Sistemino

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SISTEMINO

SISTEMINO

- ATTO UNICO -

di

GIORGIO CASINI

Personaggi

POLDO LASCHEDINA, detto Sistemino

GIOVANNA, sua madre

ANGELINA, vicina di casa

FRANCESCA, la bellona

ILEANA, giornalista TV

codice SIAE - 824288A

ATTO UNICO

Stanza di soggiorno in casa di Poldo e Giovanna: uscita a destra, che immette alle altre stanze; a sinistra, verso l'esterno. Un tavolo al centro con due sedie, una vetrinetta sul fondo, altre sedie ai lati della scena. Giovanna entra con una bacinella piena di fagiolini che pulirà durante lo svolgersi dell'azione. Ha pure una sciarpa ed un cappello che Poldo indosserà, a tempo.

SCENA PRIMA - GIOVANNA, POLDO

GIOVANNA- (Entra con Poldo). Via Nini, dammi retta: se vuoi uscire metti la sciarpa e il cappello sennò prendi fresco... Quest'anno, la stagione non ha proprio nessuna voglia di rimettersi; chissà cosa farà d'inverno.

POLDO- Si mamma, mi devo mettere anche i guanti?

GIOVANNA- No, bellino di mamma, i guanti lasciali. Non siamo mica più di gennaio, siamo di giugno.

POLDO- Per arrivare fino lì al caffè, mi devo mettere anche la sciarpa?

GIOVANNA- Certo, Poldino: quando arrivi lì all'incrocio c'è sempre uno spiffero!... Se, Dio ne guardi ti ritorna la tosse, stiamo benino! E sai; la pertosse non l'hai ancora avuta. E nemmeno gli orecchioni.

POLDO- Anche il cappello, mamma?

GIOVANNA- Sì. Se prendi freddo alla testa, ti viene il raffreddore! E di fazzoletti non mi riesce trovarne più nemmeno uno! Li lasci sempre in giro. Perdi tutto: qualche volta tornerai a casa senza la testa!

POLDO- (Ride). Non sono mica un'acciuga.

GIOVANNA- Come sarebbe a dire?

POLDO- Nella scatola son tutte senza testa... Davvero!... Come fanno a nuotare?

GIOVANNA- Lascia stare le acciughe, che nemmeno ti piacciono! Vai vai, sbrigati... L'hai presa, la schedina?

POLDO- Mi chiamo io Laschedina: Poldo Laschedina!

GIOVANNA- Sistemino di soprannome. Dicevo: vai al bar per dare una controllatina ai risultati. Si sono sentiti ieri sera alla televisione ma è bene andare a vedere di persona. Il lunedì mettono fuori il foglio con tutte le partite e siamo più sicuri. E sai: questa settimana son miliardi; ha perso la Juventus e il Milan!

POLDO- Ha vinto il Migliarino!

GIOVANNA- Cosa c'entra il Migliarino? Non è nemmeno nella schedina!... Quanti due ci hai messo? Perché io, non è che mi fidi tanto! Te fai i sistemi, ci studi tutta la settimana, non ci dormi la notte... ti chiamano Sistemino di soprannome, ma non vinci mai nulla. L'ultima volta mi hai fatto spendere quasi mezza pensione, che per rifarci un pochino siamo dovuti stare una settimana senza bere il vino... e poi non abbiamo vinto nemmeno mille lire!

POLDO- Tutta colpa dell'Atalanta... Avevo giocato tre triple e sei doppie...

GIOVANNA- E quattro scempie!... Te perdi il tempo con l'Atalanta. Già, dal nome, mi sembrerebbe una donnaccia!... (Colpita da un pensiero improvviso) Poldino... Sistemino... Non ci avrai mica qualcuna?! Diglielo alla tua mamma: posso stare tranquilla, eh? Non farai mica come il tuo babbo che mi lasciò per correre dietro a quella donnina che vendeva il baccalà. Si fece incantare dall'odore, forse... Ma ora vanno in giro per fiere e mercati a vendere i lupini e le noccioline! E gli sta bene!!

POLDO- A me, il baccalà non mi piace nemmeno.

GIOVANNA- Bravo Pipi. Non fare come il tuo babbo che mi lasciò con una creatura fra le braccia. (Commossa). T'ho tirato su a bocconcini di pane... e schedine del Totocalcio. (Materna). Sistemino: te stai con la tua mamma, vero?... Non ne hai donne, eh?! Diglielo alla tua mammina...

POLDO- No, mamma.

GIOVANNA- Bravo Pipi, non ti ci confondere. Ti danno tanti grattacapi e basta.

POLDO- C'è una ragazza che mi garberebbe...

GIOVANNA- (Sospettosa). Sii?... E chi è?

POLDO- Sta nel condominio qui davanti, al terzo piano. Si chiama Francesca. Il dodici d'ottobre dell'anno scorso, mi ha sorriso...

GIOVANNA- Ti sei segnato la data?!... Bimbo stai attento! Ai terzi piani ci stanno tutte donnacce! A volte anche al secondo!... Trovatela al mezzanino, così fai più presto a lasciarla.

POLDO- L'ho rincontrata tante volte...ma non mi ha più guardato.

GIOVANNA- E invece, il tredici d'ottobre ti sorrise...

POLDO- Il dodici, mamma. Ero appena uscito, lei attraversava la strada, aveva un libro in mano, gli cascò, io glielo raccolsi, lei mi disse grazie e mi fece un bel sorriso: aveva certi denti bianchi...

GIOVANNA- Si, di lavatrice!! Col detersivo sbiancante!!... Vai a controllare i risultati, vai, sarà meglio.

SCENA SECONDA - ANGELINA, GIOVANNA, POLDO

ANGELINA- (Entra trafelata). Sistemino… Sistemino... Poldino, Giovanna... Fatemi riprender fiato... L'avete saputo?!

GIOVANNA- Cosa?

ANGELINA- Tre miliardi e duecento milioni!

POLDO- Chi li ha persi?

GIOVANNA- Mettiti a sedere. Spiegati per bene. Ti vedo tutta agitata. Vuoi un bicchiere d'acqua?

ANGELINA- Tredici!!... Al bar... lo dicevano... L'hanno giocata lì la schedina! Il padrone offre da bere a tutti!

GIOVANNA- (A Poldo). Lesto, sbrigati! Tante volte ci ripensa!... Te non sai approfittare delle buone occasioni! (Poldo si avvia). Aspetta... (A Angelina). Ma chi l'ha fatto il tredici?

ANGELINA- Per ora non si sa di preciso. Io ero capitata lì per caso, siccome mio nonno non ce la fa a masticare perché gli si è rotta la dentiera e fino a domani l'artro l'ortopedico non gliela fa...

GIOVANNA- L'ortopedico?

ANGELINA- Si, quello che fa l'apparecchi ai denti... come si chiama... l'orto... dentario.

GIOVANNA- L'orto... l'orto e il campo! Si dice il dentaiolo! Che lavora ner dentierificio! E l'ha fatto lui, tredici?

ANGELINA- No, dicevo: siccome ero andata per trovare qualcosa di morbido da far mangiare al mio nonno... che so: qualche pastina, un pandoro, la torta di crema, una decina di bigné alla panna, una conchina di tiramisù, un santonoré, una bella fetta di crostata di lamponi, due o tre profiterole... il dolce della nonna...

GIOVANNA- Si custodisce bene tuo nonno, eh?

ANGELINA- Sa com'è: in casa siamo in dodici.

GIOVANNA- Tutti senza dentiera?

ANGELINA- Cosa c'entra: si fa per non farlo sfigurare, poveruomo... Insomma, dicevo: ero lì al bar che sceglievo... ah, ho preso anche un barattolo di gelato ar mirtillo... Insomma, ero lì quando hanno principiato a circolare le voci che il tredicista miliardario potrebbe essere... reggetevi forte... oh, lo dicevano al bar, io riporto le voci e basta...

GIOVANNA- Ma insomma, si può sapere chi è che ha fatto tredici?! È due ore che ci tieni sulle spine!

ANGELINA- Reggetevi... io non ci ho colpa... Lui: Sistemino!!

GIOVANNA- Poldino?!... Oimmena! Non mi reggo in piedi!... Una sedia... (Si accascia su una sedia)

POLDO- Io non c'entro. Mamma, non è colpa mia. (Con Angelina, assiste Giovanna). Mamma, ti senti male?

GIOVANNA- Poldino... il mio bimbo... ha fatto tredici!

POLDO- No mamma, non devi darle retta; io non ho fatto nulla. Lo dice per farti star male... Brutta... cattiva... maligna!

GIOVANNA- E ora, cosa bisogna fare?

ANGELINA- Prima cosa, bisogna andare a controllare. Bisogna assicurarsi che la schedina sia proprio quella giusta.

GIOVANNA- Quanti due ci sono? (A Poldo). Te, quanti ce ne hai messi?

POLDO- Quattro... o sei... mi pare una decina...

ANGELINA- Dunque: fuori casa ha vinto la Sampdoria e l'Udinese; l'Atalanta ha pareggiato...

GIOVANNA- Quella donnaccia! Pareggia sempre con tutti!

POLDO- Il Migliarino ha vinto!

ANGELINA- Ah, la Lucchese ha perso.

GIOVANNA- Ce n'ho piacere! Così piglio un po' in giro la sora Rosa: quella signora di Lucca che abita giù, al primo piano. Si dà un mucchio d'arie quella lucchesaccia... Pare che ci sia soltanto lei, al mondo... O la Fiorentina, si sa cos'ha fatto?

ANGELINA- Perché, era incinta? Ha già sgravato?

GIOVANNA- O la Spal, il Torino... la Butese, il Pontedera?

ANGELINA- Ora, tutti non me li ricordo. Bisogna prendere la schedina e andare al bar a fare un controllo.

GIOVANNA- Poldo, la schedina!

POLDO- (Sull'attenti fa il saluto militare). Laschedina Leopoldo detto Sistemino. Presente!

GIOVANNA- (Esplicativa). Era fissato sul militare. Siccome alla visita di leva fu scartato, allora, meglio di niente, si è fissato sul pallone. !

ANGELINA- Si vede... Ma è tanto buono e... a guardarlo bene, anche un discreto ragazzo... un po' rivestito, con abiti un po' eleganti... senza sciarpa e cappello (Poldo se li toglie) potrebbe essere... sì: potrebbe essere... un tipo.

GIOVANNA- Da cinematografo! Bimba, sarà meglio cercare la schedina!?... Poldino, dove l'hai messa?

POLDO- (Si fruga nelle tasche).L'ho qui... non la trovo... (Guarda dentro il cappello). No, non ce l'ho. (Tranquillo). Vedrai l'ho persa.

GIOVANNA- L'hai persa!?! Ma io ti smonto!! Pezzetto per pezzetto! Ho messo nove mesi a farti, ti sfaccio in cinque minuti!!... Ha perso la schedina!... Si possono sentire certe cose?!... Diciotto miliardi! Mica uno!!

ANGELINA- Tre miliardi.

GIOVANNA- Soli?!

ANGELINA- E duecento milioni.

GIOVANNA- Beh, allora...

ANGELINA- (A Poldo). Ma sei sicuro? Hai frugato bene? Anche nel taschino? Anche nella tasca ladra? Sì: quella interna.

GIOVANNA- Ieri sera, quando sei andato a letto, dove l'hai messa la roba che avevi in tasca?

POLDO- Sul canterale.

ANGELINA- Vedrai sarà rimasta lì. Vada a cercarla lei, signora Giovanna... Io rimango qui con Sistemino, a consolarlo; poverino, c'è rimasto male.

GIOVANNA- (Fra sé, sospettosa). Signora Giovanna?! O quella?! (Forte). Sarà meglio che tu venga di là con me! Siccome mi garban poco le consolazioni: si principia col premio di consolazione e si va a finire a quello di tre miliardi! E duecento milioni!! Vieni, vieni. (Esce con Angelina).

SCENA TERZA - POLDO, FRANCESCA

POLDO- (Rimasto solo, continua a cercare la schedina. Si sente bussare). Avanti, avanti. La porta è aperta.

FRANCESCA- (Entra). Signor Leopoldo, buongiorno: posso entrare?

POLDO- Si accomodi.

FRANCESCA- Non la disturbo mica? Sa, io mi chiamo Francesca e abito nel palazzo proprio qui davanti, giusto di là dalla strada... Ero in casa e mi son detta: quant'è che abitiamo così vicini e non sono mai andata a trovare quella gente; bisogna proprio che gli faccia unavisita. Sua mamma, c'è in casa?

POLDO- È di là; la chiamo?

FRANCESCA- No no... Non la disturbiamo, avrà da fare... Anch'io, guardi, ho preso un momentino propio così, al volo, per venirla a trovare... Facevo le faccende, mettevo a posto i libri; ho una libreria che mi prende tutta una parete... beh, quasi mezza. E così mi è capitato fra le mani questo librettino: una cosuccia da niente ma che mi piacerebbe farle leggere: "Amore Strizzami"!

POLDO- Signorina... cosa mi dice...

FRANCESCA- È il titolo: "Amore Strizzami". Io l'ho trovato bellissimo. Glielo presto, quando l'ha letto me lo restituisce, abito proprio qui davanti... così ci si contraccambia la visita, si sta un po' assieme... (Si avvicina a Poldo che si scansa). Fra vicini di casa son cose che capitano. Anzi, lo sa cosa dobbiamo fare? Diamoci del tu. Fra vicini di casa... fra amici...

POLDO- Sì sì... si metta a sedere... mettiti su quella seggiola lì. (Indica una sedia distante da quella dove va a sedere lui).

FRANCESCA- Io ho sempre molto da fare: studio, lavoro... insomma sono parecchio impegnata ma un momentino di tempo per farti una visitina, dovevo proprio trovarlo. (Si avvicina con la sedia). E tu? Parlami un poco di te, le tue occupazioni: cosa fai, come passi le tue giornate...

POLDO- (Timido). Beh, studio.

FRANCESCA- Oh, che caro! Bravo! Vai all'università? Quale facoltà frequenti: umanistica o scientifica? Forse fai delle ricerche su qualche materia... elettronica... tecnologica, bionica... Bravo! Fai proprio bene! La scienza è il pane del futuro.

POLDO- Studio i sistemi scientifici. Ma non vinco mai nulla.

FRANCESCA- Non arrivi nemmeno al diciotto?

POLDO- Ma allora non te ne intendi. Il massimo è tredici. Ma io non faccio nemmeno dodici.

FRANCESCA- Ma cos'è: un corso accelerato, magari serale, per studenti lavoratori, cotesto sistema?

POLDO- Il sistema ridotto: tre triple e sei doppie.

FRANCESCA- Fai le ricerche sugli atomi? Come deve essere interessante! (Si avvicina). Ma lo sai che, a guardarti bene, l'aria dello scenziato ce l'hai. Se ti arruffi un po' i capelli, ti fai crescere la barba; il premio Nobel non te lo leva nessuno! Chissà che teorie affascinanti, devi saper discutere...

POLDO- Beh, insomma...

FRANCESCA- Posso venire a sentirti quando dài l'esame?

POLDO- Hai voglia: sabato a mezzogiorno.

FRANCESCA- Dove?

POLDO- Al barrino, da Gigi.

FRANCESCA- Gigi?! Non mi sembra un nome da scienziato... Ma poi, quale barrino?

POLDO- Lì sull'angolo. Tutta la settimana studio per fare il sistema, e il sabato a mezzogiorno lo vado a giocare.

FRANCESCA- A giocare?!

POLDO- Sì, alla ricevitoria.

FRANCESCA- Quale ricevitoria?

POLDO- Del Totocalcio.

FRANCESCA- Aah, ecco qual era il sistema... Già, ora che mi rammento: ti chiamano Sistemino.

POLDO- (Sull'attenti, saluto militare). Laschedina Leopoldo, detto Sistemino: presente!!

FRANCESCA- (Gli si avvicina). E sicché, non vinci mai niente?

POLDO- Mai.

FRANCESCA- Poverino. Ma non devi perderti di coraggio, devi insistere. Una volta o l'altra ti capiterà di vincere qualcosa... per esempio... tre miliardi... e magari anche duecento milioni.

POLDO- Me l'ha detto anche Angelina.

FRANCESCA- Chi è Angelina?... Poldino, dimmi la verità: sei fidanzato?... C'è una donna nella tua vita?

POLDO- No... cioè, si... ci sarebbe...

FRANCESCA- (Impulsiva) E chi è questa... (Più calma; lo blandisce). Dimmelo: siamo amici...

POLDO- Mi ha sorriso il dodici d'ottobre dell'anno scorso.

FRANCESCA- (Un po' sconcertata). E poi più nulla? Il sorriso della Gioconda! E dove abita?

POLDO- Nel casamento di fronte, al terzo piano.

FRANCESCA- Dove abito io.

POLDO- Si chiama Francesca...

FRANCESCA- Non ci sono altre Francesche... Ma allora... sarei io... E ti ho sorriso il tredici d'ottobre...

POLDO- Il dodici!

FRANCESCA- Ah, si... mi ricordo... eravamo... eravamo... Dove eravamo?

POLDO- Ti cascò un libro, te lo raccolsi...

FRANCESCA- Ecco sì... il libro... (Finge di ricordare). Mettiamoci a sedere. (Gli siede vicina). Stiamo vicini. Ti volevo dire che io... insomma... ti vedo passare... e mi son sempre detta: quel ragazzo lì ha qualcosa... ma qualcosa... che non è quel qualcosa che hanno tutti... è qualcosa... che ha soltanto lui!

POLDO- Come parli bene.

FRANCESCA- Sì, faccio un corso di recitazione... (Gli si avvicina). Insomma: quel qualcosa che ti manca... è una donna... seria, intelligente, bella, che ti capisca... che ti sorrida. (Si avvicina, Poldo si scansa)... che t'aiuti a fare le schedine!

POLDO- Davvero!?

FRANCESCA- Sicuro. Io, fra le altre materie ho studiato anche matematica. Con tutti quei soldi si compra un computer, siamo al posto.

POLDO- Mamma dice sempre che devo stare attento alle donne.

FRANCESCA- (Gesto verso l'interno a minacciare Giovanna). Ha ragione... Ma mica tutte le donne sono uguali! Per te, ci vuole una ragazza che ti sappia prendere... che ti sorrida... Sono anche ragioniera e potrei amministrarti il capitale. (Gli è vicinissima). Sistemino: io potrei essere la donna che ci vuole per te! (Poldo la sfugge, lei lo costringe in un angolo). Dimmelo che anche te sei disposto... Te lo immagini quanti bèi sistemini si farebbero noi due assieme!?

POLDO- Signorina!... Mamma!... Francesca, se per combinazione ci vede mia madre si sta lustri... Mamma!... Mamma!!

FRANCESCA- (Si allontana). E va bene! Chiama la mammina! Si fa la bella famigliola

SCENA QUARTA - GIOVANNA, ANGELINA, FRANCESCA, POLDO

GIOVANNA- (Entra con Angelina). Cosa c'è da urlare tanto? Hai ritrovato la schedina?

POLDO- (Sull'attenti). Laschedina Leopoldo detto Sistemino. Presente!

GIOVANNA- Lascia perdere, ormai si sa... O quella signorina lì chi è, cosa cercava?

FRANCESCA- Mi chiamo Francesca, abito nel palazzo qui di fronte e sono venuta a fare una visita di cortesia.

POLDO- Sarebbe quella del dodici d'ottobre.

ANGELINA- La scoperta dell'America!... Io ti conosco, ti vedo sempre passare... Non ce l'hai più quel ragazzo, quel moretto... che ti ci mettesti dopo che ti eri lasciata con quell'altro di capello rosso...

FRANCESCA- Non so proprio di chi stai parlando. Io non ce l'ho mai avuti fidanzati... rossicci e tanto meno di capello nero.

ANGELINA- Ho capito: ti garbano quelli biondi... O castani, come Poldino...

FRANCESCA- (A Giovanna). Signora, non dia retta a queste basse insinuazioni. D'altronde, fra me e suo figlio c'è una sincera e innocente amicizia.

POLDO- Ha detto che se vado con lei si fanno tanti Sistemini!

FRANCESCA- Col computer!... Io me ne intendo.

ANGELINA- È pratica! Prima col rosso, poi col moro... senza contare i biondi! Ha un bel po' d'esperienza lei!...

GIOVANNA- Fatela un po' finita! ( A Francesca). Mi dici come mai ti è passato per la mente di venire proprio oggi a fare la visita di cortesia?... Per caso, te, di miliardi, ne hai sentito parlare?

FRANCESCA- Ioo?! Ci mancherebbe altro!

POLDO- Mamma, mi garba quella bimba. È quella che mi ha sorriso il dodici d'ottobre. È ragioniera, mi può amministrare il capitale... e poi c'è da fare i Sistemini!

GIOVANNA- Sentila: i Sistemini! Col computer o con... lasciamo perdere! Te, il mio figliolo lo lasci stare!

FRANCESCA- Come si permette? Io sono una ragazza per bene, sono istruita, di buona famiglia!

GIOVANNA- E allora ci ritorni, in famiglia! Il mio bimbo, ora può pretendere di più! Ora noi si guarda in alto! Si pretende molto ma molto di più! Siamo arrivati! Noi possiamo!

POLDO- Mi aveva portato questo libro da leggere.

GIOVANNA- (Guarda il libro). "Amore Strizzami"!!? Al mio bimbo una cosa simile!? È per bene lui! Fuori di casa mia! E non farti più vedere! Via! Fuori! (Le tira dietro il libro. Francesca esce).

POLDO- È andata via?

GIOVANNA- E nemmeno ci ritorna! Vai di là, bellino. Vai a cercare la schedina. (Poldo esce). Ora saltano tutte fuori; gli fa gola il mio bimbo! Ma ci sono io, per fortuna! Se non ci pensassi da me ai miei interessi chissà dove si andrebbe a finire! Da qui in avanti mi ci metto di piantone!

ANGELINA- Brava, fa bene! Ora chissà quante zanzarone principieranno a girargli d'intorno. E invece lui dovrebbe trovarsi una brava ragazza, semplice, modesta, senza tanti grilli per il capo, che sappia tirare avanti la casa... che voglia bene alla sua mamma...

GIOVANNA- Senti senti... Una perla di fanciulla! E, secondo te, dove la potrebbe trovare una ragazza così?

ANGELINA- Non c'è mica bisogno di andare tanto lontano... basta guardarsi un po' in giro, vicino casa... fra le amicizie...

GIOVANNA- Magari... Angelina... te!

ANGELINA- Io facevo per dire... ma se dovesse posare gli occhi su di me... toh, potrei anche prendere la cosa in considerazione.

GIOVANNA- Ah, te potresti considerare... Allora vai a considerare fuori di casa mia! Marsc! E non farti più vedere! (Angelina esce). Tutte uguali! Meno male ci sono io!... L'avrà trovata quell'artro, la schedina? (Bussano alla porta). Avanti, è aperto.

SCENA QUINTA - GIOVANNA, ILEANA

ILEANA- È permesso?... Mi scusi, lei è la signora Giovanna?

GIOVANNA- Precisamente... Con chi avrei il piacere, tanto per sapermi regolare?

ILEANA- Mi chiamo Ileana... Mi son permessa di venire avanti, l'uscio era aperto.

GIOVANNA- Sì, lo lasciamo sempre aperto: che vuole, è l'abitudine. Ma d'ora in avanti bisogna che ci metta un lucchetto grosso così... Liliana ha detto? Liliana e poi?

ILEANA- Ileana... Ileana Ardenti. Faccio la giornalista, per la televisione: sono inviata di Canale Settemmezzo.

GIOVANNA- Settemmezzo? Io, un cinquino e sto! L'uomo nero cosa fa, il d-j?!... Non ci faccia caso: scherzo. Vada avanti.

ILEANA- In redazione è arrivata notizia della vostra vincita e mi hanno mandato qui a fare il servizio.

GIOVANNA- Capita proprio a proposito: ho giusto da passare il cencio in terra. Cosa ci posso fare: con questa stagionaccia, il bimbo mi porta tutto il fango in casa; io glielo dico sempre: pulisciti le scarpe prima di entrare!... Caso mai, lei fa anche il bucato?.. Oh, ma non devo mica pagare nulla? L'ho vinto alla televisione!?

ILEANA- Cosa?

GIOVANNA- Il servizio... Canale Settemmezzo ha detto? È capace, se mi veniva la matta mi puliva tutta la casa, anche il pianerottolo! Quando principia? Il detersivo lo fornite voi, vero?

ILEANA- Guardi che non ci siamo capiti: il servizio, cioè l'intervista.

GIOVANNA- A chi?

ILEANA- A lei e a suo figlio. Avete fatto un bel tredici. È uno scoop, una notizia eccezionale. Passerà sul TG delle quattordici e, siccome supera i tre miliardi, possiamo farne uno special in prima serata. Per la notte avrei in mente una linea calda con telefonate tipo unoseisei. Naturalmente, suo figlio dovrebbe rispondere. Immagino che il giovanotto... a proposito, come si chiama?

GIOVANNA- Leopóldo... Póldino... Sistemino di soprannome.

ILEANA- "Leopoldo show"... No, come titolo non fa audience... "I consigli di Sistemino"... No, lo potrebbero scambiare con una rubrica per gli agricoltori... Ho trovato: "Poldino sexy-system superstar", consigli erotici di un tredicista miliardario!

GIOVANNA- Ma il mio bimbo, lo saprà fare? È un pochino timido.

ILEANA- Non si preoccupi: abbiamo le controfigure per le scene osé. S'immagini che durante il dibattito parlamentare sulla riforma delle pensioni, abbiamo piazzato le telecamere in una casa di riposo per anziani; riposo quasi eterno, vero; ebbene, signora Giovanna, doveva vedere che cose... che cose... cose turche!

GIOVANNA- E come andò a finire?

ILEANA- Al parlamento, dovettero approvare la legge! Mi hanno detto che la vincita si aggira sui tre miliardi... e pochi spiccioli.

GIOVANNA- (Con commiserazione). E duecento milioni...

ILEANA- Quelli li diamo in beneficenza... Giustappunto la nostra emittente pochi giorni or sono ha fondato la "A.T.T.A.", Associazione per la Tutela dei Topi Abbandonati".

GIOVANNA- I topi?!!

ILEANA- Sicuro! Tutti fanno un ricovero per cani, per gatti abbandonati e la gente offre. Bisogna trovare qualcosa di nuovo, che colpisca al cuore il telespettatore medio. Poveri topini, costretti a vivere nelle fogne, a rovinarsi la dentatura per rodere ogni genere di rifiuti. (Giovanna è commossa). Invece: ognuno nella sua celletta, una razione generosa di formaggio... parmigiano, groviera; insomma piatti assortiti... servizi privati... Facciamo una ripresa nelle fogne con telecamera nascosta, poi li riprendiamo contenti mentre mangiano il formaggio con la sua bella etichetta sopra così facciamo anche lo spot del formaggino... Passandolo, diciamo... quattro volte ogni ora... sì; duecento milioni li recuperiamo tranquillamente nel giro di una settimana, esentasse. L'importante è trovare un topo che sappia essere convincente nel raccontare la storia.

GIOVANNA- O che i topi chiacchierano?

ILEANA- Li facciamo doppiare dai nostri speakers. Piuttosto: il nostro Poldino, a donne come sta? È fidanzato, sposato? Se sì, dovrebbe divorziare: un divorziato ha più fascino, ha una love-story alle spalle! Amanti ne ha? Quante?... Devono essere maggiorenni.

GIOVANNA- Veramente il mio bimbo... conoscerebbe una ragazza che una volta... gli ha sorriso.

ILEANA- Molto romantico; ma i sorrisi in TV non vanno. Mi cade lo share, l'indice di ascolto... Ci vuole qualcosa di più eclatante... Vede, signora: Poldino dovrebbe esibirsi almeno a torso nudo!

GIOVANNA- Il bimbo?! O se piglia freddo?

ILEANA- Abbiamo dei riflettori che scalderebbero anche un orso polare in letargo!... Dobbiamo trovare una avventura un po' hard-core. Meglio un matrimonio: le nozze del secolo! Come la regina d'Inghilterra o il principe di Monaco... un cocchio con dodici cavalli bianchi... no, no, troppo anglosassone... Meglio un elicottero; con telecamera a bordo per riprendere il "si"... E poi un panfilo, un cabinato di trentadue metri; ce lo facciamo prestare dallo sponsor quello del formaggino; sempre con telecamera a circuito chiuso, per riprendere la luna di miele!

GIOVANNA- (Sospettosa). O... la sposa, non per essere invadente... o chi dovrebbe essere?

ILEANA- Beh... Abbiamo tante controfigure, tutte bellissime... Per quanto, quello è un ruolo importante, andrebbe affidato a una persona che abbia un certo carisma, che sappia come presentarsi, come pronunciare il "sì"... Diciamo che potrei farlo io... Sarà tutto in regola, con documenti veri, autentici... compresa la comunione dei beni...

GIOVANNA- Anche i tre miliardi saranno in comunione?

ILEANA- Certo, è la legge.

GIOVANNA- Eh già... tutto vero, tutto autentico... (Esplode). Se non fai presto a sloggiare da questa casa, saranno vere anche le ciabattate che piglierai sulla testa!! (Si toglie una ciabatta che, a tempo, le tirerà). L'ha presa ariosa, e c'ero quasi cascata! La casina per i topi, e per le... all'altra lo dicevo! Vai via di casa mia!! Settemmezzo?! Ma neanche il due di briscola!!

ILEANA- Signora, guardi che si sbaglia.

GIOVANNA- Fuori di casa mia! E non azzardarti a rimetterci più il piede! Sloggiare! Via!! (Ileana esce). Ora, se ne viene un'altra l'ammazzo prima di farla entrare! (Chiama verso l'interno). L'hai trovata la schedina, Sistemino?

SCENA SESTA - GIOVANNA, POLDO, ANGELINA, FRANCESCA

POLDO- (Entra). Ho rovistato dappertutto ma non mi riesce trovarla. Di sicuro l'ho persa.

GIOVANNA- E ora come si fa?! Tutti quei soldi: ti saresti sistemato, avresti preso moglie; tre, te ne avevo già trovate: mica una, tre! Ma senza la schedina, come fai a sposarle? E alla televisione non ti ci vogliono più!... Ci pensi: potevi fare il sestisistempoldisciò.

POLDO- Cosa devo fare?

GIOVANNA- Lo sciò... si vede, hanno da scacciare i polli...

ANGELINA- (Entra con Francesca). Giovanna, Sistemino: contrordine!

FRANCESCA- Poldino, ti voglio dare un consiglio da amica: guarda di trovarti un'altra ragazza che ti sorrida perché io, se dovessi incontrarti per la strada, mi giro da quell'altra parte.

POLDO- Signorina Francesca, cosa ti ho fatto?

FRANCESCA- A me nulla. Hai soltanto sbagliato a fare il sistema.

ANGELINA- Il tuo tredici non esiste! NooNoNno n avete vinto nulla!

GIOVANNA- Perché? Delinquenti! Mi volete vedere morta!... Oimmena; mi sento male...

POLDO- Mamma, cos'hai? Chiamo il dottore?

FRANCESCA- Forse siamo state un po' brusche. Ci dispiace ma purtroppo è così. Il tredici non è vostro.

GIOVANNA- O di chi è? L'aveva fatto lui! Gliel'hanno rubato!

ANGELINA- L'ha detto proprio ora la televisione. Il tredici l'ha fatto un tale di passaggio; un napoletano.

FRANCESCA- L'altro giorno, passando da queste parti, si fermò a prendere il caffè, giocò la schedina e, una volta arrivato a casa, si è accorto di aver fatto tredici. L'ha detto il telegiornale, alla televisione.

GIOVANNA- Settemmezzo?

ANGELINA- No, all'una e mezzo... Del resto, ci vuol pazienza: i miliardi, si sa: a volte vengono, a volte vanno...

FRANCESCA- E prima che tornino...

GIOVANNA- Ma dei soldi non bisogna farne tanto caso... Poldino è sempre qui... A guardarlo bene, vero Angelina, se si riveste un pochino, senza il cappello e senza la sciarpa... potrebbe essere un tipo...

ANGELINA- Si ma ora io posso pretendere di più. Molto di più! Io guardo in alto, io posso!

GIOVANNA- Lei, signorina Francesca, che è tanto una ragazza per bene, una volta gli fece un bel sorriso...

FRANCESCA- Se è per questo, un sorriso glielo faccio anche ora (a Poldo), per il tuo compleanno ti voglio regalare una boccetta di dopobarba... Denim... quella per l'uomo forte, che non deve chiedere... mai! Perché anche se chiede non gli risponde nessuno! (Sorride mostrando i denti).

ANGELINA- Vieni Francesca, andiamo verso il barrino; capiterà qualcuno che fa tredici!

FRANCESCA- Se paga bene, basterebbe anche un dodici.

ANGELINA- O un bel Totogol!

FRANCESCA- Poi c'è il Totip, l'Enalotto...

ANGELINA- Il Superenalotto!… Il Gratta e vinci... arrivederci.

FRANCESCA- Arrivederci. (Esce con Angelina).

SCENA SETTIMA - GIOVANNA, POLDO

POLDO- Sono andate via.

GIOVANNA- Non ti preoccupare. Ce ne son tante, donne nel mondo; basterebbe che ti conoscessero un po' meglio, da vicino... No: è meglio da lontano... Intanto fai il sistema nuovo, vai bellino.

POLDO- (Si siede, estrae un pacco di schedine). Saichi mi garberebbe? La Parietti. L'altra sera mi guardava dalla televisione....

GIOVANNA- Fai il sistema, vai.

POLDO- Allora: la Juventus gioca in casa la metto fissa: due. Il Milan, due, la Sampdoria ics... l'Atalanta...

GIOVANNA- Per carità lascia stare l'Atalanta, è una donnaccia! Non sei ancora contento?

POLDO- La metto che perde, va bene mamma?

GIOVANNA- Bravo! NooNon ti ci devi confondere con le donnacce!... Vieni bellino, vieni dalla tua mamma... Accompagnami di là, mi sento male... Le donne son tutte uguali... Non ti ci devi confondere... vieni, accompagnami di là, bellino di mamma... (Escono).

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