Seri problemi

PROBLEMI SERI

SERI PROBLEMI

(SPLITTING ISSUES)

di

Sam BOBRICK

Traduzione di

Maria Teresa Petruzzi

LA SCENA

La commedia, composta da nove sketches, pu essere realizzata con un minimo di arredamento, cio sedie, un divano, sgabelli etc. Un sipario sul fondo sufficiente

PRIMO ATTO

Scena 1.

TEMPO: Presente - Una sera di primavera

IL LUOGO: Il salotto di Gwen e Pete Darren, una coppia sui 35

anni. Dietro un tavolino da caff c un divano, con due

sedie ai lati. Vicino al divano c un tavolino da caff.

La porta dingresso dellappartamento dovrebbe essere

fuori scena. Due mezze porte basculanti dnno nella cuci-na. Su un tavolino dietro le porte suddette, sono visibili piatti, bicchieri da vino ecc.

(Allalzarsi del sipario, Gwen entra dalle porte della cu-cina con tovaglioli e piatti che pone sul tavolino da

caff)

(Allalzarsi del sipario, Gwen entra dalle porte della cuci-na portando tovaglioli e piatti e posa il tutto sul tavolino da caff. Qualche istante dopo dalle porte della cucina en-tra Pete. portando quattro bicchieri di vino che posa sul tavolo.

PETE - Lo sanno che non c nessuna cena?

GWEN - Io non ho parlato di cena quando li ho invitati.

PETE - Allora sanno che solo per un bicchiere di vino e un po

di formaggio.

GWEN - Credo.

PETE - (Preoccupato) Tu credi?

GWEN - Beh, devi capire che ero sconvolto in quel momento. Ma credo no, ne sono pi che certo, di aver parlato soltanto di vino e formaggio.

PETE - E il bagno?

GWEN - Io non ho parlato di alcun bagno.

PETE - Ma abbiamo una piscina, no?

GWEN - S, ma io non glielo proporr perch trovo che vino e formaggio sono pi che sufficienti.

PETE - Non se si aspettano una cena.

GWEN - Per lultima volta - non ho parlato di cena.

PETE - Gi, ma questo non significa che non se laspettino. Quel che mi preoccupa a che ora gli hai detto di venire che mi preoccupa. Non si invita la gente a venire alle sette se non per cenare.

GWEN - Oh, Dio! Hai intenzione di tormentarmi tutta la sera con

Questa storia? (Va in cucina)

PETE - No. solo che - beh, una situazione molto imbaraz-zante. Non voglio renderla ancora pi difficile di quanto non sia, e se arrivano aspettandosi una cena e rimangono a bocca asciutta, beh, questo aumenter lo stress della serata. Che qualit hai preso?

GWEN - (Entra con un vassoio di formaggio) Che qualit ho preso?

PETE - Formaggio? Che tipo di formaggio hai preso?

GWEN - Il solito: groviera e gorgonzola.

PETE - Due tipi soltanto?

GWEN - Credo che groviera e gorgonzola siano soltanto due tipi.

(Posa il vassoio sul tavolino da caff)

PETE - Peccato. bello poter scegliere.

GWEN - ( chiaramente irritata) Abbiamo scelta. Groviera o gorgonzola. E adesso se non ti dispiace, levati dai piedi.

PETE - Va bene. Va bene. Non volevo irritarti.

GWEN - Certe volte credo che tu lo faccia di proposito.

PETE - Beh, ti sbagli.

(Una pausa)

Ma dovresti pensare al bagno, non si sa mai.

GWEN - (con sfida) Non ne ho alcuna intenzione.

PETE - (Una pausa) Okay, okay. Non pensarci.

GWEN - Non ci penser.

PETE - Ma tienilo a mente. Questo non significa pensarci. Signi-

Fica soltanto tenerlo a mente. Posso stappare adesso il vino?

GWEN - Se ci tieni.

PETE - Rosso o bianco?

GWEN - Lascio a te la scelta.

PETE - Aprir il bianco. meno caro.

GWEN - E se preferiscono il rosso?

PETE - Allora aprir il rosso.

(Pete entra in cucina)

PETE - (f.s.) Lo berr io.

GWEN - A te non piace il bianco.

PETE - (Rientra con una bottiglia di vino bianco e un cavatappi e incomincia ad aprirla) Lo mischier col rosso. Sembre-r un ros. Non mi dispiace, il ros. E i creckers?

GWEN - Vado a prenderli. (Esce in cucina)

PETE -Hai preso quei piccoli grani di frumento che piacciono a me?

GWEN - (f.s.) No.

PETE - Perch no?

GWEN - Perch ti piacciono.

PETE - Capisco.

(Gwen entra con il piatto di crackers)

Ragazzi, scommetto che saranno sorpresi del nostro invito.

GWEN - Non ne dubito.

PETE - Anchio sono in un certo senso sorpreso. Voglio dire che me laspettavo, ma non ne ero sicuro. Capisci cosa intendo dire?

GWEN - Assolutamente no.

PETE - Beh, inutile che te lo spieghi. passata molta acqua sotto i ponti, vero?

GWEN - Oh, certo.

PETE - Sai una cosa, non ho mai saputo che cosa volesse dire. Acqua sotto i ponti. Lho usata spesso ma non lho mai ca-pita, e tu? Come non ho mai capito laltra oltre il palo.

GWEN - Stai forse cercando di fare conversazione?

PETE - S.

GWEN - Lascia perdere. Meno abbiamo da dirci, meglio . Finita questa storia non voglio pi vederti .

PETE - Bene, bene. A me sta bene. Come vuoi tu.

GWEN - Lo voglio.

PETE - Bene, allora lo voglio anche io. Oltre il tuffo.

GWEN - Oh, Cristo!

PETE - Fammi un favore. Lascia perdere il tuffo. Mi sentir molto meglio. lultima cosa che ti chiedo di fare. Lo prometto. Allora?

GWEN - (Stanca) Va bene, va bene. Vada per il tuffo.

PETE - Adesso riconosco la mia ragazza.

GWEN - Non pi.

PETE - Lo so. Ne sono consapevole. solo unespressione che usavo in un passato felice. Sono sicuro che crescendo mi abituer a non usarla.

GWEN - Bene. E prima sar, meglio sar.

(Va in cucina)

PETE - Va bene, va bene. Spero che non sia arrabbiata. Non vor-rei che ti vedessero arrabbiata. Non molto ospitale. E poi, abbiamo deciso di comportarci da persone adulte. So che lo far. Credo di aver lavorato bene finora. La parola chiave dovrebbe essere ragionevole. Per lo pi, credo di essere stato sempre una persona ragionevole, devi am-metterlo. Certo, qualche volta mi capita di sbattere una porta o di dare con la testa contro il muro o lanciare un va-so contro uno specchio quando sono arrabbiato, ma quan-do una coppia non riesce pi a comunicare, non ci sono molti altri modi per esprimere il proprio malcontento. A parte il fatto che sono giorni che non faccio niente di si-mile, il che secondo me dimostra un elevato grado di ma- turit, controllo e un forte senso di responsabilit. Io sono uno che aspira pazientemente a percorrere nuove strade, intraprendere nuove avventure, mentre tu, purtroppo, non hai unapertura mentale tale da incoraggiare ed apprezzare le necessarie azioni per dare il via a un qualsiasi grado di cambiamento comportamentale. No, purtroppo tu sei una che preferisce il buio alla luce di una piccola candela.

GWEN - (Entra con una caraffa dacqua e lo guarda per un po)

Vuoi farla finita?!

PETE - Scusami. Non sapevo che stessi ascoltando.

GWEN - (Indicando la caraffa) Eccoti la tua bevanda.

PETE - (Posandola sul tavolino basso) Grazie. Credimi, sar una serata di grande successo. Non c sensazione peggio-re che avere degli ospiti e rimandarli a casa insoddisfatti. A proposito della bevanda, un rimedio universale. Tu la bevi e quasi ti passa la voglia di mangiare altro. una specie di ammazza-appetito, il che non male se non hai cenato. Che gusto ha?

GWEN - Cipolla!

PETE - Cipolla?

GWEN - Cipolla!

PETE - E se non gli piace?

GWEN - In quel caso ti rovescio la caraffa in testa.

PETE - Okay. Molto gentile. (Guarda lorologio) Sono le sette passate. Spero che non gli sia capitato niente. Credi che potremmo mettere su qualche CD? Per avere un sottofon-do musicale.

GWEN - Senti, mettitelo bene in testa. Non una festa. Tu ed io stiamo divorziando, separando, ognuno per la sua strada. Che tipo di musica pi appropriato?

PETE - Che ne dici di country e western?

GWEN - (Sospirando) Che ci avr mai trovato, in te?

PETE - Niente. Hai semplicemente pensato che era ora di sposar-ti. Credo che abbiamo gi avuto una discussione al riguar-do, prima dora.

(Si sente una scampanellata)

Sono loro. Vado io. Speriamo che non si aspettino una cena.

(Pete esce e va alla porta dingresso)

(f.s.) Larry! Marcia! Accomodatevi.

LARRY - (f.s.) Ciao, Pete.

MARCIA - (f.s.) Ciao, Pete.

(Pete entra nella stanza con Marcia e Larry, anche essi sulla trentina. Hanno in mano dei fiori e una scatola di dolci. Salutano Gwen con un abbraccio)

LARRY - Ciao, Gwen.

GWEN - Ciao, Marcia. Ciao, Larry. Sono felice di vedervi.

(Indicando i fiori e i dolci che Larry ha in mano)

Sono per noi?

MARCIA - Beh, s e no. Non eravamo sicuri dellinvito per stasera. Se per la cena, alloa sono entrambi per voi. Se solo per vino e formaggio, allora prendere la scatola di dolci e ri-portarmela a casa. Viamo invitati da unaltra coppia la prossima settimana per una cena e cos posso portare a loro i dolci.

PETE - C solo vino e formaggio.

MARCIA - Perfetto. Lasceremo i dolci vicino alla porta.

PETE - Ma abbiamo anche la piscina.

LARRY - Quella non conta. Il dolce torna a casa.

(Larry posa il dolce su un tavolo vicino e Marcia porge i fiori a Gwen)

GWEN - Oh, garofani. Sono i miei preferiti.

MARCIA - Lo immaginavo. Tu ce li hai sempre portati, a noi. Io non

Li amo particolarmente, ma forse voi s.

LARRY - Voi ci avete messo in curiosit. Cos che dobbiamo discutere con tanta urgenza?

PETE - beh, forse meglio che vi sediate.

GWEN - Offrigli prima un po di vino, Pete.

PETE - Vino! Perfetto. Che ne dite di un bel bicchiere di bianco?

MARCIA e LARRY - Rosso!

PETE - Accidenti! Torno subito.

GWEN - Porta un vaso per i fiori.

PETE - Va bene.

(Pete va in cucina. Marcia si siede sul divano e si serve dim crackers e formaggio)

MARCIA - Sei incinta, vero? Lo dicevo giusto a Larry. Sei incinta e noi siamo i primi a saperlo.

GWEN - No, stiamo divorziando e voi siete i primi a saperlo.

(Larry soltanto molto scosso. Marcia non sembra

molto sorpresa dalla notizia)

LARRY - Cosa?!

GWEN - vero. Divorziamo. Ci separiamo. finita|

LARRY - Non posso crederci. Quando lavete decisio?

(Pete entra con una bottiglia di vino rosso, un cava-tappi e un vaso vuoto. Durante la scena seguente Gwen prende il vaso, vi mette dentrl i fiori e posa il tutto sul tavolo accanto alla scatola di dolci)

PETE - Stamattina a colazione. Le ho chiesto di passarmi un toast e lei mi ha detto di andarmene di casa.

MARCIA - (Morde il formaggio e il cracker) Oh, mio Dio. Questo Brie una favola. Assaggialo, Larry.

LARRY - Certo. Sono affamato. Non abbiamo ancora cenato.

(Si siede accanto a Marcia e si serve di formaggio e di crackers)

GWEN - Stiamo cercando di risolvere la cosa in modo molto maturo e civile, per evitare problemi in seguito.

PETE - Abbiamo gi sistemato la divisione dei mobili, quello che tocca a me e quello che tocca a lei. Adesso ci dobbiamo dividere i nostri amici.

MARCIA - Ah, s? Molto intelligente.

PETE - Vedi, qwuando una coppia si separa, alcuni dei loro ami-ci rimangono amici del marito

GWEN - e altri rimangono amici della moglie.

LARRY - Beh, per noi non dovete preoccuparvi. Sonio sicuro che

la cerchia di amici vostri e nostri rimarranno amici di entrambi.

PETE - S, ma vedi, noi non vogliamo questo. Le nostre notiva-zioni sono cos forti ed amare che non vogliamo pi sentir parlare luno dellaltro.

(A Gwen)

Vero, tesoro?

(Si riprende)

Chiedo scusa. Cancella tesoro. solo unaltra abiotu-dine che dovr cancellare.

GWEN - Il mio disgisto per questuomo tale che, per quanto mi riguarda, nessun amico di Pete potr mai essere amico mio.

PETE - E viceversa, ovviamente.

MARCIA - un po esagerato, no?

GWEN - S, ma in verit lidea di dividerci i nostri amici una delle poche cose su cui ci siamo accordati da quando sia-mo sposati. Comunque, vi abbiamo invitati qui per darvi la possibilit di scegliere con chi di noi due desiderate rima-nere amici.

LARRY - una vera follia. Non ci saremmo mai aspettati una cosa del genere in un milione di anni. Che diavolo successo tra voi due?

PETE - Non ha importanza.

LARRY - Certo che ne ha.

GWEN - Servirebbe soltanto ad aprire vecchie ferite.

LARRY - Non importa. Vogliamo conoscere il problema. Forse potremmo aiutarvi a risolverlo.

PETE - A quanto pare andato oltre ogni possibilit.

GWEN - Il nostro matrimonio stato un grave errore.

PETE - Abbiamo avuto troppi problemi che non siamo riusciti

a risolvere.

GWEN - Tanto per cominciare, larredamento della casa.

PETE - Lei voleva Pottery Barn. Io volevo Crate e Barrel.

MARCIA - Non sono dello stesso genere?

GWEN - Non per un occhio esigente. Da l siamo passati a cose pi importanti. Che cosa guardare alla TV, che tipo di macchina comprare, quale nome mettere al gatto

PETE - Io volevo chiamarlo Max. Lei voleva chiamarlo Lor-raine, da sua madre.

LARRY - Non sapevo che aveste un gatto.

PETE - Infatti non labbiamo. Chi, nel pieno possesso delle sue

facolt mentali, porterebbe mai un animale in un contesto familiare cos infelice?

MARCIA - Avete consultanto un consulente matrimoniale?

GWEN - Pi di uno.

PETE - Sei.

MARCIA - E?

PETE - Cinque di loro ci hanno suggerito di divorziare e la sesta beh, stato molto difficile ottenere un buon con-siglio. A met seduta ci ha sbattuto fuori dello studio.

GWEN - Per colpa tua. Hai tirato un vaso contro il suo specchio.

PETE - Beh, mi ha provocato. Non aveva motivo di dirmi che mi stavo comportando come un bambino.

GWEN - Comunque, vorremmo che sceglieste voi con chi dei due volete rimanere amici.

PETE - Ed abbiamo concordato che chiunque di noi due sceglie-rete, Gwen o me, laltro capir e non serber rancore.

MARCIA - (Mordendo un cracker con formaggio) incredibile. Assolutamente incredibile. Il Brie. Dove lo avete preso?

GWEN - C un negozietto di formaggi, proprio dietro langolo.

MARCIA - (a Larry) Quando andiamo via, Larry, e se ancora aperto, ne prendiamo un po. Con un vino migliore sarebbe fantastico.

PETE - Che cosha il vino che non va?

MARCIA - Niente. buono. Ma come ogni cosa. nella vita c il

Buono e il migliore.

GWEN - Lascia perdere il vino e il formaggio. Muoio dalla voglia di sapere chi di noi due sceglierete.

PETE - Dovrei scegliere? Veramente Gwen ed io ci abbiamo scommesso su.

MARCIA - una fissazione.

(Fino alla sua prossima battuta, Marcia non sembra molto interessata alla conversazione)

PETE - Lo so. un altro motivo che ci induce a separarci. Evi-dentemente non siamo una coppia molto bene assortita.

GWEN - Coraggio. Scegli.

PETE - A proposito, non dovete esprimervi come coppia. Po-

tete farlo individualmente.

GWEN - Sapete una cosa? Mi viene in mente che questa vicenda potrebbe essere lo spunto per un fantastico show TV.

PETE - Perch no? Potremmo pensarci su.

GWEN - Che significa, potremmo? Lidea stata mia.

PETE - Siamo ancora sposati. propriet comune.

GWEN - Sei proprio un porco.

PETE - Voglio solo essere gentile verso me stesso. Che male c?

GWEN - meglio sbrigarsi, prima che lui incominci a tirarci dietro qualcosa.

LARRY - No, troppo folle e troppo improvviso per poterlo man-dare gi. Pensateci bene. Voi due vi separate. Se cera un matrimonio, nella nostra cerchia di amici, sul quale avrei scommesso, era proprio il vostro. un autentico shock. In realt, quasi una minaccia. Sai bene quanto vogliamo bene a tutti e due voi.

PETE - Andiamo, andiamo. Inutile cercare scappatoie. Questo il momento della verit.

LARRY - Lo so, lo so. Questo ci pone proprio in una situazione imbarazzante.

PETE - Credete che una musica di sottofondo potrebbe aiutare?

Stamattina, alla stazione di servizio, con soli 3,99 ho preso la colonna sonora del film Schindlers List.

LARRY - No, no, va tutto bene. Credo di aver deciso. Se dovessi

scegliere con chi dei due voglio rimanere amico

GWEN e PETE - S?

LARRY - (Indica Gwen) Te!

PETE - (Sorpreso) Gwen!

GWEN - (Eccitata. Quasi avesse vinto un gioco televisivo) Me!

Lo sapevo. Lo sapevo. Sono cos felice. Sul serio, lo sono. Questa s che una bella giornata! (a Pete) Lo vedi, ba- stardo che non sei altro Te lavevo detto che preferiva me. E proprio il tuo migliore amico, cos adesso ti renderai conto pi che mai di che inutile pezzo di merda sei.

PETE - Sono offeso, Pete. Proprio offeso.

LARRY - Ascolta, non ho stabilito io le regole del gioco. Molte considerazioni hanno condizionato la mia decisione.

PETE - Che genere di considerazioni? Sei arrivato qui solo da cinque minuti.

LARRY - Quanto basta per rendermi conto che Gwen ha bisogno di aiuto molto pi di te. Siamo obiettivi. Questo ancora un mondo maschilista. Il fatto che noi possiamo avere una donna quando e come vogliamo, ma una donna divorzia-ta beh, ben diverso. Specialmente una donna sui 35 anni.

GWEN - Dio! Ho appena provato la sensazione di essere una vin- citrice che mi ritrovo ad essere una totale perdente.

LARRY - Andiamo! Cerchiamo di essere onesti. Anche se tutti quanti cerchiamo di essere politicamente corretti, dobbia-mo essere realisti. Una volta che siete separati, Gwen avr bisogno che tutti le siano vicini; ebbene, io, come amico di entrambi, farei la cosa giusta stando vicino a lei.

GWEN - Dio, Larry, ti stai dimostrando davvero una persona meravigliosa.

LARRY - Lo so.

PETE - Balle, Larry. Balle! Balle! Balle! A me, non mi incanti neanche un po. Conosco il tuo gioco. Tu credi che una volta che io sono uscito di scena, tu potrai finalmente

metterti con lei; la sensazione che ho provato fin dalla prima volta che lhai incontrata.

GWEN - Davvero, Larry. Tu mi lusnghi.

PETE - Ehi, non credere che non sappia come ragiona un uomo. Tu sai che lei rimarr sola. Tu sarai comprensivo con i suoi problemi. Ti mostrerai preoccupato. La inviterai a colazione. Berrete. Tu sarai comprensivo. Ti comporterai come un fratello maggiore. Un bicchiere tira laltro e finirai per ritrovarti nel mio letto a scopare con lei.

GWEN - Questo vile. Troppo vile. Prima di tutto, ricordati che ci siamo divisi larredamento, e che a me toccato il letto. Pertanto, ai fini pratici, il mio letto, non il tuo.

PETE - Ah s? E a me, cosa toccato?

GWEN - Il frigorifero.

PETE - Sono ancora soddisfatto della mia scelta.

MARCIA - (Finalmente si lascia coinvolgere) Ragazzi, oh, ragazzi,..

Lui sicuramente ti ha incastrato.

PETE - Io?

MARCIA - Vuoi scommettere che quel tipo cercher di farsi Gwen?

esattamente quello che ha fatto quanto Ty e Denise si sono separati.

PETE - Hai avuto una relazione con Denise?

LARRY - Non stata una relazione. Lei era sola. Io la portai a colazione. Un bicchiere tira laltro e ci siamo ritrovati a

MARCIA - Nella camera da letto di lei a scopare.

LARRY - Daccordo, daccordo. Ma prima che tu salti a qualsia-

Si conclusione, voglio semplicemente che tu sappia che forse io sono probabilmente pi responsabile di chiunque altro per averli rimessi insieme.

GWEN - Com andata?

MARCIA - Sesso sbagliato.

LARRY - Non era tanto sbagkiato, credimi. Lei realizz subito che carnalmente si sentiva molto pi a suo agio con Ty. Quei due facevano cose folli. Io cercai di essere comprensivo

Entro certi limiti, ma vi sono cose che io non farei mai a letto.

MARCIA - Lo so. Ho una mia lista personale.

LARRY - C0erano troppe cose di pelle. Ho ancora i segni delle frustate sulla mia schiena. Comunque, tutto fin perch Denise si accorse che si trovava molto meglio con Ty e ritorn da lui ed io ero felice oper aver contribuito alla.loro riappacificazione.

GWEN - Sai, Larry, tu sei proprio un bravo ragazzo, sai?

PETE - Bravo un corno! Fu una storia orrenda. Era tradimento a tutti i livelli. Come puoi essere cos disinvolto al riguardo? E tu, Marcia, dovresti vergognarti.

MARCIA - Io non ne ho saputo niente, finch non fin. Misi insieme due + due quando per gratitudine mandarono a Larry un cesto di frutta.

LARRY - Io lho trovato molto gentile da parte loro. Abbiamo mangiato pompelmi per tre settimane.

MARCIA - S, ma le foglie erano tutte molli e sdolcinate. Io adoro la frutta. Per caso, non ne avreste un po? Si concilia bene con il Brie.

GWEN - No. Niente frutta. Solo vino, formaggio e il bagno.

MARCIA - Peccato.

PETE - Oh, andiamo, Marcia. La relazione di Harry deve aver influito sui vostri rapporti. Voglio dire: ti sarai arrabbiata.

MARCIA - Beh, anzich diventar matta, ho pensato che fosse pi importante per il nostro rapporto, che ci passassi su.

LARRY - E lha sempre fatto. Anche lai ha avuto una storia con Denise. Una selvaggia, quella Denise. Comunque, tocc il fondo di quella che sarebbe stata una situazione molto im-barazzante e abbiamo fatto in modo da rimanere amici con loro.

PETE - Dio, questa una storia di depravazione.

LARRY - S, ma mi sono guardato attorno e non poi tanto fuori del comune nel mondo moderno, complicato ma dalla mentalit aperta.

GWEN - Beh, se non altro la storia di Ty e Denise ha avuto un lieto fine. ovvio che quella mia e di Pete non lo avr.

PETE - Quel che pi mi delude, sei tu, Larry. Preferire Gwen a me. Siamo amici dai tempi della scuola. Sapevo che tu e Marcia vi stavate dividendo ed ho dovuto scegliere di chi sarei rimasto amico, perci aiutami, senza un attimo di esitazione, io avrei scelto te.

LARRY - Mi pare che tu incominci a prendere questa vicenda in modo troppo personale.

PETE - vero, accidenti. Dentro di me ho sempre sospettato di essere per te un amico migliore di quanto tu non lo fossi per me. Avevo proprio ragione. Avr bisogno di riconsi-

derare a fondo la nostra amicizia.

GWEN - Perch? Probabilmente tu non lo rivedrai pi. Lui ha appena preferito me a te, ricordi? E del resto, le amicizie sono fatte cos. Certe volte una persona preferisce unaltra persona molto di pi di quanto laltro preferisca quella persona. Forse tu hai considerato Larry il tuo migliore amico, ma evidentemente lui non ha mai considerato te il suo migliore amico.

PETE - Secondo te possibile, Larry?

LARRY - Non credo proprio che si debba arrivare a quel punto, Pete.

PETE - Oh, Dio mio, vero. Io non sono il tuo migliore amico.

LARRY - Senti, Pete, tu mi piaci molto. Dico sul serio. Mi piace pranzare con te una volta ogni tanto, andare a vedere una partita o due lanno con te, ma vedi, debbo essere onesto con te. Quanto al tuo essere davvero il mio migliore ami-co, beh mi dispiace.

PETE - Sono distrutto. Sono a pezzi Arnie Tucker, vero? Dovevo capirlo che era Arnie. Il modo in cui voi due ballavate insieme a Capodanno. Avrebbe dovuto mettermi sullavviso.

LARRY - Ammetto che Larry ed io abbiamo bevuto un po troppo quella sera, ma non si tratta di Arnie.

PETE - Sono molto deluso di te, Larry.

GWEN - Dio mio, Pete, parli come un amante abbandonato.

PETE - Questa serata diventata un incubo. Prima perdo mia moglie e adesso scopro che non ho neppure un vero amico.

C un senso di sicurezza perduta, qui. Quel senso che quando le cose vanno male, ci sia sempre qualcuno ac-canto a me. E adesso mi rendo conto che non c. Mi sento cos solo. Cos nudo. Cos abbandonato a me stesso

MARCIA - Mi piace questo Brie.

LARRY - Senti, facciamo un brindisi, Pete. Non ancora finita. Marcia deve ancora scegliere con chi vuole rimanere amica. C ancora la possibilit che sia tu.

PETE - Gi. vero.

GWEN - Larry ha ragione, Pete. Non abbandonare ancora la spe- ranza, anche se io credo che sia ragionevole che Larry sia mio amico, che la cosa renderebbe pi facile a Marcia andare avanti.

PETE - vero, Marcia?

MARCIA - Beh, poich sembra che stiamo diventando tutti troppo onesti, per il nostro stesso bene, io vorrei cogliere locca-sione per andare avanti con questa situazione e non scegliere nessuno di voi.

GWEN - Sul serio?

MARCIA - Sentite, Larry e Pete erano amici prima che io entrassi nel giro. Quando ho sposato Larry, i suoi amici diventa-rono miei amici. Francamente, non mi sento molto vicina

a nessuno di voi due. Non che provi avversione per voi.

solo che non mi entusiasma lidea di starvi tra i piedi. A dir la verit, se non dovessi pi rivedervi, per quanto mi riguarda, sarebbe solo acqua che scorre sotto i ponti.

PETE - Ah, significa questo.

GWEN - Dio, Marcia, io sono stata cos gentile con te Quando tu e Larry vi siete sposati, io insistei per mandarvi tre ser-vizi di piatti. Pete voleva mandarvi un grill George Fore- man.

PETE - Pensai che Larry lavrebbe preferito.

GWEN - Ma io sapevo che Marcia non lavrebbe apprezzato. Io pensavo a lei. E adesso che il mio mondo va in pezzi e io ho bisogno di solidariet, lei decide di essere completa-mente onesta con me. Questa la cosa pi sgradevole che abbia sentito in vita mia. Mi viene da piangere.

(Incomincia a singhiozzare)

PETE - Guarda che cosa hai combinato. Non posso sentirla piangere.

MARCIA - Mi dispiace. Mi sembrato opportuno e lho fatto.

PETE - (Cercando di consolare Gwen) Dimentica quel che ha detto Marcia. Cerca di pensare a qualcosa di positivo.

GWEN - (tira su col naso) Ad esempio?

PETE - Beh, come liberarti di me.

GWEN - (Smette di piangere) S, vero. Questo aiuta un po.

PETE - Bene.

MARCIA - Sentite. Forse mi capirete meglio se vi parlo un po di me. Io vengo da una famiglia molto privilegiata. Scuole private, vita agiata, disprezzo dellumorismo In sostan-za, non ho molto in comune con voi due. Voi siete una coppia semplice, di media classe, assolutamente priva di stile o di gusto. Tanto per fare un esempio di quello che intendo dire, ci avete invitato per offrirci vino e formag-gio, poi servite formaggio e vino e basta. Per amor del cielo, non ci avete offerto neppure un velo di cipolla. Voglio dire, che cafonata questa?

GWEN - Bene, visto che tu sei cos maledettamente onesta con me, Marcia, voglio anchio essere onesta con te. Non pen-sare, neanche per un minuto, che io non abbia notato come storci il naso davanti a ogni cosa che faccio o possiedo: la mia cucina, i miei abiti, i nostri piatti, largenteria

MARCIA - Argenteria! Voi non avete argenteria, cara, voi avete del metallo placcato. Costa un quarto.

PETE - Davvero? Accidenti, lho comprata su catalogo.

GWEN - Sei proprio unipocrita, Marcia. Non c un solo osso vero nel tuo corpo. Tutto, in te, riferito a uno stato socia-le. I negozi che frequenti, le stupide iniziali su tutti i tuoi indumenti, perch la gente sappia che tu hai pagato due volte tanto quello che avevi per la pi feroce boiata che abbia mai visto. I soldi veri, la classe vera, sono cose ben diverse. E ti dir unaltra cosa: il cheddar un formaggio

di gran lunga migliore del brie, ma poich Brie una pa-rola francese, tu hai deciso che era migliore. Ma ti dir

di pi: Il Brie fa ingrassare tre volte di pi del Cheddar e spero che ti faccia scoppiare le arterie e morire.

LARRY - Sentite, ma credo che questi siano pettegolezzi da don-nicciole. Mi venuta unidea. Andiamo a prendere qual-cosa al ristorante cinese. Pete e Gwen pagheranno il conto e noi lasceremo qui i dolci.

PETE - No, scrdatelo. Gwen ed io credevamo di avere degli amici. evidente che non cos. Non voglio pi vedervi

neanche in cartolina.

LARRY - Oh, andiamo! Non dirai sul serio?

PETE - Hai ragione, dico sul serio. Non mimporta se Gwen ed io ci trattiamo male, siamo marito e moglie ed un nostro privilegio. Ma mi interessa come gli altri trattano noi. Voi siete dei cretini pazzi e insensibili, e possiamo benissimo fare a meno di voi. Questa serata mi ha fatto capire qual-cosa di molto importante.

GWEN - Cio, Pete?

PETE - Nel senso che se ti trovi sullorlo di un baratro, non puoi sperare che dei buoni amici si conducano come buoni ami-ci. Per questo, Gwen, quando sceglierai il tuo prossimo marito, assicurati che sia uno che voglia stare dalla tua parte, nel bene e nel male.

GWEN - Proprio come stai facendo tu ora.

PETE - Esattamente.

(A Marcia e Larry)

Quanto a voi due, potete riprendervi i vostri dolci e sparire dalla nostra vita.

MARCIA - Perfetto. A me sta bene. Andiamo, Larry.

(Manda gi un altro pezzo di formaggio e si alza)

LARRY - (Prendendo il dolce) Devo prendere anche i fiori?

(Prende i fiori dal vaso)

PETE - (Strappando i fiori dalle mani di Larry) Sul mio cada-vere! Questi fiori sono per mia moglie.

LARRY - Daccordo, daccordo.

(a Marcia)

Andiamocene, tesoro. Questa una coppia con gravi problemi.

MARCIA - Senti, ancora presto. Perch non passiamo da Ty e Denise e vediamo che cosa fanno

LARRY - Ottima idea.

(Escono. Pete e Gwen li seguono con lo sguardo per un po. Poi Pete si volta verso Gwen e le porge i fiori)

Tieni

GWEN - Grazie. stato fantastico in che modo hai preso le mie parti.

LARRY - Beh, sono ancora tuo marito.

GWEN - S, vero. Ed stato meraviglioso e sinceramente non me lo aspettavo. Dopo tutto ti sei rivelato una persona molto premurosa.

PETE - Io ti voglio bene, Gwen. Ti voglio molto bene. Dobbia-mo riprovarci.

GWEN - No. No, mi dispiace, ma non possibile, Pete.

PETE - Perch no?

GWEN - Perch finch vivr, non ti perdoner mai, dico mai, di avermi spellato come una cipolla. Vorrei che te ne andassi entro gioved.

LARRY - Nessun problema. Ti dispiacerebbe versarmi un bicchiere di vino rosso?

GWEN - Certo. Lo mischier con del bianco.

LARRY - Ottima idea.

(Si siedono intorno alla forma di formaggio mentre le luci si abbassano)

INTERVALLO

Scena 2.

(VIENI SPESSO QUI?)

Musica: Una musica di sottofondo che lentamente si dissolve.

Allalzarsi del sipario: Nan e Bob, entrambi sulla quarantina, siedono su poltrone individuali non distanti una dallaltra, guardando verso il pubblico, fingendosi ballerini, ma facendo credere al pubblico che so-no in attesa di qualche cosa. Bob indossa una giacca sportiva molto pesante, una camicia colorata e cravatta. Nan indossa un abito, forse un po troppo vistoso per una sola danza. Anche se evidente che i due non stanno insieme, di tanto in tanto uno lancia unocchiata alaltra e sorride. Finalmente Bob avvicina la sua sedia a quella di Nan.

BOB - Mi chiamo Bob.

NAN - Io sono Nan.

BOB - Ciao, Nan.

NAN - Ciao, Bob.

BOB - (Una pausa. Disagio) Ciao, Nan.

NAN - Ciao, Bob.

(Unaltra pausa)

BOB - Ciao, Nan.

NAN - Ciao, Bob.

(Ridono entrambi. Ormai il ghiaccio rotto)

BOB - Vieni spesso qui?

NAN - No, non molto.

BOB - Neanchio.

NAN - Forse una volta la settimana.

BOB - S, anche io. Circa una volta la settimana.

(Una pausa. Poi, tentando disperatamente di portare avanti la comversazione)

NAN - Di solito il venerd sera.

BOB - S, anchio. Di solito il venerd sera.

NAN - Veramente, credo che sia lunica sera in cui indicano

Soltanto giovani professionisti. Voglio dire, le altre sere sono per giovani qualsiasi, ma il venerd sera proprio per giovani professionisti, ed per questo che vengo il vener-d.

BOB - Gi. Per questo anche io vengo solo il venerd. Costa quattro dollari di pi. Ma vale ogni centesino stare con qualcuno del tuo ambiente. Capisci cosa intendo dire?

NAN - So che cosa intendi: tuoi pari.

BOB - Miei cosa?

NAN - Tuoi pari.

BOB - Pari?

NAN - Qualcuno con cui hai qualcosa in comune.

BOB - Giusto. Giovani professionisti.

NAN - (Correggendolo) Esattamente!

BOB - Esattamente Mi sono sempre chiesto quanti anni uno deve avere per non essere pi considerato un giovane pro-fessionista.

NAN - Credo che siano molto elastici al riguardo. Allingresso

c un cartello che esclude il dieci per cento degli anziani.

BOB - Ah, s? Buono a sapersi. Allenta la pressione. Allora, che cosa fa lei, giovane professionista Nan?

NAN - Sono una manicure.

BOB - Oh. Che bello. Deve essere interessante.

NAN - Potrei raccontarle delle storielle

BOB - (Ridendo e concordando con lei) Non ne dubito.

(Pausa)

Una volta mi sono fatto fare le mani.

NAN - Oh, che bravo!

BOB - Gi. (Indica) cos che ho perso lunghia del dito indi-ce. La ragazza che mi serviva si era addormentata.

NAN - (Annuisce) A volte capita.

BOB - Gi. Lho sentito dire.

NAN - Oggigiorno niente esente da rischi.

BOB - A quanto pare. Ho perso un pezzo di orecchio facen-domi tagliare i capelli.

NAN - No!?

BOB - S.

NAN - Quando mi dispiace|

BOB - La mia circoncisione una storia dellorrore.

NAN - Sul serio?

BOB - Avevo tre giorni soltanto, ma lo ricordo come fosse oggi.

NAN - Ci sono cose che non si dimenticano mai.

BOB - Mai. Sicch, lei una manicure.

NAN - Gi. E lei un pittore.

BOB - (Colpito) Gi. vero. Sono un pittore. Da che cosa lha capito?

NAN - Le sue unghie. la prima cosa che noto in una persona, le unghie. Lei ha macchie di pittura bleu e arancio sotto le unghie.

BOB - Lei molto perspicace. Sono impressionato.

(Si guarda le unghie)

Blu e arancio. Gi, sto dipingendo un albergo di Howard Johnson.

NAN - Oh, allora lei non un pittore di quadri. in sostanza un pittore pittore.

BOB - S, praticamente un imbianchino. Ma un imbianchino professionista, naturalmente.

NAN - Naturalmente. Altrimenti come potrebbe trovarsi qui di venerd sera se fosse solo per giovani professionisti?

BOB - Appunto. Dunque, Nan. Lei viene qui tutti i venerd, e anche io. Come mai non lho mai vista prima?

NAN - S, mi ha vista.

BOB - Io?

NAN - Ero bruna. Questa settimana ho deciso di farmi bionda.

BOB - Davvero? Ottima scelta. Per caso, quando era bruna, lho mai invitata a ballare?

NAN - A pensarci bene, s. Proprio la settimana scorsa.

BOB - Sul serio? E come andavamo?

NAN - Lho piantata in asso.

BOB - Oh, mi capita spesso. Solo che non capisco perch.

NAN - la sua giacca.

BOB - La mia giacca? Cosha che non va la mia giacca?

NAN - Mi sorprende che non labbia notato. Sono le stesse macchie di questa carta da parati.

BOB - (Si guarda la giacca e poi guarda i muri intorno a s)

Povero me. vero. Strano che non labbia notato prima.

NAN - Lho osservato mentre ballava con altre ragazze. Quando si trova troppo vicino al muro, sembra che stiano ballando con una testa che va su e gi. Non molto attraente.

BOB - No, immagino di no. Senta, che ne direbbe se mi toglies-si la giacca? Ballerebbe con me?

NAN - Temo di no.

BOB - No? Perch?

NAN - la sua camicia e i pantaloni. Sono dello stesso identico colore del pavimento della pista. Credo che andrei incon-tro a dei guai. Comunque, la sua cravatta mi piace. A parte quella macchia rossa al centro. Deve essere ketchup o qualcosa del genere.

BOB - Ho mangiato la pasta a pranzo.

NAN - Ha una macchiolina di sugo anche sulla guancia.

BOB - Oh, sul serio.

(Solleva il pizzo della cravatta e incomincia a sfregarsi la guancia)

- Va bene cos?

NAN - Un po pi a sinistra.

(Bob continua a sfregare)

Fatto. Credo che sia andato via tutto.

BOB - Grazie. Beh, forse venerd prossimo avr una giacca diversa e una diversa camicia e una diversa cravatta.

Forse allora baller con me.

NAN - Veramente, non credo che lo farei.

BOB - Perch no? Mi sembra che abbiamo avuto una conversa-zione piacevole. Siamo due professionisti.

NAN - Beh, la verit , Bob, che vengo qui da dodici anni sem-pre sperando che un giorno potrei incontrare luomo dei miei sogni.

BOB - Non una speranza irragionevole.

NAN - Sono daccordo. Comunque, come vede, fondamen-talmente sono una ragazza molto pratica, con la testa sul collo

BOB - Una cosa che ho percepito subito.

NAN - Beh, ho la sensazione che, una volta che ho cominciato a ballare con lei, beh, potrei godermela un po troppo, stare

abbracciati, con i corpi che si sfiorano, ondeggiando al ritmo della musica, con i cuori che battono

BOB - Mi piace. Allora?

NAN - E che succederebbe se, presi dal particolare momento, io accettassi di venire a casa sua? Finiremmo a letto e forse sarebbe meraviglioso e allimprovviso diventiamo una coppia e ci ritroveremmo sposati.

BOB - Fantastico. E che cosa ci sarebbe di male?

NAN - Posso essere sincera, Bob?

BOB - Certo, Nan.

NAN - Lei non esattamente luomo dei miei sogni.

BOB - No?

NAN - Non a prima vista. Oh, probabilmente lo farei e potrebbe anche funzionare, ma che succederebbe se allimprovviso spuntasse finalmente luomo dei miei sogni? Mi sentirei davvero tradita e temo che il nostro rapporto prima o poi diventerebbe un inferno.

BOB - (Annuisce) Capisco. Lei un caso un po patologico, vero Nan?

NAN - Ho dei problemi.

BOB - Beh, non deve temere che io tenti di portarla a casa mia. Non potrei farlo, anche se lo volessi.

NAN - La circoncisione?

BOB - No. Assolutamente no. Ma vede, io vivo ancora a casa con mia madre. Non posso portare donne nella mia stanza.

NAN - Oh, povera me. Non una situazione che una ragazza possa accettare col segno positivo, vero?

BOB - Temo di no. Ma consideri la cosa dal mio punto di vista. Mia madre non solo cucina per me e mi lava i panni; ogni tanto esce e mi lava la macchina. Uno non pu rinunciare tanto facilmente a una situazione simile.

NAN - Beh, Bob capita a tutti di dover fare delle scelte nella vita.

BOB - S, temo di s. Comunque, poich a quanto pare la situa-zione tra me e lei sembra senza speranza, io cambier ca- sa. C una ragazza down allaltro capo che fa collezione

di bottiglie di soda. Forse lei non noter la mia giacca.

NAN - Buon per lei. Non bisogna mai abbandonare la speranza.

BOB - Proprio quel che dico anchio.

(Si alza)

Bene, stato un piacere parlare con lei, Nan.

NAN - Anche per me, Bob. Arrivederci.

BOB - S. E i suoi capelli biondi mi piacciono, dico sul serio.

(Lui esce. Nan fa una pausa e trae un sospiro)

NAN - difficile oggigiorno essere una giovane professionista

nubile. Proprio molto, molto difficile.

(Piano piano le luci si dissolvono su di lei.

SCENA 3.

PURGATORIO

(Richard seduto al tavolo di un ristorante, di fronte a un bicchiere.

Jack gli si avvicina. Entrambi gli uomini sono sulla quarantina.

JACK - Ciao, Richard.

RICHARD - Ciao, Jack. Mi fa piacere che tu abbia accettato di incon-trarmi.

JACK - (Sedendosi) Beh, veramente non volevo, ma sei stato cos maledettamente insistente, e poi quando mi hai detto che avevi buone notizie per me, sono stato preso dalla curio-sit.

RICHARD - S, certo. In effetti ho grandi notizie per te. Ti va di bere qualcosa?

JACK - No, grazie. Oggi pomeriggio ho una partita di tennis.

RICHARD - Gi. Tennis. Dovrei riprenderlo anche io. Forse un gior-no o laltro lo far- Bene, veniamo al punto. Ascolta, so

che ce lhai con me, ma insomma, quando avrai sentito quel che ho da dirti, capirai perch sono cos eccitato per te. Jack, ho deciso di rinunciare a tua moglie.

JACK - La mia ex-moglie.

RICHARD - S. Certo. La tua ex-moglie. Comunque, puoi riprender-tela e anche i bambini. Non voglio essere pi dimpaccio.

JACK - Davvero?

RICHARD - Vedi, non voglio che tu ti senta in colpa con me, ma du-

rante questi due ultimi anni in cui sono stato il marito di Brenda e un padre per i piccoli Brian e Danny, mi sono reso conto che non potr mai rimpiazzarti nei loro cuori, mai. Non sono stato neppure capace di superare il grande amore e il bisogno che avevano di te.

JACK - Oh, andiamo. Non vorrai farmi credere che Brenda mi amava. Non dopo lorribile modo in cui mi ha piantato per sposare te. Dio mio, se ripenso a tutti i miei abiti stesi sul prato di fronte alla casa, la mia biancheria appesa a un albero

RICHARD - Ti giuro, Jack, quella povera donna non ha smesso un istante di rimpiangere il giorno che ha divorziato da te.

Il modo in cui piange la sera, a letto, guardando le foto del vostro matrimonio ogni volta che crede che io non sia in giro

JACK - Questo perch beve. Diventa di cattivo umore quando beve. Quando eravamo sposati lei tirava fuori una bottiglia di whisky e una foto di George Clooney e faceva la stessa cosa.

RICHARD - Tu sai che beve? Allora non una cosa recente.

JACK - Vuoi scherzare Brenda stata in riabilitazione sei vol-te da quando ci siamo sposati.

RICHARD - Questo non lo sapevo.

JACK - Beh, io non volevo che si sapesse in giro, perch non sa-pevo se fosse giusto o no.

RICHARD - E la sua depressione cronica e quel continuo gridare e piangere? Sapevi anche questo?

JACK - Io volevo bene a Brenda, ma lei era strana come un dolce alla frutta. Io speravo soltanto che la cosa non influisse sui

bambini. A proposito, come stanno i bambini? Non li ho pi visti da quando Brenda mi ha accusato di abusare dei bambini e di essere un maniaco sessuale, e ha fatto in mo-do che il giudice mi proibisse di avere contatti con loro.

RICHARD - Beh, stata solo una battaglia legale. Sono sicuro che lei

non lo pensava sul serio. Comunque, a parte il fatto che sentono terribilmente la tua mancanza. i bambini stanno bene.

JACK - Davvero? Ho saputo da uno dei cugini di Brenda che il piccolo Brian stato cacciato dalla scuola per aver portato una pistola in classe

RICHARD - Beh, ha dieci anni. in unet molto difficile. Ma Danny

Si comporta magnificamente. Un ragazzo molto caro, mol-to tranquillo.

JACK - Ho sentito dire che non fa che tirar sassate.

RICHARD - Beh, sai come sono oggigiorno i ragazzi delle superiori. difficile stabilire un contatto con alcuni di loro.

JACK - Lei ha detto anche che non lo avrei riconosciuto con tutti quei tatuaggi.

RICHARD - Forse no. Ma sono sicuro che si tratta di una mania pas-seggera. Comunque, Jack, sembra che alla fine tu abbia vinto e cos far lunica cosa onorevole, e uscir di scena.

Ti restituisco tutto, Jack:. tua moglie, i tuoi figli, la tua casa, i tuoi cani Dunque, ho scoperto dove posso anda-re a Las Vegas, ottenere un rapido divorzio e tu puoi fare un salto indietro e ricominciare da dove avevi lasciato, ri-sposare la ragazza dei tuoi sogni, riprenderti i tuoi figli e tornare ad essere la famiglia felice di una volta. E ti dir di pi. Se risposerai Brenda, insisto per regalare ad entrambi un matrimonio. Che ne dici?

JACK - Ma, veramente non lo so. Non sono sicuro di volerlo fare.

RICHARD - Che significa, non ne sei sicuro? Che razza di discorso questo!? A me non sembra degno di un marito innamorato e di un padre.

JACK - Lo so, ma non devo esserlo pi. Tu lo sei. E francamente, detto fra noi, preferisco lasciare le cose come sono. Sar sincero con te, Richard. Quando Brenda mi disse che mi lasciava per te, ci rimasi male. E non ero neppure molto soddisfatto quando il tribunale le ha affidato la custodia totale dei bambini, e non sono stato felice neppure quando la Corte ti ha concesso di adottarli. Ma vedi, pi mi tenevo lontano da questa situazione, pi incominciavo a sentirmi

emarginato. Richard, amico mio, preferirei ingoiare una piovra viva piuttosto che ritrovarmi in quella gabbia di matti.

RICHARD - Per favore, non puoi pensarlo. Una volta rientrato nel quadro, ti assicuro, tutto torner alla normalit.

JACK - Normalit? Ma andiamo! Non essere sciocco. La mia vita con la mia famiglia non mai stata normale. No, Richard, preferisco lasciare le cose come stanno. Sono fuori dai guai e voglio rimanerci. Bene, ora dovrei an-dare

(Fa per alzarsi, Richard lo costringe a sedersi di nuovo)

RICHARD - Senti, Richard, non voglio pi prenderti in giro stato tutto un grosso errore. La tua famiglia mi sta rovinando. I tuoi figli mi fanno impazzire e anche tua moglie. I conti della cura mi costano una fortuna. Il denaro che il tribu-nale ti ha ordinato di versare, copre appena le spese. La verit che io non posso affrontare un divorzio perch

con gli alimenti e il mantenimento del bambino che ora sono obbligato a pagare, non mi rimane nulla. La mia vita diventata un inferno da quando ho sposato tua moglie.

I tuoi figli mi odiano. Il piccolo Brian mi ha legato a una sedia e ha tentato di appiccarmi il fuoco, per quattro volte. Non piacevole, e io non ce la faccio pi. Voglio uscirne fuori, mi capisci? Voglio uscirne fuori.

JACK - A quanto pare, le vie del Signore sono misteriose, vero? Beh, io ho bisogno di giocare a tennis. Poi nei pomeriggi

ci sono delle feste per scapoli, in cui dnno tre polli a per-sona. Qua fuori c un mondo meraviglioso, Richard, e io non sono mai stato pi felice in vita mia. Salutami Brenda e i bambini

(Jack si alza)

Oh, a proposito, se non te lho mai detto prima, grazie di tutto. Addio.

(Esce. Richard abbassa la testa sul tavolo. Le luci

si dissolvono nel buio)

SCENA 4.

Joyce, una donna sui 40-50 anni, seduta a un tavolo di ristorante stu-

diando il menu. Charles, il cameriere, anchegli sulla quarantina, si

avvicina. Indossa uno smoking.

CHARLES - Buona sera. Mi chiamo Charles, Sar il suo cameriere, stasera. La signora gradisce bere qualcosa prima di ordi-nare?

JOYCE - No, grazie. Non ora. Forse con la cena (Alza lo sguar-do) Prender un Charles? Oh, mio Dio, Charles, sei tu.

CHARLES - (Freddamente) S, Joyce. Sono io. O piuttosto quel che rimasto di me dopo che tu e i tuoi due avvocati mi avete ridotto in mutande. Posso ordinare qualcosa di speciale?

JOYCE - S, certo. evidente che tu non mi hai perdonato, vero, Charles^

CHARLES - Perdonato te? Per che cosa? Per avermi lasciato senza un soldo. Destituito, senza un centesimo. Un uomo finito. Il

piatto di questa sera una delicata crema di asparagi, spruzzata lievemente di bocconcini di prosciutto della Fo-resta Nera, arricchita con un tocco di olio di cilantro in mezzo a un cuscino di foglie di basilico fresco.

JOYCE - Sembra squisita. Va bene, incomincio con questa. Senti, Charles, non ti sembra sia ora di lasciare che il passato sia passato? Il nostro divorzio ormai alle nostre spalle. Cer-

chiamo di essere sportivi e andiamo avanti con le nostre vite.

CHARLES - ovvio che tu puoi. Perch no? Hai lappartamento, gli

affari, il libretto di risparmio, tutto. Ti andrebbe una insa-latina fatta in casa dopo la tua minestra? una parata mol-to appetitosa di pomodori in conserva, lattuga al burro,

finocchi e carotine a fettine sottili condite con una salsa vinaigrette.

JOYCE - Oh, s. Perch no? Prender anche quelle. Comunque, Charles, devi biasimare solo te stesso per quello che ti successo. Non avresti perduto tutto se non avessi cercato di nascondere le mie rimesse in un altro Stato.

CHARLES - Non nascondevo a te il denaro, Joyce, lo nascondevo allo Stato. Io avevo intenzione di essere pi che gentile con te ma tu no, sei stata una carogna con me, minacciando di denunciarmi alle autorit se non ti avessi dato tutto. Ades-so, per la nostra rimpatriata a quattro stelle di stasera sia-mo lieti di offrire una cotoletta di vitella grigliata al sesa-mo sopra un cuscino di funghi selvatici saltati in padella

E circondati da un mare di broccoli in purea e patate peru-viane.

JOYCE - Oh, sembra interessante. Aspetta che me lo annoto. Comunque, se vuoi aiutarmi, Charles, dopo aver pagato tutti gli investigatori e gli avvocati che ho dovuto assume-re, sono rimasta con soltanto tre o quattrocentomila dollari al massimo. Eppure questo era niente, paragonato a tutto il denaro che ho scoperto hai speso per quella puttanella per la quale mi hai lasciata. Ringrazia Dio per essere riuscito a fare un accordo con me, Charles. Se lUfficio delle Tasse

avesse mai scoperto quel tesoro nascosto, stasera ti trove-resti a Sing Sing. Sai una cosa, non mi attira molto il vi-tello.

CHARLES - Niente vitello. Benissimo, allora potrei suggerire il no-stro favoloso pollo alla cacciatora. Visto che Carlos il nostro chef, capace di far miracoli con quello. un petto di pollo senza pelle, marinato in una salsa di pepe nero e whisky, uno spicchio daglio, una valanga di cetrioli e ri-

sotto alla noce di cocco. Che carogna sei stata, Joyce, non ti bastava il mio denaro, volevi pure la mia vena giugulare. Dio, quel giudice stato un tale bastardo!... Non riesco a capire perch ha affidato a te il controllo degli affari.

JOYCE - Credimi, Charles, nessuno stato pi sorpreso di me quando Harry ha preso quella decisione. Perfino io lho trovata un po affrettata.

CHARLES - Harry? Tu chiami quel bastardo di giudice Harry? Ac-cidenti, lavevo sospettato che ci fosse del tenero tra voi due. Per tutta la durata del processo non faceva altro che ammiccare e strizzarti locchio. Dovrebbe essere radiato, quel figlio di puttana.

JOYCE - Sai, credo che far a meno del pollo anche io. Comunque sia cucinato, rimane sempre un pollo. Che cosa hai in pro-gramma di cos avventuroso, stasera?

CHARLES - Avventuroso? Cara mia, sei fortunata, perch stasera ab-biamo una strepitosa grigliata mista che consiste in qua-glie, ostriche e carne di cervo cosparsa di una salsa alla cannella e merlot contornata da fettine di avocado e fichi.

Che te ne pare?

PATTY - Intrigante. Molto intrigante. Comunque, ti far piacere sapere che Harry non pi un giudice. Da quando la com-pagnia passata a me, lho assunto per gestirla. Fortunata-

mente, grazie alle sue relazioni, lha fatta diventare pubbli-ca, e cos si quadruplicata di valore. un vero peccato che tu abbia dovuto vendere la tua quota per pagare gli avvocati del divorzio. Avresti potuto diventare molto ric-co. Ho visto sul menu che hai ordinato la paella ai frutti di mare.

CHARLES - S. Scusami. Avrei dovuto suggerirtela prima. Scaloppi-ne, gamberi e calamari cotti lentamente in un tegame di coccio. Ho sentito dire che speciale. Non lho mai prova-to perch non mi posso permettere di mangiare in questo ristorante. Quel maledetto del mio avvocato! Non avrei potuto trovarne uno peggiore. Continuo a dirgli che sono sullorlo della rovina, ma tutto quel che stato capace di dirmi di starmene tranquillo e di fidarmi di lui. Io lho fatto e guarda come mi ritrovo!

JOYCE - Gi, a quanto pare Wendell ti ha proprio piantato in asso.

Ma io gli ho parlato dopo e lui mi ha detto semplicemente che non era tagliato per quello. Senti, quando sono entrata, ho visto qualcuno mangiare unaragosta che sembrava fa-volosa.

CHARLES - Wendell? Sei amica anche del mio avvocato? Merda!

Prendiamo pure laragosta, ma detto tra noi, ha un prezzo spropositato.

JOYCE - S, in effetti Wendell ed io siamo diventati amici. In real-t, adesso che ha smesso di fare lavvocato, fa parte del mio consiglio direttivo. Sai, credo che prender laragosta. A che servono i soldi, dopotutto? Mi parso che sia servi-ta con una specie di salsa.

CHARLES - S, un burro allaglio che la fine del mondo. a volte, se un cliente ne lascia un po, io ci intingo il pane ed tutta la mia cena. Sicch, in fin dei conti, mi stai dicendo, Joyce, che sono stato condannato e fregato dal tuo avvocato, dal mio avvocato e dal giudice.

JOYCE - Praticamente s, Charles. Ma non devi prendertela trop-po. Dopo tutto sei ricorso in appello. Credo che adesso ordiner un bicchiere di vino.

CHARLES - Benissimo. Con laragosta suggerirei un bianco Zin-fandel.

JOYCE - Perfetto.

CHARLES - Gi, una specie di Alta Corte. La mia fortuna che ho trovato una giudice donna che la migliore del Paese. Ha

deciso contro di me su ogni singolo argomento. Non so quale sia il suo problema.

JOYCE - Ah, no? Bene, te lo dico io. Quella tua puttanella per la quale volevi piantarmi era la ex-ragazza del giudice.

CHARLES - Oh, no! La piccola dolce Laverne era lesbica? Non si sarebbe detto.

JOYCE - Gi, gli investigatori che ho assunto per investigare su voi due sono stati straordinari. Non hanno trascurato nes-sun particolare. Purtroppo, Charles, non cera nessuna pos-sibilit che le cose si risolvessero a tuo favore. A propo-sito, ti far piacere sapere che il giudice e la tua piccola dolce Laverne sono tornati insieme e stanno comprando una fattoria nellOregon.

CHARLES - Come lo sai?

JOYCE - Gli ho prestato il denaro per il pagamento della caparra.

CHARLES - Senti, non posso continuare cos. stato troppo penoso, per me. Scusami, ma vado a cercare un altro cameriere.

JOYCE - Sei sicuro di volerlo fare, Charles? Sai, io prendo il 25%.

CHARLES - Tu?! Venticinque? molto.Accidenti, io saprei come

usare il denaro. Ho messo gli occhi su un nuovo paio di scarpe. Non immagini quante ne consumo con questo la- voro. Daccordo, daccordo. Rester. Vado a passare la tua ordinazione.

JOYCE - Grazie. A proposito, Charles, non te lo dico per farti sentire buono, ma tu sei proprio un ottimo cameriere e perci aiutami, ogni volta che vengo qui, sicuramente chieder del tuo reparto. Questo ti metterebbe in ottima

luce con il tuo capo.

CHARLES - molto gentile da parte tua, Joyce. Sono sinceramente commosso.

JOYCE - Bene. Oh, una cosa, ancora

CHARLES - S, Joyce?

JOYCE - Avr cura di lasciare un po di salsa daragosta allaglio cos potrai intingerci un po di pane.

SIPARIO

SECONDO ATTO

SCENA 1.

JILL - Sei un bastardo!

CLARK - E tu una cagna!

JILL - Bastardo!

CLARK - Cagna!

JILL - Bastardo!

CLARK - Cagna!

JILL - Bastardo!

CLARK - Cagna!

JILL - Bastardo!

CLARK - Cagna!

(Entrambi traggono un profondo respiro e poi

si rilassano)

Ti piaciuto?

JILL - Un sacco. E a te?

CLARK - Mai stato meglio. Bene, mettiamoci al lavoro.

JILL - Ti amo.

CLARK - Anchio amo te.

(Si baciamo rapidamente sulle labbra. Clark esce. Le luci si accendono su Emma, una coetanea, che ha assistito alla scena. Va verso Jill)

EMMA - E tu e Clark fate questo ogni mattina?

JILL - Ogni mattina.

EMMA - Anche il weekend?

JILL - S. Anche se di solito nel fine settimana lo facciamo la sera, quando ci viene voglia. C pi tensione. Natural-mente devi considerare che quando stiamo pi insieme.

EMMA - E funziona? Funziona sul serio?

JILL - Fai la prova tu stessa. Quando dici ad unaltra persona qualcosa che non pensi realmente, quando poi dici le stesse cose ad unaltra persona, e le pensi, non c pi gusto.

EMMA - E tu hai cominciato a farlo in luna di miele?

JILL - Il terzo giorno, quando sembrava che il matrimonio fosse gi compromesso. Stiamo insieme da pi di cinque anni e da quando abbiamo cominciato a far questo, non abbiamo pi avuto discussioni.

EMMA - incredibile!

JILL - Il fatto che stiamo ancora insieme un miracolo. Chi ci conosce, non avrebbe scommesso un soldo su una durata superiore a un anno. Forse per questo ricevemmo tanti regali spaventosi. Abbiamo persino ricevuto una serie di quei coltelli da bistecca che si vedono in TV. Ti rendi conto?

EMMA - Beh, ci fu un calo di fiducia quando voi due foste accom-pagnati lungo la navata dai vostri terapisti. Comunque, Fammi vedere se ho capito bene. Cagna! Bastardo! Cagna! Bastardo! Cagna! Bastardo! cos, vero?

JILL - Questo contribu a mettere immediatamente da parte ogni ostilit. Naturalmente non devi limitarti a queste sole parole. Quelle erano le parole che pi si adattavano alle nostre esigenze.

EMMA - Beh, cagna e bastardo sembrano saldare il nostro conto.

JILL - Io onestamente credo che senza questa piccola routine nella nostra vita, Clark ed io saremmo soltanto unaltra tipica, patetica, miserabile coppia americana dalto rango

che mantiene due BMW e fa fronte a un mutuo, ma inca-pace di permettersi dei figli e si biasimano a vicenda per trovarsi in un tale casino.

EMMA - Ce ne sono diverse in giro, vero? Beh, la cosa mi eccita molto e vado a finire la serata da Harrison.

JILL - Buon per te. Io vado a fare yoga.

EMMA - Naturalmente, e grazie ancora.

(Le luci si spengono su Jill e si accendono su Harrison, anchegli sui 20 30 anni, mentre Emma

va verso di lui)

HARRISON - Lascia fare a me. Non vorrai che ci facciamo del male a vicenda?

EMMA - Ogni mattina e ogni sera nei fine settimana. E prova a non pensare a questo come a un giuramento. Prova a pensare alla cosa come a una pulizia dellaria. Jill e Clark non hanno avuto un confronto migliore da quando hanno cominciato a farlo.

HARRISON - Non sono la mia coppia preferita, lo sai. Non ci hanno ancora ringraziato per quel set di coltelli che gli abbiamo mandato. E poi, credo che il nostro matrimonio funzioni benissimo, senza dover ricorrere a chiamarci per nome e a usare parole offensive. Non nel nostro stile, tesoro, e davvero non credo che dovremmo cominciare adesso.

EMMA - Vuoi dire che non serbi alcun rimpianto, per me, per la nostra vita insieme?

HARRISON - Beh, naturalmente s. Capita a tutte le persone sposate. Ma non la cosa pi importante. Intendo dire che, natural-mente, mi secca quando tu vai a colazione con dei vecchi spasimanti e non torni a casa per qualche giorno. S, que-sto mi secca. Ma sono sicuro che tu hai avvertito qualche piccola irritazione che ti ho causato.

EMMA - Alludi a quando andiamo in gita in macchina e io ti ri-prendo perch corri e tu mi fai scendere dalla macchina?

HARRISON - Esatto. E non mi piace affatto che ogni volta che torni a casa dallospedale e dici a tuo fratello di picchiarmi. Lo trovo molto irritante.

EMMA - Detesto il modo in cui reagisci ogni volta che metto in discussione il fatto che bevi. Il modo in cui finisce ogni volta, con te che ti avventi contro di me con la mazza da baseball.

HARRISON - Beh, avrai notato che non lo faccio pi, da quando hai comprato una pistola e mi hai sparato alla gamba.

EMMA - Come vedi, abbiamo dei problemi. Harrison. E per ba-nali che possano sembrare, credo proprio che, se non li risolviamo sul nascere, si trasformino, prima o poi, in qualcosa di pi grosso. Lultima cosa che voglio, che

il nostro matrimonio vada in frantumi. Ricordi come era

terribile stare sul mercato dei celibi?

HARRISON - Lo so. Si incontra di tutto, in giro.

EMMA - Per questo dobbiamo fare tutto il possibile per proteg-gere quello che abbiamo. Puoi essere onesto con me. Non ti mai venuta voglia di darmi della puttana?

HARRISON - Beh, s. Fin da quando ci siamo messi insieme. Ma chia-marci per nome cos carino, e poi odio pensare a noi come persone banali.

EMMA - Per questo dobbiamo fare tutto il possibile per pro-teggere quello che abbiamo. Sii onesto con me: Non

Ti mai passato per la mente di darmi della puttana?

HARRISON - Beh, certo. Quasi tutti i giorni da quando stiamo in-sieme. Ma chiamarci per nome cos carino, e non mi piace pensare a noi due come persone comuni.

EMMA - Certe volte cambiare comportamento pu essere sti-

molante.

HARRISON - Senti:sai che ti dico? Stasera ceniamo con i Freemonts. So gi che a un certo punto durante la serata tu dirai qualcosa di sciocco per irritarmi e finiremo per tornare a casa e tirarci i piatti in testa a vicenda. Allora i vicini chiameranno la polizia e io dovr passare di nuovo due giorni in gattabuia. Forse il momento pi adatto per inco-minciare a chiamarci per nome sarebbe proprio quel-

lo del nostro arrivo a casa.

EMMA - Ecco perch di amo, Harrison. Sei un lurido bastardo, ma sei decisamente la voce della ragione. Ehi, hai sentito co-me ti ho definito? Un lurido bastardo. E anche se non lo pensavo, mi sembrato grandioso.

HARRISON - Davvero? Beh, sono felice per te ma Ehi, stammi a sentire. Ti ho dato della puttana, ma non lo pensavo sul serio. E hai ragione tu, stato molto liberatorio.

EMMA - S, lhai fatto, bastardo, lhai fatto. Bastardo!

HARRISON - Puttana!

EMMA - Bastardo!

HARRISON - Puttana| Oh, mi piace. Che diresti di rinunciare ai Freemonts e darci sotto, eh, puttana?

EMMA - Mi piacerebbe, bastardo.

HARRISON - Allora diamogli sotto, puttana!

EMMA - Bastardo!

HARRISON - Puttana!

EMMA - Bastardo!

HARRISON Puttana! Disprezzo te e tutto quello che ti circonda. Ogni mattina quando mi sveglio vorrei che fossi morta.

EMMA - Ah, s?

HARRISON - Quanto ti odio! Il tuo sorriso finto, la tua risata stupida, la tua carezza viscida, i tuoi piedi pieni di croste, quei tre peli sulla tua guancia.

EMMA - Oh, Harrison, credo che tu ti stia allontanando un po dal concetto originale.

HARRISON - Ogni notte sogno che ti stai disfacendo in una tomba poco profonda che ho scavato personalmente per te, puttana. E il tuo viso che viene mangiato dai vermi.

EMMA - Chiedo scusa, Harrison, ho il sospetto che tu stia supe-rando un poco i limite

HARRISON - Piccola lurida puttana! Preferirei andare a letto con

un fantasma infestato di vermi anzich con te.

EMMA - Harrison

HARRISON - Ogni giorno passato con te un incubo, puttana. Ogni minuto un inferno.

EMMA - Oh, Harrison

(Durante quel che segue, Emma prende la borsa e ne estrae una pistola)

HARRISON - Non so cosa darei per tenere la tua testa sottacqua, vedere il tuo volto stravolgersi per lorrore, annaspare

nel tentativo di esalare lultimo respiro, gli occhi fuori delle orbite mentre tu finalmente ti rendi conto della rabbia che il mio cuore nutre per te, bugiarda, detesta-

bile ipocrita mucchio di

(Emma punta la pistola contro Harrison)

EMMA - Daccordo, basta cos! Resta dove sei.

HARRISON - Perch, puttana? Sono appena arrivato.

EMMA - Mi dispiace. Harrison. stato un nobile tentativo, ma semplicemente non pu funzionare tre noi. Siamo soltanto una coppia fisicamente dimostrativa e dobbiamo rimanere tale. Le parole ci portano troppo vicino alla verit e non credo che la nostra tormentata relazione amorosa possa

funzionare.

(Ripone la pistola nella borsetta)

Credo che dopo tutto stasera andremo dai Freemonts.

/Le luci incominciano a dissolversi)

HARRISON - (Dolcemente) Puttana! Puttana, puttana, puttana!

(Emma sospira. Si rende conto di avere aperto un vaso di Pandora. La vita non sar pi la stessa)

Puttana, puttana, puttana, puttana, puttana.

EMMA - (Un altro sospiro. Sottovoce) Bastardo!

(Le luci si abbassano. Buio)

SIPARIO

SCENA 2.

BINGO-BANGO

Il luogo: Un museo.

FRED e ROSALIND, due stranieri, entrambi sui 35 anni, sono seduti su una panchina. Rosalind Fissa davanti a s con stupore e apprezza-mento. Fred pi o meno seduto, in attesa, per niente interessato a ci che Rosalind sta guardando. Dopo qualche istante Rosalind dice

ROSALIND - bellissimo, vero?

FRED - Che cosa?

ROSALIND - Il quadro.

FRED - (Senza alzare gli occhi) Ah, s. Bello.

ROSALIND - Non lo sta neanche guardando.

FRED - Gi. Beh, veramente sto pi o meno seduto.

ROSALIND - Beh, lo guardi.

FRED - Veramente, non sono affatto

ROSALIND - (Un po insistente) La prego. Lo guardi. Lo guardi e basta.

FRED - (Guarda quello che Rosalind sta guardando) Daccor-

do, lo sto guardando. E adesso?

ROSALIND - Beh, non straordinario?

FRED - (Non afferra limportanza della cosa) solo un cesto di frutta.

ROSALIND - Io starei a guardarlo per sempre.

FRED - Lei? Perch?

ROSALIND - Perch mi dice qualcosa. Perch dice qualcosa di straor-dinario.

FRED - (Annuisce. Una pausa, mentre guarda di nuovo il qua-dro) un cesto di frutta.

ROSALIND - Io vedo molto di pi.

FRED - Io vedo solo frutta. Due mele. Unarancia. Una banana. Delluva. Una cosa scura. Potrebbe essere una pesca andata a male.

ROSALIND - una pera di bosco.

FRED - Sia quel che sia Comunque io vedo solo frutta.

ROSALIND - Peccato. proprio un vero peccato.

FRED - Davvero?

ROSALIND - Assolutamente. Lei si perde la pittura importante. Lei si perde il dolore che in un grande artista. Il suo tentativo di capire, la compassione e infine il perdono.

FRED - (Una pausa) Hm hm. Francamente, non mi interessa molto la frutta, specialmente il melone. Mia madre lo ser-viva sempre per dessert. Lei non ha mai mangiato una tor-ta, mai un dolce. Lei mangiava solo melone. In un certo senso, sono contento che sia morta.

ROSALIND - Capisco. Gi questa pittura ti fa pensare. Sono i colori.

Raccontano tutta la storia. I rossi

FRED - La mela.

ROSALIND - Delusione. I gialli.

FRED - La banana.

ROSALIND - Un attacco cardiaco. Il verde e la porpora. Rabbia e tri-stezza. una pena tale che non la sopporti. Neppure il mio ex-ragazzo, Herb, riusciva a sopportarla.

FRED - Ha visto solo il frutto?

ROSALIND - Non sarebbe mai venuto al museo. Sarebbe rimasto a ca-sa davanti alla TV con la sua birra e le sue patatine fritte a guardare la partita di calcio. E dopo la stagione del calcio

Cera la pallacanestro e poi lhockey e poi il baseball e poi tutto ricominciava da capo. Era ovvio che non cera spazio

Per il romanzo. Vi rendete conto? Tutto quegli stupidi sports. Uno dopo laltro?

FRED - No, assolutamente. Io odio gli sport.

ROSALIND - Buon per te.

FRED - Il porno la mia passione.

ROSALIND - Porno? Hai detto porno?

FRED - Ne ho una collezione. Pi di trecento films e duemila riviste.

ROSALIND - Porno.

FRED - Porno. oscene, scabrose, piccanti Ognuno le definisce in modo diverso. Ma questo il mio punto debole. Scene hard core. Uomini con uomini, ragazze con ragazze, fru-ste, catene, manette, batterie e chi pi ne ha, pi ne metta.

ROSALIND - (Una pausa) Ho sentito dire che in certi ambienti buona parte di queste cose viene considerata arte.

FRED - Non in quello che frequento io. Il mio ambiente ha chiu-so con gli abhiti, passato allazione. Bingo-bango Bango-bingo. Mi piace. Forse dovresti smettere e procu-rarti un paio di fruste per Herb. Potrebbe riportarlo in vita.

ROSALIND - Te lho detto, Herb uscito per sempre dalla mia vita.

E poi, le relazioni devono essere costruite su qualcosa di pi del sesso. Specialmente per me. Si d il caso che io sia una persona molto spirituale. Non mi basta un amante. Io voglio una vera anima gemella. Qualcuno che sappia provare quello che provo io. Che senta quello che sento io. Una persona profonda, con qualcosa dentro. E quel che ho scoperto nel viaggio della vita che questi doni o li hai o non li hai. per questo motivo che persone come te pos-sono guardare una semplice pittura appesa al muro e vede-re solo della frutta, e altre persone dotate come me di sen-sibilit spirituale possono guardarla e provare la sempre eterna lotta di civilizzazione.

FRED - (Una pausa, dopo aver recepito quel che ha detto Rosalind) Herb un ragazzo molto fortunato. Ascolta, ti parler molto semplicemente. Non me me frega un cavolo dellarte, e per me questa faccenda della spiritualit vale meno di un centesimo. Vuoi sapere perch sono venuto al

Museo? Per rimorchiare le ragazze.

ROSALIND - Oh?

FRED - Gi. Io vengo qui tutte le domeniche, solo per questo. Vedi, cos che funziona. Quando vedo una pollastrella seduta sola soletta

ROSALIND - Come?

FRED - S. Mi avvicino e mi siedo accanto a lei

ROSALIND - Come hai fatto con me.

FEED - Pi o meno. Ora, dopo qualche momento che stiamo seduti uno accanto allaltro, se le interesso, lei, come per caso, incomincia a discutere il significato e i meriti del particolare quadro che sta osservando.

ROSALIND - Come ho fatto io con te.

FRED - Esatto. E se lei mi interessa, Io concordo con lei su tutto quello che ha detto, lo ripeto quasi tutto a lei e prima di

Rendertene conto ci ritroviamo a casa mia a guardare qualche filmetto e il gioco fatto

ROSALIND - Opl!

FRED - Esatto.

ROSALIND - Capisco. E visto che non hai tentato questo tipo di ap-proccio con me, vuoi dire che

FRED - Inutile, Hose.

ROSALIND - Uh huhm.

FRED - Non che tu non sia una donna attraente e che non mi piacerebbe divertirmi con te, ma vedi, io ho come un campanellino nella mia testa che mi mette sullavviso

ROSALIND - Ed sparito con me.

FRED - Non lho mai sentito cos forte. In verit io mi sono se-duto accanto a te perch ero stanco. Ho girato per questo museo per pi di due ore e per la prima domenica da quando vengo qui non cera una sola donna seduta da

sola.

ROSALIND - Tranne me.

FRED - Tranne te.

ROSALIND - E io non ti interesso.

FRED - Credimi, se avessi avuto un interesse per te, avrei discusso di frutta con te fino al ritorno delle pecire allovile.

ROSALIND - Uh huh. Beh, mi dispiace che la tua giornata non sia stata come avresti voluto.

FRED - Non c problema. Ora me ne torner a casa, metter su un paio dei miei dischi e far sesso da solo.

ROSALIND - Una prospettiva interessante.

FRED - Non male. Soprattutto perch non devi fare conversa-

Zione, dopo.

ROSALIND - Questa stata una domenica molto istruttiva per me.

FRED - Mi fa piacere. Mi dico sempre che non mai troppo tardi per imparare.

(Zoe, una coetanea, si avvicina. completamente soggiogata dal quadro. Ignara della presenza di altre persone si insinua tra Rosalind e Fred che le fanno spazio mentre lei in preda a un timore reverenziale)

ZOE - Straordinario, vero?

FRED - (Guardandola dallalto in basso) Molto.

ZOE - Il dolore, il tormento

FRED - S. S, dolore, tormento. Vedo queste cose.

ZOE - (Si volta verso Fred) Gli artisti piangono per capire ed amare.

FRED - Gi. Gi. E non dimenticano la compassione e il perdo-no.

ZOE - I colori. I rossi.

FRED - Delusione.

ZOE - I gialli.

FRED - Cuori infranti.

ZOE - I verdi e le porpore.

FRED - Rabbia e tristezza. Le piacerebbe venire a casa mia a vedere qualche film darte?

ZOE - S, mi piacerebbe.

FRED - Andiamo.

(Fred le porge il braccio ed escono di scena)

ROSALIND - (Una pausa, poi) Beh, era proprio un pezzo di merda, eh?

(Ian, un uomo sui 35/40 anni si avvicina e si siede accanto a Rosalind. Osserva il quadro mentre Rosalind gli lancia unocchiata)

speciale, vero?

IAN - Il quadro?

(Lui si volta e le lancia unocchiata)

S, molto speciale.

ROSALIND - C tutto: amore, odio

IAN - Mele, arance

ROSALIND - I rossi, i gialli

IAN - Rabbia e delusione.

ROSALIND - Lei ha dei film porno?

IAN - Tonnellate. Alcuni sono considerati arte.

(Rosalind si alza e costringe Ian ad alzarsi)

ROSALIND - Bene. Cominceremo a vedere quelli.

(Escono)

BUIO

SCENA 3.

A CENA CON I VICINI

Donna e Nick Palmer, una coppia sui 25/730 anni e Irene e Wayne Osden, una coppia sulla cinquantina, sono in un ristorante e stu-

diano i menus. Donna posa il suo menu.

DONNA - Siete stati davvero molto gentili ad invitarci a cena fuori.

NICK - vero. stato del tutto inaspettato, ma sicuramente gra-

Dito.

IRENE - Beh, dal momento che voi due siete venuti a presentarvi laltro giorno, Wayne mi ha detto: Queste sono due per-sone che dovremmo proprio conoscere. Sono cos cordiali, cos estroversi cos comunicativi.

WAYNE - E poi portarci una torta e una scatola di paste. quel che avremmo dovuto portare noi a voi.

NICK - Beh, il nostro modo di presentarci.

WAYNE - Beh, stato proprio beh, proprio

DONNA - Cordiale.

IRENE - S. Molto cordiale.

DONNA - Beh, non cos che dovrebbero essere i vicini?

WAYNE - Assolutamente. Irene ed io contiamo molto su dei vicini cordiali.

NICK - Perch ovvio che voi siete persone cordiali.

DONNE - Nel nostro vecchio vicinato, erano tutti estremamente cordiali. Praticamente eravamo tutta una famiglia, tanto eravamo legati.

NICK - Facevamo tutto insieme: andavamo in campeggio, face-vamo i picnic ci guardavamo i bambini a vicenda. Ognuno entrava e usciva dalla casa dellaltro come se fosse la propria casa.

IRENE - Sembra tutto molto caldo e amichevole.

DONNA - Oh, lo era. E fu molto triste andarcene. Ma Nick aveva avuto una fantastica opportunit di lavoro e non potevamo

Perderla.

NICK - Ma io glielho detto. Donna, le ho detto, le persone non sono poi cos diverse. Sono sicuro che troveremo lo stesso

Ambiente amichevole dovunque andremo perch se noi siamo gentili e cordiali con i nostri vicini, anche i nostri vicini saranno gentili e cordiali con noi. cos che funziona. E amicizia vuol dire famiglia.

WAYNE - Amicizia e famiglia. Sono le parole che preferisco.

DONNA - Sono certa che sar unaltra fantastica esperienza di vita.

WAYNE - Beh, sentite, non voglio deludervi, ma mentre certe persone nel nostro ambiente sono molto gentili e cordiali

IRENE - Come noi.

WAYNE - S, come noi. Ce ne sono altre che beh, diciamo che potrebbero deludervi.

NICK - Ho limpressione che lei stia cercando di metterci in guardia da qualcuno.

IRENE - Beh, Wayne ha avuto un piccolo contrasto con i Conrad,

recentemente.

DONNA - Non sono i vostri vicini di casa? Mi sono sembrati molto gentili quando siano andati da loro a presentarci.

WAYNE - Gi, dnno questa impressione.

IRENE - Ci fu un momento in cui credetti di avere incontrato una famiglia pi che degli amici.

WAYNE - (Tristemente) S. S, proprio quello che avevo pensato.

NICK - Parli come se qualcuno ti avesse abbandonato.

WAYNE - Voglio essere schietto. Che persona uno che si professa tuo amico e poi rifiuta di avallare un prestito di centomila dollari per te?

(Nick e Donna si scambiano unocchiata sorpresa)

IRENE - Wayne ci rimase tanto male quando lo abbandonarono. Quel poveruomo aveva il cuore a pezzi. Ci pensi. Cono-scevamo quelle persone da pi di otto mesi. Wayne era sempre a casa loro. Praticamente ci viveva.

WAYNE - Erano sempre sbronzi. Io mi versavo un doppio whisky e mi sedevo nel loro salotto per ore. Irene doveva venire a recuperarmi in quella casa quasi ogni sera.

IRENE - trascinarti fuori sarebbe una descrizione pi efficace.

Wayne ha un piccolo problema col bere.

NICK - Oh, questo mi dispiace.

WAYNE - Non un problema. pi che altro una cattiva abitudine. Ma poi c anche il caff, giusto?

(Nick e Donna cominciano a sentirsi un po a disagio)

NICK - Temo di s.

IRENE - Beh, per fortuna non sono gli unici ai quali possiamo ricorrere per un aiuto. Ci sono anche i Paulse, i nostri amici dallaltro lato della strada.

DONNA - S. Abbiamo conosciuto anche loro. Sembrano anche

loro delle brave persone.

WAYNE - Gi, il buon vecchio Tommy Paulsen. Sono sicuro che per lui non sarebbe un problema avallare il mio prestito- Siamo molto amici. Io prendo sempre in affitto la sua macchina ogni volta che debbo far revisionare la mia.

IRENE - Spero solo che Beverly non sia troppo arrabbiata con te

per aver vomitato sui suoi tappeti nuovi.

WAYNE - Quandanche fosse, mi sorprenderei se il vecchio Tommy si rifiutasse di co-firmare con me. Se dovesse farlo, abbiamo altri nuovi vicini, adesso.

(D una pacca sulle spalle di Nick)

Esatto, il vecchio amico Nick.

NICK - Noi? Vuoi che noi firmiamo con te un prestito di cento-mila dollari?

WAYNE - Ci vuole poco. In dieci minuti posso accompagnarti in banca e tornare indietro.

NICK - Beh, ecco, non sono sicuro che avallare un prestito sia conveniente per noi. Voglio dire che abbiamo appena ot-

Tenuto un grosso prestito per la nostra casa. Non sono sicuro che la banca

WAYNE - Ti approverebbe? Scrdatelo. Ho gi controllato. Voi due avete un grosso credito. Fra laltro, quelli della banca non sono molto svegli.

IRENE - Wayne ha ragione. Non immagini che cosa abbiamo pas-sato con il nostro ultimo prestito.

DONNA - Avete avuto un altro prestito?

WAYNE - Lo abbiamo ancora. Per questo abbiamo bisogno di un altro prestito. Non fanno che minacciarci di mettere i sigil-li alla nostra casa. Comunque, non dovete preoccuparvi.. Solo nel caso che le cose si mettano male, far in modo che tu possa impegnare la mia ditta. Uscirai dalla bufera in un batter docchio.

NICK - Per! Che mestiere fai?

IRENE - Wayne il pi importante distributore di pesciolini rossi della California del sud.

DONNA - Pesciolini rossi?

WAYNE - Credimi, non sembra granch, ma come scritto nei miei biglietti da visita, C delloro nei pesciolini rossi.

IRENE - Intelligente, vero? Wayne ha fatto tutto questo da solo.

NICK - Allora perch non metti su unimpresa collaterale, cos

non avrai bisogno di un altro che avalli la tua firma.

WAYNE - Non cos facile, purtroppo. A causa della crisi econo-mica, della riduzione dei posti di lavoro, beh, il giro di

affari del carnevale si molto ridotto.

DONNA - Il giro daffari del carnevale?

IRENE - S. allora che Wayne vende la maggior parte dei suoi pesciolini rossi. Lanci una monetina in un piatto e cerchi di vincere un pesciolino. molto divertente. Magari dopo cena possiamo andare a casa e giocare. Abbiamo i piatti e il pesciolino rosso.

NICK - Solo per curiosit, Wayne, quando chiedi per un pescio-lino rosso?

WAYNE - Beh, a occhio e croce, circa 25 centesimi luno. Ma la-scia che ti dica, quando la merce buona, va alla grande. Certe volte vendo duecento pesciolini rossi al giorno.

DONNA - Sul serio? A venticinque centesimi a pesciolino puoi fare

cinquanta dollari.

WAYNE - Soltanto? Beh, io non mi occupo di quello. Lascio che il mio contabile se la veda con i numeri. Io mi limito a ven-dere i pesciolini. Sicch, cne ne dite? Posso contare su di voi per avallare la mia firma? Cos non devo disturbare i Paulsen, che, detto fra noi, ho qualche scrupolo a coinvol-gere nelloperazione.

DONNA - (Non sa che cosa dire) Nick?

NICK - Beh Ecco, a che cosa esattamente dovrebbe servire questo prestito? Intendo dire: hai intenzione di espandere

Lattivit?

WAYNE - Espandere? Adesso?

NICK - Beh, magari affrontare un altro settore, come pesci eso-tici o magari parrocchetti.

WAYNE - No. Io mi limito ai pesciolini rossi. Lunica cosa che non voglio fare allargarmi troppo. Ho visto troppe persone

Andare sotto cos facendo.

DONNA - Sicch il prestito sarebbe per?

WAYNE - Solo le spese giornaliere.

IRENE - Insomma, il mangime, la pulizia le vacanze.

WAYNE - Di certo uno di quei televisori con maxischermo.

IRENE - Sono anni che Wayne parla di prendere una seconda casa

Da qualche parte in campagna.

WAYNE - Gi. Io ho assolutamente bisogno di un posto dove posso

semplicemente rilassarmi, allontanarmi dalle pressioni della vita quotidiana.

IRENE - E nessuno lo merita pi di te, caro. E le prime persone che riceveremo saranno Nick e Donna.

WAYNE - Questo un regalo. La vita davvero strana. Qualche giorno fa pensavo che fossimo davvero nella merda. Poi il destino ci ha mandato voi due e adesso guarda come tutto quadra. Basta guardare voi. Non mai finita finch non finita.

(Wayne prende il suo menu)

Allora, cosa vuoi che ordiniamo? Non so perch ma ho un tale appetito

(Guarda il menu)

Dio, guarda che prezzi! Trentasei dollari una bistecca.

DONNA - Il pollo non male. Costa soltanto 16,95. Io prendo questo.

NICK - Anche io. Il pollo va bene.

WAYNE - Ahh, al diavolo! Voglio la bistecca e la bistecca pren-der.

IRENE - Anche per me.

WAYNE - A proposito, Nick, Puoi pagare con la tua carta? La mia esaurita. La prossima volta pagher io.

IRENE - Ho sentito che i dolci sono fantastici, qui.

WAYNE - Comunque, voi due, magnifico avervi per vicini, e vi

porter i giornali per prima cosa ogni mattina.

NICK - No, non necessario.

(Si alza e va verso Donna per farla alzare)

Voi non verrete mai a casa nostra perch non vi invitiamo e mai lo faremo. Pensi a noi semplicemente come a uno dei tanti vicini, che non vuole aver niente a che fare con voi, come i Conrads e i Paulsens e e sono certo chiun-que altro abita nel fabbricato. Mi dispiace che abbiamo

pure cercato di essere amici con voi. Voi siete siete paz-zi. Via, Donna. Torniamo a casa. Ti prender un un fishburger da MacDonalds.

(Nick e Donna escono. Wayne fa una pausa e sospira)

WAYNE - Beh, c un altro cordiale vicino del quale non abbiamo mai avuto motivo di preoccuparci.

IRENE - Forse il problema che la nostra casa ha lapparenza troppo invitante. Che ne direste di mettere una catena tutto intorno e prendere un pitbull per il giardino di fronte?

WAYNE - Non male come idea. Mi piace. Comunque, ordiniamo. Io sono affamato. Credo che prender il pollo.

IRENE - Ottima idea. Lo prender anche io.

BUIO

SCENA 4.

STORIA DAMORE HOLLYWOODIANA

Le luci si accendono su ALAN E Karen, una coppia sulla trentina. Siedono su due sedie di fronte al pubblico.

ALAN - (Senza guardare direttamente Karen) Che serata! Che

Schifosa, spaventosa serata!

(Karen tace, cercando di ignorarlo)

Una serata stupida, miserabile, noiosa, spaventosa

(Karen continua a ignorarlo. Lui si volta verso di lei per assicurarsi che lei sia consapevole della sua presenza)

Una serata schifosa, fetente, medosa, noiosa.

KAREN - (Una pausa, poi annuisce) Io mi sono divertita.

ALAN - Ah, s?

KAREN - S.

ALAN - Lo dici solo per farmi arrabbiare.

KAREN - Hai deciso di annoiarti anroca prima di uscire di casa.

ALAN - Come puoi dire una cosa simile?

KAREN - Perch vero. Ti conosco, Alan. Quando decidi che una cosa non ti piace, non ti piace e fai di tutto per non diver-tirti alla festa di David e Trish.

ALAN - Come puoi farti piacere degli antipasti che non sai iden-tificare, un pollo bruciato e un vino che chiaramente era piscio di cavallo.

KAREN - Non mi parso che avessi dei problemi a bere il vino.

ALAN - Dovevo pur fare qualcosa per ammazzare il sapore del pollo.

KAREN - Per tua informazione, Alan, non era pollo. Era piccione.

ALAN - Piccione? Peggio ancora. I piccioni inquinano tutto il pianeta cacando sulle macchine. Accidenti. Odio i piccio-ni. Come sto odiando questa serata.

KAREN - Beh, Io lho trovata piacevole. Anzi, mi sono divertita pi che alla nostra.

ALAN - Come puoi paragonarle? Alla nostra, almeno, abbiamo servito carne rossa.

KAREN - Abbiamo servito del peperoncino, e tre persone si sono sentite male.

ALAN - Beh, visto che una di loro era il mio agente e gli altri due erano il mio avvocato e sua moglie, non mi dispiace. Non capisco perch quello stupito ristoratore ci abbia trascinato sullargomento del rodeo. Meno male che nessuno lha se-guito. Comunque la serata, grazie a Dio, finita. stata una serata molto noiosa.

KAREN - Certe volte, Alan, mi chiedo come ho potuto trovare un uomo cos negativo.

ALAN - Non sono negativo. Sono discriminante. Il fatto che a me non piaccia il novanta per cento delle cose di questo mon-do, prova solo che ho buon gusto.

KAREN - Mi piacerebbe sapere in che consiste quelluno per cento di questo mondo che ti piace. Dubito molto che troveresti il tuo nome sulla lista.

ALAN - Stai insinuando che io non mi piaccio?

KAREN - Se cos fosse, non ti tortureresti come fai.

ALAN - Io sono uno sceneggiatore. Ho bisogno di essere tortu-rato. E certe persone che hanno letto quel che scrivo, trovano che merito di essere torturato.

KAREN - Sai bene che non vero. Tu sei un uomo di successo e sei molto apprezzato. Ti stai auto-criticando.

ALAN - Una volta ti piaceva il mio umorismo.

KAREN - Gi. E io credevo che questo significasse umilt- Mi sembrava intelligente e piacevole. Adesso, dopo tre anni di matrimonio mi rendo conto che solo una posa. Tu davvero non vuoi essere felice, vero?

ALAN - La felicit non ha senso. Una persona infelice ha almeno uno scopo. Si sforza di essere felice. E qual lo scopo di una persona felice? Non ne ha. fottuto. E poi, se sei in-felice, la gente pensa che tu abbia qualcosa dentro. Una bella smorfia sul tuo viso fa pensare che tu sia molto preoccupato per quanto avviene nel mondo. Secondo me, linfelicit mi ha procurato pi lavoro di quanto merito.

KAREN - Speravo di poterti rendere felice, Alan.

ALAN - Davvero^ Perch ti prenderesti un compito tanto impos-sibile?

KAREN - Perch ti amo.

ALAN - Forse dovresti trovarti un compito pi utile.

(Si scambiano unocchiata. Karen sospira, dispe-rata. Le luci si spengono su di loro, e si riaccen-dono su David e Thrish, unaltra coppia sulla tren-tina. Anchessi si siedono sulle sedie di fronte al pubblico)

DAVID - (Con entusiasmo) Una magnifica festa. Davvero magni-fica.

TRISH - (Non altrettanto entusiasta) S, molto piacevole. Come tutte le feste che diamo noi.

DAVID - Tutti sembravano divertirsi. La maggior parte degli in-

vitati sono rimasti fino a dopo le undici. Accade di rado, per le feste con invitati quasi tutti sposati. Come al solito,

lunico che non si divertito Alan.

TRISH - Che ne sai?

DAVID - Non ha fatto che guardare lorologio per tutta la sera. Karen proprio una santa! Non capisco come una ragazza

cos dolce e carina possa stare con uno come lui.

TRISH - Forse dovresti smettere di invitarlo.

DAVID - uno scrittore molto dotato. molto importante per un produttore farsi vedere con persona creativa, anche se ti fanno sentire a disagio. Comunque, non era lunico con il muso lungo.

TRISH - Oh.

DAVID - Ho notato che anche il tuo viso cos. Infatti ogni volta che sei stata vicino ad Alan sembravate tutti e due arrivati alla fine di un libro.

TRISH - Mi dispiace. solo che evidentemente non sono brava in queste cose. Non sono mai stata capace di mostrare una sincerit superficiale. Tutte quelle smancerie e sbaciuc-chiamenti che tutti si scambiano quando sai benissimo che appena saliti in macchina cominciano a dire peste e corna di tutti.

DAVID - Tesoro, Hollywood cos. Chiacchiere e pettegolezzi sono le attivit principali. Vedi, Thrish, sai benissimo quanto me che gli affari si basano sulle conoscenze. E an-che se ti senti a disagio, non posso non farlo.

TRISH - solo che sta diventando difficile per me, David.

DAVID - Una volta non era cos. Forse un giorno dovremmo ap-

profondire la cosa, a meno che tu non senta il bisogno di parlarne proprio stasera. Daccordo?

TRISH - (Sospira) Non lo so. Non lo so.

DAVID - (La guarda per un istante) Siamo nei guai, Trish, vero?

TRISH - S, David. Siamo nei guai.

(David la guarda. Le luci si spengono su Trish e David e si accendono su Alan e Karen)

ALAN - Dio, non ce la facevo pi

KAREN - Va bene, va bene. Hai espresso il tuo parere. Ora basta.

ALAN - Perch? Lunica cosa positiva di questa serata e tornare a casa e poter dire che serata dinferno ho passato.

KAREN - Forse se avessi provato a scambiare due chiacchiere con qualcuno, avresti passato una serata migliore.

ALAN - Lho fatto. Ho tentato pi di una volta. La maggior parte di quelle persone erano impiegati di Hollywood. Appena

Hanno saputo che ero uno scrittore, se la sono filata.

KAREN - Non hai parlato di politica, vero?

ALAN - No. Non molto. Forse una volta o due ho detto che vorrei uccidere il Presidente, ma per la maggior parte del tempo sono stato straordinariamente controllato.

KAREN - Credo che tu abbia cacciato la gente di proposito e vorrei che la smettessi. Ti stai procurando una reputazione cos antisociale che difficilmente saremo ancora invitati.

ALAN - Beh, come si dice, le buone recinzioni fanno i buoni vicini.

KAREN - Io mi diverto alle feste, Alan, e mi piace incontrare e parlare con tutti.

ALAN - Lo so. uno dei tuoi maggiori difetti.

KAREN - Mi piacerebbe sapere quali sono gli altri.

ALAN - Lealt, devozione, cortesia e pazienza. Io non possiedo niente di tutto questo. Comunque, possiamo non parlare di me per un po?

LAREN - Daccordo. Parliamo di Trish.

ALAN - Che centra lei?

KAREN - Abbiamo fatto due chiacchiere, stasera.

ALAN - Ah, s?

KAREN - Lo sai bene. Ho notato che pi di una volta ci hai osser-vato.

ALAN - Beh, ogni tanto mi piace sapere che cosa fa mia moglie mentre io mi annoio.

KAREN - Mi ha chiesto come va il nostro matrimonio.

ALAN - (Cerca di non apparire troppo interessato) Ah, s?

KAREN - Io lho trovata un po impertinente. Tenerci insieme? Non esattamente un voto di fiducia e non una cosa che

vai a spifferare ai quattro venti, a meno che nel matrimo-nio ci sia qualcosa che non va o speri che qualcosa possa esserci.

ALAN - Beh, forse aveva bevuto troppo. Io stesso le ho offerto diversi bicchieri. E tu, che cosa le hai risposto?

KAREN - Volevo dirle che non sono affari suoi. Ma la verit che forse lo sono.

ALAN - Che cosa te lo fa credere?

KAREN - Perch lei ancora interessata a te.

ALAN - Oh, piantala. Lei e David vanno benissimo daccordo.

KAREN - David, forse. Ma lei, no. Ho avuto limpressione che per tutta la sera desiderasse trovarsi altrove.

ALAN - Beh, siamo in due.

KAREN - S, lo so. e mi seccato che voi due abbiate ancora tante cose in comune. Credo che lei sia pentita di aver sposato David. Scommetto che questo ti renda molto felice, vero?

ALAN - Sbaglio o un segno di insicurezza?

KAREN - Mi piacerebbe pensare alla cosa come a una semplice preoccupazione o un sospetto perch credo che voi due vi vediate ancora.

ALAN - Forse guarder un po di televisione prima di andare a letto.

KAREN - Tu lami ancora, vero Alan?

ALAN - Questa conversazione stupida e non mi va di portarla avanti. E poi, ci sono cose pi importanti di cui parlare, stasera. Ho mangiato sei porzioni di piccione e credo di dover dare di stomaco.

KAREN - Stai evitando la domanda.

ALAN - Accidenti, Karen. Ti ho sposata perch amavo te. Dovre-sti conoscermi meglio. Son troppo egoista per sposarmi per altri motivi.

KAREN - Tu mi ami, adesso?

ALAN - Sai che trovo questo interrogatorio troppo incredibilmen-te drammatico, data lora tarda.

KAREN - Io ti amo, Alan. Non ho alcun dubbio al riguardo. Ti amo. Quando stata lultima volta che tu hai detto questo a me?

ALAN - Credo che esista una legge non scritta secondo la quale se un marito pu farlo nei primi anni di matrimonio, non deve pi dirlo di nuovo.

KAREN - Non so perch ti amo ancora, Alan, ma ti amo. Tu lo sai bene.

ALAN - (Sospira) Lo so. questo che rende tutto cos maledetta-mente difficile.

(Karen reagisce. Le luci si spengono su Alan e Karen e si accendono su David e Trish)

DAVID - Mi hai mai amato, Trish?

TRISH - Credo di s, David. Credo proprio di s.

DAVID - Ricordo quando ti chiesi di sposarmi, e tu mi dicesti di s, ballavo per la strada, tanto ero felice. Ma devo ammet-tere che ero anche molto sorpreso.

TRISH - Ripensandoci, credo che fossi anche io sorpresa. La mia storia con Alan non aveva un futuro. Lui sembrava sempre tormentato. Io ero pi giovane. Il suo dolore era troppo forte perch io lo capissi. Poi entrasti tu nelle nostre vite.

Cos gentile, cos semplice, amico di tutti, lesatto opposto di Alan. Facevi leffetto di una boccata daria fresca dopo il cupo mondo di Alan. Ma adesso, quando vedo le cose per quello che sono, il tuo modo di trattare tutti come se fossero i tuoi migliori amici quando so che non lo sono affatto, il modo in cui fingi di interessarti a loro quando so che non vero, quel finto entusiasmo, beh, la verit, David, che io allinizio ho ammirato tutto questo perch credevo che fosse un interesse sincero. Ma adesso, ogni volta che osservo questo comportamento, io mi struggo dentro di me perch mi rendo conto che tutta una menzogna.

DAVID - Accidenti, Trish. Io lavoro nel cinema. Uno deve essere falso. Devo ostentare costantemente amicizia e fiducia. questo che richiedono. Preferiresti che fossi come Alan, il mio depresso e deprimente essere umano sulla faccia della terra?

TRISH - Almeno c in lui una certa onest. Lui come lo vedi.

DAVID - Senti, io so che Alan un po migliore di te. Fin dal gior-no in cui lho conosciuto lui stato solo cinico e negativo. tivo. Ed proprio quello che tu hai provato quando andaste a vivere insieme.

TRISH - Forse stato questo che ha fatto di lui il grande scrittore che . Lui sa che questo solo un mondo di merda.

DAVID - Lui non cos grande, solo uno sceneggiatore. solo fortunato ad essere stato copiato.

TRISH - Ha finto un premio accademico per te.

DAVID - Forse lho vinto io per lui. Senti, ovviamente a me piace come scrittore, altrimenti non mi sarei legato a lui. Tu non hai nessun ripensamento su di lui, vero?

TRISH - Noi semplicemente non eravamo pronti luno per laltro.

DAVID - ricominciato, vero? Accidenti, quando mi misi con te, tu eri totalmente stufa delle sue lamentele. Beh, credimi, non cambiato. sempre lo stesso idiota che sempre stato.

TRISH - Ma vero, non capisci? lui. Non una facciata. Non una finzione. Nessuna apparenza per dar oolvere negli occhi.

DAVID - Quelo che dici che, fondamentalmente, lui non me.

TRISH - Lui non pu competere con questa vita di merda, e anche

Io non ce la faccio pi.

DAVID - Oh, ti prego. Lui ne fa parte, come tutti. Non posso cre-dere che tu voglia tornare da quel quel presuntuoso,

pallone gonfiato

TRISH - Io lo amo ancora, David. E lui ama me. Siamo entrambi convinti che abbiamo commesso un errore.

DAVID - E Karen? Ci pensi, a lei? Sar distrutta.

TRISH - Lei molto pi forte di quanto tu creda. Cerca di capire, David. Siamo sposati con le persone sbagliate. Siamo tutti sposati con persone sbagliate.

(Le luci si spengono su David e Trish e si accendo-no su Alan e Karen)

KAREN - Hai una relazione con lei, vero?

ALAN - No.

KAREN - Non mentire. Non hai bisogno di mentire.

ALAN - No. Non ne ho bisogno. Ceniamo insieme una volta ogni tanto ma non ho una relazione con lei.

KAREN - Credevo che lavessi.

ALAN - No.

(Una pausa)

Daccordo, ce lho.

KAREN - Oh, Alan!

ALAN - Mi vergogno. Dico sul serio.

KAREN - Bene. giusto. David lo sa?

ALAN - Non ancora.

KAREN - Sar distrutto. Lui lama sul serio.

ALAN - David un produttore cinematografico. abituato al fatto che certi sceneggiatori abbiano successo ed altri no.

KAREN - Vorrei poterti odiare, Alan.

ALAN - Magari lo facessi.

KAREN - So quanto ci siete rimasti male quando Trish e David si dono sposati. Sapevo del vuoto che la cosa avrebbe lascia-to dentro di te. Speravo di essere il deus ex machina capa-ce di risolvere tutto.

ALAN - Lo so. So che lhai fatto.

KAREN - Me ne andr domattina.

ALAN - No. No, me ne andr io.

KAREN - Questa casa tua.

ALAN - Lasciamo che pensino a tutto gli avvocati. Adesso pensa solo che io voglio che tu rimanga qui.

KAREN - Bene, Alan. Su una cosa avevi ragione, stasera. stata una festa di merda.

(Le luci si spengono su Karen e Alan. Poi si riac-cendono su Trish seduta accanto ad Alan)

ALAN - Che serata! Che schifosa, spaventosa serata.

(Trish sospira)

Che stupida, miserevole, terribile, fetente serata!

TRISH - Io ho passato una bella serata.

ALAN - stata una bella sorpresa incontrarli, vero?

TRISH - Sapevo che prima o poi sarebbe capitato. Il nostro mon-do piccolo, lavoriamo nello stesso campo. Comunque, sembravano molto soddisfatti.

ALAN - Perch no? Lui ha ingaggiato Tom Cruise per il suo prossimo film. Non ti sei sentita a disagio, vero?

TRISH - Un po. E tu?

ALAN - Un po.

TRISH - Vorrei che non ci fossimo abbracciati. Sarebbe stato molto pi facile se non lo avessimo fatto. Mi sono sentita falsa. Terribilmente falsa.

ALAN - Sono stato sorpreso anche io. Ci hanno salutato come se fossimo vecchi amici. Avevano entrambi un bellaspetto,

vero?

TRISH - S, ma anche noi. In un certo senso sono contenta che ci abbiano visto insieme. Sorpresa, ma contenta. Ha aiutato

a semplificare la colpa.

ALAN - Bene, dubito che si siano sposati per amore. Conosco troppo bene Karen. Lei sposa per simpatia. Credo che sia stato semplicemente il matrimonio di due anime scottate che cercano scampo dalla tempesta. Eppure, a volte, que-sto tipo di rapporto si rivela molto pi solido di altri.

(Una pausa)

TRISH - Ti manca, vero? Ho visto come lhai baciata sulle guan-ce. Molto eloquente.

ALAN - S, mi manca. Non credevo che fosse possibile, ma vero. E poi rivederla di nuovo Non so che diavolo mi sia preso. Io desidero una cosa una volta, e unaltra cosa unaltra volta, Dio, sono cos confuso Come stato per te rivedere David?

TRISH - Normale. A me piaceva David, ma non lho mai amato. Ho sempre amato te.

ALAN - Amato. Tempo passato, vero?

TRISH - Stiamo commettendo un errore, vero Alan?

ALAN - S, temo di s. Ma potremmo essere semplicemente due persone che non sapranno mai che cosa vogliono. Allora, che cosa facciamo adesso?

TRISH - Se siamo intelligenti, forse niente.

ALAN - S. Lo penso anchio. La buona notizia che questa proprio il genere di storia che mi piacerebbe scrivere. Scommetto che potrei venderla a David.

(Alan le pone il braccio intorno alle spalle e lattira a s)

TRISH - Scommetto che ne saresti anche capace.

(Le luci si spengono su Alan e Trish e si accendono su Karen e David)

DAVID - Che effetto di ha fatto rivederlo?

KAREN - Normale.

DAVID - Non hai avuto problemi?

KAREN - Nessuno.

DAVID - Bene.

KAREN - Ma tu s, vero?

DAVID - S. Un po. Non dimenticare che io volevo che funzio-nasse tra Thrish e me. Ha deciso lei di lasciarmi.

KAREN - Beh, stranamente, non provavo niente per Alan. Niente di niente. Vuoi sapere perch?

DAVID - S.

KAREN - Perch io ti amo sul serio.

DAVID - Tu?

KAREN - S, io.

DAVID - Beh, questo nostra tutto in una luce diversa, no?

KAREN - S, vero. Una nuova luce.

DAVID - Perch io credo No, lo so, finir per innamorarmi di te.

KAREN - Lo spero.

(Lui la guarda e la bacia)

DAVID - Karen

KAREN - S.

DAVID - Grazie per avermi sposato.

KAREN - Lascia stare.

(Si baciano di nuovo)

David - Mi chiedo se

KAREN - S.

DAVID - Mi chiedo se posso convincere Alan a scrivere questa storia.

(Le luci si abbassano)

SIPARIO

SCENA 5.

IL FALLIMENTO

(William e sua moglie Victoria, entrambi sulla cinquantina, siedono su due sedie a sdraio. Victoria assorta in una rivista di giardinaggio mentre William tiene lo sguardo fisso nel vuoto. Dopo qualche istante emette un profondo sospiro)

WILLIAM - Sono un fallito, vero?

(Nessuna risposta da parte di Victoria, e lui con-tinua)

Sono un fallito, ho detto, vero?

(Guarda Victoria. Ancora nessuna risposta)

Per la terza volta ho detto, sono un

VICTORIA - (Sempre senza alzare lo sguardo) Ti ho sentito, William. Ho sentito.

WILLIAM - Beh, che ne pensi? Pensi che sia un fallito?

VICTORIA - (Finalmente alza lo sguardo) Naturalmente no. Non pi della maggior parte dei mariti. (Riprende la lettura)

WILLIAM - (Seccato, la guarda) Che razza di risposta questa?

VICTORIA - (Di nuovo rivolta a William) Beh, ovviamente, William, vivere in una bella casa di periferia, possedere una fortu-

nata societ di mediazione e un conto in banca a sette cifre

non significa assolutamente fallire, in nessun senso mate-rialista della parola, per cui ne deduco che lunico posto alternativo in cui potresti considerarti un fallito sarebbe

nellarea domestica. E siamo obiettivi, qui che la mag-gior parte dei mariti inciampano. Allora qual il grosso affare?

WILLIAM - Mi riferivo al mio fallimento interiore, Victoria, Quello che dentro di me, che in questo momento somiglia a una totale assenza di sostanza, di significato e di importanza di qualsiasi genere.

VICTORIA - Capisco.

(Riprende la lettura del giornale)

WILLIAM - Che intendi dire, capisci? Sto per provare un allarmante risveglio. Non credi che dovresti dimostrare un po di inte-resse? Offrirmi un qualche sostegno, magari unassicura-zione contradditoria, un minimo di partecipazione?

VICTORIA - Non avevo idea che stessi chiedendo qualcosa del gene-re. Mi era sembrato che tu stessi facendo una dichiara-zione, e bene o male ho pensato che fosse meglio conti-nuare, fino a quando questa sensazione di fallimento che

Tu provi non sia passata. Io mi sento come se non fossi vissuto secondo le mie aspettative.

VICTORIA - Capisco.

(Riprende a leggere la rivista)

WILLIAM - Che significa, Capisco? Dio mio, Victoria, ho un biso-gno disperato di aiuto. Il minimo che tu possa fare cer-care di calmarmi, placare le mie preoccupazioni, sostenere che queste sensazioni sono infondate.

VICTORIA - Beh, credo di poter provare. Ma vorrei proprio finire di leggere questo articolo, prima. Sono quasi alla fine.

WILLIAM - Deve essere un articolo importante. Di che parla?

VICTORIA - Di gerani.

WILLIAM - Fiori?

VICTORIA - S.

WILLIAM - E secondo te leggere un articolo sui gerani pi impor-tante della bufera e della confusione che sto attraversan-do?

VICTORIA - No, William. Non pi importante. Solo pi affascinante.

(Posa la rivista in grembo)

William, siamo sposati da pi di venticinque anni e per lo

sembra che siamo stati felici. Ho sempre sperato che que-sto fosse sufficiente. Sii realistico, William, su una scala da uno a dieci, quanto deve essere soddisfatta della propria vita una persona, su una scala da uno a 10? Io mi accon-tento di sei. Fai un favore ad entrambi, a questo punto. Non esaminare troppo da vicino la tua vita. A questo pun- to, credi a me, non c da aspettarsi pi nulla.di buono.

WILLIAM - Victoria, proprio adesso su quella scala io mi sento come un due. Forse anche meno. Mi sento cos cos vuoto dentro, cos inutile, cos disperato Mi chiedo quale sia let limite per una crisi di mezza et.

VICTORIA - Oh, ti prego, William. Hai gi avuto la tua crisi di mezza et qualche tempo fa. Anzi, se ricordi bene, ne hai avute due.

WILLIAM - Io?

VICTORIA - S. La prima volta quando i tuoi affari non andavano molto bene e non potevi far fronte al pagamento delle rate della casa. Eri alle prese con un cambiamento di carriera e pensavi che ti sarebbe piaciuto fare lastronauta. Per setti-mane te ne andasti in giro con un grosso vaso di pescioli-ni rossi in testa.

WILLIAM - S, vero. Ancora oggi non riesco a ricordare che fine ha fatto il pesciolino. E che mi dici della mia seconda crisi di mezza et?

VICTORIA - Fu quando i tuoi affari ebbero una impennata e tu ti ren-desti conto che stavi diventando troppo potente per conti-nuare ad essere Democratico.

WILLIAM - Oh, s. Fu una vera apertura degli occhi.

VICTORIA - Beh, riuscisti a superare anche tutte quelle difficolt con colori vivaci, e te la cavasti anche quella volta. Adesso, vorrei proprio tornare a questo articolo.

WILLIAM - (Deluso dalla assoluta mancanza di preoccupazione da parte di lei) Sui gerani.

VICTORIA - S, una vera scoperta. Se solo tu sapessi quante ne passa un geranio nellarco della sua vita

WILLIAM - Oh, ma andiamo! Che razza di problema pu avere un geranio? Vive e muore. Unesistenza totalmente priva di significato, come la vedo io.

VICTORIA - Esatto. E il geranio non ha problemi con questo. Per que-sto penso che dovresti leggerlo. La vita non tutta cos complicata, William. Forse tu le attribuisci troppa impor-tanza.

WILLIAM - Forse hai ragione. Ho soltanto troppo tempo nelle mie mani.

VICTORIA - Forse dovresti pensare a un hobby per alleggerire i tuoi pensieri. Molte persone nelle tue condizioni incominciano a dipingere o a scrivere.

WILLIAM - Scrivere? S, non male, come idea. Ma scrivere di che cosa?

VICTORIA - Dal momento che ti senti stressato, suggerirei qualcosa che non ti costringa a pensare troppo.

WILLIAM - S. Magari unautobiografia.

VICTORIA - No. Forse qualcosa di pi interessante.

WILLIAM - Daccordo, che ne diresti di quel viaggio di pesca che feci tre estati fa con Brad e Howard? Mi era sembrato abbastanza interessante, specialmente il terzo giorno, quando Brad accus Howard di andare a letto con sua moglie e lo uccise con un colpo di pistola. Sarebbe una

bella storia. E poi quando dovetti aiutare Brad a nascon-dere il cadavere e inventare la storia della sua caduta su

una cascata dacqua. Che te ne pare?

VICTORIA - Oh, povera me, lo crederesti che ho appena terminato un libro che ha la stessa trama Senti, che ne dici di disten-derti e farti un sonnellino? Forse ti sentirai meglio quando ti sveglierai.

WILLIAM - Non posso. Ho la testa troppo piena di domande alle quali non trovo risposta. Questo viaggio della vita. In che consiste? Quale stato il mio contributo? Che cosa lascio? In tutta la mia vita su questo pianeta, ho mai fatto una qualsiasi dichiarazione degna di ricordo?

VICTORIA - Oh, s. Che ne dici del funerale di tua madre, quando ti presentasti indossando i suoi abiti? Credo che fosse il tentativo di una qualche dichiarazione,

WILLIAM - Non proprio. Io ero semplicemente imbottito di valium e non sapevo che cosa stessi facendo. Mia sorella ancora in cura psichiatrica per quel fatto. Forse, il mio problema

che ho appena cominciato a rendermi conto della mia mortalit. So che la morte inevitabile, e non la sconfigger. Fino ad ora ho pensato che a me non sarebbe mai successo. Sarei uneccezione e andrei avanti per sem-pre. Ma adesso che mi sto avvicinando a quel momento, ho accettato la verit. La morte deve arrivare anche per me ed tutto. Non posso evitarla. Accidenti, credi davvero che andando avanti negli anni il significato della vita diventa meno intrigante.

VICTORIA - William, voglio essere molto onesta con te. A questo punto della mia vita,..- non posso sentire queste cazzate.

WILLIAM - No?

VICTORIA - No. Vedi, una delle ragioni per cui ti sposai, William, fu perch ti credevo decisamente non complicato. Io volevo evitare le emicranie e le persone non complicate non ti

provocano emicranie. Tu ci sei andato vicino diverse volte ma non ci sei riuscito. Bene, ora me ne stai dando una e trovo la cosa molto eccitante. Anche se preferirei essere pi solidale, pi comprensiva, sinceramente non sono pronta a dare una cos improvvisa svolta alla mia vita.

WILLIAM - Continua.

VICTORIA - Credo che quel che sto cercando di dire che allo scopo di preservare questo meraviglioso rapporto che abbiamo vissuto per tanti anni, potresti aver bisogno di percorrere altre vie. Capisci a cosa alludo?

WILLIAM - No, non esattamente.

VICTORIA - Magari incomincia a bere, William- Con me ha sempre funzionato. Io son capace di bere due bottiglie di vino al giorno s non mi sono mai sentita meglio. Ti toglie dalla testa un mucchio di pensieri negativi. Infatti io non ho pi pensato ai figli.

WILLIAM - Beh, forse una cosa che dovr risolvere da solo.

VICTORIA - unottima idea. un eccellente punto di partenza- (Alzandosi) Bene, ora di andare a letto. Sali?

WILLIAM - Non ancora. Preferisco starmene ancora un po qui da solo e riflettere tra me e me.

VICTORIA - Ottina idea, William. Bravo. Buona notte, caro.

WILLIAM - Buona notte, Victoria. Oh, correi abbassare un poco le luci. Preferisco riflettere al buio. Le cose, certe volte, mi sono pi chiare al buio.

VICTORIA - Certo. Buonanotte, di nuovo.

WILLIAM - S, buona notte di nuovo.

(Victoria esce. William si siede sotto un leggero chiarore per qualche istante)

Beh, se non altro, il matrimonio funziona.

BUIO

FINE DELLA COMMEDIA

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