SIMONA E FATTA COSI
Commedia in tre atti
di YVES MIRANDE e ALEX MADIS
PERSONAGGI
MAX ADER
ANDREA MALLOI
BAILLOU
GROULI
LA MOQUETTE
IL GREOM
SIMONA DARGIS
LUCIETTA
MARISA
TONIETTA
LUISA
ENRICHETTA
LA COMMESSA
Cateragia per il Sito GTTEMPO
In un'isoletta brettone. Una terrazza sul mare. A sinistra un piccolo Caff-trattoria di campagna, con tavoli al di fuori.
Tonietta, figlia del trattore, piccola brettone dal visetto birichino, canterella unarietta in voga, mentre asciuga i tavoli e mette un po' d'ordine.
SCENA PRIMA
Tonietta, il Viscontino Giulio
Tonietta - (canta) ....
(entra dal fondo il viscontino Giulio della Moquette, tipo di elegante viveur di 30 anni, affettato nei modi e nel parlare, ha in mano una valigetta che posa sul tavolo).
Giulio - (a Tonietta che canta) Signorina... signorina...
Tonietta - (interrompendo il canto) ... Dice a me?
Giulio - Non vedo altre signorine...
Tonietta - Perch qui tutti mi chiamano Tonietta.
Giulio - Ebbene, signorina Tonietta, m' stato detto che qui si possono acquistare i biglietti per il vaporetto che fa il tragitto tra Brhat e Paimpol.
Tonietta - S.
Giulio - Allora, vorrei fissare un posto per il primo vaporetto.
Tonietta - Subito... (va verso il Caff). Lascia l'isola Bhat? (esce).
Giulio - Mi par che sia tempo... (ride scioccamente da solo).
SCENA SECONDA
Detti - Groult
Groult - (tipo di pittore bohmien, uscendo dal Caff a Tonietta verso l'interno) Capito Tonietta? Due dozzine d'uova sode, un salammo, formaggio, frutta e tre bottiglie di buon cidro.
Tonietta - (rientra e va a dare il biglietto al viscontino che la paga) Anche oggi gita in barca, signor Groult?
Groult - S, fino al canale di Trieu, pernotteremo a Trieu e torneremo domani mattina.
GlUHO - A che ora il primo vaporetto?
Tonietta - Alle dieci; ha ancora pi di mezz'ora... vuol prendere qualche cosa intanto?
Giulio - S. Portatemi un t con del plum-kake, marmellata e burro...
Tonietta - (ironica) E che altro?
(Groult ride sotto i baffi e fa segno a Tonietta se quello matto).
Giulio - Come, che altro? Nient'altro.
Tonietta - Ma come vuol trovare il t. il plum-kake, la marmellata in una piccola trattoria di campagna? Se si contenta, posso servirle del rhum o del buon cidro spumante.
Giulio - (con una smorfia) Rhum? Cidro? Alle nove del mattino?... Vediamo che posso prendere... Non avete una lista?...
Groult - (impaziente) Uff! come la facciamo lunga!... Via, Tonietta, spicciati per le uova, la comitiva arriva a momenti... Servi al signore un caff con lo schizzo e via...
Giulio - (montando in collera e facendo sforzi ridicoli per contenersi) Come, come, un caff con lo schizzo?... Di che s'immischia lei?
Groult - E lei ha preso questo caffettuccio per un tea-room parigino?
Giulio - (dignitoso disprezzo) Ha ragione, basta guardare infatti le persone che lo frequentano!
Groult - Ma nessuno la^rega di restare, sa? L'uscita per di l!...
(tutti e due in piedi, si guardano in cagnesco. Entra dal fondo Andrea Mallot. Groult e il viscontino si voltano verso il nuovo venuto ed esclamano sorpresi, in pari tempo).
Giulio - Oh! guarda chi c'!
Groult - Andrea!...
SCENA TERZA
Detti - Andrea
Andrea - (sorpreso a sua volta) Toh! voi qua! Voi due!...
Groult - Tu qui, a Brhat.
Andrea - Ma si, io qui, a Brhat.
Groult - E conosci questo messere?
Giulio - (scattando) Signor Mallot, spero che vorrete servirmi da testimonio;
Groult - (ridendo in faccia al viscontino) Non basta, ce ne vogliono due.
Giulio - (frugando nel portafoglio) A lei, il mio biglietto!
Andrea - Ma come? sbarco all'isola Brhat e piombo in pieno duello?... Ma io non son venuto affatto per redigere processi verbali.
Groult - (con gesto di boxe) Se liquidassimo la faccenda seduta stante, non ci sarebbe pi bisogno di scrivere.
Giulio - Io non sono un carrettiere, signore!
Groult - No? (verso Andrea) E che fa?
Andrea - Insomma, volete smetterla?... (pausa, i contendenti riprendono la calma). Oh, finalmente! L'incidente chiuso... Lasciate ora che vi presenti perch scommetto che stavate per battervi senza neanche conoscervi... Il visconte Della Moquette... il signor Groult, pittore emerito e mio carissimo amico (il visconte e Groult restano esitanti senza stendersi la mano). Suvvia, una buona stretta di mano, perbacco!... L!... Cos... E adesso, ci si pu salutare... Come stai, caro Groult?...
Groult - Sto, sto... che sono sbalordito di vederti qui.
Giulio - (affabile) Infatti, la vostra presenza ha qualche cosa d'inatteso, di originale... Un viveur come voi in quest'angolo perduto di Brettagna mentre la stagione a Deauville bat son plein!
(stupore di Groult alle parole ce viveur Deauville ).
Andrea - (evasivo) Cos, un capriccio... mi piace molto la Brettagna...
Giulio - Questo buco selvaggio dove non c' un dancing, un Palace-Htel, un casino da giuoco pu soddisfare un gaudente come voi?
Andrea - C' il faro, una piccola baia, questo caff, il paesaggio, il mare... Ma, e allora voi, che ci state a fare a Brhat mentre la stagione a Deauville bat son plein?
Giulio - Per me la cosa si spiega. A Deauville, dove ci siamo conosciuti, ho perso alla roulette e son rimasto al verde. Cos son venuto a bussare a quattrini da mia nonna che appunto qui a passare l'estate. Ma voi, cos fortunato!... V'ho visto tenere banchi fino a duemila Luigi!
(imbarazzo di Andrea e stupore crescente di Groult).
Groult - Duemila luigi? Ma scusa, non fanno quarantamila franchi?
Giulio - Avevate una fortuna da... Non posso dire la parola perch siete scapolo.
Andrea - (impacciato) S, non c' male... (cerca di deviare) E vi tratterrete a lungo?
Giulio - (guarda l'orologio) Oh, no... Le dieci meno un quarto... Parto subito per Paim-pol, da l a Parigi e poi di nuovo a Deauville. Sono riuscito a commuovere la nonna... A rivederci, caro Mallot, tornate presto...
Andrea - Oh, per quest'anno, basta... Arrivederci, visconte, e buona fortuna...
Giulio - (a Groult freddamente con un sorriso forzato) Al piacere, signore. Groult (tra i denti) Buon viaggio, caro Plum-kake!...
SCENA QUARTA
Andrea - Groult
Andrea - E cos, mio vecchio Groult, ti posso salutare finalmente?...
Groult - (respingendo la mano che Andrea gli tende) Piano, piano... spieghiamoci prima... T'ho conosciuto a Parigi un anno fa, povero in canna e pittore alla caccia del cliente come me. Sparisci e ti ritrovo di botto qui, dove vengo ia sapere che a Deauville passi per un volgarissimo quattrinaio!
Andrea - (eludendo, scherzoso) Ah, ah!... il nostro Groult, sempre simpatico... quanto mi fa piacere a rivederti!...
Groult - No, no, non cercare di cambiar rotta... E' vero?
Andrea - S, vero.
Groult - E chi questo toson d'oro? Una baronessa? Una principessa? Una cocotte pensionata o una pescecagna?
Andrea - (sorridendo) Non ci sei...
Groult - Cosa allora; hai speculato sul cambio, sul grano, volgarissimo affamatore?
Andrea - Mi prometti il pi assoluto segreto?
Groult - Ma s.
Andrea - Avevo certi terreni ereditati da un mio zio, terreni incolti che non mi rendevano niente e non valevano gran che. Urna grande impresa industriale chiese di acquistarli. Il mio avvocato, un vecchio amico di famiglia, seppe manovrare molto bene, ed ecco fatta la fortuna. Capisci, Groult, sono ricco, vergognosamente ricco!
Groult - Oh, che mi racconti!
Andrea - Per, siamo intesi: mosca con tutti. Ora qui siamo tra vecchi amici, tra amici della nostra vecchia e bella bohme, e non voglio dar soggezione a nessuno... Potrai dire che ho venduto un quadro, che ho qualche biglietto da sciupare... E tu, come te la passi?
Groult - Me la cavo. Per sbarcare alla meglio il lunario ho dovuto abbassarmi a fare il ri tratto a un nuovo ricco. Hai fatto mai caso che i nuovi ricchi han quasi tutti la stessa faccia antipatica? ,
Andrea - Come? Come?...
Groult - Non dico per te. Tu,sei
Andrea - Un ex-povero.
Groult - Ecco.
Andrea - Ebbene, da questo momento, ti autorizzo a mandare al diavolo tutti i nuovi ricchi di questo mondo, eccetto me, ben inteso. Io son qua, capisci? Ora dipingerai tutto quello che l'ispirazione ti detta e col talentaccio che hai, andrai lontano...
Groult - (stringendogli la mano) Speriamo.
Andrea - E gli altri amici?
Groult - Verranno a momenti, quasi tutta la banda qui... Andremo a fare una gita in barca e spero che verrai tu pure. Vedrai anche Simona Dargis, un ex-modella, oggi amica di un vecchio industriale... una ragazza tanto cara.
Andrea - E Max detr, c' anche lui?
Groult - Max Ader? Ah, s! Piglialo Max Ader! E' diventato caposcuola.
Andrea - Di che scuola?
Groult - Nebulista. Sta a sentire che comica... Una sera torna a casa mezzo brillo, fa per scolarsi un altro bicchierino di wisky e rovescia il bicchiere su certa carta colorante. La mattina dopo si sveglia, s'accorge che l'alcool aveva mangiato il colore di quel foglio di carta, formando tutte chiazze sbiadite e confuse. Ebbene, come la ranocchia ispir a Coso il principio dell'elettricit, cos quel pezzaccio di carta scolorita fece sorgere a Max Ader l'idea del nebulismo. Sporc due o tre tele che chiam nebuliste, pubblic articoli per esporre la sua nuova estetica e poi, un bel giorno, partito per l'America dove sta svolgendo il suo apostolato.
Andrea - O che mi dici! Quel pasticcione di Max riuscito! Ma allora, viva il nebulismo! Se tu sapessi quanto mi fa piacere a sentir parlare dei miei colleghi... Quel tipo ameno di Max!... Ci credi che quando ci ripenso alle belle ore passate insieme; tutti questi sfaccendati, pi o meno bacati, dei clubs e dei dancing mi disgustano... Ebbi questa sensazione cinque giorni fa a Deauville... Ero rientrato in albergo verso l'alba, dopo aver giocato tutta la notte, con le tasche gonfie di biglietti di biglietti di banca, ma cervello e cuore... vuoti!... E l'idea di fuggire, di tornare fra voi, mi prese d'un tratto... Piglio il primo treno per Parigi, corro a casa tua, dove la portiera mi dice che tu sei in Brettagna... Ed eccomi qua...
Groult - Tu disonori te corporazione dei nuovi ricchi.
Andrea - Basta che non disonori quella del pittori!... Ho una voglia matta di rimettermi al lavoro!...
Groult - Se non hai perduto il tuo geniaccio al baccarat...
Andrea - Non credo...
(Entra Marisa, moglie di Groult).
SCENA QUINTA
Detti - Marisa
Marisa - Mah!... E ' Andrea!...
Andrea - Non si pub nascondervi nulla... Come va, Marisa?
Marisa - Bene, e voi?... (a Groult) Sapevi che arrivava e non mi dicevi niente?
Groult - E chi lo sapeva?
Marisa - Era pi di un anno che non ci vedevamo...
Groult - Be', adesso che l'hai rivisto, va in cerca degli altri. Spicciati perch abbiamo appena mezz'ora di bassa marea... (via Marisa).
Andrea - E la bambina non la conduci?
Groult - Ti pare? Sta giocando sulla sabbia con un bimbo che adora. L'amore, innanzi tutto, i genitori vengono dopo. (entra Simona Dargis, toilette chiara da spiaggia, piedi nudi, sandali di corda; ha in mano carta da scrivere e busta).
SCENA SESTA
Groult - Andrea - Simona
Simona - Buongiorno, Groult, sono in ritardo?
Groult - Un po', tanto per non perdere l'abitudine...
Simona - Che cattivo!... Invece di dire: no, sei le prima!
Groult - La prima? Ah, no! E' gi venuta Marisa, ci sono io e poi l'amico qui presente... (presentando). H signor Andrea Mallot, un collega, la signorina Simona Dargis.
Simona - (tendendo con franca cordialit la mano che Andrea stringe con pari cordialit) Signor Mallot, credo di conoscere un po' la vostra arte. Ho visto un vostro quadro bellissimo esposto non so pi in quale negozio.
Andrea - Io faccio della pittura viva. Vi piace?
Simona - Oh, s! Io ammiro il quadro che strilla! Il quadro che vi fa strizzare gli occhi come la mattina quando spalancate le finestre e fate entrare la luce!... Ouando vidi auella vostra tela, mi ricordo, c'era uno che diceva: E' un faro!... Un altro obbiettava: No, un soggetto persiano . E tra i due io la battezzai per una magnifica chu-te-monte tutta debordante di Chantilly da far gola!... Uscii da quel negozio con tale acquolina in bocca che dovetti entrare da un pasticoere... Non fa niente, ammiro il vostro ingegno, signor Mallot, e potete credermi perch io, senza essere critica, discendo da una famisrlia di artisti... artisti ce poseurs , perch abbiamo tutti posato, mia nonna, mia madre ed io, sicch a forza di frequentare studi, il mio gusto si formato, un pochino.
Groult - Brava! La senti che lingua?... (accennando alla carta che ha in mano) Che ve ne fate di quella carta? Volete comporre un poema?
Simona - Business, mio vecchio Groult; bisogna che scriva al vecchietto.
Groult - Chiamatelo vecchietto, ma ci non toglie che divida con voi il vostro letto.
Simona - Divider il mio letto ma non la bocca.
Groult - Ah, fate bocca a parte?
Simona - S; curiosaccio... Bisogna che butti gi quattro riehe in due minuti; non c' cosa che mi secchi come lo scrivere una lettera cmando fa bel tempo... (si siede ad un tavolo) Tonietta, un calamaio.
Tonietta - (dal caff) Subito, signora... (porta il calamaio e nel dare la penna) Scricchiola un po' ma cammina lo stesso. C' un cliente che ha la mania d'infilare le mosche col pennino.
Simona - Grazie, andr.
(Andrea e Groult si siedono ad un altro tavolo dal lato opposto).
Groult - Fate presto, vi lasciamo tranquilla.
Simona - Faccio subito.
Andrea - (un po' sottovoce) Ma che cara figliuola!
Groult - E' l'amica di un ricco industriale.
Andrea - E' qui in villeggiatura?
Groult - S.
Andrea - Tu le fai la corte?
Groult - No.
Andrea - Come, nessuno ci sospira sopra?
Groult - No.
Andrea - Siete imbecilli tutti quanti?
Groult - Siamo tutti ammogliati.
Andrea - Anpunto; questo volevo dire.
Groult - Non fare il forte; ci cascherai tu pure.
Andrea - Pff... io a braccetto con mia moglie! Te lo figuri... (pausa) E abita all'hotel?
Groult - No, in una villetta non lontano di qui.
Andrea - (con un'occhiatina verso Simona) Carina! Carina!
Groult - E un corpiciiio!...
Simona - (che intanto avr cercato invano di scarabocchiare, alzando la testa) Sento tutto, sapete? Groult vi diceva che son ben fatta!
Andrea - Signorina, voi siete d'una indiscrezione!...
Simona - Oh, non mi offendo mica... Venite con noi in barca?
Andrea - S, s.
Simona - Ebbene, quando prenderemo il bagno, mi vedrete in miaglia e indovinerete quello che c' sotto.
Andrea - Lo si indovina anche adesso, senza troppa fatica.
Simona - Eh! non tutto s'indovina!...
Andrea - Ma che ci sar mai? Voi mi mettete in curiosit...
Groult - S, s, vedremo... ma finite questa lettera...
Simona - Finite, finite... Sicuro che la finisco, ma oggi, avverbi, verbi, pronomi, congiunzioni mi fanno in testa tale una baraonda che non riesco a trovare una frase.
Andrea - (ridendo) Se v'aiutassi io, sarebbe del Cirano alla rovescia.
Simona - Vi prendo sulla parola, sapete!
Andrea - (si alza) Vedi/amo dunque... (detta) Amico mio ...
Simona - - Fin qui ci sono arrivata.
Andrea - Qual' il tema della vostra lettera, un semplice atto di presenza o volete esporre qualche cosa di preciso?
Simona - Cinquemila franchi.
Andrea - Adesso si ragiona.
Simona - In pi di quanto solito mandarmi.
Andrea - Si ragiona ancora meglio... Allora diciamo:. Amico mio... ho passato due giornate annoiandomi mortalmente... .
Simona - Mai ho riso tanto...
Andrea - Scrivete, scrivete...
Simona - Scrivo.
Andrea - La villa che abitate vostra?
Simona - S, mia.
Andrea - Benissimo (detta): Una tempesta violentissima s' abbattuta su quest'isola...
Simona - Isola, con la I grande?
Andrea - No, i piccola perch l'isola piccola... La mia piccola villa diletta non stata risparmiata dal ciclone...
Simona - Ma, ciclone con le C grande?
Andrea - Ma no, con la e piccola...
Simona - Eppure, ciclone ! mi pareva importante...
Andrea - E allora C grande, far pi effetto... (detta): un angolo del tetto stato scoperchiato... - attenta scoperchiato e. h, i, a ... sulla parte davanti s' prodotta una falla...
Simona - E' uno scherzo?
Andrea - No, no, non sapete che cosa una falla?
Simona - (ridendo) Tirate via!...
Andrea - Ho dovuto far venire gli operai e coi prezzi d'oggi...
Simona - (scrivendo) Coi prezzi d'oggi...
Andrea - M'han domandato la bellezza di cinquemila franchi. Sicura della vostra approvazione, ho accettato. Vi prego dunque di mandarmi un assegno per questa somma a giro di posta ...
Simona - Benone!
Andrea - Una frase finale per attenuare la botta... sono veramente seccata, ma mi consolo pensando a voi ... Come chiudete per solito?
Simona - Baci,, Simona.
Groult - Benissimo! Baci, Simona.
Simona - (con un sospirone) Ah, che fatica!... Lasciamo che s'asciughi (si stende).
Groult - (ad Andrea) Via, adesso, spicciati.
Andrea - Faccio un salto fino all'hotel, mi cambio e sono con voi... (si volta per guardare ancora Simona, anch'essa si volta; essi si scambiano un sorriso. Andrea esce).
SCENA SETTIMA
Simona - Groult
Simona - Ah, che pensiero mi sono levata!... E' stato gentile il vostro amico... pi imbroglione di un avvocato... Avete visto come vi rigira una lettera senza che vi sia una parola di vero? La sa pi lunga di una donna!...
Groult - Ah, per questo intelligentissimo... ed ha una fantasia...
Simona - Chi la sua piccola amica?
Groult - Non lo so.
Simona - Non lo so! non lo so!... Perch tanti misteri? Se ce l'ha, potete dirmelo non si tratta d'una malattia inconfessabile.
Groult - Francamente, non sono al corrente.
Simona - (con malizia) E... l'aspetta?
Groult - Chi?
Simona - Lei.
Groult - (mettendola in curiosit) Uffa! che curiosona!
Simona - (con nervosismo di piacere) Parlate, santo Dio, l'aspetta o non l'aspetta? Viene o non viene?
Groult - Voi mi mettete in una situazione troppo delicata...
Simona - (bimba) Via, mio piccolo Groult, a Simonetta tua!...
Groult - Ebbene, figliuola mia, io non so nulla di preciso, ma da quello che ho potuto capire, non aspetta nessuno. L; sei contenta?
Simona - (affettando l'indifferenza) Oh, ve lo avevo domandato cos...
Groult - Gi, gi, gi... Per curioso; le donne si scordano sempre di fare la domanda essenziale.
Simona - Che domanda essenziale?
Groult - Voi m'avete domandato se Andrea aspetta una donna, ma non m'avete mica chiesto se era arrivato solo?
Simona - (delusa) Ah, ma gi!... Allora, accompagnato ?
Groult - Non lo so. Insomma, solo o male
Simona - (eccitandosi) accompagnato?
Groult - Perch male ?...
Simona - (nervosissima) Ah, ma siete terribile!... Siete peggio dell'oracolo!
Groult - (sorridendo) Ma che v'importa dal momento che lo domandate cos.
Simona - Certo che lo domando cos...
Groult - E allora, domandatelo cos ponete ch'io v'abbia risposto.
Simona - Groult ti pigli uno schiaffo!...
Groult - Solo! Solissimo! E' venuto solo! L, siete contenta questa volta?
Simona - (stirandosi leggermente o piuttosto voluttuosamente) Ali, che giornata di paradiso!...
Groult - (contraffacendola) Ah, che simpatico giovane!...
Simona - Non fare dello spirito, Groult, che non sono in vena.
Groult - Vi siete offesa?... Su, su, spicciatevi, non niente, un capriccetto, passer...
Simona - Non mi sono offesa, ma vi sono momenti in cui non tollero che si parli d'amore alla leggera.
Groult - Chi ha parlato d'amore, sommo Iddio! Ma il colpo di fulmine, allora? Ah, ma proprio nato con la camicia quel brigante! Un bel mattino si sveglia in riva al mare incontra a bordo del letto una deliziosa creatura... che non domanda di meglio che d'essere sua schiava.
Simona - Hai ragione, deve piacere quel Faraone.
Groult - Ah! come Faraone, irresistibile...
Simona - Ricco?
Groult - Ricco... in che senso?
Simona - Dico se ha beni di fortuna?
Groult - Che! non ha un soldo.
Simona - E come fa allora?
Groult - Ma... fa... fa come noi... se la cava...
Simona - Come voi? Ah. checche!
Groult - Come checch?
Simona - Gli ho vista la mano.
Ghoult - Sapete leggere sulla mano?
Simona - E a distanza, a un metro o due; mi basta.
Groult - E che avete visto di tanto impressionante?
Simona - Un anello di platino con uri brillante crosso cos... Voi non ce l'avete, caro Groult.
Groult - Non ci tengo alle gioie, se vuoi saperlo!
Simona - E noi, e poi... il taglio dell'abito... si ved subito che si veste dai grandi sarti... la camicia di seta, la cravatta, le scarpe... ci si sente... ci si sente... rue de la Paix!
Groult - E in quel che norto io ci si sente or Lafaverte !... Ma, pu darsi che abbia venduto qualche quadro...
Simona - S. la chut-monte !...
Groult - Che volete concludere?
Simona - Nulla, amic mio, ma io mi domando come mai un giovanotto, non ricco, pittore non celebre, pu permettersi il lusso di andar vestito con tanta eleganza e sfoggiare anelli di grande valore.
Groult - Pu darsi che sia un regalo.
Simona - (seguendo la sua idea) Un regalo mantiene l'amicizia.
Groult - (distratto) Naturalmente.
Simona - Mantiene... l'amore...
Groult - (accendendo la sigaretta) Naturalmente.
Simona - Mantiene, insomma!
Groult - (sempre distratto) Naturalmente (si riprende). Cosa, cosa?... voi vaneggiate cara!
Simona - Troppo tardi! Quello che detto detto!
Groult - Ma io non ho detto niente.
Simona - E poi a che serve mentire?... Sapete bene che oggi un articolo di moda... Andate a fare un giretto per i dancings di Parigi e vedrete che roba! E al teatro, non c' commedia un po' gaia... ma nell'alta societ, ma da per tutto... non c' donnina galante che non si vanti d'essere generosa conun piccolo bellerino.
Groult - Voi divagate, amica cara.
Simona - Volete dire che il vostro amico non balla?
Groult - (furioso) S, balla!
Simona - Oh, io non ho pregiudizi Nella mia famiglia guardate, mio padre visse alle spalle di mia madre per oltre dieci anni. E le cose andavano benissimo; fu solo pi tardi, quando volle mettersi a lavorare sul serio e concludere affari che tutto and a rotoli. And dentro per bancarotta e ci lasci nella miseria.
Groult - Se mutassimo discorso?...
Simona - (dopo un silenzio) Come si chiama?
Groult - Ve l'ho detto.
Simona - (di nuovo impaziente) Ma non lui, lei... com' bella, brutta, giovane, attempata?
Groult - Chi?
Simona - La banchiera... il pozzo di San Patrizio, la sua amante, insomma!...
Groult - Ah, si ricomincia!... Ah, no, basta... parliamo d'altro... (verso il mare) Ah, questo mare!...
Simona - Magnum!
Groult - Cosa?
Simona - Dico; questo mare magnum, non si dice: mare magnum? E' latino.
Groult - Be', s, si dice... perch?...
Simona - Niente... Dite... sa nuotare?
Groult - (esasperato) S, nuota! E' un pescecane!
Simona - Me Vero ammarinato... voglio dire, deve fare molto sport. E' forte, muscoloso... Dite, Groult, se organizzassimo una piccola gara, pi tardi...
Groult - Che gara?
mona - Si lascia la barca allontanarsi per una cinquantina di metri e noi, in mare, si fa a chi prima l'acchiappa.
Groult - Perch no? Mi sento in forma e siccome Andrea al suo primo bagno, son sicuro di vincere.
(entra Luisa, la cameriera di Simona, con l'accappatoio).
SCENA OTTAVA
Detti - Luisa
Luisa - Signora, le ho portato la borsa e l'accappatoio.
Groult - Benone, a forza di chiacchierare, ho dimenticato gli altri... (via correndo, si volta in quinta). Simona, viene tua sorella... (via).
Luisa - Non ha pi bisogno di me, signora?
Simona - C' tutto, Luisa, grazie.
(Luisa esce, entra Luciett).
SCENA NONA
Simona - Luciett
Luciett - Ciao, Simona... (Simona non risponde). Che hai?
Simona - Niente (sospira).
Luciett - Eh, ti conosco quando sospiri cos...
Simona - Ebbene, s! E' cos!... C' un tipo che ho conosciuto neanche un'ora fa, e gi mi fa impazzire.
Luciett - Ma come, tu hai un amico che non t'affatica davvero, non lo vedi quasi mai, e non sei contenta?
Simona - Senti chi parla! Proprio tu che per prendere cotte sei fatta apposta.
Luciett - Appunto per questo, ti parlo per esperienza. I capricci d'amore sono la morte del benessere. Guarda me che son passata per tutte le sfere sociali... Ieri era un aviatore, oggi un boxeur, e domani su chi andr a cadere?...
Simona - Sicch, adesso c' il boxeur?
Luciett - S, un peso piuma che ora si sta allenando per un match. Tu capisci, la prima cosa: astinenza completa. Puoi figurarti in che stato sono! Da quindici giorni! Gli telegrafo ogni due ore e questo mi consola... Scusa, vado al telegrafo.
Simona - E' il primo telegramma che gli mandi oggi?
Luciett - Sei pazza! E' il terzo, cara! (via).
SCENA DECIMA
Simona - Tonietta - Baillou
Tonietta - (dal caff) Ha ancora bisogno del calamaio, signorina?
Simona - (sedendosi con le spalle voltate verso il fondo) Un minuto, devo fare l'indirizzo... (scrive in fretta) Signor Baillou, Direttore dell'Anonima Fosfati ed affini, 30, via Cau-martin, Parigi ...
Tonietta - (prende il calamaio e rientra nel caff. Baillou apparso al fondo e s' arrestato nel sentire il suo nome. E' il tipo classico del vecchio amante che paga, becco suo malgrado. S'avanza verso Simona).
Simona - (balzando in piedi sorpresa, tenendo la lettera in mano) Eh, voi?
Baillou - Mi stavate scrivendo?
Simona - (impacciatissima) S.
Baillou - Potete darmi la lettera...
Simona - (sorriso d'imbarazzo, mani nervose) Eccola qui... diretta a voi, vero? Ma preferisco dirvi quello che c' scritto. E' pi gentile.
Baillou - Come volete... State bene?
Simona - Benissimo... Ma da dove venite?
Baillou - Dalla villa. Luisa m'ha detto che eravate qui.
Simona - Gi, ma Luisa non sar venuta a prendervi a Parigi... (ipocrita) Notate, amico mio, che io sono felicissima di vedervi, sono solamente sorpresa, conoscendo le vostre abitudini, che non m'abbiate avvertita. Voi, un uomo cos ordinato, cos metodico!...
Baillou - Ma io credevo che m'attendeste oggi, amica mia... A quanti siamo?
Simona - Non so precisamente... l'8, il 9...
Baillou - L'undici agosto.
Simona - Oh! il mio anniversario!...
Baillou - E voi sapete che nei cinque anni che ho il piacere di esservi amico, non ho mai trascurato di venirvi a baciare la mano e di offrirvi un piccolo ricordo (prende in tasca un astuccio). E' un bocchino per sigarette... quello stesso che vedemmo un giorno in via Auber e che tanto vi piacque...
Simona - (apre l'astuccio) Oh, bello!
Baillou - Vera tartaruga da cima a fondo.
Simona - Da cima a fondo!... Voi mi guastate, amico mio...
Baillou - Ohib! E' una tradizione alla quale mi rimprovererei di mancare. Prima di conoscervi, per nove anni di seguito, era il 17 di ottobre che io compivo questo rito.
Simona - (ridendo) Ma sapete, amico mio, che siete un bell'originale!...
Baillou - Originale?
Simona - Voi non somigliate davvero a tutti gli altri.
Baillou - Me ne dispiace per quelli che voi emaniate tutti gli altri, giacche io stimo che qualche data periodica sia necessaria nella vita. Mentre voi, mia piccola amica, non pensavate neppure che oggi era il vostro compleanno.
Simona - (timida) A tal punto che avevo accettato l'invito per una gita in barca.
Baillou - Coi vostri amici, i pittori e le loro compagne?
Simona - Con loro... (cortese ma senza calore) Non volete venire anche voi?
Baillou -(sorridendo) In narca? Ma renderei l'anima! Dopo una notte di treno, non aspiro che a prendere un po' di riposo. Voi conoscete la mia passione per il confort, la mia grande passione...
Simona - Ed io?
Baillou - Voi, scuserete, spero, con i vostri amici e m'accompagnerete alla villa.
Simona - Per vedervi dormire?
Baillou - E' una questione di convenienza... E dove andrete?
Simona - Fino al canale di Trieu.
Baillou - Ma non potete tornare che a notte inoltrata.
Simona - Appunto; si torna domani.
Baillou - lo non comprendo veramente come abbiate potuto avere la velleit di commettere una simile scorrettezza.
Simona - Ma avevo promesso... come faccio ora a disdirmi?...
Baillou - E a che ora dovevate imbarcarvi?
Simona - Adesso; da un momento all'altro.
Baillou - Meno male che sono arrivato in
tempo. Simona - Stavo per dirlo.
Baillou - Dove avete l'appuntamento?
Simona - Qui; li vedrete arrivare fra poco.
Baillou - Preferisco non vederli. Non posso soffrire la gente che vive nel disordine... Fate le vostre scuse, amica mia, e tornate subito a casa.
Simona - (melanconica) Sta bene... Volete mandarmi Luisa per riprendere la borsa e l'accappatoio?
Baillou - Non mancher!... Fate presto, Simona, v'aspetto... (via).
SCENA UNDICESIMA
Simona - Andrea
Simona - (sfogandosi) Uff!... il mio compleanno!... Ah! ah!... Perch non sono nata anch'io il 29 febbraio!...
Andrea - (tornando in elegante costume da spiaggi, berretto, accappatoio in mano) V'han lasciata sola?
Simona - Non quanto vorrei.
Andrea - Cio?
Simona - E' arrivato il castigamatti.
Andrea - Il vostro amico?
Simona - Gi.
Andrea - Che tegola!
Simona - Ah, si! pu vantarsi di essere capitato proprio a puntino!
Andrea - Ma voi verrete lo stesso?
Simona - Impossibile.
Andrea - Ah, questa s, che non me l'aspettavo!
Simona - Ed io!?
Andrea - E' tremendo!
Simona - Spaventoso!
Andrea - Esasperante!
Simona - Catastrofico!...
(un silenzio; gesti disperati dei due).
Andrea - E Groult dov'?
Simona - Non so... credo che sia andato a prendere gli accappatoi... (con rabbia) Ah! quello poi!...
Andrea - Che v'ha fatto?
Simone - Dite piuttosto che m'ha detto?
Andrea - Che v'ha detto?
Simona - Che io mi sono innamorata di voi...
Andrea - (ridendo) Dove diavolo l' andata; a pescare?
Simona - Ah! io non lo so!... Per avergli detto semplicemente che io vi trovavo simpatico... che avevate un certo fascino, una voce insinuante, e poi, quello stuzzicarmi, quel dire | e non dire, ce l'ha, non ce l'ha, solo, non i solo... E la rabbia mia era poi questa, che tutto quello che diceva era vero!...
Andrea - (sorridendo, incredulo) Che, che, che... roba vecchia... conosco lo scherzetto, non attacca... Arriva un giovanotto che non si lascia abbindolare tanto facilmente... Si dice a una ragazza: Sotto, bionda, se arrivi a innamorarlo, sei brava... .
Simona - (timida) E se invece si trattasse di un giuoco innocente?
Andrea - (guardandola) D'un giuoco innocente?
Simona - (abbassando gli occhi) Si.
Andrea - (passeggia esasperato) Ah ma che guasta mestieri quel vostro protettore!... Si direbbe che sia venuto apposta per mandare all'aria tutti i miei progetti!...
Simona - Ah, ne avevate fatti tanche voi?
Andrea - Come no?...
Simona - Quali progetti?
Andrea - Ma... progetti meravigliosi... Gi mi figuravo di essere in barca, noi e tutta la comitiva... (presso Simona) Noi seduti accanto... ci stringevamo la mano, pianino, pianino... dolcemente, senza dirci parola d'amore... Perch sorridete?...
Simona - Perch anch'io vedevo le cose cos...
Andrea - Le nostre laobra tacevano, ma gli occhi che chiacchieroni!... E quando chiacchierano gli occhi!...
Simona - Guai se li sentisse la censura!...
Andrea - Poi il mare c'invitava...
Simona - E gi un tuffo...
Andrea - Vi tuffavate voi per la prima... Che incanto!
Simona - Vediamo...
Andrea - Io ini tuffo a mia volta, mi lancio verso di voi, qualche bracciata vigorosa e vi raggiungo...
Simona - Non vi fidate, io nuoto benissimo.
Andrea - Non fa niente, vi acchiappo, e l, mentre un'unica ghirlanda di spuma ci accerchia tutti e due, io attiro le vostre labbra... Che bacio! Dio! che bacio!... Un po' salato, ma saporito! Saporito!
Simona - (tutta solleticata) Continuate, continuote...
Andrea - La sera tutti a tavola al restaurant dell'albergo... un appetito formidabile... champagne, dessert... ma noi gi sappiamo quale sar per noi il nostro dolce...
Simona - Zitto, mi viene l'acquolina in bocca.
Andrea - Ognuno raggiunge la propria camera... le nostre sono accanto...
Simona - Che ne sapete?
Andrea - Lo so, non lo so, ma noi siamo accanto... voi ve ne accorgete e lasciate l'uscio socchiuso...
Simona - Questo non era nei miei progetti.
Andrea - Be', chiudete la porta, ma senza girare la chiave.
Simona - Cos, forse...
Andrea - Io sgattaiolo dentro, e allora... nelle tenebre...
Simona - Zitto, zitto, non continuate!
Andrea - Perch?
Simona - (triste) Perch bisogna che ci lasciamo!
Andrea - Mi lasciate solo all'oscuro? Ma io ho paura!...
Simona - Via, baciatemi la mano... (Andrea bacia la mano e il braccio di Simona, fino a che essa dice: a bene benissimo )... amichevolmente... affettuosamente... voluttuosamente... l... cos, bene... benissimo... (si stacca da lui e va a prendere il bocchino che ha lasciato sul tavolo, poi si avvicina a lui, tutta felice, e con gesti tutti nervosi nella frenesia di far piacere, glielo offre). Tenete, prendete... per voi... un piccolo regaluccio... una sciocchezzuola... tartaruga vera, da cima a fondo...
Andrea - (stupefatto) No... vi pare... ma siete
pazza
Simona - (mettendogli ih bocca il bocchino, tutta lieta e ridente) No, no, inutile... per voi... mi offenderei... cos... ecco fatto... E' un ricordo del nostro viaggio... (sottovoce) Zitto. (Andrea risale un poco. Entra Luisa).
SCENA DODICESIMA
Detti, Luisa, Groult.
Luisa - Signora, il signore mi manda a riprendere la borsa e l'accappatoio.
Simona - Entrate un momento nel caff, Luisa, ce ne andremo insieme.
Luisa - Ma che disdetta, signora mia!
Simona - Per carit, non ne parliamo!...
Groult - (entrando) Simona; ho incontrato Baillou! Non s' degnato di riconoscermi...
Simona - E si lagna lui! Cos non m'avesse riconosciuta!...
Groult - Come, non venite?... Sono qui tutti quanti...
Andrea - Vai, vai, non farli venire fin qui.
Groult - Addio, Simona, ma che peccato andar senza di voi!...
Simona - Grazie, Groult. (Groult via a destra).
SCENA TREDICESIMA
Simona, Andrea, poi Luisa.
Andrea - E adesso, non ho voglia d'andar neppur io...
Simona - Si, si, andate, e pensate un po' a me... M'avete detto tante belle cose. La ghirlanda di spuma che ci accerchia tutti e due...
Andrea - (come in eco) ... Io attiro le vostre labbra...
(Si baciano, lungo bacio. Di dentro si sente un coro allegro della comitiva che arriva, poi risa e voci gaie, in cui il nome di Simona viene esclamato come un appello e un invito).
Simona - (inebriata dal bacio, ascolta un po' canto e voci, e poi con gesto risoluto) Al diavolo! Vengo anch'io!... (verso il caff) Luisa! borsa e accappatoio!... (Luisa entra) E porta tutto in barca!... (Luisa via di corsa).
Groult - (d. d.) Simona, d a Tonietta che ci porti il cesto delle provvigioni...
Simona - (allegra) Va bene, Groult! Vengo anch'io!... (verso Andrea) Il cesto!... (corre verso il fondo, accolta da applausi e da grida gioconde).
Andrea - (correndo verso il caff) Tonietta!... (entra nel fondo).
SCENA QUATTORDICESIMA
Luisa, Baillou, poi Andrea.
(Luisa torna dal fondo, mentre Baillou entra dalla destra).
Baillou - Dov' la signora?
Luisa - La signora? M'ha detto che partiva in barca e di dire al signore che abbia pazienza.
Baillou - Come! Il giorno del suo compleanno!
(Andrea esce dal caff col cesto che Luisa prende e corre a portare in fretta. Andrea che ha in bocca il bocchino con la sigaretta si ferma e l'accende).
Baillou - (a destra, rimasto tutto deluso e contrariato, vede Andrea, si accorge prima vagamente, poi con sicurezza che il bocchino proprio quello regalato a Simona poco prima, resta stupefatto, contenendo la sua rabbia; prende nel suo astuccio una sigaretta e va verso Andrea che manda le prime boccate - Scusi, permette?
Andrea - (indifferente e cortese, scuote col dito la cenere e avvicina la sua sigaretta accesa a quella del vecchio) Prego!...
Baillou - (osservando il bocchino) Ha un bel bocchino...
Andrea - Si... un po' da signora, forse... ma vena tartaruga da cima a fondo.
Baillou - Grazie.
Andrea - Prego... (saluta e va per uscire in fondo si volta) Ah, i&cusi, signore, noi andiamo al Trieu, saprebbe indicarmi laggi un buon restaurant dove si mangi bene?
Baillou - Un buon restaurant?... Oh, dovunque va lei mangia benissimo...
Andrea - Grazie, signore... (piccolo saluto ed esce).
Baillou - (gridandogli dietro) E con buon appetito!...
Andrea - (si volta ancora e saluta sorridendo). (Grida gioconde della comitiva sul mare e ripresa del coro).
Fine del primo atto
ATTO SECONDO
Un grazioso studio di pittore, quasi un salot-tino ove figurano mobili di valore. In fondo, dietro un'alcova che una tenda pu chiudere, un grande divano letto, sul quale Simona e Andrea sono coricati. A destra un cavalletto con una tela ancora bianca. Ernestina, la donna di servizio d'una certa et, tipo di brontolona autoritaria, entra dalla destra, portando la cioccolata in un vassoio. La stanza mezza buia, la tenda dell'alcova tirata.
SCENA PRIMA
Simona, Andrea, Ernestina.
Ernestina - Signora!... (pi forte) Signora!... (grugnito di Simona e d'Andrea) Signora, mezzogiorno!
Simona - (da dietro l'alcova) Volete lasciarci dormire?
Ernestina - Quando la sveglio s'arrabbia,quando non la sveglio va stille furie... E' mezzogiorno, signora!... (nuovi brontoli; essa posa il vassoio, va alla finestra, tira la tenda-luce, poi tira la tenda dell'alcova). Se non lo sentono, adesso lo vedono, mezzogiorno!
Andrea - (abbagliato dalla luce, in collera) Oh!... che maniere!...
Ernestina - Ho riscaldata la cioccolata tre volte; ridotta a niente...
Simona - (stirandosi) Buongiorno, noreino...
Andrea - Buongiorno, Simnuccia.
(A sedere sul letto, in pigiama, i baciano, si fanno moine).
Ernestina - (verso il pubblic) E quando non dormono si sbaciucchiano!... Che roba! (forte) Il vesso io l, mangeranno quando avranno la bocca libera...
Simona - Oh, no, Ernestina, portatecelo qua... ho un appetito!...
Ernestina - Sfido io! (porta loro il vassoio).
Simona - Un crostino, amore?... Toh, mangia!
Ernestina - (tra se) Toh, mangia! Che s'ha da vedere!...
Andrea - (balzando sul letto) Cosa dite?
Ernestina - Dico che siete una simpatica coppia... ai miei tempi...
Andrea - (furioso) Cosa, cosa, una simpatica coppia!... Anzitutto, incominciate a darci del lei. Non sapete che cos' la terza persona?
Ernestina - Si che lo so... la terza persona l'amico serio della signora... (esce crollando le spalle).
Andrea - (a Simona) Lo vedi, eh, per chi mi piglia ?
Simona - Ma ha ragione. Tu non hai l'aspetto d'un amico serio.
Andrea - Un'altra volta imparer a farmi raccomandare una serva da te.
Simona - Lascia che pensi quel che vuole; che te ne importa?... Un'altra tartina? Mangia, caro, mangia...
Andrea - (amaro) Mangia, caro, mangia!... Lo dici con una certa vocina!...
Simona - E t'adoro, come lo dico?... T'adoro! (fa per gettargli le braccia al collo. Le tazze traballano).
Andrea - Attenta! Le tazze!...
Simona - Lascia che si rompino...
Andrea - (chiamando) Ernestina!
Ernestina - (rientrando) La terza persona ha chiamato ?
Andrea - (sbuffando) Portate via il vassoio, abbiamo finito.
Simona - Sai, non fa mica caldo a casa tua.
Andrea - (a Ernestina) Non avete acceso il fuoco, stamane?
Ernestina - Come no? La salamandra tutta rossa dalla vergogna in sala da pranzo.
Andrea - B, lasciate stare la vergogna e aprite la sporta per fare entrare il calore;
Ernestina - Ermeticamente?
Andrea - Vi dico di lasciare la porta aperta!
Ernestina - Ho capito. Si dice una porta ermeticamente chiusa, oppure una porta ermeticamente aperta! (prende il vassoio e va per uscire).
Andrea - (a Simona) La senti? Le daresti due baci ?...
Ernestina - (brontolona) Non mi serve niente... (si volta) Ah, a proposito, fate colazione... pardon, fan colazione in casa?
Andrea - (a Simona) Che ne dici? Si, eh?
Simona - Lascia fare a me, penso io... Ernestina, comprerete un bel pollo arrosto, lo mangeremo freddo.
Ernestina - Il pollo mi piace.
Andrea - Meno male...
Simona - Poi insalata di lattuga e del fegato) grasso.
Ernestina - E che cosa beviamo?
Simona - Non saprei...
Andrea - (ironico) Domandale che cosa lei piace.
Simona - (a Ernestina) Vi piace il Graves?
Ernestina - Oh, si, signora.
Simona - Allora, una bottiglia di Graves.
Ernestina - Una bottiglia per tre?
Simona - (stringendosi a Andrea) Ha ragione, ne abbiamo bisogno... Prendetene sei.
Ernestina - (uscendo) Ah, si ricomincia! Parola d'onore che se non fossi una donna se- f ria, mi metterebbero in tentazione!... (via).
Simona - E adesso che saremo un po' liberi, ' staremo insieme tutte"le notti?
Andrea - Ma si... (campanello) Chi pu essere a quest'ora?
Groult - (d. d. - in anticamera) Non s' ancora alzato?
Ernestina - (introducendo) Veda lei stesso.
SCENA SECONDA
Detti, Groult, Marisa.
Marisa - Ma sono in due!
Ernestina - Oh, presto saranno in tre...
Groult - (a sua moglie) Ma gi, non t'avevo detto che si sono sposati... buon giorno, ragazzi!
Andrea - giorno...
Simona - Avanti! Avanti!...
Marisa - (a Groult) Ma che sposati! Se fossero marito e moglie non starebbero a letto a quest'ora...
(Strette di mano).
Groult - Lo dici per me?
Marisa - Per quello che ci fai tu, a letto!
(Simona e Andrea ridono).
Groult - (scherzoso) Che linguaccia!... (agli amanti) Sicch, passate tutte le notti insieme, adesso?
Simona - E' la nostra prima.
Marisa Come, la prima? E la notte della gita in barca?
Andrea - Quella? Fu la prova generale.
Groult - E pap Baillou?
Simona - E' in viaggio.
Groult - Per la vostra luna di miele? E' un pensiero gentile...
Marisa - Che uomo delicato!
Groult - D Andrea, se oggi vuoi andare al vernissage degli Umoristi, t'ho portato un biglietto.
Andrea - Uno solo? Non vorrai che lasci Simona soia.
Marisa - Prendi sempio, tu (campanello).
Andrea - (chiamando, ma sottovoce) Ernestina!
Ernestina - (alla porta) Dica.
Andrea - (piano) Non ci sono per nessuno. (Ernestina via).
Simona - Se una donna, capita benino...
Andrea - Tzz, zitta... (ascolta).
Ernestina - (tornando con un pacco) E' un fornitore.
Andrea - Per fornire, cosa?
Ernestina - Sono le camicie, m'ha detto...
Andrea - Che camicie? Ditegli che si sbaglia... ridategli il pacco.
Ernestina - Ma gi andato...
Andrea - Come, andato ? E la fattura ?
Ernestina - E' gi pagata.
Andrea - (dalle nuvole) Come, pagata?...
Simona - Ti spiego io, tesoro... sono le camicie... lo sai bene, sei bianche e sei di colore... quella bella occasione!...
Andrea - (un momento allibito, poi) Ah, gi! Posate li la bella occasione Ernestina! (Ernestina posa il pacco ai piedi del letto e non si muove). ,
Andrea - B, che fate voi qua? Andate per le vostre faccende.
Ernestina - Le ho gi fatte.
Andrea - Ebbene, leggete la Bibbia!
Ernestina - Non so che cosa sia.
Andrea - (furioso) Andate in cucina!
Ernestina - Vado, vado... (andando) Ah! che s'ha da vedere!... (via).
Marisa - (tastando il pacco e aprendolo un poco) Dev'essere roba fina.
Groult - Vuoi lasciar stare!
Marisa - Ma che testa quest'Andrea, ordina delle camicie e poi si scorda di averle ordinate. Vi ci vuole una donna, amico mio!...
Simona - (carezzevole a Andrea) Ma ce l'ha la sua donna, che si ricorda benissimo che aveva ordinato le carnicine... non vero, cocco?
Andrea - (con sforzo) Si.
Simona - Sei bianche e sei di colore... non vero, amoruccio?
Andrea - (c. s.) Si!
Marisa - Eh, ma vi trattate bene...
Andrea - (tra i denti) Benissimo, grazie... (Groult fa segno a Marisa di tacere).
Marisa - Non posso dire che le camicie sono belle? Ho detto una gaffe?
Simona - Oh, no!
Groult - Be', lasciamoli in pace... sono a letto, si devono alzare...
Marisa - E Andrea dovr provare le camicie... (riso verde di Andrea e occhiatacce verso Simona).
Groult - (traendo Marisa) Ecco, deve provare le camicie... ed io ho diverse cose da fare... Arrivederci, allora... A domani...
Andrea e Simona - Arrivederci... arrivederci... e grazie...
(Marisa e Groult escono).
SCENA TERZA
Simona, Andrea.
Simona - (vedendolo di cattivo umore) Sei in collera, Ded? Che t'ho fatto?
Andrea - (scoppiando) Ah, tu non fai complimenti! Mi offri sei camicie! E non ti periti di farlo davanti alla gente!... Ma perch non andiamo in piazza? Con una trombetta!...
Simona - Che colpa ne ho io, non sapevo che venissero...
Andrea - E giacch ci sei, mandami dei calzini. E una pancera elastica per farmi il vitine!... Come va che non hai pensato a mandarmi una pancera elastica?... Hai incominciato con i mobili!... (li indica) Guarda! Mira... Non sono due mesi che siamo tornati dal mare e oggi un- mobilino, domani un mo-bilone, hai finito per ammobiliarmi quasi tutta la easa... Persino questo sof-letto!
Simona - Io non volevo dormire dove tu hai dormito con le altre!
Andrea - E la poltrona! E il secrtaire... e il tavolinetto... (Simona ride) Ti prego di non ridere!
Smona - No... scusa, rido... perch ripenso che avevo detto a pap Bailou che quel tavolinetto volevo regalarlo a mia sorella.
Andrea - E gliel'hai fatto pagare per darlo a a me? Ah, lusingatissimo... tu vai per le spicce...
Simona - Dio, quanto sei meticoloso.
Andrea - (in collera) Ah, io sono meticoloso!
Simona - Sei un amore quando vai in collera...
Andrea - (scoraggiato) Ho capito, con te non c' nulla da fare... Sul primo la pigliavo a ridere... si trattava, in fondo, di piccoli ninnoli, una cravatta, un bocchino...
Simona - Oh, si, il primo...
Andrea - Gi, il primo della serie, ma poi una volta presa la via...
Simona - Ma si, tesoro, io son fatta cos. Quando amo, bisogna che mi dia tutta, e con tutto quello che ho. Ma mi secca che tu ti senta obbligalo a protestare per la forma.
Andrea - Eh! ? Io protesto per la forma?
Simona - No, e porche?... E poi, che c' di strano, cos naturale. Tu sei un giovane di ingegno, ma ancora non ti guadagni la vita! Io ho un amico che guadagna tesoli, senza avere nessun talento. E' dunque giusto che quello che non ha talento paghi per quello che ne ha.
Andrea - Ma se io fossi di quelli che non si adattano a certe combinazioni?
Simona - (ridendo) Tu?... fammi il piacere... Con questa bella faccia che hai! Ma se tu sapessi la mia contentezza nel fare tutto questo per te... Tu diresti che sta a me a dirti grazie, tesorino caro!... Sei anni fa io ero innamorata d'un .piccolo incisore. Non guazzavo certo nell'oro a quei tempi, pure quando sui miei proventi di modella, potevo cacciargli un luigino o dieci franchi nel taschino del gilet, la mia felicit era al colmo! Cosa vuoi! a forza di ricevere da quelli che non mi piacciono, ho preso gusto a fare il contrario con quelli che mi piacciono. E' una legge di compensazione naturalissima. Sentimi bene, del resto, se tu fossi ricco, veramente ricco e mi dicessi : Simona, possiedo 200 mila franchi di rendita, vuoi venire a stare con me? .
Andrea - Mi rifiuteresti come unico amico?
Simona - Non ti dico che rifiuterei, ma addio amore, addio la nostra bella avventura!... Tu potresti dirmi: Simona, vieni qui, siediti accanto a me... e io pronta, certo, t'obbedirei... ma lo farei pensando: quest'uomo ha dei diritti su me, per amore o per forza, bisogna che ci stia... Non so come spiegarti... Sono idee mie particolari... Sar una stupida, se vuoi, ma insomma, bisogna prendermi come sono... E poi, e poi, lasciati voler bene, amoruccio mio, e per il resto, lascia gracchiare... (campanello - pausa - essi si guardano).
Andrea - Un altro fornitore, ci scommetto?!
Simona - Non so.
Andrea - Come, non mi mandi pi niente?
Simona - (con l'aria di ricapitolare) Camicie, sigari...
Andrea - Mi pareva che mi mancasse qualche cosa... ti eri scordata dei sigari... Speriamo che basti, per oggi!
Ernestina - (apparendo) C' un cliente.
Andrea - Un cliente? Che cliente? Ernestina - Non so, viene per il pittore...
Andrea - No?... (guarda Simona) Sei tu che! me lo mandi?
Simona - Dev'essere mia burla dei tuoi amici.
Andrea - Ditegli che non c' nulla da comprare, che tutto venduto...
Ernestina - Gli dir che ripassi...
Andrea - Ecco, che ripassi...
Ernestina - (uscendo al presunto cliente) Il signore dice che pu ripassare! (Baillou alla porta).
SCENA QUARTA
Detti - Baillou.
Andrea - (vivamente) Baillou!...
Simona - Lui!... ( la piccola tegola; imbaraz zo, fisionomie di circostanza, risolini idioti; Simona sorride con smorfie comiche, fa inchini con la testa).
Andrea - (piano a Simona) Alzati!
Simona - Non ho i pantaloni, scendi tu...
Andrea - Nemmeno io...
Baillou - (facendo buon viso) Ma bene... ma bravi... stiano comodi...
SIMONA - (faccia tosta numero uno) Spero che non andrete a pensare a certe cose!... Vi dir!... il signore qui presente mi sta facendo il ritratto... vedete com' semplice?... Volevo farvi una sorpresa...
Baillou - E' fatta (pausa, imbarazzo).
Simona - Ma perch mi guardate con quegli occhi?... Si direbbe che vi sia cascata in testa una tegola... (a Andrea) Sta a vedere che si stupisce perch mi trova a letto con un| uomo!... (cerca di spiegare) La cosa... la stufa era spenta... io, nel .posare, mi ero infreddolita tutta... e siccome il signor Moallot era ancora a letto, stato cos gentile di dirmi: ce Venite a riscaldarvi un p!...! . E io mi sono distesa sotto le coperte...
Baillou - Vedo, vedo... (sguardo circolare, fissa il cavalletto dove c' una tela perfettamente intatta). E' quello l il ritratto?
Simona - S, signore...
Baillou - (ad Andrea) Permettete che vi dia un'occhiata?
Andrea - (risponde con un sorriso che una smorfia, poi a Simona) Dove sono i pantaloni del pigiama?
Simona - (cercando) E i miei?...
Andrea - (a Baillou che davanti al cavalletto) Non molto avanti...
Baillou - Non fa niente... tanto per farmi un'idea...
Andrea - Non molto che l'ho incominciato...
Baillou - Ma ci si vede lo sforzo di parecchie sedute... come questa!...
Simona - (che ha incominciato a gesticolare nervosamente) Cosa? Che dice? Ah! ma ne ho abbastanza di essere sospettata!... E prima di tutto, come va che siete ancora a Parigi? Quando si dice di partire si di parola! E basta cos! Se non siete contento, quella la porta!
Andrea - (a Simona) Ve ne prego, signora...
Simona - S, cocco mio, capisco benissimo, le apparenze sono contro di noi.
Andrea - Lascia che spieghi io...
Simona - No, non c' nulla da spiegare... E' padronissimo d'andarsene... Che cosa si cre de?... Amanti come lui, ma li trovo a bizzef fe... Se gli restavo fedele - perch tu puoi dirlo se gli ero fedele era solo per un sen timento d'affezione, perch di proposte, ih! ih! ne volessi!... Non so dove voltarmi che tutti mi vogliono... Anche ieri ho rifiutato una" palazzina nel quartiere dell'Etoile a... a coso... a... E quel tale del diadema? E quel l'altro dello yacht, che mi proposte una cro ciata...
Andrea - (suggerendo) Crociera.
Simona - Gi. ma io jrli ho detto: croci non ne voglio... Ma s capisce! i miei sacrifici contano zero! Andate a sacrificarvi per un uomo... Ma io lo so, tutte queste1 sono belle scuse per rifiutarmi quell'anellino che vi chiesi tre eiorni fa...
Baillou - Ma. amica mia. se non v'ho ancora offerto quell'anello solo perch mi pareva un po' troppo... mascolino... nerch, scudate se ve lo dico, io sono stanco di offrirvi regali che poi non rivedo mai... cio, pardon... s, li rivedo... ma contro omi vostra previsione... Quel tavolinetto l, per esempio, che comperammo la settimana scorsa... per vostra sorella... Siete voi la sorella, signore?... E il piccolo secrtaire ner il dottore che vi ha curata cfw bene... (saluto ironico ad Andrea) Siete dottore!... E quella poltrona a dondolo per la balia... siete voi la balia a dondolo?
Andrea - Signore vi avverto che incominciate a seccarmi.
Simona - Ha ragione!... Lo sentite che date noia al signore!
Baillou - Se fossi in voi accetterei la palazzina. Questo alloggio mi sembra troppo ristretto per le larghe vedute del signore... E badate soprattutto che vi sia una buona cucina... ed un monta-vivande... (Andrea nervosissimo) All'occorrenza mi far un dovere di procurarvi un buon cuoco... E' di stomaco delicato il signore! (esce).
Andrea - (scattando) Che ha detto?... (fa per slanciarsi),
Simona - Fermo! Non hai i pantaloni!...
Andrea - Ah, ma l'hai sentito? Non me l'ha mandato a dire...
Simona - Contraccambia col tuo disprezzo, te-sor ino mio...
(si mettono con la testa sotto le coperte e si vestono al caldo).
Andrea - (sotto le coperte) E adesso, eccoti sbancata.
Simona - (idem) Cosa?
Andrea - Dico, sei senza banchiere.
Simona - Non ci pensare. Non ci mancher nulla.
Andrea - Lo so... ma dato che per causa mia tu vieni a perdere il tuo primo sostegno, sarebbe giusto, mi pare, che io ti aiuti... Ho uno zio che potrebbe prestarmi...
Simona - (canzonandolo) Ha uno zio!... Dove, in America?
Andrea - (mettendo la testa fuori, come se volesse fare una rivelazione) E poi, ho avuto un'eredit, non oggi, s'intende, una volta... una casa di campagna, al bisogno potrei ipotecarla...
Simona - (da sotto) Come hai detto? Ipotecarla?
Andrea - S, ipotecarla, farci un mutuo...
Simona - Soccorso? Ma cos bello quello che facciamo tra noi.
Andrea - Ah, ma sei testarda... (scende dal letto, in pigiama).
Simona - (balza fuori dal letto, in pigiama anche lei) No, senti, Andrea, te l'ho gi detto. Se tu arni dessi un soldo, sarebbe finita, non ti potrei pi vedere.
Andrea - E allora, non parliamone pi.
Simona - Ecco... Vado a vestirmi.
Andrea - Esci?
Simona - Per forza; vado a trovare il primo della lista.
Andrea - Hai una lista?
Simona - Ma s. Quando gli affari zoppicano, mi urta i nervi...
Andbea - Cos, subito? Prenditi almeno qualche giorno di vacanza.
Simona - Impossibile; ho troppe spese... (esce a sinistra nel gabinetto di toilette).
Andrea - Ma quando c' una crisi ministeriale, ci vogliono sempre due settimane prima di riformare il gabinetto.
Simona - (dal gabinetto) Gi, ma il gabinetto di toilette d'una donna, non pu stare un giorno senza governo... (ride).
Andrea - (solo, fa un gesto di collera e d'impotenza il telefono trilla) Pronto!... La Banca Rotschild?... S, Mallot, ascolto... eh?... cosa?... guadagno 50 mila sulla liquidazione del mese?... Grazie, ma vi ho detto di non telefonarmi mai per affari di borsa... Siamo intesi... grazie!! (aggancia).
Simona - (apparendo sulla soglia mezzo vestita)
- Chi ti telefonava?
Andrea - (impacciato) Oh, niente... nessuno...
Simona - Ti vedo seccato.
Andrea - Ma no, no...
Simona - S, ai, ti secca che t'abbiano telefonato per affari di denaro. Hai debiti e ti trovi a corto di quattrini...
Andrea - Ti dico di no!
Simona - Se non mi confessi subito che sei in bisogno, vuol dire che non mi vuoi pi bene.
Andrea - Ebbene, s, l! sono in bisogno.
Simona - (abbracciandolo) Tesorino mio bello, non farti cattivo sangue, accomoderemo tutto.
Andrea - Vai, vai a vestirti... io pure mi vesto... (passa dietro Valcova di cui tira la tenda).
Simona - (rimasta sola, camminando in punta di piedi, cerca la giacca di Andrea, la prende)
- Quanto delicato, poverino! Non osava dirmelo... (prende in fretta e furia dei bi glietti di banca nella sua borsetta, li conta)... 5, 6, 7, 8, 900 franchi... Non posso dargli meno di mille franchi... (fruga ancora e tro va altri biglietti di piccolo taglio)... venti, quaranta e cinque, 45... 945 franchi,., resto a dargli 55 franchi... pazienza...
(caccia i biglietti alla rinfusa nella tasca della giacca, in modo visibile al pubblico; riposa in fretta la giacca ed esce a sinistra soddisfatta e mandando un bacio verso Valcova. Andrea esce, e in maniche di camicia finisce di vestirsi).
Ernestina - (entrando) Devo andare per la spesa ?
Andrea - Domandatelo alla Signora.
Ernestina - Si parla di pollo, di vino, a chiao chere... Dio lo sa quando lo vedremo...
Simona - (dalla sinistra) Ma s, Ernestina, un minuto... venite ad allacciarmi e poi andrete subito per la spesa... Andrea, tu puoi aspettarmi, vado e torno... (rientra nel gabinetto).
Andrea - (nervosissimo, tra i denti, mentre si veste) E' dire che ce ne son tanti che si gloriano di fare questo bel mestiere... Io farei piuttosto il minatore... lo spazzaturaio...
Ernestina - (con un sorrisetto) E' cara, eh? La vera amica per gli artisti... Ha sempre la parola gentile e il gesto che ci vuole... (Andrea non l'ascolta, continua a vestirsi). Sono stata cos anch'io col mio primo ragazzo; per questo mi son ridotta a fare In. serva... Non mi chiedeva mai nulla quel pezzo di canaglia, ma quando aveva bisogno di qualche cosa, mi faceva sedere m'ipnotizzava... diceva lui! (gesto d'ipnotizzare verso Andrea che sussulta) Ffff!... Ffff!... Ernestina, un paio di scarpe!... Ernestina, cappello!... E basta, non c'era bisogno d'altro... io capivo l'antifona; ma in quanto a chiedere direttamente, ohib! non c'era mai caso, povero figliuolo!... (campanello).
Simona - Ernestina!...
Andrea - Andate ad aprire... Simona, vuoi che t'aiuti?...
Simona - Grazie, ho fatto, sono pronta... (entra terminando d'allacciarsi -nel mentre entra Lucietta).
SCENA QUINTA
Detti - Lucietta.
Lucietta - (sconsolata) Ah, povera Simona mia!...
Simona - Che hai? Che c'?...
Lucietta - Non ho fortuna, ci son cascata come una stupida, mi son fatta pizzicare!...
Simona - No!... ma la giornata!...
Lucietta - Ieri sera c' stato il match e dopo lo spettacolo, puoi figurarti il mio, peso-piuma con quale impazienza m'aspettava!...
Simona - Con l'impazienza d'un peso-massimo...
Lucietta - Il vecchio mangia la foglia e mi d la buonasera con tutta indifferezza... ma verso le due dopo mezzanotte...
Andrea - (impaziente di mandarla via) Tableau! Pizzicati!..,
Simona - Consolati, mia povera Lucietta, anche il mio ha fatto lo stesso con noi.
Lucietta - No?...
Andrea - S, e vi d un consiglio; un amante perduto, dieci ritrovati...
Lucietta - Oh, se credete die si trovi cos strada facendo...
Andrea - Ma s; Bailiou libero!...
Simona - E' un mestiere che non ti conoscevo...
Andrea - Ma s, non vedi che a spasso, poverina, bisogna trovarle un impiego... (spingendo Lucietta) Andate subito, lo troverete certamente a casa... negli affari di sentimento non bisogna perder tempo... un chiedo scaccia chiodo... il momento propizio...
Lucietta - (un po' stordita) Credete?... Vado... a rivederci, Simona... a rivederci signor Mallot, se riesco mi ricorder di voi...
Andrea - Ah no!... Per voi gratis... E tanti auguri!... Auff! (Lucietta via).
Simona - Ma bravo! Bravissimo!... Hai certe inclinazioni!...
Andrea - Hai visto? Una maniera gentile per mandarla via...
Simona - Ti seccava?
Andrea - No, ma tenevo a restare un minuto con te.
Simona - Per dirmi cosa?
Andrea - Non andare, Simona... Rimani.
Simona - No, via, siamo seri, te l'ho gi detto, con la vita non si scherza...
Andrea - Ma insomma, tu non sei con l'acqua alla gola. Aspetta un po'...
Simona - Come lo dici bene! Hai un modo cos aggraziato... Toh!... (gli scocca un bel bacio in bocca) Serbalo fino al mio ritorno... a rivederci... non ci pensare... (alla porta si volta) A proposito, ricordami che ti devo 55 franchi.
Andrea - Eh? Cosa?!... (fa un passo vers la porta, ma Simona sparita. Torna indietro e finisce di vestirsi, infilato la giacca, mette casualmente la mano in tasca, sente i biglietti di banca, li tira fuori) O che cos'?... (un istante di sbalordimento, poi chiama bruscamente) Ernestina!... (Ernestina entra) Che cos' questa roba?...
Ernestina - (dalle nuvole) Eh! ma... (gesto come per dire: lo dice a me? ).
Andrea - Avete cambiato mille franchi; perch fare?
Ernestina - (con un sorrisetto) Forse c' chi le deve ancora 55 franchi!... (esce. Campanello all'in presso).
Andrea - 55 franchi?!... (arrabbiatissimo) Ah, no! E' un po' forte! (diavolo in anticamera - va a vedere) Chi ?... (Max entra) Toh! Sei tu, Max!... Oh, che sorpresa!... Vieni, pezzo di nebulista!
SCENA SESTA
Andrea - Max Ader.
Max - - Come va? (si abbracciano).
Andrea - Io ti credevo in America...
Max - Ne torno.
Andrea - Successo?
Max - Enorme!
Andrea - Hai veduto molte tele?
Max - Come fazzoletti.
Andrea - E torni pieno di dollari?
Max - Gonfio!
Andrea - Ma bene! Bravo! Ah! mio vecchio Max! che piacere!...
Max - Aspetta prima di rallegrarti, lasciami mettere le cose a posto... Tal quale mi vedi, io sono per gli americani una specie di Re del pennello.
Andrea - Sono intelligenti laggi...
Max - Che entusiasmo, caro mio!... Il mio ritratto sui giornali... interviste, inviti a pranzo.
Andrea - Me lo figuro.
Max - Quando riparto, vieni con me, ti lancio io...
Andrea - Be', be'... sei arrivato quando?
Max - Un'ora fa, ho lasciato i bagagli alla stazione e la mia prima visita per te... (guarda attorno) Oh!... ma!... hai rimodernato tutto? E che lusso!... Non c' confronto...
Andrea - Ti piace?... Vienimi a trovare spesso, allora... sei a casa tua...
Max - M'inviti sul sei-io?... Dammi allora ospitalit per qualche giorno giusto il tempo per trovare uno studio...
Andrea - Non possibile.
Max - E la vecchia ospitalit francese?
Andrea - L'ho data a un'altra persona.
Max - (ammiccando) Ah c' la donna?
Andrea - S.
Max - Peccato!... Per, si fa colazione insieme?
Andrea - Impossibile anche... aspetto...
Max - L'amica?... Non fa niente, andremo tutti e tre...
Andrea - Un altro giorno... oggi, sai... dovrei parlare di cose un po' delicate...
Max - Bene, bene... vuol dire che andr solo... Prestami cinquanta franchi.., ho data tutta la moneta spiccia alla stazione e mi secca di pagare in dollari... ti rubano sempre sul cambio...
Andrea - (dando i 945 franchi) To', piglia... ricordami che ti devo 55 franchi.
Max - Ma allora sei ricco?
Andrea - No.
Max - Allora lei che ricca?
Andrea - Anche tu!... Gi capisco, tu non sei al corrente... ti spiegher un altro giorno... Ma via, che cosa sono io di fronte a te? Tu hai dollari, io ho miseri franchi... (fissa Max) Di! Max, mostrami un dollaro, tanto che non ne vedo.
Max - (si alza, finge di frugarsi e tira fuori i 945 franchi) Non ho che moneta francese... (rimette in tasca i biglietti) Potrei mostrartene a pacchi, cos... ma sono nella valigia.
Andrea - (sorridendo) Non mica prudente, sai?
Max - - Tu m'hai un'aria di non crederci...
Andrea - (fissandolo) - E tu ci credi ?
Max - (abbassando la testa) Oh! io, un pezzo che ho perduta la fede.
Andrea - Allora... questo viaggio?
Max - Un disastro... non lo dire agli amici, gongolerebbero... Torno come sono partito...-Disperato!
Andrea - Hai quasi mille franchi.
Max - (spaventato) Gi li rivuoi?
Andrea - No, no, calmati...
Max - Basta, tu aspetti gente, non voglio abusare. Quando ti rivedr?
Andrea - Quando vuoi...
Max - Di'... tu che hai tante relazioni... se per caso, ti capitasse...
Andrea - Un'occupazione per te... non saprei, ci penser!...
Max - Sai, mi adatto a tutto... anche a fare dei quadri... la tua cucina in buono stato?
Andrea - S, perch...
Max - Ma... una buona imbiancata...
Andrea - (sorridendo, affettuoso) Va, va... cercher... vedr...
Max - Mi farai un piacerone... Ciao... (esce).
Andrea - (solo) Un'occupazione?... (ha un'idea) Oh, bella... E perch no? (gli corre dietro) Max!... Max!... Vieni.... credo d'aver trovato...
Max - Di gi?
Andrea - S; entra... mettiti a sedere... Di', Max, ti va di fare la gran vita? Essere un figurino d'eleganza? Frequentare i grandi resturants ?
Max - (alzandosi) Ciao, caro, mezzogiorno, ho fame...
Andrea - (lo riprende) Mettiti a sedere!
Max - Uffff! quanto tempo si perde in Francia!
Andrea - Tu avrai un'amante deliziosa... Le darai dieci mila franchi al mese.
Max - (lo guarda) Non ci sono stati mai pazzi nella tua famiglia?
Andrea - Diecimila per lei, cinque per te, ma, patti chiari, tra te e lei, niente! Capito?
Max - (tastandogli il polso) Non hai mica la febbre?
Andrea - No, sto benissimo. Io ho un'amica che adoro, ma mi crede povero e mi vuol bene solo per questo. Se domani, capisci, dovesse perdere questa bella sua illusione, sarebbe finita, mi rianterebbe all'istante, ed io non voglio perderla... Cosa vuoi, fatta cos! Aveva un vecchio che la proteggeva, ma non pi tardi di mezz'ora fa, lo ha mandato a spasso e adesso se ne sta cercando un altro. Quest'altro... sarai tu. Hai capita la questione ?
Max - Ho capito, il merlo che paga dovrei essere io.
Andrea - S, uomo privilegiato! Tu conoscerai tutte le gioie di colui che d, ed io tutta l'amarezza di colui che ricve!
Max - Mi farai un po' schifo...
Andrea - Deve tornare a momenti, ti presenter, come una persona distinta.
Max - Lo puoi.
Andrea - Allora, sarai tu che c'inviterai a colazione.
Max - Ah, beh!... Da ce Duval si mangia benino...
Andrea - Da Duval ? Ma neanche per sogno! In un restaurant di lusso... Ti d io i soldi...
Max - Cos ci s'intende...
Andrea - Aspetta, ti fornisco subito... (va ad aprire un cassetto d'un secretaire e vi prende un piccolo mazzo di biglietti da mille) Quando ti parr che bastino me lo dici...
Max - Tira via...
Andrea - Uno, due... (guarda Max).
Max - Via, via, conta...
Andrea - Tre... quattro...
Max - Continua, mi diverte...
Andrea - Ah! ti diverte... cinque, sei sette, otto...
Max - (stralunando gli occhi) ... nove!
Andrea - Non l'ho detto, ma so ti fa piacere?...
Max - Immenso piacere.
Andrea - Nove... bastano?
Max - Facciamo cifra tonda.
Andrea - Appunto, coi mille che hai...
Max - Quello un altro affare, non facciamo confusioni... Mi pigli per stupido?
Andrea - Scusa sai... Toh, dieci e non ne parliamo pi...
Max - I buoni conti fanno i buoni amici... (intasca il denaro) Allora verr subito?
Andrea - Da im momento all'altro... Ed ora, fumati tranquillamente una sigaretta mentre io vado a finirmi di vestire... (esce a sinistra).
SCENA SETTIMA
Max, Ernestina, Lucietta
(Max si siede comodamente su una poltrona e accende una sigaretta).
Ernestina - (entrando) Oh! scusi... credevo che fosse il padrone...
Max - Dev'essere di l...
Ernestina - Grazie... (fa per andare, quando suonano) Ah, dev'essere la signora... (va ad aprire).
Lucietta - (con un fascio di fiori in mano) Eccomi di ritorno...
Max - (a parte) E' lei (forte). Signora!...
Lucietta - Oh, pardon!... Non c' il signor Mallot?
Max - Viene subito... si accomodi signora, e mi permetta idi presentarmi... Max Ader... il pittore Max Ader...
Lucietta - (posando i fiori sul tavolo) Onorarissima...
(si siede).
Max - E' una vera ofrtuna per me imbattermi, appena sbarcato, nella pi graziosa parigina!...
Lucietta - Molto gentile... lei sbarcato, da dove?
Max - Dall'America, signora... io vivo in America... ho affari in America...
Lucietta - Il paese dei miliardari!
Max - A chi lo dice!
Lucietta - E. il signor Mallot suo amico?
Max, - S... cio... ci siam conosciuti in altri tempi...
Lucietta - Simpatico giovane, vero?
Max - Un cuor d'oro.
Lucietta - Modesto, gentile e, senza dimostrarlo, s'interessa seriamente agli amici.
Max - Questo s.
Lucietta - Non lo crederebbe, ma questa mattina io ero seccatissima per essere stata abbandonata da un amico serio che avevo. Ebbene, immediatamente Andrea me ne ha suggerito un altro.
Max - (leggera inquietudine) E allora?...
Lucietta - E allora... fatto, ci siamo accordati subito.
Max. - Subito, subito?
Lucietta - Ma s.
Max - Oh, ma seccante assai!...
Lucietta - Perch seccante? E' un signore molto per bene... Certo non ha pi vent'anni.
Max - Vale a dire che ne ha sessanta!
Lucietta - Forse, ma cinquemila franchi al mese ringiovaniscono...
Max - Cinquemila franchi!... Un vecchio a una vezzosa creatura come voi!... Ma che cosa sono 5 mila franchi al giorno d'oggi?
Lucietta - Qui siamo d'accordo. Ma mi rifar sui supplementi...
Max - Che peccato! Ah, se l'avessi conosciuta un'ora prima!
Lucietta - Perch?
Max - Ma perch le avrei detto: volete essere la mia piccola amica? 20 mila franchi al mese, o 15 mila, pi i supplementi; a scelta!
Lucietta - Ma lei sempre in tempo per dirlo; non ho mica firmato un contratto... si doveva far colazione insieme e firmare alle frutta.
Max - Sul serio?
Lucietta - S. Adesso mi prender per una donnina interessata, ma le giuro che appena sono entrata e l'ho vista, ho sentito un colpo qui, un'emozione...
Max - No, no, no... io sono un tipo un po' strambo, signorina, i complimenti con me non servono a nulla. Le dir anzi una cosa che la stupir non poco. Io, con le donne, amicizia e basta... non le domander mai nulla...
Lucietta - Come vuole. Io sono una buona figliuola, mi sottometto a tutto quando mi pigliano con le buone. (entra Andrea completamente vestito).
SCENA OTTAVA
Detti - Andrea.
Andrea - Ah, siete qua, Lucietta...
Lucietta - Siete stato cos gentile con me poco fa che ho voluto portarvi un po' di fiori.
Andrea - Grazie, grazie, non valeva la pena... L'avete vista quella persona?
Max - (piano, tirandolo per la giacca) Va benissimo, fatto!
Andrea - Fatto cosa?
Max - Combinato le ho offerto ventimila franchi...
Andrea - Cosa?
Max - (strizzando l'occhio) Ma lei, la maschietta.
Andrea - Non lei, idiota!
Max - Non potevo sapere... si avverte!
Andrea - (forte) Amico mio, m'avete detto che volevate fare un po' di toelette., passate nel gabinetto... (piano) non tornare finch non ti chiamo.
Max - Grazie, carissimo... (esce a sinistra).
SCENA NONA
Andrea, Lucietta, Ernestina.
Lucietta - Ma che cosa succede? Io non ci capisco pi niente...
Andrea - E Baillou, non l'avete visto Bailou?
Lucietta - S, ma lui mi offre 5 mila e il vostro amico ventimila...
Andrea - Non vi fate scappare Baillou, ragazza mia; pi sicuro.
Lucietta - (ironica) Voi lo sapete per esperienza...
Andrea - (lasciandole uno sguardo irritato) Precisamente!... Mentre quello dice di aver fatta fortuna in America... Sar vero? Io non so niente e mi fa l'effetto d'un bluffeur!
Ernestina - (entrando) Posso apparecchiare?
Andrea - (seccato) Non si fa colazione in casa!
Ernestina - E il pollo?
Andrea - Mangiatelo.
Ernestina - E il Graves?
Andrea - Bevetelo.
Ernestina - Sei bottiglie?!...
Andrea - Ah! mettete questi fiori nei vasi... (Ernestina prende i fiori ed esce a destra).
Lucietta - Da cinque a venti c' una bella differenza.
Andrea - Non dico di no, ma voi potete contare sui cinque, mentre sui venti... E allora, che cosa v'ha detto Baillou?
Lucietta - Niente di speciale. Io gli ho esposto il mio caso e lui m'ha esposto il suo. Cisiamo messi d'accordo, anzi, bisogner che dica a Simona di mandarmi a casa il pigiama e le pantofole del vecchio perch domani viene da me....
Andrea - S... State tranquilla. Glielo dir io
(Lucietta esce).
SCENA DECIMA
Andrea, Ernestina, Max, poi Simona.
Andrea - Ah, ah... a quest'altro ora!... (apre la porta del gabinetto) Max... Puoi venire.
Max - (mortificato) Vecchio mio, che cosa vuoi, ci sono delle coincidenze...
Andrea - Non fa niente, ho accomodato tutto io...
Max - In che modo?
Andrea - Le ho detto che sei un bel ballista...
Max - Ah, grazie. Mi hai una bella riputazione...
(campanello).
Simona - (di dentro, poi entrando) Allegro, Andreino! Tutto bene!... m'ha invitata a pranzo per questa sera... sono pazza di gioia...
Andrea - (correndo verso la porta) Zitta... Ho di meglio!...
(Simona s'inchina leggermente nel vedere Max Ader).
Max - Signora!...
Simona - (a fior di labbro) Signore... (sguardi tra lei e Andrea).
Andrea - Cara amica... vi presento il signor Max Ader... reduce dall'America, dopo aver guadagnato una bella fortuna... La signorina Simona Dargis... una buona amica, alla quale sto facendo il ritratto... Il signor Max Ader solo nella vita e s'annoia...
Max - Non al cospetto d'una signora cos squisita...
Simona - - Siete mille volte gentile... (presso Andrea, sottovoce, pizzicandolo) Come t'amo, piccola canaglia!...
Fine del secondo atto
ATTO TERZO
A Parigi, nell'appartamento di Simona. Elegantissimo salotto moderno.
SCENA PRIMA
Luisa - Simona.
(Luisa, giovane cameriera di Simona, sta comodamente seduta su una poltrona intenta a farsi il viso davanti allo specchietto della borsetta. Ad un tratto si accorge che un pezzo di sigaro fumato stato lasciato su un portacenere e corre subito a toglierlo).
Luisa - Ah! benedetto figliuolo!... Un'altra cicca in mostra!... Non la vuol capire che qui solo l'amante del cuore!...
Simona - (dalla destra) A chi parlate, Luisa?
Luisa - A me stessa, signora.
Simona - Mi pare che abbiano sonato.
Luisa - E' parso anche a me.
Simona - Andate ad aprire. (Luisa esce, Simona si d un'accomodatina ai capelli).
Luisa - Signora, l'amico della signora.
Simona - (tenera) Che pazzo! Gli avevo detto di non tornare prima di un'ora.
Luisa - Prende equivoco, signora, l'amico serio della signora.
Simona - (abbassando la voce) Lo vedete! Con la vostra mania di dir sempre l'amico della signora, non ci si raccapezza pi. D'ora in avanti fatemi il favore di dire il nome di cia scuno, ci vuol poco a tenerli a mente, non sono che due... Fate entrare. (si siede sulla poltrona - Luisa introduce Max Ader)
SCENA SECONDA
Detti - Max.
Max - Buongiorno, cara amica... (le bacia la mano) Scusatemi, vi ho svegliata con la mia telefonata...
Simona - Oh, no, stavo a letto prendendo la cioccolata.
Max - Oh, la cioccolata a letto! Che delizia!...
Simona - Ma sedetevi, vi prego.
Max - (sedendosi) La sartoria non ha ancora mandato ?
Simona - No, ma verranno a momenti.
Max - M'han telefonato che sarebbero qui verso le undici.
Simona - Sono appena le undici e un quarto.
Max - Mi piace la puntualit.
Luisa - (entrando) Il signor Mallot chiede se la signora pu riceverlo.
Simona - (a Max) Che ne dite ?
Max - Ma diavolo! Quel giovanotto m' stato sempre simpatico.
Simona - Ebbene, ricevetelo prima voi; io ho qualche ordine da dare... Luisa, fate entrare il signor Mallot.
(Simona esce a destra - Luisa introduce Andrea e si ritira dopo un gesto e uno sguardo di commento verso i due).
SCENA TERZA
Andrea - Max.
Andrea - (entrata cerimoniosa) Cara signora...
Max - Frenati... sono solo...
Andrea - (andando verso la porta di destra per assicurarsi che non c' nessuno) Ah, bene... allora, ,a noi due!
Max - Che ti piglia?
Andrea - Che mi piglia? Tu non ti rendi conto che ti stai facendo pi odioso di Baillou... Alle dieci e un quarto telefoni : Fra mezz'ora 6ar da voi, cara! . E allora, ci pensi! Salta gi dal letto, vestiti in fretta e furia, piglia la porta e via... Non potevi aspettare dopo pranzo?
Max - - Non colpa mia, ma del sarto! M'ha telefonato che Simona voleva subito il vestito e che se io non mi fossi trovato presente alla consegna non l'avrebbe lasciato.
Andrea - Come?
Max - E' cos. Io non gli ispiro fiducia.
Andrea - Quanto la fattura?
Max - Non so di preciso, dieci, dodici mila...
Andrea - Come, come, dieci o dodici?...
Max - Cosa vuoi che sappia? Non pretenderai che mi metta -a mercanteggiare?...
Andrea - Ohib! tu fai il gran signore! Non oso nemmeno domandarti a che punto sono i miei conti!...
Max - Oh, si fa presto a farli. Tu mi devi parecchio.
Andrea - Come, come? Non t'ho dato dieci mila franchi la settimana scorsa?
Max - S, ma tu non Io sai come trotta la piccina. Ieri, per esempio, abbiamo fatto un gi-l retto per Rue de La Paix; non ho potuto fare a meno di offrirle una volpe argentata.
Andrea - Tu non le ricusi niente.
Max - Non mi piace passare per gretto!
Andrea - Ti fo notare che io non ti rimprovero nulla, ma da ora innanzi, quando vorrai fare un dono importante a Simona, fammi] il favore di consultarmi.
Max - Che cosa intendi per dono importante?
Andrea - Non saprei... mettiamo, dai duemila] franchi in su.
Max - Va bene. Domani le scaravento diecij regali a 200 franchi l'uno.
Andrea - Non scherziamo... e se vuoi te la dica, mi secca che un altro - tu stesso, vedi] - si mostri troppo cortese con lei... Basta, quanto t'occorre?
Max - 15 mila... se ti par troppo, damene dieci e non ne parliamo pi. Ci metter ili resto di tasca mia.
Andrea - Sei anche disposto a fare dei sacrifici?
Max - Sicuro; ho una posizione adesso.
Andrea - Da quando?
Max - Da questa mattina.
Andrea - No!
Max - Ma s, grazie a te, mi trovo installato in un magnifico appartamento, faccio una vita da milionario... sicch un negoziante di quadri s' creduto che avessi fatto fortuna in America e m'ha ordinato per centomila franchi di tele nebuliste. Ah, adesso le ordinazioni piovono, caro mio!
Andrea - Corbezzoli! Complimenti!... Ma tienti pure di tuo denaro... A te, piglia... (tira fuori il portafoglio). Eccoti 15 mila franchi., faremo i conti questa sera..: Presto, ecco Simona, nascondi, zitto! (entra Simona in elegantissima vestaglia da mattina).
SCENA QUARTA
Detti - Simona
Simona - Buongiorno, signor Mallot, grazie della bella visita, molto gentile... state comodo, prego... v'ho fatto aspettare?...
Andrea - Avete fatto benissimo, sono molto contenta di vedervi...
Max - Mio caro amico, lasciate che vi dica una volta per tutte che non dovete far complimenti con noi. Se non ci sono io, troverete sempre Simona.
Luisa - (entrando) Signora, c' la commessa della sartoria.
Simona - Fate entrare.
Max - Ah, ora vedremo questo magnifico abito!
SCENA QUINTA
Detti - la Commessa - il Groom
Commessa - (marcatissimo accento inglese) Buongiorno, signora.
Simona - Ebbene, vediamo... (la commessa, aiutata dal piccolo groom, apre la scatola e tira fuori il vestito. Il groom fa un gesto per aiutare la commessa nella prova).
Commessa - Non toccare voi!
Simona - Siete inglese, signorina?
Commessa - Come avete voi indovinato?
Simona - Oh cos... mi pareva...
Commessa - Io sono venuta espresso da Londra per prendere accento parigino.
Max - E allora?
Commessa - E' fatto... l'ho preso.
Andrea - (avvicinandosi a guardando l'abito) Oh, come bello!... Sarete splendida con questa toilette!
Simona - Sempre gentile!...
Max - Ho dato il mio gusto anch'io. Credete che non me ne intenda di mode femminili!...
Andrea - S... s...
Max - Ah, provatelo, cara amica, vediamo come vi sta. (Simona fa un segno ad Andrea di uscire).
Simona - Signor Mallot, volete farmi la gentilezza di passare un minuto accanto?
Andrea - (suo malgrado) Perch?
Simona - Non vorrete che mi spogli davanti a voi...
Max - Vado a tenergli compagnia...
Simona - No, no, voi restate.
Max - (confuso) Il mio posto qui... E il signor Mallot perch non resta?
Simona - (ridendo) Ma sicuro, andiamocene a letto tutti e tre, giacch ci siamo!... Signor Mallot, passate nel salottino, volete?...
Andrea - Vado a leggere l' Illustrazione !... (esce sbattacchiando l'uscio).
Simona - Che ha?
Max - Un po' nervoso.
Commessa - Sono pronta, signora.
(Simona si toglie la vestaglia e si prova).
Commessa - (al groom) Volete fare attenzione voi! O piuttosto, non fare attenzione! A forza di guardare la signora in carne ed ossa, voi cascate dentro la scatola.
Groom - Non guardo la signora.
Simona - Oh, un bimbetto, tirate via...
Commessa - E' un bimbetto, ma alla casa sempre a sbirciare le clienti che si spogliano... Credo che un piccolo pizzico a destra darebbe pi equilibrio... (al groom) Piccola birba!
Simona - Oh, no, signorina, non lo sgridate. Ne vedrete ben altre a Parigi.
Commessa - Oh, s, signora, ne ho gi viste...
Simona - (a Max) Non dite niente, voi? Come vi pare?
Max - Adorabile!
Simona - Be', s, mi par che vada... non c' molto da fare...
Commessa - Solo piccolo pizzico.
Simona - S, piccolo pizzico... (a Max) Voi potete fumare, caro.
Max - (che avr guardato Simona con desiderio, tira fuori una sigaretta e l'accende) ... Ecco fatto, fumo! (si siede e mentre fuma, guarda Simona che si toglie l'abito e si rimette la vestaglia. Getta un piccolo sospiro. Il piccolo groom, nel ripetere la sua ammirazione, finisce per scivolare e cadere dentro la scatola. La commessa lo sculaccia, rimette il vestito nella scatola e si prepara ad uscire. Entra Lucietta).
SCENA SESTA
Detti - Lucietta
Lucietta - (dalla sinistra) Luisa m'ha detto che ti stavi provando un abito nuovo... faccio in tempo a vederlo?... Buongiorno, Simona... Buongiorno, signor Ader...
Simona - Arrivi troppo tardi, ho gi provato.
Max - (alla commessa) Avete la fattura?
Commessa - S, signore... c' gi il timbro del saldo, ma posso riportarla domani...
Max - (che ha esaminata la fattura) Perch ricominciate a telefonarmi alle nove? Ah, no! preferisco regolar subito. Allora quanto?
Commessa - Novemila e due.
(Max tira fuori il portafoglio e pega).
Lucietta - (ammirativa, a parte) Novemila e due! E dire che ci manc poco non lo ac-caparassi io!...
Commessa - (prendendo i biglietti) Thank you, Sir (la commessa e il grooom escono)!
Max - Ah! vado dal signor Mallot, deve annoiarsi a star solo (via).
Lucietta - (piano a Simona) Come, gi qui?
Simona - S.
Lucietta - Che sta faccendo di l?
Simona - Legge Va Illustrazione .
Max - (torna) Non c' nel fumoir...
Simona - Se n' andato?
Max - Bisogna credere... (suona) Domanderemo a Luisa.
Luisa - (apparendo) Signora?...
Simona - E' uscito il signor Mallot?
Luisa - Da due minuti.
Simona - Non ha detto niente ?
Luisa - No, signora, ha richiuso la porta con collera e se n' andato.
Max - Ah, ma mi secca!...
Simona - Se Luisa scendesse subito, potrebbe raggiungerlo...
Max - No, vado io... (via correndo seguito da Luisa. Le due donne si guardano con stupore)
SCENA SETTIMA
Simona - Lucietta
Lucietta - Ma allora, quello, proprio nato per esserlo?
Simona - (con gesto) Mah!...
Lucietta - L'hai visto come correva?
Simona - Che ci vuoi fare? Non pu stare senza di lui... Anche poco fa, voleva per forza che mi spogliassi nuda davanti a Andrea.
Lucietta' - Uh!... Ma allora ha dei viziacci?
Simona - Ma no, voleva che mi provassi l'abito davanti a lui.
Lucietta - E cos?
Simona - Io non ho voluto, ti pare!
Lucietta - Ma, d un po', siete sempre allo stesso punto?
Simona - S.
Lucietta - Non ti tocca mai?
Simona - No.
Lucietta - Non t'ha chiesto niente?
Simona - Oh, per chi mi pigli?
Lucietta - Sul serio, io non ho fortuna. Dire che mi son lasciata scappare un uomo come quello e mi son lasciata scappare Baillou. Me li lascio scappare tutti!...
Simona - Non ci pensare, verr pure il tuo turno. Fai colazione con me?
Lucietta - Con piacere.
Simona - Vado a fare il bagno,
Lucietta - Io vado a fare due passi... Non si sa mai...
Simona - Buona fortuna (Lucietta esce).
SCENA OTTAVA
Simona - Max
Max - (rientrando) Macch! Sparito!
Simona - Tanto peggio!
Max - Se non l'aveste messo cos brutalmenti alla porta al momento delia prova, tutto questo non sarebbe accaduto.
Simona - Brutalmente alia porta? Voleva dunque che mi spogliassi davanti a lui
(squadrandolo con una punta di disprezzo) Ma che razza d'amico siete?
Max - Come, che razza d'amico?...
Simona - Niente, niente...
Max - No, no, spiegatevi.
Simona - A quale scopo?
Max - (con una certa autorit) Ve ne prego
Simona - (disinvolta) Ebbene, caro, voi siete di una gentilezza compita... Mi passate tutti i capricci e regolate le mie fatture con uno chic che raramente ho riscontrato in vita mia.
Max - Questione d'abitudine...
Simona - E scommetto che, dopo quanto avete fatto per me, se vi chiedessi cinque mila franchi, voi me li dareste subito.
Max - Avete vinto; eccoli qua (mette mano al portafoglio e da i cinque biglietti). .
Simona - (fissandolo con curiosit) Parola d'onore, non arrivo a comprendervi.
Max - A che proposito lo dite?
Simona - A proposito di tutto... Insomma, voi non mi rifiutate nulla!
Max - E quello che vi sorprende che io non vi domando mai niente?
Simona - Ah, che felicit!
Max - Grazie... (Simona abbassa un poco gli occhi e tace) Ascoltate, sarei curioso di sapere che cosa pensate di me.
Simona - Sul primo avevo trovata la cosa un po' strana, forse anche poco lusinghiera per me, ma poi...
Max - Vi sarete pur detta qualche cosa.
Simona - Non tocchiamo questo tasto, eh?
Max - Al contrario, tocchiamolo... E' un argomento che mi appassiona. Ve lo ripeto, ditemi francamente che cosa pensate di me.
Simona - Ah, voi mi mettete nell'imbarazzo.'
Max - Parlate.
Simona - Nei primi giorni mi son detta: sar' un carattere delicato, non vorr precipitare le cose, oppure, un raffinato che ama desiderare un frutto prima di coglierlo.
Max - E quando avete visto che non lo coglievo ?
Simona - Non v'offendete mica?
Max - No, no, parlate.
Simona - Ho pensato che non era la buona volont quella che vi mancava...
[Max - (sussultando sul canap) Eh?! avete potuto soltanto pensare!...
(Simona - Siete un po' gi, eh?... Dicono che le iniezioni di cacodilato sono molto indicate.
Max - (in piedi) Iniezioni di cacodilato? Ma io ho una salute di ferro, grazie al cielo! Sarei capace di atterrare un toro col temperamento che ho! Ah, per questo!...
Simona - Via, via, non andate in collera, non ho finito, ho fatta anche un'altra supposizione, che potrebbe essere poco gradevole per me, vale a dire che io non vi piaccio, non vi dico niente... che mi trovate sciocca...
Max - (con slancio) E avete potuto credere un solo istante a una simile eresia? Non piacermi! Voi!... (Simona abbassa gli occhi e tace) Ma voi siete fatta... (s'avvicina a poco a poco a lei, ma senza toccarla).
Simona - Siete in vena di complimenti, oggi, signor Ader.
Max - Signor Ader?... Ma lasciate che vi rammenti il mio nome di battesimo: Massimiliano, famigliarmente Max... nell'intimit... come volete... nell'intimit, s, perch in voi tutto mi piace, o Simona, i vostri occhi, le vostre labbra, la vostra graziosa personcina... (pausa) Un'idea, Simona, conosco un paesello vicino a Barbinzon, un mio amico vi ha una villa, potrei chiedergli la chiave; volete che vi venga a prendere alle tre? Andremo in macchina e domani, prima di mezzogiorno, saremo di ritorno; la foresta bellissima in autunno.
Simona - L'altro giorno mi dicevate che non vi piaceva la natura.
Max - Si muta... Suvvia, non dite di no. (va verso il fondo dove c' il telefono su un tavolinetto, si mette a telefonare con le spalle al pubblico. Simona, seduta sul canap tiene i gomiti appoggiati sui ginocchi, reggendosi le tempie). Allora, siamo intesi, per le tre?
(Simona tace. Entra Luisa).
Max - Fate entrare.
Andrea - (entrando) Rieccomi qui... E 'cos, questa prova andata bene?
Simona - (distratta) Bene, bene, benissimo... (riservata) Ed ora, vado a fare il mio bagno... Con permesso (via).
SCENA NONA
Max - Andrea
Andrea - (ironico) Non vai ad assistere al bagno di Diana?
Max - Ah! Ma non hai proprio fortuna! Ora arrivi con la prova, ora col bagno...
Andrea - Spero che adesso vorrai sgombrare, eh?
Max - S, ma non prima di dirti qualche cosa.
Andrea - Sentiamo.
Max - Ebbene, io ne ho abbastanza! Lo vuoi sapere qual' la sua opinione a mio riguardo? Mi considera come un uomo in ribasso! A me! S, caro, m'ha persino raccomandato pietosamente le punture di cacodilato.
Andrea - (sorride) Ebbene, di che ti lagni? A vederti in collera cos, si direbbe che ha indovinato giusto.
Max - Ma raccomandami anche tu gli stimolanti!... Ah, no! basta con queste storie... sbrogliati come vuoi subito... Trovati un altro procuratore!
Andrea - Sei nervosetto, oggi.
Max - E se lo fossi? Ne ho ragione! L'ho vista in deshabill, caro, e non sono di legno!
Andrea - E va bene... E allora?
Max - Allora... allora... non ne potevo pi...
Andrea - (allarmato) Vuoi parlare, chiacchierone?!
Max - Era qua, quasi nuda... e allora... e allora, ho perduto la testa...
Andrea - Tu hai fatto questo?
Max - Sicuro... ho perduto la testa... le ho proposto di venire a passare la notte nella villa di Brugeois.
Andrea - (fremente) E allora?
Max - E allora... cos.
Andrea - Cos, cosa?
Max - Vado a Brugeois a prendere la chiave... Ma non tremare cos, non approfitter del tuo denaro, pauroso... ma lasciami almeno aver l'aria, se non altro, di essere animato di buone intenzioni... Scusami con la mia... con la nostra... insomma, con la tua amante! (entra Lucietta).
SCENA DECIMA
Detti - Lucietta
Lucietta - - Simona ancora al bagno?
Max - S, venite con me.
Lucietta - Dove?
Max - A prendere la chiave...
Lucietta - Che chiave?
Max - La chiave del mistero... (la trae) Cacodilato! Cacodilato!... Credete anche voi che ne abbia bisogno?
Lucietta - (stordita) Di che?
Max - Non capisce, santa innocenza!...
(via con Lucietta. Andrea resta solo, passeggia sollevato, fischietta; Simona entra, ha in mano una borsetta).
SCENA UNDICESIMA
Simona - Andrea
Andrea - (nel vederli partire) Se ne va, se ne va, se ne va... Ufff! Che paura...
Simona - Sei solo?
Andrea - S. Il tuo amico aveva fretta e m'ha pregato di farti le sue scuse.
Simona - Grazie.
Andrea - Nulla di nuovo?
Simona - Ah, s... Il signor Ader m'ha dato cinquemila franchi. Li ho qui, vuoi tenerli, tu, tesoro?
Andrea - Potresti riporli in un cassetto...
Simona - Preferisco che li tenga tu... ben inteso, se hai bisogno di qualche cosa... cassa comune (prende il portafoglio dalla tasca interna di Andrea e vi mette i cinque biglietti).
Andrea - (energico) No.
Simona - Non li vuoi?
Simona - Hai ragione... (ritira il denaro).
Andrea - (guardandola attonita) Come va che ora non insisti come facevi una volta. D?... Tu mi nascondi qualche cosa.
Simona - S.
Andrea - Cosa?
Simona - Ebbene, ti dir... Max Ader vuol che vada in campagna per passare la notte con lui... la prima.
Andrea - E ti secca?
Simona - Sicuro che mi secca... Era troppo bello... non poteva durare...
Andrea - Tu hai un amante ricco e un amante povero. E' questa la vita che ti piace.
Simona - No.
Andrea - Perch ?
Simona - M' bastato che quel signore mi chiedesse di... perch io comprendessi subito di un tratto... che per me, tu sei pi che una simpatia, pi che un capriccio, un amoretto... tu ormai sei uno del quale non potrei fare pi a meno e che se mi venisse a mancare, lascerebbe in me come delle rovine...
Andrea - (cingendola e stringendola) Hai n gione, tu sei cambiata, piccola mia; tu non sai il dono che mi fai... Ma, dopo tutto, ci cosa c'impedisce di vivere insieme? Bene male, ce la caveremo benissimo.
Simona - Ho una voglia matta di mandare tutto al diavolo!... E se non temessi quello e penso...
Andrea - Che pensi?
Simona - S, il giorno che tu mi vedessi le calze di seta rammendate, poi con le calze di filo, con delle scarpe non tini, con abiti modesti... forse muteresti tu pure... Ve senza sembrarlo, penso a molte cose, io.
Andrea - Ma io ti vorr bene in qualsiasi coi dizione; e quando vorr vederti nella pi bella toilette, ti dir: Simona, spogliati!
Simona - (ridendo) E ce ne andremo al teatro
Andrea - Allora, che decidi? Vai o non vai in campagna?
Simona - (stringendogli la mano) No... no..
Andrea - E io ti dico di s... (con aria drammatica). Tu andrai in campagna!
Simona - (lo guarda un po' sbalordita. Andrej balza al telefono).
Andrea - Pronti... Passy, 31-47... Il signor Max Ader, per favore?
Simona - Che vuoi fare?
Andrea - Zitta... (al telefono) Sei tu, Max?
Simona - Eh?!... gli dai del tu?...
Andrea - S... dimmi, ce l'hai la chiave di Brugeois?... Me la vuoi prestare?... Andrei volentieri a passare due o tre giorni con Simona.
Simona - Ma che scherzo questo?
Andrea - (al telefono) Allora, siamo intesi... Sei molto gentile, grazie. Simona? E' qui, sta ascoltando con l'altro ricevitore, ma io devo sostenerla perch sta cadendo dalle mi vole... Spiegale tu in due parole, fammi il favore...
Simona - (prende i due ricevitori) ... No! Nooo... Nooo... (stupore crescendo) Ricco!?.., Tu sei ricco... Ed eri tu che?!...
Andrea - (timido) S... ma... ti dir... son pronto a... (gesto di gettare, sperperare denaro)... a patto che tu non mi lasci...
Simona - Mio piccolo tesoro, come sono felice! (Andrea le stringe amorosamente la mano) Bisogna proprio dire che ti voglio un gran bene per sopportarti anche ricco!!!...
FINE
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