Signori… chi è di scena?

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RUMORI FUORI SCENA

“SIGNORI…CHI È DI SCENA?”

libero adattamento di A. Guzzio

da “Rumori fuori scena” di M. FRAYN

PERSONAGGI ED INTERPRETI

                               

Alberto, regista

Stefi, assistente di scena

Peppe, attrezzista

Rosa, costumista

Mery, signora Cricchio

Maurizio, Phil, Brancusi

Sergio, agente immobiliare

Giuseppe, manager di Brancusi

Francesca, signorina Y

Marianna, signorina X

Joe Scamorza, ladro in pensione

Paolo, tecnico

Alberto  Terrana

Stefania  Cordone                                     

Giuseppe  Mogavero                                    

Rosa  Guarcello                           

M. Antonietta  Mazzola                         

Maurizio  Città                     

Sergio  Castiglia              

Giuseppe  Battaglia                            

Francesca  Mazzola                             

Marianna  Mitra             

Giuseppe  Carrozza                                         

Paolo  Badami


ATTO I

Mery           (entrando con un piatto di sardine) “È inutile che insisti, non posso aprire le sardine e rispondere al telefono! Ho solo un paio di piedi! (alzando la cornetta) Pronto?…Sì, ma qui non c’è nessuno. No, il signor Brancusi non c’è… abita qui, ma adesso non abita qui perché abita in Spagna… il signor Filippo Brancusi, sì, quello che fa il  musical, solo che adesso lo fa in Spagna. Senta, se è per affittare la casa, deve rivolgersi all’agenzia  “Affitto affitto e vendo”, sì, sono loro che se ne occupano. No, no, loro non stanno in Spagna, stanno accanto al telefono in ufficio “affitto, affitto e vendo”; ehh? Un momento, vado a vedere.

                   E porto via le sardine… o no? Lascio le sardine o le porto via?”

Alberto      “Lasci le sardine e riattacchi il ricevitore”.

Mery           “Ah, già, riattacco il ricevitore…”.

Alberto      “…e lasci le sardine…”

Mery           “Scusa, ma questo movimento l’abbiamo cambiato, caro?”

Alberto      “ No, cara.”

Mery           “Vuol dire che io l’ho sempre fatto così?”

Alberto      “Magari lo avessi fatto, gioia mia!”

Mery           “E le battute, caro? Ogni tanto ne azzecco qualcuna?”

Alberto      “…ogni tanto ne dici qualcuna che mi pare di riconoscere.”

Mery           “È… che mi sento la testa come un pallone… ogni volta che apro la bocca non so mai se verranno fuori due arance o tre limoni e una banana!”

Alberto      “Coraggio, non è ancora mezzanotte. In fondo la prima è solo domani sera! Allora, hai in mano il ricevitore…”

Mery           “Affitto, affitto e vendo” Ehh? Un momento, vado a vedere…(esce)

Sergio         (entrando con Francesca) “Vieni, cara, entra… di solito c’è la mia governante ma oggi ha il suo pomeriggio libero… quindi la casa è a nostra completa disposizione!”

Alberto      “Alt, fermi, Mery rientra!”

Mery           (rientrando) “Devo rientrare?”

Alberto      “Sì, e riuscire con il giornale!”

Mery           “Il giornale? Quale giornale?”

Sergio         (sbattendoglielo in faccia)  “Questo, tesoro!”

Mery           “Grazie… amore!”

Sergio         “Non preoccuparti, in fondo è solo la prova tecnica!”

Alberto      “È la generale, piccioncini, è la prova generale.”

Sergio         “E quando è stata la prova tecnica?”

Alberto      “E quando sarà la generale? Vorrei ricordarvi che domani sera c’è la prima!”

Mery           “ Oh, ti prego, non mi mettere addosso l’ansia!”

Alberto      “Allora, vogliamo riprendere questo diavolo di prova? Dunque, Mery, tu posi il ricevitore ed esci con il giornale, chiarOOO? (Ma esegue, portandosi dietro il ricevitore) E posa quel ricevitore!”

Sergio         “…quindi la casa è a nostra disposizione. “

Francesca   “Stupenda! È tutta roba tua?”

Sergio         “Oh, è solo una casetta di campagna, del sedicesimo secolo…”

Francesca   “Dev’essere costata un patrimonio!”

Sergio         “Beh, bisogna avere un posticino dove ricevere i soci d’affari… a proposito, a che ora è il primo appuntamento?”

Francesca   “Alle quattro. Un arabo. Petrolio.”

Sergio         “Bene, abbiamo giusto il tempo per… diamoci da fare, andiamo di là.”  (fa passare Francesca da una delle porte)

Mery           (entrando)  “Scusi, lei chi è?”

Sergio         “Io sono dell’agenzia…”

Mery           “…affitto, affitto e vendo”?  E lei chi è Affitto o affitto e vendo? L’avevo preso per un ladro!”

Sergio         “Ho fatto un salto per… per fare qualche lavoretto… (Francesca fa per entrare, ma Sergio tira la porta)  C’è… c’è anche una cliente… le sto facendo vedere le stanze…”

Francesca   (da fuori)  “Ma… cos’ha questa porta? Perché non si apre?”

Sergio         “È… è molto eccitata all’idea di… di affittare la casa!”

Francesca   (entrando) “Oh, finalmente! E questa chi è?”

Sergio         “È la governante, la signora Picchio.”

Tutti           “Cricchio,  Cricchio!”

Sergio         “Ma, a proposito, lei non aveva il giorno libero oggi?”

Mery           “Infatti, sono qui solo per vedere una gara di cavalli alla TV, sa a casa ho solo il bianco e nero…”

Francesca   “Oh, non si preoccupi, a noi il televisore non serve, abbiamo altro da fare, noi…”

Mery           (uscendo senza niente in mano) “Con permesso.”

Alberto      “Le sardine!”

Mery           (rientrando subito) “Ho dimenticato le sardine!”

Sergio         “E dalli con queste sardine! Scusa, Alberto, ma così non si può andare avanti!”

Alberto      “Così come?”

Sergio         “Ma non se ne può più di queste sardine! Ogni volta che siamo a buon punto… dobbiamo interrompere per  le sardine! E poi a me le sardine non piacciono!”

Alberto      “E cosa vuoi, allora? Ti va bene un purèe di banane? Stefi  , cara, prepara un purèe di banane per il signore!”

Stefi            “Un purèe di banane? Ma siete impazziti?”

Alberto      “Allora, di grazia, possiamo riprendere la prova? E tu, Mery, portati via le sardine una volta per tutte!”

(Mery esegue)

Sergio         “Scusa, cara…”

Francesca   “Non importa, tanto a noi il televisore non serve…”

Sergio         “No, sai, è per…la governante…non ci sta sempre con la testa, ma…è con la nostra famiglia da diverse generazioni…”

Francesca   “Veramente io la trovo stupenda!”

Sergio         “D’accordo, cara, ma intanto affrettiamoci, prima che ritorni con le sue sardine!” (Fa per aprire una porta, ma questa non si apre).

(Contemporaneamente entrano Giuseppe e Marianna, che hanno difficoltà a chiudere l’altra porta)

Giuseppe     “Vieni, mia cara, oggi è il pomeriggio libero della governante, quindi la casa è a nostra completa disposizione…”

Alberto      “E Dio disse: fermi! Ed essi si fermarono. E Dio vide che era un disastro!”

Sergio  e

Francesca   “Scusate, ma questa porta non si apre!”

Giuseppe

e Marianna “Scusate, ma questa porta non si chiude!”

Alberto      “E Dio disse: Stefi!”

Stefi            “E Stefi fu. Cosa c’è?”

Alberto      “Dio disse: Crescete e moltiplicatevi! (a Stefi) E tu fa venire Peppe ad aggiustare le porte!”

Stefi            “E Peppe fu!”  (entra Peppe con la cassetta degli attrezzi e aggiusta le porte)

Francesca   “Oh, io adoro le prove tecniche!”

Giuseppe     “Avete sentito? Lei adora le prove tecniche!”

Marianna    “Certo, siamo una compagnia veramente affiatata!”

Robi            “Ma sentitela, la bambolina!”

Francesca   “Tesoro, non trovi che sia meraviglioso passare una notte intera a fare prove tecniche?”

Marianna    “Dolcezza, vedo che ti stai riprendendo, fai anche le battutine!”

Sergio         “Che compagnia straordinaria!”

Stefi            (andando vicino ad Alberto) “E tu, Alberto, sei contento tu?”

Alberto      “Io comincio a capire come doveva sentirsi Dio mentre stava seduto al buio a creare il mondo.” (Ingoia una pillola)

Stefi            “Come si sentiva, tesoro?”

Alberto      “Felice di aver preso il suo Valium.”

Marianna    “Beh, almeno lui aveva sei giorni di tempo. A noi restano solo sei ore.”

Alberto      “Ci vuole ancora molto, Peppe?”

Peppe          “Faccio presente che sono 24 ore che non dormo!”

Alberto      “E Dio disse: che le porte si aprano quando si devono aprire e si chiudano quando si devono chiudere!”

Peppe          “…e 12 ore che non mangio!”

Alberto       “…e che le porte dividano il mondo davanti la scena da quello dietro la scena…”

Peppe          “Ed ho anche uno stipendio miserevole!”

Stefi            “Oddio, Peppe, non vorrai cominciare adesso con le rivendicazioni sindacali!”

Alberto      (salendo sul palco) “Coraggio, Peppe, ancora 24 ore e la giornata è finita!”

Marianna    “Oh, guardate, Dio è tra noi!”

Alberto      “Sentite, visto che ci siamo fermati, voglio dirvi una cosa: D’accordo, ci sono voluti due giorni per montare la scena. Punto. D’accordo, non potremo fare una prova generale. Punto. Allora? Punto interrogativo. Non preoccupatevi! Punto esclamativo. Considerate la prima come una prova generale. La cosa più importante da fare per il momento è riuscire a fare una prova completa con porte e sardine. È di questo che si tratta: entrare e uscire; far entrare le sardine (esegue), fare uscire le sardine. Sono i particolari quelli che contano!

 Il teatro è così, la Vita è così. Punto!”

Francesca   “Accidenti, Alberto, come sei profondo…!”

Alberto      “Lo so, grazie, gioia. Perciò, basta che ci diate dentro. Tac, entrate; tac, parlate; tac, uscite. E tutto andrà alla perfe… dov’è Joe?”

Tutti           “Joe??!”

Alberto      “Stefi!”

Stefi            “Beh? Io credevo che Joe fosse giù in sala con te.”

Alberto      “Io credevo che Joe fosse dietro le quinte con voi.”

Francesca   “Forse è in camerino!” (Stefi esce a cercarlo)

Marianna    “Forse è al bar. Peppe, per piacere, fa’i una telefonata.” (Peppe esce)

Alberto      “Al bar, al bar, durante la prova tecnica: ma è inaudito!”

Marianna    “Beh, sai, sta attraversando un brutto momento…”

Sergio         “Sì, un brutto momento e così affoga i dispiaceri (fa il segno di bere)…”

Stefi            (rientrando)  “Non c’è!”

Alberto      “Bene, anzi male, chiamiamo Maurizio, nel frattempo proveremo la sua parte. (Stefi esce) E tu, Peppe, ritorna alle tue porte, e che siano perfettamente funzionanti!”

Marianna    “Non dovevamo perderlo di vista! Io l’avevo detto: non bisogna perderlo di vista!”

Francesca   “Eppure per tutto il tempo delle prove si è comportato benissimo…”

Maurizio     (entrando)  “Cos’è questa storia? Alberto, scusa, ma lo sai che sto provando il balletto; non puoi distrarmi così!”

Francesca

e Marianna “Dài, Maurizio, proveremo insieme dopo… non puoi lasciarci nei guai…”

Maurizio     “E poi perché cambiate i turni di prova?”

Tutti          “Perché Joe non c’è!”

Maurizio     “Non c’è? Ma se è la! (indica la platea dove da un po’ è entrato Joe)”

Tutti          “Joe!”

 Alberto     “Ma guardalo! Piantato lì come il fantasma del padre di Amleto!”

Marianna    “Ci hai fatto proprio una bella sorpresa, Joe! Credevamo tutti che fossi…”

Tutti          “…che non ci fossi.”

Marianna    “Dove sei stato, Joe?”

Francesca   “Tutto bene, Joe?”

Stefi            “Su, Joe, di’ qualcosa!”

Joe              “Cosa c’è, un party?”

Tutti          “Cosa c’è, un party?”

Joe              (salendo sul palco) “Che bello, io credevo ci fossero le prove… stavo solo facendo un pisolino giù in fondo alla sala, aspettando che toccasse a me…”

Sergio         “Che idea!”

Giuseppe     “Originale, soprattutto!”

Joe              “Cosa festeggiamo?”

Alberto      “Si festeggia il tuo ritorno, figliuol prodigo!”

Joe              “…prodi… che?”

Tutti          “…go!”

Joe              “Ah, go, go, ok, andiamo, ma… dove?”

Sergio         “Ehi, amico, non ti sarai mica bevuto anche il cervello?”

Joe              “Non avrò per caso saltato la prima, eh?”

Maurizio     “Che simpatico!”

Marianna    “Te lo faremo sapere se salti la prima, sta tranquillo!”

Alberto      “Peppe, per cortesia, se hai finito con le porte, desidereremmo riprendere la prova!”

Peppe          “Ok, Alberto, ho finito, e spero adesso di andare io a fare un sonnellino! ” (esce)

Alberto      “Stefi, dov’è il costume di Joe?”

Stefi            “Ma…non lo so, sarà in sartoria!”

Joe              “Eh? Andiamo in birreria? Adesso!”

Alberto      “Veramente, se non ti dispiace, io vorrei fare una prova. L’ultima prova che ci rimane!”

Joe              “Ok, in birreria ci andremo dopo. Penso che schiaccerò un altro pisolino in attesa della mia entrata (scende in platea, seguito da Stefi.)”

Alberto      “Allora, riprendiamo! La governante è in cucina con le sue sardine, la prima coppia si avvia speranzosa verso la camera da letto, la seconda coppia attende fuori dalla porta. Che cosa aspettiamo? (silenzio) Che cosa?”

Tutti          “La battuta!”

Alberto      “Ok, la battuta è: “quindi abbiamo la casa a nostra disposizione”

Giuseppe

eSergio      “…quindi abbiamo la casa a nostra disposizione!”

Alberto      “Ma no!”

Tutti          “Come no? L’hai detto tu!”

Alberto      “Sìi, ma non la prima volta, la seconda, la battuta è tua, Giuseppe, non di Roberto!”

Tutti          “Ehh!”

Giuseppe     “…abbiamo la casa a nostra disposizione!”

Marianna    “È incredibilmente bella!”

Giuseppe     “…il luogo ideale per un’avventura…”

Marianna    “…la nostra avventura…”

Giuseppe     “…il nostro piccolo rifugio…”

Marianna    “…segreto!”

Giuseppe     “Sì, cara, rilassati, siamo assolutamente… soli! (entra la governante con le sardine e incespica) Signora Picchio!”

Tutti          “Cricchio, Cricchio!”

Mery           “Dio mio, che paura! Per poco non mi saltava fuori il cuore da sotto i piedi!”

Giuseppe

e Marianna “Anche a noi!”

Giuseppe

eMery        (contemporaneamente)  “Pensavo che non ci fosse nessuno!”

Mery           “Ma… chi vi ha dato la chiave?”

Giuseppe     “Ma il signor Brancusi, naturalmente!!”

Mery           “Ah, già, naturalmente. A proposito, in quello scatolo c’è la corrispondenza.”

Giuseppe     “Datemela, bisogna che io la guardi, sono o non sono il manager del signor Brancusi? (prende lo scatolo) Andiamo di là, cara, saremo più tranquilli. (fa per uscire, ma lo scatolo gli cade per terra, lo riprende e gli cade la borsa che si apre e cadono le carte che sono all’interno, Giuseppe e Marianna si chinano a raccattarle; nel frattempo entrano Francesca e Robi)

Sergio         “Sì, cara, però ho sentito delle voci…”

Alberto      “Allora, Giuseppe, perché sei ancora lì?”

Giuseppe     “Scusa, Alberto, lo sai come sono imbranato nei movimenti! Scusatemi tutti! Ma perché devo portarmi tutte queste cose andando di là? Non potrei per lo meno lasciare la borsa?”

Alberto      (secco) NO!”

Giuseppe     “Scusa se insisto, Alberto, ma non possiamo cambiare…”

Alberto      “Ascolta bene, Giuseppe, non so se ci sia un motivo logico-filosofico perché questa borsa e quella scatola viaggino con te, quello che so è che non devono restare in scena, non devono! Chiaro?”

Francesca   “Eh già, anche perché servono dopo, per la scena di Joe…”

Joe              (svegliandosi di soprassalto e salendo di corsa sul palco)  “Cosa c’è? Tocca a me?”

Tutti          “No, no!”

Joe              “Mi era parso di sentire il mio nome!”

Stefi            “Torna pure a dormire, Joe, alla tua entrata mancano ancora dieci pagine…”

Joe              “Ok, buon lavoro!” (Torna a dormire in platea)

Giuseppe     “Dunque, Alberto, non vorrei farti perdere del tempo prezioso, ma io sarei dell’opinione…”

Alberto      “Giuseppe, amico mio, le motivazioni dell’animo umano sono profonde e incomprensibili! Non so perché l’autore abbia deciso che devi uscire con tutta quella roba addosso, non lo so, e non so neanche se qualcuno prima di te se lo sia mai chiesto, a questo punto non so più nulla, neanche perché ci siamo messi a fare teatro…”

Giuseppe     “Scusami, lo so che siamo in ritardo, ma se potessimo trovare un motivo…”

Alberto      “L’unico motivo che mi spinge a continuare a stare qui è che fra poche ore c’è la Prima, capite, la Prima, e noi ci stiamo ancora a cincischiare con le motivazioni!”

Giuseppe     “Ok, ho capito! Tanto è inutile… riprendiamo  la prova!” (esce carico degli oggetti di cui sopra)

Stefi            “Alberto, devi capirlo, stamattina ha litigato con Rosa e…”

Alberto      “…e allora, ogni volta che ci sono inciuci di questo genere si interrompe una prova? Andate a chiamare Joe, ci siamo quasi…”

Robi            (affacciandosi dalla porta) “…però ho sentito delle voci…”

Francesca   (da dentro, tirandolo) ” Non farci caso, tesoro, non sprechiamo altro tempo…”

(Vengono lanciati dalla stanza sulla scena gli indumenti di Robi e Francesca)

Giuseppe     (socchiudendo l’altra porta) “C’è qualcosa di inquietante in questa casa…”

Marianna    (da dentro)  “Su, vieni dentro, tesoro, non abbiamo molto tempo…” (Vengono lanciati sulla scena gli indumenti di Giuseppe e Marianna)

Alberto      “Buio, buio, voglio buio sulla scena!”

Joe              (entrando e inciampando)  “Ma io così non ci vedo!”

Alberto      “Joe!  Dove hai la tua torcia?”

Joe              “Torcia, quale torcia?”

Alberto      “Sei o non sei un ladro di appartamenti? E allora devi avere una torcia, necessariamente!”

Joe              “Ma io non ce l’ho!”

Alberto      “Paolo, per amor di Dio, procura una torcia a questo qui, prima che mi venga una colica epatica con versamento di bile!”

Paolo         “Mi spiace, provvederò domani, intanto accomoda con questa…” (gli dà una luccioletta a pila)

Joe              (entrando di nuovo con la luccioletta) “Facile come un gioco da ragazzi! Niente inferriate, niente sistemi di allarme! Il padrone di casa andrebbe denunciato per incitamento allo scasso! È così facile che… mi prende lo sconforto! Mi viene voglia di piangere! E pensare che una volta ero un grande ladro, specialista in cassette di sicurezza e caveau bancari! E adesso, guarda come sono ridotto… un volgare topo da appartamento… ci fosse almeno qualcosa di buono qui dentro (fruga nella stanza e scopre una bottiglia) Di che si tratta? Prosecco invecchiato da dieci anni? Non è male, bisognerà che lo assaggi.” (e beve)

Alberto      “Vacci piano, Joe, per amor di Dio!”

Joe              “Che bellezza, che aroma, che corpo…!!!”

Alberto      “Mamma mia, quello non si ferma neanche se gli spari! Sembra l’ochestrina del Titanic!”

Joe              “Bene, e adesso facciamo il carico! (Si guarda intorno) Non mi pare che ci sia molto da portare via… porcheria… paccottiglia da quattro soldi… prenderò questi abiti, potrò venderli al mercatino dell’usato… tanto per pagarmi un goccetto!” (prende i vestiti che trova, li mette in un sacco ed esce)

(Si apre la porta di destra ed esce Robi in mutande e maglietta, cerca gli abiti invano)

Sergio         “Ma dove sono finiti i miei vestiti? E quelli di… cara, c’è un piccolo problema!” (esce)

Giuseppe     (anche lui in mutande e maglietta cerca gli abiti invano) “Devono essere qui dentro, necessariamente… cara, come faremo ad andar-cene?” (esce)

Alberto      “Ed ora? Cos’è mai questo “buco” mostruoso? Quante volte lo devo dire che non ci devono essere pause ingiustificate! A chi tocca entrare?”

Stefi            “A Maurizio, ma è di là che sta ancora provando il balletto…”

Alberto      “Vallo a chiamare e digli di precipitarsi sulla scena in meno di cinque secondi, altrimenti…”

Tutti          “Altrimenti?”

Alberto      “Altrimenti non mi resta che ubriacarmi e cadere in un sonno profondissimo sino a dopodomani! Joe, lasciami un goccetto di birra!

(Musica; entra Maurizio a passo di danza)

Alberto      “…no, non si può, non si può essere in queste condizioni fino alla vigilia della prima! Qui dentro non c’è nemmeno il più lontano senso del ritmo, del tempo! Maurizio, per favore, cerca di credere in quello che fai! Sei un attore di musical, di musical, capito? Non devi recitare Shakespeare, non in questa occasione, almeno, devi essere leggero, muoverti come uno che sappia dove sta di casa la danza, e non come un pinguino ubriaco!”

Maurizio     “Potresti essere un po’ più gentile con me, credimi, ce la sto mettendo tutta! Da dove devo provare?”

Alberto      “Dall’arrivo di Filippo Brancusi, attore di musical, a casa sua, casa che, a sua insaputa, è stata occupata da un impiegato della ditta “Affitto affitto e vendo” e dal suo manager, entrambi accompagnati da due gentili signorine. In casa soggiorna altresì, contrariamente alle sue abitudini, la signora Picchio…”

Tutti          “Cricchio, Cricchio!”

Alberto      “al fine di assistere ad una gara di cavalli trasmessa dal-l’apparecchio televisivo a colori di casa Brancusi, dal momento che la suddetta signora dispone esclusivamente di un vecchio TV bianco e nero. La signora Picchio…”

Tutti          “Cricchio, Cricchio!”

Alberto      “…ha preparato per sé un piatto di sardine, delle quali è ghiottissima. Avanti, Maurizio, entra. (pausa) Perché diavolo non entri?”

Maurizio     (da fuori)  “La musica!”

Alberto      “Ah, già, mi stai facendo perdere la testa! Vai con la musica! (Maurizio entra) Leggero, leggero, elegante, sei a casa tua, muoviti con disinvoltura, stai provando un passo del tuo musical, e fischietta!”

Maurizio     “Ma io non so fischiare!”

Alberto      “Allora fai finta, fischierò io! Arrivi, butti il soprabito con gesto elegante su di una sedia e il cappello per aria. La signorina X ha frattanto aperto la porta di destra giusto in tempo per ricevere tra le mani il suddetto cappello…”

Marianna    “Ops! Piovono cappelli dal cielo in questa casa? Lo dicevo io che c’era qualcosa di strano!”

Maurizio     “E lei chi è? Cosa fa a casa mia?”

Marianna    “A casa sua? Ma veramente questa è la casa del mio fidanzato!”

Maurizio     “Del suo fidanzato? Oh questa è bella!”

Francesca   (entrando)  “Non sono visionaria, ho sentito delle voci… ma voi chi siete?”

Marianna    “Io… sono la fidanzata del padrone di casa, e se non la piantate chiamo la polizia!”

Maurizio     “…del padrone di casa? Ma se io neanche la conosco!”

Francesca   “Ma guarda che sfacciata! La fidanzata del padrone di casa sono io! Non si permetta, altrimenti la chiamerò io la polizia!”

Maurizio     “Ohh, signorine, volete smetterla! E cosa fate con addosso le mie vestaglie di seta?”

Francesca

eMarianna (contemporaneamente) “Qualcuno ha rubato il mio vestito! Sei stata tu, brutta smorfiosa!” (si prendono per i capelli)

Maurizio     “Signorine, signorine, basta vi prego, calmatevi, venite qui, sediamoci sul divano, in fondo c’è posto per tutte e due… dopo, con calma mi spiegherete…”

Francesca   “Ma…ora che la vedo da vicino…”

Marianna    “…mi sembra di conoscerla… ma lei è…”

Francesca

eMarianna “Phil, il re del musical! Oh, che emozione! Prego, un autografo!”

Maurizio     “Sì, sono proprio io, su, bambine, ballate con me!” (eseguono)

Alberto      “No, no, non ci siamo proprio! È un disastro, un vero disastro! Preferisco non vedere, andate avanti!” (i tre avanzano sino al limite del palcoscenico) “Ma cosa fate?”

Francesca

Marianna

e Maurizio “Andiamo avanti, ce lo hai detto tu!”

Alberto      “Basta, è troppo, non mi resta altro che il suicidio! Ma pensate alle critiche sui giornali… saranno feroci!”

Stefi            “Calma, calma,cerchiamo di non dare i numeri! Su riprendiamo!”

Giuseppe     (entrando avvolto in un lenzuolo, camminando a ritroso) “Non ho trovato di meglio…”

Robi            (anche lui avvolto in un lenzuolo, camminando a ritroso) ”…solo questo lenzuolo coprirà le mie vergogne…” (si scontrano di spalle e si girano di fronte)

Sergioe

Giuseppe     (contemporaneamente)  “Ma cosa diavolo! Stia più attento!”

Sergio         (tra sé) ” Non sarà per caso il cliente arabo che aspettavo?”

Giuseppe     “…che imbarazzo!”

Sergio         “Lei è venuto per il petrolio?”

Giuseppe     “Esattamente… per il petrolio… infatti sono vestito da arabo… e lei?”

Sergio         “Io? Oh… per spirito di ospitalità!” (nessuno parla)

Alberto      “ebbene, Maurizio, voi piantarla di fare il dongiovanni con le ragazze? Tocca a te!”

Maurizio     “Ma scusa, Alberto, ero solo nel personaggio! Scusate se vi interrompo, ma potrei sapere cosa sta succedendo a casa mia?”

Tutti          “A casa… sua?”

Maurizio     “Proprio così!”

Mery           (entrando con le sardine)  “Ma cos’è tutta questa confusione? Non si può neanche vedere una corsa di cavalli in pace!”

Maurizio     “Signora Picchio!”

Tutti           “Cricchio, Cricchio!”

Joe              (entrando con il sacco e la bottiglia in mano)  “Non c’è nemmeno gusto a lavorare così! Che casa di pezzenti!”

Mery           “Di pezzenti! Ma come si permette! E lei chi è? Si presenti!”

Joe              “Io sono… io sono…”

Mery           “Osvaldo, amore mio, finalmente ti ho ritrovato!”

Joe              “Rebecca, tesoro, dov’eri finita? È una vita che ti cerco, vieni, brindiamo al nostro amore ritrovato!”

Mery           “Ma non a stomaco vuoto! Ecco qui un magnifico piatto di…”

Tutti          “Sardine!!!”


INTERMEZZO

È la sera della Prima. Poco prima del previsto orario d’inizio. A metà dello spazio teatrale un siparietto chiuso separa la scena della commedia dal fuori scena. Su e giù dal palco c’è un via vai che denota l’agitazione tipica dei momenti prima dello spettacolo.

Maurizio     (entrando con Rosa che gli aggiusta l’abito) “No, così non va, te l’avevo detto che era troppo stretto, mi sento soffocare…” (escono dall’altro lato)

Francesca   (entrando con Rosa che le aggiusta l’abito)  “Non mi ci sento, non mi ci sento dentro, per me è troppo largo…!” (escono dall’altro lato, intanto si sentono voci concitate fuori scena)

Stefi            (scontrandosi con Peppe) “A che punto siamo?”

Peppe          “Mah, non so, c’è qualche problema…”

Stefi            “Problema? Che tipo di problema?”

Peppe          “Credo… credo che Meri non voglia… non possa…”

Stefi            “Peppe, parla, per l’amor di Dio, mancano 5 minuti!”

Peppe          “Mery è chiusa in camerino…”

Stefi            “Starà finendo di truccarsi, è sempre in ritardo!”

Peppe          “No, credo… che ci sia… dell’altro…”

Stefi            “Che altro?? Parla!!!”

Peppe          “Pare che non voglia andare in scena…”

Stefi            “COOOSA??? E perché?”

Peppe          “Non lo so…”

Paolo         (dalla platea) “Signori, chi è di scena! 5 minuti e si comincia…”

Marianna    (entrando) “Stefi, Stefi, ti prego, vieni, Mery non vuole aprire la porta…!”

Stefi            “Ma è possibile che… sarà successo qualcosa!”

Peppe          “Sì, hanno litigato.”

Stefi            “Chi, chi ha litigato?”

Marianna    “Meri e Sergio…”

Stefi            “E allora? Quante volte litigo io con Alberto, eppure…”

Marianna    “È chiusa in camerino…”

Peppe          “…e non vuole aprire…”

Stefi            “Oh, mio Dio, fate che Alberto non lo sappia! Marianna, vieni con me!” (escono)

Alberto      (entrando, guardingo)  “Ehi, Peppe, ho da chiederti un favore…”

Peppe          “Dimmi.”

Alberto      (dandogli dei soldi)  “C’è un fioraio qui all’angolo, comprami dei fiori… grossi… che sembrino costosi.”

Peppe          “Dei fiori…? Dei fiori… grossi? Ma…”

Alberto      “Sì, e fai in modo che Stefi non li veda, sai, sono per… Francesca, ho preso una sbandata per lei e così…dopo lo spettacolo…”

Peppe          “Dopo… lo spettacolo?”

Alberto      “Sì, sarà il suo debutto, e allora… ma che hai?… sei strano Peppe, non vorrai farmi delle prediche…”

Peppe          “No, Alberto, non si tratta di questo, non so neanche se faccio bene a dirtelo, ma…”

Alberto      “E parla!!”

Peppe          “Sto solo tentando di dirti che... forse non ci sarà lo spettacolo… non ci sarà… forse.”

Alberto      “Non ci sarà lo spettacolo? Ma cosa stai dicendo? E perché?”

Peppe          “Perché… perché… perché Mery è chiusa in camerino, non vuole entrare in scena, ha litigato con Sergio  e…!”

Alberto      “Oh mamma mia! (a Paolo che è giù in platea) Paolo, hai fatto le chiamate?”

Paolo         “Sì, due minuti fa…”

Alberto      “La situazione è grave, ma… (a Peppe) ascoltami un po’: ora io cercherò di fare il possibile per iniziare questo diavolo di spettacolo, tu intanto va a comprare i fiori per Francesca e tienili nascosti a Stefi  , chiaro?”

Peppe          “Chiaro, chiaro, chiarissimo! (escono da parti opposte)”

Paolo         “I signori spettatori sono pregati di accomodarsi in sala, lo spettacolo sta per avere inizio.”

(entra Joe con diverse bottiglie di birra, ne nasconde una tra le pieghe del siparietto ed esce)

Marianna    (entra con Rosa che le aggiusta il costume)  “Lo sai come fa Mery quando ci si mette! Ora ci sta provando pure Giuseppe…” (escono)

Maurizio     (entra e fa capolino attraverso il siparietto) “Mamma mia, quanta gente, sono tesissimo, bisogna che faccia i miei esercizi di rilassamento: ohh! (vede la bottiglia di birra) E questa? Ce l’avrà nascosta Joe… e se provassi a rilassarmi così… (beve, ma poi sente rumore e scappa posando la bottiglia al centro della scena)

Stefi            (entra ,vedendo la bottiglia di birra e prendendola) “ E questa? Dev’essere di Joe, sicuramente!”

Giuseppe     (entrando) “Niente da fare! Oooh, Stefi… anche tu…!”

Stefi            “Ma cosa dici, stupido! Come facciamo!” (esce, lasciando la bottiglia)

Maurizio     (rientrando)  “Giuseppe, ascoltami, come fa la tua battuta prima della mia nella terza scena…”

Giuseppe     “Non lo so, non ci sto con la testa oggi… Non  capisco niente! Un momento fa è uscito dal camerino Sergio tutto agitato, urlandomi in faccia non so cosa… credo che stesse dicendo che vuole… ammazzarmi…!”

Marianna    “Ammazzarti? E perché?”

Giuseppe     “E che diavolo ne so, io! Poi passo dal corridoio e apprendo che Mery è chiusa nel suo camerino e non vuole aprire a nessuno… ma certo che Meri è strana, ieri sera era così tranquilla…”

Marianna    “Ieri sera?”

Giuseppe     “Sì, mi ha chiamato verso le 10 chiedendomi se potevamo uscire insieme perché aveva voglia di parlare un po’…”

Marianna    “Ieri sera tu eri con lei? Lei era con te?”

Giuseppe     “Sì, siamo andati in un localino… abbiamo bevuto qualcosa e poi è stata a casa mia fino alle tre di notte per raccontarmi i suoi problemi…”

Marianna    “Oh Dio mio, ma allora…”

Stefi            (entrando) “La sapete l’ultima? È sparito Joe!”

Marianna    “La sai l’ultima? Giuseppe è responsabile di tutto!”

Stefi            “Giuseppe? Oh, io vado a cercare Joe!”

Marianna    “Vengo anch’io!”

Giuseppe     “Ed io che faccio?”

Marianna    “Niente, per favore, non fare niente, hai già fatto abbastanza!” (escono tutti)

(entra Peppe con un grosso mazzo di fiori in mano e si scontra con Maurizio)

Maurizio     “Ha detto che lo ammazza, che lo ammazza!”

Peppe          “Chi? Chi ammazza chi?”

Maurizio     “Sergio! Ammazza Giuseppe! Ma come faccio a concentrarmi in questo casino…” (esce)

Peppe          “Sergio? Giuseppe? Boh?”

Stefi            “Non si trova, non si trova, è sparito!”

Peppe          “Se stai cercando Maurizio, è appena passato di qui…”

Stefi            “No, non sto cercando Maurizio, sto cercando Joe, non si trova da nessuna parte… (vedendo i fiori) e questi?”

Peppe          (imbarazzatissimo) “No, sai, sono per… sai, no…?”

Stefi            (prendendoli) “Oh, Peppe, sei un vero tesoro, sono bellissimi, grazie, non dovevi disturbarti, e poi… sai che Alberto è geloso…! Ad ogni modo, ora devo correre al bar a cercare Joe, tienimeli tu, me li darai dopo lo spettacolo… per questa volta… (dandogli i fiori) sei un animo delicato..!” (esce)

Peppe          “…un animo delicato? …Dopo lo spettacolo?”

Marianna    (entrando)  “Peppe, ma come fai a stare fermo con quei fiori in mano, mentre…”

Peppe          (imbarazzatissimo)  “No, sai, è che… è molto lungo da spiegare… ma…”

Marianna    (prendendo i fiori) “Non stai per caso cercando di dirmi che… non ci posso credere… oh grazie, grazie, Peppe, sei veramente carino… hai un animo delicato…” (esce con i fiori)

Peppe          “…un animo delicato… dev’essere vero…”

Francesca   (entrando)  “Oh, Peppe, menomale che sei qui, non riesco a rilassarmi, potresti, per favore, massaggiarmi i piedi, è l’unico sistema per…”

Peppe          “Ma sì, volentieri, siediti qui…”

Francesca “Bada, devi avere un tocco… delicato, altrimenti mi fai il solletico…!”

Peppe          “Delicato? Oh, ma io sono tutto… delicato!” (eseguono,nel frattempo entrano dal lato opposto Alberto e Marianna con i fiori in mano)

Marianna    “…Me li ha regalati Peppe… è stato così gentile…”

Alberto      “Peppe? Davvero? (vedono la scena tra Peppe e Francesca e restano basiti) …gentile Peppe, di grazia, potresti dirmi cosa diavolo stai facendo?”

Marianna    “E tu, brutta smorfiosa…”

Peppe          “No…no…non è come pensi tu… voi… io stavo solo…”

Alberto      “Bell’amico che sei! Ed io che mi fidavo di te!”

Francesca   “Ho bisogno di rilassarmi prima di andare in scena!”

Marianna    “Ah, sì, te lo do io il rilassamento (butta i fiori per terra e insegue Francesca che esce di corsa, mentre Alberto insegue Peppe ed escono dall’altro lato)

Paolo         “I signori spettatori sono pregati di mettersi seduti.”

Dal pubblico “Siamo già seduti!” (fischi)

Stefi            (entrando con Maurizio e Rosa che sta finendo di truccarlo)   “ Ro- sa, per favore, vedi di aggiustargli ‘sto trucco: sembra una maschera egiziana! (Rosa esegue) Perché i miei fiori sono per terra? Vuoi vedere che Alberto ha fatto una scenata al povero Peppe?”

Maurizio     “Piano con questo rimmel! Lo sai che non lo sopporto!”

Stefi            “Maurizio, stai calmo, per favore, non mettertici anche tu… non si trova… non si trova…”

Maurizio     “Ma chi?”

Stefi            “Joe!”

Maurizio

eRosa         “Ma se è là!” (addita Joe che sta entrando dalla sala)

Joe              (come sempre, alticcio)  “Non immaginate cosa sta succedendo in sala! Fischi, pernacchie!” (sale sul palco)

Stefi            “Sìi, caro, sentiamo, sentiamo anche noi, ma tu dove diavolo sei stato?”

Joe              “Io sono scappato dal camerino perché Roberto gridava come un pazzo che voleva ammazzare un tale… qualcuno... Diceva: -Ho visto come la guardavi…!”

Maurizio     “Lo so, l’ho sentito anch’io!”

Paolo         “Gentile pubblico…” (interrotto da fischi e pernacchie)

Giuseppe     (entrando)  “ Ma li sentite?”

Tutti          “Chi?”

Giuseppe     “Le belve… laggiù…”

Maurizio     “Ti prego, Giuseppe, non mettertici anche tu!”

Joe              “Oh, bada, ti voleva ammazzare!… Terribile!” (prende la bottiglia e beve, ma Maurizio cerca di impedirglielo, nel frattempo Fran-cesca, Marianna, Peppe e Alberto entrano visibilmente malconci, segue un momento di confusione in cui Stefi se la prende con Alberto, Alberto con Peppe,  Rosa con Francesca, Francesca con Marianna, a un certo punto gridando) “Stanno venendo!!”

Tutti          “Chi?” (tutti fanno segni di silenzio, entrano Sergio e Mery da parti opposte, ignorandosi)

Joe              (eccitatissimo)  “Ora lo ammazza, lo ammazza! Mamma mia!” (gli fanno segno di tacere)

Stefi            “Bene, ragazzi, tutto a posto, la compagnia è al completo!”

Alberto      “Non starò qui a fare un gran discorso, ma… volevo dirvi che adesso dobbiamo andare lì davanti a fare il nostro spettacolo e…”

Stefi            “E dobbiamo dimenticarci di tutto ciò che avviene fuori del palcoscenico, quindi…”

Joe              “…quindi, ragazzi, rimandate i duelli a dopo lo spettacolo, si comincia

(tutti si mettono a posto) ma… un momento… manca qualcosa!”

Tutti          “Che cosa?”

Joe              “…le sardine!”

Tutti          (scappando via da tutte le parti) “Le sardine!!!”


ATTO II

Scena iniziale della commedia. Squilla il telefono; entra Mery, visibilmente sbronza, inciampa e cade spargendo le sardine sul pavimento.

Mery           “Pronto? Sì, ma qui non c’è nessuno. No, il signor Brancusi non c’è. Abita qui, ma adesso non abita qui perché abita in Spagna… (raccoglie le sardine e le rimette nel piatto) Il signor Filippo Brancusi, esatto…quello che fa il musical… sì, solo che non si sa proprio perché voglia avere a che fare con il teatro… quello è un mondo di belve feroci, mi creda… No, qui non c’è nessuno, sono tutti in Spagna… No, io non sono in Spagna. Io sono in uno stato pietoso, tutta piena di lividi e per giunta mi sono pure cadute le sardine! (si massaggia il ginocchio, ma intanto il piatto si inclina e cadono nuovamente le sardine) Ed ora devo mangiare le sardine raccolte dal pavimento… (cerca le sardine, prima nel piatto e poi in giro) Ed ora sono scomparse di nuovo!

Se ha bisogno d’altro deve telefonare all’agenzia “affitto, affitto e vendo”, perché loro hanno le mani libere per vedere quello che fanno… No, loro non sono in Spagna,  stanno accanto al telefono in ufficio… io invece sono qui… senza le mie sardine… ma non si scoraggi, vedrà che salteranno fuori… si sa come vanno queste cose… quando meno te lo aspetti te le ritrovi tra i piedi, (pesta le sardine) anzi…sotto i piedi! (si pulisce la scarpa con il giornale) E meno male che non era purè di banane! (mettendoci sopra il giornale) Ci metto sopra questo, così non faranno del male a nessuno, queste sardine cattive! (esce, portandosi via il piatto vuoto e il ricevitore del telefono che, cadendo, viene a finire al centro della scena)

Sergio         (entrando con Francesca)  “…di solito c’è la mia governante, ma oggi ha il suo pomeriggio libero, quindi la casa è a nostra completa disposizione… (inciampa nel telefono, lo raccoglie e lo mette sulla credenza) Beh… che te ne pare?”

Francesca   “Stupenda!… È tutta roba tua?”

(il telefono, strattonato, cade. Roberto lo raccoglie con disin-voltura)

Sergio         “ Oh, è solo una casetta di campagna, del sedicesimo secolo!” (il telefono strattonato ricade e Roberto fa per raccoglierlo, ma il telefono scappa)

Francesca   “Dev’essere costata un patrimonio!”

Sergio         “Beh, bisogna pure avere un posticino tranquillo dove ricevere i soci d’affari!  A proposito, credo che ce ne sia uno al telefono! (tira il filo)”

Francesca   (sconcertata) “Al telefono?”

Sergio         (facendo segnale a Francesca che resta interdetta) “Sì… quell’a-rabo… petrolio… quello che viene alle quattro… beh, magari ci parlo un momento! (tira il filo che gli viene addosso privo del ricevitore)”

Francesca   “Ahhh…sì…ho capito!”

(Mery entra con in mano il ricevitore, Mentre Sergio spinge Francesca fuori dalla scena e chiude la porta)

Sergio         (velocissimo) “Abbiamo giusto il tempo per… diamoci da fare!”

Mery           “Scusi, lei chi è? Io sono tornata solo per le sardine…”

Sergio           “Io sono dell’agenzia “Affitto, affitto e vendo”, mi scusi, credevo non ci fosse nessuno…”

Mery           “Infatti, non c’è nessuno. (Si guarda intorno in cerca del telefono) …e, a quanto pare, non c’è nemmeno…”

Sergio         (irritato)  “Io sono dell’agenzia…”

Mery           “…scusi, ha visto il telefono?”

Sergio         (irritatissimo) “…Affitto, affitto e vendo!!!”

Mery           “Non mi era mai capitato di perdermi il telefono!”

Sergio         “Sono qui per fare qualche lavoretto… (Mery posa il ricevitore sul divano e cerca le sardine) …qualche lavoretto… (Mery si mette a quattro piedi cercando sotto i mobili le sardine) Mi ascolti, signora, c’è anche una cliente… di là…!”

Francesca   (fuori scena, tirando la porta da un lato, mentre Roberto tira dall’altro)  “Ma cos’ha questa porta? Perché non si apre?”

Sergio         “È molto eccitata… all’idea di… di affittare la casa!”

Francesca   (entrando e mettendo inavvertitamente il piede sopra le sardine)

                   “E questa chi è ?”

Mery           “Non ci faccia caso, signorina, sono la governante…”

Sergio         “…la signora Picchio.”

Paolo         (sottovoce)  Cricchio, Cricchio… Cricchio… ma… è come se non ci fosse…”

Mery           “...lei, invece, c’è proprio sopra…”

Sergio         “…Non doveva guardare una corsa di cavalli alla TV?”

Mery           “Io sì, ma lei non doveva mettercisi proprio sopra!”

Francesca   “Non stia a preoccuparsi per noi…”

Mery           “Non mi preoccupo per voi, ma… per le mie sardine, capisce…”

Francesca   “…Non importa, tanto a noi il televisore non serve…”

Mery.          “Lo so, ma a me servono le sardine!”

Sergio  e

Francesca   “Ma quali sardine???!”

Mery           (additandole)  “Quelle!”

Francesca   (facendo un salto indietro)  “Oh, Dio, che schifo!”

Mery           “Quante storie! E adesso dovrò anche lavare il pavimento!” (esce)

Sergio         “Scusa, sai, per la vecchia…”

Francesca   “Quale vecchia?”

Sergio         “La governante… sai è con la nostra famiglia da diverse genera-zioni…”

Francesca   “…Veramente… io la trovo (schifata) …stupenda!”

Sergio         “D’accordo, cara, ma intanto affrettiamoci prima che ritorni con le sue… senza… senza le sue sardine…” (escono)

Mery           (entrando)  “Sardine… sardine… piccole sardine monelle… cosa avete combinato!…

(raccoglie le sardine da terra, le avvolge nel giornale e ripone l’involto sopra la scatola della corrispondenza)

… accidenti, non trovo il detersivo per lavare il pavimento. (trova una bottiglia di birra nascosta tra le quinte, la prende) Ecco… userò questa!

(Si vede Joe che irrompe in scena per toglierle la bottiglia di mano e Stefi   che lo afferra e lo tira indietro, intanto Mery esce ed entrano Giuseppe  e Marianna)

Giuseppe     “Vieni, mia cara, oggi è il pomeriggio libero della governante, quindi la casa è a nostra completa disposizione…”

Marianna    “È incredibilmente bella!”

Giuseppe     “…il luogo ideale per un’avventura…”

Marianna    “…la nostra avventura!”

Giuseppe     “…il nostro piccolo rifugio…”

Marianna    “…segreto..!”

Giuseppe     “Sì, cara, rilassati, siamo assolutamente soli!”

(si siedono sul divano scambiandosi effusioni e Marianna finisce sul ricevitore del telefono)

Marianna    (stupita, prendendolo in mano)  “Ma che cos’è sta cosa dura?”

Giuseppe     (intenzionale) “Oh, mia cara…!”

(entra Mery con la solita bottiglia in mano e incespica)

Giuseppe     “Signora Picchio!”

Paolo         (sottovoce)  “Cricchio, Cricchio!”

Giuseppe     (irritato) “Cricchio!”

Mery           “Dio mio, che paura! Per poco non mi saltava fuori il cuore da sotto i piedi!”

Giuseppee

Marianna    “Anche a noi!”

Giuseppe     “Pensavo che non ci fosse nessuno!”

Mery           “Pensavo che voi foste in Sardigna… (ride da ebete) Ah, ah!

Giuseppe     “…ma… voi… volete forse sapere chi mi ha dato la chiave?

Mery           “Ah, già… chi vi ha dato la chiave?”

Giuseppe     “Ma il signor Brancusi, naturalmente!!”

Mery           “Ah, già, naturalmente. A proposito, in quello scatolo c’è la corrispondenza.”

Giuseppe     “Datemela, bisogna che io la guardi, sono o non sono il manager del signor Brancusi?

(Mery prende lo scatolo con le sardine sopra avvolte nel giornale e le dà a Giuseppe)

Andiamo di là, cara, così staremo più tranquilli…

(nel pronunziare queste parole Giuseppe cerca di afferrare anche la borsa, gli cadono le carte ed anche le sardine dal cartoccio, Marianna cerca di aiutarlo ed entrambi si sporcano le mani)

Giuseppe     “…ma cosa diavolo…”

Marianna    “…che schifo!”

Mery           ”…sorpresina!” (li guarda dondolandosi)

Giuseppe     (irritatissimo)  “Oh, una stupenda purea di sardine!”

Marianna    (isterica) “Che pensiero gentile! Andiamo di là, caro, credo di avere urgente bisogno di un bagno…”

Mery           “Davvero?… Io credevo che aveste urgente bisogno di… (risata ebete, escono tutti)

Sergio         (affacciandosi dalla porta) “…però ho sentito delle voci…”

Francesca   (da dentro, tirandolo) ” Non farci caso, tesoro, non sprechiamo altro tempo…”

(Vengono lanciati dalla stanza sulla scena gli indumenti di Robi e Francesca)

Giuseppe     (socchiudendo l’altra porta) “C’è qualcosa di inquietante in questa casa…”

Marianna    (da dentro)  “Su, vieni dentro, tesoro, non abbiamo molto tempo…”

 (Vengono lanciati sulla scena gli indumenti di Giuseppe e Marianna, le luci si abbassano e si sente un tonfo: è Joe che è caduto)

Joe              (sottovoce)  “Porca miseria, non vedo un accidenti:non potreste darmi un po’ di luce?”

Paolo         (sottovoce) “Alberto, vuole luce, che faccio?”

Alberto      (sottovoce) “Dagliela, dagli quello che vuole!!!” (tecnico luci esegue)

Joe              “Facile come un gioco da ragazzi! Niente inferriate, niente sistemi di allarme! Il padrone di casa andrebbe denunciato per incitamento allo scasso! È così facile che… mi prende lo sconforto! Mi viene voglia di piangere! E pensare che una volta ero un grande ladro, specialista in cassette di sicurezza e caveau bancari! E adesso, guarda come sono ridotto… un volgare topo da appartamento… ci fosse almeno qualcosa di buono qui dentro. (fruga nella stanza e scopre su di una mensola una bottiglia…) Di che si tratta? Prosecco invecchiato da dieci anni? Non è male, bisognerà che lo assaggi. (e beve)

Che bellezza… che aroma… che corpo! Beh… però… bere a stomaco vuoto… non mi fa bene… ci fosse almeno qualcosa da mangiare (frugando)… ma qui dentro non c’è nulla… porcheria… paccottiglia da quattro soldi… (prende l’involto con le sardine) …e queste cosa sono?… “Sardine? Il mio piatto preferito! Humm… sardine con  prosecco… che delizia… (si mette seduto comodamen-te a mangiare e bere)”

(si sentono rumori fuori scena, Alberto e Paolo, ad un tratto si vede Peppe che entra in scena spinto da Stefi)

Peppe          “…Ehi…ehi..ascolta!”

Joe              “Oh, Peppe, e tu che ci fai qui?”

Peppe          (imbranatissimo) “… Sono… sono il tuo socio… sono entrato per vedere cosa stavi combinando…”

Joe              (continuando imperterrito a mangiare e bere)  “Prego… a favorire!”

Peppe          “No, grazie, non c’è tempo da perdere…”

Joe              “E perché?… Non sai che mangiare in fretta fa male? A me poi fa venire il singhiozzo! (singhiozza)

Peppe          ”Ma non ricordi che… dobbiamo svaligiare l’appartamento… non credi sia il caso di…

(Alberto da giù gli fa segno di insistere) … hai guardato in giro?… C’è nulla di importante?”

Joe              “Ah, sì, ora ricordo! Il singhiozzo mi ha fatto tornare la memoria! (singhiozza) Non mi pare che ci sia molto da portare via… porcheria… paccottiglia da quattro soldi…”

Peppe          “Forza, facciamo il carico e andiamo via!”

Joe              “Ah, sì… prenderò questi abiti, potrò venderli al mercatino dell’usato… tanto per pagarmi un goccetto! (prendono i vestiti che trovano, li mettono in un sacco e Peppe trascina fuori scena Joe)

(Si apre la porta di destra ed esce Robi in mutande e maglietta, cerca gli abiti invano)

Sergio         “Ma dove sono finiti i miei vestiti? E quelli di… cara, c’è un piccolo problema! (esce)”

Giuseppe     (anche lui in mutande e maglietta cerca gli abiti invano) “Devono essere qui dentro, necessariamente… cara, come faremo ad andarcene?” (esce)

(la musica annunzia l’arrivo di Maurizio che entra a passo di danza, mentre A. fischietta, Maurizio si toglie il soprabito e la sciarpa e butta via il cappello)

Marianna    “Ops! Piovono cappelli dal cielo in questa casa? Lo dicevo io che c’era qualcosa di strano!”

Maurizio     “E lei chi è? Cosa fa a casa mia?”

Marianna    “A casa sua? Ma veramente questa è la casa del mio fidanzato!”

Maurizio     “Del suo fidanzato? Oh questa è bella!”

Francesca   (entrando)  “Non sono visionaria, ho sentito delle voci…ma voi chi siete?”

Marianna    “Io… sono la fidanzata del padrone di casa, e se non la piantate chiamo la polizia!”

Maurizio     “…del padrone di casa? Ma se io neanche la conosco!”

Francesca   “Ma guarda che sfacciata! La fidanzata del padrone di casa sono io! Non si permetta,altrimenti la chiamerò io la polizia!”

Maurizio     “Ohh, signorine, volete smetterla! E cosa fate con addosso le mie vestaglie di seta?”

Francesca

e Marianna (contemporaneamente) “Qualcuno ha rubato il mio vestito! Sei stata tu, brutta smorfiosa! (si prendono seriamente  per i capelli)”

Francesca   (dandole uno schiaffo)  “Questo è per poco fa!”

Marianna    (ricambiando)  “Così la smetterai una buona volta!”

Francesca   (c.s.) “Rassegnati, lui vuole me!”

Marianna    “Mai!”

Maurizio     “Signorine, signorine, basta vi prego, calmatevi, venite qui, sediamoci sul divano, in fondo c’è posto per tutte e due… dopo, con calma mi spiegherete… (disperato non riuscendo a farle smettere) guardatemi, guardatemi bene, non vi sembra di conoscermi? Sono Phil, il re del musical! Volete un autografo?”

Francesca

eMarianna(senza interesse) “ Ah, sì, Phil, il re del musical! Oooh, che emozione! Prego, un autografo!”

Maurizio     “Sì, sono proprio io, su, bambine, ballate con me!” (eseguono, ma durante il balletto scivolano per l’olio delle sardine, finché Maurizio cade rovinosamente e resta per terra stordito)

Marianna    (a Maurizio) “Tutto bene?”

Francesca   (c.s.) “Come va?”

Marianna    (a Francesca) “Sei tu che lo hai spinto, smorfiosa!”

Francesca   (a Marianna) “Ma come ti permetti? Sei stata tu a tirarlo!”

Marianna    Sei odiosa, dopo faremo i conti!  Ma questo qui perché non si alza?!”

Francesca   (scuotendolo)  “Su, forza, reagire, reagire, prego!!”

Marianna    (verso le quinte)  “Ed ora che facciamo?!”

Francesca   (con un lampo di genio)  “Chiamiamo un’ambulanza! Dov’è il telefono?”

Marianna    (prendendo il ricevitore dal divano) “Eccolo! Pronto, pronto, 113? Potete mandare un medico in casa Brancusi? È urgente!!!”

Mery           (entrando) “Ma cos’è successo? Che avete fatto al signor Brancusi? Due in una volta!   È troppo alla sua età!”

Francesca

eMarianna  (contemporaneamente) “È stata lei… lo ha spinto… lo ha tirato!!”

Mery           (vedendo la bottiglia di birra)  “Non avrà per caso bevuto troppo? (dandogli schiaffi) Su, signore, si svegli, lo sa che l’alcool fa male!”

Stefi            (entrando insieme a Rosa, entrambe con camice bianco) “Fate largo, fate largo lasciatelo respirare!” (Mery esce) Non è nulla, è solo stordito, ora si riprenderà… (verso le quinte) Andiamo avanti, avanti!”

Giuseppe     (entrando avvolto in un lenzuolo, camminando a ritroso) “Non ho trovato di meglio…”

Sergio         (anche lui avvolto in un lenzuolo, camminando a ritroso) ”…solo questo lenzuolo coprirà le mie vergogne…” (si scontrano di spalle e si girano di fronte)

Sergioe

Giuseppe     (contemporaneamente)  “Ma cosa diavolo! Stia più attento!”

Sergio         “Stia più attento a chi?”

Giuseppe     “A te!”

Sergio         “A me? Come ti permetti? Dopo quanto è successo hai anche il coraggio di… ma io ti smonto!”

Giuseppe     “Ma lei è pazzo! Io neanche la conosco!”

Robi            “Ah, sì? Non si preoccupi, le farò tornare la memoria con un bel dritto!” (lo colpisce)

Giuseppe     “Un dritto a me? Ma io le dò un rovescio! (lo colpisce, intanto tutti, tranne Maurizio che è ancora stordito, si fanno intorno come se fosse un ring, facendo il tifo rumorosamente)

Alberto      (entrando in scena vestito da poliziotto) “Che cos’è tutto questo schiamazzo! Devo forse arrestarvi per rissa, disturbo della quiete pubblica, e… oltraggio al pudore?

                   (a Sergio  e Giuseppe) Dovrei chiedervi i documenti, ma visto che siete in mutande, andate avanti, avanti!

(a Robi) Lei certamente si chiederà chi sia questo signore (additando Giuseppe)”

Sergio         “ Eh già…Non sarà per caso il cliente arabo che aspettavo?Lei è venuto per il petrolio?”

Giuseppe     “Esattamente… per il petrolio… infatti sono vestito da arabo… e lei?”

Sergio         “Io? Oh… per spirito di ospitalità!” (nessuno parla)

Giuseppe     (imbarazzatissimo) “Non sarà il caso di chiamare la governante?”

Marianna    “Oh, quella poveretta non sa più che sardine pigliare!”

Mery           (entrando con una bacinella d’acqua): “Sono qua, eccomi, so io come fare! (innaffia Maurizio ed esce)

Maurizio     “Oooh, che botta! Scusate ….ma potrei sapere…”

Rosae

Stefi            (contemporaneamente)  “… cosa sta succedendo a casa sua?”

Tutti          “A casa…sua!!!”

Maurizio     “…sua? Ma… sua… di chi?!”

Tutti          “Sua… sua… personale… Phil, il re del musical!”

Maurizio     “Phil? Il re del musical?…Ma quale musical?!”

Joe              (entrando con Peppe)  “Non c’è nemmeno gusto a lavorare così! Che casa di pezzenti!”

Mery           (entrando con un nuovo piatto di sardine in bilico)  “Di pezzenti! Ma come si permette! E lei chi è? Si presenti!”

Peppe          “Io sono… io sono… il socio… del ladro…”

Francesca

e Marianna  “Oh, che emozione, non avevo mai visto un ladro così da vicino!”

Alberto      “Un ladro! Ma allora devo arrestarla!”

Francesca

e Marianna   “Oh, no, vi prego signor poliziotto, è un ladro così… bello!” (abbracciano Peppe, scalzandosi a vicenda)

Joe              “ed io sono…”

Mery           “Osvaldo, amore mio, finalmente ti ho ritrovato!”

Joe              “Rebecca, tesoro, dov’eri finita? È una vita che ti cerco, vieni, brindiamo al nostro amore ritrovato!”

Maurizio     “Posso sapere cosa sta succedendo?”

Tutti          (contemporaneamente)

                   “Phil, non ricordi? Forza! Sei a casa tua… il musical… in Spagna… Brancusi!”

Mery           E lasciatelo respirare! So io cosa ci vuole per tirarsi un po’ su… (mostrando il piatto) un bel piatto di buone sardine!!!”

Maurizio     (feroce) “Signora Picchio!”

Tutti          “Cricchio, Cricchio!”

Maurizio     “Ora ricordo! Dunque è lei che si diverte a spalmare sardine sul pavimento!”

Mery           “Quando la vita non offre altro che dolori e incertezze, non c’è niente di meglio che un bel piatto di buone…”

Paolo         (entrando)  Sardine?

Tutti          “Sardine!!!”

                   (inizia un girotondo in cui tutti si inseguono a vicenda).

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