SOffio
di Umberto Zanoletti
Personaggi:
MARCONI: uomo attorno ai 35 anni, dalle probabili origini meridionali, un po' nostalgico e un po' sognatore. E' un 'senza tetto': vive infatti in un vicolo di una grande citt. Al momento, veste abiti pesanti, un po' sporchi, e una lunga sciarpa colorata. Ai piedi un paio di scarpe senza lacci, leggere. Ha la barba incolta, in testa ha un berretto di lana, porta guanti senza dita e ogni tanto, per guardare le stelle, indossa un paio d'occhiali storti e rotti.
BIANCA: donna dalla giovane et, abbastanza ingenua, 'eterea' e timida. Ogni tanto, per, ha degli strani momenti di 'entusiasmo' che non possono far altro se non sorprendere il suo interlocutore. Anche lei sembra essere una 'senza tetto'. In scena indossa abiti puliti e pi leggeri.
Primo quadro
E' notte.
In un vicolo abbandonato, tra bidoni traboccanti di cartaccia, mucchi di giornali, cartone e ferri vecchi, arrivano di tanto in tanto le voci ululanti di traffici cittadini, rompendo il silenzio discreto di un mondo che dorme.
Le luci fredde e bianche di un magazzino vicino aprono solo parzialmente l'oscurit. Nel buio accade qualcosa: un'ombra leggera si muove lasciando nell'aria una curiosit irrisolta. Tutto, all'improvviso, tace. In scena entrato qualcuno: non si capisce chi sia. In una mano tiene un libro aperto, che ogni tanto consulta nel punto pi luminoso della scena; nellaltra una borsa, dalla quale spunta un pacco dalla presunta forma triangolare e legato da una robusta corda.
Si guarda in giro: sembra essersi perso o, al limite, cercare qualcosa. Appoggia la borsa e ad ampi passi inizia a misurare lo spazio: prova, riprova, consulta il cielo e infine ancora il libro. Poi, come se avesse trovato quel che cerca, mette il libro in tasca, dalla quale escono alcune piume, accingendosi a fare qualcosa. All'improvviso, un mucchio di cartacce, su una panchina 'fuori posto', si muove leggermente. Poi ancora. Qualcuno sembra muoversi l sotto.
Come colto di sorpresa, l'individuo da poco entrato in scena, evitando di fare troppo rumore, raccoglie i fogli di giornale che trova per terra, si infila in un bidone semivuoto e si copre con quei fogli, cercando un nascondiglio improvvisato.
MARCONI: (appena svegliato, ancora coperto con i fogli, farfugliando in modo appena comprensibile) Potresti fare pi piano quando rientri... (pi sveglio) Gino, sei tu?... (si tira su e guarda in terra, poi dietro) Ma dove sei finito? (si sentono di colpi di tosse venire dal bidone. Marconi guarda verso il bidone) Poi domattina mi dici come si dorme l dentro, se non ti hanno portato via quelli del camion... (la risposta un suono gutturale) ...Dov' che sei stato, oggi, Gino?... Dicevo, dove sei stato oggi? Gino, sei arrabbiato?... Dai, esci di l, ti lascio la panchina... (si tira su) Mi sono messo qui perch non arrivavi pi... (aspetta la risposta) Allora, arrangiati. (Si ridistende, incrocia le mani dietro la nuca, guarda in alto). Gino, sai chi ho incontrato oggi? Il cinese, quello del binario 5. Mi sembrava molto gi. Pensa te che piangeva, mi picchiava sulla spalla e scuoteva la testa. Poi quando ho tentato di chiedergli cosa aveva, andato via Dovevi vederlo Un bambino, sembrava. (Si tira su e lo guarda. Non capisce quel silenzio. Si ridistende). Tu sai cosa gli successo?... (aspetta) A quanto pare no... Buonanotte, allora!
BIANCA: Buonanotte!
Sentendo una voce diversa da quella di Gino, Marconi si spaventa, si nasconde dietro la panchina. Poi armandosi di coraggio, prende una pila, si alza, e portandosi verso il bidone, punta la luce in faccia a Bianca che esce con la testa coperta dai fogli di giornale. Marconi scappa via.
BIANCA: (timidamente) Signore, mi scusi, non volevo spaventarla.
MARCONI: (vedendo che una donna, senza essere troppo convincente) No.., non mi sono spaventato. Pensavo fossi Gino, lo stavo aspettando. Di solito torna a quest'ora.
BIANCA: (tenta di uscire dal bidone, ma non ce la fa) Non sapevo aspettasse qualcuno.Passavo di qua e ho visto...Se occupato, non importa... (non riesce nonostante i ripetuti tentativi) Adesso me ne vado... Un attimo solo...
MARCONI: No, rimani... (Bianca smette gli sforzi per uscire e guarda sorpresa Marconi, che coglie il fraintendimento) cio, esci pure, troviamo un altro posto. (Bianca riprende i tentativi per uscire. Marconi l'aiuta) Gino, ormai, non torna pi. Attenta! Deve essersi fermato a dormire dai suoi amici. Forse cos meglio. (rovescia il bidone: esce Bianca che si toglie lo sporco che rimasto sul suo vestito) Anch'io dovevo uscire a cena stasera. (rimette in piedi il bidone, capovolto) Beh, poi sono rimasto in casa: c'era una partita in tv... (Marconi riprende gli stessi movimenti di Bianca: si scuote il vestito per far scendere eventuale sporco) e poi avevo un po' di mal di testa. E' qualche giorno che... Niente di grave, intendiamoci..., o di contagioso. Adesso sto bene... Quindi, se vuoi restare...
BIANCA: (approfittandone) Grazie! Allora mi fermo... (tra s) ma non per molto.
MARCONI: Ti lascio la panchina. Io mi sistemo qui.
BIANCA: No, dormo io per terra.
MARCONI: Eh, no: dormo io che ci sono abituato!
Si guardano senza dirsi niente, ma lo sguardo di Marconi convincente
BIANCA:Va bene, d'accordo.
MARCONI: (togliendosi il berretto, che far girare in mano, e sistemandosi un po' i capelli e i vestiti) Non ci siamo nemmeno presentati. (porgendo la mano) Piacere, Marco Silvestri. Qui mi chiamano... Marconi, per via del mio passato da elettricista.
BIANCA: (porgendo in ritardo la mano) Io sono Bianca... (cogliendo la perplessit di Marconi) Mi chiamo Bianca.
MARCONI: (con sollievo) ...Ah... Stavo dicendo che me n'ero gi accorto.
Secondo quadro
BIANCA: Comunque, non volevo disturbare. Di solito faccio pi piano.
MARCONI: Ero gi sveglio.
BIANCA: Ho visto tutti quei giornali...
MARCONI: (interrompendola) Sono meglio di una termocoperta... Sono pi sicuri.
BIANCA: Avessi saputo che c'era sotto lei...
MARCONI: (interrompendola) Avevo freddo, mi sono tirato addosso tutto quel che c'era, o quasi. Ci sono alcune notti che l'umidit spacca le ossa, e quando ti svegli, (si muove, ma non sente pi nessun dolore, il che per lui una piacevole sorpresa) non riesci pi a muoverti...
BIANCA: Stasera non mi sembra freddo.
MARCONI: E' vero. Quando sono andato a dormire, invece... (con meraviglia, guardandosi in giro, quasi con mistero) La temperatura cambiata. E' anche meno umido: anzi, si sta quasi bene. (mettendosi gli occhiali e guardando in cielo) Se non sbaglio tutto sereno.
BIANCA: S... Purtroppo per...
MARCONI: Purtroppo? E' una bellissima serata! (si perde nell'estasi della visione) Bellissima...
BIANCA: (alza gli occhi al cielo prima con rassegnazione, poi per osservare le stelle. Anche lei in estasi, e con sorpresa) Sembra una citt capovolta. Era molto che non vedevo pi tante stelle. Le vede mai danzare?
MARCONI: (con entusiasmo) S!... Ogni tanto per cadono: le vedo scivolare tra le nuvole. (attraversa di corsa il palco) Sssh! Velocissime. Chiss dove vanno a finire? Da qualche parte deve esserci un deposito di stelle smarrite.
BIANCA: Sa che se esprime un desiderio quando cade una stella, poi, forse, si avvera?
MARCONI: Certo che lo so. Basta indovinare quello giusto... (attraversa nuovamente il palco, di corsa) Eccone una!
BIANCA: L'ho vista! Esprima subito un desiderio.
MARCONI: Maria...
BIANCA: (interrompendo bruscamente) No, non deve dirlo altrimenti non funziona.
MARCONI:Gi, vero... (per un attimo si guardano, poi ancora in alto)
BIANCA: Vede quella stella, lass? Sa che sparita un milione d'anni fa? La sua luce ha impiegato pi di un milione di anni per arrivare fin qui.
MARCONI: Ma dai, vuoi dire che quella stella non l?
BIANCA: S! Pu darsi che non ci sia.
MARCONI:Anche se posso vederla con i miei occhi?
BIANCA: Esatto!
Marconi davvero sorpreso da quanto Bianca ha detto
BIANCA: Il cielo sembra pi vicino stasera.
MARCONI:(come un eco, sovrapponendosi) Il cielo sembra pi vicino stasera.
BIANCA: E le stelle sembrano pi luminose.
MARCONI: (c.s.) E le stelle sembrano pi luminose.
BIANCA:Danzano leggere attorno alla luna che dorme.
MARCONI: (svegliandosi come da un incantesimo e indicando con il dito) Sbaglio o quello il Carro maggiore...
BIANCA: (cercandoli e indicandoli) S, e quelle sono le Pleiadi, Aldebaran nella costellazione del Toro, Orione e Cefeo.
MARCONI: (guardandola con meraviglia) Cefeo? Ehi, chi ti ha detto queste cose?
BIANCA: Nessuno, basta guardare in alto. Si imparano molte cose guardando in cielo.
Entrambi, per qualche secondo, guardano in alto, incantati. Anche fuori scena, sopra le prime file occupate dal pubblico.
MARCONI: Beh, per hai letto anche qualche libro...
BIANCA: Pochi.
MARCONI: Tipo?
Bianca non risponde
MARCONI: ( molto stupito, allora cambia argomento) ...L'avevano detto per che sarebbe stato variabile: (dalla tasca toglie un pezzo di foglio di giornale) "Si prevede una perturbazione per la giornata di domani, che oggi, sempre che i venti non riescano a deviarne il percorso. In tal caso la temperatura aumenterebbe anche per la presenza di sole su tutte le regioni. (con ironia) Come le donne... (ripetendo per far capire a Bianca che sembra distratta) Questo tempo come le donne...
BIANCA: (Sistemando le sue cose) Come? ...Ah, si, vero...
MARCONI: Scusa, ma tu come sei arrivata da queste parti? E' abbastanza fuori mano questo vicolo.
BIANCA: Ho seguito le indicazioni:Vicolo chiuso 6.
MARCONI:Vuoi dire che ci sono dei cartelli per arrivare qui?
BIANCA: No.
MARCONI: (pensandoci un attimo) Per non sarebbe male: "Pensione Marconi". (facendosi prendere dallentusiasmo, descrivendo con le braccia le dimensioni delle insegne) No! "Albergo Ristorante Marconi". Oppure "Residence Marconi". Anzi Villaggio turistico "Marconi".
BIANCA: (intanto, senza ascoltarlo) Sembra tranquillo qui... Anche riparato... E abbastanza pulito...
MARCONI: S, non una reggia, ma molto meglio di altri posti... Sei mai stata nei giardini di piazza Nuvolari, o nella sala d'attesa della stazione, o sui vagoni del "Voghera"? (intanto Bianca annuisce con la testa) Ci sono delle facce poco raccomandabili da quelle parti. E' pieno di gente strana, non si pu dormire: c' il rischio che ti portino via tutto..., tranne i cattivi pensieri e i reumatismi. (tentando di imitare la voce dall'altoparlante) "E' in partenza sul binario 17 il treno per Francoforte. Ferma a Chiasso, Luzern, Basel, Freiburg, Karlsruhe, Heidelberg, Frankfurt. Vagoni letto in coda"...Quando dormi, sembra che la voce degli altoparlanti esca ancora pi forte.
BIANCA: (sembra si prepari per la notte) Parla quando dorme?
MARCONI: Chi?
BIANCA: Lei! Volevo sapere se quando dorme, lei parla.
MARCONI: Chi, io? No!... S, quando non sto bene, o quando mangio troppo a cena... Non preoccuparti, stanotte non dir nulla... Gino dice che si diverte ascoltarmi parlare, la notte. Alcune volte dico cose strampalate, altre volte mi sente raccontare favole che mi invento io. Spesso sogno castelli, principesse o fanciulle inseguite da coccodrilli inferociti. E mentre dormo, combatto contro draghi per conquistare la fanciulla pi bella di tutto il regno... La notte scorsa ero inseguito da una bellissima ragazza e io correvo, scappavo via. Che stupido! Anche nei sogni non colgo le occasioni.
Terzo quadro
BIANCA: (mentre si guarda attorno) E' bello correre?
MARCONI: Scusa?
BIANCA: (correggendosi) Dicevo che bello correre..., (mimando la sensazione) col vento che leggero accarezza la faccia, e il respiro che ti viene a mancare.
Bianca apre le braccia come fossero ali e chiude gli occhi per sentire meglio l'ebbrezza del volo.
BIANCA: (alzando la voce) Il vento... Lo sente il vento soffiare?.
MARCONI: (nella stessa posizione, certamente pi goffa di Bianca. Alla domanda risponde di no, scuotendo la testa, ma contemporaneamente...) S!
BIANCA:Tiepido..., lieve...
MARCONI: (Non ci crede molto, ma..) Come il vento!
Mentre Marconi ha ancora gli occhi chiusi, Bianca sale in piedi sul bidone capovolto.
MARCONI: (apre gli occhi e con preoccupazione) Bianca! Bianca, cosa fai?
BIANCA: Pi in alto si , meglio si sente il vento.
MARCONI: (sempre poco convinto e molto preoccupato) Anche qui non male.
BIANCA: S, ma non la stessa cosa.
MARCONI: (assecondandola) Hai ragione! (guardandosi in giro, preoccupato) Ti prego, Bianca, scendi, non vorrei ti facessi male!
BIANCA: (scende dal bidone ed inizia una corsa quasi danzata) Dai, provi anche lei.
MARCONI: Non mi sembra il caso a quest'ora.
BIANCA: Faccia come me e mi segua.
MARCONI: Non voglio sudare... Fa freddo, (non funziona come scusa) anzi faceva freddo.
BIANCA: Dai, si sbrighi!
MARCONI: Va bene, per non correre troppo velocemente. (inizia a correre goffamente dietro a Bianca)
BIANCA: Bello, vero?
MARCONI: (con affanno, ma contento) S... Erano almeno vent'anni che non facevo pi una cosa del genere... Non ricordavo pi com'era... Tolgo le scarpe E i calzini... (siccome ne ha solo uno) Anzi..., il calzino.
BIANCA: (riprende a correre dietro di lui) Prender il raffreddore.
MARCONI: (continuando a correre) Ce l'ho gi... (si ferma) Quand'ero bambino, per non rovinare le scarpe, giocavo a pallone a piedi scalzi. Nell'erba bagnata, dopo gli acquazzoni estivi, era bellissimo... (riprende a correre)
BIANCA:(si ferma) Quand'ero bambina, inseguivo gli uccelli pi bianchi, nel cielo,fino a quando si perdevano nel sole. Avevano traiettorieimprovvise che mi sorprendevano ogni volta. (riprende a correre)
MARCONI: Chi ha detto che correre mantiene in forma?
BIANCA: Lo dicono tutti.
MARCONI: Voglio vedere domani come star.
BIANCA: E' solo questione di abitudine.
MARCONI: (parlando con fatica) Appunto... (pausa, solo corsa) Bianca mi fermo, mi sento male, anzi, sto morendo, non respiro pi...
Marconi esagera il suo malessere, tanto che sembra morire.
BIANCA: Signor Marconi cosa fa? No, non adesso.
Marconi si riprende. Bianca si rilassa.
MARCONI: Mi stavi facendo morire.
BIANCA: Anchio quasi morivo di paura
Alla fine i due si lasciano andare per terra, stanchi.
Quarto quadro
MARCONI:Bianca, tu sei matta da legare.
BIANCA: (sorpresa da tanta confidenza) Ma cosa dice?
MARCONI: Non che per caso io e te ci siamo gi incontrati nel reparto dei matti, all'ospedale?
BIANCA: (come sorpresa da tanta confidenza) Ma cosa dice?
MARCONI: (si tira su, si rimette calzino e scarpe, si fa pi serio) Scherzavo! Eppure sono convinto di averti gi vista ...Forse davanti alla chiesa di S. Spirito a chieder soldi?
BIANCA: Fuori?
MARCONI: S, sui gradini.
BIANCA: No, non credo. Sono appena arrivata. E' la seconda notte che sono in citt. Ieri ero sul "Voghera", ma non ho chiuso occhio.
MARCONI: (alzandosi) Te l'ho detto. Non certo il posto per dormire, quello. A proposito, ho sentito che il freddo se n' portati via due l'altra sera.
BIANCA: (alzandosi) S. Erano nel mio scompartimento. Erano stranieri... Non avevano documenti, solo qualche straccio e una di quelle spazzole per pulire i vetri ai semafori.
MARCONI: Leonardo da Vinci, ecco dove ti ho vista. Stazione Leonardo da Vinci.
BIANCA: Impossibile, Signor Silvestri. Probabilmente ha visto qualcuno che mi assomiglia.
MARCONI: Se lo dice lei, Signora Bianca.
BIANCA: Come mi ha chiamato?
MARCONI: Signora Bianca.
BIANCA: Oh, non c' bisogno, Signor Silvestri, io sono...
MARCONI: (interrompendola) Erano almeno dieci anni che nessuno mi chiamava pi Signor Silvestri... Preferisco se mi dai del "tu".
BIANCA: Non credo che riuscir..., subito.
MARCONI: (sistemando i giornali, con tono "inquisitorio") Non deve essere molto che sei nel giro.
BIANCA: S... sono solo pochi giorni... Il secondo...
MARCONI: Scappata di casa?
BIANCA: Non ho voglia di parlarne... (toglie il pacco dallo zaino: assieme escono alcune piume bianche)
MARCONI: (c.s.) Fuga d'amore?
BIANCA: Ho detto che preferisco...
MARCONI: Giusto, giusto... Certo che di bagaglio ne hai parecchio...
BIANCA: Ah, questo? E' tutto qui. Non pesa ma ingombrante... I soliti due stracci, giusto per cambiarsi, quando serve. Non abbiamo bisogno di molte cose noi.
MARCONI: (con ironia) S, per mi piacerebbe avere tanti vestiti, aprire l'armadio e non sapere cosa mettere. Sai che impegno ti serve per abbinare i colori in modo giusto?... Poi, magari esci e non ti senti a tuo agio perch i calzini non sono dello stesso colore della camicia... e pensi che tutti stiano a guardarti i piedi. (si guarda il calzino e la camicia che sono diversi) Beh, fa niente. Vieni, ti mostro il mio palazzo... (Marconi simula l'apertura di un portone. Bianca sorpresa) Chiudi che c' corrente. (Bianca esegue) C' quasi tutto. Ho recuperato questo ombrellone, per quando piove. L'ho trovato sulla spiaggia a Lignano Sabbiadoro due inverni fa. Era tutto rotto. L'ho riparato io (lo apre) ed ecco qua: sembra un tetto vero. Basta evitare di mettersi sotto i buchi e non ci si bagna... La camera da letto non te la mostro: ancora in disordine (da dietro alcuni bidoni, intanto, ha preso un comodino) Questo invece il mio salotto. Ha solo bisogno di una sistemata perch l'ho trovato in una discarica.
BIANCA: (davvero convinta) Bellissimo!
MARCONI: Lo penso anch'io. Non capisco perch l'han buttato. (aprendo il cassetto) Qui conservo i miei desideri... E' pieno. (apre lo sportello) Qui invece ci tengo le mie cose: quasi vuoto. Un pezzo di specchio, un sapone che ho... preso a prestito in un bar il mese scorso, un pigiama e un paio di calzini di ricambio, caso mai dovessi andare in ospedale... (la lista continuerebbe ma viene interrotto)
BIANCA: (con curiosit) E quelle cosa sono?
MARCONI: Fotografie...
BIANCA: Posso vedere?
MARCONI: No!... Due lamette, un disco di Little Tony. (prende delle fotografie e le nasconde. Poi, ripensandoci) Va bene. Non le ho mai mostrate a nessuno, ma tu... mi sei simpatica.
Quinto quadro
MARCONI: (le prende, le riordina in mano, si mette a sedere sulla panchina, ma siccome c' poca luce la sposta avanti dove arriva il bagliore di un lampione) Questo S. Cipriano, il paese dove sono nato. Io abitavo proprio qui, sotto il campanile.Mi rimasto un leggero difetto all'udito... per sapevo sempre che ore erano, anche la notte...(guardando con attenzione) S, questo un pezzo del tetto di casa mia. L'ha costruita mio nonno, per i suoi figli. Poi rimasta a mio padre. Adesso non ci abita pi nessuno, credo. (gira) Questo invece sono io, prima di andare soldato. Che brutto cappello! Non volevo metterlo. Non mi piaceva, non mi mai piaciuto. Insistevano che lo mettessi, perch cos sembravo di pi ad un uomo.
BIANCA: E' vero.
MARCONI:Bastavano i baffi, secondo me. (gira)
BIANCA: (anticipandolo) Quella chi ?
MARCONI: Maria..., mia moglie. (si alza e fa qualche passo; anche Bianca si alza, ma resta pi indietro)
BIANCA: Sua moglie? Mi avevano detto...
MARCONI: (senza ascoltarla) Bella, vero. (guardando all'orizzonte come se stesse rivedendo la scena su uno schermo, davanti a s) L'ho conosciuta che avevo 22 anni. A dir la verit ho conosciuto il suo profumo, prima, almeno venti metri prima. Un'acqua di colonia dolcissima. Poi la sua voce: (guarda la fotografia: e cos far quando riporta le parole di Maria) "Mi scusi, questo il binario 3?" Quando l'ho guardata, mi sono bloccato. (Marconi tiene un braccio teso lungo il corpo come se tenesse una valigia in mano). Il sole illuminava il colore dei suoi occhi: non avevo mai incrociato uno sguardo cos azzurro.
BIANCA: (anticipandolo) Il treno per Milano Centrale passa di qua?
MARCONI: "Il treno per Milano Centrale passa di qua?". (quasi con lo stesso imbarazzo) "Si certo, signorina... s, di qua passa... questo binario. Anzi dovrebbe arrivare (si alza sulla punta dei piedi, per veder meglio)... Eccolo. Attenta che arriva... Sempre puntuale". Il treno si avvicinava... Piano, sbuffando sempre pi piano, si avvicinava... Piano. (intanto Marconi ha seguito con lo sguardo l'arrivo e la fermata del treno) L'ho aiutata a salire con quella valigia enorme. (alza a fatica una valigia pesante e trasparente) Il treno era pieno. Due soli posti, nello scompartimento dell'ultima carrozza. (guardandola) Il destino? Non lo so... (si rigira verso il pubblico) Abbiamo parlato tutto il viaggio. Lei veniva a Milano, da una sua zia, vedova e senza figli. Ortensia mi pare si chiamasse... Io a cercare lavoro.
Quando siamo arrivati, mi ha lasciato il suo indirizzo, dicendomi:
BIANCA: (anticipandolo) Mi piacerebbe se un giorno ci rivediamo.
MARCONI: "Mi piacerebbe se un giorno ci rivediamo". Mi sarei messo ad urlare. Naturalmente non l'ho fatto..., al momento. Ma girato l'angolo ho dato pieno sfogo ai miei polmoni... Il giorno dopo sono andato a trovarla. E cos la settimana dopo e l'altra ancora. Dopo due anni ci siamo sposati. La zia Ortensia, morendo, aveva lasciato tutto a Maria, sua unica nipote, anche la casa. Io avevo trovato un lavoro, come elettricista in un magazzino, un po' fuori. Il lavoro pi bello del mondo era. Mi sembrava di stare in Paradiso. Se avessi potuto, ogni sera tornando a casa, avrei rubato un pezzo di cielo per lei... Anche quella sera che non ho trovato la cena calda... e nemmeno Maria. Solo un po' di brodo freddo e (guardando per l'ultima volta la fotografia) un
BIANCA: (insieme) Perdonami .
MARCONI: "Perdonami" scritto in fretta su un foglio stropicciato.
BIANCA: Fuggita
MARCONI: Penso...
BIANCA: E non ha pi avuto notizie di lei
MARCONI: L'ho cercata. E per questo ho perso tutto: il lavoro, la casa, gli amici... M'han detto che l'avevano vista prendere il treno per Venezia. Sono stato a Venezia un mese. Volevo chiederle mille cose, ma soprattutto "perch"... (con finta rassegnazione) Cose che succedono. Adesso non ci penso pi. Ormai l'ho dimenticata... E quasi l'ho perdonata...
BIANCA: (togliendosi dall'imbarazzo) E questo chi ?
MARCONI: Questo sono io. Prima elementare.
BIANCA: Sembra arrabbiato.
MARCONI: Ero un po' preoccupato. Era il giorno della vaccinazione. (guardandola bene) S, non ero molto allegro. Ne devo avere un'altra con la mia classe. (cerca) Questa! (indicandoli sulla fotografia e caratterizzandoli) Sapone, Germe di grano, Spaventa, Passero e Diecielode... Questo sono io. Mi chiamavano Marcopolo, perch da grande volevo fare l'esploratore... Che facce!... Spaventa adesso fa il giornalista, Passero voleva fare il cantautore, diventato rappresentante. Anche Germe di grano faceva il 'rappresentante': poi l'han beccato e l'han messo dentro: per 'spaccio'... Con Sapone eravamo molto amici: spesso facevamo i compiti insieme... e qualche dispetto a sua sorella. Chiss che fine ha fatto. (dopo una breve pausa, riprende a 'sfogliare', un po' in fretta, le fotografie) Questa ancora Maria, mio fratello e la sua famiglia..., i miei genitori.
BIANCA: Sa che un po' assomiglia a sua madre?
MARCONI: Gli occhi..., s, gli occhi devo averli presi da lei... Lo stesso colore, lo stesso taglio. Anche il naso, s, anche il naso... In paese mi riconoscevano tutti, subito: "Tu devi essere figlio di Rosalina, la magliaia". E molto che non la sento. Forse dovrei chiamarla... Questo mio padre, l'ho visto poche volte felice. Ricordo che aveva due baffi enormi, pochi capelli in testa, alto e secco. Ora vive con mia sorella, ma non c' pi con la testa. Non ricorda pi nulla, pi nessuno, neanche il giorno del mio compleanno... Ecco, fine della mostra fotografica, fine dei ricordi. Tu non hai fotografie?
BIANCA: (opponendosi un po') S, ma non sono cos belle.
MARCONI: Fammi vedere, di!
BIANCA: Non c' niente di interessante nelle mie.
MARCONI: (tentando di convincerla) Io te le ho fatte vedere, per.
BIANCA: D'accordo, le prendo. (le cerca nella borsa, intanto parla)
Sesto quadro
BIANCA: Tutte le fotografie sono dei bei ricordi.
MARCONI: Vediamo! (le prende in mano: guarda la prima, la capovolge. Non sa qual il verso giusto)
BIANCA: Si guarda cos! (vedendo Marconi in difficolt)... E' il cielo, dove abitavo io..., fuori casa mia. Bello vero? L'ho fatto un giorno di primavera. Era tutto limpido.
MARCONI: Senti, ma tu di dove sei?
BIANCA: Sono di... Santarcangelo...
MARCONI: Santarcangelo di Romagna?
BIANCA: (fingendo) ...S, s.
MARCONI: Ci sono stato una volta a trovare un mio collega di lavoro... quando facevo l'elettricista. E questa?
BIANCA: Una nuvola. L'ho fatta dalla mia finestra, tanto tempo fa.
MARCONI: Questa indovino io... E' il cielo di notte sopra casa tua.
BIANCA: No, mi dispiace. L'ho fatta a casa di amici. C' pi buio da loro.
MARCONI: Solo cielo... Non hai fotografie con la tua famiglia, con i tuoi amici?
BIANCA: S, dovrebbe essercene una, con la mia famiglia. Gira..., gira... (guardando le fotografie che passano davanti ai suoi occhi) Ecco questa!
MARCONI: S, ma qui non vedo niente.
BIANCA: (imbarazzata) Gi. Allora non c'. Devo averla persa.
MARCONI: Ripeti!
BIANCA: Devo averla persa.
MARCONI: Non riesco a capire il tuo accento. Non mi sembra romagnolo.
BIANCA: Me lo dicono tutti. In effetti a casa non si parlava... romagnolo puro. (Bianca inizia a raccontare una bugia per nascondere la verit e ci si accorge) Mia madre era svedese..., mio padre senegalese.
MARCONI: Anche tu, evidentemente, assomigli a tua madre.
BIANCA: Vero. Mia nonna materna era messicana, sposata con un filippino. Da parte di mio padre invece il nonno era tedesco che conobbe una giapponese ad una festa...
MARCONI: (interrompendola) ...in America!
BIANCA: S, a Los Angeles, come fai a saperlo?
MARCONI: Mancava solo quella.
BIANCA: Tu non ci credi, vero?
MARCONI: Mi piace la tua fantasia.
BIANCA: Ne ho tanta... Faccio dei viaggi lunghissimi, anche senza treno. (riprende la postura del "volo" e Marconi si allerta) Da un paese all'altro senza prendere mai un aereo. Basta volerlo e mi ritrovo in riva al mare o sulla montagna pi alta, nella foresta pi verde o in un arido deserto.
MARCONI: Io ci sono andato una volta all'estero, a Lugano. Ho scritto una trentina di cartoline. (Marconi toglie dalla tasca una cartolina e si inginocchia per scriverla) A destra: nome, cognome, via, cap, paese e Italia; a sinistra: (come se ci pensasse per scriverla in quel momento) vediamo... ah, si, "Carissimi saluti dal paese dei sogni". (la lancia in alto) Posta Aerea! Ho fatto anche delle fotografie ma le ho perse nel trasloco..., quando mi sono trasferito qui. (tornando alle fotografie) Mi piacciono le tue fotografie. (gliele porge) Certo, un altro genere rispetto alle mie. Io preferisco i ritratti, tu i paesaggi specializzata in cieli
BIANCA: (prende le fotografie, stringendosele al petto) Le persone non mi escono, non mi escono bene, come vorrei... No..., la verit che mi fanno venire la nostalgia.
MARCONI:E i paesaggi no?
BIANCA:I paesaggi mi ricordano casa... Un giorno voglio tornare al mio paese.E' in una bella posizione: c' un panorama incredibile, c' aria buona, ho degli amici.
MARCONI: E allora, perch te ne sei andata?
BIANCA: Lavoro una specie di lavoro... Ma preferisco non parlarne.
MARCONI: Gi, me l'hai gi detto... (insistendo con discrezione) Hai problemi con la giustizia?
BIANCA: No, niente di illegale... per ora. (contemporaneamente a Marconi, a mezza voce) Signor Marconi...
MARCONI: (contemporaneamente, senza rendersene conto) Meglio cos! Scusa, hai detto qualcosa?
BIANCA: No, non importa. (guarda ancora in alto, quasi a chiedere d'aver pazienza)
Settimo quadro
MARCONI: Scusa, che ore sono? Il mio orologio fermo.
BIANCA: (guardando al polso, anche se non c' l'orologio. Marconi, naturalmente, non si accorge) Le 2 e mezzo.
MARCONI: Si appena fermato, allora. Fa le 2 e 26.
BIANCA: Anche il mio fa le 2 e 26.
MARCONI: (lo ascolta all'orecchio) No, no: proprio fermo. (lo carica) Deve essere scarico. Mi dimentico spesso di caricarlo. Beh, poco male, mi sono accorto in tempo... Mi dispiacerebbe non dovesse funzionare. Era di mio padre: l'unica cosa che mi rimane di lui, oltre al cognome. Una volta han tentato di rubarmelo. (cogliendo l'espressione sorpresa di Bianca) No, non il cognome, l'orologio. Me lo volevano rubare qui, qui vicino... davanti al tribunale. Un tizio, elegante, si avvicina: "Dammi l'orologio" "Come, dammi l'orologio." "Sono armato, sbrigati!" Mi sono sbrigato: gli ho dato un pugno, con tutta la forza che avevo... E via: non l'ho pi visto... Sono stato velocissimo a scappare... E' una brutta zona, quella, soprattutto di sera... Sei stata fortunata a capitare da queste parti, e a conoscere uno come me. Ti puoi fidare.
BIANCA: E se poi arriva un tuo amico?
MARCONI: Gino non torna. Sarebbe gi qui. Al massimo, potrebbe arrivare Tigre.
BIANCA: Tigre?
MARCONI: Si, Tigre, il gatto che mi fa compagnia. Lui per meno ingombrante di Gino. Di solito si sistema ai miei piedi... (con tono di confidenza) Abbandonato anche lui. Domani, ci sei ancora, vero?
BIANCA: No, penso di andarmene, abbastanza presto. Devo andare, devo vedere delle persone dall'altra parte della citt.
MARCONI: (un po' amareggiato) Non li puoi vedere dopodomani? Non muoiono se non ti vedono. Fai un colpo di telefono... Te la d io la moneta, se non ce l'hai. (accorgendosi di esagerare) Comunque, se una sera non sai dove andare... Hai visto, non si sta malissimo, qui. (raccoglie una piuma)
BIANCA: S, s, ho visto... (deve dirgli qualcosa, ma...) Signor Marconi...
MARCONI: No, lascia stare. Succede sempre cos. Quando conosci qualcuno che ti simpatico... (leggermente soffia via la piuma) sparisce in un attimo! Ciao, ciao. Arrivederci. E chi s' visto, lo sa Cristo.
BIANCA: Ha ragione.
MARCONI: Sei d'accordo. E allora? (in crescendo) Fermati qualche giorno. Ci facciamo compagnia. Sono innocuo, non credere. Dov' che devi andare con tanta fretta? Anche tu di corsa, tutto il mondo di corsa... Qui tranquillo, riparato, abbastanza pulito, e ci sono le stelle che ballano... (pentendosi per la foga) Scusa, un altro attacco di solitudine.
BIANCA: Succede anche a me. Mi dispiace, ma questa volta non posso fermarmi.
MARCONI: Hai ragione: devi andare. Scusa, non avevo capito... Che stupido che sono!
BIANCA: Capito cosa?
MARCONI: Sono contento per te. Anzi, beata te. L'importante che non fai come Maria.
BIANCA: Cio?
MARCONI: Che improvvisamente te ne vai, senza dire nulla..., lasciando un messaggio su un foglio di carta, per giunta stropicciato.
BIANCA: Ma di cosa sta parlando?.
MARCONI: Della persona..., dell'uomo che vai a trovare domani.
BIANCA: Non vado da nessun uomo, domani... (pensandoci) o forse si. Non ricordo.
MARCONI: Addirittura. Non pensavo che... Per lo meno, guardandoti in faccia...
BIANCA: Ho la vaga sensazione che stiamo parlando di due cose diverse.
MARCONI: Me lo auguro... (guardandola) Ma s, certamente... Si, certo, non potevi essere...
Ottavo quadro
MARCONI: (Dopo una lunga pausa di silenzio, prendendo un lungo respiro, con gli occhi bassi) Fino ad un attimo fa mi chiedevo se questo era un sogno..., (alza lo sguardo) adesso sono sicuro che lo ... Non pu essere vero quello che sta succedendo... tutto cos strano: il tempo strano, il cielo strano, io sono strano e lei... non da meno.
BIANCA: Marconi, ti piacciono i sogni che fai?
MARCONI: S, questo s. E' la prima volta che sogno una fiaba cos bella.
BIANCA: E se non fosse una fiaba?
MARCONI: Preferirei lo fosse... Le fiabe finiscono sempre bene.
BIANCA: Come vorresti che finisse questa?
MARCONI: E TUTTI vissero felici e contenti. Non molto diverso dal solito.
BIANCA: Mi piacciono i tuoi sogni, Marconi.
MARCONI: Sognare la cosa che mi riesce meglio ultimamente. Ogni tanto mi guardo allo specchio per vedermi pensare... Mi piace pensare. Vorrei pensare di pi. Vorrei lo facessero di pi i vigili, quando d'inverno ci cacciano dalla stazione, i politici che fanno promesse che non manterranno mai e gli avvocati quando difendono gli assassini. Spesso Gino mi dice di stare coi piedi per terra. "Pensa meno e bevi di pi, ci si addormenta prima". Ma non voglio smettere di sognare. E' l'unica cosa possibile per quelli come noi... (Silenzio, si stira) Sar meglio chiudere occhio adesso, altrimenti domani il lavoro non rende.
BIANCA: (quasi risvegliandosi da un sogno) Il lavoro?
MARCONI: No, scherzo! L'ultima volta che l'ho detto, ero con Maria... No, non lavoro. Chi farebbe lavorare uno come me?
BIANCA: E cosa fai durante il giorno?
MARCONI: Guardo la gente...
BIANCA: E non ti stanchi a far la stessa cosa da mattina a sera?
MARCONI: (vedendo quello che dice) No, perch la gente diversa ogni volta: sempre di corsa. Non credo che mi abbia mai visto... nemmeno quando mette un po' di moneta nel mio berretto... Tu lavori?
BIANCA: Guida turistica... licenziata (con imbarazzo) Prima facevo la guida turistica... Adesso no, disoccupata: chi farebbe lavorare una come me? L'azienda per cui lavoro, (correggendosi) lavoravo, una specie di agenzia-viaggi. Organizza vacanze-premio, completamente gratuite, in un posto bellissimo...
MARCONI: (Non la fa finire) Sar sicuramente in uno di quei paesi esotici con spiagge bianche, mare limpido e sole assicurato ogni giorno. Devo aver visto la pubblicit su qualche giornale o rivista...
BIANCA: Dipende quale.
MARCONI: Penso "L'Azione Cristiana".
BIANCA: Beh, allora puo' darsi.
MARCONI: Quando ho un po' di tempo leggo il giornale: mi piace tenermi informato (prende un giornale in mano) soprattutto prima di addormentarmi... Sai, preferisco sapere dove dormo. (tristemente) A volte per mi passa la voglia di dormire. Ho paura che mi possa succedere quello che ho letto. Ho paura che vengano a picchiarmi, a darmi calci mentre cerco di dormire, che diano fuoco ai giornali che mi coprono.
BIANCA: Io, il giornale non lo leggo. Mi mette tristezza.
MARCONI: (porgendole il giornale) Di, dormiamoci su, anzi sotto, se riusciamo.
Nono quadro
Mentre i due vanno verso i loro 'letti', Bianca perde il libro che tiene in tasca. Marconi lo raccoglie, lo apre, lo sfoglia e legge...
MARCONI: Micheli Mario X, Omar Sylla X, Akim Ahmed X...
Bianca sentendo quei nomi, si gira di scatto ed insegue Marconi che accenna uno scatto. Recupera l'agenda prima che Marconi possa girare la pagina.
BIANCA:L'ho perso io!
MARCONI: Scusa, non sapevo fosse cos importante... (prendendola in giro) E' l'elenco dei tuoi amanti?
BIANCA: No!... S... No, sono i clienti della mia agenzia. (arrampicandosi sui vetri) Mi rimasto in tasca... Questo era il vestito che avevo l'ultimo giorno che ho lavorato. E siccome c' una specie di segreto professionale..., rischio di essere... Cio, se sapessero che sto mostrando questi nomi, non avrei pi la possibilit di essere riassunta. Cio non potrei pi lavorare l, nel caso volessero, come dire, riassumermi... un domani. (vede la faccia confusa di Marconi) Non sono stata molto chiara, vero?
MARCONI: Neanche molto credibile. (un po' seccato e un po' dispiaciuto) Potevi dirmelo.
BIANCA: Cosa?
MARCONI: Che sei una guida turistica e stai cercando dei nuovi clienti. Con me stai perdendo tempo. Non ho una casa, non ho un lavoro e tu sei qui, come infiltrata a propormi le tue spiagge paradisiache e gratuite? Come se non sapessi che poi c' il trucco e devi pagare ugualmente, anche di pi. Mi spiace, la tua agenzia aspetter ancora qualche anno. (come se parlasse a se stesso ma ad alta voce) Pensa a che punto sono arrivati. E' proprio vero che c' la crisi: addirittura le agenzie viaggi porta-porta.
BIANCA: (che nel frattempo ha cercato di interromperlo) Marconi, non come pensi, credimi. Ti chiedo solo di credermi. Marconi non ti propongo nessuna spiaggia... Ti sembro una guida turistica, vestita cos?
MARCONI: Di viaggi economici, forse. Se voglio andare al mare ci vado da solo, (prende l'ombrellone) senza agenzia. (esce)
BIANCA: Sono d'accordo con te. E ora dove vai?
MARCONI:(da fuori) Al mare!
BIANCA: Adesso?
MARCONI: (c.s.) Perch no?
BIANCA:Posso venire anch'io?
MARCONI:(rientra) Non dovevi andare via?
BIANCA: Gi, vero... Sei arrabbiato?
MARCONI: Si! No, lasciamo stare. Non ne parliamo pi... (silenzio) Forse ho esagerato.
BIANCA: No, hai ragione. L'avrei pensato anch'io, se avessi sentito una spiegazione come quella che ti ho dato io.
MARCONI: La prossima volta dimmelo quando hai intenzione di spiegarti male.
BIANCA: Va bene, promesso.
Decimo quadro
MARCONI: ...Che ora si fatta?
BIANCA: Quasi le 2 e mezzo.
MARCONI: (con ironia) L'ora giusta per andare in spiaggia. (tornando serio) Ti si fermato l'orologio. Anche prima mi hai detto la stessa cosa. (guarda il suo) Le 2 e 26. Si fermato anche il mio. Devo essermi dimenticato di caricarlo... Saranno le 3 e mezzo. Ti trovo ancora domani, o te ne vai presto? (lo sistema e lo carica)
BIANCA: Non penso. Dipende quando mi sveglio.
MARCONI: Se non ti trovo, vuol dire che questo solo un sogno.
BIANCA: Se non mi trovi, vuol dire che me ne sono andata.
MARCONI: Ti accompagnerei...
BIANCA: (interrompendolo) Pensavo anch'io la stessa cosa.
MARCONI: (mentendo non troppo bene) Non posso proprio, domani. Ho una serie di appuntamenti di lavoro a cui non posso mancare.
BIANCA: Ci vediamo.
MARCONI: (leggendo il pezzo di giornale che ha sopra il naso) Domani il sole sorge alle ore 7,57 e cala alle 16,49. Bene, buonanotte!
BIANCA: (con un po' di stupore, poi realizza, dopo averlo guardato) Buonanotte!
MARCONI:(ormai gi disteso e con poca voglia di dormire) Sbaglio o hai cominciato a darmi del tu.
BIANCA: Non sbaglia.
MARCONI: (correggendola) A - a: "sbagli", terza persona plurale!
BIANCA: (correggendosi) No, sbagli.
MARCONI: Ah, ecco chi mi ricordi: una ragazza che ho conosciuto quando ho fatto il militare. Mi divertivo parlare con lei: sembrava vivesse fuori dal tempo. No, non offenderti, non il tuo caso. Per, in certe tue espressioni, me la ricordi. Anche lei era molto... incerta nelle risposte. No, ma non il tuo caso. Se non sbaglio, anche lei era di S. Arcangelo..., di Potenza, per.
BIANCA: (interessata) Che fine ha fatto?
MARCONI: Non lo so. Non ha voluto lasciarmi il suo indirizzo. Era molto timida... Teneva spesso gli occhi bassi. Per carina... Si chiamava... Non ricordo pi come si chiamava. E pensare che credevo di esserne innamorato.
BIANCA: (ripetendolo per s) Innamorarsi...
MARCONI: Probabilmente mi sono innamorato una sola volta... per Maria.Stasera sono felice. Mi dispiace che Gino non ti abbia conosciuta.Poi, quando glielo racconto, non ci crede.
BIANCA: Come al solito.
MARCONI: Gi, come al solito.
BIANCA: Non preoccuparti, lo racconto io a Gino...
MARCONI:Se lo incontri...
BIANCA: Certo.
MARCONI:Dovresti riconoscerlo facilmente.
BIANCA: (assieme a Marconi) Porta i capelli rossi.
MARCONI:Porta i capelli rossi... Come lo sai?
BIANCA: Ho tirato a indovinare.
MARCONI:L'ho detto io che sei strana. (avvicinandosi a Bianca, le avvolge la sua sciarpa attorno al collo) La prossima volta che ci incontriamo, mi insegni a volare. (assumendo il tono del narratore) E detto questo, l'elettricista spegne le luci e si addormenta. Bianca, buonanotte.
BIANCA: (con stupore) Va bene, Marconi, buonanotte.
Dopo poco pi di un minuto, Bianca si alza, prende il libro che teneva in mano all'inizio. Gira alcune pagine e legge alcuni nomi. Poi gira una pagina)
BIANCA: Akim Ahmed, Gino Pozzi, Marco Silvestri.
Bianca guarda a destra e sinistra, poi in alto, come per dire, 'Abbi pazienza', e lo cancella dalla lista. Poi raccoglie le sue cose e fa per andarsene. Torna per in dietro ad appoggiare prima la sua bottiglia e poi il pacco a forma triangolare.
MARCONI: (Appena Bianca esce, Marconi si muove e chiama Bianca senza guardare) Bianca! Bianca!
Non sentendo la risposta, si alza. Guarda l'orologio, che nel frattempo ha ripreso a funzionare, inizia a saltellare per combattere il freddo, e intanto cerca Bianca. Un po' sconsolato, guarda nel bidone, sotto i giornali: niente, solo il pacco triangolare. Senza aprirlo del tutto, toglie delle piume bianche, che butta in aria. Poi, prendendo il pacco, si accorge che formato da due parti: sembrerebbero, anzi, sono due ali. La luce, intanto scesa; rimasto solamente un controluce su Marconi, che appoggiando sulle spalle il regalo di Bianca si mette in "posizione di volo".
Buio graduale.
Sipario
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