maria:       Al contadino!

Pio:                    Je nun ‘o saccio proprio a ‘stu contadino!

Rosa Maria:       Che ci azzecca! Quello è il proverbio! Al contadino non fate sapere quanto è buono il formaggio con le pere!

Ferdinando:       Ma perché nun s’o po’ magnà? Ten’ ‘o colesterolo alto?

Rosa Maria:       Ma che c’entra il colesterolo? Non lo deve sapere e basta!

Assunta:            Faciteme ‘o piacere nun ci dicite niente mò che viene e basta!

Pio:                    Ah quindi mò viene ccà ‘o contadino?

Assunta:            Nascunnite ‘o furmaggio ‘e pere, accussì nun ‘o facite sperì…

Ferdinando:       E che gli diamo da mangiare?

Pio:                    Mò verimmo… due cicoli e ricotta…

Rosa Maria:       Uè! Ma vuje overo facite? Quello è un modo di dire! La gente che mi dà a campare non deve sapere i fatti miei!

Ferdinando:       Allora si poteva anche dire al contadino non far sapere… (esita) quanto è bona ‘a sasiccia co’ friariello!

Rosa Maria:       E se vede ca nun faceva ‘a rima!...

Entra Perseo che cercava Angelica, gli dice dei dolci e la manda in cucina

Perseo:               Angelica, ti sto cercando ovunque! Presto! Tutti i dolci e lo champagne migliore che abbiamo!

Angelica:           Va bene Direttore… (va in cucina)

Scena 17

Entra il Commissario di Polizia, Salvatore Nicolella accompagnato da un Ispettore.

Commissario:    Buongiorno! (entrando da destra)

Perseo:               Buongiorno prego, lei chi è?

Commissario:    Qua le domande le faccio io! Voi siete il Direttore dell’albergo?

Perseo:               Certo.

Commissario:    Io sono Salvatore Nicolella commissario di Polizia…

Pio:                    La polizia!

Commissario:    Ispettore, guardi che brutte facce… secondo me è il Direttore il colpevole!

Perseo:               Ma colpevole di cosa scusi?

Commissario:    Non lo so, ma io lo vedo già dalla faccia!

Ispettore:           Commissario, ma noi non dobbiamo trovare nessuno colpevole… siamo venuti a fare un controllo, perché c’è troppa confusione qui fuori…

Pio:                    Ma noi non c’entriamo nulla!

Commissario:    Secondo me c’entrate tutti invece! Lei oggi ha mangiato pasta col sugo!!

Pio:                    Io? No! Assolutamente!

Commissario:    E infatti noi abbiamo trovato tracce di sugo sul luogo del misfatto?

Ispettore:           Ma certo che no, commissario…

Commissario:    Visto? Allora lei c’entra. Lei invece (a Ferdinando) ha le scarpe sporche di fango!

Ferdinando:       No, lo giuro no!

Commissario:    E infatti non abbiamo trovato nessuna macchia di fango giusto?

Ispettore:           Ma no, commissario…

Commissario:    Visto? Un altro indizio a vostro sfavore… tutti c’entrate! Oggi ne sbatto uno dentro!!!

Sebastiano:        Ma chiste fa l’indagini tutt’o cuntrario?

Ispettore:           Commissario, noi siamo qui soltanto per capire cosa sta succedendo qui fuori con tutta questa folla…

Perseo:               Posso spiegare, è povera gente, che chiede guarigioni, miracoli… hanno saputo che in questo Hotel c’è stata un’apparizione e sono accorsi a vedere… tutto qui.

Commissario:    Voglio vederci chiaro… andiamo a interrogare la folla, secondo me il colpevole… è la folla! Direttore, venga con me!

Perseo:               Certo… Sebastiano, fai strada al Commissario e all’Ispettore…

Escono a destra dall’ingresso Hotel

Scena 18

Angelica entra il carrello con le torte.

Angelica:           Ecco i dolci… guardate che bei babà…

Dobberman:      (entrando da sinistra con il Clone sequestrato e imbavagliato) L’abbiamo trovato!

Pittbull:             L’abbiamo cercato in tutto l’hotel, ma l’abbiamo trovato finalmente!

Pio:                    Ma quella è l’apparizione! Cioè è Gesù Cristo!

Alberto:             (entrando) Dov’è? Dov’è? Si! Sì!! E’ mio!! Mio!!!

Pio:                    Ma come suo?

Alberto:             L’ho creato io!

Pio:                    Ma allora non è un’apparizione??

Alberto:             Ma no, è in carne ed ossa!!

Angelica:           Quindi questo è proprio Gesù Cristo quello vero!?

Alberto:             No! Questo è il clone di Gesù Cristo! Una copia perfetta che io ho clonato dall’originale, o meglio che avete clonato voi, senza saperlo…

Ferdinando:       L’uomo nella macchina!

Assunta:            E i miracoli?

Alberto:             Probabilmente era lui che li ha fatti… tecnicamente il mio Clone può fare anche i miracoli… lei è soltanto un illuso…

Pio:                    E allora io non sono più il Santo Salvatore…

Alberto:             Non lo è mai stato…

Ferdinando:       Pio, ma… allora tu sei soltanto…

Pio:                    ‘Nu strunze…

Ferdinando:       Apparte… dico, ma allora tu sei soltanto un uomo normale… e quello lì è un Cristo clonato!?

Pittbull:             Per errore la boccettina con il DNA è capitata nelle vostre mani…

Dobberman:      E a nuje c’avite dato ‘o sanghe d’a nonna…

Pio:                    Ci siamo scambiati le ampolline…

Alberto:             Esatto… la sostanza che avevate tra le mani era pronta per dare inizio alla clonazione… non appena fosse stata messa al freddo…

Assunta:            E voi avete messo il ghiaccio!

Ferdinando:       No! Voi l’avete messo! Io lo volevo senza ghiaccio!

Pio:                    No, tu lo volevi col ghiaccio!

Ferdinando:       No, io lo volevo senza ghiaccio, liscio…

Pio:                    Eh, ‘nu Campari soda…

Alberto:             Ad ogni modo… è colpa vostra che si è raffreddata…

Ferdinando:       E dateci una Tachipirina…

Alberto:             …è cresciuta e ora, la prima copia di Gesù Cristo… è qui!

Rosa Maria:       Ma allora esiste veramente?

Uderico:            Ma comm’è… voi fate la veggente e non sapete manco se esiste?!

Domenica:         Anche a voi dovrebbe essere apparso no?

Rosa Maria:       Volevo dire… che non è quello che vedo io…

Angelica:           Perché il vostro com’è?

Rosa Maria:       Mah… tene l’uocchie cchiù azzurre… i capelli più corti, le sopracciglia più marcate… è un po’ più muscoloso…

Ferdinando:       Signò! A vuje v’accumpare Raoul Bova!

Angelica:           La volete finire? Io vorrei sapere perché tutto questo?

Alberto:             Lo scopo della clonazione è creare tanti Gesù da vendere a tutti! Ognuno potrà avere il suo Messia personale in casa! Ognuno potrà farsi fare i miracoli che gli occorrono, moltiplicare il pane, camminare sull’acqua, confessarsi quando si vuole, o anche solo chiedere consigli!

Pio:                    Quindi… volete prendere questo Clone e farne altre fotocopie??

Ferdinando:       Ma che r’è ‘a carta d’identità? Mica è ‘nu documento che faje ‘e fotocopie!?

Pio:                    Ma non capisci questa è una follia!

Alberto:             Sì! Sì!! (con massima gioia)

Pio:                    Ma chist’ è pazzo?

Ferdinando:       Nooo! Per carità!! Nun luvà ‘a stima ‘a gente…

Alberto:             E voi avete rovinato i miei piani! Avete consumato l’intera boccettina con il DNA… Ora devo rifare tutto! (riferendosi al Clone) Ora devo ricreare la sostanza da cui posso clonare tutti i Cristi che vorrò!

Domenica:         Voi potete fare questo??

Alberto:             Sì!!

Domenica:         The face of dick!

Alberto:             Come?

Marzia:              ‘A faccia d’o ca… (subito gli viene tappata la bocca dalla madre)

Uderico:            Scusate, ma se quello è una copia di Gesù, come fate a tenerlo legato e imbavagliato, lui se fa un miracolo si può liberare!

Alberto:             Non può… finchè non lo voglio io, perché io controllo il suo materiale genetico con questo… (mostra il piccolo congegno di prima) tutti i suoi poteri sono sospesi… Lo porto con me in camera… e ricostruirò tutto il suo patrimonio genetico! Che ore sono?

Pittbull:             E’ l’una!

Alberto:             Oddio!! (urla poi si ferma e riflette) …però… come passa veloce il tempo eh? E io ho ancora un mare di cose da fare… e per colpa vostra devo accelerare tutto il procedimento… ho ancora da fare i prelievi, la scomposizione chimica… ah! (alzando il dito) Il sangue!

Dobberman:      S’ha fatto male ‘o rito! (gli succhia il dito sputando come se fosse ferito) Nun ve preoccupate Prufessò, mò se leva…

Alberto:             Ma cosa fai idiota!? Il sangue, dicevo… di una vergine…

Pio:                    Il sangue di una vergine?

Ferdinando:       Ce mancava sulo ‘o Conte Dracula…

Alberto:             …è un ingrediente essenziale perché la clonazione sia perfetta… (tira fuori una siringa)

Ferdinando:       Marò! No!! ‘A serenga no!!

Pio:                    Per favore mio fratello da piccolino, ha paura della puntura!

Alberto:             Non è a lui che devo farla! Ma al Clone! Gli sto iniettando un acceleratore di particelle… serve per fare in modo che il clone cresca molto più rapidamente di prima! In solo pochi minuti! Tra pochi minuti… il nuovo clone sarà pronto! Voi due! Teneteli sotto sequestro! E fate in modo che nessuno entri e nessuno esca da qui! (esce portandosi il Clone).

Scena 19

Assunta:            Marò! Pio! Pio!! Ci hanno sequestrati! (impaurita)

Pio:                    Moglie! Non avere paura… adesso lo fermiamo, e gli impediremo di fare questa sciocchezza!!

Angelica:           E come? Se riesce ad avere il patrimonio genetico di Gesù quello ne clonerà migliaia!

Ferdinando:       Pio, ma perché non gli dai il tuo di patrimonio genetico?

Pio:                    Io nun tengo nisciuno patrimonio genetico…

Domenica:         Come no! Lo avete ereditato dai i vostri genitori!

Pio:                    I miei genitori non mi hanno lasciato nessuno patrimonio genetico, mi hanno lasciato ‘nu debito genetico! Chistu ccà! Mio fratello!

Rosa Maria:       La Madonna me l’aveva detto che succedeva!! Io lo sapevo già!

Ferdinando:       Signò e se lo sapevate non ci potevate avvisare!

Rosa Maria:       Non è possibile cambiare il vostro destino! Me l’ha detto la Madonna!

Uderico:            Un momento possiamo scappare! C’è il quadro elettronico per suonare l’allarme!

I killer sparano volta per volta dove indica Uderico, distruggendo le apparecchiature

Pio:                    Ce steva… (dopo lo sparo)

Uderico:            Un momento, dietro quella porta c’è il comando d’apertura di tutte le porte!

Pio:                    Ce steva…

Uderico:            Aspettate, vicino a quel muro c’è il controllo di apertura e chiusura delle finestre!

Pio:                    Ce steva… (sempre dopo gli spari)

Uderico:            Possiamo comunicare solo con quel computer!

Pio:                    Stanno distruggendo tutti i comandi!

Ferdinando:       Grazie ‘o cazz! Stu’ scem ce sta facenn verè a una a vota!

Assunta:            Pio…Pio!! Mi sento di svenire…

Pio:                    Assù, nun fa accussì… te siente male? (la fa adagiare su una poltrona)

Uderico:            Su, signora, su…

Domenica:         Chiamiamo un professionista della salute umana che previene, diagnostica e cura malattie!

Uderico:            Chi?

Marzia:              ‘O duttore!!

Assunta:            Mi sento male…

Pio:                    Vuoi che ti porto all’ospedale?

Dobberman:      Arò jate… nun ve muvite a lloc…

Pio:                    Scusate, ma fateci uscire noi abbiamo bisogno di un medico!

Pittbull:             Da qua dentro non si muove nessuno…

Pio:                    Ma sei una carogna proprio! Di fronte a questa prepotenza… io resto proprio… illibbato!

Pittbull:             Nessuno può entrare e nessuno può uscire… Dobbermà, tu mettiti alle scale, e non far passare nessuno, io mi metto all’ingresso e controllo se arriva qualcuno…

Uderico:            Scusate, ma se qualcuno deve andare in bagno?

Dobberman:      E ci va in un altro momento in bagno!

Uderico:            E se uno la deve fare proprio in quel momento? Magari è un comune caso di cacca rituale?

Pittbull:             E che è ‘stu rituale?

Uderico:            Ci sono persone che la fanno ogni giorno, alla stessa, ora stesso minuto!

Dobberman:      E che teneno ‘o culo a orologeria?

Pittbull:             Ho detto nessuno si muova, e nessuno si deve muovere! Intesi! (si allontanano)

Pio:                    Ecco! Bravo Ferdinando!! Adesso siamo definitivamente chiusi qui dentro senza una via d’uscita per colpa tua!

Ferdinando:       Ma che vuoi da me?

Rosa Maria:       Ave ragione… La Madonna me lo aveva detto…

Ferdinando:       Scusate, ma la Madonna ve vene a dicere ‘e fatte mje!?

Pio:                    La colpa è tua! Tu sei un peccatore nato!! Tu sei nato con il peccato proprio originale!!

Ferdinando:       Ma perché, ‘o tuoje è favezo?

Rosa Maria:       Si è lui che attira il male sulla vostra famiglia!

Ferdinando:       Signò, ma faciteve ‘e fatte vuoste!

Pio:                    Hai confuso tu la boccettina con il sangue e hai fatto succedere tutto questo!

Ferdinando:       Io? Me l’hai data tu!!

Rosa Maria:       No! Siete stato voi, me l’ha detto la Madonna!

Ferdinando:       Scusate ma chi Maronna ve l’ha ritto a vuje?

Pio:                    Chella can un te fa passa ‘nu guaio!... E io! Che credevo di essere l’Unto del Signore…

Rosa Maria:       Piano, piano! L’unta sono io!! Sono io l’unta! Sono io l’unta!

Uderico:            Signò! E jateve a lavà!

Rosa Maria:       Qui la gente deve sapere che l’unica unta sono io!!

Domenica:         Ma ci sono centinaia di persone inviate da Dio!

Rosa Maria:       Ma tra tutti gli unti, la più grande unta sono io!

Ferdinando:       Mò ha ritto bbuono.

Rosa Maria:       Dico bene? Sono io la più unta?

Ferdinando:       Sissignore, vuje site proprio a cchiù granda ‘nzevata mmiez a tutt’è nzevate, vabbuò??

Rosa Maria:       Uèè! A chi ‘e ritt’ ‘nzevata?! (si scaglia contro Ferdinando ne deriva un parapiglia) L’aggia accirere!!

Pio:                    Signò lasciatelo quello è mio fratello!

Rosa Maria:       Nun me ne fotte! L’aggia accirere!

Pio:                    Signò lasciatelo, è mio fratello!

Rosa Maria:       Nun mi interessa l’aggia accirere!

Pio:                    Ve sto dicenno che è mio fratello! L’aggia accirere io!!!

Ferdinando:       Ma perché me vulite accirere??

Scena 20

Domenica:         Signora, adesso però alzatevi su… non fate così, non piangete… Uderico, hai un fazzoletto?

Uderico:            No…

Domenica:         La signora deve eseguire una pulizia delle cavità nasali mediante l’espulsione di mucose in eccesso…

Uderico:            C’adda fa??

Marzia:              S’adda sciuscià ‘o nase!!

Uderico:            Ma io il fazzoletto non ce l’ho. Arrangiatevi… come avviene nei casi di cacca e mò.

Pio:                    E sarebbe?

Uderico:            Sarebbe quando voi finite di fare, vi girate per pulirvi, e vi accorgete che è finita la carta igienica… e allora dite: e mò?

Pio:                    Ma faciteme ‘o favore!! Abbiamo delle cose importanti a cui pensare!

Assunta:            Non riesco più a muovere le gambe…

Pio:                    Alzati Assù forza, fatti forza! Non piangere sempre, stai sempre a lacrimare, sei lacrimogena proprio!

Uderico:            Ma ‘a signora nun se fira…

Pio:                    Nun ve preoccupate, è un fatto nervoso… mia moglie è così di carattere, quando le prendono i nervi lei… sodomizza…

(Tutti i maschi presenti si difendono le terga in maniera buffa e vistosa)

Angelica:           Lo scienziato ha detto che per clonare bisogna usare il freddo… ma scusate, non dovrebbe essere il contrario?

Uderico:            E che ne so…

Rosa Maria:       Scusa, ma tu che lavori qui, non conosci un modo per uscire?

Uderico:            E non lo so…

Domenica:         Non c’è un condotto d’areazione?

Uderico:            Sì, sì ci stà… però… non lo so dove sta…

Pio:                    Una linea telefonica per contattare l’esterno?

Uderico:            Eh, non lo so, non lo so…

Ferdinando:       Nun saje niente?

Uderico:            No…

Ferdinando:       E come fa la cacca la pecora?

Uderico:            A palline…

Ferdinando:       E la gallina?

Uderico:            Liquida…

Ferdinando:       Uderì… ma tu ne capisce sulamente ‘è merda? Ma vafancul!

Angelica:           Per favore non litigate! Pensiamo come fare per impedire che il Professore faccia questa cosa!

Domenica:         Esatto! Avete sentito cosa ha detto l’esperto che usa metodi scientifici nella ricerca?

Assunta:            Chi?

Marzia:              ‘O scienziato!

Uderico:            Contessa e parlate potabile pe’favore! Che ha detto lo scienziato?

Domenica:         Ha affermato che affinchè la clonazione riesca, c’è bisogno di  un prelievo venoso di liquido ematico di una donna che non ha mai avuto rapporti di tipo sessuale!

Pio:                    Il sangue di una vergine!

Uderico:            Contessa, scusate la domanda, ma è necessario farla… e voi siete vergine?

Domenica:         Ma se ho prole!

Uderico:            ‘A contessa ce prore…

Angelica:           Ha detto prole!

Marzia:              Ten’ ‘na figlia!

Uderico:            Ah, giusto… Signora Boncristiano… voi siete vergine?

Assunta:            No, Capricorno…

Pio:                    Assunta! Per piacere! Uderì, nuje avimme fatto tre figli!

Uderico:            Signora Altera… scusate, voi siete vergine?

Pio:                    Ma che so ‘sti domande! Quella è una veggente!

Rosa Maria:       E che ci azzecca… io, veramente…

Pio:                    Ma comm’è… una veggente…?

Rosa Maria:       E sò veggente, mica so scema!

Uderico:            E nemmeno voi lo siete. Chi è rimasta?

Angelica:           Io!

Uderico:            Tu… eh! E che te lo chiedo a fare a te? E si tu sì vergine… je songo Madre Teresa di Calcutta!

Angelica:           Hei! Un momento cosa volete dire!?

Pio:                    Ma niente… solo che tu sei una ragazza… come si dice…

Uderico:            Strafottente...

Pio:                    No… che non se ne fa più di tanto...

Uderico:            Menefreghista...

Pio:                    No… nel senso che non sta molto a pensare alle cose…

Uderico:            Distratta...

Pio:                    No...

Uderico:            Comm'è sta guagliona?

Pio:                    Una che prende le cose alla leggera... Ci sono! Frivola.

Angelica:           Ah! Quindi io sarei frivola!?

Pio:                    E mica è na brutta parola! Ferdinà, spiega che vuol dire frivola…

Ferdinando:       E' quando uno dice... uè nun t'è magnate e maccarun? Che facimm e ghittam? No, fà na cosa, frivole...

Pio:                    Quindi una donna frivola è una donna che fa...

Angelica:           ‘A frittata e maccarune...

Pio:                    Esatto.

Angelica:           Ma pe’ favore… invece di dire sciocchezze… ve lo dico io chi è l’unica vergine qui dentro… è la contessina Marzia!

Domenica:         Mia figlia!

Assunta:            Uh mamma mia! ‘A criatura!

Angelica:           E dobbiamo salvarla dalle mani di quel criminale!

Domenica:         E come si fa...?

Pio:                    Ho trovato! Io ho un’idea! Ferdinà…

Ferdinando:       Eh?

Pio:                    Tu ‘è fa ‘a femmena!

Ferdinando:       Tu vir’ e’ fa l’omme invece!!

Pio:                    No, tu devi diventare femmina!

Ferdinando:       Io? Ma tu si pazze? Non incominciamo! Ma che te miso ‘n capa?

Pio:                    Mica ti devi operare o passare all’altra sponda! Io parlo di un travestimento!!

Ferdinando:       Aggia fa ‘o travestito?

Pio:                    Diremo allo scienziato che tu sei una donna vergine e lui prenderà il sangue tuo! Così la clonazione fallirà!

Ferdinando:       Ma chi?? Nun se ne parla!! A me mi fa impressione ‘a siringa!! Tu lo sai bene che quando ero piccolino tenevo proprio ‘o terrore!

Angelica:           Solo tu ci puoi salvare!

Rosa Maria:       Dovete solo buttare via un po’ di sangue!

Ferdinando:       Ma jettalo tu ‘o sanghe! Nessuna siringa e nessun travestimento! Io la femmina non la faccio!!

Pio:                    Dobbiamo salvare questa bambina!

Ferdinando:       Contessa non è per voi, abbiate pazienza, ma nun è cosa…

Domenica:         Lasciatelo stare… come si dice, l’octopus vulgaris raggiunge una cottura ottimale nei suoi stessi liquidi corporei…

Ferdinando:       E cioè?

Marzia:              ‘O purpo se coce din’t a ll’acqua soja!

Uderico:            (con un gesto di stizza) Ma l’avimma salvà pe forza a chest?

Angelica:           Ma scusate cosa vi costa travestirvi da donna?

Ferdinando:       Signorina, io sono un maschio orgoglioso! E a me certe tendenze non le tollero proprio!

Pio:                    Ferdinà, ma tu ti devi aprire!

Ferdinando:       Pio, tu invece t’e a chiurere! Dint’ a ‘nu manicomio!

Angelica:           Ho capito! Me la vedo io!

Ferdinando:       Cioè?

Angelica:           Stanno entrando! Salite qui sopra!

Lo fa mettere forzatamente nel carrello delle torte e lo porta in cucina

Pittbull:             Uè! (entrando in scena) Ma che sta succeranno ccà?

Angelica:           Niente…

Pittbull:             E tu dove vai?

Angelica:           Vado a portare questi dolci in frigo…

Pittbull:             E perché?

Angelica:           Sennò si squagliano…

Pittbull:             Pure tu mi fai squagliare a me…

Angelica:           Permesso… (esce verso la cucina con Ferdinando nascosto nel carrello)

Uderico:            (nel darle una mano) Comme pesa ‘stu babbà…

Pittbull:             Dobbermà, (al collega che intanto si è affacciato anche lui) chest’ ce stà… (viano)

Scena 21

Pio:                    E adesso cosa facciamo?

Spettatore:         Ah, ah, ah…

Pio:                    Siamo rovinati!

Spettatore:         Ah, ah, ah!

Pio:                    Oh, ma che rire a fa?

Spettatore:         Tu prima hai detto che ti disturbavo e tu dovevi recitare, adesso sto ridendo e pure do fastidio?

Pio:                    Scusami tanto, ma abbiamo un problema serio da risolvere e non c'è niente da ridere...

Spettatore:         E quale sarebbe il problema?

Pio:                    C'è uno scienziato pazzo che vuole clonare Gesù Cristo e farne migliaia di copie!

Spettatore:         Embè? Qual'è la cosa che ti turba? Non è lecito clonare?

Pio:                    Si, ma lui vuole farlo con Gesù Cristo e non è una cosa giusta!

Spettatore:         Ah, se non lo stesse facendo a Gesù Cristo, ma ad uomini semplici e normali sarebbe giusto?

Pio:                    Certo...

Spettatore:         Quindi tu ti stai scaldando tanto per difendere Gesù Cristo che non ha bisogno di essere difeso, essendo una divinità, ma non sei disposto a schierarti a difesa dell'uomo normale?

Pio:                    Ma che stai dicendo?

Spettatore:         E quindi pensate che per essere uomini giusti dovete schierarvi dalla parte di Dio, ma dimenticate troppo spesso di schierarvi dalla parte dell'uomo, poichè è nell'uomo che Dio si nasconde!

Pio:                    Oh, ma a vulisse fa tu ‘a cummedia?

Spettatore:         Si! (sale sul palco) E' aiutando gli uomini che si aiuta Dio, è amando gli uomini che si ama Dio, Dio è nell'uomo, se vuoi fare qualcosa di buono per lui difendi le ingiustizie fatte contro gli uomini piuttosto che quelle fatte contro Dio!

Pio:                    Ma l'uomo è fatto ad immagine e somiglianza di Dio...

Spettatore:         E voi avete fatto invece un Dio ad immagine e somiglianza degli uomini! Ti posso dire una cosa? Tu Dio non lo conosci proprio....

Pio:                    Perché ‘o cunusce tu?

Spettatore:         Si! E molto bene!

Pio:                    Scusa vuoi dire che tu sei contrario a qualsiasi clonazione?

Spettatore:         Chiaramente! la vita umana è qualcosa che va valutata e non va trattata come un prodotto che può essere comprato e venduto.

Pio:                    Va beh… ma se si usa per creare organi per persone che hanno bisogno di un trapianto…

Spettatore:         La vita umana non può essere trattata come "materiale di scarto”

Pio:                    …ma la scienza ha raggiunto livelli che intervengono direttamente sul bambino prima ancora di nascere e...

Spettatore:         …Poiché sei tu che hai formato le mie reni, che m'hai intessuto nel seno di mia madre. Le mie ossa non t'erano nascoste, quand'io fui formato nel segreto e tessuto nelle parti più basse della terra. I tuoi occhi videro la massa informe del mio corpo; e nel tuo libro erano tutti scritti i giorni che m'eran destinati, quando nessun d'essi era sorto ancora… Vi ho creati unici e irripetibili, identici solo nelle cose più belle, e voi avete fatto di tutto per diventare tutti uguali, tutti clonati nel vostro cervello, tutti identici nel modo di pensare, non avete bisogno di clonarvi siete già tutti identici! Sono altre le cose che vi rendono diversi, non certo quelle che vi propina la società per farvi odiare l'uno con l'altro! E sono ben altre anche le cose che vi accomunano, che enfatizzano le nostre somiglianze  e non le nostre differenze… perchè in questo mondo non si parla d'altro se non delle vostre differenze… è tutto quello di cui parlano i media e i politici, le cose che vi separano, le cose che vi rendono differenti… E’ la classe dirigente che vuole dividere la gente lasciando le classi inferiori e medie a combattere tra di loro così che loro, i ricchi, possano scappare con tutti i cazzo di soldi!

Pio:                    Tu dici?

Spettatore:         Razza, religione, background etnico e culturale, lavori, reddito, istruzione, status sociale, sessualità… tutto ciò che può farvi continuare a combattere l'un l'altro! Così che loro possano non pagare le tasse e continuare ad andare in banca e tenersi i soldi e voi altri pagare tutto e fare tutto il lavoro!

Pio:                    E c’avimma fa…?

Spettatore:         Dovete tornare a tutte le piccole cose che abbiamo in comune, quei piccoli momenti universali che condividiamo tutti separatamente, le cose che ci rendono uguali, così piccole che a malapena ne parliamo… fate tutti le stesse cose… avete mai guardato l'orologio e dopo non sapevate che ora sono, e quindi dovete guardare di nuovo? Vi è mai capito che di mercoledì siete convinti che sia giovedì e continuate a pensarlo tutto il giorno? Vi siete mai trovati in piedi in una stanza di casa vostra senza ricordare perchè ci siete entrati? Vi è mai capitato di parlare da soli in una stanza e quando entra qualcuno fingete di cantare? Vi siete mai trovati in un treno con altro treno fermo nel binario accanto e uno dei due comincia a muoversi e  non capite quale? Avete mai provato a sollevare una valigia che pensavate fosse piena ma non lo era e fate… (simula il gesto) … Avete mai provato a dire a qualcuno che ha sporco in faccia e non siete mai riusciti a fargli pulire il punto giusto? E quando stai salendo le scale e pensi che ci sia un altro gradino e invece sono finiti e fate così col piede a terra (simula il gesto)? Siete tutti uguali!

Pio:                    Ma noi…

Spettatore:         Avete la presunzione di credere che siete animati solo da buone intenzioni. L’uomo non è in una posizione per esercitare la responsabilità o il giudizio richiesto per governare cose serie come la vita... vai adesso continua pure la tua commedia… alla fine la vostra vita questo è una commedia…

Pio:                    Te ne vai?

Spettatore:         Sì… (è in platea)

Pio:                    …e non vuoi vedere come va a finire?

Spettatore:         Io già lo so, come va a finire…

Pio:                    Ma almeno mi vuoi dire chi sei?

Spettatore:         Finisci il tuo spettacolo e alla fine me lo dirai tu... chi sono.

Via sulle note di Jesus Christ Superstar

Scena 22

Entrano Angelica e Ferdinando da destra, dalla cucina. Ferdinando è vestito da cameriera. Escono con il carrello dei dolci e dei babà di nuovo.

Angelica:           Eccoci qui…

Pittbull:             E quella chi è?

Angelica:           Digli, chi sei?

Ferdinando:       Io sono… (riceve un colpo da Angelica che gli raccomanda di cambiare voce quindi riprende sforzandosi di fare una voce femminile) Io… sono… Nanda…

Dobberman:      Nanda?

Angelica:           Sì… perché nun ‘a cunuscite a Nanda?

Dobberman:      No, signurì, annand’ nun a cunuscimme, faciteme verè si a cunosco areto… (guardano il sedere di Ferdinando)

Pittbull:             Non male…

Ferdinando:       Mo ‘e dong’ nu cazzott ‘n faccia…

Angelica:           E’ la seconda cameriera…

Pittbull:             Ma i dolci non dovevate posarli?

Ferdinando:       Sì, li abbiamo posati… (sbaglia e viene ripreso da Angelica)

Dobberman:      Quelli stanno qui… li avete portati di nuovo…

Ferdinando:       Ehm… li abbiamo portate di nuovo qui… perché… noi così facciamo, li portiamo avanti e indietro… (inizia a muovere il carrello avanti e indietro come cullando un neonato in un carrozzino) avanti e indietro, avanti e indietro…

Angelica:           L’ha pigliate po’ carruzzine…

Ferdinando:       Ssst!

Dobberman:      Se sò addurmute?

Angelica:           No eh… veramente… ho pensato che era stato maleducato portarli via e non farveli neppure assaggiare… (fa cenno a Ferdinando di offrirne qualcuno)

Pittbull:             Gentilissima…

Ferdinando:       (porgendo un vassoio) Li ho preparati io con le mie manine… (poi senza farsi sentire, ad Angelica) Perché ci siamo portati di nuovo questo carrello appresso??

Angelica:           Statte zitte! Per nasconderci la bimba!! (va a prendere la bimba per nasconderla)

Dobberman:      Je voglio ‘o babà…

Pittbull:             E ce ne stanno quante ne vuò…

Angelica:           Muoviti presto piccolina sali qui sopra ti nascondo in cucina! (senza farsi vedere mentre i due killer mangiano)

Ferdinando:       Ha fatto pure ‘a poesia…

Marzia sale sotto il carrello dei dolci di nascosto mentre Pittbull e Dobberman stanno assaggiando i babà

Angelica:           Vabbuò basta… avete mangiato assai! (porta via il carrello dei dolci mentre stanno mangiando) ve state facenno troppo chiatte! Ve facite venì ‘o diabete!

Dobberman:      Mò vè purtate nata vota?

Scena 23

Alberto:             (entrando con il Clone che affida a Dobberman) Ecco! E’ quasi pronta! Manca solo il sangue di una vergine!

Angelica:           Permesso devo portare queste torte in cucina!

Alberto:             Nessuno si muova! Mi serve una vergine!

Ferdinando:       Sono io! L’unica vergine che ci sta!

Alberto:             Tu?

Ferdinando:       Ve lo giuro sono vergine… ve lo giuro che deve morire questo signore… (a Pio)

Alberto:             E ti credo! Chi l’avrebbe avuto mai questo coraggio!! (ride scompostamente)

Ferdinando:       Mò ‘o vatto proprio a ‘stu scem…

Rosa Maria:       E vabbuò cacciate ‘sta siringa ‘e facite ‘stu prelievo, tengo ‘e cliente in attesa!

Alberto:             Sì, ma non serve la siringa… (tira fuori il materiale per una corposa trasfusione)

Ferdinando:       M’ha pigliato pe’ ‘na damigianella ‘e vino!

Alberto:             Cosa?

Pio:                    No, dice… che si sente come una damigella…

Ferdinando:       Ma quanto sangue dovete prendere??

Alberto:             Almeno due litri!

Ferdinando:       ‘A faccia mia! Duje litri!

Pio:                    Ma non vi basta un litro solo?

Alberto:             Con un litro non ci faccio niente…

Pio:                    Ma perché con un litro quanto fate?

Ferdinando:       Stanno ‘ncopp ‘a pomp ‘e benzina!

Alberto:             Avanti… scopritevi… (alza una siringa) andiamo avanti con l’introduzione…

Ferdinando:       Maronna mia, Pio, dammi la mano…

Alberto:             Suvvia, non vi farò sentire niente…

Ferdinando:       Fate piano… sapete, siete il primo… (a Pio) je so’ vergine no? E’ passà nu guaio… frate ‘e buono… Ahia! (sulla puntura) M’ha trafitta…

Pio:                    Chill’ è D’Artagnan… ten’a spada…

Alberto:             Basta così… prima esaminerò solo un piccolo campione al microscopio… Tu, (a Pittbull) Mantieni questa… (passa la Trina a Pittbull, estrae del sangue e poi lo guarda al microscopio)

Angelica:           Ciao! (a Pittbull)

Pittbull:             Uè, Angelica… (sorregge la Trina goffamente tenendola in alto)

Angelica:           (impacciata cerca di distrarlo) Come… come sei… come sei bravo a mantenere le cose…

Pittbull:             Eh (imbarazzato) io sono… un mantenit… un mantenim… (a Dobberman) comme se rice?

Dobberman:      ‘Nu mantenuto…

Pittbull:             Chill’è pateto…

Angelica:           No voglio dire che sei proprio un uomo forte, deciso, guarda come mantieni bene in alto questa boccettina…

Pittbull:             Ve piace?

Dobberman:      Comme, me pare ‘o otto ‘e coppe…

Angelica:           Molto, mi vengono i brividi, guarda… ho la pelle d’oca, tocca… (si scopre)

Pittbull:             Mamme ‘e Pumpeie…

Angelica:           Tocca tocca…(cerca di fargli perdere dalle mani sia la pistola che la boccettina)

Alberto:             No!!! (urla)

Pio:                    Ch’è state?

Alberto:             Questo sangue!

Ferdinando:       Maronna che tengo? Tengo coccose?

Assunta:            E statte zitte!

Ferdinando:       Chill’ è ‘o sanghe mje! Si tengo ‘na malatia?

Alberto:             I cromosomi!

Ferdinando:       ‘E visto? Tengo ‘e cromosomi dint’o sanghe!

Alberto:             Tutti li abbiamo! Solo che i tuoi non sono normali!

Assunta:            Pio t’e l’aggio sempre ditt’ can un er’ normale…

Pio:                    Perché non sono normali?

Alberto:             Tu… tu hai una Y!

Ferdinando:       No… teng ‘a Mercedes!

Alberto:             Una Y e una X! Una donna di X ne ha due!

Ferdinando:       Che tengo?

Pio:                    Ha ritt: tiene un’X e un’ X doje…

Ferdinando:       Che staje facenn’a  schedina?

Alberto:             I tuoi cromosomi sono X e Y! Tu sei un uomo!!

Pio:                    Ma vedete bene forse avite ‘mbrugliato ‘e lettere!

Alberto:             No! L’imbroglio lo volevate fare voi! (tira i capelli a Ferdinando, scoprendo che è un maschio)

Dobberman:      Pittbù! Ma chill’è Ferdinando! Oh! A vuò fernì è fa ‘o fareniello!?

Pittbull:             Ma che vuò?

Alberto:             Mi volevate ingannare! Ma io so dove prendere il sangue di una vergine! La bambina dov’è?

Domenica:         No! Mia figlia no!

Pittbull:             (Angelica si è posta avanti a Pittbull, facendosi abbracciare al collo, con questo gesto gli toglie dalle mani pistola e boccettina).

Angelica:           Et voilà! (mostra la pistola e la boccettina rubate a Pittbull)

Alberto:             Imbecille!

Dobberman:      Pittbù! ‘E femmene si nun te staje accorto te levano pure ‘è mutande a cuollo!

Pittbù:               Uh marò…

Ferdinando:       Angelica! Vieni qui!!

Angelica attraversa la scena e va verso Ferdinando, ma tiene la pistola puntata e li spaventa, allora si volta dalla parte opposta e spaventa gli altri, fa questo un paio di volte, lazzi a soggetto.

Angelica:           Non so usare una pistola cosa volete da me!? Tenete qua! (consegna la Trina a Ferdinando) Non farete del male a quella bambina!

Alberto:             Datemi la Trina!!

Pio:                    Che vuole??

Alberto:             Voglio la Trina!

Pio:                    Ferdinà, chiste te sape… te va truvanno…

Ferdinando:       Puozze itt’ò sanghe… tu e isso…

Alberto:             Datemi subito la Trina! Me ne basta anche metà!

Pio:                    Allora nun vò a te Ferdinà… isso vò meza latrina…

Ferdinando:       Embè?

Pio:                    Tu sì ‘na latrina sana sana…

Ferdinando:       Te pozzono accirere… Scusate Professore… noi non sappiamo cosa state cercando… cos’è questa latrina ?

Alberto:             La Trina! La tenete in mano!

Ferdinando subito la passa a Pio.

Pio:                    E che fai? Me la dai a me?

Ferdinando:       Chiste  è miez pazzo… va a fernì ca m’accire pure!

Pio:                    E perché io pozzo murì?

Ferdinando:       Tu sì santo salvatore, quando buono buono dopo tre giorni risusciti!

Pio:                    Puh! (gli sputa in faccia) ‘e passà ‘nu guaio…!

Alberto:             (a Pio) Datemi questa boccettina!

Angelica:           Lasciatelo stare o vi… vi… ve votto ‘na pistola appriesso! (impacciata con la pistola)

Alberto:             Datemela! (afferra Pio) Ho detto datemela!!

Ferdinando:       Noo!! (prende la Trina dalle mani di Pio e scappa prendendo le scale)

Alberto:             Maledetto! (poi a Dobberman) Inseguilo!! Inseguilo!!

Dobberman:      ‘Nu mumento!! (corre ma impacciato perché ha il Clone con lui)

Dobberman e Alberto inseguono Ferdinando per le scale

Domenica:         Lo uccideranno!!

Uderico             E sparalo! (ad Angelica)

Angelica:           Chi cacchio sapè sparà?? Tiè! Sparalo tu!!

Pio:                    Ferdinando, ti salvo io!!!

Rosa Maria:       E’ inutile, nun c’ha facite… ho visto in una visione che alla fine moriva qualcuno…

Assunta:            Marò! S’è mise comme ‘e na ciucciuvettola!! Cammina!!!

Escono tutti per le scale a rincorrere Ferdinando

Scena 24

Pittbull come se avesse intuito qualcosa non corre dietro gli altri, ma si avvicina al carrello e sta quasi per scoprire la tovaglia sotto cui è nascosta Marzia, ma il rumore dell’ascensore lo fa scappare e si nasconde. Entra dall’ascensore Ferdinando e versa la trina un po’ in tutti i babà che stanno sul carrello. Viene visto da Pittbull che lo spia di nascosto.

Ferdinando:       (dopo aver versato la Trina, scoprendo la tovaglia del carrello rivolto a Marzia) Senti a zio, adesso io ti porto in cucina e nascondo questi babà al loro posto in frigorifero… tu non fare rumore, resta nascosta qui sotto hai capito? (entra in cucina col carrello)

Pittbull:             (furtivo) Ah… lo dicevo io che era strano che sto carrello andava avanti e indietro troppo spesso…

Ferdinando esce dalla cucina e Pittbull, alle sue spalle furtivamente si infila in cucina

Alberto:             (entrando dall’ascensore a sinistra portandosi dietro anche il Clone) Eccolo! Stanalo!! Stanalo!

Dobbermann:    (entrando da sinistra, punta la pistola su Ferdinando) M’ha pigliato pe’ ‘nu cane ‘ e caccia… (a Ferdinando) Fermo o ti sparo!

Angelica:           (entrando alle sue spalle dalle scale) No, tu fermo o ti sparo!

Uderico:            (entrando alle spalle di Angelica con la scopa) Nessuno si muova!

Alberto:             Non ci riuscirete! Non mi impedirete di clonare Gesù Cristo!! Consegnatemi subito la boccettina con la trina!!

Pio:                    Ma anche se avete quella roba non potrete clonare, il sangue di una vergine, qui, non c’è!

Alberto:             Non si trova neppure una vergine?

Pittbull:             (dalla cucina entra) Guardate in cucina chi ho trovato? (ha preso in ostaggio Marzia)

Alberto:             Sì! La vergine!!

Pio:                    Aspettate! Due litri di sangue per una bambina sono troppi!

Domenica:         Ma morirà!!!

Alberto:             Ho sempre sognato di sacrificare una vita per il bene della scienza!!

Pittbull tira fuori un coltellino a scatto

Domenica:         Noo!! Fermatelo!!

Alberto:             E ora ditemi la Trina, dov’è?

Pittbull:             Prufessò, ve lo dico io la Trina dove sta… l’ha versata Ferdinando prima sopra i dolci!

Alberto:             Voi avete fatto questo?

Ferdinando:       Ehm… sissignore… l’aggio spruzzata ‘n copp ‘e babà…

Pio:                    ‘N copp ‘e babà? A us’è Rhum?

Alberto:             No!! Cosa avete combinato!! Dove sono questi babà?

Pittbull:             Stanno lì i babà…

Alberto:             Come?

Pittbull:             Stanno lì i babà…

Dobberman:      Stanno Alì Babà…!

Pittbull:             …eh, stanno Alì Babà e i quaranta ladroni!

Alberto:             Dove sono questi babà!!?

Pittbull:             In cucina!

Alberto:             Datemi subito questi babà!!

Sebastiano:        (entrando) Professò, e li tenete vicino due babà…

Alberto:             Come??

Sebastiano:        Eccoli, due babà e vuje mmiezo site ‘nu bellu cannuolo…

Dobberman:      Uè, guardate ca’ io ve sparo!

Perseo:               (entrando) Non credo mio caro signore…

Pio:                    Direttore! Ma non eravate rimasti fuori?

Perseo:               No, siamo…dentro. E non siamo soli.

Ispettore:           (entrando alle sue spalle) Alzate le mani e posate tutte le armi! Siete circondati, ci sono poliziotti in tutto l’albergo…

Alberto:             Ci hanno incastrati!!

Pittbull:             Spara Dobbermà!

Sebastiano:        Tiè! (rompe sulle teste dei due killer due bottiglie che ha poco prima preso senza farsi vedere alle loro spalle)

Ferdinando:       Aggio ritt’ je, ca n’copp ‘è babbà ce vò ‘o rhum!

Sebastiano:        A me piacciono belli inzuppati…

Pittbulll:            Dobbermà… ma ch’è state? ‘O terramoto?

Dobberman:      A me me caruto l’albergo ‘n capa…

I due cadono a terra.

Ispettore:           Professore Zichicchirichì, lei è in arresto…

Alberto:             Eh… no! (in maniera capricciosa e infantile) No, no e no! Proprio adesso che c’ero quasi riuscito!!

Domenica:         La mia bimba è salva!!

Marzia:              Mamma! (si abbracciano)

Domenica:         For twenty nine and thirty…

Tutti:                 Cioè?

Marzia:              Pe’ vintinove e trenta…

Pio:                    Ma da dove siete entrati?

Ispettore:           Dai bagni…

Perseo:               Uderico, sentendo sempre cattivo odore, ha pensato a un guasto nei gabinetti… e ha lasciato aperto il canale di scarico generale, e noi siamo passati da lì dentro!

Ferdinando:       Quando si dice: puozze passà rint’a nu cess…

Rosa Maria:       E come avete fatto? Non era tutto sporco?

Uderico:            Uè! Madama Alterigia! Quale sporco!? Io me faccio nu mazzettin’ tanto, tutte e juorne a pulezzà!

Ispettore:           Era pulitissimo… una cosa da non credere… abbiamo potuti introdurci nei gabinetti senza sporcarci quasi per niente…

Commissario:    Arrestateli! Arrestateli! (entrando con dei pezzi di carta igienica addosso e alcune verdure in testa) Li ho incastrati io!! Sono il commissario!

Scena 25

Ispettore:           Da tempo seguivamo i movimenti del Professore, i servizi segreti erano a conoscenza dell’intenzione da parte della Clonaix, di rubare la Sacra Sindone allo scopo di prelevarne il sangue, ma la notizia non era una fonte certa. E fu allora, che a scopo precauzionale, con la complicità del Papa, fu sostituito il lenzuolo originale con una copia identica ma falsa. Che è quella che poi è stata trafugata…

Commissario:    E da cui avete preso il falso sangue con cui avete fatto la clonazione!

Alberto:             Maledetti!

Commissario:    (ad Alberto) E che te credive ca ch’er?

Pio:                    Ma se il lenzuolo da cui hanno clonato… era un falso… allora… questo non è Gesù Cristo!

Ispettore:           Assolutamente no.

Ferdinando:       E’ ‘nu pezzotto…

Alberto:             Me la pagherete tutti! Tutti! (ride) Illusi! Non fermerete il progresso della scienza!! (mentre lo portano via)

Ferdinando:       Intanto avimmo fermato ‘sta strunzata ca stive facenno! Clonare Gesù Cristo jamme… ma comme se po’ penzà na cosa del genere? Solo ‘nu pazzo…

Uderico:            Overo… Niente meno se putesse scrivere ‘na cummedia ‘ncopp a stu fatt…

Vengono portati via Dobberman, Pittbull e Alberto.

Pio:                    E se questo… (al Clone) non è Cristo… ma allora… chi è?

Ispettore:           Non saprei…

Uderico:            Nun è nisciuno jà…

Sebastiano:        Eh, mò ‘o jttamme che dici?

Angelica:           Va bè, ma adesso esiste… non ha un nome, una casa, una famiglia, come farà a vivere?

Commissario:    A questo penserà il Signor Boncristiano…

Pio:                    Io?

Commissario:    Certo. Voi l’avete clonato, e voi vi assumete la paternità.

Ferdinando:       Dai la mano a papà dai… (invita il Clone a dare la mano a Pio)

Ispettore:           La legge prevede che in questi casi a un individuo clonato sia garantita una famiglia, un’istruzione, benessere economico e ogni necessità, vita natural durante. Tutto a spese di colui che lo clona… che lo fa nascere insomma.

Assunta:            Ma se vogliamo… l’ha fatto nascere mio cognato…

Ispettore:           Ci risulta che il Signor Ferdinando sia a carico vostro… essendo nullatenente. Signor Pio siete voi il capofamiglia.

Commissario:    L’ho detto io, voi ve lo dovete crescere… e lo dovete addestrare alla vita… e sono a spese vostre pure le prime vaccinazioni del trovatello…

Pio:                    Lo faccio sverminare?

Ferdinando:       Essì, chill è ‘nu cucciolo ‘e York Shire…

Ispettore:           Complimenti anche a lei Boncristiano, (a Ferdinando) avete saputo gestire la situazione e ci avete fatto assicurare alla giustizia un pazzo criminale, che avrebbe potuto combinare guai molto seri…

Perseo:               I Boncristiano sono eroi per la terza volta!! Ed è accaduto nel nostro albergo! Propongo un brindisi!

Ferdinando:       Hai visto? Stavolta l’eroe sono un poco pure io no?

Pio:                    Ma come ti è venuto di mettere la Trina nei babà?

Ferdinando:       In un posto dove loro non andavano mai a guardare! Se entravano in cucina, trovavano tutto al loro posto, e non si accorgevano di niente, capito?

Pio:                    Fratello mio! (lo abbraccia)

Perseo:               Bisogna festeggiare!! Angelica! Uderico! Prendete i dolci, lo champagne! Brindiamo!

Rosa Maria:       E che ci magnammo? I dolci con la Trina dentro?

Uderico:            Signò! Nuje magnammo ‘na latrina a tant’anne! Sai quanta munnezza ci magnamme tutt’e juorne e nun ‘o sapimmo!!

Angelica:           Ma quando mai… nel frigorifero stiamo pieni di dolci… (entrando in cucina)

Pio:                    Ferdinà, ma tu quei babà dove li hai nascosti?

Ferdinando:       E dove li dovevo mettere? Nel frigorifero!

Pio:                    Nel frigorifero?

Perseo:               Cioè, lei ha messo…

Sebastiano:        I babà…

Domenica:         Con la Trina dentro…

Assunta:            Nel frigorifero…

Uderico:            Al freddo…

Angelica:           Mio Dio!! (uscendo dalla cucina col carrello)

(escono dalla cucina vari Cloni, tutti identici tra loro, qualcuno sul carrello di Angelica)

Pio:                    Ferdinà… (preoccupato)

Ferdinando:       Vabbuò… è bella ‘a famiglia numerosa… no?

Pio:                    Ferdinà… (nervoso)

Ferdinando:       Pio… aspetta… mò risolviamo… (inizia a fuggire)

Pio:                    Ferdinàà!! (gli corre dietro adirato)

Sipario

FINE

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