Si fa presto a dire "si"

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SIAE  N° posizione 197365 (titubantedomenico@hotmail.it)

Trama

Sandro , scapolo irriducibile ,  seduce Paola che è alla ricerca di un ragazzo che le voglia bene e che la rispetti. Dopo la sua ennesima scappatella Paola decide di lasciarlo e lui , pur  di non perderla, si  gioca la carta della convivenza. Hai visto mai che stando insieme come una coppia normale, riesca a trovare quell’equilibrio che non ha mai posseduto? In effetti il loro rapporto tra una scossa e l’altra procede normalmente, sino a quando l’appartamento dove convivono viene messo in vendita ad un prezzo vantaggioso. La coppia pur di non perderlo, decide di acquistarlo. Certo comprare un appartamento in comproprietà e con un mutuo ventennale , è l’ultimo atto di una convivenza che può condurre soltanto al           “ fatidico sì “. Paola ne è convinta, ma Sandro svicola in ogni maniera  perché, primo non vuole figli, secondo  è convinto  che solo senza legami duraturi si riesce a  mantenere vivo un rapporto. Il dramma scoppia quando lei gli chiede di sposarlo. Inizialmente lui si piega ai suoi voleri, anche se in preda a uno scompiglio interiore neanche ben celato: Paola è la donna dei suoi sogni, ma il matrimonio resta comunque il suo peggior incubo. Ad arricchire le vicissitudini del loro menage intervengono i soliti amici come Danny, dichiaratamente gay , Barbara, incallita femminista, e Mauro agente immobiliare. Cominciano i preparativi del matrimonio , ma le sorprese sono dietro l’angolo.

Personaggi

Paola

Sandro

Mauro

Danny

Barbara

Primo atto

Luce alternata su Sandro e Paola che entrano da i due lati del palcoscenico.

Sandro:                        Quel giorno Paola aveva un appuntamento con l’agenzia immobiliare per l’affitto di un appartamento in centro ed  era arrivata in anticipo . La scambiai per l’agente immobiliare.

Paola:              Sandro era talmente affascinante in quel completo grigio verde, camicia bianca e cravatta rosa intenso, che mi piacque all’istante. Mi sono sempre piaciuti gli uomini che si sentono sicuri della propria virilità tanto da riuscire a portare il rosa con disinvoltura.

Sandro:            Scambiammo qualche battuta sino all’arrivo dell’ agente immobiliare. Io entrai per primo e quando ne  uscii avevo già firmato la proposta di contatto.

Paola si mette seduta ad un tavolo e comincia a sorseggiare da un bicchiere.

Paola:              Ci rimasi male. Quella palazzina a tre piani in pieno centro  con i minuscoli balconi pieni di fiori mi piaceva molto. Non mi rimaneva che annegare il dispiacere con un buon cappuccino.

Sandro si avvicina al tavolo.

Sandro:             Ti dispiace se mi siedo qui?      

Paola:              Prego.

Sandro:            Gran bel posto, vero?

Paola:              Niente male

Sandro:            Ci vengo spesso .

Paola:              (Distratta) Ah…si? 

Sandro:            Senti…..ti dico subito che mi dispiace.

Paola:              Per cosa?

Sandro:            Beh….per l’appartamento.

Paola:              Figurati! Se fossi salita prima di te, l’avrei preso io .

Sandro:            Apposta mi sono affrettato a bloccarlo.

Paola:              E così mi hai fregato sul tempo.

Sandro:            Era importante?

Paola:              Fortunatamente non abito in una roulotte.

Paola fa per alzarsi

Sandro:            Dai, non scappare, posso offrirti qualcosa?

Paola:              Ho degli impegni.

Sandro:            Solo cinque minuti…….In questo posto fanno dei crèpes alla nutella  strepitose.

Paola:              Già  ho dato….tra  cappuccino e cornetto!

Sandro:            Devo confessarti che la nutella è il peggiore dei miei vizi, ma dopo prevede un duro lavoro in palestra

Paola:              A chi lo dici!

Sandro:            Senti , perché non  saltiamo tutti i convenevoli?

Paola:              Ossia?

Sandro:            Tipo tu chi sei , chi sono io , che cosa ci facciamo qui. Io sono dell’idea che quando due si incontrano per la prima volta, è allora che devono essere totalmente sinceri, perché non hanno nulla da perdere.

Paola:              Stai scherzando?

Sandro:            Per niente! Considerala un’ occasione e noi non saremo mai più così nudi l’uno nei confronti dell’altra come in questo momento. Ti sto spaventando?

Paola:              Oddio, sei un tantino inquietante!

Sandro:            Fidanzata, sposata…

Paola:              E’ così rilevante?

Sandro:            Cosa c’è da nascondere? Pensaci, dopo questa chiacchierata, probabile stretta di mano, saluti e non ci rivedremo più se non ci va.

Paola:              Sono  single .

Sandro:            Come fa una ragazza come te a stare sola?

Paola:              Questo in ordine di priorità è l’ultimo dei miei problemi, anche perché  sono trent’anni che vivo con me stessa e non è cosa da poco….è una relazione seria.

Sandro:            Attimi di sincerità assoluta! Vedi, io single, tu single…..dovremmo approfondire la nostra conoscenza..

Paola:              (Si alza) Scusa….. ma ora devo proprio andare.

Sandro:            Ti prego, rimani un altro po’ a chiacchierare con me. Oltre alle crèpes posso offrirti un biglietto di solo ritorno dalla noia eterna.

Paola:              ( Paola sorride e si rimette seduta)  Ma tu sei tutto matto!

Luce su Paola.

Paola:              Sandro era veramente simpatico e quando arrivò l’ora di andare, gli lasciai il mio numero di cellulare e capii subito che avevo voglia di rivederlo. Da quel giorno cominciammo a frequentarci sempre più  assiduamente e lui mi fece credere sin dall’inizio di essere l’unica al mondo senza la quale potesse vivere.

Luce su Sandro e Paola.        

Paola:              Mi ami?

Sandro:            Certo che ti amo.

Paola:              Quanto?

Sandro:            Non so….un sacco…all’infinito…oltre.

Paola:              Bene.

Sandro:            Tutto risolto?

Paola:              Dimmi cosa faresti se io ti piantassi?

Sandro:            Hai intenzione di farlo?

Paola:              No.

Sandro:            Allora perché parlarne?

Paola:              Così, tanto per conversare!

Sandro:            Cioè tu mi stai chiedendo cosa farei se tu ipoteticamente dovessi mollarmi!

Paola:              Yes.

Sandro:            Ipoteticamente niente.

Paola:              Come….come?

Sandro:            Beh, visto che siamo innamorati pazzi l’uno dell’altra, dovrei fare qualcosa di demente per convincerti a sbarazzarti di me.

Paola:              Tipo?

Sandro:            Chessò , cominciare a mangiarmi le unghie dei piedi come gli scimpanzé.

Paola:              Ecco perché farei bene a mollarti….sei tutto scemo!

Sandro:            Se tu mi mollassi sarei devastato, distrutto, demolito e tutte le parole con la “D”.

Paola:              Sì, ma cosa faresti?

Sandro:            Farei di tutto per riconquistarti.

Paola:              Per esempio?

Sandro:            Se tu cadessi in una vasca di squali tigre non esiterei a buttarmi dentro pur di salvarti.

Paola:              E perché dovrei farlo?

Sandro:            L’ho detto così, tanto per rendere l’idea.

Paola:              E se non avessi nessuna probabilità di farcela?

Sandro:            Creperei provando.

Paola:              E se ti dicessi che non ti amo più?

Sandro:            Non ti crederei.

Paola:              Ma non rinunceresti a provare?

Sandro:            Figurati! Ci sono cose a cui non potrei mai rinunciare come la nutella, le partite di calcio, il sesso, e naturalmente te.

Paola:              Signor Sandro Greco, anche con gli  unici due neuroni che le sono rimasti, ha risposto correttamente a tutte le mie domande!

Sandro:            Stupendo signora Paola Prati ! Cosa ho vinto?

Paola:              Me.

Luce su Paola.

Paola:              Poi di quando in quando lui conosceva una ragazza disponibile e decideva di verificare  se veramente ero io la  donna a cui non poteva rinunciare.

Paola esce. Luce Sandro.

Sandro:                        Quando due che stanno insieme abitano ognuno  per conto  proprio e,  si vedono quando hanno voglia di vedersi  e dormono insieme solo quando hanno voglia di fare l’amore, lo stare separati è una cosa normale. Paola non si sarebbe mai presentata a casa mia senza prima una telefonata, ma le sue idee si stavano evolvendo……

Musica. Luce appartamento. Paola entra a casa, si toglie la giacca e la poggia su di una sedia.

Paola:              Ciao amore.

Sandro è affaccendato all’angolo cottura.

Sandro:            Che ci fai qui?

Paola:              Devo prenderlo come un “ Ciao cara ti amo? ”.

Paola gli si avvicina e gli da un bacio.

Sandro:            A quest’ora ti facevo in palestra.

Paola:              La lezione è stata rimandata, l’insegnante ha il mal di schiena.

Sandro:            Non gli fa’  bella pubblicità !

Paola:              Già!

Sandro:            E….e…non potevi seguire un’altra lezione?

Paola:              Ero poco ispirata …..e poi avevo voglia di vederti. Ho fatto male?

Sandro:            No…no…

Sandro prende il cellulare e comincia a digitare. Paola si avvicina ai fornelli.

Paola:                          Che profumo delizioso! Cosa hai cucinato?

Sandro:            (Distratto) Oh, niente di speciale.

Paola:              Buona questa salsina, ce n’è abbastanza per due?

Sandro:            Sì….(distratto)

Paola:              Oh….bene e cosa hai preparato per secondo? Sento odore di pollo…

Sandro:            E’ pollo….

Paola:              E come l’hai fatto?

Sandro:             (Sandro sempre concentrato sul telefono)Fatto cosa?

Paola:              Il pollo….come l’hai cucinato?

Sandro:            Che ne so Paola! Come dice la ricetta!

Paola:              Scommetto che l’hai presa dal libro di cucina che ti ho regalato per Natale: “Prendi il tuo amore per la gola”.

Sandro:            Sì…..(continuando a digitare)

Paola:              Finalmente l’ hai preso in considerazione.

Sandro è di spalle mentre  digita sul cellulare. Paola gli va vicino e gli mette le mani sulla vita, ma lui delicatamente si scioglie dall’abbraccio.

Paola:              Che hai?

Sandro:            Aspetto qualcuno.

Paola:              Pensavo fossi libero.

Sandro:            Quasi sempre, ma questa serata l’avevo organizzata da un  po’.

Paola:              Con chi?

Sandro:            Un amico.

Paola:              Ha guarda c’è anche il secchiello con lo champagne…..cos’è un amico speciale?

Sandro:            Un vecchio compagno di scuola . Ci siamo ritrovati per caso chattando su face book .

Paola:              Che carini! Mi farebbe piacere conoscerlo.

Sandro:            (Ricomincia a digitare) Non è il caso, parleremmo solo dei vecchi tempi e ti annoieresti.

Paola:              Ho capito, sono di troppo!

Sandro:            Sai come funzionano queste cose!

Paola:              Va bene amore, solo il tempo di salutare e sparisco. Posso fare qualcosa per te prima di andarmene? Magari preparo la macedonia. Mi viene bene lo sai!

Sandro:             L’ho già fatta io. ( Continua a digitare sul cellulare)

Paola:              Pure la macedonia.

Paola:              Lascia stare….ti ho detto che vado.

Sandro:            Perché non chiami le tue amiche e ti organizzi una bella pizza?

Paola:              Non ti preoccupare per me , vedrò di arrangiarmi in qualche modo.

Paola prende la giacca e fa per uscire, quando suona il campanello.

Paola:              Mi sa che è lui.

Sandro guarda la porta e poi guarda Paola.

Sandro:            Ora ti chiedo una cosa molto importante:            “Qualsiasi persona vedrai apparire da quella porta, non sarà come ti verrebbe di pensare, quindi  ti scongiuro di non trarre conclusioni affrettate.

Luce Paola

Paola:              Naturalmente era proprio ciò che pensavo. Sandro chattando su face book aveva rimorchiato una di quelle tipe assatanate che sul profilo ci mettono la  foto in bikini.

Paola esce. Musica. Campanello. Sandro si precipita, entra Mauro.

Sandro:            (Deluso) Ah….se tu?

Mauro:              Chi credevi che fosse…Sharon  Stone?

Sandro:            Mauro mio….sono disperato!

Mauro:              Che hai fatto?

Sandro:            Mi ero organizzato una serata da dio con una bella gnocca che avevo rimorchiato su face book.

Mauro:              Capirai, quando si tratta di gnocca, “avanti prego” è il tuo secondo nome!

Sandro:            Come potevo ignorarla? Sulla foto si presentava con due tette che stavano su verso il cielo come in atto di ringraziamento !

Mauro:              E invece?

Sandro:            Invece niente, dal vivo era ancora meglio……. ma Paola mi ha tanato.

Mauro:              Tanto prima o poi sarebbe successo!

Sandro:            La facevo in palestra, lei difficilmente sgarra una lezione e in ogni caso chiama sempre prima di venire.   

Mauro:              E stavolta t’ ha fatto sta’ bella improvvisata!

Sandro:            Era solo un diversivo.

Mauro:              Dovevi spiegarlo a lei!

Sandro:            Non so cosa c’è  in me che non funziona….davvero non lo so!

Mauro:              Fai un po’ di outing e datti una risposta!

Sandro:                        Con le altre me la sono cercata, ma con Paola è diverso,  ogni volta che la tradisco  mi rendo conto di avere commesso una stronzata.

Mauro:              Appunto.

Sandro:            Anzi dopo quello che mi è successo ieri sera, sono pure convinto che mi abbia fatto una macumba.

Mauro:              Smettila di dire stronzate.

Sandro:            Allora senti questa! Lei se n’era andata incazzatissima, la cena era pronta , la bella gnocca a portata di mano…

Mauro:              Quindi?

Sandro:            Il problema è nato quando il seminudo me,  ha portato la seminuda lei sul letto (pausa). Non è successo niente.

Mauro:              Niente cosa?.

Sandro:            E’ rimasto arido e senza vita come la superficie di Marte.

Mauro:              Chi?

Sandro:            Indovina un po’?

Mauro:              Hai fatto cilecca?

Sandro:            Narcolessia completa. Sarei voluto sprofondare sotto terra pur di non trovarmi in quella condizione.

Mauro:              Non è che avevi bevuto un po’ troppo?

Sandro:            Nemmeno un goccio.

Mauro:              Strano.

Sandro:            Ma vero! La gnocca dopo inutili tentativi se n’è uscita acida: “E’ come accendere un fiammifero bagnato”! Poi si è rivestita e via… più veloce della luce.

Mauro:              Normale!

Sandro:            Allora sai che ho fatto? Mi sono messo a letto e ci ho fatto sopra una sana dormita.

Mauro:              Bravissimo! In questi casi è meglio non darci troppo peso.

Sandro:            Ma urgeva una verifica, per cui il giorno appresso ho chiamato una mia amichetta con la quale ero andato sempre a mille ed ho fatto la prova del nove.

Mauro:              Risultato?

Sandro:            Come la sera prima! Assente ingiustificato!       

Mauro:              Non è che ti è presa l’ansia da prestazione?

Sandro:            A te è mai successo?

Mauro:              Scherzi? Vado come un treno!

Sandro:                        Ecco! Che dici se ne parlo con un medico?

Mauro:              Nah…quelli sono solo un mucchio di ciarlatani.

Sandro:            Questo è vero!

Mauro:              E poi….non vorrai mica calarti i pantaloni nello studio di un dottore?

Sandro:            Be’….se serve.

Mauro:              Non sai cosa potrebbe accaderti. Un attimo prima esegui i suoi ordini e ti sdrai su un lettino coperto solo da un lenzuolino di carta, e quello dopo ti senti dire ogni genere di disgrazia.

Sandro:            Hai ragione, è meglio evitare!

Mauro:              Dai retta a Mauro tuo, l’ignoranza in questi casi è una gran benedizione.

Sandro:            Allora che devo fare?

Mauro:              Esorcizzalo!

Sandro:            Ti pare che posso esorcizzarlo?

Mauro:              Beh…non  lui…chiaro!

Sandro:            Da come ne parli!

Mauro:              Sei cretino? Nessun prete al mondo sarebbe disposto a fare una cosa simile! Ti sto suggerendo solo di affrontare il demone che è in te.

Sandro:            Quale demone?

Mauro:              Quello che regola i tuoi impulsi primordiali.

Sandro:            Scusa, ma non riesco più a seguirti.

Mauro:              Sai quando le donne dicono che gli uomini pensano solo col contenuto delle mutande?

Sandro:            Allora?

Mauro:              Io penso che il contenuto delle tue mutande sia innamorato esclusivamente di Paola. E’ questo il tuo problema.

Sandro:            Mi stai prendendo in giro?

Mauro:              Prova a ragionare!

Sandro:            Io ci provo, ma mica è facile starti appresso!

Mauro:              Prima funzionava, no?

Sandro:            Certo che funzionava.

Mauro:              Ed ora no…quindi!

Sandro:            Tu pensi davvero che sta’ faccenda ha a che fare con Paola?

Mauro:              Ne sono più che convinto.

Luce su Mauro.

Mauro:              A quel punto Sandro cominciò a tempestare Paola di  messaggi, ma di qualunque mezzo di comunicazione  si servisse, telefono, fax,  mail, cellulare, piccione viaggiatore, lei sembrava intenzionata ad ignorare la sua esistenza.

Mauro esce, entrano Barbara e Paola.

Barbara:           Che è successo?

Paola:              Sandro mi ha messo le corna.

Barbara:           Cos’ è una novità?

Paola:              No, ma questa è la prima volta che lo becco in flagrante.

Barbara:           Spero che tu l’abbia  mandato a quel paese.

Paola:              Era scontato.

Barbara:           Guardami in faccia, ti sto dicendo definitivamente!

Paola evita lo sguardo

Barbara:           Lo sapevo! Hai la stessa credibilità di Topo Gigio.

Paola:              Sono fatta così!

Barbara:           Paola, quando si sa che l’uomo dei tuoi pensieri ti tradisce in continuazione non si dovrebbe più rivolgergli la parola, ma urlare e prenderlo a  parolacce come ho fatto io con Filippo.

Paola:              Cioè?

Barbara:           L’ho mollato.

Paola:              Per qualche settimana?

Barbara:           Questa volta per sempre.

Paola:              Motivo?

Barbara:           Anche lui se la spassava con un’altra!

Paola:              Un’epidemia.

Barbara:           Non l’hai ancora capito che sono tutti uguali? Certo ci ho dovuto faticare un po’, ma alla fine ha vuotato il sacco!

Paola:              Cavoli! Chi è ?

Barbara:           Sua moglie.

Paola:              E vabbè…è normale….

Barbara:           Ho resistito tanto alle sue normalità, anche perché mi faceva  sentire comunque la vecchia “piccola me “ senza la quale poter vivere.

Paola:              L’ hai sempre saputo che era sposato.

Barbara:           E chissenefrega! In fondo la nostra vita si svolgeva principalmente in una stanza, naturalmente quella da letto, ma poi quel cretino ha comprato un anello per la moglie ed ha speso diecimila  euro.

Paola:              Bulgari?

Barbara:           Il punto non è di chi è, il punto è che a me ha regalato solo un misero braccialetto in due anni di fottutissima relazione . Ma l’ho castigato….eccome se l’ho castigato!

Paola:              Cos’hai combinato?

Barbara:           Gli ho lasciato le chiavi dell’appartamento in mezzo ad una pozzanghera di vino rosso sul suo tappeto pregiato e gli ho scritto col pennarello indelebile “ sei un maiale “ sul suo bel quadro d’autore.

Paola:              No!

Barbara:           E per finire gli ho infilato un pacchetto di gamberi surgelati dentro lo schienale del suo costosissimo divano di pelle. Un amico comune mi ha raccontato che ha smontato casa  pezzo  per pezzo. Pensava di avere un topo morto da qualche parte.

Paola:              Forse era meglio se gli sparavi.

Barbara:           Dovresti fare anche tu una cosa del genere. Almeno ti toglieresti qualche soddisfazione.

Paola:              Non sono il tipo.

Barbara:           Io quelli come Sandro e Filippo  li chiamo i  professionisti della destabilizzazione psicologica. Ti si avvicinano con passi felpati da micione e poi quando meno te l’ aspetti, come in un thriller di Hitckock , ti squartano l’amor proprio con una bella rasoiata.

Paola:              Ma lui mi ama ancora!  Ieri mattina  mi ha fatto recapitare un gigantesco mazzo di fiori con un biglietto su cui c’ era scritto: “ Mi manchi da morire”.

Barbara:           Sono senza parole!

Paola:              Ed è un mese che mi sta riempiendo di sms e mail  traboccanti di scuse. Mi chiede un’altra possibilità.

Barbara:           Anche Filippo lo sta facendo, ma i suoi sono talmente pieni di veleno che se vomito sulla tastiera ho paura che poi non funzioni più.

Paola:              Non è mica facile chiudere dopo quattro anni di relazione.

Barbara:           Senti, quando uno è stronzo, lo è per sempre. Fai come me , adotta il sistema “ usa e getta” .

Paola:              Non ci riuscirei mai….non ho il tuo carattere!

Barbara:           No, a te il carattere manca completamente!

Paola:              E poi sono ancora innamorata di lui.

Barbara:           Niente di più sbagliato. Quando una donna è innamorata, finisce per diventare come un gelato alla crema. A quel punto l’ uomo  se la mangia quando e come vuole e magari dopo butta via la cialda con la sua anima attaccata dentro.

Paola:              Non posso farci niente.

Barbara:           E’  mai possibile che in tutto questo tempo non ti sei mai imbattuto in uno, dico uno, meglio di lui?  Eppure ce ne sono in giro entro i trenta quaranta, liberi ed attraenti .

Paola:              Come no? Una mia amica d’ufficio ha voluto che uscissi a tutti i costi con un certo Antonio, insegnante di latino e greco, melomane con maniere da cicisbeo e mani lunghe venate d’azzurro come fette di gorgonzola.

Barbara:           Impressionante.

Paola:              Saliamo in macchina e mi fa: “Or dunque dove si va mia bella donzella ?”

Barbara:           No!?

Paola:              Tutta la serata in stile fossile. Mi dice non bevo, non fumo, non mangio carne, odio le discoteche, non vado al cinema , ma vado pazzo per la musica da camera.

Barbara:           Un Highlander della tristezza.

Paola:              Infatti! Gli avrei voluto rispondere : “Mi porti a casa subito o prendo un taxi al volo?”.

Barbara:           Che spasso!

Paola:              “ Potrei essere l’uomo della mia vita”….. mi  dice!

Barbara:           Pure!

Paola:              “ Se la mia vita durasse il tempo di questa cena”…..gli avrei voluto rispondere! Tornata a casa volevo strangolarmi col cordone della tenda.

Barbara:           Povera.

Paola:              Allora mi sono detta, proviamo con l’opposto! Ma il destino ha voluto punirmi ancora. Sono uscita con un tipo muscoloso ed intraprendente conosciuto in palestra . All’inizio mi piaceva parecchio, solo che dopo ha fatto lo sbaglio di invitarmi a cena.

Barbara:           Mangiava troppo?

Paola:              Di più! Pensa che io avevo ordinato del prosciutto crudo e lui una costata da mezzo chilo molto al sangue e fin qui ci sta tutto. Il fatto è che lo guardavo e mi pareva di assistere ad un intervento chirurgico a cuore aperto su una bestia viva.

Barbara:           Che orrore!

Paola:              Non ancora soddisfatto,ad un certo punto ha abbrancato l’osso ed ha cominciato a scarnificarlo con i denti che sembrava una iena sulla carogna.

Barbara:           Un animale!

Paola:              E non finisce qui! Mangio il mio prosciutto e lascio da parte il grasso, lui lo vede con l’occhio ingordo e mi fa: ”Ma questo lo lasci lì ? Che spreco di proteine”! E alé….razziato pure quello…..e a mani nude.

Barbara:           Che fa ancora più senso!

Paola:              Infatti. Dopo cena mi ha accompagnato a casa ed io  gli ho fatto bye bye per sempre….. ed ora mi tocca  pure cambiare palestra.

Barbara:           A quanto pare attrai solo avanzi di magazzino.

Paola:              O può darsi  che porto in testa una freccia visibile solo a quelli strani

Barbara:           Può darsi.

Paola:              Senti , Sandro sarà pure fedifrago , ma a confronto di questi fa la sua porca figura.

Barbara:           La devi smettere di paragonare tutto il mondo a Sandro.

Paola:              Mi viene spontaneo, tanto più che Il bacino di offerta degli scapoli è talmente pietoso, che mi conviene giocare le carte che ho in mano.

Barbara:           Io tante volte penso che a te piace agonizzare nell’amore!

Paola:              Dici?

Barbara:           Fatti invece un esame di coscienza!  Sei ancora un bella ragazza, al momento stai un po’ sul depresso e con l’autostima sotto i tacchi, ma so che  potresti far felice qualunque uomo al mondo solo se tu lo volessi.

Paola:              Infatti! Il mio insegnante di aerobica dice che sono una e unica.

Barbara:           Cosa sei?

Paola:              Una e unica….

Barbara:           Almeno è un bel figo?

Paola:              E’ una donna!

Barbara:           Ciao core! Paola…. Paola dobbiamo comportarci come gli uomini e scappare dalle relazioni che  ci  rendono infelici. Io l’ho sempre fatto e mi sento libera  ed in pace con l’universo.

Luce Barbara.

Barbara:           Ed invece Paola non scappò. Dicono che se non si è capaci di perdonare una persona, resta un segno nell’anima. Paola l’aveva perdonato tante di quelle volte che la sua anima era diventata peggio di una  cartina geografica.

Luce casa. Entra Paola,  Sandro le va incontro.

Sandro:            E’ bello vederti Paola, ti ringrazio per avermi concesso un’altra occasione.

Paola:              Senti Sandro, ho deciso di rivederti solo perché non mi piace chiudere definitivamente con un persona a cui ho voluto bene e con cui nonostante tutto mi sono sentita sempre a mio agio.

Sandro:            A tuo agio?

Paola:              E’ la verità!

Sandro:            E’ pur sempre un inizio.

Paola:              Mi dispiace, ma non ci torno  più con te. Meglio provare a rimanere amici , almeno così evitiamo di farci continuamente del male.

Sandro:                        Ti rendi conto che non possiamo esserlo?

Paola:              Chi lo dice?

Sandro:            Tutto il mondo lo dice!  Uomini e donne non possono essere amici , specialmente quando c’è stato un rapporto di mezzo.

Paola:              Cos’è, la fiera del luogo comune?

Sandro:            E’ da quando ci siamo lasciati che sto’ da schifo! Trascorro le mie giornate al lavoro ciondolando per l’ufficio. Finirò per essere trasferito.

Paola:              Ed io  come pensi che mi  sento ogni volta ?

Sandro:            Mi dispiace tanto…… Paola!

Paola:              Troppo facile. Cosa vuoi , che diventi come una di quelle donne disperate che scrivono alla “Posta del cuore” dei giornali: “Cara direttrice, il mio uomo è infedele, ma io continuo ad amarlo. Che devo fare?”

Sandro:            Verresti a vivere con me?

Paola:              Stai scherzando?

Sandro:            Ci ho pensato bene ed ho deciso che questa è la soluzione migliore.

Paola:              Bè….hai pensato male.

Sandro:            Perché no?

Paola:              Senti Sandro, credo di non voler stare sola per sempre, ma sono convinta che noi sei tu quello adatto a costruirci qualcosa di serio.

Sandro:            Come fai a saperlo se prima non proviamo?

Paola:              Perché già so che con te vivrei costantemente in bilico, senza mai sapere se sono ancora  single o se la nostra relazione è di tipo continuativo.

Sandro:            Se non funziona potrai mandarmi  definitivamente a quel paese ed amen.

Paola:              No caro mio, qui non stiamo giocando a tira e molla, qui ci sono in ballo i  sentimenti, i miei in particolare!

Sandro:            Credimi, stavolta non farò casini.

Paola:              Sandro mio, fattene capace,  tu in amore viaggi al minimo sindacale.

Sandro:            Te lo giuro Paola, questa volta sono fermamente intenzionato a finirla con le stronzate.

Luce Paola.

Paola:              Lui non aveva mai convissuto con una donna prima d’ora e questo era un passo avanti verso una relazione più impegnata e sinceramente aveva un sistema di navigazione satellitare che conduceva al centro del mio cuore, per cui lasciai il mio appartamento ed andai  a stare da lui.          Naturalmente Sandro verificò immediatamente le condizioni della sua mascolinità e dai risultati più che  soddisfacenti, capì di essere guarito.

Luce casa. Sandro e Paola parlano, ma è come se non si vedessero.           

Sandro:            Io e Paola cominciammo a convivere al patto di evitare argomenti impegnativi come matrimonio e figli.

Paola:              Molti miei colleghi erano concentrati nella frenesia di fare tutto e subito: guadagnare sempre più soldi, sposarsi, fare figli entro i trentacinque, combattere la depressione, la ritenzione idrica e vincere il tempo che passa.

Sandro:            Molti miei colleghi si lamentavano perché le mogli li trascuravano per stare tutto il giorno appresso alla famiglia! Loro dicevano di amare ugualmente la loro partner, ma io credo che la massacravano in privato.

Paola:              Molte mie colleghe con figli piccoli  si lamentavano,  perché stavano sveglie tutta la notte e non avevano più il tempo di pensare ad altro, sesso compreso.

Sandro:            Io e Paola ascoltavamo e dicevamo: quanto siamo fortunati ad avere questa meravigliosa relazione senza  impegni.

Sandro accende la tv col telecomando, Paola spegne il pulsante direttamente dal televisore.

Sandro:            Che succede?

Paola:              Non puoi!

Sandro:            Problemi all’ antenna?

Paola:              No…. riceve bene.

Sandro:            Allora che?

Paola:              Danny sta salendo su.

Sandro:            Proprio oggi?

Paola:              E’ appena tornato da Miami.

Sandro:            Cinque mesi di pace frantumati in un nanosecondo.

Paola:              Perche? Lui è sempre carino con te!

Sandro:            Infatti stavo pensando di cambiare casa.

Paola:              Smettila…..che fastidio ti dà!

Sandro:            A parte i cd dei  Willage People  che si spara a tutto volume , l’ultima volta che è venuto nonno a trovarmi se l’è trovato davanti che stava pomiciando sul pianerottolo, che  pomiciare è un eufemismo. Dico io , fallo dentro casa tua! Che ti ci vuole? Gira la chiave ed entra!

Paola:              Solo perché è diverso?

Sandro:            Ma il nonno no….e non è questo il problema!

Paola:              Ah sì…e qual’ è ?

Sandro:            La partita cavolo….la partita!

Paola:              Puoi guardarla lo stesso, magari a volume basso .

Sandro:            Con lui? Impossibile!

Paola:              Usa le cuffie.

Sandro:            Scherzi? Sarebbe come incazzarsi col silenziatore. Rimane tutto dentro che ti vengono su gli acidi urici!

Paola:              La colpa è tua. In questa casa  a parte il bagno, non c’è un buco per godersi un po’ di privacy?

Sandro:            Ma se ho speso una fortuna per buttare giù questi muri spessi come mausolei e pieni di strati di tappezzeria che sembrava sfogliare mazzi di briscola!

Paola:              Potevi comprarti direttamente un’autorimessa, avresti risparmiato un sacco di soldi.

Sandro:            Come sei antica!

Paola:              Sì, sarò pure demodé, ma non riesco a fare a meno della mia privacy, del mio sgabuzzino.

Sandro:            Infatti mi hai messo talmente in croce che ho dovuto sacrificare mezzo terrazzo per trovare lo spazio.

Paola:              Se no amore dove mettevo l’aspirapolvere? Dal vicino di casa?

Sandro:            Ok…ok…        

Paola:              Mio caro, le stanze  sono piccoli mondi che si chiudono ed aprono come scatole magiche.

Sandro:            Cioè, adesso mi devo sentire in difetto perché vado pazzo per l’open-space?

Paola:              La verità è che , open-space  a parte,  tu Danny ce l’hai proprio qui (fa segno allo stomaco) !

Sandro:            Bugia!  Anzi, ora vado a tirare fuori il mio boa di struzzo e gli short, così possiamo ballare il “Dadaumpa”  come  le gemelle Kessler.

Paola:              Sai che impressione!

Sandro:            E poi sei una donna fortunata.

Paola:              Ad aver incontrato un macho come te?

Sandro:            No….che la partita la danno al bar qui sotto.

Sandro prende il telecomando e riaccende la tv.

Paola:              Cosa fai?

Sandro:            Televideo ! Fammi almeno dare un’occhiata alle formazioni.

Paola:              Ma è così importante ?

Sandro:            Detto così sembra una stronzata!

Paola:              Invece!

Campanello. Paola va ad aprire entra Danny vestito in modo eccentrico. Bacia Paola.

Danny:             Ciao amore, fatti vedere……..stupenda come sempre.

Guarda Sandro, gli va incontro e lo bacia sulla guancia con un schiocco esagerato.

Sandro:            Eccolo lì!

Danny:             Ti trovo bene Sandro, certo un po’ di maniglie dell’amore, ma sempre tanto sexy.           

Sandro:            (Si sfrega la faccia) Che hai sulla faccia?

Danny:             Fondo tinta. L’ho comprato a Miami….ottimo come coprente!

Sandro:            Te lo sei dato con la cazzuola?

Danny:             Da più luce al viso , dovresti provarlo anche tu.

Sandro:            Che ha il mio viso?

Danny:             Lo stesso colore delle ostriche, certo non della perla, ma quello del guscio rugoso. Magari con un po’ di fondo potresti coprire quei due origami di cartapesta che hai sotto le  palpebre.

Sandro:            Paola domani passa in profumeria e me ordini una bella chilata.

Danny:             Se vuoi c’è la blefaroplastica. Un mio amico l’ ha fatta e adesso è un’altra cosa.

Sandro:            Anche un mio amico l’ha fatta, ma ora ha un’espressione perennemente stupita, come se avesse davanti Belen Rodriguez nuda per ventiquattrore al giorno.

Danny:             Io potrei stupirmi solo per il Brad.

Sandro:            Davvero?

Paola:              Ora basta!

Danny:             Ok….vi piace il mio nuovo acquisto? ( Fa vedere le scarpe)

Sandro:            Se non lo dicevi , avrebbero potuto passare inosservate.

Danny:             Infatti servono a farsi notare. Belle vero?

Paola:              Potrei farmele piacere….. se me le presti!

Danny:             Scordatele cara, l’ho trovate in un negozio di usato. Le ho strappate di mano ad una squinzia che aveva deciso di vestirsi alla Michel Jackson per carnevale. Figurati, un paio di church’s in vernice rosso pomodoro!

Sandro:            Che orrore!

Danny:             Vi ci devo portare, è del  mio ex fidanzato. L’altro giorno ci ho comprato  una giacca scozzese con le spalline da gendarme  che è uno schianto.

Sandro:            Magari me la presti qualche volta per andare in ufficio.

Danny:             Perché no amore, farebbe pendant con i tuoi occhi.

Sandro:            Ma amore, i miei occhi non sono scozzesi.

Danny:             Ma le spalline verde smeraldo…. sì.

Sandro si infila la giacca.

Danny:             Stai uscendo?

Sandro:            A quanto pare tesoro.

Danny:             Sandro, lo fai apposta ad evitarmi?

Sandro:            Mai.

Sandro esce.

Danny:             Meno male che se n’è andato.

Paola:              Danny!

Danny:             Speravo di riuscire a fare quattro chiacchiere tra ragazze. Ho una grossa notizia, ma forse è meglio che  ti siedi.

Paola:              Va bene…. spara!

Danny:             C’è in ballo una  proposta di matrimonio!

Paola:              E chi si sposa?

Danny:             Io.

Paola:              Mi stai prendendo in giro?

Danny:             Perché no?

Paola:              Perché non è da te!

Danny:             Troppo provinciale?

Paola:              No, ma  con chi ti vuoi sposare?

Danny:             Col mio grande amore.

Paola:              Willy?

Danny:             No…figurati….ci siamo lasciati secoli fa!

Paola:              Rudy?

Danny:             No….lui è stato prima di Willy ! Non sei molto aggiornata.

Paola:              Allora rinfrescami la memoria.

Danny:             Dopo è venuto Leo e dopo Goldy .

Paola:              Stringi….

Danny:             Raffaello.

Paola:              E chi è?

Danny:             Sai benissimo chi è.

Paola:              L’unico Raffaello che conosco,  è quello delle tartarughe Ninja.

Danny:             Sciocca, Raffaello è un essere mostruosamente bello e tu lo hai conosciuto.

Paola:              Ah sì….e quando?

Danny:             Quando ti ho portato a cena  al “Nirvana”.

Paola:              Non mi ricordo.

Danny:             Io sì, visto il conto che ho pagato.

Paola:              Non intendevo il ristorante….e poi era il tuo compleanno, mica il mio!

Danny:             Hai presente il tizio che ti ha decantato in maniera superba la torta alle noci?

Paola:              Aspetta,  stai parlando del cameriere?

Danny:             Sapevo che te lo saresti ricordato!

Paola:              Certo, solo perché mi ha fatto rabbrividire quando descriveva la cremosità della glassa quando si scioglie sulla lingua. Credevo stesse parlando a me!

Danny:             Invece  l’avevo capito subito che ero io l’oggetto delle sue attenzioni.

Paola:              Così mi stai dicendo che l’hai accalappiato?

Danny:             Veramente è lui che ha accalappiato me. Ha detto che non vede l’ora di presentarmi ai suoi genitori e che vorrebbe trasferirsi da me.

Paola:              Non state correndo un po’ troppo?

Danny:             Personalmente preferisco i corteggiamenti un po’ più lenti, ma credo che sia stato l’effetto devastante del colpo di fulmine che dice di aver avuto per me. Ho appena acceso il telefono e già mi ha mandato dieci messaggi d’amore.

Paola:              Addirittura.

Danny:             Evviva, un uomo che mi ama e che non ha paura di dirmelo! Ci sposeremo a Las Vegas e sarà un matrimonio stupendo.

Paola:              Allora è tutto stabilito?

Danny:             Certo che lo è! E’ incredibile come la vita possa cambiare in modo così rapido ed inaspettato.  Posso mettere fine alla mia interminabile catena di eventi isolati: serate fuori a bere,  storie da una botta e via.

Paola:              Non ti riconosco più!

Danny:             Anch’io non mi riconosco! Mi sembra di essere anche più magro!

Paola:              Infatti, ti vedo in forma!

Danny:             Forse è l’amore che mi fa bruciare calorie. Ora devo andare, ho un appuntamento con l’ estetista.

Danny esce. Luce Paola

Paola:                          Danny si sposava. Certo era una gran bella notizia, ma un tarlo cominciava ad insinuarsi nel mio cervello. Possibile che due gay riuscivano a considerare l’idea di vivere insieme per sempre, mentre io e Sandro eravamo ancorati ancora alla fase convivenza?

Entra Sandro.

Sandro:            Danny dov’è?

Paola:              E’ andato via.

Sandro:            Dio sia lodato…

Paola:              E smettila…. che quando lui è in viaggio sto’ palazzo sembra un mortorio.

Sandro:            Ma perlomeno posso invitare qualche amico.

Paola:              Chi l’ ha detto che non puoi invitarli?

Sandro:            Quello è convinto che ogni uomo che gira da queste parti sia  un potenziale omosessuale. Fa più danni lui che una tempesta.

Paola:              Questa è una gran bastardata Sandro.

Sandro:            Non ricordi cos’ è successo l’ultima volta che ho invitato Arturo?  Si  è presentato qui senza essere invitato e dopo averlo provocato per tutta la sera, alla fine  ha fatto per lui la lap-dance attaccato al piedistallo dell’ abatjour.

Paola:              Dai Sandro, era tanto per ridere…

Sandro:            E con Sergio Massi?

Paola:              E vabbè ci ha  provicchiato!

Sandro:            Provicchiato? L’ha invitato a casa sua con la scusa di fargli dare un’occhiata alla denuncia dei redditi e gli è saltato addosso. Era il nostro commercialista…era…

Paola:              Lui è un po’ così…

Sandro:            Una checca arrapata.

Paola:              Ma dai!

Sandro:            Non è  stato lui a definirsi “checca arrapata” nell’ultimo annuncio personale che ha pubblicato?

Paola:              Per  il suo giornale alternativo è una cosa normale.

Sandro:            Se capissi cos’ è la normalità per lui.

Paola:              Comunque ha ottenuto una valanga di risposte.

Sandro accende  la play-station prende il joy-stick e  si butta  sul letto

Paola:              Eccolo lì !

Sandro:            Mi devo pur sedere da qualche parte.

Paola:              E’ una questione di igiene.

Sandro:            Ricominciamo?

Paola:              Sì, ricominciamo!  Tu porti sempre lo stesso paio di jeans….che per lavarteli devo aspettare che ti addormenti.

Sandro:            Io adoro i miei Levi’s scoloriti.

Paola:              Ti sei mai chiesto dove  poggi il tuo bel culetto tutto il giorno?

Sandro:            Mi aspettavo la domanda.

Paola:              Davvero?

Sandro:            Allora mi sono scritto il promemoria.

Paola:              Cosa?

Sandro:            Ho annottato tutti i posti dove mi sono messo seduto oggi.

Sandro tira fuori dalla tasca un pezzo di carta che le sventola davanti.

Paola:              Ma sei scemo?

Sandro:            (Facendo finta di leggere) Allora, sono uscito stamattina…..

Paola:              “Dimme te”….. col foglietto!

Sandro:            Quando sono sceso dalla macchina, era bagnato e  sono scivolato  su una cacca di cane.

Paola:              Quanto sei  pirla!           .

Sandro:            Poi sono passato in ospedale, al reparto malattie infettive e mi sono seduto su…su…

Paola:              Sentiamo….su ?

Sandro:            Una scarlattina. Poi sono arrivato in ufficio e mi scappava la pipì, ma il bagno era occupato….

Paola:              E te la sei fatta addosso.

Sandro:            Non tutta! Allora mi sono sfilato i jeans  perché volevo disinfettarli.

Paola:              Sì…con che cosa?

Sandro:            Con l’amuchina, ma li ho poggiati sulla scrivania di Arturo dove  lui,  tra una telefonata e l’altra si scolpisce i capelli con tutto quello che trova tra gel, olio e derivati.

Paola:              E che c’entra?

Sandro:            C’entra….perché tutte le mattine ha i capelli unti come dopo una settimana d’influenza e lascia tracce di grasso dappertutto come gli orsi polari.

Paola:              Che schifo! E l’amuchina?

Sandro:            Non l’ho più usata alla fine.

Paola:              Come mai?

Sandro:            L’ha presa la segretaria…. che soffre di dermatite seborroica.

Paola:              Ma quanto sei scemo!

Paola prende un telecomando, spegne la tv e ci soffia sopra come fosse una pistola, poi si reca in cucina prende  due bicchieri  e ne porge uno a Sandro che nel frattempo la guarda  stupito.

Paola:              Brindiamo?

Sandro:            Non è il nostro anniversario? Quello è l’undici di maggio…. vero?           

Paola:              Il tredici a dire il vero.

Sandro:            Non è nemmeno il tuo compleanno…..quello è il ventitré di aprile….

Paola:              (Bacio) Quasi amore….è il ventiquattro.

Sandro:            Neanche il mio, vero?

Paola:              Il tuo compleanno è il  sette ottobre! Cavolo Sandro, sembri un produttore sano di domande imbecilli!

Sandro:            Ci sono, è il giorno che ci siamo conosciuti.

Paola:              (Bacio) Una ragazza non può essere carina con il suo uomo di tanto in tanto?

Sandro:            No…voglio dire….tutto qui?

Paola:              Una cosa ci sarebbe.

Sandro:            Di che si tratta?

Paola:              Si tratta di noi. Da quando stiamo insieme?

Sandro:            Da cinque meravigliosi anni.

Paola:              Cinque anni sono tanti sai!

Sandro:            Non sono molti. Se fossi una bambina di cinque anni, non avresti nemmeno cominciato la scuola e non sapresti né leggere e né scrivere.

Paola:              Per favore Sandro, non dire cazzate….sai cosa intendo!

Sandro:            Dici che devo saperlo?

Paola:              Mi ami?

Sandro:            Non hai motivo di preoccuparti al riguardo.

Paola:              Lo sai che Danny si sposa?

Sandro:            Ha cambiato gusti?

Paola:              Si sposa con un uomo!

Sandro:            Ecco!

Paola:              Bè, che c’è? Al giorno d’oggi non è più una novità!

Sandro:            L’universo alternativo.

Paola:              Io invece la chiamerei evoluzione culturale.

Sandro:            Già sposarsi è un problema, figurati se a farlo sono  due uomini.

Paola:              Di qualunque coppia si parli, alla fine il matrimonio è la logica conclusione fra due persone che si amano.

Sandro:            Dici?

Paola:              Tu sei sicuro di amarmi?

Sandro:            Sei tutto ciò che desidero.

Paola:              Sono una donna moderna Sandro, quindi non devo aspettare di ricevere la proposta.

Sandro:            Credo che se ci mettiamo a cambiare le cose tra noi , c’è il rischio di sputtanare tutto.

Paola:              Chi te la dà questa convinzione?

Sandro:            Perché così  riusciamo a  mantenere quell’incertezza che rende più vivo l’amore.

Paola:              Alludi al fatto che tra di noi possa finire da un momento all’altro?

Sandro:            No, ma stare così rende tutto più misterioso.

Paola:              Credimi Sandro, non esistono più  misteri tra noi due, da quando ti ho tenuto la fronte mentre vomitavi nel bagno dopo l’ultima sbronza.

Sandro:            Ed io quello che non so di te potrei scriverlo sul retro di un francobollo ed avanzerebbe spazio.

Paola:              Lo dici solo per chiudermi la bocca?

Sandro:            No, sono sincero.

Paola:              E pure io! Comincio ad essere stufa della situazione!

Sandro:            Così…all’improvviso? Si può sapere che ti prende?

Paola:              Ieri sera, a cena coi tuoi colleghi, te ne sei uscito fuori con un: “ Vi presento la mia partner”. Ti sembro una partner io?

Sandro:            Ma dai….era in senso ironico! Figurati se  ti presento al normale e ti chiamo “partner”

Paola:              Ah, se è per questo mi chiami pure peggio.

Sandro:            E cioè?

Paola:              Ogni tanto mi chiami la  tua compagna . E vogliamo parlare della “mia lei” ? Ti ho sentito sai in macelleria, quando hai comprato le bistecche.

Sandro:            Cosa ho detto?

Paola:              Alla “mia lei ” piacciono tenere e senz’osso. Come pensi di andare avanti a definirmi?

Sandro:            Aspetta….aspetta, tu vuoi farmi sentire in colpa?

Paola:              No, ma ti potresti sforzare un po’ di più con questi appellativi.

Sandro:            Ti piace “ La donna che frequento?”

Paola:              Mi sa’  tanto di casa d’appuntamenti.

Sandro:            Allora dirò “ La mia ragazza”.

Paola:              Sì, ma c’è solo un problema, abbiamo superato i trenta!

Sandro:            Che palle!

Paola:              Lo dice anche la Mannoia che “Siamo così, dolcemente complicate”.

Sandro:            Senti… ok giocare, ma ora comincio a sclerare.

Paola:              Ah…ora sei tu che scleri? Figurati che se incontriamo due che conosciamo per strada, io sclero da un chilometro. Bene che vada,  mi presenti dicendo: “Questa è Paola”.

Sandro:            Infatti….è molto più semplice.

Paola:              Però se a uno venisse in mente di chiederti: “ Paola cosa?”…… il panico!!!! Invece….

Sandro:            Invece?

Paola:              Invece sto pensando che se ci sposassimo tu potresti dire : “ Vi presento mia moglie”. Non suonerebbe un po’ meglio?

Sandro:            Eccola dov’è!

Paola:              Allora mi sposi?

Sandro:            Così d’ amblè?

Paola:              D’ amblè!

Sandro:            Perché no?                                                                                        

Paola:              Scrivo la data sul calendario?

Sandro:            Scrivi…scrivi…

Paola:              Il trentuno  luglio, così facciamo coincidere viaggio di nozze e ferie?

Sandro:            (Canta) Luglio col bene che ti  voglio….

Paola:              E ci sposiamo in chiesa…..io con tanto di abito bianco e tu in smoking?

Sandro:            Yessss…..e la cerimonia sarà lunga quanto una partita di calcio, ci sarà una predica che durerà quanto i supplementari, calci di rigore compresi , tua madre verrà al matrimonio vestita da gitana, nonno Franco da gaucho e  suoneranno le nacchere coi testicoli del prete. Ora mi fai giocare alla play?

Paola:              Sandro, amoretto mio dolce, sei pregato, uno, di non prendermi per il culo, due molla questa cavolo di play station o te la sfascio con una mazzata, tre…...

Sandro:            Tre me la ricompri.

Paola esce sbattendo la porta. Sandro la guarda andare via, getta via il joy-stick.  Entra Mauro

Sandro:            Caschi proprio a fagiolo!

Mauro:              Non ci vediamo la partita in pay-tv?

Sandro:            Non è aria!

Mauro:              Problemi ?

Sandro:            Paola vuole sposarsi.

Mauro:              Ma va! Sai come sono fatte le donne, ogni tanto ci provano.

Sandro:            Questa volta mi è sembrata più seria del solito.

Mauro:              Tanto alla fine,  il matrimonio è solo una formalità?

Sandro:            E secondo te dovrei formalizzare?

Mauro:              Se non c’è rimedio.                  

Sandro:            Stai deragliando di testa?

Mauro:              No

Sandro:            Cribbio, allora tu vuoi veramente che passi al lato oscuro?

Mauro:              Allora devi mollarla.

Sandro:            Ma io non voglio nessun’altra.

Mauro:              Allora continua a convivere.

Sandro:            Ma lei non è  più d’accordo.

Mauro:              Allora convincila!

Sandro:            E ti pare facile?

Mauro:              Che cavolo, ogni uomo ha la sua poesia nel cuore!

Sandro:            E’ un bel pensiero, ma nel mio caso può trattarsi al massimo di una filastrocca.

Mauro:              Allora mi arrendo.

Sandro:            E’ l’idea di stare insieme ad una donna “ finché morte non ci separi ”  che non mi solletica per niente. Dico io , come diavolo ci è finita questa frase nel cerimoniale nuziale?

Mauro:              Certo, quello che si dice un sacco di tempo.

Sandro:            In un uomo normale è implicitamente scontato il desiderio di campare il più a lungo possibile e senza il bisogno di incentivi.

Mauro:              Infatti.

Sandro:            E allora, porco di un diavolo, non si poteva scegliere qualcosa di meno impegnativo?

Mauro:              Tipo  “Piano rinnovabile su base quinquennale” ?

Sandro:            O chessò, sino a che le parti in causa non si rompano le balle!  Sono convinto che anche quelli che dicono di essere felicemente sposati, non è detto che poi lo siano per davvero. Uno non dice: “Sono felicemente abbronzato”…..è abbronzato e basta.

Mauro:              E dunque?

Sandro:            Ecco perché non mi sposo. Sento che c’è qualcosa sotto. Il “felicemente sposato” mi ricorda tanto il “serenamente mancato”.

Mauro:              Perché il mancare serenamente è una botta di culo che merita di essere rimarcata. Senti Sandro, state insieme da quattro anni ?

Sandro:            Cinque per l’esattezza.

Mauro:              Quindi è come se foste già marito e moglie e non c’è verso che ti scarichi solo perché non vuoi sposarla. Dai retta a me: “Testa nella sabbia ed aspetta  che la cosa si sgonfi da sé” .

Sandro:            E fingere che non sia successo niente?

Mauro:              Probabilmente ora si sentirà in imbarazzo per il solo fatto di aver sollevato la questione.

Sandro:            Ne sei convinto?

Mauro:              Pensaci bene! Paola ha investito cinque lunghi anni della sua vita con te e devo dire che ti ha tirato su abbastanza decentemente. Quanto le  ci vorrebbe per portare un altro al tuo stesso livello ?

Sandro:            Tu dici che non mi scaricherà solo perché è troppo pigra per mettersi ad addomesticare qualcun altro?

Mauro:              Ci sei arrivato. Ora noi ce ne andiamo al bar, ci scoliamo una  bella birra e non ci pensiamo più. Lei più tardi  tornerà, farete la pace, poi l’amore e sarà tutto dimenticato.

Sandro:            Dici?

Mauro:              Certo amico mio….pensare non fa bene a nessuno dei due.

Sandro:            Ok…

Mauro e Sandro escono. Entra Paola e si mette seduta a guardare una rivista. Campanello, va ad aprire entra  Danny con una bottiglia in mano.

Danny:             Ciao ciao. Hai due bicchieri?

Paola prende due bicchieri e li posa sul tavolo. Danny li riempie.

Paola:                          (Beve) Buono questo drink….

Danny:             Martini, ghiaccio e ribes.

Paola:              Così colorato è bello pure da tenere in mano!    

Danny:             E’ come comprare un gratta e vinci, non solo è bello perché puoi vincere, ma è anche divertente grattare.

Paola:               Sei troppo forte Danny !

Danny:             Lo so.

Paola:               Ricordati che se un giorno tu ti stancassi di essere gay , sappi che è molto facile volermi bene.

Danny:             Che ti è successo stavolta?  Al telefono avevi la voce un paio d’ottave più alta del normale.

Paola:              Ho appena dichiarato lo stato di emergenza per crollo di certezze.

Danny:             Sandro, vero?

Paola:              Ogni volta che parlo di matrimonio lui la butta sullo scherzo ed io la prendo a male.

Danny:             Scialla! Gli uomini sono come i bambini, non sono mai pronti per fare niente e  quindi ti mettono alla prova per vedere fino a dove possono arrivare, ma alla fine mollano!

Paola:              E nel frattempo il tempo passa, io ho paura d’ invecchiare e di non piacergli più! Per voi è diverso, più diventate vecchi e più migliorate.

Danny:             Decisamente,questa è la parte maschile di me che più mi soddisfa.

Paola:              Noi invece più diventiamo vecchie e più diventiamo grasse.

Danny:             Quel bel grasso stagionato, che vi vengono pure le vene varicose blu cobalto.

Paola:              Grazie tante!

Danny:             Dovreste provare a potarvi, come si fa con i gerani ed aspettare la nuova fioritura

Paola:              O farci direttamente a fette con un machete.

Danny:             Ma c’è la chirurgia plastica! Al giorno d’oggi  fanno miracoli. Una mia amica si è rifatta le tette due volte. Ora ce l’ ha così grosse, che non riesce più a farle stare separate.

Paola:              Oddio Danny, pensi che  dovrei farlo anch’io?

Danny:             Non scherzare, vanno benissimo.

Valeria:             Eppure tirandole un po’ su! (Le tira su) Magari mi metto un bel push-up .

Danny:             Smettila….

Paola:              O il cervello! Oppure le labbra! Secondo te dovrei usare il botulino? (Fa una smorfia con le labbra).

Danny:                         Basterà una  ritoccata al tuo ego e sei a cavallo!

Paola:              Mi basterebbe che un certo tipo  mi rispettasse un pochino di più.

Danny:             E’ solo un po’ grezzo, al contrario tuo che sei una dolce ed inguaribile sentimentale.

Paola:              Sai qual è la sua frase preferita? “Sei la donna con la quale mi piace fare l’amore, stiamo bene insieme  e che bisogno c’è di impegnarsi  davanti ad un prete?”

Danny:             Perlomeno è sincero!

Paola:              Io apprezzo la sua sincerità! Però quando uno dice cose del genere dovrebbe perlomeno indossare una canottiera unta e tracannare birra da una lattina.

Danny:             Non esistono uomini perfetti, esistono solo uomini perfetti per noi.

Paola:              Però alla fine siamo noi quelle che baciano i rospi e quelli diventano principi e non il contrario purtroppo.

Danny:             Mia cara non serve! Oggi il principe azzurro non arriva più su un bel cavallo bianco sguainando la spada, ma arriva a piedi, è pieno di polvere ed il più delle volte si perde pure per strada.

Paola:              Mia madre pensa che non sono mai pronti per sposarsi e  quindi, al momento giusto, andrebbero intrappolati.

Danny:             Anche se tu  lo intrappolassi non è detto che ti sposi, e poi  ti conosco, non faresti mai una cosa del genere.

Paola:              Hai ragione! Onestamente non mi vedo nei panni della coraggiosa madre single che viene intervistata per strada e dice: “Mio figlio è la cosa più bella che ho e, anche se non sono sposata, siamo lo stesso una famiglia”.

Danny:             Potresti provare a prenderlo per la gola.

Paola:              Cioè?

Danny:             Gli prepari un bel piatto di quelli  pesanti e molto calorici che ti appioppano un bel peso sullo stomaco e costringono il sangue a defluire dal cervello per liberare la digestione e ci aggiungi anche una bella bottiglia di vino rosso.

Paola:              Per far che?

Danny:             Un cervello vuoto, si sa è molto indulgente.

Paola:              Smettila Danny! Per convincere Sandro non basterebbe nemmeno una pistola puntata alla tempia.

Danny:             Devi pensare un po’ più a te stessa. Se vuoi vieni giù da me e ci facciamo una ceretta…ok?

Paola:              Non me la sento.

Danny:             Allora vai in bagno, ti lavi la faccia, ti strucchi , ti metti a letto e ti studi la strategia più adatta. Noi donne quando vogliamo sappiamo come fare!

Musica. Entra Sandro, Paola è a letto e sta leggendo. Sandro gli si avvicina.

Sandro:            Ciao amore.

Paola:              Ciao.

Sandro:            Fa un po’ sentire qui queste belle coscette. Dimmi amore di chi sono ?

Paola:              Stai buono e fermo.

Sandro:            Belle  e sode.   

Paola:              Senti Sandro, spegni subito quell’occhio da batrace e non mi toccare.

Sandro:            Che corpicino….. dimmi …..di chi è questo bel corpicino?

Paola:              E’ mio , lascialo stare….che non è aria! Di là  c’è  il nostro dirimpettaio’ che è un po’ di tempo che sta sveglio tutta la notte.

Sandro:            Come mai?

Paola:              Ha la gotta. L’altra sera, quando abbiamo discusso, la mattina è venuto di qua con una scusa. Sapeva tutto e mi ha dato pure dei consigli per far pace.

Sandro:            Vabbè…..lui di la….noi di qua…

Paola:              Si sente tutto e la colpa è tua, che  co’ sta’ fissa del loft  se faccio uno starnuto, quello che abita all’ultimo mi fa: “Salute”.

Sandro:            E chissenefrega se mi sentono, su vieni qua bella passerotta!

Paola:              Smettila di toccarmi che mi fai il solletico.

Sandro:            Dai che non ci sente, ha quasi ottanta anni!

Paola:              No, ci sente benissimo e sente il rumore delle molle.

Sandro:            Le molle del letto?

Paola:              E quali sennò?

Sandro:            Come fa a sentire che sono del letto?

Paola:              E qual’ è il problema? Siamo circondati dalle molle. Uno esce per strada ed  invece di camminare zompetta sulle molle, va al lavoro sulle molle, al bagno sulle molle…...

Sandro:            Spiritosa. Io parlavo degli ammortizzatori delle macchine.

Apre il cassetto del comodino e tira fuori una tromba da stadio.

Paola:              Cos’è ?

Sandro:            Una tromba, l’ho comprata per il derby.

Parte uno sfiato di tromba.

Paola:              Ma sei deficiente? Gli avrai fatto venire l’ ictus a quel poveraccio.

Sandro:            Ora ti spiego! In questo modo, con le molle e la tromba, sembrerà una macchina che non riesce ad uscire dal passo carrabile. Ogni sette - otto molle ( gli fa vedere la bomboletta) do’ una botta di clacson e …..

Paola:              Non ti azzardare a pigiare di nuovo,  che te la do’ io na’ botta, ma in testa.

Sandro:            Allora ci mettiamo sulla moquette?

Paola:              Sei scemo?

Sandro:            E’ sintetica. Forse se la velocità è quella giusta, facciamo pure le scintille.

Paola:              No e no!

Sandro:            E se accendo il televisore? A quest’ora c’è Marzullo.Capisci che anche se ci scappa qualche mugugno,  penseranno che ci stiamo rompendo le palle.

Paola:              Nooooo?

Sandro:            Allora accendo la lavatrice e la metto in centrifuga. In una mezz’oretta, se tutto va bene ce la facciamo.

Paola:              Bisogna caricarla.

Sandro:            Ci metto i miei jeans sporchi.

Paola:              Non basta.

Sandro:            Li riempio  di monetine, così farà più casino di una slot -machine.

Paola:              Ti ho detto di no e poi  per fare l’amore  bisogna essere predisposti.

Sandro:            Io sono ingrifatissimo.

Paola:              Io per niente.

Sandro:            Sei indisposta?

Paola:              No, ho perso l’incanto e non so quando mi tornerà

Sandro:            Ancora co’ sta’ storia del matrimonio?

Paola:              Tu non mi meriti proprio.

Sandro:            No, dai….ti prego….non ricominciare!

Paola:              Ti sei mai chiesto a cosa serve tutto questo ?

Sandro:            No, dimmelo…dai.

Paola:              La nostra storia si riduce tutta qui? Ci si vede la sera, si cena e si fa l’amore?

Sandro:            Che c’è di meglio?

Paola:              Io voglio sistemarmi… voglio una vita come si deve.

Sandro:            Allora fai sul serio quando dici che vuoi sposarti?

Paola:              Sei tu che la butti sempre sullo scherzo, io sono sincera.

Sandro:            Tutto questa storia è priva di senso.

Paola:              Non è vero Sandro.

Sandro:            Si risolve tutto se ti sposo?

Paola:              Non è questo il punto. Il punto è se tu mi ami abbastanza da impegnarti.

Sandro:            Ok….se vuoi ci  sposiamo.

Paola:              Dici sul serio?

Sandro:            Certo!

Paola:              Sandro non mi va di scherzare!

Sandro:            Ti amo Paola e voglio vederti felice.

Paola:              Sto parlando con Sandro……il Sandro che conosco?

Sandro:            No, col  suo avatar.

Paola:              Smettila scemo!

Sandro:            Ora vieni qui e suggelliamo il patto come si deve.

Paola:              Ti amo.

Sandro:            Anch’io scema!

Sandro e Paola si abbracciano.

Paola:              Almeno accendi lo stereo, la musica camuffa.

Sandro procede. Musica. Sandro si lancia sul letto. Si sente bussare sul muro.

Paola:                          Lo senti?

Sandro:            Cosa?

Paola si divincola e va a spegnere lo stereo.

Voce:               Ce la fate a trombare senza musica, che non riesco a prendere sonno?

Secondo atto

Luce appartamento, entrano Paola con una nuova pettinatura e Barbara. Le due donne si siedono 

Barbara:           Credevo che scherzavi quando mi hai detto che ti sposavi.

Paola:                          E’ incredibile come la vita possa cambiare in modo così rapido e inaspettato.

Barbara:           Allora è tutto deciso?

Paola:              Si.

Barbara:           Sono felice per te.

Paola:              Dalla faccia che hai, non mi sembri molto entusiasta.    

Barbara:           Tesoro io sono entusiasta di te, ma sai come la penso sul matrimonio e sul tuo futuro marito.

Paola:              Ah, bell’incoraggiamento.

Barbara:           L’amore eterno ce l’hanno raccontato i poeti, ma quando la vita media era di trent’anni, ma ora che campiamo ben oltre i settanta, abbiamo un esubero di quaranta.

Paola:              E allora?

Barbara:           Li vogliamo passare tutti nel precipizio  e continuare a strapparci i capelli come nei drammi russi?

Paola:              Che esagerazione!

Barbara:           Dai scherzo! Devi ammettere che sta’ cosa non è da lui.

Paola:              Ma può essere la prova del fatto che sta  cambiando.

Barbara:           Ne sei  proprio sicura?

Paola:              Certo.

Barbara:           Io invece ero talmente sicura che Gianni non l’avrebbe mai fatto, che già ti avevo messo nel mio fascicolo intitolato ” Non ci sposeremo mai” ed ora dovrò depennarti.

Paola:              Mi scuso per il lavoro di cancellazione.

Campanello.

Paola:              Dev ‘ essere Danny.

Paola va ad aprire, entra Danny. Si salutano.

Danny:             Ciao Paola, ciao Barby.

Danny guarda Paola.

Danny:             Cos’hai fatto ai capelli ? Fatti vedere! Cacchio, hai cambiato look?

Paola:              Li ho legati dietro.

Danny:             Sono da sballo amore….. sto’  per avere un momento maschio.

Barbara:           E sarebbe un vero miracolo.

Danny:             Scema! Come mai questo cambiamento?

Paola:              Vita nuova, nuovo look!

Danny:             I capelli di una donna sono il termometro della sua anima.

Barbara:           Ma sentilo quant’ è profondo!

Danny:             Ma certo tesoro! Quando una donna cambia vita, cosa fa? Va dal parrucchiere prima ancora che dall’analista e gli affida quel che ha di più vuoto tra le mani.

Barbara:           Che  stronzo!

Danny:             Dai, scherzo! Allora è vero quello che mi hai detto al telefono Paola?

Paola:              Certo.

Danny:             Avevo ragione io cara, alla fine il tuo single per eccellenza è cascato come una pera matura. Cos’ha fatto, si è inginocchiato ai tuoi piedi?

Paola:              Non c’è stato nessun cliché, ma solo la decisione di suggellare legalmente il nostro rapporto.

Danny:             Va bene, alla fine è il risultato quello che conta.

Paola:              Ed ho deciso che tu e Barbara sarete i miei testimoni.

Danny:             Grandioso, sarò una valletta stupenda, mi vestirò tutta di fucsia.

Paola:              Sto già pensando agli invitati, ma penso che taglierò tutti i parenti.         

Danny:             Tagliagole…adoro! Spero tu sia altrettanto decisa  per l’ abito?

Paola:              Ho già  pensato ad un vestito da sposa. L’ho visto giorni fa in un negozio in centro

Danny:             Cosa?

Paola:              Bè….che c’è di male?   .

Danny:             (Fa la faccia)Da chi è griffato?

Paola:              Da nessuno.

Danny:             La sposa aveva un abito di nessuno!

Paola:              Beh…. questa è la reazione a cui miravo.

Danny:             Qual è la cosa che tutti i matrimoni hanno in comune, a parte gli sposi?

Paola:              Scommetto un abito elegante.

Danny:             Brava! E non potrà mai essere così semplice.  Avrai l’aria della derelitta a cui hanno fatto una grazia. Piuttosto che farti fare una cosa del genere, te lo regalo io!

Paola:              Ok…lo sceglieremo insieme.

Danny:             Perfetto. Quando mi sposerò io avrò addosso qualcosa di eclatante. Sarà una serata a tema. La intitolerò  “  L’ammutinamento del Bounty”

Paola:              Stupendo.

Danny:             Raffy si vestirà da pirata come Johnny Depp e con tanto di  benda che metterà in risalto la cicatrice che ha sulla fronte.

Barbara:           Un incidente?

Danny:             Il regalino di due operai edili che tornavano sulla metropolitana dopo una giornata di lavoro a cui aveva fatto delle candide avances.

Paola:              E tu, come ti vestirai?

Danny:             E’ logico, da piratessa!

Danny tira fuori un astuccio, prende un anello e lo passa alle ragazze che lo guardano.

 Danny:            Sapete ragazze, ho fatto una spesona.

Paola:              Ma va là!

Danny:             Qualcosa di grosso e di succulento….

Barbara:           Immagino…

Danny:             Non era umano, perciò non cominciate.

Barbara:           Cosa hai comprato stavolta?

Danny:             Forse è meglio che vi sedete.

Le due donne si siedono. Danny tira fuori un astuccio, prende un anello e lo passa alle ragazze che lo guardano.

Paola:              E’ stupendo!

Danny:             E’ per Raffy.

Barbara:           Ma non è troppo femminile?

Danny:             No!

Barbara:           A me pare di sì!

Danny:             Il gioielliere ha detto che è unisex ed io dico che è unisex. Raffy lo adorerà ed è l’unica cosa che conta.

Paola:              Giusto.

Danny:             Ah…e non vi ho detto cosa mi ha regalato lui.

Paola:              Cosa?

Danny:             Cinque anelli d’oro.

Barbara:           Cosa te ne fai di cinque anelli?

Paola:              Sono per ogni dita della mano.

Barbara:           Che è,  la nuova moda gay?

Danny:             Sciocchina, mi ha comprato un anello per l’anulare di ciascuna mano, un anello da piede per il mignolo di ciascun piede ed un anello molto grande per…..

Paola:              Risparmiaci i dettagli.

Barbara:           (Ride) Dovresti vergognarti!.

Danny:             Perché? Io già sto pensando come lasciarlo a bocca aperta la nostra prima notte di nozze.

Paola:              Non oso pensarlo.

Barbara:           Anche perché dovrà pareggiare la sorpresa dei  cinque anelli, soprattutto il quinto.

Danny:             Brava. Infatti sto pensando di farmi trovare tutto nudo e attorcigliato da un pitone. L’ho già visto!

Barbara:           Il pitone?

Danny:             Sciocchina, è la scena di un film hard .

Barbara:           Non è possibile!

Danny:             Stasera vado a ballare con lui all’ ” Orgasm ”.

Barbara:           Un nome….. un programma!

Danny:             Pensate che  sto meglio leopardato o sul classico, tipo jeans e maglietta rosa shocking?

Barbara:           Leopardato si abbina meglio al colore dei tuoi capelli.

Danny:             Non è che sto’ troppo chiassoso?

Barbara:           E da quando in qua t’importa?

Danny:             Ora che sto diventando una persona posata, mi da fastidio essere troppo scomposto. Allora vado, c’è un mio amico che mi aspetta di sotto e non voglio che si raffreddi.

Paola:              Smettila, sei fidanzato!

Danny:             Conoscere altri ragazzi è lecito.

Paola:              Cominci bene.

Danny:             Non fare quella faccia Paola, solo perché mi sposo non devo cambiare quello che sono.

Paola:              Insomma ti è concesso di tradire perché sei gay?

Danny:             No, io e Raffy ne abbiamo parlato ed abbiamo deciso che possiamo frequentare altri ragazzi, purché si tratti di incontri innocenti.

Paola:              Come no?

Danny:             Parola di scout. (Solleva  due dita)

Paola:              Oh…ti prego, tu non sei mai stato uno scout

Danny:             Grazie a Dio no. Sono un branco di omofobi.

Barbara:           Anche tu.

Danny:             Lo so, ma non c’è problema perché finché amo Raffy, il desiderio degli altri uomini resta confinato nella mia mente.

Barbara:           E poi io credo che ogni coppia abbia il diritto di fissare le proprie regole.

Danny:             Brave. Se mi accompagnate giù ve lo presento. Fa il visagista dei Vip e potremo anche sfruttarlo per il nostro matrimonio.

Paola:              Perché no?

Danny e Barbara escono. Luce su Paola che si ferma al centro del palco.

Paola:              I preparativi del matrimonio erano appena cominciati, quando il proprietario del nostro appartamento decise di metterlo in vendita ad un prezzo conveniente. Io e Sandro  dopo varie discussioni decidemmo che fosse conveniente comprarlo. Ero così contenta di comprare insieme a lui qualcosa di più significativo della cena, che non stavo più nella pelle. Cinquantamila euro ce li prestò mia  madre , trentamila li ricavammo dalla  vendita di un terreno a Sutri dove suo nonno un tempo ci pascolava le mucche, altri ventimila li prendemmo con la cessione del quinto. Ne mancavano solo trecentomila per cui chiedemmo un mutuo ventennale. All’inizio questa cosa sconvolse di brutto Sandro, ma ora che stavamo per diventare una coppia regolare , cosa poteva spaventarci?

Paola esce. Musica. Entrano Sandro e Mauro.

Mauro:              Che hai combinato?

Sandro:            Il mutuo.

Mauro:              Che ha il mutuo?

Sandro:            Mauro, che dici , meglio tasso fisso o variabile?

Mauro:              Ah…è per questo….

Sandro:            Sono indeciso e mi serve il consiglio di un esperto.

Mauro:              Io faccio l’ agente immobiliare,  non il commercialista.

Sandro:            Ne capisci sempre più di me.    

Mauro:              Dipende.

Sandro:            Mo’ vuoi dirmi che ne sai di meno di un impiegato delle poste?

Mauro:              Cretino, il dipende è riferito al mutuo.

Sandro:            E cioè?

Mauro:              Ci sono dei buoni motivi da far pensare che sia meglio il tasso fisso di quello variabile.

Sandro:            Ma a me preme sapere quale scegliere, per cui meglio il  fisso o il variabile?.

Mauro si alza e comincia a camminare per la sala. Prende un bicchiere si versa dell’acqua e beve.

Sandro:            Cavolo Mauro, non ti voglio vedere morire in questo modo.

Mauro:              Che ho?

Sandro:            Stai sudando come un tricheco al polo sud.

Mauro:              Tu vuoi un consiglio d’amico, dico bene?

Sandro:            Se ancora ti regge la pompa!

Mauro si deterge il sudore dalla fronte.

Sandro:            Ora vedi di non ti sentirti male. Se ti viene “dipende”  , dì pure “dipende” e facciamola finita.

Mauro:              E’ che non posso aiutarti…..scusami.

Sandro:            Ma perché?

Mauro:              E perché?!  Perché ho paura di darti un consiglio sbagliato. Vent’anni di mutuo con interessi,  sono un grosso impegno…

Sandro:            A me lo dici?

Mauro:              La colpa è tutta di questo governo di merda. Lo spread si alza e si abbassa in continuazione che  non sai mai da che parte buttarti. Se ti consiglio il fisso e poi il variabile scende?

Sandro:            Allora mi lancio sul  variabile.

Mauro:              E se poi decidono di alzare i tassi perché lo spreed sale?

Sandro:            Cavolo Mauro! Allora facciamo a pari e dispari e vada come vada.

Mauro:              Comunque devi comprare. Al prezzo che te l’hanno offerto è un vero affare.

Sandro:            Ne è convinta pure Paola.

Mauro:              Ha ragione.

Sandro:            Un debito di trecentomila euro più gli interessi per  vent’anni, cioè quasi il doppio.

Mauro:              Ma in vent’anni!

Sandro:            Semplificando sì !

Mauro:              Allora semplifica .

Sandro:            Non ci riesco.

Mauro:              Provaci per lo meno!

Sandro:            E’ quello che sto facendo.

Mauro:              Ora andiamo al bar e ci  facciamo una birra alla faccia dello spread?

Sandro:            Non posso, devo  finire di mettere a posto tutte le pratiche del mutuo.

Mauro:              Ok, ci sentiamo domani.

Mauro esce.  Sandro si mette seduto a guardare dei fogli sparsi sul tavolo. Entra Paola

Paola:              Ciao amore.

Sandro:            Ciao.

Paola:              Cosa stai facendo?

Sandro:            Sto dando un’occhiata alle pratiche della banca. Sono esausto!

Paola:              Povero amore mio, hai una faccia!

Sandro:            Che ha?

Paola:              Hai le crepe negli occhi come  Willy Coyote.

Sandro:            Perché ho fatto due calcoli. Abbiamo un sacco di spese tra il rogito, la banca, il matrimonio, e tutto il resto.

Paola:              Sta calmo amore, ce la faremo.

Sandro:            Tirare fuori duemila e passa euro al mese per vent’anni, significa avere le stesse pulsazioni di uno che si spara dieci caffè al giorno per venti anni e passa.

Paola:              Con i nostri due stipendi arriviamo a tremila e cinque  in due, se poi ci mettiamo le tredicesime ed i premi produzione e qualche soldo che sgancia mia mamma o tuo nonno, non la metterei giù così tragica .

Sandro:            E gli imprevisti ?

Paola:              Quando arriveranno ci creeremo il problema.

Sandro:            Facile a dirsi.

Paola:              Amore, stai riducendo questa cosa importante ad un buono per l’ ulcera cronica.

Sandro:            Hai ragione.

Paola:              Ecco, bravo! Metti da parte questi fogli e fai riposare il cervello.

Sandro:            Ok….stacco la spina (Si alza)

Paola:              Bravo, così mi accompagni a fare la spesa.

Sandro:            Così non la stacco di certo! Io invece pensavo di mettermi la tuta ed andare a correre.

Paola:              Amore, fai un piccolo sforzo!

Sandro:            Correre un po’ mi servirà per scaricare la tensione

Paola:              Ok….vado da sola.      

Musica. Entra Sandro vestito con tuta ginnica ed asciugamano al collo. Entra in bagno e chiude la porta. Dopo qualche minuto entra Paola carica di buste per la spesa che sbuffando porta in cucina.

Paola:              Sei in casa amore?

Sandro:            Sono in bagno.

Paola:              Com’è andato il footing?

Sandro:            Mi sento rinato.

Paola:              Esci che devo farti vedere una cosa.

Sandro:            Dopo…dopo.

Paola  apre la porta del bagno e comincia a parlare con Sandro all’interno di cui si sentirà solo la voce.

Sandro:            Amore, chiudi che fa corrente.

Paola:              Come sei delicato!

Sandro:            No, sudato…. e poi  ci sono posti in cui un uomo ama stare da solo.

Paola:              Parli delle mutande?

Sandro:            Parlo di questo, il bagno,  dove si bussa prima di entrare.

Paola:              Niente mutande!

Sandro:            Se no ci bussavi sopra?

Paola:              Che scemo!

Sandro:            Ora se chiudi e mi fai fare la doccia!

Paola:              Ok, ma  fa un po’ d’attenzione, le tue non sono lavate, ma disastri naturali che poi tocca chiedere lo stato di calamità.

Sandro:            Che esagerazione!

Paola:              E non mi lasciare il lavandino pieno di peli scarnificati!

Sandro esce dal bagno in accappatoio.

Sandro:            Senti, fai un promemoria di tutti i tuoi comandamenti, che ci faccio un quadro, l’incornicio e l’attacco sotto lo sciacquone.

Paola:              Amore, ti sto chiedendo solo di fare un po’ più di attenzione!

Sandro:            Anche tu frequenti il meraviglioso mondo di “epiland “o sbaglio?

Paola:              Ma io  faccio la ceretta.

Sandro:            Sì , però sapessi che brutto rumore fai quando ti strappi i peli.

Paola:              Noi donne facciamo “ tric ”, ma voi quando vi scarnificate la barba fate “ sbrat ” . La prossima volta me li brucio col kerosene, così evitiamo il frastuono!

Sandro:            Ed  in ogni caso io non ti dico mai niente anche quando schiacci il tubo del dentifricio da metà  come fosse un foruncolo, invece di spremerlo dal basso verso l’alto o usi il mio trilama per raderti i polpacci e poi  lo rimetti a posto senza dirmi niente.

Paola:              Come sei pignolo!

Sandro:            Perché tesoro? Ti sto semplicemente svelando il motivo dei miei “ sbrat ”.

Paola:              E  quando ti tagli le unghie delle mani o dei piedi?

Sandro:            Le mie unghie?

Paola:              Sì le tue unghie! Quelle che spari ovunque come fossero boomerang.

Sandro:            E tu che lasci in giro capelli come fossero liane?

Paola:              In ogni caso i miei capelli  si raccolgono bene con la scopa.

Sandro:            Le unghie no?

Paola:              Le  tue  vanno dappertutto.

Sandro:            Perché l’unghia è una delle poche cose che parte a razzo senza orari e né confini.

Paola:              A me basta che dopo le raccogli.

Sandro:            E come, con la lente d’ingrandimento?

Paola:              L’ultima volta la tua unghia da facocero sai dove me la sono travata?

Sandro:            Dove?

Paola:              Sul sapone per il viso.

Sandro:            No!

Paola:              Che a momenti mi scavo le  guancie come gli aborigeni australiani.

Sandro:            Quello che sta sulla mensola del lavabo?

Paola:              Yessss.

Sandro:            Ma dal bordo della vasca, sono quasi due metri.

Paola:              Che c’entra la distanza!

Sandro:            C’è che è una cosa sbalorditiva. Ho stabilito il primo  guinness del tiro all’unghia.

Paola:              Ma sei scemo? Tieni, dà un’occhiata questo depliant .

Sandro:            Cos’è?

Paola:              Il nuovo catalogo IKEA .  Ci serve un armadio!

Sandro:            Sicura?

Paola:              Domanda. Perché gli attaccapanni del nostro armadio sono sempre meno degli abiti da appendere?

Sandro:            Risposta. Forse perché ti compri sempre un sacco di roba?

Paola:              E anche se fosse? Aspettiamo che si autodistrugga nel tempo o ne prendiamo uno più capiente?

Sandro:            All’ IKEA?

Paola:              Sì all’ IKEA! Fanno una svendita eccezionale.

Sandro:            Se lo dici tu!

Paola:              Certo che lo dico, c’è scritto sul depliant!  Ci andiamo domani?

Sandro:            Si può rimandare?

Paola:              Come no…..quando?

Sandro:            Un’altra volta amore, domani c’è la partita.

Paola:              Ma c’è  la promozione!

Sandro:            Non finirà domani!

Paola:              Almeno dà un’occhiata al catalogo.

Sandro guarda distrattamente il catalogo.

Sandro:            Sono carini.

Sandro lo chiude e lo posa con noncuranza.

Paola:              Non puoi fare un piccolo sforzo ogni tanto e mostrare un po’ più entusiasmo?

Sandro:            Cosa c’è che non va? Ti ho detto che sono carini….

Paola:              Non sono il cane a cui lanci l’ osso e poi zitto e a cuccia.

Sandro:            Va bene,  ci aggiungo gradevoli, adatti e belli a vedersi.

Paola:              Sei proprio disarmante.

Sandro:            Allora se proprio vuoi la verità nuda e cruda ti dico che è una grande cazzata fare spese all’ IKEA.

Paola:              Ma se lo fa un sacco di gente!

Sandro:            Quella è tutta roba da assemblare.

Paola:              Troppo faticoso?

Sandro:            Ti ricordi la cassettiera Tundra che abbiamo tentato di montare durante il ponte festivo?

Paola:              Come faccio a scordarmela?

Sandro:            Ci abbiamo messo tre infiniti giorni solo per trovare le viti e altri tre  per decidere di lasciar perdere e chiamare un falegname.

Paola:              Uno dei difetti in un uomo che proprio non riesco a mandare giù è la pigrizia e, scusami se te lo dico, tu in questo sei un vero fuoriclasse.

Sandro:            Dici sul serio?

Paola:              Fatti un esame di coscienza Sandro . Tu cominci il compitino, ma poi ti scocci subito ed abbandoni.

Sandro:            Invece tu pensi di saper fare tutto?

Paola:              In che senso?

Sandro:            Vogliamo parlare della tua auto? Mi metti l’acqua? Cos’è quella lucina rossa che si è accesa sullo sterzo? Mi cambi il fusibile?

Paola:              Mo’ che c’entra la mia macchina?

Sandro:            Quello che succede sotto il cofano della tua macchina  è una legge fisica a te sconosciuta. Per te i pistoni potrebbero essere uno, nessuno, centomila e la cinghia di trasmissione come l’ elastico di una mutanda vecchia.

Paola:              E allora?

Sandro:            Allora deleghi!

Paola:              Hai finito?

Sandro:            Se vuoi vado avanti.

Paola:              C’è dell’altro?

Sandro:            Hai un’idiosincrasia per la corrente elettrica, non sai cambiare una presa, non sai programmare il videoregistratore, hai una relazione straziante coi telecomandi, col fax e con il computer, stampante compresa.

Paola:              E’ un difetto?

Sandro:            No, è una catastrofe! Riesci a cancellare più file tu di un virus e a sprechi più fogli di una fabbrica di carta….

Paola:              Ma davvero?

Sandro:            E per finire non ti riesce la cosa più semplice: “ Svitare i tappi delle bottiglie di plastica”.  Per cui , quando non ci sono io,  usi gli incisivi o prendi le pinze.

Paola prende il catalogo e lo va a buttare nel secchio.

Paola:              Ok Sandro, niente armadio.

Sandro:            Se proprio ti piace uno di quegli armadi lo compriamo e per montarlo chiederò aiuto a qualcuno, basta che la finiamo…

Paola:              Tutto ciò che chiedo è un po’ di sostegno, un po’ di rassicurazione. E’ domandare troppo?

Sandro:            Certo che  lo è. Mi  hai fatto uscire dal bagno tutto sudato solo per farmi  vedere un ridicolo catalogo di armadi svedesi, quando con molta calma ne potremmo comprare a centinaia in qualsiasi negozio e con montaggio incluso!

Paola:              Proprio non riesci a capire?

Sandro:            Cosa c’è da capire?

Paola:              Non è per l’armadio, sei tu ed il tuo atteggiamento che mi manda fuori di testa.

Sandro:            Solo perché non ardo dal desiderio di fare shopping per la casa? Per me una sedia è una sedia, un tavolo è un tavolo, le tende sono tende.

Paola:              E per me cosa sono? Sentiamo!

Sandro:            Per te un tavolo non è un tavolo, a meno che non faccia parte di una tovaglia in tinta, le tende non sono semplici tende, ma il punto focale di una stanza. E dove la trovi tutta sta roba? All’IKEA, la patria dello sfinimento umano.

Paola:              Che esagerazione!

Sandro:            Dici? Te lo ricordi Blad Runner?  “Ho visto cose che voi umani non potreste nemmeno immaginare”. Beh….io ho visto umani trascinarsi tra un comò Stromstad, una sedia Ulla,  cappottare sfiniti su un divano Klippand e fare la fila per assaggiare polpettine scure ed ambigue a base di salmone  e aringhe. Ho visto umani scrivere con mozziconi di matite più piccole di un mignolo e prendere misure di intere stanze con pezzi di carta cifrata.

Paola:              Ogni scusa è buona per non accompagnarmi!

Sandro:            Ma se sono giorni che  mi trascini per ristoranti, negozi di bomboniere e vari!

Paola:              Bisogna pur farle queste cose!

Sandro:            Che per fortuna avevi parlato di una cerimonia semplice. E ora te n’esci fuori pure con l’IKEA !

Paola:              Tu non ti sforzi mai. Oggi ,anche se mi sentivo male, mi sono caricata di buste della spesa.

Sandro:            Male! Il supermercato fa consegne a domicilio!

Paola:              Mi farebbe piacere se ogni tanto ti venisse in mente di accompagnarmi. 

Sandro:            Lo sai che col lavoro che faccio, vado sempre di corsa. Quando torno a casa sento il bisogno di rilassarmi e  godermi un po’ di quiete…..

Paola:              Anche a me piacerebbe farlo, invece tutti i giorni  quando torno dal lavoro, pulisco, stiro e faccio la spesa.

Sandro:            E poi lo sai che li odio….. i supermercati….le file alle casse…

Paola:              Ma se lo fanno tutti i mariti delle mie colleghe, non vedo perche non possa farlo anche tu…

Sandro:            Va bene….se ti fa piacere, ti accompagno….

Paola:              Oh….. avanti…. lo sai che non è questo che voglio….

Sandro:            Se hai appena detto che vuoi che ti accompagni al supermercato !!!

Paola:              Io vorrei che ogni tanto avessi il piacere di accompagnarmi…

Sandro:            Perché dovrei avere il piacere di  fare una cosa che non mi piace fare?

Paola:              Ecco è questa la dimostrazione.

Sandro:            Ti rendi conto? Ti stai incavolando perché non ho lo sfrenato desiderio di andare per supermercati.

Paola:              No…. mi sono arrabbiata perché non ti offri mai di farlo.

Sandro:            Ma se mi sono appena offerto!

Paola:              (Piagnucolando) Perché te l’ho chiesto io!

Sandro:            Ed io ti ho risposto semplicemente che  lo farò.

Paola:              Se è carino che tu faccia qualche cosa , sarebbe ancora più carino che tu lo facessi senza che io debba stare ogni volta ad elemosinare. 

Sandro:            Se vuoi domani ti accompagno a questa cavolo di IKEA e ci rimaniamo tutto il santissimo giorno , ma chiudiamola qui, ti prego!

Paola:              Ci andrò con Barbara.

Sandro:            Ecco brava….ottima idea.

Sandro va in bagno e sbatte la porta. Buio. Musica. Luce su Sandro e Mauro  comodamente sdraiati sul divano a guadare la tv. Disordine dappertutto. Entra Paola, ma nessuno la nota.

Mauro:              Dai, dai passa al centro, dai….dai

Sandro:            Si così, dalla quella palla, dalla…..così

Mauro:              Goal, goal…..

Tutti e due esultano.

Paola:              Ma che succede?

Sandro:            Ha segnato l’ Italia!

Mauro:              E che goal, gliel’ha messa dritta  all’incrocio dei pali.

Sandro:            Che azione ragazzi! Italia….Italia!

Paola:              Siamo tutti patriottici, ma non c’è bisogno di  sfasciare mezza casa.

Sandro:            Ciao amore, già di ritorno?

Paola cammina per il salone ed involontariamente passa davanti al televisore

Sandro:            Scansati che ora fanno il replay.

Paola si scansa come un automa  e guarda in giro il disordine

Paola:              Il secchio dell’immondizia non si usa più?

Sandro:            (Mentre guarda la tv) Ci penso io …..dopo, non ti preoccupare!

Paola:              A guarda, guarda li, il mio vaso “Ming “?! Questo non è un secchiello per il ghiaccio!

Paola prende il vaso con rabbia e passa davanti al televisore.

Sandro:            (Muove la testa di qua e di la) E dai Paola, lo stai facendo apposta? Dai ……scansati!

Mauro:              (Anche lui muove la testa) No…. non  davanti a me….che cavolo!

Sandro:            (Senza smettere di guardare la tv) Su, mettiti seduta e bevi un bicchiere di vino! (Si gira) Ma dov’ è finito il secchiello del ghiaccio?

Paola:              Eccolo il tuo secchiello!

Gira le spalle, poggia il vaso da una parte con rabbia e va in bagno . I due amici continuano a vedere la televisione per qualche minuto, tifo accanito. Alla fine si alzano.

Mauro:              Due a zero! Grande partita! Che serata ragazzi!

Sandro:            Proprio quello che mi ci voleva. (Guarda in giro) Ma dov’è finita Paola?

Mauro:              Credo  sia in bagno! Ora vado che è tardi.

Mauro saluta ed esce. Paola esce dal bagno in vestaglia e guarda in giro.

Sandro:            Che partita ragazzi, li abbiamo stracciati…..distrutti…

Paola comincia a mettere a posto.

Sandro:            Com’è andata all’IKEA? Hai preso l’armadio?

Paola:              T’ interessa tanto?       

Sandro:            M’interessa tutto di te!

Sandro le va vicino e la stuzzica.

Paola:              Senti Sandro, lascia perdere che non è aria.

Sandro:            Che hai?

Paola:              Niente.

Sandro si avvicina e tenta di abbracciarla di nuovo. Paola si scansa.

Sandro:            Se è per questo (si guarda attorno), ti do’ una mano. Ci metteremo meno di niente!

Paola:              Cosa ci sta succedendo Sandro?

Sandro:            Che ho fatto?

Paola:              Dovresti immaginarlo.

Sandro:            Cosa…..cosa?

Paola:              Sforzati un pochino.

Sandro:            E’ per l’IKEA?

Paola:              Per tutto quanto.

Sandro:            Sto tutto il giorno chiuso in un dannato ufficio, mi faccio le chiappe a forma di poltrona e ti chiedo solamente di mostrare un briciolo di comprensione quando riesco a vedermi una partita e tu che fai? Mi pianti il muso.

Paola:              Guardami negli occhi e rispondimi sinceramente:  “Perché hai deciso di sposarmi?”

Sandro:            Che c’entra?

Paola:              Rispondi.

Sandro:            Tutto quello che desidero è vivere una vita  tranquilla.

Paola:              E’ proprio la risposta che mi aspettavo.

Sandro:            Che ho detto di male?

Paola:              Che ti sposi per acquietarmi, ma non ti senti assolutamente coinvolto dal progetto.

Sandro:            Che progetto…. scusa?

Paola:              In fondo non ti sto chiedendo la luna, voglio solo scegliere insieme a te, costruire qualcosa di importante.

Sandro:            Per costruire ci vuole tempo, ma tu vai sempre di corsa.

Paola:              Parlo anche di una famiglia e dei figli  come fa la maggior parte delle coppie che si amano, e voglio farlo prima di diventare biologicamente arida.

Sandro:            Senti Paola, vuoi veramente che ti dica cosa penso?

Paola:              Dillo  e facciamola finita!

Sandro:            Fin dall’inizio della nostra relazione pensavo che noi due fossimo superiori a certe cose. Io e te contro un mondo di stereotipi, una specie di coppia non accoppiata, una coppia vera.

Paola:              Ma la gente può anche innamorarsi e sposarsi…… e vivere insieme continuamente.

Sandro:            Ma non finisce mai giusto? Dopo cercherà la casa perfetta, i ristoranti perfetti, i figli perfetti e  non sarà mai felice perché non  si concentrerà su ciò che ha, ma solo su quello che dovrà ancora ottenere.

Paola:              Ma è normale Sandro!  

Sandro:            Facciamo un bambino, sposiamoci, suicidiamoci, si tratta di decisioni monumentali che possono cambiare per sempre l’esistenza di una persona. Ti chiedo solo un po’ di tempo per abituarmi a tutto questo.

Paola:              (Pausa) Sono incinta Sandro.

Sandro:            Cosa?

Paola:              Hai capito bene, aspetto un figlio.

Sandro:            Quando lo hai scoperto?

Paola:              (Paola guarda l’orologio) Mezz’ora fa, mentre tu e Mauro stavate vedendo la partita.

Sandro:            Ne sei sicura?

Paola:              Ho comprato tre test di gravidanza, di tre marche diverse. Una donna come me deve sentire per lo meno tre campane differenti. ( Apre un fazzoletto) Blu. Blu. Blu. Non c’è dubbio, sono incinta.

Sandro:            Pensavo che noi…..

Paola:              Se la notizia ti ha turbato mi spiace, ma ti assicuro che per me ora è molto peggio.

Sandro:            Che vuoi fare?

Paola:              Hai qualche suggerimento in proposto?

Sandro:            Cavolo Paola, dammi un po’ di tempo….lo sai, sono una frana in fatto di bambini!  Forse nella distribuzione dell’istinto paterno devo aver sbagliato fila.

Paola:              Allora ti dico ciò che voglio fare! Voglio che tu sappia che ho deciso di tenere il bambino, ma voglio che sia anche chiaro, una volta per tutte, che non intendo assolutamente farlo con te.

Sandro:            Che cazzo dici? Ora più che mai dobbiamo farlo.

Paola:              So come la pensi in fatto di figli e  non ti forzerò mai a fare una cosa che non senti.

Sandro:            Io voglio fare la cosa giusta.

Paola:              Oh, piantala Sandro. Perché non mi ascolti? Non voglio che tu faccia la cosa giusta e non voglio che mi sposi solo perché sono incinta.

Sandro:            (Pausa) Parliamone un attimo….ragioniamo!

Paola:              Su cosa? Si fa presto a dire sì, ma alla fine il matrimonio non potrà mai cambiare la natura di una persona.

Sandro:            Non è come credi Paola, non è così ! Il mio non sarà mai un amore insistente, ti amerò come fanno tutte le coppie del mondo, qualche giorno di più, qualcuna altro di meno, ma sarà un amore vero.

Paola:              E’ buffo. Ti ho amo anch’io e  l’amore che ho  per te è così grande da farmi paura, ma non posso più stare con te. Sino ad oggi ho cercato di fare sempre ciò che era meglio per te, ma ora devo pensare solo a me stessa e a lui.

Sandro:            Cosa vuoi dire?

Paola:              Voglio dire che anche se ti amo, fra noi è finita ed ora come ora non sopporto nemmeno la tua vicinanza.

Sandro le prende la mano e cerca di trattenerla. Paola si divincola e scappa via. Luce su Sandro.

Sandro:                        Aveva ragione come sempre. Noi due eravamo come un film di kung fu doppiato male e fuori sincronia:  Lei era l’azione ed io l’audio che cercava di stare al passo. Paola era giunta all’idea del matrimonio prima di me, ma ora che l’aveva raggiunta,  aveva fatto un altro balzo in avanti. Pareva che ancora una volta, mancassimo totalmente di tempismo. Non dissi una parola, non avrei potuto. Dal modo in cui mi aveva parlato compresi che aveva tirato una barriera tra noi due e non l’avrebbe mai abbattuta. Se fosse esistita anche la più piccola possibilità di farle cambiare idea , avrei passato ogni secondo della mia vita per cercare di convincerla, ma non mi avrebbe mai creduto.

Musica. Luce casa. Paola è intenta a riempire una valigia, entra Barbara.

Barbara:           Problemi?

Paola:              Vuoi la buona o la cattiva notizia?

Barbara:           Odio questa domanda, anche perché generalmente le tue notizie cattive sono talmente catastrofiche,  da annullare quelle buone.

Paola:              La buona è che sono incinta.

Barbara:           (Pausa) Cavolo….. ne sei sicura?

Paola:              Beh….tre test dicono di sì.

Barbara:           E questa sarebbe la buona!  Scommetto che la cattiva riguarda Sandro.

Paola:              L’ha presa male!

Barbara:           Lo immaginavo!

Paola:              Non se la sente di fare il padre.

Barbara:           Te l’ha detto chiaramente?

Paola:              La faccia che ha fatto mi è bastata. Quella minuscola strisciolina colorata di blu ha subito diviso le nostre vite.

Barbara:           Che potevi aspettarti da un tipo superficiale come lui?

Paola:              Io voglio questo bambino, ma non voglio metterlo con le spalle al muro e costringerlo a fare una scelta.

Barbara:           Allora cosa vuoi fare?

Paola:              Quello che ho già fatto….l’ho lasciato!

Barbara:           Se è come le altre volte, siamo a posto.

Paola:              Questa volta è definitivo. Lo devo a me stessa come donna e come madre.

Barbara:           Cosa farai ora? Dove andrai?

Paola:              Non lo so….all’improvviso  tutto il mio mondo è imploso.

Barbara:           Ma non c’è niente di irrecuperabile.

Paola:              Dici? Una single si può permettere di singhiozzare su qualche cocktail, mettersi a dieta per ripicca e poi annunciare: “Avanti il prossimo”, ma la mia situazione ora è diventata un po’ più complicata.

Barbara:           Trasloca da me, il mio appartamento può contenere agevolmente due donne ed un bambino.

Paola:              Mi piacerebbe davvero Barbara, mi darà più spazio per respirare e riflettere.

Barbara:           Allora è deciso.

Paola:              Sei sicura?

Barbara:           Certo che lo sono. Possiamo cavarcela anche da sole!

Paola e Barbara escono. Musica. Luce appartamento Sandro. Ci sono scatoloni da tutte le parti. In scena Sandro e Mauro.

Mauro:              A che punto sei?

Sandro:            Ho quasi finito di incartare tutta la mia roba. Rimane solo quella di Paola.

Mauro:              Manderà qualcuno a prenderla. Mi ha già detto che  firmerà il mandato per la vendita della sua parte di appartamento, ed è un peccato perché questo stabile continua ad aumentare di valore.

Sandro:            Non può farmi questo!

Mauro:              Se vuoi sobbarcarti tutta la spesa del mutuo e tenertelo è disposta anche ad aspettare.  

Sandro:            Non hai capito! Non me ne frega niente dell’appartamento, ma solo del fatto che lei con una decisione del genere, ha troncato definitivamente ogni possibilità di riconciliazione tra noi due.

Mauro:              Ho provato a parlarle, ma è irremovibile. Arrivati a questo punto metà per uno ed ognuno per la sua strada. Lo so che vendere non è un passo facile, ma penso che sia il migliore e sinceramente questa è una situazione in cui vorrei proprio non prendere una commissione.

Sandro:            Sei un grande.

Mauro:              Vorrei proprio, ma  purtroppo la nostra politica aziendale non ammette deroghe.

Sandro:            Quindi?

Mauro:              Non posso derogare.

Sandro:            (Scuote la testa) Grazie tante!

Mauro:              Ma essere tuo amico è positivo, perché  mi sforzerò al massimo delle mie possibilità per vendere presto, estinguere il mutuo e tirare fuori la somma giusta per farvi rientrare della spesa iniziale con i dovuti interessi.

Sandro:            So che agirai per il meglio.

Mauro:              Allora non ti resta che firmare il mandato  e sei a posto.

Sandro:            Sto male Mauro.

Mauro:              Che ci puoi fare?

Sandro:            Insomma che si aspettava che facessi?

Mauro:              Non lo so, forse voleva solo che  tu la rispettassi un po’ di più.

Sandro:            Quando mi ha detto che era incinta non ho avuto il tempo di riflettere. Mi ha dato subito addosso.

Mauro:              Infatti è colpa sua!

Sandro:            Lo vedi?

Mauro:              Tu sei simpatico ok, e piaci a un sacco di gente, sei il più sveglio che conosco ed ogni volta che sto con te è uno spasso, chiaro?

Sandro:            Allora?

Mauro:              Ma se uno scava a fondo, sa che fai solo quello che ti fa comodo e se quello che l’altra persona non coincide , è un suo problema.

Sandro:            Ma senti che idiozia, un sacco di volte ho fatto per lei cose che non mi andava di fare. E’ ridicolo…

Mauro:              Per esempio?

Sandro:            Non lo so…

Mauro:              Quando avete fatto una cosa che non volevi tu ?

Sandro:            Mica posso tenere il conto di tutte le volte che…

Mauro:              Fai sempre tutto quello che vuoi tu e lei ha sempre fatto quello che vuoi tu. Sei così e devi fartene una ragione.

Sandro:            Solo perché ho avuto un momento di esitazione?

Mauro:              Tu hai infiniti momenti di esitazione. Hai paura di prenderti delle responsabilità verso qualcun altro che non sia tu stesso ed il guaio è che a lei ci tieni o meglio è l’unica alla quale hai tenuto mai, ma per quanto provi e per quanto faccia, tu  non sei il tipo che abbassa la guardia.

Sandro:            Questo è ciò che pensi di me?

Mauro:              Lascia che te lo dica! Tu in materia di sentimenti sei  un grandissimo stronzo. Quella poverina ora è incinta, ma sa perfettamente che con uno come te non avrà mai un futuro tranquillo.

Sandro:            Io sono uno che ha bisogno di  più tempo per assimilare determinati concetti.

Mauro:              Appunto, ma stavolta hai frenato troppo e male ed ora lei è convinta che tu non cambierai mai. E’ come il gioco del ventuno. Hai mai giocato a ventuno?

Sandro:            Qualche volta….a Natale.

Mauro:              E’ un gran bel gioco.

Sandro:            Sicuramente, ma che c’entra con me ?

Mauro:              C’entra eccome. Tu giochi,  prendi le carte, fai la somma e decidi. Vai sul sicuro e ti accontenti del punto che hai in mano, oppure azzardi e cerchi il ventuno?

Sandro:            Mauro….. sei scemo?

Mauro:              Nella tua vita hai mai dato un punteggio alle donne con cui sei stato insieme?

Sandro:             Ma chi se le ricorda più….

Mauro:              Parlo solo delle storie importanti.

Sandro:            Ora mi prendi alla sprovvista. Vediamo…..all’università c’è stata Arianna, poi  Luisa ed ora Paola….è chiaro.

Mauro:              Dai ad ognuna di loro un voto,  sino ad arrivare ad un massimo di ventuno.

Sandro:            Ad Arianna direi un sedici….. con Luisa che è andata un po’ meglio…..un diciotto…

Mauro:                         Insomma, Sandro, hai mai avuto un ventuno nella tua vita?

Sandro:            A pensarci bene, no!

Mauro:              Che punteggio daresti a Paola?

Sandro:            Oddio…..diciamo un diciannove e mezzo , quasi venti…..

Mauro:              Lo vedi? Sei riuscito a sputtanare il  tuo punto migliore.

Mauro esce. Luce Sandro.

Sandro:            Aveva ragione lui. Oramai avevo tirato una carta di troppo e sciupato la mia mano perfetta.

Canzone di stacco mentre Sandro in controluce guarda delle foto. Entra Danny.

Sandro:                        Ciao Danny, come mai da queste parti?

Danny:             Sono venuto a vedere come stai!

Sandro:            Uno schifo!

Danny:             Lo vedo, sei assolutamente indecente, hai l’aria così depressa! Ti si è sfondato l’orologio biologico?

Sandro:            Ci dobbiamo baciare per caso?

Danny:             Perché no?

Sandro:            Non mi va di scherzare Danny!

Danny:             No, dico sul serio…..dai scherzo!

Sandro:            E’ da quando se n’è andata che sto così e non riesco a farmene una ragione.

Danny:             L’ ami ancora vero?

Sandro:            Più della mia vita e sto soffrendo come una bestia ferita.

Danny:             Posso immaginarlo, anch’ io mi sento così.

Sandro:                        Non stavi per sposarti?

Danny:             Raffy mi ha tradito e l’ho lasciato.

Sandro:            Io pensavo che…insomma….

Danny:             Che tra gay il tradimento è lecito?

Sandro:            Non volevo……

Danny:             Probabilmente è una questione genetica. Si nasce così. Ciascuno col DNA che si merita. Si conosce tanta gente, si passa il tempo, ci si trita continuamente il cuore e la coscienza, ci si rompe le corna, ma la taratura originale rimane.

Sandro:            Che vuoi dire?

Danny:             Che è brutto essere costretti tutta la vita ad indossare una maglietta small al posto di una extralarge, o una 42 di scarpa pur portando il 35, ma bisogna andare avanti lo stesso, vivere ed invecchiare.

Sandro:            Non sarà sempre così!

Danny:             Che vuoi che me ne importi? Sono talmente abituato ai fallimenti che i successi mi pare quasi di non meritarli.

Sandro:            La stessa cosa vale per me.

Danny:                         Ma tu e Paola per quanto possa sembrare strano, siete fatti l’una per l’altra. Hai provato a chiamarla, a parlarle?

Sandro:                        No!

Danny:                         Perché?

Sandro:                        Anche se tornassimo insieme, sono sicuro che la  farei soffrire di nuovo.

Danny:             Ma c’è un figlio di mezzo e questo può cambiare tutto.

Sandro:            Lo so.

Danny:             Paola pensa che tu abbia paura.

Sandro:            Ammetto che l’idea di diventare padre mi spaventa, ma ci posso lavorare sopra.

Danny:             Non basta.

Sandro:            Cosa suggerisci?

Danny:                         Aspettare ! Ha solo bisogno di ritrovare un po’ di calore, ma prima o poi tornerà!

Sandro:            Sarebbe un sogno.

Danny:             Ma se non ti butti, i tuoi sogni rimarranno tali.

Sandro:                        Invece non lo farà, la conosco bene, è una donna orgogliosa ed io l’ ho trattata da schifo! La colpa è tutta di questo maledetto carattere.

Danny:                         No, il carattere è solo un parafulmini! Non è questo il motivo perché è andata via! Lei voleva una famiglia e dei figli, ma tu scappi via dai problemi. Beh, dimentica il cervello e ascolta il tuo cuore.

Sandro:            E’ quello che sto facendo……maledetta IKEA!

Danny:             Che c’entra l’ IKEA.

Sandro:            Tutto è iniziato da lì. Paola voleva andare a comprare un armadio ed io mi sono rifiutato di accompagnarla.

Suono campanello. Danny va ad aprire. Entra Barbara. Guarda Sandro e poi guarda Danny

Sandro:            Ciao Barbara……come sta Paola?

Barbara:           Come vuoi che stia?

Sandro:            Se lo sapevo non te lo chiedevo.

Barbara:           Non hai alcun rispetto per lei e per i suoi sentimenti?

Sandro:            Certo che ce l’ho….

Barbara:           Ma  sei uno sconsiderato egoista!

Sandro:            Ah!

Barbara:           E fai quella cosa odiosa di  dire ah e di alzare gli occhi al cielo.

Sandro:            Finito?

Barbara:           Ed ogni cosa nella tua vita viene prima di Paola.

Sandro:            Questo non è vero!

Barbara:           (Rivolto a Danny) Sono venuta qui solo per prendere la roba di Paola. Mauro mi aveva assicurato che lui non ci sarebbe stato.

Danny:             L’ho trattenuto io.

Barbara:           Bella pensata.

Sandro:            Senti Barbara…

Barbara:           No senti tu! Voglio dirti una sola: “ Non mi piaci e non mi sei mai piaciuto” perché sei un grande stronzo,  egoista, egocentrico, monomane, con la paura d’impegnarsi. Rimpiango di non praticare un’arte marziale perché mi piacerebbe spaccarti la faccia.

Sandro:            Addirittura.

Barbara:           Ma potrei anche usare il coltello a serramanico che ho nella borsetta.

Sandro:            Immagino che lo faresti.

Barbara:           Allora se lo immagini, trova una macchina del tempo mettila in funzione e cancella la tua presenza dalla mia e dalla sua vita.

Barbara fa per andarsene.

Danny:             Aspetta Barby, lui  l’ ama ed è  sincero!

Barbara:           Tutte stronzate! Non ti aspetterai certo che convinca Paola a tornarci insieme.

Danny:             Perché no?

Barbara:           Non sarai così stupido da pensare che quest’ essere sia quello giusto per lei.

Danny:             Paola mi ha raccontato tutto ed anch’io le ho detto che era matta a pensare che Sandro potesse  cambiare, ma ora che l’ho guardato negli occhi e che ci ho parlato, ho capito che  l’ama veramente.

Barbara:           Tu fai come vuoi, ma io non farò niente per convincerla.

Sandro:            Perché tanto accanimento?

Barbara:           Perché caro il mio  Sandro, non sei stato tu a consolarla quando era a pezzi ogni volta che voi rompevate, non sei stato tu ad asciugare le sue lacrime da quando ha saputo di essere incinta e non sei stato tu a raccogliere i cocci dei disastri che hai causato col tuo comportamento

Sandro:            So cosa pensi di me, ma non sono solo questo.

Barbara:            Lo dici adesso, ma cosa sarà fra sei mesi? Li conosco quelli come te, tu fai parte di quella categoria di uomini che passano la prima metà della propria vita cercando di capire le donne e la seconda cercando di dimenticare quello che hanno imparato.

Sandro:            Non è vero.

Barbara:           Ed io non ti credo.

Sandro:            Come posso fare a convincerti che stai sbagliando?

Barbara:           Forse non vuoi capire , ma  non c’è niente che io  possa fare per farvi tornare insieme. Lei non ti vuole più!

Sandro:            Tu non riesci ad immaginare come mi sento e come può far male in punti che nemmeno sapevo di avere dentro di me.

Barbara:           Se state male voi uomini soffrite di  più rispetto a noi?

Sandro:            Non ho detto questo.

Barbara:           Allora benvenuto nel nostro pianeta , mio caro Sandro!

Sandro:            So di non poterla convincere se non mi vuole più, ma posso almeno dimostrare che le mie intenzioni sono sincere.

Barbara:           Invece sono sicura che prima o poi ti  si stancherai di ciò che hai, prenderai la porta e te ne andrai lasciandoti crogiolare nel tuo mondo egoistico.

Sandro:            No…io voglio vivere con lei per sempre!

Barbara:           Fare un viaggio insieme ad una donna come Paola e non essere riusciti ad innamorarsi profondamente, credimi, equivale a non vivere.

Barbara senza degnarlo di uno sguardo esce.

Danny:             Bè……ci hai provato.

Sandro:            Che si fa ora?

Danny:             Io e te amore, si va da una parte.

Sandro:            Dove?

Danny:             Tesoro apri bene le orecchie…

Musica. Luce appartamento. Sandro, Danny e Mauro sono intenti ad assemblare un armadio.

Danny:             No ragazzi….non così.

Mauro:              Che c’è scritto sulle istruzioni?

Danny:             Che bisogna prima incastrare i bulloni A nel buchi B e avvitarci sopra le viti C.

Sandro:            Il problema è che si sono mischiati tutti i bulloni e le viti dalla A alla C. Vallo a capire adesso quali sono quelli giusti.

Danny:             Siete un disastro!

Mauro:              Senti tesoro, vieni qui e fallo tu.

Danny:             No caro, ho appena messo lo smalto.

Mauro:              Ora l’ammazzo.

Sandro:            Calma Mauro! Dai riproviamo.

Danny:             Forse l’avete messo al contrario. Avete provato a girare quella tavola?

Sandro:            Già fatto, ma non funziona. Maledetti svedesi!

Danny:             Perché? Sono così carini….tutti biondi. Ne ho conosciuto uno che….

Mauro:              Sandro fallo tacere per carità!   

Entra Barbara. Tutti la guardano stupita.

Danny:             Barby amore, cosa ci fai qui?

Barbara:           Ho cambiato idea.

Danny:             Dio sia lodato. L’altro giorno sembravi una replicante di Blade Runner in procinto di scatenare una guerra tra alieni.

Barbara:           E magari ora sono come una di quei telefilm i cui gli angeli vengono in soccorso degli sfigati in difficoltà e poi, quando va tutto bene, spariscono per sempre.

Danny:             Bè sfigati è un po’ troppo!

Barbara:           (Rivolta a Sandro) Mi odierò per il resto della mia vita, ma ho ripensato a tutto quello che hai detto ….. e non so perché, ma mi sono convinta che tu ami veramente Paola e voglia renderla felice.

Sandro:            E’ quello che ho cercato di farti capire.

Barbara:           Dopotutto ho sempre desiderato la sua felicità e, se tu la renderai felice, allora sono dalla tua, ma se la freghi un’altra volta giuro che  ti faccio a fette.

Sandro:            Non succederà.

Barbara:           Ora se mi dite cosa state combinando!

Sandro:            Volevo montare questo maledetto armadio IKEA.

Barbara:           Perché?

Sandro:            Perché piace tanto a Paola e voglio farglielo trovare con una scusa.

Barbara:           Mi sembra un’idea originale. Speriamo funzioni!  Danny passami quel foglio che hai in mano perché vedo che state ancora agli antipodi.

Danny:             Ok amore pensaci tu.

Barbara prende il foglio gli da un’occhiata e poi guarda lo scheletro dell’armadio.

Barbara:           Ok ragazzi…..conviene smontare  tutto e ricominciare.

Buio. Musica. Luce casa Sandro. Danny dorme sul letto abbracciato alla pancia di Mauro. Il montaggio è un disastro.

Barbara:           E’ un po’ storto o sbaglio?.

Sandro:            Sicuramente abbiamo saltato qualche passaggio.

Barbara:           Bè, non importa se non sei riuscito a montarlo alla perfezione, vale solo che tu ci abbia provato.

Sandro:            Spero serva a qualcosa!

Barbara:           Sono sicura che  Paola apprezzerà molto.

Sandro:            Spero che tu abbia ragione.

Barbara:           In ogni caso valeva la pena di tentare.

Sandro:            Non saprò mai come ringraziarti.

Sandro va vicino a Barbara e l’abbraccia. In quel momento entra Paola. Barbara e Sandro si separano all’istante

Barbara:           Cosa ci fai qui?

Paola:              Cosa ci faccio io qui? Non sarebbe meglio chiedere a voi due cosa ci fate qui? Bell’amica!  Mi avevi detto che avevamo un appuntamento con Mauro per la firma del mandato.

Barbara:           Ma l’appuntamento era più tardi.

Paola:              Ho fatto prima e sono passato a casa di Danny. Sulla sua porta c’era un biglietto con su scritto che era qui, poi arrivo nel mio ex appartamento e lo trovo che dorme sul letto avvinghiato a Mauro che è anche il mio agente immobiliare, mentre la mia migliore amica è abbracciata al padre di mio figlio. Non penso di essere io quella che deve dare spiegazioni.

Sandro:            Si tratta di un enorme equivoco.

Sandro da un calcio a Mauro che schizza seduto, vede Danny abbracciato alla sua pancia, si libera di lui e lo spinge fuori dal letto.

Danny:                         E…. che modi!

Mauro:              Non è quello che sembra.

Paola:              Certo che non è quello che sembra. Ma guardatevi! Siete paralizzati dal terrore che io possa accusarvi di avere una relazione.

Barbara:           Anche perché Sandro non è il mio tipo.

Mauro:              ( Guarda Danny ) Neanche lui il mio.

Danny:             Ne sei sicuro? Potrei anche piacerti e poi sono single in questo momento!

Paola:              Non può essere  il tuo tipo Danny! Non si depila, non fa palestra e sono sicura che possiede meno di centocinquanta paia di scarpe.

Danny:             Oddio, ma come vive certa gente! Allora non lo voglio….anzi sì…. nessuno è perfetto.

Mauro:              Non ci pensare per niente.

Paola:              Mi dite cosa sta succedendo?

Danny:             Avevamo fatto un piano (guarda l’armadio), ma da quel che vedo non è riuscito granché.

Sandro:            Tutti loro si sono dati da fare per convincerti della bontà delle mie intenzioni, ma alla fine è evidente!  Sono davvero irrecuperabile!

Barbara:           Non è vero, lui ci ha messo tutto l’impegno possibile.

Barbara si avvicina a Paola e l’abbraccia.

Barbara:           Vacci piano con lui, non è terribile come sembra.

Guarda Danny e Mauro

Barbara:           Ragazzi, penso che il nostro compito sia finito quindi direi che è meglio schiodare e lasciarli risolvere le loro questioni in privato.

Danny:             Hai ragione Barby, andiamo.

Mauro:              Vengo con voi.

Danny:             Ok amore, ti  preparerò un drink coloratissimo e delizioso.

Mauro:              Barbara vieni anche tu?

Barbara:           Ma certo Mauro, non ti lascio sola.

Mauro:              Brava.

Danny:             Cosa c’è Mauro, hai paura che ti salti addosso?

Mauro:              Ma quando mai?

Barbara, Mauro e Danny escono. Danny mette la mano sottobraccio a Mauro che si divincola indispettito e lui gli fa una linguaccia.

Paola:              Che sagome.

Sandro:            Sono contento che tu sia venuta.

Paola:              Ora puoi spiegarmi tutto questo papocchio?!

Sandro:            Il piano originale prevedeva che tu arrivassi all’appuntamento con Mauro e che trovassi tutto pronto.

Paola:              Cosa?

Sandro:            Il tuo armadio IKEA.

Paola:              Questo?

Sandro:            Ah, certo non è uguale al depliant, ma tu mi conosci, sono un imbranato in queste  faccende.

Paola:              Ah….lo so!

Sandro:            Anche perché l’ho montato e rismontato non so quante volte, ma se chiamo qualcuno dotato di una minima dose di capacità manuale, tutti questi pezzi che sono avanzati si riunirebbero agli altri che ho cercato di assemblare in qualche modo.

Paola:              Uno sfacelo….

Sandro:            Ma il fine giustifica i mezzi.

Paola:              Davvero?

Sandro:            Avrei dovuto comprartelo  quando mi hai chiesto di accompagnarti all’IKEA, ma io mi sono comportato da vero imbecille.

Paola:              Menomale che lo ammetti.

Sandro:            Così ho provato a farlo adesso.

Paola:              Oh…Sandro….

Sandro:            No…non parlare. Potrai farlo quando ti avrò dato il mio secondo regalo.

Sandro si mette le mani in tasca,  tira fuori un astuccio che porge a Paola. Lei  lo prende e  tira fuori un anello.

Paola:              E’ stupendo.

Sandro:            Questo invece rappresenta il mio cuore. Anche se non mi vorrai, non potrò più riaverlo perché sarà tuo per sempre, perché tu sei migliore di me e lo starti accanto mi ha reso migliore.

Paola:              Sandro….Sandro..

Sandro:            E voglio dirti che sono orgoglioso di diventare padre. Pensaci Paola, questo bambino avrà un genitore imbranato che si fa sconfiggere da uno stupido guardaroba, una madrina femminista ed un padrino gay . Non è fantastico?

Paola:              Già! In confronto il figlio di Ricky Martin è un dilettante.

Paola l’abbraccia.

Sandro:            Vuoi sposarmi?

Paola:              Se non ci sono alternative!

Sandro:            Grazie.

Paola:              Scherzo scemo! Non avevo bisogno di un anello e di un armadio per sapere che mi amavi. Lo sapevo e basta. Certo che ti sposerò, se è davvero ciò che desideri.

Sandro:            Anche se non so assemblare un armadio?

Paola:              Specialmente perché non sai assemblare un armadio.

Sandro:            Anche se se odio andare all’IKEA?

Paola:              Specialmente perché odi andare all’IKEA.

Sandro:            Signora Paola Prati ha risposto correttamente a tutte le domande!

Paola:              Stupendo signor Sandro Greco ! Cosa ho vinto?

Sandro:            Me.

Fine

                       

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