Si fa presto a fare tardi

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SI FA PRESTO A FARE TARDI

SI FA PRESTO A FARE TARDI

atto unico

di

Vittorio Amandola

(Il sipario si apre su un comune soggiorno, di una casa, che si affaccia su una vetrata e su un balcone. Nel soggiorno un tavolo con tre sedie, un armadio in un angolo, un mobile lungo a sportelli sul lato opposto, una poltrona da qualche parte, un telefono sul mobile lungo, un computer su un tavolino da lavoro. Sul soggiorno si affacciano, sul fondo la porta di un bagno, sulla sinistra la porta di un altro bagno, sulla destra a fianco dell’armadio, la porta di una camera da letto. Sulla destra della prota del bagno di fronte, un corridoio che conduce alla porta d’ingresso, che non si vede. Oltre la vetrata il parapetto di una terrazza con vasi da fiori. E’ mattina. In scena Elio traffica con qualche vaso da fiori, appoggiato su un tavolino appena fuori della vetrata. E’ un uomo sulla sessantina, in pigiama e canottiera).

ELIO

Luisa! (Pausa. Elio continua a traccheggiare coi vasi da fiori) Luisa ? (altra pausa) Luisa ti sbrighi ? (altra pausa) Guarda che siamo in ritardo, Luisa ! ... Poi non lamentarti se non facciamo in tempo ! ... Luisa ? (non ricevendo risposta, Elio alza la testa) La precisa di casa sei tu ! Io sono un ritardatario incallito e accettato, non sono io che faccio la brutta figura! E poi il bagno serve anche a me, no ? !

(Non ricevendo ancora risposte Elio va verso una porta,

quella del bagno...)

Boh !

(... e torna a trafficare col vaso da fiori, aggiusta, sistema, poi d’improvviso molla tutto e si dirige deciso verso la porta del bagno)

Ma insomma !

(Non appena Elio arriva sulla soglia, la porta si apre ed esce Luisa, sua moglie, vestita di tutto punto, per una cerimonia : tailleur elegante, cappello con veletta, scarpe col tacco, molto sobrie, e soprattutto una vaporosa camicetta di raso champagne, di quelle che si macchiano subito, con una bella fila di bottoni scuri di corno. Anche Luisa è sulla sessantina, forse qualcosa di meno. E’ una signora elegante, garbata, di una certa classe)

LUISA

Beh, che c’è, che fai qui ?

ELIO

Che faccio ? Sono due ore che ti chiamo !

LUISA

Ah, si ? Scusa, ma lo sai , il bagno è a "L" , e girato l’angolo non si sente nulla. Io questa strana caratteristica acustica della casa, mica l’ho ancora capita ! Stai da questa parte e senti tutto, come se fossi al centro del salotto, stai dall’ altra parte ed è come se fossi a tre isolati di distanza... Che volevi ?

ELIO

Come cosa volevo ? Cosa voglio, Luisa! Dobbiamo uscire si o no, vuoi proprio che facciamo tardi ?

LUISA

Lo dici a me ? Sei tu che sei ancora in pigiama e canottiera !

ELIO

Lo sono per forza, in bagno c’eri tu !

LUISA

Abbiamo due bagni in casa !

ELIO

Va bene, ma è risaputo, accettatoo, che il mio bagno è questo ...quello

principale!

LUISA

Certo, la tolda della nave...

ELIO

Battuta del tutto inutile !

(garbatamente poggia una mano sull’omero di Luisa per scansarla)

Ti togli, per cortesia ?

LUISA

Attento alla camicetta !

(Elio entra in bagno)

(Luisa si ispeziona la camicetta, è tutto a posto)

LUISA

Elio !

ELIO

Ora lasciami fare !

LUISA

Elio, aspetta !

(Ma Elio non aspetta e si chiude in bagno sbattendosi dietro la porta. Luisa resta muta in scena a guardare nel vuoto. Pausa, poi Elio esce dal bagno)

ELIO

I vestiti !

LUISA

Stavo appunto dicendoti, che te li ho appoggiati nell’altro bagno !

ELIO

E perché se il mio bagno è questo ?

LUISA

Perché, data l’occasione mi serviva lo specchio grande !

ELIO

Ma si sa, è accettato!

(Elio si richiude dentro, poi riesce)

ELIO

Me li vuoi dare ?

LUISA

Te li vuoi prendere ?

ELIO

Sono già mezzo fuori del pigiama !

LUISA

Non sei affatto fuori del pigiama !

ELIO

Ho detto mezzo: non ho la giacca !

LUISA

Non l’avevi nemmeno prima !

ELIO

E’ troppo tardi per certe sottilizzazioni!

LUISA

Appunto, sbrigati !

ELIO

La collaborazione! Che utopia!

(Giunto all’ altezza di Luisa, la riscansa con garbo, ma sempre con decisione)

ELIO

Permetti ?

LUISA

La camicetta !

ELIO

Non l’ho nemmeno sfiorata !

LUISA

E’ di raso, basta toccarla ed assorbe il sudore del polpastrello.

(Luisa si lascia scansare. Elio entra nell’altro bagno, lasciando la porta

aperta.)

ELIO

(Di fuori scena)

Perché proprio questo ? Quello Celestone non andava meglio ?

LUISA

Quello celestone è da inverno, poi sudi e ti viene il nervoso ! Codesto

è perfetto : chiaro, primaverile, va benissimo !

ELIO

(Uscendo)

Se lo dice la sibilla!

(Elio si avvia verso il bagno grande con il vestito chiaro sul braccio e con una stampella con appesa una camicia e una cravatta.)

ELIO

La cravatta va bene o mio arbiter elegantiarum?

LUISA

Va bene, va bene...

(si scansa per lasciarlo passare)

(Elio si infila di nuovo nel bagno principale, sbattendosi dietro la porta)

LUISA

Sbrigati !

(rimasta sola Luisa si una bella "passata in rivista" tutto è a posto, tranne la borsetta)

LUISA

No forse sarebbe meglio la borsetta petit point!

(Esce verso la camera da letto. Elio rientra a sua volta, vestito di tutto punto)

ELIO

Pronti! Andiamo? Luisa? Luisa dove sei? Vogliamo andare?

LUISA

(di dentro)

Arrivo subito! Sto cercando la poche petit point!

ELIO

La, cosa?

LUISA

La Poche Petit Point! Sta meglio ! La borsa di pitone sposa con le

scarpe, ma stona col cappellino!

ELIO

Ma è la stessa cosa! Chi vuoi che ci faccia caso?

LUISA

Quella serpe di tua sorella! E tutte le tue cugine!

ELIO

Non è possibile, qui siamo ancora ai Montecchi e Capuleti!

LUISA

Non cercare di incantarmi con la tua cultura non esco di casa

senza la poche a petit point!

ELIO

Ma come si fa, che figura! Che figura!

(In quella lo sguardo di Elio cade su una presa a muro che fuoriesce dal suo alloggiamento. Elio si infila gli occhiali e va a toccarlo per reinserirlo, ma appena lo tocca prende la scossa)

ELIO

Il filo di terra è staccato! Fa massa! Chi è stato? Se si stesse più

attenti con questi aspirapolvere! Qui si rischia la vita! E per di più

siamo in piena violazione delle normative europee!

(Elio si mette a rovistare nei cassetti, afferra un coltello e tenta un approccio alla presa : altra scossa)

ELIO

Ahio! Serve il cacciavitino isolante!

(Entra Luisa con la sua poche petit point)

LUISA

Si! Assai meglio del pitone!

ELIO

Dov’è il cacciavitino?

LUISA

No, quale vitellino! Ho detto che è meglio del pitone!

ELIO

Ho chiesto dov’è il cacciavitino!

LUISA

Ah, il cacciavitino!

(Luisa apre un cassetto ed estrae un cacciavite di media grandezza)

In questa casa ogni cosa è al suo posto, basta chiedere…

ELIO

Quello non è il cacciavitino, è il cacciavitello!

LUISA

E dalli con questo vitello! Ho detto meglio del pitone!

ELIO

E io voglio il cacciavitino! Non il cacciavitello! E tu mi parli del

pitone! Basta insultare mia sorella!

LUISA

Ma che ci devi fare ora col cacciavitino?

ELIO

Siamo fuori norma!

(si precipita fuori scena verso un ipotetico sgabuzzino sul terrazzo)

LUISA

Io direi che siamo fuori orario!

(Luisa è di nuovo sola, torna a darsi una guardata, accoppia con soddisfazione la borsetta alla gonna e l’occhio gli cade su un bottone della camicetta. )

LUISA

No ! E’ lento porca miseria ! Proprio adesso !

(Posa borsetta e cappello con veletta, si leva il giacchetto, tira fuori da un cassetto ago e filo, ma non trovando le forbici, ripiega sul "cacciavitello" ancora sul tavolo. Quando sta per toccare la camicetta, memore di quello che ha detto prima a Elio, prende dalla borsetta i guanti, li sbatte, li spolvera, se li mette e con la massima cura si tocca la camicetta, stacca col "cacciavitello" il bottone, leva i filetti vari, fa per appoggiare il bottone, ma questo le casca)

No, accidenti ! Dov’è finito ?

(Con la massima cura si china cercando di non sgualcirsi.)

Non ci vedo ! E ora chissà che fine hanno fatto gli occhiali !

(In quella Elio rientra con il "cacciavitino" in mano)

ELIO

Cosa fai chinata ?

LUISA

Ho perso un bottone della camicetta !

ELIO

Ma come, proprio ora ?!

LUISA

Eh, ora, l’ ho perso ora !

ELIO

Ma com’è successo, ti sei appoggiata, ti sei messa a fare qualcosa, davi l’aspirapolvere ?

LUISA

Ma cosa dici ? Stavo seduta ad aspettare te...

ELIO

No, perché lo vedi che guai combini col tuo aspirapolvere?

(indica la presa pendula)

LUISA

Che combino con l’aspirapolvere?

ELIO

La vedi la presa? Quella? Guardala com’è ridotta! Quando si attacca l’aspirapolvere alle prese si deve agire con la necessaria delicatezza, perché le prese fuoriescono dai loro insediamenti!

LUISA

(andando verso la presa)

Ma no, è solo che il marchingegno per tenerle dentro non funziona mai! Basta una bottarella e vanno a posto!

ELIO

Ferma non toccare!!

(Luisa tocca la presa e la spinge dentro, da una bottarella e questa va a posto)

ELIO

Come? Non hai fatto massa?

LUISA

Che?

(Cautamente Elio si avvicina alla presa, la tocca e… altra scossa)

ELIO
Aah!!

(la presa riscatta in fuori)

LUISA

Che c’è?

ELIO

C’è la terra staccata, da la scossa! Siamo fuori norma!

LUISA

Ma no, basta una bottarella!

(da un’altra bottarella alla presa che va a posto)

ELIO

Ma come hai fatto? Come… Ma hai i guanti!

LUISA

Certo, per fare il rammendo!

ELIO

Non è possibile ! Non è possibile ! Ma ti pare il momento di mettersi a rammendare ?

LUISA

Cosa rischio che mi si apra la camicetta ?

ELIO

Si cambia la camicetta e si esce !

LUISA

Lascia stare la mia camicetta! Dammi gli occhiali!

ELIO

A che ti servono?

LUISA

Il bottone ,mi è cascato, lo trovo in un attimo, dai , passa gli occhiali!

ELIO

Non trovi nemmeno quelli ?

LUISA

E dai che siamo presbiti uguale !

(Elio sbuffando si toglie gli occhiali e li da a Luisa. Luisa inforca gli occhiali, squadra da vicino Elio, poi fa per girarsi e chinarsi di nuovo, ma inorridisce e si volta di nuovo verso il marito )

Che hai fatto ?!

ELIO

Io ? Cosa ?

LUISA

Lì sul bavero ! Cosa sono quelle macchie ?!

ELIO

Quale bavero ? Ah, queste ?

LUISA

Ma come il vestito chiaro di gabardina ! Con cosa l’hai sporcato ? Cos’è caffè ?

ELIO

No...

LUISA

(Avvicinandosi al bavero incriminato)

E’ terriccio !

ELIO

Torba !

LUISA

Allora lo sai cos’è !

ELIO

Certo che lo so, stavo mettendo la torba in un vaso...

LUISA

Ma sei impazzito ? Ti sei messo il vestito prima di lavarti le mani ?

ELIO

Perché tu mi metti ansia! Si sa, è accettato, che…

LUISA

Anzi, non ti sei affatto lavato le mani ! Fa’ vedere !

(Elio, come un bambino colto il flagrante mostra i palmi e i dorsi delle mani)

ELIO

Agli ordini, sergente !

LUISA

Non te le sei lavate ! Ti sei vestito senza nemmeno lavarti le mani, ecco perché hai fatto tanto in fretta !

ELIO

Certo che ho fatto in fretta, abbiamo, fretta !

LUISA

Oddio, la camicetta di raso!

(prendendola per tutti i pinzi, Luisa ispeziona la sua camicetta)

MI hai messo le mani addosso due volte, prima !

ELIO

Non ti ho toccato la camicetta !

LUISA

E’ vero, mi hai spostato...

ELIO

Garbatamente...

LUISA

Il giacchetto !

(Luisa, terrorizzata va a vedere gli omeri della giacchetta del tailleur, accuratamente appoggiata sulla spalliera di una sedia. La constatazione da tragicamente esito positivo, sugli omeri Luisa nota qualcosa che la fa inorridire ancora di più)

LUISA

Mi hai sporcato il tailleur firmato !

ELIO

Va beh, ma è scuro, non si nota...

LUISA

Come fai a dire non si nota, cosa vuol dire non si nota ?

ELIO

Perché tu eri nel mezzo ?

LUISA

Perché ti stavo aspettando !

ELIO

Proprio nel mezzo, mentre passavo io ? Tu sei sempre in mezzo , sempre ! Dovunque vada in questa casa, qualunque sia la traiettoria che percorro, chi mi trovo in mezzo ? Te !

LUISA

Per forza, ci abito qui !

ELIO

Non è nulla, ti ho solo toccato così...

( e le tocca la camicetta sugli omeri)

LUISA

No !

ELIO

(pentendosi del gesto)

Porca miseria !

LUISA

La mia camicetta, sporca di terriccio sudato !

ELIO

Solo sugli omeri... li copri col giacchetto...

LUISA

Ma se è sporco anche quello !

ELIO

Si, ma nello stesso punto, fa "pendant". E’… firmato, no? Lo stilista ci ha lasciato l’impronta! Questa mia sorella la beve, stai sicura!

LUISA

Ma che discorsi fai ? !

ELIO

Che discorsi faccio ? Cerco di risolvere un inconveniente in modo pratico !

LUISA

Ah, si ? Non sarebbe stato più pratico lavarsi le mani ?

ELIO

Ah, già... certo... Ma ormai sono tutto vestito.

LUISA

Non ti azzardare a strofinarti le mani sui pantaloni !

ELIO

Ma per chi mi hai preso ?

(Luisa guarda Elio sulle guance)

LUISA

Elio ? !

ELIO

Che succede ?

LUISA

Non ti sei fatto la barba !

(Preso in castagna Elio fa per togliersi la giacca ed per andare a farsi la barba)

LUISA

Fermo ! Te la tolgo io ! Tieni le mani bene in vista!

ELIO

Questa non è una casa, è uno stato di polizia !

(alza le mani)

(nella confusione, per liberarsi le mani e togliere giacca e camicia a Elio, Luisa da al medesimo in mano la poche petit point. Che questi passa con la massima tranquillità da una mano all’altra )

LUISA

Smettila di protestare, fatti la barba e sbrigati !

ELIO

Io non capisco perché in questa casa ci si deve sempre ridurre a fare le cosa all’ultimo momento, sempre !

(Tolte giacca e camicia Luisa arretra inorridita. Sotto i pantaloni, che sbuca dalla cinta, Elio ha ancora bene in vista il pigiama !)

LUISA

Elio !

ELIO

Che c’è ? !

LUISA

Non ti sei nemmeno tolto il pigiama !

(In preda ad un attacco d’ira, Elio sbatte la poche petit point sul tavolo e si strappa letteralmente i pantaloni di dosso)

ELIO

Ho freddo con questo vestito ! Ho freddo ! Voglio il mio completo celestone !

LUISA

Fermo il terriccio !

ELIO

Il terriccio ? Sai quanto me ne sbatto del tuo terriccio ? !

LUISA

Piano, rompi tutto !

ELIO

Meglio ! Lo odio questo vestito ! Tiè !

(Elio sbatte pantaloni rotti e giacca in faccia a Luisa)

LUISA

Un pazzo ! Sei un pazzo ! Guarda hai rotto tutto!

ELIO

Il mio completo celestone ! Se voglio il mio comodo, caldo, amato, accettato completo celestone, fresco lana, non capisco perché non vuoi che me lo metta !

LUISA

Perché ti sta stretto !

ELIO

Non è vero, mi casca a piombo !

LUISA

Sette anni fa, quando l’hai comprato !

ELIO

Beh ? Che differenza fanno sette anni alla nostra età ? Non sono mica cresciuto !

LUISA

No, sei ingrassato !

ELIO

Non è vero !

LUISA

E’ vero !

ELIO

No !

LUISA

Di una taglia e mezza !

ELIO

Non perdi occasione per affondare il colpo ! Neanche presto il fianco…

LUISA

Chiamalo fianco…

ELIO

Il lombo, ti va bene? Neanche presto il lombo, tu colpisci ! Sei senza pietà ! ma che ti ho fatto, perché mi tratti così male ?

LUISA

(si alza su tutte le furie e va verso il guardaroba e ne tira fuori un orribile completo celestone da uomo)

Vuoi il completo celestone ? Ecco il tuo completo celestone ! Prendi !

(E lo tira nel bagno dove Elio è entrato.)

ELIO

(di dentro)

Bruta !

(Luisa si avvicina lentamente alla poche petit point sul tavolo, la osserva da vicino e lancia un grido)

LUISA

Aaaaahh!!!

(A quel grido Elio esce dal bagno col rasoio a batteria acceso in faccia, i pantaloni celestoni mezzo infilati, la camicia mezza aperta, capisce la situazione al volo e infuriato va così com’è al vaso che stava sistemando ci infila le dita e si "

timbra " tutto. )

ELIO

E non pariamone più!!!

LUISA

Pazzo!

ELIO

Contenta ? Sei contenta ?

LUISA

Pazzo furioso!

ELIO

Tu e la tua precisione maniacale !

LUISA

Sei un pericolo pubblico!

ELIO

Guarda cos’hai combinato !

LUISA

Io ? !

ELIO

Per un bottone, ti rendi conto ? Per un bottone !

LUISA

Quale bottone ?

ELIO

Il tuo, il tuo ! Il tuo bottone ! Eppure lo sai! E’ tardi, dobbiamo uscire, ci aspettano e tu non trovi di meglio da fare che titillare il bottone della camicetta !

(entra nel bagno)

LUISA

Lo uccido!!!

(E si fionda in camera di dove via via esce con altri abiti, e per ultima una splendida camicetta di pizzo sangallo)

ELIO

(dal bagno)

Esistono due tipi di violenza ! Quella chiara, evidente, romantica... quella che appare... Sostanzialmente verbale, che si rivolge al massimo verso gli oggetti, innocua, quindi : la mia...

LUISA

Zitto!

ELIO

E quella subdola, strisciante, efficace ed inaspettata, quindi terribile : la tua !

LUISA

Passati il rasoio sulla lingua!

ELIO

Io mi agito, sbraito, è verissimo ! Rompo qua e là un vaso da fiori, un posacenere, ma non ferisco mai ! Certo, la zampata del leone, può essere terribile, feroce, quando arriva, me ne rendo conto. Ma che segni lascia ? Terriccio al massimo !

LUISA

Ti ci metto a testa in sotto nel terriccio!

ELIO

Ma il leone non attacca mai se non provocato ! La sua è sempre una mossa di difesa, mai di attacco ! Se nessuno lo stuzzica, il leone la zampa la tiene a posto ! Il leone desidera la pace tra i popoli ! E’ la iena che sguscia, che infastidisce, e porta il leone all’ esasperazione!

(Luisa si è avvicinata lentamente alla porta del bagno, alla parola "esasperazione" non resiste e da un calcio terribile che spalanca la porta. Elio è dentro vestito di tutto punto con ancora il rasoio a mezza guancia)

LUISA

Vaffanculooooo!

(Elio alza le mani lasciando cadere il rasoio)

ELIO

Pronto!

TUTTI E DUE

Via via via! Presto, presto presto!

(Si scontrano)

LUISA

Giù le mani dal pizzo Sangallo !

(Elio mostra palmi e dorsi delle mani)

ELIO

Me le sono lavate, signora maestra !

(e rientra in bagno a prendere la giacca)

ELIO

Il leone fa la figura del prepotente, ma è una vittima della iena !

LUISA

Il leone ?

ELIO

(tornando mentre si mette la giacca)

Si, io !

LUISA

La vittima...

ELIO

E tu la carnefice !

LUISA

La iena...

ELIO

Esatto !

LUISA

Se non ti avvicini al pizzo Sangallo, per me va bene...

(Con una spazzola toglie tutte le macchie di terriccio di dosso a Elio)

ELIO

Tutto a posto ? Ci siamo ? C’ è altro ? Vogliamo andare ?

LUISA

Te le sei lavate davvero ?

ELIO

Si !

LUISA

Dammi una mano a mettere il giacchetto.

ELIO

Forza, è tardi, tardissimo !

(Elio prende il giacchetto di Luisa dalla sedia, l’aiuta ad indossarlo, ma guardando in basso si accorge di una cosa)

ELIO

Luisa !

LUISA

Che c’è ?

ELIO

Non è possibile, non è possibile !

LUISA

Che ho fatto, adesso ?

ELIO

Le scarpe...

LUISA

Te le ho pulite...

ELIO

Non le mie, le tue !

LUISA

Perché, cos’...

(Luisa si guarda le scarpe : sono differenti !)

LUISA

Oh, mamma !

ELIO

Una di vitellino, l’altra di camoscio !

LUISA

Oh, mamma !

ELIO

Poveri noi... Poveri noi !

LUISA

Sono dello stesso colore, nella penombra dello sgabuzzino non ci ho fatto caso. Andavo di fretta... Ho perso gli occhiali, porca miseria, non ci ho fatto caso !

ELIO

Sono le undici passate, corri a metterti le scarpe giuste !

LUISA

Non so più quali sono!

ELIO

Quelle che ti pare, purchè tu voli !

LUISA

Volo !

(si precipita verso la terrazza ed esce di scena. Elio, rimasto solo, scansa una sedia dal tavolo,si siede e comincia a tamburellare sul tavolo, l’ espressione tranquilla di chi non ha alcuna fretta)

ELIO

E’ tardi, tardi, per la miseria ! Tardissimo ! Eh, se non ci fossi io in questa casa... Se non ci fossi io !

(Luisa rientra infilandosi la seconda scarpa)

LUISA

Pronta ! Pronta ! Pronta !

ELIO

Elio, d’ora in poi si deve correre !

LUISA

E’ due ore che lo dico ! Via ! Via ! Via !

(Si precipitano verso l’ingresso)

LUISA

Alt !

(Si fermano uno di fronte all’altra)

LUISA

Rapida ispezione...

(Si ispezionano l’un l’altra punto per punto)

ELIO

Le scarpe sono giuste... Anche se quelle di camoscio sarebbero andate meglio...

LUISA

Ora me lo dici ?

ELIO

Accontentiamoci, è troppo tardi !

LUISA

Ti pettini in macchina ?

ELIO

Tra un semaforo e l’altro, lo sai che lo preferisco...

LUISA

De gustibus...Occhiali ?

(Elio estrae gli occhiali dal taschino della giacca)

LUISA

Chiavi della macchina ?

(Elio etrae le chiavi di tasca)

INSIEME

Fuori, Fuori, è tardi ! tardissimo !

(Escono di casa, chiudono la porta. Mandate della serratura. Pausa a scena vuota. Di nuovo mandate della serratura, la porta si riapre e i due rientrano. Elio avanti e Luisa dietro)

LUISA

Ma non ce n’è alcun bisogno !

ELIO

Ce n’è bisogno ! Ho appena montato l’ antifurto nuovo, figurati se esco senza inserirlo!

(Si dirige ad un mobile in un angolo ed apre uno sportello)

LUISA

Saremo rientrati prima di sera !

ELIO

I furti negli appartamenti avvengono al settanta per cento di giorno, le statistiche parlano chiaro !

LUISA

Ma non necessariamente oggi !

ELIO

E’ giorno ? Siamo in pieno settanta per cento !

(Dallo sportello tira fuori di tutto : libri, un frullatore, una palla di vetro con la neve.)

Ora non mi distrarre, è un’operazione complicata !

(Elio trova un paio di occhiali)

Tiè, guarda che fine avevano fatto i tuoi occhiali !

LUISA

Ah, per fortuna !

(prende i suoi occhiali e li appoggia sul tavolo)

Ma che bisogno c’era di mettere l’antifurto proprio lì ?

ELIO

Che fai, metti un antifurto in un luogo visibile ?

(Tirato fuori tutto, Elio introduce una mano e fa scattare una levetta)

LUISA

Ma è così complicato !

ELIO

Deve essere complicato ! Ai ladri bisogna prima di tutto fargli perdere tempo !

LUISA

Stai tranquillo, ché ci sei riuscito...

ELIO

Senza pensare che con quanto costa, l’ antifurto è la prima cosa a rischio di furto. Meglio che stia nascosto ! Non mi distrarre ! Abbiamo un minuto e mezzo per rimettere tutto a posto ed uscire prima che scatti l’allarme ! Passami la roba, passami la roba ! Presto, presto !

LUISA

Non lo capisco, non lo capisco !

ELIO

Non c’è niente da capire, bisogna agire ! (soffermandosi) Ci sono momenti in cui si può indugiare in lieti pensieri, altri nei quali deve agire !

LUISA

(agitandogli il frullatore sotto il naso)

Sto agendo !

ELIO

Veloce ! Veloce !

(Rimesso a posto tutto, chiuso lo sportello, tutti e due si precipitano verso l’uscita... ma scatta una sirena feroce !)

ELIO

Te l’avevo detto di fare in fretta, te l’avevo detto ! Dopo un minuto e mezzo preciso entrano in azione le microonde !

LUISA

E cosa fanno, cuociono il ladro ?

(Elio torna al mobile, apre lo sportello, tira fuori tutto alla rinfusa)

ELIO

Non è il momento di fare battute poco intelligenti !

LUISA

Non parliamo di poca intelligenza!

ELIO

Ti riferisci a me? Devo ricordarti delle scarpe?

(Elio ripreme la levetta e la sirena cessa.)

Ora silenzio ! Guai a chi fiata ! Passami la roba un pezzo alla volta, con movimento continuo ed ininterrotto! E’ un’operazione scientifica ! Scatto, della levetta : un minuto per riempire, trenta secondi per uscire, ce la dobbiamo fare !

LUISA

Ma è impossibile !

ELIO

Sono tempi testati dalla casa al computer, prima di contestarli bisogna provarli, no ? Un minuto e mezzo è dato come tempo ottimale !

LUISA

Certo, senza cianfrusaglie !

ELIO

Cianfrusaglie comprese ! Pronta ?

LUISA

Pronta !

ELIO

Via !

(Fa scattare la levetta, Luisa gli passa la roba, lui la infila, l’operazione scorre velocissima e perfetta, ma Luisa sbaglia e passa ad Elio anche i suoi occhiali, che erano rimasti sul tavolo)

LUISA

Gli occhiali, gli occhiali !

(Elio riapre al volo lo sportello che aveva appena chiuso, lancia gli occhiali a Luisa che li afferra al volo e li infila in borsetta. Elio si alza veloce - mano sulla schiena dolorante- e tutti e due si precipitano verso l’uscita...

INSIEME

Fuori ! Fuori ! Fuori !

(Squilla il telefono, i due si bloccano di spalle ! Lentamente si guardano negli occhi.)

LUISA

Che faccio...rispondo ?

ELIO

Ma cosa rispondi ! Sai quanto ci frega di chi è ? Lo squillo del telefono ti droga a te ! Fuori ! Fuori ! Fuori !

(Fanno per riprendere la corsa e la sirena scatta di nuovo ! Sopraffatto da sirena e telefono, Elio da un pugno al muro, prende la scossa sulla presa , si butta disperato sul tavolo, poi al massimo della collera...)

ELIO

Ti odio ! Ti odio con tutte le mie forze ! !

LUISA

(alzando la voce per farsi sentire)

Ammettiamolo, Elio, noi al matrimonio di nostra figlia non ci vogliamo proprio andare !

(Elio alza la testa furente e si mette a dare pugni sul tavolo)

ELIO

No ! No ! No ! No !

SIPARIO

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