Sguardi nel buio

Sguardi nel buio

di

Matteo Tibiletti

PERSONAGGI

MARCO

MICHELE

ELEONORA

BRUNO

MARGHERITA

PADRE MARIO

DONNA

PRIMO INSERVIENTE

SECONDO INSERVIENTE


BIOGRAFIA DELLAUTORE

Matteo Tibiletti nasce a Varese il 23/10/1978. Da sempre coltiva una profonda passione per il cinema, la fotografia e per la scrittura creativa. Autore di sceneggiature, racconti, poesie e copioni teatrali si cimenta spesso come regista di brevi cortometraggi o shooting fotografici (su www.youtube.com/teotibi e www.flickr.com/teotibi presente tutta la sua produzione). Nel 2009 ha pubblicato tramite il sito www.lulu.com una raccolta dei suoi migliori scritti dal titolo LO SCONOSCIUTO. Ha frequentato per cinque anni la Scuola di Teatro Citt di Varese. Dal 2008 uno dei membri fondatori, attori e registi dellAssociazione culturale Compagnia Dusedi Besozzo. Da gennaio 2012 regolarmente iscritto alla SIAE come autore teatrale e fotografo.

DATI DELLAUTORE

NOME E COGNOME: Matteo Tibiletti

NATO A : Varese il 23/10/1978

RESIDENTE IN: Via C. Goldoni 41/B, Varese (VA)

CELLULARE: 3462219045

INDIRIZZO MAIL: tibilettimatteo@gmail.com

POSIZIONE SIAE: 213623

Sguardi nel buio

Salotto borghese. Ambiente scarsamente illuminato. Quadri alle pareti, un grande tavolo apparecchiato. Candelabri un po ovunque. Sulla destra un mobile bar ed alcuni sgabelli. Sul fondo, si nota appena una figura di uomo con un bastone, in ombra, seduto su di una seggiola, poco dietro al mobile bar. Un divano, una poltrona ed un tavolino basso in proscenio. Sulla sinistra, un mobiletto con un telefono. Marco seduto sulla poltrona. Sembra incuriosito dalla figura delluomo alle sue spalle. Pi volte si gira a cercare di scrutare lombra.

MARCO -Chi lei?

MICHELE Come, prego?

MARCO Ho chiesto, lei chi ?

MICHELE - Ha importanza?

MARCO - Non so, forse

Silenzio

MARCO - Avanti,mi dica, chi lei?

Silenzio

MARCO Almeno esca dal buio, non se ne stia l allora, mi vuol dire chi lei?

MICHELE - Ma perch si fissa tanto su questa cosa? E sempre cos morbosamente interessato a sapere con chi ha a che fare?

MARCO - Questa una semplificazione ho solo chiesto

MICHELE (interrompendolo) Niente affatto! Non lho mai sentita soffermare su qualcosa che non fosse particolarmente importante per lo svolgimento della serata

MARCO Mi conosce?

MICHELE Forse. Dunque?

MARCO Dunque, cosa?

MICHELE Dunque a cosa dovuta tutta questa sua morbosa curiosit? Come mai in altre occasioni non si mai rivelata?

MARCO Non saprei, forse solo perch in altre condizioni mi sono lasciato trasportare dagli eventi e non ho fatto caso a tutto il resto

MICHELE Tutto il resto?

MARCO S: persone, cose, ambienti, odori tutto il resto

MICHELE - E una brutta espressione, non trova?

MARCO Tutto il resto?

MICHELE S

MARCO Perch?

MICHELE Ha citato persone, cose, ambienti e odori le sembra poco?

MARCO Non ho detto questo.

MICHELE No, certo.

MARCO Perci qual il problema?

MARCO Nessun problema, ho trovato solo che lespressione fosse riduttiva.

Silenzio

MICHELE Per tornare al nostro discorso lasci che sia cos anche questa volta.

MARCO Cos come?

MICHELE Si lasci trasportare dagli eventi.

MARCO -Ma non posso!

MICHELE - Per quale motivo ?

MARCO -E me lo chiede? Dico si rendi conto dove siamo e perch ci troviamo qui?

MICHELE - Ci troviamo qui perch la vita ci ha condotti qui

MARCO - Non sia superficiale siamo qui perch quando muore qualcuno non ci si pu esimere dal dolore.

Silenzio.

MICHELE -Davvero?

MARCO - Assolutamente.

MICHELE - Non lo sapevo

MARCO- Non lo sapeva?

MICHELE No.

MARCO - E allora perch qui, proprio oggi?

MICHELE - Perch ho trovato giusto almeno esserci.

MARCO - Allora nemmeno lei si lascia trasportare dagli eventi

MICHELE - Io non ho mai detto dessermi mai fatto trasportare dagli eventi

MARCO - Ah no?

MICHELE No

MARCO - Ma se poco fa

MICHELE Nientaffatto.

MARCO E un bugiardo

MICHELE - Nientaffatto.

Silenzio.

MICHELE E lei che ha detto dessersi lasciato andare in passato. Io lho semplicemente invitato a fare altrettanto anche in questo momento.

Silenzio.

MARCO - Ma non posso.

MICHELE - Faccia come vuole allora.

MARCO - Certo che lo far, che le sembra che stia facendo?

MICHELE - A me sembra solo che lei stia solo fingendo di essere qualcuno che non ha intenzione di lasciarsi andare.

MARCO - Ah s?

MICHELE - Assolutamente.

MARCO - E allora sentiamo, perch lei si nasconde nellombra, perch non viene fuori ? Di cosa ha paura?

MICHELE - Paura? Io? Non ho paura di nulla. Mi d fastidio la luce.

MARCO - Mmmm non so perch, ma non mi ha convinto.

MICHELE - Mi dispiace, ho fatto il possibile

MARCO - Beh, non si sforzato

MICHELE - Non sono obbligato a farlo

MARCO - Gi

MICHELE - Gi

Silenzio.

MARCO - Allora, vuole uscire da l oppure no?

MICHELE - Perch vuole a tutti i costi che io mi alzi? Sono cos comodo.

MARCO - Perch non la vedo.

MICHELE - Nemmeno io la vedo, se per questo, ciononostante la sento dunque?

MARCO - Dunque cosa, dovrebbe bastarmi sentire la sua voce per accontentarmi?

MICHELE - A me basta e avanza.

MARCO Beh, a me no!

Silenzio

MARCO - Per favore

MICHELE - Devo venire l?

MARCO Mmm mmm

Silenzio

MARCO Allora, cos sordo, per caso?!

MICHELE - (Ride) Ecco, fortunatamente, no non sono sordo

(Dal fondo,armato di bastone si fa avanti Michele, un cieco.)

MICHELE E contento ora?

MARCO - Beh, diavolo, mi dispiace!

MICHELE - Per cosa?

MARCO - Io non sapevo!

MICHELE - Non sapeva cosa?

MARCO - Beh, questo!

MICHELE - Questo cosa? Scusi, ma non vedo bene.

MARCO Io invece s!

MICHELE Che fa mi prende in giro?

MARCO - No, no intendevo che non sapevo proprio questo!

MICHELE Ah, si riferisce al fatto che non ci vedo?

MARCO - Gi

MICHELE - Ah, allude al fatto che avrei dovuto sentirmi offeso dalla sua insistenza?

MARCO -Beh, forse, non saprei

MICHELE Gi, ha ragione, effettivamente stato un po scortese ma, ad essere sincero, se non mi ci avesse fatto riflettere, non glielo avrei mai rinfacciato. Sa, da troppo tempo non ci vedo per poter fare caso a tutti quelli che mi ricordano il fatto stesso che non ci vedo. Capisce? Una volta che ti abitui a mangiare non ti ricordi pi come hai imparato a farlo, dico sempre io? Ecco, per un cieco pressa poco lo stesso meccanismo. Io spesso non ricordo quando ho smesso di vederci (silenzio, ci pensa) e invece dovrei ricordarlo perch avevo ventanni quand successo . Il fatto che per, quando ci penso, si fa spazio un nero vuoto nella mente. Ha presente? Forse io lho pi presente di quanto non labbia lei, non so se mi spiego, qui buio ventiquattrore al giorno!(ride)

MARCO E un tipo strano per

MICHELE - Io?

MARCO - S

MICHELE - E perch?

MARCO - Non capita molto spesso di incontrare qualcuno che sia cos consapevole dei propri limiti

MICHELE - Quali limiti?

MARCO - Beh, i suoi

MICHELE - Intende la mia ceciti?

MARCO - Certo, cosaltro?

MICHELE - Non so, lei certo non mi conosce, ma le posso assicurare che ho ben altri difetti che mi contraddistinguono la cecit il solo modo che ho per evitare di vedere dove metto i piedi. A pensarci bene, questa unottima filosofia di vita: la cecit ti permette di fare tutto ci che vuoi. Si ha unottima giustificazione per qualsiasi scelta.

MARCO -Dice?

MICHELE - Assolutamente s.

MARCO - Non ci avevo mai pensato

MICHELE - A cosa?

MARCO - A questo

MICHELE Ad essere cieco?

MARCO - No, cio s, insomma al fatto che lessere disabile potesse comportare dei vantaggi

MICHELE - Disabile?

MARCO - S, cieco

MICHELE - Ah, cieco

MARCO - I ciechi sono disabili

MICHELE Ne convinto?

MARCO - Cos nella logica comune

MICHELE Ah, davvero?

MARCO - S

MICHELE - A volte mi sfugge la logica comune

MARCO - E perch?

MICHELE - Non saprei, forse perch la mia condizione mi spinge a vivere, fuori dal comune.

MARCO - Non credo, insomma, lei respira la stessa aria che respiro io

MICHELE - Mmm mmm

MARCO - E va al bagno, come vado io

MICHELE - Come va lei?

MARCO Voglio dire pure lei, fai pip.

MICHELE - Certo, chi non la fa?

MARCO - Gi, infatti

MICHELE - Ma non credo che sia questo un termine per misurare labilit di una persona

MARCO Non mi fraintenda, il mio non certo razzismo

MICHELE - Non lho mai detto

MARCO - Scusi, forse lho offesa?

MICHELE - Niente affatto, pensa questo?

MARCO - Penso cosa?

MICHELE - Pensa davvero che io mi sia offeso perch lei mi ha reputato un disabile?

MARCO - Non so, sa, a dire il vero non ho idea di come un disabile viva la propria condizione ho sempre temuto un po il confronto diretto

MICHELE - Lo vedo

Silenzio.

MARCO Allora, vede che ho ragione?

MICHELE - In che senso?

MARCO - Nel senso che consapevole della sua condizione

MICHELE - Cazzo, se lo sono, lo vuole lei questo bastone per camminare?

MARCO - No, intendo che allora anche lei si considera un disabile.

MICHELE - No.

MARCO - Per considera la sua situazione!

MICHELE - Certo, cos come lei considera la sua. Lei ha i suoi i limiti, io i miei, ci non toglie che lei stia qui esattamente come ci sto io.

MARCO - Gi

MICHELE - Gi

Silenzio.

MICHELE - Quando se ne andata?

MARCO - Stanotte

MICHELE - Ha sofferto molto?

MARCO - No, se n andata nel sonno

MICHELE - Che bello

MARCO - Mmm mmm

MICHELE Non mi fraintenda.

MARCO - No no, ho capito solo che mi fa un po strano saperla di l

MICHELE - Morta?

MARCO No, intendo proprio saperla di l nella stanza dove ha dormito per anni con il nonno.

MICHELE - Perch, che c di strano?

MARCO - Non dormiva l da trentanni

MICHELE - Da quando morto lui?

MARCO - Gi

MICHELE - Accidenti

MARCO - Proprio ieri, quasi se lo sentisse, ha deciso di tornare a dormire l dentro

MICHELE Pensa che se lo sentisse?

MARCO - Non so

MICHELE - Secondo me, s.

MARCO - Pensa che la gente senta quando il suo momento?

MICHELE - Cazzo, lo spero proprio, altrimenti andare a dormire di l sarebbe stato quanto mai masochistico, non trova?

MARCO Boh, forse ha ragione.

Silenzio. Entra Eleonora dalla destra.

ELEONORA - Dov

MARCO - Di l.

ELEONORA - Davvero ?

MARCO - Eh s, ha deciso di andare a dormire di l proprio ieri sera

ELEONORA - Ma allora se lo sentiva!

MARCO - Non so, forse

ELONORA Oh, cielo!

Eleonora esce sulla sinistra

MICHELE - Ha visto?

MARCO - Cosa?

MICHELE - Nessuno crede che il caso abbia un suo disegno.

MARCO Perch? Non ha detto nulla.

MICHELE - No, ma era chiaro che non si voluta fermare a riflettere. La morte ci scuote a tal punto da farci dimenticare ogni nostra capacit. Se di l ci fosse stata una semplice conoscente e non una parente a questora Eleonora - si chiama cos, giusto?-

MARCO - S, accidenti! Come fa a saperlo?

MICHELE - Io sono qua da pi tempo di lei. Ho sentito attorno a me che si parlava di Elonora come di una ragazza molto bella e curata.

MARCO - Infatti, ma

MICHELE - Il profumo. Ho riconosciuto il profumo di una persona molto curata.

MARCO - Davvero? Eccezionale!

MICHELE - Ho lavorato in una profumeria per anni.

MARCO - Lei?

MICHELE - Chi meglio di me pu riconoscere un buon odore?

MARCO - Gi ma

MICHELE - Non si preoccupi, nessuno poteva licenziarmi, io ero il principale

(Ridono)

MARCO - Incredibile

MICHELE - Cosa?

MARCO - Mi sento quasi in colpa

MICHELE - Per cosa?

MARCO - Non so sono qui nellaltra stanza mia nonna venuta a mancare e non sono passate nemmeno tre ore e

MICHELE - E cosa?

MARCO - E lei qui con me

MICHELE - E allora?

MARCO - E sto bene.

MICHELE - Qual il problema?

MARCO - Forse il problema non c solo che mi ero immaginato tutto in maniera estremamente diversa.

MICHELE - Ah, in quel senso

MARCO - Gi, in quel senso

Silenzio.

MICHELE - Fa freddo qui dentro.

MARCO - Mmmm s, un po s. Staranno cercando di risparmiare.

MICHELE - Capisco. Le spiace? Mi verserei qualcosa da bere, se permette.

MARCO Certo, posso aiutarla?

MICHELE No, non ora.

Rientra Eleonora in lacrime dalla sinistra. Michele si alza e va verso il mobiletto dei liquori. Si versa da bere.

ELEONORA Marco, perch sei qui ?

MARCO - Dove dovrei essere?

ELEONORA - Non so, forse di l con lei

MARCO - Lei di l non c

ELEONORA - Cosa?

MARCO - Voglio dire che di l c soltanto un corpo senza vita.

ELEONORA Come puoi essere cos cinico?

MARCO Ma non sono cinico, io

Eleonora esce singhiozzando.

MARCO - Ho sbagliato qualcosa?

MICHELE - S, ha sbagliato a dirle la verit

MARCO - E perch?

MICHELE - Perch la gente non vuole sempre sentirsi dire le cose cos come stanno, sa?

MARCO - Dice?

MICHELE - Dico.

MARCO - Mmmmn e allora cosa dovrei fare?

MICHELE - Non so, i pi le direbbero di dimostrarsi afflitto, singhiozzante, come lo era Eleonora poco fa

MARCO - E lei, cosa mi direbbe?

MICHELE - Io lei direi semplicemente di evitare gli altri

MARCO - Gli altri?

MICHELE - S, voglio dire tutti quelli che gi in partenza, sa bene anche lei, non la aiuteranno mai a tirarsi fuori da questa situazione

MARCO - (sorride) Questo vorrebbe dire evitare quasi tutti, non le pare?

MICHELE - No.

MARCO Ah, no? E chi non farebbe parte di questo gruppo di persone?

MICHELE Io, ad esempio.

MARCO - Lei?

MICHELE - Fino ad ora, abbiamo parlato in maniera abbastanza adulta di quanto accaduto, anzi ci siamo avvicinati molto pi degli altri ad una soluzione.

MARCO - Non credo che ci siano soluzioni alla morte

MICHELE - E infatti, noi questo lo abbiamo capito, grazie alla proficua conversazione avuta poco fa. Gli altri non accettano questo genere di discorsi, vede? Vogliono una soluzione ad ogni cosa; vogliono sapere come guarire dai mali incurabili, che per la parola stessa sono incurabili; vorrebbero essere amati da quel qualcuno che non li degna nemmeno di uno sguardo; vorrebbero uccidere il proprio capo, sul lavoro, ma non ne hanno il coraggio e quindi pregano perch un fulmine lo colpisca mentre scende le scale del pianerottolo di casa; vorrebbero vivere a lungo e bene e felicemente e senza problemi di ordine economico, sentimentale, lavorativo, emotivo, psicologico e relazionale: sono una trib di pigri. Morti viventi che camminano nella speranza che qualcuno indichi loro la via corretta da seguire, perch non hanno nemmeno il tempo di trovarla da soli, occupati come sono a pensare a quello che vorrebbero fare. Gi, perch questa gente piena di sogni infranti, di delusioni, di insoddisfazioni. Vorrebbero avere loro lelemosina allangolo di strada. Anche per questo, maledicono il barbone che chiede loro qualcosa da mangiare. Non vogliono fornire la soluzione a qualcuno semmai quel qualcuno deve aiutare loro ad uscire dalla desolazione in cui sono precipitati, scavandosi essi stessi la fossa. Questo sono, gli altri. Non si lasci abbindolare da questo stile di vita. Ci vuole poco a farsi trascinare nellabisso. Gi ci sono io nel buio lei almeno ci vede. Non si fidi, non accetti di stare ai loro patti, o finir col maledire il giorno della sua stessa morte.

MARCO - Accidenti.

MICHELE Cosa c?

MARCO - Sono colpito. Mi ha davvero colpito quello che ha detto.

MICHELE - Mi fa piacere

MARCO - No, parlo sul serio

MICHELE - Anche io

Silenzio.

MARCO - Mi perdoni, ma ancora non ci siamo presentati. Mi chiamo Marco Guerrera.

MICHELE - Lo so.

MARCO - Lo sa?

MICHELE - Certo, Eleonora lha chiamata cos, quando entrata poco fa.

MARCO - Ah, gi!

MICHELE - Io mi chiamo Michele Barra.

MARCO - Era un parente di mia nonna Diana? Mi perdoni, forse avrei dovuto riconoscerla

MICHELE - No.

MARCO Allora, era un amico?

MICHELE Non proprio.

MARCO - Oh. Ma allora

MICHELE - No, non lo faccia

MARCO - Cosa?

MICHELE - Non lo faccia per favore!

MARCO - Cosa non dovrei fare?

MICHELE - Non mi chieda cosa faccio qui, se non sono un parente od un amico.

MARCO - Ma

Silenzio.

MICHELE - Sono forse un ladro?

MARCO - Prego?

MICHELE - Le ho chiesto se le sembro un ladro

MARCO - No, per niente ma

MICHELE - Sono stato maleducato con lei o con la signorina Eleonora?

MARCO - No, per

MICHELE - Sono qui. E non sono qui per lei, ma per qualcuno che non c pi. Se lo faccia bastare. Le spiace?

Sorridono

MARCO - Daccordo che, quando arriveranno gli altri, forse si chiederanno chi lei sia.

MICHELE - Certo

MARCO - E come

MICHELE - Si sta gi chiedendo come dovr spiegare la mia presenza agli altri?

MARCO - Beh

MICHELE - Li illuda.

MARCO - Prego?

MICHELE - Li illuda! Faccia credere loro che io sia qualunque cosa vogliano credere.

MARCO - Ma potrebbero farsi strane idee sulla nonna!

MICHELE - Sua nonna? Le assicuro che non lo verr mai a sapere e qualora lo venisse a sapere, sono certo che starebbe al gioco e si farebbe di anche due risate.

MARCO - Lei dice?

MICHELE mmm mmm

MARCO - E va bene, signor Michele

MICHELE - Dammi pure del tu

MARCO - Daccordo Michele; cosa stai bevendo?

MICHELE - Non ne ho idea dal sapore direi che si tratta di whiskey, ma la marca, ahim non riesco a leggerla (ride)

MARCO - Certo (ride e prende la bottiglia). E whiskey. Hai la mano allenata vedo, hai scelto la migliore tra le bottiglie al tavolo.

MICHELE - Riconosco ancora le cose buone.

MARCO - Sei proprio un personaggio!

MICHELE - In che senso?

MARCO - Beh, nel senso che mi stupisci sempre di pi e ti conosco da nemmeno cinque minuti.

MICHELE - Ti posso assicurare che non sono poi cos imprevedibile.

MARCO - Non ho detto che tu sia imprevedibile, ti trovo davvero stupefacente. Non so, forse questa situazione mi fa percepire le emozioni in maniera pi acuta.

MICHELE - Chiss, forse.

Anche Marco si versa da bere

MARCO - Possiamo brindare, se ti va.

MICHELE - Daccordo. A cosa?

MARCO - Non so, ad una nuova amicizia?

MICHELE - Ho piacere di questo brindisi e accetto! Dimmi per dov il tuo bicchiere o rischiamo di rovinare il servizio buono.

Brindano in silenzio.

MICHELE - Marco?

MARCO - Dimmi Michele.

MICHELE - Dovrei andare al bagno, saresti cos gentile da indicarmi dove sia?

MARCO - Certo, vieni (lo accompagna verso la quinta a destra) Ecco qui. Se hai bisogno, fai pure un fischio.

MICHELE - Non so fischiare

MARCO - Ok, allora bussa contro la porta con il bastone.

MICHELE - Daccordo, ma non credo avr bisogno daiuto, sai, penso di sapermelo ancora trovare da solo! (ride)

MARCO - Lo spero bene! (ride).

Marco rimane solo in scena. Finisce di bere e si versa dellaltro whiskey. In quel momento entrano da destra Margherita e Bruno, zii di Marco

MARGHERITA - Oh, povero Marco!

Margherita e Bruno abbracciano Marco a turno

BRUNO Ciao, ragazzo, la nostra cara Diana ci ha lasciati

MARCO - Gi

MARGHERITA - Oh, povero, povero Marco, come stai? Sarai distrutto! Ricordo come fosse ieri il funerale del tuo povero padre

MARCO - A dire il vero, sto bene.

MARGHERITA - Oh, povero Marco, straparla! Non preoccuparti. Ora siamo qui noi.

BRUNO Ragazzo, hai bisogno di bere qualcosa di caldo?

MARGHERITA E poi, il sobrio ma indimenticabile funerale di tua madre

MARCO Zia! Mamma e pap sono vivi! Arriveranno solo domani sera perch successo tutto talmente in fretta e allimprovviso che non hanno fatto in tempo a trovare il volo!

MARGHERITA La fine arriva per tutti, caro. Ti siamo rimasti solo noi ora!

BRUNO Margherita, ora basta, non mi sembra il caso

MARGHERITA (con un sorriso ebete in volto) I tuoi zii per sempre

Silenzio imbarazzante

BRUNO Gi, certo, la zia vuol solo dire ci siamo anche noi con te domani, quando arriveranno i tuoi genitori certo! Ma ehm sai, sconvolta come tutti noi del resto! Piuttosto, dicevo perch non prendi qualcosa di caldo? Un buon t, magari ne prenderei volentieri una tazza anche io, se lo bevessi con me.

MARCO - No, zio, se vuoi piuttosto ho aperto unottima bottiglia di Whiskey, vuoi gradirne un sorso?

MARGHERITA (sottovoce a Bruno ) Bruno, Marco diventato un alcolizzato?

Marco ride

BRUNO - Marco, ragazzo mio, smetti di bere, ti fa male capisco il tuo dolore, ma ti prego questa non la soluzione adatta!

MARCO Zio, ma io non sono alcolizzato!

MARGHERITA - Dicono sempre cos, Bruno, levagli la bottiglia!

MARCO Zia, per favore, ora basta!

Silenzio. Gli zii rimangono impietriti dalla reazione di Marco.

BRUNO - Marco

MARGHERITA - Maleducato! Non posso accettare che mio nipote mi tratti come se fossi la donna di servizio! Ma prima o poi avrai bisogno di noi, vedrai! Ora che sei solo!

BRUNO - Marco, comportandoti cos fai soffrire la tua povera nonna, lass!

MARGHERITA - Bruno, andiamo! Presto o tardi verr a chiedere perdono da noi, la sua famiglia!

Marco sorride. Entra Eleonora. I due sono luno di fronte allaltro. Eleonora, dopo un lungo sguardo, abbraccia Marco e lo bacia con passione. Lui la prende in braccio, la fa sedere su di un tavolo. Si guardano ancora. Si baciano.

ELEONORA - Marco, io

MARCO - Anche io, Eleonora.

Silenzio.

MARCO Sono arrivati i tuoi genitori

ELEONORA Dove sono?

MARCO Sono andati di l. Credo che tua madre abbia un mezzo esaurimento nervoso.

ELEONORA Davvero? Ci mancava questo ora! Dove sono adesso, In camera?

MARCO - Gi, di l.

Silenzio.

ELEONORA Come stai, Marco?

MARCO Sto bene. E Tu?

ELEONORA Mi manchi.

Silenzio.

MARCO - Stefano non viene?

ELEONORA Mi raggiunger domani sera, per cena. E stato avvisato allultimo momento e

MARCO - Non ha fatto in tempo a trovare il volo. Capisco.

ELEONORA Mi dispiace.

MARCO Sapevamo che non sarebbe stato facile.

Margherita si affaccia dalla quinta di sinistra. Dopo aver lanciato unocchiataccia a Marco, richiama a s la figlia con un cenno della mano.

MARGHERITA Eleonora, tesoro, vieni qui. Diana vuole vederti!

ELEONORA - Arrivo, mamma.

MARCO - (sorride) Buona fortuna!

Eleonora e Marco si guardano ancora, poi lei esce sulla sinistra. Si sente il bastone contro la porta del bagno. Marco va verso destra e aiuta Michele a rientrare in scena.

MICHELE - E arrivato qualcuno?

MARCO - S

MICHELE - Sono loro?

MARCO - Chi? Gli altri?

MICHELE - Mmm mmm ..

MARCO - Proprio loro.

MICHELE - Ti hanno gi accusato?

MARCO - Oh s, mi hanno dato dellalcolizzato

MICHELE - Colpa mia che ti ho fatto bere whiskey?

MARCO - A me piace il whiskey!

MICHELE - Ah, ecco, lo vedi che sei un alcolizzato!

Ridono

MICHELE - Che ore si saranno fatte?

MARCO - Credo siano le sette e mezza. Tra poco arriveranno gli altri.

MICHELE - Ancora?

MARCO - Eh, sono in tanti.

MICHELE - Proprio tanti.

Silenzio.

MICHELE - Marco, io credo che sia meglio andarmene.

MARCO - Oh, perch?

MICHELE - Perch tardi. La gente come me sente quando ora di cambiare aria.

MARCO - C chi ti aspetta a casa?

MICHELE - Oh, s, una moglie ed una figlia.

MARCO Che bello! Sei sposato!

MICHELE Gi.

MARCO Hai un buon rapporto con loro?

MICHELE Sostanzialmente, ritengono che io sia un alcolizzato. A parte questo, non posso dire di avere un cattivo rapporto.

Ridono

MARCO - Lo dicevo io che eri un personaggio.

MICHELE Gli altri attendono anche me, non facile per nessuno affrontarli. Saranno sempre pi di noi. Avranno sempre un motivo per avercela con chi pi forte. Li fa sentire estremamente deboli ed inutili. Ecco perch ti si accaniscono addosso con violenza quando vedono la reazione di calma e tranquillit di fronte alle cose che dovrebbero scalfirci e che in realt ci insegnano soltanto ad imparare a vivere.

MARCO - Dici?

MICHELE Oh, s, assolutamente.

MARCO - E allora perch ti sei sposato? Perch hai cercato un figlio?

MICHELE Beh, perch sono comunque un essere umano. Ognuno di noi ha paura di qualcosa. Siamo pronti ad affrontare tutto, magari pi degli altri, ci non toglie che la paura di rimanere da soli non sia la madre di tutte le nostre vergogne.

MARCO - Non stato un matrimonio damore il tuo? Mi dispiace!

MICHELE No, non oserei direi che non lo sia stato. Ho amato Anna, lho amata per quanto sia umano amare e ricambiare quella cortesia che mi ha aiutato a non sentirmi solo. Anche lei una donna molto complicata. Io non ho mai cercato di capirla a fondo e forse anche questo mi ha portato a ad amarla diversamente. Mia figlia, beh esser padre tuttaltra cosa. Non devi spiegare perch sei fatto in un certo modo: puoi solo insegnare a capire che nella vita si possono fare delle scelte e che non tutto gi scritto; che ogni nostro respiro non frutto del destino, ma della nostra semplice volont.

MARCO - E ora, loro ti odiano?

MICHELE - No, credo solo di averle deluse.

MARCO - Oh... E tu le hai deluse?

MICHELE Chiss, forse successo. Capita. Anche questo ti insegna la vita.

Silenzio.

MICHELE Ora accompagnami alla porta. Arriver da solo fino alla fermata dellautobus.

MARCO - Sei sicuro?

MICHELE - S, sta tranquillo

MARCO - Michele?

MICHELE - Dimmi

MARCO - Mi ha fatto molto piacere conoscerti

MICHELE Anche a me ha fatto piacere.

MARCO - Avremo occasione di rivederci?

MICHELE Chiss, forse.

MARCO - Ci terrei molto.

MICHELE Sorride. Capiter. Anche questo ti insegna la vita.

Escono a destra. Poco dopo dalla sinistra rientrano Margherita, Bruno, Eleonora ed un prete, Padre Mario.

MARGHERITA Padre, avr sofferto?

PADRE MARIO Figliuola, questo non lo so. Dovremmo chiederlo al medico legale.

ELEONORA Medico legale?

PADRE MARIO S, stato il nipote a rinvenire il cadavere.

BRUNO . E questo che centra?

PADRE MARIO - Quando si tratta di ritrovamento di cadavere necessario svolgere lautopsia.

MARGHERITA- Autopsia?!

PADRE MARIO S.

ELEONORA Ma perch, non ne vedo la necessit, se morta nel sonno!

PADRE MARIO Sentite, questa la legge.

BRUNO - S, ma quella mia sorella!

MARGHERITA Calmati, caro.

ELEONORA Stai calmo pap.

PADRE MARIO Lautopsia necessaria, per risalire alle cause esatte della morte. Se fosse stato presente un medico al momento del trapasso, non ce ne sarebbe stato alcun bisogno, ma cos

BRUNO Cos, cosa?

PADRE MARIO Cos, volendo, le cause potrebbero essere molteplici, non possono essere stabilite con sicurezza senza un esame approfondito. A voler guardare, potrebbe pure trattarsi di omicidio.

BRUNO Omicidio?!

MARGHERITA Oh, santo cielo!

ELEONORA Padre, ma che dice?!

PADRE MARIO State calmi! Vi sto solo spiegando perch necessaria lautopsia. Non ho detto che si trattato di omicidio.

BRUNO Oh, s che lo ha detto!

PADRE MARIO Niente affatto!

MARGHERITA Ma lei ha proprio detto che

PADRE MARIO Ho solo detto che, a voler guardare, potrebbe trattarsi anche di un omicidio. Non ho detto che certamente si tratta di omicidio!

BRUNO C forse differenza?!

PADRE MARIO- Come sarebbe a dire?! Certo che c differenza!

MARGHERITA Ah, s?!

ELEONORA Mamma, pap, calmatevi. Se volete, vi spiego io

BRUNO Zitta, Eleonora! Padre Mario, qui, sa qualcosa che noi non sappiamo, non cos padre?

PADRE MARIO No, io non

ELEONORA Pap, vi spiego io, per favore!

MARGHERITA Zitta!

Silenzio imbarazzante. Bruno e Margherita avanzano verso padre Mario in maniera inquietante.

MARGHERITA Padre Mario, ci dica cosa c che non va cosa successo

PADRE MARIO Ma niente

BRUNO Niente? Mia sorella morta, le pare forse niente?

PADRE MARIO Non intendevo questo

MARGHERITA. No? Bene, allora si spieghi, cosa ci sta nascondendo in realt

PADRE MARIO Io

BRUNO S?

PADRE MARIO Scusate, ma si fatto tardi, devo tornare in parrocchia. Figliuola (a Eleonora), spiega tu per favore.

Silenzio. Bruno e Margherita si bloccano. Padre Mario li guarda a lungo con aria terrorizzata.

PADRE MARIO- Pregher per voi!

Padre Mario esce sulla destra. Bruno e Margherita si voltano verso Eleonora.

MARGHERITA Se sai qualcosa, dicci tutto!

ELEONORA Ma di cosa state parlando, si pu sapere?

BRUNO Diccelo!

ELEONORA Voi non avete capito proprio niente!

BRUNO Chi ha ucciso mia sorella?!

Dalla destra rientra Marco. Silenzio.

MARCO Ho visto uscire Padre Mario, pareva un po sconvolto. E successo qualcosa?

Silenzio.

MARCO Qualcosa non va?

Silenzio

ELEONORA Vieni con me, Marco, andiamo a preparare la cena.

Bruno e Margherita si guardano fissi negli occhi e poi voltano lo sguardo verso i due ragazzi che, nel frattempo sono usciti a sinistra. Buio.

Le luci si alzano lentamente. Bruno, Margherita, Eleonora e Marco sono a tavola. Mangiano in silenzio. Si sentono solo le posate che tintinnano tra loro. Dun tratto Bruno si ferma e comincia a fissare insistentemente Marco. A sua volta Marco appoggia le posate e prende a guardare con insistenza lo zio. Eleonora e Margherita rallentano i movimenti fino a rimanere immobili.

BRUNO Dunque?

MARCO Dunque, cosa?

BRUNO Ti decidi a parlare?

MARCO A parlare di cosa?

BRUNO Di cosa dovremmo parlare secondo te?

MARCO Non saprei

BRUNO Ne sei sicuro?

MARCO Quanto tempo ho per pensarci?

MARGHERITA Non essere strafottente, ragazzino!

MARCO Toh, guarda, la zia parla!

ELEONORA Non fare cos Marco per favore!

MARCO Non fare cos come?

BRUNO Sto aspettando

ELEONORA Cos, non prendere quellatteggiamento

MARGHERITA Hai sentito tuo zio?

MARCO Io stavo mangiando tranquillamente, non ho preso nessun atteggiamento

BRUNO Sto aspettando

ELEONORA Cerca di capire

MARGHERITA Marco, ora basta

MARCO Eleonora, dico, ma li senti? Io non so di cosa stanno parlando!

MARGHERITA Se ci fosse ancora tua madre

BRUNO Sto aspettando

MARCO Mia madre?! Eleonora, ma tua madre si fa ancora di barbiturici?

MARGHERITA Come ti permetti?!

ELEONORA Oh, santo cielo!

BRUNO Sto aspettando

MARCO E allora aspetta, stronzo! Non vedi che sto parlando?!

Bruno si alza, impugna il coltello, scompostamente sale sul tavolo e si avvicina a Marco fino a puntare larma alla sua gola.

MARGHERITA Bruno, che fai!?

ELEONORA Pap!

BRUNO Parla, farabutto, ho giuro che

Improvvisamente, sotto il peso di Bruno, il tavolo cede, facendo cadere per terra luomo che finisce direttamente, con la faccia dentro la minestra. Marco si allontana dal tavolo lentamente. Sul suo viso si apre un largo sorriso beffardo.

ELEONORA - Marco

MARGHERITA Caro, stai bene?

BRUNO (rialzandosi a fatica e pulendosi il viso con un tovagliolo) Cristo!

Buio.

Le luci si riaccendono. Due uomini vestiti di nero escono dalla quinta a sinistra trasportando un grande sacco di stoffa. Dietro di loro una donna precede Bruno e Margherita.

DONNA Non vi dovete preoccupare. Ci occuperemo di tutto noi. Una volta trasportata la salma allobitorio, questa verr esaminata dal dottor Baldi. E una persona davvero a modo, oltre che un professionista.

BRUNO Bene.

DONNA Ah, per quanto riguarda la vestizione della salma bisogner pagare una piccola somma.

MARGHERITA E perch?!

DONNA Si tratta di una mancia.

MARGHERITA Mancia?! Ma noi paghiamo gi il funerale!

DONNA S, ma la vestizione esclusa.

MARGHERITA Cos, tutta un tratto vi fa schifo toccare i morti?!

BRUNO Tesoro, ti prego!

MARGHERITA No, ora voglio una spiegazione, per favore!

DONNA Non si preoccupi, sua moglie ha perfettamente ragione. E una giusta curiosit. No, signora a noi non fa schifo toccare i morti. Certo, non una di quelle cose per cui ringraziamo di avere un lavoro ma di certo siamo pi abituati di tanti altri. Il fatto che, quando una salma viene trasportata allobitorio, diventa di propriet, per dir cos, dellospedale. A noi non permesso entrare, se non per portare via il corpo una volta effettuata lautopsia.

BRUNO Per quale motivo?

DONNA Pare che la presenza di estranei infastidisca gli infermieri.

MARGHERITA Io credo che sia pi per una questione economica!

DONNA Tutto pu essere. Ed in effetti cos, poich il principio di questo discorso proprio questo. Come vi dicevo si tratta di una piccola somma. Cinquanta euro di mancia a chi si occuper della vestizione.

MARGHERITA Bastardi

BRUNO Margi, ti prego!

DONNA Non si preoccupi, sua moglie ha ancora una volta perfettamente ragione. Fosse per noi

BRUNO Non si preoccupi metta in conto quello che c da mettere in conto.

DONNA Assolutamente s, non mancher.

BRUNO Grazie

MARGHERITA Mmmm .

DONNA Arrivederci signora

La donna esce a destra. Margherita continua a fissarla con odio nervoso.

MARGHERITA Hai capito,vero?

BRUNO Capito cosa?

MARGHERITA Tutta colpa dellautopsia

BRUNO Beh, la legge.

MARGHERITA No, tuo nipote!

BRUNO Cosa?!

MARGHERITA La causa di tutto sempre e solo questa: Marco. Tuo nipote.

BRUNO Mmmn non mi ci far pensare per favore

MARGHERITA- Invece, devi pensarci, idiota! Tutto questo da attribuire a lui! Lo hai visto poco fa! Hai notato i suoi occhi?! Era consapevole, pienamente consapevole!

BRUNO Consapevole di cosa?!

MARGHERITA Del fatto che ci sta prendendo in giro tutti quanti! Lui la causa della morte di tua sorella, chiaro!

BRUNO Questo lo stabilir lautopsia.

MARGHERITA Non serve uno scienziato! Avanti! Tuo nipote alcolizzato e per giunta non rimasto affatto colpito da quel che successo. Lo hai visto! Neanche una lacrima! E quando gli hai puntato il coltello alla gola? Non ha fatto una piega!

BRUNO E allora?

MARGHERITA Solo chi sa di non avere via di scampo, se la prende comoda.

BRUNO Ma

MARGHERITA Ormai si sente in trappola, non ha pi nulla da perdere. Pu solo prenderci in giro, cos da distrarci e manipolarci fino a sviare le nostre indagini!

BRUNO Indagini?

MARGHERITA Hai notato che tua sorella non aveva pi la fede al dito?!

BRUNO Cosa?!

MARGHERITA Non la portava pi!

BRUNO Santo cielo!

Buio.

Le luci si alzano fioche. E notte. Al centro del palco, sul tavolo spezzato appoggiata una corona di fiori ed una foto. Attorno sono seduti i parenti. Dormono tutti tranne Marco che continua ad osservare, quasi incantato, la foto.

MARCO - Eppure io mi ricordo, giuro che mi ricordo! Te lo giuro! Ricordo tutto come se fosse ieri. Non incredibile? Ricordo persino questa ti far sorridere ricordo il giorno in cui venisti a prendermi allasilo. Ricordo il tuo sorriso attraverso le vetrate basse della scuola. Doveva essere linizio di primavera. E ricordo il mio sorriso nel vederti pazzesco! Quanto avr avuto? Quattro? Cinque ,anni? Eppure lo ricordo benissimo, come se fosse ieri. Ricordo la tua voce che riecheggiava nella tromba delle scale quando era pronta la cena. Ricordo i profumi del sabato. Il rosario sussurrato la sera, prima di coricarsi. Il vento, nel cortile di casa tua e il sole dagosto che picchiava rivendicando unestate che aveva tardato ad arrivare. Le merendine, i succhi di frutta che prendevo al volo quando le lanciavi dal balcone, perch non avevo voglia di salire risalire a casa; il t caldo dinverno; il Natale con lalbero e il presepe le tue mani, morbide e punteggiate di lentiggini. E tu ci sei sempre stata. Sei sempre stata l. E non ti ho mai ringraziato. S, forse di questo che mi rammarico di pi. Non ti ho detto grazie ancora una volta per la splendida infanzia che ricordo in gran parte legata a te.

E passato tanto di quel tempo da quei giorni. Eppure, li ricordo. Mi credi, se ti dico che ricordo tutto? Ricordo di averti visto invecchiare. Mi ha ferito vederti debole di fronte allincedere del tempo. Credo di aver faticato a perdonarti, sai? Poi ho capito che il tempo mi stava aiutando, allontanandomi da te. (silenzio) Che dici? destinato tutto a svanire? Anche questo, come ogni cosa? Forse no. Speriamo di no. E la prima volta che mi capita di affrontare la morte, cos da vicino. E tu lo sapevi. Tu che hai vissuto prima e per pi tempo di me. Sapevi tutto di me. Ma non ne abbiamo mai parlato. So cos poco di te. Forse hai avuto paura anche tu qualche volta. Fa paura parlare del dolore,vero? E io ho sempre temuto questo giorno. Il giorno in cui avrei dovuto confrontarmi con il dolore, quello vero. Quello della vera perdita. E allora perch? (silenzio) Perch non sto soffrendo? Perch mi sento un insensibile, un irriconoscente! Proprio ora che, ricordandoti per quel che eri, penso solo a quanto sia stato bello conoscerti e trascorrere tanto tempo assieme a te? Perch non normale essere felici che qualcuno ci abbia lasciato tanto prima di andarsene? Non so, penso che quando qualcuno se ne va, lo faccia perch non ha pi niente da dire e da dare. Perch ha gi fatto tutto quello che la vita gli ha richiesto. Per me, pensando a te, cos. Mi mancherai, certo, ma sar felice quando mi capiter di pensare a te. Forse un lato positivo quando si svanisce nella polvere c. Forse il ricordo che ognuno conserver di chi non c pi, prima che il silenzio se lo porti via.

Eleonora si sveglia con un sussulto.

ELEONORA Marco, perch non dormi?

MARCO Perch non mi va (sorride)

ELEONORA Qualcosa non va?

MARCO No, Eleonora, tutto a posto. Dormi. Dormi.

Eleonora chiude gli occhi ed accenna ad un sorriso.

MARCO (alla fotografia) Shhht! Tutti dormono! (sorride)

Silenzio. Buio.

Squilla il telefono. Le luci si alzano. Entra dalla sinistra Bruno, in vestaglia, con aria assonnata.

BRUNO- (al telefono) Pronto? S, buongiorno. Sono il fratello. Mi dica pure.

Buio.

Squilla di nuovo il telefono. Le luci si alzano. Entra dalla sinistra Marco. Ha in mano una tazza di t.

MARCO (al telefono) Pronto? S, buongiorno, sono il nipote. Mi dica pure.

Buio.

Le luci si riaccendono. Sul divano, seduti comodamente, ci sono Eleonora e Marco. Lui sta leggendo un libro. Lei lo fissa incuriosita.

MARCO (senza distogliere lo sguardo dal libro) Perch mi guardi cos?

ELEONORA Perch non so pi cosa pensare.

MARCO A proposito di cosa?

ELEONORA Di te.

MARCO (appoggia il libro sul tavolino basso di fronte.) Di me?

ELEONORA S.

Silenzio

MARCO Mi dispiace.

ELEONORA Tutto qui?

MARCO C altro che posso dire?

ELEONORA Non ti riconosco pi.

MARCO Ma che ti prende?

ELEONORA Che prende a me?!

MARCO S, cosa ti prende, cosa prende a tutti voi ?!

ELEONORA Come puoi avere il coraggio di chiedercelo?

MARCO Io non capisco.

ELEONRA Marco, ti rendi conto che morta nonna Diana?!

MARCO E allora?

ELEONORA Come sarebbe e allora? ti rendi conto che proprio questo che non capisco! Quando muore qualcuno non ci si pu esimere dal dolore!

MARCO Ah, no?

ELEONORA No!

MARCO E perch?

ELEONORA Perch cos!

Marco sbuffa, riprende il libro e ricomincia a leggere. Silenzio. Eleonora gli prende il libro dalle mani e lo lancia a terra)

ELEONORA Insomma, basta!

Silenzio. Marco le si avvicina e la bacia con passione. Lei si lascia andare per qualche istante, dopodich si ritrae improvvisamente e si alza, allontanandosi dal divano.

ELEONORA Non mi va ora non cos non adesso.

MARCO Daccordo, allora cosa vuoi?

ELEONORA Sapere cosa ti successo!

Marco sorride.

MARCO Non so, forse ho conosciuto un tale che

ELEONORA Cosa?

MARCO Gi, un tale mi ha aperto gli occhi e la cosa folle che

ELEONORA Che?

MARCO Niente, lascia stare (tra s) mi ha aperto gli occhi!

Marco ride. Eleonora rimane in silenzio, stranita.

ELEONORA - Marco, ti senti bene?

MARCO (Silenzio. Marco smette di ridere) S. E credo sia proprio questo che non vi va gi. Il dolore non obbligatorio. Non si misura in lacrime lamore per una persona.

ELEONORA Di che amico stai parlando?

MARCO Il signor Michele, quel signore cieco che era qui stamattina, quando sei arrivata.

ELEONORA Quale signore cieco?

MARCO Quando sei entrata in lacrime, nel tardo pomeriggio, lui era qui con me. Abbiamo parlato a lungo e bevuto un paio di bicchieri assieme.

ELEONORA- Marco, di chi diavolo stai parlando? Tu eri solo!

MARCO No. Non lo hai visto, tutto qui. Eri talmente sconvolta che non ci hai fatto caso, ma era qui con me.

ELEONORA E poi?

MARCO E poi cosa?

ELEONORA Poi com finita?

MARCO Finita? Non mica una leggenda! Verso le sette e mezza ha detto che si era fatto tardi e che sarebbe dovuto rientrare a casa sua.

Silenzio.

ELEONORA Era un parente?

MARCO No.

ELEONORA Allora un amico?

MARCO (sorride) Forse.

Silenzio.

ELEONORA Che altro ti ha detto questo tizio?

MARCO Ha importanza ora?

ELEONORA Non lo so

Buio.

Si riaccendono le luci. Bruno e Margherita, vestiti a lutto si stanno preparando ad uscire. Dalla sinistra entra Eleonora, anche lei vestita di nero. Marco seduto sul divano. Sembra immobile. Guarda fisso avanti a s.

BRUNO Dallospedale hanno detto che si trattato di pancreatite acuta.

MARCO (distrattamente e abbassando lo sguardo) Come?

MARGHERITA Tuo zio ha detto che dallobitorio sono arrivati i risultati dellautopsia.

MARCO Ah.

BRUNO Pancreatite acuta.

MARGHERITA Uninfiammazione che ha causato lo scompenso cardiaco.

BRUNO Pare sia una patologia asintomatica, spesso passa inosservata anche ad occhi attenti.

MARGHERITA (tra se) E non portava la fede!

BRUNO Piantala con questa storia! La fede nel portagioie! Non lhanno rubata!

MARGHERITA Ma non laveva al dito quando capisci? Io dico che non avrebbe dovuto togliersela, questi sono segnali che qualcosa non va!

BRUNO Ora, piantala!

Silenzio.

ELEONORA (avvicinandosi al divano) E morta nel sonno.

Silenzio. Marco alza di nuovo lo sguardo e continua a fissare il vuoto avanti a se.

MARCO Questo lo sapevo anche prima.

MARGHERITA ( sottovoce a Bruno) Avanti d qualcosa

BRUNO Figliuolo io

MARCO Dimmi, zio

BRUNO Mi spiace per quel che successo ieri sera a tavola

MARCO Non fa nulla, pu capitare a tutti di perdere le staffe.

BRUNO Oh beh

MARCO Ho gi telefonato. Verranno a riparare il tavolo in giornata.

MARGHERITA Davvero?!

MARCO S, era un tavolo di un certo valore

ELEONORA Ti coster una fortuna.

MARCO User quel che mi spetta delleredit. La nonna ci era affezionata a questo tavolo, cos come a tutto il mobilio di questa casa. Non intendo buttare via nulla.

BRUNO Eredit?

MARGHERITA- Di cosa stai parlando?

MARCO Il notaio ha chiamato questa mattina. La nonna aveva lasciato le sue ultime volont.

BRUNO Cera un testamento?!

ELEONORA - Davvero?

MARCO S. Non granch, si sapeva. Ma ha tenuto a precisare che i beni economici depositati alla banca andranno interamente a mio favore.

MARGHERITA E questa casa?!

MARCO Ad un beneficiario di cui non ha voluto fare il nome.

BRUNO Stai scherzando?!

MARCO Niente affatto. Questo pomeriggio dovrebbe inviarmi tramite fax copia del documento. Ve ne far avere una copia

BRUNO Ma come diavolo

MARGHERITA Lo dicevo io che tua sorella era una poco di buono! E la fede era un segnale! Altro che!

BRUNO Non ci posso credere!

Bruno e Margherita escono a destra sbuffando e borbottando

ELEONORA Marco ?

MARCO Dimmi

ELEONORA Noi stiamo andando. Dobbiamo seguire il feretro.

MARCO Andate, vi raggiungo pi tardi.

ELEONORA Non verrai al funerale?

MARCO No. Credo che rimarr un po qui.

ELEONORA Qui? Da solo? Io non

MARCO - Lo so, non mi capisci ..e mi dispiace, non sai quanto mi dispiaccia Eleonora. Sei lunica di cui mi interessi lopinione e poi io

ELEONORA Anche io.

Sorridono

ELEONORA Va bene, allora se ti va potremo vederci questa sera se sei daccordo

MARCO Pu darsi.

ELEONORA Cena da me?

MARCO Purch non ci sia tua madre!

ELEONORA Non ci sar, sta tranquillo

MARCO Va bene. (sorride)

ELEONORA (con evidente imbarazzo, abbozzando un sorriso) Poi, puoi rimanere a dormire da me se vuoi

Marco non risponde, si limita a sorridere. Eleonora gli si avvicina, lo bacia, gli sorride a sua volta e poi esce a destra. Silenzio. Marco si alza lentamente. Le mani distese in avanti. Inciampando e tentennando si avvicina al mobile bar, prende la bottiglia di Whiskey. Riempie due bicchieri.

MARCO Come stai?

Dallombra sul fondo si fa avanti Michele con il suo bastone

MICHELE Bene direi e tu?

MARCO Molto bene. Meglio.

MICHELE Gi pare proprio di s lo sento dal tono della tua voce.

MARCO Mi sei mancato.

MICHELE Lo so.

Marco sorride. Michele gli si avvicina fino a toccarlo con la mano sulla spalla.

MARCO Ne vuoi anche tu?

MICHELE Cos?

MARCO Il solito.

MICHELE Bene!

MARCO- Ne vuoi un bicchiere allora? Te lho gi preparato.

MICHELE Posso forse negare ad unofferta del genere?

MARCO La nonna ti voleva proprio bene.

MICHELE Capita spesso che la gente finisca col voler bene al prossimo.

MARCO Non cos spesso.

MICHELE Dici?

MARCO- Dico.

Silenzio. Sorseggiano il whiskey.

MARCO Vieni, accomodiamoci.

MICHELEBene. Fai strada.

Entrambi vagano , ciechi, per la stanza. Marco rischia di inciampare. Poi raggiunge la sedia e ne afferra il poggia schiena con la mano. Poco dopo Michele lo raggiunge.

MARCOSiedi qui.

Michele ringrazia con un cenno del capo e si mette a sedere. Marco si scosta appena, mantenendo il contatto con le dita sul tavolo e cerca laltra sedia. Raggiunta, si mette a sedere.

Silenzio.

MICHELEQuando arriveranno gli altri?

MARCOintendi dire i miei genitori?

MICHELEIntendo dire tutti gli altri

MARCODovrebbero essere gi qui. Saranno qui a minuti, immagino.

MICHELE Non faranno in tempo ad assistere al funerale.

MARCO Purtroppo no.E successo tutto talmente in fretta e allimprovviso che

MICHELE Che non hanno fatto in tempo a trovare il volo. Capisco.

MARCO - Ci rimarranno male.

MICHELE Gi.

Silenzio

MARCO Come sta tua moglie?

MICHELE Credo stia bene.

MARCO E tua figlia?

MICHELE Immagino anche lei stia bene.

MARCO Sei il solito alcolizzato.

MICHELE (ride) Allora sono nel posto giusto!

MARCO E degli altri? Che mi dici?

MICHELE Oh, quelli!

MARCO Gi, quelli!

MICHELE Bisogna imparare a riconoscerli.

MARCO Sto imparando anche io, sai?

MICHELE Certo che lo so.

MARCO Ma sai sempre tutto tu?

MICHELE No, non sempre.

MARCO Meno male!

MICHELE Ma ho un buon olfatto, ricordi? E questo mi basta a riconoscere quando ora di cambiare aria.

MARCO Gi, lo dicesti anche lultima volta.

MICHELE Non mi starai dicendo che mi sto rincoglionendo eh?

MARCO Chi pu dirlo, prima o poi potrebbe succedere.

MICHELENon cos semplice. Io tengo sempre la mente allenata.

MARCOPensi dipenda da questo?

MICHELEAssolutamente s! La superiorit sta nella consapevolezza e la consapevolezza nella conoscenza.

MARCOCos, stai tenendo un comizio? (ride)

MICHELE (sorride) Idiota! Se io stessi tenendo un comizio tu non meriteresti nemmeno di staccare i biglietti allingresso.

MARCO Oh, allora chiedo umilmente scusa, Maestro! (accenna un inchino)

Silenzio.

MICHELE Eleonora stata qui,vero?

MARCO S c il suo profumo nellaria,vero?

MICHELE Inconfondibile.

Ridono. Silenzio.

MARCO Sai Michele,ancora non so chi tu sia veramente

MICHELE Ha importanza questo?

MARCO No, non pi, credo.

MICHELE Fai bene a pensare cos.

Marco, sempre con difficolt prende il bicchiere di Michele ed il proprio e li riempie.

MARCO Che ne dici, potremmo brindare.

MICHELE E a cosa vuoi brindare questa volta?

MARCO Non saprei, agli eventi?

MICHELE Agli eventi?

MARCO S, che ne dici?

MICHELE (sorride) Ai tanti da ricordare ed agli altrettanti da dimenticare? Gli eventi che accadono, si ripetono e si ripercuotono senza che noi si possa fare nulla per cambiarne il corso.

MARCO Che non guardano in faccia a nessuno!

MICHELE Gi, che se ne fregano!

MARCO Che se ne fregano di noi!

MICHELE E degli altri!

MARCO Ecco, s, gli altri!

MICHELE Vogliamo brindare anche a loro?

MARCO Beh, non vorremmo lasciarli fuori?

MICHELE Dagli eventi?

MARCO Dallincedere

MICHELE Dallincedere degli eventi?

MARCO Gi.

MICHELE Accidenti, che brindisi impegnativo!

MARCO Gi (sorride). A tutti allora. Agli eventi e agli altri! Perch se loro, tutti loro, non fossero quel che sono, non ci avrebbero aperto gli occhi.

MICHELE Stiamo dimenticando le proficue conversazioni!

MARCO Giusto!

MICHELE A tutto questo allora. (silenzio ) E a tutto il resto.

MARCO (ride) S, a tutto questo e a tutto il resto.

Lentamente e con evidente difficolt, avvicinano i bicchieri e brindano in silenzio. Buio.

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