Sherlock barman

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SHERLOCK BARMAN

Tragedia da bar

di Stefano Benni

Personaggi principali

BARISTA

CLIENTE

Sherlock Barman è stato rappresentato al Teatro dell'Archivolto

con la regia di Giorgio Gallione.

Un bar, luce bassa, notturna.

BARISTA       Qualcosa da bere, signore?

CLIENTE       Qualcosa di forte, di molto forte.

BARISTA       Ha bisogno di tirarsi su, signore?

CLIENTE       Ebbene sì.

BARISTA       Un Bloody Mary andrebbe bene?

CLIENTE       Ehm, sì.

BARISTA       Una delusione d'amore?

CLIENTE       Come lo ha capito?

BARISTA       Dal sospiro, signore.

CLIENTE       Dal sospiro?

BARISTA       Esattamente. Il sospiro dell'innamorato deluso è assai diverso dai sospiro del bancarottiere o del semplice depresso. Faccio il barista da trent’anni e non mi è difficile riconoscerlo: lei ha tutti i sintomi di un uomo abbandonato di fresco.

CLIENTE       Be', non ci vuole molto. Basta guardarmi in faccia.

BARISTA       Certo. Una ragazza alta e bionda, vero?

CLIENTE       Questo come fa a saperlo?

BARISTA       Deduzione di barista. Lei ha un capello biondo sulla spalla e un segno recente di rossetto sulla tempia. Essendo lei di buona statura, solo una ragazza alta almeno un metro e settantacinque può lasciarle un segno così.

CLIENTE       Straordinario. E mi sa dire altro, caro il mio Sherlock Barman?

BARISTA       La donna si chiama Maria, fa la hostess, le piacciono gli animali e andare al Luna Park.

CLIENTE       È tutto vero. Ma lei è un medium, indovino o cosa?

BARISTA       Le ripeto, semplice spirito di osservazione baristica. Lei ha trasalito quando ho detto il nome del cocktail Bloody Mary, dal che ho dedotto che Maria, o Marina, doveva essere il nome della donna che la turba. Inoltre lei ha posto qui sul bancone un pacchetto di sigarette senza marca da bollo, e non essendo tipo da acquistare al contrabbando, ne deduco che glieli compri lei sull'aereo, e anche la sua cravatta è di un modello che si vende nelle boutique aeroportuali. Inoltre quell'accendino con il cockerino, via, non è da lei. E un regalo di Maria, vero? Infine quello lì, vicino all'accendino, è un gettone da Luna Park, autoscontri o qualcosa di simile.

CLIENTE       È tutto esatto. Ma allora mi può dire anche perché Maria mi ha lasciato?

BARISTA       Be', anzitutto la sua gelosia morbosa per quel pilota.

CLIENTE       Vero anche questo. Ma lei come fa...

BARISTA       Ovviamente, se lei è innamorato di una hostess non può che essere geloso di un pilota, infatti vedo che lei indossa giacca celeste e occhiali scuri, quindi inconsciamente tende a vestirsi come un pilota, per competere col fantasma del suo rivale.

CLIENTE       Va bene, va bene, Sherlock Barman. Ma adesso non mi dica che sa anche perché abbiamo litigato.

BARISTA       I piatti, signore?

CLIENTE       Per dio, è vero. Ha tirato a indovinare?

BARISTA       No, le riassumo com'è andata. Maria torna a casa stanca, tuttavia acconsente a cucinare per lei. Quella macchia di pomodoro fresco sul suo abito lo testimonia, ed è uno schizzo che viene da un tegame casalingo, non da un tavolo di ristorante. Poi Maria le chiede di lavare almeno i piatti. Lei mugugna, ma inizia a farlo, maldestramente però, come testimonia l'odore di detersivo che viene dalla manica della sua camicia. Ma poi rompe subito un piatto e si ferisce l'indice della mano destra, proprio lì...

CLIENTE       Ma...

BARISTA       Non m'interrompa, Maria si arrabbia e grida "sei un incapace", lei la afferra per i polsi, noto il segno del braccialetto sul palmo della mano, Maria la graffia sul collo, vi avvinghiate e, come spesso succede in questi casi, vi eccitate e state per fare l'amore.

CLIENTE       Questo come lo sa?

BARISTA       Camicia slacciata, pantaloni abbottonati storti, un vago odore di liquidi capronici che lei ancora emana. Ma poi Maria si ribella perché lei la vuole prendere da dietro, e le dà un colpo col tacco delle scarpe sullo stinco, ecco laggiù il segno, e poi le appioppa un gran ceffone sul collo. Scoppia la rissa, vi bombardate di piatti e ne fracassate a dozzine, infatti nel risvolto dei suoi pantaloni noto delle schegge di porcellana. Maria si strappa la collana che lei le ha regalato urlando "non voglio più niente di tuo" ed esce sbattendo la porta. Lei meccanicamente raccoglie qualche perla e se la mette nel taschino, eccole lì, poi cerca di raggiungerla ma sul pianerottolo inciampa nelle perle e cade, infatti è entrato qui zoppicando e tenendosi la schiena.

CLIENTE       Lei mi fa paura...

BARISTA       Poi lei corre in strada, senza neanche il cappotto, ma non trova più Maria. E ora è qui davanti a me, disperato.

CLIENTE       Allora se sa tutto, mi sa dire anche come finirà?

BARISTA       Posso provarci. Maria è inviperita. Le hostess hanno forti squilibri nervosi per via dei cambiamenti di fuso orario. La sua ormai, mi scusi, ex donna corre a farsi consolare dal suo pilota al Bar Rudy, quello dove si ritrovano tutti i piloti d'aereo a quest'ora. Ma oggi è lunedì e il Bar Rudy è chiuso. Allora fa cento metri e lo trova al Bar Paolo, ma Maria dice al pilota "ti prego, non restiamo in questo posto". Perché "Paolo" è il suo nome, signore, c'è scritto sulla piastrina che ha al collo, e Maria è così furente che non vuole nulla che le ricordi lei!

CLIENTE       Va bene. Ma allora, che fanno?

BARISTA       Dato che cinque minuti fa si è messo a piovere, si rifugiano nel bar più vicino.

CLIENTE       E cioè?

BARISTA       Questo, signore. Secondo i miei calcoli dovrebbero entrare qui più o meno tra un minuto...

CLIENTE       E cosa accadrà allora?

BARISTA       Penso che lei, signore, andrà su tutte le furie, perché non sopporterà la vista dei due abbracciati, poiché niente come la pioggia avvicina sentimentalmente e carnalmente una hostess e un pilota. Inoltre, essendo la sua Maria un bel caratterino, penso che la provocherà.

CLIENTE       E allora?

BARISTA       Allora lei estrarrà la pistola che incidentalmente ho intravisto sotto la giacca. Ma è un grosso errore. Perché lì a quel tavolo, vede, c'è un poliziotto in borghese, lo riconosco dal taglio dei capelli e dalle scarpe. L'agente tirerà fuori la pistola d'ordinanza che porta infilata alla cintura, vede lì sotto il rigonfio, e la fredderà in meno di un istante...

CLIENTE       Ridicolo. E poi il minuto è passato e non si è ancora visto nessuno.

BARISTA       Già! Dimenticavo che qua, proprio all'angolo, c'è un negozio di casalinghi. Maria non resisterà alla tentazione di guardare se c'è un servizio di piatti adatto a sostituire quello appena distrutto nel litigio.

CLIENTE       Quindi?

BARISTA       Quindi c'è un lieve ritardo. Ma ecco, come previsto, eccoli qua...

Entrano un uomo e una donna.

CLIENTE       Oh dio, no!

BARISTA       Stia calmo signore!

MARIA          Ah, sei qui Paolo, ancora tra i piedi. Ma non avevi detto che andavi a spararti?

CLIENTE       Maria, non provocarmi.

MARIA          E chi vuole provocarti? Ti presento il comandante Serioli, il pilota del mio aereo.

IL COMANDANTE Piacere...

CLIENTE       Piacere un cazzo! Hai fatto in fretta a sostituirmi, eh, troia?

MARIA          Paolo, sei il solito cafone!

IL COMANDANTE Le proibisco di insultare la signorina...

CLIENTE       Ah sì? Perché se no cosa fai, bellimbusto? Credi di farmi paura?

MARIA          Paolo, sei pazzo, metti giù quella pistola!

CLIENTE       No, la devi pagare, puttana, e anche tu, bastardo, chissà da quanti anni mi prendevate in giro voi due, ma la pagherete!

IL POLIZIOTTO Fermo! Polizia! Metta giù quell'arma o sparo!

CLIENTE       Troia, ti uccido!

1.  Sparo.

2.  Urlo.

3.  Tonfo.

(voci di gente, nella penombra)

-    Oh dio, l'ha ucciso.

-    Ho dovuto sparare signorina, quel pazzo stava per fare fuoco...

-    Aiuto, muoio...

-    Chiamate un'ambulanza.

-    Perde molto sangue, non ce la farà,

-    Cos'è successo?

-   C'è stata una sparatoria, un agente ha sparato a un uomo ma quello sìè  abbassato di colpo ed è stato colpito a morte il barista.

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