Si fa presto a dire Ikea

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Si fa presto a dire IKEA
di

Mimmo Titubante

Trama

Sandro , scapolo irriducibile ,  seduce Paola che è alla ricerca di un ragazzo che le voglia bene e che la rispetti. Dopo l’ennesima sua scappatella, Paola decide di lasciarlo e lui , pur  di non perderla, si  gioca la carta della convivenza. Hai visto mai che stando insieme come una coppia normale, riesca a trovare quell’equilibrio che non ha mai posseduto? In effetti il loro rapporto tra una scossa e l’altra procede normalmente, sino a quando l’appartamento dove convivono viene messo in vendita ad un prezzo vantaggioso. La coppia pur di non perderlo, decide di acquistarlo. Certo comprare un appartamento in comproprietà e con un mutuo ventennale , è l’ultimo atto di una convivenza che può condurre soltanto al “ fatidico sì “. Paola ne è convinta, ma Sandro svicola in ogni maniera  perché, primo non vuole figli, secondo  è convinto  che solo senza legami duraturi si riesce a  mantenere vivo un rapporto. Il dramma scoppia quando lei gli chiede di sposarlo. Inizialmente lui si piega ai suoi voleri, anche se in preda a uno scompiglio interiore neanche ben celato: Paola è la donna dei suoi sogni, ma il matrimonio resta comunque il suo peggior incubo. Ad arricchire le vicissitudini del loro menage intervengono i soliti amici :  Danny, dichiaratamente gay , Barbara, incallita femminista, e Carlo agente immobiliare. Cominciano i preparativi del matrimonio , ma le sorprese sono dietro l’angolo.

Personaggi

Paola      :       Convivente

Sandro    :       Convivente

Carlo       :       Amico

Danny     :       Amico gay

Barbara   :       Amica

Primo atto

Scena 1

Luce su Sandro che entra da un lato del palcoscenico. Paola è seduta ad un tavolo sul proscenio e sorseggia da una bottiglietta d’acqua.

Sandro:            Conobbi Paola durante un appuntamento con l’agenzia immobiliare per l’affitto di un appartamento in centro. Lei mi colpì subito. Era una gran bella ragazza

Luce su Paola

Paola:              Anch’io ero li per lo stesso motivo. Sandro mi colpì subito. Era un gran bel ragazzo.

Luce su Sandro

Sandro:            Io ero il primo dell’appuntamento. Quando uscii dall’appartamento avevo già consegnato all’agente immobiliare l’assegno della caparra. Lo volevo a tutti i costi.

Sandro si avvicina a Paola.

Sandro:             Le da fastidio se mi metto seduto qui?

Paola:              Faccia pure, tanto stavo per andare via.

Paola fa per alzarsi

Sandro:            Posso offrirle qualcosa?

Paola:              Non prendo niente, grazie.

Sandro:            Ma io mi sento in debito con lei e voglio farmi perdonare!

Paola:              Da cosa.

Sandro:            L’appartamento.

Paola:              Sinceramente, se fossi salita prima di lei, avrei fatto la stessa cosa. Mi ha solo fregato sul tempo!

Sandro:            Apposta mi sono affrettato a fermarlo. In questa zona di tagli così non se ne trovano facilmente.

Paola:              Allora le auguro buona fortuna, ma ora devo proprio andare…

Sandro:            No aspetti! Non può farlo senza aver assaggiato prima la specialità della casa. Qui fanno delle crèpes alla nutella strepitose.  

Paola:              Mi dispiace rifiutare….ma sono a dieta…

Sandro:            Allora prenda qualcos’altro….la prego!

Paola:              Ok…un caffè …

Sandro:            Perfetto! (Le da la mano) Io mi chiamo Sandro Latini…Sandro se non ti…

Paola:              Paola Mariani…..Paola..

Sandro:            Prenderò anch’io solo un caffè, anche se devo confessarti che la nutella è il peggiore dei miei vizi.

Paola:              A chi lo dici! Infatti dopo prevede un duro lavoro in palestra.

Sandro:            Senti , ho un’idea! Perché non  saltiamo tutti i convenevoli?

Paola:              Scusa?!

Sandro:            Tipo chi sei tu , chi sono io , che cosa ci facciamo qui. Io sono dell’idea che quando due si incontrano per la prima volta, è allora che devono essere totalmente sinceri.

Paola:              Non capisco….

Sandro:            Ma sì! In fondo cosa abbiamo da perdere? Pensaci, dopo questa chiacchierata, probabile stretta di mano, saluti e non ci rivedremo più se non ci va. Fidanzata, sposata?

Paola:              Single .

Sandro:            E come fa una ragazza come te….single!!!

Paola:              Ah beh….questo è l’ultimo dei miei problemi.

Sandro:            Io credo che sia stato il destino a farci incontrare!

Paola:              Senti…evitamiamo queste stupidaggini…

Sandro:            Perché? Io single, tu single…..non credi che dovremmo approfondire la nostra conoscenza?

Luce su Paola che entra in casa.

Paola:              Alla fine gli lasciai il mio numero di cellulare

Luce su Sandro

Sandro:            433322179. Pronto Paola?

Luce su Paola

Paola:              (Legge) 3742288154…Sandro.

Luce su Sandro

Sandro:            Ciao, ti va di andare a bere qualcosa insieme stasera?

Luce su Paola

Paola:              Capii subito che avevo voglia di rivederlo e da quel giorno cominciammo a frequentarci. Sin dall’inizio della nostra relazione mi disse  che gli piacevo, ma aggiunse anche di amare la libertà sopra ogni cosa. A me andava bene, anche perché non ho mai amato gli uomini possessivi ! Però, ogni tanto, mi piaceva stuzzicarlo.

Stacchetto musicale.

Luce interno appartamento Sandro. Lui è seduto e sta sfogliando una rivista. Paola  riempie due bicchieri e si mette seduta accanto a lui.

Paola:              Cosa faresti se io ti piantassi?

Sandro:            In un vaso?

Paola:              Scemo.

Sandro:            Hai intenzione di farlo?

Paola:              No.

Sandro:            Allora perché parlarne?

Paola:              Così, tanto per conversare!

Sandro:            Cioè…. tu mi stai chiedendo cosa farei se tu mi lasciassi!

Paola:              Yes .

Sandro:            Ipoteticamente niente.

Paola:              Grazie tante.

Sandro:            Però, visto che siamo pazzi l’uno dell’altra, dovrei fare qualcosa di veramente indecente per convincerti a sbarazzarti di me.

Paola:              Tipo?

Sandro:            Chessò , cominciare a mangiarmi le unghie dei piedi come gli scimpanzé.

Paola:              Ecco perché farei bene a lasciarti perdere….sei tutto scemo!

Sandro:            Allora vediamo! Se tu mi mollassi sarei devastato, distrutto, demolito.

Paola:              Ok…poeta….tutte le parole con la “D ”. Sì, ma in pratica?

Sandro:            (Ci pensa) Ce l’ho…ce l’ho! Farei di tutto per riconquistarti.

Paola:              Esempio?

Sandro sale su una sedia e fa l’atto di tuffarsi

Sandro:            Se tu cadessi in una vasca di squali tigre…..io….

Paola:              Scendi dalla sedia che l’ho appena pulita.

Sandro:            (Si tuffa) Non esiterei a buttarmi dentro pur di salvarti.

Paola:              E perché lo faresti?

Sandro:            Come perché? L’ho detto così, tanto per rendere l’idea.

Paola:              E se non avessi nessuna probabilità di farcela?

Sandro:            Provirei morando!

Paola:              Cosa?

Sandro:            Cioè….morirei provando….

Paola:              E se ti dicessi che non ti amo più?

Sandro:            Non ti crederei.

Paola:              Insomma , non ti arrenderesti!

Sandro:            Figurati! Ci sono cose a cui non potrei mai rinunciare: Uno la nutella, due le partite di calcio, tre il sesso  e naturalmente te.

Cono luce Paola.

Paola:              Poi di quando in quando lui conosceva una ragazza disponibile e decideva di verificare  se veramente ero io la  donna a cui non poteva rinunciare.

Scena 2

Stacchetto musicale.

Luce-interno appartamento Sandro. Paola entra a casa, si toglie la giacca e la poggia su di una sedia. Sandro è affaccendato all’angolo cottura.

Paola:               Ciao amore.

Sandro:            Tu che ci fai qui?

Paola:              Devo prenderlo come un “ Ciao cara ti amo? ”.

Paola gli si avvicina e gli da un bacio.

Sandro:            No…anzi sì….non avevi palestra?

Paola:              La lezione è stata rimandata, l’insegnante ha il mal di schiena…..

Sandro:            E….e…non potevi seguire un’altra lezione?

Paola:              Ero poco ispirata …..e poi avevo voglia di vederti. Perché…ho fatto male?

Sandro:            No…assolutamente no…

Paola:              Uh…che profumo delizioso! Cos’ hai cucinato?

Sandro:            (Distratto) Oh, niente di speciale.

Paola:              Oh…guarda guarda….il mio vino preferito…

Sandro:            Sì amore, il tuo vino preferito.

Paola:              Allora si brinda?

Sandro:            Certo…. come no…

Paola:              Sento odore di pollo…

Sandro:            Sì….sì….è pollo….

Paola:              E come l’hai fatto?

Sandro:            (Prende un cellulare e comincia a digitare) In bottiglia.

Paola:              Il pollo?

Sandro:            No il vino! Il pollo! Cioè il pollo nel vino! Insomma…..ho letto la ricetta.

Paola:              Scommetto che l’hai presa dal libro di cucina che ti ho regalato per Natale…

Sandro:            Sì…..(continuando a digitare)

Paola:              Finalmente l’ hai preso in considerazione.

Sandro è di spalle mentre digita al cellulare. Paola gli va vicino e gli mette le mani sulla vita, ma lui delicatamente si scioglie dall’abbraccio.

Paola:              Amore finirai per disintegrarlo il cellulare!!!

Sandro:            E’ che ho invitato a cena un vecchio amico … se ‘sto cornuto mi rispondesse! Sto cercando di mandargli  un sms per rimandare…

Paola:              Ah…allora non hai cucinato per me?

Sandro:            Ti facevo in palestra!

Paola:              Non ti preoccupare vado via! Posso fare qualcosa per te prima di andarmene? Magari preparo la macedonia. Mi viene bene lo sai!

Sandro:            L’ho già fatta io. ( Continua a digitare sul cellulare)

Paola:              Pure la macedonia.

Sandro:            Senti Paola, perché non chiami le tue amiche e ti organizzi una bella pizza?

Paola:              Non ti devi angosciare per me….non è il caso….

Paola prende la giacca e fa per uscire, quando suona il campanello. Sandro guarda la porta e poi guarda Paola.

Sandro:            Ora ti chiedo una cosa molto importante : “Qualsiasi persona vedrai apparire da quella porta, non è come potresti pensare.”

Paola va ad aprire. Accento musicale. Entra una bella ragazza in minigonna.

Ragazza:          (Accento russo) Buona sera!

Paola:              Il vecchio amico?

Sandro:            Aspetta Paola…. non giungere a conclusioni affrettate…

Paola:              Ah…ho capito…è  la tua badante!

Ragazza:          Tu avere indovinato! Io badante….tu sorella maggiore Sandro?

Paola:              Ma vaffanculo te e lui.

Paola esce. Buio. Stacco  musicale. Controluce su Sandro che beve qualcosa. Campanello. Sandro va ad  aprire. Entra Carlo.

Sandro:            (Deluso) Ah….se tu?

Carlo:               Chi credevi che fosse…Sharon  Stone? Che hai? Guarda che faccia!

Sandro:            Carlo mio….sono a pezzi.

Carlo:               Che ti è successo?

Sandro:            E’ che mi è successo? Di tutto di più! Mi ero organizzato una serata con una badante russa   che avevo rimorchiato su facebook. Bellissima…nordica…due occhi come il ghiaccio..

Carlo:               E allora? Quando si tratta di gnocca, “avanti prego” è il tuo secondo nome! E’ stata lei che ti ha conciato così?

Sandro:            No Paola!

Carlo:               (Canta) Il triangolo no, non l’avevo considerato…

Sandro:            Ma che cazzo dici?! E’ Paola che mi ha beccato col sorcio in bocca….

Carlo:               Casomai con la topa…russa…..badante…

Sandro:            Dai non scherzare, che sono già traumatizzato…

Carlo:               Lo so che è traumatico tradire la propria donna, ma per te non vale, tu ci hai fatto l’abitudine. (Cerca il telecomando della tv sul divano ) Fermo…. Fermo…eccolo!

Sandro:            E dire che andavo sul sicuro perché  era il suo giorno di palestra e  lei difficilmente sgarra.

Carlo:               (Smaneggia sul telecomando) Ma non c’era la partita?

Sandro:            Hai sbagliato giorno…è domani…

Carlo:               (Si alza) Allora me ne vado..

Sandro:            Bravo! Bell’amico che sei!

Carlo:               Vabbè parla!

Sandro:            Insomma…. Paola…lezione rimandata….

Carlo:               Come la partita…

Sandro:            E dagli co’ sta partita!

Carlo:               Dai scherzo….

Sandro:            Me la sono vista sbucare all’improvviso …

Carlo:               Le femmine hanno un fiuto particolare per le corna…

Sandro:            Infatti ora ho un problema….grosso…ma grosso assai…

Carlo:               (Fa segno delle corna) Paola ce ne avrà due! Io dico, ‘ste zingarate programmatele bene. Magari potevi approfittare di in un giorno che lei partiva. E invece ti vai ad impelagare.

Sandro:            Impelagare!!!!

Carlo:               Eh sì amico mio, tu ti impelaghi …..e  spesso!

Sandro:            Spesso……ogni tanto!

Carlo:               Seh…vabbè !

Sandro:            Che sarà! Da quando sto con lei tre-quattro volte…

Carlo:               E con questa cinque…

Sandro:            No, quella di oggi non fa testo…

Carlo:               Perché, la russa non fa numero?

Sandro:            Magari! Paola se n’era andata, naturalmente incazzatissima,  la cena pronta , la russa rimasta come se niente fosse…

Carlo:               (Fa il verso di toccarlo) E tu zacchete!

Sandro:            Fermati co’ ste mani…che mi fai senso! Niente, non ho fatto niente!

Carlo:               Sensi di colpa?

Sandro:            Onestamente all’inizio volevo mandarla via, ma poi quella ha cominciato a provocare…

Carlo:               E allora?

Sandro:            E’ questo il punto cruciale! Non è successo niente…..capisci….calma piatta.

Carlo:               Cioè?!

Sandro:            L’attrezzo…

Carlo:               L’attrezzo cosa?

Sandro:            Eh lui!(Fa segno in basso) Insomma è rimasto senza vita.

Carlo:               Stai dicendo che ha fatto cilecca?

Sandro:            Narcolessia completa. Sarei voluto sprofondare sotto terra per la vergogna.

Carlo:               Non è che avevi bevuto? Sai…può succedere…

Sandro:            Nemmeno un goccio. La russa dopo inutili tentativi se n’è uscita con (verso in russo):  “E’ cuome acciuendere fuoco su ghiaccio di steppa”! Poi si è rivestita e via… più veloce della luce. Allora sai che ho fatto?

Carlo:               L’hai messo sul termosifone?

Sandro:            Macché! Ci ho fatto sopra una bella dormita.

Carlo:               Bravo, così l’hai tenuto al calduccio!

Sandro:            Ma sei stronzo?

Carlo:               Sdrammatizzo! Nella vita di un uomo può succedere!

Sandro:            Ma a me non è mai successo, giuro mai…mai…mai…

Carlo:               Non ti preoccupare, non è poi la fine del mondo.

Sandro:            E no, qui ti sbagli. Finchè si tratta di altri…passi, ma il mio… no! A lui non può capitare.

Carlo:               Allora i casi sono due:” O è uso improprio dell’arnese, o il tuo pistolino si è preso un periodo di ferie da stress”.

Sandro:            Ma de’ che !

Carlo:               Perché no? Il riposo serve….ritempra!

Sandro:            Io non ho bisogno di ritemprare niente…

Carlo:               Hai provato col viagra?

Sandro:            No….anzi si…si.. ma urgeva una verifica, per cui stamattina  ho chiamato una mia amichetta ed ho fatto la prova del nove.

Carlo:               Risultato?

Sandro:            Catalessi ! E’ finita amico mio…è finita….

Carlo:               Più che catalessi a ‘sto punto direi coma profondo!

Sandro:            E mamma mia…..

Carlo:               Senti c’è qualcosa in frigorifero? Mi è venuta fame!

Sandro:            Io sto male e te pensi allo stomaco!

Carlo:               E che te devo fa? La guerra è guerra!

Sandro:            Apri il frigo, è avanzato un bel po’ di tiramisù!

Carlo:               Il tiramisù mi sembra perfetto per la situazione!

Sandro:            (Si para davanti al frigo) Vaffanculo, non ti do un cazzo di niente!

Carlo:               Lo vedi che sei nevrotico? Non è che ti è presa l’ansia da prestazione?

Sandro:            Perché? A te è mai successo?

Carlo:               Mai.

Sandro:            Ecco! Dici che è roba da medici?

Carlo:               Senti! Una persona che conosco ha avuto un problema come il tuo….insomma di flaccidità…..

Sandro:            Ma dove li trovi questi vocaboli!

Carlo:               …… e si è rivolto ad uno specialista per capire se era dovuto ad un fatto idraulico o psicologico.

Sandro:            E co…com’è andata…

Carlo:               Una marea di esami e comunque non si è capito niente… infatti ora sta peggio di prima…

Sandro:            Certo che sei un vero amico. Magari se decido di suicidarmi, prima ti faccio un colpo di telefono, così mi levo ogni dubbio!

Carlo:               Io direi di lasciar perdere i medici! Quelli sono solo un mucchio di ciarlatani e non sai cosa potrebbe accaderti. Ti cali i pantaloni, ti sdrai su un lettino coperto solo da un lenzuolo di carta e, dopo che il medico ti tocca qui, poi ti tocca li, poi più giù….(faccia estasiata)

Sandro:            Aò!

Carlo:               (Si ricompone) Insomma ti senti elencare una sfilza di problemi che prima non sapevi di avere.

Sandro:            Hai ragione, forse è meglio evitare!

Carlo:               Dai retta a Carlo tuo, l’ignoranza in questi casi è una gran benedizione.

Sandro:            Allora che devo fare?

Carlo:               Esorcismo…. amico mio…del sano esorcismo !

Sandro:            Che cazzo dici? Mo devo farmi esorcizzare il pisello?

Carlo:               Beh…non  lui…chiaro! Nessun prete al mondo sarebbe disposto a fare una cosa simile!

Sandro:            Allora?

Carlo:               Devi affrontare il demone che regola i tuoi impulsi ancestrali.

Sandro:            Scusa, ma non riesco a…..

Carlo:               Sai quando le donne dicono che gli uomini pensano solo col contenuto delle loro mutande?

Sandro:            Allora?

Carlo:               Io penso che  il contenuto delle tue….(tocca)….ormai poca roba…

Sandro:            Ancora! E bono con ‘ste mani!

Carlo:               Insomma, penso che il tuo attrezzo avariato sia innamorato esclusivamente di Paola. E’ tutto qui il problema.

Sandro:            Mi stai prendendo in giro?

Carlo:               Questa si chiama negazione! Prova a ragionare! Con lei funzionava, no?

Sandro:            Sì….

Carlo:               E con le altre no…quindi si tratta di shock. Te per sbloccarti non devi andare a letto con una qualsiasi. Devi andare a letto con lei.

Sandro:            Paola!

Carlo:               E con chi, con mia zia?

Sandra:            E come faccio? Ora lei mi odierà con tutto il cuore…

Carlo:               E allora tu trova un modo per farti voler bene di nuovo. Se ti ci metti d’impegno ci riesci! Sei così caruccio con questi begli occhioni! (Gli prende le guancie)

Sandro:            E bono co’ ste mani che mi fai senso! Tu pensi davvero che sta’ faccenda ha a che fare con Paola?

Carlo:               Senza dubbi..

Cono luce Carlo.

Carlo:               A quel punto Sandro cominciò a tempestare Paola di  messaggi, ma di qualunque mezzo di comunicazione  si servisse, telefono, fax,  mail, cellulare, piccione viaggiatore, lei sembrava intenzionata ad ignorare la sua esistenza. Passò un mese intero senza che i due si rivedessero.

Scena 3

Interno appartamento. Entrano Paola e  Barbara.

Barbara:           Siamo sicuri che lo stronzo non c’è?

Paola:                No a quest’ora è al lavoro, non torna prima delle due.

Barbara:           Allora abbiamo tutto il tempo di prendere la tua roba.

Paola:              Ecco appena entrata qui…. mi formicolano le braccia, mi manca l’aria e sudo freddo.

Barbara:                       Attacco di panico. Mettiti seduta.

Paola si siede sul divano. Barbara le porge una busta di plastica che Paola si mette sulla bocca.

Paola:               Com’è capitato….oddio com’è capitato……

Soffia.

Barbara:           Gran bel respiro…….calma…vedrai che ora passa. Un bel respiro e lo spasmo sparisce.

Paola:              Ecco lo vedi come mi ha conciato?

Barbara:           Certo, se ci metti pure che è un mese che non mangi niente!

Paola:              Voglio morire soffrendo.

Barbara:           Seh… vabbè! Ora respira!

Paola:              Mi sento talmente di merda, che se una mosca mi si posa sulla spalla ho l’impressione che  sia  finita nel posto giusto. Mi sento…mi sento…

Barbara:           E se non respiri non ti senti!

Paola:              Io sapevo che lo stronzo si vedeva anche con altre donne come del resto faccio anch’io con i miei amici , ma  ero talmente stupida da pensare che non avrebbe mai superato il limite.

Barbara:           Cosa ti aspettavi? Il vostro rapporto è basato sulla completa libertà.

Paola:              Ma dopo quattro anni che ci frequentiamo, pensavo che qualcosa fosse cambiato…

Barbara:           Perché ti sei innamorata e, quando una donna si innamora , diventa come un gelato alla crema, l’ uomo se la mangia quando e come vuole ed alla fine butta via la cialda con la sua anima appiccicata sopra.

Paola:              Io non capisco perché gli uomini  hanno ‘sta fissa del tradimento.

Barbara:           E a me lo chiedi? Io per la stessa ragione  ho mandato affanculo Filippo. Questa volta definitivamente!

Paola:              Pure tu?

Barbara:           Ed è veramente l’ultimo. Non ne posso più di uomini! Sipario chiuso!

Paola:              Dimmi te, pure Filippo! E dire che sembrava una persona così matura…..

Barbara:           Fradicia! Sai quante volte mi ha cornificato! Gli uomini possono avere trenta, quaranta, cinquant’anni e passa ma rimangono sempre stronzi fedigrafi. Prendi il dottor House per esempio. Zoppo, vecchio, denutrito , pure perennemente incazzato, ma con una fila di ragazzine fuori della porta. Invece una donna deve stare sempre in tiro, servizievole, spiritosa, giovane, brava in cucina e pure un po’ porca, tanto per tenere sempre all’erta il mandrillo.

Paola:              E possibilmente senza figli e senza cervello.

Barbara:           Possibilmente!

Paola:              E con chi ti avrebbe tradito?

Barbara:           Sua moglie.

Paola:              E chissà che mi credevo! L’hai sempre saputo che era sposato!

Barbara:           E qui casca l’asino. Sulle altre potevo pure soprassedere, erano solo dei passatempi. D’altronde la sua fabbrica è piena di troiette, lui è pieno di soldi, ha il fascino dell’uomo maturo,  ma sulla la moglie no! Ha sempre detto che non la sopportava e che io sarei stata per sempre  la  “ sua piccola “ senza la quale poter vivere. E’ una questione di principio…capisci?

Paola:              Capisco! Ma come hai fatto a pizzicarlo?

Barbara:           Il suo cellulare. Ho letto i messaggini staboccanti d’amore che le inviava per riallacciare il rapporto. Mi sono sentita presa per culo, trattata proprio come le altre troiette della sua fabbrichetta! Insomma  un ripiego, un passatempo. Ah… ma l’ho castigato per bene.

Paola:              Cos’hai combinato?

Barbara:           Gli ho lasciato le chiavi dell’appartamento in mezzo ad una pozzanghera di vino rosso sul suo tappeto pregiato e poi gli ho scritto “ maiale “ sul suo bel quadro d’autore. Naturalmente col pennarello indelebile.

Paola:              Cavolo!

Barbara:           E non è finita qui!

Paola:              Gli hai sparato?

Barbara:           Magari potevo! Ho preso  un pacchetto di gamberi surgelati  e gliel’ho schiaffato dentro lo schienale del suo costosissimo divano di pelle. Un amico comune mi ha raccontato che ha smontato casa  pezzo  per pezzo. Pensava di avere un topo morto da qualche parte.

Paola:              Forse era meglio se gli sparavi.

Barbara:           Ed ora mi sento libera come il vento ed in pace con me stessa e con l’universo. Dovresti fare anche tu una cosa del genere.

Paola:              Ti pare?

Barbara:           Perché no? Quelli come Sandro e Filippo  li chiamo “stupratori di cervelli”. Ti si avvicinano con passi felpati da micione e poi quando meno te l’ aspetti…zacchete…

Paola:              Ieri mattina Sandro mi ha fatto recapitare un gigantesco mazzo di fiori con un biglietto su cui c’ era scritto…

Barbara:            “ Mi manchi da morire”

Paola:               E tu che ne sai?

Barbara:            Indovina un po’? Aò…e so’ tutti uguali!

Paola:               E mi sta riempiendo di sms traboccanti di scuse. Mi chiede un’altra possibilità

Barbara:           Anche Filippo lo sta facendo, ma i suoi sms sono talmente pieni di veleno, che se vomito sulla tastiera ho paura che non funzioni più.

Paola:              Cosa devo fare?

Barbara:           E’  mai possibile che in tutto questo tempo non ti sei mai imbattuto in uno, dico uno, meglio di lui? 

Paola:              Come no? Quanti ne vuoi!!!

Barbara:           Uno!

Paola:              Giulia, la amica d’ufficio, ha voluto che uscissi a tutti i costi con un certo Antonio, professore di lettere. Ci esco, saliamo in macchina e mi fa: “Or dunque, dove si va mia bella donzella ”

Barbara:           Impressionante!

Paola:              E tutta la serata in stile . Dice non bevo, non fumo, non mangio carne, odio le discoteche, non vado al cinema , ma vado pazzo per la…..

Barbara:           Ciccia baffuta?

Paola:              Musica da camera!

Barbara:           Che tristezza.

Paola:              Potrei essere l’uomo della tua vita….. lui dice! Certo amore….se la mia vita durasse il tempo di questa cena ! Tornata a casa volevo strangolarmi col cordone della tenda.

Barbara:           Che spasso!

Paola:              Poi sono uscita con un tipo muscoloso conosciuto in palestra.  All’inizio mi era simpatico, solo che ha fatto un grosso sbaglio….quello di invitarmi a cena.

Barbara:           Che c’è? Ti ha fatto pagare il conto?

Paola:              Macchè! Mangiava come un maiale! Pensa che io avevo ordinato del prosciutto crudo e lui una costata da mezzo chilo molto al sangue!

Barbara:           Che ti aspettavi da un palestrato?

Paola:              Ferma! Era solo l’antipasto! Io mangiavo il mio prosciuttino mettendo da parte il grasso, lui lo prende , se lo schiaffa in bocca in un nanosecondo e dice:  “ Mai sprecare proteine!” E giù!

Barbara:           Mamma mia…

Paola:              Qua m’è rimasto (fa segno allo stomaco) ! Ora mi tocca  pure cambiare palestra, e mi rode pure tanto! Avevo pagato l’ annuale!

Barbara:           Ma cos’è?  Attraiamo solo avanzi di magazzino?

Paola:              Ah…può essere! Senti Barbara, io sono dell’ idea che Sandro sarà pure stronzo , ma in confronto a questi fa la sua porca figura.

Barbara:           Quindi?

Paola:              Mi è venuta una gran voglia di rivederlo!

Rumore di chiavi nella toppa

Barbara:           L’hai chiamato….lo stronzo…

Paola:              Oddio…ora che facciamo?

Barbara:           Niente.

Entra Sandro e si ferna a guardarle stupito.

Sandro:            Paola….

Barbara:           E Barbara….che ora se ne va via con Paola…

Sandro:            No!

Barbara:           Ed ha pure il coraggio di parlare…. sto’ cacciatore di galline!

Paola:              Perché le galline si cacciano?

Barbara:           Lui prima se le tromba e poi le caccia.

Sandro:            Che spiritosa!

Barbara:           Io non riesco a capire come fai a comportarti in questo modo ignobile.

Sandro:            Lo so…ho sbagliato…

Barbara:           No tu sbagli sempre perché sei un gran cazzaro allupato….tu non puoi fare a meno del sesso, se….sei un ossessionato dal sesso!

Barbara:           Senti io sono come tutti gli altri uomini…

Paola:              Ah….questa è la prima cosa sensata che dici!

Gianni:             Senti, faccio quel che posso! E poi, non lo faccio apposta, è che  ogni tanto mi lascio prendere dal…

Barbara:                       In amore, mio caro Gianni, e non che io sia un genio sull’argomento, ma in amore  il tradimento non è contemplato. (Guarda Paola) Andiamo via Paola?

Sandro:            No…non farlo Paola…lascia prima che ti spieghi….

Barbara:           Allora Paola? Alziamo le chiappe e togliamo il disturbo, prima che gli faccio fare la fine di Filppo e gli sventro mezza casa?

Sandro:            No…. niente disturbo….almeno lei…

Paola:              Vai avanti Barbara…ti raggiungo tra un po’…

Cono luce Barbara.

Barbara:           Dicono che se non si è capaci di confrontarsi con la persona che si ama, resta un segno nell’anima.

Barbara esce. Luce totale

Sandro:            E’ bello vederti.

Paola:              Senti Sandro, ho deciso di rimanere solo perché non mi piace chiudere in questo modo dopo tutto quello che ci è stato tra noi.

Sandro:            Appunto….. parliamone.

Paola:              Si ma da amici , almeno così evitiamo di farci del male.

Sandro:                        Ti rendi conto che non possiamo esserlo?

Paola:              Chi lo dice?

Sandro:            Tutto il mondo lo dice!  Uomini e donne non possono essere amici , specialmente quando c’è stato un rapporto di mezzo.

Paola:              Cos’è, la fiera delle cazzate? Sapevamo benissimo che il nostro era un rapporto libero e che un giorno sarebbe finito. A te piace la libertà ed io non posso biasimarti perché sin dall’inizio sei stato sincero.

Sandro:            E’ questo il problema. E’ da quando non ci vediamo più che sto’ da schifo! Trascorro le mie giornate al lavoro ciondolando per l’ufficio…e… e finirò per essere licenziato!

Paola:              Tu..tu..tu ! Ed io ?  Come pensi che mi  senta ?

Sandro:            Questa lontananza mi è servita per capire una cosa importante! (Pausa)  Io ti amo e non voglio perderti.

Paola:              Non ci credo! Una persona non può cambiare  in così poco tempo.

Sandro:                        Non riesco capire la logica di questa cosa, ma è la verità.

Paola:              Mi dispiace Sandro, tu non puoi rinnegare i tuoi principi e cancellare tutto. Cosa vuoi , che diventi come una di quelle donne disperate che scrivono alla “Posta del cuore” dei giornali: “Cara direttrice, al mio uomo non piacciono i rapporti convenzionali, ma io continuo ad amarlo. Che devo fare?”

Sandro:            Verresti a vivere con me?

Paola:              Stai scherzando…vero ?

Sandro:            Ci ho pensato bene ed ho deciso che questa è la soluzione migliore.

Paola:              La tua e non certo la mia! Senti Sandro, credo di non voler stare sola per sempre, ma sono convinta che noi sei tu quello giusto.

Sandro:            Come fai a dirlo?

Paola:              Perché già so che con te vivrei costantemente in tensione.

Sandro:            Proviamo! Se non funziona potrai mandarmi  definitivamente affanculo ed amen.

Paola:              No mio caro…e poi se non va bene? Baracche e burattini ritorno a casa da mammà?

Sandro:            Credimi, stavolta non farò casini. Ti chiedo solo un’altra chance!

Paola:              Come posso fidarmi di te Sandro! Tu in amore viaggi al minimo sindacale.

Sandro:            E se dicessi che ho in frigo un paio di bistecche argentine ed una bottiglia del tuo vino preferito?

Paola:              Ti direi che sono vegertariana ed astemia.

Sandro:            E se ti dicessi che ho pure un bel pacco di insalatona mista con pomodori pachino e rughetta?

Paola:              Ti direi ah…e sticazzi!

Sandro:            Lo capisci che ti amo?!

Paola:               Come?

Sandro:             TI-A-MO

Cono luce Paola.

Paola:              Questa volta era sincero. Lui non aveva mai convissuto con una donna prima d’ora e questo era un passo avanti verso una relazione più seria.Per cui lasciai il mio appartamento ed andai  a stare da lui. Erano passati due anni e tutto filava liscio come l’olio. Io,  lui, il lavoro, qualche cena fuori, ogni tanto in discoteca  ed intorno gli amici di sempre.

Scena 4

Musica. Interno appartamento. Paola apparecchia qualcosa. Entra Sandro.

Sandro:            Ciao amore

Paola:              Ciao. Hai fatto presto.

Sandtro:           Più veloce della luce . C’è la partita…

Sandro accende la tv col telecomando. Paola spegne il pulsante direttamente dal televisore.

Sandro:            Che c’è? Perche  spegni?

Paola:                Danny sta salendo su.

Sandro:            Ma proprio oggi doveva venire?

Paola:              E’ appena tornato da Miami

Sandro:            E ci poteva rimanere! Cinque mesi di pace distrutti in un nanosecondo.

Paola:              Perche? Lui è sempre così carino con te!

Sandro:            Infatti stavo pensando di cambiare casa.

Paola:              Smettila…..che fastidio ti dà!

Sandro:            A parte i cd alternativi  che si spara a tutto volume , l’ultima volta che è venuto mio nonno a trovarmi , se l’è trovato davanti che stava pomiciando con un tizio sul pianerottolo, che  pomiciare è un eufemismo. Dico io , fallo dentro casa tua! Che ti ci vuole? Gira la chiave ed entra!

Paola:              Solo perché è diverso?

Sandro:            Ma il nonno no, ma non è questo il problema!

Paola:              Ah sì…e qual’ è ?

Sandro:            La partita cazzo, la partita!

Paola:              Puoi guardarla lo stesso, magari a volume basso .

Sandro:            Con lui? Impossibile!

Paola:              Usa le cuffie.

Sandro:            Scherzi? Sarebbe come incazzarsi col silenziatore. Ti  rimane tutto dentro.

Paola:              La colpa è tua. In questa casa  a parte il bagno, non c’è un buco per godersi un po’ di privacy?

Sandro:            Ma se ho speso una fortuna per buttare giù tutti i muri e darle un aspetto moderno.

Paola:              Male. Ora non c’è più uno schifo di parete dove poggiare un armadio….che giustappunto  me ne serve uno….

Sandro:             Nooo…non se ne parla! Usa la casetta di legno sul terrazzo.

Paola:              Ti pare che metto la roba da vestire sul terrazzo?

Sandro:            Perché no? Ci fai il cambio stagionale. Ce n’è di spazio la dentro. Che  poi la chiami casetta quella specie di Fort Apache 4X4 comprata all’ Ikea? Ci siamo fottuti mezzo terrazzo… e dire che io la ci volevo piazzare un’amaca…

Paola:              Invece è carinissima…

Sandro:            Robaccia…che all’ Ikea te la vendono a due soldi, ma poi per montarla ti chiedono una cifra.

Paola:              Potevi farlo tu.

Sandro:            Ma non ci penso per niente. Mica voglio diventare scemo

Paola:              Quella casetta mi serve, se no dove metto l’aspirapolvere, gli stracci, le scope , dal vicino di casa?

Sandro:            Senti,  adesso mi devo sentire in difetto perché mi piace l’open-space?

Paola:              La verità è che , open-space  a parte,  tu Danny ce l’hai proprio qui (fa segno allo stomaco) !

Sandro:            Bugia!  Anzi, ora vado a tirare fuori il mio boa di struzzo , così facciamo le gemelle Kessler.

Paola:              Sai che impressione!

Sandro:            E poi sei una donna fortunata.

Paola:              Ad aver incontrato un macho come te?

Sandro:            No….che la partita la danno al bar qui sotto.

Campanello. Paola va ad aprire entra Danny vestito in modo eccentrico. Bacia Paola.

Danny:                         Ciao amore, fatti vedere……..stupenda come sempre.

Guarda Sandro, gli va incontro e lo bacia sulla guancia con un schiocco esagerato.

Sandro:            (Guarda Paola e poi si pulisce la faccia) Ma che bello!!!

Danny:             Trovi?!

Sandro:            Cos’è? Stucco veneziano?

Danny:             Fondo tinta alla papaya. L’ho comprato a Miami….ottimo come coprente! Adoro! Dovresti provarlo! Servirebbe per attenuare quei due orribili origami di cartapesta che hai sotto le  palpebre.

Sandro:            Amore ho l’origano sotto gli occhi?

Paola:               Sì il rosmarino…

Danny:             Sennò c’è la blefaroplastica.  Un mio amico l’ ha fatta e adesso è un’altra cosa.

Paola:                Immagino

Sandro:            Anche un mio amico l’ha fatta, ma ora ha un’espressione perennemente stupita, come se avesse davanti Belen Rodriguez nuda H 24 .

Danny:             Io potrei stupirmi solo per il Brad. Vi piace il mio nuovo acquisto? ( Fa vedere le scarpe)

Sandro:            Se non lo dicevi , avrebbero potuto passare inosservate.

Danny:             Infatti servono a farsi notare. Belle vero?

Paola:              Potrei farmele piacere se me le presti!

Danny:             Scordatele cara, l’ho trovate in un negozio di usato. Le ho strappate di mano ad una squinzia che aveva deciso di vestirsi da Lady Gaga per carnevale.

Sandro:            Che orrore!

Danny:             Vi ci devo portare, è del  mio ex fidanzato. L’altro giorno ci ho comprato  una giacca scozzese con le spalline da gendarme  che è un vero schianto.

Sandro:            Magari me la presti qualche volta per andare in ufficio.

Danny:             Perché no amore, farebbe pendant con i tuoi occhi.

Sandro:            Ma amore, i miei occhi non sono scozzesi!

Danny:             Ma le spalline verde smeraldo…. sì.

Sandro:            No…..non ce la posso fa…

Sandro si infila la giacca.

Danny:             Stai uscendo?

Sandro:            Non mi aspettate… farò  tardi!

Sandro esce.

Danny:             Meno male che se n’è andato.

Paola:              Danny!

Danny:             Speravo di riuscire a fare quattro chiacchiere tra ragazze…ho una grossa notizia…..(pausa)

Paola:              Spara!

Danny:             C’è in ballo una  proposta di matrimonio!

Paola:              E chi si sposa?

Danny:             Ma io scema!

Paola:              Mi stai prendendo in giro?

Danny:             Perché no? Troppo provinciale?

Paola:              No, troppo formale. E poi, con chi ti vuoi sposare?

Danny:             Col mio grande amore.

Paola:              Willy?

Danny:             No…figurati….ci siamo lasciati secoli fa!

Paola:              Rudy?

Danny:             No….lui è stato prima di Willy ! Dopo è venuto Leo e dopo Goldy . Non sei molto aggiornata.

Paola:              Allora rinfrescami la memoria.

Danny:             Raffaello.

Paola:              L’unico Raffaello che conosco,  è il pittore.

Danny:             Sciocca, Raffaello è un essere mostruosamente bello e tu l’ hai conosciuto.

Paola:              Ah sì….e quando?

Danny:             Quando ti ho portato a cena  al “Nirvana”.

Paola:              Non mi ricordo.

Danny:             Io sì, visto il conto che ho pagato.

Paola:              Non intendevo il ristorante….e poi era il tuo di compleanno!

Danny:             Hai presente il tizio che ti ha decantato in maniera superba la torta alle noci?

Paola:              Aspetta,  stai parlando del cameriere?

Danny:             Sapevo che te lo saresti ricordato!

Paola:              Certo, solo perché mi ha fatto rabbrividire quando descriveva la cremosità della glassa quando si scioglie sulla lingua. Credevo stesse parlando a me!

Danny:             Invece  l’avevo capito subito che ero io l’oggetto delle sue attenzioni.

Paola:              Così mi stai dicendo che l’hai accalappiato?

Danny:             Veramente è lui che ha accalappiato me. Ha detto che non vede l’ora di presentarmi ai suoi genitori e fra poco si trasferirà qui da me.

Paola:              Non state correndo un po’ troppo?

Danny:             Personalmente preferisco i corteggiamenti un po’ più lenti, ma appena gli ho dato il numero di cellulare. mi ha mandato dieci messaggi straboccanti d’amore. Capisci non potevo!

Paola:              Eh…no..

Danny:                         Evviva la faccia! Un uomo che mi ama e che non ha paura di dirmelo! Ci sposeremo a Las Vegas, o in Brasile…o in Svezia…. e sarà un evento.

Paola:              Posso immaginare.

Danny:             E’ incredibile come la vita possa cambiare in modo così rapido ed inaspettato.

Paola:               Sono contenta per te, così  metti la testa a posto!

Danny:             Ma certo! Voglio scrivere un bel “The end” alla mia interminabile catena di  storie da una botta e via. Lo vedi? Sono pure dimagrito.

Paola:              Stai benissimo.

Danny:             Amica mia….è l’amore che mi fa bruciare calorie. Ora devo andare, ho un appuntamento con l’ estetista. Su, ora alzati e  fatti baciare!

Si baciano. Danny esce. Buio. Voce off Paola

Paola:                          Danny si sposava. Certo era una gran bella notizia, ma un tarlo cominciava ad insinuarsi nel mio cervello. Possibile che due gay riuscivano a considerare l’idea di vivere insieme per sempre, mentre io e Sandro dopo sei anni di relazione eravamo ancorati al punto di partenza?

                       

Scena 5

Interno appartamento. Entra Sandro.

Sandro:            Danny dov’è?

Paola:              E’ andato via.

Sandro:            (Cantando) Se l’è portato la polizia. Evvaiii!!!

Paola:              E smettila…. che quando lui è in viaggio sto’ palazzo sembra un cimitero.

Sandro:            Ma perlomeno, tra una lapide e l’altra,  posso invitare qualche amico.

Paola:              Chi l’ ha detto che non puoi invitarli?

Sandro:            Con Danny? Seh…

Paola:              Perché?

Sandro:            Quello è convinto che ogni uomo che gira da queste parti sia  una potenziale preda. Fa più danni lui che una tempesta.

Paola:              Questa è una gran bastardata Sandro.

Sandro:            Ah sì una bastardata?! Non ricordi cos’ è successo l’ultima volta che ho invitato Arturo ? Danny si  è presentato qui senza essere invitato e dopo avergli sbavato addosso per tutta la sera, alla fine  ha fatto per lui la lap-dance attaccato al piedistallo dell’ abatjour.

Paola:              Dai Sandro, era tanto per ridere…

Sandro:            E con Sergio Massi?

Paola:              Ma chi il commercialista?

Sandro:            Ex ….ma molto ex…commercialista!

Paola:              E vabbè…. ci ha  provicchiato!

Sandro:            Provicchiato? L’ha invitato a casa e con la scusa di fargli della denuncia dei redditi…..... l’ho visto dalla finestra che scappava come se fosse inseguito dalla guardia di Finanza…

Paola:              Lui è un po’ così…

Sandro:            Una micia arrapata.

Paola:              Ma dai…….e tanto oramai si sposa….lui…

Sandro:            E con chi…lui?

Paola:              E con chi deficiente? Con un uomo.

Sandro:            Ah beh!!!

Paola:              Perche cos’hai in contrario?

Sandro:            Nulla! Conclusione alternativa.

Paola:              Senti Sandro, da quanto tempo stiamo insieme?

Sandro:            Con oggi…. sei anni e tre mesi.

Paola:              Ammazza che memoria!

Sandro:            L’ho letto proprio oggi sul conguaglio della luce.

Paola:              Dicevo io! Tante volte mi chiedo se tu mi ami veramente.

Sandro:            Sei tutto ciò che desidero.

Paola:              Ma non abbastanza da sposarmi.

Sandro:            Perché, pensi che si risolve tutto firmando un contratto? Io credo che se ci mettiamo a cambiare le cose tra noi , c’è il rischio di sputtanare tutto.

Paola:              Alludi al fatto che tra noi potrebbe finire?

Sandro:            No! Ma credo che il “non scontato” possa rendere più vivo un rapporto.

Paola:              Senti Sandro, che altro c’è da scoprire dopo che ti ho tenuto la fronte mentre mi vomitavi addosso dopo l’ultima sbronza.

Sandro:            Ed io quello che non so di te potrei scriverlo sul retro di un francobollo ed avanzerebbe pure spazio…

Paola:              Lo dici solo per chiudermi la bocca?

Sandro:            No, sono sincero.

Paola:              Sincerità per sincerità ti confesso che sono stufa di questa precarietà!

Sandro:            Si può sapere che ti prende?

Paola:              Ieri sera, a cena coi tuoi colleghi, te ne sei uscito fuori con un: “ Vi presento la mia partner”. Ti sembro una partner io?

Sandro:            Ma dai….era in senso ironico! Figurati se  ti presento al normale e ti chiamo “partner”

Paola:              Ah, se è per questo mi chiami pure peggio, tipo la mia compagna, oppure la “mia lei” ? Ti ho sentito sai in macelleria, quando hai comprato le bistecche.

Sandro:            Cosa ho detto?

Paola:              Alla “mia lei ” piacciono tenere e senz’osso.

Sandro:            Aspetta….aspetta, tu vuoi farmi sentire in colpa per questo?

Paola:              No, ma ti potresti sforzare un po’ di più con questi appellativi.

Sandro:            Va bene! Allora dirò “ La mia ragazza”.

Paola:              Che gioia! C’è solo un problema, abbiamo superato i trenta!

Sandro:            Senti Paola….che stress !

Paola:              Lo dice anche la Mannoia che noi donne “Siamo così, dolcemente complicate”.

Sandro:            Senti… ok giocare, ma ora cominci a rompere.

Paola:              Ah…ora sei tu che ti rompi? Figurati che se incontriamo due che conosciamo per strada, io mi rompo un chilometro prima. Bene che vada,  mi presenti dicendo: “Questa è Paola”.

Sandro:            Infatti….è molto più semplice…non credi?

Paola:              Però se a uno venisse in mente di chiederti: “ Paola cosa?”…… il terrore !

Sandro:            Perché non ti chiami Paola?

Paola:              Ma lo vedi quanto sei imbecille. Moglie! Moglie…amore…non è  molto più semplice?

Sandro:            Eccola! Ora sì!

Paola:              Mi sposi?

Sandro:            Così d’ amblè?

Paola:              D’ amblè!

Sandro:            Perché no?                                                                                        

Paola:              Scrivo la data sul calendario?

Sandro:            Scrivi…scrivi…

Paola:              Il trentuno  luglio, così facciamo coincidere viaggio di nozze e ferie?

Sandro:            Certo amore….. e la cerimonia sarà lunga quanto una partita di calcio, compresi tempi supplementari e calci di rigore. Tua madre vestita da gitana, e nonno Franco da matador. E suoneranno le nacchere con i testicoli del prete.

Paola:              Sei proprio un grandisimo stronzo.

Paola esce sbattendo la porta. Sandro si lascia cadere sul divano, poi si alza prende una bottiglia e comincia a bere.

Musica

Scena 6

Interno appartamento. Campanello. Sandro va ad aprire, entra Carlo

Sandro:            Caschi proprio a fagiolo!

Carlo:               Non ci vediamo la partita in pay-tv?

Sandro:            Non è aria!

Carlo:               Sempre problemi. Ho capito: niente partita.

Sandro:            Ho litigato con Paola…

Carlo:               Non mi dire! Che c’è stavolta?

Sandro:            Vuole sposarsi.

Carlo:               E chissà che mi credevo! Sposala e guardiamoci la partita …..

Sandro:            Questa volta è stata seria .

Carlo:               Perché, le altre volte scherzava?

Carlo:               Tanto il matrimonio alla fin fine  è solo una formalità?

Sandro:            Vuoi veramente che passi al lato oscuro?

Carlo:               Io da mo!

Sandro:            In che senso?

Carlo:               Che…che…qui l’unica cosa che stai oscurando è il televisore.

Sandro:            Ma io non voglio nessun’altra oltre a lei.

Carlo prende un telecomando e accende la televisione. Qualche secondo.

Carlo:               Ecco è già cominciata da un pezzo….

Sandro:            Ma che mi frega…..

Carlo:               A me si! Zitto zitto! Bono bono. (Insieme) Tira tira tira ….nooo!

Sandro:            Carlo io voglio soltanto lei….. finchè morte non ci separi.

Carlo:               Si…un annetto o due!  Poteva pareggiare…..

Sandro:            Chi?

Carlo:               La Roma!  Ecco, è finito il primo tempo. Ma quanto è bello Totti! Che muscoli!

Sandro:            Ma che sei gay?

Carlo:               …dicevo che un giocatore così…. quando lo passi! Scusa cosa stavi dicendo?

Sandro:            Io….e Paola….finchè morte non ci separi! Capisci? Una cambiale a lunga scadenza…

Carlo:               Io direi un “ Piano rinnovabile su base quinquennale” ?

Sandro:            Basterebbe fino a che le parti in causa non si rompano le palle!

Carlo:               E come sei catastrofico!

Sandro:            Sono convinto che pure quelli che dicono di essere felicemente sposati, non è detto che poi lo siano davvero. Uno non dice: “Sono felicemente abbronzato”…..è abbronzato e basta!

Carlo:               Quindi?

Si alza Sandro e toglie la bottiglia a Carlo.

Sandro:            Il “felicemente sposato” mi ricorda tanto il “serenamente mancato”.

Da questo punto in poi Sandro prende una bottiglia ed inizia a bere .

Carlo:               Forse perché il mancare serenamente è una botta di culo che merita di essere rimarcata. Senti Sandro, state insieme da quattro anni ?

Sandro:            Cinque per l’esattezza.

Carlo:               Quindi il piano quinquennale sarebbe ora di rinnovarlo.

Sandro:            Concluda avvocato.

Carlo:               Testa nella sabbia ed aspetta  che la cosa si sgonfi da sé .

Sandro:            E fingere che non sia successo niente?

Carlo:               Pensaci bene! Paola ha investito cinque lunghi anni su di te.

Sandro:            Sei anni e tre mesi…. c’era scritto… sul conguaglio…della luce..

Carlo:               E devo dire che ti ha tirato su abbastanza decentemente.

Sandro:            Grazie per la grande considerazione (cade sul divano).

Carlo:               Ragiona! Quanto le  ci vorrebbe per portare un altro al tuo stesso livello ? (Beve dalla bottiglia, ma oramai è vuota). Te la sei finita!

Sandro:            Sei convinto che non mi scaricherà per mettersi con qualcun altro?!

Carlo:               Adesso ti dai una bella sciacquata alla faccia, poi  ci facciamo un bel caffè….

Sandro:            E finito!

Carlo:               Pure quello! E che cazzo! Allora  ce ne andiamo al bar a prendercelo. Lei più tardi  tornerà, farete la pace, poi l’amore e sarà tutto dimenticato.

Sandro:            E non se ne parla più….

Carlo:               Dammi retta, non ci pensare. Il  pensare non fa bene a nessuno dei due.

Carlo e Sandro escono.

Scena 7

Musica. Interno appartamento. Entra Paola è seduta a leggere una rivista. Campanello, va ad aprire entra  Danny con una  bottiglia in mano.

Danny:             Questo l’ho fatto io! I bicchieri li metti tu

Paola prende due bicchieri e li posa sul tavolo. Danny li riempie.

Paola:                          (Beve) Buono questo drink….

Danny:             Martini, ghiaccio e ribes. Allora, che ti è successo ?  Al telefono avevi una voce!!!

Paola:              Ho appena dichiarato lo stato di emergenza per crollo di certezze.

Danny:             Sandro, vero?

Paola:              Ogni volta che parlo di matrimonio lui la butta sullo scherzo ed io divento una iena.

Danny:             Gli uomini sono come i bambini, ma alla fine mollano!

Paola:              E nel frattempo il tempo passa, ho paura d’ invecchiare e di non piacergli più! Per voi è diverso, più diventate vecchi e più migliorate.

Danny:             Decisamente,questa è la parte maschile di me che più mi piace..

Paola:              Noi invece più diventiamo vecchie e più diventiamo grasse.

Danny:             Sì….quel bel grasso stagionato…..

Paola:              Che stronzo!

Danny:             ….e poi c’è la chirurgia plastica! Al giorno d’oggi  fanno miracoli.

Paola:              Doppiamente stronzo.

Danny:             Dai scema ti sto prendendo in giro.

Paola:              Si chiacchiera…chiacchiera!

Danny:             Ma dai che, sei un fiore. Basterà solo una  ritoccata al tuo ego e sei a cavallo! Senti, sai che facciamo? Una bella ceretta, ti metti quel favoloso completino intimo che ti ho portato da Miami e lo aspettiamo.

Paola:              Lo aspettiamo?

Danny:             Già…lo aspetti tu. Quel completino lo avevo preso per me e ti starà un po’ stretto. Ma gli amici servono a questo.

Paola:              Ma sei sicuro che farà effetto?

Danny:             Si amore sarai divina. Io vado, ho un appuntamento con Charly.

Paola:              E Raffy?

Danny:             Charly è il mio nuovo confidente e niente di più! Ciao fammi sapere.

Scena 8

Interno appartamento. Entra Sandro, Paola è a letto e fa finta di leggere. Sandro gli si avvicina.

Sandro:            Ciao amore. (La guarda) Che bel completino….

Paola:              Il primo che mi è capitato.

Sandro:            Lo sai che quando ti vedo sta roba addosso non riesco a resistere?

Paola:              Lascia stare….non è aria (continua a far finta di leggere).

Sandro:            Fa un po’ sentire qui queste belle coscette. Dimmi amore di chi sono ?

Paola:              Stai buono e fermo.

Sandro:            Belle  e sode.   

Paola:              Senti Sandro, spegni immediatamente quell’occhio da batrace e levati qualsiasi idea dalla testa.

Sandro:            Che corpicino….. dimmi …..di chi è questo bel corpicino?

Paola:              E’ mio , lascialo stare…! E poi di là  c’è  Arturo che è un po’ di tempo che sta sveglio tutta la notte.

Sandro:            Come mai?

Paola:              Ha la gotta. L’altra sera, quando abbiamo discusso, la mattina è venuto di qua con una scusa. Sapeva tutto e mi ha dato pure dei consigli per far pace.

Sandro:            Vabbè…..lui di la….noi di qua…

Paola:              Si sente tutto e la colpa è tua, che  co’ sta’ fissa del loft  se faccio uno starnuto, quello che abita all’ultimo mi risponde: “Salute”.

Sandro:            E chissenefrega se mi sentono, su vieni qua bella passerotta!

Paola:              Smettila di toccarmi che mi fai il solletico.

Sandro:            Dai che non ci sente, Arturo ha quasi ottanta anni!

Paola:              No, ci sente benissimo e sente il rumore delle molle.

Sandro:            Come fa a sentire che sono del letto?

Paola:              E qual’ è il problema? Siamo circondati dalle molle. Uno esce per strada ed  invece di camminare zompetta sulle molle, va al lavoro sulle molle, al bagno sulle molle…...

Sandro:            Spiritosa. Io parlavo degli ammortizzatori delle macchine.

Apre il cassetto del comodino e tira fuori una tromba da stadio.

Paola:              Cos’è ?

Sandro:            Una tromba, l’ho comprata per il derby.

Parte uno sfiato di tromba.

Paola:              Ma sei deficiente?

Sandro:            Ora ti spiego! In questo modo, con le molle e la tromba, sembrerà una macchina che non riesce ad uscire dal passo carrabile. Ogni sette - otto molle ( gli fa vedere la bomboletta)

Paola:              Non ti azzardare.

Sandro:            Allora ci mettiamo sulla moquette? E’ sintetica e se la velocità è quella giusta, facciamo faville.

Paola:              No e no!

Sandro:            E se accendo il televisore? A quest’ora c’è Rai Storia. Capisci che anche se ci scappa qualche mugugno,  penseranno che ci stiamo rompendo le palle.

Paola:              Nooooo?

Sandro:            Allora accendo la lavatrice e la metto in centrifuga.

Paola:              Bisogna caricarla.

Sandro:            Ci metto i miei jeans sporchi e ci aggiungo le scarpe da tennis, così farà più casino di una betoniera.

Paola:              Ti ho detto di no e poi  per fare l’amore  bisogna essere predisposti., ma io ho perso l’incanto e non so quando mi tornerà

Sandro:            Per la storia del matrimonio?

Paola:              Tu non mi meriti proprio!

Sandro:            No, dai….ti prego….non ricominciare!

Paola:              Ti sei mai chiesto a cosa serve tutto questo ?  La nostra storia si riduce tutta qui?

Sandro:            Non mi sembra tanto malvagia!

Paola:              Io voglio una vita come si deve.

Sandro:            Allora fai sul serio quando dici che vuoi sposarti?

Paola:              Sei tu che la butti sempre sullo scherzo, io no.

Sandro:            Si risolve tutto se ti sposo?

Paola:              Non è questo il punto. Il punto è se tu mi ami abbastanza da impegnarti.

Sandro:            Ok….se vuoi ci  sposiamo.

Paola:              Dici sul serio?

Sandro:            Certo!

Paola:              Sandro non mi va di scherzare!

Sandro:            Ti amo Paola e voglio vederti felice.

Paola:              Sto parlando con Sandro……il Sandro che conosco?

Sandro:            No, col  suo avatar.  Ora vieni qui e suggelliamo il patto come si deve.

Paola:              Ti amo.

Sandro:            Anch’io scema!

Sandro e Paola si abbracciano.

Paola:              Almeno accendi lo stereo, la musica camuffa.

Sandro procede. Musica. Sandro si lancia sul letto. Si sente bussare sul muro.

Paola:                          Lo senti?

Sandro:            Cosa?

Paola si divincola e va a spegnere lo stereo.

Voce:               Ce la fate a farlo senza musica, che non riesco a prendere sonno?

Secondo atto

Scena 9

Interno appartamento, entrano Barbara e Paola che ha cambiato pettinatura.           

Barbara:           Credevo che scherzavi quando mi hai detto che ti sposavi. Allora è tutto deciso?

Paola:                          E’ incredibile come la vita possa cambiare in modo così rapido e inaspettato.

Barbara:           Sono felice per te.

Paola:              Dalla tua faccia non si direbbe.

Barbara:           Tesoro io sono entusiasta di te, ma sai come la penso sul matrimonio e sul tuo futuro marito.

Paola:              Ah, bell’incoraggiamento.

Barbara:           L’amore eterno ce l’hanno raccontato i poeti, ma quando la vita media era di trent’anni, ma ora che campiamo ben oltre i settanta, abbiamo un esubero di quaranta.

Paola:              E allora?

Barbara:           Vogliamo passarli tutti nel precipizio  e strapparci i capelli come nei drammi russi?

Paola:              Che esagerazione!

Barbara:           Dai scherzo! Devi ammettere che sta’ cosa non è da Sandro.

Paola:              Ma può essere la prova che lui sta cambiando.

Barbara:           Ne sei  proprio sicura?

Paola:              Certo.

Barbara:           Io invece ero talmente sicura che non l’avrebbe mai fatto, per cui ti avevo messo nel mio fascicolo intitolato ” Non ci sposeremo mai ” ed ora dovrò depennarti.

Paola:              Mi scuso per il lavoro di cancellazione.

Campanello.

Paola:              Dev ‘ essere Danny.

Paola va ad aprire, entra Danny. Si salutano.

Danny:             Ciao Paola, ciao Barby.

Danny guarda Paola.

Danny:             Cos’hai fatto ai capelli ? Fatti vedere! Cacchio, hai cambiato look?

Paola:              Li ho solo legati dietro.

Danny:             Sono da sballo amore….. sto’  per avere un momento maschio.

Barbara:           Miracolo.

Danny:             Scema! Come mai questo cambiamento?

Paola:              Vita nuova, nuovo look!

Danny:             I capelli di una donna sono il termometro della sua anima. Quando una donna cambia vita, cosa fa? Va dal parrucchiere prima ancora che dall’analista e gli affida quel che ha di più vuoto tra le mani.

Barbara:           Che stronzo!

Barbara, Danny e Paola si mettono seduti sul divano.

Danny:             Dai, scherzo! Allora è vero quello che mi hai detto al telefono Paola?

Paola:              Certo.

Danny:             Avevo ragione io cara, alla fine il tuo single per eccellenza è cascato come una pera matura. Cos’ha fatto, si è inginocchiato ai tuoi piedi?

Paola:              Non c’è stato nessun cliché, ma solo la decisione di suggellare legalmente il nostro amore.

Danny:             Sticazzi? Alla fine è il risultato quello che conta.

Paola:              Ed ho deciso che tu e Barbara sarete i miei testimoni.

Danny:             Grandioso, saremo due vallette stupende e ci vestiremo tutte e due di fucsia. Che ne pensi Barbara?

Barbara:           Scordatelo.

Danny:             Lesbica.

Paola:              Sto già pensando agli invitati, ma  taglierò tutti i parenti. 

Danny:             Tagliagole…adoro! Spero tu sia altrettanto decisa  per l’ abito?

Paola:              Ho già  pensato ad un vestito da sposa. L’ho visto giorni fa in un outlet.

Danny:             Cosa? (Si alza dal divano faccia inorridita)

Paola:              Bè….che c’è di male? Costa poco!.

Danny:             (Fa la faccia)Da chi è griffato?

Paola:              Da nessuno.

Danny:             Hai sentito Barby, a questa ci puoi arrivare anche tu.

Barbara:           Vaffanculo.

Danny:             “La sposa aveva un abito di nessuno!”

Paola:              Beh…. questa è la reazione a cui miravo dal mio migliore amico..

Danny:             Qual è la cosa che tutti i matrimoni hanno in comune, a parte gli sposi?

Paola:              Scommetto un abito elegante.

Danny:             Ooohh…brava! E non potrà mai essere così semplice.  Avrai l’aria da stracciarola (guarda Barbara)

Barbara:           Ma ci sei venuto a ti ci hanno mandato?

Danny:             …a cui hanno fatto una grazia. Piuttosto che farti fare una cosa del genere, te lo regalo io!

Paola:              Ti prendo in parola.

Danny:             Contaci. Quando mi sposerò io avrò addosso qualcosa di eclatante. Sarà una serata  stile burlesque. La intitolerò  “  L’ammutinamento del Bounty ”

Paola:              Stupendo.

Danny:             Raffy si vestirà da pirata come Johnny Depp e con tanto di  benda che metterà in risalto la cicatrice che ha sulla fronte.

Barbara:           Un incidente?

Danny:             Il regalino di due buttafuori a cui aveva fatto delle candide avances.

Paola:              E tu, come ti vestirai?

Danny:             E’ chiaro amore, da perla di Labuan!

Barbara:           Più che perla…pirla…

Danny tira fuori un astuccio, prende un anello e lo passa alle ragazze che lo guardano.

Danny:             Sapete ragazze, ho fatto una spesona.

Paola:              Ma va là!

Danny:             Qualcosa di grosso e di succulento….

Barbara:           Immagino…

Danny:             Non vibra, perciò non cominciate.

Barbara:           Cosa hai comprato stavolta?

Danny:             Forse è meglio se vi sedete.

Le due donne si siedono. Danny tira fuori un astuccio, prende un anello e lo passa alle ragazze.

Paola:              E’ stupendo!

Danny:             E’ per Raffy.

Barbara:           Ma non è troppo femminile?

Danny:             No!

Barbara:           A me sembra di sì!

Danny:             Il gioielliere ha detto che è unisex ed io dico che è unisex. Raffy lo adorerà ed è l’unica cosa che conta.

Paola:              Giusto.

Danny:             Ah…e non vi ho detto cosa mi ha regalato lui.

Paola& Barbara: Cosa?

Danny:             Cinque anelli d’oro.

Barbara:           Che è,  la nuova moda gay?

Danny:             Sciocchina, mi ha comprato un anello per l’anulare di ciascuna mano, un anello da piede per il mignolo di ciascun piede ed un anello molto grande per…..

Paola:              Risparmiaci i dettagli.

Barbara:           (Ride) Dovresti vergognarti!

Danny:             Perché? Io già sto pensando come lasciarlo a bocca aperta la nostra prima notte di nozze.

Paola:              Non oso pensarlo.

Barbara:           Sicuramente vorrà pareggiare la sorpresa dei  cinque anelli, soprattutto il quinto.

Danny:             Brava. Infatti sto pensando di farmi trovare tutto leopardato e attorcigliato da un pitone. L’ho già visto!

Barbara:           Il pitone?

Danny:             Sciocchina, è la scena di un film hard .

Barbara:           Non è possibile!

Danny:             Stanotte vado a ballare con lui all’ ” Orgasm ”.

Barbara:           Un nome….. un programma!

Danny:             Pensate che  sto’ meglio sul selvaggio o  classico, tipo jeans e maglietta rosa shocking?

Barbara:           Il selvaggio si abbina meglio al colore dei tuoi capelli.

Danny:             Non è che sto’ troppo chiassoso?

Barbara:           E da quando in qua t’importa?

Danny:             Ora che sto diventando una persona posata, mi da fastidio essere troppo scomposto. Allora vado, che ho un appuntamento col mio amico Charly al pub Marylin. Sicuramente è già li e non voglio che si raffreddi.

Barbara:           Ma tutti lui li conosce sti posti!

Danny:             Scema, è un pub alternativo. Sai Barby, dovresti cominciare a frequentarli anche tu cose del genere, visto che i maschi oramai non ti garbano più.

Barbara:           Perché no?

Danny:             Magari rimorchi più di me.

Paola:              Smettila Danny….che tu sei fidanzato!

Danny:             Ma conoscere altri ragazzi è lecito.

Paola:              Cominci bene.

Danny:             Non fare quella faccia Paola, solo perché mi sposo non devo cambiare quello che sono.

Paola:              Insomma ti è concesso di tradire perché sei gay?

Danny:             No, io e Raffy ne abbiamo parlato ed abbiamo deciso che possiamo frequentare altri ragazzi, purché si tratti di incontri innocenti.

Barbara:           Seh…come no?

Danny:             Parola di scout. (Solleva  due dita)

Paola:              Oh…ti prego, tu non sei mai stato uno scout

Danny:             Grazie a Dio no. Sono un branco di omofobi.

Barbara:           Anche tu.

Danny:             Io sono omosessuale, cretina! Ma non c’è problema perché finché amo Raffy, il desiderio degli altri uomini resta confinato nella mia mente.

Barbara:           Hai ragione Danny!  Ogni coppia ha il diritto di fissare le proprie regole. Lo potevi far salire questo tuo amico Charly, mica ce lo saremmo mangiato.

Danny:             No….a lui non ama mostrarsi. E’ ancora agli inizi….ma lo sto conducendo sulla strada giusta…

Barbara:           Me l’immagino!

Danny:             Scema, accompagnami giù che mi devi aiutare a darmi una truccatina.

Danny e Barbara escono. Cono luce  Paola .

Paola:              I preparativi del matrimonio erano appena cominciati, quando il proprietario del nostro appartamento decise di metterlo in vendita ad un prezzo conveniente. Io e Sandro  dopo varie discussioni decidemmo che era conveniente comprarlo. Ero così contenta di comprare insieme a lui qualcosa di più significativo della cena, che non stavo più nella pelle. Racimolammo un po’ di soldi qua e la, ma ne mancavano solo trecentomila per cui chiedemmo un mutuo ventennale. All’inizio questa cosa sconvolse di brutto Sandro, ma ora che stavamo per diventare una coppia regolare , cosa poteva spaventarci?

Scena 10

Interno appartamento. Sandro si mette seduto a guardare dei fogli sparsi sul tavolo. Entra Paola

Paola:              Ciao amore.

Sandro:            Ciao.

Paola:              Cosa stai facendo?

Sandro:            Sto dando un’occhiata alle pratiche della banca. Sono esausto!

Paola:              Povero amore mio, hai una faccia!

Sandro:            Che ha?

Paola:              Hai le crepe negli occhi come  Willy Coyote.

Sandro:            Perché ho fatto due calcoli. Ci sono un sacco di spese tra il rogito, la banca, il matrimonio, e tutto il resto….

Paola:              Sta calmo amore, ce la faremo.

Sandro:            Tirare fuori duemila e passa euro al mese per vent’anni, significa avere le stesse pulsazioni di uno che si spara dieci caffè al giorno per venti anni e passa.

Paola:              Con i nostri due stipendi arriviamo a tremila e cinque  in due, se poi ci mettiamo le tredicesime ed i premi produzione , non la metterei giù così tragica .

Sandro:            E gli imprevisti ?

Paola:              Quando arriveranno ci creeremo il problema.

Sandro:            Facile a dirsi.

Paola:              Amore, così ti farai venire l’ulcera.

Sandro:            Hai ragione.

Paola:              Ecco, bravo! Metti da parte questi fogli e fa’ riposare il cervello.

Sandro:            Ok… (Si alza)

Paola:              Così mi accompagni a fare la spesa.

Sandro:            Così mi do il colpo di grazia! Io invece pensavo di mettermi la tuta ed andare a correre.

Paola:              Amore, fai un piccolo sforzo!

Sandro:            Dai Paola, correre un po’ mi servirà per scaricare la tensione…

Paola:              Ok….vado da sola.      

Buio. Stacchetto musicale. Entra Sandro vestito con tuta ginnica ed asciugamano al collo. Entra in bagno e chiude la porta. Dopo qualche minuto entra Paola carica di buste per la spesa che sbuffando porta in cucina.

Paola:              Sei in casa amore?

Sandro:            Sono in bagno.

Paola:              Com’è andato il footing?

Sandro:            Distrutto, ma rilassato.

Paola:              Poi quando esci di li che devo farti vedere una cosa.

Sandro:            Ok...

Paola:              Amore fa un po’ d’attenzione che  le tue non sono lavate, ma disastri naturali che poi tocca chiedere lo stato di calamità.

Sandro:            Ok amore!

Paola:              E non mi lasciare il lavandino pieno di peli !

Sandro esce dal bagno in accappatoio.

Sandro:            Senti, fai un promemoria di tutti i tuoi comandamenti, che ci faccio un quadro, l’incornicio e l’attacco allo sciacquone.

Paola:              Amore, ti sto chiedendo solo di fare un po’ più di attenzione!

Sandro fa per rientrare in bagno poi ci ripensa.

Sandro:            Sbaglio o anche tu frequenti il meraviglioso mondo di “epiland “o sbaglio?

Paola:              Ma io  faccio la ceretta.

Sandro:            Sì , però sapessi che brutto rumore fai quando te li  strappi .

Paola:              Noi donne facciamo “ tric ”, ma voi quando vi scarnificate la barba fate “ sbrat ” . La prossima volta me li brucio, così evitiamo il frastuono!

Sandro:            Ed  in ogni caso io non ti dico mai niente anche quando schiacci il tubo del dentifricio da metà  come fosse un foruncolo, invece di spremerlo dal basso verso l’alto o usi il mio trilama per raderti i polpacci e poi  lo rimetti a posto senza dirmi niente.

Paola:              Come sei pignolo!

Sandro:            Perché tesoro? Ti sto semplicemente svelando il motivo dei miei “ sbrat ”.

Paola:              E  quando ti tagli le unghie delle mani o dei piedi?

Sandro:            Le mie unghie?

Paola:              Sì le tue unghie! Quelle che spari ovunque come fossero boomerang. L’ultima volta la tua unghia da facocero sai dove me la sono travata?

Sandro:            Dove?

Paola:              Sul sapone per il viso, che a momenti mi scavo le  guancie come gli aborigeni australiani.

Sandro sbuffando fa per andare in bagno.

Paola:              Aspetta. Prima da un’occhiata a questo depliant .

Sandro:            Cos’è?

Paola:              Il nuovo catalogo IKEA .  Ci serve l’ armadio!

Sandro:            Ancora co’ ‘sta storia dell’armadio!

Paola:              Perché l’unico nostro armadio è sempre strapieno di abiti, che non so più dove metterli.

Sandro:            Forse perché ti compri sempre un sacco di roba?

Paola:              E anche se fosse? Aspettiamo che la roba si autodistrugga nel tempo o ne prendiamo uno più capiente?

Sandro:            All’ IKEA?

Paola:              Sì all’ IKEA! Fanno una svendita eccezionale. Ci andiamo?

Sandro:            No,  tra poco c’è la partita.

Paola:              Uffa! Almeno dà un’occhiata al catalogo e magari ci si va domani.

Sandro guarda distrattamente il catalogo poi lo chiude e lo posa con noncuranza..

Sandro:            Sono carini.

Paola:              Non puoi fare un piccolo sforzo ogni tanto e mostrare un po’ più entusiasmo?

Sandro:            Ti ho detto che sono carini….va bene,  ci aggiungo gradevoli, adatti e belli a vedersi.

Paola:              In quanto a sintesi non ti frega nessuno.

Sandro:            Allora se proprio vuoi la verità ti dico che è una grande stronzata fare spese all’ IKEA.

Paola:              Ma se lo fa un sacco di gente!

Sandro:            Quella è tutta roba da assemblare. Ti ricordi la cassettiera Tundra che abbiamo tentato di montare durante il ponte festivo?

Paola:              Come faccio a scordarmela? L’hai lasciata a metà!

Sandro:            Ci abbiamo messo tre infiniti giorni solo per trovare le viti e altri tre  per decidere di lasciar perdere e chiamare un falegname.

Paola:              Uno dei difetti in un uomo che proprio non riesco a mandare giù è la pigrizia e, scusami se te lo dico, tu in questo sei un vero fuoriclasse.

Sandro:            Stai parlando sul serio?

Paola:              Sì, sto parlando sul serio. Tu sei quello che inizia mille cose e non ne finisce manco una.

Sandro:            Invece tu pensi di impegnarti?

Paola:              In che senso?

Sandro:            Vogliamo parlare della tua auto? Mi metti l’acqua? Cos’è quella lucina rossa che si è accesa sullo sterzo? Mi cambi il fusibile?

Paola:              Mo’ che c’entra la mia macchina?

Sandro:            Quello che succede sotto il cofano della tua macchina  è una legge fisica a te sconosciuta. Te l’ avrò spiegato non so quante volte come si fa , ma per te i pistoni potrebbero essere uno, nessuno, centomila e la cinghia di trasmissione l’ elastico di una mutanda.

Paola:              E allora?

Sandro:            Allora chiudi il compitino e deleghi!

Paola:              Hai finito?

Sandro:            Se vuoi vado avanti.

Paola:              C’è dell’altro?

Sandro:            Hai il terrore della corrente elettrica, non sai cambiare una presa, non sai programmare il videoregistratore, hai una relazione straziante coi telecomandi, col fax e con il computer, stampante compresa.

Paola:              E’ un difetto?

Sandro:            No, una catastrofe! Riesci a cancellare più file tu di un virus e sprechi più fogli di una fabbrica di carta…e non ti riesce la cosa più semplice: “ Svitare i tappi delle bottiglie di plastica”.  Per cui , quando non ci sono io,  usi gli incisivi o prendi le pinze. Continuo?

Paola prende il catalogo e lo va a buttare nel secchio.

Paola:              Ok Sandro, niente armadio.

Sandro:            Se proprio ti piace uno di quegli armadi lo compriamo e per montarlo chiamerò di nuovo il falegname, basta che la finiamo qui…

Paola:              Tutto ciò che chiedo è un po’ di sostegno, un po’ di rassicurazione. E’ domandare troppo?

Sandro:            Ti pare normale farmi  vedere un ridicolo catalogo di armadi svedesi di cartone, quando con molta calma ne potremmo comprare a centinaia in qualsiasi negozio di mobili e con montaggio incluso!

Paola:              Proprio non riesci a capire?

Sandro:            Cosa c’è da capire?

Paola:              Non è per l’armadio, sei tu ed il tuo atteggiamento che mi manda fuori di testa.

Sandro:            Solo perché non ardo dal desiderio di fare shopping all’Ikea? Per me una sedia è una sedia, un tavolo è un tavolo, le tende sono tende.

Paola:              E per me cosa sono? Sentiamo!

Sandro:            Per te un tavolo non è un tavolo, a meno che non faccia parte di una tovaglia in tinta, le tende non sono semplici tende, ma il punto focale di una stanza. E dove la trovi tutta sta roba?

Paola:              E dove la trovo amore?

Sandro:            Ma all’ IKEA, la patria dello sfinimento umano.

Paola:              Che esagerato!

Sandro:            Dici? Te lo ricordi Blad Runner?  “Ho visto cose che voi umani non potreste nemmeno immaginare”. Beh….io ho visto umani trascinarsi tra un comò Stromstad, una sedia Ulla,  cappottare sfiniti su un divano Klippand e fare la fila per assaggiare stuzzichini a base di salmone e salsette ambigue.

Paola:              Stronzo!

Sandro:            Ho visto umani scrivere con mozziconi di matite più piccole di un mignolo e prendere misure di intere stanze con pezzi di carta cifrata.

Paola:              Ogni scusa è buona per non accompagnarmi!

Sandro:            Ma se sono giorni che  mi trascini per ristoranti, negozi di bomboniere e vari!

Paola:              Bisogna farle queste cose!

Sandro:            Che per fortuna avevi parlato di una cerimonia semplice. E ora te n’esci fuori pure con l’IKEA !

Paola:              Tu non ti sforzi mai ed ogni volta devo stare ad elemosinare per un po’ di partecipazione. 

Sandro:            Ok….ok….se vuoi domani ti accompagno a questa cazzo di IKEA e ci rimaniamo tutto il santissimo giorno , ci mangiamo pure e dopo mi verrà la colite,  ma chiudiamola qui, ti prego!

Paola:              Ci andrò con Barbara.

Sandro:            Ecco brava….ottima idea.

Sandro va in bagno sbattendo la porta.

Scena 11

Interno appartamento. Sandro e Carlo  comodamente sdraiati sul divano a guadare la tv. Disordine dappertutto. Entra Paola, ma nessuno la nota.

Carlo:               Dai, dai passa al centro, dai….dai

Sandro:            Si così, dalla quella palla, dalla…..così

Carlo:               Goal, goal…..

Tutti e due esultano.

Paola:              Ma che succede?

Sandro:            Ha segnato l’ Italia!

Carlo:               E che goal, gliel’ha messa dritta  all’incrocio dei pali.

Sandro:            Che azione ragazzi! Italia….Italia!

Paola:              Siamo tutti patriottici, ma non c’è bisogno di  sfasciare mezza casa.

Paola cammina per il salone ed involontariamente passa davanti al televisore

Sandro:            Scansati che ora fanno il replay.

Paola si scansa come un automa  e guarda in giro il disordine

Paola:              Il secchio dell’immondizia non si usa più?

Sandro:            (Mentre guarda la tv) Ci penso io …..dopo, non ti preoccupare!

Paola:              A guarda, guarda li, il mio vaso “Ming “?! Che cavolo! Questo non è un secchiello per il ghiaccio!

Paola prende il vaso con rabbia e passa davanti al televisore.

Sandro:            (Muove la testa di qua e di la) E dai Paola, lo stai facendo apposta? Dai ……scansati!

Carlo:               (Anche lui muove la testa) No…. non  davanti a me….

Sandro:            (Senza smettere di guardare la tv) Su, mettiti seduta e bevi un bicchiere di vino! (Si gira) Ma dov’ è finito il secchiello del ghiaccio?

Paola:              Eccolo il tuo secchiello!

Gira le spalle, poggia il vaso da una parte con rabbia e va in bagno . I due amici continuano a vedere la televisione per qualche minuto, tifo accanito.

Carlo:               Go…go…goal

Sandro prende in mano il secchiello e lo alza come fosse una coppa. Cantano.

Sandro:             Po..po…popoppoppopoo……

Poi Carlo si mette in ginocchio e Sandro gli poggia il piede sulla gambia piegata come fosse uno scarpino. Carlo fa finta di lucidarlo. Esce Paola e li guarda inebetita. Carlo che ha in mano il secchiello, lo poggia con calma sul tavolo.

Carlo:               Io vado….ora…è meglio…

Sandro:            Due a zero! Grande partita! Che serata ragazzi!Proprio quello che mi ci voleva.

Carlo saluta con manina ed esce. Paola guarda in giro.

Sandro:            Li abbiamo stracciati…..distrutti…

Paola comincia a mettere a posto.

Sandro:            Com’è andata all’IKEA? Hai comprato l’armadio?

Paola:              T’ interessa ?   

Sandro:            M’interessa tutto di te!

Sandro le va vicino e la stuzzica.

Paola:              Lascia perdere che non è aria.

Sandro:            Ed adesso cosa c’è?

Paola:              Niente.

Sandro si avvicina e tenta di abbracciarla di nuovo. Paola si scansa.

Sandro:            Se è per il disordine (si guarda attorno) ci metto meno di niente a sistemare tutto!

Paola:              Lascia stare! ( Pausa) Cosa ci sta succedendo Sandro?

Sandro:            E’ per l’IKEA?

Paola:              Per tutto quanto.

Sandro:            Sto tutto il giorno chiuso in un dannato ufficio, mi faccio le chiappe a forma di poltrona, ti chiedo solamente di mostrare un briciolo di comprensione quando riesco a vedermi una partita e tu che fai? Mi trovi qualcosa da fare il giorno stesso, alla stessa ora,  e poi mi pianti il muso. Dimmi, lo fai apposta!

Paola:              Guardami negli occhi :  “Perché hai deciso di sposarmi?”

Sandro:            Che c’entra con la partita!

Paola:              (Grida) Rispondi!

Sandro:            Calma! Che ti devo dire….perché voglio vederti felice e vivere una vita  tranquilla…con te…

Paola:              E’ proprio la risposta che mi aspettavo.

Sandro:            Che ho detto di male?

Paola:              Che ti sposi solo per farmi contenta.

Sandro:             Non basta? Che altro dovrei fare?

Paola:              Costruire qualcosa di importante….con me.

Sandro:            Perché, non lo stiamo facendo?

Paola:              Parlo di una famiglia e dei figli  come fa la maggior parte delle coppie che si amano, e voglio farlo prima di diventare biologicamente arida.

Sandro:            Stai parlando di figli?

Paola:              Perché no?

Sandro:            Seh….perchè uno prende e fa un figlio così. Sono cose che ci si ragiona.

Paola:              Ragioniamoci!

Sandro:            Ora.

Paola:              Ora.

Sandro:            Lo sai come la penso sui bambini. O piangono o fanno la pipì o fanno la cacca. Tra l’altro certe cacche allucinanti che non hanno proporzione. Tanto di latte e fanno una cacca grande così.

Paola:              Lo vedi come sei indelicato ed immaturo?

Sandro:            Non è il momento di fare un bambino. Non bruciamo i tempi…abbiamo un mutuo disumano… Senti Paola, vuoi veramente che ti dica come la  penso?

Paola:              Lo pretendo!

Sandro:            Fin dall’inizio della nostra relazione pensavo che noi due fossimo superiori a certe cose. Io e te contro un mondo di stereotipi.

Paola:              Ma la gente può anche  sposarsi……vivere e mettere su famiglia….

Sandro:            Ma non finisce mai giusto? Dopo cercherà la casa perfetta, i ristoranti perfetti, i figli perfetti e  non sarà mai felice perché non  si concentrerà su ciò che ha, ma solo su quello che dovrà ancora ottenere.

Paola:              (Pausa) Sono incinta Sandro.

Sandro:            Cosa?

Paola:              Hai capito bene, aspetto un figlio.

Sandro:            Quando lo hai scoperto?

Paola:              (Paola guarda l’orologio) Quando tu e Carlo stavate vedendo la vostra maledetta partita.

Sandro:            Ne sei sicura?

Paola:              Ho comprato tre test di gravidanza, di tre marche diverse. Blu. Blu. Blu.

Sandro:            Un puffo!

Paola:              Che cretino!

Sandro:            Dai scherzo….io non pensavo che…..ci sono stato pure attento…dev’essere stato quella sera che avevo bevuto alla festa di…

Paola:              Quanto entusiasmo! Scusami se  ti ho turbato, ma ti assicuro che per me ora è molto peggio.

Sandro:            Perché?

Paola:              Facciamo un bambino, sposiamoci, suicidiamoci….parole tue…

Sandro:            Mi hai preso alla sprovvista….lo sai sono una frana in fatto di bambini! Si vede che nella distribuzione dell’istinto paterno devo aver sbagliato fila, ma se mi ci metto d’impegno…..

Paola:              Allora ti dico ciò che voglio fare io! Tengo il bambino, ma senza di te.

Sandro:            Stai scherzando?

Paola:              So come la pensi  e  non ti forzerò mai a fare una cosa che non senti.

Sandro:            Io voglio fare la cosa giusta.

Paola:              Oh, piantala Sandro. Perché non mi ascolti? Non voglio che mi sposi solo perché sono incinta.

Sandro:            Parliamone un attimo….ragioniamo! E poi ti avrei sposata anche…insomma era tutto deciso!

Paola:              Caro mio, si fa presto a dire sì, ma alla fine il matrimonio non potrà mai cambiare la natura di una persona.

Sandro:            Non è come credi Paola, non è così ! Il mio non sarà mai un amore insistente, ti amerò come fanno tutte le coppie del mondo, qualche giorno di più, qualcuna altro di meno, ma sarà un amore vero.

Paola:              E’ buffo. Ti ho amo anch’io, ma non posso più stare con te. Sino ad oggi ho cercato di fare sempre ciò che era meglio per te, ma ora devo pensare solo a me stessa e a lui.

Sandro:            Cosa vuoi dire?

Paola:              Che anche se ti amo, fra noi è finita.

Sandro le prende la mano e cerca di trattenerla. Paola si divincola e scappa via. Cono luce Sandro che si infila la giacca.

Sandro:                        Aveva ragione come sempre. Noi due eravamo come un film di kung fu doppiato male e fuori sincronia:  Lei era l’azione ed io l’audio che cercava di stare al passo. Paola era giunta all’idea del matrimonio prima di me, ma ora che l’aveva raggiunta,  aveva fatto un altro balzo in avanti. Pareva che ancora una volta, mancassimo totalmente di tempismo. Non dissi una parola, non avrei potuto. Dal modo in cui mi aveva parlato compresi che aveva tirato una barriera tra noi due e non l’avrebbe mai abbattuta. Se fosse esistita anche la più piccola possibilità di farle cambiare idea , avrei passato ogni secondo della mia vita per cercare di convincerla, ma non mi avrebbe mai creduto.

Sandro esce.

Buio.

Scena 12

Interno appartamento. Paola è intenta a riempire una valigia, entra Barbara.

Barbara:           Che è successo! Dalla tua voce al telefono ho capito che dev’esser qualcosa di grave.

Paola:              Vuoi la buona o la cattiva notizia?

Barbara:           Odio questa domanda, anche perché generalmente le tue notizie cattive sono talmente catastrofiche,  da annullare quelle buone.

Paola:              La buona è che sono incinta di due mesi.

Barbara:           (Pausa) Cavolo….. ne sei sicura?

Paola:              Beh….tre test dicono di sì.

Barbara abbraccia Paola.

Barbara:            E’ una notizia stupenda! Sono….sono veramente felice per te …non ho parole…

Paola:               Lo so!

Barbara:           (La guarda) E questa sarebbe la buona!  Scommetto che la cattiva riguarda Sandro.

Paola:              L’ha presa male!

Barbara:           Immagino, conoscendo il soggetto!

Paola:              Non se la sente di fare il padre.

Barbara:           Te l’ha detto chiaramente?

Paola:              La faccia che ha fatto mi è bastata.

Barbara:           Che potevi aspettarti da un tipo superficiale come lui?

Paola:              Quella minuscola strisciolina colorata di blu ha subito diviso le nostre vite.

Barbara:           Ora dov’è?

Paola:              Non lo so e non m’interessa.

Barbara:           E cosa pensi di fare?

Paola:              Io lo voglio questo bambino.

Barbara:           Se è ciò che desideri hai tutto il diritto di metterlo al mondo e nessuno te lo potrà mai impedire.

Paola:              Ma non voglio mettere Sandro con le spalle al muro e costringerlo a prendere  una decisione che lui non si sente di affrontare.

Barbara:           Senti, con tutta sincerità, questo figlio non se lo meriterebbe un padre irresponsabile come lui. Mandalo a quel paese e amen.

Paola:              Infatti….lo lascio!

Barbara:           Se è come le altre volte, siamo a posto.

Paola:              Questa volta è definitivo.

Barbara:           Sicura?

Paola:              Più che sicura!  Lo devo a me stessa come donna e come madre, ma la mia situazione ora è diventata un po’ più complicata. All’improvviso  tutto il mio mondo è imploso.

Barbara:           Ma non c’è niente di irreparabile.

Paola:              Sai,  una donna single si può permettere di singhiozzare su qualche cocktail, mettersi a dieta per ripicca e poi annunciare: “Avanti il prossimo”, io a questo punto non posso più! Devo solo trovare una nuova  sistemazione.

Barbara:           Ma questo appartamento è anche tuo ed ora più che mai ti spetta di diritto.

Paola:              Io qui non ci voglio più stare. Comprarlo doveva essere l’inizio di una nuova vita….ma ora non ha più valore. Glielo lascio e ne farà ciò che vuole…non m’interessa.

Barbara:           E dove andrai?

Paola:              Un lavoro ce l’ho….magari se puoi ospitarmi per qualche giorno a casa tua, giusto il tempo di trovarne un altro in affitto.

Barbara:           Divideremo il mio! E’ abbastanza grande per tutte e due….tra poco tre. Vuol dire che contribuirai alle spese.

Paola:              Scherzi? Non posso accollarti una situazione del genere.

Barbara:           Smettila, ne sarò felicissima!

Paola:              Sei sicura?

Barbara:           Senti, ho una camera praticamente vuota, vado matta per  i bambini , quasi niente…anzi zero per gli uomini e sei la mia unica amica. Lo cresceremo insieme questo figlio e lo considererò un dono per me.

Paola:              Dici sul serio?

Barbara:           Ma certo! Pensi che ti lascerei da sola?

Paola:              Ti voglio bene Barbara.

Barbara:           Anch’io e se io fossi un uomo, giuro che ti sposerei su due piedi. Allora è deciso?

Paola:              Ma certo! Così avrò spazio per respirare e riflettere.

Barbara:           Vedrai che ce la caveremo benissimo! E fanculo gli uomini.

Buio

Scena 13

Interno appartamento. Scatoloni sparsi da tutte le parti. In scena Sandro e Carlo.

Carlo:               A che punto sei?

Sandro:            Ho quasi finito di incartare tutta la mia roba. Rimane solo quella di Paola.

Carlo:               Manderà qualcuno a prenderla. Mi ha già detto che  firmerà il mandato per la vendita della sua parte, ed è un peccato perché questo stabile continua ad aumentare di valore e vedrete che lo venderemo ad un prezzo vantaggioso.

Sandro:            Io non volevo arrivare a questo !

Carlo:               Se vuoi sobbarcarti tutta la spesa del mutuo e tenertelo è disposta anche ad aspettare.  

Sandro:            Non hai capito! Ma che vuoi che me ne freghi a me dell’appartamento? Quello che mi fa incazzare di brutto è che con questo mio comportamento del cazzo, ho troncato definitivamente ogni nostra possibilità di riconciliazione e non vedo una via d’uscita…

Carlo:               Senti, come tuo amico ho provato a parlarle, ma è irremovibile. Arrivati a questo punto metà per uno ed ognuno per la sua strada. Lo so che vendere non è un passo facile, ma penso che sia il migliore e sinceramente questa è una situazione in cui vorrei proprio non prendere una commissione.

Sandro:            Sei un grande.

Carlo:               Ho detto vorrei proprio, ma  purtroppo la nostra politica aziendale non ammette deroghe.

Sandro:            Quindi?

Carlo:               Non posso derogare.

Sandro:            (Scuote la testa) Grazie tante!

Carlo:               Ma essere tuo amico è positivo, perché  mi sforzerò al massimo per vendere presto, estinguere  il mutuo , tirare fuori la somma giusta per farvi rientrare della spesa iniziale e guadagnarci sopra una discreta cifra. Contento?

Sandro:            Io eh ..? Mi sa che sarai contento tu con i soldi della provvigione.

Carlo:               Non sottilizziamo! Allora non ti resta che firmare il mandato  e sei a posto.

Sandro:            Sto male Carlo.

Carlo:               Che è una novità?

Sandro:            Insomma che si aspettava che facessi?

Carlo:               Non lo so, forse voleva solo che  tu la rispettassi un po’ di più.

Sandro:            Quando mi ha detto che era incinta non mi ha dato nemmeno il tempo di riflettere.

Carlo:               Seni Sandro, sei un bel ragazzo e piaci a un sacco di gente compreso me, sei il mio più caro amico ed ogni volta che sto con te è uno spasso….

Sandro:            Grazie Carlo…

Carlo:               ….ma se uno scava a fondo, sa che vai avanti per la tua strada e sempre a senso unico!  Se l’altra persona non ti sta dietro, il problema è tutto suo.

Sandro:            Ma senti che idiozia, un sacco di volte ho fatto per lei cose che non mi andava di fare. E’ ridicolo…

Carlo:               Per esempio?

Sandro:            Non lo so…non mi ricordo….

Carlo:               Quando avete fatto una cosa che non volevi tu ?

Sandro:            Mica posso tenere il conto di tutte le volte che…

Carlo:               Fai sempre tutto quello che ti piace e lei è sempre venuta incontro alle tue esigenze. Sei fatto così e devi fartene una ragione.

Sandro:            Solo perché ho avuto un momento di esitazione?

Carlo:               Tu hai infiniti momenti di esitazione. Hai paura di prenderti delle responsabilità verso qualcun altro che non sia tu stesso ed il guaio è che a lei ci tieni o meglio è l’unica alla quale hai tenuto mai, ma per quanto provi e per quanto faccia, tu  non sei uno che scende a compromessi.

Sandro:            Questo è ciò che pensi di me?

Carlo:               Lascia che te lo dica! Tu in materia di sentimenti sei  un grandissimo stronzo. Quella poverina ora è incinta, ma sa perfettamente che con uno come te non avrà mai un futuro tranquillo.

Sandro:            Io sono  uno che ha bisogno di  più tempo per assimilare concetti come matrimonio e famiglia.

Carlo:               Appunto, ma questa volta hai rallentato troppo e male ed ora lei è convinta che tu non cambierai mai. Immagina di giocare a sette e mezzo: hai in mano un sei, che fai? Chiami carta o stai?

Sandro:            Sto, mica sono scemo.

Carlo:               E no! Sei scemo! Perché Paola è il banco e con un sei non te lo porti via!

Sandro:            E chi lo dice?

Carlo:               Perché Paola ha in mano un sette.

Sandro:            Un sette?

Carlo:               E tu hai perso.  Vabbe, io me ne vado. Ciao! Ho detto ciao!

Sandro:            Ciao…

Scena 14

Interno appartamento. Brano “ noir” cantato mentre Sandro in controluce guarda delle foto. Fine della canzone. Campanello. Sandro va ad aprire Entra Danny.

Sandro:                        Ciao Danny, come mai da queste parti?

Danny:             Sono venuto a vedere come stai!

Sandro:            Come vedi….uno schifo!

Danny:             Eh sì…sei orrendo….

Sandro:            Tanto non ci dobbiamo baciare.

Danny:             Se vuoi, ti prendo anche in queste condizioni! Sono di bocca buona!

Sandro:            Non mi va di scherzare Danny!

Danny:             No, io dico sul serio…..

Sandro:            Smettila!

Danny:             Ok… amore!

Sandro:            E’ da quando se n’è andata che sto così e non riesco a farmene una ragione.

Danny:             (Guarda le foto sparse sul letto , ne prende una e la guarda) L’ ami ancora vero?

Sandro:            Più della mia vita e sto soffrendo come se mi avessero dato una cortellata nello stomaco.

Danny:             Posso immaginarlo, anch’ io mi sento così.

Sandro:            Anche tu? Ma non stavi per sposarti?

Danny:             Finita. Raffy mi ha tradito e l’ho lasciato.

Sandro:            Io pensavo che…insomma….

Danny:             Che tra gay il tradimento è lecito?

Sandro:            Embeh!

Danny:             No caro,  l’amore è uguale per tutti! Chi ama non tradisce.

Sandro:            Vabbe stai male pure tu, e così ora siamo in due. Mal comune…..

Danny:             Che vuoi che me ne importi? Sono talmente abituato ai fallimenti che i successi mi pare quasi di non meritarli. Ora ho una quasi cotta per Charly.

Sandro:            Beato te che ci hai messo subito una bella pezza.

Sandro si versa del vino e Danny glielo prende dalla mano.

Danny:             Ce la puoi mettere pure tu. Tu e Paola per quanto possa sembrare strano, siete fatti l’una per l’altra.

Sandro:            Lei non la pensa così!

Danny:             Hai provato a chiamarla, a parlarle?

Sandro:                        No!

Danny:                         Perché?

Sandro:                        Anche se tornassimo insieme, sono sicuro che la  farei soffrire di nuovo. Invece io voglio che si trovi un uomo vero e che la tratti come merita.

Danny:             Ma c’è un figlio di mezzo.

Sandro:            Lo so e cercherò di essere un padre presente, anche se probabilmente dovrò vederlo a singhiozzo e ci dovrò pure lavorare sopra a sta cosa, perchè l’idea mi spaventa.

Danny:             Smettila di dire cazzate. Sarai un padre bravissimo e tornerai con Paola. Lei ha solo bisogno di ritrovare  calore e prima o poi tornerà!

Sandro:            Sarebbe un sogno.

Danny:             Ma se non ti butti, i tuoi sogni rimarranno tali.

Sandro:                        Invece non lo farà, la conosco bene, è una donna orgogliosa ed io l’ ho trattata da schifo! La colpa è tutta di questo maledetto carattere.

Danny:                         No, il carattere è solo un parafulmini! Non è questo il motivo perché è andata via! Lei voleva una famiglia e dei figli, ma tu scappi via dai problemi. Beh, mettiti d’impegno, dimentica il cervello e ascolta il tuo cuore.

Sandro:            E’ proprio quello che stavo cercando di fare, ma poi con questo carattere di merda che mi ritrovo, sono riuscito a sfasciare tutto…

Suono campanello. Danny va ad aprire. Entra Barbara. Guarda Sandro e poi guarda Danny

Sandro:            E tu?

Barbara:           Sì…io…hai qualcosa in contrario? Tanto tolgo subito il disturbo.

Sandro:            Ha mandato te a prendere le sue ultime cose?

Barbara:           E cosa speravi, che venisse lei? Dice che le hai preparato una valigia.

Sandro:            Si è li! Come sta?

Barbara:           Che domanda idiota! Come vuoi che stia una donna che aspetta un figlio?

Sandro:            Se lo sapevo non te lo chiedevo.

Barbara:           Senti, parlare con te e come parlare con un decerebrato.

Barbara prende la valigia

Sandro:            Senti Barbara…

Barbara:           No senti tu! Voglio dirti una sola: “ Non mi piaci e non mi sei mai piaciuto” perché sei un grande stronzo,  egoista, egocentrico e  se fossi un uomo ti spaccherei la faccia.

Danny:             E invece !

Barbara:           (Rivolta Danny) Tu sta zitto stronzo! Ma potrei anche usare il coltello a serramanico che ho nella borsetta e farti a fette.

Danny:             Appunto! E’ come parlare con uno scaricatore di porto.

Barbara:           Ma andate affanculo….tutti e due…

Barbara fa per andarsene.

Danny:             Aspetta Barby, ti stai sbagliando, lui  l’ ama ed è  sincero!

Barbara:           Tutte stronzate!

Danny:             Perché no?

Barbara:           Non sarai così stupido da pensare che quest’ essere  sia quello giusto per lei.

Danny:             Paola mi ha raccontato tutto ed anch’io le ho detto che era matta a pensare che Sandro potesse  cambiare, ma ora che l’ho guardato negli occhi e che ci ho parlato, ho capito che  l’ama veramente. Sai bene che noi gay siamo molto più sensibili….

Barbara:           Non ti aspetterai certo che convinca Paola a tornarci insieme.

Sandro:            Va bene non lo fare, tanto lo so che ti sono stato sempre sulle palle.

Barbara:           Perché caro il mio stronzetto, non sei stato tu a consolarla quando era a pezzi ogni volta che voi rompevate, non sei stato tu ad asciugare le sue lacrime da quando ha saputo di essere incinta e non sei stato tu a raccogliere i cocci dei disastri che hai causato col tuo comportamento

Sandro:            Posso migliorare se mi ci metto d’impegno. Giuro che voglio farlo!  

Barbara:            Lo dici adesso, ma cosa sarà fra sei mesi? Li conosco quelli come te, tu fai parte di quella categoria di uomini che passano la prima metà della propria vita cercando di capire le donne e la seconda cercando di dimenticare quello che hanno imparato.

Sandro:            Come posso fare a convincerti che stai sbagliando?

Barbara:           Proprio non ti entra nel cervello che lei non ti vuole più!

Sandro:            Io sto male Barbara…sto male…riesci a capirlo?

Barbara:           Se state male voi uomini soffrite di  più rispetto a noi?

Sandro:            Non ho detto questo.

Barbara:           Allora benvenuto nel nostro pianeta , mio caro Sandro!

Sandro:            So di non poterla convincere se non mi vuole più, ma fammi  almeno provare. Aiutami…so che puoi farlo!

Barbara:           No, perchè sono sicura che prima o poi ti  si stancherai di ciò che hai, prenderai la porta e te ne andrai lasciandoti crogiolare nel tuo mondo egoistico.

Sandro:            Non sarà così !

Barbara:           Fare un viaggio insieme ad una donna come Paola e non essere riusciti ad innamorarsi profondamente di lei, tanto da costringerla ad andare via , credimi, equivale a non vivere.

Barbara senza degnarlo di uno sguardo esce.

Danny:             Bè……ci hai provato.

Sandro:            Maledetta IKEA!

Danny:             Che c’entra l’ IKEA.

Sandro:            E’ cominciato tutto da lì. Paola voleva andare a comprare un armadio,  io mi sono rifiutato di accompagnarla e poi un po’ alla volta tutto è  precipitato. Hai presente una reazione a catena?

Dannty:            Mi è venuta un’ idea! Ora ci si asciuga le lacrime, un po di correttore e si va da una parte.

Sandro:            Dove?

Danny:             Lascia fare a me.

Scena 15

Interno appartamento. Sandro, Danny e Carlo sono intenti ad assemblare un armadio.

Danny:             No ragazzi….non così.

Carlo:               Che c’è scritto sulle istruzioni?

Danny:             Che bisogna prima incastrare i bulloni A nel buchi B e avvitarci sopra le viti C.

Carlo:               Facile no?

Sandro:            Si facile…ma come faccio a capire qual è il bullone A e qual è la vite C? Sono tutti uguali, bulloni e viti…

Danny:             Siete un disastro!

Carlo:               Senti tesoro, vieni qui e fallo tu.

Danny:             No caro, ho appena messo lo smalto.

Carlo:               Bellina lei.

Sandro:            Calma Carlo! Dai riproviamo.

Danny:             Forse l’avete messo al contrario. Avete provato a girare quella tavola?

Sandro:            Già fatto, ma non funziona. Maledetti svedesi!

Danny:             Perché? Sono così carini….tutti biondi. Ne ho conosciuto uno che….

Carlo:               Come scusa? Com’è che non ti stai zitto?!       

Entra Barbara. Danny va ad aprire

Danny:             Barby amore, cosa ci fai qui?

Barbara:           Ho cambiato idea.

Danny:             Dio sia lodato. L’altro giorno sembravi una replicante di Blade Runner in procinto di scatenare una guerra tra alieni.

Barbara:           E magari oggi sono un angelo venuto in soccorso dei derelitti

Danny:             Bè derelitti è un po’ troppo!

Barbara:           (Rivolta a Sandro) Mi odierò per il resto della mia vita, ma ho ripensato a tutto quello che hai detto e non so perché, ma mi sono convinta che tu l’ami veramente.

Entra Carlo

Carlo:               Mi dai questo martello? Ciao Barbara!

Barbara fa segno di ciao

Sandro:            E’ quello che ho cercato di farti capire.

Barbara:           Dopotutto ho sempre desiderato la sua felicità e, se tu la farai felice sono dalla tua, ma se la freghi un’altra volta giuro che  ti faccio a fette.

Danny:             Sono sicuro che lo farà!

Sandro:            Non ce ne sarà bisogno. Come pensi di aiutarmi?

Barbara:           Dopo te lo dico. Ma cosa state combinando?

Sandro:            Volevo montare questo maledetto armadio IKEA.

Danny:             Stanno tentando poverini, ma impediti come sono non ci riusciranno mai.

Barbara:           E quello sarebbe un armadio?

Sandro:            Più o meno!  Un armadio a due ante

Carlo:               Scorrevoli

Danny:             Una se la sono persa per strada…. ahahahahah!

Barbara:           Perché l’armadio?

Sandro:            Perché so che piace tanto a Paola e vorrei farglielo trovare con una scusa, ma sinceramente ancora non ho trovato.

Barbara:           A questo ci penso io! Danny passami quel foglio che hai in mano. Qui vedo che state ancora a carissimo amico.

Danny:             Ok amore pensaci tu.

Barbara prende il foglio gli da un’occhiata e poi guarda lo scheletro dell’armadio.

Barbara:           Ok ragazzi…..conviene smontare  tutto e ricominciare.

Danny:             Non ce la posso fare!

Carlo:               Ma se fino ad adesso non hai fatto niente…

Le luci si abbassano. Musica. Luce totale. Danny dorme sul letto abbracciato alla pancia di Carlo. Il montaggio è un disastro.

Barbara:           No, non ci siamo!  E’ tutto storto .

Sandro:            Un po’!

Barbara:           E poi guarda quanti pezzi avanzano!

Sandro:            Sicuramente abbiamo saltato qualche passaggio.

Barbara:           Dai su non te la prendere, l’importante è che tu ci abbia provato…le intenzioni a volte premiano…sono sicura che Paola lo apprezzerà

Sandro:            Se mai lo vedrà!

Barbara:           Lo vedrà, stai sicuro. Anche se sembra la torre di Pisa….e  comunque è un’idea originale.

Sandro:            Non saprò mai come ringraziarti.

Sandro va vicino a Barbara e l’abbraccia. In quel momento entra Paola. Barbara e Sandro si separano all’istante

Paola:              Che bel quadretto. Sembrate  due fidanzatini di Peynet!

Sandro:            Si tratta di un enorme equivoco.

Paola:              Barbara, sbaglio o ci dovevamo vedere a casa di Carlo per la firma del mandato? Arrivo e sulla sua porta c’era un biglietto con su scritto che eri qui.

Barbara:           Ce l’ho messo io. Infatti ti stavo aspettando, ma tu hai tardato parecchio.

Paola:              Ero all’ospedale dalla ginecologa, ma ha avuto un parto improvviso ed ho dovuto aspettare.

Barbara:           Ecco perché!

Paola:              Poi arrivo nel mio ex appartamento e trovo Danny che dorme sul letto avvinghiato a Carlo..

Sandro si avvicina a Carlo e gli da un calcio nel sedere. Carlo schizza seduto sul letto  facendo cadere Danny che era abbracciato alla sua pancia.

Danny:                         E…. che modi!

Paola:              Mentre la mia migliore amica è abbracciata al padre di mio figlio. Non penso di essere io quella che deve dare spiegazioni.

Tutti si guardano        

Barbara:           Lascia che ti spieghi! Non è quello che sembra.

Paola:              Certo che non può essere quello che sembra. Ma guardatevi! Siete paralizzati dal terrore che io possa accusarvi di avere una relazione.

Barbara:           Anche perché Sandro non è il mio tipo e poi lo sai che io con gli uomini ho chiuso.

Danny:             ( Guarda Carlo ) Io invece no e mi sono innamorato di nuovo.

Paola:              E di chi stavolta?

Danny:             Ma di lui…di Carlo…anzi Charly

Sandro:            Lui?

Danny:             Lui è Charly.

Barbara e Paola: Charly.

Carlo e Danny:  Charly!

Sandro:            Tu ? Vuoi dire che….

Danny:             Che non gli piace la ciccia baffetta, ma il pennuto.

Carlo:               Sì, sono gay.

Sandro:            E quando l’hai scoperto.

Carlo:               L’ho sempre saputo…ma non volevo ammetterlo a me stesso…

Sandro:            E com’è che non me l’hai detto?

Carlo:               Perché conoscendoti, sono sicuro che non mi avresti accettato.

Sandro:            Ma mi fate tutti….. stronzo senza appello?

Carlo:               Beh…si!

Sandro:            Ma tu  non ti depili, non ti metti lo smalto, non ti trucchi…..insomma….

Danny:             Beh…. nessuno è perfetto.

Paola:              Sentite,  mi fate capire cosa sta succedendo? Vi ho lasciato soli per un po’ e pare che qui è passato uno tsunami….compresa sta cosa  tutta storta….

Danny:             Avevamo fatto un piano (guarda l’armadio), per farti una sorpresa, ma  non è riuscito granché.

Paola:              Vedo, sembra la Torre di Pisa.

Sandro:            Tutti loro si sono dati da fare per convincerti della bontà delle mie intenzioni, ma alla fine è evidente!  Sono davvero irrecuperabile!

Barbara:           Non è vero, lui ci ha messo tutto l’impegno possibile.

Danny:             Peccato per  l’anta scorrevole che non scorre.

Barbara si avvicina a Paola e l’abbraccia.

Barbara:           Vacci piano con lui, non è terribile come sembra.

Guarda Danny e Carlo

Barbara:           Ragazze, il nostro compito qui è finito, è ora di alzare i tacchi.

Danny:             Io tacco 15 prego.

Carlo:               Stasera dormo da te.

Danny:             Ok amore…

Rivolti a Sandro

Barbara:           Ciao piccolo grande uomo…

Danny:             Ciao stella

Carlo:               Ciao stalla

Escono

Paola:              Che sagome.

Sandro:            Sono contento che tu sia qui.

Paola:              Ora puoi spiegarmi tutto questo papocchio?!

Sandro:            Il piano originale prevedeva che ti facessi trovare in qualche modo quest’armadi. Ah, certo non è uguale al depliant , ma tu mi conosci, sono un imbranato in queste  faccende.

Paola:              Ah….lo so!

Sandro:            Anche perché l’ho montato e rimontato non so quante volte e guarda quanti pezzi mi sono avanzati. Pensa, ne potremmo costruire un altro.

Paola:              Uno sfacelo….bisognerà chiamare…

Sandro:            Il solito falegname! Certo avrei dovuto comprartelo  quando mi hai chiesto di accompagnarti all’IKEA, ma io mi sono comportato da vero imbecille.

Paola:              Menomale che lo ammetti.

Sandro:            Così ho cercato di riparare in qualche modo.

Paola:              Oh…Sandro….

Sandro:            No…non parlare. Potrai farlo quando ti avrò dato il mio secondo regalo.

Sandro tira fuori un armadio in miniatura e glielo fa vedere.

Sandro:             Questo per lo meno non è storto….

Paola:              Cos’è un bonsai?

Sandro:             Il figlio piccolo ! Ora apri il cassetto.

Paola apre il cassettino e tira fuori un un anello.

Paola:              E’ bellissimo! Cos’è un risarcimento danni?

Sandro:            Ti amo Paola! Vuoi sposarmi?

Paola:              Ti sei fatto una canna?

Sandro:            No! E voglio dirti che sono orgoglioso di diventare padre. Pensaci Paola, questo bambino avrà un genitore imbranato che si fa sconfiggere da uno stupido guardaroba, una madrina femminista e due padrini gay . Non è fantastico?

Paola:              Già! In confronto il figlio di Ricky Martin è un dilettante. Ma sei sicuro di quello che stai dicendo? Tu, Sandro Latini, che vuoi sposarti! Non ci posso credere!

Sandro:            Si Paola Mariani, voglio amarti nella buona e nella cattiva sorte e  ti sarò vicino finchè morte non ci separi…

Paolo guarda Sandro

Paola:              Senti : “ MA CHE GRAN CAZZATA!!!!!!”

                       

Fine

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