Si fa presto a dire facebook

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Si fa presto a dire

Facebook

     

Commedia in due atti

di

Mimmo Titubante

Trama

E’ la storia dell’evoluzione delle comunicazioni, passando dal telefono di casa a quello a gettoni, per finire all’invenzione del cellulare ed alla nascita di facebook. La commedia in due atti è narrata da Roberto che impersona la figura di colui che ha vissuto sulla sua pelle i vari passaggi generazionali . Nel suo racconto verrà coadiuvato da altri personaggi ( operatori telefonici, i figli, la madre, la nonna, la zia ecc… che possono essere interpretati da più attori oppure da soli due attori con l’ausilio di parrucche). L’idea della commedia è quella di mettere l’accento sui paradossi della tecnologia di cui tutti oggi siamo vittime consapevoli.

Personaggi

Roberto               Narratore

Uomo                   operatore, figlio

Donna                  operatrice, figlia, nonna, zia

-Primo atto-

Musica.

Sul fondale proiezione del  replicante di Blad runner. Voce fc in play-back

Voce fc:            Io ne ho viste cose che voi umani non potreste immaginarvi: “ Tv in bianco e nero con soli due canali e telefoni a gettoni. Ed ho visto Jimmy Hendrix vivo, Woodstock, il Muro di Berlino caduto e l'atterraggio sulla Luna in diretta. E tutti quei momenti andranno perduti nel tempo, come lacrime nella pioggia”.

Luce sul palcoscenico divano con tavolino basso da salotto. Uno scaffale dove sono contenuti gli oggetti che serviranno per la commedia e che il protagonista mostrerà mano mano al pubblico. Squillo telefono. Entra il protagonista Roberto.

Roberto:           Sarà la solita scocciatura. Oramai telefonano solo le società che ti vogliono vendere qualcosa.

Roberto prende il mano l’apparecchio telefonico in bella vista sul tavolo

Roberto:           Pronto.

Uomo:              Parlo col signor Rossi?

Roberto:           Si sono io.

Uomo:              Buongiorno signor Rossi.

Roberto:           Buongiorno

Uomo:              E’ lei l’intestatario dell’abbonamento telefonico di casa?

Roberto:           Dipende…

Uomo:              Telefono per conto della “ Telerisparmio”.

Roberto:           Risparmio…seh…. quando mai!

Uomo:              Abbiamo saputo che lei ha un contratto con la  “ Telespendi”

Roberto:           E poi mi vengono a parlare di privacy !

Uomo:              Le volevo proporre la nostra nuova  offerta molto vantaggiosa….

Roberto:           Senta ….ora ho molto da fare…e…

Uomo:              Le ruberò solo un minuto…

Roberto:           No…no…guardi…  gliene ruberò io …..mezzo. Lei permette?

Uomo:              Certo

Roberto:           Questo “Telerisparmi” me lo danno  gratis?

Uomo:              No…. ma…

Roberto:           Allora non  mi rompa le balle….

Roberto interrompe la telefonata.

Roberto:           E basta! A tutto c’è un limite. Ho letto da qualche parte che il telefono è il più grande fastidio tra le comodità e la più grande comodità tra i fastidi. Tu pensa che l’altro giorno mi chiama una venditrice di aspirapolvere che voleva convincermi che sarei finito  in crisi respiratoria, se non avessi comprato il suo turbo-pompa con turbo-elica robottizzata.

Donna:             Ma lei lo sa quanti miliardi di acari ci sono sul suo tappeto?

Roberto:           Guardi signora che nella mia esistenza mi sono posto miliardi di quesiti del tipo : “ Chi siamo, da dove veniamo, dove stiamo andando, ma del numero di parassiti ammonticchiati sul mio tappeto, mi scusi, ma non me ne frega altamente un tubo”. Che io di tappeti ne ho solo uno sotto il tavolo del salone ed è pure…ino.  E poi, sentiamo, ma quanto costa la sua turbo-scopa robottizzata?

Donna:             1500 euro

Roberto:           Alla faccia della scopa!

Donna:             ….che però può anche pagare in rate comodissime.

Roberto:           Guardi se devo tirare fuori un turbo assegno o dividere i 1500 euro in tante comodissime turbo rate, preferisco trasformarmi, io, in un turbo-uomo robottizzato aumentando il ritmo delle  passate della mia scopetta da cinque euro scarse.

Donna:             Ma così non ammazzerà mai tutti gli acari e la polvere farà seri danni al suo sistema respiratorio.

Roberto:           E tanto, guardi, polvere siamo e polvere ritorneremo, le ho risposto mentre facevo gli scongiuri e riattaccavo. Hai capito che succede? Che poi questi te la tirano pure! Già  oggi ti chiamano tutti, per le cose più impensate. Figurati che l’atro giorno mi ha chiamato un’impresa di pompe funebri che mi offriva  all-inclused : posto al cimitero, funerale , cremazione o tumulazione con gli ultimi tipi di bare col citofono collegato all’esterno in caso di morte apparente. Insomma ci martellano i santissimi di chiamate e messaggi senza darci nemmeno il tempo di stare in pace con il nostro “io”. Mi sarebbe piaciuto inventare  un’ applicazione del tipo che, dopo la quarta chiamata nell'arco di 30 minuti di una ditta, facesse scoppiare in mano il telefono allo scocciatore.Se no ,dice,  fai una black list con tutti i nomi delle società venditrici  che violano la tua privacy. Intelligentoni! E ti pare che non l’ho fatta? Ma non è successo niente! Rompevano prima e continueranno a rompere dopo. Eh…sì, la dura legge della pubblicità! Che tanto…. pure se accendi la radio o la tv è la stessa cosa.

Prende un telecomando ed accende la tv. Si sente il suono della pubblicità.

Gingle.

Uomo:              Non vai di corpo , ti fa male la pancina?

Donna:             Metti Sturalac , la tua suppostina,  e vedrai che gran sollievo la mattina

Roberto:           Ecco qua! Pure la rima ci fanno. E che cazzo….un po’ di tatto ! Anche una piccola supposta ha la sua dignità, qualunque sia il suo raggio d’azione!!!

Spegne la tv

Roberto:           Ma io dico: Perché Dio sei così crudele? Non ti è bastato mandarci il Diluvio Universale, la peste, il colera? E così, ci hai mandato pure la pubblicità ! Che guardi un muro od un cartellone per strada e vedi un culo marchiato, che apri la cassetta delle lettere e trovi carta su carta, che  suona il telefono….. e ti danno il colpo di grazia. Che uno per strada può pure far finta di non vederla, che anche la pubblicità nella cassetta la guardano si e no due su mille, ma ad un telefono che squilla  devi pur rispondere! Dice staccalo e chi s’è visto s’è visto! Ti pare? Io  l’avrei pure fatto da un pezzo, ma  mi serve per parlare con mia madre che col cellulare non ci fa  proprio. Figuriamoci che ha ancora il  vecchio modello attaccato a parete con il calendario vicino per scrivere gli appunti. Che ci vuoi fare? Ha la sua età e di telefoni ci capisce poco e niente. Figuratevi che un giorno è passato un operaio della Telecom e le ha bussato alla porta:

Donna:             Chi è?"

Uomo:              Sono Alice

Donna:             Alice?! Ma lei è un uomo, lo sento dalla voce.

Uomo:              Ma no... intendo dire che ho l'ADSL!

Donna:             Povero figliolo! Omosessuale va bene, ma pure malato!"

Roberto:           Mamma è così! Ha un pessimo rapporto con tutto ciò che ha a che fare con la tecnologia.

Roberto prende una segreteria telefonica dallo scaffale ed una vecchia cassetta a nastro.

Roberto:           Ecco questa è una vecchia segreteria telefonica di qualche anno fa, con le cassette tipo mangianastri. Ora non ne fanno più, ma mia madre ce l’ha ancora e, siccome ce l’ha lei, ce la devo avere pure io, perché cascasse il mondo e cascasse la terra,  deve sapere che può lasciarmi il suo messaggio in qualsiasi momento e non lo farebbe mai e poi ma da un cellulare. Che poi ogni ogni segreteria telefonica si basa su un concetto elementare: “ Parlare con chi vuoi in qualunque momento , anche se l'altro non ti sta ascoltando”. Il problema è che mia madre ha fatto sua questa teoria, molto, ma molto tempo prima dell'invenzione stessa.

Roberto:           Mamma, con  la segreteria  non ci devi discutere come se fosse una persona

Donna:             Ma se è fatta apposta per chiacchierare!!!

Roberto:           No, è fatta per lasciare un messaggio……e non per attendere una risposta….come faccio a fartelo capire?!!!

Donna:             Perché, io cosa faccio?!!

Roberto:           L’ultimo tuo messaggio? Allora passo domani alle otto, pronto? Pronto?  Roberto pronto? E finivi con una serie infinita di pronto e un….. ma come si fa, come si fa….

Donna:             Forse è perché mi da ai nervi pensare di parlare ad una scatola che non reagisce. Ma io non gliele mando a dire… ...eh…. non gliele mando mica….

Roberto:           A chi?

Donna:             Come a chi ?! Ma a….a…. quelle signorine  delle segreterie…

Roberto:           Cosa?

Donna:             Ma sì, le segretarie delle segreterìe…

Roberto:           Che dici!!!?

Donna:             Mi hai capito benissimo!

Roberto:           No, non ci siamo mamma. Siamo un attimino confuse! Guarda che la segreteria è un soggetto inanimato, una cassetta di plastica….un normale registratore, di quelli che oramai usi solo tu.

Donna:             Sarà , ma  col registratore ci si deve pur parlare…santa pazienza. Figlio mio, ma cosa cavolo vuoi da me?

Roberto:           Te l’ho già detto. Devi usare di più cellulare . Guarda che al giorno d’ oggi il telefono di casa serve a poco e niente.

Donna:             Beh…a me serve!

Roberto:           Ma a cosa, santa pazienza,  se non lo usi mai?!

Donna:             Mi serve per cercare dove ho messo il cellulare, che quella ridicola scatolettina con i numeri piccoli piccoli, che sbaglio sempre a pigiare i tasti, me la perdo sempre dappertutto….

Roberto:           Come faccio con te?!

Donna:             E come fai? Aspetta tu ad avere la mia età e poi ne parliamo.....e...e…... poi guarda che non sono ancora rincoglionita….sai!!!

Roberto:           Non ho detto questo….

Donna:             E comunque, quando mi renderò conto di esserlo diventata , saluterò tutti, andrò in mezzo a un bosco, mi metterò una coperta in testa come le donne sioux ed aspetterò che il Padreterno mi chiami.

Roberto:           Smettila di dire sciocchezze…..

Donna:             E quando sarà mi farò cremare e spargere le ceneri in mare.

Roberto:           Ma se hai sempre avuto il terrore di essere cremata !

Donna:             Ci ho ripensato. Perché l’ultima volta che ho discusso con mia sorella, quella stronza di tua zia, ha giurato che un giorno ballerà sulla mia tomba. Sono sicura al cento per cento che lo farà

Roberto:           Una sagoma mia madre! Quando poi la  tocco sul tasto tecnologia, mi diventa una jena. Che una volta le segreterie telefoniche non erano impersonali come quelle di adesso. Ora tu chiami e  ti risponde una voce metallica tipo robocop

Donna:             (Voce nasale) Vi risponde la segreteria telefonica del numero tal dei tali. Potete lasciare un messaggio dopo il segnale acustico…biiip

Roberto:           Che una volta il messaggio era più divertente. La gente registrava qualcosa  e ci si sbizzarriva pue…..

Uomo:              Questa non e’ una segreteria telefonica, e’ una macchina in grado di registrare il pensiero. Dopo il segnale acustico, pensate al vostro nome, numero di telefono e ragione della telefonata…… e penserò se richiamarvi…

Donna:             Se telefonate per dei soldi che mi dovete, lasciate un messaggio.

Uomo:              Se telefonate per dei soldi che vi devo, lasciate il vostro nome e un numero di telefono sbagliato.

Roberto:           E ce n’erano a migliaia di questi messaggi ! Oggi con gli sms  la segreteria non la usa quasi più nessuno, ma in compenso ci sono quelli delle telefonie che  ti obbligano a sentire una marea di pubblicità passando per un centinaio di opzioni. Che tante volte uno vorrebbe parlare solo con un schifo di operatore e spiegargli in due parole il suo problema. Invece no!  Premi il tasto uno , due, tre, poi quattro ecc e se  ti sbagli riattacchi e ricominci . Insomma,  ma per parlare con un cazzo di operatore come si fa? Lo capisci dopo una mezz’oretta di smadonnamenti e di prove andate a vuoto!!! Che poi, se usi le linee col numero verde  non ti risponde nessuno,  ma se usi quelle a pagamento, quelle si che ti rispondono ! Ehhh….quelle sì…..

Donna:             Se desidera parlare con un nostro operatore il costo della telefonata è di 50 centesimi al minuto.

Roberto:           Che generalmente ti risponde una persona con un accento marcatamente straniero e per farti capire, ci perdi un sacco di tempo e denaro. Magari è uno di quelli che sta facendo tirocinio in lingua italiana nel suo paese prima di sbarcare da noi col gommone ! Ma dico io perché? Vi pago io un italiano, mi compro pure i vaucher , ma fatemi parlare ad uno che se lo mando affanculo lo capisce pure in lingua madre!

Uomo:              Le risponde l’ operatore 1500 dall’ Albania, ma se desidera parlare con un operatore italiano le passo un altro call center.

Roberto:           Come no? Magari nel passaggio mi freghi altri cinque minuti! No…no.. guardi mi accontento…

Uomo:              Questa è una telefonata registrata. Dire me nome cognome?

Roberto:           Roberto Rossi

Uomo:              Dov’ essere nato lei?

Roberto:           Io essere nato in Italia…..e tu ? Vabbè! Roma 7-10- 53, se vuole le mando anche un fax con le impronte digitali! Che poi quando chiamano loro, della privacy se ne fregano altamente, ma quando chiami tu…. una marea di cavilli.

Uomo:              Dica suo problema?

Roberto:           Che io di problemi ne avrei tanti con la sua compagnia telefonica, ma mi limito a spiegargli i motivi della chiamata  scandendo bene le parole, necessariamente con verbi all’ infinito, per farmi capire bene e non sprecare altro tempo e soldi.

Uomo:              Per questo suo problema , deve mandare una mail…

Roberto:           Ma non potere provvedere voi?

Uomo:              Procedura non corretta. Lei sentire bene le nostre opzioni.                    

Roberto:           Io sentire bene, ma tra le tante procedure, questa dev’ essermi sfuggita.

Uomo:              La mail,  procedura giusta.

Roberto:           E dagli con la procedura! Ma che conosci solo ‘sto vocabolo? Mi dia un attimo . Almeno il tempo per cercare la penna e scrivere la mail…ecco ecco…l’ho trovata. Mi dica…

Uomo:              Io già mandato sms con indicazioni.

Roberto:           Ma dimmelo prima cazzo ! Ci ho messo una vita a cercare la penna ed un pezzo di carta.

Uomo:              Buona giornata signore. Riceverà una chiamata registrata per l’ indice gradimento

Roberto:           Te lo dico io dove te lo metterei qull’indice! Dieci minuti e cinquanta di telefonata. A cinque centesimi al minuto sono cinque euro….

Uomo:              Cinque e cinquanta prego!

Roberto:           (Rivolto all’ uomo) E smettila tu, che ti licenzio e mi trovo un altro attore!

Uomo:              Ok…ok…era solo per puntualizzare.

Roberto:           Ma chi te l’ha chiesto?

Uomo:              Vadoooo

Roberto:           Va…che è meglio! Ecco che succede oggi con questi maledetti call-center. Allora tanta comprensione per mia madre che. D’altronte è normale, per una che è nata quando tutta questa tecnologia non c’era. Che se vogliamo, anch’io sono un adattato. Ho dovuto imparare “ Strada facendo”  come canta Baglioni.

Uomo:              (Canta) Strada facendo vedrai che non sei più da solo, strada facendo troverai, un gancio in mezzo al cielo.

Roberto:           Ma chi te l’ha chiesto di cantare! Dimmi……te l’ho chiesto io?

Uomo:              Era solo per rafforzare il concetto!!!

Roberto:           Ma che vuoi rafforzare tu?! Va…va… Che poi con questo  gancio in mezzo al cielo non se ne può più. Che mi rappresenta un gancio in mezzo al cielo? Tieni attaccati al gancio…

Uomo:              (Canta) Passerotto non andare via, nei suoi occhi il sole muore già.

Donna:             Ma cosa è stato di un amor che asciugava il mare

Roberto:           Ma che vi è presa, la Baglionite a tutti  e due? Basta co’ sto  Baglioni, che Baglioni mi rompe i….!

Uomo&Donna: Ci piace tanto

Roberto:           Invece a me fa cagare! Poi….un amore che asciugava il mare. Che senso ha? Che uno s’immagina un'idrovora gigantesca manovrata da extraterrestri di un pianeta senza acqua di mare che se la vengono a rubare dalla terra……ladriiii!!!

Donna:             (Canta)  Non ti ricordi , migravamo come due gabbiani! 

Roberto:           E dagli! I gabbiani non mancano mai! E pure qua  uno dovrebbe  informarsi  prima di scrivere testi. Perché i gabbiani, da quando il mondo è mondo, non sono uccelli migratori. Baglioni.... non migranooooo. Comunque, scherzi a parte, è un cantautore che ha fatto sognare intere generazioni ed ancora  è presente,  sperando che non gli crolli il lifting o che non si decomponga prima. Vabbè…. ritorniamo al telefono che è meglio!

Uomo:              (Canta) A chi potrei telefonare per trovare un po' di compagnia

Roberto:           A tua sorella devi telefonare!

Uomo:              Figlio unico

Roberto:           Di madre ignota ! Ahò….e io vi licenzio a tutti e due. Basta con queste stronzate!

Donna&Uomo:  Ok…

Roberto:           E pensare che il telefono  una volta  era una conquista sociale e per fare una telefonata si dovevano avere dei buoni motivi, cioè telefonavi se avevi qualcosa da dire, qualcosa di importante, e magari tua madre sentiva tutto e  continuava a transitarti davanti per metterti fretta….. perchè le bollette gravavano sul bilancio familiare. Molti di voi ricorderanno  quell’ apparecchio con la tastiera numerica, che infilavi il dito nel forellino del  disco che ruotava, per comporre il numero e la ghiera doveva compiere tutto un giro completo per arrivare al  numero nove. Mi ricordo mia nonna che aveva l’artrosi  e le dita gonfie come wurstel, che doveva usare la matita perché non le entravano nel buco. Il buco……..un buchino…

Roberto ne prende uno grigio dallo scaffale

Roberto:           Eccolo qua! Ed era questo che ti davano in dotazione con l’abbonamento. Poi ci si aggiungeva una prolunga chilometrica per portartelo in giro per casa. Che poi , fateci caso, squillava sempre  quando stavi sul pianerottolo fuori casa e non riuscivi a trovare le chiavi ed arrivavi  giusto in tempo per sentire attaccare la cornetta dall'altra parte e magari se arrivavi prima, avevano sbagliato numero. Ora te ne freghi, tanto hai il cellulare sempre in tasca e quindi l’apparecchio telefonico è diventato inutile. Io invece  quando lo vedo nei mercatini dell’usato, mi fa quasi tenerezza, perchè torno indietro nel tempo e penso alle chiamate che facevo allora alla prima fidanzatina, alle interurbane di nascosto che mi permettevano di parlare con i miei amici del mare. E l’abbonamento telefonico?  Ve lo ricordate?

Accento musicale

Roberto:           C’erano solo due abbonamenti: “ Il simpex ed duplex” . Il simplex era solo per quelli  che potevano permettersi di pagare un abbonamento singolo, i ricchi, il duplex era quello in comune. Provo a spiegare ai più giovani. Il duplex consisteva nel condividere la linea telefonica  con un altro utente per avere uno sconto del 40% sulla bolletta . Insomma… una sorta di comunione di beni, tipo paghi uno e prendi due. Funzionava così: alzavi la cornetta e se sentivi il “tu..tu…tu” , ti veniva sulla bocca il ghigno di soddisfazione corredato di canini alla Dracula, facevi il numero e parlavi con chi avevi chiamato. Quando invece l’ alzavi e non sentivi un cavolo, ti cascavano….i canini, perché la persona con cui dividevi la linea  stava telefonando. Tradotto, “mors tua vita mea”. Un incubo!  Come una roulette russa o peggio….come nel Far West! Vinceva chi alzava la cornetta più velocemente. Che sfide all’ultimo sangue! Tutto era lecito e non c’erano regole, si poteva solo sperare nelle telefonate brevi e quando il telefono era impegnato dall’altro utente, non si potevano nemmeno ricevere telefonate. L’unica cosa da fare, quando bisognava fare una telefonata urgente, era : Opzione uno

Uomo:              Ricorrere ad un messaggio vocale selezionando gratis l’unico numero permesso,  che si intrometteva nella conversazione in corso e diceva:

Donna:             Chiamata urbana urgente per il numero 42499857

Uomo:              Che si poteva comporre infinite volte

Donna:             Con l’unico risultato di rompere infinitivamente le balle a quell’altro che occupava la linea.

Roberto:           Opzione due

Donna:             Armarsi di sorriso falso e andare a bussare alla porta del nostro compagno di duplex, che generalmente era un vicino di casa, e dirgli con la faccia di chi sta perdendo l’ultimo treno:

Uomo:              “ La prego, me lo liberi…che sto aspettando una telefonata importantissima”

Roberto:           L’opzione due era quella più gettonata, sperando che il tuo vicino di duplex non ti sbattesse la porta sul grugno perché gli avevi interrotto la sua santa telefonata, che guarda caso era sicuramente più importante della tua. I più sfortunati erano quelli che condividevano la linea con famiglie numerose o con figli alle prese con pene d’amore . Una tragedia….

Donna:             Mi ami, ma quanto mi ami, ma come mi ami! Ma mi ami per davvero??

Roberto:           Che generalmente in tutte le case dell’epoca il telefono era posto su un mobiletto all’ingresso, zona molto trafficata,  così che tutti passavano e quindi non c’era un minimo di  privacy . Proprio come oggi , quando ovunque ti trovi  e parli con un cellulare,  ti ascoltano tutti.

Donna:             Ma davvero mi ami, sei sicuro che mi ami? Su dimmelo che mi ami!

Uomo:              Amatevi in fretta ….

Donna:             Papà, puoi andare di la, che sto parlando ?

Uomo:              E tu  vuoi attaccare, che le telefonate costano e sto pagando?

Donna:             Guarda che ha telefonato lui!

Roberto:           Insomma….il solito giochino scarica barile.

Uomo:              La signora di sopra ha già battuto con la mazza della scopa per terra. Vedrai che ora scende…

Donna:             E chissenefrega, ora ce l’ho io la linea e non la mollo.

Uomo:              Lo sapete quanto ci è arrivato di bolletta questo mese?

Roberto:           E quando arrivava la bolletta del telefono salata, mio padre immancabilmente staccava il telefono e se lo portava al lavoro oppure…..

Accento musicale.

Uomo:              (Sghignazza)  Inseriva un lucchetto all'interno di uno dei fori del disco per comporre i numeri.

Roberto ne ha in mano uno che mostra al pubblico.

Roberto:           Eccolo qui, il famigerato lucchetto ! Così il disco veniva bloccato, i numeri non potevano essere composti e quindi bisognava fare la caccia al tesoro per trovare dove mio padre aveva nascosto la chiave. Generalmente tutti i genitori la nascondevano sullo stipite della porta più vicino al telefono, ma mia madre, una faina,  l’aveva data in consegna alla nonna  che la metteva in una sacchetta nascosta in mezzo al petto. La nonna era incorruttibile…o quasi.

Donna che sta facendo la maglia

Roberto:           Nonna …che mi presti la chiave del telefono?

Donna:             Niente prestiti ! Niet!  Le telefonate costano e tuo padre è stato chiaro. Non si telefona se lui non è in casa…..

Roberto:           Allora queste sigarette che volevo regalarti…..

Donna:             (Voce da esorcista) Di che sigarette parli?

Roberto:           Due Marlboro e due Super con filtro.….ed ho pure una tavoletta di cioccolata…anche se col tuo diabete…

Donna:             Diabete un cacchio! Io sto benissimo e…e… fumo cioccolato e mangio sigarette come voglio.

Roberto:           Ti stai intrecciando….

Donna:             Cioè….. fumo sigarette e mangio quanta cioccolata mi pare. Lo vedi, mi fate incazzare e mi confondo.

Roberto:           Sta calma, non ti agitare che ti sale la pressione.

Donna:             No, siete voi che me la fate salire. In questa casa avete deciso di mettermi in croce come il padreterno ! Questo si e questo no….ma facciamoci un po’ di cazzetti nostri…

Roberto:           Il diabete è una morte lenta…

Donna :            E tanto non ho fretta! Ma dico io, come si fa a campare così?! Niente fumo, niente zuccheri, 80 grammi di pane, 80 grammi di pasta . E’ roba che 80 grammi di pasta, una volta  li davo al canarino. La verità, figlietti belli  è che siete diventati un’ossessione! Mi sa che portate pure jella!

Roberto:           Ho capito va! Non è aria! Ora scendo e vado a cercare una gabina telefonica

Donna:             Nooo… e perché? Ti presto la chiave….e tu mi presti le sigarette e la cioccolata. Ma con tuo padre acqua in bocca, mi raccomando!

Roberto:           Tranquilla….

La nonna mette le mani in petto e cerca di tirare una cordicella che ha sul petto, ma non viene su niente .

Donna:             Un attimo…. che mi si dev’essere incastrata la sacchetta in mezzo ….

Roberto:           Ai  due meloni…

Donna:             Ragazzino, modera i termini….che con questi meloni ci ho allattato sette figli, tuo padre compreso! E’ che ‘sta maledetta sacchetta  si è infilata nella bretella della canottiera….e non vuole uscire fuori…

Roberto:           Si vede che è bella gonfia. Che ti è arrivata la pensione?

Donna:             Ora  ti gonfio io, se non fai silenzio! Bisogna che accorcio ‘sta corda….

Roberto:           Ho capito va……. faccio prima a scendere…

Donna:             Stai calmo, che vai di fretta?

Roberto:           Ma poi, che te la nascondi a fare, questa sacchetta?

Donna:             E certo che me la nascondo ! Con te e tua sorella se non sto attenta, mi fregate pure la sedia da sotto il sedere! Invece qua  in mezzo….

Roberto:           Ti do una mano?!

Donna :            No quella mettitela sul culetto.

Roberto:           Alla fine riusciva ad acchiapparla la sacchetta e si  faceva il baratto. Mia nonna paterna era una vera sagoma! Provava in tutti modi di stare a passo coi tempi, ma per ogni novità che scopriva, entrava in stato confusionale. La tecnologia la fregava più dell’Alzhaimer. Figuriamoci che quando in chiesa cominciarono ad usare le candele elettriche, non ci volle più mettere piede. Comunque è morta a cent’anni ed ha vissuto sulla pelle tutti i cambi generazionali. Ricordo che un giorno mi chiese: “Ma i gay sono solo gli uomini che vogliono diventare donne?” Mi ci è voluto un bel po' per farle capire il concetto e speravo di esserci riuscito, anche se aveva una faccia un poco perplessa, soprattutto quando le dissi che si fidanzavano maschi con maschi e femmine con femmine. Alla fine concluse il discorso con: “L’ importante è che si vogliono bene!!!” Grande cuore, grande donna ! Poi,  mi faceva sempre la stessa identica domanda quando usavo skype per parlare con la mia ex fidanzata straniera: “ Ma quando dici che parli con quella nel computer, quella ci sta veramente dentro al computer?”. Questo dubbio amletico sono sicuro che se l’è portato sin dentro alla tomba. Insomma, tornando al famigerato lucchetto blocca-tastiera , un modo per telefonare si trovava sempre! Ora non fate finta di non ricordare, voi attempati! Ma dai che lo conoscevate il trucchetto! Chi non l’ha fatto!  Bastava svitare la vite centrale del disco con una pinza  e ruotare con molta attenzione il perno del disco stesso, contando gli scatti del numeratore. Una fatica da niente! lo invece, che ero uno scassinatore provetto, riuscivo ad aprirlo con la chiave della Simmenthal. Ve la ricordate la Simmenthal? Spiego ai giovani che non sanno….

Scatola Simmenthal dallo scaffale . Roberto ha in mano la chiavetta.          

Roberto:           Erano scatolette di carne vendute con una chiavetta incollata sulla superficie superiore. Oggi hanno la linguetta sul coperchio che basta che tiri e zac. All’epoca eravamo molto più machiavellici. C’era questa chiavetta e le istruzioni sul lato.  

Uomo:              Rimuovere la chiavetta

Donna:             Sollevare l’apposita linguetta di alluminio posta nella parte laterale alta della scatoletta

Uomo:              Infilare la linguetta nel taglio della chiave

Donna:             Ruotare la chiavetta in senso orario fino a compiere un giro completo

Uomo:              Rimuovere il cilindretto superiore della scatoletta

Donna:             Capovolgere la scatoletta e posizionarla a 8-10 centimetri sopra il centro del piatto

Uomo:              Scuotere energicamente con veloce movimento basso-alto sino allo stravaccamento della carne nel piatto

Roberto:           Lo stravaccamento! Che cacchio di vocabolo! A me lo stravaccamento mi faceva impressione, quasi più della carne che c’era dentro ! Chissà perché m’immaginavo  una vacca tritata che mi cadeva stramorta nel piatto. Noi, all’epoca,  per complicarci la vita eravamo fatti apposta ! Era complicato  aprire pure una scatoletta di carne! Mia nonna poi mi metteva sempre in guardia dai pericoli derivanti dall'apertura che era micidiale. Lo faceva con un'attenzione e una solennità chirurgica, perché se si rompeva la linguetta era la fine! Senza linguetta era meglio assicurarsi di avere una cassetta di pronto soccorso, perché la scatola diventava tagliente come un rasoio. Io con la chiavetta della Simmenthal ci facevo di tutto ! Aprivo il salvadanaio di mia sorella, il lucchetto del telefono, il cofanetto di mamma, i bagni delle femmine a scuola , ci  mettevo in moto il ciclomotore perché mi ero perso la chiave e pure la cinquecento di papà per andarmi a fare i giretti nel quartiere. Che ricordi! Tornando al telefono, c’era chi se lo poteva permettere e chi no. Ed era un appiglio, il famoso gancio alla Baglioni,  che noi ragazzi dell’epoca sfruttavamo a nostro vantaggio.

Uomo:              Mamma vado a dormire da un’amico, purtroppo non hanno il telefono, mai vediamo domani.

Roberto:           E la sera tutta “Saturday night fever”. Che poi, discoteca a parte e rigorosamente di sabato sera, a quelli della mia età bastava una piazzetta per passare la serata. Fuori c’era vita che pulsava e nessuno se la prefigurava l’era digitale ! Si seguivano i battiti del cuore e il tu-tu del telefono a gettoni. Che poi sul telefono ci facevano pure un sacco di canzoni.

Uomo:              (Canta) Piange il telefono perché lei non verrà, anche se grido t’amo, lo so che non mi ascolterà

Roberto:           Oggi con skype avrebbero risparmiato un bel po’ di lacrime . Poi chi di voi la ricorda quella canzone di Adriano Celentano e Claudia Mori che si parlavano in codice fingendo di essere dottore e paziente? All’epoca quella fu una canzone trasgressiva in cui si parlava di un amore clandestino.

Donna:             (Canta) Mi ami o no?

Uomo:              Ci può giurare, dottore.

Donna:             (Canta) Io di più…

Uomo:              No, non credo.

Donna:             (Canta) Ma lei adesso dov'è? Vicino a te?

Uomo:              Sì, sì, senz'altro.

Roberto:           Basta così, questa canzone è più demeziale di voi che la cantate. Oggi con i cellulari e con gli sms avrebbero sudato molto meno, ma in compenso avrebbero rischiato di più datosi che i messaggini sono tracce indelebili  che il più delle volte vengono  scoperte.  Poi c’era Mina che precorreva i tempi e già allora pensava di lasciare un amore appena nato tramite telefono….

Donna:             (Canta) Se telefonando io potessi dirti addio ti chiamerei.

Roberto:           Dico io, se non hai il telefono, ma va sotto casa sua no?!  O infili  un gettone nel telefono del bar…..

Accento musicale

Roberto:           IL TELEFONO A GETTONI !

Il narratore tira fuori dallo scaffale una foto del  telefono a gettoni

Roberto:           Questo parallelepipedo  con un solo orecchio. Ve lo ricordate? E dovevi uscire di casa per trovare una cabina telefonica o un bar che ce l’aveva e sperare di avere abbastanza gettoni, che quando ne avevi bisogno non c'erano mai. Uno strazio! Ed il GETTONE ve lo siete scordato?

Ne ha uno in mano e lo mostra al pubblico

Roberto:           Il dischetto di metallo color bronzo con tre scanalature, che veniva usato pure come moneta ed  il cui costo seguiva l’andamento del Pil. Che  molti telefoni delle cabine  questi benedetti gettoni  se li "mangiavano" per davvero ed allora si cominciava a premere il tasto rosso posizionato in basso come degli invasati per farsi restituire il maltolto….e  non era raro vedere gente "rapinata"  prenderlo freneticamente a manate e quasi sempre senza alcun risultato concreto.... tranne quello di  fratturarsi il palmo della mano. Che scene!

Foto gabina telefonica

Roberto:           E le gabine telefoniche? Quelle piccole stanze ovattate a vetri che se potessero parlare ne racconterebbero delle belle!

Donna:             Una signora piuttosto racchia  entra  in una cabina telefonica, alza la cornetta, pronuncia  qualcosa, dopo ascolta ed esce  con un grande sorriso sulla faccia. Poi ripete il gesto…

Uomo:              Un signore, che  aspettava  il suo autobus, si avvicine e le chiede: Mi scusi, so che non sono affari miei, ma l’ho vista fare questo rituale parecchie volte e mi stavo chiedevo il motivo.

Donna:             Entro, alzo la cornetta e chiedo: "Chi è la donna più bona del mondo?"…. e la voce mi risponde: "Tu, tuuu, tu, tuuu, tu, tuuu... "

Roberto:           Che stronzata! Va bene che pure io una sera che avevo bevuto più del solito e non ce la facevo a portare la macchina, mi sono fermato davanti ad una cabina , sono riuscito ad infilare il gettone e fare il numero di casa. Alla donna che mi ha risposto le ho domandato: “Mi scusi suo marito è in casa? No ! Allora vienimi a prendere che sono io”. Questo per dire che in un’epoca in cui il cellulare non esisteva nemmeno nei libri di fantascienza, le comunicazioni erano solo quelle. Chi se le può  scordare più le file per telefonare dalla stazione per dire che stavi partendo o eri arrivato e quelle settimane al mare, in vacanza, quando andare a telefonare era ancora un rituale o un obbligo per i ragazzi che dovevano chiamare casa e dare loro notizie, aspettando il proprio turno a piedi scalzi, sulla sabbia cocente….

Foto o proiezione di gente in fila dietro una gabina telefonica

Roberto:           Una simpatica agonia. E quando arrivava il tuo turno, già c’era qualcuno che faceva segno di sbrigarti. Però, nonostante tutto, le gabine erano comode per quando volevi un po’ di privacy.  Allora si cercava una cabina nascosta, una di quelle che in pochi conoscevano, almeno così potevi avere più tempo per parlare. L’altro giorno uno straniero tra gesti e parole  mi ha chiesto: “Please dove io dove trovare cabina per telefono casa? ”. Mi sembrava  E.T . Gli ho risposto: “Prova ad inventare un macchina come quella del film: Ritorno al passato” .

Donna:             Ma dove mai potrà cambiarsi Superman ai tempi d'oggi ?

Roberto:           Senti che stronzata…..

Donna:             Come sarebbe stata diversa la storia di Romeo e Giulietta se avessero avuto un telefono!

Roberto:           Non ce la posso fare …

Donna:             Un mio amico ha visto un uomo tutto nudo dentro una cabina telefonica…allora gli ha chiesto cosa stava facendo….       

Uomo:              Sono Clark Kent e mi sto cambiando da Superman

Roberto:           Basta….abbiate pietà! Ma chi ve le suggerisce queste stronzate?

Uomo:              Il copione, l’autore…

Roberto:           Più cretino di voi…

Roberto guarda in un punto della sala

Roberto:           Tecnico delle luci ? Si dico a te

Tecnico:           Dica…

Roberto:           Per favore me li oscuri per sempre questi due? (Rivolto ai due attori)

Tecnico:           Non è previsto…

Roberto:           Vabbè, dai, ma come si fa!

Uomo&Donna:  Si fa…si fa….

Roberto:           Andiamo avanti. Che devo fa? Poi dal gettone si passò alla scheda, una cosa simile a un bancomat da utilizzare fino a che il credito si esauriva. Più comode dei gettoni, ma meno romantiche. Niente come il suono del gettone che cadeva nel telefono, che angustiava e rassicurava allo stesso tempo. Così, invece dei gettoni, si consumavano pacchetti infiniti di schede telefoniche.

Roberto prende delle schede telefoniche.

Roberto:           Eh…sì…queste schede sono state molto più di un semplice strumento per telefonare, una vera e propria mania. All’epoca tanti, soprattutto tra i più giovani, ci riempivano interi album e facevano a gara ad accaparrarci gli esemplari più rari in circolazione. Ora voglio farvi alcune domande:

Uomo:              Che tipo di vita poteva essere?

Donna:             Come si teneva in contatto la gente?

Uomo:              Come si poteva resistere senza internet, senza chattare? 

Roberto:           E' molto semplice, non c'era niente a cui resistere.  Non ti può mancare un'abitudine che non hai mai avuto . Anche perché per comunicare si poteva usare solo il telefono fisso: chiamavi chi volevi vedere finché non lo trovavi, oppure lasciavi un messaggio a chiunque rispondesse; ci si dava un appuntamento a un'ora X e ci si vedeva ed in caso di qualche imprevisto si aspettava con santa pazienza.

Donna:             Pensa che palle!

Roberto:           Non direi! Perché cara mia, sicuramente comunicare a distanza non era semplice come oggi, ma nemmeno era un problema, visto che quella era la normalità. Era una vita, per certi versi, meno prevedibile: se avevi un contrattempo ti arrangiavi , i contatti erano più diretti e autentici. Erano gli anni in cui Qui Quo e Qua non usavano ancora internet o il cellulare, e trovavano tutte le risposte sul Manuale delle Giovani Marmotte, gli anni dell'austerity e di  Ufo Robot. Certo, era un’ epoca sicuramente più spartana, ma sicuramente molto più genuina. Noi ragazzi dell’epoca abbiamo avuto la fortuna di crescere e diventare grandi senza troppe pretese. Certo,  non non avevamo videogiochi, la Tv digitale con 1000 canali, il computer  ed i cellulari, ma ci siamo divertiti lo stesso. Ieri sera mia moglie ed io eravamo seduti a tavola parlando delle cose della vita. Quando siamo arrivati a parlare di vita e di morte le ho detto: Non lasciare mai che io viva in stato vegetativo ed in completa dipendenza dalle macchine. Se mi dovessi vedere in questo stato, spegni gli apparati che mi tengono in vita. Allora lei si è alzata, ha spento il televisore, il computer e mi ha sequestrato  il cellulare .

Luce su uomo e donna seduti su una panchina

Uomo:              Ricordi amore, quando avevamo un piccolo appartamento, una vecchia auto, si dormiva su un divano, guardavamo la tv in bianco e nero su un televisore da 10 pollici, ma io dormivo accanto ad una bella giovanissima bionda ?

Donna:             Certo che mi ricordo, amore. Quella bellissima bionda ero io….e allora?

Uomo:              Ne è passato di tempo.

Donna:             Eh….sì…per tutti e due…

Uomo:              Ora abbiamo una casa di 300 metri quadri, un ‘auto da 20000 euro, un letto ad acqua ed un televisore a Led  da 100 pollici, ma non ti offendere, io ora dormo con una donna un po’ più vecchia, più che bionda, quasi bianca .

Donna:             Allora non hai che da trovarti una giovanissima bionda ed io farò in modo che in breve tempo tu possa ritrovarti in un piccolo appartamento, con una vecchia auto e che tu dorma sul divano davanti ad una tv in bianco e nero da 10 pollici

Roberto:           Scherzi a parte, quandi cambiamenti dalla tv in bianco al moderno televisore tridimensionale. Eppure sembrano passati secoli….ma così non è….. se siamo ancora qui a raccontarli!

Donna:             E quindi?

Roberto:           Quindi non mi sento ancora ...da rottamare.

Donna:             (Canta) Illusione, dolce chimera sei tu………

Roberto:           Seh, canta, canta, ma c’è poco da scherzare ! Certo non mi vesto alla moda di oggi con i pantaloni attillatissimi o con quelli a bracalone , non mi concio i capelli come se me li fossi asciugati con una centrifuga o come se ai lati mi fosse passato un taglia erba.

Donna:             Beh…non saresti una cosa bella da vedere….

Uomo:              Condivido in pieno

Roberto:           Sicuramente! Invece voi giovani di adesso, non avete mai fatto un’esame di coscienza? Guai se appena usciti da un parrucchiere avete un pelino fuori posto, sarebbe una catastrofe! Sareste  capaci di chiedere alla vostra ragazza: "Tesoro….noti niente di diverso in me?” Per poi incazzarvi come una bestia a cui sono stati appena strappati i gioielli della virilità se lei non si accorgesse che vi siete tagliati di un millimetro il capello o se aveste le sopracciglia poco disegnate. Vogliamo parlare delle donne? Stanno sempre in palestra. Salgono sulla cyclette alle prime luci dell'alba e ci rimangono fino a quando l’addetta alle pulizie non le trascina fuori insieme alla spazzatura a notte inoltrata. Hanno un unico scopo nella vita: Rassodare ogni parte del corpo, meno che il cervello. Certo, loro col cervello stanno nella loro vita come noi stiamo nella nostra. Loro hannno un navigatore interno collegato al cellulare….

Musica di sottolineo. Roberto prende un cellulare

Roberto:           Già, IL CELLULARE. Quest’ oggetto rappresenta  la vera evoluzione della specie umana, il cambio generazionale. E’ tutta qui la differenza….

Prende una scatola dallo scaffale e ne tira fuori cellulari di tutti i tipi

Roberto:           Ognuno di questi rappresenta un passaggio! Quanti ne abbiamo cambiati di questi aggeggi? Io oramai ho perso il conto. Oramai il cellulare è diventato uno strumento di cui gli esseri umani sembra non riescano più a fare a meno e molti ci fanno rate e file chilometriche per comprare l’ultimo modello sul mercato. Che se stiamo appresso alla tecnologia  dovremmo cambiare un cellulare al mese. Appena ne mettono in commercio uno, già pensano come possono rifregarti e fanno in modo che quello che hai in mano non valga più niente. Ci lamentiamo della crisi, ma lo sapete che in Italia circola il più alto numero di telefonini al mondo? Ma lo sapete voi chenoi italiani  spendiamo più dei cinesi e dei giapponesi che l’hanno inventato?

Uomo:              Chi siamo noi?

Donna:             Gli italiani

Uomo:              E cosa vogliamo?

Donna:             Lamentarci che siamo poveri?

Uomo:              Yes

Donna:             E cosa facciamo?

Uomo:              Ci compriamo un cellulare all’anno

Roberto:           E più passano gli anni e più il cellulare diventa piccolo, sottile, quasi inesistente e con queste tastiere che non si leggono nemmeno se ti metti un telescopio sugli occhi. Oramai con la tastiera del cellulare uno ci può fare l’esame della vista perchè man mano che vai avanti con l’età, per vedere i nomi sulla rubrica  bisogna cambiare la gradazione alle lenti, anche se tra non molto, probabilmente ci spareranno un micro-cellulare nel cervello, un acchiappa neuroni, che basterà pensare ad un nome e lui ce lo andrà a cercare in un nano secondo sulla rubrica. Così risparmieremola vista, ma consumeremoil cervello. Un giorno ho visto una persona anziana con un cellulare in mano entrare in una cabina  telefonica e piangere di nostalgia. Che poi li avete mai visti gli anziani rispondere al cellulare?  Quando arriva una telefonata si bloccano di colpo e tutto il loro sforzo si concentra sul mettere a fuoco l’immagine che appare sul display e contemporaneamente cercare gli occhiali. Oddio , dove l’ho messi? Ed armeggiano nelle tasche della giacca, nelle borse alla ricerca dell’oggetto scomparso. Una comica. Mettiamo i miei nonni materni che hanno novant’anni e non vogliono la badante. Gliene ho regalato uno di quelli a mattonella grosso e ci ho scritto sopra con lettere giganti: CELLULARE, se no lo scambiano per il comando della tv ed ogni telegiornale  schiacciano e mi chiamano. Ho detto a tutti e due: Ve lo metto in carica io, vi ci metto la batteria al plutonio così non dovete caricarlo, ma tenetelo acceso che io devo sentire quando siete a casa e devo sapere che state bene. Siamo d’accordo?

Donna:             Certo amore di nonna

Roberto:           Allora chiamo una volta ed è spento, chiamo due volte ed è spento, la terza volta che è spento mi preoccupo. Prendo la macchina e mi precipito a casa loro. Fosse capitato qualcosa?  Invece entro dentro e li trovo tutti e due  davanti al televisore. Allora  faccio a nonna, perché il nonno quando vede la tv entra in una dimensione parallela e si estranea completamente dal mondo circostante: “Nonna perché non rispondete al cellulare?”

Donna:             E’ tuo nonno che l’ha spento.

Roberto:           E perché l’ha spento?

Donna:             Perché dice che ‘sta roba consuma.

Roberto:           Come fai a spiegarglielo? Poi ci sono anziani ed anziani. Per esempio la sorella di mia madre  è un po’ più evoluta. Per il suo compleanno le ho regalato un cellulare  perché il suo le era caduto nel bagno. Certo non era di ultima generazione. Uno così , lei, non lo capirebbe mai, ma almeno è una che  cerca di adattarsi!

Donna:             Si capisce questo telefono?

Roberto:           Certo zia

Donna:             Sai, con il fatto che ogni cellulare è diverso dall’altro, bisogna imparare tutto daccapo.

Roberto:           No questo è più o meno come quello che avevi prima.

Donna:             Il meno lo so, quindi dovresti spiegarmi il più. Non è quello che lo devi palpare ogni volta col dito?

Roberto:           No, non ha il touch scren…

Donna:             Menomale! Però devo sapere per l’accensione, lo spegnimento, l’inserimento dei nomi con l’eventuale eliminazione, poi le foto e condivisioni. Altrimenti a che serve?

Roberto:           Non mi dire che fai pure le foto

Donna:             Certo che le faccio. Le mando alla mia amica per farle vedere che bei nipoti ho e lei mi manda la foto con i suoi . Leggo pure il credito, perché serve sempre sapere quando credito si ha sulla scheda. Questo cellulare ce l’ha il calendario e l’orologio?

Roberto:           Ma non ti basta quello attaccato al muro?

Donna:             ll calendario mi serve per le bollette e l’orologio per la sveglia , perché mi deve suonare all’ora della messa. Poi nei nuovi telefonini c’è questa storia dell’internet del quale io non ci capisco un tubo….

Roberto:           Allora non ci pensare.

Donna:             Ma potrebbe essere interessante

Roberto:           Potrebbe, ma non è così semplice

Donna:             E poi mi servono cinque giga. Questo coso ce l’ha? Sul mio vecchio cellulare mi dicono che ho cinque giga, che non so che cosa sono, ma sono sono sicura che servono

Roberto:           Hai capito zia? Che poi  oggi il cellulare lo sanno usare pure i bambini! Bambini?!  Piccoli mostri ! Ho visto bambini che accompagnano al parco i genitori a giocare con gli smartphone. Ho letto che una mamma americana, ha sparato ai cellulari dei figli perché stanca di vedere i ragazzi perennemente incollati agli schermi dei loro cellulari. Ora mi riprendo il ruolo di genitore, ha detto,  mentre distruggeva i telefoni. Pure le suonerie sono diventate la colonna sonora della nostra vita. I trilli si sono rincorsi nel tempo sino a diventare uno stile. Oggi se hai una suoneria sguaiata sei un cafone incapace a gestire il tuo rapporto con la tecnologia, se hai la suoneria giusta o la vibrazione sei un signore. Dimmi come ti squilla il cellulare e ti dirò chi sei!  Insomma, nessuno avrebbe osato credere  che un giorno queste minuscole scatolette avrebbero potuto tenerci incollati allo schermo, crearci vere fobie se già non ce l’abbiamo,  collegarci con tutto il mondo, farci ascoltare musica, scattare e vedere foto, persino produrre filmati. Con questi aggeggi ci vai su internet,  sul tuo conto corrente bancario, ci accendi il televisore, le luci di casa, ci si fanno transazioni, manca solo che faccia il caffè o con un colpo di clic ci permetta di cambiare la tappezzeria, i quadri, le piastrelle di casa.  A questo punto, mi sorge spontaneo un atroce dubbio : “ Ma che fine farà il buon, vecchio, caro e rassicurante water , si il cesso, quello con asse e il pulsantone o la catena per lo scarico?!?” Non è che ce lo venderanno con una webcam incorporata al cellulare? Oramai siamo tutti affetti da una vera e propria intossicazione atipica. Sidrome cellullare da dipendenza cronica e non ci sono antidoti che tengano. Con tanto di crisi d’astinenza.

Donna:             Come si può definire  oggi il significato di “Moderna incomunicabilità”

Uomo:              Avere il cellulare scarico

Donna:             Amore, a volte ti sento così vicino, a volte ti sento così lontano...

Uomo:              Certo , ti sei comprata  un cellulare di merda! Ce li hai mille euro in tasca?

Donna:             Ho la carta di credito.   

Uomo:              Perfetta. Usala per comprati un cellulare ultimo tipo.

Donna;             Perché?

Uomo:              Così la tua vita riacquisterà un senso.

Roberto:           C’è un esercito di persone di tutte le età che passano la loro vita completamente assorte sul cellulare, che non si capisce cosa stiano leggendo, scrivendo od osservando. Alcuni pure con l'aggiunta degli auricolari per potersi isolare totalmente dalla realtà. Mi fanno sorridere con quelle teste sempre chine pure mentre mangiano, mentre apparecchiano!

Donna:             Il cellulare deve andare alla destra o alla sinistra del piatto?

Uomo:              Davanti, facendo attenzione che non ci cada sopra il vino o la coca cola .

Roberto:           Certo, sarebbe  davvero dura interrompe il flusso delle idee per mangiare e il flusso della pappatoria per digitare. Ce lo portiamo sempre dietro, manco fosse il pace-maker e non lo molliamo più. Ce lo portiamo pure nel bagno. Il cellulare è stato il più grande avanzamento verso l’uguaglianza tra uomini e donne, perché adesso anche gli uomini  fanno la pipì seduti. 

Donna:             Da una recente indagine sociologica risulta che almeno l’ ottanta per cento degli utenti maschi usa il cellulare in bagno

Uomo:              Perché noi uomini rispetto alle donne siamo  più avanti. Noi oramai ci facciamo qualsiasi cosa col telefonino, anche quando siamo in bagno.

Donna:             Sì….dall’amore alla  cacca. Amore dove sei?

Uomo:              Sto facendo la cacca

Donna:             Non ci credo

Uomo:              Ti dico di sì

Donna:             Fammi vedere

L’uomo mette il cellulare in basso

Uomo:              Tieni ti metto la tecamera.

Roberto:           Una mia amica mi ha detto che il suo ragazzo la chiama due volte al giorno. Se poi mangia qualcosa che gli fa male anche anche tre o quattro. Quando gli prendono gli attacchi di colite anche nove o dieci. La conseguenza di questa nuova tendenza è il numero di cellulari che finisce nella tazza del wc. Che poi non ci finiscono tutti per sbaglio.

Donna:             Senti amore, mi puoi prestare un attimo il tuo cellulare che il mio si è scaricato e voglio entrare sui messaggi e fare un sms?

Nota musicale di suspence

Uomo:              No…no…non posso…ho poca carica e devo fare delle telefonate importanti…..e…e poi…devo andare subito in bagno….che poi il cellulare è una cosa personale…..

Donna:             Dammi questo cazzo di cellulare e non dire stronzate.

Roberto:           Dopo il primo attacco sorpresa che lo blocca sull’attenti, il nostro lui,  guardando il display del cellulare si dirige verso il bagno che sbadatamente gli cade  nel cesso e annega . Cosa non si fa per conservare un po’ di privacy! Quelli più intelligenti, tipo il marito di una mia amica, si è comprato un cellulare che si accende con l’impronta digitale. La mia amica per leggere i suoi messaggi con l’amante, di notte, mentre dormiva, gli ha tagliato il polpastrello. Un altro mio amico ha un solo cellulare e tre schede telefoniche. Una per ogni amante. Poi quando le molla, butta via la scheda nel cesso e ne ricompra altre. La sua linea telefonica lo ha promosso  compratore dell’anno….Il mio amico Leonardo invece lo chiamiamo DDT , si proprio come l’insetticida, soltanto che per lui DDT vuol dire “Drogato da telefonino”, perché il suo dramma non è il cellulare, ma la dipendenza, cioè il non saper rinunciare al telefonino anche nei luoghi più improbabili e nelle situazioni più scomode. Il suo cellulare trilla sempre, pure mentre sta bevendo un cappuccino al bar, ma lui continua a bere con la destra e risponde con la sinistra, oppure intinge il cellulare nella tazza e si attacca una brioche all'orecchio. Risponde in qualsiasi situazione, posizione, e occasione. Una piovra. La sua prerogativa è "l'effetto pistola nella fondina": cioè non può sentire un trillo senza estrarre di tasca l'arma immediatamente. Vive sempre all'erta come un pistolero, risponde velocissimo non solo al trillo del suo cellulare, ma anche a quello del vicino, al trillo della cassa, ai trilli dei telefoni in televisione e, in campagna, anche al canto dei grilli. E poi dicono che alcuni cellulari sono persino più intelligenti dei loro proprietari! Con lui ci hanno preso in pieno.

Donna:             Per il mio Gianni, il cellulare è diventato un’ossessione. Lo cambia continuamente. E’ l’unico suo argomento di discussione. Se hai un cellulare sorpassato, manco ti parla. Ora è in lutto stretto, l’ultimo suo cellulare gli è affogato nel bagno ed è morto.

Uomo:              Tu hai mai avuto esperienze pre-morte?

Donna:             Sì, una volta il mio  ragazzo ha preso in mano il mio cellulare

Uomo:              Giro giro tondo casca il mondo casca la terra casca il cellulare

Donna:             Tutti a bestemmiare

Roberto:           Ad un conoscente gli è presa una malattia  perché si era perso  il cellulare con tutti i numeri di telefono. Ha messo l’annuncio sul giornale. Ve lo ricompro nuovo, vi pago  la taglia, purchè me lo ridate con tutta la mia rubrichetta. Ieri mi sono fermato a parlare con un uomo che chiedeva l'elemosina. Se ne stava per strada con un cartello che diceva: "Ho fame, non ho soldi, aiutatemi. Con una mano chiedeva l’elemosina e nell’altra stringeva il cellulare. Mi sono chiesto come mai uno che non ha soldi possa permettersi un abbonamento telefonico. Pure i lavavetri ai semafori! Uguale. Con una mano ti lavano il parabrezza e con l’altra rispondono al cellulare. Con il cellulare in mano siamo tutti uguali. Solo la vita è cambiata.  Prima se tornavi all’improvviso dovevi nascondere l’amante nell’armadio ora devi lanciare il cellulare dalla finestra. Col cellulare succedono cose inimmaginabili.

Donna:             Ciao papà

Uomo:              E’ lì la mamma?'

Donna:             No, è di sopra in camera con Pippo

Uomo:              Pippo, quello di Pluto e Paperino?

Donna:             No, Pippo l’idraulico

Uomo:              Ascolta cosa devi fare: vai di sopra, fuori dalla porta della camera della mamma, e dici che hai visto la macchina del papà che sta tornando dal lavoro.

Donna:             Va bene, ho fatto quello che mi hai detto, papà

Uomo:              E cosa è successo?

Donna:             La mamma è saltata fuori dal letto nuda e correva in giro urlando. Poi è inciampata nel tappeto, è caduta dalle scale e credo che sia morta.

Uomo:              E  Pippo?

Donna:             Anche lui è saltato fuori dal letto nudo e urlando. Poi ha aperto la finestra sul giardino ed è saltato nella piscina, ma si è dimenticato che l'avevi fatta svuotare ed è morto anche lui.

Roberto:           L’altro giorno ho assistito ad una scena esilarante in palestra

Donna:             Pronto, caro, sono davanti ad un negozio di pellicce, hanno una giacca di pelle, a un prezzo incredibile... mille  euro. Che dici, la compro?

Uomo:              OK... comprati sta giacca

Donna:             Oh, grazie amore mio. Ah, sai, passando davanti al negozio di scarpe ne ho visto un bel  paio di stivali che farebbero pendant con la giacca . Solo che che costano cinquecento euro . Non voglio abusare della tua gentilezza, ma cosa ne pensi?

Uomo:              Va bene,  comprali.

Donna:             Grazie amore mio. Un’ultima cosina, ci sarebbe anche un vestitino firmato che sotto la giacca e  gli stivali ci andrebbe a nozze. Solo che la boutique non lo da via a meno di settecento euro.

Uomo:              Va bene, se ti piace compralo.

Donna:             Amore mio...e' il piu' bel giorno della mia vita! Tu sei meraviglioso, ti amo! A stasera.-

Uomo:              DI CHI E' QUESTO CELLULARE???

 

Secondo atto

-Secondo atto-

Introduzione musicale. Entrano uomo e donna e con voce da giornalisti…

Uomo:              Un giorno, uno studente di Harvard, tale Mark Zuckerberg, reduce da un appuntamento andato a male o forse perché si era fatto un paio di canne o forse perché era in crisi di solitudine,  si sedette davanti al computer e, guardando casualmente l'annuario della sua università,  ebbe  un'idea: Creare un sito dove caricare tutte le foto degli studenti del college. Insomma….detta in poche parole….  farsi i cazzi degli altri

Donna:             Nel giro di poche ore Mark, riusci ad entrare nei database dell’università di Harvard ed estrarre i nomi e le fotografie di tutti gli studenti. Chi accedeva sul suo sito poteva votare la preferita tra le foto che il sistema selezionava.

Uomo:              In principio il sito si chiamò Facemash che nelle prime 4 ore di attività attirò 450 visitatori e 22.000 click sulle foto.

Donna:             Il sovraccarico di dati mandò in tilt i server dell'università e Facemash venne chiuso dai vertici di Harvard pochi giorni dopo.

Uomo:              Ma lui non si diede per vinto.  Il 4 febbraio 2004 registrò la nuova rete sociale col nome di  FACEBOOK e la lanciò su internet. In poco tempo facebook diventò il sito più frequentato al mondo…… e lui  arcimilionario.

Sul fondale la scritta Facebook

Roberto:           E questa è stata la seconda svolta generazionale. Facebook, insieme al cellulare, è diventato l’amico inseparabile che ci fa compagnia, come una volta ce la faceva la tv, quella che lasciavamo perennemente accesa, pure se non la guardavamo. Però, mentre la televisione sta in casa,  l’applicazione di facebook, tramite il cellulare, ci segue dovunque andiamo e la possiamo consultare in ogni momento della giornata. Oramai, volenti o nolenti,  rappresenta lo strumento per mantenere tutti i nostri  contatti e tutte le nostre relazioni sociali. Molti dicono non ci cascherò mai, ma  prima o poi ci cascano tutti , compreso il sottoscritto. Mi ricordo la mia prima volta…..

Roberto si mette seduto sul divano con portatile o con cellulare. Ai lati del palcoscenico una donna impersonerà facebook, invece  l’uomo impersonerà l’amico che avrà anche lui un portatile.

Gingle

Roberto:           Nome cognome. Indizzo mail….ecco qua.

Donna:             Facebook ti da il benvenuto

Roberto:           Perfetto. Ora apro un mio profilo , chiedo in giro un po’ di amicizie, scrivo un po’ di cazzate per farmi leggere e voilà il gioco è fatto! Ma quante domande! Sembra di stare in  banca a chiedere un prestito. Va bene, sì, sì, sì, dico sì a tutto e chi si è visto si è visto. Tanto è gratis. Ci sono. Ecco  il mio profilo! Ora che scrivo? Benvenuti sulla mia pagina.…..

Gingle

Donna:             Gianni Rossi  ti chiede l’amicizia . Accetti l'amicizia?    

Roberto:           Che velocità! Gianni Rossi?! Rossi, Rossi, ma si, il mio compagno di banco alla prima liceo.Un secchione di quelli! Vabbè accettiamo l'amicizia, cosa vuoi che succeda? Yes…

Gingle

Donna:             Dai il il benvenuto a Gianni Rossi sul tuo profilo.

Roberto:           Ecco qua: Benvenuto Gianni Rossi.

Donna:             Gianni Rossi ti ha mandato un poke e delle emoticon

Roberto:           Ora che è sto poke e che sono le emoticon?!!! Cominciamo con questi termini…

Donna:             Poke, per dire ti leggo. Sto qui. E’ come un colpetto sulla spalla, un piccolo fiore in segno di amicizia. Le emoticon sono delle faccine, delle figurine che servono per rafforzare il concetto!

Roberto:           Uh…che carine le faccine! Forte Gianni Rossi ! 

Gingle

Uomo:              Ciao Roberto, ti ricordi di me? Stavamo al banco insieme al primo liceo.

Roberto:           Certo che mi ricordo…che piacere risentirti, anzi leggerti!

Uomo:              Peccato che poi ti bocciarono e  tu cambiasti scuola…. e ci siamo persi di vista…

Roberto:           Ma poi mi diplomai con 60 e lode ed ora sono laureato in legge ed oggi ci siamo ritrovati. Che lavoro fai?

Uomo:              Impiegato!

Roberto:           Credevo ti fossi laureato. Cavolo….stavi sempre appiccicato sui libri…

Uomo:              Ed io invece credevo ti fossi perso per strada! Cavolo….stavi sempre a farti  le canne….

Roberto:           Nella vita si cambia,  ma…. poi……non scrivere queste cose…c’è gente che legge !

Uomo:              Lo sai che conservo ancora le foto di quando, fatto come una zucchina, ti sei messo in mutande e torso nudo al concerto di Bob Marley? Scommetto che non ce l’hai,  adesso te la taggo sul tuo profilo.

Roberto:           Taggo, che vuol dire?

Donna:             Taggare  vuol dire condividere le foto con altra gente.

Roberto:           No,no  ti prego, non mi taggare, che lavoro per lo “Studio legale Bronzetti  e associati”  ed ora i drogati li mando in galera. Qualcuno può vedere le foto  ed ho una reputazione da difendere! (Tra se) Ma come cavolo si fa a bloccare questo maledetto idiota che mi sta sputtanando sulla faccia della terra?

Donna:             Gianni ha appena taggato le foto del concerto di Bob Marley ! Clicca se ti piace!

Roberto:           No, anzi si che non mi piace! Sto sconvolto e pure in mutande ! Staggatemi per favoreeeee…come si fa?

Gingle

Donna:             Carlo Bronzetti  ha scritto un commento….

Roberto:           LICENZIATO

Donna:             Scrivi se ti piace!

Roberto:           Mavaffanculo a te e Gianni Rossi…

Donna:             Aiutaci a migliorare facebook, sono 10 minuti che sei iscritto. Dicci le tue prime impressioni..

Roberto:           Adesso te le dico io le mie prime impressioni! Questo facebook è una gran stronzata! In 10 minuti ha permesso ad un cretino che non vedevo da secoli di sputtanarmi con mezzo mondo, capo compreso, e che  ora mi ha licenziato.

Donna:             Grazie di averci descritto le sue impressioni. Ne terremo conto per migliorare sempre di più.

Roberto:           D’ora in poi se qualc'uno mi tagga gli rompo il ...il….facebook. Vabbè,  succede sempre così agli inizi dell’avventura su facebook. Il problema è che siamo tutti degli sprovveduti davanti all’ignoto. Però dopo un po’ il facebookiano impara a conoscere i trabocchetti da evitare, diventa praticissimo ed arriva al punto che le persone le cerca su facebook invece che sull’agenda, seleziona quelle giuste e scarta quelle che non gli interessano. Facebook diventa  man mano  la cartina al tornasole della sua esistenza e , se non ci va ogni giorno, ogni momento libero, gli subentra la paura di non essere aggiornato alle nuove mode, di mancare ad un evento importante, di venire a conoscenza con 48 ore di ritardo della morte dell'ultimo personaggio famoso, di perdere i contatti con gli amici, di dimenticare il suo ed il loro compleanno. 

Uomo:              Le mamme sono belle perché ricordano i compleanni di tutti.

Donna:             Facebook ricorda i compleanni di tutti,

Uomo:              Facebook  è bello come la mamma

Roberto:           Concetto più che elementare. In effetti facebook appena accendi il cellulare, come fosse  una mamma premurosa,  ti domanda :

Gingle.

Donna:             A cosa stai pensando?

Roberto:           A niente…

Donna:             A cosa pensi?

Roberto:           Se ti ho detto niente, non penso a niente!

Donna:             Scrivi quello che pensi!:           

Roberto:           E dai! Ancora? Che devo scrivere, che già la mattina mi ci vogliono tre ore per prendere conoscenza con me stesso.

Donna:             Condividi i tuoi momenti fotografici.

Roberto:           Guarda che io adesso posso condividere solamente il bagno, ma ti pare possa interessare a qualcuno?

Donna:             Guarda gli amici che non hai contattato.

Roberto:           Manco per niente! Se me li sono persi,  perché li devo contattare?

Donna:             Facebook è nato per ritrovare gli amici!

Roberto:           Ma se questa gente non la vedevo più da 20 anni, un motivo ci sarà

Donna:             Guarda i nomi degli amici che puoi contattare

Roberto:           E dagli ! Ci ho messo una vita per levarmeli dalle balle e  dopo quello che mi ha combinato Gianni Rossi, continuerò a non cagarli su facebook per altri cento anni. Quando non c'era facebook, potevo solo immaginare di quanti imbecilli fosse fatto il mondo, oggi invece ne conosco  nome e cognome e posso pure evitarli.

Donna:             Come siamo sgorbutici….

Roberto:           Hai ragione facebook. Il fatto è che  io ti leggo tanto per curiosità, ma da quel poco che leggo, capisco che per la maggior parte di gente oramai sei la nuova religione!

Uomo:              Come disse un prete celebrando la messa su facebook: “E adesso scambiatevi un segno “ Mi Piace”.

Donna:             Secondo me il settimo giorno Dio lo passò aggiornando il profilo di Facebook.

Uomo:              Secondo me invece Dio è il grande sconosciuto del nostro tempo. Non si è mai iscritto a facebook

Donna:             Ma riesce a fare le stesse magie.

Uomo:              Ossia?

Donna:             A moltiplicare i pani ed i pesci come facebook riesce a moltiplicare le amicizie.

Uomo:              Come capitan Findus?

Roberto:           Allora vi dico una cosa! Voi due, dico voi due, uno e due, siete due cretini e non fate manco ridere! Perché me li avete messi accanto! Tornando a facebook , oggi questo social  ha invaso  le  vite della gente in modo totale: in macchina,  al lavoro, dopo il lavoro. Se sali su un autobus e ti siedi, ti guardi intorno ed il colpo d'occhio è sempre quello: decine di teste chine sullo schermo con i due pollici in azione. E dire che fino a qualche tempo fa, quelle teste avrebbero guardato oltre il finestrino o le righe di un libro o gli occhi di uno sconosciuto. Pure se stai in macchina e ti fermi al semaforo, ci avete fatto caso che nessuno suona più quando scatta il rosso? Dice perché? Ma perché stanno su facebook ! In attesa dal parrucchiere, in coda al supermercato, a una cena, in spiaggia: tutti su un display  mentre intorno la vita reale respira e si muove. Drogati da facebook. Ho letto che per molti è diventata una dipendenza vera e propria. Oramai ci fanno pure le sedute dagli psicanalisti…

Uomo:              Ciao, ho venticinque anni e sono tre giorni e tre ore che non vado su facebook

Donna:             Ciao , ho venticinque anni e sono tre giorni e tre ore che non vado su facebook

Uomo:              Io sto facendo terapia disintossicante

Donna:             Anch’io sto facendo terapia disintossicante

Uomo:              Brava.

Donna:             Io  prima di venire qui seguivo la terapia dei dipendenti da you tube

Uomo:              I youtubbini

Donna:             Poi ho seguito quella dei dipendenti da linkedin

Uomo:              I linkedini

Donna:             Ora quella dei dipendenti da facebook

Uomo:              I facebbo….

Donna:             Fermo la

Uomo:              i…..ini

Donna:             Ora la vita sta diventando più bella per me.

Uomo:              Anche la mia

Donna:             Perché io non dipendo da nessuno e mi faccio da sola

Uomo:              Allora sei una drogata egoista   

Roberto:           Facebook è il social network più  democratico del mondo, il posto dove tutti si conformano.  Non importa che razza di bidone tu sia, che discarica di stronzate dici , tanto da dover usare la carta igienica ogni volta che apri la bocca, se di professione hai fatto il battimani in un programma di agricoltura e benessere, che deviazioni tipo 50 sfumature di grigio hai , in che livello culturale modello Bangladesh stai, se la tua personalità è bloccata in uno stadio intermedio tra il maschilismo talebano e l'inquisizione medievale! L'importante è che hai un profilo e che ti formatti l’anima. Così succede che l’operaio fa amicizia con l’avvocato, il coatto con il nobile, i romanisti con laziali, gli juventini con gli interisti, i comunisti con i fascisti ecc…ecc…. e così la facile omologazione è compiuta come predicava Carlo Marx. L’universo di facebook è talmente variegato, che vuoi o non vuoi c’è posto per tutti. Grandi e piccoli, saccenti e non saccenti. Avanti popolo alla riscossa! Facebook è diventato il ritrovo di ogni specie e razza umana, punto di incontro per megalomani senza platea, egocentrici pavoneggianti, rancorosi super incazzati, anime belle, ingenui, bambacioni, ex piacioni, serial killer della lingua italiana. Tutti che parlano e straparlano, che ripetono concetti, che scrivono pistolotti a discapito degli accenti, degli apostrofi e dei  troncamenti. Ma cavolo,  c’è una lingua da difendere. Ci sono  gli articoli, le preposizioni semplici, a, di,da , in, con, super, fra, tra. Mettiamole, buttiamole dentro, anche a casaccio vanno bene!  Usiamole, invece di scrivere telegrammi. Ci sono quelli che postano  esclusivamente frasi fatte, quelli che commentano il post con le abbreviazioni: TVB, ti voglio bene, TVTB, ti voglio tanto bene, TVTTTTB 4 Ever, cioè ti amo per sempre. Ma TDB:  toglietetevi dalle balle …e pure questa esiste! Io dico ben venga la tecnologia, ma evitiamo almeno di staccare il cervello. E’ che facebook ha cambiato il nostro linguaggio. Oggi ci sono persone che non ce la farebbero nemmeno a superare Luca Giurato in una gara di grammatica. 

Uomo:              Bella zi , mi hai aggiunto sul tuo profilo?

Donna:             Ma certo, adesso siamo diventati amici.

Uomo:              Pensa che prima mi avevi retuittato.

Donna:             Lo so, ti avevo zummato per un altro.

Uomo:              L’hai letto quel post?

Donna:             Certo che l’ho letto! L’ho taggato pure sulla mia bacheca.

Uomo:              Che hanno detto i tuoi amici?

Donna:             Un’apoteosi! Più di cento like.

Uomo:              Che sballo! Allora pure tu sei diventata trend topic.

Donna:             Certo! Pensa che l’altra settimana volevo  condividere un mio pensiero global, ma ci ho ripensato.

Uomo:              Cioè?

Donna:             Volevo postare a tutti di stare attenti alla dipendenza,  che io a causa di facebook stavo perdendo il mio ragazzo.

Uomo:              Com’è?

Donna:             Lui mi ha detto , adesso basta stare sempre incollata li sopra . Scegli o me o facebook.

Uomo:              Terribile!

Donna:             Così per amore ho deciso di mollare facebook. Da allora siamo stati sempre  insieme. Io l’accompagnavo al lavoro, l’accompagnavo quando usciva con gli amici, l’accompagnavo quando andava a giocare al calcetto…in palestra…

Uomo:              Come le mosca sulla….

Donna:             …… merda, ma fra noi due la merda era lui ! Oggi mi ha messo di nuovo davanti a facebook e mi ha detto: Stai bene così! Non cambiare! Che dico io, menomale che non avevo lanciato il messaggio, senno sai che figura di merda?

Roberto:           Per queste occasioni dovrebbe esistere “Trova il suo neurone” ,  un'applicazione che sfrutta la videocamera frontale del telefono o del Pc del soggetto che scrive su facebook effettuandogli uno screening neuronale. A processo terminato, nel caso vengano individuati meno neuroni di quelli impostati come requisito minimo, il cellulare del soggetto dovrebbe rilasciare una scarica elettrica di 200.000 Volt che porrebbe fine alla conversazione ed alla sua inutile esistenza. Il problema è che facebook ha infettato tutti, giovani e vecchi, grandi e piccini.

Donna:             Facebook mi ricorda qualcuno che disse: Lasciate che i bimbi venghino a me.

Uomo:              Michael Jackson?

Donna:             Ma dai!!!! Casomai quello delle parabole

Uomo:              Il tecnico di Sky?

Roberto:           Come devo fare con questi due cerebrolesi!! Oggi per esempio mi ha contattato su facebook una ragazzina, figlia di amici, chiedendomi l'amicizia. Cavolo ho pensato, ha 16 anni e metti che  legge un mio commento del tipo “ Bella gnoccona” riferito ad un’amica, che figura ci faccio? Mentre riflettevo sul da farsi, ho sbirciato sul suo profilo e mi sono reso conto che lo sprovveduto ero io. Sembrava di stare su un sito porno. Foto di limonamenti vari, foto con labbra a culo di gallina in attesa, mosse e sguardi da lolite provocanti , epiteti affettuosi come bella troia, puttana , erano presenti un po' ovunque. E poi….riferimenti sessuali a pioggia…..

Donna:             Ciao bel topone

Uomo:              Cia bella topa

Donna:             Che hai fatto ieri sera? .

Uomo:              Sono stato ad una festa da paura…

Donna:             Cazzo, dove?

Uomo:              Al Gay boy

Donna:             Che figata ! Sei riuscito ad avere i biglietti?

Uomo:              No, ma mi sono fatto un culo per entrare! Capisci a me….

Donna:             Perché, che cosa hai fatto?

Uomo:              Quello che si fa al Gay boy! Ho fatto il giro e gli sono entrato da dietro. Dai scherzo!

Donna:             Che sballo che sei!.

Uomo:              Idem

Roberto:           So perfettamente che i ragazzi di oggi sono scafatissimi, ma quello che mi ha lasciato come uno stronzo è stata soprattutto la completa assenza di adulti. Il fatto di nascondersi dietro un computer, rendono questi microcefali estremamente violenti e aggressivi. Domanda da un milione di dollari: “ Dove minchia stavano i genitori?”

Uomo:              Probabilmente anche loro ad un Gay boy

Roberto:           Niente di male, ma se beccassi mia nipote di 16 anni a scrivere certe cose, prima la tramortirei con il portatile e poi lascerei i resti a mio fratello. Dice che tanto tutto e virtuale e quindi le ragazze ed i ragazzi possono cazzeggiare tranquillamente. Ed i genitori lasciano fare e poi fanno finta di scandalizzarsi quando lo vengono a sapere. Non sapevo! Non immaginavo! Ma se sta tutto il giorno a chattare, come fai a non capire? Va bene che oggi è difficile comprendere il linguaggio ed il comportamento dei giovani. Così mi immagino un discorso tra padre e figlia, col padre che cerca di stare al passo:

Uomo:              Che hai figlia mia?

Donna:             Sono disperata, Giggi mi ha lasciato

Uomo:              E chi è Giggi,

Donna:             Uno che ho rimorchiato su facebook

Uomo:              Tu che rimorchi su facebook…dico io….non c’è più religione…

Donna:             E che c’è di male? Si parla di facebook…

Uomo:              Già è di facebook che si parla ! Vabbè, prova a parlarci con questo Giggi…

Donna:             Non posso. Mi ha tolto l’amicizia

Uomo:              Quindi eravate solo amici.

Donna:             Si e no

Uomo:              Che vuol dire si e no! Una o sta o non sta, non esiste una via di mezzo

Donna:             Non è così semplice…

Uomo:              Senti, non ci ho capito un tubo. Come comunicavate?  Eravati amici….stavate assieme?

Donna:             Avevo visto la sua foto su facebook a torso nudo…

Uomo:              A torso nudo…su facebook….

Donna:             Si, sempre su faceboook! Bello come Brad

Uomo:              Brad chi?

Donna:             Ma Bradd Pitt..

Uomo:              Un Pitt a  torso nudo

Donna:             Mi ha chiesto l’amicizia, ed io gliel’ho data subito…

Uomo:              Spero…. solo amicizia!

Donna:             Certo papà! Poi abbiamo cominciato a chattare e quindi ci siamo innamorati.

Uomo:              Chattando.

Donna:             Certo papà, chattando.

Uomo:              Quindi non vi siete mai visti….dico di persona.

Donna:             Papà, come sei antico. Una  prima chatta , dopo un po’ che si chatta insieme, si capisce se è il caso di vederci e da cosa nasce cosa. Il fatto è che dopo un po’ che chattavamo lui mi ha bannata

Uomo:              Che vuol dire ti ha bannata! Mi devo preoccupare? Devo chiamare il ginecologo….a che mese stai?

Donna:             Papà, bannata per dire cancellata! Mi ha chiesto un’uscita serale e siccome non mi sentivo ancora sicura, ho detto di no e lui “zac”, bannata per sempre.

Uomo:              E quando una ti banna…

Donna:             Sei morta ! Un deficiente, falso come un “parteciperò” a un evento su facebook

Roberto:           Hai capito che succede? Oggi se Gesù andasse su Facebook direbbe.

Uomo:              «Pietro, prima che il gallo canti tu mi bannerai tre volte.».

Roberto:           Che pure ci vado su facebook, ma molti meccanismi non li conosco e manco mi va di approfondirli. Leggo e basta. Leggo di amori che nascono virtualmente e finiscono virtualmente. Perché l’ amore virtuale in fondo cos’è? Nient’altro che il sogno di un amore. Oggi , ci si ama su WhatsApp e dopo tre giorni ci si dice addio su facebook….che io mi chiedo come possa esistere un passaggio del genere? Certo può far piacere, ma è assurdo credere che l’amicizia o l’amore consista nell’accendere un Pc o un cellulare, andare su facebook,  non trovare notifiche e sentirsi delle nullità perché nessuno ci ha cercato, oppure sentirsi amati e desiderati solamente perché abbiamo il dominio di una pagina. Ho sentito il discorso di due ragazzi sull’autobus. Uno diceva all’altro di aver conosciuto una donna stupenda su facebook, che non vedeva l'ora di incontrarla, ma aveva il terrore che fosse un bluff. Ed aveva ragione! Perché queste relazioni fanno un percorso totalmente diverso da quelle tradizionali. È come un viaggio fatto a ritroso. In genere nella vita "reale" ci si incontra, ci si guarda, si sente la voce dell'altro, si osservano i suoi modi di fare, di ridere, di parlare, di interagire con il mondo e con la vita e poi piano piano si entra in confidenza, ci si apre, ci si racconta, ci si testa e ci si tasta. In quello virtuale si parte dall’ amarsi virtualmente per arrivare forse un giorno ad amarsi veramente. Oggi mi ha chiamato un’amica disperata perché il suo uomo l’ha lasciata. Fin qui niente di anormale…gli amori nascono e muoiono….solo che:

Donna:             Siccome avevo il cellulare guasto, mi ha lasciato con un messaggio su facebook. Proprio li , io e lui ci siamo conosciuti la prima volta !

Roberta:           Un grande amore.

Donna:             Da li siamo partiti. Ci siamo conquistati chattando, poi ci siamo visti di persona e dopo un po’ abbiamo capito che eravamo fatti l’uno per l’altra e siamo andati a vivere insieme. Però  dopo due anni di convivenza, ha scelto il modo più freddo e distaccato del pianeta per mollarmi. Un messaggio su facebook!

Roberto:           E tanto…..come la giri e come la metti, il risultato è sempre lo stesso. Prova a parlaci a voce, chiedigli  un confronto!

Donna:             Impossibile! E’ partito per Miami e mi ha lasciato pure l’appartamento in affitto…

Roberto:           No!

Donna:             Eh sì! ed ora mi toccherà tornare dai genitori. Chi lo paga?

Roberto:           Certo, a 36 anni vivere coi genitori è veramente drammatico. Non ti conviene fare qualche sforzo e vivere da sola?

Donna:             Mi sono sforzata di mandarli via, ma non se ne vanno!

Roberto:           (Pausa) Forse ha fatto bene a lasciarla! Per esempio ho un amico , Sergio, che  ha sviluppato una forma di dipendenza dall'online.  Anche oggi , a più di quarant’anni, passa intere giornate su facebook. Pensa che una gli mandato un'ingiunzione del tribunale per stalking  che lo obbliga  a mantenersi almeno a 10 km di distanza per un anno e più da lei. Sicuramente deve aver straripato. Lui è così, quando gli piace qualcuna, le si attacca  come una cozza allo scoglio. Qualche tempo fa aveva rimorchiato una focosa badante rumena di 47 anni su facebook che lo prosciugava come…come

Uomo:              Una cartella di Equitalia.

Roberto:           Bravo, bell’esempio! Il problema nacque quando per provare il brivido dell’esibizionismo decisero di farlo a casa della badante, ma non avevano fatto i conti col salvavita della nonnetta. Piombarono i poliziotti in casa e li arrestarono per atti osceni. Fortunatamente se la cavò con un paio di settimane agli arresti domiciliari. Poi  fu la volta di Antonella che aveva messo su facebook la foto al mare  con i due air bag di serie in bella vista ! Era carina come in foto, mi raccontò, forse un po’ bassina e portava un paio di scarpe tacco 12 per sentirsi altissima, purissima, levissima. Ilproblema nacque quando cominciò a parlare, perché- disse lui- non si fermò più . Gli raccontò nei più piccoli dettagli la sua ultima seduta dall'estetista e il suo nuovo taglio di capelli

Donna:             Una volta era biondo cenere alla Jennifer Lopez, poi ho optato per un biondo platino alla Marilyn Monroe, ma sono psicologicamente pronta per un biondo grano prateria texana all’ Angelina Jolye.

Roberto:           Hai capito come? Dopo un’oretta di sofferenza, con la scusa di andare al bagno so che Sergio fuggì da una finestra. Poi toccò ad una culturista. Ci combinò un appuntamento, ma non aveva capito che aveva davanti il tipo di donna a cui non si deve chiedere mai. Lui deve aver chiesto con troppa insistenza e finì all’ospedale con la mascella rotta.  Decise allora di passare da una culturista ad un’acculturata e dopo  un pressing asfissiante riuscì  a combinare un appuntamento con una professoressa universitaria zitella che su facebook usava parole come….

Donna:             Iperbolico, carismatico, ridondante e uggioso….

Roberto:           Mi ricordo che Sergio per chattare con lei si faceva aiutare da un suo amico laureando in lettere. Ci uscì, la portò fuori e parlò poco per paura di fare brutta figura. Lei lo prese per uno timido e la sera, quando tornò a casa gli chattò un pensiero di ringraziamento. Lui fece  lo sbaglio di risponderle, ma senza nessuna abbreviazione, troncatura o contrazione linguistica. Lei gli rispose col suo stesso messaggio, copiato-incollato, ma sottolineando senza ritegno ogni suo errore. In pratica una battaglia navale. Colpito e affondato, ma sono certo che andrà avanti ad oltranza sino a quando non incontrerà la donna della sua vita. La sua è diventata un’ossessione. Niente di più facile, perché dagli amori in rete si può diventare dipendenti.

Donna:             (Canta) Strani amori, mettono nei guai, ma in realtà siamo noi….

Roberto:           Canta la Pausini! Ha ragione, sono proprio strani amori!  Poi avete mai visto quelle coppie che si fanno i profili assieme su facebook . Pagina di “Jessica e Luca for ever”….. con foto di loro due su un bel cuore che perde la goccia di sangue,  come a dirsi “hey, guardate come siamo felici”.  Che sembrano due cani che stanno marcando il loro  territorio .Ma si,  parlo di quelle coppie che stanno insieme al ristorante  appiccicati l’una all’altro col cellulare in mano e lei gli mette la foto di lei e lui insieme con scritto sopra:

Donna:             Amò ti amo tanto, punto esclamativo, siamo solo io e te…… forever?”

Roberto:           E lui gli risponde con un bel like con tanto di cuoricini che svolazzano sullo schermo insieme ai palloncini. Che poi magari fanno parte di una tavolata di quaranta persone. Ma cazzo, siete in un ristorante seduti accanto….. e che senso ha questa cosa? Ed io non sto parlando solamente di ragazzini di 17 anni o 18 anni, ma  parlo anche di persone di trent’anni e passa, trenta o quaranta fottutissimi anni.

Donna:             Si dice che l’amore non ha età

Uomo:              Che l’amore  non conosce la ragione e né la razionalità

Roberto:           Sarà pure, ma qua rasentiamo la pazzia! Dico io, perché fate le pagine condivise, che siete uno solo? Voi non avete fatto la fusione come gig-robot, non siete un unico pensiero , non abbiate paura dell’indipendenza, prendetevi i vostri spazi  e soprattutto date modo alla gente che legge di capire chi è il vero cretino tra voi due. E poi c’è sempre un povero padre che prova a spiegarlo a quello squilibrato del figlio:

Uomo:              Papà sono distrutto. Io e Jessica ci siamo lasciati

Roberto:           E com’è successo

Uomo:              Non lo so. Ci amavamo tanto. Avevamo fatto pure la pagina insieme

Roberto:           Pensa che roba!

Uomo:              Con la nostra foto incisa nel cuore. Jessica e Luca for ever, per suggellare il nostro amore. Poi lei ne ha conosciuto un altro su facebook, dice che hanno cominciato a chattare tra loro e…

Roberto:           E….chattando chattando…

Uomo:              Mi ha mollato. Ed ora mi manca tutto di lei. Non so più con chi chattare, ma io per stare sulla pagina  con lei ho mollato tutti i miei amici. Il mio profilo è fermo ad un anno fa. Si sono cancellati tutti…

Roberto:           Tu devi  provare ad uscire da questo tunnel di facebook . Magari ti farai altri amici! C’è vita fuori…...

Uomo:              Lo so

Roberto:           Allora se lo sai….fallo! Che poi non ci vuole mica tanto! Basta applicare gli stessi principi di facebook nella vita reale..

Uomo:              Che pensi che non ci ho provato a farmi degli amici al di fuori di facebook ? Tutti i giorni io scendevo  in strada e spiegavo ai passanti che cosa avevo mangiato, come mi sentivo, cosa avevo fatto la sera prima, quello che stavo per fare, quello che avrei fatto domani, mostravo le mie foto , quelle del cane , del gatto,  ascoltavo pure le conversazioni della gente e dicevo  “ mi piace!”

Roberto:           Che uno se la racconta …..non ci crede nessuno…..

Uomo:              Dopo qualche ora avevo quattro persone che mi seguivano : due poliziotti, uno  psicologo ed un infermiere, senza considerare l’ambulanza.

Roberto:           Figlio mio non ti puoi fossilizzare in questo modo . Devi reagire, devi ricominciare. Si ricomincia sempre!

Uomo:              Infatti sto reagendo!

Roberto:           Ah... menomale!

Uomo:              Proprio oggi ho ricominciato  a chattare con Wanda, che non è bella come Jessica, ma da come scrive,  sembra tanto simpatica!

Roberto:           Sembra! E pure questa, scommetto su facebook…

Uomo:              Certo papà!

Roberto:           Allora sei recidivo.

Uomo:              E solo così riesco!!! Che ci posso fare,  io appartengo alla mia generazione, noi siamo diversi da voi, noi abbiamo il cellulare. Con questo comunichiamo, sentiamo la musica, andiamo su internet….

Roberto:           Perché oramai siete tarati ! Cavolo, ai mie tempi si andava alle feste, ci si conosceva, ci si toccava, si ballava e poi al massimo ci scrivevamo bigliettini…lettere.  Ma come si fa a fare l’amore su faceboook……come si fa…

Uomo:              Non capisci papà. Dietro c’è tutta una strategia.

Roberto:           Sentiamola questa strategia. …

Uomo:              Si chiede l’amicizia a 10 ragazze  carine e senza impegno, sperando che tre quattro abbocchino.

Roberto:           E abboccano?

Uomo:              Dipende dalla foto che hai messo sul tuo profilo.

Roberto:           Spero che tu ne abbia messa una decente.

Uomo:              Ho messa quella di quando sto in palestra a fare pesi. Fa più scena! Modestia a parte il fisico non mi manca.

Roberto:           Con quello che pago di palestra

Uomo:              Poi  scelgo quelle che accettano l’amicizia, guardo le  foto per sapere con chi se la fanno,  scopro  i loro hobby , se vanno al mare o se escono la sera.

Roberto:           Peggio della digos….

Uomo:              Poi cerco di trovare  le foto che non hanno commento, che oggi trovare ragazze senza commenti è difficile.

Roberto:           Eh già! Sono tutte commentabili…

Uomo:              Quindi scrivo sotto la foto un bel pensiero tipo: “ Sei uscita benissimo nella foto che hai appena pubblicato” o  “Se questo è un sogno mi dovete svegliare”

Roberto:           Che uno non ci dorme la notte a pensarle….. frasi del genere.

Uomo:              E così  se una ci mette sotto un bel like, vuol dire che hanno fatto effetto.

Roberto:           Un bel like…

Uomo:              Quindi passo alla fase botta e risposta in pubblico, che è una palla perchè s’ intromette un sacco di gente e, quando ho fatto un po’ di conoscenza,  aspetto il momento giusto per chiederle di passare in chat che è più intimo. Così  ci appartiamo solo io e lei.

Roberto:           Ai tempi miei ci appartavamo durante le feste.

Uomo:              E tra un chattata e l’altra scelgo la maniera giusta per dirle che mi piacerebbe tanto parlare con lei e che vorrei sentire la sua Voce “live”

Roberto:           Live?

Uomo:              Dal vivo papà.

Roberto:           E di dal vivo no?

Uomo:              Lo vedi che sei antico?

Roberto:           Va avanti

Uomo:              E se lei mi manda il numero di cellulare ho fatto bingo. La invito a bere un drink insieme e se non mi piace arrivederci e grazie.

Roberto:           Una cosa senza facebook, proprio niente?

Uomo:              Come no?  Pensa che un giorno ho conosciuto una ragazza, ci siamo piaciuti e abbiamo fatto l’amore.

Roberto:           Ecco, lo vedi?

Uomo:              Ma poi ci siamo visti su facebook , non è scattato niente e ci siamo lasciati.Ora però mi sono fatto più furbo, mi curo la pagina, scrivo cose, così le ragazze si interessano, vengono sul mio profilo e “ZAC”.

Roberto:           Caro ZAC…fammi sentire, che ci scrivi su questo profilo.

Uomo:              Copio le frasi dei filosofi….gli afi…afo….non mi viene il vocabolo…

Roberto:           Gli aforismi?

Uomo:              Si quella roba li! Non puoi capire quanti like mi mettono. Che io non so manco che vogliono dire, ma vado a senso.

Roberto:           Non avevo dubbi…

Uomo:              Che più le parole sono difficili e più tirano.  Poi ce n’è uno…Bucischi…anzi no Beluschi…

Roberto:           Bukowski

Uomo:              Si lui….è una favola! Scrive certe frasi…

Roberto:           Infatti su facebook c'è un cospicuo numero di lobotomizzati che non fanno altro che copiare i pensieri di altri esseri pensanti, tipo , Merini, Lorca, Neruda, Coelho, insomma di quelle frasi già belle e  confezionate che fanno tanto intellettuali, al motto di: “ Io sono figo perché copio cose fighe” . Che sono pure bei pensieri, ma dopo un po’ diventano martellanti e fanno venire l’orchite. Che dico io, se ti piace un pensiero di un altro  condividilo pure, ma almeno dai una spiegazione al tuo gesto, dicci il perchè o cosa quella frase ti ha fatto pensare. La tastiera non si trasforma in scintillante se non riempi i post di facebook di pensieri non tuoi. Molti  copiano degli aforismi intelligentissimi e poi si cliccano mi piace da soli. Una vergogna! La cosa più triste è che se ci torni sopra dopo una giornata, l’unico like è ancora quello tuo. Imbecille mio, non ti fare forte e interessante con i pensieri degli altri. Se proprio vuoi fare il poeta o il filosofo metti in moto i neuroni del tuo cervello, così li tieni in allenamento ! A proposito di  Bukowski, sentite questa bella sua pensata che ho appena letto…eccola qua  ce l’ho proprio qui sul cellulare:

Donna:             La maggior parte degli uomini della terra  lavora otto ore al giorno almeno cinque giorni la settimana.

Uomo:              Non c’è ragione per uno che lavora otto ore al giorno di amare la vita, perché è solo uno sconfitto.

Donna:             Come si può amare la vita se si vive soltanto un’ora e mezzo al giorno e si buttano via tutte le altre ore?

Roberto:           E se me lo dice lui ! Che già mi rode andare a lavorare, caro il mio  Bukowski, ma con questi aforismi non fai altro che  contare le ore della mia vita e  mi  fai pure pensare a quante ore di lavoro ho ancora avanti prima della pensione…e mi mandi in depressione prima del tempo! Dei gran pensatori, questi filosofi, niente da dire! Non che la mia conoscenza o eventualmente simpatia per loro vada oltre quanto posso apprendere da una sana lettura della Settimana Enigmistica. Poi ci sono i facebookiani che, non sapendo che cazzo scrivere,  creano l'account al proprio animale domestico e scrivono non meno di 10 post al giorno o ci fracassano i santissimi zibidei con le foto dei loro cani e gatti vivi o  morti con tanto di foto e dedica da baci perugina.

Donna:             Mi hai dato amore coccole baci ed io ti ho dato tutto l'amore e tutto il mio cuore Fuffy,  e ora che te ne sei andato, mi si e' spezzato

Uomo:              Ho messo la foto del mio gattino e nessuno commenta!

Donna:             Lo so che non mi condividi perché sono piccolo  e nero e dici che porto sfiga.

Roberto:           Che una volta un gatto ha pure risposto: “A noi gatti neri porta sfortuna essere attraversati dagli imbecilli”. Se ne avessi la possibilità, mi piacerebbe creare un universo parallelo dove i gatti e i cani abbiano lo stesso potere degli uomini di andare su facebook e condividere foto di tenerosi pacioccosi cuccioli umani. Poi ci sono quelli che mettono le foto degli animali maltrattati o vivisezionati che uno le guarda e gli si spezza il cuore. Ragazzi miei, non è condividendo queste foto, che gli animali vengono rispettati. Chi è bastardo dentro, gli puoi far vedere tutto quello che vuoi, ma  bastardo dentro rimane. Poi  non mi meraviglierei se un cane un giorno scrivesse su facebook:

Donna:             Cerco padrone di razza perché il bastardo ce l’ho già avuto

Roberto:           Il problema è che queste cose  le fanno anche con i bambini malati , con i disabili. Se hai un cuore condividi, scrivono sotto il post e voglio vedere quanti metteranno mi piace. Ma a che punto siamo arrivati? Dice condividi, ma il dolore non è un pezzo di torta da condividere, da guadagnarci sopra. Ma poi, mi domando perché piace tanto il dolore messo in piazza!! Dico io, perché riscuote tanto “successo”?  Ve lo dico io il perché! Perché leggere o ascoltare del dolore altrui ci fa pensare:

Uomo:              “Ah, che fortuna che non è capitato a me!”

Roberto:           E poi su questi social network c'è chi scrive minchiate con la stessa intensità e profondità di un monaco tibetano. Poi ci sono quelli che postano giudizi, che si sentono importanti solo nell’atto dell’intervento, quelli che ostentano le loro opinioni per accattivarsi quel minimo di attenzione e di popolarità che altrimenti non avrebbero mai nella vita, quelle donne che aggiornano il proprio stato sulla bacheca dicendo di tutto,  quando hanno le mestruazioni, quando stanno per partorire, quando vanno in menopausa,. Ci sono quelli che mettono in bacheca i loro fatti privati….che alla fine ti nasce spontaneo quel piccolo senso di soddisfazione quando nessuno se li fila di striscio.

Donna:             Oggi sono infelice amici !!! Pippo mi ha messo le corna.

Roberto:           Ma chi se ne frega se Pippo o Pippa ti fatto le corna? Non scrivere i tuoi pensieri d’amore su facebook. Se non frega niente a lei, figuriamoci quanto ce ne può fregare a noi. Anzi sapete cosa vi dico? Ha fatto bene! Così imparate a non mettere i cavoli vostri in piazza. Poi c’è la gente metreopatica che mi fa impazzire….

Uomo:              Piove

Donna:             Anzi nevica

Uomo:              Sembra!

Donna:             Pioggia mista a neve

Uomo:              Ora più neve

Uomo:              Ora più pioggia e meno neve

Donna:             Ora un po’ ed un pò

Donna:             Ora niente

Roberto:           Ma cosa scrivi?! Volendo, ce l’abbiamo pure noi uno schifo di finestra o pensi che abitiamo tutti al  Colosseo? E poi c’è gente che aggiorna il suo stato e nessuno lo commenta ed allora lo cancella e lo riscrive mezz'ora dopo.  E poi foto su foto….una sfilza infinita! Che poi ognuno di noi, volente o nolente, ha un set completo di maschere pirandelliane, perchè ogni volta che ci facebookiamo vestiamo la maschera  del poeta, della mamma, dell'incazzato, del simpatico e via così.  E poi, reggetevi forte,  ci sono i “ SELFISTI ”.

Musica di sottolineo

Uomo:              Si selfie chi può

Donna:             Siamo diventato tutti i selfie della gleba

Cantilena

Uomo:              Fai un selfie, fanne un altro,

Donna:             Fa la giravolta, falla un’altra volta,

Uomo:              Guarda in su,

Donna:             Guarda in giù

Insieme:           Fai l’auto- scatto che vuoi tu.

Roberto:           Perché dovete sapere che oggi , lo scocciatore con la macchina fotografica e l'idiota col telefonino si sono fusi in una sola persona…

Uomo:              Come Gig robot !

Roberto:           Più o meno!  Gente che si fa selfie alle feste, ai ristoranti, allo specchio, in macchina, mentre guida, mentre si ispeziona il naso. Ora io dico,  che senso ha farsi settemila foto, tipo al mare e postare  settemila foto tutte uguali ?  Forse perchè cerchiamo conferme? Che poi le donne sono quelle  più tremende…..hanno tutto un loro modo per mettersi in evidenza!

Uomo:              Autoscatto alla finestra con sguardo miope.

Roberto:           Sdraiate sul letto come telefoniste erotiche.

Uomo:              Spiaggiate come un'otaria

Roberto:           Attaccate sullo scoglio come una cozza .

Uomo:              Faccio la figa davanti al box doccia con scaldabagno sullo sfondo.

Roberto:           Che tante volto lo scaldabagno è molto più bello da vedere. Che poi sono sono convinto che hanno tutta una loro preparazione prima di farsi i selfie !

Uomo:              Sveglia alle 4

Roberto:           Alle 5 dal parrucchiere

Uomo:              Alle 6 trucco

Roberto:           Alle 7 si rimettono il pigiama per postare il selfie di “Appena sveglia” .

Uomo:              In pratica 3 ore di preparazione, 50 pose provate, 72 foto cancellate

Donna:             (Linguaccia) Invidiosi!

Roberto:           Ok…ok…, ma perché  le labbucce a culo di gallina e quelle  ditina a “V” ogni volta ? Perché, santo dio , perché?

Donna:             Non lo so, ci viene spontaneo…

Roberto:           Che il più delle volte la vostra amica ci mette sotto un bel like. Dico io: “ Perché lo fate?”

Donna:             Perché ci piace vedere la nostra migliore amica che è felice sulla spiaggia e glielo facciamo sapere.

Roberto:           Ma non è vero! L’amica che ti mette like e ti  scrive pure che sei una gran bella gnocca non è tua amica, ma è una che vuol farti vedere che c’è, ma in realtà gli rode tanto che tu sei in spiaggia alla faccia sua e lei pensa che tu pensi che a te se non scrivi niente, poi ti rode. Che casomai è la stessa che quando pubblichi una foto che si vede un po’ di chiappa suina , che magari non ti rende giustizia, ma che ti sei voluta fare  perché presa da un’attacco di solitudine …. ti scrive:

Donna:             Sei bellissima, sei uno schianto  amo’… amo’… sister….

Roberto:           Quando invece non è per niente tua amica. La vera amica ti contatterebbe in privato e ti direbbe:

Uomo:              Amo’, ho capito che stai attraversando un periodo di merda, però a fare così  peggiori di più le cose. Poi fai quello che vuoi, ci mancherebbe, liberissima , però sono tua amica e te lo devo dire.

Roberto:           Io adesso vi chiedo, gente dallo scatto facile,  ma non avete altro da fare? Riposatevi ogni tanto…..raggiungete la pace dei selfie .Che ogni tanto un “autoscatto” ci sta pure, per cazzeggiare, anche per mostrare qualcosa, anche per far vedere dove si è,  ma è l’esagerazione che è sconvolgente. Che poi ci si mettono pure gli uomini.  Beh…fatemelo dire: “ Gli uomini che si fanno i selfie, sono veramente una cosa brutta da vedere”. Tralasciando quelli con la pancia suina, avete visto quelli che si fanno un selfie in costume  senza un filo di grasso, magari hanno pure aggiustato la foto con photoshop , depilati al massimo e stanno con una gran gnocca a fianco e scrivono: “ Guardate che mare? ”. Ragazzi miei, io non vi odio neppure, ma se poi magari mi dite quanto vi è costata la gnocca…..ci potrei fare un pensierino! Io penso che sarebbe bello che esistesse un mondo parallelo al nostro,  in cui i cessi si facessero i selfie con le persone sullo sfondo.  Il problema è che oggi vivere sembra ormai poca cosa, se non si esibiscono immagini che ci ritraggono mentre diamo prova della nostra stupenda esistenza. Qualunque sia la cosa che stiamo facendo, tutto sembra essere subordinato allo scatto ben riuscito, alla foto sorprendente, quella che dimostri agli altri che ci siamo, che siamo davvero lì, che è tutto vero. Se no, chi ci crederà  che stiamo pranzando in un ristorante con vista panoramica o che stiamo  a New York  o alla sagra del carciofo e della porchetta o nel cesso di un grande albergo?

Donna:             Il selfie è l’istantanea di un pirla che immortala la sua vanità.

Uomo:              Ma quindi quelli belli dentro per farsi i selfie , devono ingoiare lo smartphone?

Donna:             Dopo una certa età non sono più selfie,  ma foto per lapidi.

Uomo:              Dopo cinque foto consecutive, con la stessa espressione, da tutte le angolature, non li chiamerei selfies, ma foto segnaletiche.

Roberto:           Perché facebook è uno strano universo parallelo ricco di spunti dove accadono “cose” e dove le facciamo accadere pure se non sono mai accadute. Basta che ci vedano e ci mettano un bel like, cioè mi piace, ti leggo e ci sono.

Uomo:              Che fai nella vita?

Donna:             Regalo piccole emozioni a persone con problemi.

Uomo:              Terapia del sorriso?

Donna:             No, metto dei "mi piace" a caso su Facebook.

Roberto:           Che poi in molti facebookiani subentra l'angoscia da mancanza di like, l’astinenza da like, vanno in depressione se scoprono che il loro messaggio è stato letto, che la loro foto è stata vista, ma nessuno ci ha messo un bel like. Perché il facebookiano ha una vita veramente difficile, ma soprattutto sempre attaccata alla tastiera a controllare il suo profilo ogni 5 minuti…

Uomo:              Sono passati cinque minuti, perché non mi riscrivono?

Donna:             Perché non commentano…

Uomo:              Perché non mettono manco mezzo like?

Roberto:           Anche perché la maggior parte di facebookiani il like, il mi piace,  lo cercano come la dose per un drogato  in crisi d’astinenza. Loro si industriano! Metti una foto bella, accattivante, friccicarella?

Uomo:              300 like e pioggia di commenti. Ale’!!!!

Roberto:           Ti orienti su un commento leggero zero impegno intellettivo?

Uomo:              Aripioggia di like.

Roberto:           Si intravede mezza tetta o un torace glabro da culturista?

Uomo:              Un’apoteosi.

Roberto:           Fai un post su un argomento di peso sotto al quale si dovrebbe esprime un’opinione, esporsi, impegnarsi in un ragionamento?

Donna:             Non ti si caga nessuno.

Roberto:           Ed è vero!  È incredibile come un like in più o in meno possa stravolgere un umore, quanto una parola su facebook possa essere tradotta e interpretata all'infinito assumendo le forme e i colori più vari. E’ che poi si perde il senso delle cose, della realtà,   se non si ha davanti una tastiera …

Donna:             Ho una vita fuori da facebook, ma non ricordo la password per rientrarci.

Roberto:           Alla fine io sono dell'idea che facebook può essere fortemente terapeutico perché aiuta a tirar fuori ciò che si ha dentro, quasi come se si fosse stesi sul lettino di uno psicoterapeuta, ma c’è anche il rovescio della medaglia!

Uomo:              Sono tiste, disperato. Pure Antonio Rossi  mi ha tolto l’amicizia .

Roberto:           E chi è Antonio Rossi?

Uomo:              E chi lo sa…

Roberto:           Perché un invasato di facebook contolla le entrate e le perdite come se stesse facendo una trasfusione di sangue e ,  non solo scrive il suo post giornaliero, ma deve andare su tutti i blog possibili e immaginabili, commentare qualsiasi post in qualsiasi modo e vedere quanti veramente lo cliccano ed  come lo cliccano per non naufragare nella tempestosa balia dell’indifferenza, lo straziante tormento del non essere stato considerato da nessuno. E’ un problema di dettagli….

Uomo:              Perché sono i dettagli che fanno un blogger!

Donna:             Perché sono i dettagli che cambiano il mondo.

Donna:             Perché sono i dettagli che trasformano il niente in tutto.

Roberto:           Invece nella vita reale sono le azioni che fanno la persona, mentre su facebook la fanno i dettagli. Dai dettagli capisci con chi hai a che fare, dalle cose che leggi, dalle risposte che danno tu  capisci a che categoria appartengono i facebookiani. Per esempio c’è quella degli insopportabili, degli indignati seriali. I loro commenti abbondano di punti esclamativi:

Uomo:              “E' scandaloso!!!! Inaudito!!! Allucinante!!!!”. 

Roberto:           Questa è gente che generalmente non manifesta un solo pensiero, mai una giustificazione valida alla sua esternazione, gente che abusa a iosa del tasto “condividi” , come Cicciolina abusava del suo Pitone. Poi ci sono gli “inutologi”, cioè quelli che vivono nell'attesa di poter mettere una faccina sorridente a qualunque cosa viene pubblicato, senza scrivere mezzo rigo. Poi ci sono i “ genitori innamorati”, in prevalenza donne, cioè quelle che parlano solo dei figli postando le loro foto ovunque.

Donna:             Guardate quanto è bello il mio pupo!

Uomo:              Guardate mio figlio quando ciuccia il latte.

Donna:             Guardate il mio bambino che la fa  sul vasino.

Roberto:           Molte donne non ce la fanno ad aspettare nemmeno che i figli nascono, tanto sono  impazienti di metterli in vetrina.

Donna:             Allora dottore mi dica se è maschio o femmina che devo aggiornare la mia pagina di facebook.

Uomo:              Anzi mi dia l’ecografia uterina che ci metto pure quella…magari qualcuno riesce a capire il sesso!

Roberto:           Cavolo, ma avete chiesto al vostro bimbo/a di 3 anni se è felice che tutti sappiano che ha problemi di coliche o flatulenza o che la sua faccia possa andare a finire in qualche album di pedofili? Coglioni, datevi una regolata!  Se andate avanti di questo passo non appena i vostri figli saranno adolescenti, si vendicheranno postando le vostre fotografie dal proctologo o parleranno della vostra incontinenza senile.

Roberto:           Che poi su facebook  ho visto foto di bimbi non proprio bellini . Una volta mi è capitata sotto gli occhi una coppia di gemelli di una bruttezza imbarazzante. La mamma aveva scritto sotto la foto:

Donna:             “ Ecco i miei due splendidi  gemellini “Fiore e Felice”. Ma non vedete amici miei quanto sono belli?

Roberto:           Certo, pure io ci ho messo sotto un like di incoraggiamento. Adesso mi rivolgo ai futuri genitori  e faccio un appello:  “Fate attenzione nella scelta dei nomi per i vostri bambini ….siate consapevoli dei vostri limiti. Evitate di chiamare i vostri figli con nomi delicati se non sono proprio bellini! Solo Angelina Jolie e Brad Pitt si possono permettere nomi eccentrici come Cessetta e Sgorbino. I figli risulteranno comunque belli, affascinanti e saranno apprezzati da tutti.Chiamare due bambini brutti contro ogni evidenza" Felice e Fiore" è da molto bastardi dentro. Sputtanandoli su facebook, li costringerete a farsi prendere per culo da mezzo mondo”. Poi ci sono i criptici.  Quelli che buttano lì frasi dal significato oscuro, parole enigmatiche dal significato tipo:

Uomo:              “ C’è gente che…”

Roberto:           Gente cosa? Specifica, non la buttare sul generico. Abbi il coraggio di dirgli stronzo in faccia, non ti nascondere dietro un vocabolo! Poi ci sono quelli che sono sempre depressi anche quando fanno qualcosa di bello ed eccitante:

Uomo:              “Sono appena tornato da due mesi dalle Maldive, ma che tristezza la città” e “ “Vorrei tanto il sole” !

Roberto:           Che poi è la stessa persona che il giorno dopo scrive:

Uomo:              “Ma non piove mai?”  

Roberto:           Se ci fate un po’ di attenzione scoprirete che i cretini, sono visibili su facebook quanto un dirigibile nero in un cielo terso primaverile. Perché, se vogliamo, la vera natura di ognuno di noi salta fuori a lettere cubitali fosforescenti e lampeggianti, anche solo scrivendo la lista della spesa. Poi ci sono i pulitori a scadenza:

Donna:             Ho bisogno di concentarmi sulla mia vita di cambiare tutto cominciando da facebook

Uomo:              In che senso?

Donna:             Comincerò a fare pulizia sul mio profilo.            

Roberto:           Pulizia di che? Se vuoi fare pulizia, cioè tagliare un po’ di gente dalla tua pagina, lo fai senza dirlo. E’ come quello che dice che vuole suicidarsi e chiama l’ambulanza perché lo venga a salvare prima che lo faccia. Suicidati e basta! In ogni caso, chi viene tagliato scomparendo da un profilo, non potrebbe mai darti la soddisfazione di dirti che è incazzato o l' insoddisfazione di farti sapere che non gliene fregà un cazzo che tu l’hai tagliato. Quindi che gusto c’è ? Mi divertono ancora di più quelli che poi sotto il post dei “ tagliagole” buttano un “ non è che tagli anche me?”.... autoincensandosi del fatto di non essere stati tagliati e quindi sentirsi indispensabili. Rilassatevi, fruitori di pagine. Rilassatevi possessori di una casa fantasma. Il virtuale è un gioco e come tale andrebbe preso con l'ironia, con la leggerezza di un grande "sticazzi", tanto su facebook non c’è nulla di reale. Evitate queste pulizie seriali, tanto più che il campionario di umanità che si espone sul virtuale potrebbe rappresentare per voi una palestra di conoscenza.Facebook non è poi così importante.

Uomo:              Hai Facebook?

Donna:             No

Uomo:              Twitter?

Donna:             No

Uomo:              Whatsapp

Uomo:              No

Donna:             E allora cosa hai?

Uomo:              Una vita

Uomo:              A proposito di vita, ho letto una notizia di quelle! E' ufficiale, datosi che su i social , se nessuno cancella ci rimaniamo per sempre, tra meno di 50 anni ci sara' il sorpasso: i social avranno piu' utenti morti che vivi.

Donna:             Quindi facebook ti regala l’immortalità.

Roberto:           Ma non può essere così! Mi rifiuto di pensarlo! Ma è veramente questa l’immortalità che vogliamo? Perché se è questa, sarebbe una vera tristezza!  Che poi pure se non stiamo su facebook  non succede niente, il mondo non crolla, i nostri amici continueranno a volerci bene e forse ce ne vorranno anche di più, se ogni tanto ce ne stiamo zitti. Non succede niente  se un argomento lo ignoriamo, se ignoriamo l’ennesima disputa quotidiana attorno al niente , perché spesso di niente si tratta , perché il mondo vero, la vita vera, i problemi veri, sono un’altra cosa.  Non succede niente se ci chiamiamo fuori, ci scolleghiamo da internet , spegnamo il cellulare o il Pc e torniamo ad  essere per qualche giorno disinteressati e ignoranti. O forse eravamo tutti meno brutti, quando stavamo tutti più zitti, quando la solidarietà si esprimeva con i fatti, quando il cordoglio si esprimeva col silenzio e non su faceboook. Quando l’indignazione era composta, quando non avevamo tutti la presunzione di partorire sofisticatissimi pensieri che avrebbero per certo reso il mondo un posto migliore. Quando il dialogo era un dialogo e non un’incazzatura virtuale  a cui si rispondeva con una contro-incazzatura virtuale scandalizzata. Sarò strano, ma a me piacciono le cose concrete, quelle che posso toccare e vedere, mi piace l’amore vero e non quello virtuale fatto di cuoricini e palloncini che svolazzano su facebook. (Guarda la platea) Tu, tu qui davanti, tu giù…li in fondo !. A voi noi piace. (Guarda gli attori  della commedia) Voi che ne pensate?

Donna:             A me piace l'amore fatto di telefonate improvvise perché ho il bisogno di sentire la voce

Uomo:              A me piace l'amore fatto tra le lenzuola, dove ci lasci il cuore e il mattino seguente profuma del caffé del buongiorno.

Donna:             A me piace l'amore sussurrato, quando mi dici che non ti basto mai.

Uomo:              A me piace l'amore stretto in un abbraccio e fermato in un bacio.

Donna:             A me piace l'amore fatto di mani che stringono, di occhi che si cercano.

Roberto:           Ecco! Ci vuole tanto poco a volersi bene dal vivo o come dite voi “ LIVE” ? Questo voglio dire prioma di salutarvi. Non siete d’accordo?

Probabile applauso. Roberto saluta, presenta gli attori che hanno partecipato alla commedia, poi come se gli fosse venuta un’idea.

Roberto:           Che poi, prima di chiudere il sipario, un’ultima domanda voglio farla e magari qualcuno conosce la risposta: “ Ma quelli che fanno “sesso virtuale” poi si fumano la sigaretta elettronica?”.

Fine

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