Sogno di una notte di mezza sbornia

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L’ attività teatrale    che la Compagnia ‘ANTA & go!  svolge è    al sostegno ed alla collaborazione nei confronti di varie associazioni cittadine, operando spesso un confronto e una sintesi tra le culture delle precedenti generazioni

 La realizzazione di questo spettacolo  vede protagonisti uomini e donne della così detta ²terza età” (fino ad ultra ottuagenari) e   questo pone le premesse per una riflessione altamente educativa presso i giovani. Gli  attori infatti, sono la testimonianza viva di come stimoli culturali validi come il teatro, potenzino le risorse di una età che spesso la società emargina.

 

"Sogno di una notte di mezza sbornia"

Liberamente tratto da un lavoro di Eduardo De Filippo

Riduzione e Regia di Iolanda Zanfrisco

 

Scenografie degli Allievi  della “Scuola delle Arti” di Civitavecchia diretta da Pino Quartullo:

 

Una pièce tra le più esilaranti che i De Filippo abbiano mai messo in scena.

Pasquale De Felice, il protagonista, è un povero facchino a cui piace alzare il gomito e quando beve fa sogni strani. Un avvocato gli ha regalato un busto di Dante e così Pasquale sogna il Poeta che gli dà i numeri di una quaterna e gli rivela il giorno e l'ora della sua morte: esattamente otto mesi dopo la vincita. ll facchino visionario gioca e vince una forte somma di denaro: la moglie e i figli sono ricchi e felici, solo il povero Pasquale è infelice perché deve rassegnarsi a morire. Se la quaterna è uscita, anche la seconda profezia è destinata ad avverarsi. Nel giorno tanto temuto, l'angoscia di Pasquale è così violenta che lo riduce veramente allo stremo. Ma quando arriva l'ora fatale……..

"…Il vero protagonista è la Morte, una Morte in scena, quella Morte annunciata e desiderata che lo avrebbe accomunato a Molière, e invece in questo "Sogno…" la Morte non arriva perché l'orologio in teatro va sempre avanti o indietro e probabilmente Eduardo, già nel titolo della commedia, volle mettersi la maschera del divino William, alludendo alla mezza estate di un sogno napoletano mezzo sbronzo…".

Così si esprime il maestro Roberto De Simone nella presentazione, per Einaudi, di questa commedia di Eduardo.

Il Teatro Umoristico di De Filippo, mise in scena il testo (una rielaborazione de “La fortuna si diverte” di Athos Setti per la prima volta nella stagione 1936-37. Dalla commedia fu tratto anche un film nel 1959 con Eduardo, Pupella Maggio e Pietro De Vico.

Personaggi e Interpreti:

Don Pasquale De Felice                                                                                  Peppe Zanfrisco

Donna Maddalena – la moglie                                                                         Rosaria Valery Starace

Gina  – la figlia di don Pasquale                                                                      Flavia Paolucci Lungarini

Arturo -  il figlio di don Pasquale                                                                                 Michele Noviello

Rosina – la fidanzata di Arturo                                                                         Lia Gallinari

Carolina, amica di famiglia                                                                              Anna Cistriani  Zonta

Jack  Hilton-  Il fidanzato americano                                                                 Gennaro Donti

Dante Alighieri                                                                                                            Marino  Zonta

Donna Filumena – l’amante del farmacista                                                        Iolanda Zanfrisco

Sciuscella                                                                                                       Pino Cilione

Don Felice Trapasso – Titolare dell’Agenzia delle  Pompe Funebri                     Ciro Fiengo

Assuntina, la cameriera                                                                                   Lia Gallinari

Rafele il cameriere                                                                                          Vincenzo Coppolino

L’ Infermiera                                                                                                    Adelaide Scannella

Il Medico                                                                                                        Rainero Diez

I TEMPO

Musica 1       VIERNO

SFUMA MUSICA- luce interno a giorno ghiaccio

Scena 1 Personaggi:                                                                     Maddalena, Carolina, Rosina, Gina.

Una stanza d’ingresso che serve da  modestissimo salotto. In fondo, la porta che dà sulla strada. Sopra un tavolino il busto in gesso di Dante Alighieri.

Maddalena  stira il bucato. Carolina rammenda un lenzuolo. Gina e Rosina, loro rispettive figlie, ricamano sedute. E’ pomeriggio presto.

MADDALENA (a Carolina) Pure  questo è rotto?

CAROLINA E’ rotto?... questo è tutto stracciato!

MADDALENA E aggiustalo, mettici  una pezza... Arrangia tu.

CAROLINA Ma come l’avete ridotto così? La tela non è sciu­pata, è buona,

MADDALENA Quello è mio marito, che la notte tiene le smanie! Io, invece, come mi corico così mi trovo la mattina.

CAROLINA Troppo vino, tuo marito beve troppo vino.

MADDALENA Qualche vota! E quando beve cominciano le smanie e si fa i cattivi sogni.

CAROLINA E che è, tutte le notti si   i cattivi sogni?

MADDALENA Lasciami stare! Il guaio sai quale è? Che da  un po’ di tempo a questa parte, i sogni  li fa pure quando sta sveglio! Pure stamattina, non appena ha aperto  gli occhi , s’è messo a parlà e a ragionare  con un suo amico... che non stava dentro la stanza!

CAROLINA E con chi parlava, allora?

MADDALENA E chi lo sa!... Quando s’è svegliato, prima naturalmente ci siamo  fatti la solita litigata, poi gli ho chiesto    se voleva il caffè. Lui, invece di rispondermi si è messo  a parlare  con uno, un certo Dante, ma con tanta serietà che m’ ha fatto guardare torno torno, ... Neh? Non ci stava nessuno!

CAROLINA E Pasquale invece lo vedeva?

FlLOMENA Lo vedeva, ci parlava... ragionava!

CAROLINA Ma tu sei proprio sicura che dentro la  camera non ci stava nessuno?

MADDALENA E se capisce, e che so diventata cecata?

CAROLINA E che diceva a sto Dante?

MADDALENA Che sò... Prima l’ha fatto un sacco di  cerimonie, poi  tutto insieme s’è infuriato, gli ha detto un  sacco di  brutte parole e l’ha trattato come un cane!…Sapete che vi dico, per me, mio marito è uscito pazzo!

CAROLINA La verità, a me non mi pare,  

MADDALENA  La testa non gli funziona I

CAROLINA Ma no. Tu vuoi  un consiglio mio? Stanotte, quando comincia a smaniare, dagli  un paio di calci dietro i reni,  e poi vedi come gli passa la fantasia di fare il pazzo!!!

MADDALENA Cara mia, se i calci fossero carte da mille lire, mio marito, a quest’ora   sarebbe milionario!  Per  tanti che glie ne ho  dato!

CAROLINA (a sua figlia) Rosi’, dammi  un filo di cotone.

ROSINA (porgendole il filo) Tie’, mamma.

CAROLINA Questa camicia l’hai finita?

ROSINA No ancora.

CAR0LINA Ma Stai ricamando sempre  la margherita? E tu se vaie di questo passo va a finire che si deve  rimandare il  matrimonio! Figlia mia tu già sembri una zitella, poi va a finire che nessuno ti piglia più!

ROSINA Mammà ma che dici,  Vedrai che per il giorno fissato sarà tutto pronto.

MADDALENA Mi raccomando, Rosi’, perché Arturo non ne può più!

CAROLINA E ha ragione, sono  dieci anni ormai  che fanno l’amore!

GINA Mammà sai che sto pensando?    Che dentro il corredo mio ci manca un bel lenzuolo di tela d’Olanda!

MADDALENA Gina mia!  E solo quello ci manca!?!  Ma purtroppo, non ci possiamo permette altro!  Pensa tu invece a trovarti  un signor partito ca ti sposa! 

CAROLINA  Ma perché non può essere che si fidanza da un momento all’ altro?

MADDALENA E infatti! Stiamo aspettando il principe azzurro che sta dietro la porta!

GINA (alla madre) E che ne puoi sapere  che mi viene il colpo di fulmino! Conosco a uno e plò! Ci fulminiamo tutti e due! E poi scusa, ma a te che è successo? (molto ironica)  Pure tu ti sei fulminata! Ti sei fatta sposare da mio padre tre mesi dopo la morte di mammà!

MADDALENA! Ma voi sentitela! Io ero una gran signora, facevo la cameriera a casa dell’ avvocato Marulli e mi trattavano meglio di una figlia!

Pasquale veniva a portare il vino una volta la settimana, e quando è rimasto vedovo…mo gli  davo un piatto di pasta riscaldata, un poco di pane avanzato…un giorno…mi sono arrubbata una vesta della figlia, perché tu non tenevi che metterti. La signora se n’è accorta e m’ha cacciata! Pasquale ..che all’ epoca  era tutto gentile, m’ha preso a casa sua! E dopo poca m’ha sposato, né che ci sta di straordinario?

A te e tuo fratello v’ho cresciuto come due figli, e questo è il ringraziamento!

ROSINA (dalla soglia, guardando fuori, sorpresa ) Uh! guardate, sta arrivando Arturo.!



Scena 2:                                                         Personaggi :Arturo, Maddalena, Carolina, Rosina, Gina

Arturo entra e va a sedersi presso il tavolo.

MADDALENA Artu' a quest'ora? è successo qualche cosa?

ROSINA Eh! Sarà andato correndo appresso a  qualche femmina!

ARTURO ( a ROSINA) Tu non pensi che a queste cose)

ROSINA Non sarebbe la prima volta!

ARTURO   Io stavo alla bottega ferrando il cavallo del fattore, quando vedo arrivare verso di me, a tutta   corsa.  

ROSINA La figlia del salumiere!

ARTURO Ma no! È a letto con la febbre!

ROSINA Ah! Si?

ARTURO Pare che sia a letto con la febbre!

ROSINA E a te che te   l’ha detto ?

ARTURO Me l’ha detto….

ROSINA (Interrompendolo) Non è vero ! Bugiardo!

ARTURO Ma perché fai così? Ma ti rendi conto che questa tua gelosia  finirà per rovinare tutto!?

ROSINA. È inutile che cerchi di convincermi. Tanto so tutto!

MADDALENA  (a Rosina), Non è questo il momento di fare delle scenate di gelosia. ( ad Arturo) Si può sapere che hai visto?

ARTURO ho visto a papà!

MADDALENA Pasquale? Quello  quando è uscito ha detto che andava  a Pozzuoli a fare un carico di vino al deposito di Bellotti.

ARTURO E poi deve aver cambiato idea.

MADDALENA Ma che t'ha detto?

ARTURO E’ entrato nella bottega con una faccia stralunata, poi mi è  venuto vicino a m'ha detto: Posa questi attrezzi , che non ti servono più!

Io, naturalmente mi credevo che scherzasse e  non gli ho dato retta.  Beh! Quello me li ha tolti per forza di mano e li ha buttati in mezzo alla stanza... Poi, m'ha acchiappato per un braccio  e a botte  e a  spinte m'ha fatto uscire fuori .e..che è successo!

MADDALENA Che è successo?

ARTURO Dovete sentire!

GINA (urtata) E stiamo sentendo!…parla…!

ARTURO Il padrone,  è intervenuto pure lui: “Don  Pasquale , lasciate stare vostro figlio, quello deve lavorare!  “Se mio figlio lavora o non lavora, sono affari che non vi  riguardano. Pensate a vostra moglie, che tutto il vicinato sa che è l'amante del farmacista” - Figuratevi quello che è  successo!

GINA E che è successo!

MADDALENA Uh! Madonna mia bella, e  don Lorenzo il principale, che ha detto?

 ARTURO M'ha licenziato su due  piedi!

ROSINA Uh! Bene mio!

 MADDALENA Bravo!  Mo stiamo meglio di prima! lo non ce la faccio più! : quello è  stato sempre la rovina di questa casa!

 ARTURO Un momento, e questo è  niente!  Quando siamo rimasti soli, m'ha detto: Artu', noi siamo diventati signori, signoroni!  Non sono neanche cinque  minuti  che tuo padre è entrato, in possesso di quaranta milioni! ¯Quaranta milioni!

MADDALENAUh, Madonna! Fosse overo!

CAROLINA E lasciatelo parlare!.

ARTURO Io ho detto : «Papà, invece di raccontare sciocchezze, non è meglio che vai a caricare il  vino?» M’ha guardato e m’ha detto: «Artu’, tu se più scemo di quello!

Poi mi ha dato un altro calcio, e se n’è scappato!  . Che ne dite?

MADDALENA che vi dicevo? Mio marito è uscito pazzo!

CAROLINA  E su, non esageriamo...

MADDALENA Caroli’, è pazzo! Che disgrazia, che disgrazia!

GINA E non ti prendere collera mammà  è  cosa e  niente!

MADDALENA Nientemeno? Quello ha combinato questo poco!..è cosa da niente? E che doveva fare più?

ROSINA Va bene, ma  alla fine dei conti, quali sono queste stranezze che ha  fatto? A don Lorenzo gli ha detto  la verità. Perché non  è   vero che la moglie si tiene il  farmacista? A lui( indica Arturo) gli  l’ha preso a calci... perché se li merita!!!  Neh, che ci sta di straordinario?

CAROLINA  e c’ha ragione Rosina, Neh, che ci sta di straordinario?

ARTURO Ma perché v’allarmate? Non abbiate paura, . Io a papà  l’ho osservato bene: a lui la testa gli funziona meglio di noi!

GINA E allora il fatto che va dicendo che è milionario, che è padrone di quaranta milioni?

 ARTURO Questo non l’ho  capito. Forse li avrà trovati per terra.

CAROLINA Sicuro! Arturo non  dice  fesserie!

ARTURO Però v’assicuro Che pazzo non è!

MADDALENA Eh!  Se non è pazzo è ubriaco!

CAROLINA Maddalè, basta che non è una scusa per non lavorare! 

La buonanima di mio marito, quando non aveva voglia di far  niente, faceva finta di essere impazzito, cominciava a parlare con i quadri attaccati al muro: e’ vero Rosì?

ROSINA Si si, Mentre mangiava parlava coi piatti, i bicchieri…diceva che si sentiva impazzire!   ce lo credevamo tutti   veramente, tanto è vero che….

CAROLINA …. che avevo deciso di portarlo  da uno specialista... Invece quel brigante faceva vedere che stava malato per non  lavorare!!

MADDALENA Ah!. E tu come te accorgesti?

CAROLINA Perché quando faceva il pazzo, si rubava i  sorde che io risparmiavo sulla spesa, e se ne andava nella cantina  e beveva fino all’ ultima lira!.

MADDALENA (a Gina) Và a vedere se dentro al comò ci sta ancora quella cinquecento lire.

GINA Subito, mammà. (Esce a sinistra).

FIL0MENA(gridandole dietro) Sta sotto  le camicie! (Poi agli altri) Eh già, dici bene Carolina. E’ capace di far vedere che è pazzo per non lavorare!

CAROLINA Se è sparita la cinquanta lire  è segno che non è pazzo!...

MADDALENA ... E lo vediamo tornare ubriaco!

GINA (tornando) Mammà, la cinquecento  lire non ci sta!

CAROLINA Avete visto? Mio marito gli ha imparato  il trucco prima di morire!

MADDALENA Dammi lo scialle

GINA Dove vai, mammà?

MADDALENA Dove vado? (urlando) Gli faccio tornare io il cervello apposto con una mazza in testa!

GINA (dando lo scialle alla madre) Mo t’accompagno.

ROSINA (che era andata alla porta sulla strada) Eccolo

MADDALENA Chi?

ROSINA ‘Vostro marito.

Gina e Arturo corrono alla porta a guardare.


Scena 3:                                    Personaggi: Pasquale, Arturo, Maddalena, Carolina, Rosina, Gina

MADDALENA Meglio così. (Si toglie lo scialle). ..io non parlo, vediamo prima che fa!

ARTURO Ma quant’è certo Dio, quello non sta ‘mbriaco.

GINA Arturo ha ragione! Quando mai...

ROSINA Se stesse ubriaco dovrebbe barcollare, Quello cammina dritto dritto!

Entra Pasquale; tutti l’osservano in silenzio, i tre ragazzi si scostano dalla porta.

PASQUALE Buongiorno. (Nessuno risponde e i tre si scostano ancora un po’; lui li guarda stupito e accenna ad avvicinarsi di nuovo per vedere come reagiranno. I tre si scostano di nuovo; Pasquale ripete, fino a che, seccato, dice) Buongiorno.

CAROLINA Buongiorno, don Pasquale

PASQUALE Come stai Carolì?

CAROLINA Non c’è male.., e voi?

PASQUALE Male, male... Mi sento certe  botte in testa !

GINA Abbiamo capito.

 PASQUALE (guarda i ragazzi, poi alle donne, ironico )Si? L’ho sempre detto che tengo una famiglia intelligente!   Già. E poi mi sento le gambe che si piegano! Mi sembra che da un momento all’altro cado per terra!

ARTURO, GINA e ROSINA (Come sopra)  Senti senti!

 PASQUALE (stupito, poi scatta) Neh, e che è? Che è questo lamento ? (Nessuno risponde). Mi sento male. Speriamo che passa, e si non passa io tengo il  rimedio: mezzo litro di vino, e ti saluto.

MADDALENA Eh! Un altro!

PASQUALE Ho  capito. (Ad Arturo) Gli hai detto tutto!

CAROLINA Beh, noi ce ne andiamo!

PASQUALE Ma più tardi tornate?

CAROLINA E chi lo sa, poi vediamo!

PASQUALE Fate il possibile di tornare, che non ve ne pentirete.

CAROLINA Allora tornammo, E speriamo che vi sarà passato

PASQUALE Che cosa?

CAROLINA Il…mal di testa!... (Esce seguita da Rosina).

ARTURO Statti bene, gelosona! .

Scena 4:                                                           Personaggi: Pasquale,  Arturo, Maddalena, Gina.

PASQUALE (aMaddalena che lo fulmina con lo sguardo) Arturo ti ha fatto sapere le ultime notizie?

MADDALENA So tutto

PASQUALE Che l’ho fatto licenziare...

MADDALENA Sì, si, lo so...

PASQUALE Che so’ milionario...

MADDALENA Sì, sì, bravo, bravo..

PASQUALE Che tengo quaranta milioni?... (Lei tace). E non ti viene  un colpo?

MADDALENA Dammi mo mo la cinquecento lire che ti sei preso dentro il comò!

PASQUALE Ah, la cinquanta lire... (Mutando tono) Zitta! Mi sembra che sento correre... (Guarda l’orologio) No, è presto.Mamma mia  Io sto tremando come una foglia...

GINA Papà, ma non ti senti bene?

PASQUALE No, è l’emozione. Capirai, quaranta milioni non sono  quattro soldi. (A MADDALENA) Tu è inutile che  fai questa faccia. Tengo quaranta milioni, hai capito? Tuo marito possiede quaranta  milioni. Domandalo  a Dante Alighieri.

MADDALENA Ah, questo è  l’amico ‘di stamattina?

PASQUALE Proprio così. L’amico vero, l’amico sincero, Quelli che  stanno in Paradiso non sono falsi e ipocriti come noi.

Dicono sempre la verità. Sempre, hai capito? Sempre, sempre la verità...

(Si dispera, poi, rivolto al busto di Dante, con gesti minacciosi )  Io ti facesse ‘na faccia ‘e schiaffe accussì!

GINA (quando Pasquale si è un po’ calmato) Ma perché ti arrabbi , papà?

PASQUALE Perché  a volte gli amici troppo sinceri... So io quello che dico... (Al busto di Dante) Abbi  pazienza, sa’! Scusa se mi arrabbio , ma non ne posso fare a meno. Guarda in che condizione mi hai messo: Io non posso né ridere né piangere! Se rido, me vene da piangere, se piango , mi vene a ridere! Sei stato spietato! (Piange e si dispera).

ARTURO (dopo che Pasquale s’è un po’ calmato) Papà!

PASQUALE Che c’è ?

ARTURO Lo voglio sapere da te!

PASQUALE Niente, niente, state allegri... questa è una fortuna  figli miei, non capita tutti i giorni! (A Gina)  E tu, portami un bicchiere di vino.

GINA Subito, Papà». (E si avvia verso destra).

MADDALENA (alla figlia)  Dove vai  tu? Non lo vedi che sta ubriaco?

PASQUALE Ah! ( Breve pausa). Portami il vino.

GINA Ma , mammà...

PASQUALE Quando il sottoscritto, che fino a prova contraria è il capo di casa, ti dice di fare una cosa, non c’è «ma» che tenga. Và!

GINA Va bene, (Esce a destra).


Scena 5:                                                            Personaggi: Pasquale, Arturo, Maddalena.

MADDALENA Pasquale !

PASQUALE Statti zitta.

MADDALENA Io parlo quanto mi pare e piace.

PASQUALE (dando un pugno sul tavolo ) Tu parli quando te lo dico io. Qua  comando io solo!

MADDALENA  Veramente? (ironica) .. Come si stessimo in una caserma!

PASQUALE Proprio!  e io sono ‘il comandante della caserma!. E mi dovete ubbidire a bacchetta, se no so’ schiaffe, cavici, morze e pugne. Assortiti!

MADDALENA  (lo guarda sbalordita)

PASQUALE che è non mi capisci quando parlo?    : se non mi ubbidisci sono schiaffi, calci morsi e pugni, assortiti! Hai capito adesso?

MADDALENA(al figlio che le è vicino, mentre Pasquale è andato verso la porta)  Ma questo fosse diventato pazzo veramente?

PASQUALE (scattando) Pazzo? Chi ha detto che so’ pazzo?

MADDALENA (impaurita) E stato lui, Arturo!

ARTURO (confuso) Stavo parlando del tempo!

PASQUALE (alla moglie) Non è vero! L’hai  detto tu!

MADDALENA Io?

PASQUALE L’ho sentito . Disgraziatamente ‘a voce tua  la tengo stampata in corpo Maddalè ’, senti, per  regola tua, io non sono né pazzo né ubriaco , Io sono, questo e vero, un poco sconvolto per la fortuna che abbiamo avuto, ma pazzo no. Maddalè, ricordati bene:  se dici un'altra  vota che  io.so’ pazzo, te chiavo un pugno in capo e t’azzecco a terra! Non capisci? E già, essa è straniera!: ti tiro un pugno in testa e ti butto a terra! Perché nemmeno per scherzo si chiama pazzo a uno. E’ una cosa che  non si pensa nemmeno!

MADDALENA Ma chi la pensa...

 Pasquale fa una finta come se si volesse avvicinare a Maddalena che si scosta impaurita.

PASQUALE E perché te metti paura?

MADDALENA No...

PASQUALE(come prima, e Maddalena si scosta gridando) ‘Lo vedi? Lo vedi che ti metti paura?Se tu non stessi pensando cheio so’ pazzo, mi domanderesti che cosa ci ho fatto col la  cinquecento lire che t’ho rubato..

MADDALENA Ah, te lo ricordi? Ma allora non sei  pazzo?

PASQUALE Madonna mia, manteneme ‘e mmane qu  chesta!

ARTURO Papà, non la rispondere.

MADDALENA No, tu devi rispondere, altrimenti  la  pazza la faccio io. Che ne hai fatto della cinquecento lire?

PASQUALE l’ho spesa!.

MADDALENA Tutta quanta?

PASQUALE Tutta quanta. E si invece di  cinquanta ne trovavo cinquemila, ‘le spendevo  tutte e cinquemila.

MADDALENA Mariuolo!

  Breve pausa.

PASQUALE E se invece di cinquemila ne trovavo diecimila, le spendevo tutte e diecimila. E mo chiamami mariuolo un'altra volta!

MADDALENA Mariuolo! (alla finestra) è mariuolo  gente, è mariuolo!

Pasquale l’afferra per i capelli, lei grida, Arturo interviene  e a stento riesce a separarli.

 ARTURO La volete finire, sì o no? (E si ritira a destra con la madre).

Pasquale intanto va in strada.

   MADDALENA Figlio mio, hai visto? Se non ci stavi tu, quello veramente mi  strozzava.

ARTURO Ho visto! E io credo che hai ragione tu: quello è... (Fa il gesto come dire:  pazzo)

MADDALENA Zitto, per carità, Dove sta adesso?

 ARTURO (dopo aver guardato) Sta là fuori.

PASQUALE (rientrando) E dire che quella  femmina deve  campare .   con i  milioni che lascio io. Come, io lascio i milioni e tu te li mangi, ma io ti maledico, maledetta!

MADDALENA  Ce l’ha con me!

PASQUALE ma non è detta l’ultima parola! L’ultima parola la dirò tra otto mesi!

ARTURO E perché tra otto mesi che succede?

PASQUALE Può essere che Dante Alighieri ha scherzato, sa, questi poeti so tutti un po’ stravaganti, chi lo sa?

ARTURO E chi lo sa!

PASQUALE Ma qua sta l’orologio che spacca il secondo, e lo sapremo  tra poco se i quaranta milioni sfumano, allora vuol dire che Dante Alighieri ha pazziato, abbiamo perduto le cinquecento lire  e non ne parliamo più!

Se viceversa i quaranta milioni arrivano, allora  …..( imita un’ anima che vola in cielo, poi si commuove e scoppia in un pianto dirotto, allontanandosi).

Scena 6                                                                     Personaggi:   Arturo, Maddalena , Gina , Pasquale.

MADDALENA Artu’, non ti muovere da vicino a me, io non mi sento sicura!

GINA  (tornando dalla destra col vino, piano) Povera mammà. SEDUTA

MADDALENA (a Gina) Hai sentito?... Mo dove è andato?

GINA Sta fuori.

ARTUR0 (piano) Statti attenta, mammà: ti sta guardando. IN PIEDI

MADDALENA S’è fissato con me...

GINA (portando il bicchiere al padre) Teh, papà.

PASQUALE Grazie. (Beve) Queste sono le ultime volte che tu servi tuo padre.

GINA Sì, papà.

PASQUALE Fra qualche giorno avremo cameriera, camerieri...BEVE

GINA (con tono che si usa coi bambini) Sì, papà, sì, sì...SI SPOSTA PER SEDERSI

PASQUALE (ad Arturo) Un  cameriere per  te... vestiti, cappelli...BEVE

ARTURO (come Gina col tono come sopra) Sì, sì, grazie...

PASQUALE Feste, festicciole, regali: potete comprare quello che volete.BEVE

GINA (sempre in tono come sopra) Sì, sì, grazie, papà, grazie tanto.

PASQUALE La villeggiatura...

ARTUR0 (in tono come sopra) Sicuro..

PASQUALE Vi faccio fare i bagni di mare..

GINA (come sopra) Sì, sì, certo...

PASQUALE Basta... Non sono pazzo! (Breve silenzio). Sarete tutti felici!

GINA E pure tu, papà!

PASQUALE Io? Io non sarò mai  felice.., io... (E rifà il gesto di volare e poi  si fa la croce).

MADDALENA Mo comincia un'altra volta...(AD ARTURO)

PASQUALE (a MADDALENA) Che stai mormorando tu?

MADDALENA No... parlavo con  Arturo di quelle  cinquanta lire... Gli volevo comprare i fazzoletti, i calzini...

PASQUALE Io, invece, ho comprato qualcosa di più sostanza! (INDICA CON LE MANI I SOLDI)

MADDALENA (con il tono dei ragazzi di poco prima) E si capisce... Tu sei tanto giudizioso... Che hai comprato?, eh? che hai comprato?

PASQUALE  (Stesso tono della moglie) Quaranta milioni.

MADDALENA Ah, hai fatto proprio un buon affare... E dove  l'hai comprati?

PASQUALE Dal Governo.

MADDALENA (scherzosa come con un bambino) Ah?  Il  Governo s'è messo a vendere milioni?

PASQUALE Me le sono giocate al Banco Lotto: cinquecento lire sopra a quattro numeri.

MADDALENA(seria e stizzita) Ma lo vedete che se gli diamo retta, qua usciamo pazzi noi?

PASQUALE Uh, Giesù!  Io ti restituisco quaranta milioni! SI ALZA

MADDALENA Eh già, perché  tu ti credi di vincere!

PASQUALE E se capisce che devo vincere.  Io stanotte mi sono sognato che stavo in cielo...

MADDALENA Almeno ci fossi rimasto!

 PASQUALE Stavo passeggiando in mezzo alle nuvole (SI SIEDE),quando a un certo punto m’è venuto davanti un signore secco secco  (Musica ‘Na sera pe fatalità)FUMO - ENTRA DANTE)    e lungo con  un  mantello rosso e una scuffia  ‘ncapo. ( Cambio luci, dettaglio su Dante buio sugli altri)

 GINA E chi era?

MADDALENA Vedete che domanda!  Era Dante Alighieri, l'amico suo!

PASQUALE …Io li per li non l’avevo riconosciuto perché stava un poco sciupato   ma m’ha riconosciuto lui a me perché s’è messo a gridare….(DANTE SALE SU UNO SGABELLO)


Scena 7:                                         Personaggi: Dante Alighieri  Pasquale, Maddalena, Gina.

Ad un lato della scena  entra, avvolto da una nuvola di fumo, Dante Alighieri che inizia a parlare con Pasquale, Ovviamente nessuno della famiglia lo vede)

 DANTE ALIGHIERI Pasquale, o Pasquale!

PASQUALE Uhè  Alighiè, e come stai?

DANTE ALIGHIERI  Bene, ma che fai da queste parti?

PASQUALE Per la verità giù dabbasso faceva caldo e sono venuto a prendere un po’ d’aria

DANTE ALIGHIERI  Guarda la fatalità, era tanto tempo che desideravo vederti per dimostrarti la mia riconoscenza..  Giorni fa sono venuto a casa tua e ho visto la mia effigie

PASQUALE .  Ah, - quella me la regalò  l'avvocato quando gli feci lo sfratto di casa DANTE ALIGHIERI  Appunto, se tu eri un altro l’avresti venduto, ti saresti arricchito e mi avresti dimenticato come tanti che mi hanno dimenticato…e non voglio fare nomi! Ah! Ma io mi vendico! Carogne! !

PASQUALE (Al pubblico) Quello poi non lo sa che  nessuno se la vollette comprare!

DANTE ALIGHIERI  Tu mi hai saputo apprezzare e io ti voglio ricompensare. Guarda lassù.. (Proiezione diapositiva con numeri)

Pasquale guarda sbalordito e vede tutte luci colorate e fuochi artificiali che facevano una pioggia luminosa , e questa pioggia, cadendo sul muro formava una scritta

Pasquale De Felice

8 13 72 90

DANTE ALIGHIERI  Pasquale, guarda il destino cosa ha scritto sotto il tuo nome! Giocati quei quattro numeri e sarai ricco!

PASQUALE Eh! Gioco! E come gioco? Io non tengo denari!

DANTE ALIGHIERI  E già, Povero Pasquale, tu sei disperato! (pensieroso)  Fai una cosa, vai dentro il cassetto del comò di tua moglie e troverai cinquecento lire    sotto le camice.

MADDALENA ( Al pubblico) Uh! guardate Tengo uno  spione dentro casa mia?

PASQUALE Ma sei sicuro che escono, se no dopo mia moglie la devo mandare a fare compagnia a te!

DANTE ALIGHIERI  Vai e fa come ti dico.

PASQUALE  Alighiè, come vuoi tu! Ma…levami una curiosità,  che vogliono dire  quei quattro numeri sotto il nome mio?

DANTE ALIGHIERI  (Scuotendo il capo, tristemente gli prende la mano  e glie la stringe)  Pasquale…sai com’è…Rassegnati!

PASQUALE  Oh!  Mo sì na carogna! Tu mi devi spiegare ! io devo vincere la quaterna e mi devo rassegnare? Non coincide!

DANTE ALIGHIERI Pasquale, non farmi perdere tempo, io devo andare in sogno da altre persone…mica ci stai solo tu al mondo

PASQUALE Si, ma tu mi devi spiegare, io poi mi sveglio e non me lo puoi più dire!

DANTE ALIGHIERI Pasquale io…tengo che fare…statti buono! (SCENDE DALLO SCALINO)

 Il tempo, che fino a quel momento era bello cambia. Il cielo si fa scuro e viene giù un temporale, tuoni, saette.

 DANTE ALIGHIERI  fa per andare via rincorso da Pasquale

PASQUALE Fermati! perché il destino ha scritto quei quattro numeri sotto il mio nome? (e lo rincorre)

Entra Carolina che rimane, come inebetita sull’ uscio)

DANTE ALIGHIERI lasciami….

PASQUALE ( In ginocchio) perché il destino ha scritto quei quattro numeri sotto il mio nome?

(DANTE ALIGHIERI  scompare in una nuvola di fumo e la scena torna normale)


Scena 8:                                                           Personaggi: Pasquale, Arturo, Maddalena, Gina, Carolina.

CAROLINA  Neh! E che è (Tutti sobbalzano spaventati) Voi sembrate imbalsamati! E che vi è successo?

PASQUALE Puozza passà nu guaio!…. Mi credevo che era Dante Alighieri!

MADDALENA E’  successo che questo bel mobile s’è giocato cinquecento lire sopra a quattro  numeri.

CAROLINA Cinquecento lire? E avete fatto terno? Quaterna?

PASQUALE Quaterna secca!

CAROLINA Ah, questi sono i  quaranta  milioni che diceva Arturo?

MADDALENA Si, ce li da il Governo, ce li da!

PASQUALE Artu' non dare retta a tua madre. .  Mettiti vicino la porta e appena vedi venire Sciuscella, chiamami perché gli ho detto che mi deve portare l’estrazione

 


Scena 8 bis  :Personaggi: Filumena, Pasquale, Arturo, Maddalena, Gina, Carolina.

ARTURO Va bene papà!  (Scorgendodallafinestra Donna Filumena che arriva) Huè, ! Stà arrivando Donna Filumena

MADDALENA: (incredula) Donna Filumena?

ARTURO:  La moglie del mio Principale! E comme stà inquartata, mamma mà.

Qua mo certamente, succede ‘o “quarantotto”

MADDALENA: E pè forza, quella avrà saputo che tuo padre è andato a dire al marito che se la intende col farmacista …..

PASQUALE: No, no, un momento, non cambiamo le carte in tavola io non ho detto che se la intende, io ho detto che  è il suo amante, è diverso!

 CAROLINA: E nun è ‘o stesso ne Don Pasquà?

MADDALENA: huè, ma sa che te dico? Mo te la vedi tu  , pecchè io cu chesta “vaiassa” non voglio avè a che fa.

PASQUALE: Io?  E io che c’entro?

                   Da fuori si sente la voce di donna  Filumena che sbraita  ripetendo più             volte “Addo’ stà? Addo stà?”

CAROLINA:  Uh Madonna!

GINA: Mamma ma!

MADDALENA: Siente, siè!

FILOMENA : ( Entra come una furia. Questa è la classica popolana dal temperamento forte. Al su apparire Pasquale cerca di nascondersi dietro ad una sedia 

Allora? Addò sta? Addò sta? Matalè chiama a tuo marito,  fa ambressa, Addò stà?

MADDALENA: Aspettate, calmatevi.

FILOMENA: Ma che mi devo calmare! Io gli devo far ricordare  il nome mio. Prima di stasera , lo devo mandare al camposanto!.  Chiamalo fa ambressa.

MADDALENA: Ma mio marito non c’è.

FILOMENA: Non c’è? Non c’è? Come sarebbe non c’è?

MADDALENA: E qua nun ce stà

ARTURO, GINA Non ci sta, non ci sta!

FILOMENA: Stà dentro è ovè, si  mette  paura di uscire qua fuori, chillu piezze ‘e carogna!

PASQUALE: ( di nascosto) Io? Quando maje.

CAROLINA: Scusate Donna Filumè alla fine stù Don Pasquale c’ha fatto ‘e male?

FILOMENA: C’ha datto di  male? E che doveva fare più? Nientemeno  s’è permesso di dire a mio marito medesimo ca io son o l’amante del farmacista, voi capite che mo quello , mio marito  giustamente, vuole spiegazione e io che gli dico? Che gli dico ?

MADDALENA: E va bè gli dici che Pasquale ha scherzato

FILOMENA: E so’ scherzi ‘a fa nè Matalè? Tu ‘ hai capito che questo fatto è andato a finire  in bocca a tutto il quartiere del condominio circondariato? E io dove la metto la  faccia, dove la metto?

PASQUALE: (di nascosto) Miettele addo vuò tù!

MADDALENA: E va buò, è cose ‘e niente!

FILOMENA: E’ cose ‘e niente? Quello m’ha messo alla “berlina” ‘davanti a tutto il paese

PASQUALE: Vi ch’esce dalla bocca di questa!

FILOMENA: (Scorgendo Pasquale) Ah, stai loco, te si nascosto è ovè?

PASQUALE: Io? Quanno maie, io cercavo ‘o gatto, micio…. micio…… micio….

 FILOMENA: Ah,  faie ‘o spiritoso? piezze e disgraziato!PRENDE IL FERRO DA STIRO

PASQUALE: Ah, non offendete  !

FILOMENA: (Inveiendo minacciosa) A sì? E che fai? Fammi vedere che fai?

PASQUALE:  Non offendete ca io me la posso prendere anche a male sa!

FILOMENA: S’offende! Guardate’ nu poco, no, l’offesa sono io, che hai preso la mia onorabilità e l’hai messa in bocca  alla gente!

PASQUALE: Ma và là, vattenne onorabilità, Filumè, che ti conosciamo!

FILOMENA: Conosciuto e che? Che vuoi dire?

PASQUALE: Filumè qua tutti quanti sanno che sei, diciamo, una donna leggera và!

FILOMENA: Uh guardate leggera, io peso sessanta  chile

PASQUALE: T’ha pesate ‘o farmaciste è ovè?

FILOMENA: Huè, Pascà, vedi come parli a  se nò ti spacco la testa!

PASQUALE: Oh, ma allora mi vuoi proprio fa parlà Filumè?

FILOMENA: E parla, parla, che hai  da dire?

PASQUALE: Che tengo da dire?? Ricordati il maresciallo dei carabinieri!

FILOMENA: Oh guardate che calunnia!

PASQUALE: Sé, sé Calunnie? E ‘o comandante da nave, quando andammo a fare la gita a Capri? (FILOMENA SI SIEDE E TENTENNA)

FILOMENA: Uh, Madonna, che insinuazione su una moglie onesta. Quello il comandante mi invitò a visitare la sua cabina e mentre mi faceva vedere la bussola mi diceva:<< Filomena se non sarai mia prendo la nave e la schiaffo in faccia agli scogli>>. E io c’aveva fa puvurella?

PASQUALE: Salvaste ‘a nave cù tutto l’equipaggio. Onorabilità!

FILOMENA: Pecchè che tiene da dire

PASQUALE: Che tengo ‘da dire? Allora vulesseme parla d’ò salumiere?

FILOMENA: Calunnie, solo calunnie.

PASQUALE: E ‘o barbiero? ‘o pompiero?

FILOMENA: Uh, guardate, uello con una pompa in mano che minacciava di non stutare l’incendio, chi alluccava, chi strillava, c’aveva fa io puvurella? Dovetti per forza cedere alle sue minacce!

PASQUALE: E stutaste l’incendio del pompiere!

FILOMENA: Uhè, Pascà, se mo non la finisci ,  te faccio nuovo nuovo! SI ALZA

PASQUALE: Io non raccolgo! Il maggior disprezzo è “la non curanza”.

FILOMENA: GIRA INTORNO AL TAVOLINO  E PRENDE IL FERRO) Ma io t’ò faccio pagà cara e amaro stù fatto ossa! tu a me nun me cunusce!  SBATTE IL FERRO SUL TAVOLO

PASQUALE: Ma chi te sape!

FILOMENA: Stù turzo!  , morto di  famme,  uomo di quattro soldi.

PASQUALE: Ah, Ah non offendete sai, perché io sono un uomo  di quaranta milioni!

FILOMENA:   stù miserabile

GINA: Uhè nun offendete a papà  !

FILOMENA: Oh,Oh guardate, cca sta’  pure la Gatta morta.

MADDALENA: Uè lascia stà a Gina  vecchia  vaiassa.

FILOMENA: Ah ah ha parlato ‘a principessa Taitù!

MADDALENA: Sempre, più signora di te sono! 

FILOMENA: Signora?  Non c’è niente da fare,  pezzenti  siete e miserabili morite  SPINTA

MADDALENA: E già! Io m’ero scurdato ca donna Filumena s’era emancipata, e pe forza, chella mo donna Filumena se la fa con persone “altolocate”, se la fa con i “farmacisti” SPINTA

FILOMENA: Uè Matalè parla come devi parlare, che oggi te faccio ricurdà questa giornata

MADDALENA: E che fai? Jammo che fai? (Si azzuffano)

TUTTI DISGRAZIATA, PAZZA, ZOCCOLA, MAPPINA, MALAFEMMINA,  SCURNACCHIATA

PASQUALE: (Gridando) Basta! Basta! (Vengono divise) E che modi sono questi? E dove siamo arrivati? Io sono un Signore. Io non sono abituato a queste vaiassate. Io sono un nobile. Io songo proprietario di quaranta milioni. E mò Filumè vattenne senò ca fernescia a tragedia.

FILUMENA: E va bè, me ne vado. Voi fate il guappo perché state in casa vostra; ma t’avverto Pasquà che se ti incontro per la  strada addò ti vedo ti vedo, t’aggia fà una paliata    ( fa per andare)

PASQUALE: Non raccolgo! Il maggior disprezzo è la non curanza. Poi sono milionario!

FILOMENA: Ah, Si milionario?

PASQUALE: Si ! Di quaranta milioni!

FILOMENA: Overo? Allora ricordati una  cosa, se sei milionario come dici, la bestemmia che ti mando e che te ne hai  accattà tutte medicine…..

PASQUALE: Sicure e vado accattà  add’o farmaciste.

FILOMENA: Fa a caricatura tu!  Ma ricordete che le bestemmie meie cogliene!

’E capite Pasquà? Non devi trovare pace per tutto il resto della vita tua! Guaie e disgrazie, sarà la tua esitenza. Ti devi ridurre pell e ossa…  ossa e pelle !

Sicco comme ‘na lacerta, arrugnato come ‘nu scarafone (Pasquale fa gli scongiuri)

Ti devi consumare , poco a poco comme a ‘na cannela. Hai passà diecimila guai, ogni giorno ‘na disgrazia, ogni passo ‘na caduta. Spitale ,malatie e mortalità tifo e colera, peste e carestia!   Ah, aggio sfucate.

‘E signore…  nobili…  milionarie! Sti quatte zengarune muorte e famme, Sciò, pe la faccia vosta. (via)

TUTTI INVEISCONO CONTRO DONNA FILUMENA, FANNO SCONGIURI, TIRANO IL SALE, ECC..

PASQUALE Artu' non dare retta a quella vecchia pazza. .  Mettiti vicino la porta e appena vedi venire Sciuscella, chiamami perché gli ho detto che mi deve portare l’estrazione

ARTURO Va bene papà!

CAROLINA Don Pascà   non vi preoccupate, quella è una vecchia pazza, von vi preoccupate, le maledizioni non esistono!…. Ma che numeri avete  giocato?

PASQUALE 8, 13, 72 e 90

CAROLINA Eh, non   so' male. Chi ve l'ha dati?

MADDALENA Ce l'ha dati l'amico suo, Dante Alighieri.

CAROLINA  E va bene, può   essere pure che escono.

PASQUALE A me Dante Alighieri m'ha detto sempre la verità

Diversi anni fa, sempre dentro il sonno , mi disse che avrei avuto una grande gioia, come infatti, dopo tre giorni, morì il prete che mi aveva sposato   a moglie!

ARTURO (che dalla porta osservava la strada) Papà , sta venendo Sciuscella!

PASQUALE Sta allegro?

ARTURO Non si vede, sta troppo lontano  

 PASQUALE Si, ma che fa, cCome cammina?

ARTURO Con le Gambe!

PASQUALE Io dico: corre o va piano?

ARTURO Corre, papà…, corre come il vento!

Maddalena  e Gina sono andate all'uscio e guardano fuori.

PASQUALE (rivolto a Carolina) Ho Vinto, Ho vinto, Caroli'! Datemi una sedia...

ARTURO S'è  fermato!

PASQUALE (a Carolina che gli porge la sedia) Leva la sedia!

 Carolina esegue e corre alla porta.

GINA Sta parlando col fruttajolo!

ARTURO Le sta facendo vedere un pezzo di carta!

PASQUALE Bianca... ?

ARTURO Si!

PASQUALE E’ quella che gli ho dato per fargli segnare i numeri esatti……Sta sempre fermo?

ARTURO Sl.

PASQUALE E che fa?

ARTURO Fa un sacco 'e mosse, mi pare  un pazzo!

 PASQUALE Ho vinto, ho vinto!

ARTURO Mo parla  col salumiere.

GINA Gli sta facendo vedere 'o solito pezzo di  carta.

ARTURO (chiama) SciuscŠeeeeeeee!

 SCIUSCELLA (di dentro) I numeri sono usciti!  Avete vinto !  avete vinto!

ARTURO So' usciti i numeri!

 MADDALENA Uh, mamma mia! (Corre dentro, seguita da Carolina e da Gina).

ARTURO Papà …, hai vinto! Hai Vinto... Vieni, papà viene! (E corre dentro seguendo le donne).


Scena 9:                       Personaggi: Pasquale, Arturo, Maddalena ,  Sciuscella

Pasquale, frattanto,  è andato a sedersi al tavolo ed è svenuto.  Entra Sciuscella.  Tutti lo seguono saltando e gridando per la gioia.

SCIUSCELLA Tutti e  quatto, tutti e quatto! Sono usciti tutti e quattro!

GINA Veramente? 

SCIUSCELLA (mostra il foglio) Eccoli qua!

MADDALENA Io mo moro...

GINA (prendendo il foglio e leggendo) 8, I3, 72 e 90

ARTURO  Quaranta milioni!

  Tutti si abbracciano.

 MADDALENA Sciuscella , ti fossi sbagliato ?

 SCIUSCELLA Ma voi volete scherzare?! Me li ha scritti proprio dono Luigi del Botteghino

GINA (corre accanto al padre) Uh, papà è  svenuto!

 Tutti circondano Pasquale e cercano di farlo rinvenire

SCIUSCELLA è stata la contentezza, non vi preoccupate, quello mo si ripiglia .

 MADDALENA Artu', va a prendere un  poco d'aceto.

Arturo esegue.

GINA Papà, Papà …(Agli altri) Io mi metto paura!

SCIUSCELLA No, non è niente, quella è la gioia!

ARTURO Qua sta l’aceto

CAROLINA Metticelo bene sotto il naso

GINA Papà, papà mio bello, ma che è , non sei contento?

ARTURO Sta aprendo gli occhi!

MADDALENA Pasquale, Pasqualino….

PASQUALE  Dunque tutti e quattro?

SCIUSCELLA Tutti e quattro! Siete contento?

PASQUALE Io? Io mo t’ammazzo! (afferra Sciuscella per la gola e lo vorrebbe strozzare) Uccello di malaugurio, non venire più in casa mia, hai capito?

Tutti cercano di dividerli, Arturo conduce Sciuscella verso il fondo, mentre altri fanno sedere Pasquale)

MADDALENA Pasqualino mio bello! (fa per accarezzarlo)

PASQUALE Tu levati davanti che se no ti ceco gli occhi! Io non posso essere contento.

Voi non sapete la fine del sonno!  (guarda tutti in faccia) Sapete cosa  mi ha risposto Dante Alighieri  quando io gli ho domandato che significavano quei quattro numeri scritti sotto il mio nome?

GINA Una cosa brutta?

PASQUALE Una cosa tremenda! M’ha risposto ( rifacendo la voce di Dante) “ Oh! Pasquale, quei numeri sono la tua data di morte!”

GINA  E come può essere? 8. 13. 72. .90 …(leggendo il foglietto con i numeri)

PASQUALE SI ALZA Ha detto: “ Tu morirai fra 8 mesi, alle ore tredici, all’ età di 72 anni, novanta giorni dopo il tuo compleanno ! Dopo la nascita tua, hai altri tre mesi di vita e se durante questi tre mesi la famiglia tua   ti fa mangiare pesce , tu muori immediatamente!” SI SIEDE  (Alla famiglia, tragico ) Figli miei belli, se mi volete far campare un altro poco non comprate pesce! Questo lo dico a voi perché se fosse per mia moglie  si mangiasse solo pesce e facessimo eterna vigilia!  E rassegnatevi. Fra otto mesi farete il mio funerale!

MADDALENA Allora io fra otto mesi resterò vedova e ricca? AL CENTRO TRA SE E SE

PASQUALE (fremente d’ira) Già…resterai vedova e ricca!

MADDALENA ( con comica mestizia) E va bene buò Pascà Pasquà, fatti  coraggioè cosa e niente……. pienze a salute!

Buio

Parte musica tutta: “ho fatto un sogno”

FINE I ATTO


Musica: ho fatto un sogno

Luce giorno luminoso


II  TEMPO

Scena 10                                                                                      Personaggi:  GiovanniRafele, Assuntina.

Salotto elegante nella nuova casa di Pasquale De Felice a Napoli. Davanti al busto di Dante, su una consolle, è acceso un lumino.

Assuntina e GiovanniRafele, cameriera e cameriere di casa, rimettono in ordine la stanza.

GIOVANNIRAFELE   No, No e no! Io in questa casa di cafoni non ci resisto più! Ma perché c’avess a sta! Ma chi me l’ha ordinato!

ASSUNTINE Mamma mia, Rafè, ma come la fai pesante! SI ALZA, MANO IN TASCA

RAFELE Eh no!, cara mia, non è facile vivere ed agire da veri signori, non ci vuole niente più  ! Signori si nasce. E i padroni nostri non ci sono proprio nati.

ASSUNTINA Sì? E tu ora l’hai capito? Però pure se so cafoni, tengono il cuore buono. Il padrone ha sposato a donna Maddalena in seconde nozze, e certo! Ha voluto la moglie giovane? E adesso deve sopportare pure i suoi capricci! Si deve adattare! E tu pure ti devi adattare!

GIOVANNIRAFELE Io potrei pure cercare di adattarmi,  Seh Io qua finirei per abituarmi ... La padrona è gentile e non si meritava proprio un uomo come il padrone, quello   mi tormenta sempre dalla mattina alla sera, non gli va bene mai nulla….

ASSUNTINA Scusa, ma la colpa è tua. Che ti dissi quando entrasti in questa casa? «Bada, con la padrona bisogna parlare in punta di forchettaanche in modo astrologo, tanto non ti capisce, ma col padrone alla buona». Tu invece con lui usi termini scelti scientifici e quello allora non ti capisce, si arrabbia e ti tratta male.

GIOVANNIRAFELE Io così so parlare, perché nelle grandi case dove ho sempre servito così mi hanno imparato. 

ASSUNTINA Tu sei troppo difficile, però ricordati che ieri il padrone ha detto che tenere due servitori è esagerato.

GIOVANNIRAFELE Veramente? Vedete che dolore! Se mi licenziano mi fanno un piacere (E si mette a spolverare il busto di Dante).

ASSUNTINA Intanto stai attento che se  si spegne il lumino, la signora te ne caccia immediatamente.

GIOVANNIRAFELE E si capisce, questo è l’angelo tutelare, come dice la signora.

Il lumino deve stare- sempre acceso.(PAUSA) È  proprio vero che la fortuna è cieca. (PAUSA) Ma dico io, (PAUSA, RIVOLTO ALLA STATUA DI DANTE)  Dante Alighieri, sommo poeta, ma vuoi vedere bene a chi dai questi numeri. Ma dalli a un uomo di cultura, che so? A un intellettuale…NO!!!! Tu li vai a dare  a un ignorante analfabeta ca nun capisce niente!

ASSUNTINA Certo che se si è comportato così, qualche ragione ci deve essere.

RAFELE Ma quale ragione? Non c’è ragione perché tu aiutando questa gente aiuti ad emergere l’ignoranza.

ASSUNTINA (scorgendo che arriva Maddalena) Zitto, zitto; che sta arrivando la signora.


Scena 11                                                      Personaggi:  Maddalena, Pasquale, Giovanni Rafele, Assuntina.

FIL0MENA MADDALENA (entrando)Assuntina, avete arracquato le piante di rosa?

ASSUNTINA Si signora

MADDALENA Tutto il rosario?…Brava! e  il padrone è E’ rientrato il padrone?

GIOVANNIRAFELE Non ancora, signora.

MADDALENA (ad Assuntina) E la signorina?

ASSUNTINA E’ uscita, signora: credo sia andata al tennis.

MADDALENA A piedi, o con la nostra automobile Alfa Romeo?

ASSUNTINA A piedi.

MADDALENA Sola, o accompagnata da un signorino stranieroforestiero?

ASSUNTINA Sola.

MADDALENA Va bene. Vi Potete ritirarevi (I due fanno per andare).Ah! uUn momento: tenete pronto il the, non si sape mai...

GIOVANNIRAFELE Va bene, signora. (Fanno per andare, ma vedono venire Pasquale e si fermano; GiovanniRAFELE sì inchina profondamente) Il padrone...

PASQUALE (entrando) Hai  perso qualche cosa?

GIOVANNIRAFELE No, signore: esprimevo il mio profondo rispetto.

PASQUALE Non lo fare profondo, il rispetto, fallo normale, Io ti capisco,  Tu fai lo spiritoso! Ti pensi che sono Lazzaro e mi sono arricchito….e a me mi girano le cervelle. Statti attento che tu mi sei antipatico, io ti tengo in questa casa per via di mia moglie  se no ti avrei già cacciato a calci…!

GIOVANNIRAFELE Voi volete scherzare

PASQUALE No! Io quando prendo a calci faccio sempre sul serio! Ci siamo spiegati?

RAFELE  Va bene signor Padrone, Prendo nota e faccio ammenda.

PASQUALE Si bravo, Tienilo ammente. Qua Dio o sape Oh! oggi fa un caldo che si muoreil caldo che fa, , non si respira neanche in automobile!

GIOVANNIRAFELE Permettete, signor padrone?

PASQUALE Che vuoi?

GIOVANNIRAFELE Il cappello.

PASQUALE Ma tu sei un bel tipo! Io ieri me lo sono comprato e oggi lo do a te!

GIOVANNIRAFELE Signore, non avete capito.

PASQUALE E si capisce, a te ti piace parlare difficile! Che vai cercando?

GIOVANNIRAFELE Siccome entrando avete detto che avete caldo, orbene, toglietevi il cappello.

PASQUALE (toglie il cappello e glie lo dà) Or-be-ne … mi fai un piacere?

GIOVANNIRAFELE Dite, signor padrone! ( e fa un inchino)

PASQUALE Quando ragioni  con me, non mettere la lingua dentro il pulito.

MADDALENA (in tono di rimprovero) Pasquale...

PASQUALE Ah, tu stavi qua! Buonasera. (Poi a GiovanniRafele)  Hé capito?

GIOVANNIRAFELE Nelle case nobili dove ho servito, prima d’avere l’onore di entrare qui, si parlava col vocabolario di Nicola Zingarelli

PASQUALE A me e stu Nicola ‘o zingariello nun me passa manco pa a capa, perciò fammi il piacere, parla comme t’ha fatto mammeta!

MADDALENA  Pasquale

PASQUALE (ad ASSUNTINA) ho detto qualche cosa di sbagliato?   Maruzze’ rispondi  tu.

MADDALENA Ti proibisco di chiamare la mia cameriera con quel nome così volgare!

PASQUALE (ad Assuntina) Ma perché, al paese tuo come ti  chiamavano?

ASSUNTINA Maruzzella... perché da piccola ero poco svelta.

PASQUALE E ti dispiace se ti chiamo con questo nome volgare?

ASSUNTINA Anzi! Mi sembra d’essere a casa mia. Chiamatemi sempre così, mi fate piacere.

PASQUALE Ah! Quanto si bella! Tiè, ti regalo cinque milamille  lire: teh! Alla faccia di GiovanniRafele

ASSUNTINA ( prendendo il danaro) Grazie, don Pasquale.

MADDALENA (ai domestici) Ritiratevi subito. (A GiovanniRafele) Abbiate pazienza, GiovanniRafele.

GIOVANNIRAFELE Oh, signora, immaginatevi... (S’inchina e tutto compunto fa per andare, con aria sussiegosa).

Pasquale gli fa lo sgambetto e lo fa cadere; poi i due domestici escono.

 PASQUALE Con la testa rotta te ne vai hai capito?


Scena  12                                              Personaggi:  Maddalena, Pasquale.

MADDALENA (continuando a sventagliarsi) Né Pascà, ma tu avessi   deciso di farmi diventare il zimbello di tutti!

PASQUALE Non ti preoccupare,già lo sei.

MADDALENA  Ma non ti  farti illusioni, perchéRicordati che  se ridono sopra le mie spalle, ridono pure sulle spalle tue! Anzi, sulle spalle tue ridono di più ancora assai!

PASQUALE Io, di coloro , me ne strafrocolèo’.

IMADDALENA Sentite, sentite che parole volgari...

PASQUALE Maddalè’, ma ti sei dimenticata quello che ti dicevo per il passato?  

MADDALENA Ma perché non vuoi capire che non siamo più quelli di una volta?

PASQUALE Allora siamo quelli di un’altra volta!

MADDALENA Perché cerchi di evitare e respingere tutto quello che ti potrebbe far diventare un gentiluomo puro sangue?

PASQUALE Ma tu lo sai che parli e na manera che sarebbe proprio il caso di mettere un premio a chi ti fa la pernacchia più forte!

MADDALENAIo parlo come si contiene a una gentildonnadeve parlare una signora  della mia condizione e della mia casta, e uso parole sorbite come deve sorbire una gentildonna , e non posso ribassarmi a rispondere a te mettendo a repentaglio la mia castità.

PASQUALE  Filume’, la castacastità? quale castità! Ma voi sentitela! Maddalè guarda che io non sono un buffone!

MADDALENA  e perchè secondo te, io sono una buffona?
PASQUALE  No...
MADDALENA        Ah, allora?

PASQUALE  Tu,    sei la caricatura di una buffona!

MADDALENA Ah, neh? E tu sei un delinquente, ignorante  analfabetico e senza cuore.

PASQUALE Perché, voi siete gente di cuore? Io tengo questa  famiglia, questo schifo di famiglia!

MADDALENA Ma chi ti pensa? Chi ti fa niente! Tu tieni le manie persecutorie!

PASQUALE SI ASCIUGA IL SUDORE Tutti! Tutti quanti vi siete sistemati sulle mie spalle! Perché io pago con la morte questi soldi!

Mia figlia fino adesso non la voleva sposare nessuno, appena hanno sentito l’odore dei milioni è uscito   il signorino straniero, figlio di un altro pezzente sagliuto che chi sa con quali espedienti ha fatto fortuna in America,   con un macchinone lungo sei metri che mi sembra un filobus, e che se la sposa!…. E la gente ride!

MADDALENA E tu lasciala ridere! Quella è l’invidia che tua figlia  cammina con uno straniero in una macchina sportiva, scappottabile, dentro a una Cadillack

 PASQUALE  Arturo fa il commerciante  di vino e gli affari vanno bene.

E si capisce, si paga in contanti, e allora gli affari vanno bene,Tiene la segretaria, l’ufficio personale…

MADDALENA E che c’è di straordinario, dovresti invece essere contento che Arturo sta dimostrando che in testa tiene  sfosfero e l’intelligenza! Manc fosse figlio a me!

PASQUALE Intelligenza? Quello è un cretino nato! ed è diventato intelligente tutto una volta! Quello è cretino! Cretino! E già! ma i soldi fanno diventare intelligenti pure i cretini! Mia moglie…guardate la, guardate, pare a Madonna ‘e l’Arc….la mattina di mette cullane, cullanelle…oriloggi…ricchine

MADDALENA Invidia, invidia.

PASQUALE Invidia? Sapisse quanto me ne importa a me..tanto fra poco mi sistemo pure io.

MADDALENA Lassa fa a Dio!

PASQUALE E lo so, lo so che tu non vedi l’ora. Tu non puoi capire  la mia sofferenza, io soffro, Maddalè io soffro !Tu, mia nobila consorte, non ti ricordi una cosa importantissima

MADDALENA Che cosa? ( con calma flemmaticamente continua a sventolarsi con il ventaglio)

PASQUALE Sono agli sgoccioli!

MADDALENA Ma non capisco

MADDALENA E che aggia fa?

PASQUALE Ah, non capisci? Un mese fa abbiamo  festeggiato la nascita mia?

MADDALENA Embè?

PASQUALE E Dante, che disse?? Che sarei morto novanta giorni dopo la nascita mia. Dunque, fra sessanta giorni mi portate al camposanto e mi sistemate pure a me?

MADDALENA Ma questa è una fissazione! (esasperata)ma se tieni un aspetto magnifico, mangi di buon appetito, non ti senti niente...

PASQUALE Oggi non mi sento niente, ma domani (Crolla su una sedia) chi lo sa?

MADDALENA Pasca’, tu campi cento anni. E ci assotterri a tutti quanti!

PASQUALE A figurati, io lo farei volentieri, dopo che ho visto che schifo di famiglia che tengo. Io vi sotterrerei tutti quanti, tutti belli allineati, uno a testa e un altro a piedi…una bella parmigiana di cadaveri….e invece questo succederà a me….

MADDALENA  Ma nossignore, tu sei troppo fissato, Dante Alighieri ha scherzato e tu ti sei fatto influenzare. Pascà tu tieni l’influenza addosso.

PASQUALE Io, quando mai.

MADDALENA A tieni, a tieni…

 PASQUALE Ma nossignore, e poi…ci fu uno, l’anno passato, che vinse un terno al lotto e dopo tre mesi morì…proprio come ci aveva detto la madre nel sogno!

 MADDALENA Ma forse quello già stava malato.

PASQUALE No, no quello stava bene!

MADDALENA  Ah! Si?, e allora come è morto (ironica)

 PASQUALE  Con la morte! Così si muore, con la morte!

 Le malattie non significano niente, le malattie sono al servizio della morte!

Con la bronchite si  vive, con la polmonite si vive, con la paralisi si vive, con la morte non si vive!

Quella è la malattia principale che dovrebbero studiare, ma che fanno gli scienziati,(piange e si dispera)  io non capisco, perdono tempo e non studiano la malattia principale.  Maddalè, Maddalè! (disperato) io non ne posso più, io voglio essere confortato dalla famiglia , io voglio il conforto…( la guarda e vede che Maddalena continua a sventagliarsi incurante del suo stato d’animo) ….Pozza ghittà il veleno amaro! Quella non mi pensa nemmeno….Maddalè io come faccio….Maddalè  ….

MADDALENA Guarda, io non ti rispondo, mi ritiro sdegnata nelle mie stanze.

PASQUALE Non ti lascio neanche un  soldo falso! Hai voglia di sbatterti.

MADDALENA (avviandosi a destra) Salute alla fibbia disse don Fabio’!

PASQUALE (spalancando l’uscio di destra) Prego nobila consorte... (Maddalena esce, Pasquale le tira un leggero calcio) Buffona! Ma io ti devo distruggere! Questi ultimi giorni che mi sono rimasti devono essere la tua disgrazia! Ti devo far buttare il veleno amaro, devi morire, si devi morire tutta   storta. Prima tu devi morire, prima tu! Prima la moglie  e poi il marito…

( Al busto di Dante)

Però sarebbe bello ….com’è morta la prima moglie potrebbe morire pure la seconda…

No! Nooooo!  Perché, naturalmente, io ‘la troverei che m’aspetta all’ altro mondo…! No, no, meglio prima io, accussì me la levo da torno!  Voglio morire solo! (A Dante) Ma tu, tu  resti all’oscuro, tu!   SI ACCASCIA SULLA STATUA DI DANTE


Scena 13                                               Personaggi: Assuntina, Gina, Jack, GiovanniRafele, Maddalena.

( Entra Assuntina)

ASSUNTINA Signor Pasquale, ho fatto tutto. Prima sono andata dal fratello della portinaia e gli ho dato quella roba.

PASQUALE e che cosa ha detto?

ASSUNTINA Quando gli ho dato le cinquemila lire si è messo a piangere. Lui e sua moglie non mangiavano da due giorni…Vi  ringraziano tanto e  vi augurano tanto bene e tanta salute.- Voi siete troppo buono! Scommetto che in tutta Napoli non ci sta uno più buono di voi!

PASQUALE Fa così bene aiutare quelli che hanno bisogno .Senza contare che un giorno tutto il bene che si è fatto…Tu non puoi capire…(Pasquale e Assuntina escono; e dalla comune entrano Gina Jack e GiovanniRafele

GINA (seguita da Jack e GiovanniRafele) GiovanniRafele avverti la mamma che sono tornata.

GIOVANNIRAFELE  Bene, signorina. (Fa per andare). CAMMINA “ A GAMBERO”

JACK  (con accento inglese) Un momento, GiovanniRafele. Avverti la signora, più tardi. Capito?

GIOVANNIRAFELE Ma la signorina...

GINA Va bene, avvertila fra qualche minuto.

GiovanniRAFELE si inchina e via.

JACK Io volere...

GINA (correggendo/o) Io voglio.

JACK Io voglio?

GINA Si.

JACK Grazie. Io voglio restare ancora un poco con te  LA  PORTA SUL DIVANO

GINA Sì, ma è più di un’ora che stiamo insieme...

JACK Un’ora? Poco... E poi, fuori con tanta affollazione, gente... Le vie di Napoli essere molto belle, ma troppa gente, troppi guagliune... E poi, quando siamo rimasti soli, visto tuo papà con machine .

GINA Macchina, e tu hai fatto la faccia bianca come a carta

JACK Bianca come carta?

GINA Ti sei messo paura.

JACK No, no! Io no paura per me, io paura per te. Io sapere che papà italiani essere molto severi con suoi guagliuni. FA IL GESTO DELLE MAZZATE

GINA Ma papà mio è buono, e poi non ci ha visti.

JACK Sì, yes... sua macchina correva come lepro.

GINA Lepre.

JACK Come lepre. Se tuo papà buono come tua mamma io sarà l’uomo più felice di terramoto.

GINA Terremoto...?

JACK Yes, terramento...

GINA Ah... della terra!


Scena 14                                                                                Personaggi:  Maddalena, Gina, Jack.

MADDALENA (entrando dalla destra) Oh, signor Jecchie     buongiorno!  buongiorno

JACK(alzandosi) Oh, signora...

MADDALENA e JACK (stringendosi la mano) Come va?

Ridono tutti e tre.

FIL0MENA Io bene...

JACK Io bene... (Le porge la mano).

MADDALENA la stringe.

MADDALENA  e JACK Come va?

JACK Fare silenzio, tu: come vado io?

MADDALENA E io che ne so? Lo dovete sapere voi!

JACK No, no, no... Io domandare voi: come va?

MADDALENA Tengo un poco di emicrania in testa, ma mo passa. Accomodatevi.

JACK (sedendo) Grazie.

MADDALENA Come vanno, signor Jecche, le lezioni?

JACK Molto bene. Io sparare...

GINA Io spero.

JACK Io spero presto parlare corrottamente vostra lingua.

MADDALENA Volete accettare una tazza di the?

JACK Yes, molte grazie.

MADDALENA Gina, fai la suonata al cameriere.

GINA Subito mammà. (Esegue) Il babbo dov’è?

MADDALENA E nel suo studio.

JACK Noi avere visto marito fuori, ma lui non ha visto noi: sua macchina correva come lepre...

MADDALENA Lepra!

JACK Lepre. Lepre.

GINA Lepre , lepre

MADDALENA E tu non fare la maestra! Quando ne sono due: lepre, ma quando è una sola si dice lepra! ENTRA RAFELE

GINA (a GiovanniRafele che entra)Sono le cinque, noi dobbiamo prendere il the...

GiovanniRAFELE s’inchina ed esce

GINA (Entra GiovanniRafele con il vassoio del the; Gina lo serve) Jack, col limone?

JACK No, No, con il latte!

MADDALENA  Ah! Quanto è buono il Tè, a noi ci piace tanto tanto, con assai zucchero e assai limone, e poi lo pigliano tutti i signori e noi lo dobbiamo pigliare per forza!    Signor Jecche, vi trattenerete molto a Napoli?

JACK Lascerà vostro paese dopo avvenimento molto importante.

MADDALENA Un avvenimento? Non capisco... ( sorride E BEVE IL TE ).

JACK Non posso dire adesso mio segreto... (E ride guardando Gina).

A sua volta Gina sorride.

MADDALENA E le lezioni di ballo come vanno?

JACK Buono, buono, Gina sa ballare molto bene.

MADDALENA e allora fatemi vedere come siete bravi

GINA Ma come adesso?

MADDALENA e quando domani?, metti un teschio! ( a Jack) ora con le vostre lezioni diventerà una vera ballerina americana(Gina va al grammofono e mette musica: Boogee boogee)

I due iniziano a ballare stretti stretti

 MADDALENA  a me la musica mi eccentrica. Quando la sento divento tutta elettronica Questo deve essere Armstrongolo, e come è sentimentale, e come mi piace, ecco, dopo il piano viene il forte, eccolo…attenta Ginarella, e come è ritmatici, si mi sta venendo un prurito alle gambe..

Jack la prende e la fa ballare.


Scena 15                                                                  Personaggi:   Pasquale, Gina, Jack, Maddalena.

PASQUALE (entra e vede i tre che ridono; si avvicina alla moglie e le dà un colpetto sulla testa)

Basta, basta in casa mia non si balla, e chiudi questo coso prima che lo chiudo io! (fa il gesto di romperlo con un pugno)

A casa mia si piange e basta!

GINA (Toglie di corsa la musica) Papà, ti presento il signor Jack Hilton.

JACK Molto piacere di fare sua conoscenza.

PASQUALE A me non mi  passa manco p’ ‘a capa... Assèttate.

JACK Come?

PASQUALE Assèttate.

JACK Assè... non capire.

PASQUALE  Mettete questo (e mostra il sedere) sopra a questa (e mostra la sedia;vedendo che nemmeno ora Jack capisce, gli dà una spinta e io costringe a sedere).

JACK (ride) Ah, capito, capito! Assèttate!

PASQUALE Statte comodo, non badate a me, tanto io sono di passaggio!

JACK Passaggio?

PASQUALE Fra due mesi parto.

JACK e addò jate ?

PASQUALE Fra due mesi parto.

JACK E addò jate ?

PASQUALE (a Gemma) Ma chisto è inglese?

GINA Sì, ma io gli ho insegnato pure qualche parola di  napoletano.

PASQUALE (a Jack) Vado lontano, molto lontano!

JACK America?

PASQUALE Volesse ‘o cielo! Io parto per conto mio. (Fa gesti di volare) Avete capito?

JACK No.

PASQUALE ( avviandosi all’ uscita)  E allora statti buono!

MADDALENA Pasquale, dove vai?

PASQUALE Dove mi pare e piace!

MADDALENA Resta un poco in compagnia nostra... Degusta una tazza di the...

PASQUALE Io la  camumilla me la prendo quando  tengo male ‘e panza!

 GINA (piano) Papà, ma non la trattare in questo modo, ... Pare brutto assaje! (Poi ad alta voce) Mamma, dài una tazza di the al babbo...

MADDALENA esegue e fa per porgerla al marito.

PASQUALE Non ti avvicinare mammà, perché se no babbo te lo sbabba in testa e ti fa fare una bella doccia di the,

MADDALENA (tornando al suo posto) Quanto sei antipatico! (rivolto a Jack) Ne ha bevuto solo un sorso!

 PASQUALE Vattènne! E mettiti al posto tuo!

GINA Poco fa ti abbiamo visto per via Caracciolo. Ti volevamo fermare, ma correvi come lepra

PASQUALE E quello  è stato quel figlio  di cane dello  “sciaffè”, quello è d’accordo con mia moglie,…..hanno preso accordi…l’autista e mia moglie .( fa segno con le mano che sono amanti)

JACK Ah! Ho capito…sono corna!

PASQUALE  Ah! Come si vede che le corna sono internazionali! ( A Gina) Mandalo via, quello mi sta antipatico, non lo voglio vedere, perché se non lo cacci tu…

GINA Mammà, il signor Jack se ne va.

MADDALENA I miei doveri signor Gecche

JACK Ma tornerò  presto. Buonasera. Tuo papà essere molto simpatico!.

.( a Pasquale) Ueh! Tieni ‘e corna!

PASQUALE (molto sguaiatamente) Stateve buono

Jack ridendo esce, seguito da Gina.


Scena 16                                                               Personaggi:     Maddalena,Gina,  Pasquale, Carolina.

MADDALENA Insomma, sta musica deve ancora durare molto?

PASQUALE Sessanta giorni.

MADDALENA Ah si? E io ti lascio e me ne vado!.

GINA (tornando)Che figura! Con un giovane di una nazione straniera! Papà, ma io non capisco! Ma perché l’hai  trattato in quel modo? Due parole gentili ce le potevi pure dire, e che diavolo E VA A PIANGERE SUL DIVANO

PASQUALE Non è mai successo che un condannato a morte passa le sue ultime ore a fare i complimenti alla gente!  Lo vuoi capire o no che sono un condannato a morte? Anzi peggio, perché al condannato a morte dopo ventiquattr’ore gli fanno la pelle e ti saluto! io, invece, moro dopo otto mesi dalla sentenza! (Furioso) Io non so chi mi mantiene! (Fa l’atto di spegnere illumino di Dante).

MADDALENA (urtando) Pasqua’, non toccare quel lumino, sah!

PASQUALE Che schifo di famiglia che tengo! (Via dal fondo).

MADDALENA (gridandogli da dietro) Fra due mesi mi voglio ‘mbriacà!

CAROLINA (dalla comune accompagnata dal cameriere  ) Sentite... noi non siamo aristocratiche come voi, e va bene, ma ci potevate mandare l’automobile alla stazione!

MADDALENA Uh!  Carolina!  Quanto mi dispiace di non essere venuta alla stazione... Ma che vuoi fare, noi tenevamo viste   Siedi, siedi. Come stai? E     Rosina dove l’hai lasciata?

 CAROLINA Si è fermata a comprare due sfogliatelle, mo sale. Uh! Arturo mi aveva detto che tenevate una bella casa, ma questo è proprio un Paradiso! 

MADDALENA E si… ma bisogna fare ancora dei lavori di strutturazione, teniamo ancora tutti i capitelli da stucchiare Eh,   Che vuoi fare, Carolina. -. Viviamo in mezzo a gente così fina...

CAROLINA Ginare’, e tu come stai?

GINA Bene, grazie.

CAROLINA Dimmi un poco, ‘il fidanzato  l’hai  trovato no?

GINA Insomma.

CAROLINA Come insomma?

MADDALENA Non lo vuole dire! Ma ci sta uno straniero che si è infessuto! E’ un americano di Brucculillo.

CAROLINA Che bella cosa!  Mi pare proprio che   la miseria è finita! Co buona salute!

MADDALENA  Caroli’, noi andiamo sempre in su! Sempre più  su!... E chissà dove arrivammo.

CAROLINA eh! In cielo!

MADDALENA Quando più tardi è possibile! ( Cambia discorso) Neh, se si devono comprare i mobili per la casa degli sposini, si deve  chiamare ad  Arturo. Ginare’, falle un colpo di telefonata.

GINA Subito, mammà  (Esce  ).


Scena 17                                                        Personaggi: Maddalena, Carolina,   Gina  Pasquale

 CAROLINA E tuo marito come sta?

MADDALENA SI AVVICINA CON LA SEDIA Per carità, non ne parliamo ! Con quella fissassione che deve morire!, mi sta avvelenando questa poca opulenza che ci è piovuta dal cielo... E’ diventato perfino cattivo! Ormai capirai, mancano solo due mesi!

GINA   Arturo mo viene.

CAROLINA Dovete avere un po’ di pazienza, che volete fare!

GINA Più di quella che abbiamo!  Mica ci possiamo mettere a piangere adesso! Quando verrà il momento….

CAROLINA Ma allora pensate veramente che il fatto si avvera?

MADDALENA Oddio…se le cose stanno cos’ì Io però, per ogni chissà, domani tengo appuntamento con la modista per farmi cucire il vestito a lutto…sa con la nostra posizione non mi posso far trovare impreparata.

CAROLINA Maddalè e non è malaugurio?

GINA  E perché papà non va tutti i giorni al cimitero per scegliesi il posto? non sta facendo pure lui tutti i preparativi? Ha interpellato tre agenzie di Pompe Funebri per organizzarsi il funerale

CAROLINA (vedendo entrare Pasquale, cambia tono)  SI ALZA RESTANDO VICINA AL DIVANO Oh! Don Pasquale, come state?

PASQUALE Male.

CAROLINA Eh, ma voi non ci dovete pensare, voi dovete stare allegro! L’allegria fa buon sangue, e fa campare di più!

PASQUALE E allora voi  campate quanto a un pappagallo

CAROLINA E pure voi! Io non mi sbaglio mai, io le cose le indovino sempre. Io so’ come a Dante!

PASQUALE Va’ muore ‘e subbeto tu e Dante.

ARTURO (entra dalla comune e corre ad abbracciare la suocera ) Suocera mia bella, come state?

CAROLINA Neh, Artù , piano ! piano!! Eh, tu  mi scompigli  tutta quanta! (A Pasquale) Lo vedete come sta allegro pure lui?

PASQUALE E se capisce... Ih, che schifezza ‘e famiglia!

 MADDALENA Carulì  non gli dare retta, vieni dentro , che ti faccio fare la visitazione della casa, devi vedere il giardino quanto è bello. C’è tutta una piantagione vegetale. ESCONO TUTTI E QUATTRO IN FILA INDIANA ; MADDALENA, CAROLINA, ARTURO E GINA

 

Escono tutti seguendo Maddalena. resta solo Pasquale,che comincia un azione immaginaria su ciò che dovrà accadere da li a sessanta giorni, cioè alla presunta data della sua morte. Poco dopo entra Assuntina CHE  LO OSSERVA SPAVENTATA


Scena 18                                   Personaggi:  Assuntina,     Pasquale, Don Felice Trapasso, Arturo

ASSUNTINA:     Fuori  ci sta un giovanotto con una valigetta che  chiede di voi.

PASQUALE:         Non ci sto per nessuno.

ASSUNTINA:     Dice che fa il rappresentante di pompe

PASQUALE:         Io tengo certi pompe pa capa.

ASSUNTINA:     Dice di chiamarsi DON FELICE TRAPASSO e che voi l’avete telefonato, vi deve far vedere certi cataloghi.

PASQUALE:         Ah, questa deve essere la ditta di pompe funebri che ho telefonato, fallo entrare   poi vammi a chiamare mio figlio Arturo, lo fai venire qua.

ASSUNTINA:     Avete ragione, è meglio che sta vostro  figlio avanti, se no il  funerale l’organizzate  in un modo e poi ve lo fanno in un altro, e dopo chi lo controlla?

DON FELICE  :     Permesso?

PASQUALE:         Prego, accomodatevì.

ASSUNTINA:     Vado a chiamare il signorino Arturo (esce).

PASQUALE:         Prego...

 DON FELICE   (siede) Sentite condoglianze.

PASQUALE: Grazie...Prego sedete.

DON FELICE        Grazie. (si siede, poi si rialza di scatto) Permettete?

PASQUALEChi è?

DON FELICE    Mi chiamo   Felice Trapasso

PASQUALE: Come vi chiamate?

DON FELICE   : Don Felice Trapasso,   A servirvi.

PASQUALE Dunque signor….Trapasso, se non sbaglio ho parlato con voi per telefono?

DON FELICE  :     CON TONO DI CIRCOSTANZA Perfettamente, e riconosco che la mia presenza per quanto può risultare sgradita, purtroppo è anche utile e necessaria. Si perché fa parte del nostro mestiere presentarci per effettuare il nostro operato in circostanze come queste, cioè in momenti di grande dolore.

 

 ARTURO:   (entrando) Papà.

PASQUALE:         Oh ecco mio figlio.

ARTURO:    Mi hai chiamato papà?

DON FELICE:       Vostro figlio? Condoglianze sentite.

ARTURO: Dite, dite.

DON FELICE:       Dicevo sono addolorato.

ARTURO:             Pure io, pure io.

DON FELICE:       Dunque, visto che mi avete messo a mio agio...posso sapere dove sta..?

PASQUALE:         Chi?

DON FELICE:       Il  morto.

PASQUALE:         Ah, sta qua.

DON FELICE:       Presumo che è un vostro parente.

PASQUALE:         Stretto. Si un parente stretto.

DON FELICE:       Quand’è che è successa la disgrazia?

PASQUALE:         Quando sognai Dante Alighieri, sei mesi fa.

DON FELICE:       Sei mesi fa?..E mi chiamate adesso?

PASQUALE:         Perché, stiamo in ritardo?

DON FELICE:       E si capisce, dopo sei mesi.

PASQUALE:         In verità io credevo che stavo con due mesi di anticipo.

DON FELICE:       lo non capisco. E in questi sei mesi dove l’avete tenuto?

PASQUALE:         A chi?

DON FELICE:       Il morto, dov’è stato per sei mesi?

PASQUALE:         No ma il morto non c’è ancora. Arriverà tra due mesi.

DON FELICE  Uh mamma mia, io non sto capendo niente. Spiegatemi altrimenti esco pazzo.

PASQUALE:         Dunque io vi ho chiamato...

DON FELICE...Perché c’è un morto.

PASQUALE Nossignore, o meglio si...no scusate non mi interrompete se no m’ imbroglio ed è peggio.

ARTURO Il morto per adesso non c’è.

DON FELICE  Allora perché mi avete chiamato?

PASQUALE Per un esequie.

DON FELICE  Senza morto?

PASQUALE No l’esequie è con il morto!

DON FELICE Uh mamma mia. E il morto dove sta?!

PASQUALE Il morto ci starà quando faremo i funerali.

DON FELICE        Sto jenno ‘o manicomio.

ARTURO Spiego io  papà?

PASQUALE Volete che ve lo spiega mio figlio?

DON FELICE Ma spiegatelo voi, fatelo spiegare a vostro figlio, non m’importa. Basta che capisco perché mi avete chiamato.

ARTURO Subito...dunque...dall’ inizio?

DON FELICE E che ne so.

ARTURO Va bene, va bene , dunque ecco qua: Sei mesi fa  mio padre si  sognò a  Dante Alighieri...  (mostrando il busto) Quello la.

PASQUALE: Che mi dava i numeri in sogno.

ARTURO: Quattro, quattro numeri.

PASQUALE: Una Quaterna.

ARTURO:    Che è uscita .

PASQUALE: Il significato della quaterna...

ARTURO:   Cioè, i quattro numeri….

PASQUALE: Sono la data della morte.

DON FELICE: (interdetto) Embeh?..

PASQUALE: Non avete capito.

DON FELICE: No.

PASQUALE: Volete che ricomincio daccapo? Dunque sei mesi fa...

DON FELICE:(spazientito) No no basta! lo voglio sapere, io pecché stongo ccà?

PASQUALE: Per un esequie.

DON FELICE: Ah finalmente.

PASQUALE: E questo esequie si deve fare tra due mesi.

DON FELICE: Fra due mesi? Come sarebbe?

PASQUALE: Perché il morto che deve morire, morirà tra due mesi.

DON FELICE: Ma adesso, il morto è vivo?

ARTURO : Ancora per poco.

PASQUALE: Ma fra due mesi...sparisce...Sarà una disgrazia e ci dovete pensare voi.

DON FELICE: Io?

ARTURO: Si, gli farete un bell’esequie, eseguito alla perfezione.  Ci siamo spiegati?

DON FELICE: Ma...forse avete sbagliato persona.

PASQUALE: Tenete due mesi di tempo per organizzare tutto.

DON FELICE: Ma io…non tengo nemmeno il porto d’anni.

PASQUALE: Dovete andare a caccia?

DON FELICE: No ma il morto , come muore?

PASQUALE: Di morte...di morte naturale.

DON FELICE: Ah non...mi credevo,…. meno male.

PASQUALE: Come meno male?

DON FELICE:    Allora da come ho potuto capire la disgrazia dovrebbe  avvenire tra due mesi?

PASQUALE: Purtroppo.

DON FELICE: Se è lecito, potrei sapere chi è il futuro trapassato?

PASQUALE: Io, io

DON FELICE: Voi?

PASQUALE Si, disgraziatamente.

DON FELICE:Mi dispiace.

PASQUALE: Anche a me.

DON FELICE: Guardate la, non si direbbe.

PASQUALE: Eppure è cosi.

DON FELICE: State benissimo? E chi vi ha prognosticato che dovete morire?

PASQUALE: Lui, Dante Alighieri.

DON FELICE: Dante Alighieri? Ma siete  sicuro?

PASQUALE: Quasi certamente.

DON FELICE: Allora non siete sicuro?

ARTURO:   E’ sicuro, è sicuro!

DON FELICE: No perché badate, una volta stipulato il contratto...

PASQUALE: Devo morire per forza, lo so.

DON FELICE: Non dicevo questo, ma sa si affrontano delle spese...

PASQUALE: E’ giusto, è giusto. State tranquillo pagherò tutto io.. anticipato.

DON FELICE Vivaddio, cosi è bello lavorare, con un cliente come voi lavorerei sempre.. Dunque io ho portato un po’ di cataloghi e un po’ di fotografie da consultare.

PASQUALE:            Innanzitutto la funzione chi la fa?

DON FELICE:           La nostra ditta si avvale solo di personale specializzato.

PASQUALE:         Professionisti, voglio solo professionisti (prende li catalogo) Arturo  guarda pure tu, a papà.

ARTURO:    Si, papà (prende a consultare i cataloghi e le foto).

DON FELICE:         Dunque la cassa come la preferite, di abete, di noce, di mogano?

PASQUALE:            No, ‘o monaco no, la verità il monaco mi fa nu poco impressione.

DON FELICE:       lo vi consiglierei di noce, il noce è più resistente.

ARTURO     Si mi piace di noce, noce di cocco.

PASQUALE:         Eh, poi ci vuole pure un casco di banane e dentro ci  mettiamo una scimmia... Signor Felice Trapasso  fate voi non ho preferenze.

DON FELICE:       State tranquillo, vedrete, rimanete contento. Il carro come Io preferite?

PASQUALE:                (ad  Arturo) Hai scelto qualcosa?

DON FELICE:       Io vi consiglierei un tiro a otto, pagina 7, quello a 4 cavalli neri.

PASQUALE:         No, i cavalli neri no, sò malaugurio, li voglio bianchi

DON FELICE:       Si ci sono, pagina 11 guardate (scrive) tiro a cavalli bianchi. La banda musicale la volete?

ARTURO:    Si, la banda musicale mi piace

PASQUALE: Si usa?

DON FELICE~ I grandi esequi si, fa più effetto.

 ARTURO:   La chiesa bella addobbata.

DON FELICE:       Certamente, teniamo un ottimo apparatore.

ARTURO     La messa cantata.

DON FELICE:       Perfetto...

ARTURO:    Papà, il rinfresco Io facciamo?

PASQUALE: (Ironico) E la torta chi la taglia?

ARTURO: Papà, io so che si usa offrire a chi fa la visita, latte, caffè cioccolata, biscottini...è vero che si usa?

DON FELICE:       Oddio, volendo, poi voi mi dite e io faccio.

PASQUALE:         Beh, se si usa,…. facciamo senza biscotti, però solo cioccolata e un po’ di caffè se no vengono si mettono a mangiare s abboffano e non tengono più la forza di piangermi.

Entra Assuntina  con il caffè.E SI METTE A SINISTRA DEL TAVOLO

DON FELICE        Va bene, ordiniamo per un centinaio di persone?

PASQUALE          Si, cento bastano, eovvè?.

ARTURO:            Si, bastano, bastano.

ASSUNTINA :       Signò, se vi servono le bomboniere tengo un parente mio al paese che le fa...

PASQUALE:         Eh, io l’ho detto che l’avutammo a matrimonio.

ARTURO:             (ammonendola) Assuntì!

PASQUALE: Lo devi dire alla tua padrona, quella te ne ordina una sessantina.

ASSUNTINA: (indicando una bara) Bella! Don Pascà, pigliatevi questa!

DON FELICE:       E gli esequisti li volete?

PASQUALE:        E chi sono? BEVE IL CAFFE’

DON FELICE:       Sono delle persone che si fittano apposta a seguito dell’esequie, si mischiano in mezzo alla folla, fra gli amici e parlano bene del defunto BEVE IL CAFFE’

PASQUALE: Una specie di comparse a pagamento.

DON FELICE:       Più o meno.

ARTURO     Si, papà facciamoli venire.

PASQUALE: E va bene....ma li addestrate voi?

DON FELICE:       Sono professionisti, già sanno cosa dire e poi c’è vostro figlio per gli ultimi accordi.

ARTURO:    Non ti preoccupare, papà, li ammaestra io...

PASQUALE: So  pappagalli. No, no io devo sapere che dicono.

DON FELICE:       Beh dicono che siete stato un uomo integerrimo, intelligente, attaccato alla famiglia, che so? Un benefattore, un lavoratore. SI ALZA Diranno: guardate i familiari come sono addolorati, guardate come soffrono, Una famiglia distrutta. Come faranno senza capo di casa?

PASQUALE: O che? Se quelli dicono queste cose, va a finire che al

 Funerale resto io ‘e cavalli e ‘o cucchiero.

DON FELICE:       Perché mai?

ARTURO:     E perché papà?

PASQUALE: Pensano:Qua abbiamo sbagliato funerale. E se ne vanno tutti quanti...

DON FELICE Volete scherzare...

PASQUALE: No no,  parlare bene, ma senza esagerare!

 DON FELICE:      Bene, per adesso ho preso degli appunti, ritornerà fra qualche giorno per gli ultimi accordi. Ora non mi resta che ossequiarla.

PASQUALE:         Arrivederci e grazie

 DON FELICE sta per uscire, poi si ferma.

DON FELICE : Oh scusate la mia pignoleria...ma voi siete sicuro che tra due mesi...diciamo il funerale si fa, ecco... (entra Maddalena e Carolina ).


Scena 19                              Personaggi: Maddalena, Carolina,     Pasquale, Don Felice, Arturo

MADDALENA: Arturo....oh, scusate l’intromissione.

ARTURO :   Mia madre e la mia futura suocera.

DON FELICE:       Don Felice Trapasso, a servirvi( bacia la mano alle signore)  .

MADDALENA: Stia comodo...

ARTURO   Il signor Trapasso, ha un’ agenzia di pompe...

MADDALENA: Si, mi avevano riferito che di qua c’era il pompiere.

ARTURO:    Mammà il signore è  dei trasporti...

MADDALENA:Va bene signor trasportatore ma io non mi sono voluta intramezzare in mezzo a quello che decide il mio consorte, del resto è lui l’interesse interessato, anche se mi sta nel cuore che la funzione finzioni alla perfezione, con stile di eleganza degna della famiglia della vittima.

PASQUALE: ..Ecco voi volevate la certezza sul mio funerale, potete stare tranquillo tra sessanta giorni se non faremo il mio, facciamo quello di mia moglie...quindi un funerale lo fate di sicuro.

PASQUALE: Venite signor   Trapasso , vi accompagno.

DON FELICE Grazie, non vi disturbate.

MADDALENA Non ti rispondo.. .signor trasportatore compatitelo voi per me.

PASQUALE No, e che disturbo, del resto fra due mesi vi disobbligherete accompagnando voi a me. Prego (escono)

MADDALENA: Hai visto tuo padre che figuraccia mi fa fan davanti agli estranei? Mi  pare mill’ anni che passano questi  sessanta giorni...

ARTURO:  Mammà qua si deve mettere un freno. ..tu lo sai che  papà si è ordinato un tiro a otto?

MADDALENA:       Pure!....ma tuo padre che si è messo in testa di  mandarci all’elemosina tutti quanti?

ARTURO:   Zitta zitta,  sta arrivando

PASQUALE: Eppure questa è fatta, beh Artù  come ti sembra l’organizzazione?

ARTURO:    Bello papà, bello assai.

MADDALENA Bello eh. Dimmi una cosa hai ordinato il tiro a otto?

PASQUALE: Sissignore, con i cavalli bianchi.

CAROLINA  E pure la banda?

PASQUALE: E pure la banda.

MADDALENA E che altro hai ordinato?

PASQUALE: Ho  ordinato quello che era necessario ordinare.

CAROLINA  E va bene Maddalè ma mica muore    uno qualunque..qua.muore Pasquale  De Felice!… e ci sta poco da stare felici!

MADDALENA E quanto ci costa sta pazziella?

PASQUALE: Comme,  quello è un funerale, e me la chiama pazziella?

MADDALENA Signori miei, signori miei, quest’uomo ha deciso di mandarci alla rovina.

ARTURO Calmati mammà.

MADDALENA:       Negli ultimi tempi sta spendendo come un pazzo.

PASQUALE:            Io, quando mai, io faccio solo opere di carità!

MADDALENA Signori, io resto di princisbecco Ma ditemi voi se di fronte a un mentecatto simile si può restare calmi!

ARTURO Ma mammà ha ragione!

PASQUALE Ma che ragione? Voi non sapete niente! Io  quindici  notte fa, mi sono sognato un altro sogno.

ARTURO Un altro sogno…!

PASQUALE Eh, Un altro sogno ! Mi sognai  alla buonanima di mia moglie ... Quella sta da tanti anni in Paradiso, è pratica! . E mi disse: «Pasquale, ho saputo che sarai dei nostri , (Rivolgendosi al pubblico) Là già si è saputo, sono usciti i manifesti! manifesti: PROSSIMAMENTE PASQUALE DE FELICE!

Dico; «Sì, sarò dei vostri, vengo in Paradiso  e finalmente potremmo ricongiungerci in eterno ». «Seh, — vieni in Paradiso? E che ti credi che è facile? Si deve vedere se sei degno, se hai fatto gravi peccati... Devi fare l’esame…tu …neanche hai aspettato che morivo che già  tenevi quella sciacquetta di donna Maddalena …!

MADDALENA Ma voi sentiteala! Scendi abbasso, vieni in sogno a me, e poi ti faccio vedere io come va a finire ! T’ho cresciuto due figli, e questo è il ringraziamento appresso!

PASQUALE Che c’entra? Essa è stata sempre gelosa, si preoccupa. Dunque, mi disse   : «Pasca’, tu stai inguaiato! In questi altri pochi giorni che tieni di tempo, cerca di salvarti l’anima , si non vai  a finire in braccio a Belzebù !» Io due mesi di tempo tengo per prepararmi e presentarmi all’ esame all’esame, con la speranza che mi  fanno entrare in Paradiso! Quindi, non transigo: spendo qualunque somma per salvarmi l’anima dal fuoco eterno! E MOSTRA I SANTINI CUCITI ALL’ INTERNO DELLA GIACCA

MADDALENA Avete sentito? Questo ci manda in rovina!

ARTURO Mammà, calmati.

MADDALENA So’ calma, so’ calma. Non ti mettere paura! Mo la prendo io la risoluzione!

PASQUALE E che risoluzione?

MADDALENA Quella di una buona madre di famiglia che deve tutelare l’interesse dei figli: ti faccio interdire

PASQUALE Ma tu stai  pazzianno?

MADDALENA Mo , proprio adesso    vado dall’ l’avvocato.

CAROLINA  Quella lo dice, ma non lo fa!

MADDALENA Lo faccio, lo faccio, ci vado proprio adesso , altrimenti questa capa pazza, dentro a pochi giorni fa scomparire tutto il  patrimonio!

PASQUALE Avete capito? Questa è la ricompensa che merito dopo che l’ho  fatta diventare  una signora! Mi proibisce pure di salvarmi l’anima! Mi vuole far morire come un dannato! Che schifo di famiglia! Ma io vi distruggo! Va’ dall’avvocato diglielo che  m’attaccassero mane e piede... Ma prima che succede questo, io brucio tutta’ la casa! Tu vuoi la guerra? E guerra sia!

Ritorniamo ai tempi dei Guelfi e Ghibellini…..

MADDALENA: Io non la conosco questa gente!

PASQUALE…. dei Bianchi e dei Neri, di Giuseppe e Putifarre, e vediamo chi vince! E tanto per cominciare : Fra mezzora voi morite!”

MADDALENA (beffarda) Pure questo te l’ha detto  Dante Alighieri?

PASQUALE No, questo lo dico io! (Gira su se stesso ed estrae una rivoltella, tutti sono terrorizzati  e si raggruppano a destra; Pasquale fa delle finte con la pistola come se volesse colpirli , e man mano che si sentono minacciati, gli altri urlano).Vi devo far provare quello che sto provando io da due mesiAh! Si mettono paura di morire! voi avete paura di morire?..Non vi muovete che vi sparo alle spalle! Carogne! Avete paura di morire? E perché io non devo aver paura di morire! TUTTI SI NASCONDONO DIETRO LA STATUA DI DANTE

JACK (dal fondo, seguito da GiovanniRafele con una spasella di pesce  tra le mani;vede la  scena, e resta un momento in osservazione, poi esclama: Permesso! (Venendo avanti) Prego, accettate piccolo regalo, pesce fresco…..roba fresca di Posillipo!

PASQUALE (Vede il cestino di pesce, ne prova un terrore indicibile, e corre verso destra urlando) Non lo voglio vedere, non lo voglio vedere!

Buio rapido

Musica: Napoli  è ‘na canzone

FINE 2 ATTO


Misica: Lacrime napulitane

Luce ghiaccio

III TEMPO

Scena 20                                           Personaggi:  Maddalena, Carolina, Gina, Fernanda Padula

 

La stessa scena del secondo atto, due mesi dopo. Quando si alza il sipario,. Il lumino davanti il busto di Dante è acceso. Gina è seduta al centro della scena con un velo in testa e prega in dialetto  Squillo di campanello.

GINA (  ad Assuntina che dal fondo attraversa la scena per andare ad aprire) Hanno suonato.

ASSUNTINA Ho sentito, signorina. (Via per la comune).

GINA (ad Arturo che esce dalla destra) Che hai fatto? Lo hai lasciato solo?

ARTURO Vuole assolutamente che vado dal Commendatore Sperani.

GINA E chi è?

ARTURO Quello del posto al cimitero, per ora vai dentro e non lasciarlo solo, Esaltato com’è sta, può essere che fa  qualche sproposito. (Via dalla comune).

ASSUNTINA Signorina c’è il suo fidanzato.

GINA Tu vattene dentro subito.

ASSUNTINA Va bene. (Via dalla destra).

JACK ( dalla comune) Dottore non essere in casa, allora sono andato all’….

GINA Dovevi chiamare un altro dottore! Ci voleva tanto a  capire? Sei  proprio un  pachiochio’!

JACK Pachiochio...? Calma, calma.

GINA Abbi pazienza, , ma io ho una  paura tremenda. Ma tu che dici? Credi che papa...

JACK Sono sicuro che papà venire in chiesa per nostro matrimonio, Dottore  ha detto che non essere nessun pericolo. Credi a me, passata l’ora fatale …subito guarito! In mio paese non succede questo. Laggiù denari danno molta allegria, non fanno perdere cervello. Vostro paese è molto bello, ma tanto strano per noi!

Squilla il campanello.

GINA Deve essere il dottore.


Scena 21                     Personaggi:  Maddalena, Carolina, Gina, Jack, Assuntina.

CAROLINA (entrando dalla comune  ) Neh, ma ch’è successo?

GINA Papà sta tanto male

CAROLINA Male, e da quanto tempo?

JACK All’una precisa deve morire.

CAROLINA Ah, mo ho capito! E tu per una sciocchezza simile mi mandi  quel telegramma? Io stavo stirando, quando è venuto il fattorino e m’ha consegnato il telegramma tuo: «Venite immediatamente da noi. Gina” Figurativi,  Io non ho perso un   minuto ‘di tempo, , mi sono messa il  cappello, e sono corsa in  stazione, E alla fine dei conti, che ti vengo a sapere? Che era per il fatto del sogno!

JACK Povera Gina, povera guagliona: lei avere tanta paura suo daddy morire ore una precisa I

CAROLINA Beh, capisco, essa ha  ragione,   m’avete  fatto mettere una paura! (a Gina) Ma stai senza pensieri: tuo padre all’una e un minuto si va a fare una bella scampagnata... Il  dottore l’avete chiamato?

GINA Sì, e ha detto che ha il morale scosso. Il fatto sapete  qual è? Che papà sta in uno stato che fa impressione Può essere pure che la  paura ‘lo fa impazzire, e così stiamo meglio di prima!

CAROLINA Lasciamo  fare  a Dio... Lasciamo  fare  a Dio.!

ASSUNTINA (di dentro) Signorina, il padrone vuole venire in salotto! (E compare sulla soglia).

GINA No, no, è meglio che resta a letto I

ASSUNTINA Gliel’ho detto anch’io! (Esce).

GINA (avviandosi) Vieni, Jack. qua, Jack.

Escono a destra


Scena 22                          Personaggi:  Maddalena,  Carolina,  Gina, Jack, Pasquale, Infermiera.

CAROLINA Eh! Vediamo un po’ questo moribondo!

Poco dopo, da destra, compare Pasquale, sorretto da Gina e dall’ infermiera; seguono Carolina  e Jack; Pasquale è pallidissimo.

PASQUALE Piano, piano... mamma mia le gamme!

Lo fanno sedere sulla sedia accanto al tavolo.

GINA Ma perché non sei rimasto dentro il letto?

PASQUALE Voglio stare qua... Che fatica camminare. E si capisce,  quella è la paralisi.

JACK Perché non essere rimasto in letto? Letto già preparato per morire!

PASQUALE Qui c’è più aria. (Nota Assuntina che segue ridendo, lo scambio di battute) Tu perché ridi neh?

ASSUNTINA Scusate, ma non ne posso fare a meno.

INFERMIERA Quello poi è pure il nervosismo! Ma voi, come vi sentite?

PASQUALE Male, male... Paralisi che vanno e vengono (trema) Vedete, il freddo della morte

(Vuole dimostrare la gravità del suo stato, e spiegare la paralisi: prende il polsino della camicia con la destra e lascia di colpo, e il braccio ricade, inerte; Jack ha osservato con molto interesse,   ora s’avvicina  ,prende il polsino della camicia e senza lasciare cadere il braccio lo muove indietro, come fosse il braccio d’un burattino; Pasquale lo :lascia fare, poi, indignato) Amico, basta! (E ritira il braccio) Non si scherza con le paralisi altrui! Mettetemi il termometro, infermiera? Dov’è l’infermiera?

JACK (non convinto) Eppure il dottore...

PASQUALE Quello  non capisce niente! Ha tenuto il coraggio di dire che sto bene!: Infermiera,   datti da fare!

INFERMIERA  Comandate don Pasquale!

PASQUALE Mettimi il termometro…si si così, mettimelo bene ! ( e l’abbraccia) ecco brava, grazie tante, tu si che mi sai dare il conforto!

( Poi Pasquale viene preso da brividi e gli battono i denti; quasi subito il tremito si trasforma in un  borbottio ritmato, che gli altri ascoltano come affascinati)

E adesso mettetemi una  cosa dietro alle spalle, copritemi

GINA Assuntina, piglia un cuscino,

ASSUNTINA Subito, signorina... (Esce a destra)

GINA (gridandole dietro) Porta pure il plaid!

ASSUNTINA (tornando con quanto richiesto) Ecco anche la coperta.

GINA Ecco qua.   (Mette il cuscino dietro alle spalle del padre  e gli copre le gambe col plaid). (rivolgendosi ad Assuntina) Vai, hai sentito che ho detto!   Vai a cercare il dottore, perché oggi   non è ancora arrivato!, Corri, fai presto papà non può morire così! ESCE ANCHE L’INFERMIERA

Intanto Pasquale ha notato Carolina, che porta un cappello nero, e aguzza lo sguardo per capire chi è.

PASQUALE Padre!, avete fatto bene a venire, vi stavo proprio mandandovi a chiamare, Io sono stato un peccatore ma poi ho fatto del bene, ho comprato il latte alle vecchie….Carolì…ma sei Carolina?

CAROLINA Ma si, don Pasqua’, sono Carolina!

PASQUALE E che fai con questo libro in mano?

CAROLINA Sto controllando il libro dei conti, don Pasquale.

PASQUALE Eh! ci sta pure Carolina... E’ venuta a vedere come muoio!

CAROLINA ( Con tono falso  e di circostanza) No, e che sfizio.. Sono  venuta a Napoli per fare certe spese!

PASQUALE E butta quel quaderno nero, è malaugurio Lo vedete come sono ridotto? Pelle e ossa, ossa e pelle! Sono finito! Stanotte ho avuto un delirio tremendo...ENTRA L’INFERMIERA CON LA “BACINELLA”

CAROLINA Che avete avuto? Che v’hanno mandato?

PASQUALE Ma che hai capito? Sai che cos’è il delirio?

CAROLINA Eh no, non lo so!

PASQUALE E io nemmeno, ma ho avuto il delirio. Infermiera togli quel gatto nero.

INFERMIERA Don Pasquale, ma non c’è nessun gatto, guardate!

PASQUALE eccolo la… guarda, ha gli occhi gialli, eccolo mi viene addosso! ora arriva la morte, SI ALZA  eccola viene a pigliarmi…!

INFERMIERA Don Pasquale, non fate così, dovete calmarvi poi vi  va la paura in circolazione  e veramente vi viene un malanno (  Si avvicina e lo consola)

PASQUALE Voi non  vedete niente ? Siete sicura? E io si. Questo è il delirio. (Poi si gira e guarda gli altri che non hanno notato nulla) A voi non vi fa impressione  niente? Beh! È finito il delirio! Neh, che ore sono?

CAROLINA (guardando l’orologio da polso) Mezzogiorno e dieci.

JACK (guardando il suo) No, signora: mezzogiorno e venti.

GINA Ma non signore, l’orologio tuo va male.

JACK Mio orologio essere cronometro!

GINA Sarà cronometro, ma va avanti.

JACK No, no, no, prego: va benissimo.

GINA Ma se io ti sto dicendo che va avanti, vuol dire che l’orologio tuo va avanti  (E, alle spalle del padre, fa dei gesti per fare comprendere a Jack la situazione, aiutata da Carolina e dall’ infermiera  ),

JACK (che finalmente ha capito) Aaaaaah! Ma poi, o mezzogiorno e dieci o mezzogiorno e venti...

PASQUALE Ma voi fate sul serio? Voi li pigliate per niente dieci minuti, per uno che deve morire a orario fisso?

CAROLINA Don Pasqua’, ma che vi sentite?

PASQUALE Carolì, me ne sto andando! .La debolezza! ! Maddalena dove sta sta?

GINA Nella camera degli ospiti. Sta dormendo.

PASQUALE Dorme? Come? Io muoio e lei dorme?

GINA L’ho fatta coricare io, a mammà. Non ne poteva più. M’ha detto che stanotte non ha chiuso occhio!.

PASQUALE E’ vero, è vero... Tutta la notte sveglia!

CAROLINA E che avete fatto?

PASQUALE Eh!….Abbiamo fatto pace... Era l’ultima notte!

CAROLINA Ah!, Tutta la notte? e voi perciò vi sentite debole stamattina!

PASQUALE Eh! Anche questo, io poi non ero più abituato, Poi m’ha fatto tanti giuramenti, m’ha dimostrato che mi vuole bene... E m’ha giurato pure che   terrà sempre spento il lumino davanti a Dante

CAROLINA Ma mo sta acceso!

PASQUALE Chi l’ha acceso?

INFERMIERA  Io.

PASQUALE (Urlando) Stùtalo immediatamente, voglio vedere a te chi ti paga più  quando io me ne sarò andato!

INFERMIERA  Va bene. (Esegue e si mette seduta  e sfoglia una rivista).

PASQUALE Gina, leva quel busto da là. Portalo fuori, non lo  voglio vedere,

GINA Subito papà, come vuoi tu, basta che non ti arrabbi più (Esce portando via il busto di Dante).

PASQUALE Oh, adesso che non ci sta lui, mi sento meglio (Pausa). Arturo è tornato?

GINA ( Rientrando) No, ancora non è arrivato!

PASQUALE Speriamo che è riuscito a prendere il posto che ho scelto

GINA Speriamo...

CAROLINA Ma di che posto parla?

GINA Del posto al camposanto!

CAROLINA Si è già scelto la tomba?

GINA E si capisce! Ci ha messo un mese! Quella era troppo alta, quell’ altra era a tramontana, un’altra era senza sole. Ha girato quattro settimane per il cimitero ed ora ne ha scelta una che è di un commendatore! Ma quanto è bella, tutta esposta a mezzogiorno, e poi  ci sono le piante con i fiori sempre freschi, a detto Jack che sembra una tomba america…..

CAROLINA (interrompendola )Madonna santa, qua so usciti tutti pazzi!


Scena  23                        Personaggi:  Maddalena, Carolina, Gina,Jack., Pasquale, Infermiera. 

CAROLINA (vedendo entrare Maddalena vestita di nero) La vedova, la vedova...

PASQUALE la vedova mia!

MADDALENA (a Pasquale) Guardate com’è  è ridotto! Marito, marito  mio bello , avevi ragione tu... Il sogno si avvera! Come faccio a campare senza di te! (Piange e si dispera).

PASQUALE Vienitene con me!

MADDALENA Avviati, io vengo dopo.

PASQUALE Ti aspetto, dopo quello che è successo stanotte, ho fatto scrivere sulla cappella al cimitero :”due cuori e una capanna”

GINA Papà ma perché dici queste cose? (Scoppia in pianto).

JACK (confortandola, l’abbraccia) Non piangere, Gina!

MADDALENA Figlia mia, figlia mia... Carolina mia bella..

CAROLINA Che disgrazia, che disgrazia! Tutti piangono.

PASQUALE Maddalè...ti sei messa l’uniforme! Maddalè io mi sento un poco meglio! (Nessuno   gli dà retta). Io sto meglio! (Si accorge che Gina e Jack si abbracciano piuttosto sfacciatamente, e tira Jack per giacca) Guè, oh? ‘A vuo’ fernì, o no?

JACK Io piangere...

PASQUALE Ma questo non è modo di piangere!E guardate lei come ci sta a fare la civetta,…E   aspettate che muoio. Maddalè, io ho detto  che mi  sento meglio!

MADDALENA (guardandolo) Ma che , dici, non  vedi che    tieni  la faccia di un  morto! Le orecchie bianche! (Gli tocca il naso) Il  naso freddo! Tu hai la faccia del trapassato!

CAROLINA Ma è così perché sta spaventato  ... Chiamate un  dottore!

JACK  Assuntina è andata a chiamare le luminarie 

GINA(correggendolo)I luminari! I professoroni! Dovrebbero essere qui a momenti.

PASQUALE Correte, correte! (Ma nessuno si muove) ..Chiamate i luminari!

CAROLINA (in tono discorsivo) Maddalè , se permettete, io vorrei andare  un  poco ‘dentro , a fare colazione. Sto digiuna da stamattina... 

Scena  24                                                       Personaggi:  Arturo, Maddalena, Gina, Jack Pasquale

ARTURO (dalla comune) Come stai, papà?

PASQUALE In partenza.

ARTURO Embè, a me mi sembrano mille anni che viene l’una...

PASQUALE Che t’ha detto il commendatore Sperani?

ARTURO Il commendatore è stato tanto buono e t’ha ceduto il posto.

PASQUALE Veramente?

ARTURO Sì si, dice: «Fate accomodare vostro padre, per carità! »

PASQUALE E’ stato molto gentile. Il posto più panoramico di tutto il cimitero, tutto esposto a mezzogiorno. Veramente un amico, è stato, tutto esposto a mezzogiorno (Pausa). Adesso vi debbo fare il discorso del moribondo. State attenti. (Si mette in posa) Figli miei...

JACK (guardando l’orologio) Fate presto!

PASQUALE (irritato) Va pure di fretta! Figli miei... E piangete! Davanti al moribondo, si piange, e che diavolo! Su, avanti, tutti insieme! (E dà inizio a un pianto finto e ritmato, che lui dirige con tutte e due le braccia, come un direttore d’orchestra; gli altri piangono come indica lui, ora forte, ora piano, e smettono quando lui chiude la battuta). Figli miei... (Tutti piangono; Pasquale, preso in controtempo, esita, ma subito si riprende e, entrando in battuta, li dirige come prima, fino alla chiusura della battuta) Mo fatemi  parlare!

MADDALENA Ma noi stiamo piangendo.

PASQUALE Ma io debbo fare il discorso... Magari mi potete  accompagnare con un singhiozzo ogni tanto.., ma così è una esagerazione! Dunque: figli miei! Voi non sapete che grande disgrazia sia la morte del capo di casa Una casa, senza il capo di casa, che casa è? E come una nave senza nocchiero!

MADDALENA Una casa distrutta!

 PASQUALE Artu’, quando io starò al mondo della Verità, tu governerai la nave in balia della tempesta! Quando è finito  il   lutto, farai sposare tua sorella con questo torzo di carciofo  Dopo il matrimonio gli darai gli darai la parte che le spetta...Senti bene quello che ti dico, prima li fai sposare e poi i soldi!..è straniero, non sappiamo come la pensa, è capace che scappa con i soldi e non se la sposa più!

GINA Papà stai senza pensieri!

PASQUALE (Rivolto a Gina)La casa a Napoli l’ho lasciata a te;  anche se avrai  figli, è spaziosa. La casa di Portici, che è pure grande te la pigli tu (ad Arturo)

ARTURO   Papà ma io tengo l’ufficio a Napoli non è meglio che sto qua?

GINA E   io che ci faccio a Portici

PASQUALE E non litigate adesso, poi vi mettete d’accordo

ARTURO Noi andiamo a finire in mano all’ avvocato!

GINA Andiamo a finire in mano a chi vuoi tu!

JACK Io volere casa a Napule

ARTURO Tu Fatti i fatti tuoi che se mi girano le cervelle faccio scombinare il matrimonio

MADDALENA Bella e mammà  non ti preoccupare, quando è finito tutto decido io!

ARTURO Tu sei sempre stata la prediletta!

Si scatena una rissa

PASQUALE Mamma mia che  schifo di famiglia che tengo! Io tengo sti guai per la testa! Mo mi vesto e me ne vado! La volete fernire o no?  (rivolto ad Arturo)  Appena morto, mettetemi ‘o vestito nero e una camicia bianca con  i colli duri.   e le scarpe …. Non mi  mettere le scarpe di vernice perché mi  fanno male ai calle, lasciami queste che tengo! In quanto al trasporto funebre,   non fate che  subito si scioglie il  corteo!

TUTTI Si, si non ti preoccupare

PASQUALE E non dite di  si, io so come vanno queste cose ..accompagnatemi al cimitero tutti quanti, anche se piove!

GINA Papà, anche se piove?

PASQUALE sissignore, anche se piove, aprite l’ombrello!..potreste avere le scarpe un poco scucite, l’acqua si infiltra, un raffreddore, una polmonite e può essere che me ne porto qualcuno appresso!  E poi venite tutti i  giorni al  camposanto e fatemi dire assai Messe... due o tre al giorno .  Vedete  se potete trovare  un prete disoccupato e fate un forfait….


 Scena  25                Personaggi:  Filumena ,Arturo, Maddalena, Gina, Pasquale, Jack , Carolina.

FILUMENA (entrando, disperata)Don Pascà, don Pascà! Voi non dovete morire,  non mi dove far campare con questo rimorso sulla coscienza!

PASQUALE Ah si, prima mandi le bestemmie e poi vuoi il perdono…… ma muor e subbeto tu e Dante!

GINA Ma con che coraggio osate presentarvi!

FILUMENA Don Pascà, io avevo perso il lume della ragione, quello mio marito voleva cacciarmi di casa, e io che avevo ‘ fa, puverella! E pure voi, se morite senza avermi perdonata, voi poi morite nel peccato, e che ne sappiamo noi lassù come la pensano!

PASQUALE Ne Maddalè, ma tu il vizio di menà Jastemmie proprio non te lo vuoi levare! Ma sa che ti dico, voi essere perdonata? E io ti perdono, la perdono!!! Avete sentito????(indicando il cielo)

CAROLINA (tornando,  )           Dunque che si dice, neh?

MADDALENA (guardando l’orologio di  Jack) Quanto ci manca?

JACK Ci siamo.

MADDALENA (dopo aver guardato l’orologio) Mamma santa

PASQUALE (a MADDALENA) Quanto ci manca?

MADDALENA È meglio che non domandi ... (Passeggia nervosamente, confidando agli altri l’orario).

PASQUALE Dieci?

MADDALENA Meno...

PASQUALE Otto?

MADDALENA Meno...

PASQUALE Quattro? Tre?

MADDALENA Ci vogliono   due minuti!

PASQUALE Uh, mamma mia, non ci vedo più!

MADDALENA  (scuotendo il marito) Pasca’... Pasca ... non morire!

PASQUALE E mo vediamo! Come se dipendesse da me... Dove sta quello... A voi, Jack, voi che non mi nascondete la verità, mi dovete dire forte l’orario, fino alla fine dell’agonia.

Musica Mozart

JACK (imitando l’annunzio della radio) Essere  ore  12,59: attenti al segnale orario delle ore 13!

PASQUALE Non ci vedo più!

JACK Meno cinquanta, meno quaranta...

MADDALENA Pasquale?

JACK Meno quaranta...

PASQUALE Quaranta che cosa?

JACK Secondi, secondi...

PASQUALE Io non mi sento niente... Io mi sento una fame  tremenda!

No no, ecco la vedo…è lei la morte

JACK Meno 10  meno 5, meno 4... (Pasquale assume vari atteggiamenti che pensa possa assumere chi sta per morire). Meno 3... meno 2... meno 1. Ore 13!

Pasquale straluna gli occhi, poi reclina il capo di scatto.

MADDALENA (lo scuote forte) Pasquale! Pasquale! Pasquale!

PASQUALE (che sottecchi guarda tutti, sorvegliandoli nelle loro azioni) Guè, lasciatemi morire in pace!

MADDALENA Mamma mia, e quanto sei materiale! E muori come vuoi tu!

PASQUALE Fammi morire  in santa pace! (E reclina di nuovo il capo).

CAROLINA (con grande calma) E’  morto.

Tutti gridano, piangono, si agitano. Jack accomoda il «morto” incrociandogli le braccia sul petto e stendendogli bene le gambe; poi va in quinta dove aveva  già preparato l’occorrente, e torna con due candelieri con due candele già accese e gliele mette ai piedi; poi soddisfatto dell’operazione compiuta, va a mettersi dietro alla poltrona di Pasquale, formando gruppo con altri.

TUTTI E’ morto, aveva ragione Dante, è morto…papà, papà mio bello, non ci stai più e io come faccio senza di te…marito mio…


Scena  26      Personaggi:  Assuntina, Dottore, Infermiera,  Arturo, Maddalena, Gina, Pasquale, Carolina

 

ASSUNTINA (dalla comune) Il dottore! Arriva il dottore!

MADDALENA (con un singhiozzo) Troppo tardi! , è  morto...

DOTTORE Si calmi, signora,

INFERMIERA Si calmi...Dotto’ guardate voi.

DOTTORE Vediamo... Levate queste candele. (GiovanniRafele esegue   il dottore esamina Pasquale brevemente)Don Pascà, e che diavolo!, voi scherzate anche con la morte,  Ma se state  meglio di me e di voi!

INFERMIERA Avete sentito che ha detto il dottore, voi state meglio di noi!

PASQUALE (Prende l’infermiera per le mani, la guarda negli occhi come estasiato) Infermiera, voi mi avete salvato la vita!

DOTTORE  Guardate che faccia, basta che vede una femmina, è capace di tornare pure dall’ altro mondo!

INFERMIERA Ma che morire e  morire! Voi tenete una salute di ferro!

PASQUALE Sentitemi il polso, per favore.

DOTTORE Ma io ho  da  fare, me ne debbo andare, ho un altro consulto  (Tutti pregano). Basta...  (Sente il polso) Polso regolarissimo!

PASQUALE Il cuore…il cuore….

DOTTORE Don Pasca’, non  mi fate perdere tempo... voi state bene!

PASQUALE Abbiate pazienza...

INFERMIERA Benissimo. (Ascolta il cuore, poi si rialza).

PASQUALE Avete sentito?

DOTTORE  Eh!

PASQUALE E che si sente?

DOTTORE Niente.

PASQUALE Ma il cuore l’avete sentito?

DOTTORE Il cuore?

PASQUALE Eh! Il cuore, e che volevate sentire, la Vedova Allegra? Infermiera per piacere sentite voi, questo mi sembra un vecchio ‘ ‘nzallanuto

DOTTORE (Perdendo  la pazienza) Don Pasquale, lo volete capire o no?: Voi camperete altri cento anni.

INFERMIERA (Con tono rassicurante) Ha ragione il Dottore, guardate come vi siete fatto bello, avete ripreso i colori, voi campere altri cento anni!

PASQUALE ( Si alza) Basta la parola... Avete sentito? Io campo cent’anni! Altri cento anni! E che fame che tengo! Infermiera, dottore  adesso andiamo a tavola, e voi restate a pranzo con noi!  Certo, voi capirete visto che c’era il morto avranno preparato una minestrina…

MADDALENA Ravioli con la ricotta

PASQUALE e certo, era morto carnevale…metti altri due posti a tavola

DOTTORE Grazie, ma noi  dobbiamo andare , perché teniamo  un consulto all’ una  precisa.

INFERMIERA Si all’ una precisa, un altro moribondo!

JACK E’ Allora è in ritardo, è l’una e dieci.

CAROLINA L’una e sette.

ARTURO L’una e un quarto.

PASQUALE  (ai dottori)Avete detto all’una?

DOTTORE  Sissignore, ho detto l’una! L’orologio mio va benissimo. Io l’ho  messo poco fa  con l’Osservatorio Meteorologico... E’  l’una meno cinque….Arrivederci e buona salute a tutti!

PASQUALE ( si blocca con gli occhi sbarrati e vede arrivare il titolare delle pompe funebri)

DON FELICE TRAPASSO  Scusate, la cassa dove la metto?

PASQUALE (ricadendo sulla  poltrona più morto che vivo)

Madonna mia  aiutateme !

Musica: Napoli è ‘na canzone

 

Cala il sipario

Note di regia: Ma Pasquale muore??????????????

Lascio al pubblico  il giudizio finale

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