Shakespeare in salsa rosa

SHAKESPEARE IN SALSA ROSA

di

Donatella Venuti

La scena un palcoscenico dove si svolgono le prove di alcuni testi scespiriani coordinati dalla penna di uno scrittore-regista che diventer anche attore con particolare successo. Lo scrittore un tipo che vive molti contrasti caratteriali ma ama molto il suo lavoro. Si alternano gli attori con le loro Performances.

La scena essenziale ha pochi elementi tra cui una dormeuse, un trono, una scala, oggetti vari, balle di fieno, leggio e penna per lo scrittore, etc.

Scrittore Legge " La fama che tutti agognano durante la vita, possa vivere iscritta sui nostri bronzei sepolcri e poi largirci le sue grazie nella disgrazia della morte" pensa "grazie" "disgrazia", dolce-amaro.mi piace, mi piace, bello questo verso. Continua "A dispetto di quel vorace cormorano che il Tempo, noi potremo acquistarci con uno sforzo di questa nostra fugace esistenza, un onore che smusser il taglio mordente della sua falce, rendendoci eredi di tutta l'eternit" -

Il Tempo, questo vorace cormorano strepita sulle nostre piccole ali tranciate dalle nostre ambizioni, le nostre paure e ci conduce per mano come bimbi ignudi dal virgineo aspetto oltre l'ignaro presente.- Oggi 15 Novembre 1999 - inizio delle prove dello spettacolo "Shakespeare" che debutter il 24 Dicembre 1999, vigilia di Natale, data del mio compleanno: 40 anni. Si compio 40 anni, falliti. Si, sono uno scrittore, fallito dico io, di successo dicono gli altri. Mi trascino da tempo una piccola depressione, dovuta a dei problemucci, di natura non proprio inerente al mio lavoro; il mio psichiatra dice che sono un soggetto paranoide, con turbe profonde legate al mio rapporto con la madre, nei primi anni di vita. E' strano, riesco a stare bene solo dopo una crisi di quelle..sogno spesso un uomo vestito da jolly che mi fa strane domande a cui non so rispondere.

Il mio ultimo libro si intitola: "Le peripezie del Signore di Dansinane, prima di finire nel manicomio di Charenton, consolato dalla guida del Marchese di Sade, ed ammettere le proprie colpe meritando una sana punizione sulla sedia elettrica". Dicono che sar un Best- seller; gli americani vogliono farci un film con Sean Peen e Mel Gibson nel ruolo del Marchese di Sade. Io sono disperato.

I titoli dei miei libri sono sempre pi lunghi e non c' una storia che finisca a lieto fine; quando leggo Shakespeare, penso " quello che avrei voluto scrivere io, anzi che avrei dovuto scrivere io se Dio mi avesse dato un pizzico di talento. Ma per quello ci sono i geni. (Si altera) le storie di Shakespeare sono cazzate, credetemi, chiunque potrebbe scriverle.. ovvio che va a finire in quel modo, - Macbeth deve finire male per forza, un predestinato, e poi ambizioso, amorale, dominato da forze sovrannaturali, legato da un doppio cordone ombelicale a Lady Macbeth che ne fomenta la crudelt. Sono solo storie, come i miti greci, sono cazzate che hanno, per, uno straordinario meccanismo matematico. Io sono del capricorno, sono un razionale (piange) ma sentite quello che dice Macbeth in questa sfrafottuta ovviet."E la Piet, come tenero bimbo ignudo sulle ali della tempesta o come i cherubini del cielo a cavallo sugli invisibili corsieri dell'aria, ripete, soffier l'orrendo misfatto sugli occhi di tutti, cos che le lacrime affogheranno il vento. Unico sprone al mio disegno l'ambizione che vuol balzare in sella con troppo slancio e cade dall'altra parte" Piange come un disperato, a terra,

MUSICA - SCENA SURREALE - ENTRANO GIO. E MART. COME FOLLETTI e sistemano lo scrittore, gli danno un grosso cucchiaio e gli mettono un tovagliolo; parlano tra di loro con un linguaggio sconosciuto e vanno a chiamare gli altri. Entra il Folle e riprende lo stesso linguaggio sconosciuto, sussurra qualcosa all'orecchio dello scrittore. Entrano gli altri come folletti portando una tavola imbandita con cibi invisibili, lo scrittore mangia, danzano.

Folle Noi siamo fatti della stessa sostanza di cui sono fatti i sogni e la nostra breve vita circondata dal sonno.

Tutti Ripetono la frase sopra.

Lo scrittore mangia soddisfatto le pietanze immaginarie e finge di bere il vino fino a quando sazio. - Entra con violenza la Prima Attrice che rompe l'incantesimo.

Gli attori escono con il tavolo.

Prima Attrice isterica Hai visto che schifo? (mostra le maniche dell'abito) Mi sono alzata alle sei per andare dalla sarta, alle sei. Tu sai che io non posso alzarmi presto. Mi fa male alla pelle. Guarda ho una piccola rughetta qua (la mostra) proprio tra le sopracciglia.

Scrittore Veramente non la vedo

Prima attrice Lo so, voi stupidi scrittori, registi diffamatori dei grandi geni dell'antichit, non vedete mai niente. Solo le vostre elucubrazioni mentali .- Oh, Dio che mal di testa, e queste maniche sono maledettamente storte! Dovrei andare dal parrucchiere ma non ci arrivo, domani ho la manicure, dopodomani la pedicure, Ah, basta! Poi ho l'estetista, e lo so, mi chieder se ho dormito le mie dieci ore ed io cosa le dico? Che mi sono dovuta alzare alle sei per andare da questa specie di sarta, che ha cucito questa specie di maniche storte, da monaco tibetano mongoloide!? Urla.

Scrittore La produzione ha scelto la sarta.

Prima Attrice No, non dire la "produzione", credi che io sia stupida. Ti sembra che non capito subito che tra voi due (fa il segno con la bocca) c' del tenero!

Scrittore Eleonora! Cosa dici? Lo sai che tu sei la mia preferita, la povera Annina mi chiedeva un consiglio, non sa come trattar con te.

Prima Attrice Con te invece si. Tu glielo hai dato subito, oralmente

Scrittore Certo con le parole.

Prima Attrice No. Con la bocca.con la lingua anzi

Scrittore Eleonora, cosa dici? Sar stato un segno d'incoraggiamento, in fondo ha delle qualit!

Prima Attrice In fondo ha delle qualit!! Le mie qualit non le incoraggi mai, Ti sono dovute, vero?

Scrittore Mia cara..

Prima Attrice Ma non ha importanza, oggi mi sento tanto Lady Macbeth, anzi no Cleopatra, sovrana con potere assoluto sui suoi sudditi. Recita un pezzo di Cleopatra: "Ah, caro, se cos, che il cielo faccia scaturire dal mio freddo cuore la grandine, avvelenandone le sorgenti, e che il primo chicco mi cada sul collo; e mentre quello si discioglie, similmente si dissolva la mia vita! E il secondo chicco colpisca Cesarione, finch a poco a poco la prole del mio grembo, insieme a tutti i miei valorosi Egiziani, per il fondersi di questa tempesta di gragnuola, giaccia senza sepoltura fino a che le mosche e le zanzare del Nilo non li abbiano sotterrati cibandosene!"

Entrano gli Attori della compagnia, con aria di ammirazione per l'interpretazione della Prima Attrice, fanno piano per non disturbare.

Scrittore Perfetta, semplicemente perfetta.

Gli attori applaudono.

Prima attrice No, no ragazzi oggi ho mal di testa, non mi venuta proprio bene.

Scrittore E invece perfetta.tra s peccato che questa scena tagliata!

Prima Attrice Che ha sentito Cosa? Vuoi scherzare? Hai tagliato la scena tra Antonio e Cleopatra alla fine del terzo atto? E' il compleanno di Cleopatra. Tu sei un egoista, pensi solo al tuo di compleanno. Io sono un'attrice, la mia personalit si frammentata come polvere di stelle tra la miriade di tanti personaggi che hanno una parte di me, io non esisto pi, se tu tagli loro, tagli me; se neghi il compleanno di Cleopatra in cui lei si sente sola e lo vuole trascorrere con il suo caro Antonio che tornato da lei ed io torno ad essere la sua Cleopatra. Se tu, miserabile scribacchino, immondezzaio della natura semi-alfabetizzata, acquitrino stagnante e putrido di una preparazione da scuola dell'obbligo, strisciante parassita, saprofita, sfruttatore, scroccone, sanguisuga, devastatore di letteratura a tradimento, tu fai ribaltare sulla tomba il povero Shakespeare che si contorce dalle risa ogni volta che ti sente alitare, tu che dovresti baciare il suolo dove appoggi i suoi libri e fare ammenda dei tuoi peccati di spergiuro aspirante scrittore; tu hai osato pensare di tagliare la scena del compleanno di Cleopatra. E' come se tagliassi il mio di compleanno. Mi tagli il compleanno mi tagli il Tempo, mi togli tutto, non esisto pi. Allora me ne vado, non avete pi bisogno di me!

Scrittore Ma era un'idea, solo un'idea, solo un'ideaIo volevo, vorrei, desidererei se tu sei d'accordo di cambiare quelle scene con un'altra, sempre importante, come Caterina, la bisbetica..

Prima Attrice Io detesto Caterina, sono completamente diversa, ho un carattere dolce, mite, propenso all'amore. Il mio ideale di uomo forte, coraggioso, guerriero. Antonio, Antonio il mio ideale. Petruccio un buzzurro, uno zoticone da quattro soldi, adatto a stare in mezzo a bifolchi come lui, non raffinato, gentile, come Antonio insomma.

Scrittore Vedi Eleonora, il problema anche un altromugugna il nome dell'attore che deve recitare Antonio ..Gnaumm.se n' andato.

Prima Attrice Chi, se n' andato?

Scrittore Franz, Franz Quadri se n' andato.

Prima attrice Ah, e perch se n' andato.

Scrittore Ha rotto il contratto, l'ha scritturato la compagnia Rossi-Guastaldi; si becca almeno il triplo di quello che prende con noi.

Prima Attrice E la penale?

Scrittore Se ne frega della penale, ha pizzicato il pollo pi grosso. E poi l c' l'Anna Foschi che gli aveva messo gli occhi addosso.E' comprensibile.

Prima Attrice Inetto, non hai fatto nulla per trattenerlo. Me ne frego dell'Anna Foschi, quella troia, tette e culo rifatti, se li accaparra tutti.

L'Attrice giovane si fa avanti timidamente.

Attrice giovane Signora, mi scusi, io avrei un'idea.

Prima Attrice Chi questa?

Scrittore E' Romina l'attrice giovane che deve ricoprire il ruolo di Cordelia, ricordi l'abbiamo scelta insieme.

Prima Attrice Parla, mia cara, tanto qui parlano tutti.

Attrice giovane Ho un caro amico che sta per finire l'Accademia, molto bravo, potrebbe fare un provino.

Prima attrice Anni?

Attrice giovane 26, gi compiuti, ma sembra pi grande; ne dimostra 35. Lo vedo bene accanto a lei.

Prima Attrice Ah si, lo vedi bene accanto a me? E' carino?

Attrice Giovane Bhe, non propriamente bello, ma interessante, ha un'aria vissuta.

Prima attrice Un'aria vissuta, ventisei anni e allora a 40 che aria avr sfocata? Meglio sfruttarlo ora. Vediamolo!

Entra il Folle che cammina all'indietro, ha un'aria strana certo non vissuta, da vivere forse. Tutti lo guardano interessati, cercano una possibile adesione al ruolo. Si guardano tra di loro.

Prima Attrice allo scrittore. Perch cammina cos?

Scrittore Si sta allenando nella parte del Matto di Re Lear.

Prima Attrice Come Matto matto abbastanza per recitare la parte del Matto. Mi chiedo sempre come possa un Matto recitare. Esso in quel modo, come pu recitare se ; dovrebbe semmai fare il saggio allora la particolarit della sua interpretazione potrebbe dare qualcosa alla saggezza ed arricchirla di quella follia che un tempo si credeva fosse illuminazione divina. Cos' un Attore se non un folle invasato dal Dio, nel saggio l'illuminazione si raffredda e si solidifica come la colata lavica diventa pietra una volta scesa a valle.

Saggezza e follia, due lati di un'unica medaglia.

Folle offre il berretto. Ecco il mio berretto.

Attrice n1 Perch matto?

Folle Ecco,- perch tu prendi le parti di uno, il quale in disgrazia.

E se tu non sai sorridere secondo il vento che tira, presto sentirai che raffreddamento! Via prendi il mio berretto. - Vedi questo buon uomo che ha bandito due delle sue figliole e ha fatto la felicit della terza contro sua voglia: se tu lo servi, dovrai necessariamente portare il mio berretto. Come va, zio? (Si avvicina allo scrittore, gli attori lo vestono da Lear, come in un incantesimo.) Ah, se avessi due berretti e due figliole!!

Scrittore - Lear Perch, ragazzo mio?

Folle Se io dessi loro tutto quello che posseggo, almeno mi terrei per me i miei berretti. Ecco qui il mio; un altro domandalo in elemosina alle tue figliole.

Lear Sta attento mariuolo, c' la frusta!

Folle La verit un cane che deve andare a caccia nel canile; deve essere mandato fuori di casa a frustate, mentre la signora cagna pu starsene accanto al fuoco a puzzare. A Lear Compare voglio insegnarti un discorso.

Lear Insegnamelo.

Gli attori mimano e recitano.

Folle Sentilo bene zio.

Attori In coro Mostra men di quel che hai, - parla men di quel che sai,

Presta men che in serbo avrai, - pi a cavallo che a piedi andrai, - Credi poco, impara assai, punta men che vincerai; - lascia il bene e la tua ganza,

Non uscir dalla tua stanza: pi che doppia una decina - tu avrai per la ventina.

Lear Scrittore Questo un bel nulla, matto.

Folle Allora come il fiato d'un avvocato senza paga; e voi non m'avete dato nulla per il mio discorso. Non sapete farne nessun uso, di un nulla, zio?

Lear Eh, no, ragazzo; dal nulla non si cava nulla.

Folle all'attrice Ti prego, digli che a tanto ammonta la rendita delle sue terre; a un matto non gli vorr credere.

Lear E' aspro il matto!

Folle Sai, amico, la differenza che c' tra un matto aspro e un matto dolce?

Lear No, ragazzo, insegnamela.

Folle con gli attori Quei che pose in capo a te - di dar via le terre tue, venga a mettersi accanto a me, o fa tu le veci sue ;

Chi sia dolce, chi sia amaro, de' due matti si vedr; - l'un qui in veste di giullaro, e quell'altro eccolo l.

Lear Mi dai del matto, ragazzo?

Folle Tutti gli altri tuoi titoli li hai dati via: con quello ci sei nato.

Attrice n1 Costui non interamente matto, signor mio.

Folle No, in fede mia , i signori e i potenti non me lo permettono;

Se io avessi il monopolio della pazzia, essi vorrebbero averne la loro parte ; e le signore, anche loro non vogliono lasciarmi avere la pazzia tutta per me solo; me la strappano per forza. Zio, dammi un uovo ed io ti dar due corone.

Lear Che cosa saranno queste due corone?

Folle Ecco le due cocce dell'uovo dopo che io l'abbia tagliato nel mezzo e ne abbia mangiato la sostanza. Quando spezzasti nel mezzo la tua corona e desti via tutte due le parti, ti portasti l'asilo sulla spalla, attraverso il fango della strada; tu avevi poco senno, sotto la tua coccia pelata, allorch davi via la tua corona d'oro. Canta. Ti prego, zio, prendi un maestro che sappia insegnare la menzogna al tuo matto; io imparerei volentieri a mentire.

Lear Se voi mentite, signorino, vi faremo frustare.

Folle Io vorrei sapere che parentela c' tra te e le tue figliole: esse mi vogliono far frustare perch dico la verit, tu vuoi farmi frustare perch mento; e qualche volta sono frustato perch sto zitto. Io vorrei essere qualunque cosa, piuttosto che un matto; eppur non vorrei essere te, zio.

Avanza Prima Attrice come Gonerilla.

Lear a Gonerilla Ebbene figliola! Perch quella benda sulla fronte? Mi pare che da qualche tempo voi siete un po troppo accigliata.

Folle Tu eri un uomo in gamba, quando non avevi bisogno di occuparti della sua aria accigliata; ora sei uno zero senza una cifra accanto. A Gonerilla. Ora io valgo pi di te: io sono un matto, tu nulla. A un cenno di lei. Si mi cheter; Buci, Buci!!

Per chi lasci tinche e ceci, - nulla ne far le veci.

Gonerilla Signore, non solo questo vostro matto, al quale permesso tutto, ma altri del vostro seguito insolente, trovano ogni momento da ridire e da litigare abbandonandosi a risse truculente e intollerabili. Io vi supplico di comprendere: vecchio come siete, e venerando, dovreste essere savio. Voi tenete qui tra cavalieri e scudieri un centinaio di uomini, cos sregolati, cos corrotti e tracotanti, che questa nostra corte, viziata dai loro costumi, sembra una rissosa locanda, somiglia a una bettola, a un bordello che a un palazzo ove alberghi la grazia. Ci vuole un rimedio: lasciatevi dunque pregare (da colei che se no, far senz'altro quello che ora chiede) di diminuire un poco il vostro seguito e di provvedere per il resto che rimarr al vostro servizio.

Lear Esecrato nibbio! Tu menti. Il mio seguito composto di uomini scelti e di non comune qualit, che conoscono le esigenze del dovere e tengono alto l'onore del loro nome. Oh, la pi piccola delle colpe, come mi apparisti brutta in Cordelia! O Lear, Lear, Lear, batti a questa porta (la fronte) che ha lasciato entrare la tua pazzia e ha fatto uscire il tuo prezioso senno!!

Avanza Cordelia bianca come un fantasma.

Cordelia Guardatemi, signore, e alzate le vostre mani su me per benedirmi. No signore, voi non dovete inginocchiarvi.

Lear Io ignoro assolutamente che luogo sia questo e non riesco a ricordarmi di questi abiti, n so rendermi conto dove io abbia alloggiato la notte scorsa. Non ridete di me perch, com' vero che sono un uomo, io credo che questa signora sia la mia figliola Cordelia.

Cordelia E infatti, sono io, sono io!

Lear Io lo so che voi non mi amate. Perch le vostre sorelle, come ben ricordo, mi hanno maltrattato : voi avete una ragioneloro non l'hanno.

Cordelia si allontana come un fantasma.

Avanza Gonerilla con al fianco Osvaldo.

Gonerilla Cento cavalieri! Bello e sicuro accorgimento, lasciargli tenere cento cavalieri armati di tutto punto: affinch ad ogni sogno, ad ogni pettegolezzo, ad ogni fantasia, ad ogni scontento egli possa difendere con la loro forza, la sua imbecillit e tenere la vita nostra alla sua merc. Osvaldo, avete scritto quella lettera a mia sorella? Informatela del mio personale timore.

Lear Sia cos! Mi rimane ancora una figliola che, sono sicuro, buona e premurosa: quando sentir che tu hai fatto questo ti scorticher con le unghie codesta faccia di lupo.

O mie vecchie crudeli pupille, provatevi a piangere un'altra volta per questa ragione, ed io vi strappo via dall'orbita e insieme con l'acqua che perdete, vi getto in terra a formar fango.

Lear e coro Nel suo grembo metti la sterilit! Inaridisci in lei la fonte della generazione e dal suo corpo tralignato non esca mai un figlio che la onori! Se deve concepire, creale un figliolo di fiele, che possa vivere per essere il suo tormento perverso e snaturato! Possa egli stampare di rughe la fronte della sua giovinezza; possa scavarle solchi nelle gote con le lacrime che le far versare; possa ricambiare tutte le sue cure e sollecitudini di madre, con le risa ed il disprezzo: sicch ella possa provare quanto sia pi crudele del dente di un serpe, avere un figliolo ingrato!!

Avanza Regana.

Regana Vi prego padre mio, poich voi siete indebolito dagli anni, non lo dissimulate. Se intanto vorrete ritornare presso mia sorella, e farvi soggiorno finch il mese sia spirato, licenziando met del vostro seguito, dopo potete venire con me: ora io sono assente da casa e sprovvista di quello che sar necessario per accogliere voi come si conviene.

Lear Ti prego figliola, io non ti dar noia, noi non ci incontreremo pi ma pure tu sei mia carne, sangue mio, figliola mia, o meglio tu sei un malattia della mia carne che debbo chiamare mia: un foruncolo, un bubbone, una pustola di carbonchio, nel mio sangue corrotto. Ma io non ti muover rimprovero; posso restare con Regana, io con i miei cento cavalieri.

Regana Non proprio cos. Io non vi aspettavo ancora e non ho il mezzo di accogliervi come si conviene. Date ascolto a mia sorella, lei sa quello che fa; ch coloro che cercano di moderare i vostri impeti con la ragione, debbono contentarsi di pensare che siete vecchio, e cos.ma lei sa quello che fa.

Lear Si chiama ragionar bene questo?

Regana Io oso affermarlo, signore. Come? Una cinquantina di uomini per il vostro seguito non va bene? Perch averne di pi? Come potrebbero in una medesima casa, andar d'accordo tanta gente sotto due comandi diversi? E' difficile, quasi impossibile.

Gonerilla Perch, signor mio, non potreste farvi servire da coloro che lei chiama suoi servi? O da quelli miei?

Regana Se volete venire da me (giacch ormai prevedo un tale pericolo) vi raccomando di non portarne pi di venticinque.

Lear Io vi ho dato tutto!

Regana Ed era l'ora che ce l'aveste dato.

Lear Vi feci mie custodi, mie depositarie: ma mi riservai il diritto di avere al mio seguito un tal numero di uomini. Come? Io debbo venire da voi con 25 persone? Regana, avete detto questo?

Regana E lo ripeto, mio signore, non uno di pi!

Lear Anche le creature malvagie sembrano privilegiate quando ve ne sono altre pi malvagie di loro. (A Gonerilla). Verr da te: i tuoi cinquanta fanno il doppio dei suoi 25 ed il tuo affetto il doppio del suo.

Gonerilla Che bisogno avete di 25, di 10 o di 5 uomini in una casa dove due volte tanti hanno l'ordine di servirvi?

Regana Che bisogno avete anche di uno solo? Ridono. Escono.

MUSICA

Lear O mio Matto, io finir pazzo!

Lear e Coro Soffiate, o venti, e fatevi scoppiare le gote! Infuriate! Soffiate! Cateratte e trombe del cielo, riversatevi sulla terra, finch abbiate sommerso tutti i campanili ed annegati i galli sulle loro cime. O voi, sulfurei guizzi di fuoco, rapidi come il pensiero, precursori dei fulmini che fendono le querce, bruciacchiate la mia testa canuta! E tu, o tuono, scuotitor dell'universo, spianta d'un colpo la solida sfera del mondo! Infrangi le matrici della natura, disperdi tutti in una volta i germi, che producono l'uomo ingrato!

Lear al centro, prostrato. Ah! Gonerilla! Con la barba bianca! Mi accarezzavano come un cane; e mi dicevano che avevo dei peli bianchi nella barba, prima che ci fossero quelli neri.

Dire "si" e "no" a tutto quello che dicevo io! Questo "si" e "no" non era buona teologia. Quando la pioggia venne ad innaffiarmi, quando il tuono non volle stare zitto al mio comando, allora ho conosciuto chi fossero. Non sono gente di parola, mi dicevano che ero tutto: menzogna, menzogna.

Passaggio di Regana e Osvaldo che servo fedele di Gonerilla.

Osvaldo Non posso, signora: la mia padrona ha impegnato il mio zelo in quest'affare.

Regana Che ragione aveva di scrivergli ad Edmondo? Voi non potevate riferirgli a voce i suoi disegni?

Osvaldo Signora, preferirei piuttosto..

Regana Io so che la vostra padrona non ama suo marito e l'ultima volta che fu qui ella dava strane occhiate e degli sguardi che parlavano molto chiaro; mio Marito morto ed io ed Edmondo ci siamo intesi; egli conviene pi alla mia mano che a quella di Gonerilla.

Osvaldo Io debbo affrettarmi a raggiungerlo con la mia lettera, signora.

Regana Rimanete con noi.

Osvaldo Non posso signora.

Regana E' stato un grande errore lasciar vivere Gloucester, dopo avergli cavato gli occhi e ricordatevi che avr un a bella promozione che lo lever di mezzo. Esce

Osvaldo uscendo calpesta quasi Lear.

Lear Ad uno immaginario. Si, un re in ogni palmo. Qual la tua colpa, figliolo? L'adulterio. Tu non morrai. Morire per un adulterio! Si lasci fiorire in pace l'accoppiamento dei sessi: poich il figlio bastardo di Gloucester fu pi amoroso verso suo padre , di quanto non lo siano state verso di me le mie figlie, generate tra legittime coltri.

Entra Gloucester, accecato.

Gloucester Il timbro di quella voce io lo conosco bene: non il re? Lasciate che io baci quella mano!

Lear Ricordo abbastanza bene gli occhi tuoi. Se vuoi piangere sulle mie sventure, prenditi gli occhi miei. Io ti riconosco assai bene. Il tuo nome Gloucester. Bisogna avere pazienza. Noi siamo venuti quaggi piangendo: la prima volta che sentiamo l'odore dell'aria, mandiamo un vagito e ci mettiamo a piangere. Appena nati, noi piangiamo per essere venuti in questo grande teatro di pazzi. Questa una bella forma di cappello

Entra Edgardo Tom = Il povero Tom ha freddo

Lear Nessuno colpevole, nessuno, sono garante io. Mettiti gli occhiali e, come un volgare politicastro, fingi di vedere ci che non vedi. Via, via, levatemi le scarpe.. Birbante d'un aguzzino perch frusti quella puttana? Denuda le tue spalle. Tu fremi dalla voglia di abusare di lei in quel modo, per cui la frusti. L'usuraio impicca il truffatore. Attraverso le vesti stracciate si mostrano i vizi minori: le divise e le pellicce li nascondono tutti. Ricopri il peccato con una lamina d'oro e la forte lancia dalla giustizia si spezza innocua: armalo di stracci, la paglia di un pigmeo lo trafigge! Nessuno colpevole, nessuno.

Edgardo Il povero Tom ha freddo

Gloucester Oh, miscela di buon senso e di stravaganza! La ragione della follia.

Lear Buttateci lussuria alla rinfusa! Guardate quella signora l, che sorride scioccamente, ha una faccia che vi farebbe credere che fra le sue gambe ci stesse di casa la neve; che fa la santarellina? Scuote il capo scandalizzata a sentir pronunziare il nome del piacere: la puzzola e il cavallo ben ingrossato non ci si buttano con un appetito pi sfrenato. Dalla vita in gi esse sono dei centauri, sebbene nella parte superiore siano donne; solo fino alla cintola appartengono agli dei, la parte di sotto tutta del demonio: l c' l'inferno, l ci sono le tenebre, l c' l'abisso sulfureo, che brucia, che scotta, c' il fetore, la consunzioneVia, via, via!..Puah, puah!

Edgardo Il povero Tom ha freddo, chi d qualcosa al povero Tom.

Entrano Edmondo il bastardo, Gonerilla e Regana che litigano tra loro come a volersi annientare, mettendo in mezzo Edmondo.

Gonerilla a Edmondo Prima che molto tempo sia trascorso, se voi osate arrischiarvi per il vostro bene, sentirete che ordine vi dar un donna la quale vi ama. Mettetevi questo (gli da un anello) e non parlate. Questo bacio, se osasse parlare farebbe arrivare l'anima tua fino al cielo. Addio!

Edmondo il bastardo viene avanti, solo.

Edmondo Io ho giurato l'amor mio a tutte due queste sorelle; e ciascuna sospettosa dell'altra, come coloro che ne sono stati morsi hanno sospetto della serpe. Chi di esse prender? Tutte due? Una? o nessuna delle due? Io non posso godermi n l'una n l'altra, finch ambedue sono vive: prender la vedova, significa esasperare e fare impazzire sua sorella Gonerilla e d'altra parte io difficilmente guadagner la partita, finch il marito di costei vivo. Intanto noi ci serviamo del suo appoggio per la battaglia; condotta a termine questa, pensi lei che vorrebbe disfarsi di lui, a trovare un modo sbrigativo per levarlo di mezzo. In quanto alla piet che suo marito, il duca d'Albania, intende avere per Lear e per Cordelia, una volta finita la battaglia, e che essi siano in nostro potere non vedranno mai la sua clemenza; poich la condizione in cui mi trovo vuole che io mi difenda, non ch'io discuta.

Gonerilla e Regana si fronteggiano dividendosi Edmondo, escono.

Entra Cordelia e si avvicina a Lear e lo bacia.

Cordelia O mio caro babbo! La guarigione mette sulle mie labbra la medicina che ci vuole per te e questo bacio ripari i danni violenti che le mie due sorelle hanno fatto nella tua veneranda vecchiaia!

Anche se non fossi stato il padre loro, queste ciocche bianche di capelli avrebbero dovuto suscitare la loro piet. Era questa una testa che doveva essere lasciata a lottare contro i venti in guerra? Che doveva restare sotto il terribile e agile guizzo del lampo e vigilare - povera sentinella perduta- coperta solamente con questo sottile elmo?

Il cane del mio nemico anche se mi avesse morso, avrebbe dovuto passare una notte come quella accanto al fuoco. E tu povero babbo, fosti costretto a metterti al riparo insieme con dei maiali e dei vagabondi senza tetto, su poca e ammuffita paglia! Ahim, ahim! E' un miracolo che la tua vita e la tua ragione non abbiano cessato di esistere, interamente nel medesimo tempo! Escono.

Edgardo si fa avanti come uno straccione.

Edgardo Chi da qualcosa al povero Tom?

Il povero Tom stato fatto uscir di senno per lo spavento: Dio ti salvi dal sozzo diavolo, o figlio di un uomo dabbene! Cinque diavoli sono entrati, tutti in una volta, dentro il povero Tom: Obidicut, quello della lussuria; Hobbidance, principe dei muti; Mahu, principe del furto; Modo, principe dell'Assassinio; e Flibbertigibbet, principe delle smorfie e dei lezi, il quale da tempi remoti invasa donne di servizio e cameriere. Dunque sii benedetto padrone!

Entra Lear con Cordelia in braccio morta.

Lear Urlate, urlate, urlate! Oh voi siete uomini di pietra: se io avessi la vostra lingua e i vostri occhi, vorrei adoperarli in modo che la volta del cielo si dovrebbe squarciare. Essa andata via per sempre. Io lo so quando uno morto e quando vive ancora: lei morta come terra! Prestatemi uno specchio; se il suo respiro appanna e offusca il vetro, ebbene essa vive ancora. Cordelia! Cordelia! Ah cosa dici? La sua voce fu sempre soave, carezzevole e sommessa ma io l'ho ucciso il miserabile che t'impiccava. E' vero che l'ho ucciso? Ci fu un tempo che con la mia lama affilata li avrei fatti saltare tutti: ora sono vecchio e i miei occhi non sono dei migliori! La mia povera sciocchina, l'hanno impiccata. No, no, non pi in vita! Perch un cane, un cavallo, un topo debbano avere vita e tu neanche un soffio? Tu non ritornerai mai, mai, mai!

CORO Tu non ritornerai mai, mai, maiPerch un cane, un cavallo, un topo, debbano avere vita e tu neanche un soffio? Tu non ritornerai mai, mai, mai.

Lear slacciatemi questo bottone. Lear muore.

Edgardo rinsavito Noi dobbiamo rassegnarci al peso di questi tristi tempi, e dire quello che sentiamo, non quello che dovremmo. Il pi vecchio quegli che ha sopportato di pi, noi che siamo giovani, non vedremo altrettanto, n vivremo cos a lungo. Fine del Re Lear.

Silenzio generale .applausi.

Scrittore in lacrime ancora immedesimato. No, no, non possibile, non va. Noi non possiamo rappresentare il Re Lear. Che significato ha oggi un'opera come questa. Troppo dolore, troppa commozione. La gente non vuole vedere solo lacrime e morte, vuole vedere vita, gioia, passione consumata e non sprecata. Vuol vedere gioco, cinismo, ambizione, ingordigia ma in personaggi che malgrado tutto poi sopravvivono a se stessi, l'indomani si rivedono, si abbracciano come se si ammazzassero ogni giorno ma in realt restano vivi perch oggi sopravvivere una punizione peggiore che morire. La lotta per la sopravvivenza sferra i suoi colpi bassi, lascia tutti vivi anche se morti. Non c' catarsi nella storie di oggi, non c' pentimento, non c' redenzione, perch non c' fede. Il nemico pi crudele il cinismo.

Prima Attrice Non sono d'accordo. La morte ci vuole, rende pi intrigante la storia. Gonerilla, per esempio, un personaggio, greco, classico. E' un sorta di Medusa, una Clitennestra, una Medea, la regina del male, resta la pi forte nel creare un piano che porter acqua al suo mulino, riesce ad ottenere la solidariet della sorella che della sua stessa natura ed sua succube. Gonerilla la deve avvelenare, non pu condividere il potere e l'uomo, l'uomo che ama, il giovane Edmondo Gloucester che ha aperto un varco nella sua vita cos, come un fulmine a cielo sereno.

Ella lo ama in fondo (disperata) cosa pu farci se lo ama. (Tutti la guardano). E compie una battaglia per il suo amore. Io volevo dire questo, meriterebbe di apparire in finale.

Scrittore Eleonora, questo neanche Shakespeare

Prima Attrice Appunto Shakespeare ha sbagliato! Doveva darle una fine pi sublime. Sono personaggi eroici e devono fare una fine degna del loro eroismo.

Scrittore Proprio questo voglio dire Eleonora. L'eroismo oggi non esiste pi. Se sei in difficolt, chi ti soccorre? O se vedono che hai una ruota scoppia, ti aiutano per caso? O se una vecchia attraversa la strada le porgono il braccio? Il Cinismo , miei cari, il cinismo il dio del nostro Tempo.

Attrice giovane Ma il cinismo anche la piaga di cui si parla nel Lear. Il sentimento delle figlie verso il re, per esempio, se non ipocrisia e cinismo . Il pensare solo e unicamente a se stessi come se uno fosse una monade che strozza la vita dell'altro. Io trovo il Lear semplicemente sublime.

Scrittore Ma certo, certo che sublime, non ci piove, io lo so, non riesco mai a rendere chiare le mie idee, lo so, sono un fallimento come autore, e come regista io so di essere una chiavica.

Attrice Tu sei un attore meraviglioso, dietro le quinte io piango a sentire la tua voce e come sei immedesimato. Io vorrei che tu fossi mio padre.

Scrittore Cordelia, hem, scusa mi hai ricordato Cordelia, Giorgia sei molto gentile, io ti ringrazio..

Attrice Tu sai fare piangere come nessuno e noi siamo felici di avere un padre, cio un regista, anzi uno scrittore, insomma hai capito, un attore protagonista come te. Commozione generale. E abbracci generali.

Scrittore Io vi ringrazio tutti, siete molto carini, molto affettuosi, veramente. Non pensavo di trovare tanto calore in una compagnia; devo dire che all'inizio ero un po preoccupato, sapete, non ho poi tanta esperienza con il teatro. In genere, io scrivo ed altri rappresentano, (a se stesso)quasi sempre un'altra cosa.

Per tornare all'argomento io scrivo, gi, di professione, io scrivo. Va bene, va bene, tutti bravi, - mezz'ora di pausa,- prendetevi un caff, un gelato, fatevi una doccia; io intanto faccio qualche ritocchino al mio testo. Escono tutti tranne lo scrittore.

Scrittore Sono uno scrittore, appunto, mai possibile ritrovarmi a recitare e farlo meglio del mio lavoro? Il - mio - lavoro. Cosa rappresenta uno scrittore oggi al tramonto del II Millennio? Mi interessa pi parlare del tramonto perch non vedo albeggiare nulla di nuovo all'orizzonte. Io sono un vittimista, lo so, anzi un soggetto paranoide con manie di persecuzione. Sono uno scrittore, ho una missione nei confronti degli uomini, della collettivit. Io carico su di me il loro fardello perch sia pi ameno il peso alle loro spalle, le povere spalle degli uomini comuni, che nascono vivono e muoiono, come se non fossero nulla; lottano nella loro vita, fanno sacrifici per far studiare i figli, si ammalano ma non possono pagarsi le cure mediche, - sono gli eroi, ma di loro non parla nessuno, non sono re, non sono politici, non sono corrotti, non sono pentiti, non meritano parole di gloria. Cos' il domani per la gente comune? Nulla di diverso dell'oggi e di ieri, eppure faticano, lavorano danno un'istruzione ai figli che poi gli sputano in faccia e barattano la loro misera pensione con una dose di eroina. No, la gente comune non ha storie da raccontare o poeti che trasformino in fiori i loro panni lisi e in suoni armoniosi le loro dissonanze.

La mia missione trasformare in arpeggi le note stridule e stonate delle loro liti, dare un senso ai loro contrasti perch poi passano capire e abbracciarsi di nuovo. Ma la scrittura non vale niente senza le tavole di un palcoscenico; ed ecco che la sua polvere ci rende improvvisamente veri, autentici ritratti di un'umanit vibrante di passioni anche se dimenticati; e le storie scritte cinquecento anni fa sono storie di oggi, fanno ancora riflettere, fanno versare lacrime di accorata commozione. Io Vate della Memoria.. il mio compito Ricordare e fare Ricordare.

Io non so pi. Mi ritrovo qui in una scena deserta e non so chi sono, quale dei miei personaggi stia rappresentando in questo momento, il mio aspetto si incanutisce, la voce si arrochisce, la barbogia del mio volto fanno di me ci che non sono in un modo talmente convincente che Esso - io - riesce ad essere solo quando io non sono. Cos' questa malattia del divenire? L'esperienza e l'educazione ci affinano il carattere, l'ambiente modella ed imposta la materia che in noi come una molle cera che attende unicamente la mano dell'artista che la plasma a ragione. Che potere ha tale Artista che da me - dubbio scrittore alla ricerca di una ragion d'essere - cava fuori un perfetto Re Lear, un essere di cinquanta anni pi anziano?

Come fa questo Artista a plasmare da una donna umanamente, naturalmente e inequivocabilmente insopportabile come Eleonora - che io confinerei in Siberia ai lavori forzati - come fa da una crisalide molliccia e indigesta far germinare una divina Cleopatra o un sanguinaria Lady Macbeth o una Gonerilla glaciale e determinata, lei che una rompicoglioni, insicura cui non darei un soldo? E la piccola Giorgia, candida piccola quanto pi maliziosa , fragile nell'aspetto, coriacea nella tempra.

E gli altri: Martina, Simona, Serena, Anna, Titti, Angela, Ernesta, Linda Ketty, lo sono tutti, strani mutanti di una storia senza pi connotati. Gli astri devono aver fatto cadere su noi strane e confuse influenze..scrive.

MUSICA LUCE SURREALE escono gli attori e ciascuno prova un proprio brano: Giulietta, Isabella ecc..

Giunge il Giovane Attore che porta in braccio un costume. Non viene creduto.

Giovane Attore Signore, mi stato detto che qui fanno dei provini per un spettacolo

Scrittore mentre scrive Zitto, zitto, posa tutto l e lascia il contozitto, ho trovato, ora ci sono!

Il giovane attore si trova coinvolto in mezzo alle prove.

Scrittore Domani, poi domani, poi domani, cos da un giorno all'altro, a piccoli passi, ogni domani striscia fino all'ultima sillaba del tempo prescritto; e tutti i nostri ieri hanno rischiarato a degli stolti, la via che conduce alla polverosa morte.

Esce Ofelia Linda

Ofelia tra il canto e la recitazione Sulla bara l'han messo a viso nudo; ler, ler trallarallera; sulla sua fossa il pianto piovuto. Statevi bene mia colomba!.Voi dovete cantare: "Gi, gi e chiamatelo gi, gi." Oh come la ruota dell'arcobaleno ci si accorda ! E' il maggiordomo infedele che rub la figlia del suo padrone. Ecco del rosmarino per voi, questo per la rimembranza; vi prego amore, ricordate; ed ecco delle viole, queste per i pensieri..Ecco del finocchio per voi, e dell'aquilegia; ecco della ruta per voi; e qui ce n' un po per me; noi possiamo chiamarla erba di contrizione le domeniche; voi dovete portare le vostra ruta in modo diverso.Ecco un margherita per voi; vorrei darvi qualche violetta, ma appassirono tutte quando mio padre mor; dicono che abbia fatto una buona fine.

Esce il Folle e viene a prendere Ofelia;

Folle E non ritorner mai? E non ritorner mai? No, egli morto, la fossa sia il suo conforto, egli non torner mai. - La sua bara era bianca neve, il suo corpo color del lino; egli spento, egli spento, noi gittiam via il lamento: gli perdoni l'Amor Divino.

E a tutte l'anime cristiane, io prego Dio. Dio sia con voi. escono

Finita la pazzia di Ofelia, Ofelia esce accompagnata dal Folle.

Entra Ketty come Dottore.

Ketty : Corrono voci orribili. Atti innaturali generano turbamenti innaturali: e le coscienze infette confidano a sordi guanciali i loro segreti. Oh, Dio, Dio, perdonaci tutti! Abbiate cura di lei, toglietele ogni cosa con cui potrebbe ferirsi, sorvegliatela sempre Ha confuso la mia mente e riempito di stupore i miei occhi: non oso dire ci che penso. Esce

Entrano le streghe: Martina, Angela, Anna, Serena, Simona.

Tutte: Prima dunque che il sole tramonti, sulla brughiera, per incontrare Macbeth avanti sera. Il gatto chiama, il rospo chiama. Brutto il bello, bello il brutto, nella nebbia alziamoci su tutto.

Martina si dispongono a cerchio. La moglie di un marinaio aveva delle castagne in grembo, masticava, masticava, masticava. "Dammene" dico io.

"Vattene strega!" grida la rognosa sedere-gonfio.

Il marito andato ad Aleppo sulla sua nave, il Tigre,

Ma veleggiando su un setaccio lo raggiunger - in forma di sorcio senza coda. - Lo far, lo far, lo far.

Angela Ed io un vento ti dar.

Martina E io grata ti sar.

Serena Prendine anche uno mio.

Martina Tutti gli altri li ho io, - e ho i porti dove soffiano - e tutti i punti che toccano - sulla carta del marinaio. - Lo far secco come fieno.

Simona Anche il sonno gli verr meno, non avr pi pace nel suo petto,

Vivr come un uomo maledetto. Sette notti, nove volte nove si aggirer senza saper dove.

Serena La sua nave non andr perduta, ma dalle tempeste sar sbattuta. Martina Guardate che cos'ho.

Tutte Vediamo, mostra, mostra!!

Martina Un pollice! Di uno che una nave pilotava e naufrag mentre a casa sua tornava.

Si sente un suono.

Tutte E' un tamburo! E' Macbeth di sicuro.

Anna Noi siamo le fatali sorelle, che mano nella mano, sui mari corriamo e sul piano.

Simona Cos ora giriamo intorno, intorno.

Angela Tre volte a te, tre volte a me, - e per far nove ancora tre.

Serena Ssss, ora basta, l'incantesimo fatto.

Entra Nunzio con una maschera, la controfigura di Macbeth.

Martina Evviva Macbeth!

Serena Evviva, signore di Glamis!

Angela Evviva Macbeth, evviva signore di Cawdor!

Anna Evviva Macbeth, tu che sarai Re!

Nunzio cade al centro della scena faccia a terra.

Macbeth Nunzio (E' a terra al centro) Fermatevi, voi oscure messaggere. So che dopo la morte di Sinel sono signore di Glamis, ma perch di Cawdor? Il signore di Cawdor vivo e in salute, e il titolo di re - appare oltre ogni limite del credibile, come quello di Cawdor. Di dove vi vengono queste strane notizie?

Avanza un personaggio strano ambiguo: Ketty.

Ketty Si Cawdor vive ancora ma sotto grave sentenza pende quella vita che egli merita di perdere. Un'accusa di alto tradimento lo ha perduto.

Attento per che spesso per indurci a rovina, gli strumenti delle tenebre ci dicono il vero; ci lusingano con innocenti inezie per poi tradirci nelle cose pi gravi che ne conseguono.

Scrittore Macbeth a parte Se il caso mi vuole re, ebbene il caso pu incoronarmi, senza ch'io mi muova. Accada quel che deve accadere: volano il tempo e l'ora anche nel giorno pi crudele.

Entra Giorgia come Lady Macbeth.

Giorgia (legge la lettera di Macbeth) Mi sono apparse nel giorno della vittoria e ho poi avuto la conferma migliore che esse possiedono conoscenze sovrumane. Ma proprio quando ardevo dal desiderio di rivolgere loro altre domande, si mutarono in aria e nell'aria svanirono. E mentre ero ancora assorto nello stupore, giunsero dei messaggeri del re che mi salutarono signore di Cawdor, titolo col quale mi avevano gi salutato le fatali sorelle, predicendomi inoltre, il futuro con le parole "Evviva, tu che sarai re! " Ho creduto bene confidarti tutto questo, cara compagna della tua grandezza, affinch non perdessi la tua parte di gioia, ignorando il grande futuro che ti promesso. Custodiscilo nel tuo cuore e addio."

Giorgia esce, Nunzio ancora a terra, entra Prima Attrice nel ruolo di Lady Macbeth.

Lady M. (Prima Attrice)Glamis lo sei gi, e Cawdor; e sarai ci che ti fu promesso. Ma temo la tua natura: - troppo piena del latte dell'umana dolcezza - per prendere la via pi breve. Vorresti essere grande e ambizione ne hai, ma ti manca la perfidia che dovrebbe accompagnarla. Ci che desideri, lo vorresti senza macchiarti; ti ripugna barare, - eppure accetteresti di vincere con l'inganno. Grande Glamis, - tu vorresti ci che grida "Cos devi agire per avermi", - come vorresti ci che hai paura di fare pi che desiderio che non sia fatto. Affrettati a venire, ch'io possa versare il mio coraggio nel tuo orecchio - e annientare con la forza delle mie parole - tutto ci che si frappone fra te e il cerchio d'oro - con cui il fato e aiuti soprannaturali sembra vogliano incoronarti.

Nunzio Il re stasera sar qui.

Lady M P.A. E' rauco anche il corvo che annuncia - il fatale ingresso di Duncan - sotto i miei spalti. - Venite, voi spiriti che vegliate sui pensieri di morte, - spogliatemi del mio sesso e riempitemi tutta delle pi atroci crudelt . Fate denso il mio sangue, sbarrate ogni accesso e varco alla piet,

Che il rimorso non si insinui a scuotere il mio feroce proposito, - o ad arrestarne l'esecuzione. E nel mio tenero seno - mutate il latte in fiele, voi delittuosi messaggeri che nella vostra invisibile sostanza attendete ai misfatti di Natura. Vieni, oscura Notte - e avvolgiti nel pi buio fumo dell'inferno, - che il mio affilato pugnale non veda la ferita che infligge, n il cielo spii attraverso la coltre delle tenebre gridando: "Ferma! ferma!"

Si alza Nunzio ed entra Scrittore Macbeth che si fondono e confondono.

Lady M P.A. Grande Glamis! Nobile Cawdor! E ancora pi grande nel futuro che ti promesso! - le tue lettere mi hanno trasportato oltre l'ignaro presente, e in quest'attimo sento gi il domani.

Macbeth-scrittore Mio dolcissimo amore, - Duncan stasera sar qui. Domani ripartir.

Lady M. P.A. Oh, mai il sole vedr quel domani! - Il tuo viso, mio signore, come un libro in cui si possono leggere strane cose. Per ingannare - il mondo prendine l'aspetto: esprimi un benvenuto - con gli occhi, le labbra, la mano; mostrati come il fiore innocente, ma sii la serpe che esso nasconde.

Dobbiamo provvedere a colui che sta per arrivare. - Affida a me la grande impresa di questa notte, - che dar a noi soli, per tutte le notti e i giorni futuri, sovrano potere e dominio.

Macbeth scrittore Dobbiamo parlarne ancora.

Lady Macbeth P.A. Solo mostrati sereno: un volto alterato indizio di paura. - E tutto il resto lascialo a me. Esce

Macbeth scrittore Da solo

Se tutto finisse una volta fatto, allora sarebbe bene

Che fosse fatto subito. Se l'assassinio potesse - trattener nella sua rete le conseguenze e con la morte di Duncan trionfare, cos che il colpo inferto fosse qui il principio e la fine di tutto, - qui, solo qui, su questa riva e secca del tempo, saremmo pronti ad arrischiare la vita eterna. - Ma per azioni come queste siamo condannati anche qui, perch le nostre lezioni di sangue, una volta impartite, subito ricadano su di noi: la giustizia imparziale offre alle nostre stesse labbra il calice che abbiamo avvelenato. Egli dovrebbe essere qui due volte sicuro:

Primo, perch sono suo parente e suo suddito, forti ragioni entrambe contro l'azione; poi perch come suo ospite - dovrei sbarrare la porta al suo assassinio, - non alzare il pugnale io stesso. Duncan, inoltre, - ha esercitato con tanta clemenza il suo potere, stato cos limpido nel suo alto ufficio, che le sue virt, come angeli dalla voce squillante, insorgeranno contro la nera colpa del suo assassinio; - E la Piet, come tenero bimbo ignudo sulle ali della tempesta, o come i cherubini del cielo - a cavallo sugli invisibili corrieri dell'aria, - soffier l'orrendo misfatto negli occhi di tutti, - cos che le lacrime affogheranno il vento. Unico sprone al mio disegno l'ambizione, - che vuol balzare in sella con troppo slancio -

e cade dall'altra parte.

Lady M. (Giorgia) Hai quasi finito di cenare. Perch hai lasciato la sala?

Nunzio Macbeth Non ci spingeremo oltre in quest'impresa: ultimamente mi ha colmato di onori - e mi sono guadagnato la stima di tutti, stima del cui splendore dovrei ora adornarmi, non gettarla subito da parte.

Lady M. Giorgia Ed era una speranza ubriaca quella - di cui ti eri vestito? E ha dormito finora? Ed ora si sveglia a riconsiderare livida e pallida quello che ha fatto in piena libert? D'ora in poi terr nello stesso conto anche il tuo amore.

Lady M. P.A. Hai paura - di essere nelle azioni quale sei nel desiderio? Vorresti avere quello che consideri l'ornamento della vita - e vivere stimandoti tu stesso un vile, - sempre desiderando senza mai osare, come il povero gatto del proverbio?

Nunzio Macbeth fugge Basta, ti prego. - Io oso tutto ci che un uomo pu fare: chi osa di pi, non un uomo.

Lady M.P.A. E che bestia era quella - che ti spinse a rivelarmi quest'impresa? Quando osavi compierla, allora eri un uomo, - e ancor pi lo saresti se ora pi osassi. - Allora n il momento n il luogo eran favorevoli, eppure intendevi forzarli: - ora che ti si offrono spontaneamente, sei annientato. Io ho allattato e so - quanto sia dolce l'amore per il figlio che si nutre: - ma gli avrei strappato il capezzolo dalle tenere labbra e fatto schizzar via il cervello mentre mi sorrideva, -

se l'avessi giurato come tu hai giurato.

Nunzio Macbeth E se non dovessimo riuscire?

Lady M.P.A. Non riuscire? - Ma tendi l'arco del tuo coraggio, e certo riusciremo. Quando Duncan sar addormentato - (e il faticoso viaggio compiuto tanto pi presto lo inviter al sonno), io con il vino e l'allegria

Sopraffar i suoi due uomini di guardia, cos che la loro memoria, la custode della mente, si trasformer in fumo, e il ricettacolo della ragione in un lambicco. E quando, cos saturi di vino, - giaceranno come morti in un sonno bestiale, cosa non potremo fare tu ed io dell'indifeso Duncan?

Quali colpe non potremo gettare sui suoi uomini ubriachi, che dovranno essere accusati del nostro assassinio?

Macbeth scrittore Possa tu partorire solo maschi! - la tua indomita natura non dovrebbe generare che maschi. S, chi non li creder colpevoli

Quei due che dormono nella sua camera, dopo che li avremo imbrattati si sangue - e usato i loro stessi pugnali?

Lady M. P.A. Nessuno oser credere altro, - quando noi stessi leveremo alte grida di dolore per la sua morte.

Macbeth scrittore Sono deciso ormai, - vieni ora, e il mondo con l'allegro aspetto inganniamo: Un falso viso nasconda ci che nel falso cuore sappiamo. Escono

Entra il Folle e si guarda le mani.

Folle Che spettacolo pietoso! (guardando le mani). Uno grid "Che spettacolo pietoso! Uno grid " Dio ci benedica" e l'altro rispose "Amen" eppure l'Amen mi rimasto in gola. Ssss, lo senti il grido? " Non dormite pi! Macbeth uccide il sonno!" "Glamis ha ucciso il sonno, perci Cawdor non dormir pi, Macbeth non dormir pi!" Il sonno innocente, il sonno che dipana le imbrogliate fila dell'affanno, morte di un giorno terreno, sollievo della dura fatica, balsamo delle anime ferite, cibo pi d'ogni altro prezioso, che la natura offre al sontuoso banchetto della vita"Non dormite pi!

Entra Nunzio Macbeth con il pugnale come se vi giocasse, il Folle lo raggiunge tocca il pugnale ed esce; entra Macbeth scrittore e segue il pugnale che tiene Nunzio

Macbeth scrittore E' un pugnale questo che vedo davanti a me,

L'impugnatura rivolta alla mia mano? Su lascia che l'afferri Non ti sento, eppure ti vedo ancora. Non sei tu, fatale apparizione, sensibile al tatto come alla vista? O sei soltanto un pugnale della mente, un fantasma ingannevole del cervello farneticante? Eppure ti vedo ancora, tangibile forma come questo che io sfodero. Tu mi guidi l dove gi ero rivolto , e sei l'arma che dovevo usare.

O i miei occhi sono lo scherno degli altri sensi, oppure li vincono tutti Ti vedo ancora, e vedo gocce di sangue sulla tua lama e sull'impugnatura,

Che prima non c'erano. Ah, non hai realt. E' l'impresa di sangue che prende forma cos ai miei occhi su una met del mondo ora la Natura sembra morta e perfidi sogni ingannano il sonno ben protetto: Le streghe celebrano i riti della pallida Ecte e lo smunto Assassinio, - messo all'erta dall'ululo della sua sentinella, il lupo, con incedere furtivo, con i lunghi passi del violatore Tarquinio - come uno spettro si affretta al suo disegno.

Tu sicura e salda terra non udire i miei passi, che il suono delle tue stesse pietre non riveli dove sono rivolti - e non rompa l'orrore di questo momento, che bene gli si accorda. Ma mentre minaccio egli vive.

Andiamo e sar finita. Colpisce qualcuno immaginario; delle figure mascherate gli si fanno appresso, e continua a colpire pi volte.

Musica forse un suono o urlo. Strepito degli attori.

Entra Lady M. di corsa.

Lady M P.A. Cos' questo grido? Era il grido della civetta, la messaggera di morte, che da la pi sinistra buonanotte. Ho drogato le loro bevande ride isterica. I pugnali sono l pronti, deve averli visti. Non avesse rassomigliato a mio padre cos nel sonno, l'avrei fatto io stessa Macbeth (lo vede sporco di sangue che si guarda le mani come se fosse fuori di testa )

(gli uomini mascherati ripetono contro di lui = " Non dormite pi, Macbeth ha ucciso il sonno")

Lady M.P.A. Va prendi dell'acqua, i pugnali riportali nella stanza, devono stare l: riportali e imbratta di sangue i servi addormentati.

Dalli a me. I dormienti e i morti non sono che immagini e solo gli occhi dell'infanzia - temono un diavolo dipinto. Se sanguina ancora, imbratter del suo sangue il viso dei servi: la colpa deve sembrare loro.

Un po d'acqua baster! Lavati le mani, mettiti la veste da camera, non perderti cos nei tuoi pensieri. Frastuono, musica.

Macbeth scrittore Perch non ti desti Duncan a questi colpi!

Lady M. P.A. Hai bisogno del ristoro d'ogni creatura: il sonno.

Entrano le streghe con Ecate che molto adirata.

Streghe Tre volte il gatto striato ha miagolato. - tre volte; e una volta il porcospino ha grufolato.

Strega BEATRICE L'arpia grida: " E' l'ora, l'ora"

Ecate Che forse, io stessa non vi ho scorte - trattar con Macbeth enigmi di morte?

Strega Cosa c' Ecate?

Strega Sembri molto adirata?

Strega Abbiamo fatto quello che tu ordinavi!

Ecate Io che il potere vi ho dato, segreta orditrice d'ogni misfatto, - mai fui chiamata a prendervi parte - a maggior gloria della vostra arte? - E, quel che peggio, avete aiutato un figlio sprezzante e traviato, - che come gli altri amore vi finge - ma il suo fine quel che lo spinge. Correte ai ripari, tenetevi pronte, e gi nell'abisso d'Acheronte

Troviamoci di primo mattino. - Egli verr per sapere il suo destino: preparate vasi, filtri e misture, quanto serve a operar fatture. - Stanotte volo per l'aria fatale - intenta a un'opra mortale: - la compir e sar di ritorno - prima dello spuntar del giorno. -

Da un corno della luna lass - pende una goccia di arcana virt; con filtri, alambicchi e storte - ne sprigioner spiriti di morte, - che con il loro potere d'illusione - trarranno Macbeth a distruzione. Egli sprezzer destino e morte, - e si riterr sicuro e forte. - Ma la sicurezza sempre fatale - alla fortuna d'ogni mortale. Cantano da dentro. Mi chiamano: il mio piccolo spirito m'attende, - su una piccola nebbia siede e m'attende.

Strega Martina Intorno, intorno al calderon girate, gettatevi dentro viscere avvelenate.

Strega Martina Tu rospo che sotto fredda pietra addormentato - per trentun giorni e notti veleno hai trasudato, - bolli tu per primo nel calderon stregato.

Tutte Raddoppia, raddoppia pena e doglia: ardi tu fuoco e tu pentola gorgoglia.

Strega Beatrice Filetto di serpe velenosa - bolli e cuoci senza posa: occhio di ramarro e dita di rane, pelo di pipistrello e lingua di cane, aculeo d'orbetto, forcola di viperetta, zampa di lucertola e ala di civetta. - per un sortilegio che porter sventura, bolli e gorgoglia infernale mistura.

Tutte Raddoppia, raddoppia, pena e doglia: ardi tu fuoco, tu pentola gorgoglia.

Strega Linda Dente di lupo, scaglia di drago, mummia di strega, esofago di squalo; cicuta colta all'oscuro, - fegato di giudeo spergiuro; - fiele di capra, rami di tasso, naso di turco, labbra di circasso;

Strega Beatrice Dito di un pargolo strozzato,- nato da baldracca in un fossato.

Strega Martina E per riempire il nostro calderone, budella di tigre e zampa di leone.

Tutte Raddoppia, raddoppia pena e doglia: - Ardi tu fuoco e tu pentola gorgoglia.

Strega Beatrice Con il sangue di un babbuino fate raffreddare - e l'incantesimo comincer ad operare.

Entra Ecate e le altre streghe.

Ecate Bene! Bene! Apprezzo la vostra diligenza - e avrete tutte giusta ricompensa. - Ed ora cantando intorno al calderon girate, - girate in cerchio come e elfi e come fate, e le cose che contiene restino stregate.

Strega Martina Il pollice mi prude: un malvagio che s'intrude ma chiunque egli sia, ci terr compagnia.

Entra Nunzio con la maschera di Macbeth.

Nunzio Macbeth Per l'arte che professate, vi scongiuro, rispondetemi,

Quale sia il modo di conoscere il futuro: - anche se doveste liberare i venti e scatenarli contro le chiese; anche se le onde spumeggianti dovessero inghiottire tutte le navi del marela voce da alta diventa fievole e viene sostituito come all'inizio dallo scrittore Macbeth.

Macbeth scrittore o il grano ancora verde fosse abbattuto, e schiantati gli alberi, e i castelli rovinassero sui loro custodi, e palazzi e piramidi si ripiegassero sulle loro fondamenta, - e l'intero tesoro dei semi generatori della Natura ripiombasse nel caos, cos che la distruzione stessa - provasse saziet delle sue rovine, rispondete a ci che vi chiedo.

Strega Parla.

Strega Chiedi.

Strega Noi ti risponderemo.

Tutte Noi siamo al tuo servizio. Ridono.

Strega Ma di' prima se vuoi udirlo dalla nostra voce - o da coloro che hanno potere su di noi.

Macbeth Chiamateli, ch'io li veda.

Strega Beatrice Versiamo sangue di scrofa che ha divorato i suoi nove nati; e il denso grasso colato dalla forca d'un assassino la fiamma alimenti.

Tutte Venite, voi spiriti; venite, umili o potenti.

Prima apparizione E' una figura armata- rappresenta il presente, la guerra Macbeth! Macbeth! Macbeth! Guardati da Macduff, guardati dal signore di Fife

Seconda Apparizione E' un bimbo insanguinato, rappresenta il passato l'origine. Sii spietato, audace e deciso: riditi di ogni umano potere, perch mai nato da donna potr abbattere Macbeth.

Macbeth Allora vivi Macduff: perch dovrei temerti? Ma per la certezza doppiamente certa, prender un pegno dal Fato: no, non vivrai.

Terza apparizione un fanciullo incoronato, con un ramo d'albero in mano.

Sii superbo e fiero; Macbeth non sar vinto finch la grande foresta di Birnam su per l'alto colle di Dunsinane - non muova contro di lui.

Macbeth scrittore Ma ci non accadr mai: perch chi mai potr far muovere una foresta, ordinare agli alberi di svellere le loro tenaci radici? O dolci predizioni! La ribellione non solleva mai la testa finch non insorga la foresta di Birnam, e il regale Macbeth - vivr tutta intera la sua vita , rendendola, infine, soltanto al tempo e alla legge della morte.

Ditemi: Regner mai sulla Scozia la stirpe di Banquo?

Strega Martina Banquo, meno grande di Macbeth . e pi grande; non cos felice, eppur pi felice. Padre di re anche se non sar re. Non cercare di sapere altro.

Banquo avanza con la spada verso Macbeth..

Macbeth scrittore Tu somigli troppo allo spirito di Banquo: via! La tua corona mi acceca.

In fondo al centro c' un trono dove va a sedersi un attore che rappresenta Banquo con uno specchio in mano che volge verso Macbeth, il quale ha una crisi, cade e perde i sensi.

Entra il Dottore con una Dama che porta un lume.

Dama Da quando sua Maest partito per il campo, l'ho vista alzarsi dal letto e gettarsi addosso la veste da camera, aprire lo scrittoio, prendere un foglio di carta, piegarlo, scriverci sopra e poi rileggerlo, sigillarlo e tornare a letto. E tutto questo nel sonno pi profondo.

Dottore Ketty E' sintomo di grave turbamento godere i benefici del sonno e compiere nello stesso tempo le azioni della veglia. E mentre agiva cos nel sonno, cosa mai le avete sentito dire?

Dama Cose che non posso ripetere.

Dottore K. Guardate, ha gli occhi aperti ma la sua vista chiusa.

Guardate come si strofina le mani?

Dama E' un gesto abituale. Gliel'ho visto fare anche per un quarto d'ora di seguito.

Lady M. P.A. Ah, ancora una macchia! Via, macchia maledetta! Via! Uno, due E' il momento di farlo l'inferno buio.Vergogna, mio signore, vergogna: un soldato, e hai paura! Perch dovremmo temere che si sappia se nessuno pu chiamarci a renderne conto? Ma chi l'avrebbe mai pensato che ci fosse tanto sangue in quel vecchio?

.. Il signore di Fife aveva una moglie, aveva una moglie: dov' ora?.ma non torneranno mai pulite queste mani?.Basta, mio signore, basta! Rovinerai tutto con quei sussulti.

La Dama e il Dottore si guardano e capiscono.

Lady M.P.A. Sa ancora di sangue: ah, neppure tutti i profumi d'Arabia potrebbero addolcire questa piccola mano.

..Lavati le mani, mettiti la veste da camera, via quel pallore Banquo morto, te lo ripeto , non pu resuscitare dalla tomba.

A letto, ora, a letto: bussano alla porta. Vieni, vieni, vieni, dammi la mano. Quello che fatto fatto e non pu essere disfatto. A letto, a letto, a letto. Esce

Dottore Ha bisogno pi del prete che del medico oh Dio, dio perdonaci tutti! Abbiate cura di lei, toglietele ogni cosa con cui potrebbe ferirsi. Ha confuso la mia mente e riempito di stupore i miei occhi.

Corrono voci orribili. Atti innaturali generano turbamenti innaturali: e le coscienze infette confidano a sordi guanciali i loro segreti.

Brutto il bello, bello il brutto. Esce.

Urlo da dietro le quinte. Poi entra Macbeth scrittore.

Macbeth scrittore Domani, poi domani, poi domani fino all'ultima sillaba del tempo prescritto; e tutti i nostri ieri hanno rischiarato a degli stolti, la via che conduce alla polverosa morte. Spegniti, spegniti, breve candela! La vita non che un'ombra che cammina; un povero commediante che s'agita e si pavoneggia sulla scena del mondo, per la sua ora e poi non se ne parla pi; una favola raccontata da un idiota piena di rumore e di furore, che non significa nulla..

Lo scrittore si toglie la corona di re, comincia a spogliarsi convulsamente, come in preda ad una crisi isterica.

Cambio luci

Avanza il Giovane Attore che vuole fare il provino per la parte di Antonio.

Giovane Attore Mi scusi, signore, mi hanno detto che questa compagnia cerca un Attore per il ruolo di Antonio.timidamente, io potrei

Scrittore Tu potresti, si tu potresti fare Antonio. Che cos' questa malattia che avete voi attori, di fare; ma fare, che cosa? Antonio, Cesare, Macbeth. Che sai tu di Antonio: il piacere o il dolore di tradire il suo paese cos' per lui? E' pi grande dell'amore per Cleopatra? Che cos' per lui l'amore: passione, lussuria, sentimento ideale di un cambiamento possibile nella Storia dettato da logiche non propriamente politiche? Antonio che trascina le folle con la sola forza trascendente della sua parola. La parola, questo nulla e tutto che ci travolge nel gorgo del suo significante, del suo magico suono, che coinvolge e imbruma di se i nostri sentimenti, ci rende schiavi ai comandi, deboli all'azione, ignavi alle decisioni pi drastiche. E tra la polvere del palcoscenico si consuma quell'amplesso, non pi liberatorio, non pi rituale, ma coatto e vergognosamente ruffiano verso un pubblico decadente e vizioso, tra l'Attore e la Parola, questa parola che lo rende Mutante e, come in una reazione chimica, lo fa essere Antonio, Cesare, Macbeth. Tu puoi fare Antonio, hai detto? Ma la parola, quella che in te ha operato questa mutazione, tu devi averla nel tuo cuore, anzi nel tuo cervello e per di pi nel tuo stomaco; essa deve produrre una neoplasia per cui tu non sei pi responsabile dei tuoi gesti, dei tuoi sguardi, dei tuoi sentimenti che assumono una forma nuova, una nuova vita: gesti, sguardi, sentimenti son dell'altro, del piccolo serpente che ha effettuato la sua muta.

Io ho quasi quarant'anni, ho creduto di essere uno scrittore anche se non eccellente, prima di questa esperienza. Ora io ti chiedo: cos' questa vertigine che provo quando "faccio" come dici tu Lear o Macbeth, questa febbre che mi prende, mi corrode il pensiero, mi trascina nel personaggio, io in Lui, Lui in mepensacome dice Amleto del Primo Attore "lacrime nei suoi occhi, smarrimento nel suo aspetto, una rotta voce, e tutto il suo contegno rispondente nei modi al suo concetto? E tutto per nulla! Per Ecuba? Che cos' Ecuba per lui, o egli per Ecuba, ch'egli debba piangere per lei? " Che cos' Ecuba per te? Dimmelo, se lo sai perch io non lo so e ne sono sconvolto.

Giovane Attore Forse non il momento giusto.io non ero preparato .per ho studiato alla maniera stanislavskijana, si anche un po Grotowski, l'analisi delle azioni, le circostanze date, qualcosa di Peter Brook

Scrittore Non mi frega un fico secco di quello che hai studiato. Tu dici di voler o saper fare Antonio, ora io ti chiedo: com' possibile che tu, studente dell'Accademia dai tanti metodi, et , quella che hai tu, nome pure. Se tu sei tu, come puoi essere Antonio e perch devi essere Antonio? (Urla) O credi che ad Antonio farebbe piacere ritrovarsi nel 2000 uno che lui?

Giovane Attore Intimidito A questo non avevo pensato, vero.

Sopraggiunge la Giovane Attrice e prendere le sue difese.

Giovane Attrice Se si ricorda era per quella sostituzione, per il ruolo di Antonio; mi sono permessa di avvertirlo cos che abbia la precedenza, se non va bene lui pu vedere altri.

Scrittore Certo, certo. Prego, vediamo che sai fare.

Giovane Attore si concentra, fa uno sforzo incredibile come se partorisse la parte. ( E' il monologo di Antonio del Giulio Cesare) Se avete lacrime, preparatevi a spargerle adesso. Tutti conoscete questo mantello: io mi ricordo la prima volta che Cesare la indoss; era una serata estiva, nella sua tenda, il giorno in cui sconfisse i Nervi: guardate, qui il pugnale di Cassio l'ha trapassato: mirate lo strappo che Casca nel suo odio vi ha fatto: attraverso questo il ben amato Bruto l'ha trafitto; e quando tir il maledetto acciaio, guardate come il sangue di Cesare lo segu; quasi si precipitasse fuori di casa per assicurarsi se fosse o no Bruto che cos rudemente bussava; (escono gli altri attori e si dispongono in cerchio davanti a lui) perch Bruto, come sapete, era l'angelo di Cesare: giudicate, o Dei, quanto caramente Cesare lo amava!! Questo fu il pi crudele colpo di tutti, poich quando il nobile Cesare lo vide che feriva, l'ingratitudine, pi forte delle braccia dei traditori, completamente lo sopraffece; (Piange) allora si spezz il suo gran cuore (piangono tutti); e nascondendo il volto nel mantello, proprio alla base della statua di Pompeo, che tutto il tempo s'irrorava di sangue, il gran Cesare cadde. Oh, qual caduta fu quella miei compatrioti! Allora io e voi e tutti noi cademmo, mentre il sanguinoso tradimento trionfava sopra di noi. Piangono. Oh, ora voi piangete; e m'accorgo, voi sentite il morso della piet: queste sono generose gocce. Anime gentili, come? Piangete quando non vedete ferita che la veste di Cesare? ( lo scopre) guardate qui, eccolo lui stesso, straziato come vedete, dai traditori.

Tutti piangono lacrime accorate tranne la Prima Attrice che applaude con sarcasmo.

Prima Attrice E questo da dove spuntato? Ah, gi il provino! Antonio e Cleopatra, mio caro, non Giulio Cesare, hai sbagliato Antonio, cio l'Antonio sarebbe sempre lo stesso ma l'opera che diversa, un tantino.

Giovane Attore Non un problema. Posso studiarmi la parte di Antonio in un giorno, stasera gi la so.

Attrice Sei bravissimo, complimenti!

Attrice E come dominava la scena!

Scrittore sarcastico Complimenti a tutti voi, vedo che siete diventati registi, e certo io faccio l'attore perch voi non dovreste fare i registi.

Prima Attrice Il caruccio avrebbe 26 anni e ne dimostrerebbe 35 . uah, sembro sua madre!

Scrittore Non ha importanza, possiamo utilizzarlo per altri ruoli, tanto Antonio e Cleopatra lo taglio.

Prima Attrice Ho sentito bene? Lo sapevo, lo sapevo, aspettavi solo la scusa. Il tuo obbiettivo di colpire me; t'infastidisce che io ci sia sempre, sono brava, che ci posso fare? La mia Cleopatra la gente se la ricorder senz'altro e tu giustamente hai pensato: perch il pubblico dovrebbe ricordarsi di me, di una povera misera attrice che in fondo ti copre tre, quattro, cinque ruoli protagonisti come niente, con naturalezza?

Il pubblico che ti ostini a chiamare tuo deve ricordarsi solo di te, al tua longa manus. Tu autore, tu regista, tu attore. Peccato che tu non sia anche Shakespeare! Ma sento che gi stai tramando per farla completa.. Questa compagnia non ha pi bisogno di me. Questa volta me ne vado veramente. Almeno quattro compagnie reclamano il mio nome e non parlo della Rossi-Guastaldi ma molto pi su, mentre io mi ostino a voler lavorare con chi? Una specie di nulla che vuol far tutto.

Scrittore Eleonora, calmati, ti sei sfogata a sufficienza, ora ascoltami. Io ti voleva fare una sorpresa: ti ricordi quando volevamo inserire il "Sogno.." che, ho capito, mi fa pi gioco, mi ci vuole una dimensione come quella: ho bisogno del "Sogno di una notte di mezza estate" e quel ruolo stupendo che a te piace tanto, Titania, ti ricordi, avevamo detto, forse ti si adattava, per un certo tuo modo di essere, il senso dell'amore universale

Prima Attrice Si mi ricordo, avevi detto che sono troppo vecchia per quella parte e che ci vuole una gran figona con la coscia lunga, la gente viene a teatro anche per questo.se ora hai cambiato idea, sei in preda ad una crisi mistica.

Scrittore Molto serio e atteggiato Eleonora, pausa, ho riflettuto molto in queste notti .

Prima Attrice Hai scoperto che mi ami? sprezzante.

Scrittore Eleonora, tu sei la Titania che ho sempre sognato!

Prima Attrice Marco, tu sei il coglione che ho sempre detestato. Il mio agente me lo aveva detto: non ti mettere con quel deficiente. E' solo buono a fare chiacchiere. E poi non ci provare a fare il ruffiano con me. Tu avevi in mente quell'altra, la troiella, la Anna Foschi per Titania e non me ed ora stai attento che la bava ti cola troppo dalla bocca quando dici che vado bene per Titania e bada che ad essere troppo lecchini si perde di mira quello che si vuole veramente da questo schifo di mestiere. Ma guarda, gli si sta cementando la gobba a furia di inghiottire i rospi che ti mando io.

Entra il Folle con un fax.

Folle E' arrivato quel fax, signore, che aspettavate. Anna Foschi dice di essere libera ed felice di accettare la scrittura per Titania. Ps: chiamami che forse, in settimana ho un buco libero per te.

Silenzio generale.

Prima attrice I buchi della Foschi sono sempre bene accetti e abbiamo tanta ansia di riempirli!! In un'esplosione di rabbia. Porco! Bastardo! Mentitore incallito, cloaca massima per l'espurgo di ogni umana possibile sincerit; spero che questo fine Millennio cancelli gli aborti di natura come te. E ti dir di pi: Preferisco un grande buco nero al posto di questa tua faccia da ipocrita recidivo!!!

Avevo detto che me ne sarei andata. No, ci ho ripensato, io resto, io resto; ragazzo, per favore, manda questa due paroline alla Foschi: voglia perdonare l'equivoco, ma la suddetta compagnia cerca Attore per Bottom ovvero l'Asino; se la signoria vostra crede di poter aderire a tali requisiti voglia presentarsi luned mattina alle ore otto in punto. Firmato: Marco Padani, compagnia "Tutti pazzi per Shakespeare".

Sento che la sfera del magico mi sta pervadendo tutta. Credo che mi divertir proprio con Titania.

Giovane Attore Signora, volevo dirle che l'Asino forse la parte che preferisco in assoluto.

Prima Attrice Come forse, se non sei sicuro tu, vuoi che lo sappia io? Ora che ti guardo bene, per, non mi dispiaceresti come Bottom, sei simpatico.

Giovane Attore Grazie, signora!

Prima Attrice Prego non c' di ch! Potresti essere un asino perfetto, hai un che di selvaggio, di animalesco, ma tanti qui potrebbero fare quella parte. La perfezione, si sa, una condizione che supera sempre se stessa. (allusiva) Vedremo quel che si pu fare. MUSICA.

Giovane Attore Si concentra. Chiude gli occhi. Ho fatto un sogno che nessun cervello umano riuscirebbe a spiegare. E c' da fare la figure del somaro soltanto a provarcisi. Mi pareva d'esser, mi pareva d'averocchio umano non pot mai udire vedere, mano umana non pot mai gustare, lingua umana mai concepire e cuore umano mai narrare, un sogno come il mio. Il Sogno di Bottom che ha tanto filo che non si finir mai di sdipanare.

Prima Attrice Vedremo, mio caro, vedremo.

MUSICA DEL SOGNO SITUAZIONE TUTTA MIMATA. ESCONO TUTTI TRANNE LO SCRITTORE E IL FOLLE. Situazione surreale: ci sono due coppie che si dispongono a dormire nello spazio scenico - Prima Attrice Titania si pone a dormire nel divano, il giovane Attore trova una testa d'Asino ci gioca e se la pone in testa poi la toglie e gli viene rubata da Puck che la da ad un altro attore.

Scrittore Oberon Puck, mio fedele amico, hai trovato il fiore?

Folle Puck Ce l'ho qui.

Scrittore Oberon Dammelo, ti prego. - Conosci un ciglio dove il timo selvatico fiorisce, - crescon le margherite e reclinano il capo le viole, - coperto da un padiglione di fin troppo rigoglioso caprifoglio, con dolci rose muschiate e roselline di macchia.

Li tra i fiori, Titania dorme talvolta di notte, - cullata da musiche e danze.

E l si spoglia il serpente della sua pelle variegata,

Manto bastante a coprire una Fata. I suoi occhi bagner con questo succo, e la colmer di turpi fantasie. Prendine un po anche tu, e cerca dentro al bosco. Una dolce fanciulla messinese s' invaghita di un giovane sdegnoso. Bagnagli le palpebre con questo; ma fai in modo ch'egli al suo risveglio volga i suoi occhi proprio a quella dama. Il giovane conoscerai dagli abiti messinesi; fa che egli diventi vago di lei con pi trasporto di quanto ella gi lo fosse di lui.

Oberon si mette da un lato e Folle Puck esce correndo. Entrano in scena le Fate.

Prima Fata Voi, serpi pezzate dalla lingua forcuta, voi ricci spinosi, nascosti restate. Tritoni e lucertole del male non fate, non v'accostate alla Regina delle Fate.

Coro di Fate Filomela dai soavi accenti - canta per noi la ninnananna.

Ninna nanna, ninna nanna. - Ninna nanna.

Ninna nanna, ninna nanna.

N iattura n malanno - giammai tocchin la Regina.

Buona notte. Ninna nanna.

Seconda Fata Ragni tessitori non vi avvicinate, - neri scarabei non vi appressate, - vermi e lumache del male non fate.

Coro Filomela dai soavi accenti, ecc. ecc.

Seconda Fata Tutto tranquillo. Andiamocene via. - Ma lass una di voi monti la guardia.

Escono le altre Fate. Entra correndo Folle Puck.

Puck Salve spiriti! Dov' che andate errando?

Fata Simona Sui colli e sulle valli - nei boschi e nei roveti -

Sui parchi e sui recinti - per flutti e per fuochi, - della sfera della luna

Pi presta men vado. - E servo la Fata regina - irrorando di rugiada

Le sue impronte sull'erba.

Non sei tu forse colui che nei villaggi spaventa le ragazze; che screma

Il latte - e a volte frucchia nella zangola del burro - e la massaia invano s'affanna a rimestare.

Non ravviso bene la tua forma, il tuo sembiante,

Tu sei quel maligno demone beffardo - che ha nome Robertino Buonalana.

Fata Serena Tu sei quello che talora la birra non lascia lievitare , e di notte fuorvia i pellegrini - ridendo della loro disavventura?

E se invece qualcuna ti chiama "follettino", -

Fata Simona e "caro Robertino", i suoi lavori ti addossi - e gli porti fortuna. Non sei tu quello?

Puck Hai proprio indovinato. - Sono io quel mattacchione che va in giro di notte. - Di Oberon, mio re, sono il buffone - e lui sorride quando inganno lo stallone, ben satollo di fave , - col nitrito di una bella puledrina.

Qualche volta mi rannicchio - nel boccale di una vecchia ciancerona (ciarlatana) sotto forma di mela selvatica arrostita , e quando beve, le salto sulle labbra - e gi sgorga la birra lungo la gorgia vizza.

La vecchia zitella saccentona cui piace raccontar tragiche storie, a volte per sgabello mi scambia, ed io dal sedere le scappo, e lei rotola a terra, e grida "Oh povero mio culo" e affoga nella tosse.

E allora ridono tutti, gongolano di gioia, starnutano e giurano di non avere mai trascorso ora pi allegra.Sss che arriva il Re!

Entra Scrittore Oberon e va da Titania che dorme.

Scrittore Oberon Chi vedrai nel ridestarti - scambierai per vero Amore

L'amerai, languirai. - Che sia lince, gatto o orso - apro irsuto oppur leopardo, - ai tuoi occhi, nel destarti, - grande amore ti parr.

Apri gli occhi non appena, vil creatura s'avvicina! Esce.

Due attori che recitano le parti di Ermia e di Lisandro, l'uomo con la maschera; entrano correndo.

Lisandro Amor mio, sei stremata per tanto errar nel bosco - riposiamo Ermia, se acconsenti.

Ermia Si mio caro Lisandro, io su questo pendio poser la testa. (si sdraia, Lisandro si accoccola su di lei.

Ermia No, mio buon Lisandro. Ti prego distenditi pi in la. Non cos vicino.

Lisandro E' nel colloquio d'amore che amore il vero senso afferra.

Il mio cuore tanto legato al tuo da formare un solo cuore. Due petti un'unica fede incatenati.

Ermia Il mio Lisandro a giocar di parole molto bravo!

Distenditi pi in l come conviene alla vera modestia. - E che il tuo amore sia a me fedele per tutta la tua dolce vita!

Lisandro Amen!

Ermia Amen! Dormono

Entra Puck veloce e vede Lisandro.

Puck Per il bosco ho scorazzato e nessun messinese vi ho trovato

Sui cui occhi provare se il fiore - poi vero che suscita amore.

Notte e pace.ma chi l? - Son di Messina i vestimenti! - E' ben colui che sdegna, - dice il Re - la sua fanciulla. - L, la dama dorme, sulla terra sporca e mezza. - Poverina non s'azzarda - a giacersi accanto a lui, - lui che tanto ne disprezza - ed affetto e cortesia.

Sui tuoi occhi, a te, villano, ecco verso il succo arcano.

Quando gli occhi riaprirai, - da essi Amor Bandisca il sonno.

Ma allor sar lontano, - che ad Oberon faccio ritorno. Esce correndo.

Entrano correndo Demetrio con la maschera ed Elena; Demetrio la sdegna in maniera evidente.

Demetrio Va via! Uff! Va via, un ordine! Smetti di venirmi appresso!

Elena Vuoi tu lasciarmi qui nel buio tetro ? Oh, Demetrio.

Demetrio esce stizzito.

Elena Ho perso il fiato in questo folle inseguimento!

Pi grande la preghiera, pi piccola la grazia che ottengo.

Buon per te, Ermia mia ovunque tu sia, benedetta per i tuoi occhi maliziosi.

No, no, - lo so - sono brutta come un orso. - Le bestie faccio scappare spaventate. - E dunque non strano che Demetrio fugge da me come si fugge un mostro. - Quale specchio crudele e mentitore mi indusse a comparare gli occhi stellari d'Ermia con i miei? - Ma chi l?

Lisandro steso a terra? Lisandro! Lisandro!

Lisandro Svegliandosi. Attraverso il fuoco passer per il tuo dolce amore, Elena eterea! Dov' Demetrio? Il vile uomo che dovrebbe perir sulla mia spada!

Elena Non dite cos, non dite cos Lisandro! Se della vostra Ermia siete innamorato ed Ermia vi ama. Dunque siate contento.

Lisandro Contento d'Ermia? Non Ermia ma Elena che io amo! E chi non cambierebbe una cornacchia con una colombella?

La volont dell'uomo governata dalla ragione, e la ragione dice che tu sei la pi degna, e ai tuoi occhi mi porta, ove contemplo amorose storie, scritte nel pi prezioso libro dell'amore.

Elena Ah esser venuta al mondo per trovarmi ad essere sbeffeggiata s crudelmente! Ditemi quando ho meritato d'esser derisa da voi?

Mi fate torto, in verit; tanto torto davvero a corteggiarmi con tanto dileggio. Addio! Devo proprio confessare, signor mio, d'avervi immaginato persona pi cortese.

E' triste che una donna respinta da un uomo, venga poi, per questo umiliata da un altro! Esce.

Lisandro Tu, Ermia, continua a dormire! E mai pi possa apparire agli occhi di Lisandro! E voi, mie facolt e voi, miei poteri rivolgetevi tutti ad adorare Elena bella, e a farmi suo cavaliere! Esce

Ermia Destandosi Aiuto! Mio Lisandro, aiuto! Ahim, sognar cos, che cosa orrenda! Sognavo che un serpente mi rodeva il cuore e che tu sorridevi a quello scempio. Lisandro, guarda come tremo di spavento! Lisandro! Lisandro! Comese n' andato? Non sento nulla.non una parola. Parla te ne prego, in nome di tutti gli amori! Non rispondi? Allora non ci sei pi! Devo ritrovarti immediatamente. O te o la morte!! Esce.

Frastuono generale. Musica.

Puck io vi inseguir e vi far danzare in cerchio! Per palude, per bosco, per macchia e roveto.

Qualche volta apparir come cane o come cervello, sar verro (maiale) , o orso scapato (senza giudizio) talvolta anche fatuo fuoco.

Latrer, nitrir, grugnir, mugghier e divamper. Come cane o cavallo, come verro, come orso, come fuoco - ad ogni giro di danza!

Entra un altro giovane attore nel ruolo di Bottom Asino. Ha una testa d'asino in mano e la corteggia. Interviene Puck trasformandolo in un asino.

Asino guarda la testa Se cos io fossi, bella Tisbe, soltanto tuo sarei!

Frastuono generale = Aiuto! Un mostro! Scappate! Ci hanno stregato, ragazzi pregate.

Asino giocando con la testa d'asino se la mette in testa. Voci generali: Bottom diventato un Asino, un mostro!!

Asino Ho capito. Mi vogliono fare passare per un somaro. Cercano di farmi paura, ma io da qui non mi muovo. Canta.

Il merlo dal nero piumaggio, il merlo dal becco giallastro, il tordo intonato nel canto, lo scriccio dallo stridulo fischio.

Titania si sveglia.

Prima attrice Titania Qual angelo mi ridesta dal mio giaciglio di fiori? Ti prego dolce mortale, ripeti il tuo canto. - L'orecchio mio s' invaghito delle tue note cos come l'occhio ammaliato dalle tue fattezze. E la potenza delle tue virt incomparabili tale che, fin dal primo sguardo devo dire, anzi giurare, che t'amo tanto!

Asino Madama, mi sa che abbiate scarso motivo per tutto questo. E' proprio vero che di questi tempi ragione e amore si fanno poca compagnia.

Titania Saggio tu sei quanto bello!

Asino N l'uno n l'altro, ma se avessi tanto sale in zucca da tirarmi fuori da questo bosco, ne avrei quanto mi basta!

Titania Non devi desiderare di uscir da questa selva. E qui di fatto rimarrai, che tu lo voglia o no.

Io non sono uno spirito da poco; l'estate mi viene sempre ad ossequiare. Ed io davvero t'amo. Perci verrai con me. - Metter delle Fate al tuo servizio, che nel profondo del mare pescheranno per te cose preziose. E ti canteranno canzoni mentre starai dormendo sopra un letto di fiori.

Ed io ti spoglier di ogni scoria mortale s che volar tu possa come etereo elfo. Fior di Pisello! Ragnatelo! Falena! Seme di Senape!

Entrano quattro Fate .

Fior di Pisello Eccomi!

Ragnatelo Anch'io

Falena Anch'io.

Seme di Senape Anch'io

Entrano le altre Fate.

Tutte Dove si va? Dove si va?

Titania Siate gentili ed ossequiosi con questo gentiluomo.

Precedetelo sulla via saltellando e fategli capriole davanti agli occhi. Nutritelo d'albicocche e di lamponi, d'uva purpurea, di verdi fichi e more di gelso. - Alle api rubate per lui favi di miele, e cera, - carpite alle loro zampe per far delle candele, che accenderete agli occhi folgoranti delle lucciole! L'amor mio deve avere luce quando va a letto e quando si sveglia.

E strappate le ali alle farfalle variopinte e fate dei ventagli

Per soffiar via i raggi della luna dai suoi occhi assonnati.

Inchinatevi, elfi, a lui dinanzi e rendetegli omaggio.

Fior di pisello salve mortale!

Ragnatelo Salve!

Falena Salve

Seme di Senape Salve!

Asino Fatemi grazia, Vossignoria, com' che vi chiamate?

Ragnatelo Ragnatelo!

Asino Bramo di far meglio la vostra conoscenza, Buon Mastro Ragnatelo. Se mi taglier un dito ricorrer a voi. E il vostro nome, mio buon Signore?

Fior di Pisello Fior di Pisello!

Asino Vi prego, ossequi da parte mia alla Signora Buccia, vostra madre. E a mastro Baccello, vostro padre. E il vostro nome, messere?

Seme di Senape Seme di Senape!

Asino Bramo di conoscere meglio. Anche voi, Mastro Seme di Senape!

Titania Su mettetevi al suo servizio. Accompagnatelo al mio padiglione. Mi pare che la luna abbia le lacrime agli occhi. E quando piange, ogni piccolo fiore piange con lei, - per qualche violata castit. - Ora legate la lingua al mio diletto e scortatelo in silenzio.

Scrittore Oberon, Re delle Fate, e Folle Puck.

Oberon Or dunque, spirito pazzo, quali spassi stanotte, in questo bosco incantato!

Puck La mia padrona s' innamorata di un mostro! Un branco di straccioni che sudano per un tozzo di pane nelle botteghe di Messina si erano riuniti a far le prove di un dramma in onore del sindaco della citt. Il pi balordo del gruppo che faceva la parte di Piramo usc di scena e si infil nel bosco.

Allora io prendo la palla al balzo e una capocchia d'asino gli infilo sulla testa. A quella vista i compagni fuggono, - starnazzando come oche selvatiche o come cornacchie e uno di loro si mette a strepitare "All'Assassino". - Fuggono tutti e strappano vesti in preda allo spavento e l del tutto trasformato lasciai il vago Piramo. Allora accadde che Titania si dest e d'un somaro subito s'innamor.

Oberon Bene, la cosa riuscita meglio di quanto pensassi!

Hai poi bagnato gli occhi del giovane messinese col filtro d'amore?

Entrano Demetrio ed Ermia, Oberon e Puck si nascondono.

Oberon E' lui l'uomo di Messina?

Puck La donna lei, ma lui il giovane non ! Si fanno da parte.

Ermia Hai trucidato Lisandro addormentato; e gi i tuoi piedi sono nel sangue? Allora tuffatici dentro e trucida anche me. M'avrebbe mai abbandonata cos, in pieno sonno? No, non pu essere: tu l'hai assassinato!

E dell'assassino hai preso il volto, sinistro e tetro!

Demetrio Dell'assassinato, ho io il volto, e non potrei averlo diverso, trafitto nel cuore come sono dalla tua efferata crudelt.

Ermia Dov' mai? Oh buon Demetrio, me lo ridarai?

Demetrio Darei piuttosto la sua carcassa ai cani!

Ermia Cagnaccio tu, cagnaccio randagio! Ors, confessa, l'hai proprio trucidato? Dici la verit? L'hai ucciso nel sonno? Bella prodezza! Un serpente una vipera non avrebbe mai fatto lo stesso?

Demetrio Mai mi sono macchiato del sangue di Lisandro. E per quel che ne so, Lisandro non morto!

Ermia Stammi lontano - che egli sia vivo o morto! Esce.

Demetrio Perch inseguirla se fuori di s. Mi fermo un po qui. Si corica e dorme.

Oberon Ma cosa hai fatto? - Hai commesso un grosso errore: stillare il filtro d'amore sulle ciglia di un fedele innamorato!- Va, corri per il bosco e vedi di trovare Elena; ella malata d'amore. Conducila qui con qualche sortilegio. Penso io ad incantar gli occhi di lui quando la vedr.

Puck Vado, vado - pi veloce di un dardo che un Tartaro ha scoccato! Esce.

Oberon spreme il succo su Demetrio. Fiore ch'ebbe purpurea tinta dalla freccia di Cupido, penetra la sua pupilla. E quando l'amor suo scorger, dello stesso splendore ella rifulga di Venere, lass, nel firmamento. E se al tuo risveglio ti sar vicina, chiedi a lei la medicina.

Puck conduce Elena quasi ipnotizzata, presso Demetrio. Poi segue Lisandro.

Lisandro Ma perch vuoi tu pensare che per burla ti corteggio! Vedi come io piango mentre ti giuro amore!

Elena Questi tuoi voti sono per Ermia. E vorresti ripudiarla? I tuoi voti per lei, e i tuoi per me, posati sulla stessa bilancia, divengono entrambi leggeri, come vane parole.

Lisandro Non avevo giudizio mentre le giuravo amore.

Elena E neppur ce l'hai ora a ripudiarla.

Lisandro Demetrio l'ama e pi non ama te.

Demetrio si sveglia O Elena, mia dea, mia ninfa, perfetta, divina!

A cosa posso amor mio paragonare gli occhi tuoi? Oh, come sempre pi mi tentano le tue quelle labbra turgide, ciliegie da baciare! Lascia che io baci questo principesco candore, questo sigillo di letizia.

Elena Oh oltraggio! Oh, inferno! Vedo che tutti siete contro di me per vostro diletto. Se aveste un po di garbo, se aveste imparato un po di cortesia, ora non mi maltrattereste cos. Non fareste voti e giuramenti, quando poi dal profondo del cuore mi detestate. Siete rivali, voi due , nell'amore per Ermia, e siete ancor pi rivali nel farvi beffe di me. Bella prodezza, bell'impresa virile, far bagnare gli occhi di pianto di una povera fanciulla con le vostre derisioni!! Nessuno di nobile rango oserebbe insultare una ragazza solo per divertirsi!

Lisandro Il tuo comportamento crudele perch ami Ermia e sai che io lo so. E allora ecco che dell'amore per Ermia io cedo la mia parte. E tu l'amore per Elena lascialo tutto a me. Elena che amo e che amer fino alla morte.

Demetrio Prenditela pure tu la mia Ermia! Se io mai l'abbia amata, ora non l'amo pi. Solo come ospite il mio cuore dimor presso di lei. Ora tornando a Elena, tornato a casa sua, dove vuole restare.

Ermia entra.

Ermia Lisandro, ma perch con tanta scortesia m'abbandonasti?!

Lisandro Potevo forse non farlo, quand' l'amor che urge ?

Ermia E quale urgenza d'amore potrebbe spingere Lisandro lontano da me?

Lisandro L'amore di Lisandro, che non gli da tregua ossia Elena bella, occhi di luce. Infastidito Ma perch mi cerchi? Io ti ho abbandonata perch ti detesto?

Ermia No, non pu essere vero!

Elena Fa anche lei la parte della congiura! Or vedo che tutti e tre si sono uniti a preparar la beffa a mio disdoro. Insolente fanciulla! Amica ingrata! Hai congiurato con loro per torturarmi con ignobile beffa? E le confidenze e le promesse che da buone sorelle ci siamo scambiate. Dunque tutto dimenticato? - Noi Ermia, come due Dee industriose, l'una all'altra in armonia interiore, come se le nostre mani i nostri fianchi, le nostre voci, le nostre anime appartenessero ad un unico corpo.

Ed ora in due vuoi spaccare il nostro amore antico? Unirti a due messeri per sbeffeggiar la tua povera amica?

Ermia Mi stupiscono queste tue parole addolorate. Non sono io a schernirti, ma tu me, mi pare!

Elena Non hai tu istigato Lisandro a corteggiarmi, cos, per celia? A lodare i miei occhi, il mio volto? Non hai tu costretto Demetrio a chiamarmi sua dea, sua ninfa, divina e rara creatura preziosa, celestiale? Perch dice costui queste parole alla donna che odia? E perch mai Lisandro rinnega il suo amore per dichiararmi - sto dicendo il vero- tutta la sua passione, se tu non fossi d'accordo?

Ermia Ma cosa stai dicendo! Non riesco a capire.

Elena E allora continua, continua pure cos! Fingi d'essere afflitta! E fammi le boccaccie appena mi volto. Strizzatevi l'occhio voi due; continuate questo bello scherzo.

Lisandro Ma cara Elena rimani. Accetta le mie scuse, amor mio, vita mia, anima mia, Elena bella!

Elena Ma bene.

Ermia Amor mio, vita mia, Elena bella? Ma Lisandro non sbeffeggiarla cos!

Demetrio a Lisandro Se lei non ce la fa con le suppliche, io posso costringerti!

Lisandro Tu non puoi costringermi pi di quanto ella sappia supplicare. Elena io t'amo, te lo giuro sulla mia vita!!

Demetrio Io dico che t'amo pi di quanto costui ti possa amare.

Lisandro Vieni con me a dimostrarlo.

Demetrio Presto, su!

Ermia Lisandro, ma che vuol dire tutto questo?

Lisandro Vattene, Etiope!! Leva le unghie da me, gatta, lappola, Vile creatura, lasciami! O ti scaglier via come una biscia!!

Ermia Perch sei diventato tanto rude? Che cambiamento questo, amor mio?

Lisandro Amor tuo? Vattene via, Tartara fuligginosa! Via! Via, farmaco ripugnante! Via, bevanda disgustosa!!

Ermia Lisandro, stai scherzando? Lo so, tu non me lo dici, ma io lo so che stai scherzando, vero?

Elena Certo che scherza! E anche tu!

Lisandro Te lo giuro, si sulla mia vita! E mi auguravo di non vederti pi.

Ermia piange Povera me! (ad Elena) E tu, ingannatrice. Tu bruco di fiore! Ladra d'amore! Sei dunque venuta di notte a trafugare il cuore del mio amante?

Elena Non hai alcun ritegno, n virgineo pudore? Vergognati, vergognati " bambolina" bugiardina!!

Ermia "Bambolina", eh? Ah, ora capisco il gioco! Ella ha messo a confronto le nostre due stature, e s' vantata d'esser la pi alta. Dunque con quel suo personale, con quella sua figura sperticata che sua altezza se l' fatto suo. Proprio cos. Quanto sono bassa, dimmi, imbellettato albero di Maggio? Non sono tanto bassa che l'unghie mie non ti raggiungono gli occhi.

Elena Vi prego, messeri, impedite a costei di maltrattarmi. Badate che non mi picchi! Voi forse pensate che essendo lei un po pi bassa di me, io sia in grado di tenerle testa.

Ermia Pi bassa? Sentite, lo ripete!

Elena Mia cara Ermia, non essere cos permalosa. Ho sempre serbato i tuoi segreti, tranne quando per amor di Demetrio, io gli dissi che segretamente eri fuggita in questa selva. Egli ti insegu, e per amore io lo inseguii. Egli mi ha respinta, ha minacciato di bastonarmi, di disprezzarmi e persino d'ammazzarmi. Lascia ch'io vada.

Ermia Forse che qualcuno ti trattiene?

Elena Si, un cuore stolto che lascio qui alle mie spalle.

Ermia Lo lasci a Lisandro? Elena No, a Demetrio!

Lisandro Non temere, ella non ti far male.

Elena Quando s'arrabbia diviene maligna e astuta e sebbene sia piccina tutto pepe.

Ermia E dalla con quel "piccina" e "bassa" e voi le permettete d'insultarmi cos?

Lisandro Sparisci nanerottola! Minuscolo scarto, satura d'inceppante sanguinella, acino, ghianda!!

Demetrio Lasciala perdere e scordati di Elena. Se ti provi a dimostrarle anche tu un'ombra d'amore te lo faccio vedere io!

Lisandro Allora seguimi se hai il coraggio. E si vedr a chi di noi due tocca Elena!! Escono.

Ermia Tutto per colpa vostra!

Elena non rimarr in questa vostra bieca compagnia. Esce.

Ermia Sono sbalordita. Non so cosa dire! Esce.

Oberon Tutto questo per colpa tua! Sempre ti sbagli o forse lo hai fatto apposta!

Puck Credetemi, Re delle Ombre, fu solo per errore. Non mi diceste che dovevo riconoscere il giovane dalle vesti messinesi? E infatti di un messinese, ho stregato le pupille.

E poi se successo quel che successo: sapete che vi dico: la cosa comunque di mio gusto. Quando c' confusione mi diverto!

Oberon Vedi, questi due amanti cercano un luogo dove battersi. Va, corri, Robertino ad oscurare la notte. Stendi sulla stellata volta celeste una coltre di nebbia, atra come l'Acheronte e fai in modo che l'uno l'altro non incontri.

Modella la tua voce su quella di Lisandro e punzecchia Demetrio con mordaci oltraggi. E che stiano lontani l'uno dall'altro finch sonno mortale, dai piedi di piombo e dalle ali di pipistrello, non posi sulle loro ciglia.

Spremi allora quest'erba sull'occhio di Lisandro. - Questo un succo di grande efficacia, in grado di rompere l'incanto e di rendere all'occhio la sua funzione normale. - Quando si desteranno, tutto questo tafferuglio parr simile a un sogno e a una vana visione.

Intanto andr dalla Regina e l'occhio suo ammaliato liberer dall'effigie del mostro e tutto torner tranquillo come prima.

Puck Signore delle Fate, queste cose van fatte in tutta fretta, perch i veloci draghi hanno squarciato i nembi - e gi lass rifulge la messaggera del mattino e gli spettri, vagolando in giro, ritornano in folla ai cimiteri. Tutti gli spiriti dannati, sepolti ai crocevia e in fondo ai flutti, han gi fatto ritorno ai loro letti verminosi, e corrono ad esiliarsi da ogni luce e a far combutta sempiterna con la notte dal nero volto.

Oberon Ma noi siamo spiriti di natura diversa.

Io vado spesso a caccia con Aurora e talora batto le selve fin quando la porta dell'Oriente, rutilante di fuochi, non s'apre su Nettuno coi suoi raggi benefici, e i suoi salsi flutti verdi cangi in oro giallo.

Affrettiamoci prima che venga il giorno.

Entra Lisandro e Puck imita la voce di Demetrio.

Lisandro Ma dove sei, spavaldo Demetrio? Su, parla!

Puck con voce di Demetrio Son qui e tu dove sei?

Lisandro In un attimo sar da te.

Puck E allora seguimi in un luogo pi aperto.

Esce Lisandro, rientra Demetrio.

Demetrio Lisandro rispondi. Codardo sei scappato eh? Dove ti nascondi?

Puck E tu vigliacco che fai? Vuoi combattere e poi scompari, vieni avanti, codardo, moccioso! Ti prender a frustate. Combatti!!

Demetrio Ah dunque sei l?

Puck Segui la mia voce. Ci batteremo altrove!

Entra Lisandro.

Lisandro Mi precede e mi sfida; arrivo dove parla e lui se n' andato.

Il briccone ha gambe pi leste di me. L'ho seguito di corsa ma lui corre pi di me. Qui mi voglio riposare. Poi trover Demetrio e vendicher l'oltraggio.

Entrano Puck e Demetrio.

Puck Ha, ha, (ride). Vieni fuori codardo! Girano in scena.

Demetrio Aspettami se hai coraggio! Guardami in faccia, ora dove sei?

Puck Vieni qui, sono qua.

Demetrio Ma ti beffi di me. Me la pagherai cara Ma ora vattene pure!.

Si corica.

Entra Elena.

Elena O notte angosciosa, o lunga notte tediosa, accorcia le tue ore! Domani torner a Messina.Si corica.

Entra Ermia.

Ermia Mai cos stanca e mai tanto infelice! Non ce la faccio pi. Qui mi riposer finch non spunti il giorno. Si corica.

Puck Qui, sulla nuda terra dormi profondo. - Il mio farmaco, o dolce amante ti stiller sul ciglio (preme il farmaco sulle ciglia di Lisandro) e al tuo risveglio troverai grande piacere nel rivedere gli occhi del primo amore.

Ed il detto campagnolo " Tocca ad ognuno il suo dovuto" sar vero al tuo risveglio. La Gianna sar del Giannino e niente andr per il peggio.

Chi l'ha persa riavr la sua cavalla e tutto finir per il meglio. Esce.

Entra Titania e Asino.

Titania Vieni a sederti su questo letto di fiori - ch'io ti carezzi l'amabile guancia e infili rose di macchia sulla tua boffice testa liscia e baci queste orecchione, o dolce mia gioia!

Asino Grattatemi la testa, Fior di pisello. Bisogner che vada dal barbiere perch mi pare d'avere una gran quantit di peli sul viso. Ed io sono un asino delicato, al punto, che appena un pelo mi solletica e mi tocca grattarmi.

Titania Dimmi, dolce amor mio gradiresti un po di musica?

Asino Io per la musica ho un discreto orecchio!

Titania E dimmi mio diletto, cosa vorresti mangiare?

Asino Una manciata di biada; della buona avena secca; ed ho una gran voglia d'una brancata di fieno. Non c' nulla di meglio del buon fieno, del buon fieno profumato!

Ti prego, che nessuno della tua gente mi venga a disturbare. Sento una certa esposizione al sonno.

Titania Dormi pure, amor mio, ed io ti cinger con le mie braccia.

Fate, andate via; via disperdetevi da ogni parte. Dolcemente cos il caprifoglio al soave convolvolo s'allaccia. L'edera inanella cos le dita rugose dell'olmo. Oh come ti amo! Oh come per te deliro! S'addormenta.

Oberon e Puck

Oberon Ma guarda che spettacolo! Comincio ad avere piet del suo delirio.

La incontrai nel bosco, cercava pegni d'amore per l'odioso balordo.

L'ho rimproverata ed abbiamo bisticciato; ch aveva cinte l'irsute tempie

di fiori freschi e profumati. - E roride stille, rotonde come perle d'oriente stavano l dentro agli occhi di quei bei fiorellini come lacrime versate sulla loro vergogna.

Ma ora risaner l'odiosa imperfezione dei suoi occhi.

E tu caro Berto, togli il metamorfico scalpo dalla testa dello zotico messinese, s che egli possa pensare ai casi di questa notte come allo strano incubo di un sogno.

Prima per toglier l'incantesimo dalla Regina delle Fate. (preme il succo su Titania) Torna ad essere quella che fosti, torna a vedere ci che vedevi.

Ora mia cara Titania, destati. Su mia dolce Regina!!

Titania Destandosi Oberon, mio caro! Che strane visioni ho avuto! Mi pareva d'essermi innamorata d'un asino.

Oberon Eccolo l l'amor tuo. - Berto, togli via quella testa.

Puck (Toglie a Bottom la testa d'asino) Ora, quando tu ti desterai, torna a guardare con i tuoi occhi di balordo!. .Re degli Elfi, presta orecchio, dell'allodola odo il canto.

Musica, la fine della notte, comincia il giorno e tutto cambia.

Oberon Ed allora mia regina, mesti e silenziosi seguiremo l'ombra della notte. Noi che possiamo cingere il mondo - pi veloci della Luna errante.

Titania Andiamo, mio Signore e volando mi dirai come avvenne che ieri notte mi trovai insieme a questi mortali.

Si destano le due coppie, anche Titania, Oberon, Puck e Bottom escono fuori dalla finzione scenica come si svegliassero da un sogno, entrano gli altri e cominciano ad applaudire, sono commossi, si fanno i complimenti, ridiventano attori.

Cambio luci, - Luce di giorno pieno.

Prima Attrice In lacrime. Io non posso nemmeno parlare; venuto benissimo, sei bravissimo, un montaggio straordinario, veramente, non scherzo, dovresti lavorare solo esclusivamente per il teatro; una storia magnifica questa, sono sincera, te lo giuro. Ti ringrazio per esserti fidato di me. Titania, effettivamente era un ruolo particolare ed io.

Scrittore Straordinaria, impensabile, dimostravi almeno vent'anni di meno..

Prima Attrice Ma Oberon, io, credimi, l'ho sempre giudicato un ruolo da finocchio, si veramente, ma tu l'hai fatto diventare attraente, virile, non guardarmi cos, ti giuro, non scherzo. Sono sincera ho le lacrime agli occhi.

E' difficile Oberon..

Attrice Io propongo di brindare!

Attore Si, si, dopodomani si va in scena.

Attore Un testo cos, o un chiavica oppure un capolavoro.

Attrice Sempre estremista, eh!

Attrice Brindiamo!

Scrittore Da bere per tutti!

Portano da bere, bevono, brindano, si ubriacano.

Folle Signore, una brutta notizia, purtroppo. Hanno tagliato i finanziamenti. I soldi utilizzati per le prove e per l'allestimento sono quasi finiti, non riusciamo a pagare il teatro, dicono che dobbiamo sgombrare il teatro..

Scrittore Non si sgombra nulla, dopodomani si va in scena.

Anticipo io .

Folle La banca non ci fa il credito.

Scrittore urlando Anticipo io dal mio conto personale

Folle Signore, lei lo sa, il suo conto sotto di parecchie

Prima Attrice Milioni ..

Folle Centinaia di Milioni, se non lasciamo subito il teatro ci fanno sgombrare con la forza, anzi stanno venendo a prenderla, la porteranno l, lei lo sa, in attesa che possa chiarire la sua situazione. Ho cercato di fermarli. E' senza via d'uscita. Sono gi qua fuori che l'aspettano, se vuole evitare che, qui, davanti a tutti

Scrittore Che mi resta da fare?

Folle Lei lo sa, deve venire con me!! Avr salva la vita ma non potr pi uscire, in compenso potr Ricordare.

Scrittore Ricordare cosa?

Folle Queste lacrime, questi abbracci, questo magnifico spettacolo che lei non avrebbe mai dovuto fare, lo sa. Gli attori sono categorie a parte, non dato a tutti di capirli, lei ha l'ispirazione, il dono della parola, una parola che riesce a resuscitare i morti, evoca il passato e lo rende credibile come il presente, sa dare passione all'arte dell'attore cos come sa evocare immagini con il fascino della parola; se la tenga stretta questa possibilit, non da tutti ed il teatro non interessa pi a nessuno. Dicono che non c' pi bisogno di spendere soldi per queste cose; sono quelli dell'organizzazione, non hanno tutti i torti, il teatro non produce ricchezza, per quale motivo si dovrebbe continuare con queste messe in scena? Mi segua, nel suo interesse, potr segretamente continuare a Scrivere e a Ricordare.

Scrittore Io non voglio ricordare, voglio ancora fare, dopodomani compio quarant'anni, il 24 di Dicembre del 1999, tra sei giorni entriamo nel terzo millennio, (urla) io voglio ancora fare, io voglio fare, non sono finito, non sono fallito, sono nel pieno delle mie forze (delira), ho scoperto com' bello essere attore, io amo essere attore..io voglio esser Attore, non potete farmi questo.

Folle Signore lei ha oltrepassato i limiti, ha sconfinato dove non poteva.

Scrittore In delirio Io sono ancora giovane, voglio provare ancora, lo spettacolo andr bene, sono garante io, non levatemi questa gioia, tra sei giorni siamo nel Duemila, vi prego. Ho ancora cose importanti da dire, voglio vedere diventare grandi i miei figli e fargli capire cos' l'Arte.

Folle Molto cattivo Signore, lei non ha un soldo, non solo, deve restituire alla sua banca 400 milioni, i creditori sono alle porte, sua moglie le ha fatto causa perch non le ha mai dato un soldo dopo il divorzio, i suoi quattro figli la odiano. Non potr mai guadagnare questi soldi scrivendo e facendo teatro. L'Arte cosa da ricchi o da folli. Lei finito! C' questo solo per lei (gli mostra la pistola) per concluderla con onore, oppure venire con me. Non ci pensi tanto; non ha scelta.

Scrittore Verr con lei, ma mi promette che almeno la domenica potr uscire?

Folle E' tardi ormai. Non pu pi chiedere.

Lo scrittore e il Folle se ne vanno, gli attori, rimasti senza lavoro, hanno tutti un telefonino con cui contattano altre compagnie.

FINE

Messina 15/11/1999

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