SOLA SU QUESTO MARE
Dramma in due tempi
di Alberto Perrini
Note sui personaggi
Giulietta de Granville La nobile dama Giulietta de Granville, pirata per vendetta, una bella donna, italiana di nascita, vedova di un aristocratico francese. Portamento fiero e maestoso. La dura vita che ha scelto e la necessit di combattere e difendersi continuamente, l'hanno resa diffidente, autoritaria, collerica e crudele, mascherando e alterando la sua vera intima personalit. Veste un abito maschile, nero, secondo la foggia del primo Seicento spagnolo (calzoncino rigonfio indossato sopra le calzebrache, giustacuore, maniche a sboffi sull'omero, gorgiera; ai piedi stivali flosci rovesciati al polpaccio).
Sull'alta figura nera splende una folta chioma di capelli biondi liberi al vento di mare. Sul petto una sonante catena d'oro con appeso un medaglione. Al fianco una magnifica spada.
John Brian li capitano inglese John Brian, gentiluomo di ventura, un uomo di bello aspetto. Capelli ricciuti, baffi e mosca. Elegante, cortese e impassibile (quasi sempre), crede nella vita e nell'amore e ha un carattere orgoglioso, spregiudicato e sprezzante pi di quanto occorra a un buon soldato. Se l'uso delle armi non gli avesse irrobustito i muscoli e temprato il coraggio, avrebbe potuto essere un discreto poeta, perduto com' in un lontano sogno di giustizia e d bellezza. Veste un abito di foggia analoga a quello di Giulietta, ma pi fantasioso e ricercato. Colori audacemente accostati, ricami in rilievo, gabbanella, spada, copricapo con piume variopinte.
Nttola Nttola, quartiermastro, un ometto obliquo, aguzzo, pretenzioso; calvo e grigio di pelo. Una benda nera gli copre un occhio. Calze rosse e stivaloni flosci. Un merlettaccio sudicio gli fa da gorgiera. Sciabola e pistole. Guanti scuri rotti sulla punta delle dita.
Bugna Bugna, il primo nostromo, un buon vecchiaccio semplice, massiccio e sdentato. Occhi tondi da cane. Una chioma che non conosce il conforto del pettine e del sapone, una barbaccia corta e spinosa. Al posto della mano sinistra ha un uncino di ferro. Porta sul petto il fischietto d'argento appeso alla catenella. La fusciacca rossa e il cinghione, con sciabola e pistole, gli reggono un largo e corto paio di brache sfilacciate.
Angioletto Angioletto un vecchierello candido e tranquillo che non parla mai perch gli hanno tagliato la lingua, ma riesce ad esprimersi ugualmente e il suo parere tenuto in gran conto. Ha la faccia affogata nella chioma e nell'abbondante barba bianca che gli danno un'espressione di maschera da teatro tragico greco. Svolge attivit di cerusico, parrucchiere, cappellano laico nonch scudiero e paggio personale di Madame de Granville.
SCENA UNICA: Quadrato della nave pirata La Tigresse . A sinistra l'alloggio di Madame de Granville. A destra passaggio per il ponte di coperta. Al centro un tavolo scolpito con una lanterna, carte nautiche, compasso, bussola, astrolabio. Sgabelli. Un mappamondo. Una gabbia di canarini.
PRIMO TEMPO
Primo quadro
(Mattina. In scena Angioletto che d da mangiare ai canarini in gabbia. Entrano Nottola e Bugna seguiti dal capitano Brian).
Nottola Avanti, Signore... (Ad Angioletto) Su, ragazzo, avvertite Madame che c' il capitano inglese, qui.
(Angioletto osserva il capitano, si pulisce le mani sul petto ed esce da sinistra).
John (sedendo senza togliersi il cappello) Ma siete certi che Madame de Granville abbia chiesto proprio di me?
Bugna Il capitano della nave inglese affondata dagli spagnoli siete voi.
John E chi vi ha detto che ero a Livorno, sano e salvo?
Bugna Dal momento che gli spagnoli non vi avevano preso e neppure impiccato... Le buone notizie hanno le ali.
Nottola E poi tutta la marinera conosce un capitano del vostro merito...
Bugna Anche la padrona vi conosce.
Nottola Vuol farvi delle proposte.
John Lecite, spero.
Nottola Uno scambio di favori tra colleghi.
John Colleghi in che senso?
Nottola Compagni d'arme, fratelli in pirateria.
John (piccato) Prego. Io sono un gentiluomo di ventura, non un pirata. Ho l'onore di provenire dalle fila della Regia Marina Britannica. Madame de Granville, invece, a quanto mi risulta, non ha neppure la patente per correre i mari.
Nottola Gi, purtroppo, noi, non abbiamo bandiera... Ci riesce difficile entrare nei porti...
Bugna Sapeste quante storie ci fanno, ogni volta, per le carte...
John Ma a Livorno...
Bugna Bravo, proprio l che vorremmo riparare, ma non possiamo!
John Come? Se i pirati prosperano proprio per l'aiuto del Granduca di Toscana!
Nottola Gi. Tutti. Meno che noi. Ferdinando I ci respinge come appestati. Ha minacciato perfino di prenderci il vascello, e peggio. Il fatto che noi lavoriamo in proprio e non abbiamo protezioni.
John Le solite sporche ingiustizie, le conosco bene. E per i rifornimenti?
Nottola Ricorriamo alle piccole isole, ma l c' poco o nulla, e siamo sempre in angustie, questa la verit.
Bugna (implorante) Signore... per l'amor di Dio, voi dovete darcela una mano, se no siamo spacciati!
John (alzandosi pensieroso) Capisco. Non allegro correre i mari in queste condizioni. Bugna Tempi duri, Signore, tempi duri!
John Eppure avevo sentito dire che voi de La Tigresse ve la cavavate bene con gli affari; non avete mancato un colpo.
Bugna Abbiamo un buon legno, solido, maneggevole; volendo correre, riesce a toccare i quindici nodi, con le gabbie, i trevi e le vele di fortuna. Ed anche ben armato: venti bocche da fuoco e trenta uomini di fegato. Secondo il contratto d'ingaggio, la ciurma obbligata al lavoro anche di domenica, se faticare o combattere nel giorno consacrato al Signore, sar di profitto alla nave.
John E' vero che attaccate solo navi francesi?
Bugna Ah, s! Francesi!
Nottola Non son ricchi come gli spagnoli, ma il bottino quasi sempre discreto.
John (sedendo) Non date retta, anche gli spagnoli cominciano a deludere. A forza di dar loro addosso dai oggi, dai domani son meno vantaggiosi di una volta. Ci sono ancora gli olandesi: piuttosto grassi. E i veneziani; un po' fuori tiro per noi: bocconi saporiti per i turchi, se mai... Quante prese avete combinato quest'anno?
Bugna Prese?
John Se non sono indiscreto.
Bugna Nove. Nove vascelli di varia grandezza.
Nottola Tutti colati a picco.
John Ah, non scherzate.
Bugna Il fatto che la padrona non esercita soltanto per guadagnare, come fanno gli altri. Ha una missione da compiere. E se non fosse per riguardo a noi che si deve pur vivere non li spo-glierebbe neppure. Gi: tutto ai pesci!
John Strano modo di correre i mari!
Nottola Ce l'ha col Re di Francia.
Bugna Perch le ha ucciso lo sposo.
Nottola Pare che Madame de Granville costi al Re di Francia quanto una guerra, sapete.
Bugna (con ammirazione) Una gran donna capitano!
John (si alza) Mi piace questa storia della guerra privata di Madame de Granville contro il suo Re. (Impaziente) Ci sar ancora da aspettare molto per vederla?
Nottola Spero di no. (Si dirige a sinistra) Meglio dare un'occhiata... (Si china e guarda dalla serratura).
Bugna (lamentoso) Nottola! Oh, Nottola! Dovreste riguardarlo un po' pi quell'unico occhio che v' rimasto!... (Al capitano) Diteglielo voi, per il suo bene...
John Effettivamente non contegno da gentiluomo guardare dal buco della serratura, e per di pi nell'alloggio di una signora.
Nottola (voltandosi e sorridendo) Sta pettinandosi.
Bugna (a Nottola) Se vi, pescava in quella positura, ho paura che vi partiva anche l'occhio buono.
John Via! Non vorrete darmi a bere che siano vere le storie che si raccontano sul suo conto!
Bugna Quali storie?
John Che sia... astemia, ad esempio.
Bugna Certo! Non beve mai. Neppure vino battezzato.
Nottola Il signor capitano intendeva alludere ad altro genere di astinenza.
Bugna (preoccupato) Dio vi guardi dal farvi venire in testa certe idee, mio buon capitano!' Per la vostra salute.
Nottola Non conoscete la canzone? (Canta)Oh-oh... Oh-oh... Oh-oh...
Bugna (si agita) Ssst! Che vi salta? La padrona di l...
Nottola (imperterrito) Madame de Granville E' sola tra mille...
Bugna Basta... basta...
Nottola Ma fatta di neve - Non bacia e non beve...
Bugna Volete tacere, accidenti?
Nottola (sprezzante) Iiih! Siete diventato un vero coniglio da quando v'ha tagliato la mano!
Bugna (sedendo umiliato) Gi. Ora lo sapete anche voi, Signore.
John Che cosa?
Bugna (mostrandogli l'uncino) Non l'ho perduta in battaglia questa mano.
Nottola E' stata Madame de Granville.
Bugna Voleva farmi impiccare, dapprincipio, poi mi ha commutato la pena di morte col taglio della mano. Ed stata generosa, sapete, piena di comprensione: mi ha fatto tagliare la sinistra invece della destra... perch era proprio la destra che aveva peccato. (Bilanciando l'uncino accanto alla mano) Paga il giusto per il peccatore.
John Quale peccato?
Bugna Senza malizia, parola d'onore. Fu un atto inconsulto.
Nottola Accadde sette anni fa. Si festeggiava al largo delle Baleari l'affondamento di un tre alberi francese. Eravamo sul ponte a mangiare, a bere, a cantare, e Madame de Granville era tra noi. Il nostromo, Bugna, (lo indica col pollice) era piuttosto allegro e diede una massiccia sculacciata a Madame.
Bugna Senza malizia, lo giuro.
Nottola Forse il nostromo l'unico uomo ancora in vita che possa vantarsi di conoscere la consistenza... di Madame de Granville.
Bugna (balza in piedi furioso) Io non me ne sono mai vantato! Anzi non lo ricordo neppure!
Nottola (ironico) Davvero?
Bugna (avventandogli) Lurida carogna! Volete che vi pianti l'uncino in gola?
John (severo, agguantandoli per il petto) Signori! Vi prego! (Li divide con una spinta che li proietta da una parte e dall'altra. Angioletto entra e osserva tranquillamente la scena. Posa sul tavolo una pistola. Ad Angioletto) Ebbene? Quand' che Madame si degner di concedermi udienza?
(Angioletto mugola qualcosa e gesticola).
Nottola Dice che quasi pronta, sta terminando di acconciarsi.
(Angioletto torna alla gabbia dei suoi canarini con i quali s'intrattiene affettuosamente).
John (indicandola) E quella pistola?
Nottola Angioletto porta sempre le armi di Madame, il suo scudiero. Oltre ad essere, beninteso, anche scrivano, cerusico e paggio personale di Madame. Inoltre ha l'incarico di recitare le preci per i morti e di far dire delle Messe all'anima dello sposo di Madame. Sa anche di latino perch stato in seminario. E' un bravo ragazzo, Angioletto.
John Quanti anni ha?
Nottola Sessantasette.
Bugna (a destra) Sessantotto. (Il capitano si volta verso il nostromo) Se permettete vado a dare uno sguardo alla velatura. (Esce).
Nottola (avvicinandosi confidenzialmente al capitano) Avete notato come parla?
John Chi?
Nottola Angioletto. Be', anche lui, una volta, ebbe l'audacia di rivolgere alcuni apprezzamenti galanti e salaci a Madame de Granville. Non si sa bene che cosa le disse, ma il fatto che Madame lo fece... (con un gesto reciso) ...Zac!
John (con orrore) Nooo!
Nottola (precisando) La lingua. Soltanto la lingua gli fece tagliare.
John (con sollievo) Aaaah!
Nottola Devo ammettere che questo fu un gesto di comprensione, perch, se era un estraneo, lo avrebbe fatto impiccare in quattro e quattr'otto.
John Vedo che una donna eccezionalmente comprensiva Madame de Granville.
Nottola Con Angioletto e Bugna, s, che con gli altri...
John (osservandolo bene in faccia) Scusate, ma, per caso stata... comprensiva con voi?
Nottola (con sussiego, indicandosi l'occhio coperto dalla benda) Io, questo, l'ho perduto in duello coi famoso turco Barbarossa, al largo della costa tunisina. E ho avuto i miei bei cento scudi d'indennit, secondo il contratto d'ingaggio. Allora ero socio del capitano Francis Verney; quello che si diede alla corsa dei mari per sfuggire alla moglie... (Con estrema sufficienza) E' bene che sappiate che io, prima di ridurmi a fare il quartiermastro su questo legno comandato per giunta da una donna sono stato Secondo a bordo dell' Intemperante, e la gente mi chiamava Signore . Capite?
(Il capitano, annoiato, siede. Angioletto di nuovo esce da sinistra. Nottola indica dalla sua parte col pollice)
Avete visto che faccia da Santo Martire? Lo si direbbe un cherubino celeste, quel ragazzo, mentre pi malizioso e viziato d'un diavolo. (Indicando a destra col pollice) E in quanto al nostromo, un bestione ottuso e ignorante, senza dignit Se comandassi io, su questa nave... (Rientra Bugna da destra).
John (a Nottola) Allora? Dicevate?
Nottola (rassettandosi l'abito) Io? Nulla.
Bugna Parlava male di qualcuno, suppongo. Non fateci caso, Signore. Siamo tutti pellaccia da frusta, noi... la peggiore schiuma dei mari...
(Scortata da Angioletto, appare Giulietta de Granville nel ; vano della porta di sinistra. Gli altri s'inchinano; il capitano si alza e si toglie il cappello).
Nottola Madame.
Bugna Padrona.
John Signora.
Giulietta (avanza con dignit e si ferma avanti a John) Il capitano John Brian? Lieta di conoscervi, Signore.
John Come state?
Giulietta (siede composta senza distogliere gli occhi dal capitano. Angioletto, Bugna e Nottola si dispongono accanto alla donna, come ministri intorno a una regina assisa in trono) Avete un abito molto grazioso, Signore.
John Son lieto che vi piaccia.
Giulietta Seguite la moda di Spagna, vedo.
John E' l'unica cosa che riesco ad apprezzare, degli spagnoli.
Giulietta (fiutando l'aria) E' vostro questo profumo?
John Vi piace?
Giulietta (dopo una pausa, guardandolo fisso) E vi radete tutte le mattine, suppongo.
John Sissignora.
Giulietta (con un piccolo sorriso di cortesia) Vi immaginavo diverso.
John Delusa?
Giulietta Credo che le mie impressioni sul vostro conto non abbiano molta importanza. Non volete sedere? (Gli indica uno sgabello. Il capitano posa il cappello sul tavolo e siede) La nave che vi hanno affondato era vostra?
John S. Un incidente piuttosto increscioso.
Giulietta Il galeone spagnolo aveva il doppio delle bocche da fuoco del vostro vascello. Oltre ad una buona dose di coraggio dovete aver molta fiducia nella buona fortuna. (Vedendo che il capitano non risponde, sorride con grazia) Scusate. Sono fatti che non dovrebbero riguardarmi. Ma vorrei conoscervi meglio, prima di parlar d'affari. Mi sto domandando, infatti, che tipo d'uomo siete.
John Io?
Giulietta (con candore e sincerit) Ho da chiedervi aiuto e non so da che parte prendervi. John Provate ad attaccarmi di fronte.
Giulietta (molto seria) I miei uomini hanno fame, Signore. Sono in gran parte ammalati; alcuni non si reggono in piedi e hanno male agli occhi, altri non fanno che sputare sangue e denti dalle gengive disseccate, altri ancora si squamano. Debbono assolutamente mettere piede a terra, in una contrada che possa ospitarli convenientemente. A Livorno, per intenderci.
John Non potreste dar loro il dovuto, sbarcarli ove capita e ingaggiare una nuova ciurma? Gli altri padroni fanno cos.
Giulietta Se li sbarcassi su un'isola o su un punto deserto della costa, qualcuno della mia gente non riuscirebbe a sopravvivere. Hanno bisogno di medicinali e di latte appena munto, cibo fresco e aria di campagna, lenzuola pulite, carezze di donna, frutta, fiori e camminare sull'erba. Corriamo i mari da anni, tutti insieme, uniti, come una famiglia. Per questo siamo forti. Arrivate a comprenderle certe cose, Signore?
John Sforzando il mio poco cervello, credo di s.
Giulietta Voi siete inglese e potete aiutarci. Vi compenser bene, vi dar quanto in mio potere...
John (alzandosi) Sbagliate, Signora. Non sono il tipo che credete.
Giulietta (alzandosi a sua volta) Non volete aiutarci?
John S, che lo voglio. Ma non intendo arricchirmi sulle disgrazie della marinera. Per chi mi prendete? Per un volgare ladrone di mare? Vi ho dato questa impressione?
Giulietta In verit, scusate la mia franchezza, pi che un corsaro voi sembrate un... uomo dabbene.
John (piccato) Dabbene in che senso?
Giulietta Spero non vorrete offendervi.
John (con foga) Sappiate, gentile Signora, che a me non va che il mondo sia diviso in gente che ha fame e in gente ben nutrita. I primi si fanno il segno della croce e si ciecano un occhio, mentre i secondi aprono la bocca per bestemmiare e appena la richiudono hanno tra i denti carne di fagiano. Chi ha fame non pu scrivere le leggi, quindi le leggi sono scritte dai ben nutriti contro chi ha fame, e le scrivono in modo tale che chi ha fame non possa capirle, e chi non capisce le leggi nel torto. Quindi, secondo loro, chi ha fame ha sempre torto. Rendo l'idea? (Giulietta e gli altri tre non hanno capito, ma per cortesia approvano penosamente) Siamo o non siamo tutti figli di Dio?
Giulietta (reagendo) Trovate? Cattolico, per caso?
John La religione non c'entra.
Giulietta Ma credete in qualcosa, per.
John Non vorrei sembrarvi uno sciocco, ma io credo nella vita. E' una grossa porcheria, d'accordo, ma potrebbe non esserlo.
Giulietta Basta, adesso, di domandarci perch la vita una sporca faccenda. Finirete per tirare in ballo gli antichi filosofi. (Cambiando) Come vi stavo dicendo, Signore, noi vogliamo usare della base di Livorno. Dato che Ferdinando I ci rifiuta il privilegio di battere la bandiera granducale, dovreste sostenere che vi siete messo in affari con me e che questa nave batte bandiera inglese, e come tale ha il sacrosanto diritto di entrare in quel porto. Potremmo confezionare un documento proprio a questo fine. In cambio del favore che ci farete, vi prometto...
John Ah-ah! Ho detto che non voglio nulla in cambio!
Giulietta Non abbiatevela a male, Signore, ma la vostra filosofia non mi convince. Diffido sempre delle persone oneste e virtuose.
John Saggio divisamento! Dio ci guardi dalle persone per bene! Ma io non sono affatto quello che comunemente s'intende per un uomo onesto e virtuoso. Se mai sono un uomo giusto, o almeno mi sforzo di esserlo. C' una bella differenza, non vi pare?
Giulietta (con un leggero sorriso di simpatia) Parlate in modo buffo. Sembrate un cavaliere di Re Art. Ho l'impressione che finiremo per andare d'accordo, noi due.
John Non ditelo troppo presto: ho un pessimo carattere.
Giulietta (divertita) Oh, in quanto a questo, non conoscete il mio! Ma non perdiamo tempo. Se siete d'accordo, stendiamolo subito questo contratto.
John Avremo poi tutto il tempo di rescinderlo, quando la vostra famigliola si sar messa in sesto.
Giulietta O perfezionarlo.
John Credete sul serio che potremmo lavorare insieme?
Giulietta E perch no? Ci sto pensando. (Dando ordini) Bugna! Fate salpare le ancore che si vola a Livorno!
Bugna (euforico) S, padrona! (Esce da destra).
Giulietta Nottola! Il migliore alloggio per il capitano Brian!
Nottola (soddisfatto) S, Madame! (Esce da destra).
Giulietta Angioletto! Carta, penna e calamaio!
Angioletto (raggiante) Ah-a-a! (Esce da sinistra).
Giulietta (eccitata) Dovremmo cercare una formula convincente per questo documento... convincente per il Granduca di Toscana e per i suoi tirapiedi, beninteso. Avete qualche idea?
John Certamente! Ho avuto cinque patenti per correre i mari e credo d'intendermene.
Giulietta (trionfante) Oh, bene! E' il Signore che vi manda!... D'altronde Dio dalla nostra parte, perch siamo in armi per vendicare l'onore di un uomo. E Dio giusto!
John Temo che Dio decida all'ultimo momento per chi parteggiare, e scelga sempre coloro che vincono.
Giulietta (sorpresa, scandalizzata) Capitano Brian!
John (con molto garbo) S?
Giulietta Mi sorprendete. Credevo di avere a che fare con un bigotto, invece...
John Invece che cosa?
Giulietta Se dovessero prendervi vivo gli spagnoli, non sfuggireste di certo all'Inquisizione.
John Comunque, finora, sono stato io a prender loro.
Giulietta Ma vi hanno affondato la nave.
John Anche quella era loro: gliel'avevo presa due anni fa. E il conto torna.
Giulietta (osservandolo con simpatia) Mi domando proprio perch correte i mari.
John Per un galantuomo esiste sistema migliore per non pagare le tasse?
(Giulietta sorride divertita e continua a guardarlo con interesse).
SIPARIO
Avanti al sipario Coro dei pirati :
Oh-eh! Oh-eh! Oh-eh!
Oh, dama nera,
Va la tua schiera
Senza bandiera.
Oh-oh! Oh-oh! Oh-ohl
Madame de Granville
E' sola tra mille
Ma fatta di neve
Non bacia e non beve...
Dannata a navigare
Sola su questo mare!
Oh-oh-eh! Oh-eh! Oh-eh!
Secondo quadro
(Un'altra mattina. Angioletto e Bugna entrano da destra trasportando insieme una cesta colma di frutta e di verdure, che posano accanto al tavolo. Il capitano li segue sorridendo).
Bugna (al capitano, indicando la cesta) La padrona va matta per la frutta. (Prende una mela dal cesto, comincia a morderla e si avvicina al capitano) Immagino che occhio spento vi abbia gi raccontato la faccenda di Barbarossa.
John Quale faccenda?
Bugna Del duello col turco, durante il quale avrebbe perduto l'occhio.
John Be'?
Bugna Mica vero. Ebbe l'occhio trapassato da un ago curiosando proprio dal buco d'una serratura, nella casbah di Orano. (Morde ancora la mela).
John (impassibile) Interessante.
Bugna (con la bocca piena) Tanto per la precisione. E poi non mai stato Secondo a bordo dell' Intemperante . E' un bugiardo. D'altronde siamo tutti una massa di relitti, Signore. Gente di basso conio. E voi siete un santo...
John Finitela di dire assurdit, Bugna! Perch non mi accompagnate, piuttosto, a visitare i cannoni de La Tigresse ?
Bugna Con piacere, Signore! (Si avviano a destra ove appare Nottola con un rotolo in una mano e un fiore nell'altra che avvicina di quando in quando alle narici aspirandone il profumo con ostentata raffinatezza).
Nottola Stiamo stivando le provviste, Signore. Roba fresca, di prima qualit. Posso soddisfare qualche vostro desiderio, capitano? Disponete di me.
John Grazie, molto gentile.
Nottola Allora attaccheremo finalmente gli spagnoli, non vero?
John Se Madame d'accordo.
Nottola Ma lo sar senz'altro! Intanto perch non date gli ordini necessari? Combatteremo come tante tigri!
John Vi ringrazio dell'appoggio, quartiermastro; ma tengo a precisarvi che so governarmi da solo. (Esce con Bugna).
Nottola (guarda a destra con una smorfia, poi ad Angioletto) Ragazzo. Volete usarmi la cortesia di annunciarmi a Madame? E' urgente. (Angioletto bussa all'uscio di sinistra ed entra. Nottola svolge il rotolo sul tavolo e legge la carta. Entra Giulietta che finisce di abbottonarsi il giustacuore; la segue Angioletto che posa sul tavolo la pistola) Bene alzata, Madame. Avete dormito bene?
Giulietta Che c'?
Nottola Se me lo consentite vorrei porvi una domanda: avete letto bene questo contratto?
Giulietta L'ho dettato io.
Nottola Vorrei, se non vi spiace, che esaminaste meglio la postilla.
Giulietta (al tavolo) E' una formula burocratica. Il capitano Brian dice che a Livorno usano apporla su tutti i brevetti provvisori.
Nottola (legge) A norma dell'Articolo 7 della Legge marittima inglese, che il Granducato di Toscana s'impegna di avallare a nome e conto di Sua Maest Britannica, secondo il quale proibito ad ogni suddito della suddetta Maest di accettare commissioni da altro Re, Principe, Stato Sovrano o privato per armare vascelli destinati alla corsa, il presente atto dovr essere convalidato da un ammiraglio della marina britannica o da altro riconosciuto delegato alla bisogna, entro un anno, pena la nullit. Pertanto, prima di detta convalida, a norma dell'Articolo 16 della Legge marittima del Granducato di Toscana, non sar consentito attacco o presa di alcun vascello di nazione che abbia diritto di asilo nel porto di Livorno, pena la nullit . (Alza il viso).
Giulietta E con ci?
Nottola Ma non sapete che anche i francesi usano della base di Livorno?
Giulietta S, ma il Granduca nemico dei francesi.
Nottola Ma in affari con loro. Quando si tratta di denaro sonante, la politica passa in secondo ordine, lo sapete meglio di me.
Giulietta Allora... vuol dire che non possiamo pi attaccare le navi francesi? E' cos?
Nottola Secondo questa carta, no. Altrimenti saremmo considerati pirati, n pi n meno di prima.
Giulietta (tra i denti) Imbroglioni!
Nottola Mi sono permesso di avvertirvi, Madame, appunto perch...
Giulietta Dove sta il capitano Brian?
Nottola Ispeziona i cannoni. Ho l'impressione che non perda tempo e prepari un attacco contro gli spagnoli.
Giulietta Senza consultarmi?
Nottola Con questo documento in una botte di ferro, lui.
Giulietta Chiamatelo! (Nottola esce da destra. Ad Angioletto) Avete sentito? (Angioletto mugola qualcosa) Ma state zitto! Voi e Bugna vi fate mettere nel sacco come bambini! Soltanto il quartiermastro ha un po' di sale in zucca, qui dentro! (Vede la cesta della frutta, prende una mela e l'addenta. Angioletto mugola qualcos'altro) Be', s, siamo scesi a Livorno, ci siamo messi a posto e dobbiamo essergli grati ma non doveva farci legare le mani in questo modo, che diavolo! Non creder mica di fare il padrone, qui! Ah, la vedr...
John (entra seguito da Bugna e da Nottola) Buongiorno, Signora. Ho visto i cannoni: un po' fuligginosi, mi sembra. Mi son permesso di ordinare al capocannoniere una buona scovolatura.
Giulietta (tagliente) Siete il padrone e potete farvi scovolare tutto quello che vi garba, Signore. Perch non fate mettere anche dei merletti alle mie bocche da fuoco? Suppongo che i vostri cannoni, quelli che ora sono in fondo al mare, dovevano essere infiocchettati e profumati.
John C' qualcosa che non va?
Giulietta La vostra mania di profumarvi come una donnetta, ad esempio. Se mi consentito un consiglio, perch non tentate di sembrare un po' pi maschio?
John (rispondendo a tono) E voi, Signora, perch non tentate di sembrarlo un po' meno? Giulietta (gettando con stizza la mela ad Angioletto che la raccoglie al volo) Siamo in armi, capitano Brian, e su un legno corsaro, non sui cuscini di piuma della Corte d'Inghilterra! Qui abbiamo naso soltanto per le vampe delle bocche da fuoco!
John Un gentiluomo deve saper distinguere con garbo vuoi la polvere di cannone vuoi l'essenza di bergamotto. Sarei lieto di contribuire a questo of-frendovene un'ampolla, Signora.
Giulietta Un soldato profumato mi d allo stomaco!
John Credete a me : una dama del vostro rango dovrebbe evitare certi atteggiamenti da bravaccio. Nessuno osa mettere in dubbio il vostro valore di soldato, Signora. Ma un buon soldato non si distingue certamente da uno cattivo soltanto perch puzza di sudore.
Giulietta (lo misura con viso impenetrabile, ansando. Gli altri restano agghiacciati. Poi si calma) Vi avverto che, per il mio carattere, siete un po' troppo spiritoso, giovanotto.
John (compito) Gradirei essere chiamato capitano Brian , se non vi spiace.
Giulietta (sarcastica) Ah, il signor capitano gradirebbe...
John No, non occorre che mi chiamiate signor capitano : basta capitano .
Giulietta (con un sorrisino che non promette nulla di buono) Grazie della concessione.
John Nessuna concessione: educazione, Signora.
Giulietta (avvampando di collera agguanta dal tavolo la pistola che punta sul viso dell'altro) Sangue di Giuda! Avete mai ricevuto una palla in fronte?
John (impassibile, cortese) Mai, Signora. Avete per caso intenzione di tirarmela voi?
Giulietta (si domina, posa la pistola e si rivolge agli altri con franchezza) Ha del fegato, l'inglese! (Gli altri annuiscono in silenzio, attoniti).
John Allora che cosa c' che non va?
Giulietta (agguantando furibonda il contratto) Cosa? Questo imbroglio qui, secondo il quale io non posso pi attaccare le navi francesi!
John Nessuno ve lo impedisce. Ma se ci tenete ad entrare ancora a Livorno, vi consiglio di non farlo.
Giulietta E' una carognata!
John No: un contratto con i livornesi e con me. Di pi non potevo fare. D'altronde, appena possibile, lo faremo convalidare e potrete attaccare chi vorrete, fatta eccezione delle navi inglesi, oso sperare.
Giulietta A me interessano quelle francesi!
John E a me quelle spagnole. E siccome siamo sulla stessa barca, mi farete la cortesia di comportarvi secondo i patti, altrimenti sar costretto a denunciare il contratto e a lasciarvi sola e senza bandiera!
Giulietta Il mio errore stato quello di essermi messo un padrone in casa.
John Un socio, non un padrone.
Giulietta E a me non va!
John Va bene. Non parliamone pi. Ho l'onore di salutarvi, Signora. (S'inchina, gira sui tacchi e s'avvia a destra; sulla porta si volta) Posso usare una delle vostre barche?
Giulietta No.
John Non pretenderete che me ne vada a nuoto. Siamo a tre o a quattro miglia dalla costa.
Giulietta Vi faccio gettare in mare con un'ancora al collo, altro che barca, imbroglione! (Fa per lacerare il contratto, Angioletto e Bugna la trattengono con gesti d'implorazione; la donna lo consegna loro) Capitano Brian!
John Prego?
Giulietta Non vi ho dato ancora il permesso di andarvene. Sedete! (Il capitano torna indietro e siede, Angioletto accarezza e bacia il contratto e con esso esce da sinistra continuando a mangiare la mela della padrona) Siamo sulla stessa barca, purtroppo, e dobbiamo cercare di andare d'accordo, per quanto possibile.
John Diventate ragionevole.
Giulietta In attesa di farci convalidare quella porcheria che mi avete fatto firmare coi livornesi, vi propongo un affare.
John Sentiamo.
Giulietta Va bene, attacchiamo pure gli spagnoli con la mia nave. Servir per tenerci in esercizio e per guadagnarci il pane.
John Bene.
Giulietta E cos io vi dar anche la possibilit di procurarvi una nuova nave tutta per voi. La prima che prenderemo e che vi piacer; potrete farla riattare e armare a vostro piacimento.
John Ottimo.
Giulietta In cambio, dopo, voi mi procurerete una nuova patente inglese per correre i mari tutta per me. Che ne dite?
John Teoricamente mi sembra un'eccellente soluzione, vantaggiosa per tutti e due, ma...
Giulietta Accettate?
John Con entusiasmo. Ma debbo avvertirvi che dovreste continuare a battere bandiera inglese.
Giulietta Se non che questo, la batter, che mi frega?
John Ma non siete suddito di Sua Maest Britannica. (S'alza in piedi) Dio salvi la Regina!
Giulietta (sbirciandolo, ironica) Comodo, tanto qui la regina son io.
John (sedendo di nuovo) Ho il dovere di avvertirvi che sar piuttosto difficile procurare un brevetto inglese a una signora italiana che porta un nome francese e che pirateggia privatamente contro il suo Re.
Giulietta E ci significa che dovrei restare sempre in societ con voi?
John Io la patente posso averla quando voglio.
Giulietta Ma non avete la nave.
John E' pi facile trovare una nave che una patente.
Giulietta Ma senza la mia nave come potrei procurarvene un'altra?
John E senza il mio appoggio come potresti procurarvi una patente?
Giulietta Insomma: accettate o non accettati la mia proposta?
John L'accetto, ma con tutte le riserve che i buon senso e la conoscenza delle cose e degli uomini mi suggeriscono. Prometto che far di tutto per venirvi incontro, ma, bench inglese, debbo ammettere che non sono il Padreterno.
Giulietta Strano. Vi comportate come se I foste.
John Cio?
Giulietta (guardandolo duramente) Cio resta da chiarire un punto essenziale del nostro attuale contratto. Chi che comanda, qui?
John Noi due. Siamo soci in affari.
Giulietta Soci su quel maledetto pezzo di carta. ma la padrona, qui, sono io! Mettetevelo bene in testa! E voi non dovrete muovere un dito senza il mio consenso. Siete mio... ospite, mio dipendente..
John (balza in piedi) Ah, no! Questo significa che tutta la marineria del Mediterraneo fatta eccezione per i parrucconi del buon Ferdinando I saprebbe che io sono diventato un capitano per burla alle dipendenze di una signora.
Giulietta E con questo? Dovrei cedervi il comando?
John Non vi nascondo che sarebbe la migliore soluzione.
Giulietta Eh, no! Non posso ammettere che si dica in giro che Madame de Granville, il terrore delle flotte francesi, ha lasciato il timone in mano al primo bellimbusto profumato che ha pescato in mare attaccato a una tavola. Sarebbe da ridere! Su questo punto non transigo: La Tigresse mia e non la mollo per nessuna ragione! Chiaro?
John Chiarissimo, Signora. Comunque naturale che io tenga alla mia reputazione almeno quanto voi tenete alla vostra. Non pretenderete che ve la dia vinta soltanto perch siete una... Signora.
Giulietta Non ci mancherebbe altro!
John Dopotutto siete stata voi a cercarmi, no io.
Giulietta (pensierosa) Anche questo vero.. (Si risolve) Ammesso, e non concesso, che vi ceda il comando della mia nave... io, secondo voi, eh cosa dovrei fare nel frattempo?
John (allegro) Starvene buona buona nel vostro alloggio a tessere, filare, incipriarvi, profumarvi, a leggere romanzi e a succhiare confetti. (Sorride) Non un'idea?
Giulietta (gelida) Ve l'ho gi detto. Mi sembrate un po' troppo spiritoso, per i miei gusti. Evidentemente non mi conoscete abbastanza, altrimenti non osereste permettervi certe arguzie... Sappiate che fino ad oggi chi mi ha contraddetto...
John Lo so: l'avete fatto impiccare. Evidentemente sostenere una discussione con voi dev'essere piuttosto monotono se non avete argomenti pi convincenti del capestro.
Giulietta (con un sorriso malizioso, tendendogli la destra) Datemi la mano.
John Volete far pace?
Giulietta (c.s.)Vi prego: la mano. (Appena il capitano gliela porge, la donna con uno scatto gli tira il braccio, gli fa lo sgambetto; l'uomo vola e rotola a terra qualche metro pi in l. Bugna e Nottola scoppiano in una grossa risata).
Bugna Gran Dio che botta! Ah! Ah! Ah!
Nottola Colpo magistrale! Ih! Ih! Ih!
Giulietta (soave, al capitano dolorante a terra)Come vedete ho anche altri argomenti per farmi rispettare, Signore.
John (rialzandosi a fatica) Prendo atto, Signora. Evidentemente si generalizza un po' troppo quando si vanta la squisita femminilit delle dame francesi.
Giulietta Italiane, prego! (Cambiando) Vi ho fatto molto male?
Bugna (esilarato) Avreste dovuto saperlo che con Madame de Granville c' poco da scherzare! Ah! Ah! Ah!...
Nottola Se non filate dritto vi cambia i connotati! Ih! Ih! Ih!... (John si lancia sui due e a pugni in faccia li manda uno dopo l'altro a gambe levate).
Giulietta (ai due, storditi, seduti a terra) Ben vi sta... Quando imparerete, voialtri, ad essere un po' pi riguardosi? Non questo il modo di ridere quando un gentiluomo rotola a terra. E ora, per cortesia, fuori dai piedi. (Bugna e Nottola escono da destra brontolando. A John che la guarda ansando) Scusateli, mancano completamente di educazione... Ma che avete? Avete voglia di darmele, per caso? (Ironica) No, no, voi non siete tipo per il comando di una nave, di battervi a pugni con una dama. (Ride).
Voce esterna Naviglio in vistaaa... a tribordooo...
John (dopo aver riflettuto) Parliamoci da uomo a uomo, Signora. Vi propongo parit di comando. Va bene?
Giulietta Come sarebbe a dire? Dovremo dare gli ordini in coro?
Bugna (entra come un fulmine e s'arresta sulla porta) Naviglio in vista a tribordo!
Giulietta Francese?
Bugna Spagnolo.
Giulietta (osserva John che si agita come un segugio alla catena che abbia fiutato una lepre) C' qualcosa che non va, Signore?... (Breve pausa) Va bene, va bene. Vi nomino capitano de La Tigresse . (John ha un sobbalzo) Un momento, giovanotto! Se voi siete il capitano, io sono la padrona, e potr sindacarvi quando e come vorr. D'accordo?
John (eccitato) D'accordo, Signora... Allora, posso dare gli ordini per...
Giulietta Calma. Ripetete quanto ho detto.
John Io sono il capitano e voi la padrona...
Giulietta E potr...
John Sindacarmi quando vorrete.
Giulietta Be', che aspettate? A voi, capitano. Buon lavoro.
John (a Bugna) Vele sottovento e tutti ai posti di combattimento! E a me i guanti, per favore.
Bugna (esce e a gran voce)Allaarmeee!... Tutti ai posti di manovra e di combattimento!... Polveri in coperta!... (S'odono i sinuosi sibili del suo fischietto. Il capitano guarda ancora Giulietta che l'osserva con una punta d malizia, mentre addenta una mela. Poi esce deciso da destra).
SIPARIO
Avanti al sipario Coro dei pirati :
Il cuore non cede
Giustizia ella chiede
Il cuor glielo detta
Reclama vendetta...
Dannata a navigare
Sola su questo mare!
Oh-oh-eh! Oh-eh! Oh-eh!
Terzo quadro
(Stesso giorno. Il cielo comincia a tingersi del rosso del tramonto che si far sempre pi acceso. Entra Angioletto piuttosto brillo con un boccale in una mano e una sciabola sguainata nell'altra, un enorme cappello piumato in capo e collane, braccialetti. Avanza dignitosamente a piccoli passi malfermi; sembra soddisfatto e canticchia: Oh-ohl Oh-oh! Oh-oh! . S'appressa al tavolo e si ferma. Entra Nottola con un cesto al braccio).
Nottola (minaccioso) Gentaglia senza pudore! Debbo dunque pescarvi uno per volta? E ringraziate il cielo che sono un gentiluomo! (Gli getta il cappello a terra, gli strappa le collane e i braccialetti che ripone nel cesto). Se comandassi io, su questa nave, vi farei vedere, pendagli da forca! Chi si azzarda a toccare i preziosi: gi, in mare! Sono patrimonio comune, questi oggetti, fino a che non saranno divisi secondo i nostri contratti. (Gli sfila un grosso anello dal dito che sogguarda con interesse). Razza dannata di ladroni!
(Mentre Angioletto carponi sul pavimento si dirige verso il cappello, Nottola si guarda intorno e intasca l'anello. Mentre esce urta contro Bugna che cade a terra. Anche Bugna alticcio; sul capo porta un cappellino piumato e sulle spalle un ricco mantello femminile; stringe al fianco un barile. Anche lui, a tre zampe, si dirige verso Angioletto che riuscito a porsi in capo il cappello ed rimasto beatamente seduto sul pavimento).
Bugna Bevi, socio; del Porto! (Gli porge il barile e l'altro beve).
Giulietta (entra eccitata ed euforica, con i guanti; ha il naso e la gota anneriti da una striscia di nerofumo)Ah, cialtroni! Guardateli l! Gi ubriachi come porci marini! (I due uomini riescono a mettersi in piedi e s'inchinano alla padrona togliendosi il cappello). Mi meraviglio specialmente di voi, Angioletto. Scommetto che non vi siete neppure ricordato di ringraziare la Madonna dei Sette Dolori dei tanti benefici che ci ha concessi in questa giornata. Lo farete non appena vi passer la sbornia, d'accordo?... (Stanca e soddisfatta si appoggia al tavolo su cui posa la pistola). Comunque vi siete comportati bene all'arrembaggio; mi avete fatto fare un'ottima figura col capitano Brian. Siete i migliori pirati del Mediterraneo!...
Nottola (entra con la cesta) Gente indisciplinata, per!
Giulietta Lasciateli festeggiare l'avvenimento, poveretti! L'importante che siano disciplinati durante il lavoro; dopo... importa meno.
Nottola Ho raccolto i forzieri sul ponte. Venti in tutto. Bisogner poi aprirli, e ho l'impressione che questa volta ci andata proprio bene!
Bugna Ci sa fare il capitano, eh? Sembra un fulmine, in battaglia!
Giulietta (con un po' di gelosia) Via, non esageriamo! Se fosse stato davvero un moscardino, come ne aveva l'aria, non gli avrei affidato il comando dell'operazione!
Nottola Voi, Madame, sapete scegliere gli uomini adatti per ogni cosa! Avete un fiuto formidabile! Se non fosse per voi, noi saremmo diventati cibo per i pesci pi d'una volta. Sapete quando dobbiamo attaccare e quando no... Per questo ci andata sempre bene!
Giulietta Il capitano Brian, invece, ha... il suo naviglio in fondo al mare.
Bugna Forse non ha naso abbastanza, il capitano.
Nottola Grandi corsari s nasce, come s nasce re o poeti.
Giulietta Forse il capitano nato pi poeta che corsaro, anche se, ne convengo, un uomo di grande valore e coraggio.
Nottola Ma a voi che dobbiamo tutto!
Bugna Vi dobbiamo la vita, padrona!
Giulietta Mi amate, gente?
Bugna Vi adoriamo!
Giulietta (eccitata, decisa) Datemi un boccale, voglio brindare con voi!
Bugna Ma... padrona... voi non...
Giulietta Voglio brindare con voi, ho detto! (Angioletto porge i boccali, Bugna versa il vino dal suo barile). Non temete, amici. Debbo essere come voi e imparare a bere anch'io, perch sono fiera d'essere amata dalla pi cara e magnifica gente del mondo! Evviva! (Tutti levano il boccale). Evviva! (Bevono). E' buona questa roba! Cos'?
Bugna Porto. Vino portoghese.
Giulietta E' dolce, forte... (Beve ancora).
John (entra. Guarda Giulietta con freddezza) Avete il viso sporco, Signora.
Giulietta Mi spiace per voi, Signore, ma credo di essere perfino un po' sudata. (Gli altri ridono divertiti).
John Non mi piace il vostro sistema di tagliare le dita ai prigionieri.
Nottola Quando non riusciamo a sfilar loro gli anelli troppo stretti... Si fa per far presto, mica per cattiveria.
John Non mi piace lo stesso.
Giulietta Via! Dopotutto sono spagnoli, no? E poi... dito pi dito meno... Che fa?
John Perch poi stata affondata la nave? Era necessario?
Bugna Era vuota, bucherellata, sembrava un canestro... sarebbe affondata lo stesso.
Nottola Non valeva la pena di ripararla.
John L'ordine di sparare l'ultima bordata da chi venuto?
Nottola Io, mi sono permesso... Tanto palle ne! abbiamo a sufficienza... Poi abbiamo sempre fatto cos coi francesi, nessuno ci aveva detto di non farlo, 'sta volta.
John (tra i denti) Siete un branco di...
Giulietta Pirati, per caso? E non lo sapevate?
John Questa nave batte bandiera inglese! Come devo ricordarvelo?
Giulietta Quello che fa la mia gente, ben fatto! Io amo loro e loro amano me: siamo un sola famiglia!
John Correre i mari un'arte rispettabile, anche se non sempre rispettabili sono coloro che praticano.
Giulietta (ironica) Siete ben certo, signor cavaliere di Re Art, di non aver sbagliato indirizzo venendo su questa nave di canaglie? (Gli altri ridono; il capitano esce indispettito).
Nottola Ha il palato delicato, il signorino! Ih! Ih! Ih!
Giulietta (tendendo il boccale) Vino! Vino, amici! (Bugna mesce e la donna beve. Poi diventa severa: il vino comincia a farle effetto). Per... il capitano ha ragione.
Nottola Come?
Giulietta Eh, s. Ragione. C' la buona e la cattiva pirateria. E noi, per il futuro, dovremo imparare le... buone maniere...
Bugna Come, come?
Giulietta Cio... imparare a essere pi... come dire?
Nottola Pi... cosa?
Giulietta Meno... meno figli di puttana, ecco! E noi siamo una massa di gran figli di puttana, per Dio! (Tende ancora il boccale e, appena colmo, beve). Dico bene? Certo che dico bene!... (Getta via il boccale, con voce terribile). Gente di mare! Fatevi il segno della croce! Nelle notti senza luna passa sul mare il vascello di Madame de Granville, la tigre dei mari! Segnatevi!... (Gli altri tre si segnano). Gli uomini, allora, si fanno il segno della croce e parlano di me a bassa vece... (Guarda lontano). Ma che vedo? Una nave... Bugna Naviglio a babordooo!
Giulietta Quanti alberi?
Nottola Tre alberi.
Giulietta E che bandiera?
Bugna e Nottola Francese!
Giulietta (grida)Francese! Vendetta! Vendetta e morte! (Sguaina la spada e si pianta in mezzo alla scena a gambe larghe). Barra sottovento!... Poggia!... Accosta!... Abborda!... All'arrembaggiooo!.. (Gli altri, con la sciabola in pugno, gridano, saltano di qua e di l: All'arrembaggiooo!... . Cupa) Il mio vascello piomba su di loro a vele spiegate come un falco!... Rumore di sciabole... urla di scannati... e pianti e grida... (Gli altri si agitano, piangono e gridano) E' Madame de Granville che corre a uccidere i francesi, tutti i francesi che tentano il mare al servizio del Re di Francia...
Bugna Per Dio che donna!
Giulietta E ne uccide molti?
Nottola Molti?
Bugna Tutti quelli che incontra!
Nottola Tutti!
Giulietta Madame de Granville comanda una magnifica ciurma, uomini ferocissimi...
Bugna La schiuma dei mari!
Giulietta (con calma tremenda) E quando la nave presa, i difensori sbaragliati, gli ultimi francesi si arrendono a discrezione. Allora lei, lei, Madame de Granville, che li uccide, con le sue mani... Li mette in fila... (Gli altri recitano la parte dei prigionieri) ... tutti legati e tutti in ginocchio... buoni buoni... cos... Ah, dunque, siete voi, nobili francesi, che avete ucciso lo sposo di Madame? Voi i complici del Re? Voi?... E io vi taglio la testa. (Gli altri cadono in avanti, come decapitati) S, taglio le teste e urlo. Urlo con voce di lupo. E il sangue zampilla a fiotti sulle tavole del ponte, scorre, s'allarga alle murate, un orrendo grasso pantano nel quale guazzano i piedi scalzi dei miei uomini, il sangue cola dagli ombrinali lungo i fianchi della nave, lorda ogni cosa, cresce, trabocca... un mare di sangue! (D'improvviso urla disperata rivolgendosi al pubblico) E' colpa vostra! Colpa di tutti!... S, tutti voi, infami! Complici del pi ingiusto delitto! Voi, Ministri! Magistrati! Soldati! Dottori! Cortigiani! Nobili e plebei! Voi, gente per bene! Voi, testimoni indifferenti! Voi!... (La voce le trema) Rendetemi lo sposo!... (Cade in ginocchio di fronte al pubblico col viso inondato di lacrime e voce da animale ferito) Per l'amor di Dio, non lasciatemi sola... Fate qualcosa... Muovetevi... Il mio sposo innocente! E' innocente!... (Si copre il viso con le mani, singhiozza; gli altri si alzano e la circondano impressionati del loro stesso gioco. La fanno alzare. Nottola va al tavolo e accende la grossa lanterna: la luce di essa fuga le ombre sinistre del rosso tramonto. La donna stordita e tenta di ridere come una demente) Come fa... come fa la canzone?... (Canta con voce fonda e gli altri le fanno coro):
Oh-ohl Oh-oh! Oh-oh!
E' fatta di ghiaccio
Quel nero uccellacelo
Che becca assai forte
E dona la morte...
Dannata a navigare
Sola su questo mare...
Oh-oh-eh... Oh-eh...
John (entra e guarda la scena con disgusto) Che succede?...
Giulietta Oh, cavaliere... Signor cavaliere... (Gli fa un inchino. Gli altri si tolgono il cappello e gli si inchinano profondamente).
John Che cosa succede, se lecito? (Giulietta gli sorride, poi torna seria; muove qualche passo, barcolla) Non ditemi che avete bevuto.
Giulietta Porto. Si chiama Porto, no? E' buono. (Ha un singhiozzo).
John Prosit.
Giulietta Grazie. (Rivolta agli altri) Andate ora... Debbo parlare al capitano... (Grida) Andate via!... (Gli altri escono tutti da destra) Avete sentito? Io so cantare.
John Permettetemi di dubitarne. Sembrate intonata all'argano dell'ancora.
Giulietta Non so cantare?
John Direi che siete piuttosto stonata.
Giulietta Ah, s?
John Sedete.
Giulietta E' un ordine?
John Una preghiera.
Giulietta Se una preghiera... (Siede) Siete sempre molto, molto gentile...
John Vorrei evitare di raccogliervi da terra, ecco tutto.
Giulietta Ho bevuto... perch volevo parlarvi, John.
John (le siede accanto) Vi ascolto, Signora.
Giulietta Volevo parlare a voi. Proprio a voi.
John Ho capito. Ma vi sentite bene?
Giulietta Magnificamente! Come un gabbiano nel fortunale. Volo... volo... (Sorride) Volo...
John (con un fazzoletto comincia a pulirle il viso) Se permettete, mentre volate, io vi pulisco il viso...
Giulietta S, proprio. Come un gabbiano nel fortunale... E' cos bello sentirsi leggera... leggera... volare... sulle onde... fra le nubi... nel vento di mare...
John Allora?
Giulietta Eh?
John Che cosa avevate da dirmi?
Giulietta Io?
John Voi. (Riponendo il fazzoletto) Credo che cos vada meglio.
Giulietta Io... volevo parlarvi, John. Proprio a voi, s. Proprio a voi.
John Son qui.
Giulietta (dopo una pausa, soave) Ecco. Vorrei impiccarvi.
John (impassibile) Ah. E poi?
Giulietta E poi che cosa?
John Poi stareste meglio, Signora?
Giulietta (si alza, si puntella, cerca di concentrarsi; anche il capitano si alza) Voi siete diventato parte della mia vita, che a me piaccia o no. E a me non piace, anzi detesto questa situazione. Tutto si complicato. Voi siete diventato il padrone. Della nave, degli uomini, di me. Cio: di me no, non ancora. E io non voglio. Sento che non dovrei fidarmi di voi. Per questo voglio impiccarvi. E' terribilmente necessario. (Ansiosa, infantile) Capite?
John No.
Giulietta (sedendo di nuovo) Il fatto che voi non mi siete amico. Voi ve ne fregate di me. Proprio. Siete freddo e distante come un banco di ghiaccio. Non andate mai in collera, non avete mai perduto la pazienza con me. E' insopportabile...
John Credo d'essere soltanto bene educato.
Giulietta (s'alza, muove alcuni passi) Eh, gi! Bella scusa! E cos, io... non posso essere certa della vostra amicizia...
John Vi stimo, Signora.
Giulietta (si volta) Non vero! Non sentite nulla per me. Neppure odio, neppure paura: niente! Niente!... Tanto che a me non rimane che farvi del male per costringervi a sentire qualcosa nei miei riguardi. (Si accorge di aver detto troppo e si accanisce) Io... io, d'altronde, non ho bisogno di nulla e di nessuno... E l'unica cosa da fare di impiccare una persona come voi. L'unica cosa. Non vedo altra soluzione. O la mia vita o la vostra. In altre parole: sarebbe molto bello mettersi nelle mani di qualcuno... ma io: no. Io... non posso... Io debbo impiccarvi, John! Vi odio!... (Lo abbraccia, gli nasconde il capo sulla spalla mentre l'uomo l'accarezza. Si stacca, si passa le mani sulla gola, sul petto e si lamenta come una bambina) Mi sento male, John... Dio, come mi sento male!...
John Non dovevate bere, Giulietta. Non ci siete abituata.
Giulietta Mi vien da rigettare, John.
John (la sorregge con confidenza) S, vi farebbe bene... Andiamo, piccola. Vi sentirete meglio, dopo.
Giulietta (infantile, docile, smarrita) Credete, John?
John Ne sono convinto. Andiamo, Giulietta. (L'accompagna fuori da destra).
SIPARIO
Avanti al sipario Coro dei pirati :
E' fatta di ghiaccio
Quel nero uccellacelo
Che becca assai forte
E dona la morte...
Dannata a navigare
Sola su questo mare!
Oh-oh-eh! Oh-eh! Oh-eh!
Quarto quadro
(Tardo pomeriggio. Il capitano Brian, al tavolo, esamina col compasso una carta nautica e canticchia).
John L-l-lall-l... Cara, cara al mio cuore... L-l-l... (Da destra entra Giulietta, l'osserva. L'uomo alza gli occhi dalla carta)Oh, Signora!
Giulietta Non vorrei disturbarvi.
John Controllavo la rotta.
Giulietta Tutto bene?
John Direi di s. Se il vento non cambia, sul far della notte dovremmo essere all'altezza...
Giulietta (interrompendolo) Che cosa stavate cantando?
John Conoscete quell'aria irlandese che fa: (canta a mezza voce) Cara, cara al mio cuore? .
Giulietta No.
John Peccato.
Giulietta D'altronde non canto mai.
John Mai?
Giulietta Due sere fa ho perfino cantato, vero?
John Con i vostri uomini e anche piuttosto male.
Giulietta Non me lo ricordate, per favore. Mei ne vergogno sinceramente. Non avrei dovuto bere. Non m'era mai accaduto.
John Anche la canzone lo dice: Madame del Granville... non bacia e non beve... .
Giulietta (richiamandolo all'ordine) Capi tanfi Brian!
John S?
Giulietta Ve ne prego.
John E oggi come state?
Giulietta Un giorno di letto quanto mi oca correva. Oggi sto bene. Per fortuna ci siete quii voi e posso concedermi qualche vacanza. Ne ho pi bisogno, dopo tanti anni.
John Stanca?
Giulietta Non proprio. Ma una vacanza necessaria... E ditemi : vero che mi sono compor-1 tata come un maiale marino?
John Non esattamente. Come una bambina coli mal di stomaco, direi.
Giulietta Che vergogna! Ma non mi accadr! pi. Mai pi! Debbo avervi disgustato.
John Al contrario!... Quando vi siete sentita! male...
Giulietta (collerica) Vi ho pregato di non ricordarmelo, no? Volete proprio farmi cadere la I faccia per terra? Che diavolo!
John (mite) Perch andate in collera, Signora? Di che cosa avete paura?... La collera paura.
Giulietta (passeggiando, dopo una pausa) Ho; un brutto carattere, ve l'ho detto.
John (scuotendo il capo, sorridendo) No.
Giulietta Come, no?
John Siete migliore di quanto credete. Comunque molto diversa da come la gente vi immagina.
Giulietta Un mostro crudele senza volto e senz'anima che taglia le teste e urla come un lupo...
John Vi confesso che non ho mai creduto alle atroci storie di sangue che si raccontano sul vostro conto. Certo che non si pirateggia coi sorrisi. Ma qual quel dannato pirata che quando ha messo un vascello a ferro e fuoco, e l'ha spogliato d'ogni ricchezza, indugia a tagliar teste per divertimento?
Giulietta Ma certo! Al pi si affonda la nave e si buttano a mare i prigionieri che possano, se Dio li assiste, piantare le unghie su qualche tavola. Questa buona pirateria! Tutto il resto: favole per tener buoni i bambini quando non vogliono dormire... Dormi, piccino, altrimenti chiamo Madame de Granville, la ferocissima vedova nera lorda di sangue che urla come un lupo d notte! ... UuuuhL. Uuuuh!... (Guardandolo, all'improvviso, quasi sgomenta) Dio mo!
John Che c'?
Giulietta Avete gli occhi di un bambino. Di un bambino che ha paura.
John Perch dite questo?
Giulietta Non lo so. (Breve pausa) S, che lo so. Ma non posso dirvelo. (Abbassa gli occhi e muove qualche passo. Poi si riprende e alza il viso, candida) Sapete? Non ho mai avuto bambini... Mi sarebbe tanto piaciuto... Voi ne avete?
John Che io sappia, no. Ma non potrei giurarlo. Sapete, noi uomini...
Giulietta Non siate volgare.
John E che ho detto?
Giulietta Vi siete espresso in un modo che non mi piace. Non ho alcuna intenzione di ascoltare le vostre avventure galanti.
John Ma io non intendevo affatto...
Giulietta Meglio cos.
John Non so che gusto proviate a mettermi continuamente a disagio. (Giulietta non sa che rispondere e si limita a sorridergli) Che meraviglia!
Giulietta Prego?
John Avete uno splendido sorriso.
Giulietta (cambiando rapidamente discorso) Notizie sulla flotta inglese?
John Ancora nulla.
Giulietta Credete ci vorr molto per ottenere quella dannata vidimazione della nostra patente?
John Non ne ho idea. La flotta non dovrebbe tardare. Se salpata da Genova il mese scorso... E' proprio una meraviglia.
Giulietta Che cosa?
John Non vorrei ripetermi, Signora, ma non posso fare a meno di rilevare ancora una volta che avete uno splendido sorriso.
Giulietta (improvvisamente fredda) Mi permetto consigliarvi, per il vostro bere, di evitare ulteriori osservazioni del genere. Dovreste sapere che le trovo piuttosto irritanti.
John E non giusto!
Giulietta Perch?
John Perch anche il vostro sorriso dovrebbe essere autorizzato da una regolare patente. Infatti non si dovrebbe andar tra la gente con quel viso (glielo indica) e pretendere di farla franca! Lasciatemelo dire, Signora: la bellezza ferisce quanto la verit! E voi siete bella, molto bella! (Giulietta lo guarda senza espressione e comincia a sguainare la spada. Calmo). Ah, va bene!... Spero mi darete il tempo per raccomandarmi l'anima... (Giulietta si limita a specchiarsi nella lama che regge con istintiva civetteria e con un sorriso quasi timido).
Giulietta Ma davvero vi sembro... bella? (Rivolgendoglisi con fermezza) Perch?
John Perch siete bella?
Giulietta (gli si avvicina)Guardatemi. Guardatemi bene. E ditemelo. (Ripone la spada e passeggia; con ironia) Me lo immaginavo. E' pi facile dirle, certe cose, che sostenerle, non vero? (Voltandosi di scatto) E voi sareste un gentiluomo?
John (quasi con furia) Siete bella perch quando avete sonno diventate un poco strabica... Perch le vostre mani sembrano carezze!... Perch avete un sorriso infantile! Perch la collera vi accende il viso e la vostra voce suona come un liuto... Perch il vostro corpo sembra una palma africana: forte, luminosa, schietta, callipigia...
Giulietta Come?
John Callipigia. E' una parola greca.
Giulietta E che cosa significa?
John Arrossireste.
Giulietta E' una sconvenienza... (Si dirige a destra) Ora chiamo il gabbiere, che greco, e glielo domando.
John Ve lo sconsiglio. A me dovreste far tagliare la lingua e a lui le orecchie.
Giulietta (squadrandolo) Dunque vi sentite autorizzato a insolentirmi in greco!
John Molte donne ne sarebbero lusingate. E' un attributo di Venere. Un complimento.
Giulietta Audace, immagino.
John Eh, s.
Giulietta (incuriosita) Calli...?
John ...pigia.
Giulietta (pensosa, sillabando) Callipigia... Me ne hanno dette parecchie in vita mia, ma questa proprio... (John bisbiglia qualcosa all'orecchio della donna che si mostra indignata) Oh!... (Ma a stento trattiene una risata compiaciuta e scandalizzata) Inaudito!
John Con tutto il rispetto, Signora.
Giulietta (con un sorriso contrastato) Davvero dovrei farvi tagliare la lingua!
John Mi rimetto alla vostra clemenza.
Giulietta (con involontaria civetteria) E... trovate che io...?
John (con entusiasmo) Diavolo!
Giulietta (severa) Basta cos, capitano! Non siate irrispettoso! (Pausa nella quale tenta di imporsi un contegno) Ammetto che voi, certe cose, sapete dirle con garbo e non riuscite a offendere... ma questo non vi autorizza... (Cambiando) Bando alle chiacchiere inutili, capitano. Desidero da voi il rapporto sulla rotta, non lezioni di lingua greca.
John Seguiamo la rotta verso levante, come d'accordo. La brezza, che stamattina aveva cominciato a spirare da tramontana, nel pomeriggio si spostata di un quartino a Est. Ora abbiamo vento sostenuto da Nord-Est, Greco, e mare calmo. Si naviga all'orza, di bolina stretta, piccole vele a zero. Deriva minima...
Giulietta (interrompendolo) Anche il mio sposo, qualche volta, mi faceva dei complimenti bizzarri... proprio come voi. (Lo guarda, si controlla) Ma lui era diverso... Era un uomo.
John E io, scusate, che cosa sono?
Giulietta Voi? (Sorridendo) Oh, siete soltanto divertente, voi.
John Grazie.
Giulietta Non abbiatevela a male, Signore.
John No... Intendevo ringraziarvi per il sorriso. Mi avete sorriso ancora una volta, non ve ne siete accorta? Accetterei qualunque insulto da voi, ma a questa condizione.
Giulietta (brusca) Il rapporto, capitano!
John Barra sopravvento, bolina stretta, mure al pi presto, forza di vele a poppa, levit a prua. Se il vento dovesse spostarsi a levante, come minaccia, ho dato ordine d bordeggiare Sud-Sud-Est e Nord-Nord-Est...
Giulietta (tra i denti) Stupido!
John Prego?
Giulietta Stupido!
John (mite) S, Signora.
Giulietta (con sordo rancore) Ma cosa vi siete messo in testa, cane bastardo?
John Ed ora un piccolo sorriso, per favore, per mandar gi il cane bastardo.
Giulietta (con intima disperazione) Per l'amor di Dio, John! (Gridando) Perch siete gentile con me?! (Pausa. Il grido li ha quasi spaventati, ambedue. A voce bassa riprende) Spero davvero che non vogliate considerarmi una donna... una donna...
John (vivamente) Dio me ne guardi! Voi una donna? Siete una bambina assurda e meravigliosa che si nutre di odio e di morte. Non so bene che cosa frulli in questa vostra bella testa bionda, ma siete la creatura pi infelice che abbia mai incontrata.
Giulietta (turbata) Avete tutta l'aria di compiangermi. E' molto divertente... (Ride senza allegria).
John (tenero) Povera Giulietta, come sapete mentire. Agli altri e a voi stessa.
Giulietta Non vero. Sono forte, libera...
John Sola.
Giulietta E' un privilegio esser soli, non dipendere da alcuno.
John Un triste privilegio : come esser morti.
Giulietta (allontanandosi da lui) Non sapete quel che vi dite, poveruomo... Vi state scavando la fossa con la bocca, perch le vostre parole... (Con le labbra tremanti) Andatevene, capitano... Andatevene via subito o io...
John (le si avvicina) O voi! (Gli sfugge ancora. Seguendola implacabile) Giulietta. (Giulietta si ferma senza voltarsi). Mi siete molto cara. Una creatura assolutamente impossibile, vero, ma molto, molto cara al mio cuore. (Giulietta si volta. John l'attrae a s e la bacia. La donna resta immobile, con gli occhi chiusi) Ehi!... (Batte rapidamente le mani) Dormite?
Giulietta (apre gli occhi, senza espressione) Perch mi avete baciata?
John Volete sapere proprio tutto, voi!
Giulietta (seria) Se lecito.
John Ho paura d'essermi innamorato.
Giulietta Paura?
John Convengo che bisogna aver del fegato per amare una donna come voi.
Giulietta (sempre immobile) Sciocchezze. Mi amano tutti, qui. Per questo mi obbediscono. Gli uomini si governano con l'amore e la paura, amico mio. Pi si amati e pi si forti.
John Ero certo che avreste detto qualcosa del genere. Per questo ho fatto di tutto per combattere ci che provavo per voi. Ma ho perduto. Cedo le armi.
Giulietta (sciogliendosi) Sono lieta che finalmente stabiliate, tra noi due, un rapporto di subordinazione. Non si pu essere forti in due.
John Un buon soldato non colpisce chi d mato, Signora, e voi non siete un buon soldato.
Giulietta (ironica) Come fa quell'aria irlandese Cara, cara al mio cuore? . (Ride).
John Non ridete!
Giulietta (c.s.)Perch non dovrei? Mi amate!
John (lentamente) Voi, da bambina, dovevate accecare le lucertole.
Giulietta E' probabile.
John No.
Giulietta Come no?
John No. Questa storia non mi convince. Penso invece, che il vostro peggiore nemico sia l'orgoglio. Ribellatevi ad esso se volete essere davvero libera e felice!
Giulietta (sarcastica) Felice... con voi, suppongo.
John E perch no?
Giulietta (sarcastica) Gi: mi avete baciato.
John Non volevate?
Giulietta Assolutamente no.
John Via! Baciate troppo bene per non voler
Giulietta (lo guarda con una strana espressione, poi sorride in modo enigmatico. John resta disorientato) Che vi prende, John? Non volevate veder sorridere? Ecco. (Avanza verso di lui che indietre gi finch batte la schiena contro la parete) Vi faccio paura?
John (tendendo una mano in segno di pace) Giulietta...
Giulietta Ripetetelo per favore.
John Che cosa?
Giulietta Il mio nome. Mi piace sentirvelo pronunciare.
John Non scherzate.
Giulietta Non scherzo, John. Sapete bene e mi siete necessario.
John Per la vostra nave, suppongo.
Giulietta Soltanto? Potrei davvero essere u donna sola e infelice. Una povera gattina tenuta bada da una muta di cani rognosi. Potrei davvero aver bisogno d'essere guarita dalla paura. Quante sono le donne che vorrebbero essere in pace col loro cuore e chiudere gli occhi fra le braccia di un uomo? E io, nonostante tutto, sono anche una donna. Credo ve ne siate accorto.
John (le si inginocchia di fronte) Giulietta
Giulietta (crudele) Interessante il tremolio della vostra voce. (Imitandolo) Giulietta! ... E quegli occhietti da merluzzo bollito. Credevate di impressionarmi? Siete un commediante piuttosto scadente! Credete davvero che i vostri baffi possano farmi fremere? Bella presunzione!... Alzatevi, se non volete che dia di stomaco, buffone!
John (si alza, pallido, rigido, gelato) Rotta a levante. Vento da Nord-Est. Si naviga all'orza, di bolina stretta. Deriva minima. Il tempo si mantiene al bello. Distiamo dalla costa non pi di nove miglia. Miglia inglesi, naturalmente... (Lasciandosi dominare dalla collera che gli bolle dentro, agguanta uno scranno, lo sconocchia tra la mani con furore, ne scaraventa con violenza i pezzi sul pavimento e li prende a calci gridando come un ossesso) Accidenti a voi!... Accidenti a me!... Accidenti a tutti!... Vi auguro di non innamorarvi mai, vecchia tigre crudele!...
Giulietta (intimidita) Ma io... lo sono stata...
John Innamorata? Voi? Ah, ah, non fatemi ridere! (Ride penosamente finch un singhiozzo lo interrompe).
Giulietta (turbata) Ma voi...
John (voltandole la schiena, vergognoso) Andate all'inferno! Vi odio!
Giulietta (gli si avvicina quasi tenera) Siete andato in collera, John... Avete dunque paura... paura di me? Finalmente! Ditelo che avete paura di me! (Gli tocca un braccio e lui si scuote, si allontana; lei lo segue) Mi odiate? Davvero mi odiate? (John ride nervosamente di s. Intenerita) John... (L'altro non risponde) John... (Pentita) John, ascoltatemi. (Con intima disperazione) Dovete ascoltarmi! (Risentita, grida) John!... (Gli morde una spalla. L'uomo lancia un urlo di dolore, si volta di scatto e si trova vicinissimo alla donna che si fa piccola tra le sue braccia; fa per prenderla alla gola e strangolarla ma gli tremano le mani in una carezza; si abbracciano e si baciano).
Avanti al sipario i pirati cantano La Canzone di Giulietta:
Pirata cantastorie:
E' questa una storia
Di triste memoria.
Oh, cuore sii forte;
Vascello di morte
Di nera bandiera
Avanza! Dispera:
Furor di vendetta
Sospinge Giulietta!
Coro: Oh-eh! Oh-eh!
Pirata cantastorie:
Non ha pi sorriso
Nel pallido viso
La gioia ha gettata
Nell'acqua salata
La vita ha venduta
Tra gente perduta:
furor di vendetta
Sospinge Giulietta!
Coro: Oh-eh! Oh-eh!
Pirata cantastorie:
Sul mar del dolore
Difende l'onore
D'un uomo innocente
Ucciso vilmente.
Nel mare salato
Il cuore annegato:
Furor di vendetta
Sospinge Giulietta!
Coro: Oh-eh! Oh-eh!
Pirata cantastorie:
Il vento marino
Bruciato ha il cammino
Dei giorni felici
Tra mille nemici
Non dolci parole
Non giorni di sole:
Furor di vendetta
Sospinge Giulietta!
Coro: Oh-eh! Oh-eh!
Pirata cantastorie:
Di pietra il suo cuore
Perduto l'amore.
E' tardi ed invano
Lo chiama: lontano,
Il vento risponde
Mugghiando tra l'onde:
Furor di vendetta
Sospinge Giulietta!
Coro dei pirati:
Oh-eh! Oh-eh! Oh-oh! Oh-oh! Oh-oh!
Vendetta ella chiese
E amor non comprese.
Ed or cosa aspetta
Madama Giulietta?...
Dannata a navigare
Sola su questo mare!
Oh-oh-eh! Oh-eh! Oh-eh!
Quinto quadro
(La notte precipita sull'alba; gradatamente si fa mattina. La lanterna accesa sull'orlo del tavolo. Giulietta, seduta nel cerchio del lume, rammenda un drappo nero con disegni bianchi. Indossa ima pesante camicia da notte ornata di merletti e ricami a colori. John, in camicia aperta sul petto e calzebrache, seduto su un cuscino a terra e appoggia il capo sull'anca della donna. Tacciono a lungo, vicini, immersi nei loro pensieri).
John (levando il capo) Avete udito?
Giulietta (senza alzare il capo dal cucito) Sono i gabbiani.
John (in tono appena lirico) E' l'allodola, non l'usignolo, Giulietta. L'allodola messaggera del giorno. Ho ancora tempo di andar via e di vivere, ma se resto finita.
Giulietta (lo guarda meravigliata) Ma che dite?
John (c.s.) Ebbene, dir con voi: non ancor giorno, ed l'usignolo che canta laggi sul melograno, come ogni notte. Dir che quell'albore non l'occhio del mattino ma il pallido riflesso della luna. (Accomodandosi meglio accosto alla donna) Avete ragione, Giulietta, anima mia, non ancor giorno.
Giulietta (divertita) Ma che vi state inventando, John?
John Sono versi di un mio amico, un certo Villy Shakespeare...
Giulietta Un uomo di mare?
John No, un uomo di teatro, un comico che si guadagna il pane al Globo di Londra.
Giulietta (delusa) Avete amici anche tra i comici?
John Temo di s. E' gente viva.
Giulietta I comici? Se non vi conoscessi abbastanza, dovrei proprio pensare che siete un poco di buono... Per sapete dire delle belle cose, John. Assolutamente idiote, vero, ma estremamente piacevoli. Anche sul melograno di casa mia, tutte le notti, cantava un usignolo.
John Dove?
Giulietta In Lunigiana. Al castello dei miei, quand'ero bambina. Pensavo che la vita fosse una cosa meravigliosa... Ero cos felice, allora.
John E adesso non lo siete?
Giulietta Lo qualcuno?
John E' una vergogna, ma io lo sono.
Giulietta (col capo sul cucito) Ricordo le grandi stanze oscure, il vecchio camino, l'arcolaio, e mi vedo giovinetta tessere e filare, filare e tessere accanto al fuoco, in silenzio... Poi venne a me un bellissimo e nobile signore, Oliviero, Duca de Granville, e mi chiese in isposa a mio padre. Vestiva di velluto e broccato rosso con ricami d'oro. Era bruno e gentile, buon guerriero, ardito marinaio, e denti bianchissimi nel sorriso... Ricordo il mio corredo: le camicie di bisso, le lenzuola di lino. E le nozze. Le dame e i cavalieri di Francia. Le lunghe sere accanto al fuoco nel nostro castello in Provenza. Poi venne la guerra. (Cambia dominata dalla tristezza) Mi fu portato via, Oliviero. Fu accusato di tradimento dai suoi nemici. Le ultime parole che mi disse, furono: Dormite in pace le vostre notti, sposa mia; io credo fermamente nel trionfo della giustizia. Torner. e mi sorrise. Ma il Re lo mise nelle mani del boia che spense per sempre quel suo sorriso pieno di fiducia. E il capo del mio Oliviero fu esposto a disseccare sulle mura di Parigi, per tre giorni. L'anno seguente ero gi in armi sul mare, con la disperata volont di portare la giustizia in terra, per quanto mi era possibile. La giustizia che era stata vergognosamente calpestata.
John (pensoso) La giustizia.
Giulietta Mi credete un'ingenua?
John No. Ma la vostra qualit migliore.
Giulietta (si alza stringendo il drappo che stava rammendando) Fu il suo stesso paese a uccidere il mio sposo: la Francia. E io, bench donna, decisi di vendicarmi della Francia e dei francesi tutti! Io, la vedova del Duca Oliviero de Granville! Io, da sola! (Si getta su una spalla la bandiera nera col teschio e le tibie incrociate, che le si spiega innanzi) Eccolo il ritratto della giustizia che agita il turpe sonno del Re d Francia!
John (dopo una breve pausa) La bandiera inglese potr sembrarvi meno attraente, ma mi sembra pi rassicurante.
Giulietta (s'inginocchia sul pavimento e sottolinea le sue parole battendo i pugni sull'impiantito) Giustizia! S: giustizia!... Credo che tutti noi abbiamo una missione sulla terra. Spesso non sappiamo bene quale e perch, ma dobbiamo muoverci in un senso piuttosto che in un altro. Ne sono convinta. E' un dovere. (Il cielo s' fatto chiaro. L'uomo si alza e soffia nella lanterna che si spegne).
John Anche se maciniamo vento. Ma non dobbiamo arrenderci. E' vero. Gli uomini hanno fame e sete di giustizia, ma ne hanno paura. E noi dobbiamo aver coraggio anche per loro, Giulietta.
Giulietta (intenerita, sedendo sul pavimento e abbracciandosi le ginocchia) Giulietta... Giulietta Cos mi chiamavano da bambina, e mi fa uno str no effetto sentirlo ancora pronunciare da voi. Non ci sono pi abituata. Giulietta... Che buffo! Mi vedo con le treccine strette al capo guardare dagli spalti] del mio castello in Lunigiana. Mio padre mi vietava perfino lo specchio, diceva che era indecente rimirarsi... Ero molto bella, allora. E' la prima cosa che mi disse, Oliviero. Bella. Adesso sono anni che no ci penso... Perch, mio caro, la memoria degli anni lontani cos viva e sempre pi spenta, invece, quella degli anni a noi pi vicini? (Si volta e vede John che la guarda con tristezza) A che cosa pensate, John?
John Penso che ricorderete pi lui, di me. Per lui la memoria vi verr sempre incontro; in ogni momento vi aprir i suoi giardini. Di me, invece ricorderete appena il nome. (La tacita con un gesto) E' cos, mia buona Giulietta. Quando non ci sar pi, e sar passato qualche anno, forse dimenticherete perfino i tratti del mio viso, la mia voce, le mie mani...
Giulietta Tacete, per carit...
John Anche se mi avrete amato di pi.
Giulietta Vi proibisco...
John E tornerete a rifugiarvi nella vostra giovinezza. Vi chiuderete, col vostro Oliviero, nell'impenetrabile fortezza della vostra antica memoria. E io rester fuori, al freddo. (La donna tace) Io sar davvero morto, allora: morto del tutto.
Giulietta (senza guardarlo, come a se stessa)Non vi dimenticher, John. (Tentando di reagire) E poi chi vi dice che morirete prima di me?
John Credo di saperlo. Amo troppo la vita per | campare a lungo. (Le posa una mano sui capelli) Ho incontrato voi, Giulietta. Non speravo nel miracolo d'incontrarvi. Ma avvenuto. E ora devo pagare, lo so. Come certi insetti che vivono una felicit perfetta, luminosa, e poi muoiono completamente, assolutamente, perch la loro breve stagione conclusa.
Giulietta Di chi sono?
John Che cosa?
Giulietta Questi versi. Del vostro amico Jacques Pierre, o come si chiama? (Si corica bocconi sul pavimento e si regge il viso puntellandosi sui gomiti) Davvero una cosa tanto importante per voi?
John Temo di s.
Giulietta (dopo una pausa) John.
John S.
Giulietta So come vanno a finire queste cose.
John Stavolta diverso.
Giulietta Forse ne siete addirittura convinto, caro... Vorrei invece la vostra amicizia.
John Ma io sono pronto ad offrirvi...
Giulietta (immobile, triste, lo interrompe) No, mio caro. Sono sola su questo mare, e ho bisogno soltanto di veri amici, che riescano a sopportarmi cos come sono. Non offritemi altro. Io sono vecchia, John. Stanca. Bruciata. Capite?
John No, non voglio capire.
Giulietta Tutta cenere, dentro.
John (canagliesco) Piuttosto ardente questa cenere, Giulietta! Convenitene!
Giulietta (immobile, triste)L'amicizia resta. (Breve pausa) E' troppo quello che vi chiedo?
John Ma voi mi amate!
Giulietta No.
John Me l'avete ripetuto, gridato...
Giulietta No, no.
John Quante volte, in queste notti, vi siete rifugiata nelle mie braccia, ingorda e spaurita, felice, finch il sonno non vi spianava la fronte?... Mi domando se il giorno avete memoria della notte.
(Buio assoluto per tre secondi. Quando la scena torna a illuminarsi, John scomparso e Giulietta ancora coricata sul pavimento nella stessa posizione puntellando il viso sui gomiti. Dietro di lei, in piedi, immobili, nell'atteggiamento austero e severo di giudici, stanno Bugna, Angioletto, Nottola e altri eventuali della ciurma).
Giulietta (senza muoversi, guardando avanti a s, in platea) Avanti. Sono pronta, se siete qui per giudicarmi.
Bugna (dopo una pausa, nel silenzio) Di l, sul vostro letto, ancora appeso il ritratto del Duca Oliviero de Granville?
Giulietta (colpita dalla domanda, dopo un'altra pausa) Tutta la gente della Tigresse aspetta una mia risposta, vero? (Gli altri annuiscono lentamente. Dura, senza voltarsi) Non c' alcuna ragione perch il ritratto del mio sposo non resti al suo posto. (Si muove. Siede abbracciandosi le ginocchia e guarda Angioletto) E voi, Angioletto, ricordate sempre di fargli dire delle Messe ogni qual volta mettete piede a terra? (Angioletto lentamente annuisce) E tutte le sere pregate per lui, come d'accordo? (Angioletto annuisce ancora. Pausa. Con profonda malinconia, guardando nel vuoto) Voi credete, amici miei, che i morti abbiano memoria?
Bugna Perch dovrebbero dimenticarci?
Giulietta Comunque ci lasciano. Soli. Spesso mi domando se il Duca Oliviero de Granville possa amarmi ancora, di lass. E' tanto che non viene a trovarmi in sogno.
Bugna Noi vi abbiamo seguita sul mare, padrona, perch avevate da vendicare il vostro uomo, perch volevate lavare un'onta, volevate difendere tutti gli innocenti della terra... Ora... Ora che senso potr avere la nostra vita se voi... (S'interrompe).
Giulietta Se io?... (Balza in piedi. Muove alcuni assi intimamente agitata. Si domina) Non temete, ente di poca fede! Madame de Granville continuer sempre a vendicare il suo sposo! Come potete dubitarne?
ugna Non ne dubitiamo. Siete la nostra regina...
Giulietta E una regina deve rendere conto ai suoi sudditi anche del suo cuore, del suo corpo. Non cos? (Gli altri annuiscono gravemente) Ed per questo... (Ride con nervosa superiorit) Oh, o! Ah! Ah! Ah!... Nooo! Spero non oserete pensare che io mi sia abbandonata a... (Breve pausa) Mi credete una bugiarda?... (Gli uomini continuano a guardarla negli occhi senza rispondere. Giulietta li abbassa. Pausa) S, lo sono. A voi non debbo mentire.
Bugna Non lo avete mai fatto, padrona. Vi abbiamo sempre creduto, ciecamente. Ma la familiarit che avete col signor capitano Brian...
Giulietta (vivamente) Familiarit? Ma non diciamo sciocchezze! Io, col capitano Brian, ci vado a letto! Chiaro? Cos la finirete una buona volta di pensar male!
Bugna (deglutendo) S, Signora.
Giulietta E' questo che volevate sapere, non vero? Eccovi serviti. (Pausa).
Bugna Il signor capitano...
Giulietta (con foga) Lui no! Non ne ha colpa. Sono stata io che l'ho voluto. Ma son sempre me stessa, credetemi. Anche se... (Muove alcuni passi, si volta) Vorreste abbandonarmi per questo? (Gli altri negano) Se la mia gente non contenta di ci, vi dir che neppure io lo sono. Ma sappiate che son sempre io la padrona qui, anche e specialmente di me stessa. Sono sempre Madame de Granville, e non deve importarvi se mi son presa un uomo... Per me meno che niente... (Con furia, gridando) Chiaro? (Gli altri annuiscono attoniti) Occorreva un uomo, qui, un capitano. In fondo l'ho fatto anche per voi. S, per voi! Bisognava. Se non lo avessi accolto nel mio letto, se ne sarebbe andato. E noi saremmo morti delle malattie dei naviganti; saremmo stati aggrediti da tutte le parti dai lupi scatenati sul mare. Non l'avevate capito? Siete degli sciocchi... Ah! Ah! Ah! (Ride senza allegria. Poi, dura, cupa, disperata) Siete come i morti, voi : esigenti, spietati...
Bugna Dovete comprenderci... perdonarci...
Giulietta (gelida) Ah, no, non vi perdono. Vorrei vedervi impiccati tutti, uno dopo l'altro. Il mio cuore di pietra. Ed proprio questo che volete: ch'io resti la regina della vendetta, una gelida statua di sale.
Bugna Desideriamo soltanto servirvi, anche con la vita, padrona.
Giulietta (stanca, amareggiata) Andate... andate via. E dite pure agli altri che Madame de Granville non cambia. Andate! (I giudici, a testa china, avanzano e si pongono ai lati della ribalta. La donna resta in piedi, appoggiata al tavolo. Guarda nel vuoto, poi alza gli occhi al cielo con disperata rivolta) Che carne son io, Signore, che ti accanisci contro di me?
(I pirati, che hanno levato anch'essi il viso, subito, in coro, con accento accorato e ritmo pi sostenuto, cantano):
Che carne siam noi
Signore che vuoi
Lasciarci smarriti
Sui flutti infiniti?...
Dannata a navigare
Sola su questo mare!
SIPARIO
SECONDO TEMPO
(Sesto quadro. Mattina. Il capitano esamina il mappamondo. Angioletto, accosciato in un angolo con la gabbia dei canarini tra le ginocchia, chiacchiera con essi sottovoce. Da destra entra Nottola con un rotolo sigillato in mano).
Nottola Signor capitano, un messaggio da Livorno. Qui sul sigillo c' l'arma del Granduca... (Glielo consegna).
John Chi l'ha portato?
Nottola Un battello inglese... Non lo aprite? E' indirizzato anche a voi, a voi e a Madame.
John (esaminandolo) Credo sia pi corretto farlo dissuggellare a Madame. Prima le signore. (Ad Angioletto) Ragazzo, volete usarmi la cortesia di consegnarlo a Madame? (Angioletto, col rotolo, bussa ed esce a sinistra).
Nottola Penso contenga le indicazioni per la convalida della nostra patente. La flotta inglese gi a Livorno da due giorni, me l'hanno detto quelli del battello. A loro, inglesi, conviene raccogliere forze navali private contro gli olandesi e gli spagnoli. Le navi padronali sono pi attive di quelle regie, anche se non mollano tanto facilmente il bottino delle prese... (Ride e si frega le mani).
John Mi sembra strano che l'ammiraglio inglese si sia dato la pena di inviare un battello per recapitare un messaggio proprio a noi.
Nottola E che vuol dire? Ogni alleato, presente o futuro, prezioso per chi vuole piegare la tracotanza spagnola e olandese, e noi sappiamo il nostro mestiere come pochi, tutti lo riconoscono... E poi... (Rientra Angioletto, consegna il documento disuggellato al capitano, mugola e fa gesti, poi esce in fretta da destra. Stupito) Cosa?.... Va bene... Va bene...
John Che cosa ha detto?
Nottola E' andato a chiamare Bugna che dobbiamo riunirci per decidere sul da farsi. In Consiglio, ha detto... Questa nuova! Proprio nuova!
John Sar una specie di Consiglio della Corona.
Nottola (ridendo) Eh! Eh! E' buffa, questa!
John (siede dal lato destro del tavolo e legge il messaggio. Nottola siede dal lato sinistro) Quante navi ha la flotta inglese?
Nottola Non ho avuto il tempo di domandarlo. Avevano una gran fretta di ripartire. Temo che il vascello di Madame de Granville metta brividi di paura anche agli amici... Posso domandarvi se ci sono buone nuove?
John (sempre con gli occhi sulla carta) Invitano Madame e me, domani mattina, sulla nave ammiraglia per convalidare il documento del Granduca...
Nottola Lo dicevo, io!
John Un momento... A ridosso dell'isola di Capraia, costa Sud-Est.
Nottola Come? Non a Livorno?
John Certe faccende burocratiche pare vogliano sbrigarle in altomare, questa volta.
Bugna (entra con Angioletto) Allora ci siamo? Avremo un brevetto in piena regola, finalmente, potr lavorare con le spalle al sicuro... Avevo proprio bisogno d'una bandiera!... (Siede al tavolo dando le spalle al fondo. Angioletto frattanto di nuovo uscito a sinistra).
Nottola Speriamo!
Bugna Per che gentili, gli inglesi...
(Angioletto rientra, posa la pistola sul tavolo, poi torna porta in attesa di Giulietta. Gli altri si alzano piedi).
Giulietta (entra con i guanti. Angioletto la scori al tavolo. La donna siede al posto lasciato da Nottola, il quale si sposta accanto a Bugni, dalla parte di John. Il capitano le consegna il mento) Seduti, prego. (Siedono tutti, meno Angioletto che resta in piedi alle spalle di Giulietta) Signori. Spero non vi meraviglier il fatto che oggi per la prima volta in tanti anni che lavoriamo insieme, io abbia voluto convocare il Consiglio de La Tigresse . Ci significa che dobbiamo cominciare a cambiare sistemi, a inserirci nel novero civile. Perch presto batteremo una grande bandiera, quella inglese. Potrete quindi esprimere chiaramente la vostra opinione senza paura che io punisca. Anzi esigo che la esprimiate.
Nottola Madame, ma noi non...
Giulietta (scattando) Silenzio!... (Riprendendosi, pi cortese) Nottola, vi prego... Volete aver la bont di tacere quando parlo io? Bene. Sono certa che il capitano Brian, il quale un gentiluomo e queste cose le conosce, approvi la nostra liberalit. (John fa un cenno di approvazione col capo) Molto bene. Veniamo dunque al punto. Ci venuto un messaggio. Come sapete, finalmente potremo considerarci onorevoli corsari e non pi volgari pirati.
Bugna (scoppia in una breve risata) Ah! Ah!
Giulietta Silenzio, Bugna!
John (alzando un dito) Chiedo la parola.
Giulietta La parola al capitano John Brian.
John Dichiaro d'essere d'accordo con la spontanea risata del primo nostromo che ha messo a punto la sottile differenza che intercorre tra corsari e pirati. Anche per me, sgozzare il prossimo, con la patente o meno, perfettamente la stessa cosa...
Giulietta (fremendo) Capitano... la vostra filosofia finir per esasperarmi. (Col tono indifferente dello speaker) Per il suo bene, sono costretta togliere la parola al capitano Brian... (Cambiando) Torniamo dunque a noi. Secondo questo messaggio, abbiamo appuntamento domani mattina, a tre dal levar del sole, sulla nave ammiraglia della flotta inglese...
John In alto mare.
Giulietta Appunto. A ridosso dell'isola di! Capraia.
John E voi, Signora, avete intenzione di presentarvi all'appuntamento?
Giulietta Certamente.
John Posso permettermi di sconsigliarvelo?
Giulietta E perch mai?
John Non mi piacciono questi appuntamenti in altomare.
Giulietta Credete che vogliano tenderci un'insidia?
John Ho questo sospetto.
Giulietta Per quale ragione?
John Istinto di conservazione.
Giulietta Ma qui c' la firma di Ferdinando I e dell'ammiraglio inglese, Duca di Bristol. Non sono persone rispettabili?
John Rispettabilissime. E' questo il guaio!
Giulietta Sul Granduca non mi sono mai fatta soverchie illusioni... ma sul Duca di Bristol... E' un uomo d'onore!
John Con le persone d'onore, non coi pirati.
Giulietta Ma noi abbiamo la patente di corsari! E abbiamo rispettato alla lettera le clausole del contratto.
Nottola Dovrebbero pur contare queste cose, Signore! Mi rifiuto di credere che il mondo sia popolato da tante persone disoneste!
Bugna Eh, altroch, invece! Tempi duri per i galantuomini!
Giulietta Allora? Che cosa proponete?
John In quanto a me, insisto : Madame de Granville non dovrebbe esporsi.
Giulietta (voltandosi, ad Angioletto) E voi, Angioletto, che mi consigliate? (Angioletto mugola e gesticola).
Nottola (traduce a John) E' d'accordo con voi. Teme per l'incolumit di Madame.
Giulietta (a Bugna) E voi?
Bugna Io m'intendo poco delle porcherie che si scrivono sulle carte, e ho rispetto appena per la Bibbia, ma, secondo me, non mi fiderei troppo degli inglesi e dei loro sistemi. (Si volge a John) Scusate la mia franchezza.
John Prego.
Giulietta (a Nottola) E voi?
Nottola Madame una donna di coraggio e, se m' lecito dissentire dall'opinione del signor capitano Brian e da quella dei miei autorevoli compagni, proporrei che Madame de Granville si presentasse sull'ammiraglia. Noi potremmo, da questo legno, vigilare e tenere le micce accese sulla polvere dei cannoni.
Bugna (vivamente) Gi, bella soddisfazione affondare l'ammiraglia quando c' sopra la padrona! magari appesa a un pennone!...
Giulietta (battendo la mano sul tavolo) Basta cos! Silenzio!... Il fatto , cari amici, che non possiamo mancare all'appuntamento, altrimenti addio brevetto per correre i mari con dignit e onore. Voi, capitano Brian, vorreste che rinunciassi all'invito?
John Esatto.
Giulietta Ma io non rinuncio mai a quanto desidero! Chiaro?
John In questo caso potrei presentarmi soltanto io, in avanscoperta. Parlamentare anche a vostro nome e tentare di ottenere la convalida senza alcun pericolo per la vostra persona.
Giulietta E se v'impiccassero?
Bugna Gi! Perch temete per la padrona e non per voi?
John Per la semplice ragione che il Duca di Bristol mio cugino. (Gli altri restano a bocca aperta).
Giulietta (dopo una pausa, diffidente) Lo sospettavo.
John Che cosa?
Giulietta Ho sempre dubitato che il nome di John Brian fosse proprio il vostro.
John Lo . Chi meglio di me pu saperlo, dal momento che un nome che mi sono inventato e che ho assunto di mia volont?
Nottola Anch'io ho sempre pensato che voi foste... qualcuno.
John Gli inglesi sono sempre qualcuno, se permettete.
Giulietta Qual il vostro vero nome? (John non risponde) Suppongo vogliate continuare a conservare l'incognito... Ma... il Duca d Bristol...
John Ho l'impressione che non sia il solo a considerarmi una macchia sull'arme di famiglia. E son convinto che per lui sarebbe un vero piacere vedermi morto. Ma ha la disgrazia di essere mio parente, e sar costretto ad abbracciarmi e commuoversi per il lieto e fortunato incontro.
Giulietta E non potrebbe abbracciare anche me? (Gli altri ridono).
John No. Temo proprio di no. Non ha troppa simpatia per i pirati. Pi sono famosi, pi li odia. E' uno strano tipo. Non capisco perch Sua Maest la Regina gli abbia affidato il comando di una flotta.
Giulietta E siete certo che presentandovi senza di me riuscirete a far convalidare la nostra patente?
John Lo spero, almeno.
Giulietta Un momento. E perch dovremmo fidarci di voi?
Bugna (supplichevole) Padrona!
Giulietta Lasciatemi dire, Bugna. E' buona norma non fidarsi mai di nessuno, neppure del sedicente capitano John Brian che, dopotutto, non sappiamo neppure chi sia. (A John) Dico bene?
John Dite bene.
Giulietta (autoritaria) Quartiermastro Nottola!
Nottola (scattando sull'attenti) Agli ordini, Madame!
Giulietta Il capitano Brian andr all'appuntamento, domani mattina. E va bene. Ma voi andrete seco lui con l'incarico di rappresentarmi a tutti gli effetti. D'accordo?
Nottola Signors!
Giulietta (a John) Nessuna obbiezione?
John Nessuna.
Giulietta (a Bugna e ad Angioletto) E voi altri? (Anche questi ultimi approvano. La donna si alza e gli uomini la imitano) Il Consiglio sciolto. Abbiamo finito. Tornate pure al vostro lavoro. (Congedandosi) Signori... (Gli uomini s'inchinano e la donna si dirige a sinistra col messaggio in mano).
SIPARIO
Avanti al sipario Coro dei pirati :
Oh-ehl Oh-eh! Oh-eh!
Oh, dama nera,
Va la tua schiera
Senza bandiera!
Oh-oh! Oh-oh! Oh-oh!
Un cuore regale
Bruciato dal sale
Dal vento marino
Dal triste destino...
Dannata a navigare
Sola su questo mare!
Oh-oh-eh! Oh-eh! Oh-eh!
Settimo quadro
(Prima mattina. Giulietta parla con Nottola).
Giulietta Allora intesi. Sappiatevi comportare. Vi prego di porgere i miei ossequi all'ammiraglio e assicuratelo che, alla prima occasione, sar onorata di fargli una visita... Insomma, sappiate mentire con garbo, come conviene ad un vero gentiluomo.
Nottola Lasciate fare a me, Madame.
Giulietta L'importante che mi riportiate questa qui (gli consegna il rotolo della patente) debitamente convalidata, firmata e col sigillo regolamentare. Spero non vi farete imbrogliare.
Nottola Lo spero anch'io, corpo del demonio!
Giulietta Ecco, ad esempio, corpo del demonio non dovete dirlo di fronte al Duca di Bristol.
Nottola Oh, certo! So ben comportarmi da gentiluomo, per la Madonna!
Giulietta (tollerante) Va be'. Cercate almeno di comprendere le vere intenzioni di quei signori. Tenete occhi e orecchie aperti.
Nottola Vi sapr dire esattamente che aria tira, Madame. Fidatevi di me che so usare il cervello.
Giulietta E il capitano Brian? E' pronto?
Nottola Ah, non so! L'ho visto un'ora fa, sul castello di prua... Temo sia un po' urtato perch non gli lasciate sbrigare la faccenda da solo.
Giulietta (stringendosi nelle spalle) Macch!
Nottola Perdonate se oso dirvelo, ma la vostra decisione stata prudente, oltrech saggia e geniale. E che abbiate scelto me, vostro umilissimo servo, a rappresentarvi, indegnamente, mi riempie di gioia, orgoglio e riconoscenza... Oso troppo se vi chiedo che la ciurma, qui, venga obbligata a chiamarmi finalmente Signore? (Lo guarda in tralice) Credevo che onorandomi della vostra stima...
Giulietta In confidenza vi ho scelto unicamente perch, tra tutti gli altri, voi siete l'unico appena presentabile... (Da destra entra John) Oh, buongiorno, capitano Brian!
John (distratto) Buongiorno, Signora. (Si avvia verso il fondo e guarda lontano).
Giulietta (volgendosi all'altro) Allora siamo d'accordo, Nottola?
Nottola Perfettamente, Madame.
Giulietta (osservandolo) Toglietevi dal collo quello straccio sporco di sangue e indossate una gorgiera pulita.
Nottola Ci sarebbero quelle prese agli spagnoli... posso servirmene?
Giulietta Certo. Scegliete la migliore.
Nottola Grazie, Madame. Vado subito. E prender anche un bel paio di guanti nuovi, se permettete... un cappello e una mantelletta... Grazie. Obbligato... (Fa alcuni passi rinculando e inchinandosi, poi si avvicina al capitano e fa per consegnargli il rotolo).
John Che cos'?
Nottola La patente da vidimare, Signore.
John Tenetela pure voi. (Siede al tavolo e guari nel vuoto seguendo i suoi pensieri).
Nottola Oh, grazie!... Grazie!... (Esce).
Giulietta (si appressa alle spalle del capitano quasi con tenerezza e trepidazione) Quando mi sono svegliata, prima che facesse giorno, non eravate al mio fianco. Ho pensato, per un attimo, che ve ne foste andato e che non vi avrei pi rivisto
John (assorto, guardando nel vuoto) Mi piace veder sorgere l'alba sul mare, quando il cielo sereno e non c' bava di vento. E' cos fermo e lisci il mare, che sembra la cosa pi pulita del mondo La nave dorme. E le vele respirano appena, belle, chiare, odorose di catrame.
Giulietta Vi piace l'odor del catrame?
John (c.s.) Le ore della notte sono lunghe a passare, e gli occhi si perdono all'orizzonte. (Breve pausa) Stanotte ho visto quattro legni navigare sotto la luna. A dritta.
Giulietta Che bandiera battevano?
John Penso fossero genovesi.
Giulietta (muovendosi) Non c' da fidarsi dei genovesi: ora sono d'accordo coi francesi, ora con gli spagnoli, e non si sa mai come la pensino. Buon consiglio, per noi corsari, starne alla larga. Mentre i livornesi, almeno, non fanno mistero del lo costante amore per gli inglesi... (L'osserva) Ma che vi capitato? Avete visto un fantasma, per caso? (John non risponde) Non ve la siete mica presa perch vi ho messo Nottola alle calcagna? Sapete bene che l'ho fatto per... gli altri. Ne abbiamo ragionato anche stanotte e...
John (c.s.) S, s, certo.
Giulietta (accarezzandogli i capelli) Avete un viso stanco, John. Sembrate un bambino che non riesca a trovare la giusta via del sonno. Qualche volta siete cos distante... Penso perfino che mi odiate... (Rivolgendoglisi direttamente) Mi odiate? (John resta immobile e non risponde).
John (dopo una pausa, seguendo il filo dei suoi pensieri) Pensavo d'essere anch'io su quelle navi che filavano nella notte. Vedevo le lanterne alte sui castelli di poppa. Andavano leggere e silenziose. Passeranno le Colonne d'Ercole e volgeranno la prua verso occidente, alla volta di terre lontane... (s'interrompe e la guarda) Andiamocene, Giulietta. Anche noi due. Lontano.
Giulietta (sorpresa)Che cosa?
John Andiamocene via, sbito. Lasciamo tutto e tutti, senza voltarci indietro.
Giulietta (colpita) E... dove?
John In una terra ove sia possibile mettere radici.
Giulietta Io e voi soli?
John A costo di sembrarvi idiota, tanto so di esserlo, vi dir ancora una volta che vi amo. E' una cosa umile, onesta, pulita, importante. E vi scongiuro... ascoltatemi, prima che sia troppo tardi!
Giulietta (pensosa) Io e voi... lontani da qui...
John Per sempre. Aspetteremo che giunga la sera. La vita non troppo lunga, mia cara, e potremmo davvero cominciare a viverla. Insieme. Lasciate che i marinai continuino a segnarsi quando pronunciano il vostro nome, mentre voi, invece, ve ne state tranquilla ad attizzare il fuoco in una casa dolcemente dimenticata in terra ferma, immobile sotto qualsiasi vento...
Giulietta (trasognata) Accanto al fuoco... in pace... dimenticata... Nelle notti senza luna qualcuno continuer a giurare di aver visto passare ancora, a poche braccia dalla costa, il vascello insanguinato della tigre dei mari e di aver udito il suo urlo di lupo... Uuuh!... Dormite, piccini, altrimenti verr Madame de Granville a portarvi via... (Sorride come in un sogno) Io stessa, allora... Io stessa potr dirlo ai miei figli, che non sapranno mai chi sono stata... Dormite, piccini, dormite in pace... che passa sul mare lo spettro senza volto di Madame de Granville... non abbiate paura c' qui vostra madre che vi stringe al seno... (Si alza colpita da un improvviso disperato impulso; muove alcuni passi, barcolla, geme) No... no... E' tardi, troppo tardi, ormai... (Si accosta alla parete premendovi contro il viso).
John Non mai tardi, Giulietta. Cercate di ragionare finalmente come una donna. Saremo sempre carne maledetta, sul mare, in bala dell'odio e elle tempeste. Non si pu vivere cos avendo una pina.
Giulietta (sempre col viso contro la parete) E perch dovrei ragionare come una donna, io, se la mia carne inutile? (Cupa) Non avr mai bambini. La morte so dare, non la vita. Sono sterile come una pianta bruciata dal vento di mare... (Si volta, guarda a terra) Non ho pi radici, John... e forse non ho neppure un'anima...
John (implorante) Giulietta...
Giulietta No... no... Non posso... E' tardi per i sogni...
John (la prende per le spalle e la scuote) E' questo de La Tigresse un sogno orrendo, un incubo che vi perseguita da troppi anni! Svegliatevi una buona volta!
Giulietta (con la gola chiusa, scuote disperatamente il capo)No... Non posso... (Si libera e si allontana da lui).
John (con foga) Ascoltatemi, Giulietta! Un giorno o l'altro ci prenderanno e ci impiccheranno! Oppure una palla di cannone ci schianter le ossa, o un colpo di sciabola ci getter in ginocchio a vomitar sangue sul ponte, o coleremo a picco tra il fasciame in fiamme! Andiamocene da qui, subito! Il battello pronto. Invece di poggiare a Sud, drizzeremo la vela a Nord...
Giulietta E... la mia patente?
John Una catena di pi. Rinunciate a quello stupido e mutile pezzo di carta, Giulietta! Con la patente o meno siamo perduti, spacciati, se resteremo! (Disperato) Ve ne scongiuro! Salviamo la nostra povera vita!
Giulietta Non bisogna aver paura della morte.
John (con voce tremante) Sarebbe cos bello morire in un letto!
Giulietta Prima o poi dovremo pur morire. Non importa come. Il nostro onore... ecco... la nostra missione...
John (accendendosi, furioso) Siete ottusa e testarda! Sapete bene che la nostra non una missione ma uno straccio nero e sporco per nascondere tutte le nostre miserie!
Giulietta (lo guarda e comincia a parlare lentamente con gelida fermezza) Vorreste strapparmi di mano la spada della vendetta, vero? E sputarvi sopra. Vorreste avermi disarmata, impotente, umiliata. Come una donna qualsiasi che china il capo, e subisce tutte le offese che le piovono addosso, appunto perch una donna. Una donna accanto al fuoco... pronta a lambirvi le mani... (Tagliente) Voi! E chi siete, voi, capitano Brian, per chiedermi questo? (Breve pausa) Un uomo che si nasconde, siete. Un uomo senza nome che fugge per il mondo, come un animale braccato, siete. Credete forse di valere quanto il Duca Oliviero de Granville, per caso? Di poter prendere il suo posto?... Povero, John! (L'uomo, profondamente ferito, la guarda con disperata tenerezza) So quello che vorreste dirmi. Che mi amate. Ah! Me l'avrete ripetuto mille volte, e con un tono... come se parlaste della bont divina. Il vostro amore... (Gridando) E non necessario che guardiate con quegli occhi pieni di tenerezza, riconoscenza e rimorso! Per essere un uomo, un vero uomo, siete di una straziante stupidit... Ma non vi siete ancora reso conto che io non sono affatto la vergine languida e sospirosa che vorreste? Di ben poco conto dovevano essere le donne che avete avuto. (Pausa. Muove alcuni passi, sicura di s, cupa) D'altronde non ho alcuna intenzione di morire di vecchiaia accanto al fuoco come un animale domestico. (Breve pausa) Vorreste che ragionassi come una donna, lo so, perch voi siete un uomo. Io una donna e voi un uomo. (Vibrata) Ebbene, voglio dirvi una volta per tutte, che passare le notti insieme, nello stesso letto, non vi autorizza a considerarmi la vostra donna. Chiaro? (Guardandolo, in altro tono) Che avete, insomma, da guardarmi cos? (L'uomo continua a fissarla immobile) Non dite nulla? (John scuote lentamente il capo. La donna si fa meno aspra) Io non posso rinunciare a me stessa. E voi non dovete chiedermelo. Avete la testa piena di illusioni, di care parole, di belle nuvole... ma io non posso seguirvi su questa strada... Non potr mai.... (Sgomenta) Ma che vi prende? (John ride piano senza allegria, quasi battesse i denti, poi torna immobile col viso disfatto e impenetrabile).
Nottola (entra da destra, con una enorme gorgiera, guanti merlettati e mantelletta foderata di seta; regge il rotolo della patente) II battello pronto, Signore. Ci vorr almeno mezz'ora per doppiare il capo Sud di Capraia. E dovete ancora completare il vostro abbigliamento... Se non vogliamo tardare... permettetemi di sollecitarvi...
(John guarda ancora la donna con viso fermo).
Giulietta (inquieta e conciliante) E' ora di andare... La mia gente ha bisogno di una bandiera Buona fortuna, capitano Brian.
(John stacca gli occhi dalla donna e si avvia a destra come un automa).
SIPARIO
Avanti al sipario Coro dei pirati :
Di pietra il suo cuore
Rifiuta l'amore
La vita disprezza
La morte accarezza...
Dannata a navigare
Sola su questo mare!
Oh-oh-eh! Oh-eh Oh-eh!
Ottavo quadro
(Pomeriggio dello stesso giorno. Angioletto seduto al tavolo e fa un gioco di carte; Giulietta, china alle sue spalle, l'osserva).
Bugna (entrando da destra) Eccoli, padrona!
Giulietta (alza il capo) Il capitano?
Bugna Il capitano e Nottola, sono qui.
Giulietta (facendosi al centro della scena) Ce ne hanno messo del tempo.
Bugna Sono stati invitati a colazione...
Nottola. (entra euforico, eccitato) Madame! Tutto bene! Ci hanno trattati molto distintamente. Proprio un brav'uomo, il Duca di Bristol! Arde dal desiderio di baciarvi la mano e nell'attesa vi prega di gradire i suoi pi devoti omaggi.
(Entra John, assente svogliato; si toglie il cappello).
Giulietta Oh, capitano Brian! Tutto bene davvero? E la patente? Firmata, vidimata, bollata?
Nottola No, questo no! Non stato possibile. Occorre la vostra firma olo... olo...
John Olografa.
Nottola Appunto.
Giulietta Allora non avete combinato un bel niente!
Nottola Come, no? Abbiamo parlamentato... Era presente anche il delegato del Granduca di Toscana, una persona davvero amabile!... Ci hanno offerto una colazione da re... Pernici minutamente tritate intrise in rossi d'uova, zafferano, farina, miele e zenzero. Polpa di francolini di Cipro. Cipolle maligie. Rafani tedeschi. Uova impepate, formaggio, confetti, vino di Candia! Vi dico, un vino che...
Giulietta (a Nottola) Volete stare un po' zitto, voi? (A John)Ebbene?
John (controvoglia) Mio cugino stato commovente. Ha promesso tutto quello che gli abbiamo chiesto. Mi ha pregato di comunicarvi che potrete avere bandiera inglese e patente tutta per voi.
Giulietta Per me... sola?
John Non era questo che volevate?
Giulietta S... S.
John Ebbene, potrete avere tutto quello che vorrete dall'impareggiabile Duca di Bristol, a patto che andiate di persona sulla sua nave a firmare gli atti e i registri. E' tutto.
Giulietta Ma... non c' pericolo... Voi temevate appunto...
Nottola (intromettendosi) Eccesso di diffidenza, Madame! L'ammiraglio il miglior uomo del mondo e si far in quattro per agevolarvi. Ce l'ha assicurato anche l'ambasciatore di Ferdinando I. (A John) Non vero, signor capitano?
John (alzando la mano con accidiosa solennit)Vangelo!
Giulietta Non ne sembrate entusiasta.
John Il fatto che la faccia di mio cugino ha l'effetto di disturbarmi sempre un poco lo stomaco.
Nottola (ridendo) Il signor capitano scherza naturalmente! Ha mangiato con molto appetito invece!
Giulietta E quando dovrei presentarmi?
Nottola Anche subito! Anzi, prima andate e pi sar contento Sua Signoria il Duca! Credo che bisognerebbe corrispondere a tanta cortese benevolenza con pari cortese sollecitudine. Madame, in fondo voi siete una donna, lasciatevi dunque guidare
Giulietta (scattando) Chi? Chi una donna, coglione?
Nottola (battendo in ritirata)Scusate... non intendevo...
Giulietta (a John) Debbo proprio andare?
John Non esito ad affermare che oggi sar una giornata indimenticabile per tutti: un capolavoro.
Nottola (incalzando) Appunto. E meglio andar subito, vero capitano? Faccio preparare il battello a vela?
Giulietta (sempre a John) Debbo andar... subito?
John S, meglio. Vi aspettano.
Giulietta E la patente, chi ce l'ha?
Nottola E nelle mani del delegato livornese per desiderio di Sua Signoria l'ammiraglio. Non potevamo riportarla indietro...
Giulietta Va bene. Andr.
Nottola Benissimo. Faccio preparare il battello! (Esce in fretta da destra).
Giulietta Voi, John, verrete con me, non vero?
John Temo proprio che dovr privarmi del piacere, d'altronde assai dubbio, di rivedere mio cugino.
Giulietta Come?
John (amaro, quasi insolente) Volevate la patente? Andatevela a prendere da sola. Oggi, ognuno di noi, deve recitare la propria parte senza l'aiuto di alcuno.
Giulietta Io non capisco...
John Oh, capirete! Capirete!... E fatevi molto bella. Il Duca di Bristol piuttosto esigente in fatto di eleganza. Spero non vorrete deluderlo.
Giulietta Oh, no, certo.
John E ora, se permettete, vado sul ponte a prendere una boccata d'aria pura. Ne ho bisogno. (S'inchina ed esce).
Giulietta (guarda Bugna e Angioletto che la guardano in silenzio) Be'?
Bugna (insieme all'altro comincia a scuotere lentamente il capo) No, Padrona.
Giulietta Cio? (Visto che gli altri esitano) Vuotate il sacco, via!
Bugna Quegli inglesi vi aspettano sull'ammiraglia coi francesi... per farvi la festa.
Giulietta (pensosa) Effettivamente anch'io ho avuto l'impressione che qualcosa suonasse falso...
Bugna La faccenda puzza di sporco tradimento lontano un miglio, padrona. (Angioletto mugola) Gi. Qui dev'esservi lo zampino del Re di Francia.
Giulietta E perch lo avrebbe fatto?
Bugna Chi?
Giulietta John... il capitano John Brian.
Bugna Perch Giuda ha tradito nostro Signore? Per trenta denari, dicono.
Giulietta Ma il capitano...
Bugna Non avete visto la faccia che aveva? E' perfino capace d'impiccarsi al fico maledetto. Dopo, per. Quando cio vi avr fatta mettere in croce. (Angioletto significa qualche altra cosa) Eh! Dice bene, Angioletto. Che ne sappiamo noi che oltre la punta di Capraia non ci sia... la flotta francese invece di quella inglese? Una bella fila di navi francesi coi cannoni e i moschetti puntati. Voi vi presentate col battello a vela e quelli, gi! ferro e fuoco, tutto contro di voi. Poi il mare copre ogni cosa, e i morti non possono pi mordere...
Nottola (entrando) Il battello pronto, Madame!
Giulietta Di gi? Siete stato molto sollecito... Il capitano non pu accompagnarmi, spero mi accompagnerete voi, Nottola.
Nottola (a disagio) Sarebbe per me un grande onore, Madame, ma mi permetto farvi osservare che in vostra assenza meglio che resti io, su questa nave, per sorvegliare la ciurma.
Giulietta (lancia una rapida occhiata agli altri due) Giusto. E' bene che restiate qui. Penso, per, che non sia dignitoso per Madame de Granville presentarsi in barchetta. E' meglio che vada con la mia nave, a vele spiegate e bandiere al vento.
Nottola Oh, non necessario! Non proprio necessario, credetemi!
Giulietta Forse. Comunque ho deciso cos. Andate a chiamarmi il capitano. Svelto! (Nottola esce. Gli altri si scambiano sguardi eloquenti. Poi, la donna, con piglio sicuro) Bugna. Partiamo subito. Doppieremo il capo di Capraia. E se dall'altra parte ci saranno navi francesi, poggiate immediatamente a dritta, sottovento, per evitare il loro tiro... Andate! (Bugna esce. Giulietta si volge all'altro)E' affilata la vostra sciabola, Angioletto? (Egli a gesti spiega che potrebbe dividere in due un capello. Fredda) Bene. Salite in coperta e mettetevi accanto al capitano. E al momento opportuno, se mi ha tradito, saltategli addosso all'improvviso e segategli la gola. (Angioletto sgrana gli occhi) S, al capitano e anche a Nottola, naturalmente. (Angioletto attonito, esita, mostra di aver dei dubbi. Dura) Avete il cuore di un pulcino o siete sordo? E' un ordine! Tagliate loro la gola, senza discutere. Zac e zac!... (Angioletto domanda se deve fare zac! prima all'uno o prima all'altro) Prima al capitano, s'intende. Poi a quell'altro Giuda. Altre spiegazioni? (Angioletto esprime di aver capito e continua a fissarla stranamente) Come vedete, Madame de Granville non cambia... Che avete da guardarmi cos? (Con uno scatto di disperazione) Andate via! (Angioletto esce da destra, La donna resta a occhi chiusi, pallida. Poi con fervore) Signore. Abbi piet delle tue creature perdute sul mare... dei cuori malvagi... e degli amanti separati... Signore abbi piet di noi che l'un l'altro ci diamo la morte.
SIPARIO
Avanti al sipario Coro dei pirati :
Piet, mio Signore,
Piet per chi muore,
Chi muore e t'irride,
Piet per chi uccide...
Dannata a navigare
Sola su questo mare!
Oh-oh-eh! Oh-eh! Oh-eh!
Nono e ultimo quadro
Poco dopo. La luce pomeridiana sta declinando. Il capitano e Bugna in piedi l'uno di fronte all'altro.
John Tutto chiaro, nostromo?
Bugna Chiarissimo, Signore. Ho gi fatto mollare i terzaruoli e stiamo volando col vento in poppa verso la punta, come ha ordinato la padrona. Con l'abbrivio che abbiamo, potremo fare un bell'arco a sinistra fino ad affiancarci, con le vele che battono, a non meno di trenta braccia dall'ammiraglia... Va bene?
John Benissimo. E a questo punto...
Bugna Barra sottovento! Viriamo di un quarto a dritta e... (Entra Nottola) ...Ho capito tutto, Signore. D'accordo. Fidatevi di me.
John E mi raccomando le bandiere di saluto. Che sia una manovra perfetta, insomma. Questo vascello non deve sfigurare di fronte agli inglesi! (Alla battuta del capitano, sia Nottola che Bugna ridono. Bugna indica la nuova enorme gorgiera del quartiermastro e ride pi forte, Nottola indica la faccia del nostromo e si sbellica. John, impassibile, li guarda. Poi batte seccamente le mani) Avete finito, brava gente?... Basta, per favore!... Basta!... (I due si ricompongono) Posso invitarvi alla manovra, Bugna? (Gli indica a destra).
Bugna Signors! (Esce in fretta).
Nottola Quel bestione di Bugna... Certo se sapesse che cosa l'aspetta non sarebbe cos allegro!... Mi spiace perderlo. D'altronde non potrei mai fidarmi di lui, troppo dalla parte di Madame. Penso che dovremo sbarazzarci anche di Angioletto... Certo sarebbe stato meglio se Madame si fosse presentata col battello... Comunque dovr pur salire a bordo! Fino a quei momento occorre molta cautela... Madame furba come un demonio, e finch non avr messo piede sulla nave inglese... In quanto a vostro cugino, Sua Signoria l'ammiraglio, penso che sia stato davvero generoso con voi.
John Lo pagano per questo.
Nottola Il completo perdono, la reintegrazione nel grado di capitano della Marina di Sua Maest Britannica, la restituzione dei beni che vi hanno confiscato, il titolo di...
John Lo so. E' molto vantaggioso per me.
Nottola Intanto, prima o poi, Madame l'avrebbero presa ugualmente. La sua crudelt con i prigionieri francesi... Io posso testimoniare: tagliava la testa a tutti...
John (ribellandosi con fastidio) Ma no!
Nottola Come no? Con le sue mani. L'ho vista io. Un mostro sanguinario. Gettava il discredito su tutta la pirateria del Mediterraneo. E non so biasimare Sua Maest il Re di Francia se, nella recente alleanza che ha stretto con gli inglesi...
John Vi piace la politica, eh?
Nottola Certo! E' un'arte. Comunque, spero, Signore, che non vi dimenticherete... della patente inglese...
John Anche voi!?
Nottola (umile, sorridente) Eh, s, modestamente. Se non vi chiedo troppo... Vi prego di scusarmi, ma, in fondo, in questa faccenda...
(Da sinistra entra Giulietta acconciata con ricercatezza. Nottola cambia rapidamente discorso)
Certo che Sua Signoria il Duca di Bristol un vero gentiluomo vecchio stampo, come oggi non se ne trovano pi...
Giulietta (con un tranquillo gesto, a Nottola) Fuori. (Questi esce da destra. Al capitano con uno strano sorriso) Navighiamo verso l'ammiraglia o sbaglio?
John Non sbagliate.
Giulietta Vi piaccio, cos?
John S, Signora.
Giulietta (voltandogli la schiena) Volete aggiustarmi la gorgiera, per favore? (Il capitano gliela sistema meglio sulla nuca) Ho usato finalmente il profumo che avete avuto la finezza di regalarmi. Ve ne siete accorto?... Vi sembra in ordine la mia testa, John?... Sarebbe un vero peccato perderla. Per voi. (Breve pausa) Piacer a vostro cugino?
John Oserei dire che arde dal desiderio di conoscervi, poveretto.
Giulietta Poveretto?
John E' vecchio e non ha capito nulla della vita.
Giulietta Anch'io non vedo l'ora di incontrarlo. Vi confesso che comincio a trovare piacevole la prospettiva d'essere una gentildonna di ventura: una persona rispettabile. Come voi, capitano Brian. (Si volta e lo guarda. L'uomo abbassa gli occhi) Perch non mi guardate in viso?
John Anche quando ci separeremo per sempre non riuscir a guardarvi.
Giulietta Noi separati? Che cosa ve io dere?
John Lo sento.
Giulietta E quando?
John Presto. Molto presto.
Giulietta (con intenzione) Soltanto la potr separarci, ormai.
John Lo so. D'altronde la gioia e il dolore sono di lunga durata. Anche la vita talmente breve... Addio, Giulietta.
Giulietta Di gi?
John Bisogna pur dirsi addio.
Giulietta Perch? Dopo... non ne avremo il tempo? (L'uomo non risponde) Che cosa state architettando? (Non risponde) Comunque non avrete la gioia di vedermi tremare. (Breve pausa) Mi chiedo solo perch lo fate... Perch?
John Si fanno un monte di cose senza sapere il perch. Ma bisogna andare fino in fondo.
Giulietta (con sincera amarezza) Non so come ma voi volete punirmi. Questo lo so di sicuro. (L'uomo tace) Vi ho umiliato... e non riuscite a dimenticarlo. E' il vostro orgoglio ferito che condanna, vero? (L'uomo non risponde. La donna esita) Non... volete baciarmi?
John No.
Giulietta Tanto mi odiate? (Pausa) Non avete altro da dirmi, John?
John (guardando a terr) Vi chiedo perdono. Perdono di avervi incontrata. Perdono di avervi desiderata donna. Perdono di amarvi.
Giulietta (ha un attimo di smarrimento, ondeggia, si passa una mano sul viso, poi tenta ancora)Non... non volete dirmi, almeno, chi siete, nobile cavaliere di Re Art?
John Dite pure: nobile paladino delle speranze perdute. Comunque se mi amaste, anche senza volerlo ammettere, avreste saputo darmelo, un nome. Ma tardi, per questo. (Si apparta sul fondo e guarda fuori. Giulietta pensosa e inquieta porta accanto al vano di destra).
Nottola (appare nel vano, come un forsennato)Madame! Il capitano impazzito! Ha ordinato di caricare a palle i cannoni e di tener chiusi i portelli! E alla ciurma di acquattarsi dietro la murata coi moschetti, la mitraglia e la stoppa impeciata. (Sgomento, grida) Fate qualcosa, Madame! Correli su! Assumete voi il comando, altrimenti...
John (avanzando alle spalle di Giulietta) Altrimenti?...
(Nottola emette un breve ruggito e fugge via).
Giulietta (stupita, vivamente) Cosa succede? Cos' questo?...
John (tranquillo) Ve l'ho detto: il mio capolavoro. Andate sul ponte, Signora, se non volete perdere uno spettacolo davvero interessante. Tra poco vedrete, oltre la punta di Capraia, la nave inglese che se ne sta placida all'ancora, con le vele imbrigliate e le bandiere di saluto al vento. Tutto a posto, Signora.
Giulietta E i cannoni?...
John Ordini miei. Gli ultimi della mia carriera di corsaro.
Giulietta Cio?
John Abborderemo l'ammiraglia. Quelli credono che vogliamo mettere La Tigresse in panne, e invece, all'improvviso, apriremo i portelli di babordo e rovesceremo loro addosso tutta la santabarbara.
Giulietta (con un balzo)Eh?
John Cos si deve fare. L'ha detto anche Bugna. Vi volevano in mano loro, gli inglesi, per consegnarvi viva ai francesi. Una edificante faccenda di politica estera. Mi spiaceva pensarvi appesa per il collo, a seccare al sole, come meritereste.
Giulietta Perch non me l'avete detto subito?
John Volevo farvi una sorpresa. L'ultimo dono. Tra innamorati si usa.
Giulietta (riprendendosi dallo sbalordimento) Oh, John!... Voi... voi fate questo!... E io... che vi avevo condannato...
John Non affliggetevi: m'avevate condannato gi da molto tempo
Giulietta (esultante) Oh, caro, perdonatemi caro, caro... (Fa per abbracciarlo ma l'uomo la respinge con un gesto).
John (freddo) Signora, controllatevi... Sappiate che non nutro eccessiva simpatia per le effusioni di voi latini. Riuscite perfino a scannarvi per questioni d'onore ma mancate assolutamente di dignit.
Giulietta (con un riso nervoso) Ma... ma che dite?... Per me... per me cannoneggiate vostro cugino...
John No, non per voi. Il cannone rientra in un nuovo sistema, di mia invenzione, per onorare la saggezza della gente virtuosa, che Dio ce ne liberi.
Giulietta (appassionata) Lo fate perch mi amate...
John (scuote la testa negando) Lo faccio perch volevano compensarmi per il servizio. Se non mi avessero promesso un premio, forse vi avrei spinta io stesso in trappola. Per vedervi umiliata, una buona volta.
Giulietta (lentamente, commossa) Potevate scegliere... e avete avuto piet di me.
John Pu darsi. Una volta ho ucciso un uomo perch aveva ucciso un cane. Il cane non pu difendersi e io ne ho avuto piet. Del cane, s'intende. E voi, Giulietta, siete pi ingorda, ottusa e miserabile di un cane...
Giulietta (con disperato trasporto) Oh, John!... Ascoltatemi...
John (fa segno di no col capo e con le mani) Andate, ora. E' uno spettacolo che vi rimarr impresso...
Giulietta (tendendogli la mano) Andiamo...
John (scuote ancora il capo) Sola... Sola. Da questo momento vi cedo tutto il comando. Il mio compito finito. E forse non ci vedremo pi Mi spiace per la patente... D'altronde sapete meglio di me che la giustizia scritta non quella vera. E il male del mondo va purificato col fuoco! (Gridando) Andate, ora!
(Stordita, emozionata, Giulietta si avvia a destra ed esce. John si dirige pesantemente verso il fondo. Appare da destra Nottola che si ferma ansando sull'entrata e fulmina il capitano con uno sguardo carico d'odio).
John (si volta appena, flemmatico) Vi aspettavo. (Breve pausa) Mi spiace per voi, galantuomo. Temo che dovrete rinunciare al comando di questa nave.
(All'improvviso s'ode la voce di Bugna che grida Fuocooooo! . Segue il fragore assordante dai cannoni, i colpi dei moschetti e le grida di esultanza della ciurma. La scena invasa dai bagliori delle vampate e da folate di fumo. Nottola inviperito sguaina la sciabola e si scaglia contro John che, saltando da una parte, schiva un fendente. Sguaina a sua volta la spada e contrattacca. Alla fine costringe l'altro in un angolo e lo colpisce all'avambraccio. A Nottola cade la sciabola e si preme con la sinistra la ferita. Entra Angioletto. Il fragore dei cannoni cessato. John ripone l'arma, tranquillo)
Se fossi in voi, Nottola, prenderei il largo, prima che la padrona venga a conoscere certi particolari e vi faccia passare un fiocco di canapa intorno al collo. (Angioletto si accinge a disarmare il ferito) No, lasciategli le pistole... Pensate, piuttosto, che abbia subito una scialuppa, un fusto d'acqua, galletta, carne salata e una bottiglia di polvere per le pistole... Sbrigatevi, per favore. (Angioletto esce da destra. John volge le spalle al ferito) Non potevamo credere sul serio di poter vendere una donna ai suoi carnefici. L'immoralit dovrebbe avere un limite. Almeno per noi pirati... Ma il fatto che appena ci mettiamo a trattare con la gente per bene, escono fuori tali e tante vergogne... Ho idea che il mondo sia impazzito, o forse sono io che ho il torto d'essere in anticipo sulle cose del mondo...
(Nottola con la mano sinistra ha estratto la pistola e spara alle spalle di John che ha un sussulto e si puntella al tavolo senza voltarsi. Entra Bugna, vede la scena, sguaina la sciabola e l'affonda nel corpo di Nottola. Questi, dopo alcuni balzi, si affloscia sul pavimento).
Bugna (asciugando la sciabola) Tutto bene, Signore?... (Gli si avvicina).
John (con un mesto sorriso) Anche questo era giusto.
Bugna Che cosa? Che io l'abbia fatto fuori?... (John stringe i denti e non pu rispondere) Certi scorpioni velenosi si dovrebbero schiacciare subito, prima che pungano... E poi, scusate se ve lo dico, Signore, ma perch gli voltavate le spalle? Volevate proprio farvi ammazzare, santo Dio!... Non v'importa di vivere?... (Osservandolo meglio) Ma voi... non siete?... (Folgorato) Vi ha colpito!
John Temo proprio di s.
Bugna (guarda nella schiena di John e chiama)Angioletto! Presto! (Corre a destra) Chiamate il cerusico, presto!... Angioletto!...
Giulietta (entra. Bugna si fa da una parte poi esce in fretta. La donna si avvicina al capitano, eccitata e felice) Oh, John! Che meraviglia! Avete perduto uno spettacolo davvero eccitabile! L'ammiraglia saltata! Beccata in pieno nella santabrbara! (S'accorge del cadavere di Nottola e s'interrompe. Indicandolo) Era d'accordo con l'ammiraglio, immagino.
John (pietoso) S. Poveretto. Accarezzava un sogno segreto: diventare capitano. Si era vestito perfino da gentiluomo...
(Entra Bugna con Angioletto).
Giulietta (fredda, indicando loro il cadavere) Buttatelo ai pesci, subito!
Bugna Ma il capitano... il capitano ...
Giulietta (troncandogli la parola in bocca) Ai pesci, ho detto! Via!
John Obbedite, amici.
(Bugna e Angioletto, senza insistere oltre, trasportano fuori, a destra, il cadavere di Nottola).
Giulietta (guardandoli uscire) Incredibile! Il mio quartiermastro!
John Nulla incredibile, Giulietta.
Giulietta (si volta verso John) Perch ve ne state piantato l come uno stoccafisso? (Gli si avvicina) Che avete? (D'improvviso sgomenta) Siete pallido come un morto, John!
John E' il dispiacere di dovervi lasciare.
Giulietta Ma voi...
John Non dipende pi da me, questa volta... (Cerca di reagire alla debolezza che lo invade; Giulietta accorre e lo sorregge abbracciandolo. Si guarda la mano che gli aveva posato sulla schiena: insanguinata).
Giulietta Vi ha colpito a tradimento, quel... Andiamo. (Gli afferra il braccio sinistro, se lo passa sulle spalle e accompagna il capitano verso il suo alloggio) Angioletto vi metter a nuovo... il pi abile cerusico di tutta la marineria... davvero un mago... taglia e cuce ch' un piacere vederlo...
John (si appoggia con la destra allo stipite e si ferma. Con un sorriso) Mi portate nel vostro letto, Giulietta?... Forse sono un cattivo corsaro, ma ho sempre desiderato morire in un letto. (Ha un mancamento, ma subito reagisce) Penso... penso, amore mio, che non mi dimenticherete troppo presto, se mi addormenter nel vostro letto...
(La donna con un piede apre la porta ed esce col capitano. Da destra, correndo, entrano Bugna e Angioletto. Quest'ultimo porta con s una bottiglia di rum, una lurida cassetta con i ferri chirurgici e un panno. Si dirigono a sinistra. Angioletto esce. Bugna resta ansioso e indeciso sulla soglia, poi chiude la porta. Preoccupato e pensoso, lentamente si avvicina al tavolo. Accende la lanterna. Lunga pausa. Rientra Giulietta, pallidissima, severa, impenetrabile. Si avvicina al tavolo e comincia ad osservare una carta nautica. Rientra anche Angioletto, a capo chino e le braccia a ciondoloni. Basta uno sguardo tra gli uomini: Bugna comprende).
Giulietta (alza gli occhi dalla carta) Tutto procede bene?
Bugna S, padrona. Ho detto al pilota di spostare a Sud, per tenerci alla larga dall'isola d'Elba e di Pianosa.
Giulietta Navigheremo per tutta la notte su questa rotta.
Bugna S, padrona.
Giulietta (dopo un'altra pausa, ad Angioletto, imponente) Domani all'alba: solenni funerali al signor capitano John Brian. (Angioletto annuisce) Preparate ogni cosa. Lo affideremo alle acque quando sta per sorgere il sole e non c' bava vento. E il mare cos fermo e liscio che sembra la cosa pi pulita del mondo. Avvolgeremo il corpo in una bella vela nuova, odorosa di catrame. A John piaceva l'odore del catrame... (Ha un attimo di commozione ma si riprende e torna ad esaminare la carta. Pausa).
Bugna Dovremo trovare un altro capitano, padrona?
Giulietta (alza gli occhi, decisa) No. Torno ad essere io il vostro unico e solo capitano. (Gli uomini hanno un leggerissimo moto di esultanza ma lo sguardo glaciale della donna li smonta) Non rallegratevi troppo. Da oggi attaccheremo non solo le navi francesi, ma anche quelle inglesi, spagnole e olandesi. E in quanto ad alleanze dovremo andar cauti: non ci restano che i Turchi. (Breve pausa) Forse la nostra miseria necessaria al mondo... e anche noi serviamo a qualche cosa... Gli uomini hanno fame e sete di giustizia, ma ne hanno paura. E noi dovremo aver coraggio anche per loro. Fino in fondo. (Con un compasso prende alcune misure sulla carta. Pausa. Senza alzare gli occhi, ma con voce mutata) Voi non sapete perch morto il capitano Brian. (Breve pausa) Perch non l'ho amato abbastanza, morto. (Breve pausa) Come i bambini abbandonati alle ruote di conventi. Muoiono pi degli altri. Perch non hanno una madre che li ami. (Breve pausa) Da oggi in poi sar soltanto vostra. Tutti miei figli. D'altronde i miei capelli cominciano a farsi bianchi. (Continua a misurare col compasso).
Bugna Piangete, Signora?
Giulietta (tirando su col naso) No che nonpiango.
Bugna (guarda alle vele verso destra e fiuta il vento) Questo maestrale ha tutta l'aria di mantenere filato e fresco... Ci allontaniamo da Capraia a non meno di dodici nodi...
Giulietta (dopo una pausa) Ricordatevi di pregare, Angioletto. Non stancatevi mai. Abbiamo tanto bisogno che il Cielo ci aiuti. Siamo soli sul mare. (Angioletto annuisce) Ricordatevi di fargli dire delle Messe. (Lo guarda) S, anche al capitan John Brian. Da oggi in poi dovrete occuparvi anche di lui. (Angioletto annuisce. La donna guarda nel vuoto) Non bisogner dimenticarlo. Merita il paradiso: era un uomo col sangue pulito. E mi amava! (Torna alla sua carta. Pausa. Con candore) Angioletto. Voi che le sapete, certe cose, ditemi... Con chi star io, quando sar morta? Col Duca de Granville o col capitano Brian?
* Copyright 1963 by Alberto Perrini.
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