Smemogatto

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Smemogatto

Smemogatto

di

Vincenzo Biscardi

ATTO I
¨ SCENA I (STREGATTO RACCONTA)


Lo Stregatto (probabilmente vero protagonista della storia) è colui che racconta un fatto accaduto in passato, ciò che gli spettatori vedono è in realtà un insieme di frammenti di memoria di questo personaggio. Egli entra sempre a sipario chiuso ed annuncia l’inizio di ogni scena con il suo ricordare. La scena e addobbata in modo strano ed insensato, così da rendere più chiaro il fatto che ci si trova non solo in quel mondo fantastico e surreale che è il paese delle meraviglie, ma addirittura in un suo confuso e disordinato ricordo. Quando lo Stregatto entra in scena i personaggi sono immobili come parte del suo ricordo, egli è il burattinaio che muove i fili a cui sono legati i suoi ricordi e i personaggi che ne fanno parte.


Lo Stregatto entra a quattro zampe, si strofina contro qualcosa, si alza sbadigliando e facendo i soliti versi che fanno i gatti.


STREGATTO: “AAAAAAAhhh” !!! 


Si volta verso il pubblico ed inizia a parlare a questi


STREGATTO: “Alcuni giorni li odio! -SBADIGLIO- Come quelli dove non hai voglia di
far niente e invece -IMITANDO- :“Qua la zampina, pussy pussy, vieni qui, amore mio...” Oooh! Sono un gatto io mica sono... Come si chiama quello scemo di un animale... Ah il cane... Oppure ci sono dei giorni dove giocheresti per tutto il giorno e invece di riempirti di coccole, ti riempiono di Kitekat... Ma il giorno più strano della mia vita fu quando incontrai quella bambina... Mi pare si chiamasse Alice, ma non ne sono sicuro... Di sicuro doveva essere pazza, -MENTRE APRE IL SIPARIO -altrimenti non sarebbe venuta qui, perché solo i pazzi stanno con i pazzi -PARLANDO CON ALICE- insomma, se tu non fossi pazza non saresti venuti qui tra i pazzi.


Esce e lascia la scena vuota.

¨ SCENA II (ENTRA ALICE)


Si sentono le voci di Alice e della sorella. Le voci fuori scena continuano fino a quando Alice cade nella stanza delle meraviglie


ALICE: -CADENDO- “AAAAAAAAAAHHHHHH!!!”

Entra lo Stregatto, Alice si blocca mentre egli inizia a parlare al pubblico


STREGATTO: “A dir la verità mi sembra che la caduta fosse stata più lunga”


Esce lo Stregatto e Alice, leggermente scocciata, inizia a muoversi per rifare una caduta un po’ più lunga di quella precedente


ALICE: “AAAAAAAAAAAAHHHHHHHHHHHH!!!”


Entra nuovamente lo Stregatto e Alice si blocca ancora


STREGATTO: “Ad esser sincero devo dire che la caduta la ricordavo più lunga e anche
più violenta”


Alice guarda per un attimo lo Stregatto come per cercare conferma, poi scocciata prende un rialzo e si butta da più in alto


ALICE: “AAAAAAAAAAAAAAAAAAAAHHHHHHHHHHHHHHHHH!!!”

STREGATTO: “A raccontare il vero la caduta...”

ALICE: “Senta signor Stregatto non possiamo rimanere qui tutta la notte”

STREGATTO: “Va bene, va bene -AL PUBBLICO BISBIGLIANDO- come è diventata per-
malosa”

ALICE: -METTENDO VIA IL RIALZO- “Ma guarda un po' se questo gattaccio mi
ha dovuto far riiniziare tre volte la stessa scena. Scusate, ma ho bisogno di riprendere dalla caduta, un attimo che...”


Alice esce di scena e finge nuovamente di cadere


ALICE: “AAAAAAAAHHH!!!”
Si rialza ed inizia a vagare per la stanza osservandosi intorno


ALICE: “Ma dove sono finita? Qui è tutto così strano. Non ricordo neanche perché
sono finita qui... Ah già, stavo inseguendo il coniglio che parlava, chissà dove si sarà cacciato? Eppure l’ho visto entrare qua dentro forse di qua”


Alice attraversa una porta finta dalla quale si ode un ruggito. Appena finito il ruggito esce gridando e tornando così in scena


ALICE: “No, lì non c’era!”


Improvvisamente dalla stessa porta esce il Bianconiglio che subito scappa verso il pubblico, ma prima che possa raggiungere questi viene fermato da Alice.


ALICE: “Ehiiii, ti vuoi fermare un attimo o no?”


Sul posto con movimenti agitati


BIANCONIGLIO: “È tardi, è tardi, è tardi”

ALICE: “Ma tardi per che cosa?”

BIANCONIGLIO: “Come per che cosa? È tardi perché.... Insomma, siccome devo... prima
che...”


Entra lo Stregatto


STREGATTO: ”Accidentino, accidentaccio... Non ricordo più perché quello stramaledet-
to coniglio avesse così tanta fretta...”


Si siede sul proscenio per ricordare


STREGATTO: ”Forse doveva andare in bagno”


Tutti dietro fanno cenno di no con la testa ad ogni ipotesi


STREGATTO: ”Magari qualcuno lo inseguiva... Oppure stava solamente facendo un po’
di moto... E se invece fosse stato solamente in ritardo ad un appuntamento...


A quest’ultima affermazione tutti si rilassano e mostrano cenni d’approvazione


STREGATTO: ”No non ha senso, con chi poteva avere un appuntamento così importante
da dover correre a quel modo...”


Il Bianconiglio bisbiglia 


BIANCONIGLIO: “Con la Regina”

STREGATTO: “Forse con un amico”

BIANCONIGLIO: “Con la regina”

STREGATTO: ”Oppure con una amica”


Si unisce anche Alice


INSIEME: “La regina”

STREGATTO: ”Magari era la fidanzata”

INSIEME: - GRIDANDO - “LA REGINA!!!”

STREGATTO: ”Ma si, ora ricordo, il Bianconiglio aveva un appuntamento con la regina
del paese delle meraviglie”

TUTTI: “Oooohhhh”


Improvvisamente entra la regina, prima un po’ meravigliata della propria entrata cercando conforto nello sguardo degli altri e poi cominciando a gridare per cercare di rimediare al danno


REGINA: “Chi mi ha chiamato? Cosa volete? Ehm... SGOZZATELIII!!!”


Entrano il Cappellaio e la lepre che portano via la regina porgendo le scuse al pubblico: La regina però riesce a scappare così i due sono costretti a riintervenire e, molto sorridenti e in modo indifferente, tirano una randellata in testa alla regina.

STREGATTO: “Chissà se era andata veramente così, non riesco a ricordare bene... Mah!”


Esce


ALICE: “Ma questa è una gabbia di matti”

BIANCONIGLIO: “Matti?!? La regina! E’ tardi è tardi! La regina”


Esce di scena correndo


ALICE: “Ecco, appunto!”


Alice, mentre dice la battuta, si siede come se aspettasse qualcuno e fa passare un po’ di tempo con una lunga pausa. Ad un certo punto si sente una voce fuori campo che grida.


VOCE: “Devi uscire di scena!!!”

ALICE: “Ah già!”


Esce da una parte ma la voce grida ancora


VOCE: “Dall’altra parte”


Alice, un po’ imbarazzata, finalmente esce dalla parte giusta

SIPARIO

ATTO II
¨ SCENA I (FIORI)


Si apre il sipario e in scena ci sono i fiori immobili sopra un asciugamano con una borsa da mare. Il silenzio e l’immobilità durano fino a quando uno dei due, stanco di tenere la stessa posizione, inizia a parlare.


FIORE 1: “Certo che picchia il sole oggi!”

FIORE 2: “Non brontolare, che se non fosse per lui non staremmo in piedi!”

FIORE 1: “Si, ma se continua così mi si seccheranno le radici!”


Il Fiore 2 prende dalla borsa da mare uno spruzzino per le piante e scocciatolo passa al Fiore 1


FIORE 2: “Va bene ho capito, tieni”

FIORE 1: “Brrr... Com’è fredda!”

FIORE 2: “Certo che quando ti ci metti sei proprio seccante... Altro che il sole”

FIORE 1: “E’ inutile che te la prendi con me, anche tu ci tieni ad avere colori brillan-
ti e radici snelle!”

FIORE 2: “Certo, ma io mi organizzo!”


Estrae dalla borsa da mare degli occhiali da sole e li indossa


FIORE 1: “Ed io?”


Fiore 2 sbuffando passa un altro paio di occhiali a Fiore 1.
LUNGA PAUSA


FIORE 1: “Che noia, non succede mai niente”


Guarda Fiore 2


FIORE 1: “Posso?”

FIORE 2: “Si, ma non esageriamo”
Fiore 2 prende dalla borsa da mare una radio, la mette tra se e il compagno e l’accende. I fiori iniziano a ballare
Entra Alice, sente la musica ed inizia a ballare proprio davanti ai fiori
Fiore 2 spegna la radio.


FIORE 2: “Ehi carina... Sei bella, ma non sei trasparente... Scansati che fai ombra!”


Fiore 1 ridacchia


ALICE: “Ma chi ha parlato?”

FIORE 2: “Hai visto? Fa anche finta di non vederci”

FIORE 1: “Che maleducata!”

ALICE: “I matti di prima devono avermi contagiato. Sento delle voci, ma qui vedo
soltanto dei fiori!?!”

FIORE 2: “Era ora che ci vedessi!”

FIORE 1: “Neanche fossimo ortiche”

ALICE: “Ma allora siete voi che parlate”

FIORE 2: “Certo... Sennò chi, i sassi?!?”

FIORE 1: “Ah ah, i sassi che parlano... Ma da dove è uscita questa qui?”

FIORE 2: “Hai visto com’è conciata?

FIORE 1: “E’ vero... Ehi, vieni un po’ qui... Su avvicinati”


I fiori iniziano a “passarsi” Alice spingendola


FIORE 2: “Guarda, è senza petali, ha due gambi invece che uno e c’ha pure la faccia
da Cactus!”

ALICE: “Ma, come vi permettete!”

FIORE 1: “Non sembra avere della gran belle radici”

FIORE 2: “Vedi come si diventa non curando il proprio aspetto?”

FIORE 1: “Hai ragione, è proprio sciupata... Chissà che specie è?”

ALICE: “Specie??? Ma io sono solo una bambina!”

FIORE 1: “Una bambina? Scappa, scappa!”

FIORE 2: “Ma non vedi che ci prende in giro, non esistono bambine così piccole”


Entra lo Stregatto tutti si bloccano


STREGATTO: “A dire il vero i fiori li ricordavo più grandi...”


I fiori si mettono sulle punte mentre Alice si ingobbisce


STREGATTO: “Anzi, per essere precisi erano circa il doppio di Alice...2


I fiori salgono su una sedia, mentre lo Stregatto li misura con il metro


STREGATTO: “Ah no, forse il triplo”


I fiori salgono su di un banco e Alice si sdraia


STREGATTO: “Adesso che ricordo meglio...”

TUTTI: “E seh, il quadruplo


Escono i fiori


STREGATTO: “Ma io ricordavo così”


Lo Stregatto esce dicendo la propria battuta. Alice rimane in scena da sola, prima sbigottita poi, riprendendosi, esce di scena alzando le spalle.

¨ SCENA II (CAPPELLAIO MATTO E LEPRE MARZOLINA)


Entra il Cappellaio


CAPPELLAIO: “Oh Lepre marzolina, suvvia: rosso di sera bel tempo si spera:”


Entra la Lepre marzolina


LEPRE: “Aho! A Cappellaio, ma che stai a dì? Prova a ridimme er proverbio der
pesce?”


Vanno verso i propri posti


CAPPELLAIO: “Oh che tu dici, quello che se tu dormi non pigli pesci?”

LEPRE: “Anvedi, proprio quello!”

CAPPELLAIO: “Hei Lepre marzolina, vuoi una tazza di the?”

LEPRE: “Una tazza di me?”

CAPPELLAIO: “Si, si, una tazza di the”

LEPRE: “Beh, allora si, visto che è mia... Ne vuole un po’ anche lei?”


Guardandosi in torno


CAPPELLAIO: “Lei chi?”

LEPRE: “Come lei chi? Lei, se no chi...”


Entra Alice


LEPRE: “Lei!?!”

CAPPELLAIO: “Lei!?!”


Il Cappellaio va a prendere Alice che si era fermata ad ascoltare i due


CAPPELLAIO: “Lei?!? Nemmeno la conosce e le offre la mia tazza di the, ma vi rendete
conto? Non ha proprio nessuna considerazione di me, mi usa e mi getta come uno straccio, nessuno mi vuole bene.”


Il Cappellaio scoppia a piangere sulla spalla di Alice


ALICE: “Su le dica di non fare così!”

CAPPELLAIO: “Come? Te offri del the a lei che da del lei a te perché neanche ti conosce,
ed io, che volevo dare il mio the a te, non dovrei fare così? dallo a lei il the!”

LEPRE: “Ma io volevo darlo a te!”

CAPPELLAIO: “Che cosa?”

LEPRE: “Il the”

CAPPELLAIO: “A me?”

LEPRE: “A te”

CAPPELLAIO: “Allora va beh”


Insieme alzandosi


ENTRAMBI: “Cin-cin”

CAPPELLAIO: “A me”

LEPRE: “A te”

CAPPELLAIO: “A te”

LEPRE: “A me”

ENTRAMBI: “Olè!”


Alice si alza di scatto


ALICE: “E a me?”

ENTRAMBI: “Che c’è?”

ALICE: “Il the!”

ENTRAMBI: “A te!?!”
ALICE: “A me”

ENTRAMBI: “Va beh”


Si siedono e bevono tutti tranne Alice, che non ha la tazza


CAPPELLAIO: “Hei, ma tu non hai bevuto?!?”

LEPRE: “Cos’è, non ti piace?”

ALICE: “No, e che...”

CAPPELLAIO: “Troppo caldo?”

LEPRE: “Troppo freddo?”

CAPPELLAIO: “Troppo amaro?”

LEPRE: “Troppo dolce?”

CAPPELLAIO: “Troppo poco?”

LEPRE: “Troppo pieno?”

CAPPELLAIO: “Allora vuoi dire qualcosa o no?”

ALICE: “Si, ma io...”

LEPRE: “Ho capito! Non ti piace il posto”

ALICE: “Si è proprio così”

CAPPELLAIO: “Potevi dirlo subito, cambiamoci di posto”


Si cambiano di posto, ma Alice rimane ancora senza tazza


CAPPELLAIO: “Ancora non hai bevuto? Ma allora sei proprio maleducata! Ti offrono del
the, e tu lo rifiuti? Su Lepre, andiamocene”


I due si allontanano a braccetto lasciando sola Alice

ALICE: “Ma no scusate, rimanete vi prego. Gradirei una tazza del vostro squisito
the!”

CAPPELLAIO: “Beh, hai detto squisito?”

ALICE: “Si, si, squisitissimo”
LEPRE: “Ha detto squisitissimo!”

CAPPELLAIO: “Allora se la metti così”


I due tornano a sedersi vicino ad Alice


CAPPELLAIO: “In fondo oggi è un giorno speciale”

LEPRE: “E bisogna essere gentili”

ALICE: “Si? E che giorno sarebbe oggi?”

CAPPELLAIO: “Ma come che giorno è? E’ il mio non-compleanno!”

LEPRE: “Che coincidenza, oggi è anche il mio non-compleanno”

ALICE: “Il vostro non-compleanno? E che cos’è?”

CAPPELLAIO: “Certo bambina mia che sei proprio fuori dal mondo”

LEPRE: “Come si fa a non sapere cos’è il non-compleanno? Ascolta, te lo spiego io
tu per caso oggi compi gli anni?”

ALICE: “No”

CAPPELLAIO: “Incredibile, ma allora oggi è anche il suo non-compleanno”

LEPRE: “E già... Hai capito adesso”

ALICE: “Forse... Il giorno del mio compleanno è il mio compleanno tutti gli altri
giorni sono il mio non-compleanno, giusto?”

ENTRAMBI: “Si”

ALICE: “Ma allora c’è da festeggiare”

ENTRAMBI: “Siiii evviva”


Il Cappellaio e la Lepre iniziano a cantare muovendosi intorno ad Alice disturbandola e continuando a spostarla passandole sopra, sotto, etc.
Il tutto viene fatto cercando di escludere Alice dal gioco
Alla fine i due escono di scena ancora cantando, mentre Alice rimane in scena sola.


ALICE: “Insomma, ma dove sono finita? Matti che cantano conigli parlanti, fiori
permalosi, gatti che son tutto tranne che gatti... Ho come l’impressione che qualcuno si stia prendendo gioco di me”

¨ SCENA III (PINCO PANCO E PANCO PINCO)


Qualcuno butta un sasso in scena. Alice lo raccoglie


ALICE: “E questo cos’è?”


Entrano Pinco e Panco giocando a mondo e canticchiando la melodia della canzone del Cappellaio e della Lepre


PANCO: “Ehi Pinco, non trovo più il mio sasso”

PINCO: “Ehi Panco, come non lo trovi l’hai lanciato proprio lì”


Indicando Alice


ALICE: “Chissà che cosa hanno da guardare quei due... Speriamo bene”


Pinco e Panco si allontanano per poter parlare in confidenza


PINCO: “Ehi Panco, hai visto quella bambina? Ha un’aria sospetta e se ti avesse
rubato lei il sasso?”

PANCO: “Ehi Pinco, mi sa che hai ragione, guarda ha qualcosa in mano”

PINCO: “Ehi Panco, meglio avvicinarsi piano piano, potrebbe essere pericolosa”


I due si avvicinano quatti quatti ad Alice


PINCO: “Ehi bambina, come ti chiami?

ALICE: “Alice”

PINCO: “Ehi, noi siamo PincoPanco e PancoPinco, è tuo quel sasso”

ALICE: “Veramente no, l’hanno buttato qui ed io l’ho raccolto”


I due si allontanano nuovamente per parlare


PINCO: “Ehi Panco, hai sentito, ha ammesso di avercelo rubato”

PANCO: “Ehi Pinco, questa bambina è in cerca di guai... Divertiamoci un po’”


Alice si avvicina


ALICE: “Scusate, avete perso qualcosa?”

PINCO: “Niente di importante... Ehi Alice hai voglia di giocare con noi?”

ALICE: “Io?”

PANCO: “Ehi perché? Tu vedi altre bambine”

ALICE: “No, ma io...”

PINCO: “Ehi allora, giochi o no?”

ALICE: “Si, va bene, ma a che cosa giochiamo?”

PANCO: “Ehi, per noi e lo stesso scegli tu: Ce l’hai?”

PINCO: “Moscacieca?”

PANCO: “Palla prigioniera?”

PINCO: “Bandiera?”

PANCO: “Ehi ho trovato, giochiamo a nascondino!”

ALICE: “Ma...”

PINCO: “Ehi non ti piace?”

ALICE: “Si”

PANCO: “Ehi allora facciamo la conta”


Pinco e Panco fanno la conta e barano per far star sotto Alice ed iniziano così a giocare. Alice conta per un po’, mentre i due escono insieme di scena per potersi nascondere. Quando Alice smette di contare inizia a cercare i due bambini finché non sente un rumore venire dalla parte da cui questi sono usciti. Alice convinta di sapere dove sono nascosti i sui compagni segue il rumore soddisfatta, mentre i due escono dalla parte opposta e deridendo Alice si liberano.


INSIEME: “Liberi!”


Alice si volta verso di loro
ALICE: “Ma come è possibile?”

PANCO: “Ehi Pinco ci siamo liberati”

PINCO: “Ehi Panco hai visto come c’è rimasta male”

PANCO: “Ehi Pinco adesso tocca ancora a lei contare”

PINCO: “Ehi, Panco ha ragione devi stare sotto ancora tu”

ALICE: “Uffa... E va bene... Però prima levatemi una curiosità, Perché dite sempre
“Ehi” ?”

PANCO: “Ehi è vero, Perché diciamo sempre “Ehi”


Pausa di inutile riflessione


PINCO: “Ehi allora, giochiamo o no!”

PANCO: “Si dai, Alice è ancora sotto”

ALICE: “Va bene, io inizio a contare”


Mentre Alice conta, Panco e Pinco escono ridendo di scena e non rientrano più.





¨ SCENA IV (STREGATTO)


Mentre ancora Alice sta contando entra lo Stregatto


STREGATTO: “Accidentaccio, non riesco a ricordare come Alice arrivò nel giardino della
regina, forse sono stati i due matti a portarla lì...”


Entrano il Cappellaio e la Lepre, ma poi escono perché si rende conto dell’errore dello Stregatto. Così fanno tutti, entrano e mimano le azioni dette dallo Stregatto


STREGATTO: “O forse l’ha accompagnata il Bianconiglio... Ma no sicuramente avrà in-
contrato la Regina da qualche parte, chissà dove si sono incontrate, magari al mare, oppure in montagna, no non è possibile forse mi sto sbagliando, chissà com’è andata veramente?”
¨ SCENA V (CARTE)


Lo Stregatto esce di scena e rimane Alice che conta, mentre le carte entrano in scena con un secchio di vernice rossa e tre pennelli


7 di FIORI: “Su sbrigatevi, prima che ci scopra la Regina”

2 di CUORI: “Si, si arriviamo”

5 di PICCHE: “Non c’è mica bisogno di andare così di fretta”


Alice continua a contare alzando la voce


7: “Certo che bisogna fare di fretta, non vorrete per caso che la regina...”


Fa un gesto e un verso come per indicare il taglio della testa


ALICE: “Io ho finito di contare”

2: “Ma chi è questa qua?”

ALICE: “Attenzione che mi giro”

5: “Io non l’ho mai vista prima”

7: “Vi volete muovere o no, che non abbiamo tempo da perdere”


7 Si gira ed inizia a dipingere un cespuglio di rose bianche


7: “Se la Regina scopre che non abbiamo finito di dipingere tutte le rose di 
rosso, non avremo più bisogno di alzare le braccia per grattarci la testa”

2: “Va bene, va bene”

ALICE: “Arrivo... Ehi, ma dove sono finiti?”


Alice si volta e vede le tre carte impegnate a colorare il cespuglio e gli si avvicina intimorita


5: “2 vuoi stare attento! Mi stai sporcando il seme”

2: “Non è mica colpa mia se 7 vuole che facciamo di fretta”
7: “Invece di litigare, lavorate con più precisione... una pennellata in su ed
una in giù, su fate come me, una in su ed una in giù”

INSIEME: “Una in su ed una in giù, una in su ed una in giù...”

ALICE: “Scusate avete per caso visto passare di qua PincoPanco e PancoPinco”

5 e 2: “Chi???”

ALICE: “I due bambini che stavano giocando con me”

5: “E come hai detto che si chiamano”

ALICE: “PincoPanco e PancoPinco, ma forse voi li conoscete come Pinco e Panco”

2: “Se conoscessi qualcuno con un nome così ridicolo non lo dimenticherei 
sicuramente”

ALICE: “Non credo che sia giusto prendersi gioco di persone che non sono pre-
senti poi...”

7: “Allora la volete finire di chiacchierare con quella perdi tempo o no?”

ALICE: “Prima di tutto mi chiamo Alice e semmai i perditempo sarete voi che sta-
te a dipingere le rose bianche di rosso, ma non facevate prima a piantarle direttamente rosse”

2, 5 e 7: “Ssssshhhh!”

7: “Che cosa ti strilli”

2: “Non vorrai mica farti sentire da qualcuno”

5: “Se la Regina scopre che abbiamo sbagliato a piantare le rose ci decapita 
tutti e tre”

7: “E se tu continuerai a farci perdere tempo, diventerai presto la quarta”

ALICE: “Ma come e possibile che una Regina sia così cattiva? I non ci credo, vo-
glio conoscere questa spaventosissima regina”

CARTE: “Noooooo!!!”


Entra lo Stregatto, blocco.


STREGATTO: “E’ vero, come è possibile che la Regina sia così cattiva no, no qui c’è qual-
cosa che non va... Io non riesco proprio a capire, se la regina era così catti-va, com’è possibile che Alice volesse a tutti costi conoscerla? Accidenti alla vecchiaia, non riesco a ricordare bene cosa successe dopo.....

Lo Stregatto avanza e dietro di lui si chiude il siparo


STREGATTO: “Delle volte vorrei poter tornare indietro nel tempo per rivivere i momen-
ti belli della vita. Dopotutto ormai sono vecchio e nella mia mente molti pensieri, non so se ve ne siete accorti, sono vagamente confusi....
Eppure ricordo benissimo che nel lontano 1847 quando il padre del padre del padre del padre....”


Lo Stregatto sente dei rumori e si accorge che il sipario è stato chiuso


STREGATTO: “Ehi, ma che fate, un attimo vi siete chiusi dentro... No cioè mi avete chiu- so fuori... Un attimo arrivo, arrivoooo”


Lo Stregatto corre dietro il sipario


ATTO III
¨ SCENA I (IL GIARDINO DELLA REGINA)


Si apre il sipario ed entra di corsa il Bianconiglio che inciampa e cade


BIANCONIGLIO: “Non ho tempo, è tardi è tardi... AAAAAhhh!!”

ALICE: “Ma quello è il coniglio che stavo seguendo prima... Aspettami vengo ad
aiutarti... AAAAAhhh!!”


Alice inciampa sul corpo del Bianconiglio


PINCO: “Ehi Panco hai visto?”

PANCO: “Ehi Pinco si ho visto, aiutiamoli!”


Entrambi cadono come Alice


7 e 5 : “Cosa succede qui?!?”

7 : “Riportiamo un po’ di ordine prima che arrivi la regina!”

5 : “Si hai ragione”


Anche le carte cadono come i personaggi precedenti. Nel mucchio qual-cuno cerca di alzarsi ma ad ogni tentativo si ricade, si crea una zuffa che viene interrotta dall’entrata della Regina


REGINA: “Basta!!! Fermi tutti questa è una rapina”

TUTTI: “Eeeh?!?”

REGINA: “Volevo dire... Fermi tutti entra mia cugina”

TUTTI: “Cosa?!?”

REGINA: “Insomma! Fermi tutti entra la Regina!”

TUTTI: “Aaaah... La Regina????”


Tutti scappano spaventati ed escono di scena tranne Alice e il Bianconiglio che, aggrovigliatisi goffamente, vengono bloccati dalla regina


REGINA: “Dove pensate di andare voi due?”

INSIEME: ”Di là!”

REGINA: “Che fate, mi prendete in giro? Venite subito qui... Mi meraviglio di lei 
Sig. Bianconiglio lei che solitamente è così preciso e puntuale perdere tempo con.. Con... Ma chi è quest’intruso?”

BIANCONIGLIO: “Ehm... E’ un mio parente lontano si chiama.... Si chiama....

ALICE: “Alice, per servirla”


Fa un inchino


REGINA: “Alice??? Che buffo nome per un coniglio”

ALICE: “Ma io non sono un coniglio...”

BIANCONIGLIO: “Vede eccellentissima Regina quando mio zio sbarcò in America...”

REGINA: “Quindi non sei un coniglio... E che cosa saresti di grazia?”

ALICE: “Nient’altro che una piccola bambina”

REGINA: “Una bambina? Non osare prendermi in giro”

BIANCONIGLIO: “No altissima e potentissima Regina voleva dire sardina... Vero Alice?”

ALICE: “Macché sardina e sardina io sono una bambina... bam-bi-na!”

REGINA: “Ma tu bambina forse non sai che qui nel Paese delle Meraviglie non sono 
ammessi esseri umani?”

ALICE: “Ma allora che paese delle meraviglie è se non possono entrarci umani”

BIANCONIGLIO: “ Ma è appunto per quello che stiamo così bene e ci divertiamo tanto! De-
vi sapere che...”

REGINA: “Screanzato di un coniglio come ti permetti di rubare la parola alla unica
e insormontabile tua Regina?!?”

BIANCONIGLIO: “Mi scusi eccellentissima”

ALICE: “Certo che lei è strana come Regina... Non dovrebbe essere così cattiva 
con il suo popolo se no poi avranno paura di lei”
REGINA: “Paura di me??? E perché mai dovrebbero aver paura di me? Io dopotutto 
decapito solo chi se lo merita. E infatti domani decapiterò quelle stupidissime carte che hanno sbagliato a piantare le rose!”

ALICE: “Decapitare??? Ma lei non è una Regina, è una tiranna di prima serie”

REGINA: “Tiranna? Tiranna? Hai sentito conigliaccio della malora, mi ha dato della 
tiranna di prima serie”

BIANCONIGLIO: “Ma no, vostra lucentezza, la piccola sardina ha detto che lei è una donna 
di prima serie”

REGINA: “Stai bene attento dal mentirmi sai! O taglio la testa prima a lei e poi a te!”

BIANCONIGLIO: “Ha detto tiranna, l’ho sentita benissimo”

ALICE: “Certo che ho detto tiranna e sono pronta a ripeterlo”

REGINA: “Basta così, adesso è troppo... GUARDIE!!!”


Entrano due carte che prendono Alice e la portano fuori scena


REGINA: “Andiamo conigliaccio, bisogna preparare il grande evento”


Esce e rimane in scena il Bianconiglio che, prima di seguire la Regina, guarda il pubblico e deglutisce spaventato




¨ SCENA II (GIORNO DEL GIUDIZIO)


“Rientra Alice scortata dalle carte e viene posizionata su un ripiano 
pronta per essere giustiziata. Entrano tutti i personaggi che si posizionano in un angolo per fare da giuria. Improvvisamente le carte si recano dalla parte opposta per annunciare l’arrivo, accompagnato da una finta tromba, della Regina.


CARTE: “Signore e signori Sua Maestà la Regina di Cuori”


Corrono verso la giuria popolare, mentre la Regina entra tra gli applausi


REGINA: “Grazie... Su dai... Grazie... Basta... Grazie. Procediamo”

BIANCONIGLIO: “Hai il diritto di non parlare perché tanto non ti servirà a nulla. Qualsiasi 
cosa tu dirai potrà essere usata contro di te. Sarai comunque giudicata da un impeccabile giuria...”


Tutti mostrano il pollice verso il basso facendo versi di scoraggiamento


REGINA: "Grazie Sig. Coniglio. Iniziamo con la prima testimonianza. Chi è il pri-
mo?"

PANCO: "Io, mia Regina Sovrana Larghissima"

REGINA: "Quindi Signor... Signor..."

PANCO: "Panco, mia Signora Illustrissimissima obesità, mi chiamo Panco"

REGINA: "Certo Signor Panco, ha qualcosa da dire che possa riguardare l'accusa ri-
volta alla Signorina Alice piccola sardina bambina?"

ALICE: "Ma scusi, Illustrissima, di che cosa sarei accusata ?"

REGINA: "Silenzio! Sentiamo che cosa ha da dire il Signor Panco"


Panco si volta verso la giuria popolare ed inizia a parlare come in una sceneggiata televisiva.


PANCO: "Vede mia Beata Pigrizia, io stavo tranquillamente giocando con il mio 
amico Pinco a Campana e, arrivato il mio come accade ogni volta che tocca a me, ho tirato il mio sasso... IL MIO SASSO!!! Poi, come di consuetudine, ho iniziato a saltellare credendo di poter raggiungere e ritrovare il sasso... IL MIO SASSO!!! E invece me lo aveva rubato lei"

REGINA: "Quindi la qui presente imputata le ha rubato il sasso"

PANCO: "Non solo uno, me li ha rubati tutti e cinque"


Inizia a piangere disperatamente e ritorna tra la giuria popolare


ALICE: "Ma non è vero"

REGINA: "Silenzio ho detto! C'è qualche altro intervento a riguardo?"

PINCO: "Io, mia Serenissima Testardaggine, io voglio dire qualche cosa"

REGINA: "Su, si faccia avanti caro... Caro..."

PINCO: "Pinco, mia Tenebrosa Illustrissimissima, mi chiamo Pinco"

REGINA: "Naturalmente Signor Pinco dica pure"

PINCO: "Io ho visto tutto, ero lì quando quella poco di buono di una sardina ci è 
saltata addosso e in modo violento ci ha rubato i nostri dieci sassi"

ALICE: "Menzogna, non è vero!"

REGINA: "Silenzio... Grazie Signor Pinco su può accomodare"


Pinco ritorna tra la giuria popolare


REGINA: "Le cose si mettono male cara la mia Sardina"

ALICE: "Io mi chiamo Alice e questo processo e solo una buffonata io sono inno-
cente"

REGINA: "Sarò io con la giuria a decidere la sua innocenza o colpevolezza adesso si-
lenzio! Qualcun altro deve intervenire?"

BIANCONIGLIO: "Io, mia Delicatissima Lardosità"

REGINA: "Ah, lei Signor conigliaccio, dica, dica"

BIANCONIGLIO: "Vede Accelleratissima Sovrana, come lei sa io sono un personaggio pieno 
di impegni e vado sempre di fretta, ma quella sottospecie di sardina ha continuato a farmi perdere tempo, ed è per questo che sono arrivato tardi da lei quest'oggi"

REGINA: "Ah! E' andata così allora"

ALICE: "Certo che no"

BIANCONIGLIO: "Si invece! Vede, sua Mastodontità, continua a farmi perdere tempo"


Anche il Bianconiglio ritorna alla sua postazione


REGINA: "Certo Signor Coniglio, capisco... C'è qualcun altro"

CARTE: "Noi Elegantissima Poltrona "

REGINA: "Voi?!?"

ALICE: "Voi?!?"

CARTE: "Si, noi!"

ALICE: "A beh"

REGINA: "Dite pure"

CARTA: "Si ricorda, Incredibile Rugosità, le rose bianche?"

REGINA: "Certo che le ricordo, e presto ne sarete puniti"

CARTA: "No Maestà, non sia precipitosa, noi non ne abbiamo colpa, è stata lei!"

REGINA: "Bene vuol dire che sarà giustiziata anche per questo"

ALICE: "Ahè!"


Le Carte tornano al proprio posto


REGINA: "Insomma, mi sembra che il materiale raccolto sia sufficiente per poter 
giudicare se l'accusato Piccola Sardina sia colpevole o innocente. Ritiratevi quindi per discutere un paio di secondi e in base al vostro dire sarà considerato lo stato del nostro accusato... Insomma: innocente o colpevole?

TUTTI: "COLPEVOLE, COLPEVOLE, COLPEVOLE..."


Entra lo Stregatto e tutti si bloccano


STREGATTO: "Accidentaccio, perché non riesco a ricordare come andò a finire... 
Vediamo se sforzandomi riesco a ricordare...


Si addormenta


TUTTI: "OOOOOhhhhhhh"

STREGATTO: "Ah si! ora ricordo era colpevole"

TUTTI: "COLPEVOLE, COLPEVOLE, COLPEVOLE..."

STREGATTO: "Anzi, no ora che ci penso bene era innocente"

TUTTI: "INNOCENTE, INNOCENTE, INNOCENTE..."

STREGATTO: "O forse accadde qualcosa prima del giudizio, ma si: ci fu un insegui-
mento"


Tutti iniziano a correre


STREGATTO: "Si, ora ricordo era una corsa ad ostacoli... "


Lo Stregatto continua a descrivere scene differenti mentre gli altri continuano a mimare


STREGATTO: "...No forse era una marcia... Anzi no... Una gara di ciclismo...... Acciden-
taccio, mi sono sbagliato ancora... Mi sto confondendo con le olimpiadi..."


Tutti si fermano e si avvicinano con aria minacciosa Lo Stregatto si guarda intorno e si rende conto della situazione critica


STREGATTO: "...Oh - oh..."


Lo Stregatto inizia a scappare tra il pubblico inseguito da tutti i personaggi


STREGATTO: "No... Aspettate un attimo... Ma... Io volevo soltanto... AAAAHHH!!!"


Lo Stregatto raggiunge nuovamente il palco


STREGATTO: "Ecco, lasciate che vi spieghi... ma, perché mi guardate in quel modo, no, no, noooo..."


Tutti si lanciano contro lo Stregatto gridando


TUTTI: "Addossoooo!!!"


Si chiude il sipario e cala il buio. Si odono le voci dei personaggi che continuano a picchiarlo. Si ode un grido dello Stregatto che interrompe la rissa, silenzio, torna la luce e spunta la testa dello Stregatto


STREGATTO: "Insomma che modi, prendersela con un povero vecchio gatto, dopotutto 
io volevo solo ricordare... Ricordare... Ricordare... Ehi, ma adesso ricordo! Io non sono lo Stregatto... Ma si! Io sono il gatto con gli stivali!”


La testa rientra di scatto, si odono delle breve grida, poi silenzio...


STREGATTO: "Oh - oh”

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